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Anno XXVII - n.1 - 1,50 euro

E ditoriale Targhe: una svista pericolosa

Il Decreto Sicurezza è, insieme al reddito di cittadinanza e al superamento della Fornero, uno dei provvedimenti più pubblicizzati dall’esecutivo italiano a guida “gialloverde”. E’ impossibile che il Governo della Repubblica di San Marino e la sua rete diplomatica non abbiano mai avuto modo di conoscerne i contenuti, anticipati praticamente da quando c’è il Premier Antonio Conte a fare da garante al contratto siglato da Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Sapevano tutti che c’era questo Decreto, come tutti sanno che la Juventus ha comprato Cristiano Ronaldo. Che poi tutti l’avessero anche letto o avessero cercato di comprenderne davvero le potenziali conseguenze, è un altro discorso. Del resto, perché interessarsi alle leggi di un altro Paese? Solo perché l’Italia è il primo e principale partner commerciale, ci sono solo 6.000 frontalieri italiani che salgono sul Monte Titano ogni giorno e migliaia di italiani risiedono in Repubblica e altrettanti sammarinesi risiedono in Italia? Ma lo stesso vale per la privacy, legiferata a fine anno, quando in Europa il GDPR è entrato in vigore a fine maggio. Accorgersi sempre in ritardo di queste cose è un merito che non vanta solo a questo Governo, il quale però ora è chiamato a risolvere la questione delle targhe sammarinesi velocemente. Non sembrano purtroppo esistere scorciatoie ma si deve rimettere mano al testo italiano: non sarà una cosa facile e la soluzione va trovata prima possibile. Daniele Bartolucci

Direttore Alessandro Carli

Venerdì 11 Gennaio 2019

“Passaggio all’IVA, banche e pensioni”

I mprese

Aumentano i lavoratori occupati

Il Presidente ANIS Rossini fa il punto sull’anno che si è concluso e indica le priorità dell’Associazione degli Industriali per il 2019 a pag.2

S volta

Immobili, ok alla vendita a stranieri

a pag.3

C ultura

Il 2019 si preannuncia un anno complesso ed estremamente delicato. “Va risolto il problema del settore bancario – spiega il Presidente ANIS Neni Rossini - sia per il peso che ha sul Bilancio dello Stato sia perché le imprese hanno assoluta necessità di banche in grado di sostenerle con risorse e capacità. Altro tema importante è quello del passaggio dalla monofase al sistema IVA che, ci è stato confermato, partirà il 1 gennaio 2020. L’IVA semplificherà l’interscambio, e potremo finalmente chiedere all’Ue il superamento del T2 e l’inserimento delle nostre imprese nell’Intrastat. Nel 2019 verrà presentato il testo e l’Ufficio Tributario sarà oggetto di un processo di riorganizzazione di ristrutturazione per sostenere l’operatività delle nuove imposte indirette”. Servizio alle pagg. 6-7

La “Divina Commedia” del Titano

alle pag.8-11

spazio riservato all’indirizzo


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S tatistica

FIXING - Anno XXVII - n.1 - Venerdì 11 Gennaio 2019

Frontalieri ancora sopra le 5.900 unità, stabile il numero dei disoccupati

Lavoratori in aumento E vola il manifatturiero I dati di fine novembre dell’UPECEDS: il settore privato cresce In attesa dei numeri definitivi di fine anno, l’Ufficio di Statistica ha aggiornato al 30 novembre 2018 i “numeri” economici della Repubblica di San Marino. Il totale delle imprese si è confermato sopra le 5 mila unità con il manifatturiero che è ulteriormente cresciuto toccando le 530 imprese (erano 527 il 31 ottobre 2018) e dando lavoro a 6.237 dipendenti (+35 rispetto a un mese prima). Complessivamente la forza lavoro è stata vista in rialzo: 22.611 persone quando al 31 ottobre erano 22.582. Nello specifico sono aumentati i dipendenti (da 19.455 a 19.494) mentre gli indipendenti (circa 1.750) e i disoccupati (poco più di 1.350) sono rimasti invariati. Nel privato operano 15.739, erano 15.716 il mese prima. Anche a novembre, come da luglio in poi, i frontalieri sono risultati essere sopra quota 5.900.

M ondo

Statali in aumento Anche a novembre il refrain non è cambiato: gli statali sono cresciuti. I 3.683 dipendenti del settore pubblico allargato di settembre sono diventati 3.739 a ottobre e 3.755 alla fine dell’undicesimo mese del 2018. Aumenti che si sono registrati nella Pubblica amministrazione (da 2.143 di ottobre a 2.154 di novembre) e nell’Istituto per la Sicurezza Sociale (da 1.051 a 1.057) mentre negli altri enti l’organico è rimasto più o meno invariato. Turismo a due velocità La prova del nove verrà data dai numeri di chiusura del “Natale delle Meraviglie”. Nel frattempo l’UPECEDS rimarca che a novembre 2018 l’afflusso turistico è stato di 71.550 persone complessive, circa 2 mila in meno rispetto ai dati del 2017. Il dato che salta agli occhi è che mentre si è contratto il numero di auto e

di persone in auto che hanno deciso di visitare il Monte Titano, è cresciuto quello dei pullman e corriere (263 contro 247 dell’anno prima) e dei visitatori trasportati, 11.835 contro 11.115 del mese di novembre 2017. Rimini sul web Turismo e Teatro Galli i siti più cliccati del 2018. Sono il portale riminiturismo.it e il nuovo portale del rinato teatro riminese a segnare le performance più interessanti secondo le statistiche elaborate dal Comune di Rimini per l’anno appena passato. Una fotografia dell’andamento del sito istituzionale dell’Amministrazione – www.comune.rimini.it – e dei diversi canali web di informazione e comunicazione. Ed è proprio il sito istituzionale a segnare un aumento di visite e soprattutto di visualizzazioni: nel 2018 infatti so-

La Commissione europea investe in Africa: 10 milioni di posti di lavoro in cinque anni Investimenti per stimolare la creazione di imprese, la formazione del capitale umano, l’istruzione, compreso l’accesso al programma Erasmus+. Rafforzare i legami commerciali con la previsione di un accordo di libero scambio. E poi il potenziamento di trasporti, energie rinnovabili e reti idriche. Un pacchetto di misure che, scrive Europa.

today, dovrebbe portare alla creazione di 10 milioni di posti di lavoro in 5 anni. E’ quanto propone la Commissione europea con quella che il presidente Jean-Claude Juncker definisce “una nuova alleanza tra l’Europa e l’Africa per gli investimenti sostenibili e l’occupazione. L’Africa non ha bisogno di carità, ma di un partenariato equo e

leale. E noi europei ne abbiamo altrettanto bisogno”. Sullo sfondo, inevitabili, le crescenti pressioni che arrivano dagli Stati membri affinché si trovino soluzioni di lungo termine alla questione migratoria. Per Federica Mogherini l’obiettivo di questo piano è quello di “offrire ai giovani l’opportunità di realizzare le proprie aspirazioni”.

no state oltre 1 milione e mezzo le visite al sito, oltre 4,6 milioni invece le pagine visualizzate, in aumento rispettivamente del 28,17% e del 17,75%. In crescita anche il secondo portale del Comune, riminiturismo.it, che rende conto di tutte le iniziative, novità ed eventi in città, oltre che fornire informazioni utili ai visitatori sul patrimonio storico, culturale e paesaggistico del territorio. Nel 2018 sono state 1.373 mila le visualizzazioni (circa 653 mila le visite al sito), in aumento del 19,28% rispetto all’anno precedente. Debutto eccezionale per il sito del Teatro Galli, on line da settembre e diventato il terzo sito più visitato dopo il portale istituzionale e quello del turismo. In quattro mesi sono state oltre 540mila le visualizzazioni (123mila le visite al sito), confermando l’attenzione degli utenti del web per i canali di informa-

E steri

zione e promozione della cultura e dell’arte cittadina. Il sito del Teatro Galli infatti prosegue nel solco del sito del Teatro Novelli, che risulta ancora tra i più visitati con circa 194mila visualizzazioni, seguito dal sito della biblioteca Gambalunga di Rimini (182mila visualizzazioni), da quello dei Musei Comunali e della Sagra Musicale Malatestiana. Tra gli altri canali, da segnalare l’esponenziale aumento di visite al sito della Polizia Municipale (circa 53mila visite, 138 mila visualizzazioni, con un aumento del 107% rispetto al 2017), legato in particolare alla possibilità di provvedere al pagamento delle sanzioni direttamente dal canale. Enit, l’Italia piace La Germania continua a dominare la classifica dei Paesi per flussi turistici e per spesa in Italia. Il Paese, da solo, co-

pre il 28,2% del totale presenze degli stranieri in Italia e il 17% della spesa dei turisti esteri. È il Trentino-Alto Adige la Regione di destinazione con la maggior concentrazione di presenze tedesche (+3% sul 2016). Seguono Veneto (+8%), Lombardia (+6,1%), Toscana (-1,9%) ed Emilia-Romagna (+6,7%). Sono 6,5 i miliardi di euro spesi dai tedeschi sul territorio italiano. Ad agosto la più alta concentrazione della spesa dei turisti tedeschi in Italia anche se l’incremento maggiore si riscontra a settembre (+36,7%) e dicembre (+34,7%). Sempre in termini di entrate, la vacanza balneare incassa il 25,9% della spesa turistica totale dei tedeschi in Italia ma gli incrementi più consistenti si rilevano per la vacanza in montagna (+135,5% sul 2016), in agriturismo (+93,9%) e per quella sportiva (+62,7%). AC

Bando di concorso per la “Bucerius Summer School”: le lezioni a Berlino e Amburgo La Segreteria di Stato per gli Affari Esteri è lieta di portare a conoscenza dei giovani sammarinesi una nuova opportunità di formazione all’estero loro riservata. L’associazione intitolata a Gerd Bucerius, politico e giornalista tedesco, padre fondatore del settimanale Die Zeit, promuove il 19° seminario estivo sulla Governance Mondiale. Le lezioni si svolgeranno presso la “Bucerius Summer School”, sedi di Amburgo e Berlino, dal 18 al 31 agosto 2019. Il corso si rivolge a giovani diplomatici, manager, rappresentanti politici, giornalisti, attivisti e accademici, con esperienza nei propri ambiti professionali e un’età compresa tra i 28 e i 35 anni. Le lezioni affronteranno le questioni sociali, economiche e politiche nell’attuale contesto globale attraverso testimo-

nianze di rappresentanti di alto profilo provenienti dal mondo accademico, delle imprese e delle istituzioni e con la metodologia dei workshop interattivi. Maggiori informazioni su modalità e contenuti del corso sono disponibili sul sito della Scuola: https:// www.bucerius-summerschool.com Requisiti indispensabili per la partecipazione sono l’ottima conoscenza della lingua inglese (scritta e orale), la cittadinanza sammarinese o la residenza e la disponibilità a seguire il corso nella sua intera durata. Il candidato avrà a proprio carico le sole spese di viaggio. Per tutte le altre spese (trasferimenti interni, vitto e alloggio) sarà l’Istituto promotore a provvedere. Per candidarsi, occorre inviare all’indirizzo di posta elettronica dipartimentoaf-

fariesteri@pa.sm entro e non oltre il 18 febbraio p.v. la seguente documentazione: - copia di un documento di identità; - curriculum vitae con recapiti; - fototessera; - lettera motivazionale; specificando nell’oggetto della email “Bucerius Summer School - candidatura di… (nominativo del candidato)”. Il Dipartimento Affari Esteri esaminerà le domande a suo insindacabile giudizio. Ai fini della selezione e ad integrazione delle domande pervenute potrebbe essere richiesto un colloquio telefonico. Concluso il processo di selezione, entro il termine del 1° marzo 2019 il Dipartimento comunicherà a tutti i candidati l’esito della selezione. Info: 0549885457.


E dilizia

FIXING - Anno XXVII - n.1 - Venerdì 11 Gennaio 2019

di Daniele Bartolucci

Sta per cadere anche l’ultimo tabu di San Marino: sarà infatti “più facile l’acquisto di un immobile da parte di un cittadino straniero”. L’annuncio del Governo è chiaro e fa riferimento al fatto che “nella Legge di Bilancio un articolo per semplificare i passaggi burocratici per chi vuole investire in un immobile a San Marino”. “In risposta a richieste da parte di investitori stranieri e con l’intenzione di favorire nuovi investimenti sul territorio”, il Governo spiega di aver deciso infatti di “agevolare ed accelerare le pratiche burocratiche attualmente in vigore per l’acquisto di immobili”. Nuove procedure per l’acquisto degli immobili Un emendamento presentato dal Governo alla Legge di Bilancio prevede infatti di cancellare la prevista “autorizzazione preventiva” da parte del Consiglio dei XII, rendendo così più agevole la possibilità di acquistare o stipulare contratti di locazione finanziaria per fabbricati o anche porzioni di essi. Va precisato che questa norma non significa già l’entrata in vigore di una nuova procedura, che è stata rimandata di qualche mese, visto che entro il 30 giugno dovrà essere emesso un apposito Decreto Delegato nel quale saranno specificate le modalità, i requisiti e le condizioni per permettere l’acquisto di una casa per una persona fisica o di un immobile produttivo per una società di diritto sammarinese. Liberare il mercato per portare investimenti Nelle intenzioni del Governo c’è anche quella di dare “una risposta alle reiterate raccomandazioni, da parte del Fondo Monetario Internazionale, di procedere alla liberalizzazione del mercato immobiliare”. Ovviamente “le acquisizioni di immobili nella Repubblica di San Marino da parte di stranieri, saranno da intendere come forme di investimento e non da-

Ossigeno per l’immobiliare e l’edilizia: la nuova procedura sarà formalizzata entro l’estate

Case e fabbricati industriali: il mercato si apre agli stranieri Solo per investimenti: cancellata l’autorizzazione preventiva del Consiglio dei XII Compravendite in calo ma non azzerate Una delle motivazioni non esplicitate dal Governo, ma che il mondo imprenditoriale ben conosce, è anche il rilancio del settore immobiliare, e con esso l’edilizia (che però attende con ansia il nuovo PRG per sbloccare situazioni ormai annose e ridare vigore ad un settore così importante). Il tema è stato oggetto di dibattito politico nei mesi scorsi, sospinto dalle polemiche sul nuovo Testo Unico, in particolare sull’articolo 79. Su cui però il Governo e in particolare il Segretario di Stato

Redattore Daniele Bartolucci d.bartolucci@fixing.sm Responsabile commerciale Roberto Parma 339.8016455 roberto.parma@fixing.sm Per la pubblicità su Fixing 0549.873925 commerciale@fixing.sm

Michelotti, non vogliono cambiare idea. Lo si è visto anche recentemente nell’ultima Commissione Territorio,

Compravendite sostenute, ma in calo tra il 2017 e il 2018: da 713 si è passati a 356 dove si è discusso dell’art. 79 e anche di compravendite. Nel primo caso, stante la pro-

posta di due progetti di legge del PDCS per modificarlo (bocciati), il Segretario Michelotti ha spiegato che dopo l’ultimo incontro con gli ordini professionali per risolvere le problematiche sollevate, si è già deciso un anche un fitto calendario di incontri futuri. Riguardo al mercato immobiliare, ha invece citato i dati sull’andamento delle compravendite immobiliari: 616 da febbraio a novembre 2016; 713 nello stesso periodo del 2017 e 356 quelle del 2018. Insomma, ha commentato “non corrispondono alle 2030 che qualcuno sosteneva”.

I ncentivi all’internazionalizzazione

Credito d’imposta pari al 20% delle spese per fiere e missioni all’estero: ecco le regole

ranno automaticamente la possibilità di trasferire la residenza sul territorio, come pure i diritti conseguenti”. Però il Governo fa anche notare che “l’investimento in immobili da parte di stranieri nell’area italiana è in questi anni in continua crescita. Stando a studi recenti spendono in media più di 400mila euro per l’acquisto della seconda casa, molti sono interessati ad una fascia di prezzo più alta, che oscilla tra i 500mila e un milione di euro.

Il compratore tipo è un uomo di età compresa tra i 55 e i 64 anni, con elevato titolo di studio che cerca mediamente proprietà indipendenti e pronte per essere abitate. Per la Repubblica di San Marino, importante è considerata l’alta qualità della vita e dei servizi”. Il provvedimento consentirà, inoltre, “agli imprenditori interessati ad investire in fabbricati industriali di ogni tipologia di aver accesso al mercato in maniera più veloce e certa”.

San Marino FIXING settimanale di informazione economica, finanziaria e politica Direttore responsabile Alessandro Carli a.carli@fixing.sm

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Editore Società Editoriale Fixing srl Via Antonio Onofri, 109 47890 San Marino Città Tel. 0549.991719 Fax 0549.879049 e-mail: info@fixing.sm web: www.sanmarinofixing.com Prezzo in edicola: 1,50 euro Fotolito Linotipia Riminese Via San Leo, 10 47922 Rimini Italia

Stampa Studiostampa New Age Strada Cardio, 58 47899 Galazzano Repubblica di San Marino Autorizzazione della Segreteria di Stato agli Affari Interni della Repubblica di San Marino del 16/4/1993 - Protocollo n.1695. Spedizione di stampa periodica in abbonamento postale per l’interno - Tassa pagata - Tariffa per editori - Autorizzazione n.711 del 16/02/2005 della Direzione Generale delle PP.TT. della Repubblica di San Marino

Pubblicato il Regolamento 28 dicembre 2018 n. 9, conseguente all’articolo 16 della Legge 29 settembre 2017 n. 115 in materia di incentivi per iniziative di internazionalizzazione. Dopo olrtre un anno dalla Legge Sviluppo, diventa quindi operativa questa nuova forma di incentivazione e agevolazione ai processi di internazionalizzazione delle imprese sammarinesi. Il vantaggio Si tratta di un credito d’imposta IGR pari al 20% delle spese ammissibili sostenute da parte degli operatori economici sammarinesi (organizzati sotto forma di impresa) per la partecipazione ad iniziative imprenditoriali, missioni, partecipazione a fiere ed altre iniziative di ricerca di nuovi mercati. Oltre alla soglia del 20% delle spese ammissibili presentate prevista dalla norma menzionata, il Regolamento impone quale ulteriore limite all’importo del credito d’imposta concedibile il tetto massimo di 25.000 euro annui di agevolazione. Il credito di imposta dovrà poi essere utilizzato entro due anni successivi a quello della data di concessione

dell’agevolazione. I “nuovi mercati” Premesso che potranno essere presentate spese per la partecipazione fino ad un massimo di 6 iniziative per anno, quelle oggetto di incentivo qualora relative alla ricerca di nuovi mercati vanno dalla partecipazione ad eventi espositivi ufficiali alle attività promozionali e di comunicazione nei nuovi mercati. Ed è proprio sulla definizione di “nuovi mercati” che il Regolamento pone dei limiti importanti, specificando che si deve trattare di una Nazione o di un settore di mercato nei quali l’impresa richiedente i benefici non abbia fatturato una cifra annuale superiore a 10.000 euro o comunque superiore all’1,5% del fatturato complessivo dell’impresa registrato nell’anno precedente a quello dell’evento. Come fare richiesta Il Regolamento prevede che la domanda di agevolazione, da presentarsi entro e non oltre 12 mesi dalla data di avvio delle iniziative per le quali è richiesta, debba essere avanzata alla Divisione Camera di Commercio dell’Agenzia per lo Sviluppo

Economico – Camera di Commercio attraverso l’apposito portale. Sul medesimo portale sarà pubblicata la relativa modulistica per effettuare la domanda, la quale dovrà essere corredata di: bilanci, dichiarazioni dei redditi, documenti contabili e amministrativi relativi ad almeno un esercizio completo; documentazione attestante l’assenza di debiti nei confronti dell’Ufficio Tributario e debiti per i contributi nei confronti dei dipendenti (salvo che non siano oggetto di contenzioso o siano inseriti in un accordo per il pagamento rateale teso all’estinzione dello stesso); documentazione relativa all’iniziativa per la quale si richiede la concessione di agevolazione dimostrante che la stessa sia finalizzata alla ricerca di nuovi mercati, fornendo dettagliate informazioni tese ad illustrare la tipologia e le particolarità dell’iniziativa stessa. L’organo deputato ad esaminare la domanda e a stabilire l’eventuale accesso ai benefici è il Comitato Tecnico Valutatore, il quale provvederà entro 15 giorni lavorativi dall’arrivo della domanda stessa.


L avoro

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FIXING - Anno XXVII - n.1 - Venerdì 11 Gennaio 2019

Le Regioni più “generose” sono la Lombardia e il Trentino Alto Adige

Retribuzioni stabili nel settore privato Il compenso orario medio nel 2015 e 2016 è stato di 11,21 euro La retribuzione oraria media delle posizioni lavorative riferite ai dipendenti del settore privato (misurata dal registro statistico RACLI) è stata di 13,80 euro nel 2014, 14,01 euro nel 2015 e 13,97 nel 2016. La metà dei dipendenti percepisce una retribuzione oraria pari o inferiore a 11,06 euro nel 2014 e a 11,21 euro nel 2015 e nel 2016. Lo rivela un’indagine ISTAT. Il campo di variazione delle retribuzioni orarie passa da 8 euro o meno percepiti dal 10% delle posizioni dipendenti a più bassa retribuzione a 21 euro e più del 10% delle posizioni lavorative a retribuzione più elevata. La regione con la retribuzione oraria mediana più elevata nel 2016 è la Lombardia (12,02 euro), seguono Trentino Alto Adige (11,96) e Piemonte (11,80). Le retribuzioni più basse si rilevano invece in Calabria (10,01 euro), Puglia (10,10 euro) e Campania (10,10 euro). L’aumento più signifi-

cativo tra 2014 e 2016 è stato registrato in Trentino Alto Adige (+2,0%), Abruzzo, Puglia (+2,3%) e Basilicata (+3,3%). Con riguardo alle caratteristiche dell’impresa dove il lavoratore è occupato, le retribuzioni orarie mediane crescono al crescere della dimensione aziendale, con una progressione maggiore nell’Industria rispetto ai Servizi. Nel 2016, la retribuzione oraria mediana è pari a 10,18 euro nell’Industria e a 10,07 euro nei Servizi per le imprese con meno di 10 dipendenti; a 15,93 euro nell’Industria e 12,04 euro nei Servizi per quelle con 250 dipendenti e più. Per le donne, la distribuzione delle retribuzioni orarie è orientata verso livelli bassi. Nel 2016 ha percepito una retribuzione oraria superiore a 15 euro il 17,8% delle donne contro il 26,2% degli uomini. Una retribuzione oraria inferiore a 8 euro è stata invece percepita dall’11,5% delle donne e dall’8,9% degli

uomini. I nuovi rapporti di lavoro stipulati nel 2016 fanno registrare una retribuzione oraria pari a 9,99 euro, che è più bassa del 18,4% rispetto a quella dei rapporti in essere (12,25 euro). In termini percentuali la differenza di retribuzione oraria mediana dei nuovi rapporti rispetto a quelli in essere è molto più alta per gli uomini (-21,5%) che per le donne (-14,6%). In sede di attivazione di un nuovo rapporto di lavoro, chi ha una laurea viene retribuito in media il 9,9% in più, valore che sale al +15% nel Nord-Ovest e si riduce al +0,8% nel Mezzogiorno. Nel 2016 il 6,3% delle posizioni lavorative ha avuto una retribuzione oraria inferiore o uguale ai due terzi della mediana nazionale, ovvero inferiore o uguale a 7,47 euro. Tali posizioni a bassa retribuzione (“low pay jobs”) sono diminuite rispetto al 2014 (-6,7%).

Radio 24 News - “24Mattino”

Giovanni Toti (Presidente Liguria) “Forza Italia è senza prospettiva” Radio 24 Il Sole 24 Ore www.radio24.ilsole24ore.com

“Resto convinto che il centro destra continui ad andare avanti in un suo gioioso declino senza interrogarsi su quello che deve essere il futuro.” Lo ha detto Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, intervenendo a “24Mattino” di Maria Latella e Oscar Giannino su Radio 24. “Da un lato – spiega il governatore ligure a Radio 24 – c’è una lega muscolare in ottima salute, ancorché invischiata in un governo con tutte le difficoltà che leggiamo sui giornali; dall’altro c’è il Centrodestra. Forza Italia serenamente non guarda al suo futuro ma campa giorno per giorno con una opposizione che, almeno

stando ai sondaggi che vedo girare sui giornali, non paga particolarmente in termini di consenso, anche perché credo che manchi una prospettiva per quel partito e anche un’immagine di paese alternativa da raccontare.” Toti poi ha aggiunto: “C’è Fratelli d’Italia, che Giorgia Meloni ha messo coraggiosamente su una strada molto simile a quella che io proponevo, cioè di un allargamento e di una ricostruzione del centro destra, però anche lei è ancora molto chiusa all’interno dei confini della destra tradizionale.” “Vorrei capire perché stiamo a discutere di Carige con Bnp Paribas e non pos-

siamo discutere di un’azienda che sta a pochi centinaia di metri da Carige, qua sul nostro porto di Genova e costruisce grandi navi da crociera, con un’azienda francese che fa la stessa cosa”, si domanda Toti. “Su questo a Commissione deve essere molto chiara, sennò perde quel briciolo di credibilità che le è rimasto”.

G estione Rifiuti

Rubrica a cura di: Crescono i costi: servono politiche di contenimento

Nonostante il 2019 sia iniziato solamente da pochissimi giorni e la “coda” delle festività sia ancora presente, perlomeno dal punto di vista dei bioritmi e della ripresa delle attività lavorative, dobbiamo affrontare una tematica di grande importanza e ahimè piuttosto attuale, quella del continuo aumento della produzione dei rifiuti e della riduzione progressiva degli spazi che li accolgono. In Italia ma anche a San Marino. I filoni filosofici del “zero worst” (zero rifiuti) e delle tante declinazioni della green economy, così diffusi in tutto il mondo, nella realtà delle cose sottendono a un nuovo paradigma: aumentano in maniera esponenziale i rifiuti prodotti. Se quindi le politiche vanno in una certa direzione attraverso annunci roboanti e progetti che – leggendo i nomi – farebbero pensare a una produzione nulla o quasi, nel concreto il modo sta camminando in maniera opposta. Le normative in materia, già da qualche tempo, hanno messo in campo una restrizione delle maglie. Mi spiego meglio: i materiali che una volta non erano considerati rifiuti, adesso lo sono. Questo significa che, da un lato pratico, aumentano i volumi. Se si

abbassa la produzione di un rifiuto “x” ma subentra un rifiuto “y” che una volta non era considerato tale, inevitabilmente i numeri (e quindi i quantitativi complessivi prodotti) crescono. Anche sul Monte Titano, anche in un momento di crisi economica. Come IAM abbiamo registrato, negli ultimi periodi, un innalzamento della produzione dei rifiuti, soprattutto degli imballaggi. Le famiglie consumano meno e con maggior attenzione, ma talune aziende, pur di vendere (e per rientrare con i fatturati: alla base c’è una logica economica e di mercato), hanno immesso sul mercato nuovi packaging, anche monouso, che alle volte costano più del prodotto che contengono. Più imballaggi, magari con una contrazione di quello che “racchiudono”, significa inevitabilmente più rifiuti. Al di là quindi degli proclami, le politiche di moltissimi Paesi davvero poco stanno facendo, dal punto di vista normativo, per rallentare la mola di questa sovraproduzione di rifiuti. Nel 2018, a fine novembre, la problematica della gestione dei rifiuti è esplosa anche sul Titano: gli spazi per accoglierli si sono contratti ma non la loro produzione. E se i luoghi preposti non

hanno spazi per accoglierli, i rifiuti non vengono ritirati e rimangono in seno ai produttori o agli impianti. In Repubblica gli impianti, nel tempo, sono diminuiti. Potrebbe essere un bene ma nella realtà dei fatti si presenta il problema della gestione: aumentano, come ricordato, le tipologie mentre si riducono i luoghi dove conferirli. Nessun allarmismo: come ricordato nella rubrica di dicembre, come IAM abbiamo acquistato una serie di spazi in Italia per non ritrovarci ingorgati. Imprese e privati quindi devono iniziare a mettere in conto non solo proseguire con la raccolta differenziata ma anche di predisporre nuove politiche di contenimento. Quindi, concretamente, una serie di step per andare a ridurre i quantitativi prodotti. Non è un’utopia, se ci pensate bene: davvero tutto quello che viene scartato va davvero scartato? Mirkare Manzi


M obilità

FIXING - Anno XXVII - n.1 - Venerdì 11 Gennaio 2019

di Daniele Bartolucci

Un collegamento veloce tra San Marino e Rimini è ormai l’oggetto di dibattito istituzionale, ma anche di studio da parte di tecnici e professionisti. Dall’idea del ripristino della vecchia ferrovia, fino alla monorotaia ipotizzata fin dalla campagna elettorale dal Governo targato Adesso.sm, si è arrivati ora all’avveniristico People Mover proposto dall’architetto padovano Fernando De Simone, specializzato proprio in trasporti, tunnel, costruzioni sotterranee e sottomarine. Un progetto, o meglio, uno studio di fattibilità nato in collaborazione con il gruppo svizzero Intamin, che è già stato presentato al Segretario al Territorio Augusto Michelotti, al sindaco di Rimini Andrea Gnassi, a Fabrizio Moretti, presidente della Camera di Commercio, e all’amministratore di Airiminum Leonardo Corbucci. “Elettrico, automatico e sostenibile” Lo studio presentato parla di due fasi di attuazione: la prima collega la Repubblica all’aeroporto Fellini e al casello autostradale di Rimini Sud, mentre la seconda congiunge Palacongressi, porto e stazione ferroviaria, transitando poi, con uno scarto interrato, vicino all’Arco d’Augusto. A muoversi su questa nuova infrastruttura, sareb-

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Lo studio di fattibilità è già stato presentato alle istituzioni locali, ma “ci sono altre ipotesi”

Un People Mover dal Titano fino a Rimini: c’è il progetto Idea simile a quella di Bologna (aeroporto-centro), ma Rimini raffredda gli entusiasmi bero delle navette elettriche e a guida autonoma, “sospese” 5 metri sopra la normale sede stradale con una sopraelevata, tipo quella che ha realizzato Bologna per collegare il centro all’aeroporto Marconi, che sta per entrare in funzione. Già stimati anche i costi, che non sono bassi (si parla di 350 milioni di euro) ma che secondo il business plan potrebbero venire ripagati in poco tempo, senza contare che a finanziarlo sarà un fondo di investimento statunitense, con un 20% di fondi europei, ottenibili proprio in virtù del minimo impatto ambientale del sistema. Per l’architetto De Simone l’iniziativa potrà autosostenersi economicamente attraverso la gestione dei parcheggi per gli utilizzatori delle navette, tra quelli già esistenti sul Titano e quelli nuovi da realizzare tra casello dell’A14 e l’ae-

considerare che di notte alcune fermate potrebbero essere utilizzate per il trasporto di merci. Tempistiche: ““Dopo il via libera”, ha riferito l’architetto De Simone, “serviranno due anni per la realizzazione. Tecnicamente non è un progetto complicato”.

roporto: circa 10mila posti auto totali, da avere in concessione per 35 anni. Nell’ipotesi progettuale si parla di una decina di vettu-

re “sospese”, da 60 a 150 posti l’una, guidate da remoto con un sistema computerizzato, con una frequenza oraria di almeno 1.200 persone. Senza

V iabilità

Rimini non ha fretta: “Ci sono altre ipotesi” Come spiegato da De Simone, se il progetto dovesse vedere la luce, la superstrada Rimini – San Marino sarà di fatto molto alleggerita dal traffico veicolare e pesante. Le emissioni di CO2, primo fattore scatenante del riscaldamento terrestre, saranno di conseguenza particolarmente ridotte nella zona del tragitto. Motivo per cui sia San Marino che Rimini guardano con interesse a questo progetto. In particolare il Segretario al Territorio,

Augusto Michelotti, che ha sempre dimostrato attenzione a questo genere di mobilità sostenibile. L’idea gli interessa, non lo ha negato, ma ha messo subito le mani avanti, visto che di “ipotesi ce ne sono diverse sul tavolo”. Dello stesso parere l’assessore riminese Roberta Frisoni, che ha preso tempo: “Serve una analisi dettagliata delle esigenze di mobilità da intercettare”. Il riferimento è anche al People Mover di Bologna , dove “l’operazione fatta è stata molto più puntuale e limitata (diretto dalla Stazione all’Aeroporto). Qui invece si tratta di un sistema da integrare con la mobilità pubblica. L’amministrazione vuole potenziare i collegamenti con San Marino”, conferma anche la Frisoni, “ma forse ci sono alternative, come una corsia dedicata al trasporto pubblico, più semplici e meno costose”.

Superstrada: ok l’eliminazione dei semafori Rotatoria Polo della Moda, al via gli espropri Riduzione dell’incidentalità, miglioramento del livello di servizio e delle condizioni di sicurezza attraverso la riqualificazione della Statale 72 Rimini - San Marino. Queste le conclusione dell’ultimo incontro tra la Direzione Generale Strade e Autostrade del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Segretario di Stato Territorio, Augusto Michelotti, la Regione Emilia Romagna e Anas. Tutti i presenti hanno condiviso la necessità di rielaborare un progetto che preveda una serie di interventi per migliorare e mettere in sicurezza la principale viabilità che collega la Repubblica con il Comune di Rimini e il Comune di Coriano. Elementi che il Segretario Michelotti ha poi esplicitato nella successiva Commissione Sanità e Territorio, rispondendo alle sollecita-

zioni delle minoranze. “Entro il 2019 gli 11 interventi previsti, dal casello di Rimini sud al confine, verranno reinseriti nel piano dei lavori dell’Anas, dal quale erano spariti”. Infatti, “è emerso che i progetti preparati per quell’infrastruttura sono stati messi in un cassetto e spariti dalla programazione Anas. Ci siamo così mossi e insieme alla Regione abbiamo chiesto appuntamento al Ministero dei trasporti a Roma”. Ma “nel frattempo è caduto il governo in Italia, ci sono state le elezioni”, ha ricordato Michelotti, facendo interendere ulteriori ritardi. “Finalmente siamo comunque riusciti ad avere un appuntamento e abbiamo incontrato il responsabile delle infrastrutture del ministero che ci ha rassicurato. Il progetto della Superstrada in zona italiana verrà reinserito tra

le opere previste dall’Anas nei prossimi due anni, entro gennaio 2019 il progetto verrà reinserito”. Rassicurazioni in tal senso sono arrivate dal responsabile infrastrutture del Ministero dei Trasporti italiano. Inoltre “i semafori verranno eliminati”, ha affermato Michelotti, “e saranno chiusi gli attraversamenti a raso”. In merito alla rotatoria per il Polo della Moda, che come noto andrà realizzata sulla superstrada, il Segretario ha annunciato che entro il 2019 cominceranno gli espropri e la realizzazione della bretella che dovrà arrivare nelle vicinanze del Polo stesso. La Segreteria, nel frattempo, segue la gestione amministrativa della convenzione, per evitare ritardi nella costruzione di The Market: “Si pensa di poter chiudere il cantiere nel giro del prossimo anno”.


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di Alessandro Carli

Un anno di grandi progetti, quello che si è da poco aperto, per l’Associazione Nazionale Industria San Marino: l’avvicinamento a un traguardo importante (nel 2020 ANIS, a cui è associata la maggior parte delle aziende del territorio, compirà 75 anni) ma anche l’azione di tutela e supporto alle imprese nelle loro esigenze operative e la spinta propositiva e propulsiva nello sviluppo economico del Paese. Un anno che facciamo raccontare al Presidente Neni Rossini, a partire da quello che si è appena concluso. Presidente, che anno è stato il 2018 per le imprese e per l’Associazione? “Nei dodici mesi appena trascorsi, in ANIS si è insediato il nuovo Consiglio Direttivo (Neni Rossini è succeduta a Stefano Ceccato, ndr) che si è subito messo al lavoro per proseguire, in continuità con il precedente, la sua prioritaria funzione di supporto alle aziende – consapevole delle loro specifiche esigenze nei diversi settori – e di dialogo con le istituzioni per creare insieme le condizioni di efficienza e competitività in cui le aziende possano esprimere il loro massimo potenziale. A ulteriore evidenza dell’importanza e del peso dell’economia reale che rappresentiamo, durante l’ultima Assemblea Generale so-

I talia

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FIXING FIXING - Anno - Anno XXVII XXII- -n.1 n.22 - Venerdì - Venerdì 116Gennaio Giugno 2019 2014

“Anche nel 2019 proseguirà il dialogo con il Governo per trovare insieme le possibili soluzioni ai pr

Neni Rossini: “Risolvere la questi

Il Presidente ANIS indica le priorità per il nuovo anno: “Con la nuova imposta indirett no stati pubblicati i risultati dell’analisi dell’Osservatorio ANIS sulla base dei bilanci riferiti al quadriennio 20142017”. Quali indicazioni avete avuto dall’Osservatorio? “Dall’intervento del dottor Simone Selva, il consulente ANIS che ha curato il report, emerge che le aziende associate registrano fatturati in aumento e con essi anche l’occupazione risulta in crescita. Obiettivo di questa iniziativa è sia tracciare il percorso evolutivo del comparto aziendale sammarinese attraverso il campione delle aziende nostre associate, sia affrontare tale indagine con un rigoroso metodo analitico che conferisca ai risultati affidabilità e valore scientifico. Il quadro diffuso e condiviso con le aziende associate è un servizio che quindi ci rende ancor più consapevoli che l’economia reale della Repubblica, quell’economia che produce nel silenzio e senza troppi clamori, porta sulle spalle un Paese che nell’ulti-

mo decennio ha vissuto cambiamenti molto marcati e anche crisi di eccezionale gravità. Per citare un dato, emerge che le aziende del campione (oltre duecento) rappresentano circa il 6% dei soggetti giuridici e contribuiscono addirittura per oltre il 50% del gettito fiscale prodotto dalle imprese. Possiamo quindi confermare risultati complessivamente positivi. Indicativo è anche il dato legato all’occupazione, che vede un continuo aumento degli investimenti in risorse umane, confermato dal numero dei dipendenti, che è cresciuto in queste aziende dell’8,26% nel quadriennio. Nel 2017 erano occupate 5.425 persone, che rappresentavano oltre un terzo degli occupati nell’intero settore privato. L’Osservatorio verrà poi sviluppato e implementato per avere analisi più dettagliate sui focus annunciati in occasione dell’Assemblea di novembre: innovazione, internazionalizzazione e formazione. Un lavo-

ro di ulteriore approfondimento sulle attitudini delle imprese e sulla loro vocazione alla crescita. Un’analisi, in sintesi, che guarda sì al passato ma per proiettarsi verso il futuro”. L’Assemblea di novembre ha visto sul palco anche

un’ospite internazionale. “Le assemblee sono sempre un’occasione preziosa per rafforzare il dialogo diretto con gli associati, per stimolare il riscontro sulle azioni portate e da portare avanti come Associazione e per confrontarsi su ulteriori

istanze e priorità. A novembre abbiamo avuto l’onore di accogliere come ospite Emma Marcegaglia, che con il suo intervento ha saputo dare al nostro incontro una visione e un respiro internazionale sull’economia non solo europea ma anche inter-

La danza dei numeri: per Confindustria e OCSE la crescita del Paese nel 2019 sarà dello 0,9%. Più ottimista invece la Commissione europea, che prevede invece un 1,2% Una crescita più lenta del previsto. Per il Centro studi di Confindustria il 2018 si chiuderà con un Prodotto Interno Lordo dell’1,1%, con una previsione per il 2019 dello 0,9%. Ad influenzare l’andamento economico, come fattore esterno, c’è l’incertezza legata alla politica commerciale americana, che ha già comportato un dimezzamento dell’export in Usa nei primi sei mesi dell’anno; il rallentamento in diverse economie europee; la turbolenza su alcuni mercati emergenti; le elezioni in Baviera e quelle europee l’aumento dei tassi di interesse per la fine del Quantitative easing; la Brexit. Tra quelli interni la fiducia che i mercati riporranno nella manovra economica del governo, in termini di capacità di rifinanziare il debito pubblico in scadenza;

la capacità di incidere sui nodi irrisolti dell’economia; la sostenibilità del contratto di governo nelle sua parti più onerose, flat tax, reddito di cittadinanza, riforma pensioni; l’aumento dello spread. La ricetta è quella di stimolare gli investimenti, e quindi rafforzare le misure di sostegno alle imprese, allentando il vincolo delle risorse finanziare per gli investimenti, proseguire con il piano Industria 4.0 – investendo sulla formazione- per spingere su innovazione tecnologica e internazionalizzazione. Inoltre bisognerebbe ridurre il costo del lavoro, continuando a concentrare la riduzione dei contributi sulle assunzioni a tempo indeterminato. E poi occorre un grande piano di investimenti in infrastrutture materiali e immateriali. La carenza di investimenti, si legge in un passaggio del rapporto, ab-

bassa la dinamica del Pil sul breve termine e “deprime il potenziale di crescita economica nel medio termine, ostacolando la competitività e compromettendo efficienza e qualità dei servizi per cittadini e imprese”. L’Ocse vede nero sull’Italia e ribassa le stime di crescita sul paese, che mostrano un rallentamento rispetto alla crescita del 2017 che era stata dell’1,6%. Nel 2018 il Prodotto Interno Lordo italiano dovrebbe salire soltanto dell’1% (contro il +1,2% previsto a settembre) e dovrebbe rallentare ulteriormente nel 2019 e 2020 a un +0,90%. Stime lontano dalle previsioni formulate nella manovra (+1,5% nel 2019 e +1,6% nel 2020). Il deficit è previsto al 2,5% del Pil nel 2019 e al 2,8% l’anno successivo, superiore a quello calcolato da Roma (2,4% e 2,1%).

Le previsioni Ue tagliano il Pil 2018 da 1,3% a 1,1%, e ritoccano quello 2019 da 1,1% a 1,2%. “Dopo una crescita solida nel 2017 l’economia italiana ha rallentato nella prima metà di quest’anno per l’indebolimento dell’export e della produzione industriale. Una ripresa degli export e una maggiore spesa pubblica sosterranno la crescita moderatamente ma l’associato rischio nel deficit, assieme a interessi più alti e considerevoli rischi al ribasso, mette in pericolo la riduzione dell’alto debito”, si legge nel testo. Per quanto riguarda il 2019, “ci si aspetta che ritardi nell’implementazione e colli di bottiglia amministrativi ritardino l’impatto di crescita moderato delle misure” della manovra. “La ripresa degli investimenti privati è prevista rallentare per il dissolversi dei venti di coda della

politica monetaria e degli incentivi fiscali, e a causa delle imprese che affrontano condizioni di credito più strette, legate all’impatto dello spread sulla fornitura di credito”, prosegue la Commissione. “Nel 2020, che ha due giorni in più, il Pil è previsto crescere dell’1,3% sostenuto dagli investimenti, specialmente nel settore edile. Le esportazioni dovrebbero crescere ampiamente in linea con il mercato, mentre gli esportatori italiani dovrebbero mantenere la loro posizione competitiva, contenendo le perdite del 2018”, scrive la Commissione. L’Italia si conferma inoltre ultima per crescita in tutta Europa sia per il 2018 che per il 2019 e il 2020. Con l’1,1% del 2018, persino il Regno Unito nonostante le difficoltà legate alla Brexit fa meglio con l’1,3%. Nel

2019, allo stesso livello di Pil dell’1,2% dell’Italia ci sarà solo Londra ma ormai sarà già fuori dall’Ue. La peggiore crescita dopo l’Italia sarà l’1,5% del Belgio, secondo con l’1,4% anche nel 2020 dietro l’1,3% italiano. La disoccupazione nell’eurozona e nell’Unione europea continua a calare, per scendere al livello record sotto la barra dell’8% nel 2019 (7,9% nei 19 e 7% nei 27) e sotto quella del 7% nel 2020 (7,5% nei 19 e 6,6% nei 27). Per il 2018 il tasso è dell’8,4% nell’eurozona e del 7,4% nell’Ue. La creazione dell’occupazione invece rallenta, per mancanza di mano d’opera e per una crescita più lenta, con l’1,1% nel 2019 e lo 0,9% nel 2020 nell’eurozona. La Commissione Ue prevede “solo un lento miglioramento” per il mercato del lavoro in Italia.


A I mprese ttualità

FIXING - Anno XXVII XXII - -n.22 n.1 - Venerdì 611Giugno Gennaio 2014 2019

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roblemi più stringenti”. Doing Business: “Dobbiamo risalire la classifica, abbiamo le potenzialità”

ione banche e passaggio all’IVA”

ta (che scatterà il 1° gennaio 2020) potremo chiedere all’Ue il superamento del T2” nazionale. Molte aziende sammarinesi hanno come mercato di riferimento quello europeo e siamo fortemente convinti che l’accordo di associazione con l’UE possa e debba portare un grande valore aggiunto in termini di semplificazione degli scambi commerciali e di opportunità di espansione dei mercati. In generale rappresenta una maggiore apertura auspicata da tempo. In questo senso ANIS ha già mosso i primi passi scegliendo diversi anni fa di aderire a BusinessEurope, l’associazione delle varie confindustrie dei paesi di tutta Europa: gli incontri periodici sono momento di confronto e di opportunità. Le singole Confindustrie raccontano le situazioni e le problematiche che si trovano a vivere nei rispettivi Paesi e con le soluzioni identificate diventano ‘case history’ che possono aiutare le altre Associazioni. Dai tavoli emergono spunti che si traducono in proposte. Il tutto a livelli piuttosto alti sia per la diversità di voci che per i Paesi che rappresentano, che per la competenza e la professionalità degli interlocutori”. Si è appena aperto il 2019. Quali sono le priorità? “Il 2019 si preannuncia un anno complesso ed estremamente delicato. Va risolto il problema del settore bancario sia per il peso che ha sul Bilancio dello Stato sia perché le imprese hanno assoluta necessità di banche in grado di sostenerle con risorse e capacità. Altro tema importante è quello del passaggio dalla monofase al sistema IVA che, ci è stato confermato, partirà il 1 gennaio 2020. Avere procrastinato un salto di qualità atteso e condiviso non solo ha penalizzato le imprese che esportano all’estero e in particolare in Europa, ma lo stesso Bilancio dello Stato, che avrebbe avuto un efficace strumento per riequilibrare i propri conti. L’IVA semplificherà l’interscambio, e potremo finalmente chiedere all’Unione Europea il superamento del T2 e l’inserimento delle nostre imprese nell’Intrastat. Nel 2019 verrà presentato il testo e l’Ufficio Tributario sa-

rà oggetto di un processo di riorganizzazione di ristrutturazione per sostenere l’operatività del nuovo sistema di imposte indirette”. Senza dimenticare le pensioni… “Banche e pensioni si riflettono sul Bilancio dello Stato,

sui cittadini e sulle imprese. Sono temi su cui è necessario un confronto molto approfondito, vista la loro importanza. E il tempo è una variabile determinante. Adesso è giunto il momento di trovare soluzioni condivise ma anche sostenibili. L’auspicio è

che si concretizzino. Come ANIS abbiamo già presentato le nostre posizioni e le nostre proposte: il dibattito non si è mai fermato. Non si parte da zero: sono temi presenti sul tavolo già da diversi anni. Crediamo che occorra mettere in campo una visione ma

anche un po’ di coraggio per ultimare questi cantieri”. Sulla spending review l’Associazione è sempre stata molto chiara… “La sostenibilità dipende dalle risorse. Risorse che devono essere incanalate verso obiettivi costruttivi, quindi

per lo sviluppo. La sintesi migliore, come abbiamo già spiegato, dovrebbe essere rappresentata nel Piano di Stabilità Nazionale e per lo Sviluppo di San Marino, che tutti assieme dobbiamo costruire valorizzando e potenziando i punti di forza del nostro sistema Paese”. Su quali basi porterete avanti il confronto? “Il dialogo con le istituzioni è senza dubbio elemento irrinunciabile dell’azione propositiva della nostra associazione. A maggior ragione in momenti così difficili per il Paese, occorre lavorare insieme per trovare le possibili soluzioni alle problematiche più stringenti. Occorre prendere in mano la situazione e fare finalmente una riflessione condivisa che porti San Marino verso una crescita e uno sviluppo di cui le imprese, ma anche i cittadini, non possono fare a meno. Per vivere, le aziende devono continuare a muoversi. Il Piano di Stabilità Nazionale e per lo Sviluppo di San Marino deve essere rimodulato, ricalibrato. Deve essere più coraggioso perché quello presentato non è stato condiviso e non ha prodotto alcun risultato”. Una traccia è anche il “Doing Business” dove la Repubblica di San Marino purtroppo è a metà classifica. “Rispetto al 2018 San Marino ha recuperato qualche posizione e questo è un dato relativamente positivo ma, d’altro canto, non ci possiamo dire soddisfatti: siamo ancora relegati all’ottantesimo posto su centonovanta Paesi. Troppo in basso rispetto ai Paesi più virtuosi, anche rispetto agli Stati che per dimensione e struttura sono simili a noi, e soprattutto rispetto alle nostre potenzialità di piccolo Stato in cui potremmo essere più veloci e flessibili nei cambiamenti per il miglioramento. Con forza e vigore occorre mettere in campo una serie di azioni per risalire la classifica. Tutte azioni volte a migliorare l’efficienza della macchina pubblica e al contempo attirare imprese e investimenti. In sintesi l’intero sistema paese deve recuperare terreno rispetto ai nostri competitor e soprattutto la fiducia. Solo presentandosi con le carte in regola l’imprenditoria potrà esprimere tutto il suo potenziale e conquistare nuove quote sui mercati esteri. Questo sviluppo siamo certi, così come si evince dalle nostre analisi, porterà a una crescita economica di cui beneficerà l’intero Paese”.


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T erritorio

FIXING - Anno XXVII - n.1 - Venerdì 11 Gennaio 2019

Medaglie d’oro per il Birrificio Abusivo; Slow Food e il nettare di Bacco

Olio, birre e vini: tre successi di “liquidità” Dal Ranch Francischin il primo extra-vergine biologico del Monte L’enogastronomia e le tipicità sammarinesi crescono. A cerniera tra la fine del 2018 e l’inizio del nuovo anno difatti è stato presentato il primo prodotto biologico della Repubblica, così come previsto dalla Legge del 13/03/1991 n. 39: l’Olio Extra Vergine di Oliva Biologico Francischin. Una produzione tutta biologica che ha rispettato la scrupolosa normativa sugli standard per le produzioni naturali. Per realizzarlo hanno collaborato il Dicastero Agricoltura, la struttura pubblica UGRAA, il Consorzio Terra di San Marino, la Cooperativa Olivicoltori, la Società di Certificazione Q Certificazioni SRL di Siena, e ovviamente l’azienda produttrice Ranch Francischin. Uno dei primi risultati ai quali seguiranno altre produzioni negli anni a venire in base al “Progetto San Marino Bio 2021”, al quale diversi operatori agri-

coli hanno dato l’adesione. Per far meglio comprendere la complessità del risultato, è sufficiente scorrere la normativa citata in etichetta e rendersi conto dell’alto livello di controllo e di tracciabilità dei processi produttivi e di trasformazione. Sempre liquido, ma di altre nuance, le altre due novità.

Dopo il primo riconoscimento, ottenuto in occasione di “Beer attraction” 2016 di Rimini grazie alla birra “Illecita”, il Birrificio Abusivo di San Marino continua a fare incetta di premi. Gli ultimi sono arrivati dalla giuria qualificata di Best Italian Beer, premio organizzato dall’associazione FederBirra

e rivolto ai produttori di Birra Artigianale Italiana. Due ori ed un bronzo per il microbirrificio del Titano: primo premio per la “Speakeasy” nella categoria Bohemian pilsner; oro anche per “Ambigua” fra le English brown; terzo gradino del podio per nuova extra stout denominata “Black list” - Colpo Secco.

Z oom

“La nostra azienda ha già ricevuto diversi riconoscimenti ma ogni premio rappresenta per noi una grande soddisfazione – spiega Ivan Pelliccioni –. Nel mio caso, essendo il birraio, ovvero colui che crea la ricetta e la realizza, non nascondo una punta di orgoglio nel vedere riconosciute la passione e la dedizione che metto in campo quando realizzo le nostre birre. I nostri prodotti sono stati giudicati tra i migliori della Penisola ma sono dei tesori per pochi in quanto il Birrificio Abusivo ha una distribuzione prevalentemente locale”. Il 22 gennaio invece la Condotta Slow Food Rimini e San Marino ha messo in calendario una serata denominata “Dieci sfumature di vino dolce” alle 20.30 all’interno del “Bistrot 72 - Ecoarea Better Living” (Via Rigardara, 39, Cerasolo). La conduzione sa-

rà affidata alla passione e all’esperienza di Fabio Giavedoni, curatore della guida Slow Wine. Il mondo dei vini dolci, detti anche “vini da dessert”, è vasto e articolato, e il loro abbinamento ai cibi non si limita certo a biscotti e torte. Ne esistono tante tipologie: si passa dai vini rifermentati e frizzanti, ai vini da uve passite, ai vini da uve colpite da muffa nobile, ai vini liquorosi, fino ad arrivare alla grande scuola italiana dei vin santi. Verrà perlustrato questo mondo, con una panoramica teorica sulle tecniche di vinificazione e sui diversi territori di produzione, oltre che attraverso l’assaggio di 10 vini dolci di diversa tipologia e provenienza. In abbinamento ai vini, assaggi di formaggi, prodotti da forno, dolcetti e cioccolato. Info: Serena (331.7689938) e Raffaella (340.3900398). Alessandro Carli

Emma Petitti (PD) sostiene i due progetti di Legge appoggiati dal Comites San Marino Emma Petitti, illustre esponente del Partito Democratico, nonché assessore al bilancio, riordino istituzionale, risorse umane e pari opportunità della Regione Emilia Romagna è intervenuta alla conferenza stampa dal titolo “I due progetti di legge di iniziativa popolare in tema di cittadinanza e di diritti degli italiani residenti a San Marino ad un anno dalla loro presentazione al Consiglio Grande e Generale” organizzata dal Comites presso la propria sede sita a San Marino in via Maestri Comacini. L’ex parlamentare riminese che da sempre si batte per le pari opportunità per la tutela dei diritti civili e dei diritti delle minoranze si è complimentata con il Comites per l’utile approfondimento organizzato per parlare dei progetti di legge portati sul tavolo della poli-

tica e delle istituzioni. Il primo progetto di legge prevede l’eliminazione della rinuncia alla cittadinanza di origine come condizione per ottenere la cittadinanza sammarinese per naturalizzazione, mentre il secondo prevede il riconoscimento del diritto di voto per le elezioni delle Giunte di Castello ai cittadini stranieri residenti da almeno cinque anni. “Accogliamo con grande gratitudine l’intervento di

Emma - ha dichiarato invece Alessandro Amadei vicepresidente del Comites - la quale ha manifestato il proprio sostegno alle proposte che abbiamo presentato alla politica nel pieno rispetto delle sensibilità e delle tradizioni dei sammarinesi e che sicuramente potranno contribuire a rafforzare quei rapporti di amicizia e fratellanza che legano da sempre Italia e la Repubblica di San Marino”.


La “Divina Commedia” del Titano Opera giovanile di Francesco Balsimelli, è stata scritta tra il 1910 e il 1911: composta da 13 canti in dialetto sammarinese, si sofferma sull’Inferno e sui personaggi (tutti del territorio) che incontra “Ho pensato che Francesco Balsimelli ha scritto molte e pregevoli cose su San Marino, sulla sua evoluzione da Comune a Stato, sulle sue istituzioni: lo ha fatto con perizia, con grande passione e con grande amore. Mi è sembrato che Francesco Balsimelli sia l’ultimo frutto di un mondo sammarinese, schivo e geloso di sé, poco incline un tempo a scopiazzare da altri, di un mondo che ha prodotto una sua cultura originale, se per cultura intendiamo non solo ricerca ed erudizione, ma anche capacità creativa e costume di vita, singolo e collettivo”. Con queste parole la dottoressa Clara Boscaglia, donna di elevata cultura e importante figura politica del Paese, ha ricordato, nell’Annuario 1977-1978, la figura del professor Francesco Balsimelli. Uomo di scuola e studi, Capitano Reggente nel periodo tormentato in cui San Marino venne investito dalla furia della guerra, Balsimelli (1894-1974) fu anche fervido autore di testi dall’indubbio valore letterario. Tra le produzioni giovanili e meno note spicca “la Nuova Comedia”, scritta negli anni 1910-1911 e custodita nella Biblioteca di Stato di San Marino. Un’operetta che, nonostante la definizione di “giovanile”, in realtà fa emergere un’arguzia rara e soprattutto una profonda conoscenza del dialetto. La composizione, che si snoda lunga tredici canti, si sofferma nell’Inferno. È qui che l’autore, in parte celato sotto il nomignolo di Chicaia, prova a immaginare – con regi-

stri di straordinaria comicità – il viaggio del Sommo Poeta nei piani più bassi del mondo Trecentesco. In pieno stile vernacolare, il Virgilio dell’Alighieri si chiama Beccani detto “Giustranen”, una guida turistica del tempo, profondamente sammarinese, che condurrà Dante nei gironi dove i peccatori scontano le loro pene. “U s’alzeva alora e sol/ quand da st’ mond a ciap e vol/ e a m’avei te regn d’la morta/ senza guida e senza scorta”. Non prima però di averli fatti affacciare sul Paradiso, in modo che potessero vedere i beati e le persone che in vita erano state probe e pie (o perlomeno brave). “Un po’ i gireva e l’era l’ set/ che un bel pogn iera te let/ ielt sla testa a spindulon/ i gireva in purcizion/ e u s’avdeva andè a bracett/ omne e doni per dilet” lungo la via irta di spini che condurrà Dante verso la porta dell’Inferno. “Sid mai sted, boia d’un chen/ dri m’un forne pin ed pen/ che s’i l’evra tutt t’un bot/ u s’aresta cmè un fagot?/ Acsè me ch’an l’e-

va aspted/ um sciudet e busg de fied/ tra e fug e tra e fum/ a n’avdeva gnenca lum/ da e cheld ed che giron/ a ‘sera dvent cumè un carbon”. Ma è dinnanzi alle rive dell’Acheronte, dove ad attenderli c’è l’antico nocchiero Caronte, che con ogni probabilità la vis comica del Balsimelli tocca i suoi vertici: “L’era elt senza di più/ set ot metre e più e più/ l’era nir cumè la nota/ l’eva i dent drenta tna grota/ dov la lengua la gireva/ tutta sporca da la beva/ l’eva iocc cme un scaldalet/ e la berba infina te pet”. Per passare il fiume, non avendo soldi, venderà l’anima. Al di là della sponda ad attenderli c’è Cerbero. “E difati u s’avanzeva/ sa tre testi ch’el baieva/ cumè quand per la campagna/ e baia d’ nota quelca cagna”. Ed ecco il girone dei golosi: siamo nel sesto canto, uno dei pochi casi nell’Inferno dove le anime sono solo ombre senza corpo, una condizione teoricamente generica ma che all’Inferno Dante spesso non considera, mentre sarà frequente nel Purga-

torio. “V’arcurdev per cla gran festa/ de Crucfis, tutt cla tempesta/ cla rumpeva el vidriedi/ mi palaz e al zucchi pledi?/ Fu pu cont a vedla acsè/ su at che post e nota e dè/ tent l’insteda come d’inverne/ a s’un vent che tira eterne”. Qui un peccatore li ferma e inizia a raccontare la sua storia. In dialetto, ovvia-

L a mostra

mente: “A sivid vuìelt amigh/ che un piseva tent i figh/ Un dè donca che s’la piaza/ ui n’era tent, d’ diversa raza/ a m’avrei per assazè/ s’iera trest o da magnè/ e un figh t’un sit, un figh t’un n’ent/ am m’en so magned più d’cent/ a lè d’un poco a ciapò i dulor/ e difati a casc e a mor”. Nel girone degli avari, lì do-

ve “il duolo è senza pari”, i condannati devo spingere un sasso pesante. Come sanno i nonni sammarinesi, “sora l’erba tutti i sguilla”. Così l’autore: “E giù e giù per cla dichina/ sa che mas cima la schina/ che travolt a ciapa sotta/ chi disgrazid sla testa rotta”. Tra i dannati incontrano Farinata e Cavalcante. “Giustranen” non lesina consigli: “Tu di quelli non ti cura/ ma rivolgi tua premura/ verso quei di San Marino/ di cui sei concittadino”. Evidente, nell’autore, l’intenzione del gioco goliardico e dell’intrattenimento, ma anche quella lingua “volgare” – nell’accezione più nobile, quella del vulgo a cui lo stesso Dante Alighieri ha dato ampio spazio scegliendola come matrice di scrittura – che permette a un testo “alto” di “arrivare” a tutte le classi sociali. Alessandro Carli

“Donne nel limite”, Paola Ceccarelli, Nidaa Badwan e Danuta Conti al “San Francesco” “Donne nel limite”, tre artiste per una mostra: racconti per immagini di donne diverse tra loro ma sempre pronte a guardare lontano, anche quando si tratta di scorgere dentro se stesse. Grazie al patrocinio della Segreteria di Stato per gli Affari Interni, della Segreteria di Stato Istruzione e Cultura, gli Istituti Culturali della Repubblica di San Marino presentano al pubblico l’esposizione “Donne nel limite”, curata da Maria Gloria Riva e Francesco Maria Acquabona. Tre donne raccontano se stesse e le proprie ragioni ideali in una mostra che non propone solo la celebrazione del coraggio e della creatività femminile, ma testimonia la possibilità per tutti di un’apertura e di uno scarto verso l’altro e verso l’alto. “Donne nel limite” è un progetto espositivo che coinvolge tre diverse perso-

nalità unite dal filo dell’arte e accomunate dalla capacità di trascendere il proprio confine esistenziale: Paola Ceccarelli, scultrice, costretta da una menomazione all’udito a rinunciare alla musica, sua prima passione, Nidaa Badwan, artista visiva che nei suoi autoritratti dà voce ai diritti delle donne di Gaza e Danuta Conti, musicista e compositrice, consacrata nell’ordine contemplativo delle Adoratrici dell’Eucaristia.

La mostra, inaugurata il 28 ottobre 2018 presso il Museo-Galleria San Francesco di San Marino, rimarrà aperta sino al 10 marzo 2019. Nel corso dell’evento anche alcune iniziative collegate: il 24 gennaio (ore 21) al Teatro Titano “L’angelo del ghetto di Varsavia” del Teatro dell’Aleph e il 16 febbraio (ore 17) alla Chiesa di San Francesco “Dedicato a Nidaa Badwan”, presentazione e lettura delle poesie di Maria Stella Mei.


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S peciale Cultura

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A marzo Beppe Grillo porterà sul Titano il suo spettacolo “Insomnia”

I mille volti (e qualche bugia) di Giacobazzi San Marino, il comico romagnolo di scena al Teatro Nuovo di Dogana Diversificare l’offerta. Proporre quindi nomi e spettacoli che nel circondario non sono in cartellone. Il Teatro Nuovo di Dogana cala due jolly. E se il primo – in programma sabato 19 gennaio e domenica 28 aprile sempre alle 21 – è un gradito ritorno (parliamo di Giuseppe Giacobazzi, impegnato nello spettacolo “Noi mille volti e una bugia”), il secondo è una piccola perla. Mercoledì 27 marzo 2019 alle 21.00 Beppe Grillo salirà in Repubblica con il suo spettacolo “Insomnia”, un work in progress creativo. Un viaggio nella vita del comico che dal mondo dell’informazione auspica un ritorno a un sistema più percettivo, primordiale,

istintivo. Beppe si racconta in uno spettacolo intimo e autentico, prendendo in contropiede ancora una volta tutti quelli che lo vogliono dipingere diverso da quello che è. Immancabile il riferimento agli eventi dell’attualità più recente filtrati dalla sua pungente ironia. Una spettacolo in cui Beppe condivide la sua visione del mondo che è e che verrà. Giuseppe Giacobazzi Un dialogo, interiore ed esilarante, di 25 anni di convivenza a volte forzata, quello firmato da Giacobazzi. 25 anni fatti di avventure e aneddoti, situazioni ed equivoci, gioie e malinconie, sempre spettatori e protagonisti di

un’epoca che viaggia a velocità sempre maggiore. Dove in un lampo si è passati dalla bottega sotto casa alle “app” per acquisti, dal ragù sulla stufa ai robot da cucina programmabili con lo smartphone; il tutto vissuto dall’uomo Andrea e raccontato dal comico Giacobazzi. Come in uno specchio, o meglio come in un ritratto (l’omaggio a Dorian Gray è più che voluto), dove questa volta ad invecchiare è l’uomo e non il ritratto. Sono proprio questi i “noi” che vediamo riflessi nei nostri mille volti (i rimandi letterari non mancano, dal già citato Wilde a Pirandello, da Orwell a Hornby), convivendo, spesso a fatica con la bugia del compia-

C onsorzio Terra di San Marino

cerci e del voler piacere a chi ci sta di fronte. Beppe Grillo Per il monologo di Grillo, un estratto della recensione che Lorenzo Castellani ha pubblicato su NewsList. “Lo showman si racconta: l’estrazione popolare, il ‘quartieraccio’ di Genova in cui è venuto su, il rapporto solido con un padre forte e anziano, l’amicizia con il futuro serial killer Donato Bilancia, il porto che inglobava la città, e in cui si rubacchiavano merci che provenivano da tutto il mondo, la guerra tra bande da adolescenti, la violenza e le puttane. Nella prosa di Grillo c’è l’eco della Genova intellettuale degli anni Ses-

santa e Settanta, dei suoi amici Fabrizio De André, Gino Paoli, Renzo Piano, Luigi Tenco e l’influsso dell’immenso Paolo Villaggio. Musicisti, artisti, attori con cui il leader del Movimento 5 Stelle è cresciuto e che hanno condizionato la sua storia come quella della cultura italiana. Dai media tradizionali che riportano il mantra della politica politicante e che il comico genovese ha voluto sempre delegittimare. Il primo obiettivo politico di Grillo, ben prima dell’antipolitica che ne è soltanto la conseguenza, è stato quello di smascherare ipocrisie, connivenze e inaffidabilità dell’informazione per costruire verità e modernità al-

La cucina della azdora: la conservazione delle uova in calce, la pasta sfoglia e quella “matta”, il pane. Viaggio alla riscoperta delle tecniche culinarie

“Un tempo, nei mesi invernali, le galline misteriosamente smettevano di fare le uova. Era certamente un loro diritto, si riposavano dalle fatiche primaverili ed estive. Ma com’è che oggi le galline sfornano uova tutto l’anno? Negli sfortunati giorni di ieri, invece, come fare a sopperire al periodico periodo di carestia ovicola? Semplice: le uova si mettevano sotto calce” scrive il cantautore e poeta Francesco Guccini. Una tradizione che è ben viva, perlomeno nella memoria, anche nella Repubblica di San Marino dove l’azdora, il vero angelo del focolaio (e dell’intera casa), conosceva tutti i “trucchi” per destagionalizzare i prodotti che offriva la natura. Le uova rappresentavano difatti un alimento prezioso per la cucina e per le grandi tradizioni enogastronomiche: è quell’ingrediente che dà un tocco speciale alla pasta fatta in casa, ma anche alle festività (le uova benedette oppure decorate). E venivano impiegate con parsimonia, soprattutto nei mesi più

freddi quando la “produzione” era quasi azzerata. All’interno della “Casa di Fabrica” di San Marino, sede del “Museo della Civiltà Contadina e delle Tradizioni”, se lo ricordano bene, come ricordano le modalità di cottura. La più poetica (e magica per i più piccoli) porta direttamente al camino: alcuni prodotti – oltre alle uova anche le patate e le cipolle – venivano “preparati” sotto la cenere. L’uovo richiedeva circa quindici minuti di “riposo” sotto la coltre delle braci – l’esperienza dell’azdora era più precisa di un orologio – e

una forchetta per “capire” il momento opportuno per servirlo in tavola. La tecnica delle “uova in calce” (a San Marino “ovi in calzeina”) serviva per conservare i “doni” delle galline nei mesi più freddi. L’essenzialità e il pragmatismo del mondo contadino ci aiutano a capire le modalità operative. Si sceglievano quelle sane, dal guscio intatto, non fecondate (il gallo veniva in qualche modo “allontanato”) e venivano deposte, con grande attenzione, in un contenitore di terracotta o in una damigiana. Si mescolava

l’acqua e la calce bianca: il liquido veniva versato sulle uova e creava una pellicola attorno al guscio. La calce (talvolta veniva utilizzato anche il grasso degli animali) otturava i pori della superficie e permetteva quindi di conservarle per i giorni di festa dell’inverno. L’impiego è quello più conosciuto e amato anche oggi: la “sfoglia”. Anche se, e forse qualcuno lo ricorderà, la pasta tirata in casa non sempre veniva fatta con le uova. Per fare la cosiddetta “sfoglia matta” venivano utilizzati farina di grano o di

mais e acqua. A differenza di quella “tradizionale”, quella “matta” era più difficile da “stendere” con il mattarello a causa del basso contenuto proteico. Il risultato in tavola però non deludeva mai: una vera azdora era sempre brava, anche nelle difficoltà, e sapeva realizzare un piatto eccellente anche senza alcuni ingredienti fondamentali. Senza uova erano anche gli “Strozzapreti”: farina bianca e acqua tiepida. Sul nome bizzarro di questa pasta la letteratura popolare della Romagna e del Titano è fervida e divertente. Una tradizione molto diffusa vuole che venisse preparata quando l’azdora rimaneva senza uova perché il prete se le era portate via tutte e quindi, mentre impastava la farina con l’acqua, si augurava che il prete si strozzasse mentre mangiava le uova con le quali lei avrebbe dovuto fare la pasta per la sua famiglia. Un’altra invece racconta che le donne romagnole preparavano questo tipo di pasta per offrirla al prete

ternative. Lanciato nel paradosso, il comico elogia il pessimismo come difesa dalle avversità perché gli ottimisti, nella vita come in politica, prima o poi si schiantano mentre i pessimisti sopravvivono. Perché il loro istinto è più forte. Grillo si fa, poi, più inedito e interessante quando propone di ridurre drasticamente la spesa sociale, liberarsi di cassa integrazione e pensioni, per sostituirli con investimenti infrastrutturali, buoni sanità e reddito universale. Opinabile, pure molto, la sua versione sul futuro. Però, almeno, ne possiede una”. Info e biglietti: 0549.882452 0549.882457 - 331.9101777 oppure www.ciaotickets.com.

Rubrica periodica a cura del Consorzio Terra di San Marino tel.(00378)0549-902617 Fax.(00378)0549-906278 mail to: consorzioterradisanmarino@ omniway.sm

del paese, mentre i mariti, forse invidiosi, auguravano al prete di “strozzarsi” mentre si abbuffava. Un altro alimento che non mancava quasi mai era il pane: veniva fatto per tutta la settimana. Per le “forme” più abbondanti si chiedeva aiuto alla “grama”, uno strumento che serviva per mescolare meglio l’impasto. Il “pane crudo” veniva cotto nel forno domestico oppure, per quantitativi più grandi, nei luoghi preposti. A San Marino si andava al “Silos mulino forno” e per “riconoscere” le proprie “pagnotte” veniva apposto un piccolo segno di riconoscimento, un timbro per esempio.


S peciale Cultura

FIXING - Anno XXVII - n.1 - Venerdì 11 Gennaio 2019

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Non perdere tempo a giudicare, ma impara a fidarti del tuo Virgilio

Bisogna avere pazienza Alla fine c’è il Paradiso La “Divina Commedia” di Dante: la condanna non è mai un destino di Simona Bisacchi Pironi

Tutto ha inizio con l’Inferno. Eppure il viaggio che Dante racconta è così vivo e generoso, che il suo autore lo chiamò “Commedia”. Quasi ci tenesse a far capire che la lettura che si intraprende non è una tragedia, non è una storia che finisce male. Bisogna avere un po’ di pazienza, ma poi il Paradiso arriva. Tutto ha inizio con l’Inferno ed è un Inferno da cui si rimane profondamente colpiti. Forse è addirittura la cantica che meglio si capisce. La più immediata, la più comprensibile. Il peccato, come occasione perduta, è qualcosa di familiare a tutti. Ed è familiare il tormento degli ignavi. La passione di Paolo e Francesca. Il desiderio di conoscenza di Ulisse. Il gelo che circonda Lucifero. A scavare nella memoria personale, ognuno può ritrovare un po’ di se stesso lungo i gironi. Dante descrive con dovizia di particolari l’Inferno che l’essere umano si porta addosso, quello che ogni giorno deve affrontare, quello che risiede in lui, e quello che il mondo gli schiaffa davanti per insegnargli che ciò che c’è fuori è solo lo specchio di ciò che ha dentro.

Ma non si ferma qui Dante. Non lascia annegare l’uomo in un pessimismo senza via di uscita. Perché anche se quell’Inferno è presente, la condanna non è un destino. La salvezza è ancora, ogni giorno, possibile. Ti racconta che da quell’Inferno puoi uscirne vivo, perché ti assicura che non sei solo, che se ti guardi bene intorno troverai al tuo fianco una guida, qualcuno che ti farà strada tra i tormenti. Il tuo Virgilio è lì - a volte è un amico che ti dà l’informazione giusta, a volte è solo un parola che arriva quando meno te lo aspetti - e se lo ascolti, quegli inevitabili affanni diventano superabili. Dante ti racconta che puoi scendere all’Inferno e uscirne integro. La selva oscura ha un richiamo forte su ogni uomo che decida di guardare in faccia se stesso. Ma non è un richiamo verso la morte, è un richiamo verso la vita, verso la verità di se stessi, delle proprie fragilità, della propria umanità: unica via che porta al Paradiso. Difficili, sin troppo elevati sono i versi della terza cantica di Dante. Capiamo così bene questo Inferno, ma il Paradi-

Simona B. Lenic scrittrice, autrice di “Setalux” libro candidato al 51° Premio Bancarellino Su San Marino Fixing scrive di libri, letture e lettori.

La TOP FIVE di Fixing

1

Una storia di amore e di tenebra (Amos Oz) Feltrinelli € 15

2

La ragazza della luna (L. Riley) Giunti € 16,90

3

Rien ne va plus (A. Manzini) Sellerio € 14

4

Gli scomparsi di Chiardiluna (C. Debos) E/O € 16

5

Le voci del sogno (I. Cotroneo) La nave di Teseo € 8

so ci sfugge, nella “Divina Commedia” come nella mente. Eppure, il Paradiso è ciò che instancabilmente l’uomo cerca. Riduzione triste e assai banale sarebbe far coincidere il Paradiso con una vita agiata, tranquilla. Dante aspira a molto di più. A Dio. All’armonia. A quella pace misteriosa che tutto accoglie e solo il bene racchiude in sé. E per cogliere la complessità de “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, Dante sembra disseminare le cantiche di ammonimenti, di inviti alla semplicità. All’umanità. Ammetti i tuoi limiti, la tua incompetenza, senza scadere nell’insicurezza. Non perdere tempo a giudicare: gli altri si giudicano già abbastanza da soli e sono spietati. Non svilirti con inutili moralismi. Non costruirti ulteriori gironi dell’Inferno. Fidati del tuo Virgilio, perché c’è sempre qualcuno che ne sa più di te. Sempre. Non rinnegare la tua Beatrice - che è la parte migliore di te, il sentimento più alto che sei in grado di provare - e vai. Affronta il tuo Inferno. E non dubitare nemmeno un istante che possa spalancarsi il Paradiso.

I l libro al Museo della città

“riMinin v e r n o”, il progetto di Mihai Busignani e Zaghini approda sulla carta Scatti in b/n per riscoprire l’anima La mostra fotografica “riMinin v e r n o” è diventata un libro. L’omonimo progetto documentaristico urbano nato dal desiderio di raccontare la città di Rimini, con i suoi abitanti. Progetto a sei mani (Dorin Mihai, Francesco Busignani e Davide Zaghini) si propone di raccontare la città con un unico strumento ottico, la Leica M, attraverso le visioni differenti di tre artisti e una sola lunghezza focale: la 50 mm. Scatti rubati, luoghi che non siamo abituati a vedere di Rimini, frammenti di realtà, persone e personaggi, il tutto rigorosamente in bianco e nero. “Immagini apparentemente mute, sublimate nella scelta cromatica del bianco e nero, che sembra restituire, non dopo aver ringraziato per il loro omaggio, le attenzioni che Dorin, Davide e Francesco hanno voluto

prestare a Rimini - si legge nella prefazione -. Una Rimini ‘a luci spente’, che forse sono quelle più autentiche. Quelle più vere”. Il volume è stato presentato il 20 dicembre all’interno del Museo della città alla presenza dell’Assessore alle Arti di Rimini, Massimo Pulini ed è inserito nel cartellone di “Frontespizio. Piccola rassegna di libri nuovi”. “Questa rassegna - scrive l’Assessore Massimo Pulini - vuole accompagnare i lettori davanti alla porta di ingresso di nuovi testi. Anche queste presentazioni

ci faranno incontrare il volto di un libro e insieme quello del suo autore. Presentare equivale anche a declinare al presente, al qui e ora, gli infiniti argomenti legati all’arte della scrittura. La presenza in sala dell’autore è dunque un’occasione per collocare il pubblico in una inedita postazione, aggiuntiva rispetto alla lettura del libro. Conoscere le premesse dalle quali quel testo nasce, gli intenti dai cui lo scrittore è partito per costruirne l’impalcatura, offre un importante arricchimento di senso”. AC

R ai Radio 2

“I lunatici” e l’apparentemente “lunatico” Francesco Guccini Le notti a Bologna a giocare a carte, i social media, i bar Parla senza risparmiarsi, quando parla. Non ama particolarmente le interviste ma le risposte che Francesco Guccini ha rilasciato a Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, i conduttori de “I Lunatici” sono sempre interessanti. Il celebre cantautore, salito anche a San Marino nel mese di giugno del 2017 per una serata organizzata dalla Casa della Musica - Museo del Violino, ai microfoni del programma in onda su Rai Radio2 ha svelato qualche aneddoto curioso. Tra le canzoni di colleghi che

gli sarebbe piaciuto scrivere, il “Bardo” Guccini ha messo in cime alla lista “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni, ma non solo quella. Ce ne sono tante. “Per citarne un’altra, ‘Com’è profondo il mare’ di Lucio Dalla. Sono molte le canzoni scritte da altri che mi piacciono”. Tra le chicche, la sua vita quando scende il sole. “Il mio rapporto con la notte? Era ottimo quando vivevo giù a Bologna, facevo le tre o le quattro del mattino giocando a carte all’osteria con gli amici. Tiravo tardi, fino all’ultimo. Poi nel 2000

sono venuto a vivere in montagna e ora la notte non esiste più. Finché abitavo a Bologna amavo giocare a carte di notte. Non abbiamo mai scommesso neanche un caffè, giocavamo per il solo piacere di giocare”. Spazio poi alla tecnologia e alle modalità di comunicazione del nuovo millennio. “Quello dell’elettronica è un mondo totalmente diverso dal mio. I social? Non li frequento assolutamente. Magari ogni tanto parlano di me sui social ma non mi interessa. Dei social penso abbastanza male, c’è gente

che si sfoga rimanendo anonima, una volta certe cose rimanevano al bar, oggi vengono diffuse in tutta Italia, non è una cosa molto simpatica”. Infine Guccini si è soffermato su tre suoi brani in particolare. “La canzone ‘Autogrill’? Quella ragazza che mischia birra chiara e Seven Up non è mai esistita. E’ una canzone completamente inventata. Anche ‘Samantha’ è completamente inventata come canzone. Le ‘Osterie di Fuori Porta’ invece è vera. Era un periodo così...”.


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Fixing nr. 1: 11 gennaio 2019  

San Marino Fixing è il settimanale di economia, finanza, politica e attualità di San Marino.

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