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VicenzaPiù www.vicenzapiu.com Direttore responsabile Giovanni Coviello

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Prossima uscita 29 marzo

n° 260 web - 22 novembre 2013 - euro 1,20

Giglioli torna a palazzo Trissino

L’ex assessore, dimissionato(si) per il caso Aim, torna in Consiglio comunale su richiesta di tutte le opposizioni dopo il clamore suscitato dalle sue due interviste a VicenzaPiùTv, in cui accusa Variati e le varie amministrazioni comunali di aver arrecato danni alla comunità


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di Giovanni Coviello*

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chi ci segue, e verrebbe da dire sempre di … Più, non sta sfuggendo lo sforzo del nostro editore, Media Choice, di proporsi come un “fornitore di contenuti” globale e indipendente sui vari “supporti” esistenti. Al periodico capostipite cartaceo VicenzaPiù, nato il 25 febbraio 2006, si è affiancato il 19 dicembre 2008 il quotidiano on line VicenzaPiu.com sull’onda del cui successo sono poi nati BassanoPiu.com, SchioThienePiu.com, MontecchioArzignanoPiu.com e VenetoPiu.com. E, mentre a cavallo dei programmi di sviluppo, tutti sostenuti in proprio, a settembre vedeva la luce il primo libro edito da Media Choice, l’instant book Lino & Lane di Enrico Soli, VicenzaPiù, dopo un anno di preparazione, ha dato vita da fine luglio a un progetto per integrare la propria offerta cartacea e web con quella televisiva su un canale, che nelle sue varie componenti fa capo a professionisti che vantano una lunga esperienza nel settore. E dal 19 agosto 2013 sul canale 193 (rifai la codifica per trovarlo e dove non puoi sintonizzarti, oltre che nel resto del … mondo, vai su www.sportelevision.it), SporTelevision e VicenzaPiùTv, la nostra testata televisiva, propongono una doppia piattaforma televisiva. In onda 24 ore su 24 sul digitale terrestre e in streaming sui suoi due canali di VicenzaPiu.tv, oltre ai programmi suoi e di Sportelevision (sport, spettacoli ed eventi vicentini e veneti, molti in esclusiva, tra cui il Vicenza calcio, il Real Vicenza, il Bassano Virtus, la Reyer Venezia, il Famila Basket, l’Obiettivo

Risarcimento Vicenza di volley femminile, il Padova per il maschile e poi rugby, ginnastica …) offre sul suo secondo canale full streaming anche informazione, inchieste e commenti sulla vita locale di Vicenza, Bassano, Schio, Thiene e provincia. Nel pieno rispetto della linea editoriale fissata il 25 febbraio 2006 il cui successo ci consente di proclamare nei nostri promo che “l’indipendenza paga. E VicenzaPiù col suo network di periodici cartacei e di quotidiani su web lo dimostra sempre di ... Più. Decine di migliaia di lettori e centinaia di migliaia di utenti, continuamente in crescita, ora si preparano a vedere VicenzaPiuTv. Tutte col bollino blu di VicenzaPiuTv. Indipendente sempre di Più sul canale 193…”. Ma proprio quella data ci ricorda le nostre origini, da rispettare, aggiornare e potenziare. E, quindi, da questo numero, dopo un periodo di gestazione dell’idea e di gestione dei nuovi impegni, il “classico” VicenzaPiù cresce e torna settimanale. A due numeri cartacei quindicinali diffusi in oltre 12.000 copie tramite edicole e free point si aggiungono altri due numeri, anche loro quindicinali, ma sfalsati di data di una settimana rispetto al primogenito, riservati ai nostri abbonati, che si abbonano scegliendo loro stessi il prezzo per sostenere la stampa indipendente e senza contributi e condizionamenti pubblici. Ma, inizialmente e in via promozionale, VicenzaPiù Web arriverà anche agli iscritti alla Newsletter quotidiana di VicenzaPiu.com. Un mondo complessivo di seimila lettori. In più. * direttore del network VicenzaPiù

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Giglioli a VicenzaPiùTv Quotidiani on-line: www.vicenzapiu.com - www.bassanopiu.com - www.montecchioarzignanopiu.com - www.schiothienepiu.com - www.venetopiu.com

E il consiglio comunale lo chiama per il 28 di Giovanni Coviello

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fine ottobre il dibattimento sul caso Aim Ecoveneta del gruppo Maltauro, che vede come principali imputati Gianni Giglioli, consulente, Giuseppe Rossi, ex presidente di Aim, Carlo Valle, titolare della piattaforma di gestione di rifiuti di Marghera poi ceduta, dopo il suo sequestro per la presenza massiccia di materiali tossici, all'attuale Aim Bonifiche col passaggio attraverso Ecoveneta del gruppo Maltauro, è stato dichiarato definitivamente chiuso dopo una quindicina di udienze e decine di testimoni. Dopo l’intervista esclusiva di VicenzaPiùTv a Giglioli del 16 ottobre, pubblicata su vicenzapiu.com e sul n. 259 di Vicenzapiù, abbiamo intervistato di nuovo per la nostra emittente l’11 novembre, e qui ne riportiamo la trascrizione (il video è all’indirizzo web http://www.vicenzapiu.com/leggi/g iglioli-alla-vigilia-dellarringa-delpm-al-processo-aim-hllweck-variati-fazioli-grandi-attori), l’unico protagonista della vicenda che mai si è rifiutato a penne, tasti e video, Gianni Giglioli. Le pubblicazione delle due interviste, a cui a breve seguirà la terza fatta dopo le arringhe del pm e delle difese, ha scatenato il putiferio in Consiglio comunale riunendo tutte le opposizioni che sulla base del nostro lavoro di semplici ma fedeli cronisti hanno chiesto e ottenuto un dibattito specifico per il 28 novembre su eventuali responsabilità degli ultimi due primi cittadini di Vicenza. E Giglioli è stato convocato per riferire delle sue due interviste. Dottor Giglioli intanto la ringraziamo per la sua solita disponibilità a raccontarci un po’ questo processo. Siamo alle battute conclusive dopo le ultime udienze in cui sono stati sentiti gli ultimi testimoni si andrà a dibattimento, quindi le varie difese spiegheranno perché sareste innocenti, l’accusa spiegherà perché sareste colpevoli, poi ci saranno le controdeduzioni, la Corte arriverà a sentenza e i vicentini conosceranno per lo meno un primo esito, si vedrà un primo punto ci si augura fermo. Si temeva la prescrizione, forse non si arriverà mai fino in fondo ma per lo meno si comincerà a capire la Corte come la pensa sulla base delle testimonianze e delle carte. Intervistiamo lei perché devo dire che ho chiamato anche gli altri suoi colleghi. li chiamo colleghi imputati, ma non ho avuto riposta né disponibilità, umanissima, a farsi intervistare. Lei invece vedo che è sempre ben disposto a parlare quindi

approfittiamo di lei. Volevo fare delle brevi considerazioni questa volta. Nelle ultime due udienze sono stati sentiti due politici, o meglio i due principi della politica vicentina il sindaco Hüllweck che è stato sindaco per due mandati e in quanto tale “titolare” della proprietà di Aim e poi il sindaco Variati che sta completando il suo secondo mandato consecutivo e anche lì non solo come sindaco ma di conseguenza come rappresentante della proprietà. Ci racconta le sue sensazioni perché i giornali hanno già riferito cosa hanno detto, anche magari non compiutamente? Cosa ha detto Hüllweck e cosa ne pensa e cosa ha detto Variati e cosa ne pensa. Io penso che siamo alle battute finali di una commedie francaise. Moliere avrebbe fatto certamente di queste ultime interviste una parte delle sue Presseuse ridicule (Le preziose ridicole è una commedia in prosa di Molière che lo rivela come genio comico, ndr), nella sua opera avrebbe aggiunto queste chicche stupende. Allora io credo che siamo davanti a degli attori straordinari. Il sindaco Hüllweck di fronte alla domanda “Ma lei del caso Aim ed in particolar modo dell’accordo con Stabila cosa ricorda?” risponde “Ah sì ricordo che mi hanno portato una cosa da firmare - cinque milioni di euro di plusvalenza per la città (chiosa Giglioli, ndr) - e poi nient’altro”. Su insistente richiesta del PM sui danni provocati dal sequestro della piattaforma è stato stupendo, un attore straordinario, ha dichiarato con un candore evidente, solo un attore professionista può essere tanto capace, ha dichiarato che “Come? Una piattaforma sequestrata? Ma si può comprare un’azienda sequestrata?”. Lui non sapeva che era stata comprata la piattaforma di Marghera, fino a quel momento lì nessuno gli aveva detto che era stata comprata la piattaforma di Marghera anche perché era molto occupato in quel periodo a pubblicare le poesie e ad inaugurare il teatro, mi pare giusto! No? Viviamo di sogni mica possiamo badare a queste sciocchezze. E questa una interpretazione perfetta da artista consumato, d’altra parte mi pare rientrasse nei suoi desideri il teatro … Andiamo nel concreto È concretissimo, quel che le sto dicendo è drammaticamente vero. Dopo Hüllweck arriva … Un altro attore eccezionale. Alla domanda cruciale … Il sindaco Variati? Il sindaco Achille Variati, che si ricordava di me, mi ha anche salutato mentre quando mi trova a passare in piazza mi scansa. Stranamente però lì mi ha salutato e io faticosamente ho ricambiato il saluto. Faticosamente perché per-

plesso, perché preso così su due piedi, anzi seduto, dico “mi saluta adesso non per strada”. Comunque mi fa piacere perché non porto rancore per nessuno, neppure per i nemici. Il sindaco Variati alla precisa domanda “Ma è stata ritirato o no da parte di Aim e su sua indicazione il ricorso presentato a Venezia sulla base della sentenza passata in giudicato … contro Ecoveneta?” ha recitato in un modo stupendo: “Ah, poiché mi aspettavo questa domanda ( la colpa è sua che ha pubblicato la notizia anticipatamente) mi sono documentato ed ho chiesto e mi par di aver capito (apprezzi la sfumatura del linguaggio) che si è deciso per concentrare le cause giudiziarie sul tribunale di Vicenza”. Tradotto in linguaggio per noi cittadini significa che gli hanno detto: “certo che l’abbiamo ritirata”; “sì ma adesso cosa rispondo io?”; “dici che è tutto concentrato a Vicenza” dove c’è aperta un’altra causa ma contro gli amministratori. Di questa vicenda qui, che sia aperta un’altra causa mi viene da sorridere perché non si trasferisce da un luogo all’altro una causa come fosse una cesta di mele. Quella di Venezia cosa riguardava? Quella di Venezia richiedeva sulla base del dolo di Ecoveneta un risarcimento che arrivava a superare i dieci milioni di euro Risarcimento all’azienda All’azienda E quella di Vicenza? E chi lo sa, mica l’ha presentata, non se ne sa nulla. Ma faccio notare una particolarità che mentre quella di Venezia si basava, era un ricorso che si basava su una sentenza già definitiva quindi era già vinta … Di condanna di Lombardi, Ecoveneta? Esatto, era una partita vinta e non solo: era già depositata nel 2008. Se è stata trasferita a Vicenza, dice il sindaco nel maggio, dice lui quindi io ci credo, nel maggio (2013, ndr) quindi poco prima delle elezioni si conferma, cosa fa ricomincia da capo? E ricomincia da capo su quali basi? Beh sarà bello sapere qualcosa su questa vicenda .. Il sindaco di Vicenza ha dimostrato un’abilità straordinaria nel saper tacere parlando Ha esaurito l’argomento sul sindaco (so che lei andrebbe avanti per ore)? È stato sentito poi il prof. Roberto Fazioli che è stato chiamato dal sindaco Achille Variati dopo un periodo di interregno del dott. Zanguio a risanare Aim. Infatti, per affermazione esplicita di Variati, l’ha così tanto risanata che non è stato riconfermato come presidente di Aim... Roberto Fazioli, che generalmente non ha peli sulla lingua ha parlato, ha detto qualcosa di preciso in udienza oppure no?

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Gianni Giglioli intervistato dal direttore di VicenzaPiu` Tv

Monsieur Tartufe … Come potrei dire?, la sua recita, perché ormai siamo nella comica più totale, probabilmente deve aver passato un po’ di tempo in Villa Margherita perché non si spiega diversamente questa amnesia totale… Quando gli hanno chiesto “Cosa ricorda della piattaforma di Marghera?” risponde “Mi ricordo che era un problema, ma ce n’erano tanti altri ben più importanti. Io dovevo decidere se stare “in house” o uscirne” Ricorda però con precisione che si vociferava di una cifra per smaltire di dodici milioni di euro. È bene che la città sappia che questi dodici milioni di euro di cui di vocifera è fantasia pura. Qualcuno si è impasticcato. Dal bilancio 2010 firmato dal prof. Fazioli risulta nella relazione integrativa che per lo smaltimento dei rifiuti è stata aggiunta un’integrazione a TreDi, che aveva chiuso l’appalto ad un milione e trecentomila euro, di cento/centocinquantamila euro circa, quindi portando il costo dello smaltimento da 1.300.000,00 euro dopo cinque anni, sei anzi, a 1.450.000,00 euro facciamo conto. Il resto sono 2.700.00,00 euro pagati da noi cittadini a stipendiare persone che non facevano nulla perché nulla è stato fatto in quel sito ne frattempo. Per sei ani 280.000,00 euro all’anno di costo di personale. Compreso il CdA o l’amministratore? Guardi non sono così rancoroso, ho guardato solo gli stipendi , certamente poi ci sarà stato anche il compenso degli amministratori di-

ligenti nel … non fare. Aggiungo che sono stati stanziati due milioni di euro per eventuali oneri dovuti al Magistrato alle Acque per risanamento della laguna di Venezia non solo mai pagati ma non dovuti in base alla legge. Quindi sommando sei milioni di euro che è costata la piattaforma, i due milioni di euro accantonati per il Magistrato alle acque senza nessun motivo, nessuna ragione, aggiungendo due milioni e settecentomila euro di spese di personale per incapacità gestionale, attribuiamola a qualcuno, ci sarà un direttore generale in questo periodo?, aggiungiamoci un milione e quattrocentomila/quattrocentocinquantamila euro dello smaltimento dei rifiuti arriviamo a dodici milioni di euro. Ora un presidente che firma un bilancio, l’ultimo bilancio tra l’altro, e non ricorda che queste erano le componenti, dico ha bisogno come dire di un po’ di tranquillità di riposo di serenità. Chissà che un giorno Variati non ci dica, cessato di fare il sindaco, che Fazioli non lo ha confermato proprio perche lui, che pure ricorda così poco, si era accorto di queste dimenticanze di Fazioli… La lascio su questa battuta perché ci interessa sapere cosa dirà il PM, la difesa e soprattutto cosa deciderà la Corte, perché la Corte da quello che vediamo sta lavorando.

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Giornale chiuso in redazione alle ore 14.00 di venerdì 22 novembre 2013


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Vicentini magna mici di Giulia Turra

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icentini magna mici. Ma no, non si tratta dei teneri felini dei quali i vicentini, come vuole la tradizione popolare, sarebbero dei grandissimi estimatori. Stiamo parlando di un piatto tipico rumeno a base di salsicce, una carne molto saporita e gustosa. Che, a quanto pare, è gradita anche ai palati nostrani. Sono stranieri, soprattutto, i frequentatori dei numerosi negozi di alimentari gestiti da stranieri dell’Est Europa che sono sorti a Vicenza negli ultimi anni: ma anche tanti, tanti vicentini che, dopo la vacanza in Croazia, hanno nostalgia dei cevapcici e della birra locale. Noi di Vicenza più siamo entrati in alcuni di questi negozi, situati tra Corso San Felice, Via dei Mille e la zona questura, ed abbiamo scoperto un mondo culinario –e non solo- sconosciuto ai più. Il negozio Alimentar Romanesc, di Stradella dei Cappuccini, è il primo negozio in cui siamo entrati. Dietro il bancone, la sorridente Geanina, rumena. Racconta “Il negozio è aperto da sette anni. Qui da noi vengono sia italiani sia stranieri. Gli italiani vengono perché magari hanno fatto qualche viaggio in Romania, o sono stati lì per lavoro, e gli è piaciuta la cucina locale. Oppure viene qualcuno che conosce la cucina rumena perché ha un fidanzato o fidanzata che viene di lì, o amici che gli hanno fatto assaggiare qualche piatto. Il negozio va bene, siamo contenti” spiega la commessa, che intercala un buon italiano con il rumeno, con il quale si rivolge ai clienti suoi conterranei.

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Grecu, 28 anni, piastrellista di Caldogno in Italia da 3 anni, paga una birra e una confezione di carne. “L’80%di quello che trovi qui, non si trova nei negozi italiani. Veniamo apposta per trovare i nostri cibi, che arrivano proprio dalla Romania: la nostra birra, le salse, alcune particolari salsicce di maiale e di vitello da cucinare alla griglia…” “E’ vero”, conferma Geanina, “quelle sono molto apprezzate anche dai vicentini. Un altro pezzo forte del nostro negozio sono i “mici”, polpette a forma di salsiccia. E poi, le carni, maiale, vitello, cosce di pollo… L’altro giorno è venuto in negozio un vicentino che non aveva idee per la cena. Gli ho suggerito una ricetta nostra, rumena, cosce di pollo in umido con cipolla e salsa. È tornato anche il giorno dopo!”. Sugli scaffali –ordinatissimi- fanno bella mostra di sé confezioni con il nome scritto in rumeno. Una coppia, Massimo ed Elena, mostra trionfante i propri acquisti: carne, ovviamente, ed una saporita salsa rumena. “”Veniamo qui qualche volta, spiega Massimo, “quando Elena, che è rumena, ha voglia di qualche cibo tradizionale del suo paese. E io assaggio molto volentieri!”.” Sono qui da cinque anni”, rimarca Elena, “e mi piace molto la cucina veneta. Quando ho nostalgia dei sapori di casa, vengo qui. E ho contagiato anche Massimo!”. Il negozio vende anche CD di musica rumena: “Quelli, però, li compriamo noi, gli italiani la musica rumena la conoscono poco”, spiega ancora Grecu. Il Balkan Market in via dei Mille, di proprietà della signora Dragana, è aperto dal 2007. La signora Dragana, serba, molto sorridente dietro al bancone, è in Italia dal ’95. Suo figlio Nenad, un biondino che fre-

Caramelle “Made in Serbia” del Pekara Dani

quenta la scuola Enaip di Vicenza, è nato qui. E si vede: a sentirlo parlare, lo si scambierebbe per un italiano. Anche se parla correntemente serbo ed ha frequentato la “scuola serba” gestita dall’associazione Sloga, che organizza corsi di lingua cirillica per ragazzi di origine serba. “Ho ottenuto il diploma di terza media, che è riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione serba”, spiega. Oltre a questo punto vendita, la signora è titolare anche di un altro negozio, in zona San pio X: “In quello ci vanno molti più italiani. Gli italiani che frequentano il nostro negozio in via dei Mille non sono moltissimi, ma ci sono”, continua Dragana: “soprattutto vicentini che sono stati in vacanza in Croazia e vogliono ritrovare anche qui i piatti che hanno assaggiato. Per il resto, i nostri clienti sono soprattutto dell’ex Jugoslavia: serbi, croati, rumeni, moldavi, anche albanesi e polacchi. Ci conoscono attraverso il passaparola, ma ho anche la mia pubblicità” e ci porge un biglietto da visita. “Da noi, trovano cibi che nei negozi italiani non ci sono. Carne affumicata, patè, salse, zuppe, succhi, e il nostro caffè, alla turca, diverso dal vostro perché è macinato molto più finemente, è un’altra cosa”. Sul bancone davanti alla cassa, fanno bella nostra di sé anche alcuni giornali in lingua serba: “Sì, nelle vostre edicole questi non li troviamo” conferma la signora Radmila, serba, da 14 anni in Italia, che acquista un periodico. “I distributori mi portano i prodotti una volta a settimana. Siamo sempre aggiornati”, sorride Dragana. “Comunque, anche se la crisi si sente, sono contenta. Ho il mio negozio, vendo i prodotti di casa mia, e sto in mezzo alla mia gente”. È aperto da un anno e nove mesi, invece, l’alimentari Pekara Dani, di Corso San Felice. Dietro il bancone,

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L’ingresso del negozio di alimentari rumeno in stradella cappuccini

Vasco, macedone, intento ad affettare un etto di prosciutto. “Qui vengono italiani e stranieri”, spiega. E conferma: “Gli italiani vengono qui per trovare prodotti che hanno assaggiato fuori, in vacanza ad esempio. Gli stranieri, invece, vengono da tutte le parti: ci sono anche indiani e marocchini che vengono spesso a comprare da noi!”. “Io sono macedone, e vivo a Vicenza da vent’anni” spiega un cliente. “Vengo spesso qui, mi trovo bene. Prendo la carne, quella affumicata, di casa mia… e il vino, i formaggi. E la birra, la birra serba Lev, leone. Eh, non c’è Heineken che tenga… Questa è la migliore!”. Sorride, indicandomela. Poco più in là, un gruppetto di ragazzi intenti ad acquistare una coca cola e del cioccolato. Daniela, 18 anni, è brasiliana;

La colorata vetrina del negozio di alimentari rumeno

la sua amica Alberica invece di anni ne ha 19, italiana, vive a Montecchio. Marko, 28 anni, è serbo, in Italia dal 2001. Vive ad Arzignano e fa il magazziniere. Cosa li porta a fare acquisti qui? Facile, Marko! rispondono le ragazze, ridendo. “Conosco bene questo negozio, siamo amici e connazionali”, spiega il ragazzo. “Ci vengo spesso, per acquistare cibi tipici del mio Paese, soprattutto la carne. E le salse. Oggi prendiamo una bibita. E del cioccolato. Guarda, ci sono dolci che non si trovano nei supermercati italiani”. Su uno scaffale trovo minestre in busta , proprio come quelle dell’alimentari di quartiere: ma il gusto, mi dicono, “è tutta un’altra cosa”. Provare per credere! © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Dura lex

Gli avvocati bassanesi lanciano un duro j'accuse verso il nuovo tribunale di Vicenza: parlano di autorizzazioni fantasma e denunciando contemporaneamente ritardi e disfunzioni che il nuovo palazzo di giustizia arrecherà agli utenti che un tempo fruivano delle strutture giudiziarie della città del ponte

di Marco Milioni

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li avvocati di Bassano scaricano una testata multipla che è destinata «a scatenare un putiferio nel capoluogo berico». Secondo il team di legali della città del ponte che si oppone all'accorpamento agli uffici giudiziari del capoluogo, il nuovo tribunale è sprovvisto del certificato anti-incendio, di quello di agibilità. Di più sotto quei terreni si nascondono veleni in vasche non sigillate ivi incluso amianto. L'allarme è stato lanciato il 6 novembre a Bassano del Grappa dal «Comitato per la salvaguardia del tribunale di Bassano» riunito nella saletta dell'organismo interforense di via Vittorelli. All'incontro erano presenti, fra i tanti, il sindaco Stefano Cimatti, l'avvocato Chiara Tessarolo, in rappresentanza dell'ordine degli avvocati di Bassano. Con loro c'erano altri cinque legali: Roberto Pozzobon, membro della commissione per geografia giudiziaria presso l'Organismo Unitario dell'Avvocatura; Paolo La Placa, membro della commissione monitoraggio sull'accorpamento delle sedi giudiziarie istituita presso il dicastero della Giustizia; Livio Lago, uno degli estensori della impugnazione contro il trasferimento degli uffici bassanesi a Vicenza, Fausto Tares, presidente della camera penale bassanese e Gabriella Terziari, estensore degli esposti sullo stato del nuovo tribunale di Vicenza e del ricorso a tutela dei lavoratori in relazione alle problematiche della salute proprio a Borgo Berga. Il ruolo di moderatore è stato invece affidato a Neréo Merlo, portavoce del comitato per la tutela del tribunale locale. La prima fase dell'incontro ha approfondito la questione del peggioramento «ormai inevitabile» che si potrebbe registrare nella gestione del

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contenzioso civile e penale quando l'accorpamento sarà cosa compiuta. Tares e La Placa, dati alla mano, hanno descritto uno scenario «desolante» che porterà una realtà come quella di Bassano «sostanzialmente in ordine con tempistiche e senza arretrati preoccupanti» a un intasamento nella gestioni dei fascicoli che sarà conseguenza con la fusione del carico di lavoro con gli uffici vicentini, da tempo sotto organico e non al passo con i tempi. Per la cause civili si parla addirittura di possibili pronunciamenti per il 2020. Ritardi consimili si prevedono per le cause di lavoro. Tares poi non ha risparmiato stilettate alla sezione penale del tribunale di Vicenza puntando l'indice contro l'alto numero di fascicoli che finiscono in prescrizione. Lago dal canto suo ha illustrato i termini dei due ricorsi presentati dall'Ordine degli avvocati che presto potrebbero avere effetti concreti nella gestione dei fascicoli attualmente caratterizzata da un «disagevole andirivienti» tra Bassano e Vicenza. E se Cimatti si dice lieto che la vicenda dopo le critiche di natura politica si sia spostata sul piano tecnico, Pozzobon e Merlo senza mezzi termini parlano di un accorpamento che doveva garantire efficienza e riduzione dei costi e che invece sta viaggiando nella direzione opposta. Ma il team legale si è riservato un asso nella manica. L'avvocato Terziari infatti ha fatto una serie di rivelazioni clamorose relative alla mancanza «dei certificali di agibilità e di prevenzione incendio» che peserebbero sul capo del nuovo palazzo di giustizia a Vicenza. Certificato di agibilità di cui non dispone nemmeno la vecchia sede di Santa Corona presso la quale dovrebbe essere trasferita la sezione civile bassanese. Terziari ha poi anche parlato di veleni presenti sotto la superficie del nuovo tribunale che potrebbero mettere a rischio la salute

Il tribunale di Vicenza nel giorno dell'inaugurazione

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«di lavoratori ed utenti». Motivo per cui i dipendenti del tribunale bassanese trasferiti a Vicenza hanno chiesto al legale di scrivere un ricorso al Tar e un esposto indirizzato alla procura berica, a quella trentina (competente per eventuali reati compiuti da magistrati vicentini) e a quella di Venezia, cui invece spetta il controllo sugli atti della Regione Veneto e del genio civile, responsabili del controllo idraulico sui fiumi Retrone e Bacchiglione che costeggiano la nuova cittadella giudiziaria. Terziari però è andata oltre. E citando le ricerche dello storico dell'aeronautica, il vicentino Giuseppe Versolato, parla di una decina di ordigni inespolosi che potrebbero essere caduti sull'area afferente il tribunale, quando l'aviazione alleata bombardò la zona Cotorossi durante la II Guerra. Ma c'è di più. Tra i presenti è serpeggiato il dubbio che l'emergenza accorpamento possa in qualche modo essere funzionale ai privati che realizzeranno il nuovo comprensorio giudiziario. Il dubbio che serpeggia è quello che l'emergenza creatasi per la mancanza di spazi possa essere risolta con un intervento del Ministero grazie al quale si potrebbe chiedere di acquisire o prendere in fitto ad uso giudiziario quei vani che anche a causa della crisi il mercato immobiliare non dovesse assorbire rispetto alla offerta del privato. In questo contesto va registrata anche la sostanziale adesione degli avvocati bassanesi alle tesi di Legambiente e comitato vicentino contro l'abusivismo edilizio (capitanato da Paolo Crestanello e Fulvio Rebesani) in relazione al mancato rispetto delle fasce di rispetto del tribunale e del supermarket dai fiumi. Il privato ha spiegato le sue ragioni in un

evento che si è tenuto il 13 novembre al teatro civico di Vicenza. Sullo stesso fronte però rimangono anche l'amministrazione comunale, la procura berica e la presidenza del tribu-

L’area nuovo tribunale vista dall'alto nale ai quali gli avvocati bassanesi chiedono, seppur a distanza, un intervento risolutivo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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I privati: «Un piano innovativo e perfettamente legale» di Marco Milioni

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l complesso di borgo Berga? Assieme al tribunale costituisce una partita urbanistica importante per la città che porta con sé sostanziosi miglioramenti rispetto al progetto iniziale. Gli edifici si integrano bene con il resto del contesto cittadino mentre da un punto di vista formale la pratica ha seguito un cursus perfettamente legale per cui sono da rispedire seccamente al mittente gli addebiti, anche penali recentemente piovuti sulla vicenda. È questo il quadro tratteggiato il 13 sera al ridotto del teatro civico di Vicenza. Un appuntamento organizzato dai privati, la Sviluppo Cotorossi spa, che propongono il piano in fase di ultimazione nella prima periferia sud di Vicenza. A spiegare punto su punto le ragioni della società c'era l'amministratore delegato Paolo Dosa, il dottor Giacobbe Verrascìna, che rappresentava la piemontese Codelfa, uno dei soci pesanti in Sviluppo Cotorossi assieme alla berica Maltauro. Assieme a loro c'era il progettista del piano privato (prevede edifici commerciali, terziari e abitazioni) l'archistar portoghese

Gonçalo Byrne. I privati hanno invitato anche l'amministarzione comunale, rappresentata per volere del sindaco Achille Variati, dal direttore del settore territorio Antonio Bortoli. In una cornice alquanto desolata, almeno per la presenza del pubblico, giacché gli uditori toccavano appena quota cento, è stato Dosa a fare da vero e proprio mattatore della serata (unico ad alzarsi in piedi tra i relatori): «Piste ciclopedonali di pregio saranno realizzate sulle arginature. Una delle aree commerciali pesanti, previste “ab origine”, viene sottodimensionata. I parcheggi e il verde comune aumentano. L'alveo del fiume Retrone è libero finalmente da edifici. Di più l'impianto dell'iter sotto il profilo legale è inattaccabile: ben sedici sono gli uffici pubblici i quali hanno visionato e approvato il progetto. Tutti i lavori sugli argini e sul fiume sono stati autorizzati dal Genio civile; la messa in sicurezza ambientale dell'area è stata vagliata da Arpav e provincia. Nessuno può parlare di abusi edilizi». Poco dopo è toccato a Verrascìna parlare della cornice economica di una iniziativa che vale un centinaio di milioni di euro: «Si tratta di un modus di concepire l'architettura nuovo per Vicenza. È sulla base di questo convincimento che

ci siamo impegnati su un sentiero che difficilmente avremmo percorso senza la compagnia di un partner affermato come Maltauro». Il proponente infatti se ai primi degli anni 2000 era la famiglia dell'ex premier Silvio Berlusconi, ovvero il soggetto che ha ottenuto l'ok alla lottizzazione da parte della allora maggioranza di centrodestra, nel tempo è cambiato. E oggi il pacchetto di controllo della compagnia (un 70% tondo) è in mano alla pari tra Maltauro e Codelfa, al netto ovviamente di eventuali quote di governance de facto dislocati presso qualche finanziaria. Al professor Byrne invece è toc-

cato il compito di dare peso, con l'ausilio di alcuni lucidi, all'idea di fondo che ha animato il suo lavoro. Ovvero quella di «raccordare il nuovo edificato al contesto storico e geografico facendo leva sulla porosità estetica degli edifici progettati e sulla a loro capicità di intersecarsi col paesaggio in maniera virtuosa». Bortoli invece ha illustrato la questione da un punto di vista amministrativo facendo luce sull'iter che tra il 2001 e oggi ha portato prima il palazzo di giustizia e poi le aree afferenti ad entrare nell'ottica di un'unico ambito di intervento. Da parte degli spettatori non sono mancate le critiche ad un progetto

definito assai impattante anche alla luce delle recenti polemiche sulla vicenda ex Cotorossi, culminate con un esposto in sede penale per presunti abusi edilizi o presunte concessioni rilasciate illegittimamente. In questo solco si inserisce la diffida che proprio a metà mese Legambiente ha inviato, assieme ad altri, direttamente al comune di Vicenza. Una diffida in cui si intima al comune di vicenza di non rilasciare altri permessi a costruire proprio in ragione delle criticità evidenziate in passato dalla stessa Legambiente e dal Comitato contro l'abusivismo edilizio. © RIPRODUZIONE RISERVATA


Vita Gay Vic ent ina

22 novembre 2013

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L’amore di una madre, oltre il genere: celebriamo così il TDoR 2013 di Anna Barbara Grotto

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l 20 novembre si è celebrato in tutto il mondo il TDoR, il “Transgender day of Remembrance”. Di cosa si tratta? Una triste ricorrenza, dato che è il giorno in cui tradizionalmente si ricordano le vittime della transfobia; ma anche un giorno di speranza e di desiderio di visibilità per una comunità, quella transgender, tanto numerosa quanto nascosta, o visibile suo malgrado, dato che troppo spesso ne leggiamo nella cronaca scandalistica o addirittura nera. Fu Gwendolyn Ann Smith, attivista,

graphic designer ed editorialista, anch'essa transgender, che, alla fine degli anni ’90, più precisamente nell'anno 1998, in memoria del barbaro omicidio di Rita Hester (una donna transgender afroamericana uccisa il 28 novembre di quello stesso anno), diede il La dalla città di San Francisco ad un progetto grafico sul web chiamato “Remembering Our Dead”, seguito da una fiaccolata. Da evento LGBT (acronimo che sta per lesbiche, gay, bisessuali, transgender) e artistico poco più che locale, il TDoR negli anni successivi ha avuto una propria evoluzione e un’eco che si è diffusa un po’ alla volta in tutto il mondo. Basti pensare che negli ultimi anni è stato ufficialmente celebrato in contemporanea

mondiale in più di 200 città di oltre 20 Paesi. Durante la ricorrenza del TDoR, che spesso comprende vari eventi artistici, oltreché veglie e fiaccolate, avviene il commovente rito della lettura dell’elenco delle vittime di transfobia, con particolare riguardo per gli omicidi dell’anno appena trascorso. “Il TDoR - ha dichiarato l’ispiratrice di questa ricorrenza, Gwendolyn Ann Smith - vuole porre l'attenzione di tutti sulle perdite di vite umane a cui ogni anno dobbiamo far fronte a causa della violenza e del bigottismo anti-transgender. Sono fortemente motivata a battermi per i nostri diritti, e prima di ogni altra cosa per il diritto più importante di poter esistere. Cercano in così tanti modi di negare l'esistenza delle persone transgender, a volte nelle modalità più brutali, che è di vitale importanza che queste persone siano ricordate, e che noi tutti continuiamo a batterci per la giustizia e contro la transfobia”. La transfobia, termine che indica l’odio per le persone transgender, ovvero coloro che vivono in un corpo di genere diverso da quello che riconoscono come proprio, miete ahinoi vittime anche in Italia. E per vittime intendiamo non solo coloro che vengono aggrediti, picchiati e addirittura uccisi, ma anche chi quotidianamente subisce le in-

numerevoli discriminazioni dovute al difficile percorso di transizione dal genere corporeo di nascita a quello cosiddetto di elezione. Abbiamo contattato una mamma vicentina, Anna Francesca, di Bassano del Grappa, che sta seguendo amorevolmente il percorso di suo figlio Giulio, transgender FtM (ovvero “female to male”, che sta transitando dal genere femminile a quello maschile), e le abbiamo chiesto una testimonianza per questo TDoR 2013. “Mio figlio ha 31 anni e l’ho accompagnato in tutte le fasi della sua vita – ci racconta Anna Francesca. “L’ho caro in qualunque modo intenda essere; a me sta a cuore solo che sia felice, quanto meno sereno. Penso che non avrei mai potuto lasciarlo da solo nel difficile percorso che ha dovuto intraprendere in questi anni, mai sarebbe rimasto senza il sostegno e l’amore mio e di suo fratello e da 4 anni della sua compagna. Ciò che capita a lui, mi vede coinvolta completamente. Certo non è stato facile né scevro da sofferenza per nessuno; ma ho una grande ammirazione per la forza e l’equilibrio che Giulio ha dimostrato, sia sul piano morale che fisico. Il legame che ci unisce va al di là della convivenza quotidiana. Questo aspetto ha modificato profondamente la nostra vita e il nostro modo di vedere: ho conosciuto tante persone splendide, ricche di

praticamente su tutte le questioni, dalle più banali a quelle complesse che ci possono vedere discutere anche animatamente. Applichiamo nel direttivo la stessa filosofia che è alla base dell'associazione: ogni opinione è una risorsa e va ascoltata. Ed il Vicenza Pride? Ti abbiamo visto sul palco come una leonessa lo scorso 15 giugno. E' stata un'esperienza molto forte ed ha visto un'adesione della città davvero inaspettata. Ci siamo stupiti di una partecipazione così numerosa e ci siamo molto emozionati. Ci ha fatto vedere che Vicenza è molto più aperta di quanto noi stessi credevamo. Ammetto che è stato per noi faticoso, visto che ben due membri del direttivo di DELOS facevano parte del Comitato Vicenza Pride, e quindi

il tempo che questi dedicavano all'associazione era forzatamente ridotto. Comunque, grazie al Vicenza Pride, abbiamo avuto la possibilità di avere ospiti illustri come Paola Guazzo e Enrico Oliari che altrimenti non avremmo potuto permetterci, ed un incremento delle persone che hanno partecipato alle serate. E dopo il Vicenza Pride? E' stata un'occasione anche per stringere legami con altre associazioni di Vicenza e non solo (ricordiamo che è stato un pride a livello regionale). L'apertura dimostrata dal Comune di Vicenza ci ha permesso di stringere i rapporti con altre realtà associative presenti a livello cittadino (La Parola, Rete Genitori Rainbow e AGedO) per instaurare un dialogo continuativo con l'Amministrazione Comunale. E' stato un momento importante che ci ha visti convenire su alcune tematiche che sentiamo come prioritarie ed alle quali daremo urgenza. Tra le molte voglio solo menzionare il ruolo cardine della formazione che può rendere capaci di interagire in modo rispettoso con le persone “diverse”. Quindi programmi per il futuro? Molti, e tanti continuano a nascerne. Alcuni di noi stanno seguendo seminari per essere più preparati ed incisivi nel rispondere alle esigenze che ci si presentano: dal trattare tematiche

DELOS c'è di Alessandro Betto In un autunno denso di avvenimenti, ho creduto opportuno di sentire dalla voce diretta del presidente di D.E.L.O.S. (Diritti Eguaglianza Libertà di Orientamento Sessuale), Anna Maria Sartori, quali siano i progetti presenti e futuri per Associazione. In una chiacchierata informale, davanti ad una tisana, mi accoglie con il solito calore Anna a cui pongo la mia prima domanda: Cara Anna in poche parole mi racconti cosa è per te DELOS? Per me DELOS è stato un punto di riferimento in un momento in cui mi sono trovata con il vuoto attorno. Questo è stato importante perché insieme con altre persone è più semplice affrontare alcune difficoltà e trovare qualcuno che capisca la tua “diversità” ti fa sentire meglio. Con i nuovi sviluppi che ci sono stati credo sia proprio importante che ci sia un punto di riferimento come DE-

LOS per Vicenza ma non solo. Teniamo presente che spesso chi partecipa alle serate viene da fuori città, anche perché questo può aiutare chi non è “dichiarato” a rispettare la propria privacy trovando comunque persone accoglienti ed un ambiente non giudicante. Mi spieghi cosa vuol dire l'acronimo GLBTEQ? Sta per Gay, Lesbiche, Bisex, Trans, Queer ed Eterosessuali, ed in sostanza, vuol dire che le attività sono rivolte a tutti senza distinzione di orientamento sessuale. Cerchiamo di sensibilizzare la società perché la conoscenza fa proprio la differenza in questo caso, e le differenze sono fonte di ricchezza e scambio. Escludere qualche “lettera” sarebbe perdere delle opportunità. Che ruolo ha il presidente in Associazione? Il ruolo di presidente per un gruppo come DELOS è equiparato a quello di qualsiasi altro membro del direttivo e la mia opinione vale esattamente come quella degli altri membri. Agiamo molto in sintonia e ci teniamo a prendere decisioni condivise

grande sensibilità e disponibili verso gli altri che mi hanno aiutato a capire e mi hanno portato ad aiutare gli altri. Parlo di AGEDO (Associazione Genitori di Omosessuali e Transessuali) di cui faccio parte e di varie altre associazioni Lgbt del Veneto. Invito i giovani a non scoraggiarsi e a dare il tempo e le informazioni necessarie ai genitori; e a questi ultimi, vorrei infondere la forza di stare al fianco dei loro figli e di sostenerli anche se non capiscono o non condividono le scelte. È solo attraverso il dialogo e l’amore che tutto ciò diventa possibile. Se sentite il bisogno di essere aiutati da un centro competente, rivolgetevi al Mit di Bologna o al Sat di Verona: uno staff di medici e legali vi aiuterà nel vostro percorso.”

LINK UTILI: AGEDO: http://www.agedonazionale.org/ MIT - Bologna: http://www.mit-italia.it/ SAT - Verona: http://www.circolopink.it/servizio-accoglienza-transpink.htm © RIPRODUZIONE RISERVATA

come l'omofobia ed il bullismo omofobico nelle scuole, all'essere preparati su questioni legate al genere. Ricordiamo comunque che il nostro programma presenta un appuntamento fisso settimanale, il mercoledì, da settembre a giugno e quest'anno il filo conduttore sarà proprio l'identità di genere e l'orientamento sessuale, per permetterci di capire più approfonditamente alcuni aspetti poco noti, quali la transessualità, la bisessualità ed il queer. Ci stiamo già muovendo per il prossimo 8 marzo e per il 17 maggio (giornata mondiale contro l'omofobia), date a cui siamo particolarmente legati. Come anteprima posso anche dirti che DELOS patrocina una manifestazione per la sensibilizzazione alla lotta contro la violenza sulle donne che si dipanerà nell'arco di quasi un anno (novembre 2013 – novembre 2014). Mi pare tanta roba! Il gruppo di lavoro è motivato, entusiasta e molto unito. Insomma, come piace dire a noi: DELOS c'è! © RIPRODUZIONE RISERVATA


Dal caso Nocerina all’Imu: Il libero, la rubrica di Ellero su VicenzaPiùTv partiti politici, non la pagano i sindacati, l’Imu non c’è più ma di Giovanni Coviello

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n Salernitana Nocerina di Lega

Pro, tutti i giornali ne hanno

parlato, i calciatori in campo cadevano come birilli colpiti da improvvisi infarti ed incidenti vari, alla fine si scopre che era un modo per non giocare per delle minacce che avrebbero subito da ultras della Nocerina…. Che la società abbia sbagliato non c’è dubbio, si tratta di valutare in che termini abbia sbagliato… I giocatori di calcio hanno tutti i difetti del mondo ma sono giocatori di calcio non fanno parte di Navy Seals, non fanno parte di paracadutisti da combattimento, sono giocatori che prendono più o meno denaro per giocare con un pallone. Se il rischio è di prendersi una pistolettata, una coltellata, un incendio della macchina fanno bene a buttarsi per terra, cosa de-

… c’è perché ha solo cambiato

quelle “seconde case” che sono investimenti immobiliari a reddito non devono pagare la patri-

moniale perché pagano già sul reddito… Il resto dell’intervista su

http://www.vicenzapiu.com/legg i/ellero-tomei © RIPRODUZIONE RISERVATA

nome. Insomma di questa Imu lei che idea si è fatta? Adesso abbiamo la Tuc che sarebbe un ottimo craker un po’ salato ma veramente gustoso È un po’ gratuita questa Sì ma ho visto che Crozza l’ha fatta a Ballarò quindi. Allora cosa vuole? Qui non so se siamo di fronte a degli ignoranti o a dei dementi perché il problema della casa in Italia non è il problema della casa in Francia o in Germania. In Francia o in Germania il problema della casa è un investimento ricco nel senso che la gente non punta ad avere questo mattone sopra la testa, di fianco eccetera come momento di sicurezza anche psicologico oltre che sociale, va in affitto. Ma qui la maggior parte degli italiani non è in affitto, ergo andare a colpire sul piano patrimoniale la prima casa è un ele-

vono fare? Domanda che pone

mento come dire distruttivo di

un dirigente della Nocerina “Era

un tessuto psicosociale. Soltanto

in grado lo Stato di darmi una tu-

dei dementi possono pensare di

tela e quindi una scorta di 24 ore

distruggerlo senza conseguenze.

su 24 per 22 giocatori per dodici

Secondo punto, non è tanto

mesi all’anno su di loro e sui loro

grave il problema della prima

beni?” La risposta gliela do io?

casa, quello che è grave è il pro-

No. E allora è evidente che si but-

blema della seconda casa perché

tano per terra. Questi non è che

per seconda casa questi inten-

sono degli eroi o che devono fare

dono quello che non è seconda

gli eroi. Lo Stato si ponga la do-

casa. Nasce la seconda casa

manda. Letta comincia ad accor-

concettualmente come la casa

gersi del fatto tre giorni dopo, la

di vacanza, che può essere al

ministro della giustizia di adesso,

mare, in montagna. Possono es-

che era ministro degli interno

sere due o tre o quattro ma sono

prima, cosa ha fatto? E il ministro

le residenze, i domicili meglio

degli interni ancora precedente

che uno ha e nei quali va a sver-

cosa ha fatto? E il ministro attuale

nare o va a raffrescarsi d’estate,

cosa ha fatto? Queste sono le do-

quella è la seconda casa. Non si

mande da porsi.

è mai parlato di seconde case

Chiudiamo con un argomento

per chi ha più abitazioni come

che sta a cuore a tanti italiani e

investimento immobiliare, si par-

su cui lei spesso interviene. Si-

lava di proprietari immobiliari e

curamente la base americana le-

sono una cosa concettualmente

citamente non paga l’Imu per-

diversa. Solo chi vuol frodare,

ché è una basa extraterritoriale,

vuole ingannare la gente parla

un po’ meno stranamente l’Imu

di seconda casa. Quale è il pro-

non la pagano alcuni enti tipo

blema? Che mentre per la se-

quelli ecclesiastici a meno che

conda casa ha un senso far pa-

non siano definibili con facilità

gare

commerciali, non la pagano i

patrimoniale è evidente che

un’imposta

di

tipo

/

Renato Ellero intervistato da Enrico Soli di VicenzaPiu` Tv


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