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Fixing_39_2025

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Anno XXXIII - n. 39 - 1,50 euro

E ditoriale Riecco l’ICEE Recupererà sull’IGR?

Mentre la parola equità riecheggia ancora sul Pianello dopo i due scioperi generali e viene continuamente scritta a caratteri cubitali in tutti i comunicati stampa di questi giorni, torna in auge il tema dell’ICEE, che appunto è l’Indicatore della Condizione Economica per l’Equità. Dopo un lungo peregrinare tra uffici, Segreterie di Stato, incontri di “riflessione” con i sindacati, il progetto di legge torna in discussione in Commissione I, dopo la riassegnazione dalla Commissione III-Finanze, impegnata come noto sull’IGR. Torna, ma non si sa che fine farà, se l’iter sarà veloce o ci saranno altri tira e molla. Di certo, uno dei fondamenti su cui si basa l’ICEE, come del resto l’ISEE italiano a cui si ispira in qualche modo, è la conoscenza puntuale della situazione economica del nucleo familiare. Cosa è cambiato dalla prima proposizione ad oggi su questo tema? Apparentemente nulla, per cui, se non dovessero intervenire aggiornamenti, lo strumento partirà per lo meno depotenziato. Per non parlare della riforma dell’IGR, che è stata progettata di fatto senza tale strumento con il rischio di colpire le persone solo sulla base del reddito. E ovviamente solo quelle che un reddito lo dichiarano, quindi lavoratori e pensionati di fatto. L’urgenza dell’ICEE, in questi termini, era ben maggiore della nuova IGR, ma si è scelto di mandare avanti prima quest’ultima, spaccando il Paese. Riallineare i due provvedimenti risulta ora complesso, perché uno è già stato scritto e riscritto e approderà in seconda lettura (magari con nuove modifiche da approvare?), l’altro arriva solo ora in Commissione. Se c’è la volontà, il modo si trova. Daniele Bartolucci

Direttore Daniele Bartolucci

Venerdì 17 Ottobre 2025

IGR: si punta tutto sulle modifiche in Aula

Convegno “Accordo UE una grande opportunità”

Nonostante i nuovi emendamenti, per i sindacati restano criticità inaccettabili su quota SMaC e frontalieri: quasi certe altre proteste La Commissione Finanze ha approvato il testo, apportando nuovi emendamenti con cui sono stati modificati alcuni punti della riforma, ma il risultato non cambia, né per i sindacati né per le imprese: l’obiettivo dell’equità non è stato raggiunto e permangono le criticità più impattanti come la discriminazione subita dai frontalieri (che avrà ripercussioni sul mercato del lavoro e nelle stesse aziende), l’aumento delle tasse alle imprese (che dall’esterno non vedranno bene i futuri imprenditori) e l’obbligo di “smaccare” in territorio 5mila euro per non dover versare ulteriori 900 euro di tasse. Orala palla passa al Consiglio Grande e Generale: si vedrà in Aula se c’è la volontà o meno di ascoltare le critiche. Bartolucci a pag. 7

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B CSM

VOP, per ora San Marino resta fuori

Ora è Business Gate Registro imprese: Camera di Commercio operativa e autonoma La Camera di Commercio di San Marino, dopo oltre 25 anni di storia, è finalmente operativa e autonoma sul Registro delle Imprese e sull’autorizzazione ad operare (ex licenze). Dal 1° ottobre è infatti scattata la Fase 3 dell’operazione con cui tali funzioni sono passate dall’Ufficio Attività Economiche all’Agenzia per lo Sviluppo EconomicoCamera di Commercio. Un processo durato qualche mese, come da programma, in cui il personale pubblico ha formato e poi affiancato quello di ASE-CC, lasciandolo poi operare in piena autonomia, ma sempre in sinergia con gli uffici pubblici. Un passaggio fondamentale non solo per la parificazione della Camera di Commercio di San Marino alle altre omonime nel mondo, ma che la concretizza ancora di più come Business Gate. Servizio a pag. 6

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Expo

Il Padiglione chiude: 3 mln di visitatori

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