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Ospedali Schio-Thiene i dubbi pag 15
Profughi, permesso si disperazione pag 8
Gruppo Peretti nel mirino pag 12
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n° 224 - 27 novembre 2011 - euro 1,20
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Quindicinale di fatti, personaggi e vita vicentina
e Ovest - Alto Vicentino
Direttore responsabile Giovanni Coviello
Poche ciàcole
Molte minacce
Aim tace, Ftv parla
Il 28 Gennaio 2011 VicenzaPiù pubblica a pagina 4 e 5 un lungo servizio dedicato alla situazione in cui versa la procura della repubblica di Vicenza. Tale servizio, firmato dal collaboratore Marco Milioni, riprende in realtà diversi temi già affrontati dallo stesso Milioni su di un altro servizio pubblicato su ilfattoquotidiano.it il 14 gennaio 2011 “arricchito” da commenti pubblicati sul mezzo diretto da Peter Gomez. Ai primi di ottobre, otto mesi dopo le due pubblicazioni e due mesi dopo le dimissioni da assessore al Legale e al patrimonio di Vicenza da parte dell’avvocato Massimo Pecori, Marco Milioni (in qualità di estensore del servizio pubblicato da VicenzaPiù) e Giovanni Coviello, in qualità di direttore della medesima testata, ricevono un avviso di garanzia dalla procura di Trento competente per le querele redatte da magistrati vicentini. L’avviso di garanzia recapitato ai due giornalisti è per reati di diffamazione ed è originato da una querela di Paolo Pecori, attuale procuratore reggente a Vicenza e in capo al quale Milioni riferiva di dubbi sulla compatibilità della sua funzione con quella di due figli avvocati a Vicenza, di cui uno, per l’appunto, assessore comunale di settori con cui la Procura potrebbe avere a che fare. La copertina fotografava questo concetto e la pubblichiamo di nuovo, qui accanto, visto che è l’oggetto della censura. Ora non è la prima volta che VicenzaPiù subisce attacchi al proprio operato a mezzo azione legale. Nel caso di specie però l’amarezza è ancora maggiore perché la querela riporta fatti palesemente non veri. E perché il lavoro di vaglio preliminare che il pm trentino avrebbe dovuto comunque mettere in preventivo non sembra nemmeno esserci. Segue a pag. 4
di Giovanni Coviello
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È
qua si un mese e mezzo che l’op posi z ione del Pd l chiede chiar iment i e document i su A im, ma da l l’a z ienda a r r iva no solo si len z i o poco più. Og get to del contendere sono i rappor t i economici del la spa municipa le con a lcuni g r uppi pr ivat i come Miot t i e i l chiacchierato Sa rtorel lo. E a ncora g li emolument i dei ver t ici a z ienda li iv i incluso i l chiacchierat issimo inc a r ico a l responsabi le del la comunic a z ione del la mu lt iut i lit y Si lv io Sc acco, ex volto d i Tva Vicen za.
di Giovanni Coviello
FUNZIONARIO PIO
LA VELA
Alla Vicentina
Cambia il vento
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P
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are che negli uffici del Comune abbia creato qualche scalpore l’articolo pubblicato sul numero 222 di VicenzaPiù del 29 ottobre scorso, con il titolo “Piscine di Vicenza Spa: vasche e Fontana”. Soprattutto perché rivelavamo come, visura camerale alla mano, nella società privata che gestisce le piscine pubbliche (comunali) di Vicenza abbia una quota (piccola, 21 azioni) Diego Fontana.
S
di Giulio Todescan
di Marco Milioni
ono i primi di novembre. Il giorno nove per la precisione. Sul portale di Vicenzapiu.com appare una lunga lettera di Elena Girardi, la proprietaria della grande torre a forma di vela che svetta in zona industriale. La vicenda, un tormentone di carte bollate e inchieste amministrative, è vecchia, ma non è per nulla finita.
1945
2011
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MOZZ
In piazza Castello, a Vicenza
intervista
224 del27 novembre 2011 pag3
numero
Michele Dalla Negra, politico di passione Entrato in politica a 17 anni per difendere un ragazzo di destra condanna i politici di mestiere. Le tante tessere del Pdl sono un brutto segnale. Variati usa il pugno duro per avendo una larga maggioranza. Hüllweck potrebbe essere la vera alternativa
di Giovanni Coviello
M
ichele Dalla Negra è noto in città come avvocato, ma lo è anche perché è un “umano” appassionato di politica, sport, antiquariato, auto d’epoca, “fai da te” oltre che, soprattutto, della famiglia e di Angela, sua figlia. Se gira per Corso Palladio non c’è nessuno che non lo saluti. Ma lui fa politica senza “essere politico”, non siede in alcun Cda e non elemosina careghe. Ma “soffre”, si sente, per non poter dare il suo contributo a una gestione sempre più degradata della città pubblica. Come ha cominciato? Faccio politica da quando avevo 17 anni, dal 77. Al liceo classico c’èra lo strapotere della sinistra (bei tempi quando c’era destra e sinistra!, ndr) e dell’ultrasinistra. Avevano minacciato un ragazzo che distribuiva Dissenso che era il mensile del Fronte della Gioventù. Io ho parlato con un po’ di amici che come me non erano di sinistra, poi sono andato da lui e gli ho detto “tu da domani continui a distribuire Dissenso”. E da lì, cosa vuoi , quando hanno visto che prendevamo fiato ... Non avevo mai fatto politica, ma da lì è cominciato, abbiamo stampato un nostro giornalino “Ecce Omo” di cui sono usciti un paio di numeri, mentre di volantini ne saranno usciti in un anno scolastico una quarantina perchè alle otto volantinavano “loro” e alle 12 noi o viceversa. Molti invece di andare a scuola andavamo al partito a fare i volantini. Quando sono diventato segretario del Fronte delle Gioventù avevo più di 100 ragazzi. Adesso nessuno si sporca più le mani. Manca la passione, sembra di essere tornati agli anni settanta quando c’erano i cosiddetti fasci-bar, la gente si proclamava di destra poi era solo al bar a destra. La mancanza di passione tra i giovani è uguale anche per gli anziani? Ormai i partiti sono diventati un ufficio di collocamento. Anche per chi gestisce la cosa pubblica. Sono vasi comunicanti: un posto in un consiglio di amministrazione non si nega a nessuno. Oggi i partiti sono tutti uguali. Le logiche di partito privilegiano la tessera alla professionalità, alla capacità, alla cultura. Un’altra caratteristica dei politici è la coerenza … Quando uno fa politica per professione, anche a livello di consiglio regionale, non puoi pensare di coniugare lavoro e politica perché l’impegno politico è totalizzante. Ma a livello locale puoi tranquillamente seguire il tuo lavoro e l’attività politica “deve” rimanere una passione. Il problema è che ci sono personaggi che fanno della politica un mestiere anche a livello locale. E, siccome l’unico obiettivo che
Michele Dalla Negra con giovani sportivi questi personaggi hanno è quello di garantirsi la poltrona, è evidente che se cambia il vento c’è anche il rischio che cambino anche loro. La tristezza è che chi come me e tanti altri deve gestire una “bottega” non ha tempo per andare a cercare gente da iscrivere al partito, di fare pubbliche relazioni in piazza. Mentre chi fa politica per professione ha tempo e tanto. Lei fa l’avvocato e insegna. Si. Finito il mandato sono tornato a scuola perché ero in aspettativa per mandato politico. L’avvocato l’ho sempre fatto. Insegno part time otto ore serali un po’ perché il serale mi piace, un po’ perché riesco a gestire questa seconda attività che mi interessa anche a livello umano. Girando per Vicenza ancora lo ricordano Dalla Negra assessore allo sport. Mi è capitato che gente non di destra ma di sinistra presentandomi ad amici abbia detto: questo è l’ex assessore allo sport, di sport non capiva nulla ma insieme abbiamo fatto di tutto. Adesso c’è gente che capisce tutto ma non fa niente. In politica bisogna anche saper ascoltare, anzi soprattutto saper ascoltare. Lei è stato assessore allo sport ma non solo. Prima allo sport, poi al personale perché era nata la faccenda dell’assessore Baldinato che si è risolta in una bolla di sapone, poi ho sostituito Franzina all’edilizia privata. Il rapporto con la Bressanello è stato facile o difficile? Ottimo, il problema è che se avessi continuato a fare l’assessore al personale sarei stato un po’ troppo spigoloso. Correvo il rischio di essere un po’ troppo intransigente e di toccare qualche nervo scoperto. L’esperienza complessivamente è stata positiva? Si, sono stato bene in tutti gli assessorati. Io soprattutto rispetto chi lavora con me. Cerco di condividere le scelte ed ogni tanto taglio sopressa col pan biscotto: questo è un veicolo di rapporti umani...
Anche se in una lettera anonima al sindaco Hüllweck un passaggio era riservato anche a me, chi voleva vedere come lavorava l’assessore bastava che andasse in assessorato all’ora di pranzo. Si chiamano pranzi di lavoro, non erano pranzi con rimborso. Ci tengo a dire che in dieci anni non ho mai chiesto il rimborso di un pranzo tra i tanti che ho fatto e che sono andato vie due volte con l’auto blu. Lei è uscito da An nel 2002 per dissensi col partito e con Conte Anche all’epoca ho evitato sempre le polemiche, avevamo modi di pensare diversi. Quando sono entrato in giunta c’erano due assessori di An, Sarracco e Sorrentino. Quando sono andato via erano 5 perché erano entrati anche Abalti e Cicero, per cui, anche grazie al mio lavoro politico, da due assessori siamo riusciti ad arrivare a 5 e ad un consigliere in più. Comunque sono andato via in punta di piedi e senza polemiche. Ma me ne hanno dette di tutti i colori. Qualcuno ha detto che l’uscita mia e degli altri era stata una purga e “qualcun altro” ha detto che lui aveva i denti per azzannare Forza Italia e sorridere agli amici: e poi sono diventati tutti Pdl e berluscones. Come andrà il rinnovo delle cariche del Pdl? Se si guarda al numero degli iscritti facendo un confronto con gli iscritti di 4-5 anni fa quando il partito era a massimo e se è vero che raddoppiano o triplicano in virtù di un congresso provinciale questo non è un buon segnale. In un periodo di crisi dei partiti l’aumento abnorme degli iscritti vuol dire che c’è un gran lavoro di … promozione. Lei conosce sia Hüllweck sia Variati. La caratteristica migliore e quella peggiore di ognuno dei due? Variati era giovane quando io ero consigliere comunale, onestamente non lo ricordo all’epoca. Enrico è un uomo di grande cultura e anche un gran mediatore e un politico fine. Non è stato facile per lui “comandare” so-
prattutto negli ultimi cinque ma ha avuto il merito di tenere in piedi una maggioranza in cui le tensioni interne erano forti. Variati forse cerca meno di contemperare le tensioni. Paradossalmente l’attuale sindaco, che ha una maggioranza abbastanza monolitica, usa il pugno di ferro. Difetto di Hüllweck e difetto di Variati? Enrico forse per troppo mediare dava l’impressione di non essere deciso. A Variati potrei imputare di essere un neo democristiano che imbarca tutti. Quando Hüllweck ha presentato il suo libro, il Teatro comunale era pieno mentre tanti dicevano che non avrebbe lasciato ricordi “umani” di sè. Ha fatto per 10 anni di seguito di sindaco, è anche uno stimato pediatra e poi secondo me anche come primo cittadino si è fatto voler bene. Potrebbe rientrare in gara Hullweck per le amministrative? Secondo me sì , è uno dei pochi cavalli di razza che potrebbe correre con qualche speranza di vincere. Riuscirebbe a mettere d’accordo, prima ancora della gente, i raggruppamenti nel Pdl, perché è un gran mediatore. Ma secondo me potrebbe fare anche una lista Hüllweck. A Variati potrebbe scoppiare il giocattolo in mano perché c’è la frangia degli “zittitos”? Molto difficile secondo me, soprattutto perché la prossima campagna elettorale si incentrerà soprattutto sul personaggio del candidato, c’è crisi della politica , crisi economica. Sono due sindaci che hanno fatto due mandati, sarebbe uno scontro interessante tra loro due. Quando c’era lei in giunta, c’era polemica su Aim. Ora c’è ancora polemica. È cambiato qualcosa? Sono cambiati i vertici, la polemica rimane. Poi sa, finchè prevalgono le logiche di partito, molte polemiche sono strumentali. Aim è un’azienda complessa: una parte è focalizzata sul pubblico, un’altra sulle grosse aziende. Forse si sarebbero dovute nominare
persone con più competenza. Io, ad esempio, non ho mai avuto molto appeal nei confronti della presidenza di Rossi per tutta una serie di motivi, ma è anche vero che mi sono tenuto sempre lontano nel senso che non avevo deleghe. Ero stato in passato consigliere di Amministrazione in Aim come membro supplente sul finire degli anni ottanta, primi anni novanta. Poi entrai in consiglio comunale perché morì Collese padre. Da membro supplente però andavo spesso, prendevo 250.000 lire lorde al mese e 180.000 lire le davo a Gabriele Collese per pagare la segreteria del partito… Rapporti Variati Sartori? Non so. Con Lia, che abita nel mio palazzo, non ho mai parlato di questa storia. E Variati non lo mai visto passare. Progetti politici per il futuro? Da amante della politica vorrebbe tornare o no? Io spererei che tante persone che hanno un ruolo anche più importante del mio si impegnassero in politica e che portassero la loro esperienza umana, culturale e professionale proprio perché le manca questo apporto. Ma è meglio lasciar perdere cosa mi rispondono quando chiedo a miei amici iscritti al partito di fare attività. E d’altro canto è sintomatico il fatto di come l’ingresso in politica di un “anomalo” come Berlusconi abbia creato un tale sconquasso che gli stanno facendo la guerra da 15 anni. E la sua anomalia era irrobustita dal fatto che ha talmente tanti soldi che non ha bisogno della politica per sopravvivere. Per cui non è ricattabile da quel punto di vista. C’è un’altra versione, però. Che quei soldi, se non li ha fatti, li ha mantenuti perché si è “aggiustato” le leggi in qualche modo. Certamente la politica non lo ha svantaggiato: frequenze, televisioni, pubblicità … Certo, quello sicuramente no. Ma è vero che è anomalo nel panorama politico. Lei non è stato eletto per pochi voti Sì 4 o 5. In quel periodo stavo chiudendo una transazione molto importante quindi non ho fatto il “cacciatore”. www.vicenzapiu.com
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opinioni
224 del27 novembre 2011 pag4
numero
Spazio alle nuove formazioni. Anche sui media di Davide Lovat*
N
apolitano, con il plauso di tutto il centrosinistra che è minoranza nel Paese e in Parlamento, ha proposto al governo Monti, che è stato venduto a tutti come “governo tecnico”, di agire in ambito assolutamente politico e ideologico: si deve, secondo Napolitano, cambiare la legge sull’attribuzione della cittadinanza, passando dal principio dello jus sanguinis a quello dello jus soli tanto amato da globalizzatori, internazionali-
Continua dalla prima pagina
VicenzaPiù minacciato Per di più, ed è la cosa più importante e al contempo quella che mette più tristezza, Milioni nel suo servizio si limita a riportare fatti, critiche ed opinioni di terzi comparsi su media diversi da VicenzaPiù esercitando così le prerogative del diritto di cronaca, che assieme a quelle di critica, sono garantite dalla carta costituzionale. È chiaro, alla luce
sti di origine marxista e mercatisti (è questo argomento uno dei punti di contatto tra liberisti e comunisti, infatti). Ma questo Governo non è stato eletto sulla base di un programma, è “tecnico” appunto, deve agire solo in ambito strettamente economico e per il resto limitarsi all’ordinaria amministrazione. Riforme strutturali di questa portata devono necessariamente venire approvate dal popolo sovrano, attraverso un’elezione su un programma specifico. Già il fatto di non andare a votare subito, v isto lo stato attuale, è una cosa abominevole per la democrazia; se addirittura si comincia a paventare una
politica di marca progressista quando il popolo ha votato, con maggioranza larga, per forze conser vatrici, allora il colpo di Stato diventa palese. Si vogliono attuare riforme politiche? Si presenti un programma di governo sottoscritto da una coalizione di partiti e valido per i 5 anni di una legislatura, si vada al voto, si ottenga la maggioranza nel Paese, e poi si proceda. In tutta questa situazione emerge chiara una verità: i partiti politici presenti in Parlamento hanno completamente fallito la loro missione di rappresentanza delle istanze popolari, dimostrandosi incapaci di attuare un programma nono-
anche del fatto che la querela sia rivolta al piccolo ma scomodo VicenzaPiù e non al ben più noto ilfattoquotidiano.it, che le tante inchieste da noi firmate non sono mai gradite ai poteri costituiti, ma il dover constatare un deterioramento del mondo giudiziario, vicentino e non solo, di questa portata, non può che lasciare tanto amaro in bocca e un po' di rabbia. Nonostante questo VicenzaPiù, forte della sua condotta e dell'apprezzamento dei lettori continuerà a testa alta il suo lavoro, con la consapevo-
lezza di avere agito con competenza, scrupolo professionale e coscienza. E di ciò soprattutto, e se pure ce ne fosse bisogno, la testata ha informato gli organi a tutela dell’informazione, a cui chiediamo di monitorare questo ulteriore episodio di pressione, trasversale per il mezzo utilizzato, ma diretta per l’obiettivo perseguito. La censura dell’informazione che dà VicenzaPiù. Giovanni Coviello direttore responsabile di VicenzaPiù
Tifosi per forza di Renato Ellero Il governo Monti lascia con l’amaro in bocca chi, per propria conoscenza, sa che i ministri dello stesso sono falsamente definibili come tecnici. Non c’è un solo ministro che non abbia la benedizione specifica di una forza politica presente in parlamento. Passera ha la benedizione degli ex democristiani e della CEI e vedrete che, quando riapplicheranno l’ICI, egli passerà anche sopra il cadavere dell’operaio che dopo 30/40 anni di lavoro si è fatto la casetta, mentre, al contrario SMA (Santa Madre Chiesa), fatti salvi i luoghi del culto (ovviamente), passerà indenne con tutto l’immenso patrimonio immobiliare di proprietà. E sarò proprio curioso di vedere cosa sarà dell’IVA relativamente ai commerci di «cose sacre» (sic!). A Todi c’erano molti baciapile e tre di questi sono presenti in questo governo. Anche questo è un partito! La Fornero, quota UDC, complessata dal fatto che non ha una maturità (classica o scientifica) di base, ma un diploma di ragioneria (nel mondo accademico si nota) si è subito esibita in una amenità sociale. Ha detto: «Col sistema contributivo diminuiranno le pensioni, ma ci sarà più equità». Se una pensione di 800/900 euro men-
sili viene tagliata non occorre equità! I morti sono tutti uguali. Quel criminale di Hitler sul paiano dell’uguaglianza era perfetto: nei campi gasava tutti con tagli «orizzontali». Peccato che fosse un assassino. Da ultimo due nomi: Clini e Severino. Per quanto riguarda Clini (francamente men che modesto) è il caso di chiedere informazioni ai meno giovani di Marghera e avrete risposte che anche la penna più tagliente non sa esprimere in ugual misura. La Severino … la Severino! Erede di Flick, amico da sempre di Prodi e Treu, l’uomo che come ministro guardasigilli ha distrutto le ultime speranze di un processo serio in Italia, ha ereditato da questi la funzione di avvocato di «Confindustria». Ciò rende molto in termini economici, meno in termini scientifici. Infatti è più nota per gli incarichi che per il contributo scientifico al diritto penale. Tanto per non collocarla politicamente, questa era una delle due scelte (l’altra era Nitto Palma) di Berlusconi per il Ministro di Grazia e Giustizia. Ma tant’è, dobbiamo sperare che tra una fregatura e l’altra riescano a realizzare una situazione di «normalizzazione» economica al fine di recuperare un po’ di danni che Berlusconi ha creato. Pur di non avere più Berlusconi tra i piedi il mondo politico internazionale è pronto (Russia esclusa) a fare ponti d’oro al nuovo governo. Speriamo che non
usino unguenti particolari per sodomizzare noi cittadini stupidamente passivi. Certo che se prima di aumentare i balzelli o applicarne di nuovi, Monti ed il suo governo non promuoveranno l’accordo con la Svizzera (dove Monti si rifugia spesso) in grado di rendere subito 30/35 miliardi di euro e successivamente 13/15 miliardi l’anno (accordo già fatto da Germania ed Inghilterra), questo popolo ha il dovere, non solo il diritto, di occupare le piazze paralizzando il Paese con un silenzio di sepolcrale orrore. Se per non essere feriti dai mercati internazionali, dobbiamo morire per mano di mercanti interni, è meglio, come i grandi navigatori, affondare eroicamente con la propria nave. In altra occasione Vi promettiamo che approfondiremo il tema delle rendite (quasi nulle) allo Stato delle concessioni televisive. Con buona pace di B. e C. (Confalonieri) è ora di finire con le prese in giro. Se poi qualcuno si stupisce della ilare imbecillità dei giornalisti italiani alle battute solarmente insipide di Monti, bisogna considerare la nota tendenza al lecca ….. qualcosa dei giornalisti del nostro Paese. Mi dimenticavo un particolare: Monti ha studiato dai Gesuiti! A buon intenditor poche parole.
stante un successo elettorale netto, per quanto riguarda PdL e Lega Nord; dimostrandosi incapaci di costruire un’alternativa credibile, per quanto riguarda tutti gli altri partiti d’opposizione. La politica è di fatto commissariata e le nuove energie espresse dalla società civ ile hanno il do vere di met tere in r ilievo questo fallimento, proponendosi come nuova alternativa. I par titi presenti in Parlamento non mer itano ulter iore credito, poiché hanno dimostrato di essere autoreferenziali e interessati solo a logiche di gestione del potere conquistato at traverso un esercizio del voto ormai r idot to a
mera competizione elet torale tra lobbies concorrenti. Per restituire speranza di democrazia al popolo sov rano è necessar ia una bat taglia per imporre ai media - almeno quelli pubblici - di concedere spazio di propaganda anche a mov imenti e formazioni politiche nuove, per le quali c’è una for tissima at tenzione da par te dell’elet torato sebbene manchi completamente l’accesso all’informazione. Su questo argomento è quanto mai urgente e oppor tuna una rif lessione. *Ex esponente della Lega Nord, da cui è stato espulso, e fondatore di Progetto Veneto
Dopo Monti non restano che i monti di Paolo Mele senior L’aveva detto Bersani che: “anche se Berlusconi è andato via, i problemi restano”, forse alludendo inconsapevolmente a se stesso e a tutta la restante classe politica italiana che continua impunemente ad ingrassarsi dopo aver portato il Paese sull’orlo del baratro. Se non siamo già precipitati nel fondo. D’altra parte, anche se Berlusconi è un uomo dai difetti eccezionali, non lo si può considerare la madre, anzi il “papi” di ogni male, ma solo il degno rappresentante di un sistema da tempo allo sfascio morale. Un uomo che era lì “anche” per problemi giudiziari, mentre i più restano “solo” per opportunismo economico. Non a caso sembra che 3 mesi fa, quando parlavano di ridurre il numero dei parlamentari ed i costi della politica, pare si siano aumentati il vitalizio mensile di altri 1.300 €uro. Un uomo che ora, mentre la sinistra di Bersani sostiene il neo governo di Monti, già sfacciatamente annuncia dalla sua “Salò” che ne sta costituendo un altro ombra, con alcuni fedelissimi. Sta di fatto che, almeno per il momento, morto un “papi” non se ne fa subito un altro. Infatti, nonostante il Parlamento sia affollato da circa mille tra deputati e senatori, si è pensato di nominare senatore a vita una persona al di fuori della politica (ufficiale), col preciso scopo di conferirgli l’incarico di Premier per la creazione di un c.d. governo tecnico. Un governo definito
da alcuni di “salvezza nazionale”, forse per colmare i limiti insuperabili dei suoi pregressi rappresentanti, ma la cui nascita, ahimè, ricorda quella di un “colpo di Stato in bianco”, in contrasto con le più elementari regole di democrazia elettorale. Non è il caso, comunque, di dare adito ad inutili e pericolosi allarmismi. Il neo Premier, Mario Monti, infatti, con il suo pacato e responsabile discorso di insediamento ci ha prontamente tranquillizzati. Lui ed il suo staff di professoroni nulla hanno a che vedere con i “poteri forti”. Essi non agiranno per conto di Confindustria, delle gerarchie ecclesiastiche, delle banche, dei vecchi partiti o della massoneria, ma – sostengono - nell’esclusivo interesse del popolo, anche se, al solito, sarà ancora questo a doversi far carico delle imminenti misure indispensabili al superamento della crisi. A cominciare da una “bella” patrimoniale diretta a spolverare i residui risparmi dei poveri contribuenti, dopo aver aumentato le rendite catastali e condonato i taglieggiamenti e le altre ruberie consumate precedentemente ai loro danni. Ma di lui, illustre accademico, nonché socio (come si vocifera) dell’esclusivissimo Club Bilderberg, cui appartengono le più alte personalità influenti in campo economico, politico e bancario del mondo, non possiamo che fidarci. D’altra parte il suo governo dovrebbe restare in carica fino al 2013 e chissà se allora, dopo Monti, dovremo ancora preoccuparci di queste cose o saremo tornati resistenzialmente sui monti.
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224 del27 novembre 2011 pag6
focus
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L’Aim “tutela troppo” Colla, Vianello e Scacco Meridio e Pdl si rivolgono al magistrato di Giovanni Coviello È quasi un mese e mezzo che l’opposizione del Pdl chiede chiar imenti e documenti su A im, ma dall’azienda arr ivano solo silenzi o poco più. Ogget to del contendere sono i rappor ti economici della spa municipale con alcuni gr uppi pr ivati come Miot ti e il chiacchierato Sar torello. E ancora gli emolumenti dei ver tici aziendali iv i incluso il chiacchieratissimo incar ico al responsabile della comunicazione della multiutilit y Silv io Scacco, ex volto di Tva Vicenza. Gerardo Mer idio, consigliere comunale del Pdl al comune di Vicenza punta l’indice contro San Biagio e contro la giunta di centrosinistra: paventa di adire alle v ie legali e parla di dir it ti calpestati, di dir it to di controllo del consiglio v ilipeso. Consig liere da quanto tempo con precisione avete inoltrato queste r ichieste a l comune? Il 28 set tembre con una do manda di at tualità, che espressamente r ichiedeva gli at ti, ed il 3 ot tobre con una specif ica r ichiesta quindi sono passati 2 mesi. Che cosa domandate nello specif ico? È vero che g li uf f ici prepost i sono addir it t ura stat i sollecitat i da l presidente del consig lio comuna le Gig i Poletto, ma senza successo? Qua li document i v i sono stat i fornit i a ll’og g i? Abbiamo chiesto il 28 set tembre quali sono gli emolumenti reali ed omnicomprensiv i che l’amministratore unico di A im Colla e il diret tore generale Dar io Vianello percepi-
scono o percepiranno per le loro at tiv ità in seno al gr uppo A im, comprese quelle diverse dalla car ica di amministratore unico, nel pr imo caso, e per mansioni o incar ichi diversi da quello di diret tore generale, nel secondo caso. Abbiamo anche chiesto uf f icialmente a quanto ammontano gli af f idamenti in termini di lavor i “global ser v ice” o di altra natura af f idati o programmati dal comune o da sogget ti giur idici da esso controllati (come gr uppo A im, ex A mcps ed af f ini) negli ultimi cinque anni al gr uppo Miot ti e quali siano le imprese nello stesso per iodo maggiormente af f idatar ie per numero di incar ichi e impor ti. Il 3 ot tobre abbiamo, quindi, chiesto il prov vedimento che disciplina cr iter i e modalità per il reclutamento del personale e per il confer imento degli incar ichi nel r ispet to dei pr incipi di cui all’ar t. 35 co. 3 del D.L .vo 165/2001 come r ichiamato dalla L . 133/2008 obbligator io dal 20.10.2008; il bando o av v iso per il reclutamento dell’addet to all’uf f icio comunicazione, nella versione or iginale e poi in quella modif icata; l’elenco dei sogget ti par tecipanti al bando; la composizione della commissione giudicatr ice e il prov vedimento di nomina della stessa. Abbiamo, inf ine, r ichiesto i verbali della Commissione. Il Presidente del Consiglio Comunale Polet to in data 30 set tembre 2011 ha trasmesso la domanda di at tualità, pregando di prov vedere, all’uff icio A ziende del Comune, ed il 4 novembre 2011 la Segreter ia generale del Comune ha nuovamente sollecitato A IM in mer ito alle r ichieste degli at ti del 28/9 e 3/9. Dopo questi solleciti e la minaccia di un esposto alla Ma-
gistratura e al Prefet to sono giunti pochi giorni fa da A IM alcuni documenti relativ i al concorso per l’uf f icio stampa di A IM, con l’inv ito per la pr ivacy di contat tare A IM per la v isione eventuale degli altr i documenti sul bando. Mentre per la r ichiesta del 28 settembre che prendeva spunto da un ar ticolo di Vicenza Più “Nubi dense su palazzo Tr issino” nessuna r isposta, neanche parziale come la precedente, ci è per venuta. Voi parlate di compor tament i omissor i da par te del comune e di A im. A llo stesso tempo spiegate che la leg ge impone a l comune e a ll’A im di fornire ai consig lier i la documenta zione r ichiesta. Siete pront i a r icorrere a lla mag istrat ura? Sì, mi pare non ci siano altre strade ormai. Sembra che l’at-
tuale maggioranza si sia scordata di come Quaresemin (che oggi invece è in A IM-Valore Città) e A lifuoco si comportavano quando ricevevano risposte in ritardo da A IM alle loro richieste di accesso agli
Le cugine diverse
Valter Baruchello, amministratore unico di FTV (g.c.) Dai primi di ottobre l’affaire Nicolini è divenuto una cosa molto seria (lasberla.net del 7 ottobre 2011). Per questo motivo VicenzaPiù sta raccogliendo informazioni presso gli enti e le società che hanno avuto rapporto con la ditta veronese. Tra questi c’è Ftv che è partecipata quasi in toto dalla provincia di Vicenza. In quest’ottica il nostro periodico ha chiesto lumi a palazzo Nievo (ma non solo) circa i rapporti dell’ente e delle controllate proprio con la spa veronese. E intanto Ftv si è presa la briga (e ampiamente nei tempi previsti dalla legge, quindi in meno di 30 giorni) di risponderci. In futuro daremo puntuale riscontro perchè lo spazio in
Gerardo Meridio
Il dg Dario Vianello e l’amministratore unico Paolo Colla
questo numero è tiranno per Ftv, “vittima” della cugina di San Biagio, ma abbiamo il dovere e, perdonateci, il piacere, di anticipare che non solo abbiamo ricevuto la puntuale risposta per iscritto ma Valter Baruchello non si è minimamente sottratto alle nostre domande de visu nell’incontro che ci aveva contestualmente fissato, con tanto di documenti ufficiali e dati . Ovvio che spetta poi ai giornalisti approfondire la questione, ma nella circostanza di specie il punto non sta negli appalti e nelle loro modalità, ma nel modo con cui Ftv ha risposto. Una condotta diametralmente opposta rispetto a quella di Aim della quale era corretto informare i lettori.
atti. Il Consiglio Comunale ha persino approvato un ordine del giorno, il 15 settembre 2010, che stabiliva il dovere obbligo per A IM “di consegnare i documenti chiesti dai Consiglieri Comunali entro 7 giorni”. Inoltre, con sentenza n. 7083/10 il Consiglio di Stato ha stabilito che “Il Consigliere Comunale, eletto dalla collettiv ità locale, svolga la sua funzione a tutela della collettiv ità stessa e strumentalmente, al fine di poter adempiere al proprio ufficio deve essere messo a conoscenza di ogni attiv ità che riguarda la pubblica amministrazione … potendo solo in casi eccezionali essere rinv iato l’accesso ma mai negato in v ia definitiva. Ora una società mista, con partecipazione maggioritaria dell’ente locale… non può non ricadere nell’ambito dei poteri di cognizione del Consigliere Comunale …” Quindi, di fronte a questo chiaro mancato rispetto della legge, non ci rimane che rivolgerci alla magistratura. Ipotizzate anche illeciti penali a par tire dal r if iuto di at ti d’uf f icio? L o valuterà il Magistrato cui inv ieremo la segnalazione, credo che i compor tamenti dell’amministrazione A IM mer itino ben oltre la censura politica. Cer to è tr iste constatare come le parole di Var iati pronunciate in campagna elet torale: “farò della trasparenza un punto fermo della mia amministrazione… l’A mministrazione sarà una casa di vetro …” siano solo r icordi annebbiati dalla sua amministrazione o dai suoi collaborator i. Ma cosa c’è da nascondere, di cosa hanno paura ? Sono questi gli interrogativ i che sorgono spontanei in noi e nei cit tadini. Chiederemo l’inter vento di altre autor ità a questo punto. Cer to non ci stanno facendo una gran f igura.
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focus
nume
Torre Pendente
Il botta e risposta tra Girardi e comitato vicentino contro gli abusi edilizi rimette sul tavolo della politica cittadina l’affaire “La Vela”: tra imbarazzi e mugugni intestini al Pd
ono i primi di novembre. Il giorno nove per la precisione. Sul portale di Vicenzapiu. com appare una lunga lettera di Elena Girardi, la proprietaria della grande torre a forma di vela che svetta in zona industriale. La vicenda, un tormentone di carte bollate e inchieste amministrative, è vecchia, ma non è per nulla finita. L’affondo. La Girardi se la prende con coloro che a vario titolo si sono messi di traverso rispetto al completamento di quello che sarebbe dovuto divenire un moderno complesso direzionale: «Al giorno d’oggi ci si lamenta sempre più frequentemente del fatto che subiamo regolarmente qualche sopruso... Costoro parlano sparlano stendono disegni senza rendersi conto (me lo auguro) che sentenziano sulle teste di persone fisiche con famiglia, non su una fantomatica società. Troppo bella “La Vela”, cosi affermano molti imprenditori ed architetti, un boccone prelibato che molti stanno attendendo di veder scorrere su acqua fallimentare». Poi la Girardi entra nel merito e spiega che i presunti illeciti (non sono i soli) addebitati da Legambiente e soprattutto dal Comitato vicentino contro l’abusivismo edilizio non esistono. Di seguito allega una sentenza di primo grado del tribunale penale di Vicenza, ancora sub judice, che di fatto sostiene la non esistenza del vincolo f luviale contestato dal comitato. E ancora la
Girardi allega una nota datata 10 dicembre 2009 di Antonio Bortoli, dirigente dell’urbanistica del comune di Vicenza il quale alla grossa è dello stesso avviso del tribunale. La replica e il j’accuse. Non passano che poche ore. E Paolo Crestanello, portavoce del comitato contro l’abusivismo, su VicenzaPiu.com del giorno 11 replica seccamente: «... I permessi di costruire rilasciati dal comune di Vicenza sono stati annullati nel 2005 dall’amministrazione provinciale... va rammentato che a denunciare nel 2005 a palazzo Trissino le violazioni urbanistiche della Girardi e a sollecitare con vari esposti la Provincia ad esercitare il potere di annullamento del permesso di costruire, furono alcuni consiglieri comunali dell’allora minoranza: tra i quali due assessori della attuale giunta. Anche un esposto in procura venne presentato dagli stessi consiglieri comunali...». Poi un’altra bordata: «Fu l’entusiastico annuncio, rilasciato nel luglio del 2009 al Giornale di Vicenza dall’assessore comunale all’edilizia privata, di aver finalmente in mano la soluzione della “rogna più grossa trovata sul tavolo”, ad attirare la nostra attenzione. Ritenevamo e riteniamo che il provvedimento finalizzato a “legalizzare” l’edificio abusivo fosse gravemente illegittimo a causa... del mancato rispetto del vincolo paesaggistico f luviale originato dalla presenza della Roggia Dioma. Vincolo, la cui esistenza è sempre stata negata dall’ufficio tecnico del Comune in contrasto con il parere della Regione Veneto e della Provincia di Vicenza».
Ombre e silenzi. Ma è vero quindi che due esponenti della attuale giunta di centrosinistra segnalarono con vari esposti la situazione relativa alla “Torre Girardi”? E se è così chi sono? Sarebbe questa una fattispecie imbarazzante visto che da oppositori avrebbero sostenuto una tesi e una volta in giunta sarebbero passati, almeno politicamente, sul versante opposto? È vero che lungo la Roggia Dioma, a ridosso della Vela, de facto non esistono vincoli come sostiene il comune con Bortoli? O hanno ragione i comitati affermando il contrario? Ed è vero la prossima delibera sul piano casa potrebbe consentire un cambio d’uso di quell’edificio? A palazzo Trissino l’esecutivo democratico capitanato da Achille Variati rimane in silenzio. Rimane in silenzio il direttore dell’urbanistica Antonio Bortoli. E con lui non parlano nemmeno l’assessore al territorio Francesca Lazzari, l’assessore alla edilizia privata Pierangelo Cangini e l’assessore all’ambiente Antonio Dalla Pozza. Tace anche il dirigente dell’edilizia privata Michela Piron. A tutti chi scrive ha domandato una replica o una presa di posizione. Risposte? Zero su tutta la linea. E tale silenzio, unitamente alla delusione e ai forti mugugni di molti consiglieri di maggioranza, forse è comprensibile perché dalle carte presenti negli archivi comunali si scopre che «le cosiddette denunce» nei confronti dell’edificio Girardi portano la firma proprio di Cangini e di Dalla Pozza quando questi sedevano a palazzo Trissino come consiglieri di op-
Egregio Direttore, a fronte del lungo articolo del giornalista Marco Milioni “ da Grumolo alla Torre Girardi fino ai fanghi conciari: il filotto dei silenzi ambientali v icentini” apparso sul numero 222 di Vicenzapiù ritengo di dover precisare che Legambiente è contraria alla modifica votata la scorsa estate dall’amministrazione comunale di Grumolo delle Abbadesse che legittima di fatto per le nuove costruzioni un dimezzamento della fascia di rispetto idrogeologico di 10 metri prev ista in
Italia fin dal 1994 con la legge Galli. Come pure esprime contrarietà all’operato della Giunta Regionale che con Regolamento del 2009 ha disatteso la norma più restrittiva in materia di rispetto di fasce f luv iali aprendo così la strada ai Consorzi di Bonifica per il rilascio di permessi idraulici su richiesta di costruttori privati in v iolazione alla fascia di rispetto di 10 metri. Tale posizione è stata chiaramente espressa dalla nostra associazione con la presentazione del ricorso al Magistrato delle
Acque per invalidare la norma v igente nel comune di Grumolo e rimettere in discussione il prov vedimento regionale da cui trae origine. La firma del presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza in detto ricorso impegna tutta l’associazione ai suoi vari livelli, regionale e locale. A me sembra che le considerazioni del giornalista siano inopportune e sostanzialmente modificate da quanto qui precisato. Valentina Dovigo, Legambiente Vicenza
di Marco Milioni
S
Torre Girardi posizione. E con loro risultano come co-firmatari anche l’attuale presidente del consiglio comunale Gigi Poletto, il consigliere Sandro Guaiti, Marino Quaresimin, Gianni Rolando, Stefano Soprana e Ubaldo Alifuoco. In pratica un pezzo del gotha del centrosinistra (Alifuoco escluso che da tempo si è allontanato dalla politica consiliare) che alligna nel potere e nel sottopotere di palazzo Trissino. Il tutto infatti è testimoniato dalla nota 33383 iscritta al protocollo generale del municipio berico in data 21 giugno 2005 e indirizzata dalla amministrazione provinciale all’allora direttore dell’edilizia privata Berto Pasini. Questione fondamentale. La posizione più critica però è quella di Bortoli il quale nella sua nota del 10 dicembre 2009 non sembra motivare la inesi-
stenza del vincolo f luviale sui mappali che interesserebbero il fabbricato Girardi. Vincolo che è invece esplicitamente segnalato a pagina 80 rigo 14, progressivo 24123 del bollettino ufficiale della Regione Veneto, il Bur, del 17 novembre ‘98 numero 103. Per capire il punto di vista di palazzo Trissino sarebbe quindi importante che l’amministrazione parlasse, ma tutti, a partire dal sindaco, tacciono. «L’assessore Cangini ha messo la parola fine sul clamoroso caso della torre di vetro... con gli ultimi due piani abusivi, al centro di un tiramolla amministrativo-penale che va avanti da sei anni». Così scriveva Roberta Bassan, trasformatasi in giudice di ultima istanza, sul GdV dell’8 luglio 2009 a pagina 11. La vicenda invece è tutto tranne che morta.
Gentile Valentina, nel corsivo in questione io non ho mai sostenuto né scritto di un appiattimento di Legambiente Vicenza rispetto alle scelte scellerate del comune di Grumolo. Sfido chiunque a sostenere il contrario. Io altresì ho parlato esplicitamente di «basso profilo» adottato dalla vostra associazione come condotta più generale. Vorrei capire, giusto ad esempio, quante contestazioni sotto gli uffici del sindaco Achille Variati ha fatto Legambiente berica per l’affaire Torre Girardi, quante davanti agli uffici dell’assessore Pier Cangini per
l’affaire “banca fantasma”, quante davanti l’ufficio dell’assessore Francesca Lazzari per l’affaire area Cestaro, quante sotto la sede di Assindustria per la vicenda degli scarichi conciari nel Fratta-Gorzone, quante sotto la sede di San Biagio, dopo le rivelazioni di VicenzaPiù sul caso Aim-Sant’Agostino. Quante davanti alle sedi dei comuni di Costabissara e Caldogno in relazione alla loro forsennata espansione edilizia puntualmente condita da alluvioni e consimili. Devo proseguire? Marco Milioni - VicenzaPiù
immigrazione
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Storie di ordinaria disperazione Un profugo del Mali e uno del Ghana si raccontano di Gian Maria Collicelli
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embrano stor ie di un a lt ro mondo, pa rla no di fame, siccità, sacr if ici e g uer ra. Ma loro, i protago n i s t i , q u e l l i c h e l e h a n no v issute sulla loro pelle, abitano in cit tà. Sono i raccont i d i due g iova ni pro f ughi f ug g it i da lla L ibia e trasfer it i a Vicenza nel piano di accoglienza messo a p u nt o d a l C o mu n e . S t o r i e c h e c o mp r e n d o n o v i l l a g g i , tradizioni tr iba li, ma anche v o l o nt à d i r i s c a t t o , d e s i d e r i o d i u n’a l t r a v i t a , v i a g g i di speranza. Quelli che li hanno por tat i a Vicenza da l c u o r e d e l l’A f r i c a , d a d o v e sono f ug giti, sei mesi fa, p e r a v e r e u n’a l t r a c h a n c e . Giovani, come la mag g ior par te di coloro che hanno r a g g i u nt o l e c o s t e i t a l i a n e . Prof ughi, costret t i da lle bombe a sc appare da lla L ib i a e i nt r a p r e n d e r e u n v i a ggio senza meta, che li ha p o r t a t i i n It a l i a . F u g g i t i d a quel Paese a mig lia ia, ora una piccola par te di loro a b i t a i l c a p o l u o go: s o n o 6 0 i m i g r a nt i p r o v e n i e n t i d a l la L ibia e ospitat i in cit tà, circ a 275 quelli accolt i in t ut ta la prov incia. Ed è qui, adesso, che la stor ia della loro v ita deve passare per il colino della burocra zia, supera re i pa let t i inter na z io na li per i l r iconoscimento dello stat us di r if ug iato che c o mp e t e a l l e c o m m i s s i o n i d i G o v e r n o. S a r e b b e i l l o r o l a s c i a p a s s a r e p e r u n a nu o va v ita: t ut t i ci aspirano ma p o c h i l o o t t e n go n o. Pe r c h é per molt i di loro non bastano i sacr if ici, la siccità, la f uga da un Paese in g uerra, per ot tenere quel docum e nt o. C o m e p e r q u e s t i d u e ventenni, che conseg na no le loro stor ie in questa pagina, nella speranza di tro va re una r isposta a l punto di domanda che a leg g ia sul l o r o f u t u r o.
Mi chiamo B.D., ho 19 anni e sono nato in Mali. Sono andato a scuola per otto anni nel mio villaggio. Mio padre è morto quando io avevo poco più di un mese, mia madre quando avevo l’età di due anni. Sono cresciuto con mio zio, il fratello più piccolo di mio padre, che vive tuttora nel mio villaggio. Lì, però, c’è un grande feticcio: ogni trent’anni viene sacrificata una persona di una delle famiglie che vi abitano. Sono i vecchi del villaggio a scegliere la famiglia, che poi a sua volta decide la persona da sacrificare. Nel 2008 la famiglia di mio zio è stata scelta e poi lui ha deciso che quella persona sarei stata io. Un amico di mio padre, però, mi avvertii di quanto stava per succedermi, consigliandomi di lasciare il villaggi e dandomi alcuni soldi per fuggire. Così ho fatto. Avevo il passaporto, quindi mi sono diretto in Algeria: era un Paese vicino e non si pagava molto alla frontiera. Ma ero in possesso di
un visto valido per soli tre mesi e così, quando è scaduto e ho chiesto di poterlo rinnovare, non me l’hanno accettato. Me l’hanno ritirato, costringendomi a lasciare il lavoro che avevo trovato come giardiniere in una casa. Poco dopo mi sono trasferito in Libia, perché sapevo che là avrei trovato lavoro. Sono arrivato a Tripoli il 17 novembre di tre anni fa e per un mese ho lavorato a giornata. Poi ho trovato un impiego in una fabbrica dove si imbottigliava l’acqua e, grazie a quel lavoro sono potuto rimanere in Libia, a vivere, fino al giorno della mia partenza per l’Italia. Poi, quando sono cominciati i bombardamenti, tutto è cambiato: non si poteva più uscire. La fabbrica era vicina a un campo militare e noi operai vivevamo rinchiusi nelle nostre stanze, sentivamo le bombe cadere lì vicino e avevamo paura. Così, con un mio amico ho deciso di partire. Siamo andati al porto e abbiamo
trovato un poliziotto, che per farci lasciare la Libia ha chiesto 750 dinari a testa. L’abbiamo pagato e il 12 maggio siamo saliti a bordo di una barca. Partiti, senza una meta, siamo arrivati il giorno dopo, in Italia.
Mi chiamo D.T, ho 27 anni e sono nato in Ghana. Per dieci anni ho frequentato la scuola nel mio Paese. Mio padre è morto di malattia pochi anni fa: aveva due mogli e una è mia madre, che vive nella mia città ma causa di un incidente è invalida e non riesce più a camminare. Ho iniziato a lavorare nella mia città natale, in un’impresa che costruiva strade: ero l’addetto alle manovre con la ruspa. Ma dopo l’incidente in cui mia madre è rimasta invalida, ho deciso di lasciare il mio lavoro, per riaccompagnarla nel villaggio in cui era nata. Lì ho deciso di
iniziare la coltivazione del mais nel campo di famiglia, investendo in questo lavoro tutti i miei risparmi. Solo che la siccità di quell’anno ha bruciato tutti i semi, facendomi perdere tutti i soldi investiti e i guadagni attesi. Per questo, la mia famiglia mi ha aiutato, dandomi un po’ di soldi, con i quali lasciare il Paese e cercare fortuna in Libia. Sono partito tre anni fa, assieme al mio fratellastro, figlio dell’altra moglie di mio padre. Insieme abbiamo viaggiato verso la Libia attraversando prima il Burkina Faso e poi il Niger, dove siamo rimasti per tre mesi: il tempo necessario per mettere da parte un po’ di soldi e continuare il viaggio fino in Libia. Siamo arrivati a Tripoli, qualche mese dopo, e abbiamo trovato subito lavoro come muratori in un’impresa locale, che poi ci ha mandato a lavorare a Misurata. Ma un giorno, mio fratello è tornato a casa dal lavoro che stava molto male e mi ha confidato di essere stato picchiato per strada. Allora ho chiamato il proprietario della casa dove abitavamo, che era libico, e gli ho chiesto di accompagnare mio fratello in ospedale. Io non avrei potuto andare perché era pericoloso muoversi in strada per i cittadini di colore. Dopo due giorni, però, mio fratello è morto. E io non so dove sia stato sepolto. In quel periodo, inoltre, il proprietario della casa ha cominciato a dire che noi muratori non potevamo più stare lì, che ce ne dovevamo andare, e così ogni giorno che passava. Finché, una mattina, è entrato in casa, mi ha preso assieme ad altre persone e mi ha caricato in macchina. Ci ha portati al porto e ci ha detto di partire, perché la vita in Libia era diventata troppo pericolosa per noi. Solo che noi non sapevamo dove andare. Siamo saliti su una barca, una di quelle che erano al porto e che è partita di notte. Non sapevamo dov’era diretta. Sono arrivato a Lampedusa lo scorso 13 maggio.
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Opera Pia Fontana, domande sacrosante di Giulio Todescan
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are che negli uffici del Comune abbia creato qualche scalpore l’articolo pubblicato sul numero 222 di VicenzaPiù del 29 ottobre scorso, con il titolo “Piscine di Vicenza Spa: vasche e Fontana”. Soprattutto perché rivelavamo come, visura camerale alla mano, nella società privata che gestisce le piscine pubbliche (comunali) di Vicenza abbia una quota (piccola, 21 azioni) Diego Fontana, che risulta essere socio fondatore della società dal 1997. Segnalavamo anche come Fontana, che non ha ruoli direttivi in Piscine di Vicenza Spa eppure ha voce in capitolo dal momento che può partecipare alle assemblee dei soci, sia allo stesso tempo un funzionario del Comune, e non di secondo piano: responsabile del Settore Segreteria Generale del
Decentramento Amministrativo. Un ufficio che notoriamente si occupa anche del settore dello sport, che è di fatto tanta parte del capitolo “decentramento”. A Diego Fontana poniamo dunque alcune domande, anche alla luce di un esposto al sindaco e alle autorità competenti presentato giorni fa: riguardano un ruolo importante ricoperto da Fontana, che è anche presidente della Libertas Vicenza, in un’altra istituzione vicentina, l’Opera Pia Cordellina di cui egli è segretario e di cui abbiamo riferito sempre nel nostro articolo. Risulterebbe che Diego Fontana non svolga questa funzione gratuitamente e nemmeno occasionalmente, ma con un contratto di collaborazione continuativa (co.co.co.), un inquadramento che prevede un compenso mensile. Nulla di male, se non fosse che le regole che normano il “doppio lavoro” per i dipendenti pubblici, introdotte con la finanziaria del 1997, prevedono la possibilità di una seconda atti-
vità lavorativa, ma con due limiti e purché ne sia debitamente informata l’amministrazione comunale: che il rapporto a tempo pieno
con il pubblico sia trasformato in tempo parziale (part time), e che il “secondo lavoro” non determini conflitto di interessi. Non abbiamo elementi per pronunciarci sul secondo punto, ma sul primo chiediamo a Diego Fontana: conferma di lavorare e da tempo presso l’Opera Pia Cordellina con contratto continuativo? Ha comunicato questa situazione lavorativa al Comune? Oggi a palazzo Trissino lavora a tempo pieno o part time? Domande simili rivolgiamo all’Amministrazione comunale. Al sindaco Achille Variati, che ha la delega al settore decentramento dopo le dimissioni dell’assessore Massimo Pecori, e all’assessore
Tommaso Ruggeri, che ha il referato dell’organizzazione interna e del personale, chiediamo: siete a conoscenza della situazione lavorativa con l’Opera Pia Cordellina del responsabile della segreteria generale del decentramento, il cui suo ruolo è esplicitato anche sul sito dell’Istituzione, con cui il Comune ha frequenti rapporti pubblici? Ha Diego Fontana comunicato l’esistenza del “secondo incarico” e, se sì, vi siete posti il problema di porre rimedio a questa situazione? La terza persona a cui ci rivolgiamo è Patrizia Barbieri, nel suo doppio ruolo di consigliere comunale (della Lega Nord) e al contempo di componente del consiglio di amministrazione dell’Opera Pia Cordellina, in cui siedono altri nomi di spicco. Sapeva qualcosa su questa presunta incompatibilità di ruoli del signor Fontana? Confidiamo possa offrirci un parere autorevole e competente, essendo la signora Barbieri anche la responsabile del Centro per l’impiego di Vicenza.
Via Nicolosi, Sorrentino replica a Equizi: “risolto da me il caso ora riaperto da Variati” G e nt i le D i r e t tor e , ne l l’u l t i mo nu me r o d i V ic e n z a P iù F r a nc a E q u i z i e I r e ne R u i s ono i nte r ve nute s u l “c a s o d i V i a N ic olo s i” e le c h ie do o s pit a l it à p e r r e pl ic a r e . F r a nc a E q u i z i , c r e de ndo d i s e de r e a nc or a i n C on s ig l io c omu n a le , tor n a a p ole m i z z a r e c on i l s ot to s c r it to, s c e g l ie ndo u n a q ue s t ione , q ue l l a d i V i a N ic olo s i , s u l l a q u a le s ono p e r ò i n at t ac c abi le . S e c ondo l’ E q u i z i d i f at t i , l’a s s . S or r e nt i no s i l i m itò s e mpr e a me r i pr o c l a m i , s e n z a p e r ò m a i g iu n ge r e a sgomb e r a r e i l c a mp o c on le s ue or d i n a n z e .Ta le
Franca Equizi
bu g i a v ie ne s me nt it a p e r a l t r o ne l lo s te s s o nu me r o d i V ic e n z a P iù d a I r e ne R u i , l a q u a le r ic or d a b e ne i f at t i e le a z ion i me s s e i n at to d a l s ot to s c r it to. A pr e s c i nde r e d a l l i vor e i ng iu s t i f ic ato de l l a E q u i z i , c olgo l’o c c a s ione p e r pu nt u a l i z z a r e a lc u n i f at t i i nc ont r o ve r t i bi l i . 1) I l te r r e no d i v i a N ic olo s i è a g r ic olo e q u i nd i , s i no a c he e s s o h a q ue s t a de s t i n a z ione , non può e s s e r e né e d i f ic ato né o c c up ato p e r u s o abit at i vo. E ’ q ue s t a l a r a g ione p e r c u i i l C omu ne , a l c ont r a r io d i q u a nto av ve nuto c on i l te r r e no d i C à B a l bi , a nc he e s s o d i pr opr ie t à d i nom ad i , non h a m a i p e r me s s o d i i n s t a l l a r e s e r v i z i ig ie n ic i , d i e le t t r ic it à , e c c e te r a . P i ac c i a o non pi ac c i a , q ue s te s ono le nor me: s e u n g ior no, q ue l c a mp o ve r r à c l a s s i f ic ato c ome e d i f ic abi le , i nom ad i v i p ot r a n no f a r e f i n a l me nte q ue l c he vo g l iono. O g g i non è c o s ì . 2) Pe r i l mot i vo d i c u i s opr a , i l s ot to s c r it to fe c e e me t te r e v a r ie or d i n a n z e d i de mol i z ione ne i c on f r on t i dei m a nu f at t i e r e t t i d a i
nom ad i , g iu nge ndo a c on s ide r a r e t a l i , r ic or r e ndo ad u n’i nte r pr e t a z ione de l l a g iu r i s pr ude n z a , p e r s i no le r ou lot te . Tut t i i pr o v ve d i me nt i f u r ono r e gol a r me nte e s e g u it i , c o s ic c hè i nom ad i i nc om i nc i a r ono ad abit a r e a l l’i nte r no d i c a mp e r. C on un’int ui z ione del la quale vado f iero, ma i ut i li zzata in preceden za, emisi a l lora la fa mosa ord ina n za ig ienico sa nita r ia, r itenendo insoste nibi le che dei ba mbini v ivessero in quel lo stato, sen za r isc a lda mento, fognat ure, ser v i z i. Il prov ved imento, più volte reiterato, ebbe successo, ta nt’è che i nomad i si a l lonta na rono e si t ra sfer iro no da quel l’a rea. Per chi non ha buona memor ia, ci sono i verba li del la Poli z ia loc a le a d imost ra rlo. Il problema d i v ia Nicolosi era stato così r isolto, a nche se - non ho a lcun problema a r iconoscerlo - non quel lo del la fa mig lia Ha livov ic, che d ifat t i si mise ad occupa re a lt re zone del la cit tà. 3) Insed iatosi Va r iat i e soprat t ut to l’a ssessore Giulia r i, l’ord ina n za sa nita r ia
Valerio Sorrentino e Achille Variati non venne voluta mente reiterata e così i nomad i pote rono r itor na re ad abita re nel c a mpo agr icolo d i v ia Nico losi. 4) Un’u lt ima consideraz ione: qua ndo ero a ssessore, un g ior no sì e pure l’a lt ro i resident i del la zona, sobi l lat i da l l’opposi z ione (e quind i a nche da l la Equi z i) scr ivevano let tere a i g ior na li e racco g lieva no f ir me cont ro i l sot-
toscr it to. Og g i st ra na mente essi tacciono e l’Equi z i non raccog lie più f ir me. Forse ciò d ipende da l la poten za del la macchina med iat ic a orga ni zzat iva del nost ro Sindaco. O forse, da l fat to che molt i pa rla no d i nomad i, solo qua ndo non sa nno d i che pa rla re. Valerio Sorrentino, consigliere comunale Pdl
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224 del27 novembre 2011 pag12
numero
La sordina di Valter
Le inchieste a carico del gruppo Peretti si riverberano sugli equilibri in seno ad Assindustria Vicenza e rimettono sul tavolo la questione irrisolta delle «liaisons dangereuses» tra imprese e informazione, locale e non
di Marco Milioni
«
... A suscita re cla more, questa volta, è i l nome del l’imprend itore f inito nel mir ino deg li invest igator i. I mi lita r i ha nno infat t i av v iato accer ta ment i su l Gr uppo Peret t i, che fa c apo a Giuseppe Va lter Peret t i, presidente del la Sez ione C oncia d i C onf indust r ia Vicen za. È lui stesso a confer ma rlo». Sono queste le pa role usate da l C or r iere del Veneto i l 13 no vembre in un a r t icolo a pag ina 7 che fa r umore nel mondo del l’imprend itor ìa del la Va lchia mpo e non solo. Il Giorna le d i Vicen za inc a ssa la bot ta dov uta a l piccolo g ra nde scoop pat ito da l la concorren za, ma g ior no appresso replic a con un ser v i z io in cui vengono for nit i a lt r i det tag li pr ima ig not i. Si pa rla infat t i non esclusiva mente d i accerta ment i a mminist rat iv i, bensì d i un fa scicolo che sa rebbe stato aper to da l pm Ba rba ra De Muna r i; fat t ispecie che fa pensa re ad una inchiesta d i nat ura pena le. Peret t i ostenta sicurezza: «Non ho ma i av uto opera i ir regola r i né ho ma i pagato loro le st raord ina r ie in nero. Sono sicuro che g li accer ta ment i d imo st rera nno che non ci sono state v iola z ioni». Su l G dV pa rla a nche R icc a rdo Ca ni l li, lega le del numero uno d i A ssoconcia; le sue pa role sono improntate ad una sicurezza a ncor mag g iore: «Il Gr uppo Peret t i è a posto». L a st ra nez z a. L a cosa st ra na però è che dopo que sta sor ta d i bot ta e r isposta immag ina r io t ra un ser v iz io g ior na list ico e l’a lt ro, la polit ic a ber ic a che conta è r ima sta in si len z io. Niente comment i, nessuna r ichiesta d i chia r iment i, nessun adde bito: ma soprat t ut to nessuna r ichiesta per Peret t i d i fa re un pa sso ind iet ro da l le c ar iche in A ssindust r ia. C osa che, in cond i z ioni pera lt ro d iverse, aveva fat to Chia ra Ma st rot to dopo che i l ciclo ne med iat ico “A r z ig na no bis” aveva f lagel lato a f ine estate i l suo g r uppo, la Va lchia mpo, nonché i pia ni a lt i d i pia zza Ca stel lo. E sta ndo a i «r umors» dei circoli esclusiv i
che a r r iva no da A r z igna no i f ratel li Br uno e Sa nto Mast rot to non av rebbero preso per nu l la bene l’ hic ma nebimus opt ime mat urato a c a sa Peret t i. L’a r rabbiat ura dei Ma st rot to sa rebbe per d i più da r icondur re a l fat to che propr io Peret t i av rebbe in qua lche modo esercitato una mora l sua sion su Chia ra a l f ine d i non espor re A ssindust r ia, che è propr ieta r ia del G dV f ra l’a lt ro, a l l’imba ra zzo del le indag ini c apitate pro pr io su l g r uppo dei pat r ia rchi Br uno e Sa nto. L a r ich ie st a. Ed è in questo contesto che chi scr ive ha inter pel lato Peret t i con un fa x datato 18 novembre. Il mo t ivo? Avere un chia r imento r ispet to ag li u lt imi acc ad iment i ma non solo. L a missiva è chia ra: «... L e r isu lta d i essere sot to proced imento pena le? L e r isu lta essere sotto a lt ro proced imento? Per i medesimi fat t i L e r isu lta no sot to proced imento pena le o a lt ro proced imento soci o a lt r i a mminist rator i o avent i a lt ro inc a r ico in seno a l Suo g r uppo o per conto del suo g r uppo? Per v icende a nche d iverse da quel le sopra men z ionate, L e r isu lta siano (o sia no stat i) sot to pro ced imento (pena le o d i a lt ra nat ura) Suoi fa mi lia r i a nche def unt i? L e r isu lta no (in corso o meno) proced iment i pe na li o d i a lt ra nat ura a c a r ico d i persone g iur id iche facent i r ifer imento a l Suo g r uppo? Qua lora r isu lta ssero, per mèra ipotesi, proced iment i pena li o d i a lt ra nat ura a Suo c a r ico, pensa L ei che la cosa pot rebbe avere r if lessi in rela z ione a i Suoi inc a r ichi presso A ssindust r ia? Qualora si ver if ic a sse, per mèra ipotesi, l’event ua lità appena citata, L ei pensa ad event ua li d imissioni da l la presiden za del “set tore concia” ? L e r isu lta un’opera, da pa r te Sua o d i a lt r i sog get t i in seno ad A ssindust r ia Vicen za, d i “mora l sua sion” nei conf ront i d i Chia ra Ma st rot to per conv incerla a l le recent i d imissioni dag li orga ni d i A ssindust r ia?...». Peret t i, che con G dV e C orr iere Veneto è stato pa r t ico la r mente rapido e loquace nel la r isposta, con VicenzaP iù, sceg lie un’a lt ra st ra-
da: quel la del si len z io. Ma la missiva inv iatag li a metà mese non è cer to un lezzo g ior na list ico o una for ma lità. L’intento era invece quello d i a scolta re la versione del presidente del la sez ione dei conciator i a nche in rela z ione ad a lcuni at t i del la procura ber ic a che r ig ua rda no pro pr io i l suo gr uppo. L e c a r te. Secondo le c a r te in possesso d i Vicen zaP iù, i l pm Ma rco Pera ro i l g ior no 3 mag g io 2011 f ir ma un avv iso d i conclusione del le indag ini prelimina r i. In quel documento si pa rla test ua lmente d i «... i l lecito a mminist rat ivo d i cui ag li a r t t. 6 e 25 d. lgs. 231/01 e 321 c.p. in rela z ione a l reato d i cui a l c apo che seg ue, commesso da Peret t i Gra z ia no, deceduto, in qua lità d i a mminist rato re pro -tempore del la socie tà Nuova Ga sby spa (del la qua le è a mminist ratore Va lter Peret t i, Nd r)... rec a nte a quest’u lt ima... i l va ntag g io pat r imonia le consist ito nella indebita d iminu z ione del le imposte e sa n z ioni da versa re... In A r z igna no in data a nter iore e prossima a l 26 set tembre 2006». E sempre nel l’av v iso si leg ge: «... t ra l’a lt ro e in pa r t icola re Perett i Gra z ia no consegnava per i l t ra mite del f isc a lista Bra ndo Gia ndomenico, a Soraci Ro ber to, Sega nt ini Fi liber to, e De Monte Claud io Ema nuele A ntonio, r ispet t iva mente i l pr imo d iret tore pro -tempore e g li a lt r i in qua lità d i f unz iona r i t r ibuta r i in ser v i z io presso l’A gen z ia del le Ent rate... d i A r z igna no una somma pa r i a Euro 10.000 ov vero Euro 15 .000, in conta nt i a l f ine d i fa r concludere la ve r if ic a f isc a le int rapresa nei conf ront i del la citata impre sa, in ma niera pa r z ia le sen za la constata z ione d i t ut t i g li i l lecit i t r ibuta r i r iscont rat i o r iscont rabi li... r itenuto d i non chiedere la a rchiv ia z ione del proced imento e d i esercita re l’a z ione pena le, nonché contesta re l’i l lecito a mminist rat ivo a l sopra citato ente si av v isa che... la documenta z ione... è depositata presso questa segreter ia per v isione e copia...». I l coi nvolg i mento. In re a ltà del coinvolg imento del gr uppo Peret t i in una stor ia
Valter Peretti d i cor r u z ione si pa rla, a nche se in modo a ssa i sf umato, su l G dV del 12-10 -2010 a pag ina 1 4 e su l G dV del g ior no 8 no vembre 2011 a pag ina 20. Ed è propr io in quest’u lt imo serv i z io che v iene delineato un quad ro d i ma la f fa re ad a lto livel lo. A pa rla re del gr uppo Peret t i è A ngelo Fiacc abr ino, g ià f un z iona r io d i punta a l la d irez ione reg iona le delle Ent rate d i Venez ia: «Immag ina ndo come pot rebbero essere a ndate le cose penso che nel r ideter mina re le r ima nen ze dei prodot t i f init i e semi lavorat i su l la ba se d i c a lcoli in la rga misura pre sunt iv i, abbia mo adot tato un at teg g ia mento d i a ssoluto favore verso i l cont r ibuente. È chia ro che io non av rei ma i pot uto fa re ciò sen za che Del Greco fosse d’accordo». Ma chi è R a f faele Del Greco? A ncora su l G dV del g ior no 8 novembre si leg ge d i lui: «... g ià c apo del l’uf f icio cont rol li f isc a li del la d irez ione reg io na le è og g i in pensione... ha
sempre respinto ogni pa r te cipa z ione a l la d iv isione del le ma zzet te...». C osì, a lmeno su l pia no me d iat ico, è in questo quad ro che va let ta l’intemerata d i Fra nc a Equi z i, ex consig lie re comuna le leg hista nel c apoluogo ber ico, la qua le i l 10 set tembre, a ma rg ine del la contestata ma nifesta z ione a rz igna nese d i “ Veneto Stato” si chiese: «C ome ma i i med ia conf indust r ia li ded ic a no così poco spa z io a l le v icende g iud i z ia r ie del Gr uppo Peret t i? Perché, con le dov ute pro porz ioni, a Ma st rot to ta nte bacchet tate a mezzo sta mpa e a Peret t i solo qua lche pi zz icot to? Ci sono ret roscena o ma nov re opache che non conoscia mo? Gli indust r ia li che non sta nno in cima a l la pira mide approva no una condot ta del genere da pa r te d i un G dV che de fac to sostengono a nche loro? Che d ice in mer ito i l presidente Rober to Zucc ato?»
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224 del27 novembre 2011 pag13
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Così parlò Zaupa L’assessore all’urbanistica di Castelgomberto interviene sul caso Carlotto e spiega che l’amministrazione ha effettuato controlli sull’azienda che vede tra i soci il segretario cittadino del Pd e che tutto è regolare
di Marco Milioni
S
ono reali o meno gli addebiti sul coordinatore del Pd di Castelgomberto Derio Carlotto? È vero o no che sulla attività industriale di cui è socio pende lo spettro di un abuso edilizio che gli impedirebbe di esercitare con serenità ed indipendenza la sua funzione di consigliere comunale di opposizione? La voce girava in paese da parecchio tempo, soprattutto quella di un possibile conf litto di interessi. Per di più l’accusa, almeno sul piano politico era stata rilanciata dal consigliere comunale Andrea Cocco, in minoranza anche lui ma con la
casacca di segretario cittadino del Pdl. La vicenda tra l’altro aveva assunto anche una connotazione di marcata opacità visto che chi scrive, da più di qualche settimana, ha chiesto un parere allo stesso Carlotto il quale però si nega (VicenzaPiù del 29 ottobre 2011, pagina 15). Tuttavia dopo alcune settimane è intervenuta proprio l’amministrazione comunale castrobretense capitanata dal sindaco Lorenzo Dal Toso che guida una maggioranza composta da Lega più liste civiche. A parlare nello specifico è l’assessore all’urbanistica Danilo Zaupa: «La questione dei due insediamenti conciari che un tempo si trovavano in centro a Castelgomberto è una storia per nulla recente. Uno ha chiuso i bat-
tenti, l’altro la GiDue Pellami, anche in considerazione della insalubrità derivante da una presenza del genere in centro, si è spostata presso un’area diversa, ovvero all’interno della cosiddetta lottizzazione Poscole». Secondo Zaupa quest’ultima negli anni si è concretizzata grazie ad una intesa «tra privati» i quali sempre tra loro avrebbero inserito «un vincolo» che nega l’insediamento delle concerie. Per quanto concerne poi le norme comunali che regolano la zona Poscole, relativamente al presunto divieto per alcune tipologie di insediamenti, di nuovo Zaupa spiega che «sul piano regolatore non ci sono vincoli», che la convenzione che sta in capo alle “Poscole” è «ancora in essere perché essendo fatta dai lottiz-
zanti una volta acquisita l’area noi la dobbiamo recepire» e che l’amministrazione ha in animo di redigere «una variante per rimuovere tali vincoli perché sono assurdi». Il riferimento è alle difficoltà economiche in cui versa l’imprenditorìa della vallata e non solo; tanto che l’assessore parla, almeno per il comprensorio Poscole, di quattro lotti ancora vuoti, di quindici edificati con altrettanti capannoni dei quali «cinque o sei sono sfitti o falliti». E l’assessore aggiunge: «Nel dicembre 2009 ci è arrivata una lettera anonima nella quale si spiegava che in zona Poscole c’era un insediamento produttivo in cui al contrario di quello che era stabilito nel vincolo della convenzione, si lavorava
la pelle. Nei giorni immediatamente successivi l’ufficio tecnico ha effettuato un sopralluogo a sorpresa proprio presso la GiDue; e onestamente non abbiamo constatato alcunché di irregolare. Abbiamo verificato che lì si lavorava solo pelle sintetica». Il referente all’urbanistica poi accenna alle vicende giudiziarie ed amministrative generate in seguito agli esposti di Cocco: «Noi siamo più che sereni dopo l’archiviazione del fascicolo penale che era stato aperto a carico del nostro sindaco». Poi lancia un’accusa nei confronti del consigliere del Pdl: «Viene dalla scuola dell’ex sindaco Battista Occhietti. Uno abituato a far volantini e a lanciare proclami. Noi invece siamo qui per amministrare con serietà».
Scacchiera pedemontana
I comitati contro la Spv annunciano nuovi ricorsi. La Fsv interroga Zaia. Mentre più in generale nei retrovia della politica e delle grandi opere italiane si manifestano i fantasmi della crisi e delle infiltrazioni mafiose
(m.m.) Sono passati pochi giorni dalla inaugurazione della Spv a Romano d’Ezzelino, ma l’atmosfera attorno alla Pedemontana Veneta si arroventa. A inizio settimana i comitati che si oppongono al tracciato che interessa la Valle Agno parlano di una nuova raffica di azioni legali. L’annuncio arriva da Trissino dove Max Follesa, il consulente tecnico del forum dei comitati, mette le mani avanti e preconizza un ricorso alla magistratura am-
ministrativa: «Chiederemo la sospensiva per le gallerie già previste. Mancano gli studi circa l’impatto idrogeologico». In primis il riferimento è al tunnel che dalla Valle Agno si immette in direzione est verso l’Alto Vicentino e il Thienese. Ma il secondo boato sulla Spv arriva dall’assemblea regionale veneta. Il consigliere Pietrangelo Pettenò (Fsv) ha inviato, sempre ad inizio settimana, un’interrogazione di fuoco all’indirizzo del governatore
leghista Luca Zaia chiedendo lumi rispetto alla solidità finanziaria del colosso spagnolo Sacyr, socio al 60% del consorzio Sis, consorzio incaricato di realizzare la Pedemontana. Il consigliere d’opposizione, che fa riferimento alle rivelazioni de l’Espresso e di VicenzaPiù in relazione alla vicenda Wikileaks, pone quesiti precisi: il più importante è quello con cui si chiede di sapere quali siano gli istituti bancari che hanno «validato le condizioni economico-finanziarie di Sacyr per partecipare alla gara della Spv in qualità di socio al 60% del Consorzio Stabile Sis e per accollarsi la costruzione del più importante progetto autostradale europeo con lo strumento del progetto di finanza». In terza battuta rimangono comunque le difficoltà economiche cui stanno andando incontro altre grandi infrastrutture. Tra queste c’è la cugina lariano-varesina della Spv, ovvero la Pedemontana Lombarda. L’Espresso del 17 novembre a pagina 170 e 171 pubblica un lungo servizio di Thomas Mackinson nel quale si parla papale papale di un soccorso
pubblico targato Cassa Depositi e Prestiti (il forziere del ministero dell’Economia) da porgere alla Pedemontana Lombarda. Il sussidio vale 3,6 miliardi per un’opera che realizzeranno sì i privati; ma che gode della garanzia di ultima istanza da parte dello Stato. Frattanto sullo sfondo prende corpo lo scenario tracciato dal Corsera il 14 novembre a pagi-
na 24. Il quotidiano nazionale descrive una sorta di potenziale bomba ad orologeria che tormenta il destino delle recenti opere stradali in mezza Italia, parecchie delle quali correrebbero gravi rischi strutturali. Il motivo? Risparmiare sui materiali e sulle tecniche di lavoro per garantire indebiti profitti ai subappaltatori collegati alle mafie del Belpaese.
altovicentino
224 del27 novembre 2011 pag14
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Nerio Dalla Vecchia: “Vedo spiragli, il mio settore ha reagito alla crisi” Intervista al Presidente della Confartigianato di Schio, Nerio Dalla Vecchia di Andrea Genito
N
egli oltre 20 anni di vita della sua azienda, la Tecnoelettra snc, Nerio Dalla Vecchia si è trovato più volte a doversi rimboccare le maniche per ripartire, non sorprende quindi che il suo orizzonte sia già oltre le oggettive difficoltà create da questa prolungata crisi che ha sconvolto sia il sistema economico che quello produttivo. “Lungi da me minimizzare- esordisce il Presidente mandamentale della Confartigianato- l’impatto è stato brutale nel nostro settore, soprattutto nel tessile, nell’oraficeria e nell’edilizia, ma proprio da questi fronti stanno giungendo segnali incoraggianti, in controtendenza. Molti imprenditori hanno quindi saputo far tesoro della lezione e riorganizzarsi, con caparbietà tutta veneta, anzi vicentina, trovando nuovi sbocchi ai loro prodotti”. Del resto crisi (krisis) dal greco si può tradurre anche con opportunità e Dalla Vecchia proprio questo tiene a sottolineare: “colgo l’occasione, su questo giornale, per ringraziare tutti quegli imprenditori e quelle imprenditrici che dal settembre 2008 hanno saputo, tra mille difficoltà e sacrifici, continuare a tenere le redini delle proprie aziende, sostenendo l’occupazione e l’economia dell’intera comunità, senza aiuti esterni. Il mio mandamento rappresenta circa 1600 aziende e gli ultimi dati di giugno, infatti, parlano di una media di 5,4 occupati: un dato, seppur leggermente, superiore al 2009. Addirittura il fatturato è in crescita dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ciò dimostra che le medie
imprese si stanno strutturando, col settore manufatturiero che resta un traino ed un volano fondamentale dell’economia”. Il buio del tunnel è alle spalle quindi? “Sarebbe un azzardo affermarlo. Se c’è una cosa che abbiamo imparato in questa crisi è che bisogna monitorare spesso la situazione, non è facile stabilire un trend. Qualche mese fa nessuno avrebbe pensato alla necessità di ulteriori manovre drastiche del Governo, invece sono arrivati nuovi nuvoloni su banche e bilanci degli Stati già in difficoltà, tutto è stato rimesso in discussione. Comunque, ripeto, la ripresa nell’artigianato c’è.” A proposito di banche, questa crisi ha decisamente modificato il rapporto con le imprese e l’accesso al credito: anche qui notate segnali di inversione di tendenza? “La forza di un sistema si misura con la forza del suo anello più debole. Inutile girarci attorno, l’anello più debole è finora stato rappresentato proprio dalle banche, dalla loro pachidermica capacità di riorganizzarsi e di adattarsi alla situazione, ma c’è stato anche poco rispetto dei principi più elementari dell’etica. Insomma hanno predicato bene e razzolato male, ma questo non vuole essere un alibi, solo che le banche debbono rendersi conto che non sono in posizione di privilegio (anche perchè prestano soldi altrui): sono anche loro dei fornitori e devono attenersi alle medesime regole degli altri fornitori del sistema. Con gli istituti di credito che chiudevano i rubinetti o creavano difficoltà, purtroppo molte imprese si sono, come dire, fatte finanziare dai fornitori, leggasi pagamenti patologicamente dilazionati. Così hanno invece
L’edificio che ospita la sede della Confartigianato di Schio
prodotto concorrenza sleale ed inquinato il sistema, con un’enorme ricaduta sociale; si crea infatti un doppio indebitamento che frena la ripresa. Lo ripeto spesso nelle riunioni: anche se c’è la crisi, gli impegni economici vanno rispettati e questo vale anche e soprattutto per le grosse imprese, che col loro potere contrattuale a volte ricattano e strozzano le piccole aziende, imponendo pagamenti fino a 180 giorni”. A chi continua invece a puntare il dito sulla categoria, accusandola di essere ancora la più refrattaria a fisco e tasse, cosa replica? “Rispondo scomodando un passo del Vangelo: chi è senza peccato... Sappiamo bene che il nostro è un popolo di furbetti, che amano sempre guardare la trave nell’occhio altrui. La realtà è che abbiamo un sistema fiscale complesso ed opprimente, costruito per sanare una spesa pubblica fuori misura, piena di sprechi. Oltre a questo, non mancano paradossi: un’azienda può dedurre i costi della telefonia fissa, ripeto fissa, solo fino all’80%..come dire che il 20% è ad uso privato e così per tanti altri costi essenziali alla produzione. Manca da parte dello Stato la fiducia ed il rispetto per il nostro lavoro, quindi l’urgenza è mettere mano ad una riforma fiscale. Ciò precisato le tasse vanno pagate, anche questo lo dice il Vangelo”. Chiudiamo con qualche messaggio di speranza e qualche consiglio per i suoi associati? “Ho fiducia nelle capacità di questa imprenditoria, ho rari casi di colleghi che continuano a piangersi addosso senza reagire. Senza avere pretese di avere ricette però tre suggerimenti li dò, partendo proprio dalla mia esperienza persona-
Nerio Dalla Vecchia le. Fate squadra, lo dico anche perchè lo sto imparando anche come appassionato di calcio e fresco dirigente di una piccola realtà di Schio (la New Team di SS. Trinità, ndr), ascoltando tutti i vostri collaboratori.. non ha più senso il paròn che fa tutto ed ha sempre l’ultima parola. Chi ha figli in età lavorativa, li mandi a fare esperienza altrove, magari all’estero, prima di inserirli in azienda: torneranno arricchiti e più motivati. Ma soprattutto innovare, fare formazione continua e ringiovanire il personale. Guardando proprio all’estero, mi fa impressione che ad esempio in India, paese da tempo emergente, l’età media degli imprenditori sia 38 anni ed io, a 52, in Veneto ed in Italia sia invece considerato tra i più giovani. Investire sulle nuove generazioni, sul loro entusiasmo e sulla loro adattabilità lavorativa, non è uno sfizio, ma una necessità inderogabile. Tra l’altro i giovani hanno molta più dimestichezza con le nuove tecnologie, da cui non si può più prescindere. Faccio a questo proposito un esempio che mi deriva proprio da una nostra associata, una parrucchiera di Schio. Il suo settore è descritto in seria
difficoltà, perchè statisticamente si è osservato che in tempi di crisi la gente riduce ciò che non reputa un bisogno primario, tra cui tagliarsi i capelli; ebbene questa imprenditrice ha notevolmente incrementato il fatturato proprio negli ultimi due anni. Come? Utilizzando i social network, come Youtube o Fecebook, dove ha inserito promozioni e proprie iniziative e si è specializzata in linee naturali, conquistando nuovi mercati come quello delle ragazzine, che magari fino a quel momento andavano dalla parrucchiera solo se ce li portavano i genitori. Inoltre va superata la “sindrome della Cina”: la nuova sfida, quella che ci permetterà di resistere alla loro concorrenza sui prezzi, è sul valore immateriale del prodotto, cioè servizio, garanzia di qualità, postvendita ed assistenza. Il nostro marchio è ancora ben considerato, proprio in Cina, dove le nuove classi elitarie amano usare proprio il made in Italy come status-symbol. Sulle loro tavole c’è il vino veneto e le loro mogli sfoggiano gioielli fatti qui. Allora ascoltiamo il mercato e rimbocchiamoci le maniche, c’è ancora spazio per la nostra capacità di creare e di lavorare!”
altovicentino
224 del27 novembre 2011 pag15
numero
“Non ci vediamo chiaro” di Andrea Genito
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pochi mesi dal taglio ufficiale del nastro dell’ospedale unico a Santorso, due autorevoli esponenti del Pd locale sollevano forti dubbi sul futuro dei plessi ospedalieri di Schio e Thiene che, appunto, sono destinati a conf luire nella nuova struttura, fortemente voluta dalla Regione Veneto. Le polemiche, per la verità, non sono mai mancate dalla presentazione del progetto (soprattutto sui costi legati al project-financing), ma parevano sopite dalle promesse di salvaguardia delle competenze e delle peculiarità dei nosocomi già esistenti, visti dalla Ulss 4 come importante patrimonio di supporto e prevenzione delle degenze, ma anche di monitoraggio sanitario del territorio. Ma Claudio Rizzato, membro della commissione sanità in Regione ed il consigliere comunale Vasco Bicego, spesso voce fuori dal coro nel centrosinistra scledense, ora chiedono risposte chiare anche alla loro stessa coalizione. “Non è il caso di abbassare la guardia, ma di vigilare- sottolinea Rizzato- perchè arrivano segnali allarmanti da chi è chiamato a gestire una struttura così im-
portante e fondamentali per oltre 194.000 residenti. Il Direttore Generale della Ulss 4, Ermanno Angonese, in un’intervista al maggior quotidiano locale ha recentemente smentito clamorosamente le rassicurazioni del suo precedessore, ing. Mantoan, facendoci sapere che i posti letto in ospedale di comunita’ non saranno piu’ collocati al De Lellis, cioè a Schio, nè al Boldrini di Thiene, ma all’interno di strutture residenziali private o della casa di riposo Ipab di Schio e che gli Ospedali ospiteranno solo attivita’ ambulatoriali dalle ore 7 alle ore 19. Mi pare un declassamento bello e buono, altro che valorizzazione di due strutture già efficienti!” Rincara la dose Bicego, che le domande le ha poste direttamente al suo sindaco, Luigi Dalla Via, presentando un’interpellanza nell’ultimo Consiglio Comunale del 14 novembre scorso. “La preoccupazione è legittima, perche lo stesso Angonese ha poi ventilato non poi così sommessamente a possibile vendita, previo cambiamento della destinazione urbanistica, dei plessi ospedalieri di Schio e Thiene, nonché la costruzione di una nuova palazzina per le attivita’ ambulatoriali che si dovevano svolgere nei plessi ospedalieri dismessi. Eppure la conferenza dei sindaci, venuti in visita al cantiere del
L’ospedale di Santorso in costruzione nuovo ospedale in maggio, si riempiva la bocca con l’importanza dei presidi sanitari territoriali. La realtà è che Santorso fagociterà tutto, oltre ad drenare risorse economiche ancora non quantificabili. Se il Sindaco è a conoscenza di queste ipotesi, non può alzare le braccia e rassegnarsi.
Quanto costano, inoltre, ai cittadini, queste esternazioni sui giornali del Direttore Generale della Ulss?” Dalla Via ha ribadito l’impegno preso in sede di Conferenza dei sindaci, ma ha raccolto i timori sul futuro dell’ospedale scledense. “Non permetteremo che venga sacrificato, sarebbe
uno spreco illogico e controproducente”, ha tenuto a rassicurare, ma l’impressione è che ancora molto debba essere discusso e scritto su questa questione, rischiando di offuscare la soddisfazione della Ragione per aver terminato i lavori addirittura prima dei tempi prev isti.
Quella notte vince il premio “Fiati Veneti 2011” (a.g.) Non sa rà l’Osc a r, ma Schio a suo modo è sa lita ag li onor i del mondo cine matogra f ico. Mer ito del la t roupe del reg ista Giu lia no Crema sco, che per set t ima ne ha g irato un cor tomet rag g io nel la stor ic a t rat tor ia “Due Spade”, doce sog g ior nò da soldato Er nest Heming way e dove esisteva f ino ag li a nni ’50 un f requentato bordel lo. Una stor ia d i cui aveva mo pa rlato a nche noi qua lche
numero fa e che i l prest ig ioso concorso na ziona le d i Ist ra na, g iunto a lla 12.ma ed i zione, ha voluto premia re nei g ior ni scorsi. Nel l’ ha nga r del l’aereopor to mi lita re Crema sco ha d ifat t i r it irato la pa lma d i mig lior cor to met rag g io a tema libero. Un r iconoscimento decisa mente inat teso, v isto che i l c ast era composto da at tor i d i let ta nt i, in gra n pa r te provenient i da l la compagnia Schio Tea-
t ro80. “Quella not te”, t ito lo del cor to made in Schio, immag ina con gra nde suggest ione qua nto pot rebbe essere acc aduto a l l’a nnuncio dell’ent rata in v igore della nota leg ge Merlin, che mise la pa rola f ine a lle c ase d i tollera nza; i l t ut to col t rait- d’union d i una t rascina nte colonna sonora a base d i sw ing e r it m&blues, composta da lla ba nd d i cui lo stesso Cremasco è voc a list. “L’idea ini zia le era propr io quella d i crea re una clip per le nost re c a nzoni- commenta sodd isfat to i l reg ista- dura nte la produ zionepoi i l piccolo promo è d iventato un cor tomet rag g io a t ut t i g li ef fet t i, ora r iconosciuto a nche da una g iur ia d i pre st ig io qua le quella d i Fiat i C or t i. È stato un progetto impegnat ivo e r icco d i sodd isfa zioni, un lavoro d i equipe che ci ha sicura mente d iver t ito”.
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n° 5 - 27 novembre 2011 - euro 1,20
cumulativo con VicenzaPiù
BassanoPiù Quindicinale di fatti, personaggi e vita bassanese
Direttore responsabile Giovanni Coviello
Il grappino Il tribunale dei furbi
Il negozio della politica Viabilità con... giunta
Anni fa gli assertori della nascita della provincia di Bassano fondavano la motivazione nella difesa di alcuni servizi pubblici presenti in città, quali fra gli altri il tribunale, ipoteticamente sottoposti a verifica di chiusura nelle città non capoluogo di provincia. Chi, invece, era contrario alla nuova Provincia di Bassano motivava la presa di posizione con la necessità di non far nascere un ente costoso e, in prospettiva, oggetto di revisione generale, considerando che gli enti locali presenti nella legislazione italiana sono numericamente superiori a quanti presenti in altri Paesi Europei a noi geograficamente e demograficamente simili e quindi competitivi con l’Italia. Alla resa dei conti ci viene da pensare che avessero ragione i primi “furbastri”, e non certo per la qualità del loro argomentare, ma per l’insensatezza della genericità con la quale il Governo precedente ha espresso l’intenzione di provvedere alla “riforma dei siti” dove insistono, nella fattispecie, “i tribunali”. Senza verificare i parametri che ne determinano qualità, efficienza ed efficacia di servizio, “si accontentavano” che che fossero situati in capoluoghi di provincia. Al di là dell’assurdità insita nella eventuale chiusura della struttura bassanese, che ha comportato un investimento pubblico di dieci milioni di euro per la costruzione della cittadella della giustizia, si avverte la desolante certezza che, in Italia, non è necessario operare e pensar bene per la comunità, ma continuare a fare i furbi, unico modo per rendere vive scelte sbagliate, ed affossare quelle che produttivamente servono al bene del Paese.
di Erasmus
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l giro di boa di metà mandato, giunge il momento d’analizzare se chi è stato eletto con atto di fiducia per una volontà di cambiamento nella gestione della Res publica, si stia dimostrando coerente con quanto promesso in campagna elettorale e nelle Linee programmatiche sottoscritte o se debba sterzare per non tradire impegni ed aspettative. Dopo cinque anni non conteranno più le parole, parleranno i fatti. Tra le scelte impopolari che costarono la sconfitta alla precedente amministrazione, chiunque metterebbe la questione delle Torri di Portoghesi.
di Nicola Canilli
LUIGI D’AGRÒ
BURKINABE
Sempre presente
Due volte senza casa Continua a pag 5 ...
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arlare di politica a Bassano (storia, presente e futuro) non può prescindere da un incontro con Luigi D’Agrò. Raccontare del suo curriculum è superfluo, meglio non sprecare “battute” da gestire con cura invece per le considerazioni del “politologo” D’Agrò, che scopriamo in malcelata attesa del match di Champions del suo Milan col Barcellona e che ci riceve nella sua casa di fronte a Ponte, accanto al fiume.
iene da lontano B.S., dal Burkina Faso uno stato nella parte occidentale dell’Africa, zona sub-sahariana. In Italia da quindici anni vive ora a Bassano, con moglie e quattro figli piccoli. Con un quinto in arrivo lavora in una ditta orafa, sopravvissuta allo scossone che 10 – 15 anni fa portò alla chiusura in provincia di decine di aziende, anche grandi come la Fibo di Vicenza.
di Giovanni Coviello
di Fulvio Rebesani
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intervista
224 del27 novembre 2011 pag3
numero
Luigi D’Agrò: lezioni di politica La Pedemontana serviva al Bassanese trenta anni fa, non ora. La giunta attuale frutto della dabbenaggine del Pdl “socialista”. Berlusconi lascia a Monti: moriremo democristiani di Giovanni Coviello
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arlare di politica a Bassano (storia, presente e futuro) non può prescindere da un incontro con Luigi D’Agrò. Raccontare del suo curriculum è superfluo, meglio non sprecare “battute” da gestire con cura invece per le considerazioni del “politologo” D’Agrò, che scopriamo in malcelata attesa del match di Champions del suo Milan col Barcellona e che ci riceve nella sua casa di fronte a Ponte, accanto al fiume. Testimoni la moglie, discreta, e la gatta, insofferente. Onorevole, sul piano economico e sociale quali sono i maggiori problemi del Bassanese? Quali sono invece i punti di forza? La nostra area risente di un fattore storico, che in parte è comune a tutto il vicentino. L’essere legata a un mondo di cultura forte, identitaria (con Padova, Treviso e Vicenza sentite come esterne) e nello stesso tempo tradizionale non ci ha consentito di percepire alcuni cambiamenti della globalizzazione. Ma proprio rifarsi alle radici di un’area che è anche un crocevia di diversi sentire ci può far ripartire. M olte aziende dell’area sono ormai nelle mani di finanziari, fondi o gruppi, comunque, estranei al tessuto sociale locali. Si pagherà un dazio per questa fetta di nord est che abdica alla proprietà delle proprie risorse? La mancanza di rinnovamento è quella che ha portato a questa “abdicazione” di proprietà a favore di gruppi, che puntano all’ottimizzazione dei loro rendimenti, Ad esempio i fondi pensione hanno come obiettivo quello di portare redditività ai capitali dei pensionati delle loro nazioni e non certo di mantenere un “presidio territoriale”. Il dazio, quindi, lo stiamo pagando. Il Bassanese è uno dei territori chiave attraversati dalla Pedemontana. Quanto quest’opera secondo lei sarà strategica per contrastare l’attuale momento di crisi? Quest’opera sarebbe stata strategica trenta anni fa, quando avrebbe favorito i trasporti e, quindi, i commerci del bassanese. Ora, nel momento in cui la produzione è in buona parte delocalizzata, nasce costosa per la comunità locale e rappresenterà essenzialmente un risparmio per il traffico merci di transito, che crescerà per sfruttare il taglio di percorso chilometrico
sulle lunghe direttrici ma che aggiungerà problemi al nostro ambiente. La minacciata “delocalizzazione” del Tribunale dopo le aspirazioni a diventare addirittura provincia è un altro segno di arretramento? Se la logica del taglio minacciato è solo quella del “nome” del luogo che ospita il tribunale e, quindi, il criterio è l’essere o non essere capoluogo, la decisione a cui si voleva arrivare non può che essere miope. Perché province come Belluno e Rovigo hanno una produttività e un’efficienza di certo inferiori a Bassano. Quindi a penalizzare sarebbe non la mancata nascita della provincia ma un sistema di decisione irrazionale e incurante dell’obiettivo che si proclama: l’efficientamento Anche sotto il Grappa sono apparsi alcuni casi di evasione, non ultimo quello della Balestra. Casi isolati o segno di degrado civico che si allarga? Non è un’area a potersi definire come caratterizzata dall’evasione, ma esistono semplicemente evasori e non evasori. Chi evade droga il sistema perché obbliga chi è rispettoso delle regole a doversi confrontare con una concorrenza sleale. Non è certo giustificando l’evasione che si affrontano i problemi di competitività del sistema, anzi è l’evasione che fa sopravvivere nel mercato aziende non competitive in sé, aggiungendo al danno al fisco la beffa di trascinare con sé chi, invece, potrebbe competere e innovare. A Vicenza capoluogo si fa un gran parlare di sicurezza e prostituzione. Nella terra degli alpini qual è la situazione Certo a Bassano non si assiste a significativi fenomeni di prostituzione “di strada”, ma più che preoccuparmi di quella che si esercita al chiuso sarei attento ai fenomeni degenerativi che le si possono accompagnare specialmente da quando ha assunto un caratterizzazione legata all’immigrazione. Intorno al mondo della prostituzione possono crescere fenomeni malavitosi di altro e più grave tipo. A suo parere le ultime novità giunte da Roma, a partire dal cambio di governo, contestualmente ad un apparente freno rispetto all’impeto leghista, cambieranno lo scenario politico veneto o quantomeno quello berico? Quella che dovrà rinascere è una cultura politica, lontana dall’affarismo e dall’opportunismo. E il nuovo governo “tecnico” ne è il segnale più chiaro: è nato dal degrado della cosiddetta seconda repubblica, dovrà essere il punto di svolta e ripartenza
Il nuovo governo, comunque lo si legga, oltre che per aver schierato una squadra di professori si caratterizza per due dati ulteriori: l’età media cresciuta di oltre dieci anni rispetto all’esecutivo precedente e l’assenza di fatto di “tecnici” del sud. Che lettura dà di questi due fatti? Il nuovo governo nasce da ambienti ben noti e che si leggono da soli, tra cui la finanza cattolica (Monti nasce Gesuita e il perno banca Intesa arriva dall’Ambrosiano Veneto) . Il sud non è Bocconiano e le grandi banche al sud non ci sono … L’età, poi, è un segno distintivo dell’origine del governo Monti. La politica ancora “vive” di volti datati come Dalema, Buttiglione, Cirino Pomicino, per non parlare degli stessi Bossi e Berlusconi. I giovani come Renzi, Tosi e Civati possono mettere degli additivi di sostanza nel carburante della cosa pubblica? I giovani che mi cita hanno comportamenti “berlusconiani” nella loro attenzione all’apparire piuttosto che al fare. Last but not least, l’ultima cosa ma non la meno importante, lei che è esperto di cose parlamentari come interpreta, per contrasto, il ritorno sui palchi della politica e negli studi televisivi di “vecchi politici” come, ad esempio, Arnaldo F orlani e Ciriaco De M ita? Con piacere culturale e storico: vuol dire che … moriremo democristiani. Nessun’epoca è perfetta, ma oggi paghiamo soprattutto l’assenza di quel ragionare in termini generali e di Paese che ha caratterizzato non la “vecchia politica” ma “la politica”. Perché oggi a mancare non sono solo i democristiani di un tempo con la loro progettualità, ma gli uomini di un tempo. Si poteva non essere d’accordo con loro, ma il confronto era sulle idee. Onorevole, Bassano è stata una sorta di laboratorio politico in cui tra i primi casi nel Veneto il mondo politico centrista ha trovato una alleanza vincente col centrosinistra. Quali sono secondo lei le condizioni storiche e politiche in seno alle quali questo percorso si è compiuto? Secondo lei il Nordest Vicentino può essere teatro di un nuovo esperimento in cui nell’area politica che ha vinto le ultime municipali nella città del ponte si aggreghino altri soggetti che culturalmente provengono dai dintorni del Pdl? A Bassano l’area storicamente più forte, quella di centro destra, ha
L’on. Luigi D’Agrò con sue “fan” nell’ultima tornata amministrativa pagato la dabbenaggine del Pdl, che ha pensato di fare da solo senza cercare un consenso più ampio. Il Pdl, pur essendo formato da una dirigenza di estrazione democratico cristiana, si è comportato da “socialista”. È grazie a quest’errore che le forze di centro sinistra hanno trovato un coagulo vincente intorno a un sindaco fortemente moderato come Stefano Cimatti, un post democratico democristiano. Ora che destra e sinistra hanno perso il loro significato il laboratorio politico si costruisce intorno a chi si candida e prospetta un coagulo di forze che non facciano parte di un progetto demenziale già precostituito. E questo è più naturale nel Veneto storicamente bianco. La democrazia cristiana non si poteva definire di destra o di sinistra quando il bipolarismo era di fatto quello col comunismo: le sue attenzioni al sociale e ai diritti civili ancora oggi si potrebbero collocare
a sinistra. Certo è che ora il mondo cattolico, che non fa più maggioranza con una sola formazione, si è innervato in tante realtà e questo porterà a nuove situazioni. Luigi D’Agrò cosa farà da grande? Qualcuno mi dice che potrei guadagnarmi la mia fetta di presenza nel “buon vecchio” che deve tornare. Di certo penso che non mi sarebbe arduo metter su una formazione che raccolga consensi, ma, nella mia terza fase della vita, vorrei soprattutto imparare a utilizzare le mie conoscenze sfruttando le opportunità della tecnologia attuale. Non è certo con questa sintesi “strozzata” del lungo colloquio avuto con Luigi D’Agrò che si possono chiudere le sue riflessioni. Non mancherà l’occasione di tornarci e approfondire: di materiale ne abbiamo tanto, di spazio in questa pagina non più.
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BassanoPiù città
5 del27 novembre 2011 pag4
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Viabilità, la strada delle due giunte è la stessa
Manca ancora un Piano degli Interventi. L’assessore all’urbanistica: “Così fan tutti” di Nicola Canilli Al giro di boa di metà mandato, giunge il momento d’analizzare se chi è stato eletto con atto di fiducia per una volontà di cambiamento nella gestione della Res publica, si stia dimostrando coerente con quanto promesso in campagna elettorale e nelle Linee programmatiche sottoscritte o se debba sterzare per non tradire impegni ed aspettative. Dopo cinque anni non conteranno più le parole, parleranno i fatti. Tra le scelte impopolari che costarono la sconfitta alla precedente amministrazione, chiunque metterebbe la questione delle Torri di Portoghesi. Scriveva a riguardo la Lega: “L’aspetto oggettivamente più preoccupante di tutta la faccenda è che l’Amministrazione vorrebbe far sorgere queste avveniristiche costruzioni quando ha dimostrato di non essere capace di affrontare questioni più terra terra, che attengono alla quotidianità e che guastano la qualità della vita dei Bassanesi. Si pensi al caos della viabilità, alla mancanza di parcheggi, all’incuria in cui versano molte strade comunali… ” Qualche mese dopo si allearono ugualmente. Su questo tasto ovviamente premette la principale coalizione avversaria, non di centro-sinistra andando dal PD alla Liga Veneta, e che ancor più poi ha assunto un colore indefinibile comprendendo al suo interno pure chi dal ’99 è stato assessore, tra l’altro, a viabilità, trasporti, casa e ambiente, e vicesindaco di quell’opposto
Un tratto di via XI Febbraio
schieramento. Altra figura non nuova l’attuale assessore ai lavori pubblici, alla viabilità e al verde. Alle elementari ci insegnano che è sfidare i mulini a vento cercar di cambiare il prodotto usando gli stessi fattori invertiti. Nelle Linee programmatiche sottoscritte trovavamo: “I cittadini hanno diritto di capire la logica complessiva degli interventi. Per questo predisporremo un adeguato Piano Urbano del Traffico, analizzando anche quello presentato molti anni fa e mai adottato, e lo sottoporremo al giudizio dei Cittadini con adeguate forme di pubblicità. ( … ) Collegato al PUT verrà predisposto un piano Parcheggi coerente con la viabilità, nonché un piano globale delle piste ciclabili, in modo che ciascun intervento non sia fine a se stesso, come spesso è avvenuto, ma faccia parte del “ Progetto Città” complessivo.” In campagna elettorale l’attuale Sindaco affermava: “In dieci anni l’amministrazione non ha adottato il Piano Urbano del Traffico forse perché l’avrebbe costretta a effettuare precisi interventi ad ampio respiro al posto di rotatorie-spot. Non è pensabile che una città come Bassano non abbia un PUT.” Perché allora a novembre 2011, dopo tali sbandierate premesse, il PUT non è stato ancora predisposto, né sottoposto al giudizio dei cittadini e si procede sempre con interventi-spot? Ogni opera è nella totale mancanza di una strategia globale, o esiste ma è tenuta nascosta? Quando si promette “… maggiore sicurezza sulle strade a grande frequentazione soprattutto degli studenti… ” come si motiva il voler
Lavori in corso in via XI Febbraio deviare un consistente f lusso d’auto a ridosso del liceo Brocchi, il più frequentato del Veneto? Una soluzione fu esposta nel Masterplan 2020, ma senza l’adeguata analisi delle problematiche insite in un orto botanico. Tale masterplan, col passare dei mesi, è svilito da vanto di possibile scenario futuro a riduzione a semplici spunti e idee. Contemporaneamente si insiste sulla rotatoria tra i viali Parolini e X I Febbraio. Con lo scontro tra amministrazioni cittadina e provinciale per la sottrazione dei 550 mq dal parco dell’istituto, senza PUT che motivi il doppio senso di marcia, senza chiarire come verranno tutelati gli studenti, è stata allargata la carreggiata di viale X I febbraio, sradicati gli alberi e piantumati di nuovi solo su un lato. A ridosso del liceo ora traffico più frenetico, minor verde a contrastare l’inquinamento, perenne assenza di piste ciclabili e marciapiedi più stretti. La premessa “agevolando gli spostamenti su due ruote” e “piano globale delle piste ciclabili” mostra qui la stessa metodologia applicata a viale Monte Grappa e salita Santa Caterina: zero piste ciclabili. Ammenda arriverà con viale Pecori Giraldi. Altra promessa: “Risultano pertanto obiettivi primari: …la tutela del paesag-
gio e dell’ambiente… la tutela del verde pubblico mediante corretto mantenimento ed adeguata espansione…”, disattesa pure nel progetto della rotatoria del Belvedere, radendo al suolo una verde terrazza panoramica centenaria. Si parlava di decisioni “mai calate dall’alto, bensì frutto di una consultazione permanente con tutte le componenti della città…”. Come mai allora, vista l’importanza storico-paesaggistica del luogo, sono stati interpellati solamente i quartieri Margnan-Conca d’Oro e Centro Storico? Perché si è continuato a non adoperare adeguatamente lo strumento Urban Center, utile solo per progetti già approvati o quasi a vender fumo data la mancanza dell’arrosto? La questione trasparenza è sprofondata nella metodologia e tempistica del bando e dell’esposizione dei progetti per la nuova scuola Bellavitis. L’Ordine degli Architetti parlò di “anomalie nel testo del bando redatto dagli uffici tecnici del Comune, nonostante avessimo offerto la nostra collaborazione ed esperienza nella stesura”. Come motivare questa perenne mancanza di volontà di aprire un dialogo, riscontrata pure verso Italia Nostra su interventi che andavano a toccare (leggasi sradicare) il verde bassanese?
Bassano ha aderito alla Carta di Aalborg delle città sostenibili, ciò implica determinati criteri metodologici nella gestione della pianificazione cittadina. Spesso pare una sostenibilità sbandierata a parole, che tange ma non permea l’azione. Senza dilungarsi sul restauro delle mura, i parcheggi, la pedonalizzazione del centro storico e del centro studi… finora non c’è netta differenziazione tra due giunte prive di un piano globale di interventi. Non v’è cambiamento nel passare dalle Torri di Portoghesi ad “ecomostri” a ridosso delle colline che sembra pure non rispettino gli standard urbanistici di parcheggi pubblici e aree verdi. L’autorizzazione alla costruzione, con parere contrario della Commissione Edilizia, non può essere motivato in Consiglio dall’Assessore all’Urbanistica elencando un “così fan tutti”, perché è il tradimento delle aspettative dei propri elettori: operare con metodologia analoga a chi i bassanesi hanno deciso di mandare all’opposizione. Cambiando l’ordine dei fattori, come detto, il prodotto non cambia. Ma se l’unica soluzione è sostituire tali fattori, per la via d’uscita c’è la forza di agire internamente o saranno chiamati a deciderla i cittadini nel 2014?
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224 del27 novembre 2011 pag5
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Spazi autogestiti dai movimenti e con testimonianze sociali
A Bassano un burkinabe sfrattato in 9 mesi Gesù a Betlemme fu più fortunato di Fulvio Rebesani*
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iene da lontano B.S., dal Burkina Faso uno stato nella parte occidentale dell’Africa, zona subsahariana. In Italia da quindici anni vive ora a Bassano, con moglie e quattro figli piccoli. Con un quinto in arrivo lavora in una ditta orafa, sopravvissuta allo scossone che 10 – 15 anni fa portò alla chiusura in provincia di decine di aziende, anche grandi come la Fibo di Vicenza. Dal 2009 la fabbrica di B.S, sta attraversando, come altre analoghe, un periodo di difficoltà con perdita di commesse e di addetti. Le cause, sommariamente, sono la speculazione finanziaria e quella bancaria, internazionali e nazionali, che bloccano i fidi e l’accesso al credito, cioè la liquidità delle imprese che, di conseguenza, boccheggiano, con eccezione delle pochissime in grado di autofinanziarsi. La ditta dove lavora B.S. va a corrente alterna: qualche giorno di lavoro, altri in cassa integrazione e così via di seguito. Le entrate di questa famiglia - lavora solo lui si riducono, così, sensibilmente e, di fronte a sei bocche da sfamare, si sceglie (?) di non pagare il canone di locazione. In tale situazione per gli impoveriti, cioè passati incolpevolmente da una condizione di autosufficienza economica allo stato di bisogno, e per i poveri non c’è alcuna provvidenza, a parte l’elemosina istituzionale del comune di Bassano. B.S. Viene sfrattato, come uno dei 150/180.000 sfrattati d’Italia e anche le case “minime” del Burkina Faso per lui oggi sono una chimera. Il padrone è titolare di un diritto secondo solo dopo Dio ma primo sulla vita e sulle persone: la proprietà. Quindi, devoto a questo culto, non ha problemi a sacrificare
sull’altare della sua proprietà l’intera famiglia di B.S. La giustizia, anche locale, così prudente verso i colletti bianchi ed i potenti, verso B.S. È inesorabile. Dura lex sed lex . Potrebbe anche andare bene se lo fosse per tutti. Il 24 marzo 2011 la prima udienza per lo sfratto davanti al Tribunale di Bassano, il 15 dicembre 2011 lo sloggio forzato: nove mesi, un record di celerità che é caratteristica di tutti gli sfratti. Si tratta di tutelare la proprietà e la legge non scherza! Nove mesi per partorire un mostro: la cacciata di casa di una famiglia con quattro bimbi (otto anni il maggiore) ed uno in arrivo. Eppure la Costituzione stabilisce che la proprietà privata ha una funzione sociale (art. 42): forse il testo di qualcuno manca di qualche pagina. Sull’altare della proprietà privata ci sarà dunque la cacciata di questa famiglia incolpevole perché la causa va cercata lontano. A Milano, a Francoforte, a Londra, a New York, i capisaldi della speculazione finanziaria e bancaria difesi da centinaia di poliziotti in assetto anti sommossa, come abbiamo visto in questi giorni, che garantiscono il diritto alla violenza più grave e disumana contro chi cerca di reagire anche andando oltre le righe e commettendo qualche violenza, veniale rispetto quella perpetrata da banchieri e finanzieri. Contro gli indifesi la legge affonda la sua spada fino in fondo. Ma le disgrazie di B.S. e della sua famiglia non finiscono qui. Il proprietario, non contento di riavere l’alloggio in pco tempo, vuole anche ottenere da B.S. i canoni che non ha potuto pagare e le spese legali (ovviamente!). La legge gli dà il diritto di ottenere che il datore di lavoro sia obbligato a sottrarre al magro salario di B.S. il 20% per darlo a lui, il vate della proprietà privata. Ciò ver-
Una casa minima nel Burkina Faso rà sancito in una udienza fissata a pochi giorni da Natale.Definire questo locatore una sanguisuga è poco. Q uid mortalia pectora non cogis, auri sacra famis: a cosa non spingi le volontà umane o empia fame dell’oro! Esclama Enea nel vedere gli esiti dell’uccisione di Polidoro, figlio di Priamo re di Troia, provocata da chi credeva che egli avesse il tesoro paterno (Eneide, Virgilio). La differenza é solo negli strumenti. Quindi la – cosiddetta - giustizia si abbatterà su una famiglia la cui unica colpa é essere vittima della attuale crisi economica. E ad essa si aggiunge il “terrorismo psicologico” del datore di lavoro che, ignorante della legge, gli nega perfino quel poco che la norma gli concede. Infatti a B.S. il responsabile della ditta ha comunicato che non gli corrisponderà nè il salario di novembre né la tredicesi-
ma. “Come vivremo? Cosa darò da mangiare ai miei bambini?”, si chiede giustamente B.S. perchè l’art. 545 del codice di procedura penale stabilisce che questa espropriazione non possa andare oltre il quinto del salario. Abbiamo perciò in corso una ennesima battaglia per far ragionare il vertice aziendale: non é mai finita contro i deboli! M a non c’è il comune di Bassano? Già, penserà qualcuno, ci pensa il comune. Questo può avvenire in altri comuni, non in quello di Bassano che ignora la possibilità di dare una casa agli sfrattati involontari perché vende, anzi svende, le abitazioni di sua proprietà sfitte (vedi BassanoPiù dell’11 novembre scorso). Secondo la mitologia romana Iustitia era una dea (Dike per i Greci) che cercò di ottenere dagli uomini l’ottemperanza ai loro doveri. Però,
dopo alcuni anni, di fronte alla loro preferenza per la violazione degli obblighi, lasciò la terra volando in cielo dove si collocò fra le stelle. Buon Natale a B.S. e famiglia. L’ipocrisia sociale continua: prima laica con la cosiddetta giustizia, ora pagana con l’uso ed abuso della nascita di Gesù. E fu meglio per lui esser nato allora perché oggi S. Giuseppe e la Madonna avrebbero probabilmente ricevuto, per l’uso della grotta di Betlemme, la richiesta di un affitto che, essendo essi poco solvibili, avrebbe comportato lo sfratto e la chiusura della grotta con - all’ingresso - la scritta “SFRATTO ESECUTIVO”, previo, ovviamente, sloggio forzato della Sacra Famiglia. * Segretario provinciale SUNIA Vicenza
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intervista
224 del27 novembre 2011 pag6
numero
Dino Secco: da Solagna l’alleanza FI Lega. E l’idea dei prodotti De.Co Il vicepresidente della provincia specializzato nelle nuove vie al turismo ha fatto nascere l’attuale formula politica in provincia. E ora vuol far crescere i prodotti a Denominazione Comunale di Giovanni Coviello
D
ino Secco, vice presidente della Provincia di Vicenza, ha fatto il liceo classico e poi si è laureato in storia e filosofia con una tesi sull’emigrazione della sua zona, perché – dice «la Val Brenta è stata una terra di emigrazione. Ad esempio mia mamma è nata a Capo d’Istria e mio papà a Stroncone Terni, ma le loro famiglie erano di Solagna e da lì partivano per fare il carbone. Capo d’Istria era un porto ed aveva bisogno di carbone quindi varie famiglie di Solagna insieme andavano nelle vicinanze, prendevano dai boschi il carbone e lo vendevano al porto. E Stroncone Terni è a pochi chilometri da Terni dove c’erano le acciaierie che avevano bisogno di carbone. Quando comincia l’attività politica Intorno ai 20 anni mi sono iscritto alla DC e ho cominciato più che a far politica a fare amministrazione, perché mi interessava la vita di Solagna. Nel direttivo si discuteva dei problemi del paese, delle esigenze della Valle del Brenta che aveva i problemi di una zona allora depressa. Quando ho fatto l’assessore a Solagna e poi in Comunità Montana ho avuto sempre l’assessorato ai servizi sociali, alla cultura, alla pubblica istruzione Poi da capo della segreteria del sindaco Antonio Basso ho cominciato ad interessarmi a Bassano proprio perché la segreteria del sindaco in quegli anni era il centro di soluzione dei problemi dei cittadini perché il primo cittadino già allora era un po’ il centro di riferimento di un territorio. Tutto questo mi è servito per farmi una mentalità amministrativa. Ha avuto ruoli politici anche a Bassano? Ero entrato nella direzione provinciale della DC e anche nel comitato regionale della Dc. Poi sono uscito dalla DC nel 93 quando è stata eletta Rosy Bindi nel
Comitato Regionale per la svolta troppo a sinistra che ritenevo avessero dato al partito Quindi subito in F orza Italia? No, sono entrato nel 95 e poi nel 97 ho iniziato a fare l’assessore in Provincia con la Dal Lago. Ero l’unico assessore non leghista, è stata un’esperienza unica in Italia che ha portato poi all’alleanza tra FI e Lega. La Lega aveva la maggioranza e io ero anche vice segretario provinciale di FI in quel periodo. Anche qui la prima esperienza è stata nell’organizzazione del personale della Provincia, poi sono passato all’Agricoltura e e Turismo e alle Attività produttive. È soprattutto al Turismo che mi sono dedicato fin quasi dall’inizio, anche perché nel 2000 con la legge 33 della Regione Veneto il turismo è stato delegato alle provincie. Ho seguito tutto l’iter della delega, l’informazione e l’accoglienza, quindi gli uffici IAT. Praticamente abbiamo portato sul territorio questa riorganizzazione facendo sì che gli uffici restassero aperti 365 giorni l’anno, che fossero in rete tra di loro razionalizzando i rapporti con l’utente Vicenzaé quando è nata? Vicenzaè quest’anno festeggia i vent’anni, è nata nel 91 con lo storico presidente della Camera di Commercio Danilo Longhi ed è stata una delle prime esperienze di collaborazione pubblico – primato, copiata in tutta Italia Vicenzaé quindi è nata prima della delega del turismo alle provincie Sì, è stata un’intuizione di Danilo Longhi quella di gestire il turismo con questa organizzazione: aveva messo insieme Camera di Commercio, alcuni enti pubblici, la Provincia di Vicenza, il Comune di Vicenza, quello di Bassano, le categorie economiche e tutti gli alberghi a tre e quattro stelle. Un’esperienza rivoluzionaria per quel tempo. Quando l’ho presa in mano io ne ho ampliato l’azione, anche perché la Provincia ha valutato che fosse inutile creare un’altra struttura visto che già operava e positivamente. Vicenzaé è, quindi,l cresciuta dovendo gestire tutti gli Iat e le deleghe
Diino Secco, vice presidente della Provincia di Vicenza della Provincia. Questo ci è stato copiato un po’ da tutti perché così non si creano doppioni. Con la crisi industriale quanto sta cambiando l’attenzione del vicentino al turismo? Negli ultimi 4/5 anni sta cambiando tutto e in maniera consistente perché prima c’era il turismo industriale che copriva il 90 % del settore, poi c’è stato il turismo collegato agli eventi bellici. Quando l’Ataf è stata trasferita e il turismo industriale è calato c’è, quindi, stata la necessità di avere un recupero del vero turismo e si è cominciato a fare pubblicità sul turismo culturale, degli eventi , enogastronomico, della montagna , delle terme. Questo si è accentuato con la crisi Si difatti si sta cercando sempre di più un turismo di nicchia, tra l’altro a Vicenza non c’è il turismo monotematico e dobbiamo cercare varie nicchie di turismo. Nel Bassanese sta andando bene oltre a quello collegato con la cultura il cicloturismo, grazie alla ciclopista del Brenta, ai percorsi verso Asolo, le colline di Marostica e così via. Gli alberghi si specializzano in alcune nicchie tematiche, come questa, e trovano spazio partecipando a fiere ed eventi specifici. Non dimentichiamo che siamo stati tra i primi in Italia ad avere
assessorati al turismo sia come ente provinciale che nei comuni dell’area a partire da Vicenza e Bassano. Valorizzare il territorio col turismo è collegato con i prodotti tipici, l’enoturismo, il turismo industriale, gli outlet. E in questa fase di crisi questa strada, ancora lunga da percorrere, apre degli spiragli interessanti. Quale obiettivo si pone in questo momento storico nel suo settore di competenza specifica? È importante capire che bisogna costruire dei prodotti. Se lo sono i Castelli della Baviera e quelli della Loira non lo sono ancora le nostre ville, che pure costituiscono un patrimonio di valore assoluto. E diventare prodotto vuol dire soprattutto essere aperti 365 giorni all’anno. Ci stiamo arrivando e ci dobbiamo arrivare. E un altro obiettivo che sto perseguendo è la sviluppo e la valorizzazione dei prodotti Deco, quelli a Denominazione Comunale. Stiamo elaborando regolamenti semplici per far sì che i sindaci possano assegnare quella denominazione ai prodotti tipici del loro piccolo territorio. Nessuna procedura sofisticata ma semplicemente poche regole che ogni sindaco ha tutto l’interesse ad applicare e a controllare. Se un prodotto di buona qualità è di un certo paese ne stimola l’economia
e nessun amministratore locale ha interessi diversi da quelli di promuoverne la conoscenza e la diffusione. E’ un progetto che costa poco, se non in termini di idee, e, quindi, non pesiamo su nessuno. Che sia una delle strade da seguire ce lo dimostra anche l’invito avuto dalla Puglia per illustrare i passi fatti nel Deco. Semplicità e concretezza sono le linee guida di questo amministratore di lungo corso e idee semplici e concrete Secco ha anche sulla provincia di Bassano (“non serve di per sè, ma servono risorse allo sviluppo della sua area”), sulla Pedemontana (“andava fatta prima ma sarà utile”), sul Tribunale (“non va chiuso perché produce efficienza”) e sull’attuale Giunta (“sta lavorando ma difetta in trasparenza soprattutto nell’edilizia e nell’urbanistica”). E non manca la sua “sentenza” sulla sicurezza nel lavoro e sul caso Tricom: “Quelle morti fanno male, ma bisogna essere onesti. Quando certe attività sono partite, tanti anni fa, la priorità era il lavoro e il concetto di ambiente e sicurezza era di fatto assente o molto secondario. Oggi, però,sarebbe criminale proseguire su quella strada, perche diverse sono ora le sensibilità e le esigenze”.
Vista dall’alto di Solagna
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BassanoPiù focus
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numero
Quando la politica diventa una professione Il Cda Veneto Acque si “gonfia” con Sergio Todaro, in vetrina Mara Bizzotto e Nicola Finco
di Nicola Giangregorio*
Q
ualche giorno fa c’è stata la nomina all’interno del CDA Veneto Acque per il Consigliere della Lega Nord Bassanese Luciano Todaro. Nulla di particolarmente rilevante se non fosse che il CDA avrebbe dovuto subire un taglio dei consiglieri da 5 a 3, cosa puntualmente non fatta, e che questo ulteriore incarico incrementa le poltrone occupate dal Consigliere Leghista aggiungendosi alle precedenti: Consigliere della commissione paritetica alle servitù militari, Consigliere Recoaro Terme spa. Si potrebbe dire che il pianto rende, dato che il consigliere listato a lutto, come il “più illustre” alleato di partito Scilipoti, protagonista di diverse iniziative sul fronte degli sprechi, in un momento di difficoltà economica ed occupazionale, dimostra che in politica la crisi non esiste ed il posto si trova. Questa controtendenza è ulteriormente confermata dalla recente apertura di un locale, mentre le attività commerciali chiudono, in discesa Brocchi a Bassano del Grappa, nelle adiacenze della sede ufficiale della
Lega Nord di Bassano del Grappa. Sulle vetrine della “Casa del cittadino” campeggiano i nomi dell’europarlamentare Mara Bizzotto e del consigliere regionale Nicola Finco. Ci chiediamo cosa potranno “vendere” di nuovo e cosa potrebbe trovare in saldo il cittadino/elettore? Ma soprattutto cosa si potrebbe offrire in più rispetto a quanto già una sede ufficiale di partito, con relativo direttivo, possa dare? E di tutta evidenza che questi messaggi sottolineano come molti politici leghisti del bassanese si servano della politica, piuttosto che mettersi al servizio, e che da essa ne abbiano tratto vantaggi tali da permettersi di ostentare, con scintillanti vetrine, uno stato di benessere che fa male ai cittadini che non sanno come vivere ed a cui si continua a chiedere sacrifici. Resta comunque inteso che l’obiettivo di questa rif lessione non è solo quello di evidenziare le consuete incoerenze, ma anche quello di mettere un punto fermo sulla imprescindibile necessità di sobrietà e di tagli del superf luo, riallineando la politica alla realtà economica dei cittadini. Si parla di federalismo, con l’intento di dare maggiore capacità di azione sul territorio, ma risulta paradossale che
Mara Bizzotto e Nicola Finco in vetrina proprio i politici del territorio non facciano nulla, con le opportunità già esistenti, per
eliminare poltrone inutili e vitalizi regionali. Segno che investire in una politica lussu-
reggiante e di professione rende molto di più. * Comitato C.R .E.D.I.C.I.
L’Istat certifica: la crisi a Bassano non ha fine di Nicola Canilli
L
a settimana scorsa l’Istat ha diffuso i dati locali sull’andamento degli ordini delle industrie a settembre. Dall’analisi risulta un -8% sui volumi rispetto al mese di agosto e un -5% in termini di fatturato. Si è trattato di uno dei mesi peggiori dall’inizio della crisi e questo trend si rispecchia pure nei dati diffusi dalla Cisl sull’andamento delle domande di disoccupazione e mobilità presentate all’Inps nel periodo dal primo ottobre al quattordici novembre: 124 di cui 39 nel settore tessile, 23 tra meccanici e orafi, 19 nell’edile e 43 in altri comparti. A raffrontare i dati con quelli dei mesi precedenti si registra un andamento costante che
certamente non rassicura. Imprese che all’inizio dell’estate sembravano av v iarsi verso la ripresa ed una situazione stabile hanno invece accusato il contraccolpo di una crisi generale che ha posizionato questi ultimi mesi tra i peggiori negli ultimi anni. Aumentare l’Iva e le accise sulla benzina non hanno certo aiutato la ripresa dell’economia, anzi hanno contribuito a questo ritorno della crisi finendo per colpire ogni settore. Pure gli studenti per il secondo anno sono tornati in strada a manifestare le problematiche all’interno degli edifici scolastici e a rivendicare la dignità di chi si sente in prima fila tra i meno tutelati e sui quali colpisce maggiormente la scure dei tagli. Perchè non ser ve la pubblicazione di dati a scoperchiare una realtà che quotidianamente è davanti
agli occhi e che non può essere negata o nascosta. Basti pensare alla sospensione del Concorso Pirotecnico Città di Bassano del mese scorso e la difficoltà di raccogliere, quantomeno per tempo, tra gli esercizi pubblici del centro contributi in grado di coprire parte delle spese dello spettacolo e la contemporanea impossibilità da parte della Pro Bassano di andare a sopperire coprendo questo ulteriore costo essendo pure impegnati in altre importanti manifestazioni cittadine. Va sottolineato come tale stop av venga dopo 33 edizioni consecutive. Questa eccezionalità non è comunque un caso e qualcosa di simile si sta ripetendo in questi giorni in via Roma dove, una tradizione che andava avanti da 26 anni, e cioè l’addobbo delle luminarie in concomitanza delle festività natalizie, quest’anno non ci sarà
in quanto diversi commercianti hanno espresso la loro non disponibilità a contribuire per l’iniziativa, sottolineando pure la contrarietà a pagare un servizio che ritengono spetti al Comune. Ma anche l’amministrazione cittadina non è affatto messa meglio e infatti è stata comunicata la momentanea chiusura della fontana Metalba a causa degli elevati costi per l’energia elettrica, la manutenzione e l’acqua, uno sperpero di circa 34.500 € all’anno. Verrà rimessa in funzione in occasione delle festiv ità, ma si necessitava una riduzione di costi e consumi in un momento come quello attuale dove sovente vediamo tenuti spenti i lampioni la sera lungo le strade a discapito della sicurezza dei cittadini e la municipalità è stata costretta ad abbassare i termostati negli edifici pubblici. L’asta
pubblica per la vendita della Caserma Fincato è andata deserta. Si partiva da una base di 4 milioni 300 mila €, ma è difficile al momento attuale trovare qualcuno che spenda quella cifra. Il debito comunale ha superato i 61 milioni di Euro e per non svendere i propri beni probabilmente ora penseranno a frazionare l’area oppure a mettere all’asta altri edifici, per esempio l’anagrafe in v ia Verci, tenendo conto dell’ottica di raggruppamento degli uffici comunali nella Cittadella dei Ser v izi da costruirsi nell’area dell’Ospedale Vecchio, secondo il piano dell’attuale Sindaco. Con che soldi e quando è tutto da vedere, ma intanto nel mercatino natalizio in piazza la speranza più comune è che la befana oltre alle feste si porti v ia anche un po’ di crisi.
volontariato
224 del27 novembre 2011 pag8
numero
ViPiù
Volontariato
Il 31 ottobre 2011 sono scaduti i termini per presentare i progetti legati al gruppo blu del Bando 2011; a breve potremo perciò pubblicare anche i dati sull’ultima tranche di contributi relativa agli ultimi 91 progetti pervenuti. La Commissione Bandi e Progetti ha lavorato alacremente per assicurare risposte ed opportunità a tutte le associazioni che hanno scelto di partecipare al Bando. Si tratta di opportunità che, come afferma la presidente Maria Rita Dal Molin, “hanno una ricaduta importante nella nostra comunità: ogni azione solidale mira a dare concrete risposte ai bisogni della nostra gente” . “Come Consiglio Direttivo”, prosegue la presidente del CSV di Vicenza, “desideriamo diffondere con la massima trasparenza anche questo ulteriore aggiornamento per ringraziare le fondazioni bancarie che, con il contributo che annualmente erogano ai CSV del
Veneto, permettono di rendere grande e solidale il nostro agire, di tradurre in realtà le nostre idee, assicurando la crescita del capitale sociale attraverso azioni concrete, interventi in rete, concertazione, consultazione, formazione, diffusione dei valori, con interventi che mirano a coinvolgere anche i giovani e la cittadinanza tutta, senza escludere nessuno, avendo a cuore il progetto di vita di ogni singola persona”. Pubblichiamo perciò, di seguito, quanto stabilito dalle delibere del 27 settembre e del 18 ottobre 2011 dal Consiglio Direttivo in merito all’assegnazione dei contributi alle singole associazioni. Delibera del Consiglio Direttivo del 27 settembre 201 1 ASSE GNATI ALTRI CONTRIBUTI PE R UN TOTALE DI 1 5 5 .3 8 5 ,1 2 E URO A 27 NUOVI PROGE TTI GRUPPO ROSSO Linea d’intervento Solidarietà Assegnati contributi per un totale di 1 22.8 3 2,4 0 E uro a 1 5 nuovi progetti Amic del Cuore Alto Vicentino (8.940,00 Euro), Breganze Solidale (9.680,00 Euro), Calimero non esiste (9.680,00 Euro), Filo d’argento Auser Vicenza (3.924,8,00 Euro), Gruppo Vulcano (7.800,00 Euro), Il Faro Comitato Vicentino Antidroghe (2.600,00 Euro), Insieme per Voi
(9.640,00 Euro), Integrazione Onlus (9.564,00 Euro), La Casa sull’albero (8.809,60 Euro), Legambiente “Parco Retrone” (9.600,00 Euro), Legambiente Volontariato Vicenza (8.800,00 Euro), Oncologica Volontariato Raggio Di Sole (9.400,00 Euro), Questa Città (9.044,00 Euro), U.I.L.D.M. Sezione Vicenza (9.600,00 Euro), Un.A.V.Vi - Unione Associazioni Volontariato Vicentino (5.750,00 Euro). GRUPPO BLU - Quinta tranche Assegnati contributi per un totale di 3 2.5 5 2,7 2 E uro a 1 2 nuovi progetti A.I.D.O. Associazione Italiana Donatori Organi - Sezione Provinciale di Vicenza (3.200,00 Euro), A.I.T.SA.M. – Sezione Di Schio (2800,00 Euro), A.N.P.A.N.A. Associazione Nazionale Protezione Animali, Natura e Ambiente – Sezione Di Bassano (2464,00 Euro), Centro Aiuto alla Vita - Schio (3.200,00 Euro), Circolo Arcobaleno (2.500,00 Euro), Comitato Volontariato Protezione Civile Montecchio Maggiore (2.960,00 Euro), Gruppo dell’amicizia (2.456,00 Euro), Gruppo Famiglia con Amore Senza Frontiere (2.500,00 Euro), Gruppo Volontariato Protezione Civile Malo - P.C.M. (2.616,72 Euro), Gruppo Volontari Colli Berici Protezione Civile Longare (3.148,80 Euro), Lega Italiana Per La Lotta Contro I Tumori - Sezione Provinciale - Lilt (3.200,00 Euro), Volon-
Chiediamo a tutti i Volontari e alla Cittadinanza di segnalarci un’Associazione di Volontariato della Provincia di Vicenza che, grazie ai progetti finanziati dal CSV di Vicenza con i contributi che annualmente vengono erogati dalle Fondazioni Bancarie ha svolto un significativo intervento nel territorio a favore della comunità Il concerto del 7 dicembre sarà l’occasione per premiare, tra le tante, l’Azione Solidale Vicentina maggiormente segnalata. Trovi i modulo e le indicazioni per le segnalazioni sul ns. sito www.csv-vicenza.org IL CSV DI VICE NZ A Invita a festeggiare insieme ai Volontari Vicentini la Giornata Internazionale del Volontario ( festeggiata nel mondo il 5 dicembre) e la chiusura dell’anno E uropeo del Volontariato: a Bassano del Grappa il 7 dicembre 201 1 con il grande concerto de
I NOM
ADI
durante la serata saranno premiati i vincitori dei due concorsi Racconta le Azioni Solidali - Seconda E dizione e M S Solidale. inoltre nella serata sarà premiata un’Azione Solidale Vicentina! Contiamo nella vostra collaborazione e nella vostra grande presenza: VOLONTARI, F ACCIAM O LA DIF F E RE NZ A, RE NDIAM O GRANDE QUE STO E VE NTO! La Presidente, M
aria Rita Dal M
olin
SONO SICURA CHE , ANCHE QUE STA VOLTA, INSIE M
E CE LA F ARE M
O!
Un caro saluto a Tutti PRE VE NDITE VICE NZ A: CSV VICE NZ A: Contrà M ure San Rocco 28 , tel. 04 4 4 23 5 3 08 SAX OF ONE : Viale Roma 22, tel. 04 4 4 5 4 6 7 7 6 THIE NE : IL DISCOLO: Via Trieste, 3 1 - tel. 04 4 5 3 6 6 8 6 6 M ONTE CCHIO M AGGIORE : ASSOCIAZ IONE DONATORI DI SANGUE PIE TRO TRE VISAN: tel. 3 4 9 1 6 6 7 5 1 8 BASSANO: DISCHIPONTE : Via Angarano, tel. 04 24 5 03 8 3 4 SCHIO: LIBRE RIA UBIK : Via Val Leogra 7 9 G/ H, tel. 04 4 5 5 3 24 7 6
Pagina redazionale realizzata in collaborazione con il Centro Servizi Volontariato
taria Protezione Civile Altavilla Vicentina (1.507,20 Euro). Delibera del Consiglio Direttivo del 1 8 ottobre 201 1 ASSE GNATI ALTRI CONTRIBUTI PE R UN TOTALE DI 1 26 .1 1 9 ,1 0 E URO A 3 7 NUOVI PROGE TTI GRUPPO ROSSO Linea d’intervento Solidarietà Assegnati contributi per un totale di 3 6 .8 7 6 ,5 4 E uro a 4 nuovi progetti A.N.F.F.A.S. onlus – sez. di Bassano del Grappa (9.680,00 Euro), Cantare Suonando (9.456,54 Euro), Don Gianfranco Sacchiero (9.020,00 Euro), Ozanam (8.720,00 Euro). GRUPPO BLU Sesta tranche – Assegnati contributi per un totale di 8 9 .24 2,5 6 E uro a 3 3 nuovi progetti A.GE. Associazione Italiana Genitori di Thiene (2.995,20 Euro), A.I.D.O. Creazzo (2.880,00 Euro), A.I.D.O. Romano D’Ezzelino (2.773,60 Euro), A.I.S. - Associazione Italiana Soccorritori sez. Montecchio Maggiore (2.933,76 Euro), A.I.T.SA.M. - sez. di Montecchio Maggiore (2.880,00 Euro), A.N.C.I.S. Aureliano (3.200,00 Euro), A.R.S.A.S. Associazione per il Recupero e la Salvaguardia degli Archivi Storici (3.200,00 Euro), A.V.I.S. comunale di Lupia – Pojanella (2.000,00 Euro), A.V.O. Associazione Volontari Ospedalieri sez. di Schio (1.200,00 Euro), A.V.O. Associazione Volontari Ospedalieri sez. di Vicenza (2.480,00 Euro), A.V.O. Associazione
Volontari Ospedalieri sez. di Vicenza (3.056,00 Euro), Amici del Cuore per il progresso della cardiologia (3.041,60 Euro), Assogevi onlus (2.629,76 Euro), Avec Associazione Veneta per l’emofilia e le coaugulopatie (1.720,00 Euro), Avec Associazione Veneta per l’emofilia e le Coaugulopatie (1.592,00 Euro), Babele Associazione (3.200,00 Euro), Centro Aiuto Alla Vita - Schio (3.040,00 Euro), Curare a Casa (1.840,00 Euro), Diabetici dell’area Berica – A.D.A.B. (928,96 Euro), Diantha (3.040,00 Euro), Energia e Sorrisi (3.200,00 Euro), Gruppo dell’ Amicizia (3.200,00 Euro), Gruppo Storico Archeologico Medoacus (3.136,00 Euro), K aribuni (3.200,00 Euro), La Mimosa Anteas (2.960,00 Euro), Associazione Oncologica Mai Soli - onlus (2.800,00 Euro), Movimento per la Vita di Vicenza (3.028,08 Euro), Occhi Aperti per costruire giustizia (3.200,00 Euro), Occhi Aperti per costruire giustizia (3.200,00 Euro), Rete Famiglie Aperte (2.258,00 Euro), S.O.G.I.T. Soccorso Ordine di S. Giovanni sez Pojana Maggiore (2.349,60 Euro), Silicon K laun (3.200,00 Euro), V.A.D.A. Guido Negri Associazione Volontari Amici degli Anziani (2.880,00 Euro).
BassanoPiù focus
5 del27 novembre 2011 pag9
numero
Cortei studenteschi a Bassano e Vicenza. La frittata devia l’attenzione
Save the school, not banks: il messaggio vero del malessere nascosto dal lancio di tre uova
di Federica Ceolato
I
n occasione della g ior nata mondia le del dir it to a llo st udio dello scorso 17 no vembre, anche a Vicenza e a Bassano gli st udent i hanno manifestato un ma lessere dif f uso che le nuove condizioni tecnico polit iche non sembrano at tenuare. L e scarse prospet tive di for ma zione e lavoro e il senso di incapacità e disat tenzione dimo strato da lle istit uzioni nel passato hanno provoc ato un sentimento di indigna zione da par te dei giovani con vo glia di fare, a limentat i da un sentimento di giust izia e di equità socia le, impegnat i nel propor re a lter nat ive per un f ut uro migliore. R aga zzi che r iconoscono nell’istr uzione un dir it to ir r inunciabile, che vogliono essere at tor i, e non spet tator i, del loro proget to di v ita, in un f ut uro da cit ta-
dini responsabili e consape voli, cr it ici nelle scelte e pro posit iv i nelle idee.. Questo è quello che sono e che hanno voluto trasmet tere gli st udent i in pia zza e che av remmo desiderato leg gere sui giorna li. Ma se la manifesta zione st udentesca a Bassano non ha av uto a ltr i connotati se non quelli per cui era nata, troppo spazio è stato dato dai media a un gesto di tre uova lanciate contro una banca in Corso Palladio a Vicenza, r ubando così quasi completamente la scena alle motivazioni da cui nasceva anche lo slogan mondiale della giornata: “Save the school, not banks”. Diverse sono le opinioni r ispet to all’accaduto. «R ivendichiamo e sosteniamo, con orgoglio e conv inzione, il pr incipio che l’unica modalità di manifestare sia quella pacif ica, che non arreca disturbo agli altr i» sostiene Giacomo Possamai, segretar io prov inciale Giovani Democratici. «In corso Palladio non si è ver if icato un solo momento di tensione
o anche solo di accennata v io lenza, nei confronti di nessuno» r ibat te Cosimo Bruzzo, coordinatore provinciale Giovani Comunisti. «Pensiamo che il Governo Monti – aggiunge - sia di fatto la piena espressione dei poteri forti di questo Paese … E’ l’altra faccia della dittatura delle banche e della finanza». Non è della stessa opinione Angela Tessarolo, responsabile Scuola dei GD «Questo governo si è presentato nel migliore dei modi: diamogli il tempo di lavorare prima di giudicare». Al di là delle diverse opinioni politiche ciò che mette d’accordo è l’attenzione che la classe dirigente dovrà prioritariamente rivolgere a questi giovani che si sono fatti sentire e che hanno molto da dire, la cui generazione pagherà più delle altre le conseguenze di questa crisi. E la loro voce sarà più forte se unita, al di là delle sterili polemiche e dei gesti più o meno opportuni. «Dispiace vedere una divisione in seno al movimento gio-
vanile e studentesco proprio su una questione come questa» fa, infatti, notare Niccolò Della Lucilla, responsabile Politiche Giovanili di Sinistra Ecologia Libertà del Veneto che così conclude: «Di fronte ad una crisi generazionale talmente profonda è quanto mai necessario che i movimenti studenteschi e giovanili mantengano una unità d’a-
zione sostanziale, accettando reciprocamente le proprie diversità interne nelle modalità di protesta formali … Mantenendo sempre costante il principio della non-violenza, è quanto mai opportuno comprendere e accettare le differenze reciproche, isolare le componenti facinorose e marciare uniti per una società più giusta e equa».
Laureati sì, ma in precariato Signori e signore, il nuovo che avanza! e disoccupazione S
t u d e nt i d a t u t t o i l m o n do sono scesi in pia zza nel la g ior nata inter na z io na le del dir it to a llo st udio d e l 17 n o v e m b r e . Q u e s t ’a n no abbia mo a llargato la discussione sui temi della cr isi economic a inter na z io na le che obbliga le g iovani ge n e r a z i o n i a d u n f u t u r o ta nto f rag i le qua nto t rag ic o. B e r l u s c o n i , p r i m a d i l a s c i a r e i l p o s t o a Mo n t i , h a varato una delle f inanziar i e p i ù p e s a nt i d e g l i u l t i m i a n n i d o v e s i s a n c i s c o n o: i l def init ivo sma ntel la mento dei ser v izi pubblici loc a li, l’i n t r o d u z i o n e d e l l i c e n z i a m e nt o p e r i l a v o r a t o r i n o n p r e c a r i d e l p u b b l i c o i mp i e go , l’u l t e r i o r e i n n a l z a m e n t o d e l l’e t à p e n s i o n a b i l e . I l t ut to nel silenzio tota le dei c o s i d d e t t i p a r t i t i d i “o p posizione” e dei sindac at i. S a p p i a m o c h e i l go v e r n o Mo nt i s i p r e p a r a a f a r e p e gg i o. B a s t a s c o r r e r e i l c u r r i c u l u m d e i nu o v i m i n i s t r i per vedere come non siano delle persona lità scelte a c a s o: p r e m i e r e m i n i s t r i sono t ut t i legat i a lle banche, a lle scuole e università p r i v a t e , a l l e g r a n d i i mp r e s e , a l l’e s e r c i t o ( i n p a r t i c o l a r e a l l a N A T O). Q u e l m o n do che ha at t uato quelle polit iche neoliber iste che
h a n n o c au s a t o l a c r i s i . L a conoscenza, che dov reb b e e s s e r e i l c a mp o d i m a gg i o r i n v e s t i m e nt o i n q u a nt o dà g li st r ument i per la co str uzione consapevole del p r o p r i o e d e l l’a l t r u i f u t u r o , occupa g li u lt imi post i nella sc a la degli obiet t iv i dei “ n o s t r i” G o v e r n i . Infat t i la f inanziar ia appro vata da l pa rla mento preve de che la percent ua le d i PIL dest inata a l l’i s t r u z i o n e , at t ua lmente g ià ba ssissim a , p a s s i d a l 4 , 8% a l 3 ,7 % p e r i l 2 01 5 e a l 3 , 2% p e r i l 2 0 3 0 , i mp o n e n d o c o s ì t a g l i e licen z ia ment i a ssurd i che vanno a gravare sui ser v iz i a g l i s t u d e n t i , c o m e l’au m e n t o d e l l e t a s s e c h e i mp e disce a molt i di ter minare il propr io percorso di st udi. A l d a n n o s ’a g g i u n ge a n c h e la bef fa: i pochi superst it i che r iescono con dif f icolt à a l au r e a r s i (a t t u a l m e nt e s o l o i l 2 0% d e i g i o v a n i t r a i 25 e i 34 a nni) t rova no le por te del lavoro sbar rate. I l au r e a t i i t a l i a n i v e n go n o r a r a m e n t e a s s u nt i , p e r d o n o l’o c c u p a z i o n e a b i t u a l m e nt e e, nel c aso la t rov ino, r ice vono st ipendi da fa me. L a stabilità lavorat iva r ig uard a s o l o i l 4 6% d e i l au r e a t i occupat i d i pr imo livello e i l 3 5 % d e i l au r e a t i m a g i -
stra li. L e limitate possibilità lavorat ive lasciano spazio ad una domanda dispe rata che trova r isposte nel c a na le d i sf r ut ta mento del l a v o r o n e r o: l au r e a t i s e n z a cont rat to e t utele cor relat e . A n c h e g l i s t a ge v e n go n o ut ilizzat i per nascondere ver i e propr i rappor t i di lavoro con presta zioni sot to pagate o non pagate. Il f ut uro ci prospet ta un mondo del lavoro senza t utele, re go l e c e r t e e d i r i t t i , p e r c h é immolat i a l dio del “pro f i t t o” c h e c o mp o r t a u n a regressione di secoli della società. I r itmi di st udio e la r incorsa ai credit i for mat iv i non ci da nno, pur t roppo, la certezza ad un f uturo dignito s o i n q u a n t o u s c i t i d a l l’u n i versità, ciò che ci at tende è il prec ar iato o la disoccup a z i o n e . È f o n d a m e nt a l e l a necessità di c a mbiare que sto stato di cose. Dobbia mo c o m i n c i a r e a c o s t r u i r e l’a l ter nat iva polit ic a e socia le a questo G over no, a questa ge s t i o n e d e l l a c r i s i . Davide Primucci Collettivo Studenti Scuola Pubblica
C
on l’insediamento del nuovo Governo, presieduto dal professor Mario Monti, noi giovani, noi studenti possiamo salutare uno dei governi con l’età media più alta della storia repubblicana. Un governo non scelto dal Popolo, ma votato da un Parlamento ormai alla deriva, di cui tutti si lamentavano fino al giorno precedente al voto di fiducia. Sfugge come quegli stessi che prima, votando da una parte, erano considerati traditori della Patria ora ne assurgano a salvatori. Ma è un’altra storia. Più grave è che si sia voluta deliberatamente scavalcare la volontà popolare; questo non significava mantenere alla guida del Paese un governo ostaggio dei suoi limiti. Bisognava andare alle urne e, chiunque ne fosse uscito vincitore, sarebbe stato al comando per volere dei cittadini. E invece questo governo da chi è voluto? Dalle banche, dai poteri forti, da circoli più o meno occulti come la Trilateral Commission e il Gruppo Bilderberg! Il signor Monti ne era il referente europeo e questo non può che farci tremare. Di certo i ministri scelti sono persone competenti, preparate ed esperte, ma se sbaglieranno, davanti a chi saranno chiamati a rispondere? Al Popolo? No di certo. E poi, perché noi, gioventù d’Italia, dovremmo esser soddisfatti da questo nuovo esecutivo? Perché hanno ascoltato
nelle consultazioni il Forum dei Giovani? Per prima cosa nessuno ha votato questi autonominatisi nostri rappresentanti. Se a questo si aggiunge che l’età media dei ministri è 63 anni e l’età totale 1143… Infine non possiamo scordarci del nuovo ministro all’Istruzione. Il professor Francesco Profumo, ex rettore del Politecnico di Torino, è un uomo senza ombra di dubbio preparato, ma puzza un po’ di banche. Oltre ad essere fratello dell’ex a.d. di Unicredit, è stato presidente della società di consulenza finanziaria Unicredit Private Bank e membro di altre società come Fidia S.P.A, Reply, Pirelli e Telecom Italia. I giovani devono pretendere di essere parte del cambiamento, senza dover aspettare contentini dalla gerontocratica tecnocrazia. I giovani devono essere avanguardia, come sempre è stato nella Storia. E Avanguardia studentesca vuole raccogliere questa eredità e invita tutti gli studenti disposti ad impegnarsi sotto la bandiera della Nazione. Vogliamo essere l’avanguardia del Popolo sovrano, convinti che siano stati sempre i reparti avanzati a fare la Storia. E questo governo ci sa tanto da retroguardia. Leonardo Stella Avanguardia Studentesca