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Fixing_27_2025

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Anno XXXIII - n. 27 - 1,50 euro

Direttore Daniele Bartolucci

Venerdì 11 Luglio 2025

E ditoriale EUDR: legge e diplomazia Export L’alternativa fu bocciata tanti anni fa

Le strade alternative, per loro definizione, si palesano prima di imboccarne una, non dopo. E la strada verso la piena integrazione nel mercato unico non è una scelta di oggi, per cui si può anche ragionare su delle alternative, ma di tanti anni fa. Almeno dieci se si pensa all’Accordo di Associazione, scelto comunque dopo analisi e valutazioni su quale forma di accordo fosse migliore per San Marino e per l’Europa stessa (perché gli accordi si fanno in due). Ma la scelta fu fatta molti anni prima dell’ufficiale data di inizio della trattativa con la Commissione europea. San Marino, ma soprattutto i sammarinesi e il mondo dell’economia reale, hanno fatto i conti con la storia più di una volta negli ultimi trent’anni, rendendosi conto perfettamente che se essere diversi può essere un valore, essere isolati per non dire “ignoti agli altri” è invece un disvalore che porta solo danni al sistema. Nel mercato unico è la stessa cosa: per operarvi occorre aderire ad un sistema di regole e farselo validare (quindi farsi vedere e controllare). Altrimenti si resta fuori o, se proprio si vuole entrare, si paga dazio, perdendo punti di competitività. L’Accordo, in sintesi, permetterà di “stare dentro” e “giocare alla pari” degli altri. L’alternativa era ed è una sola per San Marino: stare fuori dal mercato unico. Peccato che le sue imprese operino già in quel mercato esportandovi il 92-93% di beni e servizi ed è da quel mercato che traggono profitto. La scelta fu chiara allora: vogliamo stare dentro al mercato unico e vogliamo farlo alla pari degli altri. E i cittadini hanno votato i vari Governi che si sono succeduti perché lo rendessero realtà. Daniele Bartolucci

per evitare penalizzazioni

Dazi USA: in attesa di Trump

Senza l’Accordo di Associazione le imprese perderanno competitività a causa di Regolamenti e Direttive: si lavora a delle “soluzioni ponte” a pag.3

E sami

Superiori: tutti i 91 diplomati

a pag.4

B CSM

Mentre la politica discute di un possibile referendum sull’Accordo di Associazione che tutti i Governi (votati ed eletti dai cittadini) si sono impegnati a raggiungere, il mondo delle imprese è sempre più preoccupato per la mancanza proprio di quell’Accordo che le parificherebbe ai propri competitor e che le mette di fronte al rischio di venire penalizzate in diversi settori a causa dell’entrata in vigore di Regolamenti e Direttive studiate appositamente contro i Paesi terzi. Come è il caso dell’EUDR e del CIBAM, su cui ANIS ha da tempo lanciato l’allarme. Anche in Commissione Mista se ne è discusso e sembra in dirittura d’arrivo una legge per allinearsi all’EUDR e con questa chiedere una soluzione ponte fino all’entrata in vigore dell’Accordo. Bartolucci alle pagg. 6-7

Consulenti finanziari: il Regolamento

a pag.9

spazio riservato all’indirizzo


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