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Anno XXVII - n.43 - 1,50 euro

Direttore Alessandro Carli

Venerdì 22 Novembre 2019

E ditoriale Le 11 mila pensioni che L avoro Programmi Assunzioni all’acqua di rosa

Il 18 novembre è partita ufficialmente la campagna elettorale e sono usciti i programmi di chi si sfiderà alle urne l’8 dicembre. Com’è noto, saranno in tutto sette le liste in corsa, due delle quali – Domani Motus Liberi e Rete - raggruppate nella coalizione “Domani in Movimento” con rispettivamente 32 e 43 candidati. Elego presenterà 13 nomi, Libera invece 60, 50 quelli di Noi per la Repubblica, 51 quelli del PDCS e Repubblica Futura invece 39. Sinceramente, a livello di contenuti, ci aspettavamo qualcosa in più. Quali sono le priorità delle liste e dei partiti? Nei singoli programmi elettorali non siamo riusciti a identificarle. Tanti buoni propositi, tante idee, tante suggestioni ma poco o nulla di realmente concreto. Gli “sfidanti” non hanno vincolato in maniera decisa i programmi perché, nel caso che dalle urne dell’8 dicembre non dovesse uscire un’indicazione precisa e che quindi fosse necessaria (ipotesi più che plausibile) una seconda tornata, sarà più semplice trovare gli accordi necessari con le altre forze politiche per ottenere la maggioranza. Insomma, programmi abbastanza “morbidi” e quindi più “malleabili” per andare incontro alle esigenze e alle priorità degli altri “attori”. Sul passaggio dall’imposta Monofase all’IVA solamente il PDCS si è espresso in maniera propositiva e spinge per la sua introduzione. Altri, ma pochi, parlano di un vago “ragionamento sulle imposte indirette”. Ci aspettavamo proposte più approfondite sui grandi cantieri della Repubblica. Chiamarle “grandi” (...) Segue a pag. 6

fanno tremare il Bilancio

curruculum “visibili”

Ordinarie: l’occupazione fa lievitare le retribuzioni (+3,9%), ma le spese crescono del 5,60%: dallo Stato trasferiti 26 milioni di euro a pag.3

G reen

Electric - car già superati i dati 2018

a pag.8

I AM

Il numero delle pensioni erogate continua ad aumentare: a fine 2018 sono diventate 11.268. Lo stesso dicasi per i pensionati, che sfiorano ormai quota 10mila e crescono di 400-500 unità all’anno: basti pensare che nei primi nove mesi del 2019 si sono già registrati 421 nuovi pensionamenti. Cifre enormi, insostenibili con l’attuale sistema, che registra un disavanzo di svariati milioni che lo Stato deve “coprire” con trasferimenti sempre maggiori: nella legge di Bilancio ce ne sono 26 per il 2019 e 27 per l’anno prossimo. Anche se è una cifra molto prudenziale, visto che dalle proiezioni si stima un incremento dell’intervento statale molto maggiore che, senza una vera riforma complessiva, potrebbe arrivare anche a 400 milioni nei prossimi decenni. Bartolucci alle pagg. 6-7

Nuovi servizi ADR e analisi chimiche

a pag.9

spazio riservato all’indirizzo


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In vista della chiamata alle unne dell’8 dicembre, un breve vademecum con le modalità di voto e il fac-simile della scheda elettorale. Due schede diverse Le schede elettorali, in virtù dell’art. 4 della Legge Qualificata del 5 agosto 2019 n.2, sono differenziate tra gli elettori residenti nella Repubblica di San Marino e gli elettori residenti all’estero. I fac-simili delle schede elettorali, in conformità alle disposizioni di Legge, riproducono i contrassegni delle liste e i nomi dette coalizioni, in base all’ordine riportato dal sorteggio effettuato in data 5 novembre 2019 dalla Commissione Elettorale. Come si vota “Il voto di lista si esprime tracciando sulla scheda, con la matita copiativa, un segno sul contrassegno corrispondente alla lista prescelta o nel rettangolo che lo racchiude. Il voto di lista è validamente espresso anche qualora la scheda contenga un ulteriore segno tracciato sull’eventuale contrassegno o sul nome della coalizione, e comunque all’interno del rettangolo che li racchiude. Qualora la scheda contenga unicamente un segno tracciato sull’eventuale contrassegno o sul nome della coalizione, e comunque all’interno del rettangolo che li racchiude, è un voto che si conteggia ai fini della determinazione della cifra elettorale dì coalizione di cui al sesto comma dell’articolo 40. Le preferenze L’elettore residente in territorio può manifestare la preferenza per tre candidati appartenenti alla lista prescelta. L’elettore residente fuori territorio può manifestare la preferenza per un unico candidato appartenente alla lista prescelta. Le preferenze si esprimono scrivendo, con la matita copiativa nelle apposite righe stampate sulla scheda, il nome e il cognome, oppure il cognome soltanto, oppure il numero di lista, o entrambi, dei candidati prescelti. In caso di identità dì cognome, de-

P olitica

FIXING - Anno XXVII - n.43 - Venerdì 22 Novembre 2019

Si esprimono scrivendo con la matita il nome e cognome del candidato o il numero della lista

Verso le elezioni politiche Le schede e le preferenze San Marino, si vota l’8 dicembre: breve vademecum (con fac-simile) per le urne

ve essere scritto il nome ed il cognome e, ave occorra, la data di nascita. Se il candidato ha due cognomi, può essere scritto uno dei due. Entrambi i cognomi sono necessari quando vi sia la possibilità di confusione tra più candidati. Le schede nulle Sono nulle le preferenze nelle quali il candidato non è designato con la chiarezza necessaria a distinguerlo da ogni altro candidato. Se l’elettore non ha indicato alcun contrassegno di lista, ma ha scritto, usando i cognomi, o i nomi e i cognomi, o i cognomi ed il numero corrispondenti, una o più preferenze di una medesima lista, si intende inequivocabilmente che abbia votato la lista alla quale appartengono i prescelti. Una scheda valida rappresenta un voto di lista o un voto per la cifra elettorale di coalizione. Sono invece nulle le schede seguenti:

1 - le schede che non siano quelle di Stato; 2 - le schede che non rechino il bollo a secco della Segreteria di Stato per gli Affari Interni; 3 - le schede che non rechino la firma del Presidente dell’Ufficio Elettorale di Sezione o di uno scrutatore delegato; 4 - le schede che presentino scritture o segni artificiosi e suscettibili di riconoscimento dell’elettore; 5 - le schede che contengano l’espressione del voto per più di una lista, per più coalizioni, o per una coalizione ed una lista ad essa non appartenente; 6 - le schede che contengano l’espressione del voto per più di una lista appartenenti alla stessa coalizione sono nulle limitatamente al primo turno di votazione; 7 - le schede non compilate con la matita copiativa. Nel caso di preferenze espresse in eccedenza al numero consentito, si intendono annullati i voti di prefe-

renza espressi resta valido il voto di lista. La validità Il voto per la lista o la coalizione di liste, nella eventuale votazione di ballottaggio, si esprime tracciando sulla scheda, con la matita copiativa, un segno sul contrasse-

gno delle liste non coalizzate o comunque nel riquadro che le contiene oppure sul nome o sull’eventuale contrassegno della coalizione oppure sul contrassegno delle liste coalizza te o comunque nel rettangolo che le racchiude. Fatte salve le ipotesi di nulli-

T erzo settore

tà, la validità del voto espresso in una scheda deve essere ammessa ogni qualvolta possa desumersi l’effettiva volontà dell’elettore. Inoltre sono nulle le preferenze nelle quali il candidato non è indicato con la chiarezza necessaria a distinguerlo da ogni altro candidato.

San Marino, nuovo Coordinamento della Consulta delle Associazioni “no profit” Giovedì 14 novembre, un’assemblea partecipata, ha nominato il nuovo Coordinamento della Consulta delle Associazioni non profit, l’organismo di governance del terzo settore istituito dalla Legge 75/2016. Per questo mandato triennale sono stati riconfermati Stefano Ciacci, Augusto Ciavatta, Barbara Andreini e Barbara Bernardi ed eletti quali nuovi membri Cristina Righi, Claire Pauline Chiaruzzi e Loretta Cavalli. L’Assemblea, inoltre, ha eletto quale nuovo Presidente Barbara Andreini (nella foto). Per tutti ora è l’inizio di una nuova avventura con responsabilità accresciute dall’elevato livello di autonomia. L’impegno del Coordinamento è quello di ascoltare tutte le associazioni all’interno della Consulta, essere portavoce presso

le Istituzioni delle istanze che perverranno durante le assemblee nonché elaborare proposte operative al fine di rendere la vita delle associazioni più agevole e snella, soprattutto a livello burocratico. Il terzo settore, a San Marino, offre molte opportunità per tutti, a partire dalla possibilità di attivarsi come cittadini e di cimentarsi in azioni soggettive e collettive che mettono in gioco creatività e capacità personali. Le associazioni sociali e

culturali in Repubblica offrono numerose e qualificate occasioni di formazione, di incontro e di confronto, di scambio e di operatività. Fare un’esperienza associativa abilita al rispetto delle persone, alla convivenza comune, al rispetto delle regole condivise, alla partecipazione e alla democraticità, così come all’assunzione di responsabilità personali. Il Coordinamento si pone l’obiettivo di farsi portavoce di tutte le associazioni presenti in Repubblica.


L avoro

FIXING - Anno XXVII - n.43 - Venerdì 22 Novembre 2019

di Daniele Bartolucci

Gli operatori economici potranno consultare direttamente i curricula dei disoccupati iscritti alle liste di avviamento sul portale Labor. E’ questa la novità introdotta a partire dall’11 novembre scorso e già pienamente operativa. “Si tratta di un’importante semplificazione”, spiega William Vagnini, Segretario Generale di ANIS, “da noi sollecitata da tempo e che, superando alcuni passaggi burocratici, certamente favorirà l’incontro tra domanda e offerta”. La novità annunciata dalla Segreteria al Lavoro nei giorni scorsi, infatti, chiude un percorso iniziato non oggi ma diversi anni fa, con il Decreto Legge 5 ottobre 2011 n.156 (che ratificò il Decreto Legge 9 agosto 2011 n.130). L’articolo 28 (Comunicazioni telematiche) recita: “Tutte le comunicazioni relative alla costituzione ed alla amministrazione del rapporto di lavoro intercorrenti tra i datori di lavoro e l’Ufficio del Lavoro devono avvenire ricorrendo in modo prevalente alle tecnologie informatiche. Entro il 31 dicembre 2011, l’Ufficio del Lavoro si doterà di apposito sito informatico utile alla ricezione delle richieste e della documentazione finalizzata alla gestione dei rapporti di lavoro, nonché a fornire, attraverso modalità idonee, le informazioni richieste dall’utenza, sia per quanto riguarda la disponibilità di posti di lavoro offerti dalle aziende, sia per consentire ai datori di lavoro di visualizzare le competenze degli iscritti nelle Liste di Avviamento al lavoro risultanti dai curricula inviati all’Ufficio del Lavoro”. Inoltre, “entro 90 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto legge, l’Ufficio del Lavoro adotterà le necessarie disposizioni per l’invio in formato elettronico dei curricula che dovranno essere redatti secondo gli standards europei da tutti coloro che intendano iscriversi nelle Liste di Avviamento al Lavoro o vi siano già iscritti”. Sono passati quasi nove anni, ma alla fine il risultato è arri-

Vagnini (ANIS): “Risultato positivo, chiuso il percorso avviato con il Decreto 156 del 2011”

Assunzioni: le imprese possono vedere i CV dei disoccupati Ricerca libera nelle liste di avviamento, senza dover aprire una richiesta numerica

I talia

Occupati in lieve calo (0,1%)

vato. “Come Associazione”, riprende Vagnini, “avevamo sollecitato tali interventi normativi già negli anni precedenti, proponendo altresì che fossero le stesse organizzazioni datoriali a gestire la piattaforma dove far incontrare offerte e domande di lavoro. Un lavoro di stimolo continuo che è proseguito anche dopo il Decreto 156, da cui si è aperto un tavolo di lavoro che ha subito evidenziato la necessità di inserire i curriculum vitae dei lavoratori, il cui deposito non era obbligatorio e infatti non ce n’erano. Il percorso è andato avanti in questi anni, fino all’ultimo scoglio rappresentato dalla privacy, che è stato velocemente superato. Il risultato raggiunto, nato dalla forte condivisione di tutte le parti datoriali su queste esigenze, è quindi positivo”, conferma Vagnini, “e ci offre l’opportunità di aprire una riflessione anche sulla parte

normativa riguardante il collocamento, che non è stata modificata e quindi resta in vigore”. Come cambia la ricerca dei lavoratori Con il nuovo servizio di Labor gli operatori economici potranno consultare direttamente i curricula dei disoccupati iscritti alle liste di avviamento: sarà dunque possibile visionare i profili dei candidati per poi contattarli senza dover attendere la segnalazione e l’invio da parte dell’Ufficio Politiche Attive del Lavoro. Per visionare i profili professionali, dopo avere effettuato l’accesso a Labor, si dovranno consultare le aree “Assunzione Personale”, “Soggetti Iscritti in graduatoria” ed infine selezionare classe (es. 1_1 – lista di mobilità, 1_2 – lavoratori in cerca di occupazione) e categoria di interesse. Questa modalità di ricerca e selezione del perso-

San Marino FIXING settimanale di informazione economica, finanziaria e politica Direttore responsabile Alessandro Carli a.carli@fixing.sm Redattore Daniele Bartolucci d.bartolucci@fixing.sm Responsabile commerciale Roberto Parma 339.8016455 roberto.parma@fixing.sm Per la pubblicità su Fixing 0549.873925 commerciale@fixing.sm

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Editore Società Editoriale Fixing srl Via Antonio Onofri, 109 47890 San Marino Città Tel. 0549.991719 Fax 0549.879049 e-mail: info@fixing.sm web: www.sanmarinofixing.com Prezzo in edicola: 1,50 euro Fotolito Linotipia Riminese Via San Leo, 10 47922 Rimini Italia

Stampa Studiostampa New Age Strada Cardio, 58 47899 Galazzano Repubblica di San Marino Autorizzazione della Segreteria di Stato agli Affari Interni della Repubblica di San Marino del 16/4/1993 - Protocollo n.1695. Spedizione di stampa periodica in abbonamento postale per l’interno - Tassa pagata - Tariffa per editori - Autorizzazione n.711 del 16/02/2005 della Direzione Generale delle PP.TT. della Repubblica di San Marino

nale non è però certificabile, quindi per procedere all’assunzione di lavoratori non iscritti dalle liste di avviamento al lavoro ai sensi dell’art. 5, comma 9 L. 115/2017 – senza dover pagare

il contributo del 4,5% – è indispensabile effettuare la richiesta numerica e procedere alla verifica che non vi siano lavoratori iscritti nelle liste per la mansione e il livello di inquadramento richiesto.

A settembre 2019 la stima degli occupati risulta in leggero calo (-0,1%, pari a -32 mila unità) rispetto ad agosto mentre il tasso di occupazione resta stabile al 59,1%. Lo segnala l’Istat nella nota mensile. L’occupazione è in diminuzione per entrambe le componenti di genere; aumenta tra gli under 35 (+16 mila) mentre cala da 35 anni in poi (-49 mila). Le persone in cerca di occupazione sono in aumento (+3,0%, pari a +73 mila unità nell’ultimo mese).

B usiness Europe

Le priorità per l’Unione europea nel prossimo quinquennio: prosperità, persone e pianeta BusinessEurope e tutti i suoi membri hanno presentato le loro priorità per l’Unione europea nel 2019-2024 al Parlamento europeo. La prosperità, le persone e il pianeta sono i tre pilastri dell’agenda per un’Unione di successo che propongono per future decisioni politiche. “L’imprenditoria europea ha una caratteristica unica. Si preoccupa della prosperità, delle persone e del pianeta. Le aziende hanno un ruolo centrale da svolgere. Hanno bisogno di un ambiente favorevole per poter svolgere appieno il loro ruolo nella società” ha dichiarato il presidente BusinessEurope Pierre Gattaz in occasione di un evento presso il Parlamento europeo per lanciare la pubblicazione. “Raggiungere obiettivi ambientali e sociali”, ha aggiunto, “dipende in gran

parte dal successo delle aziende: senza società redditizie, nessuna crescita inclusiva, nessun lavoro, nessuna soluzione tecnologica per proteggere l’ambiente”. Le imprese europee hanno identificato 30 aree prioritarie di intervento dell’UE nei prossimi cinque anni. Business Europe - a cui ANIS aderisce già da di-

versi anni - è la principale federazione del’industria che riunisce 41 associazioni nazionali di rappresentanza delle imprese, provenienti da 35 paesi (i 27 paesi membri dell’UE e gli otto paesi candidati all’adesione o membri dello Spazio Economico Europeo) e rappresenta oltre 20 milioni di imprese.


4

T erritorio

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Idee “buone e genuine”: i vini, il panettone, l’olio extravergine di oliva

Natale, un cesto pieno di prodotti eccellenti Consorzio Terra di San Marino, le proposte per le feste di fine anno di Alessandro Carli

Un vademecum ad hoc, una “guida” al buon gusto per scoprire la qualità dei prodotti della Repubblica, quelli che rientrano nella filosofia del “km 0” e che sottendono impegno, passione e grande professionalità di tutte le persone che quotidianamente lavorano per produrli. Anche quest’anno il Consorzio Terra di San Marino, in vista delle festività natalizie, invita i sammarinesi (ma non solo: gli estimatori stanno crescendo anche in Italia, ndr) a scegliere i prodotti nazionali, frutto delle coltivazioni, delle trasformazioni e degli allevamenti presenti sul Monte Titano, un autentico “fiore all’occhiello” in termini di qualità e sicurezza alimentare per i consumatori. Tutte le proposte – e ce ne sono talmente tante da riempire più “cesti” – si sono “incontrate” sulla carta. “AssaporiAMO in cantina”, 12 pagine tutte da sfogliare, illustra visivamente e racconta le eccellenze locali con una declinazione, ovviamente, all’ultimo periodo dell’anno: dai “neonati” biscotti artigianali “Aromatici”, creati con ingredienti di primissima qualità e declinati in due gusti (anice e rosmarino) al Torrone Terra di San Marino, che ha un cuore

F ocus

dolce di miele Millefiori e di Acacia che dialoga con l’inconfondibile piacevolezza delle mandorle. Non manca poi il panettone Terra di San Marino nelle varianti “classico”, “mandorle e pere” e “Moscato”. Moscato che è anche la base dell’Oro dei Goti, il vino passito prodotto dal Consorzio Vini di San Marino, un inno all’attesa e al tempo, così come lo tratteggia poeticamente l’enologo Michele Margotti: “Lasceremo i nostri migliori grappoli sulla pianta ad appassire, e aspetteremo finché saranno pronti, pazienteremo ansiosi e saremo ripagati, ne siamo certi, perché quando lo assaggeremo saranno qui ricordi, pro-

prio quelli di quando eri bambino che ti diranno che ce l’hai fatta, nonostante tutto, anche quest’anno”. Moscato che ritroviamo anche nella sua veste più naturale, quella delle bollicine. A fargli compagnia il Briza e la Riserva Titano, due vini che rientrano nella tradizione enologica del territorio così come i grandi rossi, dal Brugneto al Tessano giusto per citarne due, e i bianchi profumati, come ad esempio il Caldese e il Roncale. Sempre nel “km 0” incontriamo i prodotti della Centrale del Latte con le ultime novità, il “Tartufino” e il pecorino “Francischin” che sia affiancano allo stracchino,

In Via Eugippo numero 16 il nuovo shop con tutte le tipicità delle sei filiere CTSM Il Consorzio Terra di San Marino “mette piede” nel centro storico della Repubblica. A breve difatti aprirà un nuovo punto vendita del prodotti a marchio CTSM, uno shop che sarà ubicato in via Eugippo, 16. Una “vetrina” di eccellenze, ovviamente. Lì difatti verranno esposte le tipicità enogastronomiche dei soci delle sei filiere: il grano, il vino, il miele, l’olio, la carne,

il latte e i suoi derivati. In attesa del taglio del nastro il Consorzio Terra di San Marino nelle scorse settimane ha lanciato un bando di concorso per individuare un Responsabile del negozio: le candidature dovevano pervenire entro il 20 novembre. Il nome del prescelto, appena verrà nominato, lo troverete sul sito www. sanmarinofixing.com.

alla caciotta, alla Casatella e al “fossa”. Per chi preferisce la carne, ecco la Bresaola Terra di San Marino, fatta utilizzando parti pregiate ben precise come la fesa, la sottofesa e il gi-

rello e che richiede dai due ai tre mesi di stagionatura per raggiungere il suo equilibrio. All’assaggio ‘esce’ tutto il suo gusto e la sua naturalezza. La sensazione che si avverte è quella di mangiare un prodotto genuino. Non mancherà infine l’oro verde, l’olio extravergine di oliva a marchio CTSM, quest’anno particolarmente fenolico, un alimento versatile (dalla versione semplice, quella sul pane alla carne, ma anche assieme alle verdure o per la cottura del cibo, sa risaltare i sapori e, come si dice gergalmente, “gli dà quel tocco in più”) sempre gradito “ospite” a tavola. Insomma, non c’è che l’imbarazzo della scelta: soprattutto in occasione delle festività di fine anno fa sempre piacere ricevere qualcosa da condividere con tutti. Un’idea

regalo che racchiude più idee regalo quindi perché un cesto natalizio si può personalizzare a seconda dei gusti di chi lo riceverà. Meglio ancora se si scelgono i prodotti della terra, di una cultura ben radicata in Repubblica che racconta, non con le parole ma attraverso la qualità delle tipicità locali, la storia millenaria di un Paese. Del resto, come scrive il Presidente del CTSM Aida Selva, “cultura e coltura derivano dallo stesso verbo latino ‘colere’, che significa ‘coltivare’, ‘avere cura’. Precisamente aver cura dell’ambiente, del paesaggio agrario, nelle nostre produzioni agroalimentari e dei nostri ospiti”. Una cura di qualità, è il caso di dirlo, tutta da assaggiare. Per vivere un’emozione intensa di profumi e di sapori unici.


FIXING - Anno XXVII - n.43 - Venerdì 22 Novembre 2019

Il sistema bancario della Repubblica di San Marino ha presentato negli ultimi 10 anni dinamiche evolutive caratterizzate da un alto tasso di criticità, in capo a singoli intermediari e per il sistema, a causa di una serie di determinanti esterne ed interne. Nel complesso queste cause hanno comportato un fenomeno importante di disintermediazione del sistema bancario, con riflessi anche per altri comparti del sistema finanziario come ad esempio quello delle società finanziarie, che ha determinato a sua volta l’insorgere di criticità generali, quali ad esempio la pressione sulla liquidità del sistema e l’emergere con rilevanza sempre maggiore del fenomeno dei crediti dubbi (NPL). Il sistema bancario del Monte Titano evidenzia, a metà aprile 2019, una posizione di liquidità a 7 giorni pari a euro 538 milioni. È quanto si legge nel report “Dinamiche evolutive del sistema bancario sammarinese” di Banca Centrale della Repubblica di San Marino. Il coverage ratio della posizione di liquidità a 7 giorni sulla raccolta del risparmio a 7 giorni è pari al 26,7%. Va precisato che i dati si riferiscono al sistema bancario nel suo insieme e che la situazione di liquidità presenta sostanziali differenze tra le varie banche. La posizione di liquidità a 7 giorni di sistema si attesta sui livelli

E conomia

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Dal 2015 al 2018 la raccolta del risparmio è diminuita del 25%: da 5,1 a 3,9 miliardi di euro

BCSM: la posizione di liquidità a 7 giorni è pari a 538 milioni I dati contenuti nel report “Dinamiche evolutive del sistema bancario sammarinese”

simili a quelli della seconda parte del 2017, pur in fase di sostanziale stabilizzazione, dopo aver raggiunto un picco a quota 1,2 miliardi nell’agosto 2015, con coverage ratio superiore al 50%. Gli ingenti deflussi registrati a partire dal 2015 sono legati principalmente all’introdu-

zione della misura legislativa italiana sul rientro dei capitali dall’estero (c.d. Voluntary Disclosure) e da un contesto nuovo, caratterizzato anche dagli accordi sullo scambio automatico di informazioni a livello fiscale tra Paesi. Dal 2015 al 31.12.2018 la Rac-

colta del Risparmio è diminuita di un quarto (circa 1,3 miliardi di euro) da 5,1 a 3,9 miliardi. Con riguardo alla scomposizione dei depositi per fascia di vita residua, si registra, a partire da inizio 2015, un marcato calo della componente a più lunga scadenza

(oltre tre mesi) e una maggiore stabilità delle componenti a più breve termine, con quella entro 7 giorni che rappresenta attualmente il 53% della raccolta totale. Una parte significativa della liquidità del sistema bancario proviene dai fondi pensione: la raccolta ascrivibile ad essi si attesta, a fine 2018, a 433 milioni (356 milioni ISS e 77 milioni FondISS), costituendo circa l’11% della raccolta totale di sistema. Il sistema bancario di San Marino ha affrontato in questi anni sfide importanti, in grado di comprometterne la sua stessa esistenza e il ruolo di supporto e volano per l’economia. Tali minacce sono state superate con un “approccio di sistema”, in cui tutte le componenti hanno contribuito, in maniera coordinata, alla determinazione delle migliori risposte tempo per tempo necessarie per

fronteggiare la crisi imminente. Allo stato attuale permangono criticità che hanno radici lontane, ma che possono di nuovo compromettere le capacità di sviluppo del sistema, fino a minare la sua stessa stabilità e con essa la tenuta del quadro economico. La Banca Centrale, quale Autorità di Vigilanza unica della Repubblica di San Marino, è in prima linea nella strategia di stabilizzazione e sviluppo del sistema, operando al medesimo tempo per contribuire alla realizzazione, in linea con quanto fatto in passato, di un approccio globale, conforme anche alle migliori pratiche internazionali, nella piena consapevolezza che solo tramite uno sforzo condiviso e concertato di tutte le componenti, le attuali situazioni di criticità potranno essere superate, ponendo le basi per un nuovo percorso di stabile sviluppo.


Arevidenza P ttualità

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di Daniele Bartolucci

Il numero delle pensioni erogate continua ad aumentare: se a fine 2016 si contavano 10.597 “assegni”, per un valore totale di 169.749.998 euro, nel 2018 sono diventati 11.268. Lo stesso dicasi per i pensionati, che sfiorano ormai quota 10mila e crescono di 400-500 unità all’anno: basti pensare che nei primi nove mesi del 2019 si sono già registrati 421 nuovi pensionamenti. Cifre enormi e, purtroppo, insostenibili con l’attuale sistema previdenziale, che registra un disavanzo tra contributi incassati e prestazioni erogate di svariati milioni che lo Stato deve “coprire” con trasferimenti sempre maggiori: quest’anno nella legge di Bilancio sono diventati già 26 per il 2019. Con la previsione di ulteriori 27 per il 2020, anche se è una cifra molto prudenziale, visto che dalle proiezioni effettuate dai tecnici incaricati dalla Segreteria alla Sanità nei mesi scorsi, si stima un incremento dell’intervento statale molto maggiore che, senza una vera riforma complessiva, potrebbe arrivare anche a 400 milioni di euro (si veda il box in basso) nei prossimi decenni. Più pensioni e per più anni Il sistema della protezione sociale, spiega la Relazione

FIXING FIX - INAnno G - Anno XXVIIX -X n.43 II - n.2- Venerdì 2 - Venerdì 22 Novembre 6 Giugno 2019 2 0 14

La ripresa dell’occupazione spinge le retribuzioni (+3,93%), ma non basta a compensare l’aumento

Pensioni: la mancata riforma cost

E’ la cifra stanziata nella Legge di Bilancio per il 2019 (26 milioni) e per il 2020 (27 milio Economico Statistica collegata alla Legge di Bilancio appena approvata, è costituito da “l’insieme di politiche pubbliche connesse al processo di modernizzazione, tramite le quali lo Stato fornisce ai propri cittadini protezione contro rischi e bisogni prestabiliti, sotto forma di assistenza, assicurazione o sicurezza sociale introducendo, tra l’altro, specifici doveri di contribuzione finanziaria”. “I sistemi di welfare europei”, spiegano i tecnici esperti dell’Ufficio Statistica che hanno redatto la relazione, “sono sottoposti già dal finire degli anni Settanta, e ancor più dai primi anni Novanta, a forti stress che derivano dalle profonde trasformazioni del mercato del lavoro, dalla globalizzazione dell’economia e dei mercati finanziari, dalla mutata struttura della popolazione, da esigenze di contenimento della spesa pubblica. Non tutti hanno mostrato lo stesso grado di resilienza nel fronteggiare le sfide legate ai

nuovi rischi sociali, contraddistinti da un più elevato livello di incertezza e da mutati contesti di vita familiare e lavorativa. Perciò, anche a San Marino, la questione previdenziale assume oggi una rilevanza maggiore rispetto al passato in quanto il sistema a ripartizione che governa la previdenza sammarinese paga pensioni per un periodo mediamente più lungo, a causa dei suddetti motivi”. Inoltre, al crescere dell’aspettativa di vita, è sorto anche il problema contabile di avere una generazione di pensionati più longevi rispetto ai predecessori e questo a parità o quasi di contributi versati: in pratica, percepiranno più anni di prestazioni senza avervi contribuito abbastanza. Con la conseguenza che a dover pagare il gap siano i lavoratori di oggi (con aliquote insostenibili) o lo Stato. Cresce anche l’importo medio delle pensioni “Analizzando i dati della ge-

L’andamento del sistema previdenziale sammar Pensioni ordinarie

2014

2015

2016

143.435.682,11 €

150.253.621,35 €

157.063.268,53 €

8.255

8.588

8.803

17.375,61 €

17.495,76 €

17.842,02 €

Retribuzioni lorde

505.645.852,60 €

506.093.696,10 €

510.775.686,18 €

Numero occupati

19.847

19.905

20.307

Retribuzione media

25.477,19 €

25.425,46 €

25.152,69 €

Occupati/pensionati

2,40

2,32

2,31

Invalidità e anzianità

7.014

7.292

7.520

Sociali e superstiti

1.658

1.705

1.750

Privilegiate (infortuni...)

1.365

1.338

1.315

4

5

12

10.041

10.340

10.597

Spesa complessiva Numero pensioni Importo medio

Segue dalla prima

Altri Totale

(...) riforme” o “priorità” poco importa, è solo un discorso di forma: oltre all’IVA, la riforma delle pensioni e la messa in sicurezza del bilancio dello Stato. Al momento quindi i programmi elettorali sono quasi tutti all’acqua di rosa. La scusante che “il momento è difficile” non tiene più: San Marino ha bisogno di una pianificazione a lungo termine, di qualcosa di veramente concreto e non di parole, promesse o spot elettorali che non vengono quasi mai mantenute. È sulla capacità di risollevare il Paese attraverso progetti seri e di prospettiva che si deciderà – ed è questo che gli elettori hanno a cuore il futuro della Repubblica. Alessandro Carli

esaurirsi in una decina d’anni, precisamente nel 2029. Si tratta di 409 milioni (che cresceranno fino a 434, per poi venire erosi dal 2023 in poi) che potrebbero invece servire per sostenere la riforma nel tempo, ma che stando così le cose si esauriranno molto velocemente, più di quanto si era immaginato solo qualche anno fa. E senza questa riserva, l’unico modo per sostenere le pensioni sarà ricorrere al Bilancio dello Stato. Ma anche qui sono dolori: se non verranno approntanti i necessari correttivi, il saldo previdenziale tra contributi versati e prestazioni erogate, dagli attuali 24,5 milioni passerà presto a 100 (tra dieci anni), poi a 200, 300 e oltre 400 milioni di euro nel 2049. Una cifra incredibile, che ha fatto strabuzzare gli occhi ai membri del Consi-

522.13

2

25.

1

Elaborazione grafica a cura di San Marino Fixing. Fonte: Relazione Ecomico Sta stione del sistema pensionistico ordinario”, focalizzano i tecnici, “si può notare che aumenta costantemente sia

la spesa per le pensioni ordinarie, sia il numero delle pensioni ordinarie erogate che passano dalle 9.090 del

2017, alle 9.447 del 2018 (+3,9%); in aumento anche l’importo medio per pensionato che passa da 17.844 euro

Il trasferimento dello Stato potrebbe arrivare a 400 milioni già nel 2049 La riforma delle riforme. Ormai non c’è più motivo per non chiamarla così: il sistema pensionistico di San Marino non è più sostenibile e i dati sono lì a certificarlo. In questa legislatura la Segreteria alla Sanità ha incaricato il gruppo tecnico di eseguire un’analisi attuariale dei dati del sistema previdenziale, pur essendo ormai condivisa l’idea che così come costruito, il sistema sia insostenibile. E infatti nel report consegnato ai membri del Consiglio per la Previdenza nei giorni scorsi, questa idea viene certificata appieno. Con numeri da capogiro. Basti pensare che senza interventi strutturali, il patrimonio dei Fondi Pensione, la famosa “riserva tecnica” oggi allocata in maggior parte nelle banche sammarinesi (fondamentale per la liquidità del sistema finanziario, ndr), potrebbe

17.

Pensioni totali

E ditoriale L e proiezioni senza correttivi al sistema previdenziale Programmi Il patrimonio dei Fondi pensione (oltre 450 milioni) azzerato in pochi anni elettorali concreti!

162.20

glio di Previdenza quando sono stati presentati i dati reali e le proiezioni future. Il problema è che anche innalzando l’età pensionabile a 67 anni e portando la quota anzianità da 100

a 103, si prenderebbe solo una decina di anni di tempo in più. Più incisivo il passaggio al contributivo, ma non basterà. Gli errori del passato, perché di errori è obbligatorio parlare, ora

pesano come macigni sulla testa dei lavoratori, ma anche sul Bilancio dello Stato, perché il contributo statale potrebbe essere l’unica via per il sostentamento del sistema.


FIX IN G - Anno XXXVII FIXING X II - -n.2n.43 2 - -Venerdì Venerdì6 22 Giugno Novembre 2 0 14 2019

PA revidenza ttualità

7

o delle spese delle pensioni ordinarie (+5,60%). Intanto, le pensioni totali superano quota 11mila

ta allo Stato 53 milioni in due anni

oni) per coprire il saldo negativo tra contributi incassati e prestazioni erogate dai fondi

rinese 2017

2018

09.727,67 € 9.090

9.447

.844,85 €

18.131,61 €

30.055,62 €

20.445

.538,28 €

171.289.304,04 €

542.645.538,65 € 20.990 25.852,57 €

2,25

2,22

7.746

8.125

1.791

1.841

1.294

1.282

14

20

10.845

11.268

atistica allegata alla Legge di Bilancio del 2017 a 18.131 euro del 2018 con un incremento del +1,6%”. Ma quello che più preoccupa è che, anche a fronte di una ripresa dell’occupazione che ha di fatto spinto al rialzo le retribuzioni lorde (+3,93%), questo non abbia compensato l’aumento della spesa complessiva per le pensioni ordinarie, che è aumentato molto più velocemente (+5,60%). E nemmeno l’aumento dei pensionati stessi, visto che il rapporto tra occupati e pensionati è peggiorato ancora: era del 2,25 nel 2017, è diventato del 2,22 nel 2018. In teoria, l’equilibrio si avrebbe con circa 3 lavoratori per ogni pensionato. E’ chiaro che questa situazione generi poi tutte le conseguenze negative sui bilanci, dei fondi pensione come dello Stato. Ancora un contributo statale pensante Il problema diventa economico, come detto: in manca di una vera riforma, la situazione peggiorerà sempre più. Lo hanno ormai ammesso tutti, dai tecnici alle parti sociali, fino alla politica. Non è un caso che la Legge di Bilancio, nel destinare ai fondi pensione un ulteriore trasferimento milionario, sia partita da questa consapevolezza: “A seguito del confronto av-

venuto nel Tavolo Istituzionale di cui all’Ordine del Giorno del Consiglio Grande e Generale approvato nella seduta del 17 settembre 2019”, recita l’art.21 della finanziaria, “e con la consapevolezza condivisa della necessità di introdurre in tempi brevi una riforma complessiva del sistema previdenziale al fine di garantire l’equilibrio dei fondi pensione e ridurre l’intervento a carico dello Stato, in via straordinaria il contributo a carico dello Stato per la gestione del fondo pensioni lavoratori dipendenti per l’esercizio finanziario 2019 è previsto in euro 26.000.000 e per l’esercizio finanziario 2020 in euro 27.000.000”. Per il 2019 (comma 2 dell’articolo 41 della Legge 24 dicembre 2018 n. 173) in verità erano previsti solo 19 milioni, ma sono diventati 26. E l’anno prossimo saranno 27, ma verranno pagati 19 subito, mentre “ il restante trasferimento pari ad euro 8.000.000 viene stanziato, a decorrere dall’esercizio finanziario 2021, sulla base di un piano di rientro di durata decennale senza interessi; pertanto lo stanziamento complessivo per l’esercizio finanziario 2020 sul capitolo 1-10-4530 è pari ad euro 21.600.000” . Le possibili azioni: età e contributivo Il gruppo tecnico non ha solo analizzato lo status quo, ma ha anche proiettato nel tempo le conseguenze di alcuni interventi, per evidenziare quanto possano incidere nel breve e nel lungo periodo. Uno di questi interventi è l’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni, in abbinamento all’aumento della cosiddetta “quota 100” tra anni e anni di contributi versati, che salirebbe a 103. Con questi due soli aggiustamenti già dal 2018 si avrebbe un risparmio in termini di saldo previdenziale del 3%, che salirebbe fino al 17% nel breve periodo, ma che poi risulterebbe molto blando, nell’ordine dell’1-2% nei prossimi trenta e quarant’anni. In numeri, ciò significa un “rosso” di circa 10 milioni di euro l’anno, che non è cifra di poco conto, ma che non cambie-

rebbe il risultato finale, visto che nel 2066 (ultimo anno analizzato) si avrebbe un saldo previdenziale negativo per 357 milioni rispetto ai 374 che si avrebbero con l’attuale regime. Il vantaggio, come detto, si avrebbe nel periodo 2018-2031 con effetti positivi

superiori al 10% annuo, che permetterebbero, a parità di intervento statale, di posticipare forse l’erosione totale della riserva tecnica. Ma il problema verrebbe solo spostato più in là, quando la popolazione over 67 sarà ancora più predominante e il gap

tra contributi e prestazioni ricomincerà a salire vertiginosamente. L’altra ipotesi presa in esame è il passaggio ad un sistema contributivo (tipo quello italiano), che ha l’indubbio vantaggio di garantire ai lavoratori un tasso di sostituzione

più in linea con le proprie aspettative (ma non certo il cambio quasi alla pari che ha garantito per decenni il sistema retributivo sammarinese, di cui si pagano ancora i danni di tali scelte). Il passaggio al contributivo però, non avrebbe l’effetto subitaneo dell’innalzamento dell’età pensionabile e i risparmi si vedrebbero nel lungo periodo: solo nel 2037, infatti, il saldo previdenziale di questo sistema diventerà più conveniente dell’altro. Da lì in poi il sistema “costerà” sempre meno, tanto che nel 2066 dovrebbe arrivare a un rosso di “soli” 258,8 milioni di euro.


8

G reen Economy

FIXING - Anno XXVII - n.43 - Venerdì 22 Novembre 2019

Lo scorso anno sono state 131. Gasolio ancora al top, cresce il metano

Auto ibride o elettriche già superato il 2018 Nei primi nove mesi del 2019 ne sono state immatricolate ben 132 Continuano a crescere le immatricolazioni di autoveicoli elettrici e ibridi nella Repubblica di San Marino. A testimoniarlo sono i dati del Bollettino del terzo trimestre 2019 diffuso nelle scorse settimane dall’UPECEDS. Prima di leggere i numeri dei primi nove mesi del 2019 però, una breve fotografia dello storico. Nel 2016 le automobili elettriche o ibride immatricolate nella Repubblica di San Marino sono state 57, circa il 2% del totale. Nel 2017 il numero è arrivato a quota 113 mentre l’anno successivo, nel 2018 quindi, si è arrivati a 131 (su un totale di 2.722 veicoli, pari a poco meno del 5%). E se i dati del primo trimestre del 2019 avevano confermato il trend di crescita – su un totale di 699 auto registrate, 38 erano elettriche o ibride, ovvero il 5,4% - al 30 settembre 2019 hanno superato il numero raggiunto

I talia

Immatricolazione autoveicoli per combustibile Combustibile

2016

2017

2018

2019 *

Gasolio

2.140

2.122

1.891

1.147

Benzina

555

571

623

561

Elettrico o ibrido

57

113

131

132

Metano

20

15

7

21

Elaborazione grafica a cura di San Marino Fixing Fonte: UPECEDS * dati aggiornati al 30 settembre 2019

nell’anno solare 2018: 132 mezzi contro 131. Le agevolazioni per chi le acquista Per chi decide di acquistare un veicolo elettrico è previsto un credito d’imposta pari all’80% della tassa sulle importazioni, agevolazione che

sale al 99 per cento nel caso di veicoli a idrogeno. Inoltre è prevista una riduzione d’imposta del 30% per l’acquisto di stazioni di ricarica per immobili di civile abitazione. Le targhe verdi: le caratteristiche A inizio 2019 San Marino ha

Unrae, la classifica delle e-car più vendute Al primo posto la Renault Zoe, terza Tesla Quali sono le auto elettriche più vendute in Italia nel 2019? Lo scopriamo grazie ai dati Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri), che dimostrano come il mercato delle vetture a batteria sia in un momento di crescita a doppia cifra, dal momento che i volumi sono ancora molto bassi. Nel 2018 c’era stato un vero e proprio boom, con un +148,5% rispetto all’anno precedente. Nell’anno corrente, il mercato auto elettriche ha registrato un altro balzo (+61%), ma rimanendo ancora l’ultima alimentazione scelta dagli italiani dietro benzina, Diesel, GPL, ibrido e metano. La quota sul totale del mercato italiano è ancora dello 0,5%. La classifica delle auto elettriche 2019 mostra che gli italiani non hanno scelto

soltanto le più economiche ma anche i modelli premium, dimostrazione che in questa prima fase di elettrificazione è la fascia più alta a trainare il mercato, mentre l’obiettivo delle case automobilistiche è quello di puntare sull’elettrificazione di massa. Sarà possibile nei prossimi anni, con il progressivo abbassamento dei costi delle batterie e quindi dei prezzi finali proposti al pubblico. Renault in pole position Intanto, la preferita dagli italiani è la Renault Zoe, che ha scalzato il primo posto detenuto fino all’anno scorso da Nissan Leaf. Ricordiamo che i dati sono parziali, poiché riguardano il periodo Gennaio-Ottobre 2019. L’elettrica di Renault ha più che raddoppiato le vendite quest’anno, passando

dal terzo al primo posto. Ad aver dato una notevole spinta alla popolarità dell’elettrica francese è stata la possibilità di noleggiare le nuove batterie (con una capacità da 52 kWh) con un notevole risparmio sul costo finale. Al suo esordio in Italia la Tesla Model 3 ha conquistato in scioltezza il terzo posto della classifica con 1.545 unità vendute nei primi 10 mesi del 2019. Era chiaro che il suo successo avrebbe corroso il volume di vendite degli altri due modelli di Elon Musk, che sono comunque in top ten. Brusco calo per la Nissan Leaf, che fino all’anno scorso era stata la regina del mercato italiano. Nonostante l’arrivo della nuova batteria da 60kWh, l’auto giapponese non ha saputo tenere i ritmi di crescita delle concorrenti.

“lanciato” le “targhe verdi” per i veicoli elettrici. Esse sono costituite da una lamiera di alluminio, Codifica UniEn: EN AW-1050A, di spessore 1 mm, sul cui lato esterno è applicata una pellicola rifrangente vinilica adesiva. Le targhe anteriori e posteriori degli autoveicoli hanno for-

ma rettangolare delle dimensioni di mm 390x120 e contengono lo Stemma Ufficiale in rilievo, a colori nel rispetto delle proporzioni e dei pantoni secondo quanto stabilito dalla Legge Costituzionale 22 luglio 2011 n.1 e logotipo “Repubblica di San Marino” di colore nero, in rilievo, conforme alle caratteristiche grafiche di cui al “manuale d’uso, allegato 3” al Regolamento del 6 agosto 2012 numero 3. La targa deve avere caratteri alfabetici “VE” seguiti da tre caratteri numerici, a rilievo, di colore verde giallastro, RAL 6018, dell’altezza di mm 79, larghezza mm 45 e con il tratto di mm 12,5. Bordo perimetrale con imbutitura sarà di larghezza mm 4, di colore verde giallastro, RAL 6018, con tratto di mm 4. Il gasolio è ancora al primo posto ma… Il Bollettino poi analizza le

immatricolazioni degli autoveicoli per tipo di combustibili. Detta la crescita dell’elettrico o ibrido, è ancora l’alimentazione a gasolio la scelta su cui si dirige la maggior parte i sammarinesi. Il diesel, dal 1 gennaio 2019 al 30 settembre 2019, doppia la benzina: 1.147 contro 561. E mentre quest’ultima alimentazione è in crescita (a fine settembre ha quasi raggiunto il totale di fine 2017, conclusosi con 571 mezzi; 623 invece erano quelle dell’anno successivo), lo storico del gasolio è in flessione: dai 2.140 autoveicoli immatricolati nel 2016 si è scesi a 2.122 nel 2017 e a 1.891 nel 2018. Piccolo ma comunque significativo “boom” del metano infine: dalle 20 auto del 2016 alle 15 del 2017 e alle 7 dello scorso anno, nei primi nove mesi del 2019 ne sono state immatricolate già 21. Alessandro Carli


FIXING - Anno XXVII - n.43 - Venerdì 22 Novembre 2019

di Daniele Bartolucci

La gestione dei rifiuti è fondamentale per ogni impresa, sia che si tratti di un’azienda di servizi, sia a maggior ragione di una manifatturiera. “Tutte le imprese producono rifiuti”, spiega Mirkare Manzi, titolare di IAM, “è dunque importante capire a quale tipologia appartangano e quale sia a livello normativo la procedura di smaltimento. Anche se sembra banale”, avverte Manzi, “purtroppo non tutte le imprese sammarinesi hanno piena consapevolezza di queste cose, quindi non comprendono nemmeno i rischi a cui stanno esponendo il proprio business. Sono problematiche che non riguardano solo i costi, anche se è chiaro che la gestione dei propri rifiuti possa incidere in maniera significativa anche sull’impatto economico dello smaltimento. Sicuramente avere una corretta gestione può abbattere certi costi, oltre ad evitare all’azienda rischi assai maggiori, che possono arrivare anche - nel caso di rifiuti pericolosi - all’impossibilità di trasportarli fuori dall’azienda stessa. Per questo motivo, per fornire un servizio completo ed efficace, volto anche all’efficientamento delle stesse imprese nostre clienti, IAM ha deciso di investire su due nuove figure, giovani e preparate, che metteranno a disposizione le loro professionalità per aiutare e accompagnare queste imprese in un percorso virtuoso sia a livello normativo che, in definitiva, anche economico”. Un consulente ADR per i rifiuti pericolosi “Si tratta”, spiega Manzi, “della Dott.ssa Sara Ghelfi, che dopo la Laurea in Scienze della Formazione ha completato il suo percorso di studi con la certificazione ADR e quindi può fornire tutta la consulenza necessaria per il trasporto dei rifiuti pericolosi. La proposta di IAM è molto semplice, ma anche efficace e completa: il consulente prima di tutto è esterno perché possa svolgere il suo

A mbiente

9

Per farlo, l’azienda ha investito su due nuove figure professionali: Sara Ghelfi e Nicola Beccari

“Aiutiamo le imprese a gestire i rifiuti per ridurre rischi e costi” I nuovi servizi IAM: il sopralluogo del consulente ADR e le analisi chimiche sui prodotti

compito in trasparenza come ‘terzo’. Effettuerà su nostra indicazione un sopralluogo tecnico nell’azienda che lo richiederà e fornirà tutte le informazioni e individuerà le azioni da compiere per allinearsi alla normativa ADR,

Manzi: “Non sempre c’è piena consapevolezza di ciò che si sta producendo” al fine di rendere quindi i loro rifiuti pericolosi trasportabili”. “Il mio compito”, spiega la Dott.ssa Ghelfi, “sarà quindi quello di formare l’azienda e i vari reponsabili su come produrre rifiuti omologati ADR, dalle informazioni tecniche e normati-

ve, dall’imballaggio e stoccaggio fino all’apposizione corretta dei vari segnali, perché i rifiuti siano effettivamente omologati”. Che è infatti lo scopo di questa offerta, che, però, non riguarda direttamente l’incarico del consulente ADR da parte dell’azienda: “Il sopralluogo”, spiega infatti Manzi, “darà anche la possibilità di comprendere, in base alla tipologia di rifiuti e ai quantitativi, se l’azienda è obbligata o meno ad incaricare un consulente ADR. Il nostro servizio si esaurisce qui, restano poi in capo all’imprenditore le scelte conseguenti”. Verifiche chimiche e più ottimizzazione “L’altra figura su cui abbiamo investito, in questo caso assunta da IAM”, spiega Manzi, “è il Dott. Nicola Beccari, che porta in azienda la conoscenza e la competenza

frutto della sua Laurea in Chimica e Tecnologie per l’Ambiente e per i Materiali. Come detto, molte aziende non hanno consapevolezza delle normative, ma addirit-

tura non sanno quale rifiuto stanno producendo ed è qui che entra in gioco il nostro tecnico, che eseguirà tutte le analisi necessarie”. “Tali campionamenti”, spiega il Dott. Beccari, “saranno analizzati in laboratori accreditati e dai risultati saremo in grado di definire la tipologia di rifiuti, evidenziando se si tratti di rifiuti pericolosi e quindi, di conseguenza, riportare tutto anche in ambito ADR”. Oltre alle analisi chimiche, c’è poi un problema di gestione vera e propria dei rifiuti, anche logisitca in diversi casi: “In molti casi si può ottimizzare internamente sia la gestione che lo stoccaggio”, spiega il Dott. Beccari, “riducendo anche i costi di trasporto, se ad esempio si possono ridurre i ‘passaggi’ di raccolta o si utilizzano i corretti contenitori, evitando che lo debba fare l’operatore addetto al tra-

sporto”. “Tutte operazioni”, spiega quindi Manzi, “che se gestite in maniera corretta possono davvero ridurre i rischi e anche i costi. Il nostro obiettivo è questo e pensia-

“Occorre omologarsi alla normativa per il trasporto dei rifiuti pericolosi” mo sia lo stesso dei nostri clienti, con questi nuovi servizi vogliamo informarli al meglio e renderli più consapevoli, stimolando una loro crescita perché tutto il sistema, cittadini e imprese, possa fare un ulteriore salto culturale verso quell’economia sostenibile a cui tutti aspiriamo”.


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T rasporti

FIXING - Anno XXVII - n.43 - Venerdì 22 Novembre 2019

A fare il punto sullo scalo di Rimini e San Marino l’AD Leonardo Corbucci

L’aeroporto “Fellini” in volo verso il futuro A Miramare il controllo delle facciate, robot e totem, tour virtuali Aeroporti intelligenti? Tra 15 anni al massimo non sarà solo un’idea avveniristica, ma lo strumento più facile, sicuro e veloce per viaggiare. Il futuro intanto si sta lanciando all’aeroporto di Rimini e San Marino “Federico Fellini” dove si stanno studiando progetti e soluzioni digitali Airport 4.0 che in parte possono essere già avviati nei prossimi 4 anni nell’ambito degli investimenti previsti nel contratto di programma 2020 – 2023. Ad esempio sistemi automatizzati di carico e tracking dei bagagli, robot e totem per informazioni relative all’aeroporto e al territorio di riferimento, sistemi di riconoscimento facciale ai fini della security, del check in, volti a rendere più snelli i processi aeroportuali. A Rimini si punta molto sulla digitalizzazione anche per lo sviluppo di nuove tecnologie da applicare in ambito turistico. A fare il punto sull’innovativo modello di gestione dell’aeroporto di Rimini, sia sul piano delle tecnologie che su quello gestionale, è stato – l’AD di AIRiminum 2014 Le-

I mprese

onardo Corbucci intervenuto all’International Cultural Forum di San Pietroburgo. Oggetto della relazione di Corbucci è stato un progetto di “tour operator virtuale” evoluto in grado di proporre ai turisti individuali che sbarcano al Fellini un tour dell’Emilia-Romagna costruito sulle loro specifiche esigenze studiate preliminarmente da un sistema di intelligenza artificiale alimentato da informazioni esclusive e rappresentative delle diverse famiglie di turi-

sti. L’amministratore di AIRiminum nel corso degli incontri avuti al Forum ha discusso del progetto con le autorità governative del turismo di San Pietroburgo e gli operatori russi privati che già operano nel campo della digitalizzazione per valutare la possibilità di lanciarne uno insieme che possa coinvolgere i flussi turistici russi verso l’Emilia-Romagna e quelli italiani verso San Pietroburgo in un’unica App. “La partecipazione a questo importante Forum – ha di-

Startup innovative: Rimini prima in Regione e quarta in Italia nel primo trimestre 2019 Rimini, con le sue 108 startup innovative avviate 34,15 (nel 2018 si fermavano a 32,08) ogni 100 mila abitanti - è la a provincia prima in Regione e quarta in Italia; Bologna, quinta, ne ha 32,70 ogni 100 mila abitanti. Questi i dati riportati dal Sole 24 Ore, che ha analizzato il report pubblicato dal Ministero dello Sviluppo Economico con la collaborazione Unioncamere e InfoCamere, aggiornato al primo trimestre 2019. Cosa sono le Startup innovative Per essere considerata una startup innovativa deve soddisfare almeno uno tra una

lista di tre requisiti in modo da poter tener fede ad un oggetto sociale che preveda “lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico”. Nel dettaglio, il primo orbita intorno alla propensione verso la ricerca e lo sviluppo, imponendo infatti che a questo tema venga dedicato almeno il 5% del valore maggiore tra costi e produzione. Il secondo requisito riguarda la composizione dell’organico aziendale caratterizzata da almeno 2/3 di possessori di laurea magistrale oppure da 1/3 di profili con un’attività comprovata di ricerca, mentre il terzo

si riferisce al possesso di depositi di brevetti o titolari di software registrato. I dati del primo trimestre 2019 La Lombardia è in cima alla classifica delle regioni con oltre 2800 startup innovative registrate. Seguono poi Lazio (1175) ed Emilia Romagna (940) che, come la regione lombarda, sono anche tra le prime dal punto di vista del numero di abitanti. Milano (62,05 ogni centomila abitanti) si conferma primatista assoluta anche dal punto di vista delle province, ma la Regione più omogenea e dinamica è l’Emilia Romagna.

chiarato l’AD Leonardo Corbucci - è un’altra grande occasione per il Fellini e per la Romagna tutta di rafforzare la connessione col sistema turistico e culturale di San Pietroburgo, che grazie agli accordi firmati nel 2017 sta diventando sempre più stretta e interrelata, come testimonia l’evento organizzato a Ravenna il 30 ottobre con la volontà di giungere già a inizio del 2020 alla sottoscrizione a San Pietroburgo di un accordo strategico sul turismo tra le due città. La mia

relazione ha trattato un argomento, quello della digitalizzazione dei dati nel settore turistico e l’uso degli stessi ai fini della profilazione del turista, da noi ancora futuribile ma che qui sotto alcuni aspetti è già una concreta realtà. La sfida da vincere nei prossimi mesi è quella di lanciare anche nel nostro mercato iniziative innovative per generare nuove opportunità, sfruttando lo stretto rapporto con San Pietroburgo e con il Comitato dello Sviluppo del Turismo. I dati turistici dell’Emilia-Romagna, che solo nel 2018 ha registrato quasi 14 milioni di visitatori – il 26% dei quali provenienti da oltreoceano - con 60 milioni di pernottamenti, la rendono evidentemente una piattaforma molto appetibile per lanciare iniziative innovative in questo campo”. Dal 2.0 al 4.0 il passo è breve. Obiettivo ambizioso ma concreto dell’AD Corbucci è di fare del Fellini un aeroporto sempre più digitale anche per vincere le sfide del futuro nel campo turistico, insieme a tutti gli operatori emilianoromagnoli.

Z oom

1,5 milioni per costruire competenze

Costruire le competenze necessarie per avviare processi di innovazione sociale, cioè ideare nuovi prodotti, servizi innovativi e nuovi modelli di produzione capaci di cogliere e soddisfare i bisogni della società in modo più efficace rispetto alle soluzioni già esistenti, anche creando nuove relazioni e nuove collaborazioni. La Regione Emilia-Romagna mette a disposizione, tramite un bando, 1 milione e 500 mila euro per la formazione, con l’obiettivo di contribuire a creare le competenze necessarie per progettare, attivare, consolidare e valutare strategie di innovazione sociale. Destinatari degli interventi sono gli imprenditori ma non solo.

Radio 24 News - “24 Mattino”

Stefano Bonaccini: ”Le priorità? Plastic tax e dissesto idrogeologico” Radio 24 Il Sole 24 Ore www.radio24.ilsole24ore.com

“Ius Soli? Le due priorità in questo momento sono: un grande piano di prevenzione contro il dissesto idrogeologico e cambiare la plastic tax. Secondo me servivano toni per mettere al centro altre questioni oltre allo ius soli”. Lo afferma Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna a 24Mattino di Simone Spetia e Maria Latella su Radio 24 e prosegue “Quando si affermano diritti non c’è mai un momento giusto o non giusto. Ma proprio perché

ieri eravamo a Bologna forse non si è calibrato bene il tono sugli argomenti”. “Regionali, alleanza con il M5S?” Regionali, alleanza con il Movimento 5 stelle? “Non tiro il M5S per la giacca. Il movimento 5 stelle non governa in nessuna Regione d’Italia qui potrebbe prendersi per la prima volta una responsabilità di governo in una delle più grandi regioni italiane”. Lo afferma Stefano Bonaccini a 24Mattino di Simone Spetia e Maria

Latella su Radio 24. “In questi ultimi mesi molti provvedimenti regionali sono stati presi insieme ai 5 stelle e sono più le cose che ci uniscono di quelle che ci dividono”.


I mprese

FIXING - Anno XXVII - n.43 - Venerdì 22 Novembre 2019

Malgrado abbia le potenzialità economiche per essere un paese molto attrattivo, storicamente l’Italia ha attirato meno investimenti diretti esteri rispetto alle maggiori economie europee. La causa è da ricercarsi soprattutto in fattori esogeni all’impresa, come il sistema burocratico, la lentezza della giustizia, un sistema fiscale complesso e un quadro normativo instabile. Bisogna comunque dire che l’aumento degli Investimenti diretti esteri (IDE) nel 2018 (+10,5%) ha portato l’economia italiana dal 19° al 15° posto nella graduatoria dei principali paesi di destinazione degli IDE a livello globale. Tuttavia si tratta pur sempre di livelli molto contenuti: si è passati dai 21,7 miliardi di dollari nel 2017 ai 24,3 miliardi del 2018, con un trend che, al di là delle oscillazioni annuali, risulta sostanzialmente piatto dal 2013. Questi i dati contenuti nel primo di tre volumi dal titolo “Grandi Imprese Estere in Italia: Un valore strategico” realizzato dall’Advisory Board Investitori Esteri e dal Centro Studi Confindustria in collaborazione con l’Istat. La pubblicazione vuole raccontare il valore strategico delle grandi imprese a capitale estero per l’economia italiana, oltre a descrivere i fattori di attrazione del paese. Le imprese estere, infatti, pur rappresentando soltanto lo 0,3% del totale delle aziende

11

Rappresentano solo lo 0,3% del totale ma danno impiego al 7,9% dei dipendenti del privato

Le imprese estere finanziano il 25,5% della spesa in R&S Confindustria, Licia Mattioli: “Benefici anche per le PMI legate da rapporti di filiera”

residenti in Italia, danno lavoro al 7,9% degli occupati del settore privato, contribuiscono al 15,1% del valore aggiunto, generano il 18,3% del fatturato, il 14,4% degli investimenti e finanziano ben il 25,5% della spesa privata in ricerca e sviluppo. Le imprese a capitale estero, inoltre, hanno mostrato una resilienza significativa durante e dopo la crisi iniziata nel 2008: dopo un’iniziale riduzione

del numero di occupati e di imprese, già a partire dal 2013 si è invertito il trend e nel 2016 sono stati superati i livelli pre-crisi. Secondo le stime contenute nella ricerca, ricavate dall’elaborazione dei bilanci aziendali, nel 2017 le multinazionali estere hanno accresciuto il loro valore aggiunto del 4,9% e aumentato l’occupazione dell’1,9%, seguendo un andamento positivo, seppure a un ritmo me-

no intenso rispetto al 2016. “I dati contenuti nel rapporto consentono di evidenziare il beneficio derivante dalla presenza delle imprese estere anche per le nostre PMI con le quali sono legate da rapporti di filiera. Le imprese estere, infatti, favoriscono la trasmissione di nuova conoscenza, trasferimento tecnologico, spinta all’introduzione di processi produttivi innovativi, miglioramento del-

le competenze e, soprattutto, accesso a reti di produzione internazionali e a nuovi mercati” commenta Licia Mattioli, vicepresidente per l’Internazionalizzazione e presidente dell’Advisory Board investitori esteri di Confindustria. “Le ragioni per considerare strategiche le grandi imprese estere sono molteplici: hanno una maggiore dimensione rispetto alle imprese residenti, quindi contribuiscono a rafforzare la capacità della nostra economia di affrontare le accresciute esigenze della competizione globale, generano effetti positivi su indotto, filiere e accesso ai mercati esteri, operano in settori a elevata tecnologia favorendo gli investimenti in ricerca e innovazione. Infine sono particolarmente focalizzate nell’integrazione della sostenibilità ambientale e del benessere aziendale nelle loro strategie di business”.

I STAT

A settembre fatturato in rialzo

Dopo i cali dei mesi scorsi, a settembre fatturato e ordini dell’industria hanno registrato due rialzi: rispettivamente +0,2 e +1% su base mensile. Per il fatturato, sottolinea l’Istat, è il primo segno positivo dopo tre cali di fila in termini congiunturali. Nel confronto annuo però si rileva ancora una flessione: -1,6%. Si tratta della quarta diminuzione consecutiva. Per l’Istat, nonostante “il lieve incremento” mensile settembre conferma “una situazione di debolezza“.


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Fixing nr. 43: 22 novembre 2019  

San Marino Fixing è il settimanale di economia, finanza, politica e attualità di San Marino.

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