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Milano 19(74)

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italiano 19

UNIPOL ASSICURAZIONI Agente Generate

GINO MAZZOLA

Mensile di informazioni politica e cultura della Zona 19 Anno IX - N. 4 - Aprile 1985

Un monumento alla Resistenza Fisco inesorabile Dibattito aperto CPS al servizio dalla nostra salute Altri 8 milioni per il diritto allo studio La zona ti da una mano a compilare il 740 Pronto soccorso tra le mura di casa I mestée de la Milan de semper

Via Osoppo.13 Tel. 02/40.80.980

In via Harar, a San Siro

Quasi 67 miliardi in più

Milano dal fascismo a piazza Fontana

L. 600

Variano progetti e costi Aiuole e parcheggi per rmm a Molino Dorino anziché stunt-cars Le modifiche approvate dall'Amministrazione Comunale per messe a punto esecutive, per aggiornamenti tecnologici e per meglio soddisfare le esigenze di esercizio - Il forte aumento dei costi dovuto alla svalutazione monetaria L'amministrazione comunale di Milano ha approvato alcune variazioni progettuali e di spesa relativi alla costruzione del prolungamento della Linea I della Metropolitana e della stazione Molino Dorino con annessa area di interscambio ed alla costruzione det nuovo deposito al Gallaratese. Per quanto si riferisce al prolungamento della linea I ed alla costruzione della stazione Molino Dorino con annessa area di interscambio, si fa rilevare che tali lavori erano stati approvati dal Consiglio Comunale di Milano con una deliberazione del 19 luglio 1979, che individuava due fasi di attuazione, di cui la prima prevedeva la costruzione della linea metropolitana, di sei stalli di partenza per la sosta di 12 autobus, di parte delle corsie laterali alla stazione M M per 12 autobus in transito, di parte dei parcheggi lato Nord e Sud della stazione (rispettivamente per 1.050 e 250 posti macchina) con accessi assicurati da strada di connessione con la Statale 33 (via Gallarate) e con la strada perimetrale del quartiere Gallaratese (via Appennini) e di parte del posteggio moto-cicli, nonché la costruzione della nuova strada di raccordo al deposito. La seconda fase prevedeva invece la costruzione dei tratti dello scolmatore dell'Olona interessato dalle opere viarie, la copertura del Fiume Olona dalla strada perimetrale del Gallaratese (via Cilea) alla via Pisacane di Pero, il completamento del parcheggio lato Nord (1.300 posti) la sistemazione viabilistica in via Sempione (a Pero) ed in via Gallarate (a Milano) e nuova strada in corrispondenza al fiume Olona coperto, la costruzione di un sovrappasso pedonale di raccordo al parcheggio Nord, la costruzione di raccordi con le Strade Statali I I e 13 e dei raccordi viabilistici di smistamento già previsti dal progetto, la costruzione di un nuovo parcheggio sul lato Sud per 140 auto in corrispondenza del cuneo tra le gallerie di raccordo al deposito, la riduzione del parcheggio esistente sul lato sud a 200 posti macchina per l'inserimento di una nuova strada di raccordo all'eventuale

ampliamento dell'autostazione per i previsti dieci stalli (20 autobus). I lavori di costruzione sono iniziati nell'ottobre del 1982 e sono attualmente in fase di avanzata esecuzione. Nel frattempo si è sviluppata progettualmente la seconda fase, con particolare riferimento all'area di interscambio ed alla deviazione del fiume Olona, che anche per i progetti della prima fase in corso d'opera, ha comportato una serie di varianti che si sono aggiunte a quelle introdotte per messe a punto esecutive, per aggiornamenti tecnologici e per meglio soddisfare le esigenzae rappresentate dall'e-

Una delibeiazione della Giunta municipale prevede la sistemazione dell'area con la creazione di circa 1.330 posti auto e di 23 mila metri quadrati di verde

sercente ATM, che prevedono tra l'altro l'ampliamento del mezzanino della stazione Molino Dorino con l'inserimento nella stessa area di un'autostazione per le linee automobilistiche di trasporto pubblico e che comportano complessivamente, tenuto conto anche del forte aumento dei prezzi di mercato, un aumento dei costi di circa 42 miliardi di lire. Anche per quanto si riferisce alla costruzione del deposito del Gallaratese della Linea I della Metropolitana, l'aumento dei prezzi di mercato comporta un aumento dei costi di circa 24 miliardi e mezzo di lire.

Dopo la costruzione del Centro Commerciale

Come potrà girare la gente tra via Betti e via Ojetti La discussione sulla parte del Piano Particolareggiato del Gallaratese relativa a tale area è stata lunga, elaborata ed approfondita in quanto si trattava di rivedere alcuni aspetti fisici del piano, tra cui parte della viabilità In relazione alla sistemazione del collegamento viabilistico tra Betti e via Ojetti e dela piazza antistante la chiesa dei SS. martiti (su cui ci ha tra l'altro scritto un nostro lettore in una lettera che abbiamo pubblicato nel numero scorso sotto il titolo "Le pozzanghere permanenti") il presidente del Consiglio di Zona 19, arch. Danilo Pasquini, ha inviato al presidente della Croce Bianca, al presidente dell'AVIS Gallaratese, al parroco della parrocchia SS. Martiri, al Circolo Parrocchiame Familiare della stessa parrocchia, al Gruppo Sportivo Gallaratese, al Consigliere Mozzanica ed ai capi gruppo del Consiglio di Zona la seguente lettera: Egregi Signori, nella seduta del 18 febbraio (segue a pagina 16)

(segue a pagina 16)

Un referendum per Milano

Chiudiamo il centro al traffico privato E riapriamolo alla vita sociale, a ritmi più umani e ad un accesso più facilitato alle strutture sociali "Chiudiamo il centro storico al traffico privato per poterlo riaprire alla vita sociale". Su questa proposta si sono finalmente trovate d'accordo le maggiori associazioni ecologiste milanesi. Ma non solo loro. A testimonianza dell'incredibile interesse suscitato dall'iniziativa ci cono oltre a dibattiti e a manife-

stazioni, le 15.000 firme raccolte dai promotori (ricordiamoli: Lega per l'Ambiente, Ciclopici, WWF, Italia Nostra, UTP, Club II Politecnico, Giacomo Properzi Presidente ATM) in un arco di appena quattro fine settimana a sostegno della proposta di referendum. (segue a pagina 16)

Il Consiglio di Zona 19 ha espresso parere favorevole alla deliberazione d'urgenza della Giunta Municipale concernente la riqualificazione funzionale dell'area compresa tra le vie Patroclo, Harar e Tesio (a San Siro). con sistemazione a verde pubblico attrezzato e parcheggio. Il relativo progetto prevede la sistemazione a verde pubblico con spazi per la sosta di autoveicoli su un'area di circa 61 mila metri quadrati. chiusa a nord ed ad est da grandi impianti (lo stadio. il Palazzo dello Sport e poco più lontano l'ippodromo) caratterizzati da una elevata ricettività. dove si svolgono manifestazioni sportive, culturali ricreative di grande importanza ed interesse. mentre nelle parti a. sud ed a ovest sono localizzati insedia menti abitativi di edilizia sovvenzionata e pubblica. Pertanto una prima esigenza è stata individuata nella conferma di ampi spazi per la sosta dei veicoli con un'adeguata struttura rimi iva necessaria a garantire un'affluenza ed un rapido ed ordinato deflusso del pubblico richiamato dagli impianti sportivi. Una seconda esigenza deriva invece dalla necessità di dare a tutto il complesso un assetto definitivo ed ordinato. mediante idonee piantagioni e tipologie di arredo atte a realizzare una struttura capace di soddisfare sia le esigenze funzionali sopra indicate, sia quelle di verde

La posta in gioco Con una rapida sequenza di riunioni, governo e Confindustria sembrano avere ormai affossato ogni tentativo di accordo tra le parti sociali per evitare il referendum promosso dal PCI per il recupero dei punti di captingenza tagliati con decreto governativo nel febbraio dello scorso anno. Strano. Sia l'uno, sia l'altra avevano più di ogni altro gridato (e tuttora gridano) alla "catastrofe" dell'appuntamento referendario. Se quella era la loro convinzione era lecito attendersi da parte loro un vero e proprio fervore di iniziative e di proposte volte ad allontanare il pericolo. Invece da una parte il governo ha tolto al ministro De Michelis anche il poco spazio di un tentativo già di per sé esile, mentre dall'altro la Confindustria ha tagliato corto

e con la consueta prepotenza si è intascata i decimali, operando una nuova rapina sulla scala mobile, facendo così capire, anche ai più i siano i suoi reali intenti. dubbiosi, qual Perché infatti la posta in gioco non è soltanto il recupero di migliaia di lire indebitamente sottratte ai lavoratori, ma è anche e soprattutto ristabilire il principio democratico della libera contrattazione tra le parti sociali ripristinando regole, norme e persino procedure che riguardano la sostanza stessa delle relazioni politico-sociali-istituzionali di uno Stato democratico. Per questo è importante che i lavoratori affrontino la battaglia referendaria per il recupero dei punti di contingenza sottratti dal decreto di S. Valentino con l'obiettivo di vincerla.


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