San Marino Fixing nr. 33: 2 ottobre 2020

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Anno XXVIII - n.33 - 1,50 euro

Direttore Daniele Bartolucci

Venerdì 2 Ottobre 2020

E ditoriale Per gli energetici non è G RECO I 9 mesi “Riformare senza un solo “parto”

Settembre si conclude con la seconda Reggenza in seno alla maggioranza creatasi all’indomani delle elezioni del dicembre 2019: sarà questa la “coppia” con cui verranno finalmente “messe alla luce” le tanto agognate riforme? Al momento, infatti, il “reparto” è abbastanza deserto, non si sentono vagiti né c’è il classico trambusto preparto. Calma piatta. C’è, invero, un gran vociare nell’altro stabile, quello del Tribunale, dove da qualche mese si è spostato il parlamento sammarinese. Non si parla d’altro. Giustamente, è un tema importante, sensibile, attenzionato sia dal Consiglio d’Europa, sia ora anche dal GRECO. Ma tutta San Marino si riassume nelle diatribe politiche sul Tribunale? Dopo i mesi dell’emergenza sanitaria, che hanno monopolizzato l’attenzione (anche qui, giustamente, ne andava della salute delle persone e non si poteva prenderla alla leggera), la politica ha trovato insomma un altro campo su cui giocare per qualche tempo. Peccato che ci sia un Paese in attesa di interventi un po’ in ogni ambito, alcuni dei quali veramente vitali. Con tutto il rispetto per il Covid-19 e la Giustizia, un minuto per sistemare anche gli altri problemi lo si potrebbe trovare. Non lo diciamo noi (che al massimo lo possiamo chiedere), bensì lo dicono gli atti ufficiali, dalle Leggi di Bilancio degli ultimi anni ai vari report del FMI, dove sono ancora leggibili gli impegni presi dal Governo (questo, come del resto quelli prima) per riforme strategiche come quella delle pensioni e dell’IVA, la messa in sicurezza del sistema bancario e la spending review, il nuovo Piano Regolatore Generale... Ma dopo 9 mesi, nemmeno una contrazione? Daniele Bartolucci

la “terra della libertà”

ed evitare ingerenze”

La carenza di infrastrutture green (acqua, rifiuti) e il monopolio dell’elettricità e del gas tolgono molta competitività alle imprese a pag.2

E xpo

Partito il countdown per Dubai

a pag.5

E kiden

Mentre tutto il mondo globalizzato spinge sull’ambiente e nella vicina Rimini si stanno allestendo EcoMondo e KeyEnergy, a San Marino ancora oggi non ci sono infrastrutture “green” come gli impianti di depurazione delle acque reflue, o di stoccaggio/smistamento rifiuti, per non parlare della carenza normativa sulla cogenerazione, tecnologia di fatto vietata per le industrie sammarinesi, mentre altrove fanno a gara a chi ci investe di più. Lo stesso vale per il mercato degli energetici: in un’Europa che cancella i monopoli nazionali, San Marino mantiene quello “di fatto” di AASS sull’energia elettrica che sul gas. Tutto ciò comporta, oltre ad un’immagine poco virtuosa del Paese, anche costi importanti che si traducono in perdita di competitività. Bartolucci alle pagg. 6-7

Corporate Run: vince EnerGreen

a pag.8

spazio riservato all’indirizzo


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Mettere in campo una riforma strutturale per limitare concretamente l’influenza della politica sulla giustizia. San Marino “ha passato” l’appello di settembre del GRECO ma dovrà presentare, entro la fine di marzo del 2022, una relazione sulle iniziative intraprese per recepire le 14 raccomandazioni del Gruppo di Stati contro la corruzione. In Repubblica, si legge nel documento “Quarto ciclo di valutazione - Prevenzione della corruzione nei confronti di parlamentari, giudici e pubblici ministeri” pubblicato il 29 settembre “non è ancora stato sviluppato un approccio globale all’integrità giudiziaria. A causa delle controversie che circondano la Magistratura, i tempi sembrano maturi per farlo”. Le 14 raccomandazioni Sei richieste sono rivolte ai parlamentari, otto invece ai giudici. Ai primi si chiede di “prendere in considerazione la possibilità di limitare ulteriormente le eccezioni al voto palese; adottare un codice di condotta, accompagnato da commenti esplicativi e/o da esempi concreti (inclusi disposizioni e orientamenti riguardanti, per esempio, conflitti d’interesse, omaggi e altri vantaggi, abuso di informazioni e di risorse pubbliche, contatti con terze parti e lobbisti, preservazione della reputazione, nonché limitazioni di alcune attività) per i

E steri

G iustizia

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San Marino dovrà presentare entro marzo del 2022 una relazione sulle iniziative intraprese

GRECO: “Limitare l’influenza della politica sulla giustizia” Le 14 raccomandazioni sono contenute nel report “Quarto ciclo di valutazione” membri del Consiglio Grande e Generale e divulgarlo al pubblico; introdurre regole scritte chiare, orientamenti e meccanismi di sostegno per la comunicazione ad hoc quando può emergere un conflitto tra specifici interessi privati di un membro del Parlamento e una questione in esame nei procedimenti parlamentari (in plenaria e nelle commissioni); introdurre un sistema per la dichiarazione pubblica dei patrimoni, dei redditi, dei debiti e delle partecipazioni dei parlamentari e considerare la possibilità di includere informazioni sui coniugi e sui familiari a carico (fermo restando che tali informazioni non devono necessariamente essere rese pubbliche); adottare misure che garantiscano un monitoraggio e un’applicazione efficaci delle norme in materia di integrità per i parlamentari; introdurre misure di forma-

zione e di sensibilizzazione per i parlamentari sulla prevenzione della corruzione e sulle questioni legate all’integrità e istituire una fonte dedicata di consulenza riservata per fornire consigli su questioni etiche e possibili conflitti d’interesse in relazione alle loro funzioni e ai loro compiti”. Ai giudici invece di “modificare la composizione del Consiglio Giudiziario prevedendo che almeno la metà dei suoi componenti siano giudici eletti da loro pari e, per quanto riguarda i componenti non togati, escludendo l’appartenenza d’ufficio dei membri del potere esecutivo e legislativo; stabilire criteri di selezione oggettivi e misurabili, nonché una procedura di selezione trasparente per sostenere le qualità professionali e l’imparzialità di tutti i membri e stabilire modalità operative che garantiscano

Ambasciata l’Italia a San Marino: Sergio Mercuri prende il posto di Guido Cerboni Cambio ai vertici di via Onofri nr. 117: dopo tre anni il dottor Guido Cerboni ha lasciato l’incarico di Ambasciatore d’Italia a San Marino. Al suo posto, dal 28 settembre, il dottor Sergio Mercuri. Il neo Ambasciatore ha presentato le Lettere Credenziali agli Ecc.mi Capitani Reggenti, Alessandro Mancini e Grazia Zafferani. Durante l’incontro a Palazzo Begni sono stati affrontati i principali aspetti legati all’amichevole e proficuo rapporto bilaterale, figlio di comuni radici geografiche, storiche e culturali. “Le relazioni diplomatiche tra la Repubblica di San Marino e la Repubblica Italiana – ha detto il Segretario di Stato Luca Beccari - sono da sempre pervase da uno speciale legame di amicizia e di reciproca collaborazione. Supportate da sentimenti di identità

storica e culturale comune, nonché dalla contiguità territoriale, le fraterne relazioni bilaterali, si sono costruite nel tempo prima a livello consolare, poi di Legazione, infine a rango di Ambasciata, e sono sempre state preservate e curate con peculiare attenzione da parte di entrambi i Paesi”. L’Ambasciatore Mercuri giunge in Repubblica a seguito di una prestigiosa carriera attraverso nume-

rosi incarichi diplomatici e consolari di rilievo, che lo hanno portato, oltre a ricoprire ruoli primari presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e presso prestigiose sedi all’estero, ad assumere, negli anni più recenti, funzioni vicarie presso la “Direzione Generale per la Mondializzazione e le Questioni globali” nonché il ruolo di Coordinatore per i temi della sostenibilità.

l’effettivo svolgimento delle sue funzioni in modo istituzionalizzato; assicurare che la nomina dei giudici, come pure la conferma dell’impiego a tempo indeterminato dopo il completamento di un periodo di prova, come applicabile, siano accuratamente regolamentati sulla base di criteri chiari e oggettivi, fondati sul merito con riguardo a qualifiche, integrità, capacità ed efficienza, in seguito ad una procedura trasparente, che sia sufficientemente motivata; regolamentare accuratamente il sistema di selezione, nomina, rinnovo e revoca del mandato, nonché le responsabilità, del Dirigente del Tribunale; garantire la coerenza, l’obiettività, la trasparenza e l’equità dell’assegnazione dei casi, anche rafforzando i criteri di assegnazione; effettuare un’analisi del carico di lavoro, delle procedure interne e delle risorse

del sistema giudiziario, al fine di migliorarne e razionalizzarne il funzionamento e assicurare che le cause siano assegnate e giudicate senza indebiti ritardi, e garantire che siano adottate successivamente misure di attuazione adeguate. Il processo per effettuare tale analisi dovrebbe essere il più possibile inclusivo (anche attraverso la consultazione dei giudici stessi, nonché dei professionisti nel settore legale e della società civile) e i risultati dovrebbero essere resi pubblici di conseguenza; aumentare la trasparenza e l’accessibilità delle informazioni al pubblico sull’attività giudiziaria e garantire che tutte le decisioni giudiziarie siano pubblicate in un formato di facile utilizzo, preferibilmente utilizzando tecnologie informatiche, e siano rese disponibili a tutte le professioni legali e al pubblico in generale; adotta-

re e rendere facilmente accessibile al pubblico un codice di condotta aggiornato per i giudici, accompagnato da commenti esplicativi e/o esempi pratici (con particolare attenzione ai conflitti di interesse e alle incompatibilità), accompagnare il Codice con misure di sostegno per la sua supervisione e applicazione e offrire una formazione dedicata in materia di etica e integrità al momento dell’assunzione e successivamente a intervalli regolari; rivedere il quadro giuridico della responsabilità disciplinare dei giudici al fine di rafforzarne l’oggettività, la proporzionalità e l’efficacia, anche articolando ulteriormente i requisiti per l’avvio dei procedimenti disciplinari definendo le infrazioni disciplinari e associandole a una varietà sfumata di sanzioni; prevedendo vie di ricorso”. Alessandro Carli


S istema Paese

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Chiesto ai partecipanti quali “cantieri”, vecchi e nuovi, siano prioritari

San Marino 2030, occhi puntati sui progetti Presentata alle categorie l’analisi di Nomisma sul sistema economico di Daniele Bartolucci

Il nuovo progetto di sviluppo economico prende forma il Segretario Righi: “Lavoriamo per dare alla Repubblica un’opportunità di crescita unica, condivisa e concreta” Nella sala conferenze del coworking del Centro Fiorina si è infatti svolto nei giorni scorsi l’incontro del Segretario di Stato per l’Industria, l’Artigianato e il Commercio Fabio Righi e dei tecnici della Segreteria di Stato insieme ai consulenti di Nomisma SpA che stanno lavorando al completamento del progetto San Marino 2030. Presentata l’analisi su economia e progetti Per Nomisma SpA presente il Dott. Marco Marcatili (Responsabile Sviluppo Economico) unitamente ad un team tecnico multidisciplinare della società di consulenza e alla Dott.ssa Elisa Zafferani per parte sammarinese. Il gruppo di lavoro ha presentato l’avanzamento dei lavori verso quello che sarà il progetto per lo sviluppo dell’economia sammarinese a medio termine ai rappresentanti delle altre Segreterie di Stato e dei dipartimenti e ai rappresentanti delle associazioni di categoria (per ANIS presente il Segretario Generale William Vagnini). Lo studio presentato getta le basi su un’analisi attenta dei progetti storici precedentemente perseguiti e sullo status-quo dei settori chiave: economia, finanze, tecnologia, industria, istruzione, turismo e ambiente. Il Dott. Marco Marcatili, Responsabile Sviluppo

Economico di Nomisma SpA, ha poi introdotto i lavori, annunciando che “vogliamo conoscere le vostre esigenze nel dettaglio, attraverso uno studio attento di quelle che sono le peculiarità e contemporaneamente le necessità del territorio. L’obiettivo è creare un progetto San Marino 2030 che grazie ai vari stakeholder internazionali che potremo mettere in campo sia funzionale per tutti”. A tal proposito, è stato richiesto a tutti i partecipanti (quindi anche ai rappresentati degli Uffici pubblici), di valutare per tutti gli ambiti di intervento i vari progetti messi in campo, sia quelli in corso d’opera, sia quelli che sono stati sospesi da tempo. Ma anche di indicarne di nuovi, che ritengono prioritari e strategici. E’ in questo senso che, soprattutto dalla componente “privata” del gruppo di lavoro, è emerso l’auspicio che oltre al traguardo del 2030, si realizzino anche tutte le ri-

forme necessarie a sostenere i progetti del futuro. Tanti, infatti, i “cantieri”, per usare lo stesso linguaggio, che vanno ancora aperti e completati per mettere in sicurezza i conti dello Stato, ad esempio, e il sistema bancario. Ma anche per ridare competitività al sistema economico (manifatturiero, commercio, turismo in particolare) soprattutto dopo l’emergenza sanitaria da Covid19, che ha purtroppo messo in luce i ritardi di San Marino su diversi fronti. Righi: “Vogliamo la massima condivisione” “Abbiamo cercato la massima condivisione con tutte le Associazioni di categoria”, ha spiegato il Segretario di Stato Fabio Righi, “perché la sfida di dare una nuova identità al Paese non è una cosa che può essere calata dall’alto, ma deve essere co-progettata con la massima condivisione dal Paese stesso”. A tal

San Marino FIXING settimanale di informazione economica, finanziaria e politica Direttore responsabile Daniele Bartolucci d.bartolucci@fixing.sm Redattore Alessandro Carli a.carli@fixing.sm Responsabile commerciale Roberto Parma 339.8016455 roberto.parma@fixing.sm Per la pubblicità su Fixing 0549.873925 commerciale@fixing.sm

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proposito, sono stati lanciati messaggi chiari sulla necessità di vivere il percorso verso San Marino 2030 come sistema-Paese: “Tutti ne saranno parte, nessuno sarà chiamato semplicemente ad avvallarlo”. È poi proseguito il cor-

diale confronto con i responsabili delle varie Segreterie di Stato e le stesse Associazioni di categoria, a cui è stato chiesto di indicare in maniera condivisa quali fossero i progetti che ambissero ad attuare nei prossimi mesi e anni. Sulla base di queste idee, è stato mappato il quadro delle opportunità per il prossimo futuro. Successivamente, sulla base di quanto emerso, la giornata di lavori proseguirà con gli incontri singoli con le Associazioni di categoria, l’Agenzia per lo Sviluppo Economico e la Camera di Commercio. L’incontro, infine, è servito anche per fissare la sede del gruppo di lavoro, in territorio sammarinese, all’interno degli uffici della Camera di Commercio: il prossimo incontro è fissato per la fine di ottobre e l’inizio di novembre.

I ndustria Incontro coi vertici di CDP

“Lo sviluppo economico del Paese passa da rapporti strategici con questi enti”. Così il Segretario di Stato per l’Industria, Fabio Righi all’indomani dell’incontro in conference call con i vertici di Cassa Depositi e Prestiti e delle controllate SACE e SIMEST, alla presenza dell’On. Raffaele Trano, della Commissione Finanze della Camera e membro della Commissione di Vigilanza su Cassa Depositi e Prestiti. Sul tavolo nuove e possibili collaborazioni.


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I nnovazione

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Fase 2: le proposte verranno vagliate dal Comitato Tecnico Scientifico

Nuove Idee Nuove Imprese al giro di boa Dopo il periodo di formazione si passa alla selezione dei progetti Si è conclusa la prima parte di formazione per le 105 idee d’impresa che partecipano all’edizione 2020 di Nuove Idee Nuove Impresa, la business plan competition che premia i progetti più innovativi. Il primo modulo di lezioni, partito lo scorso 2 luglio con il coordinamento dell’Alma Mater Stodiorum – Campus di Rimini, ha fornito ai circa 200 partecipanti gli strumenti di base per affrontare il processo di sviluppo dell’idea imprenditoriale. Gli aspiranti imprenditori hanno potuto usufruire inoltre di assistenza personalizzata per lo sviluppo del proprio progetto. Gli incontri “one to one” sono stati curati dai professori Leonardo Tagliente, Vicepresidente dell’Associazione e docente dell’Università della Repubblica di San Marino, e Francesco Barbini, docente presso l’Università di Bologna – Campus di Rimi-

ni. Si avvicina ora la fase di selezione dei progetti: per continuare il loro percorso le idee d’impresa dovranno passare al vaglio del Comitato Tecnico Scientifico, presieduto dal Presidente dell’Associazione, Maurizio Focchi, che si riunirà a breve. I team selezionati potranno poi accedere a un secondo corso di formazione, focalizzato su aspetti economico – finanziari del business plan e finalizzato ad accompagnare i partecipanti sino alla creazione vera e propria dell’impresa. Tra i benefits messi in palio dalla business plan competition anche il premio “Skema”, un percorso di assistenza e di supporto allo sviluppo concreto dell’iniziativa imprenditoriale offerto dalla società Skema, partner di Nuove Idee Nuove Imprese. Il percorso avrà la durata di due mesi, durante il quale i team vincitori e i progetti meritevoli potranno usufru-

G iornata mondiale

ire gratuitamente di una serie di servizi e consulenze I soci dell’Associazione sono: Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, Camera di Commercio della Romagna Forlì-Cesena e Rimini, SUMS Società Unione Mutuo Soccorso della Repubblica di San Marino, Confindustria Romagna, Uni.Rimini SpA – Società Consortile per l’Università nel riminese, Agenzia per lo Sviluppo Economico – Camera di Commercio della Repubblica di San Marino, Associazione Nazionale Industria San Marino, Università degli Studi della Repubblica di San Marino e San Marino Innovation. L’iniziativa beneficia del contributo e del sostegno finanziario di Crédit Agricole Italia. Il Concorso si avvale anche del contributo economico e del sostegno didattico e tecnico-scientifico di Deloitte & Touche SpA. e di Studio Skema.

I Reggenti: “Adottare politiche e pratiche atte a limitare gli sprechi alimentari” Il 29 settembre di quest’anno, per la prima volta, il mondo ha celebrato la Giornata Internazionale sulla consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari. “Tale ricorrenza - così i Reggenti Mancini e Zafferani - intende richiamare l’attenzione e sollecitare il più diffuso e convinto impegno da parte di tutti - istituzioni e società civile - per l’adozione di politiche e pratiche atte a limitare lo spreco alimentare. Una riflessione e un impegno tanto più doverosi nei difficili tempi che stiamo vivendo. La pandemia da COVID 19 ci pone, infatti, drammaticamente di fronte all’impatto di un consumismo esasperato e dell’ irresponsabile sfruttamento del nostro ambiente e delle sue limitate e non più rinnovabili risorse. La stessa

emergenza che stiamo vivendo rischia a sua volta di creare nuove povertà e di aggravare preesistenti condizioni di disuguaglianza. Una situazione che per tante persone significa l’impossibilità di soddisfare quotidianamente anche i bisogni più immediati e vitali, tra i quali, appunto, quello alimentare. Una realtà – questa - sempre più insostenibile e moralmente inaccettabile che rappresenta anche una crescente, seria minaccia alla convivenza pacifica tra popoli e Stati. Di certo, non è più possibile perdere ulteriore tempo, di fronte all’evidenza - in un mondo sempre più interconnesso e con equilibri ambientali sempre più fragili - delle conseguenze irreversibili delle decisioni di oggi sul futuro,

anche il più immediato, di tutti gli uomini e popoli. Con questo spirito, la nostra Repubblica ha presentato, unitamente ad Andorra, la risoluzione che, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 26 novembre 2019, ha portato all’istituzione di questa giornata. Con tale iniziativa il nostro Stato ha inteso non solo testimoniare l’impegno assunto per conseguire gli obiettivi fissati dall’Agenda 2030 ma anche far sentire la propria voce e dare il proprio contributo per risolvere questioni che, sempre più, coinvolgono tutti gli Stati, chiamati a una rinnovata collaborazione e cooperazione per affrontare sfide di portata globale. Esprimiamo pertanto il nostro compiacimento per una risoluzione storica”.

G estione Rifiuti

Rubrica a cura di: I costi degli smaltimenti e come contenere le spese

Le scuole sono iniziate – chi ha figli sa cosa vuol dire, sia per loro che per noi genitori - e se mi permettete, per una volta “salgo in cattedra”. No, nessun “cambio di lavoro”, non preoccupatevi: lavoravo e lavoro ancora oggi in IAM e ci occupiamo, come sanno bene i nostri lettori, di gestione dei rifiuti. Ma l’apertura dell’anno scolastico mi dà lo spunto per parlare di “educazione civica”. Questo perché, purtroppo, molte persone si lamentano della crescita dei costi. Non voglio entrare nel terreno paludoso e scivoloso delle polemiche nel quale è facile avvitarsi: le ritengo futili e sterili. Piuttosto mi vorrei soffermare su alcuni aspetti. Ho notato che quando i cittadini ci chiedono quanto devono spendere per smaltire i rifiuti il refrain è sempre il medesimo: “Troppo”, oppure “L’importo è alto”. Inizia a questo punto una specie di “interrogazione”. Il materiale è differenziato e separato? Se la risposta è “sì” il costo è, se non quasi irrisorio, davvero contenuto. Se invece è “no” allora l’esborso è più alto. Capita quindi di domandare ai clienti (parlo volutamente al plurale perché i casi sono ben più di uno) se li possono differenziare. “No, non abbiamo né tempo né

voglia”. La IAM, proprio per andare incontro ai cittadini privati, si “accolla” parte delle spese di gestione: chiediamo davvero un “obolo”, un esborso quasi simbolico per il ritiro e lo smaltimento dei rifiuti domestici. Questo perché il nostro interesse è rivolto a creare e ad avere cittadini sensibili e attenti al tema dell’ambiente. Per utilizzare un termine scolastico, crediamo che la formazione e l’educazione civica e quella dedicata all’ambiente sia importante non solo per motivi economici ma anche di rispetto per il territorio. Crediamo quindi, per tornare al conferimento delle “cose di scarto”, che questo servizio a prezzo quasi “zero” sia incentivante. Quello che chiediamo in cambio di darci una mano: noi mettiamo il nostro ma abbiamo bisogno di essere “agevolati”. Sì, che ognuno faccia la sua parte. Come? È molto semplice. Vi porto due esempi pratici che ci sono capitati qualche giorno fa: la “rete” di un letto matrimoniale e alcune damigiane di vino. La prima è formata da doghe – che sono fatte in legno – e la rete, che invece è di ferro. In “blocco” non sono recuperabili perché il legno e il metallo sono materiale diversi. Se invece la stessa “rete” ci

viene conferita “smontata”, quindi legno da una parte e ferro da un’altra, il rifiuto diventa recuperabile. Idem per le damigiane: portate così come sono - plastica, paglia o legno e vetro – vanno nell’indifferenziata ma se invece vengono “scomposte”, quindi vetro da una parte, legno, paglia o plastica dall’altra, si possono recuperare e quindi i costi vengono abbattuti. Lo ripeto, non è difficile e richiede poco tempo. E, spesso, può essere non solamente divertente o un “banco” di prova sulle proprie capacità manuali ma anche un momento da condividere con amici, parenti o con i propri figli, spesso accusati dalla società contemporanea di avere poca dimestichezza con gli attrezzi quali i cacciaviti, le pinze e i martelli. Come cantava Fabrizio De André nel 1970, “Mio martello non colpisce / pialla mia non taglia…”. Mirkare Manzi


P romozione

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In arrivo i bandi per le imprese interessate al Padiglione di San Marino

Expo Dubai, un anno per presentarsi al meglio Posticipato causa Covid, è l’evento-vetrina più importante al mondo Il primo ottobre del prossimo anno inaugurerà Expo Dubai, rinviata di un anno per la Pandemia Covid-19. Tutti i 192 Paesi che avevano già confermato la propria partecipazione, inclusa la Repubblica di San Marino, hanno approvato il rinvio di un anno garantendo la presenza all’evento nonostante la crisi mondiale. La preparazione della partecipazione di San Marino a Expo Dubai 2020 (l’organizzazione ha scelto di non modificare il nome) è ripresa dopo il periodo di sospensione dei lavori dovuta al lockdown e prosegue con impegno. L’Ufficio del Commissariato è ora operativo con due persone distaccate dalla Pubblica Amministrazione dopo i bandi di selezione e sta approntando bandi e concorsi per l’allestimento, la gestione e la promozione del Padiglione di San Marino. Nelle prossime settimane saranno emessi i bandi per manifestazione di interesse per individuare le imprese che cureranno la realizzazione dei piani di comunicazione e i contenuti grafici e video del Padiglione di San Marino, sulla base del concept-design definito dall’Università di San Marino. Verranno presto pubblicati anche i bandi per l’individuazione dei prodotti di artigianato e del comparto agroalimentare da porre in vendita all’interno del Padiglione. Confermata la scelta di esporre la riproduzione del celebre “Tesoro di Domagnano” con l’obiettivo testimoniare la tradizione storica di San Marino e di consolidare il legame con il Museo del Louvre di Abu Dhabi, che attualmente detiene il più prestigioso pezzo della scoperta sammarinese: la fibula gotica a forma d’aquila. Al centro dell’impegno sammarinese ad Expo 2020 vi è la promozione della Repubblica quale destinazione turistica inserita nel circuito italiano ed europeo e la promozione del sistema paese in collaborazione con l’Agenzia per lo Sviluppo per avviare processi di internazionalizzazione delle imprese e di attrazione degli

investimenti. “Nonostante i problemi che abbiamo incontrato lungo l’avvicinamento all’inaugurazione di Expo, poi posticipata di un anno a

causa della pandemia”, spiega Federico Pedini Amati (Segretario di Stato per il Turismo, la Cooperazione, le Poste e l’Expo) , “troveremo la

strada per ottenere un risultato prestigioso. Sono certo che il nostro paese, grazie al lavoro del Commissariato, saprà cogliere tutte le grandi

opportunità che l’esposizione universale offre ai paesi che vi partecipano. Manca un anno alla Cerimonia d’Apertura, in bocca al lupo a chi

è quotidianamente impegnato con dedizione per una partecipazione di alto livello della Repubblica di San Marino ad Expo 2020”.

F ocus

Collegare le menti al futuro

Il tema previsto per Expo 2020 Dubai, United Arab Emirates è “Connecting Minds, Creating the Future” (“collegare le menti, creare il futuro”), strettamente connesso al nome arabo della città, al-Waṣl), che significa “il collegamento”. L’Esposizione cadrà nel 50º anniversario dalla fondazione degli Emirati Arabi Uniti, il Golden Jubilee dello Stato. Il sito proposto per la manifestazione è un nuovo quartiere fieristico da 400 ettari posto nel quadrante sudovest di Dubai e adiacenti al nuovo Aeroporto Internazionale Āl Maktūm. L’area è posta a circa metà strada tra Dubai e Abu Dhabi e di questa, solo una porzione di massimo 150 ettari può essere utilizzata per il recinto espositivo. Il centro del sito è la piazza Al Wasl, denominata con l’antico nome di Dubai, il cui significato è “la connessione”. Da essa si dipanano, come tre grandi petali, le tre aree tematiche della manifestazione: Opportunità, Sostenibilità e Mobilità. Ognuna di esse ospita padiglioni tematici nelle fattezze di tradizionali souk arabi e un’area Best Practice per ognuno dei singoli temi. Tra i petali sorgeranno tre tra le più importanti strutture dell’esposizione: il Padiglione di Benvenuto, il Padiglione dell’Innovazione e il Padiglione UAE. All’esterno dei tre petali sorgeranno i padiglioni nazionali, come da tradizione delle Expo.


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di Daniele Bartolucci

Acqua, luce e gas: non è il payoff di una campagna pubblicitaria, ma potrebbe benissimo esserlo per il sistema sammarinese, che su questi tre pilastri deve costruire il proprio futuro basato sulla sostenibilità - ambientale, ma anche economica -, tema su cui, non a caso, si fonda il Tavolo appena costituito con associazioni di categoria e parti sociali. L’autonomia energetica, per un piccolo Stato con poche risorse naturali, potrebbe apparire utopistica, ma ci sono ampi margini di miglioramento in tutti gli ambiti, se San Marino deciderà finalmente di sopperire alle carenze infrastrutturali (depuratori di acque reflue, impianti di smaltimento e di stoccaggio/smistamento rifiuti, ecc) e normative (liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica e del gas, possibilità di installare impianti di cogenerazione industriale, ecc). Di certo, il “monopolio di fatto” esercitato dall’Azienda dei Servizi per quanto riguarda l’erogazione di acqua, energia e, soprattutto, gas, rappresenta già da solo l’approccio con cui San Marino ha affrontato fino ad oggi la questione. In un contesto internazionale dove i monopoli statali sono visti come freni allo sviluppo economico, il divario tra l’antica Repubblica e gli altri Paesi aumenta a dismisura se si guarda agli investimenti (anche pubblici) fatti in tecnologia, impianti e riduzione de-

R imini

E conomia

FIXING FIXING - Anno - Anno XXVIII XXII -- n.33 n.22 -- Venerdì Venerdì 26 Ottobre Giugno 2020 2014

Sul tema c’è stato un incontro al MISE, ma le maggiori criticità sono imputabili ai ritardi intern

Energia elettrica e gas liberalizzat

L’approccio “monopolistico” continua a penalizzare le imprese, che non possono rifornirsi d A questo si devono aggiungere anche i mancati investimenti nelle infrastrutture “green” co Consumi collettivi della Repubblica di San Marino Energia elettrica importata (kWh)

Gas naturale importato (mc)

Acqua immessa in rete (mc)

Acque reflue export (mc)

2010

267.358.463

59.978.795

3.056.567

2.043.066

2011

270.900.000

54.400.000

3.159.097

2.183.958

2012

263.895.688

45.582.449

3.065.107

2.143.698

2013

263.635.471

45.992.198

3.563.186

2.134.308

2014

259.895.934

47.786.143

3.330.240

2.315.280

2015

257.308.950

52.545.362

3.404.244

2.234.344

2016

256.119.034

52.684.638

3.643.869

2.348.609

2017

258.001.775

52.236.836

3.717.715

2.305.440

Elaborazione grafica a cura di San Marino Fixing. Fonte: “Relazione Economico Statistica” gli sprechi. Investimenti che a San Marino non si vedono da decenni e che alla fine penalizzano tutto il sistema, anche se, in buona parte, il costo vero e proprio ricade sulle imprese private (basta vedere la tariffa del gas). L’incontro al MISE sulle collaborazioni Approvvigionamento energetico e Telecomunicazioni sono stati anche gli argomen-

ti al centro del colloquio fra il Segretario di Stato alla Programmazione Economica di San Marino, Teodoro Lonfernini, e il Vice Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Buffagni, avvenuto questa mattina a Roma, avvenuto nei giorni scorsi a Roma. “Un dialogo molto franco e fortemente costruttivo”, spiegano dalla Segreteria, “che ha consentito di affrontare i temi fondamentali nel rapporto

La Green Economy si mette in mostra dal 3 al 6 novembre a Ecomondo & Key Energy Dal 3 al 6 novembre presso il quartiere fieristico di Rimini, torna “Ecomondo & Key Energy” l’appuntamento di Italian Exhibition Group che sarà il primo evento internazionale con le tecnologie green e le energie rinnovabili a svolgersi dal vivo. Ecomondo & Key Energy si rinnovano e si potenziano coniugando esperienza fisica e digitale, con esposizione di prodotti e soluzioni in presenza e un ricco programma di seminari e convegni su temi di grande attualità come il recovery fund, il “green deal”, la digitalizzazione e la decarbonizzazione. Tra le novità, una piattaforma digitale che amplificherà le connessioni mondiali e i contenuti di business, il protocollo #safebusiness by IEG che garantirà la

sicurezza in fiera e il ricco palinsesto di contenuti tecnico-scientifici. La fiera di Ecomondo è ormai da anni l’appuntamento di riferimento in Europa per l’innovazione industriale e tecnologica dell’economia circolare. Dall’ecodesign

dei prodotti alla digitalizzazione, dal recupero e valorizzazione dei rifiuti all’efficientamento dei comparti produttivi, dalle bonifiche e riqualificazione dei siti contaminati alla rigenerazione delle aree a rischio idrologico.

fra i due Paesi e che ha registrato una decisa accelerazione per la ricerca di soluzioni ottimali”. Tra gli aggiornamenti c’è l’avvio del tavolo tecnico relativo all’approvvigionamento energetico, che, secondo la Segreteria “potrà partire già dalla prossima settimana, quando gli esperti dei due Dicasteri potranno confrontarsi e individuare i percorsi più consoni da adottare, nel rispetto delle relative prerogative e opportunità. Già nei prossimi giorni i rispettivi funzionari si rapporteranno per concordare le date di convocazione”. In pratica, dovrebbe essere questione di ore. “Un dialogo sincero”, ha sottolineato Lonfernini, “che produrrà sicuramente opportunità di crescita per entrambi i Paesi, nella consapevolezza dei contributi reciproci che si possono concretizzare. Ho particolarmente apprezzato l’attenzione verso il nostro Paese e la dimostrazione di un’apertura significativa foriera di importanti intese”.

“Sarebbe opportuno”, ha invece dichiarato Buffagni, “pervenire al tavolo tecnico con una visione condivisa della situazione attuale e, dunque, con un propedeutico scambio di documentazione tecnica sui ‘numeri’ del fabbisogno”. Il fabbisogno interno e la “non competitività” Stando agli ultimi dati disponibili (2017, fonte Relazione Economico Statistica allegata all’ultima Legge di Bilancio del dicembre; vedi tabella), i consumi energetici di San Marino sono così suddivisi: 258.001.775 kWh all’anno di energia elettrica importata (quella autoprodotta è di 10.713.815 kWh); 52.236.836 mc di gas naturale importato; 3.717.715 mc di acqua immessa in rete (2.305.440 mc di acque reflue esportate); 16.095 tonnellate di rifiuti prodotte. Numeri importanti per un territorio di così piccole dimensioni come San Marino, ma come noto non si tratta di consumi riferibili unicamente ad utenti privati: la varie-

gata economia sammarinese, che conta centinaia di imprese manifatturiere, infatti, sostiene questi volumi da tempo. Ed è proprio da queste “utenze” che arrivano le maggiori preoccupazioni sul sistema, a iniziare dai costi degli energetici, che si traducono in competitività, o perdita di competitività nel caso in cui siano superiori rispetto alle imprese degli altri Paesi. Per non parlare dell’immagine del Paese stesso: in un mondo globalizzato che premia i comportamenti virtuosi, chi non ne adotta sarà (se non lo è già) giustamente discriminato. I due cicli da “riciclare”: rifiuti e acqua L’estate appena trascorsa è stata caratterizzata dall’annuncio del Governo e in particolare della Segreteria al Territorio sulla “rivoluzione” della raccolta dei rifiuti, ma al di là delle scelte che la politica ha preso e prenderà, ci sono comunque dei dati di fatto inconfutabili: la percentuale di raccolta differenziata è anco-


E conomia

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7

ni, come sulla normativa per la cogenerazione industriale, che ancora non c’è

ti nell’UE, non a San Marino

direttamente sui mercati internazionali al contrario dei propri competitors ome depuratori e impianti per i rifiuti, che aumentano i costi del sistema

Raccolta rifiuti totale (to) 15.846 15.294 14.660 18.015 16.874 16.922 17.166 16.095

” allegata alla Legge di Bilancio 2019 ra troppo bassa, la gestione dei rifiuti interna non è ancora efficiente, non ci sono impianti di smaltimento all’altezza, il sistema dipende quasi totalmente dall’esterno con conseguente rischio sia sui costi (i prezzi li decidono altri, ndr) sia sulla chiusura di determinati canali (compreso quello della Regione Emilia Romagna, con cui c’è un contratto firmato e degli impegni precisi da rispettare). Il ciclo dei rifiuti è un esempio pratico, su cui da tempo la politica, le istituzioni e anche gli operatori privati si stanno impegnando. Anche per quanto riguarda il ciclo dell’acqua la situazione è simile: San Marino non ha riserve di acqua da cui attingere (il progetto del bacino è da troppo tempo nei cassetti, insieme a quelli per la captazione delle acque piovane) e quindi “paga” per portarla a case e aziende. Ma paga anche per rimandare indietro l’acqua che ha usato, attraverso le fognature. Il prezzo è alto per una serie di ragioni, la principale è la mancanza di un impianto di depurazione delle acque reflue, per cui obbligatoriamente occorre utilizzare quelli riminesi. I ritardi più evidenti: gas e cogenerazione Sul fronte degli energetici più comuni, energia elettrica e gas naturale, la situazione è ancora più bloccata. Al di là del “monopolio di fatto” di AASS, infatti, per le imprese la mancata possibilità di approvvigionarsi direttamente

sul mercato crea – da anni – una differenza sostanziale con i propri competitors. In particolare quelli italiani ed europei, visto che, solo per citare il caso del gas, San Marino vieta a chi consuma meno di 2 milioni di mc l’anno di approvvigionarsi direttamente sul mercato, mentre in Italia il tetto era stato fissato già con il Decreto Letta a ben dieci volte meno, 200mila mc (tetto sparito, di fatto, con l’avvento del mercato libero). Va ricordato che l’Unione Europea ha deciso già negli anni ’90 del secolo scorso di azzerare i monopoli nazionali e di aprire gradualmente tali mercati alla concorrenza: le prime direttive (primo “pacchetto energia”) sono state adottate nel 1996 (energia elettrica) e 1998 (gas), con recepimento negli ordinamenti giuridici degli Stati membri rispettivamente entro il 1998 e il 2000 (la “liberalizzazione Bersani” del mercato dell’energia elettrica risale infatti al 1999). Da tempo anche a San Marino le imprese del manifatturiero (il settore che ha tenuto maggiormente durante la crisi economica e anche durante la fase di emergenza sanitaria, dimostrando una forte capacità di creare occupazione, a patto di poter operare e investire almeno come i propri concorrenti esterni) chiedono una liberalizzazione o, almeno, un allineamento agli standard europei, ma sono cambiati i Governi e la soluzione non è ancora arrivata. Non che non ci siano stati dei tentativi: nel primo assestamento di Bilancio di quest’anno, infatti, era stato presentato un emendamento per togliere il tetto dei 2 milioni di mc e concedere a tutti la possibilità dell’approvvigionamento diretto, ma prima che andasse in votazione, ne è stato presentato un altro totalmente opposto che toglieva addirittura la deroga, obbligando tutte le imprese a rifornirsi unicamente da AASS. Forse anche per non creare uno scontro politico (gli emendamenti erano stati presentati da due partiti entrambi di maggioranza) non è arrivato in Aula nessuno

dei due e il problema è stato ancora una volta rimandato. Stesso discorso per l’energia elettrica e gli impianti di cogenerazione: mentre nella vicina (e non certamente leader della green economy) Italia,

dove l’autoproduzione di energia elettrica da cogenerazione è considerata rinnovabile ed è incentivata in Italia con il meccanismo dei Certificati Bianchi sin dal 2004, le industrie fanno a gara per in-

vestire in questa tecnologia al fine di ridurre sprechi di calore e quindi ridurre anche il loro impatto ambientale, a San Marino sono diversi anni che si attende la norma per realizzare tali impianti a livello

industriale. Di fatto, moltissime aziende manifatturiere stanno “sprecando per legge” energia e subiscono costi che altre imprese, fuori dal confine sammarinese, non sostengono più da anni.


8 Alla fine è stato un successo su tutta la linea e l’organizzazione della Track&Field si è confermata all’altezza dei successi precedenti e della sua fama: ben due maratone nello stesso giorno, quella a staffetta a squadre “Ekiden” e quella individuale per maratoneti, che hanno portato oltre 500 runner da tutta Italia. Domenica 27 settembre è stata infatti una giornata ricca di emozioni, sia per i concorrenti che per il pubblico, grazie ad un format di gara avvincente, su un circuito collinare inedito e suggestivo, attorno al Monte Titano. Questi gli ingredienti di una prima edizione che verrà ricordata a lungo. “Un doppio evento innovativo, in una fase storica complessa”, commenta il Presidente della Track&Field San Marino, Samuele Guiducci, “che ha visto impegnato senza sosta tutto lo staff dell’organizzazione da diversi mesi, per progettare e immaginare ogni scenario e soprattutto per promuovere al meglio l’evento sportivo su scala nazionale. Dai commenti, raccolti a caldo tra i concorrenti e il pubblico, credo di poter confermare la piena riuscita di una manifestazione sorprendente, coinvolgente ed inclusiva”. Atleti da tutta Italia Dalle 7 del mattino l’arrivo a Borgo Maggiore dei primi atleti, provenienti da tutta Italia (perfino da Domodossola,

S port & Imprese

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Tantissimi atleti da tutta Italia: successo per la prima edizione della “Ekiden” a squadre

Le maratone di San Marino conquistano atleti e pubblico Sorpassi a go go nella Corporate Run: la spunta EnerGreen su Colombini e MVP Sport Le classifiche dei Team Corporate Maschile 1

ENERGREEN

2

COLOMBINI

3

MVP SPORT

4

THE SPACE

5

BOYS & FUN

6

COLOMBINI GOLD

7

BAT-TITANI

8

SAN MARINO TRIATHLON

9

IMMORTALI

10

CHI BURDEL Corporate Femminile

distante 470 km, senza dimenticare la partecipazione dell’atleta non vedente Chiara Pandolfi della Pfizer Italia Running Team di Roma, accompagnata da Ilaria Razzolini, che ha completato la maratona individuale con il crono di 4h 52’ 30”, a dimostra-

zione dell’accessibilità della manifestazione.), per il ritiro dei pettorali di gara, con la graduale trasformazione di piazza Grande in una vera e propria arena sportiva, per concorrenti e spettatori. La competizione sul circuito cittadino di 5,9 km, nel cuore

della Repubblica, con un dislivello complessivo di 100 metri per giro, ha attirato tantissima gente e, ai partecipanti, ha permesso ai concorrenti di scoprire le gallerie pedonali della vecchia ferrovia, di attraversare il verde della pineta del parco naturale di Montecchio e, con il passaggio sulla strada panoramica Sottomontana, di ammirare il blu del mare della vicina riviera romagnola. Sicurezza prima di tutto Alle 9 l’appello dei primi frazionisti e dei maratoneti individuali poi alle 9:30, come da programma, lo start dalla griglia di partenza sia della maratona a staffetta per team “Ekiden” che quello della maratona individuale, nel rispetto del protocollo Federale sportivo e della normativa vigente anti-covid. Agli atleti che ne fossero sprovvisti sono state fornite mascherine e gel sanificante offerti da Erbavita/Gruppo Valpharma. L’evento inoltre è stato cardioprotetto, grazie a 3 defibrillatori presenti sul percorso di gara, uno ogni 2 km, forniti da RSM111. Tutti i vincitori Saldamente al comando nella categoria Team Pro dal primo chilometro la squadra “Gabbi Diolaiti Bologna - A”, composta da Fabio Ercoli, Diego Gaspari, Giacomo Pensalfini, Vasil Matviychuk e Marco Ercoli. A seguire i team CorriForrest di Forlì e Dinamo

1

GIRL & FUN

2

TITAN GIRLS

3

LE AMICHE DELLA LUGHESINA Corporate Mista

1

BAR MAINA

2

TIGERS ARE NOT AFRAID

3

QUELLI CHE LA MATTINA...

Sport di Bellaria hanno lottato fino all’ultima frazione. Nella categoria Team Corporate, la sfida più accesa con tanti sorpassi ad ogni frazione gara, si è vista tra le squadre EnerGreen, Colombini, MVP Sport e The Space. Nel finale il sorpasso di Ilie Laurentiu (EnerGreen) su Federico Borlenghi (Colombini) ha regalato alla EnerGreen la gioia della vittoria di categoria e la seconda posizione assoluta. Al secondo posto il team Colombini, al terzo MVP Sport e The Space al quarto. Le migliori prestazioni assolute in campo maschile, nelle rispettive frazioni, sono di Giacomo Pensalfini, con il tempo di 18’ 29” nel giro singolo di 5,9 km (media di 3’07”al km), Vasil Matviychuk, con il tempo di 37’ 02” nel doppio giro da 11,8 km (media di 3’08”al km) e Marco Ercoli, con il tempo di 22’ 46” nel giro finale da 6,795 km con variante (media di 3’20”al km). In ambito femminile dominio assoluto, nei Team Pro, della “Gabbi Diolaiti Bologna – A” composto da Monica Freda, Eliana Patelli, Luana Leardini, Eleonora Gardelli e Alice Cuscini, con il crono di

2h 48’ 19”, davanti alle atlete dell’Atletica 85 Faenza (3h 00’25”) e della Miramare Runner (3h 07’ 29”). Le migliori prestazioni assolute in campo femminile, nelle rispettive frazioni, sono di Monica Freda, con il tempo di 25’ 14” nel giro singolo di 5,9 km (media di 4’ 16”al km), Eleonora Gardelli, con il tempo di 43’ 47” nel doppio giro da 11,8 km (media di 3’ 42”al km) e Emanuela Brasini, con il tempo di 27’ 58” nel giro finale da 6,795 km con variante (media di 4’ 06”al km). Nella maratona individuale il miglior tempo assoluto, sui sette giri del circuito, lo ha fatto registrare Federica Moroni, portacolori della AVIS Castel San Pietro e regina indiscussa della San Marino Marathon 2020, con il crono di 2h 53’ 03” (media di 4’ 06”al km) seguita da Fausta Borghini, Running Team San Patrignano e Marta Doko, GS Lamone. La classifica maschile incorona al primo posto Luca Benazzi (LifeRunner), seguito da Paolo Callegari (Atletica CorriFerrara) e Loris De Paoli (Grottini Team Recanati). Daniele Bartolucci


Il Maestro dell’astrattismo italiano Nel 1982 la Repubblica di San Marino ospitò all’interno di Palazzo dei Congressi e delle Esposizioni la più completa antologica di Achille Perilli. Rita Canarezza: “Tutto il suo percorso è un’opera unica” “La più completa antologica di Achille Perilli”. Così Francesco Vincitorio ha definito “Continuum 1947-1982”, la mostra ospitata all’interno del Palazzo dei Congressi e delle Esposizioni da ottobre a novembre 1982. “Comincia con alcuni dipinti del ’47 quando era appena ventenne, e passo passo, quasi anno per anno, ne puntualizza il percorso, fino agli ultimi quadri, ancora freschi di vernice. Uno svolgimento però niente affatto uniforme. Anzi ricco di umori e sollecitazioni. Pronto a scandagliare, a sperimentare strade nuove per arrivare a costruire quella che, concordemente, i critici definiscono ‘la sua comunicazione qualificata ed efficace’. (…) Direi che l’ironia dei suoi titoli è impregnata di spirito kleiano. A conferma, vorrei citarne un paio degli inizi: L’ireneo taciturno del ’51, L’eccellenza Ripellino del ’54, Lasciate giocare i pittori del ’55. Un particolare uso della materia, che si affaccia nei suoi quadri, in quel tempo, avverte che, con grande libertà, egli sta guardando con attenzione all’Informale” prosegue Vincitorio. L’opera di Perilli “si concentra sulle relazioni tra pittura e linguaggio, e sull’autonomia dell’arte rispetto al reale. Nell’opera ‘Diagramma della realtà ultima’ troviamo ‘segni non elaborati sistematicamente ma per pulsioni profonde, con scatti repentini tra un sottile equilibrio tra struttura e capriccio (...) che inventano entità immaginarie, mezzo animali mezzo umane, vere creature del limbo’. La superficie della tela è in-

fatti interamente ricoperta da un fondo materico, magmatico, sabbioso, su cui sono incisi con un segno sottile dei graffiti scuri. A chiarire il senso dell’opera è lo stesso Perilli che in ‘Nuova figurazione per la pittura’ pubblicato del 1957 sul primo numero de ‘L’esperienza moderna’ (rivista che porterà avanti fino al 1960 con Gastone Novelli) scrive: ‘Quel che deve essere fatto è il ritrovare la capacità d’investire tutta la realtà dell’esistenza nella traccia più elementare, nell’impronta più semplice d’un segno. E perché questo sia possibile occorre accettare altri modi d’essere dello spazio, un nuovo comporre per asimmetria e fuori campo, una funzione predominante dell’automatico, un ritorno continuo e ossessivo della memoria (...) per improvvisi sbalzi, per repentine riprese, per illogici ritorni’”. Cinque sono le opere acquisite dalla Repubblica a seguito dell’esposizione antologica “Achille Perilli Continuum 1947 / 1982” al Palazzo dei Congressi nel 1982, catalogo Electa. A elencarle è Rita Canarezza, Operatore Culturale, Coordinamento Progettuale della Galleria Nazionale San Marino: “Diagramma della realtà ultima” (tecnica mista, 160 x 180) del 1958; “Il fiore della libertà” (affresco su tela, 180 x 180) del 1963, “La norma” (scultura dipinta, cm 134 x 31) del 1968, “Logicus solus” (olio su tela, cm 180 x 180) del 1974, “Il guazzabuglio” (olio su tela, cm 98 x 130) del 1981. “Perilli - spiega - ha sempre sostenuto che il singolo quadro non gli interes-

sava, non esiste e invece esiste e contano i tempi di ricerca... I lavori di Perilli sono raggruppati dalla critica in diversi periodi formali: il periodo analitico, fino al 1957; il periodo delle sequenze astratte grafico-narrative, anche denominato il perido dei fumetti, in equilibrio tra struttura e capriccio, fino al 1966. Ed infine il periodo delle macchinerie, mutanti e irrazionali. Tutto il percorso di Perilli è un’opera unica anche se è fatto di periodi diversi. ‘Il fiore della libertà’ ha forse una forte relazione con San Marino perché contiene quella parola, libertà, che accompagna la nostra storia”. Alessandro Carli


10 di Elena Rossi

Inutile dire che ogni città che si rispetti ospita un cavallo, un cavaliere, o un cavallo con cavaliere, ad ornare ed onorare la città e le principali figure che hanno contribuito a renderla grande: dal famigerato monumento al Gattamelata realizzato da Donatello a Padova, ai monumenti equestri realizzati dal Giambologna per i granduchi Cosimo I e Ferdinando I della famiglia Medici a Firenze. Anche a San Marino il cavallo di Aligi Sassu, domina incontrastato al centro di Piazza della Repubblica. Donato dalla Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino nel 1985, il cavallo rampante, immagine simbolo di estrema immediatezza comunicativa, ci riporta ad un concetto culturale atemporale e allo stesso modo più contemporaneo che mai, allargandosi con parsimonia, dalle fantasie lievi del mito classico, al roboante concept delle Scuderie Ferrari. Creato da componenti semplici ed elementari di un certo primitivismo di forme e di contenuti, il cavallo rampante ci mostra uno stile di lavorazione che porta la firma inconfondibile del famoso artista milanese. Per comprendere

S peciale Cultura

FIXING - Anno XXVII - n.33 - Venerdì 2 Ottobre 2020

La sua “postura” a tutto fa pensare tranne che all’eleganza “classica”

L’irrequietezza plastica del cavallo di Aligi Sassu L’opera riporta a un concetto atemporale ma anche contemporaneo

le ragioni profonde che determinano la plasticità di Sassu, è fondamentale essere

a conoscenza di quelle esperienze futuriste che tanto hanno lasciato nel DNA

C onsorzio Terra di San Marino

dell’artista, e di cosa significhi, in tutta l’opera di Aligi Sassu, l’ossessione del movi-

mento, dal suo dispiegamento e alla sua sospensione. A proposito di futurismo, inutile dire che anche il nostro artista sia cresciuto sulla scia di un testo anticonformista quale Pittura e scultura futuriste di Boccioni, l’artista di Forme uniche della continuità nello spazio, che, tra le altre influenze, deve avergli senz’altro passato uno dei dilemmi ricorrenti dell’invenzione tridimensionale, quello del vuoto in rapporto alla consistenza spaziale della materia quando essa si compenetra allo spazio. Ho motivo di credere che questa linea portante della poetica di Sassu mettesse coerentemente a frutto una lettura avvertita e congeniale

Cooperativa Allevatori Sammarinesi, il Presidente Teodoro Cecchetti: “Il nostro è un mestiere che può essere svolto solo con grandi sacrifici e tanta passione”

“Chiudo un occhio sui peccati di gola. Perfezionerei un famoso detto popolare: ‘Moglie, cibi e buoi…’, comprendendo in questi ultimi soprattutto quelli destinati a bistecche”. L’acume di Giulio Andreotti – sua questa affermazione – è barbecue acceso, un profumo inconfondibile, un piatto servito che ci porta alla Cooperativa Allevatori Sammarinesi e al suo Presidente, Teodoro Cecchetti, ancora sorridente dopo le recenti celebrazioni della CAS, “sul campo” (e in stalla, e nei pascoli) da 40 anni. Teodoro Cecchetti fa un salto nel passato. “Nel 1980, tra gli allevatori che decisero di riunirsi in una Cooperativa, c’era anche mio padre. Oggi, dopo tanti anni, credo che quel progetto si sia rivelato corretto. Parliamo di un mestiere che richiede, come molti altri, tanti sacrifici e una buona dose di serietà. Non ci improvvisa, anzi, serve una grande preparazione”. Tra i segreti che hanno permesso alla CAS di attra-

versare quattro decenni c’è, sottolinea il Presidente, “la coerenza. Il timone è sempre stato dritto: ancora oggi siamo una piccola azienda agricola che, nei gesti e nella dedizione quotidiana, si fa portatrice di una tradizione molto importante. La tradizione delle nostre origini, delle origini della Repubblica”. C’è una parola antica e ancora contemporanea che aleggia nell’aria. “Fare l’allevatore non è un lavoro ma un vero e proprio mestiere: gli orari di lavoro sono davvero dilatati. Si inizia la mattina all’alba - anche alle 4 - e terminiamo quando si affaccia il tramonto. Non esistono ferie: gli animali devono essere curati tutto l’anno. È un mestiere faticoso, quasi ‘totalizzante’ e che può essere svolto solamente se ci si mette molta passione e molto amore. Anche perché coinvolge non solo l’allevatore ma in un certo modo anche tutta la famiglia”. Famiglie ma anche soci, appassionati e istituzioni: questo il parterre du roi

presente alla festa dei 40 anni della CAS, celebrata il 19 settembre e che ha avuto il patrocinio della Segreteria di Stato per il Territorio Ambiente e Agricoltura e della Segreteria di Stato per la Sanità e Sicurezza Sociale. Il workshop “Controllo della filiera e consumi: valorizzazione delle carni bovine sammarinesi” ha aperto la giornata. I relatori, coordinati da Elsa Mazzolini, giornalista e direttore della

rivista “La Madia Travelfood”, hanno ampiamente trattato il tema delle carni sammarinesi, e non solo, tracciandone peculiarità, requisiti e soprattutto l’evoluzione virtuosa dalla stalla alle tavole, parlando di sostenibilità, benessere animale, territorialità e condivisione. Il Direttore della Cooperativa, Edoardo Angelini ha poi ripercorso le tappe dalla fondazione nel 1980,

sottolineando i risultati salienti come la carta d‘identità dell’acquisto, che con il sistema di rintracciabilità elettronica è capace di ricostruire il percorso che il capo ha fatto dalla nascita fino alla vendita al consumatore finale, e la soddisfazione attuale di vedere molti giovani avvicinarsi a questo difficile e faticoso percorso di lavoro. Il dovere di testimoniare sempre il valore del mondo agricolo da un lato, dall’altro invece la conferma della passione per il proprio lavoro, il rispetto per chi ci ha preceduto: è in questo crocevia, questo incontro di pensieri e di riflessioni che emerge, nitida, l’importanza della Cooperativa per il Paese. L’agricoltura sammarinese difatti è un settore che guarda avanti, che si sa rinnovare, che è fiero della sua storia e delle sue tradizioni. Un settore che si impegna a coniugare ambiente e sviluppo, a valorizzare – sul piano sociale, economico e ambientale – il territorio del Monte Titano.

dell’opera di artisti come Delacroix, Lucio Fontana, Bruno Munari e, su un versante diverso, Degas, che Sassu aveva ammirato nel suo viaggio a Parigi del 1934. Cosa ritroviamo è un cavallo rampante, culturalmente riconosciuto come simbolo di forza, eleganza, velocità e destrezza, ma con qualcosa che non torna. Con il baricentro troppo propeso all’indietro, il cavallo viene ad essere in una posizione innaturale e inadeguata, inelegante e vertiginosa affermata e bloccata in un movimento istantaneo che tutto fa pensare tranne che alla eleganza classica dell’animale. Il cavallo inalberato, come sarebbe corretto identificarlo secondo l’araldica, ci lascia un sentimento di irrequietezza. Il cavallo del Maestro Aligi Sassu, sbigottito, a tutto aspira tranne che alla perfezione. Aligi Sassu Nato a Milano nel 1912, è stato un pittore e scultore italiano. E’ stato nominato Cavaliere della Gran Croce dal Presidente della Repubblica, ha donato alla città di Lugano 372 opere realizzate dal 1927 al 1996.

Rubrica periodica a cura del Consorzio Terra di San Marino tel.(00378)0549-902617 Fax.(00378)0549-906278 mail to: consorzioterradisanmarino@ omniway.sm

Parliamo quindi di un comparto strategico per la crescita del Paese: un patrimonio da potenziare, difendere e tramandare non solo per mantenere attivo uno dei volani dell’economia ma anche per rendere sempre più consapevoli i consumatori dei benefici che derivano dall’utilizzo e dal consumo di prodotti di qualità. Se, come dice Henry David Thoreau, “I sogni sono le pietre di paragone del nostro carattere”, quello che anima i soci della Cooperativa degli allevatori sammarinesi è davvero solido e alto: sognare di continuare a fare ciò che hanno a cuore. Il loro lavoro nella loro Patria.


S peciale Cultura

FIXING - Anno XXVIII - n.33 - Venerdì 2 Ottobre 2020

11

Sono atti semplici che sanno rendere davvero più “vitali” le giornate

Riscopriamo le azioni delle nostre tradizioni I piccoli gesti che ci hanno insegnato le nonne: cucire e preparare il tè

L ibri e autori

di Simona Bisacchi

Rammendare un grembiule. Lavare gli strofinacci, facendoli bollire in un pentolone. Preparare un tè aggiungendo piccole foglioline di menta appena raccolte. Sono azioni che si perdono nella tradizione. I piccoli gesti a cui ci hanno abituato le nonne. Ma sono anche un atteggiamento nei confronti della vita. Nella loro semplicità, racchiudono la delicatezza con cui ci si prende cura degli oggetti e ancora di più delle persone. Racchiudono la mentalità dell’aggiustare, del ripulire, invece che del buttare e sostituire. E in quella calda bevanda profumata c’è un senso di ospitalità, che rende possibili le confidenze. Lo descrive con grande riguardo la scrittrice cilena Marcela Serrano, ne “Il tempo di Blanca”: “Ai tempi di mia nonna - me lo raccontava lei - non si buttava via niente. Nemmeno l’esperienza. Un bacio era una cosa rara nella vita di una persona e veniva custodito come un tesoro. Il dolore si conservava gelosamente per non dimenticarlo. E da quello si imparava. Adesso calze, dolore e baci, consumiamo tutto, rompiamo tutto, ci disfiamo di tutto”. La memoria e le consuetudini si tramandavano attraverso le mani, erano i gesti a insegnare come comportarsi nel mondo: “Noi facciamo con le mani quello che abbiamo visto fare dalle mani prima di noi. Le mani delle donne di campagna hanno fregato per terra, lavato nelle tinozze; quelle di città hanno tagliato cipolle e hanno portato le borse dal mercato. Entrambe hanno lasciato la loro impronta nella pasta del pane, sul manico di scopa. Altre sui lavori dei ferri a maglia e sugli aghi da cucito. E ci sono state mani di donna che hanno preso una penna e hanno scritto lettere, diari, libri... Le mie mani discendono da queste” (“Il tempo di Blanca”). È attraverso le piccole azioni, attraverso ciò che fanno, che gli adulti danno l’esempio

All’interno del Circo letterario, dove le storie scritte incontrano le suggestioni delle voci

per crescere. O per diventare streghe. Non nel senso tradizionale del termine, ma come lo intende la nonna di Mai in “Un’estate con la Strega dell’Ovest” della scrittrice giapponese Kaho Nashiki. In questo breve, e delicato, romanzo essere streghe significa imparare a prendere le decisioni da soli, allenare la forza di volontà, seguire le proprie intuizioni, senza che diventino però fissazioni. La tredicenne Mai compie un singolare apprendistato da strega, nella casetta di montagna della nonna. Una nonna unica, giapponese d’adozione, inglese di origine: una strega proveniente dall’ovest con il potere straordinario di capire fino in fondo il cuore di sua nipote. Ma per diventare streghe ci vuole una grande forza d’animo e la nonna di Mai non ha dubbi sul da farsi per conquistarla: “Prima di tutto, bisogna an-

dare a letto presto e svegliarsi presto. Non saltare i pasti, fare movimento, condurre una vita sana”. E il “duro” apprendistato di Mai prevede preparare marmellata di fragole di bosco da mettere nei vasetti, lavare le lenzuola in una tinozza calpestandole con i piedi nudi per poi lasciarle asciugare sui cespugli di lavanda. Passare il pomeriggio a leggere e studiare o correre fino al bosco. “Le ferite nel cuore delle persone non si possono guarire facilmente, ma questi lavoretti semplici, proprio come i vecchi amici, ti tirano su di morale. Anche se la ferita resta e non ci si può fare niente, diciamo che aiutano ad alleviare il dolore”. Piccoli atti, gesti da nulla, che rendono più vitali le giornate. Ma ci vuole una nonna che si dichiari una strega per ricordarceli.

Simona Bisacchi autrice e giornalista freelance, sul nostro giornale cura una rubrica dedicata a libri, letture e lettori, argomenti al centro del suo blog scrittotranoi.blogspot.com

La TOP FIVE di Fixing

1

Proprio come te (Nick Hornby) Guanda € 18

2

Midnight sun (S. Mayer) Fazi € 20

3

M. L’uomo della provvidenza (A. Scurati) Bompiani € 23

4

Cose che succedono la notte (P. Cameron) Adelphi € 19

5

Dormire in un mare di stelle (C. Paolini) Rizzoli € 19

Le suggestioni e le emozioni della scrittura incontrano quelle oniriche e senza tempo di uno spazio magico, dove sogno e realtà si incontrano per offrire nuovi stimoli. “Il Circo letterario” è un progetto culturale ideato da zoomma.news, prodotto della Carlo Biagioli srl,in collaborazione con “Il Castello del Circo” di Lucia Righi. “Il circo nella nostra visione è per eccellenza il luogo della magia, del mistero, del sogno. Lo abbiamo trasformato in un luogo letterario per dare vita a un connubio che potesse coniugare emozioni circensi e quelle che nascono dalle parole di

un bel libro oltre che naturalmente dall’emozione del suo autore nel presentarlo. Le suggestioni della parola scritta creano un’alchimia perfetta con quelle che nascono all’interno di una location circense, un luogo onirico dove ciascuno di noi trova una giusta dimensione per riflettere e sognare”. La scelta degli autori? “Gli autori e le storie sono molto eterogenee, si spazia dal racconto di un cammino fisico e spirituale di ‘Ogni passo fa nascere una brezza’ di Eric Minetto al racconto di una convalescenza seguita a un rovinoso incidente stradale in ‘Ogni vita

è una meraviglia’ di Elisa Stacchini, all’ospitare Paolo Borzacchiello, scrittore e imprenditore italiano, autore di numerose pubblicazioni sul potere del linguaggio. Il criterio che ci guida è quello di raccontare storie con un valore aggiunto”. Prossimi appuntamenti? “Il 17 ottobre lo chapiteau del Castello del Circo (via 28 luglio, 224 Borgo Maggiore – RSM) ospita una nuova storia e un nuovo libro affascinante e ricco di risvolti ‘HCE - La scienza delle interazioni umane’ scritto da Paolo Borzacchiello e Luca Mazzilli”. Alessandro Carli

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Renata Tebaldi su Rai3: doveroso omaggio al grande soprano e alla “sua” Repubblica La straordinaria carriera internazionale del soprano Renata Tebaldi è al centro della terza puntata di “Illuminate”, docu-serie prodotta da Anele in collaborazione con Rai3, in onda lunedì 12 ottobre in seconda serata su Rai3. La puntata vedrà San Marino protagonista grazie alle riprese che, questa estate, sono state effettuate in centro storico grazie al lavoro della Fondazione Renata Tebaldi ed alla collaborazione dell’Ufficio per il Turismo. “Illuminate” è una produzione Anele in collaborazione con Rai3 in onda dal 28 settembre in seconda serata su Rai3: una docu-serie in quattro puntate prodotta da Gloria Giorgianni, che per la terza puntata, quella dedicata a Renata Tebaldi, vanta la regia di Maria Tilli. Lucia Mascino, Claudia Gerini, Serena Autieri e Matilde Gioli sono le protagoniste

dei quattro racconti originali nati con il desiderio di restituire alle nuove generazioni l’eredità di Sandra Mondaini, Alda Merini, Renata Tebaldi e Gae Aulenti. Donne speciali, illuminate appunto. A guidare il racconto incentrato in Repubblica è Serena Autieri, che si immerge nella scoperta di Renata Tebaldi partendo proprio dalla Repubblica di San Marino, dove il grande soprano ha scelto di passare gli ultimi anni della sua vita e dove ha voluto e costituito la sua Fondazione. L’occasione è la simulata partecipazione di Serena Autieri come giurata al Concorso internazionale di Canto Renata Tebaldi, manifestazione che dal 2005 ad oggi si è saputa imporre nel panorama internazionale per l’indubbia qualità e le concrete opportunità di carriera offerte, come desiderava la Tebaldi stessa, ai

giovani cantanti lirici. Attraverso la performance di Benedetta Torre accompagnata dal Maestro Davide Cavalli, alcune visite ai luoghi cari alla Tebaldi come lo storico Teatro Titano e l’incontro con uno dei suoi più grandi ammiratori, Giuseppe Caruso, l’attrice ripercorre alcune delle tappe fondamentali della carriera professionale e della vita privata della “voce d’angelo”, dalla prima audizione con il Maestro Toscanini alla prima esibizione alla Scala, fino ad arrivare agli eccezionali riconoscimenti professionali a livello mondiale. Ad arricchire il racconto, oltre ad immagini e filmati di repertorio originali, numerose testimonianze illustri tra cui Katia Ricciarelli, la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi e tanti amici e colleghi della Fondazione Renata Tebaldi.