Lucca Biennale Cartasia - 2018

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INDICE / INDEX

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Lucca Biennale - INTRO

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Tema Caos & Silenzio / Theme Chaos & Silence

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Direttore Generale / General Director - Emiliano Galigani

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Ufficio Stampa / Press Office - AB Studio

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Paese Ospite / Guest Country

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Residenza d’artista / Artist Residency Program

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Mostra Outdoor / Outdoor Exhibition

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Curatore mostra Outdoor / Outdoor Curator - Nicolas Bertoux

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Le Piazze / Outdoor Location

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Artisti / Artists

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Mostra Indoor / Indoor Exhibition

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Curatore mostra Indoor / Indoor Curator - Giacomo Pecchia

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Le Sedi / Indoor Location

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Artisti / Artists Architettura / Architecture

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Tongji University

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Nicolas Bertoux

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LuBi Experience

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Network Day

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Educational Lab

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Volontari / Volunteer

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Ringraziamenti / Thank You

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Sponsor

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LUCCA BIENNALE 2018 / CARTASIA 9TH EDITION

Nata nel 2004 e arrivata nel 2018 alla sua NONA edizione, Lucca Biennale Cartasia è il più grande evento al mondo di Arte, Design e Architettura in carta. La manifestazione vuole diffondere la conoscenza della Paper Art attraverso varie espressioni artistiche. Il cuore dell’evento è costituito dal concorso, che vede protagonisti i progetti di artisti internazionali, selezionati da una giuria. Le opere scelte, rigorosamente realizzate in carta e cartone, vengono esposte nelle piazze della città, dove è possibile ammirarle e interagire con esse. Oltre alla mostra outdoor, Lucca Biennale è composta di altre sezioni che fanno da corollario: mostre indoor in spazi storici, eventi, incontri di network, laboratori per bambini, architetture. Lucca Biennale si è confermata nel corso degli anni come evento d’importanza internazionale e continua a promuovere nel panorama mondiale l’avanguardia artistica che usa la carta come mezzo espressivo.

Founded in 2004, in 2018 Lucca Biennale Cartasia reached its 9th edition. Today, the Biennale is the largest event in the world of Art, Design and Architecture focused on paper. The event aims to promote and disseminate the knowledge of Paper Art through various artistic expressions. The heart of the Biennale is the selection process, which features international artists’ projects, selected by a jury of experts. The selected works, rigorously designed and built using paper and cardboard, are exhibited in Lucca’s charming squares, where visitors are able to admire and interact with them. In addition to the outdoor exhibition, Lucca Biennale also features a number of other corollary sections: indoor exhibitions set in historic spaces, events, networking meetings, children’s workshops and architectures. Over the years, Lucca Biennale has confirmed its status as an event of international importance, continuing to promote the artistic avant-garde on the world scene, with its sharp focus on paper used as an expressive medium.

I valori di Lucca Biennale sono:

The values o​​ f Lucca Biennale are:

CULTURA CULTURE

Lucca Biennale mira a raccogliere nuove idee, stimolare la discussione su argomenti di interesse morale, spirituale, intellettuale e culturale.

Lucca Biennale aims to collect new ideas, to stimulate the discussion of the moral, spiritual, intellectual and cultural context.

INNOVAZIONE INNOVATION

Lucca Biennale identifica pensatori e designer fuori dagli schemi, in grado di migliorare e innovare il mondo usando la carta.

Lucca Biennale identifies out of the box thinkers and designers able to improve and innovate the world using paper.

SOSTENIBILITÀ SUSTAINABILITY

Il tema della sostenibilità è sempre stato il cuore della Lucca Biennale. Un tema universale che non possiamo più ignorare. Un dovere morale da raccontare e valorizzare.

The theme of sustainability has always been the very heart of Lucca Biennale. A universal theme that we can no longer ignore. A moral duty to inform and value.

La Lucca Biennale apprezza la memoria storica del “fare carta”.

Lucca Biennale values the historical memory of “making paper”.

L’importanza di un passato disegnato per essere ricordato e per stimolare uno sviluppo futuro.

The importance of a past drawn to be remembered and to stimulate future developments.

TRADIZIONE TRADITION

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CAOS & SILENZIO CHAOS AND SILENCE

TEMA / THEME

Il tema della nona edizione è CAOS E SILENZIO. Oggi, un eccesso di stimoli sociali, notizie, nozioni positive e negative, pone gli esseri umani in uno stato di sovrainformazione paralizzante, in cui ogni input viene percepito come uguale agli altri: nella enorme quantità di sollecitazioni a cui siamo sottoposti, appare difficile comprendere la qualità di ogni stimolo. La lettura del mondo diviene confusa e indecifrabile. La ricerca del silenzio, della chiarezza, della pace, appaiono come necessità vitali per l’uomo e per la società contemporanea, in risposta a questo sviluppo caotico. D’altra parte, il silenzio può essere sinonimo di isolamento, disconnessione, indisponibilità al confronto. Ecco che il continuo movimento, lo sviluppo dinamico e costante, le relazioni tra singole menti, rendono il caos una possibilità creativa; segno di un corpo estremamente vivo, reattivo, multiforme, interconnesso come è quello della società odierna.

The theme of the 9th edition of the Biennale is CHAOS AND SILENCE. Today, an excess of stimuli, news, positive and negative notions, induce human beings into a state of numbness attributable to an information overload. This numbness causes us to perceive all inputs as equal to others: the enormous quantity of stress we are subjected to makes distinguishing the specific qualities of each stimulus difficult. The word around us becomes confusing and indecipherable. In this context, the search for silence, clarity and peace appears to be an essential need for contemporary society in response to this developing chaos. On the other hand, silence can be synonymous with isolation, disconnection, unwillingness to engage in discussion. It is precisely here that we find a continuous movement, dynamic and constant development, relationships between individual minds, elements that make chaos a creative possibility. The sign of a body that is immensly alive, reactive, multiform, interconnected as that of today’s society.

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DIRETTORE GENERALE / GENERAL DIRECTOR

Cosa è una Biennale? Mi sono posto spesso questa domanda negli anni passati e la risposta, forse un po’ alogica che ho sempre trovato è: la Biennale è un evento necessario. Il dovere di una Biennale è di interrogarsi, cercando uno sguardo originale, su temi che coinvolgono le vite di tutti noi. Cercando una fotografia del contemporaneo, del mondo che abbiamo intorno, per renderla al pubblico di qualsiasi età, gusto e provenienza. Nella speranza che stimoli emozioni, anche contrastanti, discussione, pensiero libero. L’arte non è un linguaggio per pochi e ha una funzione estetica, politica, sociale, democratica. Attraverso l’arte il mondo si racconta, da sempre. Investire tempo e risorse in cultura è principalmente sinonimo di sviluppo e promozione territoriale. Questo primo e, per certi versi, ovvio assunto non può essere disgiunto dal considerare l’investimento in cultura come portatore di uno sviluppo sociale, etico, economico ed estetico. Questo è esattamente quello che volevamo fare quando abbiamo pensato a Lucca Biennale Cartasia. Questa biennale d’arte contemporanea nasce con l’ambizione di essere luogo di confronto sullo sviluppo dell’avanguardia artistica a confronto con un medium, la carta, sempre più interessante quanto insolito. Abbiamo creato la manifestazione su queste peculiarità: un contesto (la città di Lucca) di estremo pregio, unendo la formula del Simposio (artisti internazionali che si incontrano nello stesso luogo per realizzare le proprie opere in un mese) con le mostre e gli eventi. Il fil rouge della Biennale: la carta, con la sua storia e le sue possibilità. Il passato e il futuro. I temi dello sviluppo sostenibile, del coinvolgimento delle industrie, del recupero della memoria storica, dell’avanguardia artistica, della promozione dell’area - vera e propria capitale mondiale della carta - si sono andati unendo nel corso degli anni attraverso la funzione promozionale dell’arte.

EMILIANO GALIGANI

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Le campagne stampa nazionali hanno avuto ogni anno un riscontro sempre maggiore, tanto da obbligarci a guardare oltre i confini italiani, puntando a sfide globali. Le collaborazioni con enti internazionali si sono moltiplicate: Sofia (Amateras Paper Festival), Apeldoorn (Holland Paper Biennial), Charmey (Triennale du Papier), gli istituti italiani di cultura all’estero (New York, San Francisco), la città di Metz (Francia). A partire da questa nona edizione Lucca Biennale ospita un paese legato tradizionalmente e culturalmente alla carta. Il primo non poteva essere altro che la Cina, dove la carta è stata inventata. Tutto questo con la consapevolezza che produrre cultura equivale a lasciare un segno profondo del proprio passaggio, del percorso fatto. Produrre cultura vuol dire apportare benessere economico, sociale ed estetico alla comunità. Mi auguro che Lucca Biennale possa continuare a farlo per molti anni ancora.

What is a Biennale art exhibition? I have often considered this question in recent years and the perhaps not so logical answer that I have always come up with is: a Biennale is a necessary event. The duty of a Biennale is to question, looking for an original approach to themes that involve us all. It captures our era, the world that we have around us, presenting it to an audience of any age, taste or origin. Hoping that it can stimulate emotions, including conflict, discussion and free thought. Art in not a language for the few, and it has an ethical, political, social and democratic function. The world tells its story through art, it has always been this way. This is exactly what we wanted to do when the idea of creating Lucca Biennale came about. Lucca Biennale is a Biennial exhibition of contemporary art, born from a productive excellence characteristic of our territory and from historical and cultural roots, with the ambition to be a place of discussion and dialogue for the development of the artistic avant-garde, relying on a media – paper – that is increasingly more interesting. We have created the Biennial counting on these specific characteristics, on an extremely distinguished context (the city of Lucca), combining the Symposium formula (artists that meet each other to create their works in a permanent workshop), with exhibits and events. The common fil rouge of the Biennale: paper, with its history and its countless possibilities. The past and the future. The themes of sustainable development, of engaging the industrial world, of recapturing the historical memory, of the state-of theart, of territorial promotion – Lucca, in its capacity as an international paper capital – have progressed together over the years through the promotional function of art. The national press campaign has always great success, edition after edition, so much so that we began to look beyond our borders, aiming towards global challenges. The collaborations with international organisations are diverse: Sofia (Amateras Paper Festival), Apeldoorn (Holland Paper Biennial), Charmey (Triennial du papier), the Italian institutes of culture (New York, San Francisco), the city of Metz, in France. Starting from this 9th edition, Lucca Biennale will host a country every two years, which will receive a special focus. The first guest, of course, could only be China, where paper was invented. All this, with the awareness that producing culture is equivalent to leaving a deep mark of one’s passage. To produce culture means to bring economic, social, aesthetical development to the community. I very much hope Cartasia can continue to achieve this for many years to come.


UFFICIO STAMPA / PRESS OFFICE

C’è chi usa la carta per stampare documenti e chi invece la impiega per prendere appunti.

There are those who use paper to print documents and those who use it to take notes.

Qualcuno, invece, la vede, la utilizza e la promuove come materia prima per realizzare opere d’arte, oggetti di design, materiale importante, sotto forma di cartone, per una forma di architettura sostenibile.

Others, on the other hand, see it, use it and promote it as a raw material to create works of art, design objects, a key material in its cardboard form for a sustainable type of architecture.

Se da un lato l’industria cartaria, che a Lucca ha uno dei distretti più importanti al mondo, focalizza l’attenzione nel produrre enormi quantità di carta con macchinari tecnologicamente all’avanguardia, dall’altra può essere piacevole e sorprendente fare un passo indietro nel tempo e guardare a questo materiale unico, che qui viene lavorato dal 1500, da un’angolazione diversa, indirizzata all’arte, al sociale e alla sostenibilità. Nelle mani degli artisti, dei designer e degli architetti la carta si colora, si trasforma, si piega: protagonista e interprete delle espressioni più diverse e di necessità nuove. Delicatezza e forza, medium apparentemente effimero, ma in realtà capace di grande robustezza e durata. Insomma, la carta come oggetto dicotomico: per usi diversi che non necessariamente si escludono e che, anzi, possono essere complementari.

AB STUDIO Barbara Argentieri Arianna Bottari

If on the one hand the paper industry – with one of the most important districts in the world operating here in Lucca – focuses its attention on producing huge quantities of paper relying on the most technologically advanced machinery, on the other, it can be pleasant and surprising to step back in time and look at this unique material – which in this area has been produced and worked since the 1500s – from a different angle, with an eye to art, to social questions and to sustainability. In the hands of artists, designers and architects, paper is coloured, transformed and folded, becoming the protagonist and interpreter of the most diverse range of expressions and new needs. Delicacy and strength, a seemingly ephemeral medium, but actually capable of unexpected resilience and durability. In short, paper as a dichotomous object, able to adapt to different uses that are not necessarily divergent from one another and that, indeed, can be complementary.

Comunicare, spiegare a un ampio pubblico Lucca Biennale – Cartasia significa riappropriarsi degli aspetti creativi e innovativi che la carta ha sempre avuto in sé, fin dagli albori della sua produzione. Significa esplorare nuove tecniche e nuovi mondi (letteralmente, in questa nona edizione che ha visto protagonista la Cina, là dove la carta è nata, in qualità di paese ospite). Significa coglierne gli aspetti più caotici (nel grande laboratorio comune, negli allestimenti, nella preparazione degli eventi) e quelli più intimi, introspettivi degli artisti che creano come del pubblico che osserva. “Caos e silenzio”, come il titolo di questa nona edizione.

Communicating, explaining to large audiences, Lucca Biennale - Cartasia signifies recapturing and reviving the creative and innovative aspects that deep down have always characterised paper since the dawn of its production. It means exploring new techniques and new worlds (and quite literally, as this 9th edition of the Biennale saw China, where paper has its origins, as the guest country). It implies capturing some of the most chaotic aspects (in the large shared laboratory, the installations, the preparation of events), as well as some of the most intimate and introspective facets of the artists who create and of the public who observes. “Chaos and silence”, precisely as the title of this 9th edition of the Biennale.

Ancora una volta, dunque, più che oggetto di comunicazione, Cartasia è stato strumento di comunicazione per raccontare la contemporaneità così come i possibili scenari futuri, ma anche l’umanità e le emozioni, quelle che hanno riempito le strade di Lucca per due mesi, superandone le porte e le antiche mura per arrivare lontano e portare un messaggio carico di innovazione, seppure con le radici ben salde nel passato.

Once again, therefore, more than being a mere communication object, Cartasia was a communication tool striving to look at the contemporary world in terms of its possible future scenarios, but also its humanity and emotions, those which for two months filled Lucca’s picturesque streets, going beyond its gates and ancient walls, to reach far and bring a message full of innovation, albeit with roots firmly embedded in the past.

E noi abbiamo avuto la fortuna e il compito di raccontare tutto questo.

And we were fortunate enough to have been entrusted with the task of exploring and telling this facet of its story.

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PAESE OSPITE / GUEST COUNTRY CHINA

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Il Focus sul paese ospite ruota intorno al racconto della tradizione cartaria, dell’esposizione artistica di Paper art e alla realizzazione di un progetto specifico: un’architettura. Molto significative sono state le due collaborazioni con il China Design Centre, collettore di importanti artisti cinesi e l’Università Tongji di Shanghai, tra le più importanti del paese, protagonista di un ambizioso progetto di architettura.

The Focus on the host country revolves around the story behind the paper tradition, the artistic exhibition of Paper art and the realisation of a specific project: an architecture. The focus on China at the Biennale is articulated in two important collaborations. The China Design Centre, which hosts important Chinese artists, as well as the Tongji university in Shanghai, among the most important universities in the country and the protagonist of an ambitious urban architectural project.

Tongji University

Lucca Biennale takes an important step in 2018: at every edition a guest country will be featured, transforming the Biennale into a place of international cooperation. In 105 A.D. Ts’ai Lun informed the emperor of China that he would create a new material for writing on, using “old fabric, fishing nets and tree bark”. This is the first historical reference to paper. For this very reason, considering the long tradition that connects China and Lucca, the main paper production centre in Europe, we had to choose China as the first guest country of the Biennale.

L’Università Tongji è stata fondata nel 1907 e offre la possibilità di intraprendere un percorso di studi in più di 10 differenti discipline (architettura, scienza, medicina, ingegneria, arte, economia, letteratura, giurisprudenza, management, filosofia, educazione). È una delle università più antiche e prestigiose in Cina, con oltre 70000 studenti e oltre 8000 docenti. I corsi di Ingegneria Civile e Architettura sono di eccellenza e tra i più selettivi del paese.

Tongji University was founded in 1907 and it is one of the most important universities in China. It gives its students the opportunity to obtain a comprehensive education in almost 10 fields of study (philosophy, architecture, science, medicine, art, engineering, management, education). It is one of the oldest and most prestigious Universities in China, as well as being one of the biggest in the country, with over 70,000 students and over 8,000 lecturers. The civil engineering and architecture courses are among the best and most selective in China.

China Design Centre

Lucca Biennale inaugura nel 2018 un’importante azione: in ogni edizione viene ospitato un paese, rendendo la Biennale luogo di cooperazione internazionale. Nel 105 d.C. Ts’ai Lun informò l’imperatore della Cina di aver fabbricato un nuovo materiale adatto alla scrittura, usando solo “vecchi stracci, reti da pesca e scorza d’albero”. È la prima testimonianza storica della creazione della carta. Per questo motivo, per la lunga tradizione che lega a doppio filo la Cina con Lucca, principale polo di produzione cartaria in Europa, la scelta del primo paese ospitato dalla Biennale non poteva cadere altro che sulla Cina.

Fondato a Londra nel 2013 da un team di architetti e designer professionisti che si dedicano alla creazione di un design innovativo, il China Design Centre promuove il design che viene da un paese con una lunga storia e una cultura ricca, la cui economia dinamica sta generando una nuova visione della creatività che è diventata la chiave per sbloccare nuove possibilità sociali e commerciali in campi come l’architettura, le arti, l’arredamento, la gioielleria e la moda. China Design, infatti, è un luogo ideale per esplorare opportunità di collaborazione tra designer provenienti da Cina, Regno Unito e dal resto del mondo. Gli artisti del China Design Center hanno partecipato alla Biennale combinando varie tecniche e trattando varie tematiche tra cui: la solitudine, la circolarità della vita e il rapporto che il passato ha con il presente, la natura come tempio di contemplazione.

Founded in London in 2013, China Design Centre was established by a mission-driven team of professional architects and designers with a wide global network. They are dedicated to the creation of innovative design. The China Design Centre showcases the unique design vision emerging from a country with a long history and rich culture and whose dynamic economy is generating a new wave of talent in architecture, arts and crafts, furniture, product, jewellery and fashion. While fostering the cross-cultural exchange of ideas, knowledge and expertise, our platform is an ideal place to explore collaboration opportunities between designers from China, the UK and the rest of the world. This is precisely why China Design and its artists are combining various techniques and cover themes such as loneliness, the circularity of life and the relationship between the past and the present and nature as a temple of contemplation.

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RESIDENZA D’ARTISTA / ARTIST RESIDENCE EX CAVALLERIZZA, PIAZZALE SAN DONATO

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RESIDENZA D’ARTISTA / ARTIST RESIDENCY PROGRAM 14

Una sezione molto importante della Biennale è la Residenza per gli artisti che vengono selezionati a seguito di un concorso, oppure invitati dal comitato organizzativo. Generalmente dura massimo un mese, per poi concludersi con l’inaugurazione della Biennale. Gli artisti provengono da tutto il mondo e questa esperienza pone loro limiti e opportunità che di edizione in edizione cambiano a seconda della difficoltà dell’opera, del carattere dell’artista, del suo background artistico, della tecnica usata, della sua esperienza e soprattutto della capacità di sapersi confrontare con gli altri artisti in residenza. Spesso gli artisti che arrivano ai laboratori della Lucca Biennale non hanno realmente idea di quanto il cartone sia complesso da gestire sulle grandi dimensioni, per questo sono affiancati dallo staff tecnico della Biennale che, grazie all’esperienza maturata nell’utilizzo di materiali come carta e cartone, permette agli artisti di apprendere e risolvere i limiti che altrimenti potrebbe rendere l’opera pericolosa o poco stabile.

The Artists Residency is a very important section of the Biennale, a program that involves artists selected through an international call or invited by the organisation committee. Typically, the AR program lasts one month until the opening day of the Biennale. The artists came from all over the world and this experience poses before them a range of positive or negative challenges that change in each edition due to the level of difficulty required to assemble the paper sculptures, the artist’s character and artistic knowledge, his or her technique, his or her experience in paper art, but most of all the way the artist collaborates and interacts with other artist in residence. Often, artists who step into the Biennale Art Studio for the first time lack a real idea of exactly what it means to work with large scale cardboard. The Biennale Technical staff therefore helps them to resolve and remove these limits, in order to bring to life a monumental sculpture, that is safe as well as solid.


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LUBI EXPERIENCE


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MOSTRA OUTDOOR / OUTDOOR EXHIBITION


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MOSTRA OUTDOOR / OUTDOOR EXHIBITION

L’Outdoor è stata la prima sezione di Cartasia, oggi Lucca Biennale, a caratterizzare la manifestazione fin dal 2004. La Lucca Biennale è il più grande evento al mondo di paper art e architettura in carta, ma soprattutto è l’unico evento a realizzare ed esporre all’aperto opere in cartone.

The Outdoor Exhibition is the first section of the first edition (2004) of Cartasia, now Lucca Biennale. It is the biggest Paper Art & Architecture event in the world, and in particular the only one that makes and exhibits outdoor Paper artworks.

Un mese prima dell’inaugurazione, vengono ospitati gli artisti in residenza per realizzare le opere nel laboratorio della Biennale e successivamente, per i restanti due mesi di esposizione, è possibile visitare le sculture monumentali nelle piazze della città di Lucca.

One month before the opening day, the Biennale hosts the artists who realise the paper artworks, which visitors can see exhibited in Lucca’s streets and squares for the month after.

Al termine della Biennale, le opere monumentali vengono esposte in luoghi inusuali, come i sotterranei delle mura di Lucca, o in centri di aggregazione sociale, fondazioni, palazzi istituzionali, e vengono trasportate a eventi internazionali in occasioni speciali.

When the Biennale exhibition ends, the monumental sculptures will remain available to visitors in unusual locations, such as the fascinating underground galleries in Lucca’s historic city walls, modern social centres, Foundations, Institutional Buildings or cultural and artistic events of an international scale.

CURATORE MOSTRA OUTDOOR / OUTDOOR CURATOR NICOLAS BERTOUX

A seguito di un concorso internazionale, una selezione di artisti provenienti da tutto il mondo viene accolta a Lucca per lavorare in residenza, ogni artista ha una propria scultura monumentale in cartone. Nel laboratorio si respira una bella atmosfera, creatività e ispirazione. Lì gli artisti lavorano con la carta, seguendo il tema che in questa edizione era “Caos e Silenzio”. Non è un’impresa facile per molti di loro, che si trovano per la prima volta a costruire un’opera monumentale. Ma ho mai avuto dubbi sul buon esito di questa sfida.

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After an international competition, a selection of artists from around the world are welcomed to Lucca to work as part of an artist residency, creating and building their monumental sculptures in cardboard. The artists’ workshop is characterised by a great atmosphere of creativity and inspiration, where the artists work with paper following this year ’s theme: Chaos and Silence. It is not an easy mission for many of them, faced with a large scale construction, but I was certain of the outstanding outcome for this edition.


LE PIAZZE / OUTDOOR LOCATIONS

Situata nello storico paesaggio toscano, Lucca è una delle città più amate al mondo. Lucca rappresenta una perla che attira lo sguardo e la curiosità di molte persone. La sua particolarità sono le mura completamente accessibili, che circondano il centro medievale della città. Da sempre, Lucca Biennale fa tesoro dell’unicità della propria città, trasformandola in un museo a cielo aperto. Le sculture della sezione Outdoor vengono collocate ogni anno in varie piazze del centro storico di Lucca, come piazza Napoleone, piazza San Francesco, piazzale San Donato, piazza San Frediano, piazza San Salvatore, piazza Guidiccioni, piazza della Cittadella, il loggiato del Palazzo Pretorio, piazza Antelminelli, piazza Anfiteatro. La 9a edizione ha visto protagoniste cinque di queste importanti piazze: Piazza San Francesco, Piazza San Frediano, Piazza Guidiccioni, Piazza della Cittadella, Loggiato Pretorio.

Located in the historical Tuscan landscape, Lucca is one of the most beloved city in the world. Lucca represents a pearl that attracts countless visitors’ gaze and curiosity. Its distinguishing characteristic is its historic city walls, which are completely accessible and surround the medieval city centre. Since the beginning, Lucca Biennale has made the most of Lucca’s unique charm, transforming it into an Outdoor Paper Museum. The Outdoor sculptures are located in various squares across Lucca’s historical centre: Piazza Napoleone, Piazza San Francesco, Piazzale San Donato, Piazza San Frediano, Piazza San Salvatore, Piazza Guidiccioni, Piazza della Cittadella, Loggiato Pretorio, Piazza Antelminelli and Piazza Anfiteatro. The five squares showcased during the 9th Lucca Biennale edition: Piazza San Francesco, Piazza San Frediano, Piazza Guidiccioni, Piazza della Cittadella, Loggiato Pretorio.

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ANKON MITRA / THE SIGHTS AND SOUNDS OF THE COSMOS

MERCATO DEL CARMINE MOSTR A OUTDOOR / OUTDOOR E XHIBITION

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Architetto e disegnatore indiano nato nel 1982. Diplomato in design al The Bartlett, University College London. Si appassiona alla tecnica dell’origami, e cerca di integrarla nel campo dell’arredo, in seguito scrive un libro intitolato ‘’Questioning Architecture‘’ in cui mostra come l’Universo stesso viene fatto e disfatto da piegature. Partecipa alla 9a edizione della Biennale attraverso un’opera che ha lo scopo di riprodurre la dinamicità dell’Universo. Porta a riflettere sugli eventi spettacolari che accadono nell’universo, come la caduta di comete, la collisione dei buchi neri o la fusione delle galassie che generano un caos magnifico e rendono il cosmo una specie di danza galattica, ma che apparentemente ai nostri occhi pare silenziosa. Noi possiamo godere di immagini, di colori e di forme che ci giungono dall’universo ma non abbiamo modo di ascoltare due stelle che si scontrano. Per noi questo caos è silenzio.

Indian designer and architect born in 1982, Ankon Mitra graduated in design at The Bartlett, University College London. He is passionate about the technique of origami, and tries to integrate it with interior design, writing a book about it called “Questioning Architecture” in which he demonstrates how the Universe itself is a shape that folds and unfolds. Ankon Mitra is taking part in the 9th edition of the Biennale with an artwork that recreates the dynamicity of the Universe. It makes the visitor contemplate the spectacular events that occur in the universe, how comets falling, black holes colliding and galaxies merging create a magnificent chaos that transform our cosmos into a galactic dance, but to our eyes it appears silent. We can enjoy images of color and shapes that come from the universe, but we cannot listen to two stars collide. For us this chaos is silent.

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DOSSHAUS / PATH OF PARADOX

PIAZZA CITTADELLA MOSTR A OUTDOOR / OUTDOOR E XHIBITION

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Dosshaus è la collaborazione creativa tra Zoey Taylor e David Connelly, artisti il ​​cui lavoro fonde pittura, scultura, fotografia, moda, video e performance. Fin dall’inizio, la coppia è stata interessata all’incrocio tra varie culture. Quest’anno decidono di partecipare alla Biennale attraverso l’opera ‘’Path of Paradox‘’ che consiste in un pianoforte distrutto da un enorme moneta che apparentemente è caduta dal cielo e ha l’aspetto sul bordo di una ghigliottina, silenziando lo strumento musicale. Il messaggio che gli artisti vogliono trasmettere è tratto da una frase celebre di William Blake che scrisse ‘’Dove esiste qualsiasi visione del denaro, non può essere portata avanti l’arte, ma solo la guerra’’. Il messaggio di Dosshaus quindi è che quando il denaro diventa un’arma contro l’arte, il caos che provocherà non lascerà dietro di sè altro che un’enorme scia di silenzio.

Dosshaus is the creative collaboration of Zoey Taylor and David Connelly, artists whose work blends painting, sculpture, photography, fashion, video and performance. From the outset, the pair has been interested in the intersection of high and low culture. This year they are taking part in the Biennale with the piece “Path of Paradox”: a full size grand piano lies in ruins on the ground, bisected by a massive coin that appears to have fallen from the sky. The edge of the coin serves as a guillotine, effectively silencing the musical instrument. The message that comes from the artwork has been taken by William Blake’s famous admonition “Where any view of money exists art cannot be carried on, but war only.” Dosshaus’ message is that when money is wielded as a weapon against art, the resulting chaos leaves only silence in its wake.

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EU TAZÉ / SILENT SHELL, CHAOTIC SHELL

PALAZZO PRETORIO MOSTR A OUTDOOR / OUTDOOR E XHIBITION

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Eugénie Tazé-Bernard nata nel 1989, è una scultrice scenografa franco-peruviana. Nelle sue opere, mescola l’anatomia umana con quella animale (l’uso del corpo umano infatti ha il ruolo di connettere il visitatore con l’opera mentre l’uso dell’anatomia animale è simbolo delle emozioni interne di un individuo). Nel creare “Turtle Woman” l’artista parte dalla visione di un mondo caotico travolto dalla modernità, per portare la mente dello spettatore a riflettere su ciò che potrebbe succedere in futuro al genere umano. Lo porta a visualizzare un adattamento dei corpi umani a nuove forme che potrebbero coprirli fino a diventare una protezione, un modo per fuggire, per stare in silenzio e per riconnettersi con se stessi. Una forma di riparo che manifesterà l’inevitabile adattamento dell’uomo a questa epoca moderna.

Eugénie Tazé-Bernard was born in 1989, she is a French-Peruvian sculptor and set designer. In her pieces, she combines human anatomy with that of animals (the human body is used to connect the visitor to the art piece whilst the human anatomy is a symbol of the individual’s internal emotions). With her “ Turtle Woman”, the artist presents a vision of a chaotic world overcome by modern life, inviting the spectator to contemplate what could happen to the future of humankind. It sparks the idea of human bodies adapting to new shapes that could cover them and become a protection, a way to escape, to stay in silence and connect with oneself. A sort of shield that shows the inevitable adaptation of mankind to this modern era.

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JAMES LAKE / PAPERMAN

PIAZZA SAN FREDIANO MOSTR A OUTDOOR / OUTDOOR E XHIBITION

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James è un artista britannico. Inizia il suo percorso universitario che sarà costretto a interrompere per via di una malattia, un cancro che gli porterà via una gamba. È riuscito a laurearsi superati i problemi di salute, ma per superarne il disagio, imparerà da autodidatta a creare sculture in cartone, insegnando poi la sua tecnica in varie scuole. James ritiene che l’arte debba essere un mezzo di unione nella società, ed il cartone può abbattere le barriere che finora sono state imposte. Il cartone è inoltre un materiale che valorizza maggiormente l’artista, infatti per la biennale presenta il suo Autoritratto mentre crea le sculture di cartone. Il messaggio tramandato è quello che l’arte può nascere in un momento di caos, come un momento di malattia, o può essere esposta in luoghi caotici come la società, ma nel momento in cui lavora, l’artista si trova nella sua stanza solo con se stesso, trovando la sua pace interiore.

James is a British artist. He was forced to interrupt his studies as he was diagnosed with cancer and was subsequently forced to received a leg amputation. He managed to obtain his degree once he had recovered, but to overcome the difficult convalescence, he taught himself sculpture with cardboard, then teaching his technique in various schools. James thinks art should be an instrument that unites society, and cardboard can knock down barriers that have been present up till now. Cardboard is also the material that elevates the artist the most, in fact he is presenting his self portrait at the Biennale as a sculpture made of cardboard. The message imparted is that art can flower in a moment of chaos, such as a moment of illness, and can be exhibited in chaotic places like societies, but in the moment of working, the artist finds himself alone in a room by himself, and finds inner peace.

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KUBO NOVÁK / LIFE SPACE

PIAZZA SAN FRANCESCO MOSTR A OUTDOOR / OUTDOOR E XHIBITION

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Jakub Novák è un’artista slovacco nato nel 1986. Dopo essersi laureato in architettura, inizia a lavorare come docente universitario, ma in seguito abbandona questo lavoro per concentrarsi maggiormente sulle sue opere d’arte. La sua opera Life Space, è una dimostrazione di come la vita possa essere paragonata ad uno spazio limitato che ognuno di noi riempie con le cose che considera speciali. Queste cose, non sono definitive, ma cambiano nel tempo a causa degli eventi che portano al cambiamento del nostro punto di vista. Diventano però il nostro rifugio in cui ci ritiriamo per riflettere, per trovare la nostra pace interiore e per ricaricarci prima di tornare nel caos della vita quotidiana. Lo spazio vitale è una composizione geometrica. Ciò che appare espressivo e sorprendente esaminato da vicino diventa un sistema modulare palpabile, mentre visto da lontano acquista una nuova forma portandoci ad esaminare noi stessi e isolandoci dalla casualità.

Jakub Novák is a Slovakian artist born in 1986. After obtaining a degree in architecture, he began working as a lecturer, but left this to dedicate himself entirely on his artworks. His work Life Space, is a demonstration of how life can be compared to a closed space that each one of us fills with things that we consider special. These things, which are not definitive, may change with time because of events that change our point of view. They become our refuge, where we retreat to meditate, to find interior peace and recharge before diving back into the chaos of everyday life. Our life space is a geometric composition. What seems expressive and surprising when examined up close becomes a palpable modular system, whilst when seen from far away it gains a new shape, making us examine ourselves and isolate ourselves from chance.

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MANUELA GRANZIOL / LIMINAL SPACE

PIAZZA GUIDICCIONI MOSTR A OUTDOOR / OUTDOOR E XHIBITION

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Manuela Granziol è un’artista ed economista svizzera. Dopo essersi trasferita a Londra con la sua famiglia ha seguito la sua passione per l’arte. L’opera che l’artista presenta alla biennale esplora la relazione sconosciuta tra linguaggio e non linguaggio, tra comunicazione in qualsiasi forma e silenzio. Una ragazza adolescente siede sul pavimento con la testa tra le gambe. L’adolescenza rappresenta il momento in cui la società, i media, i genitori e i coetanei esercitano maggior pressione sulla giovane. La creazione di un’opera fatta di pezzettini, vuole esprimere la complessità dell’esistenza umana. Di fatto le varie esperienze ed eventi a cui ogni essere umano va incontro comunica quanto esso sia fatto di frammenti (ricordi, immagini, testi, persone incontrate) che lo rendono a sua volta parte di qualcos’altro definendo così una soggettività caotica.

Manuela Granziol is a Swiss artist and economist, after moving to London with her family she followed herpassion for art. The art piece presented at the Biennale explores the unknown relationship between language and non-language, between communication of any kind and silence. A teenage girl sits on the ground with her head between her legs. Being a teenager represents a moment in which society, media, parents and peers exert pressure on the young girl. Creating this piece using small packages, she wants to express the complexity of human existence. The various experiences and events that every human lives are fragments (memories, images, texts, people they have met) which make them part of something else, creating a chaotic subjectiveness.

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WU WAI CHUNG / NO MORE MESSAGE

PALAZZO DUCALE MOSTR A OUTDOOR / OUTDOOR E XHIBITION

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Wu Whai Chung ha studiato architettura ad Hong Kong e in seguito a Londra. La sua passione è quella di interagire col pubblico attraverso le sue opere innovative di architettura. “No more message” consiste in una struttura simile a un tunnel, con le pareti interne fatte a piramide in modo da ridurre al massimo le onde sonore. I visitatori possono provare a comunicare tra di loro, ma il suono non arriverà loro in modo chiaro. L’opera infatti ha l’obiettivo di farci riflettere su come a volte vorremmo comunicare qualcosa, ma a causa di alcuni filtri non riusciamo a farlo o non veniamo capiti, in questo modo, il silenzio in cui ci rifugiamo dà nascita al caos.

Wu Wai Chung studied architecture in Hong Kong and then in London. She is passionate about interacting with her audience through her innovative architectural pieces. “No more message” consists in a tunnel like structure, with the internal walls covered in pyramids to reduce the sound waves to a minimum. Visitors can try and communicate from one end to the other, but the sound will not travel clearly. The piece aims to make us contemplate on how sometimes we would like to communicate something, but because of certain filters we cannot and we cannot understood, in this way the silence we take refuge in generates chaos.

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MOSTRA INDOOR / INDOOR EXHIBITION


PALAZZO DUCALE

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MOSTRA INDOOR / INDOOR EXHIBITION


MERCATO DEL CARMINE

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MOSTRA INDOOR / INDOOR EXHIBITION

Con oltre 3.000 m2 di spazio espositivo, la mostra Indoor presenta un vero e proprio movimento contemporaneo di artisti internazionali della carta, che utilizzano tecniche nuove per creare opere d’arte uniche.

With over 3,000 m2 of exhibition space, the Indoor Art Exhibitions presents a real contemporary movement of international paper artists that use new and thoughtful techniques to create unique pieces of art.

Questa sezione è aperta anche alle arti dello spettacolo, alla videoarte e al cinema, per due mesi di esposizione nei palazzi storici della città di Lucca.

This section is also open to performing arts, video art and film making, exhibited for two months in Lucca’s historic buildings.

CURATORE MOSTRA INDOOR / INDOOR CURATOR GIACOMO PECCHIA I numeri, le parole e le idee hanno coronato questa edizione.

Numbers, words and ideas have crowned this edition.

A seguito di una lunga e accurata selezione, sono stati scelti più di venti artisti, eterogenei per età ed esperienza. Attraverso le loro opere, ci hanno accompagnato nel tortuoso ed effimero percorso della creazione artistica.

After a long and careful selection, more than 20 artists will be chosen, from different countries and artistic backgrounds.

Ogni artista presente con più lavori, è andato a creare una “personale”, un atto utile per poter mostrare parte della propria storia, i diversi aspetti del proprio immaginario e far immergere i visitatori della Biennale in una galassia di emozioni. Questa nona edizione è stata una manifestazione “emozionale”, plasmata dal fragile materiale cartaceo, con cui gli artisti ci hanno mostrato l’Immagine di un’idea, di un pensiero, di un sentimento, l’immagine di un eco di quel tumulto creativo che, allontanandosi, si perde in un silenzio e rimane indelebile nei ricordi. Un caloroso ringraziamento va a tutti coloro che hanno partecipato, in particolare agli artisti della sezione Art Indoor per la generosità con cui si sono donati. Grazie anche agli artisti della sezione Art Outdoor con cui ho condiviso spazi e momenti intensi e al loro direttore artistico Nicolas Bertoux; a tutta la crew che ha dato l’anima e il sangue per raggiungere la perfezione e rispettare i tempi; a Federica Moretti, per la sua brillante e sensibile supervisione; a tutto lo staff organizzativo, per l’immane lavoro svolto; ai volontari, per la dedizione e l’entusiasmo con cui hanno custodito e promosso le mostre e per ultimo, a Emiliano Galigani, colui che ha ideato e “costruito” la Biennale e senza il quale “il tutto” non potrebbe “essere”.

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Through their artworks, the artists take us into the intricate and ephemeral world of artistic creation. Generally each artist exhibits more than one artwork, in a personal exhibition, in order to draw the visitors into their imagination and engage them in an emotional galaxy. The 9th edition has been an “emotional” exhibition, driven by the paper material, which artists skilfully used to illustrate and bring to life an idea, a thought, a feeling, the creative chaos that becomes silence but lingers in memories. A warm thank you to all indoor artists for their collaboration. And a big thank you to the Outdoor artists for sharing art, spaces and intense moments with me. Thank you also to Nicolas Bertoux, our Outdoor Art Director, to all technical staff who gave everything they could in order to ensure the works were ready on time. Thank you to Federica Moretti’s brilliant and sensitive oversight, to the exceptional work carried out by our organisational staff, to the devotion and passion of our volunteer staff and last but not least, thanks to Emiliano Galigani the Biennale’s creator, without whom none of this would be possible.


SEDI / LOCATIONS

Palazzo Ducale Palazzo Ducale è collocato in piazza Napoleone, ed è attualmente sede della Provincia di Lucca. Con l’avvento della signoria Castruccio Castracani, signore della città di Lucca, fece costruire questo palazzo al cui interno collocò la sua residenza, alloggiamenti per i soldati, depositi di munizioni, ecc. Il disegno originale della residenza Augusta (cosi era il nome originale) pare sia da attribuire a Giotto. Nel corso degli anni questo edificio ha subìto molte trasformazioni architettoniche, attraverando periodi storici importanti, dal 1370 ad oggi. Le sue splendide sale ricche di affreschi, decorazioni murali e rifiniture vengono utilizzate per numerose mostre ed eventi, e per il secondo anno consecutivo hanno ospitato una parte della sezione indoor di Lucca Biennale. Palazzo Ducale is located in Piazza Napoleone and is currently the seat of Lucca’s Provincial Administration. With the advent of feudalism Castruccio Castracani, lord of the city of Lucca, had this palace built as his residence, as well as providing housing for soldiers and ammunition depots. The original design of the Augusta Residence, as it was known at the time, appears to be attributed to Giotto. Over the years, this building has undergone many architectural transformations, surviving important historical periods from 1370 to today. Its splendid rooms full of frescoes, wall decorations and finishes are used for numerous exhibitions and events and for the second consecutive year they have hosted a part of the Lucca Biennale indoor section.

Mercato del Carmine Il Mercato del Carmine, un tempo chiesa di Santa Maria del Carmine, è uno degli edifici storici di Lucca. Fu innalzato come chiesa nel Rinascimento e, nonostante la trasformazione, sono ancora perfettamente leggibili l’architettura interna e l’annesso chiostro dell’ex convento. Oggi il Mercato, agli ultimi passaggi di un progetto di riqualificazione, ospita al centro banchi per la vendita di frutta e verdura, ma è anche utilizzato per esposizioni di artigianato e arte, concerti e molte altre interessanti attività culturali. Nel 2018, per la prima volta, ha ospitato alcune delle installazioni della sezione Indoor di Lucca Biennale. Mercato del Carmine, once the Church of Santa Maria del Carmine is a historical buildings located in Lucca. The building was commissioned as a church during the Renaissance Period and, despite the many transformation over the years, the internal architecture and the adjoining cloister of the former convent are still perfectly legible. Today the site, currently in the last phase of a redevelopment project, houses stands for the sale of fruits and vegetables in the centre, but it is also used for arts and crafts exhibitions, concerts and many other interesting cultural activities. In 2018, for the first time, it hosted some of the installations of the Indoor section of Lucca Biennale.

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ADRIANO ATTUS 1. CECK S / 2 . L ABYRINTH / 3. CIRCLES / 4. LENS

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Adriano Attus per oltre 20 anni designer e art director per i periodici delle principali case editrici italiane, da “Il Mondo” a “Panorama”, ora direttore creativo de “Il Sole 24 Ore”. Partecipa alla 9a edizione della Biennale con una serie di opere che compongono il progetto ‘’Neometrie’’ in cui i numeri vengono utilizzati come mezzo per esprimere la rivalità della ragione contro il falso, l’inseparabile relazione tra scienza e fede, il rapporto tra unità dell’essere e molteplicità fenomenica, tra caos e ragione. Nella realizzazione delle sue opere utilizza la tecnica del mosaico composto da semplici tessere formate da elementi geometrici diversi tra loro e strutturate in base al numero degli spazi, al colore e alla forma da cui sono composte. Il risultato finale si concentra sulla fissità delle singole rappresentazioni.

Born in San Remo in 1971, Adriano Attus for over 20 years he has been designer and art director for publications of some of the major Italian publishing houses, from “Mondo” to “Panorama”, he is now the creative director of “Il Sole 24 Ore”. He is taking part in the 9th edition of the Biennale with artworks that belong to his “Neometrie” series, in which numbers are used as a medium to express the contrast between what is true and what is false, the inseparable relationship between science and faith, the connection between single units and multiple phenomenons, between chaos and reason. When creating his works, he uses a mosaic technique using simple pieces that create geometric shapes with each other, placed depending on the number of spaces, colors and shapes. The final result depends on the fixity of the single representations.

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ANNE VILSBØLL 1. L A FAMIGLIA ( YELLOW ) / 2 . RESPONSE TO THE PRESENT - LE AP

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Anne Vilsbøll è un’artista ed un’autrice danese che si occupa della comunicazione attraverso opere d’arte fatte in carta fin dal 1980. “La carta è un materiale che soddisfa la maggior parte delle esigenze degli artisti che possono utilizzarla per la grafica, i dipinti, la scultura, la fotografia, l’installazione, l’arredamento, la moda, i fulmini, i libri, la musica e le performance. Le opere espresse in/con la carta hanno uno stile chiaro e definibile. Il ‘paperismo’ è una forma d’arte a sé stante.” Per la Biennale l’artista partecipa con due opere che hanno l’obiettivo di dimostrare che è possibile stampare sulle superfici altamente strutturate che hanno massime qualità tattili. Il messaggio tratto dalle opere è la riflessione che si trae dal silenzio, infatti i personaggi appartenenti ai dipinti sembreranno silenziosi ma dietro la loro calma apparente si nascondono domande, le cui risposte sono caotiche.

Anne Vilsbøll, Danish artist and author, has been involved with handmade paper as an artistic means of expression since the early 80s. “Paper is a material that accommodates most of the requirements artists may place on the material for graphics, paintings, sculpture, photo, installation, interior decoration, fashion, furniture, lightning, books, music and performance. Works expressed in and with paper have a clear and definable style. Paperism is an art form in its own right.” For the Biennale, the artists participates with two works that aim to demonstrate that it is possible to print on highly structured surfaces that have excellent tactile qualities. These works provoke a reflection on the meaning of silence, as the figures in the paintings appear to be silent, but behind their apparent calm there are questions with chaotic answers.

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GIANFRANCO GENTILE VITE DI CARTONE - NO PEOPLE BOAT

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Nasce a Verona nel 1949. Negli anni ‘70 vive a Firenze dove si laurea in Architettura. Nelle sue opere recenti utilizza la “fragilità” del cartone come metafora per una riflessione sul fenomeno della migrazione. Partecipa alla Biennale con opere che fermano ed esaltano un istante, parlano col silenzio e agiscono in maniera consapevole col tempo raccontando il dramma, spesso la tragedia, che colpisce centinaia di migliaia di persone costrette da guerra e fame ad abbandonare la propria terra, nella speranza di approdare in un luogo dove tornare a vivere. Ma la loro presenza provoca nella nostra società un mormorio confuso e inconcludente o un silenzio colpevole e complice. Informazione e silenzio non hanno in sé connotazioni negative, anzi, conoscere i fenomeni è il primo passo per trovare soluzioni. Il silenzio di fronte a una tragedia è rispetto, il silenzio dentro di noi rende capaci di comunicare con sguardi diversi dai nostri e permette di comprendere punti di vista a noi lontani.

Born in Verona in 1949, he lived in Florence in the 70s where he obtained a degree in architecture. In his recent works he uses the “fragility” of cardboard as a metaphor to reflect on immigration. He’s taking part in the Biennale with artworks that higjlight a moment, that are talking to the silence and telling the drama, the tragedy, that hits millions of people thet are running away from war. But their presence generates confused and irrational murmur in our society, or just a guilty complicit silence. Information and silence do not always have negative connotations, it is also necessarynto know the phenomenos and it is the first step to finding a solution. Silence in front of a tragedy means respect, finding silence inside of ourselves helps us communicate with different people and it allows us to understand points of view that are distant from us.

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GIANLUCA TRAINA PORTRAIT 360° - CAPOVOLTI

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Nasce a Palermo nel 1984, ha studiato fashion design a Milano e a Barcellona, ma attualmente è residente a Ventimiglia di Sicilia. L’opera che presenta alla Biennale è “Portrait 360° CapoVolti”. Il tema trattato dall’artista è legato al termine ‘’razza’’ che oggi suscita ed evoca sensazioni contrastanti, frutto di condizionamenti mediatici e di ignoranza che oggi trova voce attraverso i social media e il dibattito pubblico. Il termine “razza” andrebbe usato solo per raccontare le differenze tra specie e non tra esseri umani. Il colore della pelle, la fisicità, il genere sessuale, vengono considerati e dibattuti solo per marcare delle differenze. L’artista porta quindi l’attenzione sul tema del caos di informazioni che invadono la società italiana e desidera fissare nel tempo attraverso l’arte dei concetti di uguaglianza, suscitare delle riflessioni sulla differenza tra genere sessuale e colore della pelle.

Gianluca Traina is an Italian ar tist born in 1984. He studied fashion design in Milan and then in Barcelona, but he currently lives in Ventimiglia in Sicily. The artwork he presents at the Biennale is “Portrait 360 CapoVolti”. The theme of the artwork is connected to the term ‘’race’’ which generates conflicting reactions, caused by media influence and ignorance expressed through social media and public debate. The term “race” must be used only for the differences between species and not for humans. Today skin colour, physique and gender are used only to mark differences, that’s why the artist has chosen to deal with the topic of chaotic information that invades Italian society. He wishes to introduce the concept of equality through art, and make the spectator think about the differences between genders and skin colour.

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HAN HO E TERNAL LIGHT - COSMOS

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Han Ho è un artista coreano laureato all’Università di Belle Arti di Parigi. Alla base del suo pensiero artistico vi è la fuga dalla realtà caratterizzata da ideologie, pregiudizi e tradizioni. L’evasione avviene grazie al mondo dei sogni, che a suo avviso è lo strumento principale attraverso il quale il nostri corpo e la nostra mente si rigenerano dai traumi della psiche. I sogni quindi sono legati alla realtà, in quanto sono un’espressione delle nostre emozioni, sensazioni o ricordi, ma sono nel contempo legati al surreale in quanto frutti della nostra fantasia. I sogni servono quindi a connetterci con il nostro ego, aiutando a esaminarsi e a esprimersi in modo libero. La psiche viene rappresentata all’interno delle sue opere sottoforma di luce, utilizzata dall’artista come strumento di esaltazione del soggetto. Alla Biennale presenta l’opera: “Eternal Light - Cosmos”.

Han Ho is a Korean artist, he obtained his degree in art in Paris. His artistic approach is based on escape from reality, made up of ideologies, prejudice and traditions. The escape takes place thanks to the world of dreams, which the artist believes to be the main instrument that our body and mind use to regenerate psychic traumas. Dream are strongly connected to reality as they are an expression of our emorions, sensations and memories, but they are also connected to the surreal world of our fantasy. Dreams are what connects us with our ego, helping us explore and freely express ourselves. Psyche is represented in the artist ’s works as light, used as a means to enhance the subject. At the Biennale he is presenting the piece “Eternal Light - Cosmos”.

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HO YOON SHIN 1. ISL AND 001-I / 2 . ISL AND 002-I / 3. ABANDONED DOG

3.

1. 2.

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Artista coreano nato nel 1976, è laureato all’università di Chosun in scultura. Ha iniziato a creare le sue opere interessandosi dei materiali poveri come la gomma, la paglia e in seguito la carta. Questo interesse per il materiale a basso costo, povero e alla portata di tutti, nasce dal desiderio di rappresentare la capacità dell’uomo di superare la sua debolezza nella società. La carta, attraverso le sue proprietà (trasparenza, popolarità e capacità di trattenere il calore, levigatura ecc.) assomiglia più di ogni materiale alla natura sensibile dell’uomo. L’artista quindi ritrova se stesso nella carta, cercando si superare le sue carenze, sviluppando i suoi punti di forza. In Palazzo Ducale, presenta le opere “Abandoned Dog”, “Island 0011”, e “Island 002-1”.

Korean artist born in 1976, he has a degree in sculptures at Chosun University. He started to work with poor material such as rubber, straw and then paper. This interest in low cost, poor materia that is available to everybody was stimulated by the artist ’s idea of human weakness in society and his desire to overcome it. Paper

through

its

properties

(trasparency, popularity, warmth, smoothness, etc.) seems to be more similar to the sensitive nature of humans than any other material. The artist identifie with this poor and incomplete material by trying to overcome its weaknesses and increasing its strenghts. In Palazzo Ducale, the artist presents the works “Abandoned Dog”, “Island 001-1”, e “Island 002-1”.

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HYACINTA HOVESTADT 1. BOVINOK INNERE MONGOLEI / 2 . FUNDSTÜCK / 3. KAPSEL

1.

2. 3.

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Artista tedesca, nata nel 1954, si diploma all’Accademia delle arti di Dusseldorf. Approfondisce in seguito altri studi artistici all’Università di Munster. Lavora come docente d’arte fino al 1985, come assistente di ricerca al servizio educativo museale fino al 1991, e come autrice, giornalista, addetta stampa freelance fino al 2005 quando inizia a lavorare come scultrice con l’obiettivo di ricercare manufatti antichi che il tempo ha sepolto. Per la Biennale, l’artista utilizza la rappresentazione dell’antico per comunicare la decadenza, la sopravvivenza al danneggiamento e la bellezza dell’imperfezione, pur lasciando che lo spettatore si crei un’opinione propria sulle sue opere. La rivendicazione del tempo, la distruzione inevitabile e la decadenza uniscono il silenzio e il caos dando nascita a nuove cose.

German artist born in 1954, she abtained a degree at Munster University and then worked as a lecturer till 1985, as research assistant till 1991 and as author, journalist and as a publicist till 2005, when she began working as a sculptor aiming to reproduce ancient relics which were buried by time. For the Biennale, she uses the image of ancient object to communicate decadence, their ability to survive damage and the beauty of imperfection, even if she gives the viewer freedom to interpret her artwork. The claim of time, the inevitable distruction and decandence combine silence and chaos giving birth to new things.

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MARCO ZECCHINATO 1. RESTI I / 2 . RESTI II / 3. RESTI III

3.

1. 2.

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Nato a Padova nel 1992, si appassiona all’arte grazie al grafitismo. Studia alla facoltà di Belle Arti di Venezia, intraprende un’iniziativa in Venezuela di insegnamento alla tecnica dei grafiti ai bambini del posto. Consegue un master a Lisbona in scultura pubblica. Le opere presentate alla Biennale racchiudono l’incontro di: SIlenzio, metamorfosi della carta come materiale che si trasforma, attraverso un ciclo come succede anche in natura, e Caos, come rumore creato da tale trasformazione e inteso come reazione dell’uomo che si allontana dalla meramorfosi e rifiuta la concezione della vita e della morte. Queste opere hanno inoltre un messaggio sociale in quanto l’origami come tecnica è iniziata grazie alla storia delle migrazioni dei popoli cinesi verso l’America, quando, rinchiusi in prigione in attesa di un verdetto sulla loro integrazione, essi hanno iniziato a creare dei moduli di figure tradizionali. Tale storia viene ripresa per raccontare lo scontro che avviene oggi tra le popolazioni che migrano e quelle di destinazione al giorno d’oggi, e ha l’obiettivo di trasmettere un messaggio di pace che può essere portato grazie all’arte.

Born in Padua in 1992, he found a passion for art through graffiti. He studied art in Venice, then taking on a project in Venezuela teaching graffiti techniques to local children, followed by a master degree in Lisbon in public sculpture. The artworks presented at the Biennale represent: Silence, the metamorphosis of paper as a material which is trasforming itself through a cycle, as happens in nature, and chaos, noise created by the trasformation and intended also as the reaction of people who distance themselves from metamorphosis and refuse the concept of life and death. These artworks also have a social message because the technique of origami was born thanks to the Chinese immigrants in America that during their imprisonment awaiting integration, started to create traditional paper shapes. This story is necessary to explain the contrast between populations that receive them today, and aims to communicative a message of peace that can be trasmitted through art.

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MARIBEL MAS 1. ZEITLINIEN 10 / 2 . INTERFERENZ 19 / 3. ZEITLINIEN 73 / 4. ZEITLINIEN 38 / 5. ZEITLINIEN ROT 2

3.

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5. 1. 2.

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Nata nel 1965 in Spagna, laureata in grafica pubblicitaria, litografia e serigrafia, attualmente vive e lavora a Lipsia in Germania. “Le interferenze” nascono dall’incontro casuale di linee nei disegni e nell’arte di Maribel Mas. Utilizzando modelli di cartone, traccia linee tese come corde e vibrazioni, come se la penna fosse uno strumento musicale. Le tecniche di composizione musicale hanno infatti avuto la maggior influenza sulla creazione dell’artista. Per questo motivo l’artista ha iniziato ad, utilizzare solo materiali come: carta e inchiostro. La carta stessa diventa un elemento animato, mentre il lavoro dell’artista prende forma. Nella realizzazione delle sue opere l’artista utilizza la tecnica della litografia e la carta giapponese fatta a mano. Attraverso la sua tecnica l’artista invita lo spettatore a riflettere sulla molteplicità e la transitorietà delle cose, o semplicemente a permettere all’occhio di interagire con le linee in modo giocoso.

Born in Spain in 1965, she has a degree in graphic design, serigraphy and lithography. At the moment she lives and works in Leipzig (Germany). “Interferences” is born from the casual meeting of lines in Maribel’s art. She uses cardboard models, line tracks and vibrations as if the pen is a musical instrument. In fact musical composition techniques have been the biggest influence for the artist ’s work. That ’s why she uses material such as paper and ink. Paper has become an animated element, while creation becomes a shape. Mariel uses printing techniques such as lithography and serigraphy with Japanese handmade paper. Through her works she keeps the viewer ’s reflection about the multiplicity and transience of things, or she just gives him the opportunity to interact with lines.

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MICHELE LANDEL 1. I DON’ T WANT TO HAVE ANOTHER KID / 2. I DON’ T KNOW WHO I AM ANYMORE / 3. I AM E XHAUSTED ALL THE TIME

1.

2. 3.

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Michele Landel è una paper artist americana laureata in Belle Arti e Storia dell’Arte all’Università di Pittsburgh e all’Università del Texas, attualmente vive e lavora a Sèvres in Francia. Presenta le sue opere per la biennale, trattando il tema dell’ indebolimento e lo stress causato dalla maternità e dalla depressione post partum. Accosta la domesticità e la femminilità all’isolamento e al caos di cui nessuno vuole parlare. Crea contrasto tra ambienti perfetti e donne astratte che appaiono in conversazione con se stesse attraverso la combinazione di immagini vuote, ritagli di riviste e libri con donne tratte da dipinti antichi e contemporanei, sfocatura, stampa, e differenti tipi di texture su carta. I titoli delle opere sono tratti da esperienze reali di donne che raccontano la loro depressione post partum nella trasmissione “ Terrible, thanks for asking”.

Michele Landel is an American paper artist that has a degree in Arts and History of Art, but she actually lives in Sèvres (France). Her artworks deal with the topic of weakness and stress caused by maternity and post partum depression. She compares domesticity and femininity with the chaos and isolation of which nobody wants to talk. She creates a contrast between a perfect surrounding and abstract women that appear in conversation with themselves through the combination of empty images,cuttings from magazines or books and women taken from ancient and contemporary drawings, with a print technique, blurring, and different textures. The titles of the artworks have been taken from real experiences of women who told their own stories about postpartum depression in the broadcast ‘“ Terrible, thanks for asking”.

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OLGA DANELONE 1. INCLUSIONE / 2 . MAPPA TROFALL A SSI

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Olga Danelone è nata a Udine nel 1964. Compie studi artistici e multimediali a Udine e a Urbino. Parallelamente al lavoro di pittrice ha svolto in principio un’analisi sulla filosofia orientale e in seguito,insieme a temi scientifici, su quella occidentale. Tuttora filosofia e scienza fanno parte della sua ricerca personale e artistica. Alla Biennale presenta l’opera “Inclusione”: la quantistica, l’indeterminazione del tempo e di come avvolge la nicchia in cui viviamo, che non ha limiti e si è estesa a tutto il pianeta Terra. La popolazione mondiale è un caos di incontri e di scambi. Un caos che dobbiamo destreggiare e acquietare in noi per far silenzio e captare l’attimo fuggente, l’istinto in divenire. Alla Biennale espone anche “Trofallassi” (termine scientifico per esprimere la comunicazione tra insetti), l’opera rappresenta l’aumento della popolazione con i suoi movimenti repentini, è un fluire di contatti senza contatti, di parlare senza parlare, vedere gli altri o solo se stessi.

Olga Danelone is an Italian artist born in Udine in 1964. She studied arts and media in Udine and Urbino. She worked as a painter and at the same time she studied oriental and western philosophy. Philosophy and science are still part of her personal interests and art. At the Biennale she presents: “Inclusione”: the quantum and the intedermination of time and how it embraces the niche in which we live, that has no limits and that has been extended to all of the world. The entire population is a chaos of meetings and exchanges, a chaos that we need to manage to obtain silence and capture a fleeting moment, a transformation. At the Biennale she will also present “Trofallassi” (scientific way to describe insects’ communication). The piece represents the increment of the population with its movements is a flow of contacts without contact, talking without talking, seeing others or just ourselves.

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OLIVER CZARNETTA GEISTERGELDRÜSTUNG

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Oliver Czarnetta è un ar tista tedesco nato nel 1966, qualificato come scultore e in seguito laureato in storia dell’ar te e filosofia. Nella realizzazione delle sue opere, Oliver sfida il tempo e rifiuta l’idea secondo cui un ar tista debba avere un’impostazione tecnica. L’artista realizza quindi le sue opere lasciandosi guidare dal caso, dall’istinto e dalle idee che gli sorgono spontanee, motivo per il quale utilizza qualsiasi tipo di materiale. Le sue opere generalmente sembrano dei relitti archeologici e questo fatto è dovuto al suo stile fuori dagli schemi. L’opera presente alla Biennale nasce dalla riflessione ironica dell’ar tista sull’effetto che il denaro possa avere sull’anima e sullo spirito dell’essere umano.

Oliver Czarnetta is a German artist born in 1966. He is a qualified sculptor with a degree in history of art and philosophy. When creating his works, Oliver challenges time and refuses the idea that an ar tist must have a technical approach. The ar tist creates his works letting himself be guided by chance, by his instinct and ideas that come naturally to him, for this reason he uses any kind of material. His pieces generally resemble archeological relics and this is due to his unusual style. The work he is presenting at the Biennale spring from the ar tist ’s ironic approach to the effect that money can have on the soul and spirit of a human being.

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PAOLA BAZZ 1. BE YOND MY FACE / 2 . SHREDDED PORTRAIT I / 3. SHREDDED PORTRAIT II / 4. THE GRE AT ESCAPE

1.

3.

2.

4.

PALAZZO DUCALE MOSTR A INDOOR / INDOOR E XHIBITION

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Nata nel 1965 a Padova, attualmente residente a Manchester. Pur avendo una laurea in architettura, segue la sua passione per il disegno e la pittura attraverso l’utilizzo della car ta riciclata, del car tone e del legno creando varie opere con tematiche differenti. Appassionandosi alla tematica del cambiamento dell’identità individuale e quello della società, propone alla biennale opere fatte con la tecnica del disegno e del collage per sottolineare come il caos che questa sovrainformazione produce, modifichi continuamente la nostra identità costringendoci a uno stato di perenne incertezza. Questi due collage vogliono anche far riflettere sull’uso dell’immagine femminile nella pubblicità e sull’ immagine e identità della donna in una società consumistica.

She was born in 1965 in Padua, she now lives in Manchester. Though she has a degree in architecture, she decided to follow her passion for painting and drawing through the use of recycled paper, cardboard and wood. She creates various artworks dealing with different topics. At the Biennale she presents artworks which deal with the transformation of our individual identity and also that of society. Her works are made with the technique of collage and drawing to underline how the chaos of all the information we receive is changing our identity, forcing us into a continuous state of uncertainty. These works also want to give the viewers the opportunity to reflect about the use of female image and identity in advertising or in consumerist society. 65


PAOLA MARGHERITA 1. A SINA / 2 . A SINA BOZ ZE T TO / 3. BAL Z ANA DI QUAT TRO CAVALLO MAT TO / 4. PALMA

1.

3.

2.

3.

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Paola Margherita nasce nel 1970 a Roma, si laurea in Arti applicate e all’Accademia di Belle Arti di Napoli in scultura. Partecipa alla biennale con due opere ‘’Asina’’ e ‘’Palma’’ trattando il tema del comportamento delle donne in società. “Asina” nasce dal desiderio dell’artista di esortare il genere femminile a sottrarsi ad un “carico troppo pesante” a cui spesso la società lo costringe. Una donna deve sempre conservare quella capacità animale e irrazionale per difendersi anche scalciando violentemente per rimanere viva e autonoma nella sua natura e volontà. L’idea alla base di “Palma” è che la ragazza raffigurata traccia tutto l’arco della sua esistenza nell’attraversamento dello spazio,dalla punta del piede all’ultimo capello. Il prima e il dopo sono fusi in un unico gesto.

Paola Margherita was born in 1970 in Rome. She obtained her degree in Ar t and Sculpture in Naples. Her ar tworks for the Bienniale are “Asina” and “Palma” that speak of female behaviour in our society. “Asina” was born from the ar tist ’s desire to encourage women to escape from the heavy load that society weighs her down with. A woman has to conserve her animal and irrational instinct to defend herself, even by kicking violently to keep her independence and nature autonomos and alive. “Palma” represents a girl which is tracing her entire life in the sit, from her toes to thetip of her hair. In this way, past and present are melted in a single gesture.

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RAIJA JOKINEN 1. HAHMOJA / 2 . LISTENING A L AKE / 3. WRAPPED SLEEP

1.

2.

3.

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Artista finlandese, laureata alla facoltà di Arte e Design di Helsinki. Nella realizzazione delle sue opere utilizza la carta di lino fatta a mano ritenendola facilmente modellabile, combinando varie tecniche artistiche tra cui scultura, pittura e cucitura in modo da esaltare il suo approccio artistico che si basa sulle emozioni, situazioni e pensieri che tutti noi abbiamo. Raija osserva la relazione tra ambiente fisico ed emotivo e rappresenta spesso i dettagli del corpo umano attraverso rami e radici accostando così il corpo umano ad organismi della natura. Trova quindi l’analogia tra materiale/immateriale ed i nostri corpi facendo sorgere quindi la domanda su quale sia il limite tra fisicità ed emotività.

A Finnish ar tist , she graduated in Ar t and Design at Helsinki. She creates her ar tworks with handmade flax paper, because she considers it easy to mould, and she combines painting with sculpture and sewing in order to emphasise her ar tistic approach based on the emotions, situations and thoughts we all have. Raija observes the relationship between physical and emotional environment and she often represents the details of the human body through roots and branches connecting nature to the human body. She finds the analogy between material and immaterial, and our bodies cause us to ask ourselves which is the limit between physicality and emotivity.

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LIANG HAISHENG & PAPER LIFE TRIANGLE FOLDED PAPER L ANTERN

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Liang Haisheng nato nel 1961. Il suo desiderio è volto a condividere una nuova tecnica di Origami Tetraedrico. Paper Life fondato nel 2009 da Ye Jing e Tao Jie, una coppia di visual designers che con la passione per la bellezza, hanno creato un brand che si occupa maggiormente della creazione di lanterne. Insieme hanno collaborato alla realiz zazione di “ Triangle Folded Paper Lantern”, una combinazione tra calcolo matematico e metodi primitivi, quale la lavorazione della car ta fatta a mano.

Liang Haisheng was born in 1961. He wishes to share his origami tetrahedron technique. Paper Life

was founded in 2009

by Ye Jing and Tao Jie, a couple of visual designers passionate about beauty, that created a brand which mainly creates lanterns. Together

they

collaborated

in

the creation of “ Triangle Folded Paper

Lantern”,

a

combination

of mathematical calculation and primitive methods, such as handmade paper making.

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CHINA ACADEMY OF FINE ART THE WARMTH OF PAPER

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China Academy of Fine Art, Shanghai Institute of Design è stata la prima accademia fondata in Cina con l’intento di offrire agli studenti dei corsi di formazione completi. China Academy of Fine Art presenta alla Lucca Biennale “ The Warmth of Paper ”. L’opera è un’installazione di car ta intagliata fatta con car ta Xuan, che rappresenta le emozioni umane in varie fasi. Le persone che hanno preso parte al progetto sono: il vice Direttore Kong Qiongpei, e tre insegnanti (Ma Chuan, Zhang Ting, Chen Huasha).

China Academy of Fine Ar t, Shanghai Institute of Design is the first ar t academy founded in China with the intent of offering complete training courses. China Academy of Fine Ar t presents “ The Warmth of Paper ” at the Lucca Biennale. Their piece is a papercut installation made with Xuan paper, that represents human emotions in various phases. The people who took par t in the project are: vice Director Kong Qiongpei, and three teachers (Ma Chuan, Zhang Ting, Chen Huasha).

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JOE WONG VA SE

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Joe Wong ha collaborato con varie aziende che uniscono la cultura e l’arte al design. La sua idea è che un prodotto, la sua estetica (il suo aspetto esteriore) ed il suo inserimento nell’ambiente abbiano un legame inseparabile. Alla Biennale del 2018 Joe Wong presenta “Vase”, un vaso che simboleggia la cultura Cinese e che contiene il significato della vita, ovvero il proseguimento e il legame.

Joe Wong has collaborated with various companies that mix culture with ar t and design. His idea is that a product, its aesthetic (its ex terior appearance) and its place in the environment have an inseparable connection. At the Lucca Biennale 2018, Joe Wong presenting “ Vase”, a vase that represent Chinese culture and that contain the meaning of life, in other words continuation and connection.

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GIADA AMBIVERI CIT TÀ SOSPESE

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Giada Ambiveri è una, giovane artista nata nel 1991, ha studiato arte e successivamente si è laureata in architettura. Dal racconto di Italo Calvino, Le città invisibili, è nato questo lavoro delle città sospese. Costruite a partire dai cartoni recuperati nei mercati cittadini, dai resti urbani si ricostruisce l’agglomerato urbano come una crosta cittadina che ricresce e copre le ferite del territorio. Le sue opere si concentrano quindi sulla rappresentazione della società urbana che si fonda sulle macerie del passato, rovinando la Terra che a sua volta continua a rigenerarsi come la pelle umana si rigenera dalle ferite. L’artista utilizza la città come metafora della vita che si svolge nella moltitudine caotica, ma allo stesso tempo nella totale solitudine. L’ausilio della carta in questo caso è l’origine silenziosa, la memoria della Terra, mentre la sospensione è la vivacità degli abitanti della città che mutano forma e stato continuamente.

Giada Ambiveri is a young artist born in 1991, she studied art and later she obtained a degree in Architecture. She has been inspired by Italo Calvino’s story: ‘’The Invisible Cities’’ to create the artwork ‘’Suspended Cities’’ made by recycled cardboard and other recycled materials. She used the remains of materials because she want to communicate that from these society rebuilds itself like an urban crust that covers the wounds of the Earth. Her artworks represent urban society which is founded on the ruins of the past, and is destroying the Earth that at the same time is regenerating itself as much as human skin regenerates itself from the wounds. The city becomes the metaphor of a life that is running into chaos, but also into loneliness. The use of paper in this case means the silent origin and Earth’s memory, while the suspension means the liveliness of city’s inhabitants who change their shape and condition constantly.

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HO YOON SHIN ISL AND 006-I

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Artista coreano nato nel 1976, è laureato all’università di Chosun in scultura. Ha iniziato a creare le sue opere interessandosi a materiali poveri come la gomma, la paglia e in seguito la carta. Al Mercato del Carmine, l’artista presenta “Island 006-1”, un’opera che cattura la sensazione di distanza dagli altri e di alienazione: l’incomprensione è spesso dovuta ad una sottovalutazione della comunicazione. D’altro canto, essere da soli ha i suoi lati positivi: la solitudine dà il potere di godere della propria compagnia, apprezzare il tempo quando si è soli aiuta a riflettere sulla propria vita.

Korean ar tist born in 1976, he has a degree in sculture at Chosun University. He star ted to work with poor material such as rubber, straw and then paper. In Mercato del Carmine the ar tist exhibits “Island 006-1” a piece that captures the feeling of being distanced from people and alienated: being misunderstood is often due to underestimating communication. On the other hand, being alone has it ’s positive aspects: loneliness is the power of enjoying “by youself ”, cherishing the time alone allows time to reflect on one’s life.

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KATARZYNA ŁYSZKOWSKA HOUSE OF CARD

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“House of cards” è un’installazione di oggetti interattivi. Questi oggetti sono rappresentati da case di carta che possono essere guardate all’interno dal visitatore attraverso un foro presente sulla base di ciascuno. Un sensore di distanza avverte la presenza della testa all’interno e inizia a riprodurre un suono accompagnato dall’accensione di luci. Il lavoro è un antropomorfismo della casa costruita su un forte simbolismo culturale. Di fatto l’artista cerca di creare una specie di Axis Mundi del quale il visitatore ne è parte integrante, diventando colui che di fatto dà vita all’opera. “House of cards” vuole essere la fusione tra creazione e disintegrazione, la rappresentazione di un’emozione, o di un mondo caotico. Ogni rappresentazione riprende un momento appartenente alla vita, come una casa di bambole, che ricorda l’infanzia o una gabbia che rappresenta il periodo dell’adolescenza in cui ogni giovane si sente come imprigionato, che da una parte lo protegge ma dall’altra lo soffoca.

“House of Cards” is an art installation consisting of interactive objects. The objects are paper houses that can be looked into by the visitor, through a hole in the bottom at the base of each house. The distance sensor registers the appearance of the head inside the object and starts a looping sound playback and switches on the LED lighting. The houses are anthropomorphic, based on a strong cultural symbolism. The viewer is an indispensable part of the installation, he generates a situation of reception, he co-creates the artwork, becoming the axis mundi of each house. “House of cards” aims to be a combination between creation and destruction, representing an emotion, a chaotic world. Every representation captures a moment of life, like a doll house, that reminds you of childhood or a cage that represents adolescence in which one feels imprisoned, as it protects and suffocates at the same time.

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MARIE SCHIRRMACHER-MEITZ RADIATE E TERNAL

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Artista tedesca nata nel 1957, laureata in arte, utilizza la carta come mezzo relativo di comunicazione, che unisce culture e religioni diverse all’arte. Il suo obiettivo è quello di scatenare una reazione da parte dei visitatori, portandoli a riflettere sui valori di cui la società ha bisogno. L’opera presentata nella Biennale, nasce inoltre dalle conseguenze del terremoto e maremoto di Tohoku, Giappone, l’11 marzo 2011, quando più di 19.000 persone sono morte. Rispetto al caos creato da questo disastro, un presupposto silenzio è entrato nella stampa mondiale negli ultimi anni. Un silenzio che è stato steso sul caos come un tappeto rosso. Siamo diventati sordi a questo argomento e ne voltiamo le spalle cercando la pace fuori e dentro le nostre teste. L’artista vede la sua installazione come un appello contro l’oblio.

German ar tist born in 1957, she graduated in Ar t. She uses paper as a means of communication that connects different cultures and religions with ar t. Her objective is to gain a reaction from the viewers by making them reflect on the values that society needs. The work presented at the Biennale is also the result of the Tohoku ear thquake and tsunami in Japan on 11th March 2011 in which more than 19,000 people died. Regarding the chaos created by this disaster, a silence has been held in world press in recent years. A silence that has been spread on the chaos like a red carpet. We have become deaf to this subject and we turn our backs looking for peace outside and inside our heads. The ar tist sees her installation as an appeal against oblivion.

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ARCHITETTURA / ARCHITECTURE


Sin dagli esordi, Lucca Biennale ha cercato di essere un luogo in cui ricerca e sviluppo, anche in ambito tecnico, fossero all’avanguardia. La sezione di Architettura e Design della Biennale è la punta di diamante di questa ricerca, nel desiderio di investigare le possibilità inespresse che ha la carta di essere impiegata in costruzioni permanenti o temporanee (per esempio nelle emergenze). Al fine di spingere in avanti la ricerca e investigare le possibilità del materiale, la Biennale ospita architetti e università del Paese ospite in un’ottica di R&D, per sviluppare e condividere idee e competenze per la realizzazione di un’architettura in carta.

From the very beginning, Lucca Biennale has strived to be a place where research and development, including in the technical space, were at the forefront. The Architecture and Design section of the Biennale is the spearhead of this research, with a sharp focus on the desire to investigate the unexpressed possibilities that see paper used in permanent or temporary constructions (for example, in emergencies). In order to drive the research forward and investigate the possibilities of this diverse material, the Biennale hosts architects and universities from the host country, with a view to R&D, in order to develop and share ideas and skills for the design and realisation of a paper architecture.

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TONGJI UNIVERSITY VULCANO

PIAZZALE SAN DONATO ARCHITE T TUR A / ARCHITECTURE

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Il progetto presentato alla Biennale dal College di Architettura e Urbanistica nasce dalle costruzioni tradizionali cinesi chiamate “ Ting” (chiosco), dove le persone si fermano per riposare. Queste costruzioni sono senza muri, in modo da offrire alla persona lo spazio necessario. La costruzione in cartone prende spunto dalle arcate romane accostate da monomeri tradizionali per rinforzare l’intera struttura. Viene quindi accostata l’idea dei chioschi cinesi con le arcate romane. La struttura è composta da uno spazio ampio, uno medio ed uno per bambini, con l’obiettivo di risaltare la differenza di scala tra di loro. Le tre sfere saranno percepite in modo completamente diverso viste dall’interno. Questo progetto vuole sottolineare la chiusura verso l’esterno e la mancata comunicazione. Per questo motivo la parte superiore del pentagono è stata rimossa e sono state create finestre di comunicazione tra lo spazio interno ed esterno.

The project presented at the Biennale by the Collage of Architecture and Urban planning is based on the traditional chinese “ting” buildings, where people used to stop and rest. These buidings are without walls to offer the visitor the necessary space. The cardboard architecture takes inspiration from Roman arches and traditional elements that reinforce the structure. In this way, the traditional Chinese building are fused with Roman archways. The structure planned by the students of CAUP is composed of a large space, a medium sized one and one part for kids to emphasize the various sizes. The three spheres appear completely different inside. This project aims to underline closure to the outside world and the lack of communication. For this reason the top part of the pentagon has been removed and some windows have been inserted that connect the inside to the outside.

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NICOLAS BERTOUX “PIROUE T TE ” - TENDE DI CARTONE / CARDBOARD TENTS

PIAZZALE SAN DONATO ARCHITE T TUR A / ARCHITECTURE

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“Pirouette”, il progetto presentato da Nicolas Bertoux, si fonda su un’idea di design sociale: le tende sono progettate principalmente come mezzo per affrontare un’emergenza abitativa. Possono essere utilizzare per dare rifugio temporaneo a sfollati (per calamità naturali), a profughi, a persone che non hanno una casa e che hanno bisogno di un posto dove ripararsi anche solo per una notte. Possono, inoltre, essere unite l’una all’altra, formando dei piccoli nuclei abitativi capaci di ospitare una famiglia o un gruppo di persone. In maniera veloce e assolutamente ecocompatibile, può essere creato un agglomerato di tende per dare riparo a una piccola comunità. Non si tratta di soluzioni a lungo termine, ma a volte anche un riparo che duri solo un paio di giorni può fare la differenza. Le tende sono anche un oggetto di design. Sono state progettate e studiate in maniera tale da essere semplici da produrre, riciclabili al 100% e veloci da assemblare, condizione essenziale nelle situazioni di emergenza. Come oggetto di design, le tende possono essere adattate e diventare un gioco per i bambini, il riparo di una notte per chi partecipa a un concerto o a un festival o un contenitore di oggetti durante una manifestazione.

“Pirouette”, the project realised by Nicolas Bertoux, is based on a social design concept: the tents are imagined primarily as means to cope with housing emergency. They can be used to give temporary shelter to displaced persons (for natural disasters), refugees, to people who do not have a home and that need a place to shelter even just for one night. They can also be joined to each other, forming small housing units capable of hosting a family or a group of people. In a fast and absolutely environmentally friendly way, an agglomeration of tents can be created to shelter a small community. These are not long-term solutions, but sometimes even a shelter that only lasts a couple of days can make the difference. The tents are also a design object. They have been designed in a way to be easy to produce, 100% recyclable and quick to assemble, essential condition in emergency situations. As an object of design, the tents can be adapted and become a game for children, the shelter of a night for those who participate in a concert or a festival or a storage for objects during an event.

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LUBI EXPERIENCE


NETWORK DAY EDUCATIONAL FUN VOLONTARI / VOLUNTEERS

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NETWORK DAYS TALK PAL A Z ZO DUC ALE / FR ANCIGENA MUSEUM

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Il network è qualcosa dal quale l’essere umano non può prescindere. Lo scambio e la conoscenza reciproca portano sempre al confronto o allo scontro, quindi a un cambiamento. L’idea di questi incontri è lo scambio tra soggetti di vario interesse: artisti, designer, curatori, critici, accademici, aziende. Vengono discusse idee, progetti, argomenti legati al contemporaneo, alla sostenibilità, all’innovazione e all’arte.

Networking is something that no human being can disregard. Mutual exchange and knowledge brings discussion and collisions and, in any case, a transformation. The idea of these meetings is to engage individuals with various fields of interest: ar tists, designers, curators, critics, academics and companies to discuss ideas and projects on innovative, sustainable and contemporary topics.

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EDUCATIONAL LAB


Una mostra è a misura di bambino? Uno degli obiettivi della Biennale è avvicinare i bambini al linguaggio dell’arte. Questa sezione nasce, infatti, dalla volontà di far conoscere l’arte della carta, come qualsiasi forma artistica, anche al pubblico più giovane. Un pubblico probabilmente poco abituato a questo tipo di linguaggio, ma per la difficoltà con il quale viene raccontato e non per il poco interesse. Educational Lab è un ciclo di appuntamenti per bambini e per adulti. Include laboratori creativi con visite guidate adattate al linguaggio dei più piccoli; incontri incentrati sul gioco della carta, realizzati da esperti del settore, ogni volta con materiale differente, allestiti nei luoghi delle esposizioni indoor o nelle piazze, stimolando un approccio all’arte attivo, anche attraverso visite guidate studiate ad hoc. Il fine è coinvolgere i bambini e farli riflettere sull’utilizzo artistico della carta e di tutte le sue straordinarie sfumature.

Can art exhibition be child-friendly? Making the approach to artistic language more engaging and easier for children to comprehend is one of the main aims of Lucca Biennale. The introduction to paper art, or art in general, to young visitors is the driving motivator behind this section. An audience very likely not accustomed to this type of language, but not because of the lack of interest but, rather, because of the difficulty of the language used. Educational Lab is a series of events for children and adults. The initiative includes creative workshops with guided tours adapted to the language and understanding of a younger audience, activities focused of gaper games, created by industry experts, each time using different materials, set up as part of the Indoor exhibitions or in the city’s squares, stimulating an approach to active art, including through specially designed guided tours. The aim is to involve children and inspire them to reflect on the artistic use of paper and on all its extraordinary nuances.

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VOLONTARI / VOLUNTEER


Partecipare a Lucca Biennale è un’esperienza unica, fatta di condivisione, apprendimento, entusiasmo in un ambiente giovane, divertente, professionale, a contatto con artisti poliedrici provenienti da tutto il mondo. I volontari della Biennale sono invitati a vivere la città di Lucca durante la manifestazione, affiancando lo staff in tutte le fasi dell’evento. Un’esperienza indimenticabile che chiede confronto, coraggio, voglia di mettersi in gioco e di conoscere.

Taking part in Lucca Biennale is a unique experience, made out of knowledge, enthusiasm, sharing in a young, whimsical, professional environment, in touch with contemporary artists who are here from all over the world. Volunteers of the Lucca Biennale are invited to live the city of Lucca while the event is up and running, sharing all stages of the event with staff. An unforgettable experience for those who participated, one that called for a great deal of engagement, courage, as well as the desire to get involved in something dynamic and to learn.

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LuBi18 è STATA REALIZZATA DA / WAS MADE POSSIBLE BY

ORGANIZZAZIONE ORGANISATION GIURIA JURY UFFICIO STAMPA PRESS OFFICE

Emiliano Galigani, Federica Moretti, Rose Hobbs, Claudia Sturlini, Giacomo Pecchia, Elettra Dini, Matilde Venturi, Michela Andreotti, Paolo De Angelis, Helena Ungureanu, Carlotta Santi, Diletta Nardi, Anna Livia Granaiola. Nicolas Bertoux, Chyntia Sha, Giuseppe De Leo, Patrizia Stranieri, Lorenzo Ricciarelli. AB Studio di Barbara Argentieri e Arianna Bottari.

REPARTO TECNICO TECHNICAL STAFF

Lisa Orsi, Federico Stefani, Elisa Sordelli, Dario Landucci, Davide Biserni, Rebecca Tozzetti, Valentino Pizzi, Andrea Macis, Laura Pantaleoni, Giulia Giovannoni, Giorgia Giacomini, Mili Watson, Letizia Morelli, Junxan He, Alice Ghivizzani, Mansour Hassine, Christian Marino, Ronaldo Skenderi, Alice Del Sarto, Andrea Bertolini.

REPARTO VIDEO VIDEO TECHNICIANS

Marco Ristori, Tommaso Beneforti, MariaChiara Isoppo, Silvestro Russo, Francesca Carrera, Ester Bettini, Sophie Barbeyron, Edoardo Leva, Domenico Zazzara, Alessandro Casalini, Sofia Zeng, Davide Bianco, Sara Zaccaria, Giuseppe Circelli.

RINGRAZIAMENTI / THANK YOU

VOLONTARI VOLUNTEERS

SCUOLE SCHOOLS

Tutti i volontari che hanno partecipato alla Biennale, dando un supporto fondamentale a tutta l’organizzazione. To all the volunteers who took part in the Biennale, giving their fundamental support to the organisation. Liceo Artistico Passaglia (Prof: Giuliano Toma, Matteo Marabotti, Barbara Baroncelli) Liceo Pertini (Prof.ssa Maria Antonietta Bardino) Scuola Media di Pescaglia Scuola Media di S. Vito (Prof. Vito La Spina) Tutti coloro che hanno contribuito moralmente e tecnicamente alla riuscita di questo evento come gli esercenti del Mercato del Carmine, i dipendenti del Comune e della Provincia di Lucca. To all those who have morally and technically contributed to the positive outcome and success of the event (Mercato del Carmine’s shop owners, staff from the Municipality and the Provincial Administration of Lucca).

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SPONSOR ORGANIZZATO DA / ORGANIZED BY

PARTNERS

SPONSORS

IN COLLABORAZIONE CON / IN COLLABORATION WITH

SPONSORS TECNICI / TECHNICAL SPONSORS

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DS SMITH.

IL CUORE CONTEMPORANEO DELL’ IMBALLAGGIO. THE CONTEMPORARY HEART OF PACKAGING. DS Smith, fornitore leader in Europa di imballaggi ondulati, insieme ai suoi 16700 dipendenti, ha sempre coltivato l’arte di plasmare nuove idee di packaging, trovare soluzioni inaspettate, creare prodotti sorprendenti. Per questo motivo DS Smith supporta Lucca Biennale, perché amiamo l’arte come la capacità di mescolare materiali tradizionali, come carta e cartone, con idee innovative come quelle che puoi ammirare in questo catalogo; firmato da artisti di tutto il mondo, alimentato dalla carta e dal cartone di DS Smith.

DS Smith leading provider in Europe of corrugated packaging, together with his 28,500 employees, has always nurtured the art of shaping new ideas of packaging, finding unexpected solutions, creating amazing products. For this reason DS Smith supports Lucca Biennale, because we love art as the ability to mix traditional materials, such as paper and cardboard, with innovative ideas as the ones that you can admire in this catalog; signed by artists from all over the world, powered by DS Smith’s paper and cardboard.

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LUCCA BIENNALE 2018 / CARTASIA 9 TH EDITION

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