Anno XXXIV - n. 1 - 1,50 euro
Direttore Daniele Bartolucci
Venerdì 9 Gennaio 2026
E ditoriale “Accordo UE, IVA e più NINI25 Ora siamo Terzo posto tutti un po’ Groenlandia
Se il 2025 è stato l’anno della guerra dei dazi, il 2026 è proseguito con ulteriori passi in avanti nella strategia imperialista di Donald Trump, prima con il blitz militare per catturare Maduro e con il suo arresto “conquistare” il Venezuela, poi con l’annuncio di puntare alla Groenlandia per difendere gli interessi degli Stati Uniti. In verità sia il Venezuela che la Groenlandia facevano parte fin dall’inizio della lista di azioni annunciate da Trump all’inizio del suo secondo mandato da Presidente. Così come lo erano i dazi. Quello che Trump dice di voler fare, alla fine lo fa. Anche se le sue idee appaiono a volte stravaganti e incredibili, ha dato prova - più volte - di non essere un semplice provocatore. Ma con l’operazione venezuelana il livello si è decisamente alzato. Non tanto nell’atto in sé, che tanti altri paesi e democrazie hanno fatto in passato, alla luce del sole o architettando golpe e complotti di vario stampo, ma nel racconto pubblico: la motivazione della droga regge poco, quella del petrolio è più forte e sostanziosa e Trump non la nega, anzi, rilancia sul futuro utilizzo del petrolio venezuelano. E lo stesso lo fa per la Groenlandia: la sicurezza militare è un tema su cui dibattere, ma le terre rare di cui è ricca è molto più concreto ed evidente. Lo farà davvero? Visti i precedenti, è meglio non sottovalutare Trump. Anche se, in quel caso, le conseguenze sarebbero giocoforza anche europee: la Groenlandia è parte del Regno di Danimarca a tutti gli effetti. Forse minacciare l’occupazione è solo un atto di forza: l’Europa non reagirà, pensa Trump. Ma a quel punto non serve occupare niente: è già tutto suo. Daniele Bartolucci
investimenti strategici”
per un’idea sammarinese
Rossini (ANIS): “L’integrazione al mercato unico caratterizzerà il 2026 come un anno di svolta, ma servono riforme interne e infrastrutture” a pag.2
Banche
Il nuovo Statuto di BCSM
a pag.4
Finanza
Se all’orizzonte si inizia a vedere l’entrata in vigore dell’Accordo di Associazione (data per certa entro la primavera), gli imprenditori ANIS si aspettano grandi benefici dall’integrazione nel mercato unico, ma guardano anche al presente e alle cose da fare internamente “per permettere davvero alle imprese di competere alla pari e nelle stesse condizioni di quelle degli altri Paesi”. “La prima riforma in agenda per noi è l’introduzione dell’IVA, senza di essa non sarà mai una competizione alla pari. Poi ci sono gli energetici, rispetto ai quali dobbiamo diventare più autonomi, investendo in impianti moderni, anche integrati allo smaltimento dei rifiuti, per abbassare i costi e le tariffe”. Un’agenda che vede in primo piano anche digitalizzazione e spending review. Bartolucci alle pagg. 6-7
Il rating migliora: l’evoluzione
a pag.11
spazio riservato all’indirizzo
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Semplificare il lavoro delle piccole medie imprese portando efficienza, produttività e ordine nelle sfide quotidiane: è l’obiettivo di Nova, l’innovativo banco da lavoro che ha trionfato nell’edizione 2025 di Nuove Idee Nuove Imprese. L’evento finale, tenutosi il 17 dicembre pomeriggio al Centro Congressi SGR, ha incoronato il progetto di Meldola (Forlì – Cesena). La particolarità di Nova, ha spiegato il suo ideatore Costantin Florea, è quella di potersi adattare acquisendo dati e ottimizzando tempi e risorse. Un banco di lavoro ordinato, modulare e accessibile “nato dal basso”, da chi ha vissuto sulla propria pelle i problemi della produzione. Al secondo posto un altro progetto forlivese, Flex Move, un indumento smart dotato di sensori inerziali in grado di rilevare i movimenti corporei, offrendo un allenamento personalizzato. Con Flex Move l’indumento si trasforma in un vero e proprio personal trainer. Terzo classificato Aurora LAB, un progetto sammarinese nato dal sogno di unire efficienza, ricerca e innovazione per fornire soluzioni concrete in ambito educativo. Una soluzione ibrida che unisce la professionalità all’efficienza dell’intelligenza artificiale, offrendo soluzioni personalizzate per studenti, insegnanti e professionisti. I primi tre progetti, oltre ai
I nnovazione
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Il progetto vincitore mira a semplificare il lavoro delle imprese dandole efficienza e produttività
A “Nova” l’edizione 2025 di Nuove Idee Nuove Imprese Terza la sammarinese Aurora LAB, spin off dell’Università in ambito educativo delle ultime edizioni di Nuove Idee Nuove Imprese, e quello della professoressa Paola Giuri, che ha presentato lo studio condotto sulle imprese nate da Nuove Idee Nuove Imprese per valutarne l’evoluzione e l’impatto della partecipazione alla business plan competition.
premi in denaro di 10.000, 6.000 e 3.000 euro, si sono aggiudicati ulteriori benefits: due anni di iscrizione gratuita presso Confindustria Romagna o Associazione Nazionale dell’Industria Sammarinese (ANIS), oltre ad un percorso di assistenza e di
supporto allo sviluppo concreto dell’iniziativa imprenditoriale, da svolgersi presso Skema, della durata di 2 mesi. Impossibilitato ad essere presente per motivi di salute, il presidente di Nuove Idee Nuove Imprese Maurizio Focchi ha inviato in un video-
messaggio ai partecipanti. “La nostra competizione, giunta alla 24esima edizione, vanta una storia importante – ha spiegato - Siamo stati tra i primi a proporre un format di questo tipo e ogni anno cerchiamo di darci un obiettivo in più, come quello di creare un network tra startup, soci e le realtà nate anche grazie alla nostra manifestazione. Quest’anno siamo rimasti particolarmente stupiti per la creatività, l’innovazione e l’intraprendenza che abbiamo riscontrato nei progetti. Valori che, al di là del risultato finale, mi auguro resteranno nel tempo”. All’evento finale, organizzato in collaborazione con Fattor Comune e moderato da Diego De Simone e Alessia De Angeli, sono intervenuti Juri Magrini (Assessore alle attività economiche del Co-
F ocus
mune di Rimini), Carlo Battistini (Presidente CCIAA della Romagna), Andrea Montanari (Responsabile Finanza Corporate e Innovazione di Rivierabanca), Alberto Guerzoni (Deloitte), Guido Mecozzi (Gruppo SGR) e Fabio Pari (Partner Studio Skema). Particolarmente apprezzato l’intervento di Marco Ramilli, Founder e CEO di IdentfAi, selezionata da Google tra le 100 migliori aziende AI al mondo. Una storia di successo ma anche la dimostrazione di come le idee iniziali spesso si debbano evolvere e di come sia importante imparare dagli errori. “La difficoltà – ha detto Ramilli ai finalisti – non è nell’inizio di un progetto, ma nel cammino per attuarlo”. Tra gli interventi anche quello di Stefano Naldi di 2ndSpace, una delle realtà in crescita
Premi speciali Premio Speciale CesenaLab: Agilia Premio Speciale Empirìa / Romagna – Marche Crea Impresa: Nova Premio Speciale RomagnaTech: Flex Move Premio Speciale San Marino Innovation: Figaro Lab Premio Speciale Tecnopolo Rimini: Buddygo Premi Speciali Cassa di Risparmio: Aurora LAB Premo speciale SUMS: Aurora LAB Premio speciale FOM alla memoria di Federico Tamburini: Zeno Premio del pubblico: Nova I soci Nuove Idee Nuove Imprese è realizzato grazie al sostegno economico, tecnico-scientifico, logistico ed organizzativo dei Soci: Camera di Commercio della Romagna Forlì-Cesena e Rimini, Confindustria Romagna, ANIS, Uni.Rimini SpA, SUMS di San Marino, Università di San Marino, Fondazione Carisp di Rimini, Camera di Commercio di San Marino, San Marino Innovation.
Main sponsor, partner e patrocini: sinergia tra San Marino e la Regione Emilia-Romagna ll concorso Nuove Idee Nuove Imprese, oltre al sostegno economico, tecnico-scientifico, logistico e organizzativo dei soci, ha anche un main partner - Rivierabanca) e diversi sponsor: Deloitte & Touche SpA, Fom Industrie, Gruppo SGR e Studio Skema. I partner invece sono: Ne-
meni Teneri Capital SG, Dipartimento di Scienze Aziendali Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Cesenalab, Romagna Tech, Arte-Er, Tecnopolo Rimini, Prospectra, Fattor Comune, Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino, Crédit Agricole Italia. I patrocini: Comune di
Rimini, Alma Mater Studiorum Università di Bologna Campus di Rimini, Segreteria di Stato per l’Industria, l’Artigianato, e il Commercio della Repubblica di San Marino; Segreteria di Stato per il Lavoro della Repubblica di San Marino. www.nuoveideenuoveimprese.it
I mprese
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Il Presidente Gianni: “Plauso del FMI e interesse dei player internazionali”
NPL: un recupero crediti efficace eleva il sistema De Simone (S3): “Gestione accentrata e approccio manageriale” Prosegue secondo i piani l’Operazione Sistemica di Cartolarizzazione dei crediti deteriorati (NPL) promossa e conclusa dal Sistema Bancario Sammarinese. Peraltro, ancora una volta, il Fondo Monetario Internazionale, a seguito del consueto incontro con le autorità sammarinesi, ne ha confermato l’impatto positivo, sottolineando la validità della scelta strategica e la qualità dell’esecuzione da parte dei soggetti coinvolti. S3 – Special Servicer Sammarinese, in particolare, è la società incaricata dall’Istituto di Gestione e Recupero dei Crediti (IGRC S.p.A.), previa apposita delega di Veicolo di Sistema S.r.l., di amministrare, gestire e riscuotere (in nome e per conto di quest’ultimo) gli attivi ceduti da CRSM, BSM, BAC, 739 SG S.p.A., Società di Gestione degli Attivi ex BNS S.p.A. e dal Veicolo Pubblico di Segregazione dei Fondi Pensione. Si tratta, nel loro complesso, degli Originator che hanno trasferito i propri NPLs al Veicolo di Sistema. La composizione eterogenea di tali soggetti, comprendente realtà sia pubbliche sia private, è una delle ragioni (unitamente ai ruoli ricoperti dalla Banca Centrale della Repubblica di San Marino e dallo Stato) per cui l’Operazione di Cartolarizzazione è caratterizzata da una forte e chiara valenza “sistemica”. “I risultati raggiunti finora sono superiori alle previsioni del Business Plan, come confermato dal Fondo Monetario Internazionale nel
report del 13 ottobre scorso”, dichiara il Presidente del CdA di S3, Federico Gianni. Il FMI ha infatti evidenziato che “il processo di recupero degli asset da parte della Asset Management Company ha superato le aspettative: nel primo semestre del 2025, 41,7 milioni di euro sui 70 milioni della tranche Senior garantita dallo Stato sono già stati rimborsati, riducendo le passività potenziali di bilancio”. L’operazione si configura come un progetto industriale orientato alla massimizzazione dei recuperi, e non come un’iniziativa di natura speculativa. L’obiettivo è quello di ottimizzare la gestione e la valorizzazione degli attivi bancari, nel rispetto delle scadenze previste per il rimborso dei titoli ABS, in primis delle tranche Senior. Le valutazioni positive espresse dagli organismi internazionali e dalle principali agenzie di rating rap-
presentano un riconoscimento del lavoro svolto e della capacità del sistema sammarinese di operare in modo coeso ed efficace. “Questi risultati – conclude Gianni – testimoniano il valore di un approccio integrato e collaborativo, che rafforza la credibilità del nostro Sistema Finanziario e ci stimola a proseguire con responsabilità lungo il percorso intrapreso.” La buona riuscita dell’operazione, seppur ancora da completare, è merito di tutti gli agenti della cartolarizzazione coordinati a livello operativo da S3: “Il nostro obiettivo primario è recuperare crediti, rendendo di nuovo liquido ciò che per vari motivi non lo era più”, sintetizza il Direttore Generale di S3, Mattia De Simone, che vanta un’esperienza decennale in Cerved, leader del mercato nel settore della gestione e recupero crediti. “Si tratta invero di un’attività che le singole banche
San Marino FIXING settimanale di informazione economica, finanziaria e politica Direttore responsabile Daniele Bartolucci d.bartolucci@fixing.sm Redattore Alessandro Carli a.carli@fixing.sm Responsabile commerciale Roberto Parma 339.8016455 roberto.parma@fixing.sm Per la pubblicità su Fixing 0549.873925 commerciale@fixing.sm
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Stampa Studiostampa New Age Strada Rovereta, 42 47899 Falciano Repubblica di San Marino Autorizzazione della Segreteria di Stato agli Affari Interni della Repubblica di San Marino del 16/4/1993 - Protocollo n.1695. Spedizione di stampa periodica in abbonamento postale per l’interno - Tassa pagata - Tariffa per editori - Autorizzazione n.711 del 16/02/2005 della Direzione Generale delle PP.TT. della Repubblica di San Marino
hanno sempre fatto e che continuano a fare con gli attivi che non hanno conferito al Veicolo di Sistema, ma serviva un approccio diverso nell’affrontare con determinazione la sfida dei Non Performing Loans. Quel cambiamento è insito nella cartolarizzazione, che poi si traduce nel nuovo modello di gestione del recupero crediti impostato da S3: in primis la gestione delle posizioni relative ad un singolo debitore (o ad esso collegate) sono accentrate su un solo gestore che così può operare a 360° sull’intera esposizione, massimizzando il recupero del credito, in un’ottica di risoluzione definitiva delle problematiche.”, spiega De Simone. Differenze sostanziali che poi si riverberano anche nell’operatività: “Il nostro incarico è quello di amministrare, gestire e riscuotere (anche mediante
transazioni, dilazioni o procedure giudiziali di recupero) gli attivi bancari. Per svolgere tale attività è importante avvalersi di dipendenti, collaboratori indipendenti e di personale distaccato dagli Originator, che conosce la storia dele posizioni e dei debitori, ciò permette di conseguire, anche grazie ad un confronto continuo con gli altri attori della cartolarizzazione, ad una soluzione virtuosa e definitiva delle problematiche relative al recupero del credito; prova ne è che la maggior parte sono crediti bloccati da almeno una decina di anni se non di più. Anche per questo motivo”, precisa De Simone, “è fondamentale interagire con il debitore, anche se a volte sembra irreperibile, per la ricerca della migliore soluzione. L’altro tema che ci differenzia è la gestione del real estate, ov-
vero degli immobili (per lo più capannoni, terreni…) che ancora possiamo vendere, tenuto conto che l’attività sugli altri crediti è già stata completata: premesso che sono già tutti di nostra proprietà, non facciamo pertanto intermediazione o affitti, bensì solo vendita diretta. Chiaramente esistono margini di trattativa, anche perché alcuni immobili necessitano di interventi più o meno consistenti, ma l’obiettivo resta sempre quello del recupero dei crediti, nel rispetto dei tempi e del valore recuperabile allineati al business plan della cartolarizzazione concordato con gli shareholder e validato dalle autorità sammarinesi”. Chi volesse visionare tutte le proprietà in vendita, può trovarle sul sito www.s3immobili. sm Daniele Bartolucci
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F inanza
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Le novità riguardano anche la composizione del Consiglio Direttivo
Banca Centrale, è stato modificato lo Statuto L’analisi dettagliata degli 11 articoli della Legge nr. 144 del 2025 Attraverso 11 articoli, la Legge 144/2025 ha apportato una serie di modifiche allo Statuto di Banca Centrale della Repubblica di San Marino. Vediamo nei dettagli i principali. Dopo l’art. 1 – dedicato alle definizioni -, l’art. 2 recita: “La lettera a), del comma 1, dell’articolo 8 della Legge n.96/2005 è così modificata: “Vista la relazione del Consiglio Direttivo, del Collegio Sindacale e della Società di Revisione, approva entro il 31 maggio e invia al Consiglio Grande e Generale il Bilancio d’esercizio comprensivo delle relazioni del Consiglio Direttivo, del Collegio Sindacale e della Società di Revisione”. La lettera f), del comma 1, dell’art. 8 della L. 96/2005 è così modificata: “conferisce incarico di certificazione di bilancio e di controllo contabile a società iscritta nell’apposito Registro sammarinese o, previa
Z oom
autorizzazione del CCR, in altri albi o registri tenuti in un Paese UE che offra sufficienti garanzie di controllo sulla onorabilità e professionalità dei revisori e, in caso di società estera, che non abbia in essere rapporti per le medesime attività con intermediari autorizzati o con la stessa BCSM per altri incarichi di collaborazione e consulenza”. Consiglio Direttivo di BCSM: composizione Il comma 1, dell’art. 10 della Legge n.96/2005 e s.m. è così modificato: “Il Consiglio Direttivo è composto dal Presidente e da 5 Consiglieri nominati dal CGG, scelti tra persone con competenze ed esperienze economiche o giuridiche rilevanti per la gestione e l’indirizzo di BCSM. La maggioranza dei componenti il Consiglio Direttivo deve essere composta da cit-
tadini sammarinesi o residenti”. Articolo 4 Il comma 6, dell’art. 11 della Legge n.96/2005 e successive modifiche è così modificato: “Le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei presenti. In casi di urgenza le deliberazioni possono essere assunte anche tramite indicazione autografa del proprio voto sul documento riportante il testo della delibera proposta. Le riunioni del Consiglio Direttivo possono tenersi anche a mezzo videoconferenza o audioconferenza, anche in deroga a quanto previsto dalla Legge 47/2006 e s.m., a condizione che: a) nell’avviso di convocazione sia indicata la modalità tecnica di partecipazione da remoto con precisazione della piattaforma utilizzata e degli indirizzi ovvero codici per il collegamento;
Nicola Muccioli (Direttore AIF) confermato Presidente del Moneyval per il 2026-2027
Rieletto Nicola Muccioli al Moneyval per il Biegno 2026-2027 La Segreteria di Stato per le Finanze e Bilancio si congratula con Nicola Muccioli, Direttore dell’Agenzia d’Informazione Finanziaria, per la sua rielezione a Presidente del Comitato d’esperti del Consiglio d’Europa sulla valutazione delle misure
contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo (Moneyval) per il biennio 2026-2027. Durante la 71ª riunione plenaria del Comitato Moneyval, in corso a Strasburgo dal 15 al 18 dicembre 2025, la ricandidatura di Muccioli, sostenuta dalla Repubblica di San Marino, è stata adottata all’unanimità. Il suo
mandato avrà inizio il primo gennaio 2026. Questo riconoscimento internazionale è motivo d’orgoglio per le istituzioni sammarinesi, che vedono nella professionalità e nell’esperienza di Muccioli un valido supporto alle misure di prevenzione e contrasto al riciclaggio e il finanziamento del terrorismo.
b) chi presiede la riunione, quindi il Presidente o il Vice Presidente – in caso di assenza o di partecipazione da remoto del Presidente - e il Segretario si trovino in Repubblica; c) a ciascuno dei partecipanti sia permesso di identificare gli altri, intervenendo in tempo reale nella discussione; d) a ciascuno dei partecipanti sia consentito visionare, ricevere e trasmettere documentazione riguardante la riunione; e) il Segretario verbalizzante proceda alla registrazione integrale audio e video della riunione; detta registrazione, a cura del Presidente del Consiglio Direttivo, deve essere conservata per almeno due anni”. Articolo 5 I commi 1, 2 e 3, dell’art. 16 della Legge n.96/2005 e successive modifiche sono così modificati: “Il Collegio Sindacale si compone di un Presidente e di due membri; il Presidente è nominato dal CGG; i due membri sono designati dai soci di minoranza e nominati dall’Assemblea. Il Collegio Sindacale partecipa alle sedute del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea. Il Collegio Sindacale esercita il controllo sulla gestione e sulla osservanza della legge, dello statuto e dei regolamenti di BCSM e dei principi di corretta amministrazione e presenta all’Assemblea la propria relazione al Bilancio annuale”. Il comma 5 dell’art. 16 della L. 96/2005 e s.m. è così modificato: “I Sindaci devono risultare iscritti nel Registro dei Revisori Contabili di cui alla L. 146/2004 e s.m. restano in carica 3 esercizi e possono essere riconfermati per 2 ulteriori mandati. Coloro che hanno già ricoperto la carica di Sindaco per 3 mandati consecutivi possono essere nuovamente nominati dopo il decorso di almeno un triennio”. Articolo 6 I commi 1, 2, 3 e 4, dell’art. 17 della Legge 96/2005 e successive modifiche sono così modificati: “La carica di mem-
bro del Consiglio Direttivo, di Direttore Generale o di Ispettore della Banca Centrale è incompatibile con: a) la qualità di membro del CGG o del Congresso di Stato, in carica o rivestita nel triennio precedente; b) la qualità di giudice, in carica o rivestita nel triennio precedente; c) la qualità di amministratore, di dirigente, di sindaco, di funzionario o di dipendente di soggetti autorizzati ai sensi della LISF o comunque soggetti ai poteri di controllo, di regolamentazione o autoritativi di BCSM, in carica o rivestita nell’anno precedente. La carica di Sindaco di BCSM è incompatibile con: a) la qualità di membro del CGG o del Congresso di Stato, in carica o rivestita nel triennio precedente; b) la qualità di giudice, in carica o rivestita nel triennio precedente; c) la qualità di amministratore, di dirigente, di funzionario o di dipendente di soggetti autorizzati ai sensi della LISF o comunque soggetti ai poteri di controllo, di regolamentazione o autoritativi di BCSM, in carica o rivestita nell’anno precedente. Non possono essere eletti alla carica di membro del Consiglio Direttivo, di Direttore Generale, di Sindaco o di Ispettore e, se eletti, decadono dall’ufficio, coloro che ricadano in una delle condizioni di ineleggibilità previste dalla L. 47/2006 e s.m. o non siano in possesso dei requisiti di onorabilità per esponenti aziendali di banche di cui alla LISF. Non possono essere eletti alle medesime cariche, per carenza del profilo reputazionale, nemmeno coloro che, nel decennio precedente la nomina, abbiano subito, anche se all’estero: a) condanne penali, anche non definitive per reati dolosi, o siano sottoposti a procedimenti penali ancora pendenti o abbiano patteggiato pene in relazione a procedimenti penali a loro carico per reato dolosi, oppure b) almeno due provvedimenti sanzionatori ovvero disciplinari da parte di pubbliche autorità ovvero organi di vigilanza per i settori eco-
nomici di cui alla LISF ovvero alla vigente legislazione in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento al terrorismo. Qualora il profilo reputazionale sopra descritto divenisse carente in corso di carica, ma senza ricadere in una delle condizioni di ineleggibilità o nella perdita dei requisiti di onorabilità di cui rispettivamente alla legislazione societaria o bancaria, la carica può continuare ad essere ricoperta fino a sua naturale scadenza, in assenza di altre cause ostative alla prosecuzione dell’incarico. La carica di membro del Consiglio Direttivo, di Sindaco, di Direttore Generale o di Ispettore della Banca Centrale è incompatibile con la titolarità di partecipazioni in soggetti vigilati”. Articolo 8 I commi 1, 2 e 3, dell’articolo 29 della Legge n.96/2005 e successive modifiche sono così modificati: “I componenti di tutti gli organi della Banca Centrale, i collaboratori e tutto il personale sono obbligati al segreto d’ufficio per qualunque informazione o dato acquisito dalla Banca Centrale, o comunque in possesso della stessa, in ragione delle sue finalità e funzioni anche ai sensi della LISF. L’obbligo di osservare il segreto d’ufficio permane anche dopo aver lasciato l’incarico o l’impiego presso la Banca Centrale. Sono parimenti assoggettati al rispetto del segreto tutti coloro che, in occasione di qualunque rapporto con BCSM, acquisiscano – anche involontariamente – i medesimi dati e informazioni di cui sopra. Il segreto d’ufficio non può essere opposto all’Autorità Giudiziaria quando le informazioni e i dati richiesti siano necessari per le indagini relative a violazioni sanzionabili penalmente e all’Agenzia di Informazione Finanziaria nell’esercizio delle funzioni di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo”. AC
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Come sempre accade, e più si va avanti con gli anni e più tale dinamica risulta amplificata, un altro anno è terminato volando via in men che non si dica e ci troviamo quindi difronte ad un nuovo ciclo di 365 giorni pieno di incertezze ed insidie. L’anno appena conclusosi, nonostante - soprattutto a causa della nuova amministrazione americana che, con il Presidente Donald Trump alla guida, si è rivelata sicuramente più attiva e “volatile” rispetto a quella precedente - si è rivelato tutto sommato abbastanza semplice per gli investitori, che hanno potuto godere di performance decisamente buone sia sui mercati azionari (che hanno continuato a beneficiare prevalentemente del volano dell’intelligenza artificiale e tematiche ad essa connesse) che sui mercati obbligazionari, con questi ultimi che hanno beneficiato sia di politiche monetarie resesi gradualmente espansive (e che hanno quindi beneficiato il “rischio tasso”) sia di un contesto economico che ha continuato a fornire segnali tutto sommato incoraggianti (e che ha quindi contribuito ad una riduzione degli spread creditizi). In effetti, se si esclude l’andamento negativo del dollaro americano, che ha però contribuito ad azzoppare la performance degli investitori euro-centrici, un po’ tutte le principali classi di investimento hanno registrato risultati positivi, in un contesto che, se si esclude il mese di aprile, condizionato dai primi annunci sui dazi da parte dell’amministrazione americana, si è rivelato molto poco volatile. Anche il mese di dicembre – grazie a dati macroeconomici supportivi ed al taglio dei tassi di interesse della banca centrale americana – ha visto la prosecuzione delle tendenze in atto, permettendo un consolidamento dei risultati positivi (Tabella performance). Per il terzo anno di fila, quindi, anche il classico portafoglio 60/40, investito al 60% in azionario ed al 40% in obbligazionario, strategia data per morta decine di volte, ma per ora sempre risorta, ha offerto performance decisamente interessanti (grafico portafoglio 60/40). Quali sono le prospettive per il 2026 sul fronte macroeconomico? La crescita economica mondiale, dopo avere superato brillantemente un 2025 che si credeva pieno di insidie, an-
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Economia e mercati: il commento di Banca di San Marino
Previsioni in libertà L’anno che è appena iniziato: ecco cosa ci attende Tabella performance Perf. % dicembre in valuta locale
Perform. % 2025 valuta locale
Perform. % 2024 valuta locale
Azionario Americano
-0,05%
16,39%
24,23%
Azionario Europeo
2,17%
18,29%
19,19%
Azionario Mercati Emergenti
2,74%
30,58%
7,04%
Obbligazionario Investment Grade USA
-0,15%
7,30%
5,53%
Obbligazionario Investment Grade Europeo
-0,50%
1,25%
7,19%
Obbligazionario globale High Yield
0,98%
12,06%
14,04%
Obbligazionari mercati emergenti aggregato
0,43%
11,11%
9,09%
Asset Class
Fonte: elab. BSM su dati bloomberg. Price return per indici azionari, total return per indici obbligazionari
I livelli inflativi nei paesi sviluppati, sebbene ad un ritmo che continuerà ad essere altalenante e non a senso unico, continueranno (solo gradualmente) a diminuire, permettendo così alle banche centrali di proseguire nel processo graduale di allentamento monetario, che contribuirà appunto al mantenimento di livelli di crescita positivi. Per quanto riguarda i mercati emergenti, che ormai sappiamo essere un’area estremamente eterogenea, nel complesso non si notano particolari fattori di estrema debolezza. La Cina sarà ovviamente un mercato chiave e le autorità fiscali e monetarie, anche grazie al contesto di disinflazione in atto, avranno comunque le mani libere per adottare politiche espansive. La politica monetaria Sul fronte della politica monetaria, la BCE, la Banca centrale europea, è ormai arrivata ad una situazione di equilibrio, mentre la FED, la banca centrale degli Stati Uniti d’America, complici tassi neutrali ancora inferiori a quelli reali di policy, ha ancora spazio per stimolare l’economia.
Grafico portafoglio 60/40: Performance annuale di un portafoglio allocato al 60% sull’indice MSCI World in USD ed al 40% sull’indice Bloomberg Global Aggregate USD. Fonte: elaborazione BSM su dati bloomberg aggiornati al 28/12/2025 su base 100. che durante il 2026, salvo eventi esogeni ovviamente non preventivabili, dovrebbe riuscire a mantenere una velocità di crociera decente, prevalentemente grazie a politiche fiscali che rimangono sostanzialmente espansive, politiche monetarie non di certo restrittive ed una situazione congiunturale stabile. Il rischio principale è un rendez-vous anticipato con i reali effetti su economia e conti aziendali degli enormi investimenti che si stanno facendo nel settore dell’intelligenza artificiale.
L’impatto degli stimoli fiscali annunciati dal Presidente Donald Trump negli Stati Uniti d’America (il congressional budget office stima un impatto positivo dello 0,9% per il 2026), la nomina di un nuovo presidente della FED che adotterà politiche monetarie maggiormente espansive e la volontà politica di «tenere a galla» l’economia in un anno delicato viste le elezioni di mid-term che si terranno a novembre lascia presagire appunto che anche per il 2026 le probabilità di assistere ad una recessione economica endogena siano
al momento contenute. In area euro la crescita continuerà a rimanere indietro rispetto a quella degli Stati Uniti d’America, ma la convinzione è che gli stimoli fiscali annunciati soprattutto in Germania permetteranno quantomeno un rilancio della locomotiva che poi porterà comunque a traino le altre carrozze. Il contesto geopolitico e la frammentazione dell’area rendono sempre più obbligatorio il ritrovare una propria unità di intenti, pena un’ulteriore frammentazione interna e debolezza strutturale.
Che cosa ci deve attendere invece sui mercati finanziari? Ci addentriamo nel nuovo anno con una situazione di partenza sicuramente peggiore di quella presente ad inizio 2025. Infatti, abbiamo valutazioni più care sui mercati azionari, spreads di credito più stretti e tassi di interesse, sulla parte a breve delle curve, generalmente più bassi. Il 2026 non sarà pertanto un anno facile e, sebbene il contesto macroeconomico e di politica monetaria appaia tutto sommato benevolo, ci aspettiamo comunque un andamento maggiormente volatile rispetto a quello degli ultimi tre anni. Ancora buono, fortunatamente, il carry ottenibile da investimenti obbligazionari
con bassa duration e basso rischio di credito. Mercato obbligazionario con basso rischio di credito fornirà parziale decorrelazione all’andamento delle asset class più volatili. Come scriviamo da sempre, fare previsioni risulta sempre particolarmente difficile, ma su una cosa siamo molto, molto più confidenti: la volatilità. Infatti, gli ultimi anni hanno ben dimostrato come l’andamento di mercato sia ormai da tempo caratterizzato da lunghi momenti di calma intervallati ad altri di elevatissima volatilità. Rimane quindi fondamentale non farsi prendere troppo la mano durante le fasi di tranquillità e cercare invece di sfruttare le oscillazioni negative. Il mantra è un po’ sempre il solito: restare umili senza pretendere di volere prevedere i movimenti di mercato nel breve periodo (cosa impossibile da fare con attendibilità statistica significativa) e mantenere dei portafogli robusti composti da classi di investimento che si rivelino decorrelate tra loro soprattutto nelle fasi di avversione al rischio. Cinque delle principali categorie di investimento In ordine di preferenza, prendendo come riferimento cinque delle principali categorie di investimento, per il 2026 abbiamo: 1 - Obbligazionario governativo; 2 - Liquidità; 3 - Azionario; 4 - Obbligazionario a Spread; 5 - Materie Prime. Leggi l’articolo integrale sul sito www.sanmarinofixing.com
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EAconomia ttualità
B usinessEurope Prospettive economiche 2026 Prevista crescita dell’1,3% BusinessEurope ha pubblicato il suo nuovo Economic Outlook. Dopo una modesta espansione dello 0,9% nel 2024, si prevede che la crescita si stabilizzerà a circa l’1% nel 2025, in linea con l’edizione primaverile delle Prospettive Economiche, per poi aumentare leggermente all’1,3% nel 2026. Commentando i risultati delle Prospettive, il Direttore Generale di BusinessEurope, Markus J. Beyrer, ha dichiarato: “Questa sottoperformance dell’economia dell’UE riflette un panorama complesso e impegnativo per le imprese europee, con crescenti tensioni commerciali e persistenti problemi strutturali di competitività. Tuttavia, la relativa stabilità garantita dall’accordo UE-USA raggiunto a luglio e la resilienza complessiva dell’economia dell’UE hanno contribuito a evitare ulteriori esiti negativi. Per garantire che l’economia dell’Unione Europea raggiunga il suo pieno potenziale, l’UE deve intensificare urgentemente gli sforzi per correggere i propri difetti di competitività. Sia l’UE che gli Stati membri devono agire rapidamente per attuare misure e riforme che riducano i prezzi dell’energia, riducano significativamente gli oneri normativi, semplifichino le procedure amministrative, promuovano un sistema fiscale più semplice e meno distorsivo e diversifichino i mercati di esportazione e importazione. Anche le barriere all’interno del mercato unico, che il FMI stima equivalgano a tariffe del 44% per i beni e del 110% per i servizi, devono essere rimosse per incoraggiare gli investimenti e una sana concorrenza tra le imprese degli Stati membri. Inoltre, le Prospettive Economiche evidenziano la mancanza di investimenti necessari nell’UE in settori strategici chiave. Ciò è particolarmente evidente nella ricerca e sviluppo, dove l’UE spende significativamente meno dei suoi concorrenti. Per colmare questo divario di investimenti, è necessario completare l’Unione del Risparmio e degli Investimenti. Anche il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale –
il bilancio dell’UE – sarà fondamentale per colmare il divario di investimenti dell’UE. Altri risultati degni di nota delle prospettive includono: • La crescita degli investimenti è stata rivista al ribasso e si prevede che sarà pari solo allo 0,6% nel 2025, prima di rimbalzare al 2,2% nel 2026. • L’inflazione e la disoccupazione stanno rallentando, con l’inflazione complessiva al 2,1% e la disoccupazione prevista al 4,8% sia nel 2025 che nel 2026, un valore inferiore a quanto precedentemente previsto. Per colmare il divario di investimenti dell’UE, in particolare in R&S, transizioni verde e digitale e difesa, è necessario portare avanti l’Unione del risparmio e degli investimenti. Ciò rafforzerebbe la concorrenza transfrontaliera tra gli intermediari finanziari, migliorando l’approvvigionamento di capitale, riducendo i costi di finanziamento e promuovendo l’innovazione. Fondamentale a tal fine è la rimozione degli ostacoli ai flussi di liquidità transfrontalieri, compresi i dividendi, per stimolare gli investimenti bancari e migliorare le condizioni di finanziamento per le imprese. Gli Stati membri dovrebbero inoltre mobilitare i risparmi delle famiglie attraverso prodotti di investimento al dettaglio semplici e flessibili e incentivare assicuratori e fondi pensione ad aumentare gli stanziamenti per il capitale di rischio a lungo termine, inclusi il capitale di rischio e il private equity. Nel 2022, i fondi pensione dell’UE hanno destinato solo lo 0,02% delle attività al capitale di rischio, rispetto a quasi il 2% negli Stati Uniti d’America. Le barriere normative rimangono un ostacolo importante: Basilea IV deve bilanciare la gestione del rischio con la competitività globale; gli atti di livello 2 e 3 delle autorità europee di vigilanza dovrebbero rimanere proporzionati, includendo definizioni di default flessibili; e i requisiti di valutazione del rischio ESG dovrebbero essere semplificati per alleggerire gli oneri amministrativi, soprattutto per le PMI. AC
FIXING FIXING- Anno - AnnoXXXIV XXII - n.22 n.1 - -Venerdì Venerdì96Gennaio Giugno 2026 2014
di Daniele Bartolucci
Messo alle spalle un 2025 relativamente positivo, come confermato dalle analisi dell’Osservatorio ANIS, gli Industriali sammarinesi guardano al 2026 con cauto ottimismo, “che potrebbe diventare molto più concreto e spingerci verso una nuova fase di crescita”, commenta il Presidente Emanuele Rossini, “se si verificassero quei cambiamenti annunciati e attesi dal mondo delle imprese, a partire dall’entrata in vigore dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea: un passaggio fondamentale per avere quella piena integrazione nel mercato unico che ci permetterà di ridurre l’attuale gap con le imprese degli altri Paesi”. L’Accordo di Associazione caratterizzerà dunque l’anno appena iniziato: che aspettative avete come imprenditori? “L’accesso al mercato unico europeo senza i vincoli e gli oneri che oggi siamo costretti a subire è un punto di svolta epocale non solo per le imprese, ma per tutto il Paese: avere lo stesso quadro giuridico degli altri Paesi membri e associati è fondamentale per qualsiasi parte della nostra società, sia di quella economica e lavorativa, sia di quella istituzionale, ma anche per gli stessi cittadini che potranno beneficiare di servizi e opportunità maggiori derivanti dal principio di non discriminazione su cui San Marino potrà finalmente contare a tutti i livelli. Di questo ne siamo fermamente convinti, operando quotidianamente su quel mercato e vivendo già, di fatto, le dinamiche che lo regolano. La nostra Associazione ha sempre sostenuto questo processo di integrazione, con la consapevolezza, però, che sia un punto di partenza e non di arrivo. L’Accordo in sé toglierà, è vero, molti vincoli e oneri, ma la parità reale si potrà ottenere solo agendo anche internamente, modernizzando il nostro Paese e dotandolo di tutti gli strumenti che i nostri competitor già sfruttano da tempo. L’Accordo è, in tal senso, un fortissimo stimolo a migliorare: non sarà un processo né automatico né semplice e per questo andrà governato nel migliore dei modi. Ma San Marino ha tutte le carte in regola per poterlo fare e beneficiare del nuovo status di Paese associato, come già tanti altri hanno fatto prima di noi”. Resta il tema dell’entrata in vigore, su cui non c’è una data certa. “La conferma da parte del
“Servono interventi e investimenti nelle infrastrutture e nella dig
“Accordo UE fondame
Il Presidente ANIS, Emanuele Rossini: “L’integrazione al m pari abbiamo bisogno delle stesse condizioni e degli stes Gruppo di lavoro EFTA della natura mista, come annunciato a fine anno dal Segretario agli Affari Esteri, è già di per sé una svolta: ora il percorso verso la ratifica è più chiaro e siamo fiduciosi che venga rispettata la tempistica annunciata dal Commissario Sefkovic durante la sua ultima visita ufficiale a San Marino lo scorso 1 ottobre, ovvero che entro la primavera San Marino possa chiedere l’applicazione provvisoria dell’Accordo, nelle more della conclusione dell’iter di ratifica. Quelli che abbiamo davanti potrebbero dunque essere gli ultimi mesi per prepararci al meglio e prendiamo atto con soddisfazione che la Pubblica Amministrazione si sia già mossa in tal senso, come spiegato dal Segretario agli Affari Interni, con una pianificazione mirata. Siamo comunque consapevoli che sarà un percorso lungo e complesso”. I cambiamenti, però, non riguarderanno solo l’ammi-
“Tempi maturi per un impianto di smaltimento rifiuti moderno e che produca anche energia” nistrazione pubblica. “Come detto prima, l’Accordo coinvolgerà tutto e tutti, ma per le imprese c’è una differenza rilevante: le nostre aziende, piccole o grandi che siano, già operano nel mercato unico europeo o comunque già interagiscono con altre aziende residenti in quel mercato. Oltre il 92% dell’interscambio commerciale è con Paesi membri o associati all’Unione Europea, per cui conoscono già e applicano già la maggior parte delle regole del mercato unico. Questo significa che non ci saranno altri oneri o vincoli, ma solo eventuali semplificazioni”. Basterà questo per parificare San Marino agli altri Pae-
si? “Formalmente sarà così, ma nella pratica quotidiana sappiamo bene che ci sono differenze sostanziali anche non previste dall’Accordo, che possono trasformarsi in oneri aggiuntivi o comunque in ostacoli all’interscambio. Il più evidente è la mancanza di un sistema IVA a San Marino, che per noi resta la prima riforma, quella più urgente e necessaria, perché è lo strumento utilizzato da tutti nel mercato unico e rappresenta la precondizione per trattare del superamento del T2. Per questo continueremo a chiedere che venga realizzata il prima possibile. Senza IVA, data la sua strutturazione omogenea in tutto il mercato unico, non potremo mai dire di competere alla pari con gli altri Paesi”. Se parliamo di competitività, non c’è solo l’IVA nella lista delle criticità: quali altri interventi sarebbero necessari per allinearsi alle best practice degli altri Paesi? “Nonostante un’economia solida, molto diversificata e che ha dimostrato una capacità di resilienza importante alle crisi internazionali degli ultimi anni determinate dalla pandemia e dai conflitti bellici, il nostro sistema vive con sempre maggior difficol-
tà la sua dipendenza dall’esterno per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico, il ciclo delle acque e il ciclo dei rifiuti che oggi rappresenta una delle maggiori criticità. Da tempo sollecitiamo le istituzioni perché si pianifichino investimenti infrastrutturali in grado di renderci più autonomi: questo abbasserebbe i costi e ci metterebbe al sicuro dalle fluttuazioni dei mercati, oltre a renderci anche più virtuosi agli occhi dei nostri partner, in particolare l’Unione Europea, che ha una fortissima attenzione verso queste tematiche. In tal senso cogliamo con favore l’investimento in un impianto fotovoltaico in Italia, ma siamo consapevoli che non basterà a soddisfare il fabbisogno del Paese. A tal proposito, sono maturi i tempi per progettare un moderno impianto di smaltimento dei rifiuti con cui si otterrebbe il duplice beneficio di diventare meno dipendenti dall’esterno e di produrre ulteriore energia attraverso il ciclo di smaltimento stesso. Siamo fiduciosi che si dia corso a quanto scritto nell’ultimo PEN, che prevede queste ipotesi e, concretamente, l’installazione di un impianto di biomasse. Nel mentre, accogliamo l’istituzione della tariffa oraria per le aziende
EAconomia ttualità
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gitalizzazione: le risorse, oltre al gettito IGR, possono arrivare da spending review e crescita economica”
entale, ma serve anche tanto altro”
mercato unico europeo darà maggiori opportunità a tutti, ma per competere realmente alla ssi strumenti degli altri, a partire dall’introduzione dell’IVA e da costi energetici più bassi”
sammarinesi, che finalmente ci darà uno degli strumenti che i nostri competitor già utilizzano: ne mancano altri, l’auspicio è che anche il nostro sistema continui ad adottarli per mettere le imprese nelle stesse condizioni di tutte le altre. Ovviamente, riguardo alla nuova tariffa, non tutti i settori né tutte le aziende potranno beneficiarne, per cui servono ulteriori interventi sul piano tariffario e altri investimenti per ridurre i costi energetici, che oggi rappresentano sempre più dei fattori di competitività e di attrattività di tutte le imprese. Stesso discorso va fatto per il gas, con l’abbassamento della soglia di consumi sopra la quale ci si può approvvigionare sul mercato libero, come avviene già in tutti i Paesi europei. Se parliamo poi di allineamento agli standard degli altri Paesi, non possiamo non evidenziare il divario digitale che San Marino ha accumulato negli anni. La digitalizzazione dell’amministrazione pubblica, dei servizi a cittadini e imprese, con la messa a disposizione di tutti gli strumenti che già vengono utilizzati nel mondo, è un altro investimento prioritario che il nostro Paese deve assolutamente realizzare in tempi brevi, per questo guardiamo
con interesse ai vari progetti annunciati e avviati, compreso quello che porterà ad avere un vero e proprio data center pubblico. Anche la digitalizzazione rappresenta un fattore di competitività delle imprese presenti e, allo stesso tempo, di attrattività per quelle nuove”. L’attrazione di nuove imprese e investimenti è dunque un altro punto su cui investire? “Dato il limite territoriale di San Marino sarebbe impensabile attrarre stabilimenti industriali di grandi dimensioni, ma esistono svariati settori produttivi, di servizi e commerciali che potrebbero trovare qui un ambiente favorevole alla loro crescita. Alcune di queste condizioni le abbiamo già e vanno preservate, se non potenziate, altre invece vanno migliorate. Anche in questo caso c’è una competizione, così come tra le aziende anche tra i vari Paesi, ma il peso degli aspetti economici non è così predominante, perché entrano in gioco fattori diversi, dalla giustizia alla semplificazione burocratica, dalla sicurezza alla sanità, dalla scuola al mercato immobiliare: attrarre imprenditori dall’esterno significa spesso attrarre anche le loro famiglie e garantire loro non solo la possibilità di sviluppare il proprio business, ma anche standard di vita elevati per tutti i componenti di quelle famiglie, in particolare per i giovani”. Per accrescere questi standard, però, come per gli investimenti, servono risorse: dove trovarle? “Si tratta in tutti i casi di investimenti dai quali ci si aspetta un ritorno: per le infrastrutture è un ritorno di efficienza nonché economico, per altre tipologie un ritorno anche in termini di reputazione e attrattività. Sono tutti obiettivi da perseguire che necessitano di cospicue risorse finanziarie. Perché lo sviluppo economico possa essere sostenibile, però, occorre che tutto il sistema vi concorra e non si creino delle diseconomie o degli sprechi: sosteniamo da tempo la necessità di una seria spending
review che abbassi i livelli altissimi di spesa corrente e liberi risorse per gli investimenti. Solo così si potrà garantire la crescita e fare in modo che questa possa generare nuova ricchezza da ridi-
stribuire nel Paese: è una dinamica che si può riscontrare ovunque, nelle aziende come nel pubblico, a patto che gli investimenti siano davvero strategici e abbiano superato positivamente l’a-
nalisi dei costi e benefici. Il 2026 appena iniziato si concluderà con il roll over del debito estero e, data la riduzione dei tassi di interesse sui mercati e il concomitante miglioramento del rating di San
Marino, dovremmo ottenere un sostanzioso risparmio nell’operazione. Risorse che si aggiungeranno al maggiore gettito creato con la recente riforma IGR, che peserà in grandissima parte sulle spalle delle imprese. Anche per questo motivo auspichiamo l’avvio di una nuova fase di interventi e investimenti per ammodernare il sistema Paese e dare nuovo impulso allo sviluppo economico, migliorando o creando quelle condizioni essenziali e favorevoli sia alla crescita delle imprese esistenti che l’insediamento di nuove attività”.
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Il Decreto Delegato del 19 dicembre 2025 numero 156 ha apportato una serie di modifiche alla Legge del 27 novembre 2015 numero 174, quella dedicata alla Cooperazione fiscale internazionale. Rimandando il lettore al testo integrale, scaricabile dal sito del Consiglio Grande e Generale, ci soffermiamo sull’articolo 13: l’Allegato A della Legge 174/2015 e successive modifiche è abrogato; l’Allegato B della Legge numero 174 del 2015 è sostituito dall’Allegato A del presente decreto delegato. Il nuovo Allegato A Nel nuovo Allegato A approfondiamo la “Sezione II: Obblighi generali di adeguata verifica in materia fiscale. A Un conto è trattato come Conto Oggetto di Comunicazione a partire dalla data in cui viene identificato come tale ai sensi delle procedure di adeguata verifica di cui alle Sezioni da II a VII e, salvo disposizioni contrarie, le informazioni relative ad un Conto Oggetto di Comunicazione devono essere comunicate annualmente nell’anno solare successivo a quello a cui si riferiscono le informazioni. B - Il saldo o il valore di un conto viene determinato in riferimento all’ultimo giorno dell’anno solare o di altro appropriato periodo di rendicontazione. C - Quando occorra determi-
F isco
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Tra gli interventi alcune novità sulle procedure per l’adeguata verifica
Cooperazione fiscale Modifiche alla Legge Il Decreto Delegato numero 156 del 2025 ha cambiato l’Allegato A in materia fiscale per i Conti Nuovi ai Conti Preesistenti, e le procedure di adeguata verifica in materia fiscale per i Conti di Importo Rilevante ai Conti di Importo Non Rilevante. Qualora una Giurisdizione consenta che le procedure di adeguata verifica in materia fiscale previste per i Conti Nuovi siano utilizzate per i Conti Preesistenti, continuano ad applicarsi le regole altrimenti applicabili ai Conti Preesistenti.
nare una soglia per il saldo o il valore in riferimento all’ultimo giorno di un anno solare, il saldo o il valore in questione devono essere determinati in relazione all’ultimo giorno del periodo di rendicontazione che termina con o entro tale anno solare.
D - Ciascuna giurisdizione può consentire alle Istituzioni Finanziarie Segnalanti di avvalersi di prestatori di servizi per adempiere agli obblighi di comunicazione e di adeguata verifica in materia fiscale imposti a tali Istituzioni Finanziarie, come pre-
visto dal diritto nazionale, ma la responsabilità di tali obblighi rimarrà a carico delle Istituzioni Finanziarie Segnalanti. E – È ammessa la facoltà per le Istituzioni Finanziarie Segnalanti di applicare le procedure di adeguata verifica
Adeguata verifica in materia fiscale Le seguenti procedure si applicano ai fini dell’identificazione di Conti Oggetto di Comunicazione fra i Conti Preesistenti di Persone Fisiche. Conti per i quali non sussiste l’obbligo di verifica, identificazione o comunicazione: Per un Conto Preesistente di una Persona Fisica che è un Contratto di Assicurazione
per il quale è Misurabile un Valore Maturato o un Contratto di Rendita, non sussiste l’obbligo di verifica, identificazione o comunicazione, purché all’Istituzione Finanziaria Segnalante venga efficacemente impedito per legge di vendere tale Contratto ai residenti di una Giurisdizione Oggetto di Comunicazione. Le seguenti procedure si applicano per quanto riguarda i Conti di Importo Non Rilevante. 1 - Indirizzo di residenza: se l’Istituzione Finanziaria Segnalante ha nei suoi registri, sulla base di prove documentali, un indirizzo di residenza attuale per la persona fisica Titolare del Conto, l’Istituzione finanziaria segnalante può trattare la persona fisica Titolare del Conto come residente ai fini fiscali nella giurisdizione in cui si trova l’indirizzo allo scopo di determinare se tale persona fisica Titolare del Conto sia una Persona Oggetto di Comunicazione. Ricerca negli archivi elettronici: se l’Istituzione Finanziaria Segnalante non dispone, sulla base di prove documentali, di un indirizzo di residenza attuale per la persona fisica Titolare del Conto secondo quanto stabilito al numero 1, l’Istituzione Finanziaria Segnalante deve verificare i dati reperibili elettronicamente. Alessandro Carli
D ecreto Delegato 147/2025
I Registri di Cooperative, Associazioni e Fondazioni all’UO Attività Economiche Il Decreto Delegato numero 147 del 2025, in attuazione delle deleghe di cui all’articolo 83 comma 10 della Legge 21 dicembre 2017 n.147 e dell’articolo 80 della Legge 5 dicembre 2011 n.188, dispone l’avvio del trasferimento dei Registri delle Società Cooperative, Consorzi, Cooperative e Consorzi Agricoli e dei Registri delle Fondazioni e delle Associazioni dall’UO Uffici Giudiziari Tribunale all’UO Ufficio Attività Economiche. La decorrenza del trasferimento dei registri pubblici Il trasferimento dei Registri delle Società Cooperative, Consorzi, Cooperative e Consorzi Agricoli e dei Registri delle Fondazioni e delle Associazioni all’UO Ufficio Attività Economiche, deve avvenire entro la data del 1° febbraio 2026. Tenuto conto dei necessari
adeguamenti organizzativi, amministrativi e logistici connessi al trasferimento dei registri di cui sopra, l’efficacia delle norme (di cui agli articoli 3 e 4) è subordinata all’adozione di direttive del Congresso di Stato, assunte mediante delibera, nel rispetto del termine di cui sopra. Le modifiche principali Modifica all’articolo 22, dell’All. A alla Legge numero 188 del 2011 e successive modifiche), la lettera a), del comma 2, dell’articolo 22, dell’Allegato A alla Legge n.188/2011 e successive modifiche è così sostituita: “a) Curare la costituzione, l’aggiornamento, la tenuta e il rilascio delle relative certificazioni e la gestione, anche informatica, del Registro delle Imprese, del Registro delle Società, dei Registri delle Società Coo-
perative, Consorzi, Cooperative e Consorzi Agricoli e dei Registri delle Fondazioni e delle Associazioni”. Le norme di coordinamento e le abrogazioni Nelle leggi di riferimento relative alle Società Cooperative, Consorzi, Cooperative e Consorzi Agricoli, Associazioni e Fondazioni in materia di tenuta dei registri e dei relativi adempimenti, la “Cancelleria” o la “Cancelleria del Tribunale” è sostituita da “UO Ufficio Attività Economiche”. Le disposizioni di cui all’articolo 83, commi 5 e 6 della Legge numero 147 del 2017 si applicano anche ai registri di cui all’art. 1. È infine abrogato il numero 4), della lettera b), del comma 4, dell’articolo 22, dell’Allegato A alla Legge numero 188 del 2011 e successive modifiche. AC
E nergetici
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Svolta per il settore industriale: arriva la tariffa elettrica “su misura” che premia l’efficienza delle imprese sammarinesi che potranno - finalmente e dopo gli appelli in tal senso di ANIS - beneficiare delle tariffe orarie, ovvero pianificare al meglio determinati consumi energetici sfruttando costi più bassi in determinate fasce orarie. Si apre quindi una nuova stagione per la competitività del sistema economico della Repubblica di San Marino. Grazie a un lavoro sinergico tra la Segreteria di Stato per il Lavoro, l’AASS e l’Autorità per la Regolazione dei Servizi e l’Energia, è stata introdotta una importante novità attesa da tempo dal mondo produttivo: la possibilità, riservata alle imprese, di optare per una tariffa con prezzo della materia prima indicizzata su base oraria in luogo della tariffa standard indicizzata al prezzo medio mensile. “Si tratta”, spiega una nota congiunta, “di una riforma di buon senso che non era mai stata attuata prima e che allinea il nostro Paese alle migliori pratiche internazionali, offrendo una risposta concreta a chi fa impresa sul territorio. Fino ad oggi, molte aziende erano vincolate a costi medi che non tenevano conto di quando l’energia venisse effettivamente consumata. Con l’introduzione della tariffa a “PUN orario”, la Repubblica di San Marino mette nelle mani degli imprenditori uno strumento potente: la libertà di risparmiare. Chi sposta i propri cicli produttivi nelle ore meno care, come la notte o i fine settimana, vedrà un beneficio immediato e tangibile in bolletta. Un atto di fiducia verso le industrie, che ora hanno la possibilità di gestire i propri consumi in modo intelligente e moderno, riducendo i costi generali e aumentando la propria forza sul mercato”. “Ringraziamo la Segreteria di Stato al Lavoro per aver accolto una delle istanze che da anni portiamo avanti per conto dei nostri associati”, ha commentato William Vagnini, Segretario Generale ANIS. “La tariffa oraria era un tassello mancante fondamentale per la nostra competitività e ora, finalmente, ci allineiamo a quello che già da tempo fanno i Paesi nei quali operano i nostri competitor, compiendo uno di quei passi in avanti necessari per continuare a colmare il gap che ci separa da loro”. “Abbiamo ascoltato le richieste che da troppo tempo arrivavano dal nostro settore industriale”, conferma Alessandro Bevitori, Segretario
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Opzione già disponibile grazie alla collaborazione tra Segreteria al Lavoro, AASS e Autorità
Tariffa oraria per le aziende: un’iniezione di competitività Accolta l’istanza di ANIS: “Uno di quei passi per colmare il gap con gli altri Paesi”
di Stato per il Lavoro e i Rapporti con l’AASS: “Gli imprenditori non chiedevano assistenza, ma strumenti per competere ad armi pari. Con questa nuova tariffa, che abbiamo fortemente voluto, cancelliamo una vecchia rigidità del sistema e diamo ossigeno alle aziende che producono valore e occupazione. È un segnale chiaro: lo Stato è al fianco di chi investe, offrendo soluzioni moderne che prima semplicemente non esistevano.” La nuova tariffa, che sarà operativa già dal mese di gennaio 2026, prevede una riduzione dei costi fissi applicati dall’Azienda, rendendo l’energia mediamente più economica rispetto al passato per chi sceglierà questo nuovo percorso. Le procedure per aderire sono state semplificate al massimo per permettere a circa cento grandi realtà industriali di beneficiare subito di tale opportunità. Raoul Chiaruzzi, Direttore di AASS, ha sottolineato l’impegno tecnico profuso: “Per l’Azienda di Stato questo è un ulteriore passo in avanti. Abbiamo aggiornato i nostri sistemi e le nostre procedure per garantire che ogni impresa possa pagare esattamente per quello che consuma, nel momento in cui lo consuma. È una tariffa ‘trasparente’ e dinamica: se il mercato scende, il risparmio
va direttamente all’azienda. Siamo pronti a raccogliere le adesioni già dai prossimi giorni, con l’obiettivo di vedere i primi frutti di questa innovazione già nelle bollette di inizio anno.” E proprio a tal proposito, la Segreteria di Stato per il Lavoro ha rinnovato in questi giorni l’invito al comparto industriale sammarinese “affinché colga l’opportunità offerta dalla recente riforma del sistema tariffario elettrico. L’introduzione del prezzo della materia prima indicizzato su base oraria, in alternativa alla tradizionale tassazione media mensile, rappresenta una importante opportunità. L’adozione del “PUN orario” permette alle realtà produttive di trasformare il consumo energetico da costo fisso e subìto a variabile strategica governabile. Attraverso tale opzione, le aziende hanno la facoltà di ottimizzare i propri bilanci pianificando i cicli di attività più intensivi nelle fasce temporali in cui il valore dell’energia sul mercato risulta inferiore, tipicamente durante le ore notturne e i giorni festivi. Il sistema San Marino si allinea così ai più evoluti standard internazionali, garantendo una trasparenza immediata tra l’andamento dei mercati e la fatturazione finale. L’agevolazione, operativa dal mese di gennaio 2026, si rivolge spe-
cificamente alle utenze in media tensione e comporta una contestuale riduzione degli oneri fissi applicati dall’Azienda Autonoma di Stato per i Servizi Pubblici. È opportuno ricordare che l’a-
desione avviene su base volontaria e richiede una comunicazione formale per essere attivata dal primo giorno del mese successivo alla richiesta. Una volta sottoscritta, la tariffa rimane vali-
da per un periodo minimo di dodici mesi, con meccanismo di rinnovo automatico. Sotto il profilo tecnico, rimangono esclusi da tale opzione i soggetti che già beneficiano di regimi speciali o che dispongono di impianti di produzione di energia elettrica operanti in regime di scambio sul posto. Per le circa cento grandi realtà industriali potenzialmente interessate, il passaggio al sistema orario non costituisce solo un risparmio economico diretto, ma un’iniezione di competitività necessaria per affrontare le sfide dei mercati esteri con maggiore solidità. Le procedure di adesione sono state snellite per assicurare che il beneficio sia fruibile tempestivamente, permettendo alle aziende di reinvestire le risorse risparmiate in innovazione tecnologica e sviluppo del capitale umano”. DB
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In ragione dell’emergenza umanitaria causata dal conflitto nella Striscia di Gaza, il decreto - legge numero 154 del 2025 introduce un permesso di soggiorno provvisorio per garantire accoglienza, tutela e accesso ai servizi essenziali ai cittadini palestinesi già presi in carico presso strutture di accoglienza riconosciute dalla Repubblica di San Marino e a coloro che stanno lasciando i territori coinvolti dal conflitto, favorendone l’ingresso e la permanenza in Repubblica. Ferme restando le misure di sostegno definite nei seguenti articoli, è garantita ai cittadini palestinesi accolti nella Repubblica di San Marino un’adeguata assistenza di carattere socio-culturale, affinché gli stessi possano beneficiare di una mediazione linguistica e culturale e di adeguate misure di inclusione. Permesso di soggiorno provvisorio In via straordinaria e temporanea i cittadini palestinesi, che versano in situazione di instabilità, pericolo ed emergenza umanitaria, hanno facoltà di ottenere un permesso di soggiorno provvisorio, della durata di un anno, con possibilità di rinnovo annuale, a fronte di nuova domanda, senza necessità di allegare i documenti di cui all’articolo 3, comma 3. Il rilascio e il rinnovo sono esenti dal versamento della somma prevista dall’articolo 1, comma 2 del Decreto Delegato 22 gennaio 2016 n.5. Al fine di garantire un adeguato e sostenibile intervento di assistenza ai cittadini palestinesi, i permessi di soggiorno provvisori sono concessi a un numero massimo di trenta persone. Il permesso di soggiorno provvisorio è rilasciato dal Corpo della Gendarmeria - Ufficio Stranieri verificata la preventiva disponibilità di alloggio. Requisiti e modalità di richiesta Il richiedente il permesso deve in primo luogo comunicare al Dipartimento Affari Esteri, per il tramite di soggetti pubblici o privati, la volontà di richiedere il permesso di soggiorno provvisorio, indicando l’indirizzo dell’alloggio presso cui è accolto per la durata del soggiorno in Repubblica. Il richiedente, successivamente all’ingresso in Repubblica, è sottoposto a uno screening sanitario presso l’Ospedale di Stato. Il richiedente, eventualmente anche per i minori a proprio carico, eseguiti gli adempimenti di cui sopra, formula apposita domanda avanti al
A ttualità
FIXING - Anno XXXIV - n.1 - Venerdì 9 Gennaio 2026
Ai titolari è riconosciuto un emolumento straordinario sulla SMaC Card
Emergenza Palestina I soggiorni provvisori Stabilito dal Decreto-Legge 154/2025 il numero massimo: trenta presso l’Azienda Autonoma di Stato per i Servizi Pubblici.
Corpo della Gendarmeria Ufficio Stranieri allegando i seguenti documenti: a) n.1 foto tessera; b) copia del passaporto o altro documento di identità ritenuto valido dal Corpo della Gendarmeria; c) dichiarazione mediante la quale si attesta di non aver soggiornato in un Paese diverso dallo Stato di Palestina nel periodo decorrente dall’inizio del conflitto israelianopalestinese, qui individuato nel 7 ottobre 2023, alla data di presentazione della domanda di permesso di soggiorno. È consentito eccezionalmente il soggiorno in Paesi diversi dallo Stato di Palestina, nel periodo suindicato, a condizione che il soggiorno sia causato dagli effetti del conflitto israeliano-palestinese, fermo restando che non vi sia in corso provvedimento di richiesta di regolarizzazione della residenza in altro Paese. I richiedenti il permesso di soggiorno provvisorio sono esentati dal possesso del visto in corso di validità. Ai fini dell’accoglienza, i cittadini palestinesi in fuga dagli scenari di conflitto che rechino con sé minorenni, non vincolati da rapporto di genitorialità, devono produrre documentazione di identità del minore, ove presente, e dichiarazione di ogni elemento utile a identificare il minore e chi esercita la potestà, assumendosene ogni responsabilità ed obblighi di tutela.
Le disposizioni straordinarie Ai cittadini palestinesi presenti sul territorio in forza di permesso di soggiorno provvisorio sono garantiti, a titolo gratuito e nella medesima misura garantita ai residenti, l’assistenza sanitaria, socio sanitaria e il diritto all’istruzione. Sono favoriti l’accesso allo sport ed alle arti in genere e a ulteriori servizi assistenziali ritenuti necessari per tutto il periodo di permanenza, nelle forme e con le limitazioni previste dalle autorità settorialmente competenti. Ai soggetti di cui sopra è consentito l’accesso al lavoro nelle tipologie previste dal Decreto Delegato n.45/2025 e così come previsto dall’articolo 14, comma 1, lettera b) del Decreto Delegato n.130/2021, nonché le prestazioni di lavoro occasionale in tutti i settori economici così come previsto dal Decreto Delegato numero 130/2021. È consentita altresì l’assunzione nei settori economici non previsti dal Decreto Delegato n.45/2025 previa richiesta ed autorizzazione della Commissione per il Lavoro. In via straordinaria e per la durata del permesso di soggiorno provvisorio, i richiedenti il lavoro di sopra sono esentati dalla presentazione della documentazione prevista dalla normativa vigente. Sugli alloggi per l’accoglienza di cittadini palestinesi, messi a disposizione da privati cittadini ed esclusivamente per il periodo durante
il quale l’immobile è adibito all’ospitalità, è prevista la riduzione del cinquanta per cento del valore della relativa rendita catastale. Sono sospesi altresì, fino al perdurare dell’ospitalità, i costi di attivazione dei servizi di utenza, relativi ad acqua, luce e gas,
SMaC Card Ai titolari di permesso di soggiorno provvisorio di cui al presente decreto-legge è riconosciuta l’erogazione di un emolumento straordinario a fondo perduto mediante accredito su Smac Card. Il Corpo della Gendarmeria – Ufficio Stranieri, a seguito del rilascio in capo al cittadino palestinese del permesso di soggiorno provvisorio, richiede la compilazione di apposito modulo per l’ottenimento della Smac Card e rilascia la relativa tessera, dandone comunicazione al Dipartimento Affari Esteri, alla Segreteria di Stato per le Finanze, titolare della relativa gestione ed al Servizio ad essa afferente. Il Dipartimento Affari Esteri predispone un elenco contenente: a) nome e cognome dell’inte-
statario della Smac Card; b) data di inizio e di termine della validità del permesso di soggiorno provvisorio; c) componenti del nucleo familiare per i quali devono essere calcolati i contributi, specificando il numero di adulti e minori e il numero delle tessere. Tale elenco è inoltrato alla fine di ogni mese al Servizio della Segreteria di Stato per le Finanze che gestisce la Smac Card. Il Dipartimento Affari Esteri, il primo giorno lavorativo della settimana successiva, predispone una liquidazione con procedura urgente pari alla somma degli importi da erogare. Tale importo tiene conto dei giorni effettivi del permesso di soggiorno del mese di riferimento. La liquidazione viene trasmessa in versione cartacea alla Ragioneria Generale dello Stato ed in formato elettronico a mezzo ACTA al Servizio SMAC per predisporre le successive operazioni. Ricevuto il pagamento, il Servizio SMAC provvede all’accredito sulle Smac Card secondo gli importi definiti dal Congresso di Stato. La spesa relativa agli emolumenti SMAC, nonché la determinazione degli stessi, sarà autorizzata con successiva delibera del Congresso di Stato. 8. Gli oneri di cui al presente decreto - legge trovano imputazione sul capitolo di bilancio 1-1- 2020 “Fondo per la cooperazione allo sviluppo internazionale”. AC
E conomia
FIXING - Anno XXXIV - n.1 - Venerdì 9 Gennaio 2026
DBRS Ratings GmbH (Morningstar DBRS) ha confermato il rating a lungo termine della Repubblica di San Marino in valuta estera e locale. Allo stesso tempo Morningstar ha confermato il rating a breve termine di San Marino in valuta estera e locale. Il trend di tutti i rating è passato da Stabile a Positivo. Considerazioni principali Il trend positivo riflette i recenti progressi di San Marino e le aspettative di Morningstar DBRS secondo cui il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe continuare un trend discendente sostenuto nel medio termine, rafforzato dall’attuazione della riforma dell’imposta sul reddito recentemente approvata, e che le vulnerabilità del settore finanziario dovrebbero continuare a diminuire. La performance fiscale migliore del previsto nel 2024 e la revisione dei dati sul debito hanno portato a un quadro più solido per le finanze pubbliche. A condizione che il rapporto debito pubblico/PIL continui a diminuire, supportato dall’impegno del governo verso politiche fiscali prudenti e dalla fine del sostegno alle banche nel medio termine, è probabile che il rating creditizio venga migliorato. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) prevede attualmente un calo del rapporto debito/PIL al 53,6% entro il 2030, dal 62,8% del 2024. Sebbene San Marino si trovi ad affrontare un fabbisogno di finanziamento elevato e concentrato nel breve termine, con un ingente rimborso di Eurobond a gennaio 2027, Morningstar DBRS prevede che il governo ridurrà il rischio di rollover attraverso un approccio proattivo. Nel frattempo, le vulnerabilità del sistema bancario sono diminuite negli ultimi anni, sebbene rimangano elevate. Il rapporto NPL lordo del sistema bancario è diminuito drasticamente, passando da un picco del 61,1% alla fine del 2020 al 15,0% nel secondo trimestre del 2025, trainato dalle svalutazioni e dalla cartolarizzazione di NPL, nonché dall’applicazione degli accantonamenti previsti dal calendario. Anche la liquidità bancaria è migliorata notevolmente negli ultimi anni. I progressi nella qualità degli attivi e nei recuperi a seguito del programma di cartolarizzazione riducono le passività potenziali preesistenti, che rimangono una preoccupazione, poiché la politica fiscale rimane l’unico strumento di stabilizzazione disponibile. I rating creditizi BBB (basso) riflettono la valutazione
L’accordo di associazione con l’UE potrebbe attrarre maggiori investimenti
Anche Morningstar DBRS promuove San Marino Il report integrale: tutti i rating sono passati da stabili a positivi
di Morningstar DBRS secondo cui San Marino continua ad affrontare una serie di rischi e sfide. Il commercio globale e gli sviluppi geopolitici comportano rischi al ribasso per le moderate prospettive di crescita economica di San Marino, sebbene il prossimo accordo di associazione con l’Unione Europea (UE), la cui entrata in vigore è prevista per la primavera del 2026, potrebbe attrarre maggiori investimenti, in particolare nel settore finanziario, e ridurre la burocrazia, rafforzando le prospettive economiche del Paese. I rating creditizi di San Marino sono sostenuti da un reddito pro capite relativamente elevato, da una considerevole posizione patrimoniale netta sull’estero che beneficia della dinamica performance delle esportazioni del Paese e da un’ampia quantità di attività all’estero delle banche commerciali. Inoltre, l’elaborazione delle politiche è supportata da un sistema politico stabile. D’altro canto, i rating creditizi sono limitati da un livello relativamente elevato di debito pubblico; da un elevato, seppur in calo, rapporto NPL; da una bassa crescita strutturale del PIL; da una debole capacità amministrativa e da una scarsa disponibilità di dati rispetto ai paesi sovrani più grandi. Inoltre, San Marino è un’economia piccola e aperta, esposta a shock esterni.
Rating del credito Morningstar DBRS potrebbe migliorare il rating del credito di San Marino se le autorità continueranno a dimostrare un impegno alla prudenza fiscale come dimostrato da una traiettoria discendente del rapporto debito pubblico/ PIL; il profilo del debito migliorerà significativamente; o la riduzione delle vulnerabilità del settore finanziario continuerà. Il trend potrebbe tornare a Stabile se si materializzasse uno shock avverso o se i progressi nella riduzione del debito si bloccassero. Morningstar DBRS potrebbe declassare il rating creditizio di San Marino se si verificasse un deterioramento prolungato delle finanze pubbliche rispetto alle nostre aspettative a medio termine; una considerevole cristallizzazione di passività potenziali, probabilmente derivanti dal sistema bancario, che causerebbe un aumento significativo del rapporto debito pubblico/PIL. Politica fiscale prudente Il risultato fiscale del 2024 è stato più solido del previsto grazie ai dividendi una tantum delle imprese statali, alle maggiori entrate fiscali delle società e alla sottospesa. San Marino ha registrato un avanzo fiscale nominale dello 0,4% del PIL rispetto al deficit dell’1,8% precedentemente previsto dal FMI. In effetti, le finanze pubbliche sono
migliorate dopo l’impatto della pandemia e del sostegno bancario nel 2020-21. L’avanzo primario al netto del sostegno bancario è stato in media del 2,8% del PIL nel periodo 2022-24, poiché le autorità sono riuscite a risparmiare parte del gettito fiscale ciclico grazie all’indicizzazione conservativa degli stipendi e delle pensioni del settore pubblico. Tuttavia, emergono pressioni derivanti dalla massa salariale del settore pubblico. Il FMI prevede che il saldo di bilancio tornerà a un deficit dell’1,6% nel 2025, poiché le assunzioni degli anni precedenti hanno portato a pressioni sulla spesa e a una crescita più debole delle entrate. Il governo prevede un deficit inferiore, dovuto principalmente alla forte crescita delle entrate. Si prevede che il deficit di bilancio diminuirà nel medio termine grazie all’impatto della riforma delle pensioni nel 2022 e all’attuazione di
una riforma completa dell’imposta sul reddito approvata alla fine del 2025. Entrerà in vigore all’inizio del 2026 e si prevede che rafforzerà i conti del settore pubblico attraverso la revisione delle spese fiscali e la ricalibrazione della base imponibile, generando entrate aggiuntive per circa 17 milioni di euro (lo 0,8% del PIL stimato per il 2026). Il disavanzo di bilancio stimato al 2,5% del PIL per il 2026 nel progetto di bilancio 2026 non include l’impatto della riforma dell’imposta sul reddito. Pertanto, il disavanzo di bilancio finale potrebbe risultare significativamente inferiore una volta che questo sarà integrato con alcuni tagli alla spesa in considerazione. Il sostegno continuo al settore bancario, dovuto alle passate crisi bancarie, probabilmente diminuirà a partire dal 2027, generando ulteriore margine per migliorare le finanze pubbliche. Il governo prevede inoltre di riformare le imposte indirette sulle importazioni, il che allineerebbe il sistema fiscale di San Marino a quello di altri Paesi. Sebbene ciò ridurrebbe le distorsioni e faciliterebbe l’integrazione con l’Europa, l’impatto sulle finanze pubbliche sarà probabilmente neutro. Morningstar DBRS valuta positivamente la pubblicazione periodica della strategia fiscale del governo, che ne migliora la prevedibilità. Tuttavia, le finanze pubbliche di San Marino rimangono vulnerabili alla potenziale necessità di fornire ulteriore supporto al sistema finanzia-
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rio, poiché la politica fiscale è l’unico strumento di stabilizzazione disponibile. Sebbene in via di guarigione, le vulnerabilità preesistenti del sistema bancario potrebbero potenzialmente richiedere maggiore supporto e ostacolare la capacità del governo di costituire un buffer fiscale. Ciò incide sulla valutazione del pilastro “Gestione e performance fiscale”. Uno stock di debito relativamente elevato e importi di rollover considerevoli rendono il debito pubblico vulnerabile; una gestione proattiva del debito mitiga i rischi Il rapporto debito pubblico/PIL di San Marino si è attestato al 62,8% del PIL nel 2024, dopo un calo di 14,4 punti percentuali rispetto al picco del 2021, grazie alla forte crescita del PIL nominale e ai solidi risultati di bilancio. Dalla nostra precedente revisione, i dati storici sul debito sono stati rivisti al ribasso di circa il 2,5% del PIL per il periodo 2019-2023, grazie al miglioramento delle statistiche sul debito e alla maggiore trasparenza nei bilanci ex-BNS, secondo il FMI. Inoltre, il rapporto debito pubblico/PIL è sceso al 62,8% del PIL nel 2024 dal 68,3% del 2023, trainato da risultati di bilancio più solidi del previsto, ovvero un avanzo di bilancio nominale, e dall’ammortamento del debito. Tuttavia, il rapporto debito pubblico/PIL di San Marino rimane relativamente elevato, limitando il margine di manovra fiscale del governo per rispondere agli sviluppi negativi. Il FMI prevede un ulteriore calo del rapporto debito pubblico/PIL al 61,5% del PIL nel 2025 e al 53,6% entro il 2030, favorito da una politica di bilancio prudente, nonostante la modesta crescita economica. Queste proiezioni sono inferiori a quelle precedenti in parte a causa della revisione dei dati e del più solido risultato fiscale nel 2024. A sua volta, il governo prevede che il rapporto debito pubblico/ PIL scenda leggermente al di sotto della soglia del 60% entro la fine del 2025 e che si avvicini al 57% entro il 2027. Alessandro Carli