Qui Ticino... a voi missionari, Anno 54, numero 199, settembre 2022

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Qui

...a voi missionari

Ticino...
Periodico trimestrale ticinese del Gruppo Medaglia Miracolosa di Mendrisio attivo dal 1960Anno 54, numero 199 www.medaglia-mendrisio.org settembre 2022

Notizie ed avvisi

Calendario Mariano Missionario

calendar-alt Martedì, 27 settembre 2022

Incontro mensile nella chiesa Parrocchiale di Mendrisio, ore 19:30 Santo Rosario meditato; ore 20:00 Santa Messa. Segue l’incontro missionario.

calendar-alt Domenica, 23 ottobre 2022

Giornata missionaria mondiale: da celebrare nella propria Comunità parrocchiale.

calendar-alt Giovedì, 27 ottobre 2022

Incontro mensile nella chiesa Parrocchiale di Mendrisio, ore 19:30 Santo Rosario meditato; ore 20:00 Santa Messa. Segue l’incontro missionario.

calendar-alt Sabato, 26 novembre 2022

Incontro mensile nella chiesa Parrocchiale di Mendrisio, ore 20:00 Adorazione eucaristica ed incontro missionario.

calendar-alt Giovedì, 22 dicembre 2022

Giornata dedicata alla Preghiera Perenne L’invito è quello di unirsi in preghiera in famiglia o nella propria comunità parrocchiale.

calendar-alt Martedì, 27 dicembre 2022

Celebrazione del “27” in famiglia.

calendar-alt Venerdì, 27 gennaio 2023

Incontro mensile nella chiesa Parrocchiale di Mendrisio, ore 19:30 Santo Rosario meditato; ore 20:00 Santa Messa. Segue l’incontro missionario.

calendar-alt Lunedì, 27 febbraio 2023

Incontro mensile nella chiesa Parrocchiale di Mendrisio, ore 19:30 Santo Rosario meditato; ore 20:00 Santa Messa. Segue l’incontro missionario.

calendar-alt Lunedì, 27 marzo 2023

Incontro mensile nella chiesa Parrocchiale di Mendrisio, ore 19:30 Santo Rosario meditato; ore 20:00 Santa Messa. Segue l’incontro missionario.

calendar-alt Giovedì, 27 aprile 2023

Incontro mensile nella chiesa Parrocchiale di Mendrisio, ore 19:30 Santo Rosario meditato; ore 20:00 Santa Messa. Segue l’incontro missionario.

calendar-alt Mercoledì, 24 maggio 2023

Incontro mensile nella chiesa Parrocchiale di Mendrisio, ore 19:30 Santo Rosario meditato; ore 20:00 Santa Messa. Segue Assemblea Annuale Ordinaria e l’incontro missionario.

Impressum

Editore: Associazione “Gruppo Medaglia Miracolosa”, Mendrisio Direzione, redazione e amministrazione: via Carlo Croci 6, 6850 Mendrisio telefono: +41 91 646 28 20 email: quiticino@medaglia-mendrisio.org internet: www.medaglia-mendrisio.org

Orari apertura segretariato: Lunedì - Venerdì: 09:00-11:30 / 14:00-17:00

Direttore Responsabile: don Claudio Premoli

Redazione: Carla Bernaschina, Stefania Bazzurri, Florindo Brazzola, don Claudio Premoli, Michele Faul

Impaginazione e Grafica: Michele Faul

Tipografia: La Buona Stampa SA, via Fola 11, 6963 Pregassona

Abbonamento: Di qualunque offerta, indipendentemente dal modo di versamento, 4 franchi danno diritto all’abbonamento.

Vita dell’Associazione...
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Di me sarete testimoni

Domenica 23 ottobre 2022, si celebra la Giornata Missionaria Mondiale, che ha per motto: “Di me sarete testimoni” (Atti 1,8). La Parola di Dio ci invita a guardare alla Chiesa come mistero di comunione che, per sua natura, è destinato a tutta l’umanità e perciò ad ogni uomo e ad ogni donna. Il Santo Papa Paolo VI nell’Esortazione Apo stolica “Evangelii nuntiandi” così affermava: “La Chiesa esiste per evangelizzare, vale a dire per predicare ed insegnare, essere il canale del dono della grazia, riconciliare i peccatori con Dio, perpetuare il sacrificio del Cristo nella Santa Messa che è il me moriale della sua morte e della sua gloriosa risur rezione” (EN, 14).

In ogni luogo e in ogni tempo la Chiesa è presente e opera per accogliere ogni singolo individuo e offrirgli la pienezza della vita in Cristo. “La Chiesa di Cristo era, è e sarà sempre “in uscita” verso i nuovi orizzonti geografici, sociali, esistenziali, verso i luoghi e le situazioni umane “di confine”, per rendere testimonianza di Cristo e del suo amore a tutti gli uomini e le donne di ogni popolo, cultura, stato sociale. In questo senso, la missione sarà sempre anche missio ad gentes, come ci ha inse gnato il Concilio Vaticano II, perché la Chiesa dovrà sempre spingersi oltre, oltre i propri confini, per te stimoniare a tutti l’amore di Cristo” (Messaggio del Santo Padre Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale 2022, 2).

Nella Liturgia della domenica della Giornata Mis sionaria Mondiale si legge la testimonianza di san Paolo riguardo al premio finale che il Signore consegnerà “a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione” (2 Tm 4,8). Guar dando all’esperienza dell’Apostolo delle genti sco priamo che non si tratta di un’attesa inoperosa o solitaria, al contrario! Paolo ha vissuto in comu nione con Cristo risorto, che ha dato a lui la forza per “portare a compimento l’annuncio del Vangelo, così che tutte le genti lo ascoltassero” (2 Tm 4,17). Il compito missionario della Chiesa, di tutti i disce poli di Cristo, i battezzati dunque, non è sovvertire il mondo, ma trasfigurarlo, attingendo la forza da Gesù Cristo. È Lui che ci convoca ogni domenica alla mensa della sua Parola e dell’Eucaristia, per far memoria della sua passione, morte e risurrezione,

per gustare il dono della sua Presenza, formarci alla sua scuola e vivere con più consapevolezza uniti a Lui, Maestro e Signore. Anche i cristiani di oggi – come è scritto nella lettera A Diogneto –“mostrano come sia meravigliosa e straordinaria la loro vita associata. Trascorrono l’esistenza sulla terra, ma sono cittadini del cielo. Obbediscono alle leggi stabilite, ma con il loro modo di vivere oltrepassano le leggi. Sono condannati a morte, e da essa traggono vita. Pur facendo il bene, sono perseguitati e crescono di numero ogni giorno” (V, 4.9.12.16; VI, 9).

Ci affidiamo in questo tempo, come sempre del resto, alla Vergine Maria, che sotto la croce ha ricevuto dal Figlio suo Gesù la missione di essere Madre di tutti coloro che vogliono credere in Lui e seguirlo; affidiamo a Lei tutti i missionari del Vangelo e con loro anche noi. Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te.

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Pannelli solari per i pozzi d’acqua

Da suor Mona Dhem, ci giun ge la richiesta di aiuto per la posa di pannelli solari su un pozzo d’acqua nel villaggio di Khabab/Hauran, situato nel sud della Siria. Sappiamo quanto questa nazione sta soffrendo a causa della guerra, con tutte le conseguenze disastrose che da essa deriva. Diamo allora il nostro sostegno con grande generosità!

Cari amici dell’Associazione Medaglia Miracolosa, vi auguro salute e coraggio per tutto il bene che fate nel mondo. Siamo le Suore della Carità di Santa Giovanna Antide Thouret e tre di noi vivono a Khabab/ Hauran, nel sud della Siria, villaggio interamente cristiano e dove c’è la residenza del Vescovo della Diocesi. Siamo al servizio pastorale e sociale della regione. Lavoriamo in cinque villaggi, tre dei quali sono interamente cristiani e cattolici, mentre gli altri due sono misti con persone cattoliche, ortodosse e musulmane. La nostra missione è lavorare con i cento catechisti della regione e con i duemila bambini e ragazzi, per non parlare delle numerose famiglie di cui ci occupiamo. Lavoriamo sulla formazione spirituale di questi catechisti e dei giovani. Sosteniamo le famiglie, soprattutto quelle più povere, anche a livello materiale. Aiutiamo i giovani universitari che si trovano in difficoltà eco nomiche.

Offriamo quando possibile (con l’aiuto di organiz zazioni) il latte a neonati e bambini... In inverno forniamo alle famiglie povere il gasolio per il riscal damento. L’inverno scorso le persone, soprattutto gli anziani e i bambini, hanno sofferto molto per la mancanza di gasolio (c’è stata una crisi difficile e se si riusciva a trovarlo al mercato nero, era molto costoso...). Quest’anno la crisi economica mondiale sta facendo sentire i suoi effetti, soprattutto perché l’embargo nei confronti del nostro paese sta aggra vando il problema.

In questo villaggio ci sono persone che lavorano come impiegati statali. Il loro stipendio mensile è di circa 30 franchi, che non è sufficiente per una famiglia di cinque persone per comprare il pane, ma le persone hanno piantato alcuni alberi di ulivo o si danno all’agricoltura per tirare avanti, altri allevano una mucca, altri hanno un lavoro a giornata... Molti giovani e famiglie hanno lasciato il paese a causa della guerra e si sono rifugiati in Europa, in Canada e altrove...

Il progetto di cui desidero parlarvi e farvi partecipi è quello legato all’installazione di pannelli solari per il funzionamento di un secondo pozzo e per l’approvvigionamento idrico dell’intero villaggio. Da un anno il comitato del villaggio sta lavoran do per installare un sistema solare per un pozzo, ma non basta per soddisfare le necessità di tutto il villaggio. Ciò ha portato tuttavia un sollievo per una parte del villaggio che soffriva la sete in piena estate. Qui la temperatura arriva a 45 gradi!

La gente, sì, ha sete e non ha acqua a sufficienza... Anche la seconda metà del villaggio, quindi, soffre la sete e per la mancanza d’acqua, causate appunto dalla penuria di elettricità e di gasolio, necessari per il funzionamento del pozzo. Il nostro desi derio è quello pertanto di riuscire a installare dei pannelli solari, sfruttando così l’energia solare, che ci è data in abbondanza, e con il loro funzionamen to ottenere l’acqua necessaria da questo secondo pozzo.

Il costo di questo progetto è di circa 15’000 franchi. Grazie per la vostra collaborazione. Restiamo uniti nella preghiera. Con tutta la mia gratitudine per voi. suor Mona Dhem

Progetti per le missioni... 4

Progetti per le missioni...

Voglia di vita per superare ogni difficoltà

Padre Corrado Masini, da decenni missionario Combo niano in Etiopia, ci manda un segnale di speranza che emerge dalla situazione in cui si trova il popolo dei Gumuz, travagliato da un passato di schiavitù, di emarginazione e colpito involontariamente dalla guerriglia, dalla siccità e dalla carestia, ora aggravata dal conflitto russo ucraino!

Carissimi Amici, un saluto affettuoso e grazie per il grande dono dello scorso marzo per i poveri della missione: è consolazione e incoraggiamento a tutti noi missionari in Etiopia. Senza la vostra collaborazione riusciremmo a fare poco per i nostri poveri. Quando ero superiore Provincia le dei Comboniani in Etiopia-Eri trea, aprii tra il 2000 e il 2011 tre missioni fra il popolo dei Gumuz che per molti anni fu schiavizzato e perseguitato da altre etnie. Lo sfruttamento l’aveva condizio nato a rimanere al primo stadio dello sviluppo nonostante il de siderio e i tentativi di crescita. Ancora oggi vive in capanne fa tiscenti e si alimenta più di gazzelle e altri animali selvatici che di pastorizia e prodotti dell’agricoltura. Coltiva il miglio e il sorgo e fagioli in piccoli lembi di terra ricavati dal disboscamento. Non ha una lingua scritta e non ha quindi memoria scritta della sua storia se non quanto trasmesso da tradizioni orali. Il livello dell’educazione scolastica era molto basso: il 94% era analfabeta. Nel campo della salute fa ge neralmente ancora uso della medicina tradizionale locale. L’ospedale più vicino era a Baher Dar a circa 180 chilometri dal centro più abitato. Abbiamo aperto asili e scuole, una clinica, un ostello per studenti. Dopo la scuola elementare facilitiamo la frequenza alle scuole secondarie con aiuti finanziari e ospitando i giovani e le ragazze nell’ostello. Grande è l’impegno per l’evangelizza zione. Abbiamo iniziato a catechizzare i bambini e studenti. Da un po’ di anni anche gli adulti hanno iniziato ad accostarsi alla Chiesa e al Signore. Questo è un grande successo. Dobbiamo aiutare le famiglie a crescere nella comunità in maniera che costituiscano una solida base per la Chiesa. Al momento abbiamo già più di 5000 cattolici suddivi si in 50 piccole comunità.

La situazione qui in Etiopia non è del tutto pacifica, anche se il cammino verso la pace ha fatto pro gressi. La guerriglia aveva allontanato i Gumuz dai campi e dalle loro capanne per radunarsi nel centro di raccolta di Mambuk. Li abbiamo assistiti comperando loro cereali locali come granturco, orzo, sorgo, ecc. e poi hanno ripreso coraggio per ritornare alle loro capanne nella speranza di poter coltivare i loro campi.

La missione di Gilgil Beles, essendo centrale e nel capoluogo, è una risposta alle necessità immediate e base per futuri sviluppi, in cui confidiamo. Purtroppo, questo ultimo anno e mezzo, a causa della guerriglia, i missionari nei momenti più pericolosi si sono ritirati a Gilgil Beles, ma, fra poco, avranno il permesso di ritornare nelle loro missioni, per ricostruire e siste mare ciò che è stato distrutto e rovinato. Noi missionari abbiamo ridotto le attività, ma non abbiamo abbandonato il nostro popolo, anzi siamo stati ancora più vicini facendo quello che ci era possibile. Ci siamo assunti il compito di seguire i piccoli gruppi di sfollati. A Mambuk, antico e grosso centro abitato, è stato stabilito uno dei sei campi per gli sfollati. Le conseguenze della guerra con l’Ucraina si sono fatte sentire pesantemente anche qui: tutti i beni alimentari, a cominciare dal pane sono au mentati di prezzo, alcuni costano il doppio. A ciò si aggiunge anche la siccità. La mancanza delle piogge ha ostacolato la semina. Grazie a Dio da due settimane è iniziato a piovere. È troppo tardi per la semina, tuttavia, la gente si è messa al lavoro con la speranza di un raccolto ritardato. La voglia di vita dà forza per superare ogni difficoltà. Anche il nostro aiuto e la nostra presenza in mezzo a loro mantiene viva la speranza e li incoraggia a superare le difficoltà. Le autorità civili ci hanno chiesto di aiutare un gruppo del centro di sfollati a Mambuk. Per questo chiedo il vostro sostegno al programma per l’acquisto di mais, riso, fagioli secchi, olio di semi e pane. Ci occorrono circa 6’500 franchi. Altre piccole comunità cristiane locali si sono mobilitate per procurare miglio e sorgo e la missione sostiene le spese del trasporto. Vi ringrazio per l’aiuto che potrete darci. Che Dio vi benedica.

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Progetti per le missioni...

Una casa dignitosa per servire meglio

Da suor Nadia Gianolli rice viamo l’appello per aiutare le sue consorelle in Madagascar che desiderano costruire una casa dove poter vivere digni tosamente!

Carissimi Amici tutti della Medaglia Miracolosa, approfitto della visita in famiglia per scrivervi il mio sentito GRAZIE per la generosa offerta per la nostra missione in Perù. Il Signore vi ricompensi grande mente! Ciò che voi avete dato sarà devolto in parte a favore dei bambini con poche risorse economiche per far fronte alle spese scolastiche e in parte sarà utilizzata per la demolizione e la ricostruzione della cappella della nostra scuola che, per il momento, fa anche da chiesa parrocchiale. I lavori inizieranno a fine dicembre 2022, appena termina l’anno sco lastico e iniziano le vacanze estive (mesi di gennaio e febbraio). Abbiamo deciso di fare questo lavoro perché essendo costruita sulla sabbia e non avendo buone fondamenta, l’umidità ha rovinato la parte bassa delle pareti e il pavimento, ci sono inoltre due colonne da rifare completamente e il tetto è un po’ pericolante dovuto alle scosse di terremoto che ultimamente sono frequenti in Perù. Il vostro aiuto arriva quindi come manna dal cielo almeno per dare inizio ai lavori! Il Signore vi ricompensi e vi ricolmi di tutte le grazie di cui avete bisogno! Ora voglio però condividere con voi il progetto che le nostre Suore hanno in Madagascar e per il quale occorre ancora il vostro prezioso aiuto. Così lo descrive la mia consorella, suor Gemma Zavatta, responsabile del progetto.

“La Congregazione delle Piccole Figlie del Sacro Cuore di Gesù dal 2004 ha iniziato la missione nel villaggio di Amborompotsy e le Suore hanno posto la loro residenza in tre aule della Scuola, per mancanza di altro posto. La parte alta della prima casa (scuola materna), che vedete nella fotografia, è l’abitazione attuale delle suore.

Le Sorelle della comunità sono impegnate nella scuola materna ed elementare che conta circa 380 alunni.

La maggior parte dei bambini proviene da villaggi molto lontani e percorre parecchi chilometri a piedi nudi per raggiungere la scuola. Ai più piccoli ogni giorno è offerto latte e un pasto caldo che spesso è l’unico dell’intera giornata.

Sono cinque suore impegnate nell’insegnamen to, nella direzione e segreteria della scuola, nella pastorale parrocchiale e nell’aiuto alle famiglie e ai bambini poveri (sono una settantina). Abbiamo anche dipendenti laici: cinque maestri e tre inse gnanti di scuola Media, più una donna che aiuta per il pranzo dei bambini poveri.

A questo personale la scuola retribuisce uno sti pendio mensile. La scuola è autosufficiente nella gestione e dona alla comunità uno stipendio alle quattro Suore insegnanti e segretaria.

Dal 2021 abbiamo anche la gestione della Scuola media, denominata “SCUOLA SACRO CUORE”. La direzione è affidata a suor Emma.

La Congregazione ha ora deciso, su richiesta delle Suore, di costruire un’abitazione più “salubre”, separata dalla Scuola e riservata alla Comunità, chiedendo aiuto anche a qualche cristiano generoso o Associazione. Non sappiamo ancora quanto sarà il costo totale della costruzione, sappiamo solo che i costi del materiale sono molto elevati, poiché il villaggio è situato nella campagna collinosa lontano 90 chilometri dalla capitale, di cui gli ultimi 20 percorribili con “carbrousse” solo tre-quattro mesi l’anno: per i rimanenti otto mesi si arriva solo a piedi!

Fiduciosi nell’aiuto della Provvidenza, che ci arriva attraverso le persone dal cuore aperto ai bisogni di chi è impegnato nel servizio dei più poveri, promet tiamo preghiere e imploriamo grandi benedizioni dal Signore.”.

Conoscendo la vostra generosità e il vostro impegno per le missioni sono convinta che qualche mattone per l’abitazione delle nostre suore arriverà anche dalla nostra carissima Associazione perché so che avete sempre preso in serio le parole del Vangelo: “Chiedete e vi sarà dato…”.

Con tanta voglia di poter partecipare un giorno ancora all’incontro del “27” a Mendrisio come ai tempi della mia infanzia e giovinezza, vi saluto cor dialmente nel Signore assicurando il ricordo nella preghiera.

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Preghiera per la missione

O Gesù Salvatore, siamo solo polvere ma abbiamo sete del tuo amore.

O Gesù, il mondo anela alla fonte viva.

Vogliamo metterci al tuo servizio con nessun altro mezzo se non la tua bontà e misericordia.

O Gesù, i potenti e i saggi faranno sicuramente altri calcoli e progetti. Noi contiamo solo sulla tua carità.

O Gesù, dal cielo guarda i tuoi umili servitori.

Vogliamo essere lo strumento della tua Provvidenza al servizio della missione.

Guida i nostri passi, infiamma le nostre preghiere, trasforma le nostre parole e i nostri gesti, affinché il mondo creda e sia salvo.

Amen

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Pauline Jaricot (1799 - 1862)
Preghiamo e meditiamo insieme...

Di me sarete testimoni

Cari fratelli e sorelle!

Queste parole appartengono all’ultimo collo quio di Gesù Risorto con i suoi discepoli, prima di ascendere al Cielo, come descritto negli Atti degli Apostoli: «Riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra» (1,8). E questo è anche il tema della Giornata Missionaria Mondiale 2022, che come sempre ci aiuta a vivere il fatto che la Chiesa è per sua natura missionaria… Fermiamoci su queste tre espressioni-chiave che riassumono i tre fondamenti della vita e della missione dei discepoli: «Mi sarete testimoni», «fino ai confini della terra» e «riceverete la forza dallo Spirito Santo».

«Di me sarete testimoni» - La chiamata di tutti i cristiani a testimoniare Cristo È il punto centrale, il cuore dell’insegnamento di Gesù ai discepoli in vista della loro missione nel mondo. Tutti i discepoli saranno testimoni di Gesù grazie allo Spirito Santo che riceveranno: saranno costituiti tali per grazia. Ovunque vadano, dovunque siano. Come Cristo è il primo inviato, cioè missionario del Padre (cfr Gv 20,21) e, in quanto tale, è il suo “testimone fedele” (cfr Ap 1,5), così ogni cristiano è chiamato a essere missio nario e testimone di Cristo. E la Chiesa, comunità dei discepoli di Cristo, non ha altra missione se non quella di evangelizzare il mondo, rendendo testi monianza a Cristo…

«Di me sarete testimoni». La forma plurale sot tolinea il carattere comunitario-ecclesiale della chiamata missionaria dei discepoli. Ogni battezzato è chiamato alla missione nella Chiesa e su mandato della Chiesa: la missione perciò si fa insieme, non individualmente, in comunione con la comunità ecclesiale e non per propria iniziativa. E se anche c’è qualcuno che in qualche situazione molto parti colare porta avanti la missione evangelizzatrice da solo, egli la compie e dovrà compierla sempre in comunione con la Chiesa che lo ha mandato…

Infatti, non a caso il Signore Gesù ha mandato i suoi discepoli in missione a due a due; la testimo nianza dei cristiani a Cristo ha un carattere soprat tutto comunitario. Da qui l’importanza essenziale della presenza di una comunità, anche piccola, nel portare avanti la missione.

In secondo luogo, ai discepoli è chiesto di vivere la loro vita personale in chiave di missione: sono inviati da Gesù al mondo non solo per fare la

missione, ma anche e soprattutto per vivere la missione a loro affidata; non solo per dare testimo nianza, ma anche e soprattutto per essere testimo ni di Cristo…

L’essenza della missione è il testimoniare Cristo, vale a dire la sua vita, passione, morte, e risurrezio ne per amore del Padre e dell’umanità. Non è un caso che gli Apostoli abbiano cercato il sostituto di Giuda tra coloro che, come loro, erano stati testi moni della sua resurrezione (cfr At 1,22). È Cristo, e Cristo risorto, Colui che dobbiamo testimoniare e la cui vita dobbiamo condividere. I missionari di Cristo non sono inviati a comunicare sé stessi, a mostrare le loro qualità e capacità persuasive o le loro doti manageriali. Hanno, invece l’altissimo onore di offrire Cristo, in parole e azioni, annun ciando a tutti la Buona Notizia della sua salvezza con gioia e franchezza, come i primi apostoli...

…è fondamentale, per la trasmissione della fede, la testimonianza di vita evangelica dei cristiani. D’altra parte, resta altrettanto necessario il compito di annunciare la sua persona e il suo messaggio…La parola resta sempre attuale, soprattutto quando è portatrice della potenza di Dio…

Nell’evangelizzazione, perciò, l’esempio di vita cri stiana e l’annuncio di Cristo vanno insieme. L’uno serve all’altro. Sono i due polmoni con cui deve respirare ogni comunità per essere missionaria. Questa testimonianza completa, coerente e gioiosa di Cristo sarà sicuramente la forza di attrazione per la crescita della Chiesa anche nel terzo millennio. Esorto pertanto tutti a riprendere il coraggio, la franchezza, quella parresia dei primi cristiani, per testimoniare Cristo con parole e opere, in ogni ambiente di vita.

«Fino ai confini della terra» – L’attualità perenne di una missione di evangelizzazione universale

Esortando i discepoli a essere i suoi testimoni, il Signore risorto annuncia dove essi sono inviati: «A Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra» (At 1,8). Emerge ben chiaro qui il carattere universale della missione dei discepoli. Si mette in risalto il movimento geografi co “centrifugo”, quasi a cerchi concentrici, da Ge rusalemme, considerata dalla tradizione giudaica come centro del mondo, alla Giudea e alla Samaria, e fino “all’estremità della terra”. Non sono mandati a fare proselitismo, ma ad annunciare; il cristiano non fa proselitismo. Gli Atti degli Apostoli ci rac contano questo movimento missionario: esso ci dà

Speciale... 8
il messaggio di Papa Francesco per la giornata missionaria mondiale 2022

Speciale...

una bellissima immagine della Chiesa “in uscita” per compiere la sua vocazione di testimoniare Cristo Signore, orientata dalla Provvidenza divina mediante le concrete circostanze della vita. I primi cristiani, in effetti, furono perseguitati a Gerusa lemme e perciò si dispersero in Giudea e Samaria e testimoniarono Cristo dappertutto (cfr At 8,1.4).

Qualcosa di simile ancora accade nel nostro tempo. A causa di persecuzioni religiose e situazioni di guerra e violenza, molti cristiani sono costretti a fuggire dalla loro terra verso altri Paesi. Siamo grati a questi fratelli e sorelle che non si chiudono nella sofferenza ma testimoniano Cristo e l’amore di Dio nei Paesi che li accolgono… In effetti, sempre più sperimentiamo come la presenza dei fedeli di varie nazionalità arricchisce il volto delle parrocchie e le rende più universali, più cattoliche. Di conseguen za, la cura pastorale dei migranti è un’attività mis sionaria da non trascurare, che potrà aiutare anche i fedeli locali a riscoprire la gioia della fede cristiana che hanno ricevuto.

L’indicazione “fino ai confini della terra” dovrà interrogare i discepoli di Gesù di ogni tempo e li dovrà spingere sempre ad andare oltre i luoghi consueti per portare la testimonianza di Lui. Malgrado tutte le agevolazioni dovute ai progressi della modernità, esistono ancora oggi zone geo grafiche in cui non sono ancora arrivati i missionari testimoni di Cristo con la Buona Notizia del suo amore… La Chiesa di Cristo era, è e sarà sempre “in uscita” verso i nuovi orizzonti geografici, sociali, esistenziali, verso i luoghi e le situazioni umane “di confine”, per rendere testimonianza di Cristo e del suo amore a tutti gli uomini e le donne di ogni popolo, cultura, stato sociale… Vorrei in pro posito ricordare e ringraziare i tanti missionari che hanno speso la vita per andare “oltre”, incarnando la carità di Cristo verso i tanti fratelli e sorelle che hanno incontrato.

«Riceverete la forza dallo Spirito Santo» –Lasciarsi sempre fortificare e guidare dallo Spirito Annunciando ai discepoli la loro missione di essere suoi testimoni, Cristo risorto ha promesso anche la grazia per una così grande responsabilità: «Rice verete la forza dello Spirito Santo e di me sarete testimoni» (At 1,8). Effettivamente, secondo il racconto degli Atti, proprio in seguito alla discesa dello Spirito Santo sui discepoli di Gesù è avvenuta la prima azione di testimoniare Cristo, morto e risorto, con un annuncio kerigmatico, il cosiddet to discorso missionario di San Pietro agli abitanti di Gerusalemme. Così comincia l’era dell’evan gelizzazione del mondo da parte dei discepoli di Gesù, che erano prima deboli, paurosi, chiusi. Lo

Spirito Santo li ha fortificati, ha dato loro coraggio e sapienza per testimoniare Cristo davanti a tutti.

…Perciò ogni discepolo missionario di Cristo è chiamato a riconoscere l’importanza fondamentale dell’agire dello Spirito, a vivere con Lui nel quotidia no e a ricevere costantemente forza e ispirazione da Lui. Anzi, proprio quando ci sentiamo stanchi, demotivati, smarriti, ricordiamoci di ricorrere allo Spirito Santo nella preghiera, la quale -voglio sot tolineare ancora – ha un ruolo fondamentale nella vita missionaria, per lasciarci ristorare e fortifi care da Lui, sorgente divina inesauribile di nuove energie e della gioia di condividere con gli altri la vita di Cristo…

Cari fratelli e sorelle, continuo a sognare la Chiesa tutta missionaria e una nuova stagione dell’azione missionaria delle comunità cristiane. E ripeto l’au spicio di Mosè per il popolo di Dio in cammino: «Fossero tutti profeti nel popolo del Signore!» (Nm 11,29). Sì, fossimo tutti noi nella Chiesa ciò che già siamo in virtù del battesimo: profeti, testimoni, missionari del Signore! Con la forza dello Spirito Santo e fino agli estremi confini della terra. Maria, Regina delle missioni, prega per noi!

“Voi sarete miei testimoni!” attraverso la figura di Pauline Jaricot, beatificata il 22 maggio 2022 a Lione. L’invito è quello di celebrare la giornata nella propria Comunità.

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Papa Francesco Giornata Missionaria Mondiale domenica 23 ottobre 2022

Notizie dalle missioni...

Qui Missionari... a voi Ticino

Genova (Italia), 5 luglio 2022

Carissimi amici, Pace e bene!

È con tanta gioia che vengo a salutarvi con questo piccolo scritto, ma che vuole esprimere l’amici zia che ci lega e tanto ringraziamento con tutto il cuore di tutto il bene che ci avete dimostrato fino ad oggi. Mi auguro che stiate tutti bene!

Io sto bene, anche le notizie che mi arrivano dall’A frica e più precisamente dal Burundi, sono buone. Le suore stanno bene e soprattutto i bambini stanno bene. Perciò tutti, sia le Suore che i bambini con le loro famiglie, ringraziano tanto il Signore e insieme le persone che si sono fatte prossimi nei loro bisogni.

Oso ora ancora chiedere il vostro aiuto per la con tinuazione del progetto di costruzione della “Ecole fondamentale de Saint Joseph de Gihofi”, che abbiamo iniziato e che va avanti progressivamente di anno in anno.

Bujumbura (Burundi), 5 luglio 2022

Cari Benefattori dell’Associazione Medaglia Mira colosa: Pace e Bene!

Ho l’onore di rivolgermi a voi per salutarvi, innan zitutto, e per ringraziarvi e dirvi quanto teniamo alla costruzione della Scuola fondamentale di San Giuseppe di Gihofi.

È la prima volta che vi scrivo ma ho sempre seguito l’orientamento del progetto “costruzione della scuola di base” da quando suor Gaudence vi ha inviato la richiesta di sostegno finanziario e anche suor Yvonne vi ha scritto per ringraziarvi e per farvi sapere che aveva ricevuto la somma per la costru zione di un’aula. Suor Yvonne Nsabimana, la diret trice della scuola, è stata cambiata e i Superiori hanno nominato suor Claudette Nahimana. Nonostante i problemi che la nostra scuola ha avuto a novembre, la distruzione del tetto delle aule esistenti, con il vostro aiuto e quello delle persone di buona volontà che hanno assistito all’in cidente, siamo riusciti a ricostruire due nuove aule. Per quanto riguarda questo incidente, abbiamo capito tardi la causa dell’errore commesso durante la costruzione. All’inizio avevamo pensato di co struire la scuola su due piani, ma poi ci siamo resi conto che era molto costoso, così abbiamo abban donato il progetto, ma le pareti e il tetto non erano ben collegati. I genitori dei nostri studenti hanno aiutato molto nella ricostruzione della scuola e stiamo anche piantando gli alberi di protezione.

Da novembre abbiamo costruito due classi grazie anche al vostro aiuto. Ora mancano ancora cinque aule per completare la costruzione della Scuola d’obbligo e crediamo tanto nella Provvidenza. Carissimi amici e benefattori, a nome della mia Congregazione e della mia Superiora generale, vi invito con tutto il cuore, se avete possibilità, di visitare di persona la nostra scuola (suore e bambini), per rendersi conto delle opere che il Signore compie attraverso di noi e insieme con voi. Anche se la Scuola è dedicata a San Giuseppe desi deriamo avere un SEGNO da voi (medaglia miraco losa per esempio), per un ricordo e poter dedicare un momento di preghiera ogni mattina ai benefat tori.

Spero di non annoiarvi, termino con un saluto cordiale, e vi invio una lettera di ringraziamento della nostra sorella suor Consolata Ndayabandi delegata dal Burundi.

Grazie! Fraternamente.

Ci affidiamo ancora alla vostra Associazione per chiedere un sostegno finanziario per continuare la costruzione della Scuola fondamentale di San Giuseppe di Gihofi.

Preghiamo sempre la Provvidenza affinché il nostro obiettivo di educare gli alunni nella loro interezza trovi sostegno e grazia.

I nostri studenti aumentano ogni anno perché la popolazione comincia ad apprezzare la buona edu cazione che ricevono.

Cari Benefattori, vi ringrazio ancora e insieme alla direttrice e agli studenti vi invitiamo a venirci a trovare per vedere le opere che il Signore continua ad operare in noi, grazie a voi.

Preghiamo per la vostra Associazione affinché continui a fare del bene a tutti i nostri fratelli.

suor Consolata Ndayabandi

Portoviejo (Ecuador), 16 luglio 2022

Carissimi amici e benefattori, un cordiale saluto da Portoviejo carico dei migliori auguri di pace e bene.

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Notizie dalle missioni...

Con grandissima gioia vorrei informarvi che abbiamo finito i lavori che riguardano la costru zione delle sale multiuso nel villaggio rurale di San Michele Arcangelo di El Cadi.

beneficio degli abitanti di El Cadi e dei villaggi cir costanti.

Vi invio anche il rapporto e il rendiconto delle spese sostenute e il dettaglio dei percorsi di costruzione.

Carissimi amici, sono portatore dei diversi segni di ringraziamento da parte dei membri della comunità di El Cadi. Vi trasmetto la loro ricono scenza e la loro gratitudine per il vostro sostegno. Assicuriamo le nostre preghiere per voi e per tutti i cari benefattori che, nonostante i difficili momenti che stiamo vivendo a causa della crisi economica globale, danno prova di grande generosità.

Il vostro prezioso contributo di 5’000 franchi ci ha permesso di avere a disposizione i fondi necessa ri per finire i lavori di costruzione di questi saloni che, nel momento attuale, sono già sfruttati dai bambini, agenti di pastorale e membri delle nostre Associazioni di Contadini nel villaggio rurale di San Michele di El Cadi, nella Parrocchia di San Raffaele di Colón.

Come descrivevo nella richiesta di aiuto inviatavi, il villaggio rurale di El Cadi è luogo d’incrocio per sette dei diciassette villaggi che integrano la nostra Parrocchia di San Raffaele. Ora sono più di 500 i bambini e ragazzi che frequentano il catechismo nel Cadi e gli agenti di pastorale si contano in circa un centinaio.

La Madonna continui a guidare i vostri passi. Sia Lei a portarci a Suo Figlio, il nostro Signore, Gesù. Alla nostra Madre rivolgiamo anche la nostra umile preghiera per la pace in tutto il mondo. Un caloroso abbraccio pieno di affetto. Grazie di cuore.

padre Walter Coronel

Tbilisi (Georgia), 25 luglio 2022

Cari Amici e Amiche, tanti saluti da Tbilisi!

Ancora una volta vi ringrazio della vostra solidarie tà e straordinaria generosità che ho sentito diverse volte. Grazie anche del bell’incontro che ho avuto lo scorso 18 marzo nel vostro Segretariato e delle offerte che ho ricevuto.

Il costo complessivo per l’intera realizzazione del progetto è stato di 45’282.86 dollari americani. Per raggiungere questa cifra insieme al prezioso contri buto dei fedeli di El Cadi che ammonta a 3’452.11 dollari (raccolti tramite diverse attività sviluppa te dal 2017) e al dono della vostra Associazione, abbiamo ricevuto sostegno da altre realtà in Italia e Spagna.

Così, mettendo insieme tutte le offerte, siamo stati in grado, da gennaio fino a luglio 2022, di poter costruire le nuove sale che veramente avranno un impatto positivo per la formazione nella fede e nello svolgimento di diversi programmi sociali a

Scrivo questa lettera per due motivi. Qualche giorno fa ho parlato con il direttore della scuola per i ragazzi poveri a Kvareli (regione di Kakheti) dove per molti anni c’era il mio caro amico, Arcivescovo Sergi Chekurishvili, morto lo scorso anno.

Ho chiesto al direttore come vanno i lavori nel piccolo caseificio per il quale ci avete dato aiuto e mi ha risposto che le pratiche sono già finite e che tutti i permessi sono stati ricevuti.

Hanno cominciato le prove con matsoni (una specie di yogurt naturale georgiano), ricotta e formaggi. Fra qualche giorno cominceranno a produrre in modo più sistematico e vendere i prodotti tramite diversi negozi.

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Notizie dalle missioni...

Tutte le entrate saranno usate per la scuola. Fra poco andrò a Kvareli e farò diverse fotografie del caseificio e ve le manderò insieme con il piccolo rendiconto dei soldi che ci avete offerto per questo progetto.

Il secondo motivo per cui scrivo questa lettera, sono le intenzioni di Sante Messe.

In Georgia siamo cinque Salesiani (quattro a Tbilisi e uno in una piccola parrocchia armena in montagna).

Noi qui a Tbilisi viviamo con il sostegno delle sante messe. L’anno scorso abbiamo ricevuto da Torino, dalla nostra “Casa Madre”, centinaia di intenzioni di Sante Messe. Quest’anno però ci hanno risposto che non ne hanno e abbiamo ricevuto da loro solo sessantatré messe. Questo per quattro persone è pochissimo o niente.

Siamo in una situazione veramente molto difficile. Voi ci avete dato una mano diverse volte. Perciò, vi chiedo se potete aiutarci anche questa volta.

Vi sarei molto grato se potrete mandare le inten zioni via posta elettronica.

Noi possiamo celebrare le Sante Messe, anche se le offerte arriveranno fra qualche settimana o qualche mese.

Ripeto che le Sante Messe sono importantissime per noi, soprattutto in questo momento molto dif ficile. Spero nel vostro aiuto.

Vi assicuro le mie preghiere e chiedo le vostre pre ghiere per noi.

Di nuovo vi ringrazio di tutto e cordialmente vi saluto.

padre Witold Szulczynski

Zamalek, Cairo (Egitto), 25 luglio 2022

Carissimi tutti, è il tempo si direbbe di vacanze, ma qui non esistono come in Europa, qui il lavoro continua. A scuola l’ufficio è aperto per le nuove iscrizioni e per il ritiro dei certificati per gli studi superiori.

Così c’è sempre un via vai di gente. In giugno ho preso una pausa per gli esercizi spi rituali molto importanti per una nuova ripresa nella vita spirituale, tempo quindi di riposo dalle attività e tempo di preghiera intensa e di contemplazione per essere rinnovati nello spirito, per poi continuare il nostro mini stero testimoniando l’amore del Signore con la nostra vita. Qui come altrove non manca il virus e dobbiamo ancora usare prudenza per conti

nuare le attività.

Anche in Parrocchia le attività continuano, anche se la partecipazione è diminuita per la paura del contagio.

Dobbiamo comunque ringraziare il Signore per quello che ci dona ogni giorno e pregare per le guerre e i disordini che ci sono nelle diverse parti del mondo, che causano tanta sofferenza e morte. Che il Signore ispiri pensieri di pace a tutti e in par ticolare per chi ha la responsabilità delle nazioni.

A voi dico: buona continuazione del vostro prezioso lavoro per il bene di tutti noi missionari e anche buon riposo se ve lo potete concedere. Come sempre vi assicuro il mio ricordo nella pre ghiera. A voi tutti i miei più cari saluti con ricono scenza.

Un saluto e un ricordo particolare a don Claudio. Il Signore vi conceda grazie e benedizioni.

suor Rita Colombo

Thillappara (India), 20 luglio 2022

Cari amici e benefattori, noi della comunità della “St. Alphonsa Church” vi esprimiamo la nostra più sentita gratitudine e ap prezzamento per averci aiutato per la ricostruzione di case, distrutte dall’uragano che si è abbattuto sul distretto di Golpara, rendendo intere comunità dei “senzatetto”.

Duecento villaggi sono stati colpiti dalle inondazio ni e migliaia di persone hanno perso le loro case e si sono adattate a vivere in vari campi di soccorso. La maggior parte degli sfollati ha vissuto in spazi piccoli e affollati nei campi o su barche di fortuna, con poche scorte di cibo e di altro tipo.

Buona parte del lavoro è stato fatto e ciò che è stato finora realizzato è solo grazie al vostro sostegno finanziario.

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Notizie dalle missioni...

Sono otto le case finora costruite, ma rimane ancora molto lavoro da fare.

Stiamo facendo il possibile per aiutare tutte le vittime dell’alluvione e dell’uragano.

L’aiuto datoci è l’espressione del vostro amore per l’umanità e l’amore cristiano verso i nostri fratelli.

Altri lavori sono dunque ancora in corso, come la costruzione delle case e l’allestimento di kit scola stici per gli studenti (una borsa con gli oggetti es senziali per la scuola). Ancora una volta ringraziamo Dio e tutti voi.

Preghiamo e auguriamo che il vostro impegno per aiutare i poveri e i bisognosi in diverse parti del mondo, possa continuare a essere fruttuoso. Possa Dio inviare le sue benedizioni sulle vostre famiglie. Vi ricordiamo tutti nella nostra Santa Messa quotidiana.

Con infinita riconoscenza, vi saluto fraternamente.

padre Jovial Joseph Vadakel

Dar Es Salaam (Tanzania), 7 agosto 2022

Cari amici e benefattori, come promesso eccomi a confermare d’aver ricevuto l’offerta per 100 Sante Messe, per la Gre goriana, e la donazione per le nostre attività. Rinnovo la mia profonda e cordiale riconoscenza per questo prezioso aiuto.

Dal vostro giornale “Qui Ticino... a voi missionari” leggo del continuo impegno missionario e sostegno per progetti vari. Congratulazioni e auguri per tener viva questa fiaccola di condivisione e generosità in tempi dif ficili.

La Madonna, con la sua Medaglia, continua a essere “miracolosa!”.

Presto celebreremo la bella festa dell’Assunta. La festa avrà perso il suo smalto di decenni fa, ma è sempre l’Assunta. Amore per la nostra Madre amorevole!

Di tutto cuore un caro ricordo e un abbraccio.

Bomet (Kenya), 24 agosto 2022

Cari amici di Medaglia Miracolosa di Mendrisio, a nome del corpo studentesco e del consiglio di amministrazione vi ringrazio di vero cuore per il vostro sostegno di 3’000 franchi per la costruzio ne dei servizi igienici e delle docce per l’istituto tecnico “Santa Giuseppina Bakhita” di Bomet. Quest’ulteriore offerta che mi avete donato è stata molto apprezzata.

Vi ringrazio per il vostro sostegno e per tutti gli sforzi che avete fatto per aiutarci nei bisogni della nostra missione.

Una volta terminato il progetto, scriverò una re lazione e allegherò fotografie e ricevute. Tutto è quasi finito, aspettiamo che la struttura si asciughi e poi iniziamo a dipingere. Saluti fraterni, con tanta gratitudine.

Comunicateci eventuali cambiamenti d’indirizzo

Al fine di limitare le spese postali, vi chiediamo gentilmente di volerci comunicare ogni vostro eventuale cambiamento di indirizzo al nostro Se gretariato telefonando al numero 091 646 28 20 o scrivendo una email all’indirizzo di posta elet tronica quiticino@medaglia-mendrisio.org. Ricordiamo inoltre che la nostra Associazione ringrazia per iscritto i benefattori a partire dal versamento di un’offerta di 100 franchi. Da parte nostra non è possibile inviare ringraziamenti relativi a indirizzi incompleti o illeggibili.

Mediante questo nostro periodico, desideriamo ringraziare TUTTI per il costante sostegno spirituale e materiale.

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Ricordando padre Giuseppe Ambrosoli

un missionario beato per l’Uganda

Figlio del fondatore della nota azienda del miele, medico e missionario Comboniano, morì nel 1987 dopo aver speso ogni energia per mettere in salvo dalla guerra i pazienti del suo ospedale nel villaggio di Kalongo. Sarà beatificato il 20 no vembre 2022.

Anche la nostra Associazione ha avuto modo di conoscerlo e di sostenerlo nella sua missione. Ecco alcuni stralci della sua vita. Avremo modo di conoscerlo in modo più approfondito durante la serata organizzata all’Oratorio di Novazzano, giovedì 20 ottobre 2022 (vedi locandina a pagina 2) a cui siete caldamente invitati a partecipare.

Papa Francesco ha infatti riconosciuto un miracolo avvenuto per intercessione del medico e missiona rio, che ha vissuto per trent’anni la sua vocazione al servizio dei poveri tra le popolazioni di etnia Acholi, nel Nord dell’Uganda.

Padre Giuseppe Ambrosoli veniva da una famiglia importante: nato nel 1923 a Ronago (Como) era infatti uno dei figli del fondatore dell’omonima azienda del miele. Era cresciuto nel Cenacolo, il gruppo dei giovani dell’Azione Cattolica di Como. Si iscrisse alla facoltà di Medicina proprio con il de siderio di partire per la missione: “Dio è amore, c’è un prossimo che soffre ed io sono il suo servitore”, spiegò ai familiari.

Nel 1949 entrò tra i missionari Comboniani, e fu ordinato sacerdote dall’allora arcivescovo di Milano Giovanni Battista Montini.

Nel febbraio 1956, così, s’imbarcò per l’Africa dove fu destinato a Kalongo, allora un villaggio sperduto nella savana, nel Nord dell’Uganda. Ad attenderlo trovò un piccolo dispensario medico – una capanna con il tetto di paglia – che sarebbe diventato per trent’anni tutta la sua vita.

Grazie alla sua grande professionalità, all’instan cabile dedizione e alla sua incrollabile fede, padre Giuseppe riuscì a trasformarlo in un ospedale effi ciente e moderno.

Accanto all’ospedale fondò anche la St. Mary’s Midwifery Training School, oggi ufficialmente rico nosciuta come una delle migliori scuole di ostetri cia del Paese.

La sua dedizione senza riserve divenne trasparente nel momento più drammatico: il 13 febbraio 1987,

nel pieno della guerra civile che flagellava il Nord Uganda, padre Giuseppe fu costretto per ordine militare a evacuare l’ospedale in sole 24 ore.

In quella situazione drammatica i collaboratori lo sentirono dire: “Quello che Dio chiede non è mai troppo”. Dopo aver messo in salvo a Lira il personale medico e i malati, Ambrosoli riuscì a salvare anche la scuola di ostetricia. Ma questo sforzo minò irreparabil mente la sua salute già precaria: il 27 marzo 1987, appena 44 giorni dopo l’evacuazione dell’ospedale, morì per una crisi renale pochi minuti prima che arrivasse da Kampala l’elicottero inviato in suo soccorso.

Lucia Lomokol è una donna ugandese, è il 25 ottobre 2008 stava per morire, a 20 anni, di set ticemia dopo aver perso il figlio che portava in grembo. All’ospedale era arrivata troppo tardi e allora uno dei medici, vista l’impossibilità ormai di alcuna terapia, le aveva posto sotto il cuscino l’im magine di padre Giuseppe invitando i familiari ad invocare il “grande dottore”. Quella donna è guarita in un modo scientificamen te inspiegabile. Segno visibile del miracolo tutto quotidiano che è stata la vita di padre Ambrosoli che la Chiesa si appresta a indicare al mondo come storia di santità.

tratto da “Mondo e Missione”

“Le persone devono sentire l’influsso del Gesù che porto con me; devono sentire che in me c’è una vita soprannaturale espansiva ed irradiantesi per sua natura”.

14 Vita dell’Associazione...

Visite dei missionari al nostro segretariato

12 luglio 2022

Un affettuoso saluto da tutta la popolazione di Simdega-Katunga, in India. Sono grato all’Associa zione Medaglia Miracolosa per ogni sostegno e in modo particolare per l’aiuto spirituale e la preghie ra. Noi preghiamo per voi e chiediamo la vostra preghiera. Dio vi benedica e la Beata Vergine Maria vi sostenga. Grazie!

don George Kerketta missionario in India

Mendrisio, 15 luglio 2022

Un cordiale saluto e un grazie doveroso e sincero ai soci dell’Associazione Medaglia Miracolosa per l’accoglienza, la disponibilità e la collaborazione che da vari anni sempre ci assicura.

29 agosto 2022

Agli amici dell’Associazione Medaglia Miracolosa! Per me è stato un grande piacere conoscervi e mi ha colpito il modo così delicato con il quale vi prendete cura della vostra spiritualità ed aiutate i missionari e le opere di missione sparse in tutto il mondo.

Porto nel cuore l’aiuto generoso alle missioni Com boniane in Mozambico e ora alla missione di San Lorenzo e a tutta la provincia dell’Ecuador. Appro fitto ancora una volta di questa visita per affidare nuovamente i miei confratelli e tutte le comunità comboniane dell’Ecuador. Chiedo al Signore che benedica l’Associazione Medaglia Miracolosa di Mendrisio e tutto il popolo dell’Ecuador. Maria, Madre della Chiesa, e San Daniele Comboni intercedano per tutti noi. padre Ottorino Poletto missionario Comboniano in Ecuador

Sono beati i piedi di coloro che partono e anche le mani e il cuore di coloro che aiutano. Auguro ogni bene alla vostra Associazione “Miracolosa” nel nome e nelle opere! Con affetto.

padre Anderson Francisco Faenello sacerdote diocesano brasiliano, studente alla Pontificia Accademia Ecclesiastica a Roma

Cambia il modo ma non lo scopo missionario Cari lettori, associati, amici e benefattori, dal 1° ottobre 2022, le uniche polizze accettate sia agli sportelli postali che a quelli bancari sono le nuove con il codice quadrato QR. Le rosa o rosse non possono più essere utilizzate!

Su queste nuove è possibile scrivere manual mente unicamente il proprio nome ed indirizzo e l’importo da versare. Se effettuate il versamen to online tramite la vostra banca o posta, allora potete scrivere nei commenti la destinazione che volete dare alla vostra offerta. Allo sportello postale, invece, questo non è più possibile. Se è vostra intenzione effettuare una donazione per Sante Messe (15 franchi l’una), per battesimi (30 franchi) oppure per una destinazione ben precisa (pozzi, casette, progetto missionario specifico,...), il nostro segretariato sarà lieto di ricevere ogni vostra comunicazione inerente le offerte versate; in caso contrario sarà considerata come offerta missionaria generica.

Grati di annoverarvi tra i nostri generosi benefat tori e sostenitori, vi ringraziamo per la compren sione!

15 Vita dell’Associazione...
il comitato
[Indirizzo] GABCH-6850 Mendrisio Chi dà al povero presta a Dio! Vuoi renderti utile alle missioni? Fai conoscere via Carlo Croci 6 –6850 Mendrisio +41 91 646 28 20quiticino@medaglia-mendrisio.orgCH94 0900 0000 6900 0853 6 Qui Ticino... ...a voi missionari “Voi sarete miei testimoni” (Atti 1,8)
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