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Anno XXVI - n.42 - 1,50 euro

Direttore Alessandro Carli

Venerdì 16 Novembre 2018

E ditoriale Pensioni, tasse subito A NIS Tra FMI Marcegaglia debiti e riforme

La settimana della missione supplementare dei tecnici del Fondo Monetario Internazionale nella Repubblica di San Marino – un incontro “di avvicinamento” a quello in calendario nel mese di gennaio (“Article IV”) – riporta in primo piano alcuni interrogativi. Ora che si è decisa la vendita degli NPL di Delta, quale sarà la prospettiva del debito pubblico? Occorrerà innanzitutto capire quanti soldi rimarranno in Cassa di Risparmio della Repubblica di e se verrà mantenuto il “Decreto spalmadebiti” (il numero 79), che oggi consente di “coprire” la perdita di bilancio non in un’unica soluzione, ma in più anni. È chiaro che a seconda dei casi si aprono prospettive molto diverse. Di certo, anche in vista degli anni a venire, è importante che il Paese eviti il ricorso all’indebitamento estero. Per farlo va messa in campo tutta una serie di politiche di contenimento della spesa – che dovranno essere molto rigorose, sia per puntare al pareggio di bilancio che per reperire risorse da destinare agli investimenti e quindi alla crescita. Ad oggi difatti la Repubblica di San Marino si presenta davanti ai tecnici del FMI a mani vuote: gli interventi che l’organismo internazionale ha chiesto al Monte Titano negli ultimi anni – dalla ristrutturazione del sistema bancario alla riforma delle imposte indirette e a quella pensionistica, passando per il controllo della spesa pubblica e la riduzione dei costi per chi fa impresa - non sono stati realizzati. In questo senso, l’auspicio è che il Governo e (...) Segue a pag. 6

ma la riforma nel 2019

ospite d’onore all’Assemblea

Verso la finanziaria: abbattimento forfettario passa dal 20 al 7% e sospensione del trasferimento di 19 milioni al Fondo dipendenti a pag.3

T erritorio

Viabilità: i nuovi ingressi

a pag.4

S ocietà

La riforma delle pensioni slitta al 2019, ma qualche intervento sui pensionati si vedrà già in finanziaria. Il Governo sembrerebbe quindi aver accettato di buon grado l’invito a non avere troppa fretta per metter mano alla normativa generale, stante la delicatezza dell’argomento. Ma anche tenuto conto del rapporto con i sindacati, mai così tesi dalle elezioni. Uno stop che però è solo temporaneo, anche perché i numeri in campo sono noti e la situazione è drammaticamente urgente: il sistema previdenziale, così costruito dalle ultime riforme, risulta insostenibile per molti aspetti, a iniziare da quello economico: il gap tra contributi versati e prestazioni erogate è in rosso da anni e sarà sempre peggio, stando alle proiezioni dello stesso Governo, presentate mesi fa. Bartolucci alle pagg. 6-7

I numeri dei cittadini all’estero

a pag.8

spazio riservato all’indirizzo


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B anche

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Le disposizioni del DD promuovono la trasparenza e la certezza giuridica

Trasferimento, recepita la Direttiva 98/26/CE Le definizioni degli ordini e l’apertura delle procedure d’insolvenza Tra i punti all’odg della sessione del Consiglio Grande e Generale che si è conclusa giovedì 15 novembre spiccano, oltre al progetto di legge “Avvio della prima fase di sperimentazione delle indicazioni curricolari per la Scuola Sammarinese” (I lettura) anche la ratifica del Decreto Delegato nr. 111 del 2018, dedicato alla “Disposizioni in materia di definitività degli ordini di trasferimento in un sistema di pagamento o di regolamento titoli in recepimento della direttiva 98/26/CE” del Parlamento europeo e del Consiglio. Il Decreto Delegato “si applica altresì alla garanzia in titoli fornita in relazione alle operazioni poste in essere dalla Banca Centrale della Repubblica di San Marino connesse alle sue funzioni di banca centrale”. Tali disposizioni promuovono la massima trasparenza e la certezza giuridica delle operazioni poste in essere e mirano, al contempo, a ridurre rischi sistemici, rischi giuridici e rischi di turbative derivanti dall’apertura di procedure d’insolvenza. Le disposizioni si applicano nell’ambito dei sistemi di pagamento e regolamento titoli, unitamente alle garanzie in titoli sorte in relazione ai suddetti sistemi di pagamento o di regolamento titoli. Definitività degli ordini di trasferimento Gli ordini di trasferimento, il netting e i conseguenti pagamenti e trasferiment, eseguiti secondo le modalità del regolamento lordo o netto “(…) sono legalmente vincolanti e

opponibili ai terzi anche in caso di apertura di una procedura d’insolvenza nei confronti di un partecipante, purché gli ordini di trasferimento siano stati immessi nel sistema prima del momento di apertura della procedura d’insolvenza”. Ciò vale anche in caso di apertura di una procedura d’insolvenza nei confronti dell’operatore del sistema che non sia un partecipante. Le medesime disposizioni trovano applicazione oltre che nei sistemi anche nei sistemi interoperabili. Qualora gli ordini di trasferimento siano immessi in un sistema dopo il momento di apertura della procedura d’insolvenza e siano eseguiti entro il giorno lavorativo, come definito dalle regole del sistema in cui avviene l’apertura della procedura, essi sono legalmente vincolanti e opponibili ai terzi soltanto qualora l’operatore del sistema dimostri che, nel momento in cui tali ordini di trasferimento sono diventati irrevocabili, non era né avrebbe dovuto essere a conoscenza dell’apertura della procedura d’insolvenza. Il momento di immissione dell’ordine di trasferimento è stabilito dalle regole del sistema nel quale l’ordine di trasferimento medesimo viene immesso. La Banca Centrale della Repubblica di San Marino stabilisce il momento in cui un ordine di trasferimento è immesso nei sistemi sammarinesi. La definitività dell’ordine di trasferimento, della compensazione e dei conseguenti pagamenti e trasferimenti non può essere

pregiudicata da nessuna azione, sia essa anche di invalidità. L’apertura di una procedura d’insolvenza non ha effetto retroattivo sui diritti e sugli obblighi dei partecipanti connessi con la loro partecipazione a un sistema sorti prima del momento di apertura della procedura stessa. Ciò si applica anche nei confronti dei diritti e degli obblighi degli operatori a un sistema che non siano partecipanti. Le medesime disposizioni trovano applicazione oltre che nei sistemi anche nei sistemi interoperabili. Un ordine di trasferimento non può essere revocato da un partecipante a un sistema né da un terzo dopo lo scadere del termine stabilito dalle regole di tale sistema. Nel caso di sistemi interoperabili, ogni sistema stabilisce nelle proprie regole sia il momento di immissione nel sistema sia il momento dell’irrevocabilità dell’ordine di trasferimento, in modo da assicurare il coordinamento delle regole dei sistemi interoperabili interessati. Salvo se espressamente previsto dalle regole dei sistemi facenti parte dei sistemi interoperabili, le regole interne di un sistema circa il momento di immissione e di irrevocabilità non sono influenzate dalle regole interne degli altri sistemi con cui è interoperabile. Apertura procedura d’insolvenza Si considera momento di apertura di una procedura d’insolvenza nella Repubblica di San Marino il giorno, l’ora e il minuto dai quali si producono, secondo le di-

sposizioni applicabili alle singole procedure, gli effetti della procedura d’insolvenza comprese la sospensione o la cessazione dei pagamenti delle passività, la sospensione o la cessazione delle restituzioni dei beni ai terzi o comunque l’imposizione di limiti all’attività. Qualora la procedura d’insolvenza sia aperta in uno Stato estero, il momento di apertura della procedura d’insolvenza è quello dal quale i sistemi sammarinesi

ne sono comunque venuti a conoscenza. Compete agli organi preposti alle singole procedure d’insolvenza del giorno, dell’ora e del minuto dai quali decorre l’apertura della procedura d’insolvenza. Gli organi preposti alle procedure d’insolvenza comunicano immediatamente, anche per via telematica, alla BCSM l’apertura della procedura. Ai fini dell’adempimento degli obblighi del partecipante insolvente connessi con la

partecipazione al sistema sorti prima dell’apertura della procedura d’insolvenza, l’agente di regolamento può utilizzare in nome e per conto del partecipante: a) i fondi e qualunque strumento finanziario disponibili sul conto di regolamento del partecipante; b) le linee di credito aperte in favore del partecipante garantite e destinate a soddisfare gli obblighi dello stesso verso il sistema.

Finanza & Mercati

I sistemi di pagamento da quelli cartacei a quelli elettronici

Rubrica a cura di Banca di San Marino s.p.a. - Strada della Croce, 39 47896 Faetano - Tel. 0549.873433 - Email: comunicazione@bsm.sm

I sistemi di pagamento tradizionali si possono suddividere in cartacei (contante, assegno bancario, assegno circolare, e cambiale) ed elettronici (Carta di pagamento, Bonifico, Addebito diretto, Ricevuta Bancaria e Portafoglio digitale). Il contante (banconote e monete) consente un immediato trasferimento di valore ed è subito riutilizzabile. Viene in genere utilizzato per effettuare transazioni di importo limitato tra soggetti (face to face); esso garantisce, in via generale, l’anonimato delle operazioni. L’assegno bancario è un titolo di credito cartaceo contenente l’ordine scritto impartito da un correntista alla propria banca di pagare a terzi (o a se stesso) una somma di denaro. L’assegno circolare è emesso da una banca per somme disponibili presso di essa al momento dell’emissione. Le carte di pagamento sono tradizionalmente tessere plastificate, con un microchip e/o una banda magnetica, emesse da

intermediari autorizzati; consentono di prelevare contante da sportelli automatici (ATM) e pagare presso gli esercenti convenzionati (tramite POS - Point Of Sale), digitando un codice segreto (PIN) o apponendo la propria firma sulla ricevuta di pagamento; concludere transazioni di commercio elettronico in internet mediante l’utilizzo di un POS “virtuale”. Per transazioni di piccolo importo, alcune carte di pagamento non richiedono la digitazione del PIN. Se la carta è abilitata alla tecnologia Near Field Communication (NFC) è possibile pagare tramite il semplice accostamento della tessera all’apparecchiatura di accettazione presente nel negozio (POS) (c.d. modalità contactless). Si distinguono due principali tipologie di carte di pagamento: la carta di credito, che permette di porre un lasso di tempo tra il momento dell’utilizzo e quello dell’effettivo pagamento, che avviene entro la metà del mese successivo; con

la carta di debito invece, le operazioni vengono addebitate di volta in volta sul conto del debitore. La carta prepagata consente di effettuare pagamenti e prelievi a valere su una somma depositata in anticipo sulla carta dal titolare. Il bonifico è l’ordine dato dal debitore di trasferire una somma sul conto di un creditore, di norma con addebito sul proprio conto corrente. L’addebito diretto è un ordine dato dal creditore di trasferire una somma di denaro sul proprio conto, addebitando quello del debitore; di solito, viene utilizzato per pagamenti di tipo ripetitivo e con scadenza predeterminata (es. pagamento utenze). Il portafoglio elettronico è un programma, o un servizio web, con il quale il titolare del rapporto può effettuare online, anche da smartphone, pagamenti e trasferimenti di denaro utilizzando le somme depositate o caricate precedentemente. Filippo Maresi


I mprese

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di Daniele Bartolucci

Sarà Emma Marcegaglia l’ospite d’onore dell’Assemblea Generale ANIS di venerdì 23 novembre. Ma oltre alla Past President BusinessEurope nonché Past President Confindustria, che per la prima volta verrà in veste ufficiale a San Marino, c’è grande attesa per la relazione della Presidente di ANIS, Neni Rossini. In un momento particolarmente complicato per l’economia sammarinese, con tante riforme da completare e un Bilancio dello Stato che pare necessiterà di ingenti risorse aggiuntive, il ruolo delle imprese diventa ancora più importante, ammesso che vengano sostenute nel loro sviluppo, sia internamente che sui mercati esteri. Tutti temi che verranno esposti, ci si può aspettare, nella relazione, quando in platea (dalle 15:30 al Centro Congressi Kursaal) siederanno non solo i delegati delle aziende socie, ma anche i rappresentanti delle altre parti sociali e soprattutto della politica, a iniziare dal Governo. Senza dimenticare che sul palco salirà anche, per i saluti istituzionali e un intervento sull’economia sammarinese, il Segretario di Stato all’Industria, Andrea Zafferani. L’occasione per lanciare messaggi precisi al Paese è di quelle importanti, dunque. A maggior ragione di fronte ad una rappresentante accreditata a livello internazionale della grande industria italiana, quale è Emma Marcegaglia. A lei, che interverrà dopo Zafferani, il compito di mettere in relazione l’economia italiana, che conosce assai bene, quella sammarinese e soprattutto quella europea, dove opera quotidianamente non solo come imprenditrice, ma anche tramite BusinessEurope, a cui è associata ovviamente anche ANIS. Per introdurre queste tematiche, l’Associazione degli Industriali presenterà prima di tutto l’aggiornamento dell’Osservatorio ANIS sui dati di bilancio delle aziende associate: un’analisi che già l’anno scorso, con il primo report presentato dal Dott. Si-

Verranno presentati anche i nuovi dati dell’Osservatorio sui bilanci delle aziende associate

Le imprese ANIS in Assemblea Ospite: Emma Marcegaglia Nella relazione della Presidente Neni Rossini le riforme e il rapporto con il Governo ostacolarle, perché la loro crescita determina la crescita anche del Paese stesso. Su questo punto, i soci ANIS si confronteranno meglio e più approfonditamente nella parte “privata”, prima dell’apertura dei lavori veri e propri. In quel momento, senza telecamere, politici e giornalisti, la Presidente Neni Rossini e il Segretario Generale William Vagnini, avranno modo di confrontarsi con tutti i soci in maniera più diretta sui vari problemi e anche, visti gli ultimi accadimenti, sul rapporto con il Governo targato Adesso.sm. Un rapporto che ANIS ha sempre sostenuto in funzione di un confronto costruttivo tra le parti, certa del contributo di esperienza, competenze e risorse che ha mes-

mone Selva, fece emergere chiaramente il valore delle imprese e anche il “peso” che l’economia reale che rappresentano ha sull’economia e

Sul palco anche il Segretario di Stato all’Industria Zafferani sulla società sammarinese. Aziende che investono in tecnologie al pari delle risorse umane, tanto che all’aumentare dei fatturati – nonostante la congiuntura economica sfavorevole – hanno aumentato anche i livelli di occupazione. E questo signi-

fica aver generato redditi per le famiglie sammarinesi, oltre che gettito per lo Stato. Da questi dati, che anche nell’aggiornamento dovrebbero essere positivi, l’Associazione partirà ancora una volta da un punto di forza per rilanciare i temi più importanti: sono le imprese associate ANIS, infatti, a contribuire in maniera determinante alla creazione e al mantenimento dei posti di lavoro, sono anche quelle che fanno investimenti in territorio ed esportano all’estero, aprendo la strada ad altre imprese e professionisti per arrivare su mercati internazionali sempre più distanti. E se il ruolo di ANIS è da sempre quello di accompagnarle in questo sviluppo, al Governo si chiede (e probabilmente si chiederà ancora più forte) di non

San Marino FIXING settimanale di informazione economica, finanziaria e politica Direttore responsabile Alessandro Carli a.carli@fixing.sm Redattore Daniele Bartolucci d.bartolucci@fixing.sm Responsabile commerciale Roberto Parma 339.8016455 roberto.parma@fixing.sm Per la pubblicità su Fixing 0549.873925 commerciale@fixing.sm

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so a disposizione di questo Governo come di tutti quelli precedenti. Con obiettivo di favorire lo sviluppo economico (e quindi sociale) del Paese. Un obiettivo che certamente verrà ribadito, con forza, anche nell’Assemblea Generale del 23 novembre, sia nella parte privata che in quella pubblica, fino all’udienza con gli Eccellentissimi Capitani Reggenti, dove si recherà il Presidente Neni Rossini per accompagnarvi l’ospite d’onore Emma Marcegaglia, introdotte dai Segretari di Stato agli Affari Esteri Nicola Renzi e il Segretario all’Industria e Commercio Andrea Zafferani. Un protocollo formale, certamente, che assumerà comunque un significato molto più importante.

Radio 24 News - “Due di Denari”

Btp Italia, Iacovoni: “Siamo tornati alla scadenza a quattro anni” Radio 24 Il Sole 24 Ore www.radio24.ilsole24ore.com

“Siamo tornati alla scadenza 4 anni perché in passato l’aumento della scadenza fu dovuta all’aumento dei tassi di interesse sul mercato. Ora il contesto è cambiato e ci consente di tornare sulla scadenza originale, la stessa dell’esordio del programma nel 2012: una scadenza assolutamente consona per il tipo di investitore che vogliamo soddisfare, quello individuale, al dettaglio. La remunerazione via cedola, in questo caso, sarà sicuramente più interessante”. Lo afferma il capo della direzione del debito pubblico al Ministero dell’Economia Davide Iacovoni a “Due di Denari” di Debora Rosciani e Mauro Meazza su Radio 24. “Sul lungo periodo, abbiamo visto una riduzione importante della presenza diretta del risparmiatore retail sul debito pubblico, sullo stock

dei titoli di stato. Nel 2017 siamo scesi al minimo storico, intorno al 4,8/4,9%. Con i tassi di adesso i risparmiatori retail hanno ricominciato a rientrare sui titoli del debito pubblico in modo diretto” prosegue a Radio 24 e aggiunge: “C’è una buona base di fidelizzazione, per cui abbiamo seguito il tracciato dei titoli che sono nati e abbiamo visto che tra un 20 e un 25% della quota sottoscritta dal retail è rimasta nelle tasche di questi risparmiatori fino alla scadenza, gli altri hanno rivenduto fino alla scadenza. Però è un dato molto buono se considerato e rapportato rispetto alle emissioni tradizionali. L’effetto premio, seppur contenuto, c’è quindi stato”. Iacovoni sui Btp Italia infine conclude a Radio 24: “L’età media dello stock dei titoli di Stato a fine ottobre è po-

co meno di 6,8 anni, quindi durante questi mesi la vita media è rimasta piuttosto stabile. La struttura del debito è rimasta piuttosto stabile e ben immunizzata rispetto a potenziali ulteriori aumenti dei tassi di interesse. La scadenza a 4 anni si inserisce all’interno di un menu di strumenti offerti dal tesoro, tra cui scadenze molto lunghe che saranno in grado di controbilanciare questa scadenza più corta. Il nostro obiettivo è venire incontro alle esigenze del risparmiatore retail”.


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T erritorio

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Il progetto è stato presentato nei giorni scorsi nella sala “Montelupo”

Il nuovissimo biglietto da visita del Titano La riqualificazione degli ingressi: sostenibilità con un occhio ai costi Definizione delle tipologie di ingresso (suddivise in principali, secondari e minori), replicabilità del modello, sostenibilità e un occhio ai costi. La riqualificazione degli ingressi della Repubblica di San Marino, il progetto presentato il 12 novembre dalla Segreteria di Stato al Territorio e firmato dagli ingegneri Matteo Sammarini, Alberta Serra e Marco Renzi dell’Ufficio Progettazione, seguirà queste traiettorie per intervenire sul degrado dei confini di Stato. I primi lavori, ha spiegato la Segreteria Territorio, dovrebbero partire già dal mese di dicembre. La filosofia I professionisti incaricati di redigere il documento hanno optato per una scelta tecnicamente ed economicamente sostenibile con un capitolo di spesa per la costruzione piuttosto contenuto. I materiali impiegati sono durevoli, i totem facilmente ispezionabili e di agevole manutenzione. Gli interventi si sono concentrati su quattro elementi “replicabili”: la linea di confine, l’elemento che svetta, l’elemento che segue il visitatore e le frasi celebrative. Il restyling Il progetto, che mira a riqualificare i confini che collegano la Repubblica alle Regioni limitrofe (Romagna e Marche), prevede, in base all’importanza della strada, tre portali differenti. Nelle vie principali, sul lato destro della strada, sarà montato un totem alto 4 metri con la frase “Benvenuti nell’antica terra della libertà”. Sul lato sinistro invece Sul lato sinistro verrà installata una seconda struttura contenente una mappa essenziale dei confini del Titano nella quale sono messi in evidenza i 22 punti di accesso. Sulla strada propriamente detta, oltre a un’apposita illuminazione, l’automobilista “sentirà” anche “fisicamente” di essere entrato in Repubblica: sull’asfalto difatti verrà posizionata una striscia di pietra. Il primo “accesso” che sarà

oggetto di restyling sarà quello di Gualdicciolo mentre il ponte di De Carlo, quello di Dogana, non rientra nel progetto di riqualificazione.

Il ponte di De Carlo Era il 1993 quando la Repubblica di San Marino commissionò all’architetto Giancarlo De Carlo il progetto di una

porta di confine da collocare nell’area di Dogana, inaugurata nel 1996. “Il paesaggio edificato circostante è fitto e sregolato, molti corpulenti

edifici sono allineati o sono perpendicolari alla strada offrendo un impudico paesaggio di trasandati retri. Al necessario processo di riabilita-

zione dell’area di Dogana anche la porta collaborerà: perché è ben visibile e quindi può spingere in secondo piano, nella percezione di chi entra e chi esce, le sregolatezze edilizie che le stanno intorno. La sua presenza eloquente può contribuire a cancellare la banalità architettonica circostante” scrisse lo stesso De Carlo nella presentazione. Un pennone alto quasi trenta metri sul quale sventola una bandiera della Repubblica si innalza nel cielo quasi come una torre. Sembra essere la quarta torre del Titano e ricorda nel suo svilupparsi sinuoso verso l’alto in effetti un altro progetto di De Carlo per la costruzione di una torre per la città di Siena. La sua struttura sostiene l’architrave della porta che scavalca la Superstrada con un sovrappasso pedonale di circa 20,70 metri per un’altezza massima di 5,80 metri ed una larghezza che varia da 1,30 a 2,40 metri. La passerella si restringe a punta come uno scafo e comunica una sensazione di leggerezza come un pontile. Il mare, l’idea di una nave vengono in qualche modo in qualche modo rievocati anche nei materiali: l’acciaio verniciato di bianco per la struttura e legno di aframosia per il camminamento, le scale a elica che si avvinghiano al pilone, gli stralli, le vele che fiancheggiano la passerella. Le strutture metalliche danno l’impressione che siano tese come sartie. Quattro occhi multicolori, disegnati e realizzati insieme alla figlia di De Carlo, Anna, illustratrice e pittrice, sono incastrati nelle strutture trasversali di irrigidimento, polene che si illuminano per trasparenza forse suggerite dalla personale passione per il mare di De Carlo. Il gesto architettonico di De Carlo fu certamente un lampo di bellezza, anche se non del tutto convincente, e di rottura che in qualche modo intendeva assorbire il degrado urbano degli edifici circostanti. Alessandro Carli


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di Daniele Bartolucci

Imprese ed esperti di “Industria 4.0” e innovazione : è questo il confronto che il Gruppo bancario Banca CIS vuole promuovere con il convegno del 28 novembre, che si svolgerà al Grand Hotel San Marino in collaborazione con The European HouseAmbrosetti. “Adattarsi o scomparire. La trasformazione digitale dell’azienda”: nel titolo dell’evento è già sintetizzata la dinamica che le imprese stanno affrontando in questi anni, perché “stiamo vivendo una nuova fase di intensa accelerazione del cambiamento”, spiega il vice Presidente di Banca CIS, Pier Paolo Fabbri. “Dopo le prime ondate digitali, con la creazione del web e il diffondersi del mobile, saranno le applicazioni dell’intelligenza artificiale a guidare una nuova epoca nella quale le ‘macchine che imparano’ contribuiranno a ridisegnare ogni processo aziendale, dal marketing alla produzione. Quest’ultima, in particolare, è già oggi interessata dall’introduzione di un numero elevato di nuovi strumenti che abilitano logiche produttive innovative e più elevati livelli di efficienza e flessibilità. Quali sono le potenzialità e i limiti delle nuove tecnologie digitali? Quali nuovi strumenti già oggi possono essere adottati con successo? Come è possibile impostare correttamente il processo di trasformazione digitale delle nostre aziende?”. Domande a cui sono stati chiamati a rispondere imprenditori ed esperti. Da una parte le imprese, quindi: a iniziare dalla testimonianza di Daniele Vacchi, Direttore Corporate Communications di IMA S.p.A., che salirà sul Titano in veste di Segretario Generale dell’associazione Emilia-Romagna Advanced Mechanics and Industrial Automation Technology” (E.R.AMIAT), interlocutore accreditato in Europa per le aziende emiliano-romagnole del settore dell’automazione industriale (l’associazione raggruppa imprese che insieme hanno un fatturato di 5 miliardi di euro con circa 15.750 dipendenti). Vacchi entrerà nel merito delle dinamiche aziendali, mettendo a fuoco “Le esigenze organizzative e formative per l’industria 4.0”. Dall’altra parte, il mondo accademico, rappresentato da Alfonso Fuggetta, che presenterà una relazione su “Come ridisegnare l’impresa grazie alle nuove tecnologie digitali”. Professore di Informatica presso il Politecnico di Milano è anche

I nnovazione

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Il 28 novembre l’evento dedicato agli imprenditori con Vacchi (ER.AMIAT) e Fuggetta (CEFRIEL)

“Adattarsi o scomparire” L’opportunità dell’Industria 4.0 L’iniziativa del Gruppo Banca CIS in collaborazione con Ambrosetti-The European House innovazione: parleranno direttamente gli imprenditori? “Fermarsi alla mera teoria sarebbe stato riduttivo. Non è nostra intenzione tenere delle lezioni, ma al contrario, vogliamo far incontrare le imprese, mettendole anche a confronto con realtà diverse, come possono essere i case history previsti nel programma del 28 novembre. Ma non sarà solo una presentazione, anzi, è stata studiata una seconda parte del convegno dedicata proprio al matching tra imprese, imprenditori e i nostri relatori, dove i partecipanti potranno

porre domande e anche far emergere evidenze in senso bidirezionale. La nostra idea è quella di creare l’occasione per avere le risposte giuste, dagli esperti come da altri imprenditori. Crediamo sia questo l’aspetto più interessante dell’iniziativa”. L’altro aspetto positivo è che questo convegno si svolgerà a San Marino. “Il livello di questo evento è oggettivamente molto alto, ma non deve essere un vanto solo per il nostro gruppo. E’ un vantaggio per tutta San Marino ed è in questo senso che abbiamo voluto proporlo: oltre ad Ambrosetti, che

I nvestimenti

Amministratore Delegato di CEFRIEL, il Consorzio fondato nel 1988 dal Politecnico di Milano, che oggi è un centro di eccellenza per l’innovazione digitale, che include come soci altre tre Università, Regione Lombardia e 18 imprese multinazionali. Nel mezzo, gli specialisti del team Ambrosetti, che metteranno in relazione la pratica con la teoria dell’innovativa Industria 4.0 (speaker del 28 novembre, Alessandro De Biasio, che parlerà di “Intelligenza artificiale e scelte strategiche: nuovi paradigmi nella competizione tra imprese”). A unire questi due mondi e promuovere questa relazione, il Gruppo bancario Banca CIS che, come ribadisce il Vice Presidente Pier Paolo Fabbri, “rappresenta un’evoluzione molto importante per il mondo delle imprese, e come tutti i cambiamenti positivi, siamo pronti a sostenerlo, accompagnando le aziende negli investimenti necessari, siano essi fisici e strumentali, o tecnologici o in capitale umano, a partire dalla formazione”. Di solito sono le imprese a parlare di Industria 4.0 , in questo caso un gruppo bancario: come mai questa iniziativa? “Nel mondo si parla di quar-

ta rivoluzione industriale, quindi di un cambiamento epocale. Ed è vero. Ma è altrettanto vero che si tratta di imprese, e il nostro ruolo di istituto di credito è proprio quello di accompagnarle nel loro sviluppo, a maggior ragione in questo complesso ma stimolante processo di evoluzione. Non si parla solo di finanziamenti, infatti, perché occorre comprendere al meglio questi cambiamenti per realizzare i nuovi obiettivi che l’innovazione tecnologica può portare a raggiungere. Obiettivi che fino a pochi anni fa non erano nemmeno ipotizzabili e che solo chi opera quotidianamente in questi contesti può vedere prima di altri. Anche per questo abbiamo scelto Ambrosetti come partner in questa iniziativa”. Un nome che anche a San Marino conoscono tutti. “Non ho alcun timore a dire che oggi sia uno dei massimi think tank a livello internazionale. Inoltre, se tutti ricordiamo il loro Forum a San Marino, di certo anche loro conoscono molto bene la nostra realtà, e questo può essere un fattore decisivo per rendere il nostro convegno ancora più interessante, sicuramente sarà molto concreto”. Anche nel format c’è molta

comunque è un brand importantissimo, ospiteremo diversi imprenditori ed esperti italiani. Per i partecipanti sarà quindi l’occasione di confrontarsi con un contesto diverso e già impegnato nell’evoluzione dell’Industria 4.0. Ma lo stesso varrà per i nostri ospiti, che potranno visitare e conoscere San Marino, meglio ancora attraverso l’incontro con le realtà imprenditoriali e professionali, senza perdere l’occasione di mettere in evidenza le particolarità ‘ambientali’ del sistema Paese che ne delineano l’attrattività”.

Private Equity per l’innovazione: il nuovo fondo IMF 4.0 di Scudo Investimenti Sg La trasformazione verso l’impresa 4.0 necessita di competenze e capitali, soprattutto per le PMI italiane e sammarinesi. Ed è proprio al loro sviluppo e agli investimenti necessari a concretizzare l’immenso potenziale che ha il “made in Italy”, che Scudo Investimenti Sg, la società di gestione interamente controllata da Banca CIS, ha costruito il nuovo fondo IMF 4.0, acronimo di “Innovative Made in Italy Fund”, che investirà ma soprattutto accompagnerà la crescita delle PMI italiane, sammarinesi e europee consolidate ed in fase di espansione, con una forte vocazione all’export, operanti in settori tipici del Made-in-Italy: manifattura, agro- alimentare, soluzioni ambientali e per l’energia, turismo, fintech. In questo ambito, IMF 4.0 è il primo fondo di investimento di diritto sammarinese dedicato alla trasformazione 4.0 del Made in Italy. Il Fondo investirà prevalentemente in Italia e a San Marino e avrà il supporto di un Advisory Team, che promuoverà la ricerca delle aziende target, lo scouting, la selezione e la predisposizione dei piani

di investimento/disinvestimento. Anche il modello di intervento sarà innovativo perché coniugherà ricerca e sviluppo, open innovation, corporate venture e PMI innovative. Tutto questo si sostanzierà in una piattaforma di relazioni strutturate con Università, Centri di Ricerca, Incubatori/Acceleratori, reti professionali e imprenditoriali. Il tutto supportato da un’approfondita conoscenza tecnica e tecnologica dei settori di riferimento da parte del Team di Advisory, per orientare l’innovazione verso le reali necessità del mercato. Il Fondo sarà comunque gestito con un approccio industriale e non strettamente finanziario (capitale paziente) orientato a sostenere il percorso evolutivo delle imprese, con partecipazione attiva nella gestione aziendale, anche attraverso il potenziale coinvestimento con partner industriali e governativi, nazionali e internazionali. L’obiettivo iniziale di raccolta del Fondo è di 60 milioni di euro. L’investimento in imprese innovative offre agli investitori interessanti profili di rischio/rendimento. Il rendimento del fondo

è previsto su livelli stabilmente superiori ad altri investimenti comparabili, per l’intera durata del Fondo, prevista in 8 anni prorogabili per un massimo di ulteriori 3 anni. La gestione operativa sarà dispiegata in conformità a un modello organizzativo che, in linea con il Regolamento di gestione del Fondo e la governance della Scudo Investimenti SG, prevedono per ciascuna struttura specifiche funzioni. Scudo Investimenti SG garantirà, in conformità alle previsioni degli organi di vigilanza della Repubblica di San Marino, le funzioni di controllo tipiche dei veicoli di investimento con i sottoscrittori: revisione/ collegio sindacale, audit, compliance, certificazione, verifica e rispetto della normativa antiriciclaggio, gestione amministrativa del Fondo (rapporti contrattuali con gli investitori, investimenti, rapporti con la banca depositaria, ecc.). In questo ambito, il CdA della SG delibera gli investimenti (e i disinvestimenti) su proposta del Comitato Investimenti del Fondo, consultato – ove necessario - il Comitato Conflitti.


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E conomia

P olitica economica

di Daniele Bartolucci

Cremoni: “Attenzione a chiedere sempre di più alle imprese che generano reddito” Se è vero che l’economia di San Marino ha invertito il trend negativo e da qualche anno sta macinando numeri positivi, trainata soprattutto dal manifatturiero, è anche vero che la crescita è relativamente bassa, tra le più lente d’Europa. Da più parti, in particolare da ANIS, arrivano appelli perché si mettano in campo politiche economiche più efficaci, anche perché nel frattempo le imprese hanno dovuto fare i conti con manovre sempre più depressive, rese ancora più pesanti da interventi straordinari come le patrimoniali. E all’orizzonte si intravvedono altre misure restrittive, stante la situazione del Bilancio dello Stato. “La riforma dell’IGR in parallelo a una finanziaria che si preannuncia molto pesante per il Paese”, avverte Fabrizio Cremoni, consulente fiscale di ANIS, “preoccupa molto le imprese di San Marino, che invece avrebbero bisogno di interventi di tutt’altro indirizzo per intercettare la ripresa economica che a livello internazionale ha già dato ottimi segnali”. Nel mondo e in Europa, ma non certo in Italia. “L’Italia è comunque il primo mercato per le imprese sammarinesi, dobbiamo tenerne conto ma dobbiamo anche guardare a come si comportano di là del confine. Il PIL italiano si è contratto in pochissimi mesi e le previsioni sono negative, al di là dei numeri che Governo e Commissione UE si stanno controbattendo. Occorre valutare bene, anche alla luce di questi dati, gli interventi che si metteranno in campo nelle prossime settimane, perché determineranno l’andamento dell’economia per il 2019 e San Marino non può permettersi di rimanere ancorata ad un +1%, massimo +1,5%”. In questo senso anche la fiscalità può essere una leva importante? “Non è un caso che in Italia vogliano attivare la flat tax per le imprese: San Marino l’ha introdotta da tempo, ed è al 17%: è un fattore ancora oggi molto importante per l’attrazione di investimenti e di capitali, ma se anche altri Paesi arriveranno allo stesso livello, allora non sarà più un vantaggio così forte”. L’Italia però sta perdendo anche credibilità e

fiducia, oltre che punti di PIL. “La fiducia è un altro fattore fondamentale, che va costruito mettendo insieme tanti ‘mattoncini’: uno di questi è la certezza del diritto e la chiarezza delle norme, anche in materia fiscale. Le imprese devono essere messe sempre nelle condizioni di calcolare i propri costi, quindi anche le tasse che andranno a pagare. In tal senso, agire con interventi straordinari come la patrimoniale, non può essere visto che in maniera negativa. Oltretutto la patrimoniale del 2018 colpisce le imprese in un punto molto delicato, ovvero il Patrimonio netto: dovrebbe essere considerato un punto a favore delle imprese virtuose, invece proprio quelle imprese vengono maggiormente penalizzate. Non posso che condividere quanto detto da ANIS: questo intervento è assurdo, economicamente sbagliato e anche pericoloso, perché colpisce maggiormente le imprese sane”. Un principio che ritroviamo nelle assunzioni, giusto? “Il 4,5% pagato da quelle imprese che hanno necessità di acquisire nuove competenze in tempi rapidi, che spesso non trovano nel mercato del lavoro interno, ha avuto come effetto quello di aumentare il costo del lavoro. E questo nel momento in cui in Europa e non solo, si sta facendo di tutto per abbassare i costi di produzione delle aziende. E’ chiaro che le imprese che chiedono di assumere nuovo personale, vedono tutto ciò come un freno allo sviluppo. Anche per questo è auspicabile una revisione della norma, che anche il Segretario Zafferani ha pubblicamente ipotizzato”.

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Nel frattempo sembra che il Governo voglia però rivedere anche l’IGR: è ancora questa l’intenzione? “Non so se il nuovo Segretario alle Finanze proseguirà in questo senso, ma ho sentito ripetere più volte dai rappresentanti del Governo che si andrà avanti con il progetto iniziale, quindi credo che metteranno in agenda anche la riforma dell’IGR. Questo non significa che sia un male, ci sono richieste in tal senso anche da parte delle imprese, ma occorre analizzare bene dove serve intervenire e dove invece è opportuno lasciare le norme così come sono. Sicuramente non possono essere considerate positive quelle modifiche normative che portino ad un sistema fiscale farraginoso e complicato, simile al sistema fiscale italiano, ma San Marino deve mantenere quei connotati di semplicità che hanno caratterizzato da sempre la normativa interna”. Per assurdo, potrebbe quindi arrivare una nuova riforma IGR prima dell’introduzione del sistema IVA? “Purtroppo il Governo ha l’esigenza di generare nuove entrate, lo ha palesato più volte, e ci si attende una serie di interventi conseguenti. E’ chiaro che se avesse introdotto un sistema sulle imposte indirette sul modello VAT, oggi avrebbe più strumenti su cui agire. Dal canto nostro, auspichiamo che si prosegua sulla strada intrapresa del confronto sul progetto dell’imposta sui consumi, che verrà introdotta nel 2020. Nel frattempo auspichiamo che dal confronto sulla riforma dell’IGR emerga una normativa votata allo sviluppo e non alla recessione”. DB

La riforma delle pensioni slitta al 2019, ma qualche intervento sui pensionati si vedrà già in finanziaria. Il Governo sembrerebbe quindi aver accettato di buon grado l’invito a non avere troppa fretta per metter mano alla normativa generale, stante la delicatezza dell’argomento. Ma anche tenuto conto del rapporto con i sindacati, mai così tesi dalle elezioni. Non è un caso che lo “stop” sia stato preannunciato negli incontri con i sindacati, che si sono svolti prima di quelli con le associazioni di categoria. Uno stop che però è solo temporaneo, anche perché i numeri in campo sono noti e la situazione è drammaticamente urgente: il sistema previdenziale, così costruito dalle ultime riforme, risulta insostenibile per molti aspetti, a iniziare da quello economico: il gap tra contributi versati e prestazioni erogate è in rosso da anni e sarà sempre peggio, stando alle proiezioni dello stesso Governo, presentate mesi fa. Ma ancora peggio è la rottura del patto intergenerazionale, per cui i lavoratori di oggi arriveranno ad una pensione non solo più tardi dei loro predecessori, ma anche più bassa, nonostante il fatto che avranno contribuito di più (le aliquote oggi sono più alte di un tempo) e per più anni. Un bel banco di prova per qualsiasi Governo, insomma, chiamato a riequilibrare conti e rapporti tra intere generazioni di lavoratori. Una sfida che anche il Governo targato Adesso.sm ha messo tra le priorità del proprio programma, ma che non è ancora riuscito a portare a compimento, nonostante – di questo va dato atto – sia stato formalizzato più di un documento preparatorio con statistiche, dati attuariali e proiezioni molto chiare ed efficaci. Altri sei mesi di confronto Di fatto, le scadenze predisposte in passato non sono state rispettate, ma il Governo questa volta ha deciso di

Ipotizzata anche la sospensione del contri

Pensioni “tas

Slitta al 2019 la riforma complessiva d di intervenire sull’abbattimento forfett

non forzare la mano, riaprendo il confronto con le parti sociali. Per farlo ha già delineato una road map, con scadenze puntuali, per arrivare ad una bozza nei prossimi medi e avviare la fase legislativa entro la primavera estate. Subito tassazione e trasferimenti sospesi Ma mentre il dibattito sulla riforma vera e propria si sta avviando in questi giorni, qualcosa il Governo vuole già mettere in cantiere in vista della prossima Legge di Bilancio. Un intervento molto atteso, peraltro all’insegna dell’equità, è quello della modifica dell’articolo 26 della Legge 166/2013: il progetto prevede infatti di assimilare il trattamento fiscale dei lavoratori dipendenti a quello dei pensionati, abbassando l’abbattimento forfettario sui redditi da pensione dal 20%

al 7% e sino ad un massimo di 2.800 euro. In questo modo si dovrebbe anche evitare lo “spiacevole” fenomeno dei redditi da pensione più alti di quelli dell’ultimo stipendio percepito. L’altro intervento che il Governo ha ipotizzato e su cui ci sarà invece da discutere parecchio, è la sospensione del contributo statale verso il Fondo dei lavoratori dipendenti. Si parla di una soglia di 19 milioni di euro, sotto la quale lo Stato non trasferirà nulla al fondo pensione per i prossimi tre anni. Va da sé che ciò - in mancanza di altri interventi strutturali, obbligherà la gestione a utilizzare la riserva tecnica, andando a erodere il patrimonio accumulato in maniera molto rapida, sicuramente più veloce di quella prevista dalle analisi tecniche del Gruppo di lavoro incaricato al tempo di evidenziare le criticità del si-


EAconomia ttualità

FIX ING - Anno XXXVI FIXING X II -- n.2 n.42 1 -- Venerdì Venerdì 3016 Maggio Novembre 2 0 14 2018

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ibuto statale al Fondo pensioni fino a 19 milioni di euro e per i prossimi tre anni

ssate” come ai lavoratori

del sistema, oggi insostenibile. Il Governo però pensa già in finanziaria tario, abbassandolo dall’attuale 20 al 7% per un massimo di 2.800 euro anni va in questa strategia. Del resto il Governo non ha mai nascosto che uno degli obiettivi principali della riforma deve essere quello di ridurre il peso del sistema pensionistico sul Bilancio

stema. Senza riforma sarà rosso profondo Se non verranno approntanti i necessari correttivi, come detto, il saldo previdenziale tra contributi versati e prestazioni erogate, dagli attuali 24,5 milioni passerà presto a 100 (tra dieci anni), poi a 200, 300 e oltre 400 milioni di euro nel 2049. Una cifra incredibile, che ha fatto strabuzzare gli occhi ai membri del Consiglio di Previdenza quando sono stati presentati i dati reali e le proiezioni future, oltre un anno fa. Il problema è che anche innalzando l’età

pensionabile a 67 anni e portando la quota anzianità da 100 a 103, si prenderebbe solo una decina di anni di tempo in più. Più incisivo il passaggio al contributivo, ma non basterà. Gli errori del passato, perché di errori è obbligatorio parlare, ora pesano come macigni sulla testa dei lavoratori, ma anche sul Bilancio dello Stato, perché il contributo statale potrebbe essere l’unica via per il sostentamento del sistema. Ma in questo momento il Bilancio dello Stato non ha “soldi in più”, anzi, ne deve recuperare parecchi e l’idea di sospendere il trasferimento per 3

E ditoriale Ora politiche rigorose

che favoriscano il rilancio Segue dalla prima

(...) e le altre forze del Paese si siedano a un tavolo per condividere gli interventi prioritari sul fronte dei sacrifici, ma anche rispetto agli investimenti da fare subito. Servono politiche rigorose che non deprimano l’economia, ma sostengano iniziative che ne favoriscano il rilancio. Per riuscirci però, occorrono come sempre progetti

condivisi e sostenibili. Alessandro Carli

dello Stato. Questo però mette a rischio la tenuta dei conti dei Fondi pensione, che sono già oggi in difficoltà, come detto, perché le prestazioni erogate superano i contributi incassati.

Di fatto, si preannunciano tempi duri per il Fondo pensioni: basti pensare che senza interventi strutturali, la famosa riserva tecnica oggi allocata in maggior parte nelle banche sammarinesi (fondamentale per la liquidità del sistema finanziario, ndr), potrebbe esaursi in una decina d’anni, precisamente nel 2029. Si tratta di oltre 430 milioni, che potrebbero invece servire per sostenere la riforma nel tempo, ma che stando così le cose si esauriranno molto velocemente, più di quanto si era immaginato solo qualche anno fa. E senza questa riserva, l’unico modo per sostenere le

pensioni sarà ricorrere al Bilancio dello Stato. Ma anche qui sono dolori: già l’anno scorso si è preventivato un concorso statale di 31 milioni, in futuro potrebbe schizzare fino a 392 tra meno di 50 anni. Allo stesso modo, mantenendo costante la crescita di San Marino (economica e demografica, quindi con pochi lavoratori e pochissimi nuovi nati per sostituire chi andrà in pensione domani), il saldo previdenziale tra i contributi versati e le prestazioni erogate, dagli attuali 24,6 milioni di passivo, potrebbe arrivare anche a superare i 400 milioni. Un rosso difficilmente gestibile.


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S ocietà

FIXING - Anno XXVI - n.42 - Venerdì 16 Novembre 2018

Report “Migrantes 2018” Italia: la Repubblica si posiziona 26esima

Sammarinesi all’estero Quanti e dove sono La comunità più numerosa è quella italiana seguita da quella USA Nel rapporto Migrantes 2018, diffuso nei giorni scorsi dall’Ambasciata d’Italia (box a lato), trova spazio anche San Marino. La Repubblica difatti si colloca la 26esimo posto sul numero di presenza degli italiani nei Paesi di tutto il mondo. Gli iscritti all’Aire (Anagrafe Italiana Residenti Estero) sul Titano sono 13.770, provenienti da tutte le Regioni. Com’era facile intuire, la maggior parti di essi proviene dall’Emilia Romagna (con circa 10.500 presenze) e a seguire dalle Marche (1.650 persone). Per quel che concerne invece i cittadini italiani iscritti all’AIRE per solo espatrio, San Marino si colloca il 37esima posizione con 306 persone totali, 156 femmine e 150 maschi (Fonte: Migrantes – Rapporto Italiani nel Mondo; elaborazione su dati AIRE). Interessanti poi (fonte UPECEDS) i sammarinesi residenti all’estero per sesso e nazione: sono in totale 13.341 (5.581 maschi e 7.760 femmine). Vivono soprattutto in Italia (5.668 di cui 2.094 maschi e 3.574 femmine). Al secondo posto si collocano gli Stati Uniti d’America (3.313; 1.547 maschi e 1.766 femmine), la terzo la Francia con 2.031 persone (905 maschi e 1.126 femmine). Sono poi 70 (al 30 settembre 2018) i sammarinesi in Belgio, 59 in Svizzera, 27 in Canada, 21 in Australia e 16 in Brasile. I numeri interni Al 30 settembre 2018 la popolazione residente è risultata pari a 33.403 unità (+0,4% rispetto a settembre 2017) e la popolazione presente, comprendente anche i soggiornanti, ammonta a 34.585 (+0,6% rispetto a settembre 2017). Analizzando lo sviluppo della popolazione negli ultimi dodici mesi è possibile constatare che i cittadini sammarinesi sono rimasti praticamente invariati (pari all’80,9% della popolazione), quelli italiani (15% della popolazione) sono aumentati del +2,6% mentre gli abitanti con cittadinanze diverse da quelle appena elencate (4,1% della popolazione) hanno se-

gnato un incremento del +2,2%. I nati vivi da gennaio a settembre 2018 ammontano a 185 (+11 rispetto allo stesso periodo del 2017), mentre i deceduti nello stesso periodo sono stati 177, (-20,6% rispetto ai primi nove mesi del 2017); il saldo naturale si presenta positivo di 8 unità. I matrimoni celebrati, ove almeno un coniuge è cittadino sammarinese, da gennaio a

settembre 2018 sono stati 119 (-14 rispetto al 2017), di cui solamente 27 sono stati celebrati con rito religioso. Le famiglie ammontano a 14.304 unità (+80 nuclei rispetto all’anno scorso), con un numero medio di componenti pari a 2,32. Da gennaio 2018 il totale delle persone immigrate ammonta a 202 individui; in particolare, la provenienza della maggior parte degli immi-

grati è quella italiana (164 immigrati), così come la cittadinanza degli immigrati (128 individui hanno la cittadinanza italiana). Gli emigrati ammontano, invece, a 134 individui, di cui 81 hanno scelto l’Italia come destinazione. Gli emigrati con cittadinanza sammarinese sono 96, mentre 32 sono quelli con cittadinanza italiana. Alessandro Carli

F ocus

Italiani nel mondo 2018 Quanti sono e dove vanno Tendenze di mobilità all’estero della popolazione: sono stati presentati il Rapporto sugli Italiani nel mondo 2018, a cura della Fondazione Migrantes, e il Dossier Statistico Immigrazione 2018, a cura di IDOS e della rivista “Confronti”. Gli studi hanno confermato il fenomeno dei rilevanti flussi di uscita di giovani italiani, ma non solo. Se la mobilità verso l’estero è aumentata nello scorso anno del 64,7%, la percentuale include anche 25mila migranti rientrati nei loro Paesi (Bangladesh, Pakistan, India, Brasile). Il dato più rilevante riguarda la crescita, negli ultimi anni, degli over50. L’analisi rivela, con riferimento al 2017, che si sono iscritti all’AIRE quasi 243.000 italiani - di cui il 52,8% per espatrio, il 36,2% per nascita, il 6,3% per reiscrizione da irreperibilità, il 3,7% per acquisizione di cittadinanza e l’1% circa per trasferimento dall’AIRE di altro Comune. La percentuale di italiani che hanno lasciato il proprio Paese corrisponde in valore assoluto a 128.193 persone, ovvero il 3,2% in più rispetto al 2016. Nonostante si tratti di numeri inferiori all’anno precedente, tuttavia la tendenza a emigrare permane forte: il dato complessivo relativo agli ultimi tre anni rivela un aumento del 19,2% e addirittura del 36,2% nell’ultimo quinquennio. La prima Regione da cui si espatria continua ad essere la Lombardia, seguita dall’Emilia-Romagna, dal Veneto, dalla Sicilia e dalla Puglia. Tra le mete prescelte vi è soprattutto l’Europa (70% delle partenze), seguita da America Latina (14,30%) e America anglosassone (7,5%). In Europa la Germania (20.007) torna a essere la destinazione preferita, seguita dal Regno Unito (18.517) e dalla Francia (12.870). Nonostante il Regno Unito stia sperimentando una flessione di circa 6.000 arrivi rispetto al 2016 (anche a causa della Brexit), resta comunque una delle principali destinazioni. In Portogallo si registra invece la crescita più significativa di arrivi rispetto al 2016, pari a circa il 140% in più.

L’analisi dei dati relativi alle partenze dell’ultimo anno conferma soprattutto un cambiamento sostanziale in atto rispetto agli anni scorsi: a partire dall’Italia sono sicuramente giovani (37,4%) e giovani adulti (25%), ma la crescita più importante riguarda gli italiani da 50 anni in su: + 20,7% nella classe di età 50-64 anni; +35, 3% nella classe 65-74 anni; +78,6% dagli 85 anni. Per quanto riguarda gli ultracinquantenni, si tratta sicuramente di persone che fronteggiano situazioni di precarietà lavorativa, rimaste disoccupate e soprattutto prive di prospettive in Italia, lontane dalla pensione o che hanno bisogno di arrivarvi e che hanno contemporaneamente necessità di mantenere la famiglia. Interessante la presenza dei “migranti di rimbalzo”, ovvero coloro che dopo anni di emigrazione all’estero (Germania, Svizzera, Francia, Argentina, Cile, Brasile e Stati Uniti) sono dapprima rientrati in Italia per trascorrere la propria vecchiaia nei luoghi di origine ma, rimasti vedovi/e e spesso con i figli nati, cresciuti e lasciati all’estero, decidono di ritornare nel Paese in cui avevano vissuto da migranti, stante le condizioni socio-economiche in Italia. Un altro dato noto alla rete consolare riguarda il c.d. “migrante previdenziale”, che predilige Paesi con in corso una politica di defiscalizzazione, dove la vita costa molto meno rispetto all’Italia e dove il potere di acquisto risulta di conseguenza, superiore. Accanto alla motivazione economica gioca un ruolo importante la possibilità di trascorrere la vita in un Paese climaticamente piacevole (Thailandia, Spagna, Portogallo, Tunisia, Santo Domingo) e dove è possibile condurre una vita più che dignitosa e/o in cui si riesce a curarsi (o incontrare con più facilità un medico specialista), grazie al contenuto costo di assicurazioni sanitarie private. In tali contesti trova sempre maggiore diffusione la formula del “silver co-housing” (ovvero la coabitazione in spazi condivisi.


B anche

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di Alessandro Carli

“ALLAPARI”, senza spazio. Per annullare i “generi” e allo stesso tempo, come ha spiegato il Direttore Generale di Cassa di Risparmio Dario Mancini, per “affrontare attivamente il tema della sicurezza personale femminile, sostenendo e proponendo attività che possano migliorare la percezione e le conoscenze in materia di difesa personale”. Il primo corso organizzato in Repubblica, realizzato da Cassa in concerto con l’Authority Pari Opportunità e la Commissione Pari Opportunità di San Marino e in partnership con le Segreteria di Stato agli Affari Esteri e alla Sanità, ha fatto centro: 50 donne iscritte suddivise in due corsi, a testimoniare l’attenzione e la sensibilità – sia dell’istituto bancario che delle stesse corsiste – verso questa delicata tematica sociale e, purtroppo, estremamente attuale. Un progetto che, calendario alla mano, si presenta come un fil rouge: partito a ottobre (il mese dedicato alla prevenzione della donna), si concluderà a novembre, più precisamente nella settimana della giornata mondiale contro la violenza sulle donne (25 novembre). Un corso di “raccordo” quindi, quasi a volerci dire che l’attenzione deve sempre essere ai massimi livelli e soprattutto “destagionalizzata”. Le sei lezioni Un percorso scandito da sei appuntamenti, due di natura più tecnica e che hanno visto la partecipazione del Corpo della Gendarmeria e di Laura Muratori, psicologa e psicoterapeuta nonché componente dell’Authority Pari Opportunità, e quattro invece di “pratica”, tenute dall’istruttore Giacomo Bologna nella palestra Fesam a Fiorentino. Siamo andati quindi “sul campo” per raccogliere impressioni, riflessioni e pensieri di una rappresentanza delle partecipanti. “Mi sono iscritta perché” Nel breve tempo che separa l’uscita dallo spogliatoio all’inizio delle lezioni, la carta e la penna sono strumenti meno “aggressivi” rispetto a un microfono e a una telecamera. “Il corso è andato molto bene – racconta Alice Grifoni, 35 anni -. È abbastanza faticoso, la sera quando torno a casa ho le braccia distrutte – aggiunge sorridendo -. Bisogna essere preparati, soprattutto dal punto di vista fisico e da quello del fiato. Pensavo di avere più forza, e invece…”. Alice, come Elisa Rastelli e tutte le altre partecipanti che

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Le parole di una parte delle partecipanti, tutte soddisfatte: “Ora sappiamo come difenderci”

“ALLAPARI”, per promuovere la sicurezza personale femminile Si sta concludendo il corso di Cassa di Risparmio organizzato assieme alle Istituzioni

ci hanno rilasciato le loro impressioni, sono concordi su un aspetto. Compatte e unite come opliti (la simbolica e valorosa falange greca composta da cittadini-soldato in difesa della polis), parlano di un corso che “consigliano a tutte le donne”. Elisa Rastelli, 43 anni, si è iscritta “per curiosità. Non avevo mai fatto un corso di autodifesa. Io e altre amiche abbiamo deciso di frequentarlo. È stato divertente anche se impegnativo. Credo che sia importante essere preparate ad affrontare un’eventuale aggressione. È un tema, a mio parere, molto attuale e che deve essere approfondito”. “Oggi è utile avere una minima consapevolezza quando ci si muove – racconta Ilenia Leardini, 19 anni -. Studio a Padova e come molte mie coetanee universitarie esco la sera. Credo che sia fondamentale che le ragazze si sappiano difendere in caso di aggressione. È importante, da quanto ho capito al corso, saper fare poche cose ma saperle fare bene: è quel ‘poco’, spesso, a fare la differenza”. Francesca Pragliola, 47 anni, è stata spinta “dalla curiosità. Era un corso che volevo fare sin da bambina ma non avevo tempo. Ho deciso di partecipare per essere più sicura di me stessa. Qualche corsista già la conoscevo, altre invece le ho incontrate qui, e abbiamo fatto ‘squadra’. È mia intenzione proseguire questo

percorso, anche in maniera privata, coinvolgendo anche i miei due figli”. Rita Righi e Sabrina Riccio sono mamma e figlia. “Un corso utile, ma anche un’occasione per fare qualcosa insieme” sottolineano. “Conoscevo già Giacomo, l’istruttore” aggiunge Rita “e mi era piaciuto il suo modo di insegnare”. Elisa Montanari, classe 1981, il corso se lo aspettava proprio così. “Le aspettative sono state pienamente confermate. Le lezioni mi hanno dato più consapevolezza sia del problema sociale che delle possibilità che abbiamo per difenderci. Oggi sappiamo cosa fare in caso di bisogno”. Per Paola Piccioni, 44 anni, “l’argomento mi incuriosiva da diversi anni ma non trovavo un corso ad hoc. Con sei lezioni complessive abbiamo imparato l’essenziale. Oggi abbiamo quella prontezza e quell’occhio in più in grado di capire e ‘leggere’ le eventuali situazioni di pericolo”. “Ho deciso di partecipare al corso perché mi è sembrata una buona opportunità offerta dalla mia banca” dice Maria Cristina Conti. “Sono soddisfatta anche se forse sarebbero servite più lezioni. Abbiamo avuto un’infarinatura, importante, piccole tattiche e tecniche per saper gestire un’emergenza e saperci difendere in maniera adeguata”.

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Ercolani: “L’intenzione è quella di ampliare la proposta anche ad altre fasce sociali” “La risposta ha superato le nostre aspettative”. Mark Ercolani, il promotore del progetto sammarinese e responsabile Marketing & Pianificazione Commerciale di Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino, è soddisfatto. “Abbiamo avuto richieste anche dal circondario, a testimonianza dell’attenzione che suscita questa tematica”. Un entusiasmo che ha coinvolto sia le partecipanti che gli stessi organizzatori. “Un primo ciclo di ‘ALLAPARI’ - ricorda il responsabile Marketing & Pianificazione Commerciale di Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino - lo abbiamo dedicato, in primavera, alle dipendenti del nostro istituto bancario: un’esperienza che ci è servita per mettere in campo una serie di ulteriori accorgimenti che lo hanno reso ancor più qualificato per i corsi successivi” spiega Mark Ercolani. “Non è stato facile organizzarlo – ammette – soprattutto per le tempistiche. L’intenzione è comunque quella di replicare il corso, cercando di evolverlo anche in base ai feedback che

abbiamo ricevuto. Siamo ben consapevoli che non si tratta di un ‘prodotto finito’. Lavoreremo, sempre in concerto con le realtà istituzionali – che ci hanno creduto dall’inizio - per ampliare la proposta, declinandola in base alle necessità

e rivolgendoci, con un altro progetto parallelo, ad altre fasce sociali per contribuire insieme alle istituzioni a sensibilizzare a tutto tondo la cittadinanza sul tema, delicato ed estremamente attuale, della sicurezza personale”.


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I struzione

FIXING - Anno XXVI - n.42 - Venerdì 16 Novembre 2018

A San Marino invece l’85% degli studenti soddisfatto del proprio percorso

Italia, crolla il rispetto per i docenti scolastici Lo afferma il “Global Teacher Status Index” di Varkey Foundation La pubblicazione del “Global Teacher Status Index 2018”, che si basa su un’approfondita opinione svolta in 35 Paesi e che esplora gli atteggiamenti su questioni che vanno da un salario equo per gli insegnanti al rispetto degli alunni nei confronti dei professori, affossa l’Italia. Sul tema è intervenuta anche Radio 24 Il Sole 24 Ore: nell’anno scolastico 2017-2018, in Italia, si sono contate “35 aggressioni a danno di docenti e dirigenti scolastici”. La cronaca è un bollettino di guerra: professori sbeffeggiati e presi a sediate, atti di bullismo, autentici “reportage” fissati e resi pubblici dai telefonini. Non sorprende quindi che l’Italia si sia piazzata al 33esimo posto su 35 (peggio hanno fatto solo Israele e Brasile) per quanto riguarda il rispetto degli alunni per chi sta in cattedra. “Questo indice fornisce fi-

F ocus

Soddisfazione del percorso scolastico MOLTO SODDISFATTI

14%

ABBASTANZA SODDISFATTI

71%

MEDIAMENTE SODDISFATTI

13%

POCO SODDISFATTI

2%

Fonte: www.educazione.sm Elab. grafica a cura di San Marino Fixing nalmente una prova accademica a qualcosa che abbiamo sempre saputo istintivamente: il legame tra lo status degli insegnanti nella società e il rendimento dei bambini a scuola. Ora possiamo affermare senza ombra di dubbio che il rispetto degli insegnanti non è solo un importante dovere morale, ma è essenziale per i risultati scolastici di un Paese” ha commentato Sunny Varkey della

Varkey Foundation, la società che ha condotto l’indagine, lo studio più completo sul rispetto degli insegnanti di tutto il mondo. Tra le voci più indicative, il 16% degli italiani intervistati ritiene che gli studenti i rispettino i propri insegnanti, la percentuale più bassa in assoluto tra le grandi economie europee e in contrazione rispetto all’indagine svolta nel 2013 (20%) e in netta con-

Master in Medicina Geriatrica di II° livello organizzato con l’Università di Ferrara Sono stati 9 i candidati che alla residenza Sanitaria La Fiorina hanno discusso la tesi per il conseguimento del Master di secondo livello in Medicina Geriatrica che l’Università degli Studi della Repubblica di San Marino ha organizzato in collaborazione con l’Università di Ferrara. Competenze sempre più richieste come conferma il Direttore del Master, Prof. Giovanni Zuliani, Università di Ferrara. “Il bisogno di formazione in questo ambito è in crescita esponenziale tra il personale medico. Nell’ultimo secolo si è assistito, in tutti i Paesi occidentali, a un aumento progressivo della popolazione in terza età. Il paziente anziano ha particolari caratteristiche che lo distinguono e che richiedono una particolare preparazione da parte di tutti i medici che

quotidianamente operano con lui, sia dentro che fuori le strutture dedicate.” Gli fa eco il sammarinese Dr. Giancarlo Ghironzi. “È per noi una grande soddisfazione, ogni anno, ritrovarci a diplomare medici a cui abbiamo trasmesso una formazione di elevato livello nel campo della Medicina Geriatrica, con riferimento alla epidemiologia, alle patologie correlate all’invecchiamento, al loro inquadramento e trattamento. Era questo l’obiettivo che ci eravamo posti alla prima edizione del Master, sei anni fa, ed è questo il percorso che completa questa struttura de La Fiorina, nata con vocazione educativa e didattica”. Soddisfazione espressa anche dal Dr. Carlo Renzini, Opedale di Stato, Repubblica di san Marino che del Master è tutor della didat-

tica. “L’attenzione che ci viene rivolta dai medici di medicina generale era nota, ci inorgoglisce molto l’interesse con cui il master viene partecipato da psicologi ed infermieri a riprova dell’importanza che, nel nostro programma, dedichiamo a tutti gli aspetti della cura del paziente anziano, del supporto alla famiglia e dell’approccio a tutte le problematiche connesse.” Un ruolo centrale, e non solo per posizione geografica, quello che riveste oggi San Marino nel panorama della Medicina Geriatrica italiana anche grazie al lavoro dell’ASGG – Associazione Sammarinese Geriatria e Gerontologia. Nel master sono molteplici le docenze di altri atenei che, oltre all’Università di Ferrara, collaborano con il progetto: Firenze e Bologna, in primis.

trapposizione con la performance della Cina dove quattro intervistati su cinque ha risposto che gli alunni rispettano i propri insegnanti. Eppure, si legge nel documento, il 31% degli italiani vorrebbe che i propri figli intraprendessero la strada dell’insegnamento. Sempre dall’Italia emerge che per un intervistato su due (50%) “gli insegnanti dovrebbero essere pagati in base ai risultati dei loro alunni” e che il 29% li considera “rispettati”. Il 21% infine ha dichiarato che “la professione più simile a quella degli insegnanti è quella degli assistenti sociali”. La Repubblica da questo punto di vista, può essere considerata un’isola felice. Il portale educazione.sm ha pubblicato (anche se il report non è recentissimo) i dati dell’osservatorio sulla scuola. Gli studenti frequentano prevalentemente Istituti Su-

periori situati in territorio (77% Istituti Superiori a San Marino versus 23% Istituti Superiori in territorio italiano), prevalentemente licei: il più frequentato è quello scientifico (36% Liceo Scientifico San Marino, 9% Liceo Scientifico Einstein), segue il Liceo Classico (19%) poi il Linguistico (17%). L’Osservatorio rileva che il 71% dei ragazzi è abbastanza soddisfatto del proprio Istituto Superiore, anche se, aggiungono, “si potrebbe sempre migliorare”, “sono soddisfatta delle materie, poco del clima scolastico”. Dato che contrasta con questo atteggiamento positivo, manifestato dai ragazzi verso la scuola scelta, è relativo al 22% degli studenti che, se potesse tornare indietro nella propria storia scolastica, cambierebbe scuola. Tutti gli studenti che esprimono questo pensiero sono ragazzi che frequentano Isti-

S alute e istruzione

tuti Superiori in territorio sammarinese. Le cronache locali non riportano scene drammatiche come quelle raccontate in Italia ma l’attenzione sul tema è sempre massima. Anche per questo il 16 ottobre nella Sala Montelupo di Domagnano è stato organizzato un convegno per riflettere sui fenomeni del bullismo e cyberbullismo. La maggioranza, lo scorso anno, ha presentato all’aula un Ordine del giorno, condiviso all’unanimità, affinché il governo, in particolare le Segreterie di Stato per la Sanità e per l’Istruzione, si impegnino nella promozione di studi e di approfondimenti, di iniziative di sensibilizzazione e di informazione nei confronti delle famiglie e della popolazione e ampliare la programmazione educativa della scuola rivolti ai ragazzi. Alessandro Carli

L’Università di San Marino a Pescara illustra il rapporto tra studio e longevità Un’analisi accademica nella quale emerge, fra le altre cose, che nella regione Marche sono presenti disparità in termini di salute legate al reddito e all’educazione: chi ha un livello di istruzione più elevato, per esempio, vive più a lungo e ha meno problemi fisici. È quanto illustrato dall’Università degli Studi della Repubblica di San Marino il 13 settembre scorso a Pescara nell’ambito del convegno “Valutazione, controllo e scenari del rischio: il ruolo della statistica”, organizzato dall’Università Gabriele D’Annunzio e dall’Associazione per la Statistica Applicata. Lo studio è stato presentato dal docente sammarinese Pietro Renzi, autore dell’analisi insieme ai colleghi Alberto Franci e Alberto Dormio, direttore del corso di laurea in Ingegneria Gestionale dell’Ate-

neo sammarinese. Al centro dell’iniziativa di Pescara, di rilievo nazionale, le nuove tecniche statistiche e i modelli per l’analisi del rischio in ambito alimentare, socio-sanitario, economico e ambientale. Fra le tematiche approfon-

dite, oltre a quelle legate al settore socio-sanitario, erano presenti la valutazione della qualità di alimenti e bevande, la contraffazione di prodotti alimentari e di vini di marca, i rischi per la sicurezza, le previsioni del crimine e del terrorismo.


FIXING - Anno XXVI - n.42 - Venerdì 16 Novembre 2018

A mbiente

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Italia, rifiuti marini: in sei mesi ne sono stati recuperati quasi 5 tonnellate

Imprese sempre più green ma non lo dicono Legambiente: “Solo l’11% attiva una politica di comunicazione” La comunicazione ambientale ha un ruolo sempre più importante nel panorama italiano sulla scia non solo della crescita della sensibilità green da parte della popolazione, ma anche del sentiment delle imprese: le aziende italiane, infatti, si mostrano sempre più sensibili al tema della sostenibilità ambientale, come emerso anche da una recente indagine dell’Osservatorio Permanente su Sostenibilità e Comunicazione promossa dalla Società Italiana di Comunicazione. Se ne è parlato nel corso dell’incontro dedicato alla comunicazione ambientale che si è tenuto a Ecomondo di IEG, organizzato da FIMA e Ecomondo. Una delle questioni emerse nel corso della tavola rotonda riguarda proprio la crescente necessità di comunicare l’impegno del mondo economico nei confronti dell’ambiente. Un impegno documentato sempre più spesso dai bilanci di sostenibilità che però ancora stentano ad essere comunicati efficacemente verso l’esterno. Solo l’11% delle aziende ha una politica di comunicazione verso l’esterno delle proprie performance economiche, ambientali e sociali, è emerso dalla ricerca dell’Osservatorio del Sic. Raccolte 4,8 tonnellate di rifiuti marini In sei mesi sono state recuperate 4,8 tonnellate di rifiuti, la maggior parte dei quali in plastica e in particolare sotto forma di oggetti monouso. E’ il risultato dei primi dati dei progetti sperimentali del “fishing for litter made in Italy”, progetto volto rendere evidente l’urgenza del problema dei rifiuti marini. I dati sono stati presentati da Legambiente nell’ambito del partecipatissimo convegno “Plastica monouso e rifiuti marini nel Mar Mediterraneo: problemi e soluzioni”. Nell’arcipelago toscano, da maggio a settembre 2018, sono state 1,8 le tonnellate di rifiuti raccolte dai fondali marini. Altre 1,6 tonnellate sono state recuperate a Terracina

(Lt) nel Lazio, in due mesi di attività. Passando dal Tirreno all’Adriatico, anche a Manfredonia, in Puglia, va in scena

questa particolare attività di pesca a strascico: oltre a catturare pesci, i pescatori sollevano infatti rifiuti di ogni tipo, dalle reti per la coltiva-

zione delle cozze a bottiglie di plastica, addirittura pneumatici. In una sola giornata sono stati oltre 390 i chili di rifiuti riportati a terra. A Por-

to Garibaldi (Fe), in EmiliaRomagna, a oggi si contano già 23 giornate di questo tipo che hanno portato al recupero di oltre una tonnellata di

rifiuti. “Il settore della pesca è il più minacciato dal problema del marine litter, ma anche quello che può ricoprire un ruolo da protagonista nella pulizia del nostro mare, proprio come dimostrano le attività di ‘fishing for litter’ che stiamo contribuendo a moltiplicare lungo le coste italiane” ha dichiarato Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente. “L’Italia giochi un ruolo da protagonista nella lotta al marine litter approvando subito una legge nazionale sulle plastiche monouso e per consentire ai pescatori di fare gli spazzini del mare” è l’appello lanciato da Legambiente nel corso del convegno riminese.

U NAS

Confermata Loretta Menicucci

Gli Artigiani hanno votato compatti per un nuovo mandato a Loretta Menicucci alla guida dell’UNAS. Questo l’esito principale della 50esima Assemblea Generale dell’Unione Nazionale Artigiani e PMI di San Marino. Esplicitato nei tanti interventi, la conferma è indice dell’apprezzamento per i risultati e l’impegno dimostrato in questi anni alla guida dell’Associazione, non facili per il contesto economico e per le sfide che il settore ha dovuto affrontare. L’Assemblea è stata anche l’occasione di un vivace confronto tra i partecipanti sui principali temi quali: la fiscalità, la lotta al lavoro nero, lotta all’abusivismo, pensioni, ambiente e sviluppo, da sempre parte delle priorità per la categoria. Temi che hanno dato vita ad iniziative per proposte che diventeranno la guida per il prossimo triennio.


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Fixing nr. 42: 16 novembre 2018  

San Marino Fixing è il settimanale di economia, finanza, politica e attualità di San Marino.

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