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Anno 43, numero 153

Qui Ticino...

...a voi missionari

marzo 2011 Periodico trimestrale ticinese del Gruppo Medaglia Miracolosa di Mendrisio attivo dal 1960 www.medaglia-mendrisio.org

Bambini Quechua di Chinchero, Ande, Per첫

Felice

! a u q s a P a t n a S


Notizie ed avvisi CALENDARIO MARIANO MISSIONARIO prossimi appuntamenti Domenica, 27 marzo 2011: Pomeriggio di ritiro spirituale a Como (Italia) presso la casa dell’Opera Don Guanella, nell’anno in cui il Beato Luigi Guanella sarà proclamato Santo. Informazioni presso il Segretariato (telefono 091 646 28 20). Mercoledì, 27 aprile 2011: Celebrazione del “27” in famiglia (periodo pasquale).

A coloro che hanno sostenuto le opere missionarie della nostra Associazione, partecipando alla tombola tenutasi all’Oratorio Santa Maria di Mendrisio domenica, 13 febbraio 2011: GRAZIE! Il ricavato è stato di 3’498.50 franchi!

Sabato, 14 maggio 2011: Concerto. Ore 20.30 Chiesa San Giovanni Mendrisio Concerto del Coro Santuario del SS. Crocifisso di Desio (Italia). Il ricavato della serata (offerta libera) è a favore delle nostre opere missionarie.

Vita dell’Associazione...

Venerdì, 27 maggio 2011: Assemblea Annuale Ordinaria. Nella Chiesa Parrocchiale di Mendrisio: ore 19.30: Santo Rosario meditato; ore 20.00: Santa Messa. Segue nella Biblioteca San Damiano l’Assemblea Annuale Ordinaria.

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14 maggio 2011 CORO SANTUARIO SS. CROCIFISSO DESIO

CONCERTO MENDRISIO ORE 20.30 CHIESA SAN GIOVANNI Vi aspettiamo numerosi!

Al nostro caro vescovo Pier Giacomo, all’emerito vescovo Ernesto, ai nostri sacerdoti, a tutti i missionari, a voi tutti cari associati, benefattori e lettori, con le vostre famiglie, giunga l’augurio di una Buona e Santa Pasqua!

Impressum Editore: Associazione “Gruppo Medaglia Miracolosa”, Mendrisio Direzione, redazione e amministrazione: via Carlo Croci 6, 6850 Mendrisio tel: +41 91 646 28 20 fax: +41 91 646 28 15 email: quiticino@medaglia-mendrisio.org internet: www.medaglia-mendrisio.org Orari apertura segretariato: Lunedì - Venerdì: 09:00-11:30 / 14:00-17:00 Direttore Responsabile: don Angelo Crivelli Redazione: Carla Bernaschina, Stefania Bazzurri, Florindo Brazzola, don Angelo Crivelli, Michele Faul Impaginazione e Grafica: Michele Faul Tipografia: Fratelli Roda SA, zona Industriale 2, 6807 Taverne Abbonamento: Di qualunque offerta, indipendentemente dal modo di versamento, fr. 4.— danno diritto all’abbonamento.


A te, fratello missionario

Bello, ma più raro, quando siamo noi ad andarli a trovare… al fronte! La cura delle relazioni con i missionari e il sostegno alla loro opera di evangelizzazione e promozione umana, costituisce una buona parte dell’impegno della nostra Associazione e dello scopo della sua esistenza. In questo intenso scambio, però, siamo noi a guadagnarci: i missionari ci trasmettono il loro entusiasmo, la costanza nella fatica del lavoro missionario che si svolge a volte in situazioni difficili e pericolose, l’eco della fede delle popolazioni di cui essi condividono gioie e sofferenze; ci aiutano a conoscere il cammino delle Chiese sorelle sparse nei diversi continenti, ad aprire il nostro cuore al mondo, alle attese e speranze dei più poveri. Ci sentiamo particolarmente in sintonia col tema della campagna del Sacrificio Quaresimale di quest’anno “La mia gioia, il tuo dolore: tesori della terra e diritti umani”, illustrato da un cartellone che mostra una povera africana affamata che cerca di mangiare un cellulare… il telefonino non la può sfamare e non sfama a sufficienza neppure il salario corrisposto a chi lavora nella miniera africana da cui si estraggono materiali preziosi tra i quali anche il “coltan” che

Rino Bazzurri con Padre Luigi Benedetti, primo missionario aiutato dalla nostra associazione, morto il 17 agosto 2010. fa funzionare i nostri telefonini! Molti paesi in Africa, Asia e America Latina possiedono enormi ricchezze nel sottosuolo, ma raramente questi tesori sono fonte di benessere alle popolazioni o contribuiscono allo sviluppo del paese! I nostri missionari conoscono fin troppo bene le nefaste conseguenze di questi ingranaggi ingiusti sulla vita delle popolazioni e loro stessi ne portano i disagi. Essi non sono né guerriglieri né politici: sono andati laggiù a condividere la loro vita senza doppi fini o interessi, ma mossi dalla forza del Vangelo e dell’amore. Si sono messi semplicemente al fianco delle popolazioni per condividere la loro vita e sostenere la loro speranza. Essi sono umili e tenaci costruttori di pace, miti lottatori contro le ingiustizie, silenziosi ma decisi denunciatori di tutto ciò che umilia la dignità umana, portatori di un Vangelo che è “bella notizia” per i poveri e che ricorda ai grandi che la terra è stata donata da Dio a beneficio di tutti. Talvolta ci giunge la dolorosa notizia della morte di uno dei “nostri missionari” in terra di missione. Quante volte ci dicono che vorrebbero morire laggiù, in mezzo alla loro gente, al fronte dove la vocazione li aveva portati allora poco più che giovani ventenni, ora magari venerabili anziani dalla barba bianca. Di questi nostri fratelli missionari ne abbiamo parecchi già in Cielo: noi li sentiamo vicini a noi, facenti sempre parte viva e santa della nostra Associazione.

Lettera dell’Assistente...

Vi è noto come già pochi anni dopo la fondazione della nostra Associazione Medaglia Miracolosa, allo scopo primario della preghiera e della diffusione della medaglia si accostò quello del sostegno spirituale e materiale ai missionari che mano a mano si affacciavano al nostro cammino attraverso i canali misteriosi della Provvidenza e gli incontri più impensati. Oggi sono oltre 150 i missionari, religiosi e laici, con i quali intratteniamo relazione. Nelle regolari riunioni di Comitato, la lettura delle commoventi lettere dei missionari rende vicini e quasi presenti i volti di questi nostri fratelli e sorelle impegnati sul fronte della “missione ad gentes”. Ma la gioia più grande è quando possiamo avere tra noi i missionari e incontrarli di persona: e questo accade sia negli incontri del 27 di ogni mese, quando presiedono la Santa Messa e, in sala San Damiano, condividono con noi le loro esperienze di vita e di fede, sia nelle loro visite a sorpresa in segretariato.

Buona Pasqua a tutti! Don Angelo Crivelli, Assistente

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Progetti per le missioni...

Muoia l’asino, ma che il carico giunga a destinazione

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“L’asino ero io ed il carico era la Croce di Gesù da portare a destinazione, cioè ai poveri, agli ammalati, agli orfani, ai catecumeni.” Così ci scrive Padre Giovanni Giorda, missionario della Consolata da ben 60 anni in Tanganyika, ora Tanzania. Egli chiede un aiuto per costruire la chiesa di Kalenga, nel comprensorio della parrocchia di Tosamaganga e ci insegna alcuni principi che ha seguito nei suoi lunghi anni di attività missionaria. Carissimi amici, poco più di 60 anni di sacerdozio mi hanno fatto ben comprendere cosa significhi perseverare. Questo, infatti, è stato l’augurio di don Giovanni Maria Rolando, indimenticabile professore del seminario di Rivoli, che mi fece subito dopo la mia consacrazione a sacerdote. La mia attività missionaria è stata impregnata dal motto di Papa Giovanni XXIII° “Oboedientia et Pax” e da una meditazione del teologo Urs von Balthasar sul “fate questo in memoria di me” che ripetiamo ogni giorno durante la celebrazione della S. incontro ai missionari, poveri strumenti della Messa, ma che in realtà è un date la vita per i misericordia di Dio. Essi continuano l’opera vostri fratelli come Gesù l’ha data. della salvezza affidata da Gesù ai Suoi discepoli per tutti i popoli. Nella mia ultima visita Altro motto che ha contraddistinto il mio al Segretariato dell’Associazione Medaglia apostolato è un detto africano che conobbi Miracolosa di Mendrisio, ho chiesto un sussidio durante l’anno del grande Giubileo quando per la costruzione della chiesa dedicata alla organizzai il pellegrinaggio della Croce per la Madonna di Fatima a Kalenga, uno dei tredici mia parrocchia di Tosamaganga. Un giovane vicariati della parrocchia di Tosamaganga. come risposta a un mio commento sulla fatica Kalenga (3000 abitanti) è attraversata dal fiume di accompagnare la Croce di Gesù per 14 giorni Ruaha e ha un buon potenziale di sviluppo; attraverso i 17 vicariati, mi disse: “Muoia l’asino, dista circa 6 km da Tosamaganga e 15 km ma il carico giunga a destinazione!” Mi piacque dalla città di Iringa. La comunità cristiana è assai quella risposta con quel proverbio africano numerosa e vivace; è guidata da tre catechisti e di sapore evangelico (cfr. Gv. 12,24) perché, in dal Consiglio pastorale del vicariato. I fedeli da effetti, corrispondeva al mio agire. In tutti questi anni si radunano in una chiesetta costruita negli anni anche la mia gente aveva capito che l’asino anni cinquanta a 2 km fuori di Kalenga poiché i ero io e il carico era la Croce di Gesù da portare mussulmani erano restii a concedere un terreno a destinazione, cioè ai poveri, agli ammalati, ai cristiani. agli orfani, ai catecumeni... anche a costo di Alcuni anni fa, un nostro parrocchiano ha soccombere, come nel 1958 quando caddi con un offerto il suo campo per costruirvi la chiesa camion in un burrone e come nel 1982, quando e la nostra gente si è sforzata di preparare le ebbi una crisi febbrile tale da far pensare, la suora pietre per le fondamenta e i mattoni per i della Consolata che mi assisteva, di partire per muri della chiesa. A Dio piacendo, il 2011 sarà l’eternità dopo aver ricevuto l’Unzione degli l’anno della costruzione della chiesa. Saremmo infermi. felici di annoverare, tra coloro che avranno contribuito con i loro sussidi, anche i benefattori Ma Lui, il Padrone dell’asino, nella Sua dell’Associazione Medaglia Miracolosa di misericordia volle che restassi ancora a portare Mendrisio. Nel frattempo vi assicuriamo Lui e la Sua grazia a tanta povera gente in questa la nostra preghiera, come segno del nostro mia seconda patria che è la Tanzania. ringraziamento. Sono sempre riconoscente a Maria Santissima che, attraverso i suoi figli e figlie dell’Associazione Padre Giovanni Giorda Medaglia Miracolosa di Mendrisio, viene


Dopo il terremoto e lo tsunami il risanamento dei danni

Da Limache (Cile) Padre Leonardo Terzaghi, missionario Guanelliano, ci descrive il disastro causato dal terremoto e dallo tsunami del 27 febbraio 2010 a una buona parte del Cile. Anche la sua missione - a 40 km da Valparaiso – ne ha risentito. Tubazioni rotte, pareti fessurate e muri di cinta rovinati al suolo. Per terminare il risanamento dei danni occorre ora riparare le tubazioni dei servizi igienici e le pareti interne. sta lavorando con tenacia per ricostruire quello che in pochi secondi si è frantumato al suolo. Stando noi a 40 km dalla costa non abbiamo avuto in casa lo tsunami, però si sono manifestati vari segni del terremoto: tubazioni dei servizi igienici sconquassate, pareti fessurate dal soffitto al pavimento, ma - soprattutto - molti lastroni di cemento (oltre un centinaio) che formavano il muro di cinta della casa caduti al suolo frantumati o fortemente danneggiati.

Si avvicina il triste anniversario dei due fenomeni che il 27 febbraio 2010 si sono scaricati su questo paese, prima il terremoto (di 8,8 gradi Richter, uno dei 5 più violenti registrati a livello mondiale), che ha raso al suolo case e edifici di vari piani, e poi il maremoto che, con la violenza di onde oceaniche di oltre 20 metri di altezza, ha scaraventato battelli e navi in piazza, a 700 metri dalla costa, per poi risucchiarsi case e vittime umane, e farle sparire sotto l’acqua. Oltre 500 sono stati i morti accertati e il numero degli scomparsi non è ancora conosciuto. Centinaia di imprese, istituzioni, organismi pubblici o privati soffrono ancora oggi a causa delle gravi perdite che hanno seriamente compromesso il funzionamento civico del paese. Pur con tutta questa terribile situazione di dolore la popolazione cilena ha accettato la sfida con decisa volontà di risollevarsi da tante macerie. In una gara di solidarietà veramente ammirevole

Grazie a Dio, nessuna vittima umana tra i nostri ventinove assistiti, giovani e adulti, ritardati mentali. E questo è già molto! Grazie, Signore! Sistemati o rimessi i lastroni di cemento, adesso dobbiamo pensare alle tubazioni dei bagni e risanare le pareti fessurate.

Vi mando le foto dei disastri, molto eloquenti. Non ci scoraggiamo. Come figli di don Guanella (prossimo Santo) continuiamo fiduciosi a confidare nella Divina Provvidenza, che - in questo caso - possono essere i lettori di “Qui Ticino... a voi Missionari” e benefattori dell’Associazione Medaglia Miracolosa di Mendrisio. Sempre fraternamente uniti nella preghiera, ci auguriamo reciprocamente ogni bene. Un caloroso abbraccio e una bella benedizione nella quasi vigilia della Madonna di Lourdes.

Progetti per le missioni...

Carissimi amici, con profonda emozione ho letto il gentile messaggio che mi avete inviato la scorsa settimana, ricordando la mia visita alla cara Associazione della Medaglia Miracolosa, nell’estate scorsa, quando ho avuto modo di accennare qualcosa circa le conseguenze del terremoto e successivo tsunami, che hanno colpito gravemente il Cile. Vi ringrazio di cuore per tanta delicatezza come espressione della vostra nobiltà di spirito nel volerci aiutare.

Padre Leonardo Terzaghi

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La formazione professionale è necessaria

Progetti per le missioni...

Suor Angela Mantini, missionaria Comboniana in Etiopia, è alla ricerca di fondi per assicurare un’adeguata formazione professionale alle sue consorelle. Le missionarie sono conosciute alla nostra associazione e don Angelo, il nostro assistente spirituale, pochi anni fa, ha avuto modo di rendere visita al monastero di questa congregazione. Non possiamo rimanere insensibili agli sforzi che suor Angela sta intraprendendo per migliorare la qualità dell’apostolato. Carissimi amici, altre volte ho beneficiato del vostro prezioso contributo e so quanto stiate facendo per altri progetti nelle varie missioni. Voglio ringraziare anche per la vostra attenzione nell’inviarmi il bollettino e notizie della vostra associazione. Confidando nel vostro interesse per la missione oso ancora presentarvi le necessità della Pia Unione delle Suore Ancelle della Chiesa (Sisters Handmaids of the Church), per cui avete già contribuito in parte alla loro formazione in altre occasioni. Una suora frequenta il secondo anno di L’attuale composizione della Pia Opera è la seguente: diciannove suore professe, quattro postulanti, cinque aspiranti. Alcune delle suore prestano la loro opera nelle missioni di Awassa e Shafina nel Sidamo; tre di loro operano nella sanità e quattro nell’educazione. Le altre sono ancora in formazione. Mi permetto di elencare qui i corsi dell’anno che stanno frequentando e per i quali dobbiamo trovare i mezzi per finanziarli.

infermiera professionale nell’ospedale di San Luca a Wolisso. II costo annuale del corso è di 1’000 franchi circa. Un’altra frequenta il terzo anno (l’ultimo) di tecnico di laboratorio ad Addis Abeba; il costo annuale è di 650 franchi circa. Cinque sorelle frequentano corsi professionali ad Awassa e Addis Abeba; il costo per un anno per tutte è di 2’200 franchi circa. Due consorelle frequentano il corso di un anno per maestre d’asilo nel collegio di Wolaita, il cui costo complessivo è di 1’600 franchi. Anche le quattro postulanti frequentano corsi professionali ad Addis Abeba; il relativo costo complessivo è di 1’800 franchi circa. In tutto, quindi, ci occorrono circa 7’250 franchi, lasciando al vostro buon cuore e alle reali vostre possibilità la decisione di aiutare o meno. II vescovo di Awassa, monsignor Giovanni Migliorati, è il responsabile di quest’opera per la quale potrete chiedere eventuali informazioni. Spero che potrete considerare questo progetto e giudicarlo tra quelli da voi finanziabili. Grazie in anticipo per quanto farete per noi. Uniti nella preghiera. Suor Angela Mantini

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Gesù è posto nel sepolcro

Ora non parliamone più. Tornate tutti a casa vostra. È seppellito e la pietra è posta. I familiari piangono, gli amici son disarmati. Questa volta tutto è finito. Signore, non è finita.“Sei in agonia fino alla fine dei tempi”, lo so. Gli uomini si alternano sulla Via della Croce. La risurrezione non sarà completa che in fondo alla Via del Mondo. Sono in cammino, ho la mia piccola parte e gli altri la loro. Insieme, sminuzziamo nel tempo quello che Tu hai preso a carico per divinizzarlo. In questo sta la mia speranza, o Signore, e la mia incrollabile fiducia. Non v’è briciola della mia piccola sofferenza che Tu non abbia già vissuta e trasformata in infinita redenzione. Se la strada è dura e monotona, se conduce al sepolcro, so che oltre il sepolcro Tu mi attendi glorioso. Signore, aiutami a percorrere fedelmente la mia Via, al mio posto nella grande Umanità. Aiutami soprattutto a riconoscerTi e ad aiutariTi in tutti i miei fratelli di pellegrinaggio. Perché sarebbe menzognero piangere davanti alle Tue fredde sembianze se non Ti seguissi Vivo sulla strada degli uomini.

Da “Preghiere” di Michel Quoist - Dipinto: “La deposizione nel sepolcro”, Caravaggio (1602)

Preghiamo e meditiamo insieme...

Così, o Signore, debbo riunire corpo, cuore e spirito. Ed in tutta la mia lunghezza distendermi sulla Croce del momento presente. Non ho il diritto di scegliere il legno della mia passione. La Croce è pronta, su misura. Tu me la presenti ogni giorno, ogni minuto, ed io debbo occuparla. Non è facile, o Signore, il momento presente è tanto limitato, non c’è tempo di guardarsi attorno. Pure, o Signore, non T’incontrerò altrove. Mi aspetti là. Là insieme salveremo i nostri fratelli.

Gesù è affisso alla Croce

In tutta la Tua lunghezza, Signore, Ti stendi sulla Croce. Ecco, perfetto! Non c’è che dire, è fatta per Te. La tieni tutta, e per essere sicuro d’aderirvi meglio, lasci agli uomini inchiodarTi con cura. Signore, è un lavoro ben fatto, coscienzioso. Ora, combaci perfettamente con la Tua Croce così come il pezzo del montatore, lentamente lavorato alla lima, ricopre il progetto dell’ingegnere. Dovevi raggiungere questa precisione. Non muovere più.

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Vita dell’Associazione...

Chiusura dell’anno giubilare dell’AMMM e visita di monsignor Vescovo alla zona San Martino

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Grande festa domenica 28 novembre 2010 nella Chiesa Parrocchiale di Mendrisio per sottolineare la presenza da 50 anni dell’Associazione “Gruppo Medaglia Miracolosa di Mendrisio” nella zona pastorale San Martino. “Una presenza”, così ha detto monsignor Grampa, “di generosa testimonianza, di vigile preghiera e di costante impegno missionario.” L’opera dell’amato Rino Bazzurri, fondatore dell’Associazione, è stata ricordata durante l’omelia che riportiamo integralmente più sotto. La cerimonia è stata preceduta dal Santo Rosario meditato. L’organista Giorgio Cereghetti e la corale parrocchiale diretta da Gian Mario Milani hanno animato l’incontro di preghiera al quale hanno partecipato i fedeli della zona pastorale di San Martino, gli associati e benefattori, i rappresentanti delle realtà Vincenziane nel Ticino e le Suore Figlie di Santa Maria di Leuca. L’incontro è stato trasmesso in diretta sulle onde di Radio Maria. Siamo giunti pannelli che hanno riportato le testimonianze al termine dei fotografiche dei progetti da noi sostenuti in festeggiamenti questi 50 anni di attività. della nostra Associazione Con riconoscenza, pubblichiamo il telegramma che hanno di auguri inviato dal Santo Padre all’Associazione avuto come ed ai suoi associati e benefattori: obiettivi Sommo Pontefice rivolge cordiale et principali il beneaugurante saluto at presidente et ringraziamento appartenenti Associazione Medaglia alla Vergine Miracolosa di Mendrisio che ricorda Immacolata cinquantesimo anniversario fondazione per le grazie esprimendo compiacimento per lungo et ricevute, la generoso servizio et mentre auspica nuova riconoscenza effusione celesti favori per sempre più al fondatore, fecondo cammino ecclesiale invoca materna Rino Bazzurri, protezione Vergine Immacolata et imparte e a tutti coloro che hanno collaborato in tutti di cuore at vostra Eccellenza at dirigenti et benefattori et componenti intero sodalizio questi anni al conseguimento degli scopi speciale benedizione apostolica estensibile at dell’Associazione “Gruppo Medaglia Miracolosa quanti prendono parte sacra celebrazione. di Mendrisio”, il ringraziamento ai benefattori che hanno sostenuto i progetti del nostro Cardinal Tarcisio Bertone sodalizio, il consolidamento delle relazioni con Segretario di Stato di Sua Santità le realtà Vincenziane in Ticino, l’avvicinamento all’organizzazione internazionale dell’AMM e la ripresa dello slancio per continuare il nostro L’incontro spirituale di domenica pomeriggio ha impegno missionario. avuto inizio con il seguente saluto del presidente: Un grazie di cuore a tutti gli assistenti spirituali dell’Associazione “Gruppo Medaglia Miracolosa di Mendrisio” e a don Angelo in modo particolare per l’assistenza spirituale e materiale profusa, alle segretarie e ai volontari, ai membri di comitato, alle volontarie della Bottega del Mondo, ai rappresentanti della stampa e dei mass-media, al Consiglio parrocchiale di Mendrisio e a tutti coloro che ci hanno dato una mano nell’organizzare e nell’animare le varie tappe di questo importante giubileo. Nella chiesa parrocchiale sono stati esposti dei

“A nome del Comitato dell’Associazione della Medaglia Miracolosa di Mendrisio porgo un cordiale benvenuto a voi qui presenti e anche a voi che siete in ascolto sulle onde di Radio Maria. Nella seconda apparizione alla novizia Caterina Labouré presso la Cappella di Rue du Bac al numero civico 150, a Parigi, il 27 novembre 1830 la Santa Vergine le affidò la missione di far coniare una medaglia secondo le caratteristiche che le aveva mostrato durante la visione. Dal 1832 iniziò la divulgazione della medaglia e in poco tempo si ebbero effetti meravigliosi, anzi miracolosi che continuano a prodursi ancora


oggi. La nascita della nostra Associazione è indirettamente legata a questa missione: nel 1960 il suo fondatore, Rino Bazzurri, con altri amici la raccolse con impegno fondando l’Associazione “Gruppo Medaglia Miracolosa di Mendrisio”. Sette anni dopo lo scopo del sodalizio venne esteso al bisogno spirituale e materiale alle missioni. Da allora gli aiuti non hanno mai smesso di essere elargiti: negli ultimi anni hanno raggiunto più di 150 missioni sparse in tutto il mondo.

Bac a Parigi. La preghiera è stata accompagnata negli intervalli dal coro parrocchiale diretto da Gian Mario Milani. Un grazie di cuore a tutti. La Santa Messa, concelebrata da sette sacerdoti, è poi iniziata con il saluto di monsignor Vescovo Pier Giacomo Grampa. La sua omelia (che trascriviamo integralmente in calce a questo articolo) è stata intonata sul tema delle letture suggerite dalla liturgia della prima domenica di Avvento e sulla missione della nostra Assoicazione.

Oggi vogliamo ricordare Rino Bazzurri e tutti coloro che hanno collaborato nel sodalizio per raggiungere un traguardo così importante. Un grazie di cuore giunga anche a tutti i benefattori che ci hanno permesso di aiutare i missionari, le punte di diamante della nostra Chiesa. A questo incontro di preghiera accogliamo con gioia il Vescovo della Diocesi di Lugano, monsignor Pier Giacomo Grampa, oggi in visita alla zona pastorale di San Martino dove i membri e gli amici della nostra associazione sono numerosi. Viviamo dunque questo momento di spiritualità nel segno della gratitudine al Signore nostro Dio col pensiero e il cuore aperti alle persone bisognose.” È poi seguito il Santo Rosario meditato con riflessioni tratte dalla novena per l’anniversario dell’apparizione del 27 novembre 1830 a Rue du

Omelia di mons. Pier Giacomo Grampa “Inizio di un nuovo anno liturgico. Pochi i segni esterni. La corona d’Avvento, con le quattro candele, che accenderemo domenica dopo domenica. Il colore delle vesti liturgiche: sono

Vita dell’Associazione...

Le offerte raccolte durante la celebrazione sono state destinate all’acquisto della casa regionale delle Suore del Cuore Immacolato di Maria, Madre di Cristo a Nairobi, Kenya (cfr. Qui Ticino, numero 152 pag.7). Al termine è stato offerto un rinfresco.

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Vita dell’Associazione... 10

diventate viola, colore che richiama a penitenza, vigilanza, serietà, attenzione, attesa. Non recitiamo il Gloria, che riserviamo per la Messa di Natale. Pochi i segni, ma che ci indicano la novità, il cambiamento, che ci invitano a elevare la nostra anima al Signore, a confidare in Lui, perché io non sia confuso. È confuso chi non sa dove andare. Ogni generazione ha le sue confusioni, ogni cultura i suoi sbandamenti. Soprattutto oggi, con tutto quello che succede per il terrorismo, le guerre, gli attentati, la violenza, i mille messaggi contrastanti, noi ci sentiamo confusi. I ragazzi, i giovani non sanno dove andare, che cosa è importante fare, che cosa è giusto, cosa sbagliato. Sono confusi e distratti, proprio come al tempo di Noè. Distratti dalle tante cose: dallo sport, dal divertimento, dalla TV. Le distrazioni possono venire anche dalle cose quotidiane, tutte legittime: mangiare, bere, sposarsi. Che cosa vi è di più normale? Eppure anche una vita, così apparentemente normale può confondere, può distrarre, può appesantire il cuore. Gesù non parla di peccati o ingiustizie, ma di troppo quotidiano, di solo quotidiano; non di eccessi o dissolutezze, solo di una vita senza profezia, indifferente all’essenziale. I giorni di Noè sono i giorni dell’assenza di Dio, sono i miei giorni quando mi appello solo all’elenco elementare dei bisogni e non so più sognare; quando mi accontento e non so più mostrare che il segreto della mia vita è oltre me. I giorni di Noè sono i giorni nostri quando plachiamo la nostra grande fame di cielo con piccoli bocconi di terra. Cosa dobbiamo fare? Tre semplici cose.

tempo da perdere. Il Signore viene. È sempre il veniente. Dio non è mai superato, non è mai sorpassato, non è mai vecchio, ma è colui che viene sempre. Il tempo d’Avvento dice in modo particolare questa caratteristica di Dio: di essere colui che viene. Il fatto che non ci sia tempo da perdere, non dipende dalla brevità del tempo, ma dalla sua importanza. Il tempo, lungo o breve che sia, è sempre tempo di decisioni, ricco di occasioni incalcolabili. Ecco dunque il primo impegno: svegliarsi dal sonno.

La prima: “Svegliamoci dal sonno” dice la pressante esortazione dell’apostolo Paolo. “È ormai tempo di svegliarsi dal sonno”. Sono parole che suonano come una sferzata. Non c’è

E un terzo impegno: la preghiera “Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza”. “Non trionfino su di me i miei nemici. Chiunque spera in te non resti deluso”. Tempo di preghiera l’Avvento: in casa, con i bambini, con la fedeltà alla Messa festiva, con la frequenza alla novena di Natale, con la partecipazione a qualche iniziativa di carità, con qualche momento sottratto alla confusione e alla distrazione. La preghiera ci aiuti a non illuderci, ci aiuti a riunire le forze, a non distrarci ansiosi a destra e a sinistra; a guardare la strada sulla quale il Signore viene incontro a noi, anche quest’anno, a Natale. Seguiamo l’esempio del grande profeta

La seconda: “Siate vigilanti”. Non basta essere svegli se si rimane confusi o distratti, se non si presta attenzione a colui che viene. Non conta fare tante cose se si dimentica la più importante: quella di prestare attenzione al Signore che viene e giudica e dice che non tutto è buono, non tutto è uguale. Occorre vigilare, valutare, discernere. Perché il Signore viene come un ladro, di notte, per dire la sorpresa, verrà a rubarci tutto quello che non è essenziale, per lasciarci poveri e nudi, nel riconoscimento della nostra umanità spoglia e pura. Viene carico non di violenza, ma di passione per cercarti, per invitarti a cercarlo, perché lo possa trovare. Due uomini sono allo stesso lavoro, uno sarà preso, l’altro lasciato. E cosi delle due donne. Il Signore che viene divide in presi e rilasciati. Ma perché? Alla nostra valutazione sfuggono i criteri, ma anche noi facciamo l’esperienza di fronte agli stessi avvenimenti, di fronte agli stessi scandali, c’è chi lascia la fede, c’è chi resta e purifica la fede. Noi cosa faremo? Saremo vigilanti a difesa della nostra fede, nell’attesa del Signore che viene?


Ma mi pare che questi siano gli impegni della vostra Associazione, di cui festeggiate il 50.mo di presenza nella nostra Chiesa: una presenza di generosa testimonianza, di vigile preghiera e di costante impegno missionario. Questa vostra Associazione si ispira alla visione avuta dalla giovane novizia, Caterina Labouré nella Casa Madre delle Figlie della Carità, in Rue du Bac a Parigi, nella notte del 27 novembre 1830. Fu il suo confessore, alla quale la giovane aveva confidato l’accaduto, a perorare allora presso i Superiori la causa della medaglia, ma senza rivelare il nome della suora, dalla quale aveva ricevuto quel segreto. Così il nome di quella giovane rimase a lungo sconosciuto. Diciotto mesi dopo, la medaglia veniva coniata dallo stesso arcivescovo di Parigi. Ma prima di approvarne la diffusione, le autorità religiose sottoposero i fatti di Rue du Bac a un rigoroso processo canonico. Caterina Labouré, detta familiarmente Zoe, era nata in campagna, nel 1806, a Fains-lesMoutiers, in una famiglia di dieci tra fratelli e sorelle, rimasti presto senza madre. Ottenuto, non senza difficoltà, il permesso del padre contadino, entrò tra le Figlie di San Vincenzo, seguendo la strada già percorsa dalla sorella maggiore. Dopo la professione venne inviata in un Istituto di periferia, rimanendo una suora umile e zelante. I lavori più pesanti erano “le sue gemme”, mentre le rimaneva nel cuore il desiderio del diffondersi di quella medaglia. Lo vide realizzarsi poco prima della morte, a settant’anni, al termine di un’esistenza tanto semplice, quanto esemplare.

Anche noi siamo chiamati a risvegliarci dalla nostra notte, dal sonno delle nostre pigrizie, dalle nostre chiusure e paure, dalle distrazioni di una vita abitudinaria per vivere l’esperienza del passaggio del Signore nella nostra vita e renderci attenti e vigilanti sull’impegno missionario, sulle necessità dell’evangelizzazione da noi, nelle nostre comunità, nel nostro paese, ma anche in terre lontane, nei paesi di missione. È l’impegno costante e fedele della vostra benemerita Associazione, che ringrazio di cuore a nome della nostra Chiesa, ricordando con affetto quanti in questi 50 anni si sono impegnati con generosità e dedizione, anche nel silenzio e nel nascondimento, per seminare speranza e testimoniare la forza e la luce del Vangelo. E rivolgo un pensiero di particolare affetto e riconoscenza a Rino Bazzurri. Il vostro atteggiamento è quello dell’Avvento, dell’attesa operosa, vigile e impegnata nella consapevolezza che il Signore viene, non è morto, non è stato cancellato dalla storia nonostante tutte le freddezze, chiusure ed emarginazioni. Il Signore viene e voi non volete mancare all’appuntamento in questo nostro tempo di paure, di violenze, di oppressione dei poveri, di corruzione. Avete il coraggio di proporre il messaggio di un mondo diverso e rinnovato, di una società nuova, in pace, affratellata, gioiosa. Voi vi impegnate a portare il messaggio del Vangelo e a sostenere i missionari del Vangelo. Fate questo, non per riconoscimenti o vanagloria, ma sostenuti dalla preghiera, facendo dell’intera vostra vita un’attesa vigilante e orante per il Signore che viene. In fondo sono stati questi anche gli scopi della mia visita pastorale alla vostra zona, per esaminare assieme ai presbiteri e ai collaboratori laici come si possa lavorare meglio assieme, con maggior comunione, con una pastorale meglio coordinata ed unitaria per rispondere alle esigenze del nostro tempo e dare slancio, intensità, motivazione alla nostra pastorale soprattutto in favore delle nuove generazioni. Iniziamo il periodo dell’Avvento; il Signore viene; svegliamoci dal sonno; siamo vigilanti nell’attesa operosa e in preghiera per camminare nella luce del Signore”.

Vita dell’Associazione...

dell’Avvento, Isaia: “Casa di Giacobbe (siamo noi la discendenza di Giacobbe) vieni. Camminiamo nella luce del Signore”.

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Salvato dalla Medaglia Miracolosa Durante il suo soggiorno in Ticino Padre Séraphin Zoga, missionario vincenziano a Bangui, ci ha rivelato a più riprese i dettagli di un suo rapimento, avvenuto nel 1997 a Kinshasa, Repubblica democratica del Congo, da parte di ribelli. Ne ha composto una lettera - testimonianza che riporta i fatti così come sono accaduti anche per tutti voi lettori di questo nostro periodico. Nel 1996 l’oppositore Laurent Kabila con l’aiuto dei ribelli ruandesi e ugandesi aveva imbrigliato il potere di Mobutu e nel maggio 1997 si autoproclamò presidente. Mobutu, il presidente in carica dal 1965, fuggì in Marocco, dove morì pochi mesi dopo lasciando il paese al collasso economico, in conflitto con i paesi vicini ed in guerra civile al proprio interno. Caro Presidente e Amici dell’Associazione “Gruppo Medaglia Miracolosa di Mendrisio”,

Testimonianza...

un venerdì di quaresima del 1997 (la Pasqua non era lontana ed io ero arrivato circa due mesi prima a Kinshasa presso il seminario della Congregazione della missione per avviare i miei studi di teologia), alle ore 09.00 stavo uscendo dalla porta principale del seminario che dà sulla strada maestra per raggiungere la biblioteca vicina a pochi passi. Lì avrei dovuto preparare la meditazione per la preghiera della via crucis della sera. In quel momento arrivò un camion carico di uomini bendati.

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Si fermò e uno dei ribelli con il fucile spianato verso di me mi ordinò di salire sul ponte. A malapena trovai un posto in piedi e subito mi furono bendati gli occhi. I ribelli (armati fino ai denti) occupavano la cabina e i posti esterni del ponte. Uno di essi mi disse: “Vedremo se il tuo Dio riuscirà a liberarti”. Sapevo che c’era la guerra nel Congo ma non conoscevo la realtà del paese. Speravo di subire un processo e quindi ero fiducioso di uscirne. Mentre il camion viaggiava verso la campagna, pregavo e ascoltavo taluni compagni di sventura che piangendo imploravano di essere liberati per non lasciare una moglie vedova e i figli orfani. Altri insultavano i ribelli. Verso le 11.30 il camion si fermò e ci fu ordinato di togliere le bende. Eravamo in una radura assai spaziosa. A sinistra

giacevano corpi carbonizzati, davanti, più lontano, due mucchi di cadaveri, taluni in stato avanzato di decomposizione, altri uccisi da poco tempo. Alcuni corpi si muovevano ancora. Alla vista di un simile quadro raccapricciante capii cosa mi stava capitando. Incominciai a pregare intensamente per i miei genitori, parenti, amici e superiori che Dio desse loro la forza di sopportare la notizia della mia morte e poi recitavo la giaculatoria che la Vergine Immacolata aveva illustrato nel novembre 1830 nella cappella di Rue du Bac alla novizia Caterina Labouré: “O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a te!”. In tutto questo spazio di tempo i ribelli presero a torturare tre uomini che, presumo, siano stati quelli che durante il viaggio li avevano insultati. Il primo venne legato alle mani e ai piedi e poi per almeno mezz’ora dovette subire una tremenda tortura di botte e di colpi con il calcio dei fucili, poi alla fine con un martello gli spaccarono il cranio. La scena si ripeté per tre volte e noi dovevamo assistere con le bende nelle mani. Io continuavo a pregare e sentivo una pace interiore che mi dava una mai sperimentata forza di affrontare l’esecuzione. Terminato il macabro rituale iniziarono gli insulti a ognuno di noi. Verso le due del pomeriggio ci disposero su tre file, uno distante circa un passo dall’altro. Preciso che tutti si dovettero bendare gli occhi. Le mani e i piedi erano liberi. La mia benda era una specie di garza attraverso la quale potevo vedere le sagome dei miei compagni di sventura


Mi trovavo nella seconda fila, quasi in fondo. Tre mitragliatrici vennero posate davanti alle file. Intanto continuavo a pregare. Quando partì la prima raffica - senza che avessi l’intenzione né di fuggire, né di buttarmi a terra - mi trovai inspiegabilmente a giacere bocconi almeno un paio di metri più in avanti verso le mitragliatrici. Poi, subito dopo, il corpo di un compagno trivellato dai colpi mi si rovesciò addosso e mi coprì la testa e il dorso. Le mitraglie sparavano lunghe raffiche di colpi. Il peso del corpo morto del compagno che mi faceva da scudo mi impediva di respirare comodamente, ma non potevo e non volevo muovermi. Sentivo il suo sangue colare abbondantemente sulla mia pelle e intridere la mia camicia. Dopo che le mitragliatrici ebbero smesso di sparare udii la voce di un ribelle dire che avrebbe preso una tanica di benzina. Il cuore mi batteva in gola e mi sforzavo di non far apparire segni di vita. Poi seguì una discussione. Un ribelle disse che era meglio partire subito per il timore che le forze nemiche, dopo il frastuono dei colpi, avessero potuto individuare attraverso la colonna di fumo il luogo dov’erano. Stavano partendo. Appena il camion si mise in moto udii delle raffiche di colpi che probabilmente miravano a intimorire chi era vicino alla pista sulla quale il camion stava viaggiando. Rimasi ancora tranquillo per alcuni minuti e poi con non poca fatica mi liberai del corpo del compagno che mi aveva involontariamente protetto. Non avevo la forza di reggermi. L’odore del sangue mi procurava le vertigini. A carponi raggiunsi il bosco circostante. Nella radura c’erano corpi sparsi un po’ ovunque. Si vede che i compagni, nella disperazione, avevano tentato di fuggire il fuoco nemico. Rimasi, non so quanto tempo, accovacciato nel bosco.

Quando udii il canto di un gallo capii di essere vicino a un luogo abitato e vi andai alla ricerca di aiuto. Trovai una donna che stava pulendo il cortile. Quando mi vide in quello stato impresentabile, si rinchiuse nella capanna e credendomi un ribelle mi maledisse. Ho avuto un bel daffare per convincerla che ero stato vittima di un’esecuzione collettiva nel bosco. Alla fine la “mamma” mi procurò l’acqua per lavarmi e per pulire alla bell’e meglio i panni e dopo tanta insistenza mi diede anche i soldi che le erano rimasti per prendere l’autobus. Seguendo le sue indicazioni raggiunsi la fermata quando già era notte. Nel bus mi guardavano con sospetto e nessuno osava avvicinarsi. Forse anche per la puzza della quale non ero riuscito a liberarmi. Arrivai al seminario verso le ore ventuno. Immaginatevi la gioia nel vedere un alunno che oramai consideravano morto. Infatti, già avevano pensato di scrivere le lettere per i miei genitori e per i miei superiori del seminario di Yaoundé nel Cameroun, da dove mi avevano inviato. Per due giorni rimasi rinchiuso nella mia cameretta in preda allo shock. Non lasciai Kinshasa, vi rimasi fino al 2003 per terminare gli studi di teologia. Quasi dimenticavo: al collo portavo la tanto amata Medaglia Miracolosa e prego spesso per coloro con i quali sarei dovuto morire. Padre Séraphin Zoga

La Medaglia Miracolosa: la Madonna ha promesso che coloro che la porteranno con fiducia, godranno della Sua specialissima protezione e riceveranno grandi grazie. Le medaglie, anche in oro oppure dorate, si possono ottenere contattando il nostro segretariato.

Testimonianza...

(una trentina) e dei ribelli.

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Equità, trasparenza, solidarietà: il commercio equo e solidale! Aiutiamo iniziando dai nostri acquisti: Commercio Equo e Solidale! margine da investire nello sviluppo dell’attività produttiva e in progetti di solidarietà.

Sviluppo sostenibile

I rapporti commerciali che si instaurano mirano a sostenere e favorire gli sforzi di sviluppo autonomo ed autogestito, creando nuovi posti di lavoro effettivo e promuovendo un processo produttivo adeguato alle condizioni locali, che non crei dipendenza e che sia rispettoso dell’ambiente.

Bottega del mondo...

Per molti di noi, sedersi a tavola con la famiglia e gli amici per comsumare un buon pasto casalingo, è uno dei piaceri della vita. Nel mondo occidentale, dove si possono scegliere tra cibi squisiti provenineti da altre regioni e nazioni (frutta fresca dei Caraibi o dell’Africa – the, riso e spezie dell’Asia – cacao, zucchero, caffè dell’America centrale), spesso non ci si rende conto che le comunità che coltivano questi prodotti hanno una vita tutt’altro che facile. In balia della fluttuazione o del calo dei prezzi degli alimenti e di politiche commerciali ingiuste, numerosi agricoltori e lavoratori devono lottare per garantire alle loro famiglie una vita dignitosa come l’accesso a servizi elementari quali l’acqua potabile, la scolarizzazione e l’assistenza sanitaria.

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È giunto il momento di prendere coscienza di questa situazione! Il commercio equo offre la possibilità di confrontarsi con i problemi del commercio internazionale e con quelli altrettanto pressanti dei piccoli produttori del Sud, e contemporaneamente offre prodotti di cui garantisce l’eticità.

Criteri di equità

Il commercio equo e solidale basa le sue relazioni commerciali su di una serie di criteri operativi condivisi a livello internazionale dalle varie organizzazioni che operano nel settore.

Prezzo

Ai produttori viene assicurato un compenso equo, ossia in grado di garantire loro un degno tenore di vita, tenendo conto del lavoro impiegato e delle condizioni di vita. I prezzi stabiliti per i prodotti comprendono anche un

Rapporto diretto

Il commercio equo evita ogni genere di intermediario commerciale, privilegiando il rapporto diretto con le strutture organizzate dei produttori. In tal modo viene eliminata una causa di sfruttamento e si contribuisce a spostare un ulteriore porzione di reddito dalla parte del produttore. La continuità del rapporto è un’altra importante modalità di sostegno.

Prefinanziamento

I piccoli produttori del Sud si scontrano spesso con il problema di reperire le risorse per acquistare materie prime ed attrezzature. Il prefinanziamento, fino ad un massimo del 50%, costituisce un modo per consentire loro di lavorare con maggiore tranquillità, non contrarre debiti e non intaccare le risorse destinate al sostentamento familiare.

Trasparenza

Garantire al consumatore la massima trasparenza su tutte le operazioni commerciali, dalla formazione del prezzo ai contratti di acquisto. ...e per la prossima Pasqua ricordatevi di passare in Bottega! Troverete il buon cioccolato e le gustose colombe pasquali equosolidali! Le volontarie della Bottega del Mondo di Mendrisio Orari di apertura della sede di Mendrisio: lunedì: 14:00–16:30 martedì - venerdì: 09:00–11:00 / 14:00–16:30 sabato: 09:00–11:00


5 gennaio 2011

27 gennaio 2011

Non posso nascondere la piacevole sorpresa che ricevo in questa visita al segretariato del Gruppo Medaglia Miracolosa di Mendrisio. Da lontano il rapporto mi sembrava così nebuloso, impalpabile… Ora mi ci trovo dentro!

Sono Padre Omer Paré del Burkina Faso e sono pieno di riconoscenza per le opere che la Medaglia Miracolosa ha realizzato nel mondo e anche nella mia parrocchia a Wakara con la costruzione di una magnifica grotta di Lourdes, in onore della Vergine Maria, regina del cielo. I parrocchiani di Wakara si rallegrano per questa grotta, dove si recano tutti i giorni per pregare davanti alla Vergine e per ottenere le grazie divine. Abbiamo notato che questa grotta ha fatto nascere nel cuore dei parrocchiani la devozione mariana, da qui la frequentazione assidua alla grotta da parte di tutti. Con la mano destra, la mano del cuore, noi diciamo un sincero grazie ai benefattori della Medaglia Miracolosa di Mendrisio. Che il Signore benedica tutti quelli che collaborano con essa e che la Vergine Maria li renda forti nella fede e nella luce di suo figlio, Gesù Cristo nostro Signore. Così, sempre confidando nell’aiuto di questa associazione, sollecitiamo il suo aiuto per la costruzione di una cappella che dovrebbe servire per la comunità di Tankuy e per i nostri pellegrinaggi. Che la Vergine ci assista e ci protegga. Cordialmente.

Sono felice di conoscere ora questa realtà da vicino e felice anche di farmi conoscere personalmente. Conoscenza reciproca che ha in comune la base di partenza: la Vergine Santa, la Mamma di Gesù e nostra mamma. Un augurio a questo gruppo: che possa irradiare ancora più lontano, moltiplicare il bene che sta compiendo per il conforto e la gioia di molti. Benedico questo gruppo e prego che la Vergine della Medaglia Miracolosa vi colmi della sua benedizione. Padre Marcellino Forcellini Missionario dell’Ordine dei Carmelitani Teresiani nella Repubblica del Congo 19 gennaio 2011 Grazie di tutto cuore per quello che la vostra Associazione fa per aiutare l’Ucraina. Don Maxim Mauritsson Missionario in Ucraina

Padre Omer Paré Missionario in Burkina Faso 27 gennaio 2011 Sono molto contento di essere qui a Mendrisio per ringraziare dell’aiuto spirituale e materiale che ormai da quasi quarantacinque anni mi date. Vorrei chiedere un aiuto spirituale specialmente in questo anno che “dovrebbe” vedere la nascita del nuovo Stato indipendente del Sud Sudan. Speriamo avvenga in pace. Dopo ci saranno enormi problemi tribali. Ma, con l’aiuto del Signore e della Madonna, si potranno risolvere. Bisogna pregare anche perché la Chiesa nel Sud Sudan sia “Mater et Magistra”, Luce e Speranza. Vi ricordo tutti, in modo speciale il fondatore Rino Bazzurri, la signorina Luigina Butti e tutte le persone che operano a favore di questa associazione. Uniti nel nome di Maria per portare Gesù a tutti. Padre Eugenio Caligari Missionario Comboniano in Sud Sudan

Vita dell’Associazione...

Chi mi ha condotto fin qui? Chi mi ha permesso di annodare dei rapporti con questo gruppo? Che bello! Penso sia stata una mano misteriosa, tenera e materna. Un piccolo gruppo capace di moltiplicare e mantenere rapporti con centinaia di missionari dislocati ai quattro punti della terra!

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6850 Mendrisio

Ringraziamo tutti i benefattori, associati ed amici dell’Associazione per tutte le generose offerte giunteci durante l’anno 2010. Rammentiamo che ogni sabato dell’anno 2011, i missionari Comboniani di Verona, celebrano una Santa Messa per tutte le necessità degli associati e benefattori, vivi e defunti, della nostra Associazione. Di nuovo “GRAZIE” per il vostro costante sostegno spirituale e materiale a favore delle missioni e delle persone più bisognose. Il comitato


Anno 43, numero 153