Molini d'Italia Novembre 2021

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ITALMOPA ASSOCIAZIONE INDUSTRIALI MUGNAI D’ITALIA WWW.ITALMOPA.COM

ANTIM ASSOCIAZIONE NAZIONALE TECNICI DELL’INDUSTRIA MOLITORIA

Molini THE ITALIAN MAGAZINE FOR THE MILLING INDUSTRY

d’Italia

LA RIVISTA ITALIANA PER L’INDUSTRIA MOLITORIA

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Anno LXXII

November  Novembre

2021 Mensile Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale - 70% CN/BO D.L. 353/2003 (conv. L. 46/2004) art. 1 c. 1 DCB Bologna Aut. Trib. Bo n. 6129 del 31/7/1992

IN QUESTO NUMERO IN THIS ISSUE

Paolo De Castro: una vita dedicata all’agroalimentare Paolo De Castro, a life dedicated to agri-food system Il progetto del CREA per la difesa di grano e mais dalle infezioni fungine A CREA project to protect wheat and corn from fungal infections Lo sviluppo e i campi d’azione dell’AgrifoodTech The development and the field of action of AgrifoodTech


Innovations for a better world.


Al vostro servizio, sempre Bühler dispone di un’ampia rete di assistenza tecnica ed assistenza post-vendita in Italia, specializzata nella manutenzione di macchinari per l’industria molitoria, mangimistica, della panificazione, della selezione ottica, della lavorazione del cacao e della produzione di pasta. I nostri esperti sapranno fornirle servizi di assistenza, contratti di manutenzione programmata, parti di ricambio originali, revisione rulli e stacci, retrofit di macchine obsolete, consulenza e molto altro. Ci contatti per qualunque informazione: service.italy@.buhlergroup.com


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Micotossine e glifosate Quando lo screening diventa robotizzato

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urofins Tecna sviluppa e commercializza da oltre 20 anni kit ELISA per la ricerca delle micotossine nei cereali e nei prodotti di lavorazione dei cereali. Recentemente ha potuto presentare al mercato il primo kit ELISA per la ricerca quantitativa di glifosate in diverse matrici alimentari, sviluppato da Eurofins Abraxis, e per il quale il gruppo AOAC RI ha riconosciuto lo status di PTM per l’applicazione al grano duro, l’avena integrale, i piselli gialli secchi e le lenticchie rosse secche. Si tratta di kit analitici di semplice utilizzo, veloci, adatti all’analisi contemporanea di più campioni, affidabili ed ampiamente utilizzati da laboratori ed industrie in Italia e nel mondo. Per le aziende rappresentano un alleato prezioso per i piani di autocontrollo consentendo un’analisi dei rischio economica, veloce, consapevole, confidenziale, che permettere di caratterizzare le proprie materie prime, i propri fornitori e i propri processi, di intraprendere rapidamente misure correttive e di monitorare in modo puntiforme - e sostenibile - i propri prodotti. L’esecuzione manuale di kit ELISA è piuttosto semplice, ed Eurofins Tecna organizza regolarmente dei momenti formativi nella sua sede a Trieste o presso lo stabilimento dei clienti, per insegnare e guidare i nuovi tecnici nella corretta esecuzione della preparazione del campione e nell’esecuzione della prova, ma

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anche nell’analisi dei dati ottenuti, la verifica della conformità della sessione analitica, la consapevolezza degli errori accidentali che si possono commettere e come intercettarli e comprenderli in caso di anomalia.

Perché automatizzare? Sebbene eseguire un saggio di tipo ELISA sia, come detto, piuttosto semplice, eseguire le analisi per più sostanze su diversi campioni in parallelo può essere più complesso: richiede una buona capacità di organizzazione e concentrazione, richiede spazi, richiede esperienza. Limitare l’onere, per l’operatore, di eseguire manualmente le prove e demandare ad uno strumento l’esecuzione dei test, permette di ridurre il carico sui tecnici e abbatte il rischio di errore accidentale. Una macchina standardizza l’esecuzione della prova e l’ambiente di reazione, essendo un ambiente chiuso poco sensibile alle influenze esterne, protegge la micropiastra da polvere e luce, ed esegue in modo identico le prove giorno dopo giorno, senza inserire alcuna distrazione.

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Strip rapide per GLIFOSATO - analisi semiquantitativa - applicazione a molte matrici Eurofins - estrema Technologies semplicità d’utilizzoThe BoltTM: - disponibilità di training ancheepercompatta una soluzione flessibile personale poco esperto Eurofins Tecna crede nell’evoluzione e guarda al futuro: l’esecuzione dell’analisi ELISA per micotossine e glifosate migra sul Bolt, un robot compatto ed economico, adatto ai volumi analitici dell’industria alimentare, che può essere alloggiato su un comune bancone da laboratorio. Dotato di un sistema di dispensazione ad altissima precisione, produce un risparmio di puntali usa-e-getta di plastica, e quindi contribuisce a ridurre l’impatto ambientale dell’analisi. Alloggia fino a 96 campioni, una piastra ELISA che però può essere sfruttata per correre fino a 4 diversi metodi per micotossine, ed è in grado di condurre tutte le fasi dei kit ELISA: premiscelazione, incubazione, lavaggio, lettura, elaborazione dei risultati e produzione di un report finale. Per una piena tracciabilità, tutti i passaggi della macchina sono registrati e riportati in un secondo documento ispezionabile dall’operatore. Il Bolt è una macchina con interfaccia semplice, intuitiva ed aperta: è possibile programmare qualsiasi test di tipo ELISA (o eventualmente anche CLIA), di qualsiasi produttore, potenzial-

NEGLI ALIMENTI

mente con qualsiasi caratteristica. Eurofins Tecna, insieme ad Eurofins Technologies, ha però scelto di investire e di proporre a laboratori ed industrie una soluzione integrata, validata e chiavi in mano. Per i kit ELISA della linea Celer di Eurofins Tecna, ovvero Celer AFLA B1, Celer AFLA, Celer DON v3, Celer FUMO, Celer ZEA, Celer OCHRA e Celer T2 per la ricerca di aflatossina B1, aflatossine totali, deossinivalenolo, fumonisine, zearalenone, ocratossina, tossina T2 - e per il kit ELISA per glifosate di Eurofins Abraxis sono disponibili i protocolli verificati e validati per l’esecuzione automatizzata con il Bolt. A differenza di altre soluzioni, in cui l’applicazione, l’aggiustamento e la verifica dei test sulla macchina selezionata è a carico dell’utilizzatore finale, spesso in assenza di garanzie di funzionamento da parte del produttore della macchina e del fornitore del kit, in questo caso si è scelto di investire in una soluzione completamente pronta all’uso, capitalizzabile sin dal primo utilizzo. L’azienda che sceglie l’approccio Eurofins Technologies sa di contare su un’installazione e training di mezza giornata che la metterà in condizione di lavorare da subito, ma che al contempo non le preclude di programmare autonomamente comunque altri saggi.

NTROLLO DI FILIERA Eurofins Tecna, c/o Area Science Park, Padriciano 99, Trieste Support.ET.Trieste@eurofins.com http://tecna.eurofins-technologies.com/

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ITALMOPA

ORGANO UFFICIALE

ASSOCIAZIONE INDUSTRIALI MUGNAI D’ITALIA WWW.ITALMOPA.COM

ANTIM ASSOCIAZIONE NAZIONALE TECNICI DELL’INDUSTRIA MOLITORIA

Molini THE ITALIAN MAGAZINE FOR THE MILLING INDUSTRY

Summary  SOMMARIO N. 11 November NOVEMBRE 2021

d’Italia

LA RIVISTA ITALIANA PER L’INDUSTRIA MOLITORIA

PROPRIETARIO

Associazione Industriali Mugnai d’Italia Via Lovanio, 6 - 00198 Roma

Editorial EDITORIALE

Associazione Industriali Mugnai d’Italia

DIRETTORE EDITORIALE Emilio Ferrari

DIRETTORE RESPONSABILE Claudio Vercellone

DIFENDERE E TUTELARE GLI INTERESSI DELLA FILIERA E DEL COMPARTO MOLITORIO Defending and protecting the interests of the supply chain and the milling sector

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di E. Ferrari

DIRETTORE TECNICO Lorenzo Cavalli Presidente Antim

COMITATO TECNICO EDITORIALE

Carlo Brera Esperto in sicurezza alimentare Marina Carcea Ricercatrice per gli alimenti e la nutrizione; CREA - Roma Giuseppe Maria Durazzo Avvocato, esperto in diritto dell’alimentazione Maurizio Monti Miller’s Mastery - Tecniche di macinazione Luigi Pelliccia Responsabile Ufficio Studi, Mercato e Ufficio Stampa di Federalimentare Giovanni Battista Quaglia Tecnologie alimentari Andrea Villani Qualità cereali, mercato e strumenti di commercializzazione

Features ARTICOLI

Piero Luigi Pianu Tullio Pandolfi Laura Pierandrei

REDAZIONE

ufficiostampa@avenue-media.eu

PUBBLICITÀ

Viale Aldini Antonio, 222/4 - 40136 Bologna

Tipografia MIG - Moderna Industrie Grafiche Via dei Fornaciai, 4 - 40129 Bologna

Abbonamento annuale (12 numeri)

Italia € 45,00 - Copia € 4,50 Estero € 96,00 Copie arretrate (se disponibili) € 9,00 cad. esclusa spedizione Registrazione Tribunale di Bologna del 31 luglio 1992 n. 6129 Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale - 70% CN/BO D.L. 353/2003 (conv. L. 46/2004) art. 1c. 1 DCB Bologna Informativa ex D.Lgs 196/2003 (tutela della privacy) Trattamento dei dati personali ai sensi del Regolamento Ue 679/2016. L’informativa Privacy è disponibile sul sito di Avenue media www.avenue-media.eu alla pagina “Informativa Privacy Editoria” www.avenue-media.eu/informativa-privacy-editoria

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COME PROTEGGERE FRUMENTO E MAIS DALLE INFEZIONI FUNGINE How to protect wheat and corn from fungal infections

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Agri-food market  Mercato agroalimentare

INNOVAZIONE, RICERCA E TECNOLOGIA PER UN’AGRICOLTURA SOSTENIBILE Innovation, research and technology for sustainable agriculture

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di D. Caccioni

Massimo Carpanelli - carpa@avenue-media.eu

Edizioni Avenue media®

Research  Ricerca

di D. Pacifico et al.

RELAZIONI INTERNAZIONALI

EDIZIONE, DIREZIONE, REDAZIONE, PUBBLICITÀ E AMMINISTRAZIONE

«LA POLITICA DEVE INDICARE LA ROTTA DA SEGUIRE SUL PIANO NORMATIVO» 48 «Policy must point the way to follow on a regulatory level» a cura della Redazione

COMITATO DI REDAZIONE

Alfredo Tesio

The interview  L’intervista

Departements RUBRICHE

Fact & News  FATTI E NOTIZIE

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WORLD NEWS

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Laws & Rules PANORAMA NORMATIVO

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Focus on economics FOCUS ECONOMIA

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Food rules DIRITTO ALIMENTARE

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Cultural corner L’ANGOLO DELLA CULTURA

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AGENDA

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Editorial  EDITORIALE

Difendere e tutelare gli interessi della filiera e del comparto molitorio Defending and protecting the interests of the supply chain and the milling sector T

he 2021 Italian Budget Law introduces some provisions concerning the creation of a computerised loading and unloading register for cereals and flours. This rule provides that any company holding an amount of more than 5 tonnes of a specific product per year will be obliged to record the loading and unloading operations of that product, from

whatever source, within seven working days, in a special computerised register set up within the services of the National Agricultural Information System. Once again, Italmopa expresses its opposition to this rule that might lead, if it does not undergo significant changes, to the partial interruption of production, and many milling plants could even risk closing down.

di Emilio Ferrari Presidente Italmopa

ITALMOPA MANIFESTA FORTI PERPLESSITÀ SULL’INTRODUZIONE DEL REGISTRO DI CARICO E SCARICO PER CEREALI E SFARINATI ITALMOPA EXPRESSES SERIOUS DOUBTS REGARDING THE INTRODUCTION OF THE LOADING AND UNLOADING REGISTER FOR CEREALS AND FLOURS

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el corso degli ultimi mesi il comparto molitorio ha assistito a violenti incrementi dei suoi principali costi di produzione: materie prime anzitutto, ma anche energetici, logistici e di trasporto. Aumenti senza precedenti e non governabili, perché frutto di congiunture internazionali a cui il nostro Paese, strutturalmente importatore netto di materie prime - siano esse alimentari o energetiche deve passivamente sottostare. In questo contesto, che inevitabilmente andrà a ripercuotersi in modo significativo su tutti gli attori della

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Editorial  EDITORIALE

filiera - ivi compresi i consumatori finali, visto che l’incremento di tali costi non potrà, in alcun modo, essere assorbito dalla sola industria della trasformazione - l’introduzione di un registro carico e scarico per cereali e sfarinati non poteva che suscitare

NEL NOSTRO PAESE È ANCORA DIFFUSO UN SENTIMENTO ANTINDUSTRIALE

grande perplessità, o meglio ancora, forte malessere, nel comparto molitorio, sia perché si tratta di una norma tecnicamente inapplicabile nella sua attuale formulazione, sia perché la stessa è destinata a tradursi in ulteriori, insostenibili costi per la stragrande maggioranza degli impianti molitori. Una preventiva interlocuzione, purtroppo non avvenuta, tra il legislatore e gli operatori del settore, da un lato, e un’analisi dell’impatto economico della norma legislativa, dall’altro, avrebbero consentito di evitare un pericoloso cul de sac e

offrire possibilità di manovra volte all’indispensabile modifica del contenuto della norma, oggi di sicuro limitate. Responsabilmente, Italmopa ha auspicato un rinvio, quanto meno all’inizio del 2023, dell’entrata in vigore della norma, consentendo in tal modo sia di evitare un ulteriore aggravio, nell’attuale situazione di mercato, ai vari attori della filiera e in particolare alle fasce più deboli dei consumatori, già chiamati a sopportare un significativo incremento dei prezzi di beni di primaria rilevanza quali pane e pasta, sia di disporre del tempo necessario ad apportare le imprescindibili modifiche a una norma discriminatoria e francamente incomprensibile, se non per motivi ideologici legati a un sentimento antindustriale purtroppo ancora largamente diffuso nel nostro Paese. Mi auguro, a questo punto, che il buon senso, da parte del legislatore, possa prevalere in una logica di confronto e trattativa win-win. In caso contrario, Italmopa saprà certamente rappresentare con forza e decisione gli interessi della filiera e del comparto molitorio assumendo, ove necessario, tutte le opportune iniziative per garantire la sopravvivenza delle nostre aziende. Emilio Ferrari

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Fact  &  News  FATTI E NOTIZIE

FORTI TENSIONI NEI LISTINI DEI CEREALI NAZIONALI

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ulle principali piazze di scambio italiane i prezzi del grano duro hanno superato la soglia dei 500 euro/t; parimenti, nuovi e consistenti aumenti di prezzo tra settembre e ottobre si sono registrati anche per il grano tenero. Gli aumenti dei grani nazionali sono avvenuti sulla scia dei contemporanei rialzi registrati sul mercato europeo, dove le quotazioni hanno risentito del rafforzamento del dollaro e dell’incremento dei costi di trasporto. In tensione anche il mercato delle materie prime mangimistiche: nella prima settimana di ottobre i prezzi del mais sono saliti sopra i 270 euro/t. Nuova progressione anche per le quotazioni dell’orzo nazionale.

PRIMA SEDUTA UFFICIALE PER LA CSN

L

a Commissione Sperimentale Nazionale frumento duro ha tenuto, l’11 ottobre scorso, la prima seduta ufficiale, formulando la tendenza di mercato e il listino settimanale con i prezzi indicativi previsionali per le tre categorie merceologiche (fino, buono mercantile, mercantile) e per areale di produzione (Nord, Centro, Sud). Per quanto riguarda il frumento duro fino (peso specifico minimo 80 kg ogni 100 litri e contenuto proteico minimo 13%), la proposta di prezzo è stata di 509 euro/t sui minimi e 514 euro sui massimi per il Nord Italia e di 508513 per il Centro. Per quel che concerne il Sud, sempre per il grano duro fino (con peso specifico minimo 79 kg ogni 100 litri e contenuto proteico minimo 12%), è stato proposto il prezzo di 521 euro/t sui minimi e di 526 euro sui massimi.

DA MOLINO COSMA FARINE SOSTENIBILI E PACKAGING COMPOSTABILE

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olino Cosma ha presentato a TuttoFood le sue nuove tipologie di farine certificate secondo lo standard DTP 112, con packaging innovativo ed eco-sostenibile, ottenuto da materie prime compostabili al 100% per diventare poi compost. “Tipo 00”, “Tipo Forte”, “Tipo 1” e “Tipo 2” sono sfarinati ottenuti mediante macinazione e conseguente abburattamento del grano tenero liberato dalle impurità e dalle sostanze estranee. Le confezioni per il consumo domestico sono da 500 grammi. Vengono anche realizzate confezioni da 25 kg per panifici, pasticcerie e pizzerie. Per la produzione delle quattro tipologie di farina, Molino Cosma utilizza solo grano tenero proveniente da filiera certificata e coltivato secondo quanto previsto dallo standard DTP112 “Cereali e semi oleosi sostenibili”.

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Fact  &  News  FATTI E NOTIZIE

LA SFIDA DEL GRANO DURO A RESIDUO “ZERO”

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ardur-0, il progetto triennale (2019-2022) finanziato dal PSR 2014-2020 di Regione Lombardia e che vede come capofila il Centro di saggio Agricola 2000 di Tribano (Mi), ambisce a produrre un grano di elevata qualità e competitivo sul mercato che coniughi alti livelli di produzione e di sanità della granella, con l’assenza di residui di prodotti fitosanitari. Agricola 2000 sta infatti sperimentando in campo diverse varietà di sementi e testando l’efficacia di differenti strategie di comunicazione, individuando quelle più utili allo scopo. Dopo aver valutato la sostenibilità economica, ambientale e agronomica complessiva, il punto di arrivo sarà la messa a punto di un protocollo per la produzione di frumento duro a residuo “zero”, quindi si potrà procedere alla costituzione di una filiera del grano duro della Martesana (territorio storico della Lombardia situato a nord est di Milano) con tali caratteristiche.

PARERE POSITIVO DI ACCADEMICI E SCIENZIATI SUL NUTRINFORM BATTERY

AUMENTANO LE IMPRESE BIO CHE SOTTOSCRIVONO POLIZZE ASSICURATIVE

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iversi accademici e scienziati si sono pronunciati a favore del Nutrinform Battery attraverso un documento condiviso. Il Position Paper - questo il nome del documento - identifica il sistema di etichettatura nutrizionale proposto dall’Italia come uno strumento utile per facilitare e migliorare la comprensione delle caratteristiche di composizione nutrizionale di un alimento, consentendone il corretto collocamento all’interno di una dieta varia ed equilibrata, scongiurando il rischio di semplificare l’educazione alimentare e di trascurare la complessità dei criteri e delle raccomandazioni nutrizionali ampiamente supportate da evidenze scientifiche.

n base ai dati elaborati da Ismea e pubblicati nel “Rapporto sulla gestione del rischio nell’agricoltura biologica”, la platea nazionale delle aziende biologiche che hanno sottoscritto polizze contro gli eventi atmosferici è aumentata al ritmo del 35% l’anno, arrivando a sfiorare i 500 milioni di euro di valore assicurato nel 2019. Rispetto al totale delle aziende bio, quelle assicurate rappresentano oggi una quota dell’8%, mentre le superfici coinvolte hanno raggiunto il 4,2% del totale, a fronte del 2,2% di quattro anni prima. Rispetto al mercato assicurativo agevolato nel suo complesso, il settore del biologico presenta una polarizzazione a livello geografico meno marcata: il ruolo del Nord è sempre preponderante, ma lo squilibrio con le altre ripartizioni del Paese è meno accentuato rispetto all’intero mercato, in coerenza con la più equilibrata distribuzione per macroaree del biologico.

ANALISI DELL’IMPATTO DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO SULLE COLTURE

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econdo uno studio internazionale che ha coinvolto ricercatori di Iiasa, Nasa e dell’Università di Potsdam, entro il 2030 i cambiamenti climatici potrebbero influenzare la produzione di mais e grano. Si prevede infatti che i raccolti di mais diminuiranno del 24%, mentre il grano potrebbe potenzialmente vedere una crescita di circa il 17%. Utilizzando modelli climatici e agricoli avanzati, i ricercatori hanno scoperto che il cambiamento nelle rese è dovuto ai previsti aumenti di temperatura, agli spostamenti nei modelli di pioggia e alle elevate concentrazioni di biossido di carbonio in superficie a causa delle emissioni di gas serra. Questi cambiamenti renderebbero più difficile la coltivazione del mais ai tropici, ma potrebbero espandere la gamma di coltivazione del grano.

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Fact  &  News  FATTI E NOTIZIE

LIEVE DIMINUZIONE DELLA PRODUZIONE UE DI MANGIMI

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econdo i dati previsionali rilasciati da Fefac, la produzione Ue di mangimi composti per il 2021 è stimata in leggero calo (-0,16% rispetto al 2020). A causa della ridotta domanda di carne nei principali mercati di esportazione, dei costi elevati per i cereali da foraggio e dell’impatto della peste suina africana, la produzione di mangimi per maiali è prevista in diminuzione dell’1,3%. I Paesi più colpiti - secondo Fefac - sono Germania, Austria, Portogallo, Finlandia e Ungheria; inoltre, alcuni Stati membri (tra cui Paesi Bassi e Belgio) stanno spopolando i loro allevamenti di suini per ridurre le emissioni ambientali. Di contro, nonostante la perdurante diffusione dell’influenza aviaria in diverse parti d’Europa, la produzione di mangimi per pollame è destinata ad aumentare dello 0,8%. Infine, la produzione di mangimi per bovini è stimata in marginale incremento (+0,1%), grazie al maggiore aumento della produzione in Italia, Polonia e Romania.

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I LEGUMI ENTRANO NELLA DEFINIZIONE “CEREALI”

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International Grains Council (Igc) ha annunciato che, a partire da novembre 2021, i legumi, come lenticchie, piselli secchi, ceci, fagioli secchi ecc., saranno inclusi nella definizione di “grano” o “cereali” ai sensi dell’articolo 2.1(e) della Convenzione sul commercio dei cereali del 1995. Estendendo la definizione di cereali anche ai legumi, l’Igc cerca di aumentare la trasparenza del mercato di questi ultimi e di migliorare la cooperazione per espandere il commercio globale di prodotti che giocano un ruolo essenziale nel raggiungimento della sicurezza alimentare. Di conseguenza, il Segretariato dell’Igc amplierà le sue informazioni di mercato anche alle leguminose e costruirà i bilanci globali della domanda e dell’offerta sviluppando sul proprio sito web un’area specifica per le leguminose.

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WORLD NEWS

World News è la rassegna delle notizie dall’Europa e dal mondo sull’agroalimentare. Un punto di vista aggiornato e puntuale su quanto accade in sede comunitaria ed extra-comunitaria, per essere sempre informati sulle dinamiche internazionali in ambito politico, economico e scientifico. Brevi flash che possono risultare di interesse per la filiera - italiana ma non solo - della trasformazione dei cereali.

GRUPO TRIMEX ACQUISISCE I MOLINI DI BUNGE IN MESSICO

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unge ha annunciato di aver accettato l’offerta per la vendita dei suoi sette molini ubicati in Messico a Grupo Trimex, la più grande azienda molitoria del Paese. Il completamento della vendita è soggetto alle consuete condizioni di chiusura, inclusa l’approvazione normativa. Bunge ha iniziato a operare in Messico nel 1998 dopo aver acquisito un molino a mais all’interno di uno stabilimento Kellogg’s a Querétaro; quello stesso anno Bunge ha stretto una partnership con uno dei molini a grano più importanti del Paese: Harinera La Espiga. Nel 2012 Bunge ha acquistato le restanti azioni di questo molino, consolidando così la propria presenza nel mercato messicano. Un anno dopo, Bunge Mexico ha acquisito sei stabilimenti dal Grupo Altex, la più grande acquisizione nella storia di Bunge North America, che ha triplicato le dimensioni dell’azienda in Messico. Bunge continuerà comunque a servire i suoi clienti in Messico e a gestire il molino a mais di Querétaro.

ZIMBABWE: RACCOLTO RECORD DI GRANO

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on un raccolto record di grano previsto per la campagna 2021-2022, il governo dello Zimbabwe sta facendo progressi per aumentare le riserve di grano del Paese. Il Paese africano, che ha lottato con l’insicurezza alimentare negli ultimi 30 anni, ha annunciato in agosto che intende aumentare le sue riserve strategiche di grano a 1,5 milioni di tonnellate da 500 mila tonnellate. Il ministro delle Terre e dell’Agricoltura, Anxious Masuka, ha comunicato al parlamento che il governo sta prendendo importanti provvedimenti in grado di assicurare al Grain marketing board (Gmb) le infrastrutture necessarie per rispondere all’aumento delle riserve di grano.

L’IRAN RADDOPPIA LE IMPORTAZIONI DI GRANO

L’

Usda ha alzato le previsioni delle importazioni iraniane di grano per il 2021-2022 da 2,0 milioni a 4,5 milioni di tonnellate, il più grande volume di importazioni del Paese negli ultimi 7 anni, come conseguenza della riduzione della produzione interna. Negli ultimi anni il consumo di grano in Iran è rimasto relativamente stabile, mentre sono scesi i livelli delle scorte. Inoltre, nonostante gli investimenti del governo per migliorare i raccolti di grano, si stima che la produzione scenderà del 10% rispetto alla precedente campagna a causa delle condizioni di siccità che incidono sulla resa. Secondo il Tehran Times, il governo iraniano, che compra grano dagli agricoltori locali a un prezzo stabilito, ha acquistato 4,4 milioni di tonnellate di grano tra marzo e agosto 2021, che rappresentano circa 3 mesi di consumo e un terzo del raccolto nazionale.

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WORLD NEWS

IN AFGHANISTAN I TALEBANI OFFRONO GRANO COME PAGA PER IL LAVORO

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on più della metà della popolazione afgana che affronta l’insicurezza alimentare, il governo provvisorio dei talebani ha lanciato un programma che offre grano a migliaia di persone in cambio di lavoro, secondo quanto emerge da un rapporto dell’Hindustan Times. Zabijullah Mujahid, portavoce dei talebani, in una recente conferenza stampa ha dichiarato che l’iniziativa sarà lanciata nelle principali città afgane, con l’obiettivo di impiegare 40 mila persone solo a Kabul. Il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite stima che, a partire da novembre, 22,8 milioni di cittadini afgani dovranno affrontare una forte insicurezza alimentare.

IN AUMENTO LA PRODUZIONE DI FARINA INTEGRALE NEGLI USA

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econdo i dati pubblicati a novembre dal National Agricultural Statistics Service dell’Usda, la produzione totale di farina di frumento integrale nel periodo luglio-settembre 2021è stata di 4,974 milioni di cwts, in aumento di 66 mila cwts (+1,3%) rispetto ai 4,908 milioni di cwts del terzo trimestre 2020. Il totale trimestrale è aumentato del 2,2% rispetto ai 4,866 milioni di cwts del secondo trimestre dell’anno. Con 4,974 milioni di cwts, la produzione di farina integrale nel periodo luglio-settembre ha rappresentato il 4,7% della produzione totale di farina degli Stati Uniti, pari a 106,161 milioni di cwts. È stato il terzo trimestre consecutivo in cui la produzione di farina integrale ha detenuto tale quota sulla produzione totale di farina.

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Laws  &  Rules  PANORAMA NORMATIVO

a cura di Tullio Pandolfi Italmopa

Regolamento relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti bio

S

ulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue n. L 297 del 20 agosto 2021 è stato pubblicato il Regolamento di esecuzione (Ue) 2021/1378 della Commissione recante norme riguardanti il certificato rilasciato agli operatori, ai gruppi di operatori e agli esportatori di Paesi terzi coinvolti nelle importazioni di prodotti biologici e in conversione nell’Unione, e l’elenco delle autorità di controllo e degli organismi di controllo riconosciuti a norma del Reg. (Ue) 2018/848 relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici. A norma dell’articolo 45, paragrafo 1, lettera b), punto i), del Reg. (Ue) 2018/848, un prodotto può essere importato da un Paese terzo per essere immesso sul mercato dell’Unione come prodotto biologico o in conversione se gli operatori e i gruppi di operatori, compresi gli esportatori nel Paese terzo in questione, sono stati sottoposti a controlli da parte delle autorità di controllo o degli organismi di controllo riconosciuti a norma dell’articolo 46 di detto Regolamento e tali autorità od organismi hanno fornito a tutti i detti operatori, gruppi di operatori ed esportatori un certificato che attesti che sono in conformità con il Reg. (Ue) 2018/848. Certificato per gli operatori, i gruppi di operatori e gli esportatori dei Paesi terzi Le autorità di controllo e gli organismi di controllo riconosciuti a norma dell’articolo 46, paragrafo 1, del Reg. (Ue) 2018/848 forniscono agli operatori, ai gruppi di operatori e agli esportatori

dei Paesi terzi che sono stati sottoposti ai controlli di cui all’articolo 45, paragrafo 1, lettera b), punto i) di detto Regolamento, un certificato attestante che detti operatori, gruppi di operatori ed esportatori sono in conformità con il Reg. (Ue) 2018/848 (“il certificato”). Il certificato è rilasciato in formato elettronico secondo il modello di cui all’allegato I del Regolamento, utilizzando il sistema esperto per il controllo degli scambi (TRACES) di cui all’articolo 2, punto 36, del Regolamento di esecuzione (Ue) 2019/1715 della Commissione. Esso consente l’identificazione dell’operatore, del gruppo di operatori o dell’esportatore coperti dal certificato, compreso l’elenco dei membri di un gruppo di operatori; della categoria di prodotti coperti dal certificato classificati secondo le stesse modalità di cui all’articolo 35, paragrafo 7, del Reg. (Ue) 2018/848; del periodo di validità. Attesta altresì che l’attività dell’operatore, del gruppo di operatori o dell’esportatore è conforme al Reg. (Ue) 2018/848 ed è aggiornato ogniqualvolta siano modificati i dati che vi figurano. Elenco delle autorità e degli organismi di controllo L’elenco delle autorità e degli organismi di controllo riconosciuti a norma dell’articolo 46, paragrafo 1, del Reg. (Ue) 2018/848 figura nell’allegato II del Regolamento. L’elenco contiene le seguenti informazioni su ogni autorità od organismo di controllo riconosciuto: a) il nome e il numero di codice dell’autorità o dell’organismo di controllo;

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Laws  &  Rules  PANORAMA NORMATIVO

tegoria di prodotti o il prodotto in questione, da un accordo sul commercio di prodotti biologici a norma dell’articolo 47 del Reg. (Ue) 2018/848 o da un riconoscimento dell’equivalenza a norma dell’articolo 48 di detto Regolamento; d) la durata del riconoscimento; e) le eccezioni al riconoscimento, se del caso. Informazioni dettagliate concernenti l’indirizzo postale, l’indirizzo del sito Internet e l’indirizzo email di contatto dell’autorità o dell’organismo di controllo, nonché il nome dell’organismo di accreditamento che concede l’accreditamento a norma dell’articolo 46, paragrafo 2, lettera d), del Reg. (Ue) 2018/848, sono rese disponibili pubblicamente tramite il sito web della Commissione dedicato all’agricoltura biologica.

b) l e categorie di prodotti di cui all’articolo 35, paragrafo 7, del Reg. (Ue) 2018/848 per ciascun Paese terzo; c) i Paesi terzi di cui sono originarie le categorie di prodotti, a condizione che tali Paesi terzi non siano già coperti, per la ca-

Entrata in vigore e applicazione Il Regolamento è entrato in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, quindi a partire dal 9 settembre 2021. Esso si applicherà a decorrere dal 1° gennaio 2022.

Regolamentazione in materia di contaminanti in alcuni prodotti alimentari: tenori massimi di alcaloidi tropanici

S

ulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue n. L 304 del 30 agosto 2021 è stato pubblicato il Reg. (Ue) 2021/1408 della Commissione del 27 agosto 2021 recante modifica del Reg. (Ce) 1881/2006 per quanto riguarda i tenori massimi di alcaloidi tropanici in alcuni prodotti alimentari. Nel 2013 l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha adottato un parere sugli alcaloidi tropanici negli alimenti e nei mangimi. L’Autorità ha stabilito una dose acuta di riferimento di gruppo («DAdR») di 0,016 μg/kg di peso corporeo (p.c.) espressa come somma di (-)-iosciamina e (-)-scopolamina, considerando che abbiano potenza equivalente. Sulla base delle limitate informazioni disponibili, l’Autorità ha concluso che l’esposizione alimentare dei bambini potrebbe superare in modo significativo la dose acuta di riferimento di gruppo. Essa ha pertanto sottolineato la necessità di una migliore caratterizzazione degli alcaloidi tropanici presenti negli alimenti e nei mangimi, sia naturalmente che come contaminanti, e ha raccomandato la compilazione di dati analitici sull’occorrenza di alcaloidi tropanici nei cereali e nei semi oleosi. Si è pertanto ritenuto opportuno fissare i tenori massimi di tali alcaloidi tropanici per i prodotti alimentari che ne contengono una concentrazione elevata e che contribuiscono quindi in misura significativa all’esposizione della popolazione, ossia alcuni cereali, prodotti da essi derivati e infusioni a base di erbe. Per quanto riguarda in particolare i cereali e i prodotti a base di cereali, le buone pratiche agricole e di raccolta riducono al minimo la contaminazione delle colture a opera di semi di specie contenenti alcaloidi tropanici, come la Datura stramonium. In caso di contaminazione,

d’Italia

Datura stramonium

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Laws  &  Rules  PANORAMA NORMATIVO

tali semi possono essere rimossi da taluni cereali mediante cernita e pulizia. Essi non possono tuttavia essere facilmente rimossi dal sorgo, dal miglio, dal granturco e dal grano saraceno. Dato che i tenori massimi per tali prodotti alimentari sono superiori a quelli fissati per i prodotti alimentari destinati ai lattanti e ai bambini, è possibile fissare un tenore massimo relativo alFormula alcaloidi tropanici la somma di atropina e scopolamina per ciascuno di questi alimenti. Recenti dati di monitoraggio indicano che anche gli alimenti trasformati a base di cereali e gli altri alimenti destinati ai lattanti e ai bambini contenenti granturco o prodotti derivati dal granturco possono essere contaminati con alcaloidi tropanici. È pertanto opportuno estendere a tali alimenti i tenori massimi in vigore per gli alimenti a base di cereali e gli altri alimenti destinati ai lattanti e ai bambini. Il Regolamento prevede un lasso di tempo definito “ragionevole” prima che inizino ad applicarsi i tenori massimi di alcaloidi tropanici. La decorrenza è fissata a partire dal 1° settembre 2022. Gli alimenti trasformati a base di cereali e gli altri alimenti destinati ai lattanti e ai bambini contenenti granturco o prodotti derivati dal granturco e commercializzati legalmente prima dell’entrata in vigore del Rego-

lamento (il 19 settembre 2021) potranno rimanere sul mercato fino al loro termine minimo di conservazione o alla loro data di scadenza. In definitiva i tenori massimi di alcaloidi tropanici si applicano esclusivamente ai prodotti alimentari elencati ai punti da 8.2.2 a 8.2.9 dell’Allegato. Tali prodotti, commercializzati legalmente prima dell’1 settembre 2022, possono rimanere sul mercato fino al loro termine minimo di conservazione o alla loro data di scadenza. Tullio Pandolfi

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Focus on economics  FOCUS ECONOMIA

Segnali di rallentamento per l’industria alimentare Signs of food industry slowdown IL RECUPERO PERSISTE MA NUOVI OSTACOLI NON AIUTANO IL PERCORSO ESPANSIVO DELL’ECONOMIA NAZIONALE E INTERNAZIONALE

di Luigi Pelliccia Responsabile Ufficio Studi e Mercato di Federalimentare

T

he end of the year is near and it is necessary to update the review of economic dynamics. After the drop in 2020, the recovery drive remains strong, although in some cases it seems to be losing the sparkle that characterized it at mid-year. The restart of inflation, the flare-up of energy and

RECOVERY PERSISTS ALTHOUGH NEW OBSTACLES DO NOT HELP THE EXPANSION PATH OF BOTH NATIONAL AND INTERNATIONAL ECONOMY raw material costs that shows no sign of dying out, as well as the persistent rise in the cost of rented goods and services represent obstacles that do not facilitate the expansion of both national and international economy. On the other hand, the gap in the milling sector seems to be decreasing.

C

i si avvia lentamente verso la fine dell’anno ed è perciò opportuno aggiornare la verifica delle dinamiche congiunturali. Diciamo subito che la spinta di recupero, dopo il cavo d’onda 2020, rimane forte, anche se in qualche caso sembra perdere lo smalto che l’aveva caratterizzata a metà anno. La ripartenza dell’inflazione, la fiammata che non accenna a estinguersi dei costi dell’energia e delle materie prime, la perdurante impennata del caro-noli, rappresentano ostacoli che non lubrificano il percorso espansivo dell’economia nazionale e internazionale.

Uno sguardo alla produzione Nello scorso mese di agosto la produzione dell’industria alimentare ha registrato, a parità di giornate di calendario, un aumento del +5,1% sullo stesso mese del 2020. Tale aumento appare in linea, anzi migliore, del +4,9% di luglio. Ma a guardar bene non è proprio così. La variazione di luglio si confrontava infatti con il -0,4% del tendenziale della produzione alimentare di luglio 2020, mentre quella di agosto viene dopo il -2,0% del ten-

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Focus on economics  FOCUS ECONOMIA

IL GAP REGISTRATO DELLA PRODUZIONE MOLITORIA SEMBRA IN FASE DI RIENTRO denziale di agosto 2020. Bisogna insomma guardare ai recuperi, per cui, al netto, in realtà emerge che la produzione di agosto ha perso un po’ di spinta. A fianco, il totale industria ha segnato ad agosto una variazione piatta (+0,0%), dopo il +7,0% di luglio. Ma anche qui occorre guardare al pregresso. Nel luglio 2020 il tendenziale del grande aggregato industriale era stato pari al -8,0%, mentre ad agosto 2020 aveva mostrato un dato quasi fermo al -0,3%. Pertanto, al netto dei recuperi, la produzione complessiva appare più stabile.

I dati progressivi Se analizziamo i dati progressivi, le valutazioni non sono più ostaggio degli alti e bassi dei singoli mesi, ma si compensano e risultano più attendibili. Ne esce, su gennaio-agosto, che l’industria alimentare ha segnato una variazione tendenziale del +5,3%, cui si affianca il +16,1% del totale industria. Questi aumenti si confrontano, rispettivamente, con il +5,4% e il

+17,9% evidenziati dai due aggregati nel confronto sui 7 mesi 2021-2020. Ma emerge, soprattutto, che le variazioni progressive registrate l’anno scorso nel confronto gennaio/agosto 2020-2019 sono state pari al -2,5% per l’industria alimentare e al -15,4% per il totale industria. I due aggregati, al netto dei recuperi, rilevano quindi differenziali di crescita rispettivamente

a 2,8 punti e a 0,7 punti. Quindi, nel corso del 2021 il settore alimentare (anche se, forse, da ultimo in fase di lieve rallentamento di passo) risulta comunque meglio intonato rispetto al grande aggregato industriale. La produzione molitoria insegue i trend generali. Il tendenziale di agosto segna infatti un -2,6%, mentre il confronto progressivo gennaio-agosto 2021-2020 registra un -7,4%. L’anno scorso il confronto sugli 8 mesi 2020-2019 aveva generato un -0,6%. Va sottolineato però che il gap della produzione molitoria 2021 appare in fase di rientro. Il -7,4% del progressivo sugli 8 mesi fa infatti seguito al -8,9% del progressivo semestrale e al -10,4% di quello trimestrale. Non siamo di fronte a una risalita rapida, ed è perciò molto difficile che la produzione molitoria 2021 chiuda in pareggio (+0,0%) come nel 2020. Ma è vero altresì che a fine anno la forbice negativa potrebbe ridursi sensibilmente.

Il punto sulle vendite e sull’inflazione Nei primi 8 mesi dell’anno le vendite totali hanno registrato una crescita tendenziale del +7,9% in valore, cui si affianca il +7,6% in volume. Nel precedente confronto sui 7 mesi le variazioni del grande aggregato nazionale erano state pari al +8,8% sia in valore sia in volume.

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Focus on economics  FOCUS ECONOMIA

I beni alimentari, nel confronto gennaio/ agosto 2021-2020, segnano un aumento del +1,1% in valore, accompagnato da un +1,2% in volume. Va sottolineato quanto emerso dal maggio scorso, cioè che il trend progressivo delle vendite in valore continua a mostrare un passo inferiore a quello in volume. È una testimonianza della perdurante compressione dei prezzi al consumo del settore e dei suoi effetti calmieratori, a dispetto del riaccender-

SOSTANZIALMENTE STAGNANTE IL MERCATO ALIMENTARE INTERNO

si dell’inflazione generale. I beni non alimentari hanno mostrato crescite tendenziali sugli 8 mesi del +14,1% in valore e del +13,3% in volume. I prezzi? A settembre l’inflazione corre e raggiunge il 2,5%, quasi il doppio rispetto al +1,3% registrato appena tre mesi prima, a giugno. A sostenerla, in primis, la crescita dei prezzi dei beni energetici (dal +19,8% di agosto a +20,2%). Da segnalare, anche se su livelli molto inferiori, l’accelerazione parallela dei prezzi dei beni alimentari (dal +0,7% di agosto al +1,2%), dei beni durevoli (dal +0,5% di agosto al +1,0%) e dei servizi relativi ai trasporti che invertono repentinamente la tendenza (dal -0,4% di agosto al +2,0%). Nello specifico, l’alimentare lavorato sale dal tendenziale +0,5% di agosto al +1,3% di settembre. A fianco, l’alimentare non lavorato cresce dal +0,8% al

+1,0%. È chiaro che il mercato alimentare interno rimane sostanzialmente stagnante, per cui la valvola di espansione è rappresentata, ancora una volta, dall’export.

L’export Nella tabella sotto sono stati riportati, in tema di esportazioni, alcuni confronti inediti rispetto alle consuete elaborazioni. È stato infatti calcolato il passo evolutivo delle esportazioni alimentari per comparto, mettendo a confronto direttamente il primo semestre 2021 con il primo semestre 2019, “scavallando” l’anomalo 2020. Ciò ha permesso di verificare subito il passo di fondo più recente, al netto dei rimbalzi e delle distorsioni recate dall’anno della pandemia. I confronti sono stati effettuati in valuta e quantità, il che ha consentito di

EXPORT ALIMENTARE - LE DINAMICHE IN VALUTA E QUANTITÀ (2015 - 1O SEMESTRE 2021)

Prodotti Prodotti vegetali

Variazione % in valuta 1o semestre 2021/ o 1 semestre 2019

Variazione % in quantità 1o semestre 2021/ o 1 semestre 2019

Differenziale indicativo 2021-2019 valore unitario

Variazione % in valuta 2019-2015

Variazione % in quantità 2019-2015

Differenziale indicativo 2019-2015 valore unitario

22,4

9,0

13,4

2,7

-14,9

17,6

Prodotti zootecnici

8,3

6,3

2,0

-4,1

-0,3

-3,8

Prodotti forestali

20,0

16,8

3,2

-13,9

-84,9

71,0

Prodotti pesca e caccia

10,3

7,4

2,9

-2,4

-16,0

13,6

Totale Primario

19,6

8,7

10,9

0,9

-16,2

17,1

Riso

7,2

3,0

4,2

4,1

-1,7

5,8

Molitorio

2,1

0,0

2,1

30,0

15,1

14,9 -4,7

Pasta

13,2

6,2

7,0

11,1

15,8

Dolciario

17,9

16,1

1,8

29,2

24,8

4,4

Zucchero

1,3

0,9

0,4

3,0

-25,2

28,2

Carni preparate

16,3

7,2

9,1

17,1

6,1

11,0

Ittico

20,3

30,7

-10,4

13,8

0,6

13,2

Trasformazione ortaggi

12,9

-1,0

13,9

13,6

17,3

-3,7

Trasformazione frutta

1,4

-5,9

7,3

5,2

3,3

1,9

Lattiero-caseario

15,3

1,7

13,6

38,3

2,7

35,6

Oli e grassi

27,9

35,7

-7,8

-1,8

17,6

-19,4

Alimentazione animale

6,0

-9,0

15,0

11,9

14,9

-3,0

Industria enologica

10,8

3,1

7,7

19,1

7,5

11,6

Birra

0,9

0,3

0,6

23,0

38,4

-15,4

Acquaviti e liquori

9,9

22,0

-12,1

89,5

-43,8

133,3

Alcool etilico

24,0

25,0

-1,0

-5,2

-21,4

16,2

Acque minerali e gassose

-9,7

-2,6

-7,1

-5,0

-38,2

33,2

Caffè

7,9

0,6

7,3

23,3

46,8

-23,5

Altre Industrie alimentari

16,4

21,2

-4,8

46,2

43,9

2,3

Tot. Industrie alimentari

13,1

5,0

8,1

22,1

4,5

17,6

Tot. Agroalimentare

14,5

5,8

8,7

17,6

-0,5

18,1

Tot. Bil. Commerciale

4,8

2,5

2,3

14,3

1,1

13,2

Fonte: elaborazione Federalimentare su dati Istat

d’Italia

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FOCUS ECONOMIA  Focus on economics

L’EXPORT SI CONFERMA LA VALVOLA DI ESPANSIONE DELL’INDUSTRIA ALIMENTARE focalizzare anche l’evoluzione indicativa dei valori unitari esitati all’estero nell’ultimo biennio. A questo confronto ravvicinato ne è stato aggiunto uno analogo, effettuato a monte, sull’arco 2015-2019, al fine di verificare sul passo lungo, con gli stessi criteri, le dinamiche accumulate precedentemente. In grande sintesi, spiccano alcune dinamiche. Con riferimento al confronto sul primo semestre 2021-2019, emerge il vantaggio di passo dell’export primario in valuta (+19,6%) rispetto al +13,1% dell’industria alimentare. Nell’ambito della trasformazione, d’altra parte, i maggiori spunti biennali in valuta appartengono a oli e grassi (+27,9%), all’alcol etilico (+24,0%), all’ittico (+20,3%), al dolciario (+17,9%), al lattiero-caseario (+15,3%) e alla pasta (+13,2%). Il molitorio è più pigro e insegue con un +2,1%. Diversa la classifica in tema di valori unitari. Si conferma il vantaggio biennale del primario, con un guadagno indicativo di 10,9 punti, rispetto alla trasformazione alimentare (+8,1 punti). L’apprezzamento migliore in ambito industriale appartiene all’alimentazione animale (+15,0 pun-

ti), seguita dalla trasformazione degli ortaggi (+13,9 punti) e dal lattiero-caseario (+13,6 punti). Fenomeni involutivi a due cifre mostrano invece i valori unitari biennali delle acquaviti e liquori (-12,1 punti) e dell’ittico (-10,4 punti). Il molitorio, con una variazione in quantità piatta dell’export nel biennio, evidenzia una crescita indicativa del proprio valore unitario esitato all’estero di 2,1 punti, identica a quella in valuta. Sull’arco progressivo 2015-2019 la situazione cambia. Stavolta la spinta espansiva in valuta dell’industria alimentare (+22,1%) schiaccia nettamente l’esiguo +0,9% del primario. I comparti più performanti sono, di gran lunga,

le acquaviti e liquori (+89,5%), seguite dal lattiero-caseario (+38,3%), dal molitorio (+30,0%), dal dolciario (+29,2%), dal caffè (+23,3%) e dalla birra (+23,0%). La spinta espansiva del molitorio appare perciò di rilievo e la pone nel gruppo più performante. Su tale arco di tempo i valori unitari della trasformazione alimentare (+17,6 punti) e del primario (+17,1 punti) si muovono praticamente appaiati. Spicca ancora il vistoso apprezzamento unitario delle acquaviti e liquori (+133,3 punti), seguite a distanza dal lattiero-caseario (+35,6 punti), dalle acque minerali e gassose (+33,2 punti) e dallo zucchero (+28,2 punti). Scendono invece, con tagli a due cifre, i valori unitari del caffè (-23,5 punti), degli oli e grassi (-19,4 punti) e della birra (-15,4 punti). Il molitorio, con una crescita in quantità del +15,1% nel periodo in esame, registra un aumento indicativo del proprio valore unitario di 14,9 punti, apprezzabile ma leggermente inferiore a quello, pari a 17,6 punti, messo a segno in media dall’industria alimentare. Da ultimo, va evidenziato il netto vantaggio complessivo accumulato dall’export dell’industria alimentare e dell’agroalimentare rispetto a quello nazionale aggregato. E questo, con riferimento al valore unitario esitato all’estero, soprattutto nelle dinamiche dell’ultimo biennio, ma anche in quelle del precedente periodo 2015-2019. Luigi Pelliccia

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Giudizi privati sulle aziende alimentari Private judgements on food companies I

t occurs to any person who works with large companies to receive - sooner or later - an e-mail from the editorial staff of a magazine that deals with consumption and comparative tests; while announcing the imminent dissemination of the tests carried out on food, the person is asked if he/she has something

to object on the laboratory analysis and judgments that might be published. However, there is a clear difference between private surveys and official surveys, the latter being the exclusive responsibility of certain institutional bodies. This article explains the potential difficulties that private surveys can cause the food industry.

di Giuseppe Maria Durazzo Avvocato esperto in diritto dell’alimentazione

LUCI E OMBRE DI UNA PRATICA SEMPRE PIÙ DIFFUSA MA PRIVA DI “UFFICIALITÀ” LIGHTS AND SHADOWS OF AN INCREASINGLY WIDESPREAD PRACTICE WITH NO “OFFICIAL” STATUS

A

chi lavora con le grandi aziende è di sicuro capitato di ricevere, prima o poi, una email (in tempi passati una raccomandata) della redazione di un periodico che si occupa di temi di consumo e di test comparativi, che preannunziando l’imminente diffusione delle prove compiute sull’alimento del controllato, chiede se si abbia qualcosa da obiettare sulle analisi di laboratorio compiute e su taluni giudizi che saranno o potrebbero essere pubblicati. Come, immagino, sarà pure capitato di essere raggiunti da una telefonata o da una email del responsabile di una pubblicazione online o cartacea che preannunzia qualche esternazione del giornale su un prodotto che riguarda la tua impresa, così riscoprendo, talvolta, antiche conoscenze.

La critica alimentare e il suo valore Ma il tempo corrente è pure quello delle applicazioni che giudicano la bontà o le caratteristiche nutrizionali degli alimenti,

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indirizzando così i consumatori, o del sistema pubblico francese Nutri-Score che assegna un punteggio nutrizionale senza tenere in conto le dosi di consumo; è l’epoca dei tutorials degli innumerevoli “esperti” che discettano di alimenti con un atteggiamento spesso onnisciente, si parva licet, ingiustificato, per cui le aziende devono confrontarsi molto spesso con censori privati, simil tecnici e giudizi, spesso decontestualizzati, o frasi estrapolate poco condivisibili. Insomma, è esperienza comune il fatto che il settore della critica alimentare (o delle buone recensioni) non sia sempre trasparente, indipendente ed espressione di quella dialettica che anima ogni attività umana tipica di una società tendenzialmente libera. Lunghissima, ma spero utile, premessa per condividere la mia esperienza in questo settore e il fatto che la mia opinione su tante di queste attività di test e giudizi (chimici, sensoriali, nutrizionali, o in generale afferenti alla bromatologia, prove di cucina ecc.) degli alimenti, che avvengono nei confronti e talvolta contro le aziende alimentari, non sia sempre favorevole. Fatte salve le non poche attività meritevoli di essere riconosciute, se non altro, per il fervente impegno animato dall’onestà.

NEL SETTORE ALIMENTARE I CONTROLLI UFFICIALI SONO DI COMPETENZA DELLE AUTORITÀ PUBBLICHE

bre scorso secondo il quale una nota associazione consumeristica avrebbe segnalato, con dieci denunce inviate a Procure e Antitrust, l’ipotesi che i test sui prodotti alimentari condotti da riviste ed editoriali violano le direttive Ue e nazionali (secondo il titolo dell’articolo) “in assenza di trasparenza e soprattutto di competenza, considerato che la legge assegna soltanto a determinati soggetti istituzionali come i Nas tali compiti”. Preciso che al momento in cui scrivo questa nota non conosco i casi specifici sollevati e le ragioni della numerosità delle denunzie, ma la notizia offre lo spunto per una riflessione di carattere generale. È evidente che le attività di chi critica (o loda) le aziende alimentari costituiscano a loro volta un settore economico o un mestiere, per cui chi critica (o loda) nell’“interesse” del consumatore ha, in molti casi, un suo proprio legittimo tornaconto diretto e indiretto non trattandosi, per la maggior parte, di pubblicazioni scientifiche universitarie o di istituti pubblici di ricerca. La domanda che mi pongo è se giuridicamente si possa affermare che la legge assegni soltanto alle istituzioni pubbliche taluni compiti di controllo della produzione alimentare. La materia dei “controlli ufficiali” nel settore alimentare è regolata dal Reg. (Ue) 2017/625. I controlli ufficiali,

A chi spetta il controllo della produzione alimentare? In questo contesto è interessante l’articolo pubblicato dal Sole 24 Ore il 12 otto-

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ai sensi del suddetto Regolamento, sono effettuati dalle autorità competenti degli Stati membri (art. 1,1, a). Ma l’esclusiva riservata agli Stati membri concerne quei controlli, qualificati come “ufficiali”, che riguardano (art. 2, 1), a) “il rispetto da parte degli operatori delle norme del presente Regolamento e della normativa di cui all’articolo 1, paragrafo 2; b) che gli animali e le merci soddisfino i requisiti prescritti dalla normativa di cui all’articolo 1, paragrafo 2, anche per quanto riguarda il rilascio di un certificato ufficiale o di un attestato ufficiale”. Risulta dunque pacifico che nessun privato che scriva o parli di alimenti, ad esempio nei video disponibili sul web o con servizi televisivi, lo faccia al fine rilasciare attestati ufficiali (come i certificati veterinari per la circolazione delle carni), per rinviare partite presentate ai confini esterni dell’Ue (articolo 72 del citato Regolamento), raccogliere i finanziamenti obbligatori per i controlli (articolo 79), prestando reciprocamente assistenza amministrativa con gli altri organi di controllo ufficiale (articolo 102), e soprattutto, nel quadro legale, applichi le

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sanzioni stabilite dagli Stati membri (articolo 139) adottando provvedimenti e misure opportune per assicurare che l’operatore interessato ponga rimedio ai casi di non conformità e ne impedisca il ripetersi (articolo 138, 1, a).

Differenze tra indagini di privati e degli organi ufficiali Dalla natura e dall’interesse pubblico che supportano l’esistenza e l’azione degli organi di controllo ufficiale, consegue che essi debbano agire in un contesto di specifica legalità e legittimità che va ben oltre il normale quadro regolatorio della generalità delle attività umane a rilievo giuridico, visto che, ad esempio, comporta l’attività procedurale sanzionatoria sia amministrativa sia penale. Dal che la necessità che i fondamenti dell’attività di polizia amministrativa o giudiziaria siano portatori delle garanzie legali previste dal complesso delle norme processuali (ad esempio quelle penali). Indipendenza, competenza, diritti dei soggetti sottoposti al controllo, verifica delle attività di raccolta e

formazione delle prove non sono, di conseguenza, lasciate alla libertà dell’agente operante il controllo ufficiale, ma regolate all’interno di norme sostanziali e procedurali, così come è riservata alla legge la determinazione dei limiti e degli obblighi che i controllori ufficiali verificano quotidianamente e che gli operatori alimentari si autocontrollano nell’ambito degli obblighi vigenti. In questo contesto, appare di tutta evidenza che il controllo ufficiale e le attività di scouting effettuate da privati a vario titolo nell’ambito generale della

L’INCHIESTA PRIVATA PUÒ PRODURRE EFFETTI POSITIVI MA ANCHE DANNI INGENTI ALL’OPERATORE ALIMENTARE

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Food rules  DIRITTO ALIMENTARE

OCCORRE TUTELARE LA FILIERA ALIMENTARE DA FENOMENI DI CONCORRENZA SCORRETTA tutela dei consumatori, risultino non solo obiettivamente diverse nei soggetti che le compiono, ma negli scopi e, soprattutto, nei mezzi e negli effetti che producono.

Gli effetti di un’inchiesta privata Un’inchiesta privata può sollevare la pubblica attenzione e attivare un controllo ufficiale, ma sarà solo il controllo ufficiale che, nelle condizioni di legge, potrà concludersi, nel caso esistano le condizioni sostanziali e processuali, con una sanzione. L’inchiesta privata o l’attività di consiglio di consumo possono comportare sia effetti benefici sia danni anche ingenti all’operatore alimentare, ma agiscono principalmente influenzando fattori come il comportamento dei consumatori, la rete dei clienti, il valore stesso del marchio

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aziendale e, quindi, quello dell’azienda, a maggior ragione se quotata in borsa, o spingendo a controlli invasivi da parte dei controllori ufficiali con effetti pratici dannosi per l’impresa alimentare, ma non hanno il potere di determinare sanzioni: insomma, l’inchiesta o il giudizio svolti da un privato rientrano nell’ambito di un’attività ben distinta da quella riservata agli Stati membri. Rilevata la qualificazione che l’ordinamento alimentare determina in capo al controllo ufficiale e, quindi, l’evidente differenza rispetto a ogni altra azione di “controllo” effettuata dai privati, le attività diverse da quelle ufficiali trovano una tutela non solo nel diritto di cronaca, di informazione, di critica, ma anche di parola, di iniziativa economica, di associazione, di riunione ecc., neppure riservata in via esclusiva alla professione giornalistica e ai suoi obblighi, prerogative e tutele previsti dalla legge. Tanto è vero che anche un avvocato, per ragioni professionali o anche solo come cultore della materia, può scrivere di prodotti alimentari. Già in passato (Pasta & Pastai gennaio-febbraio 2020), nel generale disinteresse per il tema, ebbi a sottolineare che chi giudica le aziende alimentari con lo strumento della comunicazione, multimediale o non, lo debba fare con la necessaria onestà intellettuale, competenza e indipendenza, evidenziando almeno

i fondamentali conflitti di interessi personali o di gruppo, per non rischiare fenomeni pericolosi che, a prescindere dallo specifico nomen juris che caso per caso può individuarsi, si possono configurare come collateralismo, patronaggio e comparaggio nelle più svariate forme che oggi la modernità offre più che in passato. Parlo di conflitti di interessi, almeno maggiori, visto che chiunque abbia competenza in questo settore o nel diritto alimentare ha certamente maturato esperienze specifiche, altrimenti non sarebbe specialista ma, nella migliore delle ipotesi, solo un teorico lontano dalla realtà della filiera. In questa prospettiva la difesa da parascienziati, da testimoni-attori in pubblicità occulte, o da persone (fisiche o giuridiche) non indipendenti che attacchino in maniera infondata, o semplicemente per propria utilità, l’operatore alimentare costituisce non certo una novità, ma comunque un impegno che nel tempo ha dovuto evolversi al pari di come si sono articolati ed evoluti gli attacchi. Le norme per sanzionare certi abusi esistono, ma la complessità dei casi impone sovente alle aziende un approccio difensivo articolato contro quelle che possono essere vere e proprie ingiuste aggressioni.

Tutelare consumatori e imprese alimentari La testimonianza del consumatore che casualmente ha comprato solo il tuo prodotto, casualmente ha tenuto lo scontrino e altrettanto casualmente ha consumato nel pasto solo detto prodotto avvertendo sintomi che non hanno dato evidenze correlabili al consumo, oppure lamenti altri danni, ad esempio di tipo psicologico, per aver saputo che prodotti simili erano stati ritirati dal mercato, da cui la richiesta risarcitoria per l’ansia, o il teleimbonitore che spiega come il tal ingrediente diventa colla nello stomaco, da cui il malessere del consumatore, o l’uso di diffuse fobie alimentari (che prima che dal punto di vista nutrizionale avrebbero la necessità di un approccio psicologico o psichiatrico) utilizzate per orientare il consumatore, sono fatti di comune esperienza per chiunque ruoti nel mondo dell’alimentare. Come purtroppo non risulta estranea alla nostra realtà l’osservazione di come la caparbietà di talune inchieste trovi la

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Food rules  DIRITTO ALIMENTARE

quiete solo dopo che una certa disposizione legale sia stata modificata, o un certo ingrediente venga messo al bando facendo aumentare l’uso di un altro più gradito, o dei supporti pubblicitari o consulenziali siano casualmente stati attribuiti a un certo gruppo di lavoro non lontano da chi ha condotto la campagna critica. La filiera alimentare va tutelata da fenomeni di concorrenza scorretta e da forme di pressione illecita o illegittima, operazione non sempre facile anche perché talvolta gradita da altri attori della filiera. Un altro elemento di rilievo è che, visto la loro notorietà, le aziende di norma hanno molto più da perdere da un’operazione di discredito rispetto a chi le porta avanti (oltre a essere più solvibili di coloro che si celano dietro gli apparenti segreti dell’informazione). Ciononostante, seppure nella complessità del sistema, che vede le aziende alimentari “controllate” da altri soggetti privati, complessità destinata ad aumentare a causa delle azioni di classe (le anglosassoni class action di cui alla L. 2019, n. 31), a mio parere sarebbe un errore non riconoscere come, nel quadro legale vigente, possano e debbano convive-

re interessi opposti come quelli sopra citati. Se l’alimentare e l’alimentazione sono ormai argomenti che coinvolgono salotti, web, tv, ma anche maître à penser, e non solo i soggetti pubblici o di ricerca, quasi ad assurgere a nuova religione universale che ingloba temi nutrizionali ed economici in quelli sociali, ambientali, etici, geostrategici, non stupisce che da tempo si incon-

trino anche fenomeni, non sempre positivi, oggetto della citata e opinabile denunzia dell’associazione dei consumatori. Ma un sistema giuridico e sociale complesso, nell’evidente rispetto della legalità, deve tutelare - almeno questo è il mio pensiero - sia i pesi sia i contrappesi. Giuseppe Maria Durazzo

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L’INTERVISTA The interview

«La politica deve indicare la rotta da seguire sul piano normativo» «Policy must point the way to follow on a regulatory level»

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he European MP Paolo De Castro has recently been awarded the Gold Medal Diploma from the Academy of Agriculture of France. The award intends to recognize his work in cases related to interbranch organizations, producer organizations, geographic identifications and the relationship

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between the Common Agricultural Policy and competition law. In this interview, the President of the Comagri of the European Parliament outlines the future objectives of the European Union. In fact, according to De Castro, once the reform of the CAP has been finally approved, a fair and transparent

nutritional labelling system will be needed, which will provide correct information and will not mislead consumers upon purchase. Moreover, it is necessary to reflect on new biotechnologies to support an advanced and more environmentfriendly agriculture.

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LE IMMAGINI CHE RITRAGGONO PAOLO DE CASTRO SONO TRATTE DAL SITO WWW.PAOLODECASTRO.IT

The interview L’INTERVISTA

Paolo De Castro riceve il Diploma di Medaglia d’Oro dell’Accademia dell’Agricoltura di Francia

A COLLOQUIO CON PAOLO DE CASTRO, COORDINATORE DEL GRUPPO S&D ALLA COMMISSIONE AGRICOLTURA DEL PARLAMENTO EUROPEO A TALK WITH PAOLO DE CASTRO, COORDINATOR OF THE S&D GROUP IN THE AGRICULTURE COMMITTEE OF THE EUROPEAN PARLIAMENT a cura della Redazione

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a di recente ricevuto il Diploma di Medaglia d’Oro dell’Accademia dell’Agricoltura di Francia e, dal 2009, come deputato Ue è impegnato in prima fila nell’elaborazione della Politica agricola comune. Paolo De Castro è uno dei maggiori protagonisti delle politiche nazionali ed europee per il sistema agroalimentare e i territori rurali, e ha svolto un ruolo decisivo anche nei dossier relativi alle organizzazioni interprofessionali e a quelle dei produttori, alle identificazioni geografiche e al rapporto tra la Pac e

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il diritto della concorrenza. Nell’intervista che segue illustra gli ambiti presenti e futuri della sua attività in Europa. L’onorificenza conferitale dall’Accademia dell’Agricoltura di Francia ha premiato il suo impegno politico e accademico. A quale dei due ruoli si sente più legato? «Non credo di poter disgiungere l’uno dall’altro. Certo, sono impegnato in politica da molti anni, ma continuo a “prestare servizio” cercando di mettere a frutto

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The interview L’INTERVISTA

ciò che ho imparato come studente prima e come ricercatore e docente poi». Negli ultimi anni si è occupato di molti dossier relativi all’interprofessione, alle organizzazioni di produttori, alle indicazioni geografiche e al diritto della concorrenza. Quale di questi temi le ha dato maggiori soddisfazioni e perché? «Sono dossier in qualche modo concatenati, finalizzati a mettere in risalto le opportunità di crescita che gli agricoltori hanno grazie agli strumenti messi sul tavolo dall’Unione europea. Penso alla legge Omnibus, entrata in vigore nel 2018, di cui sono stato relatore al Parlamento Ue, e anche alla prossima Politica agricola comune, che presenta interessanti novità per chi vuole produrre di più, meglio e con elevati standard di qualità». Nell’ambito delle sue competenze, c’è una materia in cui ritiene ci sia ancora molto da fare? «Una volta approvata in via definitiva la riforma della Pac, con il voto in seduta plenaria previsto entro novembre, dovremo concentrarci su almeno due que-

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stioni: un sistema di etichettatura nutrizionale equo e trasparente, che informi in modo corretto e non inganni i consumatori; e poi c’è quella, non secondaria, delle nuove biotecnologie a supporto di un’agricoltura avanzata, più rispettosa dell’ambiente. Su entrambi questi temi aspettiamo proposte legislative da parte della Commissione, per poterle esaminare nell’interesse degli agricoltori e dei cittadini europei». Il suo intervento all’interno della Pac ha introdotto l’elemento sociale, oltre a quello ambientale ed economico. Alla luce del recente aumento dei prezzi delle materie prime, che impatto può avere tale elemento sulle aziende e sui cittadini? «La condizionalità sociale che abbiamo previsto nella prossima Pac non avrà alcun impatto sui conti delle aziende agricole e sui cittadini: è uno strumento finalizzato a tutelare i diritti dei lavoratori in agricoltura e solo in prospettiva a ridurre gli aiuti Pac agli imprenditori che non li rispettano. È un pilastro innovativo della Politica agricola comune che non ha

PUNTIAMO A UN SISTEMA DI ETICHETTATURA NUTRIZIONALE EQUO E TRASPARENTE una connessione diretta con l’andamento dei prezzi e i ciclici rincari delle materie prime». Quali ripercussioni potrà avere la nuova Pac sull’andamento dei prezzi? «La Pac, ovvero l’impianto normativo storicamente deputato al sostegno dei produttori agricoli e delle filiere agroalimentari, non ha e non può avere alcuna ripercussione sui prezzi. Semmai prevede una serie di opportunità, attraverso investimenti, destinate a migliorare l’efficienza delle aziende agricole e quindi a favorire l’arrivo sui mercati di prodotti sicuri, di qualità e a prezzi equi. Le maggiori criticità stanno nel non sfruttare queste opportunità».

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The interview L’INTERVISTA

LE NUOVE BIOTECNOLOGIE SONO UN’ALTERNATIVA POCO COSTOSA E APPLICABILE IN TEMPI BREVI Il Green Deal ha destato alcune preoccupazioni in Italia a livello industriale. Questa “impellenza” di sostenibilità potrebbe avere effetti negativi sul mercato del lavoro? «Premesso che il Green Deal è un piano proposto dalla Commissione Ue che, con le sue strategie, non ha ancora valore di legge, non vedo alcuna “impellenza”: l’Italia è già un modello di biodiversità e di sostenibilità. Ci sono orientamenti con obiettivi, peraltro condivisibili, da raggiungere in step successivi - nel 2030 e nel 2050 - per ridurre l’in-

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quinamento e addirittura raggiungere la neutralità climatica nel suo complesso. È comunque un disegno dove l’agricoltura, ricordo, attualmente è responsabile neppure per il 10% delle emissioni di gas serra nocive per l’ambiente e la salute dei cittadini». Quali possono essere gli elementi di adattabilità del Green Deal alle esigenze concrete di agricoltori e aziende? «Questo è il punto. Se l’obiettivo dell’Unione, per quanto riguarda l’agricoltura, è dimezzare l’uso di fitofarmaci nei campi e di antibiotici negli allevamenti, ridurre fortemente quello dei fertilizzanti chimici, aumentare le superfici coltivate a biologico ad almeno il 25% del totale, dovremo dare delle valide alternative agli agricoltori riconosciute per legge. E le nuove biotecnologie, con le tecniche di evoluzione assistita unite al tradizionale miglioramento genetico, sono un’alternativa avallata dalla comunità scientifica internazionale, poco costosa e applicabile in tempi brevi da tutti».

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The interview L’INTERVISTA

IL RIPOPOLAMENTO DELLE AREE AGRICOLE È LEGATO ALL’AUMENTO DELLA PRESENZA DI GIOVANI IMPRENDITORI dati puntuali che consentono di prendere le decisioni più opportune nel breve, medio e lungo periodo».

Sviluppare le comunità rurali significa anche ripopolare le aree agricole. È prevista la creazione di centri formativi per gli agricoltori? Potrebbe rappresentare un incentivo al ripopolamento e all’aggregazione sociale nelle campagne... «Il ripopolamento delle aree agricole, con conseguente ritorno a una vera aggregazione sociale nelle campagne, è legato a un aumento della presenza di giovani imprenditori. Una Next Generation Ue, come l’ha indicata l’Unione, che deve essere proiettata a investire con coraggio grazie alla mole di risorse finanziarie messe in campo, soprattutto per l’Italia, per una agricoltura 4.0. La base di una società diversa, più inclusiva a tutti i livelli».

come di qualunque altra commodity, dipende da dinamiche di mercato, sono gli operatori e le loro associazioni a doversi confrontare per arginare situazioni critiche. Diversi Istituti di ricerca e osservatori abilitati, pubblici e privati, forniscono

La possibilità sembra remota, ma la rapida salita delle quotazione delle commodity agricole ha fatto alzare le antenne a molti: esiste un rischio concreto di nuove bolle economiche pronte a esplodere? «Le bolle economiche scoppiate nella storia recente, ma anche guardando indietro negli anni, hanno sempre avuto origine da altre dinamiche, distanti dall’economia reale e dall’agroalimentare. Un settore anticiclico, il nostro, che non a caso ancora oggi rappresenta un vero traino per la crescita del prodotto e del benessere interno lordo dell’Italia». La Redazione

Tornando all’aumento dei prezzi dei cereali, Italmopa ha di recente chiesto l’apertura di un tavolo con tutti gli anelli della filiera cerealicola, definendo la situazione “preoccupante”. È plausibile un intervento politico nazionale o europeo se la situazione dovesse peggiorare? «L’intervento politico consiste nell’indicare la rotta da seguire sul piano normativo. E siccome l’aumento dei prezzi dei cereali,

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RICERCA Research

Come proteggere frumento e mais dalle infezioni fungine How to protect wheat and corn from fungal infections

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s it possible to protect the world’s most popular food crops (wheat and corn above all) from stress by applying a circular economy model? The project SUSinCER coordinated by CREA aims at exploiting the agroindustrial waste with a residual added value in order to manage cereal production with a lower environmental impact while adopting a more sustainable plant health defence in order to also limit the contamination by mycotoxins. In this regard, potato peels and residues from rocket de-oiling (root and stem) represent valuable sources of bioactive compounds and this project aims at reintroducing them in the agro-industrial chain. The main recipients of this project are farmers who do not have valid biofungicides with low environmental impact.

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Research RICERCA

di Daniela Pacifico1, Chiara Lanzanova1, Anna Maria Mastrangelo1, Sabrina Monica Locatelli1, Eleonora Pagnotta2, Laura Righetti1, Federica Nicoletti2, Laura Bassolino1, Carlotta Balconi1 (1) Ricercatore

(2) Collaboratore

CREA - Centro di Ricerca di Cerealicoltura e Colture Industriali Tecnico CREA - Centro di Ricerca di Cerealicoltura e Colture Industriali

SECONDO UN PROGETTO DEL CREA, LA DIFESA DI QUESTI CEREALI PASSA DAL RECUPERO DELLO SCARTO INDUSTRIALE DI PATATA E RUCOLA ACCORDING TO A CREA PROJECT, THE DEFENCE OF THESE CEREALS NEEDS THE RECOVERY OF POTATO AND ROCKET INDUSTRIAL WASTE

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a crisi pandemica, con conseguente chiusura forzata delle attività antropiche imposta dallo stato di emergenza, ha indubbiamente avviato un improrogabile processo di ripensamento del nostro modello di sviluppo. Già nel 2012 la Commissione europea ha modellato il concetto di bioeconomia sulla conversione di risorse biologiche rinnovabili in prodotti a valore aggiunto, tra cui anche prodotti bio-based. In Italia la strategia nazionale recentemente aggiornata ha poi avviato un piano per la circolarizzazione dei sistemi agroindustriali, allo scopo di evitare gli sprechi già a monte della filiera alimentare. In quest’ottica, il ramo dei biochemicals ha visto in questi anni una rapida crescita.

Frumento e mais: produzione e criticità È quindi possibile proteggere dagli stress le colture agroalimentari più diffuse al mondo applicando un modello di economia circolare? I cereali sono tra le colture più coltivate a livello globale. Il segreto del loro successo si basa sulla capaci-

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tà di adattamento a condizioni ambientali mutevoli e sull’elevato potenziale produttivo agricolo (Mesterházy et al., 2020). Eppure, a causa delle persistenti condizioni siccitose diffuse tra i maggiori Paesi produttori, le previsioni sulla produzione globale di cereali fotografano una situazione sostanzialmente calante per il 2021-2022, anche se l’offerta complessiva dovrebbe rimanere stabile (dati Fao). In Italia la produzione di frumento tenero per la campagna 2020-2021 è stimata in circa 3 milioni di tonnellate a fronte di una superficie di poco inferiore ai 500 mila ettari, con Bologna e Ferrara tra le province con maggiore superficie e produzione (dati Istat, 2021). La produzione di frumento tenero è diffusa in tutto il territorio nazionale, con una concentrazione più alta nelle regioni dell’Italia settentrionale. Quelle maggiormente vocate alla coltura del frumento tenero sono: Emilia Romagna (con quasi 150 mila ettari e 11 milioni di tonnellate di produzione), Veneto (circa 95 mila ettari e quasi 7 milioni di tonnellate), Piemonte (oltre 77 mila ettari e 4 milioni di tonnellate) e Lombardia (circa 56 mila ettari e oltre 3 mi-

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lioni di tonnellate). Nonostante la campagna 2020-2021 abbia registrato il minimo storico delle superfici investite, si è rilevato un aumento della produzione di circa il 4% rispetto alla campagna precedente. L’aumento dei prezzi del grano, la minore disponibilità di frumento tenero da parte dei tradizionali Paesi produttori, anche a causa dei cambiamenti climatici in atto, e una produzione nazionale che copre appena il 35-40% del fabbisogno, creano oggi un deficit strutturale a cui è necessario prestare attenzione. Complessivamente non va meglio per il mais, che pure rappresenta una delle principali colture agricole del nostro Paese: è la prima sia in termini di produzione sia di rese, riveste un ruolo insostituibile nelle principali filiere nazionali dei prodotti zootecnici e svolge una funzione strategica per le svariate produzioni agroalimentari, comprese quelle di eccellenza (Dop, Igp) che rendono prestigioso il Made in Italy nel mondo. Negli ultimi anni, infatti, il mais in Italia ha registrato un importante e preoccupante calo di superficie coltivata, con costi per la mancata produzione superiori ai 3 miliardi di euro. La progressiva perdita di competitività del settore è avvenuta a causa di una serie di criticità convergenti: condizioni climatiche sempre meno favorevoli, contrazione dei prezzi e conseguente diminuzione della redditività, elevati costi fissi di produzione e, infine, maggiore rischio sanitario a cui è esposta tale coltura, fattore che incide anche sulla componente variabile dei costi. La superficie coltivata a mais in Italia si è pressocché dimezzata nell’ultimo decennio, raggiungendo livelli minimi che, nel 2021, sono scesi a valori inferiori ai 600 mila ettari (distribuiti prevalentemente in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia; dati Istat, 2021). Per fronteggiare le esigenze delle diverse filiere, il livello delle importazioni ha, viceversa, seguito un trend crescente, passando dal 2010 a oggi dal 15 al 50% circa. Risulta pertanto evidente la necessità di contrastare tale tendenza con azioni di ricerca multidisciplinari e di filiera, per fornire risposte nel breve e medio periodo alle produzioni alimentari nazionali di eccellenza di origine animale (Prosciutto di Parma, San Daniele, Grana Padano, Parmigiano Reggiano ecc.) vinco-

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late a mangimi e foraggi del territorio, che sono e saranno sempre più a rischio. Con l’approvazione da parte della Conferenza Stato-Regioni, nella seduta del 20 febbraio 2020, del Piano Nazionale del settore mais redatto dal Tavolo tecnico, sono state individuate linee di intervento volte alla necessità di aumentare e sostenere la competitività delle produzioni maidicole, evidenziando, tra le altre, la strategia che vede nel recupero dell’efficienza attraverso il miglioramento delle pratiche colturali e delle tecniche di miglioramento genetico l’aspetto di maggiore rilievo.

Infezioni fungine e accumulo di micotossine Frumento e mais restano comunque colture fondamentali nel più ampio panorama agroindustriale nazionale e le numerose attività di miglioramento genetico condotte nel secolo scorso hanno portato a un notevole aumento della loro capacità produttiva. Infatti, ad esempio, si osserva una relazione lineare tra la produzione e l’anno di rilascio delle cultivar di frumento analizzate (Slafer et al., 1994), con un guadagno genetico compreso tra i 10 e i 50 kg ha-1 yr-1 in tutti i Paesi in cui sono state condotte prove comparative. Allo stesso modo, la scelta della varietà di mais coltivata e la sua protezione

da stress biotici e abiotici, risultano elementi essenziali della produttività e della qualità in rapporto al contesto ambientale e di filiera, anche alla luce delle nuove sfide poste dal Green Deal. Nonostante ciò, è ancora presente un’ampia differenza tra la produzione in ambienti ottimali e quella in ambienti stressati: in Centro-Nord Italia, dove si registrano valori di temperatura e umidità più favorevoli allo sviluppo di specie fungine, le infezioni da ruggini del frumento possono causare perdite di produzione fino al 50%, dovute soprattutto alla riduzione della biomassa, dell’indice di raccolta e del numero di semi per metro quadrato (Herrera-Foessel et al., 2006). In aggiunta, nuove razze di ruggine gialla e nera, virulente anche su piante che portano geni di resistenza ampiamente utilizzati, minacciano in maniera preoccupante la produzione nazionale

IL MAIS RIVESTE UN RUOLO INSOSTITUIBILE NELLE PRINCIPALI FILIERE NAZIONALI DEI PRODOTTI ZOOTECNICI

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Research RICERCA

di frumento, in particolare considerando l’attuale scenario di aumento di temperatura e umidità. La problematica della presenza di patogeni fungini durante tutto il ciclo colturale di frumento e mais è complicata dalla produzione da parte del metabolismo secondario del fungo di micotossine che possono accumularsi sia in pre-raccolta che in post-raccolta, provocando un potenziale rischio sanitario per l’alimentazione umana e animale (Cast, 2003). Le micotossine che si riscontrano con maggiore frequenza nella granella sono: aflatossine prodotte da Aspergillus flavus e parasiticus e le fumonisine prodotte da Fusarium verticillioides (nel mais) e in Fusarium gramineaurum (nel frumento). Le istituzioni nazionali e internazionali hanno perciò stabilito valori limite del loro contenuto in granella e in prodotti da essa derivati (Regolamento Ue 1126/2007 e Regolamento Ue 0574/2011). Dai monitoraggi condotti dalla Rete Qualità Mais, coordinati dal 1999 dal CREA Centro di Ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali, si evince che la granella di mais è regolarmente contaminata da FBs in quantità variabile a seconda dell’andamento climatico stagionale. In annate particolarmente calde e siccitose, come quella del 2015, si aggiungono le aflatossine, mentre nelle annate molto fresche e piovose, come il 2014, compaiono il DON e lo ZEA. Nel confronto varietale relativo al periodo 2011-2019, una quota significativa dei campioni (circa il 6%) presenta valori di DON superiori a 1250 µg/kg.

d’Italia

GLI SCARTI INDUSTRIALI DI PATATA E RUCOLA SONO PREZIOSE FONTI DI COMPOSTI BIOATTIVI Anche se l’applicazione delle Buone pratiche agricole (Bpa) durante tutto il ciclo colturale mantiene la pianta in uno stato di benessere che la rende maggiormente capace di tollerare stress biotici diversi (Reyneri et al., 2016), l’uso di pesticidi chimici rimane imprescindibile nel controllo delle malattie fungine in quanto offre una soluzione pratica e rapida. Diversi fungicidi sono attualmente disponibili con vari livelli di efficacia, ma sono inquinanti, costosi e possono promuovere l’insorgenza di razze fungine resistenti ai loro principi attivi. La crescente attenzione ai temi della sicurezza ambientale e della salute umana e animale, con la raccomandazione da parte delle agenzie regolatorie dell’Unione europea di eliminare gradualmente l’uso di formulazioni sintetiche, hanno indotto i ricercatori a studiare strategie alternative come l’uso di molecole vegetali per la produzione di biocidi naturali (Regulation EC n. 1907/2006 on Registration, Evaluation, Authorization and Restriction of Chemicals - Reach). Gli estratti botanici possono agire come secondi

messaggeri che stimolano i meccanismi di difesa delle piante (Geetha and Shetty, 2012), oppure aumentare l’attività perossidasica attraverso l’accumulo di composti fenolici (Hassan et al., 2007), tramite l’inibizione di alcuni enzimi antiossidanti e la produzione di elevate quantità di H2O2 (Radwan et al., 2008).

Il progetto SUSinCER In questo contesto si colloca il progetto SUSinCER coordinato dal CREA-Cerealicoltura e Colture Industriali, in partenariato con il CREA-Ingegneria e Trasformazioni agroindustriali e il CREA-Politiche e Bioeconomia (http://susincer.crea.gov.it/). Classificatosi secondo tra i 12 vincitori della competizione che ha visto oltre cento progetti candidati al bando 2019 “Circular Economy for a sustainable future”, promosso e finanziato da Fondazione Cariplo, il progetto mira a valorizzare gli scarti agroindustriali con un residuo valore aggiunto allo scopo di orientare le produzioni cerealicole verso una gestione a ridotto impatto ambientale, con concomitante adozione di una difesa fitosanitaria più sostenibile, anche al fine di limitare la contaminazione da micotossine. Le bucce di patata e i residui della disoleazione della rucola (radice e fusto) sono infatti preziose fonti di composti bioattivi che il progetto mira a reintrodurre nella filiera agroindustriale, realizzando così un ciclo virtuoso che si colloca tra i 17 “Sustainable Development Goals” (SDGs) adottati da tutti gli Stati membri delle Nazioni

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SUSinCER È DESTINATO AGLI AGRICOLTORI CHE NON DISPONGONO DI BIOFUNGICIDI A BASSO IMPATTO AMBIENTALE Unite nell’Agenda 2030 di sviluppo sostenibile e in linea con le direttive strategiche di Europa 2020. Il progetto sfrutta le qualità dei composti derivanti dalle filiere agroindustriali di Solanaceae e Brassicaeae che, se opportunamente dosati e formulati o se utilizzati come base di partenza per estratti, nascondono grandi potenzialità e possono diventare materie prime chiave per lo sviluppo di nuovi prodotti bio-based. In quest’ottica, disegnandoli e sperimentandoli prima in vitro e poi in vivo, sarà possibile orientare le produzioni cerealicole verso una gestione a ridotto impatto ambientale e una difesa fitosanitaria più sostenibile. Le bucce di patata ricavate dallo scarto del processo di trasformazione industriale di patate surgelate, french fries e chips sono infatti una fonte importante di bioche-

micals che il progetto mira a reintrodurre nella filiera, puntando a dare vita a un modello di economia circolare che coinvolga l’immissione della produzione biologica primaria in una filiera industriale sostenibile. La buccia di patata, come accade per altre Solanaceae come il pomodoro e la melanzana, è ricca di glicoalcalodi, principalmente α-solanina e α-ciaconina, e

Trichomonas vaginalis

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fenoli, prevalentemente acido clorogenico e acido caffeico, la cui attività biologica è stata in parte documentata nei confronti di funghi fitopatogeni e insetti fitofagi, ma anche di patogeni umani come Trichomonas vaginalis (Friedman et al., 2018). Il progetto SUSinCER ha altresì prodotto alcuni video, tra cui uno sull’impiego degli scarti della patata(1) e un altro su come si effettuano i test in vitro per saggiare l’efficacia dei composti sui funghi patogeni di mais(2). I residui di disoleazione delle Brassicaceae sono invece una fonte preziosa di composti chiamati glucosinolati, oltre che di altre molecole bioattive. I panelli possono essere lavorati in pellet o farine che in genere sono considerati di basso valore, se non addirittura rifiuti da smaltire. Senape, rafano e rucola sono solo alcune delle piante appartenenti alla famiglia delle Brassicaceae. In presenza di specifiche proteine e condizioni ambientali, i glucosinolati vengono idrolizzati in isotiocianati, innescando un importante sistema di difesa della pianta contro erbivori, funghi e altri microorganismi dannosi. Questo meccanismo è alla base di alcune applicazioni usate in agricoltura come la pratica della biofumigazione (Dallavalle et al., 2020; Furlan et al., 2010). Il progetto implementerà le filiere agroindustriali di patata e ru-

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Research RICERCA

cola disegnando e sperimentando formulati innovativi da esse derivate, che presentano proprietà biofungicida capaci di agire proteggendo i cereali dai principali funghi micotossigeni (F. verticillioides, F. graminearum e A. flavus). Gli obiettivi del progetto sono: • individuare le varietà di patata da industria e coprodotti della filiera delle Brassicaceae con un profilo di metaboliti idoneo al loro riutilizzo come antifungini nella filiera cerealicola; • testare e ottimizzare le migliori combinazioni di biocomposti provenienti da patata e Brassicaceae per sviluppare miscele ad alto potere antifungino; • confrontare l’efficacia delle nuove formulazioni rispetto al trattamento con prodotti commerciali nella difesa di mais e frumento da patogeni fungini e da insetti fitofagi in prove di pieno campo; • ampliare la conoscenza sulla funzionalità di geni chiave della sintesi di biocomposti in patata e rucola attraverso metodiche computer based e wet Lab (oppure metodiche bioinformatiche e di biologia molecolare). I principali destinatari delle innovazioni che SUSinCER si propone di rendere disponibili sono agricoltori che attualmente non dispongono di validi biofungicidi a basso impatto ambientale, aziende che

mica verde consentiranno un avanzamento della ricerca in campo agroalimentare. Un punto di forza del progetto risiede nel valorizzare e combinare competenze diverse, tra cui l’agronomia, la chimica, la patologia vegetale e la genetica delle piante, per effettuare la caratterizzazione delle biomasse da colture industriali e per indirizzare il loro reimpiego in agricoltura sostenibile su colture cerealicole ampiamente coltivate nell’areale nazionale e lombardo in particolare. Ciò porrà sicuramente le basi per una ricaduta a favore delle filiere coinvolte; si prevede, in particolare la condivisione dello stato di avanzamento delle ricerche, dei risultati e dei metodi sviluppati con la comunità scientifica e con gli stakeholders tramite un capillare piano di disseminazione e comunicazione”, afferma Carlotta Balconi, ricercatore CREA e coordinatore scientifico del progetto. operano nel settore dei fertilizzanti interessate a sviluppare nuovi prodotti che potrebbero aumentare il valore economico e ambientale dei propri scarti industriali, e per i quali potrebbe diventare più conveniente recuperare piuttosto che sprecare, e i consumatori più sensibili all’ecosostenibilità del prodotto acquistato. “L’utilizzo di molecole bioattive in un contesto di economia circolare e di chi-

Daniela Pacifico et al. Link ai video menzionati nell’articolo: (1) https://www.youtube.com/ watch?v=6ea0MsbL53g (2) https://www.youtube.com/watch?v=2__ sTN8PBZc Un video esplicativo dei contenuti del progetto è disponibile al link https://youtu.be/ BYYtUS0EWm0

BIBLIOGRAFIA • Cast (2003), Mycotoxins: Risks in plant, animal, and human

systems. Ames (IA): Council for Agricultural Science and Technology. Task Force Report 139. • Dallavalle E. et al., Host status of plant species with nematicidal activity against Meloidogyne graminicola (Golden & Birchfield). Redia 2020, 103: 147-151. • FAO Cereal Supply and Demand Brief http://www.fao.org/ worldfoodsituation/csdb/en/. • Furlan L. et al. (2010), The efficacy of biofumigant meals and plants to control wireworm populations. Industrial Crops and Products, 31: 245-254. • Friedman M. et al. (2018), Potato Peels and Their Bioactive Glycoalkaloids and Phenolic Compounds Inhibit the Growth of Pathogenic Trichomonads. Journal of Agricultural and Food Chemistry, 66 (30), 7942-7947. • Geetha H.M., Shetty H.S. (2012), Induction of resistance in pearl millet against mildew disease caused by Sclerospora graminicola using benzothiadiazole,calcium chloride and hydrogen peroxide–a comparative evaluation. Crop Protection, 21, 601610. • Hassan M.E.M. et al. (2007), Change in peroxidase activity due to resistance induced against faba bean chocolate spot disease. Egyptian Journal of Phytopathology, 35 (1), 35-48, 2007. • Herrera-Foessel S.A. et al. (2006), An effect of leaf rust on grain yield and yield traits of durum wheats with race-specific and slow-rusting resistance to leaf rust. Plant Disease, 90, 1065-1072.

d’Italia

• Istat, http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCSP_

COLTIVAZIONI (20 October 2021).

• Mesterházy A. et al. (2020), Losses in the Grain Supply Chain:

Causes and Solutions. Sustainability, 12, 2342.

• Pacifico D. et al. (2021), Sustainable Use of Bioactive Compounds

from Solanum Tuberosum and Brassicaceae Wastes and byProducts for Crop Protection-A Review. Molecule, 26, 2174. • Radwan D.E. et al. (2008), Protective action of salicylic acid against been yellow mosaic virus infection in Vicia fabaleaves, Journal of Plant Physiology 165, 845-857. • Reyneri A. et al. (2016), Documento “Linee guida per il controllo delle micotossine nella granella di mais e frumento” sancito in Conferenza Stato-Regioni, seduta del 24 marzo 2016, (atto n. 53/ CSR del 24 marzo 2015) (CSR 1577 P-4.23.2.21 del 1 aprile 2016 cod. 4.18/2016/15) www.statoregioni.it. • Regulation No. 1126/2007 of 28 September 2007 amending Regulation (EC) No. 1881/2006 setting maximum levels for certain contaminants in foodstuffs as regards Fusarium toxins in maize and maize products. EC, Brussels, Belgium • Slafer G.A. et al. (1994), Increases in grain yield in bread wheat from breeding and associated physiological changes. In: Slafer, G.A. (Ed.), Genetic Improvement of Field Crops. Marcel Dekker, Inc., New York, Usa, pp. 1-67. • Tavolo Tecnico Mais, Decreto 6 maggio 2019 n. 31929, https:// www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/ IDPagina/14335 - Mipaaf - Settore Maidicolo (politicheagricole.it).

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MERCATO AGROALIMENTARE Agri-food market

Innovazione, ricerca e tecnologia per un’agricoltura sostenibile Innovation, research and technology for sustainable agriculture

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Agri-food market MERCATO AGROALIMENTARE

LO SVILUPPO DELL’AGRIFOODTECH E I SUOI CAMPI D’AZIONE PIÙ RILEVANTI

S

ustainability in agriculture is an urgent need and a fundamental objective of the EU’s common agricultural policy. It must go hand in hand with digitalization and innovation, hence with research. Currently, there are various technological tools for improving time and work in agriculture. This article covers the main ones such as robotization, high-tech greenhouses and assisted evolution techniques. The hope is that environmental sustainability can be achieved by applying two different types of agriculture. On the one hand, low capital-intensity cultivation and, on the other, a strong use of technology and capital by applying even extreme industrial processes and mechanization.

di Duccio Caccioni Direttore Marketing & Qualità e Vice Direttore di Mercato Caab Spa, Direttore scientifico Fondazione Fico

THE DEVELOPMENT OF AGRIFOODTECH AND ITS MOST RELEVANT FIELDS OF APPLICATION

L

a parola chiave per l’agricoltura mondiale è sostenibilità. Sia l’amministrazione Biden negli Usa, sia quella di Ursula Von Der Layen nell’Unione europea, hanno confermato come obiettivo una politica agricola improntata sulla sostenibilità. L’Unione europea ha allineato la Politica agricola comunitaria con il Green Deal attraverso le strategie Farm to Fork e sulla biodiversità. Nei prossimi 10 anni si intende ridurre gli input chimici (-50% per gli agrofarmaci entro il 2030), aumentare le superfici coltivate con metodi biologici (25% della Sau totale della Ue), così come la biodiversità e la compatibilità ambientale. Tutti obiettivi che possono essere raggiunti anche ricorrendo a una forte innovazione, attraverso la ricerca scientifica e la tecnologia. Non a caso nelle grandi manifestazioni globali come il World Agri-Tech Innovation Summit di San Francisco, si parla insistentemente di un rinascimento agricolo improntato sulla sostenibilità ambientale e la carbon-neutrality. Fra i più frequentati campi di azione dell’AgriFoodTech si possono ricordare il digital farming, la robotizzazione, la costruzione di serre tecnologiche, le nuove tecnologie di evoluzione assistita per il miglioramento genetico (Tea).

Il digitale in agricoltura Le applicazioni del digitale in agricoltura sono numerosissime, a partire dalla coltivazione fino ad arrivare al commercio e alla distribuzione dei prodotti. Per la colti-

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Agri-food market MERCATO AGROALIMENTARE

LA DISTRIBUZIONE DEI PRODOTTI ALIMENTARI VIVRÀ UN FORTE CAMBIAMENTO

vazione, secondo molti analisti il mercato dei mezzi analitici in agricoltura dovrebbe essere pari a circa 3 miliardi di euro da qui al 2030. Con la Agriculture analytics i dati si raccolgono (data collection), si analizzano (data analytics) e infine si condividono su piattaforme dedicate e accessibili via smartphone o personal computer. Si pos-

sono elaborare dati climatici, pedologici, di mercato, produttivi ecc. traendone poi indicazioni, tendenze, previsioni. Si possono allora definire piani di coltivazione, piani fitoiatrici, di gestione del bestiame (livestock analytics), di irrigazione, gestire i parametri per l’agricoltura di precisione attraverso attrezzature satellitari e ottimizzare la manutenzione dei macchinari. Ma digitale significa anche e soprattutto commercio. I giganti delle piattaforme e-commerce hanno scalato in pochissimi anni le classifiche mondiali dei distributori alimentari: i mercati digitali rappresentano ormai l’ultima frontiera per la distribuzione sia all’ingrosso sia al dettaglio e, nei prossimi anni, la distribuzione dei prodotti alimentari vivrà un forte cambiamento, simile per molti versi a quello che si registrò una trentina di anni addietro con l’avvento delle catene della Gdo.

La robotizzazione La robotizzazione in agricoltura rappresenta un futuro forse non più procrastinabile: la crisi demografica che colpisce gran parte dei Paesi dell’occidente penalizza soprattutto l’agricoltura (in Italia, ad esempio, il numero di residenti è sceso dal 2014 al 2020 di oltre 1 milione unità). La manodopera rappresenta uno dei princi-

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Agri-food market MERCATO AGROALIMENTARE

tranno essere industrializzate in maniera estrema (come, ad esempio, le serre verticali, organizzate in spazi ridotti e privi di illuminazione naturale).

Le serre high-tech

pali problemi in agricoltura e nell’agroindustria, a cui si è sopperito nei recenti decenni con l’immigrazione. Il ricorso a lavoratori immigrati (anche stagionali) potrebbe tuttavia essere molto più difficoltoso già nel prossimo futuro. La robotizzazione potrà allora intervenire nelle operazioni più difficoltose e onerose: dai trattamenti antiparassitari fino alla raccolta in campo e in serra. La robotica potrebbe avere uno sviluppo prodigioso con un effetto simile alla prima meccanizzazione agricola. Molte operazioni potrebbe-

LA DIGITALIZZAZIONE CONSENTE DI DEFINIRE ANCHE I PIANI DI COLTIVAZIONE ro diventare più sostenibili: nel caso del diserbo un robot può selezionare le malerbe e distruggerle anche lavorando sulle file 24 ore su 24! Molte coltivazioni po-

Non è un caso che Jeff Bezos, il super miliardario di Amazon, e l’ex amministratore delegato di Google, Eric Schmidt, abbiano investito 541 milioni di dollari per creare fattorie verticali completamente gestite da robot e intelligenza artificiale. Fra le tecniche di coltivazione più avanzate c’è l’aerofarming, che prevede la coltivazione in totale assenza di suolo e luce naturale, e con un consumo di appena il 5% del quantitativo di acqua utilizzata nelle attuali coltura in serra. Gli impianti prevedono più piani di coltivazione (in verticale) e sono spesso ubicati all’interno di aree urbane, in modo da ridurre le cosiddette “food miles”, ovvero l’impatto ambientale causato dal trasporto di cibo, che oltre a produrre inquinamento genera anche traffico (circa un terzo dei veicoli pesanti circolanti nei Paesi occidentali trasporta cibo).

Le Tecniche di evoluzione assistita (Tea) La creazione di nuove varietà attraverso il Genome Editing, o meglio l’Evoluzione Assistita, può rappresentare una svolta

ALCUNI ESEMPI DI STARTUP NEL SETTORE AGRIFOODTECH DogTooth

Robot intelligenti che utilizzano la computer vision e il machine learning per la raccolta di piccoli frutti

Muddy Machines

Robot autonomi operativi in sciami

Glaia

Prodotti a base di nanomateriali per la fotosintesi delle piante

Autonomous Pivot

Pivot per l’irrigazione intelligente con telecamere e sensori integrati

BigSIS

Produzione insetti maschi sterili per lotta biologica ai parassiti

Bloomfield Robotics

Uso dell’intelligenza artificiale per analisi piante in campo e in serra

Nanomik Biotechnologies

Bioagrofarmaci microincapsulati

Reaktor SpaceLab

Nanosatelliti per l’osservazione della Terra e l’analisi della vegetazione, del suolo e delle fonti di emissione di anidride carbonica

MyEasyFarm

Piattaforma per l’agricoltura di precisione

Swiss Decode

Rilevamento DNA per la sicurezza degli alimenti in tempo reale Fonte: World Agri-Tech Innovation Summit - San Francisco e Londra

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à IT V O N S W E N à IT V O N N OV IT à N E W S TECHNOBINS ha acquisito la rappresentanza in esclusiva per l’Italia di SIMEZA (primaria azienda spagnola per la costruzione di sili ondulati, con sede a Saragozza). Con questa operazione TECHNOBINS è diventata l’unica azienda sul mercato italiano a poter realizzare tutti i tipi di silos metallici per lo stoccaggio di materia prima in grani. La professionalità di TECHNOBINS consentirà di proporre il prodotto più adatto per ogni esigenza.

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LA ROBOTICA AVRÀ UN IMPATTO SIMILE A QUELLO DELLA PRIMA MECCANIZZAZIONE AGRICOLA bi, e diminuire le esigenze idriche. Il tutto senza inquietare l’opinione pubblica e secondo i principi di maggiore precauzione.

Conclusioni

straordinaria non solo per l’agricoltura. Attraverso la tecnica Crispr/Cas9, messa a punto dalle ricercatrici Jennifer Doudna ed Emmanuelle Charpentier (insignite del Premio Nobel per la chimica nel 2020), è possibile creare nuove varietà partendo non più da differenti specie come avveniva con i vecchi Ogm (in cui, ad esempio, si

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univano un pezzo di DNA batterico a DNA di piante superiori), ma in un certo senso guidando e “accelerando” l’evoluzione di una pianta senza innesti di DNA di specie estranee. Si aprono allora immense possibilità di aumentare la resistenza alle fitopatie, la produttività, la shelf life, così come anche le proprietà nutrizionali dei ci-

La sostenibilità ambientale è sicuramente un obiettivo oggi imprescindibile, che potrà essere soddisfatto con l’applicazione di due differenti tipi di agricoltura: da una parte presumibilmente le coltivazioni a bassa intensità di capitale, tendenzialmente più estensive, dall’altra un forte utilizzo di tecnologia e di capitali, con l’applicazione di processi industriali e di meccanizzazione anche estremi. Duccio Caccioni

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L’ANGOLO DELLA CULTURA Cultural corner

Il canto di Ulisse e la nave di Teseo “CONSIDERATE LA VOSTRA SEMENZA: FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI, MA PER SEGUIR VIRTUTE E CANOSCENZA”. Dante Alighieri

(ARGONAUTA - Atto 1, Capitolo 3)

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osì, come tutti (anche i giovanissimi) sanno, il canto XXVI della Divina Commedia, noto anche come Canto di Ulisse, è ambientato nell’ottava bolgia dell’ottavo cerchio dell’Inferno, ove si trovano i consiglieri fraudolenti e si riferisce al discorso che Ulisse rivolge ai suoi compagni per spronarli a continuare il loro viaggio oltre le colonne d’Ercole.

La vita di oggi ci vede sempre più lontani dai campi e dall’agricoltura, misconoscendola e fornendo uno scenario utile al proliferare di immagini che la riconducono più a suggestioni commerciali piuttosto che alla realtà. Ciò penalizza la percezione dell’innovazione e del suo ruolo in agricoltura, dove gli attori non sono solo i ricercatori operanti nei laboratori, ma anche i contadini, cioè

The Flying Ship (Carlo Ravaioli)

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Cultural corner L’ANGOLO DELLA CULTURA

coloro che seminano e lavorano la terra. I contadini da soli prima, con l’aiuto degli agronomi poi, applicarono ed applicano i risultati della ricerca al lavoro nei campi, trasformando la ricerca stessa in innovazione. Costoro sono i pionieri e gli artefici di un’agricoltura italiana straordinaria, che è vanto per il paese sia per standard di qualità che per diffusione di cultura gastronomica e di stili di vita, buon mangiare sano e buon vivere, ormai riferimento per tutto il mondo. L’agricoltura è la pietra miliare del percorso evolutivo dell’umanità, una scoperta che divide la preistoria dalla storia, molto prima della svolta storica avvenuta con la trasformazione della lingua parlata in lingua scritta. La domesticazione di una pianta selvatica non è altro che una versione accelerata della selezione naturale, il processo alla base dell’evoluzione biologica. Già nell’Ottocento, Charles Darwin aveva suggerito, con la teoria della evoluzione delle specie, che tutti gli organismi viventi sul nostro pianeta potessero discendere da un unico antenato comune, attraverso ramificati alberi filogenetici. Con la prima rivoluzione agricola, quella neolitica, si ebbe una selezione artificiale fra le piante presenti nella popolazione naturale e i primi agricoltori cominciarono a far riprodurre solo quelle specie in possesso delle caratteristiche desiderate (ad esempio frutti più grandi), continuando poi ad ottimizzarne il processo, di generazione in generazione. In una pianta coltivata si cerca di aumentare le dimensioni della parte commestibile; se è tossica, la parte commestibile deve perdere i composti che la rendono tale, anche se questi la difendono dagli erbivori o dai roditori. La pianta dai semi commestibili non deve neppure disperderli, altrimenti risulterebbe troppo difficile raccoglierli, permettendo così ai chicchi di grano di non cadere più dalla spiga. I semi devono germinare tutti insieme, anziché in momenti diversi, come invece avviene nelle varietà selvatiche delle stesse piante. E si potrebbe continuare a lungo. Una tale trasformazione migliorativa fu molto lenta, essendo frutto di osservazione, intuito, fortuna e soprattutto pazien-

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za, dato che era ancora sconosciuto come avvenisse la trasmissione dei caratteri ereditari da una generazione all’altra. Con il passare del tempo vennero generate piante geneticamente nuove, spesso quasi impossibili da identificare per chi conoscesse solo i rispettivi progenitori selvatici. Le piante domesticate diventano in questo modo totalmente dipendenti dall’uomo, spesso fino al punto da non sopravvivere senza le cure dell’agricoltore. Le piante vengono poi esportate in regioni nuove, dove diversi sono il clima, il suolo, la temperatura, la durata del giorno, i parassiti. La tendenza all’aumento demografico con il conseguente fabbisogno di aumento dei volumi di cibo, il lento cambio del clima, la necessità di combattere i nuovi parassiti capaci di vincere le difese delle piante, impongono la messa a punto di nuove tecnologie agricole, come l’aratro, per modificare la struttura del suolo, o l’irrigazione, per aumentare la disponibilità d’acqua. La seconda rivoluzione per l’agricoltura parte nell’anno 1900, con la riscoperta del lavoro di un monaco boemo, Gregor Mendel che, alla metà dell’800, seguendo la trasmissione di alcuni caratteri in piante di pisello, aveva identificato le leggi che regolano la trasmissione dei caratteri genetici ereditari. In pochi anni nasce una nuova scienza, la genetica, che formula il concetto di gene, l’unità più semplice del patrimonio ereditario di ogni organismo, per poi scoprirne la localizzazione nei cromosomi contenuti nel nucleo cellulare. Il compito passa quindi dai contadini agli scienziati, ed il miglioramento genetico non avviene più nei campi, ma nei centri di ricerca agronomica, dove vengono raccolte e studiate centinaia di varietà, provenienti da ogni parte del mondo. I risultati non restano più isolati, ma vengono pubblicati e velocemente diffusi, rendendoli disponibili e fruibili per tutti. La velocità del miglioramento genetico delle piante coltivate comincia ad aumentare. I genetisti agrari possono finalmente produrre nuove varietà in maniera mirata, accoppiando tipologie che possiedono caratteri utili, magari provenienti da continenti diversi, cercando di far sì che questi caratteri si ritrovino uniti nella progenie.

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L’ANGOLO DELLA CULTURA Cultural corner

Cominciano la ricerca e la raccolta dei progenitori selvatici delle piante coltivate, così come di varietà arcaiche e isolate, portatrici di geni ancora utili, valorizzando la grande diversità genetica creata nel corso dei secoli dagli agricoltori. Alla selezione e all’incrocio mirato si aggiungono poi nuove tecniche di ibridazione artificiale, che consentono di trasferire geni non solo fra varietà della stessa specie, ma anche fra alcune specie diverse, strettamente imparentate. Vengono inoltre impiegate sostanze o radiazioni capaci di produrre nuove mutazioni nel patrimonio genetico delle piante. Alcune varietà di grano duro, con le quali si fabbrica oggi la pasta, sono state ottenute utilizzando genitori prodotti proprio in questo modo. Al perfezionamento dei metodi di selezione e incrocio si aggiungono profondi cambiamenti nelle tecniche agronomiche. Con le loro caratteristiche, le nuove varietà si integrano ora in un’agricoltura fortemente meccanizzata e basata sull’uso sistematico di fertilizzanti e agrofarmaci.

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Questa seconda svolta nella storia dell’agricoltura culmina con la Rivoluzione Verde, fra gli anni Sessanta e Ottanta del Novecento, quando la resa delle colture aumenta vertiginosamente. I benefici sono immensi e gran parte della popolazione mondiale si libera dall’incubo della fame, con il rischio, però, di vedere scomparire le centinaia di varietà meno produttive, nonché gli assortimenti di geni che potrebbero un giorno tornare utili. Proprio negli anni in cui la Rivoluzione Verde raccoglie i suoi trionfi, nei laboratori la biologia molecolare comincia a conoscere sempre meglio il DNA e ad utilizzare i meccanismi molecolari alla base della conservazione, della trasmissione e dell’espressione dei caratteri genetici. Alle possibilità della Rivoluzione Neolitica (selezione) e della Rivoluzione Verde (selezione ed incrocio), se ne inseriscono altre due: la capacità di “vedere” caratteri, prima invisibili, attraverso lo studio della sequenza di base nelle molecole di DNA e la capacità di “trasferire” singoli geni in

modo mirato, fra varietà sia della stessa specie che di specie diverse. L’ingegneria genetica diventa la nuova tecnica usata per modificare le piante e, come ogni nuova tecnologia, potrebbe rivelare conseguenze impreviste e indesiderate. Grazie a questa consapevolezza si sono sviluppati rigorosi test di sicurezza prima che le nuove varietà “ingegnerizzate” siano immesse sul mercato. Siamo di fronte alla terza rivoluzione dell’agricoltura. ... Si narra che la nave in legno sulla quale viaggiò l’eroe greco Teseo venisse mantenuta intatta nel corso degli anni, sostituendone le parti che via via si deterioravano. Benché la nave conservasse esattamente la sua forma originaria fu sostituita in tutti i suoi componenti, ma essa è rimasta “la nave di Teseo”. La nave di Teseo si è conservata oppure no? Modificata nella sua sostanza, ma senza intaccare la forma, è ancora proprio la medesima entità o le somiglia soltanto?

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AGENDA

19/20 gennaio 2022

BOLOGNA

MARCA

Salone internazionale dei prodotti a marca del distributore www.marca.bolognafiere.it

22/26 gennaio 2022

RIMINI

SIGEP

Salone internazionale di gelateria, pasticceria e panificazione artigianali www.sigep.it

26/29 gennaio 2022

VERONA

FIERAGRICOLA

Salone internazionale dell’agricoltura www.fieragricola.it

9/11 febbraio 2022

BOLOGNA

PESTMED EXPO

Salone del pest management e della sanificazione www.pestmed.it

10/12 marzo 2022

ISTANBUL (TURCHIA)

IDMA AND VICTAM EMEA

Salone internazionale delle tecnologie per l’industria molitoria e mangimistica www.idmavictam.com

26/29 aprile 2022

COLONIA (GERMANIA)

ANUGA FOODTEC

Salone internazionale delle tecnologie per l’industria alimentare www.anugafoodtec.com

3/6 maggio 2022

MILANO

IPACK-IMA

Salone internazionale del processing e del packaging food e non food www.ipackima.com

3/6 maggio 2022

PARMA

CIBUS

Salone internazionale dell’alimentazione www.cibus.it

31 maggio/ 2 giugno 2022

UTRECHT (OLANDA)

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Salone internazionale delle tecnologie per l’industria mangimistica www.victaminternational.com

15/18 giugno 2022

BANGKOK (TAILANDIA)

PROPAK ASIA

Salone internazionale del processing e del packaging food e non food www.propakasia.com

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