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CULTURA D’IMPRESA E DINTORNI DICEMBRE ‘11 GENNAIO ‘12 N°9 anno XVIII

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mlmagazine.it

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questo illustre sconosciuto

DOSSIER

Lavoro e pensioni Chi ci guadagna e chi ci perde

il personaggio Piero Cesanelli, patron di Musicultura

INCHIESTA I danni

dell’alluvione

TENDENZE

festività 2011: suggerimenti e proposte ISSN 20367589

9 772036 758002

10009 >

Luca Mencarelli

Delocalizzare al contrario si può! Emilio e Luca MEncarelli, padre E figlio: negli anni ’90 crearono qualcosa di profondamente innovativo nel mondo degli stampi per materie plastiche. Oggi la PMS di Jesi vanta un’alta specializzazione con commesse in tutto il mondo


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DOSSIER LAVORO E PENSIONI

Guido Canavesi

“RIPENSARE IL SISTEMA DEI SERVIZI PER L’IMPIEGO”

Stefano Mastrovincenzo

“MODIFICARE LA NORMATIVA SUI LICENZIAMENTI? LE PRIORITÀ SONO BEN ALTRE …”

Viviana Dabusti

“LA RIFORMA NON RISOLVE IL PROBLEMA, MA LO SPOSTA IN AVANTI NEL TEMPO” LA FOTOGRAFIA DELLA SITUAZIONE LAVORATIVA NELLE MARCHE

Giacomo Roscioni

“UN PATTO SUL TERRITORIO PER TUTELARE LE FAMIGLIE E FAR LAVORARE LE IMPRESE LOCALI”

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SOMMARIO

ALTO ARTIGIANATO

38 Antica Bottega Amanuense

Incontro con il maestro Màlleus

INTERNAZIONALIZZAZIONE

42 Promozione dell’export,

contributi ai consorzi multiregionali

LucaMencarelli

22

44

Esportare enogastronomia in Canada e Brasile

energia 52 Jeremy Rifkin ad Ancona

imprese 56 I 50 anni di Boen si festeggiano … a Fano 58 Lenny: dipinge il mondo

GiacomoRoscioni

28

60 Media’s Project “Non abbiamo mai pensato che sarebbe stato facile,

ma ogni giorno lo facciamo”

62 Chiaraeguido Organizer:

Nuove Prospettive

VITA DA MANAGER

64 Danilo Calisti

PieroCesanelli

Rubrica

19 L’editoriale di Flavio Guidi

PRIMOPIANO

20 Alvaro Cesaroni

un imprenditore in controtendenza

COVERSTORY

22 Luca Mencarelli

PMS: delocalizzare al contrario si può!

CONTROCOPERTINA

28 Giacomo Roscioni

“Un patto sul territorio per tutelare le famiglie e far lavorare le imprese locali”

ilpersonaggio 35 Piero Cesanelli

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Direttore artistico e Patron di Musicultura

“Più metodo e meno istinto”

35

Anticipazioni Buona lettura e … buone Feste! Cari lettori, pagina dopo pagina, siamo arrivati alla conclusione di uno straordinario 2011, che ha visto ML celebrare con stile i suoi primi 18 anni e proiettarsi al futuro con tante idee e progetti innovativi. Ci lasciamo alle spalle un anno impegnativo, sotto diversi punti di vista, in cui si sono alternati momenti difficili e momenti più piacevoli, ma in cui c’è sempre stata una costante: il nostro impegno nel raccontarvi il volto inedito delle Marche. Personaggi, eventi, appuntamenti, raccontati sempre con entusiasmo e puntualità: storie che ci hanno arricchito umanamente e professionalmente e che hanno appassionato voi Lettori che ci avete scritto, in redazione, sul sito, sulla pagina Facebook, ci avete contattato, ci avete posto domande. La nostra forza è proprio nel vostro calore e i nei riscontri che ci date continuamente, oltre che nella fiducia che ci accordano i partner mese dopo mese. A tutti voi, di cuore, va il nostro ringraziamento e i nostri auguri per le prossime festività. Buon Natale e Felice Anno Nuovo da tutto lo staff di ML… ci rivediamo a febbraio per una nuova, entusiasmante stagione.


inchieste 140 In esclusiva il Capo della Protezione Civile Franco Gabrielli

AUTO E MOTORI 148 Porsche,

Gisa

152

il ritorno della Divina

TENDENZE Festività 2011 150 Tombolini esporta il “made in Italy” in Cina 151

Tipicità fa venti!

152 Gisa

Speciale: Lusso, La questo illustre sconosciuto 84 Punte di diamanti o gocce di vita? 92 Fala

CAPOREDATTRICE Asmae Dachan a.dachan@mlmagazine.it

153

Il cestino natalizio perfetto,

si chiama Spinosi

COORDINATORE DI REDAZIONE Marco Palumbo m.palumbo@mlmagazine.it

154

Itinerari del gusto

UFFICIO COMMERCIALE commerciale@ggfgroup.it Tel. 071 2912331

A CASA DI...

96 Maison Monica Guzzini

Benvenuti a Casa Girombelli

98 La top 10 dei luxury brand

CULTIRA

La boutique della tua città

160 Se dici creatività… dici Marche

162

VIAGGI

Eventi dossier: lavoro e pensioni 112

Una fotografia della situazione lavorativa nelle Marche

118 Flavio Guidi

La flessibilità sul lavoro per una maggiore sicurezza sociale

120 Guido Canavesi

“Ripensare il sistema dei servizi per l’impiego”

124

La tenaglia degli ipergarantiti blocca lo sviluppo

128

Il modello svedese

132 Viviana Dabusti

“La riforma delle pensioni non risolve il problema, ma lo sposta in avanti nel tempo”

Direttore responsabile Paolo Duranti p.duranti@mlmagazine.it

Made in Italy e sentimento

104 felcini

COORDINATORE EDITORIALE Guido Guidi guido.guidi@mlmagazine.it

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illumina di… bello

Direttore EDITORIALE Flavio Guidi flavio.guidi@mlmagazine.it

168 PMS Group,

un successo lungo oltre 40 anni

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Appunti in agenda

Editrice GGF GROUP www.mlmagazine.it Registrazione tribunale di Ancona n°12 del registro periodici del 14 aprile 1994 REDAZIONE Via Albertini, 36 Gross Ancona 60131 Ancona AN Tel. 071 2133300 redazione@mlmagazine.it HANNO COLLABORATO AL NUMERO Roberto Antonella Immacolata Barone Aldo Bruno Margherita Camilletti Mariasperanza Cursaro Lorenzo Dattolo Fabio Di Giulio Sara Gatti Guido Guidi Christian Lucconi Laura Osmani Cristina Panara Enrico Picchio Michela Rossi Michele Sasso Alessandro Stecconi Massimiliano Zenobi Chiuso in redazione il 9/12/2011

sport

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176 Matteo Baiocco

Poste italiane Spa d.l. 353/2003 (conv. in l. 27/02/2004 n. 46) Art. 1, comma 1, DCB Ancona autorizzazione direzione provinciale pt Ancona

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EDITORIALE di Flavio Guidi

Una progressiva crescita per servizi e professioni L’outsourcing, fenomeno sempre più diffuso, potrà spingere verso lo sviluppo del settore dei servizi. Una risposta alla disoccupazione giovanile.

È

in atto, infatti, un processo di revisione strutturale delle aziende: molte funzioni o attività che attualmente vengono svolte internamente stanno o verranno decentrate ad organizzazioni di servizi o professionisti esterni. Il tutto all’insegna della flessibilità, che significa sopportare costi variabili e non fissi, tali da rendere il momento gestionale quanto più efficiente, elastico, plasmabile, con il rispetto di una stretta correlazione ricavi/costi. Fattori quali l’attitudine al cambiamento e all’innovazione dovranno sempre più contraddistinguere ogni forma aziendale organizzata. L’ineluttabilità di tali mutamenti si riverbera poi anche sul piano finanziario, in quanto le nuove esigenze andranno a privilegiare formule come l’affitto, il leasing e il factoring, con il ricorso a strutture specializzate esterne. Strutture che facendo leva sull’alta specializzazione sono in grado di fornire servizi sempre più qualificati e competitivi, anche economicamente. In tale revisione organizzativa l’azienda tende a mantenere al proprio interno le attività e le funzioni legate al core business: sviluppo del prodotto, gestione delle reti vendite, gestione delle strategie e delle politiche, gestione delle attività manifatturiere strategiche per la conservazione e la difesa del know-how o

per convenienza economica. Saranno invece decentrate in prevalenza le attività di gestione informatica, amministrativa, produttiva, logistica e commerciale: pensiamo ad esempio alle attività di servizio connesse alla vendita: accettazione ordini, preventivazione, assistenza pre e post-vendita, assistenza tecnica, logistica, controllo della qualità, elaborazione dati, controllo processo e gestione di manutenzioni, acquisti, e così via.

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PRIMO PIANO

Alvaro Cesaroni, nato a Comunanza nel 1948, sposato con due figli, vive a Fermo. Nel 1983 ha fondato la Sigma Spa, che oggi dà lavoro a 264 persone. Tra gli incarichi ricoperti, è stato Presidente dell’Unione Industriali del Fermano, Vice Presidente di Confindustria Marche nonché Presidente del Cda di “Tecnomarche - Parco Scientifico e Tecnologico delle Marche”.

Alvaro

Cesaroni Un imprenditore in controtendenza. Assume quando gli altri limitano gli investimenti in Risorse Umane, investe sul territorio senza delocalizzare, punta da sempre su Ricerca & Sviluppo offrendo importanti opportunità professionali ai nostri giovani laureati. Stiamo parlando di Sigma Spa, una realtà probabilmente conosciuta più a livello nazionale che dalle nostre parti … di P. Duranti

S

iamo andati ad incontrare il suo fondatore e Presidente, Alvaro Cesaroni, nel quartier generale di Altidona, nel Fermano. Presidente, leggendo i numeri di Sigma pare che anche in un momento difficile come questo sia possibile crescere. “Direi di sì. Già alle prime avvisaglie della crisi adottammo una politica in controtendenza, investendo molto su Risorse Umane ed innovazione. Non dimentichiamo che Sigma nacque in un periodo in cui la cultura dominante aveva una certezza assoluta: sfruttare la ricerca altrui andando ad acquistare tecnologia all’estero. Secondo molti, investire in ricerca in Italia sarebbe stata una scelta suicida. Questi concetti non sono mai stati condivisi nella nostra azienda”. Voi non avete delocalizzato la ricerca all’estero? “Guardi: le rispondo con dei numeri. Da noi lavorano 264 persone. Sa quanti sono i laureati? 87 – cioè un terzo -, ai quali si

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aggiungono 164 diplomati. La ricerca l’abbiamo sempre realizzata internamente, qui nelle Marche. Disponiamo di un laboratorio di ricerca che in Italia pochissime altre aziende possono vantare. E abbiamo fatto tutto in assoluta indipendenza senza clamori. Certo, si è trattato di investimenti impegnativi, ma necessari per stare al passo dei concorrenti e fornire soluzioni innovative e fortemente competitive”. Per un’azienda come la Vostra la ricerca è l’elemento trainante. “Investiamo sulle persone. E’ il costo che incide maggiormente nel nostro conto economico ma è anche il plus che fa la differenza”. Non avete avuto un decremento del numero dei collaboratori? “Al contrario. Dall’inizio dell’anno abbiamo avuto 17 nuovi ingressi e contiamo di assumere altri 18 collaboratori nei prossimi tre-quattro mesi. Non ci spaventa investire per scelte in cui crediamo fortemente, no-


nostante si respiri aria di depressione, fortunatamente non per noi. D’altronde, sin dall’inizio abbiamo sempre optato per le scelte più impegnative, scartando le “scorciatoie”. Non capisco. “All’inizio noi avevamo di fronte due alternative: cercare di affermare il nostro nome oppure lavorare per qualche marchio potente. Una sorta di “terzisti” della tecnologia”. Avete scelto la prima via … “Sì, con enormi soddisfazioni, anche se la strada è stata certamente in salita”. Il mercato di Sigma? “In Italia siamo posizionati piuttosto bene. Ora ci stiamo rafforzando all’estero, anche se i competitors sono molto agguerriti … parliamo di multinazionali con decine di migliaia di dipendenti e mezzi non paragonabili ai

nostri. Capisce ora perché considero la ricerca un elemento indispensabile? Il fatto che siamo riusciti ad aggiudicarci commesse da aziende di primissimo piano (importanti istituti di credito, RFI, società autostradali, Trenitalia, Telecom, Aeroporto di Fiumicino, ndr), è una conferma che i prodotti ed i servizi di Sigma sono altamente competitivi”.

Sigma Spastrutturata in quattro business unit (Banking, Infomobility, Information Technology, International) – dal 1983 progetta e produce beni altamente tecnologici: software per sistemi di supervisione e controllo, bigliettatrici automatiche, distributori di tessere, bancomat, stampanti da sportello, sistemi per la videosorveglianza e il controllo accessi, sistemi di gestione delle attese, selfservice per il pagamento di bollette, self-service cambiavalute, software e hardware per pagamento pedaggi, sistemi di controllo della marcia dei treni. Attualmente l’azienda è strutturata con i due stabilimenti di Comunanza (AP) e Monterubbiano (FM), le sedi di Altidona (FM), Concordia s/Secchia (Pr) e Dorzano (Bi) e i 20 Centri di Assistenza Tecnica distribuiti sul territorio italiano.

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COVER STORY

“Sono poche le persone che hanno idea del lavoro che c’è dietro ad oggetti che usiamo abitualmente, come il tappo di un flacone di shampoo”

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Luca Mencarelli Delocalizzare al contrario si può! Il gruppo PMS di Jesi, leader nel settore dei servizi nel mondo degli stampi per materie plastiche, vanta commesse in tutto il mondo e fa lavorare le aziende del territorio … Siamo andati a trovare i titolari, Emilio e Luca Mencarelli, padre e figlio che all’inizio degli anni ’90 decisero di creare qualcosa di profondamente innovativo, all’insegna dell’alta specializzazione di P. Duranti

L

uca, a quando risale il Suo matrimonio con il mondo degli stampi? “Nel 1989, a 26 anni, entrai in Meccanica Generale come responsabile commerciale per l’area Nord Europa”.

Prima di parlare di PMS, mi toglie una curiosità? Si racconta che a 14 anni fu mandato dai Suoi genitori in collegio in Inghilterra, dove trascorse un intero anno scolastico per imparare la lingua… “Sì, è vero … Ma pochi sanno che terminata l’esperienza britannica fui spedito un altro anno a Monaco per studiare il tedesco”. Mentre gran parte dei Suoi coetanei jesini stavano vicino alla famiglia, Lei dovette fare grossi sacrifici, lontano dagli affetti. Come ha vissuto queste esperienze? “Beh, per un ragazzo di quell’età, stare all’estero per due anni – soprattutto all’epoca (non c’erano le tecnologie della comunicazione di oggi) - comportava anche momenti di disagio. Però devo dire che anche in quel periodo la vicinanza dei miei familiari non mi è mancata neppure per un secondo. E poi in Inghilterra potei coltivare la mia grande passione, il nuoto. Infatti, fui ammesso nella squadra del College (che per uno studente straniero è un vero privilegio)”. Una passione che se non sbaglio coltiva tuttora … “Sì. Tra poco parteciperò ai Mondiali Master a Riccione. Peccato che non abbia tempo di allenarmi…”. Torniamo agli albori di PMS. “Stiamo parlando del 1993: mio padre ed io iniziammo a girare il mondo, mentre Roberta, mia sorella, curava principalmente gli aspetti amministrativi dell’azienda. Ricordo i primi viaggi nel Sud Est asiatico, con valigie pesantissime piene di cataloghi, stampati a mo’ di libro …Poi venne il momento dei mercati sudamericani”.

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COVER STORY

Ma l’idea della specializzazione – che negli anni a seguire si dimostrerà vincente – l’avevate già allora o si è affermata più avanti? “Avevamo la convinzione che nel settore degli stampi, qualità del prodotto, serietà professionale e tempistiche adeguate potessero essere garantite soltanto attraverso una forte specializzazione. Convinzione che poi, nel tempo, si è concretizzata e praticamente perfezionata, con la realizzazione di un gruppo che ci permette di collaborare con quattordici partners affidabilissimi”. Attualmente siete presenti in tutti i continenti e in decine di Paesi. Come è stato possibile affermarsi in così poco tempo? “L’impulso dato dal coraggio, dalla lungimiranza e dalla correttezza di mio padre - abbinati al contributo che ho cercato di conferire anch’io - ha rappresentato la traiettoria di questo sviluppo. Oggi PMS è una struttura snella, composta da sei dipendenti altamente professionali, che si occupano di amministrazione, segreteria e vendite; tutti che masticano bene almeno due lingue. Poi vi sono gli agenti esterni”. Quanto è importante il marketing? “E’ un fattore fondamentale sul quale abbiamo investito moltissimo, assieme ai servizi di pre-vendita e di post-vendita. Sono fasi gestite direttamente da noi, mentre la fase operativa viene affidata ai partners. In particolare, per quanto attiene al marketing internazionale, curiamo – con l’ausilio di esperti del settore – la ricerca di utilizzatori di stampi”.

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Stampi che vengono realizzati dalle quattordici aziende partners, tutte italiane. “Dodici di esse progettano e costruiscono gli stampi, ciascuno con una propria specializzazione settoriale: arredamento e complementi, gocciolatori, articoli per la casa, casse, medicale, packaging, articoli tecnici. Sono stampi ad iniezione 100 per cento made in Italy”. Gli altri due? “Un’azienda costruisce macchine assemblatrici e per l’automotive, l’altra materiale plastico cosiddetto “pulente”. Si tratta di apparecchi che permettono di eseguire in pochi minuti un lavoro che altrimenti impiegherebbe alcune ore”. Perché in questo settore è così importante la specializzazione del costruttore di stampi? “Poiché ogni stampo, di fatto, è un pezzo unico, poter contare su chi ha già realizzato prodotti simili rappresenta una garanzia, in termini di qualità ma anche sotto il profilo economico”. Come sta andando il settore degli stampi in Italia? “Le rispondo con le parole di Fausto Romagnani, Presidente di Istma World (la Federazione Mondiale che riunisce le diverse associazioni dei costruttori di stampi e attrezzature di precisione, ndr) e past President di Ucisap (l’Associazione italiana, ndr): “Se il mercato nazionale manifesta dei problemi, non è così per i mercati esteri.


MERCATI ACQUISITI FINO AL 2011 Stati Uniti Messico Brasile Perù Spagna Italia Germania Belgio Turchia Russia Nuova Zelanda Cile MERCATI OBIETTIVO 2012 Argentina Sud Africa Tailandia Inghilterra Francia PRESENZA ALLE FIERE DI SETTORE 2011 Arabplast - Dubai Brasilplast - Brasile Plastimagen - Messico Plasteurasia - Turchia Fakuma - Germania PRESENZA ALLE FIERE DI SETTORE 2012 Interplastica - Russia NPE - USA Plast - Milano Plasteurasia - Turchia

CITTÀ DEL MESSICO

ORLANDO

SAN PAOLO

FRIEDERICHSHAFEN

MILANO

ISTANBUL MOSCA

DUBAI

Vuole indicarci un paio di Vostri Clienti? “Audi, Volkswagen, Unilever, Bticino, Wenco SA, L’Oreal …”.

Quali sono i fattori che rendono competitivi gli stampi realizzati dalle aziende italiane? “Volendo esemplificare al massimo, indicherei tre elementi: costi, tempistiche e alto livello tecnologico. Naturalmente, poi, il discorso va tarato sul singolo caso, sul singolo lavoro, sulla singola impresa. Non dimentichiamo che, da un lato il made in Italy rappresenta ancora oggi una calamita molto forte, anche nel settore degli stampi; dall’altro, che qui da noi c’è la piccola azienda, il che si traduce in forte flessibilità. Altrove spesso non è così”.

Mi scusi la domanda, ma visto che siamo in un’epoca in cui la parola d’ordine pare sia “delocalizzare”, che interesse ha un’azienda straniera a far produrre stampi in Italia? “In generale, si può tranquillamente dire che i migliori stampisti al mondo siano i tedeschi e gli italiani. Ma forse oggi noi siamo anche davanti a loro. Ma guardando la realtà costruita da PMS ritengo che i motivi siano anche altri”.

Il committente straniero si fida di PMS, in quanto può accadere che la realizzazione dello stampo venga affidata ad una piccola azienda semi-sconosciuta… “Pensi che alcuni committenti non vengono neppure a vedere il collaudo dello stampo … Per questo prima parlavo dell’importanza della fiducia personale e della correttezza, cercando sempre di fidelizzare il Cliente, anche se acquista un solo stampo all’anno”.

Cioè? “E’ il tipo di organizzazione che abbiamo creato ad aver suscitato un particolare interesse. Il Cliente si affida a noi perché sa che in un unico ufficio trova risposte adeguate alle proprie molteplici esigenze. Al momento in Italia non esiste un caso equiparabile al nostro”.

Tuffiamoci per un momento nel passato con Emilio. Come nacque questa felice avventura? “Intorno al 1966 fui tentato di entrare in un settore – quello degli stampi – che nelle Marche era praticamente sconosciuto, mentre al Nord, soprattutto nel bresciano, avevano iniziato cinque - sei anni prima. Per la verità, pur avendo già una certa conoscenza dei prodotti, fu un episodio ad illuminarmi …”.

Per cui sono doverosi dei distinguo”. All’estero quali sono le aree migliori? “Guardi, abbiamo Clienti un po’ ovunque: dalla Nuova Zelanda alla Francia, dai Paesi latino-americani (che vedono il prodotto italiano sempre con grande simpatia) all’Estremo Oriente. Ad oggi PMS è presente in 34 Nazioni”.

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COVER STORY

Ce ne vuole parlare? “Un giorno osservai un operaio trasportare piastre di acciaio al primo piano di una palazzina. Incuriosito, gli chiesi a cosa servissero. “Sono componenti di uno stampo per casse agricole”, mi rispose. Ecco, iniziò tutto da qui: è così che nacque la SES”. Partì da solo? “Fin da subito cercai soci, soprattutto per l’area tecnica. In quel periodo, tra l’altro, potevo contare anche sull’apporto di mio cognato (che divenne socio): avendo maturato diverse esperienze professionali, prima in Svizzera e poi come disegnatore tecnico a Jesi, ha sempre portato contributi fondamentali”. Nel 1966 Lei era poco più che trentenne. Fino ad allora di cosa si occupava? “Con un diploma tecnico in tasca, misi in piedi una piccola attività di torneria e fresatura per conto terzi”. Tra la SES e PMS Group che rapporto c’è? “Quasi una trentina d’anni fa, nel 1982, uscii dalla SES, che nel frattempo avevamo fatto crescere moltissimo (raggiungendo 150 dipendenti, ndr), per andare a lavorare – come consulente esterno – in Meccanica Generale, dove rimasi undici anni, dall’inizio degli anni Ottanta. Per poi decidere di affrontare una nuova sfida, che oggi porta il nome di PMS”. E’ in questo periodo che Lei coinvolge i figli, Roberta e Luca,

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nella nuova iniziativa. Una scelta coraggiosa … “L’idea era quella di intraprendere un’attività che sfruttasse le esperienze professionali maturate da tutti e tre. Così è stato: il nostro lavoro come trio ha dato risultati incoraggianti, sia sul piano umano che su quello professionale, finché purtroppo non si è abbattuta sulla nostra famiglia una tragedia, che ha visto la scomparsa, esattamente due anni fa, di Roberta…”. Vuole parlarci di lei? “Roberta, laureatasi in Giurisprudenza, aveva intrapreso la carriera forense, ma aveva una concezione dell’etica – sia umana che professionale - tale da non poter condividere certi comportamenti … Per cui decise – nel ’92 - di abbandonare i propositi iniziali per entrare nella nostra squadra. Con le sue capacità e una preparazione piuttosto elevata, ha dato a PMS un apporto professionale straordinario. Ci siamo fatti forza e siamo andati avanti. Luca è diventato la colonna portante del nostro lavoro”. Torniamo da Luca per un saluto. Quali sono le prospettive per il futuro? “Come dicevo prima, vi sono aree del mondo in cui il manifatturiero non risente della contrazione avvertita da noi. Per cui anche per il settore degli stampi si possono aprire nuovi orizzonti. Per PMS ciò significa consolidare la posizione acquisita negli anni e perseguire nuove sfide territoriali …”.


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CONTROCOPERTINA

Giacomo Roscioni “Un patto sul territorio per tutelare le famiglie e far lavorare le imprese locali” Attraverso le pagine di ML il Presidente di Prometeo Giacomo Roscioni lancia un appello ad imprenditori e banche: “Le famiglie sono sempre più in difficoltà, abbandonate a sé stesse, e il tessuto economico in crisi. O troviamo tutti assieme dei rimedi, oppure vengono da fuori a divorarci, pezzo per pezzo” di P. Duranti

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P

residente, anche per le aziende pubbliche di questi tempi tira un vento contrario … Non teme i contraccolpi dei tagli pubblici? “All’interno del panorama delle aziende pubbliche occorrono dei distinguo. Senza voler offendere nessuno, penso sia sotto gli occhi di tutti il fatto che ve ne sono alcune che sistematicamente riportano perdite anche perché difficilmente gestibili alla luce delle attuali impostazioni e quindi non sempre per demerito dei loro amministratori, mentre altre invece chiudono il bilancio in positivo …”. Come Prometeo, che continua a macinare utili dell’ordine di quattro milioni all’anno. “Quattro milioni netti. Al lordo delle tasse sono oltre il doppio”. Se mi permette le rivolgo una domanda cattiva: oggi si parla molto anche dei compensi che si portano a casa gli amministratori delle aziende nell’orbita della Pubblica Amministrazione … “Vuole sapere quanto percepisco per l’attività in Prometeo? Nessun segreto, 1.200 euro al mese, al lordo della mia tassazione personale. Non ho auto aziendale, non ho né

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CONTROCOPERTINA

una carta di credito né un cellulare intestato a Prometeo, i pranzi fuori me li pago di tasca mia. Insomma, penso di poter andare in giro a testa alta”. Perché tutto questo, dottore? “Guardi, i miei genitori mi hanno lasciato due grandi ricchezze: la possibilità di conseguire un titolo di studio e tanta voglia di lavorare. Mi impegno in questo ruolo, tralasciando altri miei interessi professionali, per un senso di responsabilità, per il desiderio di raggiungere buoni risultati in un’ottica di trasparenza, correttezza ed entusiasmo. Una passione che non può mancare quando si gestisce la cosa pubblica e si rende un servizio alla popolazione”. Non sono pochi quelli che La considerano l’uomo giusto al posto giusto: preparazione ed esperienza nel mondo dell’impresa, ottima conoscenza del settore energetico … “Con uno zio ai vertici di Eni sono stato indubbiamente avvantaggiato nell’approccio a questo mondo. Ma anch’io mi sono fatto la gavetta: quante volte alle cinque di mattina alla raffineria Api di Falconara!”. I risultati Le danno ragione, non vi è dubbio. Ma confermano anche che l’ente pubblico che decida di entrare nel mercato deve ragionare in termini aziendalistici, e quindi affidare la gestione a uomini di impresa. “Qui ci sarebbe molto da dire. Anche la mia nomina è stata politica, è ovvio, ma decisa sulla base della provenienza del sottoscritto dal mondo dell’impresa, avendo maturato importanti esperienze nella Giunta di Confindustria e nella Consulta economica della provincia di Ancona. Le aziende vanno amministrate, e per questo occorrono preparazione ed esperienza adeguate”. Sulla base della regolarità dei pagamenti delle bollette, avvertite difficoltà economiche da parte degli utenti? “Le difficoltà si avvertono, eccome. E’ vero che da questo punto di vista le Marche sono un territorio fortunato, registrando un grado di insolvenza inferiore alla media nazionale. Ma dobbiamo stare attenti: si notano segnali evidenti che non possiamo non cogliere. Vede, io sono tra quelli che ritengono che l’ospedale da campo debba essere costruito prima che arrivino i feriti”.

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Qualcuno peraltro ha sostenuto che non c’è crisi … “Parole irresponsabili. La verità è che siamo stati abbandonati”. Prometeo è unanimemente riconosciuta come un’azienda che cerca di andare incontro alle esigenze della clientela in difficoltà nei pagamenti delle utenze (soprattutto relative al consumo di gas). In questo periodo il Vostro impegno è aumentato? “Una società civile ha il dovere di garantire la dignità delle persone. Non puoi togliere luce e gas a una famiglia perché ha difficoltà a pagarti il conguaglio annuale. E’ vero quello che ha detto: Prometeo ha sempre cercato di tutelare i più deboli, proponendo rateazioni, piani di rientro, facilitazioni varie. Insomma, puoi fare – almeno quasi sempre - gli interessi dell’azienda anche senza aggredire gli utenti debitori. E così li responsabilizzi e li fidelizzi. Naturalmente mantenendo la fermezza nei confronti dei furbi. Però è giunto il momento, anche per la congiuntura in atto, di pensare a qualcosa di più e di diverso rispetto a quanto è stato fatto sinora”. Cioè? “Penso ad un patto con le categorie produttive, un salvagente a tutela del territorio, che non va lasciato sprofondare”. Un fine caritatevole, insomma. “Solo in apparenza. Sono invece convinto che sia una strategia che ripaga col tempo. Se non ci rendiamo conto che la terra sulla quale lavoriamo dev’essere concimata, a beneficio di tutti – e quindi anche nostro – dove andremo a finire?”. Lei propone di fare squadra con le categorie produttive. Da dove inizierebbe, dalle banche? “Perchè no. Certo che a loro chiedo un forte soste-


“Alle banche chiedo un forte sostegno sul fronte del credito alla microimpresa, eventualmente anche a discapito dei grandi progetti�

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CONTROCOPERTINA

“Sull’importo della bolletta Prometeo ha un margine di guadagno risicatissimo: il costo di un caffè al mese ...”

gno sul fronte del credito alla microimpresa. Secondo me sinora si sono concentrate per lo più sul grande progetto, ma bisogna guardare anche al piccolo. Se io, istituto di credito, do una mano al piccolo imprenditore sotto casa, questo non soltanto è in grado di pagare la bolletta del gas, ma magari decide anche di realizzare dei lavori: imbiancare i locali, cambiare gli infissi, ecc. E così si innesta un circolo virtuoso con effetti positivi per il territorio”.

Presidente, bellissime parole le Sue. Però viene da pensare che se Prometeo negli ultimi anni ha realizzato qualche milione di utile, significa anche che, giustamente, tende al profitto. “Nessun imbarazzo nel risponderle. Lo sa a quanto si aggira il margine medio di utile su ogni bolletta? Il costo di un caffè al mese. Non le sfuggirà infatti che il prezzo dell’energia – sia nel mercato libero che in quello vincolato – è regolamentato dall’Autority”.

Oltre alle banche, auspica convenzioni anche con le imprese? “Sono già in essere diversi accordi con il mondo dell’associazionismo imprenditoriale, ma vorrei andare oltre alle semplici convenzioni di acquisto. Si possono ipotizzare accordi locali che facilitino l’utenza e al contempo diano lavoro alle imprese locali: lei si immagina se ad esempio Prometeo facesse un accordo con gli artigiani per la sostituzione a condizioni agevolate delle caldaie a beneficio delle famiglie clienti? Non sarebbe una cosa di poco conto … Mi pare che il discorso sia tutt’altro che banale. Agli imprenditori, poi, chiederei volentieri di creare un fondo per sostenere i consumi degli utenti in situazioni di disagio economico: 50 centesimi della bolletta, non centinaia di euro”.

Il Suo messaggio è moralmente meritevole, Le fa onore come uomo e come manager. Ma non ha messo in conto qualche difficoltà nel mettere tutti assieme? “Sarò un utopista, un illuso, lo so. Ma ci provo comunque”.

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BRE VI DAL TERRITORIO

A FERMO SEGNALI DI RIPRESA La storia d’Italia per oggetti La Regione Marche (Assessorato alle Attività Produttive) e il Centro sperimentale di design Poliarte di Ancona hanno organizzato un convegno e una mostra che tramite una serie di un centinaio di oggetti di una volta, ripercorre la storia del nostro Paese. L’obiettivo è quello di diffondere l’importanza che nel corso dei decenni ha avuto il design marchigiano e nazionale. La mostra resta aperta alla Mole Vanvitelliana dal 16 dicembre 2011 al 31 gennaio 2012. gli oggetti esposti saranno visibili anche sul sito www.oggettiditalia.it.

10 dicembre, festa di tutti i marchigiani

Contributi ai coltivatori che piantano alberi nei terreni agricoli marchigiani La Regione Marche ha infatti indetto un bando per 3,8 milioni di euro, destinati ad incentivare interventi di tutela del suolo nelle aree collinari, contrastando il dissesto idrogeologico. Il contributo può coprire fino all’80 per cento dei costi sostenuti. Sono previsti inoltre premi annuali di cinque anni per gli interventi di manutenzione degli impianti e di dieci anni diretto a far fronte alla perdita di reddito. Le domande dovranno essere inviate entro le ore 13.00 del 28 febbraio 2012.

Chiusura ospedali minori, decisione entro aprile 2012

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A Fermo segnali di ripresa Nei giorni scorsi la Camera di Commercio di Fermo ha diffuso i dati del terzo trimestre di quest’anno) relativi al tessuto produttivo locale. Rispetto allo stesso periodo del 2010, le sedi attive sono aumentate di 52 unità, soprattutto nei settori del manifatturiero, del commercio, delle costruzioni e dei servizi. Anche l’export dà risultati incoraggianti, sostenuto dal calzaturiero.

La storia d’Italia per oggetti 10 dicembre, festa di tutti i marchigiani Sabato 10 dicembre è stata celebrata la “Giornata delle Marche”: “In ogni parte del mondo – ha affermato il Governatore della Regione Gian Mario Spacca – i marchigiani si ritrovano per la solennità della Madonna di Loreto, riconosciuta universalmente come riferimento ideale e spirituale della propria terra e delle proprie origini”.

Contributi ai coltivatori che piantano alberi nei terreni agricoli marchigiani Chiusura ospedali minori, decisione entro aprile 2012 La regione assicura: entro il 30 aprile 2012 saranno indicati i piccoli ospedali che dovranno chiudere chirurgia per concentrarsi sulle funzioni di day hospital, lungodegenza per pazienti anziani e primo soccorso. Lo prevede il nuovo Piano socio-sanitario 2012-2014, approvato nei giorni scorsi.


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IL PERSONAGGIO

Piero Cesanelli Direttore artistico e Patron di Musicultura, il Festival Italiano della Canzone d’Autore, che quest’anno si propone alla sua 23° edizion; è il personaggio della musica italiana che da 23 anni scopre e valorizza i nuovi talenti musicali della canzone popolare e d’Autore di A. Dachan

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irettor Cesanelli, il Festival della canzone d’autore che Lei dirige rappresenta un’eccellenza nel panorama delle manifestazioni musicali a livello nazionale. Ce ne vuole parlare? “Quando ventitre anni fa in un piccolo cinema di Recanati partiva la prima edizione del Musicultura Festival nessuno, neanche io che ne sono direttore artistico da sempre avrei ipotizzato i risultati ottenuti. Circa ottomila articoli pubblicati dai più autorevoli quotidiani e settimanali, non solo italiani, più di duemila artisti ospiti della manifestazione e protagonisti dei vari comitati artistici di garanzia (da De André a Baglioni, da Dalla a Battiato passando per Sinead ‘O Connor, Mirian Makeba, Toquino…); duecento scrittori e poeti ( da Giorgio Caproni a Dacia Maraini, da Fernanda Pivano ad Alda Merini); più di cinquanta ore di messe in onda televisive (Rai Uno Due e Tre, Stream, TMC): dalle dirette in prima serata agli special in venti puntate, sia televisive che radiofoniche, diciottomila nuovi artisti partecipanti al concorso e si potrebbe andare avanti per molto con questa sequenza di dati davvero inaspettati”. Quale è lo spirito di questa manifestazione che Claudio Baglioni ha definito “ Isola Felice” e che molti considerano la sorella saggia dei talent show? “L’atteggiamento che un direttore artistico deve tenere, perché Musicultura rimanga uno spazio verde e felice, un luogo dove

ogni artista può inventarsi o rinnovarsi non deve essere quello del vincitore che mostra il suo bottino ma, piuttosto, quello di un ideatore che ha già voltato pagina e pensa alle proprie invenzioni future. Quando verrà reso noto ufficialmente l’elenco degli artisti vincitori di questa XXIII Edizione, che si aggiungeranno al nutrito e variopinto gruppo di ospiti per dare vita alle tre serate finali, si potrà ancor più notare quanto questo Festival privilegi i contenuti, l’aspetto compositivo, l’intensità interpretativa anziché luci colori e “paillettes””. Musicultura è stato il trampolino di lancio per molti artisti come Gian Maria Testa, Cristicchi, Povia: come si svolgono le selezioni e le serate finali? “Il concorso ha sempre voluto rappresentare un punto di riferimento credibile e trasparente per chi in Italia fa musica. Artisti singoli o costituiti in gruppo inviano opere inedite delle quali siano autori e interpreti. La commissione interna di Musicultura analizza i prodotti pervenuti privilegiando la qualità e l’originalità, senza esclusione rispetto ai generi. Oltre 30 mila canzoni sono state esaminate in ventidue anni. Tutti i partecipanti hanno ricevuto una risposta scritta accompagnata da una scheda di valutazione articolata. Ogni anno, a seguito di tutte le proposte inviate, Musicultura convoca 50/60 artisti per sostenere una sessione accurata di audizioni live. Al termine di questa fase sono individuati 16 finalisti, le cui canzoni en-

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IL PERSONAGGIO

trano a far parte del cd compilation e danno poi vita all’ultima selezione operata dal Comitato Artistico di Garanzia e da Radio 1 Rai che determina gli 8 vincitori, che si contenderanno i trentacinque mila euro di borse di studio. Quella delle serate finali del Musicultura Festival è una sfida che si rinnova da ventidue anni. Occorre far vibrare nell’unicità di uno spettacolo senza replica, l’eco di una contaminazione, la tradizione e l’innovazione, il locale e il globale, da concetti astratti si tradurranno sul palco dello Sferisterio in concretezza. Foltissima la schiera degli artisti ospiti che hanno sostenuto e ci sosterranno: a tutti loro va il grazie di Musicultura per la disponibilità e lo spirito con cui porteranno in scena la loro testimonianza artistica e la condivisione di un progetto”. Ventitre edizioni, un comitato artistico d’eccezione: quali sono le novità previste? Può rivelarci chi sarà il conduttore della prossima edizione? “Fin dalla prima edizione ho avvertito la necessità di un soggetto super partes che garantisse la qualità artistica delle canzoni finaliste. Sono stati coinvolti i più autorevoli rappresentanti della musica d’autore, della poesia e della letteratura per la formazione di un Comitato artistico di Garanzia. Devo dire che la fortuna ci ha molto aiutato in considerazione del fatto che i primi due firmatari sono stati il poeta Giorgio Caproni e il cantautore Fabrizio De André. È chiaro che con una partenza

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del genere tutto diventa più facile ed, infatti, si fa molto prima a citare gli assenti dai comitati artistici di ventitre anni anziché coloro che ne hanno fatto parte. Per quel che riguarda la conduzione della manifestazione abbiamo sempre ospitato personaggi che sono e sono stati tra i più amati dal pubblico italiano (Baudo, Cucuzza, Chiambretti, Parietti, De Caro); per tre anni abbiamo avuto una collaborazione con Fabrizio Frizzi, il quale ha sostenuto egregiamente la presentazione del festival, diventando un grande amico di Musicultura”. Macerata capitale della musica di qualità: come definirebbe il rapporto tra questa città e l’arte canora? “Disegnare in un unico ritratto, anche se a grandi linee, questi otto anni di Musicultura è sempre un rischio per mille ovvi motivi: ci si può dimenticare di poco o di molto, si possono confondere date e momenti, si possono ridurre ad un semplice elenco di avvenimenti grandi emozioni. Innanzitutto Musicultura ha trovato nella città di Macerata un pubblico assolutamente competente e una cornice e un luogo, lo Sferisterio, che hanno saputo valorizzare il contenuto di questo festival. Analizzare la produzione musicale che ha percorso quest’ultimo decennio può risultare a volte semplificativo, ma ci proviamo ugualmente. La ricerca, il colore e lo stile, sottrarre anziché sommare, sono forse le caratteristiche comuni a coloro che sono stati in questi anni i protagonisti del concorso. La contaminazione,


intesa nel suo significato più alto e nobile, resta la chiave di lettura più immediata per decifrare queste composizioni. Le canzoni mescolano con assoluta nonchalance musica cosi detta “seria” a quella popolare, guizzi di sperimentazione contemporanea ad ariose soluzioni ”melodrammatiche”. Il disegno artistico è in molti casi ragionato, mai però a discapito del sentimento. Gli schemi compositivi possono anche avvalersi delle convenzionali architetture armoniche, ma sono arricchite e trasfigurate dal colore di nuove sonorità. Il prestigio della kermesse è ormai una dote scontata, la sua onestà nella ricerca di giovani talenti cantautorali sparsi per il territorio italiano, troppo spesso trascurati dalla scarsa lungimiranza del business musicale, è apprezzata da artisti storici come da quelli affermatisi negli anni ’90. Parola di Gino Paoli: “Qui il connubio prodotto-profitto è meno evidente e lo sforzo di cercare l’originalità più premiato””. Quale artista l’artista vorrebbe avere per la prossima edizione? “È una vita che proviamo a rincorrere, non riuscendoci, la presenza sul palco dello Sferisterio di un grande musicista poeta che ha scritto pagine indimenticabili della storia della canzone d’autore del mondo: Bob Dylan. Per quello che ci è possibile testardamente continueremo in questa operazione”.

Ritratto di un artista È nato e vive a Recanati. Nel 1989 ha fondato insieme a Vanni Pierini l’Associazione Musicultura da sempre ne è il direttore artistico. Si è laureato in lettere con una tesi sulla “Storia della canzone e delle tradizioni popolari”. Ha svolto l’attività di docente di lettere per 25 anni, dando vita inoltre a corsi sperimentali di teatro, creando un’intensa attività drammaturgica nella scuola. Ha pubblicato nel periodo dal 1985 al 1990 tre album di sue canzoni: “Fuori Stagione” ed. Bentler, “Generazione improvvisata” ed.Bentler e “Le due foto” ed. MCM, effettuando concerti e apparizioni televisive nei circuiti europei. In questi ultimi anni ha seguito come direttore artistico più di cinquanta lavori discografici pubblicati da Sony, BMG, Amiata, Delta Music. Ha curato 11 volumi sul “Musicultura Festival - nuove tendenze della canzone d’autore” (ed. Sciuscià). Ha scritto e realizzato diversi lavori teatrali. È autore e ideatore di diversi programmi diffusi e realizzati da Rai Due, Rai Tre, Rai Sat Extra, Stream sul Musicultura Festival.

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ALTO ARTIGIANATO

Antica Bottega Amanuense Dal genio creativo del fondatore Màlleus, nascono ogni giorno capolavori d’arte calligrafa unici al mondo, opere su pergamena scritte con inchiostri d’epoca. Al Maestro si deve anche la progettazione del meraviglioso Castello in cui ha sede la bottega, riconosciuta come il più grande Scriptorium d’Europa. di A. Dachan

E

Il motto “Tres digiti scribent, totum corpus laborat” “Tre dita scrivono, tutto il corpo lavora”.

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nrico Ragni, in arte Màlleus, oltre vent’anni fa Lei ha fondato l’Antica Bottega Amanuense, un prestigioso laboratorio dell’arte calligrafa: quali sono state le premesse per la creazione di questa eccellenza? “La mia è una storia singolare. Vengo da una famiglia molto povera e mi sono fatto strada nel mondo facendo grandi sforzi. Da piccolo smontavo e riparavo i giocattoli della Befana scartati dai miei compagni e questo mi ha portato ad acquisire una grande manualità, incoraggiando la mia inventiva. Ho cominciato la mia carriera vera e propria come musicista (suono sei strumenti): nel ’78 ho aperto il primo studio di registrazione nelle Marche, “Studi Màlleus”, con risultati davvero lusinghieri. La crisi economica dell’86, però, ebbe ripercussioni importanti anche sul mondo della discografia; ad aggravare la situazione poi ci si mise anche la banca, che mi chiese un rientro del debito. Non era di certo un bel momento, ma fu nell’88, con la scomparsa di mio fratello, che la mia vita subì una profonda battuta d’arresto”.

spostato, volendo fare qualcosa di unico, avevo scritto a mano 164 partecipazioni, che ebbero un successo strepitoso. Così, mi appuntai questa idea di fare una Bottega di scrittura e misi la cartella con gli appunti insieme ai molti brevetti depositati, nel terzo cassetto della mia scrivania. Era l’ottavo o forse il nono giorno di meditazione, quando ho avuto una sorta di visione, quasi stessi guardando un film: mi sono visto seduto alla mia scrivania, mentre aprivo proprio il terzo cassetto e tiravo fuori una cartella, in cui era chiuso il progetto della Bottega. Il rumore fatto dalla cartella appoggiata sul tavolo mi risvegliò dalla meditazione. Sono così tornato a casa e i miei problemi erano ancora lì, dove li avevo lasciati. Quando raccontai quello che avevo deciso di fare, considerando che quelli erano gli anni in cui dilagavano le nuove tecnologie digitali (stampanti, fax, PC ecc.), tutti mi diedero del pazzo, cercando di farmi desistere, ma la decisione di fare l’Amanuense comunque era presa. Di fronte ad un segno così evidente che la vita mi aveva offerto, non ho pensato a null’altro se non di iniziare”.

Come ha affrontato tutte queste difficoltà? “Ho deciso di ritirarmi in un eremo per una decina di giorni, per portare chiarezza dentro di me; la mia spiritualità è sempre stata forte e sapevo che la meditazione mi avrebbe aiutato a trovare le risposte. Nel 1980, quando mi sono

Dove ha studiato l’arte calligrafa? Come è nata questa sua passione? “Nel momento stesso in cui ho deciso di avviare la Bottega, ho cominciato a cercare i più grandi Maestri Amanuensi del mondo, mi sono iscritto a molti corsi, sviluppando quest’arte mera-


Artisti allo specchio “Lavoriamo con le mani e la grafia diventa lo specchio della nostra interiorità, riflette il nostro stato d’animo, il livello di concentrazione. Se ci sono problemi esterni al lavoro, questi condizionano nell’Amanuense la scrittura e quindi la qualità dell’operato. Allora è necessario fermarsi, riflettere, fare chiarezza dentro di sé, scambiare due parole con qualcuno e far riposare la mente, la mano e il cuore…prima di ripartire”.

vigliosa che mi ha sempre affascinato. Sono diventato anch’io Amanuense ma, parallelamente, portavo avanti l’attività musicale. Ho cominciato a lavorare da solo, ma nella mia mente la Bottega doveva diventare un luogo dove si sarebbero concentrati più artisti: non ho mai condiviso la visione solitaria dei miei Maestri. Il successo non si è fatto attendere e, dopo i primi lavori importanti, ho ampliato l’organico, che oggi conta ben dodici collaboratori”. Che tipo di formazione hanno i suoi collaboratori? “La maggior parte di loro sono stati formati presso le Accademie delle Belle Arti, ma non è l’unico criterio che guardiamo: ciò che è fondamentale sono i “doni” personali che ognuno ha. Per sceglierli operiamo una selezione molto dura. Non a caso, infatti, faccio sempre compilare a mano le domande per l’assunzione, che poi vengono sottoposte all’attenzione mia e del nostro perito grafologo. Per l’ultima assunzione che è stata fatta, ad esempio, abbiamo selezionato ben 93 persone, provenienti da tutta Italia. Una volta scelta la persona, procediamo con il corso di scrittura, che organizziamo internamente: si comincia con lo studio della Paleografia

e poi si procede con gli esercizi su carta e su pergamena, carattere dopo carattere, fino a completa formazione. E’ importante però la capacità di prestare attenzione e lavorare con cura e minuzia, la voglia di imparare, la serietà e l’umiltà”.

nostro punto di forza è che, oltre alla cura degli aspetti artistici, curiamo fortemente anche quelli organizzativi. Mia moglie, Silvana Strologo, coordina magistralmente tutte le attività e cura i contatti con gli Enti, le Università, i Clienti”.

L’eccellenza del vostro lavoro ha permesso all’Antica Bottega Amanuense di affermarsi come il più grande Scriptorium europeo: cosa significa questo riconoscimento? “La nostra realtà è la più grande non solo a livello europeo, ma anche a livello mondiale, perché lavoriamo tutto l’anno con dodici Amanuensi a tempo pieno. Ci sono altre realtà d’eccellenza, ma sono modeste: il nostro è un organico consistente, che oltre alla qualità richiama le antiche regole che animavano gli Scriptoria. All’interno, infatti, siamo organizzati come una filiera, il nostro Scriptorium è autosufficiente: abbiamo un laboratorio alchemico, una falegnameria e vari luoghi di produzione dove vengono svolte tutte le lavorazioni tipiche della nostra Arte. Io sono perito chimico, un alchimista nato e, con un grande lavoro di ricerca e studio, ho ricostruito la formula dell’inchiostro che si usava prima nell’anno 1000, che ha qualità straordinarie ed è indelebile. Il

Da Gutemberg… a Màlleus: l’invenzione della stampa ha portato grandi innovazioni, ma non ha mai cancellato l’amore per la scrittura amanuense. Secondo Lei, perché? “Vede, viviamo in un’epoca in cui spesso i rapporti umani sono soffocati, in cui il dilagare delle innovazioni tecnologiche porta ad un appiattimento del senso di unicità. La riscoperta del nostro patrimonio artistico, della scrittura a mano, della personalizzazione di ogni lavoro, dona grandi emozioni, porta a ritrovare quei valori autentici che fanno parte della nostra cultura. La gioia di avere in mano un esemplare unico realizzato apposta per noi, lascia un profondo segno di gratitudine e ringraziamento per chi ce l’ha donato”. È questo desiderio di esclusività che spinge i Clienti a rivolgersi a voi? “La premessa è certamente l’amore per il bello, per le creazioni ricercate, cura-

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ALTO ARTIGIANATO

Nel nome dell’esclusività “Ho ricostruito la formula dell’inchiostro che si usava prima dell’anno 1000. Ogni nostra opera è unica al mondo, irripetibile e questo le conferisce un valore artistico ed affettivo impareggiabile”.

te nei minimi dettagli. Che si tratti di un Ente o di un singolo, chi si rivolge alla nostra Bottega amanuense vuole colpire al cuore, lasciare un ricordo indelebile. Tra le nostre creazioni abbiamo diplomi, attestati, miniature, stemmi araldici, pergamene di laurea, partecipazioni, biglietti augurali, ecc.”. Può elencarci alcuni dei vostri lavori più importanti? “Attualmente stiamo preparando una pergamena per il Papa e in passato ne abbiamo già realizzate diverse, in concomitanza con ricorrenze particolari. Abbiamo scritto più di 700 pergamene per lauree ad honorem, per i più grandi personaggi del mondo; poi ci sono pergamene destinate a Presidenti, Ministri, persino per l’Imperatore del Giappone. Quando, infatti, grandi personalità vengono a visitare le città, ci viene spesso commissionato dai vari Enti di preparare un dono importante per loro”. C’è un testo particolare che Le piacerebbe scrivere? “Sarebbe bello dedicare una pergamena di ringraziamento ad una persona sconosciuta che ha fatto qualcosa di buono per gli altri, che ha salvato vite umane,

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ad esempio. Ci metterei tutto il cuore per scriverla e sarebbe la mia opera più bella”. Come vede il futuro della Bottega? “Il futuro della Bottega è avvincente ed è legato alla realtà del Castello in cui si trova, in cui convivono, in perfetta armonia, il passato ed il presente. In esso, infatti, collimano realtà e leggenda: il Castello sorge su una falda energetica, una sorgente, capace di diffondere a chi è all’interno un senso di pace e benessere. E’ in questo luogo che amiamo ricevere i nostri Clienti, è su queste premesse che vogliamo continuare a lavorare e regalare emozioni”.

La sede Il Castello Màlleus, a Recanati, è la sede del più importante Scriptorium d’Europa: in un inedito connubio tra passato e presente, è stata ricreata l’atmosfera tipica degli Scriptoria medievali. Orientato a 21° Est, garantisce il giusto apporto di luce in ogni momento della giornata e in ogni mese dell’anno. Una delle eccezionalità del Castello, 1500 mq di superficie, è nell’assenza di un vero e proprio Architetto. Tutto nasce dalla mente del titolare, Màlleus, il quale è stato l’unico protagonista della realizzazione estetica del progetto. Poi l’Ing. Enzo Piersimoni di Ancona, ha realizzato i calcoli strutturali dell’Opera e la Direzione dell’esecuzione. L’Ing. Alfonso Rubino di Padova invece, ha riallineato il progetto esecutivo dell’Ing. Piersimoni, secondo le antiche regole della Geometria Sacra, usata per la costruzione in primis delle piramidi e successivamente adottata per l’edificazione delle Cattedrali. Lo schema di calcolo usato per il Castello, è lo stesso adottato per la costruzione della Cattedrale di Santa Sofia in Costantinopoli.


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INTERNAZIONALIZZAZIONE

Promozione dell'export, contributi ai consorzi multiregionali Con due circolari del 3 novembre 2011 il Ministero dello Sviluppo Economico detta le modalità di concessione nel 2012 di contributi ai consorzi costituiti da Pmi al fine di promuovere le esportazioni, ai sensi della L. 21 febbraio 1989, n. 83 e del Dm 25 marzo 1992 (n. 20690), nonché ai consorzi agroalimentari, turistico-alberghieri ed agro-ittico-turistici, per i relativi programmi promozionali, ai sensi dell'art. 10 della L. 29 luglio 1981, n. 394 (n. 20692).

CARATTERISTICHE

CONSORZI PER L’EXPORT (CIRCOLARE N. 20690)

BENEFICIARI

Consorzi export a carattere multiregionale (1) (2)

ATTIVITA’ AGEVOLATE

Specifiche attività promozionali di rilievo nazionale e in particolare progetti volti a favorire l’internazionalizzazione delle Pmi

UTILIZZO del CONTRIBUTO

Il contributo non può essere: • direttamente ripartito tra le imprese • impiegato per coprire i costi di iniziative fruite da singole imprese o da una percentuale non significativa di esse (con riguardo al settore interessato dal progetto)

REQUISITI

Si vedano i punti 6), 7), 10) e 14) della Circolare

NATURA delle IMPRESE ASSOCIATE

Il consorzio export dev’essere composto da imprese che svolgono attività artigiane, industriali, commerciali, di trasporto e di servizi, oppure attività ausiliarie delle precedenti

QUOTE di PARTECIPAZIONE

Si veda il punto 9) della Circolare

TERMINE per la PRESENTAZIONE delle DOMANDE (3)

30 dicembre 2011 (4)

MODALITA’ di PRESENTAZIONE delle DOMANDE

Si veda il punto 12) della Circolare

PROGRAMMA PROMOZIONALE

Si vedano i punti da 16) a 19) della Circolare

SPESE AMMISSIBILI (5)

• Partecipazione a fiere estere • Partecipazione a fiere internazionali in Italia • Campagne pubblicitarie su stampa estera • Pubblicità in lingua estera • Workshop, conferenze, videoconferenze, incontri promozionali con operatori esteri e/o all’estero • Missioni di operatori esteri in Italia • Missioni esplorative all’estero di rappresentanti del consorzio • Realizzazione e promozione del marchio consortile (6) • Apertura del sito internet predisposto anche in lingua estera (6)

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CARATTERISTICHE

CONSORZI PER L’EXPORT (CIRCOLARE N. 20690)

SPESE GENERALI (di gestione e di personale amministrativo)

Se effettivamente imputabili all’iniziativa agevolata, possono essere imputate nel limite del 20 per cento delle spese vive di ogni azione, purchè il consorzio sia dotato di una struttura stabile (sede e personale). Per le sedi estere si veda il punto 26) della Circolare

SPESE NON AMMISSIBILI

• Spese dalle quali non risulti il diretto collegamento con i singoli progetti • Azioni dirette a sostenere le vendite o la rete di distribuzione • Allestimento personalizzato per le singole imprese • Trasporto per merci e campionari • Aggiornamento, ristrutturazione, variazione del sito web consortile

REGOLE PROCEDURALI

Si vedano i punti da 29) a 36) della Circolare

LIMITE MASSIMO ANNUALE del CONTRIBUTO

NUMERO SOCI DEL MISURA MASSIMA CONSORZIO DEL CONTRIBUTO (E) fino a 24 da 25 a 74 almeno 75

77468,53 103291,38 154937,07

Si vedano i punti 37), 39), 40) e 41) della Circolare

(1) E consorzi export monoregionali con sede in Sicilia e Valle D’Aosta. (2) Sono tali quelli di cui almeno il 25 per cento (o 15 imprese, per i consorzi export con oltre 60 imprese associate) delle imprese abbia la sede legale in una o più regioni diverse da quella delle altre imprese associate. Tale requisito dev’essere posseduto ininterrottamente dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno di realizzazione del programma. (3) Al seguente indirizzo: Ministero dello sviluppo economico, Dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione, Direzione generale per le politiche di internazionalizzazione e la promozione degli scambi - Div. VIII, viale Boston 25 - 00144 Roma. (4) La spedizione dev’essere effettuata tramite raccomandata o corriere. (5) Per le tipologie di spese ammissibili all’interno di ciascun ambito, si veda il punto 24) della Circolare. (6) Solo per i consorzi di nuova costituzione.


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INTERNAZIONALIZZAZIONE

Esportare enogastronomia in Canada e Brasile Lo scorso mese di novembre il Gruppo Sida ha lanciato un’iniziativa mirata alla costituzione di una aggregazione di imprese enogastronomiche regionali per aggredire su basi comuni i mercati del Canada, del Brasile e in futuro altri ritenuti molto promettenti

L’

idea alla base dell’iniziativa è quella di arrivare su mercati interessanti dove le nostre Pmi da sole, per tanti motivi che vanno dalla distanza, dalla limitatezza delle risorse alla necessità di investimenti importanti all’ingresso, non riescono ad arrivare oppure lo fanno in un’ottica di breve termine e non strategica. Una rete di imprese opportunamente costruita e mirata, a fronte di una contribuzione limitata della singola azienda, permetterebbe invece di raggiungere una dotazione patrimoniale interessante per poter interloquire con soggetti istituzionali finanziatori e quindi operare con la leva finanziaria per raccogliere i capitali necessari ai piani di investimento promozionale e commerciale. In quest’ottica, l’attenzione è stata focalizzata su due mercati, uno avanzato e strategico (area nordamericana), l’altro in via di rapido sviluppo, grande e strategico (area sudamericana), che presentano talune caratteristiche comuni. In primis, una cultura alimen-

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tare aperta a contributi esterni e soprattutto italiani, facilitata dalla presenza sul territorio di forti comunità di origine italiana. Stiamo parlando di oltre 25 milioni di oriundi per il Brasile, pari a un ottavo della popolazione, e di oltre due milioni per il Canada, pari a un quindicesimo, spesso ben radicati nel tessuto sociale locale ed organizzati in associazioni legate alla madrepatria. In secondo luogo, una dinamica di buona crescita dei consumi alimentari domestici ed extradomestici, ma soprattutto una costante attenzione verso il prodotto importato, gourmand e del territorio quale quello dell’enogastronomia italiana. Infine, il network che Sida ha costruito nel tempo in tali mercati e arricchito recentemente, attivando partnerships con società locali in grado di svolgere molteplici attività, dalla promozione, scouting e selezione di clientela al follow-up di eventuali piani commerciali. Sida si presta a svolgere il ruolo di facilitatore e promotore di iniziative di questo tipo,

che vogliono superare i limiti del nostro tessuto economico (leggasi carenza dimensionale delle aziende), anche nell’accedere alle iniziative agevolative esistenti in materia. Non è un caso che l’internazionalizzazione di impresa venga promossa sempre maggiormente a livello di agevolazioni e contribuzioni di natura pubblica, siano esse di fonte locale, centrale o europea. Ma spesso le nostre aziende non sono a conoscenza degli strumenti attivabili oppure non superano i requisiti minimi di accesso agli stessi. Ce lo conferma l’Osservatorio Pmi (edizione 2011), che mentre da un lato indica nell’innovazione di prodotti, mercati, strutture e politiche commerciali la leva per il successo, dall’altro registra una scarsa attenzione delle stesse piccole e medie aziende all’internazionalizzazione, giustificandola con l’alea di tale strategia, le ridotte dimensioni dell’impresa e la sordità dei canali abituali di reperimento dei mezzi finanziari. Ecco come l’aggregazione di

più imprese animate da comuni obiettivi commerciali e affiancate dall’expertise Sida in termini di implementazione, gestione, finanziamento agevolato per l’internazionalizzazione delle stesse alleanze può superare i limiti sopra descritti, permettendo alle singole aziende l’accesso a risorse e quindi opportunità di investimento e mercati altrimenti non attivabili. Perché, quindi, non offrire l’opportunità alle nostre specialità enogastronomiche - uniche e non replicabili nemmeno nell’ambito dei fenomeni di italian sounding, ben noti agli operatori del food Made in Italy di entrare in contatto con un pubblico che ricerca questo genere di prodotti per andare oltre i già conosciuti parmigiano, mozzarella e prosecco.

Piergiorgio Gigli Area International Business Gruppo Sida p.gigli@sidagroup.com Tel. 071.28521


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FORMAZIONE

I diritti umani nella formazione dell’avvocato europeo La tematica del rapporto tra diritti umani ed avvocatura necessariamente coinvolge elementi di etica e deontologia professionale di cui, forse, i primi possono essere considerati parte integrante di R. Picozzi

L’

avvocato, infatti, nel proprio agire quotidiano deve comportarsi in modo tale da onorare i valori della professione, non attenendosi meccanicamente alle singole procedure di volta in volta attivate per svolgere il proprio ruolo di difensore, ma valutando costantemente le conseguenze del proprio operato orientando il proprio agire in base all’etica professionale, che comprende certamente il rispetto e la tutela dei diritti umani e dei diritti fondamentali. Infatti, nel preambolo del Codice Deontologico Forense è espressamente affermato che ogni avvocato è tenuto al rispetto della Convenzione per la salvaguardia dei diritti umani. La trasversalità sostanziale dei diritti umani fondamentali La formazione di nuovi avvocati così come la formazione continua di quelli già iscritti, compito primario delle scuole forensi, dev’essere indirizzata, oltre che ad inculcare il sentimento di rispetto del prossimo e di salvaguardia dei diritti e delle libertà, anche a fare maturare la capacità di effettuare scelte, a volte non facili. Questo compito può essere supportato dalle scuole forensi attraverso un insegnamento mirato dei diritti umani fondamentali che tenga conto della trasversalità degli stessi. Non sarebbe infatti funzionale trattare i diritti umani come una materia, ossia come un corpo a sé stante di principi e norme, sia nazionali che internazionali o comunitarie, quasi come se formassero una categoria avulsa da qualsiasi ramo classicamente individuato del diritto positivo o dall’ordinamento giuridico in generale. I diritti e le libertà fondamentali che rappresentano, oggi, ciò che un tempo veniva definito “diritto naturale”, ovvero quell’insieme di principi che attengono all’uomo in quanto tale, connaturati ad ogni individuo, imprescindibili, irrinunciabili e non negoziabili, sono infatti trasversali rispetto agli istituti e alle materie per così dire tradizionali. La trasversalità sostanziale dei diritti umani comprende in sé varie accezioni: innanzitutto i diritti umani sono trasversali per appartenenza, essendo propri del proletario e del benestan-

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te, dell’europeo e dell’asiatico o africano, ecc., dei bianchi e dei neri. Appartengono, cioè, a qualsiasi essere umano; sono inoltre ontologicamente trasversali, in quanto nel loro novero si comprendono diritti civili, politici, sociali, ambientali; spiegano, infine, la loro influenza ed efficacia in molti momenti della vita dei singoli. I diritti fondamentali sono anche trasversali tra loro, reciprocamente, nel senso che sono interdipendenti, non essendo pensabile applicarli e tutelarli, e neanche approfondirne lo studio della natura e della struttura, prescindendo gli uni dagli altri, considerandoli cioè distintamente, ovvero distintamente dal settore del diritto cui gli stessi possono incidere o da cui derivano. Non avrebbe senso, ad esempio, parlare di diritto ad un giusto processo se non si applicasse ad esso il principio della presunzione di innocenza; non sarebbe correttamente esercitabile il diritto di difesa in giudizio se non fosse riconosciuto il diritto ad accedere ai documenti che riguardano la propria persona; non potrebbe riconoscersi il diritto a sposarsi e fondare una famiglia se non fosse assicurata la libertà di pensiero, coscienza e religione; non sarebbero fruibili i diritti alla vita, alla libertà, alla dignità se non si tutelassero i diritti a non essere torturati o resi schiavi. Essi sono inscidibilmente legati ed ognuno presuppone ed è presupposto per il riconoscimento e l’attuazione dell’altro, così come nell’insegnamento degli stessi non può prescindersi dall’ambito disciplinare, ovvero da quello interdisciplinare, in cui si riconoscono gli istituti per così dire tradizionali facenti capo alla/e singola/e materia/e. Si vuol dire che i diritti umani costituiscono principi che permeano – attraversando trasversalmente - il diritto civile, il diritto penale, il diritto amministrativo, il diritto processuale, ecc. Il rispetto e il riconoscimento dei diritti alla vita, alla riservatezza, alla dignità, all’autodeterminazione, le libertà di espressione, di informazione, ecc. sono senz’altro riscontrabili ed attuabili nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, con il proprio


vicino di casa, con il proprio datore di lavoro, nel momento in cui si stabiliscono le proprie ultime volontà, o in quello in cui si viene indagati per fatti penalmente rilevanti, o se, per qualsivoglia motivo ci si trovi a dover tutelare propri diritti soggettivi o interessi innanzi a Corti di Giustizia di ogni ordine o grado. Visto l’ampliamento del novero dei diritti umani riconosciuti, l’avvocato del prossimo futuro dovrà confrontarsi di continuo con questi argomenti; sarà perciò fondamentale che l’avvocato abbia acquisito la capacità di conoscere, confrontare ed applicare legislazioni sovranazionali soggette a continui mutamenti, aggiornamenti e approfondimenti al fine di tutelare al meglio le persone attraverso l’invocazione di propri diritti, primi fra tutti quelli umani fondamentali. All’avvocatura è affidato il compito imprescindibile di rappresentare qualsiasi individuo innanzi ad una Corte di Giustizia, e pertanto il dovere/potere di rendere diritto vivente tutte le prescrizioni e i contenuti della Carta di Nizza e del Trattato di Lisbona, sollecitando i giudici e le giurie ad applicare le relative norme; gli avvocati, in tal senso, svolgono un ruolo di intermediazione fondamentale per la tutela dei diritti. Importante è anche la possibilità, per gli avvocati, di non limitarsi a rivolgersi alla giustizia nazionale, ma di adire, direttamente o indirettamente tramite sollecitazione ai giudici competenti, Corti sovranazionali le quali spesso hanno particolare sensibilità riguardo al tema dei diritti fondamentali e stanno via via creando una giurisprudenza molto più corposa sulla loro applicazione e tutela. Il riferimento è, in particolare, alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e alla Corte di Giustizia, quest’ultima competente anche a pronunciarsi in via pregiudiziale sull’interpretazione del diritto comunitario e sulla validità degli atti degli organi dell’Unione Europea, senza pronunciarsi in modo vincolante sul caso di specie. Uguaglianza davanti alla legge, presunzione di innocenza, diritto a un’equa e pubblica udienza davanti a un tribunale indipendente ed imparziale, rispetto universale ed osservanza dei dirit-

ti umani e delle libertà in tutte le fasi del procedimento, diritto ad avere assistenza legale e di comunicare e consultarsi con il proprio avvocato difensore, sono tutte garanzie fondamentali da riconoscersi a livello internazionale, al cui fine gli avvocati svolgono un ruolo centrale, in quanto agenti fondamentali dell’amministrazione della giustizia e mediatori sociali. I Governi degli Stati nazionali devono prendere coscienza in tutto ciò ed approntare validi strumenti, normativi e non, per garantire agli avvocati il regolare ed effettivo espletamento di tutte le funzioni professionali, da svolgere senza intimidazioni, ostacoli, molestie o interferenze indebite esterne. In tal senso è compito dei Governi nazionali assicurare anche gli avvocati di non subire limitazioni ai loro spostamenti o viaggi per consultare liberamente i loro clienti, sia all’interno del proprio Paese sia all’estero, di non subire azioni giudiziarie o amministrative, sanzioni economiche o di altro tipo per qualsiasi azione intrapresa in virtù di norma che riconosca ed attribuisca loro doveri professionali, di comportamento e di etica. Agli avvocati va garantito, inoltre, che nessun giudice o autorità amministrativa dinanzi alla quale è riconosciuto il diritto ad essere assistiti da un difensore, rifiutino di riconoscere il diritto e il ruolo stesso dell’avvocato a comparire. L’avvocato è dunque gravato di una forte “responsabilità sociale”, che comporta nel proseguimento degli scopi propri della professione, il rispetto di valori umani e morali. Se è vero che la certezza del diritto è vista come obiettivo, forse utopico, per ogni società civile, avvocati e giuristi devono impegnarsi affinché alcune delle cause principali che impediscono il realizzarsi di questo scopo vengano meno. In particolare, può senz’altro chiedersi loro impegno e attiva partecipazione nella formulazione delle norme giuridiche, perché queste siano finalmente chiare, non fraintendibili, organizzate organicamente tra loro per settori omogenei e, dunque, non in reciproca contraddizione. Da ciò deriva anche l’ulteriore positiva conseguenza di rendere l’interpretazione delle norme e, dunque, la giurisprudenza, non ondivaga.

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FORMAZIONE

Visioni del Contemporaneo: a scuola di creatività Intervista a Federico Bomba, direttore artistico della Scuola di M. Cursaro

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irettore, cos’è la Scuola di Visioni del Contemporaneo? “E’ un percorso formativo che ha l’obiettivo di fornire ai partecipanti nuove strategie di pensiero critico, utilizzando l’arte come veicolo di contaminazione. Il corso è rivolto principalmente a ragazzi tra i 18 e i 29 anni, studenti, lavoratori o in cerca di occupazione, che non intendano necessariamente intraprendere una carriera artistica, ma che possano utilizzare gli strumenti creativi acquisiti per realizzare le proprie aspirazioni in qualsiasi ambito operino o intendano operare”. Chi è il promotore dell’iniziativa? “Il corso è stato ideato e realizzato da Sineglossa, di cui io sono regista e direttore artistico, in collaborazione con Teatro Rebis. Si tratta di due associazioni culturali, la prima anconetana, la seconda maceratese, che da anni lavorano a livello nazionale ed internazionale sulle pratiche di contaminazione tra i diversi linguaggi artistici (teatro, performance, arte pubblica, scrittura, paesaggio sonoro e fotografia, che sono anche le discipline insegnate nella scuola.) per creare nuove grammatiche in grado di cogliere le rapide trasformazioni sociali e culturali che si stanno vivendo senza farsene soffocare, anzi, riuscendole a cavalcare e indirizzandole a proprio favore”. Proprio sulla sperimentazione, che fonde la formazione dei giovani con pratiche artistiche eterogenee, la Scuola ha coinvolto in qualità di partner l’Amat – Associazione Marchigiana Attività Teatrali, che già da qualche anno investe con credibilità sulla creatività giovanile marchigiana.

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Come descriverebbe il corso? “Se dovessi presentare sinteticamente le linee guida del corso, direi che le parole chiave potrebbero essere bellezza, lentezza, cura e relazione. Negli ultimi anni, infatti, si è assistito a un depauperamento dell’immaginario collettivo, molto spesso a causa della rapidità con cui vengono veicolate le informazioni e i contenuti in genere. Se da un lato i media e i social network sono stati motori di rivoluzioni un tempo impensabili, dall’altro la loro invasività e velocità rischia di ostacolare pericolosamente un’analisi approfondita dei contenuti e delle forme con cui vengono veicolati, rendendo più incerta la formulazione di efficaci strategie per affrontare nuove sfide. Per questa ragione crediamo sia utile un corso che parta dalla ricostruzione di un vocabolario più complesso, e quindi più affascinante, che sappia leggere il presente per pensare al futuro, dedicando a questa ricerca il giusto tempo, senza necessariamente rincorrere le ultime tendenze che spesso si rivelano specchietti per le allodole. Ci piace pensare di poter suggerire ai partecipanti un modo personale di percepire i cambiamenti e indirizzarli, considerando le relazioni umane come punto di partenza e fine ultimo per la realizzazione personale e professionale, rinforzando quel senso di cittadinanza attiva e dignità umana che molto spesso critichiamo nelle istituzioni. Si tratta di fornire ai giovani delle lenti, che possano correggere una miopia tutta incentrata sull’immediato presente. È a partire da questi presupposti che l’Assessorato alle Politiche Giovanili della Regione Marche ha deciso di investire, come maggior finanziatore, sulla Scuola di Visioni del Contemporaneo, permettendo la realizzazione di questo innovativo progetto pilota”.


Qual è il rapporto con gli enti privati? “Noi crediamo che l’arte contemporanea, che della ricerca di nuove “visioni” fa il suo cavallo di battaglia, possa essere un utile strumento per raggiungere questi obiettivi. Ma, per fortuna, non siamo i soli: le più grandi aziende nazionali ed internazionali riconoscono da tempo il profondo contributo che l’arte, in quanto strumento di critica del noto, apporta allo sviluppo della ricerca e dell’innovazione negli ambiti più disparati: dall’ingegneria elettronica alla biomedica, dai nuovi strumenti di marketing alla progettazione di sistemi per la produzione di energia rinnovabile, solo per fare alcuni esempi. Sanno che sviluppare lo sguardo critico significa aumentare l’innovazione. Ed è per questa ragione che Confindustria Ancona - Giovani Imprenditori, presieduta da Beatrice Garofoli, e GGF Group, anch’essa guidata da un amministratore delegato sotto i 35 anni, Guido Guidi, hanno deciso di sostenere economicamente il progetto. Da giovani imprenditori, hanno creduto che la sfida di esplorare nuove modalità di fare formazione potesse essere fondamentale anche nel settore privato”.

“Agguati” - che sarà il tema di questo primo anno - si svolgerà sincronicamente ad Ancona, Fermo e Macerata, grazie al patrocinio degli Assessorati alla Cultura dei Comuni coinvolti, e dell’Università degli Studi di Macerata. Il corso è a numero chiuso, per un massimo di 15 partecipanti per ciascuna città. È richiesto l'invio di una lettera o di un video motivazionale, in cui il candidato presenti in modo personale se stesso e i motivi della richiesta, da inviare entro il 20 gennaio all’indirizzo info@visionidelcontemporaneo.com. Il corso è gratuito, a parte una quota di 70 euro annuali a copertura di spese assicurative e associative, da versarsi contestualmente all’inizio delle lezioni (previsto, in orario 18-21, per l’ultima settimana di gennaio).

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FORMAZIONE

Master in International Business Development, lanciata la I edizione

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anciata la prima edizione del Master in International Business Development, promosso da Sida Group sui temi dell’internazionalizzazione d’impresa. Un percorso studiato per rilanciare le imprese verso i mercati esteri e lasciarsi la crisi alle spalle Lo scorso 1° dicembre il Gruppo Sida – in collaborazione con l’Istituto Studi Direzionali e il Centro Formazione Marche – ha dato il via al Master in International Business Development, con l’obiettivo di formare figure capaci di sviluppare opportunità di business sui principali mercati internazionali. Tra questi figurano Europa, Stati Uniti d’America, Nord Africa e Medio Oriente, nonché i mercati

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ad alto tasso di sviluppo del Bric (Brasile, Russia, India e Cina). “La crisi ci sta dimostrando che le imprese che superano meglio la congiuntura negativa e che riescono a crescere sono quelle che aggrediscono i mercati esteri” - commenta Flavio Guidi, fondatore del gruppo anconetano -. Le dimensioni ridotte delle imprese e la difficoltà nel reperimento dei mezzi finanziari ostacolano lo sviluppo delle nostre aziende: per questo l’internazionalizzazione è una leva fondamentale per il successo delle Pmi.” La Sida si fa quindi interprete delle esigenze delle aziende proponendo un percorso ad hoc, rivolto a giovani talenti da inserire all’interno di real-

tà nazionali ed internazionali. “Per saper cogliere le nuove opportunità offerte dal mercato, le aziende hanno bisogno di figure professionali formate ad una solida conoscenza dei mercati esteri, all’analisi del contesto e delle specifiche esigenze delle imprese e – non meno importante – all’elaborazione di progetti di medio e lungo periodo”, ha proseguito Guidi. “Il Master che abbiamo progettato risponde esattamente a queste necessità”. Il percorso, in linea con quello delle più importanti business school italiane, alterna cinque mesi di formazione in aula a sei mesi di stage, in Italia o all’estero, e prevede l’immersione in un ambiente multiculturale grazie alla

partecipazione di studenti italiani e stranieri. I docenti, tutti appartenenti al mondo del lavoro e della consulenza, provengono da rinomate esperienze nel campo del business e della consulenza internazionale.

Genny Ciotti Area Formazione Gruppo Sida g.ciotti@sidagroup.com Tel. 071.28521


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ENERGIA

“Energia e agricoltura nella terza rivoluzione industriale” Ne ha parlato Jeremy Rifkin alla Facoltà di Ingegneria di Ancona. Perché è arrivato il momento di ripensare la cultura energetica? di G. Bevilacqua

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a all’Agenzia Servizi Settore Agroalimentare Marche (ASSAM) il merito di aver portato ad Ancona, in una gremita aula magna, il 14 novembre scorso, il noto economista, animalista, pacifista, voce carismatica del neoecologismo e presidente della Foundation on Economic Trend di Washington. Erano presenti Fiorello Gramillano, sindaco di Ancona, Marco Pacetti, rettore Università, l’amministratore dell’ASSAM, dott. Gianluca Carrabs, Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione Univerde, Katia Mastantuono, presidente della Rete di economia etica e solidale, il vicepresidente delle imprese edili Francesco Caprioli (ANIEM Marche). Una prolusione avvincente e un grido d’allarme. Sì, perché l’umanità ha ormai davvero bisogno di una rivoluzione. In gioco non è l’attuale crisi globa-

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le, ma la ben più grave crisi dell’intera specie umana. Sette miliardi di individui, la metà delle biomasse viventi del pianeta. Una crisi ineluttabile, a meno che non si cambi davvero. La proposta di Rifkin: una rivoluzione energetica, la terza, dopo quella del carbon fossile e l’altra altrettanto profonda, della stampa, dei media, di Internet. Da abbattere stavolta è il petrolio, col suo seguito di carestie, inquinamento, oligarchie industriali e poteri incontrollati. L’era del petrolio, del carbon fossile è al capolinea, non per una scelta umana, ma per segnali primo fra tutti il cambiamento climatico con il suo corollario funesto di siccità, inondazioni e altre catastrofi di scombussolamento del ciclo idrogeologico su scala planetaria. È la fine della specie, la sua estinzione. Occorre ben altro riorientamento. O si cambia o si muore. La vita si può estinguere, si

estingue. E allora, che fare? Una rivoluzione in chiave di democrazia planetaria, una democratizzazione che ha nelle energie rinnovabili (il sole, l’energia eolica, geotermica) il suo punto di forza e di svolta. Una svolta radicale perché come nel caso di Internet si tratta di fonti che rompono il monopolio centralizzatore dei grandi centri di produzione e distribuzione di energia. Rifkin parla di potere dal basso, laterale, collaterale, basato sulla collaborazione fra vicini. Ognuno diventa distributore di energia. E qui la tecnologia fa passi da gigante (una rassegna divulgativa è nell’ultimo numero di “SetteGreen” il magazine del Corriere della sera), con esiti anche discutibili (paesaggi deturpati da parchi eolici o panelli solari), ma il futuro, come ricorda l’economista, sono i 192 milioni di edifici in Europa potenziali fonti di energia, a cominciare dalle nuo-


Jeremy Rifkin

ve generazioni di rivestimenti e pitture murali. Il modello è quello di Internet, dei social network. L’esatto contrario delle megacentrali energetiche (compresi i rigassificatori). Il modello è quello di un capitalismo distributivo, favorito anche dai progressi della green economy, come per esempio, il fotovoltaico-fai-da-te per un mini-impianto domestico di 40W o il pavimento ‘intelligente’ al biossido di titanio che si autoigienizza da solo, riducendo l’inquinamento atmosferico. E l’agricoltura? Rifkin ribadisce: occorre creare aziende agricole autosufficienti dal punto di vista energetico. Basta? Occorre formare le coscienze. Un terzo dei terreni agricoli nel mondo è destinato a mangime per animali, causa dei drammatici cambiamenti climatici in atto. Occorre allora una generazione di agricoltori responsabili delle loro comunità

e di comunità intese come biosfere in collegamento con altre biosfere, nodi della rete di un capitalismo distributivo fatto proprio dalla stessa politica energetica Ue. Per concludere, l’«era of renewable energies» parte da un rinnovamento delle coscienze. Non basta la buona volontà di distretti corti per produrre in proprio energia, a cominciare dall’idrogeno. Occorre una visione d’insieme, profondamente etica che caratterizzi l’epoca nuova del post-carbonio e del potere energetico e informativo laterale. Ai soggetti ecclesiali, al laicato, all’associazionismo giovanile, al semplice credente, la personale decisione se rimanere a guardare o animare di speranza cristiana il nuovo mainstream ecologico. Se vederlo come una moda oppure una distretta importante per l’intera specie vivente. L’ideale di bio-

sfere, autonome, basate su un sussulto etico che lega il singolo all’intero umanità («we are all connected»), potrebbe cambiare il nostro modo di vedere non solo la religiosità dei singoli ma anche la stessa religione, energia decentralizzata, creativa, profondamente rinnovata.

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ACQUISIZIONI / CESSIONI

ACQUISIZIONICESSIONI

di aziende e attività commerciali by SIDA Corporate Finance

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MARCHE Prov. AN – Cercasi partners finanziari e/o industriali per affermata azienda operante nel settore delle coperture architettoniche per esterni. Design e tecnologia ai massimi livelli di mercato. Area d’affari internazionale (Cod. 019)

MARCHE Prov MC - In splendido contesto collinare e panoramico, cedesi casale fine ‘800, di cui parte adibito a B&B, recentemente ristrutturato nel rispetto della struttura originaria. Il complesso è sviluppato su tre piani per una metratura complessiva di 500 mq, con corte perimetrale di ca 6.000 mq. Alto valore architettonico e di finiture interne a cui si somma una visuale sul paesaggio marchigiano godibile da tutti gli ambienti.(cod 031)

ITALIA Importante gruppo industriale, operante nel settore della componentistica per elettrodomestici ed automotives, è interessato ad acquisizioni di aziende operanti sul territorio nazionale in settori equivalenti od analoghi (Cod. 018)

RIVIERA DEL CONERO Cedesi, compreso l’immobile, attività alberghiera di pregio sul mare, con annesso stabilimento balneare. Clientela turistica e business (Cod. 010)

MARCHE Affittasi palazzina uffici mq 500+500 in ottime condizioni strutturali, ottima visibilità e posizione fronte strada, sita in località Camerano (AN), vicinanze autostrda (Cod. 015) MOLISE

MARCHE Prov AN - Importante realtà attiva nei servizi ecologici, ambientali e nelle bonifiche industriali, ricerca partner finanziari/industriali per ulteriore sviluppo delle attività. L’azienda ha un’ottima clientela consolidata e dei fondamentali economico-finanziari di buon livello (cod 029)

MARCHE – ANCONA Realtà storica del settore tipolitografico, ricerca acquirente o partner. Clientela consolidata (Cod. 016)

MARCHE Cedesi quota maggioritaria di importante azienda vitivinicola marchigiana, con BRAND di rilievo internazionale. OTTIME PROSPETTIVE DI RENDIMENTO (Cod. 011)

MOLISE Prov. CB – Termoli - Cedesi azienda operante nel settore della carpenteria metallica, dotata di robot industriali e di un ottimo livello di automazione. Fatturato consolidato (cod. 022)

PUGLIA Prov. FG – Azienda di produzione di divani di fascia medio–alta, dotata di moderne attrezzature ed impiantistica industriale, fatturato consolidato, ricerca partners (Cod. 021)

Cedesi o Affittasi stabilimento industriale in ottime condizioni di mq 9.000, predisposto all’installazione di impianti fotovoltaici, attualmente affittato. Prov. CB (Cod. 014)

MARCHE

Società di rilievo nazionale, operante con successo nello sviluppo di soluzioni nell’ambito dell’Information Technology  (IT), ricerca su tutto il territorio regionale aziende  nel settore dell’informatica (software house) con clientela aziendale solida, interessate a partnership societarie e/o industriali (cod 030)

SANTO DOMINGO Importante società immobiliare italiana valuta proposte di partnership per investimento immobiliare a finalità turistica a Santo Domingo, località Bavarò. OTTIMO INVESTIMENTO (Cod. 013) CERCASI MANAGER/INVESTITORI (Business Angels) per aziende operanti nei seguenti settori industriali: - Stampaggio materie plastiche - Legno - arredo (produzione mobili d’ufficio, cucine, componenti per l’arredamento, porte) - Litografia e stampa - Componenti elettronici (Cod 025)

PUGLIA Prov. FG – Cedesi o Affittasi stabilimento di mq 20.000 con autorizzazioni per impianti fotovoltaici da destinare ad attività logistica. Annessa palazzina uffici di mq 1.000 ca. Vicinanze autostrade e polo industriale di Melfi (Cod. 017)

ROMANIA Cedesi importante realtà dell’industrial packaging a capitale italiano, economicamente e finanziariamente interessante, con mercato europeo di elevati standard qualitativi (Cod. 012)

MARCHE - PROVINCIA DI MC Società immobiliare cerca partners finanziari e/o industriali per la realizzazione di un progetto di urbanizzazione ed edificazione nel comune di Treia (MC). Potenzialità edificatoria: 80.000 metri cubi circa. Tipologia edilizia: commerciale, residenziale, residenziale convenzionata. Ottimo investimento. (Cod 028)

Aziende di rilievo nazionale operanti nei settori meccanica, alimentare, arredamento, prodotti per l’edilizia, stampaggio materie plastiche, oggettistica d’arredo, abbigliamento, ricercano partner industriali per realizzare progetti sinergici finalizzati alla creazione di reti d’impresa (cod. 026)

Vuoi vendere o acquistare un’azienda? Ricerchi un partner per la tua attivitÀ? CHIAMACI PER UNA VALUTAZIONE IMMEDIATA T +39 071 28521 - F +39 071 2852245 Alessandro Stecconi - Divisione Corporate Finance SIDA GROUP - a.stecconi@sidasrl.it


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IMPRESE

I 50 anni di Boen si festeggiano… a Fano Omnia Comunicazione “firma” l’importante anniversario della multinazionale norvegese, leader nel settore pavimentazioni in legno di J. Celant

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er celebrare i 50 anni di attività, Boen ha affidato all’agenzia di comunicazione con sede a Fano il concept di una pubblicazione speciale e dello stand alla nota fiera Fsb di Colonia, in Germania. Come è stata vinta una sfida di questo genere, in cui Omnia si è dovuta confrontare con grandi concorrenti internazionali? “Grazie a un design ironico e non convenzionale – ci spiega Marcello Di Piazza, titolare dell’agenzia – Omnia si è mostrata in grado di interpretare i valori e la filosofia del brand scandinavo in un progetto originale e prestigioso, dedicato alla linea sport del marchio”. Due parole su questa pubblicazione. “E’ una la brochure che si apre con un inaspettato effetto popup, e ricrea in 3D il tipico spazio sportivo insieme agli atleti. Il tutto è formulato sullo slogan “Part of the game”. Perché un richiamo sportivo ad un’azienda come Boen? “In tale contesto il gioco è visto come metafora di una partita intrapresa dall'azienda esattamente 50 anni fa, e nata dal sogno del suo fondatore, non a caso primo personaggio ad 56

“uscire” dal volume. Il gioco, e quindi anche l'ironia, come stile comunicativo contemporaneo, dove passato e presente si fondono insieme, nella commistione di generi e linguaggi”. Poi c’è lo stand alla fiera di Colonia … “Sullo stesso concept Omnia Comunicazione ha ideato per Boen Sport anche l'allestimento dello stand alla Fiera internazionale di settore FSB, nella città tedesca”. Se la creatività è una risorsa autentica, oggi più che mai può essere premiata dal mercato globale.


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IMPRESE

Lenny:

Dipinge il mondo Quando regalate un gadget vorreste che parlasse di voi, che lasciasse un bel ricordo? Rivolgetevi a chi ha fatto dei gadget un’arte: Lenny, azienda giovane, dinamica e originale, che saprà stupirvi con idee e soluzioni speciali: contro qualsiasi crisi!

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enny è il nome di un celebre personaggio del cabaret statunitense, Lenny Bruce, immortalato in un film di Bob Fosse con Dustin Hoffman protagonista; Lenny è il nome con cui ora si presenta al grande pubblico l’omonimo Lenny Kravitz, il rocker. Lenny è il nome di una geniale e innovativa azienda sita a Mondolfo, a due passi dal casello dell’A14, uscita Marotta. Entrare nello showroom di Lenny è un po’ come immergersi in un’atmosfera da sogno, in un vero e proprio paese delle meraviglie: protagonisti assoluti dello spazio gadget e oggetti personalizzabili di qualsiasi genere, dalle mille forme e dai mille colori, persino complementi d’arredo tra i più originali ed estrosi. Questo è Lenny: un’azienda leader nella produzione, realizzazione e personalizzazione di gadget, regalistica aziendale, abbigliamento da lavoro. Dalla penna a sfera al portachiavi, dalla t-shirt all’ombrello al soprammobile, Lenny ci propone un mondo di oggetti in cui tutto sembra possibile. In cui tutto è veramente

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possibile, perché viene creato su misura. “Dipinge il mondo” è l’headline dell’ultima campagna pubblicitaria in atto, proprio perché Lenny realizza e crea un mondo a somiglianza delle esigenze e delle necessità di ogni cliente. Attiva da un decennio, nel 2009 Lenny è stata rilevata da due giovani. Giovanni Testaguzza e Luca Cirioni, il primo alla guida del marketing, il secondo Responsabile Commerciale. Due giovani in tutti i sensi (insieme non fanno 60 anni), che hanno fatto del talento, della creatività, ma soprattutto della velocità e prontezza le parole chiave della loro attività, alla base della quale sembra proprio essersi sviluppata una nuova filosofia del gadget: una filosofia che considera il gadget non più come oggetto complementare e accessorio alle abitudini aziendali, ma veicolo di promozione, marchio dell’azienda, segno indelebile e, al tempo stesso, parte dell’esistenza quotidiana di chiunque, perché utile. Il gadget con Lenny, ben altra cosa rispetto a puro accessorio, si presenta come oggetto malleabile

e adattabile ad ogni esigenza: un vero e proprio prodotto su misura. Questo è il plusvalore di Lenny: rendere l’accessorio essenziale, il dettaglio necessario, il transitorio durevole. Una nuova filosofia del gadget, dunque, che lo vede come pieno strumento di comunicazione e promozione. Questa nuova filosofia è alla base della forza e dell’energia dell’azienda Lenny: nonostante il momento di crisi attuale e la contingenza economica, i piccoli oggetti mantengono la loro importanza, anzi, assumono nuovo e pieno valore. L’azienda è rapidamente cresciuta nel corso degli ultimi due anni, proprio in un momento, dunque, in cui il morso della crisi si è fatto ancora più tenace e serrato: come prova di questa spinta propulsiva, il 2010 si è chiuso con un 30% di fatturato in più e l’andamento dell’anno che sta per chiudersi sembra lasciar presagire il raggiungimento, se non il superamento, dello stesso risultato. Giovani sembra essere la parola chiave che si ripete all’interno dell’azienda: lo sono i titolari, il team alla base di tutta


Il plusvalore di Lenny: rendere l’accessorio essenziale, il dettaglio necessario, il transitorio durevole. Una nuova filosofia del gadget, che lo vede come pieno strumento di comunicazione e promozione

I titolari, Giovanni Testaguzza e Luca Cirioni: meno di sessanta anni in due, per un milione di idee originali e vincenti

l’attività aziendale, i responsabili del reparto produzione, i grafici che lavorano alla personalizzazione dei prodotti e alla comunicazione degli stessi. Ma essere giovani, avere una leadership giovane e dei dipendenti giovani significa anche questo: saper guardare al futuro con ottimismo, nonostante la contingenza attuale e trovare la grinta e anche la tenacia, per non mollare mai e andare avanti, alla ricerca di nuove opportunità. L’idea innovativa si vede soprattutto in questo: nell’attitudine al lavoro, nell’originalità che marchia ogni prodotto, nella reazione a tutto ciò che accade intorno nel mondo attuale. Questi sono gli elementi che fanno dell’azienda Lenny un leader: sapersi reinventare ogni giorno, cogliere prontamente le richieste del mercato senza rimanere vittima di quest’ultimo, trasformando le difficoltà in opportunità. Originalità, dinamismo, lo sguardo sempre fisso nel futuro: tutto questo è Lenny. per info: www.lenny.it 59


IMPRESE

Media’s Project “Non abbiamo mai detto che sarebbe stato facile, ma ogni giorno lo facciamo” di F. Lucarini

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S

iamo stati abituati, da una ben specifica cultura cinematografica e televisiva, ad avere un’idea molto precisa di un’agenzia pubblicitaria e delle persone che ci lavorano dentro. “Mad Men”, il successo televisivo dell’anno 2010, ci ha fatto riscoprire le origini di questo fenomeno, le agenzie pubblicitarie, riportando in auge gli anni ‘60 della storia americana e una certa immagine della pubblicità. Uomini e donne elegantemente vestiti, che dibattono su idee e progetti, e presentano le campagne pubblicitarie in ampie e spaziose sale riunioni, avvalendosi delle tecnologie del momento e lasciando sbigottiti i propri clienti. Questa è l’immagine che più di ogni altra caratterizza Media’s Project, un’agenzia di Fano, alla cui guida è Franco Peroni, un professionista della comunicazione pubblicitaria, che rappresenta un po’ la simbiosi tra il modo di fare pubblicità tradizionale e il modo “nuovo”, quello che cavalca l’onda dello sviluppo tecnologico. L’agenzia, nata 6 anni fa da uno spin off aziendale, si è sempre caratterizzata per il suo team, composto da account executive e copywriter, art director e grafici, web designer e marketing: ha saputo cogliere gli sviluppi del tempo e della tecnologia per darsi un’immagine chiara, un’identità riconoscibile. “Quello che vogliamo offrire è un servizio a 360° in materia di comuni-

Un’attività del tutto creativa e originale, che basa la sua forza sull’unicità: ogni progetto è unico perché è il cliente stesso a essere trattato come tale. È la ricerca costante dell’originalità più di ogni altra cosa a caratterizzare Media’s Project. “Noi siamo operai dell’immagine e come tali non ce la sentiamo di arrenderci di fronte ad una nuova campagna sfornata dai nostri competitor. Brief, headline, pay-off, body copy sono solo alcuni degli ingredienti che mescoliamo per ottenere un prodotto vincente. Non ho timore di pensare in grande. Il mio unico timore è pensare a qualcosa d’irrealizzabile, che, di fatto, a livello comunicativo, per me non esiste. Nel nostro lavoro non possiamo non tenere conto di tutto ciò che succede intorno, innanzitutto di quello che accade sul web. A questo proposito, ci piace definire la nostra attività logical creative technology: tecnologicamente e logicamente creativi“. Ben chiara l’idea di Franco Peroni in merito alla tecnologia attuale. “Il mondo cambia rapidamente tutti i giorni: ci troviamo sempre di fronte a nuovi modelli di sviluppo, a nuove esigenze, nuovi parametri di scelta che ci mettono in condizione di riformulare i nostri asset, e ciò che proponiamo ai nostri clienti. Questa sfida giornaliera e quotidiana ci piace e ci stimola, ci porta, quindi, alla ricerca

“Ci piace definire la nostra attività logical creative technology: tecnologicamente e logicamente creativi” cazione e pubblicità: un servizio che tenga conto delle esigenze dell’azienda ma che sappia andare anche oltre, prevedendo scenari futuri, anticipando cambiamenti e, in un certo senso, determinandoli, inventandosi anche nuovi strumenti di comunicazione. Questo lavoro va creato ogni giorno, perché ogni giorno le nostre emozioni ci offrono una nuova idea. Questo principio ci dà, dunque, la forza di creare ogni giorno un nuovo modo di produrre” . Così afferma Franco Peroni parlando dei servizi dell’agenzia di cui è alla guida: Media’s Project si occupa di comunicazione integrata, web design e web marketing, consulenza aziendale, organizzazione e coordinamento eventi, curando anche la partecipazione di aziende a eventi fieristici internazionali e la progettazione degli allestimenti. “La nostra è un’attività del tutto integrata: parte da una semplice unità di base comune a qualsiasi progetto, sia esso creazione di un logo, o campagna pubblicitaria, o campagna di indicizzazione su web, ovvero l’idea. Personalmente mi occupo della creazione di contatti con i clienti e con il mio staff ne studiamo le esigenze, il settore di riferimento, partiamo, quindi, da un brief che deve essere quanto più sintetico, chiaro e lucido possibile. Da qui, tramite un’azione integrata di brainstorming troviamo l’idea. Il nucleo della comunicazione. La scintilla che dà origine a tutto il resto”.

costante dell’innovatività vincente, perché è la comunicazione stessa ad avere questa caratteristica. Non abbiamo mai detto che sarebbe stato facile, ma ogni giorno lo facciamo”. Una campagna in particolare di cui vorrebbe occuparsi? “La campagna che vorrei curare è quella che non ho mai seguito, cioè quella che ancora devo pensare! Anche se mi piacerebbe molto seguire il lancio della campagna SALVAVITAPISCHELLI…”. Ironia e battuta pronta, in sintesi anche questo è Media’s Project: oltre all’essere un’agenzia giovane, dinamica, ironica, al passo con i cambiamenti (in qualche caso anche anticipatrice). A chi si rivolge? Piccole, medie e grandi aziende, enti pubblici e privati, chiunque voglia comunicare, percorrendo la logica della business unit che ne modella e contiene i costi a seconda dell’interlocutore. Anche questa è la realtà della comunicazione nelle Marche.

Info su: www.mediasproject.it via Roma, 211 61032 Fano (PU) Italy tel. +39 0721 869256

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IMPRESE

{

Saremo presenti a “Nonsolosposi” a Pesaro, il 14, 15, 21 e 22 gennaio 2012

}

Chiaraeguido Organizer: Nuove Prospettive Chiara e Guido presentano…Chiaraeguido Organizer. Una nuova realtà che crea, pianifica, organizza, elabora, “cucina” e allestisce ogni tipologia di evento.

S

tudia la comunicazione e l’immagine dell’evento, occupandosi della progettazione grafica, dei servizi fotografici e dell’attività di ufficio stampa; Chiaraeguido Organizer trasforma ogni occasione in evento pubblico o privato, matrimonio principesco o stile country, festa per bambini e meeting aziendale, dall’allestimento alla cura di ogni singolo dettaglio. Ogni cosa si fa realtà originale, ogni esigenza, con Chiaraeguido Organizer, viene concretizzata in un’espressione precisa, un’occasione di gusto, creatività ed eleganza. Realtà professionale, creativa, alla continua ricerca di novità, Chiaraeguido Organizer opera su tutto il territorio nazionale, con particolare attenzione a quello della propria regione, le Marche, di cui mette in risalto cultura, tradizione, peculiarità. Proprio in riferimento alle Marche, Chiaraeguido organizer ha sviluppato un originale progetto, un servizio del tutto nuovo associato al wedding planner: la destination wedding. Con tale espressione si intendono il reperimento

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e l’individuazione delle mete migliori, dei luoghi più suggestivi italiani dove realizzare il sogno di una vita per le coppie straniere: i luoghi primari sono quelli delle Marche, con le sue colline da sogno, le riviere bianche e cristalline, l’entroterra montuoso, la storia dei borghi e delle città. Da questo punto di vista, Chiaraeguido organizer si pone anche come partner per aziende internazionali: propone luoghi del territorio, location sulla base delle esigenze, delle caratteristiche del matrimonio. Promotrice della bellezza, artefice di sogni ad occhi aperti, tale realtà si muove, dunque, per rispondere a esigenze, creare situazioni, dare voce a bisogni. Tassello che completa l’attività di Chiaraeguido Organizer: il banqueting. Rappresentato da gourmet, artigiani di sapori, veri e propri artisti di una ristorazione raffinata ma tradizionale, essenziale ma ricercata, gli chef collaboratori di Chiaraeguido Organizer si pongono come autentici stilisti del gusto, spaziando

dalla cucina regionale a quella fusion, dal rispetto di ricette storiche alla sperimentazione che lascia ampio spazio alla creatività. Eleganza, esclusività, dettaglio che diventa stile: ogni evento si trasforma in un’occasione mondana, un momento di autentico piacere, un istante per godere del più puro intrattenimento. Tutto questo è Chiaraeguido Organizer.

CG srl - via F.Aporti 19, 61032 Fano (PU) Tel/Fax 0721.826009 - info@chiaraeguido.com


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VITA DA MANAGER

Danilo Calisti “Più metodo e meno istinto” Finora le scelte dettate dall’istinto hanno sempre pagato perché vi erano gli spazi, ma ora il discorso è profondamente cambiato …”. Ne è convinto il Direttore Generale di Picenum Plast l’azienda di Magliano di Tenna (in provincia di Fermo) che nel proprio settore risulta tra le prime cinque in Italia di M. Palumbo

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irettore, da quanto tempo lavora in Picenum Plast? “Sono arrivato nel maggio 2010 dopo oltre venti anni, quasi una vita, in un’azienda che consideravo casa mia, attiva nel settore degli articoli casalinghi. L’affidamento del ruolo di direttore risale invece allo scorso Natale”.

tura non si è sviluppata in modo funzionale: il percorso, seppur iniziato, non è giunto a compimento. Anzi, molto è ancora da fare. Per quanto mi riguarda, sto lavorando per finalizzare un’entità omogenea, rendendo il sistema più dinamico. L’obiettivo è quello di dare un’identità compiuta e condivisa a quest’azienda”.

Con quale mandato? Rivoluzionare l’azienda? “Ma quale rivoluzione! Non vi è proprio nulla del genere nella volontà della proprietà, né io ho velleità di questo tipo … C’è un tale Sergio Quintili che è il capo carismatico dell’azienda, che si personifica in lui. Non dimentichiamo che stiamo parlando di una realtà con oltre quarant’anni di storia alle spalle, presente nella top five italiana del settore”.

Quali criteri sta seguendo in questo percorso di “razionalizzazione” della struttura? “Sono ripartito dai principi-base delle politiche di marketing: chi siamo, dove siamo e dove vogliamo andare? Ovviamente senza dimenticare la necessità di un approccio di gruppo, più organico”.

E allora? “Diciamo piuttosto che sinora la strut-

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Per gran parte dei prodotti il Vostro settore è quello dell’edilizia. Quali sono le prospettive? “Per molto tempo l’edilizia/costruzioni ha rappresentato un importante sbocco

occupazionale. Ora non è più così. Da un mercato anti-ciclico si è trasformato in pro-ciclico. Per restare un punto di forza della nostra economia, l’edilizia/costruzioni avrebbe bisogno di tanti piccoli progetti, mentre invece mi pare stiamo andando verso la realizzazione di pochi grandi progetti. Poi anche qui si risente in modo violento della crisi del credito”. E in particolare il settore dei tubi? “E’ un mercato nel quale è difficile fare internazionalizzazione. Trattandosi di prodotti realizzati per lo più nel luogo di utilizzo, si vive molto di nazionale (teniamo presente, infatti, che il trasporto incide anche nella misura del 30 per cento)”. La concorrenza? “Il mercato avverte l’esigenza di una profonda ristrutturazione, peraltro già in atto. Ritengo che si restringerà il numero degli attori attualmente presenti”.


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BORSA

Il firmamento delle marchigiane quotate In questa pagina presentiamo l’andamento di Borsa delle società marchigiane quotate Biesse

ELICA

Segmento: Star Performance 1 anno: - 45,24 % Performance 1 mese: - 17,19 %

Segmento: Star Performance 1 anno: Performance 1 mese:

Il titolo BIESSE segna una lieve flessione mensile e purtroppo anche in termini di Performance relativa rispetto all’indice Ftse All-Share, si registra una variazione negativa del -2,32 % sulla giornata di borsa del 07/12/2011. Lo strumento ha fatto peggio del mercato. I Volumi sono risultati pari a 52.908 pezzi scambiati, un valore inferiore sia alla seduta precedente sia alla media settimanale, segno di una partecipazione decrescente da parte degli operatori. Possibile l’avvio di una fase a volatilità ridotta. Trend incerto.

Scarse performance per il titolo ELICA, che nella rilevazione di inizio mese, archivia un -16 % sul mese precedente. In termini di Performance relativa rispetto al Ftse All-Share, si registra una variazione negativa del -4,47 %. Il titolo ha sotto performato il mercato. I Volumi  sono risultati pari a 15.012 pezzi scambiati, valore superiore alla seduta precedente ma inferiore alla media settimanale, segno comunque di attività crescente intorno allo strumento. Trend incerto.

Poltrona FRAU

Indesit Ord. Segmento: Blue Chip Performance 1 anno: Performance 1 mese:

- 58,67% - 14,78%

Mese in discesa per INDESIT COMPANY che ha avuto un decremento di ca il 15% su base mensile. In termini di Performance relativa rispetto all’indice Ftse All-Share, si registra una variazione negativa del -1,47 % sulla giornata di borsa del 07/12/11. Lo strumento ha fatto peggio del mercato. I Volumi sono risultati pari a 192.646 pezzi scambiati, un valore inferiore sia alla seduta precedente sia alla media settimanale, segno di una partecipazione decrescente da parte degli operatori. Possibile l’avvio di una fase a volatilità ridotta. Trend incerto

Segmento: Star Performance 1 anno: Performance 1 mese:

- 22,18% - 12,59%

Altalenante il titolo TOD’S che fa registrare una flessione rispetto alle rilevazioni di Novembre. In termini di Performance sul Ftse All-Share, si registra una variazione negativa del -1,83 % sulla giornata del 07/12/11, segno che il titolo a ha fatto peggio del mercato. I Volumi sono risultati pari a 240.957 pezzi scambiati, un valore superiore sia alla seduta precedente sia alla media settimanale. La partecipazione degli operatori si sta intensificando, probabile l’avvio di una fase a volatilità elevata. Trend di breve in rialzo.

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+ 4,05% + 7,14%

Mese favorevole per il titolo POLTRONA FRAU che guadagna il 7% su base mensile; Inoltre le Performance rispetto all’indice Ftse AllShare, fanno segnare una variazione positiva del 0,72 % sulla giornata di borsa precedente. Il titolo è migliore della media di mercato. I Volumi sono risultati pari a 444.839 pezzi scambiati, un valore superiore sia alla seduta precedente sia alla media settimanale. La partecipazione degli operatori si sta intensificando, probabile l’avvio di una fase a volatilità elevata. Trend di breve al rialzo.

TOD’S Segmento: Blue Chip Performance 1 anno: Performance 1 mese:

- 39,47% - 16,16%

Rubrica a cura di Michele Sasso Divisione Strategia e Finanza di Impresa – Gruppo Sida m.sasso@sidagroup.com Tel. 071.28521


CONTRIBUTI & BANDI

Fondazione Marche Aumentano le misure a favore della crescita economica attraverso il finanziamento della diversificazione aziendale, lo sviluppo dei brevetti e gli studi dei ricercatori marchigiani in America. In un momento di crisi del sistema, un aiuto concreto alle imprese della regione Marche che vogliono crescere

700

mila euro in capitali e finanziamenti per la diversificazione aziendale e la valorizzazione dei brevetti e 1 mln di euro in borse di studio nel settore della medicina molecolare. Queste le risorse che Fondazione Marche, fondazione privata senza scopo di lucro, mette in campo per le imprese e i ricercatori delle Marche. Francesco Merloni (Presidente Fondazione Marche) assieme a Mario Pesaresi (Vicepresidente Fondazione Marche) e Marco Pacetti (Vicepresidente Fondazione Marche) hanno illustrato le tre nuove misure di finanziamento nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta ad Ancona mercoledì 7 dicembre. “Questi interventi che abbiamo recentemente approntato – ha detto Francesco Merloni, Presidente di Fondazione Marche – nascono da un confronto con le imprese, per individuare gli strumenti più idonei per rilanciare il tessuto produttivo regionale che è la nostra missione. Con queste misure intendiamo favorire iniziative imprenditoriali in nuovi ed avanzati settori di attività industriale con alto potenziale di sviluppo futuro”. “I nostri obiettivi -afferma Mario Pesaresisono concentrati nella creazione e sviluppo delle imprese, le sole in grado di creare ricchezze. Le maggiori difficoltà si stanno riscontrando nel settore delle risorse umane che noi vogliamo aiutare. Dobbiamo far emergere chi ha talento e vuole accettare le sfide anche se queste si presentano sempre più complesse”. “La componente innovazione – aggiunge Marco Pacetti - è fondamentale per il successo delle iniziative in un contesto sempre più difficile e competitivo. Aiutare chi vuole percorrere questa strada, che appartenga al mondo universitario e no, è centrale per tutti noi”. Il tema che la Fondazione si è posto con le nuove misure (Capitale per la Diversificazione aziendale, contributi per la valorizzazione di brevetti, Borse di studio per lo sviluppo di attività nel settore della medicina molecolare) è di allargare le operazioni finanziarie anche ad altre opportunità. Per le attività previste sarà fondamentale la collaborazione fornita della Fondazione ISSNAF, www.issnaf.org con sede negli USA, costituita da

docenti e ricercatori tra cui premi Nobel italiani operanti nel Nord America. Di centrale importanza sarà il fatto che, al rientro dalla formazione negli Usa, i giovani formati potranno essere inseriti nelle imprese private marchigiane, nella sanità pubblica – in particolare progetto INRCA - e nella ricerca accademica; l’iniziativa potrebbe anche prevedere la nascita di start up. Maggiori informazioni, inclusi i regolamenti e le modalità di partecipazione, al sito: www.fondazionemarche.it

Fondazione Marche non ha scopo di lucro ed opera esclusivamente nell’interesse del territorio regionale per contribuire allo sviluppo e alla diffusione locale dell’innovazione, sostenendo i giovani che intendono svolgere la loro attività nella nostra regione, favorendo le collaborazioni con le Università, le Istituzioni di ricerca e le Imprese della regione. Le iniziative della Fondazione intendono aggiungere risorse ad altri interventi aventi i medesimi obiettivi, per ottenere risultati apprezzabili in grado di garantire sia ricadute economiche e sull’occupazione locale sia sulle capacità di stimolare, grazie alle prospettive di ritorno economico, investimenti su nuovi progetti. 67


CONTRIBUTI E BANDI MARCHE > CAMERA DI COMMERCIO DI ANCONA “Adozione di sistemi di gestione aziendale, della responsabilità sociale, e della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro” Contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese effettivamente sostenute, fino ad un massimo di Euro 10.000 in caso di progetto di certificazione integrato, per l’ottenimento di un sistema di gestione ambientale (ISO 14001, EMAS), di Responsabilità sociale (SA 8000) e/o della Salute e Sicurezza sui luoghi di lavoro (OHSAS 18001). SCADENZA: FINO AD ESAURIMENTO FONDI > REGIONE MARCHE - MCC “Acquisto e locazione finanziaria di macchine utensili o di produzione” Contributo in conto impianti pari al 100% del tasso di riferimento comunitario vigente alla data di arrivo della domanda a MCC. La misura agevolativa è diretta al finanziamento dell’acquisto o locazione finanziaria di beni di nuova fabbricazione che svolgano una funzione operativa nel ciclo produttivo aziendale. SCADENZA: FINO AD ESAURIMENTO FONDI > “CONCESSIONE DI AGEVOLAZIONI PER LA BREVETTAZIONE E LA VALORIZZAZIONE ECONOMICA DEI BREVETTI A FAVORE DI MICRO, PICCOLE E MEDIE IMPRESE” Premi economici e contributi a fondo perduto di varia natura euro per deposito o estensione di domande di brevetto nazionale all’UIBM, all’EPO (European Patent Office) e al WIPO (World Intellectual Property Organization). > D.l. 13/05/2011, n° 70 “Credito d’Imposta per spese di Ricerca e Sviluppo” Credito d’imposta, utilizzabile, in tre rate annuali, pari al 90% della spesa incrementale di investimento, realizzata a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al

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31/12/2010 e fino a chiusura del periodo d’imposta in corso al 31/12/2012, rispetto alla media degli investimenti in ricerca realizzati tra il 2008 e 2010 > D. MINISTERO AMBIENTE N° 2230 “ Promozione dei sistemi di gestione ambientale nelle PMI”

Contributi a fondo perduto dal 40% all’ 80% per Pmi produttrici di beni e servizi per acquisizione della: - Certificazione EMAS (ai sensi del regolamento 761/2001/CE); - Certificazione del sistema di gestione ambientale ai sensi della norma internazinale UNI ISO 14001; - Certificazioni EMAS da parte di imprese già certificate UNI ISO 14001/96; Sono ammesse solo le domande corredate della certificazione rilasciata dall’organismo accreditato e sempre che tale rilascio sia avvenuto dopo il 6 ottobre 2003. Per le imprese dei settori agroindustriale e dei trasporti il rilascio deve essere avvenuto dopo il 1° gennaio 2007. SCADENZA: FINO AD ESAURIMENTO FONDI > POR FSE 2007/2013 “Prestito d’onore regionale per la creazione di nuove imprese” Concessione di un finanziamento agevolato da parte della Banca delle Marche S.p.A. (max 50.000 euro – t.rif. 3,20%) da restituire in 6 anni e da utilizzare per fare fronte alle spese di costituzione, agli investimenti e alla gestione della nuova iniziativa economica; è ammissibile la costituzione di nuove attività d’impresa in tutti i settori di attività, ad esclusione dell’agricoltura e dell’industria del carbone. E’ ammissibile anche la rilevazione di un’attività già esistente purché non gestita da familiari. SCADENZA AL 31/12/2011 ABRUZZO

> REGIONE ABRUZZO - PROVINCIA DI CHIETI “Innovazione tecnologica, di

processo e dell’organizzazione dei servizi” Contributo in conto capitale non superiore al 50% delle spese ammissibili, e comunque fino ad un massimo pari a 50.000 € (limite minimo investimento 20.000 €) per le imprese aventi sede legale ed operativa nella provincia di Chieti ed appartenenti ai settori C, E, F, G, H, I, J, M, N, R, S della classificazione ISTAT Ateco 2007. Le spese possono riguardare l’acquisto di macchinari, attrezzature, servizi di consulenza per il progetto di innovazione, acquisto di diritti di brevetto, licenze. SCADENZA: 26/01/2012

> D.L. 13/05/2011, N° 70

“Credito d’Imposta per spese di Ricerca e Sviluppo” Credito d’imposta, utilizzabile, in tre rate annuali, pari al 90% della spesa incrementale di investimento, realizzata a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31/12/2010 e fino a chiusura del periodo d’imposta in corso al 31/12/2012, rispetto alla media degli investimenti in ricerca realizzati tra il 2008 e 2010 > PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2007-2013 “Programma regionale di Consolidamento delle passivita’ a breve” I debiti bancari a breve delle Piccole e Medie imprese abruzzesi, con scadenza entro i 12 mesi (ad esempio anticipi su fatture, scoperti di conto corrente), potranno essere consolidati in un finanziamento a cinque anni, il cui importo non potrà superare i 250mila euro. Il contributo spettante alle imprese è pari al 100% del tasso di riferimento indicato e aggiornato con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico. BANDO APERTO

anno 2011” Contributo in c/capitale in regime “de minimis” del 50% della spesa ammissibile fino ad un contributo max. di 150.000 euro, per progetti presentati da PMI costituite dopo il 1° gennaio 2010 e riguardanti la creazione di nuove imprese anche innovative e volte a favorire ricadute positive sull’occupazione delle imprese stesse in termini di lavoro durevole e di qualita. SCADENZA IL 31/12/2012 > REGIONE EMILIA ROMAGNA “Fondo di cogaranzia regionale per l’accesso al credito delle imprese” Il Fondo presenta garanzie per le imprese (50-80% finanziamento erogato max 1.500.000 euro) a fronte delle seguenti operazioni: a) finanziamenti chirografari o assistiti da garanzia reale o aperture di credito, di durata non superiore a 120 mesi b) locazioni finanziarie immobiliari e mobiliari di durata non superiore a 120 mesi effettuate per i progetti di investimenti c) operazioni di factoring di durata non superiore a 120 mesi BANDO APERTO FINO AD ESAURIMENTO RISORSE

EMILIA ROMAGNA

> POR FESR 2007/2013

“Bando Nuove Imprese. Modalità e criteri per la presentazione delle domande, la realizzazione degli interventi e la concessione dei contributi

A cura della Divisione Strategia e Finanza d’Impresa Gruppo Sida T 071.28521 finanza@sidagroup.com


CONTRIBUTI & BANDI

100 milioni di euro per start-up, imprenditoria femminile e reti di impresa L’iniziativa di Banca Marche è finalizzata alla creazione di nuove imprese da parte di giovani, donne, disoccupati e cassintegrati di qualsiasi età. L’agevolazione abbraccia anche i contratti di rete stipulati da aziende già costituite

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elativamente alla creazione di nuove imprese, i finanziamenti sono destinati ai seguenti soggetti:

• nuove imprese, di qualunque settore, gestite da giovani under 35; • nuove imprese, di qualunque settore, gestite da soggetti senza limite di età, anche beneficiari di ammortizzatori sociali o ex-lavoratori, cioè disoccupati e cassintegrati; • nuove imprese, di qualunque settore, gestite da donne, senza limite di età. Sono poi finanziabili le iniziative a sostegno delle aggregazioni con contratto di rete, cioè le cosiddette reti di impresa. Si tratta di aziende che si obbligano ad esercitare in comune una o più attività economiche per accrescere l’efficienza e la competitività sul mercato. Banca Marche finanzierà le imprese, di qualunque settore, che abbiano già formalizzato un contratto di rete. I finanziamenti, sia per le nuove imprese sia per le reti, avranno la forma di prestiti chirografari con durata massima di 60 mesi e mutui fondiari con durata massima di 120 mesi. Saranno finanziabili gli investimenti materiali, immateriali e fabbisogno di circolante, con importi variabili in base al tipo di attività.

Hanno detto... “In una situazione di difficoltà economica come quella che stiamo vivendo è necessario uno sforzo straordinario da parte di tutti. Banca Marche mette a disposizione questi 100 milioni di euro come contributo per la nascita di nuove imprese sul territorio, perché crediamo che una collaborazione fra il sistema bancario e quello imprenditoriale sia imprescindibile per uscire dalla crisi”. Michele Ambrosini, Presidente di Banca Marche

“Le piccole le medie imprese rappresentano la spina dorsale dell’economia italiana. Questi 100 milioni che destiniamo ai giovani, alle donne e ai disoccupati che vogliono diventare imprenditori rappresentano un aiuto concreto per il territorio. Ci piacerebbe coinvolgere le associazioni di categoria e il sistema dei Confidi perché partecipino alla nostra iniziativa e concedano le garanzie necessarie per erogare più finanziamenti ai giovani e alle imprese”. Massimo Bianconi, Direttore generale di Banca Marche

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CONSULENZA

“Care imprese, guardiamo gli estratti conto: potrebbero esserci belle sorprese” Per l'avvocato Alessandro Peca - esperto in diritto bancario e contitolare insieme all’avvocato Daniele Cozza dello Studio Legale Associato “Cozza & Peca”, con uffici nelle Marche (Macerata ed Ascoli Piceno) e in Abruzzo (Francavilla al Mare) – da una scrupolosa analisi dei rapporti con le banche potrebbe emergere qualche errore ... di P. Duranti

A

vvocato Peca, il Vostro Studio legale è specializzato anche in diritto bancario e nella normativa posta a tutela del consumatore. In cosa si caratterizza l'attività? “Nell'ambito dei rapporti tra i nostri clienti e gli istituti di credito seguiamo sia le controversie con le banche, sia, più in generale, attività di consulenza”.

Daniele Cozza

Alessandro Peca

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E' frequente il ricorso ad un avvocato da parte di un cliente di banca? Quali sono i principali motivi di litigio? “Sul fronte della gestione delle controversie notiamo che le liti con le banche interessano principalmente questioni legate all'anatocismo, all'usura e ad altre patologie che nascono all'interno dei rapporti tra banca e cliente. E questo vale sia nel penale che nel civile”. Ha accennato al fenomeno dell'usura: è presente anche nel sistema bancario? “Molto spesso purtroppo capita di imbattersi in comportamenti degli istituti di credito non troppo trasparenti ...”. Poi vi è la parte consulenziale: in cosa consiste? “Soprattutto in un periodo molto difficile come l'attuale, del quale

risente praticamente l'intero sistema imprenditoriale, risulta ancor più importante svolgere un'attività preventiva, finalizzata cioè ad evitare l'insorgenza di situazioni compromesse”. Come si svolge tale funzione? “Essenzialmente instaurando una trattativa con la banca, sempre ché si possa trovare in essa un interlocutore disponibile, cosa che sempre più spesso non accade. Quando la situazione non può più essere negoziata con l'istituto, allora la nostra strategia consiste nell'aggredire la banca”. Ma se è il soggetto creditore! “Agendo per primi diamo un po' di tempo e di tranquillità al cliente-imprenditore. Ma poi dietro al rapporto tra cliente ed istituto di credito si possono nascondere situazioni di debito e credito diverse da come vengono rappresentate in prima battuta”. Non capisco. “Quando il cliente ci affida una pratica, procediamo con una scrupolosissima analisi di tutta la documentazione, ripercorrendo il rapporto contrattuale sin dall'inizio, con l'ausilio di tecnici esperti


Un'altra specializzazione: il settore termale Lo Studio Legale Associato Cozza & Peca, fondato nel 2007 dagli avvocati Daniele Cozza e Alessandro Peca, ha acquisito negli anni una profonda conoscenza degli aspetti contrattuali e giuridici tipici del settore termale. Tra i clienti acquisiti in questo campo, figura Salsubium Spa, la società che gestisce le storiche Terme di Castrocaro.

della materia. Quindi estratti conto, mutui, prestiti al consumo, carte di credito, cessioni del quinto, perizie, valute, ecc. … tutto viene passato al setaccio”. Qualche volta si scoprono errori commessi dalla banca? “Più di un errore: un vero e proprio ribaltone! Pensi che talvolta una controversia avviata su iniziativa della banca, che pretende il rientro da una determinata esposizione, giunge ad accertare che anche il cliente correntista ha diritto a vedersi rimborsati importi addebitatigli ingiustamente. Tali situazioni si riscontrano per lo più in conti correnti datati nel tempo”. La banca di solito è disposta a negoziare una soluzione? “Sempre meno, anche se ad onor del vero nell’ultimo periodo si registra qualche apertura ... La crisi generalizzata delle banche si fa sempre più inquietante e con la fine dell’anno hanno interesse a mettere qualche soldo in più in bilancio”. Secondo Lei perché? “Non dimentichiamo che anche all'interno del circuito bancario vi è una forte crisi di liquidità. Tuttavia, va detto

che solitamente la banca guarda anche la storia dell'imprenditore, i rapporti pregressi ... ma soprattutto guarda chi ha il coltello dalla parte del manico … molte volte aver agito in sede giudiziaria contro una banca mette il correntista/ imprenditore in una posizione di vantaggio, soprattutto se nell’ambito del rapporto bancario i conti non tornano!”. Però è un rischio anche affidarsi ad un legale: se va male devo pagare due volte, la banca e l'avvocato … “Dipende molto dalla professionalità del legale. Io naturalmente posso parlare del nostro modus operandi, in un'ottica di trasparenza e correttezza nei confronti sia del cliente che dell'azienda di credito. Nelle situazioni che consideriamo “normali” procediamo così: raccolta tutta la documentazione necessaria, predisponiamo quella che chiamiamo “proiezione” di perizia. Con questo documento il cliente è in grado di capire con un discreto margine di approssimazione se e quanto potrebbe recuperare nei confronti della banca a causa di errori imputabili a quest'ultima”. E così decidere se andare avanti o fermarsi. “Esatto. Tenga conto, comunque, che per

le spese processuali di regola si applica il principio della soccombenza”. Le banche Vostre interlocutrici sono prevalentemente locali? “No, un po' ovunque. La nostra specializzazione è sempre più richiesta, con questa forte crisi economica sembra essere l’argomento del momento: abbiamo clienti in tutta Italia”. Come è strutturato lo Studio? “Complessivamente operano una decina di professionisti, tutti trentenni, dei quali due associati. Poi quattro-cinque consulenti esterni. Al di là dei numeri, comunque, è importante sottolineare che viene messa a disposizione della Clientela una squadra affiatata di esperti specializzati in più discipline, dal legale al tributario, alla contabilità”. Studio Legale Associato Cozza & Peca Sede di Macerata Via Moretti, 33 62100 Macerata Tel. 0733.232563 Sede di Francavilla al Mare Via dei Sabelli, 12 66023 Francavilla al Mare (CH) Tel. 085.4910599 info@cozza-peca.it

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SPECIALE MANOVRA

Cosa prevede la Legge di Stabilità In queste due pagine riportiamo una sintesi schematica delle novità principali contenute nella Legge di Stabilità (quella che prima si chiamava Legge Finanziaria), approvata nelle scorse settimane dal Parlamento per entrare in vigore il 1° gennaio 2012.

PROFESSIONISTI, LAVORATORI AUTONOMI e IMPRESE

SOCIETA' tra PROFESSIONISTI

E’ possibile costituire società di cui ai Titoli V e VI del Libro V del Codice civile per l’esercizio di attività professionali che attualmente sono disciplinate in ordini. La norma – che sarà attuata da un apposito decreto ministeriale – prevede che: a. la denominazione sociale di tali soggetti dovrà sempre contenere l’indicazione di società tra professionisti; b. la partecipazione ad una società sia incompatibile con la partecipazione ad altra società tra professionisti; c. l’atto costitutivo contenga determinate clausole, indicate all’art. 10 della Legge di Stabilità.

CONTABILITÀ

I soggetti in contabilità semplificata e i lavoratori autonomi che effettuano operazioni con incassi e pagamenti interamente tracciabili, possono sostituire gli estratti conto bancari alla tenuta delle scritture contabili.

INFRASTRUTTURE FISCALITA’ di FAVORE per le SOCIETA’ di PROGETTO

Le società di progetto che siano state costituite ai sensi dell’art. 156, D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 hanno diritto ad un regime fiscale di favore; la norma – art. 18 della Legge - intende così incentivare la realizzazione di nuove infrastrutture autostradali con il sistema della finanza di progetto.

AGEVOLAZIONI TERRITORIALI DISTRETTI TURISTICI

La procedura del riconoscimento del distretto turistico – istituito dall’art. 3, comma 5, Dl 13 maggio 2011, n. 70, convertito con modifiche dalla L. 12 luglio 2011, n. 106 (“decreto per lo sviluppo) – si intende conclusa in senso favorevole se l’Amministrazione competente non comunica all’interessato il diniego entro 90 giorni.

ZONE a BUROCRAZIA ZERO

Fino al 31 dicembre 2013 le semplificazioni previste per le “zone a burocrazia zero” dall’art. 43 della Manovra fiscale di luglio (Dl 78 del 2010), si applicheranno su tutto il territorio nazionale.

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Ultim’ora

In questi giorni il Dl n. 201 del 6 dicembre 2011 è all’esame del Parlamento, che sta approvando modifiche sostanziali al testo. ML seguirà costantemente i lavori di Camera e Senato, pubblicando tutti gli aggiornamenti sul proprio sito www.mlmagazine.it.


PENSIONI INNALZAMENTO dell’ETA’ PENSIONABILE

A decorrere dal 2026 l’età pensionabile sarà elevata a 67 anni, sia per gli uomini che per le donne.

RAPPORTI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE SEMPLIFICAZIONI

Le certificazioni rilasciate dalla Pubblica Amministrazione relativamente a stati, qualità personali e fatti sono utilizzabili solo nei rapporti tra privati. Relativamente ai rapporti con la Pubblica Amministrazione e i gestori di pubblici servizi, invece, i certificati e gli atti di notorietà vengono sostituiti dalle dichiarazioni di cui agli articoli 46 e 47, Dpr 28 dicembre 2000, n. 445. Nota bene Sulle certificazioni da produrre ai soggetti privati dev’essere apposta, a pena di nullità, la dicitura: “Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi”. Tutti i dati e i documenti (compresi quelli sulla regolarità contributiva) che siano già in possesso delle Pubbliche Amministrazioni, devono essere acquisite direttamente dalla Pa.

CREDITI VERSO la PA

Il nuovo art. 9, commi 3-bis e 3-ter, Dl 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modifiche dalla L. 28 gennaio 2009, n. 2 – cui seguirà un provvedimento attuativo – prevede che su istanza del creditore di somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti, entro 60 giorni le Regioni (e gli enti locali debitori) sono tenute a verificare se il credito è certo, liquido ed esigibile, anche ai fini della sua cessione pro soluto a banche o intermediari finanziari. Scaduto tale termine, su nuova istanza del creditore provvede la Ragioneria dello Stato territorialmente competente.

SOCIETA’ BILANCIO SEMPLIFICATO per le SRL

Dal 1º gennaio 2012, le Srl che non hanno nominato il collegio sindacale possono redigere il bilancio secondo uno schema semplificato, secondo la struttura che sarà definita da un apposito decreto ministeriale.

COLLEGIO SINDACALE

Nelle società di capitali il Collegio sindacale, il Consiglio di sorveglianza e il Comitato per il controllo della gestione possono svolgere le funzioni dell’organismo di vigilanza di cui all’art. 6, comma 1, lettera b), D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231. Inoltre, ai sensi dell’art. 2477 del Codice civile, l’atto costitutivo può prevedere, determinandone competenze e poteri, la nomina di un sindaco o di un revisore; la norma indica anche le ipotesi in cui la nomina del sindaco è obbligatoria. L’ultimo comma dell’art. 2397 del Codice civile, invece, prevede che per le società con ricavi o patrimonio netto inferiori a un milione di euro lo statuto possa prevedere che l’organo di controllo sia composto da un sindaco unico, scelto tra i revisori legali iscritti nell’apposito registro.

PROCESSO CIVILE MODIFICHE al CODICE di PROCEDURA CIVILE

Per saperne di più L. 12 novembre 2011, n. 183

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Numerose le norme della Legge di Stabilità che modificano il Codice di Procedura Civile al fine di accelerare il contenzioso civile pendente in grado di appello, ridurre il contenzioso civile pendente davanti alla Corte di Cassazione e alle Corti di Appello, incentivare l’utilizzo della posta elettronica certificata nel processo civile. Modificata anche la disciplina relativa alle spese di giustizia.

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CONSULENZA

Decreto “Salva Italia” o “Torchia Italia”? Tasse (molte) ed agevolazioni (poche): cosa contiene davvero la Manovra correttiva varata dal Governo Monti? di L. Dattolo

Misure per la crescita Secondo molti osservatori si tratta di uno dei tasti dolenti della Manovra: vi sono, è vero, alcuni interventi di sostegno del tessuto economico, ma a detta di molti saranno tutt’altro che incisivi. Ma vediamo quali sono. Innanzitutto, l’art. 1 del decreto – che ha introdotto l’”Aiuto alla Crescita Economica” (ACE) - è diretto ad incentivare la patrimonializzazione delle imprese attraverso il capitale di rischio. Il successivo art. 2, poi, incrementa le deduzioni Irap per le nuove assunzioni a tempo indeterminato di under 35 e di donne, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno. Infine, sul fronte della crescita si registra un incremento pari a 400 milioni della dotazione del Fondi di garanzia a favore delle piccole e medie imprese. Un “patto” con il Fisco ed altre semplificazioni Professionisti ed imprenditori individuali potranno (ma soltanto dal 1° gennaio 2013) vedersi riconosciute una serie di agevolazioni e semplificazioni varie optando per un rapporto “trasparente” con il Fisco. Essi dovranno quindi trasmettere all’Agenzia delle Entrate corrispettivi, fatture emesse e ricevute, risultanze degli acquisti e delle cessioni non soggetti a fattura, ed istituire un conto corrente dedicato ai movimenti finanziari relativi all’attività svolta. Altre semplificazioni riguardano settori specifici: dagli adempimenti amministrativi a carico

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degli alberghi alla normativa sulla privacy, dalla tenuta del registro dei lavoratori allo smaltimento dei rifiuti speciali per determinate attività come estetista o acconciatore. Accertamento e lotta all’evasione Si abbassa a mille euro la soglia sopra la quale è vietato l’utilizzo del contante. Entra nel penale chi, dietro una specifica richiesta degli accertatori, esibisce o trasmette atti o documenti in tutto o in parte falsi, oppure fornisce dati e notizie non rispondenti al vero. Sempre in chiave anti-evasione, vengono introdotti nuovi obblighi comunicativi a carico degli operatori finanziari e dell’Inps. Ammortizzatori sociali E’ prevista – anche se con effetto dal 1° gennaio 2013 – la revisione delle modalità di determinazione dell’Isee, l’Indicatore della situazione economica equivalente, anche ai fini del riconoscimento di agevolazioni fiscali, tariffarie ed assistenziali. Aumento della pressione fiscale Reintrodotta, con effetto dal 2012, l’imposta comunale sugli immobili: non si chiamerà più Ici ma Imu (imposta municipale). Il tributo – la cui disciplina ricalca in molti punti quella dettata


per l’Ici – è previsto con un’aliquota base dello 0,76 per cento, che potrà essere aumentata o diminuita dai Comuni nella misura massima dello 0,3 per cento. Dal 2013, invece, sarà istituito in tutti i Comuni il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, dovuto – sulla base di un’apposita tariffa - da chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Aumenta da subito il prezzo della benzina, a causa dei rincari delle accise, e viene introdotto un aumento delle tasse su auto di lusso, unità da diporto ed aeromobili privati. Slitta invece al 1° ottobre 2012 l’aumento di due punti percentuali delle aliquote Iva del 10 e del 21 per cento (che passeranno quindi al 12 e al 23 per cento). Modificato anche il trattamento tributario ai fini dell’imposta di bollo per titoli, strumenti e prodotti finanziari. I beni e gli importi oggetto di rimpatrio o di regolarizzazione (scudo fiscale) si vedranno tassati con un’ulteriore 1,5 per cento, che si aggiunge al 5 per cento previsto per la regolarizzazione. Detrazioni fiscali La detrazione del 36 per cento dell’Irpef per gli interventi di ristrutturazione edilizia “entra” nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi (con il nuovo art. 16-bis), viene prorogata al 2012 ed estesa ad altre tipologie di intervento: ristrutturazione di

immobili danneggiati a causa di calamità naturali, realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, eliminazione di barriere architettoniche, adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi, cablatura degli edifici, interventi per il contenimento dell’inquinamento acustico, realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici, adozione di misure antisismiche, bonifica dall’amianto, esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici.

Per saperne di più Decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 284 del 6 dicembre 2011

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CONSULENZA

Novità per i revisori dei conti nelle Regioni e nei Comuni Tra le numerose novità contenute nella Manovra-bis ve ne è una particolarmente importante per i revisori contabili: l’istituzione del Collegio dei revisori dei conti nelle Regioni e la nomina di quelli comunali per estrazione

Revisori contabili nelle Regioni Dal 1° gennaio 2012 le Regioni introdurranno per la prima volta al loro interno il Collegio dei revisori dei conti, per garantire una corretta vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione. I membri del nuovo organo dovranno essere nominati per estrazione da un apposito elenco regionale di cui possono, a domanda, far parte gli iscritti al registro dei revisori legali che siano in possesso di specifica qualificazione professionale in materia di contabilità pubblica e gestione economica e finanziaria degli enti territoriali. Dovrebbe essere un collegio composto da un minimo di tre a un massimo di cinque revisori. Revisori contabili nei Comuni Cambiano i criteri di nomina dei revisori legali. Al rinnovo del prossimo Collegio dei revisori presente nei Comuni, anch’essi dovranno essere scelti mediante estrazione da un apposito elenco. Verrà istituto un Registro dei Revisori degli enti locali, tenuto dal Ministero dell’Interno, al quale si accederà tramite una domanda on-line. La nomina non viene più effettuata dal Consiglio Comunale scegliendo il Presidente tra tutti gli iscritti al Registro dei Revisori e i componenti tra gli iscritti all’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili; a decorrere dall’entrata in vigore del decreto attuativo, infatti, si effettuerà un’estrazione tra coloro che risultano iscritti nel Registro dei Revisori degli enti locali. I requisiti A tale Registro possono iscriversi sia coloro che sono iscritti al precedente Registro dei Revisori contabili sia gli iscritti all’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili. L’iscrizione ha valore territoriale regionale, facendo riferimento all’Ordine professionale di appartenenza.

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Il Registro sarà diviso in tre fasce: 1) iscritti che vantano almeno un anno di anzianità al Registro dei Revisori o Odcec ed hanno espletato 15 crediti formativi inerenti la contabilità pubblica; 2) iscritti che vantano almeno 5 anni di anzianità al Registro dei Revisori o Odcec, hanno espletato 20 crediti formativi inerenti la contabilità pubblica e vantano una precedente esperienza come revisori degli enti locali o hanno effettuato domanda per essere nominati; 3) iscritti che vantano almeno 15 anni di anzianità al Registro dei Revisori o Odcec, hanno espletato 25 crediti formativi inerenti la contabilità pubblica e vantano una precedente esperienza come revisori degli enti locali o hanno effettuato domanda per essere nominati. Coloro i quali saranno iscritti alla prima fascia potranno candidarsi ad essere nominati nei Comuni fino a 5.000 abitanti, quelli iscritti alla seconda nei Comuni fino a 15.000 abitanti, quelli iscritti alla terza nella totalità dei Comuni. Il sorteggio L’estrazione avverrà ad opera della Prefettura competente per territorio, che sorteggerà l’incarico tra gli iscritti al Registro dei Revisori degli enti locali e hanno manifestato la propria disponibilità ad espletare questa funzione, rispondendo al bando emanato dal Comune che deve procedere alla nomina del Collegio dei Revisori. Il Presidente del Collegio dei Revisori La figura del Presidente del Collegio sarà ricoperta da colui che tra i sorteggiati vanta la maggiore anzianità di iscrizione all’Albo di provenienza. Le manifestazioni di interesse ad assumere l’incarico saranno limitate alla regione dell’ordine di appartenenza.


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CONSULENZA

Ogni italiano ha un debito di circa 30mila euro L’Italia ha un problema con il debito pubblico. Affidandoci al contatore dell’Istituto Bruno Leoni (http://brunoleoni.it/debito.htm), possiamo sapere che il debito pubblico italiano - che cresce in media di 2.735 euro al secondo - alle ore 14:22 del 27 novembre 2011 ammontava ad euro 1.893.747.190.917

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ale dato di fatto, unito ai rendimenti dei titoli di stato schizzati alle stelle, mette l’Italia con le spalle al muro. Non è utile in questo momento compiere analisi retrospettive per distribuire colpe alle generazioni di politici e cittadini che ci hanno preceduto e che ci hanno lasciato in eredità, oltre alla montagna di debito pubblico, una cultura assistenzialista e spendacciona che sarà molto difficile da estirpare. E’ arrivato invece il momento di agire, ed anche in fretta. Quali le possibili soluzioni? Può essere utile rappresentare la situazione attraverso una torta in cui la spesa pubblica viene suddivisa in tante fette: trasferimenti agli enti locali, spesa corrente, spese per investimenti, trasferimenti alle famiglie, trasferimenti alle imprese, interessi sul debito pubblico. Altre volte è capitato di sottolineare l’eccessiva pressione fiscale esistente in Italia, ma in una situazione d’emergenza come questa, da più parti, si ritiene opportuno seguire la strada più semplice e veloce che consiste nell’allargare la torta disponibile e quindi introdurre nuove imposte. La più gettonata sembra essere un’imposta patrimoniale, da introdurre oltre una certa soglia: si può supporre che questa soglia possa essere fissata ad un milione di euro. Tale imposta patrimoniale, oltre che in un prelievo diretto, potrebbe consistere in una sottoscrizione forzosa di titoli di Stato. In questo modo si potrebbe tamponare anche il problema dei rendimenti dei Bot schizzati alle stelle. Un’altra possibilità è quella della reintroduzione dell’Ici sulla

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Nell’ottica di favorire il capitale produttivo, potrebbe essere utile introdurre una defiscalizzazione del capitale immesso nelle aziende, cercando quindi di spostare capitali verso l’attività produttiva e stimolare la crescita, che in questo momento risulta essere una chimera

prima casa e una rivalutazione delle rendite catastali. Queste soluzioni però andrebbero a colpire tutti i contribuenti e si potrebbero rilevare controproducenti andando a deprimere i consumi. Anche un’altra soluzione consisterebbe in un revival del passato: stiamo parlando dell’innalzamento dell’Iva su alcune categorie di beni considerati di lusso. Accanto a queste misure sarebbe auspicabile allentare la pressione fiscale sul lavoro per favorire l’occupazione e i consumi. L’obiettivo a lungo termine dev’essere sicuramente quello di spostare la tassazione dal capitale produttivo a quello improduttivo. Accanto a queste misure d’emergenza sono richiesti anche interventi più strutturali che vadano ad incidere dal lato della spesa. In questo caso i percorsi da intraprendere potrebbero essere molteplici: lasciando da parte le pensioni che sono state toccate ultimamente in varie occasioni, ci si potrebbe concentrare sul mare magnum degli sprechi pubblici e in particolar modo sulle aziende controllate dagli enti locali che gestiscono i servizi pubblici (gas, trasporti, rifiuti, ecc…). In molti casi tali aziende, sebbene assumano la forma di società commerciali (Spa, Srl …), si trasformano in un serbatoio di clientelismi in mano agli amministratori degli enti locali. La liberalizzazione di determinati servizi pubblici e l’affidamento della gestione a privati tramite gare ad evidenza pubblica potrebbero liberare importanti risorse sia per lo Stato che per l’economia in

generale. Sempre nell’ottica di favorire il capitale produttivo, potrebbe essere utile introdurre una defiscalizzazione del capitale immesso nelle aziende, cercando quindi di spostare capitali verso l’attività produttiva e stimolare la crescita, che in questo momento risulta essere una chimera. Sicuramente a breve termine ci aspettano sacrifici per poter fronteggiare l’emergenza ma si spera che, almeno in questo momento di difficoltà, si riesca ad avere la forza e il coraggio di adottare quelle riforme strutturali che tanti chiamano sempre in causa ma che soltanto in sporadiche occasioni si è riusciti ad intraprendere.

Roberto Antonella Area Fiscale Gruppo Sida r.antonella@sidagroup.com Tel. 071.28521

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CARRIERE E POLTRONE

Chi entra e... chi esce In questa Rubrica presentiamo le novità principali relative a nomine ed incarichi in aziende del territorio ed enti pubblici, nonché avvicendamenti che interessano marchigiani

• Giuseppe Zuccatelli succede al neo Ministro Renato Balduzzi

Giuseppe Zuccatelli, attuale Direttore generale di Inrca, è stato nominato Presidente di Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Succede a Renato Balduzzi, da pochi giorni Ministro della Salute.

• Cambio al vertice di Coldiretti Marche

Il milanese Tino Arosio è il nuovo Direttore della Coldiretti Marche, l’associazione degli imprenditori agricoli nella quale egli opera dagli anni Settanta, e che in regione associa circa 30mila imprese. Prende il posto di Angelo Corsetti, nominato al vertice di Coldiretti Friuli Venezia Giulia.

• Cinque nuovi manager per la Sanità regionale

Sono stati nominati i responsabili delle cinque Aree vaste, gli ambiti territoriali che vanno a sostituire le 13 Zone territoriali nelle quali era diviso il territorio della regione. Si tratta di Maurizio Bevilacqua (Ancona), Maria Capalbo (Pesaro), Gianni Stroppa (Ascoli Piceno), Enrico Bordoni (Macerata) e Gianni Genga (Fermo).

Nomine e incarichi possono essere inviati all’indirizzo email scrivici@mlmagazine.it

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SPECIALE: LUSSO

SPECIALE LUSSO “La ricchezza è fonte di grandi privilegi e il più invidiabile di tutti è quello di poter intensificare all’estremo pensieri e sentimenti.” Honoré de Balzac (Scrittore francese) 82


“Il tempo è la cosa più preziosa che un uomo possa spendere”.

Teofrasto

(Filosofo e botanico greco)

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SPECIALE: LUSSO

Punte di diamante o... Gocce di vita? C

hi non è mai stato affascinato da qualcosa di inarrivabile? Un viaggio intorno al mondo, una villa da incanto, un riconoscimento prestigioso, un conto in banca a zeri infiniti, un elisir di eterna giovinezza? C’è chi sogna di fare una scoperta medico-scientifica che cambierà in bene il destino dell’umanità, chi di trovare un tesoro nascosto, chi di vincere un Nobel. Ognuno ha il suo sogno, che qualche volta si tramuta in realtà; altre volte resta lì, in standby anche per un’intera vita. Eppure è il desiderio stesso che ci dà adrenalina: avere costantemente un pensiero ambizioso, un orizzonte che stimoli il nostro ego… ci fa sentire pienamente vivi. Non importa se c’è la crisi, se bisogna fare sacrifici, restare con i piedi per terra: se sognare è un lusso, allora il lusso diventa un diritto. Lo afferma anche Vincent Cassel nello spot realizzato dall’Agenzia Armando Testa, per il lancio della nuova Lancia Y, e se lo dice il marito di Monica Bellucci, che di lussi nella vita deve essersene tolti tanti, allora possiamo prenderlo in parola. Bisogna solo capire come tradurre questo concetto in pratica: in modo macchiavellico, o in modo platonico? Volere a tutti i costi, o bramare da lontano? Mi vengono in mente le parole di un altro francese, il giovane filosofo Thierry Paquot: "Ecco, questo equilibrio squilibrato ai miei occhi rievoca il lusso: una tensione (il desiderio), un'intenzione (l'attesa) e un'attenzione (il piacere). Questo ciclo gaudente ininterrotto, che si ripete ancora e ancora, appaga colui o colei che lo ricerca e non si fonda per forza sul circuito monetarizzato dei beni e dei sevizi. Da questo punto di vista si pone al di fuori del mercato". Prendiamoci il lusso di non arrivare a un dunque, a una risposta condivisa, ma di lasciare libero lo spazio alla riflessione, al pensiero. Ecco, sì, forse il più grande lusso che possiamo permetterci oggi è proprio quello di lasciare libera la nostra mente, non porle limiti, non ostacolarla…

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“Adeguate politiche finanziarie per lo sviluppo dell’export” Per Giorgio Guidi, “un’azione di politica economica da adottare in tempi brevi, dovrebbe essere quella di dare spazio e sostegno ai settori che possono distinguere l’Italia nel mondo. Tra questi, sicuramente spicca il lusso”

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ottor Guidi, il lusso può essere considerato ancora un fattore di traino per il made in Italy nel mondo? “Partiamo da una considerazione di fondo, ormai sin troppo evidente: il nostro Paese sta attraversando un momento di estrema difficoltà economica: il che significa, in una parola, recessione. Quale risposta dare? A mio avviso dovremmo cominciare con un’analisi obiettiva dei punti di forza e di debolezza dei settori merceologici dell’economia italiana. Avremmo sicuramente delle indicazioni utili”. Dobbiamo però circoscrivere il concetto. Cosa intendiamo per “lusso”? “Ho in mente un concetto di “lusso” inteso in senso ampio, che abbraccia l’abbigliamento, l’oggettistica, l’oreficeria, gli arredamenti interni ed esterni, le costruzioni, l’impiantistica, la gastronomia, i prodotti alimentari e i servizi all’impresa legati a questi settori. Seguono i settori della meccanica, dell’elettronica, del packaging, nonché quei prodotti e servizi strumentali alla gestione e allo sviluppo del business del lusso. Un posto di assoluto rilievo spetta naturalmente all’offerta turistica italiana”. Tutti comparti in cui l’Italia si distingue. “Made in Italy è sinonimo di bellezza, di armonia, di fantasia, ma soprattutto del “vivere bene” in un contesto più generale”. Attualmente non vi sono forme di sostegno per il settore del lusso? “Esistono già, ai vari livelli istituzionali, iniziative miranti a sostenere la promozione commerciale del “lusso”. Ad esse andrebbero però associati un sostegno fiscale (in termini, ad esempio, di defiscalizzazioni e crediti di imposta) e soprattutto un ulteriore e consistente sostegno finanziario”. Il tutto per rafforzare le esportazioni? “A fronte di una presenza di domanda interna stagnante, bisogna moltiplicare la domanda proveniente dall’estero, cioè sostenere le esportazioni di tale gamma di prodotti”. Parliamo delle misure al momento operative. “Già sul lato finanziario interviene la Simest con varie azioni di sostegno, finanziando progetti di penetrazione commerciale all’estero. Le modalità di intervento sono molteplici”. Ad esempio? “Intervenendo sulle società per azioni con finanziamenti a me-

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dio termine; favorendo la capitalizzazione con importi pari al 25 per cento del capitale sociale in quelle aziende che esportano; intervenendo sul capitale (in misura che può arrivare fino al 49 per cento) per avviare aziende di produzione e distribuzione a favore di aziende che si insediano in Paesi extraUe; infine, intervenendo con contributi alle spese per l’elaborazione di piani di fattibilità”. Oltre a queste azioni, Lei cosa suggerisce? “Ritengo che si dovrebbe intervenire anche su di un piano “ordinario”, utilizzando la leva del credito sulle operazioni di breve periodo, sempre con l’obiettivo di sostenere più compiutamente e finanziariamente le aziende nelle attività di esportazione, affinchè le imprese a loro volta possano finanziare dilazioni di pagamento più lunghe ai rispettivi clienti stranieri. È proprio la dilazione finanziaria (o di pagamento) una variabile sulla quale l’Italia dovrebbe porre particolare attenzione, soprattutto verso quei Paesi interessati da tassi di crescita di rilievo, momentaneamente a corto di liquidità ma che dispongono di risorse interessanti, tali da garantire la solvibilità della dilazione. In altre parole, finanziamo l’esportazione. In particolare, finanziamo l’esportazione del lusso”. Come viene finanziata la dilazione? “A latere, gli enti che intervengono a garantire la concessione di affidamenti da parte di istituti di credito ordinario, dovranno essere dotati di ulteriori risorse, affinchè il meccanismo finanziario possa essere sostenuto ed amplificato. Non solo: nel sostegno finanziario andrebbero coinvolte anche le aziende di distribuzione italiane e straniere che operano a livello sovranazionale e in mercati a forte connotazione del lusso”. Lei prima citava il turismo. “Ricordiamo che anche l’incoming turistico di lusso presenta delle attività che fanno parte del comparto. Andrebbero finanziate quindi le strutture che sostengono lo sviluppo della domanda e dell’offerta del turismo di lusso”.


Il sogno marchigiano è sbarcato a Cannes Dal 5 all’8 dicembre le eccellenze dell’ospitalità marchigiana sono state protagoniste a Cannes in occasione dell’International Luxury Travel Market. Capitanate dal Tour Operator Maraviglia Traveller’s Company, unico dell’incoming Marche presente all’evento, le perle del turismo regionale si sono presentate in equipe, riscuotendo un successo notevole di L. Dattolo

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n successo senza precedenti quello che hanno ottenuto le Marche in occasione dell’ILTM, International Luxury Travel Market, la più importante iniziativa per il turismo di lusso, che si è tenuta dal 5 all’8 dicembre 2011 a Cannes, la suggestiva cittadina francese, alla presenza dei best buyers di tutto il mondo. Una regione sempre più riconosciuta come destinazione d’eccellenza, proposta nelle sue mille sfumature, dai paesaggi alla cultura, dalle eccellenze allo stile di vita, che è riuscita ad ammaliare e attirare un pubblico internazionale, incontrando i gusti di persone con background culturali davvero eterogenei: americani, russi, arabi, cinesi… Un target di buongustai della vita, che sanno apprezzare le bellezze architettoniche e paesaggistiche e la qualità dell’ospitalità che viene loro riservata; viaggiatori affascinati dall’idea di vivere esperienze inedite, alla scoperta dei tesori nascosti di un territorio incontaminato e, perché no, curiosi di carpire il segreto della longevità che contraddistingue la regione. È proprio pensando a turisti di questo tipo, che le eccellenze marchigiane hanno dato vita a una vincente equipe del turismo di lusso, presentandosi con fierezza e spirito di squadra, per offrire la più bella immagine di un territorio tanto ricco, quanto misterioso. Un’iniziativa che ha riscosso un notevole successo, che ha visto tre imprenditori coraggiosi unirsi per la promozione del territorio, mettendo da parte la concorrenza in favore dell’amore per le Marche. Capofila di questa equipe Maraviglia Traveller’s Company, di Guido Guidi, l’unico Tour Operator dell’incoming marchigiano presente all’evento. Gli altri due esponenti di nicchia di questa triade del turismo di lusso sono stati il Boutique Hotel Excelsior di Pesaro, il primo cinque stelle nelle Marche, di Nardo Filippetti e il Luxury Refuge Villa Lattanzi, il cinque stelle della Riviera delle Palme, di Lanfranco Beleggia. Due strutture alberghiere che hanno scritto una nuova pagina nel turismo di qualità, sia per l’altissimo livello della ricettività offerta (con servizi esclusivi e personalizzati come l’Ambassador e il Personal Spa Assistant), sia per la bellezza, raffinatezza ed esclusività delle location. Sicuramente quest’iniziativa pilota ha dimostrato che fare squadra premia, perché solo così si riesce a vendere una destinazione, a promuovere un intero territorio con le sue eccellenze, offrendo ai turisti l’occasione di vivere un’esperienza olistica. Proprio l’idea del viaggio come parentesi di piacere e benessere totale ha fatto sì che per la trasferta a Cannes, insieme ai migliori operatori del turismo, fossero presenti anche prestigiose realtà aziendali, che hanno portato “un assaggio” delle Marche: dal Tartufo di Acqualagna ai vini, brindando con calici di Garofoli e Varnelli. 87


SPECIALE: LUSSO

Un illustre sconosciuto: il Lusso Come definirebbe la parola lusso? Armando Ginesi - “Nello stesso modo in cui la definisce il dizionario etimologico che ne richiama il termine latino luxus (abbondanza di vegetazione e quindi eccesso, ma anche storpiatura). Attenzione alla sua radice che è leug, equivalente di “rompere” (la stessa da cui derivano le parole “lussare”, “lutto”, “lugubre”). Con sensibilità moderna – attenta al principio di equità sociale più di quanto lo siano state le epoche passate – dico che il lusso, come ostentazione, come sfoggio di abbondanza, come profusione ed eccesso, può facilmente risultare fattore di squilibrio e di destabilizzazione sociali e dunque motivo di “frattura”, di “rottura”, come la sua richiamata etimologia sottolinea. Qui voglio introdurre il ricordo della saggezza dimostrata da un grande teorico (ma anche pratico) dell’urbanistica, Leon Battista Alberti, il quale, nel XV secolo, col suo “De Re Aedificatoria”(1450), definendo l’idea della città ideale, distingueva tre tipi di edifici: quelli pubblici; quelli privati di cittadini abbienti e quelli popolari : trattando dei secondi raccomandava che fossero di aspetto degno, finanche solenne, ma privo di ostentazione gratuita, onde evitare l’invidia che, essendo motivo di discordia, conduceva all’alterazione dell’equilibrio sociale. Pertanto io preferisco sostituire la categoria mentale e lo stesso termine “lusso”, con quelli più equilibrati che si rifanno alla parola “eleganza” o, se si preferisce, “raffinatezza”. Donatella Girombelli - “La parola lusso può avere due accezioni, una positiva e una negativa. La prima si riferisce al lusso inteso come un sogno, un desiderio, un qualcosa di eccezionale, al di sopra delle nostre possibilità, che non è mai indispensabile. La seconda, invece, indica quella volontà esagerata di esibire, quel materialismo sfrenato che non si riferisce al piacere e al gusto personale e che spesso decade nel grottesco, nell’esagerazione”. Armando Ginesi

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Tutti lo sognano, se ne parla molto, ognuno lo interpreta a modo suo. Ci siamo presi il lusso di chiedere un parere non a uno, ma a ben due stimati opinion leader, due marchigiani che hanno saputo lasciare un segno nella storia: Stilista Lei, Critico d’Arte Lui. In esclusiva per ML, le riflessioni sul lusso di Donatella Girombelli e Armando Ginesi di A. Dachan

Come si è evoluto questo concetto nel corso dei secoli? A.G. - “Un tempo esso era l’elemento distintivo del potere: il lusso (nel vestire, nell’abitare, nel vivere in generale) era segno evidente dell’esercizio del potere . Nei secoli coloro che lo detenevano sono evoluti sotto il profilo culturale, tant’è che il lusso è diventato così un fattore di distinzione non solo dal punto di vista del possesso della potenza (economica, politica), ma anche della cultura. Tutto ciò fino alla Rivoluzione Francese del 1789 al termine della quale l’avvento al potere della borghesia bottegaia, spazzando via un’aristocrazia in crisi ma certamente più colta, ha dato il via all’era dei parvenu che ancora oggi imperversa nel nostro Paese e non solo. Questi soggetti sociali usano il lusso con la delicatezza con cui gli uomini del Paleolitico usavano la clava, senza alcuna naturalezza, con ostentazione sfacciata e perciò cafona. Quanto più distante si possa pensare dall’eleganza”. D.G. - “In epoche come il Barocco e in altri contesti storici caratterizzati dall’opulescenza, il lusso si declinava nello stile di vita, nell’architettura, nella moda e aveva la “funzione” di sottolineare le differenze sociali: le classi più elevate dovevano dimostrare la propria ricchezza, conducendo uno stile di vita ridondante, inarrivabile per le persone meno abbienti, dei ceti più bassi. Ora i comportamenti sono, in generale, diversi. Il vero lusso oggi sta nel non lusso: nella qualità, nella sobrietà dello stile, nel sapersi godere ciò che è bello, fine. Se guardiamo, ad esempio, alle evoluzioni della moda, in particolare a quella femminile, possiamo cogliere uno stile molto più semplice rispetto al passato, perché, in generale, le donne sono più sicure di se stesse, non hanno più bisogno di ostentare ricchezza e potere, ma hanno imparato ad affermarsi per quello che valgono, per le loro idee, il loro valore”. Donatella Girombelli

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SPECIALE: LUSSO

"Nei secoli il lusso è diventato un fattore di distinzione non solo dal punto di vista della potenza, ma anche della cultura" A. Ginesi Secondo Lei, in quali contesti oggi il lusso trova la sua massima espressione? A.G. - “Nell’abitare, nel vestire, nell’adornarsi, nell’uso dei mezzi di trasporto privati: ville e palazzi; abiti, gioielli, automobili”. D.G. - “Oggi la parola magica non è più lusso, ma sobrietà, intesa come qualità: della vita, dei rapporti interpersonali, degli ambienti in cui si vive e lavora”. Il lusso made in Italy piace ad un pubblico sempre più internazionale. Come se lo spiega? A.G. - “Per la ragioni sopra esposte mi piace dire che sia l’“eleganza” italiana a piacere ad un pubblico sempre più internazionale. Come lo spiego? Si tratta di un retaggio culturale sedimentato nel DNA degli italiani, figlio, per intenderci, del Rinascimento, ma anche nipote delle civiltà classiche che in Italia hanno trovato elaborazione profonda. Non è un caso che il nostro sia il Paese a più alta concentrazione di testimonianze storico-artistiche del mondo (anche se è falsa la diceria secondo cui una statistica dell’UNESCO ci riconoscerebbe il 66% di questo patrimonio). La creatività italiana (sulle cui origini si potrebbe discettare a lungo, ma non mi pare questa la sede) è ciò che rende eleganti – e per ciò apprezzati – i suoi prodotti. Che non sono ostentati e sovrabbondanti, iperbolici, ma “eleganti” appunto, belli, raffinati se vogliamo”. D.G. - “L’Italia è un paese che ha un patrimonio di storia e arte incredibile. Abbiamo bellezze paesaggistiche e architettoniche di inestimabile valore culturale ed estetico, che ci fanno crescere con un innato buon gusto. Siamo abituati al bello, siamo portati a creare cose belle, ne abbiamo bisogno. Proprio questa raffinatezza, questa inclinazione naturale al piacere visivo, fa sì che il made in Italy incontri con facilità il gusto di

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persone con background e culture estetiche differenti. L’Italia, nell’immaginario mondiale incarna l’idea del bello in tutte le sue sfumature, è diventata Lei Stessa sinonimo di raffinatezza, gusto. Oltre a questo primordiale senso estetico, anche nelle nostre creazioni sappiamo trasmettere quella qualità che fa la differenza”. In qualità di creativa/o, nel corso della sua vita, ha conosciuto alcuni degli artisti più importanti del panorama contemporaneo: che legame ha potuto cogliere tra il genio creativo e l’amore per le cose belle? A.G. - “È un nesso fondamentale. L’artista – per definizione – è colui che crea il bello. Sarebbe abnorme se non lo amasse”. D.G. - “Posso citare il compianto amico Gianni Versace, ad esempio, che amava talmente tanto le cose belle, da circondarsi di opere d’arte di grande valore dal punto di vista estetico e storico. Vedere intorno a sé il bello educa al bello, alla ricerca dell’armonia, non solo sotto il profilo materiale, ma soprattutto sotto quello spirituale. Ritengo che in questo approccio alla vita si chiuda il vero segreto del lusso oggi: andare oltre la barriera dell’esteriorità e cercare la bellezza interiore, nelle cose, nella natura, nelle persone, in se stessi”. Le Marche, con le loro numerose creazioni d’eccellenza, sono ai primi posti in Italia per la produzione di oggetti di lusso: come interpreta questo felice primato? A.G. - “Anche a costo di apparire noioso preferisco modificare la domanda chiedendomi come interpreto il felice primato per cui Le Marche, con le loro creazioni d’eccellenza, sono ai primi posti in Italia (ma non solo, aggiungo) nella produzione “delle cose belle” e non già degli “oggetti di lusso”. Il perché di questo curioso fenomeno ho cercato di spiegarlo in qualche mio libro (soprattutto in “Le Marche e il XX secolo. Atlante degli artisti”, edito nel 2006 da Federico Motta per conto di Banca


“Il vero lusso oggi sta nel non lusso: nella qualità, nella sobrietà dello stile, nel sapersi godere ciò che è bello, fine” D. Girombelli Marche; ma anche in un mio minisaggio ospitato da Augusto Morello nel suo volume “Cultura di una regione italiana: Le Marche, i Guzzini e il design” edito da Electa nel 2002). Parlarne ora porterebbe via troppo spazio. Comunque una delle ragioni fondamentali, a mio giudizio, è il paesaggio, la cui equilibrata peculiarità impressionò tanto Guido Piovene”. D.G. - “Il nostro paesaggio, le nostre città d’arte, Urbino, Ascoli: siamo pieni di arte e bellezza naturale e a questi, che possiamo considerare a tutti gli effetti dei privilegi, si abbinano le caratteristiche delle persone, la loro semplicità, la loro autenticità. Siamo naturalmente inclini ad eccellere, sia in ambito lavorativo, che in quello artistico e umano. Non bisogna pensare che ciò sia facile, specie per le aziende: siamo una regione un po’ decentrata, fuori spesso non ci conoscono, ma poi accade che chi giunge in questa terra per lavoro o per turismo, desideri tornarci, scoprirla pian piano, perché ne resta piacevolmente colpito. Miracolosamente qui sono cresciuti personaggi illuminati come Raffaello e Leopardi, per citarne solo due e oggi abbiamo personaggi altrettanto illuminati che trasferiscono la loro arte innata negli oggetti che producono: anche questa è una forma di creatività dal grande valore”. Vuole raccontarci il cammino che L’ha portata alla realizzazione della Sua biografia? A.G. - “Dio mio, come raccontare mezzo secolo di vita intensa condensato in circa 400 pagine di testi e di foto? Posso dire che il libro in questione è soltanto di riflesso un’autobiografia (ogni libro, in fondo, lo è, in qualche modo). Esso narra di personaggi, di situazioni, di emozioni, di pensieri, di eventi da me esperiti. E quindi, inevitabilmente, narra anche di me”.

D.G. - “È stata una grandissima gioia, un’esperienza bellissima che mi ha dato la possibilità di dare respiro alla mia vena creativa, che da quando ho venduto l’azienda era attenuata. Avevo l’esigenza di farla pulsare nuovamente e il libro ha soddisfatto pienamente questo desiderio. Come persona tendo a lasciar andare il passato, mi concentro sul presente e sul futuro e credo che, se non avessi fissato nel mio libro certi momenti, probabilmente sarebbero andati persi nella mia memoria. È stato un recupero vitale: durante le presentazioni ho rincontrato molte persone, ho potuto scoprire quanto io come persona e il brand Genny siamo amati e rimpianti. Restando in ambito di esperienze personali, vuole raccontarci quale lusso si vorrebbe concedere almeno una volta nella vita? A.G. - “In senso figurato mi vorrei concedere il lusso di esercitare, solo per sei mesi, la funzione di componente dell’opposizione nell’Assemblea legislativa di una Regione d’Italia. Ma non vi concederò mai il lusso di sapere qual è”. D.G. - “Mi creda, ho avuto dalla vita tutto quello che avrei voluto avere, non ho sogni chiusi nel cassetto. Da giovane ho messo in pratica il mio motto: “ottenere il massimo risultato con il massimo impegno” e, visti i risultati, non posso che essere soddisfatta. È stato proprio vendendo la maison Genny che mi sono concessa un vero lusso, facendo la mia scelta di libertà: ho deciso di vivere libera, serena, di poter gestire il mio tempo come mi aggrada, dopo aver lavorato e realizzato tanto. Ho rinunciato allo stress e ora mi concedo il lusso di vivere senza ansie, di disporre delle mie giornate, della mia vita. Ritengo che, nel corso della nostra esistenza, ci sia un momento del fare e un momento dello spirito: ora sono in questa seconda fase e me la sto godendo”.

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SPECIALE: LUSSO

Il lusso è… “Vivere essendo circondato da cose belle, che ti diano emozioni e soddisfazioni e che non ti facciano pensare che nel mondo ne possano esistere altre migliori”

Fala:

illumina di…bello

Da sempre l’idea del lusso si sposa con l’immagine della luce: con i suoi lampadari rifiniti in oro e Swarovski il gruppo Fala ne e’ uno splendido emblema. L’azienda, fondata da Sergio Marchetti, da quarant’anni produce lampadari che fanno risplendere gli ambienti più esclusivi ed eleganti del mondo: alberghi di lusso, residenze private di sceicchi, palazzi presidenziali … di A. Dachan

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ig. Marchetti, Lei è il fondatore e l’anima del Gruppo Fala, un brand che in quarant’anni è diventato sinonimo di luce ed eleganza in Italia e nel mondo: come è iniziata questa storia di successo? “Voglio premettere che le rilascio questa intervista proprio nel primo giorno in cui dovrebbe iniziare una nuova fase della mia vita, quella in cui passo il testimone a mio figlio Riccardo e mi ritiro: sono 65 anni che lavoro. Il fatto che, invece, io sia qui a parlare con lei nel mio ufficio, forse è un segno… Detto questo, la storia della mia azienda si identifica con la mia storia personale. Ho iniziato molto piccolo, a dodici anni sono diventato ragazzo di bottega presso un negozio di abbigliamento e lì ho iniziato ad apprendere l’arte della vendita. Contemporaneamente frequentavo corsi serali per ottenere il diploma di scuola media superiore; poi mi sono iscritto all’English School, per apprendere l’inglese e il francese. Dopo due anni ho cambiato lavoro, e ho trovato

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un impiego presso un’agenzia marittima, dove ho lavorato per tre anni, un mese e sei giorni. Una volta andò perso uno scatolone e la proprietà decise di addebitarmi in costo della merce in esso contenuta, detraendo ogni mese soldi dal mio compenso. Quando quel costo è stato interamente ricoperto, sono andato dalla ditta a cui era indirizzato il collo per chiedere il rimborso dell’IGE, che in tutto quel tempo avevo versato: mi spettava di diritto”. Cosa successe a quel punto? “Il titolare restò così colpito dalla mia determinazione, che mi chiese di lavorare per lui; avrei dovuto vendere carta, cancelleria e materiali per pasticceria. Così ho preso il mio kit e, il giorno stesso, sono entrato in una pasticceria che era a 100 metri dall’azienda. Ho venduto subito, con grande soddisfazione del titolare e da lì in poi ho cominciato a girare, prima tutte le Marche, poi l’Umbria e l’Abruzzo. Mi spostavo con il mio “Motom 48”. Un

giorno sono riuscito a vendere due rotoli di cartone ondulato ad un imprenditore e il genero, che vendeva lampadari e conosceva la naturale resistenza agli acquisti del suocero, ha voluto conoscermi. Fu così che iniziai a vendere lampadari e a muovermi con una Topolino, girando tutta l’Italia. Le cose cominciarono ad andare bene e potei permettermi una “1100 a gas”. Con il passare del tempo, mi resi conto che il figlio del titolare dell’azienda per cui lavoravo, prima o poi avrebbe preso il mio posto, per cui rassegnai le dimissioni e iniziai la mia nuova attività in proprio, aprendo la mia fabbrica, FALA, che è l’acronimo di Fabbrica Artigiana Lampadari Ancona. Era il primo gennaio del 1972 ed eravamo quattro persone. Man mano che il lavoro si faceva più consistente, l’organico si ampliava e abbiamo cominciato a vendere in tutte le regioni d’Italia. Oggi il Gruppo Fala Contract conta due linee: Marchetti illuminazione, che è la linea più classica e Ultraluce Ecolight,


Fala nel mondo, alcuni esempi: Royal Diwan, Jeddah, Arabia Saudita H. E. Dato Sayed Alwi Palace, Malesia Al Bustan Hotel, Dubai, E.A.U. Mr Rariq Tayoub Palace, Johannesburg, South Africa Presidential Palace Banja Luka, Bosnia

che è il marchio più giovane e moderno”. Dalla città di Ancona, il successo di Fala si è poi esteso in poco tempo nel mondo: come è avvenuto l’ingresso sui mercati esteri? “Abbiamo iniziato partecipando alla Fiera Internazionale di Milano, acquisendo ordini e nuovi clienti. Successivamente, è stato determinante il viaggio intrapreso verso il Medio Oriente, dove ho avuto la possibilità di acquisire pian piano Clienti sempre più importanti nel mondo arabo: petrolieri, sceicchi, ministri, principi. Ho avuto modo di scoprire che quello per noi era un mondo per certi versi del tutto sconosciuto, ma estremamente interessante, pieno di fascino, che ci guardava con ammirazione”. Come sono state accolte le vostre creazioni in contesti tanto diversi? “Producendo lampadari di alto valore artistico, fatti con materiali nobili, con finitura galvanica in oro zecchino 24k,

argento 1000 e cristalli Swarovski è chiaro che ci rivolgiamo ad una clientela di nicchia, che apprezza il bello e se lo può permettere. Mesi fa, ad esempio, è venuto un principe della Casa Reale della Malesia in azienda, affermando di essere in Italia per visitare tre realtà: Fala, Ferrari e Riva. È stata un’associazione di brand che ci ha davvero lusingati. Il fatto è che noi abbiamo la qualità in testa: il made in Italy, piace proprio perché puntiamo sul valore dell’oggetto, sulle rifiniture, sulla cura con cui lo realizziamo e questo viene apprezzato molto. In Medio Oriente guardano alle nostre creazioni con profondo interesse; ci sono clienti che, oltre ad essere facoltosi, hanno una particolare predisposizione per gli oggetti artistici e amano le personalizzazioni. Ci fu un incontro, in particolare, che diede una svolta alla mia vita”. Ce lo vuole raccontare? “Sono andato in Arabia Saudita, per in-

contrare lo Sceicco Al Mukhtar, un uomo molto intelligente, che mi ha accolto in modo cordiale. Durante il nostro incontro, tra le tante domande me ne fece una in particolare: - Conosce la ditta “X”?- Sì, risposi, la conosco; è una bella azienda’ e lo Sceicco aggiunse: - Espone alla Fiera di Milano?- ‘Sì certo, dissi. Ha uno stand molto più grande del mio che è comunque ben messo e dignitoso’. Conosce anche il titolare?- ‘Lo conosco perché, avendo gli stand vicini, durante la fiera ci si incontra e ci si saluta come insegna la buona educazione’. Fatte queste domande, lo Sceicco Al Muktar si alzò e disse: -Prego signor Marchetti, si accomodi-. Attraversammo un piccolo corridoio, bussò ad una porta, si aprì e quel signore di cui mi aveva chiesto tante notizie era lì e la mia sorpresa nel vederlo era di gioia, mentre lui con un ”Signor Marchetti buongiorno” mi salutò con smarrimento ed imbarazzo. Cosa era successo? Era successo che a migliaia di km di distanza dall’Italia,

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SPECIALE: LUSSO

Il valore della famiglia “La famiglia è il centro di tutto. Devo molto a mia moglie Fiorella, che mi ha sempre sostenuto e sono felice di lasciare le redini dell’azienda nelle mani di mio figlio, che si è guadagnato la stima dei fornitori, delle banche, dei clienti, grazie anche alla capacità e competenza di mio genero, che è il nostro Direttore Generale, Mozzicafreddo Maurizio. E sono altrettanto felice di mia sorella Sita, di mia figlia Bruna, mia nuora Sonia e dei miei quattro nipoti, Francesca, Elena, Lucia e Davide, che lavora in azienda come Area Manager e che, con la moglie Elisa, mi ha reso bisnonno di uno splendido maschietto, Diego.

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entrambi eravamo stati invitati (e questo l’ho capito in quel momento) per fare un’importante fornitura. Io alle domande dello Sceicco avevo risposto con lealtà e chiarezza, mentre la controparte, che non nomino, aveva detto di non conoscere né me, né la mia azienda. Quella fornitura ovviamente la prendemmo noi e nel tempo siamo diventati i loro più importanti partner. Ecco come tante volte nella vita e soprattutto in quel mondo, il comportamento corretto e leale vince”. Oltre al mondo arabo, in quali altri paesi vi siete fatti conoscere? “In Malesia, in tutta l’Europa, negli USA e, più recentemente, anche in Russia. Ci sono nuovi mercati che emergono e che apprezzano molto i prodotti di nicchia, a dispetto dell’invasione di quegli oggetti più a buon mercato, ma spesso senza un valore artistico ed estetico. Forse il nostro successo si deve anche a questo: siamo partiti con creazioni fuori standard, rivolgendoci soprattutto all’estero, per poi specializzarci in certe linee di produzione. Il fatto che si sia formata, nel tempo, anche una sorta di globalizzazione del gu-

sto, ci ha per molti versi favorito, perché uno stesso oggetto può piacere a Clienti con culture estetiche differenti. Tutti gli anni esponiamo alle fiere del settore, sia in Italia, che all’Estero”. Le vostre creazioni sono autentiche opere d’arte: quali sono i passaggi che portano alla realizzazione di un lampadario? “Internamente siamo organizzati come una filiera e questo ci permette di seguire tutti i passaggi con la medesima cura. Vede, ormai in campo economico sono tutti capaci di crescere, ma per stare sul mercato, soprattutto se si punta ad una fascia alta, bisogna fare la differenza e non si può improvvisare. Ci deve essere un connubio tra stile, design, scelta dei materiali e originalità: ciò fa la differenza tra un semplice lampadario che fa luce e un vero oggetto d’arredamento. Tutti i passaggi sono, inoltre, accompagnati dal sentimento: il nostro, quando vediamo un oggetto “nascere” e quello dei Clienti, che lo espongono con fierezza”. Il settore in cui operate è soggetto a continue innovazioni e cambiamenti: cosa

fate per essere sempre di “tendenza”? “Bisogna osservare continuamente il mercato, cogliere i cambiamenti, intuire le esigenze e poi tradurle in opera. Viaggiamo molto e ovunque facciamo tesoro di quello che abbiamo davanti. Per questo, oltre alle linee cosiddette classiche, abbiamo anche prodotti più di tendenza, non solo lampadari, ma anche complementi d’arredo, scrivanie, sedie ecc. Grandi opportunità vengono anche dal settore contract. Tra le lavorazioni più originali, stiamo realizzando una seduta per gli sposi, destinata ad un principe asiatico: poltrona in oro zecchino, strass Swavovski, velluto con il logo della famiglia, bomboniere, tutti pezzi unici, creati apposta per l’occasione”. Complimenti! Non possiamo che auguravi che il futuro dell’azienda resti “luminoso”! “Grazie, anche se il domani dovesse essere complicato, restiamo con i piedi per terra e siamo sicuri che, continuando a mantenere alti i nostri valori e a puntare sulla qualità, le cose andranno bene”.

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SPECIALE: LUSSO

Maison Monica Guzzini Nel cuore della citta’ leopardiana, dove nascono abiti intessuti di poesia Quante volte, guardando una rivista di moda o un film, abbiamo immaginato di indossare uno di quei meravigliosi abiti da sera sfoggiati dalle dive? A Recanati, nella suggestiva piazza centrale, sorge una sartoria di lusso che trasforma il desiderio dell’abito dei sogni in realtà. La titolare, Monica Guzzini, ha aperto in esclusiva per noi le sue porte… di A. Siria

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ignora Monica, come è iniziata la Sua avventura nel mondo della moda? “Il mio è stato un percorso articolato. Quando ero piccola, i miei genitori lavoravano e quindi passavo molto tempo con mia nonna. Lei, di origine romana, da ragazza ha lavorato con le sorelle Fontana, realizzando abiti per gli attori di Cinecittà, di Hollywood; era un’epoca caratterizzata da tanta voglia di fare, da un profondo spirito di rinascita e, anche quando si è trasferita qui nelle Marche, ha continuato ad esercitare il mestiere. Curiosa e affascinata la guardavo lavorare e mi divertivo a giocare con pizzi, tulle, perle. Ho conosciuto il suo mondo, la sua passione, ho affinato il mio gusto e, senza rendermene conto, avevo appreso la sua arte. Terminati gli studi superiori, mi sono iscritta alla Facoltà di lingue a Urbino, ma ho capito che quella non era la mia strada”. Cosa ha fatto allora? “Mi sono presa un anno sabbatico. Avevo bisogno di capire quale sarebbe stata la mia strada. Una svolta me l’ha data l’avvento del Carnevale: con alcuni amici avevamo deciso di mascherarci e così mi sono proposta per la realizzazione dei costumi. È stata un’esperienza che mi ha appassionato da morire: il disegno dei modelli, la ricerca dei materiali, la realizzazione e il risultato finale hanno avuto un grandissimo successo. Poi, per caso, tra le pagine di una rivista ho letto di alcuni Istituti professionali per la moda, tra cui il Marangoni di Milano. È stata una sorta di illuminazione: ho preso coraggio e ho comunicato ai miei genitori la

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mia scelta, ovvero di frequentare i corsi di quella scuola di moda e iniziare la mia nuova vita. Nonostante fossero entrambi scettici e protettivi, acconsentirono e così sono partita. Mi si è aperto un mondo meraviglioso: all’epoca Milano era fucina di idee e si stava affermando il made in Italy. Sono stati tre anni intensi, al termine dei quali avevo anche trovato un buon lavoro. Ma così come ha fatto mia nonna, anche io ho seguito il cuore e sono tornata nelle Marche. Qui ho cominciato a propormi, lavorando come freelance per due aziende. Da lì ad un anno, però, tutto è cambiato”. Cosa è successo? “Purtroppo in un brutto incidente stradale è morto mio fratello. Questo lutto ha sconvolto me e tutta la mia famiglia, portandoci a mettere in discussione tutto. A quel punto ero l’unica persona che avrebbe potuto portare avanti con mio padre il lavoro del nostro ramo nel gruppo Guzzini. Ho messo nel cassetto le mie passioni, i miei interessi e i miei sogni, ma non ho mai buttato via la chiave. Sono stata in azienda (Teuco) per vent’anni, vent’anni intensi, ma molto combattuti. Mi sono rimessa totalmente in discussione e ho conosciuto il lavoro in tutti i suoi comparti, dalla produzione fino a diventare responsabile di un’attività che all’epoca era quasi pionieristica, ovvero quella della Customer Satisfaction. Poi la perdita di mio padre, che ha lasciato un gran vuoto nella mia vita affettiva e professionale, ha rimesso di nuovo tutto in discussione: sono andata a recuperare quella famosa chiave e ho riaperto il cassetto. I miei sogni, le mie passioni era-


“Mi piacerebbe avere come testimonial una ragazza che crede nella semplicità; penso che le donne non abbiano bisogno di tanti dettagli per esprimere la propria femminilità”

no ancora lì: tempo otto mesi, avevo messo in piedi il mio atelier, allestendolo in alcune stanze della casa dei miei, in un palazzo dell'800 nel pieno centro di Recanati”. Quali sono state le Sue prime creazioni? “Mi sono subito orientata all’alta sartoria, in particolare alla sposa. A Milano, infatti, il mio esame per il diploma era stato proprio sulla storia degli abiti nuziali. Poi ho ampliato agli abiti da cerimonia e per le occasioni più importanti ”. Che risposta ha avuto dal pubblico locale? “Pur essendo in un contesto di provincia, sono riuscita a ricavarmi una nicchia nella nicchia a livello di clientela. L’abito sartoriale è un prodotto che richiede ricerca, qualità nei materiali e nella costruzione, curato in ogni dettaglio. Nasce intorno alle esigenze e al gusto di chi lo indossa, che vuole per sé un abito unico e quindi personalizzato: cosa che solo la sartoria può fare. Chi si rivolge ad una sartoria lo fa proprio perché apprezza il valore di un prodotto di qualità, su misura e per questo irripetibile”. Che definizione darebbe al concetto di lusso? “Il lusso, secondo me, sta in quegli oggetti che ci fanno stare bene, che ci dà piacere guardare, indossare, possedere, mostrare. Non è indispensabile che sia costoso, perché è il suo valore intrinseco che conta maggiormente. Questo concetto ha comunque conosciuto un’evoluzione nel tempo: anni fa c’erano prodotti che indicavano uno status symbol, oggi non è più così.

La crisi ha rimesso in discussione tutto, le nostre scelte, i nostri valori; abbiamo bisogno di riscoprire cose autentiche, di stare bene con noi stessi, di abbandonare la cultura dell’apparire a tutti i costi in favore della cultura dell’essere”. Come riesce a riportare nelle sue creazioni queste evoluzioni del pensiero e del gusto? “La moda si può rifare a quella legge della fisica secondo la quale “Nulla si crea e nulla si distrugge”. Ora stiamo tornando indietro come sensibilità e gusto estetico: la semplicità verso uno stile essenziale può esprimere molta più eleganza e classe rispetto a stili molto più ricercati e sofisticati. Il mio riferimento di ispirazione sono gli anni ’50 e ’60, caratterizzato da linee pulite con pochi dettagli: mi piace la riscoperta del vintage, del passato, non per emularlo, ma per trarne ispirazione”. Guardando al futuro, come vede la sua maison? “Mi piacerebbe sentirne parlare come luogo dove le donne possono trovare la loro espressività più intima, che si traduce in un abito. Mi piacerebbe che, per il giorno del sì, che è uno dei momenti più importanti della vita, si sentissero bene in un abito che possa esprimere al meglio tutta la loro personalità, pienamente valorizzate, ma soprattutto mi ricordassero per aver realizzato l'abito che sempre hanno desiderato”.

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SPECIALE: LUSSO

La top 10 dei luxury brands piu’ forti al mondo

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l fascino delle griffe è davvero senza tempo: nonostante la crisi si faccia sentire pesantemente in molti ambiti e generi non poche preoccupazioni, il mondo dei luxury brands continua a brillare. A livello mondiale, dopo la flessione del 2009, sono stati registrati dati davvero incoraggianti. La Millward Brown Optimor, del Gruppo WPP (una delle maggiori società al mondo che opera nel settore pubblicitario, che annovera, nel suo team alcune firme illustri come Grey and Ogilvy & Mather), ha presentato in primavera la sua annuale classifica sui luxory brad più forti al mondo. Il vice presidente della Millaward Brown, Pierre Dupreelle, ha evidenziato che nel 2010 il settore ha registrato una crescita del 19% . Le ragioni di questa avanzata sono almeno tre: il crescente interesse dei clienti asiatici, il retaggio culturale e l’uso intelligente dei media digitali. Quest’ultimo punto, in particolare, costituisce una novità: se fino a poco tempo fa il mondo del lusso sfuggiva alla rete, per il timore di perdere l’aurea di esclusività che tradizionalmente lo circonda, oggi molte aziende del settore hanno creato la propria rete di vendita on line. Chanel e Burberry (nuove entrate nella top ten), hanno fatto il loro ingresso in rete proprio quest’anno, mantenendo inalterato il loro status.

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1 - Louis Vuitton

6 - Rolex

Conferma il podio ottenuto lo scorso anno e registra un +23%, con 24.312 bilioni di dollari; il brand è re indiscusso della classifica e vale almeno il doppio del suo competitor più vicino.

Segna un + 11% , confermando la ripresa dei brand della gioielleria d’alta gamma. Il valore complessivo si aggira attorno ai 5.269 bilioni di dollari.

2 - Hermès

7 - Hennessy

Si conferma al secondo posto, con una crescita del 41%, per un valore complessivo di 11.917 bilioni di dollari. In crescita esponenziale le vendite in Asia.

In calo del 7%, è il primo brand del settore enologico nella classifica 2010. Il valore del brand si attesta intorno ai 4.997 bilioni di dollari e, nonostante la flessione, Hennessy resta il cognac più venduto in Cina.

3 - Gucci In perdita del 2%, per un valore di 7.449 bilioni di dollari. La flessione è considerata di poca importanza e, visti i successi del design su cui da sempre punta Frida Giannini, si prevede una forte crescita nei prossimi anni.

8 - Moet & Chandon Certamente quest’anno ci sono più occasioni da festeggiare, visto che il brand registra una crescita del 7%, con un valore complessivo di 4.570 bilioni di dollari.

4 - Chanel

9 - Fendi

Segna una crescita del 23%, per un valore complessivo di 6.823 bilioni di dollari. Quello del brand Chanel è uno dei casi più interessanti: dopo una perdita pari all’11% lo scorso anno, la maison ha saputo riguadagnare punti, anche grazie all’ingresso in rete (ma non nelle vendite on line).

È la seconda maison italiana ad entrare quest’anno in questa prestigiosa classifica, registrando un +7%, per un valore di 3.422 bilioni di dollari. Da segnalare che, se nei mercati USA ed europei il brand sta vivendo una sorta di situazione di stallo, in quelli asiatici sta spopolando.

5 - Cartier

10 - Burberry

Solo ottavo lo scorso anno, quest’anno il brand ha registrato una crescita del 34%, per un valore di 5.372 bilioni di dollari. Dopo un 2009 disastroso per il settore della gioielleria di lusso, nel 2010 c’è stata un’inversione di tendenza, con una particolare spinta dai mercati asiatici.

È la prima volta che il brand Burberry entra nella classifica e lo fa segnando una crescita clamorosa: +86%! Dopo un periodo difficile e alcune critiche al design, la maison ha saputo correre rischi e ha modernizzato il suo stile, restando fedele alla sua essenza.

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SPECIALE: LUSSO

Luxury News

Loriblu Luxury Shoes Design made in Italy e pietre preziose

VERSACE UNIQUE Quando si dice: “Parole d’oro” Oro 18 carati e pelle lavorata a mano per lo smartphone Unique, il cellulare firmato da Versace per LG e ModeLabs Group. Offre un ampio display touchscreen, una fotocamera da 5.0 megapixel, la connettività 3G e la tecnologia Dolby Mobile Surround. Come sull’iPhone, nel retro campeggia orgogliosamente il logo dell’azienda, che ha timbrato il dispositivo con il suo simbolo commerciale. Disponibile in diverse opzioni cromatiche dei pellami, che spaziano dal viola al nero, passando per il marrone, l’Unique viene proposto a circa 5 mila dollari. Ci piacerebbe chiedere ai proprietari se le loro conversazioni “sono all’altezza” di un simile dispositivo, o se devono “cambiare il tono”…

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LORIBLU LUXURY SHOES Design made in Italy e pietre preziose La Limited Edition Loriblu Luxury Shoes, una linea di scarpe veramente preziosa e lussuosa è stata presentata in anteprima alla fiera del Lusso “Luxury and Yachts” a Verona. 30 mila euro per un paio di scarpe, a cui hanno già strizzato l’occhio principesse e dame del jet set internazionale. Forse non sono adatte a chi è affetto dalla “Sindrome di Cenerentola”, ma queste calzature sono dei veri pezzi unici, che lo stilista Graziano Cuccù, fondatore della griffe Loriblu, realizza su ordinazione.

VERSACE UNIQUE


Ciglia finte? Si’, se con oro e diamanti

LA CUCINA PIU’ COSTOSA AL MONDO: COLOSSEO ORO By Marazzi Design Oltre 350 mila euro: questo il costo della (è il caso di dirlo) preziosa creazione progettata da Marazzi Design e realizzata dall’italiana Giemmegi. Un lusso sfrenato e preziosissimo: i rivestimenti spaziano tra foglie d’oro 24 carati e pelli di coccodrillo, passando per 12 strati di lacca glitter applicata a mano, per una patinatura super brillante, impreziosita ulteriormente con luci con cristalli Swarovski. Gli elettrodomestici firmati Sub-Zero & Wolf con finitura metallica gloss sono autentiche meraviglie tecnologiche e di design, come il rubinetto del valore di oltre 7.000 euro progettato da Zaha Hadid. Ne sono stati creati solo 10 esemplari. Viene spontaneo chiedersi: cosa mai si potrà cucinare in un ambiente così?

POSACENERE IN DIAMANTI A BURJ AL ARAB

CIGLIA FINTE? SI’, SE CON ORO E DIAMANTI Luminosa creazione di Kre-At Beauty Se camminando per strada vi capiterà di incontrare una donna con gli occhi… come dire, che sembrano diamanti, statene certi, non sarà un’illusione! La Casa cosmetica americana Kre-At Beauty, fondata da Taylor Babain, infatti, ha lanciato una luminosa novità nel mondo delle ciglia finte: un modello decorato con oro e diamanti. Il prezioso accessorio di Kre-At Beauty è in vendita su ordinazione da Barneys, a New York, al costo di 1350 dollari. Vien da chiedersi cosa accadrebbe se, a una delle “illuminate” signore che sceglieranno questo look dovesse “cadere l’occhio” da qualche parte…

La cucina piu’ costosa al mondo: Colosseo Oro

POSACENERE IN DIAMANTI A BURJ AL ARAB Della serie: come mandare in fumo i propri soldi Avete presente Burj Al Arab, il sette stelle a forma di vela di Dubai? Se vi capiterà di andarci e siete fumatori, potete stare tranquilli: eleganti posacenere con tre diamanti da 0.15 carati di purezza VVS1 incastonati sul corpo, dove campeggia il logo della struttura. Design essenziale, forme morbide ed eleganti, in linea con lo stile dell’hotel, che riserva ai suoi ospiti solo prodotti d’eccellenza e super lusso. Attenzione a non farli cadere però: ogni pezzo costa 7250 dollari; se poi si pensa che la funzione di questi posacenere è di raccogliere i mozziconi di sigaretta…

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SPECIALE: LUSSO

Sergio felcini La boutique della tua città, l’arte di conciliare cose di gusto con il buon prezzo Passeggiando in un centro storico ci si trova spesso ad osservare vetrine di negozi storici, che per bellezza e prestigio sono a tutti gli effetti elementi identificativi della città stessa. È il caso delle boutique felcini, che da cinquant’anni riservano alla propria clientela il meglio della moda made in Italy

S “Tutti i nostri negozi sorgono nei centri storici delle diverse città. La nostra è una scelta di valorizzazione e amore per il territorio”

ignor Sergio, Lei è a capo di un gruppo storico, felcini, che da mezzo secolo è riconosciuto come uno dei buyers più rinomati in fatto di moda e stile. Come spiega questo successo? “felcini è un brand nato nell’immediato dopoguerra, quando i miei nonni hanno avviato la prima attività di commercio. Di generazione in generazione (dopo i miei nonni sono subentrati i miei genitori, mio padre Ottavio e mia madre, poi io con mia moglie Daniela e ora i giovani, con Filippo Maria felcini, arrivando così alla quarta generazione), questo brand ha saputo crescere grazie alla serietà, alla qualità e allo stile con cui si è sempre distinto. Diversi fattori hanno contribuito al consolidamento del successo del Gruppo felcini, primo fra tutti la grande importanza data dall'azienda alle partnership e ai prodotti commercializzati, con continui investimenti nella ricerca stilistica e tecnica, che hanno permesso di raggiungere ottimi risultati nel rapporto qualità prezzo. Insieme alla famiglia ci sono sempre stati validi e professionali collaboratori e così, dal primo negozio a Jesi, nel tempo ci siamo ampliati con diversi negozi sul territorio”. Oltre che alla crescita a livello di punti vendita, rispetto al passato avete introdotto un’im-

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portante novità, che è stata accolta con entusiasmo dalla clientela. Ce ne vuole parlare? “Si tratta della commercializzazione di borse e calzature di manifattura artigianale della ditta felcini, contrassegnati con il nostro brand. Si tratta di oggetti unici, interamente lavorati a mano da maestri artigiani, sia per quanto riguarda le borse, che per le scarpe. Come ben sa l’oggetto di lavorazione artigianale oggi è particolarmente ricercato e apprezzato, perché unico, personalizzato, curato e rifinito e perché dona a chi lo acquista e lo indossa il piacere di avere un qualcosa di elitario e questo oggi è considerato un lusso. Stiamo lavorando per concludere accordi per la distribuzione del “brand felcini” in Italia, in Europa e non solo. Ci amplieremo all’estero così come abbiamo fatto nelle Marche, facendo piccoli passi, senza mai tralasciare i nostri valori”. Che definizione darebbe, personalmente, della parola lusso? “In questo particolare momento storico sta cambiando, in generale, il modo di intendere la vita e quindi anche il modo di concepire il lusso. Se prima si facevano spese folli e il lusso si declinava quasi come una celebrazione dell’eccesso, oggi c’è una sensibilità e un approccio agli acquisti diverso: meno opulenza


Sergio felcini, buyer Gruppo felcini

e più qualità. In questo senso il cliente che entra in uno dei nostri punti vendita sa di poter acquistare capi d’abbigliamento, accessori e calzature che conciliano perfettamente l’esigenza di un prodotto di buon gusto, con un prezzo accessibile”. Il rapporto con la clientela è uno dei tratti distintivi della filosofia felcini? “Certamente sì. Curiamo il rapporto con il cliente dal momento in cui entra, alla fase del post vendita, garantendo assistenza personalizzata e attenzione a tutte le sue esigenze. Pensi che abbiamo una clientela fidelizzata da decenni, questo ci fa onore e si deve sia alla qualità della nostra merce, che alla qualità del servizio offerto. Ritengo di poter dire che uno degli aspetti che oggi fanno la differenza tra un nostro negozio e i tanti negozi, sia proprio l’attenzione che viene riservata al consumatore, il rapporto con i partner, il lavoro di squadra, la cura nella scelta delle nuove collezioni, il modo con cui poi vengono presentate. Possono sembrare dettagli, ma sono queste particolarità che danno prestigio ad un brand come il nostro”. Anche la scelta delle ubicazioni dei punti vendita felcini rispecchia questa vostra attenzione al cliente, dal momento che le vostre vetrine si trovano in punti strategici della città? “Sì, tutti i nostri negozi sorgono nei centri storici delle diverse città. La nostra è una scelta di valorizzazione e amore per il territorio. felcini è diventato, in questi anni, un elemento identificativo delle città in cui opera. Anche all’interno dei nostri negozi abbiamo scelto di valorizzare il legame con le eccellenze locali: tutti gli arredamenti, infatti, sono prodotti a

mano da rinomati artigiani del territorio. Così pure il negozio ha il suo “vestito su misura”, anch’esso made in Marche”. Oltre ai negozi storici, il Gruppo felcini si è aperto a nuove forme di commercio? “Sì, il nostro felcini Space di Marina di Monte Marciano ha un nuovo approccio al mercato: proponiamo la stessa qualità di sempre, con cose di gusto, ma con prezzi più contenuti, perché i capi offerti non sono delle ultimissime collezioni, come nei nostri negozi tradizionali, dove, invece, c’è un rinnovamento continuo. In questo modo consentiamo ad una clientela ancora più ampia di acquistare abiti, scarpe, accessori e campionari dei brand che vendiamo, non solo della stagione precedente, ma assolutamente attuali e di tendenza. Come ben sa il fattore tempo nell’ambito della moda ha alcune sue particolarità... “. A proposito di tempo, come vede il futuro del Gruppo felcini? “Considerando le soddisfazioni che il nostro lavoro ci ha dato in passato, anche in momenti molti difficili, auspichiamo di poter continuare a questi livelli, privilegiando la qualità, l’attenzione e la correttezza nella scelta dei prodotti e avendo sempre un occhio di riguardo all’adeguatezza dei prezzi”.

felcini Shoes, fashion & bags info@felcini.it

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SPECIALE: LUSSO

I nuovi cercatori d’oro

il Re Mida - quadro del Botticelli (La Calunnia)

Nel terzo trimestre del 2011 la domanda è aumentata del 6%

S

econdo i dati emersi dal Gold Demand Trends Q3 del World Gold Council la domanda mondiale di oro è cresciuta del 6% nel terzo trimestre 2011. Ha raggiunto 1,053.9 tonnellate, equivalenti a 57.7 miliardi di dollari americani (contro le 991,1 tonnellate del terzo trimestre del 2010), massimo storico in termini di valore. L’aumento si spiega anche con la crescita della domanda di oro da investimento +33% a oltre 468 tonnellate: il record del prezzo ha portato a un record di 25,6 miliardi in valore, quasi il doppio dello scorso anno. La domanda di lingotti e monete è aumentata del 29%. Il rapporto, pubblicato periodicamente dall’organizzazione internazionale, descrive sinteticamente gli sviluppi del mercato del metallo: in Europa, per esempio, fortissima la crescita – +135% rispetto all’anno precedente – della domanda da investimento, favorita dalla correzione dei prezzi che ne ha incoraggiato l’acquisto. Capofila in Asia sono la Cina e L’india. “Non sorprende che la domanda di investimenti in oro sia stato un fattore chiave nel terzo trimestre – ha commentato Marcus Grubb, Managing Director, Investment del WGC -. L’aumento dei livelli di inflazione, il downgrade di rating del credito degli Stati Uniti, il peggioramento della crisi del debito sovrano della zona euro e le prestazioni poco brillanti di molti beni hanno portato gli investitori ad accrescere le partecipazioni in oro per proteggere la loro ricchezza”.

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La leggenda del “Tocco d’oro” Una delle leggende legate all’oro è quella di Re Mida. Si narra che un giorno Dioniso aveva perso di vista il suo maestro, Sileno. Il vecchio si era perso ubriaco nei boschi e fu ritrovato da contadini; lo portarono dal loro re, Mida, che lo riconobbe e lo trattò affabilmente, ospitandolo per dieci giorni. L'undicesimo giorno, Mida riportò Sileno da Dioniso, il quale, felice di aver ritrovato il suo tutore, offrì al re qualsiasi dono desiderasse. Mida, allora, gli chiese il potere di trasformare in oro tutto ciò che toccava. La sua richiesta fu accolta, ma il re si rese presto conto che la sua cupidigia lo avrebbe portato alla morte: non poteva più nemmeno sfamarsi, perché il cibo che toccava diventava subito d’oro. Così implorò Dioniso di togliergli tale potere. Il dio, impietosito dal suo pentimento, esaudì la richiesta.


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SPECIALE: LUSSO

Fiere ed eventi In Italia e nel mondo ogni anno si tengono fiere ed eventi dedicati al settore del lusso: occasioni importanti per conoscere le novità e le nuove tendenze, che richiamano operatori e appassionati. In controtendenza con le molte realtà colpite dalla crisi, quello del lusso è un ambito in continua crescita ed evoluzione e, di conseguenza, si moltiplicano le iniziative ad esso correlate. È il gioiello a farla da padrone, con il più alto numero di esposizioni dedicate. A voi una selezione di quelle più importanti.

IN ITALIA Evento

Dove

Quando

MACEF Fiera della Gioielleria e dell’Oreficeria

Milano

26-29 gennaio 2012

Oroarezzo Mostra internazionale dell’oreficeria, argenteria

Arezzo

24-27 maggio 2012

Vicenza Oro Charme Mostra internazionale di oreficeria, gioielleria argenteria e orologeria

Vicenza

19-23 maggio 2012

Sicilia Oro 69° edizione

Taormina

11-14 novembre 2012

Evento

Dove

Quando

JIS jewelers International Showcase, la Fiera della Gioielleria

Miami Beach - USA

14-16 gennaio 2012

IJT Show Management Esposizione di diamanti, perle coltivate, oro, argento e gemme

Tokyo - Giappone

11-14 gennaio 2012

JA New York Winter Show

New York - USA

22-24 gennaio 2012

Print’Or

Parigi - Francia

29-31 gennaio 2012

Antwerp Diamond Trade Fair Fiera professionale dei diamanti

Anversa - Belgio

29-31 gennaio 2012

ALL’ESTERO

HKTDC Hong Kong Int. Jewellery Show Salone internazionale della gioielleria di Hong Kong Junweax Moscow Fiera della Gioielleria e regalistica

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Hong Kong - Cina, R.P.

Mosca - Russia

16-20 febbraio 2012

15-19 settembre 2012


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DOSSIER: L AVORO E PENSIONI

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Il lavoro non mi piace, non piace a nessuno, ma a me piace quello che c'è nel lavoro: la possibilità di trovare se stessi. Jospeph Conrad (Scrittore polacco)

“Si gusta doppiamente la felicità faticata” Baltasar Gracián (Scrittore e filosofo spagnolo)

LAVORO&PENSIONI 109


DOSSIER: L AVORO E PENSIONI

LAVORO E PENSIONI, SI VA NELLA GIUSTA DIREZIONE? La Legge di Stabilità (quella che una volta si chiamava Finanziaria) – ultimo atto del Governo Berlusconi – introduce agevolazioni per l’ingresso nel mondo del lavoro di giovani e donne. Appena subentrato a Palazzo Chigi, Monti rivede il sistema pensionistico. Chi ci guadagna e chi ci perde? Come si presentano le Marche dal punto di vista lavorativo? Cosa cercano (e trovano) i giovani? Attraverso l’esplorazione di alcuni dati di recente pubblicazione potremo avere un’idea piuttosto chiara della situazione. E quali sono le prospettive occupazionali dei marchigiani, alla luce delle novità introdotte dall’ultima Legge di Stabilità? Ne parliamo con Flavio Guidi - esperto di formazione e uomo d’azienda -, con Guido Canavesi - docente di Diritto del Lavoro presso l’Università di Macerata – e con Stefano Mastrovincenzo, Segretario di Cisl Marche. Al termine di questo “dibattito virtuale”, riportiamo le amare conclusioni di un noto consulente aziendale, Giuseppe Parisi. In un approfondimento dedicato ai temi del lavoro non poteva mancare uno spazio alle pensioni, soprattutto in un momento come questo in cui il nostro ordinamento previdenziale è attraversato da importanti novità. Ci si riferisce ovviamente alla Manovra correttiva approvata dal Governo Monti (il decreto-legge approvato lo scorso 6 dicembre), della quale in questo Dossier si presentano le novità in materia pensionistica (per una sintesi generale del provvedimento si rimanda alla rubrica Consulenza). Per alcune impressioni a caldo sulla riforma ci siamo affidati all’esperta in materia di previdenza Viviana Dabusti. Infine, una finestra sul sistema svedese, considerato dai più un modello da seguire e da imitare.

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DOSSIER: L AVORO E PENSIONI

UNA FOTOGRAFIA DELLA SITUAZIONE LAVORATIVA NELLE MARCHE In queste pagine riportiamo una sintesi dell’indagine FMML (Famiglie Marchigiane e Mercato del Lavoro) relativa al 2010 Come si cerca lavoro nelle Marche? Secondo l’indagine FMML – come emerge dalla Tabella I - il metodo più utilizzato dagli intervistati per cercare lavoro rimane il contatto diretto con il datore di lavoro; al secondo posto il Centro per l’impiego, seguito dal ricorso ad amici, conoscenti e familiari. Tabella I – Principali azioni di ricerca di lavoro (valori in percentuale) AZIONI di RICERCA

I INDICAZIONE

II INDICAZIONE

Centro per l’impiego

41,3

11,4

Contatto datori di lavoro su iniziativa personale

31,8

30,1

Partecipazione e prove orali/scritte concorsi

3,6

3,8

Risposte offerte lavorative su giornali, internet

8,3

13,3

Attraverso amici/conoscenti/familiari

10,4

32,2

Attraverso agenzie private collocamento/interinali

3,3

9,1

Attività per inizio attività lavorativa in proprio

1,3

0,1

Fonte: Indagine FMML (Famiglie Marchigiane e Mercato del Lavoro) – Rapporto di indagine 2010

Più impiegati e meno lavoratori autonomi La Tabella II riporta il trend delle varie categorie professionali dal 2008 al 2010. Tabella II – Occupati per qualifiche, confronto 2008-2009-2010 (valori in percentuale) QUALIFICA

2008

2009

2010

Operaio (o posizione similare)

42,0

42,1

38,6

Impiegato

16,7

23,7

24,6

Insegnante (in qualunque tipo di scuola)

1,4

6,6

6,3

Impiegato direttivo, quadro, funzionario

6,6

3,3

3,5

Dirigente, alto funzionario, preside, docente universitario

1,6

1

1,3

Libero professionista

6,6

4,6

5,4

Imprenditore individuale

2,9

2,8

2,9

Lavoratore autonomo, artigiano, commerciante

15,1

8,7

9,3

Titolare o coadiuvante impresa familiare

3,7

2,4

3,6

Socio o gestore di società

2,7

3,4

3,4

Altri lavoratori autonomi

0,7

1,3

1,2

TOTALE

100

100

100

112

Fonte: Indagine FMML (Famiglie Marchigiane e Mercato del Lavoro) – Rapporto di indagine 2010


Aumentano gli impiegati – passati dal 16,7 per cento del 2008 al 24,6 per cento del 2010 – mentre calano bruscamente lavoratori autonomi, artigiani e commercianti (dal 15,1 al 9,3 per cento), ma in lieve recupero rispetto al 2009. Crescono gli addetti dei settori commercio, riparazioni ed attività alberghiere Questi tre settori assorbono il 16,6 per cento della forza-lavoro, in aumento (di un punto percentuale) rispetto al 2009. Seguono istruzione (all’8,3 per cento) e le altre attività manifatturiere (con il 7,8 per cento, rispetto al 9,5 per cento del 2009). Si veda la Tabella III. Tabella III – Occupati per settori economici e genere (valori in percentuale)

SETTORI

GENERE MASCHIO

TOTALE

FEMMINA

Agricoltura, caccia, pesca

3,1

2,2

2,7

Estrazione di minerali, alimentari, tabacco

1,4

1,5

1,4

Tessile, abbigliamento

1,6

5,0

3,1

Prodotti in pelle, cuoio, calzature

5,9

5,9

5,9

Fabbricazione di mobili

3,8

1,3

2,7

Altre attività manifatturiere

10,1

4,7

7,8

Energia, gas, acqua

3,3

0,7

2,2

Costruzioni, edilizia

11,7

1,2

7,3

Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti

15,2

18,4

16,6

Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni

4,9

1,3

3,4

Attività di servizi di alloggio e ristorazione

1,5

1,8

1,6

Servizi di informazione e comunicazione

3,3

1,6

2,6

Attività finanziarie, bancarie e assicurative

3,2

3,3

3,2

Attività immobiliari

0,2

0,1

0,2

Attività professionali, scientifiche e tecniche

3,4

3,8

3,6

Noleggio, agenzie di viaggio, servizi alle imprese

0,6

0,4

0,5

Amministrazione pubblica e difesa

5,4

5,3

5,4

Istruzione

2,2

16,7

8,3

Sanità e assistenza sociale

4,3

11,3

7,3

Attività artistiche, sportive, di intrattenimento

0,8

1,3

1,0

Altre attività di servizi – Attività di famiglie e convivenze

3,9

8,5

5,8

Organizzazioni ed organismi extra-territoriali

0,1

0

0,0

Meccanica, lavorazione di metalli e simili

10,0

4,0

7,5

Fonte: Indagine FMML (Famiglie Marchigiane e Mercato del Lavoro) – Rapporto di indagine 2010

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DOSSIER: L AVORO E PENSIONI

Il lavoro si trova nelle piccole imprese Il 63,9 per cento dei lavoratori marchigiani è occupato in aziende che non superano i 20 addetti. Da rilevare anche il fatto che la percentuale è aumentata in modo drastico negli ultimi mesi, come indicato nella Tabella IV: nel 2008 era ferma al 48,6 per cento. Si noti inoltre come nel biennio considerato gli addetti di imprese con meno di 5 dipendenti si sono più che raddoppiati, mentre perde circa la metà l’incidenza delle aziende con oltre 500 addetti. Tabella IV – Occupati per dimensione d’impresa, confronto 2008-2009-2010 (valori in percentuale) DIMENSIONE dell’IMPRESA

2008

2009

2010

Meno di 5

17,8

18,2

37,9

Tra 5 e 19

30,8

29,3

26,0

Tra 20 e 49

13,4

16,5

13,1

Tra 50 e 99

9,1

9,7

7,4

Tra 100 e 499

16,8

16,2

9,3

Oltre 500

12,0

10,2

6,3

TOTALE

100

100

100

Fonte: Indagine FMML (Famiglie Marchigiane e Mercato del Lavoro) – Rapporto di indagine 2010

Un mercato sempre più flessibile “Negli ultimi anni – si legge nel Rapporto FMML 2010 – il ricorso a forme contrattuali differenti dal tempo pieno e indeterminato ha caratterizzato l’evoluzione del mercato del lavoro europeo e di quello italiano. Siamo di fronte alla cosiddetta “flessibilizzazione del mercato”, riferita a tutta una serie di mutamenti nell’organizzazione dell’impresa tesi verso una destrutturazione del sistema, sia a livello “occupazionale” (moltiplicazione della contrattualizzazione non standard a tempo determinato) sia a livello di “lavoro” (diversificazione dei regimi orari, aliquote contributive, livelli di retribuzione, ecc.)”. Nel 2010, infatti, circa due lavoratori su 10 erano impiegati con una tipologia contrattuale diversa da quella standard (riconducibile al rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno). A livello regionale, sulla base delle condizioni professionali dichiarate dagli intervistati, alla data del 1° ottobre 2010 il 14,3 per cento dei lavoratori risultava occupato con contratti a termine (parasubordinati o a tempo determinato). In media quasi 28 ore settimanali per i parasubordinati Sono in media 27,8 le ore di lavoro settimanali effettive dei lavoratori parasubordinati, vale a dire quasi 7 ore in meno rispetto ai lavoratori dipendenti (Tabella V).

Tabella V – Ore effettive settimanali per tipo di contratto e genere (valori in percentuale)

TIPO di CONTRATTO (PARASUBORDINATO)

MASCHI

FEMMINE

TOTALE

Co.co.co., co.co.pro. e contratti simili

29,3

26,8

27,6

Prestazioni occasionali

22,6

25,7

24,8

Altre forme contrattuali

35,5

19,2

28,6

Altro

44,4

20,5

32,1

TOTALE

32,4

24,5

27,8

114

Fonte: Indagine FMML (Famiglie Marchigiane e Mercato del Lavoro) – Rapporto di indagine 2010


Dove prevalgono i rapporti di lavoro a tempo indeterminato La Tabella VI indica la distribuzione dei vari tipi di contratto nei singoli settori del comparto manifatturiero. Tabella VI – Occupati per tipo di contratto, orario e settori economici (valori in percentuale) SETTORI ECONOMICI (MANIFATTURA)

TEMPO INDETERMINATO

TEMPO INDETERMINATO

TEMPO PARZIALE

TEMPO PIENO

TOTALE

Tessile, abbigliamento

9,1

14,0

29,1

8,1

9,7

Prodotti in pelle, cuoio, calzature

22,1

21,7

9,9

22,7

21,8

Fabbricazione di mobili

10,6

2,5

2,9

10,8

10,2

Altre attività manifatturiere

28,0

25,9

27,6

28,1

28,1

Meccanica, lavorazione di metalli

30,2

35,8

30,6

30,3

30,3

TOTALE

100

100

100

100

100

Fonte: Indagine FMML (Famiglie Marchigiane e Mercato del Lavoro) – Rapporto di indagine 2010

Dalla Tabella VII si evince che il lavoro dipendente è più diffuso nei settori della meccanica e della lavorazione dei metalli (e degli oggetti simili). Tabella VII – Occupati per posizione professionale e settori economici (valori in percentuale) SETTORI ECONOMICI (MANIFATTURA)

DIPENDENTI

PARASUBORDINATI

AUTONOMI

Tessile, abbigliamento

9,6

16,

18,8

Prodotti in pelle, cuoio, calzature

21,7

10,4

23,3

Fabbricazione di mobili

10,1

0

10,7

Altre attività manifatturiere

28,3

64,6

30,7

Meccanica, lavorazione di metalli e simili

30,4

8,5

16,6

TOTALE

100

100

100

Fonte: Indagine FMML (Famiglie Marchigiane e Mercato del Lavoro) – Rapporto di indagine 2010

In flessione i contratti a termine e aumenta il part-time Rispetto al totale degli occupati nelle Marche, rispetto al 2008 diminuiscono notevolmente i contratti a termine mentre si registra un incremento dei contratti di lavoro a tempo parziale (Tabella VIII). Si noti come soltanto il 4 per cento degli uomini che lavorano è impiegato con un contratto a tempo parziale, mentre la percentuale aumenta al 27,7 per cento per le donne (cioè una su quattro). Tabella VIII – Contratti a termine e part-time (valori in percentuale) ANNO

CONTRATTI a TERMINE

CONTRATTI PART-TIME

2008

18,2

13,0

2009

18,8

16,2

2010

14,3

15,2

115


DOSSIER: L AVORO E PENSIONI

Il precariato Al 1° ottobre 2010 un quinto dei giovani occupati in età compresa tra i 25 e i 34 anni non avevano un’occupazione stabile. si veda la Tabella IX. Tabella IX – Tipologia del contratto di lavoro in base all’età – A - (valori in percentuale) CLASSI di ETA’

TEMPO INDETERMINATO

TEMPO DETERMINATO

15-24

63,1

36,9

25-34

80,1

19,9

35-44

91,0

9,0

45-54

90,4

9,6

55-64

94,9

5,1

Fonte: Indagine FMML (Famiglie Marchigiane e Mercato del Lavoro) – Rapporto di indagine 2010

Tabella IX – Tipologia del contratto di lavoro in base all’età – B - (valori in percentuale) CLASSI di ETA’

DIPENDENTI

15-24

83,3

25-34

77,7

35-44

73,0

45-54

70,7

55-64

67,2

TOTALE

72,6

PARASUBORDINATI

AUTONOMI

9,5

7,2

4,8

17,5

1,5

25,5

1,4

27,9

1,3

31,4

2,4

25,0

Fonte: Indagine FMML (Famiglie Marchigiane e Mercato del Lavoro) – Rapporto di indagine 2010

Le formule contrattuali utilizzate Si veda la Tabella X. Tabella X – Le tipologie contrattuali utilizzate nelle Marche (valori in percentuale) TIPI di CONTRATTO

Co.co.co.

CLASSI di ETA’ 15-24

25-34

35-44

45-54

55-64

TOTALE

24,2

50,5

36,1

51,5

36,9

41,7

Co.co.pro. Contratti simili Prestazioni occasionali

24,9

10,2

43,2

10,2

40,3

22,6

Altre forme contrattuali

50,9

39,2

20,7

38,3

22,8

35,7

116

f.digiulio@callworld.it GGF Group Via Albertini 36 Blocco I1 60131 Ancona tel 071 2850


117


DOSSIER: L AVORO E PENSIONI

LA FLESSIBILITÀ SUL LAVORO PER UNA MAGGIORE SICUREZZA SOCIALE Per Flavio Guidi, “il 30 maggio 1970 fu una data storica: Gino Giugni realizzava un progetto storico-ideologico tanto caldeggiato da Giacomo Brodolini, lo “Statuto dei lavoratori”, con le famose norme sulla tutela della libertà e dignità del lavoratore” di A. Monticelli

P

erché è una data così importante? “Perché finalmente il lavoro assumeva un ruolo centrale nei rapporti di forza tra capitale e lavoro. Nella definizione dei rapporti sociali, infatti, fu istituzionalizzato nel nostro ordinamento uno strumento che avrebbe mutato i rapporti di forza tra il mondo imprenditoriale pubblico e privato e la classe dei lavoratori. Oltre al riconoscimento di tutta una serie di diritti, l’elemento cardine fu rappresentato dall’introduzione del divieto di licenziamento senza “giusta causa”, riferito particolarmente alle aziende con più di 15 dipendenti. Andò accentuandosi la differenza tra lavoro pubblico e privato, tra lavoro a tempo determinato e lavoro a tempo indeterminato, tra lavoratori protetti e non occupati o precari. Lo strumento mutò i rapporti di forza tra le classi, arrivò a compimento di un processo sfrenato di crescita di un ventennio e concorse negli anni successivi (fino a tutt’oggi), a salvaguardare la classe lavoratrice contro gli eccessi di potere, dettati da comportamenti opportunistici, della classe imprenditoriale”. Un bilancio con luci ed ombre? “Lo strumento, da nobile quale è nella sua essenza, ha dato luogo a strumentalizzazioni ed abusi diretti a dare copertura a taluni aspetti negativi del comportamento della classe lavorativa”. Ad esempio? “L’impossibilità di licenziare nel settore pubblico ha provocato il nascere di una generalizzata inefficienza (in termini di elevati tassi di assenteismo, scarsa responsabilizzazione, ecc.), fenomeni che non di rado sono degenerati in parassitismo e clientelismo. Da qui, l’emergere della casta dei privilegati”. Il settore privato è immune dalle degenerazioni che ha descritto? “Anche nel settore privato l’impossibilità, di fatto, di licenziare 118

(se non a difficili condizioni), oltre che favorire una sorta di diffusa “deresponsabilizzazione” del lavoratore, ha finito con l’accantonare criteri meritocratici, progressivamente rimpiazzati da un’accentuata burocrazia, accompagnata spesso da uno scarso impegno partecipativo. Verrebbe da aggiungere che anche la magistratura che si è occupata di vertenze lavorative è sembrata troppo spesso prendere le parti del lavoratore, visto come la parte “debole” del rapporto”. E i sindacati? “Il sindacato, da parte sua, talvolta ha dato spazio agli aspetti degeneri del corporativismo, forte del potere che gli derivava dall’art. 18; si è fatto prevalentemente gendarme e parziale difensore di alcune classi lavoratrici, quelle più tutelate o numericamente e politicamente più rappresentative, abdicando alle funzioni che, viceversa, avrebbero arricchito il suo ruolo (basti vedere la funzione del sindacato nei Paesi scandinavi)”. E sulle retribuzioni che effetto ha avuto lo Statuto del ’70? “L’applicazione trasversale dell’istituto o strumento di potere ha dato sfogo alla creazione della giungla retributiva, generando un’abnorme ingiustizia sociale tra le aziende pubbliche e private, tra quelle sopra i 15 dipendenti e quelle sotto. I sentimenti o comportamenti più opportunistici e deleteri della classe lavoratrice hanno trovato riparo nell’istituto della tutela al non licenziamento. Gli stessi caratteri negativi del collettivismo (burocrazia, conformismo, clientelismo, corporativismo) hanno caratterizzato il sistema dei rapporti del mercato del lavoro in questi decenni”. Non vi sono stati tentativi di reazione sul piano normativo? “Si. Appunto per evitare certi abusi della normativa richiamata, si è andato sviluppando il fenomeno dei contratti a tempo determinato e degli altri contratti “atipici” (il noto precariato). Si è trattato di un rimedio ad un abuso: abuso di un nobile


strumento che rendeva l’ordinamento del mondo del lavoro liberale ma al contempo sociale, dando sfogo a tutti i vizi del corporativismo, del giustizionalismo, della burocratizzazione, del conservatorismo, della pigrizia, dell’opportunismo. Questo perché il sistema partorito nel ’70 in parte ha prevenuto l’ingiustizia ma è stato allo stesso tempo generatore di disuguaglianza e di destrutturazione dei ruoli sociali ed economici. Ingenerando confusione e pregiudizio tra pubblico e privato, tra settore e settore, tra aziende sopra i 15 dipendenti e aziende sotto, tra giovani non occupati ed occupati, tra quelli assunti a tempo determinato e quelli a tempo indeterminato, tra lavoratori dipendenti ed artigiani, professionisti, agricoltori ed imprenditori. Una giungla retributiva, una confermata e pesante ingiustizia sociale”. E’ arrivato il momento di una riforma? “Forse la preparazione culturale o i tempi non sono ancora maturi, ma certo un cambiamento dell’art. 18 si rende necessario. Il mercato del lavoro è cambiato, le forze in campo hanno cambiato caratteri e contenuti, il patrimonio medio della famiglia italiana è di 420.000 euro, quindi con una capacità contrattuale che non è più quella degli anni Cinquanta o Sessanta. Il livello contrattuale delle classi lavoratrici si è elevato grazie anche alla scolarizzazione, la disponibilità delle forze lavoro si è ridotta rispetto ai ruoli e ai fabbisogni. Oggi si avverte una motivazione al lavoro fondata più sull’autorealizzazione e sul successo, che sulla sicurezza. Questi elementi concorrono a mutare i rapporti di forza nella contrattazione tra le parti. L’imprenditoria più evoluta, più acculturata, più sociale, più orientata al successo che non ai soldi e al potere. L’art. 18, se da un lato ha agito come elemento regolatore dei rapporti di forza, dall’altro ha indebolito non solo il potere ma anche la motivazione economica e psicologica ad intraprendere. Oggi, prossimi al 2012, le condizioni economiche in generale e anche del mercato del lavoro, sono mutate e andranno progressivamente mutando. I fattori che determinano l’investimento si sono indeboliti, se non quasi annullati. La capacità produttiva risulta esuberante rispetto alla domanda attuale e prospettica. La competitività internazionale sempre più forte. L’industria deve ridimensionarsi rapidamente e ristrutturarsi quanto più velocemente. La domanda stagna a seguito della strutturale stagnazione della crescita. La componente finanziaria concorre in modo drammatico ad aggravare la situazione dell’economia reale. L’insieme di queste modificazioni richiede un cambiamento nelle regole dei rapporti relativi al mercato del lavoro. Un cambiamento nei rapporti di forza tra il fattore lavoro e il fattore capitale, con l’introduzione del concetto della flessibilità e mobilità del lavoro, la perequazione sociale nei livelli retributivi e pensionistici, la rivalorizzazione del merito nell’attività lavorativa e nei piani retributivi e di carriera, il rilancio della formazione come processo di sviluppo professionale, la valorizzazione del lavoro imprenditoriale e professionale come strumento occupazionale, rivitalizzando con ciò il ruolo attivo del lavoratore nei processi di ricerca e sviluppo, la presa di coscienza che il lavoro dipendente andrà ridimensionandosi verso lavori artigianali, commerciali, professionali, imprenditoriali. Dovrà essere qualificato il rapporto tra flessibilità e sicurezza”.

Cosa intende per “flessibilità”? “Flessibilità” significa che l’impresa deve avere la possibilità di adeguarsi rapidamente cambiando per esigenze di economicità aziendale ai mutamenti che intervengono nel contesto in cui opera; questo per garantirne la sopravvivenza e la crescita. Nella realtà attuale, invece, si produce rigidità nei processi di riconversione, determinando diseconomicità, decadenza delle aziende con accentuazione dei fallimenti. A questo si associa, in modo rilevante, la perdita di motivazione ad intraprendere, fattore centrale dell’azione, dell’innovazione e della crescita. Quindi il sistema va verso l’entropia. Bisogna ristabilire i ruoli nel rispetto della funzione imprenditoriale e della sicurezza sociale, garantendo dignità a quanti non dispongono di capacità o mezzi per organizzare una sufficiente fonte reddituale. La revisione dell’art. 18 ripristinerà la libera imprenditorialità, che dovrà e andrà ad assumere caratteri sempre più “sociali”. E’ ora che le classi lavoratrici intervengano responsabilmente sulla governance delle attività economiche, sia pubbliche che private. Il Professor Ichino ha sapientemente tracciato alcune ipotesi di riforma dell’art. 18. Ritengo che il progetto di estendere a tutti i lavoratori il tempo indeterminato, concorra all’uguaglianza, con la conseguente salvaguardia della dignità del lavoratore. La libertà di licenziare favorisce la libertà imprenditoriale e la flessibilità economica del fattore lavoro. Programmi articolati e intelligenti, dovranno essere adottati per garantire una giusta ed economica security”. Dove? “La Danimarca, a fronte di una maggiore flessibilità sui licenziamenti e una solida struttura di tutela della sicurezza sociale, registra un livello di occupazione superiore di 10 punti la media europea”. Quali vantaggi deriverebbero dallo sviluppo di un sistema più flessibile e caratterizzato da una maggiore sicurezza? “Le aziende potrebbero adeguare le loro strutture liberamente e più velocemente, il tutto a favore di una maggiore elasticità economica. Nella struttura di security, oltre al sostegno economico che dovrà essere attentamente erogato, si dovranno sviluppare un sistema di placement istituzionalizzato, un orientamento energico e una formazione continua, un monitoraggio costante del mercato del lavoro, con una determinazione pianificata (per tempo) dei fabbisogni formativi, con un conseguente orientamento dell’attività formativa ad ogni livello. Valorizzazione dei processi di cambiamento nelle professioni con maggiore attenzione a quelle nascenti (digitalizzazione/ internet, ecc). Produrrebbe nel sistema processi di innovazione professionale. Andrebbe sviluppandosi il concetto che la sicurezza e la costanza di reddito, non lo fa il lavoro dipendente a tempo determinato, ma l’acquisizione di competenze e abilità, attraverso formazione e merito. Andrebbe sviluppandosi anche il concetto che intraprendenza non è peccato ma è uno strumento per risolvere il problema del lavoro e che oltre alle istituzioni, l’individuo dev’essere supportato da scuole e famiglia per attivare prima culturalmente poi operativamente l’azione di ricerca”.

119


DOSSIER: L AVORO E PENSIONI

“RIPENSARE IL SISTEMA DEI SERVIZI PER L’IMPIEGO” Per il Professor Guido Canavesi, docente di Diritto del Lavoro all’Università di Macerata, occorre favorire la più ampia integrazione fra operatori pubblici e privati, comprese le Agenzie del Lavoro che operano professionalmente per profitto” di L. Osmani

L

Guido Canavesi

120

’ultima Legge di Stabilità (L. 183 del 12 novembre 2011) contiene alcune misure finalizzate ad incentivare l’ingresso (o il rientro) nel lavoro (apprendistato, telelavoro, contratti di inserimento, ecc.): da esperto, come giudica tali interventi nel contesto generale? “Innanzitutto, quelle previste dalla recente Legge di Stabilità sono le misure che la lettera inviata dall’allora Presidente del Consiglio, On. Silvio Berlusconi, all’Unione Europea, il 26 ottobre scorso, indicava come “addizionali” per il mercato del lavoro e finalizzate, con una brutta espressione, all’“efficientamento” di questo. Si tratta, dunque, di interventi “leggeri”, sia perché non toccano profili strutturali - la riforma della legislazione del lavoro essendo espressamente prevista per il maggio 2012 -, sia perché non mi sembra che da essi possano attendersi esiti o effetti in termini occupazionali di grande portata. L’art. 22 della legge, infatti, contempla ulteriori ipotesi di incentivi sia di carattere economico, come gli sgravi contributivi per l’apprendistato, sia normativo, come le misure sul telelavoro, sempre riferite, tuttavia, ad aspetti e ambiti del mercato del lavoro peculiari e oggettivamente delimitati. Si pensi al telelavoro di cui si vuole promuovere il ricorso per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità iscritte nella lista del collocamento obbligatorio, in favore dei la-

voratori in mobilità, nonché per la conciliazione dei tempi di lavoro e di vita della lavoratrice madre o del lavoratore padre. Forse, questa considerazione ha minor pregio in relazione alla misura più importante prevista dalla legge, lo sgravio contributivo totale triennale per i contratti di apprendistato stipulati, tra il 1° gennaio 2012 e il 31 dicembre 2016, da datori di lavoro che abbiano alle proprie dipendenze non più di nove lavoratori. È noto, infatti, che, le imprese italiane sono per il 95 per cento di piccole dimensioni, con meno di 10 addetti, dato che scende ancora nel settore industriale; tuttavia la quota prevalente di occupati si concentra nelle aziende più grandi. Mi pare ancora importante segnalare un altro aspetto: alcune disposizioni, penso a quelle sull’occupazione femminile, di modifica dell’art. 54 della legge Biagi, e sul credito di imposta per il nuovo lavoro stabile nel Mezzogiorno, in realtà hanno semplicemente lo scopo di sollecitare l’emanazione dei provvedimenti ministeriali che condizionano l’operatività di misure già previste da altre leggi e finora inattuate. In ogni caso, l’efficacia delle diverse misure dipende da una serie ulteriore di variabili, che superano il mero profilo “lavoristico” per toccare profili strategici delle imprese, la loro capitalizzazione, le disponibilità finanziarie, l’accesso al credito, che, al momento e in generale, destano preoccupazione”.


“In materia la misura più importante prevista dalla Legge di Stabilità è rappresentata dallo sgravio contributivo totale triennale per i contratti di apprendistato stipulati, tra il 1° gennaio 2012 e il 31 dicembre 2016, da datori di lavoro che abbiano alle proprie dipendenze non più di nove lavoratori”.

Quali conclusioni da tutto ciò? “Complessivamente, credo si possano trarre due considerazioni finali. Innanzitutto, direi che ciò che è carente è un’impostazione delle politiche del lavoro che vada oltre l’esclusiva, per quanto indispensabile, dimensione della riduzione dei costi, che deve potersi da un lato, coordinare con un efficace sistema di servizi per l’impiego, in modo da cogliere le opportunità già offerte dal mercato del lavoro e agganciare, dall’altro, a reali politiche di sostegno allo sviluppo del sistema produttivo. Considerate le circostanze della sua approvazione, non è probabilmente imputabile alla Legge di Stabilità la mancanza di passi in questa direzione; resta, tuttavia, la necessità di un cambio di marcia. In secondo luogo, disposizioni come quelle richiamate sull’occupazione femminile o il credito d’imposta, evidenziano un deficit di efficacia dell’azione regolamentare/amministrativa degli apparati pubblici, che si traduce non solo in termini di ineffettività della nostra normativa, ma di incertezza normativa e di logoramento del rapporto tra cittadini e apparato statale”. In un territorio come quello marchigiano, fortemente caratterizzato dalla presenza di Pmi del manifatturiero, quali misure potrebbero essere varate a livello nazionale, sia in ambito locale? “Come è noto la crisi sta prosciugando le risorse finanziarie del governo centrale come di quello regionale, del resto in larga misura dipendente dai trasferimenti statali. Peraltro la Legge di Stabilità ha prorogato gli ammortizzatori sociali in deroga. Credo che occorra assumere la prospettiva cui accennavo in precedenza, dando priorità ad interventi che favoriscano lo sviluppo della base produttiva. In una prospettiva più lavo-

ristica occorre ripensare il sistema dei servizi per l’impiego, favorendo la più ampia integrazione fra operatori pubblici e privati, comprese le Agenzie del Lavoro che operano professionalmente per profitto. Al di là delle valutazioni di merito, è significativo ciò che è accaduto con gli ammortizzatori sociali in deroga: la crisi ha indotto gli attori istituzionali e sociali a rivedere impostazioni “esclusiviste” e “autonomistiche” ormai consolidate per ricercare forme comuni e collaborative di risposta al problema occupazionale”. Cosa ne pensa di un’eventuale riforma dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori? “Ancora una volta dobbiamo prendere le mosse dalla crisi e dalla sua dimensione globale. Cosa ci insegna? Innanzitutto, che sono cambiati gli orizzonti non solo del sistema economico, ma, prima ancora, del modo di concepirsi delle persone. Secondo recenti indagini, in Lombardia la durata media del contratto a tempo indeterminato è inferiore ai due anni; ci sono, cioè, una mobilità del lavoro e, soprattutto, un percorso lavorativo, inaspettatamente poliedrici. Il problema dell’art. 18 va letto, dunque, in un contesto più ampio della semplice logica conflittuale “capitale/lavoro”. La Corte Costituzionale ci ha detto che la reintegrazione non è costituzionalizzata, dunque al Legislatore è consentito prevedere diversamente. È innegabile, peraltro, che esista un problema di tutela del lavoratore, ma la sua soluzione oggi andrebbe ricercata non tanto nella necessaria conservazione del vincolo contrattuale, quanto nella costruzione di sistemi di servizi che accompagnino il lavoratore durante quel percorso, per coglierne tutte le opportunità, senza dimenticare, d’altra parte, il giusto ristoro dei danni conseguenti a comportamenti contra legem del datore di lavoro”.

121


DOSSIER: L AVORO E PENSIONI

“MODIFICARE LA NORMATIVA SUI LICENZIAMENTI? LE PRIORITÀ SONO BEN ALTRE …” Per Stefano Mastrovincenzo, segretario di Cisl Marche, “occorre agire rapidamente per una riforma complessiva degli ammortizzatori sociali e per costruire un quadro di garanzie e sostegni per il lavoro flessibile ed atipico” di L. Dattolo

C

ome giudica le recenti misure in materia di lavoro (sgravi per l'apprendistato, facilitazioni per il telelavoro per giovani e donne, contratti di inserimento) contenute nell’ultima Legge di Stabilità? “Sono misure in parte utili, anche se inserite in una norma molto ampia e variegata, e non in un quadro organico di interventi sul lavoro. Comunque le norme del Testo Unico sull’apprendistato vanno declinate rapidamente nei contratti e a livello regionale, per far diventare questo strumento il canale di accesso preferenziale al lavoro”. Un canale utilizzabile in tutte le sue forme? “Si. L’apprendistato di primo livello, che ha un grande potenziale di contrasto alla dispersione scolastica; l’apprendistato professionalizzante, per il quale ora ci sarà anche la possibilità di utilizzare le risorse dei Fondi Interprofessionali; infine, l’apprendistato di alta formazione e di ricerca, che va sviluppato, con un’attenzione particolare alle nuove possibilità che si aprono per il praticantato”. Qual è il Suo pensiero in merito alle ipotesi di revisione dell'art. 18? “Tra i numerosi problemi attuali del mondo del lavoro, con centinaia di migliaia di persone in cassa integrazione, o in mobilità a causa di licenziamenti collettivi e con altrettanti giovani che non riescono ad entrare nel mondo del lavoro, non credo proprio che sia una priorità intervenire sull’art 18 dello

122

Statuto dei lavoratori, per facilitare i licenziamenti individuali”. Secondo Lei quali sarebbero le priorità? “Ritengo invece che occorra agire rapidamente per una riforma complessiva degli ammortizzatori sociali, per parificare i contributi per i vari contratti di lavoro, per costruire un quadro di garanzie e sostegni per il lavoro flessibile, atipico, parasubordinato, uno Statuto dei Lavori che superi abusi e penalizzazioni derivanti dalla precarietà”. Quali sono i problemi più attuali sul territorio? “Le difficoltà sono tante ma dovendo indicarne alcune, posso dire che in questo momento è in atto una stretta feroce del credito verso le imprese, che rischia di minare anche gli investimenti in corso e di accrescere in modo forte i problemi occupazionali. Inoltre le nuove occasioni di lavoro che si creano sono scarse e prevalentemente precarie; per questo sta aumentando anche nelle Marche la quota di persone scoraggiate e in particolare di giovani che non studiano e non lavorano. Infine sono molte le vertenze aziendali che si trascinano da tempo e per le quali non si intravedono soluzioni. Istituzioni e parti sociali devono continuare l’opera di sostegno alle vulnerabilità lavorative e alle imprese in difficoltà, sia pure con risorse pubbliche in calo e con le incertezze legate al sistema-Paese e al contesto internazionale. Al contempo è necessario riflettere e tentare di orientarci, per quanto possibile, sulle potenziali direttrici del nostro sviluppo regionale”.


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DOSSIER: L AVORO E PENSIONI

LA TENAGLIA DEGLI IPERGARANTITI BLOCCA LO SVILUPPO Il licenziamento in Italia non è corretto, si usano mobbing, bossing e bournot, ma la violenza non è solo capo-dipendente, è dipendente-dipendente e dipendente-capo. Non esistono solo buoni da una parte e solo cattivi dall’altra, anzi affermerei che la tenaglia degli ipergarantiti tra gli imprenditori-top manager ed alti commis e i dipendenti pubblici e i privati di grandi e medie aziende, ha ucciso od estremamente ridotto una possibile scelta sul merito e sul valore

R

icordo che in Italia non esiste il rapporto di lavoro a tempo indeterminato; per gli ipergarantiti esiste il rapporto di lavoro indissolubile, vale a dire che il costo del lavoro non è un costo variabile ma è fisso per molti imprenditori e professionisti, che a loro volta hanno preteso dalla politica fatturati certi e garantiti. Che cosa è successo? Prodotti e servizi elaborati da questi soggetti economici non sono messi in discussione: il mercato deve accettarli e basta. Quindi, prodotti e servizi scadenti, fatti da imprenditori pubblici e privati scadenti, professionisti scadenti e dipendenti scadenti. Il bello è che questi soggetti economici non sono scadenti intrinsecamente; certo, alcuni di loro sì, ma è il sistema che è scadente e produce scadenza. Inoltre non sono i vecchi che tolgono lavoro ai giovani, se hanno un lavoro che produce innovazione e ricchezza da distribuire; è il lavoro parassitario o semiparassitario o poco produttivo di dipendenti, professionisti ed imprenditori che limita la produzione d’innovazione competitiva e ricchezza. In Italia si va in pensione prima che in tutti gli altri Paesi tecnologicamente evoluti. Quindi, se va in pensione un parassita ed é sostituito in un lavoro inutile da un altro parassita, si incrementano i parassiti. Se va in pensione un produttore d’innovazione e ricchezza, perdiamo un vero capitale umano. Ecco, abbiamo la tenaglia mostruosa, il parassita lavora per un imprenditore parassita, servito da professionisti parassiti in special modo politici; il tutto ha un costo economico infinito ed un costo sociale astronomico, perché è la struttura del sapere e del saper fare sociale che determina l’evoluzione di uno Stato o di una rete di Stati come l’Unione Europea. Il nostro Paese è ancora quello descritto da Guido Carli, 40

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anni fa: motore piccolo e tanti lacci e lacciuoli. Il motore piccolo è composto da tanti piccoli imprenditori che s’indebitano per pagare gli stipendi di valorosi dipendenti, che potrebbero tranquillamente licenziare e di dipendenti che strenuamente lavorano per sostenere la qualità della loro amata azienda. Il bello è che se questo sistema virtuoso innova e si presenta con servizi e prodotti formidabili sul mercato, i parassiti spietati bloccano l’ingresso del nuovo se non riescono a rubarlo, minimizzando, denigrandolo od occultandolo. Questo è il primo problema italiano: non si creano generatori di cassa di alta qualità tecnica e, quindi, inattaccabili da altri competitori, perché i produttori di alta qualità … affermandosi, potrebbero contrarre il potere dei soliti noti, quindi destabilizzare la società italiana bloccata su poteri antichi. Quindi, basta con questa paura del padrone che licenzia il dipendente e lo riprende quando gli fa comodo! A noi non interessano queste aziende, sono aziende senza valori tecnici consistenti, non volendo loro, nel patrimonio aziendale, un reale, pensante, creativo e quindi, per loro rompiscatole, capitale umano. Sviluppano “prodottini” da vendere con le iperboliche filastrocche di “venditorini” incantatori di serpenti di piccolo cabotaggio, che hanno presa sui tanti consumatorini creati dal grandioso progetto sottoculturale imbonito dai nostri mezzi di comunicazione. Pensiamo ai tanti personaggini femminili che c’impongono sulla scena mediatica; mi chiedo…cosa succederebbe se portassimo nella televisione italiana conturbanti spogliarelliste da Parigi, arrapanti ballerine di Lap Dance da Las Vegas ed orientalmente affascinanti danzatrici del ventre turche. Quegli esaltati “personaggini” femminili sparirebbero nel confronto con l’alta qualità importata, oltretutto a costi certamente più bassi … Sarebbe un vero e tangibile moltiplicatore culturale ed un promotore dell’emancipazione femminile basato sulla professionalità.

Giuseppe Parisi (consulente Buongiorno Impresa)

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DOSSIER: L AVORO E PENSIONI

SI VIVE PIÙ A LUNGO, QUINDI IN PENSIONE PIÙ TARDI A

decorrere dal 2012 si va in pensione soltanto con 42 anni e un mese di anzianità per gli uomini e 41 anni e un mese per le donne. Nel 2013 si passerà a 42 anni e 3 mesi (41 e 3 per le donne) e nel 2014 a 42 anni e 3 mesi (41 e 3 per le donne) In caso di richiesta anticipata di pensione di anzianità, all’assegno si applicherà, per la parte retributiva, una riduzione del 2 per cento per ogni anno di anticipo. Viene generalizzata l’applicazione del metodo contributivo, in base al quale si tiene conto di quanto effettivamente versato e della speranza di vita media al momento del pensionamento; tale metodo si applicherà con il criterio del pro-rata, vale a dire che riguarderà la sola contribuzione versata dopo il 31 dicembre 2011. La pensione, comunque, non potrà mai essere superiore all’importo determinato applicando integralmente il metodo retributivo. Relativamente all’età pensio-

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nabile, dal 1° gennaio 2012 si passa per le donne a 62 anni (64 nel 2014, 65 nel 2016 e 66 nel 2018) e per gli uomini a 66 anni. Sarà bloccato nel 2012 e 2013 l’adeguamento annuale delle pensioni all’inflazione, salvaguardando solo gli assegni fino a 936 euro. È uno dei punti più avversati dalle organizzazioni sindacali. Dai 62 ai 70 anni di età si applica il cosiddetto “pensionamento flessibile”: i coefficienti di trasformazione del capitale accumulato con il metodo contributivo sono quindi calcolati fino a 70 anni. Le nuove regole non si applicano ai soggetti, entro il limite di 50.000 unità, che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2011, i lavoratori che alla data del 31 ottobre 2011 erano in mobilità, i soggetti autorizzati ad effettuare i versamenti volontari entro lo scorso mese di ottobre e i lavoratori coinvolti in piani di esubero.

La “Riforma Dini” del 1995 aveva introdotto il sistema contributivo per i neo assunti dal gennaio 1996 e per quelli che a tale data vantavano meno di 18 anni di anzianità contributiva, mantenendo il sistema retributivo (basato sulle ultime retribuzioni) per i soggetti con più di 18 anni di contributi al dicembre 1995

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DOSSIER: L AVORO E PENSIONI

IL MODELLO SVEDESE Lo stato sociale svedese è stato tradizionalmente caratterizzato da un livello elevato di protezione sociale basato sul concetto di tutela e solidarietà estese a tutta la popolazione, su un vasto settore pubblico, su un basso tasso di disoccupazione, su una regolazione del mercato del lavoro basata in ampia misura su contratti collettivi, e tassi di crescita comparativamente elevati

L

a struttura dell'occupazione Dando un'occhiata alla struttura dell'occupazione, notiamo che è particolarmente diffuso il part-time (che interessa il 25,8 per cento dei lavoratori, contro una media Ue del 16 per cento (nei Paesi Bassi si raggiunge il 37,4 per cento). Relativamente alla distribuzione del lavoro, dalla Tabella I emerge un'incidenza particolarmente elevata – rispetto alla media dell'Unione europea – del terziario. Tabella I – Settori (valori in percentuale) SETTORE

SVEZIA

EURO 15

AGRICOLTURA

3,3

5,3

INDUSTRIA

25,8

30,2

SERVIZI

71

64,5

Fonte: Commissione europea, l'occupazione in Europa Interventi contro la disoccupazione La politica svedese del mercato del lavoro si fonda sul cosiddetto “principio di attivazione”: rispetto alla maggior parte dei Paesi europei la Svezia destina ingenti risorse in programmi attivi per il mercato del lavoro. Alcune di queste misure attive sono dirette a far incontrare la domanda e l’offerta di lavoro, attraverso gli uffici del servizio pubblico di collocamento (SPC),

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anche se negli ultimi anni si sono timidamente affacciati anche i servizi privati di collocamento. Poi vi sono numerosi “programmi del mercato del lavoro”: programmi di formazione e programmi miranti a fornire un’esperienza lavorativa grazie a lavori temporanei e a sussidi di occupazione. Donne nel lavoro La partecipazione delle donne svedesi al mondo del lavoro è elevata rispetto a quella degli altri Stati membri dell’Unione europea: è del 78 per cento in Svezia, laddove la media degli altri Stati membri è del 57,3 per cento; inoltre, quasi la metà dei lavoratori svedesi è di sesso femminile. Relazioni industriali, parti sociali e contrattazione collettiva Una caratteristica distintiva dei sindacati svedesi – come dei Paesi nordici in genere - è l’altissima partecipazione dei lavoratori (che si aggira attorno all’80 per cento). In Svezia i contratti collettivi svolgono tradizionalmente un ruolo essenziale nella disciplina delle relazioni tra datori di lavoro e lavoratori, potendo abbracciare ogni aspetto del rapporto tra il datore di lavoro e il lavoratore. I sindacati svedesi hanno tradizionalmente perseguito un politica salariale solidaristica, resa possibile dalla trattativa a livello centrale. Il successo della politica dei sindacati in materia di livellamento dei salari si desume dai differenziali retributivi molto bassi della Svezia rispetto ad altri paesi dell’Ocse. Mentre lo scarto dei salari per i lavoratori industriali nei primi anni Ottanta era del 34 per cento in Svezia, tale percentuale era del 210 per cento in Regno Unito e del 490 per cento negli Usa. La legislazione svedese non fissa una re-


tribuzione minima; tuttavia nella contrattazione collettiva vengono stabiliti i minimi sindacali. Protezione sociale Il sistema svedese di protezione sociale è caratterizzato dal pagamento di indennità molto elevate rispetto alla media europea (nel 1992 la spesa ammontava al 40 per cento del Pil, a fronte della media comunitaria – Unione a 12 - del 27,1 per cento). Si tenga presente, peraltro, che molti servizi, come ad esempio l’assistenza medica, sono forniti direttamente dalla Pubblica Amministrazione e la maggior parte dei trasferimenti di indennità sono soggetti all’imposta sui redditi. I regimi di assicurazione sociale sono finanziati principalmente con i contributi dei datori di lavoro. Istruzione e formazione professionale Il sistema scolastico svedese si basa su di un sistema di formazione continua, in cui l’addestramento svolge un ruolo importante, ponendo l’accento sulla formazione per gli adulti e l’aggiornamento. Una recente indagine dell’Ocse mette in evidenza che in Svezia una percentuale relativamente alta della popolazione possiede un livello di istruzione superiore. La Svezia spende nell’istruzione circa il 7,5 per cento del Pil, contro una media Ue del 5,8 per cento. I programmi professionali includono attività pratica in un posto di lavoro per almeno il 15 per cento dell’anno scolastico. Infine, in Svezia ha una lunga tradizione l’insegnamento a distanza. (Fonte: Parlamento europeo)

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DOSSIER: L AVORO E PENSIONI

TUTTI IN CAMPO: IN PALIO C'È IL NOSTRO FUTURO In questi giorni si giocano le partite di coppa (sto ovviamente parlando di calcio, in fondo siamo in Italia, no?). La borsa sta crollando (di nuovo) e lo spread sui titoli di Stato ha superato ogni più nera previsione, ma sulla bocca di molti (di troppi) c’è l’ultima prodezza del tal attaccante o l’imprecisione del tal arbitro, o magari un’ennesima invettiva alla cieca contro chi sta prendendo decisioni al Governo, chiunque questi sia. Mi si perdoni questo minimo sfogo personale, ma trovo tutto questo decisamente frustrante

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uesto è, invece, il momento di prendere decisioni serie. Questo è il momento, l’unico e l’ultimo a nostra disposizione in questo delicatissimo momento storico, per cambiare il nostro futuro. In meglio. Ma tutto dipende da noi. Il comparto pubblico sta collassando sotto il suo stesso peso, il settore bancario soffre una penuria finanziaria senza precedenti, che lo porta anche a drastiche riduzioni di organico, le imprese devono necessariamente snellire le proprie strutture per evitare di soccombere alle logiche pressanti di un mercato sempre più tirato ed affollato. Sì, il panorama è questo, non ci sono più attenuanti da fornire. Ma senza andare a scomodare per l’ennesima volta i cinesi (in particolare, in questo caso, la loro lingua) faccio presente la radice della parola “crisi”, così come noi la dovremmo usare in italiano: è un vocabolo greco, “krisis”, che, udite udite, sta a significare “subitaneo canbiamento in bene o in male”, in altre parole, “cambiamento”. Si badi bene alla sfumatura: cambiamento, non apocalisse, catastrofe, fine dei giochi, festa finita, e così via, ma semplicemente mutamento, rivoluzione, punto di

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svolta. Naturalmente, noi siamo da sempre dei pessimi gestori del libero arbitrio, quindi il catastrofismo e il fatalismo con cui stiamo condendo questi mesi convulsi non può che portarci allo sfacelo. E pensare che una crisi che in un modo o nell’altro non ti ha ucciso, dovrebbe averti dato l’opportunità di comprendere i tuoi errori per fare decisamente meglio in futuro. La nostra economia, parlando di Italia ma anche di singoli territori che ne fanno parte, deve rivolgersi di nuovo, come in passato, alla valorizzazione dei vantaggi competitivi locali, alla ricerca di nicchie di eccellenza, ricercatezza, tradizione, storia, cultura, design, al buon vivere, all’affermazione di un sistema di valori che sappia distinguerci dai mercati massificati, mercati che, tra l’altro, non sono tagliati per noi, ma per chi ha molte più risorse endogene, caratteristiche culturali differenti, una normalità produttiva basata su impianti industriali incredibilmente più ampi delle nostre possibilità, e magari anche una scarsa tutela dei lavoratori e un tasso di cambio vantaggioso per il commercio internazionale. Molti sono i Paesi ad avere queste peculiarità, ma non l’Italia.


Noi piuttosto abbiamo scenari e paesaggi unici ed eterogenei, una storia molto antica e significativa, rappresentiamo un insieme di culture e tradizioni unico nel suo genere, abbiamo mare, monti, valli e sole che, al di là di poetiche retoriche, vuol dire che abbiamo potenzialità nel turismo, la pesca, l’allevamento, l’agricoltura e l’acquacoltura, nonché la produzione di energia da fonti alternative e rinnovabili; ma sopra ad ogni cosa, abbiamo un istinto all’imprenditoria, alla creatività economica, che potrebbe distinguerci nettamente dal panorama mondiale, come è già successo in passato. Il nostro futuro è nell’iniziativa individuale, nell’imprenditorialità, nel saper fare, saper vendere, saper vivere: saremo ancora una volta nelle mani di tanti micro e piccoli imprenditori. L’impresa è il nostro futuro, il futuro praticamente di tutti noi: il miraggio del posto fisso ed eterno è più che mai lontano, così come sono oramai tristemente incrinati gli idilli del lavoro nel pubblico e dell’impiego in banca.

Occorre rimboccarsi le maniche e abbinare ad una sana inventiva delle solide capacità manageriali, serve riconoscere e sfruttare i mercati, imparare a comprendere la differenza tra momento economico e momento finanziario, imparare a gestire un’azienda in ogni suo aspetto, imparare ad evolversi sulla base delle proprie stesse esperienze e dei comportamenti della concorrenza, imparare a leggere nelle persone per anticipare i tempi e le mode che verranno. Non basta più avere voglia di fare: oggigiorno occorre anche saper fare e saper gestire la propria azienda. E per questo occorre anche rivolgersi, quando necessario, a chi ha fatto del proprio mestiere l’essere al fianco di chi fa, per aiutarlo ad essere sempre più competitivo, per aiutarlo a sentirsi sempre più realizzato, per aiutarlo a fare di questa Italia un luogo davvero migliore. Il Gruppo Sida ha avviato da tempo una serie di iniziative integrate per riportare in auge e diffondere il più possibile la “Cultura dell’Intraprendere”: seminari

divulgativi e incontri di aggiornamento professionale, workshop, master, corsi professionalizzanti brevi, pubblicazioni, collaborazioni con scuole e associazioni di categoria, consulenza, tutoraggio nelle fasi di progettazione e lancio aziendale, assistenza nei passaggi generazionali, supporto nelle ristrutturazioni aziendali, ricerca di finanziamenti, sia ordinari che agevolati. Ci contraddistingue la grande varietà di professioni rappresentate dai nostri consulenti e la voglia di giocare un ruolo importante per le imprese che verranno e per quelle che sono pronte a rimettersi in gioco per superare la crisi da vincitori, e non soccomberle ed esserne vittime. Il cambiamento è un processo che a volte inizia senza chiederci niente, ma i vincenti sanno poi cavalcarlo e portarlo a compimento con successo. Michele Barchiesi Centro per lo Sviluppo Imprenditoriale m.barchiesi@sidasrl.it Tel. 071.28521

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DOSSIER: L AVORO E PENSIONI

“LA RIFORMA DELLE PENSIONI NON RISOLVE IL PROBLEMA, MA LO SPOSTA IN AVANTI NEL TEMPO” Per Viviana Dabusti, responsabile Area Previdenza di Irsa (Istituto per la Ricerca e lo Sviluppo delle Assicurazioni), “allungare la permanenza nel mondo del lavoro ha come conseguenza la diminuzione dei posti di lavoro per i giovani e quindi l'aumento della precarietà e della disoccupazione” di I. Barone

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ottoressa Dabusti, si parlava da tempo della necessità di riformare il nostro sistema previdenziale. La spesa è davvero insostenibile? “Purtroppo è davvero così: il sistema previdenziale è a ripartizione, e quindi i contributi dei lavoratori attivi servono per pagare le pensioni. Ne consegue che l'unica fonte per erogare le pensioni è il contributo che versa il lavoratore. A causa della precarietà del lavoro, il tasso di disoccupazione molto elevato (soprattutto tra i giovani), le “baby-pensioni”, le prestazioni del sistema retributivo elevate e l'allungamento della speranza di vita, il sistema non è ancora sostenibile”. Negli ultimi anni però avevamo già assistito a revisioni del sistema. “Per i motivi appena esposti, le riforme degli ultimi anni hanno cercato di ritoccare l'età di pensionamento e il sistema di calcolo delle pensioni: in questo modo si è cercato di far andare in pensione più tardi e con un criterio di calcolo, quello contributivo, più penalizzante rispetto al sistema retributivo (per pagare quindi prestazioni più basse)”. Quali sono le novità inserite nella recente Legge di Stabilità? “Le novità dell'attuale riforma del sistema previdenziale toccano sostanzialmente due punti: i requisiti di pensionamento e il sistema di calcolo delle pensioni”. Partiamo dai requisiti di pensionamento. “A questo proposito si cerca di posticipare l'uscita dal mondo del lavoro sia per anzianità che per vecchiaia, attraverso l’aumento dell'anzianità (che passa dai 40 anni di contribuzione ai 42 e un mese per gli uomini e ai 41 e un mese per le donne) e l’aumento dell'età di pensionamento (si veda la scheda, ndr)”.

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Per quanto attiene al sistema di calcolo delle pensioni? “Attualmente il sistema contributivo si applica (dal 1996) interamente, per i neo assunti da quell'anno, e pro-rata per coloro che avevano meno di 18 anni di contribuzioni al 1995. La Manovra intende applicare tale sistema a tutti dal 2012”. Secondo Lei cosa si dovrebbe proporre? “Il vero problema del sistema previdenziale è rappresentato dalla precarietà e dalla disoccupazione dei giovani: questa riforma non risolverà totalmente il problema, ma lo sposterà in avanti nel tempo. Per poter pensare alla sostenibilità del nostro sistema previdenziale dobbiamo guardare anche nel lungo periodo, altrimenti il problema si riproporrà tra qualche decennio”. Perché le scelte adottate non sono risolutive? “Perché allungare la permanenza nel mondo del lavoro ha come conseguenza la diminuzione dei posti di lavoro per i giovani e quindi l'aumento della precarietà e della disoccupazione. Bisognerebbe pensare anche, e soprattutto, a una modalità di scambio generazionale: ad esempio, trovando un modo per permettere alle generazioni più anziane di contribuire ma contemporaneamente di aiutare i giovani nell'inserimento nel mondo del lavoro. Sono le persone con più esperienza (i senior) che dovrebbero aiutare i giovani nello svolgimento del lavoro”.  Nel passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo vi è un risparmio reale oppure si tratta per lo più di un messaggio di equità tra generazioni? “Il patto tra generazioni è alla base del sistema previdenziale: sono i giovani che lavorando e contribuendo pagano le pensioni; comunque il passaggio pro-rata al sistema contributivo ha l'obiettivo di diminuire il gettito delle uscite e quindi creare un risparmio alle casse previdenziali”.


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ALLUVIONE: CHI PAGA I DANNI? Nei primi giorni di Marzo 2011 il maltempo, abbattutosi sul territorio regionale, causò ingenti danni ad abitazioni, aziende, infrastrutture oltre a provocare alcune vittime. La Regione Marche lamenta danni effettivi pari a 650 milioni di euro, dei quali 80 sono per la somma urgenza (20 agli enti locali e 60 per la ripresa delle attività industriali). Lo Stato, cosa risponde?

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a proposta di stanziamento di appena 12 milioni di euro da parte del Governo è assolutamente ingenerosa” – reca il comunicato stampa diffuso dal Presidente Spacca -. Nel richiedere di aumentare tale cifra ad almeno 40-50 milioni di euro, la Regione si è attestata a difesa della somma urgenza che ammonta ad 80 milioni di euro. Ribadiamo ancora una volta, la sola somma urgenza”. In sostanza, con i 12 milioni di euro stanziati dalla Regione (somma che in due annualità arriva a 24), e i 40-50 milioni di euro chiesti al Governo, la Regione conta di riuscire a far fronte appunto alla somma urgenza, cioè al risarcimento dei danni già riparati da Comuni e Province oltre che alla ripresa delle attività industriali messe in ginocchio dall’alluvione. Nel documento del 10 marzo 2011 (quindi a ridosso dell’evento calamitoso) il Presidente Spacca poneva l’accento, tra l’altro, sulla necessità di “procedere velocemente ad una revisione del sistema normativo regionale rispetto al tema del governo del territorio”. E’ infatti necessario, si legge nel documento, che la legislazione preveda come normali ipotesi che fino a poco tempo fa erano considerate eccezionali. E’ inoltre urgente procedere ad una programmazione del territorio, all’emanazione di regolamenti urbanistici ed edilizi e alla realizzazione di un regime idraulico in linea con i cambiamenti climatici in atto. Ciò, peraltro, è già indicato nei Piani di Assetto Idrogeologico e nelle successive procedure. Attualmente è in corso di revisione la legge urbanistica regionale: in tale contesto, secondo la Giunta, dovranno essere rivisti misure e criteri urbanistici, edili, idrogeologici e idraulici.

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INCHIESTE

“DALLA VICENDA DELL'ALLUVIONE UN MONITO PER IL FUTURO IMMEDIATO” Anche per Francesco Massi, Capogruppo del Pdl in Consiglio regionale, “il comportamento tenuto dal Governo centrale è ingiusto e poco rispettoso dei marchigiani” di. M. Palumbo

D

ottor Massi, ora vedremo come agirà il nuovo Esecutivo. Ma sta di fatto che il Governo uscente, a guida Pdl, non sia stato generoso con le Marche … “Guardi che ho sempre considerato ingiusto e, in qualche modo, poco rispettoso delle Marche e dei marchigiani il comportamento che il Governo centrale ha tenuto in occasione della drammatica alluvione che ci ha colpito agli inizi di marzo”. Il comportamento pare sia dovuto ad una norma di recente introduzione, il “Milleproroghe”. “Se è vero che alla base del comportamento tenuto da Roma vi sia un fondamento giuridico - il cosiddetto “decreto-legge Milleproroghe”, che, entrando in vigore proprio il 1° marzo 2011, ha

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consentito al Governo di non concedere finanziamenti diretti ed urgenti, imponendo alla Regione di cercare, attraverso la leva fiscale, proprie risorse - è altrettanto vero che l’ostinazione nel rifiuto di concedere sia pur pochi fondi per i primi essenziali interventi “stride” con le aperture che ci sono state per analoghe devastazioni. Pensiamo ad esempio a quanto accaduto in Liguria”. Quindi nella vicenda il Pdl regionale sostiene la Giunta Spacca? “Obiettivamente, ritengo anche che alcune stime dei danni e conseguenti previsioni di spesa inviate dalla Giunta regionale a Roma siano state troppo “gonfiate” (arrivando fino a 962 milioni di euro!). Un comportamento che ci ricorda un po’ le cattive consuetudini della Prima Repubblica … Forse anche questo elemento potrebbe aver rappresentato un facile pretesto per

non aprire la borsa verso le Marche”. E ora quali sono gli scenari possibili? “Sta di fatto che per reperire le risorse necessarie la Giunta deve applicare un’addizionale sulle accise dei carburanti. Ora tocca allo Stato intervenire per le proprie competenze: vedremo a breve”. Ma così si finisce col penalizzare proprio le popolazioni colpite dalle calamità … Mi pare una soluzione assurda. “Quello che è sicuro è che pur in una situazione così complicata (del post-alluvione) – che si inserisce in un contesto temporale altrettanto difficile, caratterizzato dalle crisi economiche estive abbiamo cominciato a sperimentare in modo “amaro” l’applicazione di un federalismo basato sulla cosiddetta sussidiarietà verticale”.


Cioè? “Semplificando, il ragionamento è questo: “Tu Regione provvedi a quello che ti serve; io, Stato, intervengo (dopo) a completare il sostegno al territorio”. Questa vicenda, in ogni caso, costituisce un “monito” per il nostro futuro: la Regione dovrà sempre più determinare le condizioni per poter essere autosufficiente”. Come? Aumentando i tributi di propria competenza? “No. Tali condizioni ed opportunità saranno acquisite soltanto se la Regione riuscirà a rivedere, profondamente, il proprio ruolo strategico insieme con una adeguata riorganizzazione. Occorre un processo di razionalizzazione guidato da un'ottica del risparmio”.

parola “risparmio” si abbina spesso a “taglio” dei servizi. “Nessun taglio ai servizi. Pensiamo piuttosto a una cura dimagrante del proprio “colossale” apparato di uffici e dipendenti, eccessivo per le funzioni di legislazione e programmazione e tipico di gestioni di altri tempi (di “vacche grasse”). Dobbiamo essere consapevoli che il futuro ci riserverà e ci imporrà meno “piagnistei” e meno rivendicazioni nei confronti dello Stato, a patto che noi riusciremo a ridare alla governance della Pubblica Amministrazione della Regione e di quegli enti che sono “sotto” il suo controllo, un ruolo snello, meno dispendioso e più vicino al cittadino e alle imprese”.

“L’ostinazione nel rifiuto di concedere sia pur pochi fondi per i primi essenziali interventi “stride” con le aperture che ci sono state per analoghe devastazioni. Pensiamo ad esempio a quanto accaduto in Liguria”

Purtroppo, però, per un ente locale la

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INCHIESTE

“CONFIDIAMO NEL NUOVO GOVERNO” Per il Capo del Dipartimento della Protezione Civile Franco Gabrielli, “l’auspicio è che il nuovo Governo tenga conto dell’impegno del precedente Consiglio dei Ministri di attuare anche per le Marche, per la Basilicata, per la Puglia, per il teramano e per il Piemonte una soluzione analoga a quella trovata per i recenti eventi calamitosi di Toscana e Liguria”. di Guido Guidi

I Franco Gabrielli

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n presenza di una calamità naturale, quali sono i compiti della Protezione civile nazionale in accordo con gli enti locali interessati e il volontariato? “È la Legge n. 225 del 24 febbraio 1992 che definisce con precisione gli eventi calamitosi in base all’estensione, all’intensità e alla capacità di risposta di protezione civile e che individua gli ambiti di competenza delle diverse componenti del Servizio nazionale di protezione civile, tra le quali anche il volontariato. Secondo l’articolo 2, l’evento cosiddetto di tipo “a)” è fronteggiabile attraverso interventi di singoli enti ed amministrazioni competenti in via ordinaria. Poi ci sono gli eventi di tipo “b)”, che per loro natura ed estensione comportano l’intervento coordinato di più enti o amministrazioni, sempre competenti in via ordinaria. Infine, per gli eventi di tipo “c)” - che sono calamità naturali o catastrofi - si interviene con mezzi e poteri straordinari. Per questi eventi, su proposta del Presidente del

Consiglio, il Consiglio dei Ministri delibera lo stato di emergenza e lo stesso Presidente del Consiglio, che può nominare dei Commissari Delegati, assume direttamente il coordinamento dell’intervento. Il Presidente opera tramite il Dipartimento della Protezione civile che, in accordo con le autorità locali, mette a disposizione le proprie risorse e competenze tecniche. Per assicurare ogni forma di assistenza e di tutela degli interessi pubblici primari delle popolazioni interessate, se si verifica un evento eccezionale, ancor prima della riunione del Consiglio dei Ministri e della dichiarazione dello stato di emergenza, il Presidente del Consiglio, su proposta del Capo Dipartimento e sentito il Presidente della Regione interessata, può disporre il coinvolgimento delle strutture operative nazionali per fronteggiare l’emergenza”. Quale è l’iter finalizzato a riconoscere gli indennizzi ad enti locali, cittadini e imprese dan-


neggiati? “Prima di tutto deve esserci la dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Consiglio dei Ministri che sancisce come “tipo c)” l’evento calamitoso. In seguito, viene emanata un’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri (Opcm) che individua un Commissario delegato cui spetta il compito di fare una ricognizione dell’intera situazione, di individuare i Comuni danneggiati e quantificare i danni in base a quanto stabilito nell’Ordinanza stessa. Per esempio, per la recente alluvione che ha colpito la provincia di La Spezia, il 15 novembre il Presidente del Consiglio ha firmato una Opcm nella quale il Presidente della Regione Liguria è stato nominato Commissario delegato; quest’ultimo, entro 45 giorni dalla pubblicazione dell’Ordinanza, sulla base delle risorse finanziarie disponibili, deve pre-

disporre un piano degli interventi per il superamento dell’emergenza”. Per le Marche è stata emanata l’Ordinanza? “Per l’alluvione che ha colpito le Marche ancora non è stata editata l’Ordinanza; tuttavia, è bene sottolineare che i tecnici regionali hanno già completato la ricognizione delle zone colpite e fatto anche una stima dei danni. Ciò che manca (a causa del concerto non ancora accordato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, un passaggio necessario introdotto dalla Legge n. 10 del 2011, meglio nota come “Milleproroghe”) è riconoscere la possibilità di utilizzare le somme reperite, che al momento si limitano a quelle che la Regione ha stanziato attraverso il meccanismo di aumento delle accise regionali sulla benzina”.

Questo perchè gli eventi dello scorso mese di marzo non possono essere considerati “a rilevanza nazionale”, ai fini del decreto “Milleproroghe”? “Gli eventi marchigiani sono già stati dichiarati di rilevanza nazionale con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) del 10 marzo 2011. Il problema è che la nuova disciplina introdotta dal “Milleproroghe” prevede che proprio per gli eventi di tipo “c)”, prima del concorso dello Stato nel reperimento delle risorse, deve esserci quello della Regione”. Nei giorni scorsi il Presidente della Giunta, Spacca, ha dichiarato che i danni definitivi ammontano a 650 milioni (dei quali 80 si riferiscono ad interventi di somma urgenza). Vi sono controlli da parte dello Stato? “Certo, i controlli ci sono. Però ricordia-

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INCHIESTE

mo che storicamente e statisticamente il contributo statuale non ha mai superato il 20-30 per cento dei danni dichiarati e che, al di là delle dichiarazioni preventive, il meccanismo del ristoro dei danni ha una verifica a consuntivo. Le Opcm consentono il ristoro dei danni certificati all’interno di paletti ben specificati, a loro volta inseriti in una limitazione di risorse a disposizione. Per esempio, nell’Opcm relativa all’alluvione della provincia di La Spezia si stanzia la somma di 54,5 milioni di euro (40 milioni messi a disposizione dallo Stato, 14,5 dalla Regione). Accanto a questo limite quantitativo si pongono poi altri paletti: il Commissario è autorizzato ad erogare un contributo fino al 75 per cento e nel limite massimo di 100.000 euro per le abitazioni principali, che diventano 30.000 per le altre; anche il contributo per la riparazione dei beni mobili strettamen-

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te necessari al recupero delle normali condizioni di vita, esclusi i beni di lusso, arriva a coprire il 75 per cento, nel limite di 30.000 euro. Il contributo a favore dei soggetti che abitano in locali sgomberati, invece, può raggiungere l’80 per cento degli oneri sostenuti per i traslochi, fino a un massimo di 5.000 euro. E questi sono solo alcuni esempi”. Lo Stato avrebbe stanziato 12 milioni: si potrà arrivare a 40-50, come chiede la Regione Marche? “Ad aprile, il Dipartimento della Protezione civile - per cercare una mediazione tra le posizione del Governo e quella della Regione - aveva proposto che Stato e Regione mettessero la stessa cifra. In quel caso si era parlato di 12 milioni a testa. Questo schema, però, non ha trovato l’appoggio del Ministero dell’Economia e

delle Finanze, che non ha mai dato il concerto”. A questo punto? “A questo punto, con un Fondo Nazionale di Protezione civile incapiente, sono in discussione 12 milioni come 40. L’auspicio che ho espresso è che il nuovo Governo, una volta insediato e posto nella condizione di comprendere i meccanismi del sistema, tenga conto dell’impegno del precedente Consiglio dei Ministri di attuare anche per le Marche, per la Basilicata, per la Puglia, per il teramano e per il Piemonte una soluzione analoga a quella trovata per i recenti eventi calamitosi di Toscana e Liguria”.


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INNOVAZIONE

DALLA CANTINA ALLA TAVOLA, PASSA TUTTO PER UN SOFTWARE Alessandro Manoni, responsabile commerciale del settore vitivinicolo di Apra, ci illustra brevemente un prodotto altamente innovativo che l’azienda jesina sta distribuendo con successo in tutta Italia, dall’Alto Adige alla Sicilia di M. Camilletti

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tiamo parlando di Essenzia Wine, un software dedicato esclusivamente alle aziende vitivinicole. Sig. Manoni, Apra è leader nella progettazione e realizzazione di software sviluppati per singoli settori, dall’arredamento al commerciale. Ora il settore del vino … “Essenzia Wine è un software gestionale sviluppato internamente da Apra, che permette la gestione completa di un’azienda vinicola, sia cooperativa che privata”. In pratica? “Per mezzo del software è quindi possibile gestire le operazioni relative alle diverse fasi della filiera vitivinicola, dal vigneto alla vendita: i conferimenti, la cantina, le attività enologiche (come quelle di laboratorio) e l’imbottigliamento, per passare poi ai comparti commerciale, amministrativo e marketing”. Quali sono le funzioni create per supportare il commerciale? “Il software contiene moduli integrati per la rete di vendita e per la gestione tramite web dei rapporti con gli agenti (come ad esempio gli ordini)”. Da quanto tempo è presente sul mercato Essenzia Wine? “Dal 1980 è iniziata l’esperienza nel settore, dal 2005 è in commercio la 3^ generazione della soluzione che integra tutti i moduli dal vigneto alla cantina”. Parliamo dei clienti. “Il software è diffuso in tutta Italia, dal Piemonte alla Sicilia, dal Trentino-Alto Adige all’Abruzzo, per un totale di 160 clienti. Il successo del prodotto è dovuto sia alla qualità tecniche in-

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trinseche, sia ai servizi di consulenza e di assistenza che Apra garantisce costantemente ai propri clienti anche tramite la tele-assistenza e l’help desk telefonico. Non dimentichiamo che Apra ha un’esperienza trentennale sul campo …”. Possiamo fare un paio di nomi di clienti? “Potrei citare Gaja, un nome che ha rilevanza a livello mondiale. Ma anche Moncaro, Farnese Vini, Principe Pallavicini, Folonari, Grotta del Sole e tanti altri. Solo nel 2011 abbiamo acquisito 25 nuovi clienti”. Perché un’azienda vinicola dovrebbe acquistare Essenzia Wine? “Per più di un motivo. Ad esempio perché permette di ridurre mediamente del 70 per cento il tempo dedicato ai vari adempimenti burocratici ed amministrativi: registri di cantina, gestione delle accise, denunce e dichiarazioni periodiche. Poi abbiamo constatato che le aziende che lo utilizzano riducono almeno della metà il tempo dedicato a: • raccolta ordini tramite il sistema B2B • gestione cartografica dei vigneti attraverso la rilevazione GPS e il sistema GIS • movimentazione del magazzino attraverso sistemi wireless • controllo di efficiena/efficacia delle linee d’imbottigliamento • gestione informatizzata della logistica tramite sistemi di radiofrequenza”. Gruppo Apra Informatica Via G. Brodolini, 6 60035 Jesi (AN) T. +39 0731 22911 F. +39 0731 22191 info@apra.it www.apra.it


Apra nasce nel 1979 ad opera di quattro soci tuttora operativi e si propone come una delle prime software house marchigiane proiettata da subito nei servizi di consulenza informatica ad aziende manifatturiere, enti pubblici ed istituti di credito. Dai primi anni Ottanta instaura una partnership (tuttora in essere) con Ibm e nel 1985 assieme ad altre 20 Software House italiane fonda a Milano il Consorzio Software artefice negli anni successivi di importanti progetti software a visibilità nazionale. Negli anni successivi vengono costituite società tematiche ed acquisite partecipazioni in altre società informatiche a Pesaro, Cesena e Modena. Nuove acquisizioni e lo sviluppo di prodotti altamente innovativi fanno oggi del Gruppo Apra una realtà con 250 collaboratori, 12 società logistiche o tematiche, 3.500 clienti e un fatturato di oltre 20 milioni di euro nella sede principale di Jesi e in quelle di Bari Cesena Empoli Milano Modena Padova Pesaro e Rimini.

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INNOVAZIONE

Zucchetti Centro Sistemi Spa

è una Software House nata nel 1981, la cui governance è gestita da Fabrizio Bernini, socio fondatore ed amministratore dell’azienda. La Software Division di ZCS propone un universo di applicazioni per specifici settori ed esigenze. Non solo. Attraverso team di lavoro, sviluppa soluzioni progettuali, studiate per rispondere a richieste specifiche. ZCS si è fatta portabandiera del software ”Made in italy” con il motto “il software italiano scritto per le aziende italiane”, offrendo, rispetto alle soluzioni internazionali, un modello di pricing più flessibile, una maggior specializzazione ed una conoscenza profonda dei processi e dei modelli di business italiani.

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TECNOLOGIA A SERVIZIO DELL’EXPORT Toscana Promozione, agenzia pubblica per la promozione del territorio, ha scelto Zucchetti Centro Sistemi Spa per la realizzazione di un nuovo sistema informativo. Per saperne qualcosa in più abbiamo contattato il Vice Direttore dell’ente, Silvia Burzagli di L. Ciaccafava

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ottoressa Burzagli, ci parli del nuovo software. “Il progetto ha riguardato l’implementazione di un unico pacchetto software integrato in grado di gestire i processi aziendali di tipo amministrativo, produttivo e finanziario grazie ad una base dati unica”. Con quali vantaggi? “L’introduzione del nuovo sistema informativo ha fornito un’idonea opportunità per procedere alla revisione della strutturazione dei processi interni, così da promuovere la loro evoluzione verso procedure e modalità operative più efficienti, efficaci, trasparenti e tracciabili. Ha rappresentato lo sviluppo e l’assimilazione di una nuova cultura strategica del risultato e un’opportunità fondamentale di rinnovamento culturale, tecnologico, organizzativo ed operativo. Inoltre ha inciso anche sul fronte dei costi”. Cioè? “Il nuovo sistema informativo consentirà una notevole riduzione degli sforzi e dei costi connessi alla manutenzione, all’aggiornamento e all’integrazione di quelle stesse applicazioni”. Come è avvenuta la scelta di Zucchetti Centro Sistemi? “A seguito di un bando di gara al quale hanno partecipato numerosi soggetti. Le soluzioni proposte dall’azienda aretina sono state considerate le più idonee da un’apposita Commissione in quanto garantivano un’adeguata

proporzione tra la dimensione del progetto, l’impegno economico e di risorse umane necessario e le funzionalità supportate. Inoltre Zucchetti Centro Sistemi ha risposto alla necessità di strutturare flussi informativi più ampi, precisi, integrati, affidabili, accessibili e tempestivi a supporto del processo decisionale strategico, tattico ed operativo nonché della rendicontazione esterna verso tutti gli stakeholder”. Senza scendere in questioni tecniche, cosa ha comportato l’introduzione del nuovo sistema all’interno della Vostra struttura? “Nello specifico, il progetto ha investito quattro aree: risorse umane, in termini di gestione giuridica, gestione economica, rilevamento presenze/assenze, permessi, ferie ed autorizzazioni (work flow); area protocollo e flussi documentali, in merito alla gestione del protocollo degli atti amministrativi; area contabile, con riferimento alla contabilità economico-patrimoniale, alla contabilità analitica, alla rendicontazione contabile; infine, area supporto alle decisioni, per quanto infine riguarda l’area programmazione e controllo di gestione”. Ci presenti Toscana Promozione. “Siamo un’agenzia pubblica per la promozione e la valorizzazione del territorio, creata nel 2001 per iniziativa della Regione Toscana in accordo con l’ICE (Istituto nazionale per il Commercio Estero), l’ENIT (Ente Nazionale per il

Turismo) e l’Unioncamere Toscana. Toscana Promozione è il primo soggetto pubblico regionale costituito in Italia con lo scopo di valorizzare e promuovere la competitività dell'economia e del territorio toscano nel mondo”. Attraverso il sostegno alle aziende del territorio? “Sosteniamo aziende ed idee imprenditoriali e creiamo opportunità di  business all’estero. Un lavoro condotto in modo sinergico con gli altri enti presenti sul territorio e che trova il suo punto di forza nella continua innovazione degli strumenti messi a disposizione delle imprese toscane”. Le soluzioni in uso • Zcs Balanced Scorecard • Teseo 7 Basic • HR • Infobusiness • Cassiopea gestione Processi interni

Zucchetti Centro Sistemi S.p.A. Via Lungarno, 305/a 52028 Terranuova Bracciolini - Arezzo, Italy tel. (+39) 055 - 91971 fax. (+39) 055 - 9197515 e-mail: commerciale@centrosistemi.it website: www.centrosistemi.it

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AUTO E MOTORI

PORSCHE IL RITORNO DELLA DIVINA L e leggende si scoprono con il tempo e la protagonista di questa leggenda è una star che da oltre mezzo secolo vanta una nutritissima schiera di appassionati. Lo scorso 2 dicembre i suoi fan l’hanno potuta ammirare da vicino, in tutto lo splendore del suo nuovo look. Stiamo parlando della diva delle quattro ruote, la vettura che da sempre è sinonimo di sportività, eleganza, dinamicità: la nuova Porsche Carrera 911, giunta alla settima generazione e presentata nei locali del Centro Porsche di Ancona, con tutti gli onori che si concedono ad una vera icona. Tre numeri, quelli della 911, che incarnano il DNA Porsche in tutto e per tutto e che oggi rappresentano la mi-

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gliore espressione di una filosofia, quella della Casa tedesca, in grado di coniugare tradizione e innovazione tecnologica, offrendo un prodotto che difficilmente si può considerare “solo” un’automobile. “La 911 – ha detto il direttore del centro Porsche Ancona, Luca Bonazza, prima di svelare il gioiello della scuderia – è perfetta”. Lo è sempre stata. Ma, naturalmente, i tempi cambiano e, quando nascono nuove sfide o nuove possibilità tecniche, anche la perfezione può essere migliorata. Questo è il pensiero Porsche. La nuova, settima generazione di questa eccezionale vettura sportiva, è la migliore dimostrazione di questa filosofia: il 90 per cento e quindi quasi tutti i compo-

nenti, è nuovo o è stato completamente rielaborato. Questo è ciò che intendiamo quando parliamo di unione di tradizione e innovazione”. Più sportiva, più dinamica e nuove proporzioni caratterizzano l’ultimo modello di casa Porsche, insieme ad una ridotta resistenza aerodinamica, maggiore sicurezza a velocità elevate e migliore performance. “Valori – prosegue Bonazza – che assicurano alla nuova 911 la posizione più alta tra le vetture concorrenti. In tema di prestazioni e dinamica di guida è, e resta, la “prima di classe”, ma ora è più confortevole e più idonea all’uso quotidiano. In breve: è la migliore 911 che ci sia mai stata”.


L’EVENTO U n simile gioiello a quattro ruote non poteva che essere presentato in un evento spettacolare, che si è tenuto presso il Centro Porsche Ancona alla presenza di un gremito pubblico di appassionati. Sulla facciata esterna del centro Porsche sono stati proiettati filmati suggestivi, accompagnati da colonne sonore emozionanti, sulle prestazioni della nuova Porsche, oltre alla scritta 911. Il primo filmato ha introdotto alla nuova 911, senza mai mostrarla per intero, ma regalandone solo alcuni particolari, intervallati da splendidi paesaggi. Nel secondo filmato, invece, la vettura viene rivelata, dettaglio dopo dettaglio, con una successione emozionan-

te di schizzi di sviluppo con immagini di prototipi e scene di corse storiche. Altre quattro proiezioni hanno raccontato più ne dettaglio le caratteristiche della nuova nata nella Scuderia Porsche. Insieme alla presentazione per immagini, all’esterno del Salone è stato allestita l’esposizione dei modelli 911 precedenti 911, 993, 964, 996, 997, elegantemente posizionati su moquette rossa. Lei, la protagonista della serata è rimasta nascosta in un ring coperto da tutti i lati con un telo di raso bianco. Un lato è stato utilizzato per la retroproiezione di uno dei filmati e il nome della regina della serata, la 911. All’arrivo gli ospiti sono stati accolti con un aperitivo. Verso le 21.00

il direttore del centro Porsche Ancona Luca Bonazza ha salutato gli ospiti, oltre 140 persone accolte con uno stuzzicante aperitivo e - prima della rilevazione della nuova 911 - ha svelato alcuni particolari seguiti dal filmato emozionale “Identità Porsche”. Una seconda Porsche 991 ha fatto ingresso in concessionaria con alla guida Enrico Fulgenzi Pilota ufficiale della Carrera Cup, del Team Centro Porsche Ancona Motorport.

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TENDENZE

TOMBOLINI Esporta il “made in Italy” in Cina

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a prestigiosa azienda Tombolini prosegue con forza e convinzione nel suo piano di sviluppo strategico internazionale, portando le sue eccellenze made in Marche nel mondo. Nel mese di novembre sono state, infatti, inaugurate le prime due Boutique in Cina: un investimento significativo in un’area di primaria importanza commerciale, che consoliderà ulteriormente il posizionamento del brand sul mercato globale. Tombolini ha stretto un importante accordo di partnership con il Gruppo Baoxiniao, marchio Santangelo: una prestigiosa ed affermata società cinese operante da tempo nel settore dell’abbigliamento, proprietaria di oltre mille qualificati punti vendita distribuiti sul proprio territorio. Le Boutique sono state aperte nelle città dello Zhejiang di Wenzhou e Hangzhou, a sud di Shangai, all’interno di prestigiose location che ospitano i migliori marchi del fashion mondiale. Wenzhou, che ospita la sede principale del Gruppo Baoxiniao oltre ad essere la città natale del suo Presidente Wu, è stata scelta per accogliere la prima Boutique Tombolini in Cina, inaugurata il 1 novembre e situata al pianterreno della Sezione Shopping dell’Hotel Wenzhou International, sulla centralissima Via Ren Min. Il se-

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A Novembre TOMBOLINI ha aperto due boutiques in Cina, a Wenzhou e Hangzhou

condo negozio a marchio Tombolini, quello di Hangzhou (inaugurato l’8 novembre), si trova invece all’interno della Hangzhou Tower – sezione B. “Tombolini arriva in Cina con grande entusiasmo e con la consapevolezza di poter proporre un nuovo stile made in Italy, lo ‘Stile Tombolini’, capace di raccontare la grande qualità del fatto in Italia unita all’innovazione ed alla ricerca costante, partendo sempre dai valori della tradizione e rispettando la nostra filosofia, racchiusa nella frase di mio padre ‘Il futuro ha radici antiche’” - sostiene Fiorella Tombolini, Presidente di Tombolini Industrie Srl. “L’accordo raggiunto con il nostro partner locale è per noi motivo di grande soddisfazione e vedrà l’apertura di almeno 15-20 negozi Tombolini nel mercato cinese”. Le inaugurazioni hanno visto una nutrita partecipazione di pubblico, con la presenza di stampa, attori famosi e numerosi vip, con performance di alto livello, sfilate ed eventi molto apprezzati da tutti i presenti. “Prosegue così il nostro piano di sviluppo in un’area del mondo molto importante e potenziale, che offre sicuramente interessanti prospettive per il futuro” - afferma Fiorella Tombolini.


TIPICITÀ FA VENTI! Presentate le novita’ del made in marche festival, nell’edizione del ventennale

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IPICITÀ: Made in Marche Festival compie vent’anni! Un traguardo significativo che sarà celebrato con un’edizione ricca di novità! Le più importanti sono state presentate in anteprima a Fermo, presso la Sala della Rollina del Teatro dell’Aquila, in occasione della prima conferenza stampa dedicata a Tipicità 2012. Nuova è la data, in quanto la manifestazione si svolgerà dal 21 al 23 aprile 2012, in un periodo dell’anno che favorisce ancor più la presenza di flussi turistici. Nuova è anche la location. La sede di Molini Girola, a Fermo, si presenterà al pubblico di Tipicità ampliata e configurata come centro fieristico funzionale alle accresciute esigenze della manifestazione. Novità sono previste nella formula espositiva, che ricalcherà il format degli “spacci aziendali”, riservando alle aziende presenti in fiera un’area che contempera le esigenze btob e quelle di vendita al pubblico finale. Ma non solo! Grande spazio dedicato al concetto di Marche come vetrina vocata alla promozione di tutta la macroregione adriatico-ionica, testimoniata dalla presenza in conferenza stampa di due delegazioni

ufficiali, rispettivamente della Provincia di Gorizia e della Repubblica di Serbia. Infine, totalmente innovativa è la campagna di comunicazione varata per la ventesima edizione. E’ stata definita Tipicità 2.0 la strategia che mira a promuovere la manifestazione attraverso modalità innovative quali una campagna di marketing virale, un blog dedicato che in pochi giorni ha già superato i duemila contatti, nonché una partnership con una web tv che consentirà di accedere ai contenuti di Tipicità da qualsiasi parte del mondo ci si trovi.

TIPICITÀ: Made in Marche Festival Piazza Dante, 21 63023 FERMO Tel +39 0734/225237 E-mail: info@tipicita.it web: www.tipicita.it

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TENDENZE

GISA MADE IN ITALY E SENTIMENTO Così si sceglie il regalo e il look perfetto di A. Dachan

“Nessuno rinuncia al regalo e, considerando il momento attuale, abbiamo deciso di offrire una rosa di prodotti più ampia, con diverse fasce di prezzo, senza mai rinunciare all’eccellenza del made in Italy”

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uminarie, viali affollati, gente che passeggia, si ferma davanti alle vetrine, a volte esita, altre volte entra sicura. È tempo di feste e anche se la situazione economica non è delle più rassicuranti, al regalo, agli addobbi, ad un abito nuovo non si rinuncia. Siamo andati in Corso Garibaldi, ad Ancona, in uno dei negozi che da oltre cinquant’anni è simbolo dell’eleganza e del buon gusto degli anconetani, Gisa. Ci accoglie il titolare, Tony, che per noi si è ritagliato alcuni minuti in una mattinata di lavoro davvero intensa. Gli abbiamo chiesto qualche consiglio sul regalo ideale e sul look da sfoggiare per le festività che chiudono il 2011. “Al regalo – ha affermato – nessuno vuole rinunciare; fa piacere riceverlo, così come fa piacere farlo. Molti optano per il regalo utile, altri per quello più emozionale, più ricercato. Considerando l’attuale contesto, abbiamo deciso di ampliare la nostra offerta, inserendo anche articoli più “abbordabili”, pensati soprattutto per un target giovane: dalle T shirt con scritte ironiche, alla bigiotteria colorata, da abbinare e regalare con un bel packaging, per finire con un’ampia offerta di oggettistica, da collezione ed esposizione. Sono tutti pezzi griffati, di moda, oggetti simpatici e accessibili. Per chi, invece, ama scegliere regali importanti, si va dall’articolo di maglieria, che è sempre molto apprezzato, alle ampie sciarpe in lana e pelliccia, che quest’anno sono molto di tendenza. Tengo a dire una cosa:

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proponiamo solo prodotti made in Italy: in questo modo, oltre a difendere le nostre eccellenze e la nostra economia, diamo sicurezza ai clienti, che sanno cosa stanno acquistando”. E per il perfect look da sfoggiare alle feste? “Il bello della moda è che non c’è una linea da seguire, si può esprimere stile ed eleganza in vari modi. I colori più in voga sono quelli classici delle festività, rosso e bianco, ma devo dire che quest’anno c’è spazio per svariate sfumature. Per l’uomo andrà bene l’abbinamento giacca e cravatta, meno rigido rispetto al passato e sempre in voga; mentre per la donna la forbice è molto più ampia: dall’abito lungo al top e tubino, dai tailleur agli abitini al ginocchio. Il nostro staff è sempre pronto a offrire consigli e suggerimenti personalizzati: le collezioni che proponiamo sono delle più rinomate maison, da Gucci a Fendi, da Dolce & Gabbana a Dior e vestirsi per le feste sarà un autentico piacere”.

www.gisa1965.com


CESTINO NATALIZIO? SPINOSI! Tanti prodotti genuini, conditi con un ingrediente speciale: l’autenticità di A. Siria

Natale 2011: va in scena il gusto, con un piatto di Spinosini, una bottiglia di Verdicchio e una fetta di saporito Frustingo…

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empo di festività, tempo di regali, tempo di pranzi e cene in compagnia. Tutti stanno pensando a cosa regalare o a cosa cucinare per sorprendere amici e parenti. Per aiutare i nostri lettori nella scelta, siamo andati a trovare un maestro dell’eccellenza gastronomica made in Marche, Vincenzo Spinosi, titolare dell’omonimo Pastificio artigianale, che da Campofilone (FM) ha portato i suoi prodotti in tutto il mondo Ci accoglie, neanche a dirlo, con le “mani in pasta”, mentre supervisiona la preparazione di un impasto. Sorride, come fa chi ama il suo lavoro e trasferisce in esso la sua passione e il suo desiderio di ottenere risultati eccellenti. È appena tornato da un importante viaggio all’estero, ma il suo pensiero va alle imminenti festività: tutto è pronto per un Natale sotto il segno della riscoperta dei più autentici valori. “In tempi difficili come quelli che sta attraversando ora il Paese – ci racconta il titolare - c’è una tendenza diffusa a riscoprire i gesti più semplici e, in questo senso, il regalo agro-alimentare risulta uno dei più gettonati. Piace a chi lo acquista, perché può comporlo come vuole, sapendo di fare un dono utile e di qualità e piace a chi lo riceve, che può gustare con chi ama i sapori e gli odori della migliore tradizione marchigiana”. Ci mostra uno dei cestini che la sua azienda, che dal 1933 è sinonimo di eccellenza, propone come regalo natalizio. “Si comincia dalla pasta, con i Maccheroncini di Campofilone, i tortellini, i ravioli di ricotta, per concludere, naturalmente, con il fiore

all’occhiello dell’azienda: gli Spinosini e gli Spinobelli Omega3, due tipi di pasta eccezionale, che solo questo pastificio produce e che hanno deliziato palati fini come quello, ad esempio, di Andrea Bocelli o del Papa . Si prosegue con le Olive Ascolane, l’olio extravergine d’oliva, passando per le bottiglie di Varnelli, Vernaccia e Verdicchio, fino ad arrivare ai dolci: torrone, pandoro e, imperdibile, il Frustingo, che è un dolce tipico di questa zona, a base di fichi, pinoli, uvetta ecc.”. Di certo tra cestini e bauletti, da Spinosi si possono scegliere e confezionare regali all’insegna del buon gusto! Prima di congedarci abbiamo chiesto al Signor Spinosi di lasciare un augurio ai nostri lettori: “Il mio è un augurio non convenzionale: vorrei suggerire a tutti di prendere le scarpe da ginnastica e farsi una lunga passeggiata, di respirare a pieni polmoni, di godersi un bel paesaggio, poi tornare a casa, lasciare la TV spenta e chiacchierare con i propri figli, la propria moglie. Ecco, mi piacerebbe pensare che il Natale 2011 sia all’insegna della famiglia, dello stare insieme, della voglia di cogliere e godere degli aspetti piacevoli, belli ed emozionanti che la vita ci offre ogni giorno”.

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ITINERARI DEL GUSTO

ITINERARI DEL GUSTO ANIKO’ - LA PRIMA SALUMERIA DI PESCE DEL MONDO Piazza Saffi, 10 - 60019 Senigallia (An) Tel. e Fax +39 071.7931228 http://www.morenocedroni.it/aniko/main.php Quel che piace di Anikó è che non si sa come prenderlo. Né bancone né baretto, affacciato sulla piazzetta di Senigallia, è un incrocio, anche nel senso stradale, di tutto quel che preme alle nostre porte. È bello come un “vassoio” spaziale, come un vagone ferroviario arenatosi non nel deserto ma nel centro della balneare cittadella. Dalla fantasia di Moreno Cedroni, salumi insoliti come bresaola di tonno e di pesce spada, e sughi originalissimi come l’arrabbiata di pesce.

IL GIRONE DEI GOLOSI C/o Relais Castello della Pieve – Dimora antica di Charme Mercatello sul Metauro (PU) – Tel: 0722. 89525 – 3287299159 info@castellodellapieve.it Il Girone dei Golosi è un ristorantino con antichi camini in pietra e intime sale per colazioni, pranzi, cene a base di prodotti e piatti tipici del territorio, menù stagionali, ricette d’epoca dantesca, degustazione di vini e grappe. Con autentica passione, Bernardo, uno dei proprietari della Country House annessa, prepara piatti a base di prodotti tipici del territorio oppure recupera ricette d’altri tempi che restituiscono antichi sapori della tradizione locale, cucinati senza fretta. Da non perdere il filetto di maiale alle mele in caramello.

IL MELOGRANO Via Gherardini, 9 - piazzale Magnalbò, 150 63019 Sant’Elpidio a Mare (AP) Tel. 0734/858088 - Fax 0734/817611 Info@ristoranteilmelograno.it Cucina raffinata di piatti tipici della tradizione locale proposti seguendo il ritmo delle stagioni. Da non perdere la carne… e l’infinita rassegna di vini.

IL PIASTRINO Via Parco Begni, 5 47862 Pennabilli (PU) Tel: 0541 928106 www.piastrino.it Secondo Riccardo Agostini patron del ristorante, i piatti nascono dall’istinto, dalla fantasia e soprattutto dall’influenza che la natura circostante esercita sulla creatività. Un fiore diventa un contorno, il suo profumo un abbinamento, la sua stagione ricorda la voglia di qualcosa.

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A Natale, regala la Wellness Gift... A tutti gli amanti del benessere, la Spa Excelsior dedica Wellness Gift: l’esclusiva carta personale, il regalo perfetto per chi desidera concedersi momenti di armonioso relax. Info: 0721 630015 www.excelsiorpesaro.it - spa@excelsiorpesaro.it

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A CASA DI

BENVENUTI A CASA GIROMBELLI “Un tempo era per me luogo di passaggio tra un viaggio di lavoro e l’altro, oggi è invece il luogo della mia nuova identità, centro di serenità da dove partire per la mia ricerca spirituale. È anche la casa dei ricordi, dove è cresciuto mio figlio, dove sono passate le persone che ho amato e amo, oasi di pace dove oggi mi rifugio”. (Dal libro “Donatella Girombelli, Genny” ed. Skira)

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“La mia casa di Ancona è sul mare, di giorno naviga nella luce, di notte è immersa nel profumo di gelsomini, vi respira l’estate, il fluire quieto della serenità… sulle mie tavole splendono candele, cristalli, fiori bianchi del mio giardino, vi si percepisce la dolcezza del vivere”. (Dal libro “Donatella Girombelli, Genny” ed. Skira)

Scheda tecnica: Progetto: Architetto Toni Facella Decorazioni: Trompe d’oeil Progetto: Daian Barnw Esecuzione: Nina Eaton 157


E VENTI

METROCUBO, ECCO I VINCITORI Performance toccanti al concorso per artisti under 40 di Isabella Tombolini

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inisce con un ex equo “Metrocubo”, il concorso per artisti e designers under 40 organizzato dall’associazione Quattrocentometriquadri con il patrocinio degli assessorati alla Cultura della Provincia e del Comune di Ancona. Le opere vincitrici sono: Di giovinezza si muore, realizzata dal duo artistico Punta_Spillo, formato da Chiara Ludolini (nata ad Ancona nel 1984) e Serenella Tomassini (Amandola, 1983) e Casa Dolce Casa di Lorenzo Bartolucci (Tortona - AL, 1979) e Pietro Baldoni (Ancona, 1980). La giuria ha assegnato una menzione speciale ad Andata senza ritorno? di Alice Bescapè (Milano, 1979), mentre il premio della rivista Crudelia è andato a Ad astram per aspera di Elena Gridneva (Cerkessk – Russia, 1989). Di giovinezza si muore di Punta_Spillo ha ricevuto anche il premio del pubblico, che ha votato numerosissimo. La cerimonia di premiazione si è svolta nella serata di domenica 27 novembre, ad Ancona, in una Galleria Quattrocentometriquadri affollatissima, alla presenza dell’assessore alla cultura di Ancona Andrea Nobili e dell’assessore alla cultura della Provincia di Ancona, Carlo Pesaresi. Suggestivo lo ‘sconfinamento’ nel Mercato delle erbe, aperto eccezionalmente per l’occasione. Il concorso Metrocubo, giunto alla seconda edizione, è stato ideato per valorizzare il lavoro di giovani artisti ed è realizzato grazie al sostegno di Angela Pezzuto con Shampoo-Teste d’autore e del main sponsor L’OREAL professional. La giuria, che ha selezionato i vincitori tra le oltre 60 opere giunte da tutta Italia e non solo, era composta da alcuni tra i principali promotori dell’arte contemporanea nel territorio: Franco Marconi (presidente di giuria), gallerista e curatore; Andreina De Tomassi, giornalista; Riccardo Lisi, curatore e critico; Sabrina Maggiori, curatore; Federica Mariani, curatore e giornalista; MAC Manifestazioni Artistiche Contemporanee e White.fish. tank, Associazione Culturale – galleria, oltre alla stessa associazione Quattrocentometriquadri.

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CULTURA

SE DICI CREATIVITÀ… DICI MARCHE! ML presenta il primo Award della Comunicazione nelle Marche

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a creatività contagia, si evolve. È rivoluzione, è la nuova dimensione dell’eccellenza marchigiana. Un mondo indipendente e sempre in fermento. Un caleidoscopio di idee e progetti. Un laboratorio multiforme mai uguale a se stesso, in cui le agenzie riflettono e moltiplicano tendenze e innovazioni dei maggiori brand marchigiani e nazionali. Pubblicità, eventi, branding, web design, guerrilla marketing: i meccanismi della comunicazione non sono appannaggio delle multinazionali con sede a Milano e Roma, ma trovano ampio respiro nelle botteghe indipendenti che mantengono un forte orgoglio territoriale distinguendosi, grazie al web, anche a livello nazionale. Con il Dossier Comunicazione abbiamo approfondito il rapporto tra le agenzie di comunicazione e le imprese nelle Marche ed esplorato un universo di competenze e visioni di cui pochi sono a conoscenza. Ma che senso avrebbe parlare di comunicazione senza mostrarla? Un contest ci è sembrato il modo migliore per farlo! Un vero e proprio Award del-

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la Comunicazione nelle Marche, al quale possono partecipare tutte le agenzie di comunicazione del territorio. Uno spazio grazie al quale continuare a stimolare il dibattito sulla questione, coinvolgere in misura maggiore le agenzie marchigiane e ricordare le pubblicità che ci hanno fatto sorridere, riflettere, emozionare. L’Award sarà organizzato in tre sezioni: Traditional, sezione che include i media tradizionali come stampa, affissioni, spot e radio; New Media, che comprende la comunicazione su web e supporti digitali (CD e DVD) e Unconventional, sezione della quale fanno parte tutti i lavori non convenzionali come viral e guerrilla marketing. Ogni mese, a partire da gennaio, una giuria di esperti selezionerà i tre migliori lavori per categoria, motivando la scelta e presentando le agenzie e i creativi che ne fanno parte. All’Award verranno coinvolti alcuni volti noti del mondo della comunicazione. Spetterà a loro, in qualità di giurati, selezionare i lavori da pubblicare utilizzando diversi parametri come l’originalità del concept,

anche rispetto al canale utilizzato, e il successo della comunicazione. In questo modo daremo voce a tutte le agenzie del territorio. E forse riusciremo a rispondere alla domanda che ci ha spinto a portare avanti il dossier comunicazione: se le nuove tendenze non siano da ritracciare proprio nelle fucine creative e nei laboratori grafici indipendenti. Se il futuro della pubblicità e del design non sia proprio nelle piccole agenzie storiche, quelle in cui ci si sporca le mani con carta e penna e si lavora da anni a stretto contatto con gli imprenditori, tuffandosi nella realizzazione di una pubblicità che richiede mesi di preparazione. Così come in quelle fatte da giovani che decidono di restare in Italia e sviluppare le proprie competenze, o tornare dall’estero per arricchirle e riprendere le fila di tradizioni da scuotere e rinnovare, negli spazi che non hanno luoghi fisici, ma sono fatti di persone che condividono la stessa passione ed amano coltivarla nelle Marche. Come noi.


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THAILANDIA - PHUKET Sea Club Kamala Beach Resort & Sunwing Resort Kamala

Questo inverno “Profumo d’agrumi”. Fino a marzo le più belle città del Mediterraneo: ogni giorno una città da scoprire, partendo comodamente da Civitavecchia. Itinerario: imbarco da Civitavecchia, passaggio a Savona, Marsiglia, Barcellona, Palma De Mallorca, Cagliari e, infine, Palermo. Un viaggio tra bellezze naturali (mare cristallino e coste da sogno) e meraviglie architettoniche, per riscoprire l’anima di queste perle del Mediterraneo, scrigni di storia e cultura.

Situato lungo la baia di Kamala è un resort immerso nella natura a poca distanza da Patong, per una vacanza che coniuga il relax balneare con la possibilità di immergersi nella vivace vita serale del centro più animato dell’isola. Kamala Beach è una bella spiaggia dove rilassarsi, nuotare, esplorare la vicina barriera corallina ma anche dove entrare in contatto con la popolazione locale di un vicino villaggio di pescatori. Il complesso alberghiero si trova direttamente sulla spiaggia sabbiosa di Kamala ed è immerso in un bel giardino tropicale. 4 piscine per adulti attrezzate con lettini e ombrelloni. Uso gratuito di teli mare in spiaggia e in piscina. Gennaio 2012 a partire da 1420,00 voli da Milano

Partenze del 12 - 20 e 27 gennaio. In cabina interna da Euro 395,00

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LE PROPOSTE WEEKEND DI MARAVIGLIA A DUE PASSI DA CASA SLEDDOG 1 notte in mezza pensione + Escursione di mezza giornata in slitta trainata dai cani + Ingresso in SPA I fedeli amici dell’uomo vi accompagneranno attraverso il Parco dei Monti Sibillini ad ammirare le bellezze della natura, immersi nella magica atmosfera dell’inverno. Un’incantevole escursione in slitta sul bianco dei monti, un’esperienza unica ed emozionante, capace di far vivere momenti indimenticabili e spensierati attimi di divertimento. A partire da 179 euro a persona. info su: www.maravigliatravel.it - info@maravigliatravel.it

CIASPOLATA SULLA NEVE 1 notte con prima colazione + cena con bevande incluse + escursione guidata di mezza giornata con ciaspole + visita alla Pinacoteca Civica di Camerino Una giornata all’insegna dei divertimenti invernali a Camerino con una ciaspolata sulla neve tra suggestivi panorami e splendidi scorci. Una passeggiata fra le strade di Camerino alla scoperta delle pasticcerie più rinomate come Casa Francucci e Bettacchi per gustare il torrone più buono al mondo! La sera, tutto il meritato relax in un accogliente Relais con una cena dal sapore marchigiano. A partire da 129 euro a persona info su: www.maravigliatravel.it - info@maravigliatravel.it

GROTTE DI FRASASSI 1 notte con prima colazione + cena con bevande incluse + visita alle Grotte + visista al Museo della Filigrana di Fabriano In pochi luoghi come nelle Marche la natura ha fatto dono di bellezze spettacolari non solo a cielo aperto, ma anche nelle profondità della terra. Le grotte di Frasassi, fra le più grandi d’Europa, offrono l’emozione di un mondo rovesciato indimenticabile. Lasciatevi conquistare dalle bellezze della città di Fabriano con il suo museo della Carta e da una piacevole cena all’insegna di prodotti locali. A partire da 159 euro a persona info su: www.maravigliatravel.it - info@maravigliatravel.it

CAPODANNO AD URBINO ALL’INSEGNA DEL BENESSERE 3 notti con prima colazione + Cenone di capodanno con serata di intrattenimento + Brunch del 1 gennaio + Ingresso alla Spa Brinda al nuovo anno all’insegna del benessere! Urbino Resort 4* è un complesso di antiche case coloniche, oggi elegantemente riadattate alle esigenze del vivere contemporaneo, sparse in ben 360 ettari di oasi faunistica e di tenuta a coltivazione biologica. Uno spazio in armonia con la natura e con la bellezza del panorama circostante. A partire da 389 euro a persona info su: www.maravigliatravel.it - info@maravigliatravel.it

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LE STELLE DEL LUSSO NELLE MARCHE! Hotel Excelsior

Una struttura lontana dal caos dove rilassarsi tra musica, arte e design, cullati dal profumo del mare. Un lusso che non risiede nei sogni, ma nella concretezza di un ambiente discreto e accogliente, dove distendersi e, finalmente, vivere la vita.

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Il pacchetto comprende: • 1 notte in camera comfort dal 31-12 al 1-1 • Free upgrading e early check-in e late check out* • Cena di Gala alla Sala Banqueting con Casinò e musica live • Pacchetto fiches per Casinò e in palio fantastici soggiorni • Brunch del 1 gennaio 2012 • Accesso illimitato alla SPA *Soggetto a disponibilità limitata

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Il pacchetto comprende: • 2 notti in camera comfort dal 30-12 al 1-1 o dal 31-12 al 2-1 • Free upgrading e early check-in e late check out* • Ricca colazione servita in camera • Garage incluso* • Cena di Gala al ’59 Restaurant con casinò e musica live • Pacchetto fiches per Casinò e in palio fantastici soggiorni • Brunch o pranzo del 1 gennaio 2012 • Accesso illimitato alla SPA • Bagno idromassaggio in Terrakè Bain Vegetal Luxuriant *Soggetto a disponibilità limitata

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Il lusso di prendersi cura di sé. Ritrovarsi in un piccolo spazio tra cielo e terra, in una villa del ‘700 immersa in un bosco privato. Il tempo, qui, è la vera risorsa e va vissuto tra le piccole attenzioni quotidiane e la riscoperta di quel ritmo naturale che solo un luogo di charme come Villa Lattanzi sa dare.

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• Cena di Capodanno con serata d’intrattenimento

• Cena di Capodanno con serata d’intrattenimento

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VIAGGI

I VIAGGI DI MICHELA Michela Rossi (classe ’79) è una sognante anima esploratrice, che attualmente lavora come Product Manager presso Maraviglia Tour Operator. L’appuntamento mensile con la sua rubrica è occasione di scoperta, attraverso i suoi occhi e le sue emozioni, di angoli meravigliosi e talvolta poco conosciuti delle Marche.

Grotte di Frasassi - Presepe Vivente

C

ari Lettori, eccoci qua di nuovo col nostro appuntamento mensile. Con la brezza del Natale alle porte, questa volta voglio portavi nell’atmosfera dei presepi di Natale e, probabilmente, farvi scoprire uno dei più suggestivi: il Presepe Vivente di Genga. Nella scenografia naturale della Gola di Frasassi trova luogo ogni anno, nella serata di Santo Stefano (26 Dicembre) e in quella dell’Epifania (6 Gennaio), questa straordinaria manifestazione, che vanta il primato di presepio vivente più grande al mondo. Ben 30.000 metri quadri di estensione e oltre 300 figuranti tra falegnami, fabbri, cestai, fornai, pastori, vasai, ricamatrici, soldati e molti altri ancora, che sembrano far rivivere per un momento l’atmosfera di un tempo, lungo il sentiero che sale al Tempio di Valadier e alla grotta della Natività. Un’esperienza unica e straordinaria! E se siete in vena di grandi emozioni, non lasciatevi sfuggire anche con l’opportunità di una visita alle famose Grotte di Frasassi, magari in veste di speleologi. In pochi luoghi come nelle Marche la Natura ha fatto dono di bellezze spettacolari, non solo a cielo aperto, ma anche nelle profondità della terra. Le Grotte di Frasassi, tra le più grandi d’Europa, offrono l’emozione di un mondo rovesciato, fatto di caverne suggestive e di straordinarie concrezioni, di stalagmiti e stalattiti dalle più curiose forme, di laghetti color smeraldo e di immense aperture nella cui dimensione si perde la percezione reale dello spazio. Un complesso vivo ed in continua evoluzione, col solo gocciolio che rompe il silenzio. In questo fantastico mondo è possibile vivere un’insolita avventura da speleologo e addentrarsi, scortati da una guida, tra cunicoli e strettoie per ammirare magnifiche sale nascoste allo sguardo del “normale” visitatore.

Genga

In questi giorni di festa, dunque, lasciatevi andare alle emozioni. Vi aspetto nel 2012, per nuovi imperdibili viaggi da fare insieme. Intanto vi auguro, di cuore...

Buon Natale e felice anno nuovo!

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Scrivi a: m.rossi@maravigliatravel.it I racconti e le foto pi첫 belle saranno pubblicati. 167


E VENTI

PMS GROUP UN SUCCESSO LUNGO OLTRE 40 ANNI L

e Marche terra di eccellenze e innovazioni: potrebbe diventare il motto della nostra regione, che ne riassume il carattere fiero e intraprendente. Ormai tutti sanno che siamo la regione più manifatturiera d’Italia; il nostro alto artigianato è conosciuto e apprezzato nel mondo, ma forse saranno in molti a sorprendersi nello scoprire che, anche a livello industriale, nelle Marche ci sono realtà che forniscono prodotti persino alle grandi multinazionali negli States. È il caso di PMS Group, azienda che affonda le sue radici nel mondo degli stampi a iniezione già nel 1967, per opera di Emilio Mencarelli. Per darvi un’idea del prestigio dei marchi per i quali PMS realizza interamente in Italia i suoi pezzi citiamo i casi Audi e Volkswagen, ma anche Unilever (il brand che riunisce marchi come Lisoform, Svelto, Dove, Sunsilk ecc.) e L’Oreal. Proprio per riflettere sulle opportunità offerte dal settore degli stampi a iniezione e delle macchine assemblatrici, venerdì 18 novembre PMS Group ha tenuto a Jesi un Meeting & Tavola Rotonda dal titolo “Un nuovo modello di business, servizi e opportunità commerciali per l’industria Made in Italy nei mercati mondiali”. La sala conferenze dell’Hotel Federico II ha accolto il numeroso pubblico intervenuto per l’occasione: imprenditori, rappresentanti istituzionali, ricercatori e studenti, che non hanno voluto mancare all’appuntamento con le maestranze del settore. Ad attenderli un prestigioso parterre di relatori: insieme ad Emilio e Luca Mencarelli, Fabio Badiali, Presidente della III Commissione Consiliare permanente Attività Produttive e

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Lavoro della Regione Marche, Fausto Romagnoli, Presidente dell’ISTMA – Associazione Mondiale degli Stampisti, Francesco Ruschioni, Dirigente dell’Europlast e, rispettivamente dagli Stati Uniti e dalla Germania, due pezzi da novanta del settore, Ben Nejad (The Nejad Nexus- USA) e Andreas Handschke (Krauss Maffei). Dopo il benvenuto iniziale di Luca Mencarelli, è intervenuto il Presidente Fabio Badiali, portando i saluti della Regione e sottolineando il carattere sentito della sua presenza e del suo intervento, oltre alla soddisfazione nel constatare i successi di PMS, che si colloca nel panorama delle aziende d’eccellenza non solo a livello regionale, ma anche sul palcoscenico nazionale e mondiale. Badiali ha poi parlato dell’importanza di fare rete e di creare sinergie sia a livello imprenditoriale, che a livello delle istituzioni e degli enti: in questa prospettiva - ha aggiunto - la Regione è impegnata in una missione in Cina e negli altri Paesi del Bric. Dopo Badiali è stata la volta di Ben Nejad, la cui azienda collabora da ben 12 anni con la PMS. L’imprenditore americano, a capo di una delle aziende leader nel mondo, ha esaltato la serietà, la professionalità e la qualità della PMS, affermando che non è facile lavorare con una multinazionale d’Oltreoceano, ma che l’azienda jesina, grazie al suo approccio improntato all’eccellenza del risultato, rispecchia pienamente il concetto “Win-Win” (se ho successo nel mio lavoro ce l’avranno anche i miei partner) e per questo è un modello indiscusso. Altrettanto significativo l’intervento di


Al federico ii di Jesi il meeting e la tavola rotonda organizzati dall’azienda marchigiana, leader a livello mondiale nella commercializzazione di stampi per le materie plastiche

Andreas Handschke, della Krauss Maffei, azienda produttrice di presse a iniezione a livello mondiale, il quale ha affermato che la scelta di affidarsi a PMS è dovuta sia alla qualità dei prodotti offerti, che all’approccio serio, innovativo, flessibile e lungimirante dell’azienda. Sia Handschke che Ben Nejad hanno affermato che in tanti anni di collaborazione con PMS si è instaurato, oltre che un forte legame professionale, anche un rapporto umano profondo, basato sulla fiducia, sull’amicizia e sulla stima reciproca. Tanta soddisfazione per il lavoro con l’azienda di Mencarelli è stata espressa anche negli interventi del Presidente ISTMA Romagnani e del Dirigente dell’Europlast Ruschioni, i quali, dati alla mano, hanno evidenziato il ruolo delle aziende italiane nella produzione mondiale di stampi e, in particolare, quello della PMS, che ha saputo cogliere i venti del cambiamento, garantendo un approccio vincente al mercato. Al termine della tavola rotonda, che ha offerto ai presenti il piacere di ascoltare una storia di successo, professionale e umano, in un momento in cui dal mondo economico arrivano spesso segnali preoccupanti, il gremito pubblico ha partecipato alla cena buffet offerta presso il Ristorante La Rotonda, godendo di istanti pieni di gusto e convivialità. Per chiudere in bellezza la serata c’è stato il concerto inaugurale di “Skyline&Friends all’Hotel Federico II”, con Lino Patruno e Skyline Quartet Jazz: una piacevole parentesi di musica live, che ha riscosso un notevole successo.

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SALUTE

I FARMACI BIOSIMILARI PER IL FUTURO DELLA SANITÀ Può accadere che andando in farmacia qualcuno ci chieda: “Desidera il medicinale di marca o con marchio o il farmaco generico o equivalente o biosimilare?”. Spesso rimaniamo perplessi soprattutto perché non sappiamo che cosa sia il medicinale generico o, peggio, riteniamo che sia di qualità e di efficacia minore. Se non siamo stati convinti dal farmacista, cerchiamo di mettere ordine su questa tematica che ci coinvolge tutti di M. Timio

I

l farmaco con marchio o con nome commerciale è soggetto alle normative sul brevetto che, per la durata di venti anni, protegge dalla concorrenza, per cui nessuno può riprodurlo o commercializzarlo. Ciò essenzialmente per permettere all’azienda produttrice di rientrare dalle spese della ricerca e della sperimentazione. Alla scadenza del brevetto il prodotto è riproducibile da qualsiasi altra azienda e posto in farmacia con il nome comune del principio attivo chimico. Questo è appunto il farmaco generico o biosimilare o equivalente. E’ insomma una “copia” di una specialità medicinale registrata, di sui ha lo stesso principio attivo, presenta la medesima dose, la stessa formulazione, la stessa via di somministrazione, le stesse indicazioni terapeutiche. Efficacia curativa, potenza dell’attività, tempo di comparsa dell’effetto e della durata, fenomeni collaterali e loro incidenza debbono essere gli stessi nel farmaco equivalente e nel prodotto di marca. Allora qual è il vantaggio? Solo il prezzo. Per legge il farmaco equivalente dev’essere necessariamente inferiore del 20 per cento rispetto al farmaco di riferimento. Si può pensare che il generico costi meno perché si risparmia nella produzione. Nulla di più falso. Il low-cost è riferibile esclusivamente al fatto che l’azienda non è stata impegnata economicamente nella fase iniziale della ricerca e della sperimentazione. In considerazione del crescente ricorso ai farmaci anche per la tarda età della popolazione, tenendo presente la fase congiunturale della nostra economia, spendere meno per i medi-

camenti non è di secondaria importanza. Si calcola, ad esempio, che se una famiglia fa ricorso solo ai farmaci equivalenti risparmia oltre 60 euro l’anno; la cifra raddoppia se nel nucleo c’è un anziano. Lo stesso discorso vale per le casse dello Stato, con una conseguente ricaduta positiva sul portafoglio di tutti i cittadini. Non a caso le Regioni italiane si stanno attrezzando per favorire il consumo dei biosimilari a scapito dei farmaci di marchio. Non fa eccezione la Regione Marche che nell’intento di contenere la spesa farmaceutica, ha recentemente istituito il Centro Regionale per la Farmacovigilanza, volto a diffondere la cultura del “buon uso” dei farmaci e rivolto anche ai medici “convenzionati” ed ospedalieri, per favorire la prescrizione degli equivalenti. Ciò anche perché l’Italia risulta ancora uno dei Paesi più reticenti verso questo tipo di farmaci. L’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) si sta impegnando in diverse campagne di sensibilizzazione per far saper che sui farmaci si può risparmiare senza rimetterci in qualità. In parallelo si stanno attivando aziende farmaceutiche tese a produrre medicinali low-cost ma di alto profilo terapeutico. Una di queste è la Zentiva, che offre oltre 400 diverse molecole in differenti aree terapeutiche: malattie cardiovascolari, affezioni polmonari e gastrointestinali, patologie urogenitali, sindromi dolorose e infiammatorie con una vasta gamma di antibiotici. Insomma, farmaci per il futuro della sanità.

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APPUNTI IN AGENDA

COSA FACCIAMO DI BELLO STASERA? Quante volte vi sarete posti questa domanda… ML ha pensato a voi selezionando una rosa di iniziative culturali, d’intrattenimento, sportive e musicali davvero imperdibili!

Gabriele Arruzzo, Essere un’isola

Concerto sinfonico 16 dicembre, ore 21.00 Jesi, Teatro G.B. Pergolesi Come avviene In occasione del Bicentenario della Camera di Commercio nei territori Musiche di G. Rossini, G. Verdi, G. Spontini, G. Puccini Direttore Mirco Barani Orchestra Giovanile della Fondazione Pergolesi Spontini Per info: Tel. +39 0731 202944 - 215643 – 226446 Fax +39 0731 226460 info@fpsjesi.com

VILLA LATTANZI Torre Di Palme 172

Gabriele Arruzzo, Essere un’isola Mostra a cura di Umberto Palestini 01 dicembre 2011 – 10 gennaio 2012, Casa Natale di Raffaello Bottega Giovanni Santi, Urbino Factory – Contemporary Art, progetto avviato nel 2010 dall’Accademia Raffaello in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Urbino nell’intento di promuovere il lavoro di giovani artisti emergenti, presenta il secondo appuntamento di quest’anno con la mostra di Gabriele Arruzzo, Essere un’isola. Da questo evento il progetto Factory amplia la sua portata culturale trovando un partner nella Città di Teramo e ne L’ARCA, laboratorio per le arti contemporanee, spazio espositivo con cui l’Accademia Raffaelo ha condiviso la produzione della mostra di Henri Cartier-Bresson, La tentazione del disegno.

Concerto sinfonico

“Gioia per gli occhi, delizia per il palato” VL Menù Degustazioni 21/01 Tartufo & Cantina Marchesi di Barolo Villa Lattanzi ti aspetta per gustare un binomio perefetto: tartufo e barolo, in un menù interpretato con sapiente maestria dal nostro Executive Chef Per info e prenotazione contattaci al 073453711, o scrivi a info@ villalattanzi.it “ Il sottile confine tra l’eccellenza e la perfezione” VL Verticali 04/02 Valtellina Sfurzat / Nino Negri Assapora le diverse annate di un vino prelibato nella degustazione verticale di Villa Lattanzi. Per info e prenotazione contattaci al 073453711, o scrivi a info@ villalattanzi.it


23 dicembre 2011 Sala Banqueting Excelsior Oh Happy Day

HOTEL EXCELSIOR Pesaro

Le voci del Coro Polifonico San Carlo si esibiranno in un concerto d’eccezione di gospel, repertorio natalizio e colonne sonore Aperitivo di benvenuto ore 19,30 Inizio esibizione ore 20,30 Cena ore 21,40 28 gennaio 2012 ‘59 Restaurant - Pesaro Verticale di Barolo Tre annate di Barolo accompagnate da un menu degustazione marchigiano

NATALE.2011 23DICEMBRE

Oh Happy Day Le voci più emozionanti, i sapori più inebrianti. L’atmosfera del Natale è tra le note del Coro Polifonico San Carlo. Aperitivo di benvenuto ore19.30 Inizio esibizione ore 20.30 Cena ore 21.40

24/25DICEMBRE Christmas is here!

24-Dicembre Gran cenone di Natale. Un esclusivo menu di pesce dell’Adriatico: è la Vigilia al ’59! 25-Dicembre Gran Pranzo di Natale. Gli chef del ’59 reinterpretano la tradizione marchigiana.

CAPODANNO.2012 31DICEMBRE ’59 Restaurant

Fly me to the moon… Capodanno a cinque stelle! Gran Menu di fine anno, concerto swing e rock’n’roll e pacchetto fiches.

31DICEMBRE

Sala banqueting Excelsior

Let’s celebrate… A Swingin’ NewYear! Il 2012 è frizzante, all’Excelsior! Cenone di fine anno, concerto swing e rock’n’roll. 110 € a persona

190 € a persona 70 € a persona

50 € a persona

LE NOZZE DI FIGARO Teatro le Muse 27 e 29 gennaio 2012 NON PERDERTI GLI ECCEZIONALI BRUNCH DI La Stagione Lirica 2011/12LUNEDI’ della 26 Fondazione Teatro delle Muse2012! si DICEMBRE E DOMENICA 1 GENNAIO apre il 27Per e info il 29 gennaio 2012 www.excelsiorpesaro.it con l’opera Leinfo@excelsiorpesaro.it nozze di Figaro di Wolfe prenotazioni 0721-630011 www.facebook.com/hotelexcelsior gang Amadeus Mozart con direttore d’orchestra Guillaume Tourniaire con la regia, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi. Gli interpreti principali dell’opera sono Carmela Remigio, Alessandro Luongo, Riccardo Novaro, Adriana Kučerova, Giacinta Nicotra. L’opera è un nuovo allestimento della Fondazione Teatro delle Muse e chiude la trilogia Mozart dopo il Così fan tutte dello scorso anno e il Don Giovanni di due stagioni fa realizzate in coproduzione con lo Sferisterio Opera Festival. Le nozze di Figaro è una commedia per musica in quattro atti di Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte tratta da Le Mariane de Figaro di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais.

LE NOZZE DI FIGARO

Info: biglietteria@teatrodellemuse.org

XVIII Edizione di Civitanova Danza

XVIII Edizione di Civitanova Danza Dal 25 gennaio 2012 Civitanova Marche, la città della danza è pronta ad accogliere la diciottesima edizione della rassegna invernale Civitanova Danza tutto l’anno, un cartellone di cinque appuntamenti da gennaio ad aprile con quanto di meglio presenta la scena italiana ed internazionale. L’inaugurazione il 25 gennaio al Teatro Rossini è affidata a Giselle - balletto romantico per eccellenza, una grande storia d’amore, tradimento e redenzione - nell’elegante interpretazione dello Slovak National Theatre, una delle istituzioni culturali più importanti del paese. La coreografia è di Ondej Šoth e Juraj Kubánka, la musica di Adolphe Charles Adam. Info: www.civitanovadanza.it, www.amat.marche.it

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APPUNTI IN AGENDA

A SILENT CHRISTMAS Mario Mariani ritorna a stupire con una nuova sperimentazione artistica: in occasione del prossimo Natale, l'eclettico pianista riproporrà una collezione di film muti con accompagnamento musicale dal vivo di M. Zenobi

“A

silent Christmas” dà così il titolo a una mini tournée che toccherà teatri e spazi dedicati all'arte nelle città di Pesaro, Urbino, Fano, Cagli, Ancona e Senigallia. Girate tra il 1909 e il 1925, le pellicole sono per la maggior parte ancora sconosciute in Italia. Tra i titoli si ritrova “A trap for Santa”, uno dei primi lavori di D.W. Griffiths, datato 1909; una bellissima storia su Babbo Natale del 1925 di F.E. Kleinschmidt, girata in Alaska; infine, una versione “condensata” di “Canto di Natale” di Charles Dickens. Mario Mariani, che vanta collaborazioni illustri nel mondo del cinema (due sigle per il Festival del Cinema di Venezia, tutti i film di Vittorio Moroni) è attualmente al lavoro su “Notte finisce con gallo”, di Matteo Pellegrini, la prima “commedia multietnica” italiana, con un cast internazionale (Aleksei Guskov, protagonista de Il concerto, Eriq Ebouaney, protagonista di Lumumba, Filippo Timi e molti altri). “A silent Christmas” si può considerare un felice ritorno, dato che la carriera cinematografica di Mariani è cominciata proprio accompagnando film muti al Festival del Cinema di Pesaro.

Il calendario 19 dicembre, ore 21.00: Teatro della Fortuna Sala Verdi – Fano (PU) 20 dicembre, ore 21.30: Palazzo Comunale P.zza Giardino d’Infanzia – Camerano (AN) 21 dicembre, ore 21.00: Sala del Ridotto del Teatro Comunale di Cagli – Cagli (PU) 22 dicembre, ore 21.00: 108 Love, music & food – Pesaro 27 dicembre, ore 21.00: Auditorium San Rocco – Ssenigallia (AN) 28 dicembre, ore 21.00: Cappella Musicale SS.Sacramento – Urbino (PU) Ingresso libero

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SPORT

MATTEO BAIOCCO È il nuovo campione italiano di superbike e ora sogna il mondiale Il Campionato Italiano Superbike di motociclismo ha visto al vertice in questa stagione due piloti marchigiani, compagni di squadra e il titolo è andato, a ottobre, a Matteo Baiocco di Osimo, classe 1984, con esperienza alle spalle di buon livello, comprese due stagioni di Campionato Mondiale. Non è facile capire quanti sacrifici e quanta dedizione occorrano per emergere. Per questo Matteo è soddisfatto e felice del risultato raggiunto, con il team bergamasco Ducati-Barni di G. Saluzzi

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Matteo Baiocco

Un autodromo nel fermano “Siamo una grande regione nel motociclismo. Sarebbe eccezionale poter disporre di un circuito!”

envenuto Matteo sulle pagine di ML. Vuoi raccontarci la tua vittoria al Mugello, in occasione del Campionato Italiano Superbike? “Il 2011 è stato senza dubbio un anno da incorniciare, perché l’ultimo campionato vinto risaliva al 2003, nell’Europeo Supersport, poi sono arrivate diverse vittorie e buoni piazzamenti. Quest’anno ho voluto a tutti i costi questo titolo, ho trovato una buona squadra, con la Ducati sapevo di trovarmi bene per stile di guida e con tre vittorie e tre secondi posti su otto gare ho raggiunto l’obiettivo. Senza la classifica di mezzo avrei potuto vincere di più ma ho badato diverse volte a non commettere errori”. Cosa hai detto alla tua Ducati alla fine della gara decisiva e a chi hai dedicato il successo? “Dopo la gara non le ho detto niente, prima invece le avevo detto di non tradirmi sul più bello. La vittoria è arrivata in un momento particolare, con l’incidente di Simoncelli avvenuto in Malesia che ha rattristato la giornata. Il successo l’ho tenuto tutto per me, ho faticato tanto per conquistarmelo, ed è stata una bella soddisfazione. Ma il pensiero andava sempre a Marco”. Come hai iniziato il tuo cammino motociclistico? “E’ successo tutto all’età di 10 anni; mio padre era un grande appassionato, seguiva le

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competizioni, ma non ha mai disputato gare. Ho iniziato con una moto da minicross attorno alla carrozzeria di famiglia, poi ho affrontato la prima gara di minimoto nel ’98; ho partecipato il campionato italiano piazzandomi tra i primi cinque, e da lì è iniziato tutto. Nel 2000 ho iniziato con le “ruote alte”, in fretta sono arrivato alle categorie internazionali, dove tra varie vicissitudini ho cercato sempre di dare il meglio”. Come mai molti piloti si allenano con il motocross, come fai anche tu? “Perché allenarsi con la moto stradale è impossibile, ci sono pochi test. La moto da cross permette di tenere viva l’attitudine con un mezzo a motore, tiene molto allenati fisicamente, anche se le sollecitazioni sono un po’ diverse rispetto alla velocità; in più aiuta molto ad acquisire resistenza”. Sei stato in squadra con lo jesino campione uscente Alex Polita, che è anche tuo amico da anni. Come si concilia l’amicizia con la competitività in pista? “Sono due aspetti che si conciliano con l’intelligenza. Sia io che Alessandro, anche se ci alleniamo spesso insieme, siamo stati molto attenti quest’anno, abbiamo tenuto alcune cose nel cassetto, siamo stati molto professionali, non ci siamo soffermati sui particolari, che avrebbero potuto creare alcune polemiche. Abbiamo pensato a lavorare con molta concen-


“Prima della gara ho chiesto alla moto di non tradirmi sul più bello. La vittoria è stata una bella soddisfazione, ma il pensiero andava sempre a Marco Simoncelli... “

trazione. E’ stato forse più difficile per chi ci circonda, conciliare amicizia e rivalità; una volta dentro i box siamo stati avversari come con tutti gli altri. Io volevo vincere, sia con lui, che con qualsiasi altro compagno di team”. Siete già stati compagni di squadra? Sì, nel team Campetella Racing di Montecassiano, quando abbiamo affrontato insieme da sedicenni l’europeo 125. A distanza di 11 anni siamo tornati assieme, è stato curioso, ma anche stimolante”. Hai citato prima Marco Simoncelli; con la sua scomparsa il motociclismo ha subito una grande perdita: cosa spinge un pilota a tornare in sella dopo simili eventi? “Sono tredici anni che inseguo un sogno, dei traguardi. E’ brutto da dire, ma certe cose non ti possono fermare, altrimenti avremmo scelto un altro sport. La motivazione è quella che ti spinge ad impegnarti verso un obiettivo e in questo caso l’obiettivo è lo stesso che aveva Marco. Purtroppo quello che è successo a lui è stata una tragica fatalità, non è accaduto a 300 all’ora, non è stato nella velocità il pericolo, è stato effettivamente un incidente incredibile. E’ chiaro che Marco era italiano, era giovane, era un personaggio solare e quindi la sua morte ci tocca di

più rispetto a tanti altri fatti che succedono attorno a noi. Da parte mia ho sempre corso in modo abbastanza calcolato, non vado all’arrembaggio: qualche volta mi ha aiutato, qualche volta mi ha penalizzato, ma è il mio modo di correre e continuerò così”.

formare un feeling unico. Al Mugello sono venute in 50-60 con pullman e vetture private ed è stato veramente piacevole stare tutti assieme. Non è un interesse o un’amicizia legata solo al fatto sportivo: con molti di loro trascorro anche molto tempo libero quando sono ad Osimo”.

La prossima sfida sarà nuovamente a livello mondiale? “Dopo due stagioni di Campionato del Mondo Superbike, la prima con grossi cambiamenti durante l’anno e la seconda con mezzi non competitivi, punto ovviamente a potervi tornare. Sono contento della squadra attuale e non è detto che non rimanga per inseguire di nuovo il titolo italiano. Per ora non c’è nulla di concreto e vedremo cosa succederà”.

Si è parlato molto di un autodromo nel fermano, anche se sembra difficile la realizzazione. Cosa potrebbe significare nelle Marche, visto che già abbiamo tanti bravi piloti? “Nell’Italiano Velocità siamo veramente numerosi, nel cross ugualmente: siamo una grande regione nel motociclismo. Sarebbe eccezionale poter disporre di un circuito, che potrebbe avere un grande ruolo promozionale”.

Hai saputo creare attorno a te un notevole seguito del Fans Club: come lo spieghi? “Penso sia fondamentale l’approccio personale a questo sport. Noto differenze tra noi piloti: io, caratterialmente riesco a legare con tutti. Il nostro gruppo è numeroso ed è cresciuto insieme fin dall’infanzia, siamo molto uniti, anche se, naturalmente c’è chi va e chi viene. Attorno allo zoccolo duro si sono aggiunte nel tempo altre bravissime persone, che aiutano a

In pista e nella vita hai al tuo fianco Veronica, cosa vuol dire per te? “Stiamo insieme da sette anni, ha vissuto con me tutte le difficoltà ed i bei momenti sportivi. Mi ritengo fortunato ad avere la sua vicinanza: in modo molto discreto, condivide in tutto e per tutto ogni mio momento. Sono maturato molto anche grazie a lei, che ha avuto un’infanzia più difficile della mia. Io ho la fortuna di avere anche una famiglia molto unita, che sta sempre accanto a me”.

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ML9 Dicembre 2011 Gennaio 2012