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Anno XXVI - n.45 - 1,50 euro

Direttore Alessandro Carli

Venerdì 7 Dicembre 2018

E ditoriale Finanziaria, le imprese I mprese Tanti dubbi Il podio sulla Legge di Bilancio

Il tema più caldo del momento è la prossima Legge di Bilancio, portata in prima lettura in questi giorni. Una manovra che il Governo ha annunciato non come “omnibus” – come sono state quelle degli ultimi anni – bensì come una “finanziaria in senso stretto”: la Legge, dunque, dovrebbe contenere una serie di interventi dedicati al rilancio e l’equilibrio del bilancio, al contenimento della spesa corrente e al ripristino delle riserve di liquidità al fine di recuperare risorse da impiegare nell’investimento. Ma contiene invece interventi estemporanei e non strutturali, come sarebbe lecito aspettarsi e di cui la Repubblica di San Marino ha urgente necessità, come rileva il Segretario Generale di ANIS William Vagnini nell’intervista rilasciata a San Marino Fixing. Se non le riforme, almeno che la finanziaria detti i tempi delle riforme, allora. Sarebbe opportuno riaprire il tavolo per la Stabilità Nazionale e lo Sviluppo, quindi, per definire le priorità e i modi e tempi con cui raggiungere gli obiettivi. Solo in questo modo tutte le parti sociali del Paese potrebbero mettere in campo la propria esperienza e le proprie proposte. Ma anche un senso di responsabilità che oggi forse manca, e che invece serve per risollevare il Titano dal lungo momento di difficoltà che sta vivendo. Un debito pubblico che potrebbe arrivare a 888 milioni e un rapporto debito/Pil oltre il 61%. Una prospettiva insostenibile e inaccettabile. Le proposte di tutti allo stesso tavolo, anche per condividere obiettivi e sacrifici, poi che il Governo faccia il Governo, faccia la “sintesi” come si suol dire, e prenda le decisioni migliori per il Paese. Alessandro Carli

chiedono le riforme

di “NINI” del 2018

Vagnini (ANIS): “Incoerenza tra i buoni propositi e le azioni messe in campo. Serve un Piano per lo Sviluppo, basta interventi a spot” a pag.3

L a Pitagora

Le stampe cancellabili e riutilizzabili

a pag.5

C ultura

Riforme per lo sviluppo e riduzione della spesa corrente con interventi strutturali. E’ questo che ANIS si aspetta dalla Legge di Bilancio, ma dopo la prima stesura, “anche il proverbiale ottimismo degli imprenditori viene meno”, avverte il Segretario Generale William Vagnini. “Le riforme più importanti non ci sono, anzi, come quella delle pensioni, vengono posticipate. La spending review non appare così incisiva come dovrebbe, e viene portata avanti con interventi a spot e non con un piano condiviso da tutte le parti sociali, generando nuove tensioni e scontri, come quello con la CSU. E nonostante ciò, si parla di pareggio di bilancio: da raggiungere con interventi di cui, oggettivamente, gli effetti sono ancora tutti da verificare e quantificare”. Bartolucci alle pagg. 6-7

La “B-Arca” di un Noè del ’900

alle pag.8-11

spazio riservato all’indirizzo


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E conomia

FIXING - Anno XXVI - n.45 - Venerdì 7 Dicembre 2018

L’agenzia rimarca la debolezza della politica alla crisi del settore bancario

Fitch conferma “BBB-” il rating di San Marino La crescita del PIL sarà dell’1,3% nel 2019 e dell’1,1% nel 2020 Nessuna variazione rispetto al mese di giugno: l’agenzia Fitch, anche nell’ultimo rapporto del 30 novembre, ha conferma in “BBB-” il rating a medio-lungo termine di San Marino, ovvero l’indicatore dell’andamento economico finanziario del Paese. Il report nei dettagli Il rating di San Marino è supportato da un elevato PIL pro capite, dalla sua posizione di creditore esterno netto trainata da un ampio surplus commerciale e da un sistema politico stabile. Questi punti di forza sono imputati a ingenti passività potenziali derivanti da NPL di banche estremamente elevate, una debole risposta politica alla crisi del settore bancario e una limitata capacità amministrativa dovuta alla piccola popolazione. C’è anche una mancanza di diversificazione economica, alta dipendenza dall’Italia, lacune nei dati. Il settore bancario sammarinese rimane molto debole e il processo di ristrutturazione delle banche è limitato, aumentando il rischio di perdite che si stanno cristallizzando sul bilancio sovrano. Il rapporto NPL è stato del 47,2% (lordo) e del 28,6% (al netto degli accantonamenti). Fitch si aspetta che il settore subisca un’altra perdita nel 2018, di poco inferiore ai 48 milioni di euro (3,3% del PIL) registrati nel 2017, poiché le banche continuano a essere sfidate dal basso livello dei tassi d’interesse, da una maggiore trasparenza e dall’ampio stock di crediti deteriorati. La liquidità ban-

caria è adeguata ed è stata più stabile quest’anno. Il tasso di copertura della liquidità è vicino al 32%. È probabile una forte ricapitalizzazione pubblica del settore bancario, sebbene le dimensioni, i tempi e le modalità restino incerti. Cassa di Risparmio rappresenta la grande maggioranza del deficit di capitale del sistema e il governo ha garantito quasi altri 450 milioni di euro (30% del PIL) nei prossimi 25 anni. Ciò segue i 85 milioni di euro di perdite di CRSM coperti negli ultimi due anni principalmente attraverso la conversione di obbligazioni in azioni, in cima alle quali vi sono passività potenziali derivanti da normative che consentono alle banche di scambiare crediti d’imposta per titoli di Stato. “Le nostre proiezioni sul debito incorporano 450 milioni di euro di nuovo debito pubblico per le ricapitalizzazioni bancarie distribuite uniformemente tra il 2019-2021, ma l’incertezza attorno a questo è elevata. La posizione di bilancio sottostante di San Marino (esclusa la ricapitalizzazione bancaria) rimane prossima al pareggio. Ci aspettiamo un disavanzo delle amministrazioni pubbliche dello 0,5% del PIL nel 2018, simile al risultato del 2017, in quanto i maggiori trasferimenti di capitale sono compensati da un calo dell’1,3% delle spese ricorrenti, ulteriore slittamento dei progetti di investimenti pubblici e una tassa una tantum sulle abitazioni proprietà”. Fitch prevede un avanzo delle amministrazioni pubbliche pari

allo 0,2% del PIL nel 2019 e allo 0,7% nel 2020. Il bilancio 2019 incorpora un taglio del 4% delle spese ricorrenti (comprese le riduzioni salariali del settore pubblico), un’imposta sulla proprietà commerciale e un’amnistia per sostenere le entrate immobiliari, insieme a spese di infrastruttura un po’ più elevate. La principale misura fiscale aggiuntiva prevista per il 2020 è l’introduzione dell’IVA, ma i dettagli devono ancora essere concordati. “Questa restrizione fiscale moderata è piccola rispetto alla prevista ricapitalizzazione bancaria, a seguito della quale prevediamo aumenti del debito delle amministrazioni pubbliche al 41,5% del PIL nel 2020 e al 49,8% nel 2021, dal 24,1% del PIL nel 2017, che si confronta con l’attuale Mediana ‘BBB’ del 36,0%. A nostro avviso, la flessibilità finanziaria di San Marino è ridotta dall’assenza di un track record di prestiti esterni, dalla limitata capacità di ‘prestatore di ultima istanza’ per il suo debole settore bancario e dalla costante erosione delle sue riserve fiscali. La ripresa economica sammarinese rimane contenuta, appesantita dalla continua riduzione dell’indebitamento del settore finanziario. Fitch prevede un leggero indebolimento della crescita del PIL nel 2018, all’1,4% dall’1,6% stimato nel 2017 (i dati finali dei conti nazionali non sono ancora disponibili) che porterebbe il tasso di crescita medio quinquennale all’1,0% rispetto al “BBB” mediana del 3,7%. Gli indica-

tori disponibili sono alquanto contrastanti, con una crescita dell’occupazione del 2,2% nell’anno a ottobre, trainata dall’aumento della partecipazione dei non residenti, ma la disoccupazione cala lentamente ad un tasso medio del 7,9% quest’anno, dall’8,1% nel 2017 e nessun aumento del numero di aziende registrate. Il PIL nei prossimi 2 anni Fitch prevede una crescita del Prodotto Interno Lordo

dell’1,3% nel 2019 e dell’1,1% nel 2020, lasciando il PIL reale del 17%, al di sotto del livello precedente alla profonda recessione di San Marino nel 2009-2014. La ripresa è frenata dalla moderazione della domanda esterna, dall’inadeguatezza della politica fiscale, dal consolidamento del settore bancario e dal calo del credito. La crescita dell’occupazione sarà sostenuta da un ulteriore allentamento delle restrizioni sull’assunzione di non

Finanza & Mercati

residenti, mentre i piani per aprire parzialmente il mercato immobiliare agli investitori stranieri dovrebbero contribuire a stimolare il mercato immobiliare ancora depresso. Ci sarà una spinta una tantum da un grande progetto retail finanziato esternamente, mentre la precedente normalizzazione delle relazioni economiche con l’Italia sostiene il commercio e gli investimenti. Alessandro Carli

Cos’è la MIFID II e in che modo ti riguarda?

Rubrica a cura di Banca di San Marino s.p.a. - Strada della Croce, 39 47896 Faetano - Tel. 0549.873433 - Email: comunicazione@bsm.sm

La MIFID II rivede ed amplia la precedente direttiva 2004/39/CE, la cosiddetta MIFID (Markets in Financial Instrument Directive). Entrata in vigore nell’ordinamento italiano nel 2018, è una normativa europea che disciplina i servizi di investimento. Nell’obiettivo del legislatore, tale sistema di norme dovrebbe offrire una maggior protezione ai risparmiatori e favorire l’integrazione e l’efficienza dei mercati finanziari UE, arrivando a sviluppare un mercato unico dei servizi finanziari in Europa. Lo scopo principale della MIFID è senz’altro quello di rendere meno onerosa la possibilità di valutare e scegliere i prodotti di investimento sulla base dei costi e della qualità dell’offerta. Tutto questo favorirà nel tempo una sana e corretta competizione di mercato tra gli intermediari finanziari. Le parole chiave quindi della MIFID II sono: trasparenza, adeguatezza ed educazione finanziaria. Parole rivolte all’investitore/

consumatore e quindi a tutti noi che ci rechiamo in banca per scegliere un investimento finanziario, o per chiedere suggerimenti al consulente su come investire. Questa normativa, quindi, richiede alle banche di vendere i prodotti finanziari in base al cliente, ma cosa significa nel concreto? • Che la banca dovrà profilare i clienti con un questionario di adeguatezza per comprendere quali tipi di investimento sono più appropriati in base alle singole esigenze, alla disposizione al rischio, alla capacità e alle competenze finanziarie e dovrà classificare i clienti in due tipologie: cliente retail e cliente professionale. Il cliente al dettaglio (retail) riceverà il livello massimo di tutela degli investitori, mentre i clienti con maggiore conoscenza ed esperienza in materia (clienti professionali) riceveranno una protezione minore. • Gli intermediari finanziari dovranno fornire maggiori informazioni al cliente (educazione finanziaria),

al fine di metterlo in condizione di comprendere le caratteristiche dei prodotti che gli vengono proposti. • I costi devono essere chiari, così come il loro peso sul rendimento atteso (trasparenza). Al momento a San Marino questa normativa non è stata ancora recepita, ma nella decisione UE 2018/492 della commissione del 22/03/2018, che modifica l’allegato della convenzione monetaria tra l’Unione Europea e la Repubblica di San Marino, si stabilisce l’introduzione di tale normativa anche nel nostro ordinamento. Una nuova normativa impegnativa, ma che può essere di aiuto ai risparmiatori ad assumere scelte di investimento consapevoli, ciò nella sempre più diffusa convinzione che, solo tramite una maggiore consapevolezza finanziaria, il risparmiatore “educato” potrà avvicinarsi in modo più fiducioso, e meno impreparato, ai mercati finanziari. Annalisa Ventura


I nnovazione

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Tra i soci fondatori del concorso anche ANIS e Fondazione San Marino

Il sistema che minimizza gli errori degli operatori A MaCh 3D il primo premio di “Nuove Idee Nuove Imprese 2018” di Alessandro Carli

Un ecosistema di prova materiali formato da una macchina di trazione, attrezzature di prova e una piattaforma cloud, firmato da MaCh 3D, si è aggiudicato il primo premio alla 17esima edizione di “Nuove Idee Nuove Imprese”, quindi un assegno del valore di 10.000 euro oltre ai finanziamenti agevolati del Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia, l’accesso gratuito al programma di accelerazione di “Primo Miglio”, l’iscrizione e assistenza gratuite per due anni a Confindustria Romagna e una postazione di coworking per sei mesi a Rimini Innovation Square. Al secondo posto Linkaut, che propone un’innovativa modalità per diffondere la cultura dell’accoglienza di persone con autismo. Terza posizione per RoomMate, cherisolve i problemi e le esigenze di chi condivide l’abitazione, un progetto che aggrega in una sola app mobile gratuita funzioni per la gestione delle spese e delle bollette, per l’organizzazione delle faccende e delle commissioni. Il progetto vincitore La macchina di trazione, intelligente e di dimensioni compatte, realizza una procedura di prova sperimentale semplificata volta alla minimizzazione dell’errore operatore. La disponibilità di attrezzatura di prova plug-in permette l’esecuzione di diverse tipologie di test e/o l’esecuzione di prove speciali su materiali e/o componenti con la medesima mac-

essere favorita facendo matching tra “le startup più giovani e le imprese più mature”.

china di prova. L’ecosistema si completa di una piattaforma software cloud attraverso la quale è possibile comandare la macchina, archiviare i dati sperimentali ed eseguirne il postprocessing tramite procedure guidate e/o personalizzabili, generando report in modo automatico basati su templates. MaCh 3D è il primo sistema di prova materiali pronto per Industria 4.0, interfacciato con le macchine di produzione, acquisisce i parametri di processo e li correla alle proprietà meccaniche dei materiali ottenuti, rendendo possibile il monitoraggio puntuale ed in tempo reale dei propri processi produttivi. MaCh 3D è un sistema abilitante alla Progettazione Globale di Prodotto. Attraverso la correlazione di proprietà meccaniche, parametri di processo e tempi e costi di produzione, sarà possibile ottimizzare in modo integrato geometrie, proprietà meccaniche dei materiali e processi di produzione dei pro-

pri prodotti. La business plan “In 17 anni di attività – così il Presidente di ‘Nuove Idee Nuove Imprese Maurizio Focchi alla platea del Fulgor di Rimini - la business plan competition ha visto la partecipazione di circa 3.700 giovani protagonisti di 1.263 idee di business. Sono nate 70 aziende e il montepremi distribuito è stato di oltre 576.000 euro. Il dato importante è che su 70 aziende, circa il 70-75% sono ancora attive. Anche grazie all’impegno dell’Università, cercheremo di capire i loro fatturati”. Focchi, dopo aver ricordato l’impegno dei soci fondatori (Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, Camera di Commercio della Romagna, Fondazione San Marino Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino – SUMS, Confindustria Romagna, Uni.Rimini SpA, Camera di Commercio Repubblica San Marino, ANIS San Marino) anche nei momenti

San Marino FIXING settimanale di informazione economica, finanziaria e politica Direttore responsabile Alessandro Carli a.carli@fixing.sm Redattore Daniele Bartolucci d.bartolucci@fixing.sm Responsabile commerciale Roberto Parma 339.8016455 roberto.parma@fixing.sm Per la pubblicità su Fixing 0549.873925 commerciale@fixing.sm

Editore Società Editoriale Fixing srl Via Antonio Onofri, 109 47890 San Marino Città Tel. 0549.991719 Fax 0549.879049 e-mail: info@fixing.sm web: www.sanmarinofixing.com Prezzo in edicola: 1,50 euro Fotolito Linotipia Riminese Via San Leo, 10 47922 Rimini Italia

Stampa Studiostampa New Age Strada Cardio, 58 47899 Galazzano Repubblica di San Marino Autorizzazione della Segreteria di Stato agli Affari Interni della Repubblica di San Marino del 16/4/1993 - Protocollo n.1695. Spedizione di stampa periodica in abbonamento postale per l’interno - Tassa pagata - Tariffa per editori - Autorizzazione n.711 del 16/02/2005 della Direzione Generale delle PP.TT. della Repubblica di San Marino

di difficoltà e l’importanza della sinergia tra due territori (Romagna e San Marino), ha chiarito gli obiettivi di “Nuove Idee Nuove Imprese”: far crescere e sviluppare l’imprenditorialità anche tra i giovani e l’innovazione. Innovazione che “è dentro l’imprenditorialità” e che deve

Il “caso” di successo Andrea Roberto Bifulco, chapter director di Startup Grind Rimini & San Marino, ha intervistato Massimiliano Magrini, riminese di nascita e cofondatore e managing director di Unites Ventures, società italiana specializzata negli investimenti in startup tecnologiche. Magrini è stato managing director di Altavista e, dal 2002, country manager di Google Italia, contribuendo al lancio di Google in Italia. “I sistemi capitalizzati attirano talenti – ha spiegato alla platea Magrini – e l’Italia, da quanto punto di vista, è indietro rispetto ad altri Paesi come ad esempio la Spagna”

che investe circa 2 miliardi di euro all’anno contro i 200 milioni dell’Italia. Magrini poi si è soffermato sulla necessità di una “semplificazione burocratica” per poi entrare nei dettagli dell’innovazione: “Per chi la fa l’aspetto importante è l’input e non l’output”. Agli startupper presenti il co-fondatore di Unites Ventures ha dato due consigli: il primo è di “essere determinati e di porsi un obiettivo”. Per raggiungerlo occorre razionalità (“l problema è reale o è solo nella testa?” ha sottolineato) ma anche flessibilità. “Chi raggiunge l’obiettivo è perché ha una squadra di persona capaci di lavorare insieme”. Chi ha talento, ha concluso, “guarda anche alla qualità della vita”. E la macroarea Romagna – San Marino è seconda a pochi.


I mport/Export

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Cremoni, consulente fiscale di ANIS, fa il punto sulla fatturazione elettronica

“L’esterometro non esaurirà gli obblighi” “Senza un nuovo accordo, è in vigore la procedura della L. 143/99”

G estione Rifiuti

di Daniele Bartolucci

Fatturazione elettronica, manca meno di un mese all’introduzione in Italia dell’obbligatorietà per tutte le operazioni in ambito B2B, ma anche a San Marino si lavora alacremente per non penalizzare le imprese dell’antica Repubblica, il cui principale mercato di riferimento è storicamente proprio quello italiano. Ed è proprio in questo senso che da tempo ANIS sollecita il Governo, che ha avviato mesi fa uno specifico tavolo di confronto tra la Segreteria di Stato per le Finanze e il Bilancio con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e con l’Agenzia delle Entrate della Repubblica italiana: l’obiettivo è “dotare il sistema degli scambi tra Italia e San Marino di procedure semplificate in linea con gli strumenti informatici attualmente a disposizione”, come ha spiegato la stessa Segreteria di Stato. Quindi “si sta concretamente lavorando per garantire agli operatori economici del territorio la possibilità di emettere le fatture elettroniche nel medesimo formato utilizzato dall’Italia, considerato il numeroso interscambio di documentazione con detto Paese”, hanno annunciato da Palazzo Begni. Nel frattempo, però “in mancanza di un accordo”, spiega il consulente fiscale di ANIS Fabrizio Cremoni, “rimangono valide le disposizioni della Legge 21 dicembre 1993 n. 134 che stabiliscono le regole da applicare negli scambi con l’Italia”. La specifica è d’obbligo, soprattutto perché in Italia, con la fatturazione elettronica “sarà introdotta anche una nuova comunicazione delle fatture relative ad operazioni transfrontaliere, il cosiddetto ‘esterometro’, con cui gli operatori IVA residenti dovranno infatti comunicare le operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato”. Come funzionerà l’estero-

Rubrica a cura di: Le novità del 2019: ritocco dei prezzi di smaltimento

metro con San Marino? “Come noto, le operazioni con soggetti esteri, nel nostro caso con San Marino appunto, sono escluse dall’obbligo di fatturazione elettronica, ma per i soggetti italiani entrerà in vigore questa nuova comunicazione di informazione all’Agenzia delle Entrate che però – occorre sottolineare – non esaurirà affatto gli adempimenti, in quanto restano sempre attuali le procedure previste dalla 134 del 1993, che appunto regola gli scambi tra i due Paesi. Resteranno in vigore, quindi, le fatture vidimate, a maggior ragione se il soggetto italiano acquista da San Marino. Attenzione dunque a scambiare l’esterometro per una soluzione all’annosa questione delle fatture cartacee, che si potrà risolvere solamente con un nuovo accordo tra Italia e San Marino, a cui appunto si sta lavorando in questi mesi”. A proposito dell’accordo, come procede? “Credo che il tavolo di lavoro, anche grazie alla spinta e alle indicazioni proposte da ANIS, stia procedendo bene. Al momento San Marino sta

lavorando per implementare le procedure software per inserire le operazioni in una piattaforma interna, dove sarà l’Ufficio Tributario a raccogliere queste informazioni per comunicarle allo SDI italiano. Questo dovrebbe permettere ai soggetti sammarinesi di venire identificati dal sistema elettronico italiano, evitando eccessive penalizzazioni. Poi comunque occorrerà superare le vecchie procedure, con un accordo tra i due Paesi”. Ci sono anche altri punti di criticità? “Innanzitutto andrà definito chiaramente se questo accordo riguarderà solamente i beni, come è certo, o anche i servizi. In seconda istanza, occorrerà chiarire come assolvere alla doppia registrazione in caso di IVA non prepagata (reverse charghe). L’Agenzia delle Entrate si è recentemente espressa sulla differenza tra reverse charge interno ed esterno, come è il caso oggi di San Marino. Ovviamente sarebbe opportuno trovare un accordo per qualificare anche questo come ‘interno’, una volta definite le nuove procedure”.

Il consueto appuntamento con la fiera di Ecomondo (l’evento annuale per la green and circular economy ospitato a Rimini) ha confermato la recente problematica che riguarda la ricettività degli impianti italiani. Già da diversi anni a questa parte il mercato dei rifiuti risulta congestionato per la conseguenza diretta della mancanza di un numero sufficiente di impianti di trattamento finale di rifiuti in Italia, impianti che - nonostante riducano notevolmente la mole di rifiuti impattanti ricevuti producono, a seguito dei loro processi, altrettanti rifiuti da gestire, anche se in quantità ridotte. Ad aggravare la situazione, di per sé già problematica, si è aggiunto il “Decreto sblocca Italia” del 2014: l’articolo 35 difatti riclassifica i termovalorizzatori

italiani come impianti di recupero energetico R1, e come tali, non avendo limiti di bacino, hanno la possibilità di trattare anche rifiuti urbani di altre Regioni limitando, di conseguenza, il numero di rifiuti speciali (di produzione privata) che si possono conferire in impianto, per ovvie ragioni di natura operativa. A peggiorare la situazione si è aggiunta poi la politica cinese sulle importazioni di rifiuti: il colosso asiatico da gennaio 2018 ha fissato il limite di impurità sui materiali riciclabili importati allo 0,5%. Tale fenomeno ha generato un drastico calo del valore di mercato degli imballaggi (carta e plastica) rendendo quasi impossibile l’export verso la Cina. Questi fenomeni pongono tra l’incudine e il martello tutti gli impianti intermedi come IAM Srl che, oltre a

dover gestire queste dinamiche di mercato, è soggetta ad esportare i rifiuti in procedura di Notifica, ai sensi del Regolamento CE 1013, iter non di certo semplice a livello burocratico. Per garantire di poter ritirare i rifiuti prodotti dai propri clienti, già nell’ottobre 2018 IAM Srl ha acquistato gli spazi di stoccaggio per l’anno 2019 presso i propri partner italiani, anche in virtù della scarsa recettività di quest’ultimi, causando inevitabilmente come rovescio della medaglia l’aumento dei prezzi di smaltimento per ogni tipologia di rifiuto. Per l’Italia i rifiuti sammarinesi rappresentano ben poca cosa a livello di quantitativo, ma per il benessere del Monte Titano è importantissimo poter convogliare i propri scarti a impianti italiani qualificati nel rispetto della normativa e delle procedure di sicurezza. Mattia Marinelli


I nnovazione

FIXING - Anno XXVI - n.45 - Venerdì 7 Dicembre 2018

di Daniele Bartolucci

“Stampare e riutilizzare il foglio stampato ora è possibile!”, annuncia Gian Carlo Macrelli de La Pitagora. “Le nuove stampanti ideate da Toshiba Tec”, infatti, “consentono di produrre documenti cancellabili: il foglio può essere riutilizzato dopo la stampa reinserendolo all’interno della periferica che lo sbianca attraverso un processo termico, senza solventi”. Sempre più spesso si sente parlare di Rivoluzione Paperless, uffici senza più carta dove le informazioni viaggiano solo in formato elettronico, “ma la realtà”, spiega Macrelli, “è che tutti ancora, chi per abitudine, chi per comodità, stampiamo il documento. Ciò non significa che non si possano adottare dei comportamenti ‘green’ che concilino sostenibilità ambientale e praticità di lavoro”. Ed è così che sotto la spinta innovatrice del ‘4.0’ anche la Gestione Documentale sta evolvendo all’interno delle aziende. “Del resto, per mantenere un buon livello di competitività è necessaria innovazione, ma anche efficienza ed ottimizzazione dei costi”. Per rispondere alle nuove esigenze della Gestione Documentale sostenibile 4.0, La Pitagora ha deciso di fare propria la filosofia di Toshiba Tec, la quale ha realizzato una serie di stampanti multifunzione

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Le nuove stampanti “ibride” Toshiba Tec consentono di produrre documenti cancellabili

La rivoluzione del printing: si può stampare e riutilizzare Gian Carlo Macrelli (La Pitagora): “Fogli sbiancati termicamente, senza solventi”

“ibride” che rappresentano l’anello di congiunzione tra stampa tradizionale e archiviazione digitale: sono infatti le uniche in grado di stampa-

re e copiare sia in nero classico che in blu cancellabile stimolando quindi abitudini più consapevoli. Attraverso le stampanti mul-

tifunzione Toshiba “ibride”, infatti, la carta dei documenti stampati in modalità “cancellabile” può essere riutilizzata nella periferica: la macchina

sottopone il foglio ad un processo di sbiancamento termico che, senza l’uso di solventi e senza dispersione di toner, restituisce fogli bianchi riuti-

lizzabili più volte. “La Pitagora”, spiega quindi Macrelli, “si è specializzata negli anni nell’effettuare studi dei flussi documentali e i dati raccolti mostrano che un 28% di tutti i documenti cartacei stampati ogni giorno (ad esempio stampe di email, bozze, circolari, documenti destinati all’archiviazione) esauriscono la propria utilità nell’arco della giornata con un evidente ripercussione sia ambientale sia sui consumi di carta e toner. Questi sprechi potrebbero essere limitati grazie alla tecnologia ibrida delle nuove stampanti multifunzione Toshiba, di cui La Pitagora è diventata il principale riferimento territoriale, capaci anche di variare automaticamente la stampa in modalità definitiva o cancellabile in base a regole preimpostate via software nei driver di stampa”.

P rogetto MDS Toshiba Etichette e scontrini, con La Pitagora interventi a “misura di cliente” per le stampanti Barcode: “Si possono migliorare efficienza e produttività, abbattendo anche i costi” Grazie alla nuova tecnologia fornita da Toshiba Tec, La Pitagora è in grado di sviluppare interventi mirati “a misura di cliente” in tutti gli ambiti professionali (dal magazzino all’amministrativo fino all’industriale) in cui si utilizzino etichette con codici a barre, migliorandone produttività ed efficienza, ma anche l’efficacia dell’assistenza fornita, da sempre fiore all’occhiello dell’azienda sammarinese. “Grazie al progetto MDS”, spiega Gian Carlo Macrelli, “realizziamo uno studio sulla base dei dati forniti dal cliente, dell’utilizzo delle barcode e dei costi che ne derivano (hardware, consumabili e assistenza) e andiamo a sostituire l’intero parco macchine barcode, valorizzando i cespiti esistenti”. Gli obiettivi dichiarati da Toshiba Tec sono infatti: rinnovo tecnologico, incre-

mento della produttività e dell’efficienza, riduzione dei costi (economici ed operativi), semplificazione amministrativa e soprattutto un costo certo e costante. Quest’ultimo aspetto è alla base del progetto MDS, che prevede infatti un unico canone mensile, costante e comprensivo di tutto: hardware nuovo, consumabili e assistenza tecnica. La formula del “noleggio all inclusive”, quindi, viene estesa anche alle stampanti termiche per codici a barre Toshiba, “la soluzione perfetta per applicazioni di etichettatura, dagli scontrini alle etichette di spedizione e a qualsiasi altro tipo di etichetta specialistica”, spiega direttamente l’azienda. Comprese le imprese manifatturiere: “Le nostre stampanti industriali, dal design robusto e durevole, sono state realizzate per

offrire prestazioni elevate nell’ambiente industriale e manifatturiero”. “Da oltre 30 anni”, spiega Toshiba, “offriamo ai nostri clienti prodotti innovativi con il valore aggiunto di una rete capillare di assistenza tecnica. La nostra gamma di prodotti offre ai clienti una serie di eccezionali vantaggi e l’affidabilità che da sempre contraddistingue il marchio Toshiba. I materiali di consumo Toshiba”, aggiunge l’azienda, “sono progettati e realizzati per lavorare con la nostra gamma di stampanti per etichette e barcode; sono studiati per adattarsi alle esigenze delle diverse tecnologie di stampa e limitare l’usura delle parti operanti del sistema, assicurando alta qualità di stampa e prestazioni ottimali. In questo modo, il cliente potrà godere di una qualità immagine d’eccellenza e ridurre

il costo totale di possesso (TCO). Tutti i nostri prodotti sono progettati per incrementare l’efficienza di

stampa e ridurre, al tempo stesso, i rifiuti d’imballaggio così da minimizzare i costi di trasporto e di consegna”.

Inoltre, “l’utente potrà quindi risparmiare denaro e contribuire attivamente alla protezione dell’ambiente”.


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di Daniele Bartolucci

Riforme per lo sviluppo e riduzione della spesa corrente con interventi strutturali. E’ questo che ANIS si aspetta dalla Legge di Bilancio per il 2019, ma dopo la presentazione in prima lettura della finanziaria, “anche il proverbiale ottimismo degli imprenditori viene meno”, come spiega il Segretario Generale William Vagnini. “Le riforme più importanti non ci sono, anzi, come quella delle pensioni, vengono spostate all’anno prossimo. La spending review non appare così incisiva come dovrebbe, perché viene portata avanti con interventi a spot e non con un piano generale e condiviso da tutte le parti sociali, generando allo stesso tempo nuove tensioni e scontri, come quello con la CSU. E nonostante tutto questo si parla di pareggio di bilancio, da raggiungere con interventi di cui, oggettivamente, gli effetti sono ancora tutti da verificare e quantificare”. E’ quindi una bocciatura definitiva? “Al momento il giudizio è sospeso, ma auspichiamo che dal confronto con il Governo vengano attuati dei correttivi sostanziali in seconda lettura. A tal proposito abbiamo già fornito diverse indicazioni alla Segreteria competente. Ma soprattutto ribadiamo la proposta avanzata al Governo anche in Assemblea

A conomia E ttualità

FIXING FIXING - Anno - Anno XXVI XXII - n.45 - n.22 - Venerdì - Venerdì 7 Dicembre 6 Giugno 2018 2014

“Interventi strutturali, non a spot: così si creano solo effetti disastrosi a livello economico e socia

ANIS: “Con questa finanziaria l Il Segretario Generale, William Vagnini: “Giudizio sospeso, auspichiamo che dal confronto è evidente l’incoerenza tra i buoni propositi, come il pareggio di bilancio, e le azioni che Generale a fine novembre, di avviare i lavori di un vero Piano per lo Sviluppo, dove tutte le parti sociali partecipino senza difendere i propri interessi ma trovino soluzioni per i problemi attuali, delineando al tempo stesso una

“Spirale molto pericolosa: ci indebitiamo per pagare altri debiti” prospettiva di crescita per il Paese. Crescita che oggi non è affatto certa, al contrario di quello che può pensare qualcuno”. Si riferisce ai provvedimenti annunciati dal Governo? “Alcuni interventi sono assolutamente condivisibili in linea di principio, come quelli

per la semplificazione burocratica, altri meno. Ma al di là di questo, è evidente l’incoerenza di fondo tra i buoni propositi – come il pareggio di bilancio, essenziale a nostro avviso per garantire la sicurezza ai conti pubblici – e le azioni che si mettono in campo. O che non si mettono: perché il ritardo che scontiamo sulle riforme più importanti viene ulteriormente aumentato, con effetti disastrosi sia sul piano economico che su quello sociale”. Come lo scontro con la CSU? “Il livello di tensione tra Governo e sindacati è altissimo, con scioperi a ripetizione nella Pubblica Amministrazione e l’annuncio dell’ennesimo blocco generale prima di Natale, con conseguente disagio anche per le imprese. Comprendiamo le motivazioni della CSU, del resto non possiamo essere d’accordo con il metodo del Governo, che vuole scavalcare

la contrattazione collettiva. Ma non possiamo nemmeno condividere la difesa a ol-

tranza dello status quo o di interessi di parte, nel momento in cui a tutti viene ri-

chiesto un sacrificio per il Paese. Ribadiamo, con forza, l’urgenza di un Piano condi-

Radio 24 News - “24Mattino”

Bentivogli: “FCA, possibile cessione da parte della famiglia Agnelli” Radio 24 Il Sole 24 Ore www.radio24.ilsole24ore.com

“Tutto è possibile, i rumors sono costanti e continui”. Lo ha detto il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli, a 24Mattino di Maria Latella e Oscar Giannino su Radio 24, rispondendo a una domanda sulle voci di una possibile cessione di Fca da parte della famiglia Agnelli. “Tutto è possibile ma in questo momento non mi sembra che si costruisca un piano di investimenti di questa portata, dopo aver venduto Magneti Marelli per farla entrare in un agone più ampio.” Ha proseguito: “I rumors sono costanti e continui ma mi sembra che la presidenza diretta esecutiva di John Elkann e questa triplicazione di ruoli sia un rafforzamento

di presidio. Bisogna andare dietro a tutte queste cose conoscendo i dati di fondo”. “Piano FCA, da FIOM contestazioni assurde” “E’ una contestazione assolutamente assurda”. Lo dice Marco Bentivogli rispondendo alle obiezioni della Fiom sulla piena occupazione prevista dal piano industriale in Fca. “La mia collega Francesca Re David (Segretaria generale Fiom) dovrebbe sapere che senza un piano d’investimenti come questo, i lavoratori non avrebbero neanche la possibilità di utilizzare gli ammortizzatori sociali per riorganizzazione impianti. Per cui perderebbero salario e occupazione e si dovrebbe procedere ai li-

cenziamenti in pochissimo tempo”. Bentivogli ha aggiunto: “Purtroppo di fondo c’è sempre questa voglia di voler celebrare il funerale di questa impresa per poter dire di aver avuto ragione, quando invece si è avuto un torto profondo che avrebbe lasciato a casa centinaia di migliaia di lavoratori. Ci hanno promesso la piena occupazione nel 2021 naturalmente noi vigileremo”.


EA conomia ttualità

FIXING - Anno XXVI XXII -- n.22 n.45 -- Venerdì Venerdì 67 Giugno Dicembre 2014 2018

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ale. Lo sciopero della CSU? Il metodo del Governo è sbagliato, ma i sacrifici li devono fare tutti”

la crescita non è affatto certa” con il Governo vengano attuati dei correttivi sostanziali in seconda lettura. Anche perché si mettono in campo. Serve un Piano per lo Sviluppo, se si vuole far ripartire il Paese”

viso dove far rientrare le grandi e piccole riforme, evitando interventi isolati, peggio ancora se cambiano al cambiare delle stagioni come è avvenuto per il taglio agli stipendi pubblici: prima era l’ora settimanale, ora il contributo di solidarietà, ora si ipotizza di posticiparlo… C’era da aspettarsi una simile reazione da parte dei sindacati”. Anche la spending review rientrerebbe nel Piano di cui parla ANIS? “Tutto il Bilancio dello Stato deve rientrarci, è fondamentale. La spending review deve essere costruita assieme proprio perché si devono ge-

stire anche i sacrifici, che non si possono chiedere sempre e solo alle imprese e al settore privato in generale. Peraltro non solo chiesti, ma già pagati, con la reintroduzione della minimum tax e della patrimoniale. Coinvolgere tutti i rappresentanti della politica, dell’economia e della comunità è fondamentale, perché di fronte a questi interventi depressivi, si devono mettere in campo interventi per lo sviluppo: tutti accetterebbero di rinunciare a qualcosa se questo servisse a costruire un futuro migliore, per loro e per le generazioni a venire”. Al momento non sembra questa la situazione. “Al contrario, a partire dal Bilancio dello Stato, si paventano tagli e tasse senza un effettivo piano di sviluppo. Le risorse recuperate, invece che per gli investimenti necessari ad ammodernare il Paese, serviranno per coprire il debito pubblico. Ma non basteranno: con questa finanziaria si dà infatti libertà al Governo di aumentare l’indebitamento, sia per l’impellenza di rifinanziare la Cassa di Risparmio, sia per esigenze di cassa, perché manca la liquidità. E’ una spirale preoccupante, perché ci stiamo indebitando per pagare altri debiti”. Meno spese e più entrate, quindi? “La ricetta è sempre quella, ma bisogna metterla in campo con determinazione. Sul fronte della spesa pubblica abbiamo presentato un do-

R iorganizzazione Uffici Lavoro e Industria:

traslochi e possibili disagi L’Ufficio Attività Economiche (disciplinato da Decreto numero 22 del 2018 “Modifica all’allegato della Legge 5 dicembre 2011 numero 188 e successive modifiche - Costituzione dello Sportello Unico per le imprese”) si attiverà ufficialmente il 2 gennaio 2019 presso il Centro Uffici in Via 28 Luglio,196

- Palazzina A3 - Piano 2, Borgo Maggiore. Questo passaggio di riorganizzazione dei Servizi coinvolgerà l’Ufficio Industria e l’Ufficio del Lavoro, quindi nel mese di dicembre le Unità Organizzative si attiveranno per procedere alla riorganizzazione e al trasloco e potrebbero verificarsi disagi all’utenza.

cumento condiviso con tutte le associazioni di categoria, ma non è stato preso in considerazione, e infatti nel secondo assestamento di Bilancio la spesa corrente è perfino aumentata invece di

diminuire. Sul versante delle nuove entrate, premesso che contrasteremo ulteriori aumenti dell’imposizione alle imprese o ai lavoratori dipendenti tali da determinare un aumento del costo

del lavoro, occorre puntare sulla crescita: delle aziende che operano a San Marino e di quelle che possono venire a investire qui. Per farlo occorrono interventi strutturali e mirati, che non sono stati

ancora messi in campo. Se il quadro normativo di riferimento è rimasto lo stesso dell’anno in corso e le condizioni ambientali, a partire dal Bilancio dello Stato, sono in qualche modo peggiorate, è abbastanza difficile ipotizzare che ci sarà una crescita sostenuta nel 2019. Se al contrario, saremo in grado di attuare un serio piano di riforme, recuperando il tempo perso fino ad oggi, San Marino potrebbe concretizzare l’enorme potenziale che ha ancora inespresso e l’anno prossimo potremmo tutti ritrovarci a parlare di una situazione ben diversa”.


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T urismo

FIXING - Anno XXVI - n.45 - Venerdì 7 Dicembre 2018

Una soluzione anche per gli imprenditori che cercano un luogo tranquillo

Pernottare nel centro storico tra i petali La Locanda Jole propone due stanze che hanno i nomi dei fiori di Alessandro Carli

Tripadvisor attribuisce un “Certificato di Eccellenza” agli alloggi, alle attrazioni e ai ristoranti che ottengono sempre recensioni molto positive da parte dei viaggiatori. Un segno distintivo di riconoscimento che sottolinea la qualità della proposta. Un simbolo “universale” (moltissimi sono i “viaggiatori” della Rete che, prima di scegliere un posto, si affidano alle “stelle” del portale, ndr) che accompagna anche l’Antica Trattoria Jole di San Marino. Il luogo di ristoro ubicato tra le vie del centro storico della Repubblica di San Marino (che quest’anno ha festeggiato i dieci anni dall’entrata nel Patrimonio Mondiale UNESCO, ndr), oltre alle proposte enogastronomiche, da circa un anno “offre” anche una soluzione interessante e curata per il pernottamento. Più che una proposta, il completamento di una filosofia di famiglia… “Esatto – racconta Mara Verbena, titolare dell’Antica Trattoria Jole ma anche fiorista, decoratrice, wedding planner e insegnante di decorazioni -. Un locale aperto dai miei genitori Renato e Jole nel 1955 a San Marino che proponeva piatti liguri, marchigiani, romagnoli con l’aggiunta di quelle strane spezie conosciute in Belgio. Io e mio fratello Fabio abbiamo deciso raccogliere la testimonianza culinaria dei nostri genitori, fatta di prodotti semplici ma di alta qualità, e di riproporla. L’Antica Trattoria Jole era un luogo di acco-

glienza a tavola. Abbiamo pensato di implementare questa ‘accoglienza’ aprendo una piccola locanda una sorta di ulteriore ‘petalo’, sempre in stile”. Di cosa si tratta, nello specifico? “Sono due stanze, una chiamata ‘Peonia rossa’ e una ‘Rosa bianca’. Entrambe sono eleganti e floreali. Nella prima spicca una Peonia gigante, che impreziosisce e ingentilisce l’ambiente. Per la seconda invece, poiché è meno illuminata rispetto alla ‘sorella’, abbiamo optato per nuance chiare, bianche appunto, che danno quel tocco di luminosità. In tutte e due le soluzioni sono presenti i bagni privati e un ampio salottino, mentre per la cucina abbiamo pensato a uno spazio comune per la colazione”. Su airbnb.it i voti sono altis-

simi: 5 stelle su 5 per la posizione e altrettante per la pulizia. “È una soluzione a misura di famiglia, ma anche per singoli che hanno voglia di spazio, o per imprenditori che vengono in Repubblica per motivi di lavoro e che la sera cercano un luogo accogliente e tranquillo: ogni stanza ha un letto matrimoniale e un divano letto, in modo da poter accogliere sino a quattro persone. Agli ospiti piace anche il luogo: siamo nel centro storico, a due passi dalla Piazza della Libertà, in una via frequentata di giorno ma che la sera è silenziosa e tranquilla. Quello che cerca chi viene a San Marino: avere la possibilità di visitare la ‘Capitale’ da una posizione baricentrica – ogni attrazione è facilmente raggiungibile – ma che poi, di notte, permet-

te di riposare. Gli ospiti poi hanno la possibilità di pranzare e di cenare all’adiacente Antica Trattoria Jole”.

E steri

I feedback su Airbnb.it Due recensioni particolarmente indicative, pubblicate su airbnb.it, che raccontano

come si sono trovati gli ospiti. “Che posto incredibile in cui soggiornare a San Marino! Proprio nel centro della città vecchia, ci siamo sentiti come la gente del posto! La camera è incredibile, ben arredata con stile e classe... super pulito, e la padrona di casa è semplicemente incredibile. Tocchi speciali per rendere il vostro soggiorno ancora più piacevole. Sicuramente consigliato!” (Karin). “Ci siamo davvero goduti il nostro soggiorno a San Marino e ci torneremmo sicuramente. Mara è così attento e premuroso che ha reso il nostro soggiorno un’esperienza fantastica. La posizione è ottima, davvero nel mezzo del centro, e anche se sei in centro città è un posto tranquillo. San Marino ha superato le nostre aspettative!” (Marisa).

San Marino è Stato membro della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo La Segreteria di Stato per gli Affari Esteri informa che la Repubblica ha ottenuto l’approvazione del Consiglio dei Governatori, con votazione unanime, per accedere quale 70° membro alla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (EBRD); istituzione bancaria multilaterale, cui aderiscono Paesi europei, non europei che sono membri del Fondo Monetario Internazionale, l’Unione Europea e la Banca Europea degli Investimenti. Si tratta per la Repubblica di un risultato assolutamente positivo, per le ricadute sostanziali in capo al sistema bancario sammarinese, che potrà beneficiare - e con esso l’intero Paese – di standard e garanzie di sempre migliore efficienza, trasparenza e competitività. Facendo ingresso nell’importate istituzione internazionale, San

Marino conferma il percorso di internazionalizzazione in atto del proprio sistema economico finanziario, propedeutico alla progressiva attrazione degli investimenti sul Titano, allo sviluppo di competenze professionali e di opportunità di crescita, indirizzate a contesti multilaterali. La Segreteria di Stato per gli Affari Esteri, che ha seguito tutte le fasi che hanno condotto all’odierno risultato, si compiace della speditezza della relativa procedura e del riscontro che dalla Banca medesima è pervenuto, rispetto alla valutazione dei requisiti richiesti per essere compliant ai parametri giuridici ed economici. La membership diverrà effettiva con la conclusione delle ultime formalità richieste. Il Presidente dell’EBRD, Suma Chakrabarti che sarà,

tra l’altro, in visita a San Marino il prossimo 13 dicembre, congratulandosi per l’ingresso della Repubblica, ha voluto sottolineare la stretta volontà di collaborazione attraverso un dialogo politico costante, per favorire lo sviluppo economico, offrendo expertise e strategie più aperte e moderne. La Segreteria di Stato per gli Affari Esteri ritiene che attraverso tale importante ingresso, potrà arricchirsi la cultura finanziaria del Paese e la sua capacità di affrontare le sfide finanziarie globali. Allo stesso tempo, l’essere Stato membro contribuirà altresì ad accrescere la reputazione e l’affermazione internazionale della Repubblica, anche attraverso la sua partecipazione attiva ai processi decisionali della Banca medesima.


La “b-Arca” dell’arte novecentesca Opera unica di tre Maestri (Afro Libio Basaldella, Franco Gentilini e Orfeo Tamburi) e creata nel 1947 è composta da 83 formelle d’autore. Oggi si trova a San Marino: Giuseppe Arzilli l’ha fatta restaurare di Alessandro Carli

Tre stili, tre poetiche, tre nomi. Con una missione che si sovrappone, nel nome della salvezza. In bilico tra un’impronta canonica e qualche apostrofo apocrifo, con un’idea comune, quella di ritualizzare una pagina sacra dei racconti biblici. In piena mentalità novecentesca – il secolo in cui il “carattere paradossale del mito” consiste nel suo essere “un oggetto senza tratti definiti” così da permettere “variazioni vaste anche divergenti” - Afro Libio Basaldella, Franco Gentilini e Orfeo Tamburi si incontrano e nel 1947 realizzano un grandissimo pannello ceramico policromo (370 x 190 centimetri), “L’Arca di Noè”. “Un’opera unica perché non si conosce un secondo esperimento condotto dai tre – queste le parole di Giancarlo Galdi -, che hanno lavorato in comunione d’intenti alla maniera degli artisti del Rinascimento. L’idea generale, la scansione dello spazio e anche il fondale sono invenzione di Afro”. Una straordinaria opera composta da 83 formelle d’autore sino a qualche anno fa sconosciuto e riportato in vita da Giuseppe Arzilli, orafo sammarinese e mecenate d’arte che ha si è avvalso di professionalità cristalline del Museo della Ceramica di Faenza per la fase di restauro. “L’Arca di Noè” difatti versava in uno stato cagionevole di salute (era ubicata in una villa a Parigi). E’ stato quindi necessario smontare le formelle una ad una per riportarle all’antica bellezza. Parliamo di un topos della letteratura e dell’arte – sul tema si sono impegnati, tra gli altri, anche Michelangelo Buonarroti, Edward Hicks, Gustave Dorè e Salvador Dalì: nel 1967, nel pieno del suo periodo mistico nucleare, affrontò “La sacra Bibbia”– che cela, proprio nella sua “data di nascita”, tutta la sua forza innovativa: gli stilemi classici, rivisitati e riammodernati, lasciano il posto a una raffigurazione “figlia del suo

tempo”, di quell’Italia (o forse di quel mondo) che si leggeva addosso, sulla pelle, le ulcere della Seconda Guerra Mondiale. È una figura archetipica, quella di Noè, da sempre presente nella memoria interna sia di chi ha prodotto la letteratura e i miti, sia di chi se ne è sempre nutrito. Si è di fronte a un nome parlante, che assomma su di sé, attraverso un comportamento ambiguo e sfuggente, incoerenze e fraintendimenti. Il mito classico è dunque, come per Alberto Savinio, semplicemente un pretesto. O, se si preferisce, un serbatoio di “tipi psicologici” che debbono essere continuamente modificati o attualizzati. O, ancora, una galleria di maschere apparentemente fisse, ma dietro le quali si cela un volto che l’artista – o, in questo caso specifico, i tre artisti - può foggiare a suo piacimento, adeguandole al proprio gusto e allo spirito mutevole dei tempi. I miti, in questa prospettiva, divengono pure e semplici entità nominali e fantastiche, dei cliché che però nulla hanno di immutabile. Appare chiaro, scrive Ilaria Batassa nel saggio “La profondità della superficie: Alberto Savinio tra mito, canone e innovazione” (Roma, Adi editore, 2014) che “la vera dignità del mito nell’attualità

risiede nella sua capacità di adattarsi alla mutazione dei tempi, di rendersi morale, carne e sangue vivo, pronto alla morte, pensante alla morte. In questa prospettiva, dunque, si è di fronte a un’interferenza tra realtà e mitologia il cui risultato è una deformazione dell’una e dell’altra”. Deformazione che è incardinata nelle differenze degli artisti. Gli stili dei tre, scrive difatti con profonda competenza Karina Mamalygo, “sono completamente diversi: la sensazione penetrante del colore di Afro Basaldella, il metaforismo e l’intensità intellettuale di Franco Gentilini, la raffinatezza delle linee di Orfeo Tamburi, si uniscono in una incredibile sin-

tesi artistica e materiale, superando gli stili individuali”. Novecentesca è senza dubbio la scelta cromatica, valorizzata dal supporto (la ceramica), che riporta di primo acchito alla poetica aurea di Gustav Klimt per poi distanziarsene: riemerge, anzi, vengono recuperate (e quindi salvate, per rimanere nel tema dell’Arca) le nuance di Vincent Van Gogh, quel giallo ocra che caratterizza i campi di grano maturo. Sempre appartenenti al “secolo breve” sono poi gli animali, stilizzati e resi quindi più contemporanei: la giraffa naif e la scimmia che appaiono sul versante sinistro dell’opera, ma anche le stelle che sovrastano – sempre sul lato sini-

L a notte di Natale

La “descrizione” poetica della nascità di Gesù

Una poetessa sammarinese ci ha inviato una “descrizione” della “Notte di Natale”, un regalo ai lettori di Fixing in vista delle prossime festività. Gela la notte bianca!/ Sotto un mantel/ di neve freddo!/ Sconfina il piccolo cuore/ di questi occhi innocenti/ all’improvviso!/

“Infinito Divino Sorriso”/ sul tetto della chiesa/ suonano le campane/ come un’allegra/ ninna nanna/. Vogliano dire/ che Gesù bambino/ sarà il Redentore,/ colui che salverà il nostro mondo./ Porterà gioia e pace/ in mezzo a noi/ esseri viventi, un po’ fragili/ come granelli di sabbia!”.

stro – la nave. Sono i colori della natura rigenerata dal diluvio, quelli che si staccano, senza mai abbandonarla, l’opera partorita dai tre padri: il verde della speranza (la stessa che le persone sognavano finito il conflitto bellico), il giallo dei sogni (o dell’onirismo), e soprattutto l’azzurro del mare, lì dove l’elemento acquatico diventa archetipo e simbolo deciso del viaggio. Non è data di sapere all’osservatore la destinazione, “salvifica”, dell’arca: l’attimo fermato è quello dell’accoglienza, dell’attesa dell’imbarco. E forse non è così importante: il futuro, nell’immediata chiusura del sipario della Guerra, era tutto da in-

L a mostra

ventare. “In alto, nella sovrastruttura dell’Arca, in marrone scuro, si affaccia il vecchio Noè, stanco per il grande lavoro – prosegue Karina Mamalygo -, il quale guarda, come usciti da una cornucopia, gli animali che ripopolano la terra: scimmiette, cavalli, uccelli, gatti, mucche… Le immagini di alcuni di questi animali sono così semplici e che sembrano prese dai presepi natalizi. I fregi ornamentali sui lati del pannello e la corrente d’acqua blu chiaro in primo piano, affollata di pesci colorati e altri esseri marini, aggiungono un senso di festività alla composizione”. Un’Arca quindi “positiva, forse anche “positivista”, incaricata dai tre artisti di farsi portatrice del concetto biblico di “nuova terra”, espletato però attraverso l’equilibrio tra la tradizione (la matericità della ceramica) e i respiri ancora annebbiati (ma nel 1947 già diradati) del fumo dei cannoni e dei fucili. Metafora forte, in parte anacronistica (o, più opportunamente, pioneristica): l’arte, nella sua accezione più nobile, viene partorita nell’attimo in cui viene completata ma ha, come germinazione spontanea, quella di allungarsi verso il domani, facendosi “portatrice” di messaggi e, in questo caso, anche di animali.

Un Bansky “privato” racconta tutta la forza della street art La street art più famosa di sempre entra dentro un museo pubblico. Si tratta delle opere del notissimo Banksy e del Mudec di Milano – sito in via Tortona – che le ospiterà dal 21 novembre 2018 fino al 14 aprile 2019 per una mostra intitolata appunto “The Art of Banksy. A visual protest”. E’ la prima mostra in asso-

luto qui in Italia del celebre street artist, anche se lui non ha mai dato la sua autorizzazione per organizzarla; in vista di questo gli organizzatori hanno deciso di non esporre le opere situate in spazi aperti, ma di mostrare solo quelle in mano a collezionisti privati. La mostra raccoglie ben 70 opere dell’artista.


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“Nelle private Gallerie, e palagi di molti Signori in Roma si veggono opere sue, e molte ne sono andate altrove, e massimamente nei Paesi Oltramontani, e più nell’Inghilterra” (Bernardo De Dominici, Vite de’ pittori, scultori, ed architetti napoletani, 17421745). “Fu chiamato in Spagna dal re Filippo V, che lo voleva appresso di sé; ma egli per qualunque grandiosa promessa non seppe allora indursi giammai ad abbandonar Roma, cui già riputava come sua patria, e dove trattato da ogni rango di persone con sommo onore, riceveva da qualunque luogo, e da più Sovrani onorifiche commissioni” (Francesco Moücke, Museo fiorentino, 1762). “Quale si consacra all’esercizio delle buone Arti non deve concedere tanta parte al solo studio del Disegno, che gli ritardi, o gli tolga il tempo d’applicarsi di buon’ora al dipingere, e al colorire […] Che ella è bella, e sicura cosa condurre innanzi le tavole i cartoni finiti, e sel fecero i primi nell’arte: e basta l’esempio di Giulio, e del Sanzio per consacrarne la prattica: ma non si vuole coll’andar presso ai cartoni, che resti in esso il genio esaurito, e nulla siavi d’invenzione, e d’inspirazione nel dipinto, tanto che questo torni freddo, e si paja piut-

S peciale Cultura

FIXING - Anno XXVI - n.45 - Venerdì 7 Dicembre 2018

Lavorò col Vanvitelli e Carlo III° di Borbone, una sua opera è sul Titano

La natività premonitrice di Sebastiano Conca La croce tra le braccia, lo sguardo rassegnato dei due angeli custodi

tosto, che il Pittore copj, di quello che crei, ed inventi”

scrisse Sebastiano Conca, nato a Gaeta nel 1680. Chia-

C onsorzio Terra di San Marino

mato anche “Il cavaliere” era il maggiore di dieci fratelli. Il

papà Erasmo era dedito al commercio e il secondogenito Don Nicolò fu arcidiacono della cattedrale di Gaeta. Sebastiano frequentò per oltre 15 anni la scuola napoletana di Francesco Solimena. Dal 1706 si trasferì a Roma col fratello Giovanni dove si affiancò a Carlo Maratta e svolse una proficua attività di affrescatore e di artista di altari fin oltre il 1750. A contatto con quest’ultimo, il suo stile artistico esuberante si moderò parzialmente. A Roma, patrocinato dal cardinale Ottoboni venne presentato a papa Clemente XI che gli assegnò l’affresco raffigurante Geremia nella basilica di San Giovanni in Laterano. Per il dipinto fu ricompensato dal papa col titolo di cavaliere e dal cardinale con una croce

Il nuovo mulino a pietra: da Lorenzo Canini, Laura Luna Serrandrei e Cristian Lancioli un progetto innovativo ma sempre nel rispetto della tradizione

“Vi giuro che questa pietra di mulino canta le lodi di Dio” scrisse nel 1200 Gialalad-Din Rumi, antico poeta originario del Khorasan storico. La più recente Matilde Maisto invece, in una lirica “macinata” in maniera fine, si rivolge con queste parole al figlio: “Guarda la pietra e ricorda le mani/ strette, offerte, protese, a difesa./ Lingua degli uomini da tutti compresa./ Guarda la pietra, osserva il tuo volto”. Un volto che a San Marino si declina in tre nomi: Lorenzo Canini, Laura Luna Serrandrei e Cristian Lancioli. I tre under 35 stanno completando un progetto piuttosto importante, che si inserisce nel filone del saper innovare nel rispetto della tradizione. “Sul territorio, da anni, non vi erano più mulini a pietra funzionanti e in grado di fare piccole produzioni artigianali – spiegano i tre giovani sammarinesi –, così nel febbraio del 2018 abbiamo presentato la nostra proposta, anche in virtù

del fatto che oggi stiamo assistendo a una riscoperta dei cereali antichi e delle tradizionali metodologie per la sua macina. Siamo tre amici ma anche tre soci della CAPA (Cooperativa Ammasso Prodotti Agricoli, una delle realtà del Consorzio Terra di San Marino) e abbiamo

fatto squadra per realizzare un’attività, in sinergia con la Cooperativa, che vuole rappresentare una risorsa per il Paese”. Il mulino a pietra ha aderito al disciplinare di produzione del Consorzio Terra di San Marino che potrà quindi contare su questa nuova

realtà per macinare piccoli e grandi quantitativi di farina e studiarne, ma anche proporne, nuove tipologie. “La pietra della macina ha un diametro di un metro e pesa all’incirca nove quintali – proseguono Lorenzo Canini, Laura Luna Serrandrei e Cristian Lancioli -. La sua

produzione massima è di 350 chilogrammi di farina all’ora”. In un mondo fatto di iperattività e produzioni ultrarapide, questa piccola oasi è all’insegna del tempo passato. “La velocità di rotazione della macchina è molto bassa: in questo modo - sottolineano - si evita il surriscaldamento della farina, con il conseguente decadimento delle proprietà organolettiche”. I mulini in pietra inoltre “donano” una farina integrale in quanto vengono macinati chicchi interi: la crusca non viene separata ma si amalgama con la farina e “restituisce” quindi un prodotto ricco di fibre, minerali e anche di vitamine del gruppo B ed E. “Il processo di trasformazione – affermano Lorenzo Canini, Laura Luna Serrandrei e Cristian Lancioli - è a ‘ciclo chiuso’: una volta macinata, la farina prodotta (di tipo 1, 2 e integrale) viene fatta riposare e infine

eseguiti per i benedettini di Aversa (1761) e le Storie di San Francesco da Paola, eseguite tra il 1762 e il 1763 per i Frati Minori del Santuario di Santa Maria di Pozzano a Castellammare. Con decreto regio fu elevato al rango di nobile nel 1757. ni col Solimena, e quella più misuratamente composta del classicismo riformatore del Maratta. Le ragioni del suo successo si possono riconoscere nelle sue grandi capacità di mediare le diverse componenti artistiche del secolo: quella scenografia, magniloquente e grandiosa, appresa negli anni col Solimena, e quella del classicismo riformatore del Maratta. Grazie all’aiuto del Vanvitelli, ricevette onori e incarichi da Carlo III° di Borbone e dai più potenti ordini religiosi partenopei. Conca ha lasciato circa 1200 pezzi. Una, piccola di dimensioni ma grande per capacità di racconto, appartiene alla collezione di Giuseppe Arzilli, e che ci introduce alle festività natalizie. Un Bambin Gesù che già porta il simbolo della croce e che quindi conosce già il suo destino. Vicino a lui due angeli con due espressioni diametralmente opposte: una allegra e una triste: nei loro occhi l’immagine del futuro sacrificio.

Rubrica periodica a cura del Consorzio Terra di San Marino tel.(00378)0549-902617 Fax.(00378)0549-906278 mail to: consorzioterradisanmarino@ omniway.sm

confezionata”. Un recupero delle tradizioni di una volta portato avanti con tenacia. “Oltre al grano tenero, macineremo anche quello duro e altri cereali, come ad esempio il farro, il mais e l’avena, e anche altri prodotti come i ceci”. In attesa del primo grano, ci vengono incontro le parole del poeta, giornalista e diplomatico nicaraguense RubénDarío: “Guarda il segno sottile che le dita del vento/ fan agitando lo stelo, che si piega/ e s’alza in ritmica virtù di movimento/ con l’aureo pennello del fior di farina”.


S peciale Cultura

FIXING - Anno XXVI - n.45 - Venerdì 7 Dicembre 2018

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Nella Germania nazista di Markus Zusak la piccola Liesel salva i libri

I tanti pesi delle parole E quello che sanno fare Non ispirano mai fiducia quando nascono da discorsi troppo lunghi di Simona Bisacchi Pironi

Le parole esprimono il mondo di ognuno. Giocano. Nascondono. Mentono. Fanno capriole. Rimangono ferme, immutabili, sempre le stesse. O cambiano in continuazione e le verità di ieri sono le bugie di oggi. Meravigliano. Scoprono. Uccidono. Non ispirano fiducia quando nascono da lunghi discorsi. Hanno un peso pericoloso quando nascono dai vocii. E valgono un tesoro quando nascono dall’esperienza. Le parole sono argilla, e “l’argilla è necessaria per modellare un vaso. Ma il suo uso dipende dal vuoto interno che si riesce a creare” scriveva l’antico filosofo cinese Lao Tzu. Se non si è capaci di stare in ascolto, se non si presta attenzione perché convinti di sapere già, le parole che usciranno dalla bocca non costruiranno un dialogo, non plasmeranno un vaso capace di contenere una relazione, non si produrrà uno scambio reciproco. Quando, invece, si dedica

mezzo alle fiamme. Perché le parole non possono bruciare. Hanno provato a bruciare i libri. In “Storia di una ladra di libri” Markus Zusak racconta i grandi roghi di volumi della Germania nazista e della piccola Liesel che li salvava di nascosto.

F orlì

tempo - e un po’ di se stessi ad ascoltare, allora si posso-

La TOP FIVE di Fixing

2

Le parole non sono fatte di carte. Non temono un fiammifero. Ma se perdono il loro significato. Se vengono pronunciate inutilmente. Se a un verbo non corrisponde più un’azione. Allora le parole sono destinate a diventare fumo.

Memoria, viaggio e racconto: vita fotografica del Maestro “Magnum” Ferdinando Scianna

Simona B. Lenic scrittrice, autrice di “Setalux” libro candidato al 51° Premio Bancarellino Su San Marino Fixing scrive di libri, letture e lettori.

1

Secondo Ray Bradbury non è finita, ci proveranno ancora in un ipotetico futuro, e lo descrive con dovizia di particolari in “Fahrenheit 451”, dove i pompieri hanno il compito non di spegnere ma di appiccare il fuoco nelle case di chi si azzarda a nascondere libri, in un mondo in cui la lettura è proibita.

Storia di una balena bianca... (L. Sepulveda) Guanda € 14 Vuoto (M. De Giovanni)

Einaudi € 19

3

Storia del nuovo cognome (E. Ferrante) E/O € 19,50

4

Il ladro gentiluomo (A. Gazzola) Longanesi € 18,60

5

La misura dell’uomo (M. Malvaldi) Giunti € 18,50

no creare ponti con le parole, contenitori in grado di racchiudere e proteggere un oceano di storie, potenti come onde. Le parole richiedono silenzio, per non nascere già corrotte. Silenzio dei pregiudizi, silenzio della presunzione. Eppure sono così facili da pronunciare che ci si permette di farle uscire a vanvera, ed è un rischio grosso. Bisognerebbe quindi prendere spunto dai danzatori: il loro alfabeto è il movimento e non si possono permettere di sprecarne nemmeno una lettera, perché ogni gesto richiede un grande impegno per essere realizzato, facendo apparire semplici degli sforzi al limite dell’umano. Le parole dovrebbero imparare a danzare. Dovrebbero contenere quella leggerezza, quella delicatezza del conforto, anche in

“Una grande mostra antologica come questa di Forlì, a 75 anni, è per un fotografo un complesso, affascinante e forse anche arbitrario viaggio nei cinquant’anni del proprio lavoro e nella memoria. Ecco già due parole chiave di questa mostra e del libro che l’accompagna: Memoria e Viaggio. La terza, fondamentale, è Racconto. Oltre 180 fotografie divise in tre grandi corpi, articolati in 19 diversi temi. Questo tenta di essere questa mostra, un Racconto, un Viaggio nella Memoria. La storia di un fotografo in oltre mezzo secolo di fotografia” dichiara Ferdinando Scianna. Perché il grande fotografo di Bagheria è in mostra a Forlì, all’interno del Complesso di San Domenico, sino al 6 gennaio 2019. Un viaggio che racconta l’intera carriera del fotografo siciliano e si sviluppa lungo un articolato percorso narrativo, costruito su diversi capitoli e varie modalità di allestimento. L’autore Ferdinando Scianna è considerato uno tra maestri della fotografia non solo italiana. Ha iniziato ad appassionarsi a questo linguaggio negli anni Sessanta, raccontando per immagini la cultura e le tradizioni della sua regione d’origine, la Sicilia. Il suo lungo percorso artistico

si snoda attraverso varie tematiche – l’attualità, la guerra, il viaggio, la religiosità popolare - tutte legate da un unico filo conduttore: la costante ricerca di una forma nel caos della vita. In oltre 50 anni di racconti non mancano di certo le suggestioni: da Bagheria alle Ande boliviane, dalle feste religiose - esordio della sua carriera - all’esperienza nel mondo della moda, iniziata con Dolce & Gabbana e

Marpessa. Poi i reportage (fa parte dell’agenzia foto giornalistica Magnum), i paesaggi, le sue ossessioni tematiche come gli specchi, gli animali, le cose e infine i ritratti dei suoi grandi amici, maestri del mondo dell’arte e della cultura come Leonardo Sciascia (nella foto, ©Ferdinando Scianna), Cartier-Bresson, Borges, solo per citarne alcuni. Info e orari: www.mostraferdinandoscianna.it/


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Fixing nr. 45: 7 dicembre 2018  

San Marino Fixing è il settimanale di economia, finanza, politica e attualità di San Marino.

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