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N.4 APRILE 2016

SANITÀ

&COMUNITÀ

MENSILE DI GESTIONE, PULIZIA, DISINFESTAZIONE TERZA PAGINA intervista congresso anmdo sanità migranti pulizia ospedali svizzeri

GESTIONE spending review chiarimenti mef il nuovo codice appalti prezzi di riferimento in sanità

SCENARI formazione nuove zanzare invasive servizio sanitario nazionale premio

TECNOLOGIE pulizie verdi igiene mani

www.gsanews.it


19 aprile 2016


&COMUNITÀ

ANNO XX NUMERO 4

SANITÀ

TERZA PAGINA

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La Fare “a metà del guado” [di Umberto Marchi]

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Un metodo di benchmarking per i servizi di pulizia negli ospedali svizzeri [di Franziska C., Honeggercv e Madeleine, Betschart e Gabriela V., Züger e Susanne, Hofer]

A Bologna Anmdo e Eahm riflettono sulla responsabilità [di Simone Finotti] Progetto diagnosi in banchina: percorsi assistenziali per la gestione dei migranti [di S. De Maria La Rosa, B. Cacopardo, C. Pulvirenti, D. Cinà, G. Tigano, G. Giammanco, R. Bonaccorso, A. Cuspilici, G. Manciagli, A. Lanteri, G.G. Santonocito]

GESTIONE

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Analisi dei costi della spending review nell’Azienda ulss di Rovigo [di Patrizia Malerba]

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Ultim’ora: l’Anac pubblica i prezzi di riferimento per le pulizie in sanità [di Simone Finotti]

Acquisti, la sanità è “murata” [di Antonio Bagnati]

GSA il giornale dei servizi ambientali è un mensile inviato tutti i numeri agli abbonati e ai rivenditori del settore. Con sei numeri all’anno raggiunge imprese di pulizia e disinfestazione (gennaio-marzo maggio-giugno-agosto-novembre), con due numeri hotel e società di catering (febbraio-ottobre), aziende sanitarie e comunità (aprile-settembre), industria e grande distribuzione (luglio-dicem­bre).

Il nuovo codice appalti e concessioni: la speranza che non si tratti di una rivoluzione gattopardesca [di Massimiliano Brugnoletti]

Testata volontariamente sottoposta a certificazione di tiratura e diffusione in conformità al Regolamento CSST Certificazione Editoria Specializzata e Tecnica Certificazione B2B - Per il periodo 1/1/2015-31/12/2015 Periodicità: MENSILE • Tiratura media: 5.536 • Diffusione media: 5.412 Certificato CSST n. 2015-2554 del 25/2/2016 • Società di Revisione: FAUSTO VITTUCCI

SCENARI

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“Ai sensi dell’articolo 2 comma 2 del Codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica, si rende nota l’esistenza di una banca-dati personali di uso redazionale presso la sede di Via Alfonso Corti, 28 - Milano. Gli interessati potranno rivolgersi al responsabile del trattamento dei dati sig.ra Barbara Amoruso presso la sede di Milano, Via Alfonso Corti, 28 per esercitare i diritti previsti dal D. Lgs 196/2003”

5 giornate di Milano 2016, buona la prima! [dalla redazione] Le zanzare invasive arrivano in Italia: problemi e rischi correlati [di Fabrizio Montarsi] Ombre e luci del Servizio Sanitario Nazionale [a cura di Cittadinanzattiva] La sanità attenta ai cittadini: Premio Andrea Alesini per le buone pratiche in sanità [a cura di Cittadinanzattiva]

TECNOLOGIE

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Nuove tecnologie, risparmio, green: all’rsa Summit le pulizie protagoniste [dalla redazione] Fra lavaggio e igienizzazione, “mani pulite” in ospedale [di Simone Finotti]

ATTUALITÀ AFFARI E CARRIERE

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Carnet ORIZZONTI

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Direzione, Amministrazione, Redazione e Pubblicità: EDICOM srl Sede legale: Via Zavanasco, 2 20084 Lacchiarella (MI) Sede operativa: Via Alfonso Corti, 28 20133 Milano Tel 02/70633694 - 70602106 Fax 02/70633429 info@gsanews.it - www.gsanews.it Direttore Responsabile: GIOVANNA SERRANÓ Redazione: simone finotti, ANTONIA RISI Segreteria: barbara amoruso Diffusione: GIOVANNI MASTRAPASQUA Sviluppo e pubblicità: GIANCARLO GIAMBELLI, andrea lucotti, MARCO VESCHETTI

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ATTUALITÀ

RSA Summit – Planet Health: l’azienda di servizi Markas racconta la sua best practice in campo ambientale con il progetto “appalto a impatto zero” Il convegno RSA Summit – Planet Health, tenutosi a Milano lo scorso 23 marzo, ha rappresentato una preziosa occasione per discutere circa l’evoluzione della normativa in materia di appalti verdi e circa le azioni che le aziende che forniscono beni e servizi e le Pubbliche Amministrazioni possono adottare per ridurre in maniera significativa l’impatto delle proprie attività sull’ambiente. Il Direttore Qualità e Controllo dell’azienda di pulizia Markas, Dott. Andrea Tezzele, in un intervento nell’ambito della discussione “Igiene e Pulizia”, ha contribuito a fare il punto della situazione sulle spinte provenienti dall’Europa e sui nuovi scenari che potrebbero profilarsi nel prossimo futuro. Ad oggi, infatti, esistono diverse norme, sia di carattere vincolante che volontario, che stimolano le Pubbliche Amministrazioni ad introdurre criteri ambientali negli appalti pubblici. L’Italia ha accolto gli stimoli provenienti dall’Unione Europea e dalle Conferenze internazionali sul clima, sviluppando un proprio Piano d’Azione Nazionale di recepimento dei principi del Green Public Procurement (PAN GPP). Il Ministero dell’Ambiente, in particolare, ha pubblicato diversi Criteri Ambientali Minimi (CAM) – compresi quelli per l’affidamento dei servizi di pulizia - ossia le indicazioni di carattere tecnico in uso alle stazioni appaltanti per incentivare gli acquisti “verdi” negli appalti pubblici. Recentemente, una decisa spinta allo sviluppo nel nostro Paese del Green Public Procurement è venuta dalla legge 221 del 28 dicembre 2015, il c.d. collegato ambientale. Accanto alle modalità volontarie con cui ogni azienda può testimoniare il proprio impegno in campo ambientale, la legge introduce un’importante novità riguardo all’utilizzo obbligatorio dei Criteri Ambien-

tali Minimi negli appalti pubblici. Le Pubbliche Amministrazioni sono peraltro chiamate a prevedere nei documenti di gara non solo i requisiti minimi rispondenti ai CAM per l’esecuzione del servizio, ma avranno anche la facoltà di prevedere ulteriori criteri idonei ad incentivare l’impegno in campo ambientale, che saranno poi esaminati dalle commissioni giudicatrici. Riguardo in particolare a quest’ultimo punto, ci si domanda tuttavia se esistano degli strumenti per misurare in modo oggettivo l’impegno ambientale delle aziende che erogano servizi. Ad oggi infatti abbiamo un indicatore specifico misurabile, ossia l’anidride carbonica prodotta, per quanto riguarda ad esempio i km percorsi da un’automobile o quella prodotta per ogni kg di carne che finisce sulle nostre tavole, ma non esiste un indicatore tale anche per il servizio di pulizia. Markas, per superare questo limite, ha cercato uno strumento che potesse misurare gli impatti del proprio servizio di pulizia. Fra le prime aziende del suo settore, ha deciso di avviare un progetto-pilota, calcolando l’impatto ambientale prodotto in un anno dal proprio servizio di pulizie tramite lo strumento dell’EPD (Environmental Product Declaration o Dichiarazione Ambientale di Prodotto – DAP) presso l’Ospedale di Desenzano del Garda (BS), dove gestisce il servizio di pulizia. Qui l’azienda ha calcolato l’emissione di CO2 (effetto serra) e le altre categorie di impatto ambientale (produzione di ossidanti fotochimici, acidificazione ed eutrofizzazione) per ogni mq tenuto pulito in un anno. Alla luce di questi dati, l’azienda ha redatto la propria EPD, che ha poi ottenuto la registrazione di parte terza dell’ente europeo Environdec. Come affermato dal Dott. Tezzele, l’azienda non ha voluto che la misura rimanesse fine a se stes-

sa, ma ha adottato innanzitutto alcune azioni di ottimizzazione dei processi e della logistica, per ridurre in maniera drastica le emissioni prodotte. Per abbattere le emissioni residue, sono state inoltre poste in essere diverse azioni di compensazione, in particolare per neutralizzare i gas climalteranti responsabili dell’effetto serra, causa di un maggior impatto ambientale rispetto alle altre categorie considerate. Queste azioni sono avvenute in loco, con la piantumazione di alcuni alberi nel cortile dell’ospedale, a livello nazionale e anche internazionale, tramite diversi progetti di forestazione compensativa e di produzione di energia da fonti rinnovabili, per ottenere il risultato dell’“appalto a impatto zero”. Markas, volendo tradurre come opportunità questi impulsi in campo ambientale provenienti dalle istituzioni europee e nazionali, ha quindi gettato le basi per poter declinare azioni “verdi” davvero tangibili e offrire ai propri clienti un servizio di pulizie non solo di elevata qualità, ma anche rispettoso dell’ambiente circostante. [www.markas.com]

7 APRILE 2016


ATTUALITÀ

Il professionista cerca protezione? Reflexx gliela offre! Reflexx S.r.l. è una delle principali aziende importatrici di guanti monouso in nitrile, lattice e vinile. Opera esclusivamente in mercati professionali, dal medico al dentista, sino ad arrivare all’industria meccanica ed alimentare.

Risparmio di tempo e denaro E’ vero che, probabilmente, anche con un costo più elevato del guanto in nitrile, alla fine si otterranno anche dei risparmi, ma tutto ciò dimostra come un guanto di qualità svolge la doppia funzione di protezione e risparmio (tempo e denaro) che è alla base della missione e filosofia aziendale. La migliore clientela conosce bene queste dinamiche ed ha scelto i prodotti Reflexx perché garantiscono una continuità di qualità nel tempo che rende gli operatori soddisfatti e fidelizzati.

Al servizio del professionista

8 APRILE 2016

L’azienda si occupa unicamente del mondo professionale, tralasciando volutamente il mass market ed i fatturati importanti, per concentrarsi maggiormente sulle esigenze specifiche dei professionisti, puntando sulla qualità del prodotto piuttosto che sul semplice prezzo. Il professionista infatti mette al primo posto la protezione e la propria incolumità ed è in grado di valutare più attentamente gli eventuali sprechi e le rotture.

La qualità che premia Guardando le crescite positive dell’azienda e dei suoi primi 300 clienti, si nota che tale tendenza non è stata scalfita neanche dalla recente crisi. Il che significa che il professionista, pur in tempi difficili, non rinuncia alla propria protezione ed è in grado di valutare la qualità. Reflexx marchia i propri guanti AQL 1,5 (Livello Accettabile di Qualità) per microfori, livello considerato da entrambe le normative Mediche (EN 455 ) e sui Dispositivi di Prote-

zione Individuale (DPI - EN 374) una valida barriera contro microrganismi e fluidi biologici. Negli Stati Uniti, dove la qualità dei guanti è superiore, il livello di AQL controllato dalla Food and Drugs Administration è addirittura AQL 2,5 per microfori. Nonostante il proliferare di guanti che promettono AQL anche migliori, il mercato è costantemente inondato da prodotti che non soddisfano gli operatori. L’esperienza insegna che un reale AQL 1,5 abbinato alla corretta scelta di materiale e spessore, soddisfano appieno ogni utilizzatore, anche i più esigenti, e proprio per questo Reflexx è divenuto sinonimo di qualità.

E’ tutto dimostrabile A dimostrazione di tutto ciò è il recente calo dei consumi dei guanti in vinile. Nonostante le normative impongano nel settore medico degli AQL e delle Resistenze minime (e quindi spessori minimi) precisi e regolamentati, che garantiscano l’incolumità degli operatori, la svilente logica del miglior prezzo applicata in molte gare, unitamente alla mancanza di controlli da parte degli organismi preposti, ha generato un abbassamento della qualità dei guanti in vinile che sta decretando la fine del prodotto a favore di guanti in nitrile ben più costosi.

Evoluzione I materiali e le tecnologie di produzione migliorano costantemente permettendo prodotti sempre più resistenti a costi anche migliorati. Reflexx sta lanciando proprio negli ultimi mesi un nuovissimo guanto in nitrile ultrasensibile, Reflexx77, sensibile, elastico, ma allo stesso tempo molto resistente. Prodotto con impianti di ultimissima generazione, con spessori ridottissimi (0,05 mm. medi), supera severi standard che richiedono carichi di rottura ed AQL controllati.

Reflexx77 Il peso ridotto permette un prezzo decisamente competitivo. Reflexx 77 è stato inoltre testato da un laboratorio esterno come DPI di III categoria ed è anche idoneo all’utilizzo in contatto con diverse tipologie di alimento. L’innovazione è anche nel packaging: la nuovissima scatola dispenser da 200 pz. di Reflexx 77 è compatta ed economica, riducendo sensibilmente i costi di imballo, trasporto ed handling. Se il risparmio dei costi di imballo si apprezza solo all’atto dell’acquisto, i saving in termini di trasporto ed handling si moltiplicano per le volte in cui il prodotto è trasportato e maneggiato. [www.reflexx.com]


ATTUALITÀ

L’impegno di Coopservice per la riduzione degli infortuni a rischio biologico Quando si parla di rischio biologico nelle strutture ospedaliere spesso ci si limita ad associarlo agli operatori sanitari, quali infermieri, medici o chirurghi, senza pensare che anche gli addetti ai servizi di igiene e sanificazione sono soggetti che possono entrare in contatto, loro malgrado, con materiale biologico potenzialmente infetto. Proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori, oltre che un obbligo di legge, è un dovere morale di ciascuna azienda e di ogni datore di lavoro, oltre a rappresentare un’opportunità per ridurre i costi sociali.

9 APRILE 2016

Il Sistema di Gestione È con questa convinzione che Coopservice, nella consapevolezza dell’importanza del miglioramento continuo, ha implementato un Sistema di Gestione per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro in conformità alla norma OHSAS18001:2007, nel quale tutte le figure aziendali sono chiamate, con responsabilità e ruoli diversi, a diffondere la cultura della sicurezza e ad attuare piani di prevenzione mirati alla riduzione dei rischi.

Le finalità del progetto In merito agli infortuni a rischio biologico, Coopservice ha avviato in ottobre 2015 un progetto specifico rivolto ai lavoratori nel settore delle pulizie in ambito sanitario che ha portato in 5 mesi ad una riduzione significativa, superiore al 17%, di questa tipologia di infortuni. Per raggiungere questo importante risultato, Coopservice per prima cosa ha condotto un’attenta valutazione che ha portato all’identificazione delle sorgenti di rischio presenti nel ciclo lavorativo e alla stima dei conseguenti rischi d’esposizione. Le attività di pulizia e di movimentazione dei rifiuti sanitari, nonostante vengano svolte applicando rigorosi protocolli procedurali, espongono gli operatori ad eventi accidentali, tra i quali anche gli infortuni a rischio biologico che si verificano quando l’o-

peratore entra in contatto con aghi o altri oggetti taglienti che possono essere contaminati con materiale biologico. Il progetto di miglioramento nasce dalla volontà di Coopservice di tutelare la salute e la sicurezza dei propri lavoratori ed ha lo scopo di sensibilizzare gli operatori e diffondere i comportamenti corretti per prevenire e contrastare questo genere di infortuni che possono avere effetti potenzialmente molto gravi sulla salute.

responsabili di linea, di area e territoriali, i responsabili del personale e del servizio di prevenzione e protezione, al quale è stato affidato il compito di monitorare e analizzare ogni evento infortunistico per individuare soluzioni condivise di gestione e di miglioramento. Infine, dall’analisi degli infortuni scaturiscono azioni preventive e correttive finalizzate ad educare gli operatori al rispetto delle corrette norme comportamentali.

La metodologia utilizzata

Risultati e sviluppo

Tre sono le azioni principali alla base del progetto. Innanzitutto, una forte azione di sensibilizzazione e formazione a più livelli che ha coinvolto i preposti e tutti i lavoratori in un percorso di addestramento sulle norme di prevenzione e sulle corrette procedure da adottare per innalzare il livello di protezione contro le esposizioni accidentali. Allo scopo è stato realizzato e distribuito a tutti gli operatori un opuscolo informativo che illustra le tecniche e le metodologie corrette per compiere in sicurezza le attività maggiormente a rischio. Per mantenere alta l’attenzione sul tema, è stato poi costituito un gruppo di lavoro al quale partecipano i

Tutto questo ha consentito, in soli 5 mesi, di ridurre l’indice di frequenza degli infortuni a rischio biologico del 13% e l’indice di incidenza del 17%. “Risultati apprezzabili – ha commentato Monica Fabris, Responsabile della Linea Igiene e Sanificazione in ambito sanitario – soprattutto se si considera il ridotto arco temporale in cui sono stati conseguiti. Questo ci spinge a continuare con ancor maggior vigore l’azione di sensibilizzazione avviata, per ridurre ulteriormente il numero e la gravità degli infortuni a tutto vantaggio della salute dei nostri operatori.” [www.coopservice.it]


ATTUALITÀ

Injenia per il Facility Management: soluzioni innovative per la gestione aziendale Injenia, società di consulenza e fornitura di servizi tecnologici, progetta soluzioni in grado di apportare importanti vantaggi alle aziende in termini di facility management.

Innovazioni per la tracciabilità

10 APRILE 2016

L’attività svolta da Injenia anticipa i principali trend attuali, primo fra tutti la mobilità. Le soluzioni innovative, proposte per il settore dei servizi di facility management, permettono alle imprese di eseguire e tracciare le diverse attività lavorative attraverso l’utilizzo di smartphone e tablet. Questi dispositivi diventano così sempre più essenziali, consentendo all’azienda un aumento dell’efficacia organizzativa, in modo da renderla capace di adattarsi, con facilità e rapidità, ai cambiamenti del mercato.

Gestione efficace ed economica dei processi Le soluzioni software che Injenia offre permettono una gestione efficace ed economica dei processi, del patrimonio aziendale, degli impianti e degli assets. I vantaggi che questa strategia apporta sono numerosi: semplificazione nella gestione della manutenzione e sicurezza degli impianti, miglioramento della tracciabilità delle richieste e degli interventi sia nei processi sia nelle singole azioni, collaborazione in tempo reale per il monitoraggio della qualità. Anche in ottica mobile, sono state realizzate applicazioni in grado di gestire e monitorare le manutenzioni, la logistica e i servizi a livello aziendale.

Protagonista nel facility management Tra le esperienze di maggiore interesse, che vedono Injenia come protagonista nel settore dei servizi di facility management, si possono inserire lo sviluppo di progetti con l’utilizzo di Apps e dei Google Glass come soluzioni per i settori

Business, Industry, Manufacturing e Logistics. Un esempio di successo è stato l’innovativo progetto cinematografico, affidato a un noto regista italiano, per un’azienda leader nel value fashion retail grazie alla Google Glass digital experience: un cortometraggio, interamente realizzato con l’utilizzo dei dispositivi wearable di Google.

Un importante progetto “digital plant” Sempre in ottica di facility management Injenia ha realizzato un progetto importante nell’ambito di digital plant per un’azienda leader internazionale nel settore alimentare. Attraverso l’implementazione di una soluzione specifica per la gestione delle richieste di manutenzione a partire dall’ambiente social di Google+, ha creato una community dedicata alle diverse linee produttive e alle esigenze dei responsabili di produzione. Gli obiettivi raggiunti con queste strategie innovative hanno permesso non solo di migliorare la comunicazione in real time e il coinvolgimento del personale, ma anche di strutturare la collaborazione tra gli addetti di produzione e quelli di manutenzione.

Concreta sinergia tra imprese e ricerca Per Cristiano Boscato, direttore Marketing e Commerciale di Injenia, queste soluzioni in am-

bito facility management dimostrano una visione che lega innovazione, semplicità d’uso e velocità di realizzazione e implementazione dei progetti, in meno di un mese dall’idea all’avvio in produzione. Injenia, inoltre, crede nella sperimentazione e nel talento in tema di facility management e per dare concretezza alla sinergia tra il mondo delle imprese e quello della ricerca, lo scorso gennaio ha inaugurato presso la Scuola di Ingegneria ed Architettura dell’Università di Bologna il laboratorio Innovation Development Center. Attraverso l’utilizzo delle soluzioni tecnologiche offerte da Injenia, studenti e personale universitario possono dare vita a iniziative congiunte che abbiano lo scopo di innescare processi di innovazione e nascita di nuove startup. Ad oggi sono attivi numerosi progetti di ricerca sui mondi del cloud, della geolocalizzazione, del mobile e dei big data: varie tesi già completate ed in corso, numerosi progetti di collaborazione con docenti, ricercatori e studenti, che insieme ai team Injenia portano avanti ogni giorno nuove iniziative.

Per un ambiente lavorativo di qualità Injenia, in risposta all’attuale esigenza di gestire e trattare moli di dati sempre più crescenti, offre, attraverso un approccio integrato, servizi di supporto nella progettazione, pianificazione ed erogazione delle principali attività aziendali, mirati a creare un ambiente lavorativo di qualità. Individua soluzioni decisive in grado di facilitare l’implementazione degli aspetti strategici, analitici e gestionali-operativi che caratterizzano le esigenze aziendali, così da agevolare il cambiamento e contribuire al raggiungimento degli obiettivi. [www.injenia.it]


ATTUALITÀ

Metodo Sorma: prestazioni d’eccellenza fanno la differenza! In un mercato del cleaning destinato ad una drastica selezione naturale (si stima che il numero degli attuali operatori sul mercato si ridurrà ad 1/3 entro i prossimi 3 anni) la qualità dei risultati diventa imprescindibile ed unico vero fattore differenziante. Ebbene: grazie al metodo Sorma anche in sanità, le prestazioni eccellenti possono fare la differenza.

L’importanza delle prestazioni Ma andiamo con ordine: la qualità dei prodotti e dei macchinari è in molti casi considerata un dato certo, ma troppo spesso si tralasciano le prestazioni. Ebbene prestazioni eccellenti si ottengono con un giusto ed equilibrato mix: prodotti e macchinari di prima scelta, metodo e competenza e la formazione degli operatori. Oggi l’improvvisazione non premia più e la guerra del prezzo al ribasso è una discesa senza fine.

Qualità diffusa e partner d’eccellenza Come fare? Concentrarsi sulla “qualità diffusa” lungo tutta la filiera affidandosi a chi, con anni di esperienza ha saputo creare un metodo di lavoro che funziona, testato sul campo e con risultati certi. Affidarsi ad un partner come Sorma significa poter contare su competenze uniche nel settore che possono affiancare l’impresa di pulizia nella gestione di problemi complicati, spesso difficilmente risolvibili da soli.

Muoversi con competenza nei nuovi scenari Fenomeni come la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione (basti pensare alle modalità per la fatturazione elettronica), la spinta verso l’economia circolare per la limitazione dello spreco delle risorse ambientali e la salvaguardia dell’ambiente, le continue evoluzioni legislative costituiscono una serie di “complicazioni” che da un lato rappresentano un indubbio miglioramento della qualità del lavoro, ma dall’altro lato (che è quello della singola impresa di pu-

11 APRILE 2016

lizie) sono un concentrato di complicazioni ed adempimenti che intasano la gestione ordinaria dell’attività d’impresa. Ma non per questo devono diventare un ostacolo, anzi!

La svolta del “collegato ambientale” Il recente Collegato Ambientale rilasciato ai primi di febbraio ne è un chiaro esempio: il provvedimento normativo è una vera svolta per la promozione e diffusione della green economy ed impone di applicare i criteri ambientali minimi negli appalti pubblici; questo determina maggiori obblighi per le stazioni appaltanti nella considerazione di nuovi criteri per l’assegnazione delle gare, dal consumo di energia, all’emissione di sostanze inquinanti, dalla riduzione del prelievo di risorse naturali ad una diversa regolamentazione nella richiesta di fidejussioni.

Da ostacoli a opportunità Quest’evoluzione normativa spesso diventa un vero ostacolo per la singola impresa che deve affrontare criteri di gara sempre più complicati, deve confrontarsi con stazioni appaltanti non sempre qualificate per gestire forniture specifiche, soprattutto in settori delicati come la sani-

tà e finisce il più delle volte per abbandonare o presentare progetti incompleti perdendo reali opportunità di business.

Basta sapere a chi affidarsi

Chi invece si affida ad un partner altamente specializzato come Sorma, che da sempre si confronta con questi problemi e che può mettere a servizio dell’impresa di pulizia competenza, qualità e servizio, può competere su gare complesse sapendo che alle spalle ha un vero partner d’impresa, capace e pronto a fornire prodotti di qualità, servizi dedicati ed un valido e testato metodo di lavoro. [www.sormaeurope.it]


ATTUALITÀ

Copma e PCHS: nuovi loghi nel segno dell’igiene Il recente restyling dei loghi Copma e PCHS è un’ulteriore conferma, se mai ce ne fosse ancora bisogno, dell’impegno strategico dell’azienda nel segno dell’igiene. E’ Mario Pinca, a.d. di Copma, a spiegarci come è maturata l’idea.

Quali le ragioni alla base del restyling dei vostri loghi?

12 APRILE 2016

“Non è una semplice questione di coerenza tra comunicazione e strategia aziendale: significa riaffermare la propensione dell’azienda a ricercare soluzioni operative in grado di garantire l’unico risultato utile e necessario in un ambiente nosocomiale: l’igiene. Igiene 2.0 vuol dire produrre igiene in grado di corrispondere ai livelli oggi attesi, il che significa contrastare efficacemente l’emergenza data dalla diffusione dei batteri multiresistenti.”

Cosa significa essere produttori di igiene? “Vuol dire che non basta più parlare di pulizia, che in un mercato sempre più dequalificato aumentano i rischi per i pazienti, che il prodotto della nostra attività ha un nome solo, preciso: l’igiene.”

Il PCHS ha aperto nuove strade nel settore del pulimento: in che misura è per voi un fattore di sviluppo aziendale? “Coniugare ricerca con innovazione è per noi un processo ineludibile; non ci siamo fermati ai risultati pur importantissimi conseguiti con il sistema PCHS: bassi e stabili livelli di patogeni nell’ambiente. La “ricerca continua” è il nostro background, ed accompagniamo il PCHS con una costante attività di studio e di ricerca per conseguire al meglio l’obiettivo del livello di igiene che andiamo proponendo. Questo è un fattore di sviluppo non solo per la nostra azienda ma riteniamo anche per il nostro settore.”

Oltre al successo avrete incontrato sulla vostra strada anche ostacoli… “Abbiamo sempre detto che con questa innovazione “scaliamo una montagna”, fatta di dubbi, di resistenza al cambiamento, di pregiudizio. Ciò che più dispiace ovviamente è il pregiudizio ma abbiamo incontrato anche tanto interesse, a capire, a provare, a metterci, come si dice, il naso dentro. Oggi possiamo parlare di applicazione del sistema PCHS in oltre 40 strutture sanitarie ed ospedaliere.

Come emerge dal vostro sito web, Copma segue con molta attenzione le problematiche che stanno preoccupando le istituzioni sanitarie e politiche europee: le multi resistenze

“Lo facciamo perché siamo convinti che sia nostro dovere fare in modo che l’ambiente nosocomiale sia il più salubre possibile: mantenere bassi e stabili livelli di potenziali patogeni vuol dire contribuire a ridurre concretamente il rischio di trasmissione di infezioni da contatto. Oggi le autorità sanitarie europee (e non solo) stanno cercando le soluzioni per fronteggiare l’emergenza data dai cosiddetti superbatteri con rischi di gravi pandemie (allarme lanciato tra gli altri dall’Istituto di ricerca RAND Europe di Cambridge e Bruxelles); tutto sembra concentrarsi nella ricerca di nuovi antibiotici anche se la comunità scientifica parla sempre più di “era post antibiotica”. Noi cerchiamo di promuovere ed estendere la ricerca di soluzioni anche in altre direzioni.”

A cosa pensate in particolare? “Pensiamo sia possibile fare da subito qualcosa: i superbatteri a livello ambientale possono essere fortemente contrastati come dimostra l’ultima pubblicazione scientifica del 17 febbraio scorso su Plose One da parte dei ricercatori dell’Università di Ferrara; si dimostra infatti che a seguito dell’applicazione del sistema PCHS, oltre al-

le conferme inerenti la sicurezza e l’affidabilità del sistema, il “resistoma” cambia radicalmente: vengono abbassate e sostanzialmente annullate le resistenze preesistenti. Tali straordinari risultati inducono a proseguire nella ricerca di correlazione tra l’applicazione del PCHS, l’ecosistema microbico e la riduzione delle Infezioni correlate all’assistenza (ICA); per questo, dopo gli studi pilota effettuati a Ferrara, è già partito uno studio multicentrico che vede partecipi cinque Università Italiane e sei Ospedali in Italia.”

Un progetto molto ambizioso quindi “Dicevo all’inizio che è nostro dovere farlo; si tratta di mettere in campo ogni potenzialità che ciascuno può fare per dare un contributo concreto anche in materia di riduzione del rischio infettivo. Non solo ricerca quindi, ma anche promozione della cultura dell’igiene; è un passaggio fondamentale. E’ per questo che oggi possiamo con soddisfazione confermare i capisaldi dell’efficacia del Sistema PCHS: aumenta il livello di igiene, aumenta la sicurezza, riduce l’impatto ambientale, riduce i costi.” [www.copma.it]


ATTUALITÀ

Arco Chimica, a Medolla il primo Tailor point per un’igiene su misura abbiamo adottato, insieme al nostro partner, infatti, è proprio quella di portare su tutta la filiera del mercato la possibilità di acquistare un pulito a costo certo e garantito. All’interno dell’ala aziendale, ormai pronta, che sorge su una superficie di circa 500 mq, troverà posto anche una sala corsi per la formazione del personale, compresi dealer e utilizzatori finali”.

In cosa consiste questo progetto? L’accordo raggiunto con Kärcher Italia e Unicredit prevede che la nuova ala dello stabilimento di Medolla (Mo) sia destinata ad accogliere il primo TAILOR- Point d’Italia, ovvero una struttura appositamente destinata all’igiene venduta su misura, che sarà inaugurata a metà aprile. Il direttore generale, Luca Cocconi, commenta soddisfatto: “Si tratta di un investimento di immagine, tempo e risorse per cambiare il mercato attraverso una partnership e una progettazione d’importanza primaria, che vogliamo siano portate a termine nel miglior modo possibile”.

Un 2016 partito in quinta! Per ARCO Chimica e Arco Chemical Group l’inizio del 2016 non ha tradito le attese: le novità e i progetti, come sempre, per l’azienda e il Gruppo modenese di Medolla sono molteplici e assai stimolanti, a partire dalla sede. Ne parliamo con il direttore generale, Luca Cocconi: “Abbiamo ripensato”, esordisce, “l’intera area accoglienza con l’intento di permettere ai dipendenti che operano negli uffici di poter lavorare nelle migliori condizioni possibili”.

C’è anche una novità che riguarda la nuova ala dello stabilimento aziendale “Sì: l’accordo con Kärcher Italia prevede che accolga il primo TAILOR -Point d’Italia, una struttura appositamente destinata all’igiene venduta su misura. La strategia commerciale che

“TAILOR è uno strumento innovativo, basato su un software e su una nuova applicazione, che apre le porte a un modo nuovo di fare pulizia, consentendo al mercato di acquistare tutto il cleaning necessario in formula controllata, conoscendo preventivamente il costo al metro quadro del pulito, oppure quello a canone. Si potrà disporre della programmazione e degli ordini aperti per la durata dei cantieri o degli appalti in gestione. TAILOR rappresenta a tutti gli effetti una nuova concezione del fare cleaning: al cliente finale vengono garantite la certezza della qualità del risultato a un costo certo e modulabile in funzione delle proprie esigenze”.

che una convention per una carrellata di tutte le strategie ARCO: proporremo la nostra metodologia anche ad alcune aziende leader del comparto pulizie. Saremo sempre “in casa nostra”, perché ci tengo a sottolineare che questa nuova struttura è proprietà di Arco Chemical Group.”

Il 2016 è l’anno di ISSA Interclean: Arco Chemical Group sarà presente ad Amsterdam? “Confesso di no: i nuovi impegnativi scenari che ci vedranno al lavoro hanno reso indispensabile un “anno sabbatico”. Il che non significa affatto – ovviamente – abbandonare, da parte nostra, l’idea di essere protagonisti sui mercati esteri, con la forza e l’incisività che ci caratterizzano da tempo. Il nostro obiettivo prima-

Fra i partner c’è un grande Istituto di Credito: Unicredit “Siamo orgogliosi di essere stati individuati da questo prestigioso Istituto di Credito come una delle poche realtà aziendali, a livello sia nazionale che internazionale, capace di guardare in faccia la crisi economica inventando nuove soluzioni innovative da proporre con successo al mercato”.

Possiamo anticipare brevemente quali saranno i prossimi passi del percorso di alleanza commerciale con Kärcher Italia? “La prima iniziativa, a metà aprile, sarà l’inaugurazione del TAILOR – Point, alla quale seguiranno le presentazioni di questa importante innovazione al mondo dealer preselezionato. Nei prossimi mesi nella nuova struttura terremo an-

rio, quest’anno, sarà però quello di consolidare all’interno dell’azienda e in Italia tutta una serie di progetti, che stanno vivendo un’importante fase di start-up e di sviluppo, dai quali ci attendiamo grandi risultati. Il tutto senza trascurare minimamente, anzi, puntando a rafforzare anche la nostra presenza all’estero. Abbiamo però deciso di investire la quota di denaro che sarebbe stata necessaria per partecipare alla Fiera olandese, destinandola all’innovazione e allo sviluppo del nostro mercato primario.” [www.arcochimica.it]

13 APRILE 2016


ATTUALITÀ

Skill, un partner affidabile per… Anni Sereni all’avanguardia che opera da tempo nel settore sanitario collaborando con ospedali, cliniche, case di riposo, strutture assistenziali, ambulatori pubblici e privati ed offrendo servizi di alta qualità, caratterizzati da elevati standard igienici, tanto nelle aree a basso rischio che in quelle a medio ed a alto rischio, negli spazi comuni come nelle aree di accettazione, nei reparti di degenza come nelle sale operatorie. Un aspetto che viene molto apprezzato dal mercato, oltre all’affidabilità, è la capacità innovativa.

14 APRILE 2016

“Dal 2011, anno in cui ho iniziato a lavorare in Anni Sereni S.r.l. (Società appartenente a Gruppo Italcliniche di Roma), Skill è stato partner unico per i servizi esternalizzati per quanto riguarda pulizia e sanificazione”.

Anni Sereni

E già questo la dice lunga sull’affidabilità di un partner, specie quando si parla di contesti in cui la pulizia e l’igiene è fondamentale ma non è che il punto di partenza per un servizio di alta qualità, in tutti i sensi. Chi parla è il Dott. Andrea Mazzocato, direttore amministrativo di Anni Sereni S.r.l., una struttura socio-sanitaria che accoglie anziani con vari profili di non-autosufficienza. La struttura, che ha sede a Scorzé (nell’area metropolitana di Venezia), accoglie 158 anziani non autosufficienti suddivisi in 5 nuclei residenziali ospitanti anziani con livelli di assistenza sanitaria minima e media, un nucleo per pazienti S.A.P.A. (Sezione Alta Protezione Alzheimer ) e 4 posti letto per persone in Stato Vegetativo Permanente. La struttura accoglie inoltre 30 anziani in regime di semi-residenzialità (c.d. Centro Diurno).

no: a partire dagli odori, come si può ben immaginare, per finire con le numerosissime emergenze che, purtroppo, capitano quotidianamente. E siccome Anni Sereni intende la propria organizzazione come un sistema per migliorare la qualità della vita delle persone, non ci si può certo permettere di abbassare la guardia su aspetti quali l’igiene, la pulizia e la sanificazione degli ambienti. E qui entra in scena Skill, che ha in appalto il servizio di pulizia e sanificazione della struttura e dell’annesso poliambulatorio Aquafit.

Grande affidabilità

“Si tratta di un partner affidabile, che ci garantisce la massima tranquillità –spiega il Dott. Mazzocato-. Ormai il servizio è rodato, la qualità è consolidata e le criticità sono sempre state affrontate con efficienza e tempestività. L’esternalizzazione dei servizi è una scelta strategica del Gruppo che, afferma il Dott. Mazzocato, si è dimostrata vincente. Una scelta strategica, che paga solo se ci si affida ai giusti soggetti. Come nel caso di Skill.

Le problematiche igieniche

Skill Divisione Sanità

In un contesto del genere, come dicevamo, le problematiche igieniche sono all’ordine del gior-

Oltre ad essere attiva in tutti gli altri settori del mercato, infatti, Skill ha una Divisione sanità

Un’azienda dinamica, che collabora con il cliente Come sottolinea il presidente Nicola Burlin, infatti, “ Skill non si limita ad erogare servizi, cosa che -diciamolo- sono in parecchi a saper fare anche bene, ma definisce assieme al cliente una strategia di supporto alle attività sanitarie promuovendo la ricerca continua e finalizzata all’aggiornamento costante del servizio, proponendo tecnologie e metodologie all’avanguardia, standardizzate all’interno di protocolli internazionalmente riconosciuti. La collaborazione è dunque fattiva, e non solo sulla carta.

Anche il poliambulatorio e un’altra struttura del Gruppo Skill, come dicevamo, effettua i servizi di pulizia e sanificazione non solo nel centro, ma anche nell’annesso poliambulatorio Acquafit, che comprende un’area medica, un’area riabilitativa e un’area fisioterapica. Sempre per lo stesso Gruppo, Skill è anche partner dell’RSA Villa Carla di Fiumicino, una struttura moderna e accogliente a due passi dal mare e alle porte di Roma e dell’RSA Villa Gaia e RSA Casa degli Angeli Custodi di Nettuno sempre su litorale laziale. [www.skillservice.it]


APRILE

SANITÀ

2016

&COMUNITÀ INSERTO

il giornale dei servizi ambientali

TERZA PAGINA INTERVISTA CONGRESSO ANMDO 17

SANITÀ MIGRANTI PULIZIA OSPEDALI SVIZZERI

GESTIONE SPENDING REVIEW CHIARIMENTI MEF 29

IL NUOVO CODICE APPALTI PREZZI DI RIFERIMENTO IN SANITÀ

SCENARI FORMAZIONE NUOVE ZANZARE INVASIVE 38

SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE PREMIO

TECNOLOGIE PULIZIE VERDI IGIENE MANI 48


INTERVISTA TERZA PAGINA

la fare “a metà del guado” di Umberto Marchi

Il presidente di Fare Sandra Zuzzi fa il punto della situazione alla metà del suo mandato: “Un’associazione dinamica, che si sta “risvegliando” grazie anche al cambio di immagine.” Il nuovo ruolo degli economi? “Diverso, ma non troppo…” Da un anno e mezzo Sandra Zuzzi, provveditore dell’Ulss 20 di Verona, è presidente di Fare – Federazione delle Associazioni Regionali degli Economi e Provveditori della Sanità. “Siamo a metà del guado” dice lei sorridendo, e in fondo questi diciotto mesi, giorno più giorno meno non sono un’eternità. Eppure tanto è bastato per vedere un deciso cambio di passo. Una Federazione più dinamica e visibile, che si sta rinnovando nell’immagine e nella sostanza, anche a livello delle singole associazioni.

Iniziamo proprio da qui: come sta andando?

“Come le dicevo stiamo facendo il giro di boa, e devo dire che è un incarico davvero molto impegnativo. Ciononostante sono molto soddisfatta perché le cose stanno andando bene e la federazione si sta muovendo nella direzione che io ho voluto dare fin dall’inizio. Oggi conta circa 800 associati in tutta Italia e questo numero potrebbe crescere ancora. Con il principio di quest’anno, grazie alla nuova partnership con Edicom, abbiamo completato la riorganizzazione della nostra comunicazione sia nella forma sia nei contenuti, con una rivista

to hanno più esperienza e più tempo per dedicarsi alle attività associative, dall’altro non sempre hanno il polso dello stato dell’arte della nostra professione. Non solo: stiamo riorganizzando anche la formazione con cicli come quello organizzato in Lombardia da Ale e Scuola Nazionale Servizi (le 5 Giornate, che stanno ripartendo con successo anche quest’anno), ci stiamo dando nuove regole etico-organizzative, stiamo anche partecipando ai vari tavoli tecnici e istituzionali di interesse per il settore.” Sandra Zuzzi, presidente Fare

totalmente rinnovata nella veste editoriale ma non solo: mi riferisco naturalmente a Teme, un organo storico che purtroppo negli ultimi anni stava perdendo smalto. Ma c’è di più: accanto alla comunicazione cartacea abbiamo curato anche il nuovo look di quella online, con il sito www.fareonline.it rivisitato nella vesta grafica e nelle news sempre fresche e aggiornate sul mondo della sanità, e a breve anche una newsletter. Inoltre abbiamo infittito i contatti con la stampa di settore, anche attraverso una presenza sempre più frequente su testate come Sole 24 Ore Sanità e altre. Insomma cerchiamo di renderci più visibili e più attivi. E questa è solo la punta dell’iceberg. Abbiamo molto lavorato per riorganizzare la federazione anche a livello di associazioni regionali, ove possibile cercando di “reclutare”, anche ai vertici, persone attive in servizio: in molti casi, infatti, le presidenze regionali erano ricoperte da colleghi in pensione che, se da un la-

A proposito di novità nella professione dell’economo: sappiamo che sono tante e importanti, a partire dalle nuove modalità di acquisto nella PA. Come cambia il vostro ruolo?

“Certamente l’economo avrà un ruolo nuovo, ma fino a un certo punto. Innanzitutto in capo alle singole strutture resteranno le “ali” del procedimento, quelle cioè che stanno ai lati della gara. La definizione del fabbisogno, ad esempio, è un momento essenziale del nostro lavoro, ed è fondamentale per evitare sprechi o approvvigionamenti inappropriati. C’è poi ovviamente il controllo, una fase nella quale le singole aziende giocano un ruolo importantissimo. Non bisogna poi dimenticare che una buona fetta di acquisti verrà ancora effettuata in azienda. Giusto qualche giorno fa Carlo Cottarelli, intervenendo in videoconferenza a una tavola rotonda a cui ho partecipato, ha detto che su 135 miliardi di spesa per beni e servizi solo 50 saranno quelli che en-

17 aprile 2016


TERZA PAGINA INTERVISTA beni e servizi molto diversi: dalle siringhe al noleggio fotocopiatrici, ed è chiaro che in alcune aree, come quelle ad alto rischio, il controllo richiede professionalità specifiche. treranno a breve termine nel processo di centralizzazione. E io aggiungo che bisognerà anche vedere quanto ci metteranno i singoli soggetti aggregatori a entrare effettivamente in funzione e ad avere a disposizione tutti i beni e servizi richiesti. E nel frattempo? Non è esclusa la possibilità di iniziare a bandire gare. Sul lato accreditamento, sopra i 40mila euro non potranno fare gare i soggetti non accreditati Anac. Trovo molto interessante il processo di accreditamento in capo ad Anac, che si estenderà anche agli economi: una sorta di certificazione di competenze che trovo molto utile per la nostra professionalizzazione.”

Tornando sul tema del controllo, si sente tanto parlare di Dec – Direttore dell’Esecuzione del Contratto, anche se ad oggi una reale definizione concreta sembra difficile da fornire…

“Quella del Dec, più ancora di quella del Rup (laddove le due figure siano distinte) è una figura complessa, dalla professionalità ancora da definire e inquadrare bene. In linea generale direi che dipende dall’appalto che si considera. Le aziende sanitarie e gli ospedali sono strutture più complesse di quanto si possa immaginare, che richiedono competenze e professionalità vaste e diversificate. Acquistiamo

Come vede le nuove generazioni di economi?

“Diciamo che, come accade un po’ in tutta la pubblica amministrazione, anche per quanto ci riguarda l’età media non è proprio giovanissima, diciamo tra i 40 e i 50 anni. Stanno però venendo avanti nuove leve, direi che in generale stiamo assistendo all’inizio della transizione dal classico economo laureato in giurisprudenza/economia ad altri tipi di formazione. Non vedrei male, ad esempio, anche un economo con formazione gestionale, visto che il nostro ruolo, di fatto, richiede importanti competenze gestionali”.

Senza voler fare i conti in tasca a nessuno, è un lavoro che… conviene?

“Beh, economicamente non direi. Le retribuzioni amministrative in sanità sono piuttosto livellate. Diciamo che si tratta di un lavoro che si fa per passione. Anche perché è una professione molto rischiosa: il carico di lavoro è oneroso e le possibilità di commettere errori anche per semplici sviste molto alte. E’ facile sbagliare e in molti casi si può trattare di errori sanzionabili. Senza contare le difficoltà organizzative, i ricorsi, la possibilità di procedimenti innanzi alla Corte dei conti. Insomma, bisogna avere carattere. Anche per questo mi preme ripetere che esiste una Federazione ed esistono Associazioni regionali pronte a sostenere i colleghi nel loro difficile compito, non solo attraverso iniziative di formazione, ma anche con tutto il supporto che possiamo offrire.”


TERZA PAGINA CONGRESSO ANMDO

a bologna anmdo e eahm riflettono sulla responsabilità di Simone Finotti

20 aprile 2016

“Leadership, competenza e responsabilità in sanità” è il titolo del 42° Congresso Nazionale ANMDO, in programma al Palazzo dei congressi di Bologna dal 12 al 14 ottobre. Quest’anno il capoluogo emiliano ospiterà anche, in concomitanza, il 26° Congresso Internazionale EAHM (13 e 14 ottobre), nel segno della “Sanità sostenibile”. Denominatore comune il concetto di responsabilità verso le persone, oggi come domani. Il tempo passa veloce anche per ANMDO, la storica Associazione punto di riferimento nazionale dei medici delle Direzioni ospedaliere. Nemmeno te ne accorgi ed è già quasi il momento del 42° Congresso Nazionale, che quest’anno si svolgerà a Bologna, Palazzo dei Congressi, dal 12 al 14 ottobre all’insegna della “Leadership, competenza e responsabilità in sanità”. Certo, c’è ancora tempo, siamo ancora al primo annuncio, ma il programma inizia già a prendere forma e il tema è di quelli forti.

Tante e importanti le sfide di oggi e di domani

Tante sono le sfide, che il presidente Gianfranco Finzi definisce epocali, a cui il direttore sanitario, di strutture pubbliche e private, non può sottrarsi: “Gestire la Sanità nel nostro tempo -spiega Finzi- significa trovare soluzioni innovative per rispondere a sfide epocali: allungamento della vita me-

Gianfranco Finzi, presidente ANMDO

dia e aumento della prevalenza delle malattie cronico-degenerative, globalizzazione e migrazioni, maggiore impiego di risorse per diagnosi e cure, fenomeni di consumismo sanitario, innovazioni tecnologiche e terapeutiche e via dicendo.”

La popolazione invecchia, i bisogni aumentano

D’altra parte il quadro demografico non è dei più incoraggianti, visto dalla prospettiva di chi deve garantire assistenza. La popolazione invecchia e i bisogni crescono. Spiega Finzi: “Sia-

mo di fronte ad un quadro demografico caratterizzato da una popolazione più longeva, ma maggiormente bisognosa di assistenza che mette in crisi la sostenibilità dei sistemi sanitari nazionale e regionale. La contrazione dei sistemi di welfare, correlata al ciclo di crisi economica e alle scelte politiche di “spending rewiew”, ha aggravato le diseguaglianze esistenti, creando spesso mancanza di equità nell’accesso ai servizi.” Un allarme lanciato, più o meno con le stesse parole, dal presidente della Corte dei conti Raffaele Squitieri in occasione


CONGRESSO ANMDO TERZA PAGINA

dell’apertura dell’anno giudiziario. La spending review trasversale non può che accentuare le disparità e creare disequilibrio.

Il primo obiettivo è soddisfare i bisogni delle persone

Come se ne esce dunque? “ In uno scenario simile occorre non perdere i punti di riferimento fondamentali, rappresentati dalla consapevolezza che l’obiettivo primario e imprescindibile è costituito dalla garanzia del soddisfacimento dei bisogni e di risposta alle aspettative di salute e di accesso alle cure di alta qualità da parte della popolazione. Questo richiama tutti i soggetti interessati, e soprattutto i Manager della sanità, a nuovi modelli di intervento e ad un più alto livello di responsabilità. Occorre essere consapevoli che servono nuove competenze e nuovi approcci per promuovere e governare i necessari cambiamenti in una prospettiva di organizzazione sanitaria ormai modificata e che il Sistema sanitario nazionale, come la gran parte dei Servizi Sanitari europei, si confronta oggi con nuove importanti sfide assistenziali. Diventa pertanto decisivo il tema della “leadership” in ogni settore della società e a tutti i livelli delle organizzazioni per considerare la salute come una scelta e una priorità politica e la sanità come fonte di ricchezza, come risorsa e come investimento piuttosto che costo.”

Sostenibilità e responsabilità: una questione europea

A proposito di costi, qui entra in scena il concetto di sostenibilità. Che non è una questione solo italiana, ma almeno europea. A tale proposito, la grande novità di quest’anno è che, in concomitanza, si svolgerà sempre nella città degli Asinelli, dal 13 al 14 ottobre, (Palazzo Congressi) la 26esima edi-

zione del Congresso Internazionale EAHM. Un appuntamento biennale che nel 2014 si era tenuto a Berlino. Ad annunciarlo, in pompa magna, è il bel video con protagonista Bologna, con tutti i suoi tesori artistici, architettonici e... gastronomici, che sulle note del Va’ Pensiero campeggia in primo piano sul sito dell’Associazione: “Siamo molto orgogliosi di essere stati investiti di questa responsabilità. L’EAHM, European Association of Hospital Managers, fondata nel 1970 sotto la legislazione francese come Association Européenne des Directeurs d’Hôpitaux, riunisce oggi 28 associazioni nazionali di categoria di 25 paesi europei, per un totale di circa 16mila membri individuali, rappresentanti della sanità pubblica e privata. Con questi numeri è una delle più grandi associazioni del settore ospedaliero a livello mondiale. Ha un congresso biennale fin dal 1976 (il primo si tenne a Strasburgo), in cui vengono affrontati temi di attualità per il settore. A Berlino, due anni fa, si è discusso della nostra responsabilità nei confronti della gente, e quest’anno il tema è sempre orientato alla responsabilità, ma con l’aggiunta del concetto di sostenibilità. Il titolo del Congresso è infatti “La sanità sostenibile orientata al futuro. Competenze e responsabilità.” Un tema impegnativo, che mette in gioco non solo il presente, ma anche il futuro. D’altra parte, fin dalla sua formulazione negli anni Ottanta, l’idea di sviluppo sostenibile era ben chiara: soddisfare al meglio i bisogni del presente senza mettere a rischio la possibilità delle generazioni future di fare altrettanto.

Occorre una nuova generazione di public health leaders

D’altra parte, l’idea di responsabilità è trasversale e ormai non si può

21 aprile 2016


TERZA PAGINA CONGRESSO ANMDO

 L’agenda EAHM Si delinea intanto anche il programma del Congresso EAHM, altrettanto corposo e interessante: “L’apertura, giovedì 13 ottobre alle 10, sarà musicale, con il Coro Collegium musicum dell’Università di Bologna Alma Mater Studiorum, la più antica del mondo, seguita da una lettura magistrale (ore 11) e, a partire dal primo pomeriggio (14), da una prima sessione su “Sostenibilità e futuro dei sistemi sanitari.” Venerdì 14, dalle 9.30, sarà la volta della seconda sessione, su “ Valori e responsabilità dei professionisti”, e nel pomeriggio (14.30), della Terza sessione su “Leadership e competenze dei manager”. Alle 16.30, dopo le conclusioni, si terrà l’Assemblea Generale dell’associazione. Trasversalmente al programma si terranno quattro seminari: “Gli Ospedali del Futuro (In collaborazione con Siais, Società italiana dell’architettura e dell’ingegneria per la sanità); “Choosing Wisely”; “La Medicina rigenerativa”; “Mental Health”, per affrontare, anche in questo caso, temi chiave dell’attuale dibattito sanitario.

22 aprile 2016

più fare finta di niente: “E’ opportuno -dice Finzi- impegnarsi per una nuova generazione di “public health leaders” che non abbiano solo conoscenze sulle tematiche di sanità pubblica, ma anche competenze nella comunicazione e siano capaci di sostenere, promuovere, migliorare la salute collettiva in ogni ambito. Leaders che si sapranno adattare ai cambiamenti in un contesto socio-sanitario in rapida evoluzione, che superino le incertezze ed ambiguità del sistema, che siano capaci di resilienza rispetto alle sollecitazioni legate all’aumento dei costi e alla contrazione delle risorse, che sappiano affrontare le pressanti sfide dell’organizzazione del lavoro a fronte di una sempre più crescente domanda dell’utenza e coniugare al meglio le attuali professionalità con i nuovi percorsi assistenziali e modelli di cura. Pertanto l’attuale realtà sanitaria e le esigenze assistenziali e preventive richiedono non solo le competenze manageriali per le attività di pianificazione, organizzazione, direzione e controllo, ma anche abilità più complesse di leardership capaci di influenzare, motivare e rendere possibile il perseguimento degli obiettivi, rispettando le

linee programmatiche, i ruoli di tutti i professionisti coinvolti e la sostenibilità del sistema sanitario.”

Il programma ANMDO: dai nuovi standard ospedalieri ai migranti, tanti i temi di attualità

Entrando nel dettaglio del programma, anche se è troppo presto per un quadro preciso qualcosa si può già dire:

si parte mercoledì 12 ottobre mattina (ore 9.30) con la presentazione del congresso da parte di Gianfranco Finzi e Ida Mura, seguita da una lettura magistrale di Domenico Bodega. Alle 10.30, via alla prima sessione sui “Nuovi standard ospedalieri”: inquadramento nazionale, regionale, l’applicazione nelle Aziende Sanitarie e la prospettiva dalla parte dei cittadini. Nel primo pomeriggio, dalle 14, si parla di “Formazione gestionale”, con una tavola rotonda che animerà la seconda sessione. A metà pomeriggio verrà affrontato un tema di strettissima attualità anche nelle pagine di cronaca. Si tratterà infatti di “migranti ed emergenze sanitarie”, in un interessante seminario che farà il punto della situazione cercando di studiare possibili strategie. Alle 18.30, spazio a poste e comunicazioni. “L’impegno dell’Associazione come promotore di innovazione ed evoluzione scientifica si fonda sulla volontà di dare spazio anche per il 2016 ai contributi scientifici dei partecipanti, premiando la rilevanza scientifica del contenuto, l’originalità dello studio e l’efficacia della presentazione. Le Comunicazioni, che possono essere inviate da tutti gli iscritti al Congresso, esclusi i componenti del Comitato Direttivo e del Comitato Scientifico dell’associazione, alla segreteria nazionale (comunicazioni. anmdo@gmail.com), saranno valutate e selezionate. In particolare ne verranno scelte 24 fra tutte quelle pervenute, che saranno anche pubblicate sulla rivista “L’Ospedale”. Come sempre si possono presentare anche poster (poster.anmdo@gmail. com): ne verranno selezionati 12, che saranno esposti in sede congressuale.”


SANITÀ MIGRANTI

TERZA PAGINA

progetto diagnosi in banchina: percorsi assistenziali per la gestione dei migranti* di S. De Maria La Rosa*, B. Cacopardo*, C. Pulvirenti1, D. Cinà*, G. Tigano, G. Giammanco, R. Bonaccorso*, A. Cuspilici*, G. Manciagli, A. Lanteri2, G.G. Santonocito*

Introduzione

Negli ultimi due anni in coincidenza con il fenomeno degli sbarchi dei migranti si è assistito ad un modesto ma significativo incremento dell’incidenza di TBC nella provincia di Catania. Infatti si è passati da un’ incidenza di 5,8 casi/100.000 abitanti nel 2012 ad 8/100.000 nel 2013 sino ad un picco di 8,8 casi/100.000 abitanti nel 2014. Tale aumentata incidenza coinvolge per oltre 2/3 dei casi stranieri residenti e, a partire dal 2013, i casi notificati di tubercolosi in stranieri osservati in provincia di Catania ha riguardato soggetti provenienti dall’Africa. Del resto, oltre la metà dei migranti che a partire dal 2013 sono sbarcati a Catania, proviene da aree endemiche dell’Africa. Alcuni dei migranti hanno l’infezione in forma latente: costoro rischiano di riattivare la malattia tubercolare dopo eventi stressanti come malnutrizione, esposizione a perfrigerazione, etc. Un significativo numero dei migranti sbarcati ha già in atto una tubercolosi clinicamente evidente già all’arrivo, avendo riattivato la malattia durante i mesi drammatici e stressanti del trasferimento e del viaggio. Non è nota, all’interno di tale popolazione di pazienti stranieri con tubercolosi polmonare attiva, quanti siano effettivamente bacilliferi, ma è indubbio che tali individui, introdotti in centri di accoglienza o di raccolta, spesso in condizioni di promiscuità o di superaffollamento, possono diffondere l’infezione tubercolare ad altri soggetti non infetti.

23 Contenuti e metodi

Da gennaio ai primi di settembre 2015 al porto di Catania sono arrivati 7471 migranti. Tali circostanze, con i correlati rischi per quanto moderati per la salute per la popolazione autoctona, può ripercuotersi significativamente in un aumento del carico di lavoro dei Servizi Sanitari sia per la progressione clinica negli infetti che per i rischi di diffusione legati ai contatti. Questo rischio, percepito da quanti coinvolti nella gestione dei migranti, ha spinto un gruppo di lavoro multidisciplinare ad elaborare un percorso che è stato accolto con favore anche dall’O.M.S. e che prevede la somministrazione di un questionario clinico-epidemiologico (criteri epidemiologici: provenienza da area iperendemica, familiarità per TBC, sieropositività riferita per HIV; criteri clinici: tosse da > 2settimane; emoftoe; perdita di peso e sudorazioni notturne da > 2 settimane) a tutti i pazienti con temperatura corporea > 37°C allo sbarco. Nei casi ritenuti sospetti sulla base di uno score ottenuto dal questionario, viene eseguito, nell’arco di 2 ore circa, uno

screening (analisi espettorato, radiografia del torace) presso l’A.R.N.A.S Garibaldi di Catania che successivamente prenderà in carico presso l’U.O. di Malattie Infettive i pazienti eventualmente risultati positivi.

Conclusioni

L’attuazione del percorso condiviso delinea inequivocabilmente i compiti di quanti coinvolti, ottimizzando risorse in ordine a personale, tecnologie e tempi di risposta. L’organizzazione chiara ed efficiente predisposta per tale tipologia di migranti mette in atto un meccanismo di protezione dai potenziali rischi per la salute di tutta la popolazione sia residente che non residente. I risultati di tale ottimizzazione di percorsi sarà oggetto di successiva valutazione fermo restando che la risoluzione della causa scaturente dal contesto socio-politico tarda purtroppo a risolversi. *[Comunicazione che si è aggiudicata il I°premio al Congresso ANMDO 2015] *[AO Garibaldi (CT)] 1[Responsabile USMAF emergenze sanità] 2[Croce Rossa Italiana]

aprile 2016


TERZA PAGINA PULIZIA OSPEDALI SVIZZERI

un metodo di benchmarking per i servizi di pulizia negli ospedali svizzeri Il presente documento descrive un’importante evoluzione della piattaforma di benchmarking per i servizi di Facility Management negli ospedali svizzeri introdotta nel 2012. Lo studio è stato ripreso dalla Fondazione Scuola Nazionale Servizi all’interno della newsletter sulle innovazioni nel F.M. 24 aprile 2016

Franziska C., Honeggercv e Madeleine, Betschart e Gabriela V., Züger e Susanne, Hofer*

Stando all’elenco dell’OCSE relativo alle spese totali in ambito sanitario (espresse sotto forma di percentuali del PIL), la Svizzera è alta in classifica, non molto dietro gli Stati Uniti, che si piazzano al primo posto (OCSE, 2011). Ma a differenza degli Stati Uniti, dove i costi sanitari sono legati a fattori economici, gli ospedali elvetici hanno beneficiato di una situazione finanziaria non molto restrittiva, in quanto venivano pagati per i loro servizi in maniera retroattiva, in genere al prezzo richiesto. A causa dell’implementazione del sistema SwissDRG, che richiede il rimborso dei costi ospedalieri in anticipo attraverso un sistema organizzato per gruppi basati sulla diagnosi, questa situazione è ora diversa. Questo cambiamento è stato annunciato per semplificare i sistemi di finanziamento degli ospedali e ha interessato la fornitura di tutti i servizi e processi ospedalieri. Uno dei principali vantaggi dichiarati del nuovo sistema SwissDRG è che costringe gli ospedali e i servizi sanitari in generale a impegnarsi per raggiungere una maggiore trasparenza dei

processi come condizione fondamentale per essere «cost-oriented.» Questo bisogno di trasparenza non interessa soltanto le funzioni centrali degli ospedali (ovvero trattamento e cura), ma anche i processi di supporto. Questi ultimi rientrano nell’ambito del Facility Management (FM), definito come l’«integrazione di processi all’interno di un’organizzazione allo scopo di mantenere e sviluppare i servizi concordati che supportano e migliorano l’efficacia delle attività primarie» (CEN, 2006, pag. 5). Il ruolo e la rilevanza dell’FM sono critici, perché il 25-40% dei costi totali degli ospedali riguarda vari processi di supporto come i servizi di pulizia e sono ovviamente di cruciale importanza. Guardando le attività di ricerca, una grande attenzione è stata data alle questioni legate all’igiene e alla pulizia nei nosocomi in modo da evitare e controllare le infezioni ospedaliere. Questo lavoro è citato in prevalenza nella letteratura clinica, i collegamenti espliciti alla pulizia come parte dell’FM non sono frequenti (May e Pitt, 2012). Tuttavia, come sottolineato da Homan (2012), affinché vengano raggiunti e mantenuti i livelli richiesti di igiene e pulizia, gli ospedali devono affrontare in maniera professionale le sfide operative quotidiane sul piano della pulizia. E questo è uno dei compiti principali dell’FM e per questo, i Facility Manager / responsabili dei servizi di pulizia devono disporre di informazioni dettagliate sui processi di pulizia (tra cui, per esempio, dati di vari ospedali che possono essere messi a confronto per misurare l’efficacia e l’efficienza dei processi e discutere dei risultati con persone che svolgono lo stesso lavoro).

È difficile ottenere questo tipo di dati negli ospedali svizzeri: per motivi storici, i nosocomi elvetici sono impostati e gestiti su base individuale. Per esempio, le strutture che si occupano di contabilità per i servizi di pulizia variano da ospedale a ospedale. In altre parole, occorre ora adottare strumenti che aiutino gli ospedali a migliorare la loro trasparenza delle spese e consentano di fare confronti per affrontare le sfide legate alle condizioni economiche sempre più restrittive. E il presente studio si occupa proprio di questa necessità ancora da soddisfare. Nello specifico, occorreva un metodo per definire costi di pulizia chiari, nonché dati qualitativi con cui migliorare la trasparenza delle spese e, sulla base di questo, sviluppare un sistema di benchmarking per la pulizia nei nosocomi svizzeri che vada a tutto vantaggio di chi prende le decisioni, al pari di quanto fatto con il catering ospedaliero. A questo proposito, non esiste una panoramica del mercato che descriva l’attuale livello di outsourcing dei servizi di pulizia negli ospedali svizzeri. Stando a dati precedenti, meno del 15% dei nosocomi esternalizza l’intera gamma dei servizi di pulizia affidandola a fornitori esterni (Hofer e Rohrer, 2011). Una percentuale più alta esternalizza lavori speciali, come la pulizia periodica dei vetri (Hofer e Rohrer, 2011). Questa situazione incide sulla catena di fornitura dei servizi di pulizia in quanto le disposizioni interne degli ospedali e le direttive in materia di retribuzione influenzano i salari dei lavoratori. È nell’interesse degli ospedali negoziare relazioni economiche vantaggiose con i fornitori dei materiali usati per la pulizia. Il mercato degli ospedali elvetici si distingue non solo per una percentua-


PULIZIA OSPEDALI SVIZZERI TERZA PAGINA

le relativamente bassa di servizi esternalizzati, ma anche per l’assenza di rilevanti attività di «Private Finance Initiative» (PFI) diffuse, per esempio, nel Regno Unito. Una delle basi teoriche della presente ricerca è rappresentata dal concetto di benchmarking.

Sviluppo di un metodo di benchmarking

Metodologia Tema e obiettivi della ricerca Sulla base della situazione descritta sopra, durante la ricerca si è cercato di trovare una risposta alle seguenti domande: Come è possibile utilizzare le fonti esistenti dei processi e le informazioni sui costi come base per il benchmarking delle attività di pulizia negli ospedali diffusi sul territorio svizzero? Di quali dati chiave (KPI) hanno bisogno i professionisti di FM per definire standard di riferimento nei servizi di pulizia negli ospedali? Poiché non esistono fondamenta scientifiche per il benchmarking dei servizi di pulizia, i ricercatori e i professionisti coinvolti hanno deciso di concentrarsi sulle procedure e sui dati misurabili a livello quantitativo dei servizi di pulizia che rientrano in modo chiaro nell’ambito di responsabilità dei professionisti interessati (responsabili delle pulizie). Tali procedure e dati possono poi essere utilizzati direttamente da questi ultimi al momento di argomentare i loro punti di vista. I dati HAI e altre misure di assistenza ai clienti non sono stati inclusi in questa fase perché in Svizzera non sono attualmente disponibili standard di misurazione definiti sufficienti per il benchmarking di questi aspetti. Struttura della ricerca Per raggiungere l’obiettivo indicato in precedenza, si è optato per un approccio basato su metodi misti all’interno di una struttura prevalentemente qualitativa della ricerca. Il tutto è stato consolidato dal paradigma pragmatico e da un approccio principalmente induttivo. Strategia dell’indagine: la struttura del-

Tabella 1: parametri chiave negli ospedali campione (tutti per malattie acute)

Ospedale Numero di letti Pazienti interni Giorni pazienti interni Numero staff (FTE) Numero staff (effettivi)

7

1

2

3

4

5

6

377

264

607

479

156

210

829

18.406

66.799

36.406

20.005

47.347

14.676

34.441

106.744

72.586

25.653

126.405

53.151

65.503

265.818

1.235,40

927,00

3.418,70

1.886,00

680,00

1.293,70

ns

1.940

1.268

4.361

753

1.005

1.958

3.429

lo studio del caso I risultati della presente ricerca sono ricavati da un singolo studio del caso, legato al tema dei servizi di pulizia in sette ospedali. Sulla base della natura dei temi indagati nella ricerca, sono state discusse le fonti dei dati esistenti in queste strutture in modo da poter trarre conclusioni partendo dai confronti fatti. È stata quindi applicata un’analisi comparativa all’interno della strategia adottata per lo studio del caso. Accesso al caso / campionamento Si è potuto accedere ai sette ospedali sfruttando collegamenti esistenti. È stata applicata una tecnica di campionamento ragionato e non probabilistico. Erano rappresentate le attività di pulizia tipiche nei nosocomi elvetici, compresi quelli con servizi di pulizia sia interni, sia esternalizzati. La tabella 1 fornisce una panoramica dei parametri chiave dei sette ospedali. Il presente campione comprende ospedali per malattie acute di diverse dimensioni che forniscono una buona rappresentazione di tutti i nosocomi elvetici. Raccolta e analisi dei dati I dati sono stati raccolti utilizzando un approccio basato su metodi misti per gli studi di tipo qualitativo, che includono discussioni con esperti per avere informazioni sulle strutture del processo e sui requisiti di benchmarking dai professionisti (con i responsabili delle pulizie degli ospedali) e un questionario quanti-

tativo in grado di fornire dati numerici (soprattutto legati alla contabilità). Le discussioni con gli esperti hanno messo a disposizione una grande quantità di dati con cui è stato possibile definire la struttura qualitativa del presente studio. Grazie a questo approccio è stato possibile combinare le fonti dei dati per avere una panoramica di ampio respiro delle sette strutture. Per tutti i metodi utilizzati per la raccolta dei dati è stato fornito il consenso informato.I dati raccolti sono stati analizzati e confrontati. A questo proposito è stata applicata una strategia di codifica. I codici utilizzati sono stati ricavati dalle strutture della contabilità e dalle varie fasi del processo. Grazie a questi codici è stato possibile esaminare gli esistenti processi e le informazioni sui costi, creando uno schema di dati per acquisire e analizzare valori di benchmarking rilevanti per i servizi di pulizia degli ospedali.

Risultati

Dati chiave definiti I dati chiave definiti con precisione, calcolati partendo da numeri di base stabiliti chiaramente per evitare confronti inesatti, sono essenziali per le attività di benchmarking. I numeri di base utilizzabili sono stati ottenuti partendo dai dati relativi alle fonti esistenti dei processi e alle informazioni sui costi (come i sistemi di controllo inventario, contabilità, statistiche relative alle risorse umane). I

25 aprile 2016


TERZA PAGINA PULIZIA OSPEDALI SVIZZERI Tabella 2: esempio della definizione dei dati chiave

Nome del dato base Formula (uso dei numeri di base)

Definizioni

Costi totali di pulizia Costo del personale + costo del materiale + costo pulizia acquistata + entrate pulizie Costo del personale = costi dello staff che lavora esclusivamente per il reparto pulizie (compresi benefici sociali). Costo del materiale = costo dei materiali utilizzati per la pulizia in sé (non compreso il materiale per la pulizia utilizzato da altri membri del personale ospedaliero). Costo pulizia acquistata = costi per i servizi di pulizia forniti da fornitori esterni. Entrata pulizie = entrate ricavate per i servizi di pulizia forniti a clienti esterni.

26 aprile 2016

dati chiave sono stati scelti e sviluppati in linea con i requisiti stabiliti dai responsabili delle pulizie che rappresentano gli ospedali coinvolti (estratti dalle discussioni con gli esperti). Grazie ai questi dati chiave, chi prende le decisioni può contare su strumenti affidabili quando deve fornire argomentazioni sulla base di una migliore trasparenza in fatto di processi e costi. Un esempio del modo in cui questi dati sono stati definiti è rappresentato dal dato chiave «Costi totali di pulizia», come mostrato nella tabella 2. Una delle sfide che si sono aperte nella definizione dei dati chiave era rappresentata dall’uso di sistemi eterogenei ne-

gli ospedali. Ogni definizione richiedeva più di una bozza prima di essere compresa nel medesimo modo dagli ospedali coinvolti (questo si riferisce in particolare ad «area di pulizia in metri quadrati»). Esistono norme che classificano lo spazio ospedaliero, ma la maggior parte dei nosocomi non indica tale spazio in conformità alle stesse. Non si poteva pertanto fare affidamento su un fondamento comune e si è reso necessario lo sviluppo di una definizione attuabile che permettesse di definire tale numero di base. Trovare le parole giuste per formulare le definizioni (escludendo così quasi del tutto le interpretazioni errate) è stata una sfida impegnativa da affron-

Tabella 3: estratto del catalogo dei compiti di pulizia ponderati

Area

Compito

Ponderazione

Area esterna

Pulizia illuminazione aerea

3

Area esterna

Pulizia segnaletica aerea

1

Area esterna

Pulizia area di parcheggio esterna

3

Rifiuti e fornitura

Pulizia carrelli rifiuti (periodicamente all’interno e all’esterno)

7

Rifiuti e fornitura

Consegna posta ai reparti

27

Rifiuti e fornitura

Attività di «pick & pack» dei materiali di pulizia per i servizi di pulizia

21

Pulizia, disinfezione in generale

Svuotamento e pulizia dei bidoni dei rifiuti

378

Pulizia, disinfezione in generale

Polvere: aree vicino alle finestre, termosifoni, impronte (per es. sulle maniglie delle finestre, sugli interruttori della luce)

96

Pulizia, disinfezione in generale

Polvere: più di 1,8 m (superficie, lampade, spigoli)

43

Effettuato = 1; non effettuato =0

tare, al pari dello sviluppo degli standard di riferimento per il catering. La metodologia scelta ha consentito lo sviluppo di 21 numeri di base chiaramente definiti, che hanno dato origine a 12 dati chiave di tipo informativo. I temi affrontati comprendevano i dati relativi ai costi, per esempio, i dati relativi al costo dei lavoratori (quali rapporto tra dipendenti qualificati e non qualificati)) e le aree del pavimento pulite. La maggior parte dei valori chiave presentava dati relativi, consentendo così il benchmarking dei dati relativi alla pulizia in ospedali di diverse misure. Inoltre, è stato creato un catalogo dettagliato dei compiti di pulizia ponderati in modo da inserire tali dati nella giusta prospettiva. Catalogo dei compiti di pulizia ponderati I costi di pulizia devono essere inseriti nella prospettiva dei compiti di pulizia da effettuare e a questo scopo è stato sviluppato un catalogo dei compiti di pulizia ponderati. È stato definito un totale di 234 compiti, ognuno dei quali si differenzia dagli altri in termini di risorse impiegate. Per esempio, la pulizia delle camere dei pazienti è più rilevante rispetto a quella dei parcheggi. Tenendo in considerazione tutto questo, i compiti sono stati ponderati. Perciò un totale di quasi 10.000 punti (che fungono da «ponderazione») sono stati distribuiti e legati ai compiti. Le risorse in termini di rilevanza, costi e tempo/frequenza hanno rappresentato fattori decisivi nella determinazione delle ponderazioni dei compiti. La ponderazione è il risultato di un’intensa discussione con gli esperti. A ogni ospedale partecipante è stato richiesto di esaminare tale catalogo, segnando i compiti effettuati dal reparto pulizie. Questa procedura standardizzata ha portato a un numero specifico di compiti per l’ospedale con una ponderazione totale espressa in punti, chiamata «punti del compito». Grazie a questo procedimento è stato possibile formulare affermazioni trasversali per i vari nosocomi in merito ai costi legati ai punti del compito segnati. La tabella 3 mo-


PULIZIA OSPEDALI SVIZZERI TERZA PAGINA

stra un estratto di questo catalogo, che illustra il concetto sulla base di compiti numerati divisi in aree, ognuna formata da singoli compiti. Trasparenza consentita – Risultati I risultati del benchmarking non solo hanno fornito dati utili ai nosocomi svizzeri, ma hanno anche permesso di comprendere meglio le loro peculiarità. I passaggi riportati di seguito presentano alcuni dati del benchmarking dei sette ospedali coinvolti inizialmente. Questi risultati si basano sui dati degli ospedali per l’anno 2012. I risultati del dato chiave menzionati in precedenza («costi totali di pulizia») sono riportati nella figura 1 sotto forma di dato chiave «costi totali di pulizia sotto forma di percentuale dei costi totali degli ospedali in %». Queste informazioni mostrano che i costi di pulizia incidono in maniera limitata sui costi totali degli ospedali (con una media pari a solo l’1,54%). Tuttavia, al momento di ridurre le spese, sono spesso i servizi di pulizia a essere costretti a tagli, nonostante l’impatto relativamente basso sui costi totali degli ospedali. La figura 2 mostra il dato chiave «Costo dei materiali sotto forma di percentuale dei costi totali di pulizia». Questa informazione indica che il costo del materiale incide in maniera limitata (per una media del 5,21% dei costi totali di pulizia), in quanto il costo dei lavoratori è relativamente elevato in Svizzera. Le differenze tra gli ospedali si basano sulle varie tecniche di pulizia utilizzate. Gli ospedali 4 e 5 hanno investito in equipaggiamenti di pulizia nuovi. Questo fatto influenza i dati del 2012 e spiega il motivo per cui tali nosocomi registrano dati superiori alla media. La figura 3 mostra il costo medio in franchi svizzeri dei lavoratori degli ospedali (FTE, equivalente a tempo pieno) impiegati nel reparto pulizie. La media nei vari ospedali partecipanti si attesta su 73.000 franchi svizzeri, corrispondenti a circa 77.000 dollari americani (con tasso di cambio al 24 maggio 2015). Gli ospedali 1 e 2 hanno esternalizzato i ser-

Costi totali di pulizia sotto forma di percentuale sui costi totali degli ospedali = [costi totali di pulizia]/[costi totali degli ospedali]

Figura 1 - Risultati del benchmarking. Costi totali di pulizia sotto forma di percentuale sui costi totali degli ospedali

Media: 1,54%

vizi di pulizia e non sono stati in grado di recuperare dati sulle retribuzioni dai fornitori esterni. Le differenze sono presumibilmente dovute alla struttura del personale basata sull’età dei dipendenti, sulle capacità e sul numero di anni di impiego. Guardando i dati della figura 4, si nota che non esiste una correlazione chiara tra gli elevati costi totali e i punti del compito assegnati, in quanto gli ospedali con punti del compito relativamente alti possono registrare anche bassi costi totali di pulizia (come l’ospedale 4). Il range è relativamente ampio e va da 55,06 a 85,17 franchi svizzeri. Attualmente si stanno analizzando questi dati, poiché è importante comprender-

ne le motivazioni. Ciononostante, i risultati del benchmarking esistenti basati sul metodo sviluppato consentono di assicurare per la prima volta un elevato livello di trasparenza, da cui poi partire per altre analisi. I servizi di pulizia negli ospedali sono una questione complessa. Per mettere i risultati del benchmarking nella giusta prospettiva, sono state ricavate ulteriori specifiche degli ospedali utilizzando il metodo di benchmarking (come il numero di edifici, dei letti e dei trasferimenti interni dei pazienti, in quanto questi determinano compiti di pulizia impegnativi sul piano delle risorse). Tali specifiche aiutano a spiegare le differenze nei risultati.

Costo dei materiali sotto forma di percentuale dei costi totali di pulizia = [costo dei materiali]/[costi totali di pulizia]

Media: 5,21%

27 aprile 2016

Figura 2 - Risultati del benchmarking. Costo dei materiali sotto forma di percentuale dei costi totali di pulizia


TERZA PAGINA PULIZIA OSPEDALI SVIZZERI Figura 3 - Risultati del benchmarking – Costo medio dei lavoratori per pulizie FTE

Costo medio dei lavoratori per pulizia FTE = [spese lavoratori pulizie]/[pulizie totali FTE]

Media CHF 73.054,63

Conclusione

28 aprile 2016

Figura 4 - Risultati del benchmarking. Punti del compito ottenuti e costi totali di pulizia per metro quadrato

La ricerca è stata effettuata nel contesto dell’attuale situazione economica restrittiva in cui versano gli ospedali elvetici, a cui si aggiunge l’attuazione del nuovo sistema di rimborso in anticipo, che obbliga i nosocomi ad agire in modo più economico rispetto al passato. La ricerca ha portato a un metodo rigoroso per il benchmarking dei servizi di pulizia negli ospedali elvetici. Tuttavia, i risultati si limitano quasi completamente a dati quantitativi e non includono gli attributi qualitativi dei servizi di pulizia, come gli standard e la frequenza delle pulizie. Ciononostante, i risultati vengono attualmente applicati nella pratica

Rilevanza dei risultati

e così una prima serie di ospedali sta ufficialmente effettuando il benchmarking dei servizi di pulizia con i dati del 2014. I risultati si vanno a sommare alle informazioni disponibili in merito alle modalità in cui i costi dell’FM emergono e sono giustificati negli ospedali svizzeri. Dal momento che le discussioni relative ai costi si concentrano soprattutto sulle attività di base degli ospedali (trattamento e cura), in linea generale si presta meno attenzione ai costi dell’FM fin quando non è richiesto di attuare dei tagli alle spese. I risultati della presente ricerca forniscono ai responsabili dell’FM strumenti utili al momento di presentare argomentazioni durante le discussio-

Punti del compito ottenuti nel catalogo dei compiti ponderati Costi totali di pulizia per metro quadrato della superficie totale da pulire = [Costi totali di pulizia]/[metri quadrati della superficie totale da pulire] Punti del compito ottenuti

ni sull’efficacia e sull’efficienza a livello strategico. Ora sono possibili attività di benchmarking per i servizi di pulizia degli ospedali sulla base di un mix di dati chiaramente definiti sulla trasparenza e fondati sui processi.

Costi totali di pulizia per metro quadrato della superficie totale da pulire

Sulla base della presente ricerca, alla piattaforma di benchmarking sviluppata nel 2012 per i servizi di FM negli ospedali svizzeri è stata aggiunta la funzionalità dei servizi di pulizia e finora circa 50 ospedali hanno iniziato a utilizzare la piattaforma. Di questi, 13 definiscono standard per i servizi di pulizia e 45 per il catering. Tale partecipazione fornisce strutture chiare per migliorare la trasparenza delle spese e, per la prima volta, confrontare in modo efficiente i costi di pulizia negli ospedali elvetici. E nonostante sinora i risultati siano stati applicati solo a dati quantitativi misurabili e non a quelli qualitativi, lo studio fornisce un’ottima base per ulteriori sviluppi. E in Italia? In Italia è già pronta la “Pagella dei servizi per le pulizie professionali ospedaliere” di Scuola Nazionale Servizi, un possibile strumento operativo per stimolare un miglioramento continuo delle performance. “Anche da noi - commenta Mattia Montagner, responsabile della Fondazione per l’area dell’FM - le committenze potrebbero beneficiare dell’applicazione di strumenti di controllo e benchmarking delle facility. Queste pratiche gestionali consentono infatti di rivelare il livello di efficienza dei servizi esternalizzati e di comprendere come e dove intervenire per ottimizzarli, grazie al confronto delle proprie performance con quelle delle migliori esperienze nel settore. Considerata l’eterogeneità dei servizi di facility, è preferibile però che tali confronti considerino contemporaneamente sia il costo sostenuto dalla committenza che la qualità del servizio ottenuta”. *[Institute of Facility Management, Università di Scienze applicate di Zurigo]


SPENDING REVIEW GESTIONE

analisi dei costi della spending review nell’azienda ulss di rovigo di Patrizia Malerba*

Partita dal 2007 con la Legge finanziaria n 296 del 2006, passando attraverso gli anni 2008, 2009, 2011, 2012, 2014, è arrivata, anche per il 2015, con la Legge n. 125 del 6 agosto 2015 (”Disposizioni urgenti in materia di enti territoriali”), la Spending review. Cosa fare? Come affrontare questa ennesima prova a cui ci sottopone il nostro legislatore? L’Azienda Ulss 18 di Rovigo decide di darsi il metodo che viene di seguito descritto, nonché di monitorare e valorizzare economicamente tutte le attività svolte all’interno del “procedimento di spending review”. La Regione Veneto con DGR 1169/2015, ha fornito disposizioni attuative degli articoli da 9-bis a 9-octies della legge 125/2105, stabilendo, tra l’altro, che per i Dispositivi Medici, considerato che l’art. 9ter, lettera b) della Legge 125/2015, “non stabilisce l’entità della riduzione della spesa …….al fine di garantire il rispetto del tetto di spesa regionale la rinegoziazione dei contratti dovrà garantire un abbattimento di almeno il 3% dei prezzi unitari dei dispositivi” Ricevuta la nota regionale la Direzione Aziendale ha fissato un incontro con i Direttori di Dipartimento, di Distretto, di U.O.C. e loro collaboratori al fine di dare operatività alle indicazioni fornite dalla Regione. Nell’incontro si è concordato di predisporre un elenco dei contratti di beni e servizi in essere alla data del 4.08.2015 (data di pubblicazione della

29 legge 125/2015) e riportati nella tabella “A” allegata alla Legge 125/2105 nella quale riportare: - Tipo di bene/servizio, - Fornitore - Importo contrattuale anno 2015 - Importo valore del 3% per DM e del 5% per altri contratti - Totale ridotto. In seguito è stata fatta una analisi del-

le scadenze contrattuali al fine di eliminare i contratti già scaduti nell’anno 2015 o a breve scadenza per i quali gli importi residuali risultavano esigui o inesistenti in quanto già liquidati. La parte relativa ai contratti dell’area informatica è stata curata dalla UOC Innovazione e Gestione delle Tecnologie Informatiche considerata la particolarità dei medesimi.

aprile 2016


GESTIONE SPENDING REVIEW

30 aprile 2016

Successivamente, è stata predisposta una lettera standard a firma del Direttore Generale da inviare alle imprese individuate nella quale si richiedeva, ai sensi degli artt. 9 bis e 9 ter della legge 125/2015 di formulare una riduzione dei prezzi idonea a conseguire l’obiettivo del 5% (del 3% per i DM), o eventuale proposta alternativa diretta a conseguire il medesimo obiettivo. Nella lettera si precisava che, in caso di mancato accordo, l’Ulss aveva il diritto di recedere dal contratto e stipulare nuovo contratto aderendo a convenzioni in atto presso altre centrali di committenza o procedere in estensione di contratti in atto presso altre SA a condizioni più favorevoli. L’Azienda Ulss 18, a tal proposito, ha avviato negoziazioni di contratti con l’Azienda Ulss 19. (es: pulizie, lavanolo, DM). Alla data del 15 novembre 2015 è stata eseguita la prima verifica in merito al numero di lettere inviate e al numero di risposte ricevute. I risultati sono riportati nella tabella 1. Dall’analisi della tipologia di motivazioni addotte dalle 43 imprese che non hanno accettato la rinegoziazione, si rileva che la maggior parte di esse hanno evidenziato che la normativa di cui alla Legge 125/2015 è incostituzionale, in contrasto con il Diritto dell’Unione Europea, contraria al divieto di rinegoziazione dei contratti per cui non può considerarsi obbligatoria ma meramente “autorizzatoria”, in contrasto con i principi di libera concorrenza e massima partecipazione alle procedure di gara. Molte imprese hanno sottolineato come la riduzione dei volumi conseguente alle misure di razionalizzazione adottate negli anni precedenti, abbia determinato il raggiungimento del livello minimo di sostenibilità e l’equilibrio economico-finanziario sia per quanto riguarda gli aspetti qualitativi e quantitativi, sia per quanto riguarda i prezzi. L’analisi è proseguita con l’esame dei costi gestionali conteggiando il numero delle persone coinvolte e il loro co-

Tabella 1

n° lettere spedite

121

n° risposte non pervenute

61

n° risposte pervenute

60

n° imprese che hanno accettato riduzione/proposta alternativa

17

n° imprese che non hanno accettato riduzione/proposta alternativa

43

Tabella 2

N° incontri

Direttori Asl presenti Dir. Generale Dir. Amministrativo Dir. Sanitario Dir. Servizi Sociali

Dirigenti presenti

Cat. D presenti

Cat. DS presenti

Cat. C presenti

Durata h.

Incontro con Direzione Aziendale 1

4

13

5

5

1,30

Incontri con imprese 1

1

1

1

2

1

1

1

3

1

1

30 min.

4

1

1

1

1

5

3

1

1

6

1

1

30 min

7

2

30 min

8

2

30 min

9

1

1

30 min

10

1

1

30 min

11

2

30 min

12

2

1

1

13

1

1

14

1

sto/ora, il numero e la durata degli incontri in azienda e con le imprese, il tempo dedicato all’estrazione dei dati, all’individuazione dei provvedimenti di aggiudicazione, dei contratti, degli importi complessivi, degli importi relativi all’anno 2015, delle imprese cui inviare le lettere di richiesta, all’individuazione dei contratti scaduti, alla

1 30 min.

determinazione dell’importo di riduzione atteso per contratto e, successivamente dell’ importo totale di riduzione atteso, all’impostazione, alla spedizione delle lettere di richiesta e al ricevimento delle risposte. Si sono svolti 14 incontri, di cui 1 con la Direzione Generale e 13 con le imprese. Nella tabella 2 sono riportati il


SPENDING REVIEW GESTIONE

Costo incontro Direzione Aziendale DG

DA

DS

1

1

1

DSS

Dirig.

Cat. DS

Cat. D

Durata

Costo DG

Costo DA

Costo DS

Costo DSS

Costo Dirig

Costo Cat. DS

C o s t o Cat. D

1

13

5

5

1,30

€ 89,14

€ 76,63

€ 76,63

€ 76,63

€ 72,77

€ 28,59

€ 26,85

Totale € 1.542,23

Costi incontri con imprese

Incontri 1

2 3 4 5 6 7

Dirigenti presenti

Cat. D presenti

Cat. DS presenti

Cat. C presenti

Durata

1

1

1 ora

€ 66,41

1

1

1 ora

€ 66,41

1

1

30 min

€ 33,21

1

1

1

1 ora

€ 81.99

3

1

1 ora

€ 164,53

1

1

30 min.

€ 32,05

30 min.

€ 48,51

30 min.

€ 48,51

30 min.

€ 33,21

30 min.

€ 32,05

30 min.

€ 48,51

1 ora

€ 116,02

1 ora

€ 66,41

30 min

€ 24,26

2

8

2

9

1

10 11 12 13 14

1

1

1

2 2

1

1

1

1

Totale € 862,08

numero e la durata degli incontri, i partecipanti suddivisi fra dirigenti e personale del comparto. Il passaggio successivo è stato il calcolo dei costi/operatore per il numero delle ore impiegate negli incontri (tabella 3). Per il calcolo dei costi relativi agli incontri con le imprese sono stati considerati gli importi/ora operatore indicati nella tabella precedente con aggiunta del costo per operatore cat. C che corrisponde a € 15,58/ora

Costo incontro

Si è proceduto quindi con l’analisi dei costi relativi alle attività che vanno dall’estrazione dei dati, al ricevimento delle risposte inviate dalle imprese. Per tali attività sono stati impiegati 10 operatori di cui 1 Dirigente, 1 Collaboratore Amministrativo Professionale Esperto (Cat. DS), 4 Collaboratori Amministrativi Professionali (Cat. D), 4 Assistenti Amministrativi (Cat. C) per un numero di 15 ore per operatore per un totale di 150 ore pari ad un costo di € 3.000,00.

Infine sono stati calcolati i costi relativi alla predisposizione dei provvedimenti di recepimento dei risultati della spending review che, con riferimento al periodo considerato corrisponde a € 500,00. Il costo totale di gestione è pertanto risultato pari a € 5.904,31. L’analisi dei costi effettuata è servita per capire e prendere coscienza di quanto vale l’attività dedicata alla spending review all’interno di un Servizio Acquisti di un’Azienda Sanitaria ma va sottolineato che importanti riduzioni di spesa si ottengono, soprattutto, attraverso l’espletamento di nuove gare d’appalto. A dimostrazione di ciò, per alcuni contratti pluriennali di rilevate importo, l’Azienda Ulss di Rovigo, attraverso l’espletamento di nuova gara ha ottenuto consistenti riduzioni di spesa come ad esempio per il contratto “Pulizie”, stipulato nel luglio del 2013, che ha portato ad una riduzione dei costi, nel periodo 2011-2014, del 40%. Lo stesso vale per il contratto “Lavanolo”, stipulato nell’ottobre del 2012, che ha portato ad una riduzione dei costi nel periodo 2011-2104 del 35%. Stessa cosa vale per il contratto “Rifiuti”, stipulato nell’ottobre del 2014, che ha portato a una riduzione dei costi, nel periodo 2011-2014 del 26,4%. *[Ufficio Acquisti Beni Sanitari ULSS 18 Rovigo] Foto Alberto Gagliardo Tratto dalla rivista Teme 1/2016

Tabella3

31 aprile 2016


GESTIONE CHIARIMENTI MEF

acquisti, la sanità è “murata” di Antonio Bagnati

32 aprile 2016

Sanità, acquisti sempre più “blindati”: il decreto del 24 dicembre 2015, in vigore dal 9 febbraio, fissa le categorie di beni e le soglie per cui è obbligatorio rivolgersi ai soggetti aggregatori. Una nota ministeriale ai direttori generali chiarisce i dubbi interpretativi. Ridotto drasticamente lo spazio per i bandi autonomi. Appalti in sanità sempre più “blindati”: il Dpcm 24 dicembre 2015, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 febbraio (e attivo dal giorno stesso), fissa perentoriamente le categorie di beni e servizi per le quali è d’obbligo ricorrere ai 33 soggetti aggregatori individuati dall’Anac, 14 le categorie afferenti alla sanità. I chiarimenti Mef/Ministero Salute del 23 febbraio.

Il decreto in vigore dal 9 febbraio

Il 9 febbraio scorso è una data molto importante per il mercato degli appalti in sanità: è stato pubblicato il Dpcm 24/12/2015 recante “Individuazione delle categorie merceologiche ai sensi dell’articolo 9, comma 3 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, unitamente all’elenco concernente gli oneri informativi”. Tra i 19 beni e servizi individuati dal Decreto, ben 14 si riferiscono al mondo sanitario: fra questi i servizi di pulizia per gli enti del SSN (soglia 40mila euro), i servizi di ristorazione per gli enti del SSN (40mila), servizi di lavanderia per gli enti del SSN

(40mila euro); smaltimento rifiuti sanitari (40mila euro). Ci sono poi anche facility management immobili (soglia di rilevanza comunitaria per i contratti pubblici di forniture e servizi aggiudicati dalle amministrazioni diverse dalle autorità governative centrali, cioè 209mila euro); pulizia immobili (soglia di rilevanza comunitaria), manutenzione immobili e impianti (soglia di rilevanza comunitaria).

Le soglie calcolate su base annua

Per le categorie di beni e servizi individuate, l’Anac non rilascerà il CIG (Codice Identificativo di Gara) alle stazioni appaltanti che non ricorrano a Consip o ad altro soggetto aggregatore. Le soglie indicate rappresentano l’importo massimo annuo, a base d’asta, negoziabile autonomamente per ciascuna categoria merceologica da parte delle singole amministrazioni. Il che, per il mondo della sanità, significa in sostanza l’obbligo di passare

attraverso i soggetti aggregatori. Detta così, la cosa sembra semplice. Ma non mancano difficoltà oggettive: la prima, ad esempio, è il fatto che dei 33 soggetti aggregatori (tra cui Consip, le centrali regionali e le aree metropolitane), solo un quinto è attualmente attivo, col risultato che, ad oggi, molte aree italiane risultano scoperte. Non solo: e se il mio ente aggregatore non avesse attivato una convenzione per i beni o servizi di cui necessito?

La nota Mef/Salute ai Direttori Generali

Ebbene, per rispondere a questo e ad altri quesiti applicativi è uscita, il 23 febbraio scorso, una nota di Mef e Ministero della Salute, firmata dal Dg della programmazione Renato Botti, dal commissario alla Revisione della spesa, Yoram Gutgeld e dal presidente del Tavolo dei soggetti aggregatori, Luigi Ferrara, in cui vengono fornite le prime indicazioni operative agli Enti del Ssn, e in particolare ai


CHIARIMENTI MEF GESTIONE

loro direttori generali. In essa si stabilisce che, in primo luogo, gli enti del Ssn devono verificare la presenza di iniziative attive (leggi convenzioni) alle quali aderire presso il soggetto aggregatore di riferimento o presso Consip. Nell’ipotesi in cui la centrale di riferimento non fosse attiva o non disponesse dei beni o servizi richiesti, occorrerà individuare, ai fini dell’approvvigionamento, un’altra centrale di committenza, fra cui anche Consip.

Link Dpcm http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato6791863.pdf Link circolare Ministero Finanze/Sanità http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato2674190.pdf

La via del “contratto ponte”

In assenza di iniziative attive sarà possibile per l’ente stipulare un contratto ponte per lo “stretto tempo necessario” all’avvenuta attivazione del contratto da parte della centrale d’acquisto di riferimento. Si potrà anche stipulare anche un “contratto ponte”, nel caso in cui il contratto in scadenza lo avesse previsto, per “la ripetizione di servizi analoghi” per lo “stretto tempo necessario” all’avvenuta attivazione del contratto da parte della centrale d’acquisto di riferimento. Attenzione, però: in questi contratti ponte dev’essere presente una clausola risolutiva espressa secondo cui qualora fosse attivata, da parte dell’ente di riferimento, una convenzione per le categorie merceologiche di cui si necessita, il contratto risulterebbe risolto. Il tutto pena la contestazione dell’illecito disciplinare per provocato danno erariale.

Si riduce lo spazio per bandi autonomi

Si riduce ulteriormente, dunque, lo spazio a disposizione delle singole aziende per procedere a bandi ed acquisti in autonomia, anche se, in un recente intervento i tempi per l’attivazione di tutti i soggetti aggregatori non saranno brevi e nel frattempo è percorribile la strada del “contratto ponte”. La direzione dell’aggregazione, comunque, appare nettamente segnata.

33 aprile 2016


GESTIONE IL NUOVO CODICE APPALTI

il nuovo codice appalti e concessioni: la speranza che non si tratti di una rivoluzione gattopardesca

34 aprile 2016

Il termine Pasqua deriva dall’aramaico Pasa’ che significa “passaggio” ed il caso ha voluto che proprio a ridosso della festività cristiana, ed in piena contemporaneità con quella ebraica, si celebri la rivoluzione del mondo dei contratti pubblici: il recepimento delle Direttive europee nn. 23/24/25 del 2014, che daranno vita al nuovo codice che sostituirà quello varato con il noto d.lgs. 163 del 2006. Dalla bozza di testo approvata nel Consiglio dei Ministri del 3 marzo scorso, che in un mese completerà il proprio iter (pareri delle Commissioni parlamentari, del Consiglio di Stato e della Conferenza Stato-Regioni), si evincono i caratteri distintivi della nuova fisionomia degli appalti e delle concessioni per i prossimi anni. È un momento fondamentale, considerato come lo stesso si ripeta ciclicamente a distanza di circa dieci anni (la Legge Merloni del 1994 fu sostituita dall’attuale codice nel 2006). L’attuale provvisorietà del testo non impedisce di tracciare brevemente le direttrici che il legislatore nazionale ha voluto seguire. Due le pietre angolari su cui si fonda la nuova disciplina. Oltre al recepimento delle disposizioni contenute nelle Direttive Europee, vi è infatti il tentativo di porre rimedio alla cronica situazione patologica che contraddistingue gli affidamenti

di Massimiliano Brugnoletti*

dei contratti pubblici nel nostro Paese: fenomeni corruttivi, insufficiente trasparenza nell’agire amministrativo, lunghezza dei tempi procedurali e scarsa certezza del diritto. Queste due polarità costituiscono l’alveo in cui si muove la riforma, che oscilla tra interessanti novità e prescrizioni anodine. Più nel dettaglio, di sicura portata innovativa sono i plurimi richiami del nuovo codice alla tutela ambientale (innestandosi nei principi dettati dalla recente riforma della green economy) ed al rispetto di adeguati standard sociali, assentendo al forte richiamo delle Direttive. Oltre che in mere asserzioni di principio, i propositi del legislatore europeo si sono cristallizzati in misure concrete che entreranno immediatamente in vigore; come l’obbligo che si preveda negli atti di gara il rispetto dei criteri ambientali minimi, oppure le notevoli riduzioni sull’importo della cauzione provvisoria laddove il concorrente sia in possesso delle certificazioni comunitarie in materia ambientale (certificazione EMAS, UNI EN ISO 14001, UNI EN ISO 14064-1, ecc.), o ancora l’espresso riferimento all’inserimento nei bandi di gara di clausole sociali volte a promuovere la stabilità sociale. Collegato alla tutela dell’ambiente è anche il nuovo criterio di aggiudicazione (la cui paternità è completamente europea) del “ciclo vita”, nel quale l’elemento preso in considerazione per valutare un’offerta sarà il co-

sto complessivo (diretto ed indiretto) di un prodotto o di un servizio. Si tratta di un concetto innovativo, a cui non siamo adusi, e che ci condurrà in futuro a procedure di gara in cui saranno valutati profili quali i costi energetici connessi all’utilizzo del bene o del servizio, i costi di manutenzione, quelli di raccolta o di riciclaggio. All’introduzione del nuovo criterio del ciclo vita e all’attenzione al rapporto qualità/prezzo – quest’ultimo avvalorato dalla netta preferenza del legislatore per l’utilizzo del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (obbligatoria per l’affidamento dei servizi ad alta intensità di manodopera) – si contrappone la residualità del criterio del prezzo più basso, che potrà essere utilizzato unicamente per i lavori di importo pari o inferiore a un milione di euro, e per le forniture e i servizi caratterizzati da forte standardizzazione o, se di importo inferiore alla soglia comunitaria, da elevata ripetitività. Altro principio cardine della riforma è la tutela delle micro, piccole e medie imprese, per tutelare la partecipazione delle quali è stato mantenuto l’obbligo per le stazioni appaltanti di suddividere la gara in lotti, con l’obbligo di motivazione in caso di decisione contraria. Viene inoltre affidato un ruolo centrale (forse eccessivo, senz’altro per l’attuale organigramma) all’ANAC. Essa assumerà non solo la veste di Autorità di vigilanza, ma anche quella di legislatore “di dettaglio”: numerosi sono infatti gli interventi che


IL NUOVO CODICE APPALTI

il nuovo codice demanda all’Anticorruzione, che, in luogo del regolamento (del quale non è prevista l’adozione), dovrà occuparsi di dettare le prescrizioni che consentano la più efficace applicazione della riforma. Novità interessanti sono poi rappresentate dal sistema di qualificazione per le stazioni appaltanti. Anch’esse, come accade per gli operatori economici, saranno sottoposte a valutazione, cosicché solo quelle più virtuose potranno ottenere la “patente” per espletare (entro determinate soglie) gare pubbliche. Rilevante è l’attuale eliminazione del limite del 30% per il subappalto; la prescrizione apre scenari importanti per le (soprattutto piccole) imprese, ma preoccupa molto per il pericolo delle infiltrazioni malavitose; tanto che nell’iter parlamentare è una delle (poche) prescrizioni destinata a cambiare. Si aggiungono a quelle “storiche” due nuove procedure di affidamento: la “procedura competitiva con negoziazione” ed il “partenariato per l’innovazione”. Entrambe sanciscono il definitivo abbattimento delle barriere al “dialogo” tra Amministrazione pubblica e mercato (le Direttive imprimono infatti una grande accelerazione al dialogo tra pubblico e privato). Le due nuove forme di gara sono caratterizzate dalla presenza, costante e fondamentale, del confronto tra stazione appaltante e concorrente. Il nuovo codice non prevede più il “cottimo fiduciario”, assorbito nell’unica modalità di affidamento dei contratti sotto-soglia, che prevede la consultazione di almeno tre operatori (cinque se si tratta di affidamenti di lavori tra i € 150.000 ed 1 milione). Sempre in merito alle procedure, viene dato un rilevante impulso all’utilizzo delle procedure telematiche ed alla semplificazione dell’iter di aggiudicazione, attraverso accorgimenti quali il ricorso al Documento di gara Unico Europeo (una certificazione omnicomprensiva, che sostituirà, a partire dal 18 aprile 2018, la documentazio-

ne odiernamente contenuta nella busta amministrativa). In tema di congruità dell’offerta è stata modificata la modalità di individuazione della soglia di anomalia per il criterio del prezzo più basso (nell’offerta economicamente più vantaggiosa è stato confermato il precedente sistema dei quattro quinti), per il quale il bando di gara prevedrà cinque criteri di calcolo, uno dei quali, successivamente sorteggiato, sarà quello utile per individuare la soglia di anomalia. In ordine all’ambito di applicazione del nuovo codice, deve segnalarsi l’introduzione di un’apposita soglia di rilevanza comunitaria di 750.000 € per l’affidamento dei servizi sociali e degli altri servizi specifici elencati nell’allegato IX, tra i quali anche i servizi sanitari e di ristorazione. Al di sotto di detta soglia, pertanto, per l’affidamento dei richiamati servizi le stazioni appaltanti non saranno tenute all’applicazione integrale del codice. Tra gli interventi più interessanti non può essere dimenticata l’introduzione di una disciplina ad hoc per gli affidamenti delle concessioni, alle quali è dedicata l’intera Parte III del nuovo Codice e che d’ora in avanti potranno godere di disposizioni normative dedicate, contrariamente a quanto avvenuto sin ora. Un’ultima riflessione merita il deciso intervento che il legislatore delegato ha voluto formulare sul processo in materia di appalti: dall’entrata in vigore della nuova disciplina il termine di trenta giorni per l’impugnazione dell’ammissione dei concorrenti alla procedura di gara decorrerà dal momento in cui gli stessi saranno ammessi alle successive fasi. In altre parole, laddove si voglia contestare la partecipazione alla gara di un competitor lo si dovrà obbligatoriamente fare entro trenta giorni dalla pubblicazione del nominativo delle aziende ammesse in seguito all’apertura della busta amministrativa. Si tratta di una prescrizione che, a parere di chi scrive, limita eccessivamen-

te il diritto di difesa poiché impone ad ogni concorrente di decidere se proporre ricorso nelle more dello svolgimento della gara, allorquando ancora non si è consapevoli di come ci si classificherà in graduatoria e di che posizione sarà occupata dal concorrente di cui si vorrebbe chiedere l’esclusione. In questa sommaria ricostruzione si è tentato di riassumere gli spunti più interessanti che la bozza del nuovo codice contiene; ve ne sono numerosi altri che meritano un’attenta analisi, così come numerosi sono i profili su cui il legislatore sembra sorvolare senza assumere una posizione capace di risolvere alcune delle annose problematiche che riguardano la nostra materia. L’augurio è che questo momento di “passaggio” venga inteso nella reale portata che possiede: un’opportunità per armonizzare e migliorare la normativa di un settore, quello degli appalti pubblici, che riveste grande importanza, tanto che a livello europeo rappresenta una quota del PIL superiore al 15%. «Tutto deve cambiare perché tutto resti come prima» affermava il Gattopardo: la viva speranza è che ciò non valga nel nostro caso. *[Studio Brugnoletti e Associati]

GESTIONE

35 aprile 2016


GESTIONE PREZZI DI RIFERIMENTO IN SANITÀ

ultim’ora: l’anac pubblica i prezzi di riferimento per le pulizie in sanità di Simone Finotti

36 aprile 2016

Sorpresa: proprio mentre è al lavoro il “Tavolo committenza-imprese”, promosso da Patrimoni Pa. net e partecipato da associazioni datoriali e centrali di committenza oltre ad altri soggetti aventi titolo, l’Anac pubblica sul suo sito i “prezzi di riferimento in ambito sanitario” secondo il “vecchio” cronoprogramma dell’Osservatorio dei contratti pubblici. La delibera 213 contiene le formule per la “Pulizia e sanificazione” delle varie aree ospedaliere, mentre apposite maschere di calcolo consentono di verificare la coerenza dei prezzi attualmente applicati con quelli “di riferimento”. Ci riserviamo approfondimenti e commenti nel prossimo numero. Colpo di scena sul fronte dei servizi in sanità: sul suo sito l’Anac -Autorità Nazionale Anti Corruzione- ha da pochissimo pubblicato i “Prezzi di riferimento in ambito sanitario.” Quello di fissare i prezzi di riferimento è uno dei tanti compiti che spettano all’Anac, la quale, come sappiamo, ha ereditato numerose funzioni dall’ex Avcp. L’art. 17 del decreto-legge 6 luglio 2011 n. 98 (“Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”), convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011 n. 111, e s.m.i., attribuisce infatti all’Osservatorio dei contratti pubblici il compito di pubblicare, a partire dal primo luglio 2012, le elaborazioni dei prezzi di riferimento relati-

vamente a dispositivi medici, farmaci per uso ospedaliero, servizi sanitari e non sanitari individuati dall’Agenzia per i servizi sanitari regionali (AGENAS) tra quelli di maggiore impatto sulla spesa sanitaria complessiva.

E il Tavolo committenza-imprese?

E così, mentre da un lato è attivo un apposito “Tavolo committenza-imprese” presso IntercentER, partecipato da associazioni datoriali e centrali di committenza che aveva come prima finalità proprio quella di fornire all’Anac una “base informativa” proprio per stabilire i prezzi di riferimento, l’Autorità anticorruzione si è mossa parallelamente seguendo il “vecchio” Cronoprogramma dell’Osservatorio: acquisizione da AGENAS dell’elenco di beni e servizi in ambito sanitario su cui basare la elaborazione dei prezzi; individuazione, attraverso la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (BDNCP), delle stazioni appaltanti da coinvolgere nella rilevazione; predisposizione del questionario per la raccolta delle informazioni che integrano quelle presenti in BDNCP;

indagine pilota presso alcune stazioni appaltanti per la verifica dell’adeguatezza del questionario; progettazione, sviluppo e test della procedura telematica per la rilevazione dei dati; rilevazione straordinaria dei dati informativi e assistenza alle stazioni appaltanti; controllo della coerenza/qualità dei dati pervenuti ed eventuali riscontri presso le stazioni appaltanti; analisi economico-statistica dei dati pervenuti/elaborazione dei prezzi di riferimento; pubblicazione dei prezzi di riferimento a partire dal 1° luglio 2012.

Le stazioni appaltanti hanno trasmesso i prezzi

L’indagine ad hoc predisposta dall’Osservatorio per la determinazione dei prezzi, ha visto partecipi le principali stazioni appaltanti operanti in ambito sanitario su tutto il territorio nazionale. Queste ultime sono state selezionate, su base regionale, attraverso la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici, tra quelle che presentavano la spesa più rilevante in ambito sanitario. La scelta di effettuare la rilevazione su base campionaria è derivata dall’esigenza di rispettare gli stret-


PREZZI DI RIFERIMENTO IN SANITÀ GESTIONE

 Le informazioni utili ti termini previsti dalla legge per la pubblicazione dei prezzi garantendo, nel contempo, la qualità dei dati raccolti attraverso un’attività di supporto alle amministrazioni coinvolte nella fase di caricamento e invio dei dati. L’indagine si è svolta nel mese di aprile 2012 ed ha riguardato gli acquisti di beni (ultimo contratto a partire dal 31 dicembre 2009) e servizi (ultimo contratto in corso) gestiti direttamente dalle stazioni appaltanti interpellate.

Correzione dei valori anomali

I prezzi acquisiti con l’indagine sono stati oggetto di operazioni di riclassificazione, correzione e conversione del dato per essere successivamente elaborati ai fini del rilascio dei prezzi di riferimento. In particolare, una volta completata la raccolta dei dati è stata effettuata un’analisi preliminare della variabilità delle distribuzioni volta ad individuare eventuali valori anomali. Dato l’obiettivo più generale di contenimento della spesa, la verifica dei valori anomali ha riguardato in prevalenza i prezzi compresi tra i valori minimi e gli altri valori rappresentativi della distribuzione come la media e la mediana. Ove possibile sono state utilizzate tecniche statistiche per la correzione dei dati anomali. In tutti gli altri casi, si è scelto di ricontattare telefonicamente o per via e-mail le stazioni appaltanti al fine di una verifica puntuale delle informazioni trasmesse.

Un lavoro che può essere ulteriormente sviluppato

Per tutte le categorie di beni e servizi oggetto di indagine si fornisce un prezzo di riferimento inferiore al prezzo mediano, sempre in un’ottica di contenimento della spesa. Oltre al prezzo di riferimento viene, comunque, pubblicato anche il prezzo mediano. Quest’ultimo, infatti, può costituire un utile termine di confronto in tutti quei

A questo link si possono scaricare i fogli di calcolo e i dati trasmessi dalle stazioni appaltanti: http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/ AttiDellAutorita/_Atto?id=85394c210a7780420b9d4584687db6b0 Link “allegato A” http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20 Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2016/213/ALLEGATO_A_pulizia.pdf Guida operativa: http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/ Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2016/213/ Guida_operativa_servizio_di_pulizia.pdf Link documento tecnico: http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/ Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2016/213/ Documento_tecnico_prezzi_riferimento_pulizia.pdf Link relazione Anac-Istat: http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/ Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2016/213/ Documento_sintetico_ANAC_ISTAT_.pdf Relazione Air: http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/ Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2016/213/ RelazioneAIR_pulizia.pdf.

casi in cui il prezzo di riferimento, che per sua natura costituisce una misura sintetica dei prezzi comunicati, non riesca pienamente a dar conto dell’eterogeneità, anche qualitativa, dei beni e servizi acquistati. I prezzi rilasciati vanno comunque interpretati con cautela tenuto conto dell’eterogeneità che spesso caratterizza i beni ed i servizi acquisiti e, talvolta, del modesto numero di osservazioni raccolte. Il lavoro fin qui svolto potrà essere sviluppato attraverso il rilascio di prezzi di ulteriori categorie di principi attivi, dispositivi medici e servizi e con la partecipazione di soggetti istituzionali quali AGENAS, Ministero della salute e Ministero dell’economia.

La delibera 213 sui servizi di pulizia

Fra le categorie di beni e servizi sinora

individuate (principi attivi, dispositivi medici, servizio di ristorazione, servizio di lavanderia, materiali da guardaroba, prodotti di cancelleria) vi sono anche i servizi di pulizia, come da Delibera n. 213 del 02 marzo 2016. E qui si entra nel vivo: il sistema di calcolo dei prezzi, effettuato con la metodologia dei “percentili”, mette a confronto attraverso un foglio di calcolo excel i prezzi attualmente applicati in ogni singola struttura con i “prezzi di riferimento” ottenuti attraverso l’applicazione di complesse formule ad hoc per le diverse aree ospedaliere, segnalando se tali prezzi sono in linea o no con quelli, appunto, di riferimento. Un metodo di calcolo che sta già facendo molto discutere, e su cui ci riserviamo ulteriori approfondimenti a brevissimo.

37 aprile 2016


SCENARI FORMAZIONE

5 giornate di milano 2016, buona la prima! dalla redazione

38 aprile 2016

Lo scorso 26 febbraio, nella cornice di Palazzo Lombardia, sede della Regione Lombardia, a Milano, si è tenuta la prima giornata del ciclo seminariale “Le 5 giornate di Milano”, organizzato da Ale – Associazione Lombarda Economi e Scuola Nazionale Servizi. Gsanews mediapartner. Importante messaggio sugli acquisti: “L’acquisto non è che un momento del contratto, è indispensabile governare tutto il processo”. Grande successo per la tappa inaugurale delle “5 Giornate” 2016, il ciclo di formazione e aggiornamento organizzato da Ale – Associazione Lombarda Economi (aderente a Fare- Federazione delle Associazioni Regionali degli Economi e Provveditori della Sanità) in collaborazione con Scuola Nazionale Servizi, e gsanews in qualità di media partner. Dopo il successo dell’edizione 2015, che ha riempito le sale in tutte le 5 tappe, si è deciso di replicare anche per quest’anno con un programma ancora più nutrito, che oltre ai tradizionali 5 momenti di riflessione in strutture lombarde prevede anche un question-time finale molto probabilmente in dicembre (anche se il programma è ancora in via di definizione).

Un inizio alla grande

La “prima” si è svolta lo scorso venerdì 26 febbraio, in mattinata, presso il Palazzo Lombardia di Milano, sede della Regione, davanti a un nutrito gruppo di partecipanti. Titolo “La nuova legge di riforma della sanità in Lombardia:

quadro generale sugli acquisti di servizi”. Un focus particolare è stato dedicato al rapporto fra soggetti aggregatori, aziende ospedaliere e Consip, un tema di stringente attualità vista la tendenza all’aggregazione degli acquisti in ambito sanitario.

Il dibattito

I lavori, coordinati da Calogero Calandra, componente del consiglio direttivo e direttore del Centro Studi di Ale, sono stati introdotti dall’attuale presidente di Ale Salvatore Gioia, con un intervento sulle “Nuove sfide per il servizio provveditorato-economato”. Un lungo discorso durante il quale Gioia, purtroppo, non si è potuto esimere dal riflettere sui recenti scandali che hanno interessato proprio la sanità lombarda, e sul delicato ruolo che chi decide gli acquisti riveste in situazioni come queste: “Quello che leggiamo non è la normalità -ha sottolineato-. Dobbiamo invece dirci che il nostro faro è la legalità, la trasparenza, l’onestà. Vi chiedo di lasciare che le pressioni restino fisiologiche, e sappiate comunque che c’è un’associazione professionale che può aiutare chi si trova in condizioni critiche”. Gioia ha aggiunto che, in circostanze come queste, è indispensabile ragionare con grande lucidità, tenere i nervi saldi ed avere il coraggio di parlare. Una bella puntualizzazione che ha dato il giusto “la” agli altri interventi. A questo proposito, il presidente ha anche confermato il ruolo dell’associazione a supporto dei singoli, per poterli aiutare nel caso in cui si vengano a trovare in situazioni di difficoltà. Insomma ciò che si legge sulla stampa, riguardo a condanne e abusi, non può essere consi-

derato “normale” nel lavoro degli economi. Quello che occorre fare, secondo Gioia, è rafforzare e chiarire gli obiettivi del sistema sanitario per togliere il terreno sotto i piedi a chi non le rispetta. “Sappiamo tutti –ha rimarcato- che se c’è qualcuno che corrompe, c’è anche qualcun altro che è disponibile ad essere corrotto. C’è corrotto e corruttore, insomma, e ciò che bisogna fare è agire sul retroterra che rende possibile questi casi isolati ma a volte ben noti:proprio perché sappiamo di cosa stiamo parlando, dobbiamo resistere a questo virus e sviluppare gli anticorpi. Io dico che non dobbiamo arrenderci al diluvio, dobbiamo leggere la situazione in positivo e capire che proprio perché il sistema è sano, allora permette di fare venire alla luce le situazione illegali per punirle come si deve. I nostri fari sono legalità, trasparenza, onestà.” E ancora: “Il Piano Nazionale Anticorruzione prevede l’analisi del contesto e questo è mancato: in alcune realtà bisogna lavorare in profondità e tirare via tutto il marcio, quindi trovare il modo per prevenire. Ho posto il problema a


FORMAZIONE SCENARI

 I prossimi appuntamenti Dopo il successo della “prima”, l’appuntamento è per il 22 aprile alla Ca’ Granda di Milano, per discutere sullo “Stato dell’arte nel recepimento delle nuove direttive europee… verso il nuovo Codice degli Appalti.” Venerdì 22 Aprile 2016 a Milano, presso la Fondazione IRCCS “Ca’ Granda – Ospedale Maggiore Policlinico”, in Via Francesco Sforza, 28, Aula Milani, si terrà la seconda giornata delle 5 Giornate di Milano, 2^ Edizione. L’evento sarà incentrato sullo stato dell’arte sul Nuovo Codice degli Appalti e inizierà alle ore 09.15 e terminerà alle 13.30. Ecco le altre date in calendario: 27 Maggio 2016 Data Mining: L’analisi delle banche dati per una migliore efficienza degli acquisti 29 Settembre 2016 I Punti critici della gara 28 ottobre 2016 Gli scenari della legalità nel nuovo contesto del S.S.N. (trasparenza, anticorruzione, 231…) 3 dicembre 2016 Question Time: botta e risposta con domande poste dall’aula (raccolte in precedenza o fatte al momento) e con risposte dei docenti di massimo 5 minuti l’una.

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livello nazionale all’Anac: purtroppo bisogna sottolineare che negli ultimi 10 anni si sono verificati diversi episodi degni d’allarme, e per questo è indispensabile intervenire. Importantissime sfide ci aspettano, a partire dalla necessità di spogliarsi delle ipocrisie e di alleggerire un carico burocratico che rappresenta molto spesso il retroterra del malaffare. Bisogna lavorare sui processi, valorizzando le capacità laddove ci sono, e le responsabilità.” La riflessione di Gioia è poi entrata nel merito dei processi di aggregazione, con particolare riferimento alla situazione lombarda: “La centralizzazione dell’acquisto dei servizi ha i suoi vantaggi, ma bisogna considerare che non tutto è aggregabile, anche perché il ciclo degli approvvigionamenti non si riduce alla sola gara: ci sono categorie merceologiche aggregabili, e in questo senso bisogna fare la programmazione insieme ai professionisti degli acquisti, e altre che lo sono meno. Inoltre a volte –riprendendo il tema di prima- concentrando si creano i presupposti per situazioni di illegalità. Dobbiamo ancora ragionarci e capi-

re. L’esempio lombardo di aggregazione intermedia e programmazione triennale mi pare adeguato: abbiamo puntato sul governo della programmazione, è un asset che permette miglioramenti anche sul piano qualitativo.”

aprile 2016

Rimoldi: “La gara solo un momento del contratto”

Quattro i momenti, della giornata, corrispondenti ad altrettanti nuclei tematici. Di grande interesse l’intervento di Claudia Rimoldi, Direttore Generale affari generali e legali Asst Fbf e Sacco Milano, sulla “Costituzione delle Ats e delle Asst- L’impatto dei nuovi assetti organizzativi sulla gestione dei rapporti giuridici: criticità e prospettive”. Rimoldi ha ripreso l’argomento trasparenza, già trattato da Gioia, confermandone le linee: “Il contratto –ha esordito- non va considerato solo dal punto di vista del suo inizio, ma anche nel suo svolgimento e proseguimento. Basti un esempio per chiarire il concetto: se compro una caldaia, il tecnico me la installa e poi mi accorgo che non funziona, chiederò conto al tecnico che me l’ha montata.” Un processo analogo deve accadere anche nel mondo della sanità, dove le verifiche non devono inte-

ressare soltanto il servizio acquisito, ma anche i processi che governano il suo funzionamento. E se qualcosa non va, bisogna rilevarlo e procedere di conseguenza. Anche secondo Rimoldi, dunque, “la gara è soltanto un momento del contratto: ci dobbiamo invece abituare a una logica manageriale che valorizzi i momenti della programmazione e dell’esecuzione.” D’altra parte, diciamo noi, i recentissimi dati della Guardia di Finanza hanno messo di nuovo


SCENARI FORMAZIONE Da sinistra, Calogero Calandra e Salvatore Gioia

40 aprile 2016

almeno dovrebbe esserlo. Dal punto di vista dei rapporti con il cittadino, la finalità della pubblica amministrazione è quella dell’efficienza e dell’efficacia. “La legalità dovrebbe essere un presupposto scontato”. Successivamente Brugnoletti si è calato nel contesto lombardo, spiegando i nuovi scenari degli acquisti di beni e servizi alla luce della riforma della sanità regionale. Anche Brugnoletti ha poi sottolineato come il contratto debba essere un momento sostanziale, non formale, e come si debba porre attenzione a tutte le fasi dell’esecuzione dei servizi. in evidenza come un terzo dei contratti pubblici in Italia sia irregolare… un numero davvero molto preoccupante, anche perché rappresenta, in sostanza, la conferma di un trend. “Dobbiamo fare la radiografia di ogni contratto, senza subire ma intervenendo laddove c’è qualcosa che non funziona. E soprattutto qualcuno mi deve dire come è andato quel contratto. Il Dec come si interfaccia col Rup? C’è un contatto continuo e costante? Quali documenti abbiamo in mano? Alla base del contratto c’è la “promessa” dell’impresa che deve garantire un adeguato livello di qualità, e questo lo dobbiamo pretendere o andare per vie legali. Io sono avvocato e mi occupo di sinistri, cioè situazioni nelle quali il cittadino denuncia una situazione negativa. Se la sanità ha sbagliato, deve pagare, e non c’è dubbio. Ma il mio mestiere è quello di verificare se ci sono azioni pretestuose, situazioni cioè in cui il paziente non ha ricevuto un vero e proprio torto, ma vuole comunque essere risarcito. In questo caso, invece, dobbiamo combattere contro le pretese false del paziente. Nell’esecuzione del contratto è la stessa cosa: se il nostro fornitore non fa quello che ha promesso di fare, dobbiamo combattere e far sì che la sua esecuzione sia corrispondente a quello che stiamo pagando. Ad esempio: come possono esserci due contratti a prezzi diversi? E’ un lavoro molto complesso, in cui il provvedito-

re-economo ha sempre meno il ruolo di fare la procedura di gara e sempre più quello di governare le altre parti del contratto. L’acquisto, dicevo, è un momento, bisogna però lavorare sugli altri, guardare tutto il contesto. Anche in sanità bisogna verificare non solo il servizio che ho acquistato, ma come questo servizio viene fatto funzionare. Mi rendo conto che il momento è difficile, bisogna metterci entusiasmo, la sanità è un comparto diverso dagli altri ma investirci è indispensabile.”

Brugnoletti: “Il contratto momento sostanziale, non formale”

A metà mattina è stata poi la volta dell’avv. Massimiliano Brugnoletti, che ha fatto il punto sull’impatto sugli acquisti alla luce della riforma della sanità lombarda: “Come gestire i contratti in corso e cosa cambia nelle gare”. Brugnoletti è partito dall’articolo 97 della Costituzione, sulla pubblica amministrazione. In particolare ha sottolineato come stando al dettato di legge (I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione) la legalità non dovrebbe essere la finalità della pubblica amministrazione ma il suo contesto naturale. E’ ovvio, dunque, che la pubblica amministrazione debba funzionare secondo legalità. O

Mozzanica: “Centrale, a tutti i livelli di acquisto, è il concetto di qualità”

Alle 12 è intervenuto Davide Mozzanica, Dirigente struttura fattori produttivi direzione generale welfare Regione Lombardia, sulle “Prospettive nell’organizzazione della funzione acquisti alla luce dell’evoluzione del sistema sanitario regionale e delle novità normative”. Mozzanica ha delineato i tre livelli di acquisto in vigore in Lombardia: il primo, quello maggiormente centralizzato, passa attraverso le centrali di acquisto Consip e ARCA; poi c’è un livello intermedio, quello caratteristico della riforma lombarda, rappresentato dai consorzi fra più realtà ospedaliere. Infine vi sono acquisti “individuali”, quelli cioè effettuati con bandi presso i singoli ospedali, il modello pre-aggregazione insomma. Un aspetto su cui Mozzanica si è soffermato è quello relativo al concetto di “qualità”, che stando al nuovo Codice degli Appalti (di cui è prossimo il recepimento mentre scriviamo) dovrà essere garantita a tutti i livelli di acquisto, dagli acquisti più aggregati a quelli più capillari. A seguire, uno spazio “a ruota libera” con interventi dei relatori e dei partecipanti e le conclusioni di Gioia.


41 aprile 2016


SCENARI NUOVE ZANZARE INVASIVE

le zanzare invasive arrivano in italia: problemi e rischi correlati di Fabrizio Montarsi*

Il commercio a livello globale, l’aumento dei trasporti e dello spostamento di persone, uniti ai cambiamenti climatici ed ambientali, aumentano il rischio di introduzione di specie esotiche ed il loro adattamento in nuovi ambienti. 42 aprile 2016

Figura 1. a) femmina di zanzara tigre (Aedes albopictus); b) femmina di zanzara coreana (Aedes koreicus); c) maschio di zanzara giapponese (Aedes japonicus) (Foto F. Montarsi).

In particolare, le caratteristiche bioecologiche di alcune zanzare appartenenti al genere Aedes ne fanno delle specie particolarmente adatte a diffondersi e colonizzare nuove aree. Queste specie infatti depongono uova in grado di resistere a periodi di siccità in contenitori artificiali e piante che trattengono acqua, come le bromeliacee; la movimentazione di queste merci sono fonte di introduzione in nuovi ambienti. Inoltre le zanzare invasive del genere Aedes sono in grado di adattarsi rapidamente ad ambienti nuovi con temperature anche piuttosto basse. L’Italia, grazie alle sue caratteristiche climatiche ed ambientali, offre molti habitat favorevoli a diverse specie. Questo ha permesso l’arrivo e la stabilizzazione in Italia di Aedes (Stegomyia) albopictus (Skuse, 1894) o zanzara tigre (Figura 1a), nel 1990. Subito dopo la sua introduzione la

zanzara tigre si è rapidamente diffusa colonizzando dapprima tutto il territorio nazionale e poi invadendo i vicini paesi europei. Non è un caso che la zanzara tigre sia nella “top 10” dell’elenco dei 100 organismi alieni più pericolosi al mondo, redatto dal ISSG (Invasive Species Specialist Group) e l’IUCN (International Union for Conservation of Nature). Più recentemente si è assistito all’arrivo di un’altra zanzara esotica, Aedes (Finlayia) koreicus (Edwards, 1917), la cosiddetta zanzara coreana (Figura 1b). È stata trovata per la prima volta a Sospirolo, in provincia di Belluno, nel 2011 durante un monitoraggio condotto dai tecnici del Dipartimento di Prevenzione Locale con l’aiuto di un consulente entomologo. Dopo il primo ritrovamento, è seguito un intenso monitoraggio in tutta la provincia che ha rilevato la presenza della specie in un’ampia area pedemontana. In poco tempo, Aedes koreicus ha colonizzato 4 regioni (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Lombardia) ed 8 province. Il suo areale di diffusione è in continua espansione, soprattutto verso Sud ed Ovest (Figura 2). Usa gli stessi siti di riproduzione della zanzara tigre, cioè contenitori artificiali; le larve di

entrambe le specie sono state trovate in alcuni casi negli stessi siti di riproduzione. Aedes koreicus tollera temperature più basse rispetto ad Ae. albopictus cosicché le uova sopravvivono facilmente all’inverno, schiudono già a partire da marzo e gli adulti si ritrovano fino ad ottobre. Grazie alla sua tolleranza alle temperature piuttosto basse (fino a 10°C) riesce a colonizzare aree collinari e montuose non raggiunte dalla zanzara tigre. Punge soprattutto l’uomo durante il giorno ed entra anche nelle abitazioni. Dopo l’arrivo di queste due specie invasive è stato registrato nel corso del 2015 il ritrovamento di un’altra specie di zanzara invasiva, Aedes (Finlaya) japonicus japonicus (Theobald, 1901) o zanzara giapponese (Figura 1c). Si tratta di una delle zanzare invasive più diffuse nel mondo ed ha attualmente colonizzato molti paesi dell’Europa Centrale, come Austria, Croazia, Francia, Slovenia, Svizzera e Ungheria. I ritrovamenti di questa specie in Austria e Slovenia nel 2011, hanno mostrato una progressiva espansione verso Ovest e perciò si è ipotizzata una possibile invasione anche dell’Italia settentrionale. Infatti, nel luglio 2015 larve di zanzara giapponese sono state


NUOVE ZANZARE INVASIVE SCENARI

ritrovate da ricercatori austriaci in tre siti della provincia di Udine (Carnia) al confine con l’Austria. Un secondo monitoraggio, svolto questa volta da ricercatori italiani nel settembre 2015, ha confermato la presenza della specie in quelle stesse aree. Aedes japonicus è stata rinvenuta in contenitori artificiali spesso in compresenza di altre specie ed in un caso insieme alla zanzara tigre. E’ una zanzara diurna ed ha la capacità di riprodursi in un’ampia varietà di ambienti, sia artificiali che naturali. Rispetto alle altre specie di Aedes è ancor più tollerante alle basse temperature invernali e le uova resistenti possono superare anche inverni piuttosto rigidi. Questa importante capacità potrebbe permettere la sua diffusione in aree montane che non hanno mai avuto esperienza di problemi correlati alle zanzare. E’ quindi necessario effettuare un attivo monitoraggio di queste aree dato che siamo in presenza di una introduzione recente. A breve verrà ripresa l’attività di monitoraggio per valutare l’attuale livello di infestazione dopo il periodo invernale. Da quanto riportato finora è chiaro che queste zanzare hanno molte caratteristiche in comune e purtroppo condividono anche la capacità di trasmettere patogeni agli animali ed all’uomo. La zanzara tigre e la zanzara giapponese sono vettori di numerosi arbovirus, tra i quali ricordiamo Dengue, Chikungunya ed il famigerato Zika virus (vedi www.izsvenezie.it/ malattie-trasmesse-da-vettori-zika-virus), che può essere trasmesso da Aedes albopictus. Meno nota è la capacità di trasmettere malattie da parte della zanzara coreana perché non ci sono molti studi al riguardo. Infine è da evidenziare che si tratta di specie molto simili tra loro morfologicamente, indistinguibili se non da personale specializzato o da entomologi. È quindi altresì fondamentale formare del personale in grado di distinguere le specie sia a livello larvale che da adulti. Le zanzare invasive sono dunque un

Figura 2. Comuni positivi per la presenza della zanzara coreana (in rosso), della zanzara tigre (in arancio) e aree di sovrapposizione delle due specie (righe rosso e arancio) in seguito ai monitoraggi condotti per valutare la distribuzione della zanzara coreana (mappa prodotta da Ufficio GIS, IZSVe).

problema di grande rilevanza ed il monitoraggio costante e capillare del territorio è fondamentale per individuare l’arrivo di una nuova specie. Individuare precocemente la presenza di una nuova specie ci permette di intervenire rapidamente nell’adozione delle opportune misure di controllo. Essere rapidi negli interventi vuol dire agire contro una piccolo focolaio ancora localizzato e quindi facilmente eradicabile. Bastano pochi mesi e, se non si interviene, si assisterà ad una estesa colonizzazione che sarà poi difficilmente contrastabile. È importante monitorare in particolare determinate attività che sono potenzialmente in grado di veicolare l’introduzione di zanzare invasive, come le aziende coinvolte nel commercio di piante, di pneumatici e le aree di scambi internazionali come porti, aeroporti, autostrade, ecc. Monitorare l’arrivo delle zanzare invasive è un’attività dispendiosa in termini di risorse economiche ed umane e ci si potrebbe chiedere se ne valga la pena. Per rispondere a questa domanda dovremmo analizzare quanto succes-

so con la zanzara tigre. Attualmente la lotta contro questa specie ha raggiunto entità enormi ed è diventata per molti enti la principale voce di spesa; ma, nonostante tutto, i risultati sono deludenti. Se nel 1990 avessimo avuto un monitoraggio efficiente che fosse stato in grado in grado di individuare l’arrivo della zanzara tigre, permettendoci di intervenire prontamente, adesso potremmo trascorrere le nostre giornate all’aperto in modo più piacevole. Il fenomeno delle zanzare invasive in Italia è in piena evoluzione. A questo punto, la domanda che ci viene spontanea è: quale sarà la prossima specie di zanzara invasiva ad arrivare in Italia? *[Laboratorio di Parassitologia, Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, Legnaro (PD), Italy]

Per saperne di più: http://www.lexem.eu http://www.izsvenezie.it/zanzara-giapponese-arrivata-in-italia/ http://www.izsvenezie.it/la-zanzara-coreana-vola-in-italia/

43 aprile 2016


SCENARI SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

ombre e luci del servizio sanitario nazionale a cura di Cittadinanzattiva

Macchinari, reparti, personale sanitario: queste le segnalazioni di spreco. Buone Pratiche premiate: attenzione ai migranti in pronto soccorso; video tutorial per supportare l’autogestione nel rientro a casa; giardino pensile per disabili recuperato da un tetto piano in disuso. 44 aprile 2016

Macchinari non utilizzati o funzionanti a scarto ridotto, reparti chiusi anche se appena ristrutturati o sottoutilizzati per mancanza di personale, attrezzature e dispositivi non adatti alle esigenze dei pazienti, personale sanitario costretto a turni di lavoro massacranti o in trasferta con costi aggiuntivi per le aziende sanitarie, burocrazia costosa e che ostacola il percorso di cura dei pazienti. Sono queste le principali aree di sprechi in sanità segnalate nel Rapporto “I due volti della sanità. Tra sprechi e buone pratiche, la road map per la sostenibilità vista dai cittadini”, fotografia del Servizio Sanitario Nazionale tra luci ed ombre presentato il 16 marzo scorso da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, con il sostegno non condizionato di Farmindustria. Il Rapporto prende in esame 104 condizioni di spreco individuate da cittadini, associazioni ed operatori sanitari fra aprile 2014 e aprile 2015 e che a giugno 2015 risultavano ancora irrisolte. Sono 55, invece, le buone pratiche in corsa per aggiudicarsi il premio Andrea Alesini. (vedi articolo successivo). In un caso su due, per eliminare lo spreco dovrebbe intervenire la Asl,

in un caso su tre la Regione, in uno su dieci l’istituzione nazionale, ossia principalmente il Ministero della Salute. Ai cittadini che hanno segnalato i casi, è stato chiesto di scegliere la causa di spreco più attinente rispetto ai casi individuati. Al primo posto con il 9% dei casi si fa riferimento ad una cattiva gestione del personale sanitario perché sovradimensionato o sottodimensionato; seguono, con l’8,6%, la cattiva allocazione delle risorse economiche, l’organizzazione dei servizi, il mancato utilizzo di beni e servizi; l’8,2% la mancata programmazione; al 7,3% il non utilizzo di attrezzatture costose; per il 6,5% l’uso improprio delle risorse; per il 6% strutture non utilizzate o sottoutilizzate. Raggruppando per macroaree si tratta di sprechi riferibili per il 46% al mancato o scarso utilizzo di dotazioni strumentali e strutture sanitarie, per il 37% a inefficiente erogazione di servizi e prestazioni, per il 17% a cattiva gestione delle risorse umane. E questi sprechi fanno male ai diritti, in particolare quelli più violati, stando all’esperienza dei

cittadini, sono: “diritto al rispetto degli standard di qualità” (14,7%) con, a seguire, il diritto al rispetto del tempo (14%), diritto alla sicurezza delle cure (11,6%) e all’accesso ai servizi sanitari (10,9%). Per questo spreco nel Servizio Sanitario Nazionale è ogni attività, comportamento, bene e servizio che, utilizzando risorse, non produce risultati in termini di salute, benessere e qualità della vita per come li definisce la Carta Europea dei diritti del malato.“La strategia di aggressione agli sprechi, chiamata contenimento della spesa e spending review, a conti fatti ha prodotto queste certezze: 54 miliardi di tagli cumulati dal Servizio Sanitario Nazionale tra il 2011 e il 2015 e contrazione, o soppressione, di prestazioni e servizi, come certifica la Corte dei Conti. E per il 2016 altri 14,5 miliardi di tagli. Invece resta da dimostrare e spiegare ai cittadini se e quanti sono stati gli effettivi risparmi prodotti dalle manovre e come sarebbero stati reinvestiti, a fronte dei sacrifici richiesti a tutti negli anni. Altrettanta attenzione meriterebbero altri settori


SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE SCENARI

di spesa pubblica, ai quali ancora troppo poco si guarda. La debolezza e le distorsioni provocate da questo metodo, in particolare sui cittadini, sono evidenti guardando alle sorti del neo-approvato Decreto Appropriatezza, che dopo pochi giorni dalla sua entrata in vigore, ha bisogno di revisioni e nel frattempo sta ostacolando l’accesso a prestazioni necessarie. La ricetta va cambiata: partire da una più profonda conoscenza dei fenomeni; guardare alle buone pratiche esistenti; mettere a punto interventi selettivi per agire sulle cause e non sparare nel mucchio; riconoscere il valore che ogni attore può dare per contrastare le inefficienze, a partire da cittadini e professionisti; misurare gli effetti prodotti dagli interventi. Su appalti e acquisti occorre migliorare uniformemente impostazione, quindi cosa comprare, in che quantità e come farlo; verificare il rispetto di accordi e procedure, ed occuparsi anche alla corretta esecuzione dei contratti, applicando penali in caso di irregolarità o ritardi”. Questo il commento di Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva. ”Tutti possono e devono agire per ridurre sprechi e inefficienze, nessuno escluso. Per questo è indispensabile valorizzare competenze, sensibilità e dare attenzione alle segnalazioni di tutti e superare la logica che spetti sempre a qualcun altro agire o che tanto non cambia nulla. Le buone pratiche che oggi premiamo, lo dimostrano”.

La road map per la sostenibilità dal punto di vista dei cittadini

Sulla base delle segnalazioni raccolte e delle evidenze rese dai cittadini su quanto e cosa si spreca in sanità, Cittadinanzattiva ha messo

a punto una road map, ossia una ricetta con ingredienti per la sostenibilità del SSN, con l’obiettivo di passare da una sostenibilità intesa come compatibilità con le risorse allocate in base ad una scala gerarchica delle priorità fissate dal governo, ad una sostenibilità basata sugli esiti che riesce a produrre in termini di salute e mantenimento della qualità della vita. Ecco i primi 5 ingredienti di una ricetta ricca (34 azioni) individuati per la sostenibilità: • Ammodernare e organizzare il SSN a partire dalla centralità del malato, dei suoi bisogni e non di altri interessi, che nulla hanno a che vedere con il servizio di cura, assistenza e produzione di salute che al SSN è affidato. • Attuare, e per tempo, le decisioni assunte con l’approvazione di atti nazionali-regionali-aziendali, rendendole effettive. • Adottare una strategia nuova per la misurazione e definizione di standard per il personale, per l’assistenza sanitaria territoriale, oltre che per il dimensionamento (per bacini di utenza) delle strumentazioni/apparecchiature/tecnologie sanitarie, funzionale agli investimenti e alla gestione. • Realizzare una banca dati delle dotazioni strumentali e dei beni eccedenti e pienamente funzionanti (quindi sicuri e di qualità) non utilizzati dalle strutture in cui sono ubicati, così da poter essere messi a disposizione delle altre strutture sanitarie. • Promuovere la trasparenza come strategia di fondo per operare le scelte, per la valutazione, per la promozione del merito, per il contrasto a fenomeni di illegalità e corruttivi. Per questo è necessario superare l’approccio burocratico nell’applicazione delle norme. [www.cittadinanzattiva.it]

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SCENARI PREMIO

la sanità attenta ai cittadini: premio andrea alesini per le buone pratiche in sanità

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55 progetti provenienti da 11 regioni, maggiormente dal Centro– Nord, caratterizzati dalla pratica quotidiana del diritto alla dignità umana e dell’impegno alla lotta all’esclusione sociale, nel pieno rispetto della Carta europea dei diritti del malato. Questi i “numeri” del Premio Andrea Alesini per le buone pratiche in sanità, celebrato a Roma da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, e realizzato con il sostegno non condizionato di Farmindustria. Veneto, Lazio, Trentino, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Campania, Piemonte, Toscana, Marche, Valle D’Aosta sono le regioni italiane da cui sono pervenuti i progetti candidati al premio. Le parole chiave emerse dall’analisi critica dei progetti candidati danno il senso di quello che professionisti della salute mettono in campo, anche insieme ai cittadini, per offrire servizi di qualità e a misura di persona: presa in carico nel percorso di cura, farmaci, integrazione, appropriatezza, miglioramento, qualità, dolore, accessibilità. La giuria ha decretato i tre vincitori e ha ritenuto di attribuire sette menzioni speciali a progetti che hanno saputo guardare oltre e superare steccati con idee semplici e concrete, valutate per il loro grado di innovatività, soste-

a cura di Cittadinanzattiva

nibilità, riproducibilità, misurabilità, valore aggiunto. Di seguito le principali caratteristiche dei progetti premiati e le motivazioni. Maggiori informazioni e l’intera pubblicazione del catalogo delle buone pratiche sono disponibili nel Rapporto “I due volti della sanità. Tra sprechi e buone pratiche. La road map per la sostenibilità vista dai cittadini” sul sito www.cittadinanzattiva.it

Primo Classificato

Progetto “Il Pronto Soccorso vive il proprio territorio e ne assume i bisogni specifici come obiettivi. Per questo si organizza per dare Accoglienza e Supporto alle Fragilità, Riconoscere e Tutelare Vittime della tratta” – Policlinico Casilino - Roma

Il Policlinico Casilino di Roma insiste su un’area caratterizzata da disagio sociale, con un elevato numero di anziani assistiti dai servizi sociali, fenomeni di delinquenza, alti tassi di disoccupazione e una elevata presenza di migranti (18,5%). Il risultato è che il 20% degli accessi al PS è costituito da stranieri; 26% per motivi ginecologici (sono più di 700 i parti di donne straniere). Da circa un anno sono a disposizione della struttura interpreti per 101 lingue, attraverso un Servizio di Interpretariato Telefonico che in 2-3 minuti permette il contatto con gli interpreti che, attraverso una doppia cornetta telefonica, traducono in tempo reale le domande del medico e le risposte del paziente. Il prossimo step consisterà in un servizio online che traduce le ricette, compreso dosaggio e modalità di somministrazione in 14 lingue affinché terapie e compor-


PREMIO SCENARI

tamenti consigliati siano resi compatibili con le condizioni di vita reali dei pazienti, compresi coloro i quali vivono in condizioni di disagio abitativo. Motivazione dell’Assegnazione del Premio Per avere espresso in maniera innovativa i bisogni delle persone fragili del V e VI Municipio di Roma servito dal Policlinico Casilino, grazie al servizio di “Accoglienza, supporto alle fragilità, riconoscimento e tutela delle vittime di violenza ed esseri umani oggetto di tratta”. Per aver dato modo a queste persone, attraverso il servizio di interpretariato telefonico, di poter esprimere il proprio disagio, abbattendo le barriere linguistiche e culturali. Questa esperienza costituisce un progresso innovativo di integrazione socio-sanitaria e presa in carico del paziente sul territorio.

Secondo Classificato

Progetto: “La salute è le nostre mani”- ULSS9 Treviso La persona con disabilità che fa ritorno al domicilio dopo il trattamento riabilitativo in regime di ricovero ha spesso bisogno di essere assistita da un familiare o caregiver, che deve essere opportunamente addestrato alle più comuni manovre assistenziali, e a stimolare la persona alla maggiore attività ed autonomia possibili. Spesso però tale addestramento è difficile per problemi culturali o linguistici. Inoltre, il caregiver può avere necessità di supporto continuativo nel verificare se esegue correttamente le manovre assistenziali. Attraverso il progetto, avviato nel 2011, sono stati realizzati dei

brevi filmati, visibili attraverso YouTube, in cui si mostra, con l’aiuto di una fisioterapista e di una persona con disabilità, come effettuare alcune semplici manovre di assistenza (trasferire dal letto a carrozzina, aiuto nel salire/ scendere le scale). I filmati sono stati realizzati con il supporto del servizio audiovisivi aziendale, hanno una durata di pochi minuti, e sono comprensibili anche senza i dialoghi audio. Sono visibili al pubblico attraverso il portale www.ulss.tv.it (cliccando “guarda i video della salute nelle nostre mani” dalla pagina principale). I filmati comprendono anche video didattici su aree diverse dalla riabilitazione, alle corrette modalità di assunzione di farmaci, o alle corrette posizioni per l’allattamento del neonato. Motivazione dell’Assegnazione del Premio Per l’attenzione e la sensibilità rivolta alle persone con disabilità nelle fasi di riabilitazione a casa e per aver utilizzato strumenti che favoriscono l’empowerment e l’autogestione delle condizioni di salute. Il progetto, attraverso lo strumento innovativo del tutorial, aiuta i caregivers a rendere la vita quotidiana dei propri cari più agevole ed integrata con quella degli altri. Il progetto contribuisce a ridurre il disagio fisico e psicologico di pazienti e familiari. Questi ultimi, imparando da brevi filmati, a gestire anche semplici manovre, migliorano la vita quotidiana dei propri cari.

Terzo Classificato

“Ridefinizione e implementazione degli spazi verdi compresi nel perimetro del complesso ospedaliero Ospedale Mauriziano Umberto I di Torino” Il progetto è intervenuto su un’area che si presentava come uno spazio non utilizzato, potenzialmente fruibile grazie alla presenza di un tetto piano in cui è stata immaginata la realizzazione di un giardino pensile intensivo con finalità terapeutiche indirizzate ai malati

con disabilità di tipo fisico o psicofisico. L’idea progettuale nasce dall’importanza che questo spazio offre per i malati, i loro familiari, per chi lavora e per chi va in visita. Il giardino terapeutico fa da complemento alle cure perché è un luogo di armonia e rilassamento: evoca distrazione, compensa lo stress, stimola piacevolmente i sensi. Con il progetto del ‘giardino terapeutico’, l’anonimo tetto piano della mensa dell’Azienda Ospedaliera ‘Ordine Mauriziano di Torino’ diventa uno spazio per rendere più leggera e luminosa la sosta. Questo progetto rappresenta un importante esempio di come l’intera struttura ospedaliera possa essere recuperata attraverso la creazione di una serie di giardini terapeutici in cui il ruolo centrale è rivestito dai pazienti, dai familiari e dal personale di servizio. Motivazione dell’Assegnazione del Premio Perché questo progetto rappresenta un importante esempio di creazione di bellezza a servizio del recupero e della qualità di salute dei pazienti. Per aver utilizzato “madre – natura” quale leva fondamentale di un processo di recupero della salute da parte di chi è in ospedale, sottolineando l’inscindibilità del legame tra qualità della vita delle comunità e condizioni dei luoghi dove esse vivono, lavorano e trascorrono il tempo libero.

47 aprile 2016


TECNOLOGIE PULIZIE VERDI

nuove tecnologie, risparmio, green: all’rsa summit le pulizie protagoniste dalla redazione

48 aprile 2016

All’ultimo Rsa Summit, svoltosi a Milano il 23 marzo scorso, la sessione dedicata alle pulizie e all’igiene ha sollevato temi di grandissimo interesse: gli interventi di Ferrari (AO di Lodi), Tondini (fondazione Oasi- S. Bonifacio) e Tezzele (Markas) hanno illustrato le best practice nel pubblico, nel privato e da parte dell’impresa. Mercoledì 23 marzo, presso lo Starhotel Business Palace di Milano, si è svolta la 5ta edizione dell’Rsa summit, evento di riferimento in Italia per l’organizzazione e la gestione dei servizi alberghieri in sanità. Quest’anno si è ragionato, in particolare, della Cura e benessere del residente attraverso una virtuosa e appropriata gestione e organizzazione dei servizi. Come di consueto, ampio spazio è stato dato alle problematiche relative alla pulizia, con un’intera sessione dedicata a Igiene & Pulizia che ha occupato l’ultima parte della mattinata. E non poteva essere altrimenti, vista la grande importanza che le operazioni di pulizia rivestono per la qualità complessiva del servizio.

Importante l’igiene delle mani

Il primo intervento, su “Tecniche, tecnologie e prodotti per la pulizia e la sanificazione più adatti al mondo delle Rsa”, è stato a cura di Marco Ferrari, Responsabile Igiene Ospedaliera dell’Azienda Ospedaliera di Lodi. “L’AO di Lodi, con 627 posti letto 4 presidi, 230mila abitanti di bacino d’utenza, è da sempre molto attenta

alle problematiche igieniche: al primo posto, nei fattori di attenzione, metterei l’igiene delle mani. Possiamo pulire, disinfettare e igienizzare dove vogliamo, ma poi le mani sporche o contaminate vanificano tutto. Ragionando più in generale, vedo risorse sempre più risicate, che molto probabilmente saranno sempre meno visto che verranno concentrate sempre più sulla sicurezza e sull’affrontare rischi contingenti. Ciò si andrà ad aggiungere alla situazione già molto seria di un settore messo in ginocchio da una spending review miope, che ha portato i contraenti a dover ridurre le prestazioni esternalizzate. Con tutti i rischi che ne conseguono, e non è un caso che anche ad alti livelli istituzionali (leggi: Corte dei Conti, ne abbiamo parlato sul numero di marzo) si sia recentemente puntato il dito sul fallimento della spending review lineare. Tutto ciò pensando che in certi ambienti sia ancora davvero valida la distinzione per aree di rischio. In un ambiente come le Rsa, però, anche un “banale” stafilococco arriva a superare le difese.”

Vengono in aiuto le nuove tecnologie

Che fare dunque? “Oggi una mano ce la possono dare, nell’ottica della razionalizzazione e della sicurezza, le “nuove” tecnologie: i panni preimpregnati, monouso o no, hanno un costo, ma evitano il rischio di errori nella dosatura e contaminazione del prodotto stesso. I sistemi touch abbinati all’uso di carrelli che utilizzano la microfibra: da qualche anno è esploso l’utilizzo di microfibre con siste-

mi o preimpregnati, o carrelli di ultima generazione che permettono l’impregnatura “just in time”, con diversi vantaggi. I vantaggi delle microfibre, mix di poliestere e pioliammide, sono enormi, a partire dal grande potere di aggregazione e rimozione dello sporco. Inoltre non si contaminano facilmente”.

Tecnologie automatizzate

“Un grande successo stanno avendo anche le tecnologie automatizzate sulla base di perossido di idrogeno: negli ultimi anni abbiamo avuto enormi successi, col passaggio dal 4 allo 0.60 di tasso di infezione ad esempio da clostridium.” D’altra parte, nelle pulizie come altrove, i miracoli non esistono: “Inutile illudersi che un operatore in un quarto d’ora sia in grado di detergere e disinfettare completamente una camera e i relativi arredi. La complessità stessa degli arredi rende impossibile raggiungere ogni punto e ogni interstizio! Ecco perché le tecnologie come il perossido di idrogeno riescono a dare il meglio in questi casi, poiché fungono da completamento laddove in altro modo non si riesce ad arrivare.”

L’ “impronta ambientale”

L’altra grossa novità riguarda l’ambiente: “Il 23 febbraio scorso, a Roma, si è tenuto un convegno per portare a conoscenza degli addetti ai lavori le ultime novità in fatto di green public procurement. Finalmente dal 2 febbraio sono entrati in vigore i Cam, e ci sono grosse novità: vincoli sempre più stringenti in direzione dell’utilizzo di prodotti certificati, facilita-


PULIZIE VERDI TECNOLOGIE

zioni e incentivi per le imprese, spinta a Ecolabel, Epd.” A questo proposito la domanda da porsi è ben precisa: “Quanto incidono prodotti e sistemi? Un carrello, dopo l’uso, dove va a finire? E l’acqua? Quanta acqua si usa? Insomma, come quantificare, e nel caso ridurre, l’impatto ambientale di un appalto? Quanto mi costa, in termini ambientali, tenere pulita una stanza d’ospedale?” Come vedremo, ci sono imprese, come la Markas di Bolzano, che si sono dotate di strumenti finalizzati proprio a intervenire in questo senso. “Ci sono sistemi che permettono il risparmio di acqua fino a milioni di litri, e attrezzature green come i carrelli costruiti con materiale fino al 75% riciclato, la cui realizzazione, di per sé, riduce l’impatto ambientale.”

La questione Cam

“Per quanto riguarda i Criteri Ambientali Minimi, il percorso si è chiuso, almeno in parte, il 2 febbraio. C’è ancora qualche problema per quanto riguarda i disinfettanti, perché ad oggi disinfettanti Ecolabel non ne conosciamo. A questo proposito, i produttori stanno sviluppando soluzioni sempre più avanzate e meno impattanti. Oggi esistono sistemi, dal packaging ridotto al non utilizzo di pronti all’uso, che producono risparmi impressionanti sotto il profilo dell’impatto ambientale, fino ad arrivare quasi ai “rifiuti zero”. Lo sforzo delle ditte, e anche delle committenze, dev’essere orientato in questa direzione.”

Il problema degli odori

“Non ultimo -ha detto Ferrari- c’è il problema degli odori, che hanno una correlazione diretta con l’igiene ambientale. Esistono catalizzatori chimici o attrezzature che attraverso una sorta di purificazione dell’aria portano ad un abbattimento della componente odorigena e ad una disgregazione di molecole organiche. Al di là di una maggiore salubrità dell’am-

biente, c’è anche una diretta correlazione con il rischio infettivo, perché si riduce la proliferazione organica.” A valle di tutto questo c’è il controllo, che dev’esserci e dev’essere svolto seriamente. “Un appaltatore serio deve esso stesso dotarsi di una struttura e di metodologie di controllo. E’ una componente imprescindibile dell’appalto. E se qualcosa non va, è essenziale sapere dove, perché e intervenire tempestivamente.”

Tondini (Oasi): le risorse umane fondamentali nella soddisfazione del cliente

A seguire, il Responsabile organizzativo e della qualità di Oasi – Fondazione S. Bonifacio Roberto Tondini ha raccontato la propria esperienza in un intervento molto articolato dal titolo “Quali procedure organizzative e tecniche nell’ottica del contenimento dei consumi/ costi e del miglioramento della qualità?”. “Una missione quasi impossibile da esaurire in 15 minuti -ha esordito simpaticamente-. Quello che posso fare è raccontare la nostra esperienza. Mi trovo in linea con quanto detto dal dottor Ferrari, anche noi utilizziamo sistemi all’avanguardia e siamo piuttosto attenti all’igiene e alla razionalizzazione della spesa, tenendo conto che Oasi (acronimo che sta per Opere di Assistenza e Servizi Integrati) è una realtà privata che conta 9 residenze per anziani non autosufficienti, per circa 523 posti letto sparsi nella provincia

di Verona. Si tratta di strutture medio-piccole, da 30 a 105 ospiti. Un altro dato rilevante è quello dell’impatto del personale addetto alle pulizie: fatte 100 le ore erogate, il personale ne fa circa il 6. Se poi si passa al costo percentuale, il 6.58% è per il materiale e il 93.42% per il personale delle pulizie. Si tratta di un settore labour intensive, che rispetto alla totalità della struttura ha un’incidenza del personale decisamente più alta (in media da noi è del 70/75%). E’ chiaro che le risorse umane diventano fondamentali: le organizzazioni sono fatte di persone, che sono il vero valore aggiunto.

Le cinque “S” e il risparmio

“L’utilizzo di sistemi all’avanguardia (panni preimpregnati, ecc.) ha portato alla nostra fondazione un risparmio del 5% sui costi del personale e del 15% sul costo dei prodotti, per un totale di 200mila euro rispetto al 2011. Il nostro percorso, iniziato nel 2010-11, è partito dall’osservazione del personale. Con mop, due secchi e strizzatore le pulizie erano pesanti, e il risultato non era dei migliori: c’erano corridoi in cui in mezzo si vedeva tutto pulito e ai lati colori più scuri, perché lì il mop non arrivava. Poi abbiamo iniziato a contare i prodotti: erano tantissimi, tutti disparati e molto spesso ridondanti. Ci siamo trovati con tantissimi prodotti e tantissimi metodi e allora ne abbiamo selezionati 4 ed abbiamo affida-

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TECNOLOGIE PULIZIE VERDI

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to a ciascuno alcune strutture. In quel periodo abbiamo seguito il famoso sistema giapponese delle “5S”: scegliere/separare, cioè buttare via tutto ciò che non mi serve; semplificare/organizzare in modo razionale ciò che mi serve: banalmente, un carrello in cui tutte le cose necessarie, e solo quelle, siano al loro posto; pulire, standardizzare le prestazioni, per mantenerne il livello; sostenere, essere cioè vicini alle persone, ascoltarle, formarle, addestrarle e verificare il lavoro insieme a loro. Tenendo conto che se

il controllo sui risultati è ancora difficile, il controllo sui processi si può fare. Verificare che tutto sia fatto nel modo giusto, con strumenti adeguati e non usurati e danneggiati. Dopo un anno e mezzo di sperimentazione, abbiamo scelto il fornitore sulla base di diversi criteri: quantità prodotti utilizzati (oggi siamo arrivati a tre prodotti: detergente, disinfettante, disincrostante); qualità (se dopo un anno abbiamo dovuto cambiare 4 mop, c’è qualcosa che non va...); cura del personale (organizzazione, formazio-

ne, ecc.: ad esempio abbiamo abolito il lavoro in coppia); organizzazione del servizio (che dev’essere pianificata); analisi bisogno di pulizia della struttura e di ogni singolo locale. Sulla base di tutto questo è stato creato un piano di pulizia con le relative procedure. In un ambiente con le Rsa non posso dire di aver fatto una “mezza pulizia”, perché non serve a nulla: o ho pulito, o non ho pulito, una via di mezzo non c’è. Abbiamo adottato un sistema preimpregnato, abbiamo ridotto l’acqua e la fatica degli operatori risparmiando e guadagnandoci in qualità senza dimenticare, naturalmente, l’aspetto ambientale.”

Da Kyoto al “collegato ambientale”, provvedimenti coerenti in difesa dell’ambiente

Proprio su questo si è concentrato Andrea Tezzele, Direttore qualità e controllo di Markas, azienda di Bolzano fondata nel 1985 e specializzata nelle pulizie in ambito sanitario: “Clean & green, il servizio di pulizie a impatto zero” il titolo del suo intervento. Tezzele, dopo aver fatto una carrellata dei macro provvedimenti per la difesa dell’ambiente presi a livello planetario da Kyoto a Parigi Cop21 (2015), ha passato in rassegna i 17 Cam ricordandone i principi essenziali, per arrivare al Collegato ambientale che rende obbligatorio il recepimento dei principi ambientali all’interno delle specifiche tecniche dei documenti di gara e offre facilitazioni come sgravi alle imprese “verdi”. E si parla anche di economia circolare. Il caso raccontato da Tezzele, che contiene un po’ tutto questo, si ambienta nell’azienda ospedaliera di Desenzano del Garda, dove Markas ha adottato provvedimenti per rendere l’appalto di pulizia davvero “green”.

Markas, AO Desenzano e l’appalto “green” Sullo sfondo c’è un grande problema: come posso fare a misurare l’im-


PULIZIE VERDI TECNOLOGIE

patto ambientale di un appalto, così come di un chilo di carne, di patate, di qualsiasi prodotto? E qui Tezzele chiede l’aiuto di un grande del passato: “Galileo diceva “misura ciò che è misurabile e rendi misurabile ciò che non lo è”. La confusione, anche in fase di valutazione da parte dell’ente appaltante, deriva dalla non misurabilità. Nelle pulizie come fa la commissione a valutare chi si impegna di più o di meno, chi impatta di più o di meno? Certo, ho le certificazioni, ma quello non è che il punto di partenza. Ma il futuro è di chi deve valutare fra aziende che dichiarano di impegnarsi e dimostrano di impegnarsi. Certificazioni di tipo 1 sui prodotti (sui servizi ancora nulla), come l’Ecolabel, con principi stabiliti a Bruxelles. Poi ci sono le etichette di tipo 2, che sono autodichiarazioni. Poi le etichette di tipo 3, come l’ Epd. Su quest’ultimo aspetto, Markas ha lavorato per la misurabilità. Attraverso i Pcr, appositi documenti tecnici di riferimento, si redige un documento che interessa tutto il sistema e che viene assoggettato al vaglio di un organismo terzo. Alla fine del percorso è estremamente visibile l’impegno per l’ambiente attraverso la creazione di un indicatore ben preciso. In questa esperienza siamo riusciti a coinvolgere l’ospedale di Desenzano, da tempo molto sensibile agli aspetti ambientali. E ora sappiamo che per Markas 1 metro quadro mantenuto pulito per un anno equivale a 2.2 kg CO2/anno.” I risultati del progetto sono strabilianti: “Sono ben 92 le tonnellate di CO2 equivalente che sono state compensate grazie al progetto. Misurazione, ottimizzazione e compensazione sono i concetti alla base di questa sfida: dopo aver misurato le emissioni delle componenti del servizio di pulizia tramite l’EPD (Environmental Product Declaration), sono state poste in essere alcune azioni di ottimizzazione e, infine, una concreta azione di compensazione: il progetto è infatti culmi-

nato con la piantumazione di cinque alberi ad alto fusto che, oltre ad abbellire il cortile dell’ospedale, contribuiscono alla neutralizzazione delle emissioni prodotte dal servizio di pulizie.” Ha chiuso la mattinata un “Panel discussion” moderato da Silvana

Castaldi, professore associato presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università degli Studi di Milano e direttore Uoc Qualità Appropriatezza Risk Management e Privacy dell’Ospedale Maggiore Ca’ Granda di Milano.

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TECNOLOGIE IGIENE MANI

fra lavaggio e igienizzazione, “mani pulite” in ospedale di Simone Finotti

L’igiene delle mani è un fattore chiave per prevenire le infezioni in ambiente ospedaliero. Le indicazioni Ipasvi e le voci dei rappresentanti della filiera: direzioni sanitarie, economi e imprese.

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Qual è l’organo di maggiori dimensioni del nostro corpo? L’intestino? Il fegato? Sbagliato: è la cute, che con i sui 1,5-2 metri quadrati di superficie, per una media di 5 kg di peso, li batte tutti di gran lunga. Le sue funzioni sono moltissime: una delle più importanti è quella di fare da barriera protettiva rispetto all’esterno. In questo senso un ruolo essenziale è quello della flora residente, che insieme alla flora transitoria colonizza la nostra pelle. E qui ci avviciniamo al punto: la stessa flora residente, utilissima per difenderci, può a propria volta diventare responsabile di infezioni opportuniste a seguito della contaminazione di siti corporei normalmente sterili, dell’occhio o della cute non integra. La flora transitoria si acquisisce durante il contatto diretto con i pazienti o con le superfici ambientali contaminate e in genere causa infezioni. Lavarsi le mani, anzi, igienizzarle in modo accurato e non sporadico, è appunto essenziale per evitarle. Anche perché, come ben sappiamo, nelle infezioni correlate alla pratica assistenziale, la trasmissione crociata di microrganismi si verifica soprattutto attraverso le mani degli operatori. Ma anche i visitatori possono portare all’interno delle strutture ospedaliere una carica batterica importante. E un discorso analogo si può fare per gli stessi pazienti.

Prevenibile un’infezione su tre

I dati del Ministero della Salute a questo proposito fanno riflettere: si stima che in Italia ogni anno si verifichino dalle 450.000 alle 700.000 infezioni in pazienti ricoverati (complessivamente il 4,5-7% dei ricoveri), il 30% circa delle quali prevenibili. Insomma un’infezione su tre si potrebbe evitare con pratiche corrette di igiene delle mani. Infatti con una igiene corretta delle mani la flora transitoria si rimuove più facilmente. I batteri patogeni più spesso ritrovati sulle mani degli operatori sono: Staphylococcus aureus, Enterococcus faecium e, in corso di epidemie, anche Acinetobacter, Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA) ed Enterococcus resistente alla vancomicina (VRE).

Le indicazioni Ipasvi

Secondo l’Ipasvi (Federazione Nazionale Collegi Infermieri) fra le misure preventive nella pratica assistenziale, l’igiene delle mani è senza dubbio la più importante quanto a combinazione di efficacia, semplicità e costi di applicazione. Infatti la sola igiene delle mani può ridurre significativamente i decessi conseguenti alle infezioni, le giornate di ricovero e le spese sanitarie. Per questo, sul proprio sito, l’associazione ha pubblicato una serie di indicazioni molto precise, che ripercorrono puntualmente tutti i principali passaggi dell’igienizzazione delle mani.

A ogni situazione la sua procedura

A cominciare il distinguo di base: l’igiene delle mani si esegue con modalità e prodotti diversi secondo le

mansioni che si devono svolgere. Il lavaggio sociale o igienico (con acqua e sapone) ha lo scopo di eliminare lo sporco visibile e rimuovere la flora microbica transitoria ed è raccomandato per proteggere il paziente e l’operatore sanitario dalla trasmissione di infezioni da contatto, per via aerea e attraverso goccioline. Si esegue prima di manipolare farmaci o di preparare o servire alimenti. E’ poi necessario lavare le mani con acqua e sapone quando sono visibilmente sporche o contaminate con materiale proteico, con sangue o altri liquidi biologici e dopo l’uso dei servizi igienici. Il lavaggio sociale deve durare dai 40 ai 60 secondi. La frizione alcolica delle mani (con una preparazione idroalcolica al 60-80% di alcol, in genere etanolo, isopropanolo, n-propanolo, associato a sostanze emollienti, umidificanti e ad agenti protettivi per la cute


IGIENE MANI TECNOLOGIE

gli avambracci secondo una procedura stabilita, da effettuarsi da parte di tutti i membri dell’équipe, così come la frizione chirurgica delle mani (con sostanze chimiche antisettiche quali bignanidi o iodofori). Va fatto prima di indossare i guanti sterili. Complessivamente deve durare 5 minuti.

Attenzione anche ai pazienti

Un’altra misura importante è quella di stimolare i pazienti a lavarsi le mani, prima dei pasti, dopo l’uso dei servizi igienici e prima di lasciare la stanza. La valutazione dell’efficacia dei prodotti antisettici è regolata a livello europeo da un test standardizzato: i polpastrelli delle mani di volontari sono contaminati con Escherichia coli e si valuta la capacità dell’antisettico di ridurre la concentrazione batterica.

I prodotti alcolici

delle mani) ha per obiettivo l’eliminazione della flora transitoria e la riduzione della carica microbica residente delle mani. Si effettua se le mani non sono visibilmente sporche, prima e dopo il contatto con il paziente; dopo la rimozione dei guanti non sterili; prima di una manovra asettica (indipendentemente dall’uso dei guanti); dopo il contatto con membrane mucose, cute non integra o medicazioni delle ferite; dopo contatto con oggetti inanimati (inclusi i presidi sanitari) nell’immediata vicinanza del paziente. La frizione con soluzione alcolica deve durare complessivamente 20-30 secondi fino a completa asciugatura. In alternativa alla frizione con soluzione idroalcolica si può ricorrere al lavaggio antisettico (con acqua e detergenti che contengono un agente antisettico). Va evitato l’uso contemporaneo di frizioni a base alcolica e sapone antiset-

tico. I detergenti antisettici più utilizzati sono: clorexidina gluconato, iodofori e triclosan. Il lavaggio antisettico deve durare dai 40 ai 60 secondi. Prima del lavaggio delle mani occorre togliere gioielli (anelli, braccialetti) e orologi. Poiché sotto le unghie si annidano e proliferano miceti e batteri, è importante che le unghie siano corte, arrotondate, limate ed è preferibile, nel lavaggio chirurgico imprescindibile, che gli avambracci siano liberi da indumenti. Vanno evitate unghie artificiali o estensioni.

Sempre sul sito dell’Ipasvi leggiamo che gli alcoli sono più efficaci dei saponi a base di clorexidina, triclosan, iodopovidone. L’efficacia deriva dalla loro capacità di denaturare le proteine. L’unica controindicazione all’uso dei prodotti alcolici è la presenza di sporco visibile o materiale proteico e in caso di patologie da Clostridium perché l’alcol non è efficace sulle spore. L’uso frequente degli alcol può provocare secchezza della cute: i gel idroalcolici in commercio presentano questo inconveniente in misura minore, umidificanti e altri agenti protettivi per la cute. In particolare è indicata l’aggiunta di glicerina (1-3%) o altri agenti simili. La presenza di sostanze molto profumate può dare intolleranza a operatori sanitari con allergie respiratorie.

Il lavaggio chirurgico

Le allergie

Il lavaggio chirurgico effettuato prima delle procedure chirurgiche ha lo scopo di eliminare la flora batterica transitoria e ridurre in modo consistente la flora batterica residente delle mani e degli avambracci. Consiste nel lavaggio tradizionale delle mani e de-

La dermatite da contatto è uno dei fattori di scarsa compliance degli operatori sanitari all’igiene delle mani. Problemi cutanei legati all’uso di detergenti possono verificarsi in più del 30% degli operatori sanitari, anche se spesso sono dovuti alle proteine del

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TECNOLOGIE IGIENE MANI

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lattice dei guanti. La dermatite da contatto frequente tra gli operatori sanitari è causata dal ripetuto lavaggio delle mani, dai guanti, dai disinfettanti aggressivi o dai detersivi. E’ rara la comparsa di dermatite allergica da contatto da ipersensibilità all’alcol o ad altri additivi presenti in alcune soluzioni alcoliche. Gli alcoli hanno soltanto un potenziale margine di irritazione, anche se possono causare una sensazione di bruciore sulla pelle irritata.

menti dell’igiene delle mani (prima del contatto del paziente, dopo il contatto, prima di procedure asettiche, dopo il contatto con fluidi biologici, dopo il contatto con l’ambiente circostante il paziente). Anche per la prevenzione della diffusione del virus pandemico H1N1, l’Organizzazione mondiale della sanità, ha adottato la raccomandazione a tutta la popolazione di lavarsi frequentemente le mani, utilizzando anche i prodotti idroalcolici.

I guanti non sostituiscono l’igiene delle mani

Le direzioni sanitarie nel privato…

Per la prevenzione delle infezioni è poi importante l’utilizzo corretto dei guanti che comunque non sostituiscono il lavaggio igienico delle mani. Vanno indossati quando c’è la possibilità di entrare in contatto con sangue o altro materiale infetto e non vanno utilizzati per la cura di più di un paziente. Vanno cambiati o rimossi dopo il contatto del punto contaminato e prima del contatto di un punto pulito dell’ambiente, prima e dopo il contatto con il paziente.

Campagne nazionali e internazionali

Sono in atto campagne nazionali e internazionali per la promozione della sicurezza del paziente tramite l’igiene delle mani. Vale la pena di ricordare, in ordine cronologico, Le mani pulite, campagna della Regione Toscana (2005-6), che prevedeva, tra gli altri interventi, l’introduzione di un prodotto alcolico per la frizione delle mani, la formazione e la sensibilizzazione del personale e la campagna della Save lives: clean your hands dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). In linea con tale campagna, dal 2007 è in corso una iniziativa in quasi tutte le Regioni, promossa dal CCM-Ministero della Salute italiano e coordinata dalla regione Emilia-Romagna, che prevede la disseminazione di dispenser con il prodotto idroalcolico per l’igiene delle mani, la diffusione di poster, di corsi di formazione sui 5 mo-

Detto questo, è arrivato il momento di una breve carrellata tra i “protagonisti attivi” della filiera, a cominciare dalle direzioni ospedaliere, dove partono le decisioni. Andiamo dunque nel “cuore” delle direzioni sanitarie per sentire come funziona. La dottoressa Maria Teresa Cuppone è direttore sanitario dell’IRCCS Policlinico San Donato di Milano, del Gruppo Ospedaliero San Donato, uno dei gruppi storici della sanità privata in Italia: fondato nel 1957, con 18 strutture annovera un totale di oltre 5mila posti letto. “La Direzione Sanitaria interviene nella scelta di disinfettanti, detergenti e antisettici, dopo un attento esame di quello che propone il mercato. In questa fase ci concentriamo soprattutto sull’esame delle schede tecniche e delle schede di sicurezza. Per quanto riguarda i servizi appaltati, come l’igiene ambientale delle aree non critiche, il fornitore propone una serie di soluzioni, poi siamo noi ad accettare quella più idonea e, successivamente, ad effettuare gli audit, cioè a verificare se nel servizio vengano effettivamente utilizzati i prodotti dichiarati con le modalità previste. La Direzione Sanitaria, nel caso di approvvigionamento di antisettici, comunica con l’ufficio acquisti per la selezione delle sostanze più opportune”. Cuppone tiene molto a parlare di “igiene” delle mani, concetto che sostituisce il più riduttivo “lavaggio”. Spiega: “Si tratta di un

concetto molto più ampio. Per gli operatori e i visitatori ci sono appositi dispenser con un prodotto in gel a base alcolica (bisogna però fare attenzione anche qui: se le mani sono visibilmente sporche o se trattiamo pazienti con infezioni sostenute da germi sporigeni, come quelle da Clostridium, l’alcol è da evitare in quanto non è efficace). Anche in questo caso, molto è cambiato rispetto a tempo fa: solo qualche anno fa, nessuno avrebbe mai pensato di poter utilizzare prodotti a base di alcol, mentre oggi abbiamo dislocato dispenser con prodotti alcolici nella struttura, dagli spazi comuni all’ingresso della terapia intensiva. Nei bagni, invece, abbiamo normali saponi detergenti.” Tutto questo, però, è inutile senza un’adeguata formazione: “La formazione dev’essere adeguata e capillare a tutti i livelli. Per questo, oltre ad aver emanato precise istruzioni operative, facciamo corsi e audit, questionari e report ben precisi affinché tutti sappiano con precisione cosa fare e quando, quando usare un prodotto e quando un altro, come comportarsi in ogni situazione. Anche sui lavandini abbiamo appeso istruzioni con procedure ben dettagliate e ormai i nostri operatori dovrebbero sapere perfettamente come comportarsi a seconda della situazione”. Insomma, l’attenzione è altissima.

Gli economi ospedalieri del settore pubblico…

E lo è anche nel pubblico. Anche per Salvatore Goia, direttore amministrativo dell’ASST Lariana (ex AO Ospedale Sant’Anna di Como) e presidente di Ale (Associazione Economi Lombardi) aderente a Fare (Federazione delle Associazioni Nazionali degli Economi e Provveditori della Sanità), l’informazione gioca un ruolo essenziale: “Nel nostro caso c’è un’attenzione particolare in tutti gli ambienti dell’ospedale. Un aspetto al quale teniamo molto è quello delle campagne informative, una prassi diffusa a livello regionale che fa parte di una serie di misure di


IGIENE MANI TECNOLOGIE

prevenzione del rischio anche perché, come ormai si sa da oltre un secolo, è proprio dalle mani che passano i principali agenti patogeni che danno luogo alle infezioni nosocomiali. Soprattutto i bagni usati dal personale devono disporre di prodotti non aggressivi ma efficaci, perché le operazioni di lavaggio delle mani devono essere effettuate varie volte al giorno e quindi non si può rischiare di compromettere la salute e la sicurezza degli operatori. In genere si tratta di prodotti non alcolici alcuni dei quali disponibili in appositi dispenser sparsi per i vari reparti, che da un lato devono prevenire dermatiti o altre forme di irritazioni, dall’altro devono essere efficaci nel controllo delle infezioni incrociate. Naturalmente nei luoghi più a rischio, come le sale operatorie, si utilizzano prodotti ancora più specifici in grado di garantire una totale asepsi. Le indicazioni di approvvigionamento vengono dalla direzione sanitaria e/o dal risk management, che approvano le schede tecniche. Un ruolo importante ce l’hanno anche i comitati per le infezioni ospedaliere, presieduti da medici di direzione medica e composti da personale specializzato, che intervengono sia in fase preventiva, sia in fase di emersione di criticità. Stiamo anche attenti a disporre di prodotti differenziati per casi di particolari sensibilità.”

… e le imprese specializzate: attenti anche alla legionella

Non manca ora che la voce dell’impresa, che nel caso dei bagni ospedalieri è molto importante perché, come abbiamo sentito, la fornitura di prodotti e i servizi correlati rientrano nell’appalto. Fra queste Formula Servizi di Forlì, una cooperativa che fornisce soluzioni innovative per il cleaning, la logistica e la manutenzione fino appunto ai servizi specialistici per le strutture ospedaliere. “La nostra attenzione all’igiene delle mani -dicono dalla coop romagnola- parte dai dpi da noi forniti agli operatori, che in quanto persone che entrano in ambiente ospedaliero

devono prestare anch’essi la massima attenzione. Per noi le precauzioni adottate con una corretta pulizia degli ambienti rientrano tra le attività di prevenzione al contrasto della diffusione della infezioni. Tali attività passano dalla corretta esecuzione delle operazioni all’appropriatezza dell’uso dei dispositivi di protezione individuali, primi tra tutti i guanti e i materiali monouso. Per quanto riguarda invece i frequentatori degli ospedali, dove l’appalto prevede di fornire il sapone nei bagni, Formula Servizi ha scelto di non rifornire per rabbocchi i dispenser ma di optare per la soluzione di rifornimento con cartucce monouso antigoccia che hanno il vantaggio di rinnovare il rifornimento del distributore offrendo in ogni momento le migliori condizioni di igiene. Ai fini del contrasto alla diffusione della legionella, a cadenza mensile si esegue il flottaggio e a cadenza semestrale si cambiano i frangiflutti.

Per il chirurgo è un momento di concentrazione

Se poi passiamo ad analizzare l’ambiente in cui forse più di tutti è essenziale il lavaggio delle mani, e cioè il blocco operatorio, la situazione è an-

cora diversa se la si guarda dalla parte del vero protagonista di questi spazi, vale a dire il chirurgo. All’interno di ogni sala operatoria (o in alcuni ospedali in comune fra più unità operatorie) c’è uno spazio in cui lavarsi le mani, a lungo (l’operazione richiede circa 5 minuti) e secondo una procedura ben precisa che richiede almeno tre passaggi con spugne, soluzioni antisettiche (che i chirurghi scelgono in base alle loro intolleranze) e spazzolini sterili. Le spugne possono essere preimpregnate oppure la soluzione può essere contenuta in dispenser appositi, da azionare senza il contatto delle mani. Poi il chirurgo, naturalmente, si infila i guanti e opera. “Il momento del lavaggio delle mani -spiega un chirurgoè quello in cui ci si raccoglie, si cerca la concentrazione, e prima degli interventi più complessi si cerca di ripercorrere con la mente i vari passaggi. Insomma, oltre all’utilità pratica ce n’è anche una, altrettanto sentita, di natura psicologica: “E’ un momento quasi religioso, di profonda riflessione.”

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TESTATINA OCCHIELLO

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AFFARI E CARRIERE

Arco Chimica e Alchemy Professional insieme sulla strada del pulito

Importante accordo produttivo, nelle scorse settimane, fra Arco Chimica e Alchemy Professional: l’industria modenese darà la possibilità a quella romana di realizzare all’interno del moderno impianto produttivo di Medolla le proprie formule “storiche” per la detergenza professionale, beneficiando così di una preziosa spinta innovativa e tecnologica. Comprensibile la soddisfazione dei direttori generali delle due aziende, Luca Cocconi di ARCO e Alessandro Amato, di Alchemy. “Arco”, esordisce Cocconi, ha acquistato prestigio grazie alla messa a punto di una gamma completa di prodotti detergenti per la pulizia professionale per le diverse tipologie di ambienti. Oggi la nostra industria si contraddistingue per dinamismo, entusiasmo ma soprattutto per la vocazione alla sostenibilità ambientale e all’innovazione tecnologica. Propone una vasta ed esclusiva gamma di soluzioni di tipo gestionale, informatico e digitale capaci di arricchire notevolmente il valore aggiunto della nostra offerta di detergenza al mercato professionale”. “Alchemy ”, interviene Amato, “è sorta a Roma dall’intuizione di un gruppo di lavoro motivato ed esperto. E’ composta da un team di persone giovani ma con skills importanti nei settori chiave della nostra realtà e del mercato in cui si innesta. Dinamicità e determinazione, sviluppo e innovazione non sono per noi solo parole ma obiettivi che giorno per giorno guidano la nostra azione. L’ azienda propone all’utilizzatore professionale un assortimento completo di prodotti e servizi, con detergenti di alta qualità. Proprio la qualità dei formulati è il nostro fiore all’occhiello”. I due passano poi a parlare del loro incontro. “Io e Alessandro”, riprende Cocconi, “ci siamo conosciuti diversi anni orsono: il nostro incontro è avvenuto, infatti, quasi agli esordi della mia attività di imprenditore. Eravamo ospiti entrambi delle prime fiere di settore e di alcuni clienti: l’ho individuato subito come uno dei miei migliori concorrenti, perciò si è meritato la mia attenzione e la massima stima professionale.”. “Io e Luca”, afferma Amato, “siamo stati competitors, poi le nostre vite si sono avvicinate: abbiamo scoperto di poter condividere obiettivi ambiziosi e di essere in grado di disegnare una strategia comune per conquistare il mercato.”. [www.arcochimica.it]

57 MARZO 2016


CARNET

A Exposanità 2016 prodotti, incontri e soluzioni per gli operatori del settore

58 APRILE 2016

Torna l’appuntamento con Exposanità, la manifestazione dedicata ai temi della salute e dell’assistenza, che si terrà a Bologna Fiere dal 18 maggio al 21 maggio 2016. Prodotti e servizi per ospedali, diagnostica e ICT, terza età, disabilità, dipartimento materno infantile, pronto soccorso e prevenzione, ortopedia e riabilitazione, ma an-

che innovazione in sala operatoria e stampa 3D applicata al medicale. Saranno questi alcuni dei temi che caratterizzeranno la 20esima edizione della manifestazione. All’interno del Salone Hospital che propone una panoramica sui prodotti e i servizi per gli ospedali si terranno 3 eventi speciali dedicati agli operatori del settore. Si affronterà anche il tema della Terza Età con un ricco programma di iniziative formative e il progetto Call for Ideas, un concorso di idee realizzato in collaborazione con lo IED di Roma, per la ricerca di soluzioni adiuvanti gli operatori che si occupano di anziani affetti da malattie croniche degenerative. La nostra casa editrice sarà presente con uno stand presso il Pad. 26 C74.

Scienza Medica dal 19 al 22 maggio, dedicato al tema Le età della vita. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e da Genus Bononiae, Musei nella Città, si propone quest’anno di riflettere sulla nuova condizione umana al tempo della longevità: quante persone siamo nel corso della nostra, sperabilmente, lunga vita? Quante diverse età attraversiamo? E, se ci ammaliamo, come cambia il rapporto con la malattia nel tempo, dall’esperienza prenatale a quella della senescenza? Grande attenzione sarà riservata ai temi della medicina di prevenzione, degli screening, delle implicazioni della medicina genomica, e al ruolo della corretta alimentazione e degli stili di vita.

[www.exposanità.it]

Festival della Scienza Medica: le età della vita Dopo il grande successo della scorsa edizione con circa 40.000 presenze, torna a Bologna il Festival della

Responsabilità professionale in sanità e sicurezza delle cure

Il 3° Forum Giuridico in Sanità, che si terrà il 3 maggio a Roma presso l’Auditorium Antonianum, si colloca nel cuore del dibattito par­lamentare sul Disegno di Legge “Responsabilità Professionale e sicurezza delle cure”. L’evento ha come obiettivo quello di stimolare un confronto sui contenuti della legge tra i rappresentanti istituzionali, dirigenti delle strutture sanitarie private e pubbliche, professionisti sa­nitari, al fine di fornire al dibattito sulla legge in Senato ulteriori spunti di miglioramento ad un testo già considerato molto positivo. Il Forum si propone inoltre di condividere con tutti gli stakeholders le forme ed i modi per diffondere ed applicare in modo corretto nelle strutture sanitarie quanto previsto nei diversi articoli della legge. Ciò nell’ottica di migliorare la qualità e la sicurezza delle cure per i pazienti a tutela della responsabilità e del lavoro dei professionisti.

Saranno presenti quattro Premi Nobel: Bruce Beutler: Premio Nobel per la Medicina nel 2011 per le scoperte riguardanti l’attivazione dell’immunità innata. Aaron Ciechanover: Premio Nobel per la Chimica 2004 per la scoperta della degradazione delle proteine ubiquitina-dipendente. Tim Hunt: Premio Nobel per la Medicina nel 2001 per la scoperta delle cicline e del loro ruolo nella regolazione del ciclo cellulare. Eric Kandel: Premio Nobel per la Medicina nel 2000 per le ricerche sulle basi fisiologiche della conservazione della memoria nei neuroni. Tutti gli eventi del Festival Della Scienza Medica sono gratuiti e a ingresso libero fino a esaurimento posti, salvo differenti indicazioni. [www.bolognamedicina.it]


ORIZZONTI

Il programma FOOD Santoemma per aree preparazione e confezionamento cibi Santoemma, azienda italiana distribuita in più di 70 paesi nel mondo, produce dal 1980 macchine e sistemi per la pulizia professionale. I prodotti Santoemma forniscono soluzioni ottimali ed innovative in diversi campi di applicazione. Recentemente ha presentato il programma FOOD - Pulizia aree preparazione cibi – che comprende una gamma di macchine progettate per la pulizia di superfici di vario genere in aree di preparazione degli alimenti, quali ad esempio: supermercati, aziende alimentari, cucine industriali. Tutti i modelli della gamma consentono di spruzzare sulle superfici una schiuma densa detergente e sanificante e di effettuare il risciacquo delle superfici stesse. La schiuma densa consente di ottimizzare l’azione chimica di pulizia e di sanificazione del detergente. Il risciacquo è effettuato ad una pressione ottimale, che consente di rimuovere rapidamente i residui di schiuma e di sporco. Risciacquando ad una pressione controllata, si evita che le particelle rimosse siano rimbalzate su altre superfici e che si formino delle nubi di vapore acqueo nell’ambiente, le quali terrebbero in sospensione i micro-organismi per molti minuti. Tali micro-organismi si depositerebbero nuovamente sulle superfici solo dopo il risciacquo, invalidando la completezza della azione battericida. Alcuni modelli della gamma consentono anche di aspirare il liquido residuo dal pavimento, lasciando gli ambienti completamente asciutti dopo la pulizia. Le macchine del programma FOOD Santoemma possono essere impiegate, a seconda dei casi, con detergenti sgrassanti o acidi. Test di laboratorio certificano che l’applicazione dei prodotti chimici Santoemma per 3 minuti su una superficie consente di uccidere il 99,9% dei batteri, confermando l’efficacia della loro azione chimica. [www.santoemma.it]

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ORIZZONTI

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Da Filmop più sicurezza ed igiene per le pulizie ospedaliere In ambito ospedaliero offrire un servizio nella massima sicurezza e dotarsi di attrezzature specifiche può fare davvero la differenza. Da oggi Filmop propone un servizio unico: Alpha Metal Free, il primo carrello di pulizia

completamente privo di parti metalliche, progettato per accedere liberamente alle aree di risonanza magnetica. Una soluzione esclusiva anche per altri ambienti dove non sia consentito l’accesso con attrezzatura magnetizzabile, quali laboratori di ricerca e industrie. Alpha Metal Free è infatti realizzato al 100% in plastica, comprese ruote, sostegni e tutta la componenti-

ONS®: sistema innovativo per neutralizzare i cattivi odori Una delle cause principali della presenza di odori sgradevoli all’interno di strutture assistenziali e sanitarie è il residuo di materia organica. Da qui è nato il sistema Odor Neutralizing System (ONS®), realizzato grazie ad un percorso di cooperazione tecnico-scientifica tra Dussmann Service, Casa di Cura Villa Verde, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia ed È COSÌ – Innovative Hygiene Systems. ONS® è un innovativo sistema di neutralizzazione dei cattivi odori in grado di rimuovere i residui organici e inorganici, evitando la proliferazio-

ne microbica. Il sistema ONS® neutralizza gli odori sgradevoli attivando processi biologici che eliminano il residuo organico e inorganico dalle superfici così da facilitare la rimozione della materia che origina i cattivi odori, impedendone la diffusione

stica più minuta come viti e perni, garantendo maggiore sicurezza, completa libertà di movimento e favorendo la prevenzione di infortuni. Filmop propone un altro sistema specifico per l’ambito sanitario: Equodose®, l’innovativo dosatore meccanico che consente l’impregnazione al momento dei panni necessari al servizio di pulizia, direttamente sul posto e con la possibilità di regolare la giusta dose di soluzione necessaria. Il suo utilizzo quotidiano garantisce il risparmio di acqua, di detergente, di energia, assicura una grande flessibilità ed è estremamente intuitivo da utilizzare. Finalmente con Equodose® diventa semplice pulire ogni singola stanza con un panno diverso e sempre pulito: è quindi particolarmente indicato per tutte le strutture sanitarie, dove la diminuzione del rischio di contaminazione crociata e la garanzia di un alto standard d’igiene costituiscono delle necessità fondamentali. [www.filmop.com]

e favorendo il controllo della proliferazione microbica. Il calo degli odori va di pari passo con la diminuzione della carica microbica: misurando quindi la riduzione della concentrazione microbica totale sulle superfici trattate con il sistema ONS®, è possibile fornire anche una misura della diminuzione della percezione degli odori. La prima fase di sperimentazione presso il reparto di Medicina e Lungo Degenza di Villa Verde, avviata il 16 novembre dello scorso anno, ha dato riscontri positivi. Si è deciso pertanto di avviare una seconda fase di sperimentazione finalizzata all’elaborazione di uno studio scientifico, i cui risultati saranno presto diffusi. [www.dussmann.it]


ORIZZONTI

EVO SPONGE l’antigraffio con idoneità alimentare Si tratta di una spugna con fibra abrasiva che non graffia, utilizzabile su qualsiasi superficie, colour coded Haccp, brevettata e made in Italy by Eudorex (Reg. 1935/2004). Per ottenere la certificazione di idoneità al “contatto alimentare”, il laboratorio accreditato ha verificato che la stessa non rilasciasse alcuna sostanza contaminante. Si può affermare che Evo Sponge è al 100% conforme HACCP. Il made in Italy, quando è innovativo e di alta qualità è molto apprezzato. Nel giro di 3 anni Evo Sponge viene distribuita in 10 paesi. In Italia il prodotto sta avendo un discreto successo ma non si è ancora espresso come merita. Forse perchè gli italiani sono più lenti a recepire le novità del mercato. La spugna è un prezioso strumento da utilizzare in simbiosi con un buon panno in microfibra (vedi ad esempio Active 360 in fibre Poliattive). E’ utile in varie situazioni ed ambienti, ovun-

Linea Food Madal

que vi sia sporco aderente da rimuovere senza rovinare la superficie (cromature, vetri, acciaio, ceramica, teflon, auto, nautica). E’ nelle mense e nella ristorazione collettiva che trova più ampia diffusione. Attualmente due realtà nazionali l’hanno adottata risolvendo un problema diffuso che sembra banale, ma che ancora oggi rappresenta una criticità: la contaminazione del cibo da stru-

A fronte della complessità dei processi di produzione e di trasformazione degli alimenti è indispensabile una conoscenza approfondita di tutte le loro fasi e problematiche, al fine di poter predisporre un corretto protocollo d’igiene. Per fare questo, le aziende alimentari hanno una crescente necessità di detergenti e sanitizzanti specifici. Per venire incontro a queste esigenze Madal ha progettato e prodotto una completa gamma di prodotti studiati per offrire soluzioni complete e tecnologicamente avanzate ai problemi di pulizia e sanificazione che si incontrano in ambienti industriali particolari, quali quelli dell’industria alimentare e agro-industriale. La linea comprende disincrostanti a base acida, detergenti a base alcalina o neutra e sanitizzanti, sia schiumogeni che a schiuma frenata. Grazie a questa varietà di detergen-

ti industriali Madal è in grado di far fronte pressoché a tutte le esigenze che si riscontrano in un’industria agro-alimentare, pulizia ed igiene di ambienti, impianti, macchinari, cisterne, contenitori, vasche, attrezzature, utensileria, nonché di impianti chiusi e di tubazioni (sistemi CIP). Tutti i detergenti presentano caratteristiche di totale compatibilità con le superfici sulle quali vengono applicati e il loro utilizzo facilita di volta in volta le successive operazioni di pulizia ordinaria, abbattendo la necessità di manutenzioni straordinarie. [www.madal.it]

menti di pulizia (spugne, panni, spirali). EVO SPONGE inizia ad essere utilizzata anche nell’industria agroalimentare d’eccellenza (produzione di pasta e confezionamento di verdure). Eudorex propone anche Evo Sponge HD (heavy duty), la sorella minore, più abrasiva, antigraffio. Ideale per lo sporco incrostato (pentolame, forni ecc..). [www.eudorexpro.it]

61 MARZO 2016


ORIZZONTI

Rubino Chem: nuovi investimenti per nuovi impianti L’azienda chimica di Bari prosegue nell’ampliamento degli asset industriali. Grazie ai nuovi investimenti è ormai pronta l’automazione della produzione di formulati. L’operazione, necessaria per aumentare l’efficienza nella prima fase della filiera, garantisce una migliore gestione del tempo nella miscelazione delle materie prime. I macchinari acquistati consentono inoltre di verificare costantemente la qualità dei prodotti. Il processo di meccanizzazione dell’intera linea di produzione, iniziato alcuni anni fa, può attualmente definirsi concluso.

62 APRILE 2016

[www.rubinochem.it]

Rcm a Issa Interclean Amsterdam Per l’edizione 2016 di ISSA Interclean, che avrà luogo ad Amsterdam dal 10 al 13 di maggio prossimi, RCM ha preparato tante novità che arricchiscono la già vasta gamma di lavapavimenti. Affermata da cinquant’anni nella produzione di motoscope e da venti in quella di lavapavimenti RCM conferma a ISSA Interclean la volontà di offrire sempre nuove soluzioni adeguate all’evoluzione del cleaning. BYTE: nuova lavapavimenti uomo a terra da 30lt, che riduce l’impatto sui costi ambientali e di pulizia BYTE II: nuova lavapavimenti uomo a terra da 45lt, con migliori prestazioni di pulizia ed ergonomia KILO: una nuova versione della lavapavimenti uomo a bordo compatta con una maggiore larghezza di pulizia a 61 cm MEGA: la linea di lavapavimenti di medie dimensioni con la nuova certificazione EUnited che certifica il ridotto impatto ambientale TERA 3WD: una nuova versione della lavapavimenti da 300 lt con 3 ruote motrici, progettata per avere le migliori prestazioni e la sicurezza nella pulizia di parcheggi e di superfici scivolose TERA COMBI: con l’accessorio di nuova concezione, diventa la più grande lavapavimenti uomo a bordo combinata, in grado di spazzare lo sporco e lavare e asciugare in un unico passaggio. Visitando lo Stand RCM 01.333 inoltre, non mancherà di farsi notare la spazzatrice che rappresenta l’ultima evoluzione per la grande industria ed il settore dei servizi municipali: MACRO M60. Sulla pagina facebook RCM Cleaning Machine ed il sito tutti gli aggiornamenti. [www.rcm.it]


ORIZZONTI

63 APRILE 2016


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64 APRILE 2016

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