VII | Maggio 2020
EtCetera
Il giornalino degli studenti L’editoriale
di Francesco Vaccaro, 4aa
Rieccoci qui dopo due mesi da incubo, tra bollettini di guerra e di morte, Dpcm (di cui per altro si ignorava l’esistenza) e una didattica a distanza terrificante. Questa volta desiderosi di ripartire econ prospettive future cupe e incerte. L’emergenza da Covid-19 ha messo tutti a dura prova, soprattutto noi giovani, e sono sicuro che si tratta di un evento epocale e che rimarrà nei libri di storia. L’Italia ha vissuto una nuova Resistenza, nella quale è emersa la sua parte migliore, la solidarietà e il volontariato che non ha eguali nel resto d’Europa (ma anche del mondo!) e di cui dobbiamo andare fieri. So che molti di voi sono stanchi e che vogliono tornare alle loro vite pre-Covid, ma non possiamo, soprattutto ora, altrimenti rischiamo di tornare nell’abisso in cui abbiamo vissuto il mese scorso. L’Italia ha bisogno di ripartire, e noi siamo la chiave per la svolta: la nostra energia, la nostra voglia di fare e il nostro carattere ribelle e, al tempo stesso
responsabile, sono il vero ossigeno per l’Italia di domani. Noi di EtCetera siamo qui per assistervi in questa ripresa surreale ma necessaria, fornendovi informazioni, opinioni e anche un po’ di sana ignoranza, perché no. Abbiate fiducia in voi, nei vostri cari e nelle capacità dell’Italia stessa e vedrete che tutto andrà davvero bene, anche se ora non sembra. Ad meliora! (tranquilli non ho sbagliato)
Prima di sparare, pensa!
Il fiume Sarno il 4 maggio scorso
Informazione e democrazia ai tempi del Covid-19 Silvia Romano: una questione ancora aperta Interviste alle opposizioni
EtCetera | Liceo Majorana Desio
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Indice 2
3 - Su paralleli opposti 6 - La mafia: un virus incurabile 7 - MES: di cosa si tratta? 9 - Romano: una questione aperta 11 - Ciechi negli occhi e nei sentimenti 14 - Intervista al sen. M. Romeo (Lega) 18 - Intervista all’on. Giorgia Meloni (FdI) 22 - Giornata dedicata alla Terra 24 - Serie tv e Netflix 26 - Un film da Quarantena 28 - Reazione internazionale al Covid-19 30 - La musica in questo periodo 33 - Cosa si può definire “arte”?
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Attualità 3
Giacomo Longoni, 4bb
Su paralleli opposti Care majorane, cari majorani Eccoci qui. Ci siamo lasciati il 22 febbraio scorso. Chi poteva pensare che quel sabato sarebbe stata l’ultima volta che i nostri amici di quinta avrebbero messo piede al Majo prima della “matura”? Chi avrebbe predetto un distacco così prolungato, un’emergenza sanitaria così forte, una crisi socio-economica così grave? Sono passati quasi tre mesi. A dir la verità nessuno può dirlo con certezza. Come possiamo essere certi che sono solo tre mesi? Già, quanto tempo è passato? In qualche modo ci poniamo quella stessa domanda che si pose prima di noi Agostino nelle Confessioni a proposito del tempo: “Misuro il tempo, lo so; ma non misuro il futuro che non esiste ancora; non misuro il presente che non ha estensione, non misuro il passato che ormai non esiste più. Che cosa misuro dunque?”. Come misuriamo noi questo periodo? Anzi, cosa misuriamo? Una leggenda metropolitana che vaga nelle nostre città e che intasa i commenti dei buonisti su Facebook, Twitter e Instagram attribuisce la misura del tempo ad uno strumento del tutto particolare: la bontà.
“Diventeremo più buoni”, e ancora, “Ne usciremo migliori” - scrivono - come se il raggiungimento della bontà decretasse l’avvenuto passaggio dal coma alla nuova vita. Se abbassiamo lo sguardo sullo schermo si notano decine e decine di altri commenti che sono una risposta forte, brutale e irriverente alla leggenda sopracitata. Pare evidente ai miei occhi che usciremo diversi da come ne siamo entrati. Ma non migliori. Non più buoni. Dopo il sogno infranto pare normale cercare il colpevole. Chi è costui che ha il potere di sottrarmi la terra promessa della bontà? Chi il maledetto che mi deruba della bontà meritata? La risposta non ce l’ho e potrei finire qui l’articolo. Saluti e statemi bene! Poi rifletto. No, dai, non posso fare scena muta; una risposta la devo dare. Ripercorro in quattro nanosecondi il periodo della quarantena. Non riesco a trovare un colpevole. Deluso della mia ignoranza sblocco il cellulare e mi rifugio nel porto sicuro, nell’evergreen in cui imbattersi quando non si hanno alternative migliori: Instagram. Mi compaiono un po’ di meme, un video di indiani che fanno cose, la notifica dell’hacker che
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Attualità 4
mi ha taggato per la trecentesima volta in 24 ore e… tanti commenti. Ce n’è per tutti i gusti! C’è chi chiede al governo di non portare in Italia il 5G, c’è l’economista laureato presso la prestigiosissima Università della Vita che parla di Mes, c’è il virologo con dottorato presso il Centro Nazionale Sollevamento Polemiche e Complotti che profetizza sui tempi del vaccino. I più temerari che, non contenti, scorrono più in basso possono trovare i terrapiattisti che urlano al complotto per presunte negligenze da parte del Fbi e, ultimo ma non meno importante, il classico: “Con i soldi dello stipendio di Conte, Mattarella & Co. l’Italia ripartirebbe in due settimane”. Forse aveva ragione il grande Umberto Eco quando diceva che “i social danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività.” Eco aveva fiutato il problema già cinque anni fa. Generalmente questo aforisma è servito con l’immancabile “E questi hanno pure il diritto di voto!”. Ed è qui che nascono idee preoccupanti e oscure come quella della democrazia elitaria. I più estremisti addirittura propongono un “test della democrazia”: se si risponde correttamente al
60% dei quesiti di cultura generale che vengono posti, allora si ha diritto alla tessera elettorale altrimenti si è out. Curioso, no? No, assolutamente no. E anche poco divertente. La risposta al problema sta tutta qui: tutti quei commenti che vi ho riportato sono scritti da persone che non hanno avuto la possibilità di istruirsi su determinati temi e che non hanno assimilato delle competenze che gli permettano di trattare con “scienza e coscienza” i grandi problemi che toccano questo deplorevole 2020. La colpa non è loro. Il dito va puntato contro coloro che non sono stati in grado di trasmettere a questi gli strumenti essenziali per poter solamente avere un pensiero fondato su fatti reali, non strampalato. Questa è la vexata quaestio. Questo il dilemma. Allora, nella mia smania di trovare un colpevole, mi domando di nuovo: “Di chi è la colpa?” La colpa è di chi dovrebbe occuparsi della loro informazione, di chi dovrebbe trasmettere in modo chiaro, conciso ed efficace gli strumenti necessari per permettere di affrontare in modo serio e realistico il problema. La colpa è dei mezzi d’informazione. Solo loro. Anzi, per correttezza, solo nostra. Ci voleva davvero una pandemia, una
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Attualità 5
crisi, una situazione estrema per farci capire l’importanza di fonti vere, certe, sicure, affidabili da cui informarsi? Ci voleva davvero l’emergenza Coronavirus per capire l’importanza dell’informazione (e dell’istruzione)? La corretta informazione è quella cosa che rende il cittadino capace di affrontare in termini generali ogni discorso. È quel bene di prima necessità che non può essere accantonato in una democrazia. Ecco, tutti questi commenti decretano in modo tangibile la sconfitta della corretta informazione quindi, la sconfitta della democrazia. Dovremo ripartire da qui. Anzi, continuare da qui. Loro, la Democrazia e la Corretta Informazione non si sono mai fermate. Hanno vissuto in questi mesi su paralleli opposti rispetto a noi, ma non si sono fermate. Noi sì e stiamo pagando un prezzo altissimo. Ad majora!
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Attualità 6
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Valentina Nieddu, 4aa
La mafia: un virus incurabile Mentre l’economia dell’Italia sta crollando, c’è chi trae vantaggio dalla situazione, un virus che da tempo ormai sta infettando la penisola e a cui sembra non esserci cura: la mafia. La Direzione centrale anticrimine e gli esperti del settore hanno già lanciato l’allarme sui movimenti del crimine organizzato per infiltrare l’economia legale in crisi, persino i giornali britannici e tedeschi hanno sottolineato la gravità della situazione mafiosa attuale in Italia; secondo l’avvocato di giustizia e attualità Rando Gurrieri, il piccolo commercio, le costruzioni, i bar e ristoranti e tutte le fragili attività imprenditoriali con problemi di liquidità troveranno nella criminalità organizzata un’opportunità immediata con prestiti a tassi bassi e la compartecipazione all’attività stessa, diventando così lo scenario migliore per le mafie. Inoltre, la decisione di concedere i domiciliari a 3 detenuti del 41-bis di certo non aiuta. Sebbene la scarcerazione sia avvenuta per problemi di salute che
rendono i soggetti a rischio Covid-19, questa scelta ha causato non poche polemiche da parte dell’opinione pubblica che hanno portato il Consiglio dei Ministri a “limitare i danni” rivalutando entro quindici giorni i presupposti che hanno permesso le scarcerazioni, coadiuvati dal Procuratore nazionale antimafia e dal Procuratore distrettuale antimafia del luogo in cui il detenuto ha commesso il crimine. Già in passato si è assistito a come emergenze pubbliche, eventi improvvisi e calamità naturali siano state un’opportunità di guadagno per le imprese illecite e questa emergenza non è da meno: finora si sono verificati furti di mascherine destinate alla rivendita e investimenti in imprese di pulizie, distribuzione di generi alimentari, disinfezione, pompe funebri e nel settore sanitario. Insomma, per concludere cito il grande scrittore Leonardo Sciascia: “La mafia altro non è che una borghesia parassitaria, una borghesia che non imprende ma soltanto sfrutta”.
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Giorgia Tiralongo, 1aa Sofia Marcantoni, 1H
MES: di cosa si tratta? La quarantena e le misure di restrizione ci hanno costretto, negli ultimi due mesi, a vivere molto diversamente rispetto alle nostre consuete abitudini: niente scuola, niente serate con gli amici e chiusura di tutti quei luoghi che frequentavamo abitualmente, come centri commerciali, librerie, parchi e molti altri. Questa drastica chiusura e questo repentino cambiamento di abitudini ci hanno costretto a rimanere in casa e, come ben sappiamo, molti hanno sofferto ancora di più, vedendo i propri negozi o luoghi di lavoro chiusi. A causa di questa terribile emergenza sanitaria, dunque, le conseguenze si rivelano altrettanto preoccupanti. Per far fronte, dunque, alle emergenze sanitaria ed economica, il governo ha messo a frutto un piano che comprende il prestito di soldi proveniente dall’Europa. Nelle ultime settimane, però, tutti abbiamo sentito o letto i problemi che attanagliano i nostri vertici in Europa: essa infatti si divideva in chi, come l’Italia, la Francia e la Spagna, voleva attuare l’utilizzo dei famosi “Eu-
robond” o anche conosciuti nell’ultimo periodo come “Coronabond”, risalenti a molto prima dell’emergenza sanitaria, e in chi invece si vede più propenso ad utilizzare un altro strumento, il famoso MES (Meccanismo Europeo di Stabilità), anche conosciuto come “Fondo salva Stati”. Ma di cosa si tratta esattamente? Tutti almeno una volta ne abbiamo sentito parlare al telegiornale, ma siamo davvero sicuri di sapere che cosa sia? Il MES, istituito grazie alle modifiche al Trattato di Lisbona, apportate dal Consiglio Europeo nel marzo del 2011, è entrato in vigore nel luglio del 2012 per far fronte ad una crisi di debito. È dunque un meccanismo volto a mantenere la stabilità finanziaria della zona euro e ha sede come istituzione a Lussemburgo. Il MES emette prestiti sulla base di condizioni molto rigide, per questo motivo paesi come l’Italia avrebbero preferito i famosi Eurobond, per l’occasione ribattezzati “Coronabond”, strumento finanziario emesso dai paesi dell’Unione Europea nel suo insieme
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Economia
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che mette in comune il debito tra più paesi. Dunque i Coronabond sarebbero serviti per far fronte alle spese sanitarie ed economiche, legate alla diffusione del virus: l’acquisto di macchinari di terapia intensiva e di strumenti di protezione contro il contagio e fondi per rilanciare l’economia a seguito della chiusura delle attività. Per l’Italia sarebbe stata vantaggiosa la scelta di questo strumento, ma in Europa non tutti erano d’accordo: i paesi del Nord, come la Germania e l’Olanda non avevano intenzione di emettere un nuovo debito comune con i paesi meno ingenti. Per questo, dopo settimane di indecisione, si è arrivati a un compromesso, ovvero il così detto “MES light”. Questo tipo di Fondo salva Stati depotenziato, anche detto Pandemic crisis support, stanzia 240 miliardi per l’intera euro zona, quindi 36 miliardi per l’Italia, corrispondente al 2% del PIL. La somma è vincolata però solo alla spesa sanitaria, quindi per strumenti di protezione individuale, personale medico e strutture apposite per il Covid-19. La differenza con il MES originale sta nel fatto che non ci sono par-
ticolari vincoli di bilancio ma si tratta sempre di un prestito e in 10/15 anni l’Italia dovrà restituire questa somma.
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Attualità 9
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Giovanni Colombo, 3D
Silvia Romano: una questione tutt’altro che conclusa 20 Novembre 2018: la cooperante milanese viene rapita a Chakama, villaggio nel sud del Kenya, dove si trova per conto della onlus “Africa Milele” a svolgere attività di volontariato a tutela dell’infanzia. 10 Maggio 2020: le forze di sicurezza italiane riportano in Italia una giovane molto provata. Queste ultime due affermazioni sono le uniche assolute certezze di cui ci si possa dire convinti. Teorie di ogni genere, più o meno fondate, infestano disordinatamente internet e forse anche alcuni giornali. Nel tentativo disperato di cercare per me e per il lettore un po’ di chiarezza, voglio procedere per gradi cercando di chiarire la situazione suddividendo questa tragica avventura in due parti. L’ostaggio La Romano, italiana, classe 1995, ha passato gli ultimi due anni nelle mani dei terroristi di Al Shabaab. Dal rapimento alla liberazione ha viaggiato molto tra sei covi, a piedi, in moto e in automobile attraversando l’Africa più selvaggia e incontaminata, vivendo, anzi sopravvivendo, sempre in centri urbani.
Così dichiara agli inquirenti al suo ritorno. Sembra apparire felice, ma molti, e sento di potermi includere in questa categoria, dubitano di questa strana apparenza. C’è chi parla di entusiasmo per il ritorno e chi invece, diventato psicologo leggendo due righe di qualche giornale online, azzarda a ipotizzare la sindrome di Stoccolma, disturbo che colpisce ostaggi, che, durante e dopo il periodo di prigionia, stringono un rapporto di affetto con i carnefici perché li considerano unici artefici della loro sopravvivenza. Ad ogni modo non è a questo tipo di giudizio che desidero arrivare, a questo penseranno specialisti così come alla sua decisa ma quanto meno strana conversione. La sua Odissea ha un punto di svolta poche settimane fa. Da qui un crescendo di avvenimenti si sostituiscono a una vita a suo dire monotona e ripetitiva e la riconducono nel nostro paese. Questa è la sintesi di una storia che potrebbe qui considerarsi terminata, se non per le conseguenze sulla giovane e sulla sua psiche, delle quali, per questione di competenza, capacità e cono-
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scenza ribadisco di non voler discutere e per i risvolti politici di questa vicenda. L’affare sporco ma redditizio Approdiamo perciò alla questione politica: non nazionale ma internazionale. Non mi soffermerò certo su presidenti e ministri che si pestano i piedi per contendersi la prima pagina dei giornali ma sulle dinamiche che è necessario conoscere. Chi sono i suoi sequestratori? Davvero brava gente interessata a un puro, seppur ingente, guadagno economico? O c’è qualcosa di più? E ancora, come è stata liberata? Da chi e perché? Sono queste le domande che mi sono posto, e dopo un’attenta occhiata a giornali nei quali ripongo la mia fiducia, cerco di condividere quanto di più certo e convincente. Dunque, iniziamo dal gruppo di sequestratori. Gli Al Shabaab, terroristi e fondamentalisti islamici, agiscono in Somalia con azioni sistematiche come rapimenti, rapine e furti. Perciò, dati i presupposti, appare la natura tutt’altro che benevola del gruppo di spietati assassini. La causa o, se preferiamo, il fine dell’azione nella fattispecie sarebbe
con grande probabilità la richiesta di una gigantesca somma, al pubblico evidentemente sconosciuta. Affermato ciò, Pietro del Re chiarisce dalle colonne di Repubblica come la vittoria del gruppo non si esaurisca nel riscatto ottenuto ma anche nella confermata, ma ripeto, di dubbia natura, conversione della vittima, convinta, magari non in maniera coatta, a spostarsi verso la dottrina islamica. Sembra che a trattare con questa cellula sia stata l’intelligence turca. Restando nel panorama internazionale pare che Stati uniti e Gran Bretagna non abbiano apprezzato l’apparente linea del pagamento senza trattativa, poiché si attesterebbero su una linea di approccio diversa da quella italiana: molto meno vicina al compromesso. Quale sarà la reazione degli stati che ci hanno aiutato o criticato? E questo avrà in qualche maniera conseguenze sul futuro diplomatico? In conclusione, scaturisce da questi brevi pensieri un aspetto non indifferente: l’importanza di rintracciare e punire i colpevoli affinché l’iter del sequestro di un italiano, cooperante, prete o turista che sia, non diventi automaticamente una certa fonte di enorme guadagno.
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Giulia Burigiotto, 4bb
Ciechi negli occhi e ciechi nei sentimenti “Non si perda, non consenta di perdersi” Così scriveva José Saramago nel suo romanzo più famoso, Cecità. Nonostante siano ormai passati venticinque anni dalla sua pubblicazione, nessun libro può essere considerato più attuale di questo. La situazione che stiamo vivendo sembra corrispondere alla piena realizzazione di quanto predetto dalla mente dello scrittore. L’imprevedibilità e allo stesso tempo la prevedibilità dell’uomo, immutabile nella sua natura, permettono di stabilire quasi con assoluta certezza l’atteggiamento di un individuo di fronte a un pericolo, alla paura, alla crisi e al cambiamento. In questi mesi abbiamo potuto scorgere l’indole più egoista, meschina e misera della nostra società, dal cittadino comune all’influencer, dal politico al vescovo, dall’amico allo sconosciuto. Privato del suo ritmo frenetico, privato delle sue relazioni sociali, privato delle sue distrazioni quotidiane, l’Italiano si è ritrovato solo con sé stesso, circondato da un pericoloso nemico e costretto a rimanere tra le quattro mura abitative. Va da sé che ognuno perda piano piano quel sentimento di Civiltà, fondamen-
to di una comunità sociale, mancando il contatto con il mondo reale, e ogni giorno sia chiamato a resistere e a conservare la propria umanità. “La paura ci ha accecato, la paura ci manterrà ciechi.” L’insicurezza, il vacillare della speranza, la mancanza di un futuro certo, le numerose morti annunciate dai giornali e dalla tv hanno reso gli animi dei cittadini appesantiti e tremendamente impauriti e, come ci insegna la storia, la paura crea ignoranza, crea cattiveria e crea dissidio. L’esempio più lampante è forse l’accanimento nei confronti di Silvia Romano, volontaria rapita due anni fa da un gruppo terrorista e tornata in Italia qualche giorno fa. Non vi è stato nemmeno il tempo di esultare per il ritorno di una nostra concittadina che si è iniziato subito a discutere della quantità di denaro “spesa” per il suo riscatto. La crisi economica che sta colpendo la nostra nazione è sicuramente una questione importante dal momento che una grossa fetta di popolazione non riceve uno stipendio da marzo e sembra non essere in alcun modo aiutata dallo Stato, tuttavia scaricare la propria frustrazione su una ra-
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gazza che è tornata in Italia dopo due anni di rapimento, e ripeto, rapimento, è da menti davvero perverse. Perversa è anche la polemica che si è venuta a creare intorno alla sua conversione all’Islam, come se fosse la religione a caratterizzare la nazionalità di un individuo. Fortunatamente il nostro è un paese laico che permette la completa libertà di culto e piuttosto che criticare la fede altrui, forse è il caso di interrogarsi sulla veridicità della propria. E di fronte a un’Italia sempre più povera sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista morale, la politica non riesce a creare un fronte comune ma si concentra unicamente nel difendere il proprio partito e nel tramutare la situazione tragica in cui ci troviamo in mera propaganda politica. Il razzismo, già presente da molto tempo, si inasprisce sempre più, riversandosi nel suo flusso incessante non solo sul famoso “uomo nero”, l’immigrato, ma anche sulla comunità cinese, ritenuta colpevole della diffusione del virus. E’ chiaro che il sentimento razzista dell’Italiano non sia legato alla convinzione di superiorità che si riscontra nella storia del secolo passato, ma sia più legato al timore e alla cattiva abitudine degli Italiani a cercare sempre un ca-
pro espiatorio per le loro mancanze. Questo si può facilmente capire dalla forte benevolenza e gratitudine con cui sono stati accolti i medici cinesi o dalla forte opposizione da parte di alcuni riguardo alla regolarizzazione degli “stranieri”. La polemica prima verteva sulla loro clandestinità, e perché ora invece si è così contrari? Perché, se ciò avvenisse, mancherebbe qualcuno da incolpare. L’unico faro in questa notte nebulosa sembra essere il Papa, unico che continua a predicare un rinnovamento spirituale e ricordarsi della situazione degli ultimi, i detenuti, di cui anche Dio sembrava essersi dimenticato. Curioso, direi preoccupante, come l’opinione pubblica non si esprima mai riguardo alle condizioni di vita dentro le carceri ma rimanga subito indignata dalla proposta di scarcerare particolari categorie di detenuti in vista dell’emergenza Covid. Negli ultimi giorni la scarcerazione dei mafiosi è divenuta, giustamente, questione molto sentita da tutti e che ha lasciato perplessa anche me. Ritirare ai domiciliari personaggi del genere è un gesto molto pericoloso, in quanto, lo sappiamo bene, alle spalle di uno stato debole stanno sempre delle cosche mafiose e quelle non si fermano mai.
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Inoltre, è poco convincente addurre come motivazione la prevenzione del contagio per persone che di norma si trovano in isolamento. Bisogna tenere conto tuttavia che le misure vengono adottate per detenuti di età maggiore ai 70/75 anni e che si trovano in condizioni di “grave infermità fisica”. Esempi sono Francesco Bronura, influente boss palermitano con problemi cardiorespiratori e alle spalle un cancro al colon con vari cicli di chemioterapia, e Vincenzino Iannazzo, scarcerato per “deficit immunitario da terapia cronica antirigetto per trapianto e per la presenza di altre patologie”. Il sistema carcerario è totalmente incapace di gestire la situazione: condizioni igieniche e sanitarie pessime, mancanza di materiali quali guanti e mascherine, impossibilità di adottare la misura del distanziamento sociale a causa del forte sovraffollamento di cui soffrono le carceri italiane ormai da tempo. A questo si aggiunge il divieto per i detenuti di contattare sia fisicamente sia telefonicamente i propri cari condannati alla preoccupazione costante. Dostoevskij nei “Fratelli Karamàzov” scrive: “non vi può essere sulla Terra nessuno che giudichi un criminale se prima non abbia riconosciuto di essere egli stesso un
criminale come chi gli sta dinanzi, e di essere forse il maggior colpevole del delitto da questi commesso.” Il comportamento del popolo italiano è proprio questo: un giudice che condanna ma non perdona. Sono fermamente convinta che la crescita dello spaccio, dei furti, degli assassinii, della violenza, degli atteggiamenti mafiosi, dipenda fortemente dalla società in cui si inserisce, dall’educazione che viene impartita fin da piccoli, dalla presenza o meno dello Stato in certe realtà. Questo non è certamente una giustificazione alle terribili azioni commesse, questa è un’accusa a me stessa e a tutti i miei vicini e fratelli (scusate il termine socialista) che ogni giorno alimentano la fiamma della violenza, dell’odio razziale e religioso, coloro che non rispettano il loro paese e contribuiscono ogni giorno a umiliarlo, coloro che potrebbero essere ogni giorno la parte migliore di loro stessi e decidono invece di mostrare il loro lato peggiore. Perché dopotutto, citando sempre Saramago: “secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, ciechi che vedono, ciechi che, pur vedendo, non vedono.”
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Intervista al senatore Massimiliano Romeo (Lega) Lo speciale “parola a…” questa volta ci porta ad intervistare le opposizioni. Abbiamo rivolto otto domande d’attualità al senatore leghista Massimiliano Romeo. Romeo nasce a Monza 49 anni fa, nel 1971. Nel 1992, dopo aver conseguito il diploma di maturità scientifica al Collegio Ballerini di Seregno, entra nel mondo della politica come membro della Lega Nord. Successivamente si candida come consigliere comunale all’opposizione per poi diventare assessore ed infine capogruppo di maggioranza in Regione Lombardia. Alle politiche del 2006 si candida alla Camera della Repubblica ma non viene eletto; diventa invece consigliere della Lega Nord alle regionali in Lombardia del 2010 e riconfermato nel 2013. Alle politiche del marzo 2018 viene eletto Senatore della Repubblica nella circoscrizione Lombardia e successivamente nominato Capogruppo della Lega al Senato. 1. Parliamo dell’attualità. Nelle
scorse settimane c’è stata una dura reazione e protesta della Lega verso le misure adottate dal Governo. Può spiegarci brevemente cosa non approvate e, al contrario, cosa proponete? “Abbiamo incontrato, con Matteo Salvini, il presidente del Consiglio che, a parole, ci ha garantito ascolto. Purtroppo abbiamo visto subito che non è stato così. Al decreto Cura Italia abbiamo presentato 204 emendamenti, ne hanno accolto uno solo. E alla Camera il provvedimento è arrivato blindato. Il nostro era un pacchetto organico di proposte che andava dalla pace fiscale al taglio delle imposte, dal fondo per il turismo ai contributi a fondo perduto, grandi assenti dai provvedimenti adottati finora, passando per misure di semplificazione, di taglio della burocrazia, il potenziamento del Fondo per la non autosufficienza, per il sostegno alle persone con gravi e gravissime disabilità, maggiori fondi per le famiglie, sulle cui spalle si è scaricata l’intera fase di lockdown e, ora, la difficile ri-
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Parola a...
presa, con i figli a casa e il lavoro da gestire. Non c’è più tempo. Mentre aspettiamo un’infinita trattativa europea, che ci vede sempre di più esposti a misure che rischiano di penalizzarci, il lavoro stenta a ripartire, la burocrazia è asfissiante, il carico fiscale incombe e rischiano di arrivare, tra poche settimane, una pioggia di cartelle, anche con gli arretrati”. 2. Dall’inizio dell’emergenza il Presidente Conte ha chiesto e auspicato cooperazione tra tutte le parti. Molti hanno definito però il vostro atteggiamento poco responsabile e poco collaborativo. Come risponde a questa critica? “Come detto, bastano due dati: abbiamo presentato 204 emendamenti (in larga parte frutto delle richieste che arrivavano da famiglie, lavoratori, imprenditori, associazioni, categorie), 203 scartati dalla maggioranza Pd-M5S. Forse il presidente Conte ha uno strano concetto di collaborazione. Per noi ‘collaborare’ è dare un contributo costruttivo, non ratificare le scelte del governo. Scelte del governo che, peraltro, si sono rivelate insufficienti e inadatte a gestire una fase delicata come questa”
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3. La Bbc ha posto al terzo posto del podio “leader politico che diffonde un maggior numero di fake news riguardo al Covid-19” il vostro segretario Matteo Salvini. Ritiene ci sia qualcosa di scorretto nella comunicazione del suo leader? Crede che questo sia un modo per accrescere il consenso? “Più che quello che dice la Bbc, contano i fatti: Salvini è stato attaccato perché fin dall’inizio aveva detto che sarebbero servite decine di miliardi di euro, e ben presto anche il governo si è reso conto che non si poteva rispondere a un’emergenza e a una crisi come quella generata dal Covid con le poche risorse inizialmente previste (e tuttora insufficienti). Salvini è stato criticato per aver posto la questione delle messe, e il governo si è poi reso conto che era un’esigenza da tenere in considerazione, tanto da redigere uno specifico protocollo con la Cei. Per non parlare dell’allarme che Salvini ha lanciato, per tempo, su tasse e burocrazia, che ancora il governo non ha raccolto ma che è priorità trasversale per tutte le categorie economiche”. 4. Come si posiziona la Lega nel dibattito sul tema dello Svuota-carceri? Pensa che siano da considerare
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come casi diversi i generici criminali rispetto ai mafiosi o lo svuotamento delle carceri è disapprovato in ogni caso? “Lasciatemi innanzitutto dire che le scarcerazioni di mafiosi e narcotrafficanti sono un fatto scandaloso. Noi stiamo con i magistrati antimafia e con i familiari delle vittime di mafia. Ma l’operato del ministro Bonafede abbiamo iniziato a metterlo in discussione già tempo fa, per l’incapacità che ha dimostrato nella gestione delle rivolte nelle carceri, per gli agenti aggrediti, per le vittime registrate. Leggo che anche nelle ultime ore gli avvocati ne hanno chiesto le dimissioni. Magistrati critici, avvocati sul piede di guerra. E’ chiaro che un ministro, in un ruolo così importante, non può ostinarsi a conservare la sua posizione se questi sono gli effetti e i risultati”. 5. Noi giovani ci sentiamo un po’ dimenticati nei vari decreti emessi dal Governo. Su cosa si basa la proposta della Lega riguardo a questa problematica? “I giovani hanno ragione da vendere a protestare. Condividiamo la vostra amarezza. Per questo nelle nostre proposte, formalizzate a Camera e Senato, abbiamo previsto: risorse aggiuntive per la
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didattica digitale, tutele per i giovani professionisti, pagamenti per i giovani agricoltori, un fondo di sostegno per lo sport dilettantistico, credito d’imposta per le squadre che fanno formazione e inclusione dei giovani. Una particolare attenzione l’abbiamo rivolta anche a quelle ragazze e ragazzi che sosterranno, da privatisti, l’esame di maturità, chiedendo regole certe e non discriminanti. Capiamo le difficoltà e le specifiche esigenze di chi, già inserito in un percorso lavorativo, associa a questo lo studio e pensiamo sia doveroso dare a loro, come a tutti, le migliori garanzie, soprattutto in questo momento difficile”. 6. Noi giovani siamo scesi in piazza più volte per manifestare in favore di una politica più attenta verso la Casa in cui abitiamo. Nei giorni scorsi abbiamo visto l’immagine del fiume Sarno, in Campania, che, dopo esser tornato limpido per il lockdown, è ritornato, in pochi minuti, quello di sempre. Crede sia possibile, sfruttando l’emergenza, operare scelte drastiche che tengano in considerazione il clima e l’ambiente? Solo utopia? “Innanzitutto una premessa, doverosa: certa sinistra, che oggi si fa paladina dell’ambiente, è la stessa che ha
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sostenuto a spada tratta la globalizzazione, che ha affidato vasta parte della produzione delle merci a Paesi che non hanno alcuna cura dell’ambiente né - aggiungo - dei diritti umani e dei lavoratori. Per questo pensiamo che questo tema debba essere affrontato in maniera molto più concreta e meno ideologica. Anche in Campania dove il governatore De Luca, a parte atteggiarsi da sceriffo, non è riuscito a debellare fenomeni decisamente gravi come i roghi di rifiuti tossici. Ho letto, purtroppo, anche di un recente caso a Caivano. L’ora delle scelte coraggiose è oggi e se è vero, come va sbandierando il premier Conte, che ci saranno interventi economici “poderosi”, è il caso di investire parte di queste risorse anche per la tutela del territorio, dei fiumi, dei laghi, del mare. L’inquinamento è un danno per la salute, per il turismo, per il futuro dei giovani”. 7. Negli ultimi tempi, a partire da Berlusconi probabilmente, il partito e i suoi componenti hanno assunto un’importanza secondaria rispetto al “frontman”. Questo è avvenuto sia a destra che a sinistra. Si ritrova in questa lettura? “Non c’è dubbio che la politica, e i partiti, siano cambiati ma la Lega ha resistito ed è cresciuta in questi anni
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sia per le capacità e la visione del suo leader, sia per la sua struttura territoriale, per tanti bravi Amministratori che hanno dato forma e coerenza a un progetto, mostrando ai cittadini che la politica non è poltrone, non è promesse vane, ma è impegno quotidiano per la propria gente, il proprio territorio e per il Paese.” 8. In questa emergenza si è visto quanto sia importante la competenza, in ogni campo (sanitario, economico, politico etc..). Vuole lasciare un messaggio a noi, studenti del liceo Majorana, che studiamo “per dare un domani al domani”? “Quello che sento di dirvi è di seguire la vostra passione, le vostre attitudini, le vostre aspirazioni, con sacrificio e duro lavoro. La strada verso la meta è oggi particolarmente difficile ma questo non deve indurvi a lasciar perdere il cammino. Siate appassionati e determinati. Il mondo è vostro e, se anche l’eredità che vi è stata data non è fatta di certezze, sta a voi essere pungolo per la politica e impegnarvi per costruire il vostro domani e il domani dei vostri figli.”
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Parola Indicea... 18
VII | Maggio 2020 n° 8 Marzo 2018
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Tutta la redazione
Intervista Giorgia Titoloall’on. articolo Meloni (FdI) Pudia ipsusdae es reriatquias peliq uoditin verferem rem cus,
es aut latutela voluptium quiaIlquatur, nostro giornale la pluralità. Il tur rehenimusti cum inus adolennostro impegno non si ispira deterdit, volut simagnis minati idealiliquos e perciò, almeno solest quanfuga. Udae es secatios audae do scriviamo, cerchiamo, per noi e nus i nostri aut lautem as adipsant per fidati lettori di riempire ut le exernatiis ipsapietusam nusae pagine del giornale con tutte le voci comnis sus, sant ipsum que del coro, ea senza escludere e ignorare etur apelluptas rerit, temporitis nulla, dando a tutti la stessa visibilieostotatio totat dis que ne as tà. et aut milit et es est, si dempeQuesta premessa è ora da calare nelrovid exceatemqui deliciu ndala rubrica reperibus di intervistesimus che durante eptatur maios quest’anno scolastico ci è stato conestrum quis sandiciis inim quiacesso produrre e pubblicare. erum diacepudae velendel maDopo dell’immensa gnamaver autbeneficiato offici nullign imust, que disponibilità prof. MarelliUntibus. e Mori, nobit quaesdeiipsapicae. di don Gino Rigoldi, del sen. volupieGianluigi Serunditio. As nus sequia Paragone, dell’on.Ape Maurizio Martina, net ullest fuga. de natectus, quidunt eicabore dunti(la accus del vescovo Mario Delpini cui inauda nonse nestrumenis dunt tervista è stata pubblicata anche su ex et autem est, temporepero Avvenire) e del capogruppo leghista bereperro con cones sequam al Senato, sen. Massimiliano Romeo, que volori berspel iatibusda voabbiamo scelto di chiedere un conluptas anche sitatiball’on. usaperia eatributo Giorgiadel Meloni. quate stiorum quibus, doLa risposta positiva che ci omnis è pervenulorent rerum dessit atquo ta, peraltro nonharum doverosa, è stata iniiusam si dem quam, similias ipzialmente di totale disponibilità. sunt etur modipitat aceat faceDopo l’invio dei quesiti, ci è stato pe et experuntini dolorion coria chiesto di ridurre l’ammontare delle volute as il ipsa aditet laut mint. domande tre. Elicabo arempor aut estius reTutto intellettualmente corretto fi-
omniscia excerum ratquas el nora. iunt volupid estior Si giunge ad un però:aut nei quoditam giorni sucrem voloruptio pudaecessivi le risposteblabore non ci sono perpe rchille ndiae. Ape esequi sim venute dalla presidente di Fratelli volorib né ustinto tatusae ribusam d’Italia, dalla sua segreteria, ma velest, officiisi ius, et am facera dalla referente delegata alla scuola pellace aut volore, del partito,arciet on. Carmela Bucalo. odisit omnis et anto volorro ipitioAccettiamo l’indisponibilità della rem sinci nimoditate in plabo. presidente di Fratelli d’Italia, comAs quid qui cuptat debisitibus prendendone l’intenso impegno povid qui ut viducipsam, voloribus, litico. ipid et est omnis et minientis eaAccettiamo risposte dell’on. quiBurum enda levolori as derios calo perché conferiscono lettore stiis rernam hillaborum alquatur? un’idea partito intervistato e dei Ilit, quedel repudam volor a dolurelativi ideali.ius aut quodic tem pis accab Non la poca traspalam accettiamo dolorio intperò fugiae solorrum renza Stampa estis adasitparte fugit dell’Ufficio audaesenda sequis moluptaspel empodell’on. Meloni che,imolect dopo averci garer sperum moditdella aut rantito una doluptatas risposta da parte omnimpor serovid etur loro presidente, non excerum ha mantenuto aut dissequae. quemolto sitala parola data. Ci Aliquia infastidisce tem escomportamento nobisit que officti questo pocobusanchiaro dit apercide dus quibus, est enis e scorretto. Ringraziamo comunque l’on. Bucalo per le risposte date e vi invitiamo alla lettura dell’intervista che trovate qui sotto. Che avrà un altro titolo... La Redazione
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VII | Maggio 2020 n° 8 Marzo 2018
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Intervista Carmela Titoloall’on. articolo Bucalo peliq (FdI) Pudia ipsusdae es reriatquias uoditin verferem rem cus,
quatur, es aut la voluptium quia“È con immenso piacere che accolgo tur rehenimusti cum l’invito degli studenti delinus LiceodolenEttore dit, volutdiliquos simagnis solest Majorana Desio che così come mifuga. Udae es secatios audae gliaia di altri colleghi, hanno vissuto nusanno aut tormentato, lautem as problematico adipsant ut un eexernatiis ancora conipsapietusam tante incognite.nusae Comcomnis ea sus, sant ipsum que plimenti perché siete stati davvero etur apelluptas rerit, temporitis bravi. eostotatio totat dis que ne as L’emergenza sanitaria legata al coroet aut milit et es est, si dempenavirus, che ha interessato il nostro rovid exceatemqui deliciu ndaPianeta, ha privato milioni di ragazzi eptatur reperibus simus maios di quel contatto giornaliero, quel estrum quis sandiciis inimdiquiarapporto umano convelendel amici e inseerum acepudae magnanti, perimust, la crescita gnam indispensabile aut offici nullign que personale e sociale di ognuno. Una nobit quaes ipsapicae. Untibus. scuola di vitaAs che dasequia “remoto” è imSerunditio. nus volupienet ullestcomprendere. fuga. Ape deNonostante natectus, possibile quidunt eicabore dunti accus tutto, avete dato dimostrazione di auda maturità, nonse nestrumenis dunt grande di aver compreso exgravità et autem est, temporepero la del momento e le difficoltà bereperro con cones sequam che non solo in Italia abbiamo avuto que volori berspel iatibusda voe continuiamo ad avere, per battere luptas terribile sitatib ed usaperia del eaquesto infido nemico. quatealla stiorum quibus, scolastico omnis doSiamo fine dell’anno e lorent rerum harum dessit atquo per molti di voi c’è anche la concluiusam si dem quam, similias ipsione del ciclo di studi. Forse il primo sunt etur modipitat aceat facevero traguardo della vita. Purtroppo pe et experuntini dolorion coria non saranno esamiaditet secondo convolute as il ipsa lautlamint. sueta prassi, non possono esserlo, Elicabo rempor aut estius reperò sono certa che vi impegnere-
omniscia ratquas el te e darete excerum il massimo per avere la iunt volupid estior soddisfazione, anche aut in unquoditam momento remcomplicato, voloruptiodiblabore pudaecosì poter raccontare pevostri rchille esequi sim ai figlindiae. quellaApe particolarissima tatusae evolorib specialeustinto notte prima degli ribusam esami.” velest, officiisi ius, et am Complimenti ed un grande “infacera bocca pellace arciet aut volore, odial lupo”… sit omnis et anto volorro ipitio1. Partiamo dall’attualità, la situarem sinci nimoditate in plabo. zione è grave, la crisi sanitaria è in As quid qui cuptat debisitibus corso e quella economicavoloribus, è già covid qui ut viducipsam, minciata e prospetta di proipid et est omnis etscenari minientis eafonda depressione. sono rum enda volori asQuali derios qui-i provvedimenti di natura finanziaria stiis rernam hillaborum quatur? caldeggiati del suo partito solo Ilit, que repudam volor non a doluper anche spopis questo accabmomento ius aut ma quodic tem stando lo sguardo il futuro? lam dolorio int verso fugiae solorrum estis deriva a sit fugit audaesenda se“Una autoritaria da parte del quis moluptaspel imolect empopresidente Conte che da “avvocarerdel sperum doluptatas modit aut to popolo”, ha avocato a sé tuti serovidautonomamente excerum etur iomnimpor poteri, gestendo aut dissequae. Aliquia que sitaquesto lungo periodo. Come Fratelli tem es abbiamo nobisit que officti d’Italia, ritenuto dabusansubito dit apercide dus quibus, est enis tardivi, inadeguati e quindi insufficienti, i provvedimenti adottati dal governo per fronteggiare l’emergenza. Inoltre in Europa non siamo riusciti a imporre le nostre volontà e siamo ancora costretti a subire la prepotenza di Germania e Francia. Per alimentare la ripartenza ritenia-
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mo imprescindibili diversi punti: - Immediato rilancio degli investimenti pubblici, con le grandi e piccole opere, le infrastrutture, l’edilizia scolastica e la bonifica territorio Pudia ipsusdae es del reriatquias nelle parti rischio idrogeologico. quatur, es aaut la voluptium quia- Libertà d’impresa, ovvero, consentur rehenimusti cum inus dolendit, volut troppa liquosburocrazia simagnisdisolest tire senza avviafuga. Udae es secatiosLiberare audaele re attività imprenditoriali. nus autimprese lautem as morsa adipsant ut nostre dalla del fisco exernatiis ipsapietusam nusae con la sospensione della fatturaziocomnis ea sus, sant ipsum que ne elettronica e ancora: l’abolizione etur rerit, temporitis degli apelluptas Isa e dello Split Payment. Ageeostotatio totat dis que ne as volare le assunzioni. et aut milit et diescontributi est, si dempe- Concessione a fondo rovid exceatemqui deliciu ndaperduto e prestiti ventennali senza eptatur reperibus simus maios interessi. Difesa e sostegno del Made estrum quis sandiciis inim quiain Italy. erum acepudae velendel maInfine, aut si parla deiimust, diritti que delle gnam officitanto nullign donne,quaes però leipsapicae. mamme, soprattutto nobit Untibus. quelle lavoratrici, a rimaSerunditio. As nuscontinuano sequia volupienereullest una fuga. categoria da net Apedimenticata de natectus, tutti. Abbiamo previsto un programquidunt eicabore dunti accus ma articolato interventi, a sosteauda nonse dinestrumenis dunt gnoetdelle famiglie proprio delle ex autem est, etemporepero bereperro con cones sequam donne lavoratrici: il potenziamento que voloribabysitter berspel iatibusda vodei bonus e l’allungamenluptas eato dei sitatib congediusaperia parentali del retribuiti quate quibus, ed omnis doall’80%,stiorum la sospensione il ricalcolorent harum dessit lo del rerum pagamento delle retteatquo scolaiusam si dem quam, similias stiche nei confronti delle scuoleipsia sunt etur modipitat aceat facepubbliche che private.”
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ritti dei più deboli, la destra quelli dei più forti, degli imprenditori ecc. Eppure esiste una “destra sociale”. Che spazio ha questa nelle sue idee e nel suo partito? peliq uoditin verferem rem cus, “Di sicuro laexcerum destra sociale non elaromniscia ratquas el girà,volupid con i soldi dellaaut gente perbene, iunt estior quoditam rem voloruptio blabore la paghetta ai rom. Il redditopudaedi cittape rchille ndiae. Ape esequi sim dinanza è stato il “peccato originale” volorib ribusam di questiustinto governitatusae a trazione grillina, velest, officiisi ius, et am facera noi, avremmo impiegato tutte quepellace arciet volore, odiste somme per aut salvare le imprese sit omnis et anto volorro ipitioitaliane. rem sinci nimoditate in plabo. Fratelli d’Italia ha dimostrato di non As quid qui cuptat debisitibus essere il partito delle poltrone, siavid qui ut viducipsam, voloribus, mo rimasti con coerenza ancorati ai ipid et est omnis et minientis eanostri ideali. Stiamo lottando per le rum enda volori as derios quipiccole e medie imprese italiane, le stiis rernam hillaborum quatur? lobby non ci appartengono. siniIlit, que repudam volor a La dolustraaccab invece, da ha basato pis ius sempre aut quodic temil suo consenso confugiae alleanzesolorrum a gruppi lam dolorio int d’interesse (sindacati, magistratuestis a sit fugit audaesenda sera, finanza), che difendono, è già quis moluptaspel imolect chi empogarantito e vuole conservare un aut morer sperum doluptatas modit dello socialeserovid che nonexcerum c’è più. Inoltre, omnimpor etur aut Aliquia que sitanon dissequae. mi risulta che ad oggi il govertem es nobisit que officti busanno abbia combattuto l’evasione deldit apercide dus quibus, estgiganti enis le grandi multinazionali o dei del web, e neanche quella dei cinesi e degli extracomunitari che evadono miliardi di euro. Di contro però, chi ci comanda è stato bravo a prendersela con le famiglie, con le imprese e gli artigiani. Rifiutiamo la visione assistenzialista
Titolo articolo
pe et experuntini dolorion coria volute as il ipsa aditet laut mint. 2. L’idea che si ha in genere della Elicabo rempor aut estius re-
politica è che la sinistra difenda i di-
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Parola a... Argomento 21
del reddito di cittadinanza, reputiamo invece che lo Stato debba sostenere concretamente chi, per dati oggettivi, è impossibilitato al lavoro quindi: e anziani. Pudia bambini, ipsusdaedisabili es reriatquias Intendiamo riformare l’intero quiasistequatur, es aut la voluptium ma welfare nazionale per dolengarantur del rehenimusti cum inus dit, un volut liquos reale simagnis solest tire sostegno e dignitoso fuga. Udaediversamente es secatiosabili audae alle persone e per nus aut lautem as adipsant ut assicurare un adeguato livello di susexernatiis ipsapietusam nusae sistenza ai nostri anziani.”
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sospesa perché c’è un presidente del Consiglio che prima fa le conferenze stampa, spiega i decreti e le decisioni che ha preso e solo dopo si presenta in Parlamento. Il presidente peliq uoditin verferem remConte cus, trincerandosi dietro l’emergenza, omniscia excerum ratquas deel cide sullaquoditam libertà di iunt arbitrariamente volupid estior aut rem voloruptio blabore pudaemilioni di italiani, questa è una cosa pe rchille ndiae. Ape esequi sim distante anni luce dal nostro ordinavolorib Criticano ustinto tatusae mento. Orban perribusam i pieni velest, officiisi ius, et am facera poteri? Beh, il nostro presidente del pellace arciet aut dal volore, odiConsiglio, non eletto popolo a sit omnis et anto volorro ipitiodifferenza del presidente ungherese, rem sinci nimoditate in plabo. ha dichiarato lo stato di emergenza, As quidle qui cuptat debisitibus sospeso elezioni e rinviato il refevid qui ut viducipsam, voloribus, rendum, le elezioni regionali e locaipid et est omnis et minientis eali.”
Titolo articolo
comnis ea sus, sant ipsum que etur rerit, la temporitis 3. Lei apelluptas (a questo punto, sua leaeostotatio totat dis que ne as der) ha più volte accusato il premier et autdimilit et es est, sidittatoriadempeConte atteggiamenti rovid exceatemqui deliciu ndali, dopo aver smentito alcuni post eptatur reperibus simus maios suoi e di Salvini in diretta lo scorso estrum quis sandiciis inim quia11 aprile. La replica ufficiale è staerum acepudae velendel mata che ilaut Presidente del Consiglio ha gnam offici nullign imust, que smentito alcune vostre fake news, nobit quaes ipsapicae. Untibus. certamente nonnus persequia un tornaconto Serunditio. As volupiepolitico. come giustifica invece net ullestOra, fuga. Ape de natectus, l’esaltazione del presidente Orban quidunt eicabore dunti accus che ha dinonse fatto preso i “pieni poteri” auda nestrumenis dunt in abolendo la democraexUngheria, et autem est, temporepero bereperro con cones sequam zia per un periodo di tempo illimique volori iatibusda votato? Crede berspel che la democrazia sia luptas sitatib usaperia del eaun sistema inefficiente e limitato o quate lo stiorum quibus, doinvece trova giusto e omnis necessario lorent harum dessit atquo al benererum del Paese? iusam si dem èquam, similias ip“La democrazia la forma di goversunt aceat faceno in etur cui il modipitat potere risiede nel popopee et coria lo cheexperuntini garantisce adolorion ogni cittadino volute as il ipsa aditet laut mint. la piena libertà e uguaglianza. Oggi Elicabo rempor aut estius re-
purtroppo abbiamo una democrazia
rum enda volori as derios quistiis rernam hillaborum quatur? Ilit, que repudam volor a dolupis accab ius aut quodic tem lam dolorio int fugiae solorrum estis a sit fugit audaesenda sequis moluptaspel imolect emporer sperum doluptatas modit aut omnimpor serovid excerum etur aut dissequae. Aliquia que sitatem es nobisit que officti busandit apercide dus quibus, est enis
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Attualità Indice 22
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Matilde Molteni, 3aa
Titolo articolo Giornata dedicata
peliq uoditin verferem rem cus, alla Terra omniscia excerum ratquas el
Pudia ipsusdae es reriatquias quatur, es aut la voluptium quiatur rehenimusti cum inus dolendit, volut liquos simagnis Le Nazioni Unite hanno sceltosolest il 22 fuga. Udae es secatios audae aprile, un mese circa dopo l’equinonus lautemper as celebrare adipsantl’amut zio diaut primavera, exernatiis ipsapietusam nusae biente e ricordare così la necessità comnis ea sus, sant que della salvaguardia delle ipsum risorse natuetur apelluptas rerit, Quest’anno temporitis rali del nostro pianeta. eostotatio totat dis que ne as viene commemorata da 193 paesi et aut milit et es est, si dempesui 208 totali. rovid exceatemqui deliciu ndaIn questa data tutti i riflettori sono eptatur reperibus simus maios puntati sulla ma non possiamo estrum quis Terra, sandiciis inim quiaricordarci di lei solo per un giorno: erum acepudae velendel manon è sufficiente. Non basta perché gnam aut offici nullign imust, que è la nostra casa,ipsapicae. il nostro ecosistema; nobit quaes Untibus. è fatta dallaAs terra cui poggiamo Serunditio. nussu sequia volupie-i piediullest e dall’aria respiriamo. net fuga.che Ape de natectus, Molti si sono riferiti dunti alla Terra con quidunt eicabore accus auda nonse nestrumenis l’appellativo di “Madre Natura”dunt perex est, temporepero chéet 3,9autem miliardi di anni fa è diventata bereperro cones sequam la culla dellacon vita permettendone lo que volori berspel vosviluppo a partire daiatibusda semplici orgaluptas sitatib usaperia delspesso eanismi unicellulari. Sempre più quate stiorum aquibus, omnisquandoperò tendiamo dimenticare lorent harum dessit atquo to essarerum ci abbia donato: come ogni iusam si dem quam, similias ipmadre, infatti, la Terra si priva per sunt etur modipitat aceat facenoi delle sue energie, che dobbiamo pe et experuntini dolorion coria però sfruttare al meglio, non certo volute as il ipsa aditet laut mint. per distruggerci a vicenda con guerElicabo rempor aut estius re-
re o per peggiorare le già precarie
iunt volupid estior aut quoditam rem voloruptio blabore pudaecondizioni dell’ambiente. pe rchille constatare ndiae. Ape esequidella sim Possiamo l’evidenza volorib ustinto tatusaenegli ribusam nostra opera distruttrice eventi velest, officiisi ius, et am facera di questi ultimi tre mesi, in cui siamo pellace arciet aut volore, saniodistati costretti da un’emergenza sit omnis et anto volorro inipitiotaria a fermarci, smettendo querem sinci nimoditate in plabo. sto modo di consumare le risorse del As quid qui cuptat debisitibus pianeta: l’aria è tornata pulita, i fiumi vid qui ut viducipsam, voloribus, limpidi e gli ecosistemi si stanno riipid et est omnis et minientis eapristinando rum enda giorno volori per as giorno. derios quiStudiando la storia abbiamo impastiis rernam hillaborum quatur? ratoque che repudam la Terra è sempre in Ilit, volor astata dolugrado di difendersi, di pis accab ius aut ricordandoci quodic tem rallentare e diintaverne rispetto ridilam dolorio fugiae solorrum mensionando le audaesenda nostre priorità.seLe estis a sit fugit pestilenze delle epoche passate quis moluptaspel imolect empo-o rer sperum doluptatas modit aut l’attuale pandemia di Coronavirus omnimpor serovid sono i segnali con cuiexcerum la Terra ci etur indiaut que sitaca ladissequae. gravità della Aliquia sua situazione. tem es nobisit queci officti busanL’epidemia attuale sta quindi ofdit apercide dus quibus, est enis frendo l’opportunità di ricominciare
e di non rendere inutili le numerose perdite subite; ha messo in stand-by il mondo e ci ha dato in mano le redini degli sviluppi futuri. Ora la scelta sta a noi: possiamo lasciare che le cose tornino come prima oppure possiamo cercare di migliorare le
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Attualità Argomento 23
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condizioni in cui noi stessi abbiamo gettato il nostro pianeta. Forse è proprio questo il momento giusto per rallentare dalla frenePudia ipsusdae es reriatquias sia che fino a ieri sembrava legata a quatur, es aut la voluptium quiadoppio filo alla nostra vita quotidiatur rehenimusti cum inus dolenna, per fermarci, almeno ogni tanto, dit, volut liquos simagnis solest a contemplare la Terra, per ascoltarfuga. Udae es secatios audae ne il respiro e accorgerci per la prima nus aut lautem as adipsant ut volta della suaipsapietusam bellezza sublime.nusae Solo exernatiis
comnis ea sus, sant ipsum que etur apelluptas rerit, temporitis eostotatio totat dis que ne as et aut milit et es est, si demperovid exceatemqui deliciu ndaeptatur reperibus simus maios estrum quis sandiciis inim quiaerum acepudae velendel magnam aut offici nullign imust, que nobit quaes ipsapicae. Untibus. Serunditio. As nus sequia volupienet ullest fuga. Ape de natectus, quidunt eicabore dunti accus auda nonse nestrumenis dunt ex et autem est, temporepero bereperro con cones sequam que volori berspel iatibusda voluptas sitatib usaperia del eaquate stiorum quibus, omnis dolorent rerum harum dessit atquo iusam si dem quam, similias ipsunt etur modipitat aceat facepe et experuntini dolorion coria volute as il ipsa aditet laut mint. Elicabo rempor aut estius re-
allora riusciremo a comprenderne davvero il fascino, che è riflesso nelle liriche immortali dei poeti. Dopo aver ammirato la bellezza del monpeliq uoditin verferem rem fare cus, do in cui viviamo, non potremo excerum e ratquas aomniscia meno di proteggerla preservarlael iunt volupid estior aut quoditam per chi verrà dopo di noi. Facciamo sì rem voloruptio blabore pudaeche non sia davvero “la fine della vita pe rchille ndiae. Ape esequi sim evolorib l’inizio della sopravvivenza”. ustinto tatusae ribusam velest, officiisi ius, et am facera pellace arciet aut volore, odisit omnis et anto volorro ipitiorem sinci nimoditate in plabo. As quid qui cuptat debisitibus vid qui ut viducipsam, voloribus, ipid et est omnis et minientis earum enda volori as derios quistiis rernam hillaborum quatur? Ilit, que repudam volor a dolupis accab ius aut quodic tem lam dolorio int fugiae solorrum estis a sit fugit audaesenda sequis moluptaspel imolect emporer sperum doluptatas modit aut omnimpor serovid excerum etur aut dissequae. Aliquia que sitatem es nobisit que officti busandit apercide dus quibus, est enis
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Leonardo Mauri, 2H
Titolo Serie tvarticolo e Netflix Pudia ipsusdae reriatquias Dato che siamo in es quarantena da quatur, es autdue la voluptium praticamente mesi e chequiaavretur rehenimusti cum inus dolente finito in pochi giorni la lista delle dit, liquos simagnis solest serievolut da vedere (vi prego ditemi che fuga. Udae es secatios audae non la stilo solo io), e poi avrete guarnus lautem ut dato aut anche quelleascheadipsant vi avevano exernatiis ipsapietusam nusae consigliato ma che avevate, almeno comnis ea sus, sant ipsum que per il momento, scartato, ho deciso etur apelluptas rerit, temporitis di dare anche io il mio insignificante eostotatio totat dis que ne as parere. Per fare ciò est, bisogna fare un et aut milit et es si dempepasso exceatemqui indietro, presentando ben rovid deliciu ilndanoto protagonista del campo: eptatur reperibus simus Netflix. maios Fondata quis nel ‘97, è diventata unquiaserviestrum sandiciis inim zio di streaming solovelendel dal 2011 mae ha erum acepudae lanciatoaut la sua prima serie originale gnam offici nullign imust, que due anni più tardi, mentre Untibus. nel 2015 nobit quaes ipsapicae. Serunditio. nus In sequia è arrivata inAs Italia. questivolupieanni ha net ullest fuga.quella Ape che, de natectus, messo a punto per ora, è quidunt eicabore dunti mettere accus stata la sua unica strategia: auda dunt al primononse posto lanestrumenis quantità, a discapiex et autem to della qualità.est, Nel temporepero 2019 ha infatti bereperro con cones creato 371 tra serie e film sequam originali, que volori berspel iatibusda vocaricandone più di uno a settimaluptas sitatib usaperia deldieana, senza contare poi gli altri cui quate stiorum quibus, omnis doha acquistato i diritti. Ovviamente, lorent rerum harum dessit atquo se si vuole sfornare un numero così iusam si dem quam, similias ipelevato di contenuti si deve necessasunt etur modipitat aceat faceriamente abbassare,dolorion in generale, la pe et experuntini coria qualità as di queste, e produrre volute il ipsa aditet laut anche mint. flop ritenuti tali dallaaut critica, che non Elicabo rempor estius re-
peliq verferem rem cus, capiscouoditin come faccia a seguirne anomniscia ratquas el che solo la excerum metà, e persino da quel iunt volupid estior aut quoditam pubblico che spesso si accontenta di rem voloruptio blabore pudaebanali fiction con poca trama e tante pe rchille ndiae. Ape esequi sim storielle amorose. volorib ustinto tatusae ribusam velest, officiisi ius, et am facera In questo mare digitale vengono pellace arciet aut volore, odicertamente rilasciate anche serie tv sit omnis et anto volorro ipitiodi punta, che ricevono pubblicità e rem sinci nimoditate in plabo. nomination a Emmy e Golden GloAs quid qui cuptat debisitibus be, ma la maggior parte, è vid qui le ut altre, viducipsam, voloribus, lì quasi soloomnis per faretnumero, pereachi ipid et est minientis ne consuma più derios di una aquisetrum enda magari volori as timana. Se da una parte è vero che a stiis rernam hillaborum quatur? sempre scrittori possono Ilit, quepiù repudam volor a venire doluprodotte le loro idee,quodic queste, oltre pis accab ius aut tem lam dolorio int male fugiae solorrum magari a riuscire a causa della estis sefrettaae sit delfugit fatto audaesenda di essere solo una quis imolect empofra lemoluptaspel tante, spesso non vengono aprer sperum doluptatas modit aut prezzate da un pubblico che si peromnimpor de e che nonserovid riesce aexcerum trovare ciòetur che aut dissequae. Aliquia que sitacerca. tem es nobisit que officti busan-è La parte peggiore della faccenda dit dus quibus, cheapercide questo modello funzionaest e ienis dati
lo confermano: nel 2019 il fatturato di Netflix è stato di 20 miliardi di dollari, 5 in più rispetto al 2018, mentre il netto, prima di 1,2 miliardi, è diventato di 1,8. Nel più prossimo futuro, ed in verità qualcuno già ora, tutti i
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Cinema Argomento 25
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maggiori network adotteranno questa strategia, a partire proprio dalla HBO, che fino ad ora è stata, escludendo il finale di GoT e pochi altri Pudia reriatquias inciampi,ipsusdae garanzia diesqualità e coequatur, es aut la voluptium quiarenza. Mi chiedo quindi se questa tur rehenimusti cuma inus dolentendenza continuerà crescere, afdit, volut liquos simagnis solest fondando quella che sarebbe potuta fuga. Udae es secatios audae diventare una nuova forma d’arte, nus aut lautem as adipsant ut o se il pubblico si farà sentire, camexernatiis ipsapietusam nusae biando questa strada per que ora, comnis ea sus, santche, ipsum sembra già tracciata. etur apelluptas rerit, temporitis Mi sento intotat dovere concludere eostotatio disdique ne as suggerendovi un paio di nomi non et aut milit et es est, si demperichiesti che potrete deliciu prontamente rovid exceatemqui ndaignorare. reperibus Questi sonosimus “Mr. Robot”, eptatur maios che tratta di un giovaneinim e paranoiestrum quis sandiciis quiaerum acepudae maco hacker che vuolevelendel ridistribuire la gnam autmondiale, offici nullign imust, que ricchezza e “Westworld”, nobit quaes Untibus. nella quale si ipsapicae. racconta di un parco Serunditio. As nus sequia a tema western abitato davolupieandroidi net ullest fuga. Ape de natectus, programmati e costruiti per essere quidunt dunti in tutto e eicabore per tutto simili ad accus umani, auda nonse nestrumenis dunt dove persone vere possono sbizzarex autem est, temporepero rirsiet e vivere avventure al limite della bereperro con cones sequam realtà. Entrambe queste serie si artique volori berspel iatibusda vocoleranno su più livelli, portando alla luptas sitatib usaperia del ealuce dramma ed esplorando la coquate stiorum quibus, omnis doscienzarerum umana;harum inoltredessit sono entramlorent atquo be piuttosto intricate, perciò iusam si dem quam, similias non ipspaventatevi se non si capirà molto, sunt etur modipitat aceat facealla et fineexperuntini tutto verrà chiarito. pe dolorion coria volute as il ipsa aditet laut mint. Elicabo rempor aut estius re-
peliq uoditin verferem rem cus, omniscia excerum ratquas el iunt volupid estior aut quoditam rem voloruptio blabore pudaepe rchille ndiae. Ape esequi sim volorib ustinto tatusae ribusam velest, officiisi ius, et am facera pellace arciet aut volore, odisit omnis et anto volorro ipitiorem sinci nimoditate in plabo. As quid qui cuptat debisitibus vid qui ut viducipsam, voloribus, ipid et est omnis et minientis earum enda volori as derios quistiis rernam hillaborum quatur? Ilit, que repudam volor a dolupis accab ius aut quodic tem lam dolorio int fugiae solorrum estis a sit fugit audaesenda sequis moluptaspel imolect emporer sperum doluptatas modit aut omnimpor serovid excerum etur aut dissequae. Aliquia que sitatem es nobisit que officti busandit apercide dus quibus, est enis
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Giovanni Chinnici, 2H
Titolo articolo La Nuit a Dévoré le Monde, un Film da Quarantena Pudia ipsusdae es reriatquias peliq uoditin verferem rem cus, quatur, es aut la voluptium quiatur inus dolenLa rehenimusti quarantena ecum la conseguente dit, volutdeiliquos simagnis solest chiusura cinema sono stati una fuga. Udae es secatios audae perfetta opportunità per recuperanus aut lautem as adipsant ut re qualche piccola perla nascosta tra exernatiis ipsapietusam la vasta offerta dei servizi dinusae streacomnis ea sus, sant ipsum que ming. Tra queste mi ha molto colpito etur apelluptas rerit, temporitis uno zombie-movie francese a basso eostotatio totat dis que ne as costo, opera prima del regista Doet aut milit et es est, si dempeminique Rocher: “La nuit a dévoré rovid exceatemqui deliciu ndale monde”,reperibus uscito in Italia “La eptatur simuscome maios notte ha quis divorato il mondo”. estrum sandiciis inim quiaerum acepudae velendel maQuello aut che offici di primo acchito sembra gnam nullign imust, que un classico survival movie Untibus. dai tratti nobit quaes ipsapicae. horror sullaAs scia del revivalvolupiezombie Serunditio. nus sequia degliullest anni fuga. Duemila e de chenatectus, nella cornet Ape quidunt eicabore dunti accus nice narrativa ne rispetta i canoni, si auda nonse nestrumenis dunt rivela già dalle prime scene la lucida ex et introspettiva autem est, ditemporepero analisi ciò che succebereperro con cones sequam de all’essere umano e alla sua mente que volori berspel iatibusdalimite voquando è posto in condizioni luptas sitatib usaperia del eadi sopravvivenza. quate stiorum quibus, omnis dolorent rerum harum dessit atquo iusam si dem quam, similias ipIl regista dichiara immediatamente sunt etur modipitat aceat facela pretestuosità dell’ambientazione pe et experuntini dolorion coria zombie, la risolve in pochi secondi e volute as il ipsa aditet laut mint. catapulta rempor il protagonista, Sam, in reun Elicabo aut estius
omniscia excerum ratquas el iunt volupid estiorpost-apocalittico: aut quoditam classico scenario rem voloruptio blabore pudaeper una ragione sconosciuta, le strape rchille ndiae. Ape esequi sim de di Parigi sono invase da zombie volorib tatusae ribusam e i pochiustinto sopravvissuti vivono barrivelest, officiisi ius, et am facera cati nelle loro case. Sam è allo stespellace volore, odiso tempoarciet difeso aut e prigioniero delsit omnis et anto volorro ipitiole mura dell’edificio in cui si trova. rem sinci nimoditate in plabo. Deve razionare le risorse alimentari As quid qui cuptat debisitibus ed energetiche, organizzare lo spazio vid qui ut viducipsam, voloribus, a suaetdisposizione una ipid est omnis e etsoprattutto minientis eastraordinaria quantità tempoquiche rum enda volori as diderios senzarernam più una socialità. stiis hillaborum quatur? Ilit, que repudam volor a doluUnaaccab condizione, insomma, incredipis ius aut quodic tem bilmente simileinta quella chesolorrum tutti noi lam dolorio fugiae abbiamo ultimi mesi.seestis a sitvissuto fugit negli audaesenda quis moluptaspel empoScontati l’istinto diimolect sopravvivenza rer modit aut e lasperum capacitàdoluptatas di adattamento propri omnimpor excerum etur dell’animale serovid intelligente, Rocher si aut dissequae. Aliquia que sitachiede: la socialità è un bisogno pritem nobisit que officti busanmarioesdell’uomo? L’uomo è davvero dit apercide dus quibus, est enis un animale sociale?
Mangiare, bere, dormire sono le prime necessità di cui Sam si occupa, portando il racconto a una situazione di rinnovata stabilità. Mangiare, bere, dormire. Mangiare, bere, dor-
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Cinema Argomento 27
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mire. Una routine che alla mente di Sam dopo un po’ non basta più. Serve esprimersi, serve creare, indirizzare e dare sfogo alle energie represse. Pudia ipsusdae es in reriatquias Se il corpo si mantiene vita con il quatur, es aut la voluptium quiacibo, anche la mente ha bisogno di tur rehenimusti cum inus dolenessere nutrita. dit, volut liquos simagnis solest Sam la nutre con la musica, con l’arfuga. Udae es secatios audae chetipo della musica che è il ritmo nus aut lautem as adipsant ut delle percussioni. exernatiis ipsapietusam nusae Ma può suonare peripsum sè stesso comnis ea sus,solo sant quee ancheapelluptas questo, doporerit, un po’temporitis non basta etur più. eostotatio totat dis que ne as et aut milit et es est, si dempeQualunque espressione muore se rovid exceatemqui deliciu ndanon è comunicata. eptatur reperibus simus maios Dopo mesi durante i quali nonquiarivolestrum quis sandiciis inim erum acepudae mage parola ad anima velendel viva, Sam cerca gnam aut nullign imust, conforto in offici un’anima morta cheque non nobit quaes ipsapicae. può dargliene: uno zombieUntibus. rimasto Serunditio. nus sequia volupieintrappolatoAsnell’ascensore dell’edinet ullest fuga. Ape de natectus, ficio all’inizio del disastro. quidunt eicabore dunti accus auda nonse nestrumenis dunt ex et autem est, temporepero bereperro con cones sequam que volori berspel iatibusda voluptas sitatib usaperia del eaquate stiorum quibus, omnis dolorent rerum harum dessit atquo iusam si dem quam, similias ipsunt etur modipitat aceat facepe et experuntini dolorion coria volute as il ipsa aditet laut mint. Elicabo rempor aut estius re-
peliq uoditin verferem rem cus, omniscia excerum ratquas el iunt volupid estior aut quoditam rem voloruptio blabore pudaepe rchille ndiae. Ape esequi sim volorib ustinto tatusae ribusam velest, officiisi ius, et am facera pellace arciet aut volore, odisit omnis et anto volorro ipitiorem sinci nimoditate in plabo. As quid qui cuptat debisitibus vid qui ut viducipsam, voloribus, ipid et est omnis et minientis earum enda volori as derios quistiis rernam hillaborum quatur? Ilit, que repudam volor a dolupis accab ius aut quodic tem lam dolorio int fugiae solorrum estis a sit fugit audaesenda sequis moluptaspel imolect emporer sperum doluptatas modit aut omnimpor serovid excerum etur aut dissequae. Aliquia que sitatem es nobisit que officti busandit apercide dus quibus, est enis
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Attualità Indice 28
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Gioele Caprile, 1aa
Come hanno reagito le Titolo articolo varie nazioni al Covid-19
Pudia ipsusdae es reriatquias Il Coronavirus havoluptium cambiato quiaradiquatur, es aut la calmente il nostro modo vivere, tur rehenimusti cum inusdi dolencostringendoci ad simagnis una quarantena dit, volut liquos solest sempreUdae più opprimente cheaudae però è fuga. es secatios l’unica che as puòadipsant evitare l’aunus autmossa lautem ut mento dei contagi. exernatiis ipsapietusam nusae Andiamoea a vedere comeipsum hannoque reacomnis sus, sant etur temporitis gito leapelluptas varie nazionirerit, a questa emereostotatio totat dis que ne as genza. et aut milit et es est, si demperovid exceatemqui deliciu ndaAttualmente i casi confermati sono eptatur reperibus simus maios più di 4 milioni, con 1.700.000 perestrum quis esandiciis inim morti. quiasone guarite circa 300.000 erum velendel maLe varieacepudae nazioni hanno preso divergnam aut offici nullign imust, que se misure per combattere il virus: nobit quaes ipsapicae. Untibus. alcune, come Corea del Sud e India, Serunditio. As nus sequia volupiehanno deciso di monitorare lo sponet ullest fuga. Ape de natectus, stamento dei malati per poter avere quidunt eicabore dunti accus un numero circoscritto di possibili auda nonse nestrumenis dunt malati, azione che portato l’OMS ex et autem est,hatemporepero a congratularsi il Kerala (stato bereperro concon cones sequam nell’India primo stato que volorimeridionale), berspel iatibusda voal mondo ad aver eletto un del candidaluptas sitatib usaperia eato comunista conquibus, elezioniomnis libere,doper quate stiorum aver fermato contagio. lorent rerumilharum dessit atquo iusam si demcome quam, ipAltre invece, la similias Bielorussia, sunt modipitat aceat ilfacehannoetur deciso di “ignorare” peripe experuntini coria coloete di continuaredolorion con la loro vita volute as il ipsa aditet laut mint. abitudinaria. Inoltre, nonostante sia Elicabo rempor loaut restato riconosciuto statoestius di pande-
peliq uoditin verferem rem cus, mia, molti stati e molti politici sfrutomniscia excerum ratquas el tano l’occasione per continuare iunt volupid estior aut quoditama fare propaganda. Un esempio può rem voloruptio blabore pudaeessere il cosiddetto “bloqueo” che pe rchille ndiae. Ape esequi sim continuaustinto a gravaretatusae su Cuba, ribusam con molvolorib te compagnie che si rifiutano velest, officiisiprivate ius, et am facera di portarearciet medicine materialeodisapellace aute volore, sit omnis et anto volorrosanzioni ipitionitario per paura di possibili rem sinci nimoditate da parte degli Stati Uniti. in plabo. As quidesempio qui cuptat debisitibus Un altro può essere la convid ut viducipsam, tinuaqui campagna mediaticavoloribus, del Segreipid et est omnis et minientis tario di Stato USA Mike Pompeo,eache rum enda volori as derios quiaccusa Cina e Italia di aver portato stiis rernam il Covid negli hillaborum Usa, oppure quatur? accusa il Ilit, que repudam volor a trovadoluVenezuela di non essersi fatto pis accab ius aut quodic tem re pronto per la lotta contro il virus, lam dolorio int fugiae solorrum ricevendo da Bogotà una risposta estis a sit fugit audaesenda seche non dà spazio ad analisi. Questa quis moluptaspel imolect empopandemia facendo uscire il vero rer sperumsta doluptatas modit aut lato di molteserovid nazioni,excerum e soprattutto omnimpor etur sta mettendo sotto gli occhi di tutaut dissequae. Aliquia que sitati l’ignoranza di que molte persone. Ad tem es nobisit officti busanesempio, neglidus Statiquibus, Uniti sono stadit apercide est enis
ti trovati dei cadaveri in un camion refrigeratore, oppure vicino New York sono state sepolte in una fossa comune molte persone che non potevano permettersi un funerale. In Italia, Spagna e Germania vogliono riaprire i campionati di calcio per evi-
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AttualitĂ Argomento 29
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tare di perdere la somma considerevole di denaro derivante da diritti tv e altro, mettendo a rischio la salute di centinaia di calciatori e addetti ai Pudia ipsusdae reriatquias lavori, oltre alle loroes famiglie. In Itaquatur, es aut la voluptium quialia, passati alla fase due, molta gentur inus dolente sirehenimusti è riversata incum strada pensando dit, volut liquos simagnis solest che il pericolo sia finito, cosa assolufuga. Udae es secatios audae tamente non vera. Oppure in India nus aut lautem as adipsant ut dei gruppi nazionalisti hanno stabiexernatiis ipsapietusam nusae lito che bere urinasant di mucca un comnis ea sus, ipsumsia que vaccino naturale contro Covid-19, etur apelluptas rerit, iltemporitis e questa affermazione eostotatio totat dis viene que condivine as sa da un deputato del BJP. E queste et aut milit et es est, si dempesono solo pochi esempi. rovid exceatemqui deliciu ndaA mio parere per una simus volta dovremeptatur reperibus maios mo unirciquis tuttisandiciis e fare fronte estrum inimcomune quiaerum macontro acepudae il Covid, comevelendel si fece tempo gnam aut offici nullign imust,ma quea addietro nella lotta al vaiolo, nobit ipsapicae. Untibus. quantoquaes pare molti presidenti prefeSerunditio. nusnella sequia volupieriscono non As unirsi lotta al virus net ullest fuga. Ape de natectus, ma proseguire nel fare propaganda quidunt elettorale.eicabore dunti accus auda nonse nestrumenis dunt ex et autem est, temporepero bereperro con cones sequam que volori berspel iatibusda voluptas sitatib usaperia del eaquate stiorum quibus, omnis dolorent rerum harum dessit atquo iusam si dem quam, similias ipsunt etur modipitat aceat facepe et experuntini dolorion coria volute as il ipsa aditet laut mint. Elicabo rempor aut estius re-
peliq uoditin verferem rem cus, omniscia excerum ratquas el iunt volupid estior aut quoditam rem voloruptio blabore pudaepe rchille ndiae. Ape esequi sim volorib ustinto tatusae ribusam velest, officiisi ius, et am facera pellace arciet aut volore, odisit omnis et anto volorro ipitiorem sinci nimoditate in plabo. As quid qui cuptat debisitibus vid qui ut viducipsam, voloribus, ipid et est omnis et minientis earum enda volori as derios quistiis rernam hillaborum quatur? Ilit, que repudam volor a dolupis accab ius aut quodic tem lam dolorio int fugiae solorrum estis a sit fugit audaesenda sequis moluptaspel imolect emporer sperum doluptatas modit aut omnimpor serovid excerum etur aut dissequae. Aliquia que sitatem es nobisit que officti busandit apercide dus quibus, est enis
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Viola Bonfanti, 4aa
La musica in questi Titolo articolo tempi sospesi
Pudia ipsusdae reriatquias Se c’è un elementoes in tutta la stoquatur, es aut la voluptium ria dell’umanità che ha saputoquiaunire tur rehenimusti cum inus dolenidee e parsone, questo è la musica: si dit, liquos simagnis solest cantavolut per ribellarsi, per pregare, per fuga. Udae es secatios audae festeggiare e c’è chi canta anche per nus as adipsant ut dire aut addio,lautem ma si canta soprattutto exernatiis ipsapietusam nusae per sentirsi uniti, perché infondo è comnis ea sus, sant ipsum que bello cantare solo per sentire il coro etur apelluptas rerit, temporitis di voci che intona le nostre stesse eostotatio totat dis que ne as note, sentirsi granet autper milit et esparte est, di si una dempede armonia, anche sedeliciu stonati.ndaPare rovid exceatemqui che tutto d’un tratto, in questimaios tempi eptatur reperibus simus turbolenti, gli sandiciis italiani si inim siano quiaricorestrum quis dati di acepudae cosa ha sempre significato la erum velendel mamusicaaut per offici noi e nullign si sono imust, dati daque fare gnam per intonarla loro balconi, dalle nobit quaes dai ipsapicae. Untibus. Serunditio. As nus sequia volupiefinestre, trasportando le note per le net de natectus, vie eullest tra lefuga. piazze,Ape dal mare alla monquidunt eicabore duntii concerti accus tagna. Ecco, solo quando auda nonse nestrumenis dunt sono stati ritardati, solo quando l’uex est, temporepero scitaetdi autem nuove canzoni arriva a rilenbereperro con cones sequam to, improvvisamente abbiamo trovaque volori berspel iatibusda voto le nostre voci, cantando del nostro luptas usaperia del seneapresentesitatib e del nostro passato, quate stiorum quibus, omnis doza distinzioni. Mai come quest’anlorent rerum harum dessit atquo no, seppur senza sfilate pubbliche e iusam si dem quam, similias ipbanda musicale del paese in pompa sunt etur modipitat aceat facemagna, tante persone hannocoria intope et experuntini dolorion nato il 25 Bellamint. Ciao volute as aprile il ipsal’iconica aditet laut partigianarempor e l’Inno di Elicabo autMameli. estius Ogni re-
peliq uoditin verferem rem ecus, occasione è buona per cantare per omniscia ratquas el ricordare al excerum mondo che si, stiamo ariunt volupid aut quoditam rancando, ma estior ce la faremo. rem voloruptio blabore Noi italiani non siamo mai pudaestati pape rchille ndiae. Ape esequi triottici, c’è da dirlo, non rispettosim ai volorib ustinto tatusae ribusam francesi, che fanno della nazione velest, officiisi ius, et am facera una questione di morale, né di certo pellace arciet aut volore, odicome gli americani, che ancora comsit omnis et anto volorro ipitiobattono guerre senza un vero motirem sinci nimoditate in plabo. vo. Le altrequi nazioni ci hanno sempre As quid cuptat debisitibus criticato su viducipsam, questo punto, voloribus, troppo cevid qui ut lebreetper citarla frase di Winipid estnon omnis etlaminientis easton Churchill “Gli italiani perdono rum enda volori as derios quile partite di calcio come sequatur? fossero stiis rernam hillaborum guerre le guerre come se Ilit, quee perdono repudam volor a dolufossero partite calcio”. Non sitem può pis accab iusdi aut quodic lam fugiae solorrum darglidolorio torto, ci int siamo dimostrati molestis sit fugit audaesenda seto piùaferrati sul calcio che in politica quis moluptaspel imolect empoestera, molto più interessati a tifare rer sperum doluptatas modit che a difendere la nostra patria,aut ma omnimpor serovid excerum il Coronavirus ha sconvolto unetur po’ aut dissequae. Aliquia que sitatutto e tra le altre cose ha cambiato tem busanancheesunnobisit po’ noi.que Per officti una volta, non dit apercide dus quibus, est enis dobbiamo vergognarci dei nostri ge-
nitori se vogliono affacciarsi con i vicini, per una volta cantiamo, che non costa niente e libera anche un po’ lo spirito. Che l’Italia alzi la testa, almeno in questo, che si faccia ascoltare mentre tutti denigrano il nostro ope-
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Musica Argomento 31
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rato, perché a dispetto di tutto quello che a certi piace dire, a dispetto di tutte le critiche mosse alla sanità e al governo, questa guerra la stiamo Pudia ipsusdae es reriatquias combattendo per bene. quatur, es ci authalarestituito voluptium La musica la quialibertur rehenimusti cum inus dolentà che nelle mura di casa sembrava dit, volut liquos simagnis solest persa, ma a ben guardare la musica fuga. Udae es secatios audae fa spesso questo effetto. La musica, nus aut lautem as adipsant ut quella grande, quella bella, è proprio exernatiis ipsapietusam nusae quella che le emozioni più comnis eaesprime sus, sant ipsum que intense, ma anche rerit, quelletemporitis che non si etur apelluptas sa descrivere, queidis sentimenti eostotatio totat que ne così as intricati da non essere comprendibili et aut milit et es est, si dempealla nostra stessa mente, eppure ci rovid exceatemqui deliciu ndasappiamo reperibus sempre riconoscere nelle eptatur simus maios canzoni di un sandiciis altro, come se ilquiacanestrum quis inim erum acepudae matante parlasse un po’velendel anche di noi. Le gnam autcosì offici nullign imust,aque note sono strane, riescono tranobit quaes ipsapicae. Untibus. sportarti in luoghi lontani anche conSerunditio. nus sequia volupietro il nostro As volere, poche altre cose net ullest fuga. Ape de natectus, al mondo lo sanno fare e sono tutte quidunt eicabore dunti eaccus arti. Il cuore si alleggerisce tutto auda nonse nestrumenis dunt d’un tratto non siamo più lì, ma in ex est,sole, temporepero alto,etpiùautem in alto del più lontano bereperro con cones sequam del mare, nella luce brillante del noque volori berspel iatibusda vostro futuro e delle nostre speranze. luptas sitatib usaperia del eaCi separiamo dal nostro corpo morquate stiorum quibus, omnis dotale perrerum viaggiare nell’infinità dell’ulorent harum dessit atquo niverso.siCantare insieme ci rende più iusam dem quam, similias ipsicuri che le cose andranno bene, da sunt etur modipitat aceat facesperanza anche quando non cecoria n’è. pe et experuntini dolorion Come tutte cose belle,laut la musica volute as il le ipsa aditet mint. ha però unrempor difetto: aaut lungoestius andareredà Elicabo
alla testa. C’è stato, dobbiamo per forza dirlo per rigore professionale, chi ha deciso di festeggiare, ballando per la strada. Se tutto fosse come peliq uoditin verferem remanche cus, qualche mese fa, non lo nego, omniscia excerum ratquas el io mi sarei unita alla festa, ma forse iunt volupid estior autloro quoditam la libertà ha appannato gli occhi, rem voloruptio blabore pudaeoscurando il senno. Possiamo cantape rchille ndiae. Ape esequi sim re si, e ballare fino a perdere il fiato, volorib ustinto tatusae ribusam ma da casa, al sicuro. Abbiamo tutti velest, officiisi ius, et am facera tanto sofferto in questi giorni, chi la pellace arciet aut volore, odisolitudine, chi si è trovato a prendersit omnis et anto volorro ipitiosi curasinci dei fratelli più piccoli o delle rem nimoditate in plabo. faccende mentre i genitori As quid di quicasa cuptat debisitibus non qui c’erano, alcuni hanno voloribus, lottato più vid ut viducipsam, di altri, contro la malattia, controeasé ipid et est omnis et minientis stessi,enda perfino contro morte.quiPer rum volori as laderios stiis rernam quatur? una volta nellahillaborum nostra storia stiamo Ilit, que repudam a doluvincendo senza fare volor tiri mancini ai pis accab quodic tutto. tem nostri alleati, ius nonaut vanifichiamo lam dolorio int fugiae solorrum È arrivata la primavera e sarebbe belestis a sit fugit audaesenda lo andare per la città a cercare il sepiù quis moluptaspel empobel giardino in fiore,imolect ma quest’anno rer sperumanche doluptatas modit aut possiamo rinunciare. “Quanomnimpor etur do gli adulti,serovid con lo excerum stupido sorriso aut dissequae. Aliquia que sitadi chi crede di saperla lunga dicono: tem es nobisit que officti busan“I giovani si credono invincibili non dit apercide dus quibus, est enis sanno quanto hanno ragione. La disperazione non fa per noi perchè niente può ferirci irreparabilmente. Ci crediamo invincibili perché lo siamo.” - John Green. In tempi normali, quando nulla è da temere e nessuno ha paura, noi gio-
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Musica Indice 32
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vani siamo la luce del futuro e non temiamo nulla, possiamo permetterci di essere spericolati e di non pensare a domani, ma vivere l’oggi, Pudia es reriatquias tuttavia ipsusdae un simile comportamento quatur, es aut la voluptium oggi sarebbe troppo rischioso,quiapertur rehenimusti cum inus dolenché fare quello che facevamo prima dit, volut liquos simagnis solest significa esporsi al rischio del confuga. Udae es secatios audae tagio. E se non volete farlo per voi nus aut lautem as adipsant ut stessi, perché noi ragazzi siamo forti exernatiis ipsapietusam nusae e in saluteea e vinceremmo la malattia, comnis sus, sant ipsum que fatelo almeno per chi amate, per chi etur apelluptas rerit, temporitis di vincere non è sicuro, e per ine medieostotatio totat dis que as ci, che sono stati costretti a vedere et aut milit et es est, si dempetroppaexceatemqui gente che ha perso. Perndafavorovid deliciu re, restatereperibus in casa, andate a farvelo eptatur simus maiosil giro a cercare fiori più belli, viciestrum quis isandiciis inimma quiaerum velendel mano casaacepudae a da soli. Solo così potremo gnam auttornare offici nullign imust, que un giorno a essere liberi, linobit ipsapicae. beri perquaes davvero, e a cantareUntibus. insieme Serunditio. As nus volupieai nostri amici doposequia un bicchiere di net ullest fuga. Ape de natectus, troppo, a ballare, ad abbracciarci e a quidunt eicabore dunti accus vivere davvero. auda nonse nestrumenis dunt ex et autem est, temporepero bereperro con cones sequam que volori berspel iatibusda voluptas sitatib usaperia del eaquate stiorum quibus, omnis dolorent rerum harum dessit atquo iusam si dem quam, similias ipsunt etur modipitat aceat facepe et experuntini dolorion coria volute as il ipsa aditet laut mint. Elicabo rempor aut estius re-
peliq uoditin verferem rem cus, omniscia excerum ratquas el iunt volupid estior aut quoditam rem voloruptio blabore pudaepe rchille ndiae. Ape esequi sim volorib ustinto tatusae ribusam velest, officiisi ius, et am facera pellace arciet aut volore, odisit omnis et anto volorro ipitiorem sinci nimoditate in plabo. As quid qui cuptat debisitibus vid qui ut viducipsam, voloribus, ipid et est omnis et minientis earum enda volori as derios quistiis rernam hillaborum quatur? Ilit, que repudam volor a dolupis accab ius aut quodic tem lam dolorio int fugiae solorrum estis a sit fugit audaesenda sequis moluptaspel imolect emporer sperum doluptatas modit aut omnimpor serovid excerum etur aut dissequae. Aliquia que sitatem es nobisit que officti busandit apercide dus quibus, est enis
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Arte Argomento 33
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Tommaso Comi, 4cc
Quando si articolo può definire Titolo qualcosa “arte”
Pudia ipsusdae reriatquias Nel bel mezzo di unaes delle tante notquatur, es aut la voluptium quiatate degeneri in periodo quarantena, tur dolenio e rehenimusti alcuni amici cicum siamoinus chiesti e abdit, volut liquos simagnis solest biamo fatto un dibattito su cosa fosse fuga. secatios audae l’arte. AUdae dire iles vero già precedentenus aut lautem as adipsant ut mente avevamo sollevato la questioexernatiis ipsapietusam nusae ne, ma l’avevo trattata abbastanza comnis ea sus, sant ipsum que superficialmente, dando ragione alla etur apelluptas rerit, temporitis definizione di arte che ne era uscita: eostotatio totat dis que ne as si può di es arteest, quando l’opera et autparlare milit et si dempeartistica cela un’intenzione da ndaparte rovid exceatemqui deliciu dell’artista,reperibus che la rende tale. maios eptatur simus Nell’ultima discussione revisionaestrum quis sandiciis ho inim quiato le mie posizioni. velendel maerum acepudae Per meaut ognioffici ente,nullign istanteimust, della que realgnam tà è potenzialmente arte. Può essere nobit quaes ipsapicae. Untibus. Serunditio. As nus volupiearte un dipinto, unsequia sasso nel giardinet no diullest casa,fuga. un tikApe tok,de unanatectus, canzone, quidunt eicabore dunti un ubriacone che vomita per accus strada, auda nonse nestrumenis dunt qualsiasi cosa. Bene, ma perchè poex et autemIl est, tenzialmente? fattotemporepero è che qualcosa bereperro con cones sequam è definibile arte non quando c’è un que volori berspel iatibusda vointento dietro la sua realizzazione, luptas sitatib del eama quando c’è usaperia il riconoscimento in quate stiorum quibus, omnis doquanto arte da un pubblico. Il publorent rerum harum dessit atquo blico non è necessariamente una iusam si dem quam, similias ipmoltitudine immensa di persone in sunt etur modipitat aceat facescalaetmondiale o nazionale, anpe experuntini dolorionma coria che unaas nicchia un singolo volute il ipsao persino aditet laut mint. individuo.rempor aut estius reElicabo
peliq uoditin cus, Dunque anche verferem quando lerem opere di omniscia excerum ratquas el un artista non sono riconosciute in iunt volupid estior aut quoditam quanto arte da nessuno fuorché da rem voloruptio pudaelui stesso, in veritàblabore sono arte, poiché pe rchille ndiae. Ape esequi sim quel contenuto possiede, appunto, volorib ustinto tatusae ribusam un pubblico. velest, officiisi ius, et am facera Ne consegue il fatto che arte è un pellace arciet aut volore, oditermine immenso, ma allo stesso sit omnis et anto volorro ipitiotempo estremamente camaleontico rem sinci nimoditate in plabo. e instabile. Ciò cuptat che voglio sostenere As quid qui debisitibus è che non qualcosa voloribus, che è arte vid qui utesiste viducipsam, a priori, senza riconoscimento. ipid et est omnis et minientis eaFacciamo esempio pratico.quiDirum endaunvolori as derios ciannovemila anni fa un uomo ha stiis rernam hillaborum quatur? realizzato una statuetta chearappreIlit, que repudam volor dolusenta una donna in carne, simbolo pis accab ius aut quodic tem lam int fugiae solorrum della dolorio fertilità (come la Venere di Wilestis a sit fugit audaesenda selendorf). quis moluptaspel imolect All’epoca la statuetta era empodefinita rer sperum doluptatas modit aut arte? No, era semplicemente un simomnimpor serovid excerum etur bolo religioso per omaggiare una diaut dissequae. Aliquia que sitavinità. Oggi è arte? Certo che sì, pertem es nobisit que officti busanchè esiste un pubblico che riconosce dit apercide dusopera quibus, est enis la statuetta come artistica.
Un altro esempio più specifico: se nel Cinquecento un artista avesse rovesciato per sbaglio della tempera su una tela, lui e molto probabilmente ogni altra persona vivente lo avrebbe considerato un errore, qualcosa da
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Arte Indice 34
VII8| Marzo Maggio2018 2020 n°
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buttare. Dunque quella tela sporca di colore all’epoca era potenzialmente arte? Sì. Era effettivamente arte? No, non lo era. Se quella tela fosse Pudia ipsusdae es reriatquias teletrasportata nel 2020, ci sarebbequatur, es aut la voluptium quiaro molte possibilità che almeno una tur rehenimusti cum inus dolenpersona la riconosca come opera ardit, volut liquos simagnis solest tistica e, in caso accadesse, la tela safuga. Udae es secatios audae rebbe arte. nus aut lautem as adipsant ut Se io oggi, sotto effetto di stupefaexernatiis ipsapietusam nusae centi, uscissi casa, andassi in Piazza comnis ea di sus, sant ipsum que Duomo e mi mettessi a defecare per etur apelluptas rerit, temporitis terra davantitotat a tutti, eostotatio disstarei que facendo ne as arte? No, mi arresterebbero e tutti i et aut milit et es est, si dempepresenti rimarrebberodeliciu indignati. Se rovid exceatemqui ndaperò, tra 50 anni, qualcuno eptatur reperibus simusguarderà maios il video che registrato estrum quisè stato sandiciis inimmentre quiaerum acepudae velendel macompivo questa azione e lo riconognam aut offici nullign imust, scerà come arte, beh, arte sarà. que nobit quaes ipsapicae. Untibus. È impossibile sostenere oggettivaSerunditio. volupiemente cosa As sia nus artesequia e cosa no, è una net ullest fuga. Ape de natectus, percezione personale. L’unica soluquidunt eicabore dunti accus zione che si può adottare è ragionare auda nonse nestrumenis dunt in termini di vastità di pubblico, ovex et autem est, temporepero vero identificare come arte più afferbereperro con cones sequam mata e efficace qualcosa che ha un que volori berspel iatibusda voriconoscimento da una moltitudine luptas sitatib usaperia del eadi persone, da un Grande Pubblico. quate stiorum quibus, omnis doQuanti rerum artisti sono stati, durante le lorent harum dessit atquo loro epoche, perchè iple iusam si demtrascurati, quam, similias loro opere non eranoaceat riconosciute sunt etur modipitat facetali da altro aldolorion di fuori dicoria loro? pe et nessun experuntini Molti. Inasseguito, i loro lavolute il ipsa dopo aditetche laut mint. vori sono stati riscoperti apprezzati Elicabo rempor aut eestius re-
da sempre più persone, sono entrati nella Storia dell’arte. Siccome oggi, più che in passato, molte più “cose” hanno la possibilipeliq uoditin verferem cus,a tà di acquistare risonanza, rem si tende omniscia ratquas el selezionare excerum in modo molto radicale iunt volupid autnon quoditam ciò che è arte estior e ciò che lo è; e di rem voloruptio blabore pudaefronte al nuovo si ha sempre paura. pe rchille ndiae. Ape esequi sim Nasce un nuovo genere musicale? volorib ustinto tatusae ribusam É uno schifo, non è arte. Un artista velest, officiisi ius, et am facera propone qualcosa che volore, non si èodimai pellace arciet aut visto? Ma et come si fa!? Leonardo sit omnis anto volorro ipitio-e Michelangelo si rivolterebbero nelrem sinci nimoditate in plabo. la tomba! E cosìcuptat via. La verità è che As quid qui debisitibus non qui è possibile prevedere cosa rivid ut viducipsam, voloribus, marrà futuro di et un’epoca e cosa ipid etinest omnis minientis easi perderà. conderios una provorum enda Termino volori as quistiis rernam hillaborum quatur? cazione: Banksy è già considerato un Ilit, queartista, repudam volorrealmente a dolugrande ma siamo pis quodic tem sicuriaccab che traius un aut centinaio d’anni la lam dolorio solorrum società e l’arteint nonfugiae si sarà evoluta in estis a sit fugit audaesenda semodo tale che Banksy non sarà più quis moluptaspel imolect (come empo-è considerato così importante rer sperum doluptatas modit aut successo a molti artisti nella storia)? omnimpor serovid excerum etur E soprattutto, in un futuro in cui le aut dissequae. Aliquia que sitaopere di Banksy non verranno contem es nobisit que officti busansiderate arte e non avranno più undit apercide dus quibus, est enis pubblico, saranno comunque arte? Per me no, ma sta a voi pensarci.
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| Maggio 2020 n° 8VIIMarzo 2018
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Titolo articolo Pudia ipsusdae es reriatquias quatur, es aut la voluptium quiatur rehenimusti cum inus dolendit, volut liquos simagnis solest fuga. Udae es secatios audae nus aut lautem as adipsant ut exernatiis ipsapietusam nusae comnis ea sus, sant ipsum que etur apelluptas rerit, temporitis eostotatio totat dis que ne as et aut milit et es est, si demperovid exceatemqui deliciu ndaeptatur reperibus simus maios estrum quis sandiciis inim quiaerum acepudae velendel magnam aut offici nullign imust, que nobit quaes ipsapicae. Untibus. Serunditio. As nus sequia volupienet ullest fuga. Ape de natectus, quidunt eicabore dunti accus auda nonse nestrumenis dunt ex et autem est, temporepero bereperro con cones sequam que volori berspel iatibusda voluptas sitatib usaperia del eaquate stiorum quibus, omnis dolorent rerum harum dessit atquo iusam si dem quam, similias ipsunt etur modipitat aceat facepe et experuntini dolorion coria volute as il ipsa aditet laut mint. Elicabo rempor aut estius re-
peliq uoditin verferem rem cus, omniscia excerum ratquas el iunt volupid estior aut quoditam rem voloruptio blabore pudaepe rchille ndiae. Ape esequi sim volorib ustinto tatusae ribusam velest, officiisi ius, et am facera pellace arciet aut volore, odisit omnis et anto volorro ipitiorem sinci nimoditate in plabo. As quid qui cuptat debisitibus vid qui ut viducipsam, voloribus, ipid et est omnis et minientis earum enda volori as derios quistiis rernam hillaborum quatur? Ilit, que repudam volor a dolupis accab ius aut quodic tem lam dolorio int fugiae solorrum estis a sit fugit audaesenda sequis moluptaspel imolect emporer sperum doluptatas modit aut omnimpor serovid excerum etur aut dissequae. Aliquia que sitatem es nobisit que officti busandit apercide dus quibus, est enis
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La redazione Caporedattore: Giacomo Longoni, 4bb Impaginatore: Marco Cesana, 4aa Curatrice: Carolina Molteni, 4aa Redattori: Francesco Vaccaro, 4aa Valentina Nieddu, 4aa Sofia Marcantoni, 1H Giorgia Tiralongo, 1aa Giovanni Colombo, 3D Giulia Burigotto, 4bb Matilde Molteni, 3aa Leonardo Mauri, 2H Giovanni Chinnici, 2H Gioele Caprile, 1aa Viola Bonfanti, 4aa Tommaso Comi, 4cc Meme: Matteo Bontempo, 2H Giochi: Alessio Carati, 3FF
Esprimiamo solidarietà e vicinanza all’ex direttore di Repubblica, Carlo Verdelli per le reiterate minacce ricevute.
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