La Rivista “FAB” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova
FAB - Forklifts AGV Batteries - Rivista Italiana della Movimentazione Industriale e della Logistica Automatizzata
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NOVEMBRE/GENNAIO 2022
Forklifts AGV Batteries
THE BIGGEST EUROPEAN EVENT OF THE YEAR ONLY DEDICATED TO THE LIFTING INDUSTRIAL & PORT HANDLING EQUIPMENT AND HEAVY TRANSPORT VEHICLES
GIS 2021 FACTS & FIGURES Total Exhibitors: 400 Qualified Visitors: over 13.000 Outside Area: 30.000 sqm Inside Area: 14.000 sqm
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Giornate Italiane del Sollevamento e dei Trasporti Eccezionali The Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Show
2023 For info and stand booking - info@gisexpo.it - Ph. +39 010 5704948
Editoriale
Fabio Potestà
Alberto Finotto
L’Idrogeno e la logistica di una transizione possibile
Cari Lettori, l’Italia che ha energia, non può rimanere senza energia. Quello che può apparire un nonsense - ma privo di umorismo - ci riconduce ad alcuni contenuti-chiave di questo numero di FAB e all’attuale situazione nazionale proprio sul fronte della transizione energetica. Il nostro Paese è in difficoltà, indubbiamente, per non aver saputo indicare una via credibile alla scarsità di risorse che contraddistingue il nostro territorio nazionale. Non ha saputo indicarlo la politica e neppure il pensiero responsabile (l’opinione pubblica, innanzitutto) che deve sempre costituire il campo fertile di ogni decisione che si possa definire tale. Abbiamo detto no all’energia nucleare, no al nostro gas, no a tutte le opzioni che potevano concederci un minimo di autonomia dalle forniture (brutte e inquinanti) che ci arrivano dall’estero. Bene, a margine di questo dibattito, occupandoci in questa sede di processi industriali che attengono alla logistica e alle macchine che ne traghettano il futuro, dobbiamo parlare di un elemento che potrebbe rivelarsi fondamentale: l’Idrogeno. Dagli investimenti e dalle spinte decisionali attuate finalmente dal nostro Paese - anche attraverso associazioni importanti e strategiche come H2IT - l’Italia potrebbe andare incontro, nei prossimi anni, a un cambiamento epocale. Dal PNRR (il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) l’investimento sulle soluzioni basate sull’idrogeno prevedono una quota di 3,2 miliardi di euro, da destinare alla ricerca su un elemento cardine della sostenibilità a venire, soprattutto a vantaggio dei settori energivori dove l’adozione dell’opzione elettrica applicata a macchine e impianti può non risultare, in molti casi, così vantaggiosa e produttiva. La logistica è, tra questi settori, quello che potrebbe ricavare dalle tecnologie basate sull’idrogeno i vantaggi
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più sensibili. Il dibattito più recente - avviato da un’autorità come il professor Livio De Santoli, prorettore per la Sostenibilità all’Università La Sapienza di Roma e presidente del Coordinamento Free, che raccoglie varie associazioni nel campo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica - rileva l’occasione, per l’Italia, di diventare un importante hub europeo, a commento del piano strategico 2021-2025 annunciato da Snam, con l’investimento di 23 miliardi di euro per installare la prima rete a idrogeno di 2.700 chilometri, dal sud al nord della Penisola, entro il 2030. Il ruolo dell’idrogeno prodotto nel Nord Africa sarà fondamentale e resta no da capire modalità e tempi di un’operazione che dovrà armonizzarsi con la strategia nazionale di transizione energetica. De Santoli sottolinea il ruolo fondamentale delle cosiddette Hydrogen Valleys, in fase di progettazione anche sul territorio italiano, oltre alle problematiche legate alla bassa densità dell’idrogeno, che ne rende oneroso il trasporto. Le reti già esistenti - da integrare con le stesse Hydrogen Valleys - possono essere molto utili, calibrando nel tempo le quantità di idrogeno da produrre e le percentuali di blending (miscela di gas e idrogeno). Se un colosso dell’energia di casa nostra fa dell’idrogeno è uno dei punti di riferimento in relazione alla propria rete di trasporto di gas metano in Italia, potenzialmente destinata all’inattività, con il futuro processo di decarbonizzazione, allora gli orizzonti di un futuro energetico possibile potrebbero finalmente rischiararsi e far crescere le nostre aspettative. Possiamo, da osservatori ottimisti, farne il nostro augurio per un nuovo anno di grande risurrezione italiana? Buona lettura!
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Sommario
Periodico associato a
Novembre/Gennaio 2022 In copertina:
Il gruppo Kion è tra i protagonisti di una rivoluzione epocale che vede l’idrogeno come motore di sostenibilità ed efficienza energetica.
News ................................. p.8 Cover Story ...................... p.26
Carrelli Elevatori Forklifts
La Rivista “FAB” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova
FAB - Forklifts AGV Batteries - Rivista Italiana della Movimentazione Industriale e della Logistica Automatizzata
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Fotografia Archivio Sollevare Ufficio traffico Daniela Chiusa daniela.chiusa@mediapointsrl.it
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Pre-stampa e stampa Euro Grafica - Genova Registrazioni Tribunale di Genova n.27/2011. Camera Commercio di Genova, R.I. N.O 395768 del 5 novembre 2001 Registro operatori di comunicazione N.O 022258 del 20 gennaio 2012
Batterie/Batteries Flash Battery ..................... p.62 Italvolt ............................... p.66
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Direzione e redazione MEDIAPOINT & EXHIBITIONS SRL Corte Lambruschini Corso Buenos Aires, 8/7 16129 Genova - Italy tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088 redazione@sollevare.it Pubblicità Italia ed estero tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088 adv@sollevare.it
CLS Imation ..................... p.50 Logitrans/MiR ................. p.54 Bosh Rexroth .................... p.58 ISC ..................................... p.60
Global Summit Logistics & Manufacturing ............. p.70 Toyota Material Handling Italia ................................... p.72
Responsabile Editoriale Alberto Finotto
Grafica e impaginazione Romina Testino grafica@mediapointsrl.it
NOVEMBRE/GENNAIO 2022
Intermodalità e Logistica Intermodality and Logistics
Direttore Responsabile Fabio Potestà
Collaboratori Roberto Ambra Giacomo Grassi Stefania Priolo
Clark .................................. p.30 FTMH ................................ p.34 Still ..................................... p.38 RFID Global ..................... p.40 Jungheinrich ..................... p.44 Baoli ................................... p.48
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Magazzini & Attrezzature Warehouses & Equipment Autec ................................. p.76 Tecnomonvint .................. p.78
Comunicazione agli abbonati Art. 10 Legge 675/96. I dati personali contenuti negli archivi della casa editrice “Mediapoint & Exhibitions Srl” sono utilizzati solo dalla casa editrice e solo per perfezionare gli obblighi derivanti dagli abbonamenti. Tutti gli abbonati possono chiedere in qualsiasi momento l’aggiornamento o la cancellazione dei propri dati. Responsabile: Fabio Potestà Testi e foto a riproduzione vietata senza consenso della casa editrice. Legge 1396/42, art. 7, Reg. 18 © Copyright 2021
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News MAGAZZINI & ATTREZZATURE
Da diesel a elettrico con un kit JLG annuncia il lancio di un kit di conversione per il modello di piattaforma 660SJ, che sostituisce il motore diesel con una batteria a emissioni zero. Si tratta di una soluzione dedicata in particolare alle società di noleggio. Il kit di conversione elettrica è coperto da garanzia e prevede attualmente la versione a materie al piombo, mentre la versione al litio sarà disponibile nella primavera del 2022. Altri modelli di PLE della gamma JLG verranno aggiunti nel prossimo futuro nella disponibilità del kit.
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News DISTRIBUZIONE
L’Europa di Horyong è ancora CEM Si è concluso, alla fine di novembe, uno dei viaggi storici per la storia della CEM di Settimo Milanese. Il gruppo lombardo, specializzato nella consulenza e nella distribuzione di autoscale e piattaforme aeree, ha rinnovato con il grande costruttore nordcoreano Horyong l’accordo di distribuzione in esclusiva per tutta l’Europa delle autoscale e degli elevatori del marchio. Nel corso del soggiorno a Jeollabuk-do, Loris Manocchia e il fratello Luigi hanno assistito in anteprima alla presentazione della nuova autoscala Horyong PE 3809, fenomeno dinamico caratterizzato da dimensioni uniche e prestazioni operative davvero inedite, a beneficio dello stesso mercato europeo che si appresta ad accoglierne il lancio, con ordini già inoltrati alla sede di Settimo Milanese per l’ennesima macchina di successo proposta da CEM Group.
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Lavorare con il DSP-M di JLG PRELIEVO ORDINI
EVENTI
DaVinci, il genio elettrico JLG vince a Italplatform
LIVELLO
SECONDO
Sportelli a chiusura automatica Lavorate in sicurezza a qualsiasi altezza
Accesso a bassa altezza Design ergonomico per un più facile accesso
Sensori di rilevamento ostacoli La piattaforma a pantografo elettrica DaVinci AE1932 ha vinto il premio “prodotto dell’anno-categoria piattaforme semoventi fino a 6 m”, agli Italplatform 2021 (Italian Access Platform Awards), l’evento speciale dedicato al comparto delle macchine e attrezzature per i lavori in quota, che si è svolto nell’ambito dell’ottava edizione del GIS di Piacenza. La motivazione della giuria di Italplatform 2021 per l’assegnazione del premio è stata la seguente: “La piattaforma a pantografo DaVinci AE1932 rappresenta lo stato dell’arte e il futuro in questa tipologia di macchine con attuatori e traslazione completamente elettrici. Consumi ridotti al minimo, zero consumo di olio idraulico e relative perdite, manutenzione ridottissima e diagnostica remota con conseguenti bassi costi di gestione ne fanno un’eccellenza nella sua categoria”.
Impediscono alla piattaforma di scendere se c’è un ostacolo
Raggio di sterzata pari a zero Sterzate a 360 gradi grazie alla ruota motrice singola
Il nuovissimo commissionatore di JLG. La rivoluzione in magazzino. Forklifts AGV Batteries
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News FORMAZIONE E SICUREZZA
IPAF, nuova categoria Safety Professional L’International Powered Access Federation (IPAF) ha lanciato un nuovo tipo di affiliazione, la categoria Professionisti della Sicurezza (Safety Professional), rivolta a coloro che ricoprono ruoli di supervisione in materia di salute e sicurezza nel settore dell’accesso aereo o in settori affini. La nuova categoria di appartenenza è rivolta agli individui all’interno di organizzazioni rilevanti, compresi quelli impiegati da aziende già membri dell’IPAF, ed è un modo conveniente per beneficiare della Federazione e delle sue attività, portando benefici e aumentando le opportunità di ricevere aggiornamenti diretti dall’IPAF sulla sicurezza e la guida tecnica, partecipare a webinar ed eventi esclusivi e impegnarsi direttamente con gli esperti IPAF e gli altri membri. I vantaggi del nuovo pacchetto per i membri includono la partecipazione gratuita a eventi professionali esclusivi sulla sicurezza con relatori di spicco dell’industria dell’accesso aereo, l’iscrizione ad un gruppo privato su LinkedIn per condividere conoscenze e buone pratiche sulla sicurezza, l’accesso all’area riservata ai membri del sito web IPAF e alla dashboard dei membri del Portale di segnalazione degli incidenti IPAF, oltre a un abbonamento scontato a una pubblicazione leader nel Regno Unito in materia di H&S.
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News MAGAZZINI & ATTREZZATURE
Rummo sceglie Haulotte
Da sempre la zona di Benevento è riconosciuta come la “terra dell’antico mestiere dei mugnai”. Ed è qui che nel 1846 Antonio Rummo iniziò a produrre pasta con i migliori grani duri. Il pastificio Rummo è sempre alla ricerca della qualità che fa la differenza ed è per questo motivo che ha scelto alla qualità e alla tecnologia garantite da Haulotte per una piattaforma dedicata alle sue attività di movimentazione e manutenzione in ambito industriale all’interno del pastificio. Per un uso prevalentemente interno Haulotte offre numerosi modelli di macchine ad alimentazione elettrica, tra piattaforme articolate, piattaforme a pantografo e, per esigenze specifiche, piattaforme verticali. In particolare il pastificio Rummo ha scelto la piattaforma a pantografo Compact 10N ad alimentazione elettrica Compact 10N. Il modello raggiunge un’altezza di lavoro di 10 metri per una portata di 230 kg, è molto compatto e permette spostamenti agili in spazi ristretti.
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CARRELLI ELEVATORI
Efficienza ergonomica
La nuova serie di commissionatori MP20-30X di Yale è un tripudio di caratteristiche ergonomiche e produttive. Bracci laterali pieghevoli che assicurano il massimo comfort e stabilità; ampia piattaforma che consente all’operatore di trovare la posizione di guida più comoda; impugnatura ergonomica del timone con protezione integrale delle mani e molla di richiamo che lo riporta automaticamente in posizione verticale; cruscotto con indicatore multifunzione che visualizza lo stato del cervello e le segnalazioni; accelerazione fino a 13 km/h con carrello scarico e 9,7 km/h con carrello carico. La pedana operatore dei nuovi carrelli Yale serie MP20-30X è stata progettata per consentire di assumere nel massimo comfort varie posizioni di guida, mentre il tappetino in gomma offre maggiore aderenza e svolge una funzione antiscivolo durante gli spostamenti. Le forche di nuova progettazione sono disponibili in varie misure di lunghezza, e i clienti possono scegliere tra due altezze, in base alle esigenze. Grazie alla vasta gamma di opzioni forche, le macchine della serie MP20-30X possono trasportare contemporaneamente fino a due pallet o tre Europallet disposti trasversalmente.
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News FIERE
GIS 2021, rinascita e orgoglio C i sono i numeri. E poi, c’è l’emozione, immensa, dei protagonisti del settore e delle imprese. Il GIS 2021, le Giornate Italiane del Sollevamento e dei Trasporti Eccezionali, nell’8ª edizione della propria storia espositiva a Piacenza Expo (dal 7 al 9 ottobre scorso), hanno segnato un record assoluto di oltre 12.000 visitatori certificati nei tre giorni di una fiera straordinaria, contraddistinta dal desiderio di riprendere un cammino virtuoso di contatti, incontri, presentazioni di prodotto e promozioni proficue per altrettante, innumerevoli realtà industriali nell’ambito del sollevamento di mate-
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riali, del lavoro in quota, della movimentazione industriale e portuale e dei trasporti eccezionali. “Nella sola giornata di venerdì, abbiamo registrato un numero di visitatori pari a quello avuto nell’intera edizione del GIS 2019 – ha dichiarato con grande soddisfazione Fabio Potestà, presidente di Mediapoint & Exhibitions, creatore anima organizzativa del GIS, fin dalla prima edizione del 2009 – Senza contare gli altri numeri che testimoniano l’interesse eccezionale per la fiera: 67 associazioni di categoria che hanno aderito alla manifestazione, tre patrocini di massimo prestigio come quelli del Ministero del Lavoro,
del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, dell’Anas; cinque adesioni da parte di amministrazioni ed enti pubblici (Inail, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Regione Emilia Romagna, Esercito Italiano e Comune di Piacenza); oltre 400 espositori, tra italiani e stranieri, a occupare 41.000 metri quadri di esposizione densi di novità, contenuti tecnologici, nuove macchine e nuove idee per il sollevamento di domani”. L’impegno organizzativo per il GIS 2021 è stato enorme, per lo staff di Mediapoint, ma uno sforzo così formidabile è servito “a coadiuvare nella ripresa post-pandemia un comparto importante della realtà economica italiana – come sottolinea ancora Potestà – Una ripresa tangibile, per un settore che ha sempre spinto le proprie potenzialità a tutta forza, come dimostrano opere che rimarranno nella storia delle grandi infrastrutture europee, come il Ponte San Giorgio di Genova. Le aziende della logistica e dei trasporti pesanti sono aziende coraggiose e i player del sollevamento sono i capitani di un’avanguardia che porterà lontano la nostra economia, negli anni a venire”. Lo sguardo di Mediapoint & Exhibitions è già rivolto al futuro, mantenendo sempre il centro fieristico piacentino e il Comune di Piacenza quali partner privilegiati: “La fiera ha funzionato bene, si è allargata ulteriormente rispetto agli anni precedenti e alcuni espositori importanti ci hanno già chiesto di aumentare lo spazio nel 2023 e vedremo di accontentare le loro richieste”. A Piacenza Expo, l’anno prossimo è già la volta del GIC, le Giornate italiane del Calcestruzzo/ Italian Concrete Days, l’unica manifestazione italiana dedicata alle macchine, alle attrezzature, ai prodotti e alle tecnologie per l’industria del calcestruzzo, la prefabbricazione e il ripristino delle strutture in calcestruzzo armato, anche in zone sismiche. Anche questo evento è una creazione Mediapoint & Exibitions e aprirà i battenti il 28 aprile 2022. “Un’altra manifestazione in for-
tissima crescita, la cui edizione del 2020 era stata cancellata a causa dell’emergenza Covid a soli tre giorni dall’inaugurazione. Per testimoniare il nostro impegno e la nostra vicinanza alle imprese, abbiamo dedicato a loro l’evento virtuale gratuito del GIC Online, salutato da un imprevisto successo”. A giugno 2022, invece, si terrà il Pipeline & Gas Expo, la prima manifestazione a livello internazionale dedicata alla “utility construction”, ovvero tutte le aziende che progettano costruiscono e manutengono le utilities, come acquedotti, gasdotti, metanodotti e oleodotti. “Un’altra fiera che era stata annullata nel 2020 – rileva Potestà, guardando al futuro – Si tratta di un altro segmento che non aveva una manifestazione fieristica di riferimento né in Italia né all’estero. Prevediamo anche per questa direttrice espositiva, un notevole interesse da parte di numerosi operatori trasversali a molti settori di intervento”.
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News INTERMODALITÀ E LOGISTICA
ITALA Awards 2021, nel Mare Nostrum del Merito
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el Paese che rappresenta la vera porta del mare d’Europa, il GIS 2021 ha accolto i protagonisti economici. Al termine del primo grande convegno inaugurale della fiera di Piacenza Expo ( “Terminalismo e Logistica fra sfide energetiche e innovazioni tecnologiche”, moderato da Angelo Scorza, direttore di Ship2Shore), sono stati assegnati i premi Itala-Italian Terminal and Logistics Awards 2021 alle realtà più distintive di un settore strategico per la nostra industria e il nostro commercio in ambito interno e nel rapporto con i sistemi mondiali dei trasporti e del traffico delle merci. Di seguito, elenchiamo i riconoscimenti assegnati. Terminalista portuale: Vado Gateway, per l’efficienza del nuovo terminal container deep-sea del Nord Tirreno (gestito da APM Terminals Vado Ligure Spa), con l’obiettivo di muovere via ferrovia il 40% di container; Inland Terminal: Hupac. Società svizzera di trasporto combinato, fondatrice del terminal di Busto Arsizio-Gallarate, reiterandone il modello di successo a Piacenza, Pordenone, Novara, Milano e Brescia; Interporto: Interporto Quadrante Europa. Realtà scaligera sempre al vertice italiano e continentale per volumi di traffico merci e per qualità dei servizi. Autorità di Sistema Portuale: AdSP Mar Ligure Orientale (La Spezia e Marina di Carrara). La prima con giurisdizione interregionale, con un’accorta politica di sviluppo bilanciato di entrambi i bacini portuali. Operatore globale
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e spedizioniere: Laghezza. Da storica casa di spedizioni e dogana tradizionale a moderno operatore globale attivo in vari segmenti della filiera logistica, con propri automezzi, magazzini, attività di trasporto e distribuzione. Operatore intermodale e ferroviario: Metrocargo. Attivo in Italia e in Francia, autore di un concetto intermodale basato su carico e scarico orizzontale di container e casse mobili su vagoni pianali standard, sotto la linea aerea di alimentazione elettrica. Operatore logistico e Project Cargo: CTS. Un modello esemplare di consorzio composto da una decina di imprese, ognuna con propria specializzazione nell’ambito del trasporto eccezionale, del sollevamento, del montaggio e della movimentazione industriale. Fornitore di macchine, sistemi ed equipaggiamenti: Terberg-Manuport. Un matrimonio di successo, quello tra l’azienda italiana e il gruppo olandese, con la grande esperienza in comune nel fornire attrezzature per il sollevamento e la movimentazione merci, ne solco della sostenibilità. Innovazione: Vernazza Autogru. Protagonista a Vado Ligure di un progetto ambizioso per la realizzazione di un polo innovativo della logistica, con operazioni di riconversione e allestimento di un’area dalla storica eredità industriale. Formazione e sicurezza: La Cisa. Da piccola ditta di autotrasporto legata al territorio bergamasco, alla grande movimentazione industriale e logistica interna. Nel segno della sicurezza, con la fondazione, nel 2015,
della Cisa Academy. New Generation: Paolo Scerni (premio alla memoria). Vittima di un tragico incidente mortale, Scerni è l’epigono di un gruppo che ha fatto la storia del cluster marittimo portuale italiano. Ne trasformò la vocazione da marittima a terrestre, creando la Scerni Logistic di Piacenza. Premio alla carriera: Renato Bonfanti. Partito negli anni Sessanta, con le manutenzioni e il revamping di carriponte, Bonfanti ha creato in seguito un gruppo di caratura internazionale, leader nella progettazione e produzione di grandi macchine da sollevamento. Green Energy: Wärtsilä. Specialista finlandese nei sistemi di propulsione e generazione d’energia, ben radicato in Italia, propone oggi soluzioni logistiche innovative e sostenibili nel campo dell’intermodalità. Lady Award: Costanza Musso. Unica donna (tra
25 nomine) insignita nel 2019 del titolo di Cavaliere del Lavoro, amministratore delegato della storica M.A. Grendi (fondata nel 1828), insieme al fratello Antonio e all’ombra della vigile esperienza del padre Bruno, l’imprenditrice genovese ha soffiato sul vento dell’evoluzione delle professionalità, all’interno di un gruppo quasi bicentenario, capace di governare le sfide dei colossali global carrier come operatore logistico integrato e innovativo. Migliorare e innalzare la produttività assicurando più comfort e sicurezza per gli operatori, garantendo manovrabilità ed efficienza. Sono gli obiettivi fissati da Yale Europe Materials Handling nella realizzazione dei nuovi transpallet con pedana della serie MPX.
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News L’INTERVISTA
Con un pieno a Idrogeno, verso il futuro S
i scrive H2IT e questa denominazione sintetica e di sentore inconfondibilmente scientifico corrisponde all’Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile, costituita nel 2005 come realtà consociativa autonoma che promuove l’idrogeno nelle sue istanze di ricerca tecnologica e nello sviluppo dei siste-
INTERVISTA ESCLUSIVA AD ALBERTO DOSSI, PRESIDENTE DI H2IT, TESTA DI PONTE RAPPRESENTATIVA DI UN ELEMENTO CARDINE DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA NELL’INDUSTRIA DEL FUTURO. CON L’ITALIA PROTAGONISTA IN PRIMA LINEA
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mi di produzione e di utilizzo per un elemento fondamentale dell’attuale transizione energetica globale. Da sempre H2IT si è posta l’obiettivo di stimolare la creazione delle infrastrutture necessarie per l’impiego dell’idrogeno nella nostra vita quotidiana - nei sistemi di mobilità, ad esempio - e nell’ambito dell’industria nazionale,
facendosi portavoce degli attori del settore e assicurando un ruolo di leadership per l’Italia nel mercato mondiale. Abbiamo intervistato il presidente di H2IT, Alberto Dossi, per disegnare, con il suo aiuto, un quadro il più possibile esauriente delle dinamiche di sviluppo dell’idrogeno nelle strategie europee di riforma delle fonti energetiche. Naturalmente, dalle sue parole è scaturita anche la vicenda virtuosa di un’associazione che ha saputo, lungo 20 anni di storia, promuovere e conferire impulso alle azioni di sviluppo dell’idrogeno in Italia e nell’ambito delle politiche europee dedicate alla sostenibilità ambientale. Presidente, qual è lo stato dell’arte dell’idrogeno nel panorama di trasformazione energetica che coinvolge l’Europa? L’idrogeno ricopre un ruolo chiave nella transizione energetica, anche tenendo conto dei piani di integrazione alla ripresa economica del nostro Paese. L’Italia può giocare un ruolo fondamentale nella partita europea dell’idrogeno, contando su una filiera industriale già completa e integrata e su centri di ricerca dalla rilevanza internazionale; il fattore chiave dovrà essere quello di un chiaro indirizzo politico che sappia valorizzare le tecnologie verdi secondo il principio della neutralità tecnologica, all’interno di un’azione
nazionale coordinata e integrata. H2IT continua ad aggregare competenze per supportare lo sviluppo del settore in Italia; attraverso tavoli di lavoro interni, sta lavorando all’elaborazione delle priorità nazionali di intervento sulla filiera dell’idrogeno relativamente alle necessità del settore sugli aspetti legislativi, regolatori e normativi, con l’identificazione di proposte sia di natura giuridica che economica. Quale ruolo ha svolto H2IT, nel contesto generale di cambiamento degli ultimi anni? Dalla sua costituzione, nel 2005, l’associazione è passata attraverso un lungo periodo di rodaggio. Dopo 10 anni, nel 2015, finalmente l’Europa si è svegliata e la Ue ha decretato l’inizio della decarbonizzazione a livello strategico, indicando le tappe fondamentali di una vera e propria transizione energetica attraverso la direttiva DAFI sui combustibili alternativi. Tra biometano e bioGNL, l’idrogeno è rimasto comunque tra gli elementi facoltativi, a discrezione dei singoli stati membri. Come presidente di H2IT, dal 2015 a oggi, mi sono confrontato, a livello nazionale, con ben cinque esecutivi, dal governo Renzi a quello Gentiloni, dai due mandati di Conte fino all’attuale governo Draghi. Oggi, i progressi della nostra azione di impulso si rivelano finalmente significativi. Come associazione, ci collochiamo in una posizione di Forklifts AGV Batteries
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News
collegamento tra la parte industriale della filiera dell’idrogeno e la parte istituzionale della politica e delle decisioni che le competono. Nel 2016 siamo riusciti, in primis, con il varo del Dlgs n. 257 del 16 dicembre, a spingere l’Italia ad accettare la direttiva DAFI anche con l’inclusione dell’idrogeno come combustibile alternativo. Che progressi ha fatto l’associazione, dalla sua costituzione a oggi e quali direttrici sta seguendo attualmente? Al momento del mio insediamento alla presidenza, l’associazione contava 20 soci. Oggi H2IT ne comprende 95, con la prospettiva di superare
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i cento per la fine dell’anno in corso. Possiamo dire che questi cento associati costituiscono l’anima industriale dell’associazione, composta da grandi, medie e piccole aziende del settore. Tutti i comparti sono compresi in questa anima industriale, dai protagonisti della produzione, alle imprese dedicate alla distribuzione, fino alle realtà che si occupano dello stoccaggio, per concludere con le stazioni di rifornimento e con gli utilizzatori finali. All’anima industriale di H2IT si affianca l’anima della ricerca - con il vicepresidente dell’associazione, Luigi Crema, a capo anche del Comitato Scientifico dell’associazione -, un’anima che comprende centri di ricerca primari, le
maggiori università italiane e i cluster tecnologici. Una terza anima, altrettanto fondamentale, è quella europea che ci vede associati a Hydrogen Europe, l’entità che raccoglie la rappresentatività industriale e le istanze di ricerca di tutti i singoli paesi del continente allo scopo di armonizzarne le direttrici sulla via dell’idrogeno. Che entità di impegno attende il futuro di H2IT, sul fronte della transizione energetica? Dopo due mandati - e con la soddisfazione di aver guidato nel 2015 il Comitato di indirizzo strategico mobilità idrogeno Italia che portò all’accoglimento della DAFI da parte del nostro Paese -, posso dire, come presidente, di aver portato l’associazione a nuove frontiere di consapevolezza. Questa consapevolezza comprende la necessità che le grandi realtà energetiche nazionali sposino la causa dell’idrogeno per trainare la catena di trasmissione industriale verso l’innovazione che comporta una scelta così fondamentale. Nel luglio scorso è nato finalmente il Piano dell’industria Europea per l’idrogeno (delineato nel report Green Hydrogen for a European Green Deal A 2×40 GW Initiative, ndr.), con una road map alla quale si affianca un piano di investimenti che sarà coordinato, secondo le decisioni della Commissione Europea, dalla Clean Hydrogen Alliance. Si tratta, da oggi al 2030, di un programma che prevede la realizzazione di elettrolizzatori (per una previsione di investimento tra i 24 e i 42 miliardi di euro), con una destinazione importantissima di 220-340 miliardi di euro per aumentare e collega-
re direttamente agli elettrolizzatori 80-120 GW di capacità di produzione di energia solare ed eolica per fornire l’elettricità necessaria. Gli investimenti negli impianti per la cattura e lo stoccaggio della CO2 sono stimati a circa 11 miliardi di euro. Inoltre, saranno necessari investimenti per 65 miliardi di euro per il trasporto, la distribuzione e lo stoccaggio e per le stazioni di rifornimento dell’idrogeno. Ecco, in questo quadro, l’Italia deve fare la propria parte con il massimo impegno e con un forte senso di responsabilità, soprattutto politico e istituzionale. Perché l’idrogeno rappresenta un elemento cardine dei programmi eco-sostenibili che l’Europa sta spingendo? Nella transizione energetica che attende il Pianeta, l’idrogeno ha un ruolo fondamentale. Il problema attuale sono gli impianti di produzione dell’idrogeno, che attualmente funzionano secondo processi di steam riforming dal metano. Poi abbiamo una produzione di idrogeno blu che avviene da combustibili fossili come il gas naturale; in questi casi, l’impianto di produzione è accoppiato con un sistema di cattura e di stoccaggio permanente della CO2 prodotta nel processo. La direzione virtuosa da intraprendere è quella del cosiddetto idrogeno verde, che si ottiene attraverso l’elettrolisi dell’acqua in speciali celle elettrochimiche alimentate dall’elettricità prodotta da fonti rinnovabili. L’idrogeno verde è l’unico a cui l’Europa del Recovery Fund dedica attenzione e investimenti, ma va considerato Forklifts AGV Batteries
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News il problema essenziale dei costi di questa tipologia produttiva, superiore di sei volte rispetto a quella di derivazione steam riforming; senza contare l’annoso problema italiano della burocrazia dei permessi che concerne le stesse fonti rinnovabili (pensiamo, ad esempio, all’iter accidentato che potrebbe riguardare l’installazione, nel nostro Paese, di una pala eolica, oppure la creazione di un campo fotovoltaico). La risposta a queste problematiche risiede nel coraggio di cambiare, con la consapevolezza che una transizione così epocale non sarà a costo zero ma produrrà benefici a medio termine di fondamentale importanza. A patto che i decisori e le politiche nazionali tengano saldo il timone della rivoluzione energetica. Ci può offrire una previsione di futuro a medio termine, con l’idrogeno come protagonista della nostra vita sociale ed economica? La rivoluzione energetica che coinvolge l’idrogeno è una rivoluzione trasversale. Riguarda la mobilità urbana e transurbana - treni e camion a lunga percorrenza innanzitutto -, un aspet-
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to dell’automotive che presenta già, sul fronte dell’idrogeno, risultati di convenienza e di facilità di approvvigionamento notevolissimi. Riguarderà, poi, le fonti energetiche destinate al campo residenziale, e prima ancora all’industria. Se guardiamo al Fit for 55 - il pacchetto normativo pensato per portare l’Europa, entro il 2030, al 55% in meno di emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990 -, possiamo già rilevare che il ruolo dell’idrogeno è considerato importantissimo come vettore energetico del futuro industriale, per un’ipotesi di utilizzo nella misura del 50% di riduzione delle emissioni da combustione. Nello stesso pacchetto, sempre in relazione alla mobilità, si prevedono stazioni di rifornimento dell’idrogeno ogni 150 chilometri sulle reti transeuropee. Nello stesso PNRR, a questo riguardo, è già prevista la costruzione di 40 stazioni a idrogeno sul territorio nazionale e di nove punti di rifornimento per il sistema ferroviario. Si tratta di un inizio che testimonia l’evoluzione positiva di quella stessa rivoluzione energetica che può e deve mettere, con la massima coscienza di necessità, l’idrogeno in primo piano.
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Cover Story
Efficienza pulita all’idrogeno UN PROGETTO EUROPEO UNICO. UN SUCCESSO CONCLAMATO DI PRODUTTIVITÀ A PROPULSIONE SOSTENIBILE. DUE CENTRI DI GESTIONE MERCI IN FRANCIA E TUTTO IL VALORE DELLA RICERCA TECNOLOGICA A CELLE COMBUSTIBILI. COSÌ UN GRANDE COSTRUTTORE COME STILL HA INDICATO LA STRADA PIÙ MATURA PER LA SOSTENIBILITÀ FUTURA DEL MATERIAL HANDLING SU LARGA SCALA
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a scommessa è appena all’inizio ma già è foriera di sviluppi rivelatori e fondamentali, sull’orizzonte della transizione energetica alla sostenibilità. Nell’ambito delle iniziative indotte e sostenute dall’Ue, l’impresa comune “Celle a combustibile e idrogeno” (IC FCH) è un partenariato pubblico-privato che supporta attività di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (RTD, research, technological development and demonstration) nell’ambito delle tecnologie energetiche delle celle a combustibile e a idrogeno in Europa. Il suo obiettivo è quello di velocizzare l’introduzione sul mercato di queste tecnologie, realizzando il loro potenziale in qualità di strumento per il raggiungimento di un sistema energetico senza emissioni di carbonio. Uno dei progetti finanziati dall’impresa comune ha portato alla dimostrazione (realizzata con successo) di HyLift-Europe. Il programma ha schierato con successo 212 unità di veicoli per la movimentazione dei materiali a celle a combustibile alimentate a idrogeno, impiegandole in due contesti logistici europei, in Francia. La “sperimentazione reale” di HyLift-Europe ha coinvolto un sito del grande gruppo distributivo ortofrutticolo Prelocentre e il nuovo centro logistico del colosso della GDO Carrefour.
In particolare, Carrefour ha accolto la consulenza offerta dal progetto europeo per sviluppare l’impianto sotto ogni aspetto, dalla dotazione di carrelli elevatori alle fuel cell, fino alle stazioni di rifornimento. I 212 carrelli a idrogeno, quindi, sono stati impiegati in due contesti operativi reali, con necessità vere di risoluzione delle problematiche (anche critiche) che hanno coinvolto proprio il centro logistico Carrefour. Si imponeva una scelta tra tipologie elettriche a batterie e modelli a idrogeno. La novità della scommessa e le previsioni d’uso intensivo dei carrelli hanno portato alla scelta di un magazzino basato sulla tecnologia delle fuel cell. Il progetto, nella parte decisiva, quindi, era avviato. Fondamentale, per la sua realizzazione, è stato l’apporto di Still che ha progettato i nuovi carrelli elevatori a celle combustibili adatti a ospitare le celle a combustione. Un’altra realtà primaria come Air Liquide ha progettato e realizzato, invece, le stazioni di rifornimento. Il centro logistico Carrefour è insediato nel comune francese di Vendin-le-Vieil, dove la flotta material handling comprende 137 carrelli a celle a combustibile alimentate a idrogeno, la più alta e inedita concentrazione di mezzi fuel cell a dimostrazione del potenziale di questa tecnologia
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Cover Story su larga scala. Il secondo schieramento, come già detto, ha riguardato l’impianto di Prelocentre a Saint-Cyr-en-Val, vicino ad Orléans, dove operano attualmente 75 veicoli fuel cell per la movimentazione dei materiali; una flotta con previsioni di incremento in progress proprio per l’efficienza dimostrata dalla tecnologia a celle combustibili a idrogeno. “Grazie al sostegno del 7° Programma quadro della Commissione europea, quelli realizzati dal nostro progetto sono i primi grandi schieramenti sostenibili, dal punto di vista commerciale, di veicoli per la movimentazione dei materiali a celle a combustibile alimentate a idrogeno in Europa - ha affermato Hubert Landinger, coordinatore dello stesso programma HyLift-Europe e senior project manager di Ludwig-Bölkow-Systemtechnik GmbH (LBST) - Il successo che ne è derivato agevolerà e sosterrà l’introduzione dell’idrogeno come combustibile per altre flotte di veicoli destinate alla movimentazione dei materiali in altri siti produttivi e logistico e in nuovi settori industriali”. L’apporto di Still al progetto HyLift-Europe - intrapreso negli effetti circa due anni fa - ha portato il gruppo a un avanzamento tecnologico decisivo nel segno della “vera sostenibilità”. “Dover scegliere tra un’intralogistica con un buon rapporto costi/efficacia e l’adozione di un approccio a impatto ambientale nullo costituisce ormai un dilemma del passato - sostengono dal quartier generale Still di Lainate, in provincia di
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Milano - I sistemi energetici innovativi, come la tecnologia delle celle a combustibile, permettono di manovrare i carrelli elevatori in continuo su più turni, senza emissioni di CO2. Ciò è possibile grazie all’uso di idrogeno verde prodotto in modo sostenibile. La nostra unità a celle combustibili produce l’energia elettrica necessaria per la marcia, il sollevamento e le funzioni ausiliarie direttamente sul veicolo”. Il cuore del sistema è costituito dalla pila di celle combustibili, all’interno della quale l’idrogeno reagisce con l’ossigeno dell’aria generando energia elettrica che viene poi immagazzinata e può essere utilizzata dai sistemi di azionamento. L’idrogeno necessario per la reazione è immagazzinato ad alta pressione all’interno di serbatoi di gas, mentre l’ossigeno viene semplicemente prelevato dall’aria. “L’unica ‘emissione’ di questo processo è acqua pura, niente CO2 inquinante per l’atmosfera - sottolineano i progettisti Still - Tutti i componenti di questa ‘centrale elettrica mobile’, compreso il serbatoio con l’idrogeno utilizzato per la reazione, occupano uno spazio molto contenuto, non superiore a quello di una batteria standard da 80V. L’energia prodotta dalle celle combustibili consente l’utilizzo dei nostri affidabili sistemi di azionamento”. L’innovativa unità a celle combustibili di Still è stata sviluppata per adattarsi perfettamente al funzionamento di un carrello elevatore e al suo utilizzo quotidiano. L’unità a celle combustibili presente nel prototipo RX 64-45, ad esempio,
può essere sostituita facilmente dal sistema con una batteria standard a sostituzione laterale, come per tutti i modelli RX 60. A rendere possibile l’operazione sono le dimensioni e le performance simili, ma soprattutto la stessa tensione nominale di 80V dell’unità a celle combustibili e della batteria. “Quando l’idrogeno è esaurito, basta una breve fermata alla stazione di carica per riempire il serbatoio e continuare a lavorare - aggiungono i responsabili Still del progetto L’impegno di dover sostituire la batteria o le dispendiose dotazioni aggiuntive per caricare una batteria di riserva saranno solo un ricordo, grazie a questa tecnologia. L’enorme vantaggio delle celle combustibili consiste nel fatto che ricaricare l’idrogeno richiede solo 5 minuti contro le ore necessarie per ricaricare una batteria convenzionale. Il rifornimento del serbatoio di idrogeno sul veicolo garantisce l’operatività su più turni. Non sono più necessarie seconde o terze batterie per ogni carrello, con un notevole risparmio di risorse”. L’unità a celle combustibili di Still fornisce 80V nominali fintanto che sarà presente idrogeno nel serbatoio (a differenza del voltaggio della batteria che diminuisce costantemente una volta in funzione). Soprattutto, un carrello a idrogeno in funzione non genera nessuna emissione inquinante di polveri, gas nitroso o biossido di carbonio dannosi per l’ambiente e per il clima. Nel rispetto di una sostenibilità che finalmente può mostrare al sole il suo volto duplice. Nel rispetto dell’ambiente e nella necessaria, alta considerazione di un’autentica, seria e comprovata produttività.
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Carrelli Elevatori / Forklifts CLARK
IL NUOVO STOCCATORE ELETTRICO PSX16, CON PIATTAFORMA E PROTEZIONI LATERALI, È VALORIZZATO DALLA DISPONIBILITÀ DEL NUOVO POWERPACK AGLI IONI DI LITIO. UN VANTAGGIO SICURO PER L’USO INTENSIVO NELLE MOVIMENTAZIONI A CICLO CONTINUO
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L’alternativa più avanzata L
a luce propulsiva del litio ha conquistato anche Clark. Il costruttore globale di carrelli elevatori ha lanciato un nuovo stoccatore con pedana ribaltabile e protezioni laterali, denominato PSX16. Si tratta di un modello adatto per il trasporto economico di merci su lunghe distanze e per lo stoccaggio e recupero di merci su livelli di scaffalatura più alti. Per affrontare sessioni operative particolarmente intense, il PSX16 è disponibile anche con un powerpack a batterie agli ioni di litio (Li-Ion). Il carrello, con questa implementazione, può essere utilizzato con i più ampi vantaggio per l’o-
peratore, in totale assenza di manutenzione, con il beneficio della capacità di ricarica intermedia. Con il PSX16, Clark realizza quindi il suo esordio nel futuro logistico a più alta sostenibilità, con il primo carrello elevatore equipaggiabile con batteria agli ioni di litio. Con una capacità di carico di 1.600 kg, un servosterzo di serie, una capacità della batteria fino a 375 Ah della versione al piombo e un cambio di batteria laterale, il carrello elevatore elettrico PSX16 offre tutto il necessario per applicazioni esigenti nell’industria, nei centri di distribuzione e nel commercio.
Lo stoccatore vanta la personalità di un design robusto e di un funzionamento intuitivo. Grazie alle dimensioni compatte e al piccolo raggio di sterzata, il PSX16 è ideale per l’uso in aree di lavoro critiche per lo spazio e per la densità di personale in movimento. A questo scopo, sia la piattaforma di appoggio che le barre di protezione laterale possono essere ripiegate. In modalità pedonale, la velocità di marcia è ridotta, consentendo manovre precise. Il potente motore di sollevamento e il sistema idraulico proporzionale assicurano un sollevamento e un abbassamento fluido e preciso dei carichi ad altezze di sollevamento fino a 5,8 m. Il sistema di supporto a quattro punti permette di posizionare il sollevatore a qualsiasi altezza. Con l’aiuto del supporto a quattro punti, l’operatore ottiene un’alta capacità residua dallo stoccatore. Il motore di azionamento in tecnologia AC trifase garantisce un’alta efficienza con una potente accelerazione e un rapido cambio di direzione. Grazie all’eccellente bilancio energetico del PSX16, l’operatore può contare su bassi costi operativi. Per una salita e una discesa facili ed ergonomiche, Clark ha progettato una minima altezza del gradino della piattaforma che risulta quindi molto bassa (solo 160 mm). La buona visibilità a tutto
Potenza agli ioni di litio per un uso intensivo Il carrello elevatore PSX16 è disponibile, come dicevamo, anche in una versione agli ioni di litio con una tensione di batteria di 205 Ah per operazioni particolarmente intense o per un uso su più turni. L’alta densità di energia della batteria permette alte prestazioni di guida e disponibilità senza il fastidio di cambiare la batteria. La batteria Li-Ion garantisce tempi di ricarica estremamente brevi. Una disponibilità del veicolo a ciclo continuo può essere ottenuta con una ricarica intermedia veloce durante le pause senza limitare la durata della batteria. Per farlo, basta collegare il caricatore esterno alla batteria e la batteria può essere ricaricata impiegando qualsiasi presa da 230 volt. La batteria e il caricatore nella versione Li-Ion sono abbinati in modo ottimale l’uno all’altro, e il sistema di gestione della batteria integrato assicura un funzionamento sicuro. Inoltre, l’operatore beneficia di numerosi vantaggi che hanno un effetto positivo sui costi operativi: Rispetto alla batteria al piombo, la batteria agli ioni di litio ha una durata di vita più lunga. Non ci sono spese aggiuntive per i lavori di manutenzione dell’acido della batteria, poiché la batteria Li-Ion non richiede manutenzione. La carica intermedia può essere fatta senza un’area di carica speciale e l’area di carica non ha bisogno di essere ventilata perché non c’è gassificazione. Clark utilizza batterie al litio ferro fosfato (LFP), per chimica di cella sicura e il massimo vantaggio di protezione ambientale.
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Carrelli Elevatori / Forklifts
campo assicura che l’operatore abbia sempre in vista le punte delle forche e il carico. Sui percorsi di trasporto più lunghi e nelle curve, beneficia di protezioni laterali con una superficie soft-grip, che assicurano una presa confortevole. L’operatore può attivare le protezioni laterali senza lasciare il veicolo. La colonna vertebrale dell’operatore è alleggerita dalla piattaforma a molla e a bassa vibrazione. L’operatore può così coprire distanze ancora più lunghe senza stress. Per un alto livello di sicurezza, la velocità si riduce automaticamente in curva. Il veicolo è dotato di una protezione antiribaltamento per un funzionamento sicuro su pendii leggeri. Il sistema di ammortizzazione del montante di serie permette all’operatore di caricare e scaricare le merci in modo sicuro e senza scossoni. Il timone ergonomico è ugualmente adatto per operatori destri e mancini. Il display integrato nel telaio fornisce informazioni sullo stato di carica della batteria, sulle ore di funzionamento e sui messaggi dei codici di errore.
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Carrelli Elevatori / Forklifts FTMH
DAL PRODUTTORE REGGIANO, LA TESTIMONIANZA DI UNA VITALITÀ FONDATA SU NUOVI PROGETTI DI SVILUPPO PER CARRELLI E REACH STACKER. UNA FORZA IDEATIVA DECLINATA NELLA GAMMA PERSONALIZZATA IN PIÙ VERSIONI, SECONDO LE NECESSITÀ DI OGNI OPERATORE
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Il successo che va in porto A
nche quest’anno, tra i protagonisti del material handling terminalistico e portuale al GIS 2021, la rappresentanza delle macchine FTMH ha rivelato tutto il valore industriale del costruttore reggiano. Negli spazi importanti del proprio stand, l’azienda di Brescello ha esposto uno straordinario reach stacker da vuoti con accatastamento containers in sesta fila. “Non è stato facile decidere quale macchina esporre alle Giornate Italiane del Sollevamento - hanno commentato dal quartiere generale FTMH (acronimo di Fantuzzi Team Material Handling), dopo il successo della fiera di Piacenza Expo, lo scorso ottobre - Tutti i nostri clienti avevano l’assoluta necessità di avere immediatamente disponibili le macchine, in pieno allesti-
mento. Questa necessità indica tuttora un grande fermento per il mercato della movimentazione e il nostro portafoglio ordini si sta ampliando proprio sulla scia di questa ripresa importante. La fortuna di FTMH è quella di poter contare su un ampio magazzino ricambi; con questa forza di servizio riusciamo a mantenerci in linea con le date di consegna promesse. Nonostante i gravi problemi nel reperire le materie prime, abbiamo consegne garantite fino a febbraio 2022”. Negli anni recenti la FTMH ed il suo affiatato team hanno lavorato senza sosta per creare una gamma di nuovi mezzi di sollevamento che oggi comprende carrelli frontali a forche con portate da 15 a 52 ton, carrelli per accatastamento di container vuoti (a sei, sette e otto altezze) per
Lo staff operativo di FTMH. Da sinistra, Simone Sartori, direttore di produzione e socio, Sara Artoni, direttore Marketing e Ottavio Artoni, Managing Director dell’azienda
Ricerca e innovazione, nell’anno che verrà Il 2021 di FTMH si sta concludendo come un anno definito dagli stessi titolari “fantastico, anche grazie alle agevolazioni previste dalla normativa degli incentivi (quella che riguarda, ad esempio, i beni agevolabili ai sensi dell’art. 1, commi da 1054 a 1058, legge 178/2020). Il fatturato sarà in forte aumento, così come le previsioni per il 2022, un anno di cui guardiamo l’alba con grande ottimismo”. Ciononostante, FTMH non si limiterà a raccogliere i frutti di una congiuntura favorevole ma ha intenzione di rispettare un piano di investimenti in ricerca e innovazione del prodotto, con particolare riguardo all’ampliamento della gamma di carrelli frontali elettrici ad alta tensione, con portate da 26 a 52 ton. “La prima macchina da 26 ton, consegnata a un cliente italiano di primo piano (la Cisa Trasporti Industriali) nel 2019, sta dando ottimi risultati per affidabilità e prestazioni - rivelano i commenti dello staff di Fantuzzi Team Material Handling - Per noi, è un’altra prova di successo per una produzione unica di modelli ad alte prestazioni, completamente concepiti e prodotti in Italia, nel modo più completo e indipendente, con il valore complementare della migliore componentistica europea”.
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Carrelli Elevatori / Forklifts singolo e doppio container e reach stacker per container vuoti e pieni. “I diversi modelli sono concepiti e realizzati nei nostri reparti di produzione, organizzati secondo le modalità operative più efficienti - sottolineano i responsabili FTMH - Un ambiente di lavoro dove i concetti di produzione, modularità, flessibilità e competenza sono stati implementati con successo fin dall’inizio della nostra attività. Ogni macchina della nostra gamma può essere configurata in modo diversificato, in versioni alternative e, grazie alla grande competenza e professionalità dei nostri tecnici e assemblatori, viene garantito sempre un impeccabile risultato finale”.
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Un transpallet in souplesse
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ARRIVANO SUL MERCATO I MODELLI ECH 12C/ 15C PER IMPIEGHI LEGGERI, VALORIZZATI DA TRAZIONE E SOLLEVAMENTO ELETTRICI
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ortano in dote, come caratteristica principale, l’estrema compattezza. In effetti, li si potrebbe paragonare, per ingombro contenuti, a dei transpallet manuali. Invece, i nuovi modelli elettrici di Still mantengono, con la novità propulsiva, tutte le prerogative ideali per il trasporto di merci anche negli spazi stretti all’interno di supermercati, piccoli magazzini e sui montacarichi. Il grande vantaggio dei transpallet elettrici ECH 12C/ 15C - che pesano solamente 120 kg e montano una batteria agli ioni di litio - è quello di semplificare il lavoro degli operatori e migliorare la produttività in tutti i campi di applicazione. Rispetto ai classici transpallet manuali, possono essere manovrati con facilità anche da operatori dalla corporatura esile. Il sistema di trazione elettrico, infatti, permette di svolgere ogni attività senza sforzo, in meno tempo e con una produttività maggiore. Disponibili in due versioni, con portata rispettivamente di 1.200 kg e 1.500 kg, sono dotati di un motore di trazione da 0,75kW che garantisce una velocità di marcia fino a 4,5 km/h e di un motore di sollevamento da 0,7 kW. A seconda delle condizioni di carico, possono superare pendenze fino al 16%, è quindi possibile utilizzarli occasionalmente anche sulle rampe. Intuitivi e a bassa manutenzione, i nuovi ECH sono stati progettati per offrire all’operatore una visibilità ottimale sulle forche e sul carico in ogni momento, per garantire operazioni rapide nella massima sicurezza. Le punte delle forche sono arrotondate in modo da poter inforcare facilmente i pallet e
le piattaforme di carico. Su richiesta, possono essere forniti con rulli di carico in tandem per garantire una guida fluida anche sui pavimenti irregolari. Il timone, adatto sia per destrimani che mancini, è intuitivo in tutte le funzioni di guida e sollevamento e, grazie alla testa appositamente arrotondata per evitare affaticamenti, permette agli operatori di raggiungere le funzioni di guida e sollevamento senza cambiare mano. La manovrabilità del transpallet è resa sicura dal pulsante di marcia lenta, che garantisce un ingresso preciso e una manovra sicura anche in spazi ristretti e con timone in posizione verticale. Le batterie agli ioni di lito garantiscono massima disponibilità e flessibilità d’uso grazie alla ricarica rapida eseguita tramite caricabatteria esterno. Il livello di carica – verde, giallo o rosso – viene visualizzato dall’operatore grazie a un indicatore a LED posizionato sulla batteria.
Il Sud in vetta Grande successo per il meeting Still dedicato ai dealer del Sud Italia e organizzato, alla fine di ottobre, nella sede del concessionario Ovecar di Catania. Durante l’incontro (a cui ha partecipato anche il Management di Still Italia), manager ed esperti hanno presentato le ultime novità di prodotto e fornito una panoramica generale sull’andamento del mercato, in particolare quello del Sud Italia. L’evento, che sarà riproposto in altre località italiane nei prossimi mesi, si è svolto presso l’headquarter Ovecar, concessionario STILL leader nella vendita di carrelli elevatori in Sicilia, nell’area compresa tra le province di Messina, Siracusa, Ragusa, Catania ed Enna. A distanza di tre anni dall’inaugurazione della nuova sede – ubicata nella zona industriale di Catania e che oggi ospita uno showroom, un’officina specializzata e gli uffici della società – i risultati di Ovecar evidenziano una performance sopra le aspettative più rosee. “Nel 2018, con l’inaugurazione della nuova sede da 3.000 metri quadrati, eravamo in 26, come personale, con l’obiettivo di salire a 30 unità - ha commentato Antonio Sgroi, fondatore di Ovecar - Oggi siamo già 38 e vogliamo arrivare a 40 persone nei prossimi mesi. Questo è il frutto dei continui investimenti e del nostro lavoro, basato su competenze e qualità del servizio, ma anche di un mercato sorprendente, che in questi ultimi due anni è cresciuto molto, soprattutto nel settore alimentare e agroalimentare”.
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Carrelli Elevatori / Forklifts RFID GLOBAL
UN NUOVO DISPOSITIVO PER IL SETTORE INDUSTRIALE E I TRASPORTI FERROVIARI, CON CARATTERISTICHE MECCANICHE ED ELETTRONICHE ANCORA PIÙ RESISTENTI ALLE NUOVE SFIDE DELL’INDUSTRIA. DOTATO DI 12 CERTIFICAZIONI PER IL TRASPORTO FERROVIARIO, TROVA L’APPLICAZIONE PRECIPUA NEL MATERIAL HANDLING DI LOTTI E PALLET
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La distanza ideale A rriva da RFID Global, specialista di sistemi RFID e NFC, il nuovo Industrial Long Range Reader LRU1002X in banda UHF, progettato per gli ambienti industriali più difficili e per il settore ferroviario. Questo nuovo Device è un’evoluzione importante dell’LRU1002 e si contraddistingue per un identikit tecnico che lo rende ancora più resistente agli ambienti ostici dell’industria e, in virtù di ben 12 certificazioni, una soluzione ideale anche per il settore Railway & Transportation. Protetto nell’involucro di un robusto housing di metallo color antracite (IP64 con cap protettivo) e alimentato da una potenza settabile fino a 2W, il controller RFID dispone di quattro uscite d’antenna, di un multiplexer integrato e della connessione al multiplexer esterno ISC.ANT.UMUX, per una semplice l’installazione e il risultato di un ottimo rapporto costo/performance. L’alta sensibilità del dispositivo si traduce nella capacità di rilevare in modo omogeneo i tag (EPC Gen2, ISO 18000-6C) fino a 12 m - l’esat-
ta distanza di rilevazione dipende dal contesto operativo e da altre componenti del sistema RFID, tra cui il tag, l’antenna e il cavo usati -, anche se nell’area operano altri reader RFID, mentre le quattro connessioni d’antenna e i quattro connettori circolari rendono il controller UHF un tool ideale in molteplici applicazioni industriali. Tra queste, citiamo la tracciabilità automatica dello stato d’avanzamento della produzione e la movimentazione di lotti/pallet di prodotti, con l’installazione del nuovo controller su carrelli elevatori o nastri trasportatori. Grazie allo chassis in alluminio con verniciatura a polvere e al sistema di raffreddamento migliorato, il device assicura un’aumentata dispersione di calore, potendo così performare anche in ambienti con elevate temperature e utilizzo prolungato. Altra nota distintiva del Long Range Reader sono le già menzionate 12 certificazioni in ambito Railway, che ne fanno un tool tecnologico capace di resistere alle sfide più impegnative di questo comparto, tra cui le vibrazioni (EN
61 373 Cat 1B), il caldo umido (EN 60 068-2-30), il fuoco (EN 45 545), le tensioni nel voltaggio (EN 50 155) e la salinità nell’aria (EN 50 155). Protetto da possibili malfunzionamenti dell’antenna, come ad esempio il suo cortocircuito o scariche elettrostatiche, il reader è dotato di I/O e relays (8-pin) che, assieme alle interfacce RS232, Ethernet, USB e Wiegand, rendono il dispositivo capace di dialogare con il mondo circostante, abilitando ad esempio l’apertura/ chiusura di barriere e robot; mentre 16 luci LED comunicano la diagnosi delle modalità operative dell’apparato e dello stato delle antenne. Particolare attenzione è stata dedicata in fase di progettazione anche al tema della sicurezza: il reader infatti supporta i nuovi chip EPC Class1 Gen2 V2 e ISO 29167 (es. NXP UCODE DNA) ed è dotato di Secure Key Storage per l’archiviazione
Veicolo di tecnologie Distributore a valore aggiunto e produttore di tecnologie RFID, NFC e BLE (Bluetooth Low Energy), RFID Global è portavoce di 10 produttori internazionali di spicco, tra cui FEIG Electronic per i sistemi RFID passivi, con una proposta di oltre 400 prodotti a catalogo (reader e gateway, antenne, tag/transponder e Beacon, periferiche ed add-on device). Seguendo le richieste più attuali del mercato e le sue continue evoluzioni tecnologiche, RFID Global ha introdotto nel 2015, tra le sue proposte, gateway reader e tag Beacon Bluetooth Low Energy (BLE), creando la nuova Business Unit BluEpyc dedicata alle tecnologie wireless & smart.
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delle chiavi dell’applicazione in una memoria sicura (Secure Element). Tra le performance distintive del controller spiccano la funzione di anti-collisione, l’output del valore RSSI per localizzare i tag RFID, supporti per comunicare con transponder criptati e la funzione “Config Cloning” che consente di “duplicare” la configurazione dell’apparato nel caso di installazione di più device nella stessa sede o in sedi differenti. Come tutti i dispositivi realizzati da FEIG Electronic, il Long Range Reader LRU1002X è provvisto delle certificazioni sulle radio emissioni (per l’Europa, EN 302 208).
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na storia di successo che continua, nel campo dei carrelli a contrappeso elettrici. Ne scrive l’ennesimo capitolo Jungheinrich, rilanciando le Serie 2 e 3, con modelli di carrelli frontali completamente ottimizzati dal punto di vista dell’impianto idraulico e della sicurezza. Il primo carrello della
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nuova generazione ha già lasciato, alla fine di novembre, la linea di produzione dello stabilimento Jungheinrich di Moosburg per fare il suo ingresso nel mercato internazionale e il passaggio della produzione alla nuova generazione di carrelli è avvenuto senza alcuna interruzione delle attività nello stabilimento. Le Serie 2 e 3 contano in totale dodici diversi modelli di carrelli. Disponibili a tre o a quattro ruote, questi carrelli elevatori possono sollevare carichi da 1.300 a 2.000 kg fino a 7.000 mm. Con una velocità massima di 17 km/h, assicurano operazioni efficienti sia all’interno sia all’esterno del magazzino. Grazie a questa nuova generazione di carrelli a contrappeso, Jungheinrich ha
aumentato del 20% le prestazioni idrauliche dei mezzi, con un considerevole aumento delle prestazioni di movimentazione. In futuro, il carrello di riferimento EFG 320 sarà in grado di movimentare fino a 5 t in più all’ora. Il nuovo e migliorato impianto idraulico a elevata efficienza assicura prestazioni notevolmente superiori anche quando si opera con attrezzature speciali come forche telescopiche e piastre rotanti o a pinza. Allo stesso tempo, il consumo di energia per ogni pallet movimentato è stato ridotto del 10%. “Grazie a questi miglioramenti, i carrelli frontali della Serie 2 e 3 soddisfano al meglio le esigenze dei nostri clienti per un’intralogistica efficiente e sostenibile - assicura Thomas Angstenberger, Product Manager per i carrelli elevatori a contrappeso Jungheinrich - I numerosi ordini dimostrano che questo upgrade è stato ben accolto dai nostri clienti”. Jungheinrich ha aumentato la sicurezza operativa dei suoi carrelli a contrappeso grazie a un nuovo software di controllo che monitora costantemente le funzioni di guida, di lavoro, di sterzo e le funzioni idrauliche. Questo si traduce in maggiore sicurezza e produttività. Oltre al nuovo software, anche i sistemi di assistenza sviluppati da Jungheinrich e le caratteristiche di sicurezza standard, come i freni di stazionamento automatici, provvedono ad aumentare la sicurezza. Un’ulteriore protezione dalle collisioni nelle aree critiche del magazzino è garantita dal Jungheinrich zoneControl. I carrelli elettrici della Serie 2 e 3 sono dotati di motori trifase all’avanguardia e del sistema PureEnergy, il concetto di tecnologia ad alta efficienza energetica di Jungheinrich. Entrambi offrono ai carrelli un grado di efficienza particolarmente elevato. I carrelli sono disponibili anche con la moderna tecnologia agli ioni di litio. Le batterie
In Polonia, il magazzino automatico per Coca-Cola Un grande progetto, quello di Jungheinrich per l’automazione dello stabilimento di Radzymin, in Polonia, di Coca-Cola HBC. Il nuovo sistema di stoccaggio espande la struttura esistente e offre una tecnologia all’avanguardia. Alcune opere di costruzione saranno completate durante lo svolgimento delle attività quotidiane dello stabilimento e la messa in funzione è prevista per il 2022. Sfruttare appieno lo spazio disponibile, ampliare la capacità di stoccaggio e aumentare la produttività costituisce il fulcro dell’incarico affidato da Coca-Cola HBC a Jungheinrich. Per l’implementazione, Jungheinrich ha scelto un magazzino automatico autoportante con 42 metri di altezza e 60 metri di lunghezza, assicurando il massimo sfruttamento dello spazio e al contempo un’alta capacità di movimentazione. Il magazzino automatico autoportante comprende un totale di quattro corsie e offre spazio per 14.000 pallet per bevande che possono essere immagazzinati a doppia profondità. Tutti i processi nell’area alta del magazzino sono completamente automatizzati. Gli esperti di Jungheinrich hanno progettato il magazzino considerando la possibilità di espansione: altre corsie possono essere aggiunte in un secondo momento senza complicazioni mentre si svolgono le attività dello stabilimento.
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Carrelli Elevatori / Forklifts possono essere caricate rapidamente e comodamente e sono quindi ideali per l’impiego su più turni. “La durata del ciclo di vita delle batterie agli ioni di litio è tre volte superiore a quella degli accumulatori di energia convenzionali - conferma Angstenberger - Queste batterie offrono molti vantaggi nelle operazioni quotidiane rispetto alle batterie al piombo-acido, come ad esempio meno necessità di manutenzione”. L’elevato comfort completa l’intero pacchetto dei carrelli elevatori a tre e a quattro ruote: sia l’altezza e l’inclinazione del piantone dello sterzo, sia la disposizione delle leve e degli elementi di comando, possono essere regolati individualmente per offrire una postazione di lavoro ergonomica. Grazie alla struttura compatta, i conducenti hanno un ampio campo di visibilità e possono tenere costantemente d’occhio il loro carico. La differenza sostanziale tra le Serie 2 e 3 è data dalla configurazione delle ruote e del sistema di sterzo: mentre i carrelli elevatori a tre ruote della Serie 2 hanno una doppia ruota posteriore che conferisce loro agilità, i carrelli a quattro ruote della Serie 3 sono dotati di un asse posteriore oscillante ad innesto alto che assicura una maggiore stabilità su superfici irregolari e durante la guida su buche.
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Carrelli Elevatori / Forklifts BAOLI
Elettrizzati dal cambiamento U UN’AZIENDA LOGISTICA DEL LECCESE HA ORDINATO UNA FLOTTA DI EP 15WS. I NUOVI TRANSPALLET AL LITIO SOSTITUISCONO I VECCHI MEZZI MANUALI, CON ENORMI VANTAGGI SIA PER GLI OPERATORI CHE PER LA PRODUTTIVITÀ INTERNA
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n’azienda logistica di notevole esperienza come la Fato di Campi Salentina (Le), che opera in Puglia, Basilicata e Calabria, può vantare tra i propri clienti alcuni tra i più importanti operatori della GDO. A supporto delle proprie attività, si è dotata di 20 nuovissimi transpallet elettrici Baoli del modello EP 15WS. I nuovi mezzi sono impiegati per la movimentazione delle merci e nelle attività di carico e scarico dei camion, in precedenza effettuate con transpallet manuali ed elettrici multimarca. La scelta di Baoli rappresenta oggi per Fato un vantaggio sia per gli operatori - il cui lavoro sarà più agevole e meno faticoso -, sia per la produttività, grazie alla maggiore rapidità di tutte le operazioni di movimentazione. Fato opera dal 2015 nel settore della logistica e dei trasporti, dispone di una flotta di 11 automezzi ed è specializzata nel trasferimento di alimentari a temperatura controllata e di prodotti per la grande distribuzione. L’azienda gestisce direttamente tutte le spedizioni, con operatori controllati e monitorati a ciclo continuo, oltre al personale specializzato costantemente in contatto con la direzione operativa; in questo modo, l’azienda può garantire regolarità delle consegne, serietà e professionalità in ogni fase del lavoro. Fato ha sostituito i vecchi transpallet in dotazione con i nuovi Baoli EP 15WS, ritenendoli i mezzi più idonei per lo specifico tipo di impiego a cui saranno destinati, in virtù inoltre della robustezza strutturale e dell’ottimo rapporto qualità-prezzo. Gli EP 15WS presentano un design modernissimo e una portata fino a 1.500 kg; sono inoltre dotati di un freno di stazionamento elettrico a vantaggio della sicurezza del lavoro, e di un timone semplice ed ergonomico. Sono equipaggiati con un potente motore di trazione da 650 W che assicura performance eccezionali e consente la conduzione del mezzo anche su rampe con una pendenza fino al 5% con carico e al 16% senza carico. Completamente a zero emissioni, sono alimentati da batterie agli ioni di litio
- da 24 V, e da 40 oppure da 60 Ah - esenti da manutenzione, che possono essere caricate ovunque grazie al caricabatterie integrato a bordo. “Siamo molto soddisfatti dei nuovi EP 15WS spiega Omar Scatigna, amministratore di Fato - Inizialmente eravamo orientati all’acquisto di nuovi transpallet manuali, ma l’ottimo rapporto qualità prezzo degli EP 15WS e la consulenza di Falco Servizi Industriali ci hanno convinti a passare all’elettrico. Una scelta che si è rivelata vincente, grazie a questi mezzi abbiamo infatti potuto velocizzare le operazioni di movimentazione e alleviare il lavoro dei nostri operatori. Che ne sono, naturalmente, entusiasti”.
Una consulenza puntuale La fornitura dei carrelli Baoli a Fato è stata operata da Falco Servizi Industriali, da molti anni fornitore logistico dell’azienda di Campi Salentina con il merito di averla saputa guidare nella scelta dei mezzi più indicati in base alle esigenze operative. Falco Servizi Industriali, concessionario ufficiale Baoli per l’area del Salento, ha sede a Galatone (Le), impiega oltre 20 dipendenti e può fare affidamento su un’officina di circa 1.500 metri quadrtai, equipaggiata con le più moderne tecnologie, e su un fornitissimo magazzino ricambi interno.
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Vision tecnologica in fabbrica N
È QUELLA CHE RENDE L’INNOVAZIONE A PORTATA DI MANO CON #TOUCHINNOVATION. UN EVENTO PER METTERE IN MOSTRA LA TECNOLOGIA DI PROCESSO DEL FUTURO
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on una semplice “vetrina”, ma una vera e propria dimostrazione di innovazione e consulenza di valore, protagoniste dell’evento #Touchinnovation organizzato da CLS iMation, la business unit di CLS dedicata alle Intelligent Solutions for Logistics Automation. Con l’ultima importante tappa tenutasi a Milano si chiude un roadshow articolato in una serie di appuntamenti in tutta Italia con un unico obiettivo comune: dimostrare e far toccare con mano alle aziende l’innovazione come soluzione possibile, semplice e a portata di mano se accompagnati da un consulente strategico come CLS iMation, con l’intento di
cambiare il modo di gestire la propria azienda ed essere pronti a intraprendere il viaggio verso l’innovazione. Automazione, digitalizzazione e innovazione “sono a un passo dalla realtà con CLS iMation”, secondo i responsabili del progetto e gli eventi #Touchinnovation hanno costituito l’occasione tangibile per dimostrare che è possibile abbracciare l’innovazione per il futuro in maniera semplice, disponendo al contempo di soluzioni ad alto valore che rendono la propria impresa competitiva sul territorio e nel contesto internazionale. “Data l’accelerazione tecnologica esponenziale avvenuta negli ultimi decenni, la fabbrica del fu-
turo nasce per rispondere a una serie di esigenze oggettive e in continua evoluzione - ha evidenziato Michele Calabrese, iMation Business Unit Manager nell’introdurre la visione innovativa della fabbrica del futuro - Viviamo in un momento in cui la tecnologia sta diventando preponderante e imprescindibile in tutto quello che facciamo, consentendoci di innovare e migliorare il nostro modo di operare”. Secondo un’analisi di Boston Consulting Group, si evidenzia infatti come a una decrescita della popolazione, spesso corrisponda una crescita della domanda di lavoro, che sta già creando crisi e carenza di manodopera, in Paesi come ad esempio la Germania e che, a breve, interesserà anche l’Italia. È qui che entra in gioco la fabbrica autonoma attraverso l’utilizzo di tecnologie di robotica avanzata. Sotto i riflettori della consulenza condivisa da CLS iMation durante l’evento sono stati i sistemi di digitalizzazione dei processi e controllo dei flussi e le tecnologie abilitanti di robotica avanzata, che consentono un’integrabilità in maniera semplice, immediata e che permettono un’adattabilità del sistema ai processi. “CLS iMation ha voluto ribaltare il concetto secondo cui l’automazione, fino a poco tempo fa, era percepita come qualcosa che irrigidisce i processi - ha proseguito Michele Calabrese Invece, oggi, le tecnologie consentono l’inserimento dell’automazione pur mantenendo una flessibilità, una scalabilità e una modularità dei processi prima inimmaginabili. Grazie alla digitalizzazione avanzata dei processi e al controllo
Una prova concreta A dimostrazione della validità della consulenza e dei vantaggi delle soluzioni proposte da CLS iMation è stato presentato un progetto concreto realizzato dagli specialisti iMation per rispondere alle necessità di una multinazionale del food & beverage presso il loro stabilimento in Belgio. Concluso in circa due settimane durante la pandemia, il progetto ha consentito all’azienda di snellire i processi rendendoli facilmente gestibili, aumentare la produttività e diminuire i costi e i tempi di attesa. Il tutto grazie all’implementazione di un sistema “chiavi in mano” realmente su misura dotato di tecnologie innovative come i robot collaborativi e gli Intelligent Guided Vehicle Agilox, in grado di collaborare con gli operatori in tutta sicurezza e di integrarsi tra loro per portare a termine compiti di movimentazione materiali, pallettizzazione e depallettizzazione, stoccaggio, provvedendo complessivamente, in completa autonomia, ai flussi logistici automatizzati dell’intero stabilimento.
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dei flussi, si ottengono un aumento della produttività, della qualità e della sicurezza, maggiore agilità intesa come capacità di adattarsi, e con tempi di reazione molto brevi, per avere una fabbrica e un sistema produttivo che si muovono in maniera molto rapida seguendo i cambiamenti del mercato”.
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Ed è proprio in risposta ai rapidi cambiamenti in atto che è nata la Business Unit CLS iMation che opera a livello nazionale e internazionale attraverso un team di ingegneri specializzati che si muovono strategicamente su più livelli: dallo studio e progettazione, alla revisione completa dei processi e di nuovi stabilimenti, alla fornitura e implementazione di soluzioni per la movimentazione, fino alla manutenzione e assistenza. Obiettivo: l’integrazione dei sistemi per introdurre processi di movimentazione automatici e il collegamento dei centri di lavoro. “I principi cardine su cui CLS iMation si basa per l’introduzione di tecnologie avanzate sono tre ha concluso Calabrese - Parliamo innanzitutto di flessibilità, per rispondere ai cambiamenti e agli input diversi senza irrigidire i processi. Poi, di modularità, per consentire una continuità dei sistemi. Infine, di scalabilità, il fattore che permette di avviare un progetto pilota in tempi rapidissimi e focalizzare il personale su attività a valore aggiunto, grazie a dati in tempo reale su tutto il flusso di lavoro, una migliore qualità dei processi e una riduzione dei costi”. La partnership nata con Alfaproject.net funge da ponte tra automazione e innovazione grazie alla digitalizzazione dei processi. “Il mercato chiede
di essere più reattivi e veloci e, al contempo, è aumentata la complessità ingegneristica e tecnologica dei prodotti - ha spiegato Alessandro Dandolo, amministratore delegato e cofondatore di Alfaproject.net - Questo si riflette su tutta la parte di produzione e conseguentemente aumentano anche i costi, mentre il mercato chiede invece di ridurli”. Queste le motivazioni che hanno guidato CLS e Alfaproject.net a unirsi per integrarsi e creare un polo unico di competenze e tecnologie volte ad affrontare queste tematiche cruciali per la fabbrica del futuro. “I clienti hanno bisogno di una soluzione unica e integrata, senza dover gestire soluzioni diverse da vendor diversi, con logiche diverse e soprattutto con distribuzione di responsabilità diverse all’interno dei processi che non sono compatibili con i fabbisogni reali dell’azienda - ha proseguito Dandolo - Ci occupiamo di ottimizzazione dei processi, andando a introdurre nuove logiche, nuove metodologie e nuovi strumenti per ridisegnarli, puntando all’efficienza per ridurre i costi, oltre ad aumentare le performance”. Il tutto con l’intento di andare a coprire le esigenze reali di uno stabilimento produttivo nel momento in cui vuole abbracciare la digitalizzazione, consentendo di trasformare la fabbrica in una vera e propria smart factory.
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Conquista di autonomia
LE NUOVE SOLUZIONI IMPLEMENTATE DALLA COLLABORAZIONE TRA I DUE ATTORI TECNOLOGICI COMBINERANNO CAPACITÀ DI NAVIGAZIONE DEI ROBOT MOBILI AMR E COMPETENZA SOFTWARE CON UNA LUNGA ESPERIENZA NELLA LOGISTICA DEI MATERIALI
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lleanza coerente e strategica, quella tra Mobile Industrial Robots A/S (MiR), pioniere nei robot mobili autonomi (AMR), e Logitrans A/S, importante produttore di attrezzature per la movimentazione dei materiali. La preziosa collaborazione ha come obiettivo la realizzazione di un transpallet autonomo destinato a colmare un’evidente lacuna nel mercato dei dispositivi per il sollevamento sicuro, efficiente e a totale automazione dei pallet direttamente da terra. Il nuovo transpallet autonomo combinerà le capacità di mobilità automatica e il software di MiR con le funzionalità dei transpallet elettrici che Logitrans ha sviluppato nei suoi 80 anni di sviluppo tecnologico e industriale. Le due aziende hanno deciso quindi di creare la nuova gamma di transpallet autonomi per integrare l’offerta di robot mobili dedicati ai carichi pesanti di MiR, consentendo di tra-
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sportare pallet e merci in modo fluido e senza rischi in ambienti dinamici, in presenza di persone e di altri dispositivi di trasporto. Gli attuali robot di MiR possono prelevare i pallet da specifici rack appositamente progettati ma molti clienti necessitano di AMR in grado di prelevare i pallet direttamente da terra e di posarli a terra altrove. Questa collaborazione consentirà a MiR e a Logitrans di soddisfare le richieste dei clienti creando al tempo stesso molte nuove opportunità in un mercato caratterizzato da potenzialità enormi. “La nostra missione è sempre stata quella di trasformare il modo in cui le aziende gestiscono la logistica interna per essere più produttive e competitive - dichiara Søren E. Nielsen, presidente di MiR - Questa iniziativa è un altro enorme passo avanti in quella direzione. Combinando le nostre competenze nel campo del software con la decennale conoscenza dell’hardware di Lo-
Robot per la logistica La realtà di Mobile Industrial Robots (MiR) sviluppa e commercializza la linea più avanzata del settore di robot mobili autonomi (AMR) collaborativi e sicuri che gestiscono in modo rapido, facile e conveniente la logistica interna, consentendo ai dipendenti di concentrarsi su attività di maggior valore. In tutto il mondo, centinaia di produttori, centri logistici multinazionali di medie e grandi dimensioni, insieme a diversi ospedali hanno installato gli innovativi robot di MiR. Quale leader del mercato globale, MiR ha una rete di distribuzione globale in più di 60 paesi, con uffici regionali a New York, San Diego, Singapore, Francoforte, Barcellona, Tokyo e Shanghai. MiR è cresciuta rapidamente dalla sua fondazione nel 2013, con un aumento delle vendite del1246% dal 2015 al 2020. Fondata da esperti professionisti danesi del settore della robotica, MiR ha sede a Odense, in Danimarca, e nel 2018 è stata acquisita da Teradyne, fornitore di apparecchiature per test automatizzati.
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AGV gitrans riusciremo rapidamente a soddisfare questa richiesta per supportare i clienti lungo l’intera catena del valore”. Mentre MiR ha individuato tra i propri clienti un’esigenza specifica, Logitrans riscontra anche una crescente domanda di automazione dei processi di movimentazione dei pallet esistenti. “Sappiamo che il settore della movimentazio-
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ne dei materiali si sta muovendo verso l’automazione - considera Gitte Kirkegaard, CEO di Logitrans - Fa parte della nostra identità essere sempre in prima linea nello sviluppo dei prodotti appartenenti alla nostra area di attività e automatizzare i prodotti ci aiuterà a consolidare la nostra posizione di leadership. Non abbiamo le capacità interne per realizzare questo tipo di
prodotto, quindi per noi la collaborazione con MiR è la soluzione perfetta”. La nuova soluzione aumenterà le capacità degli AMR e dei transpallet soddisfando la maggior parte delle esigenze intra-logistiche. MiR e Logitrans hanno intenzione di realizzare dei transpallet completamente automatizzati e semi-automatizzati per le diverse esigenze dei processi logistici. La collaborazione strategica a lungo termine prevede di delineare nuove aree di attività e nuovi prodotti sia per MiR che per Logitrans, valorizzando gli ottimi componenti hardware di Logitrans in combinazione con l’avanzata tecnologia di navigazione e il raffinato software per le flotte degli AMR tradizionali di MiR. “Quando questi transpallet AMR saranno disponibili, le aziende potranno affidarsi a MiR per la fornitura di soluzioni in grado di soddisfare la maggior parte delle loro esigenze intra-logistiche - aggiunge Nielsen - La collaborazione con Logitrans ci permetterà di rispondere alle crescenti richieste in tempi ancora più brevi e questo a sua volta aiuterà i nostri clienti a raggiungere i loro obiettivi di business”. Al presidente di MiR fa ancora eco Gitte Kirkegaard, con la convinzione che ”unendo le competenze di MiR nel campo dei robot con la ricca gamma di prodotti e con le
Personalizzazione avanzata Logitrans A/S sviluppa, produce e commercializza attrezzature per la movimentazione dei materiali ed è leader mondiale nel campo delle soluzioni ergonomiche personalizzate per la movimentazione di merci, in quello dei dispositivi di sollevamento e in quello dei prodotti in acciaio inox per i settori alimentare e farmaceutico. Logitrans ha 75 dipendenti in Danimarca, 55 in Cina e 5 negli Stati Uniti; commercializza oltre il 95% dei suoi prodotti tramite concessionari in più di 55 Paesi. In particolare, realizza i prodotti in acciaio inox, le soluzioni su misura e le piccole serie in Danimarca, mentre i prodotti su larga scala e meno complessi sono realizzati in Cina.
capacità di personalizzazione di Logitrans, immaginiamo un futuro in cui i clienti avranno a disposizione la soluzione AMR perfetta per ogni tipologia di movimentazione”.
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ARRIVA NELLE LINEE DI PRODUZIONE SMART MECHATRONIX, LA NUOVA PIATTAFORMA EVOLUTIVA DELLA TECNOLOGIA LINEAR MOTION PER L’INDUSTRIA 4.0. SEMPLICITÀ E VELOCITÀ DALLO SVILUPPO ALL’AVVIO DELLA PRODUZIONE, CON PRESTAZIONI ELEVATE E AGGIORNAMENTO COSTANTE DI COMPONENTI E FUNZIONI
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Processo Intelligente
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a fabbrica del futuro sarà più intelligente, flessibile, connessa e software-based rispetto ai plant produttivi attuali. E anche più sostenibile. Con la nuova piattaforma di soluzioni meccatroniche Smart MechatroniX, Bosch Rexroth risponde alle nuove esigenze del mercato nell’ambito dell’automazione di fabbrica e continua la sua evoluzione della Tecnologia Linear Motion nell’Industry 4.0.
I pilastri della Smart MechatroniX sono semplicità e velocità dallo sviluppo fino all’avvio della produzione, prestazioni elevate durante il funzionamento della macchina, alto grado di sostenibilità grazie all’uso flessibile e all’aggiornamento costante di componenti e moduli. Attualmente, sono state progettate o sono in fase di finalizzazione, lo Smart Function Kit per pressatura e piantaggio, lo Smart Function Kit per la
movimentazione e Smart Flex Effector per i sistemi di presa. Lo Smart Function Kit per applicazioni di pressatura e giunzione è un sistema sistema Plug & Produce che non richiede alcuna programmazione. Consiste in un cilindro elettromeccanico, un sensore di forza, un motore, un servoazionamento, un’unità di motion control e un pacchetto software che semplifica significativamente le attività di commissioning e funzionamento e l’analisi di processo. Tra gli altri benefici, la semplicità di selezione e dimensionamento dei prodotti grazie allo strumento LinSelect, oltre alla rapidità di configurazione e ordinazione online. Per quanto riguarda i compiti di movimentazione, lo Smart Function Kit per sistemi di movimentazione comprende sistemi intelligenti a uno o più assi, una tecnologia di controllo innovativa e software per versatili applicazioni in cui i componenti o le parti in lavorazione devono essere
spostate in modo preciso e affidabile da A a B all’interno di uno spazio definito. Ancora una volta, il pacchetto software collegato consente grande semplicità durante il commissioning, funzionamento e analisi di processo. Attualmente in fase di sviluppo, lo Smart Flex Effector è un modulo di compensazione con funzione di misurazione attiva che consente di aumentare la precisione dei robot pick and place o Handling, rendendo possibili ambiti di applicazione completamente nuovi per robot e sistemi cartesiani. Potrà essere utilizzato in un’ampia gamma di applicazioni: in caso di giunzioni con tolleranze ridotte, indicatori di qualità, ricerca dello zero dell’utensile o compensazioni del disallineamento dalle direzioni x, y e z.
Due moduli integrati La soluzione meccatronica Smart Function Kit è declinata attualmente in due moduli. Il primo è denominato Smart Function Kit for Pressing ed è composto da una servopressa su base elettrica per operazioni di pressatura, piantaggio, giunzione e assemblaggio di parti e componenti elettronici (con riferimento, ad esempio, al settore automotive). Lo Smart Function Kit for Handling è composto invece da diversi assi lineari cartesiani. Impiega una pinza per prelevare oggetti, spostarli e insediarli all’interno della linea. “Il concetto alla base di entrambi i moduli è il ‘Plug & Produce’ - sepia Stefano Balansino, head of sales product management linear motion technology Bosch Rexroth Italia - Riguarda la facilità e rapidità di messa in servizio. Normalmente il commissioning di una cella di assemblaggio richiede un lungo lavoro per la definizione di tutti i parametri di processo, ad esempio regolare il fine corsa degli assi, la velocità, le accelerazioni e il limite di forza che la meccanica può spingere. I moduli Smart Function Kit sono invece preconfigurati; tutto il lavoro è già integrato nel software che forniamo. Il software è semplice e intuitivo e non richiede competenze di programmazione. Grazie a un sistema drag & drop è sufficiente trascinare ad esempio un movimento, per dire alla macchina di spostarsi da A a B in un certo tempo. Avendo poi tutti i parametri della meccanica già inseriti, il software previene anche da possibili errori di impostazione di valori non idonei”.
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Gli umanoidi del cleaning
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SI CHIAMANO LEOSCRUB E LEOMOP, ARRIVANO DA SINGAPORE E RAPPRESENTANO L’ESORDIO IN ITALIA DEI ROBOT AVANZATI PRODOTTI DA LIONSBOT. UNA RIVOLUZIONE CHE HA COME VEICOLO DSITRIBUTIVO, ANCORA UNA VOLTA, IL GRUPPO INDUSTRIALE DI TORINO
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robot per la pulizia di LionsBot sono atterrati sul nostro suolo nazionale e la descrizione dell’approdo non stupisca il lettore. Si tratta di autentici robot, in grado di svolgere i più complessi lavori di pulizia con la più completa efficienza e persone con un accento spiccato di… personalità. Fondata a Singapore, LionsBot ha sviluppato una rivoluzionaria tecnologia per la pulizia
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autonoma dei pavimenti che permette all’operatore di gestire uno o più robot contemporaneamente, tramite un’app intuitiva e semplice da usare. La caratteristica forma umanoide del robot e la capacità di relazionarsi con le persone che si muovono intorno a lui, rendono il momento della pulizia dei pavimenti un’esperienza unica, per l’operatore e per chi vive quotidianamente entro gli spazi aziendali. Due macchine, LeoScrub e LeoMop, rispondono a diverse esigenze di pulizia. LeoScrub è una lavasciuga pavimenti con una pista di pulizia di 50 cm, tempo di ricarica di 2 ore per 5 di autonomia. LeoMop automatizza il tradizionale lavaggio manuale con il mop, lavorando in autonomia fino a 10 ore. Entrambe riducono drasticamente l’utilizzo di acqua e detergenti, garantendo un
risultato ottimale con soli sei litri di soluzione all’ora con LeoScrub e poco più di mezzo litro all’ora con LeoMop. “Ecologici, innovativi, efficaci: sono queste le caratteristiche che ci hanno conquistato - conferma Stefano Grosso, CEO di ISC, importatore esclusivo per l’Italia di LionsBot - Si tratta di un approccio alla robotica che valorizza la relazione uomo macchina, sia per l’operatore che per chi usufruisce del servizio di pulizia”. Un sofisticato sistema di sensori permette una mappatura estremamente puntuale, con la creazione di diverse aree di lavoro che possono essere impostate con diversi settaggi di pulizia. È l’operatore che deve dare l’input al robot di dove, come, quando lavorare. In caso di necessità, verrà avvertito da notifiche in tempo reale. Tutti i dati relativi all’utilizzo delle macchine sono disponibili per reportistiche dettagliate sia sull’app che su un portale in cloud. Il software di LionsBot vale per tutti i LeoBot, rendendo la gestione della flotta molto semplice e veloce. La combinazione di efficacia, tecnologia e personalità apre ai LeoBot qualsiasi applicazione: dai luoghi in cui l’aspetto dell’intrattenimento e dell’esperienza di chi vive gli spazi sono determinanti, come centri commerciali o aeroporti, ai luoghi in cui una pulizia continuativa è necessaria per garantire la salute e la sicurezza, come le strutture sanitarie, alle aziende che desiderano innovare i propri processi in un’ottica 4.0.
Quando il dealer è un innovatore L’importatore della tecnologia LionsBot per l’Italia, il gruppo ISC di Torino, rivela una lunga storia aziendale che risale al 1973. Allora, Bruna e Roberto Grosso iniziano a occuparsi come dipendenti della vendita di macchine professionali per la pulizia ma nel 1980 ne rilevano le sorti e fondano ISC, facendo crescere la società e scegliendo la distribuzione di brand che hanno fatto la storia del mercato della pulizia in Italia. Al centro di un’autentica evoluzione tecnologica, ISC, negli anni Novanta introduce per prima, sul mercato italiano, il noleggio senza intermediari finanziari; servizio che si è sviluppato negli anni e che oggi è un vero e proprio marchio aziendale, denominato Formula ISC. Nel 2002 fa l’ingresso in azienda la seconda generazione di famiglia, con l’inserimento di Stefano Grosso. Sarà lui a compiere un passo ulteriore nell’integrazione della gestione tradizionale dell’azienda con processi innovativi e di gestione all’avanguardia. Dal 2009 ISC diventa un gruppo industriale vero e proprio, con l’apertura di nuove sedi operative a Milano e a Padova e l’acquisizione di Pulitekno, storica azienda bresciana. Oggi, agli uffici, ai magazzini e alle officine del nord Italia, si affianca una vasta rete commerciale e di partner di manutenzione, che permette a ISC di offrire un servizio puntuale e di qualità su tutto il territorio nazionale.
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Batterie / Batteries FLASH BATTERY
DALLA VETRINA DEL BATTERY SHOW DI STOCCARDA, IL BILANCIO DI UN 2021 STRAORDINARIO PER IL COSTRUTTORE DI SANT’ILARIO D’ENZA. RICONOSCIMENTI E PARTNERSHIP NEL SEGNO DI UNA CRESCITA CONTINUA E SEMPRE PIÙ AVANZATA
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L’anno del Futuro U n concentrato di energia e di innovazione. Si è presentato così, alla Stuttgart Messe, lo stand 460 del Padiglione 4, dove Flash Battery, nell’ambito della fiera europea The Battery Show, ha presentato alcuni esempi di batterie al litio di terza generazione customizzate appartenenti ai settori che oggi sono più pronti per l’elettrificazione.
Tre giorni molto intensi (dal 30 novembre al 2 dicembre), caratterizzati da incontri e relazioni con gli operatori (OEM e produttori di macchine e veicoli industriali) dei principali Paesi europei interessati ad una svolta decisa sulla sostenibilità grazie all’elettrificazione. “È l’intero contesto di mercato ad essere in evoluzione – spiega l’amministratore delega-
to di Flash Battery Marco Righi – come Flash Battery, infatti, siamo presenti in Europa sia direttamente che grazie alle partnership instaurate con powertrain system integrator di grande esperienza, tra cui Atech GmbH in Germania, Efa France in Francia e Q-Tronic in Benelux e tutti e tre questi mercati, che da soli rappresentano complessivamente più dell’80% del mercato europeo dell’elettrificazione nel comparto delle macchine industriali e dei veicoli elettrici, vedono nell’elettrificazione agricola un trend predominante per il prossimo futuro”. La chiusura della fiera europea, tra l’altro, ha preceduto di un giorno la consegna del prestigioso riconoscimento “Premio Imprese per l’Innovazione”, consegnato a Flash Battery il 3 dicembre. Promossa da Confindustria, Associazione Premio Qualità Italia e Fondazione Giuseppina Mai, l’iniziativa aveva già visto il successo di Flash Battery, che per due anni consecutivi si è collocata ai vertici della graduatoria delle imprese
Una ricerca che cresce Flash Battery, produttore italiano di batterie al litio per macchine industriali e veicoli elettrici, si è aggiudicata per la terza volta il premio “Best Managed Companies”, il riconoscimento assegnato alle aziende italiane che si sono distinte per strategia, competenze e innovazione, impegno e cultura aziendale, governance e performance, internazionalizzazione e sostenibilità. L’azienda di Sant’Ilario d’Enza – che il 1° ottobre ha inaugurato la nuova sede con il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini – si è così confermata tra le 74 imprese italiane (12 quelle emiliano-romagnole) più performanti in base alle valutazioni effettuate da Deloitte Private in collaborazione con ELITE – il programma di Borsa Italiana che supporta lo sviluppo e la crescita delle imprese ad alto potenziale -, Confindustria e ALTISUniversità Cattolica di Milano. Il nuovo stabilimento in cui Flash Battery ha trasferito le attività è stato realizzato su una superficie di oltre 20.000 metri quadrati, quintuplicando le dimensioni del precedente insediamento. L’area produttiva occupa 3.200 metri quadrati, con possibilità di espansione per ulteriori 5.000 metri quadrati e fino a 150 postazioni di lavoro; agli spazi dedicati alla produzione e alla sperimentazione si aggiungono 1.500 metri quadrati di uffici e i locali dedicati alla ricerca.
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italiane in grado di rafforzare le proprie capacità competitive facendo leva sul livello di innovazione raggiunta non solo su prodotto e processo, ma più complessivamente sull’organizzazione e sulla cultura d’impresa. Nell’ambito della cerimonia di premiazione, il vicepresidente di Confindustria per Ricerca e Sviluppo, Francesco De Santis, ha ricordato, tra l’altro, che “Confindustria ha sempre riconosciuto e promosso la Ricerca e l’Innovazione come aree di intervento prioritario e questo impegno ha dato i suoi frutti. L’Italia, infatti, è ricca di imprese che riescono ad essere protagoniste a livello internazionale creando occupazione e benessere”. De Santis ha poi aggiunto che “negli ultimi anni le aziende italiane hanno rafforzato la loro la capacità di tradurre i risultati della ricerca e sviluppo in prodotti, processi e servizi innovativi creando valore aggiunto per le imprese stesse e per il Paese”.
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“Siamo orgogliosi e grati per questo riconoscimento – ha sottolineato ancora Marco Righi – Si tratta di un premio che sottolinea la qualità e l’intensità del lavoro che abbiamo sviluppato anche nella lunga stagione segnata dalla pandemia, investendo e dando priorità ad una ricerca e ad un’innovazione che si traducono in nuovi vantaggi per i nostri clienti, in modalità di produzione responsabili e attente alla qualità del lavoro delle persone e, più in generale, in benefici per l’ambiente”. Il Premio “Imprese per Innovazione” promosso da Confindustria è il primo in Europa ad aver adottato i parametri dell’European Foundation for Quality Management (EFQM) e partecipa, per la categoria Industria e Servizi, al Premio dei Premi, riconoscimento (anche questo già assegnato a Flash Battery nella precedente edizione) istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri su mandato del Presidente della Repubblica e la cui cerimonia si terrà nel corso del 2022.
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Anno 7 - Aprile/Maggio 2021
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Una Gigafactory sopra l’Europa S NELL’AREA EX OLIVETTI DI SCARMAGNO, VICINO A TORINO, SORGERÀ UNO DEI MAGGIORI IMPIANTI NEL VECCHIO CONTINENTE DEDICATO ALLA PRODUZIONE DI BATTERIE AL LITIO PER VEICOLI ELETTRICI
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arà la prima gigafactory per le batterie in Italia ed è destinata a diventare al contempo la più grande in Europa, con circa 300.000 m2 di spazio previsti e una capacità che potrà raggiungere i 45 GwH. Gli impianti della fabbrica saranno dedicati alla produzione e allo stoccaggio di batterie a ioni di litio per per circa 550 mila veicoli elettrici all’anno. Saranno circa 3.500 i dipendenti impiegati nell’impianto e nel complesso si stima che verranno creati circa 10.000 nuovi posti di lavoro con il relativo indotto. L’obiettivo è quello di iniziare i lavori per la costruzione dell’immenso impianto di Scarmagno, in provincia di Torino, nella prima metà del prossimo anno e di avviare la produzione di batterie entro la fine del 2024. Il grande progetto parte dalla realtà di Italvolt, società fondata da Lars Carlstrom proprio con
l’obiettivo di realizzare in Italia una delle più grandi gigafactory in Europa. A novembre, la stessa Italvolt ha sottoscritto con Prelios Sgr, gestore del Fondo Monteverdi, un accordo vincolante per l’acquisto dell’area di un milione di metri quadrati, dove in precedenza sorgevano gli impianti produttivi Olivetti. La roadmap industriale ha avuto inizio l’estate scorsa, con incontri che hanno coinvolto potenziali investitori, istituzioni politiche locali e rappresentanti dell’associazione territoriale di Confindustria, con i quali la dirigenza Italvolt ha condiviso obiettivi, strategia e tempistiche per la realizzazione del progetto. Nella prima settimana di giugno, Lars Carlstrom - che di Italvolt, dopo la fondazione, oggi è anche CEO – ha svolto una serie di incontri con i sindaci di Scarmagno, Strambino, Romano Canavese, Mercenasco, Viafre e Ivrea, oltre ad aver approfondito le rela-
zioni con i presidenti di Anpci Torino e di Confindustria Canavese. Proprio Confindustria ha rivolto un appello al Governo affinché presti la sua attenzione al progetto di Italvolt, i cui meccanismi sono già avviati e grazie a un concreto supporto pubblico potrebbe diventare operativo in breve tempo. Il progetto è stato inoltre discusso con la Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici del Piemonte. “Siamo pienamente soddisfatti delle informazioni che Italvolt ha condiviso con noi, perché ci confermano come il progetto stia procedendo in modo spedito e determinato - ha dichiarato proprio a giugno Adriano Grassino, sindaco di Scarmagno - Ne è stato un chiaro esempio apprendere che i progettisti di Pininfarina hanno già incontrato i funzionari degli Enti preposti, il cui parere è vincolante ai fini della redazione e realizzazione del progetto. Da parte dei Sindaci presenti è stata, inoltre, apprezzata la disponibilità e l’attenzione rivolta nel rispondere ai vari quesiti posti e soprattutto la volontà di Italvolt di impegnarsi ad incontrare periodicamente il gruppo per un aggiornamento sullo stato di avanzamento del progetto stesso. Non posso che essere soddisfatto per la futura riqualificazione dell’area industriale ex Olivetti e del conseguente impatto positivo che avrà sulla situazione economico occupazionale del Canavese, della Regione Piemonte o in ambito ancora più ampio”. La divisione Architettura di Pininfarina, iconica casa di design automobilistico, incaricata della progettazione dell’impianto, stima di presentare la richiesta dei permessi necessari ad avviare i lavori di costruzione dell’impianto nei primi mesi del 2022. Italvolt è, inoltre, alle battute finali per concludere un accordo con il partner industriale individuato per la definizione della tecnologia che verrà utilizzata per la produzione delle batterie e può già contare sulle collabo-
Partnership strategiche Italvolt ha selezionato ABB per il Front End Engineering and Design (FEED) della Gigafactory, attraverso un accordo di partnership con l’azienda tecnologica globale per identificare insieme le soluzioni di automazione, elettrificazione e digitalizzazione più adatte per accelerare i processi di produzione delle batterie del sito di Scarmagno. Più in dettaglio, la partnership tecnologica con ABB porterà a Italvolt l’expertise nella progettazione e sviluppo di soluzioni di elettrificazione e automazione per il controllo, la distribuzione e la gestione dell’energia, l’ottimizzazione dei processi di produzione, oltre che l’efficienza energetica a lungo termine; la consulenza sulla robotica e le operazioni automatizzate per il trasporto e la movimentazione del materiale nelle unità di processo dell’impianto; infine, la ricerca di soluzioni per la raccolta, l’elaborazione, l’archiviazione su cloud e l’analisi dei dati per la pianificazione della produzione, il controllo della qualità, la gestione, le operazioni e il reporting. Italvolt ha siglato inoltre una partnership esclusiva con Equans, nuovo leader europeo nell’efficienza ambientale e dei processi. Grazie a questa partnership, Equans fornirà un supporto nella progettazione di processi industriali specifici necessari alla produzione di batterie all’interno della Gigafactory da 45 GWh che sarà realizzata da Italvolt, per un investimento complessivo di circa 3,4 miliardi di euro.
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razioni avviate con American Manganese, che si occuperà del riciclo delle batterie e con Tüv Sud, incaricata di certificare i prodotti e garantire il rispetto dei principi ESG in tutti i processi produttivi. L’area ex Olivetti di Scarmagno è stata selezionata da Italvolt per le sue caratteristiche tecniche e per la sua collocazione geografica particolarmente strategica in termini di collegamenti stradali e ferroviari. Altro fattore che rende l’area ex Olivetti ideale per ospitare il progetto di Italvolt è il forte legame con il tessuto produttivo del Piemonte, la prima regione in Italia per quanto riguarda la produzione industriale automotive. Il terreno sarà bonificato e riqualificato da Italvolt,
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dedicando - come anticipavamo - una superficie di 300.000 metri quadrati alla costruzione del nuovo impianto, di cui 20.000 metri quadrati destinati alla realizzazione di un centro Ricerca & Sviluppo. Il prossimo step per Italvolt, quindi, è l’ottenimento dei permessi di costruzione, attesi per l’inizio del 2022, così da per poter avviare i lavori nella seconda metà dell’anno. Il nuovo impianto sarà progettato dalla divisione Architettura di Pininfarina con una forte attenzione all’impatto ambientale e sociale. Pininfarina intende progettare un impianto industriale di nuova generazione, integrato nelle dinamiche economiche e sociali del territorio.
Certificazione e testing delle batterie al litio Con una camera anecoica di ultima generazione per test di compatibilità elettromagnetica, tre laboratori di prova e 2 in campo aperto, ECM diventa il punto di riferimento internazionale per le attività di certificazione e testing Ente Certificazione Macchine, Organismo Notificato n.1282 e Laboratorio di Prova accreditato n.1515L con sede a Valsamoggia (BO) e 13 sedi extra-UE, amplia i propri settori di competenza. Forte della propria esperienza trentennale nella certificazione di prodotti, macchinari e attrezzature di lavoro (tra cui gru, carrelli elevatori, macchine agricole e movimento terra, piattaforme aeree, ecc.), si specializza nelle attività di certificazione e testing delle batterie al litio. La tecnologia al litio rappresenta una vera e propria innovazione nel campo dell’energia. Ma accanto ai vantaggi bisogna prestare grande attenzione ai rischi che derivano dall’impiego di batterie non conformi. Le batterie al litio devono essere prodotte, vendute e impiegate nel rispetto di specifici requisiti di sicurezza, previsti dalle normative applicabili. A seconda della destinazione d’uso, si attuano standard diversi che prevedono il superamento di un iter di prova di diversa natura. I test necessari per verificare la sicurezza della batteria includono: - verifiche sul ciclo di vita (durata) della batteria, - prove di trasporto in accordo ai requisiti UN 38.3, - test di prestazione, che variano a seconda del campo di applicazione e prevedono prove di urto e caduta, di sovraccarica, corto circuito, surriscaldamento, vibrazione, EMC, ecc. ECM è in grado di assistere i produttori di batterie e di dispositivi/attrezzature che montano batterie al litio, affinché siano immessi sul mercato e messi in attività soltanto prodotti sicuri e di qualità. I nostri tecnici specializzati vanno a verificare a 360 gradi tutti gli aspetti applicabili legati alla sicurezza, sulla base della specificità del singolo caso. ECM non solo testa e certifica, ma contribuisce anche allo sviluppo e all’armonizzazione internazionale degli standard in materia di prestazioni e di sicurezza nel settore. Presso i laboratori ECM si eseguono test su batterie, moduli e celle, per una vasta gamma di applicazioni: automotive, e-bike e veicoli elettrici, impianti fotovoltaici, carrelli elevatori, gruppi di continuità, settore navale, dispositivi medici. La divisione ECM Academy - Ente di Formazione autorizzato n.6737, ha inoltre messo a punto corsi dedicati ai manutentori e trasportatori di mezzi dotati da batterie al litio, per l’acquisizione di competenze specifiche.
ENTE CERTIFICAZIONE MACCHINE SRL Forklifts Organismo Notificato n°1282 - Laboratorio di Prova accreditato n°1515L AGV Batteries www.entecerma.it – info@entecerma.it
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Intermodalità e Logistica / Intermodality and Logistics
Ricominciare dalla Logistica OTTAVO GLOBAL SUMMIT LOGISTICS & MANUFACTURING, CON L’INTRALOGISTICA E LA SUPPLY CHAIN PROTAGONISTI DEL DIBATTITO SULLE SOLUZIONI DEL FUTURO. CON LA RIPARTENZA COME OBIETTIVO
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opo due anni di stop forzato dalla pandemia, l’8° Global Summit Logistics & Manufacturing ha rappresentato un importante traguardo del 2021 per il settore dell’intralogistica e della produzione. L’appuntamento del 17 e 18 novembre 2021 ha trasformato il Centro Congressi TH Lazise - Hotel Parchi del Garda a Pacengo di Lazise (Verona) nella città delle opportunità per un settore che ha bisogno di risposte e opportunità concrete in ottica di ripartenza. Organizzato da Concordia Professional Oriented Events, azienda specializzata nell’ideazione di eventi B2B, il Global Summit Logistics & Manufacturing ha ricevuto i complimenti sia dei visitatori sia degli espositori, che hanno lodato il format basato sulla collaudata formula che alterna incontri one2one, il cuore pulsante dei
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Global Summit, alle conferenze. I partecipanti, direttori e manager di società “end user, hanno apprezzato l’offerta di soluzioni innovative e la possibilità di sfruttare tutti i vantaggi di un incontro vis-à-vis in piena sicurezza: appuntamenti targettizzati tra gli oltre 250 selezionati e qualificati visitatori ospiti e le 44 aziende espositrici, che hanno generato più di 2.000 incontri one2one. I visitatori hanno espresso il loro apprezzamento anche per i 25 momenti di aggiornamento in aula, che hanno segnato alti picchi di partecipazione, e per l’alternanza del programma. A concludere l’appuntamento anche la tavola rotonda: “Industria 4.0, logistica di produzione e ‘new normal’: parola d’ordine autUMANizzare” che ha avuto la partecipazione record di speaker con ben 6 rappresentanti aziendali.
Global Summit Logistics & Manufacturing si conferma una vetrina d’eccezione per le società più qualificate nei settori MES, Industry 4.0, IOT, System Integrator, Material Handling Systems, Picking, Sistemi ERP, Consulting, WMS, Logistics Provider e così via. Per la prima volta, da quest’anno, dal termine dell’evento fino alla fine dell’anno, i partecipanti potranno rivedere nell’area riservata del sito le conferenze degli espositori: un nuovo strumento che Global Summit mette a disposizione dei visitatori e delle aziende espositrici. L’arrivederci è al 28° Global Summit Logistics & Supply Chain il 23 e 24 marzo 2022 al Centro Congressi TH Lazise - Hotel Parchi del Garda a Pacengo di Lazise (Verona): per conoscere in anticipo programma ed espositori è possibile visitare il sito www.glsummit.it e seguire i profili social (LinkedIn, Facebook e Twitter); sul canale YouTube sono disponibili tutte le interviste realizzate.
Un 2021 di resilienza Global Summit Logistics & Manufacturing è l’ultimo appuntamento del 2021 dell’ampio calendario di Global Summit: l’evento del 17 e 18 ottobre a Pacengo di Lazise (Verona) segue il Global Summit Logistics & Supply Chain (1 e 2 luglio, Pacengo di Lazise) e il Global Summit Marketing & Digital (13 e 14 luglio, Pacengo di Lazise) e Global Summit Human Resources (20 e 21 ottobre, Pacengo di Lazise).
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Intermodalità e Logistica / Intermodality and Logistics TOYOTA MATERIAL HANDLING ITALIA
Idee brillanti per piccoli spazi S GEMME ITALIAN PRODUCERS SI È AFFIDATA ALLE LOGISTICS SOLUTIONS DELL’AZIENDA BOLOGNESE PER PROGETTARE UNA SOLUZIONE “CHIAVI IN MANO” CHE SFRUTTASSE AL MASSIMO I 4.000 METRI QUADRI COMPLESSIVI DELLO STABILIMENTO. PER UNO SLANCIO DECISIVO ALL’EFFICIENZA PRODUTTIVA
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ulla carta sembrava una sfida impossibile: moltiplicare la capacità produttiva e l’efficienza all’interno di uno spazio davvero ridotto. È però esattamente questa la richiesta fatta nel 2017 da Gemme Italian Producers al team di Toyota Material Handling Italia. La storia di questa azienda familiare inizia nel 1986 a Castegnato (Brescia) con una piccola produzione di ferri da stiro a vapore. Nel 1992, Gemme Italian Producers attua una fondamentale diversificazione della propria attività, introducendo la progettazione e la produzione di macchine da caffè espresso per uso domestico e professionale. “Questo business è cresciuto molto rapidamente, - racconta Emanuele Epis, figlio del fondatore e oggi alla guida dell’azienda insieme ai fratelli Giorgio, Marco e Mauro. – Siamo ormai presenti con le nostre macchine per il caffè semi-professionali in qua-
si tutto il mondo. Grazie anche all’avvento del commercio digitale, e continuiamo ancora a crescere e il nostro mercato di riferimento è ormai globale”. Nonostante le dimensioni notevoli del proprio giro d’affari, l’azienda ha mantenuto asset strutturali contenuti: l’intera produzione viene realizzata ancora oggi nella storica sede dell’azienda. Dalle porte del piccolo stabilimento di appena 4.000 metri quadri nel bresciano, ogni anno escono circa 30.000 ferri da stiro e più di 50.000 macchine del caffè. Gemme Italian Producers è dunque il tipico esempio di piccola industria italiana capace di fondere competenze quasi “artigianali” con logiche produttive su ampia scala, ma anche chiamata ad affrontare con successo le pressanti sfide offerte da digitalizzazione e internazionalizzazione.
“Per adeguarci all’aumento costante della domanda di mercato, nel 2017 ci siamo posti l’obiettivo di raddoppiare entro tre anni la nostra produzione di macchine del caffè, - spiega Giorgio Epis, Responsabile Process Automation – Non volevamo cambiare sito e investire in una nuova sede, ma lo spazio interno alla nostra struttura era già completamente “full”. Quello che ci serviva era, dunque, una revisione totale del nostro ciclo produttivo, del sistema di trasporto interno e del magazzino, che ci permettesse di sfruttare meglio e al massimo il poco spazio a disposizione per rendere più efficiente l’intero processo. Per un progetto così ambizioso, determinate è stata la scelta del fornitore. Per le nostre esigenze logistiche, da anni collaboriamo con Sace, azienda di Toyota Material Handling: grazie a loro conosciamo ed apprezziamo l’approccio ed il metodo Toyota”. Il caso Lelit Gemme ha rappresentato per la Logistics Solutions di Toyota Material Handling Italia una sfida interessante. Non bastano pesanti iniezioni di tecnologia e automazione per arrivare a definire una soluzione efficace, servono soprattutto idee vincenti. L’intero flusso produttivo dell’azienda è stato analizzato e studiato dall’ingresso delle materie prime e dei semi-lavorati nello stabilimento fino all’uscita del prodotto finito. Ogni passaggio è stato studiato e ragionato per poter quindi arrivare a proporre al cliente la migliore e più completa soluzione “chiavi in mano”.
Quando lo spazio a terra non è abbastanza, non si può che guardare verso l’alto: partendo da questa considerazione il progetto per Gemme Italian Producers è stato dunque sviluppato per lo più in verticale. Lo stabilimento dell’azienda bresciana si sviluppa su due livelli per una superficie complessiva di appena 4.000 metri quadri complessivi, uffici compresi, con bocche di carico e scarico su entrambi i livelli per collegare la produzione al livello uno con le zone di ingresso merce, confezionamento e spedizione al livello zero. Le componenti, materie prime e semilavorati, destinate alle linee di assemblaggio vengono stoccate in due magazzini verticali a piani traslati, alti 10 metri ed esterni al capannone e interrati per circa tre metri. Due bocche in altezza permettono di collegare i due piani dello stabilimento. Da qui, i componenti vengono richiamati al momento di soddisfare i programmi di
Sintesi di un grande risultato La fornitura Toyota Material Handling Italia per Gemme Italian Producers ha compreso 1.000 vassoi in plastica, otto magazzini verticali a piani traslati Modula, una linea automatica di avanzamento/raffreddamento, una linea di trasporto e discesa con vie a rulli, quattro manipolatori, materiali vari per l’allestimento delle linee, scaffali porta-pallet e basi mobili per scaffale compattabile.
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produzione giornalieri. Tutti i pezzi utili, preparati su delle rastrelliere dinamiche, vengono infatti disposti in kit di montaggio su un unico vassoio 400 x 600 mm secondo una precisa e prestabilita disposizione. Il vassoio è il “cuore “del progetto: è strutturato per contenere il 95% dei componenti utili a montare una singola macchina del caffè. “Ogni cosa è stata ragionata prima - conferma Giorgio Epis – In questo modo, non solo i tempi di montaggi sono contratti al massimo, ma anche la formazione delle nuove risorse umane avviene in maniera molto rapida. In pochi giorni, qualsiasi nuovo operatore in linea può diventare pienamente efficiente”. I kit allestiti sui singoli vassoi vengono quindi stoccati
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all’interno di un magazzino verticale interno alla fabbrica e da qui in seguito richiamati e sulle tre linee e distribuiti, tramite rulliere, tra le diverse stazioni di montaggio. I prodotti finiti e collaudati vengono stoccati in altri tre magazzini verticali alti dieci metri, esterni al capannone e muniti di baia al secondo livello. Al momento della preparazione di un ordine-cliente, ciascuna scatola contenente una singola macchina del caffè viene prelevata dai magazzini verticali. Grazie a un articolato circuito composto da rulliere motorizzate e un lift verticale, trasportata meccanicamente fino all’area confezionamento e spedizione al piano terra. Ultimato a metà 2019, dopo appena un anno, il progetto firmato Toyota Material Handling Italia
per Gemme Italian Producers ha dato buoni frutti. “L’obiettivo iniziale è stato più che centrato: la produzione di macchine del caffè è aumentata del 280%, - conferma Emanuele Epis. – Oltre a questo, il processo nel suo complesso è diventato
più semplice e veloce, ma soprattutto oggi abbiamo quindi una visione molto più precisa dei nostri flussi produttivi. Non solo. L’intero processo è per gli operatori meno faticoso e anche più gratificante”.
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Magazzini & Attrezzature / Warehouses & Equipment AUTEC
Smart Lifting per l’industria SI CHIAMA PROPRIO LIFT, IL NUOVO COMANDO SENZA FILO DEL COSTRUTTORE DI CALDOGNO (VI). IDEALE PER NUMEROSE APPLICAZIONI IN AMBITO LOGISTICO E DI PROCESSO, SI AVVALE DI TUTTI I VANTAGGI CONDIVISI TRAMITE L’APP MY LIFT AUTEC
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l mondo del controllo applicato al sollevamento industriale, nel caso di Autec ha la forma di un vero e proprio universo di potenzialità. Se ne sono accorti i visitatori più tecnologici del GIS 2021, quando nello stand dello specialista di Caldogno (Vi) hanno trovato, tra le altre novità,
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il nuovo sistema di comando Lift, modello senza filo a pulsantiera, progettato e prodotto per alzare ancora di più il tiro sugli obiettivi di affidabilità e sicurezza perseguiti dal costruttore. “Questa soluzione è ideale per macchine di sollevamento come carroponti, gru a bandiera,
paranchi e argani - ci spiegano i responsabili dell’azienda veneta - Lift è dotato di una nuova tecnologia in grado di aiutare l’operatore, tramite l’App My Lift Autec, nell’impiego quotidiano e nella gestione del sistema in fase di manutenzione”. La pulsantiera Lift è configurabile a 4, 6, oppure 8 tasti a doppio step. I principali punti di forza si possono sintetizzare in quattro plus. Innanzitutto, la nuova comunicazione radio su 2.4 GHz, che sfrutta i vantaggi dell’ultima tecnologia Bluetooth con la protezione di sicurezza personalizzata Autec. A seguire, l’applicazione My Lift Autec per smartphone (iOS e Android) che semplifica la gestione e la configurazione del sistema. In terzo luogo, la base station ACRH11, disponibile anche con luce lampeggiante integrata ad alta intensità e avvisatore acustico. Infine, la disponibilità di modelli con batterie interne di tipo standard (3 x AAA) o con batteria esterna ricaricabile Li-Ion. Protagonista “remoto” ma non certo a distanza, come abbiamo già sottolineato in precedenti occasioni, Autec è una garanzia di prossimità al cliente con i propri Cableless Control Systems, secondo la direttrice di sviluppo per sistemi di comunicazione e materiali ad alte prestazioni, valorizzati da un design moderno ed ergonomico, con prerogative di affidabilità e sicurezza conferite dai test irreprensibili svolti durante tutta la filiera produttiva (con l’apporto di un’assistenza post-vendita professionale ed efficiente).
Nuova onda tecnologica Ricordiamo la presenza, allo stand Autec allestito per il GIS 2021, dei radiocomandi di ultima generazione Compact, Link e Curve, nelle serie Air e Dynamic. L’identità è quella di unità portatili progettate appositamente con specifiche dimensioni e design allo scopo di aderire meglio possibile alle molteplici richieste applicative del mercato internazionale. Un dettaglio importante riguarda la predisposizione di questi radiocomandi per essere utilizzati con il nuovo display (programmabile in Codesys o JMobile, TFT LCD da 4.3”, 65k a colori e con risoluzione di 480 x 272 px) che favorisce una visualizzazione ottimale dei parametri di funzionamento e degli stati della macchina. I modelli Link e Curve sono le novità inserite anche nella famiglia delle unità con comando a cavo. Questa serie, dedicata alle situazioni applicative dove risulta critico o vietato l’utilizzo delle radiofrequenze, presenta ora ancora più soluzioni, coerentemente con la volontà di offrire una risposta a ciascuna richiesta del cliente. Una menzione finale per l’AVS (AUTEC Vision System), novità progettata per migliorare e incrementare l’efficienza operativa attraverso l’uso di telecamere con i radiocomandi della serie Dynamic+P con display da 4.3”. Il punto di forza principale è la totale configurabilità dell’interfaccia grafica a colori. Grazie alla funzione di overlapping, le immagini delle telecamere, i dati, eventuali segnalazioni o allarmi possono essere configurati per apparire contemporaneamente nel display.
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Magazzini & Attrezzature / Warehouses & Equipment TECNOMOVINT
Ribaltamento di fronte LA MISSIONE DEL COSTRUTTORE DI GORLAGO (BG) È PROPRIO QUESTA: CAMBIARE LE PROSPETTIVE AL LAVORO DI CHI SOLLEVA MANUFATTI PESANTI. OGGI LO FA CON LA PROPRIA LINEA DI RIBALTATORI, A TERRA E AEREI, PER LE NECESSITÀ DI CHI VUOLE MOVIMENTARE OGNI ELEMENTO DI FABBRICA O QUALSIASI STRUTTURA DI GRANDI DIMENSIONI, IN COMPLETA SICUREZZA
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ift, Turn or Rotate products in safety!”. La parola d’ordine di Tecnomovint, rivelata anche al GIS 2021, oggi è chiara: sollevare, ribaltare o ruotare manufatti in totale sicurezza, all’interno delle linee di processo delle fabbriche, nei depositi della logistica e nei magazzini. Per consentirlo nella maniera più totale ai propri clienti, l’azienda di Gorlago (Bg) ha progettato e realizzato una linea di ribaltatori “a terra” e “aerei” di tipo elettromeccanico o idraulico per sostenere qualsiasi portata, dimensione e tipologia di manufatti da ribaltare. I ribaltatori, nelle due soluzioni alternative previste dal costruttore bergamasco, sono attrezzature sempre più richieste dal mercato perché garantiscono una buona produttività nei processi di fabbrica e al tempo stesso conferiscono una sicurezza estrema alle operazioni che prevedono la rotazione di manufatti di grandi dimensioni e particolarmente pesanti. Le tipologie dei ribaltatori a terra per vergelle e dei ribaltatori aerei hanno quindi la funzione principale di ruotare manufatti con varie potenzialità dinamiche - da 0 a 90°, da 0 a 180° e, per il ribaltatore aereo, fino a 360°. Il ribaltatore a terra ha il profilo di un’attrezzatura dalla considerevole affidabilità, adatta al ribaltamento di carichi di varie forme e peso. Questo modulo Tecnomovint permette di effettuare molti cicli giornalieri di movimentazione, rispondendo così alla maggior parte delle esigenze di impiego per molteplici settori industria-
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li. Questo ribaltatore è progettato per ribaltare coils, vergelle, flange e bobine di vari materiali e può essere equipaggiato con dotazioni specifiche per facilitare il centraggio e il bloccaggio. Le portate consentire dal ribaltatore a terra arrivano fino alle 50 tonnellate. Il ribaltatore aereo eleva la flessibilità e l’affidabilità al servizio delle esigenze più complesse della movimentazione industriale. Questa tipologia di ribaltatore è in gradi di mutare la natura di un’operazione spesso pericolosa, come quella di ribaltare un manufatto, in una fase di lavoro sicura e facile, attraverso il sostegno del carico su un sistema di fasce azionato da un motoriduttore. Il ribaltatore aereo va appeso al gancio della gru ed è disponibile da 1 a 20 tonnellate, per unità singola o doppia. La struttura è bilanciata in modo che il carico rimanga perfettamente orizzontale rispetto al dispositivo di ribaltamento del carico. Il carico, dunque, è appeso a due fasce realizzate con rivestimenti speciali - allo scopo di proteg-
Inventore di soluzioni Nel settore del sollevamento e della movimentazione, in ambito nazionale, la realtà di Tecnomovint, da oltre 30 anni ha fatto della creatività più innovativa la propria missione imprenditoriale. La progettazione, la produzione e la commercializzazione di soluzioni originali che trovano larga applicazione nel settore della movimentazione dei carichi di diverse forme e materiali, sono attività che in Tecnomovint esulano dagli standard di prodotto. Ogni attrezzatura e impianto si riferisce a progetti personalizzati e studiati ad hoc, partendo dall’analisi delle necessità operative del cliente. Nella fase di studio d’ogni soluzione, Tecnomovint si avvale di uno studio di progettazione professionale e preparato, in grado di individuare le priorità di applicazione di ogni prodotto specifico.
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Magazzini & Attrezzature / Warehouses & Equipment
gere dagli spigoli vivi e garantire la massima aderenza al carico, senza rischio di scivolamenti o cadute del manufatto a terra, a esclusione di danni collaterali ad altri manufatti e alla stessa unità movimentata. I ribaltato aerei sono concepiti da Tecnomovint per il ribaltamento e la rotazione di barche, manufatti in cemento , basamenti di telai e stampi. Ogni unità può essere equipaggiata con particolari specifici per facilitarne il centraggio e il bloccaggio, sempre per una capacità di portatea fino alle 50 tonnellate.
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FAB
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THE ONLY EUROPEAN EXHIBITION FULLY DEDICATED TO THE MID-STREAM SECTOR AND THE GAS, OIL & WATER DISTRIBUTION NETWORKS
8 -10 June 2022 Piacenza (Italy)
THE UTILITY CONSTRUCTION SHOW
AMONG THE CONFIRMED EXHIBITORS AT PGE 2022
®
INFRASTRUTTURE
SERVIZI AMBIENTALI
RIABILITAZIONE CONDOTTE
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Trasporto
THE ITALIAN MIDSTREAM WEBSITE
Ricerca Ricerca || Estrazione Estrazione || Raffinazione Raffinazione || Trasporto Trasporto
Supporting Associations 949598
For info and stand bookings: www.pgexpo.eu
FAB ph. +39 010 5704948 - info@pipeline-gasexpo.eu Forklifts AGV Batteries
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In questo numero
Inserzionisti IV Aliant
III FAB
11 JLG
II Baumann
10 FTMH
14 Kiwitron
7 Baoli
37 GIC
8 Butti
3 GIS
La Rivista “FAB” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova
FAB - Forklifts AGV Batteries - Rivista Italiana della Movimentazione Industriale e della Logistica Automatizzata
9 JMG
5 Linde
15 Cabletronic
25 Hydrogen Expo
13 Mouvers
46 Demac
29 Innoval
81 Pipeline & Gas Expo
69 Ente Certificazione
12 Italcarrelli
65 Sollevare
Macchine
47 Zoomlion
I Still
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NOVEMBRE/GENNAIO 2022
Aziende citate A ABB .................................. 66 Air Liquide ..................... 26 Autec ............................... 76 B Baoli ................................. 48 Bosch Rexroth ................ 58 C CEM ................................ 10 Clark ................................ 30 CLS iMation ................... 50
82
G GIS .............................16, 18 H H2IT ................................ 20 Haulotte .......................... 14 Horyong ......................... 10 I Ipaf .................................. 12 ISC ................................... 60 Italvolt ............................. 66
E Equans ............................ 66
J JLG ............................... 8, 11 Jungheinrich ................... 44
F Flash Battery .................. 62 FTMH .............................. 34
L LionsBot .......................... 60 Logitrans ......................... 54
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M Mediapoint & Exhibitions ................. 16 MIR .................................. 54 P Piacenza Expo ................ 16 R RFID Global ................... 40 S Still .............................26, 38 T Tecnomovint .................. 78 Toyota Material Handling .72 Y Yale .................................. 15
izzata cantizza oma Mec aAut
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e istic Logta canizza e alla Mec aale stri istic Indu la Log per ione imentaz Movture allaezza e e oAttr dedicat chin
re Mac alleeva taa Soll icat a rivis dellded ana ento sta Itali Riviplem FAB -- Sup
FFAB
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FFoorrkkliliftftss AAGGVV s Baatttteerrieies
B
IO/MARZO
N. 1 - FEBBRA
2020
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FAB - For klifts AG V Batter ies
- Rivista Italiana del la Movim ent
FAB
s.r.l. di Geno
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azione Ind ustrial
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Automatiz zata
Genova
Forklift AGV sLA LOGISTICA BatterieCsHE HA SALVATO ! int & Exhibitio
ns s.r.l. di
20212020 TEMBRE /SETGNO GIO/GIU MAGSTO 2 - AGO N. 1
2021
La Rivista
“FAB” è edita
VI INVIT A AL
ns s.r.l. di
Genova
Numero speciale
Piacenza
“FAB” è edita
da Mediapo
int & Exhibitio
, Italy
OTTOBRE 202
1
LA LOGI ST HA SALV ICA ATO L’ITALIA !
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UGLIO 202
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L’ITALIA
La Rivista
GIO/GIUGNO
N. 1 - MAG
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& Exhibitions
” è edita da La Rivista “FAB
ICA LA LOGIST ATO V L A S A H CHE ! IA L A L’IT
e e della Logistica
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