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Anno XXVI - n.32 - 1,50 euro

Direttore Alessandro Carli

Venerdì 7 Settembre 2018

E ditoriale Senza riforme e risparmi B anche Più che BSM e Carisp stabilità serve unità

Spending review, pensioni, IGR, sviluppo, stabilità. Cantieri importantissimi, sui quali si decide buona parte del futuro di San Marino e per questo andrebbero portati avanti nella massima condivisione con il Paese, talmente sono delicati. Si sta parlando di riforme che avranno effetti su tutto il sistema economico e sociale, ma per avere questi effetti occorre costruirle in maniera efficace. Il Governo, invece, pare dare per scontati gli effetti, a tal punto di permettersi di posticipare (almeno fino ad oggi ha fatto così) gli interventi più importanti, focalizzandosi unicamente sul sistema bancario. E annunciando in questo settore anche uno sforzo economico enorme. Inoltre, sembra quasi che tali interventi vengano trattati dal Governo senza un vero “filo conduttore”. Quello che invece li accomuna è senza dubbio il modus operandi: vengono presentati alle parti sociali in una versione praticamente già definita, quindi senza che le parti sociali possano avere un ruolo attivo per quel che riguarda le modifiche da apportare. Associazioni che, lo ricordiamo, vivono in prima persona e sul campo tutte le difficoltà che sta vivendo la Repubblica di San Marino. Insomma, di fronte a una situazione molto preoccupante e che rischia di sfuggire di mano, l’auspicio è che le Associazioni facciano finalmente “fronte comune”, e che il Governo riveda questa sua posizione e si apra alle discussioni fornendo tutti quegli strumenti utili a leggere la situazione (i famosi dati), al fine di trovare una soluzione condivisa ed efficace. (...) Segue a pag. 3

debito oltre 800 milioni

studiano la “fusione”

Il Governo pianifica il finanziamento esterno (FMI) e dei nuovi bond L’alternativa: le categorie economiche chiedono spending e sviluppo a pag.2

T IM

San Marino primo Stato a “5G”

a pag.4

C ultura

L’aumento a 11,5 milioni di euro del disavanzo finanziario del Bilancio dello Stato certificato a inizio agosto con la Variazione straordinaria diventa poca cosa di fronte ai numeri portati sul tavolo dal Governo al rientro dalle vacanze. Si parla di un indebitamento pubblico di ulteriori 500 milioni, che porterebbe l’ammontare totale a oltre 830 milioni. La soluzione prospettata dal Governo è il finanziamento esterno (270 milioni dal FMI) e nuovi titoli di stato (circa 300 milioni, comprati probabilmente con i fondi pensione). Per le parti sociali l’approccio è diametralmente opposto: prima occorre intervenire sulle normative e completare la spending review, poi con le riforme a regime analizzare quanti soldi servano ancora ed eventualmente come trovarli. Bartolucci alle pagg. 6-7

Le fotografie di Jodice a San Marino

alle pag.9-11

spazio riservato all’indirizzo


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B anche

FIXING - Anno XXVI - n.32 - Venerdì 7 Settembre 2018

I due istituti rappresentano oggi il 56% della raccolta totale del sistema

BSM e Carisp studiano la possibilità di unirsi Affidata alla KPMG l’analisi per capire se c’è “convenienza strategica” Le voci che si rincorrono da qualche settimana hanno dunque un fondamento: “I Consigli di Amministrazione di Banca di San Marino S.p.A (BSM) e Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino S.p.A (CARISP), riunitisi nei giorni scorsi, hanno affidato ad una società internazionale (KPMG, ndr) il mandato di esplorare la convenienza strategica di una eventuale operazione di integrazione tra i due Istituti”. A renderlo noto sono le stesse Banca di San Marino e Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino, che spiegano: “L’ipotesi al vaglio è di dar vita ad un nuovo polo creditizio di rilevanza sistemica, di considerevole maggior efficienza competitiva, in grado di contribuire in modo significativo alla ripresa economica e alla stabilizzazione finanziaria del Paese. In linea con la tradizione dei rispettivi Istituti, profondamente radicati nel tessuto economico-sociale della Repubblica, l’obiettivo è di sostenerne un rinnovato sviluppo, generando una solida capacità finanziaria per alimentare masse critiche di innovazione nel comparto industriale, finanziario e dei servizi”. Un nuovo polo creditizio, quindi, che torna - almeno come locuzione - nelle ipotesi per rinnovare il sistema finanziario e bancario sammarinese, proprio come aveva auspicato il Governo fin dalla sua presentazione: al punto 1 del paragrafo “Interventi per il sistema bancario” del programma di Adesso.sm si prevede di “implementare un

rà condotta da KPMG”, spiegano da Banca di San Marino e da Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino, “i Soci di entrambi gli Istituti— previa consultazione con tutti gli stakeholder interessati—valuteranno l’eventuale operazione alla luce del carattere territoriale e delle radici storiche dei due Istituti, e delle funzioni di interesse pubblico dell’attività bancaria”. Il piano allo studio “prevede l’integrazione selettiva e strategica dei due Istituti bancari, per permettere al nuovo soggetto creditizio di poter operare con forza nello scenario

percorso di ristrutturazione complessiva del sistema bancario sammarinese, attraverso processi di aggregazione degli istituti di credito esistenti con gli obiettivi: di maggiore efficienza, valorizzazione delle risorse umane esistenti, solidità patrimoniale e implementazione dell’erogazione del credito a favore del sistema economico sammarinese”. Un fatto che non è sfuggito al Movimento Rete, che ha depositato un’interpellanza giusto qualche giorno prima della uscita pubblica di BSM, per chiedere conto proprio al Governo “se sono previsti accorpamenti tra Cassa di Risparmio e altri istituti bancari. In caso affermativo, specificare quali siano gli istituti bancari oggetto di accorpamento, le tempistiche, le modalità, i costi, il collocamento delle risorse umane, l’obiettivo che si intende perseguire e quali tipi di sinergie si stimi che tale fusione possa gene-

rare”. Non solo: “Se sono previsti accorpamenti tra altri istituti di credito sammarinesi che detengono i fondi pensione del primo pilastro. In caso affermativo, specificare quali siano gli istituti bancari oggetto di accorpamento, le tempistiche, le modalità, i costi, il collocamento delle risorse umane e l’obiettivo che si intende perseguire”. Su queste ipotesi dovrà eventualmente riferire il Congresso di Stato, che comunque sarà chiamato a confermare quanto annunciato da BSM. Anche per questo “l’affidamento dello studio ad una società terza ha lo scopo di rassicurare i mercati sull’obiettività della valutazione, evitando che potenziali interessi di parte prevalgano sull’interesse precipuo dei depositanti e dei clienti a vario titolo degli Istituti medesimi. Sulla base dell’analisi che sa-

San Marino FIXING settimanale di informazione economica, finanziaria e politica Direttore responsabile Alessandro Carli a.carli@fixing.sm Redattore Daniele Bartolucci d.bartolucci@fixing.sm Responsabile commerciale Roberto Parma 339.8016455 roberto.parma@fixing.sm Per la pubblicità su Fixing 0549.873925 commerciale@fixing.sm

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Finanza & Mercati

internazionale che si andrà ad aprire con l’auspicata firma del Memorandum d’Intesa della nostra Banca Centrale con Banca d’Italia e con la finalizzazione del Trattato di Associazione all’Unione Europea, a cui le Autorità di Governo, Banca Centrale e l’Associazione Bancaria Sammarinese stanno da tempo lavorando”. Un nuovo “polo” che, numeri alla mano, sarà anche il più grande e importante della Repubblica: attualmente infatti, i due istituti gestiscono circa il 56% dell’intera raccolta del sistema bancario sammarinese. Daniele Bartolucci

Come migliorare il modo di investire in tre semplici mosse

Rubrica a cura di Banca di San Marino s.p.a. - Strada della Croce, 39 47896 Faetano - Tel. 0549.873433 - Email: comunicazione@bsm.sm

Investire al meglio i propri risparmi non è semplice come può sembrare. In queste poche righe condividiamo tre semplici accorgimenti che aiuteranno gli investitori ad aumentare i propri rendimenti fin da subito. Stabilire il giusto livello di rischio. Si vorrebbe ottenere guadagni elevati ma senza rischiare. Bisogna ricordare che investire implica incertezza e l’incertezza implica rischio. Chi vuole investire al meglio deve rispettare questa regola. Per questo è fondamentale individuare il proprio profilo di rischio, che rappresenta la perdita massima sopportabile per riuscire ad ottenere un determinato rendimento. Nel fare questo serve a ricordare che: a) tanto maggiore è la perdita massima accettabile quando il mercato scende, tanto più elevato sarà il guadagno quando il mer-

cato sale. b) tanto minore è la perdita massima accettabile quando il mercato scende, tanto più modesto sarà il rendimento che si ottiene quando il mercato sale. Dopo quanto tempo valutare i risultati dell’investimento e con quale frequenza monitorarne l’andamento. Il giorno dopo aver investito, arriva la tentazione di controllare l’andamento del proprio portafoglio. Questo è un grave errore, perché l’investimento si distingue dalla speculazione per il fatto di essere un’attività a medio/ lungo termine. Il consiglio è di aspettare almeno 3-5 anni per fare una valutazione dei rendimenti del proprio portafoglio. Mentre per quanto riguarda la frequenza con cui monitorarne l’andamento, sarà sufficiente un controllo trimestrale. Diversificazione. “Non mettere tutte le uova nello

stesso paniere diceva la nonna”, questa è la principale regola quando si investe sui mercati finanziari. Diversificare significa quindi investire in più strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, liquidità, valute, materie prime, eccetera) che, a loro volta, sono differenziati per settori e Paesi diversi. L’obiettivo principale della diversificazione è quello di ridurre il rischio di un portafoglio. Esistono strumenti finanziari come i Fondi o GPF che permettono un’ottima diversificazione con un solo prodotto in portafoglio. Ricapitolando, le tre regole per migliorare il modo di investire sono: 1: stabilire il giusto livello di rischio sopportabile; 2: valutare la bontà dell’investimento dopo almeno 3-5 anni e non dopo pochi mesi, monitorandone l’andamento trimestralmente; 3: diversificare. Manuel Marchetti


E conomia

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L’anteprima del Bollettino di Statistica di luglio: occupazione e turismo

Manifattura, cresce la “media addetti” In un solo mese (da giugno e luglio) è passata da 11,9 a 12,3 Le imprese della Repubblica, dopo le buone performance dei primi sei mesi del 2018, hanno fatto registrare una timida frenata. Nell’anteprima del Bollettino di Statistica del mese di luglio difatti il totale delle aziende operanti sul Titano è sceso sotto quota 5 mila: per le precisione 4.973 quando solo a giugno erano 5.056. La manifattura, dopo il vertice di giugno (536), è scesa a 522 attività, e comunque in territorio positivo rispetto a luglio 2017 quando si era fermata a 500. Nonostante la perdita di 14 attività, il comparto ha visto incrementare il numero medio di addetti, passato da 11,9 a 12,3 persone. Media addetti Un buon balzo in avanti, sempre per media addetti, lo ha firmato la “Fornitura di Acqua; Reti Fognarie, Attività di Gestione dei Rifiuti e Risanamento”: mentre a giu-

tore Pubblico allargato (erano 3.653, sono diventati 3.662). A luglio la Pubblica Amministrazione ha sfiorato i 2.100 dipendenti (2.098) mentre l’Azienda Autonoma per i Servizi ha messo in organico 5 persone in più (da 198 a 203). Per quel che riguarda invece l’età dei lavoratori (privati, pubblici e indipendenti), circa i 2/3 hanno un’età compresa tra i 41 e i 60 anni. Il 30% del totale ha più di 50 anni. gno 2018 erano 7,6, a luglio è stata toccata una media di 9,4 dipendenti. Il numero di imprese del settore invece, in 30 giorni, è sceso di 2 unità, ovvero da 9 a 7. Settori in contrazione Tra i “rami” che tra giugno e luglio si sono contratti maggiormente, le “Attività Professionali, Scientifiche e Tec-

niche”, che in un mese (giugno-luglio) sono hanno fatto registrare una diminuzione di 27 unità (1.022-995). Per quanto riguarda le costruzioni, da luglio 2017 a luglio 2018 hanno messo a segno una performance comunque positiva: da 378 a 391 aziende. In salita anche la forza lavoro: a giugno il totale (dipendenti, indipendenti e disoccupati)

era di 22.586 persone, a luglio di 22.860. Nello specifico il numero di dipendenti è cresciuto (19.552 a giugno, 19.842 a luglio), quello degli indipendenti è sceso di 15 unità (da 1.765 a 1.750) mentre quello dei disoccupati è rimasto invariato. Sempre tra giugno e luglio è poi aumentato il numero dei lavoratori dipendenti del set-

Frontalieri Anche a luglio è proseguito il trend di crescita dei lavoratori frontalieri: dall’inizio dell’anno sono passati da 5.358 a 5.932. Solamente a giugno erano 5.850. Turismo Rispetto a 12 mesi fa i flussi turistici sono aumentati: a luglio 2017 sono stati 259.059, 12 mesi dopo 263.280.

E ditoriale Più che stabilità serve unità

Segue dalla prima

(...) Davvero è così complicato ascoltare gli altri attori e realizzare un piano comune? Quel piano strategico che da anni il Paese attende e che, stante la situazione emergenziale, sia portato avanti dal Governo (ovviamente) insieme alle parti sociali. Una “cabina di regia”, in pratica, che responsabilizzi tutti. Senza questa unità, resta solo la strada dello scontro. Alessandro Carli


T erritorio

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Entro il 2018 il Monte sarà il primo Stato d’Europa con il nuovo standard

Il Titano “accende” il primo sito “5G” Traguardo raggiunto grazie all’accordo con TIM San Marino e Nokia L’accensione del primo sito 5G conforme allo standard 3GPP Rel15, che farà della Repubblica di San Marino la prima nazione europea coperta dalla nuova tecnologia 5G, è il primo importante traguardo raggiunto grazie allo sforzo condiviso da TIM, la sua controllata TIM San Marino, NOKIA e il Governo di San Marino, che hanno unito gli sforzi nell’ambito della sperimentazione 5G. Il piano di rete del progetto, la cui prima tappa è stata raggiunta grazie alla banda di frequenze 3,5 GHz messa a disposizione dal Governo di San Marino, prevede di completare la copertura 5G entro la fine dell’anno. Nello specifico, a Faetano è stato installato un apparato radio a standard 3GPP Rel15, dotato di tecnologia “Massive-MIMO”, un’antenna capace di gestire contemporaneamente decine di segnali radio in entrata e in uscita, in grado di adattarsi dinamicamente alla posizione dei singoli utenti e alla domanda di traffico. La soluzione “end to end” NOKIA prevede, inoltre, la virtualizzazione sia delle componenti di rete sia dell’accesso radio. Completati i test presso il centro di ricerca e innovazione di TIM a Torino che hanno testato per la prima volta in Europa la tecnologia a standard 5G basata sulle onde millimetriche (26 GHz) nella gamma di frequenze (26,527,5 GHz) TIM e Nokia inizieranno entro la fine di settembre l’installazione degli apparati 5G a 26 GHz, al fine di testarne le potenzialità in campo con terminali 5G

G estione Rifiuti

Rubrica a cura di: L’arredo scolastico, la vita di penne, zaini e astucci

equipaggiati con entrambe le bande, rendendo così la Repubblica di San Marino un laboratorio a cielo aperto per la sperimentazione di servizi innovativi basati sul 5G. Industria 4.0, sicurezza pubblica, smart city e turismo digitale sono gli ambiti interessati dai servizi innovativi abilitati grazie alle potenzialità del 5G. Le parole di TIM e Nokia “L’installazione del primo sito 5G a standard 3GPP - commenta Elisabetta Romano, Chief Technology Officer di TIM – corona un virtuoso percorso di innovazione iniziato da TIM alcuni anni fa anche in seno agli Enti di

Standardizzazione, contribuendo dapprima alla raccomandazione ITU R ‘Vision’, che ha definito i concetti fondanti del 5G, ed in seguito guidando le specifiche tecniche del 3GPP della rel15 e successive”. Marc Rouanne, Direttore Mobile Networks di Nokia aggiunge: “Nokia ha sviluppato il portafoglio di soluzioni end-to-end ‘5G Future X’ in grado di offrire prestazioni senza precedenti che permetteranno agli operatori come TIM di trasformare l’offerta di servizi. Attraverso la nostra collaborazione, esploreremo il potenziale dei servizi 5G per soddisfare le esigenze di aziende e privati”.

Settembre, il mese che dà inizio all’anno scolastico. Apparentemente sembra non ci siano punti di contatto tra gli argomenti che trattiamo già di diversi anni su questa rubrica e il mondo dell’istruzione. E invece… Come molto lettori, anch’io sono genitore e vivo in prima persone tutte quelle “piccole discussioni” domestiche legate alla scuola: zaini, astucci, quaderni, colori, penne e matite. Spesso gli “attrezzi” che hanno accompagnato per otto mesi i nostri figli – mi riferisco ovviamente al periodo che va da settembre a giugno – l’anno dopo non vanno più bene e quindi si butta via tutto e si comprano nuovi “arredi”. Eppure la maggior parte degli zaini, degli astucci e dei pennarelli sono in grado di affrontare anche il successivo anno scolastico: basta avere un briciolo di creatività che renderà i “vecchi” oggetti pronti per affrontare la nuova “stagione”. Faccio qualche esempio pratico: le matite colorate e i pennarelli. Può capitare che qualche “tonalità”, dopo un anno di lavoro, si esaurisca. Gli altri però, quelli meno utilizzati (e quindi la maggior parte) possono affrontare senza troppi problemi anche la “stagione” successiva. Come nel calcio, se un cal-

ciatore non è più in gradi di continuare la partita, viene sostituto. Questa regala vale anche per i colori e le matite: basta recuperare quello “finito” da un altra scatola e la “formazione” è al completo. Anche se è di un’altra marca, la cosa importante è che faccia quello per cui è stato costruito, quindi disegnare, colorare, scrivere. Per quel che concerne zaini e astucci, ma anche i grembiuli, esistono sempre altre strade, quelle che chiamo “second life”. Gli adulti (non tutti) fanno con quello che hanno, ma sappiamo anche che i figli, talvolta, fanno qualche capriccio: “La cartella con un personaggio ‘x’ non è più di moda e quindi la voglio cambiare” avrete sentito dire dai vostri figli. In questo caso si aprono due possibilità, entrambe interessanti. La prima è quella di mettere qualche annuncio sui social, magari con la didascalia “Cedesi gratuitamente”. Non ci si deve vergognare: il sorriso di un bambino che può sfoggiare lo zainetto con il suo personaggio preferito ha un valore che non può essere monetizzato. La seconda invece rimane “in famiglia”: gli zainetti possono cambiare “uso” e, dopo aver accolto libri, quaderni, eccetera, possono diventare “pratici

contenitori” di panini, bibite, tovaglioli e sacchetti per una scampagnata fuori porta la domenica. Siamo ai primi di settembre, se Giove Pluvio non farà i capricci, abbiamo ancora un buon mese per “testare” la loro praticità. Alla peggio, verranno “buoni” in primavera. Sul logorio delle copertine dei libri vengono preziosi i suggerimenti dei nostri “vecchi”: rivestitele con pellicole trasparenti o con carta colorata, coinvolgendo anche i figli. Passerete qualche ora con loro, anche nella scelta dei colori e del materiale. Bastano un paio di forbici, il nastro adesivo e tanta pazienza. Infine, voglio ricordare una bella iniziativa promossa dall’AASS dedicata alla scuola. Si tratta di un gioco di carte che serve per riconoscere i materiali e dove vanno destinati quando diventano rifiuti. Anche in questo modo si fa “educazione”. Mirkare Manzi


I mprese

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Il trend è sostenuto dalla domanda interna, quella estera è in flessione

Produzione industriale in discreta crescita Report Centro Studi Confindustria: +0,4 a giugno, +0,3 a luglio La produzione industriale italiana inizia positivamente il terzo trimestre 2018, dopo la sostanziale stagnazione rilevata nel secondo. Il Centro Studi di Confindustria stima un incremento dell’attività sia in giugno (+0,4%) che in luglio (+0,3%), grazie principalmente al sostegno della domanda interna e a fronte di una domanda estera giudicata in ulteriore peggioramento. La variazione congiunturale acquisita della produzione industriale nei mesi estivi è di +0,7%, dopo il -0,1% nel secondo trimestre. La fiducia degli imprenditori manifatturieri non mostra segnali incoraggianti ed è coerente con un andamento debole dell’attività nei prossimi mesi. Il CSC rileva un aumento della produzione industriale dello 0,3% in luglio su giugno, quando è avanzata dello 0,4% su maggio. Nel secondo trimestre del 2018 si stima un calo congiunturale dello 0,1%, dopo il -0,2% rilevato dall’ISTAT nel primo; il terzo trimestre registra una variazione acquisita di +0,7%; se confermata tale inversione di tendenza, la produzione industriale tornerà a contribuire positivamente alla crescita del PIL italiano, dopo due trimestri in cui ne ha frenato l’espansione. La produzione, al netto del diverso numero di giornate lavorative, avanza in luglio del 2,1% rispetto allo stesso mese del 2017; in giugno è cresciuta dell’1,4% sui dodici mesi. La produzione media giornaliera risulta, quindi, in accelerazione nell’ultimo mese e conferma la tendenza positiva iniziata 2 anni fa. Gli ordini in volume aumentano in luglio dello 0,2% sul mese precedente (+1,3% su luglio 2017) e in giugno dello 0,3% su maggio (+2% annuo). A di là delle oscillazioni mensili, la dinamica della produzione industriale resta espansiva ma è meno vivace rispetto al 2017. Questa decelerazione è comune a tutti i principali paesi dell’Eurozona ed è coerente con il rallentamento segnalato dagli indicatori qualitativi. Negli ulti-

mi mesi i giudizi e le attese degli imprenditori italiani (Indagine ISTAT) sono peggiorati soprattutto per le valutazioni negative sulla dina-

mica dell’export, in linea con il minore vigore della domanda mondiale. Analoghe valutazioni emergono anche dal PMI manifatturiero per

l’Italia (indagine IHS-Markit) secondo il quale la produzione industriale avanza con un ritmo di crescita debole, sostenuta soprattutto dal com-

parto dei beni strumentali. Secondo i direttori degli acquisti, inoltre, le prospettive sull’andamento dell’attività nella seconda parte dell’anno

restano incerte specie per i rischi derivanti dalla possibile recrudescenza delle tensioni commerciali a livello internazionale.

I STAT

I dati economici trimestrali

Nel secondo trimestre del 2018 il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1,2% nei confronti del secondo trimestre del 2017. Lo segnala l’ISTAT in una nota. La crescita congiunturale del Pil diffusa il 31 luglio 2018 era stata dello 0,2% mentre quella tendenziale era stata dell’1,1%. Il secondo trimestre del 2018 ha avuto due giornate lavorative in meno del trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al secondo trimestre del 2017. La variazione del Pil acquisita per il 2018 è pari a +0,9%. Rispetto al trimestre precedente, tutti i principali aggregati della domanda interna registrano aumenti, con una crescita dello 0,1% dei consumi finali nazionali e del 2,9% degli investimenti fissi lordi. Le importazioni sono cresciute dell’1,8%, mentre le esportazioni sono diminuite dello 0,2%. La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito per 0,6 punti percentuali alla crescita del Pil, con un contributo nullo sia dei consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private (ISP), sia della spesa delle Amministrazioni Pubbliche (AP) e un contributo positivo di 0,5 punti percentuali degli investimenti fissi lordi.


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P .A.

Idea taglio stipendi da 1,5% in su

“Dopo una serie di provvedimenti che hanno già colpito i salari pubblici e 10 anni senza rinnovo contrattuale, il Governo insiste sulla linea dei tagli alle retribuzioni”, lamentano i segretari delle Federazioni Pubblico Impiego della CSU, Alessio Muccioli (CSdL) e Milena Frulli ( CDLS). “Tramontata infatti l’idea, perché inapplicabile, del taglio dell’orario settimanale, la nuova proposta è quella di un taglio dell’1,5% per gli stipendi fino a 1500 euro, del 3,5% per le retribuzioni da 1500 a 2500 euro e si procede con aliquote che si innalzano progressivamente per scaglioni di 500 euro”. Per i segretari di FUPICSdL e FPI-CDLS è una scelta sbagliata: “Il Governo a parole dice di essere favorevole ad una serie di riduzioni di spesa derivate da razionalizzazioni e da una revisione delle convenzioni e degli appalti, nei fatti però continua a proporre elementari politiche di taglio lineare sui soli salari pubblici, cosa che innescherebbe una lesione dei diritti contrattuali oltre ad un ulteriore aggravio della capacità di spesa delle famiglie sammarinesi e quindi a tutta l’economia”. Gli ultimi numeri dell’Ufficio Statistica, ricordano Muccioli e Frulli, purtroppo confermano un netto calo dei redditi e dei consumi: “Nel 2016 il reddito medio delle famiglie era pari a 42.200 euro, mentre nel 2017 è sceso a 38.900, pari a uno sconfortante -7,8%. Negativa anche la dinamica dei consumi: nel 2017 si è registrato un calo della spesa media mensile delle famiglie sammarinesi pari al 3.1% rispetto al 2016”. Per questo nel mirino del Governo, più del pareggio di bilancio, dovrebbe esserci l’equità fiscale, che si raggiunge anche, avvertono i segretari di FUPI e FPI, con una lotta più incisiva all’evasione fiscale, da cui “deve ripartire il risanamento dei conti pubblici. Da chi insomma”, chiosano, “nasconde e sottrae risorse alle famiglie, alle imprese e allo Stato”.

A conomia E ttualità di Daniele Bartolucci

L’aumento a 11,5 milioni di euro del disavanzo finanziario del Bilancio dello Stato certificato a inizio agosto con la Variazione straordinaria (ne seguirà una seconda, più completa, nelle prossime settimane), diventa poca cosa di fronte ai numeri portati sul tavolo dal Governo al rientro dalle vacanze. Si parla di un indebitamento pubblico di ulteriori 500 milioni, che porterebbe lo Stato di San Marino a dover ridare indietro ai creditori una cifra di oltre 830 milioni, visto che l’attuale debito è attorno ai 330 milioni di euro. La soluzione prospettata dal Governo è il finanziamento esterno (270 milioni dal FMI) e nuovi titoli di stato (circa 300 milioni, comprati probabilmente con i fondi pensione), un intervento che, unito alle prossime riforme, permetterà in futuro di ridare vigore all’economia del Paese. Per le parti sociali l’approccio è diametralmente opposto: prima occorre “sistemare le cose”, ovvero intervenire sulle normative e completare la spending review, poi con le riforme a regime analizzare quanti soldi servano ancora e come trovarli. Il confronto va avanti ma senza dialogo Il punto di incontro potrebbe essere il confronto, ma come lamentano associazioni datoriali e sindacati, al momento il Governo non retrocede dalle proprie posizioni e strategie, chiudendosi a qualsiasi proposta alternativa o modifica di quanto ha presentato. Come è il caso del Piano di Stabilità e Sviluppo, “madre” di tutte le riforme per il Paese, che si sta trasformando in un tavolo infinito e quasi inutile a dire di alcuni. Come noto, il Governo aveva convocato le parti sociali per riaprire i lavori sulle linee ideate e presentate mesi prima: il problema è che le ha convocate per il 10 di agosto, l’ultimo giorno lavorativo prima della pausa ferragostana per la maggior parte delle persone, compresi gli organi direttivi delle associazioni e dei sindacati. Inoltre, le associazioni di categoria, oltre a palesare questa ovvia difficoltà, hanno ribadito un concetto forse non troppo chiaro al Governo: la discussione si può riaprire solo su un nuovo testo, che comprenda quanto da loro proposto, altrimenti non ha senso ridiscutere di un documento che il Governo ha ideato da solo e che ha già illustrato e dibattuto con le associazioni di categoria. Di fron-

FIXING F IX ING - Anno - Anno XXVIX X -IIn.32 - n.22 - Venerdì - Venerdì 7 Settembre 6 Giugno 2018 2014

Proseguono gli incontri con le parti sociali, ma non c’è dialogo con l’Esecutivo, che

O riforme sostenibili o altri

Il “piano” del Governo: finanziamento esterno dal FMI (270 milioni) e n dai fondi pensione). La strada alternativa è quella prospettata dalle cate te a questo impasse, il Governo ha spostato la convocazione al rientro dalle ferie, il 27 agosto, ma il documento pare sia rimasto lo stesso, se non nella parte riguardante il debito, che stando alle pro-

spettive del Governo potrebbe schizzare a 800-830 milioni nei prossimi mesi. Banche, FMI, bond e fondi pensione Come detto, l’ipotesi presen-

tata il 27 agosto dal Governo alle parti sociali è molto preoccupante: servono 500 milioni di euro da immettere nel sistema bancario (in buona parte per Cassa di Risparmio, ma non è chiaro se an-

che altri istituti abbiano queste necessità così urgenti e di questo valore), per cui il debito dello Stato, che oggi sfiora i 330 milioni, potrebbe quasi triplicare in un colpo solo, arrivando appunto a quegli


EA conomia ttualità

F IX ING - Anno XXXVI FIXING X II -- n.22 n.32 -- Venerdì Venerdì 67 Giugno Settembre 20142018

e sembra voler accelerare sui propri progetti, senza modificarli

500 milioni di debito

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P ensioni

CSDL e CDLS contro l’ipotesi del Governo Contarietà su gran parte degli interventi

nuovi titoli di Stato (circa 300 milioni, forse comprati egorie economiche: subito spending review e sviluppo 800-830 milioni di cui si è detto sopra. Una cifra, vale la pena ricordare, non troppo lontana dal miliardo di euro che si diceva qualche anno fa. E come qualche anno fa, si parla ancora di finanziamento estero, in questo caso del Fondo Monetario Internazionale: secondo il Governo il FMI sarebbe disposto a prestare allo Stato fino a 270 milioni di euro, stabilendo un piano pluriennale di rientro. Non è specificato a quali condizioni, che di solito non sono solo economiche: il FMI aiuta e sostiene i Paesi, ma li “accompagna” anche nei processi di riforma e sviluppo, chiedendo piani concreti e sostenibili, ma spesso anche tagli e tasse. Non è un caso che il Governo sia impaziente di vagliare la riforma delle pensioni (anche se al momento il “muro” dei sindacati è alto e resistente) e mettere le mani sull’IGR modificandone probabilmente le aliquote. Il tutto mentre è

ormai chiaro che ci sarà un “contributo forzoso” chiesto ai dipendenti pubblici: saltata l’idea di togliere un’ora di lavoro a settimana per abbassare il costo del personale, ora si discute di un vero e proprio contributo di solidarietà, crescente a seconda dello stipendio. Un intervento che, però, non sposta il problema, né avvicina i sindacati al tavolo della trattativa per il rinnovo del contratto per il settore pubblico, che potrebbe anche essere del tutto nuovo. Tornando al FMI, anche se l’organismo internazionale dovesse prestare davvero 270 milioni, ne mancherebbero ancora parecchi per sistemare i conti dello Stato: il Governo non ha avuto timore di annunciare alle parti sociali la sua strategia, ovvero quella di emettere nuovi titoli di stato per circa 300 milioni di euro. Obbligazioni (bond) che qualcuno dovrà comunque comprare: ma, stante la scarsa disponibilità delle

banche, palesata a più riprese anche dallo stesso Governo, chi potrebbe mai permettersi una cifra del genere a San Marino? Nessuno, a parte chi questi soldi è già obbligato oggi a tenerli immobilizzati proprio nel sistema domestico: i fondi pensione. Sono loro gli indiziati numero uno per assolvere questo ingrato compito di dare fiducia allo Stato e, in particolare, a questo Governo, vincolando per anni il proprio patrimonio (la maggior parte, visto che gli altri 150 milioni circa servono ovviamente per pagare le pensioni ogni mese). Ovviamente, se il Governo opererà a colpi di forza con categorie economiche e sindacati sugli altri fronti, difficilmente potrà andare a chiedere a queste (che detengono e gestiscono i fondi pensione) di acquistare i propri bond per sostenere il proprio piano. O si condivide il piano, o il giro a un certo punto si interrompe.

Dall’assemblea dei delegati sindacali di CSDL e CDLS emerge, oltre allo scontro sul Piano di Stabilità, anche una forte contrarietà a molti degli interventi ipotizzati dal Governo per riformare il sistema pensionistico sammarinese. E’ una “riforma “, spiegano i sindacati in una nota, “che contiene diversi punti critici, a partire dall’assenza del contribuito dello Stato. Contributo che invece per il sindacato deve essere confermato anche per i prossimi anni, in quanto la parte pubblica non può abdicare al suo ruolo sociale e di sostengo dei cittadini”. Altro capitolo fortemente contestato è quello che fissa a 103 quella che dovrebbe essere la somma tra età anagrafica e anni di contribuzione: “In realtà il tentativo è quello di introdurre unicamente l’aumento dell’età pensionabile, portandola da 60 a 63 anni con almeno 40 anni di versamenti”. “Si stabiliscono poi una serie di disincentivi per chi esce prima dei 64 anni e, addirittura, si incentiva chi rimane al lavoro fino a 70 anni”. Se da parte della CSU non c’era mai stata una preclusione di fondo su questo possibile cambiamento della quota da 100 a 103, “ora la modalità scelta dall’Esecutivo ci vede nettamente contrari”. Così come contrari sono rispetto all’eliminazione della “no tax area”, pari al 20% per le pensioni da 1.000 euro in su, “che si traduce in un significativo aumento della tassazione”. No deciso anche alla possibilità di continuare a lavorare per i titolari di pensioni di vecchiaia, senza nessun abbattimento (anche parziale) della propria pensione: è una “pratica che di fatto ostacola l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e che genera per una sola fascia di lavoratori, escludendo

altre, la possibilità di percepire due redditi”. Inoltre “il progetto di riforma prevede per i giovani una minore contribuzione all’atto della prima assunzione, mentre al contempo si ipotizza che il TFR sia destinato per metà per il finanziamento del secondo pilastro§: anche questa è una soluzione discutibile, partendo dal fatto che attualmente il TFR nel sistema sammarinese è retribuzione diretta, al contrario di quanto accade nel sistema italiano”. “Forti le perplessità sul nuovo contributo di solidarietà”, aggiungono poi i sindacati della CSU. “Dalle tabelle allegate”, spiegano, “si delineano tagli piuttosto sostenuti: le pensioni superiori ai 2.000 euro subirebbero, in aggiunto a quanto già pagato, maggiori trattenute per effetto del combinato disposto della modifica della no tax-area e del nuovo prelievo di solidarietà che va da un mimino del 3% a un massimo del 10%. Si tratta di decurtazioni inaccettabili, anche tenendo conto che già da diversi anni esiste il contributo di solidarietà”. Altro aspetto che ha incrociato ferma contrarietà è quello sulla governance dei fondi pensioni: “Si propone infatti di cancellare gli organismi attualmente esistenti e di far gestire sia il primo che il secondo pilastro da un unico organismo “pseudo-tecnico” nominato dal Congresso di Stato che dovrebbe essere formato da tre persone. In sostanza, il Governo vorrebbe arrogarsi il diritto di gestire direttamente i fondi pensione, mentre al sindacato e alle associazioni datoriali verrebbe assegnato solo un ruolo di controllo postumo e marginale”. Anche su questo punto l’attivo CSU è stato chiaro: “Negli organi di gestione dei fondi pensio-

nistici i rappresentanti delle parti sociali e delle categorie economiche devono avere, in termini di voti, un ruolo ed un peso maggioritario, in quanto sono le uniche a rappresentare i soggetti che versano le risorse in tali fondi”. Ma quello che più preoccupa è “la proposta che va a cambiare completamente la natura del nostro sistema previdenziale: è infatti citata l’ipotesi di passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo. Ciò, peraltro, senza sapere se vengono salvaguardati i diritti acquisiti, che sono irrinunciabili”, ribadisce la CSU nella sua nota. “In tal senso occorre tenere conto dei tre sistemi che presiedono al calcolo della prestazione pensionistica: quello originario con la riforma del 1983, quello del periodo successivo dopo la riforma del 2005, ed inoltre quello della riforma del 2011. E quest’ultima riforma già introduce un rapporto attorno al 60% tra ultimo stipendio e assegno previdenziale. Il forte rischio è che il nuovo sistema contributivo farebbe maturare prensioni al di sotto del 60%, portando le future pensioni delle giovani generazioni a livelli di vera e propria povertà. Pertanto, respingiamo con forza anche questa ipotesi”. Il giudizio è quindi pesantemente negativo, “pertanto - affermano i segretari CSU Tamagnini e Montanari- rinnoviamo l’invito al Governo a non procedere all’avvio all’iter consiliare di nessun progetto di legge in materia pensionistica senza aver prima espletato, fino in fondo, un negoziato con le organizzazioni sindacali. E l’eventuale accordo sulla riforma”, annunciano, “dovrà essere sottoposto alla valutazione finale dei lavoratori e dei pensionati attraverso un referendum”.


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di Alessandro Carli

Un “nuovo” patrimonio artistico della Repubblica di San Marino è stato inserito nell’elenco dei “progetti di recupero, conservazione e valorizzazione dei beni culturali” definiti dal Regolamento “Pro Cultura”. Assieme all’Oratorio Valloni / Chiesa San Giovanni, al Complesso monumentale dei Mulini di Canepa, al sito archeologico di Domagnano Paradiso, al Santuario rupestre della Tanaccia, al Percorso di accesso al sito archeologico di Montecerreto, all’Organo chiesa di San Francesco, alla Carrozza Reggenziale Treno bianco-azzurro e all’Ex-chiesetta di Sant’Anna difatti è stato aggiunto il “Cinema Teatro Turismo”. I “tesori” e i singoli “fabbisogni” economici Sul sito http://www.istruzioneecultura.sm compaiono i progetti finanziabili, alcuni d’importo considerevole e suddivisi in stralci, altri meno onerosi. “Le risorse finanziarie raccolte – si legge sul portale - non possono essere utilizzate per altri scopi se non per quello indicato nella causale della donazione o liberalità. Appena viene raggiunto l’importo indicato per la realizzazione dell’intervento gli uffici competenti procedono con le procedure necessarie per le autorizzazioni e l’avvio dei lavori”. Ve-

L eggi e Normative

FIXING - Anno XXVI - n.32 - Venerdì 7 Settembre 2018

Tra i patrimoni inseriti nel Regolamento anche il Cinema Teatro Turismo

“Pro Cultura”, i costi per i singoli interventi Oltre un milione 300 mila euro per il primo “step” di Domagnano diamo assieme gli “interventi” principali. L’orario Valloni, ovvero chiesa di San Giovanni Battista, ha bisogno di restaurare le tele presenti sui due lati maggiori che si presentano in condizioni estremamente precarie. Per la “Profezia del vecchio Simeone” (dipinto ad olio su tela, cm 165 x 100) servono 4.325 euro, per il “San Pietro d’Alcantara” (dipinto ad olio su tela, cm 165 x 100) 3.250 euro, per il “Transito di San Giuseppe” (dipinto ad olio su tela, cm 165 x 100) invece 2.725 euro. L’insediamento di Domagnano, una delle aree archeologiche più importanti per la realtà locale perché documenta tre fasi estremamente significative del lungo percorso formativo del territorio sammarinese. Per la realizzazione del primo step, che prevede le opere di restauro dei resti archeo-

logici, la copertura sugli scavi archeologici per garantirne la conservazione, la realizzazione di una unità introduttiva provvisoria con laboratori didattici, la ricostruzione – attraverso le metodiche dell’archeologia sperimentale - dell’edificio di età gota, la sistemazione dell’area verde all’interno del parco e del percorso di accesso proveniente dal parcheggio pubblico il costo è di 1.387.800 euro. Il progetto di valorizzazione e recupero del santuario della Tanaccia prevede l’individuazione di ambiti tematici. L’intervento è suddiviso in più tappe: la prima prevede le opere di restauro dei resti strutturali della cisterna e la sua valorizzazione (stanza 7), l’approntamento della soglia (stanza 1) e una prima fase di attuazione del percorso di avvicinamento al pianoro dedicato all’osservazio-

ne/ valorizzazione dei biotipi vegetali (stanza 2). Per la realizzazione il costo per le sole opere e la loro installazione ammonta a 110.000 euro, di cui 55.000 per il restauro e la valorizzazione della cisterna (stanza 7), 25.000 per la soglia 1 e 30.000 per una prima parte della stanza 2 con la valorizzazione degli aspetti botanici. Il progetto di restauro, trasformazione e ampliamento fonico / strutturale dell’Organo Tamburini richiede invece un importo complessivo dell’intervento è di 167.000 euro. Di questi 68.500 euro sono destinati a restauro, modifiche e integrazioni di canne, somieri e crivelli di sostegno, nonché della manticeria esistente; 18.500 euro per rifare la consolle; 22.000 per l’elettronica; 24.000 euro per la nuova cassa artistica; 34.000 euro per smontaggio e

montaggio, installazioni, intonazione e accordatura a regola d’arte. I tempi di lavorazione sono stimati in 14/16 mesi. La Cappella di Sant’Anna, oggi sconsacrata, fa parte dell’ex complesso ospedaliero “Ospedale della Misericordia” oggi sede della Scuola Secondaria Superiore. Sulle lunette delle quattro porte laterali sono dipinte quattro immagini e cioè San Marino, Sant’Anna, San Giovanni e la Madonna della Misericordia, opere pregevoli del pittore bolognese Armando Baldinelli. Le quattro lunette bassorilievo (117,5 x 67,5 centimetri cadauno) in terraglia bianca dipinta e smaltata sono state ritrovate durante i recenti lavori di sistemazione e necessitano di interventi di restauro. Indicativamente la cifra per il restauro di tutte le opere potrebbe quantificarsi, ri-

Radio 24 News

porta il sito, in 3.500-4.000 euro. L’ammontare delle deduzioni Il “Pro Cultura” ricorda che “la persona fisica o giuridica che eroga la donazione o liberalità a favore dei progetti (...) ha facoltà di dedurre il 200% dell’importo in denaro o del valore normale dei beni o delle prestazioni oggetto di donazione al periodo d’imposta in cui la donazione o liberalità è erogata (ad esempio, in caso di donazione di 10.000 euro entro il 31 dicembre 2018, il donatore si assicura una deduzione dalle imposte pari a 20.000 euro nella dichiarazione dell’anno successivo)”, e che “la donazione o liberalità è versata sul conto corrente di Tesoreria appositamente acceso presso Banca Centrale della Repubblica di San Marino indicando nella causale il codice area e il nome del progetto che si intende finanziare con la donazione”. La Segreteria di Stato per l’Istruzione e la Cultura è tenuta a pubblicare sul suo sito web l’elenco dei progetti finanziabili ed è tenuta ad aggiornare le informazioni relative allo stato di avanzamento della raccolta delle donazioni, ai finanziatori che contribuiscono al progetto, allo stato di avanzamento del progetto

Il nuovo palinsesto autunnale Le conferme e le novità 2018-2019 Radio 24 Il Sole 24 Ore www.radio24.ilsole24ore.com

E’ scattata il 3 settembre la stagione 2018\2019 di Radio 24 con il rilancio del palinsesto che ha portato allo straordinario risultato di 2 milioni e 200mila ascoltatori nella stagione precedente (dati Ter 2017/2018). Una squadra di fuoriclasse all’interno di un’offerta editoriale forte, orientata all’informazione e alle news con 18 GR quotidiani curati dalla redazione e due approfondimenti, alle 13 in “Effetto Giorno” di Simone Spetia e alle 21 il riepilogo della giornata in “Effetto Notte” di Roberta Giordano. Le novità del palinsesto autunnale dal lunedì al venerdì riguardano, in primo luogo, la mattina. A svegliarci con la lettura dei giornali e a raccontarci i fatti del giorno

in “24Mattino” arriva una voce femminile: Maria Latella, nota agli ascoltatori di Radio 24, ci accompagnerà dalle 6,30 fino alle 9; dalle 8,15 Latella sarà affiancata a Oscar Giannino per un confronto sui temi dell’attualità con i protagonisti della politica, della cronaca, dell’economia. Morgana e Merlino, alias Maria Latella e Oscar Giannino, ci guideranno nella lettura di una realtà complessa che spesso supera la fantasia dove il reale si confonde con l’irreale, il potere con l’azzardo, la narrazione con la finzione. Microfoni aperti agli ascoltatori e ai loro commenti. Subito dopo, dalle 9 alle 11, Alessandro Milan con “Uno, nessuno, 100Milan”

un morning show sui fatti e i temi dell’attualità visti con lo sguardo del conduttore che costruirà la sua personalissima prima pagina dei fatti del giorno. Una lettura laterale che va oltre la notizia principale e si concentra su ciò che impatta sulla vita di tutti noi. Nell’osservazione dei vari aspetti della realtà, Milan sarà accompagnato dallo sguardo disincantato e ironico di Leonardo Manera. Nel palinsesto dal lunedì al venerdì confermati tutti gli altri programmi di successo come “Due di denari”, “Obbiettivo salute”, “Melog”, “La versione di Oscar”, “Focus Economia” e “La Zanzara”. Il resto lo scoprirete su www.radio24.it


Il (Mimmo) Jodice della fotografia La “ricognizione” che il Maestro partenopeo ha scattato a San Marino nel 1990 sono visibili all’interno della Galleria Nazionale. Marisa Vescovo: “L’autore immobilizza la realtà per stringerla in un perimetro” Mimmo Jodice è uno dei grandi fotografi della storia della fotografia italiana. Vive a Napoli dove è nato nel 1934. Fotografo di avanguardia sin dagli anni sessanta, attento alle sperimentazioni e alle possibilità espressive possibilità espressive del linguaggio fotografico, è stato protagonista instancabile nel dibattito culturale che ha portato alla crescita e successivamente alla affermazione della fotografia italiana anche in campo internazionale. “San Marino 1990” è una ricognizione fotografica della Repubblica, realizzata dallo stesso artista partenopeo in occasione della mostra “Confini, Visività e configurazione nel reale”, curata da Marisa Vescovo e parte del Progetto Logge, presso la sede delle Logge dei Volontari, Galleria Nazionale d’Arte Moderna di San Marino, nel 1990, e che oggi è custodita all’interno della Galleria Nazionale San Marino, inaugurata a luglio. Mimmo Jodice, in continuità con la propria poetica e con il più ampio discorso artistico dei fotografi di “Viaggio in Italia”, pensa a un’investigazione visiva rivolta ai luoghi di transito, le soglie della Città Stato di San Marino. Le immagini, 26,7 x 30 centimetri e stampate sulla prestigiosa carta baritata, sono caratterizzate da una dimensione sospesa, che rivela un’assenza all’interno della scena fotografata. La figura umana, infatti, non mai presente, ma è come attesa, in arrivo. In relazione a questa posizione scrive Marisa Vescovo: “Jodice immobilizza con il suo obiettivo la realtà per stringerla in un perimetro da cui possono emergere limpidamente luoghi che sembrano ancora abitati dal mistero, dai segreti che ancora possiedono e che noi non ‘vediamo’ più”. I siti ritratti sono così luoghi di transito, passaggio, comunicazione, dialogo tra due ambienti e di cambiamento, luoghi di apertura e chiusura, separazione, differenza,

S avignano

SI Fest 2018, “Essere ora” La ricerca per immagini per capire il quotidiano

confine. Jodice utilizza il linguaggio specifico della fotografia, avvalendosi rigorosamente del bianco e nero, con

l’idea, infine, di sottrarre queste immagini al tempo, posizionarle al di fuori della contingenza per amplificare

P atrizia Taddei

e restituire un’immagine di San Marino atemporale, congelata, quasi magica. Alessandro Carli

Un’azione artistica senza pubblico “fermata” con attenzione dall’obiettivo di Vittorio Giardi “Andare Via” è un progetto di Patrizia Taddei nato da un’azione performativa documentata da una serie di fotografie di Vittorio Giardi. L’azione è stata realizzata dall’artista senza pubblico, all’esclusiva presenza del fotografo. Taddei si fa riprendere nell’atto di distruggere con il manico di legno di un taglierino l’immagine senza confini e trasparente di un territorio geografico che corrisponde a quello di San Marino, lasciando l’immagine del paese a brandelli mossi dal vento (quasi come bandiere) in uno scenario di campagna bruciata, desolata e senza alcun orizzonte. L’artista prima crea, poi taglia e distrugge l’immagine trasparente, romantica, libera, del proprio paese, per attraversarlo e andarsene. Il lavoro ha una natura metaforica: esprime il desiderio di distruggere e

attraversare la visione romantica del “piccolo stato” leggero, trasparente, libero, indipendente. L’intera attività artistica di Patrizia Taddei (artista fondamentale nella storia dell’arte contemporanea sammarinese, pioniera dei linguaggi sperimentali concettuali) degli anni ‘70 è contraddistinta da interventi di arte concettuale, preva-

lentemente azioni performative, sviluppate e documentate con la fotografia. I soggetti delle sue azioni sono il tempo, la misura, la migrazione degli uccelli, il monte Titano come ombra dell’orologio solare. Le opere, che misurano 18 x 18 cm e che appartengono al tesoro della Galleria, sono state donate dalla stessa artista.

“On Being Now”, tema e titolo di SI FEST 2018 in programma dal 14 al 30 settembre, definisce il campo di indagine della 27esima edizione del festival che, mai come quest’anno, cambia volto. Le mostre scelte quest’anno dalla direzione artistica rispecchiano questa linea curatoriale caratterizzata dall’innovazione, che punta l’attenzione su artisti di fama internazionale, presentando lavori inediti, mai mostrati in Italia e di ricerca. “I Want Your Love” è l’autobiografia visiva di Richard Renaldi, il racconto dei momenti più intimi di una vita apparentemente incantata. Partendo dagli anni 70 trascorsi nella natia Chicago, il lavoro segue l’arco di tempo che va dall’infanzia alla mezza età, esplorando cosa significa essere giovani e in perpetua ricerca, trovare e perdere le cose che più profondamente vorremmo conservare. Murray Ballard ci fa viaggiare tra fantasia e tecnologia con “The Prospect of Immortality”: la serie di immagini sono state realizzate tra il 2014 e il 2016 in un orfanotrofio russo, ancora operativo, in cui vengono portati giovani con disabilità, soprattutto donne che diventano adulte all’interno delle sue mure in completo isolamento. Questo progetto ha dato vita a una vera e propria collaborazione con alcune delle giovani all’interno della struttura. Grazie alla spinta di Carolyn, infatti, le ragazze sono diventate a loro volta artiste e creatrici. La natura, gli oggetti della vita quotidiana e le stesse mura dell’orfanotrofio

sono divenuti mezzi per esplorare questioni come il controllo sociale, l’identità individuale e collettiva, la libertà di immaginazione e la normalizzazione del comportamento femminile. Un lavoro estremamente toccante che nasce ancor prima dell’inizio degli scatti grazie alla sensibilità della fotografa nell’entrare nelle vite dei soggetti da lei ritratti. L’autore belga Max Pinckers, nella sua opera, esplora le strategie di storytelling visivo nella fotografia documentaria e il rapporto tra estetica, immagini e soggetti. L’artista propone sei storie incredibili di persone che hanno fatto scalpore sui media americani, tutte rigorosamente fake, al fine di sottolineare la natura soggettiva e fittizia delle categorie che usiamo per definire il mondo, mettendo in discussione anche i ‘modelli oggettivi’ dei media giornalistici. Ina Lounguine è un artista ucraina, nata nel 1993 a Odessa, figlia più giovane in una famiglia di attivisti e intellettuali, cresciuta con grande curiosità e consapevolezza, portando avanti i suoi studi artistici alla Ukrainian Academy of Arts. Nel lavoro in mostra “The Price Of A Black Life In America”, si focalizza sul razzismo partendo dagli eventi di Ferguson e Baltimora. In mostra l’artista presenta anche il video “Chaos Disco” in cui il ballo diventa esorcismo contro i drammi del mondo. Il programma integrale, che comprende anche il SI Fest “off” e il portfolio in piazza, è disponibile sul sito www.sifest.it


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S peciale Cultura

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Il fotografo Massimo Listri ha fissato il fascino delle sale e dei libri antichi

La Gambalunga si mette in Taschen un “Oscar” La casa editrice tedesca l’ha inserita tra le più belle del mondo del 2018 La Biblioteca civica Gambalunga di Rimini festeggerà fra pochi mesi i suoi primi 400 anni, con un nuovo prezioso riconoscimento per la meraviglia delle sue sale storiche e dei suoi codici. Dopo che Rai letteratura l’ha inserita fra le 28 biblioteche italiane che almeno una volta nella vita andrebbero visitate, ora la casa editrice tedesca Taschen la inserisce fra le più belle biblioteche del mondo (The world’s most beatiful libraries, 2018). Il fotografo Massimo Listri ha fissato il fascino delle sue librerie, dei suoi mappamondi, dei suoi libri antichi, che offrono affacci potenti sul mondo, accostandola alle altre “bellissime”: la Biblioteca

apostolica vaticana, la Trinity College Library, dove sono

custoditi il Libro di Kells e l’Evangelario di Durrow,

C onsorzio Terra di San Marino

nonché l’inestimabile collezione della Biblioteca Medi-

cea Laurenziana di Firenze, appartenuta alla potente famiglia dei Medici, progettata da Michelangelo. “Nessun altro luogo o concetto comunica un tale senso di infinite possibilità come questi templi del sapere, della conoscenza e dell’immaginazione: varcare le loro porte significa entrare nel regno della scoperta, dove ogni manoscritto sbiadito o imponente tomo rilegato rivela una nuova e seducente idea, una remota fantasia, un’antica credenza, una convinzione religiosa, o un modo completamente nuovo di stare al mondo”, scrivono gli autori, che della Gambalunga fra l’altro mostrano: la “Divina Commedia” trascritta dal genti-

“Pecorino”, “Misto” e “Tartufino”: i tre nuovi formaggi della Centrale del Latte raccontati in anteprima da Giuseppe “Pino” Guidi

All’età in cui una persona si gode la pensione (69 anni), c’è chi non ci pensa minimamente a “lasciare il campo”, anzi: con lo spirito di un ragazzino, Giuseppe “Pino” Guidi guarda al futuro e in primavera si è associato alla Cooperativa Agricola Latte Sammarinese, presieduta da Ugo Bonifazi. Cooperativa che è pronta a “lanciare” tre novità, per la precisione tre nuovi formaggi. In attesa del debutto ufficiale dei tre “caci” – in programma il 14 settembre all’interno della sede del Consorzio Vini di San Marino -, Pino si racconta. Una storia molto “sammarinese”, la sua, come un libro iniziato all’inizio del secolo scorso e che, anno dopo anno, persona dopo persona, continua a evolversi. “Il capostipite si chiamava Francesco, ed era lo zio di mio babbo Andrea, che oggi ha 97 anni. Lui e il mio genitore erano due fattori, forse gli ultimi rappresentanti di questo ‘mestiere’. La parola deriva dal latino, ‘factotum’. Era, in estrema sintesi, una persona che

svolgeva mansioni eterogenee e risolve prontamente problemi pratici. I contratti, ai tempi, si facevano in quattro: l’acquirente, il venditore e due mediatori, uno per parte. In occasione di una compravendita di bestiame, uno dei mediatori disse allo zio di mio babbo: ‘Fa questo contratto, Francischin’. Da allora la mia famiglia ha questo soprannome”. Un “nomignolo” che Pino ha pensato bene di lustrare di nuovo: la fattoria che ha costruito in Strada della Paderna al civico 105 e che è in via di ultimazione, si

chiama esattamente “Ranch Francischin”. E “Francischin” compare anche sulle etichette del nuovo formaggio pecorino della “Centrale del latte di San Marino”, che, in una visione di ricerca della qualità e dello sviluppo – i soci della Centrale del Latte hanno iniziato a valorizzare anche le produzioni degli allevamenti di pecore ad attitudine latte, per ampliare la gamma dei prodotti. La Centrale del Latte è così pronta a “presentare” il “Pecorino”, il “Misto” e il “Tartufino”. “Sono partito con pochi animali selezionati, oggi nel

ranch ci sono 70 bovini di razza Limousine e 150 ovini di razza Lacaune” racconta Pino. “Uno dei segreti è il fieno: sembra di essere in una tabaccheria” spiega mentre ci incamminiamo verso il luogo della mungitura. “I foraggi sono intensi di profumi trasmessi dalla nostre terre argillose”. E lì ci aspettano i tre nuovi formaggi freschi, tutti a marchio “Consorzio Terra di San Marino”. Il Presidente della Cooperativa Agricola Latte Sammarinese e Pino li presentano, non prima di aver recuperato il tempo richiesto dalla

preparazione: “Ci abbiamo lavorato per circa 6 mesi tra prove di caseificazione e stagionatura. Abbiamo cercato di esaltare le fasi della lavorazione per mettere in luce le proprietà del latte, quindi sapori e aromi”. Il primo è un pecorino” fatto con il latte dolce e nobile pastorizzato. Ha una stagionatura che oscilla tra i 30 e i 60 giorni e si presenta in ‘forme’ che pesano 800 grammi o un chilo. La ‘grana’ è fine, il sapore delicato. Raccoglie e racconta i profumi del territorio. È piacevole al palato e si abbina a molti cibi, anche se per me il suo massimo lo raggiunge come aperitivo”. Il secondo è un misto pecora e vaccino, 50% e 50%, sempre pastorizzato “Ha tutte le caratteristiche del pecorino. Stagiona per meno tempo – minimo 15 giorni - e si sposa bene con la piadina. A pasta bianca, morbido e profumato, è un formaggio ‘a tutto pasto’ che si accompagna alla perfezione al miele, ai fichi e alle mele, ma anche negli hamburger, come formaggio da sciogliere”.

luomo veneziano Iacopo Gradenigo (1392-1394), il quattrocentesco “Comentario de’ gesti e fatti e detti dello invictissimo signore Federigo duca d’Urbino” di Vespasiano da Bisticci, (1482-1490), “I Trionfi” di Francesco Petrarca (metà sec. XV). Un orgoglio per la città di quella che è stata la prima biblioteca civica e pubblica aperta in Italia. La Biblioteca Gambalunga, dopo aver attraversato le intemperie della storia, i suoi tempi silenziosi e inerti, quelli burrascosi e distruttivi, i vertiginosi cambiamenti tecnologici, è approdata nel XXI secolo grazie alla sua anima antica divenuta multidimensionale.

Rubrica periodica a cura del Consorzio Terra di San Marino tel.(00378)0549-902617 Fax.(00378)0549-906278 mail to: consorzioterradisanmarino@ omniway.sm

Il terzo, il ‘Tartufino’, è una caciotta di latte vaccino realizzata con l’Associazione Tartufai e Tartuficoltori Sammarinesi. “La stagionatura è di 15 giorni, le caciotte hanno un peso di 400/500 grammi. La pasta è morbida, priva di occhiatura, il suo profumo è deciso. Può essere presentato assieme alle carni, ma anche come antipasto o aperitivo, o nei ripieni”. Mentre il “Misto” e il “Tartufino” si “bagnano” alla perfezione con i bianchi profumati e intensi come il Roncale e il Caldese, il “Pecorino” trova la giusta intesa con i rossi di corpo, come ad esempio il “Brugneto” o il “Tessano”.


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Si giocano tutto in un palpito: chiedetelo a Taro, Cartier Bresson o Adams

Le fotografie, ovvero l’unicità del tempo Tra le numerose cause della sua bellezza, questa è quella principale

C attolica

di Simona Bisacchi Pironi

Numerose sono le cause del prodigioso fascino della fotografia. Trattiene in sé un ricordo. Rappresenta la realtà. Racconta luoghi e popoli che mai si incontrerebbero dal vivo. Informa. Rallegra. Fa riflettere. Ma tra queste numerose cause di bellezza, ce n’è una che la rende unica: il tempo. Ogni scatto cattura un istante, un unico secondo nello scorrere perpetuo degli anni. Eppure quel secondo, quell’istante, può raccontare un’intera epoca. La pittura ha bisogno di tempo. La scrittura ha bisogno di pagine. Ma la fotografia si gioca tutto in un palpito. “Noi fotografi abbiamo sempre a che fare con cose che svaniscono di continuo, e quando sono svanite non c’è espediente che possa farle ritornare. Non possiamo sviluppare e stampare un ricordo”, questo dichiarava il fotografo francese Henri CartierBresson (1908-2004), un poeta per immagini, uno dei più grandi del Novecento, tanto da essere definito “lo sguardo del secolo”. E dichiarava anche che le persone in grado di vedere sono rare quanto quelle capaci di ascoltare. E che la sensibilità non si insegna. E che un buon fotografo deve saper allineare il cuore, la mente e l’occhio. Alla ricerca dell’eternità in un istante lungo un respiro. L’infinito a volte è racchiuso nella vita di tutti i giorni, che sembra tutta uguale, quasi monotona, finché non la coglie un occhio come quello del fotografo argentino Pedro Luis Raota (1934-1986), che racconta una partita di pallone tra due ragazzini come se fosse il più epico dei gesti atletici. E racconta di una vecchia signora che appoggia la stampella al muro e suona il violino a due bambini. Un Caravaggio con la macchina fotografica, che ha reso eterna la quotidianità. E c’è chi con quel piccolo scatto ha voluto riassumere un periodo storico. La fotografa di origine tede-

Marco Vincenzi, “l’Altro” riflesso nello specchio

sca Gerda Taro (1910-1937) “La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek, vincitrice del Premio Strega 2018 - ha immortalato la guerra civile spagnola, perdendo lì la vita. Entusiasta, avventurosa, ha raccontato al mondo gli addestramenti delle miliziane sulla spiaggia di Barcellona, i bombardamenti dell’aviazione nazionalista, e se n’è andata violentemente, lasciando solo il suo compagno Robert Capa (1913-1954), celebre fotografo di conflitti in giro per il mondo, che dichiarò “Il più intenso desiderio di un reporter di guerra è la disoccupazione”. Il fotografo è un artista che rischia di essere sempre spiazzato dal tempo, sorpreso a tradimento. Ma quando si fa trovare preparato, pronto, la sua macchina cattura quello che sarebbe passato inosservato, quello che sarebbe stato rinnegato o semplicemente dimenticato. Il fotografo non permette questo. Non permette che la storia sia l’opinione del più forte. Non permette che la quo-

tidianità svanisca nella banalità. Non permette che la terra giri senza raccontare chi e cosa la abita. Il fotografo statunitense Ansel Adams raccontava che “Non fai solo una fotografia

con una macchina fotografica. Tu metti nella fotografia tutte le immagini che hai visto, i libri che hai letto, la musica che hai sentito e le persone che hai amato”. Hai un istante per farlo.

Simona B. Lenic scrittrice, autrice di “Setalux” libro candidato al 51° Premio Bancarellino Su San Marino Fixing scrive di libri, letture e lettori.

La TOP FIVE di Fixing

1

L’amica geniale (Elena Farrante) E/O € 18

2

La famiglia Aubrey (R. West) Fazi € 18

3

A regola d’arte (S. Tura) Piemme € 18,50

4

La luce dell’impero (M. Buticchi) Longanesi € 18,60

5

Due sirene in un bicchiere (F. Brunini) Feltrinelli € 15

A Cattolica la fotografia d’autore continua ad essere protagonista. Dopo le mostre degli ultimi anni, dedicate ad alcuni fra i fotografi più interessanti che operano tra le Marche e l’Emilia-Romagna, tra cui Pietro Zangheri, Marco Pesaresi, Stefano Mariani, Silvio Canini, Paolo Talevi, Eriberto Guidi, Cinzia Aze, Silvano Bacciardi, Giovanni Zaffagnini, e l’ultima, dedicata a Giuseppe Morandi e presentata dal prof. Arturo Carlo Quintavalle, ecco un nuovo evento espositivo promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Cattolica e dall’associazione culturale “Centrale Fotografia” di Fano. Protagonista sarà il lavoro fotografico degli ultimi quarant’anni di Marco Vincenzi, artista e sociologo visuale che risiede a San Marino da circa 30 anni. L’autore introduce così il suo lavoro, che verrà esposto a Cattolica: “La fotografia dell’Altro, più che il Ritratto, è ciò che mi ha sempre accompagnato in questi quarant’anni; fotografie che non ho mai esposto in pubblico, se non nella mia prima mostra tenutasi a Fano, all’interno della rassegna ‘Ricerca 80’ nella Rocca Malatestiana. Un’idea di fotografia, che fa parte del mio intero percorso fotografico, anche se

non in modo esclusivo, ma che ho sempre affrontato come un ‘pretesto’, strumentalmente, per riflettere e conoscere altro dal ritratto in senso stesso e, comunque, per conoscere più a fondo me stesso. La mostra presenta fotografie di ieri e di oggi, anche un paio di quelle che esposi nel 1980, per poi arrivare a quelle prodotte negli ultimi tempi, come fosse una sorta di puzzle, un unico lavoro su di me. Fotografie molto diverse fra loro, che presentano svariate forme, sia da un punto di vista linguistico, sia per le scelte tecniche privilegiate; fotografie dove l’Altro (il soggetto ritratto) non è mai, o quasi mai, l’obiettivo ma solo il pretesto. Sia che si tratti di fotografie fatte in studio, oppure scattate per strada, ma anche quelle elaborate in modo più concettuale, di mia produzione oppure provenienti da archivi non miei, sono solo una scusa per trovare il modo di conoscere, incontrare, riflettere, indicare, affermare attraverso lo sguardo la mia poliedrica identità umana”. Inaugurazione sabato 8 settembre alle 17:30, la mostra resterà aperta fino al 7 ottobre 2018 nei giorni di venerdì, sabato e domenica, dalle 16.00 alle 19.00, a ingresso libero.


Fixing nr. 32: 7 settembre 2018  

San Marino Fixing è il settimanale di economia, finanza, politica e attualità di San Marino.

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