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Anno XXVII - n.6 - 1,50 euro

Direttore Alessandro Carli

Venerdì 15 Febbraio 2019

E ditoriale Caos targhe, fallita pure S cuola NPL, la vera Grandi opere operazione di sistema

Il progetto ideato da ABS per mettere in sicurezza il sistema bancario va avanti e prende finalmente forma. Proseguono gli incontri per presentarlo, come avvenuto nella sede di ANIS in questi giorni, dove i responsabili dell’Associazione Bancaria hanno incontrato le altre Associazioni di categoria per discutere del progetto ideato dalla Commissione Tecnica, formata da esperti al di fuori della stessa ABS, per individuare le soluzioni per gli NPL e gli altri problemi del sistema. Sembra si sia raggiunta la consapevolezza trasversale sull’urgenza di costruire una strategia efficace nel minor tempo possibile, perché di tempo in effetti ce n’è sempre meno: sono ormai anni che si discute di trovare una soluzione di sistema ma ben poco si è fatto, con la conseguenza che la situazione non è affatto migliorata. Su questo, pare, si siano trovati tutti d’accordo, mentre sul “come” realizzarlo ci sono ancora molte cose da fare e molte sono esterne al piano proposto. Una di queste è senza dubbio la questione dell’edilizia, perché molti degli NPL sono legati a immobili, che siano case, appartamenti, negozi o capannoni. L’idea è quella di riuscire a rimetterli sul mercato, ma è chiaro a tutti che questo “patrimonio” oggi abbia perso molto valore anche a causa di un mercato chiuso come quello sammarinese (per le case), che si somma alla mancanza di un piano di sviluppo capace di ridare attrattività per le imprese (a cui servono spazi commerciali e produttivi). Oltre alle residenze e alle licenze, dunque, servirà allineare anche il nuovo PRG a queste esigenze. Serve un’operazione di sistema. Daniele Bartolucci

la via dell’emendamento

Il Governo vuole il Polo

Ancora nessuna modifica al Decreto Sicurezza: imprese sempre più preoccupate. ANIS ha chiesto all’Ambasciatore italiano di intervenire a pag.3

B SM

Pronti i conti correnti on line

a pag.5

N orme

Il “Decreto Sicurezza” italiano continua a tenere banco a San Marino e sale la preoccupazione delle imprese per le conseguenze che potrebbe avere l’applicazione delle disposizioni riguardanti le auto con targa straniera. Purtroppo, nonostante l’attivazione dei canali istituzionali diplomatici, il Governo sammarinese non è ancora riuscito a portare a casa un risultato valido, se non la Circolare del Ministero italiano che comunque non mette al sicuro le aziende sammarinesi. Nel frattempo è anche fallita la strada dell’emendamento al Decreto Semplificazioni e non è dato a sapersi se lo scambio di note ufficiali sia partito. E così ANIS, a cui le imprese si stanno rivolgendo insistentemente, ha fatto appello all’Ambasciatore Guido Cerboni. Bartolucci alle pagg. 6-7

Scritte verdi per i mezzi elettrici

a pag.8

spazio riservato all’indirizzo


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I mprese

FIXING - Anno XXVII - n.6 - Venerdì 15 Febbraio 2019

Segreteria Industria: “Tempi brevi per l’emanazione del Regolamento”

Le imprese in “SCIA” Operatività più veloce Il nuovo strumento si baserà sul “ricorso all’autocertificazione” Pensata per rendere più semplice l’avvio di nuove attività imprenditoriali e l’espletamento di una serie di procedimenti dell’impresa verso l’amministrazione, la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività, su cui siamo già intervenuti il 19 ottobre 2018 sul numero 38 del nostro settimanale) è uno strumento già previsto nella Legge n. 94 del 7 Agosto 2017 e si propone di consentire alle imprese di iniziare praticamente da subito la propria attività produttiva, sia di carattere artigianale che commerciale e industriale, senza dover attendere i tempi della Pubblica Amministrazione, rimandando ex post tutte le dovute verifiche e i controlli preliminari attualmente esercitati prima di rilasciare l’autorizzazione. La SCIA prevede che un imprenditore si limiti a segnalare agli uffici competenti,

I SS

tramite propri professionisti di fiducia, l’inizio di attività, l’esistenza di talune situazioni, la conformità di taluni stati rispetto alle legge, ecc., senza bisogno di attendere autorizzazioni da parte della Pubblica Amministrazione. Il nuovo strumento si baserà

sul ricorso all’autocertificazione, consentendo la presentazione di dichiarazioni sostitutive, che gli Uffici verificheranno in un secondo momento. Ovviamente, in caso di presentazione di attestazioni non veritiere, saranno applicate le sanzioni di

“Giornata mondiale del Farmaco”, anche a San Marino aumentano le donazioni

Per il sesto anno consecutivo la Repubblica di San Marino ha aderito alla Giornata per la Raccolta del Farmaco promossa dal Banco Farmaceutico, facendo registrare un aumento delle donazioni. Sono infatti state 1.219 le confezioni di farmaci raccolte per l’edizione 2019 dalle

tre farmacie dell’Istituto per la Sicurezza Sociale, con un aumento di 119 confezioni rispetto all’anno scorso. Farmaci che tramite l’azione della Caritas Diocesana San Marino – Montefeltro saranno donati ai più bisognosi del territorio, a cui accedono circa 70 famiglie sammarinesi.

Dagli organizzatori il grazie a coloro che hanno aderito alla donazione, ma anche all’ISS per l’adesione a questa iniziativa, alle Istituzioni che sempre approvano e patrocinano il gesto, ai volontari che si adoperano per la riuscita della giornata e ai mezzi di comunicazione che promuovono la giornata.

Legge, comprese quelle di carattere penale. L’imprenditore che avrà presentato la SCIA, avrà dunque l’opportunità di avviare immediatamente la propria attività e diventare operativo già al momento in cui l’Ufficio competente riceverà la

documentazione, dal momento che tale dichiarazione sostituirà le autorizzazioni, licenze o domande di iscrizioni per le quali non sono previsti vincoli di programmazione e pianificazione, o di carattere ambientale e paesaggistico. Tenuto conto delle osservazioni delle Associazioni di Categoria e dei Professionisti, sono stati individuati due settori prioritari per i quali applicare la SCIA: quello dell’edilizia e quello urbanistico, con particolare riferimento ai procedimenti relativi alle emissioni e gli scarichi, disciplinati dal Codice Ambientale. Spesso, infatti, alcune norme ambientali costringono ad un rallentamento nell’inizio delle attività; ad esempio per quelle aziende che non producono emissioni in atmosfera o scarichi di acque reflue sono comunque previste apposite

istanze per comunicare la produzione di rifiuti. La SCIA rappresenterebbe una semplificazione per chi produce rifiuti non dannosi per l’ambiente. In proposito sono in via di censimento tutti i procedimenti legati all’esecuzione di interventi edilizi per l’operatività delle imprese. Naturalmente, la SCIA sarà utilizzata anche per la certificazione di ulteriori stati, necessari ad esempio per ottenere una licenza, velocizzando notevolmente le tempistiche per avviare una attività. “I tempi per l’emanazione del regolamento, che prevederà queste nuove possibilità, sono molto brevi – scrive in una nota la Segreteria Industria -. Si tratta certamente di un passo avanti importante che consentirà di fare passi avanti nell’indagine ‘Doing Business’ di Banca Mondiale”.


E dilizia

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di Daniele Bartolucci

Opere pubbliche, il Governo “tira dritto” su quelle decise nei mesi scorse, nonostante non abbiano trovato alcuna condivisione con le parti sociali, in particolare con le categorie economiche che hanno evidenziato come non siano effettivamente strategiche, né prioritarie. Detto questo, è approdata in Congresso di Stato la delibera per l’assegnazione allo studio Boeri della progettazione del campus scolastico di Fonte dell’Ovo. Un incarico diretto allo Studio Boeri (lo stesso del nuovo PRG) per 150mila euro, che già fa discutere parecchio in Repubblica. Le opere su cui punta (solo) il Governo Come noto, anche in finanziaria si è discusso delle opere pubbliche, dopo le sollecitazioni da più parti di investire di più e meglio in infrastrutture, anche per il ruolo di volano economico che possono avere. Purtroppo dal confronto con il Governo le categorie economiche sono uscite alzando le mani, visto che nessuna delle loro richieste è stata soddisfatta e l’Esecutivo ha stilato una “lista” di opere che non trovano affatto la condivisione di tutti. Vale la pena ricordare il passaggio della Legge di Bilancio: “All’interno del piano pluriennale degli investimenti di cui alla Legge n.67/2015 si individuano come opere prioritarie da avviare nel 2019: Parcheggio di Borgo Maggiore; Campus Scolastico di Fonte dell’Ovo; Polo Museale Nazionale; riqualificazione delle aree Cava Antica P.6 e Cava degli Umbri P.7; nuovo carcere e nuova sede della Gendarmeria”. Mentre “all’interno del piano pluriennale degli investimenti di cui alla Legge n.67/2015 e all’Ordine del Giorno del Consiglio Grande e Generale del 22 dicembre 2014 si individuano come opere prioritarie da avviare nel 2019: Archivio di Stato; Polo Servizi di Valdragone; Polo scolastico di Dogana”. Già in quell’articolo di Legge è stato delineato il percorso

Incarico per 150mila euro, ma c’è chi ipotizza che servano almeno 50 milioni per realizzarlo

Polo Scolastico: anche questo progetto affidato a Boeri Opere pubbliche: è una delle “priorità” del Governo, molto criticato per tale scelta

per la progettazione del Campus Scolastico di Fonte dell’Ovo e la riqualificazione delle aree “Cava Antica P.6” e “Cava degli Umbri P.7”, per il quale “il Congresso di Stato è autorizzato ad incaricare professionisti di fama internazionale”. E così è stato. Nessun concorso “Per accelerare i tempi” L’occasione di arrivare ad un bando di concorso internazionale non è stata sfruttata nemmeno questa volta, ma la motivazione della Segreteria di Stato è che “si è scelto, per accelerare, di non procedere con concorso ma di chiamare per il campus scolastico di Fonte dell’Ovo il noto architetto, già impegnato con il suo Studio nel piano regolatore e con esperienza nell’edilizia scolastica”. “Boeri ha accettato con entusiasmo” ha raccontato il Segretario al Territorio Augusto Michelotti, “e ha già realizzato alcuni schizzi. Procederà con un progetto preliminare che chiarirà da subito aspetti co-

me la destinazione e la funzione degli edifici”. Il progetto: accorpati diversi istituti L’idea principale è quella dell’accorpamento di scuole medie, liceo, scuola professionale di Serravalle, Istituto Musicale, Biblioteca e Archivio di Stato. Si libereranno così Palazzi Storici come il Valloni che potranno essere utilizzati per questioni di rappresentanza”. Inoltre sono previste n’aula magna da migliaia di posti, una mensa comune e almeno due palestre. Un progetto enorme, quindi, anche se solo al momento della firma saranno valutate altre questioni come tempi e organizzazione dei lavori. Verrà poi nominata una commissione tecnico/ politica che seguirà la progettazione. Si tratta – dice Michelotti – di una infrastruttura “rivoluzionaria”. Verranno creati spazi interni ed esterni che favoriranno relazioni e scambi fra ragazzi di diverse età. Ci sarà una men-

San Marino FIXING settimanale di informazione economica, finanziaria e politica Direttore responsabile Alessandro Carli a.carli@fixing.sm Redattore Daniele Bartolucci d.bartolucci@fixing.sm Responsabile commerciale Roberto Parma 339.8016455 roberto.parma@fixing.sm Per la pubblicità su Fixing 0549.873925 commerciale@fixing.sm

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Stampa Studiostampa New Age Strada Cardio, 58 47899 Galazzano Repubblica di San Marino Autorizzazione della Segreteria di Stato agli Affari Interni della Repubblica di San Marino del 16/4/1993 - Protocollo n.1695. Spedizione di stampa periodica in abbonamento postale per l’interno - Tassa pagata - Tariffa per editori - Autorizzazione n.711 del 16/02/2005 della Direzione Generale delle PP.TT. della Repubblica di San Marino

sa comune, un’aula magna di grandi dimensioni, “per contenere migliaia di persone”. Un luogo quindi di studio ed incontro. “La biblioteca”, ha sottolineato il Segretario al Territorio, “garantirà spazi in comune per lo studio e per attività legate alla scuola”.

Il mancato passaggio al Comitato Scientifico “Prima dell’assegnazione dell’incarico”, ha spiegato Michelotti, “una commissione ad hoc ha dettato le linee guida della progettazione”. Nel preliminare di Boeri, quindi, “ci sarà il 90% di quello che troveremo in quello definitivo , con tutte le naturali modifiche che potranno scaturire dal confronto con popolazione, addetti ai lavori, esperti e in linea con la nuova impostazione didattica all’interno di un campus di questo tipo”. Il problema, però, è proprio la fase preliminare, come ha rilevato Marco Magalotti, insegnante con all’attivo esperienze di progettazione paesaggistica e gestione ambientale, perché “questo progetto non è stato discusso all’interno del Comitato Tecnico Scientifico, commissione di nomina consigliare che

ha la funzione di valutare i progetti dal punto di vista della conformità e compatibilità ambientale”. Un problema potrebbe essere ad esempio il traffico e la logistica, perché il nuovo campus potrebbe coinvolgere almeno 2000 persone e l’area non è forse in grado di gestirle tutte assieme e tutti i giorni. Insomma, per Boeri e i suoi tecnici - come per il PRG del resto - ci sarà da studiare parecchio su queste dinamiche. L’altro dubbio di Magalotti riguarda tempi e costi, anche alla luce delle poche risorse che lo Stato ha per questi investimenti: se il progetto preliminare costerà 150mila euro, la costruzione potrebbe costare anche 50 milioni di euro. Un investimento davvero importante per San Marino, che però riapre la riflessione sul tema risorse: quest’opera è così prioritaria per il Paese, oggi?


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San Marino, il provvedimento sarà efficace “sino al 31 luglio del 2020”

Le misure a sostegno del sistema finanziario Sono contenute nel Decreto-Legge n. 16 del 2019: ecco quali sono Al fine di salvaguardare e sostenere gli interessi dei risparmiatori, la stabilità del sistema economico e finanziario del Monte Titano e favorire operazioni di sistema (anche in relazione a procedure straordinarie o operazioni straordinarie disposte o autorizzate dalla Banca Centrale di San Marino) è stato pubblicato il DecretoLegge nr. 16 del 2019. Gli istituti di credito che hanno acquisito negli ultimi dieci anni o acquisiscono le attività e le passività di altri intermediari bancari sammarinesi, nell’ambito di operazioni di cessione in blocco di attivi e passivi o di acquisizione del pacchetto azionario di controllo, ovvero hanno acquisito negli ultimi dieci anni o acquisiscono le attività e le passività o il pacchetto azionario di controllo di altri intermediari bancari sammarinesi sottoposti a procedura di amministrazione straordinaria o di liquidazione coatta amministrativa, possono accedere ai depositi che l’Eccellentissima Camera potrà costituire presso il medesimo istituto acquirente ) anche in deroga alla Legge 3 marzo 1993 n. 35 e all’articolo 40, comma 1, lettera c) della Legge 29 giugno 2005 n. 96, previo parere della Banca Centrale della Repubblica di San Marino) e a forme di finanziamento attivate dalla BCSM.

I talia

Lo Stato, per tramite dell’Eccellentissima Camera della Repubblica può garantire il rimborso dei finanziamenti a termine concessi dalla Banca Centrale della Repubblica di San Marino in favore di soggetti vigilati operanti nel territorio sammarinese, anche in regime di amministrazione straordinaria o in liquidazione (ai sensi dell’articolo 33, comma 1, lettera d) della Legge n. 96/2005), quale forma di adeguata garanzia “qualora Banca Centrale della Repubblica di San Marino attesti di non poter acquisire adeguate garanzie”. Allo scopo di facilitare l’accesso di Banca Centrale della Repubblica di San Marino al mercato internazionale dei capitali, finalizzato a costituire provvista da reimpiegare nelle modalità di

cui sopra, lo Stato, per il tramite dell’Eccellentissima Camera della Repubblica di San Marino, può garantire il rimborso di finanziamenti contratti dalla Banca Centrale. La fideiussione - la forma tecnica di garanzia - deve essere limitata a determinato contratto, di importo pari al relativo ammontare dovuto per capitale, interessi e spese ad integrazione delle garanzie acquisibili dalla Banca Centrale della Repubblica di San Marino. La fideiussione, a valere sull’Eccellentissima Camera di San Marino, verrà sottoscritta congiuntamente dal Segretario di Stato per le Finanze e dai Sindaci di Governo, su conforme deliberazione del Congresso di Stato e su richiesta motivata della BCSM. La richiesta motivata

ABI e sindacati, dichiarazione congiunta per combattare la violenza sulle donne Banche e Sindacati italiani del settore si sono uniti contro la violenza sulle donne per rafforzare e diffondere la consapevolezza nelle aziende, nelle persone che vi lavorano e nei loro rappresentanti sull’importanza di prevenire, contrastare e non tollerare ogni forma di comportamento che abbia come risultato un’intimidazione, un danno o una

sofferenza fisica, sessuale, psicologica. Lo segnala una nota pubblicata sul sito ufficiale ABI, l’Associazione Bancaria Italianaì. Per questo obiettivo - si legge nel comunicato stampa di ABI - le Parti hanno sottoscritto un’articolata Dichiarazione congiunta – a sottolineare l’unità di intenti su questo sensibile tema sociale – in materia

di molestie e violenze di genere sui luoghi di lavoro che, partendo dal “presupposto di inaccettabilità” di ogni atto e comportamento che si configuri, appunto, come molestia e violenza di genere, prevede una serie misure organizzative atte alla segnalazione, prevenzione, assistenza e contrasto rispetto all’eventuale fenomeno.

di fideiussione a valere sull’Eccellentissima Camera è formalizzata da Banca Centrale previo parere favorevole del Coordinamento della Vigilanza in cui venga accertato lo stato di necessità del beneficiario del finanziamento e previa l’attestazione

da parte del Consiglio Direttivo. La fideiussione sarà efficace a partire dalla firma del contratto di finanziamento garantito e cesserà di produrre effetti all’estinzione del credito scaturente dal contratto medesimo. Il credito dell’Eccellentissima Camera per diritto di rivalsa sulla banca sammarinese facilitata è assistito da privilegio (ai sensi dell’articolo 17 della Legge 16 marzo 1854 e successive modifiche e integrazioni) al pari degli altri crediti privilegiati del Pubblico Erario. I crediti della BCSM, in caso di successiva apertura di liquidazione coatta amministrativa a carico del soggetto vigilato beneficiario, “divengono crediti in pre-deduzione, sebbene erogati in data anteriore alla data da cui decorrono gli effetti della liquidazione coatta e per il loro valore complessivo, per capi-

tale e interessi, calcolato a tale ultima data”. I prestiti erogati dalla Banca Centrale e le garanzie su di essi rinvenienti sono esenti da imposte e tasse. I crediti vantati dall’Istituto Sicurezza Sociale e da FondISS nei confronti della Banca Centrale relativi a depositi o ad altre forme tecniche di impiego del patrimonio dei fondi previdenziali in passività o strumenti finanziari emessi dalle predette banche, con esclusione di quelle caratterizzate da clausole di subordinazione, sono coperte da garanzia dell’Eccellentissima Camera. Altre forme di garanzia fideiussoria e/o patrimoniale già presenti a favore delle risorse dei fondi previdenziali non possono essere smobilizzate a fronte della garanzia rilasciata dallo Stato. Il Decreto-Legge ha efficacia sino alla data del 31 luglio 2020.


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Massimo Ugolini: “L’applicativo sarà consultabile in italiano e in inglese”

BSM apre la prima “finestra sul mondo” L’istituto di Faetano a fine mese lancia il “Conto Corrente on line” di Alessandro Carli

Attivare un conto corrente senza presentarsi allo sportello. La novità di Banca di San Marino strizza l’occhio al futuro, a un domani che è già alle porte: entro la fine di febbraio difatti l’istituito di credito di Faetano aprirà “una finestra sul mondo”. “Siamo una banca sempre attenta alla sua storia, alle sue radici, ma che guarda anche in avanti” racconta Massimo Ugolini, Ufficio Sviluppo BSM prima di entrare tra le pieghe del progetto. “A novembre abbiamo iniziato a sviluppare un applicativo mirato e calibrato che ci permettesse di creare un ‘ponte ideale’ con i cittadini sammarinesi che risiedono all’estero, ma non solo, anche con chi è interessato alla Repubblica”. Si pensi ai ragazzi dei “Soggiorni culturali”, gli studenti di origini sammarinesi che ogni anno in estate vengono a riscoprire le proprie radici, per esempio, oppure alle famiglie di emigrati che hanno i parenti sul Titano. Un regalo ai nipoti lontani, o a un caro. Un servizio da donare, ma anche per sé stessi. “L’applicativo, consultabile in italiano e in inglese – prosegue Massimo Ugolini – è un’opportunità molto importante quindi, che permetterà ai clienti di avere un ‘rapporto’ particolare con il nostro Paese, aggiornato con i tempi”, in quanto permette l’accesso al conto 24 ore su 24, 7 giorni su 7 tramite smartphone, tablet, Mac o PC, senza doversi spostare fisicamente.

Il tutto, ovviamente, in linea con gli standard di sicurezza. Banca di San Marino, durante il periodo di realizzazione del progetto, ha messo a sistema due direttive che, aggiunge Massimo Ugolini, “hanno reso San Marino un Paese compliance, quindi conforme, a quanto richiesto dalle normative internazionali”. Gli standard di sicurezza L’istruzione AIF di aprile 2018, all’articolo 5 (“Modalità di identificazione della clientela”) stabilisce che questa “può anche avvenire a distanza”. Tra le modalità previste c’è anche quella legata alle “procedure informatiche idonee ad acquisire dati, informazioni e documenti accompagnate da un primo bonifico disposto da un rapporto d’affari intestato al medesimo cliente radicato pres-

so una banca dell’Area SEPA o di un Paese membro GAFI/ FATF”. Alle disposizioni dell’AIF si devono aggiungere quelle del Decreto-Legge n. 4 del 2016 (“Disposizioni urgenti in materia di operatività finanziaria”), in maniera più specifica quanto contenuto dall’articolo 2 bis, quello relativo all’apertura dei conti bancari mediante tecniche di comunicazione a distanza: “La conferma dell’identità dell’utente, rispetto alle generalità comunicate via web”, devono corrispondere a quelle risultanti “da un primo bonifico bancario proveniente da un conto allo stesso utente intestato e acceso presso una banca, o istituto di pagamento, avente sede a San Marino, o in un Paese a esso equivalente sotto il profilo antiriciclaggio”. Mettere a valore gli sforzi normativi per alzare il venta-

glio di proposte: è questo che ha fatto, e continuerà a fare Banca di San Marino. L’applicativo: vantaggi e futuri sviluppi I conti correnti online sono il primo passo. “L’idea di Banca di San Marino è quella di implementare i servizi a distanza per i clienti. Stiamo lavorando – assicura Massi-

mo Ugolini – per riuscire ad andare incontro alle loro esigenze”. Intanto il futuro più prossimo è che il conto sarà operativo tra circa due settimane, confermando nei fatti la dinamicità di Banca di San Marino. “L’intenzione dell’istituto è quella di capire i bisogni delle persone, le loro tendenze, e offrire servizi adeguati e professionali” ricorda Massimo Ugolini. L’aspetto temporale, è noto, oggi non è secondario. Questa procedura ovviamente richiede la ricalibrazione di tutti i processi e i controlli: parliamo di invio di informazioni personali da remoto, che quindi necessitano di procedure molto attente. Il cliente si registra sul sito, invia la domanda e i documenti richiesti. Se l’iter non incontra qualche ostacolo, in una settimana il conto è aperto. C’è poi un aspetto, un altro, che non va assolutamente tralasciato. “Per riuscire a offrire una serie di servizi all’a-

vanguardia è necessario che si sviluppino di pari passo anche competenze professionali di alto livello, in grado di gestire al meglio le novità”, conclude Ugolini. BSM e il Conto Corrente online Non si tratta solamente di un fattore culturale o di comodità: l’hic et nunc, oggi, significa avere tutto sotto mano, just in time. Significa spostarsi senza muoversi. Tagliando in parte i costi. Tra i punti di forza del conto corrente online c’è quello del risparmio: effettuare le operazioni bancarie attraverso il web, e non in una filiale, comporta per il cliente una riduzione delle spese di gestione. Senza dimenticare la comodità di potervi accedere anche dal divano di casa, evitando le file agli sportelli. Il tutto, naturalmente, in totale sicurezza. Un servizio interessante, già attivo in molti Paesi del mondo, e che finalmente arriva anche sul Monte Titano.

Radio 24 News - “24Mattino”

Saccomanni: “Bankitalia, non esiste protezione totale per i risparmiatori” Radio 24 Il Sole 24 Ore www.radio24.ilsole24ore.com

“Una protezione totale che eviti qualsiasi rischio per i risparmiatori non esiste in nessuna parte del mondo. Ed è bene ricordalo sempre”. Lo ha detto il Presidente Unicredit, Fabrizio Saccomanni, a 24Mattino su Radio 24 con Maria Latella e Oscar Giannino, rispondendo ad una domanda sulle critiche rivolte dal governo alla Bankitalia sulla mancata vigilanza nei crac bancari. “Le crisi – ha concluso l’ex ministro dell’economia - continuano ad esserci, ma le banche centrali con la loro indipendenza

possono agire per ridurne frequenza e intensità”. “Le riserve auree per ridurre l’Iva...” “In Francia e Giappone, dove il debito pubblico è alto, ricorrere ad una scorciatoia che definirei contabile, come attingere alle riserve auree, non fa parte del dibattito politico”. Lo ha detto il Presidente di Unicredit, Fabrizio Saccomanni a 24Mattino su Radio 24 con Maria Latella e Oscar Giannino, rispondendo ad una domanda sulla possibilità di utilizzare le riserve auree di

Bankitalia per scongiurare l’aumento dell’Iva. “Se si riduce il passivo utilizzando le riserve auree – ha aggiunto - non si ottiene un grande risultato e si perde un importante strumento di presidio e garanzia”.


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di Daniele Bartolucci

IA mprese ttualità

FIXING FIXING - Anno - Anno XXVII XXII- -n.6 n.22 - Venerdì - Venerdì 15 6Febbraio Giugno 2019 2014

I timori delle imprese riguardano soprattutto le possibili sanzioni e i fermi dei mezzi oltre confin

“Caos targhe”, ANIS chiede all’Am

Il “Decreto Sicurezza” italiano continua a tenere banco a San Marino e sale la preoccupazione delle imprese per le conseguenze che potrebbe avere l’applicazione delle disposizioni riguardanti le auto con targa straniera.

Nessun passo avanti: è fallito anche il tentativo parlamentare di inserire una modifica al

Sanzioni e fermi: niente deroga per San Marino Come noto, infatti, non c’è nessuna deroga per San Marino, quindi nemmeno per i lavoratori frontalieri (ovviamente residenti in Italia da più di 60 giorni) che guidano auto e mezzi delle ditte per cui lavorano, come invece sono state previste per le ditte

dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo. Due contesti a cui San Marino ovviamente non appartiene. L’unica indicazione resta dunque quella espressa dallo stesso Ministero italiano nella circolare del mese scorso, in cui si fa riferimento

agli accordi tra i due Paesi e all’approfondimento in corso: è chiaro che le forze dell’ordine possano quindi avere un occhio di riguardo per certe situazioni – come hanno fatto capire gli organisimi territoriali che si sono espressi sul tema nelle scorse

LNessuna a Circolare del Ministero deroga, ma solo una indicazione

a tener conto degli accordi tra i due Paesi

Come già evidenziato sul numero 2 di San Marino Fixing, nella Circolare del Ministero italiano non c’è una deroga ufficiale, ma solo l’indicazione a “tener presente l’eventuale portata della norma in relazione agli Accordi di buon vicinato in essere tra Italia e San Marino”. Questo il punto saliente della Circolare che il Ministero dell’Interno italiano ha emesso la scorsa settimana, anche in risposta alle richieste di San Marino, in particolare della Segreteria agli Esteri e della Segreteria agli Interni, che hanno consegnato all’Ambasciatore Cerboni, due diverse missive, indirizzate rispettivamente al Ministero degli Affari Esteri e al Vice Presidente del Consiglio, Matteo Salvini. “Lettere”, spiegano dal Governo, “che fanno seguito all’intenso lavoro diplomatico di queste settimane, alla ricerca di una soluzione ottimale e condivisa ai problemi sorti dopo l’approvazione dell’articolo 29 bis del Decreto

Sicurezza italiano, che ha introdotto il divieto di circolazione per veicoli con targa straniera guidati da chi è residente in Italia da oltre 60 giorni. Una disposizione che sta creando notevoli difficoltà ad imprese, lavoratori frontalieri e privati cittadini”. La proposta è quella di addivenire ad uno scambio di note, che possa consentire di arrivare ad una sospensione della norma in questione, in attesa di un provvedimento legislativo. Come detto, è stata pubblicata una Circolare del Viminale, “che reca indicazioni operative per l’applicazione delle norme riguardanti la circolazione stradale, è stata accolta con ampia soddisfazione dal Segretario di Stato Renzi, quale particolare segno di attenzione e di accoglimento da parte italiana alle richieste espresse da San Marino. L’ordinanza riconosce la sussistenza di una questione aperta su San Marino che ha necessità d’essere attentamente

verificata; prevede infatti, al punto 13 dell’Allegato 3, l’approfondimento della normativa, per verificare l’eventuale estraneità della Repubblica all’ambito di applicazione delle norme, anche in virtù dei rapporti particolari e di buon vicinato italo-sammarinesi”. La Circolare conferma ovviamente le sanzioni per i residenti in Italia che guidano vetture con targa sammarinese oltreconfine, in quanto non prevede deroghe per San Marino, ma emergono appunto “approfondimenti in corso”, specificatamente sui veicoli immatricolati a San Marino e condotti da dipendenti e collaboratori italiani di impresa del Titano. Questo l’unico caso sotto osservazione, per i privati cittadini (e relativi casi personali o familiari), non c’è nessuna indicazione. Come, purtroppo, non è indicata una tempistica: sta ora ai rispettivi Governi formalizzare un accordo o una deroga. Si spera il prima possibile.

settimane – ma questo non sancisce alcun principio. Serve cambiare la legge, c’è poco da fare. Per questo motivo (con colpevole ritardo, ndr), le Segreterie competenti si sono attivate per arrivarci il prima possibile, investendo la propria rete diplomatica di questo compito e sfruttando il canale privilegiato dell’Ambasciatore d’Italia, Guido Cerboni, a cui hanno affidato le proprie richieste. ANIS chiede aiuto all’Ambasciatore Cosa che hanno fatto anche i vertici di ANIS in questi giorni, visto che finora non si è raggiunto alcun risultato che metta al riparo le aziende sammarinesi da possibili sanzioni e sequestri. L’Associazione degli Industriali ha quindi scritto una missiva all’Ambasciatore, perorando la stessa causa dei Segretari di Stato, anche se ben poche volte è accaduto che un’associazione di categoria rivolgesse un tale ap-

pello all’Ambasciatore. E’ evidente che il problema è serio, anche perché, come sembra, non riguarda solo le forze dell’ordine e i possibili fermi dei mezzi o le sanzioni, comunque salate, ma anche

le assicurazioni. Proprio ANIS ha convocato le compagnie assicurative sammarinesi per chiedere spiegazioni rispetto alle prime indiscrezioni circolate in Italia. Quello generato dal Decreto


A I mprese ttualità

FIXING - Anno XXVII XXII - -n.22 n.6 - Venerdì 615Giugno Febbraio 2014 2019

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ne, quando questi sono guidati dai loro dipendenti frontalieri residenti in Italia

mbasciatore un intervento Decreto Sicurezza tramite un emendamento al Decreto Semplificazioni

Sicurezza, infatti, è un problema enorme per chi, come le ditte sammarinesi, utilizza autisti e guidatori italiani tutti i giorni sul territorio italiano. Un problema che ANIS ha subito evidenziato alle istituzioni e che spera, con la missiva all’Ambasciatore, di risolvere in tempi rapidi. Le motivazioni espresse

dall’Associazione sono chiare, del resto, e giustamente sono state rivolte all’Ambasciatore italiano perché la maggior parte dei lavoratori frontalieri - ovvero coloro i quali sono oggetto del Decreto Sicurezza - è appunto residente in Italia. Purtroppo, “la normativa italiana richiamata ha, infatti, escluso inspiegabilmente da ogni possibile deroga la Repubblica di San Marino, non limitandosi a perseguire situazioni di abuso o privilegio, ma colpendo indiscriminatamente l’intera economia di San Marino dimenticando i rapporti di amicizia che legano i nostri paesi e i tanti accordi convenzionali che anche una recente circolare del ministero dell’interno datata 19/1/2019 richiama in uno sforzo di ragionevolezza”. Insomma, i presupposti per modificare quella norma ci sono tutti, oltre anche alle ragioni di opportunità per tutelare non solo le aziende sammarinesi, ma soprattutto il valoro di centinaia di frontalieri italiani che ogni giorno per lavoro devono svolgere il loro servizio guidando auto e mezzi delle ditte sammarinesi.

IAccordo mpresa 4.0 di collaborazione

tra Confindustria e Google Il sistema economico italiano non ha ancora colto tutto il potenziale dell’economia di Internet: l’Italia si colloca al 25° posto su 28 nel Digital Economy and Society Index elaborato dalla Commissione Europea, e al ventesimo posto per integrazione delle tecnologie digitali da parte delle imprese. Internazionalizzazione, formazione sulle competenze digitali, presenza online e intelligenza artificiale, queste le aree di azione congiunta dell’accordo fra Google e Confindustria attraverso un piano di collaborazione per supportare le imprese italiane nel processo di trasformazione digitale.

In questo contesto e sulla linea del Piano Nazionale Impresa 4.0, l’accordo sottoscritto nei giorni scorsi fa leva sulle competenze associative e la rete territoriale di Confindustria, unite alla tecnologia e alle iniziative dedicate da Google alla sensibilizzazione sull’impatto economico di Internet, per fornire alle aziende italiane i migliori strumenti per cogliere a pieno il potenziale digitale. Il progetto si sviluppa su quattro direttive: supporto all’internazionalizzazione delle imprese; formazione sulle competenze digitali, presenza online delle imprese; machine learning e intelligenza artificiale per le PMI.

Fallita anche la via dell’emendamento Allo stesso modo ci sta provando la politica, anche se al momento non ci sono passi in avanti: si anche è tentato di far inserire da alcuni parlamentari italiani un emenda-

mento nel Decreto Semplificazioni, ma come noto quasi tutti gli emendamenti sono stati stralciati perché non attinenti all’oggetto del Decreto, e questo lo era. L’operazione è quindi fallita, come non sembra aver sortito l’effetto

sperato la richiesta formale di avviare uno scambio di note ufficiali tra i due Paesi. Anche per questo, visti i tempi che si stanno allungando e i rischi all’orizzonte, ANIS ha deciso di attivarsi direttamente con l’Ambasciatore

italiano. Il problema resta comunque quello di avere delle risposte ufficiali, cosa che non è arrivata, purtroppo, nemmeno dall’incontro che si è svolto a Roma la scorsa settimana, con ben 3 Segretari di Stato in trasferta.


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Si parlerà anche di targhe di immatricolazione dei veicoli ad alimentazione elettrica nella seduta di Consiglio Grande e Generale che si si concluderà il 20 febbraio. Il Decreto Delegato 31 gennaio 2019 n.22, si legge nella relazione firmata dal Segretario di Stato alle Finanze Eva Guidi, “disciplina l’obbligo di abbinare una targa di identificazione che risponda a particolari requisiti tecnici, grafici e di sicurezza volti a identificare univocamente il veicolo ed evitare frodi. Nello specifico sono previste diverse tipologie di targa per dimensioni, simboli, caratteri alfanumerici e colori secondo la categoria a cui appartiene il veicolo. La categoria è stabilita sulla base della natura tecnica e di destinazione d’uso del veicolo. Il progetto ha lo scopo di distinguere con evidenza 3 categorie di veicoli, vale a dire autoveicolo (auto, autocarri, autobus), motoveicolo e ciclomotore, ad alimentazione esclusivamente elettrica con la creazione di una serie di targhe d’immatricolazione aventi caratteri alfanumerici di colore verde, allo scopo di rimarcare la scelta ecologica e sostenibile della trazione elettrica in luogo della tradizionale”. Le caratteristiche delle targhe “elettriche” Le targhe di immatricolazione dei veicoli elettrici sono costituite da una lamiera di

U NRAE

M otorizzazione

La grafica rimarca anche cromaticamente la scelta ecologica e sostenibile

Veicoli elettrici, ecco le targhe per circolare Saranno di color verde e serviranno per identificare i nuovi mezzi

alluminio, Codifica Uni-En: EN AW-1050A, di spessore 1 mm, sul cui lato esterno è applicata una pellicola rifrangente vinilica adesiva. 2. Le targhe anteriori e posteriori degli autoveicoli hanno forma rettangolare delle dimensioni di mm 390x120 e

contengono lo Stemma Ufficiale in rilievo, a colori nel rispetto delle proporzioni e dei pantoni secondo quanto stabilito dalla Legge Costituzionale 22 luglio 2011 n.1 e logotipo “Repubblica di San Marino” di colore nero, in rilievo, conforme alle caratteri-

Il 2019 si è aperto con un calo del mercato delle automobili: solo a gennaio -7,6% L’anno 2019 si è aperto con una nuova rilevante flessione del mercato delle autovetture che – secondo quanto diffuso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - con 164.864 unità vendute esprime un calo del 7,6% rispetto alle 178.326 del gennaio 2018, periodo che a sua volta segnò un leggero incremento delle vendite (+3,7%) e fu caratterizzato da forti azioni promozionali delle Case e delle loro Reti di vendita e dal ricorso alle autoimmatricolazioni. I segnali di una nuova contrazione delle vendite erano già prevedibili e di questo la filiera automotive aveva già informato da tempo il Governo che, ad ulteriore inasprimento della situazione, ha deciso di inserire il sistema bonus-malus a partire da marzo, creando comunque disorientamen-

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to e attesa tra i potenziali acquirenti di questo primo bimestre dell’anno. “Guardando alle prospettive di medio termine, considerando che gli effetti del bonus-malus non sono a oggi prevedibili – afferma Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE –, secondo le ultime stime del nostro Centro Studi e Statistiche, elaborate incrociando i driver economici e settoriali in uno scenario macroeconomico rivisto al ribasso, il deciso rallentamento della domanda interna peserà anche sugli acquisti di autovetture ed il mercato nel 2019 proseguirà su un trend di ridimensionamento, come anticipato ed in linea con quanto osservato nel 2018”. “L’anno dovrebbe chiudersi in ulteriore flessione dell’1,1% a 1.888.500 unità, oltre 21.000 in meno delle 1.910.000 del 2018.

Il contesto economico in peggioramento contrasterà con lo stimolo che negli auspici del Governo dovrebbe venire dal bonus previsto per le vetture fino a 70 g/km di CO2. L’effetto del bonus-malus dovrebbe essere più di sostituzione che di vendite aggiuntive, data la crescente incertezza generale e considerati gli effetti negativi, anche psicologici, su tutti i potenziali clienti di vetture a più alti consumi. Gli impatti sul mercato comunque saranno tutti da verificare”. Alle condizioni attuali, nel biennio successivo il mercato auto potrà tornare in territorio positivo ma con incrementi marginali intorno all’1% e mantenendo comunque le immatricolazioni di autovetture di poco sopra 1.900.000 unità, rispettivamente 1.910.000 nel 2020 e 1.928.000 nel 2021.

stiche grafiche di cui al “manuale d’uso, allegato “3” al Regolamento 6 agosto 2012 n.3. La targa deve avere caratteri alfabetici “VE” seguiti da tre caratteri numerici, a rilievo, di colore verde giallastro, RAL 6018, dell’altezza di mm 79, larghezza mm 45 e

S anità

con il tratto di mm 12,5. Bordo perimetrale con imbutitura sarà di larghezza mm 4, di colore verde giallastro, RAL 6018, con tratto di mm 4. Le targhe dei motoveicoli hanno forma quadrata, delle dimensioni di mm 165x165 e contengono i seguenti elementi: Stemma Ufficiale in rilievo, a colori nel rispetto delle proporzioni e dei pantoni (di cui all’allegato “B” alla Legge Costituzionale 22 luglio 2011 n.1) e logotipo “Repubblica di San Marino” di colore nero, in rilievo, conforme alle caratteristiche grafiche (di cui al “manuale d’uso, allegato “3” al Regolamento n. 3/2012). I caratteri alfabetici “VE” seguiti da quattro caratteri numerici, a rilievo, di colore verde giallastro, RAL 6018, dell’altezza di mm 60, larghezza mm 25,5 e con il tratto di mm 8; il bordo perimetrale con imbutitura di larghezza mm 4, di colore

verde giallastro, RAL 6018, con tratto di mm 4. Le targhe dei ciclomotori hanno forma rettangolare, delle dimensioni di mm 115x100 e contengono i seguenti elementi: Stemma Ufficiale in rilievo e logotipo “Repubblica di San Marino” di colore nero, in rilievo, conforme alle caratteristiche grafiche, caratteri alfabetici “VE” seguiti da tre caratteri numerici, a rilievo, di colore verde giallastro, RAL 6018, dell’altezza di mm 40, larghezza mm 22 e con il tratto di mm 4, Bordo perimetrale con imbutitura di larghezza mm 4, di colore verde giallastro, RAL 6018, con tratto di mm Qualora l’acquirente di autoveicolo ad alimentazione elettrica richieda le targhe della serie speciale (di cui al Decreto 11 novembre 2003 n. 149 e successive modifiche introdotte col Decreto 26 luglio 2004 n.107), la serie alfanumerica speciale scelta e il bordo perimetrale saranno di colore verde. I costi ufficiosi delle nuove targhe “Ufficiosamente – conclude la relazione - il fornitore delle targhe con cui abbiamo preso contatto per definire la fattibilità del progetto, le tempistiche e le bozze grafiche, ha anticipato verbalmente un costo dell’impianto pari a circa 2.500 euro edun costo a lamierino pari a quello delle targhe ordinarie”. Alessandro Carli

San Marino e Ravenna: protocollo per l’uso delle tessere “Piùperte” e “Carta bianca” Un altro passo in avanti a tutela delle persone con bisogni speciali. San Marino e Ravenna hanno sottoscritto a Palazzo Begni, il Protocollo Operativo per l’utilizzo della tessera “Piùperte” e della “Carta Bianca”, che riconoscono alle persone con disabilità l’accesso gratuito o agevolato a luoghi e servizi culturali, ricreativi e sportivi aderenti al circuito nei rispettivi territori. La firma, apposta dal Direttore del Dipartimento Turismo, Gloria Licini, e dagli Assessori con delega ai Servizi Sociali, Valentina Morigi, e con delega al Turismo, Giacomo Costantini, rappresenta un momento importante nell’implementazione della collaborazione sanitaria e socio-sanitaria tra il Titano e la Regione. Il Segretario di Stato alla Sanità Franco Santi confer-

ma l’impegno del Governo a lavorare per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dettati dall’Agenda 2030 dell’ONU, dove fra gli altri emerge la responsabilità, per gli Stati, ad “Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte l’età” e a “Creare città e comunità sostenibili”. Il Protocollo rende infatti operativo l’Accordo sulla collaborazione sanitaria e socio-sanitaria tra San Marino e la Regione firmato il 4 dicembre 2017; dà inoltre attuazione all’art. 30 della Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità “Partecipazione alla vita culturale e ricreativa, agli svaghi ed allo sport” e all’art. 16 della Legge Quadro n. 28/2015 “Partecipazione alla vita culturale e ricreativa, agli svaghi, al turismo e allo sport”. La tessera “Piùperte” è

dedicata alle persone con bisogni speciali, residenti o in visita a San Marino; consente di godere di servizi e strutture in territorio a condizioni agevolate. Tutte le informazioni sono consultabili sul sito www.sanita. sm, su www.visitsanmarino.com e su www.sanmarinopertutti.com La tessera “Piùperte” è rilasciata dallo sportello assistenza presso il Servizio Territoriale Domiciliare di Borgo Maggiore (via A. Saffi, 6). I turisti possono richiederla all’Ufficio per il turismo (c.da Omagnano, 20 - centro storico di San Marino). I residenti del Comune di Ravenna possono fare richiesta della “Carta Bianca” al SAP - Servizio Aiuto Persone Disabili (via D’Azeglio, 2), mentre i turisti presso gli Uffici di Informazione Turistica - IAT.


E conomia

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Promosso il DL che disciplina “la detassazione dei redditi derivanti da beni immateriali”

“San Marino è pienamente cooperativo ai fini fiscali” UE, Ecofin: “Trasparenza ed equa tassazione in applicazione delle misure dell’Ocse” Promozione a tutto tondo quella che i Ministri delle Finanze dell’Unione Europea hanno riservato alla Repubblica di San Marino, riconosciuta, nell’ultima riunione del Consiglio Ecofin, come “Paese pienamente cooperativo ai fini fiscali”. Una decisione basata sulla rispondenza ai criteri di trasparenza fiscale, di equa tassazione e in applicazione delle misure OCSE. Più precisamente, l’Unione Europea ha fatto proprie le valutazioni svolte nell’ambito del progetto BEPS dell’OCSE, vertenti sulle modifiche intervenute da parte della Repubblica a livello fiscale. La positiva decisione intervenuta dà atto dell’allineamento di San Marino ai principali standard previsti al riguardo. In particolare, attraverso il Decreto Legge n.76 del 28 giugno 2018 “Disciplina del regime per la detassazione dei redditi derivanti da beni immateriali”, è stata adeguata la normativa nazionale in materia di agevolazioni fiscali per lo sfruttamento di beni intellettuali alle misure antielusive elaborate dall’OCSE, nell’ambito del Progetto BEPS e, più precisamente, alle misure previste dall’Azione 5; quest’ultima, mira a contrastare le pratiche fiscali dannose, nell’accezione di pratiche legali adottate dagli Stati per competere fra gli stessi nell’attrazione degli investimenti tramite incentivi fiscali o ruling (accordi per la predeterminazione del reddito). Attraverso la nuova normativa, sono state introdotte nuove norme finalizzate a consentire la fruizione degli incentivi previsti per lo sfruttamento di beni intellettuali, in proporzione agli investimenti effettuati per attività di ricerca e sviluppo in San Marino o, all’estero, presso enti indipendenti. Nella predisposizione della normativa, sono state considerate le esigenze e le tipicità delle imprese sammarinesi, attuali e di futura costituzione, nell’allineamento con i requisiti imposti per risulta-

re compliant al citato progetto BEPS. Il Consiglio Ecofin Il Consiglio Ecofin è una del-

le formazioni in cui si riunisce il Consiglio dell’UE. Nella formazione Economia e finanza il consiglio è composto dai Ministri delle finanze

degli stati membri e si occupa di coordinare le politiche economiche; sorvegliare la situazione economica; monitorare le politiche di bilancio

e le finanze pubbliche dei Paesi membri; euro; mercati finanziari e movimenti di capitale; relazioni economiche con i Paesi terzi.

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UE

Semaforo verde alle auto green

L’Unione Europea stimola il mercato dei veicoli a basse e a zero emissioni incoraggiandone l’uso negli appalti pubblici. L’11 febbraio la presidenza rumena della Commissione Ecofin ha raggiunto un accordo provvisorio con il Parlamento europeo su una riforma che aumenterà la certezza sul mercato e contribuirà a ridurre le emissioni complessive dei trasporti. Le nuove norme rafforzeranno anche la competitività dell’industria europea nei mercati globali in espansione per quanto concerne tali nuove tecnologie. L’accordo sarà ora presentato per conferma agli Stati membri in sede di Consiglio. La riforma stabilisce obiettivi minimi di appalto per i veicoli leggeri, gli autocarri e gli autobus puliti per il 2025 e il 2030. Gli obiettivi sono espressi in percentuali minime di veicoli puliti rispetto al numero complessivo di veicoli adibiti al trasporto su strada interessati dall’insieme dei contratti di appalto e dei contratti di servizio pubblico. Il testo, tra le altre cose, include inoltre una nuova definizione di “veicolo pulito”, che si basa per i veicoli leggeri sulle norme in materia di emissioni di CO2 e per i veicoli pesanti sull’uso di combustibili alternativi. L’ambito di applicazione delle norme è ampliato per quanto concerne le pratiche di appalto coperte. Le nuove norme si applicheranno anche a una più ampia gamma di servizi, inclusi i servizi di trasporto pubblico terrestre, i servizi speciali di trasporto passeggeri, i servizi di raccolta di rifiuti e i servizi di consegna postale e dei pacchi. Dopo l’entrata in vigore della direttiva gli Stati membri avranno 24 mesi di tempo per adottare le disposizioni nazionali. Dovranno riferire alla Commissione in merito all’attuazione delle norme con cadenza triennale, a partire dal 18 aprile 2026. La Commissione Ecofin ha infine presentato la proposta nel quadro del secondo pacchetto sulla mobilità.


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“L’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica nelle operazioni tra privati sta generando una situazione di emergenza destinata ad acutizzarsi nella prossima settimana”. Per questo i commercialisti, in una lettera del presidente nazionale della categoria, Massimo Miani inviata oggi al Ministero dell’Economia e l’Agenzia delle Entrate, Antonino Maggiore, ribadiscono la loro richiesta di una proroga al 16 marzo della moratoria sulle sanzioni per la tardiva trasmissione delle fatture elettroniche e di una complessiva riorganizzazione delle scadenze relative ai mesi di febbraio e marzo. Tutti interventi, sottolineano i commercialisti, che “non comportano perdite di gettito per l’Erario e tesi esclusivamente all’implementazione di un calendario delle scadenze più coerente e gestibile da parte degli operatori”. “L’introduzione dal 2019 dell’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica nelle operazioni tra privati – scrive nella lettera Massimo Miani - sta generando molteplici situazioni di criticità dovute in parte alla impreparazione dei contribuenti, ma anche alle inefficienze e ai ritardi che si stanno verificando nell’allineamento telematico dei flussi di dati tra le piattaforme delle principali società di software e il Sistema di Interscambio messo a disposizione dall’Agenzia delle entrate”. Nella missiva Miani ricorda i risultati positivi derivanti dalla costante collaborazione tra Consiglio nazionale e Agenzia delle Entrate ai fini della soluzione in tempo reale di molti dei problemi in campo. “Restano tuttavia – prosegue la missiva - notevoli difficoltà e incolpevoli ritardi dei contribuenti nell’assolvimento dell’obbligo di trasmissione telematica delle fatture elettroniche al Sistema di Interscambio, con una situazione di emergenza che peraltro è destinata ad acutizzarsi nella prossima settimana in cui scadrà il termine di applicazione della “moratoria” sulle sanzioni

F isco

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Pubblicato anche il calendario delle scadenze fiscali: la prima è già fissata per il 16 marzo

“Fattura elettronica, proroga della moratoria sulle sanzioni” Lo chiede il Presidente dei Commercialisti italiani al MEF e all’Agenzia delle Entrate

per la tardiva trasmissione delle fatture elettroniche prevista dall’articolo 10, comma 1, del decreto-legge n. 119 del 2018 e resa ancor più critica con la scadenza a fine mese dei termini di ulteriori importanti adempimenti fiscali”. Affermazioni, quelle del Consiglio nazionale, che derivano anche “dal costante monitoraggio con una rete di referenti regionali all’uopo costituita sull’intero territorio nazionale”. Nel dettaglio la categoria chiede innanzitutto “la proroga di un mese della moratoria sulle sanzioni di cui al citato articolo 10 del decretolegge n. 119 del 2018, fermo restando l’obbligo di computare l’imposta relativa alle operazioni effettuate a gennaio 2019 nella liquidazione periodica in scadenza il 16 febbraio”. Altra richiesta formulata dai commercialisti è che “il termine del 28 febbraio 2019 per l’invio delle comunicazioni dei dati delle fatture emesse e

ricevute (c.d. “spesometro”) relativa al secondo semestre 2018 (ovvero all’ultimo trimestre 2018) e dei dati delle liquidazioni periodiche IVA relative al quarto trimestre 2018 sia posticipato al 15 aprile 2019”. “Del tutto insufficiente”, secondo Miani, anche il termine del 28 febbraio previsto dall’articolo 1, comma 3-bis, del decreto legislativo n. 127 del 2015 per l’invio della prima comunicazione mensile dei dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato (c.d. “esterometro”). “Al riguardo – scrive il presidente della categoria - si chiede innanzitutto l’implementazione di una periodicità del predetto adempimento annuale o, quanto meno, semestrale. Inoltre, non essendo ancora disponibili i software per la trasmissione della comunicazione, si chiede la proroga del predetto termine”.

Infine, i commercialisti chiedono la proroga di un mese anche dei termini per l’invio delle Certificazioni uniche e dei dati degli oneri deducibili e detraibili per la predisposizione delle dichiarazioni precompilate. Il calendario delle scadenze fiscali per la prima parte del 2019 propo-

T urismo

sto dai commercialisti al Mef e all’Agenzia delle Entrate è dunque il seguente: • 16 marzo 2019 – esonero sanzioni per tardiva trasmissione fatture elettroniche (contribuenti mensili); • 1° aprile 2019 – comunicazione dati oneri deducibili e detraibili per dichiarazioni precompilate; • 1° aprile 2019 – comunicazione delle certificazioni uniche; • 15 aprile 2019 – comunicazione dati fatture relativa al 2° semestre 2018 (o 4° trimestre 2018) • 15 aprile 2019 – comunicazione dati liquidazione periodica IVA relativa al 4° trimestre 2018; • 30 maggio 2019 – decorrenza prima comunicazione mensile dati operazioni con soggetti non residenti (in mancanza di modifica della periodicità da mensile ad annuale o semestrale).

F ocus

Elettronica e cartacea: le differenze

La fattura elettronica si differenzia da una fattura cartacea, in generale, solo per due aspetti: va necessariamente redatta utilizzando un pc, un tablet o uno smartphone e deve essere trasmessa elettronicamente al cliente tramite il c.d. SdI, una sorta di “postino” che verifica se la fattura contiene almeno i dati obbligatori ai fini fiscali nonché l’indirizzo telematico al quale il cliente desidera che venga recapitata la fattura. Inoltre controlla che la partita Iva del fornitore e il Codice Fiscale del cliente siano esistenti.

Presentata la “destinazione San Marino” a 134 agenzie di viaggi dell’Indonesia

Grande successo dell’evento di presentazione del pacchetto di viaggio “Italy + San Marino and Switzerland” tenutosi in data 12 febbraio dall’Agenzia per lo Sviluppo Economico – Camera di Commercio all’hotel Haris Vertu di Giacarta. Presenti 134 tra le principali agenzie di viaggio indonesiane, è stato organizzato da questa Agenzia in collaborazione con il tour operator “Kuoni”, l’Ambasciatore presso l’ASEAN e Presidente dell’Agenzia, Massimo Ferdinandi, l’Ambasciata italiana

in Indonesia e l’Ambasciata di San Marino in Indonesia. Il grande interesse mostrato dai suddetti operatori turistici e gli incoraggianti dati relativi agli arrivi dei turisti indonesiani a San Marino costituiscono la più efficace riprova della bontà delle strategie promozionali implementate dall’Agenzia per lo Sviluppo Economico – Camera di Commercio nel campo dell’attrazione dei flussi turistici. Come più volte sottolineato, la costruzione di virtuose sinergie, “Think Synergy”, è una delle

priorità di questa Agenzia e l’evento in oggetto rappresenta un ottimo esempio in tal senso. L’Agenzia per lo Sviluppo Economico – Camera di Commercio comunica che le sue operazioni promozionali verso l’attrazione di nuovi flussi turistici, in sinergia con la Segreteria di Stato per gli Affari Esteri e quella per il Turismo, stanno procedendo con efficacia e regolarità sia in Indonesia che in Vietnam e che presto nuovi Paesi entreranno a far parte di tali operazioni.


E conomia

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Nel 2019 la crescita dell’Italia è stata stimata allo 0,6% e dello 0,9% nel 2020. Tuttavia, l’aumento del Pil non toccherebbe nemmeno il punto percentuale nei prossimi cinque anni. Il Fondo Monetario vede una crescita dello 0,7% nel 2021, dello 0,6% nel 2022 e dello 0,6% nel 2023. Quest’anno quindi l’economia italiana crescerà poco anche perché, come ha spiegato il capo della squadra del Fondo Monetario Internazionale per l’Italia Rishi Goyal, “dovrà affrontare ostacoli dal rallentamento della crescita della zona euro e dalla maggiore incertezza della politica interna. Ciò si riflette nell’aumento dei costi dei prestiti sovrani”. Il nuovo governo italiano, entrato in carica nel giugno 2018 con la promessa di migliorare la crescita e i risultati sociali, ha ereditato una situazione difficile. “Nonostante il recupero degli ultimi anni – spiega il FMI in una nota che accompagna la consultazione dell’art. IV -, i redditi reali rimangono ai livelli di due decenni fa, la disoccupazione è elevata, la povertà è aumentata e il debito pubblico è molto alto”. Le sue politiche, rimarca l’ente internazionale, “si basano su un notevole stimolo fiscale, con piani per aiutare i poveri, aumentare gli investimenti pubblici e in parte invertire le riforme pensionistiche. Ma questo ha aumentato le

La replica del Ministro Tria: “Il nostro debito è pienamente sostenibile”

Il FMI “boccia” l’Italia Crescita 2019: 0,6% L’economia fortemente penalizzata dall’incertezza politica interna

preoccupazioni sulla sostenibilità del debito. Negli ultimi mesi, gli spread sovrani nei confronti dei bund tedeschi sono balzati ai massimi pluriennali mentre le valutazioni bancarie si sono ridotte

C GIA Mestre

di circa un terzo. L’Italia e la Commissione europea (CE) stanno discutendo possibili revisioni del piano fiscale in relazione alla procedura per i disavanzi eccessivi della CE”.

Con l’aumento delle tasse italiani liberi dal fisco solamente il 4 giugno in poi A seguito dell’aumento della pressione fiscale che, secondo il Ministero dell’Economia, nel 2019 è destinata ad attestarsi al 42,3% (+0,4 rispetto l’anno prima), solo il prossimo 4 giugno gli italiani celebreranno il tanto sospirato giorno di liberazione fiscale (o “tax freedom day”). Rispetto al 2018, fa sapere l’Ufficio studi della CGIA di Mestre, il contatore del fisco si rimette in moto: di un solo giorno, ma torna a crescere. In altre parole, dopo più di 5 mesi dall’inizio del 2019 (pari a 154 giorni lavorativi inclusi i sabati e le domeniche), il contribuente medio italiano smette di lavorare per assolvere a tutti gli obblighi fiscali dell’anno (Irpef, accise, Imu, Tasi, Iva, Tari, addizionali varie, Irap, Ires, eccetera) e dal 4 giugno inizia a guadagnare

per se stesso e per la propria famiglia. Se invece si considera che la giornata lavorativa inizia convenzionalmente alle 8:00, ogni giorno ciascun italiano medio lavora per pagare le tasse e i contributi fiscali sino alle 11:23, vale a dire quasi 3 ore e mezza al giorno. Mentre gli rimangono solo 4 ore e mezza per “costruirsi” il reddito o la retribuzione netta. Trattasi, ovviamente, di un puro esercizio teorico fa sapere l’Ufficio studi della CGIA di Mestre. Tuttavia, questa analisi è interessante perché dà la dimensione, quando la si compara con i risultati degli altri Oaesi europei, di quanto sia smisurato il prelievo fiscale e contributivo in capo agli italiani. “Nonostante i correttivi apportati in zona Cesarini

con il maxiemendamento – afferma il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre Paolo Zabeo – la manovra di Bilancio del 2019 non ha introdotto quello shock fiscale che tutti si attendevano. Anzi, stando alle previsioni elaborate dal Ministero dell’Economia, la pressione fiscale per l’anno in corso è destinata addirittura ad aumentare, dopo 5 anni in cui ciò non accadeva. Oltre a ciò, va segnalato che con la rimozione del blocco dei tributi locali prevista dalla manovra c’è il pericolo che tornino ad aumentare anche il peso delle tasse locali che erano bloccate dal 2016. Senza contare che è necessario disinnescare le clausole di salvaguardia, altrimenti dall’inizio del 2020 subiremo un aumento dell’Iva da far tremare i polsi...”.

Nella relazione del FMI non mancano le raccomandazioni. Il reddito di cittadinanza è “un passo giusto” - così lo definisce l’ente di Washington - ma che in virtù dei benefit “troppo alti”, rischia di diventare un “‘disincentivo al lavoro” oppure di “dipendenza dal welfare”. Il suggerimento del Fondo è quello “tagliare il cuneo fiscale e tassare la prima casa. È importante anche un allargamento della base fiscale, compresa una lotta all’evasione e all’elusione dell’Iva, evitando i condoni fiscali e razionalizzando la spesa fiscale”. Sulla cosiddetta ‘quota 100’ sulle pensioni il FMI si dice “preoccupato” perché “aumenterebbe il numero di pensionati, aumenterebbe la già elevata spesa pensionistica e ridurrebbe la partecipazione alla forza lavoro e la crescita potenziale”.

I STAT

Lo stato di salute delle banche I crediti deteriorati (NPL) sono scesi dal 16% dei prestiti nel 2015 a circa il 10% a metà del 2018, principalmente attraverso le vendite. Questa è una notevole riduzione di qualsiasi standard, sebbene i NPL rimangano superiori alla media del 3,6% delle principali banche dell’UE. Il rendimento del capitale proprio è migliorato, principalmente a causa del minore accantonamento e del passaggio all’IFRS9 standard di contabilità. Ma la redditività continua a essere appesantita dall’elevato costo del capitale e costi operativi. La salute delle imprese è migliorata, poiché i tassi di default delle imprese sono scesi in pre-crisi i livelli; tuttavia, secondo Cerved, il più grande fornitore italiano di informazioni creditizie per le imprese, quasi la metà delle imprese è an-

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cora classificata come “vulnerabile” o “rischiosa” e la redditività delle piccole e medie imprese rimane del 20% al di sotto dei livelli pre-crisi. Il commento del Ministro Tria “Apprezziamo l’equilibrio delle valutazioni sulla crescita economica del paese – ha commentato il Ministro Giovanni Tria - . Non condividiamo invece altri giudizi. Il rapporto, in particolare, sottovaluta la necessità di sostenere la crescita in Italia e in Europa e il ruolo delle politiche adottate dal Governo a questo fine. Il debito è un onere pesante per l’Italia, che però lo sostiene e lo ha sostenuto negli ultimi trent’anni, tra l’altro con un avanzo primario ininterrotto negli ultimi due decenni. Il nostro debito è pienamente sostenibile e si finanzia comodamente sui mercati. Detto questo, costituisce certamente un freno per la crescita italiana distogliendo risorse per usi più produttivi come per esempio gli investimenti. Ed è per questo motivo che il governo è impegnato a ridurlo. Non c’è motivo per creare allarmismi. Son sicuro che, come è evidente dal summing up della discussione al consiglio di amministrazione del Fondo, che ne esprime la posizione ufficiale, ci sia apprezzamento per gli sforzi governativi e nessuna intenzione di destabilizzare i mercati”.

In calo la produzione industriale italiana In difficoltà legno, tessile e plastica A dicembre 2018 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dello 0,8% rispetto a novembre. Nel complesso del quarto trimestre, spiega l’ISTAT in una nota, il livello della produzione registra una flessione dell’1,1% rispetto ai tre mesi precedenti. L’indice destagionalizzato mensile mostra un lieve aumento congiunturale solo nel comparto dei beni intermedi (+0,1%); diminuiscono invece in misura marcata i beni di consumo (-2,9%) e l’energia (-1,5%) mentre i beni strumentali registrano una variazione nulla. Corretto per gli effetti di calendario, a dicembre 2018 l’indice è diminuito in termini tendenziali del 5,5% (i giorni lavorativi sono stati 19 contro i 18 di dicembre 2017). Nella media del 2018 la produzione

è cresciuta dello 0,8% rispetto all’anno precedente. Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano a dicembre 2018 un’accentuata diminuzione tendenziale per i beni di consumo (-7,2%) e per i beni intermedi (-6,4%); diminuzioni più contenute si osservano per l’energia (-4,4%) e per i beni strumentali (-3,5%). Tutti i principali settori di

attività economica registrano variazioni tendenziali negative. Le più rilevanti sono quelle dell’industria del legno, della carta e stampa (-13%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-11,1%) e della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-7,9%).


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Fixing nr. 6: 15 febbraio 2019  

San Marino Fixing è il settimanale di economia, finanza, politica e attualità di San Marino.

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