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2021_

POLITICA

Andrea de Bertoldi: «Gioco sicuro, l'ora degli operatori» Prevenzione, aspiranti sindaci in prima linea SPECIALE ENADA

Primavera rimandata BINGO

Futuro tra socialità e innovazione PERSONAGGI

Giovanni Truppi Riccardo Meggiato

La Chiave del

Riordino

COVER STORY 26

LASLOTDELMESE

POWER FUN | U N

Altenar La scelta vincente M U L T I G I O C O

P E R

T U T T I

I

G U S T I

ENGLISH PAGES INSIDE

NEW SLOT | POKER | VLT | CASINÒ | ONLINE | IPPICA | SCOMMESSE


Tutti i giochi con vincite in denaro sono vietati ai minori di 18 anni.

Facciamo girare la voce.

FA

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M

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GAS

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BOUTIQUE BOUTIQUE

Il rispetto del divieto è la prima regola da seguire Campagna informativa a tutela dei minori promossa da IGT La legge N.111 del 15/07/2011 vieta ai minori di anni 18 di accedere ai giochi con vincita in denaro


numero 9

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settembre 2021

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Editore GN Media srl corso Tacito, 101 – 05100 Terni

EDITORIALE

Sì green pass no game over

anno xiii

Redazione tel. 0744 461296 fax 0744 461362 redazione@gioconews.it Direttore responsabile Alessio Crisantemi Product manager Anna Maria Rengo In redazione Cesare Antonini Michela Carboni Daniele Duso Vincenzo Giacometti Francesca Mancosu Giuseppe Tondelli Hanno collaborato a questo numero Giovanni Adamo Alfonso ‘Alfi’ Amarante Michele Bragantini Geronimo Cardia Gianni Carra Ludovico Calvi Laura D’Angeli Marco Fiore Mark Griffith Michael Haile Giancarlo Marzo Nashira Francesco Scardovi Riccardo Zerbetto Progetto grafico e impaginazione Francesco Bellucci via del Maglio, 6 – 05100 Terni fbellucci@me.com Foto GN Media Riccardo Morvillo Pino Musi 123rf unsplash pexels Stampa Comunicare srl piazzale degli Eroi, 8 – 00136 Roma Pubblicità Fabrizio Galli mob. 342 5813311 gioconews@gmail.com Alexander Greco mob. 393 9492062 commerciale@gioconews.it Segreteria Natasha Crisantemi segreteria@gioconews.it Reg. Tribunale Terni n. 04/2009 Iscrizione ROC n. 18462 ASSOCIAZIONE NAZIONALE EDITORIA DI SETTORE Testata associata Associazione Nazionale Editoria di Settore L’editore è a disposizione degli eventuali proprietari dei diritti sulle immagini riprodotte nel caso non si fosse riusciti a reperirli per chiedere la debita autorizzazione.

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LA PRIMAVERA RIMANDATA

Ci voleva (o ci mancava?) il green pass. Dopo un anno

contato con precisione di lockdown, il gioco legale, naturalmente per ultimo, è tornato a riaprire. Parliamo del retail, ovvio. E con le nuove regole chi è stato il primo a essere finito sotto la lente dei controlli? In maniera altrettanto ovvia, il gioco pubblico. Sì, quello autorizzato e che raccoglie scommesse e puntate per conto dello Stato. La logica dell’ovvio racconta che il nemico numero uno di tutto, delle dipendenze, del Covid-19 e della vita in generale è il gioco d’azzardo. Ci mancherebbe altro. In questo numero di Gioco News, come al solito, come è ovvio appunto, parliamo di ripartenza. Dei campionati sportivi e quindi delle scommesse, del gioco in agenzia e nelle gaming hall, nei casinò e dei principali circuiti di poker live. Finito l’effetto estate che è “criptonite” per il gioco in generale (online e retail su tutti) si riprende con volumi decisamente più importanti. Purtroppo dallo scorso anno lo spettro chiusure, lockdown e zone “bianco gialle e rosse” è sempre vivo. Parlando con gli operatori c’è la solita buona volontà di fare le cose per bene, di rispettare le regole e di adeguarsi a qualsiasi dettame pur di tutelare il giocatore e di rimanere nella legalità. La speranza è che, grazie al green pass, misura che rischia comunque di danneggiare notevolmente il retail spingendo ulteriormente il pedale dell’acceleratore verso il digital, si possa continuare ad offrire gioco in maniera legale. Gli operatori accettano pure i controlli che, guarda caso, restituiscono numeri e statistiche bassissime e che dipingono, rispetto al volume dell’attenzione, un settore sano e ligio alle regole. Cosa serve di più? Se c’è il lasciapassare grazie a vaccini e tamponi auspichiamo uno stop alle chiusure. Bische e sale illegali rischiano di vivere una nuova recrudescenza e, grazie all’Agenzia delle dogane e dei monopoli, impegnata su tantissimi altri fronti, il fenomeno è sotto controllo. Ma perché farlo rivivere? Facciamo, fate, i debiti scongiuri ma meglio prevenire che curare. “The game must go on”, tanto per parafrasare un celebre gruppo musicale. Ma sappiamo già quale sarà il primo settore a richiudere nel caso in cui il Governo decida di riutilizzare questa soluzione per combattere il virus. Lungi da noi fare politica e pensare da virologi ma dopo lockdown, vaccini (faremo anche la terza dose) e green pass, di chiusure non ne vogliamo più sapere. Altrimenti l’unico motto che sarà valido sarà “Game Over”. Cesare Antonini

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S O M M A R I O

POLITICA

04. «Operatori del gioco legale, adesso tocca a voi»

Il senatore di Fratelli d’Italia Andrea de Bertoldi sollecita un salto di qualità da parte del comparto, ponendo i suoi addetti in prima posizione a tutela della legalità e contro il Gap

06. Ernesto Magorno, una risposta immediata all’illegalità 07. Gelsomina Vono, un sano equilibrio economico e ludico 08. La carica dei Comuni

ATTUALITÀ 14. Prima conoscere, poi informare

Andrea Alemanno, principal di Ipsos Strategy3, illustra gli sviluppi del Primo Rapporto di ricerca sul settore del gioco in Italia curato insieme con la Luiss Business School

SPECIALE

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18. Primavera

rimandata

La fiera del gioco pubblico di Rimini slitta anche quest’anno in autunno a causa della pandemia che la vede decimata, ma comunque “viva”

22. Play’n Go, un metro sopra il cielo 24. Bmm Testlabs, le vecchie e nuove sfide del gioco sicuro

24. Evoplay, il futuro arriva nel 2021

con Star Guardians 26. Altenar punta forte sul mercato del betting d’Italia

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GIOCONEWS #09 SETTEMBRE 2021

EVENTI

NORMATIVA

38. Un “pass”

sulla questione territoriale

30. Pronti a riconnettere il settore! Fra i primi eventi del settore del gaming di nuovo live nel 2021 ci saranno iGb Live! e iGb Affiliate Amsterdam, in calendario dal 28 settembre al 1° ottobre

32. Il Covid non ferma le fiere ESTERI

Il certificato verde negli esercizi pubblici tra diritto alla salute e tutela dei dati e tra autonomia regionale e riserva di legge statale

BINGO

34. I lamenti del fisco britannico

Il Covid-19 presenta un conto assai salato all’industria mondiale del gioco, ma anche le casse pubbliche soffrono. Ecco il caso del Regno Unito.

42. Tra socialità e innovazione

zione

48. FISCO&SLOT

36. Mga, credere nella collabora-

Un approfondimento completo sull’andamento di uno dei più antichi giochi a vincita e sulle prospettive


«

Supportare il gioco legale equivale a sostenere la lotta alle ludopatie. È dunque sbagliato criminalizzarlo per combattere il disturbo del gioco d’azzardo. Si tratta di un pregiudizio sbagliato in quanto il gioco è insito nella natura umana e l’industria di quello pubblico rappresenta un presidio dello Stato creato appositamente per le necessità di tutela del cittadino e del giocatore.

»

Andrea de Bertoldi

IPPICA

CASINÒ

52 62 62. Una moderna cultura del gioco 52. Le occasioni non siano perse

L’ippica ha bisogno di un intervento legislativo profondo, secondo la deputata di Fdi Monica Ciaburro, a partire anche dalla costituzione di un’Agenzia unica per la gestione del settore

COMMA 7

54. Un cambio di visione

L’amministratore unico del Saint Vincent Resort & Casino, Rodolfo Buat, fa il punto sulle mille sfide che attendono la struttura PANNONERO LASLOTONLINEDELMESE

64. 66.

INTERVISTE

68. Italia coast to coast

Il settore del gioco di puro intrattenimento si prepara ad affrontare l’autunno, dopo un’estate tra alti e bassi

Il cantautore Giovanni Truppi intraprende una nuova avventura letteraria e racconta il suo viaggio musicale lungo la Penisola, tra incertezza e voglia di libertà Più informazione di

FLIPPER

55

69.

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qualità sui cyber attacchi

Secondo Riccardo Meggiato, esperto di sicurezza informatica, in Italia manca una cultura digitale di base

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rubriche

NUOVE TENDENZE

NEWSLETTER

PROMOSPACE

Italian betting market

93. On target

3 GIOCAR GIO CONGU

LEA DA

E

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GIOCARE GIO CONGUSTO

DALMONDO

DANON PERDERE

ILUOGHI DELGIOCO

GIOCO &PSICHE

L’AVVOCATO DELDIAVOLO

RIFLESSIONI DAORSO LEAVVENTURE DAROONEY

DANON PERDERE

I SEGRETIDEL TAVOLOVERDE

88. The laments of Uk’s Taxman 90. Believe in cooperation 92. Altenar strongly relies on the NUOVE TENDENZE

58.

LEAVVENTURE DAROONEY

Il successo dell’organizzazione italiana e dei tanti nostri players andati a premio nell’immenso Euro Poker Million da 3.181 entries entra nella scia delle notti magiche del nostro Paese È super Ipo sia live che online! GIOCO &PSICHE

PANNONERO

DANON PERDERE

LOSFIZIO DELGIOCO

DALMONDO

50. LEDRITTEDELMAESTRO

nel poker live

english pages

NEWSLETTER

Il punto della situazione sul betting in vista della ripartenza dei principali campionati sportivi d’Italia e d’Europa

56. L’Italia e l’estate azzurra in Europa anche

L’AVVOCATO DELDIAVOLO

(pass) per le scommesse digitali

LAVLT DELMESE

GIOCO &TECNICA

PANNONERO

DANON PERDERE

48. Semaforo Green

LASLOT DELMESE

DALMONDO

LOSFIZIO DELGIOCO

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L’OROSCOPO

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SCOMMESSE

GIOCO &ARTE

POKER

33. VOXMANAGEER 46. FISCO&SLOT 70. L’ORADELGIOCO 72. DALMONDO 74. DANONPERDERE 76. ALBARDEGLIESPORTS 78. GIOCO&RETAIL 79. GIOCARECONGUSTO 80. GIOCO&PSICHE 82. L’AVVOCATODELDIAVOLO 84. LASLOTDELMESE 86. NEWSLETTER 87. LOSFIZIODELGIOCO 96. OROSCOPO GIOCO &ARTE

Dopo un anno e mezzo di interruzione dovuto alla pandemia si torna a competere per il ranking di flipper sportivo

DALMONDO

55. Lo spettacolo può continuare


politica

Il senatore di Fratelli d’Italia Andrea de Bertoldi sollecita un salto di qualità da parte del comparto, ponendo gli addetti in prima posizione a tutela della legalità e contro il Gap di Alessio Crisantemi

A N D R E A

D E

B E R T O L D I

Operatori del gioco legale adesso tocca a voi

Il

concetto è semplice: per contrastare efficacemente il fenomeno della ludopatia occorre cambiare marcia e individuare soluzioni più efficaci rispetto ai provvedimenti confusi e contraddittori adottati da Governo centrale e autonomie locali negli ultimi anni. I dati evidenziano infatti che la limitazione o l’espulsione dell’offerta di gioco legale, cioè il “gioco di Stato”, a seguito delle sempre più pressanti regolamentazioni adottate da Regioni e Comuni a difesa della salute pubblica, non hanno sortito alcun effetto in tema di contrasto al Gap, se non quello di favorire il progressivo riemergere dell’offerta di quello illegale, gestito dalla criminalità organizzata mediante apparecchi irregolari, sale clandestine e siti di raccolta online sotto il dominio “punto com”, come confermato di recente anche dal direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli Marcello Minenna e dal procuratore antimafia Federico Cafiero De Raho. Con le inevitabili conseguenze del fallimento di migliaia di piccole e medie imprese di gioco legale e della perdita occupazionale, acuite dall’emergenza pandemica che ha imposto lo “stop” alle aziende del settore per oltre 13 mesi negli ultimi due anni, oltre alla significativa riduzione di entrate erariali (passate, nel 2020, da 11 miliardi di euro a poco meno della metà). Occorre dunque riconsiderare il ruolo degli operatori della raccolta di gioco legale (concessionari, gestori di sale e di apparecchi), che rappresentano il primo baluardo contro l’illegalità oltre che di controllo e tutela dei giocatori più esposti al rischio di “dipendenza”. Con un intervento radicale della politica che metta queste aziende nelle condizioni di poter operare responsabilmente e legalmente, con regole chiare e uniformi e in condizioni di sostenibilità dei propri equilibri economici e finanziari. Su un tema così complesso e delicato, abbiamo intervistato Andrea de Bertoldi, senatore di Fratelli d’Italia intervenuto a più riprese sul tema, anche alla luce della sua recente nomina quale segretario della neonata Commissione parlamentare d’inchiesta sul settore del gioco pubblico in Italia e sul contrasto del gioco illegale, dopo aver già ricoperto il ruolo di capogruppo del partito nella Commissione d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario dove si è occupato anche di rapporti con le aziende del settore. Quali sono gli obiettivi che vi siete dati attraverso la nuova Commissione di inchiesta? “La volontà è quella di fare in modo che la Commissione possa operare nell’interesse del Paese, affinchè vengano riconosciuti i diritti degli operatori del gioco legale e

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GIOCONEWS #09 SETTEMBRE 2021

siano individuate le migliori soluzioni per contrastare il fenomeno delle dipendenze da gioco d’azzardo patologico e la riemersione dell’offerta illegale. Purtroppo le norme e le regolamentazioni adottate dagli ultimi Governi e dalla maggior parte delle Regioni, magari involontariamente, hanno creato le condizioni perché prosperassero le bische clandestine e il gioco online nei paradisi fiscali, a beneficio esclusivo della criminalità organizzata e delle mafie. Ricordo che da un recente studio Luiss – Ipsos, nel 2020 sarebbero stati almeno 4,4 milioni i giocatori illegali, cioè coloro che hanno penalizzato le entrate erariali ed il comparto legale, diventando le vittime più esposte alle ludopatie per l’assenza di ogni tutela o precauzione nell’ambito delle bische e delle scommesse clandestine, visto che chi opera nel sommerso non ha certo a cuore la tutela e la salute dei cittadini. E il trend, ahimè, è in continua crescita, anche come conseguenza delle politiche di contrasto al gioco legale adottate negli ultimi anni. Urge quindi riorganizzare il settore al fine di garantire le entrate fiscali, salvaguardare le aziende che operano nella legalità e prevedere ogni tutela possibile contro la ludopatia cioè la degenerazione compulsiva del gioco. Noi ci batteremo per questo, perchè finalmente lo Stato riconosca i propri operatori del gioco legale e li metta nelle condizioni di essere la prima barriera contro la ludopatia e la criminalità”. Crede quindi che il modo migliore di tutelare consumatori ed Erario sia quello di rafforzare il presidio del gioco legale? “Assolutamente sì. Supportare il gioco legale equivale a sostenere la lotta alle ludopatie. È dunque sbagliato criminalizzarlo per combattere il disturbo del gioco d’azzardo. Si tratta di un pregiudizio sbagliato in quanto il gioco è insito nella natura umana e l’industria di quello pubblico rappresenta un presidio dello Stato creato appositamente per le necessità di tutela del cittadino e del giocatore. Il punto autorizzato, dopo le necessarie verifiche su requisiti legali e reputazionali, è uno strumento dello Stato e per questa ragione deve essere regolamentato in maniera chiara e definitiva e senza interpretazioni dubbie o contraddittorie, come spesso accade con le norme locali che si sovrappongono a quelle del Governo centrale. Una volta fatto questo, disponendo delle regole chiare per l’esercizio del punto vendita legale, se l’operatore sbaglia violando la legge, va sanzionato ed espulso dalla filiera. Ma non può essere ‘bastonato’ a prescindere, come accaduto in questi anni, e per giunta a scapito della riserva di legge che vede a tutti gli effetti nell’offerta di gioco pubblico che, come detto, è il baluardo opposto all’illegalità e alle ludopatie oltre che una fonte importante di entrate erariali”. Che idea si è fatto di questo settore dopo averne approfondito vari aspetti in occasione degli ultimi impegni parlamentari? “Di certo l’aspetto più evidente che balza agli occhi, dopo aver approfondito la realtà del gioco pubblico, è la forte


POLITICA ANDREA DE BERTOLDI

discriminazione subita dagli addetti ai lavori, che oltre a operare sotto una serie di misure stringenti e spesso anche incoerenti, a seguito dell’esplosione della cosiddetta ‘questione territoriale’, si trovano a dover subire delle restrizioni esagerate e spesso ingiustificate. Basta guardare cosa è accaduto alle imprese che operano nel settore degli apparecchi da intrattenimento nei rapporti con gli istituti bancari, con centinaia di imprese che si sono viste chiudere i conti correnti o negare dei finanziamenti solo per via di ‘questioni etiche’ che le banche fanno senz’altro benissimo a perseguire: se non fosse tuttavia che nel caso del gioco parliamo di un settore non solo legale, ma per giunta offerto in concessione, quindi in nome e per conto dello Stato. Quindi non si capisce davvero come tali attività che operano nell’interesse dello Stato e che devono necessariamente ‘tracciare’ ogni movimentazione di raccolta attraverso circuiti bancari, possano risultare contrarie ‘all’etica’, al pari del traffico di armi e dello sfruttamento della prostituzione. Ma la risposta, di nuovo, sta nella discriminazione subita dagli operatori, enfatizzata da alcune componenti politiche e da qualche media”. Come si può uscire, a suo giudizio, da questa situazione discriminatoria, ammesso che sia possibile uscirne? “La progressiva espulsione di slot machines da bar e sale giochi in un numero sempre crescente di regioni, non ha fatto che favorire lo spostamento degli interessi dei giocatori verso altre tipologie di gioco, purtroppo in molti casi offerto dalla criminalità, come dimostrano le decine di sale clandestine e di siti illegali individuati e sanzionati in questi ultimi mesi. E in tal caso il giocatore, specie se più fragile, non ha alcuna tutela o supporto. Io penso che il disturbo patologico non si combatta eliminando una parte dell’offerta di gioco legale. Non è imponendo lo spostamento di sale e apparecchi di qualche centinaio di metri dai luoghi sensibili (scuole, chiese, ospedali etc) che si può pensare di risolvere il problema della ludopatia. Sarebbe come combattere l’alcolismo spostando un bar a 500 metri da un ospedale o da una chiesa. Non è specializzando o ‘ghettizzando’ il gioco in aree periferiche delle città che si risolve il problema; anzi così si favorirebbe il giocatore problematico che statisticamente preferisce isolarsi al di là di occhi indiscreti. Al contrario vanno incentivati i giochi da intrattenimento, con possibilità di vincita (e di perdita) più ridotte piuttosto che quelli che promettono vincite milionarie che inducono il giocatore problematico a rovinarsi nella speranza di una giocata che gli cambi la vita. A mio modo di vedere l’industria deve fare un passo in avanti uscendo allo scoperto e innalzando il proprio livello di responsabilità, assu-

mendo un ruolo maggiore e proattivo nel contrasto alle dipendenze. Servono soluzioni tecnologiche che impediscano ai giocatori di rovinarsi in breve tempo, ad esempio limitando le giocate, allungando i tempi delle partite e così via. Occorre istituire corsi di formazione e specializzazione obbligatori per gli operatori di raccolta di gioco; i gestori di bar e sale, che conoscono i frequentatori dei propri locali, devono essere i primi ad essere coinvolti nel contrasto alle ludopatie, intervenendo appena possibile per inibire il gioco non solo ai minorenni, come per legge, ma anche ai giocatori che evidenziano disturbi o fragilità. Questo potrà consentire alla politica e all’intero paese di guardare il comparto in modo diverso. Sta di fatto, tuttavia, che questo percorso per poter essere realizzato dovrà essere accompagnato anche da un iter legislativo e regolamentare adeguato che sia in grado di garantire alla stessa industria di poter operare, altrimenti se salta il comparto del gioco pubblico salta anche quel presidio di legalità e di sicurezza che tutti vorrebbero garantire”. Quali sono gli aspetti più critici che secondo lei bisogna assolutamente risolvere per garantire un corretto esercizio del gioco pubblico? “Oltre ai due problemi centrali già citati poc’anzi, ovvero quello del conflitto delle norme territoriali e del contrasto al gioco patologico, c’è sicuramente un tema legato alla fiscalità del settore che è probabilmente da rivedere, tenuto conto dei progressivi incrementi di tassazione che si sono susseguiti negli ultimi anni e che diventano anacronistici alla luce delle mutate condizioni dovute alla pandemia. Basti pensare che ad oggi, l’aliquota che colpisce i proventi da slot machines (cioè la differenza fra somme inserite e vincite erogate) è pari al 70 percento, equivocamente normato come il 24 percento delle somme giocate. Anche in questo senso, dunque, una revisione generale della tassazione potrebbe consentire una razionalizzazione del settore supportando il processo di riorganizzazione della filiera. Inoltre, sempre alla luce della pandemia sono subentrate anche altre necessità, come quelle relative ai rinnovi delle concessioni dei vari giochi che richiedono forse un allineamento e, forse, un aggiornamento delle regole previste qualche anno fa, in condizioni palesemente diverse. Per tutti questi aspetti, l’intervento di riordino più volte promesso dal governo ma mai attuato e nemmeno avviato, potrebbe rappresentare una soluzione, se mai arriverà. Che si cominci almeno a parlarne”. LUI

CHI

È?!?

Nato a Bolzano, ma vive a Trento, con studi commercialisti a Cles, Trento e Roma. È presidente della Fondazione Farefuturo per il Trentino. Alle elezioni politiche del 2018 viene eletto al Senato della Repubblica nel collegio uninominale di Trento, sostenuto dalla coalizione di centro-destra, in quota Fratelli d’Italia. È segretario della VI commissione permanente Finanze e Tesoro e della Commissione parlamentare di inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico. È capogruppo in Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria e in Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario.

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politica

PH. ANWAAR ALI, UNSPLASH

Una risposta immediata all’illegalità Il senatore di Italia Viva Ernesto Magorno sottolinea la necessità che la commissione d’inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni di quello pubblico sia al più presto operativa, così da intervenire anche alla luce dei problemi amplificati dal duplice lockdown del settore

Q

di Anna Maria Rengo

uello del gioco illegale e delle disfunzioni del gioco pubblico “è un tema delicato che assume particolare rilevanza dopo questi mesi di pandemia”. Lo sottolinea il senatore di Italia Viva Ernesto Magorno, che è tra i firmatari della proposta di istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta, prima approvata dal Parlamento e poi formalmente istituita prima della pausa estiva. Magorno ne spiega la genesi: “L’istituzione della commissione, nata su iniziativa dei senatori di Italia Viva-Psi, si è resa necessaria alla luce dell’incremento verticale del fenomeno del gioco illegale. Un incremento che, purtroppo, rappresenta, un’occasione per la criminalità dal momento che le organizzazioni mafiose ricavano importanti profitti da questo settore. Profitti generati anche da metodi come quello dell’usura”. Ora che sono stati nominati il presidente, i due vice presidenti e i due segretari, quali sono i tempi e l’iter che dobbiamo aspettarci per la sua piena operatività? “La speranza è che i tempi e l’iter siano rapidi, l’incremento del fenomeno impone una risposta immediata ovvero una commissione che sia immediatamente operativa e in grado di contrastare questo triste fenomeno”.

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In che modo essa si differenzierà dalla commissione Antimafia, che si occupa anch’essa di gioco? “L’elemento fondamentale è che non ci sarà nessuna sovrapposizione con i lavori della commissione Antimafia. Il lavoro della commissione parlamentare di inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico sarà un ulteriore, importante, contributo”. Il settore del gioco legale è stato fortemente penalizzato dalla pandemia e dai provvedimenti che sono stati adottati per fronteggiarla, e ciò ha avuto pesanti conseguenze anche sulle casse dell’Erario, finendo inoltre per favorire il gioco illegale. Che bilancio traccia dell’operato dei due Governi che si sono succeduti durante la fase pandemica, per quanto riguarda il gioco? Si sarebbe potuto agire diversamente? “La pandemia ha colpito in maniera pesante il settore del gioco legale, i numeri sono sotto gli occhi di tutti ed è indubbio che si sarebbe potuto fare di più soprattutto riaprendo prima le attività di gioco legale e i sostegni, per gli operatori del settore, sono stati sicuramente inadeguati. L’idea della commissione vuole però sopperire proprio al vero grande problema che si è palesato nei mesi del lockdown ovvero la necessità di portare a compimento un processo che nasce già due legislature fa e che ha trovato sulla propria via numerosi ostacoli”. Ora che il tempo del lockdown sembra finalmente alle spalle, come si potrà e dovrà ora agire per LUI CHI È?!? sostenere o comunque garantire il mantenimento in vita di questa inErnesto Magorno, nato a Diamante, in provincia di Cosenza, dustria? il 21 giugno 1961, è un politico e avvocato italiano, senatore “La via per garantire il mantenieletto nella fila del Partito Democratico alle elezioni mento l’industria del gioco legale politiche del 2018, per poi passare nel 2019 a Italia Viva di Matteo Renzi. Fa parte della 9ª Commissione permanente è una sola ed è quella della cre(Agricoltura e produzione agroalimentare), è segretario del azione di una sinergia tra politiComitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica ed ca e istituzioni. Serve, insomma, è membro supplente del Consiglio di garanzia. un’importante azione collettiva”.

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politica

La senatrice di Italia Viva Gelsomina Vono sollecita una revisione complessiva del settore del gioco e ritiene che il suo impianto legislativo non sia in linea con i tempi di Anna Maria Rengo

“È necessario ripensare all’intero settore per poter ristabilire un sano equilibrio economico e ludico. A mio avviso serviranno, nel più breve tempo possibile, strumenti legislativi di respiro nazionale che offrano soluzioni di sollievo economico per le aziende operanti nel settore. Anche questo è lo scopo di questa commissione: recepire le diversità nelle realtà italiane al fine di creare un impianto normativo che, escluse specifiche esigenze, possa conciliare un settore che oggi presenta varie problematiche”. Quanto è importante combattere il gioco illegale, tornato drammaticamente d’attualità anche a seguito delle chiusure imposte a quello legale? “Il gioco illegale va combattuto con maggiore incisività e continuità, favorendo quella parte di settore responsabile e che vuole operare in regime di legge, che garantisce una fruizione tutelata e, si spera in futuro, scevra da comportamenti patologici. L’attività della Commissione è necessaria al fine di indicare con chiarezza i limiti di controllo del rispetto delle leggi e delle disposizioni all’uopo emanate dagli enti locali, (ad esempio dell’età di accesso alle sale da gioco, della loro ubicazione e localizzazione lontana dai luoghi di ritrovo giovanile e dalle scuole, del numero di sale in base alla densità di popolazione, e tant’altro). Le istituzioni, tutte, devono essere coese ed unite nel promuovere iniziative di prevenzione e limitazione di una criminalità che trova, nei meandri della tecnologia, strumenti di autofinanziamento con ingenti ricavi che creano danni a tutto il sistema del gioco”. Nei prossimi mesi si dovrebbe avviare l’opera di riordino dell’offerta di gioco in Italia. Quali sono a suo modo di vedere le finalità da perseguire e quale dovrebbe essere il ruolo degli enti locali? “Il ruolo degli enti locali è quello di perseguire una prevenzione dei disturbi legati al gioco d’azzardo attuando programmi di informazione ed educazione al gioco in sinergia con gli enti scolastici predisposti. Il ruolo delle istituzioni locali dovrebbe essere quello di monitorare l’afflusso delle sale giochi al fine di far fronte adeguatamente a situazioni di pericolosità e degrado sociale connesse non solo al gioco in sé ma anche alla criminalità organizzata”.

Un sano equilibrio economico e ludico

I

talia Viva in prima linea nel proporre una commissione parlamentare di inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico, celermente istituita in Senato. A spiegare gli obiettivi auspicati è una delle firmatarie della proposta, la senatrice Gelsomina Vono, detta Silvia. “L’istituzione della Commissione parlamentare di inchiesta sul settore del gioco pubblico in Italia e sul contrasto del gioco illegale ha il compito di individuare gli strumenti legislativi più adatti nell’ottica di una razionalizzazione e revisione completa dell’intera disciplina, aggiornandola alle trasformazioni del sistema, con particolare riferimento alle innovazioni tecnologiche e al gioco on line per formulare indirizzi idonei alla redazione di un testo unico delle leggi in materia di gioco pubblico: un obiettivo ambizioso, ma necessario per un netto contrasto alla concorrenza sleale e alla tutela degli utenti più deboli. L’efficacia dell’azione pubblica è incentrata quindi ad una revisione complessiva del settore del gioco pubblico che, allo stato attuale, vede un impianto legislativo non completamente al passo con i tempi”. A una prima analisi, quali sono le attuali disfunzioni del gioco pubblico che emergono e come le si dovrebbe affrontare? “Questa commissione nasce in seguito a una nuova sensibilità sociale che in questi anni è cresciuta nel nostro paese, evidenziando una carenza del settore del gioco, nella tutela dell’utenza così come nel contrasto al business del gioco illegale, spesso realizzato online e che ha trovato grande volano nell’emergenza pandemica. Allo stato dell’arte, è necessaria anche una migliore collaborazione con il Servizio sanitario nazionale per una migliore gestione delle ludopatie e dei disagi ad essa connessi, con una particolare attenzione alla fascia più giovane della popolazione (18-25 anni) che, dai dati rilevati, risulta essere quella con il tasso di diffusione maggiore del disturbo”. Il gioco legale è stato tra le prime attività a chiudere e tra le ultime a riaprire, creando ovviamente problemi sia alle casse pubbliche che a quelle aziendali. Di cosa ha bisogno ora il settore per potersi riprendere e garantire entrate allo Stato?

LEI

CHI

È?!?

Gelsomina Vono, detta Silvia, è nata a Catanzaro il 14 marzo 1969. Laureata in giurisprudenza, insegnante e avvocato, alle elezioni politiche del 2018 è eletta senatrice del Movimento 5 Stelle nel collegio uninominale di Catanzaro - Vibo Valentia. Il 25 settembre 2019 abbandona il Movimento 5 Stelle e aderisce a Italia Viva di Matteo Renzi. Dall’11 ottobre 2019 è membro della 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici e comunicazioni).

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politica

La carica dei Comuni Sono oltre mille, in tutta Italia, quelli che andranno al voto ai primi di ottobre per eleggere i nuovi sindaci, con programmi in cui si torna a parlare di gioco, di limiti, di controlli, ma soprattutto di prevenzione

L’

autunno di nuovo alle porte si preannuncia “caldo”, politicamente, in virtù delle elezioni amministrative in calendario domenica 3 e lunedì 4 ottobre (e il 17 e il 18 ottobre per gli eventuali ballottaggi) con 1.162 Comuni coinvolti, tra i quali 18 capoluoghi di provincia - a cominciare da Roma e Milano - e nove sciolti per fenomeni di condizionamento e infiltrazione di tipo mafioso, per un totale di oltre 12 milioni di elettori. Senza dimenticare le consultazioni in Calabria, dove verrà scelto il nuovo governatore dopo la scomparsa prematura di Jole Santelli, in carica per soli otto mesi fra il febbraio e l’ottobre 2020. Un appuntamento al quale guardano con attenzione anche gli operatori del gioco, le cui sorti da anni ormai dipendono anche dalle normative locali che applicano distanziometri e limiti orari alle loro attività. Per capire cosa aspettarsi (e aspettarci), ecco le posizioni in merito di alcuni candidati, che illustrano anche i capisaldi dei loro programmi.

MATTEO BIANCHI

Varese, impegno bipartisan contro il gioco patologico

DANIELE ZANZI

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Cominciamo da Varese e da Matteo Bianchi, deputato leghista e candidato sindaco di centrodestra per la città lombarda. Convinto del valore del “politico territoriale”, specie in questo momento storico, per Bianchi è innanzitutto fondamentale puntare su una pianificazione generale di fondo. “Ogni azione dev’essere coordinata con l’altra, in modo da avere un filo conduttore che consenta di lavorare su una

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di Francesca Mancosu

visione generale di città. Varese si è sempre contraddistinta grazie allo spirito e alle capacità imprenditoriali dei propri cittadini, dalle botteghe alle grandi imprese.  Le azioni di pianificazione territoriale e di natura amministrativa avranno un unico fine, che è quello di fare uscire dalla mediocrità Varese, mettendo al centro il lavoro e l’impresa, tenendo presente e lavorando anche sulle condizioni del particolare momento macro-economico dovuto allo scenario post pandemia”.  La regolamentazione del gioco e il contrasto al gioco patologico fanno parte della storia politico-amministrativa del candidato, come ricorda lui stesso. “I sindaci hanno la possibilità di studiare ed emanare ordinanze preventive per tentare di calmierare questo tipo di fenomeni, come i provvedimenti sui limiti di orari e di distanza minima dai luoghi sensibili. Inoltre, è fondamentale lavorare con i servizi sociali e, soprattutto, con le scuole, affinché si riesca a far capire che la ludopatia è un problema al pari della tossicodipendenza. Tutto ciò che dà dipendenza è qualcosa che gli Enti locali hanno il compito di contrastare, mettendo in guardia la cittadinanza e prevedendo azioni mirate”.  Restando a Varese, l’ex vice sindaco Daniele Zanzi, ora in lizza nella lista Varese 2.0 – nata spontaneamente su tematiche reali ambientali – ricorda l’impegno portato avanti durante i suoi cinque anni di mandato e la voce critica levata contro alcune decisioni “non condivise – specie su quelle di natura urbanistica e ambientale - , convinto che la dialettica e la critica propositiva all’interno di una coalizione fossero una ricchezza, non un ostacolo. Un altro modo di amministrare è possibile; come andrà a finire – spero comunque bene - è di poca rilevanza: gettiamo un seme e qualcosa crescerà; se non si semina non si raccolgono buoni frutti.


POLITICA LA CARICA DEI COMUNI

Bisogna lavorare per il bene della città , non contro qualcuno o qualcosa; far prevalere le competenze alle appartenenze, rompere gli schemi, i rituali, le liturgie di una politica ormai autoreferenziale. Tutto un altro modo di agire rispetto a quello cui molti sono si rassegnati. In questo siamo molto diversi e alternativi. Chiediamo a tutti di dare un segnale forte di cambiamento e partecipazione”. I punti programmatici del movimento Varese 2.0 sono ambiente, cultura, salute “le tre foglie verdi – nel nostro simbolo – che alimentano la città. Sono convinto anzitutto che le differenze le facciano gli uomini e le donne che sono coinvolte nel processo amministrativo e che soprattutto prima dei programmi venga la visione che una città deve avere. Abbiamo bisogno di visionari, non di freddi attuatori di punti programmatici fini a se stessi e che finiscono nello spazio temporale di un mandato elettorale”. Nel programma vi è un punto esplicito e dedicato alla lotta al gioco patologico, ricorda Zanzi. “Personalmente sono molto sensibile all’argomento e ho cercato in questi cinque anni di mandato di sensibilizzare le altre forze di maggioranza. Ma con scarsi risultati perché evidentemente gli interessi in gioco sono elevati. Nella nostra lista troveranno posto esponenti di spicco nella lotta alla ludopatia; donne e uomini che da anni mettono la faccia concretamente contro questa dipendenza. Quindi regole fisse, dure e controlli serrati – che mancano. Praticamente a Varese potenzieremo il tavolo di confronto e lo sportello contro le ludopatie, non autorizzeremo la nascita di nuovi mega centri di giochi d’azzardo, controlleremo chi non rispetta le regole. È nostra intenzione agevolare i commercianti che chiuderanno gli spazi riservati ai giochi mediante riduzione di tasse comunali e possibilità di allargare gratuitamente eventuali spazi esterni da dedicare alle attività più consone al ristoro. È evidente che esistano leggi nazionali, ma localmente si può e deve fare molto”.

Latina, un regolamento da completare ed attuare Tira aria di confronto agguerrito anche a Latina. In lizza per la poltrona di sindaco qui c’è innanzitutto il primo cittadino uscente, Damiano Coletta, sostenuto dalla lista Latina bene comune e dal Partito democratico, che spiega le ragioni della sua seconda discesa in campo. “Quando nel 2016 sono stato eletto la priorità era ripristinare la legalità nella macchina amministrativa. Bisognava ricostruire il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, che si era deteriorato per via del fatto che Latina era stata consegnata alla criminalità. Abbiamo lavorato facendo di legalità e trasparenza una missione,

ora in Italia ci considerano un modello, tanto che spesso partecipo come invitato a forum nazionali su questi argomenti. Ne sono orgoglioso. Ora bisogna andare avanti e con tutti i latinensi di buona volontà, senza fare alcuna discriminazione tra buoni e cattivi su base ideologica ma pensando esclusivamente al bene comune, voglio portare Latina nel futuro. Abbiamo disputato il primo tempo, ora dobbiamo giocare il secondo e costruire una città sostenibile, smart, universitaria ed europea”. Parlando di gioco, considerando che nella consiliatura in scadenza è stato portato avanti  un progetto di revisione del regolamento comunale delle sale giochi e dei giochi leciti per il contrasto e la prevenzione del Gap, Coletta rimarca la necessità di regole per evitare che sia “un incontrollato sfogo di impulsi. I giochi non sono tutti uguali, innescano dinamiche psichiche e sociali diverse e andrebbero per questo attenzionati singolarmente ma anche nel quadro complessivo delle interdipendenze. Per azioni di contrasto alla patologia è fondamentale prendere atto, correlare e monitorare costantemente tutti i dati necessari a valutare anche i benefici degli interventi di contrasto e la loro ottimizzazione. I poteri dei Comuni dovrebbero riguardare la salvaguardia della salute di specifiche emergenze locali, l’azione di sensibilizzazione verso il rischio della compulsività, di promozione di buone pratiche e l’azione di controllo dei comportamenti leciti. Azioni che necessitano di risorse attualmente non disponibili nelle casse e competenze comunali. Abbiamo fatto tanto in questi anni, ricordo ad esempio la ‘Giornata del buon gioco’, un evento organizzato dal Comune proprio per parlare di contrasto alla dipendenza del gioco d’azzardo che a breve sarà riproposto alla cittadinanza. Continueremo a lavorare su questo fronte anche nel prossimo mandato parallelamente all’azione di sensibilizzazione, di osservazione e raccolta di dati, di coinvolgimento delle istituzioni superiori”. Azione, il partito di Carlo Calenda, cerca di portare una ventata di novità al vertice dell’amministrazione locale con Nicoletta Zuliani, forte di una lunga carriera nell’insegnamento e una parallela attività politica. “La scuola e l’insegnamento sono il mio mondo naturale, e sono anche un punto di osservazione molto efficace per comprendere i veri bisogni di una città. Quando ho iniziato a fare politica ho pensato che il mio essere donna, moglie, madre, insegnante, e attivista dell’associazionismo poteva costituire un valore aggiunto alla politica che rischiava di allontanarsi dal mondo vero se fatta solo da politici di professione: ci vuole un innesto del mondo reale per aiutare la politica ad uscire dalla sfera delle tattiche, dei calcoli, delle lotte ideologiche, perché si occupi dei bisogni veri.  E io vorrei che quello che facciamo a scuola sia anche il modus operandi della società: a scuola cerchiamo di inculcare il valore del sacrificio per raggiungere un obiettivo, il valore del merito, il valore della conquista;

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DAMIANO C O L E T TA

N I C O L E T TA ZULIANI

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> succede invece, che nella realtà dei fatti, una volta che i

ANNA CIRIANI

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ragazzi sono usciti dalla scuola, trovano un sistema che invece favorisce quelli vicini ai potenti di turno, per vincere un concorso o per avere un posto di lavoro. Se la politica utilizza criteri diversi dal merito e dalla qualità, preferendo familismo e clientelismo dovrebbe essere tutto il mondo dell’educazione ad insorgere perché questo crea una schizofrenia sociale, una vera e propria delegittimazione rispetto a quanto la scuola fa. All’indomani della mia fuoriuscita dal Partito democratico il gruppo di Azione mi ha offerto di lavorare insieme ad un progetto per la città. Da qui, la mia disponibilità a collaborare: chi ha da dire e da dare è bene che lo faccia perché la città ne ho tanto bisogno”. Gli obiettivi principali da realizzare? “Far diventare Latina una città attrattiva, che attira giovani, imprese, turisti, sportivi…” Anche Zuliani, come gli altri “sfidanti”, è convinta del ruolo dei Comuni nel contrasto al Gap. “Mi sono sempre battuta e sempre mi batterò per questo problema. I Comuni non possono fare molto ma possono fare più di qualcosa… Ci vuole il coraggio di farlo: attualmente non è stato ancora modificato il regolamento e la previsione di tener lontani dai luoghi sensibili sale giochi e esercizi con slot e Vlt non è stata attuata. Dobbiamo anche dire che le politiche governative non hanno mai avuto l’onestà di ammettere che il gioco d’azzardo costituisce un enorme introito per lo Stato ed è per questo motivo che l’offerta non viene ridotta. Per me è inconcepibile vedere uno Stato che fa lucro sulle persone fragili; che da una parte offre un gioco ad elevata ed incontrollata dipendenza, e dall’altra stanzia una minima parte di quello che introita per curare e prevenire le patologie del gioco d’azzardo. Non ho nulla contro il gioco lecito, purché venga fatto in luoghi e condizioni controllati. Attualmente l’estrema capillarità con cui queste macchinette sono penetrate nel tessuto sociale, ha avuto effetti devastanti. Il bar è sempre stato il luogo della socialità, dell’incontro, del contatto umano e dell’amicizia: Questi giochi sono all’insegna dell’isolamento, della chiusura, di uno pseudo divertimento all’insegna della solitudine più profonda: tutto l’opposto di ciò che un bar rappresenta. In Europa e nel mondo non esistono bar come in Italia. E non esistono slot e Vlt sparse nei negozi così come avviene da noi. Sarebbe opportuno istituire luoghi ampi come ad esempio casinò, ed eliminare l’utilizzo di slot e Vlt da esercizi commerciali come tabaccherie, bar, piccole rivendite. Aver distribuito su piccoli esercizi commerciali presenti in modo molto capillare nel territorio queste macchinette, ha reso estremamente diffuso il loro uso e il loro abuso. Se invece i giochi leciti fossero tutti concentrati in luoghi come i casinò, si riuscirebbe ad effettuare un con-

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trollo maggiore e a limitare il problema che una estrema capillarità non controllata inevitabilmente comporta”. La lista “Siamo Latina”  invece schiera il civico  Antonio Bottoni, forte di una pluriennale esperienza di sindacalista e di dirigente in Prefettura, e con una missione specifica: far raggiungere a Latina “la designazione a Capitale Europea della Cultura per il 2032, cioè in concomitanza con il suo primo secolo di vita. È un obiettivo molto importante e molto impegnativo, ma che sono certo che sapremo raggiungere anche grazie alle mie esperienze passate ed ai miei master in Europrogettazione, politiche territoriali ed urbane. Sarà un obiettivo che consentirà di far arrivare a Latina investimenti, contributi e finanziamenti molto importanti per tutta una serie di opere pubbliche che dovremo realizzare (anche in project financing), tanto da far conoscere un notevole incremento dell’occupazione locale, nuovo benessere economico e sociale e nuovo piacere di abitare in un contesto gradevole e pienamente godibile, oltre che culturalmente ricco di proposte diversificate”. In questo “piano” c’è posto anche per la regolamentazione del gioco lasciata in sospeso. “Il gioco patologico costituisce già una delle peggiori cause di dipendenza, peraltro molto difficile da curare. Tra l’altro vi è da considerare che lo stesso Stato è parte integrante del problema, in quanto, grazie al gioco legale, incamera molti miliardi di euro l’anno, tuttavia, senza considerare, come accade per altre dipendenze, le spese che esse generano per cercare di limitarne l’impatto sociale e sanitario in genere, oltre che quello penale. Non so perché il comune di Latina non abbia portato a termine il progetto di redigere un regolamento a tal proposito, ma quello che è certo è che dovremo riprenderlo e terminarlo, con la collaborazione di tutti gli attori coinvolti, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione verso il problema, ma anche per attivare tutte le iniziative utili a far comprendere a tutti e, soprattutto, ai giovani ed alle casalinghe (considerati tra i soggetti maggiormente a rischio) i rischi del Gap, evidenziando loro le problematiche che esso provoca anche  in termini di nuovo e maggiore impoverimento soprattutto per le fasce di popolazione già povere, e per questo speranzose di poter trovare, grazie al gioco, una possibilità di risolvere i problemi economici che le affliggono”.

Gli outsider, i volti nuovi di Pordenone e Ravenna Fra i candidati alla tornata amministrativa di ottobre poi figurano una civica e un giovane politico: Anna Ciriani, in corsa per la carica di primo cittadino in quel di Pordenone, e Lorenzo Ferri, in lista a Ravenna. Ciriani, insegnante e primo nome della lista #AmiAmoPordenone, parte dall’amore per la propria città. “Io sono nata e cresciuta a Pordenone, qui vivono tutte le persone a cui sono più legata e mi sembrava giusto adoperarmi

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> per ricambiare quanto la città e le persone che amo mi hanno dato nel tempo. Ho creato una lista civica in pochi mesi, cercando, per quanto possibile, di dare soluzioni ai problemi e di garantire una qualità della vita migliore senza i dogmi e i precetti stretti della politica, ma con una visione più ampia e libera, apartitica e apolitica”. Il suo programma ruota intorno alla volontà di “dare un’assistenza sanitaria altamente efficiente e capillare, rilanciare il commercio con dei progetti e delle collaborazioni, il rispetto ambientale, l’innovazione, progetti per giovani, donne e anziani, la cultura, il turismo e gli eventi, progetti per i disabili. Abbiamo tenuto in considerazione anche chi non ha voce e va tutelato, come gli animali. Nel nostro programma niente e nessuno dovrà essere dimenticato! Le strategie sono tante: idee chiare, progetti concreti, intercettare i fondi e i finanziamenti, la riduzione dei tributi, fare rete, perché l’unione fa la forza, e infine cercare di essere molto diplomatici per ottenere risultati in Regione e stringere accordi e alleanze con i Comuni limitrofi”. Quanto al gioco, Ciriani ritiene che “ognuno sia libero di spendere il proprio denaro come preferisce, ma la ludopatia può diventare un problema serio che rovina irrimediabilmente la vita di una persona e spesso anche dei congiunti. Il gioco deve essere necessariamente regolamentato con maggiore attenzione, imponendo una deontologia ai gestori di queste attività che segnalino le persone che oltrepassano i limiti del vizio e vengono risucchiati nel vortice della dipendenza. Io non darei le licenze in modo indiscriminato per esercitare questo tipo di attività, ma le concederei a seguito di particolari garanzie e frequentazioni di corsi, imponendo dei limiti al gioco in base al reddito. Penso sia giusto prevedere dei centri di ascolto in collaborazione con le aziende sanitarie in modo che psicologi e assistenti sociali possano intervenire cercando di aiutare i giocatori patologici, grazie a dei progetti di prevenzione”. Da Ravenna a prendere posizione sul tema è Lorenzo Ferri, candidato sindaco per il Partito Comunista di Marco Rizzo, che, con i suoi 19 anni, è forse il più giovane aspirante d’Italia a questo ruolo. “Innanzitutto, come principio e in linea di massima, siamo contrari al gioco d’azzardo. Quantomeno nella misura in cui esso sia causato da una mancanza di prospettive da parte dei cittadini, e in particolare degli appartenenti alle classi popolari, all’interno della società. Nel momento in cui non è garantito un lavoro sicuro, stabile, adeguatamente retribuito ad esempio, a causa delle politiche portate avanti dai governi di destra e sinistra, allora c’è il rischio di cadere all’interno di una dipendenza simile. Al di là dei poteri che i Comuni hanno o no a riguardo, e senza alcuna questione morale, tentiamo di farne una analisi anche in questo caso ‘di classe’. Secondo noi, appunto, in una società socialista dove il necessario è garantito, anzi assicurato, dove si può avere un lavoro, una casa, si possono mandare a scuola i propri figli gratuitamente, oppure essere curati in ospedale se se ne ha bisogno a costo zero, il rischio di avere una LORENZO FERRI

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forte dipendenza che ti spinga a tentare la fortuna scialacquando ingenti somme, viene meno. Detto questo, siamo coscienti che nella società capitalista in cui viviamo il problema è reale e sociale. Oltre a limitare il più possibile questo tipo di giochi (come le slot nei bar), queste persone vanno aiutate in maniera professionale. Dunque, la limitazione di tali macchine va di pari passo con un investimento per la cura psicologica dei malati, portata avanti da strutture comunali”. Spostando il discorso sulla sua candidatura, Ferri ricorda di militare nel Partito Comunista da quando aveva 16 anni. “Ho seguito il processo di ricostruzione della federazione giovanile del Partito, e quando è arrivata la proposta da parte della Federazione di Ravenna ho accettato immediatamente. Sono cose che non si possono rifiutare. È un esperienza che mi porterò sicuramente dietro per tutta la vita, perché non capita tutti i giorni di poter concorrere ad un’elezione, per di più a questa età. La mia candidatura dimostra in ogni caso che per noi ‘largo ai giovani’ non è solo uno slogan, ma che abbiamo veramente intenzione di coinvolgerli appieno. Proviamo a lanciare questa provocazione che siamo sicuri darà i suoi frutti. E lo stiamo vedendo di giorno in giorno. Ascoltando la gente, parlando con loro, emerge sempre che anche chi non appoggia le nostre idee, apprezza comunque la scelta che il Partito ha fatto”. Ferri poi ci tiene a sottolineare che la sua “provocazione contiene però anche un forte punto politico. Nel solco della tradizione, tento di portare una spinta innovativa, ma tenendo la barra dritta su quelle che sono le nostre parole d’ordine, i nostri simboli e le nostre idee. Detto questo, la questione ambientale è importante, ma è una dei tanti temi per noi fondamentali. Partiamo dalla rottura del Patto di stabilità dell’Unione Europea che impedisce la libera spesa ai comuni, sostanzialmente aprendo la strada a privatizzazioni ed esternalizzazioni, poi redistribuzione della ricchezza attraverso una tassazione più equa e progressiva che vada ad attaccare i redditi altissimi. Centralità del lavoro con la sicurezza sui luoghi di lavoro e la tutela dei diritti di tutte e tutti. Temi attuali più che mai, visti i più di 500 morti sul lavoro da inizio anno e i tre in una settimana a Ravenna, e lo sblocco dei licenziamenti deciso dal premier Draghi e avallato dai sindacati concertativi.  Diritti sociali, sanità e istruzione pubbliche e accessibili a tutti. Questione casa. Sport popolare, affinché non si parli solo di grandi club e sponsor, ma ci si occupi soprattutto della salute dei cittadini. Esproprio in linea con la nostra Costituzione dei terreni e stabili abbandonati della Darsena, per una vera riqualificazione per la collettività (luoghi di incontro, aree verdi, una biblioteca, piccoli locali da dare in gestione a giovani). A detta di molti, il nostro programma è il più interessante, il più attuabile, il più giusto e necessario. Lo sarà sicuramente anche per gli elettori ravennati”.


politica focus

PH. MICHAL MROZEK, UNSPLASH

Prima conoscere poi riformare

Andrea Alemanno, principal di Ipsos Strategy3, illustra gli sviluppi del Primo Rapporto di ricerca sul settore del gioco in Italia curato insieme con la Luiss Business School, che verrà approfondito nel 2022 e che può essere un’importante “base” per il riordino nazionale del settore

Se

le intenzioni e gli auspici di Governo e Agenzia delle dogane e dei monopoli si tramuteranno in atti concreti, il settore del gioco pubblico potrà finalmente contare sul riordino nazionale, atteso almeno dal 2017 – anno al quale risale l’ormai famigerata “Intesa” in Conferenza unificata Stato Regioni – e necessario per superare la dannosa questione territoriale e creare le basi per i bandi per le concessioni. Ma non ci potrà essere un riordino davvero valido senza una conoscenza approfondita del comparto e dei suoi innumerevoli risvolti, dal suo contributo al Prodotto interno lordo – pari all’1 percento – al suo ruolo di presidio contro l’illegalità, senza dimenticare l’importanza della prevenzione di quello “patologico”. Per avere un quadro definito il più possibile di questa industria, perché di industria – con una sua articolata filiera - si tratta, è quindi necessario portare avanti degli studi su di essa, come il primo Rapporto di ricerca sul settore del gioco in Italia curato da Luiss Business School e Ipsos, presentato nelle sue parti preliminari lo scorso luglio, ma che poi si amplierà nel 2022. Come spiega Andrea Alemanno, principal di Ipsos Strategy3, facendo il punto sui risultati fin qui raggiunti e sulle prospettive per l’immediato futuro. Quali sono i risultati principali della ricerca che avete svolto? “La ricerca sul gioco legale e illegale in Italia ha evidenziato diversi risultati che visti nel loro complesso aiutano ad avere un quadro della situazione del mercato e dell’industria del gioco in

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di Francesca Mancosu

Italia. La ricerca, in partnership con Luiss Business School, è una prima parte di uno studio ampio, che durerà alcuni anni, mettendo a fuoco vari aspetti del mondo del gioco e delle professionalità coinvolte. Intanto ci tengo a sottolineare alcuni elementi metodologici. La ricerca fa tesoro dell’esperienza nel settore di Ipsos e di Luiss Business School, e per la prima volta affronta il settore del gioco in modo olistico, ponendosi il problema della convivenza nel Paese, e spesso nello stesso giocatore, di un gioco legale e illegale. Per comprendere meglio queste dinamiche abbiamo prima realizzato delle interviste e dei focus groups, condotti con metodo motivazionale- qualitativo da psicologi e sociologi, per comprendere bene gli approcci al gioco, le terminologie, e avere una prima identificazione dello spazio occupato dal gioco illegale. Successivamente sono state realizzate oltre 3.000 interviste a popolazione maggiorenne, per stimare i principali fenomeni e comprendere bene le determinanti dei comportamenti illegali. Il campione è molto ampio e offre quindi la possibilità di analizzare i dati per sesso ed età, livello di istruzione, reddito, condizione professionale e territorio, offrendo uno spaccato dei risultati regione per regione. Questo ha permesso di avere una formidabile base informativa, che si lega con la raccolta di dati ufficiali realizzata da Luiss Business School. Volendo sintetizzare i macro-risultati, possiamo dire che il gioco in Italia è molto diffuso, se consideriamo i numerosi giocatori saltuari: due maggiorenni italiani su tre giocano almeno una volta all’anno, per un totale di oltre 31 milioni di individui. I giocatori sono in prevalenza giocatori fisici; per quanto il gioco online sia un po’ cresciuto durante il periodo di lockdown (come tutti gli acquisti online, del resto), più del 60 percento dei giocatori non gioca online, poco


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più del 30 percento gioca sia online sia offline, e solo un 5 percento gioca prevalentemente online. Si gioca ovviamente per vincere denaro, ma anche per sfida verso la sorte o delle proprie abilità, vere o presunte che siano, e per divertirsi: è un piccolo svago, un piccolo sogno che ci si può permettere con facilità, per sognare un po’. Che presenta delle insidie: 4,4 milioni di giocatori italiani negli ultimi 12 mesi hanno praticato il gioco illegale per canali o modalità di gioco, non necessariamente in modo consapevole”. Uno dei dati più interessanti che emerge dalla vostra ricerca è quello secondo cui la metà dei giocatori illegali non ne è consapevole. Quali sono i motivi e come si potrebbe rimediare per invertire o almeno ridurre questo trend? “Questo effettivamente è un elemento che sorprende e deve far riflettere. Se volessimo vedere il bicchiere mezzo pieno, potremmo dire che questi giocatori ‘illegali’, con un po’ di buona e ferma volontà nell’affrontare il problema, potrebbero essere facilmente ricondotti all’alveo della legalità. Volendolo vedere ‘mezzo vuoto’, è purtroppo troppo facile alimentare il mercato del gioco illegale inconsapevolmente, senza rendersene conto. Il fenomeno dell’illegalità inconsapevole ha diverse dinamiche, assai diverse tra online e offline. Ma ha un comune denominatore: la scarsa consapevolezza di norme e la bassa dimestichezza con gli elementi che consentono di capire velocemente di chi fidarsi. Online si gioca su siti non regolari, esteri, di dubbia provenienza, spesso su segnalazione di conoscenti o di suggerimenti di altri giocatori. Il giocatore ricerca un nome, un ‘brand’ che è stato consigliato, senza porsi il problema della sua legalità, sia perché si fida di chi lo ha consigliato, sia perché non saprebbe cosa fare per verificare il rispetto delle norme: i loghi della legalità sono poco noti. Il giocatore offline si fa personalmente coinvolgere da persone che conosce, del territorio, senza comprendere fino in fondo che quello che sembra un gioco innocente è in realtà illegale e alimenta spesso traffici illeciti. Infatti abbiamo scoperto che molti giocatori illegali sono contrari al gioco illegale! Pensano sia diffuso, e sia un problema, senza capire di farne parte. I limiti imposti alla possibilità delle aziende concessionarie di gioco di sostenere la propria offerta legale, il proprio brand quale elemento di garanzia, non aiutano ad arginare il problema. Spesso ci si dimentica che la pubblicità ha anche un ruolo informativo”. Qual è l’identikit del giocatore tipo, e quale quello del giocatore illegale? “L’identikit del giocatore tipo è assai facile, è molto simile all’italiano medio, con i suoi pregi e i suoi difetti. Del resto, due italiani su tre giocano. Notiamo solo una lieve prevalenza maschile (53 percento dei giocatori sono maschi, mentre gli adulti maschi sono circa il 48 percento della popolazione). Appare invece per certi versi contro-intuitivo l’identikit del giocatore illegale, concentrandoci su quello consapevole di farlo, non quello che gioca illegalmente senza saperlo. Se siamo intuitivamente portati a pensarlo come un soggetto appartato dalla società, deviante, marginale, questa descrizione è vera solo per una piccolissima parte di essi. La mag-

gior parte dei giocatori illegali è pienamente inserito nella società, anzi potremmo dire che sia attivo culturalmente e socialmente. In media è più benestante e istruito dell’italiano tipo. È in prevalenza uomo (71 percento), abbastanza giovane (41 anni di media, verso i 47 anni del giocatore), lavora, ha figli, legge più della media e frequenta eventi culturali assai più dell’italiano tipo. È una persona che ama gli stimoli, e tra questi ama il rischio, giocare per lui è fondamentalmente divertimento. Giocare illegalmente gli procura un brivido in più, che si aggiunge a quello del gioco in sé, anche perché il rischio di essere scoperti è ritenuto basso. Ritiene di poter ambire a vincite più alte, perché si rende conto che il fisco ha una fetta della torta: anche in questo caso vive l’illegalità con leggerezza, come chi non si fa rilasciare la fattura dall’idraulico a fronte di uno sconto. E sottostima i rischi, dalla criminalità all’usura, dal gioco eccessivo ai problemi legali. Una persona quindi bene inserita, che da una parte ama il rischio, e dall’altra lo vede meno. Però il suo livello culturale e socio-economico dovrebbero renderlo permeabile a una informazione rigorosa, basata sui fatti, e a una maggiore enfasi sui rischi dei controlli e le conseguenze legali e sociali legate a comportamenti di gioco illeciti”. Ai primi di luglio avete presentato “i risultati preliminari” dello studio. Come procederà adesso la ricerca? Quali saranno le prossime fasi? “Lo studio prevede un approfondimento sui principali stakeholder dell’industria del gioco legale, dalle società concessionarie ai distributori: bar-tabacchi, ricevitorie… ossia tutti coloro che sono in prima linea nel proporre il gioco legale. Sono comunque ricerche ipotizzate nel 2022, per ora lavoreremo sui dati in nostro possesso, spremendoli un po’ per vedere quali altri fenomeni potrebbero raccontare”. La vostra ricerca offre una fotografia chiara sulla rilevanza nel prevenire i rischi connessi allo sviluppo dei canali illegali ed evidenzia la necessità, sempre più stringente, di una riforma che possa garantire la sicurezza dei consumatori e il futuro degli operatori. In che modo l’Ipsos e studi come questo posso contribuire a elaborare questa riforma? “Ipsos è uno dei principali istituti di ricerca nel mondo, e spesso è chiamato a fornire informazioni ai policy makers ed agli attori di un settore economico, per aiutarli a trovare soluzioni basate sui fatti, non solo sulle teorie. Del resto Ipsos nasce dal motto latino ‘ipso facto’! Il mondo del gioco negli anni è cambiato, e cambierà ancora sulla spinta delle preferenze dei giocatori, della tecnologia e dell’offerta. I fenomeni che abbiamo evidenziato con questo studio consentono di iniziare ad elaborare strategie di riduzione dell’illegalità nel gioco, che dovrebbero idealmente coinvolgere tutti gli attori dell’industria (il regolatore, le concessionarie, la distribuzione) e tutti gli stakeholder interessati: dalle amministrazioni locali alle associazioni di consumatori. L’interesse che abbiamo visto nascere rispetto al nostro lavoro ci fa ben sperare, e sottolinea come l’intuizione di Luiss Business School di affrontare in modo scientifico i mercati regolamentati, e tra questi il gioco, sia lungimirante. E siamo contenti, e fieri, che Ipsos sia parte di questo viaggio”.

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P H . A N I K E T B H AT TA C H A RYA , U N S P L A S H

PRIMAVERA RIMANDATA Tradizionalmente conosciuta come Enada Primavera, la fiera del gioco pubblico di Rimini slitta anche quest’anno in autunno a causa della pandemia che la vede decimata, ma comunque viva. E sarà l’unico appuntamento italiano “in presenza” per il mondo del gaming nel 2021. Un motivo in più per esserci, come spiegano i promotori.

È

una primavera che tarda ad arrivare, per il comparto del gioco pubblico italiano. Dopo mesi (e, ormai, si parla quasi di anni) trascorsi alle prese con la pandemia e con l’emergenza sanitaria più in generale che è finita col sommarsi alle già tante problematiche che affliggono da tempo il settore, fornendo un mix micidiale in grado di scaturire una crisi assolutamente senza precedenti. È in questo clima, tutt’altro che piacevole, che si inserisce quest’anno la fiera del settore: quella che tutti conoscevano come Enada Primavera, tenendo conto della sua abituale collocazione nel mese di marzo di ogni anno, e che anche questa volta, proprio come un anno fa, è finita con lo slittare a ridosso dell’autunno. Segno evidente che anche per la fiera non si tratta di una bella stagione, come accade un po’ in tutti i settori; e in quello del gioco, come detto, anche in modo più accentuato. Eppure il settore è ancora vivo e desideroso di riconquistare quella normalità perduta che continua a sfuggire: motivo per il quale Enada non ha mai pensato di saltare un turno, come accaduto ad altri eventi, provando a dare un segnale di resilienza e non solo di speranza all’industria, provando a favorire la ripartenza. Con questi presupposti è stata quindi organizzata la 33esima edizione dell’Enada di Rimini, in programma dal 21 al 23 settembre, con gli organizzatori di Italian Exhibition Group che hanno avviato da tempo la macchina organizzativa, volendo proporre il primo momento di confronto “fisico” per le filiere interessate alla riapertura di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, dopo la ripartenza degli eventi stabilita dal governo a partire dallo scorso luglio. Enada,

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di Alessio Crisantemi

peraltro, sarà il primo e unico evento “live” nel 2021, per quanto riguarda il B2B per il mondo del gaming e dell’amusement. Proponendo l’evento, realizzato in collaborazione con l’associazione di categoria Sapar, come la prima vera occasione per fare il punto sul necessario rilancio del settore e un momento di incontro per gli operatori in cerca di relazioni, idee, servizi e prodotti. Gli organizzatori di Ieg si dicono convinti che l’appuntamento riminese sarà centrale per il business di tutta la filiera, come confermano la grande voglia di ritrovarsi dal vivo e confrontarsi da parte degli operatori e il ruolo storico, e al contempo attuale, rappresentato dallo strumento fiera che, pur con l’integrazione di moderni strumenti digitali, riconferma il valore delle relazioni personali. Dello stesso avviso anche il presidente di Sapar, Domenico Distante, che spiega le ragioni che hanno spinto verso la riconferma dell’evento e il senso che si intende dare a questa edizione della manifestazione. “Il momento è sicuramente di estrema difficoltà e incertezza per il settore – afferma - ma proprio per questo è necessario ripartire, provando a gettare il cuore oltre l’ostacolo e dare un senso agli sforzi, enormi, che stanno facendo gli addetti ai lavori e le aziende che lavorano nel comparto per rimanere sul mercato. Siamo pienamente consapevoli di quanto sia difficile per un’azienda partecipare a una fiera in questa situazione e anche per questo è da ritenere encomiabile l’impegno e la tenacia di quelle realtà che hanno deciso di aderire a questa edizione di Enada, che vuole rappresentare proprio il punto di vera ripartenza del settore. Ed è così che deve essere considerata. Anche per questo auspichiamo che ci sia una forte partecipazione da parte degli addetti ai lavori che non aspettano altro di poter tornare a lavorare a pieno ritmo”.

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politica SPECIALE

> Secondo il numero uno dell’associazione dei gestori, dunque, sarà importante esserci, a Enada, ora più che mai: riuscendo a guardare con positività all’evento, nonostante la sua edizione inevitabilmente ridotta: “Mi aspetto anche quest’anno una risposta positiva da parte del settore. Sono infatti convinto che la presenza sia sempre fondamentale per un’industria che voglia proporsi nel migliore dei modi e che chiede dignità e attenzione da parte della politica, come stiamo chiedendo noi in questo momento, cercando un continuo confronto e dialogo con l’amministrazione e con il Governo, tenendo conto del percorso di riforma che deve essere avviato – e con urgenza – per risollevare il settore anche alle luce delle mutate condizioni dovute alla pandemia”. Secondo Distante, i temi da affrontare e che saranno al centro dell’attenzione durante la fiera, sono purtroppo gli stessi da qualche mese a questa parte: “Le priorità del momento è diventata la certezza del lavoro, visto che in seguito all’emergenza sanitaria non è più nemmeno sicuro di poter continuare con la propria attività per molte imprese. In un settore che, oltre alla pandemia, sconta una serie di altri problemi che si sommano all’emergenza di questo momento: dobbiamo risolvere il problema delle banche, per garantire la continuità e la sopravvivenza di molte imprese e dobbiamo soprattutto intervenire sulla gestione del territorio. In attesa di un Testo unico e, soprattutto, di un riordino generale del comparto che gli ultimi governi hanno soltanto promesso, ma non attuato”. E se la fiera è slittata in autunno, è finita col coincidere anche con l’avvio dei lavori della prossima legge di bilancio, per una coincidenza che certo non sfugge al presidente di Sapar. “Quest’anno la fiera arriverà a ridosso dell’avvio dei

lavori di stesura della prossima Manovra e sarà quindi un momento importante e delicato per il nostro settore, in cui ci giochiamo probabilmente il futuro. Stiamo vedendo un grande lavoro da parte dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, che attraverso il direttore generale, Marcello Minenna, si sta occupando di tutte le questioni centrali per il comparto, ma ora attendiamo risposte concrete da parte del ministero dell’Economia, visto che non è ancora chiaro quale potrà essere l’approccio del nuovo Governo nei confronti del settore”. Tra i settori che verranno messi in risalto a Enada c’è anche quello dell’amusement, cioè il puro intrattenimento, che è da sempre uno dei punti centrali della fiera. Anche se, in queste ultime edizioni ridotte, è quasi scomparso dalle scene. Ma continua a svolgere un ruolo centrale, assicura Distante. “Il settore dell’amusement è un altro segmento importante del gioco che chiede e merita risposte. Ne abbiamo avute alcune da parte dell’amministrazione, in seguito a un processo di revisione delle norme dove siamo stati parte attiva, interagendo costantemente con Adm per fare in modo che le nuove regole possano essere introdotte in modo sostenibile per le imprese e per l’intero comparto, provando a facilitarlo per garantirne la sopravvivenza ed evitando di comprometterne l’esistenza, come potrebbe accadere attraverso un’interpretazione troppo rigida delle norme. Per fortuna – conclude – stiamo avendo risposte convincenti da parte dell’amministrazione e stiamo collaborando con l’intero filiera per individuare soluzioni sostenibili, per tutti”. E chissà se la fiera non riuscirà a favorire una sintesi sui tanti temi caldi di questa fine estate decisamente “bollente” per la filiera.

IN PRESENZA E IN SICUREZZA In un periodo ancora segnato dalla presenza del virus, gli organizzatori di Enada hanno studiato un protocollo di gestione degli spazi in modo da non lasciare nulla al caso e di garantire la massima sicurezza e comfort per tutti i visitatori, ma anche per gli espositori e il personale impegnato durante la manifestazione. A partire dallo studio del layout espositivo, che prevede l’ingresso Sud che darà diretto accesso alla Vision Arena, teatro ideale per i convegni, organizzati in presenza (ma che verranno anche trasmessi in streaming) con un programma in via di aggiornamento. Al centro le tematiche di attualità del settore, con l’analisi degli scenari futuri e un primo bilancio della stagione estiva, con la possibilità di delineare le nuove dinamiche post Covid del mercato. Ma non solo. Con il green pass necessario per accedere alla CORRADO PERABONI

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fiera e il nuovo servizio “Safe travel” per la mobilità internazionale e sicura dei clienti organizzato con lo Studio Arletti&Partners. Italian Exhibition Group, dopo aver messo a punto per prima in Italia il protocollo “Safe business” ad aprile 2020 e avervi dato seguito con numerose iniziative mirate alla sicurezza sanitaria, ha aggiunto ulteriori elementi per garantire persone e aziende presenti in fiera. “L’obiettivo - spiega l’Ad di Ieg Corrado Peraboni - è garantire ai nostri espositori/visitatori padiglioni Covid free, un luogo dove l’unica preoccupazione di chi vi accede deve essere quella di fare business. La richiesta di questa misura ci arriva in modo forte dalle aziende, specie quelle multinazionali, che intendono garantire la massima sicurezza ai propri collaboratori che frequenteranno le fiere dopo la riapertura di settembre. Non è un caso che il green pass sia previsto come requisito dalla grandissima maggioranza degli organizzatori fieristici europei.”


SPECIALE

Play’n GO Un metro sopra il cielo La creazione di una cultura della qualità in ogni aspetto dello sviluppo dei giochi online crea un portafoglio avvincente di titoli su cui possono fare affidamento sia gli operatori che i giocatori.

“In

questa epoca di qualità e innovazione, la ricerca della cosa migliore è in prima linea in tutto ciò che facciamo. Per non parlare dello sviluppo di relazioni con nuovi mercati. Ma è altrettanto importante, se non di più, assicurarsi che anche quelli sviluppati ricevano l’attenzione che meritano”. Questa la ricetta del successo illustrata da Charlotte Miliziano, head of games di Play’n GO, software house che punta a “rafforzare la nostra presenza sul mercato in uno dei mercati regolamentati più maturi d’Europa, l’Italia”. Secondo Miliziano “l’Italia, sebbene matura, è ancora una giurisdizione molto eccitante e stimolante per Play’n GO, oltre che molto importante. Come in molte altre giurisdizioni, la pandemia ha accelerato un passaggio che molti giocatori italiani probabilmente avrebbero fatto alla fine, dal gioco terrestre a quello online. E coloro che passano al gioco online stanno fornendo un ricco flusso di dati a operatori e fornitori che alcuni stanno iniziando a utilizzare per guidare lo sviluppo delle loro strategie”. Questo “è certamente vero per me, che sono head of games di Play’n GO. Trascorro una parte significativa del mio tempo esaminando da vicino i dati delle singole giurisdizioni, come l’Italia, per

comprendere meglio i giocatori e le loro preferenze e scoprire cosa funziona ora e cosa potrebbe funzionare in futuro. Dovremmo introdurre un’altra Grid Slot? Altri titoli in una serie come Egypt o Vikings? Titoli Dynamic Payways per aumentare l’eccitazione sui rulli per il giocatore? Queste sono domande critiche”. E per rispondere, Miliziano porta qualche esempio. “Prendiamo Dynamic Payways. Queste caratteristiche innovative si stanno rivelando apprezzate dai giocatori di tutto il mondo. Funziona moltiplicando le linee di pagamento attive per creare più modi in cui il giocatore può vincere. Questi multipli a volte possono essere dell’ordine di centinaia di migliaia, aggiungendo una nuova dimensione al gioco e creando più entusiasmo per il giocatore. Ma non si tratta solo di collegare una meccanica a un gioco. I giocatori vedono dritto attraverso questo collegamento. Dobbiamo prendere in considerazione il gameplay, il concetto del gioco e i giocatori stessi per assicurarci che le nuove funzionalità diano valore al gioco”. Qual è il riscontro, da parte dei giocatori italiani, delle vostre serie di giochi? “Li adorano. Che si tratti della nostra serie Norse Mythology o Arthurian Legend, i nostri scrittori e designer trasformano ogni elemento per garantire che le narrazioni e gli effetti audiovisivi siano fedeli alle loro origini. La nostra serie Dead in cima alle classifiche vede una nuova uscita questo settembre, Ghost of Dead. I giocatori saranno in grado di individuare le consistenze dei giochi precedenti. Questa attenzione ai dettagli

è fondamentale: ecco perché i giocatori continuano a tornare sui nostri titoli”. Certo, “sappiamo che non esiste una formula di successo”, ma “la dedizione alla qualità influenza il successo dei titoli che pubblichiamo, che includano o meno una nuova funzionalità innovativa. Ogni gioco è trattato come individuale. È un equilibrio tra innovazione per mantenere i giocatori coinvolti, abbinati a una qualità premium e, a loro volta, la familiarità e la coerenza sono fondamentali per creare una serie affidabile di titoli su cui i giocatori possono fare affidamento”.

Obiettivo divertimento Attualmente Play’n GO tra i più grandi fornitori di intrattenimento di gioco, producendo oltre 60 titoli premium l’anno. L’obiettivo è semplice: intrattenere e ispirare divertimento, attraverso la cura di un portafoglio di giochi pluripremiati e su misura per la compatibilità con tutti i dispositivi e i sistemi operativi attraverso i suoi strumenti di gestione dei giochi di back-office leader del settore e la soluzione di gioco basata su server, OMNY

Comunicazione “business to business” a finalità imprenditoriale, commerciale o professionale, ai sensi delle Linee Guida AgCom (Delibera n.132/19/Cons.).

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SPECIALE

Bmm Testlabs Le vecchie e nuove sfide del gioco sicuro

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ANDREA ZANETTINI

ipartenza in sicurezza, e non solo dal punto di vista sanitario, ma anche sotto quello della certificazione dei prodotti di gioco. E quando si parla di gioco “certificato”, non si può non parlare di Bmm Testlabs, laboratorio da tempo attivo in Italia e più che mai focalizzato su questo mercato. “Il gioco terrestre viene da un lungo periodo di chiusure e posticipazioni di attività produttive e di sviluppo contenuti e nuove tecnologie”, spiega Andrea Zanettini, head of land based sales Eursam di Bmm. “È innegabile che ci troviamo nel periodo più buio della storia recente, non solo per quanto riguarda il settore del gioco, ma sicuramente esso ha risentito più di altri in termini di entrare, di pianificazione e di prospettive. Nonostante questo gli operatori e i fornitori di contenuti

lavorano costantemente per presentare nuovi prodotti mentre gli addetti alla filiera possono nuovamente lavorare con responsabilità e grande attenzione al cliente. Bmm fa parte di questo grande sforzo di rinascita supportando a 360 gradi il settore del gioco italiano, Vlt, Awpr, comma 7. Inoltre, anche le richieste online sono aumentate esponenzialmente facendo registrare numeri davvero interessanti e molte aziende si sono spinte verso la digitalizzazione dei loro prodotti e lo sviluppo di nuovi mercati”. Non solo mercati, ma anche settori su cui puntare... “Un punto sul quale vorremmo spendere alcune parole è la nostra divisione di cybersecurity. I numeri sono davvero preoccupanti, così come abbiamo assistito a una crescita esponenziale del settore

del gioco digitale, ahimè sono quantuplicati gli attacchi cibernetici, che non risparmiano nessuno. Con BigCyber e i suoi partner d’eccellenza, Bmm offre soluzioni ad hoc per aiutare il settore del gioco, e non solo, a proteggere i propri asset”. Quali sono i punti di forza e distintivi di Bmm? “Bmm offre tutti gli elementi essenziali affichè il cliente possa certificare i propri prodotti rispondendo al sempre più pressante time to market. Tuttavia, credo che l’elemento che contraddistingue Bmm dalla concorrenza, sia il servivio al cliente durante l’intero proceso di certificazione. Crediamo fortemente nell’unicità del cliente. Cerchiamo sempre di capire i bisogni di ognuno sposandone le esigenze. Bmm crea partnership, vedere crescere i nostri clienti è la nostra più grande soddisfazione”.

Evoplay Star Guardians, il futuro arriva nel 2021

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preannuncia come il più grande gioco della sua storia ed è atteso per ottobre. Il mese prossimo, dunque, lo sviluppatore di giochi online Evoplay lancerà Star Guardians, un’avventura a tema fantascientifico che prevede una giocabilità davvero coinvolgente e fuori dal mondo! In Star Guardians, che mette i giocatori nel bel mezzo dell’azione mentre tre eroi affrontano sciami di alieni, i casinò online faranno un enorme passo avanti verso il futuro dell’iGaming. Infatti, nei videogiochi i personaggi sono il cuore pulsante di un gioco. Determinano cosa e come può essere fatto. Ma nel gioco online tradizionalmente questo ha poca rilevanza. Finora. Personaggi coinvolgenti sono sempre stati una componente chiave nel gioco, e in quello online aggiungono un nuovo livello di divertimento. Ma cosa accadrebbe se quei personaggi avessero un ruolo

ancora più grande da interpretare? È quanto accade con Star Guardians, un nuovo fantastico titolo grazie al quale gli operatori possono acquisire rapidamente giocatori. Presto, con Star Guardians, saranno in grado di fidelizzarli anche con una giocabilità fuori dal mondo. Splendidamente reso dal team di progettazione di Evoplay, Star Guardians è stato realizzato come tutti i suoi giochi - pronto per il mobile. Ciò significa che i giocatori hanno un universo completamente nuovo da portare con sé, dove e quando vogliono. Star Guardians è forse il primo gioco a creare un vero collegamento tra gaming e iGaming. E questo significa aprire il mondo dei casinò online a decine di milioni di nuovi giocatori. La fidelizzazione dei giocatori all’interno di un gioco specifico non riguarda solo le probabilità di vincita. In ballo ci sono anche

componenti come le ragioni per giocare, il contesto, con funzionalità integrate. In Star Guardians questo contesto si riferisce a una caratteristica di gioco unica nel suo genere che Evoplay rivelerà presto. Star Guardians dà il controllo al giocatore, che può salvare la galassia. E questo gioco reca la firma di Evoplay, che è sinonimo di intrattenimento di nuova generazione. Con oltre 100 titoli di giochi online, un design all’avanguardia e animazioni sbalorditive, è divertimento a livello di console, senza la console. Ossia, il futuro del gioco online, oggi.

Comunicazione “business to business” a finalità imprenditoriale, commerciale o professionale, ai sensi delle Linee Guida AgCom (Delibera n.132/19/Cons.).

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COVER STORY

Altenar punta forte sul mercato del betting d’Italia

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LEDRITTE DELMAESTRO

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GIOCARE GIO CONGUSTO PAROLADI COLLOVATI

TORNEANDO

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NUOVE TENDENZE

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GIOCO &ARTE

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Da

diversi anni protagonista nell’industria del gioco italiana e da molte edizioni presente a Enada e a tutti gli eventi fieristici ed espositivi a livello internazionale, Altenar, sportbook software e service provider leader nel betting, scommette fortissimo sul mercato italiano. Una delle dimostrazioni di questo boost sulla nostra industria delle scommesse sportive è proprio la partecipazione all’edizione della nota fiera riminese in programma dal 21 al 23 settembre prossimi. “La nostra presenza a Enada non è mai mancata ma parteciperemo con uno stand fisico per la prima volta in

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DOMENICO MAZZOLA

Il software e service provider dedicato esclusivamente al betting tra l’America Latina e l’Europa punta forte sulla nostra industria e sarà presente per la prima volta con uno stand a Enada Rimini

partnership con il gruppo partner Octavian”, Domenico Mazzola, direttore commerciale della società fa così il punto della situazione. “Perché una presenza fisica alla fiera? Vogliamo lanciare la nostra nuova versione del prodotto di scommesse sportive per il mercato italiano e che utilizzano già molti operatori a livello internazionale. Durante Enada entreremo in fase di test per poi iniziare a raccogliere gioco con il primo operatore tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022”. Per Altenar è fondamentale promuovere il lancio del nuovo prodotto: “Vogliamo mostrare agli operatori le funzionalità aggiuntive della nostra piattaforma che aumentano le possibilità di lavoro nel mercato delle scommesse italiano. Grazie ai nuovi sistemi possiamo andare a cambiare le quote e i margini per skin differenti che aderiranno al servizio. Il sistema, inoltre può gestire feed tra fonti diverse e, insieme a Betradar, integreremo anche Betgenius. Accanto alle nuove funzioni dobbiamo sottolineare un’aumentata stabilità del sistema in generale e altre funzioni che innalzeranno notevolmente il livello di usabilità e della velocità e affabilità del prodotto”.


COVER STORY ALTENAR

La caratteristica principale e distintiva di Altenar è quella di dare ad ogni singolo operatore che utilizza la piattaforma in questione la possibilitàdi avere quote diverse per aumentare la customizzazione dello scommettitore non solo a livello grafico ma anche di prodotto e di price. “Inoltre, è possibile anche creare delle scommesse personalizzate e dedicate per la propria skin, ovviamente previa autorizzazione dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli per differenziare ulteriormente il prodotto per ogni singolo operatore”, prosegue Mazzola. Come abbiamo evidenziato nell’incipit, Altenar è un’azienda dedicata esclusivamente al verticale del betting: “Uno dei nostri plus è avere una struttura che conta 210 dipendenti e che è in continua espansione e dedicata esclusivamente allo sviluppo delle scommesse sportive - spiega ancora il direttore commerciale di Altenar a differenza di altre società che lavorano su più verticali di gioco. Avere questo tipo di sistema rappresenta un enorme valore aggiunto per gli operatori che decidono di lavorare con noi”. La copertura di Altenar a livello internazionale è ormai totale tra i mercati Latam e Europa. Perché proprio questo nuovo push sul nostro Paese? “Sicuramente il mercato italiano è uno dei più ‘antichi’ e storicamente più importanti a livello europeo - analizza Mazzola - la struttura tecnica che attualmente gestisce le comunicazioni tra concessionari e Adm potrebbe prevedere una maggiore flessibilità per l’implementazione di nuove funzionalità di prodotti e sotto prodotti. L’esempio è sempre quello del cash out che sarebbe dovuto uscire qualche tempo fa ma che è ancora fermo nel cassetto. O l’annullamento di giocate sbagliate che in Italia non è ancora attivo rispetto ad altri paesi. Se agli operatori legali diamo gli stessi strumenti di quelli senza licenza potremmo azzerare la necessità dei players di rivolgersi altrove”. L’altra buona notizia è che Altenar sta espandendo no-

tevolmente il team per il mercato italiano: “Ci saranno nuove figure e professionalità che supporteranno il team esistente a livello normativo e di prodotto specificatamente per questa industria”, spiega sempre il manager della società. “L’obiettivo è quello di fornire una ulteriore spinta dell’azienda per andare a consolidare ed espandere uno dei mercati più importanti a livello europeo. Per noi le revenue che arrivano dal mercato italiano sono marginali ma c’è volontà da parte dell’azienda di incrementare la presenza di prodotto e di risorse su questo mercato”, spiegano da Altenar. Parola d’ordine mobile: ecco la nuova app nativa

Che ormai il gioco mobile stia mettendo la freccia su tutte le altre modalità di raccolta è ormai un dato acclarato. Altenar sta rendendo disponibile per i propri clienti la nuova app nativa per sistemi iOs e Android da allegare al pacchetto di servizi di betting e informatici già molto ricco e performante. I siti sono già fruibili da mobile ma l’app nativa aggiunge tanti altri servizi per la raccolta e la fidelizzazione dei players come la push notification e tanti altri plus. Anche la app sarà indipendente per adattarsi alle caratteristiche tecniche dei singoli operatori. Due nuovi concessionari in arrivo in Italia e l’espansione continua

A fronte di questo sforzo sul mercato italiano, Altenar annuncia il lavoro sul lancio di due nuovi concessionari che, per ora, rimangono segreti anche se uno dei due è una realtà affermata a livello internazionale e sul mercato italiano mentre l’altro è un brand già molto presente a livello landbased sempre sul mercato italiano che è pronta allo sbarco sul mercato online col prodotto Altenar sulle scommesse sportive. Il provide di betting in questione è in costante crescita e, mentre scriviamo, la società ha già chiuso il doppio degli accordi commerciali rispetto al 2020 . Per questo la previsione per il 2022 è di grande crescita su diversi mercati. Dove è presente Altenar? Ragionando per macro aree, ormai la copertura in Europa e in Sud America è pressoché totale con pochissime regioni scoperte dal più popolare servizio di betting a livello internazionale. “Avere una grossa esperienza su più mercati ci rende più snelli e reattivi rispetto ai cambiamenti e alle soluzioni che dobbiamo adottare sui vari mercati”, conclude Domenico Mazzola, direttore commerciale della società.

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inchiesta eventi

PRONTI A RICONNETTERE IL SETTORE! Fra i primi eventi del settore del gaming di nuovo “in presenza” nel 2021 ci saranno iGb Live! e iGb Affiliate Amsterdam, in calendario dal 28 settembre al 1° ottobre di Francesca Mancosu

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opo le varie ondate di Covid succedutesi fra il 2020 e il 2021, con la chiusura delle attività terrestri e lo stop alle fiere di settore in location “fisiche”, in questa fine d’anno il gioco prova a riprendersi un po’ di normalità. E lo fa organizzando di nuovo alcuni appuntamenti “in presenza”, dopo tanti mesi, come iGb Live! e iGb Affiliate Amsterdam. Ad anticiparne modalità e tempistiche è Naomi Barton, portfolio director di Clarion Gaming. “Siamo ovviamente onorati di essere fra i primi eventi del settore dei giochi del 2021 e il team ha lavorato molto duramente per garantire che iGb Live! E iGb Affiliate Amsterdam siano entrambi memorabili e significativi con caratteristiche di spettacolo nuove di zecca e contenuti incentrati sul business. L’ iGb Slots Lounge comprenderà un mercato centrale con operatori, studi di giochi nuovi e consolidati, aggregatori e piattaforme, nonché affiliati. Le tendenze chiave che verranno esplorate includono l’evoluzione dei giochi di slot ibridi che uniscono abilità e possibilità come strategia per coinvolgere le nuove generazioni di giocatori più giovani, compresi quelli che giocano in gruppo. Oltre alla Slots Lounge, i delegati avranno anche accesso all’ iGb eSports Streamer Cube, che mostrerà il ruolo fondamentale svolto dagli streamer nel settore delle scommesse eSport di affiliazione e principale. Il proNAOMI BARTON

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gramma Match!/ Vip è un’altra iniziativa che è stata sviluppata per mettere in contatto gli acquirenti con i venditori/fornitori giusti con i venditori/fornitori giusti in un ambiente live e al fine di facilitare il networking aziendale produttivo. È una proposta interessante, i nostri visitatori non ne vedono l’ora”. Come stanno andando le registrazioni per iGb Live! e iGb Affiliate Amsterdam? “Il livello delle registrazioni è al 109 percento rispetto alla cifra comparabile per il 2019 e i regolari sondaggi sul sentiment che conduciamo con le parti interessate mostrano un crescente appetito per il ritorno degli eventi ‘in presenza’ del settore dei giochi. È incredibile pensare che l’ultimo grande evento B2b live sia stato il nostro spettacolo gemello Ice London nel febbraio 2020; un fatto che rende settembre ancora più significativo per il settore. Il feedback ricevuto dal team suggerisce che l’intero settore è concentrato su Amsterdam, comprese le parti interessate che normalmente si assocerebbero a Ice London, nonché i rappresentanti degli operatori terrestri che, a seguito delle loro esperienze di Covid, saranno lì per incontrare i principali giocatori nello spazio iGaming per esplorare opportunità di diversificazione della propria offerta”. Cosa possono aspettarsi i visitatori, anche nell’organizzazione di questo appuntamento, alla luce della continua diffusione del Covid?


PRONTI A RICONNETTERE IL SETTORE

LA CITTÀ DI AMSTERDAM E IL RAI SI PREPARANO ALL’EVENTO

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SPECIALE

“Il primo punto da sottolineare è che stiamo operando in una situazione davvero dinamica e in rapido movimento. La percentuale di persone sottoposte a doppia vaccinazione continua ad aumentare a ritmo sostenuto e un certo numero di Paesi si sta avvicinando all’immunità di gregge. Come potete immaginare, siamo in contatto quotidiano con il team senior del Rai Exhibition and Convention Centre, la nostra sede ad Amsterdam, che a sua volta è in stretto rapporto con le autorità olandesi. La notizia positiva per il settore degli eventi e per i nostri due spettacoli in co-locazione è che il Governo olandese ha autorizzato l’uso di un sistema di pass d’ingresso per il coronavirus. Ciò significa che gli eventi dal vivo possono tornare alla normalità senza distanziamento sociale, senza requisiti di copertura del viso e senza limiti di partecipazione oltre la normale capacità. Il pass funziona utilizzando l’app CoronaCheck che dimostra se un visitatore è risultato negativo al test, è stato completamente vaccinato o si è ripreso dal Covid-19”. Nel sito dell’evento c’è scritto, come motto: “Collegare l’iGaming con l’innovazione”. Quanto è importante continuare a cambiare per il futuro del settore, anche alla luce della crescita registrata in questi mesi di pandemia? “Questo settore è nato da una combinazione di imprenditorialità, creatività e innovazione. Non credo che i nostri stakeholder abbiano mai smesso di evolversi e l’industria del gioco rimane uno delle più veloci ad adottare le nuove tecnologie. Tempi difficili come quello da cui stiamo cominciando a emergere sono spesso citati come periodi di grande creatività in cui gli innovatori del comparto esplorano modi nuovi ed entusiasmanti di fare le cose. Mi aspetto di vedere il risultato di quel matrimonio tra il pensiero creativo acuto e le ultime tecnologie allo show floor di Amsterdam”. Per registrarsi a iGb Live! e iGb Affiliate Amsterdam (28 settembre – 1 ottobre) visita: www.igblive.com

Un impegno a ospitare un’edizione sicura e produttiva di iGb Live! e iGb Affiliate Amsterdam, e un lavoro congiunto per “accogliere visitatori da tutto il mondo”. È quello portato avanti dalla Città di Amsterdam e dal Rai Exhibition and Convention CCentre (centro per congressi e fiere situato nel quartiere Zuidas) ed esplicitato in una dichiarazione congiunta, firmata da Jan-Willem Flohil, direttore degli Affari economici e culturali della Città, e da Paul Riemens, Ceo del Rai, riconoscendo i tempi difficili che devono affrontare tutti i settori dell’economia globale, ma confermando l’approccio mirato e progressivo che viene adottato per ospitare le imprese negli appuntamenti in calendario nei Paesi Bassi. “La città di Amsterdam riconosce il valore significativo degli eventi internazionali che si svolgono qui ad Amsterdam sia per la città che per i Paesi Bassi nel loro insieme. Siamo pronti a utilizzare le intuizioni e tutte le idee intelligenti degli imprenditori della nostra città, insieme a Clarion Events, per riaprire Amsterdam a livello internazionale. L’impatto degli eventi ad Amsterdam migliora significativamente i settori correlati grazie alle connessioni e agli accordi risultanti che aiuteranno a rinvigorire le economie”. Facendo riferimento ai recenti approfondimenti forniti da Fieldlab Events, l’organismo formato dall’industria in collaborazione con il Governo olandese e che distingue tra eventi aziendali ed eventi per i consumatori, i due proseguono: “Prendendo in considerazione i risultati della ricerca condotta da Fieldlab Events con alcuni scienziati olandesi e l’implementazione del Certificato Eu Digital Covid, siamo convinti che l’organizzazione di appuntamenti di successo possa essere svolta in modo sicuro. Non vediamo l’ora di ospitare nuovamente eventi aziendali internazionali questo autunno e accogliere visitatori da tutto il mondo”. Naomi Barton, portfolio director responsabile di iGb Live! e iGb Affiliate Amsterdam quindi aggiunge: “Continuiamo a lavorare a stretto contatto con i nostri colleghi del Rai e della Città di Amsterdam e accogliamo con favore le notizie e i contributi forniti da Fieldlab Events. L’organizzazione Fieldlab ha un’enorme J A N -W I L L E M F L O H I L credibilità ed è supportata da una serie di influenti parti interessate tra cui scienziati e P A U L R I E M E N S dipartimenti governativi, inclusi i ministeri della Salute, del Benessere e dello Sport, dell’Istruzione, della Cultura e della Scienza, degli Affari economici e del Clima, nonché della Giustizia e della Sicurezza. Il Rai sta aprendo la strada in termini di pianificazione del futuro degli eventi in presenza e siamo molto incoraggiati dalla dichiarazione positiva che è stata rilasciata in collaborazione con la Città di Amsterdam”.

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BUDAPEST

inchiesta eventi

IL COVID NON FERMA LE FIERE La pandemia riscrive il calendario degli eventi dedicati al gaming, con tanti appuntamenti autunnali che richiamano gli operatori, ma in modalità online

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ornano gli appuntamenti per gli operatori di gioco. Tra i diversi eventi in calendario c’è il Ceegc (Central and Eastern European Gambling Conference and Awards) di Budapest, che si terrà in un format virtuale il 22 settembre e sarà la sua prima edizione

Z O LTA N T U N D I K

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A U T U N N O

solo online. “Abbiamo preso la decisione di ospitare tutti i nostri eventi nella configurazione virtuale fino a quando non avremo una visione chiara su come tornare ad offrire eventi fieristici di persona, senza restrizioni. I temi principali ruotano attorno agli sviluppi dell’industria nella regione Cee e nei Balcani”, afferma Zoltan Tundik, co-founder and head of business at Hipther Agency. Quali sono gli argomenti principali che verranno affrontati? “Gli argomenti principali sono gli aggiornamenti di conformità, gli eSport, gli sport virtuali e il gioco responsabile”. Quali sono le opportunità di questo mercato? “La regione Cee è stata tra le preferite da molti operatori negli ultimi

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cinque anni ed è giunto il momento di considerarla come un mercato in via di maturazione. Tra le opportunità più attese c’è ovviamente l’apertura del mercato austriaco”. In che modo il Covid ha influito sull’industria del gioco? “L’industria terrestre è stata spinta ad adattarsi all’online per sopravvivere e quella online ha ovviamente visto un po’ di crescita. Gli effetti a lungo termine devono ancora essere visti, in base anche alle circostanze economiche che porterà il futuro, ma l’industria sopravviverà”. Come si può ricominciare? “Con l’acquisizione di utenti più semplice e, naturalmente, con pagamenti rapidi. Penso che questo sia il trucco per far sì che i giocatori tornino e abbiano una buona esperienza di gioco”.

R I C C O

Ricco il calendario di eventi autunnali in programma in Europa, anche se i mesi di settembre e ottobre rischiano di rivelarsi più che inflazionati in termini di appuntamenti nel gaming e non solo. Dal 7 al 10 settembre, per esempio, è in programma la 13esima edizioni di Easg - European Conference on Gambling Studies and Policy Issues, che dovrebbe svolgersi al Radisson Blu Scandinavia di Oslo, in Norvegia. Mentre dal 12 al 17 settembre dovrebbe celebrarsi, dall’altra parte dell’oceano, anche la conferenza annuale di Iagr, l’organizzazione che riunisce i regolatori del gaming a livello internazionale, che dopo aver annullato l’evento nel 2020 lo aveva riposizionato nel prossimo autunno, confermando la sede del Boston Marriott Copley Place, nella capitale del Massachusetts, negli Stati Uniti. Nello stesso mese, però, ci saranno tanti altri eventi a livello

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di Michela Carboni

globale: dal Sigma America Summit del 13-14 settembre a San Paolo, in Brasile, all’Asean Gaming summit, il 22 settembre allo Shangri-La at the Fort di Manila, nelle Filippine. Mentre ancora in Europa si celebreranno la 9°edizione del Congreso Andaluz Sobre el Juego, nel Palacio de Congresos de Torremolinos, a Malaga, in Spagna, il 22 e 23 settembre. Anche la fiera dell’Amusement Iaapa ospiterà la sua Expo Europe 2021 in Spagna, il 27-30 settembre a Barcellona, mentre, come raccontato nelle pagine precedenti, dal 28 settembre al primo ottobre ci riproverà Clarion Gaming, organizzatrice dell’Ice London, con l’edizione 2021 dell’iGb Live! & iGb Affiliate di Amsterdam, che dopo l’annullamento dell’edizione 2020 è stato riposizionato in autunno, nonostante la connotazione tradizionalmente estiva con cui era stato creato lo show nelle sue prime edizioni.


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Ludovico Calvi Da settembre 2017 Ludovico Calvi ha utilizzato la propria esperienza decennale nel settore del gaming e betting fornendo servizi di consulenza strategica, normativa e operativa a soggetti privati e pubblici, comprese lotterie, concessionari privati, governi, ministeri delle finanze, regolatori, federazioni sportive e forze dell’ordine. Da giugno 2015 è membro del comitato esecutivo di Global Lottery Monitoring System, nel giugno 2017 ne è stato eletto presidente e rieletto di nuovo nel maggio 2019 e, ancora, nel giugno 2021. Da maggio 2019 è anche membro della World Lottery Association (Wla) Sports Integrity Committee. Da maggio 2015 è membro dell’American Gaming Association Sport Betting Task Force.

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la sinergia tra autorità giudiziaria e autorità sportive ha saputo e potuto consentire un pronto intervento repressivo, dando nuovo slancio alle iniziative di prevenzione e contrasto. Un passo avanti importante nella lotta alle frodi sportive nel nostro Paese è avvenuto con la firma di un nuovo Protocollo di intesa tra Coni e Adm che ha permesso di ridisegnare i termini della collaborazione interistituzionale tra le due autorità, e di predisporre un nuovo flusso che permette un migliore interscambio di dati tra gli enti, pur nel rispetto della norme sulla privacy. Il protocollo tra Adm e Coni, firmato ad ottobre 2020, prevede che : 1) l’ente concessorio rilevi il flusso anomalo di scommesse relativo ad uno specifico evento sportivo, circoscrivendone la territorialità; 2) le autorità di Polizia informano la Procura federale interessata del flusso anomalo di scommesse, richiedendole, contestualmente, di fornirle l’elenco dei tesserati coinvolti nell’evento sportivo interessato; 3) La Procura federale iscrive il procedimento, in questa fase senza indicazione di incolpati. 4) Le autorità di Polizia, ricevuti dalla Procura federale i dati relativi ai tesserati, li comunica ad Adm; 5) Adm, anche nell’esercizio delle sue prerogative di Polizia giudiziaria, incrocia i dati dei titolari dei conti di gioco con quelli dei tesserati, effettua i controlli di pertinenza relativi anche ad eventuali collegamenti tra i tesserati e ulteriori soggetti “prestanome” (tramite Sogei) e, infine comunica alle autorità di Polizia i risultati dell’incrocio dei dati e degli ulteriori controlli. A questo punto, le autorità di Polizia inoltrano alla Procura federale le risul-

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el corso del webinar Sbc Digital Italia, organizzato a fine luglio da Sbc in collaborazione con Gioco News, nella sessione “Fenomeno del match-fixing al tempo del Covid”, che riguardava il fenomeno delle frodi sportive e che ho avuto il privilegio di moderare, è emerso come il modello italiano sia un riferimento per tanti altri paesi. Alcuni degli attori che hanno contribuito a rendere l’Italia uno dei leader mondiali nella prevenzione e nell’inchiesta sul match-fixing sono stati protagonisti del panel. L’Italia è certamente all’avanguardia, sia in campo normativo statale che nel contesto del diritto sportivo. È all’avanguardia anche sotto il profilo delle competenze operative. E questo contesto virtuoso ha fatto crescere la consapevolezza degli atleti e fatto sviluppare adeguati anticorpi al sistema, tali da permettere – laddove qualcuno cerchi di violare le norme – di individuare le situazioni e di reprimerle prontamente. Durante la sessione è emerso che lo sforzo più significativo e sul quale c’è un impegno concreto da parte di tutti i soggetti dell’ordinamento sportivo, è soprattutto culturale; in tal senso ci sono numerosissime iniziative di sensibilizzazione e formazione – a tutti i livellidirette agli appartenenti al mondo dello sport, per rendere tutti maggiormente consapevoli del contesto, dei rischi, delle sanzioni e, in generale, della dannosità del fenomeno per la tenuta stessa e per la credibilità dello sport. Vi sono, altresì, anche molteplici iniziative di monitoraggio dei flussi di scommesse da parte di concessionari pubblici sotto la supervisione dell’ente concessorio, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, che ha stipulato accordi con enti esponenziali del mondo sportivo. Infine

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MATCH FIXING IL MODELLO ITALIANO COME RIFERIMENTO

tanze che, in caso positivo, potranno permettere l’individuazione di uno o più incolpati al fine di proseguire con l’esercizio dell’azione disciplinare. Tutto ciò permette, al contempo, alle autorità di Polizia di trasmettere all’Unità investigativa scommesse sportive (Uiss) il flusso anomalo di scommesse e l’elenco dei tesserati coinvolti, affinché ne sia informata l’autorità giudiziaria, qualora a tale attività di verifica ancora non corrisponda una azione di indagine penale, ovvero ad integrazione di attività di indagine avviate ma ancora coperte da riservatezza investigativa. Sono molteplici i benefici del Protocollo d’intesa. Da un lato, permette di codificare in modo preciso compiti, responsabilità e procedure in materia di contrasto al match fixing, nei rapporti tra Stato e ordinamento sportivo. Dall’altro, ha sbloccato una situazione di empasse che si protraeva da troppo tempo. Inoltre, ha dato concretezza ulteriore a quanto in astratto previsto dalle norme statali e sportive e dai provvedimenti istitutivi dei vari organismi di collaborazione interistituzionali. E, infine, ha permesso di avviare concreti procedimenti di verifica di flussi anomali, su elementi più puntuali e circoscritti. Durante la sessione del webinar si è infine rivendicato con orgoglio il primato operativo dell’Italia in questo settore che, si badi bene, come in altri campi del contrasto all’illegalità non deriva tanto dal fatto che il nostro Paese sia più permeabile di altri alle attività criminali, bensì dal nostro pragmatismo e dalla capacità di guardare in prospettiva, di ragionare in termini di cooperazione e coordinamento, di saper realizzare con azioni ben precise quello che le norme disciplinano in astratto, grazie alla professionalità delle donne  e degli uomini che compongono gli enti preposti alle attività di prevenzione e contrasto, sia in campo statale sia in ambito sportivo.

NUOVE TENDENZE

I

A cura di Ludovico Calvi


inchiesta esteri

Il Covid-19 presenta un conto assai salato all’industria mondiale del gioco, ma anche le casse pubbliche soffrono. Ecco il caso del Regno Unito, dove sono venute meno risorse vitali anche se l’online ha frenato il crollo.

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pandemia di Covid-19 ha messo sottosopra il mondo intero e l’industria del gioco con vincita in denaro non fa eccezione. Le informazioni finanziarie stanno iniziando ad arrivare e forniranno un quadro più chiaro di quanto sia stato massiccio l’impatto che la pandemia ha avuto sull’industria - anche se può essere difficile determinare se questi dati sono principalmente influenzati da un’epidemia irripetibile o se sono indicativi di tendenze più ampie nel modo in cui il pubblico preferisce giocare. Mentre il mondo inizia la sua lenta svolta dalla gestione della crisi di Covid alla ripresa e alla riapertura delle economie, ora sta diventando abbondantemente chiaro che il periodo di lockdown globale ha avuto un profondo impatto sul modo in cui le persone vivono e consumano. I nuovi comportamenti dei consumatori abbracciano tutte le aree della vita, da come lavoriamo a come acquistiamo, da come ci divertiamo e come paghiamo. Questi rapidi cambiamenti hanno importanti implicazioni per tutti i tipi di organizzazioni. Il Covid sta trasformando le abitudini dei consumatori così rapidamente che tutti gli attori economici e sociali stanno faticando ad adeguarsi. Non è ancora del tutto chiaro se i comportamenti stanno solo attraversando una fase temporanea o le loro nuove esperienze diventeranno permanenti. Tuttavia, indipendentemente dal fatto che questi cambiamenti massicci, improvvisi e trasformativi siano temporanei o meno, queste fluttuazioni rimodelleranno i percorsi decisionali dei consumatori e le aziende dovranno adeguarsi rapidamente. Questi fenomenali cambiamenti hanno creato tanti vincitori e altrettanti perdenti, ma il più grande perdente è stato lo Stato, attraverso il suo tentativo di attenuare l’impatto negativo dei lockdown e del contagio. Molti Stati hanno perso entrate fiscali quando allo stesso tempo hanno dovuto aumentare la spesa per limitare gli effetti negativi del Covid. Un numero considerevole di Stati nel mondo sviluppato dipende dalle entrate fiscali generate dall’industria del gioco d’azzardo. Nel 2020/21 le entrate fiscali delle scommesse e del gioco nel Regno Unito sono state pari a 2,8 miliardi di sterline inglesi, rispetto ai 3 miliardi dell’anno PROMOSPACE

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NUOVE TENDENZE

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di Michael Haile

precedente. Questo è approssimativamente l’equivalente di quasi il 4 percento della spesa per l’istruzione, o l’8,5 percento per la scienza o il 7 percento per i trasporti. Dove vanno a finire tutti quei soldi delle tasse? È difficile rintracciare dove vanno a finire tutte queste imposte; probabilmente sono mescolate insieme nel budget annuale del governo e spese per tutto ciò per cui il governo ha bisogno di spenderle, ma sono vitali. Hm Revenue and Customs (Hmrc), l’agenzia britannica che riscuote le tasse, ha annunciato che il gettito fiscale totale da aprile 2020 a marzo 2021 guidato dalle aziende di gioco d’azzardo è stato di 2,83 miliardi di sterline, il che è un calo di 182 milioni di sterline (6 percento) rispetto al gettito fiscale dell’anno fiscale precedente. Il fatto che l’industria sia stata ancora in grado di mettere insieme un rispettabile 2,83 miliardi di sterline di entrate fiscali è una testimonianza del potere delle industrie online e da remoto. Hmrc ha registrato un aumento del 25 percento delle entrate fiscali da Remote Gaming Duties (Rgd), un aumento di 179 milioni di sterline a 885 milioni. Le operazioni di Rgd hanno chiaramente vinto sul periodo epidemico, ma per avere vincitori sono necessari anche perdenti e i perdenti sono state le operazioni di gioco d’azzardo terrestri. Le tasse sui casinò terrestri sono crollate di uno spettacolare 62 percento e anche le imposte sul gioco di persona sono diminuite del 44 percento in quel periodo di tempo. Dei vari settori dell’industria delle scommesse e del gioco del Regno Unito, Lottery Duty (Ld) si è rivelato il più alto generatore di reddito per Hmrc, registrando entrate provvisorie di 980 milioni di sterline, in aumento di 12 milioni di sterline rispetto ai risultati 2019/2020, con un aumento dell’1 percento . Il più grande operatore di lotterie, la National Lottery (Nl), trattiene l’1 percento del denaro che genera come profitto mentre il 4 percento va a finanziare i costi operativi. Il resto viene distribuito ai vincitori o utilizzato per finanziare cause meritevoli nel paese. Finora sono stati spesi oltre 43 miliardi di sterline per “buone cause”. La distribuzione ai fondi pubblici è suddivisa per categoria e tali categorie sono le seguenti: Salute, istruzione, ambiente e beneficenza Sport Arti Eredità culturale

40 percento 20 percento 20 percento 20 percento

COME SE LA SONO CAVATA LE SOCIETÀ DI GIOCO D’AZZARDO? Il 2020 è stato un anno negativo per l’industria del gioco d’azzardo nel Regno Unito, almeno rispetto agli anni


ESTERI I LAMENTI DEL FISCO BRITANNICO

precedenti non pandemici. Le cose sono andate male per l’industria in tutto il mondo, ma anche i casinò americani sono stati colpiti duramente. Le scommesse da remoto e online hanno rappresentato i più grandi settori dell’industria, con scommesse totali di 3,1 miliardi di sterline, pari al 52,3 percento del mercato complessivo. Ciò include tutte le scommesse online, nonché le scommesse su pista. La National Lottery è stata la seconda più grande fonte di guadagno in termini di rendimento lordo di gioco (Ggy) a 1,6 miliardi di sterline. Le scommesse di persona sono state al terzo posto, a 629,3 milioni di sterline, con le macchine che hanno rappresentato poco meno della metà di quella cifra al 48,5 percento. Questi numeri rappresentano le cifre ufficiali del governo riportate da tutte le fonti dell’industria. Tuttavia ci sono totali più recenti che sono stati segnalati dagli operatori di casinò; questi sono principalmente casinò online, anche se sono inclusi un po’ di dati terrestri. Sebbene queste siano cifre non ufficiali, possono essere utili per fornire un’idea di eventuali cambiamenti o sorprese per il 2021. Questi risultati non ufficiali arrivano sulla scia di rapporti consecutivi di gennaio e febbraio che hanno mostrato che il Ggy in tutta l’industria è diminuito del 19 percento rispetto ai mesi immediatamente precedenti. Sebbene ciò possa sembrare preoccupante per l’industria in generale, va notato che i casinò terrestri erano in vari gradi di lockdown. Inoltre la durata della sessione è aumentata del 4 percento da dicembre a febbraio, indicando che il desiderio di giocare era ancora forte tra il pubblico del gioco d’azzardo. È qui che i dati degli operatori della fine del 2020 e dell’inizio del 2021 sono particolarmente preziosi. Il fatto che rapporti non ufficiali indichino che le entrate sono in calo di mese in mese mostra che la fine del 2020 potrebbe essere persino peggiore dei primi mesi, trascinando il Ggy ancora di più verso il basso Il Covid-19 ha costretto alla cancellazione di diversi eventi sportivi di alto profilo, ognuno dei quali avrebbe generato una notevole quantità di entrate dalle scommesse. La Grand National Horse Race è stata un’eccezione degna di nota e le entrate generate da quell’evento mostrano l’impatto che un evento sportivo popolare può avere sull’industria del gioco d’azzardo. Si prevede che Euro 2020 e le Olimpiadi di Tokyo porteranno un flusso di entrate gradito agli operatori di scommesse. IL MERCATO ONLINE È L’UNICO GIOCO IN CITTÀ? Il fatto che i lockdown abbiano impedito a molti casinò terrestri di servire i giocatori ha spinto quegli stessi giocatori verso alternative online. Secondo i dati di Google Trends, nella primavera del 2020 più persone nel Regno Unito hanno cercato online il termine “casinò” rispetto a qualsiasi altro momento registrato. Il gioco d’azzardo online e da remoto ha registrato una crescita significativa negli ultimi anni - fino al 20 percento in alcuni anni ma non sono stati immuni agli effetti della pandemia. Le

loro entrate sono diminuite del 6 percento in termini di Ggy – ma, ancora una volta, c’è probabilmente di più in quei numeri di quanto sembri. Le slot sono di gran lunga il gioco più popolare nelle aziende online nel Regno Unito. Le slot rappresentano fino al 69,3 percento di tutto il denaro scommesso sui siti Internet, che rappresenta fino a 2,2 miliardi di sterline del Ggy totale. Anche la roulette e il blackjack sono state popolari tra i giocatori d’azzardo online, rappresentando rispettivamente il 14 percento e il 6 percento del Ggy online. Tuttavia, oltre alle slot, il bingo ha registrato la crescita maggiore, guadagnando quasi 177 milioni di sterline nel 2020. Il problema è che la Uk Gambling Commission raggruppa insieme sia il gioco d’azzardo da remoto che quello online. Sebbene le entrate online siano quasi certamente aumentate in modo significativo, è probabile che i numeri vengano trascinati verso il basso dalle chiusure legate al Covid-19 di allibratori e altre aziende di gioco d’azzardo a distanza. Anche la sopra menzionata cancellazione di eventi sportivi ha avuto un grave impatto su questo. Indipendentemente da ciò, tuttavia, sembra certamente che il gioco online non sia solo qui per restare, ma anche crescere più velocemente della sua controparte terrestre ed è da qui che arriverà la crescita delle entrate fiscali. COME SARÀ IL FUTURO? Il futuro rimane in mutamento a causa delle preoccupazioni sia per la frustrante persistenza del virus Covid-19 sia per l’incertezza su come il pubblico reagirà quando i lockdown saranno finalmente revocati per sempre. Tuttavia tutti i segnali indicano un’industria del gioco d’azzardo sana ma dormiente e, in tal caso, un futuro aperto dovrebbe essere molto redditizio. Il Regno Unito è stato a lungo pieno di giocatori entusiasti e, nonostante l’impatto della pandemia di Covid-19, molti stanno ancora trovando il modo di scommettere sui loro giochi preferiti. Per molti questo significa passare (almeno in parte) ad aziende online o da remoto, dove possono giocare in tutta comodità e sicurezza. È probabile che molti di questi scommettitori continueranno a giocare online anche dopo la revoca delle condizioni di lockdown e alcuni potrebbero scegliere di giocare esclusivamente in Internet. Sebbene questa possa essere una cattiva notizia per i casinò terrestri, potrebbe non avere un impatto eccessivo sull’industria nel suo insieme. Le entrate di gioco d’azzardo dovrebbero continuare a crescere lentamente e costantemente e, se le aziende terrestri possono sviluppare modi per competere con le loro controparti online in termini di varietà, valore e conL’AUTORE venienza, l’intera Michael Haile industria potrebEconomista, consulente economico e della regolamentazione, è stato market policy specialist della be essere sosteGambling Commision (Regno Unito), senior economist & nuta dai risultati analyst di Gbgc (Isle of Man) e ricercatore del Censis e del Centro Internazionale di Studi Sociali (Roma). e il fisco può solo gioire.

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inchiesta politica esteri

PH. CHARLES DELUVIO, UNSPLASH

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C

di Alessio Crisantemi

ollaborazione e sviluppo normativo continuo per contrastare l’illegalità e mantenere un efficace presidio sul settore. Ma anche una giusta dose di flessibilità per garantire alle imprese la possibilità di operare in maniera sostenibile. Sono i driver che guidano l’attività regolatoria della Malta Gaming Authority, l’autorità maltese che governa l’industria del gaming, descritti dal nuovo amministratore delegato, Carl Brincat, nell’intervista che riportiamo nel seguito, nella quale il nuovo Ceo parla anche dei rapporti con l’Italia e della volontà di rafforzare e ampliare sempre più la collaborazione e la cooperazione con gli altri regolatori all’interno dell’Unione, e non solo. PROMOSPACE

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La cooperazione internazionale è in cima all’agenda della Malta Gaming Authority, come spiega il nuovo leader Carl Brincat, nell’intervista concessa a Gioco News

CARL BRINCAT

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Il ruolo di amministratore delegato di Mga le è stato affidato dopo aver ricoperto altri incarichi di alto livello all’interno dell’Authority nel corso degli anni. Cosa è cambiato, in questo periodo, all’interno dell’autorità e cosa intende cambiare durante il suo mandato? “Da quando sono entrato a far parte della Malta Gaming Authority a oggi c’è stato un cambiamento significativo, sia nel modo in cui affrontiamo la regolamentazione che nel numero di dipendenti, ma la direzione del viaggio è sempre stata quella di continuare a rafforzare la reputazione di Malta mantenendo allo stesso tempo il quadro normativo sufficientemente flessibile per un settore così dinamico. Detto questo, credo che ci sia ancora molto lavoro da fare per raggiungere questo importantissimo ma sfuggente equilibrio. Sebbene la nostra legge preveda una regolamentazione basata sugli obiettivi, non prescrittiva, e l’applicazione di un approccio basato sul rischio nei vari processi Mga, non abbiamo ancora raggiunto questo target. Abbiamo costruito livelli sovrapposti di controlli di conformità che hanno comportato inefficienze sia per noi che per i nostri licenziatari. Il mio obiettivo principale durante il mandato da Ceo è correggere queste inefficienze, consentendo a noi e ai nostri licenziatari di concentrare le risorse su aree di priorità normativa”. Il gioco a Malta è stato recentemente riattivato, dopo il lockdown imposto dalla pandemia. In che stato si trova attualmente l’industria sull’isola e quali conseguenze ha portato il Covid-19 al settore?


CREDERE NELLA COLLABORAZIONE

“Come prevedibile, il settore terrestre è stato duramente colpito dalle chiusure che gli operatori hanno dovuto subire nell’ultimo anno e mezzo, per non parlare dell’impatto che le restrizioni ai viaggi hanno avuto, e hanno tuttora, sul settore. Tuttavia, il comparto è resiliente e stiamo assistendo a incoraggianti segnali di ripresa. Anche gli incentivi statali hanno aiutato l’industria, e come Mga abbiamo anche differito il pagamento delle quote all’Autorità per andare incontro alle esigente degli operatori. Il settore del gioco a distanza è stato principalmente colpito in relazione alle scommesse sportive quando diversi importanti eventi sportivi sono stati sospesi, e alcuni cancellati, lo scorso anno. Tuttavia, all’epoca, l’industria ha mostrato tutto il suo dinamismo e si è reinventata con nuovi prodotti che hanno aiutato gli operatori ad attutire questo impatto. Abbiamo, infatti, visto una crescita organica continua su quel fronte”. Che impatto ha avuto o sta avendo, invece, la Brexit sull’isola di Malta, e in particolare sull’industria del gaming? “Come è noto, un certo numero di importanti operatori del Regno Unito ha scelto Malta come luogo di stabilimento all’interno dell’Unione Europea dopo la Brexit, il che è positivo per il Paese e rappresenta un voto di fiducia sia a Malta come ecosistema che nel nostro quadro normativo. Tuttavia, in quanto Stato membro dell’Ue e paese che ha legami storici significativi con il Regno Unito, siamo stati ovviamente rattristati dall’uscita dall’Unione europea. Detto questo, abbiamo mantenuto il nostro forte rapporto bilaterale con la Gambling Commission e continuiamo a collaborare attivamente con loro”. Qual è oggi, dunque, il rapporto tra Mga e gli altri regolatori internazionali? E che rapporti ci sono con quello italiano? Intende rafforzare le relazioni di cooperazione con altri stati, nei prossimi mesi o anni? “La cooperazione internazionale è in cima alla nostra agenda. Sebbene i regolatori abbiano approcci diversi, gli obiettivi di base di mantenere il gioco libero dalla criminalità e proteggere i giocatori sono di interesse comune a tutti. Abbiamo un buon rapporto con la maggior parte delle nostre controparti europee, che vogliamo continuare a rafforzare. È con rammarico che abbiamo preso atto della recente decisione della Commissione di non ripristinare il gruppo di esperti sui servizi di gioco d’azzardo nonostante il sostegno di un numero significativo di autorità di regolamentazione europee. Sebbene la cooperazione bilaterale e multilaterale in altre sedi non sostituisca il gruppo di esperti, intendiamo continuare a costruire su queste relazioni. Non solo. Mga guarda anche oltre, con i rapporti con le autorità di regolamentazione extra-Ue che saranno un’area di interesse nei prossimi mesi e anni”. Nel 2019 l’Italia ha introdotto una legge che vieta totalmente ogni forma di pubblicità e promozione del gioco con vincita

in denaro: questa ha bloccato ogni forma di sponsorizzazione, anche verso lo sport e la cultura ed è stata fortemente criticata non solo dall’industria del gioco ma anche dallo sport federazioni e organizzazioni varie. Anche alla luce della Raccomandazione Ue, che considera pericoloso un divieto assoluto in quanto non consente di distinguere tra offerte legali e illegali. Qual è la sua opinione? “Come si può notare, ogni regolatore ha una strategia di alto livello che è fissata o è in linea con le aspettative delle priorità politiche del suo governo. Quindi, mentre a Malta abbiamo sempre optato per la regolamentazione rispetto al divieto, questo è il riflesso di una posizione politica che è sempre rimasta costante negli ultimi decenni, e tale è destinata a rimanere”. Negli anni precedenti, sono state effettuate diverse operazioni di polizia contro organizzazioni criminali operanti nel gioco tra l’Italia e Malta. Quale impatto hanno avuto questi eventi e come possono essere prevenuti in modo più efficace prima che si verifichino, secondo lei? Sono state adottate misure speciali - o verranno adottate in seguito - da Mga per evitare situazioni anomale di questo tipo? “Questi eventi, sebbene abbiano colpito duramente la nostra reputazione, sono stati un’esperienza di apprendimento e sono serviti a renderci consapevoli delle lacune che abbiamo avuto in passato nel processo attraverso il quale esaminiamo i candidati. Negli ultimi anni abbiamo notevolmente migliorato il nostro screening sulla probità criminale, anche se siamo ovviamente consapevoli che anche la criminalità si sviluppa continuamente, quindi dobbiamo continuare a impegnarci costantemente per rimanere all’avanguardia. A mio avviso, la cooperazione transfrontaliera e lo scambio di informazioni sono essenziali per prevenire tali casi. In qualità di autorità di regolamentazione non siamo a conoscenza di determinate informazioni possedute dalle forze dell’ordine, in particolare dalle forze dell’ordine straniere, e ciò è comprensibile. Tuttavia, continuando a rafforzare la fiducia e la collaborazione reciproche, possiamo continuare a chiudere la rete attorno a queste organizzazioni criminali e garantire che non possano travestirsi da operatori legittimi”. LUI

CHI

È?!?

Avvocato di professione e già in forza all’interno della Malta Gaming Authority dal 2014, dove ha ha ricoperto il ruolo di chief legal & enforcement officer, da febbraio 2021 ha assunto il ruolo di amministratore delegato dell’organismo regolatore maltese. Siede nel consiglio dell’Unità di analisi dell’informazione finanziaria ed è membro della Camera degli avvocati di Malta, dell’International Masters of Gaming Law (Imgl) e dell’International Association of Gambling Regulators (Iagr) ed è speaker abituale in conferenze locali e internazionali relative al gioco e alle questioni normative internazionali. Dopo tre anni di formazione nel campo del diritto penale, è entrato a far parte del team legale di Mga oltre sette anni fa, entrando a far parte della direzione strategica dell’Autorità e dei suoi Comitati regolatori di alto livello negli ultimi quattro. Fino a salire sul gradino più alto di Mag durante l’anno corrente.

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normativa

PH. LUKAS, UNSPLASH

Un “pass” sulla questione territoriale IL CERTIFICATO VERDE NEGLI ESERCIZI PUBBLICI TRA DIRITTO ALLA SALUTE E TUTELA DEI DATI E TRA AUTONOMIA REGIONALE E RISERVA DI LEGGE STATALE

Il

dibattito verte da ormai più di un anno e mezzo sul contrasto alla diffusione del virus senza la paralisi della vita e dell’economia, da un lato, e dell’individuazione degli enti preposti a prendere le decisioni al riguardo a livello nazionale e sui territori, dall’altro. Lo strumento che negli ultimi tempi si è fatto strada è quello del green pass per via dell’avanzamento della campagna vaccinale. Ora la modalità è chiara e la ha messa sul tavolo Draghi stabilendo a livello nazionale il green pass quando deve usato (i.e. in presenza di quali “colori” regionali) e con riferimento a quali tipologie di attività. Per il gioco, infatti, il decreto legge n. 105 del 23.7.2021 avente ad oggetto “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19 e per l’esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche” all’articolo 3 “Impiego certificazioni verdi Covid-19” stabilisce che “a far data dal 6 agosto 2021, è consentito in zona bianca esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19, di cui all’articolo 9, comma 2, l’accesso ai seguenti servizi e attività: (…) h) attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò, di cui all’articolo 8ter”. Inoltre, lo stesso

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GIOCONEWS #09 SETTEMBRE 2021

A cura di Geronimo Cardia

decreto legge, all’art. 3 comma 2 prevede che “Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche nelle zone gialla, arancione e rossa, laddove i servizi e le attività di cui al comma 1 siano consentiti e alle condizioni previste per le singole zone”. Al riguardo si ricorda che all’art. 8 ter del decreto legge n. 52 del 22 aprile 2021, convertito, con modificazioni dalla Legge 17 giugno 2021, n. 87, prevede che “dal 1° luglio 2021, in zona gialla, sono consentite le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differente, nel rispetto di protocolli e linee guida adottati ai sensi dell’articolo 1, comma 14, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74” Ma prima di arrivare a detta ordinata regolamentazione, v’è stato un gran discutere. IL COMPLESSO DIBATTITO E infatti, nei mesi scorsi vi è stato un braccio di ferro avviato dai territori per rivendicare il diritto ad introdurre ipotesi di modalità di utilizzo del green pass. In alcuni casi, addirittura, si è parlato di green pass rilasciati a livello locale in parallelo a quello nazionale. Da


NORMATIVA UN “PASS” SULLA QUESTIONE TERRITORIALE

ultimo, anche da oltre le Alpi, si è cominciato a deliberare in merito a green pass di caratura unionale. In questo contesto quantomeno complesso (strumenti tecnologici nuovi, norme nuove, enti che si propongono), in Italia ha giocato un ruolo fondamentale da arbitro il Garante per la protezione dei dati che ha messo al centro del dibattito il principio costituzionale della protezione dei dati, personali, sensibili e quindi, lo si lasci dire, importanti come quelli contenuti nel green pass. Nel dibattito il Garante, sollecitato da decine e decine di utenti ed operatori, non ha mancato di rivolgersi direttamente al legislatore di turno sia esso nazionale, sia esso del territorio che si accingeva o si era spinto a legiferare. Con questo il Garante non ha mancato di rivolgersi ufficialmente alla Regione Campania, ed alla Provincia di Bolzano (segnalando l’illegittimità di spinte in avanti), ma anche al Governo e al legislatore nazionale (invocando una la cristallizzazione dei casi e così di una concreta riserva di legge statale). LE RACCOMANDAZIONI DEL GARANTE Nelle raccomandazioni formulate dal Garante sui possibili utilizzi dello strumento del green pass si leggono pochi e chiari principi nel rispetto del Regolamento: (i) il green pass contiene dei dati rilevanti e come tali idonei ad essere destinatari della tutela della riservatezza massima prevista dall’ordinamento giuridico; (ii) detta tutela si esprime principalmente nel senso che il green pass può essere solo quello gestito a livello nazionale (o unionale) e non a livello territoriale; (iii) la tutela si esprime altresì nel senso che i casi in cui può essere previsto l’utilizzo del green pass possono essere declinato solo a livello nazionale e non territoriale. Gli interventi hanno avuto un impatto chiarificatore anche per il comparto dei giochi pubblici in quanto rivolto nei confronti della misura imposta dalla Provincia di Bolzano alle sale alle quali è stato inizialmente consentito di riaprire a condizione che fosse verificabile la detenzione del pass vaccinale in capo agli avventori. Per questa ed altre misure di presidio che presuppongono l’utilizzo del green pass ulteriori rispetto a quelle previste dai provvedimenti nazionali sulle riaperture decine e decine di utenti hanno scritto al Garante il quale non ha mancato di analizzare la fattispecie e di richiamare la Provincia di Bolzano a modificare la previsione. IL GOVERNO E IL LEGISLATORE NAZIONALE HANNO ADERITO SUBITO ALLE RICHIESTE DEL GARANTE Il Dpcm 17 giugno 2021 e la Legge n. 87 del 17.6.2021, tenendo conto delle osservazioni del Garante, hanno dettagliatamente disciplinato non solo le modalità di rilascio e di utilizzo ma anche e soprattutto le fattispecie esclusive in cui i green pass possono essere richie-

sti. A tale riguardo può essere richiamato l’art. 10 bis della predetta Legge n. 87/2021 laddove viene espressamente disposto che “le certificazioni verdi Covid-19 possono essere utilizzate esclusivamente ai fini di cui agli articoli 2, comma 1, 2-bis, comma 1, 2-quater, 5, comma 4, 7, comma 2 e 8-bis, comma 2”. Si tratta in particolare dei seguenti casi: (i) Art. 2 (dedicato agli spostamenti) comma 1 “Gli spostamenti in entrata e in uscita dai territori collocati in zona arancione o rossa sono consentiti, oltre che per comprovate esigenze lavorative o per situazioni di necessità o per motivi di salute, nonché per il rientro ai propri residenza, domicilio o abitazione, anche ai soggetti muniti delle certificazioni verdi Covid-19 di cui all’articolo 9”; (ii) Art. 2 bis (dedicato alle strutture sanitarie e socio sanitarie) comma 1 “È consentito agli accompagnatori dei pazienti non affetti da COVID-19, muniti delle certificazioni verdi COVID-19 di cui all’articolo 9, nonché agli accompagnatori dei pazienti in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti d’emergenza e accettazione e dei reparti di pronto soccorso. La direzione sanitaria della struttura è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione”; (iii) Art. 2 quater (dedicato alle strutture residenziali per attività sanitaria) “Alle persone ospitate presso strutture di ospitalità e lungodegenza, residenze sanitarie assistite, hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e no, strutture residenziali socioassistenziali e altre strutture residenziali di cui al capo IV e all’articolo 44 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017, sono consentite uscite temporanee, purché tali persone siano munite delle certificazioni verdi Covid-19 di cui all’articolo 9”; (iv) Art. 5 (dedicato agli eventi sportivi ed agli spettacoli) comma 4 “Le linee guida di cui al comma 3 possono prevedere, con riferimento a particolari eventi, che l’accesso sia riservato soltanto ai soggetti in possesso delle certificazioni verdi Covid-19 di cui all’articolo 9”; (v) Art. 7 (dedicato alle fiere, convegni e congressi) comma 2 “Le linee guida di cui al comma 1 possono prevedere, con riferimento a particolari eventi di cui al medesimo comma 1 (i.e. svolgimento di fiere in presenza, anche su aree pubbliche), che l’accesso sia riservato soltanto ai soggetti in possesso delle certificazioni verdi Covid-19 di cui all’articolo 9”; (vi) Art. 8bis (dedicato ai centri culturali e ricreativi, feste e cerimonie) comma 2 “dal 15 giugno 2021, in zona gialla, sono consentite le feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, anche al chiuso, anche organizzate mediante servizi di catering e banqueting, nel rispetto di protocolli e linee guida adottati ai sensi dell’articolo 1, comma 14, del decretolegge n. 33 del 2020 e con la prescrizione che i partecipanti siano muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19 di cui all’articolo 9 del presente decreto”. Peraltro, in nessuno dei predetti casi previsti dal legislatore nazionale viene contemplato l’utilizzo delle

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normativa politica

UN “PASS” SULLA QUESTIONE TERRITORIALE

> certificazioni verdi quale condizione di apertura delle sale. In particolare nell’articolo 8 ter del decreto in esame (n. 52 del 22 aprile 2021, modificato dalla L. 87 del 17 giugno 2021), dedicato alle Sale, l’unica indicazione che viene fornita è quella dell’apertura in zona gialla dal 1° luglio, da anticipare alla data di eventuale riconoscimento di zona bianca (articolo 10 del medesimo decreto). IL DECRETO CAUTELARE DEL TAR PER IL CASO DELLA LIMITAZIONE IMPOSTA DALLA PROVINCIA DI BOLZANO Gli operatori del comparto del gioco pubblico, registrato il recepimento delle osservazioni del Garante a livello di provvedimenti governativi e legislazione nazionale come sopra evidenziato, hanno dovuto registrare a fine giugno la persistenza del precetto imposto alle sale dalla Provincia di Bolzano, nonostante le indicazioni pure specifiche rivolte dallo stesso Garante, e per questi sono visti costretti a invocare le misure cautelari per evitare che la tanto attesa riapertura (bene inteso in piena sicurezza per utenti e personale) si potesse trasformare in una nuova repentina e questa volta irreversibile nuova chiusura per mancanza di utenza. Ebbene il 9 di luglio con decreto n. 86 del 2001 (Reg. Ric 139/2001) il Tar Bolzano ha messo a fuoco importanti principi che si aggiungono a quelli indicati dal non considerato provvedimento del Garante. Tra le valutazioni individuate nel decreto si legge che: (i) vengono impugnate “le ordinanze del Presidente della Provincia (…), nella parte in cui pongono restrizioni asseritamente ingiustificate e sproporzionate all’attività delle sale da gioco in forza dell’introduzione di limitazioni ulteriori rispetto a quelle previste dal legislatore nazionale, in specie condizionando l’ingresso alle predette sale all’esibizione del c.d. certificato verde”; (ii) viene specificato che l’operatore ha lamentato L’AUTORE di avere “subito a causa della Geronimo Cardia pandemia negli ultimi 15 mesi Avvocato cassazionista, dottore commercialista una chiusura della propria ate revisore contabile tività per 11 mesi” Studio Cardia e Cardia (iii) viene esplicitato il rewww.gclegal.It clamo secondo cui “la limi-

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tazione imposta all’accesso alla sale, oggetto di impugnazione, nonostante la Provincia di Bolzano sia stata qualificata come “zona bianca” con decorrenza dal 21 giugno 2021, comporti un’importante contrazione delle entrate, stante da un lato la difficoltà che un soggetto si rechi ad effettuare un tampone antigenico o molecolare solo per accedere ad una sala per uno svago temporaneo e dall’altro lato la diffidenza riposta nei confronti delle dette certificazioni verdi discendente dal timore che i dati contenuti negli stessi possano essere utilizzati a fini diversi da quelli sanitari”; (iv) andando al fumus, al cuore in diritto del problema, viene chiarito che “ad un primo sommario esame non paiono essere del tutto destituite di fondamento” due circostanze evidenziate nel ricorso, specificamente riferite a quanto segue: (a) “la doglianza (…) relativa alla violazione di legge, in quanto il legislatore nazionale ha tassativamente circoscritto all’art. 9, comma 10-bis del D.L. 52/2021, l’utilizzo delle certificazioni verdi Covid-19 a determinate attività e fini, tra i quali non viene contemplato l’utilizzo quale condizione all’accesso di una sala gioco”; (b) “ come pure la censura di difetto d’istruttoria e carenza motivazionale per mancanza di giustificazione idonea”; (v) infine, riguardo al cosiddetto periculum, l’ultimo presupposto per la concessione della misura cautelare, viene specificato che è “altresì ritenuto plausibile che la limitazione all’accesso impugnata sia idonea a compromettere in misura determinante gli interessi della ricorrente, potendo influire sulle entrate attese e concorrere al palesato rischio di chiusura dell’attività, senza assicurare dall’altro lato alcun presidio sanitario dichiarato aggiuntivo o necessario”. Tale provvedimento ha reso possibile l’esercizio delle attività in un regime (apparentemente) di normale funzionamento almeno fino alla fine di luglio (termine di durata del provvedimento provinciale). IN CONCLUSIONE Una volta risolto il problema di chi avesse titolo per definire le regole di utilizzo del green pass, la storia dice che il dibattito si è spostato a livello centrale su quali fossero le più idonee modalità di utilizzo. E a partire dal 6 di agosto la modalità stabilita a livello nazionale viene applicata dagli enti del territorio che durante il dibattito politico hanno certamente contribuito alla sua individuazione, senza tuttavia, ed è questa la cosa importante, che si consumassero nel frattempo disordinate e non coordinate spinte in avanti su differenti territori, per questo non efficaci sotto il profilo sanitario, non sostenibili da un punto di vista pratico della vita e dell’economia e spesso solo ideologicamente orientate. Se è andata così, va detto, è anche per le battaglie estive sulla definizione delle competenze.


bingo

Il futuro del bingo tra socialità e innovazione Che effetto ha avuto la pandemia, in Italia, su questo gioco? E quali scenari si intravedono nel prossimo e immediato futuro del settore? Ecco un approfondimento completo sull’andamento di uno dei più antichi giochi a vincita in denaro e sulle prospettive. a cura di Laura D’Angeli

Il

gioco del bingo ha origini molto lontane nel tempo e una sua prima versione apparve negli Stati Uniti e, più precisamente in Georgia, nel 1929. Deriva da un gioco molto simile alla tombola e il nome nasce dalla parola anglosassone “bean”, il cui significato è “fagiolo” per via dei fagioli secchi usati per coprire sulla cartella i numeri estratti. Il giocatore, che per primo copriva con i fagioli secchi tutti i numeri della cartella, esclamava “Beano!” Nel corso di un’estrazione per annunciare la vincita della posta un giocatore invece di “Beano” gridò “Bingo” ed è così che è nato e si è diffuso il nome ancora oggi utilizzato a livello internazionale. Si tratta di un gioco di fortuna che si caratterizza per la sua componente (fortemente) legata all’intrattenimento, alla socialità e alla condivisione dell’esperienza di gioco con altre persone e ha regole molti simili a quelle della tombola anche se presenta alcune differenze. La prima risiede nella tipologia dei premi: mentre nel bingo il premio è aggiudicato solo a chi ottiene una cinquina o un bingo, nella tombola i premi vengono assegnati anche ai giocatori che realizzano un ambo, un terno e una quaterna, sfruttando quindi combinazioni minori di numeri. È importante ricordare le origini del bingo in quanto ciò consente di evidenziare le antiche radici del gioco e la componente culturale che lo caratterizza,

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basata sull’impiego piacevole del tempo libero e sulla socialità. In Italia, il controllo del gioco del bingo con vincita in denaro è riservato allo Stato, che lo esercita, a partire dal 2000, tramite l’Agenzia delle dogane e monopoli. L’Agenzia affida in concessione l’esercizio del gioco a privati, i quali in qualità di concessionari dello Stato, gestiscono il gioco seguendo la normativa vigente in materia. Il bingo può essere giocato nelle sale fisiche oppure online e in entrambe le forme presenta un’esperienza di gioco molto vicina alla tombola. La componente della socialità, caratteristica prevalente della vecchia tombola, si ripropone come valore centrale dell’esperienza di gioco nel bingo, che nel caso di quello fisico può essere associato anche al consumo di bevande e di cibo. Nel tempo la tecnologia ha favorito l’evoluzione del bingo sia sul canale fisico che su quello online attraverso la definizione di nuove esperienze di gioco. Gli effetti della pandemia sul gioco del bingo sono stati evidenti, il gioco fisico è stato fortemente penalizzato dalle chiusure prolungate delle sale nel corso del 2020 e del 2021. Il bingo online, nel corso dell’ultimo anno e mezzo, è stato premiato per la sua capacità di contribuire alla socializzazione e all’intrattenimento nei lunghi periodi a casa. Il bingo online ha registrato un incremento in termini di spesa dal 2020 al 2019 del 58 per-


I L F U T U R O D E L B I N G O T R A S O C I A L I T À E I N N O VA Z I O N E

cento, un mese particolarmente positivo è stato dicembre. Molto probabilmente la vecchia tombola (fatta in casa con gli amici) tra coprifuochi e impossibilità di vedere amici e parenti è stata sostituita dal gioco online. Complessivamente il gioco del bingo online è cresciuto più dei casinò games. Il valore complessivo della spesa nei primi sei mesi del 2021 conferma il suo trend di crescita, con un incremento di circa il 33 percento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il recente successo del bingo online è attribuibile a diversi fattori, connessi solo in parte con la pandemia, e in particolare riconducibili anche all’attivazione di nuove formule, che hanno reso il prodotto diversificato e più flessibile rispetto alle esigenze dei clienti. Il bingo è un gioco che beneficia e richiede un numero elevato di giocatori contemporanei (liquidità del gioco) in modo da consentire il raggiungimento di premi interessanti e animazione nelle chat. L’introduzione di nuove formule di bingo, creando molteplici e contemporanee possibilità di gioco, di fatto, richiede un’attenta programmazione adattata sulla base delle esigenze dei clienti e alla liquidità del circuito. Un altro elemento di rilievo è rappresentato dalla presenza della dimensione “social” (chat) all’interno stesso del gioco. Nel corso degli ultimi anni è evidente che i social network hanno avuto una massiccia diffusione presso tutte le fasce di età della popolazione e la presenza di elementi “social” come la chat rafforza e amplifica il gioco stesso. La chat rappresenta uno strumento che consente di migliorare il rapporto con il cliente e di differenziare, per quanto possibile, l’esperienza di gioco attraverso l’offerta di molteplici forme d’intrattenimento. Nel tempo le chat hanno assunto un ruolo estremamente importante per la diffusione di contenuti di puro intrattenimento, di gamification e di interazione sociale tra giocatori. Al giocatore di bingo è inoltre fornita un’ampia esperienza di gioco basata anche sulla possibilità di giocare ad altri giochi rimanendo all’interno dello stesso ambiente. Per il futuro, è possibile prevedere ulteriori ambiti di sviluppo connessi a diversi fattori, tra i quali occorre citare: l’ampliamento dei servizi ai clienti, l’adozione di nuove strategie di marketing connesse ai principi del marketing socialmente responsabile e lo sviluppo della convergenza tra fisico e online. Il gioco del bingo è un prodotto, in genere, a liquidità condivisa con ridotte possibilità di differenziazione tra i vari operatori. Per puntare a un ulteriore rilancio può essere utile promuovere forme di differenziazione del prodotto che passano attraverso l’accrescimento dei servizi ai clienti. Parte degli investimenti in comunicazione venuti meno a seguito dell’entrata in vigore del divieto di pubblicità per il gioco con vincita in denaro (introdotto dal cosiddetto decreto Dignità, decreto legge 12 luglio 2018, n. 87, legge di conversione 9 agosto 2018, n. 96) potrebbero essere diretti verso investimenti sui servizi a valore aggiunto da fornire ai clienti.

Un esempio al riguardo di particolare interesse è quello che proviene dal settore delle Telco, caratterizzato dalla vendita di servizi indifferenziati (facendo eccezione per la qualità della rete, dato peraltro non omogeneo sul territorio italiano) che ha arricchito la propria offerta con servizi aggiuntivi, in genere contenuti (musica, Tv), con modelli di business che variano dal free, freemium e a pagamento. Tale strategia, è riuscita a contrastare, in parte, la riduzione dei prezzi che si era dimostrata una linea non vincente ed economicamente non conveniente. Un altro aspetto fondamentale per l’ulteriore crescita del bingo online è costituito dall’ampliamento della customer base attraverso la diffusione di strategie di marketing che evidenzino le caratteristiche di socialità e di intrattenimento del prodotto del gioco del bingo in modo da posizionare il prodotto come un gioco a bassa compulsività e coinvolgere nuovi clienti. Sarebbe utile prevedere la predisposizione e adozione di nuove strategie di marketing sociale in grado di costruire ed evidenziare un’esperienza di gioco in cui gli aspetti ludici e sociali del gioco si fondono con le misure di gioco sicuro e responsabile. La convergenza tra gioco fisico e gioco online sembra essere un processo avviato ed accelerato nel periodo pandemico in atto, anche per il gioco del bingo potrebbe essere utile trovare delle modalità operative che consentano l’ottimizzazione del customer journey del cliente favorendo l’affermazione di un modello fluido tra canali.

LEI CHI È?!? Laura D’Angeli è un business consultant con esperienza ultraventennale. Negli ultimi 15 anni la sua attività si è concentrata sul settore del gaming ed ha seguito, in tale settore, lo sviluppo di primarie società di gioco, media company e Telco. È membro del Gruppo Studi e Ricerche Diritti e Salute del Giocatore (Dsg)-Consumatore, istituito presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Tor Vergata ed è senior advisor dell’Osservatorio Digital content – area esports del Mip.

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L’ATTIVITÀ SVOLTA DA ESERCENTI E GESTORI DI APPARECCHI E LOCALI DI GIOCO È FISIOLOGICAMENTE RISCHIOSA: ECCO COME PROTEGGERE ADEGUATAMENTE IL PATRIMONIO PERSONALE ATTRAVERSO LA SOLUZIONE DEL “TRUST”, CHE ESPLORIAMO IN QUESTO ARTICOLO A cura di Giancarlo Marzo e Francesco Scardovi

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empre più spesso, anche in Italia, si sente parlare di protezione del patrimonio e gestione di passaggi generazionali di aziende non solo familiari tramite trust. Ciononostante, l’utilizzo concreto di tale istituto giuridico continua a suscitare una certa diffidenza, probabilmente incentivata dalla scarsa conoscenza derivante dalla sua estraneità rispetto al sistema giuridico interno. MA COS’È IL TRUST? Senza scendere troppo nel tecnico, possiamo iniziare col dire che si tratta di entità dotata di soggettività fiscale all’interno della quale chiunque (cd. “disponenti”) può conferire tutti o parte dei propri beni (cd. “trust fund”) eventualmente riservandosene l’uso a vita - ad altro soggetto (cd. “trustee” o “trust company”) affinché si occupi della relativa gestione nell’interesse di altri (detti “beneficiari”) o per uno scopo specifico. A queste tre figure potrebbe, poi, aggiungersi quella del guardiano, soggetto preposto al controllo della rispondenza dell’operato del trustee alle volontà espresse dal disponente nell’atto istitutivo. Il disponente, in sostanza, in totale neutralità fiscale, analogamente a quanto avviene in ipotesi di intestazione fiduciaria, perde la proprietà formale dei beni apportati al trust (formalmente, intestati al trustee) ma, diversamente dal predetto strumento, perde altresì la proprietà sostanziale dei beni conferiti. Con la conseguenza che, salve le ipotesi di azioni revocatorie, tali beni non sono in nessun caso aggredibili dai suoi creditori personali, chiunque essi siano. I beni, allo stesso modo, non possono essere aggrediti dai creditori personali del trustee il quale non

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sarà mai l’effettivo proprietario del trust fund. La proprietà sostanziale dei beni, in astratto, spetterebbe ai beneficiari indicati dal disponente nell’atto istitutivo del trust, soggetti che tuttavia potrebbero non essere stati individuati specificamente, avendo il disponente preferito - per una serie di ragioni non solo fiscali - indicare una classe di soggetti e rimettere alla discrezionalità del trustee o del guardiano, la concreta individuazione tra tali soggetti dei beneficiari dei beni apportati e/o dei redditi ottenuti dagli stessi (cd. “trust discrezionali”). La scelta del disponente di individuare tali soggetti ha conseguenze di non poco conto. L’individuazione formale, tanto ad opera del disponente quanto del trustee, dei beneficiari dei redditi determina la trasformazione del trust da opaco a trasparente: i redditi derivanti dai beni apportati, dunque, anziché scontare l’aliquota Ires prevista per le società sono automaticamente imputati a tali soggetti i quali sono tenuti a dichiararli personalmente e a versare le conseguenti aliquote Irpef. Allo stesso modo, l’individuazione e nomina dei beneficiari dei beni, determina la trasformazione in diritto una mera aspettativa, con tutte le relative conseguenze. IL TRUSTEE POTREBBE APPROPRIARSI DEI BENI DEL TRUST? Trust significa fiducia. Ciononostante, nell’atto istitutivo si procede all’analitica regolamentazione dei poteri e delle facoltà del trustee. La violazione delle regole, oltre alle responsabilità penali e civili per eventuali atti fraudolenti posti in essere nello svolgimento del proprio incarico, può essere scongiurata, da un lato, subordinando qualsiasi atto dispositivo al consenso del guardiano o dei

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Una questione di fiducia


UNA QUESTIONE DI FIDUCIA

beneficiari già individuati. Dall’altro, riconoscendo a tali soggetti il potere di controllo dell’operato del trustee e di procedere alla sua revoca. I BENI PERSONALI NON SONO GIÀ AL SICURO SE ESERCITO LA MIA ATTIVITÀ CON UNA SOCIETÀ DI CAPITALI? Nonostante l’autonomia patrimoniale perfetta delle società di capitali, sono tantissime le ipotesi in cui un socio o un amministratore viene chiamato a rispondere personalmente dei debiti contratti dalla società. Basti pensare agli accertamenti fiscali con cui si presumono ed imputano ai soci gli utili extracontabili accertati nei confronti di società a ristretta base societaria o vengono attribuite violazioni di società ritenute artificiose o, ancora, in virtù della presunta qualifica di amministratore di fatto. In ogni attività imprenditoriale collettiva è insito un margine di rischio. Prima che il problema si presenti, dunque, è fondamentale separare e vincolare e preservare i beni destinati ai propri eredi. I BENEFICIARI POSSONO IMPORRE AL TRUSTEE LA CESSAZIONE ANTICIPATA RISPETTO AL TERMINE INDIVIDUATO? Oltre a quanto può espressamente prevedersi nell’atto istitutivo, sono molte le leggi regolatrici che prevedono espressamente la facoltà per i beneficiari di obbligare il trustee allo scioglimento del trust. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, è necessario che la decisione sia presa da tutti i beneficiari. Da un lato, dunque, devono essere d’accordo sia i beneficiari di reddito sia quelli di capitale. Dall’altro, non devono esserci beneficiari potenzialmente ancora nominabili secondo quanto previsto nell’atto. Laddove, per esempio, in un trust discrezionale la classe individuata dal disponente includa i propri discendenti, i beneficiari individuati non potrebbero esercitare tale diritto in quanto, entro il termine finale del trust, potrebbero essere nominati ulteriori beneficiari. Per ovviare a tale preclusione, tuttavia, il disponente potrebbe prevedere specifiche ipotesi che obblighino il trustee alla nomina e devoluzione di beni o redditi a uno dei beneficiari ricompresi nella classe indicata. Il disponente, del resto, potrebbe individuare i beneficiari già nell’atto istitutivo. Tale scelta, tuttavia, avrebbe conseguenze di non poco conto. Oltre alle conseguenze reddituali di cui si è detto, i beneficiari sarebbero titolari di un vero e proprio diritto e non di una mera aspettativa. Da un lato, i rispettivi creditori potrebbero aggredirli. Dall’altro, sarebbero tenuti ad eventuali obblighi di monitoraggio fiscale, in ipotesi esistenti all’estero. Perché il trust favorisce il passaggio generazionale tutelando la mia famiglia? Uno dei principali ambiti di applicazione del trust è quello della pianificazione successoria. Si pensi al caso di un imprenditore con quattro figli residenti all’estero e operanti in settori differenti da quello del padre, che perde la vita in circostanze impreviste. In siffatto scenario, l’apertura della successione potrebbe generare non pochi problemi dal punto di vista della continuità aziendale. È presumibile, infatti, che a causa di dissidi interni gli eredi non trovino un accordo per

la prosecuzione dell’impresa, finendo per dismettere separatamente le quote di partecipazione così ereditate e ad un prezzo certamente inferiore a quello ritraibile in caso di cessione unitaria. Di talché ne deriverebbe uno sicuro smembramento dell’impresa, frutto del duro lavoro del de cuius, e del suo valore. Al contrario, un’adeguata pianificazione realizzata in via preventiva avrebbe potuto scongiurare un tale nefasto epilogo. In quest’ottica il trust, laddove idoneamente strutturato, avrebbe rappresentato un’ottima soluzione per regolamentare il passaggio del timone nella governance all’erede più idoneo, al contempo salvaguardando l’interesse dei quattro figli. Da un lato, infatti, l’imprenditore padre – conferendo in trust le sole partecipazioni sociali e conservando la propria qualità di amministratore - avrebbe di fatto continuato a gestire l’impresa fino all’ultima ora della sua vita. Dall’altro, sarebbe stata garantita la continuazione dell’attività di impresa anche negli anni a venire, con il relativo affidamento al figlio reputato maggiormente adatto a sostituirlo o ad un manager professionale. Il tutto, sempre e comunque nell’interesse congiunto dei legittimari e senza che rilevino limiti concernenti le dimensioni dell’impresa stessa. IN IPOTESI DI GRUPPI SOCIETARI STRUTTURATI NON SAREBBE SUFFICIENTE LA COSTITUZIONE DI UNA HOLDING? La costituzione di una holding destinata al controllo delle società operative del gruppo rappresenta senza dubbio un’ottima soluzione per una gestione efficiente del passaggio generazionale. Per la protezione delle partecipazioni nella holding – comunque aggredibili dai creditori dei soci – una soluzione potrebbe essere il loro conferimento in un trust. In conclusione, dunque, l’estrema versatilità fa del trust uno strumento che, in mano a professionisti esperti, si presta ad un taglio sartoriale, cucito su misura del cliente e, perciò, in grado di rispondere più efficacemente rispetto agli istituti giuridici tradizionali, alle sue concrete esigenze. I suoi utilizzi sono praticamente infiniti. Lo strumento, al contrario di quanto si creda, non è riservato alla sola gestione di grandi patrimoni. Il trust può, infatti, essere utilizzato da chiunque anche per destinare ad alcuni familiari piuttosto che ad altri il proprio immobile o la nuda proprietà dello stesso riservando a sé stessi il diritto di abitazione. Non si è potuto, infatti, evidenziare in questa sede che la ormai univoca giurisprudenza della cassazione ha definitivamente chiarito – sconfessando la tesi dell’Agenzia delle entrate – che l’apporto di qualsiasi bene in trust, anche nel caso di immobili, sconta imposte di successioni e donazioGLI AUTORI ni, ipotecaria e catastale in misura fissa. Diversamente Francesco Scardovi Dottore Commercialista dalla donazione di tali beni Revisore legale, Partner o dal loro apporto in una Studio Scardovi & Giordani società, dunque, la tassazio Giancarlo Marzo ne del conferimento in trust Managing partner Studio legale e Tributario viene rinviata all’eventuale Marzo Associati attribuzione ai beneficiari.

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scommesse

SEMAFORO GREEN (PASS) PER LE SCOMMESSE Il punto della situazione sul betting in vista della ripartenza dei principali campionati sportivi d’Italia e d’Europa

di Cesare Antonini

Ci

mancava il Green pass, per il retail, mentre per mobile e online, il provvedimento del Governo può dare l’ennesimo slancio: parliamo di scommesse, ovvio. Intanto riparte il grande calcio ma l’estate azzurra ha fatto il suo grazie alla mastodontica offerta di gioco tra Europei e Olimpiadi. Ad analizzare con noi tutti questi temi sono due operatori, uno puro online e l’altro sia digital che molto presente sul territorio. Per questo, mentre ci racconteranno come sta andando il loro business, saranno in grado di spiegarci molto bene qual è lo stato di salute del mercato e, soprattutto, che industria sarà quella che riprende vita con la prossima stagione calcistica.

Caramatti, Fantasyteam e Sportitaliabet

«UNA SUPER RIPARTENZA DI STAGIONE E IL FUTURO È TRA DIGITAL E INTRATTENIMENTO» “L’Italia agli Europei di calcio ha compiuto un’impresa e ha spinto le scommesse ma, visto che tutti i giocatori sono tifosi, hanno bettato sulle sue vittorie e in termini di payout non è andata benissimo per i bookmakers. Scherzi a parte, siamo felicissimi di come è andata l’estate ma ancora di più di come è ripartito il calcio!”. Niccolò Caramatti, Ceo di Fantasyteam.it, concessionario di gioco esclusivamente online, e di Sportitaliabet, book che gestisce per il popolare canale televisivo, è a dir poco entusiasta di come stanno andando le cose. Partiamo dagli Europei itineranti, com’è andata? “Benissimo - prosegue Caramatti - siamo contenti anche perché queste competizioni hanno il limite di avere poche

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partite e quindi ad un certo momento diminuiscono i match da giocare. L’Italia, come dicevo, da una parte ha aiutato ma ovviamente sono tante le scommesse che abbiamo pagato. Nel complesso, però, è andata bene e sono stati mitigati un po’ gli effetti negativi del betting sull’estate”. E le Olimpiadi di Tokyo? “Per noi hanno rappresentato tanto lavoro a fronte di un giocato assai ridotto. Gli scommettitori hanno poche info su chi gareggia e anche gli orari erano sfortunati: non è stato un’evento prettamente per il betting. Sicuramente anche i giochi olimpici hanno aiutato nel periodo estivo ma alla fine gli utenti hanno sempre preferito scommettere sulle medaglie in palio nel calcio, basket e tennis”. Ora, però, torna l’amato campionato di Serie A: “E la ripartenza delle massime


SEMAFORO GREEN (PASS) PER LE SCOMMESSE DIGITALI

competizioni calcistiche e di tutti gli sport ci ha positivamente sorpreso. Con Fantasyteam siamo al 100 percento di aumento dei volumi sull’anno precedenti e anche Sportitaliabet sta facendo molto bene. Per questo siamo molto positivi e soddisfatti e dobbiamo ringraziare anche ePlay24 che ci permette di utilizzare una piattaforma così importante e performante e siamo molto fiduciosi per il prosieguo della stagione”. Numeri che certificano un altro elemento importantissimo: “Il mobile e l’online hanno ormai messo la freccia al betting retail - spiega Caramatti - a dargli la spallata finale sembra essere il green pass che ha prodotto un notevole calo negli esercizi fisici. Il gioco live ha ormai superato il prematch e questo vuol dire che i players giocano dal divano di casa o comunque da mobile. Certe abitudini sono definitivamente cambiate”. La direzione è questa? “Il gioco sta assumendo una va-

lenza più ludica e live che prematch e molto più inquinata dal tifo. Invece, si esce molto dalla direzionalità dell’evento e aumentano le scommesse che derivano dai fantasy games. Si gioca sui tiri in porta, sui passaggi e posso scommettere senza tifare contro la mia squadra. Stiamo facendo grossi sacrifici su sviluppo e ricerca per offrire questo gioco non direzionale, ma molto fantasy e che piace a tutti”. Parola d’ordine, intrattenimento, quindi: “Se gioco guardando la partita voglio dare un boost al mio divertimento e queste tipologie di mercati sono distaccati dal risultato e ideali per questo - prosegue Caramatti - Over, Gol sono state le primissime scommesse di questo tipo. Uno 0-0 può essere comunque divertente perché hai capito quel player che ha fatto un certo numero di passaggi o tiri e hai vinto lo stesso. Può succedere di tutto anche senza gol il divertimento è assicurato”, ha concluso.

Iuliano, BetBull

«UN’OTTIMA ESTATE E UNA NUOVA STAGIONE DA AFFRONTARE. IL GREEN PASS? PUÒ NON ESSERE UN PROBLEMA» Green pass e chiusure ulteriori con l’arrivo dell’autunno spaventano tutto il retail del gaming e non solo. Ma per chi ha saputo mixare alla perfezione i due canali facendoli anche dialogare nella logica “omnichannel”, i problemi saranno certamente differenti se non inesistenti. A fare il punto della situazione di questo operatore di gioco legale d’Italia è Ernesto Iuliano, presidente di BetBull.it. Partiamo però da come è andata l’estate e come hanno influito due super eventi come gli Europei di calcio e Tokyo 2020 sul gioco raccolto: “Sicuramente gli europei ci hanno fatto compagnia e hanno dato entusiasmo al giocatore ma dopo la loro fine abbiamo notato un drastico calo della raccolta. Poi, con la prima di campionato abbiamo visto di nuovo tornare l’entusiasmo del giocatore. Naturalmente il calcio la fa da padrone e le imprese dell’Italia hanno contribuito a tenere vivo l’interesse attorno a questo evento di scommesse. Anche i risultati ottimi del tennis hanno spinto molto per la raccolta. Le Olimpiadi - prosegue Iuliano - grazie agli ori azzurri hanno prodotto un discreto seguito sia online che in agenzia”. A proposito, proprio in estate è stato introdotto il green pass con particolare dedizione e attenzione (strano eh?) per il settore del gioco, come sta andando e come pensate andrà? “In effetti in agenzia siamo partiti timidamente e di certo il provvedimento del Governo non ha aiutato anche se, per ora e sarà per la ripartenza dei campionati, abbiamo visto un aumento dell’affluenza. Tuttavia - prosegue Iuliano - vedo che stanno aumentando i ‘no green pass’ e questo rappresenterà un problema perché la spesa del tampone è inaccessibile ai più e per chi non si vaccinerà sarà un problema. Noi, ovviamente, siamo molto rigidi nel non far rispettare la norma ma per fortuna non abbiamo perso tantissimi clienti”. Avere un modello di business ibrido, inoltre, può essere

fondamentale: “Certo che sì, tra agenzie, punti e Pvr possiamo cercare di accontentare tutti. Le ricariche saranno possibili nei punti vendita e questo potrà aiutare la raccolta online nonostante le numerose restrizioni in atto nel nostro paese per il gioco terrestre”. Per la nuova stagione sportiva come si sta attrezzando BetBull.it? “Per migliorare l’esperienza di gioco dei nostri clienti abbiamo aggiornato il nostro modulo di scommesse e per l’avvio dei maggiori campionati di calcio e delle coppe europee continueremo ad offrire le quote tra le più competitive del mercato. Abbiamo anche una app di ultima generazione facilmente scaricabile dal nostro sito che permette di avere sempre a disposizione i giochi preferiti degli utenti e vedere con facilità lo stato di avanzamento delle giocate”. Tornando alla stagione autunnale, cosa potrebbe accadere quest’anno? “Difficile fare previsioni su possibili chiusure in autunno anche se la paura c’è sempre - prosegue il presidente di BetBull.it - tra green pass e vaccino dovremmo essere sempre sicuri ma un po’ di prudenza dettata dalla preoccupazione la teniamo sempre in conto. Bisogna capire cosa accadrà con la riapertura delle scuole e che effetti avrà l’estate sui contagi”. Uno sguardo proiettato al futuro, però, c’è sempre: che obiettivi ha BetBull.it? “Abbiamo intenzione di espandere la rete con una concentrazione maggiore sulle regioni italiane del centro nord e vogliamo fidelizzare i nostri Pvr dai quali abbiamo avuto un grosso risultato nei mesi più duri del lockdown e dell’estate. Ad esempio il BetBull.it Poker Tour c’ha tenuto compagnia per tutta l’estate e abbiamo intenzione di investire ancora in queste formule per spingere i nostri partner sempre di più”, conclude Ernesto Iuliano.

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LEDRITTE DELMAESTRO di Gianni Carra

Le scommesse antepost della stagione calcistica 2021/2022 PROMOSPACE

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arte la nuova stagione calcistica 2021/22 e come sempre prepariamo le nostre giocate sugli antepost delle varie competizioni europee. Arriviamo da un campionato difficile, dove le squadre hanno dovuto rinunciare al proprio pubblico per il Covid-19, oltre alle fatiche dei giocatori impegnati nelle proprie nazionali per i campionati europei dove ha trionfato la nostra nazionale. Incominciamo dalla Premier League dove si staccano 4 squadre, il Manchester City, quota 2.00, Chelsea quota 4.50, Liverpool quota 5.50 e Manchester United quota 7.00. Sulla carta il City dovrebbe portare a casa l’ennesimo titolo, ma la quota non è appetibile, puntiamo sul Chelsea che ha un Romelu Lukaku in più quota 4.50. La Liga spagnola propone sempre le due squadre di Madrid ed il Barcellona. La massima competizione iberica perde Messi trasferitosi a Parigi, ma anche senza l’argentino puntiamo sul Barça quota 2.30. Per gli speculatori proponiamo Bayern Monaco vincente Bundesliga e Paris Saint Germain vincente nel campionato francese. Le due squadre dovrebbero vincere il loro campionato con 5 giornate di anticipo, la quota del doppio vincente è 1.27, quota bassa ma che può produrre il 27 percento di utile in 9 mesi.

E ora analizziamo la nostra Serie A: i bookmakers si sono totalmente schierati sulla Juventus. I bianconeri hanno richiamato in panchina Max Allegri, a centrocampo è arrivato Locatelli mentre la fase offensiva dispone di Ronaldo, Chiesa, Morata e Dybala. In difesa De Light, Bonucci e Chellini, leggendo questi nomi non dovrebbe esserci match, ma la nostra Serie A non è semplice da vincere. La quota 1.80 non è allettante. Le alternative sono i campioni d’Italia dell’Inter, quota 5.00, hanno perso due pedine importanti come Lukaku e Hakimi e difficilmente si ripeteranno. L’Atalanta, quota 6.50, difficilmente la vedremo vincere uno scudetto. Le due romane si sono indebolite; la Roma presenta in panchina Mourinho e la Lazio Sarri, le quote sono allettanti, superiori a 20.00 ma non penso che sia la loro stagione. Rimangono le due squadre che hanno una quota appetibile per provare a mettere il nostro gettone, il Napoli quota 11.00 ed il Milan quota 14.00. I partenopei hanno cambiato mister ed è arrivato Spalletti a sostituire Gattuso, la squadra ha fatto pochi cambi e punta su Osimeh che lo scorso anno ha giocato solo 24 partite siglando 10 goal, se non avrà infortuni come la scorsa stagione può regalare molte BRAHIM DIAZ DEL MILAN

Rubrica a contenuto informativo ai sensi delle Linee Guida Agcom (Delibera n.132/19/CONS)

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Chi è Gianni Carra Cinquantuno anni, un passato sui campi da tennis serie C1 nel 1984, ha insegnato in vari circoli lombardi dal 1980 al 1987. Dal 1976 ha iniziato a frequentare gli ippodromi, nel 1992 è collaboratore del quotidiano Cavalli e Corse. Dal 1996 la sua attività professionale principale è scommettere sugli avvenimenti sportivi. Nel 2006 inizia la sua avventura anche nel mondo del poker prima come giocatore e poi come organizzatore. Dal giugno 2012 entra nel team pro di VipBox.it poi nel luglio 2013 il salto di qualità. Carra diventa l’unico poker pro player di PaddyPower.it e cura alcune rubriche radiofoniche e in tv nel seguitissimo programma ‘Qui studio a voi stadio’ di Telelombardia, sempre come uomo Paddy Power. Quotidianamente centinaia di lettori lo seguono sulla sua pagina Facebook e anche nel suo blog, ‘Le dritte del Maestro’ (www. ledrittedelmaestro.it) dove il suo motto è: mano passata, mano finita.

soddisfazioni al club napoletano. Andando per esclusioni anche il Milan ha le sue chance, ha perso Donnarumma e Calhanoglu, ma ha acquistato Giroud, Florenzi e Bakayoko. Le chance del Milan dipendono da quante partite giocherà Ibrahimovic, che in questa squadra ed in questo campionato può fare ancora la differenza. Quindi mettiamo un gettone su Napoli ed uno sul Milan, una scuderia di due squadre che fanno la media a quota 6.00. Il campionato di Serie B è uno dei campionati più difficili d’Europa: in ogni stagione troviamo sempre una squadra outsider che manda in fumo tutti i pronostici. Favorito a vincere il campionato è il Parma a quota 3.50, seguito dal Monza a quota 5.00. Noi puntiamo sul Brescia che molti bookmakers offrono addirittura a 14.00, ma consigliamo di mettere “mezzo” gettone. In Champions League i favori del pronostico sono tutti per il Paris Saint Germain che ha il trio delle meraviglie Mbappè, Messi e Neymar: la loro vittoria si può giocare a 3.75, ma potrebbe essere l’anno del Manchester City. La squadra di Guardiola può rifarsi dalla finale persa lo scorso anno e puntiamo con ottimismo a 4.50. Le squadre italiane sono giocabili a quote interessanti, Juventus a 15.00, Inter 25.00, Atalanta 33.00 e il Milan addirittura a 50.00: per una squadra che ha vinto 7 Champions un “cippino” lo merita.


ippica

LE OCCASIONI NON SIANO PERSE

PH. NOAH SILLIMAN, UNSPLASH

L’

di Michela Carboni

ippica torna a occupare la scena politica. Diversi sono e sono stati gli interventi che in quest’ultimo periodo hanno interessato il settore, come le interrogazioni sui pagamenti ippici, il green pass obbligatorio per accedere negli ippodromi e il Ddl sull’ippicoltura, firmato dalla deputata di Italia Viva Maria Chiara Gadda. E proprio su quest’ultimo punto, Monica Ciaburro, deputata di Fratelli d’Italia, sottolinea: “Una grande criticità del Ddl Gadda, che ho riscontrato anche con altri testi in discussione in Parlamento, è stato l’utilizzo dello strumento della delega legislativa tout court. Lo strumento di per sé è utile quando si tratta di materie così ampie, come il contesto dell’ippica, ma deleghe eccessivamente ampie e prive dei giusti criteri direttivi possono compromettere la bontà e l’integrità di una proposta. In questo senso il Ddl Gadda, partendo con ottime intenzioni, ha indubbiamente bisogno di molti correttivi, in particolar modo per quanto riguarda il mondo sportivo, sotto un punto di vista legislativo e fiscale, per non diventare l’ennesima occasione persa”. Il settore da tempo chiede al Governo degli interventi mirati per un suo rilancio. Cosa ne pensa e come il Governo dovrebbe intervenire? “Il settore purtroppo sta pagando tuttora una politi-

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L’ippica ha bisogno di un intervento legislativo profondo, secondo la deputata di Fdi Monica Ciaburro, a partire anche dalla costituzione di un’Agenzia unica per la gestione del settore cizzazione eccessiva della sua gestione, che ha portato ad un management di tutto il mondo del cavallo totalmente inefficiente, con la destituzione dell’Unire prima e dell’Assi poi. Occorre sicuramente che il Governo fornisca al comparto una risposta nella forma di un interlocutore istituzionale unico, che possa fornire al mondo dell’ippica il supporto adeguato non solo nella gestione del mondo sportivo, ma anche della formazione, delle relazioni istituzionali ed internazionali e così via. Occorrono anche misure più di dettaglio come l’applicazione di un regime Iva univoco a tutti gli equidi e l’integrazione del contesto ippico con le risorse messe a disposizione con il Fondo europeo di sviluppo rurale. Abbiamo presentato moltissimi emendamenti in questo senso, perché si tratta di un’occasione unica e perderla sarebbe un’umiliazione vera e propria, ma rappresenterebbe il colpo di grazia verso un mondo molto sofferente che rappresenta storia, cultura e tradizione, che costituisce un nostro fiore all’occhiello all’estero. Penso anche a quanto moltissime realtà ippiche, sportivo-dilettantistiche, sul


LE OCCASIONI NON SIANO PERSE

assolutamente necessario coinvolgere scuole, agenzie di promozione turistica, ma anche medici di medicina generale ed il mondo medico in senso lato: la pet therapy rappresenta un importante presidio a tutela dei più fragili, funziona e mettendo a servizio queste realtà è possibile fare un vero servizio pubblico”. Crede che occorra anche una modifica delle scommesse ippiche? “È evidente che l’intera architettura gestionale del sistema necessiti di essere rivista, inclusa quella delle scommesse ippiche. In questo senso occorre mettere in raccordo reciproco ministero delle Politiche agricole, ministero dell’Economia e delle finanze e Agenzia delle dogane e dei monopoli per poter disporre ed attuare un riordino della disciplina che permetta finalmente, ad esempio, di modernizzare il sistema con l’unificazione dei totalizzatori e l’introduzione dei premi di consolazione se vogliamo parlare di scommesse di per sé, ma anche di rendere più concorrenziali i giochi ippici con una riduzione del prelievo fiscale sulle scommesse ippiche, prevedendo naturalmente che una quota parte delle risorse venga devoluta a sostegno del settore, magari proprio tramite quell’agenzia indipendente di cui ci sarebbe tanto bisogno”. MONICA CIABURRO

territorio abbiano bisogno di tutto l’aiuto possibile, per questo noi ci siamo con le nostre proposte. Sinceramente, non riesco a immaginare, purtroppo, come tutto questo possa continuare a sopravvivere senza un intervento legislativo profondo”. In che modo andrebbe rivista la governance del settore? “Come ho avuto modo di spiegare, è evidente che vi sia la necessità di istituire un’agenzia unica di riferimento per il settore, che ne gestisca la formazione e la promozione, sia dal punto di vista economico, sportivo e turistico. È ormai improcrastinabile l’esigenza di istituire un attore unico di riferimento che garantisca lo sviluppo del settore mediante politiche di programmazione pluriennali, una gestione più consapevole dei provvedimenti disciplinari, ma che si occupi anche della gestione unica dell’anagrafe degli equidi, della costituzione dell’albo dei medici veterinari e degli aspetti relativi ai componenti delle giurie e degli altri ispettori necessari al settore, nonché la promozione internazionale del comparto stesso e di tutti gli aspetti connessi alla formazione”. Gli ippodromi a suo avviso come andrebbero ripensati e rilanciati? Sono un volano per il turismo? “Gli ippodromi, come tanti aspetti relativi al mondo dell’ippica, andrebbero sicuramente ricondotti sotto l’alveo di un’agenzia indipendente dal punto di vista gestionale, ma pensati, anche nell’organizzazione delle attività, come una vera opportunità di promozione dei territori. Un ippodromo può diventare un elemento accentratore di tutta una serie di elementi legati alla filiera, anche in prospettive di sviluppo di servizi legati all’ippoturismo ed all’ippoterapia. È evidente che servano canali di comunicazione privilegiati tra queste realtà, gli attori privati più rilevanti e le amministrazioni locali. Siamo in un processo di transizione più o meno obbligato, dove gli ippodromi devono un po’ aprirsi anche ad attività alternative, usando i loro spazi, a stretto giro con i territori in cui operano: riuscire a mettere a segno questa equazione significa portare a casa un vero e sostanziale rilancio di queste realtà”. I comuni in che modo possono incentivare gli ippodromi per coinvolgere anche le famiglie ed essere un punto di riferimento per le città? “I comuni, soprattutto per quanto attiene ai piccoli comuni, vivono in una condizione di costante e permanente difficoltà in ragione delle scarse risorse umane ed economiche a disposizione. Ciò detto, la possibilità di poter usufruire di canali interlocutori privilegiati con una ipotetica Agenzia indipendente di gestione del settore, intesa come autorevole attore istituzionale di raccordo, costituirebbe sicuramente una grande opportunità. Da questo punto di vista credo che sia importante, una volta messi a disposizione gli strumenti giusti, avviare dialogo e mettere a sistema comuni, province e regioni, per i rispettivi ambiti di competenza, con il mondo ippico e le realtà turistiche locali nonché del terzo settore per l’elaborazione. Da un punto di vista territoriale, invece, credo sia

Lei chi è?!? Monica Ciaburro inizia la sua attività politica in Alleanza Nazionale sin dalla sua fondazione. Successivamente collabora con il vice presidente della Regione Piemonte, William Casoni. Alla creazione del Pdl entra a farne parte e vi resta fino al 2012 quando aderisce a Fratelli d’Italia. Nel 2009 si candida a sindaco nel comune di Argentera (Cn), venendo eletta consigliere comunale. Dal 2009 al 2014 riveste la carica di vicepresidente del consiglio della Comunità Montana Valle Stura. Il 12 giugno 2017 viene eletta, con oltre il 90 percento delle preferenze, sindaco di Argentera. Dal dicembre 2017 ricopre la carica di assessore presso l’Unione Montana Valle Stura. Viene candidata alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 nella lista proporzionale di Fdi nel collegio Piemonte 2 e viene eletta deputato della XVIII Legislatura. Dal 21 giugno 2018 fa parte della Commissione XIII Agricoltura della Camera dei Deputati. Il 15 novembre 2018 è stata nominata membro della commissione parlamentare per la Semplificazione. Il 29 luglio 2020 viene eletta segretario della commissione XIII Agricoltura.

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PH. NATHAN DUMLAO, UNSPLASH

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UN CAMBIO DI VISIONE di Michela Carboni

“C VANNI FERRO

ome tutti gli anni l’estate è il momento clou delle nostre attività, è indubbio che le riaperture - anche se un po’ in ritardo - hanno dato slancio e speranza alle sale, che anche quest’anno si sono preparate per accogliere la clientela in sicurezza”, afferma Vanni Ferro, presidente dell’associazione New Asgi, nuova associazione solo gioco d’intrattenimento per le famiglie, il quale torna ad affrontare la situazione non proprio rosea del mondo amusement. “Il turismo rappresenta una fetta importantissima del nostro mercato, molte delle nostre sale sono sale estive o comunque poste nelle

località turistiche, e ricoprono un importantissimo ruolo dell’offerta turistica di questi territori. Per i turisti italiani e stranieri, tornare a salutarci tutti gli anni nelle nostre sale è diventato un appuntamento irrinunciabile, intere famiglie che amano passare tutti assieme qualche momento nei nostri locali durante le loro passeggiate serali o nelle giornate nuvolose”. Quali sono le incertezze e le paure del settore? “Le incertezze del settore sono ancora molte, le nuove regole preoccupano in maniera particolare il parco macchine esistente, anni di sacrifici

Il settore del gioco di puro intrattenimento si prepara ad affrontare l'autunno, dopo un'estate tra alti e bassi

e investimenti che rischiano di finire al macero. Dobbiamo però ringraziare l’Agenzia delle dogane e dei monopoli (Adm) che fortunatamente ha aperto un tavolo di confronto, ci sono stati già due importanti incontri con il direttore dell’Ufficio apparecchi da intrattenimento della Direzione giochi, Antonio Giuliani e sui collaboratori, ed in un clima di estrema collaborazione è emersa la volontà reciproca di addivenire finalmente ad una riorganizzazione di tutto il settore, cercando però di salvaguardare quanto più possibile il patrimonio esistente. Ora siamo in fiduciosa attesa delle regole tecniche, e ci stiamo già attivando per organizzare la nuova certificazione di tutto il comparto macchine”. Cosa chiedete al Governo? “Al Governo chiediamo che cambi la visione del gioco di puro intrattenimento, dell’amusement, che ingiustamente viene trattato alla stessa stregua del gioco legale con vincita in denaro, ma che ribadisco, con questo non ha nulla a che vedere, né in termini di offerta di gioco né in termini di mercato e tanto meno di target clientelare”. Quali sono gli auspici del settore? “Siamo positivi sull’estate e siamo fiduciosi sul futuro, siamo persone abituate a lavorare, ma anche giustamente pronte difendere il proprio lavoro”.

STOP ALLA GUERRA SUI DAZI TRA USA E UE Buone nuove da Stati Uniti e Unione Europea, che sembrano aver trovato una quadra sul delicatissimo tema dei dazi, che da ben 17 anni alimenta le tensioni commerciali tra la prima economia mondiale e i 26 stati Ue, oltre ad aver ulteriormente compromesso le importazioni, negli ultimi mesi, di vari settore “speciali”. Tra i quali rientra anche il comparto amusement, tenendo conto che le principali attrazioni del

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ramo intrattenimento provengono dagli States, con particolare riguardo al flipper. Una situazione che aveva portato a un rincaro di ben il 25 percento in più su ogni prodotto, rendendo quasi insostenibile l’acquisto di una macchina da gioco in Europa. Ma al di là delle degenerazioni dell’ultimo periodo, la guerra commerciale che ha visto contrapporsi Washington e Bruxelles era già iniziata

durante la Presidenza Bush (2001-2009), sebbene le tensioni abbiano raggiunto l’apice durante il mandato di Donald Trump (2017-2021). L’attuale presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha però concluso un importante accordo con i vertici dell’Ue Ursula von der Leyen e Charles Michel, che dovrebbe risolvere tutte le criticità. E, in particolare, quelle di interesse per il comparto dell’intrattenimento.


DOPO UN ANNO E MEZZO DI INTERRUZIONE DOVUTO ALLA PANDEMIA SI TORNA A COMPETERE PER IL RANKING DI FLIPPER SPORTIVO, CHE CELEBRA I PRIVI EVENTI E SI PREPARA A UN AUTUNNO DI FUOCO

flipper

IL FLIPPER A DISTANZA PREMIA LA POLONIA

Lo spettacolo può continuare di Vincenzo Giacometti

Si

riparte. Anzi, a dire il vero, si è già ripartiti, in giro per il mondo, con le competizioni di flipper sportivo, e in qualche caso, anche a grande ritmo. Neanche il tempo di annunciare il ritorno alle competizioni, ripartire dal primo agosto, che è subito partito il primo torneo valido per il “ritrovato” ranking internazionale, dopo l’interruzione di ben 17 mesi consecutivi delle attività a causa della pandemia. Con l’International flipper pinball association (Ifpa), la Federazione che gestisce la classifica a livello mondiale, che nel ribadire la ripresa delle attività ha espresso le sue pubbliche congratulazioni nei confronti dello svedese Christian Holmsten, che è stato il primo ad aver “lanciato la palla d’argento” sul piano di gioco, dando vita al primo evento autorizzato da Ifpa dopo la pandemia: un torneo scattato alla mezzanotte del 1° agosto, a Borås, in Svezia, già sede di molte sfide sul territorio. Mentre riprendono gradualmente le attività sul territorio, per i tanti giocatori professionisti e per gli organizzatori di tornei, la federazione invita tutti comunque alla massima prudenza, non potendo ancora considerare sconfitto il temibile coronavirus che ha messo a tappeto le competizioni, insieme a tante altre attività. Per questo Ifpa “supporta i direttori di tornei e leghe nel prendere tutte le precauzioni che ritengono appropriate per rendere i loro eventi sicuri per i partecipanti e per le loro comunità in generale”. Tra queste, anche la richiesta che i partecipanti siano vaccinati e mostrino la prova dello stato di esso, in base alle normative locali. Invitando a consulta-

re le indicazioni dei funzionari sanitari locali, dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e di organismi nazionali come i Centers for disease control (Cdc). Non solo. Eventuali linee guida per la salute e la sicurezza dovranno essere incluse negli annunci degli eventi in modo che le aspettative siano chiare con largo anticipo e tutti i partecipanti siano tenuti a rispettarle. “Questo rimane un periodo stressante e incerto per molti di noi, quindi sii rispettoso degli organizzatori, dei proprietari dei locali e degli altri concorrenti”, è l’ulteriore invito di Ifpa rivolto stavolta ai giocatori. “Riconosciamo che la pandemia è una situazione continua e fluida con un impatto che varia nelle diverse regioni del mondo. Per questo continuiamo a monitorare la situazione globale con il contributo dei nostri direttori nazionali e dei rappresentanti provinciali/statali e la decisione di riprendere le sanzioni è soggetta a modifiche”. Con la Federazione che si mette a totale disposizione come risorsa per chiunque sia interessato a organizzare o partecipare ad eventi. Ma intanto, le palline riprendono a scorrere sui piani di gioco di tutto il mondo, per una nuova sfida globale. In Italia, a oggi, non sono ancora stati organizzati tornei ufficiali, anche a causa delle restrizioni ancora piuttosto stringenti – come quella dell’obbligo di green pass richiesto per ogni tipo di attività – che rischiano di compromettere la riuscita di un evento. Ma presto si potrà tornare a competere ai vecchi ritmi, con lo spettacolo che è pronto per ricominciare, anche da noi.

In attesa della ripresa delle competizioni ufficiali sono proseguite le sfide “a distanza” attraverso il campionato di flipper sportivo in streaming, Icr Ifpa Championship Rankings, che ha appena concluso la sua terza stagione del 2021, premiando il player polacco Marek Ch. Un successo che è arrivato al termine della sfida finale contro l’americano Kaylee Campbell. Rispettando il pronostico della vigilia che vedeva la quarta testa di serie della competizione trionfare contro il 15esimo qualificato, portandosi a casa il picoclo montepremi simbolico di 60 dollari contro i 35 del runner up. Marek ha conquistato titolo e finalissima vincendo la sfida per 2 a 1 superando l’avversario in rimonta. La parte finale della competizione, giunta al terzo evento dell’anno, è stata un percorso a eliminazione che ha visto uscire tutti i “big” del ranking online. Ultimo a crollare è stato il testa di serie di questa terza stagione, Fuji Eng, che ha perso con il punteggio di due a zero in semifinale contro il polacco Artur Natorski, che era diventato così il primo finalista. Mentre dall’altra parte del tabellone Marek Ch batteva l’olandese Alberto Medaillon, dando risalto al ruolo dei giocatori europei nella disciplina, dopo mesi di dominio quasi assoluto dei player statunitensi. Adesso però i riflettori si spostano nuovamente sul flipper “live”, lavorando per tornare a giocare a livello competitivo anche (e finalmente) in modalità “live” dopo il via libera per riprendere le competizioni ufficiali. Per un ritorno alla normalità, seppure graduale, anche nel flipper sportivo.

MAREK CH

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poker epm

L’ITALIA E L’ESTATE AZZURRA IN EUROPA ANCHE NEL POKER LIVE Il successo dell’organizzazione italiana e dei tanti nostri players andati a premio nell’immenso Euro Poker Million da 3.181 entries entra nella scia delle notti magiche del nostro Paese. Ed è super Bonavena. di Cesare Antonini

T NICOLA SASSO

ra il grande ritorno di Salvo Bonavena, che da “Mr. Ept” voleva diventare “Mr. Epm” e l’outsider austriaco con pochissimi soldi vinti in carriera, Gavril Dorel Peter, ha avuto ragione Eyal Bensimhon, poker player israeliano che primeggia su 3.181 entries conquistandosi la moneta più importante del montepremi da 1.344.767 euro generato dal buy in da 490 euro. È ancora record per Euro Rounders, l’organizzazione di poker live guidata dal Ceo Antony Angeloni e dal Cfo Lele Sgherza, ed è l’ennesimo successo per la poker room del King’s Resort condotta da un altro italiano, Federico Brunato. E certo che nell’estate del successo agli Europei di calcio, questo risultato pazzesco in un torneo che si chiamava Euro Poker Million è davvero in linea con quello che abbiamo vissuto. Grandi numeri e grande soddisfazione con la consapevolezza che tutto questo possa continuare anche perché il Covid-19 sembra fermarsi quando si gioca ai tavoli e i protocolli sanitari ci sono e possono servire a non chiudere più in autunno quando il virus vive la sua recrudescenza. UN DEAL A 4 E IL SUCCESSO NEL SUCCESSO – Ma per adesso parliamo di poker live e di questo grande successo. Per “leggere” per bene il final table a 4 left comunichiamo subito il raggiungimento di un accordo che ha visto Eyal conquistare 135mila euro più il ticket per il day1A del main event delle World Series of Poker Europe in programma proprio al King’s Resort di Rozvadov a fine anno, mentre il runner up, l’austriaco Gavril Dorel Peter și è riservato 114mila euro più il ticket, mentre Sal-

ALEX LONGOBARDI

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vatore Bonavena si assicura 90mila euro più il biglietto così come lo svizzero Cihan Bicik che chiude quarto. E il primo posto per Bensimhon non è solo una grossa cifra che porta Elya molto vicino al milione di dollari vinti in carriera, ma lo consacra come un top player pronto a un’estate (e alla fine dell’anno alle Wsop tra Vegas e Rozvadov) davvero importante che potrebbe affermarlo sempre di più a livello internazionale. Si porta a casa il torneo di successo organizzato da Euro Rounders al King’s Resort diretto nella poker room da Federico Brunato che, insieme a Antony Angeloni e Lele Sgherza, ha siglato un sodalizio di successo e in continuo crescendo. I numeri di questo torneo sono stati pazzeschi, non c’è dubbio, perché siamo ancora in pandemia e perché il garantito era il più alto piazzato in Europa dopo la riapertura delle poker room live e dei casinò. Chapeau. È stato anche il torneo degli azzurri che su 317 monete distribuite al field del torneo, ne hanno strappate ben 93, quasi un terzo. Un successo nel successo per Euro Rounders che ha portato tantissimi players azzurri in quel di Rozvadov come dimostra l’ottima performance dei nostri. IL FINAL DAY – Tornando al poker giocato Eyal Bensimhon, col suo solito peluche in testa, ha messo in scena un vero e proprio show. Stava schiantando tutti e ha eliminato, oltre al nostro Bonavena, anche un altro paio di players al final table. Il controllo ce l’ha quasi sempre avuto. Ha forzato, messo pressione e ha messo in scena un altro teatrino con il nostro Bonavena. Ad ogni colpo cercava di vedere le carte di Mr.Ept che qualche volta ha


L’ITALIA E L’ESTATE AZZURRA IN EUROPA ANCHE NEL POKER LIVE

ceduto alla simpatia di Eyal che, però, cercava di capire il momento giusto per togliere di mezzo un winner come lui in grado di raddoppiare sempre e comunque fino ad arrivare ad uno stack importante proprio nella fase decisiva a tre left. Ma ha subìto troppo la pressione dei due avversari scendendo sempre nel count e rischiando spesso l’eliminazione. Un double up pazzesco è stato quello con coppia di 7 contro AX di Peter che vede scendere l’Asso a faccetta con Bonavena che chiude, però, un set proprio al flop. Bensimhon alla fine decide di provare ad eliminare Salvo con Q5 ma il player calabrese gira fiero AQ e l’israeliano non la prende benissimo. Anche stavolta aveva saputo aspettare il momento giusto il nostro miglior player all’Epm. Un 5 al turn cambia il volto di Bensimhon ed elimina l’AQ di Bonavena. Alla fine col deal torna a prendere una moneta di 100mila euro di valore e la possibilità anche di giocare un torneo meraviglioso come il main Wsop Europe. Lui è abituato a questi palcoscenici e, pur ricevendo alcune critiche dagli utenti della diretta streaming, il “muso” davanti l’ha messo sempre lui.

S A LV A T O R E B O N A V E N A

IL TESTA A TESTA E GLI AZZURRI MIGLIORI – L’heads up se lo porta a casa in un’ora di gioco Eyal dopo una prima fase interlocutoria dove la struttura giocabilissima ha messo i due players in condizioni di giocare tantissime mani con una 40ina di BB a testa. Il deal non ha influenzato tantissimo il gioco ma, anche in questo caso, il “muso” l’ha messo davanti il peluche di Bensimhon che conquista il prezioso trofeo e una moneta importante. Peccato per  Diego Pozzolini  che aveva 25 milioni di chips ed era leader del count a 2-3 tavoli left. Alla fine ha “sbollato” il final table da 8 chiudendo nono per 24.100 euro di premio. Per lui due raddoppi subiti da due short e una bad run finale, hanno rappresentato un insieme di condizioni che l’hanno portato verso il rail del King’s. Ottimo piazzamento anche per Giovanni Stagliano che chiude 11esimo per 11.700 euro ma che non ha impressionato vista quella poca action al tv table. Ventesimo Salvatore terrosi mentre  Francesco Delfoco  non riesce a superare la 24esima piazza con  Alessandro Essmail e Thomas Olivieri tutti e tre al final

day. Quest’ultimo ha piazzato un altro cash importante dopo il final table a IPO San Marino. Tra gli altri segnaliamo Andrea Cannizzaro, Cristiano Viali, Catello De Martino, Riccardo Saraniero, ancora lui a premio dopo il doppio side a Ipo San Marino, Vito Branciforte e quell’Andrea Ricci che vinse un Million a Nova Gorica e che aveva vinto una 20ina di giorni il main dell’Italian Poker Open. A premio anche Maicol Adani in 164esima posizione e via via tutti gli altri che potete consultare qui di seguito nel riepilogo di tutti i results. TUT TI 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20

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PR EMI

Eyal Bensimhon Gavril-Dorel Peter Salvatore Bonavena Cihan Bicik Silviu Virgil Nemes Stanislav Koleno Adrian Ioan Ionescu Narcis Gabriel Nedelcu Diego Pozzolini Mr. Pain Giovanni Stagliano Danny Covyn Erdi Kocaoglu Tudor Popa Dalibor Hill Emil Lukac Veronika Pavlikova Alexander77 Adrian Lucian Duca Salvatore Terdossi

ASSEGN ATI France € 210.350 Austria 113.800 Italy 80.825 Switzerland 60.700 Romania 50.700 Slovakia 42.425 Romania 34.500 Romania 27.867 Italy 24.100 Netherlands 22.050 Italy 11.700 Belgium 10.400 Germany 10.400 Romania 9.250 Czech Republic 9.250 Slovakia 8.100 Czech Republic 8.100 Germany 6.950 Romania 6.950 Italy 6.950

BONAVENA, LA FIDUCIA RITROVATA E LA STANCHEZZA A ROVINARE IL FINALE – “Il terzo posto mi ha ridato tanta fiducia ma devo riuscire ad arrivare in forma e riposato nella fase finale dei tornei visto che è stata la stanchezza a penalizzarmi nel late stage 3 handed. Prossimi tornei? Salterò (o ci faranno saltare) Las Vegas con il sogno che sarà quello di giocare le Wsop Europe a fine anno”. Salvatore Bonavena, detto Mr. Ept, ha sfiorato il sogno di diventare anche Mr. Epm ma il premio del terzo posto per lui ha rappresentato una grande iniezione di fiducia “e di denaro, ovvio, anche se vi assicuro che le due cose vanno di pari passo”. Una grande prestazione quindi, poi rovinata sul finale dalla stanchezza: “A tre left a rovinarmi più che le carte o il mio gioco è stata la stanchezza. Venivo da giorni in cui mi alzavo presto la mattina per andare a seguire le mie attività e la sera non facevo così tardi quindi ho avuto una specie di jet lag, un fuso orario sballatissimo. Nei giorni di tornei non sono riuscito ad adattarmi e dovevo prendere qualcosa per sanare questo gap orario ma non sono riuscito a battere la stanchezza e ho sbagliato anche molto. Ovviamente il colpo decisivo con AQ vs Q5 con Bensimhon che prende il 5 mi ha azzoppato ma non è stato quello ad eliminarmi”, conclude Salvo.

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politica poker ipo ips

È SUPER IPO SIA LIVE CHE ONLINE! Alla ripresa dopo i vari lockdown e le numerose restrizioni che avevano reso impossibile l’organizzazione di tornei di poker live, l’Italian Poker Open c’è sempre di Cesare Antonini

A

San Marino, dal 15 al 20 luglio con 888poker per l’organizzazione PkLive360, è andata in scena un Ipo da 1.497 entries per cinque giorni di gara durissimi in cui ha prevalso un certo Andrea Ricci. Un’altra consacrazione, sia per l’evento che si conferma di grande successo, che per il winner che si conferma per l’ennesima volta uno dei più forti in circolazione. E andiamo subito a vedere com’è andata perché, i numeri, come si vede, parlano da soli. Il 30enne pesarese e poker player professionista con 367mila dollari vinti in carriera è riuscito a mettere in riga tutti dopo cinque giorni di gara e un torneo difficilissimo per i saliscendi che ha dovuto vivere durante l’evento. Soprattutto perché c’era un monster field che da 30 left metteva davvero paura. A fargli da runner up è stato Gabriele di Salvo mentre in terza piazza è finito Vincenzo Scognamiglio. Fa rumore, invece, l’out in quarta piazza del chip leader del final day, Mario Perati. Per Ricci arriva un premio da oltre 125mila euro che portano le sue vittorie in carriera a oltre mezzo milione di bi-

ANDREA RICCI

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gliettoni verdi e che lo lanciano verso la strada della triple crown di titoli italiani dopo il successo di qualche anno fa al Million di Nova Gorica. Quindi dopo Ipo potrebbe arrivare l’Ips o l’Euro Poker Million di Euro Rounders. Ma Andrea è ormai consacrato come uno dei migliori player in circolazione nel circuito italiano. E per lui è stata una vittoria sofferta ma cercata, voluta e conquistata con grande sicurezza e qualità nel late stage del torneo:“Se me la sentivo calda? Fino al Day1 in cui ho chiuso chip leader sì, poi c’è stato un momento di défaillance al Day2 inoltrato e anche quando ci siamo avvicinati ai premi - raconta Ricci - ho poi deciso di aggrare la bolla ma non ha funzionato molto. Quindi ho ripreso confidenza ma ho avuto un problema con le pause: tornavo e impiegavo una mezz’ora per riprendere il ritmo. Forse dipendeva dal fatto che sono stato molto fermo per il lockdown e, non a caso, era il secondo torneo che giocavo dal vivo dopo tanti mesi. Avevo giocato anche lo SharkBay ma era andato male”. Il late stage è stato difficilissimo? “Devo dire che dai 30 left in poi il field era complicatissimo. Al final table riconosco di aver visto tantissime carte e questo mi ha aiutato anche perché non avevo iniziato giocando il mio miglior poker. In più avevo due big stack alla mia destra e alla mia sinistra con Olivieri e Scognamiglio. Più in la c’era anche Mario Perati, lo squalo vero del tavolo che temevo ma è stato molto sfortunato in tante situazioni di gioco anche contro di me e il fatto che sia uscito quarto mi ha aiutato molto per chiudere il torneo”. In effetti Perati ha mosso tantissimo il gioco  e era riuscito subito a volare ancora più in alto. Poi in tantissimi spot apriva l’action e trovava Ricci o Scognamiglio con ottime mani di partenza o con buone combinazioni centrate sul board. Ha saputo foldare tantissimo poi in un colpo con 55 contro Scognamiglio

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politica poker

È SUPER IPO SIA LIVE CHE ONLINE!

ipo

I L P AY O U T D E L F I N A L T A B L E

> che centra addirittura un poker di 3, si è schiantato con-

MARIO PER ATI

tro l’avversario accorciandosi di parecchio fino ad uscire poche decine di minuti dopo. Ok l’out di Supermet ma i due avversari finali non erano così easy: “Scognamiglio era piuttosto illeggibile ma credo che giochi con range troppo ampi e alla fine abbia pagato proprio questo. Sì, la svolta c’è stata quando l’ho 4bettato con l’aria e ho messo le cose in chiaro sul tavolo perché lui stava aggredendo tantissimo. Aveva 4 e 2 di cuori? Ah bene!”, scopre Ricci finito il torneo mentre lo intervistiamo avendo visto la diretta streaming a carte scoperte. Un colpo, quello, che passa il pallino del gioco proprio al player pesarese. Di Salvo, invece?  “Ho scoperto, mentre ci giocavo, di averlo incrociato online e devo dire che ha giocato molto bene. Nell’ultimo colpo mi ha messo in una situazione non proprio facilissima e il call era altrettanto complesso (bluff di Di Salvo con una coppia intermedia mentre Ricci con KQ aveva hittato la top pair, Ndr). Alla fine ho messo tutto dentro e l’heads up è finito molto velocemente”. I due non hanno fatto deal e Di Salvo si è giocato 45mila euro di gap tra le due monete con un grande coraggio dimostrato comunque anche nelle fasi precedenti del gioco. Un suo tentativo di hero call con K7 ha attirato molte critiche ma non l’ha giocata a caso come molti credevano. Poi ci spiegherà perché. Tornando a Ricci, ormai il pesarese ha deciso di vivere di poker:  “La pandemia non mi ha aiutato perché io amo giocare dal vivo. Ho grindato online ma prevalentemente heads up cash game. Adesso mi registro su 888poker e domenica 25 luglio mi giocherò il main event dell’Ipo online”. I finalisti avevano già vinto il ticket per il main event proprio dell’Ipo888poker online. Il live è tornato, però, e Ricci ora cambia i suoi programmi dopo questo successo: “Pensavo di farmi una vacanza ma credo che andrò a Rozvadov a giocare l’Euro Poker Million (torneo che raccontiamo nelle altre due pagine e dove Ricci è finito comunque a premi, Ndr)”, del resto lui un Million l’ha già vinto e “speriamo che la run mi accompagni ancora!”.

1 Andrea Ricci

€ 125.535

2 Giulio Di Salvo

80.983

3 Vincenzo Scognamiglio

55.230

4 Mario Perati

40.371

5 Alex Longobardi

31.373

6 Thomas Olivieri

23.288

7 Alessandro Scermino

18.272

8. Federico Anselmi

12.756

Di Salvo si è lasciato scoprire nel late stage e si era capito molto presto che sarebbe potuto essere la sorpresa del torneo. C’erano players dal pedigree live pazzesco come  Alessandro Scermino e Alex Longobardi oltre a Ricci e Perati ma lui, dopo un paio di double up dopo che era sceso a 4-5 BB a 4 left, è riuscito ad entrare in partita e al tavolo tutti hanno capito che da quella parte sarebbe stato difficile passare. “All’ultima mano ho deciso per quel bluff - racconta Di Salvo - perché avevo hand history su Ricci e in quello spot avevo fatto alcune valutazioni che mi hanno indotto a giocare come avete visto. L’hero call andato male con K7 ha un thinking process piuttosto complesso e, un po’ per sensazione un po’ per value, alla fine ho deciso di chiamare anche perché l’avevo polarizzato su un range molto preciso. Purtroppo è andata male ma non ho rimpianti”. Ventisettenne anche lui, vive di poker ma soprattutto online: “Venivo comunque da un live in Montenegro perché l’estate il gioco online ha il solito calo fisiologico e quindi mi sposto sui tavoli live - spiega Di Salvo - alla fine è andata benissimo e devo ringraziare i miei amici che erano con me da Domenico Lando a Marco Fontanella e il mio coach Angelo Mirabella, player fortissimo e mio coach che è arrivato a premio con me e di cui sentirete parlare molto”. Segniamo sul taccuino con la penna rossa ma abbiamo visto le qualità di questo players e ci crediamo tantissimo”. Per l’Ipo, invece, se ne riparla a settembre, dall’1 al 7 con la tappa inedita in Liechetenstein da 500mila franchi svizzeri garantiti.

IL SECONDO TROFEO ASSEGNATO ONLINE È tallarix20  a vincere il main event dell’Ipo888poker giocato sulla room online della “triple eight” dal 21 al 25 luglio, battendo in heads up Ciruzzz e portandosi a casa 13.154 euro dopo un deal chiuso proprio col runner up che si aggiudica 9.494 euro. La notizia è che nessuno dei finalisti dell’Ipo di San Marino è riuscito ad andare a premio e quindi a compiere l’impresa del doppio risultato dal vivo e digital. Tutti fuori dai 48 premi distribuiti per un montepremi totale di 64.860 euro generato grazie ai 276 buy in raccolti da 235+15 euro. Niente back to back per Andrea Ricci e gli altri finalisti,

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quindi, ma tutti erano schierati per provare a fare risultato in questo super evento. Il torneo è durato 8 ore e 40 minuti circa con una bellissima battaglia tra i tavoli. In terza posizione si è piazzato richXmond per 6.907 euro e poi, tra i reg della room ci sono Omahahah in sesta posizione per 2.646 euro e N3V3RG1V3UP settimo per 1.932 euro. Chi era ai tavoli dal vivo e si è piazzato online c’è danidefeo, Daniele De Feo, appunto, piazzatosi 24esimo per 479,96 euro. Un altro volto del poker live e che primeggia a che sui tavoli virtuali è Dave DJdaveEN Nutarelli che chiude 47esimo ad un passo dalla “bolla” scoppiata da Michelenizza uscito in 49esima posizione.


casinò

Una moderna cultura del gioco L’AMMINISTRATORE UNICO DEL SAINT VINCENT RESORT & CASINO, RODOLFO BUAT, FA IL PUNTO SULLE MILLE SFIDE CHE ATTENDONO LA STRUTTURA, TORNATA IN ATTIVITÀ DOPO OTTO MESI CONSECUTIVI DI CHIUSURA E TUTTORA ALLE PRESE CON IL RISPETTO DELLE OBBLIGAZIONI ASSUNTE CON IL CONCORDATO

E

state all’insegna della ripartenza dell’attività e di ritorni eccellenti, al Saint Vincent Resort & Casino. Se a fine giugno la Casa da gioco valdostana, grazie all’ordinanza del governatore Erik Lavevaz che ha anticipato di qualche giorno le disposizioni previste per le zone gialle, ha potuto riprendere l’attività e riaprire finalmente i battenti, l’assemblea dei soci (Regione Valle d’Aosta con oltre il 99 percento delle quote e Comune di Saint Vincent) di metà luglio ha portato alla nomina di un nuovo amministratore unico, al posto dell’uscente Filippo Rolando. E il nome scelto è di quelli già noti per il settore del gioco in generale e per il Casinò di St. Vincent in particolare: quello di Rodolfo Buat, che è stato direttore del personale e organizzazione fino all’aprile del 2016. Un ritorno dunque, in un momento di ripresa operativa dopo otto mesi di lockdown imposto dalla pandemia, e con un mandato “pesante” assegnato, visto che ci sono da onorare gli impegni presi con il concordato pieno omologato dal tribunale. Certamente, il ritorno di Buat, stavolta alla guida della Casa RODOLFO BUAT

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di Anna Maria Rengo

da gioco valdostana, ha coinciso con risultati eccellenti, visto che a luglio la Casa da gioco valdostana ha incassato ben il 48 percento in più rispetto allo stesso mese dell’anno passato. Ma se questo fa ben sperare verso un rapido e strutturale ritorno alla normalità, le variabili in gioco sono davvero tante, come pure è pesante il conto che la pandemia ha presentato al settore del gioco. Ma iniziamo la nostra chiacchierata con Rodolfo Buat con una sua prima impressione personale. Con quale stato d’animo è tornato al Casinò di St. Vincent, dopo un’assenza di cinque anni? “Ritorno al Casinò di Saint Vincent con un’età diversa, con diverse esperienze fatte in questi cinque anni e con la speranza di potermi rendere utile per costruire il futuro di un’azienda alla quale ho dedicato una parte importante della mia vita professionale”. Quali cambiamenti nota da allora, ovviamente amplificati dall’emergenza pandemica? “La prima impressione è stata positiva. Ho ritrovato il grande patrimonio che conoscevo e che le necessità della ristrutturazione non hanno certo cancellato”. Il Casinò deve onorare il concordato omologato, un percorso complicato dal duplice lockdown. Come si muoverà al riguardo? “Onorare il concordato vuol dire avere le risorse per mantenere le promesse fatte ai creditori. È la porta del futuro: indietro non si torna. È necessario mantenere una


UNA MODERNA CULTURA DEL GIOCO

forte attenzione ai costi e iniziare a costruire nuovi progetti per mantenere o incrementare i ricavi. Questo con un dialogo costante con gli organismi di controllo”. Lei pensa che la pandemia renderà necessaria una nuova riorganizzazione interna e del personale, magari riducendo ulteriormente l’organico? “L’organico è già stato ridotto in modo significativo. Ulteriori interventi devono essere attentamente valutati alla luce degli organici necessari per garantire la produzione. In prospettiva certamente sarà necessario rafforzare le competenze, sviluppare attraverso le nuove generazioni una moderna cultura del gioco, creare una leadership autorevole nelle diverse aree organizzative. Formazione e nuovi ingressi saranno strumenti essenziali. Ma facciamo un passo per volta: adesso dobbiamo ancora convivere con le incertezze dell’emergenza sanitaria”. Al di là dell’obiettivo di far quadrare i conti, quali altri si pone e le sono stati posti dalla proprietà? “La proprietà è interessata a valorizzare, com’è naturale, un asset straordinario per il territorio costituito da una casa da gioco e da un complesso alberghiero. Ho lo stesso obiettivo. L’azienda ha subito una cura dolorosa e sta vivendo una convalescenza difficile. Ma vivere non vuol dire sopravvivere, e quindi quanto prima occorrerà investire per la crescita.”. Una delle caratteristiche del Casinò di St. Vincent è la perdurante sussistenza di più contratti di lavoro. Come si muoverà al riguardo e come imposterà le sue relazioni con le organizzazioni sindacali? “È un tema su cui ho lavorato molto nel passato. Abbiamo iniziato un confronto con il sindacato. Tutti hanno interesse a semplificare l’impianto contrattuale e più di tutti i lavoratori, che lavorano meglio quando le regole sono certe e creano equità. Il contratto unico per i lavoratori della Casa da gioco è un obiettivo necessario.”

Negli ultimi anni in Consiglio Valle ci sono state diverse maggioranze politiche, con ricadute anche sul Casinò. Cosa chiede al socio? “L’azienda ha un socio di riferimento, la Regione Autonoma Valle d’Aosta, che è anche un’importante istituzione italiana. Più che chiedere qualcosa, mi sono messo semplicemente a disposizione come un cittadino che ha un’esperienza di azienda”. Come giudica il panorama attuale dei casinò italiani, anche alla luce della ormai possibile riapertura di quello di Campione d’Italia? “È prematuro fare un’analisi mercato. Troppo breve ancora la ripresa delle attività. In ogni caso non credo che la riapertura di Campione sia un problema. I casinò italiani sono sempre stati quattro”. A suo modo di vedere, il gioco online è un business sul quale il Casinò di St. Vincent dovrà puntare? “Il gioco on line può essere l’occasione per una diversificazione dell’offerta, ma da realizzare insieme a partner specializzati. La soglia di ingresso tecnologica è molto elevata per quel che ricordo”. Quanto è importante il casinò e la sua parte alberghiera per lo sviluppo turistico dell’intera Valle? “Il Casino de la Vallée e il Grand Hotel Billia sono due realtà che hanno bisogno una dell’altra. Tuttavia rappresentano due modelli di business molto diversi e al di là dei legami importanti hanno mercati di riferimento distinti. La Valle d’Aosta è una Regione con grandi opportunità turistiche, legate in gran parte allo straordinario patrimonio naturale. Certo, casa da gioco e albergo sono parte di un’offerta integrata di servizi da proporre ai turisti che visitano la Regione. A volte però dimentichiamo che casinò e albergo sono inseriti nella splendida cittadina di Saint Vincent che mantiene un fascino senza tempo e che mette a disposizione le Terme e una rete di accoglienza”.

LA POLITICA VALDOSTANA ALLA PROVA CORTE DEI CONTI Ma al di là dei loro non semplici casi personali (e comunque sarà il Consiglio Valle a esprimersi sulla loro decadenza, se non pagheranno il dovuto), la politica valdostana si interroga anche su quali saranno le conseguenze appunto “politiche” di una sentenza che, secondo alcuni, va a intervenire sulle scelte decisionali e le priorità di un organo rappresentativo ed eletto come il Consiglio Valle. Da più parti, governatore Erik Lavevaz in primis, si sollecita dunque la convocazione di un consiglio regionale straordinario che possa servire a prendere una posizione in merito, pur con i distinguo del Progetto civico progressista, che pur ritenendo necessario un approfondimento, non ritiene che sia l’assise regionale lo strumento adeguato. Questa la prima sfida, e il primo terreno di battaglia, che attende il Consiglio Valle subito dopo la pausa estiva. ERIK LAVEVAZ

Se il Casinò cammina sulle sue gambe, finalmente sciolte dal laccio del lockdown, la proprietà, vale a dire la Regione Valle d’Aosta, è alle prese con le pesanti conseguenze, e sotto molteplici punti di vista, derivanti dalla sentenza, immediatamente esecutiva e che commentiamo dal punto di vista giuridico nelle pagine successive, con la quale la terza sezione giurisdizionale centrale d’appello della Corte dei conti ha condannato a un maxi risarcimento di 16 milioni di euro 18 tra consiglieri ed ex consiglieri regionali della Valle d’Aosta per il finanziamento di 140 milioni di euro erogati al Casinò di Saint-Vincent tra il 2012 e il 2015. Tra i condannati, 6 (Augusto Rollandin, Pierluigi Marquis, Renzo Testolin, Mauro Baccega, Aurelio Marguerettaz e Claudio Restano) sono tuttora consiglieri, e rischiano di dover lasciare l’incarico se non verseranno quanto chiesto nella sentenza (2,4 milioni di euro ciascuno Rollandin e Baccega, 586.666 euro gli altri) alla Regione Valle d’Aosta, che è parte lesa, con tutte le difficoltà del caso, anche nel rapportarsi con le rispettive assicurazioni.

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distrazione del legislatore nazionale nell’affrontare la materia. Certo, quanto poco sopra da noi affermato comporterà scelte delicate e non facili, sarà opportuno sgombrare il campo da inutili e anacronistici dubbi etici e imporrà infine l’adozione di un modello di business unico. Noi non ne sposiamo alcuno, che sia il “privato” o il “pubblico” a gestire poco importa. Il mondo offre un buon numero di case history alle quali ispirarsi e quindi non è necessario e nemmeno utile perdere tempo per studiare un nuovo modello al quale uniformare il comparto in Italia. Chiudiamo questa nostra riflessione con il solito richiamo alla filosofia che secondo noi deve sottintendere a ogni operazione di riordino e di rilancio dei Casinò, ovvero alla doverosa e inevitabile associazione di questo business al settore dell’entertainment. Le case da gioco devono diventare luoghi di divertimento per tutti, giocatori e non, purché maggiorenni.

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cedere al mercato del lavoro comunitario. Un impedimento, quest’ultimo, che grida vendetta soprattutto nei confronti dei giovani che eventualmente intendono avvicinarsi al mondo del lavoro nel settore del gioco d’azzardo. Non è tutto, serve anche un contratto nazionale che tuteli i lavoratori che non hanno oggi diritto ad alcun ammortizzatore sociale nel caso in cui le aziende, per le quali lavorano, vivano momenti di grave difficoltà economica. Infine, è doveroso riconoscere il ruolo che i Casinò svolgono in termini di attrazione turistica e, quindi, investire su un modello di autorizzazioni/ licenze che consenta l’apertura di nuove case da gioco nelle località in cui esiste un mercato potenziale, anche e soprattutto a livello stagionale. Insomma, il settore merita un riordino generale di tutte le sue peculiarità per renderlo maggiormente produttivo. Non esiste una sola motivazione valida che giustifichi ancora oggi la pluriennale

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GIOCONEWS #09 SETTEMRBE SETTEMBRE 2021

stabilisca le regole del “gioco”. Siamo a pieno diritto membri di una Comunità europea che, seppure molto spesso discussa, con la pandemia ha dimostrato di essere la migliore scelta che gli Stati potessero fare per tutelare i propri cittadini. Certo, non tutto è perfetto, ma credere nell’istituzione europea può assicurare, su più fronti, un futuro migliore. Per tornare alla questione legislativa, norme nazionali sul gioco d’azzardo esistono in buona parte dei Paesi europei, tranne che in Italia, dove i Casinò sopravvivono grazie ad autorizzazioni rilasciate in tempi lontani dai Comuni o dalla Regione nel caso della casa da gioco di Saint-Vincent. La soluzione del problema non è più procrastinabile, perché queste aziende, che producono reddito e occupazione, devono poter operare sul mercato nazionale e su quello straniero, a pari condizioni, per sondare nuove opportunità di business che le rendano maggiormente solide e competitive. Un secondo tema riguarda i lavoratori. In Italia la professione del croupier non è riconosciuta, fatto che rappresenta un’anomalia grave e che limita anche la possibilità per chi è in possesso dei requisiti professionali di ac-

RIFLESSIONI DAORSO

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GIOCO &PSICHE

PANNONERO

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iamo particolarmente felici di aprire questo numero della rubrica all’insegna di un pacato ottimismo. L’estate ci ha infatti regalato un po’ di leggerezza e di normalità seppure l’effetto pandemia non abbia mancato di condizionare in modo pesante la nostra vita, in modo particolare dal punto di vista psicologico. La ripresa delle attività delle case da gioco italiane ci ha finalmente restituito numeri positivi. Il trend di forte crescita degli incassi registrato nei tre casinò conferma che la voglia di divertimento da parte della gente non è diminuita, a dispetto di una situazione generale di notevole difficoltà a cui abbiamo fatto accenno poco sopra. Non solo, i dati positivi sugli incassi certificano il buono stato di salute dello specifico comparto produttivo che, a nostro parere, in futuro meriterà maggiore attenzione da parte delle proprietà e degli organi di governo. Il settore necessita da sempre di una regolamentazione che lo collochi a pieno diritto tra le attività produttive del nostro Paese. Sono diversi i fronti su cui intervenire. Citiamo in sintesi quelli secondo noi più importanti. Occorre, al più presto e in primo luogo, emanare una legge che, a livello nazionale,

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4 HAUNTED HOUSE ONLINE Un grande classico del gaming sbarca online | Nome_ 4 Haunted House Online | Produttore_ Wmg | Data di rilascio_ settembre 2021 | Disponibile su_ Omnichannel | Payout_ 93,1% | Volatilità_ Alta

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›› bonus

Ambientata in una casa buia e abitata da mostri, fantasmi e streghe spaventose, per un tema che non ha certo bisogno di presentazioni, nel settore del gaming italiano, tenendo conto che questo gioco riprende un successo storico delle Awp come la celebre Haunted House sfruttandone la celebrità e moltiplicandola per quattro, come spieghiamo più avanti. Volendo entrare un po’ più sul tecnico, senza soffermarci troppo sui simboli, che già conosciamo, possiamo tuttavia evidenziare l’alta qualità grafica e la fluidità delle immagini e delle animazioni che rendono il gioco piuttosto gradevole e coinvolgente, oltre che bello.

Se il gioco in generale è già più che noto ai giocatori italiani di slot, quello che avviene in questo caso è una vera e propria moltiplicazione del divertimento offerto da Haunted House nella sua versione “4”. In questa versione della slot a doppio spin con schema 5x3, infatti, viene offerta la possibilità di giocare contemporaneamente su alcune schermate di rulli secondarie, che condividono con essa il promo giro di rulli. Consentendo di giocare fino a quattro mani contemporaneamente, aumentando così le probabilità di vincita di ogni sessione. Un meccanismo che ben conoscono i giocatori più accaniti che hanno particolare dimestichezza con il mondo online, come i poker player, abituati a giocare tante mani nello stesso momento. Tutto questo si aggiunge (anzi, si moltiplica) con il fascino già offerto in sé dalla “storica” Haunted House, caratterizzata dalla celebre fase bonus del “castello”, di cui parliamo nel seguito.

Anche in questo caso, possiamo senz’altro esprimere un giudizio più che positivo evidenziando come le sonorità di questo gioco siano particolarmente “azzeccate”, interpretando nel migliore dei modi un tema molto gradito al pubblico, ma al tempo stesso non semplice da trattare, come quello dell’horror. Le musichette e i jingles che accompagnano il gioco risultano sempre molto piacevoli, intrattenendo al meglio l’utente in tutte le fasi. A differenza di tante slot che si trovano online, dove si finisce spesso con lo spegnere l’audio oppure di abbassarlo al minimo, in questo caso invece si ha a che fare con un piacevole sottofondo in grado da offrire la giusta atmosfera: leggera e con un lieve tocco retrò, che piacerà a molti giocatori.

In questo gioco si ha la possibilità di vincere alcuni premi bonus grazie alle speciali funzioni di gioco della slot, come il simbolo wild (Morticia) che sostituirà gli altri per aiutare a creare linee vincenti. Non ci sono giri gratuiti come potreste essere abituati nella maggior parte delle slot, ma si può trarre beneficio da alcuni re-spin dei rulli dopo ogni giro. Fondamentalmente, il gioco bloccherà automaticamente i rulli per lo spin extra per la possibilità di ottenere una vittoria extra. Lo scopo però è quello di essere invitati nel castello infestato, a cui si accede trovando almeno tre icone che riproducono, appunto, il castello, in qualsiasi posizione. Questo porterà a una schermata di gioco che mostra l’edificio con 7 piani e 5 finestre per ogni piano. Lo scopo del gioco è raggiungere il tetto del castello per aggiudicarsi il premio indicato, andando ad aprire le finestre per rivelare potenziali p remi extra. I sacchi blu e gialli sono pieni di premi mentre un fantasma farà perdere una vita.

il nostro giudizio.

Dopo il grande successo della Haunted House nel mercato delle Awp, la software house italiana Wmg presenta una nuova versione migliorata del gioco sulla sua piattaforma online, prova a moltiplicarne il valore introducendo una piccola innovazione che potrebbe rivelarsi un grande sviluppo, tenendo conto che va nella direzione delle abitudini più frequenti tra i giocatori più avvezzi alle piattaforme virtuali. Riuscendo così a unire in un unico gioco la tradizione con l’innovazione, che certo non può che portare benefici.

Comunicazione “business to business” a finalità imprenditoriale, commerciale o professionale, ai sensi delle Linee Guida AgCom (Delibera n.132/19/Cons.)

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INTERVISTE

Italia coast to coast Il cantautore Giovanni Truppi intraprende una nuova avventura letteraria e racconta il suo viaggio musicale lungo la Penisola, tra incertezza e voglia di libertà di Anna Maria Rengo

Un’

Italia solo apparentemente minore e perfettamente contemporanea, che risveglia una memoria che ci raccoglie tutti, nelle generazioni di ogni estate, e ci sospinge verso il desiderio della prossima a venire. La racconta Giovanni Truppi, giovane artista napoletano che ha intrapreso una nuova avventura letteraria, successivamente e parallelamente alla sua carriera musicale. E con un libro che si intitola, appunto, “L’avventura”, edito da La Nave di Teseo ed uscito nelle librerie a luglio. È lo stesso Giovanni a raccontare a Gioco News da come nasce il suo libro e perchè ha deciso di intraprendere questa nuova avventura letteraria e decisamente on the road. “Il libro nasce da un viaggio che ho fatto la scorsa estate (quella del 2020 Ndr)

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con panorami indimenticabili”. lungo il perimetro della costa italiana, Ne L’avventura fai spesso riferimento ai dal confine con la Francia a quello con tuoi ricordi d’infanzia e a bambini che la Slovenia passando per la Calabria e giocano. Quando eri piccolo, quali erano la Puglia. Siamo stati via per un mese i tuoi giochi preferiti e quali sono invece e mezzo in un camper tenendoci lonquelli che pratichi da adulto? tani dalle grosse strade e cercando di “Quando ero piccolo mi piaceva molto rimanere il più possibili vicino al mare. giocare con le costruzioni, L’idea di fare questo viaggio a Monopoli e a Risiko. Il mi è venuta dopo aver letto Risiko è rimasto un gioco La lunga strada di sabbia, un che mi diverte molto. Gioco reportage di Pier Paolo Paanche a carte: a scopa con la solini che si è mosso sullo mia fidanzata”. stesso percorso. Appena ho Pensi che la pandemia ci abmesso a fuoco il tragitto ho bia reso migliori o peggiori? subito pensato che era inIn generale, ha provato a incredibile che non fosse un segnarci qualcosa? itinerario iconico come, ad “Anche se sarebbe bello acesempio, il coast-to-coast corgersi che la pandemia ci ha resi miamericano e ho subito desiderato di gliori credo sia ancora presto, per me, farlo”. per trarre delle conclusioni su questo Nel libro racconti il tuo tour musicale tra argomento e a volte ho la sensazione il primo e il secondo lockdown. Con quache tutto dipenda da come ognuno di le stato d’animo l’avevi affrontato e quali noi ha vissuto e distillato questa espeemozioni ti ha regalato? rienza dentro di sé. Allo stesso modo “Lo stato d’animo era di grande incerfatico a dirmi che la pandemia abbia tezza: fin dall’inizio non sapevamo se voluto insegnarci qualcosa, anche se il tour sarebbe durato fino alla fine. non mi sorprende che per molti sia staAllo stesso tempo è stato molto liberata un campanello di allarme rispetto al torio, dopo i mesi di stretto lockdown, modello di vita che, soprattutto in occipotersi ritrovare in movimento e indente, abbiamo adottato”. contrare persone. Riassaporare queste emozioni, che prima davo Lui chi è?!? per scontate, è stato molto forte”. Giovanni Truppi è nato a Napoli nel 1981. Ha pubbliTra le tante tappe che avete cato cinque dischi: C’è un me dentro di me (2009), Il fatto, ce n’è una che ti è rimamondo è come te lo metti in testa (2013), Giovanni Truppi (2015), la raccolta Solopiano (2017) e Poesia e sta particolarmente nel cuore? civiltà (2019), indicato tra i migliori dischi dell’anno dai “Il Sentiero degli Dei. principali media italiani e dal quotidiano francese “Le Una mulattiera a picco sul Monde”. mare che prima era l’uniNel 2019 ha ricevuto il premio Pimi come miglior artista indipendente dell’anno dal MeiI. I suoi brani ca via di collegamento tra sono stati impiegati nel cinema, nel teatro e nella una serie di piccoli paesi televisione. sulla penisola sorrentina e Il suo ultimo lavoro, un Ep accompagnato da un libro ora è un percorso di trekdi storie a fumetti, uscito nel 2020, si intitola 5. king di grande fascino e


INTERVISTE

Più informazione di qualità sui cyber attacchi di Daniele Duso

Secondo Riccardo Meggiato, esperto di sicurezza informatica, in Italia manca una cultura digitale di base

Ha

iniziato quasi per caso, grazie a un libro di programmazione capitatogli tra le mani da bambino. Poi il primo computer Ibm, regalatogli non senza sacrifici dal papà, e in seguito anni e anni di studio. Così Riccardo Meggiato è diventato un esperto di sicurezza informatica e perito forense, ma anche un ottimo divulgatore, sempre più spesso ospite in tv e su molte testate giornalistiche, oltre che autore di libri (almeno una 40ina) per spiegare ai lettori che “chiudere i cassetti digitali è importante come chiudere la porta di casa”. Il caso di cronaca più eclatante dell’ultimo periodo è stato quello dell’attacco hacker alla Regione Lazio. Secondo lei era possibile prevenire un attacco hacker di questo tipo? E più in generale, c’è effettivamente un rischio per l’amministrazione pubblica italiana? “Difficile prevenire un attacco hacker. Un hacker, nella fattispecie un criminale informatico, decide di attaccare un obiettivo sulla base di sue valutazioni, che dipendono da molti fattori, tra cui appetibilità economica e facilità di attacco. Stabilire se un obiettivo è a rischio richiede di conoscere a priori se non altro il secondo aspetto. Però una cosa la possiamo dire: l’Italia è seconda, in Europa, per numero di attacchi ransomware (quindi del tipo che ha colpito la regione Lazio) andati a buon fine. Questo ci porta a dire che non è un problema solo del Lazio né solo della Pubblica Amministrazione. È un problema d’Italia in toto, come paese e come mancanza di cultura digitale di base”. Lei nel frattempo è diventato anche un divulgatore, e una persona di riferimento per i media, quando si parla di sicurezza e di crimini informatici. A tal proposito,

come le sembra che venga trattata la questione in Italia? Lo storytelling che se ne fa riesce a dare la percezione del reale problema? “Inizialmente questi temi non venivano trattati, forse per mancanza di figure competenti in grado di raccontarli. Poi si è assistito al fenomeno opposto: la cybersecurity è diventata di moda e ci si sono buttati in molti. Il risultato è che, vuoi per volontà di emergere, vuoi per amor di Seo, di ogni attacco si fa un raccontato esagerato, nella lunghezza e nelle congetture. Ci si è dimenticati che anche la cybersecurity è, e resta, cronaca, e il fatto che, spesso molti dettagli degli attacchi rimangono celati nel mistero, offre a chi ci scrive l’opportunità di ricamarci racconti inverosimili. Così il lettore si trova davanti a muri di testo lunghissimi che riportano poche informazioni e molte fantasie. Ciò porta a una conseguenza pericolosissima: il semplice lettore pensa che un cyberattacco, raccontato in modo così fantasioso, sia un evento molto distante, che non lo coinvolgerà mai. E invece quel semplice lettore potrebbe diventare la prima vittima di un attacco su vasta scala. Occorre più informazione di qualità, dosata e più aderente alla realtà”. Anche il settore del gioco, in generale, ha un grosso problema con la sicurezza informatica, pare sia questo uno dei settori più colpiti, con i criminali che trovano gioco facile nel violare gli account degli utenti. C’è qualche trucco per rendere la vita più difficile a un hacker? “Pensate, innanzitutto, che un criminale informatico fa tutto per soldi, tenendo conto del rapporto tra possibile ritorno economico e tempo investito. Se da una parte è impossibile scongiurare un attacco, dall’altra possiamo renderli meno pro-

fittevole, cioè fare in modo di rendere l’attacco così complesso che, per il criminale informatico è meglio puntare un obiettivo più semplice. Come? Aggiornate sempre sistemi operativi, videogame e client di gioco. Attivate ogni volte che potete l’autenticazione a due fattori. E chiedetevi, sempre, perché proprio voi dovreste essere i fortunati destinatari di un certo contenuto che chiede solo di essere aperto o cliccato. Nessuno vi regala nulla”. A proposito, che rapporto ha Riccardo Meggiato con il gioco? Chi fa un lavoro così specializzato come il suo con i computer, come vede i videogame e, nel caso, con quali si diverte? “Con il gioco ho un rapporto che definirei eccellente. Ho imparato l’hacking dopo un’intensa esperienza come coder di videogame, durante la quale ho imparato a programmare sistemi di networking. Coi videogame ho un rapporto che definirei davvero stretto. I miei preferiti? Gli strategici storici (rispondo mentre sto scaricando da Steam l’atteso Humankind!), Fifa e i platform di tutti i tipi. Non disdegno neanche i picchiaduro”. Da ultimo, tornando alla sua utilissima attività di divulgazione (o chiamiamola anche alfabetizzazione, visto che in Italia siamo ancora a un livello di scuola primaria), ha qualche altra opera nel cassetto dopo “Social media mining. L’arte di estrarre e analizzare dati da Facebook & co.” e dopo gli altri suoi libri? “Certo, esce il 6 ottobre e, incredibilmente, non avrà a che fare coi computer, ma pur sempre col mio lavoro nell’ambito delle indagini. È un libro pronto da un po’, ma a causa della pandemia l’editore ha preferito riprogrammarne l’uscita. Successivamente arriverà altro. Seguitemi e, spero, ne vedrete delle belle!”.

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L’ORA DEL GIOCO

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L’ORA DEL GIOCO

VERSO L’OBIETTIVO

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lockdown sono pur sempre nella mente delle persone. Detto questo, la tendenza al gioco attivo prima della pandemia si è solo intensificata da allora, poiché l’isolamento indotto dal lockdown ha aumentato la domanda. “Le persone in tutto il mondo desiderano ardentemente modi per interagire attivamente e divertirsi con gli altri nella vita reale, che siano amici o sconosciuti”, afferma Kelly. “Aggiungendo a questo la capacità di Laserforce di alleviare lo stress e bruciare l’energia repressa, crediamo che i centri Laserforce usciranno da questa pandemia ancora più forti e con maggior successo di prima”. Creative Works è altrettanto ottimista e nutre grandi speranze per un settore in ripresa una volta che al pubblico sarà permesso di mescolarsi di nuovo in sicurezza. “Laser tag sta andando molto bene e dopo i lockdown sempre più clienti stanno tornando nei Fec e negli altri luoghi di intrattenimento” , afferma Danny Gruening dell’azienda. “Questo alto livello di prestazioni è dovuto al fatto che il laser tag ha i tre pilastri delle attrazioni di successo: sociale, guidato da una storia, immersivo. Il laser tag incorpora tutti e tre gli elementi in un’attrazione che ha continuato a crescere per più di trent’anni. Il laser tag consente a gruppi di amici (sociale) di entrare in un mondo a tema (immersivo) in cui viene assegnato loro un obiettivo per vincere la partita (guidato da una storia). Questa attrazione è sempre stata popolare, ma l’esperienza è ancora più attraente per le persone dopo che sono state messe in quarantena nelle loro case per più di un anno. Mi aspetto che la popolarità e l’interesse continuino ad aumentare man mano che sempre più paesi eliminano i lockdown. Oltre ad essere sociali, basati sulla trama e immersivi, gli operatori possono rivolgersi a diENGLISHPAGES

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laser tag fornisce un’attività divertente e di gruppo per giocatori di tutte le età e, in circostanze normali, è un’attrazione redditizia per un numero qualsiasi di Fec in tutto il mondo. La pandemia, tuttavia, ha completamente soffocato l’intrattenimento fuori casa; la domanda per una giornata fuori ora, in teoria, dovrebbe essere alle stelle, ma il danno arrecato a un settore così fortemente dipendente dal traffico pedonale potrebbe essere insormontabile. Come si è comportato allora il settore dei laser tag, considerando tale avversità? “Date le circostanze il settore dei laser tag a livello globale sta andando molto bene”, afferma Rohan Kelly di Laserforce. “Molti dei nostri operatori riportano entrate pari o superiori ai livelli pre-Covid poiché i loro clienti hanno una domanda repressa per uscire e fare qualcosa. Abbiamo ricevuto molte segnalazioni da coloro che erano indecisi sull’investire durante tale incertezza e affrontare un caso grave non di Covid ma di Fomo (paura di perdere l’occasione). Sebbene ciò sia stato sorprendente ed eccitante, ogni lockdown od ostacolo normativo adottato può mettere un freno ai lavori e causare interruzioni quando i proprietari e gli operatori stanno cercando di pianificare il futuro”. Nel pubblico rimane un certo livello di trepidazione, poiché i timori di ulteriori PROMOSPACE

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Il

NUOVE TENDENZE

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A cura di Mark Griffith

Nonostante iI lockdown, il laser tag evolve: un settore dell’industria che occupa un posto speciale nel cuore di giovani e meno giovani.

verse fasce d’età e dati demografici ridimensionando il gioco. Del resto il treno di ricerca e sviluppo raramente rallenta nel mondo del gaming e il laser tag non fa eccezione. Lo sviluppo di nuove ed entusiasmanti esperienze è vitale, poiché i consumatori che sono stati privati di tali emozioni si aspetteranno qualcosa di nuovo quando potranno finalmente visitare un Fec. “Laserforce sviluppa sempre nuovi prodotti - pioggia, grandine o Covid”, afferma Kelly. Per quanto riguarda Creative Works, Gruening spiega: “Spesso gli operatori dell’intrattenimento (e i clienti) pensano che le fasi di briefing e vestizione siano le parti ‘noiose’ del laser tag che sono necessarie prima di potersi divertire nell’arena. Ma se fatta bene, la sala briefing/vestizione può creare un’esperienza, coinvolgere gli ospiti e portare un nuovo livello di eccitazione. Questo è il motivo per cui abbiamo sviluppato le nostre nuove Laser Tag Launch Rooms, che trasformano le sale di briefing e vestizione standard in un’esperienza completa per gli ospiti. Integriamo video, audio, luci ed effetti atmosferici per aumentare il livello della narrazione e creare attesa. Questi sono tutti legati insieme per creare uno spettacolo prima che una porta nascosta venga aperta per rivelare l’arena del laser tag. Cosa riserva il futuro per queste aziende e per il settore in generale? “I clienti hanno aspettative più alte che mai, quindi rispondendo con un ‘abbastanza buono’ probabilmente sarebbe anche troppo poco”, afferma Gruening. “Penso che più operatori vorranno fare esperienze completamente personalizzate e ad alta fedeltà per alzare l’asticella e far tornare gli ospiti. Un’esperienza di alta fedeltà può essere realizzata in molti modi, inclusi lavori a tema esagerati, spettacoli di luci Dmx, mappatura di proiezione e Launch Rooms”.


Comunicazione “business to business” a finalità imprenditoriale, commerciale o professionale, ai sensi delle Linee Guida AgCom (Delibera n.132/19/Cons.)

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NUOVE TENDENZE POKER STRATEGY

Il mercato latinoamericano dei videogame fa un altro passo avanti. Lo sviluppatore colombiano Dreams Uncorporated è infatti riuscito a posizionare il suo gioco di ruolo CrisTales nel PlayStation Store, nel Nintendo eShop, nel Microsoft Store e su Steam. CrisTales è un Rpg tributo a grandi titoli del genere come Final Fantasy, Chrono Trigger e persino Persona, come si evince dallo stile cartoon delle animazioni 2D realizzate interamente a mano, regalando ai player un’esperienza grafica molto interessante. Un lavoro colossale che inizialmente sarebbe dovuto uscire a novembre 2020 ma è arrivato nei negozi virtuali quest’estate, a causa della pandemia di Covid. Di cosa parla CrisTales? Crisbell vive nell’orfanotrofio di Narim, credendo di essere una ragazza normale fino al giorno in cui raccoglie una rosa che le viene strappata da una rana parlante. Questa rana si chiama Matías, e la sua idea è quella di portare Crisbell all’interno della cattedrale di Narim, il cui design si basa sull’architettura del Santuario di Las Lajas de Ipiales, nel sud della Colombia. In quel luogo, Matias aiuta Crisbell a risvegliare i suoi poteri di “mago del tempo”, dove dopo un paio di spiegazioni da Willhelm, un altro mago del tempo, impara a controllare i suoi poteri, invocando il passato, manipolando il presente e anticipando il futuro.

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Winner Group Cirsa, il più grande operatore di gioco in Colombia, avanza nel segmento delle scommesse sportive e del gioco online con l’acquisizione di Sportium Colombia (Sportium.com.co), con l’obiettivo di lanciare ulteriori prodotti a beneficio dei clienti vecchi e nuovi. Winner Group è una società con 72 casinò a livello nazionale, con una presenza nelle principali città del Paese con marchi riconosciuti come Rio, Hollywood, Broadway, Caribe e Rock’n Jazz, tra gli altri, “sempre al lavoro con obiettivi e valori basati su trasparenza, riconoscimento, attitudine e crescita”, spiegano dalla società, che conta già su oltre 2.600 dipendenti e su una struttura amministrativa molto solida che garantisce un futuro promettente per Sportium. “Costruire e plasmare una cultura centrata sulle scommesse sportive e sui casinò online è oggi una parte essenziale per aziende come la nostra per ampliare con solidità la propria offerta nel settore dell’intrattenimento e del tempo libero”, afferma Juan Carlos Gómez Roa, country manager di Winner Group - Cirsa. A seguito di questa acquisizione, con un investimento di circa 10 milioni di dollari e con l’aggiunta di nuove offerte di slot e giochi da tavolo, oltre a un casinò live, Winner Group prevede che, entro il prossimo anno, Sportium sarà tra i primi cinque i maggiori operatori in Colombia.

PAROLADI COLLOVATI

“Riteniamo che entro la fine del 2022 il settore del gioco sarà completamente stabilizzato in Colombia”. A dirlo è Evert Montero Cárdenas, presidente dell’ente commerciale colombiano dell’industria dei giochi Fecoljuegos, in un’intervista esclusiva per Yogonet, chiedendo al regolatore Coljuegos “azioni legali contro gli operatori illegali che si trovano nel Paese, che sono ben noti e in molti casi sono multinazionali che operano senza generare alcun beneficio fiscale per l’Erario locale”. Nell’intervista Cárdenas rivendica il ruolo svolto dalla sua associazione nell’accrescere la professionalità e l’ammodernamento del settore. “All’interno del regolamento ci sono cose molto importanti come il tema del gioco responsabile in cui si devono fissare importi di denaro che si possono giocare durante il mese, inoltre misure come l’autoesclusione dal gioco, che può essere solo per i maggiorenni, perché si veda chiaramente la tracciabilità del denaro e delle risorse, che è un’arma importante per combattere l’illegalità”. Per il futuro immediato il presidente di Fecoljuegos rileva che il gioco colombiano è in ripresa. “Possiamo dire che siamo in riattivazione di circa il 60-70 percento, ma il comparto fa le spese dei sei mesi di chiusura e dei quattro di limitazioni, in cui comunque si sono accumulati costi fissi”.

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CrisTales, su tutte le piattaforme il videogame Made in LatAm  

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LEAVVENTURE DAROONEY

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Winner Group Cirsa diventa la più grande azienda di gaming

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NUOVE TENDENZE

Il settore tornerà alla “normalità” entro la fine del 2022

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Colombia Il gioco del condor POKER STRATEGY

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A cura di Francesca Mancosu


Stoccolma, Svezia www.eventus-international.com/sgs 6-8

TAAPE 2021 - THAILAND AMUSEMENT & ATTRACTIONS PARKS EXPO

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Gli appuntamenti internazionali ai quali non puoi mancare

online www.dealmiddleeastshow.com 7-9 SAUDI ENTERTAINMENT & AMUSEMENT (SEA) 2021 Riyadh, Arabia Saudita www.saudientertainmentexpo.com 8-10 Bangkok, Tailandia www.taape.cn 9-11

The international appointments that you can’t lose Settembre 2021/ September 2021

GTI ASIA CHINA EXPO 2021

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IAGR ANNUAL CONFERENCE 2021 DISRUPTING THE REGULATOR

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LEAVVENTURE DAROONEY

Guangzhou City – Cina www.gtiexpo.com.tw/cnen 12-17

Boston, Massachusetts, Stati Uniti www.iagr2021.com 13-14

13TH ANNUAL TRIBAL CASINO & HOTEL DEVELOPMENT Fort McDowell, Arizona, Stati Uniti www.nativenationevents.org 13-14

SIGMA AMERICAS VIRTUAL SHOW

online https://www.sigma.com.mt/en/events/americas 14-15

CASINÒ FRANCESI

29-4 ottobre

IPO LIECHTENSTEIN 500 CHF GTD

IPS ROZVADOV 500 EURO GTD

Grand Casino Liechtenstein www.pklive360.net

King’s Resort, Rozvadov, Repubblica Ceca www.eurorounders.com

8 TORNEO ESPORTS

dal 30

WRC 2021 – WORLD RALLY CHAMPIONSHIP Velodromo Olimpico, Atene, Grecia www.wrc.com/en/more/gaming/ esports-wrc 6-18

WOMEN IN GAMES FESTIVAL online www.womeningames.org/annualfestival/

52TH WORLD SERIES OF POKER Rio All Suite Hotel and Casino Las Vegas, Nevada, Stati Uniti www.wsop.com

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Kyivexpoplaza, Kiev, Ucraina https://ugw.com.ua/ 20-24

EL/WLA CSR & RESPONSIBLE WORDWIDE WEBINAR WEEK online www.european-lotteries.org/event/ 21-23

ENADA 2021

Gaming 1-7

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UKRAINIAN GAMING WEEK 2021

Fiera di Rimini www.enada.it 21-22

BELGRADE FUTURE GAMING 2021 Belgrade Fair, Belgrado, Serbia www.belgradegaming.com 21-24

SBC SUMMIT BARCELONA 2021

online https://sbcevents.com/sbc-summit-barcelona 22-23 9TH EXPO CONGRESO ANDALUZ SOBRE EL JUEGO Palacio de Congresos de Torremolinos Malaga, Spagna www.expojuegoandaluz.com 27-30

IAAPA EXPO EUROPE 2021

Barcelona, Spagna www.iaapa.org/expos/iaapa-expo-europe 28

GAMING IN HOLLAND 2021 CONFERENCE

Kransapolsky, Amsterdam, Olanda www.gaminginholland.com/conference-2021 28-1 ottobre

IGB LIVE!

Rai, Amsterdam, Olanda www.igblive.com 28-1 ottobre

IGB AFFILIATE AMSTERDAM 2021 Rai, Amsterdam, Olanda www.igblive.com

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C A WE O S N I IN ’ T T G

Amsterdam, Olanda www.eventus-international.com/fes 6-7

DEAL 2021 VIRTUAL EVENT (DUBAI ENTERTAINMENT, AMUSEMENT & LEISURE SHOW)

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FANTASY ESPORTS SUMMIT (FES) 2021

SCANDINAVIAN GAMING SHOW 2021

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ALBAR DEGLIESPORTS

ALBAR DEGLIESPORTS

Questo articolo è realizzato in collaborazione a eSportsMag.it, il primo magazine online in Italia interamente dedicato al fenomeno degli eSports

MotoGp eSport Championship LOSFIZIO DELGIOCO

LOSFIZIO DELGIOCO

È ANCORA UNA VOLTA ITALIA E SPAGNA

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opo la vittoria di Andrea Saveri la classifica del motomondiale virtuale si è improvvisamente accorciata. Anche in questa edizione, dunque, si fa avvincente la MotoGp eSport Championship, che dopo le prime quattro gare è giunta ormai a metà percorso, e presenta già una conferma: la vittoria finale sarà un affare tra Italia e Spagna. È così da sempre, infatti, per il campionato esports che fa da contraltare virtuale alla più famosa MotoGp. Un evento che quest’anno vede in gara 11 piloti, ognuno ingaggiato da uno dei team del motomondiale, in una competizione realizzata sullo spettacolare videogioco MotoGp 21 in accordo con la Dorna Sports, la società che detiene i diritti dei campionati a due ruote più famosi. E come nelle gare reali, anche il virtuale ha le sue certezze, che sono quei campioni che ogni anno sanno confermarsi al top, e le sue sorprese. Esattamente ciò che dicono i nomi dei primi quattro in classifica a metà campionato: nell’ordine l’italiano Lorenzo “trast73” Daretti, lo spagnolo Adrian “Adriaan_26” Montenegro, e gli italiani Piero “PieroRicciuti55” Ricciuti e Andrea “AndrewZh” Siveri, raggruppati, dopo l’ultimo round, in appena 9 punti, dai 71 di trast73 ai 62 di AndrewZh, con in

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A cura di Daniele Duso

mezzo Adriaan_26 e PieroRicciuti55 a 67. A parte la sorpresa del 17enne Piero, sempre loro, verrebbe quasi da dire. Trast73 (del team Monster Energy Yamaha MotoGp), infatti, è il vincitore dei campionati 2017 e 2018 (secondo nel 2019 e nel 2020), capace di posizionarsi sempre al vertice nella competizione dalla sua origine, quattro anni fa. AndrewZh (Ducati Lenovo eSport Team) è il campione 2019, Adriaan_26 (Repsol Honda Team) è finora l’unico pilota capace di rompere l’egemonia italiana, vincendo nel 2020. In mezzo a loro è arrivato PieroRicciuti55 (Lcr Honda Castrol eSports Team), il più giovane pilota in gara quest’anno, che fa della regolarità il suo punto di forza visto che è stato l’unico, nelle 4 gare fin qui

disputate, a piazzarsi sempre nei primi quattro, collezionando anche una prima e una seconda posizione. I quattro di testa condividono, al momento, anche il numero di vittorie: una ciascuno. Lorenzo e Adrian hanno dominato il primo round, ossia la prima delle quattro giornate di gare in cui è suddiviso il campionato. L’italiano primo davanti allo spagnolo sulla pista virtuale dell’Algarve International Circuit, e lo spagnolo davanti al romano nella seconda gara all’autodromo internazionale del Mugello. Il 20 agosto scorso il secondo round, con il ritorno alla vittoria di Andrea, al Sachsenring, e la vittoria di Piero al Red Bull Ring di Spielgerg. Così ora, a suggellare il succes-

Anche questa edizione sembra confermare Daretti, Montenegro e Siveri, i campioni degli anni scorsi, ma occhio all’outsider Ricciuti so di uno dei tornei videoludici di simulazione sportiva meglio organizzati (anche grazie al videogioco MotoGp 21, realizzato da Milestone, col quale ormai, a vedere una gara, di fatto, par di vedere il motomondiale, quello vero), sono tutti lì, in 9 punti, con gli altri piloti staccati forse troppo (anche se la matematica non taglia fuori nessuno dei primi sette in graduatoria) per poterli impensierire. Ma nel contempo, come accennato, con una classifica che rende il campionato di sicuro interesse per chi vuol vedere se trast73 tornerà al titolo dopo tre anni aggiungendo una terza Bmw alle due che custodisce in garage (una Bmw M235i è il primo premio della competizione), o se qualcuno dei suoi avversari, campioni nelle ultime due stagioni, sapranno riconfermarsi, o se, ancora, ci sarà la sorpresa di PieroRicciuti55, che in ogni gara ha saputo comunque dire la sua piazzandosi sempre sul podio o nelle immediate vicinanze. Occorrerà attendere il 24 settembre, con le due gare del terzo round, per capire come evolverà la classifica e vedere chi saprà spuntarla sugli altri. Le prossime corse in programma sono sul celebre tracciato australiano di Phillip Island e al Misano World Circuit Marco Simoncelli. Mentre il rush finale, nel round 4, è in calendario per il 12 novembre, con due gare ancora da definire completamente (per ora si sa che l’ultima si correrà sul Ricardo Tormo Circuit). Come per le gare precedenti anche le prossime saranno trasmesse su MotoGp.com ed esport. MotoGp.com, oltre che su 16 emittenti Tv mondiali selezionate e sui profili social di MotoGp e MotoGp eSport, con l’obiettivo di far crescere sempre più gli 80 milioni di visualizzazioni video e i 338 milioni di impressioni collezionati dalla competizione dal 2017.


GIOCO &RETAIL

GIOCO &RETAIL

FINALMENTE INDUSTRIA NONOSTANTE TUTTO A cura di Michele Bragantini

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hi siete? Cosa portate? Si ma quanti siete? Un fiorino! Chi non ricorda il gabelliere di “Non ci resta che piangere”, stereotipo di una pubblica amministrazione prona sulla norma, che non ascolta ma applica pedissequamente la filastrocca esattiva? Partiamo da qui. Siamo aperti ormai da quasi tre mesi, stiamo lavorando. Chi più, chi meno. I locali funzionano, i clienti sono tornati. Chi più, chi meno. Parlando con concessionari, gestori, operatori del settore, non colgo una grandissima soddisfazione, del resto siamo un popolo strano, ottimisti di natura e pessimisti per vocazione. Chi più, chi meno. Poi un giorno arriva la gabella (è onerosa, quindi in senso lato così la possiamo definire), a cui sottostare per varcare le porte della città, una gabella atipica in quanto, oltre logica, la pagherà il gabelliere stesso, in un curioso e del tutto italiano cortocircuito in cui il controllore è in realtà il controllato, o viceversa. Cosa sta succedendo realmente? Come mio solito, per essere chiari diventiamo schematici, andando per punti. Ripresa: buona, al semaforo verde il retail del gioco ha risposto bene, dal gambling all’amusement; il settore ha ottemperato ai protocolli, come sempre, assicurando divertimento, sicurezza e sanificazione.

LUI CHI È?!? Michele Bragantini si forma in marketing e business administration. Entra nel mondo del gioco e dell’intrattenimento dal 1996, con incarichi di direttore generale e Ad di importanti aziende del settore, sia nel comparto delle macchine Comma 6 che Comma 7. È tra i primi che credono in un nuovo mercato per l’amusement, quello dei centri commerciali, e a parlare di strategie retail nell’intrattenimento, così come di “entertainment” nello shopping. Dal 2008 al 2015 è Ad di Fec Spa, la prima catena in Italia gestita direttamente di Family Entertainment Center, con insegna Playcity. Collabora negli anni successivi con un concessionario del gioco, come amministratore delegato di una società del Gruppo, per la riorganizzazione ed il riposizionamento di una catena di Sale Bingo. Attualmente è uno degli amministratori di Robox, holding del Gruppo Marai e presidente di Optima Gaming Service. È inoltre attivamente coinvolto nell’industria dei centri commerciali, membro del Cncc (Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali), coordinatore della commissione Food & Leisure. Svolge attività di advisor per catene retail ed è vicepresidente di due consorzi.

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I numeri hanno visto flessioni sopportabili, base 2019, nell’ordine di quanto già patito dal gambling causa tessera sanitaria nei primi mesi del 2020, e dall’amusement causa la bella stagione: un luglio tra un -10 e un -15 percento. Green pass: un granello di sabbia, ovviamente verde, inceppa il meccanismo, o almeno lo rallenta. Non critico il provvedimento, sono sicuro darà una spinta alle vaccinazioni, permettendo ai clienti di vivere l’experience del gioco ed evitando agli operatori altri nefasti “start&stop”. È peraltro indubbio che, essendo norma generalista, abbia impattato in maniera indiscriminata e pesante sulle attività. Impedire a un cliente l’accesso alla gaming hall crea situazioni difficili, soprattutto in caso di due persone una con green pass e una no. Ancor peggio per l’amusement anche perchè, con l’obbligatorietà dai 12 anni, si perde una fascia di teen-ager non ancora vaccinati o intere famiglie con un componente che non può accedere ai locali. I numeri: Se guardiamo i numeri, periodo dall’1 al 22 agosto, ultimo giorno utile prima della redazione dell’articolo, i dati raccolti fanno riflettere. Per quanto riguarda le sale dedicate, i valori indicano, sempre base 2019, tra il -30 e il-50 percento. Da retailer, voglio evidenziare come le sale più performanti, in questo caso con minori perdite, siano comunque quelle in cui la customer care è sempre stata un obiettivo strategico. Qui concedetemi un: “ve l’avevo detto”. Parliamo di bingo, che segue, sempre nella media, il trend generale: -40 percento sul bingo, fino al -50 percento sulla parte Awp e Vlt. Ho sentito anche di flessioni negative vicine all’80 percento, ma direi non abbiano valore statistico, pur nella loro tragicità. Gli stessi numeri anche per l’amusement, che però parte da un -40 percento per arrivare fino ad un -60 percento. L’estate non ha aiutato. L’entrata in vigore del green pass ha coinciso con il periodo da sempre meno felice per la nostra tipologia di offerta; oltretutto, quest’anno il desiderio di vacanza si è fatto sentire, in particolare nelle due settimane centrali del mese, con un esodo

All’indomani della pandemia si individua l’alba di un nuovo settore, nonostante i grandi sforzi dell’industra per uscire dalla crisi: o forse proprio grazie a essi biblico. Stabilire quanto i numeri di cui sopra siano imputabili solo al green pass, piuttosto che al periodo estivo, non è facile. Sicuramente è un ulteriore fattore da considerare. Italico ingegno. Che fare? Il retail del gioco è dotato di estrema energia e grande fantasia: molte gaming hall si sono attrezzate per assistere i clienti, soprattutto più anziani, su come scaricare il green pass, altri hanno offerto tamponi rapidi gratuiti. In generale, visitando molte sale, ho notato che il personale è stato formato per aumentare “l’accoglienza”, soprattutto nella parte amusement e gestire positivamente le criticità. Credo che ragionare secondo la formula “a fronte di un disagio un agio”, sia corretto, con ancor maggior attenzione al locale, offrendo un caffè in più, facendo diventare microeventi (prosecco e pacchetto di patatine) situazioni “scontate”, quali la possibilità di seguire eventi sportivi su piattaforme a pagamento, ecc.. Va infine considerato che le campagne vaccinali galoppano, promettendo concreti scenari in cui gli irriducibili del vaccino diventino come gli unicorni, numericamente insignificanti tanto da far sparire la necessità del green pass ed essere irrilevanti per il business. Domani. Concludo riflettendo su come uno degli sport preferiti in questo periodo sia parlare di come sarà il futuro del settore. Vado in controtendenza, con una provocazione: per chi fa retail, gestire gli impatti contingenti, mantenere i livelli di lavoro e garantire gli investimenti messi a rischio, sono già obiettivi strategici da non sottovalutare. Contiamo invece su chi, concessionari e grandi gruppi, ha realmente la possibilità di interagire con politica e amministrazioni locali, per promuovere interventi normativi tali da permettere del gioco legale e al leisure uno sviluppo coerente, garantendo investimenti con regole chiare e tutele nel medio/lungo periodo. La percezione del nostro settore è positivamente cambiata, si è fatta strada l’idea che siamo un’industria importante del Paese, creando opportunità di dialogo delle quali sarebbe sbagliato non approfittare.


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mettiamo a marinare le alici e ci farciamo la pizza. Durante il lockdown abbiamo passato un anno intero a sperimentare”. Come ti trovi nella veste di docente alla scuola di formazione In Cibum di Pontecagnano? “Coordino il reparto pizza e in forno: è una bellissima esperienza perché oltre a trasmettere le basi dell’arte bianca ai ragazzi che vengono da tutta Italia ed Europa ho la possibilità di lavorare in un contesto innovativo ed imparare io stesso, continuare a crescere grazie alla possibilità di fare da assistente ai panettieri e ai pizzaioli che vengono da noi a tenere masterclass e lezioni”. Prossimi progetti? “Nei prossimi due anni sogno di ‘esportare’ il mio laboratorio, dove realizziamo tuti i prodotti che si mangiano nella mia pizzeria, e creare un panificio rurale. Poi, perché no, mi piacerebbe anche fare un libro e mettere sulla carta un’esperienza che potrebbe essere utile a tanti ragazzi che si affacciano nel mondo del pane e della pizza”.

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oco più di trent’anni e oltre metà della vita già passata davanti a un forno. Valentino Tafuri è una delle stelle nascenti della cucina italiana, premiato come “Pizzaiolo emergente” nella Guida del Gambero Rosso Pizzerie d’Italia 2019 e come “Giovane pizzaiolo dell’anno” nella Guida Espresso 2020. Senza dimenticare l’attività di panettiere e quella di docente. Ora, si racconta a GiocoNews. Hai sempre voluto fare il pizzaiolo? “Ho iniziato a fare questo lavoro quasi per gioco, poi ad un certo punto mi sono reso conto che avevo già indirizzato la mia vita, a 20 anni, quindi ho cercato di farlo al meglio. A 23 anni ho aperto la mia attività, il Pizzificio 3voglie, a Battipaglia (Salerno), e da allora non mi sono più fermato. Sono sempre stato attratto dalla pizza: quando entravo in pizzeria vedevo un omone che dava dei gran schiaffi sul banco, e mi preparava sempre una pizza a forma di orsacchiotto. Oggi, quando entra un bambino da me faccio la stessa cosa: una pizza baby a forma di orsacchiotto. Magari, così come è accaduto a me, anche qualcuno di loro si innamorerà di questo lavoro”. Come si conciliano il tuo essere pizzaiolo e panettiere? “Il mio è un percorso di ricerca continuo. Non mi piaceva l’idea di fare la pizza dalla mattina alla sera, quindi ho iniziato a sperimentare con le viennoiserie (i dolci da forno, Ndr). Ho frequentato uno stage in Francia con Olivier Magne, ho preparato croissant, brioches, baguette, casatielli, e ho visto che c’è un mondo infinito da scoprire, quindi ho cominciato a sperimentare sul pane. Così oggi, ogni giorno alle 5 del pomeriggio, sforniamo cinque tipi diversi di pane”.

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E come cerchi di innovare questo mestiere così antico? “La ricerca è davvero infinita, ti rendi conto che tutto quello che impari per il pane lo porti nella pizza, automaticamente, e la tua pizza diventa migliore perché hai fatto esperienza anche in un altro campo. Ad oggi però sono arrivato a una conclusione: va bene sperimentare – ad esempio nel pizzificio abbiamo dei fuori menu che facciamo assaggiare a chi ci chiede la novità, oggi il grano monococco, domani il riso artemide – ma fondamentalmente mi rendo conto che la semplicità è la più nobile delle arti, e che anche una pizza ‘tradizionale’ può regalare grandi emozioni. Ad esempio, abbiamo ripristinato una carta con cinque tipi di Margherita, e si può scegliere il pomodoro, come quello fatto con i pomodori di campo raccolti la mattina stessa, sbollentati, passati e quindi messi sulla pizza. È inutile cercare prodotti blasonati, quando poi la roba buona ce l’abbiamo sotto casa. Poi, oltre alla tradizione, coltiviamo anche l’innovazione, come con la marinanas: facciamo l’aceto con la fermentazione dell’ananas, ci

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Valentino Tafuri La nobile arte bianca

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A cura di Francesca Mancosu

La ricetta dello chef PIZZA CON AUTOLISI AL SALE Ingredienti e preparazione Day 1 Ore 20, 1° Impasto “Autolisi al sale” Farina di tipo 1 macinata a pietra, acqua 600 g, sale 25 g Unire acqua e farina in una ciotola e impastare fino a quando l’impasto non si stacca dalla pareti della ciotola, inserire il sale e continuare ad impastare fino al suo assorbimento. Chiudere l’impasto in un contenitore ermetico e riporre in frigorifero. Day 2 Ore 8, 2° Impasto “rinfresco” Lievito di birra fresco 15 g, olio Evo 20 g, zucchero semolato 20 g, acqua a 35° Inserire lo zucchero ed il lievito all’interno della ciotola ed iniziare ad impastare con metà dell’acqua; appena sarà assorbita, inserire la restante parte e chiudere l’impasto con l’olio Evo. Far riposare a temperatura ambiente per 8 ore. Ore 16, Formatura Formare delle bocce da 300 grammi e lasciarle lievitare in forno spento.

Ore 19, Stesura e preparazione topping Stendere ogni panetto all’interno di un ruoto di alluminio da 24 cm e lasciare riposare per 1 ora nel forno spento. Mentre la pizza lievita procedere alla preparazione del topping. Mettere in padella un filo d’olio ed uno spicchio d’aglio, far soffriggere leggermente ed aggiungere 200 grammi di pomodoro pelato. Cuocere per 15 minuti a fiamma bassa. Grattugiare 25 grammi di cacioricotta di capra cilentano. Preparare la salsa al basilico: mettere una pentola con acqua leggermente salata sul fuoco; appena l’acqua bolle aggiungere 30 grammi di basilico e cuocere per 20 secondi. Scolare e raffreddare subito con acqua e ghiaccio. Inserire il basilico all’interno del mixer con l’olio Evo (30 grammi) e l’acqua e frullare per 1 minuto. Ore 20, Condimento e cottura Stendere metà del pomodoro sulla pizza e inserirla nel forno pre-riscaldato a 250° e cuocere per 8 minuti. Tirare via la pizza ed aggiungere la restante parte del pomodoro e cuocere per altri 8/10 minuti. All’uscita tagliare in sei spicchi, ultimare con il cacioricotta e servire con la salsa al basilico. www.gioconews.it

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di Riccardo Zerbetto psichiatra, direttore scientifico di Orthos

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ga vincente” da cui si evince la dimensione collegata al pensiero magico così frequente in ogni attività ludica collegata ad una componente aleatoria. La corsa rappresentava anche il ciclo delle stagioni: le porte dei carceres, le postazioni alla partenza, erano dodici come i segni zodiacali; le fazioni erano quattro come le stagioni: bianca per l’inverno, rossa per l’estate, verde per la primavera e azzurra per l’autunno, e i giri da compiere erano sette come i pianeti intorno al sole. Il che conferma il collegamento con una dimensione astrologico-divinatoria. Fatte queste premesse storico-antropologiche possiamo darci in parte ragione del perché, come per i Saturnali, i periodi festivi sono spesso accompagnati da un incremento dell’attività ludica. La rete, i tablet e gli smartphone sono carichi di siti e di App in cui tantissimi adolescenti, in particolare, giocano, scommettono e sperano nella fortuna. Il gioco d’azzardo è un fenomeno in forte aumento e coinvolge sempre di più ragazzi molto giovani, in particolare durante le vacanze, in cui si hanno più ore libere durante la giornata per raggiungere qualsiasi tipo di piattaforma online. Certo ci pone qualche interrogativo il fatto che il benefico “otium” che dovrebbe predisporci ad una atteggiamento di maggiore interiorità e di “vuoto vertile” (se “vacanza” viene da vacuum) evoca al contrario il noto “ozio come padre di vizi”.

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È psichiatra e direttore del Centro Studi di Terapia della Gestalt. Dal 2007 è direttore scientifico di Orthos, associazione per lo studio e il trattamento dei giocatori d’azzardo.

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e sacri i diritti che il popolo riconosceva loro” ci ricorda Huizinga nel suo Homo ludens (1938). Si può avere un’idea delle corse dei carri dal film Ben- Hur. Le corse coi carri furono uno degli spettacoli più in voga nell’antica Roma e il teatro più famoso della corsa delle bighe fu il Circo Massimo. I romani tifavano per i fantini di allora e per i cavalli, scommettendo freneticamente su di loro. Le corse dei carri, attività “sportiva” parabellica, come gran parte delle competizioni olimpiche, esistevano anche in Grecia, e ne sono traccia il racconto omerico dell’Iliade nel quale vengono descritte le onoranze funebri in onore di Patroclo. Ma anche per gli etruschi avevano un significato sacrale in memoria dei defunti, come per i romani per ingraziarsi gli dei. Analoghe tradizioni sono riscontrabili presso i celti che onoravano Rhiannon come dea dei cavalli, come presso i romani fu Epona, in parte importata ma pure dea preromana portatrice di fertilità e pure dea dei morti, perchè il carro dell’Ade porta il defunto nel cimitero e poi nell’oltretomba. E sembra che gli equites, o cavalieri romani, festeggiassero a novembre la loro patrona, Epona, dea dei cavalli, e probabilmente con corse di cocchi. Interessante è anche una citazione di Cicerone dal suo De divinatione: “E intanto intorno al circo gravitavano maghi e astrologhi che promettevano all’incauto spettatore di predire il nome dell’auri-

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bbiamo da poco festaggiato il Ferragosto il cui nome, come sappiamo, viene da una delle festività più importanti della Roma antica. Si trattava di un periodo di riposo e festeggiamenti tra le fatiche appena concluse dei raccolti e quelle della imminente vendemmia e semina.  Le stesse vennero istituite dall’imperatore Ottaviano Augusto a partire dal 1° agosto per ricordare il giorno della presa di Alessandria, avvenuta nel 30 a.C. e la morte dei due nemici dello stato romano, Marco Antonio e Cleopatra, dopo la disfatta navale dei due subita ad Azio e che segnò l’inizio del dominio di Ottaviano su Roma. Le Feriae per i romani erano giorni sacri agli dei, feste religiose nelle quali non era lecito svolgere attività giudiziarie o altre attività lavorative non essenziali risultando a tutti gli effetti giorni di riposo. In tutto l’impero si organizzavano feste, banchetti e importanti giochi circensi ma soprattutto corse di cavalli. “Per la società romana i giochi (panem et circenses) erano una ragione di vita quanto il pane, perché i giochi erano sacri,

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ra, in particolare, l’indebita iscrizione di imposte anticipate nel bilancio d’esercizio del 2011 e il loro mantenimento per più esercizi avrebbe determinato un “occultamento doloso” della reale situazione finanziaria della società. A tale riguardo, ha però precisato la Corte con la sentenza in esame, è stato introdotto per censurare la pronuncia resa dal giudice di primo grado senza che, tuttavia, alcun riferimento a esso fosse contenuto nell’atto introduttivo del giudizio del 17 gennaio 2018. A ciò, inoltre, secondo la pronuncia, si aggiunge l’ulteriore circostanza per cui l’appellante non avrebbe direttamente confutato le argomentazioni utilizzate dal giudice di primo grado per escludere la sussistenza del dolo commissivo, introducendo, al contrario, un tema nuovo quello, appunto, dell’“occultamento doloso”, estraneo al perimetro dell’atto di citazione di primo grado. La sentenza in commento ha dichiarato tale motivo inammissibile. Al contrario, invece, anche la sentenza ha ritenuto pienamente sussistente l’elemento soggettivo della colpa grave in capo ai consiglieri regionali. A tal riguardo, la CdC ha ritenuto infondato quanto sostenuto dagli appellanti incidentali, sottolineando la correttezza del ragionamento condotto dal giudice di primo grado, poiché “la grave violazione dei canoni di diligenza, perizia, attenzione e cura dell’interesse pubblico è rinvenibile, come specificato dal giudice di primo grado nella circostanza che ‘gli amministratori regionali abbiano sottovalutato tutte le notizie e gli indicatori che segnalavano lo stato di sostanziale decozione dell’azienda Casinò”. In conclusione la Sezione giurisdizionale centrale della CdC ha respinto l’appello incidentale proposto dalla Procura regionale, l’appello incidentale proposto da alcuni degli amministratori regionali e accolto in parte gli appelli incidentali proposti da altri consiglieri riformando parzialmente la sentenza di primo grado e rideterminando il danno patito dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta in misura pari a 16.000.000 di euro.

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mutui in relazione ai quali “non vi era la prova che la società non fosse in grado di restituire i finanziamenti”. Con riferimento all’operazione di aumento di capitale di 60 milioni di euro, invece, il giudice di primo grado ha ritenuto sussistenti i requisiti della certezza e dell’attualità del danno per un importo di 30 milioni di euro. La restante quota, infatti, era destinata all’estinzione anticipata dei finanziamenti regionali. Avverso tale sentenza proponevano appello sia la Procura regionale e sia, in via incidentale, i consiglieri regionali. In primo luogo, la Sezione giurisdizionale centrale della CdC si è pronunciata sull’eccezione di difetto di giurisdizione contabile, sollevata da tutti gli appellanti incidentali, dichiarandola infondata. Gli appellanti incidentali, al riguardo, avevano eccepito il difetto di giurisdizione della Corte dei Conti ritenendo che la delibera del consiglio regionale del 2004 con cui era stato disposto l’aumento di capitale, fosse atto di natura politica. La CdC, dunque, nel condividere le considerazioni espresse sul punto già dal giudice di primo grado ha precisato che, nel caso di specie, il consiglio regionale “non ha agito in relazione ad un fine generale di indirizzo, ma quale soggetto che si è occupato di un interesse concreto e specifico, quale quello di disporre l’aumento del capitale della società controllata Casino de la Vallée Spa”. Ha poi precisato che essa “può e deve verificare la compatibilità delle scelte amministrative con i fini dell’ente pubblico, partendo dalla verifica dei criteri di economicità ed efficacia che assumono rilevanza non sul piano della opportunità, ma su quelli della legittimità dell’azione amministrativa e consentono, in sede giurisdizionale, un sindacato di ragionevolezza sulle scelte dell’amministrazione, onde evitare la deviazione di queste ultime dai fini istituzionali”. Con l’appello introduttivo del procedimento da cui è scaturita la sentenza in commento, poi, la Procura regionale chiedeva nuovamente alla CdC di qualificare come dolose le condotte degli amministratori regionali. Secondo la Procu-

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on sentenza n. 351 del 30 luglio la terza sezione giurisdizionale centrale della Corte dei Conti ha confermato la condanna emessa dalla Sezione giurisdizionale per la Regione Autonoma Valle d’Aosta nei confronti di 18 consiglieri regionali, con riferimento al danno erariale causato da alcuni finanziamenti erogati a beneficio della società Casinò della Vallèe Spa. In particolare, la Procura regionale aveva contestato l’illiceità di una serie di finanziamenti erogati dalla Regione (tre mutui e un aumento di capitale), a favore della società Casinò della Vallèe, negli anni fra il 2012 e 2015, ritenendo che tali operazioni avrebbero determinato un danno pari a 139.965.096,56 euro. Secondo la Procura regionale, inoltre, la responsabilità doveva essere imputata, a titolo di dolo o, in subordine, di colpa grave, in capo ai componenti della giunta regionale e del consiglio regionale che avevano disposto gli stessi finanziamenti. Il giudice di primo grado, pur escludendo la sussistenza del dolo in capo agli amministratori regionali, ha qualificato il loro comportamento in termini di colpa grave ritenendo che le scelte relative ai finanziamenti erogati fossero state poste in essere “in contrasto con i principi di economicità, efficienza ed efficacia dell’azione pubblica che si sono risolte in un danno erariale (...) avendo trascurato tutti gli indicatori e i segnali di irreversibile crisi che provenivano dalle analisi svolte sulla situazione economica della società”. Inoltre, ha sottolineato che i finanziamenti in questione si erano risolti in una erogazione “priva di effetti pratici e quindi da qualificare come danno erariale non potendosi registrare nessun effettivo vantaggio per il Casinò (…)”. Tutto ciò pur precisando che, comunque, le operazioni di finanziamento Giovanni Adamo non integravano ipotesi di danno erariale Fondatore Studio Legale Adamo per carenza dei re(www.studiolegaleadamo.it) Avvocato in Bologna – Cultore quisiti della certezza della Materia di Diritto Civile e dell’attualità. Ciò, in nell’Università di Bologna quanto, si trattava di

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Corte dei Conti «Finanziamenti a Casinò danno erariale da risarcire»


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Specifiche normative_ comma 6a del Tulps Data omologazione_ agosto 2021 Payout_ 65% | Ciclo_ 30.000

NOTE GENERALI

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Una slot bella e assai varia, in grado di proporre una serie di ambientazioni anche molto diverse tra loro, ma in tutti i casi molto colorate e ricche di simboli accattivanti. Mostrati in altissima risoluzione anche grazie a un ottimo hardware in grado di far risaltare al meglio le qualità grafiche del prodotto. Ottimo anche il mix di scenari proposti, dai più classici giochi in stile egiziano al più ricercato e originale del sushi o della birra.

EFFETTI SONORI E AUDIO 18,5

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Se la grafica risulta particolarmente gradevole in tutti i giochi di questa slot, anche la parte audio non è certo da meno. Anzi. Tutti i suoni – oltre ad essere riprodotti in altissima qualità – risultano piuttosto ricercati e sempre piacevoli, in grado di esaltare le fasi decisive di ogni giocata e di mantenere costante l’attenzione del giocatore anche nelle altre situazioni, senza mai stancarlo o – peggio ancora – infastidirlo, come avviene nel caso in cui le musiche risultino eccessive.

GIOCABILITÀ E INTRATTENIMENTO 19

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barazzo della scelta per il giocatore. I sette titoli riuniti in Prower Fun sono: “Viva la Muerte”, “Rain Forest”, “Sushi Reel”, “Beer”, “Dark Ramses”, “Black Pearl” e “Diabolica” che offrono diverse possibilità di intrattenimento, a partire dalla scelta della puntata, permettendo di impostare il bet in un range 10 o 25 nei giochi come Sushi Reel, Diabolica, Black Pearl e Beer oppure tra 25, 50, 100, 200, 300, 400 negli altri giochi. In generale, il motore di pagamento è in grado di regalare molte soddisfazioni ai giocatori, attraverso un ritmo interessante che riesce a intrattenere a lungo tenendo sulle spine quanto basta ogni utente. Molto divertenti i vari bonus game, come quello dei boccali nel gioco dedicato alla birra.

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Di certo la parte migliore di questo nuovo multigioco sta nella sua giocabilità. Si tratta infatti di una selezione di giochi che risulta vincente, riuscendo a offrire un vero im-

IL NOSTRO GIUDIZIO: L’unione fa la forza, dicevano i saggi. E

l’antica massima, a quanto pare, vale anche nel gaming, come si vede da questo prodotto che, come indicato in premessa, deriva dalla collaborazione tra due diverse aziende che operano nello stesso comparto che sono riuscite a creare valore e a trasferirlo in un prodotto, come questo piacevole multigioco che ci sentiamo assolutamente di consigliare.

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DESIGN E GRAFICA 18,5

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Quando si dice che la collaborazione porta sempre a buoni risultati. Come in questo caso che proponiamo oggi, andando a esaminare la nuova slot multigioco Power Fun, frutto del lavoro congiunto di un leader assoluto nel settore del gaming italiano come Nazionale Elettronica con la software house Good Star. Un gioco davvero ben realizzato, che merita di essere approfondito, come facciamo in questa rubrica.

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A cura di Vincenzo Giacometti

Produttore_ Nazionale Elettronica / Good Star

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PRESTAZIONI 18,5

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Si tratta di una novità assoluta che ha appena debuttato sul mercato, durante il mese di ferie per eccellenza. Impossibile quindi avere dei dati relativi alla distribuzione del gioco e al suo andamento nei locali. Tuttavia, basandoci sul riscontro avuto nei clienti che hanno provato questa slot e da parte di quelli che l’hanno installata nei locali, il primo giudizio risulta davvero positivo. E se il buongiorno si vede dal mattino...

BUDGET 18,5

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Non solo divertente ma anche conveniente. Tra le virtù di questa slot multigioco c’è proprio quella del risparmio. Non tanto e non solo perché acquistando un’unica macchina si è in grado di offrire sette giochi diversi, come avviene con tutti i multigame: ma anche perché si presenta come un prodotto con uno straordinario rapporto in termini di qualità/prezzo. Oltre a essere disponibile su diversi cabinet, in modo da potersi adattare a tutte le esigenze, diventando quindi ancora più accessibile a qualunque operatore.

DESIGN E GRAFICA EFFET TI SONORI E AUDIO GIOCABILITÀ E INTRATTENIMENTO PRESTAZIONI BUDGET

18,6 /20

Comunicazione “business to business” a finalità imprenditoriale, commerciale o professionale, ai sensi delle Linee Guida AgCom (Delibera n.132/19/Cons.).

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opo le reti di computer e quelle di console per le sfide a distanza, arrivano anche le reti di flipper. Merito di Stern Pinball, che segna il passo nella storia del più antico dei giochi a moneta con il lancio del sistema Insider Connected, una nuova tecnologia che consentirà di connettere uno qualsiasi dei flipper con sistema “Spike 2 Lcd” (in tutte le versioni, Pro, Premium o Limited edition). In questo modo la connettività consentirà il caricamento delle informazioni sul gioco e la regolazione del gioco a distanza. Oltre alla possibilità di eseguire gli aggiornamenti del codice di gioco a distanza, per farli scaricare e installare automaticamente in modo simile ai telefoni, computer, televisori o console, Insider Connected offre un livello di gioco aggiuntivo, con nuove sfide e promozioni. Gli appassionati di flipper potranno tenere traccia dei loro successi sui giochi Stern e – se vorranno – potranno condividere i loro progressi, mentre gli operatori, oltre a modificare i giochi da remoto e a ricevere avvisi di servizio, potranno promuovere il gioco nei loro locali e fidelizzare i giocatori con promozioni e premi. Organizzando anche sfide a distanza. I giochi saranno dotati di un lettore Qr code e di un “dongle” WiFi (oppure si può usare un cavo ethernet) e i giocatori si registreranno utilizzando il proprio telefono leggendo un codice Qr stampato sui giochi o tramite il sito web di Stern, come si fa oggi per il menù del ristorante o con il green pass. Quando si avvia una partita, i giocatori accedono scansionando il proprio codice Qr univoco sul flipper e il sistema riconoscerà immediatamente il profilo.

FANTASYTEAM.NEWS A TUTTO SPORT CON FIORENZUOLA E BRESCIA

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na puntale e quotidiana attenzione al mondo del calcio italiano, che tante soddisfazioni ha regalato quest’anno anche in ambito europeo, e partner eccellenti, anche in questa nuova stagione agonistica 2021-2022 ormai avviata e che promette emozioni e agonismo. Tutto questo è Fantasyteam.News, il blog di notizie sportive che chiude agosto con due nuove collaborazioni. Fantasyteam.News è infatti diventato news partner ufficiale dell’U.S. Fiorenzuola 1922 e del Brescia Calcio. In entrambi i casi, sul blog vi sarà una sezione dedicata ai tifosi e agli appassionati delle due formazioni, con tutti gli aggiornamenti della squadra, i comunicati stampa e le ultime notizie di mercato e sui calciatori. Fantasyteam.News offre dunque un servizio di news sempre aggiornato sulle due squadre e commenta i due deal di agosto dicendosi “orgoglioso” di “offrire quotidianamente a tutti gli appassionati un servizio per seguire la squadra del cuore”.

GREENTUBE UN INTRATTENIMENTO GALATTICO CON STAR SUPREME

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na slot “stellare”. È proprio il caso di definire così la nuova release di Greentube, la divisione di Novomatic Interactive, che presenta la sua nuova Star Supreme, una svolta elettrizzante sulla classica slot a tema frutta. Creata in collaborazione con i partner B2B di Greentube, questa slot online a 5 rulli ad alta volatilità offre la possibilità di sbloccare una funzione di giri gratuiti con riattivazioni illimitate e moltiplicatori di vincita per un intrattenimento di dimensioni galattiche. I giocatori affrontano la sfida di inseguire gli abbaglianti simboli Gold Star Scatter nei campi evidenziati, per sbloccare la funzione Giri gratuiti. Ogni stella che si ferma in un campo evidenziato assegna da 10 a 50 giri gratuiti iniziali. Questa funzione vanta anche un moltiplicatore che cresce con ogni vincita. Con il simbolo Joker che funge anche da Wild e con 50 linee di vincita fisse, questa slot contiene il miglior frutto dell’universo e un potenziale di vincita astronomico. Steven Cross, director of games development and operations di Greentube, dichiara: “Questa è una versione entusiasmante per noi, perché è il frutto di un progetto congiunto con alcuni dei nostri partner chiave per produrre un gioco che offre non solo un tema classico, ma che lo combina con una meccanica unica. In Star Supreme, crediamo di essere riusciti a fare proprio questo. Il suo fascino familiare è combinato con la possibilità di raggiungere nuove vette offrendo divertimento illimitato ai giocatori e siamo certi che si rivelerà estremamente popolare”.

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li artigiani di Tiffany trasformano oggetti di uso comune in opere d’arte realizzate a mano. Il set da poker pensato per i giocatori più esigenti, contiene tutto il necessario per una partita di carte mentre si è in viaggio. Un oggetto che rivisita in modo lussuoso e originale questo classico gioco. Materiali raffinati, come l’argento e la porcellana, aggiungono un tocco moderno a ogni partita, creando un set che non passerà mai inosservato. Il box contiene 100 fiche da poker in porcellana bianca, grigia, Tiffany Blue e nera con anelli metallici. Include una scatola in pelle con comodo lucchetto, due chiavi e un bottone da mazziere in argento. Un set di due mazzi di carte da viaggio con logo Tiffany Travel e bordo metallizzato in foglia d’argento, lunghezza 8,7 cm x larghezza 6,4 cm ognuna. La scatola ha una lunghezza di 23,9  cm x larghezza 20,4 cm.

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A cura di Michela Carboni

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urtle Beach Corporation, azienda nel settore degli accessori da gaming, annuncia il proprio ingresso in due settori in rapida ascesa del mercato del gaming: controller da gaming e hardware simulativi. Durante l’E3 2021, la compagnia ha svelato due rivoluzionari prodotti sviluppati dal brand Turtle Beach, il Recon Controller sviluppato per Xbox e il VelocityOne Flight simulation control system. L’ingresso di Turtle Beach in questi due nuovi mercati rappresenta una grande opportunità per allargare i propri orizzonti, andando a creare prodotti di estrema qualità ancora e ancora. Questi nuovi prodotti forniranno ai gamer e ai fan delle simulazioni alcune caratteristiche, completamente nuove sul mercato, che li aiutino ad elevare ad un nuovo livello l’esperienza di gioco. Il Recon Controller è il primo modello che riesce ad affiancare l’inconfondibile qualità audio di Turtle Beach ad un controller da gaming di qualità superiore. Il VelocityOne Flight è il sistema di controllo definitivo per gli amanti delle simulazioni di volo, sviluppato in collaborazione con ingegneri aereonautici e veri piloti per garantire la più immersiva, autentica e moderna esperienza di volo su Pc e Xbox. Progettato per Xbox, il nuovissimo Turtle Beach Recon Controller è il primo controller che abbina le innovazioni audio ad un controller di qualitù superiore. I giocatori su Xbox Series X|S e Xbox One saranno in grado di collegare qualsiasi cuffia cablata con un jack standard da 3,5 mm e trarre vantaggio dalle collaudate feature di Turtle Beach, tra cui Superhuman Hearing, Mic Monitoring, Signature Audio Presets e altro ancora.

iovanni Raspini firma il portachiavi con corno portafortuna in argento. Un pezzo unico, apprezzato per essere un simbolo di fortuna e un oggetto, al tempo stesso, sfizioso e originale. Realizzato a mano con grande cura e attenzione per ogni dettaglio, questo portachiavi può essere un’idea regalo per coloro che amano circondarsi di o g getti di lusso e vogliono avere con sé un amuleto, magari utile per attirare a sé la fortuna, quando si è alle prese con una puntata al casinò o una partita al tavolo da gioco. Della stessa linea anche gli charms che riproducono diversi simboli portafortuna: dal cornetto rosso al gobbetto fino alla manina che fa le corna.

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By Michael Haile

he Covid-19 pandemic has turned the entire world upside down, and the gambling industry is no exception. Financial information is starting to trickle in that will provide a clearer picture of just how massive of an impact the pandemic had on the industry — although it can be tricky to determine whether this data is primarily influenced by a once-in-a-lifetime epidemic or if it’s indicative of broader trends in the way the public prefers to gamble. As the world begins its slow pivot from managing the Covid crisis to recovery and the reopening of economies, it is now becoming abundantly clear that the period of global lockdown has had a profound impact on how people live and consume. The new consumer behaviours span all area of life, from how we work to how we shop to how we entertain ourselves and how we pay. These rapid shifts have important implications for all type organizations. Covid is transforming consumer habits so rapidly that all economic and social actors are struggling to adjust. It is still not entirely clear if behaviours are just going through a temporary phase or their new experiences will become permanent. However, regardless if these massive, sudden and transformative changes are temporary or not, these fluctuations will reshape consumer decision journeys and companies will need to adjust fast. These phenomenal changes have created many winners as many losers, but the biggest loser has been the State, through its attempt to soften the negative impact of lockdowns and contagion. Many States lost tax receipts when at the same time had to increase spending to limit the negative effects of Covid. A considerable amount of States in the developed word PROMOSPACE

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THE LAMENTS OF UK’S TAXMAN

GIOCONEWS #09 SEPTEMBER SETTEMBRE 2021

are dependent on tax receipts that are generated by the gambling industry. In 2020/21 betting and gaming tax receipts in the United Kingdom (UK) amounted to £2.8 billion British pounds, compared to the £3 billion in the previous year. That is approximately the equivalent of almost 4% the expenditure on education, or 8.5% on science or 7% on transportation. Where does all that tax money go? It’s difficult to track down where all of those duties go; probably they’re mixed together in the government’s annual budget and spent on whatever the government needs to spend them on but they are vital. Hm Revenue and Customs (Hmrc), the British agency that collects taxes, has announced that the total tax revenue from April 2020 to March 2021 driven by gambling establishments was £2.83 billion, which is a drop of £182 million (6%) compared to tax revenue from the previous fiscal year. The fact that the industry was still able to cobble together a respectable £2.83 billion in tax revenue is a testament to the power of the online and remote industries. Hmrc recorded a 25% increase in tax receipts from Remote Gaming Duties (RGD), an increase of £179 million to £885 million. Rgd operations came up as clear winners of the epidemic period, but to have winners you also need losers and the losers were land-based gambling operations. Taxes on land-based casinos plunged by a spectacular 62%, and in-person machine gaming duties were also down 44% over that time period. Of the various sectors of the UK’s betting and gaming industry, Lottery Duty (Ld) proved to be the highest income generator for Hmrc, recording provisional receipts of £980 million, up £12 million on 2019/2020 results, an increase of 1%.


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HOW DID GAMBLING COMPANIES FARE? 2020 was a bad year for the gambling industry in the UK, at least when compared to previous, non-pandemic years. Things were bad for the industry all over the world, though, with American casinos being hit hard as well. Remote and online betting represented the largest sectors of the industry, with total wagers of £3.1 billion, or 52.3% of the overall market. That includes all online wagers, as well as racetrack betting. The National Lottery was the second-largest earner in terms of gross gaming yield (Ggy) at £1.6 billion. In-person betting was third, at £629.3 million, with machines making up just shy of half that figure at 48.5%. These numbers represent the official government figures as reported by all industry sources. However, there are more recent totals that have been reported by casino operators; these are mainly online casinos, although there is a smattering of land-based data included as well. While these are unofficial figures, they can be useful for providing an idea of whether there will be any shifts or surprises for 2021. These unofficial findings come on the heels of back-toback reports from January and February that showed that Ggy across the industry decreased by 19% compared to the months immediately preceding. While this may seem to be troubling for the industry at large, it should be noted that land-based casinos were in varying degrees of lockdown. Also, session length increased by 4% from December to February, indicating that the desire to play was still strong among the gambling public. This is where the operator data from late 2020 and early 2021 is especially valuable. The fact that unofficial reports indicate that revenues are down month-to-month show that the tail end of 2020 may be even worse than the first few months, dragging Ggy down even further. Covid-19 has forced the cancellation of several highprofile sporting events, each of which would have driven a substantial amount of betting revenue. The Grand National Horse Race was a notable exception, and the revenue driven by that event shows just how much of an impact a popular sporting event can have on the gambling industry. It is expected that Euro 2020 and the Tokyo Olympics will bring a welcome revenue stream to betting operators.

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Health, education, environment, and charity 40% Sports 20% Arts 20% Heritage 20%

IS THE ONLINE MARKET THE ONLY GAME IN TOWN? The fact that lockdowns have prevented many landbased casinos from servicing players at all has driven those same players towards online alternatives. According to data from Google Trends, more people in the UK searched online for the term “casino” in the spring of 2020 than at any other time on record. Online and remote gambling has enjoyed significant growth in recent years — as much as 20% in some years — but they haven’t been immune to the effects of the pandemic. Their revenues were down 6% in terms of Ggy — but again, there is likely more to those numbers than meets the eye. Slots are, by far, the most popular game in online establishments in the UK. Slots account for as much as 69.3% of all the money wagered on internet sites, which makes up as much as £2.2 billion of the total Ggy. Roulette and blackjack were also popular with online gamblers, representing 14% and 6% of the online Ggy, respectively. However, besides slots, bingo enjoyed the most growth, garnering nearly £177 million in 2020. The problem is that the Uk Gambling Commission lumps both remote and online gambling together. While online revenues are almost certainly up significantly, the numbers are likely being dragged down by Covid19-related closures of bookies and other remote gambling establishments. The previously mentioned cancellation of sporting events severely impacted this as well. Regardless, though, it certainly appears that online gaming is not only here to stay, but also growing faster its land-based counterpart and this is where the growth of tax revenue will come from. DANON PERDERE

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The largest lottery operator, the National Lottery (Nl), keeps 1% of the money it generates as profit while 4% goes to funding operating costs. The rest is distributed to winners or used to fund worthy causes in the country. Over £43 billion has been spent on “Good Causes” to date. The distribution to public funds is broken down by category, and those categories are as follows:

THE LAMENTS OF UK’S TAXMAN

WHAT DOES THE FUTURE LOOK LIKE? The future remains in flux, due to concerns over both the frustrating persistence of the Covid-19 virus and uncertainty as to how the public will respond when lockdowns are finally lifted for good. However, all the signs point to a gambling industry that’s healthy yet dormant, and if that’s the case, a wide-open future should be very lucrative. The UK has long been filled with enthusiastic gamblers, and despite the impact of the Covid-19 pandemic, many are still finding ways to wager on their games of choice. For many, this means transitioning (at least partially) to online or remote establishments, where they can play in both comfort and safety. It’s likely that many of these punters will continue to play online well after lockdown conditions have been lifted, and some may choose to play on the internet exclusively. While that may be bad news for land-based casinos, it may not have too much of an impact on the industry as a whole. Gambling revenues should continue to rise slowly and steadily, and if brick-and-mortar establishments can develop ways to compete with their online counterparts in terms of variety, value, and convenience, the entire industry could be buoyed by the results and the taxman can only rejoice.

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PH. CHARLES DELUVIO, UNSPLASH

believe in cooperation International cooperation is at the top of the Malta Gaming Authority’s agenda, as the new leader Carl Brincat explains, in the exclusive interview granted to Gioco News. by Alessio Crisantemi

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ooperation and continuous regulatory development to fight illegality and maintain effective control of the sector. But also a right amount of flexibility to assure companies the possibility of operating in a sustainable way. These are the drivers of the regulatory activity of the Malta Gaming Authority, the Maltese authority that ru-

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les the gaming industry, described by the new Ceo, Carl Brincat, in the interview below. Here, the new Ceo also talks about relations with Italy and the desire to increasingly strengthen and expand cooperation with other regulators within the Union, and beyond. You became the Ceo of Mga after holding other roles within the body for several years. What has changed, in this period, within the authority and what do you want to change during your mandate? “Since I joined the Mga there has been significant change, both in the manner in which we approach regulation as well as the number of employees, but the direction of travel has always been to continue to strengthen Malta’s reputation whilst at the same time keeping the regulatory framework sufficiently flexible for such a dynamic industry. That said, I do believe there is a lot of work still to be done in order to achieve this all-important but elusive balance.  Although our law envisages objectivebased, not prescriptive, regulation, and the application of a risk-based approach throughout the various Mga processes, we have still not achieved this.  We have built overlapping layers of compliance checks which have


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tors being an area of focus in coming months and years”. In 2019 Italy introduced a law that totally prohibits any form of advertising and promotion of gaming with cash winning: this has blocked any form of sponsorship, also towards sport and culture and has been strongly criticized not only by the gaming industry but also by sports federations and various organizations. Also in the light of the EU Recommendation, which considers an absolute ban dangerous as it doesn’t allow to distinguish between legal and illegal offers. What is your opinion? “As you can no doubt appreciate, every regulator has a high-level strategy that is set by, or is in line with the expectations of, its Government’s political priorities. Hence while in Malta we have always opted for regulation over prohibition, this is a reflection of a political position which has always remained constant in the past decades, and is set to remain so”. In previous years, there have been several police operations against criminal organizations operating in gaming between Italy and Malta. What impact have these events had and how can they be more effectively prevented before they occur, in your opinion? Have special measures been taken - or will they be adopted later - by Mga to avoid abnormal situations of this kind? “These events, while a hard hit to our reputation, have been a learning experience and have served to make us aware of lacunae which we had in the past in the process by which we vet applicants.  We have significantly improved our criminal probity screening over the past years, although we are of course aware that criminality continuously develops too, so we must continue to put in constant effort to remain ahead of the curve. In my opinion cross-border cooperation and exchange of information is of the essence in order to prevent such instances.  As a regulator we are not privy to certain information which is possessed by law enforcement, especially foreign law enforcement, and that is understandable. However, by continuing to strengthen mutual trust and collaboration, we can continue to close the net around these criminal organisations and ensure that they cannot disguise themselves as legitimate operators”. DANON PERDERE

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resulted in inefficiencies for us and our licensees alike. My main focus during my mandate is to correct these inefficiencies, allowing us and our licensees to focus resources on areas of regulatory priority”. Gaming in Malta has just started again, after the lockdown imposed by the pandemic. In what state is the gaming industry on the island at the moment and what consequences has Covid brought to the sector? “As one would expect, the land-based sector has been hit hard by the closures that operators have had to endure in the past year and a half, not to mention the impact that travel restrictions have had, and still have, on the sector.  Nevertheless, the industry is resilient and we are seeing encouraging signs of recovery.  Government incentives have also helped the industry, and as Mga we also deferred payment of dues towards the Authority”. The remote gaming sector was principally affected in relation to sports betting when several major sporting events were suspended, and some cancelled, last year.  However, at the time the industry showed its dynamism and reinvented itself with new products that helped operators cushion this impact.  We have, in fact, seen continued organic growth on that front”. What impact has Brexit had or is having on your island, and in particular on the gaming industry? “As is well-known, a number of prominent UK-facing operators have chosen Malta as their place of establishment within the EU following Brexit, which is a positive for the country and a vote of confidence both in Malta as an ecosystem and in our regulatory framework.  However, as an EU Member State, and a country that has significant historical ties with the United Kingdom, we were of course saddened by the UK’s departure from the European Union.  That said, we have retained our strong bilateral relationship with the Gambling Commission and continue to collaborate actively with them”. What is the relationship between Mga and other international regulators today? And what relations with the Italian one? Do you want to strengthen cooperative relations with other states, in the coming months or years? “International cooperation is very high on our agenda.  While regulators have different approaches, the basic objectives of keeping gaming free from crime and protecting players are of common interest to all.  We have a good relationship with most of our European counterparts, which we want to continue strengthening.  It is with regret that we have noted the Commission’s recent decision not to reinstate the Expert Group on Gambling Services notwithstanding the support of a significant number of European regulators.  Although bilateral and multilateral cooperation in other fora is no substitute for the Expert Group, we fully intend to continue building on these relationships.  The Mga is also looking further afield, with relationships with non-EU regula-

BELIEVE IN COOPERATION

WHO

IS

HIM?!?

Carl is the Chief Executive Officer at the Mga. Carl is a lawyer by profession and previously held the role of Chief Legal & Enforcement Officer within the Mga. Following three years of training in the field of criminal law, he joined the Mga’s legal team and has been a part of it for over six years, forming part of the strategic direction of the Authority and its high-level regulatory Committees for the past four. Carl sits on the Board of the Financial Intelligence Analysis Unit, and is a member of the Chamber of Advocates (Malta), the International Masters of Gaming law (Imgl), and the International Association of Gambling Regulators (Iagr), and has also been a regular speaker in local and international conferences relating to gaming and international regulatory issues.

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Altenar strongly relies on the Italian betting market

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or several years a key player in the Italian gaming industry and for many editions present at Enada and at all fairs and exhibitions at an international level, Altenar, a leading sportsbook software and service provider in betting, is really betting on the Italian market. One of the proofs of this boost on our sports betting industry is just the participation in the edition of the wellknown Rimini fair, scheduled from next 21 - 23 September. “Our presence at Enada has never been lacking but we will participate with a physical stand for the first time

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The software and service provider exclusively dedicated to betting between Latin America and Europe strongly relies on our industry and will be present for the first time with a stand at Enada Rimini.

in partnership with the partner group Octavian”, thus Domenico Mazzola, commercial director of the company, takes stock of the situation. “Why a physical presence at the fair? We want to launch our new version of the sports betting product for the Italian market and that many operators already use at an international level. During Enada we will enter the test phase and then start collecting gaming with the first operator between the end of 2021 and the beginning of 2022”. For Altenar, it is essential to promote the launch of the new product: “We want to show operators the additional features of our platform that increase their job opportunities in the Italian betting market. Thanks to the new systems we can change the amounts and margins for different skins that will join the service. Moreover, the system can also manage feeds between different sources and, together with Betradar, we will also integrate Betgenius. Besides the new functions, we must highlight an increased stability of the system in general and other functions that will significantly raise the level of usability and the speed and reliability of the product”.


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In the face of this effort on the Italian market, Altenar announces the work on the launch of two new concessionaires which, for now, remain secret, even if one of the two is an established reality at international level and on the Italian market, while the other is a brand already very present at landbased level on the Italian market too, which is ready to land on the online market with the Altenar product on sports betting. The betting provider in question is constantly growing and, as we write, the company has already closed twice as many commercial agreements compared to 2020. For this reason, the forecast for 2022 is of great growth in various markets. Where is Altenar present? Thinking by macro areas, coverage in Europe and South America is now almost total, with very few regions uncovered by the most popular international betting service. “Having extensive experience in multiple markets makes us easier and more responsive to the changes and solutions we have to adopt on the various markets”, Domenico Mazzola, the company’s commercial director, ends.

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Two new concessionaires arriving in Italy and the expansion continues

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The fact that mobile gaming is now overcoming all other collection methods is now confirmed. Altenar is making the new native app for iOS and Android systems available to its customers, in order to be attached to the already very rich and performing package of betting and IT services. Websites are already accessible from mobile, but the native app adds many other services for the collection and retention of players, such as push notification and many other additions. The app will also be independent to adapt to the technical characteristics of individual operators. POKER STRATEGY

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Password mobile: here is the new native app

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cally for this industry”, the manager of the company explains. “The target is to provide a further boost for the company to consolidate and expand one of the most important markets in Europe. For us, revenue coming from the Italian market is marginal, but there is a willingness of the company to increase the presence of the product and resources on this market”, Altenar explains. DANON PERDERE

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The main and distinguishing feature of Altenar is to give to each individual operator who uses this platform the possibility of having different amounts to increase the bettor’s customization, not only in terms of graphics but also of product and price. “In addition, it is also possible to create customized and dedicated bets for your skin, obviously with the authorization of the Agenzia delle Dogane e dei Monopoli to further diversify the product for each individual operator,” Mazzola continues. As we highlighted in the beginning, Altenar is a company exclusively dedicated to betting vertical: “One of our benefits is to have an organization that has 210 employees and which is constantly expanding and exclusively dedicated to the development of sports betting - the Altenar’s commercial director explains - unlike other companies that work across multiple gaming verticals. Having this type of system represents an enormous added value for the operators who decide to work with us”. Altenar’s international coverage is now total between the Latam and Europe markets. Why this new push on our country? “Surely, the Italian market is one of the most ‘ancient’ and historically most important in Europe – Mazzola analyzes - the technical structure that currently manages communications between concessionaires and Adm could provide for greater flexibility for the implementation of new product features and by-products. The example is always that of the cash out, which should have been released some time ago but which is still standing. Or the cancellation of wrong bets, which in Italy is not yet active compared to other countries. If we give to legal operators the same tools as those without a license, we could remove the need for players to look elsewhere”. The other good news is that Altenar is significantly expanding the team for the Italian market: “There will be new figures and professionalism who will support the existing team at a regulatory and product level, specifi-

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Despite lockdown disruption, laser tag forges on L’ORA DEL GIOCO

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aser tag is a sector of the industry that holds a special place in the hearts of those both young and young at heart. It provides a fun, groupbased activity for players of all ages, and would, under normal circumstances, be a lucrative anchor attraction for any number of FECs worldwide. The pandemic, however, has completely stifled out-ofhome entertainment; the demand for a day out should now, theoretically, be sky high, but the damage done to a sector so heavily reliant on foot traffic could be insurmountable. How has the laser tag sector performed then, considering such adversity? “Given the circumstances, the laser tag sector globally is performing very strongly,” said Laserforce’s Rohan Kelly. “Many of our operators are reporting revenues equal to or exceeding pre-Covid levels, as their customers have pent-up demand to get out and do something. “We have received many reports from those who were on the fence about investing during such uncertainty about coming down with a serious case of not Covid but FOMO (fear of missing out). While this has been surprising and exciting, every snap lockdown or regulatory hurdle enacted can throw a spanner in the works and cause disruptions when owners and operators are trying to plan for the future.” A certain level of trepidation remains in

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the public, as fears of further lockdowns are forever on people’s minds. That said, the trend in active play before the pandemic has only intensified since, as lockdown-induced isolation has increased the demand for it. “People around the world are craving ways to actively interact and have fun with others in real life, whether they be friends or strangers,” said Kelly. “Add to that Laserforce’s ability to relieve stress and burn off pent-up energy, and we believe that Laserforce centres are going to come out of this pandemic even stronger and more successful than before.” Creative Works is similarly optimistic and has high hopes for a resurgent sector once the public is allowed to mix together safely again. “Laser tag is performing extremely well, as lockdowns lift in the United States and more customers are going back to FECs and other location-based entertainment venues,” said the company’s Danny Gruening. “This high level of performance is because laser tag has the three pillars of successful attractions: social, story-driven, immersive. Laser tag incorporates all three elements into an attraction that has continued growing for more than 30 years. “Laser tag allows groups of friends (social) to enter a themed world (immersive) where they are given an objective in order to win the game (story-driven). This attraction has always been popular, but the experience is even more appealing to people after they’ve been quarantined in their homes for more than a year. “I expect the popularity and interest to continue elevating as more and more countries lift lockdowns. In addition to being social, story-driven, and immersive, operators can target different age groups and demographics by scaling the game”.

The R&D train rarely slows in the amusements world and laser tag is no exception. Developing new and exciting experiences is vital, as consumers who have been deprived of such thrills will expect something new when they are finally able to visit an FEC. “Laserforce is always developing new products – rain, hail or Covid,” said Kelly. As far as Creative Works is concerned, Gruening said: “Oftentimes, entertainment operators (and customers) think the briefing and vesting steps are the ‘boring’ parts of laser tag that are required before they can have fun in the arena. But, when done right, the briefing/vesting room can create an experience, engage guests and bring a whole new level of excitement. This is why we developed our new Laser Tag Launch Rooms. “Laser Tag Launch Rooms transform the standard briefing and vesting rooms into a full experience for guests. We integrate video, audio, lighting, and atmospheric effects to level up the storytelling and build anticipation. These are all tied together to create a show before a hidden door is opened to reveal the laser tag arena.” What does the future hold for these companies, and for the sector in general? “Laserforce has always been the mover and shaker of the laser tag industry and we plan to keep it that way. We are always looking to adapt our products to the changing landscape of entertainment, and we are already responding to a shifting demand towards deeper interactivity and complexity in gameplay, richness in features and satisfaction from rewards and levelling systems.” “Customers have higher expectations than ever before, so ‘good enough’ likely won’t cut it,” said Gruening. “I think more operators will want to do fully custom, high fidelity experiences to raise the bar and keep guests coming back. A ‘high fidelity’ experience can be accomplished in a lot of ways, including overthe-top theme work, DMX light shows, projection mapping and Launch Rooms.”


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PER TENTARE LA FORTUNA

a cura di Nashira astrologa e sensitiva

15, 24, 36 Ambo, Terno e su Roma, Genova e tutte SUPERENALOTTO

SAGITTARIO La svolta nella vostra vita è finalmente arrivata, dopo alcuni mesi bui, e non riuscite ancora a capacitarvi di quanto è accaduto. Bando alle insicurezze e alla malinconia, è arrivato il vostro momento e dunque godetevelo al meglio! Lasciate stare il gioco fino al giorno 10.

PESCI Chi non risica non rosica, e per una volta fate proprio questo detto, senza ascoltare chi suggerisce una prudenza che però potrebbe farvi chiudere in un guscio impermeabile. Ovviamente, con impiego di ponderatezza e raziocinio! Per giocare aspettate ottobre.

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VERGINE Al ritorno dalle ferie ci aspetta qualche grattacapo sul luogo di lavoro ma gli astri sapranno aiutarvi a superarlo agevolmente, come del resto ci si aspetta da voi, coraggiosi e determinati quali siete. Un pizzico di ottimismo sarà utile. Fortunatissimi al gioco specie dal 10 in poi.

PAROLADI COLLOVATI

GEMELLI Le scelte si pagano e se ora siete soli dovete solo ringraziare voi stessi o, semmai, razionalizzare quelle che sono le conseguenze delle vostre libere decisioni. Ormai il passato non si può recuperare ma magari vi attende un futuro da costruire e luminoso. Molto bene al gioco.

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ACQUARIO Siete pieni di gioia e di speranze per un futuro che nei mesi estivi ha gettato delle solida fondamenta. A voi e al vostro partner il compito di continuare l’opera, ma sarete supportati da un quadro astrale propizio. Giocate con prudenza se siete nati nella prima decade.

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SCORPIONE Ma l’estate non era il periodo giusto per rimettersi in forma e curare un po’ di più l’attività fisica? Visto che siete stati, per così dire, un po’ pigri, correte ora in palestra! Ne gioveranno sia il corpo che la mente, che ha bisogno di ritemprarsi dalle fatiche quotidiane. Strabene al gioco.

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LEONE Contate fino a dieci prima di parlare, perché se è vero che verba volant, possono fare lo stesso male o creare degli spiacevoli equivoci. Specie quando si tratta di relazioni tra amici, quegli stessi che hanno mostrato concretamente di tenere molto a voi. Benino, non di più, al gioco.

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TORO La ripresa dalle vacanze estive vi vedrà freschi e pimpanti, pronti davvero per una stagione che vi riserverà grosse soddisfazioni professionali. Cercate però di non perdere la spontaneità e la leggerezza che sono state vostre compagne nei mesi passati. Benino al gioco.

GIOCONEWS #09 SETTEMBRE 2021

CAPRICORNO Siete il segno più fortunato del mese e questa favorevolissima congiuntura astrale si riverserà su tutto quello che farete e sul vostro stato d’animo. Cercate solo di consolidare i successi che metterete a segno e di rafforzarli con impegno e abnegazione. Benissimo pure al gioco.

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BILANCIA Sapete come rendere felici le persone che, a vario titolo, vi stanno accanto, e la vostra magnifica aura positiva si riflette su tutto quello che ottenete dagli altri: amore e rispetto, anche da chi vi conosce da poco tempo ma che si fida di voi. Prudenza al gioco fino a metà mese.

POKER STRATEGY

CANCRO Vi trovate un po’ impreparati di fronte a una situazione nuova, che riguarda persone a voi molto care, e dovrete dare fondo alla vostra saggezza per essere loro accanto e sostenerle nelle scelte che compieranno. Gli astri sapranno ispirarvi. La dea bendata, invece, vi bacia.

CASINÒ FRANCESI

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Architetto e senatore italiano

ARIETE Cercate di essere meno polemici, in quanto finirete per passare dalla parte del torto anche quando i fatti vi darebbero ragione da vendere. La diplomazia può essere una migliore arma d’attacco, specie quando si è sul lavoro. Periodo davvero fortunato per tentare la fortuna al gioco.

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Renzo Piano

Genova, 14 settembre 1938

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7/28/30/64/65/78 1/22/46/53/69/90


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Gioco News Magazine September 2021 - Gioco News Rivista settembre 2021  

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