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Fixing_01_2026

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Anno XXXIV - n. 1 - 1,50 euro

Direttore Daniele Bartolucci

Venerdì 9 Gennaio 2026

E ditoriale “Accordo UE, IVA e più NINI25 Ora siamo Terzo posto tutti un po’ Groenlandia

Se il 2025 è stato l’anno della guerra dei dazi, il 2026 è proseguito con ulteriori passi in avanti nella strategia imperialista di Donald Trump, prima con il blitz militare per catturare Maduro e con il suo arresto “conquistare” il Venezuela, poi con l’annuncio di puntare alla Groenlandia per difendere gli interessi degli Stati Uniti. In verità sia il Venezuela che la Groenlandia facevano parte fin dall’inizio della lista di azioni annunciate da Trump all’inizio del suo secondo mandato da Presidente. Così come lo erano i dazi. Quello che Trump dice di voler fare, alla fine lo fa. Anche se le sue idee appaiono a volte stravaganti e incredibili, ha dato prova - più volte - di non essere un semplice provocatore. Ma con l’operazione venezuelana il livello si è decisamente alzato. Non tanto nell’atto in sé, che tanti altri paesi e democrazie hanno fatto in passato, alla luce del sole o architettando golpe e complotti di vario stampo, ma nel racconto pubblico: la motivazione della droga regge poco, quella del petrolio è più forte e sostanziosa e Trump non la nega, anzi, rilancia sul futuro utilizzo del petrolio venezuelano. E lo stesso lo fa per la Groenlandia: la sicurezza militare è un tema su cui dibattere, ma le terre rare di cui è ricca è molto più concreto ed evidente. Lo farà davvero? Visti i precedenti, è meglio non sottovalutare Trump. Anche se, in quel caso, le conseguenze sarebbero giocoforza anche europee: la Groenlandia è parte del Regno di Danimarca a tutti gli effetti. Forse minacciare l’occupazione è solo un atto di forza: l’Europa non reagirà, pensa Trump. Ma a quel punto non serve occupare niente: è già tutto suo. Daniele Bartolucci

investimenti strategici”

per un’idea sammarinese

Rossini (ANIS): “L’integrazione al mercato unico caratterizzerà il 2026 come un anno di svolta, ma servono riforme interne e infrastrutture” a pag.2

Banche

Il nuovo Statuto di BCSM

a pag.4

Finanza

Se all’orizzonte si inizia a vedere l’entrata in vigore dell’Accordo di Associazione (data per certa entro la primavera), gli imprenditori ANIS si aspettano grandi benefici dall’integrazione nel mercato unico, ma guardano anche al presente e alle cose da fare internamente “per permettere davvero alle imprese di competere alla pari e nelle stesse condizioni di quelle degli altri Paesi”. “La prima riforma in agenda per noi è l’introduzione dell’IVA, senza di essa non sarà mai una competizione alla pari. Poi ci sono gli energetici, rispetto ai quali dobbiamo diventare più autonomi, investendo in impianti moderni, anche integrati allo smaltimento dei rifiuti, per abbassare i costi e le tariffe”. Un’agenda che vede in primo piano anche digitalizzazione e spending review. Bartolucci alle pagg. 6-7

Il rating migliora: l’evoluzione

a pag.11

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