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Anno 48, numero 174

Qui Ticino...

...a voi missionari

giugno 2016 Periodico trimestrale ticinese del Gruppo Medaglia Miracolosa di Mendrisio attivo dal 1960 www.medaglia-mendrisio.org

Due bambini sfollati, del terremoto in Ecuador del 16 aprile 2016, mangiano nella cappella improvvisata grazie alla cucina comunitaria organizzata da padre Claudio Zendron


Notizie ed avvisi Terremoto in Ecuador Il devastante terremoto in Ecuador, avvenuto sabato 16 aprile 2016 alle ore 18:58 locali (le 2 della notte di domenica in Europa), è stato il peggiore dal 1979. Il sisma di magnitudo 7,8 della scala Richter, ha provocato oltre 660 vittime e 28’911 persone sfollate.

Vita dell’Associazione...

Il terremoto ha avuto il suo epicentro sulla costa settentrionale del Paese, a circa 170 chilometri dalla capitale Quito, ed ha portato distruzione e morte lungo tutta la Costa fino a Guayaquil. A quasi due mesi dall’evento, si registrano ancora scosse anche forti di assestamento con una media di 41 al giorno. Le più forti si sono registrate il 18 maggio con magnitudo di 6.7 ed il 24 maggio di 4.9. Le notizie giunte dai missionari che la nostra Associazione sostiene e conosciuti durante quasi dieci anni di campi di lavoro nel Paese, ci hanno rassicurato sulla loro incolumità ma anche sulla precaria situazione del Paese.

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Ricordiamo che, al fine di limitare le spese postali, la nostra Associazione ringrazia i benefattori a partire dal versamento di un’offerta di 100 franchi. Chi non desidera ricevere il ringraziamento può indicarlo sulla polizza di versamento con la sigla: N.R. Inoltre, non ci è possibile inviare ringraziamenti ad indirizzi incompleti o illeggibili. Sempre per contenere le spese, raccomandiamo i nostri benefattori e gli amici della nostra Associazione di comunicare al nostro Segretariato eventuali cambiamenti di indirizzo. A TUTTI il nostro sentito GRAZIE per il costante sostegno spirituale e materiale. il comitato

Il vero potere è il servizio. Bisogna custodire la gente, aver cura di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore. Papa Francesco

Impressum Editore: Associazione “Gruppo Medaglia Miracolosa”, Mendrisio Direzione, redazione e amministrazione: via Carlo Croci 6, 6850 Mendrisio tel: +41 91 646 28 20 fax: +41 91 646 28 15 email: quiticino@medaglia-mendrisio.org internet: www.medaglia-mendrisio.org Orari apertura segretariato: Lunedì - Venerdì: 09:00-11:30 / 14:00-17:00 Direttore Responsabile: don Claudio Premoli

Nell’ultima riunione del nostro comitato, si è quindi deciso di destinare 5’000 franchi a ciascun missionario presente nelle zone colpite e contribuire, nel limite del possibile, ad un progetto particolare di ricostruzione. Per chi volesse contribuire in modo specifico a questo particolare “progetto” di aiuto lo può indicare direttamente sulla polizza di versamento. Maggiori informazioni saranno pubblicate sul prossimo numero di questo nostro periodico. il comitato

Redazione: Carla Bernaschina, Stefania Bazzurri, Florindo Brazzola, don Claudio Premoli, Letizia Bernaschina, Michele Faul Impaginazione e Grafica: Michele Faul Tipografia: La Buona Stampa SA, via Fola 11, 6963 Pregassona Abbonamento: Di qualunque offerta, indipendentemente dal modo di versamento, 4 franchi danno diritto all’abbonamento.


Il tempo dello Spirito

Per capire e avere una risposta che ci consegni una fede utile alla vita e una visione dello Spirito Santo non sentimentale, dobbiamo guardare a quello che è accaduto il giorno di Pentecoste. Uomini semplici come noi, segnati da un’esperienza che non aveva tolto le loro miserie umane, si ritrovano raccolti in un ambiente protetto. Gesù non li ha spinti a uscire. Ha solo detto loro che sarebbero diventati suoi testimoni in tutto il mondo. Ma cosa hanno capito di quanto il Maestro risorto ha loro detto? Il Vangelo è schietto a questo riguardo: nulla! L’avvenimento misterioso e potente della Pentecoste li trasforma in un attimo. Non possono più restare chiusi, in difesa, devono andare al centro del mondo che vive. Iniziano dal piazzale del tempio. Lì il loro linguaggio arriva al cuore di ogni uomo. L’incomprensione che aveva segnato la loro amicizia con Gesù si trasforma in capacità di farsi comprendere da tutti. La paura e la chiusura diventano coraggio e spregiudicatezza. E da lì la vicenda che raccontano diventa esperienza per altri. Un’esperienza contagiosa che dilaga come un fiume in piena che attraversa la storia senza essere ridotta o cambiata. Tanti lungo la storia proveranno a fermare questa esperienza umana che aveva legato gli Apostoli a Cristo e poi agli altri come fratelli. Verrà ostacolata, perseguitata. Si cercherà di avvelenarla dall’interno con false dottrine. C’è un dato che non si può negare: nessuno ha fermato questo fiume di bellezza umana che è partito da Gerusalemme ed è arrivato a noi. In ogni angolo della terra, in ogni situazione e

condizione umana è interessante; spinge a cambiare la vita, a fare scelte prima impensabili, a creare luoghi di verità, di bellezza, di carità. Proviamo a togliere le cattedrali, le sculture e le pitture nate da questo fiume di fede. Eliminiamo San Benedetto, San Francesco… eliminiamo Giotto, il Beato Angelico, Caravaggio o il costruttore della Sagrada Familia, Gaudì. Che cosa resterebbe della nostra storia? Ecco che cos’è lo Spirito Santo: la potenza divina nell’umano che attraversa la storia da Pietro fino a noi. E se poi il tentativo di non voler vedere l’opera dello Spirito Santo ci fa dire: sì, ma questi sono uomini eccezionali come i santi; e tutti gli altri? Allora occorre avere il coraggio e la semplicità di guardare in casa nostra, in tante nostre comunità. Da dove viene la fedeltà gratuita di chi apre ogni mattina le nostre chiese? Da dove viene la generosità di chi le tiene in ordine, le abbellisce? Da dove nasce il gusto di madri e padri di famiglia che hanno la pazienza di dare ore della loro impegnatissima vita per fare catechismo ai ragazzi? Da dove viene la passione che vediamo nel cuore dei preti e delle suore che hanno scelto di non fare famiglia e carriera per servire Cristo nella Chiesa? E ancora. Da dove viene la decisione di tante ragazze belle, intelligenti e spesso avviate nella carriera professionale che entrano in un monastero? E la spregiudicatezza di tanti ragazzi, laureati in materie promettenti un futuro brillante, che scelgono di partire per la missione? Ma ciò che convince di più è la carità di persone che passano la vita a pulire e curare gratuitamente il corpo degli ammalati più gravi, o altre che accolgono i “rifiuti della società” e li fanno diventare gioielli vivi, o la vecchietta che si priva di qualcosa di necessario per lei e lo dona ai missionari. Tutto questo non è concreto? C’è bisogno di dare un corpo più visibile allo Spirito Santo?

Lettera dell’Assistente...

A parlare dello Spirito Santo solitamente si prova un certo disagio; ci pare di affrontare qualcosa di astratto, così lontano dalla nostra portata che sembra non riguardarci. Magari si può pensare che sia affare da specialisti (teologi, vescovi, suore, preti…). Una domanda sorge spontanea: cosa c’entra lo Spirito Santo con le cose di tutti i giorni, il lavoro, la “casa da portare avanti”, i figli da “tirar grandi”, gli anziani e i malati da accompagnare e accudire? Domanda intelligente: noi dobbiamo essere aiutati ad affrontare i diversi risvolti del nostro vivere e quindi il nostro credere deve essere aderente alla quotidianità. Del resto ci sono già molteplici preoccupazioni nella vita, senza aggiungere altri impegni ed energie per qualcosa che ci complica la vita invece di alleggerirla. Non abbiamo bisogno di una sovrastruttura inutile e disumana. Qui siamo al cuore della vicenda “fede”.

don Claudio Premoli, assistente

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L’ostello dei “Giovani a rischio” è ancora senza arredo

Progetti per le missioni...

Fratel Antonio Galli dei Padri Somaschi è appena tornato da Enugu, Nigeria, dove ha potuto accertare la necessità di intervenire a favore dei giovani rifugiati provenienti dal nord del paese. Occorre proteggerli e aiutarli a studiare per dare loro un futuro e una speranza. In poco tempo i Padri Somaschi hanno edificato un ostello per accogliere una ventina di giovani. Ora manca l’arredo: letti, materassi, lenzuola, biancheria, tavoli e banchi, suppellettili per la cucina ed un generatore. Con l’equivalente di 5’000 franchi si potrebbe rendere funzionante l’ostello. Carissimi, vi invio una richiesta che, come vi ho annunciato, mi sta dando una grande pena: tutti i giorni dobbiamo sopperire a un problema umanitario che ho toccato con mano nel mio recente viaggio in Nigeria e non posso stare inerte. Siamo in Nigeria: esattamente nella città di Enugu, nel conosciuto Biafra, famoso qualche anno fa per la guerra e i bimbi che erano portati in Italia per essere curati. Ora questo grande paese africano, in particolare al nord, è alla ribalta delle cronache per il terrorismo provocato da Boko Haram che vede ammazzati e seviziati anche numerosi cristiani. La zona meridionale da noi abitata è abbastanza tranquilla; i cristiani sono persone meravigliose per la partecipazione alla vita della Chiesa e per la sensibilità verso i loro fratelli del nord.

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Abbiamo comperato un terreno dove stiamo edificando un’opera. In quest’appezzamento vi era una casa in costruzione che abbiamo terminato in fretta con l’intento di far venire una ventina di giovani a rischio dal nord, proteggerli ed aiutarli a studiare dando loro un futuro e una speranza. Gli abitanti del posto si sono impegnati a mantenerli e ad aiutarli. Abbiamo già speso una congrua cifra per terminare la costruzione e renderla agibile: ora però mancano finestre, porte e pavimenti. I fondi per terminare la

costruzione ci sono già stati inviati. Mancano però i soldi per un minimo di arredo e per un generatore di corrente. Il tutto costerebbe l’equivalente di 5’000 franchi. Padre Germanetto Riccardo, da alcuni anni in Nigeria dopo essere stato per oltre un ventennio missionario nelle Filippine, è il responsabile del progetto. Resto in attesa di buone notizie e ne approfitto per ringraziarvi di vero cuore per quello che fate per tanti poveri sparsi per il mondo intero. Auguri di ogni bene e un fraterno saluto. fratel Antonio Galli


Una cappella per la comunità di Gbankouon

Potete fare qualcosa per noi e darci una mano a realizzare questa cappella? Se sì vi ringrazio, altrimenti vi prego di pregare per noi la Madonna affinché possiamo trovare un altro aiuto per realizzare questo progetto. Senza la Provvidenza non possiamo fare nulla, soprattutto in questo deserto dell’Africa occidentale. So che avete già fatto tanto per me e per la mia missione e vi ringrazio di vero cuore! Un fraterno saluto e un cordiale augurio di ogni bene! I cristiani sono quasi trecento, ma c’è un bel fiorire di conversioni alla chiesa cattolica. I primi cristiani hanno fatto una chiesetta con il fango, ma ogni anno si deve ricominciare la costruzione a causa delle piogge. Purtroppo da molti anni questa comunità soffre a causa di questa precarietà della loro chiesetta. Ho pensato perciò di fare una costruzione più solida, anche se piccola. Quindi tra i fedeli di Gbankoun è nato il desiderio di realizzare una chiesetta semplice le cui dimensioni sono di 15 metri di lunghezza per 9 di larghezza.

padre Gaston Kindou

Progetti per le missioni...

A Gbankoun (Togo) c’è fame sì di pane, ma c’è anche tanta fame di Dio. Gli abitanti di questo piccolo villaggio vorrebbero finalmente avere un luogo di preghiera stabile, che resista alle intemperie, dove ritrovarsi a lodare Dio e per vivere la fraternità. Padre Gaston Kindou ci chiede di aiutarlo a costruire una piccola cappella in questa comunità: per realizzare quest’opera occorrono 5’000 franchi! Carissimi fratelli e sorelle, pace bene a voi tutti! Sono parroco di una parrocchia di 22 villaggi nei quali vivono i nostril fedeli cristiani, in mezzo a pagani e musulmani. Come ben sapete, qui in terra di missione non abbiamo soltanto problemi di sopravvivenza, ma anche problemi legati alle strutture abitative: case per dormire, aule per la scuola e chiese per la preghiera domenicale. Se la costruiamo con cemento, sabbia e ferro e con Infatti vengo a voi di nuovo per presentarvi un l’aiuto manuale dei fedeli, occorrono circa 5’000 progetto per costruire una piccola cappella in un franchi. villggio togolese, vicino al Ghana, che si chiama Gbankoun e che conta duemilacinquecento anime, Questa è la nostra situazione e vi mando delle foto una comunità povera, ma molto dinamica nella loro dell’attuale chiesetta e delle persone incaricate di fede in Gesù. questo progetto.

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Potenziare il Centro di formazione per migliorare le condizioni sociali Da Wakara, Burkina Faso, padre Omer Paré, ci sottopone una proposta di potenziamento dei laboratori per la metalmeccanica, falegnameria, sartoria, tessitura e tintoria al fine di migliorare le condizioni sociali. La sua richiesta è corredata da una raccomandazione del vescovo, monsignor Judes Bicaba. I singoli laboratori danno regolarmente occupazione solo da novembre a maggio (stagione secca); durante il periodo delle piogge i giovani si dedicano all’attività tradizionale: l’agricoltura. Carissimi amici, durante la mia ultima visita a Mendrisio vi avevo parlato del progetto di potenziamento del nostro Centro di formazione. Ora sono in grado di inviarvi una richiesta d’aiuto corredata dalla lettera del nostro vescovo, monsignor Judes Bicaba. Vi trasmetto pure il piano degli interventi previsti per il potenziamento dei laboratori e quello per istituire un’amministrazione più efficiente. Vi invio delle fotografie riguardanti le attività svolte nei nostri laboratori.

Progetti per le missioni...

Il Centro di formazione ha ora alle spalle una buona esperienza per quanto riguarda la qualità dei prodotti e della formazione. Chi ha terminato ha una buona formazione e può agevolmente autogestirsi. Onde permettere ad un maggior numero di giovani di beneficiare dei corsi di formazione che offriamo, il Centro intende potenziare le proprie capacità operative tanto in termini di produzione quanto in qualità. Il costo del progetto è stimato in poco meno di 12’000 franchi.

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Dal resoconto contabile dei singoli laboratori si evince che tutti lavorano con discreto profitto. L’utile è destinato ai più bisognosi della nostra parrocchia. Come ben sapete la parrocchia San Giuseppe di Wakara, Burkina Faso, è una delle quattordici parrocchie della diocesi di Dédougou. È situata in una zona rurale nella quale l’attività principale, nella stagione delle piogge (da maggio a novembre), è l’agricoltura. Purtroppo durante la stagione secca la gioventù, non avendo occupazione intermedia, si abbandona spesso all’ozio. Alcuni giovani emigrano verso le città del nostro paese o addirittura all’estero e non tornano più. Considerata l’irregolarità delle piogge degli ultimi anni (cambiamento climatico) la produzione agricola è diminuita assai e di conseguenza scarseggiano le fonti di sostentamento per le famiglie. La nostra parrocchia ha avuto pertanto l’idea di istituire, alcuni anni fa, a Wakara, un centro di formazione per i giovani. Essi sono avviati alla metalmeccanica, alla falegnameria, alla sartoria, alla tessitura e alla tintoria.

Con la sua realizzazione possiamo formare ben dieci giovani in ogni laboratorio, vale a dire quaranta in tutto, e inserirli come si deve nel locale tessuto sociale e quindi migliorare le condizioni di vita. Vi ringrazio per l’attenzione che riserverete a questa mia richiesta. Che Dio vi benedica con tutte le vostre opere. Un fraterno saluto in Cristo. padre Omer Paré


va ca nz a a

Fammi capire questa inquietudine che mi fa uomo di strada, questa curiosità che mi fa investigatore di bellezza e la volontà di fare del bene sulla terra.

pe ru na

bu on

Aprimi, o Signore, il sentiero della vita e guidami sulle strade dei tuoi desideri.

Donami di comprendere la bontà delle cose e di saperne rettamente usare per la tua gloria e la mia felicità. Concedimi di capire gli uomini che incontro sul mio cammino e il dolore che nascondono e quelli che dividono con me la fatica della strada, l’amore dell’avventura la soddisfazione della scoperta; dammi il dono della vera amicizia e della vera allegria, fammi cordiale, attento, magnanimo, puro, misericordioso. Fammi sentire la voce della strada, quella che mi invita sulle vie del mondo a conoscere sempre più doni del tuo amore, quello che batte il cammino dei cuori, quello che conosce il sentiero delle altezze dove Tu abiti nello splendore della Verità. Lontano da Te e dalle Tue vie, fammi sentire l’inutilità del tutto. Alla Tua casa dammi di poter giungere dove Tu per tutti i santi sei Bellezza vera, Luce incerata, Amore pieno, Riposo perfetto. Amen.

San Giovanni Paolo II

Preghiamo e meditiamo insieme...

Pre gh

ier

a

Fammi capire la bellezza delle cose e le parole che Tu esprimi a mio insegnamento dalle profondità di essa.

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“Piccole figlie”... ma con un grande cuore

La pagina dei nostri giovani...

Suor Nadia Gianolli, insieme ad altre tre suore che fanno parte della Congregazione delle “Piccole Figlie del Sacro Cuore di Gesù”, vive e opera in Perù, a Peralvillo, un “pueblo” di circa 15’000 abitanti nella regione di Chancay, a settanta chilometri da Lima. Anche se arrivata da solo qualche mese è già impegnatissima, in quanto responsabile della catechesi e ingaggiata nella pastorale giovanile con le sue consorelle. Durante la nostra visita presso la sua comunità abbiamo avuto il piacere di intervistarla e di condividere alcune delle sue numerose attività. D: Cosa vuol dire per te essere missionaria? Suor Nadia: Per me essere missionaria, come anche essere cristiana, è portare l’annuncio di Gesù a tutti, non solo in Perù, ma anche in Italia o in Svizzera. Come ha detto Gesù: “Andate in tutto il mondo e portate la buona notizia”, bisogna farlo prima che con la parola con il modo di vivere, con l’esempio, e testimoniare così l’incontro con la persona di Gesù che, una volta avvenuto, non si può più tenere per sé. Essere missionari comunque è un mandato: io sono stata mandata dalla mia Congregazione, però in realtà si è mandati da Dio.

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D: Puoi parlarci del legame della tua Congregazione con l’opera di missione? Suor Nadia: Come “Piccole Figlie del Sacro Cuore di Gesù” siamo presenti oltre che in Italia e in Svizzera anche in Madagascar dagli anni 1970, in Romania dal 1994 e in Perù dal 1997. Il bello è che adesso nelle otto comunità in Madagascar c’è solo una suora italiana su una sessantina, mentre le altre sono tutte del posto. In Romania ci sono due suore rumene e due italiane, mentre in Perù siamo due suore peruviane, un’italiana e una svizzera. Si vede che ormai non si tratta più solo di portare la missione, ma anche che sia la gente del posto a farsene carico. D: Tra l’altro Santa Teresina di Lisieux è la patrona dei missionari, e per te è particolarmente importante perché hai scritto la tesi per ottenere il Magistero in scienze religiose proprio su questo personaggio, perché la tua Congregazione la reputa l’ispiratrice e la prima sorella della vostra famiglia religiosa. Questo ti ha motivato a partire? Suor Nadia: A dire la verità non ci avevo neanche pensato hehe! Però effettivamente Santa Teresina, pur essendo una monaca di clausura, è stata proclamata la patrona delle missioni. E questo ci dimostra che si può essere missionari anche stando in clausura, in casa propria o nella propria patria. Infatti lei, facendo fatica a camminare, offriva al Signore ogni suo passo per i missionari, sostenendoli così, oltre che con la preghiera, anche con l’offerta delle sue sofferenze. Nei piccoli gesti quotidiani compiuti per e con amore ci metteva tante intenzioni... quella per i missionari non mancava mai! E questo perché lei si sentiva tutte le vocazioni: missionaria, apostola, voleva essere sacerdote... e difatti alla fine ha scoperto la sua vocazione dicendo “nella Chiesa mia madre io sarò il cuore, che é l’Amore”, perché senza il cuore non c’é vita. Anche se non si vede, senza di lui non funziona nulla.


D: Hai lavorato in Italia, a Cilavegna, a Milano e a Sale, dove facevi attività parrocchiali e di catechesi. Anche qui in Perú ti occupi della catechesi. Quali differenze hai notato? Suor Nadia: In Perù si fa un altro tipo di catechesi, ovvero “la catechesi familiare”, cosa che in Italia e in Svizzera non esiste. Qui anche i genitori devono andare al catechismo il mercoledì sera, mentre i figli la domenica. Entro la domenica i genitori devono svolgere un “compito a casa” con i figli e parlare con loro di ciò che hanno ascoltato durante la catechesi. È fondamentale che i genitori partecipino, insomma. Un’altra differenza consiste nel fatto che il parroco desidera che la catechesi sia fatta dalla “pareja guía”, ovvero da una coppia sposata. Sarebbe l’ideale per testimoniare valori come la famiglia, l’andare insieme a messa, l’essere sposati in chiesa... Fra i catechisti oltre a due coppie abbiamo due donne, i cui mariti però lavorano lontano e che quindi non possono partecipare. Anche se il parroco non voleva che facessero la catechesi, dato che avevamo tanti bambini, abbiamo detto loro di sì per necessità. Qui è difficile trovare gente che sia sposata, per di più sposata in chiesa, e che vogliano essere catechisti, quindi bisogna adattarsi. Al momento abbiamo 76 bambini per la Prima Comunione, ma devo ancora andarli a cercare... Questa è un’altra differenza fra l’Italia e la Svizzera: si va a proporre il sacramento ai bambini nelle scuole e poi porta a porta ai genitori. Infatti i genitori devono dare il loro consenso, cosa non evidente da ottenere, perché ultimamente ci sono molte sette che attirano tanta gente e, un po’ come in Europa, i genitori oggi non vanno più molto in chiesa.

D: Che cosa ti sta insegnando questo Paese e la sua gente, e che cosa vorresti che si sapesse di tutto ciò in Svizzera? Suor Nadia: La cosa che mi ha colpito più di tutto del Perù è come vivano le persone nella sierra, la zona di montagna. È uno stile di vita molto più povero rispetto a Peralvillo, che si trova nella zona costiera. E il fatto che la maggior parte della gente nel mondo viva così mi fa molto pensare, e mi fa volere rimanere nella sierra, per condividere di più il loro modo di vivere. E rendedomi conto di quanto io sia stata fortunata per 40 anni, mi viene da dire: “Non lamentarti per quello che hai!”. Anzi, quello che abbiamo è un gran dono, dobbiamo ringraziare il Signore per essere nati in un paese come la Svizzera perché non è scontato... potevamo nascere qui noi! Però è incredibile quanto queste persone mi insegnino nella loro povertà: hanno un’accoglienza che noi neanche ci sogniamo. Ti fanno entrare nelle loro case e quel poco che hanno te lo danno, con dignità. Da noi invece già solo fare entrare qualcuno in casa nostra ci risulta difficile... Vedo anche tanta sete di sentire una parola buona da parte del missionario, della suora e del prete, hanno sete di sentir parlare di Dio... mentre mi sembra che questo sia un po’ carente da noi! Una volta durante una liturgia della Parola guidata da un catechista hanno chiesto ad una suora della mia Congregazione che era con me di fare un’omelia anche solo di cinque minuti... Si danno il tempo di ascoltare la Parola di Dio. È una cosa che ho notato anche da parte dei catechisti di Peralvillo: mi hanno chiesto di organizzare degli incontri per approfondire e per condividere la loro fede. Avevo già fatto una cosa del genere anche in Italia, ma ero stata io a proporla, mentre qui è stata la gente a richiederlo. Anzi, non mi hanno solo chiesto se fosse possibile, ma subito: “Quando la facciamo?”. Così mi sono ritrovata ad aggiungere questi incontri alle mie attività parrocchiali!

La pagina dei nostri giovani...

D: Questo immagino renda le cose ancora più complicate per voi, proprio perché la catechesi dev’essere necessariamente familiare,mentre in Europa basta che partecipi solo il bambino agli incontri. Suor Nadia: Esatto. Un altro problema è che spesso solo la madre è presente nella vita del bambino, perché il padre non vive neanche più con loro. E se per caso nemmeno le mamme partecipano alla catechesi, la Prima Comunione non si può fare: i bambini devono attendere l’età della Cresima, che qui si fa tra i 15 e i 17 anni, per ricevere insieme i due sacramenti .

Grazie suor Nadia per il tuo tempo e per l’accoglienza che, da vera peruviana acquisita, ci hai dimostrato! Letizia Bernaschina

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Nairobi (Kenya), 10 febbraio 2016 Carissimi Amici, vengo a voi, all’inizio della Quaresima, in quest’anno privilegiato della Misericordia, per esprimere tanta riconoscenza per il dono che ci avete fatto di 2’000 franchi per la nostra missione in Kenya. Scrivo a nome di suor Donatella Reghenzi, che a causa della salute e dell’età è rimpatriata ed è in una casa di riposo per le nostre sorelle che ritornano dalla missione, la casa si trova a Bergamo. Lei è con noi per mezzo della preghiera e ci sostiene perché possiamo continuare quella missione che lei per moltissimi anni ha compiuto. Con gioia voglio congratularmi con voi per il generoso impegno con cui aiutate la missione in tanti suoi bisogni: bambini, poveri, ammalati, donne...; prima per mezzo di suor Donatella e ora con noi che continuiamo la missione. Noi, Suore Comboniane in Kenya, siamo riconoscenti per l’amore concreto che voi dimostrate per questi fratelli e sorelle. Le Sorelle delle varie comunità possono attingere dalla vostra generosità, per tante piccole emergenze che incontrano ogni giorno, mentre portano avanti il loro ministero di evangelizzazione.

Notizie dalle missioni...

Io ho lavorato con suor Donatella per alcuni anni nel campo della formazione delle giovani africane, future Suore Comboniane, ministero nel quale sono ancora impegnata. Spero che possiate aiutarci anche in futuro.

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Vi invio un caldo ringraziamento anche a nome di tutti coloro che beneficiano del vostro fedele e costante contributo alla missione. Cari saluti e un ricordo nella preghiera per voi e per tutti coloro che vi sono cari. Il nostro caro fondatore, San Daniele Comboni, che apprezza in modo particolare coloro che amano la missione, sia vicino a ognuno di voi con la sua intercessione. Buon cammino verso la Pasqua del Signore. suor Zita Mazzucco Kampala (Uganda), 24 febbraio 2016 Carissimi amici, vi informo che l’offerta di 5’000 franchi è arrivata a destinazione ed è stata di grande aiuto durante il campo dei bambini. Che il Signore vi benedica per la carità che avete per questi piccoli. Spero che vi arrivi presto il nostro rapporto con il DVD, così potete vederli. Vi prego con tutto il cuore di non dimenticarvi di loro durante l’anno. Sono le gocce dei nostri anziani che li sostengono, che pagano la tassa scolastica ma, qualche volta, gli anziani si ammalano e devo

lasciare qualcuno di questi bambini a casa... Siamo in zona rurale e qui ci chiedono il valore di 120 franchi a bambino per un anno scolastico. Raccomando a voi questi bambini, ogni aiuto che arriva per loro è prezioso! Rimango a vostra disposizione per qualsiasi informazione abbiate bisogno. Vi saluto con riconoscenza e di vero cuore auguro ogni bene. suor Maria Marrone Ikonda (Njombe-Tanzania), 30 febbraio 2016 Carissimi amici, grazie per la vostra generosa offerta di 10’000 franchi che ci avete inviato nel mese di dicembre tramite Missioni Consolata Onlus di Torino, per la realizzazione delle casette adiacenti il Consolata Hospital. Vi ringrazio personalmente e a nome di tutta la gente di Ikonda per la vostra condivisione dei nostri progetti. In questi ultimi giorni gli ammalati non sono così numerosi come nelle scorse settimane, ma i ricoverati sono sempre oltre 320. Le piogge continue e torrenziali di quest’anno, causate dal “Niño”, hanno distrutto le strade. Molta gente giunge all’ospedale dopo viaggi avventurosissimi. Qualche giorno fa la gente è rimasta nel pullman per tutta la notte perché si è aperta una voragine nella strada e non sono riusciti a passare. Inoltre, in questi ultimi due mesi, sono aumentati tantissimo gli ammalati che giungono al Consolata Hospital da altri ospedali in gravissime condizioni. A volte queste persone non hanno il denaro sufficiente per il viaggio fino a Ikonda, oppure sono stati curati in altri ospedali o Health Center e poi, quando la malattia si aggrava ulteriormente, vengono da noi. Moltissimi sono i casi ortopedici non curati o mal curati e interventi chirurgici non riusciti. Comunque avanti e cerchiamo di non scoraggiarci. Un saluto riconoscente e un orante ricordo alla Vergine Consolata per ciascuno di voi e per le vostre famiglie. padre Sandro Nava


Carissimi amici della Medaglia Miracolosa, un caro saluto a tutti voi! Da poche ore sono rientrato in Ecuador... Vi ringrazio di cuore per avermi dato l’opportunità di conoscervi e condividere insieme un momento di preghiera davanti a Gesù Eucaristia e raccontare un po’ com’è la nostra missione in Amazzonia, nell’Ecuador. Grazie per il dono del vostro prezioso tempo e per le generose offerte consegnatemi per la missione. Rimaniamo uniti nella preghiera e nello spirito missionario, sostenuti dalla Madonna che ci aiuta a portare avanti il compito affidatoci dal Figlio Suo, nostro Signore Gesù. Grazie di cuore in Gesù, Giuseppe e Maria. padre Walter J. Coronel Khartoum (Sud Sudan), 14 marzo 2016 Cari amici, nei giorni scorsi è morto il pensatore musulmano sudanese Hassan al Turabi, l’esponente del lato estremo dell’Islam in Sudan. È stato un uomo che ha avuto un ruolo chiave nella vita politica nazionale e internazionale che ha coinvolto la vita di molti civili e di tanti cristiani in questi ultimi 40 anni. In questi giorni è stato annunciato che presto si riprenderà la Guerra nei Monti Nuba, mentre continua quella in Darfur. Intanto la situazione per la povera gente è diventata ancora più critica: lunghe file per comprare il pane... e si potrebbe continuare, ma preferisco farvi gli auguri di Pasqua con la storia di una ragazzina della nostra Scuola Comboni. Tutte le mattine quando arrivavo alla Comboni School di Izba trovavo sempre bambini al cancello: non avevo mai notato una bambina che era sempre li. Vestita poveramente, parlava poco, aveva spesso reazioni violente. Un maestro mi ha detto che tutti i giorni veniva al cancello e stava per ore a guardare gli alunni che giocavano dentro il cortile. Lui le ha chiesto che cosa voleva. “Voglio venire anch’io a scuola, ma non ho i soldi per la retta e per il vestito”. Muna, così è il suo nome in arabo, è l’unica bambina con quattro fratelli più grandi. La mamma li ha abbandonati; il papà fa lavori occasionali per mantenerli e non può pensare alla scuola. “Voglio anch’io frequentare la scuola per imparare a leggere e scrivere!”, questo il pensiero di Muna. Così, questa bambina della tribù dei Nuba, lo scorso anno è entrata nella nostra scuola. Il 29 febbraio scorso ha finito la seconda e tutta

contenta mi ha detto che il prossimo anno frequenterà la terza elementare. Si è iscritta al catechismo per la prima Comunione. Ha ancora reazioni forti ma, grazie all’amore delle Suore e delle maestre, sta imparando a convivere con gli altri bambini.

Sono migliaia i bambini e le bambine, ragazzi e ragazze (arabi, nuba, sud sudanesi, copti) come Muna che frequentano le nostre scuole e che seguiamo con lo spirito del Vangelo affinché possano costruirsi un futuro migliore senza guerra. Tutto questo riusciamo a farlo grazie al contributo e alla collaborazione dei tanti benefattori che noi Missionari abbiamo nei nostri paesi di origine: grazie dunque per la vostra disponibilità! Un grazie che vi mando con gli auguri per una Pasqua di riscoperta del Signore Risorto assieme ai miei amici sudanesi. padre Eugenio Caligari Santa Fé (Argentina), 18 marzo 2016 Carissimi amici, la parrocchia che mi è stata affidata è dedicata alla Madonna Assunta e conta 30’000 anime. È animata da vari gruppi: apostolato della preghiera, legione di Maria, pastorale della salute, gruppo dei samaritani e delle samaritane, gruppo dei mariani e delle mariane, gruppo di preghiera, gruppo giovanile e, ben considerevole, il gruppo di catechisti e catechiste. Questi ultimi accompagnano oltre 500 bambini alla prima confessione (1° anno), cresima (2° anno) e prima comunione (3° anno). Ogni domenica, oltre alle cinque messe, si celebrano i battesimi, circa 20-25, ossia un centinaio di nuovi cristiani ogni mese. Annessa alla parrocchia c’è una Casa di riposo con ventitré anziani che dipendono completamente da noi. Nella comunità siamo tre sacerdoti, due italiani e un argentino ed un fratello laico argentino. Come si può ben immaginare il lavoro pastorale non manca, anzi sovrabbonda, anche perché siamo alla periferia di una grande città, con le situazioni

Notizie dalle missioni...

Ahuano-Tena (Ecuador), 4 marzo 2016

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caratteristiche della periferia delle grandi citta: povertà, malavita, violenza, ecc. Con l’aiuto del Signore, si fa quello che si può e, grazie a Dio, la salute è ancora buona per spenderla a favore dei fratelli bisognosi. Ringrazio sinceramente per gli auguri pasquali che ricambio con affetto a tutti voi e ai cari benefattori che, con la loro generosità, sostengono le missioni. Spero di poter ritrovarci a settembre, se il buon Dio mi conserva in vita e in buona salute. Rimaniamo sempre uniti con la preghiera e in fraterna amicizia. padre Leonardo Terzaghi Chipata (Zambia), 24 marzo 2016 Cari amici di Medaglia Miracolosa, grazie di cuore per la vostra generosa offerta che ci permette di stampare libretti per l’anno Giubilare. Abbiamo già stampato i libretti e il mercoledì delle Ceneri i missionari della misericordia sono stati mandati dalle parrocchie in tutta la Diocesi. Grazie per la vostra generosità perché abbiamo un debito in tipografia e questo ci permetterà di sanarlo. In diverse parti della diocesi le comunità cristiane non sono riuscite a raccogliere i fondi necessari per comperare i libretti. In certe aree rurali c’è la fame e molte persone non hanno il necessario neanche per mangiare. Bisognerà aspettare ancora un mese prima che sia raccolto il mais. Ho già avvisato il coordinatore pastorale della diocesi della vostra generosa offerta, che mi incarica di ringraziarvi a nome di tutta la diocesi. Auguro a tutti voi una Pasqua di Risurrezione con l’abbondanza delle benedizioni del Signore Risorto. Uniti in preghiera, vi saluto con affetto.

Notizie dalle missioni...

padre Enrico Colleoni

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Hawassa-Sidamo (Etiopia), 24 marzo 2016 Cari amici, questa mattina sono partito da Dongora alle 5.30 per arrivare ad Hawassa, per avere disponibilità di scrivere e-mail (al mattino presto è più facile). Ho trovato la bella notizia del vostro contributo per la costruzione della cappella di Makalla. Mi sono commosso per la vostra generosità. Lunedì scorso avendo ricevuto un aiuto dai missionari Comboniani di Italia ho deciso di iniziare i lavori. Abbiamo abbattuto la vecchia cappella cadente e, con il costruttore, abbiamo fatto le misure e la squadratura della nuova. Abbiamo iniziato confidando nella Madonna e pregandola. La vostra risposta è la risposta della nostra cara Mamma. Grazie, grazie, grazie. Confidare nella Madonna è sempre ricevere tanto da Lei.

Certamente mi farò vivo per ulteriori informazioni. Auguri di Santa Pasqua. In Etiopia celebriamo la Pasqua secondo il calendario delle Chiese orientali e quest’anno sarà il 1° Maggio. Andremo proprio con Maria al sepolcro per sentire l’annuncio di gioia che ha salvato il mondo. Il Risorto è veramente la forza del missionario. Un fraterno saluto. padre Corrado Masini Lodwar (Kenya), 29 marzo 2016 Carissimi, con grande gioia posso comunicarvi che il giorno di Pasqua, 27 Marzo 2016, il nostro Vescovo di Lodwar, Monsignor Dominic Kimengich, ha ufficialmente benedetto e inaugurato il nostro nuovo Reparto Maternità connesso al nostro dispensario “Santa Monica” di Nakwamekwi. Grazie alla vostra offerta, al vostro sostegno e alla vostra solidarietà siamo riusciti in così breve tempo a portare a termine anche questo progetto, che mi stava tanto a cuore e che è stato tanto apprezzato dalla nostra gente. Perciò, grazie di tutto cuore e da parte nostra il ricambio della nostra preghiera perché il Signore sia Lui a ricompensare la vostra generosità. Abbiamo avuto, anche quest’anno, una Santa Pasqua speciale a Nakwamekwi. Essendo la Patronale, perché la nostra Parrocchia è dedicata a “Cristo Risorto”, era presente il Vescovo che ha amministrato la Cresima a 165 neofiti, battezzati la sera prima durante la Veglia Pasquale. Una funzione durata più di tre ore, conclusa con la benedizione


del Reparto Maternità. Ho iniziato l’inaugurazione dicendo: “Gesù nacque in una TURKAN (grotta, nome della tribù dei Turkana, che inizialmente abitavano in grotte), ma noi vogliamo che i nostri bambini ora nascano in una struttura decente e sicura”. Già alcune madri con il pancione si sono “prenotate”. Con i migliori auguri di ogni bene nel Signore, sempre vostro affezionatissimo in Cristo Gesù. padre Raffaele Cefalo Ombaci (Uganda), 5 aprile 2016 Cari amici, scrivo dalla missione di Ombaci, dove mi trovo adesso con Padre Antonio Solcia, dopo aver lasciato (entrambi con sentimenti di dolore, ma anche con gioia!) la missione di Lodonga con la bellissima basilica della Sultana (Regina) dell’Africa... e nel cimitero la tomba del carissimo Padre Luigi Moser.

In questo momento alcune ragazze stanno bussando alla porta della nostra famiglia religiosa perché vorrebbero fare esperienza della nostra vita per vedere se davvero il Signore le sta chiamando ad essere “Piccole Figlie del Sacro Cuore di Gesù”. Due vivono già con noi e altre verranno molto probabilmente ad abitare con noi a partire dal mese di luglio. Per questo motivo abbiamo l’urgenza di ingrandire la nostra casa! Abbiamo già presentato il progetto e prossimamente inizieranno i lavori! Quindi i soldi da voi mandati andranno come contributo per la costruzione del secondo piano della nostra casa! Di cuore ringraziamo e... non dimenticate che quando pensate alla nostra comunità potete esser orgogliosi di aver aiutato a dare un luogo adatto per vivere a delle giovani ragazze in ricerca vocazionale! Che il Signore faccia fiorire davvero la nostra Congregazione con nuove religiose peruviane! Tantissimi saluti! Uniti nella preghiera. suor Nadia Gianolli

Questa parrocchia di Ombaci è già stata divisa due volte, formando altre due parrocchie con preti locali. Perciò la nostra parrocchia ora ci sembra piccola: 20’000 cristiani in undici cappelle! Qui siamo alla periferia della città di Arua, e questo fatto influisce molto nel tipo di ministero per i nostri cristiani, specialmente per la gioventù. Pregate molto per noi... e per loro! Vi ringrazio tanto per la vostra offerta così generosa. Prego affinché possiate continuare nella gioia e nella pace della Pasqua, e che l’esperienza della divina misericordia sia di consolazione e di incoraggiamento per voi. Dio vi benedica. Nello spirito di San Daniele Comboni, vi saluto e vi ricordo con affetto e nella preghiera. padre David Paul Baltz Peralvillo (Peru), 20 aprile 2016 Cari amici, associati e benefattori della Medaglia Miracolosa, la settimana scorsa ho ricevuto da mia cugina Letizia la somma di 2’000 franchi e vi ringrazio di vero cuore da parte anche della mia comunità.

Carissimi amici, mi trovo a Khartoum per l’incontro annuale che noi Comboniani organizziamo per trovarci insieme a pregare e a condividere le nostre esperienze di lavoro nel campo missionario. Domani mattina al primo canto del Muezzin, della moschea a fianco della nostra casa, mi alzerò a prendere il bus che mi porterà dopo 8-9 ore alla mia missione di El Obeid. Vi ringrazio per la vostra generosa offerta di 2’000 franchi che mi avete inviato nel dicembre scorso. Il nostro lavoro missionario, perché possa continuare, ha bisogno di preghiere e di atti di generosità affinché possiamo essere di aiuto a tante persone che sono nel bisogno. La casa in cui mi trovo qui a Khartoum è vicina al Nilo Azzurro che lentamente scorre per unirsi più in là al Nilo Bianco. Da qui, nei primi anni del Novecento, i missionari salpavano con i battelli per andare verso il Sud. Tanti missionari, uno tra tutti monsignor Antonio Roveggio, da queste sponde è partito per stabilire nuove missioni tra la tribù degli Scilluc. È la mia fortuna di trovarmi a lavorare in questa terra sacra in cui uomini e donne, presi dallo zelo per l’amore di Dio e per i più poveri, hanno dato tutto loro stessi per promuovere la pace e l’amore di Dio. In questo anno della Misericordia, auguro a voi tutti di assaporare la gioia della Sua Misericordia e vivere nella serenità e pace. Ringraziandovi vi assicuro le mie preghiere. Ciao! fratel Agostino Cerri

Notizie dalle missioni...

Khartoum (Sudan), 14 aprile 2016

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Visite dei missionari presso il nostro segretariato 11 febbraio 2016

Vita dell’Associazione...

Cari amici, sono partito per il Ciad nel 1958, a 24 anni, dove mi trovo ancora oggi. Sono stato parroco di campagna, dove pochi vogliono andare, fino al 2004. Ho fondato a Goundi nel 1996 un ospedale, premiato dall’OMS a Ginevra, e un altro a N’Djamena nel 2004. Questi trattasi di un ospedale universitario con una facoltà di Medicina per formare medici che per 10 anni si impegnano a servire in ospedali pubblici o privati. Nel 2013 abbiamo creato un ospedale a Biobé, nel sud-est del Ciad, una delle zone più primitive, dove c’è tanta malnutrizione e malaria. Abbiamo anche una scuola elementare agricola. Sono venuto alla Medaglia Miracolosa di Mendrisio per domandarvi un aiuto per l’acquisto del latte in polvere per dare ai bambini una giusta alimentazione. Con arachidi, olio, zucchero (prodotti in Ciad) e latte in polvere, che costa caro in Ciad, prepariamo una torta che è la salvezza per tanti bambini dai 6 ai 24 mesi. Le mamme partecipano con una scodella di arachidi e voi amici della Medaglia Miracolosa aiutateci con sacchi di latte! Un container parte da Bergamo in aprile 2016: è una buona occasione per spedire questo latte che salverà molti bambini. “Avevo fame e mi avete dato da mangiare: ciò che avete fatto a uno di questi piccoli l’avete fatto a me. Venite benedetti alla mensa del Paradiso”. Grazie. padre Angelo Gherardi Missionario Gesuita in Ciad

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8 marzo 2016 Vi ringrazio di tutto cuore per il vostro sostegno. Nella nuova parrocchia della Libertad in Ecuador vi ricordiamo, sempre uniti con i bambini e gli ammalati, nella preghiera e nella Santa Eucaristia di ogni giorno. Siamo sempre contenti della vostra amicizia e del mutuo ricordo. Grazie, grazie infinite. Un abbraccio e un sorriso dal vostro amico. padre Pierluigi Carletti Missionario ticinese in Ecuador 15 aprile 2016 Di ritorno in Svizzera, sono felice di venire al segretariato della Medaglia Miracolosa dove mi accogliete sempre calorosamente. Grazie di annoverarmi tra i vostri missionari. Vi assicuro che i vostri rosari, medagliette, le messe da celebrare e l’offerta per la missione sono un grande sostegno per molti fedeli. Il Signore benedica ognuno di voi. Porgo i miei più cari saluti a tutti i benefattori. Prego per voi. don Medard Kounoudji Missionario in Benin 19 aprile 2016

26 febbraio 2016 Carissimi amici della Medaglia Miracolosa, prego il Signore e la Madonna perché vi sostengano sempre in questa bellissima opera. Noi, nella foresta amazzonica dell’Ecuador, vi accompagniamo con la nostra preghiera. Grazie di cuore per il vostro aiuto. Con amicizia. padre Walter Coronel Missionario in Ecuador

È sempre grande gioia per me incontrare gli amici della Medaglia ricordando il primo incontro fatto in Madagascar nel 1975 con il caro Rino e don Vittorino. Da allora c’è un forte legame con la nostra Missione e la “Medaglia di Mendrisio” ci accompagna sempre nei tanti impegni pastorali e sociali. A nome dei confratelli, ma soprattutto a nome dei nostri cristiani, dai giovani agli anziani che possiamo assistere, voglio esprimere tanta riconoscenza a tutti e a ciascuno. Vi assicuro della mia costante preghiera e del ricordo nell’Eucaristia, ma vi chiedo anche una preghiera alla Madonna per me personalmente, per la nostra Missione e la nostra diocesi. padre Attilio Mombelli Missionario Vincenziano in Madagascar


19 aprile 2016 Vi ringrazio di vero cuore per il vostro costante sostegno alla missione di Nazlet Kather, per l’aiuto ai poveri, per la nostra scuola materna e per il nostro grande ospedale ove tutti possono essere curati con tanta facilità. Che il Signore vi ricompensi e possiate essere sempre di aiuto a tanti missionari. Di nuovo un grazie a tutti. Vi sono vicina con la mia povera preghiera. suor Giacinta Niboli Suora Comboniana in Egitto

e collaborazione. Dio vi benedica e che la Madonna ci faccia sempre più misericordiosi e vicini ai fratelli e sorelle più bisognosi. suor Eulalia Capdevila Suora Comboniana in Zambia

Ritiro spirituale a Rebbio Como, 5 marzo 2016

Con suor Giacinta esprimo il mio pensiero riconoscente per questo giorno in cui ho potuto incontrarvi al segretariato della “Medaglia Miracolosa”. Prometto preghiere da parte mia e anche delle Suore Comboniane che, dopo aver passato tanti anni in terra africana, ora si trovano inferme e anziane nella nostra Casa di Erba. Il Signore benedica voi e le vostre famiglie e così pure la Madonna sia mediatrice di grazie, salute, serenità e pace. Con tanta riconoscenza vi saluto cordialmente. suor Ercolina Tettamanzi Suora Comboniana a Erba (Italia) 10 maggio 2016 Un grazie di cuore a Medaglia Miracolosa che ha sostenuto alcuni dei nostri progetti in questi ultimi anni! Un grazie grande da parte delle donne, giovani e bambini che oggi frequentano il Centro Sociale San Daniele Comboni a Lusaka in Zambia. Con Suor Giuliana Marini avevamo sempre in cuore il desiderio di venire da voi per salutarvi e conoscervi di persona. Suor Giuliana lavora adesso ad Arco (Lago di Garda) attendendo sessanta sorelle (suore comboniane anziane) e non è riuscita a venire con me. Vi saluta e vi ringrazia tanto! Io ritorno in Zambia portando con me la vostra accoglienza e amicizia, vicinanza e preghiera. Grazie! La missione la facciamo con voi, col vostro supporto

“A nome dei missionari Comboniani di Rebbio, accogliete un vivo ringraziamento per la magnifica giornata che abbiamo passato insieme sabato scorso. Un grazie particolare per le preghiere ed il buon esempio che ci avete dato e per le generose offerte che ci avete portato. Assicuriamo il nostro ricordo al Signore perché, tramite l’intercessione della Madonna, benedica copiosamente le vostre attività e tutti i membri dell’Associazione assieme alle loro famiglie e a tutti i loro cari. Anche voi continuate a ricordarci nelle vostre preghiere, affinché lo spirito missionario rimanga sempre vivo tra di noi e possiamo dare un contributo nella costruzione del Regno di pace e di fratellanza offertoci da Gesù. Grazie moltissimo per tutto!”

Vita dell’Associazione...

19 aprile 2016

Una trentina di associati e amici della nostra Associazione sono stati accolti con grande cordialità dai Missionari Comboniani di Rebbio per una giornata di ritiro spirituale. Così ci scrive il 7 marzo 2016 Padre Roberto Pegorari, superiore della comunità:

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[Indirizzo]

...arrivederci a settembre!

GAB CH-6850 Mendrisio

Chi dà al povero presta a Dio! Vuoi renderti utile alle missioni? Fai conoscere

Qui Ticino...

...a voi missionari via Carlo Croci 6 – 6850 Mendrisio Tel. 091 646 28 20 – Fax 091 646 28 15 CCP 69-853-6

Buona Estate e...

Qui Ticino... a voi missionari, Anno 48, numero 174, giugno 2016  

Periodico trimestrale dell'Associazione Gruppo Medaglia Miracolosa di Mendrisio, Svizzera

Qui Ticino... a voi missionari, Anno 48, numero 174, giugno 2016  

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