IN ABBINATA OBBLIGATORIA CON CRONACHE DEL MEZZOGIORNO
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AL PRIMO COLLEGIO DI DIREZIONE IL NUOVO DG DELL’ASP PRESENTA IL CRONOPROGRAMMA
De Filippis traccia la rotta della sanità territoriale
I punti salienti: sanità di prossimità, assunzioni, Pnrr e rafforzamento dei servizi
Servizio a pag 9
Valutazione positiva per i magistrati di Lagonegro e per i GDP. Facciolla prende il posto di Salvia che potrebbe tornare
Potenza, per il Procuratore c’è da attendere Ieri il plenum del CSM si è riunito. Ma ancora non scioglie la riserva tra Falvo e Cardea LA GIORNATA DEL TRICOLORE
Visita formativa per la primaria delle Canossiane
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n occasione della Giornata del Tricolore, gli alunni delle classi quarta e quinta della scuola primaria paritaria canossiana hanno partecipato a una significativa esperienza educativa dedicata alla bandiera italiana, simbolo identitario della nostra storia nazionale. La ricorrenza del 7 gennaio 1797, data in cui a Reggio Emilia venne ufficialmente adottato il Tricolore come bandiera della (...) ■ continua a pag 20
2 profili altissimi mettono in crisi la Commissione, a gennaio la scelta definitiva. Intanto c’è la nuova Presidente del Tribunale
Procura distrettuale, è corsa a 2 CSM, in Commissione finisce 3 a 3 tra Cardea e Falvo: la palla ora
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di Sorveglianza, sarà Spinelli
passa al Plenum
TAGLIANDO DI MAGGIORANZA
__Falvo e Cardea, sotto l’edizione di Cronache del 6 novembre
arà corsa a due per il sa), Domenica Miele (Masuccessore di Fran- gistratura democratica), cesco Curcio alla Enrico Aimi (laico in quoguida della Procura Di- ta Forza Italia), Eligio strettuale di Potenza. A Paolini (Magistratura incontendersi il posto, dopo dipendente) e Marco Biil ritiro dell’ottimo Fran- sogni (Unicost), si è cesco Basentini (nel frat- espressa con tre voti a fatempo nominato Procura- vore di Cardea (quelli che tore Generale sempre nel hanno seguito l'indicaziocapoluogo lucano), resta- ne del presidente Giuffrè) e tre voti a favore di Falvo no due magistrati. Dei tanti nomi inizialmen- (quelli che hanno seguito te in corsa – di cui vi ave- l'indicazione del viceprevamo parlato nei prece- sidente Carbone). Non c'è denti articoli – con l'usci- stata, quindi, l'unanimità ta di scena di Basentini che spesso si raggiunge. (che per titoli avrebbe pro- Di conseguenza, al Plebabilmente avuto la me- num arriveranno due noglio anche qua), erano ri- mi invece di uno solo, comasti sostanzialmente tre me invece è accaduto nelcandidati: l'attuale ag- la stessa seduta per la sogiunto di Potenza Mauri- stituzione della dottoressa zio Cardea, il Procuratore Paola Stella alla Presidendi Vibo Valentia Camillo za del Tribunale di SorveFalvo e il Sostituto Procu- glianza di Potenza: lì il voratore Generale di Cassa- to è stato unanime in fazione Vincenzo Senatore. vore della dottoressa GioAlla fine, dopo una lunga vanna Spinelli, attualmenscrematura, agevolata pro- te Magistrato di Sorveprio dalla nomina di Ba- glianza al Tribunale di sentini, la Quinta Com- Avellino. Per la Presidenmissione del CSM (quella za del Tribunale di Sorveche valuta i titoli per gli glianza la scelta del Pleincarichi direttivi) si è po- num sarà quindi un atto larizzata su due curricula: formale; per la Procura quello di Maurizio Cardea Distrettuale, invece, si ane quello di Camillo Falvo. drà a una vera conta tra Per quest'ultimo, inizial- Cardea e Falvo. mente dato per favorito, si È un dato molto positivo: è resa necessaria una va- significa che la Commislutazione più approfondi- sione si è trovata davanti ta sugli anni di anzianità due curricula di assoluto nella medesima funzione. rispetto, tanto da dividersi La Quinta Commissione esattamente a metà Capi
Dal CSM il via libera all’unanimità
Il magistrato corona una lunga
del Plenum con il concerto del
carriera: riconosciuti merito,
Ministro della Giustizia Nordio
attitudini e radici nel distretto
eri il Consiglio superiore della magistratura ha nominato Francesco Basentini Procuratore generale presso la Corte d’appello di Potenza. La decisione è arrivata dal Plenum dopo la proposta unanime della Commissione competente per gli incarichi direttivi e il concerto con il Ministro della Giustizia. Nordio. Basentini si era candidato per l’ufficio rimasto vacante dal 29 giugno, con il pensionamento di Armando D’Alterio. Per Potenza è una nomina che ha un sapore speciale: un potentino che torna nella sua città ai vertici, con l’incarico più alto raggiungibile nella carriera requirente. UN PERCORSO CHE NASCE E SI COMPIE _ Basentini e il concerto di Nordio A POTENZA distretto, la nomina di iee e la capaci- vede un proprio magistraLa storia professionale di della Giustizia del personale) dimostra- to, formatosi tra le sue au- ri è insieme un attestato traBasentini si intreccia a Ministero Capo del Diparti- tà organizzativa fascicoli, torna- una responsabilità:in serdoppio filo con il Palazzo come dell’Amministra- ta in progetti distrettuali e le e i suoi l’Ufficio di sformare l’orgoglio e condi giustizia del capoluogo. mento penitenziaria. Un protocolli condivisi tra uf- re a guidare con sobrietà vertice del distretto. Un vizio, e foro. Entrato in magistratura nel zione di forte esposi- fici giudiziari orgoglio che cretezza. sommano le com- motivo di 1996, dal dicembre 1997 passaggio COSA CAMBIA istituzionale, segna- A ciò si maturate nelle in- non è campanile, ma ricozione sostituto stato è al 2015 DA OGGI da protocolli per la si- petenzeantimafia e un pre- noscimento di un percorè il procuratore a Potenza: in- to radicato La Procura generale degli istituti, ini- dagini dagini su reati contro la curezzaorganizzative (tra cedente affaccio al secon- so professionale dell’azione requiperno a validato e d’appello: proprio in Corte sul territorio pubblica amministrazione, ziative il Job Office per il la- do grado nazionale. Un ri- rente in Corte fallimentari, patrimonio, cui dei detenuti, la rior- d’appello a Potenza. La livello casa” che chiude coordina l’esercizio deldefinito torno “a fisco e società; quindi il voro l’azione penale nel secondella Polizia Commissione ha coordinamento della Se- ganizzazione e un piano di Basentini “senz’altro can- un cerchio. inchieste nel do grado, presidia legalizione Stralcio e, dal 2002, penitenziaria dei ristret- didato idoneo, per merito Dalle primedirezione del- tà e uniformità dell’interalla del terzo gruppo di lavo- redistribuzione attitudini” al conferi- 1997 pretazione, cura rapporti ti) e dalla gestione del- e e il l’ufficio di vertice nel istituzionali e organizzaro. Covid nelle mento dell’ufficio, il filo non si è mai Dal 2006 ha operato nella l’emergenza plenum ha approvato la 2025: la storia di un zione interna. un uffiprevio conferi- spezzato. È Dda del distretto, fino al carceri. che ha cammi- Basentini eredita settembre 2020 è tor- nomina 2015, attraversando gli Dal in ruolo alla Procura mento delle funzioni di- magistrato tutti i gradini cio che negli anni ha garequirenti di se- nato lungo anni in cui – talvolta co- nato continuità e, con Roma: prima nel grup- rettive della giustizia lucana, ha rantito me unico sostituto anti- di stupefacenti e reati condo grado. l’esperienza accumulata - affrontato compiti nazioe Dap, mafia – ha seguito i dos- po il patrimonio, poi UN RICONOSCIMEN nali e ora torna dove tutto tra Potenza, Romadi relasier più sensibili su clan e contro TO ORGOGLIO un bagaglio team A.G.I. dedicato è iniziato, con una matu- porta e metodi che il Csm gruppi criminali dell’area nelrapporti con le autorità PER LA CITTÀ zioni leggere in rità diversa, più consape- ha ritenuto utili per conpotentino–lagoneg rese e ai estere e agli or- È difficile non metapontina, con ramifi- giudiziarie questa scelta anche una di- vole.Potenza e per l’intero solidare e innovare. indagine, di europei dini e Per civile: Potenza cazioni verso Calabria un intenso lavoro di mensione Campania. Le relazioni con giudiziaria. della Direzione nazionale cooperazione li i
vello così alto da mettere in difficoltà perfino gli esperti del CSM. Ora le strade del Plenum sono due: scegliere la continuità e la territorialità
oppure optare per l'ottimo Falvo, attualmente Procuratore a Vibo Valentia (che però non è distrettuale), formatosi con Gratteri e stimato dall'uscente
so. E non è detto che, con la scelta di uno dei due, non possa tornare a Potenza un altro magistrato con la targa PZ, oggi applicato a Roma in altro ruolo La decisione po
PoTenZADisagi per cittadini e lavoratori, il sindacato per il futuro dell’impianto chiede incontro a Bardi
Scale mobili, Cgil: «Vogliamo certezze» CRONA-CHI? AMENDOLARA E MARTOCCIA INDAGANO SUL CASO DI POLICORO
Morte Luca Orioli e Marirosa Andreotta, si riparta dalla consulenza del prof. Bruno
Foto Mattiacci
I sindaci lucani contrari alla nuova classificazione: «Chiederemo alla Regione di sostenerci affinchè il Governo riveda criteri e dotazione finanziaria»
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l di là della metafora non certo dantesca, ma decisamente automobilistica, se fossimo nei panni del governatore Bardi o poco meno in quelli del suo cerchio magico, spesso protagonista di figuracce, non lasceremo perdere nel nulla l’appello del fratellino Michele Napoli di fare un tagliando di maggioranza e non solo perché Napoli non è un signor nessuno, ma capogruppo di FdI, cioè del partito che ha dato il via libera al Bardi bis e con più consiglieri al seS Basentini, un potentino alla guida della Procura generale guito. Ora va ricordato che il centrodestra governa la BasiliI cata da più di 6 anni e che la sua propensione a raccontare favolette e ripetere il mantra del “tutto a posto” non trova oggettivo riscontro nelle valutazioni di nessuna statistica che c’è in giro. Così all’autocelebrazione di Latronico bisognerebbe aggiungere i 60mila lucani che hanno rinunciato a curarsi come anche il valore aggiunto dell’agricoltura pari a zero che dovrebbe far dimettere il sorridente Cicala o magari il peggiore PIL d’Italia che lascia in dote alla Basilicata Cupparo. Tutto questo per far capire al buon Napoli che gli assessori patrioti sono bravi a far orecchie da mercante e raccontare favolette, mai a prendere coscienza dei propri fallimenti. CanCronache del 20 dicembre Dellapenna a pag 5 ta Donny: “Serve un tagliandoo…”
Menonna a pag 12
Tammariello a pag 6
COMUNI MONTANI
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■ Calabrese
a pag 3
STELLANTIS
Dal report della Fim Cisl si conferma il calo produttivo degli stabilimenti, il segretario Uliano: «In Italia -20%, a Melfi -47,2%»
■ Servizio
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_ ELEZIONI PROVINCIALI
Matera Democratica chiede maggiore chiarezza politica ed esprime sostegno a Scarnato: «Il pd torni a parlare al territorio»
■ Servizio
a pag 18
_ SICIGNANO-POTENZA
Incidente sul raccordo autostradale tra gli svincoli di Bucaletto e Potenza Centro: 3 le persone ferite ■ Servizio
a pag 13
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giovedì 8 gennaio 2026 www.lecronache.info
L’AULA AFFRONTERÀ I TEMI DELLA CRISI INDUSTRIALE DEL MOBILE IMBOTTITO E DEL COMPARTO AUTOMOTIVE
Consiglio regionale, domani seduta straordinaria POTENZA Il Consiglio regionale della Basilicata è convocato in seduta straordinaria alle ore 10:30 di domani nell’aula Dinardo, situata al piano terra del Palazzo della Giunta regionale, in via Verrastro n. 4. All’ordine del giorno dei lavori dell’Assemblea la crisi industriale del Distretto del mobile imbottito e la
crisi industriale del comparto automotive, con particolare riferimento a Stellantis e all’indotto. La riunione del Consiglio regionale sarà trasmessa in web streaming, fruibile da PC, smartphone e tablet, sui siti del Consiglio regionale e della Regione Basilicata. Sarà inoltre possibile seguirla anche attraverso il profilo X.
Il capogruppo Fdi in Consiglio regionale, Napoli: «Se non stiamo migliorando la vita dei cittadini, bisogna cambiare»
«Una maggioranza seria ha il coraggio di valutarsi» POTENZA «È necessario un tagliando sulle cose fatte dal governo regionale lucano. E non perché qualcosa non va: perché una maggioranza seria deve avere il coraggio di valutarsi prima che la valutino gli altri. E se qualcosa non ha funzionato, si corregge». È uno dei passaggi più significativi di un’intervista rilasciata al quotidiano “La Nuova del Sud” dal capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio regionale della Basilicata. L’attuale giunta lucana di centrodestra (che ha il sostegno anche di Azione e Italia Viva) guida la Regione dalla primavera del 2024,
quando Vito Bardi (Forza Italia) è stato rieletto governatore. «Niente feticci: né rimpasti per folklore, né immobilismi per quieto vivere – ha sottolineato il dirigente del partito di maggioranza relativa -. Il punto è uno: governare significa consegnare. E una squadra – ha messo in evidenza Napoli – la giudichi su ciò che consegna». Riferendosi alle questioni della sanità – uno degli argomenti al centro anche di tensioni con Azione, guidata in Basilicata dal presidente del Consiglio regionale Marcello Pittella che ha spesso rivolto critiche al-
l’operato dell’assessore Cosimo Latronico (FdI) – Napoli ha aggiunto: «La domanda è una so-
la: stiamo migliorando la vita dei cittadini? Se sì, andiamo avanti con rigore. Se no, correggiamo
con coraggio. Io sono qui per guidare le correzioni con serietà e senza scorciatoie».
CIFARELLI (PD): «DALLE PAROLE DI MICHELE NAPOLI AMMISSIONE ESPLICITA CHE QUALCOSA NON VA NELLA MAGGIORANZA»
«Basilicata in crisi, Bardi smetta di attaccare le minoranze» POTENZA «Quanto affermato dal capogruppo di Fratelli d’Italia nell’intervista al quotidiano “La Nuova Basilicata”, avendo avuto modi di conoscere e apprezzare negli anni la franchezza di Michele Napoli, non è frutto di improvvisazione o di estemporaneità e pertanto segna un passaggio politico tutt’altro che secondario perché per la prima volta dalla maggioranza di governo regionale arriva l’ammissione esplicita che qualcosa non va». Lo dichiara il consigliere regionale Roberto Cifarelli. Non siamo solo noi, dalle opposizioni, a dirlo da mesi, o qualche voce mai realmente integratasi
nel centrodestra, ma è ora il capogruppo del partito di maggioranza relativa ad ammettere che la Basilicata vive una fase di difficoltà strutturale, economica e sociale. Questo equivale, nei fatti, all’apertura ufficiale di
una crisi politica della Regione Basilicata. Ci auguriamo che il Presidente Bardi se ne renda finalmente conto – prosegue Cifarelli – e che abbandoni l’atteggiamento visto nell’ultima conferenza stampa, dove per sviare ha preferito prendersela con le minoranze consiliari invece di affrontare il merito dei problemi reali: sanità in affanno, sviluppo fermo, giovani che continuano ad andare via, una visione assente sul futuro della Regione. A questo punto – aggiunge il consigliere del PD – una domanda è inevitabile e va posta con chiarezza: quanto l’intervista del capogruppo di Fratelli d’Ita-
lia è frutto di una valutazione condivisa con altri dirigenti del partito, magari con il livello nazionale? Perché se così fosse, ci troveremmo di fronte non solo a una crisi della Regione, ma anche a una frattura politica evidente all’interno del partito della Presidente Meloni. La Basilicata non ha bisogno di narrazioni rassicuranti o di slogan sulla “nuova stagione” – conclude Cifarelli – ma di un’assunzione di responsabilità vera. Se persino Fratelli d’Italia riconosce che qualcosa si è rotto, allora è il momento di dirsi la verità fino in fondo e cambiare rotta, prima che sia troppo tardi.
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giovedì 8 gennaio 2026 www.lecronache.info
CONTROLLI MIRATI DELLA GUARDIA DI FINANZA ANCHE IN BASILICATA PER PREVENIRE EVASIONE E IRREGOLARITÀ NELLA COMMERCIALIZZAZIONE
Tassazione carburanti: novità nella Legge di Bilancio 2026
L
a legge di bilancio per il 2026 ha ridotto di 4,05 centesimi al litro la tassazione sulla benzina con aumento, di pari importo, di quella sul gasolio per autotrazione. Allo scopo di tutelare i consumatori e il regolare funzionamento del mercato, i Reparti della Guardia di finanza, anche in Basilicata, svolgeranno una costante azione di controllo nel settore della commercializzazione dei prodotti energetici per autotrazione, attraverso un presidio operativo cali-
brato, flessibile e capillare, in grado di intercettare tempestivamente fenomeni fraudolenti. Saranno valorizzati gli elementi informativi con la finalità di far emergere eventuali condotte di evasione delle imposte, realizzate attraverso l’immissione in consumo di prodotti energetici sottratti al regime impositivo, la falsa classificazione merceologica dei carburanti e la irregolarità nella circolazione e tracciabilità dei prodotti.
«Chiederemo alla Regione di sostenerci affinché il Governo riveda i criteri di classificazione e rafforzi la dotazione finanziaria del Fosmit»
Sindaci lucani contrari alla nuova classificazione dei Comuni montani I
l lavoro di “riclassificazione” delle aree montane da parte del Governo sta creando scompiglio da nord a sud dell’Italia. «È una vera e propria sforbiciata dei Comuni montani finora ritenuti tali dalla classificazione Uncem» asseriscono le Associazioni scientifiche dei geografi italiani. «Altro che riconoscimento e promozione delle zone montane dichiara invece il Presidente della Regione Puglia- L’allegato al DPCM di classificazione dei Comuni montani, rappresenta un colpo durissimo per vaste aree del Mezzogiorno. Ridurre la montagna a una formula matematica, ignorando isolamento, fragilità demografica, carenza di servizi essenziali, rischio idrogeologico, distanza dai presidi sanitari e scolastici, stagionalità dei collegamenti». Con la nuova classificazione passa infatti dagli iniziali 4201 comuni (di cui 3546 totalmente montani e 655 parzialmente montani, pari al 54,3% della superficie nazionale e al 19% della popolazione) alla classificazione attuale, secondo il nuovo regolamento trasmesso alla Conferenza Unificata, che considera montani 2844 comuni, pari al 40% della superficie nazionale e al 13% della popolazione. «C’è agitazione tra i sindaci, soprattutto tra quelli i cui comuni sono rimasti fuori». Sono le parole di Gerardo La Rocca, Presidente dell’Anci Basilicata, alle quali hanno fatto seguito le dichiarazioni di Carmine Ferrone, Consigliere provinciale di Potenza e assessore al Comune di Bella per il quale «è necessario coordinare e dare seguito alla mobilitazione promossa da Anci anche nella nostra regione per mettere il Governo e il Parlamento con le spalle al muro e costringerli a fare marcia indietro. La cosiddetta riforma è l’ennesimo esempio di cosa intenda nei fatti il sistema di federalismo che si vorrebbe imporre, che ha il solo scopo di ridurre la platea di possibili beneficiari di ri-
sorse scarse, senza tener conto di criteri in grado di rispondere in modo più oggettivo alla finalità della nuova legge sulla montagna -conclude- ovvero creare le condizioni perché più persone possano restare a vivere nei propri territori che al di là dell’altezza geografica sono oggettivamente svantaggiati. In Basilicata – aggiunge – non è stato sufficiente aumentare da 4 a 7 le Aree Interne che rientrano nella Snai (Strategia nazionale aree interne). Oltre a quelle “storiche” – Marmo Platano, Alto Bradano, Val Sarmento e Collina Materana – sono state istituite 3 nuove Aree: Basso Agri, Medio Basento e Vulture che coinvolgono 24 nuovi comuni; di questi 6 sono ubicati nei territori del Medio-Agri, 7 in quello del Medio-Basento, 11 nell’area del Vulture. La Basilicata ha pertanto 78 Comuni su 131 interessati dalla SNAI, con una popolazione complessiva di oltre 170 mila abitanti. E’ questa dunque una forte contraddizione, perché da una parte si estendono i comuni per attingere fondi Snai e dall’altra si vogliono ridurre i comuni montani. La realtà – conclude Ferrone– è che lo spopolamento delle aree interne e dei piccoli comuni delle aree più svantaggiate va avanti molto più speditamente di progetti e programmi che, almeno sulla carta, puntano a bloccare l’emorragia demografica». Tra i molti che hanno sollevato il problema, il Presidente dell’Unione Comuni Alto Bradano nonché Sindaco di Acerenza, Fernando Scattone, che sul
punto non usa mezzi termini: «Sostengo che la decisione del Governo nazionale e la riforma introdotta dal Decreto attuativo della Legge sulla montagna del 12 settembre 2025, sia da rivedere. La nuova classificazione rischia difatti di produrre un effetto dirompente: una drastica riduzione dei territori ufficialmente riconosciuti come montani. In Italia si escluderebbe oltre un terzo delle amministrazioni precedentemente incluse». Tra queste sarebbero numerose le realtà lucane escluse, «Acerenza, Banzi, Colobraro, Garaguso, Melfi, Missanello, Noepoli, Nova Siri, Oppido Lucano, Rotondella, San Giorgio Lucano, San Mauro Forte, Sant’Arcangelo, Senise, Stigliano, Tolve, Tursi e Valsinni prosegue il Presidente ScattonePer molti Comuni l’esclusione significa perdere l’accesso ai fondi FOSMIT, indispensabili per garantire servizi essenziali oltre alle gravi difficoltà che si potrebbero riversare sul settore agricolo, presidio sociale e strumento di tutela ambientale delle aree interne e montane. Per questi motivi, già nei prossimi giorni chiederemo al Governo regionale di sostenere i piccoli comuni montani affinché il Governo nazionale possa rivedere i criteri di classificazione e rafforzare la dotazione finanziaria del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane». In merito si era espressa nei giorni scorsi anche la Sindaca di Genzano di Lucania, Viviana Cervellino: «La nuova classificazione di-
vide ancora di più territori già frammentati dopo l'abolizione delle Comunità Montane. L'esclusione dall'elenco dei Comuni montani penalizza Enti e cittadini. La Regione riapra la discussione con il Governo. La dorsale appenninica disegna un'area con omogeneità soprattutto sociali e interrompere una continuità che di fatto il tempo ha creato, anche nell'inconsapevolezza politica, significa disgregare i territori più fragili, come lo sono le aree interne -asserisce Cervellino- La nuova classificazione penalizza la nostra comunità. Esclude Genzano e con noi tanti Comuni vicini e con le medesime caratteristiche da importantissimi benefici. È giusto che in ogni sede si affronti il tema e si chieda una revisione della classificazione che nuoce a Enti e cittadini. Abbiamo rinunciato da tempo a sostenere gli Enti locali, generalmente intesi. Non si finanziano in maniera strutturale nemmeno le aggregazioni di Comuni, quali sono le Unioni, disattendendo leggi regionali. Ora rinunciamo anche ad essere una regione a prevalenza montana?». Non solo i sindaci si sono mobilitati, ma anche molti Consiglieri comunali, come il gruppo “Noi insieme per Oppido”, che ha espresso «soddisfazione e ringraziamento per tutti i colleghi Consiglieri del Comune, per aver sostenuto in seduta consiliare l'ordine del giorno con cui abbiamo proposto l'opposizione ai criteri di riclassificazione dei comuni montani. Ci auguriamo che il Presidente Vito Bardi rappresenti formalmente, in sede di Conferenza Stato-Regioni e di Conferenza unificata, la contrarietà anche della Regione Basilicata all’adozione di questi criteri penalizzanti, come previsto dall'ordine del giorno proposto dal Gruppo regionale del Partito Democratico Basilicata e approvato all'unanimità dal Consiglio regionale del 16 dicembre 2025». EMANUELA CALABRESE
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Mattia (Fdi): «Grande orgoglio per la decisione della Commissione Europea di incrementare le risorse destinate»
«Fondi alle politiche agricole, successo del Governo Meloni» POTENZA «Accolgo con grande orgoglio la decisione della Commissione Europea di incrementare le risorse destinate alla Politica Agricola Comune, evitando i paventati tagli ai quali ci eravamo opposti con decisione e rendendo disponibili già dal 2028 ulteriori 45 miliardi di euro. Ancora una volta il governo Meloni si dimostra capace di guidare l’azione comunitaria».Così in una nota il deputato Aldo Mattia, eletto in Basilicata, responsabile del dipartimento agricoltura di
Fratelli d’Italia. «Possiamo essere soddisfatti del grande lavoro portato avanti in questi mesi dal nostro esecutivo e in particolare dal ministro Lollobrigida in difesa di un comparto strategico della nostra economia che grazie a investimenti solidi e a politiche lungimiranti torna finalmente centrale. L’agricoltura europea è la più sicura e sostenibile del mondo e continueremo a impegnarci per valorizzare l'intera filiera agroalimentare» conclude Mattia.
_ Aldo Mattia, responsabile dipartimento agricoltura di Fratelli d’Italia
L’ASSESSORE ALLE POLITICHE AGRICOLE, CICALA: «BISOGNA DARE CONTINUITÀ ALLE SCELTE GIÀ COMPIUTE»
«Nel 2026 la programmazione sarà sviluppo reale» POTENZA «Il 2025 è stato un anno complesso, affrontato con determinazione istituzionale e passione politica, ma il 2026 deve essere l’anno in cui la programmazione si traduce in sviluppo concreto e misurabile per tutta la Basilicata». Lo dichiara Carmine Cicala, Assessore alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Regione Basilicata, aprendo il nuovo anno con un focus interamente dedicato alla visione e alla programmazione futura. «Abbiamo davanti una responsabilità chiara: dare continuità alle scelte già compiute e accelerare l’attuazione di politiche che incidano realmente sulla vita delle comunità rurali, delle imprese agricole e dei Comuni. In questa direzione si colloca la nuova programmazione del CSR – Complemento di Sviluppo Rurale, che oggi registra un dato significativo: oltre il 50% degli oltre 450 milioni di euro disponibili è già stato impegnato». Un risultato che, secondo l’Assessore, testimonia «non solo capacità di spesa, ma soprattutto una visione precisa di sviluppo rurale, orientata a sostenere chi presidia il territorio, rafforzare le filiere produttive e accompagnare i Comuni nelle politiche di gestione e manutenzione del territorio». Tra le priorità del 2026, Cicala indica l’attivazione di un bando strategico sulle strade rurali, molto atteso e fonda-
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_ L’assessore Carmine Cicala
mentale per migliorare l’accessibilità alle aree interne, ridurre i costi per le imprese agricole e rafforzare il legame tra produzione, servizi e comunità locali. Accanto a questo, proseguirà con decisione l’impegno sulla zootecnia, settore chiave per l’economia delle aree rurali, sulla forestazione, sulla tutela del territorio e sul sostegno alle attività produttive che garantiscono presidio, lavoro e sicurezza ambientale. Il 2026 sarà anche l’anno in cui il dialogo strutturato diventerà parte integrante del metodo di governo dell’Assessorato. «Il confronto costante con le organizzazioni di categoria, le as-
sociazioni, i sindacati e, più in generale, con i territori – spiega Cicala – non è un adempimento formale, ma uno strumento essenziale per assumere decisioni più efficaci e coerenti con i bisogni reali delle comunità rurali». «Il 2026 – sottolinea l’Assessore – sarà inoltre l’anno in cui porteremo a compimento gli impegni assunti nel 2025, a partire anche attraverso la rimodulazione dell’Accordo di Programma tra Regione Basilicata e Regione Puglia, un passaggio strategico per garantire equità, certezze e una gestione sostenibile delle risorse, nell’interesse esclusivo dei cittadini lucani». La visione deli-
neata guarda oltre i confini regionali. «La Basilicata – aggiunge Cicala – deve continuare ad aprirsi alla dimensione nazionale, europea e mediterranea. Questo è possibile anche grazie al costante raccordo con il Governo nazionale e con il Ministro Francesco Lollobrigida, che ci consente di trasformare le politiche nazionali in opportunità concrete per i nostri territori». A un anno e mezzo dall’avvio di questo percorso, il 2026 deve essere l’anno in cui la visione si consolida: una Basilicata che sa programmare, sa spendere e sa guardare al futuro, mettendo al centro l’interesse generale e il bene comune.
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Valutazione positiva per i magistrati di Lagonegro e per i GDP. Facciolla prende il posto di Salvia che potrebbe tornare
Potenza, per il Procuratore c’è da attendere Ieri il plenum del CSM si è riunito. Ma ancora non scioglie la riserva tra Falvo e Cardea sabato 20 dicembre 2025
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2 profili altissimi mettono in crisi la Commissione, a gennaio la scelta
a, sarà Spinelli definitiva. Intanto c’è la nuova Presidente del Tribunale di Sorveglianz
Procura distrettuale, è corsa a 2 CSM, in Commissione finisce 3 a 3 tra
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Cardea e Falvo: la palla ora passa al
__Falvo e Cardea, sotto l’edizione di Cronache del 6 novembre
(Maarà corsa a due per il sa), Domenica Miele ica), successor e di Fran- gistratura democrat quocesco Curcio alla Enrico Aimi (laico in Eligio guida della Procura Di- ta Forza Italia), tura instrettuale di Potenza. A Paolini (Magistra Bicontendersi il posto, dopo dipendent e) e Marco si è , (Unicost) sogni il ritiro dell’ottimo Franvoti a facesco Basentini (nel frat- espressa con tre che (quelli tempo nominato Procura- vore di Cardea tore Generale sempre nel hanno seguito l'indicazio Giuffrè) capoluogo lucano), resta- ne del presidente di Falvo e tre voti a favore no due magistrati. seguito Dei tanti nomi inizialmen- (quelli che hannoviceprete in corsa – di cui vi ave- l'indicazione del Non c'è vamo parlato nei prece- sidente Carbone). tà l'unanimi quindi denti articoli con l'usci- stata
nimità del Plenum con
Plenum
o della Giustizia Nordio il concerto del Ministr
rale Basentini, un potentino alla guida della Procura gene
Dal CSM il via libera all’una
Il magistrato corona
una lunga carriera: ricono
sciuti merito, attitudini
e radici nel distretto
eri il Consiglio superiore della magistratura ha nominato Francesco Basentini Procurala tore generale presso Corte d’appello di Potenza. La decisione è arrivata dal Plenum dopo la proposta unanime della Comper te missione competen il gli incarichi direttivi e concerto con il Ministro della Giustizia. Nordio. Basentini si era candidato per l’ufficio rimasto vacante dal 29 giugno, con il pensiona mento di Ar-
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__L’edizione di Cronache del 20 dicembre 2025 , Facciolla e Salvia DI MASSIMO DELLAPENNA
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i è occupato tanto di Basilicata il plenum del Consiglio Superiore della Magistratura che si è riunito ieri. Si aspettava una decisione sulla nomina del Procuratore di Potenza ma su questo ancora si dovrà attendere in quella che appare una partita a due tra Cardea e Falvo. Dalla lettura dei verbali della riunione, però, appare chiaro che l'attenzione si è concentrata soprattutto sul Tribunale di Lagonegro che sembra godere di buona saluta e di ottimi magistrati. VALUTAZIONI POSITIVE E ORGANIZZAZIONE Ottengono una seconda valutazione positiva dall'organo di autogoverno dei
giudici i magistrati in forza al Tribunale di Lagonegro Viteriale e De Priamo, mentre ottiene una prima valutazione positiva Tedesco. Nei tre casi viene evidenziata l’imparzialità, l'impegno e la professionalità con la quale i magistrati hanno svolto la propria attività che, quindi consente una proficua valutazione successiva. Sempre in merito al Tribunale di Lagonegro viene approvata la tabella di organizzazione dei Giudici di Pace di Chiaromente, Polla e Sant'Arcangelo così come proposta dal Tribunale di Lagonegro e dalla Corte d'Appello di Potenza per il triennio 20262029. FACCIOLLA AL POSTO DI SALVIA Cambiamento in vista anche per la composizione
della sottocommissione per gli esami di avvocato, al posto di Gerardo Salvia (oggi applicato al CSM a Roma) ci sarà l’esperto Eugenio Facciolla. Anche se rumors raccontano di un Salvia sempre più vicino al ritorno nel suo posto nel Capoluogo proprio in conseguenza della nomina del nuovo Procuratore distrettuale. Viene, invece, posto rimedio all'errore materiale che aveva riguardato la nomina Fabiola Santicchio come magistrato onorario del Tribunale di Sorveglianza di Potenza. Nel decreto di nomina era stata indicata come Paola, il Consiglio Superiore della Magistratura ha corretto l'errore. Sembrano ordinaria amministrazione, quasi attività banale ma da l'idea dell'immane lavoro che il
Consiglio Superiore della Magistratura svolge quotidianamente e che, troppo spesso, non esce all'opinione pubblica se non quando si tratta di farli entrare nella polemica politica interna alla magistratura oppure tra quest'ultima e la politica. Una riflessione semplice la nostra che, però, dovrebbe essere fatta propria dagli organi di informazione che dimenticano troppo spesso l'importanza dell'organo di autogoverno dei giudici per il corretto funzionamento della magistratura. Mentre è in corso il dibattito sulla riforma della Giustizia ci piace sottolineare quanto, al di là di qualsiasi opinione in merito al quesito referendario, sia importante l'attività che i giudici svolgono verso se stessi nella valutazione dei
colleghi e nel regolare il quotidiano funzionamento della magistratura e, quindi, dei processi. IN ATTESA DEL PROCURATORE DI POTENZA Come lucani siamo in attesa della nomina del nuovo procuratore di Potenza. Come già detto, la partita sembra essere chiusa tra Cardea e Falvo. Oggi è convocata una riunione “eventuale” del plenum del CSM che non sappiamo se ci sarà e, soprattutto, se scioglierà la riserva nel ballottaggio l'attuale Procuratore facente funzione e il Procuratore di Vibo Valentia. Quello che è certo è che il nodo è prossimo allo scioglimento. Ma quasi certamente non sarà domani il giorno X. C’è chi giura ci vogliano ancora settimane.
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giovedi 8 gennaio 2026 www.lecronache.info
CRONA-CHI? Amendolara e Martoccia: «È successo qualcos'altro che ha portato alla morte i 2 ragazzi ed è su quello che bisogna concentrarsi»
Morte di Luca Orioli e Marirosa Andreotta, si riparta dalla consulenza del prof. Bruno
__Pierluigi Martoccia a Crona-chi? Sotto Luca Orioli e Marirosa Andreotta
I
l programma di Cronache Tv, “Crona-Chi?”, condotto dal giornalista Fabio Amendolara, ritorna ad occuparsi del caso dei “fidanzatini di Policoro”. E’ il 23 marzo 1988, i corpi di due giovani ragazzi, Luca Orioli e Marirosa Andreotta, verranno ritrovati senza vita. Dopo 37 anni, Olimpia Fuina, mamma di Luca, continua a chiedere giustizia sulla morte del figlio su cui aleggiano troppe ombre. I due giovani fidanzati vennero rinvenuti cadavere nel bagno della casa Andreotta. Il legale della famiglia Orioli, Antonio Fiumefreddo, ha presentato un'istanza alla Procura generale di Potenza, dopo l'ennesimo rigetto di quella di Matera, affinché avochi a sé le indagini. Negligenza di alcuni magistrati, acclarati falsi in perizia e elementi in grado di riscrivere l’esito di questa storia. Raggiunto telefonicamente, l’avvocato ha spiegato di aver anche avanzato un'istanza alla procura generale presso la Corte di Cassazione con la quale «chiediamo di verificare, dal punto di vista disciplinare, il comportamento dei magistrati di Matera ed anche una serie di accertamenti sia medico-legali che forensi su alcune evidenze che ci sembra non siano state attenzionate in passato». «L'intervista all'avvocato Fiumefreddo è un’intervista importante- sottolinea Fabio Amendolara ad apertura della puntata-. In questa vicenda è stato detto di tutto, dalla morte per folgorazione a quella per intossicazione da monossido di carbonio. In una precedente puntata del programma abbiamo già affrontato la perizia del professore Introna, evidenziandone tutte le contraddizioni. C’è invece un documento dal quale sono convinto che si possa ripartire, la perizia scritta dal pro-
fessor Francesco Bruno, famoso criminologo, che l'aveva redatta su incarico della famiglia Orioli. Con noi c'è Pierluigi Martoccia, che è stato un allievo del professor Bruno. Volevo ricordare con te i contenuti di questa consulenza tecnica». «Il professore ha usato un metodo scientifico che è quello che si dovrebbe utilizzare quando si approccia ad un caso come questo spiega l’ospite in studio- . In questa vicenda prima è stata avanzata l’ipotesi e poi si è cercato di collegare tutti gli elementi a supporto di quella tesi, senza però riuscirci. La prima conclusione per spiegare la morte dei due giovani ragazzi, rinvenuti cadavere nel bagno dell’abitazione della famiglia Andreotta, fu per folgorazione. Una tesi che non è stato mai possibile dimostrare». Vicino la vasca da bagno dove vennero rinvenuti Luca e Marirosa era presente una stufetta elettrica che fece avanzare questa prima ipotesi. «Poi si è immaginato che la causa fosse un’intossicazione da monossido di carbonio esalato dalla caldaia presente nel bagno. Anche quella –evidenzia Martoccia- fu una consulenza veramente poco lineare. Venne dunque riempita la vasca dal bagno e venne appurato che in quel lasso di tempo in cui la caldaia era in funzione non avrebbe prodotto una quantità di monossido di carbonio tale da risultare fatale per i due giovani ragazzi». A questo elemento si aggiungono le primissime dichiarazioni della mamma di Marirosa, la prima a rinvenire i corpi, che di rientro a casa notò la porta del bagno socchiusa, dunque la stanza non poteva diventare una trappola mortale per i due giovani. «Invece il professor Bruno che cosa ha fatto? È partito dagli elementi che aveva e ha fatto una ricostruzio-
ne il più plausibile possibile - aggiunge Martoccia-. Si è concentrato moltissimo sul fungo schiumoso che avevano alla bocca entrambi i ragazzi, un segno evidente di una morte per annegamento. Ricordo che il professor Bruno fece un vero e proprio esperimento giudiziale, ricostruendo una vasca da bagno con le dimensioni di quelle che erano presenti nella casa Andreotta ipotizzando proprio una morte violenta dovuta ad annegamento. Ha analizzato tutta una serie di elementi tra questi , per esempio, anche il famoso testicolo gonfio di Luca, ben visibile nelle primissime foto scattate nell’immediatezza dei fatti». «Quindi, se volessimo ripartire dalla consulenza del professore Bruno, quali indicazioni diede all'epoca?» domanda il giornalista. «Il professor Bruno aveva smentito tutte le ipotesi avanzate per giustificare la morte dei due ragazzi -sottolinea Martoccia-. Quindi niente intossicazione da monossido di carbonio e niente folgorazione, ma bensì una colluttazione e probabilmente un duplice omicidio. Secondo me è necessario ripartire dai testimoni. Il primo elemento da verificare è comprendere chi fosse a conoscenza del ritorno a Policoro di
Marirosa. Una delle ipotesi formulate dal professor Bruno è che qualcuno sia entrato perché pensava di trovare soltanto la ragazza». «E c'è un'altra traccia interessante, quantomeno utile a ricostruire o a escludere determinate persone: le chiavi di casa di Marirosa erano nelle disponibilità di poche persone» incalza Amendolara. «Si, la mamma di Marirosa incaricò un’amica di famiglia per andare a prendere la ragazza alla fermata dell'autobus, consegnandole il telecomando e le chiavi di casa. Inoltre era abitudine della famiglia lasciare la porta aperta con le chiavi inserite e l'ultimo che rientrava a casa la chiudeva. E’ fondamentale capire chi conosceva questa abitudine» sottolinea il criminologo Martoccia. «Sono morte due persone e in conclusione anche io mi sono fatto questa idea - afferma il giornalista Amendolara- non c'è certezza sulle perizie fatte fino ad ora. Bisogna finalmente escludere le determinate cose: Luca e Marirosa non sono morti per elettrocuzione ne per avvelenamento da monossido di carbonio. Riteniamo che si possa ripartire proprio dalla consulenza del professor Bruno». ANNA TAMMARIELLO
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giovedì 8 gennaio 2026 www.lecronache.info
Mario Serra e Paola Odoroso esprimono solidarietà ai giovani di Gioventù Nazionale, denunciando l’odio politico e la violenza ideologica
Aggressione a militanti di destra a Roma: un episodio che ricorda la strage di Acca Larenzia
_ Mario Serra, Paola Odoroso e Michele Giordano
artedì notte, a Roma, un gruppo di militanti di destra è stato aggredito da “antifascisti”, armati e pronti a colpire. Questo episodio ricorda tragicamente quanto accaduto 48 anni fa, quando la violenza politica segnò profondamente il Paese con la strage di Acca Larenzia, dove giovani militanti furono barbaramente uccisi. Un episodio che ha sucitato l’indigazione degli esponenti a tutti i livelli di Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale. Mario Serra, militante di Gn Matera e Gn Roma afferma: «La storia si ripete, ma in forme diverse. É quanto si può affermare riguardo all’accaduto di 48 anni fa e della scorsa notte a Roma. Militanti di destra aggrediti da sedicenti “antifascisti” di sinistra, armi alla mano. Legittima difesa? Risposta ad un aggressione? No. Solo e soltanto odio di sinistra contro militanti di opposto segno politico impegnati solamente ad affiggere manifesti. É questa la misura della loro attività politica, l’odio, e noi non siamo stati, non siamo e non saremo mai come loro. Solidarietà e vicinanza ai militanti di Gioventù Nazionale di RomaPrenestino». Dello stesso tenore il messaggio di solidarietà di Paola Odoroso, militante e coordinatore Gn Matera: «Ogni settimana, chi ogni giorno, almeno un ra-
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gazzo facente parte di Gioventù Nazionale e Azione Studentesca entra nella sezione cui appartiene di Fratelli d’Italia, che accoglie naturalmente il movimento giovanile. Ci entra abitualmente perché la sede diventa parte di ciascun ragazzo e di ciascuna ragazza e sa che può trascorrere ore a dedicarsi ad attività di militanza. La serenità in ciascuna sezione esiste grazie a chi, ogni anno, ricorda con noi Franco Bigonzetti, Stefano Recchioni, Francesco Ciavatta -tre giovani militanti del Fronte della Gioventù, la cui permanenza in vita è stata subordinata alla loro fede politica diametralmente opposta a quella dei loro assassini». «Dal 1978 al 2026, credevamo superate le condotte violente tra coetanei per motivi politici, quasi a voler credere in un patto tra gentiluomini tra noi militanti. - continua Odoroso - Quel patto si è estinto oggi, con premeditazione, con l’aggressione ai danni di nuovi quattro giovani militanti di destra. “Gn Matera” e “GN Provincia di Matera” sono vicine ai ragazzi di Gioventù Nazionale Roma-Prenestino fiduciosi che a ogni atto lesivo venga irrogata la giusta pena. Non rinunceremo a esercitare ogni forma di interesse politico nelle sezioni e in strada, fedeli ai nostri valori e a chi ci ha preceduti». «Oggi si ricorda la tre-
menda strage di Acca Larenzia in cui, nel 1978, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, due giovani del Fronte della Gioventù, furono uccisi da un commando di estrema sinistra e un terzo, Stefano Recchioni, rimase vittima di un colpo di pistola sparato da un carabiniere, in un tafferuglio nato dopo che contestò un giornalista che spense la sigaretta nel sangue di uno dei due ragazzi» afferma Michele Giordano segretario provinciale di Matera. «Quella strage, come altre, fu la conseguenza dell’odio ideologico della sinistra “antifa” promosso da tanti cattivi maestri e trasformato in azioni vio-
lente da giovani che si macchiarono di agguati e delitti. - continua Giordano - A distanza di 48 anni siamo di nuovo punto e a capo e i soliti cattivi maestri che straparlano di fascismo incitando all’odio e i soliti militanti democratici pronti a fare violenza su chiunque non condivida le loro idee si sono resi responsabili di un’altra aggressione: quella di 4 giovani militanti di Gioventù Nazionale. La loro colpa? Stavano appendendo manifesti in memoria della strage di Acca Larenzia e così sono stati aggraditi da 20 militanti di sinistra, armati di coltelli e spranghe e dotati di radio per comunicare
senza intercettazioni». «Onore a Franco, Francesco e Stefano, barbaramente uccisi 48 anni fa. conclude Michele Giordano - Solidarietà ai quattro ragazzi di GN, colpevoli di aver ricordato ciò che in tanti oggi vorrebbero nascondere.Vergogna invece per una certa sinistra italiana, sempre pronta a inventarsi minacce inesistenti, mai disposta a fare i conti con la sua storia o a condannare le violenze dei suoi.Non possiamo tornare indietro, non si può attentare alla vita di giovani che sostengono le loro idee nel rispetto della democrazia e delle idee altrui. No alla violenza politica»
Basilicata 24 ore
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giovedì 8 gennaio 2026 www.lecronache.info
Una comunicazione ufficiale è stata inviata a tutti i soggetti istituzionali coinvolti per via del budget assegnato dalla Regione ritenuto irrisorio
Centro dialisi Sm2 srl di Policoro sospende le attività accreditate DI VINCENZO MAIDA
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on sono stati sufficienti l’incatenamento dei dializzati e la visita al Centro Dialisi Sm2srl di Policoro del presidente del consiglio regionale Marcello Pittella e il suo promesso impegno a far rivedere la decisione dell’assessorato regionale alla Sicurezza Sociale e alla Persona e dell’ASM di Matera, a ridurre alla struttura privata drasticamente il budget annuale. Pertanto l’amministratore Vincenzo Basentini ha comunicato ufficialmente a tutti gli organi istituzionali competenti, incluso Prefetto e Procuratore della Repubblica, la sospensione forzata delle attività a partire dal 28 febbraio 2026. Il budget assegnato è ritenuto irrisorio e assolutamente inadeguato a coprire i costi per assicurare le prestazioni a 21 pazienti, a cui si aggiungono a volte altri bisognosi provenienti da fuori regione. L’Azienda Sanitaria già nei giorni scorsi, aveva fatto sapere che le strutture pubbliche sono nelle condizioni di coprire tutto il fabbisogno e quindi non è necessario ricorrere alle prestazioni di centri privati, benché accreditati e convenzionati. Per i pazienti della fascia jonica sarebbero stati attivati dei posti letto per la dialisi,
presso l’ospedale di Policoro, al fine di evitare il disagio di viaggiare verso l’ospedale di Tinchi o di Matera. Al momento non si hanno notizie ufficiale sulla loro attivazione e l’auspicio è che possa avvenire entro il 28 febbraio, in modo da poter assicurare la continuità della cura senza disagio. Il Centro Dialisi Sm2srl di Policoro è stata accreditato dieci anni fa, quando presidente della giunta regionale era proprio Marcello Pittella, già allora dagli uffici competenti dell’azienda sanitaria di Matera pare che fossero state espresse delle perplessità. Nei giorni scorsi lo stesso Pittella si è fatto promotore di un altro incontro con diverse strutture regionali private accreditate. Una iniziativa politica che è oggettivamente apparsa non proprio rispettosa del competente assessorato e delle stesse aziende sanitarie. Sulla pagina facebook del blogger locale, Filippo Mele, che è stato il primo a diffondere le immagini dei pazienti dializzati del Centro Dialisi Sm2srl di Policoro, è possibile leggere che: “La Sm2 Srl, specializzata in tali prestazioni, ha avviato l’attività circa dieci anni fa, aprendo una sede decentrata a Policoro, a seguito della pubblicazione da par-
SANITÁ CONVENZIONATA Al centro dialisi, il presidente del Consiglio regionale: «Il privato accreditato è integrativo alla
sanità pubblica, no agli scontri muscolari»
Pittella visita il Centro Sm2 di Policoro e si impegna contro il rischio chiusura ieci anni fa apriva a Poli- ti. coro il Centro Dialisi SM2 «L’ASM – si legge in una nota di Enzo Basentini, un im- garantisce ai cittadini l’erogazioprenditore potentino che da anni ne dei servizi sanitari, come in opera intorno e dentro il pianeta questo caso la dialisi. La Regione sanità, Presidente della Giunta Basilicata non intende penalizzaRegionale era Marcello Pittella. re nessun centro accreditato ma Poi ci fu lo “scandalo sanità” da deve fare i conti con le risorse dicui Pittella è uscito assolto e le di- sponibili e distribuirle a tutti i missioni, mentre altri come l’al- centri che ne hanno diritto, in malora direttore generale dell’ASM niera proporzionale. Se un centro Pietro Quinto e quello ammini- privato convenzionat o non ha strativo Maria Benedetto, furono convenienza economica a fornire un servizio, è libero di rinunciare condannati. Pittella ha in questi giorni visita- all’accreditamento.Nel caso specifico l’ASM è in grado di soddito il Centro a rischio chiusura. Agli inizi del mese di dicembre i sfare tutte le richieste di sedute pazienti dializzati del Centro, si dialitiche presso il Presidio Ospeli alt i di Ti hi t d li t ati i l tti i d i s
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_ La visita di Pittella al Centro di Policoro
_ L’edizione di Cronache del 5 gennaio
te della Regione Basilicata dei fabbisogni relativi alle prestazioni che il servizio pubblico non riusciva a garantire nella provincia di Matera – area Collina Materana. La società ha aderito a quanto previsto dal documento “Definizione del fabbisogno regionale di prestazioni di specialistica ambulatoriale per la nefrologia e dialisi”, nonché al sistema applicativo dei criteri per la determinazione del fabbisogno delle prestazioni di specialistica ambulatoriale ex art. 25 L. n. 833/1978, provvedimento sviluppato da CREA Sanità.La Regione Basilicata ha quindi rilasciato apposita autorizzazione con decreto del Presidente della Regione per la branca speciali-
stica oggetto dell’istanza e per il distretto di competenza, ai sensi della L.R. n. 28/2000. A fronte di tali autorizzazioni, la SM2 Srl ha sostenuto nel tempo ingenti investimenti in termini di strutture e attrezzature, finalizzati a garantire la continuità del servizio per la presa in carico di pazienti fragili.Ai sensi dell’art. 3 del contratto prestazionale con l’ASM di Matera, firmato in data 24/11/2025, si comunica alle SS.LL. che, a far data dal 1 marzo 2026, non saranno più erogate prestazioni dialitiche in convenzione.” In conclusione quello che interessa ai pazienti interessati è che o dal pubblico oppure dal privato le prestazioni siano assicurate.
DOPO L’ANNUNCIO DELLA SOSPENSIONE DELLE PRESTAZIONI, IL SEGRETARIO REGIONALE DELL’ANED: «UNA BRUTTA VICENDA»
Centro dialisi Sm2, Andrisani: «La questione dei tetti di spesa è la conseguenza delle scelte folli adottate 10 anni fa dalla politica»
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ei giorni scorsi, il Presidente del Consiglio Regionale, Marcello Pittella, durante la sua visita al centro dialisi Sm2 di Policoro, ha affermato che «la dialisi privata costa meno di quella pubblica». Una dichiarazione che ha suscitato reazioni e interrogativi, in particolare da parte di Donato Andrisani, Segretario Regionale dell'Associazione Na-
zionale Emodializzati (ANED). Andrisani ha spiegato, «la prestazione ambulatoriale dialitica è remunerata dalla Regione Basilicata, sia ai Centri pubblici che ai Centri privati accreditati, con le tariffe indicate dal D.M. 25/11/2024». Dati nazionali e regionali mostrano che nelle strutture pubbliche, il 60-70% dei trattamenti emodialitici è remunerato con €172,75 per trattamento, mentre per il centro Sm2 tutte le dialisi sono tariffate a €240,00 per singolo trattamento, risultando quindi più costosa per il Servizio Sanitario Nazionale. Andrisani ha continuato a evidenziare che «è la dialisi pubblica che costa meno di quella privata» e che si fa carico di tutte le comorbidità che i pazienti con insufficienza renale presentano. Ha messo in discussione le scelte fatte in passato, affermando che «la questione dei tetti di spesa» è una diretta conseguenza delle decisioni dell’ex presidente Pittella, che ha portato a uno sperpero di denaro pubblico. La critica si estende anche alla decisione di costruire un centro dialisi pubblico-pri-
vato a Tinchi, mentre la richiesta di Aned per un centro dialisi pubblico all’interno dell’ospedale di Policoro, sostenuta da oltre 5.000 firme, è stata ignorata. «Perché Aned propose l’ospedale di Policoro quale sede di un centro dialisi?», si chiede Andrisani, richiamando l’importanza di avere una struttura complessa in grado di gestire le emergenze legate all’insufficienza renale. Andrisani ha concluso il suo intervento con una nota di preoccupazione per il futuro dei pazienti dializzati: «Il centro Sm2 ha annunciato che sospenderà l’attività. Asm e Regione si attivino per mettere in sicurezza i dializzati della struttura di Policoro e per assicurare il servizio di trasporto a coloro che ne hanno bisogno». La situazione attuale solleva interrogativi sulla gestione delle risorse sanitarie in Basilicata e sulla necessità di un ripensamento strategico per garantire un servizio di qualità ai pazienti. La questione della dialisi, quindi, non è solo una questione di costi, ma di diritti e di salute per tutti i cittadini lucani.
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giovedì 8 gennaio 2026 www.lecronache.info
Al primo Collegio di Direzione il nuovo dg presenta il cronoprogramma: sanità di prossimità, assunzioni, Pnrr e rafforzamento dei servizi sul territorio
Asp Basilicata, De Filippis traccia la rotta della sanità territoriale È
all’insegna della sanità di prossimità e della riorganizzazione dei servizi territoriali il mandato del nuovo direttore generale dell’Asp Basilicata, Giuseppe De Filippis, che ha presieduto il suo primo Collegio di Direzione dopo l’insediamento avvenuto lo scorso 1° gennaio. L’incarico gli è stato conferito dal presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi. Alla riunione hanno partecipato i direttori di Distretto, i direttori dei Dipartimenti, i responsabili delle strutture sanitarie e amministrative e l’assessore regionale alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr, Cosimo Latronico.Nel corso dell’incontro, De Filippis ha delineato fin da subito gli obiettivi strategici della sua direzione, orientati a una sanità sempre più vicina ai cittadini e capace di rispondere alle esigenze dei territori. Un percorso che passa dall’attuazione degli indirizzi regionali e dal pieno recepimento delle riforme previste dal Dm 77/2022 e dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, con l’obiettivo di una riorganizzazione moderna ed efficace dell’assistenza territoriale e distrettuale.Tra i primi atti programmati figura la redazione del nuovo Atto Aziendale, che ri-
disegnerà l’assetto organizzativo dell’Asp tenendo conto del Piano dei Fabbisogni 2025-2027 e consentirà l’avvio di nuove assunzioni attraverso procedure concorsuali. «Occorre portare avanti e completare le sfide sul territorio indicate dal Dm 77 e dal Pnrr – ha spiegato De Filippis – in accordo con i sindaci, i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, le organizzazioni sindacali e i responsabili aziendali, in coerenza con la programmazione regionale».Tra le priorità indicate dal direttore generale rientra il potenziamento della figura dell’infermiere di famiglia, considerata strategica per rafforzare l’assistenza territoriale. È già in corso la procedura concorsuale per l’assunzione di 200 professionisti, con l’Azienda sanitaria di Matera capofila del Concorso Unico Regionale. Restano inoltre da affrontare alcune criticità strutturali, dal corretto funzionamento della Continuità Assistenziale al Dipartimento di EmergenzaUrgenza 118, passando per il tema dell’appropriatezza prescrittiva, che richiede un costante monitoraggio dei farmaci, dei presìdi e delle prestazioni ambulatoriali.Particolare attenzione è stata riservata anche
al tema della disabilità, con lo sviluppo di progetti di vita indipendente in linea con la programmazione nazionale e regionale. Un altro obiettivo centrale riguarda il benessere organizzativo del personale, attraverso il confronto con le organizzazioni sindacali per migliorare il welfare aziendale e valorizzare competenze e professionalità. Per De Filippis è inoltre fondamentale rafforzare la messa in rete delle quattro aziende del sistema sanitario regionale e consolidare la collaborazione con l’Università degli Studi della Basilicata.Per garantire i livelli essenziali di assistenza, il direttore generale ha sottolineato la necessità di un dialogo costante con tutti gli stakeholder esterni: medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali, sindacati, sindaci e rappresentanti del terzo settore, dai quali si attende una collaborazione proficua e proposte operative adeguate alle specificità del territorio lucano.Nel suo intervento, l’assessore regionale Cosimo Latronico ha evidenziato come «una collaborazione costante e strutturata tra Regione e Azienda sanitaria rappresenti una condizione essenziale per assicurare ef-
ficacia, continuità e qualità all’organizzazione dei servizi sanitari». Latronico ha ricordato il percorso già avviato per il rafforzamento della sanità lucana, anche grazie ai piani assunzionali regionali che hanno consentito di superare una fase di stagnazione determinata dal saldo negativo tra ingressi e uscite dal sistema.«È necessario proseguire con decisione nelle politiche di rafforzamento – ha aggiunto l’assessore – affinché il sistema sanitario regionale diventi stabilmente attrattivo, creando le condizioni perché i professionisti scelgano di restare o di venire in Basilicata». Centrale, in questa prospettiva, il ruolo dell’innovazione tecnologica: telemedicina, telesoccorso e teleassistenza sono strumenti ritenuti fon-
damentali per migliorare l’accessibilità ai servizi e ridurre gli spostamenti non necessari, soprattutto in un territorio complesso come quello lucano.«La sfida – ha concluso Latronico – è adottare un modello operativo moderno e dinamico, capace di accompagnare il cambiamento senza rigidità». In questo quadro, la medicina territoriale resta il fulcro per garantire risposte efficaci ai cittadini, ridurre liste d’attesa e mobilità passiva e rafforzare l’integrazione tra tutte le componenti del servizio sanitario regionale. Strategica, infine, la collaborazione con la Facoltà di Medicina dell’Università della Basilicata, considerata decisiva per accrescere l’attrattività del sistema sotto il profilo clinico, scientifico e formativo.
Ritardi nei pagamenti, governance incerta e procedure incompiute: la crisi interpella la Regione e chiama in causa la credibilità dell’intero sistema socio-sanitario
AIAS Potenza, da emergenza a problema strutturale
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a vicenda di AIAS Potenza ha ormai superato la crisi contingente per configurarsi come un problema strutturale, che chiama in causa la responsabilità complessiva delle istituzioni. Non si tratta più di gestire un’emergenza, ma di affrontare dinamiche ricorrenti: ritardi nei pagamenti, incertezza retributiva, frammentazione della governance, procedure avviate e mai concluse.Quando una struttura che eroga servizi socio-sanitari pubblici continua a operare grazie al senso di responsabilità delle lavoratrici e dei lavoratori, senza garantire loro la certezza dello stipendio, il problema non è più solo contrattuale. In gioco vi sono la qualità dei servizi, la dignità delle persone fragili e la credibilità del sistema sanitario regionale.In questo contesto si colloca lo sciopero, condotto nel rispetto delle prestazioni indispensabili, espressione di una soglia di sostenibilità ormai superata. Particolarmente preoccupante è l’interruzione della procedura di raffreddamento attivata presso la Prefettura e mai formalmente conclusa: un vuoto istituzionale che indebolisce le tutele e com-
promette il confronto tra le parti.Sul piano politico, la Regione Basilicata, attraverso l’assessore Latronico, è chiamata a superare interventi episodici e garantire una regia pubblica stabile: atti formali, risorse quantificate e trasferimenti verificabili lungo tutta la filiera, dalla programmazione regionale fino ai pagamenti.La ripetizione dei ritardi – tredicesime mancanti, mensilità posticipate, incertezza sulle scadenze future – produce una vera e propria usura sociale: logora i lavoratori, mette sotto pressione le famiglie e compromette la continuità dei servizi. Una condizione incompatibile con un sistema socio-sanitario pubblico e affidabile.Al di là delle appartenenze politiche, questa vicenda richiede un impegno corale delle istituzioni: maggiore trasparenza amministrativa, certezza retributiva e continuità dei servizi. La Regione deve rendere noti pubblicamente ammontare e tempi delle risorse destinate ad AIAS Potenza, il cronoprogramma dei pagamenti e i soggetti responsabili di ogni fase della filiera.La credibilità delle istituzioni si misura sulla capacità di garantire diritti fon-
damentali: stipendi regolari, tempi certi, dignità del lavoro e continuità dei servizi. Le lavoratrici e i lavoratori chiedono risposte concrete, condivise e tempestive: quando si parla di servizi alla persona e diritti del lavoro non ci sono scorciatoie, solo trasparenza, programmazione e rispetto delle regole.
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Basilicata 24 ore
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Quarto (Fdi): «Nel 2025 abbiamo definito priorità, strumenti e investimenti necessari a una riforma strutturale»
«Sanità, nel 2026 arriveranno i frutti della programmazione» POTENZA «Il 2025 si chiude come l’anno in cui la sanità lucana ha rafforzato la programmazione strategica, definendo priorità, strumenti e investimenti necessari a una riforma strutturale del sistema. Il 2026 riparte come l’anno della piena messa a terra di questo lavoro». Lo dichiara Piergiorgio Quarto, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Basilicata, tracciando un bilancio dell’attività svolta nel 2025 dall’assessorato regionale alla Salute guidato da Cosimo Latronico e delineando le priorità già impostate per il nuovo anno. «Il 2025 – evidenzia Quarto – è stato l’anno in cui si è lavorato per rimettere ordine e visione in un sistema che per troppo tempo aveva accumulato disomogeneità. Si è rafforzata la governance delle aziende sanitarie, si è sbloccato il turnover e si è avviato il piano assunzioni 20252027, che prevede oltre 1.600 nuove unità tra personale sanitario e socio-sanitario. Sono state
_ Piergiorgio Quarto (Fdi) inoltre destinate risorse specifiche per il recupero delle liste d’attesa e si è data attuazione concreta alla riorganizzazione della medicina territoriale, in coerenza con il DM 77 e la Missione 6 del Pnrr». Un passaggio centrale dell’azione amministrativa, secondo Quarto, è stato il lavoro diretto sui territori. «La recente riunione promossa dall’assessore Latronico con tutti i sindaci dell’area del Lagonegrese-Pollino rappresenta un esempio di metodo efficace: un confronto ampio, franco e operativo, che ha consentito di affrontare in
modo puntuale le criticità dell’area e di individuare soluzioni condivise. È questo il modo giusto di governare la sanità: ascolto, responsabilità e decisioni. Parallelamente – prosegue – si registrano miglioramenti diffusi sull’intera rete ospedaliera regionale. In tutti gli ospedali della Basilicata sono stati messi in campo interventi mirati: potenziamento di reparti strategici, rafforzamento degli organici, investimenti tecnologici e riorganizzazione dei percorsi assistenziali. Non esistono strutture di serie A e di serie B, ma
un sistema che sta recuperando equilibrio e funzionalità grazie a scelte puntuali e a una visione complessiva». In questo quadro si inserisce anche il recente investimento sull’ospedale di Matera. «La decisione della Regione Basilicata di investire 2,4 milioni di euro per l’acquisto di un sistema di chirurgia robotica di ultima generazione destinato all’Ospedale Madonna delle Grazie di Matera – sottolinea Quarto – è un segnale chiaro della direzione intrapresa. Un intervento finanziato con fondi europei Fesr-Fse+ 20212027, coerente con la programmazione sanitaria regionale e complementare agli investimenti del PNRR, che punta a migliorare la qualità dell’assistenza, ridurre le liste d’attesa e contrastare la mobilità sanitaria passiva». «Dotare le Unità Operative di Urologia, Chirurgia generale e Ginecologia di tecnologie robotiche avanzate significa valorizzare competenze già presenti e garantire cure più efficaci,
meno invasive e più sicure ai cittadini lucani, riducendo la necessità di rivolgersi a strutture fuori regione. Questo percorso di pianificazione troverà nel 2026 il suo approdo naturale con il varo del nuovo Piano Sanitario Regionale: dopo dodici anni di assenza, la Basilicata torna finalmente a dotarsi di uno strumento fondamentale di programmazione, capace di dare coerenza e continuità alle scelte già avviate su personale, investimenti e organizzazione dei servizi. Il 2026 – conclude – sarà l’anno del consolidamento e dei risultati: piena operatività delle nuove strutture territoriali, ingresso progressivo del personale assunto, rafforzamento di telemedicina, digitalizzazione e prevenzione. La sanità lucana si cambia con scelte coerenti, continuità amministrativa e attenzione quotidiana ai territori. Il lavoro avviato nel 2025 entra ora nella sua fase più concreta, con benefici sempre più evidenti per i cittadini».
GIOVEDÌ 18 TAGLIO DEL NASTRO PER I NUOVI LOCALI DEDICATI ALLA CURA PERSONALE DEL PAZIENTE ONCOLOGICO
Irccs Crob, aprono le stanze bellezza-benessere RIONERO IN VULTURE Tutto pronto all’Irccs Crob per il taglio del nastro dei nuovi locali dedicati alla bellezza e al benessere dei pazienti oncologici. Si tratta di due stanze attigue ubicate al piano -1, di fronte l’auditorium Cervellino, che l’Irccs Crob ha affidato all’associazione Arcipelago Eva. L’associazione è presente da tempo in Istituto con la sua attività di volontariato incentrata su trattamenti estetici, consigli di trucco correttivo e, da ultimo, il salone di parruccheria. I due nuovi spazi sono costituiti da una stanza dedicata all’estetica e ad un piccolo salone di parrucchiere e barbiere. Un raddoppio della prima stanza denominata “Il giardino di Eva” ponendo sempre al centro il benessere dei pazienti oncologici. Le stanze offerte dall’Irccs Crob sono state arredate dall’associazione grazie ai fondi raccolti durante la cena solidale
del 28 aprile scorso organizzata dall’associazione in collaborazione con il Crob e Il Marateale con il patrocinio della Regione Basilicata e del Consiglio Regionale della Basilicata. La cena solidale ha visto la partecipazione dell’attore Simone Carrino, del rapper Flame e la partecipazione straordinaria della cantante Arisa come madrina dell’evento presentato dall'attrice Eva Immediato. In quell’occasione, Arisa è stata anche ospite dei locali dell’associazione Arcipelago Eva ed ha visitato l’Istituto portando una ventata di ottimismo e allegria. Dopo il taglio del nastro seguirà un incontro che vedrà la partecipazione del direttore generale Irccs Crob Massimo De Fino, del direttore artistico del Marateale Nicola Timpone e della presidente di Arcipelago Eva Marianna Cappiello e la testimonianza della paziente e volontaria dell’as-
sociazione Maria Lorenzo. All’evento, inoltre, prenderanno parte due classi dell’Istituto di Istruzione superiore Giustino Fortunato con la dirigente Antonella Ruggiero e due classi dell’Istituto Comprensivo ex Circolo Didattico di Rionero. «L’associazione Arcipelago Eva offre gratuitamente trattamenti di bellezza e benessere ai pazienti oncologici dell’Irccs Crob – spiega la presidente Cappiello - Sono circa 20 i volontari impegnati nelle attività rivolte ai pazienti tra
estetiste, parrucchieri e barbieri impegnati ogni lunedì nelle due stanze messe a disposizione dalla direzione dell’Istituto. Offriamo una carezza per chi sta affrontando un percorso di cura oncologico regalando trattamenti viso – corpo, trucco correttivo e servizio di parruccheria e barberia prestati molte volte direttamente al letto del paziente. Inoltre, l’associazione ha avviato all’Irccs Crob anche un laboratorio creativo e culturale basato sull’ascolto, la lettura e la visione di immagini. «L’Irccs Crob pone al centro del suo agire la persona nella sua interezza e non soltanto la malattia – dice il direttore generale De Fino che prosegue – come ribadito più volte per noi è fondamentale l’umanizzazione delle cure e siamo particolarmente felici di poter inaugurare nuovi spazi dedicati al benessere dei nostri pazienti».
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giovedì 8 gennaio 2026 www.lecronache.info
GIOVEDÌ 8 GENNAIO 2026 07:00
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UN TRENO DI STORIE
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SOUNDWA AV VES
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TANTE MANI IN CUCINA TA A
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SERIE CRONACHE
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CARTOON WORLD
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OLT TRE IL GIARDINO
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UN VULCANO DI ESPER RIENZE
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OLT TRE IL GIARDINO
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CINE CRONACHE
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Potenza
giovedì 8 gennaio 2026 www.lecronache.info
Presidio della CGIL contro lo stop dell’impianto 1 tra viale Marconi e piazza XVIII Agosto: disagi per cittadini e lavoratori, chieste certezze
Scale mobili chiuse, protesta e preoccupazione a Potenza DI FRANCESCO MENONNA
U
n presidio per chiedere chiarimenti e risposte sulla chiusura dell’impianto delle Scale Mobili 1, che collega viale Marconi con piazza XVIII Agosto e che dal 1° gennaio non è più operativo. È questo il senso del sitin svoltosi ieri mattina a Potenza, promosso dalla CGIL cittadina e regionale. A spingere il sindacato alla mobilitazione sono stati, in particolare, l’anno di proroga dell’impianto e i trent’anni trascorsi dalla sua costruzione, elementi che pongono interrogativi sulla programmazione e sul futuro del trasporto pubblico urbano.Con bandiere e striscioni, ma in un clima pacifico e nonostante la pioggia che ha interessato il capoluogo nella mattinata, i rappresentanti sindacali hanno voluto comprendere le reali motivazioni della chiusura degli impianti di mobilità cittadina. Al centro della protesta, la forte preoccupazione per il futuro di Potenza e per i disagi che ricadranno sui cittadini, costretti a ricorrere a servizi sostitutivi e navette.Ieri mattina il sindaco Vincenzo Telesca ha incontrato una delegazione della CGIL composta, tra gli altri, da Fernando Mega, Vincenzo Esposito, Giuliana Scarano, Anna Russelli e Michele Sannazzaro, insieme ad altri delegati sindacali, per fare il punto della situazione. In attesa del contributo regionale, i sindacati hanno chiesto certezze e garanzie sul destino delle scale mobili, ritenute indispensabili per il trasporto pubblico e per la qualità della vita in città, chiarendo al contempo la propria posizione sulla tutela dei lavoratori impiegati negli impianti.Il quadro che emerge resta complesso e caratterizzato da forti criticità, tanto da far scattare l’allarme tra i vertici della CGIL. In questo contesto, Michele Sannazzaro, segretario regionale dello SPI CGIL Basilicata, ha ribadito la posizione del sindacato sulla chiusura dell’impianto 1: «Questa infrastruttura è molto utilizzata da anziani e studenti. Contestiamo il fatto che in trent’anni non sia stata programmata per tempo la fi-
_ Foto A. Mattiacci
ne vita delle scale mobili. Già si sapeva che sarebbe successo. Per le altre scale, che avranno fine vita tra il 2038 e il 2040, chiediamo che le amministrazioni si comportino da buon padre di famiglia e programmino gli interventi. Servono risorse subito per riaprire una scala mobile fondamentale per la viabilità e per consentire soprattutto agli anziani di raggiungere il centro storico».Sulla stessa linea Vincenzo Esposito, che ha definito «sbagliata» la scelta di chiudere l’impianto: «È una decisione detta-
ta dal fine vita delle scale mobili, ma questa era una morte annunciata. Non c’era bisogno di aspettare il 31 dicembre. Chiediamo il ripristino del servizio e risorse adeguate per l’ammodernamento, perché questa situazione colpisce soprattutto i ceti più deboli».Dal canto suo, il sindaco Telesca ha spiegato i margini di intervento dell’amministrazione: «In questo momento non è possibile garantire una riapertura immediata delle scale mobili. Stiamo però assicurando un servizio di navette ogni
venti minuti, dalle 7.20 alle 21, per collegare viale Marconi al centro, in collaborazione con Miccolis. Inoltre, stiamo lavorando
per tutelare i posti di lavoro: cambia il servizio, dalla scala mobile alla gomma, ma i lavoratori restano assunti».
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Potenza
giovedì 8 gennaio 2026 www.lecronache.info
POTENZA Il nuovo gruppo consiliare mira a dare voce agli interessi delle contrade, ma l'Associazione chiede un impegno collettivo
La Potenza delle contrade, Associazione Aria Silvana: «Un nuovo inizio per le aree rurali» POTENZA. In uno degli ultimi Consigli comunali di Potenza è stata annunciata la nascita del nuovo gruppo consiliare “La Potenza delle contrade” che , così come è stato dichiarato in Aula, non risponde a criteri “simbolici e tattici” ma per contrastare la consuetudine di affrontare le questioni problematiche che riguardano le aree rurali come “argomento episodico e marginale” nelle scelte politiche ad amministrative del Comune di Potenza. L’Associazione Aria Silvana pur condividendo «ogni iniziativa che rimetta al centro le aree rurali potentine e il loro potenziale di crescita e di sviluppo ambientale del quale si gioverebbe tutto il territorio comunale», non può non far rilevare come «La Potenza delle Contrade è la (in)diretta filiazione della lista Potenza Prima presentatasi alle scorse elezioni comunali come garante e voce degli interessi e dei diritti dei residenti delle contrade cittadine». «È chiaro che siamo di fronte ad una presa d’atto - afferma il presidente dell’associazione Aria Silvana - che fa emergere l’ in-
soddisfazione dei risultati ottenuti finora sul terreno delle risposte che, in modo forse ottimistico, i residenti nelle aree rurali si attendevano dalla rappresentanza consiliare da essi eletta in Consiglio, e questo anche per limiti oggettivi che la condizione materiale della città presenta (problemi economico-finanziari e di bilancio – anche derivanti dalla continua erosione dei fondi ministeriali destinati al sostegno delle politiche degli Enti Locali), e dunque anche per i conseguenti limiti alla
stessa azione di rappresentanza svolta dai gruppi consiliari e dalla Giunta: e da anni si registra uno scollamento tra le iniziative deliberate dal Comune ed i risultati ottenuti, almeno nella percezione che di questi risultati ne hanno i cittadini». «Come provare ad affrontare una questione che appare di difficile soluzione? - si chiede l’associazione - Le dichiarazioni rese in Consiglio Comunale in merito alla costituzione del nuovo gruppo fanno riferimento all’obbiettivo di “assumere la
responsabilità” della rappresentanza di questa parte del territorio in modo da supportare ed implementare l’azione politica della maggioranza – e della Giunta - che governa il Comune di Potenza, ma alla luce dei risultati finora conseguiti – secondo la Associazione Aria Silvana – questo non sembra essere sufficiente : è necessario che i cittadini stessi si facciano parte attiva nella definizione delle politiche e nelle azioni di intervento programmate e da programmare per la risoluzione dei problemi delle aree rurali, a supporto della stessa azione di rappresentanza svolta nelle competenti sedi istituzionali». «Affrontando le questioni problematiche una per una, i cittadini devono essere messi nella condizione di poter elaborare motivate ed argomentate proposte, a tutela dei propri interessi e di quelli delle comunità territoriali in cui vivono (le contrade) allo scopo, da un lato, di una loro maggiore comprensione delle dinamiche che governano le scelte della Amministrazione e delle sue strutture operative, e dall’altro, per conseguire,
per questa via, una adeguata capacità di supporto nella soluzione dei problemi comuni, e dunque una diversa e superiore capacità di assunzione di responsabilità» continua l’associazione. «C’è oggi l’occasione di sperimentare questo modello di compartecipazione (dando corpo proprio al principio di “assunzione diretta di responsabilità”) in occasione dell’avvio del nuovo modello operativo di raccolta dei rifiuti in alcune contrade di Potenza. La Associazione Aria Silvana ha messo a punto un documento che – inoltrato al competente Assessore comunale all’Ambiente e all’Amministratore dell’ACTA – sollecita questo cambiamento radicale, richiamando quanto a suo tempo già condiviso dagli stessi promotori del nuovo gruppo consiliare al momento della estensione della Carta delle Contrade. E’ anche una occasione per questo gruppo, condividendo la proposta, o almeno discutendola nelle sedi opportune, di dare sostanza agli impegni e agli obbiettivi dichiarati» conclude l’associazione Aria Silvana.
Intervenuti Anas e Forze dell’Ordine per la gestione della viabilità e per accertare le cause del sinistro
Incidente sul Raccordo: tre feriti tra Bucaletto e Potenza Centro POTENZA. Tre persone ferite è il bilancio dell’incidente avvenuto ieri mattina tra gli svincoli di Bucaletto e Potenza Centro. Il sinistro ha coinvolto tre veicoli, i feriti sono stati prontamente assistiti dal personale del 118. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti anche i rappresentanti di Anas e delle Forze dell’Ordine per gestire la viabilità e garantire la sicurezza degli automobilisti. Le cause dell’incidente sono attualmente in fase di accertamento da parte delle autorità competenti. In un altro episodio, sempre in direzione di Sicignano, si è verifi-
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cato un sinistro autonomo che ha coinvolto un'autovettura tra gli svincoli di Potenza Centro e Tito, al chilometro 44,500. Per consentire l'intervento dei Vigili del Fuoco e garantire la sicurezza, è prevista l'interdizione temporanea della circolazione, che sarà gestita in loco. Le autorità raccomandano agli automobilisti di prestare attenzione e di seguire le indicazioni del personale presente sul posto per evitare ulteriori disagi. Si invita a mantenere la calma e a rispettare le norme di sicurezza mentre si viaggia lungo il raccordo.
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Provincia
giovedì 8 gennaio 2026 www.lecronache.info
MARATEA L’assessore di Iv evidenzia i progressi compiuti nell’ultimo anno e le progettualità per la riqualificazione del territorio
Gambardella: «Nuovo anno conferma importanza della programmazione e della responsabilità»
_ Gambardella MARATEA. «Nel corso dell’ultimo anno, abbiamo sostenuto e orientato scelte amministrative coerenti con il mandato ricevuto
dagli elettori, tramite una partecipazione attiva e responsabile all’azione amministrativa, ai lavori della Giunta e del Consiglio co-
munale, con l’obiettivo di tradurre gli indirizzi politici e programmatici in scelte concrete a favore della comunità. Un impegno portato avanti nel rispetto dei ruoli istituzionali, con spirito di servizio, piena collaborazione, confronto e ascolto, valori imprescindibili che da sempre contraddistinguono il modus operandi delle nostre azioni». Lo dichiara l’assessore comunale di Maratea, Mariastella Gambardella ed esponente di Italia Viva Basilicata, che aggiunge: «Le proposte da noi perorate, si sono rese possibili, grazie al dialogo costante con la Regione Basilicata, rispettivamente con l’assessore all’Ambiente Laura Mongiello e il consigliere regionale Mario Polese, da sempre vigili sulle dinamiche sociopolitiche locali. L’operato svolto, non ha solo guardato alla risoluzione dei problemi relativi all’esistente ma ha fornito una direzione politica chiara, definita, e in linea con le potenzialità. Diversi poi, sono
stati gli interventi che hanno riguardato miglioramenti del territorio; particolare attenzione è stata data alle progettualità volte alla riqualificazione delle aree verdi urbane del centro storico, così come la risoluzione di problemi legati alla viabilità comunale, contributi per migliorare l’efficienza dei servizi in materia di rifiuti, e non da ultimo ulteriori interventi che renderanno possibile la partenza dei lavori di metanizzazione in zona Porto di Maratea».«Il nuovo anno rappresenta quindi per noi una rinnovata occasione di consolidamento del lavoro avviato e servirà ad affrontare con ancor più responsabilità le sfide che attendono la Città. Visione, capacità decisionale e coerenza politica. Su questi terreni, intendiamo proseguire ed esercitare un ruolo attivo e determinante promuovendo politiche capaci di dare risposte concrete ai cittadini e prospettive di crescita al territorio», conclude l’esponente di Iv.
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Provincia
giovedì 8 gennaio 2026 www.lecronache.info
Auto in forte contrazione, stabilimenti in sofferenza e occupazione sotto pressione: i dati confermano un anno difficile per l’automotive italiano
Nel 2025 produzione Stellantis in calo Fim Cisl: «-20% in Italia, a Melfi -47,2%» Sindacati e territori chiedono di anticipare il piano industriale e rafforzare gli investimenti per evitare che la crisi strutturale si trascini anche nel 2026
I
l 2025 si chiude con un nuovo segno meno per Stellantis in Italia. I dati produttivi confermano un ulteriore peggioramento rispetto al già difficile 2024: complessivamente sono state realizzate 379.706 unità tra autovetture e veicoli commerciali, con una flessione del 20% su base annua. Le auto si fermano a 213.706 unità, pari a un calo del 24,5%, mentre i veicoli commerciali registrano una diminuzione più contenuta, pari al 13,5%, con 166.000 unità prodotte.Il risultato avrebbe potuto essere ancora più negativo senza il contributo arrivato nell’ultimo trimestre dell’anno dal lancio della 500 ibrida a Mirafiori e della nuova Jeep Compass a Melfi. Nei primi nove mesi del 2025, infatti, la produzione di autovetture aveva segnato un crollo di circa un terzo, in parte recuperato nella fase finale dell’anno. Anche il comparto dei veicoli commerciali ha mostrato segnali di ripresa nell’ultimo trimestre, recuperando circa dieci punti percentuali.Sul piano degli stabilimenti, Mirafiori rappresenta l’unica eccezione positiva, con un incremento del 16,5% rispetto al 2024. Tutti gli altri siti produttivi registrano invece cali a doppia cifra: si va dal – 13,5% di Atessa fino al – 47,2% di Melfi. In meno di due anni, le produzioni si
sono dimezzate rispetto al 2023, quando avevano raggiunto quota 751.384 veicoli, ben lontane dall’obiettivo di un milione di unità indicato nei tavoli ministeriali.Una contrazione di questa portata ha avuto ricadute dirette sull’occupazione: quasi la metà della forza lavoro del Gruppo è stata coinvolta da ammortizzatori sociali. Guardando al 2026, le previsioni indicano un possibile miglioramento grazie alla produzione per l’intero anno della 500 ibrida, della DS8 e della nuova Jeep Compass, cui si aggiungeranno nel corso dell’anno DS7 e Lancia Gamma. Volumi chiamati a compensare l’uscita di scena, nel 2025, di Renegade e 500X. Il ritorno ai livelli del 2023 resta però legato alla tenuta degli stabilimenti di Pomigliano e soprattutto di Cassino, in difficoltà dopo il rinvio delle nuove Alfa Romeo Stelvio e Giulia.In questo contesto diventa centrale il tema del nuovo piano industriale. Dopo lo sciopero del settore automotive del 18 ottobre 2024 e l’uscita di Carlos Tavares, è ritenuto indispensabile rafforzare e migliorare il piano di investimenti presentato al Ministero nel dicembre dello stesso anno. Per l’Italia sono previsti nuovi modelli e piattaforme, dall’introduzione della Small a Pomigliano alla
nuova 500 elettrica e ibrida a Mirafiori, fino allo sviluppo di versioni ibride per le piattaforme di Melfi e alla gamma Large per i veicoli commerciali.Secondo le organizzazioni sindacali, però, non basta: «Ci aspettiamo che il nuovo piano industriale venga anticipato nella sua presentazione e assuma scelte concrete e credibili, in grado di rafforzare e garantire la prospettiva industriale e occupazionale di tutti gli stabilimenti italiani». Un appello che richiama la necessità di nuovi investimenti, nuovi modelli e un deciso rilancio delle attività di ricerca e sviluppo, anche alla luce della revisione del regolamento europeo sulle emissioni.Particolarmente critica la situazione dello stabilimento di San Nicola
di Melfi, dove nel 2025 la produzione si è ridotta del 47%, fermandosi a 32.760 unità. Nell’ultimo trimestre è partita la nuova Jeep Compass, destinata a rappresentare il principale contributo produttivo nel 2026. Nel corso dell’anno, i modelli ormai fuori produzione hanno totalizzato poco più di 28 mila unità, mentre i nuovi modelli DS8 e Compass di nuova generazione si sono fermati a 4.635 vetture.Il calo dei volumi ha comportato 98 giorni di fermo collettivo e un ampio ricorso al Contratto di Solidarietà, con un utilizzo medio del 41%. Dal 2021, circa 2.510 lavoratori sono usciti su base volontaria incentivata e oggi restano 4.530 occupati, con altri 280 in prestito presso altri siti del Gruppo.Melfi è
nel pieno della transizione verso la piattaforma STLA Medium. A seguito delle pressioni sindacali, il piano iniziale è stato rivisto introducendo versioni ibride per quasi tutti i modelli. Resta però la richiesta di ampliare ulteriormente le assegnazioni produttive e di prevedere anche una versione ibrida della DS8, per valorizzare pienamente le capacità dello stabilimento.Accanto alla fabbrica, soffre l’intero indotto. Per questo viene chiesto un intervento coordinato di istituzioni nazionali e regionali, capace di tutelare l’occupazione, sostenere le imprese nella transizione e attrarre nuovi investimenti. Una sfida decisiva non solo per Stellantis, ma per il futuro industriale dei territori coinvolti.
DA MELFI MARCO E MARIANNA BRINDISI CONQUISTANO YOUTUBE
“Un’emozione in più”: il brano che racconta la lotta contro la violenza di genere
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i intitola "Un'emozione in più" lo splendido ed intenso brano che Marco Brindisi, ingegnere di Melfi con la passione per la chitarra, ha scritto e fatto sentire a sua sorella Marianna, che lo ha subito apprezzato e l'ha voluto interpretare con la sua splendida voce ed una presenza scenica di grande impatto. Un brano, che è diventato un video che sta raccogliendo migliaia di consensi di YouTube, per il grande valore sociale del suo messaggio, il tutto nato da una storia vera che si è conclusa bene, ma che punta a fare aprire gli occhi a donne, ragazze e giovanissime, sui pericoli, le sofferenze, le la-
crime, i dolori di un amore nato come "il più bello, tanto atteso" ed invece spesso trasformatosi in violenza, in una galera per chi ne subisce la trasformazione in peggio. Un brano ed un video speciale, quindi il lavoro concretizzato dai fratelli di Melfi Marco e Marianna Brindisi, per il messaggio che porta a riflettere su di un tema di scottante attualità, la violenza di genere, avvalorato ancora di più dalla bellezza del testo e della musica, oltre ad un ottimo lavoro per realizzarlo in uno studio di registrazione di Parma che lo ha reso realtà ed al magnifico video, con la grande
voce e il volto di Marianna che narrano "tale storia in musica" sulle immagini di una ragazza illusa e poi, per fortuna, libera di poter correre, serena, felice e sorridente, verso un "amore vero, bello, speciale e senza violenza" che tutti sogniamo di vivere! Davvero complimenti ai due fratelli melfitani ed ora l'invito è a tutti per ascoltare il brano e dare forza, sostegno, numeri e diffusione al video di "Un'emozione in più", amore vero senza dolori!!
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Matera e provincia
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Maria Carolina Ippolito si è appena insediata: colloqui con il primo cittadino Nicoletti e con Francesco Mancini
Matera, il nuovo prefetto incontra Sindaco e presidente Provincia MATERA Il Sindaco di Matera Antonio Nicoletti ha ricevuto ieri mattina al Palazzo Municipale la visita del nuovo Prefetto Maria Carolina Ippolito, appena insediata in città. L’incontro si è svolto in un clima di cordialità e collaborazione, confermando la comune volontà di rafforzare il dialogo istituzionale e il lavoro sinergico tra la Prefettura e il Comune di Matera, nell’interesse della comunità e del territorio. Nel corso del colloquio sono stati affrontati alcuni temi di interesse generale, con particolare attenzione alla sicurezza, alla legalità e al coordinamento tra le istituzioni, elementi fondamentali per garantire serenità e sviluppo alla città. Il Sindaco Nicoletti, nel dare il benvenuto in città al nuovo rappresentante del Governo, ha sottolineato l’importanza di un rapporto costante e costruttivo tra gli enti, e ha rivolto al Prefetto Ippolito i migliori auguri di buon lavoro per il nuovo incarico, certo che la collaborazione avviata proseguirà in un clima di reciproca fiducia. «L’Amministrazione comunale – ha detto il Sindaco Nicoletti – lavorerà in piena sintonia con la Prefettura, nell’ottica di un’azione amministrativa efficace e
condivisa che sia a beneficio di tutta la cittadinanza». Nella stessa giornata, anche il Presidente della Provincia, Francesco Mancini, ha ricevuto nella sede dell’Ente il nuovo Prefetto di Matera, Maria Carolina Ippolito, appena insediata. L’incontro si è svolto in un clima di grande cordialità e collaborazione, con la volontà condivisa di rafforzare il dialogo tra Provincia e Prefettura per af-
frontare insieme le sfide del territorio. Il Presidente Mancini ha espresso al Prefetto Ippolito il «più sincero augurio di buon lavoro, assicurando la piena disponibilità dell’Ente provinciale a operare in sinergia per la sicurezza, lo sviluppo e il benessere delle comunità locali. Un incontro importante – ha concluso Mancini - che conferma l’impegno comune delle istituzioni a servizio del territorio».
_ Il prefetto Ippolito con Nicoletti e Mancini
CARAMUSCIO (PISTICCI IN COMUNE): «SEMBRAVA UN PASTICCIO, SI È RIVELATO PER QUEL CHE È»
Pisticci, polemica sul rimpasto in Giunta PISTICCI «Quello che sembrava l’ennesimo pasticcio di Pisticci, finalmente è stato rivelato per quello che è». È quanto scrive Rocco Caramuscio (Pisticci in Comune). «In due note distinte, le segreterie cittadine del PD e del M5S, hanno espresso lo stesso pensiero con le stesse parole (a distanza di qualche minuto). Dietro l’appello della Consigliera Verri, che promuoveva la costruzione del Campo Largo (ma non larghissimo), in cui in tanti potevano manifestare interesse (ma non in tantissimi), ora si svela la necessità di un’operazione che in molti, data la poca scaltrezza che li contraddistingue e io con loro, non potevamo nemmeno immaginare. Si è dovuto agire con un’azione preventiva per scongiurare un’operazione di stampo terroristico che mirava a rovesciare il po-
tere costituito!! Insomma qualcuno tramava per far cadere l’Amministrazione Albano! E’ stato così necessario chiamare alla corte una parte della minoranza per salvare la maggioranza. Non c’era assolutamente tempo per dichiarare aperta una crisi politica e chiamare tutte le forze di centro sinistra. Bisognava agire in fretta e in gran segreto. In certe azioni non si fanno prigionieri e pazienza se sul campo di battaglia restano uomini e donne colpite da fuoco amico. In fondo, diciamocela tutta, se la sono voluta. Se ti esponi e dici la tua, se sei coerente, se sei leale e non comprendi l’esigenza del pragmatismo, non puoi prendertela con gli altri. Sei semplicemente ingenuo, diciamo fesso. Devo essere sincero, non avrei mai pensato a un complotto. Ritenevo
conclusa l’esperienza Albano già dopo pochi mesi dalla vittoria elettorale. Mi sono fatto ingannare dal turbinio dei cambi di casacca e dalle continue nomine in giunta. E invece non era implosa l’Amministrazione ma erano alcune forze interne che complottavano! Meno male che è scesa in campo la cavalleria a sorreggere il trono traballante. Ma non bisogna dirlo altrimenti qualcuno si arrabbia. Meglio parlare del campo largo (ma non larghissimo). Nelle due note giustamente si fa riferimento alla fallimentare esperienza regionale. Perbacco! Giusto dire di no a Chiorazzo, tanto più ad Azione. E di Italia Viva invece, ne vogliamo parlare? Ora ditemi di chi è la colpa della sconfitta. Di tutti tranne di chi ha ristretto il campo largo è evidente».
APPUNTAMENTO DOMANI SERA A MATERA CON IL CONCERTO-TRIBUTO AL GRANDE AUTORE MILANESE
Enzo Jannacci rivive tramite il figlio Paolo all’auditorium Gervasio MATERA Una serata capace di toccare il cuore, tra nostalgia e rinnovata creatività: la Stagione Eventi Musicali 2025/2026, promossa dall’Associazione Luis Bacalov in collaborazione con l’Orchestra ICO Magna Grecia, ospita l’atteso evento “Paolo Jannacci & Band - in concerto con Enzo”, in programma il 9 gennaio alle ore 21 presso l’Auditorium Gervasio di Matera. Un concerto che va oltre il semplice tributo, diventando un viaggio emozionale nella musica del grande Enzo Jannacci. Con il suo spettacolo, Paolo reinterpreta i grandi successi del padre offrendo anche una selezione di brani originali che rivelano il suo talento e la sua sensibilità musi-
cale, con un’impronta jazz unica. Ogni canzone diventa un messaggio di energia, poesia e passione, raccontando un legame indissolubile tra padre e figlio, in un’atmosfera intensa e speciale, capace di emozionare e sorprendere. «Tantissimi amici hanno chiesto di potermi ascoltare in
concerto, facendo vivere ancora le canzoni di papà. Ho deciso di offrire al pubblico uno spettacolo di canto e musica - dice il Maestro Paolo Jannacci - che comprendesse miei brani jazz originali e le canzoni di Enzo più care al pubblico e alla mia famiglia; sarà uno spettacolo pieno di energia poetica e musicale perché, oltre che dare tutta la mia energia suonando il pianoforte, ricorderò mio padre, Enzo Jannacci, a chi lo conosce, cercando di farlo conoscere a chi non ha mai sentito parlare di lui. Pochi fronzoli, solo la musica, che spero arrivi dritta al cuore di chi l’ascolta». Sul palco con lui, musicisti di altissimo livello: Roberto Gualdi alla batteria e per-
cussioni, Marco Ricci al contrabbasso e basso elettrico e Daniele Moretto alla tromba, in una formazione compatta che conferisce al concerto sensibilità, eleganza e potenza emotiva. Paolo Jannacci, classe 1972, è musicista, cantautore e direttore d’orchestra. Cresciuto artisticamente accanto al padre Enzo - di cui ha prodotto tutti i dischi dal 1994 al 2013 -, vanta collaborazioni con Dario Fo, Paolo Conte, Ornella Vanoni, Massimo Ranieri e J-Ax. Nel 2019 ha esordito come cantautore con Canterò (Ala Bianca Records) e nel 2020 ha partecipato al Festival di Sanremo con Voglio parlarti adesso, brano dedicato al rapporto tra padre e figlia.
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Matera e Provincia
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ELEZIONI PROVINCIALI Il gruppo chiede una maggiore chiarezza politica ed esprime il sostegno a Claudio Scarnato
Matera Democratica: «Il Pd torni a parlare al territorio»
__Il palazzo della Provincia
n vista delle elezioni provinciali di Matera, gli aderenti al PD di Matera Democratica ritengono necessario intervenire nel dibattito politico che si è sviluppato nelle ultime settimane, «segnato anche da evidenti contraddizioni interne al Partito Democratico e da letture frettolose che rischiano di confondere piani diversi e responsabilità differenti». «Assistiamo, con una certa sorpresa, al proliferare di sedicenti politologi dell’ultima ora che tentano di giustificare dinamiche e rimpasti politici pienamente legittimi sul piano locale, richiamando in modo strumentale e improprio le elezioni comunali di Matera. Un’operazione politicamente debo-
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le, che confonde contesti e livelli istituzionali diversi e che ignora la specificità delle scelte amministrative maturate nei singoli comuni» continua Matera Democratica che aggiunge: «Altro è, invece, il piano delle elezioni provinciali, che non possono essere piegate a letture opportunistiche né subordinate a equilibri locali contingenti: non è politicamente sostenibile immaginare accordi territoriali in cui il Partito Democratico finisca per sostenere, alle elezioni provinciali, un candidato che non sia espressione del Partito Democratico stesso, soprattutto se è candidato il segretario provinciale in persona. Le elezioni provinciali chiamano in causa una responsa-
bilità politica generale, una coerenza di campo e una visione d’insieme che non possono essere sacrificate sull’altare di rimpasti o intese locali. Per questo, più che esercizi di linguistica politica o narrazioni creative a posteriori, servirebbe una maggiore solidità di analisi e di pratica politica». «Confidiamo negli organismi dirigenti del nostro partito, nel commissario regionale, nella loro intelligenza e nella loro responsabilità, affinché sappiano distinguere tra chi oggi tenta di ergersi furbescamente a interprete di dinamiche che probabilmente non ha compreso – e che in passato ha persino determinato – e la necessità vera di costruire una proposta credibile per le elezioni provinciali. Alla fine, la domanda politica è una sola, semplice e ineludibile: chi voterà il PD di Pisticci alle prossime elezioni provinciali di Matera?» prosegue il gruppo. «Senza scorciatoie interpretative: - dichiara - chi di Matera Democratica è iscritto al PD voterà per Claudio Scarnato nella convinzione che l’unità e la chiarezza politica siano un valore irrinunciabile, soprattutto in una fase delicata come quella attuale che deve vedere il superamento delle querelle re-
gionali. Proprio per questo riteniamo che vi sia l’esigenza ancora di una vera e compiuta analisi politica, che ad oggi non è stata affrontata fino in fondo e che non può essere ridotta o tradotta in una sommatoria di fatterelli locali, di rimpasti amministrativi o di equilibri contingenti. In assenza di questa analisi, ogni tentativo di spiegare o giustificare scelte politiche su scala più ampia rischia di apparire fragile e contraddittorio, finendo per indebolire la credibilità complessiva del Partito Democratico sul piano provinciale e regionale». «All’interno di questo confronto non può essere rimosso un tema politico centrale: la rivendicazione territoriale e il modo in cui essa è stata praticata negli ultimi anni. Matera ha storicamente messo a disposizione del territorio provinciale la propria funzione, la propria dimensione e il proprio ruolo, senza mai chiudersi in una logica localistica o di contrapposizione. Al contrario, la competizione alimentata nel tempo tra territori della provincia di Matera – talvolta spinta fino a contrapporsi alla stessa città capoluogo – si è rivelata una chiave di lettura miope che ha finito per indebolire l’intera provincia nel contesto re-
gionale» sottolinea Matera Democratica. «La narrazione del “prima di tutto il mio Comune”, applicata ai singoli territori e talvolta da alcuni dirigenti, richiama una visione politicamente povera e culturalmente regressiva di carattere “leghista”, tutta centrata su confini ristretti e interessi particolari, e per questo incapace di costruire alleanze e peso politico. Una visione che va superata, perché se ciascun territorio rivendica di venire prima degli altri, il risultato è uno solo: c’è sempre un territorio più grande del tuo che, seguendo la stessa logica, finisce per imporsi, lasciando la provincia di Matera più debole, frammentata e marginale nel quadro regionale» prosegue. «Lo diciamo anche con una punta di ironia, ma con grande serietà politica: senza una visione d’insieme, senza la capacità di tenere insieme comunità e territori, non si costruisce consenso, non si vince e non si governa. - conclude Matera Democratica Continueremo a lavorare per un Partito Democratico capace di rappresentare davvero l’intera provincia di Matera, con coerenza, responsabilità e una visione politica all’altezza delle sfide che abbiamo davanti».
presidente di Progetto Comune Matera accoglie con entusiasmo il nuovo Vicesindaco Miolla e il rinnovato impegno politico
Santochirico: «Un passo avanti per ricostruire il centrosinistra» MATERA. «Un biennio nefasto per il centrosinistra in Basilicata, dopo l'insuccesso e le divisioni alle regionali e le devianti operazioni elettorali a Matera, si chiude con un segnale incoraggiante, che ci auguriamo costituisca un vero e proprio cambio di rotta. - si leggein una nota di Progetto Comune Matera - A Pisticci, uno dei centri più importanti della Regione, le forze di centrosinistra che si erano divise alle precedenti elezioni comunali del trovano le ragioni e la volontà per condividere positivamente un percorso che, iniziato da tempo con la condivisione di comuni battaglie e
obiettivi, è stato accelerato nel settembre scorso e approda ora alla ricostruzione di un centrosinistra unitario, con una comune assunzione della responsabilità di governo nella parte finale delle consiliature e la proiezione verso la prossima». Progetto Comune saluta con favore la «ritrovata unità del centrosinistra a Pisticci che può e deve rappresentare una forte spinta a riprendere un lavoro politico, spesso non facile, ma necessario, per restituire i centri lucani e la regione stessa ad una prospettiva di governo diversa da quella che ha prevalso negli ultimi anni, an-
che e forse soprattutto alle divisioni del campo progressista». «Salutiamo - afferma Vincenzo Santochirico, presidente del gruppo - con particolare soddisfazione ed entusiasmo la nomina a Vicesindaco di Giuseppe Miolla, che ha condiviso impegno politico e responsabilità nella nostra associazione, sicuri che porrà con successo a servizio della comunità pisticcese l'entusiasmo e la competenza che lo contraddistinguono. È una ragione in più che rafforza il proposito e l'impegno di Progetto Comune a ricomporre un quadro unitario e rinnovato del centrosinistra anche a Matera».
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Coinvolte le classi quarte e quinte della scuola primaria paritaria che presso il Centro Studi Danzi hanno appreso l’importanza della Bandiera
Giornata del Tricolore: gli alunni delle Canossiane in visita alla mostra storica
_ Alcuni momenti della visita POTENZA. In occasione della Giornata del Tricolore, gli alunni delle classi quarta e quinta della scuola primaria paritaria canossiana hanno partecipato a una significativa esperienza educativa dedicata alla bandiera italiana, simbolo identitario della nostra storia nazionale. La ricorrenza del 7 gennaio 1797, data in cui a Reggio Emilia venne ufficialmente adottato il Tricolore come bandiera della Repubblica Cisalpina, ha offerto lo spunto per ripercorrere le princi-
pali tappe storiche che, dal Risorgimento, hanno condotto all’Unità d’Italia, attraversando il periodo monarchico fino all’attuale forma repubblicana dello Stato. Gli alunni hanno avuto modo di visitare una mostra allestita presso il Centro Studi Didattico Danzi, curata dal direttore Rocco Galasso in collaborazione con l’Associazione Combattenti Reduci – Federazione Provinciale di Potenza. L’esposizione ha messo in evi-
denza l’evoluzione del Tricolore attraverso una ricostruzione iconografica accurata e la riproduzione dei vessilli più rappresentativi: dalla prima bandiera del 1797 fino alle insegne dello Stato, agli standardi presidenziali e alle bandiere ancora oggi in uso presso la Marina Militare e altre istituzioni della Repubblica. I giovani visitatori hanno seguito con grande interesse le spiegazioni fornite, cogliendo attraverso il cromatismo del Tricolore le trasformazioni subite nel
tempo da questo importante simbolo. Accompagnati dai loro insegnanti, hanno potuto riflettere sul valore della bandiera come elemento fondante dell’identità nazionale e sull’importanza della memoria storica. La visita si è rivelata un momento di forte valore educativo e didattico, contribuendo in modo concreto all’educazione alla cittadinanza e alla consapevolezza dei simboli che rappresentano la storia e i valori della Repubblica italiana.
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Continua la rubrica di Cronache che esplora le piccole verità della vita quotidiana, invitando a riflettere su come affrontare le difficoltà
Appunti di realtà: l’8 gennaio DI DINO QUARATINO
L’
8 gennaio è il giorno in cui l’anno smette di fare promesse e comincia a chiedere conto. Non con brutalità, ma con quella calma ostinata che appartiene solo alla realtà quando ha deciso di restare. È il giorno in cui i buoni propositi non sono ancora falliti, ma hanno già capito che non verranno mantenuti da soli. Serve qualcosa di più di una lista scritta bene. È una giornata apparentemente normale, e proprio per questo interessante. Perché l’8 gennaio non ha l’alibi delle feste, né il pathos dei nuovi inizi. È un giorno che non concede sconti emotivi: o ti muovi, o resti fermo. E se resti fermo, non puoi nemmeno dire che non lo sapevi. Viviamo in un tempo curioso, in cui tutti parlano di cambiamento ma pochissimi hanno voglia di cambiare davvero. Si invoca la trasformazione come si invoca il bel tempo: sperando che arrivi senza dover uscire di casa. Eppure, se c’è una cosa che la realtà continua a insegnarci, è che nulla cambia finché qualcuno non decide di assumersene il peso. L’8 gennaio serve a questo: a ricordarci che il cambiamento non è un evento, è una posizione inte-
riore. E che non riguarda il mondo là fuori, almeno non subito. Riguarda il punto esatto da cui guardiamo le cose. Siamo diventati abilissimi nel commentare tutto. Politica, città, relazioni, lavoro, traffico, destino. Opinioni rapide, giudizi pronti, sentenze definitive. Ma siamo molto meno allenati a una pratica più scomoda: chiederci che ruolo abbiamo in ciò che critichiamo. Non per colpa, ma per responsabilità. Che è tutta un’altra cosa. La responsabilità non accusa, non schiaccia, non umilia. La responsabilità attiva. Ed è qui che l’ironia diventa utile, persino necessaria. Perché prendersi sul serio senza prendersi in giro è il modo più rapido per diventare rigidi. E la rigidità, nella vita come nelle città, non porta mai lontano. L’8 gennaio ci trova spesso così: un po’ stanchi, un po’ lucidi, un po’ disillusi, ma ancora in piedi. Ed è una posizione preziosa. Perché solo chi è in piedi può decidere dove andare. Chi è seduto aspetta, chi è sdraiato commenta. C’è una tentazione diffusa, soprattutto in tempi complicati: pensare che la forza sia qualcosa di esterno, che arrivi da fuori, magari sotto forma di eventi favorevoli, decisioni altrui, coincidenze fortunate. È una tentazione comprensibile, ma poco utile. Perché
quando deleghi la tua forza, finisci per delegare anche la tua direzione. La verità, quella che non fa rumore ma resiste, è che ogni cambiamento reale inizia quando qualcuno decide di non farsi definire dalle circostanze. Non di negarle, ma di attraversarle. Non di subirle, ma di usarle come materia viva. E questo vale per le persone, come per le comunità. Una città non migliora perché qualcuno la salva. Migliora quando chi la abita smette di sentirsi spettatore. Quando si passa dalla lamentela alla partecipazione, dalla rassegnazione alla scelta quotidiana di fare la propria parte, anche in silenzio. L’8 gennaio non chiede gesti eroici. Chiede coerenza. Chiede di allineare ciò che pensiamo, ciò che diciamo e ciò che facciamo. Anche solo un millimetro più in là
rispetto a ieri. Perché i millimetri, quando sono continui, diventano strada. Ed è qui che la realtà diventa sorprendentemente gentile. Perché quando smetti di aspettare che tutto cambi, e inizi a cambiare il tuo modo di stare nelle cose, qualcosa risponde. Non sempre subito, non sempre come avevi immaginato, ma risponde. La vita riconosce chi non scappa. L’8 gennaio è il giorno perfetto per ricordarlo: non serve essere pronti, serve essere presenti. Non serve avere tutte le risposte, basta non tradire le domande giuste. Non serve vincere, basta non arretrare interiormente. Il resto verrà. E quando verrà, non sembrerà un miracolo. Sembrerà semplicemente la conseguenza naturale di una scelta fatta in silenzio, in un giorno qualunque, come l’8 gennaio.
Dai palchi internazionali al Rosetta Jazz Club di Matera: il trombettista partenopeo in concerto con il suo quartetto per una serata di poesia e improvvisazione
Luca Aquino riporta il jazz all’essenza del club
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ai palchi internazionali alla dimensione raccolta del club della Città dei Sassi: Luca Aquino sceglie il Rosetta Jazz Club come tappa del suo tour, portando a Matera un percorso musicale costruito tra esperienze, viaggi e contaminazioni. Domenica 11 gennaio, alle ore 21:00, il club ospiterà il quartetto del trombettista partenopeo per una serata che unisce intensità, poesia e improvvisazione.Tra i trombettisti jazz italiani più apprezzati all’estero, Aquino si è avvicinato alla musica da autodidatta, iniziando a suonare a diciannove anni; dopo gli studi in Economia ha deciso di dedicarsi interamente alla musica, affascinato dal suono di Miles Davis e Chet Baker. Il viaggio, geografico e sonoro, è presto diventato il tratto distintivo della sua poetica.Dopo il debutto come leader nel 2007, la sua
ricerca sonora lo ha portato a registrare in luoghi non convenzionali e a firmare quindici album, oltre a più di ottanta collaborazioni discografiche. Tra le più significative figurano quelle con Roy Hargrove, Jon Hassell, Sting, Manu Katché, Lucio Dalla e Mimmo Paladino. Il progetto PETRA, registrato nel sito archeologico UNESCO in Giordania con l’Orchestra Nazionale Giordana nell’ambito della campagna #UNITE4HERITAGE, sintetizza la sua idea di musica come ponte tra culture. È ideatore e direttore artistico del festival Riverberi e autore di colonne sonore per il cinema, tra cui Fortunata (David di Donatello). Negli ultimi anni ha realizzato progetti interdisciplinari, ambientali e formativi e nel 2023 compone la colonna sonora del cortometraggio Reem – The Bedouin Boxer.Sul palco
del Rosetta Jazz Club, Aquino sarà affiancato da Bruno Montrone (pianoforte), Giuseppe Venezia (contrabbasso) e Giovanni Scasciamacchia (batteria): un evento raro che segna il ritorno alla dimensione intima del jazz club, dopo anni trascorsi sui palchi dei teatri di tutto il mondo.«Per noi del Rosetta - dichiara Giuseppe Venezia, presidente del Rosetta Jazz Club - questo concerto rappresenta un incontro tra storia, talento e passione. Ospitare Luca Aquino significa offrire al pubblico un’esperienza autentica: la musica torna vicina, respira insieme alle persone e diventa dialogo».L’evento, patrocinato dal Comune di Matera, si terrà al Rosetta Jazz Club, nel recinto Marconi presso il Commerciale Le Botteghe della Città dei Sassi. Il biglietto d'ingresso è di €15. Prenotazione consigliata al 350 166 0573.
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