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Anno 52, numero 189

Qui Ticino...

...a voi missionari

marzo 2020 Periodico trimestrale ticinese del Gruppo Medaglia Miracolosa di Mendrisio attivo dal 1960

Buona Pasqua!

www.medaglia-mendrisio.org


Vita dell’Associazione...

Notizie ed avvisi Un caro amico missionario comboniano della nostra Associazione, ci ha scritto queste belle parole di speranza, augurio ma anche preoccupazione... Le condividiamo con tutti voi. il vostro comitato Carissimi amici, un saluto e una preghiera. Stiamo vivendo momenti difficili, dolorosi e di grande incertezze. Il “Coronavirus”, ora definita una vera “Pandemia”, sta mettendo in ginocchio l’umanità. Ci preoccupa e ci addolora tutti: ha preso proporzioni allarmanti. Ieri sera, ho saputo che famigliari di nostri benefattori sono in lutto per la morte di persone care a causa del “Covid-19”. A tutte queste famiglie, le mie sincere condoglianze. Assicuro la mia preghiera. Forza! Vi sono vicino. Coraggio! La straordinaria testimonianza di dedicazione, coraggio eroico, di altruismo, di sacrificio e di estremo amore dei medici, infermieri, assistenti sociali, volontari... è così grande e straordinario, da mettere in gioco la propria vita per salvare persone ammalate di Coronavirus. A loro va la mia, la nostra preghiera, vicinanza e benedizione e una grande stima! Cari amici, vi esorto a pregare per tutti questi missionari del nostro tempo. Forse qualcuno di loro non sarà nemmeno battezzato, praticante e alcuni saranno di altre religioni. Il loro servizio e donazione è così grande e straordinario che ci sprona ad abbracciarli e dire a tutti, in un unico

coro: “Fratelli: Grazie! Grazie, siete dei veri Missionari di questo secolo!” Vorrei chiedervi di assicurare ai vostri famigliari e amici la mia vicinanza, il mio abbraccio fraterno e la mia preghiera e a TUTTI gli Anziani, Ammalati, le persone rimaste sole. Abbiate fiducia! Rinnoviamo la nostra Fede nel Cristo Risorto. Pregate il Padre e supplichiamo assieme la Sua Misericordia. Sono certissimo che Maria, Madre di Gesù e Madre nostra ci è vicino e intercede per tutta l’umanità. Miei carissimi amici, in questi giorni difficili Maria ci invita tutti alla conversione a Dio. L’umanità è ammalata! L’umanità si è distratta e allontanata da Dio. L’umanità, se vuole, ha la possibilità di avvicinarsi a Lui, chiedere perdono e implorare la Sua Misericordia. Facciamolo! Grande è la mia preoccupazione. Se Coronavirus dovesse raggiungere i territori di Missione, sarà un flagello umanitario più grande di questi ultimi secoli. I paesi dell’Africa e altri paesi del Sud sono privi di mezzi per affrontare tempestivamente questa pandemia del Coronavirus. Preghiamo! Amici carissimi: uniamoci, camminiamo dandoci la mano! Preghiamo! Evitiamo allarmismi! Rispettiamo le orientazioni che ci vengono dello Stato e non dimentichiamoci di pregare. Vinceremo! Un abbraccio dal vostro amico missionario. fratel Pietro Martin

Impressum Calendario Mariano Missionario

Editore: Associazione “Gruppo Medaglia Miracolosa”, Mendrisio

calendar-alt Venerdì, 27 marzo 2020 Celebrazione del “27” in famiglia.

Direzione, redazione e amministrazione: via Carlo Croci 6, 6850 Mendrisio telefono: +41 91 646 28 20 email: quiticino@medaglia-mendrisio.org internet: www.medaglia-mendrisio.org

calendar-alt Lunedì, 27 aprile 2020 Incontro mensile nella chiesa Parrocchiale di Mendrisio, ore 19.30 Santo Rosario meditato; ore 20.00 Santa Messa. Segue nella Biblioteca San Damiano l’incontro mensile missionario. calendar-alt Mercoledì, 27 maggio 2020 Incontro mensile nella chiesa Santa Maria di Mendrisio, ore 19.30 Santo Rosario meditato; ore 20.00 Santa Messa. Segue all’oratorio Santa Maria, l’Assemblea Annuale Ordinaria e l’incontro mensile missionario.

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Orari apertura segretariato: Lunedì - Venerdì: 09:00-11:30 / 14:00-17:00 Direttore Responsabile: don Claudio Premoli Redazione: Carla Bernaschina, Stefania Bazzurri, Florindo Brazzola, don Claudio Premoli, Michele Faul Impaginazione e Grafica: Michele Faul Tipografia: La Buona Stampa SA, via Fola 11, 6963 Pregassona Abbonamento: Di qualunque offerta, indipendentemente dal modo di versamento, 4 franchi danno diritto all’abbonamento.


Pensiero dell’Assistente...

La Pasqua di Gesù è la nostra Pasqua Carissimi, Pasqua significa celebrare il passaggio di Gesù dal mondo al Padre; per fare che cosa? Per fare la nostra Pasqua. La nostra fede professata in unione con tutta la Chiesa cattolica ci dice che con l’ascensione di Gesù alla destra del Padre tutto è ormai compiuto, ma tutto è ancora da compiere. Mi auguro tre cose per le nostre comunità – familiari, parrocchiali, associative, di movimento – affinché possiamo dire gli uni agli altri Buona Pasqua, con un riscontro reale, che non sia semplicemente una frase fatta che capita di dover pronunciare in certi momenti dell’anno civile. Incominciamo dal primo augurio. Riflettendo sul messaggio del Giovedì Santo, fra le cose che emergono, il primo rimando è all’Eucaristia e all’istituzione del ministero ordinato. Sia l’una che l’altro sottendono l’offerta di Gesù agli uomini, la sua presenza in mezzo a noi. In fin dei conti Eucaristia ed Ordine sacro sono la realizzazione eminente di quella grande parola che leggiamo nella conclusione del vangelo di Matteo: Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo (Mt 28,20). Gesù è presente fra noi per cosa? Per tenerci compagnia. Perché siamo così soli, anche se occupati in mille faccende –cose da fare, quasi mai persone da incontrare ed amare realmente– fino a dar l’impressione di bastare a noi stessi e quindi non aver bisogno di compagnia. Allora il primo augurio che faccio a tutti noi è che la Pasqua si avveri nella nostra vita nell’assunzione di Cristo come principio della nostra identità; permettiamo al Signore risorto di stampare in noi i suoi tratti, i suoi lineamenti, di infondere in noi, nella mente e nel cuore il suo modo di guardare la realtà, i suoi atteggiamenti, le sue azioni. Il Venerdì Santo ci trasmette il messaggio della passione e morte del Signore. Questo porta a formulare un secondo augurio, che in realtà è un tutt’uno col primo: prendere Gesù come principio della nostra identità. lo riesco nella vita se e in quanto permetto a Gesù di fare di me un altro come lui. Le contraffazioni sono ahimè facili. Dobbiamo stare attenti che quel Gesù a cui vogliamo renderci simili è il Gesù reale e non un Gesù di nostra invenzione. Il Gesù vero è il Crocifisso che adoriamo il venerdì di passione. Il Cristo crocifisso è l’unico reale principio cristiano di identificazione. Non posso assimilarmi a Gesù senza assimilarmi alla sua umiliazione, al suo abbassamento, perché Gesù è questo e non altro. Non posso seguire il Gesù reale senza accettare quel poco di peso che è la mia croce; non posso rifiutarla senza rischiare di abbandonare il Cristo autentico. Il Sabato Santo, il giorno del grande silenzio, ci aiuti

a meditare queste verità. Bisogna pregare di più. Le verità della nostra fede vanno mantenute dentro, per essere meditate, “rimasticate”. Il Signore ci chiede di pregare incessantemente, perché la preghiera è il respiro della nostra fede, e noi non possiamo smettere di respirare. Pregare non è soltanto dire delle formule imparate a memoria, ma fare in modo che il mistero di Cristo celebrato nella Pasqua pervada tutta la nostra esistenza. Questo ci salva, ci rende identici all’Unigenito Figlio di Dio e non a un Gesù di nostra invenzione, ma al Cristo autentico che è il Crocifisso. La Domenica di risurrezione ha come centro la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, la sua ascensione alla destra del Padre e l’effusione dello Spirito Santo. Il Paraclito è il contrario del diavolo, il divisore; lo Spirito chiama tutti a costituire una carne sola. L’effetto dell’effusione dello Spirito è la costituzione della comunità riconciliata. Allora il terzo augurio che faccio è che consolidiamo la nostra Pasqua nella decisa volontà di aprirci nell’edificazione di una comunità riconciliata, uscendo da una pura convivenza di comodo, corretta in tutte le sue regole, fatta anche di rapporti amichevoli, ma superficiali. Ci vuole ben altro. Se la comunità cristiana, in tutti i suoi risvolti e manifestazioni, è luogo di riconciliazione deve esserci nei nostri rapporti un clima generale di perdono e di accoglienza. Questo clima rispecchia l’atteggiamento di Dio verso ciascuno di noi che ci salva con la sua misericordia. “Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro che è nei cieli”. Questa è la perfezione che deriva dall’essere in comunione con Dio, non nell’essere chissà quanto istruito o nel fare quali e quante opere a destra o a sinistra. La misericordia è la strada che porta alla perfezione; è così che io somiglio a Gesù. Il rifiorire delle nostre comunità e della nostra vita passa per questa strada. Proviamo a pregare di più, per esempio riflettendo su queste cose. E allora si vedrà come la Pasqua di Gesù può finalmente diventare anche la nostra Pasqua. Buon cammino a tutti. don Claudio Premoli, assistente

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Progetti per le missioni...

La cura pastorale nel campo profughi Padre Kifleyesus Ghebreslasie, frate cappuccino a Khartoum, Sudan, ha in cura il campo profughi di Jiref. Prevalentemente i rifugiati provengono dall’Etiopia o dall’Eritrea. La pastorale per gli 800 bambini di fede cattolica può essere efficacemente offerta solo se determinate strutture sono realizzate. Mancano il tetto per proteggere i bambini dal sole cocente e le sedie per poter seguire i corsi di catechesi. Il fabbisogno richiesto è di circa 5’000 franchi.

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Cari amici dei missionari sparsi in tutto il mondo: Pace a Bene! Mi chiamo Kifleyesus Ghebreslasie e sono un frate cappuccino della Provincia di San Francesco, in Eritrea, Questa volta vi scrivo, non dalla scuola di Massawa, in Eritrea, ma da Khartoum, Sudan, dove dal settembre 2019 sono responsabile per la pastorale dei rifugiati eritrei ed etiopi. Conoscendo bene il vostro affetto per noi missionari e la vostra generosità per i bambini rifugiati dei quali mi sto occupando, rivolgo a voi la richiesta del Centro di catechesi di San Francesco d’Assisi di Khartoum, capitale del Sudan. La struttura appartiene ai missionari Frati Francescani Cappuccini. Al momento siamo in due frati che si prendono cura dei rifugiati. I missionari Cappuccini offrono ai rifugiati questa assistenza pastorale dal 1977, prima a Ghedarf (una delle città al nord est del Sudan) e ora, dal 2003, a Jiref, Khartoum. Jiref è una delle diverse aree di Khartoum, dove vive la maggior parte dei rifugiati etiopi ed eritrei. Il loro numero, solo dei cattolici, è stimato a circa 16’000, nonostante il continuo andirivieni. Già un gran numero di loro è partito nella clandestinità, attraversando il deserto del Sahara e affrontando un viaggio pericoloso nel Mar Mediterraneo, verso l’Europa e Israele: Altri hanno preferito partire legalmente verso il Canada, l’Australia e la Svizzera. Com’è noto, negli ultimi 15 anni molti rifugiati che hanno viaggiato illegalmente hanno perso la vita lungo il percorso. E i numeri raddoppiati o triplicati stanno ancora aspettando questo tipo di destinazione. I rifugiati, in genere, prima di prendere decisioni, sia quelle rischiose che quelle sicure, aspettano a Khartoum, almeno dai 3 agli 8 anni. Le condizioni che stiamo affrontando per offrire loro una catechesi efficace sono le seguenti: a Khartoum e in particolare a Jiref, vivono più di 800 bambini rifugiati che non conoscono ancora nemmeno il segno della croce e che hanno bisogno di essere preparati per la loro prima Comunione.

Perciò ci vuole, almeno un posto dove possano sedersi protetti dal sole cocente del Sudan. La tettoia che vogliamo costruire verrebbe a costare circa 5’450 franchi. I bambini non hanno nemmeno un mezzo dove sedersi durante le lezioni di catechismo. Allora sarebbe necessario comprare le panche di legno o di metallo per un costo preventivato di 1’500 franchi. Generalmente, a Khartoum, a causa dei due fiumi del Nilo, c’è molta acqua. Ma l’acqua, così come è, non è potabile. Quindi occorre acquistare un’apparecchiatura per la potabilizzazione dell’acqua. Per realizzare il progetto di potabilizzazione dell’acqua ci stiamo organizzando con altre fonti. Mentre per quanto concerne la costruzione del riparo solare e le panche, considerati i contributi da fonti governative e non, come pure il valore della manodopera data dai rifugiati, il fabbisogno finanziario sarebbe di 5’000 franchi. Potete darci una mano per realizzare questo progetto? Intanto colgo l’occasione per ringraziarvi di cuore per tutto ciò che avete sempre fatto a sostegno della mia attività missionaria. Il Signore vi benedica e vi protegga. Assicurandovi le nostre preghiere vi saluto fraternamente. padre Kifleyesus Ghebreslasie


Progetti per le missioni...

Ero in carcere e siete venuti a trovarmi

(Mt.25,36)

Suor Nadia Gianolli, missionaria ticinese delle Piccole Figlie del Sacro Cuore di Gesù, con due Consorelle porta avanti un grosso lavoro pastorale, umano e sociale nella Comunità di Peralvillo, in Perù. Tra le tante, vi è la visita settimanale ai carcerati con l’aiuto di laici. Carissimi amici e benefattori, a voi tutti il nostro più cordiale saluto da Peralvillo, Perù. È da un po’ che non ci sentiamo, ma il ricordo e l’unione nella preghiera è costante. La nostra comunità, formata da suor Angelica, suor Elsa e dalla sottoscritta, è impegnata in parecchie attività pastorali, sociali e umane. Suor Angelica, la responsabile della comunità, è la “Promotora Institucional” della scuola “Pequeña Belén”. Si occupa principalmente dell’accompagnamento spirituale dei docenti e delle famiglie ed è impegnata nella visita agli ammalati. Suor Elsa è catechista di Prima Comunione, prepara gli adulti ai sacramenti, è responsabile dei ministranti e dell’aspirante Miluzca che vive con noi e rende visita agli ammalati. Io, fino all’anno scorso, insegnavo religione nel collegio “Pequeña Belén”, mentre quest’anno farò un corso sull’affettività per i ragazzi di scuola media e mi metterò a disposizione per ascoltare i loro problemi scolastici e soprattutto familiari. Inoltre sono coordinatrice della catechesi di Peralvillo e delle sue 11 comunità per i vari Sacramenti. Quando mancano catechisti li sostituisco e sono anche responsabile del coro parrocchiale. Siamo molto impegnate anche con incontri di preghiera, giornate vocazionali, novene, adorazioni e non da ultimo con le visite ai carcerati, un’attività che facciamo unitamente a un gruppo di laici della nostra comunità. Tempo fa, una laica di questo gruppo, all’avvicinarsi delle visite settimanali al carcere di Aucallama, ci ha chiesto se qualcuno di noi poteva accompagnare e soprattutto se avevamo possibilità di pagare il viaggio in taxi (viaggiare con i mezzi pubblici si impiega molto tempo e le visite sono possibili solo dalle 14.00 alle 16.00 del venerdì pomeriggio)! Fino a due anni fa ci aiutavano amici della Germania, ma l’anno scorso non hanno potuto e così ci siamo arrangiate cercando una soluzione provvisoria. Ci siamo allora chiesti: “chissà se gli amici della Medaglia possono aiutarci? Se non sarà possibile un aiuto economico, sarà un ricordo nella preghiera per questi carcerati”. Io ho avuto la possibilità di andare alcune volte a trovarli soprattutto per occasioni particolari come le cresime, le prime

comunioni e i battesimi: devo dire che davvero pregano con devozione e dovreste sentirli come cantano! Mi ha colpito anche la loro apertura, quando ti salutano: prima di tornare nelle loro celle ti stringono la mano o ti danno un bacio (come si usa abitualmente qui in Perù) e parecchi ti dicono “Il Signore ti benedica! Ci vediamo la prossima settimana”! Sempre mi colpisce quando li vedo in fila per confessarsi: che bello pensare che il Signore dà sempre una nuova opportunità per cambiare vita! La visita ai carcerati è un compito affidato al gruppo di “pastoral carceraria”, un gruppo di laiche che continuano il servizio fatto fino allo scorso anno da suor Giacomina, rientrata per problemi di salute in Italia. Noi aiutiamo per la celebrazione dei sacramenti, nell’animazione liturgica suonando la chitarra e nel preparare i centoventi pacchettini con panettone e dolci in occasione del Natale. Ci piacerebbe tanto riuscire quest’anno ad andare settimanalmente a turno. I carcerati cattolici che partecipano alla Santa Messa mensile possono essere al massimo 100 (20 per padiglione). Le altre settimane le signore fanno la catechesi per preparare ai sacramenti, leggono la Parola di Dio e condividono le loro esperienze. Emozionante sentire che ogni padiglione ha un “responsabile dei carcerati cattolici” il quale si impegna a far recitare il Santo Rosario giornalmente, leggere la Bibbia,... Vi mando le fotografie mentre facciamo i pacchetti di Natale, purtroppo non si possono fare foto in carcere. Questo in breve una parte della vita della nostra comunità. Come potete rendervi conto “la messe è molta ma gli operai pochi”. Aiutateci a pregare perché il Signore susciti qualche operaio in più! A voi, non viene voglia di fare un salto in Perù? Unita alla mia comunità saluto tutti con un abbraccio fraterno e vi ringrazio per il vostro aiuto, le vostre preghiere e, l’offerta di qualche sacrificio per noi, è ciò che ci sostiene ogni giorno per poter andare avanti nel nome del Sacro Cuore! Grazie. suor Nadia Gianolli

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Progetti per le missioni...

Un laboratorio di economia domestica Padre Paolino Tomaino, missionario comboniano in Uganda, desidera aiutare le ragazze di Kyamuhunga dando loro un’istruzione che permetta una vita dignitosa ricca di speranza. Desidera costruire una scuola per la cui realizzazione occorreranno almeno tre anni. Vorrebbe iniziare con la costruzione di un laboratorio di economia domestica. Cari amici della Medaglia Miracolosa, sono padre Paolino Tomaino e vi scrivo dall’Uganda. Ricordo ancora con gioia l’incontro avuto con i membri della vostra Associazione alcuni anni fa (era il 27 novembre 2018 ndr) e colgo ancora l’occasione per ringraziarvi per l’aiuto ricevuto per la stampa del Catechismo della Chiesa Cattolica tradotto nella nostra lingua locale. Ho 83 anni e, con non pochi acciacchi ma con la protezione della Mamma celeste, la Madonna della Medaglia Miracolosa, sono ancora qui nella vigna di Suo Figlio... e non a riposo. I Comboniani sono a servizio dei più poveri e abbandonati e, in questo particolare momento, delle ragazze di questa mia missione di Kyamuhunga. Il mio scopo principale è quello di togliere queste ragazze dalla strada, dalla foresta e dai barconi, dando loro la possibilità di studiare e di formarsi professionalmente e che assicuri loro un certo futuro. Desidero costruire per loro una scuola che dia loro vita e speranza, ma con tantissime difficoltà. La Madonna non mi ha mai abbandonato e non mi abbandonerà nemmeno ora. Ho tanta fiducia anche nelle persone affettuose e generose come voi. È nella Santa Messa il mio ricordo per voi e per i vostri cari, su cui invoco la benedizione di Dio e della Madre. Ecco il progetto della scuola:

La nostra scuola intitolata “Sedes Sapientiae”, oltre alle materie delle scuole secondarie, vuole vertere sulle attività proprie della donna. Per questo desidero iniziare con un laboratorio di economia domestica tutto al servizio della vita di una donna, moglie, madre, professionista, per la sua vita, la sua famiglia, la società.

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Una costruzione essenziale per incominciare: pareti per tre stanze, tetto, porte e finestre, intonaco

minimo interno, pavimento per coprire la terra, e poi qualche tavolo e alcune panche. Questo è ciò che desidero realizzare ora e per questo laboratorio occorrono circa 25’000 franchi! Ho mandato questo progetto anche ad altri amici perché so che questo progetto non può essere fatto da una sola persona o associazione. Chiedo pertanto un vostro contributo per iniziare questa opera. È possibile? Confido come sempre nella Provvidenza. Nel nome del Signore e della nostra Mamma della Medaglia Miracolosa, un grande abbraccio. padre Paolino Tomaino


Preghiamo e meditiamo insieme...

Cantiamo Alleluia!

Alleluia, fratelli, Cristo è risorto! Questa è la nostra certezza, la nostra gioia, questa è la nostra fede. Cantiamo l’alleluia della vita quando tutto è bello e gioioso; ma cantiamo anche l’alleluia della morte, quando, pur tra lacrime e dolore, inneggiamo alla vita che non muore. È l’alleluia della Pasqua, del Cristo Risorto che ha vinto la morte. Cantiamo l’alleluia di chi crede, di chi ha visto il sepolcro vuoto, di chi ha incontrato il Risorto sulla strada di Emmaus, ma cantiamo anche l’alleluia per chi non ha fede, per chi è avvolto da dubbi e incertezze. Cantiamo l’alleluia della vita che volge al tramonto, del viandante che passa, per imparare a cantare l’alleluia del cielo, l’alleluia dell’eternità.

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Testimonianza...

Pakistan: il coraggio della fede La testimonianza di suor Ida Porrino, inviataci dalla stessa nel mese di novembre dello scorso anno, sia per ognuno di noi motivo di riflessione sul nostro vivere la fede nel nostro quotidiano. Carissimi amici dell’Associazione Medaglia Miracolosa di Mendrisio, ieri sono andata con suor Ghazia, una sorella pakistana, e una nostra postulante (una ragazza che si prepara a diventare suora), in una parrocchia non lontana dal nostro convento. Siamo state invitate a partecipare ai festeggiamenti per la conclusione del mese di ottobre, mese del Rosario. La funzione serale comprendeva la recita del Rosario, la processione con la statua della Madonna, la Santa Messa, danze e recite in onore di Maria. Ciò che più mi ha colpito è stata la processione. Qui tutte le funzioni religiose sono nel recinto delle chiese, circondate da murature alte in mattone per garantire la sicurezza dei fedeli. Il cancello viene aperto da persone addette alla sicurezza, con divisa, manganello e alcuni coi mitra per vagliare tutti quelli che entrano e per difenderci in caso di attacchi da parte di estremisti fanatici. I recinti delle chiese dispongono di un ampio spazio con quasi sempre, accanto alla chiesa, la grotta della Madonna. Venendo in Pakistan, io sono rimasta meravigliata nel vedere tanto spazio attorno alle chiese, ma ora capisco il perché: qui si imbandiscono pasti all’aperto in occasione di matrimoni, funerali, celebrazioni celebrative, come ieri sera, a cui hanno partecipato più di 300 persone. Ma qui è tutto semplice. La gente, se non trova posto a sedere, si siede per terra. Il cibo non è complicato: spesso un piatto unico con riso al curry e carne (quasi sempre pollo) o “ciapati”, una sfoglia da accompagnare al curry.

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Torniamo però alla funzione di ieri sera. Il parroco e alcuni giovani avevano preparato una moto che trainava un biroccino adornato con drappi e fiori bianchi, sopra c’era la statua della Madonna e, attorno a lei, giovani fanciulle e bambine vestite da angeli. Il ragazzo che guidava la moto avrà avuto sui 25 anni. Era tutto orgoglioso del compito che gli era stato affidato. Ho chiesto al parroco: “perché con la moto? La statua della Madonna non può essere portata in spalla?” Lui mi ha risposto: “perché andiamo fuori dal recinto parrocchiale”. Sono rimasta stupita:” Non è pericoloso?”, gli ho chiesto timidamente. Lui ha sorriso, così pure il ragazzo sulla moto, senza rispondere nulla. Allora io ho detto a suor Ghazia: “Vado anch’io in processione per dare forza, coraggio e consolazione a questa gente. Li ammiro per il coraggio di testimoniare la fede in questo paese pieno di fondamentalisti. Vado, perché so che per loro avere con loro una straniera, può essere motivo di orgoglio, di conforto e di incoraggiamento ” E lei pronta: “Vengo anch’io con te”! Così ci siamo incamminate tenendoci per mano. La processione si è snodata in una stradina secondaria ma con altoparlanti e la voce del parroco che ogni tanto, tra una preghiera e l’altra, gridava: “Mukadasha Mariam (Santa Maria)” e la gente rispondeva a tutta voce alzando e stendendo il braccio destro: “Evviva!”. Una cosa incredibile a pensarsi e a credersi! Mi pare ancora un avvenimento irreale, pur avendolo vissuto. Ma forse il parroco è andato a colpo sicuro conoscendo la gente di quella viuzza secondaria accanto alla sua chiesa. Sta di fatto che nessuno ci ha disturbato. Devo dire con sincerità che i fondamentalisti non sono poi così tanti come si crederebbe. Molta gente ha simpatia per noi e ci è amica, come la signora mussulmana che studia con me l’italiano. È molto aperta, e non solo rispettosa, ma ammira la nostra vita e farebbe di tutto per aiutarci. Per la morte di una nostra sorella missionaria, suor Daniela, lei ha fatto piantare nel nostro giardino una pianta di limoncelli in suo ricordo. Quanta delicatezza! Ritornati nel recinto della parrocchia è iniziata la Santa Messa. Dopo la Messa un sacco di persone sono venute a farsi benedire. Qui la benedizione è un rito molto comune: il padre benedice, ponendo ogni giorno la mano sulla testa delle figlie e dei figli, dei parenti e dei nipoti. Così il sacerdote dopo la Messa si pone


Testimonianza... all’uscita e impone la mano sul capo dei fedeli in segno di saluto e di benedizione. Ma quando la gente vede una suora straniera e, come me, attempata negli anni, allora chiedono una preghiera speciale e più prolungata… e allora non solo i minuti passano, possono passare anche le ore. Io non ero abituata a questo rito, ma qui sto’ sviluppando il ministero della benedizione, chiedendo a Gesù e a Maria che sia la loro mano a benedirli: in fondo solo Gesù sa veramente i loro bisogni e può esaudirli! Maria poi, come a Cana, può farsi intercessione per loro. E Gesù potrà forse dire no a sua madre?

Ieri la gente mi ha confidato parte delle loro pene: disoccupazione, bisogno di pace in famiglia, il desiderio di un figlio che non arriva, malattie fisiche e psichiche, un esame da dare, un matrimonio programmato, ecc. Il mio cuore è ancora carico dei loro bisogni, preoccupazioni, lotte. Li porto nella preghiera, specie nella Celebrazione Eucaristica e nell’adorazione quotidiana. Ieri ho sentito anche la pena e il mio limite perché il mio “urdu” è pressocché “zero”. Spesso ho dovuto chiedere a suor Ghazia di tradurmi quello che dicevano. Devo sforzarmi di più ad imparare sufficientemente la lingua, nonostante la mia età, per poter comunicare e dialogare con la mia gente. L’esperienza di ieri, i volti delle persone incontra-

te, i loro bisogni, mi sono rimasti nel cuore. Ieri mi pareva di sentire accanto a me Gesù in persona che diceva con infinita tenerezza: “Ho compassione di questa gente”! Rileggendo l’esperienza della processione mi rendo conto che il coraggio di questa gente mi sta contagiando: dalla paura iniziale sto diventando come loro e imparando da loro il coraggio di testimoniare la fede senza paure, pur cercando di non andare sconsideratamente incontro al pericolo e alla morte. Dal profondo del cuore ringrazio Dio per questa nuova esperienza missionaria, che sta arricchendo la mia vita umana e religiosa e che ha ringiovanito decisamente la mia mente e il mio cuore. suor Ida Porrino

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Notizie dalle missioni...

Qui Missionari... a voi Ticino Bangui (Repubblica Centrafricana), 11 novembre 2019 Carissimi amici, i missionari Carmelitani Scalzi sono arrivati nella Repubblica Centrafricana nel 1971 con il principale obiettivo di annunciare il Vangelo in una giovane chiesa fondata solo a fine 1800. Il Centrafrica – situato nel cuore del continente e grande due volte l’Italia, ma ancora sconosciuto a molte persone, è inoltre uno dei paesi più poveri del mondo. La parrocchia di Bozoum è stata la prima missione fondata. Pochi anni dopo è stata fondata la missione di Baoro (1973) e, negli anni seguenti le tre case di Bouar-Yolé (1986), Bouar-St. Elie (1994) e Bangui (2006) per accogliere e formare i candidati autoctoni alla vita carmelitana. In questi quasi cinquant’anni l’opera dei missionari si è diffusa e consolidata: trenta scuole di villaggio nella savana, due scuole materne, un orfanotrofio, un grande liceo, due dispensari medici, una scuola meccanica, un oleificio, un mattonificio e presto anche una scuola agricola… Il Progetto Borse di studio-Carmel di Bangui, ormai alla sua settima edizione, è nato nel 2013, all’inizio della guerra che ha colpito la Repubblica Centrafricana. Alcuni amici, venuti a conoscenza delle migliaia di profughi che si erano riversati nella nostra missione in fuga dai quartieri della capitale – Bangui – dove erano più intensi i combattimenti, si mobilitarono per darci una mano, raccogliendo alcuni fondi. Immediatamente ci sembrò che la cosa migliore fosse di utilizzare la donazione per permettere ai bambini e ai ragazzi del nostro campo profughi di tornare a frequentare le scuole (che nel frattempo, superata la fase più acuta della guerra, stavano timidamente riaprendo le porte).

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E così è nato il Progetto borse di studio-Carmel di Bangui che, dalla scuola materna all’università, ha permesso a centinaia di bambini e bambine, ragazzi e ragazze e decine di giovani di continua-

re gli studi e di poter fare una cosa così normale come andare a scuola. La guerra in Centrafrica non è ancora finita. Se nella capitale la situazione è relativamente tranquilla, la maggior parte del paese è ancora sotto l’influenza di gruppi di ribelli. Il Progetto borse di studio-Carmel di Bangui continua. Perché i bambini crescono e perché andare a scuola è un diritto. E nulla, né la guerra né la povertà, possono impedire di imparare a leggere e scrivere… e, se possibile, anche qualcosa in più. Chi è istruito è già meno povero e meno vulnerabile a proposte che potrebbero fargli solo del male. Se Victor Hugo affermava che “chi apre una scuola chiude una prigione”, siamo consapevoli che questo piccolo progetto abbia in un qualche modo aperto le porte di una scuola o di un’università a tante persone per le quali questa possibilità sarebbe stata preclusa.

Il Progetto Borse di Studio-Carmel di Bangui ha, infatti, una grande ambizione. Il progetto non vuole limitarsi ai bambini della scuola primaria, ma vorrebbe sostenere anche quelli che, più dotati e volenterosi, desiderano frequentare l’università e inserirsi nel mondo del lavoro. Come ogni papà e ogni mamma che non si limita a sostenere i propri figli nella loro formazione iniziale, ma desidera per loro una scuola seria, una buona università e un lavoro sicuro.


Notizie dalle missioni... Potete quindi immaginare la nostra gioia quando, grazie a questo progetto e all’aiuto di tanti amici, abbiamo potuto regalare al Centrafrica un medico, un ingegnere, un avvocato, un insegnante, un piccolo imprenditore, un infermiere in più… Siamo quindi lieti e riconoscenti del generoso contributo offerto dall’Associazione Medaglia Miracolosa di Mendrisio. Vi ringraziamo del vostro aiuto e della vostra fiducia affinché tanti giovani invece di sognare l’Europa lontana, provino a sognare l’Africa vicina. Grazie per la vostra attenzione e un saluto dall’Africa! padre Federico Trinchero e confratelli Portoviejo (Ecuador), 17 novembre 2019 Carissimi amici, un caro saluto da Portoviejo (Ecuador) e con gioia vi invio il resoconto finale del progetto riguardante la costruzione della nuova chiesa, che avete anche voi sostenuto grazie alla vostra generoso offerta. Il giorno della Dedicazione di questa nuova Chiesa Parrocchiale, nella frazione rurale degli Angeli, è stato lo scorso 4 novembre.

di rispondere alle tante richieste di sostegno che le vengono sottoposte. Sicuramente ci incontreremo nuovamente a febbraio dell’anno prossimo, Come ben sapete il solito giro Brescia, Bolzano e Milano non esclude la possibilità di poter salutarvi (anche se alcune volte di corsa) e allo stesso tempo esprimere di persona la nostra riconoscenza e gratitudine. Un abbraccio. Che il Signore vi accompagni e la Madonna vi sostenga con il suo amabile sguardo. Grazie infinite di cuore. padre Walter Coronel Ankazobe (Madagascar), 3 dicembre 2019 Carissimi amici e benefattori, come è bello e dolce essere testimoni del vostro grande amore per mezzo dell’amore del Padre che ci chiama a essere suoi figli per mezzo di Gesù Cristo nato da donna. Nel segno di sua mamma, senza nessun calcolo o previsione umana, il dono della vostra macchina agricola, il polverizzatore d’insetticidi Osella, ha iniziato il suo lavoro proprio il giorno 27 novembre, festa di Maria della Medaglia Miracolosa, nella gioia di tutte le famiglie e operai che da due settimane avevano iniziato a lavorare la terra dopo l’arrivo delle prime piogge in questa nuova stagione agricola.

La partecipazione dei fedeli a questa celebrazione eucaristica è stata molto nutrita. Di cuore vi ringraziamo per questo nuovo aiuto che ci permette di andare avanti con il percorso d’evangelizzazione nella nostra Chiesa di Portoviejo. I fedeli della Comunità “Nostra Signora degli Angeli” assicurano la loro preghiera per i generosi benefattori che hanno sostenuto la costruzione di questo spazio d’incontro col Signore sia nella celebrazione dei sacramenti sia nella preghiera. Che la Madonna degli Angeli dia il dono di tantissime benedizioni a voi tutti, cari benefattori, che permettete all’Associazione Medaglia Miracolosa

È questo il vero segno della provvidenza di Dio perché nulla avviene a caso. Nelle sue braccia di

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Notizie dalle missioni... mamma abbiamo posto la vita di tutte le nostre famiglie e comunità. La “chenille legionnaire”, una specie di bruco che divora il mais, era già apparsa sulle prime coltivazioni di mais e questo polverizzatore d’insetticidi è arrivato al momento giusto per essere usato, debellando questa infestazione di bruchi che avrebbero distrutto il raccolto.

scuola “Saint Kizito”, qui in parrocchia, per la quale la Medaglia Miracolosa ci ha mandato 25’000 franchi, donati da una generosa benefattrice, che ho ricordato nelle celebrazioni eucaristiche. Precedentemente ci erano già arrivati 5’000 franchi sempre per la costruzione della scuola. Grazie moltissimo. Ecco la situazione dei lavori a tutt’oggi. L’altra foto è quella di Véronique, la bambina trovata e presa con sé da mamma Marie, per la quale ho ricevuto da voi franchi 700. Grazie moltissimo anche a questi benefattori. Ho già dato 50’000 franchi CFA (circa 80 franchi svizzeri, ndr) alla mamma perché le paghi le spese per la scuola e perché possa fare un po’ di acquisti anche per gli altri figli. Salvo imprevisti, le darò altri soldi all’inizio del nuovo anno scolastico, e così di seguito.

Mio fratello è giunto in Madagascar per insegnare ai nostri giovani malgasci l’uso, la manutenzione ordinaria e la conservazione nel tempo della macchina agricola e come utilizzare i diversi insetticidi nelle varie coltivazioni di mais, arachidi, legumi e i diserbanti con le diverse norme precauzionali e igienico sanitarie. È veramente stata la cosa giusta questo investimento per camminare verso la direzione di un’autosufficienza alimentare di tante famiglie, giovani e bambini. Un grandissimo grazie di cuore a tutti voi amici e benefattori dell’Associazione della Medaglia miracolosa con i nostri auguri di pace a tutti gli uomini di buona volontà in questo Natale ormai vicino. padre Giovanni Colombi Bangui (Repubblica Centrafricana), 8 gennaio 2020 Carissimi amici della Medaglia Miracolosa, ho una bella occasione per inviarvi questa lettera, unitamente ad alcune fotografie, e per rinnovarvi gli auguri di buon anno. Una fotografia è quella della costruzione della

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Io sto bene. Ho chiuso l’anno, il 31 dicembre con il battesimo di diciannove bambini in un villaggio a pochi chilometri da Bangui e ho aperto il nuovo anno con il battesimo di diciannove catecumeni, molti loro fratelli maggiori, pure nello stesso villaggio. Sono contento. Li avevo seguiti con alcuni giorni di ritiro, e poi questa mattina sono ancora andato a celebrare la santa Messa perché possano fare un’altra volta la Comunione. Entro questo mese di gennaio spero di cominciare la costruzione di una chiesetta in un villaggio a 10 chilometri da qui. Una chiesa “en dur” coperta con lamiere, dà vita alla comunità cristiana: i giovani amano ritrovarsi per la corale, i bambini si ritrovano a giocare attorno alla chiesa, e i cristiani si radunano per la preghiera della domenica. Sono contento di poterli aiutare ad avere la loro chiesa. Ho terminato i Rosari che mi avevate dato quando ero passato a Mendrisio: ormai penso che non rientrerò più in Italia e quindi non avrò più l’opportunità di venire a Mendrisio: potreste mandarmene per posta? Ho terminato anche le medaglie con la spilla… Grazie di tutto il bene che la Medaglia Miracolosa di Mendrisio ci ha fatto e auguro a tutti gli Associati e benefattori un nuovo anno felice, sotto le mani di Maria che fa scendere grazie su tutti. padre Antonio Berti


Notizie dalle missioni... Yaoundé (Camerun), 8 gennaio 2020

Renk (Sud Sudan), 18 febbraio 2020

Carissimi amici, vi scrivo per informarvi circa i negozietti per gli handicappati, progetto per la cui realizzazione mi avete aiutato. Di queste piccole casette per la vendita di cereali, ne ho fatte quattro al posto di nove, una, era già stata realizzata precedentemente. Queste quattro appena finite nel mese di settembre, non è stato possibile gestirle a causa del nuovo Sindaco protestante eletto durante la fase di costruzione. Ha tolto il permesso di locazione e ha messo altre persone di sua conoscenza come gestori con altri tipi di prodotti. Il Sindaco di prima, era musulmano ed era molto contento di aver dato alla Missione il terreno per realizzare i negozietti, sempre a pagamento del terreno s’intende, in più con la prima rata anticipata annuale per la gestione. Col nuovo Sindaco, si è arrivati ai ferri corti, ma senza esito. Mi dispiace di non essere riuscito a realizzare quanto era in previsione.

Carissimi amici della Medaglia Miracolosa, un grazie da noi tutti per il vostro generoso aiuto ricevuto per pagare i maestri. Con i 4000 Euro che avete inviato, abbiamo aumentato i salari dei ventisei maestri nella scuola primaria e degli otto maestri dell’asilo con 2000 Lire Sud Sudanese a ciascuno per un anno.

Ho lasciato la Missione di Kaele il 30 ottobre per Yaoundé, la capitale, per ordine del Superiore Generale, per la continuazione della costruzione del nuovo Seminario Filosofico del PIME. I seminaristi abitano da più di quattro anni a circa cinque chilometri di distanza dalla facoltà filosofica. L’ambiente dove abitano attualmente, è un Convento di Suore. Questo Convento, era il loro noviziato, ma non avendo vocazioni, il PIME lo ha preso in affitto. Io attualmente non abito in nessuna casa del PIME, ma nel Seminario teologico di formazione del Sacro Cuore. La casa delle Suore dove abitano i seminaristi è piccola e non c’è una stanza libera per me, così abito presso questa Congregazione del Sacro Cuore. Le altre Missioni del PIME sono molto distanti e per raggiungere il cantiere devo fare quasi 15 chilometri attraversando la città. Qui, devo fare più attenzione al cibo africano, per non avere difficoltà. Dal mio arrivo qui a Yaoundé ho già preso una malaria nell’aereo il 30 ottobre. Una seconda a poco tempo di distanza, il 13 dicembre, questa è durata un po’ più a lungo fino al 21. Di solito la malaria prende 5 giorni, ma questa volta mi ha immobilizzato con qualche giorno in più, sarà la vecchiaia. Ora qui è il periodo della stagione secca, perciò fino a fine marzo non dovrei più avere problemi di malaria. La stagione secca qui è molto breve però è più fresco, senza ondate di vento caldo di sabbia rossa come al Nord.

Preghiamo affinché il processo della pace si realizzi presto in Sud Sudan e i bambini possano studiare senza interruzione. Grazie di cuore. Il Signore vi benedica. Vi ricordiamo nella nostra preghiera.

Auguro a tutti i membri dell’Associazione Medaglia Miracolosa un Buon Anno 2020 e che la Madonna ci aiuti tutti a vivere bene il tempo presente. fratel Domenico Vicari

suor Catherine Ouma Guidiguis (Camerun), 21 febbraio 2020 Gentili membri della Associazione, alcuni giorni fa ho ricevuto una lettera da parte vostra con gli auguri per il nuovo anno: vi ringrazio! Mi ha arrecato gioia per l’amicizia, l’interesse e sicuramente con la preghiera con la quale mi accompagnate in quest’opera missionaria. Ricambio gli auguri per l’anno nuovo ormai avviato ma ancora lungo nei mesi che verranno e ringrazio per la vostra opera di bene per le tante persone, spesso i più poveri di questo mondo, che portano impresso nella loro sofferenza una certa somiglianza col volto del Signore crocifisso. L’anno prossimo compirò 46 anni di presenza in questa regione dell’estremo nord del Camerun presso il popolo Tupuri e 80 di vita. In questi anni di... “riposo” vivo con padre Cappelletti presso una famiglia locale vicino alla parrocchia. Lavoro nella preparazione dell’edizione del nuovo testamento in questa lingua tupuri affinché sia accessibile per chi sa leggere l’incontro col Signore nella cultura e nel linguaggio della propria carne e sangue. Seguo inoltre un gruppo di ragazzi orfani offrendo loro sostegno umano ed economico e sono disponibile, qualora richiesto, per un servizio pastorale. Grazie Medaglia Miracolosa e a tutti coraggio e fiducia nel Signore! padre Mario Frigerio

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Vita dell’Associazione...

Visite dei missionari al nostro segretariato 24 ottobre 2019 Cari amici, è sempre per me una gioia venire qua a Mendrisio a ringraziarvi, perché avete accettato di dare un sorriso agli ultimi degli ultimi. Sono contento che, grazie anche ai vostri sacrifici e le vostre preghiere, la mia missione a favore di tanti bambini sta andando avanti bene. Ci sono 1056 bambini (183 affetti da HIV), tutti stanno bene. Grazie per aver spezzato il vostro pane con loro!

Adesso stiamo costruendo la chiesa per avere un luogo sacro per le messe e le preghiere per tutti i bambini. Spero sempre nel vostro aiuto spirituale e materiale. Vi ringrazio per il vostro amore e le vostre preghiere. Con riconoscenza. padre Francis Limo Riwa missionario in Kenya 19 novembre 2019 Carissimi amici e benefattori, ancora una volta vi ringrazio di cuore per quello che fate: spargere il bene, creare mentalità di solidarietà, guardare il mondo con lo sguardo di Gesù, questo è Vangelo puro! Il Signore vi benedica e vi renda felici. Una preghiera per voi e perché le nuove generazioni scoprano la gioia del Vangelo

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che porta gioia al cuore e bene ai fratelli. Vi porto con il cuore nella mia missione in Brasile. Con gratitudine. Padre Juarez Dalan Missionario dei Giuseppini in Brasile 20 novembre 2019 Dopo l’operazione di asportazione del rene destro, causa tumore, sono qui all’Associazione Medaglia Miracolosa di Mendrisio per ringraziare delle attenzioni e preghiere che mi sono state rivolte in questo mio periodo di difficoltà.

Ancora una volta abbiamo ricevuto aiuto per le nostre missioni di Kitanga… ringraziano tanto. Antonio Pizzi missionario laico in Uganda 13 dicembre 2019 Carissimi, ringrazio Dio e ciascuno di voi per il sostegno generoso alla mia missione in Amazzonia, che si sviluppa bene grazie a Dio! La scuola cresce e adesso aiuta settanta bimbi e giovani con professore di chitarra e batteria. Finalmente abbiamo iniziato il progetto per allevare pesci e il progetto cucito aiuta delle mamme a imparare ad essere sarte. Che Dio vi benedica per le preghiere e per il vostro


Vita dell’Associazione... dono per aiutare i progetti della mia missione ad Anajas. Che Dio vi benedica e ci faccia santi. Un fortissimo abbraccio. suor Noemi Adinolfi missionaria della Fraternità Missionaria Giovanni Paolo II in Brasile 30 gennaio 2020 Carissimi amici, tanti saluti dall’Uganda! Vi ringrazio di cuore per tutto quello che fate per le missioni in tutto il mondo. Grazie per le offerte che mi avete dato per la mia missione di Kinyarugonjo. Un abbraccio forte a tutti. don Michiel Demets missionario diocesano in Uganda

padre Giancarlo Frigerio, missionario Guanelliano in Tanzania, ha voluto ringraziare associati, benefattori e amici della Medaglia Miracolosa di Mendrisio per l’aiuto ricevuto per la realizzazione di un pozzo e la costruzione di una casa per ragazzi e ragazze con handicap. Padre Giancarlo, parlandoci della sua esperienza missionaria, ha così condiviso con noi il suo vivere quotidiano nella missione di Iwindi Mbeya, dove opera a favore di tanti ragazzi e ragazze che hanno bisogno costantemente di aiuto e sostegno per far

fronte al loro handicap. Un grazie di cuore a padre Giancarlo per essere stato fra noi e a lui il nostro più caro augurio per un buon rientro in missione! 30 gennaio 2020 Carissimi Amici, un caro saluto a tutti voi. Anche oggi ho avuto il piacere di passare a visitare la vostra sede. Sempre grazie a voi per la vostra costante preghiera e per il vostro sostegno ai nostri sacerdoti attraverso le intenzioni di Sante Messe e altri aiuti. A Moroto tutto procede bene. I lavori della nuova cattedrale sono a metà strada. Ora si tratta di completare perché la costruzione delle opere più impegnative e difficili è stata conclusa. Grazie alle vostre preghiere nessuno si è fatto male, anche se si lavorava fino a 26 metri di altezza e con poveri mezzi. Qualcuno lassù la vuole proprio questa cattedrale! La gente è tutta più contenta e aspetta con ansia di poter iniziare ad usarla. Rinnovo il mio grazie di cuore a tutti voi, assicurando la mia povera preghiera per tutti voi. Vi saluto uno ad uno, un abbraccio. monsignor Damiano Guzzetti vescovo Comboniano in Uganda

27 gennaio 2020 Un grazie particolare a padre Egidio Tocalli, che è stato presente con padre Giorgio Aldegheri, al nostro incontro del 27 gennaio 2020. Padre Egidio ha voluto parlarci in maniera speciale di padre Giuseppe Ambrosoli, missionario e dottore Comboniano, che sarà beatificato a Kalongo (Uganda) il 22 novembre 2020. Padre Egidio ha condiviso con padre Ambrosoli il lavoro nella missione di Kalongo, e, dopo la sua morte, ha continuato la sua opera. Anche padre Tocalli oltre che sacerdote è dottore Dopo 32 anni di lavoro missionario, padre Tocalli, con grande nostalgia, ha lasciato Kalongo. Rientrato in Italia, si trova attualmente nella Casa dei Comboniani a Rebbio (CO).

27 novembre 2019 Durante l’incontro mariano missionario del 27 novembre 2019, in cui abbiamo ricordato l’apparizione della Beata Vergine a Santa Caterina Labouré,

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[Indirizzo]

GAB CH-6850 Mendrisio

Chi dĂ al povero presta a Dio! Vuoi renderti utile alle missioni? Fai conoscere

Qui Ticino...

...a voi missionari via Carlo Croci 6 – 6850 Mendrisio +41 91 646 28 20 quiticino@medaglia-mendrisio.org CH94 0900 0000 6900 0853 6

Al nostro vescovo Valerio, agli emeriti vescovi Ernesto e Pier Giacomo, ai nostri sacerdoti, a tutti i missionari, a voi tutti, cari associati, benefattori e lettori, con le vostre famiglie, giunga l’augurio di una Buona e Santa Pasqua!

Qui Ticino... a voi missionari, Anno 52, numero 189, marzo 2020  

Periodico trimestrale dell'Associazione Gruppo Medaglia Miracolosa di Mendrisio, Svizzera

Qui Ticino... a voi missionari, Anno 52, numero 189, marzo 2020  

Periodico trimestrale dell'Associazione Gruppo Medaglia Miracolosa di Mendrisio, Svizzera

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