Versione online di VicenzaPiĂš n. 303 Lunedi 1 Gennaio 2018
POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE
Padiglione Maltauro, nel 2011 Ditri stipulò un derivato con la BPVi per la Fiera di Vicenza negativo nel 2016 per oltre 5 milioni di euro: mai ricontrattato da Marzotto e Variati per avere un concambio migliore con Rimini? Antefatti e contorni della vicenda sono ben noti: all'inizio dell'amministrazione Variati viene affidato, senza bando, un appalto di costruione di un padiglione in Fiera di Vicenza al gruppo Maltauro in Ati con la Gemmo Spa per un importo di circa 45 milioni per coprire i cui costi la Fiera, che dal 2010 al 2013 ha avuto come presidente l'attuale presidente della Fondazione Teatro di Vicenza Roberto Ditri, accende un mutuo di 40 milioni con la Banca Popolare
di Vicenza. Quel mutuo ora grava sulle casse di IEG di Rimini, in cui è confluito l'ente vicentino, di proprietà di Comune di Vicenza, Provincia di Vicenza e Camera di Commercio, che della nuova società ora detengono il 19%. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Ebbene su quel mutuo viene acceso nel 2011 uno strumento finanziario non proprio ideale in base anche a ben note e precedenti esperienze: esattamente il 4 novembre di quell'anno viene, infatti, stipulato un contratto derivato sempre con la BPVi, già allora di salute "malferma, e anch'esso ora nella pancia di Rimini che il peso del mutuo e del derivato avrà sicuramente conteggiato per contenere al 19% la partecipazione vicentina. Infatti se il mutuo era all'origine di circa 40 milioni "il fair value dello strumento finanziario al 31 dicembre 2016 è negativo per euro 5.765.000" anche se è relativo non ai 40 milioni complessivi di rischio mutuo ma solo a circa 29 milioni, si legge nel bilancio 2016 in cui, per fortuna, la perdita scende da un valore che in ottobre vedeva un rosso di 6.529.000 euro. Il derivato, si legge sempre nel bilancio riminese, "è del tipo lnterest Rate Swap... , Il contratto derivato è di tipo O.T.C. e pertanto non quotato in mercati regolamentati. Il contratto è stato stipulato in data 4 novembre 2011 con Banca Popolare di Vicenza e scade il 31/12/2026. Il capitale nozionale, che al 31 dicembre 2016 è pari a euro 29.043 migliaia. segue il piano di ammortamento del finanziamento oggetto della copertura fino alla scadenza del derivato (31/1212026). Il derivato ha finalità di copertura dal rischio di rialzo del tasso di interesse del finanziamento e prevede lo scambio del tasso parametro Euribor a 6 mesi con un tasso fisso pari al 2,95%....". Di fronte a questi dati di rosso (6 milioni circa su 29 coperti...), ricordando che il costo di un derivato, che storicamente tutela sempre la banca, si accompagna anche a non note "commissioni implicite", ci viene da chiedere se il management della Fiera post Ditri, segnatamente quello a guida Matteo Marzotto, che pure siedeva nel Cda della Popolare Vicentina, ha mai provato a ricontrattarlo per abbassarne i costi anche in vista della cessione della Fiera stessa a Rimini e per contenerne l'effetto negativo sul concambio con la nuova IEG. E ci viene anche di chiedere, infine, se la proprietà, per un terzo dela CCIIA e per due terzi rappresentata da Achille Variati, nel suo doppio ruolo di sindaco e presidente della Provincia di Vicenza, sicuramente al corrente dell'operazione fin dal 2011 in quanto riportata nei vari bilanci di competenza, abbia mai verificato la convenienza del derivato stesso e se abbia mai chiesto al presidente Marzotto e al dg. Corrado Facco di valutare l'opzione della transazione con la Banca al fine di spuntare con i riminesi condizioni migliori del finale e "soft" 19%.
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FATTI / POLITICA
Achille Variati costretto a rinviare la cessione frettolosa al fondo di Investire sgr di immobili di pregio accusa i contrari di "provincialismo". La replica di Francesco Rucco: "meglio provinciali e modesti, che incoscienti" L'annuncio dato pochi minuti fa dal sindaco uscente Achille Variati di aver bloccato il conferimento di una decina di immobili comunali di pregio a un fondo gestito da Investire sgr, operazione nebulosa e rischiosa e, soprattutto, frettolosa a fine mandato, come da noi subito evidenziato al suo primo annuncio trovando conforto nelle opposizioni e anche nel vincitore delle primarie di centro sinistra Otello Dalla Rosa, è stato subito commentato dall'altro candidato alle amminsitrative 2018, Francesco Rucco con la nota che pubblichiamo di seguito. Di Pietro Cotròn
Nella video intervista del sindaco l'accusa di "provincialismo" e "modestia" fatta stizzosamente a chi non concorda con le sue scelte appare solo tra le righe mentre è presente nel video integrale che pubblicheremo appena montato. Ecco la nota di Rucco che ci trova concordi a parte il passaggio, legato ovviamente alla sua posizione di candidato alternativo, in cui attribusce a Otello Dalla Rosa una posizione favorevole al fondo che non trova riscontro nelle nsotre interviste col candidato di centro sinistra.
Apprendiamo la notizia che il Sindaco Variati ha bloccato l'operazione immobiliare proposta dal Fondo Investire SGR al Comune di Vicenza.Da mesi ripetiamo che trattasi di una operazione di finanza creativa che avrebbe impegnato i prossimi quattro Sindaci per circa 18 anni. Il conferimento degli immobili del comune nel Fondo Immobiliare avrebbe fatto perdere entrate importanti per le casse del Comune (canoni locazione) e avrebbe comportato un canone annuo per il nuovo palazzo comunale di circa 380.000 euro annui. Le incertezze legate alle stime degli immobili ed alla sostenibilità finanziaria dell'operazione devono mettere nelle condizioni qualsiasi amministratore, a prescindere dal colore politico, di fare scelte oculate, attente e non frettolose
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a tutela della città. Le manutenzioni ordinarie e straordinarie dei Palazzi Comunali passano per una programmazione degli investimenti assolutamente mancata in questi dieci anni di governo targato Variati e non per scorciatoie di finanza creativa. Lo stesso neo candidato sindaco del centro sinistra ha lasciato ogni decisione al sindaco uscente Variati che, in quanto tale, avrebbe caratterizzato il proprio fine mandato con una operazione altamente rischiosa.Pertanto respingiamo l'accusa di provincialismo e modestia rivolta dal Sindaco Variati a chi si è opposto a questa operazione perché meglio provinciali che incoscienti.Francesco Rucco Capogruppo Idea Vicenza
FATTI / ECONOMIA&AZIENDE
BPVi, Veneto Banca, LCA e Intesa Sanpaolo: nel ginepraio a rimetterci è sempre il cliente. Il caso dei bond subordinati e "rifiutati" anche dai media locali. Così la "fiducia" vale solo 1€ Dopo aver segnalato, e risolto, un caso ("La correntista ex BPVi ringrazia VicenzaPiù e Intesa Sanpaolo per aver azzerato il costo della gabella di 10 euro per card: troverà qualche consenso in più e ci aiuterà a rimuovere il ricordo dell'immoralità di BPVi") e mentre ancora, dal 13 ottobre, non c'è risposta da Banca Intesa sul problema dei fidi, non, multipli, siamo stati contattati da un nostro lettore (usiamo non il maschile ma il neutro) "portatore" di un altro caso "multiplo", che, dopo aver invano chiesto udienza al quotidiano locale, ci ha prospettato una situazione in cui il groviglio di interlocutori (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca fa ora lo stesso, le due Lca e la subentrata Intesa Sanpaolo ) di certo non aiuta a superare la naturale "riservatezza" degli istituti bancari.
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Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Questa riservatezza, però, a Vicenza si è storicamente trasmessa come un virus anche ai media locali, che la questione non l'hanno voluta affrontare con la vittima tipo del groviglio, che pure gliela aveva sottosposta in doverosa e documentata anteprima. Ma si sa, la riservatezza significa rispetto di qualcuno, i superiori, e di qualcosa, i superiori interessi (di budget finanziario in un caso e pubblicitario nell'altro). Andiamo al dunque. La persona, abbastanza esperta in materia finanziaria in questo caso, il che fa presupporre che molte altre, meno informate, abbiano già mollato la difesa dei loro diritti, ci espone la sua vicenda personale con adeguata documentazione da cui eliminiamo dettagli precisi (date e importi) che riconducano al soggetto specifico perchè già tartassato e perchè vorremmo parlare di lui ma anche di tutti quelli che sono nelle stesse condizioni. Utilizziamo le sue parole e la sua descrizione, per quanto lunga ma sintetica, perchè facilmente intellegibile, chiara e utile anche a chi volesse fare un passo avanti nella proprio educazione finanziaria, quella che, così carente da porre l'Italia agli ultimi posti nel mondo nella relativa classifica, ha consentito e tuttora consente ai soliti noti di speculare sull'ignoranza tecnica dei clienti che, fiduciosi nell'esperienza del bancario o del consulente finanziario di turno, gli affidano i propri denari, che, spesso, non rendono e, cosa più grave, si azzerano senza colpo ferire per i loro "consigliori". Ebbene il lettore ci espone la sua vicenda personale inerente al crac della Banca Popolare di Vicenza di cui è « parte lesa unitamente a migliaia di risparmiatori veneti. Mi riferisco precisamente all'acquisto di Obbligazioni subordinate "BPV 4,60 SCAD. 2017 SUB. 16 " a fine 2016 per un totale di euro ..., acquisto perfezionato presso l'ag. 5 di Viale Trieste in Vicenza, ora filiale di Banca Intesa. Tali obbligazioni erano state acquistate sottoscrivendo un contratto di compravendita che prevedeva la negoziazione dei titoli sul Mercato EUROTLX come previsto dalla Scheda Prodotto del titolo medesimo. Nel paragrafo "smobilizzo" il sottoscrittore dei titoli ha facoltà di alienare gli stessi in qualunque momento (negli orari di negoziazione indicati, attraverso l'inserimento di una proposta di negoziazione di vendita "con limite di prezzo - limit order" - o "senza limite di prezzo -market order"). In data antecedente alla messa in liquidazione coatta amministrativa di BPVi ho chiesto presso l'Ag. 5 di riferimento la vendita dell'intero pacchetto di obbligazioni subordinate, con negoziazione "al meglio o senza limite di prezzo" al fine di poter alienare velocemente i
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miei titoli a qualunque prezzo. Tale circostanza mi è stata negata in modo assoluto in quanto le procedure informatiche, mi si diceva, non erano abilitate a consentire tale operazione per cui fui costretto a porre nella proposta di vendita il "prezzo fisso" con relativa conseguenza che tale ordine a fine giornata risultò inevaso. Va precisato comunque che la facoltà di vendere titoli "al meglio" in quel momento presuppone che qualcuno stia comprando sul mercato la stessa obbligazione per la medesima quantità o parti inferiori o frazioni del titolo st esso. In data successiva ho, quindi, fatto richiesta (tramite il referente operatore titoli) del "Book alla data dell'ordine di vendita del titolo". Dopo qualche giorno, sono stato contattato dal referente titoli che mi invitava in banca per comunicare l'avvenuta produzione del Book suindicato ma presso la sede dell'Ag. 5, ora Banca Intesa, lo stesso funzionario mi diceva che non poteva consegnarmelo in quanto era in attesa del nulla osta della Direzione Generale della Banca. Da quel giorno sono seguiti altri miei solleciti verbali per poter ottenere quanto di mia spettanza, fino a che mi sono rivolto a 2 legali ... ma fino ad oggi, con rimbalzi tra i vari interlocutori, nulla si è mosso al fine di poter ottenere soddisfazione circa le mie legittime pretese...» E qui l'obbligazionista tipo si rivolge « direttamente a Banca Intesa Sanpaolo formulando le seguenti considerazioni personali: "Come mai tu Banca Intesa nelle tue lettere del 27/09/2017 e 15/11/2017 mi riconosci come tuo cliente parlando di Integrazione in Intesa Sanpaolo dei rapporti provenienti da Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e che dall'11/12/2017 cambiano le coordinate bancarie del mio conto corrente acceso presso l'ag. 5 di Viale Trieste in Vicenza, ma quando io ti scrivo personalmente e attraverso i miei legali circa la consegna di un documento importante che mi appartiene e che tu trattieni in un cassetto della tua Agenzia 5 di Viale Trieste in Vicenza, fai finta di nulla e ti rifiuti categoricamente e in modo assoluto di consegnarmi, in barba alle disposizioni di legge Art. 119 del T.U.B. (Testo Unico Bancario) che prevede entro 90 gg. La consegna dei documenti richiesti dal cliente senza se e senza ma. Bella figura stai facendo cara Banca Intesa Sanpaolo!". A questo punto il lettore di VicenzaPiù ma cliente... "subordinato" del groviglio Banche Venete in LCA e Intesa Sanpaolo fa un elenco di inadempienze e reati possibili ascrivibili ai suoi interlocutori, ma, per quello che più ci interessa, conclude con queste domande a se stesso: " mi posso fidare dell'onestà e trasparenza di Banca Intesa? Posso consigliare i miei familiari a operare con Banca Intesa? Posso investire in prodotti Banca Intesa salvo poi dover assoldare in caso di controversie fior di avvocati? Posso acquistare azioni di Banca Intesa? ». Ci piacerebbe che Banca Intesa non solo rispondesse alla domanda aperta da due mesi sui fidi, non, multipli, ma facesse sue le domande che le ha posto il nostro "lettore tipo" anche perché parrebbe che svariati altri sono nelle sue condizioni per questa ed altre problematiche irrisolte. E non ci risponda che la "responsabilità" è in capo alle LCA perché se un cliente, come la persona che ci ha incontrato e che fac parte di una "comunità" di milioni di correntisti "acquisiti" a un euro per la parte buona dei loro depositi e rapporti, perde la fiducia nella sua nuova banca, il patrimonio acquisito da Banca Intesa si azzererà e varrà meno di quel maledetto, affaristico euro.
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AMBIENTE
Pfas, alla richiesta di Greenpeace di "bonifica immediata" Miteni risponde: è già partita da tempo anche quella dei rifiuti seppelliti da altri negli anni Settanta In risposta alle affermazioni contenute nel comunicato odierno di Greenpeace sui Pfas Miteni, nella nota che pubblichiamo, fa notare quanto segue: «La zona da bonificare in Miteni non solo è già stata identificata ma la bonifica è anche già partita da tempo. La bonifica delle acque è in corso da quattro anni e sono state asportate 300 tonnellate di terreno nella zona in cui vi era la contaminazione dei rifiuti seppelliti negli anni Settanta. A ciò si aggiunge l'importante lavoro fatto per isolare la falda sottostante lo stabilimento che ha portato risultati superiori al 99%. Non si capisce dunque come si possa chiedere oggi "l'avvio di operazioni di bonifica" già in corso da tempo con importanti risultati già conseguiti e documentati dagli enti». Di Note ufficiali
POLITICA
Prove di fine vita da destra a sinistra: solo Otello Dalla Rosa e Francesco Rucco stanno facendo sul serio a Vicenza Mentre in Parlamento sta per diventare legge il testamento biologico con le "Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento" a Vicenza la stanno anticipando in politica,
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da destra a sinistra, i candidati alle amministrative del 2018. Dopo l'eseprienza romana in cui nessuno voleva vincere obbligando l'inesperta e ingenua pentastellata Virgina Raggi a prendersi le rogne di una città da anni in difficoltà crescenti quando non gestibili, dopo anni di centrodestra e centrosinistra al governo della capitale, sembra che anche a Vicenza nessuno, o quasi, voglia ereditare i danni ambientali e morali oltre che il vuoto di risorse e patrimonio che lasciano le vecchie amministrazioni. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
I doppi mandati di Enrico Hüllweck e di Achille Variati hanno portato con sè poche luci, onestamente più il primo, col nuovo teatro comunale e con la Basilica Palladiana rimessa a nuovo, che il secondo, che oltre ai progetti sulla carta nulla lascia, se non la sola erba del Parco della Pace in contrasto con i cantieri polverosi che per dieci anni squasseranno Vicenza con le nuove linee ferroviare, Tac o Tav che siano, a fronte di zero impegni per i collegamenti veloci a distanza, i soli che giustificherebbero i sacrifici di cui oggi pianifica di godere solo chi usufruirà di lucrose esproprazioni di capannoni e terreni inquinati in zona ovest per fare spazio a una inutile seconda stazione visto che proprio la Fiera di Vicenza è diventata pochi mesi fa una dependance riminese. Se al sindaco di centro destra Vicenza deve i semi di Borgo Berga e di una base Usa comunque inevitabile come edificazione, Variati ha innaffiato con permessi e mancate pressioni e verifiche sia l'ecomostro intorno al tribunale sia la costruzione della Del Din sopra una falda che ora è sconquassata. L'era del sindaco uscente, oltre che plenipotenziario politico del territorio dall'alto delle sue innumerevoli cariche, ha anche vissuto lo sfaldamento, per mala gestio diretta dei vertici della BPVi e per complicità e collusioni di categorie economiche e forze di governo della città, del tessuto socio economico locale a cui, poi, oltre ai denari dei soci della banca sono state tolte la Fiera, forse Aim e, più probabile, i suoi più bei palazzi in centro in fuga verso un fondo immobiliare troppo veloce a volersi realizzare da non destare sospetti. In questo quadro non esaltante, pre Raggi berica diremmo, con candidature di bandiera a sinistra e con un Francesco Di Bartolo improbabile primo candidato alle comunarie pentastellate, le pseudo candidature annunciate nel centro destra, cioè quelle di Giorgio Conte, di Roberto Ciambetti e quella, in arrivo, di Elena Donazzan sembrano mettere in scena una parodia di competizione che spacca, comunque, l'area che non si sa se poi
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saprà ricompattarsi intorno, magari, all'unica candidatura che ad oggi sembra, almeno personalmente, convinta, quella di Francesco Rucco. Così come non si immagina come possa ricomporsi in prospettiva elezioni finali un centro sinistra che conferma di non saper vincere con un'affluenza record alle primarie bruciata dalle ridicole contestazioni post voto del delfino "spiaggiato" da Variati, Jacopo bulgarini d'Elci e, soprattutto, di chi mangia pane e politica dalla nascita, sia pur recente, Giacomo Possamai. Eppure entrambi avevano giurato (spergiurato?) che, chiunque avesse vinto, gli sconfitti avrebbero lavorato congiuntamente per la vittoria finale. Otello dalla Rosa, quindi, il vincitore delle primarie, e Francesco Rucco, indicato per tempo dai civici d'area, sono gli unici a rispettare, almeno per ora, i vicentini promettendo di proporsi realmente e lealmente come loro guida, di sicuro coraggiosa in una fase della storia della città che viene da quasi venti anni in caduta libera. Senza prenderli in giro con candidature poco credibili, perchè di poco peso o perchè non sincere e durature, dalle parti di Rucco, e con fughe dalle proprie responsabilità politiche e di coalizione, nell'area di Dalla Rosa. Se questa sarà la gara finale, con l'incognita possibile ma poco vicentina come Dna di un candidato pentastellato, la competizione fra Rucco e Dalla Rosa sarà, quindi, soprattutto personale con scarso peso di apparati e pacchi di voti. Che non sia un bene per una città nata nel compromesso e dilaniata dai compromessi?
FATTI / POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE / ASSOCIAZIONI / LAVORO / AMBIENTE
Pfas, Cgil, Cisl e Uil Vicenza e Veneto inviano un contributo di analisi e conoscenza alla commissione regionale d'inchiesta Riceviamo dalle segreterie generali di Cgil Cisl e Uil della provincia di Vicenza e del Veneto e pubblichiamo la lettera inviata al presidente Manuel Brusco e ai consiglieri della commissione d'inchiesta sulle acque inquinate da PFAS del Consiglio regionale del Veneto: "S'intende portare un contributo di analisi e conoscenza su due temi in particolare: 1) la situazione che si è venuta a creare in merito all'azienda Miteni SpA di Trissino; 2) la necessità di determinare e programmare interventi di urgenza e di medio periodo per la messa in sicurezza della popolazione e del territorio."
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Di Note ufficiali
"1) Riguardo alla Miteni SpA - aggiunge la nota -, come noto, dal 2013 è stato rilevato dall' Istituto Superiore di Sanità il grave inquinamento da PFAS in un vasto territorio compreso tra le province di Vicenza, Padova, Verona con effetti dannosi e pesanti sull'ambiente, con contaminazione delle acque superficiali, della falda acquifera, dell'acqua potabile e di quella ad uso irriguo, sulla possibile conseguente contaminazione degli alimenti e sulla salute della popolazione, evidenziati e certificati in modo sempre più preoccupante dalle diverse indagini e monitoraggi poi attivate." "La fonte principale dell'inquinamento - puntualizzano i sindacati è stata individuata nell'azienda Miteni SpA di Trissino, che fino al 2011 produceva composti a catena lunga, che generano le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) come residuo di lavorazione. Per questo motivo, dopo un periodo di confronto assieme alla RSU con la direzione aziendale Miteni, abbiamo chiesto un confronto congiunto con gli Assessorati al Lavoro, all'Ambiente e alla Salute della Regione Veneto. Nell'incontro del 28 marzo scorso con gli Assessori Elena Donazzan, Gianpaolo Bottacin e Luca Coletto e con il Presidente del Consiglio Regionale Roberto Ciambetti, abbiamo chiesto: l'estensione della sorveglianza sanitaria a lavoratori ed ex lavoratori Miteni, compresi quelli dell'indotto, anche se residenti fuori dalla zona di screening, informazioni sugli interventi programmati dalla Regione per la messa in sicurezza dell'ambiente, e l'attivazione di un tavolo di confronto con la proprietà Miteni per condividere un futuro piano industriale che preveda il risanamento del sito produttivo e la ridefinizione produttiva dell'azienda. Gli interlocutori istituzionali della Regione hanno assunto impegni di azione in merito alla problematica sollevata." "A questo primo incontro - continua la nota congiunta - ha fatto seguito un secondo incontro, il giorno 26 aprile scorso, con la presenza dell'Assessore Donazzan, dell'Assessore Bottacin e della direzione aziendale Miteni, nella persona dell'Ad Antonio Nardone. Nel corso dell'incontro la Miteni ha annunciato un piano triennale di investimenti per il risanamento del sito produttivo, la riconversione delle attività e il rilancio dell'azienda, che potrebbe dare un contributo positivo alle azioni di bonifica ambientale, assumendosene gli oneri derivanti, in caso di continuità produttiva. Come organizzazioni sindacali abbiamo preso atto delle intenzioni dell'azienda e abbiamo chiesto in tempi rapidi i dettagli del piano e le certezze degli investimenti annunciati. La Regione Veneto, su nostra sollecitazione, ha
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assunto l'impegno di avviare una interlocuzione con la società proprietaria delle azioni Miteni per coinvolgerla nel processo di riorganizzazione e rilancio. Successivamente, nel mese di luglio, abbiamo sollecitato la riconvocazione di un tavolo unico a livello regionale tra Assessorati al Lavoro, alla Salute e all'Ambiente, per continuare un confronto a tutto campo sulla problematica legata all'azienda Miteni e alla situazione ambientale in generale. Siamo stati invece convocati, in tavoli diversi, dall'Assessore Bottacin sulle tematiche aziendali relative all'ambiente il 26 luglio, con la presenza dei Dirigenti dell'Assessorato al Lavoro, e dall'Assessore Coletto, il successivo 28 luglio." "Ad oggi riscontriamo che - sottolinea la lettera -, come da nostra richiesta, è stata attivata la sorveglianza sanitaria su lavoratori ed ex lavoratori Miteni anche se residenti fuori dalla "zona rossa", mentre non risulta attivato il contatto con la multinazionale proprietaria di Miteni e non abbiamo certezze sullo stanziamento e sull'adeguatezza delle risorse che l'azienda investirà per il piano industriale annunciato. In sintesi, per quello che riguarda l'azienda Miteni, riteniamo che siano indispensabili la predisposizione e realizzazione di un progetto industriale che preveda interventi certi e programmati per la messa in sicurezza del sito e per una riconversione verso produzioni che evitino rischi futuri, adottando compiutamente il principio di precauzione; un progetto con queste caratteristiche di innovazione e salvaguardia consentirebbe di perseguire la bonifica ambientale a livello di sito produttivo e di falda acquifera, e di evitare i rischi derivanti da un possibile abbandono dello stesso sito." Ai sindacati invece riguardo al punto 2), gli interventi normativi e di messa in sicurezza del territorio e di tutela della salute della popolazione e dei lavoratori, preme evidenziare che: "Quando è emersa la problematica dell'inquinamento da PFAS gli organismi istituzionali competenti della Regione (tecnici e politici), hanno inizialmente minimizzato il problema; successivamente, a seguito della forte spinta e delle sollecitazioni dal territorio, della popolazione residente, dalle associazioni ambientaliste, dalle organizzazioni sindacali, con gradualità e anche con significativi ritardi sono stati attivati interventi di analisi e monitoraggio dei livelli di inquinamento sulle diverse matrici ambientali e nel sito produttivo, di filtraggio degli impianti di potabilizzazione, di progettazione di nuove tratte acquedottistiche, e di screening e biomonitoraggio sanitario sulla popolazione residente nei territori interessati." "Abbiamo assistito - sottolineano i confederali - ad un rimpallo di responsabilità tra Stato e Regione sulle rispettive competenze e responsabilità di intervento, che ha fatto ulteriormente perdere tempo e ha minato la fiducia della popolazione. Una situazione che va rapidamente superata recuperando la necessaria collaborazione e sinergia tra i diversi livelli istituzionali per garantire e coordinare tempestivamente tutti gli interventi necessari. Solo a inizio ottobre la Regione ha deliberato in maniera restrittiva i limiti quantitativi ammissibili di PFAS nelle acque potabili, in mancanza di emanazioni normative da parte dello Stato centrale. Anche sullo stanziamento di risorse per gli interventi di risanamento e bonifica c'è stato un gioco delle parti che sta rallentando l'effettivo stanziamento e utilizzo delle risorse e il completamento delle opere." "Sulle tematiche della tutela della salute della popolazione - continua la
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lettera - riteniamo che: - si debba procedere a definire tempistiche certe, modalità trasparenti e adeguate coperture finanziarie per costruire le nuove tratte di approvvigionamento degli acquedotti;- sia necessario, in attesa della realizzazione di tale nuovo sistema di infrastrutturazione, mettere in campo interventi di urgenza per dare risposte immediate alla popolazione in merito all'inquinamento di PFAS delle acque di falda; - si debbano completare (e comunicare periodicamente alla popolazione in maniera trasparente) le verifiche in corso su tutte le matrici alimentari e approfondire ulteriormente il tema dei limiti soglia per l'acqua ad uso zootecnico e irrigatorio, ad oggi confermati sui valori definiti nel 2014; - lo screening sanitario della popolazione debba essere esteso a tutti senza limiti d'età e che debbano essere definite chiaramente le azioni successive per i casi accertati di superamento dei valori di precauzione e per i lavoratori coinvolti, che hanno valori elevati già accertati da molto tempo." "In conclusione, CGIL CISL UIL del Veneto ritengono che un problema di tale portata e con tali implicazioni, abbia bisogno di un tavolo unitario di gestione, in capo alla Presidenza della Regione e non ai singoli Assessorati con le loro competenze, perché solo una gestione unitaria può permettere un intervento sistemico che dia risposta ai lavoratori, alla popolazione, alla tutela del territorio e alla salvaguardia del sistema produttivo agricolo e industriale del Veneto. Riteniamo che un lavoro di pieno coinvolgimento degli attori territoriali potrebbe anche favorire un accordo di programma che sancirebbe un patto dei soggetti territoriali per la condivisione delle iniziative da intraprendere, anche nell'interlocuzione con il Governo."
FATTI / POLITICA
Pfas, Roberto Ciambetti: "Non è colpa nostra se i rappresentanti del comitato Pfas se ne sono andati senza attendere l'incontro che era stato concordato con loro" "Chi ha chiesto con i dovuti modi e preannunciandosi di parlare con il Consiglio regionale ha sempre trovato le porte aperte. Sempre abbiamo dato la possibilità di parlare a chi l'ha chiesta, com'è tradizione di questa istituzione. Ma non possiamo di certo interrompere i lavori programmati perché, senza preavviso alcuno, mentre gli attivisti di Greenpeace avevano inscenato la loro protesta davanti alla sede del Consiglio regionale, ci viene fatta urgenza per un incontro" Il Presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti,
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precisa quanto accaduto a palazzo Ferro Fini questa mattina 6 dicembre. Di Note ufficiali
"Ad ogni buon conto, era stato garantito alla delegazione dei manifestanti sul caso Pfas l'incontro con i consiglieri regionali disponibili al confronto nella pausa meridiana - spiega Ciambetti -. Il dibattito in aula s'è protratto fino alle 13.25 e quando siamo usciti dall'aula per incontrare la delegazione non abbiamo più trovato nessuno. Il Presidente della Commissione speciale d'Inchiesta Pfas, Manuel Brusco assieme al segretario generale, il dottor Roberto Valente, avevano incontrato la delegazione dei manifestanti e concordato con loro che nella pausa lavori, indicativamente attorno alle 13, sarebbe stata garantito l'incontro da loro richiesto con i consiglieri regionali. Il dibattito s'è protratto fino alle 13.25 quando ho sospeso la seduta. L'incontro era stato fissato in sala Giunta e tutto era stato predisposto e i consiglieri disponibili ad incontrare la delegazione erano pronti al confronto. Ma tutto è sfumato e non certo per cattiva volontà da parte del Consiglio."
FATTI
Gianni Giglioli: "la Fondazione Roi ha rinunciato all'azione intentata da Gianni Zonin contro Barbara Ceschi e, forse, contro un collega". E poi ci chiede cosa ha fatto Diamanti con VicenzaPiù... Dopo le accuse di Barbara Ceschi a Santa Croce sulla possibile distrazione dalla Fondazione Roi di una collezione di avori e di 4 quadri da parte di Gianni Zonin, accuse confermate da due dipendenti del marchese Giuseppe Roi, suo zio, e da Zeffirino Filippi, ex membro del cda di BPVi, Gianni Giglioli è stato sentito sul caso dalla Guardia di Finanza di Vicenza. Gianni è il nostro "compagno di viaggio" per la rubrica di web video satira "Gianni,
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Giovanni e...Cetera" e, mentre parlavano della prossima puntata in cantiere, l'undicesima, che dovrebbe vertere anche sulla "distrazione", in banca e fuori, di Gianni Zonin, all'ex assessore "abbandonato" da Variati è fuggita un'indiscrezione nata dalla sue frequentazioni passate e recenti della signora Ceschi. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Come saprete la nipote di Roi, Barbara Ceschi, e, per quanto ci risulta anche se mai dichiarato, chissà perchè, dall'interessato, un collega giornalista web locale sono stati denunciati civilisticamente dall'allora presidente della Fondazione Roi, Gianni Zonin. Questo signore, di cui avevamo raccontato le gesta in Banca Popolare di Vicenza dal 13 agosto 2010 (cfr. "Vicenza. La città sbancata"), sempre come presidente in contemporane della Roi e a spese della Fondazione e non sue, ha denunciato chi vi scrive, questo è noto a tutti meno che ai lettori del GdV e del CorVeneto che hanno tenuto ben nascosta la lite a dir poco temeraraia, con una richiesta monstre di un milione di euro di danni per aver raccontato sulla gestione zoniniana della fondazione del marchese suo amico (?) tutta e sola la verità, poi raccolta per il passato in "Roi. La Fondazione demolita" e sempre su VicenzaPiu.com per gli sviluppi successivi di copertura del passato da parte del nuovo Cda. Il cda per bocca di Ilvo Diamanti, suo presidente, capitato forse in un viperaio a, reale, sua insaputa, promise subito al suo insediamento di fine 2016 di "cassare" le cause in corso. Ebbene, dopo vari appelli a favore della situazione di Barbara Ceschi da parte del collega, che mai si è detto direttamente coinvolto, chissà perchè ("parlo a nuora perchè suocera intenda..."?), ebbene Gianni Giglioli ci ha rivelato che, dai suoi contatti recenti, con la nipote del marchese per le vicende del presunto furto di avori e quadri, è emerso che "la Fondazione Roi ha chiuso serenamente la questione con Barbara Ceschi". Ma, ecco un simpatico "ma", a quel punto Giglioli mi ha chiesto cosa avessi scritto al presidente della Fondazione per, evidentemente, perorare la mia causa ("giusta", dice Gianni) visto che dalla sue "chiacchiere" risulterebbe la missiva di un giornalista che, novello Tolstoj, dopo la guerra vorrebbe solo raccontare la pace... Ovvia la sua meraviglia nel sapere che gli unici tasti da me pigiati ultimamente, i soli su cui posso testimoniare con documenti (per altri tasti e " tastes", gusti, nulla so), sono quelli in cui, con le domande di ieri e con una
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mail successiva di nuova richiesta ufficiale di dati ancora ignoti sulla vecchia gestione, ho provato ancora una volta ad aiutare il presidente Diamanti a far venire fuori la verità passate e i giochi a nascondino attuali, nonostante le riottosità del suo cda, a forte imprinting zoniniano, che di certo non gli rende agevole proseguire nel suo percorso di vita cristallina. Se so di minacce, che posso documentare, fatte in passato e sempre per la Roi a un collega del Corriere della Sera nazionale, poi sfociate in vile ritirata da parte dell'ex bi-presidente, forte con i deboli ma debole con i forti, non so nulla di lettere, minacciose o imploranti che siano, del collega ignoto a cui auguro solo la serenità già concessa alla nipote del marchese che, pure, con Giglioli pare l'abbia sottintesa. A me piacciono i militi noti... e come soldato di verità sono solo accanto a Diamanti per combattere la sua, difficile, battaglia di pulizia. Se vuole veramente combatterla...
FATTI / AMBIENTE
Bonifica immediata Pfas del sito Miteni, attivisti di Greenpeace e Climate Defense Units non ricevuti in Regione a Venezia Pubblicato alle 12.55, aggiornato alle 14.27 con video e alle 15.40 con nota finale che premettiamo alla notizia iniziale. Dopo ore di attesa di un incontro promesso, la delegazione di tre rappresentanti di Mamme NO PFAS, attivisti della Climate Defense Units e Greenpeace non è stata ricevuta dal Consiglio Regionale del Veneto. Si è conclusa così l'azione davanti alla sede del Consiglio Regionale del Veneto a Palazzo Ferro Fini, per protestare contro il grave inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) che interessa un'ampia area del Veneto compresa tra le province di Vicenza, Verona e Padova. Di Note ufficiali
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"Se prima ci domandavamo da che parte stesse la Regione in questa vicenda della contaminazione da PFAS adesso lo sappiamo, non dalla parte dei cittadini" commenta Giuseppe Ungherese, Responsabile Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia. Notizia iniziale Mamme NO PFAS, cittadini dei comuni interessati dall'inquinamento da PFAS, insieme ad attivisti della Climate Defense Units e di Greenpeace, che lo comunica nella nota che pubblichiamo, sono entrati in azione questa mattina a Venezia, davanti alla sede del Consiglio Regionale del Veneto a Palazzo Ferro Fini, per protestare contro il grave inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) che interessa un'ampia area del Veneto compresa tra le province di Vicenza, Verona e Padova. Circa 30 attivisti hanno raggiunto il palazzo regionale in barca e hanno aperto sul pontile uno striscione "Bonifica subito" per chiedere l'avvio delle operazioni di bonifica del sito di Miteni, l'azienda chimica di Trissino ritenuta dalle autorità la principale fonte della contaminazione.Gli attivisti hanno chiesto di essere ricevuti durante la seduta del Consiglio Regionale in corso. Contemporaneamente davanti a Palazzo Ferro Fini, dall'altro lato del Canal Grande presso le fondamenta della Salute, circa 50 attivisti creavano un presidio informativo per spiegare le ragioni della protesta. "La lentezza con cui si sta procedendo all'individuazione delle zone da cui ha origine l'inquinamento è inaccettabile, soprattutto per le migliaia di cittadini veneti che continuano a subire quotidianamente le conseguenze sulla propria salute e su quella dei loro figli. In base alle ultime notizie divulgate dalla stampa, i dati della contaminazione sono stati trasmessi da Miteni a luglio, ma Regione e ARPAV non sembrano tenerne completamente conto per individuare le zone prioritarie da analizzare" afferma Giuseppe Ungherese, Responsabile Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia. La Regione Veneto (con la delibera della Giunta n.360 del 22 marzo 2017) si è dotata di un importante provvedimento normativo che le dà la possibilità di intervenire su "stabilimenti e siti industriali potenzialmente contaminati, che abbiano generato o che siano ancora in grado di generare situazioni di criticità relative alle acque utilizzate per l'approvvigionamento idropotabile." Il provvedimento prevede la chiusura o la delocalizzazione, nel più breve tempo possibile, delle suddette fonti di pressione. "È paradossale che, nonostante i dati recenti di Miteni evidenzino importanti e attuali criticità riguardo la contaminazione, la Regione Veneto non sia ancora intervenuta applicando quanto stabilito dal provvedimento 360. Insieme alle mamme, ai papà e a tutti gli attivisti impegnati oggi chiediamo la massima chiarezza
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" conclude Ungherese. Lo scorso 19 giugno Greenpeace aveva inviato una lettera a tutti i membri del Consiglio Regionale del Veneto chiedendo delucidazioni sull'applicabilità della delibera n.360 e sollecitando le necessarie bonifiche nei tempi più brevi possibili, richiesti dall'estrema gravità della situazione. Purtroppo, salve poche eccezioni, a quella lettera non è seguita alcuna risposta né tantomeno azioni concrete e risolutive da parte del Consiglio. La petizione con la quale Greenpeace chiede sin dal marzo scorso azioni urgenti e concrete per fermare l'inquinamento da PFAS è stata firmata da oltre 70 mila cittadini.
ECONOMIA&AZIENDE / LAVORO
Gli strepitosi risultati del Jobs Act (in Veneto) Venerdì 1° dicembre 2017, Il Corriere del Veneto ha pubblicato un articolo dal titolo "I tre anni del Jobs Act in Veneto «Cresce la qualità del lavoro»" di Gianni Favero. Il sottotitolo era "Il confronto 20152017, oggi le assunzioni sono quasi 40mila in più. I nodi e le criticità. Il ministro Poletti: «La chiave resta la crescita»". La dichiarazione di Onofrio Rota, segretario generale della CISL regionale è: "In Veneto il Jobs Act ha funzionato moltissimo e anche se, con la ripresa che si è verificata negli ultimi tempi, molte assunzioni sarebbero state effettuate pure senza incentivi, oggi i contratti a termine sarebbero molti di più." Di Giorgio Langella
Affermazioni alquanto bizzarre. Specialmente per quanto riguarda la qualità del lavoro. I dati dell'INPS dimostrano qualcosa di estremamente diverso. Anche e soprattutto per quanto riguarda i primi nove mesi del 2017. Le nuove assunzioni a tempo indeterminato sono in netto calo. Il saldo tra assunzioni e cessazioni è negativo. Infatti in Veneto, nel periodo gennaiosettembre 2017, per i contratti a tempo indeterminato (che poi sono quelli a tutele crescenti che, in assenza di un articolo 18 che impedisca
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licenziamenti senza giusta causa, si dovrebbero definire "a precarietà senza termine noto"), le nuove assunzioni sono 69.346, le trasformazioni da contratti a termine sono 22.776, quelle da apprendistato sono 7.539 per un totale di 99.661. Le cessazioni di contrattia tempo indeterminato nello stesso periodo sono 103.504. Il saldo è, quindi, negativo di 3.843 contratti. A livello nazionale succede lo stesso. Il saldo tra nuove assunzioni e trasformazioni (contratti a tempo indeterminato) è negativo di 9.955 unità (i nuovi contratti sono 909.362, le trasformazioni da contratti a termine sono 214.819, le trasformazioni da apprendistato 56.772, le cessazioni sono 1.190.908). Inoltre, tra le nuove assunzioni, una quota considerevole è relativa a lavori intermittenti o a chiamata (e questo dimostra la precarietà diffusa anche del lavoro così detto "a tempo indeterminato"). A livello nazionale (si fa riferimento al documento "Osservatorio sul Precariato" pubblicato la settimana scorsa dall'INPS) i nuovi rappori di lavoro intermittenti o a chiamata con contratto a tempo indeterminato, nel periodo gennaio-settembre 2017, sono 37.381 (nello stesso periodo del 2016 erano 21.828). E, sempre a proposito di qualità del lavoro, sarebbe interessante che si sapesse quali sono le retribuzioni dei nuovi posti di lavoro "creati" dal jobs act. Quante sono le partite Iva che molte lavoratrici e lavoratori sono costretti ad aprire per sottostare al ricatto occupazionale? E qual è la loro retribuzione lorda? Spessissimo di qualche centinaia di euro al mese, cioè meno di 5 euro (tutto compreso) all'ora. Senza garanzie, senza tutele di alcun tipo. E quali sono gli orari e le condizioni di lavoro che lavoratrici e lavoratori che vivono tale precarietà sono costretti ad accettare? E la qualità si misura anche con i licenziamenti comunicati via sms? O nelle condizioni di sicurezza sempre più insufficiente, dal momento che la sicurezza stessa è ormai solo un costo e non un diritto? Qual è, in poche parole, lo sfruttamento che chi vive del proprio lavoro è costretto a subire da parte di chi fa profitti? E quando ISTAT afferma che "si consolida la crescita dell'economia italiana" a cosa si riferisce? Ai profitti o ai salari? Allo sfruttamento o al lavoro? All'aumento del fatturato o ai licenziamenti? Perché sempre più aziende licenziano, delocalizzano e chiudono gli stabilimenti lasciando sul lastrico centinaia di famiglie. Semplicemente vogliono guadagnare sempre di più e le "riforme" dei governi di questi ultimi dieci anni li favoriscono. Succede in ogni parte d'Italia e il Veneto non è esente. Basta pensare alla Lovato Gas di Vicenza. Di cosa si parla e si scrive, allora? Si vuol far credere, forse, che il jobs act sia stata una riforma di progresso? Che ha aumentato la qualità della vita di chi vive del proprio lavoro? O, come dice il segretario veneto della CISL, che abbia funzionato benissimo? Pensare che, forse, "oggi i contratti a termine sarebbero molti di più" è qualcosa che dimostra la sudditanza di fronte al pensiero unico. Quello che vuole il capitale e il mercato unici regolatori del lavoro e divinità da venerare. La stessa mentalità che vuole lo Stato solo come finanziatore dell'iniziativa privata. Uno Stato che elargisca soldi alle imprese e si faccia da parte. Tutto si fa in funzione di garantire a qualche padrone sempre maggiori guadagni. Le miserabili concessioni che vengono fatte a chi lavora veramente, i vari bonus, i famigerati "80 euro"
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servono, appunto, a far credere che i governi liberisti che si sono succeduti in questi anni, abbiano a cuore le sorti di chi vive del proprio lavoro. Non è così, né può esserlo. Forse si confondono i termini. Il lavoro è un diritto, non può essere un'elemosina o una concessione del padrone. Chi vive del proprio lavoro non è un privilegiato. Forse non è più tempo di qualche "riforma" che, apparentemente, sia "progressista". Forse è necessario un vero cambiamento dalle radici che stravolga le attuali priorità e che ponga lavoratrici e lavoratori (di oggi, di ieri e di domani) al centro della Politica e dello sviluppo. Ci dicono che l'Europa lo impedirebbe? Che sarebbe una rivoluzione? Ebbene, sia.
FATTI / AMBIENTE
Pfas, Miteninforma: dialogo con i cittadini anche attraverso i canali social Miteni dopo aver aperto il sito informativo dedicato ai Pfas, Miteninforma.it, apre ufficialmente i suoi nuovi canali di comunicazione social. L'obiettivo è quello di stimolare e agevolare il confronto diretto con i cittadini che vogliono approfondire queste tematiche. I canali Miteninforma attivi sui social sono su Facebook, Twitter e Youtube. L'iniziativa voluta dall'amministratore delegato Antonio Nardone vuole contribuire a una comunicazione chiara e pubblica, disponibile a tutti, aperta al confronto e alla verifica delle informazioni. Di Comunicati stampa Comune di Valdagno
"Sappiamo molto sui Pfas e vogliamo condividerlo - dice Antonio Nardone Siamo convinti che la trasparenza e il dialogo siano la strada maestra per conoscere il problema e far sapere cosa ha fatto e sta facendo Miteni e quello che conosciamo su queste molecole, a beneficio di tutta la comunità
POLITICA
Comunarie vicentine e neo candidato M5S
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che promette 100 nuovi vigili Gentile direttore, chissà, forse saranno state tutte le mazzate prese, dalla selva di Teutoburgo alle gole di Fornovo, ma il più bell'esercito del mondo, avanguardia delle popolazioni italiche unite, ha regalato al suo popolo un carattere non bellicoso, pacifico e... conservatore. Chissà! O forse la diffidenza per le sorti patrie fa il paio col timore di mettere a repentaglio le fortune private, nel concorso, che invece altrove è inevitabile, a misurare il proprio valore con quello dei compatrioti? Di Citizen Writers
Per dire, qui, uno dei pochi "onorati" fatti d'arme, Legnano, è stato enfatizzato per chiudere ai foresti l'accesso ai benefici, alle rendite da imperialismo casalingo marcato polenta nord! Un chiaro sopruso reazionario col quale si detesta la competizione e si reclama la mobilità sociale (ascendente) unicamente sibi et suis. Gli italiani tutti sono un popolo conservatore. Ciò che resta da definire, nel gioco italico dei benefici guelfi o ghibellini, è se siano conservatori di destra che cioè assommino le energie e gli appetiti di chi desidera la legge per poterla infrangere - o conservatori di sinistra - che racchiudano invece tutti coloro che desiderano un impenetrabile reticolo di norme cristalline a protezione dei loro privilegi. Poi, il tempo, diciamo la Storia, ammette anche un transitorio gruppo di rivoluzionari eretici. E nel paese della sfiducia ai progetti collettivi il terzo gruppo, quando sorge, sorge grandioso. Inutile stare ad elencare l'Itale Glorie che dalle pietà Catare al pensiero Gramsciano ha tenuto occupate generazioni di fuchi di regime. L'ultimo - è ormai inutile tergiversare - è quel M5S che impasta nobili apostolati e aneliti popolari nello slalom tra il nemico antiprogressista e gli amici simulatori. In questa legislatura 1/10 degli eletti ha simulato, e altri si apprestano a farlo alle prossime elezioni. Essere portavoce non è da tutti, anche se a nessuno si può negare l'ambizione di provarci. Succede allora, che l'ostilità degli amici concorrenti, il prestigio conseguibile in concorso, le prebende congiunte alla carica, istighino un cittadino a lottare per una
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candidatura a portavoce che tradisce lo spirito della democrazia compiuta. E lo tradisce preparandosi a blandire un elettorato invece di essere suo ambasciatore. Spesso la totale estraneità allo spirito M5S (che ha programmi alquanto dettagliati nell'edificazione di una società giusta ed etica) produce delle proposte elettorali inqualificabili, proposte che oltre a mostrare una più generica povertà ideale, scimmiotta il programma di un avversario insidioso. E così, qui a Vicenza, un noto candidato alle comunarie del Movimento 5 stelle (Antonio Di Bartolo, ndr), ha vantato con l'intervistatore di essere pronto ad assumere 100 nuovi vigili, apparecchiati a placare le paure conservatrici del suo elettorato di destra. Allo stesso modo avrebbe potuto promettere l'assunzione di 100 nuovi addetti alle aiuole e verde pubblico, per blandire l'elettorato conservatore di sinistra. Cosa poi abbia a che fare tutto ciò, sebbene ineludibile prassi amministrativa, con il progetto di un uomo (e una donna) nuovi, a cui stiano a cuore la realizzata cittadinanza e l'accesso effettivo al concorso per ogni concretizzazione umana e civile, questo è tutto da capire. Giuseppe Di Maio
FATTI
Una domanda e un invito a Ilvo Diamanti per la Fondazione Roi: "secondo i due studi legali incaricati l'11 luglio Gianni Zonin e i suoi Cda hanno commesso irregolarità? Dia alla GdF i registri utili a verificare l'assenza di furti!" Martedì 11 luglio, in occasione della conferenza di presentazione del primo bilancio dell'era grigia dopo quella buia dell'ex presidente Gianni Zonin, Andrea Valmarana, il vice presidente di "scuola Zonin" della Fondazione Roi (fino al giorno prima della sua designazione nel Cda di discontinuità, si fa per dire, della Roi è stato sindaco di varie sue società ma anche dell'azienda principale del vignaiolo di Gambellara sotto le cui cesoie sono stati tranciati i grappoli della Banca Popolare di Vicenza) ha "dato notizia di un esame legale su possibili irregolarità, amministrative... di Gianni Zonin e dei membri dei suoi precedenti Cda (quattro dell'ultimo sono ancora nell'organo attuale)...". Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
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Questo con la conferma convinta del presidente Ilvo Diamanti diceva l'uomo forte della fondazione voluta dal marchese Giuseppe Roi che le conferì 100 milioni di euro di patrimonio per il bene del Museo Civico di Vicenza ma poi "demolita" dalla gestione dal 2009 in poi di Gianni Zonin, che nei verbali di interrogatorio per il crac della BPVi l'ha definita, infatti, come una "emanazione di fatto" della Banca (e lì infatti riceveva anche i suoi dirigenti da cui apprendeva dell'esistenza, dice lui, delle lettere di riacquisto delle baciate). Nulla si sa ancora sulle conclusioni a quasi 5 mesi di distanza dall'incarico conferito a ben due studi legali milanesi per valutare eventuali irregolarità amministrative (solo?) e i conseguenti danni, per cui temiamo che, come la famosa azione di responsabilità contro Zonin & c. intrapresa tardivamente e con scarsa convinzione dalla ormai fu BPVi, precipiti nelle nebbie attuali quella possibile dopo le valutazioni di ben due studi su fatti, quelli della Roi, ben più facili da verificare rispetto a quelli della banca. Ecco allora una nostra semplicissima domanda al presidente Diamanti: " dopo 6 mesi ci sono conclusioni sulle ventuali irregolarità commesse da Zonin e dai precedenti cda del cui ultimo fanno parte anche 4 membri dell'attuale? Se sì, quali sono?" Per di più, secondo le accuse verbalizzate dalla GdF della nipote di Roi, Barbara Ceschi a Santa Croce, confermate da due dipendenti del marchese, Giorgio Mellone e Gabriella Ceranto, l'ex presidente, distratto sulle operazioni della banca, avrebbe "distratto" anche una preziosa collezione di avori e 4 quadri di valore. Per accertare con certezza queste accuse, dichiarate realistiche anche se non accertabili con sicurezza ad oggi, la Guardia di Finanza ha verbalizzato questa richiesta ai pm di Vicenza titolari dell'indagine: " ... vista l'esistenza di una precisa catalogazione dei beni testamentari che potrebbe portare l'effettuazione di riscontri certi, si richiede alla S.V. (i procuratori Salvadori e Pipeschi, ndr) di valutare l'emissione di un decreto di acquisizione documentale nei confronti della Fondazione Giuseppe ROI, al fine di eseguire un riscontro analitico tra i registri/cataloghi, tenuti dalla stessa fondazione, dei beni provenienti dai lasciti del de cuius (il marchese Roi, ndr), con la documentazione acquisita presso i citati studi notarili allo scopo di accertare l'effettiva presenza o l'eventuale nuova destinazione dei beni dì interesse investigativo...". Ecco allora l'altrettanto semplice invito ad Ilvo Diamanti: "se ancora non l'ha disposta l'autorità giudiziaria agli ordini di Antonino Cappelleri, presso di cui è stato anche presentato un esposto più ampio sulal vicenda Roi dal senatore M5S Enrico Cappelletti, dal consigliere regionale pentastellato Manuel Brusco e dalla capogruppo 5 Stelle in comune di Vicenza, Liliana Zaltron, presidente Diamanti consegni autonomamente quella
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documentazione?". Sapere se nessuna responsabilità amministrativa (solo?) è attribuibile secondo i legali di parte a Zonin e avere certezza che nulla sia stato distratto dai palazzi del marchese, sarebbe non solo doveroso verso i cittadini di Vicenza ma anche verso l'ex anziano e cattolico praticante presidente. Liberato dal peso minimale dei 29 milioni di euro spesi per far acquistare dalla Roi azioni della "sua" banca oltre che dei 2.5 mln impegnati, in base a quale passo dello statuto non si sa, per acquistare l'ex cinema Corso e dall'acccusa miserevole di aver "distratto" dei valori preziosi, Zonin potrebbe, così e gisutamente, concentrarsi nel processo che inizierà a Vicenza il 12 dicembre per difendersi dalle atrocità che, dice lui, sarebbero state commesse a danno di oltre 110.000 soci risparmiatori in Via Btg. Framarin e nelle sue mille filiali dai suoi dirigenti, a sua insaputa...
FATTI / ECONOMIA&AZIENDE
Fondo per le vittime di reati finanziari, istruzioni per l'uso fornite dalle associazioni soci aderenti a CNCU "Unite per il fondo" Il Senato, scrive nella nota che pubblichiamo Franco Conte presidente di Codacons Veneto a nome delle associazioni di tutela dei consumatori attive che fanno parte del CNCU - Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (Adusbef, Adiconsum, Adoc, Associazione Ezzelino da Onara, Casa del Consumatore, Codacons, Federconsumatori Fvg, Federconsumatori Veneto, Lega Consumatori, Unc) ha approvato la costituzione di un Fondo per le vittime di reati finanziari (in allegato il testo). Di Note ufficiali
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L'assemblea di sabato al Ridotto del Teatro comunale di Vicenza promossa da ben 10 delle più significative associazioni dei consumatori del Veneto e FVG , ha registrato la partecipazione di oltre 400 risparmiatori, un successo dati i tempi stretti di organizzazione. Spiace per i molti che non hanno potuto entrare per il rigido controllo per motivi di sicurezza. Mortificanti alcuni accenni di gazzarra palesemente organizzata. Non si viene infatti ad un assemblea, che vuole capire e spiegare un atto a tutela dei risparmiatori, con campanacci e fischietti. E' stata una giornata decisiva: il primo firmatario dell'emendamento sen. Giorgio Santini ha spiegato l'emendamento e le associazione hanno avanzato critiche costruttive (clicca qui). L'emendamento riconosce la possibilità di risarcimento per e dai da danni da reati finanziari risparmiatori obbligazionisti e - per la prima volta - anche azionisti! Il diritto al risarcimento è connesso alla violazione degli obblighi di informazione, di diligenza, di correttezza e di trasparenza e riguarda sia chi ha comprato azioni nel recente periodo che negli anni precedenti. Gli aspetti di radicale inadeguatezza sono: - le quantità previste di soli 50 milioni di euro per il biennio 2018/19. - i requisiti per l'accesso "sentenza passata in giudicato o titolo equivalente" e non garantista "o titolo equivalente" - troppo ampio il termine di 180 giorni per l'emanazione del DM di attuazione. Si rischia di non erogare un euro nel 2018.. mentre la gente è sempre più anziana Su questi punto il Sen. Santini ha dato assicurazioni che le somme stanziate saranno adeguate con riferimento alle esigenze che emergeranno e l'indicazione di dove attingere (fondi dormienti) da garanzia, inoltre massimo impegno a segnalare ai colleghi della Camera (che esaminerà il testo nei prossimi giorni) di recuperare un termine minore tipo 60 giorni e non 180. Resta il problema dei requisiti necessari per accedere. E' un punto nevralgico, un gruppo di avvocati delle associazioni sta elaborando una integrazione all'emendamento. Ieri, 4 dicembre, il sottosegretario on.le Baretta ha ribadito che si sta lavorando nella direzione indicata da noi. Porteremo all'attenzione di tutti i partiti i nostri suggerimenti. Sabato scorso le associazioni "Unite per il Fondo" hanno ribadito la via faticosa della responsabilità, siamo dispiaciuti per chi vuole usare questa tragedia per finalità politiche.
Per Codacons queste sono le cose da fare A) costituzione di parte civile, - per BPVI una prima scadenza è il 12 dicembre p.v. - per VB una seconda scadenza è l'11 dicembre p.v. conseguente al rinvio del 24 novembre scorso. per questo va firmata una procura specialeB) domanda di ammissione al Passivo.... - firma del mandato e della liberatoria privacy I documenti da firmare sono disponibili presso Codacons Veneto
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- presso la sede di Marghera tel. 041.5315803 dott. Fumai. - presso il recapito in Vicenza Viale Milano n. 27 con prima data utile giovedì 7 a partire dalle ore 15 . - richiedendo copia a questo indirizzo mail [email protected] Tutte le carte richieste per documentare il danno sono importanti, ma quella essenziali è una: situazione del deposito titoli, la più recente possibile, dalla quale risulti il numero delle azioni o obbligazioni ed il prezzo di carico. L'esperienza ci dice che chi semina rabbia raccoglie disperazione. Come detto in assemblea, l'unità ci rende forti quindi più efficaci per questo confermo il mio ottimismo responsabile. Per il Coordinamento Franco Conte
FATTI
I duecento anni di storia della Lanerossi ripercorsi dall'Accademia Olimpica Nel bicentenario della fondazione del Lanificio Rossi di Schio, la Classe di Diritto economia e amministrazione dell'Accademia Olimpica organizza per giovedì 7 dicembre alle 16.30, nell'Odeo del Teatro Olimpico, un incontro pubblico per ripercorrere la storia di questa grande impresa italiana e il ruolo da essa avuto nello sviluppo del territorio vicentino, sia dal punto di vista economico che sociale. Aperto da un indirizzo di saluto del presidente dell'Accademia, Gaetano Thiene, e coordinato dal presidente della Classe, Giovanni Luigi Fontana, l'appuntamento consentirà di riaccendere i riflettori su una storia tra le più straordinarie di quell'epoca pionieristica dell'industrializzazione italiana ed europea e sulla sua evoluzione nel corso del tempo. Di Comunicati Stampa
Permetterà anche di riflettere sulla figura di Alessandro Rossi (18191898), imprenditore e "ingegnere sociale" dalla cui visione nacque un colosso dell'industria ma anche un sistema virtuoso, che univa spazi
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dedicati al lavoro e alla vita civile, alla sfera privata e a quella comunitaria, con tale efficacia da rendere Schio un modello studiato in Italia e nel resto del mondo. I duecento anni di storia della Lanerossi saranno raccontati e analizzati attraverso cinque interventi. A inquadrare la vicenda dell'industria scledense nel più ampio contesto della tradizione laniera nel Vicentino sarà l'accademico Edoardo Demo, mentre del segmento storico che va dalle origini fino alla costituzione dell'Anonima Lanificio Rossi si occuperà lo stesso Fontana. Un approfondimento sulla figura di Alessandro Rossi sarà invece affidato al presidente della Classe di Lettere e arti Emilio Franzina, che ne metterà in luce il ruolo di protagonista dell'economia e della politica del secondo Ottocento. Spostandosi avanti nel tempo, l'accademico Vittorio Mincato rileggerà l'ingresso della Lanerossi nell'Eni, mentre Gianluca D'Incà Levis, ideatore del laboratorio d'arti visive Dolomiti Contemporanee e di Progettoborca, parlerà delle nuove sfide affrontate dall'azienda, fra tradizione e innovazione. L'incontro è aperto al pubblico. Informazioni su www.accademiaolimpica.it e al numero 0444 324376.
POLITICA / AMBIENTE
Oasi di Casale, M5S: "Finalmente i Noe indagano, e arrivano le prime anomalie" Per 36 anni anni Giuseppe Romio, presidente del Comitato dell'Oasi, ha lottato e continua a lottare per ottenere una nuova e adeguata verifica nel sottosuolo dove, secondo lui, giacciono dei residui di sacchi contenenti cromo esavalente altamente tossico. L'Amministrazione rifiuta qualsiasi verifica, dicendo che nessuna nuova evidenza giustifica un nuovo sondaggio del terreno". Dopo varie richieste - scrive mella nota che pubblichiamo il M5S -, interrogazioni e mozioni da parte di Liliana Zaltron, consigliere del Movimento 5 Stelle di Vicenza, di Manuel Brusco consigliere regionale M5S e del senatore Enrico Cappelletti si arriva ad un sopralluogo che doveva essere, a detta dei dirigenti comunali, un sopralluogo visivo propedeutico ad analisi in profondità. Di Note ufficiali
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Sembrava finalmente essere arrivati alla fine della vicende. Il sopralluogo visivo - alla fine dei conti una passeggiata nell'oasi - viene trasformato, a parole, in un dettagliato controllo con tanto di analisi del terreno. L'assessore Dalla Pozza parla di analisi che non portano nuove evidenze e non vuole proprio più sentire parlare dell'oasi e soprattutto dei rifiuti tossici: per lui la storia è chiusa. Ma lo stesso, messo alle strette dalle richieste della consigliera Zaltron, è costretto ad ammettere che le nuove analisi sono sempre quelle del 1987. Questa è la sostanza del contendere. Da una parte Romio e il Movimento 5 Stelle che, a difesa della salute dei cittadini, vogliono acquisire certezze sullo stato dell'Oasi. Dall'altra l'Amministrazione che non vuole assolutamente procedere ad una verifica, del costo preventivato di circa 14.000, in quanto le analisi del 1987 non evidenziano nel 2017 nessuna novità. Nel frattempo, comunque, vengono spesi 80.000 euro per rendere più agevole l'oasi. Adesso i Carabinieri del Noe sono entrati in azione e già ad un primo superficiale controllo trovano delle anomalie: si procederà quindi con i dovuti mezzi al sondaggio del terreno e le analisi riveleranno la composizione del sottosuolo. Dopo trentasei anni sapremo dunque cosa c'è sotto il terreno e cosa c'è sotto questa ostinata opposizione alle verifiche, dato che adesso l'Amministrazione acconsente "di buon grado" alle richieste. Una volta svelato il mistero di cosa c'è sotto ci sarà forse da svelare l'enigma dell'Amministrazione Comunale del perché di tanti, continui rifiuti. Le analisi tecniche "non invasive" sono state eseguite dalla ditta GIA CONSULTING srl di Napoli, la quale ha stretto un protocollo d'intesa con il Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente. Sono stati utilizzati il magnetometro e il georadar. L'area indagata è di circa 5 ettari ed ha evidenziato, già preliminarmente, delle anomalie che verranno approfondite successivamente tramite degli scavi. Le analisi tecniche sono state eseguite con la supervisione e dietro indicazione dei militari del NOE Carabinieri di Treviso, che stanno indagando. Enrico Cappelletti, senatore M5S Manuel Brusco, consigliere regionale M5S Liliana Zaltron, consigliere comunale M5S Vicenza
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FATTI / POLITICA
Vittoria di Otello Dalla Rosa e partecipazione record alle primarie di Vicenza, Filippo Crimì (PD): importante segnale per il centrosinistra in città E' notizia ufficiale - scrive nella nota che pubblichiamo Filippo Crimì, deputato vicentino del PD -, Otello Dalla Rosa è risultato il vincitore delle primarie di coalizione del centro-sinistra ed è così il designato candidato Sindaco alle prossime elezioni amministrative. In molti abbiamo creduto nel progetto di Otello e dell'associazione Vinòva e il lavoro che abbiamo fatto nei quartieri per costruire una nuova proposta per la città ci ha impegnato fortemente ed è stato apprezzato. Un sentito ringraziamento al comitato della coalizione, a tutti i volontari che con passione e dedizione hanno reso possibile lo svolgimento di questo grande momento di democrazia ed a tutte quelle persone che credendo al progetto di Otello, sono venute a sostenerlo. Di Comunicati Stampa
Il dato più sorprendente di queste votazioni è stata l'affluenza incredibile, oltre 6000 persone infatti hanno partecipato, rendendoci tutti entusiasti di aver dato vita ad una sfida politica e democratica che ha destato un reale interesse e mobilitazione in tutta la città. Questo risultato di partecipazione si è ottenuto grazie all'impegno di tutti i partecipanti e quindi, oltre ad Otello Dalla Rosa, anche Giacomo Possamai e Jacopo Bulgarini che ringrazio per il fondamentale contributo in questo meraviglioso confronto di idee e di uomini che fa onore al Partito Democratico. Adesso è fondamentale lanciare un guanto di sfida deciso alla destra e agli avversari politici che ci attendono al varco, attraverso l'unità del Partito e delle sue forze e con un'azione responsabile per la mobilitazione attorno ad Otello e al suo programma per Vicenza. Perché il futuro lo costruiamo, insieme.
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FATTI / POLITICA
Chiara Luisetto, nuova segretaria berica, manda un messaggio chiaro al suo PD: "lavoriamo insieme, uniti e compatti verso un obiettivo comune" Si è tenuta ieri, lunedì 4 dicembre 2017, la prima Assemblea provinciale del Partito Democratico vicentino che ha sancito l'elezione di Chiara Luisetto a nuovo Segretario provinciale: un risultato netto quello del Congresso provinciale che le ha consegnato il 60% dei componenti dell'Assemblea e della Direzione. Luisetto, trentaquatrenne Sindaco del Comune di Nove, ritorna quindi nella sede del PD di via dell'Oreficeria in veste di nuova guida dopo essere stata Responsabile Organizzativo fino al 2013. Di Note ufficiali
La prima nomina importante è stata quella del presidente dell'Assemblea, che, su proposta del Segretario stesso, è andata al candidato secondo arrivato Alfio Piotto. "Credo sia un forte segno di unità attribuire questo ruolo alla minoranza interna - commenta il neosegretario eletto Luisetto - gli iscritti si sono espressi con chiarezza scegliendo il progetto che ho costruito assieme ad un nutrito gruppo di amministratori, coordinatori di circolo e militanti, ma ritengo che in uno scenario politico nazionale come quello odierno, sia giusto lavorare insieme, uniti e compatti verso un obiettivo comune." Successivamente Luisetto ha comunicato il primo nucleo della squadra che la seguirà nella nuova segreteria all'insegna di competenze ed esperienza: il Tesoriere sarà Alessandro Franceschetto (votato dall'assemblea), ex coordinatore di circolo di Montegalda e con una lunga esperienza in campo economico-finanziario, Andrea Zorzan, Assessore del Comune di Thiene, sarà il nuovo Vicesegretario con delega a infrastrutture e ambiente (collaboreranno poi con lui Giovanni Battistella e Daniele Mezzalira, una volta conclusi i lavori della Commissione provinciale per il congresso che quest'ultimo presiede), Diego Acco, attuale coordinatore della zona Grande Vicenza, sarà il nuovo responsabile organizzativo (supportato da Luca Cortese, Sindaco di Sarcedo), Andrea Vezzaro, capogruppo di minoranza
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nel Comune di Villaverla, assumerà il ruolo di responsabile della formazione, Giulia Cunico, giovane Consigliere di maggioranza del Comune di Marostica, sarà la nuova responsabile comunicazione, Enrico Peroni, segretario di Vicenza città avrà la delega all'Europa nell'ottica di bandi e finanziamenti per il territorio a supporto delle amministrazioni, Giuliano Parodi, insegnante di storia e filosofia, si occuperà di scuola, all'ambito socio-sanitario il dott. Franco Rebesan di Lonigo ed infine la delega al lavoro e all'economia che verrà pienamente assunta a partire da giugno 2018 da Gianni Castellan che vanta una lunga esperienza nelle forze sindacali ed è attualmente vicepresidente dell'Ebav. Mancano all'appello le deleghe relative all'area diritti e integrazione per le quali il segretario sta ancora valutando alcune figure femminili e la delega ai circoli ed enti locali che per il momento saranno seguite dalla stessa Luisetto. La nomina della Direzione provinciale invece slitterà a gennaio, scelta fatta per consentire ai delegati all'Assemblea provinciale di entrare appieno nel loro ruolo. Sono poi stati votati i Revisori dei Conti che saranno Alessandra Marobin ed Ezio Framarin e la Commissione di Garanzia che si compone di cinque membri effettivi, quattro designati dalla maggioranza (Donatella Roversi, Nora Peruffo, Pierangelo Bellin e Rosario Vigneri) e uno dalla minoranza (Giampietro Morandini). Nel suo discorso d'insediamento, il Segretario Chiara Luisetto ha ribadito la volontà di ripartire dalla base, dai circoli e dagli amministratori per poter realizzare, mettere in rete e comunicare buone pratiche. Ha sottolineato l'importanza di parlare con unità e di affrontare i temi in modo coordinato e chiaro, dando a chi vuol far politica "una cassetta degli attrezzi", ovvero degli strumenti ed una formazione tale da permettere ai militanti di "star dentro" alla complessità di questo tempo, capirla e dunque governarla. Ha ricordato l'importanza del Partito Democratico come luogo del confronto, della discussione non autoreferenziale e la necessità di renderlo strumento vero di cultura politica. "Impariamo a parlare con una voce - ha esortato Luisetto - ad essere credibili perché coerenti e ad affrontare le sfide e le fatiche che ci attendono con la consapevolezza che saranno anni di testa bassa e lavoro duro per riconquistare fiducia, riavvicinare, organizzare." Infine, ha chiuso richiamando i valori costituzionali: "Lo dico spesso ai nuovi cittadini ai quali ho l'onore di attribuire la cittadinanza, magari dopo troppi anni di attesa: i diritti e i doveri che giurate di rispettare sono la nostra spina dorsale, sta a noi stare con i piedi per terra, le spalle dritte e il sorriso in faccia. Che sia così che affrontiamo da oggi questa nuova avventura."
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