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Dialoghi nr. 272

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272 Locarno Anno 54 Dicembre 2022 TRIMESTRALE

dialoghi di riflessione cristiana

Una diocesi rinnovata per il vescovo che verrà Alcune piste da percorrere tutti insieme Siamo tutti in transizione, tra due tempi, sia in prospettiva ravvicinata e locale, che in quella della storia universale. Non a caso la rivista animata dal teologo svizzero Karl Barth tra il 1923 e il 1933 portava il titolo Zwischen den Zeiten, a significare sia la situazione tedesca negli anni di transizione tra la repubblica di Weimar e il regime nazista, come pure la costante situazione in cui si trova a vivere il cristiano, tra la memoria della venuta di Cristo nella storia umana e il suo ritorno alla fine dei tempi. Noi di «Dialoghi» intendiamo riflettere in questo frangente di transizione sullo stato della diocesi ticinese, dopo le dimissioni del vescovo Valerio Lazzeri, e durante la fase transitoria dell’Amministratore

apostolico Alain de Raemy. Volgendo lo sguardo a quanto abbiamo osservato il 23 novembre scorso, abbiamo visto una grande folla che ha voluto salutare il vescovo dimissiorario per ringraziarlo del suo servizio prestato alla diocesi ticinese. Anche la nostra redazione si unisce nell’esprimere al vescovo Valerio il vivo ringraziamento per quanto ha fatto per i cattolici del nostro cantone e gli augura di ritrovare presto serenità per continuare il servizio pastorale che maggiormente corrisponda alla sua vocazione più profonda. Due sue affermazioni recenti ci devono far riflettere, poiché non riguardano solo l’esercizio del suo ministero, bensì anche l’operare di ogni cattolico che vive e opera in questa realtà locale.

«Prima di tutto io sono un pastore, non un amministratore. Non ho scelto di dare la mia vita al Signore per comandare o per essere a capo di una struttura articolata e con esigenze formali così forti. Ero consapevole di questa dimensione e ho cercato di fare del mio meglio»; «Questi aspetti (di governo e di rappresentanza, n.d.r.) sono sempre stati lontani da tutto ciò che il ministero mi aveva portato a coltivare in precedenza». Queste affermazioni che riprendiamo dal CdT dell’11 ottobre scorso mettono in evidenza le difficoltà strutturali entro cui il vescovo Valerio doveva esercitare il suo ministero


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