FAB - Aprile/Giugno 2022

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La Rivista “FAB” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

FAB - Forklifts AGV Batteries - Rivista Italiana della Movimentazione Industriale e della Logistica Automatizzata

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N. 2 - 2022

Forklifts AGV Batteries




Editoriale

Fabio Potestà

Alberto Finotto

Idrogeno, la nuova energia per un’impresa libera

Cari Lettori, vale la pena buttare il cuore al di là dell’ostacolo e investire su un’idea. E l’idea di cui vogliamo parlare è quella dell’idrogeno come nuova fonte cardine della decarbonizzazione per il trasporto e per la logistica. In questo numero di FAB, troverete molti riferimenti a questa risorsa energetica per la quale anche noi italiani stiamo aumentando considerevolmente ricerca, tecnologie produttive e investimenti. L’idrogeno può svolgere un ruolo determinante per l’alimentazione industriale del Paese e lo sviluppo di tecnologie propulsive applicate ai carrelli elevatori e agli AGV, attraverso l’implementazione delle celle a combustibile, è un aspetto esemplare di quelle potenzialità settoriali che l’idrogeno verde può davvero condurre al successo, sulla strada della sostenibilità più autentica ed efficiente. I veicoli elettrici a “fuel cells” contemplano zero emissioni, in assenza di CO2, NO2 e polveri sottili; ma l’autentica novità è quella di un’omologa capacità operativa e gestionale dei mezzi nel confronto con le motorizzazioni termiche, a diesel o a benzina - che non comporta problematiche nei tempi di approvvigionamento (come accade con la ricarica dei veicoli elettrici a batterie) e di messa in opera per tempi di lavoro estesi, anche su più turni giornalieri. Inoltre, l’idrogeno verde si può produrre in casa, con un grande vantaggio per l’economia nazionale; non è necessario importarlo dall’estero, come accade per altre fonti energetiche. Dai grandi nodi intralogistici ai depositi di smistamento e interscambio delle merci, dagli interporti agli scali aeroportuali, carrelli elevatori e AGV a idrogeno potrebbero trovare impiego e rifornimento in modalità facili e immediate. Serve solo un impegno assiduo e costante della politica governativa e, naturalmente,

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dei grandi attori industriali impegnati su questo fronte fondamentale. Le risorse economiche non mancano. È di pochi giorni fa la notizia (importante e decisiva) che sei grandi imprese italiane partecipanti al primo IPCEI (Progetto di Comune Interesse Europeo) sull’idrogeno sono state selezionate per accedere a una parte rilevante del primo finanziamento pubblico comunitario di 5,4 miliardi. Ansaldo, Fincantieri, Iveco Italia e Alstom Ferroviaria, Enel e De Nora (in partnership con Snam), a cui si aggiungono i due enti di ricerca Enea e Fondazione Bruno Kessler (FBK) hanno presentato programmi di investimento in ricerca e innovazione ritenuti, a livello europeo, di elevata qualità “e pertanto considerati meritevoli di essere finanziati con una quota maggiore rispetto a quella destinata ad altre imprese europee”, secondo una nota del ministero dello Sviluppo Economico. In particolare, verrà realizzata una filiera della componentistica dedicata allo sviluppo di elettrolizzatori, celle combustibili, tecnologia per lo stoccaggio, la trasmissione e la distribuzione dell’idrogeno, fino agli elementi da utilizzare nel settore dei trasporti. A fronte di questo movimento entusiasmante e foriero di futuro, siamo orgogliosi di far parte di un’avanguardia divulgativa che produce valore per le imprese più avanzate del Paese. Con Hydrogen Expo 2023, organizzata nel maggio prossimo dalla nostra società a Piacenza, saremo in prima linea sulla rotta di una rivoluzione culturale ed economica di cui la grande logistica italiana potrà giovarsi al massimo grado. Seguendo un sogno di indipendenza e autonomia energetica che appare, oggi come non mai, come atto tangibile di una nuova libertà di pensiero e di impresa. Buona lettura!


THE FIRST ITALIAN EXHIBITION & CONFERENCE FULLY DEDICATED TO THE HYDROGEN SECTOR 2nd Edition

17-19 May 2023 - Piacenza (Italy)

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Sommario

Periodico associato a

Aprile/Giugno 2022

News ................................. p.8 Cover Story ...................... p.24

La Rivista “FAB” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

FAB - Forklifts AGV Batteries - Rivista Italiana della Movimentazione Industriale e della Logistica Automatizzata

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Forklifts AGV Batteries

p.30 p.36 p.40 p.44 p.48 p.52

AGV Enerpac ............................. p.56 Mir ..................................... p.60 Turck Banner .................... p.64

Batterie/Batteries Aliant ................................. p.68

Intermodalità e Logistica Intermodality and Logistics Kamag ............................... p.72 Ubiquicom ........................ p.76

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Direttore Responsabile Fabio Potestà Responsabile Editoriale Alberto Finotto Collaboratori Roberto Ambra Andrea Potestà Grafica e impaginazione Romina Testino grafica@mediapointsrl.it

Carrelli Elevatori Forklifts TSM Sensors ..................... Linde ................................. Still ..................................... Baoli ................................... Clark .................................. Tamarri ..............................

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Fotografia Archivio Sollevare Ufficio traffico Daniela Chiusa daniela.chiusa@mediapointsrl.it N. 2 - 2022

In copertina:

Idrogeno e logistica, carrelli e fuel cells sul fronte della più importante scommessa energetica per l’Italia e per l’Europa. Da Still a Toyota, fino ai grandi attori industriali della produzione e dello stoccaggio stanno investendo su un futuro possibile di sostenibilità e autonomia produttiva

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Direzione e redazione MEDIAPOINT & EXHIBITIONS SRL Corte Lambruschini Corso Buenos Aires, 8/7 16129 Genova - Italy tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088 redazione@sollevare.it Pubblicità Italia ed estero tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088 adv@sollevare.it Pre-stampa e stampa Euro Grafica - Genova Registrazioni Tribunale di Genova n.27/2011. Camera Commercio di Genova, R.I. N.O 395768 del 5 novembre 2001 Registro operatori di comunicazione N.O 022258 del 20 gennaio 2012 Comunicazione agli abbonati Art. 10 Legge 675/96. I dati personali contenuti negli archivi della casa editrice “Mediapoint & Exhibitions Srl” sono utilizzati solo dalla casa editrice e solo per perfezionare gli obblighi derivanti dagli abbonamenti. Tutti gli abbonati possono chiedere in qualsiasi momento l’aggiornamento o la cancellazione dei propri dati. Responsabile: Fabio Potestà Testi e foto a riproduzione vietata senza consenso della casa editrice. Legge 1396/42, art. 7, Reg. 18 © Copyright 2022


SISTEMA PARACOLPI


News CARRELLI ELEVATORI

Transpallet “all terrain” C lark ha aggiunto un altro modello importante alla propria gamma di transpallet. Si tratta del nuovo WS10Mi, dotato di montante monocolonna e con portata massima fino a 1.000 kg (1200 kg a sollevamento iniziale). I campi di applicazione coprono tutte le applicazioni su brevi distanze, per impilamento fino a un’altezza di 1.955 mm op-

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pure come base di lavoro mobile ed ergonomica. Il WS10Mi si rivela particolarmente utile quando viene utilizzato su pavimenti irregolari, rampe più strette o attrezzature per la pesatura, poiché il WS10Mi supera senza sforzo le inclinazioni grazie al suo sollevamento iniziale (a 115 mm). Il design compatto del carrello elevatore permette anche di utilizzarlo in aree di lavoro critiche


per lo spazio, per esempio in corridoi di scaffalatura stretti. La lunghezza del carrello compresa la parte posteriore delle forche è di soli 600 mm. Grazie al modesto peso del transpallet di 520 kg (batteria inclusa) e al conseguente minor carico al suolo, il mezzo può essere utilizzato anche su piani intermedi. Il timone del veicolo, con impugnatura ottimizzata, permette un comando preciso di tutte le funzioni di spostamento e di sollevamento. Inoltre, l’albero mono-lift offre la migliore visuale possibile sulle forche. Come tutti i modelli della gamma WS10, il WS10Mi ha un telaio basso a protezione dei piedi dell’operatore e delle possibili interferenze di persone intorno al veicolo. Il WS10Mi è dotato, infine, di un powerpack con caricabatterie incorporato (per una ricarica in qualsiasi presa a 230 volt). Il display del veicolo informa l’operatore sul livello di carica della batteria e sulle ore di funzionamento.

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News INTERMODALITÀ E LOGISTICA

Quantron, il movimento a zero emissioni N ella prima metà del 2022, Quantron AG ha incrementato ulteriormente la sua posizione di avanguardia nel campo dei veicoli industriali e commerciali elettrici a batteria e a idrogeno. Nonostante le attuali grosse difficoltà della catena di approvvigionamento, lo specialista del trasporto sostenibile di passeggeri e merci, nei primi sei mesi dell’anno ha incrementato le vendite di oltre il 360 % rispetto all’anno precedente.

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Gli esperti di mobilità elettrica di Augusta, oltre che convertire veicoli industriali e commerciali nuovi o usati in unità a emissioni zero, stanno lanciando sul mercato modelli propri progettati e sviluppati come OEM. Uno dei clienti dalla scelta a emissioni zero per la propria flotta, è Ikea. Il colosso dell‘arredamento ha ordinato ben 50 light transporter elettrici a batteria per le consegne a corto raggio ed effettua forniture ad oltre 300 clienti al giorno con veicoli Quantron a emis-


sioni zero, risparmiando così oltre 197 t di CO2 all’anno. Tra i nuovi clienti Quantron figurano grandi aziende di logistica e di smaltimento rifiuti come Ansorge, Breitsamer, Dorr e il gruppo Knorr-Bremse di Monaco di Baviera, leader del mercato mondiale dei sistemi frenanti per veicoli ferroviari e commerciali. “Negli ultimi sei mesi, la domanda di veicoli commerciali e industriali a emissioni zero è aumentata in modo considerevole. Solo alla Quantron, abbiamo ricevuto oltre 500 richieste di clienti da tutta Europa che abbiamo evaso con offerte concrete – afferma Michael Perschke, CEO di Quantron AG – In Germania, tuttavia, il mercato è bloccato dall’attuale pratica delle sovvenzioni. Dopo che il secondo bando per il sostegno finanziario per veicoli commerciali a propulsione alternativa è stato nuovamente prorogato fino al 24 agosto, le aziende e le amministrazioni comunali attendono con i loro ordini di avere certezze sull’ammontare del sostegno economico. L’attuale pratica di sovvenzione agisce quindi come un freno sugli investimenti facendo rimandare le decisioni di acquisto al 2023 e di conseguenza anche i positivi effetti di riduzione delle emissioni nocive. Quantron ha recentemente vinto una gara d’appalto della regione Schleswig-Holstein, che offre alle autorità locali l’opportunità di ordinare a Quantron AG un totale di 800 veicoli commerciali leggeri nell’arco dei prossimi quattro anni”. Quantron prevede un aumento significativo delle vendite a partire dal 2023. Nonostante gli ostacoli contingenti e le difficoltà geopolitiche, il management è comunque fiducioso di poter raggiungere l’obiettivo di fatturato di 20-25 milioni di euro fissato per il 2022. Oltre a convertire veicoli commerciali e industriali usati o nuovi con sistemi di propulsione ecologici, Quntron – come OEM –

studia e sviluppa propri modelli a zero emissioni, che hanno un forte interesse da parte del mercato grazie alla moderna tecnologia utilizzata e alla loro disponibilità nel breve termine. Nel settore del trasporto merci, Quantron propone il suo Quantron Qargo 4 EV, un transporter leggero completamente elettrico di propria progettazione. Il veicolo con un carico utile di 2.300 kg e un’autonomia fino a 350 km è il vettore a emissioni zero ideale per le consegne a corto raggio. Quantron propone anche veicoli completamente elettrici per l’uso in città e brevi distanze, mentre si avvale dell’idrogeno verde come soluzione di alimentazione più efficiente per il trasporto a lungo raggio per i mezzi più pesanti con carichi elevati. In collaborazione con la Ballard Power Systems, leader mondiale nello sviluppo di celle a combustibile, l’azienda sta realizzando diversi veicoli a idrogeno, tra cui un autocarro pesante FCEV, che sarà presentato in anteprima mondiale all’IAA Transportation di Hannover nel prossimo mese di settembre. Nell’ambito della sua offensiva pro idrogeno, Quantron sta espandendo ulteriormente il suo ecosistema a 360 gradi “Quantron-as-a-Service” (QaaS). In questo contesto, Quantron vuole implementare in futuro la produzione di idrogeno verde e di elettricità sostenibile e proporre stazioni di rifornimento di idrogeno e opzioni di ricarica, incrementando così notevolmente l’accettazione di questa tipologia di veicoli da parte della clientela. Anche lo staff di Quantron è cresciuto parallelamente allo sviluppo economico dei primi sei mesi dell’anno. L’azienda, che è stata fondata nel 2019, conta oggi oltre 110 dipendenti di 14 nazionalità diverse provenienti da Nord America, Medio Oriente e Asia. Oltre la metà di questi lavora nell’area tecnica R&S e di prodotto. Forklifts AGV Batteries

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News

CARRELLI ELEVATORI

Hydrogen Strategy per Manitou

Lanciare sul mercato prodotti sostenibili senza alcun compromesso in efficienza, autonomia e performance. Questo l’obiettivo della strategia “Low Carbon” adottata da Manitou Group, leader globale nel settore del sollevamento, piattaforme aeree e movimento terra, il quale, nel corso della seconda edizione dell’evento On The Way Up, ha presentato il progetto triennale per lo sviluppo dei suoi primi sollevatori a idrogeno. “Abbiamo avviato un progetto triennale di sviluppo, assemblaggio e test in ambiente reale; al momento il primo vero prototipo è in fase di assemblaggio in uno dei nostri stabilimenti”, ha dichiarato Julien Waechter, vicepresidente R&D di Manitou. In base alle previsioni i due prototipi off-road a idrogeno saranno lanciati sul mercato entro il 2030 (tra il 2025 e 2027 per la precisione), anno entro cui il “43% delle macchine vendute dal Gruppo saranno a basse emissioni“, come ha annunciato Elisabeth Ausimour, presidente della Divisione Prodotti di Manitou. Il primo prototipo completerà la fase di test entro la fine dell’anno per poi iniziare, a partire da Gennaio 2023, le prove in ambienti operativi reali. In parallelo, Manitou ha avviato la realizzazione della prima stazione per il rifornimento di idrogeno nel proprio Test Center. L’operazione permetterà al Gruppo di aumentare il proprio know-how nelle tecnologie a idrogeno, in vista di un futuro sostenibile e a minor impatto ambientale.

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Lavorare con il DSP-M di JLG PRELIEVO ORDINI

LIVELLO

AGV/AMR

Obiettivo Italia per MiR

SECONDO

Alessandro Delucchi

Sportelli a chiusura automatica Lavorate in sicurezza a qualsiasi altezza

Mobile Industrial Robots (MiR), pioniere dei robot mobili autonomi espande il suo team in Italia per concentrarsi maggiormente sul mercato rafforzando la presenza sul territorio. MiR ha registrato una crescita del 42% delle vendite globali nel 2021 e oggi l’azienda consolida il trend di crescita nel mercato italiano, rafforzando il team con la nomina di Alessandro Delucchi, nuovo Field Sales Engineer. MiR punta al mercato italiano per implementare le proprie innovative soluzioni e aumentare il livello di automazione nella logistica, nel manifatturiero ma anche nel medicale e ospedaliero. Alessandro Delucchi è laureato in ingegneria elettronica e ha conseguito la specializzazione nel controllo dinamico di macchinari e dispositivi. Dopo aver collaborato con aziende del calibro di ABB e Regal Beloit in qualità di progettista e area sales manager, Alessandro è entrato a far parte del team MiR a partire da Aprile 2022. “Sono davvero felice di far parte del team di MiR, perché sono fermamente convinto che l’automazione fornita dagli AMR rappresenti una grande spinta propulsiva per l’industria – afferma Delucchi – Le performance raggiunte dai robot mobili autonomi hanno toccato ottimi livelli, direi impensabili fino a dieci anni fa e le recenti applicazioni dimostrano che vi è ancora ampio margine di sviluppo. L’automazione è un requisito oramai imprescindibile per la maggior parte delle industrie e lo dico da emiliano: per antonomasia l’Emilia è terra di motori, la cosiddetta motor valley, ma è anche la automation valley perché l’automazione è un settore in grande fermento, non solo in Emilia ma in tutto la Penisola”.

Accesso a bassa altezza Design ergonomico per un più facile accesso

Sensori di rilevamento ostacoli Impediscono alla piattaforma di scendere se c’è un ostacolo

Raggio di sterzata pari a zero Sterzate a 360 gradi grazie alla ruota motrice singola

Il nuovissimo commissionatore di JLG. La rivoluzione in magazzino. Forklifts AGV Batteries

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News CARRELLI ELEVATORI

Il senso dell’idrogeno di Wika

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causa della richiesta da parte dei clienti di maggiore sicurezza, ecocompatibilità, prestazioni ed efficienza, i costruttori di macchine da lavoro mobili sono sempre più interessati all’idrogeno come fonte di carburante. Nei veicoli alimentati a idrogeno, il gas contenuto nel serbatoio di stoccaggio dell’H2 deve essere regolato attraverso una serie di valvole di controllo prima di raggiungere la cella a combustibile. Gli strumenti di misura della pressione svolgono un ruolo importante in questo processo. Tuttavia, non tutti i sensori di pressione standard sono adatti alle applicazioni a idrogeno, a causa dei materiali utilizzati. Il sensore di pressione MH-3-HY di Wika è progettato specificamente

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per i veicoli che utilizzano celle a combustibile a idrogeno (con omologazione EC79/2009). Le applicazioni a idrogeno richiedono sensori di pressione speciali. Il gas compresso nei serbatoi di idrogeno è ad alta pressione: di solito circa 350 bar/5.250 psi per i veicoli commerciali. Prima che l’idrogeno raggiunga la cella a combustibile per essere convertito in energia, la pressione immagazzinata deve essere ridotta alla pressione di esercizio della cella a combustibile. Per un maggiore controllo e sicurezza, questo processo si svolge solitamente in due fasi. Una valvola di riduzione della pressione, situata vicino al serbatoio, abbassa la pressione a meno di 20 bar/300 psi prima di entrare nel sistema. Un regolatore


di pressione riduce ulteriormente la pressione a circa 1 bar/15 psi prima di entrare nell’iniettore della cella a combustibile. In genere, prima e dopo la valvola di riduzione della pressione vengono installati dei sensori di pressione. Questi garantiscono che la pressione del sistema rimanga entro limiti di sicurezza. Se la pressione dell’impianto non è regolata correttamente, una valvola di sovrapressione scarica l’idrogeno nell’atmosfera. Se la pressione del sistema diventa troppo bassa o il serbatoio dell’idrogeno è vuoto, la cella a combustibile non avrà pressione sufficiente per il funzionamento e finirà per spegnere la macchina. Il sensore di pressione deve soddisfare i requisiti delle applicazioni in termini di precisione e robustezza. In questo senso, le applicazioni H2 rappresentano una sfida importante. In determinate condizioni, le molecole di idrogeno si dissociano sulle superfici metalliche. Gli atomi di idrogeno possono facilmente penetrare nella struttura cristallina di molti metalli comuni, compreso l’acciaio inossidabile. Il processo di diffusione accelera a temperature e pressioni più elevate. Questo fenomeno si chiama permeazione dell’idrogeno e può avere due conseguenze in un sensore di pressione: la deriva del segnale (una variazione della resistenza elettrica nelle strutture sensibili porta a un offset del segnale); l’infragilimento da idrogeno (i metalli diventano più suscettibili a crepe e fratture, cioè a danni meccanici). Per prevenire la permeazione di idrogeno, un sensore di pressione può essere dotato di un membrana affacciata placcata in oro. Tuttavia, questa opzione è solitamente troppo costosa per la maggior parte dei veicoli a celle a combustibile a idrogeno. Una soluzione più economica consiste nell’utilizzare una lega speciale meno suscettibile alla permeazione e immune all’infragilimento da idrogeno. Sensori di pressione robusti per veicoli alimentati idrogeno L‘MH-3-HY è un sensore di pressione elettronico OEM, adatto all’uso in condizioni estreme e espressamente progettato per l’uso in veicoli con celle a combustibile alimentate a idrogeno. Lo strumento offre elevata accuratezza, affidabilità ed esecuzione robusta ed è dotato di una cella di misura a film sottile metallica saldata ermeticamente in lega di cobalto 2.4711 (Elgiloy) e una lega di cobalto-cromo-nichel-molibdeno con elevata resistenza alla fatica ed eccellente resistenza alla corrosione. Questo sensore di pressione non

utilizza guarnizioni polimeriche a contatto con il fluido e non è riempito d’olio. Ciò lo rende ideale per le applicazioni con un campo di pressione da 20 bar/300 psi a 600 bar/8.000 psi. Grazie alle sue caratteristiche, l’MH-3-HY ha ottenuto l’omologazione UE EC79/2009 per i veicoli alimentati a idrogeno. Ciò rende più facile per i costruttori OEM certificare l’intero sistema. (Tuttavia, va notato che questa omologazione sarà revocata dall’UE nel luglio 2022. I certificati EC79 esistenti rimarranno validi, ma non ne verranno emessi di nuovi sulla base di questa direttiva). Inoltre, la produzione dell’MH-3-HY avviene su una linea altamente automatizzata, che permette di fornire ai clienti Wika grandi quantità con una qualità affidabile. In confronto, altri produttori utilizzano linee semiautomatiche o manuali. Inoltre, Wika al 100% ogni sensore di pressione alla fine della linea ed effettua test con l’elio per ogni sensore, allo scopo di verificare la presenza di perdite.

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News

Autonomia avanzata per robot mobili Phoenix Contact è leader mondiale per i componenti elettronici, sistemi e soluzioni di ingegneria elettrica, elettronica e per l’automazione industriale. Il gruppo ha sede a Blomberg, Germania, e impiega 17.100 persone in tutto il mondo, con un fatturato di 2,4 miliardi di euro nel 2020. Il Gruppo Phoenix Contact è presente a livello globale con 15 centri produttivi e più di 55 filiali commerciali. In Italia l’azienda è presente dal 1997 con la sede di Cusano Milanino e il Centro Logistico di Cesano Maderno, entrambi nei pressi di Milano. Nella filiale italiana lavorano oltre 120 persone che offrono ai propri clienti un know-how d’eccellenza e un’assistenza capillare e puntuale. Phoenix Contact, tra le soluzioni proposte in molteplici settori, dedica una linea di prodotti ai veicoli a guida autonoma. Tra questi, il controllore di ultima generazione PLCnext Technology, a bordo veicolo, che permette l’integrazione di ulteriori funzioni secondo un approccio modulare, a sistemi per la trasmissione affidabile di dati via wireless, ai dispositivi per una interazione sicura uomo-macchina e macchinamacchina, fino ai dispositivi per la gestione dell’energia efficientando l’alimentazione della batteria e la relativa ricarica. L’azienda propone oggi anche un pacchetto di sistema per migliorare la gestione dei sistemi AGV/AMR e renderne ancora più efficiente l’attività, basato proprio sulla stessa piattaforma di controllo aperta PLCnext Technology (con sistema operativo Linux), attraverso la quale è possibile aggiungere e programmare diverse funzioni del robot a guida autonoma con software di terze parti e impiegare linguaggi di alto livello come C, C++, Matlab, Phyton. Le funzioni aggiuntive consistono in un hardware estremamente compatto a salvaguardia dello spazio per altre installazioni. La comunicazione wi-fi è resa più affidabile con moduli WLAN efficienti per una trasmissione dei dati stabile e senza interferenze. Una maggiore autonomia della batteria è garantita da soluzioni in grado di gestire in modo ottimizzato l’alimentazione delle varie componenti installate all’interno del robot. Una navigazione libera da infrastrutture fisse e per la massima libertà di movimento del robot a guida autonoma è fornita invece dal sistema Accerion Phoenix Contact, che offre un’accuratezza sub-millimetrica anche in ambienti dinamici per una configurazione facile ed immediata su tutti i robot mobili.

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News MAGAZZINI & ATTREZZATURE

Automatismi Emerson per gli hub dell’idrogeno

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itsubishi Power Americas, Inc. ha scelto Emerson, leader globale nel settore del software e dell’ingegneria, per automatizzare la più grande struttura di produzione e stoccaggio di idrogeno verde al mondo. L’hub leader del settore contribuirà a integrare le energie rinnovabili producendo e immagazzinando idrogeno verde per lo stoccaggio di energia a lungo termine. Mitsubishi Power sfrutterà l’esperienza di Emerson nella produzione di idrogeno e l’esperienza nel software di automazione per aumentare la sicurezza, ridurre i costi e sempli-

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ficare la manutenzione durante il ciclo di vita della struttura. L’energia rinnovabile in eccesso generata durante l’inverno e la primavera è difficile e costosa da immagazzinare nel suo stato originario per essere utilizzata durante la stagione estiva di punta e, di conseguenza, viene sprecata. L’Advanced Clean Energy Storage hub utilizzerà l’elettricità rinnovabile per alimentare gli elettrolizzatori e produrre idrogeno verde. L’idrogeno prodotto sarà immagazzinato nel sottosuolo in caverne di sale, in modo da poter essere distribuito quando necessario per generare elettricità pulita da turbine alimentate a idrogeno, che contribuiranno a stabilizzare la rete con fonti sostenibili e a creare un nuovo percorso per la decarbonizzazione degli Stati Uniti occidentali. “Generare, immagazzinare e trasmettere elettricità a zero emissioni di carbonio è fondamentale per soddisfare le esigenze di generazione di energia sostenibile del mondo – ha dichiarato Michael Ducker, vicepresidente senior di Hydrogen Infrastructure per Mitsubishi Power Americas e presidente di Advanced Clean Energy Storage I – L’esperienza di Emerson nel campo dell’idrogeno e la progettazione di architetture digitalmente connesse contribuiranno a ridurre i tempi di avviamento, sviluppando al contempo un sistema di trasmissione sicuro, affidabile e facilmente scalabile per raggiungere i nostri obiettivi di produzione e immagazzinamento di energia rinnovabile”. L’Advanced Clean Energy Storage hub convertirà l’energia rinnovabile attraverso il banco elettrolizzatore da 220 megawatt (MW) per pro-


durre fino a 100 tonnellate di idrogeno verde al giorno. La struttura avrà uno stoccaggio di 300 gigawattora (GWh) di energia in due caverne di sale. In confronto, la capacità di stoccaggio delle batterie negli Stati Uniti è di 2 GWh attraverso le batterie agli ioni di litio. L’Advanced Clean Energy Storage hub ha spazio per un massimo di 100 caverne. Questa struttura integrata, prima nel suo genere, fornirà uno stoccaggio di idrogeno a breve e lunga durata da utilizzare durante le stagioni di punta e durante tutto l’anno presso il vicino Intermountain Power Project (IPP Renewed) da 840 MW. IPP Renewed utilizzerà il 30% (vol) di idrogeno nelle turbine a gas Mitsubishi Power M501JAC all’avvio, passando al 100% (vol) di idrogeno entro il 2045. Emerson e Mitsubishi Power stanno collaborando a soluzioni digitali per IPP Renewed per ottimizzare le prestazioni delle strutture, migliorare l’affidabilità e creare energia più pulita e affidabile.

Mitsubishi Power utilizzerà la piattaforma integrata di controllo e sicurezza Ovation di Emerson per ottimizzare l’efficienza produttiva dell’Advanced Clean Energy Storage hub e garantire la sicurezza delle operazioni. La piattaforma Ovation fornirà un controllo e un monitoraggio affidabili del processo di produzione dell’idrogeno rinnovabile, nonché l’arresto di emergenza e la protezione da incendi e gas. La piattaforma raccoglierà e contestualizzerà anche i dati provenienti dall’ampia varietà di sistemi di terze parti della struttura, per contribuire a eliminare complessità e rischi. Il PACSystems RSTi-EP I/O di Emerson fornirà una più facile connettività sul campo e contribuirà a facilitare le modifiche al progetto senza allungare i tempi o aumentare i costi, mentre AMS Device Manager aiuterà a monitorare la salute degli asset dell’impianto per migliorarne la sicurezza, l’affidabilità, l’efficienza e la sostenibilità. Forklifts AGV Batteries

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News CARRELLI ELEVATORI

Alta produttività elettrica Linde Material Handling ha rivelato al pubblico degli specialisti i nuovi transpallet elettrici con operatore a terra T14 – T20. Grazie alla struttura particolarmente compatta, questi veicoli – con capacità di carico compresa tra 1,4 e 2 tonnellate – sono ideali per la movimentazione e il trasporto di pallet. Il T14, con capacità di carico di 1,4 tonnellate, è progettato per il trasporto di merci nella vendita al dettaglio e per le consegne in città. I modelli T16 e T18, con portate di 1,6 e 1,8 tonnellate, sono utilizzati principalmente per le operazioni nelle stazioni di carico e scarico. Infine, il T20 con capacità di 2 tonnellate è ideale per affrontare anche i compiti più impegnativi all’interno delle linee di produzione industriali. Tutti i transpallet sono dotati di un potente motore elettrico che offre prestazioni elevate in ogni situazione di lavoro. Il timone è studiato per facilitare le manovre, mentre la funzione Safety Speed (velocità proporzionale), disponibile come optional, riduce automaticamente la velocità di marcia in base all’angolo del timone, in modo tale che il transpallet possa essere utilizzato in sicurezza anche in spazi stretti. Quanto al design, la nuova serie ha una linea innovativa, costituita da un telaio della lunghezza di soli 429 mm che rende il carrello più maneggevole e allo stesso tempo più leggero. Il caricabatteria integrato, disponibile come optional, consente di effettuare la ricarica da qualsiasi presa di corrente. Il display insediato sul telaio fornisce all’operatore tutte le informazioni rilevanti sulle ore di funzionamento, sulla batteria e sullo stato di manutenzione.

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INTERMODALITÀ E LOGISTICA

ContiConnect 2.0 per flotte di pneumatici Oggi il settore dei trasporti si trova ad affrontare una forte pressione sui costi. Per avere successo in un mercato estremamente competitivo, diventa quindi essenziale per le aziende di logistica una gestione altamente efficiente della flotta. Continental sta introducendo un upgrade della soluzione per il monitoraggio degli pneumatici ContiConnect, per una migliore offerta ai suoi clienti. Questo sistema fornisce strumenti su misura progettati per rendere la gestione della flotta più efficiente, sostenibile e orientata al futuro. Continental metterà a disposizione sia un pacchetto Standard per la misurazione della pressione e della temperatura degli pneumatici, sia, in un secondo momento, una versione Advanced in grado di leggere una serie di dati aggiuntivi, come la profondità del battistrada e la condizione degli pneumatici. Manutenzione predittiva e diagnostica degli pneumatici basate sui dati All’inizio del 2022 Continental ha avviato il processo di trasferimento verso il nuovo sistema. “Con la migrazione dei clienti al rinnovato ContiConnect, abbiamo posto le basi per una gestione degli pneumatici orientata al futuro – afferma Ralf Benack, Head of Fleet Solutions EMEA di Continental – La nuova On-Site App porta ContiConnect 2.0 direttamente sullo smartphone dell’utente, rendendolo molto più user-friendly. Grazie alla Driver App, all’On-Site App e al nuovo portale web Continental offre la giusta soluzione per ogni necessità e ogni utente”. Le aziende di trasporto beneficeranno di una maggiore efficienza della flotta, costi ridotti e risparmio di tempo, poiché possono programmare in modo proattivo i lavori di manutenzione e le visite in officina. In questo modo si riescono a prevenire guasti imprevisti e impedire il tempo di fermo dei veicoli. C’è anche un altro vantaggio, rivelato sempre da Benack. “Poiché ContiConnect consente una migliore manutenzione degli pneumatici, le flotte risparmiano carburante ed evitano la sostituzione anticipata degli pneumatici e i guasti durante il trasporto, portando a una riduzione delle emissioni di CO2”.

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News BATTERIE

L’Olimpo dei finalisti Bauma Innovation Award per Flash Battery Flash Data Center 4.0, software proprietario di Flash Battery per il controllo remoto automatico dei dati che sfrutta l’intelligenza artificiale, già selezionato tra i candidati al prestigioso Bauma Innovation Award 2022 nella categoria “Digitalizzazione”, oggi fa parte della short list dei finalisti del premio. Flash Battery presenterà proprio al Bauma – in programma dal 24 al 30 ottobre a Monaco di Baviera – il software proprietario Flash Data Center 4.0, e quella dell’azienda italiana – tra i leader europei nella produzione di batterie al litio customizzate – non sarà una semplice partecipazione alla più grande rassegna internazionale di macchine e materiali del settore delle costruzioni. Come unica azienda italiana selezionata dalla giuria dei Bauma Innovation Award tra quanti si contenderanno il prestigioso riconoscimento, il suo ruolo in fiera sarà quello di protagonista assoluta del settore. “Una grande soddisfazione – sottolinea Marco Righi, CEO dell’azienda che ha sede a Sant’Ilario d’Enza (Reggio Emilia) e conta circa 70 dipendenti, il 30% dei quali impegnati in ricerca e innovazione – Questo riconoscimento va oltre la mera qualità dei nostri prodotti, ma si sofferma su tutto ciò che ad esse è legato in termini di affidabilità, analisi avanzate e predittive dei big data relativi ai sistemi batteria, controlli e miglioramento costante delle performance che i clienti possono concretamente misurare e controllare in autonomia”. Il Flash Data Center 4.0, come dicevamo, è un sistema di controllo dati automatico in real-time che sfrutta l’intelligenza artificiale; il sistema cloud è integrato in un ambiente virtuale tramite Containerized Architecture, a garanzia dell’interconnessione di tutti i sistemi batteria prodotti da Flash Battery con il supporto avanzato delle tecnologie di Machine Learning e intelligenza artificiale. “Il risultato – spiega Righi – è che il Flash Data Center 4.0 ha la prerogativa di un sistema che apprende e migliora le performance in base ai dati che vengono analizzati, e i produttori OEM e i clienti finali di Flash Battery hanno la possibilità di effettuare analisi avanzate e predittive dei big data relativi ai loro sistemi batteria in tempo reale. La nuova interfaccia grafica e la user experience è realizzata in modo da consentire agli utenti finale di avere un’unica dashboard intuitiva in cui vengono analizzate tutte le informazioni relative alle principali metriche della batteria in real-time, come ad esempio Life of cycles, State of Charge- SOC, State of Healty -SOH, temperature di utilizzo di ogni singola batteria interconnessa”.

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Cover Story NELLA SUA VERSIONE “VERDE LIQUIDA” È L’ELEMENTO CHE GUIDA UNA TECNOLOGIA DI SVILUPPO PER CARRELLI ELEVATORI A CUI GUARDANO CON INTERESSE MOLTI POTENZIALI INVESTITORI NEL SETTORE DELLA GREEN ECONOMY. MA È L’INTERA FILIERA DEI PRODUTTORI E DELLA LOGISTICA A SUONARE LA SVEGLIA DELLA RICERCA AVANZATA

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Idrogeno, il futuro che va veloce N

e abbiamo parlato spesso, su queste stesse pagine. Ora che i fatti procedono velocemente, “repetita iuvant” e la tecnologia dell’idrogeno merita senz’altro di essere ribadita nel suo ruolo di protagonista della logistica prossima ventura. Nell’ultimo decennio, il comparto della movimentazione merci ha fatto passi da gigante nello sviluppo della propulsione a idrogeno e uno degli esempi più citati risale a oltre quattro anni fa, quando la più grande flotta di carrelli (ben 137, con l’obiettivo di arrivare a oltre 200 unità) dotati di celle a combustibile alimentate a idrogeno in Europa diventò operativa nel grande deposito Carrefour di Vendin Le Vieil sotto l’egida del

progetto europeo HyLift-Europe (con la rappresentanza italiana della Fast, la Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche). Fu il risultato della collaborazione tra la stessa Carrefour e realtà primarie come Air Liquide - che realizzò la stazione di rifornimento di idrogeno - e come Still, pioniere tra i costruttori di carrelli con celle a combustibile. La strada dell’idrogeno nella logistica oggi è aperta, quindi. Anzi, spalancata, dal momento che l’idrogeno definito “verde” è l’elemento più pulito al mondo, prodotto con l’elettricità generata dal sole o dal vento attraverso un processo di elettrolisi dell’acqua (scomposta nelle sue componenti con emissione di ossigeno e pre-


servazione dell’idrogeno, che viene così immagazzinato). Se ne sono accorti attori industriali globali, come la Ballard Power Systems, capofila alla borsa Usa tra i produttori di celle a combustibile destinate proprio a carrelli elevatori, autobus e altre applicazioni in ambito marino. I costruttori di carrelli, intanto, avanzano sul fronte dello sviluppo di modelli e tecnologie. Riprendendo il discorso sull’eccellenza pionieristica di Still, parliamo di una strada percorsa con il veicolo concettuale dei ‘moduli a batteria sostitutiva’ (‘battery replacement modules’, BRMs). Un BRM è un sistema chiuso che corrisponde in forma, dimensione e peso a uno scomparto per batteria specifica. Il BRM contiene tutti i componenti necessari per generare elettricità: le celle a combustibile, il serbatoio per l’idrogeno, i connettori del serbatoio, una piccola batteria al litio, e altri elementi funzionali. Quando il serbatoio è stato riempito di idrogeno - operazione che richiede solo pochi minuti - la cella a combustibile produce energia elettrica per l’applicazione prevista, direttamente a bordo del carrello. Il processo genera emissioni di vapore acqueo puro o di acqua. La batteria al litio integrata funge da deposito di energia, rifornendo il carrello con un flusso costante di energia. Mediante questo processo, l’eventuale energia in eccesso o di recupero viene temporaneamente immagazzinata, il che significa che il carrello può facilmente soddisfare picchi di consumo di elettricità, ad esempio quando si tratta di sollevare un peso. Tra gli altri grandi produttori che hanno sposato di recente la tecnologia delle celle a combustibile, la Toyota Material Handling forklift ha realizzato - già due anni fa - nella sede di Bologna,

Avanguardie d’Europa L’Unione Europea ha fissato l’obiettivo “Green EU 2050”: i Paesi dell’Unione Europea dovranno essere climaticamente neutri entro il 2050, con il fine ultimo di evitare le emissioni di CO2. Un approccio alla riduzione dei gas di serra è l’utilizzo dell’idrogeno verde (H2) che può essere convertito in energia e calore mediante un procedimento rispettoso del clima. L’uso dell’idrogeno verde nell’intralogistica potrebbe quindi rappresentare una leva importante per evitare a livello globale le stesse emissioni di CO2. In combinazione con altre applicazioni nella logistica - ad esempio una flotta di carrelli elevatori industriali alimentati a idrogeno - è possibile creare sinergie e ridurre significativamente i costi operativi. Diverse istituzioni finanziano questa tecnologia. Tra queste, a livello generale europeo, la Fuel Cell and Hydrogen Joint Undertaking, Funding & Financing (fch.europa.eu). In Germania, il National Hydrogen and Fuel Cell Technology Innovation Programme (NIP) e il Project Management Organisation Jülich. In Francia, l’Ademe (Agence de la Transition Écologique).

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un carrello elevatore “fuel cells”, declinando con successo la collaborazione con altri partner internazionali nell’ambito del progetto europeo Hawl (Hydrogen and warehouse logistics) che ha l’obiettivo di incrementare la diffusione scientifica e culturale dei benefici derivanti dalla stessa tecnologia delle celle a combustibile applicata ai carrelli elevatori. Anche in questo caso di ricerca applicata, l’idrogeno, nel carrello, viene erogato da un serbatoio a pressione molto leggero e affluisce - insieme all’ossigeno - alle celle a combustibile. Le celle, quindi, combinano idrogeno e ossigeno, generando energia elettrica in virtù di una reazione controllata e l’energia viene erogata al motore elettrico di trazione - per la marcia del carrello elevatore - e al motore elettrico della pompa, per le operazioni di sollevamento e brandeggio. Uno dei punti nodali del vantaggio complessivo costituito dall’idrogeno nel mondo dei carrelli elevatori - rispetto allo sviluppo delle tecnologie funzionali elettriche a batterie - riguarda il rifornimento. Rapido, realizzabile in pochi minuti. Una sostenibilità, dunque, che conserva (a emissioni zero) lo stesso livello di produttività dei carrelli termici. Se pensiamo a un carrello elettrico standard con batterie al piombo-acido,

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in grado di assicurare un’autonomia operativa massima di sei ore, con la necessità di una ricarica realizzabile almeno in otto ore, possiamo ben immaginare lo svantaggio costituito da cicli lavorativi particolarmente intensi, distribuiti su più turni giornalieri. il ricorso a batterie supplementari è inevitabile, con la previsione di intervalli per la sostituzione delle batterie stesse. Problematiche importanti, completamente eliminate dalla tecnologia “fuel cells”, proprio nella circostanza dell’impiego intensivo, in virtù di una ricarica di idrogeno che richiede tre minuti. C’è di più. I carrelli stessi possono diventare essi stessi generatori di corrente in caso di necessità oppure durante le emergenze. Parlando di infrastrutture dedicate alla ricerca e al testing, a Osio Sopra, in provincia di Bergamo, è stato progettato e messo in funzione, in soli tre anni, un nuovo impianto automatizzato di test per motori alimentati a fuel cells (prodotti da Nuvera), grazie ai componenti e all’esperienza del gruppo danese Danfoss. Se l’Europa della logistica volerà sulle ali dell’idrogeno, l’Italia sarà senz’altro a bordo. Se non addirittura al comando, guardando alle più rosee aspettative per un futuro industriale alternativo (e sostenibile).

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Cover Story Hydrogen Expo, protagonisti a Piacenza anche nel 2023 Una risposta di interesse tale da indurre alla seconda edizione già il prossimo anno, nel 2023. Quello dell’Hydrogen Expo - evento espositivo organizzato nel polo fieristico di Piacenza all’inizio del giugno scorso, in contemporanea con il secondo Pipeline & Gas Expo (PGE) - si è rivelato un fenomeno d’eccezione nel panorama italiano (ed europeo), con il format di una mostra-convegno che ha richiamato un pubblico specializzato e straordinariamente numeroso, in relazione al settore di nicchia a cui si rivolge. È evidente il fatto che l’idrogeno costituisce, oggi, una pietra d’angolo del dibattito energetico, coinvolgendo la logistica e i suoi mezzi operativi - come si ricava dall’articolo principale di questo servizio - ma non solo ovviamente, se guardiamo alle innumerevoli applicazioni coinvolte dallo sviluppo della tecnologia “fuel cells”. A questo riguardo, la fiera organizzata da Mediapoint & Exhibitions ha ottenuto il patrocinio di tre ministeri (del Lavoro e delle Politiche Sociali, delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, della Transizione Ecologica). Un grande successo, utile al dibattito e alla promozione culturale dell’idrogeno in ambito industriale, come sottolineato anche da Fabio Potestà, presidente di Mediapoint & Exhibitions, annunciando il ritorno della prossima edizione di Hydrogen Expo dal 17 al 19 maggio 2023. “I dati globali che abbiamo registrato sull’afflusso del pubblico sono molto incoraggianti, riguardo alla prima edizione di Hydrogen Expo, con un numero di visitatori poderoso - ha commentato Potestà - Il livello di preparazione e competitività dei relatori ai convegni di Hydrogen Expo hanno corroborato l’idea di un’eccellenza nazionale, nella considerazione della filiera italiana dell’idrogeno. I settori dell’idrogeno, dell’Utility Construction sono sinergici e complementari, destinati a una sempre maggior cooperazione. Così come l’ambito dell’intralogistica e del material handling in tutte le sue accezioni. Per questo la seconda edizione di Hydrogen Expo è destinata a diventare ancora più grande e internazionale. Collateralmente all’esposizione – e come tradizione di tutti i nostri eventi espositivi – verranno assegnati anche i primi Hydrogen Awards, che saranno conferiti nel corso di un evento di gala”. Il network e le sinergie che Hydrogen Expo è riuscita a creare tra le imprese e i research player della filiera dell’idrogeno potranno contare, anche il prossimo anno, su un notevole palinsesto di incontri, workshop e convegni, in affiancamento all’esposizione di tecnologie, prodotti e applicazioni che guardano a una delle grandi direttrici del nostro avvenire energetico.

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Carrelli Elevatori / Forklifts TSM SENSORS

PARTNER DEL GRUPPO FASSI E SOCIETÀ INDIPENDENTE NEI PROGRAMMI E NELLA PRODUZIONE, L’AZIENDA BRESCIANA HA DECLINATO LA TECNOLOGIA DEI SENSORI AL PIÙ AMPIO SPETTRO DEL SOLLEVAMENTO E DEL MATERIAL HANDLING. I PROTOCOLLI DI SVILUPPO GUARDANO, SEMPRE, ALLE ESIGENZE SPECIFICHE DI UN CLIENTE MODERNO E SPECIALIZZATO 30

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Sensibilità a bordo P

arlare di realtà d’eccellenza nel Made in Italy, non deve mai co- stituire un atto scontato. Ogni progetto deve sempre essere sottoposto a verifica, con riguardo al mercato di riferimento e all’effettivo valore di una ricerca progressiva e costante. La TSM di Zocco d’Erbusco, in provincia di Brescia, è a pieno titolo una delle realtà d’eccellenza tecnologiche, nel solco della manifattura declinata all’elettromeccanica per macchine mobili, in particolare nell’ambito del sollevamento industriale. Questa azienda, nata nel 2015 e condotta da Antonio Agnesi - tra i fondatori originari e attuale amministratore delegato della società - è diventata in soli sette anni un autentico punto di riferimento a livello internazionale nello sviluppo e nella realizzazione di sensori di posizione per la misurazione e il controllo su diverse tipologie di macchine. Le soluzioni studiate a misura delle esigenze del cliente, con la garanzia dei più elevati standard di qualità e sicurezza, anche nelle applicazioni più critiche e intensive, rappresentano il fulcro specializzato di TSM; un cuore dinamico che può contare su una struttura flessibile e reattiva che permette ai tecnici e al personale in azienda (ad oggi, 32 addetti con età media inferiore ai 30 anni) di prendere decisioni in tempi rapidi e di personalizzare ogni prodotto secondo le aspettative e le necessità gestionali dei committenti. “La denominazione della società è l’acronimo di Top Sensors Manufacture, ed intendiamo sviluppare tecnologie sempre più all’avanguardia per le macchine da sollevamento del futuro - ci spiega Antonio Agnesi - Progettiamo e produciamo una gamma completa di sensori robusti, affidabili e sicuri in qualsiasi ambiente o condizione di lavoro, per un catalogo di prodotti diviso in trenta famiglie tipologiche, per oltre 500 item specifici. Qualità e sicurezza sono i cardini fondamentali alla base del nostro modello produt-

tivo e, a tale riguardo, garantiamo la completa tracciabilità di ogni sensore, certificato da numerosi controlli e test report”. Come parte del gruppo Fassi, l’azienda si è dedicata, fin dai primi anni, allo sviluppo di sensoristica per il settore delle gru idrauliche su camion. “Ma la nostra non è solo una realtà terzista, al servizio esclusivo di una grande compagine industriale - sottolinea Antonio


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La sede TSM di Zocco d’Erbusco (Bs)

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Agnesi - La parte più importante del nostro fatturato è ricavata da altri committenti, sempre nel settore dell’idraulica mobile, con riguardo ai produttori di gru, piattaforme aeree, sollevatori telescopici e altre tipologie di sollevamento in quota per materiali e persone. TSM, in questi primi sette anni, è cresciuta notevolmente. All’i-

nizio, nel 2015, eravamo solo tre pionieri di belle speranze, mentre oggi abbiamo raggiunto un dimensionamento industriale vero e proprio. A settembre del 2020 ci siamo trasferiti nella nuova sede di Zocco d’Erbusco (Bs), in un capannone di 2.400 metri quadrati che è in grado di soddisfare le nostre crescenti esigenze produttive”. Riguardo all’attività quotidiana di TSM, la sintesi descrittiva delinea un iter che parte dalla progettazione meccanica ed elettronica dei componenti. “Sotto il profilo dell’elettronica, progettiamo hardware e firmware, dalla scelta della componentistica fino allo sbroglio del circuito stampato che viene poi affidato a strutture esterne per il processo di montaggio SMD - specifica l’ad dell’azienda bresciana - I nostri sensori, una volta assemblati dal nostro reparto interno, passano poi dai banchi di calibrazione e collaudo per la conclusione del processo di produzione”. La stessa qualità dei processi, la tracciabilità, la certificazione dei prodotti, nella filosofia TSM, risultano come altrettante fasi fondamentali. “I sensori, per garantire i massimi livelli di affidabilità richiesti dal mercato, vengono realizzati in conformità con le norme UNI EN ISO 13849-1 Performance Level D e il SIL 2 della IEC 61508 - precisa ancora Agnesi - Garantiamo la produzione dei nostri prodotti con gli standard più elevati, attraverso un siste-


ma completo di gestione della qualità, fin dalle prime fasi di ricerca e sviluppo. L’azienda è dotata, inoltre, di un sistema globale di gestione della qualità certificato secondo la norma DIN EN ISO 9001:2015, pervasivo in tutti i contesti aziendali”. La dedizione industriale di TSM è riservata, per l’80% del fatturato complessivo, al macrosettore del sollevamento ma negli ultimi anni ha compreso anche altri segmenti dedicati alle macchine per l’agricoltura (trattori, sprayers), al cosiddetto garage equipment (attrezzature da sollevamento per officine, come i ponti idraulici ed elettroidraulici), al comparto marino (per le attrezzature di movimentazione yacth e altri natanti), alle macchine movimento terra e da costruzione in genere. “Nel settore mobile del sollevamento, comprendiamo diverse categorie di clienti - specifica Agnesi - Da una parte, abbiamo realtà avanzate che hanno già sviluppato un software interno e acquistano da noi sensori stand-alone a cui applicare varie logiche integrate. In parallelo, contempliamo una distribuzione dei nostri prodotti attraverso i cosiddetti system integrator, società medio-grandi che forniscono al cliente un pacchetto completo composto da sensori, centraline, display, radiocomandi e altre componenti, insieme ad altri prodotti certificati (come nel caso, esemplificativo, di un limitatore di carico per autogrù). La maggior parte delle soluzioni che proponiamo è basato su un protocollo di comunicazione CAN-Open, a vantaggio della semplicità di interconnessione e cablaggio, per una diagnostica puntuale in funzione delle performance desiderate. Passiamo, quindi, da sensori a catalogo standard fino a sensori perso-

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Carrelli Elevatori / Forklifts nalizzati realizzati direttamente su specifica del cliente finale”. Le macro-aree del catalogo TSM prevedono attualmente sensori di sfilo, magnetostrittivi, inclinometri ed encoder rotativi. “Ma la diversificazione è molto elevata - puntualizza Agnesi - E la capacità dell’azienda è in grado di assolvere alla produzione di lotti molto grandi, come a soddisfare richieste di fornitura più contenute. Sul campo, in sette anni, abbiamo reso operativi oltre 180.000 sensori, installati direttamente su macchine e impianti. La spin-

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ta di crescita attuale è il frutto, da una parte, della grande richiesta di tecnologia per questo ambito di applicazioni; dall’altra, rappresenta l’approdo di progetti specifici posti in essere e realizzati nell’arco di cinque-sei mesi. Un sistema di sensoristica per un sollevatore telescopico, ad esempio, passa dal progetto alle prove di laboratorio, dal confronto con il cliente ai test a bordo macchina, prima della conclusione del programma e della fornitura effettiva dei componenti”. Le parole dell’amministratore delegato di TSM fanno pensare che l’avventura tecnologica di TSM sia davvero solo all’inizio. Con più del 30% del fatturato rivolto all’export, una distribuzione capillare che copre praticamente ogni area continentale e una richiesta crescente di ordini da par- te degli attori più importanti del lavoro in quota, il sollevamento, per la techno company di Erbusco, può diventare proprio la migliore metafora di un’esponenziale crescita futura.


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Carrelli Elevatori / Forklifts LINDE

Miglioramento Termico ARRIVANO SUL MERCATO MODELLI INEDITI NEL RANGE DALLE 3,5 ALLE 5 TONNELLATE, ALIMENTATI CON MOTORE DIESEL, GPL O A METANO. MULTIFUNZIONALITÀ, MAGGIORI CAPACITÀ RESIDUE E PIÙ DINAMISMO NELLE MOVIMENTAZIONI, A FRONTE DI SOLUZIONI MIGLIORATE NEL COMFORT, NELLA VISIBILITÀ E NELLA SICUREZZA

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a combinazione di prestazioni superlative, struttura robusta e grande manovrabilità rende l’utilizzo dei carrelli elevatori alimentati da motori termici Linde fondamentale per moltissimi settori, dall’intralogistica all’industria meccanica, dall’edilizia alle industrie della carta, fino alla grande distribuzione. Sicuri, affidabili e versatili, questi carrelli possono svolgere numerose attività, come ad esempio spostare dozzine di casse di bevande in un’unica operazione, movimentare unità di carico del peso di diverse tonnellate, trasportare carichi gravosi come materiali per l’edilizia, movimentare pesanti pezzi d’acciaio, sollevare bobine di filo metallico o stoccare bobine di carta o balle di carta da macero.

“Molte aree di applicazione non possono rinunciare all’impiego di carrelli elevatori alimentati da motori termici - spiega Duilio Compagnoni, Product Manager Linde MH Italia - Si tratta di tipologie che offrono importanti vantaggi come la semplicità di rifornimento o il sistema di trasmissione idrostatica esclusivo Linde, che assicura la massima sensibilità e semplicità di utilizzo e il miglior controllo possibile in tutte le operazioni di movimentazione delle merci”. Per rispondere alla richiesta del mercato di questi modelli, Linde Material Handling ha potenziato la propria gamma di carrelli termici, introducendo anche un modello più piccolo, con capacità di carico di 3,5 tonnellate. La nuova generazione di carrelli Linde H35-50 – alimentati con motore


Diesel, GPL o a Metano – garantisce una maggiore capacità di movimentazione dei pallet, offrendo miglior comfort, visibilità ampliata, sistemi di protezione sia per l’operatore che per l’ambiente e un potente sistema di trasmissione. A differenza della serie precedente, i nuovi modelli sono stati progettati con baricentro di carico di 600 mm, il che assicura elevate portate residue anche quando si utilizzano attrezzature e applicazioni tipiche per questa gamma di portata, come per esempio l’utilizzo di posizionatori forche a grande apertura o pinze per ogni genere di applicazione. Il modello Linde H50, con capacità di carico di 5 tonnellate, offre anche la possibilità del baricentro di carico di 500 mm. Grazie all’altezza dal suolo di 207 mm (sui modelli Linde H35 e H40) e 250 mm (per i H45 e H50), i nuovi carrelli possono essere impiegati senza nessuna controindicazione all’esterno, anche su superfici fangose o su pavimentazioni o suoli particolarmente irregolari. Per quanto riguarda il posto di guida, il nuovo design offre la massima comodità per l’operatore: l’ampio gradino per l’accesso al posto di guida e la maniglia tattile, assicurano un accesso confortevole, così come il sedile e il bracciolo di ultima generazione, dotato del sistema “Linde Load Control”. I profili asimmetrici del montante sono stati ridisegnati per ottimizzare la visibi-

lità e la cabina è stata notevolmente migliorata grazie a portiere ampiamente vetrate, disponibili come optional, che offrono all’operatore un campo visivo a 360 gradi, anche verso l’alto. Il volante ergonomico e la doppia pedaliera sistema “Linde” creano un’unità operativa ottimamente coordinata che, insieme ai profili del montante particolarmente stretti e all’assale di trazione e sterzante, completamente disaccoppiati dal telaio, sono stati progettati per dissipare le vibrazioni. In breve: tutto è stato progettato per mantenere l’attenzione e la concentrazione dell’operatore durante il turno di lavoro, senza provocare nessun affaticamento. “Il rinnovamento della gamma dei carrelli termici risponde alla richiesta dei clienti di carrelli

I nuovi modelli sono stati progettati con baricentro di carico a 600 mm, per portate residue più elevate

Dall’analisi, più produttività e meno consumi La nuova gamma di carrelli termici Linde garantisce anche un risparmio in termini di consumi grazie a una capacità di movimentazione maggiormente produttiva. È quanto risulta dall’analisi dei cicli di lavoro eseguiti nell’ambito del test “T.O.P.” Performance svolti da Linde e successivamente validati dall’ente di certificazione tedesco TÜV Nord. Il test ha registrato miglioramenti sul rendimento pallet/ora e una notevole riduzione dei costi del carburante nel periodo di utilizzo.

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Carrelli Elevatori / Forklifts elevatori sempre più affidabili, potenti e versatili – spiega Compagnoni –. Il tutto, garantendo la massima sicurezza e confort degli operatori. Molte delle più avanzate dotazioni di sicurezza Linde sono infatti fornite di serie, come per

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esempio il sistema elettronico di monitoraggio della chiusura della cintura di sicurezza, il Linde Load Assist, che rileva il peso del carico, al Linde Curve Assist, che riduce automaticamente la velocità in curva”.


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Carrelli Elevatori / Forklifts STILL

Giganti in forma compatta I NUOVI RXE 10-16 C OTTIMIZZANO IL RAPPORTO TRA POTENZA, COMFORT DI GUIDA, MANOVRABILITÀ E SICUREZZA. NONOSTANTE LE DIMENSIONI COMPATTE, POSSONO SOLLEVARE SENZA SFORZO UN CARICO DI MEZZA TONNELLATA A UN’ALTEZZA DI QUASI SETTE METRI

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ompatti, agili ed ecosostenibili. È questo l’identikit, semplice e produttivo, dei nuovi carrelli elettrici RXE 10-16 C di Still con portata fino a 1,6 tonnellate e velocità massima di 12,5 km/h. Pur essendo i più

piccoli frontali della gamma Still, i nuovi modelli hanno la personalità di autentici giganti in termini di compattezza e prestazioni. Alti meno di due metri e larghi meno di un metro, sono ideali per lo scarico di camion o per operare in sicu-


rezza nelle corsie dei magazzini e, grazie alla loro elevata velocità di punta, possono coprire rapidamente anche lunghe distanze, rappresentando una soluzione perfetta per l’approvvigionamento delle linee di produzione o per l’impiego nei magazzini delle aziende di vendita al dettaglio. “L’RXE 10-16 C è l’evoluzione del modello RX 50, uno dei carrelli elettrici più venduti della sua categoria – spiega Adalberto Marcello, Product Manager CB Trucks di Still in Italia – e garantisce un ottimo rapporto tra potenza, comfort di guida, manovrabilità e sicurezza. Nonostante le dimensioni compatte, può sollevare senza sforzo un carico di mezza tonnellata a un’altezza di quasi sette metri. Questo risultato, impressionante per un veicolo così piccolo, è possibile grazie al baricentro particolarmente basso e alla struttura extra rigida del montante di sollevamento”. Gli RXE 10-16C possono essere equipaggiati con batteria al piombo-acido o agli ioni di litio e sono alimentati da un motore trifase da 24 volt a bassa manutenzione. Particolare attenzione è stata volta al contenimento dei costi di manutenzione adottando svariati accorgimenti, come ad esempio l’attuazione dello sterzo tramite ingranaggi, soluzione di gran lunga migliorativa rispetto ai sistemi che impiegano una catena. Altro punto di forza dei nuovi modelli è la sicurezza: gli RXE 10-16C sono infatti equipaggiabili con tutti i sistemi di sicurezza disponibili sui veicoli più grandi. Tra le dotazioni di serie spicca la funzione di assistenza Curve Speed Control, che regola automaticamente la velocità in curva e aiuta a mantenere il veicolo in traiettoria. Il montante sottile e le barre di protezione del tetto, otti-

Il valore della consulenza Chi elabora grandi progetti, deve essere in grado di realizzarli. Con questo teorema, adottato come riferimento operativo, i consulenti di intralogistica Still coadiuvano le aziende nell’implementazione di soluzioni a misura di magazzino. L’attività di progettazione del magazzino, per Still, inizia con un’analisi precisa dei principali requisiti - tenendo conto delle condizioni locali, degli articoli, delle strutture e dei processi operativi, come il commissionamento. Successivamente il team di consulenza procede alla configurazione di un progetto che includa tutti gli ambiti e definisca un sistema logistico efficiente, comprendente scaffalature, carrelli industriali e opzioni di automazione nonché elementi software. Le varie fasi portano alla creazione di un sistema ottimale per lo stoccaggio, la movimentazione, il commissionamento e il trasporto delle merci, con processi efficienti a supporto del flusso di materiale e informazioni del cliente. Indipendentemente dal servizio di consulenza utilizzato, Still si assume anche la responsabilità dell’attuazione del progetto, qualora richiesto.

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mizzate ai fini della visibilità, offrono invece al conducente una visuale ideale a 360° per individuare agevolmente persone o oggetti nel campo d’azione del carrello. La massima sicurezza è garantita anche da ulteriori opzioni di equipaggiamento configurabili individualmente, come ad esempio l’indicatore di direzione, l’illuminazione di sicurezza Safety Light 4Plus, l’indicatore dell’altezza di sollevamento, l’assistente di stabilità o il rilevamento del sovraccarico. Il posto

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di guida è ergonomico e confortevole, così da alleviare il lavoro dell’operatore che può anche fare affidamento sul computer di bordo intelligente Still Easy Control. Grazie a questo sistema il conducente può attivare le funzioni di guida in base alle specifiche applicazioni da svolgere e visualizzare alcune fondamentali informazioni di sicurezza come l’altezza di sollevamento, l’angolo il brandeggio del montante, il carico e il suo baricentro.


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VI INV ITA AL La Rivista “FAB” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

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Carrelli Elevatori / Forklifts BAOLI

Flotta… elettrizzante! MORONI PALLETS, SPECIALISTA NELLA PRODUZIONE DI PALLET DI DIMENSIONE STANDARD O PERSONALIZZATA, HA RINNOVATO LA PROPRIA FLOTTA SOSTITUENDO I VECCHI MODELLI DIESEL CON MODERNI FRONTALI ELETTRICI KBE 44

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nnanzitutto, una storia lunga e gloriosa. In estrema sintesi, quella di un’azienda toscana specializzata e autorevole nel proprio campo, con 66 anni d’esperienza e successi alle spalle. Fondata nel 1956, Moroni Pallets è nata come segheria di legnami e per la costruzione di imballaggi in legno e si è successivamente specializzata nella produzione di pallet. Lo stabilimento produttivo dell’azienda si trova in Toscana ad Altopascio (Lu), si estende su una superficie di 15.000 metri quadrati, è dotato di cinque linee di produzione e ha una capacità produttiva di 2.000 pallet al giorno, sia di dimensioni standard che fuori standard. Dal 2013 Moroni Pallets si affida a Lift Up, concessionario ufficiale Baoli con sede a Castelfranco di Sotto (Pi), per le attività di manutenzione dei propri carrelli. Nel 2019 Lift Up è diventato anche fornitore logistico dell’azienda di Altopascio - Moroni Pallets acquista infatti il primo carrello Baoli, un frontale Diesel KBD 25, proprio dal distributore pisano. Alla luce delle ottime performance del KBD 25 e del positivo riscon-

tro degli operatori che lo utilizzano, l’azienda di Altopascio ha deciso di sostituire anche gli altri sei frontali già in flotta, con carrelli Baoli. E qui entra in gioco la consulenza di Lift Up, che ha convinto l’azienda a testare per la prima volta un frontale elettrico. “Da sempre, Moroni Pallets utilizzava carrelli termici per le proprie operazioni logistiche – spiega Francesco Gallerini, titolare di Lift Up – Conoscendo la tipologia e l’ambiente di impiego e sapendo che l’azienda lavora su un solo turno, abbiamo suggerito di provare un frontale elettrico KBE 25, certi che i benefici in termini di efficienza sarebbero stati enormi per il cliente”. E così è stato. Compatti, ergonomici e dalle alte prestazioni, i KBE con portata da 20 e 25 quintali costituiscono una serie bestseller della gamma Baoli. Sono dotati di un sistema di recupero dell’energia in frenata e hanno una cabina ergonomica e di facile accesso che garantisce una chiara visibilità in tutte le direzioni. I principali componenti di questi carrelli sono di alta qualità, prodotti da importanti marchi internazionali, tra cui l’azienda italiana


Sicuri anche nelle prestazioni I nuovi modelli KBEN, con una potenza di 48 volt, sono ideali sia per l’uso interno che per quello esterno alle aziende. Con una capacità di carico di 2/2,5 tonnellate e grazie ad una maggiore compattezza, sono in grado di soddisfare le esigenze degli operatori, che chiedono un prodotto affidabile e robusto per le operazioni standard, ma anche elevate prestazioni in termini di produttività. Infatti, la trasmissione di alta qualità offre una straordinaria maneggevolezza del mezzo che, come tutti i carrelli Baoli, rappresenta la sintesi perfetta tra l’ingegneria e la tecnologia di un grande gruppo mondiale e il pragmatismo e l’attenzione ai costi tipici dei prodotti realizzati in Asia. I KBEN sono dotati di un dispositivo elettrico di frenata automatica che si attiva al rilascio dell’acceleratore. Questo garantisce una maggiore sicurezza alla guida e permette di recuperare parte dell’energia di frenata, che viene convertita in elettricità e resa nuovamente disponibile. Come sempre, Baoli ha riservato particolare attenzione agli aspetti legati alla sicurezza: in entrambi i modelli, il pulsante per l’arresto d’emergenza è accanto al posto di guida, mentre la struttura della cabina, sempre più ergonomica e di facile accesso, garantisce una chiara visibilità in tutte le direzioni.

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Carrelli Elevatori / Forklifts SME, fornitore del display e dei dispositivi di controllo elettronico, e Juli, fornitore dei motori di trazione e di sollevamento. Il successo della lunga fase di test a cui è stato sottoposto il primo KBE fornito in prova a Moroni Pallets è stato tale che l’azienda ha deciso di sostituire i 6 vecchi carrelli Diesel della propria flotta con nuovi carrelli elettrici “I prodotti Baoli si sono rivelati la scelta ideale grazie all’eccellente rapporto qualità prezzo che offrono – spiega Stefano Moroni, amministratore unico di Moroni Pallets – Non solo, grazie alla consulenza di Lift Up abbiamo verificato con mano gli enormi vantaggi dei carrelli elettrici in termini di riduzione dei costi di gestione e risparmi in termini di manutenzione. Senza contare la maggiore vivibilità dei luoghi di lavoro grazie alla riduzione dell’inquinamento, sia atmosferico che acustico”.

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Carrelli Elevatori / Forklifts

Potenza Concentrata

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IL PRODUTTORE AMERICANO ESPANDE LA SERIE S CON MODELLI DALLE CAPACITÀ DI CARICO PIÙ ELEVATE, CORROBORATE DA UN’”INTELLIGENZA” ERGONOMICA E SMART 48

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a serie S di Clark, ambita nelle grandi imprese logistiche mondiali fino a diventare un autentico best seller, ha celebrato il debutto sul mercato nel 2018. Con le speciali caratteristiche “Smart, Strong and Safe” dei carrelli controbilanciati, Clark ha stabilito un punto di riferimento per le future generazioni di carrelli ed ora il produttore americano sta espandendo questa serie di successo per includere veicoli alimentati da motori IC con capacità di carico da 4 a 5,5 t. Come le loro controparti più piccole con capacità di carico da 2 a 3,5 t, anche i nuovi modelli sono dotati di sistemi di sicurezza attiva, di un sistema informativo intelligente e

di un ampio equipaggiamento supplementare. Gli operatori possono adattare i veicoli al loro uso individuale e quindi ottenere un’alta produttività con un basso costo totale di mantenimento (TCO). E anche l’operatività non manca grazie all’eccellente ergonomia e sicurezza dei carrelli. I nuovi modelli della serie S sono rappresentati dai carrelli elevatori diesel e GPL S40-S55 con gomme superelastiche o pneumatiche, dalla base costruttiva improntata al collaudato concetto “Built to last”, a indicare una struttura solida con componenti di alta qualità e durevoli. I carrelli elevatori serie S contemplano, tra l’altro, freni multidisco che non necessitano di manu-


tenzione, un cambio coriaceo e protetto elettronicamente, montanti di sollevamento collaudati di produzione interna Clark - con una robusta piastra a 6 rulli -, un asse sterzante estremamente stabile e telai completamente saldati. I potenti motori industriali Kubota sono adottati in entrambi i carrelli elevatori diesel e GPL della serie S, nel modulo a quattro cilindri con iniezione common rail V3800-CR-TE5B, dal controllo completamente elettronico. Questa prero-

gativa fornisce una curva di coppia ottimale e un funzionamento più economico ed ecologico della propulsione. Grazie al post-trattamento dei gas di scarico integrato con catalizzatore di ossidazione diesel (DOC) e filtro antiparticolato diesel (DPF), il motore diesel Kubota soddisfa le severe norme sui gas di scarico Sage V, proprio come il motore GPL. Clark offre la serie S con numerose caratteristiche di sicurezza che includono il freno di stazio-

Una configurazione personalizzata Clark prevede per la serie S con una vasta panoramica di attrezzature per una varietà di applicazioni diverse. Tra le scelte, sono contemplati tetti protettivi per il conducente (compatibili con i container), una telecamera per la retromarcia, la Safety Light per avvertimento visivo durante la guida in avanti e indietro, un allarme acustico sempre per la retromarcia, vari sedili con braccioli o barre laterali, gomme SE. Inoltre, sono disponibili diverse varianti di cabina - dal modulo con protezione anti-pioggia (tettuccio) o anti-intemperie (tettuccio e parabrezza), fino alla cabina parziale (tettuccio, parabrezza e lunotto) o completa (con porta laterale a due aperture e finestrino scorrevole, aria condizionata, riscaldamento con valvola regolabile e proporzionale, lunotto termico e tergicristalli anteriori e posteriori), in modo che il conducente possa lavorare con produttività e comfort anche nelle condizioni climatiche più difficili.

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namento a inserimento automatico di serie (che incrementa anche la sicurezza del carrello sulle rampe). Sicurezza e comfort sono assicurati anche dall’interruttore di direzione integrato nella leva idraulica o nella mini-leva, che permette al conducente di cambiare la direzione di marcia senza dover estendere il movimento delle braccia. L’indicatore di peso del carico è disponibile come opzione, a esclusione di ogni eventuale sovraccarico. Con il Vertical Mast System (VMS), anch’esso opzionale, un sensore di inclinazione porta automaticamente il montante in posizione verticale in modo che le merci possano essere immagazzinate e recuperate in modo rapido e sicuro. Il VMS posiziona il montante verticalmente sia quando si inclina in avanti che all’indietro e compensa la posizione del veicolo su pavimenti irregolari o rampe. Per adattare la

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velocità massima di marcia del carrello al profilo dell’applicazione, è disponibile - sempre come opzione - anche un limitatore di velocità. E, ultimo accessorio ma non meno importante, Clark offre una telecamera di retromarcia per una visuale completa e sicura durante l’operatività del carrello. Il concetto ergonomico della postazione di lavoro della serie S prevede un alto livello di comfort, a partire dall’accessibilità. L’operatore può salire e scendere comodamente dal carrello tramite l’ampio gradino antiscivolo e la grande maniglia di presa. Clark ha collocato i cilindri di inclinazione sotto la piastra di base della nuova serie, assicurando così un’entrata e un’uscita senza ostacoli. Il comodo sedile a sospensione totale con cintura di sicurezza ha uno schienale pieghevole e può essere regolato in base al peso del conducente. Per aumentare


la sicurezza durante il funzionamento del carrello elevatore, l’interruttore di trasmissione e di direzione può essere azionato solo quando la cintura di sicurezza è allacciata per mezzo di un adeguato equipaggiamento supplementare. Il volante ergonomico, i pedali in stile automobilistico e il servosterzo idrostatico permettono all’operatore di controllare il carrello in modo intuitivo e senza sforzo. Il veicolo è azionato da leve idrauliche attaccate al cofano o, opzionalmente, da mini-leve integrate nel bracciolo oscillante completamente regolabile. I movimenti richiesti per azionare le leve sono minimi, alleviando lo sforzo sulla zona braccia-spalle del conducente. Il display a colori TFT da 5”, idrorepellente, fornisce informazioni su tutti i parametri importanti del veicolo, come la velocità di marcia, il peso del carico e il tempo di funzionamento fino alla prossima manutenzione. I messaggi di sicurezza e di avvertimento possono essere programmati individualmente e sono visualizzati in 26 lingue. Inoltre, il display è utilizzato per la diagnostica di bordo e ha un accesso protetto

da password in caso di assistenza. Se si desidera, per risparmiare carburante e aumentare la sicurezza, il veicolo può essere programmato in modo che il motore si spenga automaticamente al minimo non appena il conducente lascia il sedile del carrello. Quando si usa una telecamera di retromarcia, l’immagine viene trasmessa al display a colori. Il tettuccio di protezione offre una buona visuale superiore quando si immagazzina e si raccoglie nei piani alti delle scaffalature. Tutte le varianti di montanti con sollevamento libero hanno doppi cilindri primari in modo che il conducente abbia anche una visione libera delle forche e del carico anteriore. Disaccoppiando il motore, la trasmissione e l’asse motore, Clark ha ridotto al minimo le vibrazioni e il rumore in modo che il conducente possa concentrarsi sul suo lavoro. Una vasta gamma di opzioni di stoccaggio, un collegamento di alimentazione a 12 V e, su richiesta, una radio o una porta di ricarica USB aggiuntiva, ad esempio per i dispositivi di telefonia mobile, completano la postazione di lavoro.

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Carrelli Elevatori / Forklifts

Rallentare in sicurezza

TAMARRI

LA SICUREZZA DEI CARRELLI ALL’INTERNO DEI MAGAZZINI E DELLE AREE PRODUTTIVE È UN TEMA FONDAMENTALE CHE NECESSITA DI DISPOSITIVI SEMPRE PIÙ SICURI E TECNOLOGICI. LO SPECIALISTA DI BOLOGNA È DA SEMPRE IN PRIMA LINEA PER RICERCA E DISTRIBUZIONE DELLE MIGLIORI SOLUZIONI IN QUESTO AMBITO

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uello della sicurezza è un argomento molto sentito all’interno dei magazzini e delle aree produttive in genere. In particolare quello del rallentamento del carrello in aree specifiche e in zone particolarmente sensibili. Le leggi in materia sono sempre più specifiche e severe, così come i regolamenti. I magazzini, seppur altamente automatizzati, devono tenere conto di molte variabili, spesso inaspettate. Ad esempio, i movimenti dei pedoni all’interno di specifiche aree di manovra e i cosiddetti corridoi “ciechi” nei quali i carrelli elevatori realizzano le proprie manovre. A scopo predittivo entrano dunque in gioco dispositivi e soluzioni sempre più tecnologiche e di elevato livello, gestite e comandate da remoto attraverso siti web, cellulari e tablet. Su questo aspetto fondamentale, uno specialista come Tamarri ha voluto dare il proprio contributo, creando un dispositivo per il rallentamento del carrello elevatore attraverso la combinazione altamente tecnologica di sensori e trasmet-

titori. Con la combinazione di diversi sensori e trasmettitori della gamma STS - concepita dalla ricerca e sviluppo dell’azienda bolognese - è possibile rallentare il carrello in aree produttive medio grandi, corridoi, magazzini con alta densità di pedoni, o, ancora, in zone specifiche che riguardano passaggi pedonali, incroci, uffici. Analizziamo ora i dispositivi utilizzati all’interno dell’ecosistema STS. Il dispositivo per carrello STS90A 12-24V costituisce il fulcro centrale del sistema ed è adibito alla raccolta dei segnali, dei dati e dei parametri del sistema. Contempla due relè a bordo - per controllo accessi e riduzione velocità, sensore d’urti - ed è coadiuvato nelle funzioni da trasmettitori alimentati con fissaggio a muro (che permettono di automatizzare il rallentamento e la ripresa della velocità del mezzo in aree specifiche). Altre tipologie di trasmettitori (STS95 per limitazione in area, STS94 per ripristino funzioni, STS99 per limitazione in zona) sono equipaggiati con una batteria tampo-


Il set dei sensori e dispositivi di rallentamento Tamarri

ne ricaricabile LIR2450 per coprire i periodi di blackout nei quali è necessaria un’alimentazione esterna. Le stesse tipologie comprendono le versioni omologhe STS95P, STS94P e STS99P con funzionalità a pila. Si tratta di modelli molto più semplici da applicare, che necessitano comunque di una manutenzione periodica (sostituzione della pila CR2450 3,6V ogni 6-8 mesi).

I trasmettitori di limitazione in zona STS95 e STS95P vengono normalmente utilizzati per gestire i varchi di accesso nelle zone a rischio. Quando il dispositivo carrello STS90A entra nella “bolla” del sensore, il relè k2 si chiude, la luce del dispositivo da verde diventa arancione e la velocità viene ridotta. Lo stato del relè rimane tale anche quando si esce dalla zona di intercettazione del

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Carrelli Elevatori / Forklifts Controllo completo con SafeTApp Grazie alla piattaforma STS in cloud, tutti i dispositivi e trasmettitori Tamarri della serie STS sono gestibili attraverso l’applicazione Android gratuita SafeTApp. Attraverso un semplice cellulare o tablet è possibile quindi gestire tutti i parametri dei dispositivi (rallentamento mezzi in area e in zona, anticollisione, pedone, apriporta, segnalazioni semaforiche e molto altro). Distanze, tempi e tutti i parametri dei singoli dispositivi possono essere comodamente effettuati attraverso la stessa SafeTApp.

Schema del rallentamento a un incrocio

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sensore o se si spegne e si riaccende il mezzo. I trasmettitori di ripristino funzioni STS94 e STS94P rappresentano gli antagonisti dei trasmettitori di rallentamento. Quando il carrello rallentato entra nella bolla del sensore, il relè k2 si riapre e la luce del dispositivo torna verde ripristinando la velocità standard del mezzo. I trasmettitori di limitazione in area STS99 e STS99P vengono utilizzati per limitare la velocità dei mezzi in aree ristrette, passaggi pedonali, aree di ristoro, incroci e uffici. Quando il dispositivo carrello STS90A entra nella zona del sensore, il relè k2 si chiude,

la luce del dispositivo diventa rossa e la velocità del mezzo viene limitata. Dopo un determinato lasso di tempo espresso in secondi – impostabile attraverso la SafeTApp – dal momento in cui il mezzo esce dalla bolla del sensore, il relè k2 si riapre, la luce del dispositivo torna verde e viene ripristinata la velocità standard del mezzo. Il dispositivo STS90A, va montato preferibilmente sul tettuccio del carrello. Possono essere attivati sia il controllo accessi che controllo urti, anche se la specifica funzione della limitazione del sollevamento non li richiede.


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NELLA SEDE DI HENGELO, IMPRESE E PROFESSIONISTI HANNO CELEBRATO, A TRE ANNI DI DISTANZA DALL’ULTIMO EVENTO, L’EDIZIONE 2022 DEGLI EXPERIENCE DAYS. TRA NOVITÀ PER GRANDI SOLLEVAMENTI IN SPAZI RISTRETTI E SOLUZIONI TECNOLOGICHE INEDITE PER UNA LOGISTICA COMPLESSA

Intermodalità a tutta forza U na tradizione di confronto tecnologico, quella degli Experience Days, a cui hanno partecipato oltre 170 imprese negli spazi dell’Enerpac Heavy Lifting Technology di Hengelo, nei Paesi Bassi. Lo specialista dei sistemi heavy lifting ha rivelato al pubblico, in anteprima, i nuovi Mini-Lift Gantry ML40, il sistema E-Mover Load Skate, i Jack-up della Serie JS e i cube-jack della Serie SCJ e i gantry idraulici telescopici SL in azione, oltre alla prima dimostrazione europea del sistema di rimozione del rotore di Enerpac per la manutenzione dei generatori. Nei tre anni trascorsi dall’ultimo evento per i clienti, Enerpac ha ampliato in modo significativo la propria gamma di sistemi di movimentazione industriale, favore dei sollevamenti più

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impegnativi e di alto tonnellaggio, da portare a termine con successo anche negli spazi di intervento più ristretti. Il primo esempio di questa filosofia è proprio il Mini-Lift Gantry ML40, il gantry idraulico più piccolo di Enerpac, progettato per essere portatile, semplice da installare e facile da usare. Con una capacità di sollevamento di 40 tonnellate in tutte e tre le fasi di sollevamento, è la soluzione ideale per i movimentatori di macchinari che devono spostare macchine e attrezzature in spazi compatti. Veniamo ora al secondo prodotto da porre al centro dell’attenzione tecnica. Si tratta del pattino di carico E-mover, rivelato da Enerpac prima del lancio (imminente, in questo mese di luglio). Parliamo di un pattino di carico a batteria dell’ EMV-Series E-mover. Il pattino semovente


Il pattino di carico semovente E-mover, dotato di una piastra portante centrale

è dotato di una piastra portante centrale ed è progettato per essere utilizzato in combinazione con i pattini di carico gommati Enerpac Serie MLS. L’E-mover in mostra a Hengelo era dotato di un cilindro di sollevamento idraulico al posto della piastra portante e aveva una capacità di carico di 50 tonnellate suddivisa tra l’E-mover e il pattino di carico gommato. Il pattino semovente e il cilindro di sollevamento sono azionati da un telecomando wireless. La durata della batteria dell’E-mover arriva a limiti di 3-5 ore, a seconda dell’utilizzo. Terzo highlight, il Cube-Jack e i sistemi di carrelli per sollevamento Enerpac - vanno dalla serie SCJ di martinetti da 50 tonnellate, con una capacità di sollevamento di 200 tonnellate, fino alla serie JS di JS-750 con una capacità di sollevamento di 3.000 tonnellate). Il fulcro per questa linea di prodotto, agli Experience Days, era costituito da un sistema di jack-up JS-500 che ha sollevato, in dimostrazione, 450 t a un’altezza di 3 m - ben al di sotto della capacità del jack-up, che supera le 2.000 tonnellate, per cul-

minare, con i test di definizione ancora in corso, a un’altezza di 15 metri. Sono stati esposti a Hengelo anche i già apprezzati e diffusi portali idraulici telescopici Enerpac SL200, SL300 e SL400, insieme ai sistemi di slit-

In(carico) di scivolamento I pattini a rulli Enerpac della serie MLS costituiscono una soluzione conveniente per la movimentazione di macchinari pesanti in spazi ristretti. Con tre versioni pensate per soddisfare specifici requisiti di movimentazione, la gamma comprende i pattini ruotabili MLSR, i pattini orientabili MLSF e i pattini posteriori doppi MLSD. Sono disponibili anche set completi che includono i pattini MLSF e MLSD. Con un profilo ribassato per ridurre al minimo l’altezza di installazione, i pattini a rulli della serie MLS sono il compagno ideale per le attrezzature Enerpac per la movimentazione di macchinari pesanti, applicazione che richiede la massima omogeneità e precisione negli spostamenti. Considerando un’ampia scelta di capacità di carico e diversi tipi di rulli e barre di collegamento, i pattini Enerpac rappresentano un’opzione versatile ed economica per la movimentazione di macchinari e attrezzature pesanti. La precisione, il funzionamento regolare e i cuscinetti robusti dei pattini a rulli della serie MLS offrono una bassa resistenza al rotolamento, per un posizionamento preciso del carico e una durata superiore. Le ampie superfici di carico dei pattini si adattano ai carichi e alle pavimentazioni più impegnative, proteggendo entrambi. I pattini a rulli MLSR consentono una rotazione di 360°, per un controllo ancora maggiore in ambienti ristretti. I resistenti rulli in poliuretano di serie offrono una stabilità ottimale per la movimentazione dei carichi pesanti, oltre a proteggere la pavimentazione; sono disponibili anche rulli in nylon opzionali per una maggiore resistenza all’usura, minore propensione alla deformazione sotto carichi statici e maggiore capacità di carico. La bassa resistenza al rotolamento dei pattini, combinata con un peso ottimizzato per esaltare l’ergonomia, garantiscono la massima facilità d’uso per l’operatore.

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tamento a bassa altezza e alla piattaforma girevole per la rotazione di carichi fino a 400 t. Per una procedura funzionale più efficiente, i sistemi di carrelli Enerpac della serie ETR consentono il movimento continuo e fluido di carichi pesanti fino alle 800 t, comprese l’accelerazione e la decelerazione. Dal momento che spesso questi portali sono utilizzati in combinazione con un martinetto, gli Experience Days hanno incluso nell’esposizione un grande martinetto JS-250, implementato su un sistema di carrelli utilizzato con frequenza nello spostamento delle frese per tunnelling. Ultima menzione di novità dagli Experience Days, la prima presentazione europea del sistema di rimozione e installazione del rotore dei generatori. Si tratta di un prodotto sviluppato ad hoc per rotori del diametro massimo di 12 metri e con un peso fino alle 75 tonnellate, all’interno dei generatori delle centrali elettriche. Progettato per soddisfare le dimensioni variabili e l’accessibilità difficile del generatore di un impianto, Enerpac offre diverse soluzioni configurabili che utilizzano l’idraulica per spingere, tirare e posizionare il rotore e consentono di lavorare in sicurezza in altezza.

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THE AUTOMATED FACTORY AND WAREHOUSING SHOW L’edizione della AGV EXPO 2023 si terrà in concomitanza con la 9a edizione del GIS (Piacenza, 5-7 Ottobre 2023) e più precisamente Gli AGV nel Padiglione 3 (acronimo del quartiere fieristico per Automatic di Piacenza Expo e nell’ampia Guided Vehicles) sono sistemi area logistici che assolvono all’aperto innumerevoli funzioni, prospiciente affinché la movimentazione ad esso. dei materiali sia la più consona ed efficiente possibile: dall’immagazzinamento allo stoccaggio, dalla movimentazione dei materiali al controllo delle giacenze, dal confezionamento all’evasione degli ordini. I veicoli automatici AGV sono oggi integrati nei processi produttivi e sono utilizzati da una sempre più ampia fascia di clientela che spazia dal comparto automobilistico, meccanico, ceramico, alimentare a quelli del beverage, del farmaceutico, dei film plastici, dell’industria cartaria, dell’abbigliamento, del legno e dei colorifici ed altri ancora.

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Integrazione di movimento U na collaborazione senza precedenti per implementare l’automazione del magazzino, offrendo una soluzione completamente autonoma di stoccaggio, prelievo e movimentazione dei materiali. L’hanno avviata Mobile Industrial Robots (MiR), pioniere dei robot mobili, e Modula, produtto-

TRA AMR E MAGAZZINI AUTOMATICI, IL DIALOGO IDEALE È L’OBIETTIVO (RAGGIUNTO) DAL PIONIERE DEI ROBOT MOBILI. UNA PARTNERSHIP CON MODULA CHE PORTA A UN LIVELLO PIÙ ALTO L’AVANGUARDIA DELL’AUTOMAZIONE DI STOCCAGGIO

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re leader di soluzioni di stoccaggio intelligenti; insieme, hanno implementato con ulteriori soluzioni un sistema completamente automatizzato in grado di immagazzinare, prelevare e spostare articoli all’interno di apposite aree in magazzini, centri di produzione o di distribuzione, con o senza l’intervento umano. Già presentato in


Italia lo scorso gennaio, il sistema automatizzato sarà presentato anche negli Stati Uniti nel settembre 2022. Attraverso diverse predisposizioni, la soluzione può automatizzare parzialmente o completamente i processi di movimentazione dei materiali. La nuova configurazione comprende il prelievo completamente automatizzato di singoli articoli. I robot MiR sono dotati di un modulo superiore dotato di braccio robotico in grado di prelevare singoli articoli direttamente dalla baia del magazzino verticale. Modula, ove avviene il rilascio materiale, li trasporta in modo semplice e sicuro alla zona di prelievo successiva o all’area di consegna. Questa soluzione è la logica evoluzione del precedente sistema messo a punto dalle due aziende mediante prelievo completamente automatizzato attraverso il modulo superiore che solleva, preleva e posiziona cassette o contenitori direttamente dalla baia di raccolta del magazzino verticale. Inoltre, vi è anche la possibilità di operare in modo automatizzato anche attra-

A settembre, esordio negli Usa Dopo la presentazione della prima soluzione combinata AMRMagazzino Verticale avvenuta quest’anno in occasione di LogiMAT a Stoccarda, Modula presenterà le implementazioni al pubblico statunitense in occasione della fiera Groceryshop 2022 di Las Vegas a settembre.

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AGV verso i pallet con i robot MiR appositamente attrezzati per prelevare articoli grandi e pesanti dal Modula Vertical Lift Module (VLM) per i pallet. La soluzione consente notevoli risparmi in termini di tempo e spazio, migliorando la produttività e potenziando l’intralogistica. Secondo l’amministratore delegato di Modula, Massimiliano Gigli, anche la sicurezza sul posto di lavoro e la soddisfazione dei dipendenti sono uno dei principali vantaggi della soluzione congiunta di Modula e MiR. “Questo sistema, svolgendo compiti ripetitivi, fisicamente faticosi e pericolosi, migliora significativamente le condizioni di lavoro nei magazzini, nelle fabbriche e nei centri di distribuzione – ha dichiarato Gigli – Di fronte alla carenza di ma-

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nodopera, le aziende che cercano di automatizzare le operazioni di stoccaggio, prelievo e movimentazione dei materiali hanno la possibilità di ottenere molto più che una maggiore produttività, offrendo ai propri dipendenti responsabilità di maggior valore e un ambiente di lavoro più sicuro”. Progettato per un’implementazione modulare e rapida, il sistema di Modula e MiR è altamente adattabile a magazzini e centri di distribuzione di qualsiasi dimensione e layout. In quanto tale, facilita l’automazione graduale, consentendo alle aziende di trasformare i loro processi rispettando il loro ritmo. Inoltre, il sistema può generare un ritorno sull’investimento (ROI) già dopo 6-18 mesi dall’installazione.


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ra i principali fornitori nazionali di sensoristica, illuminatori e segnalatori industriali, sistemi bus e sicurezza, la filiale italiana di Turck Banner ha lanciato sul nostro mercato i nuovi laser scanner di sicurezza serie SX5, dedicati all’impiego sugli AGV, a prevenzione dei rischi per gli operatori,

le apparecchiature e i sistemi mobili all’interno di un’area definita dallo stesso cliente finale. I nuovi dispositivi scansionano costantemente un’area di 275° per creare una zona protetta bidimensionale. La nuova soluzione collega gli encoder incrementali direttamente allo scanner, sfrutta fino a 70 set di zone per la protezione


mobile e invia i dati di misurazione per la navigazione diretta del veicolo AGV, il tutto dal dispositivo master SX5. La soluzione, compatta oltre che conveniente, si completa con un semplice relè di sicurezza o con il dispositivo a relè di sicurezza ibrido SC10 di Turck Banner. Le zone di rilevamento possono essere orizzontali o verticali per salvaguardare in modo affidabile veicoli mobili, punti di accesso, aree di lavoro e altre zone sensibili. Il master SX5 intelligente sostituisce diverse funzioni tradizionalmente svolte da un PLC di sicurezza. Per le applicazioni che richiedono il monitoraggio di più lati di un AGV, è possibile collegare facilmente fino a quattro scanner tramite un bus di comunicazione sicura basato su Ethernet, che funziona come un unico sistema. Ogni unità remota è collegata al master da un unico cavo che fornisce anche l’alimentazione. La memoria dell’intero sistema è allocata nel master. Per singole aree con più AGV o AMR all’opera, che richiedono un controllo autonomo, non è più necessario utilizzare diversi scanner o barriere fotoelettriche di sicurezza. Il master SX5,

Presidio industriale per l’Italia Turck Banner srl è la filiale Italiana di due prestigiose società internazionali, la Hans Turck GmbH & Co. KG (Germania) e la Banner Engineering Corp. (Usa). La Hans Turck è una realtà di riferimento nella produzione di sensori di prossimità induttivi e capacitivi, di connettori, cavi, sistemi bus e sistemi RFID, mentre la Banner Engineering occupa una posizione di leadership nella produzione di fotocellule, sensori ad ultrasuoni, prodotti ottici per la sicurezza, sistemi di visione e sistemi wireless Sia la Banner che la Hans Turck sono riconosciute, nelle loro linee di prodotti complementari e integrate, come Aziende leader nei segmenti industriali in cui operano. Le loro reti di vendita e di assistenza sono capillarmente distribuite in tutto il mondo con più di 50 filiali. Turck Banner S.r.l. é responsabile su tutto il territorio Italiano per le vendite, il marketing, la distribuzione e per il supporto tecnico per i prodotti Turck e Banner, vendendo direttamente a utilizzatori finali e OEM per una vasta gamma di settori industriali e applicazioni (nel campo automobilistico, del confezionamento, del controllo di processo e per la sicurezza di macchinari e veicoli). Sul territorio italiano Turck Banner srl si avvale anche di una rete capillare di distributori specializzati e per le applicazioni di alto livello tecnologico, ha stabilito relazioni di partnership con alcuni system integrator specializzati.

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AGV con tre uscite di sicurezza indipendenti, può monitorare tre aree contemporaneamente, semplificando la configurazione e riducendo i costi di protezione complessivi. Per AGV e applicazioni in celle robotiche, è possibile inoltre utilizzare queste uscite di sicurezza indipendenti per ridurre dinamicamente la velocità o arrestare il movimento in base a quanto ci si avvicini al pericolo. Allo scopo di consentire la libera movimentazione di materiale attraverso le zone protette, i sensori di muting possono essere collegati direttamente all’SX5, eliminando costi e impedimenti di un modulo esterno o di un controller per lo stesso muting. L’SX5 creerà un’area strettamente protetta attorno all’oggetto silenziato mentre la funzione di muting è attiva. È disponibile anche il muting parziale, che consente di silenziare solo una parte della zona di sicurezza, mantenendo protetto il resto della zona. Inoltre, le singole uscite di sicurezza possono essere configurate secondo requisiti personalizzati e considerando le zone di muting.

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L’SX5 può essere configurato in pochi semplici passaggi, utilizzando il software di configurazione gratuito di Turck Banner. Il software dispone di strumenti basati su menu che guidano gli utenti nella configurazione e semplificano la progettazione delle zone di sicurezza e degli allarmi personalizzati per adattarsi all’infrastruttura esistente e soddisfare le esigenze specifiche di qualsiasi applicazione. La versatilità del laser scanner di sicurezza SX5 di Turck Banner lo rende adatto a un’ampia varietà di applicazioni, sia tradizionali che non. Crea zone di rilevamento orizzontali o verticali e aggiunge scanner remoti per proteggere in modo affidabile veicoli mobili, punti di accesso e aree di lavoro. La serie SX5 può essere applicata nella salvaguardia di stazioni di carico e scarico con operatore, per la sicurezza di apparecchiature di produzione automatizzate, e naturalmente ai veicoli a guida automatizzata (AGV e AMR), in prossimità di macchinari autonomi per assemblaggio e confezionamento (come nei sistemi lean production).

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Batterie / Batteries ALIANT

Carica secondo Natura LA DIVISIONE DI ELSA SOLUTIONS, DOPO L’IMPLEMENTAZIONE DI IMPIANTI E SOLUZIONI PRODUTTIVE ALTAMENTE SOSTENIBILI, HA SCELTO TREEDOM COME PARTNER DI UN PROGETTO PLURIENNALE PER IL “RESPIRO DEL PIANETA”

U

n programma di collaborazione finalizzato alla compensazione delle emissioni di CO2, orientando le scelte progettuali messe in atto nella direttrice di una riduzione dei consumi. Questo intento ambizioso è stato avviato alla realizzazione da Aliant Battery - divisione tecnologica di Els Solutions dedicata alla ricerca, al progetto e alla realizzazione di batterie al litio - in collaborazione con Treedom, attore internazionale impegnato nel supporto alle politiche di preservazione del Pianeta. “Già nel 2016, quando abbiamo completato la progettazione della nostra attuale sede

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di Imola, l’attenzione alle tematiche ambientali ed energetiche hanno ricoperto un ruolo fondamentale – rivendicano dal quartier generale Aliant Battery – L’immobile che comprende uffici, magazzino e produzione, è dotato di: pannelli prefabbricati ed infissi a bassa conducibilità con elevato isolamento termico (effetto cappotto), impianti per HVAC ad alta efficienza con pompa di calore totalmente elettrici con controllo a inverter”. Questa dichiarazione - che fa da preambolo alla collaborazione con Treedom, di cui parleremo a breve - si accompagna alla scelta di non prevedere linee di gas metano e alla dotazione, in Aliant Battery, di un efficiente impianto di riscaldamento a pavimento per tutta la parte produttiva dello stabilimento. Un impianto fotovoltaico integrato di Energy Management System EMS occupa invece la superficie completa del tetto. “Si tratta di un modulo sviluppato dal nostro Ufficio Tecnico interno e realizzato con un software di gestione allo scopo di massimizzare l’autoconsumo e favorire il funzionamento delle macchine per riscaldamento e raffreddamento, in contemporanea alla produzione fotovoltaica (accumulo termico ad alta efficienza). Infine, è

prevista l’illuminazione a LED totale, sia negli uffici che nella parte produttiva, con centralina di gestione per spegnimento completo notturno - spiegano ancora i responsabili della logistica Aliant - Anche se oggi sembrano scelte scontate, nel 2016 erano considerate da tutti gli addetti ai lavori molto innovative e non giustificate come oggi dal prezzo del gas e dell’energia elettrica. Le scelte fatte si ripercuotono in modo significativo su un basso fabbisogno energetico per lo stabile in cui operiamo sin dal 1° novembre 2018, data del trasferimento. Grazie alla vasta diffusione di internet a livello mondiale, e grazie alle lungimiranti scelte dei nostri partner in tema connettività, i nostri sistemi sono quasi sempre collegati o collegabili in rete, per la messa in servizio a distanza e per l’assistenza remota. Questo ci permette di prediligere l’assistenza remota, garantendo al cliente tempi di risposta più rapidi e riducendo così gli spostamenti dei nostri tecnici, e quindi anche l’utilizzo di auto, treni e aerei. Anche le batterie al litio Aliant Battery per trazione, nelle varie serie disponibili, sono IoT Ready e consentono di installare e supervisionare prodotti a distanza con la massima facilità”.

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Batterie / Batteries

Ci avviciniamo dunque, passo dopo passo, al progetto condiviso con Treedom. Una volta ridotti i consumi e creato una gestione interna sostenibile, Aliant ha deciso di compensare le emissioni eccedenti da questi primi due step. Grazie alla consulenza di un’azienda leader nel campo del Carbon Management, l’azienda ha quantificato le emissioni secondo una tabella di riferimento (che pubblichiamo in queste pagine). “Dovendo scegliere come compensare queste emissioni, abbiamo cercato un partner che ci consentisse un contributo ambientale e anche sociale – aggiungono dal quartier generale Aliant – Ci siamo quindi imbattuti in Treedom, prima B Corporation in Italia e primo sito web che permette di piantare un albero a distanza e seguire il progetto che contribuirà a realizzare. Gli alberi infatti, producono ossigeno e assorbono anidride carbonica migliorando così la qualità dell’aria e contribuendo ad abbassare le temperature. Treedom realizza progetti di piantumazione in pae-

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si in via di sviluppo, elaborando con le comunità locali un piano forestale che permetta loro di raccogliere i primi frutti entro pochi anni dalla piantumazione, seguendo le condizioni del suolo e del clima. Ciò che ci ha spinto a scegliere Treedom sono stati i molteplici benefici che hanno i loro progetti ambientali (aumento biodiversità, gli alberi contrastano l’erosione del suolo grazie alle radici), e sociali (le comunità locali ricevono finanziamenti, risorse alimentari e opportunità economiche: si prenderanno cura degli alberi e godranno dei loro frutti). Abbiamo scelto quindi di finanziare il progetto di Treedom di piantumazione di 450 alberi in America Latina e Africa. Compatibilmente con la necessaria competitività che dobbiamo avere per rimanere operativi sul mercato, dovremo fare scelte e selezione di nuovi partner soprattutto negli ambiti più intensivi (come i trasporti) privilegiando aziende che abbiano intrapreso iniziative di compensazione delle emissioni”.


La più importante fiera mondiale per gli utilizzatori di macchine e attrezzature per i lavori aerei a EDIZIONE

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La 10ª edizione dell’APEX torna dove tutto ha avuto inizio, al MECC di Maastricht.

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Intermodalità e Logistica / Intermodality and Logistics

Nel cuore del Porto “K

KAMAG

NELL’AREA INDUSTRIALE DI ULM-DONAUTAL SONO STATE RINNOVATE LE ATTIVITÀ DI OFFICINA DEL GRUPPO, CON SPAZI PIÙ AMPI, ATTREZZATURE MODERNE E PROCESSI OTTIMIZZATI. OLTRE A UNA GAMMA COMPLETA DI PLUS POST-VENDITA DEDICATI AI VEICOLI LOGISTICI PER LA CANTIERISTICA NAVALE 72

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amag ha stabilito un nuovo standard con la struttura di servizio di Ulm. E questa considerazione vale per il complesso degli interventi di assistenza, oltre che per i processi efficienti di manutenzione, di riparazione e di fornitura ricambi”. La dichiarazione, sicura e orgogliosa, è di Michael Zeller, responsabile del servizio clienti Yard Logistics, e di Patrick Scheck, responsabile della nuova officina Kamag. Finora, l’attività di assistenza per i veicoli era ospitata negli stessi locali dello stabilimento di produzione, mentre ora l’attività post-vendita può contare finalmente in una struttura dedicata, proprio di fronte allo stabilimento principale, nella zona industriale di Ulm-Donautal. Questo trasloco opportuno costituisce un grande vantaggio per tutti i clienti che hanno scelto Kamag. “In questo modo possiamo garantire processi ancora più rapidi ed efficienti - spiega Scheck - L’officina dispone di sei corsie di ser-

vizio, accessibili direttamente da altrettanti ingressi. Questo per noi significa ottimizzare le operazioni di accettazione e ingresso dei veicoli su cui intervenire. Inoltre, abbiamo ridotto al minimo le distanze tra le aree deputate alla varie fasi di ripristino funzionale e abbiamo predisposto le corsie di servizio in modo tale che tutte le attività necessarie possano essere svolte in sequenza logica, una dopo l’altra - dall’area del check-in alla manutenzione, ad esempio, di freni e fari, fino a un’areadi lavoro appositamente progettata per i lavori sulla componentistica elettronica delle macchine. L’officina dispone anche di un banco prova freni, sempre nell’area del check-in, per cui questa stessa corsia di servizio soddisfa tutti i requisiti di una linea di test completa. Un’altra novità è costituita da un’altra area appositamente attrezzata per i lavori di carrozzeria”. Un servizio speciale fornito dall’officina Kamag è il cosiddetto “processo in entrata”. Durante


la fase di accettazione preliminare, il veicolo viene sottoposto a un controllo completo che ne evidenzia le problematiche di semplice manutenzione e quelle di vero e proprio ripristino funzionale. “Questo servizio lo offriamo come procedura standard e gratuita per i clienti - sottolinea Scheck - Poi lo stesso cliente potrà decidere in tutta libertà come e quando intervenire, sulla base della nostra diagnosi”. La manutenzione predittiva certamente garantisce una lunga durata utile agli stessi veicoli Kamag; una scelta che si traduce nella conservazione di un’elevato valore residuo del mezzo. Una consapevolezza che comporta inoltre un minor numero di interventi di assistenza non pianificati, aumentando l’affidabilità operativa dei veicoli e un’ottimizzazione dei tempi di attività. All’intero ciclo virtuoso di Ulm, si aggiunge il fornitissimo ed efficiente magazzino ricambi a cui è possibile accedere molto rapidamente, facilitando il livello di servizio secondo i più alti standard di reperibilità dei componenti in tempo reale. “Abbiamo una disponibilità immediata di tutti i pezzi di ricambio e di usura più importan-

ti. Il nostro interesse principale è quello far ripartire i veicoli il più rapidamente possibile verso la meta di un’efficienza completa e al massimo del rendimento”, assicura ancora Scheck. È inoltre disponibile un’opzione di servizio basata su officine mobili per intervenire tempestivamente

Service in pieno sviluppo “Continuiamo a elevare il livello di professionalità e l’espansione della nostra rete di servizi, anche per soddisfare la domanda in rapida crescita di veicoli per la logistica di piazzale, in ambito portuale. I nostri partner premium hanno il privilegio di poter contare su formazione e audit regolari per garantire il più livello di prestazioni al cliente - spiega Michael Zeller - I partner premium comprendono attualmente 18 aziende internazionali, per un totale di 29 filiali”. Kamag, inoltre, collabora con circa 160 società di servizi e centri di assistenza in tutta Europa per offrire ai clienti di tutte le regioni dove il marchio è presente, un programma di assistenza qualificato. “Con questo team di prim’ordine ed efficiente, siamo molto vicini a tutti i clienti d’Europa e possiamo offrire interventi della massima rapidità e competenza”, assicura Zeller. Utilizzando lo shop online Kamag Click4Parts, i clienti possono reperire ricambi originali di alta qualità 24 ore su 24, anche attraverso l’ordine tramite dispositivi mobili.

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Intermodalità e Logistica / Intermodality and Logistics

a beneficio dei clienti sul territorio. All’interno della rete di assistenza Kamag, in continua crescita, società di servizi selezionate possono garantire questa modalità di servizio in modo tempestivo, anche riparazioni estremamente urgenti. Inoltre, è a disposizione dei clienti una flotta di veicoli sostitutivi. Tutte queste prerogative contribuiscono al fatto che i clienti Kamag possano usufruire di una logistica di servizio a misura di cantiere, in ogni momento.

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Dieci tecnici specializzati si prendono cura di ogni esigenza di servizio, con personale appositamente formato per lavorazioni in campo da eseguire in presenza di sistemi ad alta tensione. Anche i modelli Kamag a propulsione elettrica, possono contare sull’assistenza più competente in questa struttura di servizio davvero senza confronti nel settore. Con la previsione di una replica futura in altri paesi dove sono presenti filiali e strutture di servizio Kamag.


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Intermodalità e Logistica / Intermodality and Logistics UBIQUICOM

Flusso di programmazione N PORTARE EFFICIENZA E SICUREZZA NEI PROCESSI LOGISTICI È L’OBIETTIVO CHE L’AZIENDA DI MILANO PERSEGUE CON SUCCESSO DA ANNI, FORNENDO AGLI UTENTI FINALI E AGLI INTEGRATORI DI SISTEMA LE PIÙ AVANZATE TECNOLOGIE RTLS (REAL TIME LOCATION SYSTEM) PER SISTEMI DI LOCALIZZAZIONE E POSIZIONAMENTO IN TEMPO REALE 76

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on è una parola generica e neppure un concetto che torna utile in tutte le stagioni di convegno e dibattito. La tracciabilità è una cosa seria, indispensabile in tutti i flussi logistici e riguarda merci e sequenze operative, veicoli e materie prime. L’azienda tecnologica milanese Ubiquicom ha portato questa dinamica fondamentale malgrado più alto, basandosi sulla progettazione di sistemi avanzati per la localizzazione e il tracciamento in tempo reale, denominati RTLS (Real-Time Locating System. L’efficienza e la sicurezza di processi aziendali legati a produzione, supply chain e facility passano da qui e si avviano a un futuro dove le migliori e più avanzate tecnologie disponibili sul mercato si declinano a numerose installazioni (già realizzate da Ubiquicom per molti clienti primari). I sistemi RTLS consentono di determinare in tempo reale e senza soluzione di continuità - con una precisione progressiva in base al sistema tecnologico prescelto - la posizione di operatori, veicoli e altre presenze materiali all’interno di spazi circoscritti e non convenzionali, attraverso l’uso di speciali tag. I moduli adottati vanno dal GPS al Wi-Fi, con le accezioni del BlueTooth, fino all’Ultra-Wide Band che identifica un oggetto con uno scarto massimo di soli 25 centimetri. Le componenti dei sistemi RTLS di Ubiquicom comprendono hardware e software. La parte hardware riguarda dispositivi fisici in grado di comunicare, raccogliere dati e avviare all’occorrenza alert o azioni correttive automatizzate. Questi dispositivi, utilizzati con la piattaforma Ubiquicom Locator, rendono possibile la localizzazione di asset, persone o veicoli all’interno del magazzino e delle aree produttive, oltre all’analisi dei dati raccolti. La raccolta di questi dati consente di effettuare le opportune azioni correttive di miglioramento dei processi aziendali dal punto di vista della qualità, dell’efficienza e del-

la sicurezza. L’offerta hardware di Ubiquicom si compone di due famiglie. La prima, denominata uTag, contempla dispositivi destinati alla localizzazione e al tracking di asset in ambito produttivo o logistico (oltre al tracking di persone e alle applicazioni di sicurezza nel luogo di lavoro). La seconda, indicata come BlueBox e NeoBox, concerne tipologie di prodotti destinate al tracking e alla telemetria di veicoli e asset motorizzati. Il cuore dell’offerta software Ubiquicom, invece, è rappresentato dalla piattaforma Ubiquicom Locator, che offre un supporto fondamentale nella trasformazione tecnologica e digitale dei


processi. Sfruttando l’analisi dei dati raccolti, Locator consente alle aziende di ottenere un notevole miglioramento nei propri processi aziendali, portando a livelli di produttività ed efficienza ottimali, diminuendo allo stesso tempo i costi di gestione. I software di Ubiquicom mettono a disposizione dei clienti e dei partner le funzionalità di tracciamento e localizzazione in tempo reale di persone, veicoli e asset, consentendo di gestire un insieme completo di regole, eventi e allarmi basati sulla posizione, con l’obiettivo di ridurre il margine di errore nei processi e ottenere la massima efficienza. Hardware e software si applicano poi a sistemi specifici come la soluzione denominata Syncro, dedicata alla logistica di magazzino che ottimizza i flussi di lavoro riducendo i tempi di stoccaggio e di prelievo/deposito. Si tratta di un sistema concepito ad hoc per il comparto logistico ad alta intensità che permette di ridurre le tempistiche di esecuzione delle missioni, generando un risparmio medio fino al 20% in termini di tempo totale di movimentazione. Un risparmio esemplificabile nella riduzione del numero di carrelli utilizzati (senza alcun impatto sull’esecuzione delle missioni) e nell’incremento delle missioni che possono essere gestite nello stesso tempo e con le stesse risorse. Syncro si basa su sistemi

di localizzazione e algoritmi ad alte prestazioni che sfruttano le potenzialità dell’intelligenza artificiale. Le tecnologie alla base di Syncro permettono, quindi, di processare in maniera continua i dati relativi alla posizione dei mezzi di movimentazione e gli input generati dal WMS (Warehouse Management System), consentendo così di agire sulla sequenza di esecuzione delle missioni e assegnare le risorse in modo ottimale per rendere più efficienti i processi e razionalizzare e ottimizzare i costi. Va rimarcato il fatto che

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Intermodalità e Logistica / Intermodality and Logistics tecnologia Ultra-Wide Band. Questo modulo consente di misurare con estrema precisione e in tempo reale le distanze tra mezzi motorizzati e operatori, attivando allarmi e meccanismi correttivi (inversione di rotta o blocco del motore) per evitare gli incidenti.

La case history esemplare

Syncro si integra perfettamente con tutti i sistemi WMS e WES (Warehouse Execution System) attualmente sul mercato e che la stessa soluzione prevede moduli e componenti aggiuntivi per l’automazione dei processi di identificazione delle unità di movimentazione e delle ubicazioni (di supporto all’operatività del carrellista con warning real time, in caso di disallineamenti tra le operazioni previste e quelle realmente effettuate, fino ad arrivare alla navigazione assistita). Proximity è un altro sistema Ubiquicom, concepito in funzione anticollisione e basato su lli

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A questo punto occorre presentare un’applicazione di successo che vede i sistemi Ubiquicom al servizio di un attore primario della logistica come CLS, attraverso una piattaforma tecnologica di telematica avanzata che consente di gestire l’intera flotta di carrelli elevatori nell’ottica dell’Industria 4.0, per una reale integrazione nei processi logistici e produttivi. CLS (CGT Logistica Sistemi), come sappiamo, è una realtà nazionale che si occupa da oltre 70 anni di vendita, noleggio e assistenza per carrelli elevatori, macchine e attrezzature destinate ogni settore della movimentazione merci e logistica. La necessità di CLS era quella poter contare su un sistema di telemetria avanzata che consentisse l’integrazione evoluta e universale dell’intera flotta mezzi (attuale e futura) gestibile da remoto, in grado di adattarsi a tutte le esigenze dei magazzini moderni in ottica di Industria 4.0 al fine di controllare e agire sui flussi operativi dei macchinari logistici. Il sistema doveva essere versatile e modulare, capace di adattarsi a nuove


esigenze con l’aggiunta di funzionalità, un prodotto quindi futuribile che potesse stare al passo con i bisogni emergenti dettati dalla trasformazione digitale delle imprese. Doveva inoltre essere in grado di interfacciarsi a sistemi HW/ SW esistenti, sia sul mezzo che in back-end. L’obiettivo che il cliente voleva raggiungere era offrire ai suoi clienti servizi a valore aggiunto per migliorare i processi industriali, snellire le procedure e ottimizzare il proprio business. Ubiquicom ha sviluppato tutti i componenti hardware e software del nuovo sistema di telemetria avanzato iDAC. Il sistema si compone di una piattaforma online accessibile con normale connessione internet e integrata col sistema gestionale SAP del Cliente, di una componente hardware – box di telemetria – con CPU integrata, installata sulle macchine CLS che comunica con la piattaforma web in cloud attraverso una scheda dati IoT e attraverso il modem WiFi, e di un’interfaccia operatore 4.0 che incorpora un lettore badge per consentire l’avvio della macchina solo al personale autorizzato. Ubiquicom ha poi sviluppato una serie di funzionalità su misura per CLS che hanno una doppia valenza. Per il dealer CLS queste funzioni consentono una riduzione dell’OPEX (OPerational EXpenditure, ovvero la spesa operativa), grazie alla possibilità di fare diagnostica da remoto, manutenzione predittiva e prevenzione e monitoraggio su usi impropri (uso batterie, urti). Dalla dashboard è possibile accedere a insight strategici per le operations e il marketing, per valutare i trend di utilizzo ecc. Inoltre, è possibile gestire anche modelli di pricing “ad-hoc” (pay-per-use / loca-

Club tecnologico esclusivo Ubiquicom Development Partner (UDP) è il programma di partnership di Ubiquicom che consente alle aziende qualificate di entrare a far parte di una comunità selezionata, accedere alla tecnologia Ubiquicom per creare nuove soluzioni verticali e avere un supporto tecnico e commerciale qualificato diretto dall’azienda. L’ecosistema Ubiquicom si basa sul contributo di società di sviluppo, integratori di sistemi e fornitori di tecnologia che scelgono di integrare tecnologie all’avanguardia nel campo RTLS e oltre. L’offerta Ubiquicom garantisce un sicuro vantaggio competitivo in termini di “time to market” nella costruzione di soluzioni integrate in processi aziendali complessi come quelli legati alla produzione, supply chain e facility management.

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tion-based). Per il cliente finale, iDAC consente di erogare servizi di prevenzione usi pericolosi o proibiti, di abilitazione dell’uso del mezzo in base alla qualifica degli operatori, di monitoraggio dei tempi di utilizzo e segnalazioni di inattività, fino al controllo checklist degli operatori. Ubiquicom ha realizzato in totale più di 2.500 installazioni e supportato CLS per tutto ciò che concerne gli aspetti di consulenza, messa in opera e formazione del personale. Oggi CLS si avvale, quindi, di una piattaforma tecnologica di telematica avanzata che integra l’intera flotta di mezzi. Il nuovo sistema permette a macchinari

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tradizionali di essere integrati digitalmente nei processi produttivi: invia e riceve dati ed istruzioni operative consultabili e gestibili in tempo reale attraverso il portale e le interfacce web. Con iDAC, CLS può misurare da remoto i parametri di utilizzo delle macchine, ricevere segnalazioni di guasti macchina, identificare la posizione della macchina in ambienti aperti e/o chiusi, controllare gli accessi (quindi consentire l’utilizzo dei macchinari solo a personale qualificato e autorizzato), prevenire incidenti macchina/uomo e macchina/macchina (anticollisione) grazie a un sistema automatico di rallentamento zonale.


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In questo numero

Inserzionisti FAB - Forklifts AGV Batteries - Rivista Italiana della Movimentazione Industriale e della Logistica Automatizzata

13 JLG

43 FAB II FIMAP

3 Aliant

81 JMG

IV GIS

71 Apex

17 Linde

5 Hydrogen Expo

23 Baoli

La Rivista “FAB” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

59 AGV Expo

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63 Mouvers

III Baumann

29 Hydrogen News

51 Butti

21 Innoval

39 Comac

55 Ire

9 Transfer Oil

75 Concrete News

20 Italcarrelli

7 Valpolymer

47 RCM

N. 2 - 2022

Aziende citate A

H

Q

Aliant .............................. 68

Hydrogen Expo ............. 28

Quantron ........................ 10

B

K

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Baoli ................................. 44 C Clark ............................ 8, 48 CLS .................................. 76 Continental ..................... 21

L Linde .........................20, 36 M Manitou .......................... 12

E Emerson .......................... 18

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Kamag ............................. 72

MiR ............................13, 60

Still .............................24, 40 T Tamarri ............................ 52 Toyota .............................. 24 TSM ................................. 30 Turck Banner .................. 64 U

Enerpac ........................... 56

Modula ............................ 60

F

P

W

Flash Battery .................. 22

Phoenix Contact ............ 16

Wika ................................ 14

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Ubiquicom ...................... 76



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