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La multiutility cresce puntando sulle persone Welfare, pay-parity, formazione e digitalizzazione: ecco le quattro gambe sulle quali Acea basa il proprio sviluppo. Perché sono le persone a fare l'azienda, come ci spiega Claudio Mancini, a capo del personale di Angelo Curiosi
L'
innovazione e la qualità dei servizi, puntando sul capitale umano, sono il segno distintivo della nostra people strategy. Negli ultimi anni c’è stata però un’accelerazione. Abbiamo ricevuto tanti stimoli, affrontato tante sfide ed investito con azioni specifiche su digital skills, leadership diffusa, approcci innovativi al lavoro, coinvolgimento delle persone per indirizzare le scelte - e credo che abbiamo anche conseguito risultati importanti. Ma per non essere autoreferenziali abbiamo deciso di partecipare all’indagine di Top Employers per darci una misura che venisse dall’esterno anziché dall’interno della nostra azienda». E il Gruppo Acea – di cui è direttore delle risorse umane Claudio Mancini – bene ha fatto a chiedere la certificazione più accreditata nel mondo sulla “qualità del lavoro” perché già dal primo anno di valutazione si è classificato tra le 131 Aziende di eccellenza…. «Sì, abbiamo constatato con soddisfazione, alla fine di un articolato processo di certificazione che si è concluso a dicembre, che siamo stati riconosciuti per il nostro impegno» conferma il manager. Già: 11.600 dipendenti nel Gruppo, di cui 9.400 in Italia, divisi su quasi la metà delle regioni italiane, in buona parte attivi sul territorio, e tutti comunque impegnati nei settori idrico, energetico e ambientale, pienamente investiti dalla transizione ecologica e dalle opportunità e com-
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plessità della transizione digitale, ecco: Acea è anche questa realtà organizzativa complessa ed evoluta, che va maneggiata con cura. «La nostra famiglia professionale sta facendo tanto – riprende Mancini - dalla sostenibilità al digitale, dall’inserimento di competenze innovative alle politiche di valorizzazione dell’inclusione delle diversità, dallo smart-working (che non significa solo lavorare da remoto!) all’organizzazione del lavoro con l’approccio “agile”. Ci siamo dedicati a migliorare anche tutte le attività collegate al benessere delle nostre persone. Abbiamo concentrato gli sforzi dove era secondo noi più ACEA È UNA REALTÀ COMPLESSA CHE IMPIEGA 11 MILA DIPENDENTI DEI QUALI 9 MILA ATTIVI IN ITALIA IN QUASI LA METÀ DELLE REGIONI
giusto. Anche per risolvere, in una vera crescita professionale e umana collettiva, quel che la pandemia ci ha ulteriormente motivati a fare ancora di più negli ultimi due anni». In Acea la digitalizzazione può già contare su una buona esperienza sedimentata: «Sin dai primi giorni del lockdown – ricorda Mancini – siamo riusciti tempestivamente a far lavorare in smart-working tutte le persone che potevano farlo da casa per i processi gestiti , con le necessarie dotazioni e con l’avvio di una adeguata formazione sulla leadership da remoto. Abbiamo
CLAUDIO MANCINI
attivato diversi interventi concreti che hanno sicuramente riscontrato il gradimento dei colleghi che hanno potuto lavorare in sicurezza da casa; siamo riusciti a mantenere in continuità anche i servizi ai cittadini- clienti innovando e digitalizzando le attività di sportello, con assoluta rapidità. Abbiamo costituito un comitato Covid che ancora oggi si riunisce settimanalmente. E i risultati si sono visti: tra le nostre persone il numero dei contagiati è stato inferiore rispetto alle medie, sia nazionali che regionali. Siamo stati molto attenti, coniugando la salute delle nostre persone e l’efficacia dei servizi resi». Sul piano organizzativo, anche per la sicurezza, la chiave è stata ed è la digitalizzazione. «Dal marzo del 2020 – sottolinea Claudio Mancini – tutte le attività formative e le selezioni del personale sono state, con tempestività, realizzate con strumenti e metodologie digitali, ed il trend delle assunzioni è stato sostenuto, con livelli anche più elevati degli anni precedenti». E altre novità interverranno presto: «Stiamo ripensando il nostro modo di lavorare. Abbiamo in progetto la revisione strutturale della sede centrale di Acea a Roma, non solo con l’idea di modificarne il layout ma soprattutto di ripensare il nostro modo di vivere l’organizzazione in azienda nell’auspicato new normal, ed è un’altra sfida che ci impegnerà, e non per poco tempo», racconta Mancini, «su cui sarà fondamentale