Anno XXXIII - n.37 - 1,50 euro
Direttore Daniele Bartolucci
Venerdì 3 Ottobre 2025
E ditoriale Il FMI spinge su riforme e B CSM Nuovo fisco più equo e determinato
Lo stop ai lavori della Commissione ha diverse chiavi di lettura, perché diversi sono i soggetti che l’hanno chiesto. Ognuno, legittimamente, può essere contento di questa sospensione, anche perché c’è già la garanzia che, qualora si trovasse una soluzione condivisa e sostenibile, ci saranno anche i voti utili bipartisan per modificare anche gli articoli già emendati nei primi giorni di Commissione. Questo apre le porte a diversi scenari, ovviamente, dove tutto è possibile anche se il Segretario Gatti (e gran parte del Governo) preferirebbe qualche cambiamento e non una rivoluzione del suo impianto. Perché questo accada, però, occorre essere onesti: la riforma, inizialmente chiamata semplice revisione, così com’è avrebbe un impatto enormemente spostato sui lavoratori (in particolare i frontalieri) e sulle imprese che già pagano imposte su imposte. E avrebbe un impatto negativo anche sulla leva fiscale che è una delle più importanti, non l’unica ma una delle più evidenti sicuramente. Detto ciò, la riforma va fatta, ma non perché servono soldi (20 milioni di euro per il Bilancio dello Stato sono briciole), bensì perché il modello attuale non è né perfetto, né equo, né tantomeno al riparo dalle furberie e storture. Se si fosse dato ascolto a chi sosteneva di fare prima l’ICEE e l’IVA, oggi le soluzioni sarebbero facilissime da trovare, ma questi due strumenti non ci sono e tocca fare senza. Quindi occorre agire per rendere equa e progressiva la tassazione sul reddito da lavoro, ma anche trovare il modo di far versare qualcosa a chi non versa mai. Spostare il mirino della riforma, in pratica. Da chi lavora e produce, a chi non lo fa. Daniele Bartolucci
infrastrutture: facciamole
Crescono le esposizioni creditizie
ANIS: “L’IVA e la spending review non sono più rinviabili, al pari degli investimenti strategici. L’Accordo UE darà benefici, se saremo pronti” a pag.5
I mprese
Novità nel recupero da demolizioni
a pag.8
C ultura
“L’analisi condotta dallo Staff della Missione del Fondo Monetario Internazionale conferma non solo la resilienza della nostra economia, garantita in larga parte (oltre il 36% del PIL) dalla manifattura”, commentano i vertici di ANIS all’indomani della pubblicazione della Dichiarazione Conclusiva, “ma anche la necessità di intervenire con determinazione per superare le criticità presenti e favorire un sano sviluppo nei prossimi anni, cogliendo appieno le opportunità che l’Accordo di Associazione con l’Unione Europea ci offrirà quando sarà pienamente in vigore”. Opportunità che gli Industriali vorrebbero giocarsi “alla pari con gli altri competitor” e quindi anche “con gli stessi strumenti, a iniziare dall’IVA, anch’essa sollecitata dal FMI”. Bartolucci alle pagg. 6-7
1/10/1998: l’orazione di Dulbecco
alle pagg.9-11
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