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Anno 50, numero 182

Qui Ticino...

...a voi missionari

giugno 2018 Periodico trimestrale ticinese del Gruppo Medaglia Miracolosa di Mendrisio attivo dal 1960 www.medaglia-mendrisio.org

Una bimba felice nella missione di suor Maria Marrone in Uganda


Notizie ed avvisi Comunicateci eventuali cambiamenti d’indirizzo Al fine di limitare le spese postali, vi chiediamo gentilmente di volerci comunicare ogni vostro eventuale cambiamento di indirizzo e ricordiamo che la nostra Associazione ringrazia per iscritto i benefattori a partire dal versamento di un’offerta di 100 franchi. Chi non desidera ricevere il ringraziamento è pregato di volerlo indicare sulla polizza di versamento con la sigla: N.R. Da parte nostra non è possibile inviare ringraziamenti relativi a indirizzi incompleti o illeggibili. Mediante questo nostro periodico, desideriamo ringraziare TUTTI per il costante sostegno spirituale e materiale.

Ritiro spirituale a Rovio

Vita dell’Associazione...

lunedì 19 marzo 2018

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Una trentina di associati e amici della nostra Associazione sono stati accolti con grande cordialità, il 19 marzo 2018, festa di San Giuseppe, dalla Fraternità Francescana di Betania a Rovio, per un pomeriggio di preghiera e di ritiro spirituale quaresimale. Guidati da Fra’ Raffaele Tocchi abbiamo meditato sulla figura di San Giuseppe e pregato, davanti a Gesù Eucaristia, la Coroncina della Divina Misericordia e il Santo Rosario, alternati da momenti di silenzio.

Apri i nostri occhi, Signore, perché possiamo vedere te nei nostri fratelli e sorelle. Apri le nostre orecchie, Signore, perché possiamo udire le invocazioni di chi ha fame, freddo, paura e di chi è oppresso. Apri il nostro cuore, Signore, perché impariamo ad amarci gli uni gli altri come tu ci ami. Donaci di nuovo il tuo Spirito, Signore, perché diventiamo un cuore solo e un’anima sola, nel tuo nome. Amen.

La Medaglia Miracolosa: la Madonna ha promesso che coloro che la porteranno con fiducia, godranno della Sua specialissima protezione e riceveranno grandi grazie. Le medaglie, anche in oro oppure dorate, si possono ottenere contattando il nostro segretariato.

Impressum Editore: Associazione “Gruppo Medaglia Miracolosa”, Mendrisio Direzione, redazione e amministrazione: via Carlo Croci 6, 6850 Mendrisio tel: +41 91 646 28 20 fax: +41 91 646 28 15 email: quiticino@medaglia-mendrisio.org internet: www.medaglia-mendrisio.org Orari apertura segretariato: Lunedì - Venerdì: 09:00-11:30 / 14:00-17:00 Direttore Responsabile: don Claudio Premoli Redazione: Carla Bernaschina, Stefania Bazzurri, Florindo Brazzola, don Claudio Premoli, Letizia Bernaschina, Michele Faul

Ancora una volta ci siamo resi conto come sia importante sostare davanti a Colui che ci dà forza per affrontare la vita di tutti i giorni, con i suoi momenti belli e quelli più difficili. Con un buon caffè e uno stare insieme in semplicità e fraternità, abbiamo concluso il nostro bel pomeriggio. Carla

Impaginazione e Grafica: Michele Faul Tipografia: La Buona Stampa SA, via Fola 11, 6963 Pregassona Abbonamento: Di qualunque offerta, indipendentemente dal modo di versamento, 4 franchi danno diritto all’abbonamento.


“Dio ha un cuore di papà”

Emanuele: Non ce la faccio!... Papa Francesco: Vieni, vieni da me Emanuele! Vieni da me e dimmela all’orecchio. Dimmela all’orecchio. Vieni, vieni, vieni da me. [Emanuele va da Papa Francesco e gli dice all’orecchio la sua domanda] Papa Francesco: Magari tutti noi, potessimo piangere come Emanuele quando avremo un dolore come lo ha lui nel cuore. Lui piangeva per il papà e ha avuto il coraggio di farlo davanti a noi, perché nel suo cuore c’è amore per il papà. Io ho chiesto il permesso ad Emanuele di dire in pubblico la domanda e lui mi ha detto di sì. Per questo la dirò: “Poco tempo fa è venuto a mancare il mio papà. Lui era ateo, ma ha fatto battezzare tutti e quattro i figli. Era un uomo bravo. È in Cielo papà?” Che bello che un figlio dica del suo papà: “Era bravo”. Bella testimonianza di quell’uomo che ha dato ai suoi figli, perché i suoi figli potranno dire: “Era un uomo bravo”. È una bella testimonianza del figlio che ha ereditato la forza del papà e, anche, ha avuto il coraggio di piangere davanti a tutti noi. Se quell’uomo è stato capace di fare figli così, è vero, era un uomo bravo. Era un uomo bravo. Quell’uomo non aveva il dono della fede, non era credente, ma ha fatto battezzare i figli. Aveva il cuore buono. E lui ha il dubbio che il papà, per non essere stato credente, non sia in Cielo. Chi dice chi va in Cielo è Dio. Ma come è il cuore di Dio davanti ad un Papà così? Come è? Come sembra a voi?... Un cuore di papà! Dio ha un cuore di papà. E davanti ad un papà, non credente, che è stato capace di battezzare i figli e di dare loro quella bravura ai figli, voi pensate che Dio sarebbe capace di lasciarlo lontano da sé? Pensate questo?... Forte, con coraggio… Tutti: No! Papa Francesco: Dio abbandona i suoi figli? Tutti: No!

Papa Francesco: Dio abbandona i suoi figli quando sono bravi? Tutti: No! Papa Francesco: Ecco, Emanuele, questa è la risposta. Dio sicuramente era fiero di tuo papà, perché è più facile essendo credente, battezzare i figli, che battezzarli essendo non credente. Sicuramente questo a Dio è piaciuto tanto. Parla con tuo papà, prega tuo papà. Grazie Emanuele per il tuo coraggio. Abbiamo parlato del papà e il nostro papà è Dio. Preghiamo tutti il nostro papà, Dio. “Padre nostro…”. E adesso vi darò la benedizione. Ognuno di voi pensi a quelle persone che ama, a quelle persone a cui vuole bene, a quelle persone che gli vogliono bene, e anche a quelli a cui non vogliamo bene o che sono un po’ nemici. Preghiamo anche per loro, perché il Signore benedica anche loro. Che benedica tutti noi e illumini il cuore. Penso sia fondamentale stare davanti al dolore con la certezza in noi che “Dio ha un cuore di papà. Bisogna essere grati a Papa Francesco perché ci riporta sempre all’essenziale; ci restituisce il fondamento del nostro essere cristiani. L’abbraccio tenero con cui ha ascoltato il bambino è l’immagine eloquente di come Dio sta con noi. E la Chiesa ci offre sempre questo abbraccio: quante volte Dio utilizza le braccia di un sacerdote o di un fratello per stringerci a lui! Il dolore è per spalancarci davanti a Dio, con qualsiasi atteggiamento, senza scappare o ripiegarci nel dolore stesso. Emanuele ci ha dato un segno: piangeva davanti al Papa. Le lacrime hanno bisogno di ricevere un valore che solo il Signore può dare. Piangere davanti a Dio è l’unica cosa che serve. Solo davanti a Lui le lacrime diventano preziose perché lo toccano nella sua vera qualità: essere Papà e così non riesce a stare distante da noi. È costretto ad abbracciarci: il nostro dolore e le nostre lacrime commuovono il grande “Papà”. don Claudio Premoli, assistente

Lettera dell’Assistente...

Sui social media nelle scorse settimane “è girata” la registrazione dell’incontro tra il Papa e un gruppo di bambini della parrocchia romana di San Paolo della Croce, da lui visitata domenica 15 aprile 2018. Vorrei proporre uno stralcio dell’intervento. A turno i bambini hanno posto una domanda al Papa. Ad un certo punto è uscito Emanuele che scoppia a piangere perché il dolore che ha nel cuore prevale sulla forza di esprimere la domanda.

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Progetti per le missioni...

Date loro la speranza di celebrare nella loro chiesa

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Questo è l’appello di suor Jessica Atimago, missionaria Comboniana in Uganda. La sua missione dista 70 chilometri dalla chiesa di Aluka. Il vescovo ha dato agli abitanti di questa zona la possibilità di pregare vicino a casa loro. Un gruppo di giovani, dopo aver sperimentato che un riparo con un tetto di paglia non era la migliore soluzione, ha iniziato a costruire la chiesa portando il fabbricato fino all’altezza delle finestre. Per terminare l’opera occorrono 6’000 franchi. Cari amici, vi spero tutti bene come lo sono io e tutte le consorelle della Comunità Comboniana di Arua, nel nord ovest dell’Uganda, unica realtà comboniana della regione. La comunità cui appartengo sta ristrutturando la chiesa perché la più vicina si trova a 70 chilometri. Il progetto di costruire la chiesa ha avuto origine sei anni fa quando un gruppo di giovani si è reso conto con i prodotti della terra sui quali non possono della situazione in cui versava la gente del luogo, che sempre fare affidamento. Quelli che vanno a scuola per partecipare alla Santa Messa doveva camminare possono solo aiutare durante le vacanze scolastiche. parecchio. Per gli anziani e per le mamme allattanti Rivolgo dunque a voi quest’umile richiesta di aiutare era difficile arrivare in tempo; spesso giungevano i giovani a terminare l’opera che hanno iniziato. quando il sacerdote era in procinto di impartire Occorrono 6’000 franchi per finire la costruzione la benedizione finale. Dal Vescovo hanno quindi della chiesa. La somma sarebbe utilizzata nel modo ottenuto il permesso di pregare in un luogo vicino seguente: 1’200 franchi per il cemento, 1’500 per a casa loro. All’inizio pregavano sotto un albero, le lamiere, 1’800 per i mattoni e 1’500 per le travi, i ma se arrivava la pioggia dovevano interrompere la chiodi e tutto quanto serve per fissare il tetto. preghiera. I giovani hanno deciso allora di costruire Questi giovani continuano a chiedermi se qualcuno un riparo con un tetto di paglia. Tuttavia ogni anno il ha esaudito le nostre richieste di aiuto, ma tetto deve essere rifatto perché la paglia marcisce e purtroppo fino ad ora non abbiamo ricevuto nessuna lascia filtrare l’acqua. risposta. Qui in Uganda da due anni a questa parte la situazione è alquanto peggiorata a causa dei due milioni di rifugiati che sono fuggiti dal Sud Sudan e dal Congo; quel poco che abbiamo lo dobbiamo condividere con quelli che arrivano nella nostra regione. I prezzi stanno salendo vertiginosamente non solo per i beni di prima necessità come le derrate alimentari, ma anche i prezzi dei materiali di costruzione (cemento, travi, lamiere, ecc.) e il relativo trasporto dai centri sono raddoppiati in poco tempo. Vi prego, aiutate la mia povera gente a poter sperare nel nostro buon Dio e ad adorarlo. Date loro la Ora i giovani hanno deciso di costruire una chiesa speranza di poter presto celebrare nella loro chiesa. in mattoni. La gente del luogo è povera e si dà da I cristiani della comunità ecclesiale dedicata a Maria fare fabbricando i mattoni durante la stagione delle Assunta e la comunità delle suore comboniane vi piogge per prepararli e sistemarli in un deposito sarebbero assai riconoscenti se poteste aiutare all’asciutto. Hanno iniziato a scavare le fondamenta questa povera gente a terminare la costruzione della e ad erigere le pareti fino all’altezza delle finestre. chiesa in onore della Santa Vergine e per il culto e la Dall’avvio dei lavori si incontrano, per posare i gloria di Dio Padre. mattoni, due volte al mese con il catechista, un Possa la nostra Madre Maria intercedere per ognuno giovane padre di famiglia inviato dal parroco ad di voi e continuare ad aver cura particolare di voi. assistere i fedeli e insegnare loro la Parola. I fedeli Vi ricordo nelle mie preghiere e vi saluto con tanta sostengono il catechista e la sua famiglia con un riconoscenza. salario mensile equivalente a 17 franchi (a volte solo suor Jessica Atimango 12 franchi). Gli altri giovani sono contadini e vivono


Suor Ida Porrino, missionaria delle Figlie di San Paolo, in Pakistan chiede il nostro aiuto affinché la sua comunità possa disporre di un veicolo sicuro e funzionante, elemento indispensabile per il loro lavoro quotidiano. Carissimi, prima di tutto vorrei dire agli amici svizzeri che mi conoscono che dalla fine di agosto 2017 sono in Pakistan e non più nel mondo cinese. La proposta della nostra Superiora Generale di venire in questa terra mi ha colto di sorpresa, ma mi ha dato anche la gioia di sperimentare una nuova chiamata nella vecchiaia. Qui ho trovato una comunità giovane, unita, sfidante, che ha ringiovanito anche me, per cui vivo questa nuova chiamata con gioia ed entusiasmo rinnovati. Il Vescovo di Faislabad ci ha appena invitate ad aprire una nuova comunità nella sua Diocesi dove, tra una maggioranza mussulmana, conta una buona presenza cattolica e ben 52 scuole cattoliche. Egli ci offre un vecchio abitato nel recinto della Cattedrale per aprire una libreria al primo piano e al secondo avere l’abitazione per le suore. È un’offerta inaspettata, giacché abbiamo, da poco più di un anno, aperto una nuova Comunità a Multan, una zona povera, in parte desertica in modo da raggiungere con la nostra missione anche gli “ultimi”, come dice Papa Francesco. L’offerta del Vescovo di Faislabad ci trova un po’ impreparate finanziariamente e come personale, ma è un’offerta unica che cogliamo come il dono di Dio nella nostra limitatezza e povertà. Voi non potete immaginare cosa significhi avere una casa religiosa in una zona sicura, protetta, con un vigilante 24 ore su 24, in una zona in cui i cattolici sono in minoranza e fortemente discriminati e spesso obiettivo di attacchi terroristici. Per questo abbiamo detto sì, anche perché Faislabad è sempre stata nel nostro cuore, senza avere mai avuto in passato la possibilità di stabilirvi una nostra presenza. Il Vescovo sente la mancanza in Diocesi di un punto di riferimento per i suoi fedeli, dove trovare Bibbie, catechismi, oggetti religiosi e tutto quello di cui hanno bisogno. In più è una Diocesi fiorente di vocazioni. Possiamo però realizzare questo sogno solo con l’aiuto di anime buone e sensibili alle missioni. Per questo mi rivolgo anche a voi nella speranza di avere un aiuto, anche solo parziale, per l’acquisto di un’automobile per questa nuova comunità in modo da poter raggiungere parrocchie, scuole, comunità cristiane della Diocesi, per esposizioni, animazioni,

proiezioni religiose, conferenze, ritiri, ecc. Il pulmino che abbiamo attualmente è in condizioni rischiose. L’anno scorso abbiamo avuto un incidente che gli ha dato il colpo di grazia. Ultimamente ha avuto un incendio... meno male che non è scoppiato il motore con la benzina... Il giorno dopo abbiamo fatto dire una Messa di ringraziamento perché le due sorelle erano salve e il motore non è scoppiato. Abbiamo un’altra auto, ma con continui problemi anche quella. Per noi avere una buona macchina o furgoncino forte, capiente, in modo da poter caricare il materiale e raggiungere i luoghi anche con strade dissestate è molto importante per portare avanti la nostra missione e spostarci in città, dato che i mezzi di comunicazione non sono così comodi e regolari ed il traffico è pesante. Tra motorette, risciò, mezzi pubblici, biciclette e a volte asini o cavalli che trascinano i loro carichi... ci vuole un sacco di tempo per percorrere anche pochi chilometri. Confidiamo in un vostro aiuto anche parziale. Vi mando una foto della nostra Comunità centrale (Lahore) e delle nostre giovani in formazione. Con viva riconoscenza.

suor Ida Porrino

Progetti per le missioni...

Disporre di un buon automezzo per portare avanti la nostra missione…

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L’educazione ha bisogno di strumenti adeguati per realizzare obiettivi Alla scuola “San Francesco” di Massawa (Eritrea) occorrono strumenti per le diverse attività scolastiche e per la preparazione degli esami. Padre Kifleyesus Ghebreslasie, frate Cappuccino e direttore di questa scuola, chiede il nostro aiuto affinché possano sostituire le fotocopiatrici e i duplicatori corrosi dal sale e inusabili a causa del clima caldo e umido esistente nella zona in cui sorge l’edificio. Cari amici e benefattori, sono un frate Cappuccino, e fino a due anni fa ero in Mendefera, mentre ora mi trovo a Massawa, una città che si trova a Nord-Est del Mar Rosso. Essa è la terza città dell’Eritrea, con una popolazione di circa 30’000 abitanti. La gran parte di loro sono mussulmani che vengono dalle varie parti del Tigre, Saho e Afar. In questa città i Frati Cappuccini dell’Eritrea hanno una scuola media e secondaria, della quale sono il direttore. La scuola di “San Francesco” conta 874 studenti, la maggioranza sono mussulmani.

Progetti per le missioni...

Questa scuola iniziò i suoi lavori di educazione accademica nel 1959. Durante i suoi quasi sessanta anni di vita ha avuto modo di preparare parecchie generazioni delle diverse tribù che vivono dentro e fuori la città di Massawa. Molte sono le persone importanti della nostra società civile che qui sono state formate.

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strumenti per lo svolgimento delle differenti attività; ci occorrono strumenti elettronici, come fotocopiatrici e duplicatori. I primi per usi veloci e i secondi per i tempi forti degli esami trimestrali e semestrali. Gli strumenti attualmente in nostro possesso sono corrosi e inusabili a causa del clima caldo e umido e del sale corrodente proveniente dalla vicinanza del mare. Per la sostituzione degli stessi occorrono in totale circa 12’800 franchi. Gli strumenti che vedete nelle foto sono quasi fuori uso e per preparare gli esami siamo costretti ad andare in città pagando molti soldi.

Prego ogni giorno il Signore perché ci faccia trovare alcuni benefattori che collaborino alla realizzazione di questa nostra richiesta. Abbiamo pensato di rivolgerci anche a voi che non ci avete mai fatto mancare il vostro sostegno negli scorsi anni.

Lo scopo di questa scuola è quello di dare ai giovani un giusto apprendimento per la loro vita civile e morale e di inculcare il rispetto vicendevole fra le tante tribù; di insegnare e formare la gioventù a un sano valore del rispetto delle varie fedi e religioni; confortare e aiutare finanziariamente gli studenti poveri o affetti da HIV, unitamente alle loro famiglie, per comperare medicine e per far fronte alle spese scolastiche. Purtroppo la nostra scuola scarseggia di diversi

Vi ringrazio fin da ora della vostra considerazione per ogni contributo a voi possibile alfine di cooperare a questo importante lavoro a noi affidato a favore della gioventù, il futuro della nostra nazione. Il Signore ricompensi la vostra generosità. Vi saluto affettuosamente e vi assicuro il mio ricordo nella preghiera. padre Kifleyesus Ghebreslasie


L’angolo della condivisione Il locale lasciato vuoto dalla Bottega del Mondo ora è diventato il locale della condivisione: i missionari, durante le loro visite, portano al nostro Segretariato opere di artigianato proveniente dalle loro Missioni. Con il ricavato della vendita di queste opere artigianali davvero belle e fatte con amore, che possono diventare regali apprezzati, si aiuta la gente del luogo in cui opera il missionario, a vivere più dignitosamente.

Vita dell’Associazione...

Se volete dare un’occhiata, passate al nostro Segretariato, in Via Carlo Croci 6, durante l’orario della sua apertura: da lunedì a venerdì ore 09.00-11.30 e ore 14.00-17.00. Grazie fin da ora per una vostra visita!

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Preghiera per l’estate Oh Padre, creatore di ogni cosa, grazie per l’estate. Grazie per il calore del sole e per le ore di luce che aumentano giorno dopo giorno. Grazie per tutte le cose belle che vedo intorno a me e per l’opportunità di stare all’aria aperta e poter così godere delle bellezze della Creazione. Grazie per l’opportunità che mi dai di passare più tempo con gli amici e la famiglia, e per godere dei momenti di pace e tranquillità che l’estate porta con sé. Dammi la possibilità di essere sempre più vicino in questo periodo. Insegnami a pregare e non importa dove mi trovi o cosa stia facendo in quel momento.

Preghiamo e meditiamo insieme...

Riscalda la mia anima con la consapevolezza della tua Presenza e illumina il mio cammino con la tua Parola ed il tuo Consiglio.

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E, mentre gioisco per le bellezze del Creato, crea in me un cuore puro che abbia una costante sete di Te. Amen.


Il ponte Preghiamo e meditiamo insieme...

Voglio essere per te come il ponte sul fiume. Da questo lato c’è il tuo oggi; dall’altro lato il tuo domani. Tra i due lati il fiume della vita, a volte tranquillo, altre turbolento, altre ancora profondo e confuso. Bisogno attraversarlo… Solo Dio può portarti al sicuro dall’altra parte, ma io voglio essere il ponte che facilita la traversata. Se hai paura, sali sulle mie spalle. Dio mi ha posto sul tuo cammino per aiutarti ad attraversare quel fiume. Sono il tuo ponte per le molte difficoltà della vita, se vuoi puoi chiamarmi AMICO… padre Zezinho

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Khartoum (Sudan), 19 marzo 2018

Notizie dalle missioni...

Cari amici, in preparazione alla Pasqua oggi facciamo un ritiro spirituale per i chierichetti di tutte le comunità che sono seguite dalla nostra missione. Ci sono anche i miei che vengono da Izba. Molti sono ancora piccoli, ma è rimasto un bel gruppo di grandi tra i quattordici e i quindici anni che continua a servire la Santa Messa. Essi sono gli stessi che mi hanno seguito da quando sono arrivato a Izba e ormai sono grandi (i maschi hanno un “vocione” e sono più alti di me, anche se non ci vuole tanto!). Questo mi fa pensare al tempo che passa, ma più ancora ai doni che il Signore ha fatto a me e alla mia gente. A Izba la chiesetta di paglia e mattoni di fango seccati al sole, che avevo trovato al mio arrivo, è diventata un gran capannone con il tetto coperto da lamiere zincate e aspetta che le facciamo le pareti e il pavimento. La cosa bella è che tutte le domeniche, nonostante qui sia giorno lavorativo, la chiesetta si riempie di 3-400 fedeli che vanno al lavoro in ritardo pur di partecipare alla Messa.

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La nostra scuola è sempre affollata di ragazze e ragazzi: quest’anno cominceremo l’ottava, alla fine della quale si sosterranno gli esami statali di fine primaria. Pensate, che grande dono, queste ragazze e ragazzi che vivono nella baraccopoli di Izba potranno avere la possibilità di andare alle Superiori e… anche oltre! Penso sia proprio un grande successo-regalo del Signore e lo condivido con voi perché diciate grazie al Signore con noi. Invito anche voi in questa Pasqua a guardare quanto ha fatto il Signore a ognuno di noi e a ringraziarlo di cuore: viviamo nel suo amore e nella sua pace. Un grazie anche a tutti voi e Buona Pasqua! padre Eugenio Caligari Lai (Ciad), 21 marzo 2018 Carissimi amici, si avvicina la Settimana Santa e con questo scritto

mi permetto di augurare a voi e ai vostri cari, amici e sostenitori i miei migliori auguri di una Buona e Santa Pasqua. È un tempo di grande impegno pastorale per i sacerdoti della nostra diocesi impegnati in questi giorni nelle loro parrocchie ad accompagnare i catecumeni in vista del battesimo ormai imminente. È bello vedere una giovane chiesa dell’Africa che poco a poco cresce come il granello di senape della parabola evangelica. Di tutto questo rendiamo grazie a Dio e al suo amore misericordioso. Che Dio vi benedica per tutto il bene che fate. Maria Santissima Nostra Madre e Regina vi accompagni e protegga sempre. Con stima e riconoscenza. padre Marco Vailati Ceilandia (Brasile), 21 marzo 2018 Carissimi amici, un caro saluto da Ceilandia, città satellite di Brasilia. Ringrazio il Signore per ciascuno di voi, perché anche se, non sono stato molto regolare nelle mie comunicazioni, voi siete sempre presenti nel mio lavoro missionario che svolgo in questa città di periferia. Ho scelto, con un gruppo di volontari, di lavorare in mezzo ai più abbandonati ed esclusi di questa società per essere un segno di speranza per loro e anche se gli uomini si dimenticano di loro, Dio conosce il loro grido di dolore per mezzo nostro. A Natale siamo stati a portare dei viveri ad alcune famiglie bisognose. Per la verità non pensavo di trovare tanta miseria: bambini che giocavano per terra seminudi su un selciato tutto rotto. Case fatiscenti che non hanno nulla di dimore accoglienti; due stanze miseramente allestite nelle quali si svolgono tutte le attività della famiglia e adibite per cucina, salotto e camere da letto, in totale neanche cinque metri quadrati! Malgrado questa realtà scioccante i bambini che stavano lì erano contenti e felici nel vederci. Il loro sorriso ci conquistò, è stato il loro grazie. Abbiamo invitato la signora di casa ad accompagnare i bambini da noi così avrebbero avuto almeno qualcosa di caldo da mangiare e la nostra attenzione affettuosa. Purtroppo non c’è stato nessun seguito. Forse è per paura di essere denunciati e messi nelle mani di qualche istituzione senza scrupoli… Dopo qualche settimana ho dovuto rientrare in Italia per problemi di salute; ne ho approfittato per stare con mia sorella che è ammalata gravemente. Sono rientrato in Brasile da poco per continuare il mio lavoro che è di formare e coinvolgere sempre nuove persone in questo nostro progetto “Mater Amabilis”. Il lavoro non è facile. Facciamo tante


Vi invio alcune foto del dormitorio che è stato costruito con il vostro aiuto. Vi ringrazio di nuovo e spero che non vi dimentichiate di noi soprattutto per affrontare l’acquisto di settanta letti a castello completi con i rispettivi armadi. Per completare il nostro progetto ci occorrerebbe un salone polivalente per fare il doposcuola, attività ricreative e formative e questo per quando il tempo piovoso non ci permette di stare fuori sotto qualche albero. Perciò chiedo ancora il vostro aiuto. Il mio ringraziamento è nel ricordarvi quotidianamente nella Messa che celebro nella nostra cappellina, e nel ricordo per i vostri cari defunti. Un caro saluto e Buona Pasqua! padre Giovanni Vicari Bangalore (India), 23 marzo 2018 Cari amici e benefattori, un affettuoso saluto da parte di Padre Xavier, Priore Generale della Congregazione dei Rosariani di Bangalore. Sono alquanto lieto di informarvi che, grazie alla vostra generosa offerta, il convento di Rosary Hill si è finalmente dotato di una nuova jeep. La spesa complessiva per l’acquisto e per la messa in circolazione del veicolo (quindi incluse le tasse di

immatricolazione e dell’assicurazione) ammonta all’equivalente di franchi 11’787. Allego i giustificativi contabili ad eccezione delle tasse di immatricolazione e dell’assicurazione per i quali sussiste un tariffario statale. Il convento, nel limite delle proprie capacità, ha contribuito a completare la spesa. Non mi rimane che ringraziarvi infinitamente per il vostro generoso gesto. Trovo molto bello il delicato riguardo che avete nei nostri confronti aiutandoci nelle nostre quotidiane difficoltà. Ve ne sono molto riconoscente. Tutti noi del Convento di Rosary Hill vi mandiamo i nostri migliori sentimenti di gratitudine. Troverete qui accluse le foto del veicolo.

Vi assicuro le nostre preghiere incessanti di ogni giorno, in modo particolare vi ricordiamo nelle nostre Sante Messe, durante le funzioni religiose, nei Santi Rosari e nell’adorazione eucaristica. Con profonda stima vi saluto in Cristo Gesù e nella beata Madre, Regina del Santo Rosario. padre K. P Xavier Chipata (Zambia), 28 marzo 2018 Carissimi amici tutti del Gruppo Medaglia Miracolosa di Mendrisio: pace e bene! Grazie del vostro saluto e augurio. La vostra lettera è partita il giorno 03.10.2017 e mi è arrivata solo oggi 28.03.2018! Sono sempre però gradite le vostre notizie attraverso il vostro giornalino. Grazie per tenere tanti missionari nel vostro cuore e nella vostra preghiera.

Notizie dalle missioni...

iniziative per toccare il cuore delle persone che ci stanno attorno.

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Allora invece di mandarvi gli auguri di Natale vi invio quelli di una Santa Pasqua di risurrezione. Gesù risorto porti nuova vita in tutte le situazioni di morte che affliggono il nostro mondo. Io sto sempre bene, anche se alla mia età, 80 anni, si fanno sentire i soliti dolori che tutti abbiamo. Come vi accennavo nel mio incontro con voi, sono impegnato a livello diocesano nel team pastorale che sta per preparare il sinodo diocesano dopo 30 anni! Ora i superiori mi chiedono di aiutare nella formazione dei nostri novizi perché è venuto a mancare un formatore. Ogni due settimane dovrei andare nel nostro noviziato per una settimana, che è qui vicino…, a 600 chilometri di distanza, e occorre usare mezzi pubblici (si sa quando si parte, ma non si sa quando e come si arriva). Pazienza: fin quando il Signore ci dà la forza, lo serviamo come possiamo. Mi affido anche alle vostre preghiere perché la Madonna ci protegga e ci accompagni nel nostro cammino verso il Regno. Vi mando un forte abbraccio e l’augurio che la pace del Risorto dimori sempre in mezzo a voi.

corali e un’immensa voglia di gridare la loro vita e speranza a Dio che è rimasto l’unico che li ascolta. Benedizione di un bel secchio di acqua perché qui tutti voglio essere immersi nell’acqua della Vita Nuova, preghiera iniziale dove tutti si girano verso l’Est dove nasce la vita e il sole ogni giorno. Benedizione di 30 Bibbie e di un crocifisso per ognuno dei 380 poveri diavoli rinchiusi in questo girone dell’inferno che è il carcere d’Ihosy. Dopo un’ora e mezza senza che nessuno si muova, termina la Santa Messa. È necessario un’altra ora e mezza per distribuire il riso per tutti e un pezzo di carne. L’ultima volta che l’avevo distribuita non sono rimasto fino alla fine e mi hanno detto che una parte della carne è volata nelle case dei guardiani del carcere. La fame è veramente tanta per tutti. Per la distribuzione del riso sono bastate 10 persone che mi aiutavano ma per la distribuzione della carne ho dovuto prenderne 20, perché non sparisse sottobanco o nelle tasche di chi tagliava la carne. Alla fine tutti erano soddisfatti di com’è andata la distribuzione.

padre Enrico Colleoni

Notizie dalle missioni...

Ihosy (Madagascar), 1 aprile 2018

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Carissimi amici, è stata una grande festa per i nostri amici carcerati di Ihosy quando mi hanno visto arrivare questa mattina alle ore 8:00 in carcere per la Messa della vittoria della Vita sulla Morte. Mi salutavano dalle sbarre delle loro camerate dove rimangono chiusi dalle ore 17:00 fino alle ore 8:30 del mattino successivo. Sono rinchiusi in 40, 70 e fino a 120 persone in stanze al massimo di 24 metri quadrati. C’è da asfissiare, con un secchio come gabinetto e mangiati da tutti i parassiti. Non avevo potuto avvisare in carcere che sarei venuto perché sono arrivato a Ihosy ieri pomeriggio dopo un lungo viaggio di 10 giorni per visitare, sostenere e incoraggiare i vari progetti della nostra Associazione, viaggiando con i mezzi pubblici con varie avventure e peripezie su pulmini che al posto di esserci quindici persone ce ne sono almeno trenta. Alle ore 9:30 si inizia la Messa con tante

Grazie di cuore a tutti voi che ci date una mano e buonissima Festa della Risurrezione, ogni morte non ci fa più paura perché il Figlio di Dio le ha vinte tutte e anche noi le vinciamo! Con affetto. padre Giovanni Colombi Tbilisi (Georgia), 5 aprile 2018 Cari amici, vi ringrazio per l’offerta così generosa di 5’000 franchi che mi avete mandato. Oggi, tramite questa lettera, vorrei ringraziare tutti i responsabili e i benefattori del Gruppo Medaglia Miracolosa, perché quello che voi fate in tanti paesi del mondo, non solo in Georgia, per i poveri, per i malati, per i bambini, per i senza tetto, è veramente un grande miracolo. Viviamo in un mondo strano: quasi tutti corrono per avere e sempre meno per essere. La gente corre per avere soldi, case, viaggi, benessere, beni materiali, e sono meno quelli che corrono per essere persone, semplici uomini che danno una mano al prossimo.


Io sono qui da quasi venticinque anni e, pur lavorando nella Nunziatura Apostolica come segretario, sin dall’inizio ho sempre cercato di assistere il prossimo. Il 31 gennaio 2018 ho registrato una piccola fondazione “Insieme per il Prossimo” e, con i miei amici, con i miei ex-Parrocchiani di Alto Blenio, di Olivone, di Stabio e di altri luoghi della Svizzera, cerco di dare una mano al prossimo. Avete offerto diverse volte i soldi anche per i miei poveri, per la gente povera e anziana in Georgia. Ultimamente avete offerto 5000 franchi per il progetto di Assistenza Domiciliare per le persone più sfortunate, più in difficoltà, più in necessità, senz’altro più povere... Sono le persone di 70, 85 e anche più di 90 anni che spesso vivono da sole, che sono costrette a rimanere a letto per motivo di vecchiaia, di paralisi, di varie malattie. Devono essere trattati come bambini: bisogna lavarli, cambiargli i pannoloni, curargli i decubiti, lavargli le lenzuola, portargli da mangiare, pulire e aggiustare le loro case... Hanno bisogno di tutto: di farmaci, di pannoloni, di cibo, di assistenza e, soprattutto, dell’amore fraterno. Sapendo che queste povere persone rimangono senza aiuto, ho deciso di aiutarli. Per ora posso aiutare solo 100 persone: so che non sono tante. In un paese dove ci sono migliaia di poveri, abbandonati e sofferenti, queste 100 persone che ricevono un servizio completo sono forse una piccola goccia, ma nello stesso tempo, sono una grande cosa. Con la somma che mi avete mandato, vi rendete partecipi della realizzazione di questo progetto, perché grazie alla vostra generosità loro si sentono assistiti, aiutati, amati. Non sono più abbandonati.

Perciò, tramite la vostra Associazione e il vostro giornalino, vorrei ringraziare, anche a nome dei nostri poveri, tutti coloro che, da anni, ci danno una mano e ricordarvi le parole del Signore: “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete

e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi”; e poi, “ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Cari Amici, tutto quello che fate per ognuno di questi piccoli, lo fate per il Signore, che soffre come ha sofferto venti secoli fa sulla croce. Soffre in questi anziani poveri, malati, costretti a stare a letto da soli, senza riscaldamento, senza nessuno. Vi ringrazio di nuovo e vi prometto le mie preghiere. Spesso, quando visito questi poveretti, mi chiedono di ringraziarvi e pregano per tutti voi, per le vostre famiglie e per le vostre Comunità. Cordialmente. padre Vitold Szulczynski Dar Es Salaam (Tanzania), 14 maggio 2018 Carissimi e carissime, Pentecoste! Festa missionaria per eccellenza: donne e uomini in Gerusalemme, provenienti da molte nazioni, che comprendono Pietro, ciascuno nella sua lingua. Tutti sorpresi! Tale festa, celebrata e vissuta con cuore e sentimento, merita un saluto particolare. Un affettuoso saluto di comunione nello Spirito che ci è donato, che ci raduna e invia. Lo Spirito! Gli inni che in questi giorni lo invocano sono incantevoli e, poiché lo Spirito è ineffabile, sono ricolmi di immagini: luce, fuoco, rugiada, vento, colomba. Ricchi di titoli: consolatore, padre dei poveri, datore di doni, dolce ospite, soave refrigerio... Tutto stupendo! Io ho il mio modo di percepire lo Spirito. Lo chiamo: arte di Dio. Tutto ciò che è bello, buono e perfetto è frutto della sua perenne creatività e dinamismo. Arte perché è Amore. Lui è Tutto. Tutto in tutti. Niente altro! Questa volta: digiuno di notizie e neppure personalizzo il messaggio, perché mi sembrerebbe di tradire lo Spirito e me stesso se non mi rendessi presente alle persone più care con questo saluto di condivisione, in quella comunione nello Spirito che ci rende tutti testimoni, evangelizzatori, missionari. Con la sequenza della liturgia prego con voi: “O luce beatissima, invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli. Nella fatica, riposo. Nella calura, riparo. Nel pianto, conforto. Piega ciò che è rigido. Scalda ciò che è gelido. Sana ciò che sanguina…”. Come l’apostolo Paolo prescrive ai Romani: un bacio santo. padre Giuseppe Inverardi

Notizie dalle missioni...

Ho letto diverse volte il vostro giornalino e ho visto tanti progetti, piccoli e grandi, in diversi paesi e continenti, realizzati per il prossimo, fatti con il cuore. Grazie di tutto, cari amici!

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Visite dei missionari presso il nostro segretariato 27 febbraio 2018

17 aprile 2018

Carissimi amici, vi ringrazio della vostra generosità. È vero che la mano sinistra non sappia quello che fa la mano destra, però come vedete attraverso il vostro amore e la vostra dedizione, il vostro contributo arriva a noi missionari.

Io sto partendo per il Malawi per terminare il mio impegno missionario dopo quarant’anni. Nonostante l’età, ho compiuto i 77 anni, voglio dare ancora parte della mia vita e della mia energia in missione, a Lilongwe in Malawi. Grazie della vostra amicizia e generosità. È il Signore che vi ricompenserà. Grazie! padre Silvio Zanardi missionario Comboniano in Malawi

Vita dell’Associazione...

12 marzo 2018

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È da tre anni che ci incontriamo e sono convinto che è il Signore che ci fa diventare sempre più amici. Il vostro sostegno e la vostra vicinanza sono stati molto importanti per la nostra Comunità e Chiesa di Portoviejo dopo il terremoto del 16 aprile 2016 e tutto questo sostenuto dalla vostra preghiera.

Che la Madonna vi sostenga e il Signore vi accompagni. Con grande stima e affetto. Di cuore grazie! padre Walter Coronel missionario in Ecuador

Che grande gioia per me visitare questo luogo dedicato alla Madonna della Medaglia Miracolosa, dove svolgete, con tanto amore e dedizione, il vostro lavoro al servizio della Missione. Possa Dio benedire questo vostro lavoro! suor Mary Nyirumbe missionaria delle Suore del Sacro Cuore di Gesù in Sudan 2 maggio 2018 Carissimi amici, rientrato in Italia per la celebrazione del 40° anniversario di sacerdozio e per controlli medici, sono arrivato a Mendrisio per rendere grazie alla cara Madre Maria e a tutti gli amici e sostenitori della missione.

Ho avuto modo di ricordare il mio rapporto con il gruppo che dura da ben trentacinque anni, dal 1983 a oggi. Infatti, era nel 1983 che iniziavo il mio servizio missionario a Moyo (Uganda) con padre Luigi Benedetti. E da lì ho continuato questo rapporto con il ricordo settimanale, con la celebrazione della Santa Messa per tutti gli associati, amici e benefattori vivi e defunti della vostra Associazione. Indubbiamente questo rapporto, le preghiere, le Sante Messe ogni sabato, hanno non solo fatto crescere la mia povera fede e la devozione alla


50 anni al servizio di Dio e dei fratelli

Madonna, ma anche la volontà di servire la missione tra le tribù Madi con cui ho lavorato per tanti anni e dove avevo costruito una Casa di preghiera e dove faccio conto di tornare a condividere la fede e l’amicizia. Sarà anche un modo di continuare la collaborazione con le Suore del Sacro Cuore di Gesù, che sono legate al Comboni, ai Comboniani e alla Medaglia Miracolosa avendo lavorato per anni con padre Benedetti e il sottoscritto. Grazie amici. Continuiamo a essere uniti nella preghiera, nella devozione a Maria Madre della Chiesa e della Missione e nell’impegno per la diffusione della fede e per la crescita della Chiesa nel mondo. Maria, Madre della Chiesa e della Missione, intercedi per noi e porta pace e salvezza a tutti quelli che ti invocano. padre Luigi Gabaglio missionario Comboniano in Uganda

Un augurio di vero cuore a padre Sandro Chiecca, missionario Salesiano a Simiátug (Ecuador), per i 50 anni di sacerdozio festeggiati lo scorso 6 aprile 2018. Ci uniamo al suo GRAZIE al Signore con la nostra preghiera, perché lo possa ricompensare per questi anni vissuti nella sua sequela e per il bene fatto a tanti fratelli e sorelle dell’Ecuador. Ogni bene e gioia a te, caro padre Sandro!

Carissimi amici benefattori, vi ringrazio di tutto cuore e vi auguro ogni bene. Il Signore vi ricompensi e anche a nome di tutti i nostri bambini vi ricordiamo nella Santa Messa e nelle quotidiane preghiere.

Sempre uniti nel Signore, un grande abbraccio e la benedizione della nostra cara mamma Maria Santissima. Con tanto affetto. padre Pierluigi Carletti missionario ticinese in Ecuador

Vita dell’Associazione...

7 maggio 2018

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Buona Estate e...

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La vocazione del custodire, ha una dimensione che precede e che è semplicemente umana, riguarda tutti. È il custodire l’intero creato, la bellezza del creato, come ci viene detto nel Libro della Genesi e come ci ha mostrato san Francesco d’Assisi: è l’avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo.

Qui Ticino... a voi missionari, Anno 50, numero 182, giugno 2018  

Periodico trimestrale dell'Associazione Gruppo Medaglia Miracolosa di Mendrisio, Svizzera

Qui Ticino... a voi missionari, Anno 50, numero 182, giugno 2018  

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