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Fixing_45_2025

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Anno XXXIII - n. 45 - 1,50 euro

E ditoriale La verifica di Governo in finanziaria

La riforma IGR ha messo in luce diverse “differenze” all’interno della maggioranza e del Governo stesso, ma il risultato finale (e soprattutto la non rottura con i sindacati) hanno in qualche modo ricompattato tutto. Una tregua durata poco, visti i comunicati diramati dalle direzioni dei due alleati forti - come peso elettorale - della Dc: prima il PSD e poi Libera, seppur con toni diversi, hanno messo in luce i limiti di questo Governo emersi fino ad oggi, a partire dal fatto che le riforme promesse e gli investimenti sempre più urgenti, di fatto, non si sono visti. C’è sempre l’ombrello dell’Accordo di Associazione dietro cui ripararsi tutti assieme stretti stretti, ma se è vero che la firma e le modalità di ratifica ormai non dipendono più da San Marino, non si può continuare ad aspettare quello e solo quello per risolvere tutti i problemi. C’è poi un programma di governo che va rispettato e c’è una Agenda per la Crescita che tutta la maggioranza ha firmato perché arrivasse già entro fine settembre, ma ancora non c’è un testo e sembra che quell’ordine del giorno si possa annoverare come semplici buone intenzioni. Mancano i soldi per fare gli investimenti, si dirà. Eppure l’extra gettito della riforma IGR e l’oggettivo risparmio da conseguirsi nel rollover del debito sono risorse fresche da investire, se si vuole. E se non bastano, c’è sempre la Spending Review, che su una spesa corrente che sfiora i 700 milioni non dovrebbe avere difficoltà a portare qualche risparmio. La vera verifica di Governo sarà quindi nella finanziaria: è lì che devono essere messi gli investimenti, le riforme e i soldi per realizzarli. Daniele Bartolucci

Direttore Daniele Bartolucci

Venerdì 28 Novembre 2025

Oltre 12mila pensioni per 230 milioni di uscite

Elezioni I nuovi Capitani di Castello

La spesa e il numero delle “ordinarie” crescono più velocemente dei lavoratori. Denatalità e riforma Fondiss le due sfide più urgenti a pag.3

A NIS

Seminario “sold out” sull’IGR

a pag.5

Eventi

I 558 nuovi pensionati nei primi nove mesi del 2025 hannofatto superare la soglia delle 12mila pensioni ordinarie e delle 14mila il totale delle varie tipologie. Un numero in crescita costante che negli ultimi anni, complice una popolazione sempre più anziana e con meno giovani (la denatalità di cui si parla oggi è l’effetto di un fenomeno purtroppo iniziato decine di anni addietro), è diventata repentina. E al crescere dei pensionati cresce ovviamente anche la spesa, anzi, la spesa cresce più velocemente grazie alla migliore qualità dei percorsi lavorativi (la pensione media è cresciuta di circa mille euro dal 2020 al 2024). Di contro, nonostante il livello record degli occupati, il rapporto lavoratori/pensionati continua a calare mettendo a rischio la sostenibilità del sistema. Bartolucci alle pagg. 6-7

Sarà ancora “Natale delle Meraviglie”

a pag.11

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