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Fixing_46_2025

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Anno XXXIII - n. 46 - 1,50 euro

Direttore Daniele Bartolucci

Venerdì 5 Dicembre 2025

E ditoriale Svolta EUDR: più tempo TLC I rifiuti in strada e i “rifiuti” veri

La raccolta differenziata continua a far discutere la politica, tra favorevoli e contrari, tra chi vorrebbe riorganizzarla e chi vorrebbe un progetto adattato alle esigenze e particolarità di San Marino. Una discussione che va avanti da anni e che ruota attorno non al giusto virtuosismo collettivo, ma alla dipendenza dall’esterno per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Perché di questo si sta parlando: della “monnezza di casa”. Chiaramente tutto concorre a rendere più virtuoso il Paese, ma forse - per citare le parole del Governo riguardo alla Spending Review che pare non si farà in maniera incisiva come auspicato - “non bisogna guardare alle briciole”. Ovvero, il problema non sono i cassonetti sì o i cassonetti no, se raccogliere la plastica al lunedì o al venerdì... il problema è molto più grande e ampio e riguarda tutti i rifiuti, anche e soprattutto quelli prodotti dalle imprese: dove portiamo tutto quello che raccogliamo? Le convenzioni con le Regioni, se andavano bene per l’emergenza, non possono diventare strutturali, soprattutto con l’avvento del mercato unico europeo dove certe dinamiche non sono considerate affatto virtuose. E soprattutto a livello economico: si paga per raccoglierli (spesso non benissimo, dicono i dati della differenziata), si paga - carissimo - per smaltirli. Però si continua a rifiutare l’alternativa, ovvero creare in territorio una filiera dello smaltimento come tutti i Paesi normali. Anzi, virtuosi. Tutti i Paesi europei sono infatti dotati di impianti interni e fanno a gara a chi ce li ha più evoluti e green. San Marino non può più continuare a rifiutare i propri rifiuti, mandandoli sempre fuori. Daniele Bartolucci

e nuove semplificazioni

San Marino accelera sul digitale

Ok alle modifiche al Regolamento che tagliava fuori San Marino dal mercato: il rischio resta, serve l’Accordo. Novità anche sul CBAM Un altro anno di proroga per l’applicazione del Regolamento EUDR e nuove modifiche in chiave semplificazioni a favore delle piccole e medie imprese europee e dei Paesi terzi, tra cui anche San Marino. Il rischio di venire tagliati fuori - come esportatori - dal mercato unico comunque resta, anche se si concretizzerà a gennaio 2027, ma con l’entrata in vigore dell’Accordo di Associazione potrebbe venire annullato per sempre. Motivo per cui diventa fondamentale per l’economia del Titano, che coglie con favore questo cambio di approccio delle istituzioni europee su burocrazia e competitività. Lo stesso che ha portato recentemente anche ad altre modifiche importanti sul CBAM. Bartolucci alle pagg. 6-7

a pag.2

B CSM

Vigilanza: al via la nuova revisione

Occupazione record Il privato sfora quota 19mila, il pubblico quella dei 4mila Utilissimo e interessante, come sempre, il “cruscotto” mensile dell’Ufficio Informatica, Tecnologia, Dati e Statistica: una base “numerica” per capire lo stato di salute di San Marino. Abbiamo messo a confronto gli ultimi tre anni completi (20222, 2023 e 2024) e i dati di ottobre 2025 su ottobre 2024 e “preso” le voci più importanti, quelle relative alle forze di lavoro, ai dipendenti del pubblico e privato, quelli del manifatturiero, i frontalieri, i disoccupati, le imprese totali e le attività manifatturiere. Conferma il suo ruolo di “locomotiva occupazionale” la manifattura: 6.972 dipendenti nel 2022, 7.112 nel 2023, 7.076 nel 2024. Numeri che migliorano osservando ottobre 2025 sullo stesso mese del 2024: 7.236 nel decimo mese di quest’anno quando erano 7.050 dodici mesi fa. Servizio a pag. 3

a pag.4

C ultura

Malagola e l’Archivio del governo

alle pagg.9-11

spazio riservato all’indirizzo


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