IN ABBINATA OBBLIGATORIA CON CRONACHE DEL MEZZOGIORNO
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DURANTE LA SEDUTA PRE NATALIZIA, «LETTA UNA NOTA POLITICA CHE HA, DI FATTO, SFIDUCIATO UN CONSIGLIERE DI MAGGIORANZA»
Episcopia, «In Consiglio spettacolo avvilente»
Opposizione all’attacco: «Aula usata per beghe interne, la comunità merita rispetto»
Servizio a pag 12
L’amministrazione di Potenza finalmente mette mano alla viabilità verso il centro
La rivoluzione di Giuzio e Telesca Alle opposizione resta la vacua difesa del tempo della sosta selvaggia e del caos _
LA RIFLESSIONE
LE DOMANDE GIUSTE
A 50 anni dalla morte, l’eredità di Carlo Levi
obbiamo confessare con il più onesto dei malintesi che non avremmo mai potuto partecipare alla riesumata conferenza stampa di fine anno del governatore Bardi e non già perché non ci piaccia la pugna, soprattutto quando i destinatari sono i patrioti e le loro arrampicate scusologiche, ma perché l’incappucciamento a forma di tacco&spillo avrebbe di certo sgraziato la baldanza ossequiosa che aveva l’alta corte di burocrati, manco fosse lì per un Nobel al generalissimo. Ora lasciamo stare i segreti di Pulcinella che tardano a morire, ma qualche domanda giusta pure non rinunciamo a farla e così dentro tanto storytelling autocelebrativo ci sarebbe piaciuto sapere che fine farà l’assessore Cicala visto il tentato impeachment agricolo contro il povero Bardi o magari come mai gli efficienti uffici regionali non abbiano provveduto per tempo dovuto a pubblicare un semplicissimo avviso pubblico per l’incarico di dg del San Carlo, attesa la priorità dell’AOR nel sistema della sanità o ancora perché mai la povera Basilicata nei sei anni di governo di centrodestra (20192025) abbia letteralmente fatto schifo avendo crescita e PIL peggiori d’Italia e perfino dietro Calabria e Molise. Cantano Servizio a pag 9 i Crave: “Fare le domande giusteee…”
l 2025 è stato, tra le altre cose, anche l’anno delle celebrazioni del cinquantenario dalla morte di Carlo Levi, avvenuta il 4 gennaio 1975. L’autore del Cristo si è fermato ad Eboli, come è noto, è sepolto ad Aliano (MT) e nel piccolo comune dell’alta collina materana sono stati istituiti, già da diversi anni, un premio letterario e un parco (...)
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Il 2026 e le sfide di Potenza: il punto del sindaco ■ continua a pag 16
Giuzio
oLTRe IL GIARdInoIn studio anche Modrone amministratore unico di Sel e Capuano presidente Farbas
IN PIAZZA PREFETTURA E DAI VIGILI DEL FUOCO, LA VECCHIETTA HA INCANTATO TUTTI
A Potenza e Matera arriva la Befana per la gioia di bambini e famiglie
Telesca
Parte lo sciopero della sete di Bolognetti che scrive alla Commissione di Vigilanza Rai: «Sete di verità, giustizia e democrazia»
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DI VINCENZO MADIA
Servizio a pag 6
Menonna alle pag 18 e 19
LA PROTESTA
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■ Servizio
a pag 4
GUARDIA MEDICA
Servizio a singhiozzo, presìdi chiusi e turni ridotti: dai sindaci del Medio Agri appello alla Regione: «Servono interventi urgenti»
■ Calabrese
a pag 8
_ CAPOLUOGO
Scale Mobili “Prima” chiuse, l’ingegnere di FdI Motta auspica un confronto serio tra le Istituzioni: «Serve agire»
■ Mollica
a pag 10
_ LUCCI SBRILLUCCIA
Il presidente del Lions Club Potenza Pretoria Scrocca soddisfatto: «Ringrazio Radio Potenza Centrale e quanti ci hanno sostenuto» ■ Servizio
a pag 10
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mercoledì 7 gennaio 2026 www.lecronache.info
La dirigente nazionale Rosa Gentile: «In Basilicata più impegno e responsabilità per il futuro delle nostre imprese»
Confartigianato, campagna di tesseramento per il 2026 POTENZA. «Quello che si è appena concluso è stato un anno di lavoro intenso, di piani e progetti per il futuro, che ci vedrà intensificare l’impegno in questo nuovo anno con accresciute responsabilità istituzionali e di rappresentanza del mondo artigiano lucano». Con queste parole Rosa Gentile, dirigente nazionale e regionale di Confartigianato, dà il via alla campagna di tesseramento 2026, rilanciando il valore dell’«intelligenza artigiana» come sinonimo di «intelligenza creativa». Un binomio che racconta la capacità degli imprenditori di dare forma alle idee, trasformandole in prodotti e servizi unici, espressione di eccellenza, ingegno e passione. La creatività, sottolinea Gentile, è il filo che unisce tradizione e innovazione, radici e futuro. È ciò che rende ogni impresa artigiana un laboratorio di autenticità e cambiamento, in cui si custodiscono antichi mestieri e si sperimentano nuove tecnologie. Da questa sinergia nasce uno dei pilastri del made in Italy, simbolo riconosciuto nel mondo di qualità e bellezza.«Entrare in Confartigianato – evidenzia Gentile – significa far parte di una rete che trasforma il
«SEGUIAMO VICENDE CON ATTENZIONE»
La vicinanza di Pittella ai lucani in Venezuela
talento individuale in forza condivisa. L’imprenditore artigiano è creatore e innovatore, ambasciatore dei saperi del proprio territorio e protagonista della doppia transizione verde e digitale». Una figura capace di rinnovare la tradizione con lo sguardo rivolto al domani, portando l’eccellenza italiana sui mercati internazionali.Nel 2026 Confartigianato celebrerà ottant’anni dalla fondazione, con iniziative dedicate sui territori. «Stiamo svolgendo appieno il ruolo di sindacato delle imprese – aggiunge Gentile – creando le condizioni per affrontare le sfide che attendono l’artigianato». Tra queste, il futuro delle imprese, messe
alla prova da una società che spesso dimentica come il saper fare artigiano rappresenti un elemento essenziale della coesione sociale e dell’identità del Paese.Garantire prodotti e servizi fondamentali per la vita quotidiana non può essere dato per scontato. I dati sulla demografia sociale e d’impresa impongono una riflessione profonda e la costruzione, oggi, di basi solide per il domani. «Confartigianato è al fianco di chi produce valore – conclude Gentile – tutelando la cultura produttiva artigiana e sostenendo la crescita delle imprese, perché intelligenza e creatività sono la chiave per costruire il futuro del Paese».
POTENZA. La Regione Basilicata esprime vicinanza ai lucani che vivono in Venezuela, alle prese con una situazione definita «particolarmente complessa e incerta», aggravata dagli ultimi sviluppi del contesto politico e sociale. A intervenire è Marcello Pittella, presidente della Commissione dei Lucani nel Mondo e del Consiglio regionale della Basilicata.«Rivolgo un pensiero di sincera vicinanza ai lucani che vivono in Venezuela – afferma Pittella – una condizione che incide sulla quotidianità, sulla sicurezza e sulla serenità delle famiglie, molte delle quali mantengono un legame forte e costante con la nostra regione». Una preoccupazione che nasce da una crisi che si protrae da tempo e che, secondo il presidente, ha registrato un ulteriore peggioramento negli ultimi giorni.Pittella riferisce di aver già avviato contatti con Civil Regional Basilicata en Venezuela, attraverso il referente Antonio Capasso Miele, per monitorare l’evolversi della situazione e mantenere aperto un canale di confronto costante. Le istituzioni regionali, sottolinea, seguono con attenzione quanto accade e ribadiscono l’impegno a non interrompere il dialogo con le comunità lucane all’estero.«I lucani nel mondo rappresentano una parte fondamentale della nostra identità collettiva – conclude Pittella – e non verrà mai meno l’attenzione e il sostegno della Regione nei loro confronti, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà».
Il presidente dell’Associazione Venatoria Eps Caffaro, critica l’emendamento che modifica i limiti di mandato nei Comitati di gestione
Caccia in Basilicata, scontro sulle regole degli Atc POTENZA. La caccia in Basilicata continua a rappresentare un’attività molto seguita, non solo dai cacciatori lucani ma anche da numerosi appassionati provenienti da altre regioni, in particolare da quelle limitrofe. Un settore articolato, nel quale opera l’intero mondo dell’associazionismo venatorio nazionale, ma che, secondo alcune sigle, risente di scelte politiche controverse.A intervenire è Sandrino Caffaro, presidente dell’Associazione Venatoria EPS, che punta l’attenzione sulla governance degli Ambiti territoriali di caccia. «Per indirizzo politico dell’attuale legge regionale – sottolinea – due associazioni su sette risultano escluse dalla rappresentanza nei Comitati di gestione», organismi centrali per la disciplina dell’attività ve-
natoria e per la gestione delle risorse economiche destinate agli interventi sul territorio.Secondo Caffaro, proprio il rinnovo dei direttivi degli Atc è spesso terreno di forti contrapposizioni tra le associazioni, con la ricerca di alleanze pur di ottenere ruoli di vertice. In questo contesto, la politica regionale, anziché svolgere un ruolo di equilibrio, finirebbe per alimentare «strategie di potere» che aggravano il distacco dei giovani dalla Basilicata.Nel mirino finisce in particolare l’iniziativa del consigliere regionale Gianuario Aliandro, che nel 2024 aveva promosso una modifica alla legge regionale con l’introduzione del limite di due mandati, anche non consecutivi, per i componenti dei Comitati di gestione degli Atc. Una norma che prevedeva
inoltre l’impossibilità di rinomina per chi avesse concluso il mandato.Ora, a distanza di due anni, Aliandro ha presentato un emendamento al disegno di legge numero cinquanta del 2025, colle-
gato alla legge di stabilità, che introduce una diversa formulazione: chi ha superato il limite complessivo dei mandati non potrà essere nominato nel quinquennio immediatamente successivo.Una modifica che, secondo Caffaro, arriva in un momento tutt’altro che casuale, alla vigilia del rinnovo dei direttivi degli Ambiti territoriali di caccia numero uno e numero due della provincia di Potenza. «Il provvedimento sembra calzare perfettamente a questa fase – osserva – ora resta da attendere l’esito del confronto per trarre le dovute conclusioni».Il dibattito resta aperto e si inserisce in una partita più ampia, che riguarda il futuro della gestione faunistica e il rapporto tra istituzioni regionali e mondo venatorio lucano.
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Sciopero della sete per il segretario dei Radicali Lucani che denuncia alla Commissione vigilanza Rai «l’attentato contro i diritti civili e politici»
Bolognetti: «Sete di verità, democrazia e giustizia» A poche ore dall’inizio dello sciopero della sete per dire ancora una volta basta al reiterato attentato contro i diritti civili e politici del cittadino, Maurizio Bolognetti segretario dei Radicali lucani ha scritto ai membri della “Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi” nelle persone della Presidente Barbara Floridia e vicepresidenti Maria Elena Boschi e Augusta Montaruli e per conoscenza al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. ****** DI MAURIZIO BOLOGNETTI*
È
davvero curioso che mi ritrovi nuovamente a scrivervi, nel giorno dell’Epifania, per sottoporre ancora una volta alla vostra attenzione il comportamento censorio della Rai. Epifania,che parola meravigliosa, vero? Una parola che, come di certo saprete,sta a significare rivelazione. Vi assicuro che senza alcuna ironia e non volendo certo mancare di rispetto ai rappresentati di un importante istituzione del nostro Parlamento, sto qui a chiedermi se oggi e proprio oggi deciderete di rispondere alle innumerevoli sollecitazioni che vi ho e vi abbiamo inviato a partire dal 15 novembre 2025. Ci sarà una “rivelazione” che mi faccia comprendere il perché di un assordante e al tempo stesso fin troppo eloquente silenzio, che si protrae ormai da 52 giorni? Per quanto mi è dato sapere, i lavori della Commissione che rappresentate son di fatto bloccati da tempo. Non entrerò nel merito delle ragioni che hanno determinato quello che, con termine improprio, potremmo definire Black-out. Spero che vogliate consentirmi di affermare che questa “paralisi” di certo non fa emergere il necessario rispetto dell’Istituzione che siete stati chiamati a rappresentare. Torno a chiedervi,ad iniziare dalla senatrice Flori-
dia: cos’è che dà forza, sostanza, contenuto ad un’autentica democrazia? A mio avviso possiamo parlare di democrazia solo se c’è il necessario rispetto del diritto umano di un popolo a poter conoscere per deliberare; se non ci sono reiterati attentati contro idiritti politici del cittadino;se non c’è censura, rimozione, manipolazione. Domanda: nella misura in cui il servizio pubblico radiotelevisivo, la nostra Rai, con estrema premura provvede a rimuovere idee, forze politiche, proposte, contenuti, possiamo affermare che onora il suo ruolo e la sua funzione? Può la Rai assomigliare in maniera sinistra alla Tv di Stato cinese? Di certo decenni di lottizzazione non hanno fatto bene al nostro servizio pubblico ed è altrettanto certo che quella stessa lottizzazione ha impedito a tanti giornalisti di fare al meglio il proprio lavoro, come avrebbero voluto. Certo fa un po’ sorridere che, in occasione dello sciopero del 28 novembre 2025, Rainews abbia parlato di “pluralismo”. Quale pluralismo, quello dell’olio di ricino distillato nei sotterranei di Viale Mazzini e di certe redazioni? Pensate un po’, signore e signori Commissari, nel 1989 Marco Pannella, che potrei di certo definire il mio mentore, ebbe ad inviare una lettera di dimissioni all’allora Presidente della Camera, Nilde Jotti, nella quale tra l’altro scriveva: “Signora Presidente, dovunque si volga lo sguardo il prevalere di impulsi, riflessi, violenze istituzionali e sociali di carattere inequivocabilmente fascistico mi appare tragicamente chiaro. Se manca, o sembra mancare, la violenza squadristica, con le sue vittime e i suoi assassini, è perché l'assassinio dell'immagine, della verità, della tolleranza, delle idee, delle stesse leggi e del loro fondamento morale, la Costituzione, lo si compie oggi ogni ora, in modo più completo, profondo, radicale di allora, attraverso l'opera dei mass-media (in primo luo-
_ Bolognetti go la RAI-TV […] La Commissione di Vigilanza sulla RAI-TV sta impegnando direttamente il Parlamento in un'opera pilatesca e farisaica di complicità omissiva con questo quadro sovversivo, di tradimento della Costituzione, di negazione della legge, della legalità, della legittimità dello scontro politico. Su questo nessun vero dibattito alla Camera, in convergenza con il sistema politico e partitocratico di stampo fascistico che si sta serrando attorno e contro gli ideali e le forze della democrazia e della legalità. Per questo presento le mie dimissioni da deputato. Quel che sta accadendo in occasione delle elezioni amministrative romane non sarebbe più tollerato nell'Est europeo, nemmeno in URSS, dove Yeltsin non sarebbe nemmeno stato conosciuto come candidato, se avesse concorso come ad elezioni italiane. Non ci sto”. Non so voi, ma da antitotalitario quale sono e mi definisco, trovo che le parole pronunciate 37 anni fa da Marco Pannella siano oggi più attuali di quanto non lo fossero ieri. E del resto, in 37 anni le nostre democrazie son diventate sempre più “democrazie
reali” e il topo de “La peste” ha eroso la delicata pianta della democrazia. Mentre torno a scrivervi, provando ad alimentare e ad essere speranza, mi viene in mente una frase diWalter Benjamin:"Trovare parole per ciò che si ha dinanzi agli occhi: quanto può essere difficile. Ma quando esse arrivano, è come se battessero con dei piccoli colpi di martello contro la superficie del reale, sino a sbalzarne, come da una lastra di rame, la forma". La faccio breve e quindi torno a segnalarvi che la Rai ha impedito ai cittadini di questa Res Pubblica di poter conoscere l’opinione dell’Associazione Radicali Lucani e del suo segretario sulla riforma dell’ordinamento giudiziario voluta dal Governo, impedendo nel contempo di far sapere di un manifesto-appello firmato da numerose personalità del mondo politico e non solo politico. Per quanto mi riguarda, trovo tutto questo inaccettabile. Come del resto, a ben vedere, è inaccettabile il reiterato killeraggio compiuto anche contro le ragioni di quella nonviolenza gandhiana che esercito da una vita. La mia è fame di verità e democra-
zia, di giustizia e libertà. Negli ultimi due mesi, sommando sciopero della fame, digiuno e 37 ore di sciopero della sete, sono giunto a un totale di 44 giorni di azione nonviolenta.Il mio non è un ricatto, proprio no. È la rivendicazione del rispetto di un diritto che appartiene a noi tutti. Con il massimo senso di responsabilità possibile, e auspicando che finalmente la Commissione di Vigilanza sui servizi radiotelevisivi e la Rai sappiano e vogliano ascoltare,con la presente vi comunico che a partire dalle ore 23.59 del 6 gennaio sono passato allo sciopero della sete con la seguente modalità: ogni 72 ore di sete mi farò iniettare 500 cc di soluzione fisiologica. Vorrei chiuderla e perdonate anche il mio citarmi addosso, evocando un brano del “Purgatorio” di Dante: "E già per li splendori antelucani, / che tanto a'pellegrinsurgon più grati, / quanto tornando albergan men lontani, / le tenebre fuggian da tutti lati, / e 'l sonno mio con esse; ond'ioleva'mi, / veggendo i gran maestri già levati". Buona Epifania e…Unicuique suum! * SEGRETARIO RADICALI LUCANI
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OLTRE IL GIARDINO In studio anche l’au di Sel Modrone con un focus sulla transizione energetica e Capuano presidente Farbas
Il 2026 e le sfide di Potenza: il punto del sindaco Telesca N
ell’ultima puntata di Oltre il giardino, il talk di approfondimento di Cronache Tv condotto da Paride Leporace, il sindaco di Potenza Vincenzo Telesca ha affrontato diverse questioni cruciali, a partire dalle modifiche alla viabilità nel centro storico e ha parlato dei progetti in corso per la città. Prima questione affrontata riguarda la viabilità, l’istituzione dei sensi unici in corso Garibaldi e corso Umberto con l'obiettivo di creare nuovi posti auto. Queste modifiche mirano a facilitare l'accesso al centro storico, che Telesca ha definito il "cuore della città". Attualmente, il centro presenta carenze di parcheggio, con solo sei posti per disabili in Corso Umberto, mentre molti residenti e visitatori si trovano a dover parcheggiare in modo irregolare. Telesca ha sottolineato che l'amministrazione sta investendo 3,5 milioni di euro per asfaltare le contrade e migliorare l'infrastruttura nelle zone limitrofe, dimostrando un impegno verso tutta la comunità, non solo verso il centro. Un altro tema affrontato è quello della Scala mobile “Prima” che necessita di manutenzione urgente. Telesca ha chiesto un finanziamento di 6,5 milioni di euro alla Regione per garantirne la manutenzione e riqualificazione. Tuttavia, i fondi non sono ancora stati ricevuti, creando incertezze sul futuro delle scale mobili. Un'importante novità è l'avvio della raccolta differenziata porta a porta, che ha preso il via in questi giorni. Telesca ha spiegato che questo progetto, atteso da tempo, mira a ridurre l'accumulo di rifiuti e migliorare il decoro urbano, con l'obiettivo di estenderlo a 22.000 cittadini entro il 2026. L'amministrazione sta anche lavorando per recuperare i crediti non pagati, con risultati già positivi. Infine, Telesca ha parlato della necessità di una maggiore collaborazione politica e della sua apertura a dialogare con le diverse forze politiche per migliorare la gestione della città. Ha sottolineato l'importanza di unire le forze per affrontare le sfide future e ha espresso la sua disponibilità a lavorare con il Partito Democratico e altre forze politiche per garantire un futuro migliore per Potenza. In conclusione, il sindaco Telesca ha ribadito l'importanza della partecipazione dei cittadini e della collaborazione tra le istituzioni per realizzare i progetti necessari al progresso della città. Si cambia argomento e a Oltre il giardino arriva Luigi Modrone, amministratore unico della SEL (Società Energetica Lucana),che
ha condiviso importanti aggiornamenti sulla situazione energetica e i progetti futuri della società. Modrone ha affrontato temi di rilevanza nazionale e locale, in particolare l'impatto delle dinamiche petrolifere globali e le iniziative per la transizione energetica. Modrone ha commentato le attuali vicissitudini in Venezuela, paese con le maggiori riserve petrolifere al mondo, e il potenziale impatto sull'industria energetica locale. Ha evidenziato che la Basilicata possiede il primo giacimento petrolifero di terra ferma in Europa, suggerendo che l'andamento dei prezzi del petrolio potrebbe influenzare positivamente le royalty per la regione, stimate intorno ai 200 milioni di euro per il triennio 2026-2028. Un tema centrale della puntata è stata la transizione energetica. Modrone ha spiegato che SEL sta lavorando per utilizzare le royalty derivanti dalle attività petrolifere per finanziare progetti di energia rinnovabile. Tra le iniziative in corso, c'è un bando per l'installazione di impianti fotovoltaici nelle abitazioni, che prevede un contributo fino a 6.000 euro per famiglie che non hanno accesso al gas. Questo progetto mira a migliorare l'efficienza energetica e a garantire l'autosufficienza energetica delle famiglie lucane. Modrone ha anche annunciato che SEL sta lavorando a tre grandi progetti di comunità energetiche, che mirano a coinvolgere i cittadini nella produzione e gestione dell'energia. Questi progetti sono considerati fondamentali per il futuro energetico della Basilicata e per la creazione di un modello sostenibile. Durante l'intervista, Modrone ha espresso preoccupazione per gli ostacoli burocratici che rallentano l'implementazione di progetti energetici, come l'efficientamento energetico della caserma dei carabinieri di Potenza. Ha sottolineato l'importanza di superare queste difficoltà per poter sfruttare appieno le opportunità offerte dalle energie rinnovabili. Infine, Modrone ha annunciato che SEL prevede di assumere cinque nuovi dipendenti nel 2026, portando il numero totale a sedici. Questo rappresenta un passo significativo per la società, che mira a crescere e a rispondere meglio alle esigenze della comunità lucana. Per concludere arriva in studio Antonino Capuano, presidente Farbas che ha illustrato le attività e i progetti della fondazione, focalizzandosi sulle tematiche ambientali e sanitarie. Fondata nel 2015, Farbas si è evoluta dall'osservatorio ambientale della Val
__Telesca a Oltre il giardino
__Modrone a Oltre il giardino
__Capuano a Oltre il giardino d'Agrì, ampliando il proprio raggio d'azione per includere anche la salute pubblica. Capuano ha evidenziato alcuni progetti chiave, tra cui "Occhi del Parco", che mira a studiare gli effetti del cambiamento climatico sul fiume Agri e a prevenire incendi boschivi e reati ambientali. Inoltre, la fondazione è coinvolta in "LiveSynet", un progetto europeo per la valorizzazione delle aree marine protette, con la partecipazione di importanti enti nazionali e regionali. La fondazione opera in sinergia con la Regione Basilicata e altre istituzioni, coinvolgendo anche associazioni di volontariato. Attualmente, Farbas conta un solo
dipendente a tempo indeterminato, ma si avvale di professionisti esterni per progetti specifici. Capuano ha sottolineato l'importanza della collaborazione con gli assessori regionali, in particolare con l'assessore all'Ambiente, per promuovere iniziative di tutela ambientale. Uno dei progetti recenti è il censimento delle fontane storiche in Basilicata, che ha portato alla catalogazione di oltre 450 fontane, con l'obiettivo di preservare il patrimonio culturale e ambientale della regione. Capuano ha espresso soddisfazione per i risultati ottenuti e per la crescente attenzione verso le tematiche ambientali da parte delle istituzioni lucane.
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POTENZA Il segretario Di Giacomo evidenzia l’aumento delle aggressioni e dei suicidi tra i detenuti, chiedendo misure concrete per affrontare la crisi
Droga e microcellulare fuori dal carcere, Spp: «Istituti lucani non indenni dall’Anno Horribilis» POTENZA. «L’operazione che ha consentito il sequestro di droga e telefonino davanti al carcere di Potenza è la “prova provata” che questo istituto come gli altri due lucani, Matera e Melfi, non sono usciti indenni dall’anno horribilis per le carceri italiane appena concluso e che il nuovo anno si preannuncia carico di tensioni e soprattutto di lavoro per il personale penitenziario, sempre in organico inadeguato rispetto al crescente sovraffollamento anche delle carceri lucane». Così Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria, che aggiunge: «di fronte ad una situazione esplosiva – 1900 aggressioni di agenti, una sessantina tra rivolte e violenze, 80 suicidi di detenuti, una trentina tra evasioni e tentate evasioni - qualcuno ha pensato a dare il via alla sperimentazione del cosiddetto spray al peperoncino. È come se il medico somministrasse l’aspirina ad un malato terminale. Di fronte a questa situazione in un qualsiasi Paese democratico ci sarebbe stato qualcuno che avesse già autonomamente avvertito la necessità di assumersi
POTENZA Uno agli arresti domiciliari e l’altro con obbligo di dimora presso
un’altra regione. Il Sappe: «Rinvenimento importante»
Polizia arresta 2 pregiudicati vicino al carcere: sequestrati hashish e microtelefono cellulare
el primo pomeriggio del 31 dicembre, nell’ambito dei servizi di controllo intensificati per le festività natalizie, la Polizia di Stato ha arrestato due uomini nei pressi della Casa Cir
N _ Di Giacomo e l’edizione di ieri di Cronache le responsabilità e quindi di rassegnare le dimissioni. Da noi, invece – continua il segretario del Sindacato Polizia Penitenziaria – il “deus ex machina” del sistema penitenziario, il sottosegretario Del Mastro, continua con gli annunci. Questa volta 2mila nuove assunzioni, sicuramente provvedimento positivo, solo che spalmate in un triennio, vale a dire nel nuovo anno non potranno esserci che poche centinaia di unità, di cui se tutto va bene 3-4 ad istituto lucano. Oggi e non domani c’è bisogno di uomini e donne e di strumenti adeguati (altro che spray al peperoncino) per la difesa del personale.
Servono almeno 7 mila nuove unità per far fronte a pensionamenti e prepensionamenti, a dimissioni, se si vuole ripristinare il controllo dello Stato e stroncare i traffici di droga e telefonini». Di Giacomo riferisce che «nel corso del 2025 i sequestri effettuati negli istituti penitenziari ammontano a 65 kg di sostanze stupefacenti di ogni tipo e a un migliaio di telefonini. Anche se più recente molto pericoloso è l’ingresso nelle celle di ’Blu Punisher’ e di altri tipi di pasticche. Il mercato della droga in carcere si è evoluto: tra pastiglie di farmaci tritati o sniffati (l’orudis 200, il contra-
no cellulare, utilizzato frequentemente in modo illecito all’interno delle carceri, e circa 50 grammi di hashish. I due occupanti del veicolo, un trentottenne residente a Potenza e
mal, lo stinox, il lentomil - che vengono date per terapia – per citarne alcuni e persino la tachipirina), cerotti alla morfina, francobolli con colla ricavata da stupefacenti, spaccio e consumo hanno subito cambiamenti notevoli che il personale penitenziario non è certo in grado di cogliere e tanto meno contrastare. Intorno al traffico e all’uso di droga è sempre la criminalità organizzata a fare affari, controllando, come dimostrano numerose inchieste, le più grandi piazze di spaccio dentro e con l’uso dei telefonini fuori. Noi da tempo abbiamo messo in guardia sul nuovo corso della Mafia 2.0 che non è
za, ha commentato l’operazione della Polizia di Stato, definendola un «importante rinvenimento» che suggerisce la possibilità di un tentativo di lancio di droga e telefono all’interno della struttura carceraria. Brienza ha denunciato la vulnerabilità della Casa Circondariale di Potenza e ha rinnovato la richiesta all’Amministrazione penitenziaria di dotare la Polizia Penitenziaria di droni per il controllo esterno e di unità cinofile per il contrasto alle sostanze stupefacenti. Donato Capece, Segretario Generale del SAPPE, ha evidenziato che circa il 30% dei detenuti nelle carceri italiane è tossicodipendente. Nonostante l'ordinamento italiano preveda misure per consentire ai tossicodipend enti di scontare la pena all'esterno, il numero di detenuti con problemi di droga rimane elevato. Capece ha consuLe indagini sono ora concentrate sottolineato l'aumento dei e psia verificare se il materiale seque- mi di sostanze stupefacenti che strato fosse destinato a essere in- cotrope in Italia, un fenomeno detrodotto nel carcere, dove i due ar- colpisce anche la popolazione restati avrebbero potuto garantire tenuta. «È fondamentale rinnovare per forniture illecite ai detenuti
certo possibile contrastare con l’assunzione di poche decine di agenti penitenziari, avvenuta con grande enfasi nelle scorse settimane, che restano insufficienti perché a mala pena e non in tutti gli istituti riescono a rimpiazzare i posti degli agenti in pensione. Da parte dell’Amministrazione Penitenziaria, del Governo e della politica – continua il segretario Di Giacomo – si preferisce fare come le “tre scimmiette” (non vedo, non sento, non parlo). Noi intensificheremo il nostro impegno nel nuovo anno a tutela del personale e per affermare il controllo dello Stato nelle carceri (anche lucane)».
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Guardia medica a singhiozzo, presìdi chiusi e turni ridotti: nelle aree interne assistenza sanitaria spesso assente, soprattutto nei festivi
Sanità, appello alla Regione dai sindaci del “Medio Agri” DI EMANUELA CALABRESE
SANT’ARCANGELO. Ancora una volta torniamo nei comuni lucani per parlare di Guardia medica e disservizi per i cittadini. I Sindaci dei Comuni dell’Area Interna “Medio Agri”, con Sant’Arcangelo Comune capofila, hanno formalmente richiesto alla Regione Basilicata, nella figura dell’Assessore alla salute, Cosimo Latronico e all’Azienda Sanitaria Locale di Potenza un intervento immediato per garantire la continuità assistenziale (guardia medica) nei territori dell’area. Da Latronico ad esempio, il Sindaco Fausto De Maria informa che «nel mese di gennaio, il servizio di Continuità Assistenziale sarà attivo esclusivamente nei giorni 2-5-7-8-11-1213-14-15-16-20-22-23-2427-29-31, secondo il calendario comunicato ufficialmente dall’ASP» pertanto, prosegue il Primo cittadino, «negli altri giorni il servizio non sarà garantito a Latronico ma risulterà attivo presso altri presidi del territorio: Castelluccio Inferiore o
Ospedale di Lagonegro, come da calendario Asp». A ciò va aggiunto che «la Guardia Medica di Agromonte è attualmente chiusa e non assicura il servizio -sottolinea il Sindaco, che ancora precisa- questa comunicazione ha finalità puramente informative nei confronti dei cittadini. Tuttavia, come già segnalato più volte e in diverse sedi all’ASP e alla Regione Basilicata, non è accettabile che un servizio essenziale come la Guardia Medica risulti chiuso per quasi metà dei giorni del mese, soprattutto nei comuni delle aree interne». La continuità assistenzia-
le, ex "guardia medica", come noto è un servizio medico che garantisce assistenza per problemi di salute quando l'ambulatorio del medico di famiglia non è aperto. Il servizio è attivo di notte, nei giorni festivi, prefestivi e nel weekend. Purtroppo però, con la carenza dei medici e le criticità legate al settore sanitario in diverse aree della nostra regione, tali problematiche si acutizzano proprio nei giorni di festa. «La tutela della salute non può essere intermittente incalza De Maria- Il Comune continuerà a sollecitare con forza le istituzio-
ni competenti affinché venga garantita continuità, presenza e dignità del servizio sanitario sul territorio - e si avvia a concludere- Ci scusiamo per i disagi, non dipendenti dal Comune, e ringraziamo i cittadini per la comprensione». Come anticipato in apertura, a soffrirne in questo caso è l’Area Interna “Medio Agri”, da dove i Sindaci chiedono interventi urgenti per garantire la Continuità Assistenziale. «Da tempo, infatti, i servizi di continuità assistenziale risultano assenti, ridotti o fortemente discontinui spiegano- creando gravi criticità per le comunità locali, in particolare per la popolazione anziana e fragile e per i cittadini che vivono in contesti territoriali distanti dai principali presidi ospedalieri. La Guardia medica rappresenta un presidio sanitario essenziale nelle aree interne, fondamentale per assicurare risposte tempestive ai bisogni di salute, ridurre il ricorso improprio ai pronto soccorso e tutelare concretamente il diritto alla salute sancito dalla Co-
stituzione. La sua mancanza espone i cittadini a rischi significativi e alimenta un crescente senso di isolamento e di abbandono istituzionale». I Sindaci dell’Area infine sottolineano come «il rilancio e la tutela delle aree interne non possano prescindere dal rafforzamento della sanità territoriale. Investire nella medicina di prossimità e garantire servizi sanitari di base continui ed efficienti è una condizione imprescindibile per contrastare lo spopolamento e garantire qualità della vita e sicurezza alle comunità locali». Oltre al ripristino della piena operatività del servizio, i Sindaci chiedono altresì «l’attivazione di un tavolo di confronto istituzionale tra Regione Basilicata, ASP, responsabili delle cure primarie e amministrazioni comunali, al fine di individuare soluzioni strutturali e durature alle criticità esistenti. È necessario un segnale concreto-chiosano i Sindaci-per assicurare pari diritti e servizi sanitari a tutti i cittadini, indipendentemente dal luogo di residenza».
Dalle iniziative per i bambini alle donazioni per l’Epifania, associazioni e istituzioni al fianco dell’ospedale di Potenza
San Carlo, feste di solidarietà accanto ai pazienti POTENZA. Durante le festività natalizie l’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza ha vissuto settimane intense all’insegna della solidarietà e della vicinanza ai pazienti e alle loro famiglie. Un clima di partecipazione che ha attraversato i reparti grazie al contributo di associazioni, istituzioni, forze dell’ordine e realtà del territorio, capaci di trasformare il periodo di degenza in un momento più umano e condiviso.Piccoli gesti concreti hanno scandito le giornate festive, dai regali per i più piccoli ai menù speciali predisposti per Natale e Capodanno, fino ai panettoni donati in occasione dell’Epifania. In collaborazione con il volontariato e il personale dell’Azienda, è stato realizzato un articolato programma di iniziative pensate per portare serenità e momenti di svago nei reparti, in particolare in Pediatria. Tra queste la visita di Miss Italia, le donazioni di giocattoli organizzate dai dipendenti, le dimostrazioni di pic-
cole moto e biciclette elettriche, il tradizionale “Babbo Natale” dei Vigili del Fuoco, la “Befana” dei Carabinieri della Biodiversità e l’iniziativa “Babbo Natale in Harley Davidson”.Accanto agli eventi ricreativi, non è mancata una dimensione di raccoglimento e comunità con la celebrazione della Messa del Giubileo dei medici, dei volontari e degli operatori sanitari. Come ogni anno, inoltre, il servizio
di Dietetica dell’Azienda ha predisposto un menù speciale per i giorni festivi, dal 24 dicembre al primo gennaio, pensato anche per i pazienti che seguono regimi alimentari particolari, nel segno dell’attenzione alla qualità dell’assistenza e al benessere delle persone ricoverate.In occasione dell’Epifania, il programma solidale è stato arricchito dalla donazione di cento panettoni destinati ai degenti che possono consumarli nel rispetto delle indicazioni cliniche. Il gesto è stato promosso dalla Fondazione Potenza Futura, in collaborazione con il Potenza Calcio, attraverso i panettoni nati dalla partnership con Tiri, simbolo di appartenenza ai colori e all’identità cittadina.Il direttore generale dell’Azienda San Carlo, Giuseppe Spera, ha sottolineato che «il periodo natalizio è sempre particolarmente significativo per la nostra comunità ospedaliera» e ha ringraziato «tutte le associazioni, le forze dell’ordine, le realtà del ter-
ritorio, il personale e quanti hanno promosso iniziative e donazioni a favore dei pazienti», evidenziando come queste attenzioni rappresentino «un valore aggiunto che contribuisce a rendere più sereno il periodo delle festività, con una cura speciale per i bambini e le loro famiglie».Per la Fondazione Potenza Futura, la direttrice culturale Federica D’Andrea ha spiegato che «si tratta di un gesto semplice ma dal forte valore simbolico, espressione dei valori di comunità, solidarietà e vicinanza», ribadendo che la collaborazione con il San Carlo e con il territorio rappresenta una priorità.L’Azienda ospedaliera San Carlo ha infine rinnovato la propria gratitudine a tutti i soggetti coinvolti, sottolineando come la continuità di queste collaborazioni rafforzi il legame tra ospedale e territorio e confermi il ruolo del San Carlo non solo come presidio sanitario, ma anche come punto di riferimento sociale e comunitario per l’intera regione.
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Potenza
mercoledì 7 gennaio 2026 www.lecronache.info
L'amministrazione di Potenza finalmente mette mano alla viabilità verso il centro
La rivoluzione di Giuzio e Telesca Alle opposizione resta la vacua difesa del tempo della sosta selvaggia e del caos
__Telesca e Giuzio
C
hiunque conosca, abbia vissuto o abbia anche solo occasionalmente percorso le strade che conducono verso il centro storico di Potenza negli anni passati, soprattutto in occasione dei sabato sera, dei festivi e dei prefestivi e degli eventi organizzati in centro ha visto quello che era sotto gli occhi di tutti. Corso Garibaldi diventava il far west delle auto, il festival del parcheggio selvaggio che, unito al doppio senso di circolazione creava una seria infinita di disagi che venivano tollerati per quieto vivere. Chi dice che questo non è vero mente o non ha mai messo piede a Potenza, forse vive nelle periferie, forse ha il vantaggio di
potersi muovere esclusivamente a piedi o forse intende privilegiare la propria posizione politica rispetto al bene della città. IL CORAGGIO DI AGIRE Davanti a questo scenario che inverecondo si apriva sotto gli occhi di tutti c'erano due strade da poter percorrere. Si poteva continuare a fare come hanno fatto le amministrazioni passate, siano state esse di sinistra o di destra, che hanno preferito far finta di non vedere, contando sul fatto che “tanto la sera i vigili non passano” lasciando che la selvatica lotta per la sopravvienza della sosta prendesse il sopravvento rispetto alle regole e all'ordine oppure si poteva provare ad agire.
Il Sindaco Telesca e l'assessore Giuzio hanno preferito agire. Hanno messo in campo il coraggio di aprire gli occhi, l'ottimismo della volontà che non accetta che le cose restino immutabili nella speranza che nessun veda i disservizi e che a questi ci si adatti e hanno deciso di provare ad ideare una soluzione. Il doppio senso unico che, di fatti, crea un'unica direzione di marcia dalla Questura a Porta Salsa, consentendo la discesa da Via Vaccaro o da Montereale con uscita a Via della Pineta è una soluzione intelligente e brillante. Da un lato non crea particolari problemi a meno che non ci si voglia lagnare del superfluo, dall'altro consente di recupe-
rare i parcheggi e mette in ordine quel parcheggio selvaggio che oggi diventa disciplinato, proficuo per le casse del Comune e non più dannoso per la cittadinanza. Ci permetteremmo di suggerire anche il senso unico a scendere per il tratto di Via Vaccaro che dall'incrocio con Via della Pineta arriva fino al liceo Classico in modo da aumentare ancora la disponibilità di parcheggi ma ci rendiamo perfettamente conto che Telesca e Giuzio hanno avuto già un grande coraggio e una grande determinazione a fare quello che hanno fatto. Se al nuovo disegno dei sensi unici e all'ordine che da esso nasce, aggiungiamo anche il divieto per autobus extraurbani e mezzi
pesanti di circolare per Viale Dante mettendo finalmente fine alla serie di ingorghi che si creavano a causa del loro passaggio, possiamo dire che Telesca e Giuzio hanno compiuto un'autentica rivoluzione che snellirà il traffico, aumenterà la fluidità di circolazione e non obbligherà le persone a slalom tra macchine in doppia fila e doppio senso di marcia. Ci piace sottolineare che l'assessore Giuzio in questi giorni in cui cambiava la segnaletica era operativo sul campo, gestiva le macchine organizzative, dialogava con i vigili, con gli operatori e i cittadini. Una dimostrazione di determinazione, di grande forza di carattere e di grande convincimento delle proprie scelte. LE POLEMICHE INUTILI DELL’OPPOSIZIONE Inutili, strumentali e grottesche le polemiche dell'opposizione. A sentire i consiglieri di minoranza e a leggere i loro stati social sembrerebbe che adesso per arrivare da una parte all'altra del centro di Potenza sia necessario percorrere qualche centinaia di chilometri in più. Sono soltanto frottole fumose di chi, quando ha avuto negli ultimi dieci anni, la possibilità di governare ha preferito chiudere gli occhi e lasciare che un caos non gestito occupasse gli spazi della viabilità cittadina. Continuiamo a registrare una anomalia tutta potentina. Il centro-destra potentino somiglia sempre più al PD della Schlein, incapace di partorire idee e costretto ad inseguire sulla soglia della polemica l'agire di chi governa. Non a caso, esattamente come il PD della Schlein, è costretto alla sconfitta determinata dal vuoto di idee. Sensi unici e rotonde, movimenti circolari e parcheggi furono una delle grandi soluzioni urbanistiche del razionalismo. La destra potentina, però, non lo sa. Del futurismo la destra potentina ha preso soltanto la vocazione alle parole in libertà che da opere d'arte letteraria si trasformano negli intenti di questi vuoti incensatori del tempo passato in vacuo sadismo da autosoddisfazione.
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Potenza
mercoledì 7 gennaio 2026 www.lecronache.info
POTENZA L’ingegnere invita le Istituzioni a un confronto serio: «È tempo di rimediare al passato e porre le basi per il futuro»
Scale mobili “Prima”, Motta: «Agire e subito» POTENZA. Le Scale Mobili “Prima” sono chiuse dal primo gennaio scorso a causa della mancata manutenzione straordinaria dovuta al fine vita dell’impianto che ha superato i 30 anni di esercizio nel 2024. Un anno di proroga è stato concesso all’Amministrazione Telesca per permettere i lavori il cui costo ammonta a 6,5milioni di euro circa. In questi giorni si sprecano sui social e non solo, i commenti di cittadini che colpevolizzano il Comune o la Regione per aver perso tempo nel reperire i finanziamenti necessari. In questo contesto si inserisce il commento, ben ponderato come sempre, di Giovanni Motta, ingegnere e componente del Dipartimento Ambiente ed Energia di Fratelli d’Italia per la provincia di Potenza.: «Ad oggi, credo che non sia utile dire a chi ha le maggiori responsabilità per la chiusura della scale mobili a Potenza. Sarà la storia politica a fa-
_ Giovanni Motta
re il suo corso. Congiuntamente ai vari atti amministrativi». «Adesso è utile capire come fare. - continua - Ora, e non domani, per rimediare a quello che è successo nel passato e soprattutto per porre le basi per il futuro. Davanti ad un disservizio bisogna agire e subito. Azzardo a dire come si potrebbe fare, prendendo a prestito la vicenda della piscina
olimpionica che ringraziando Nostro Signore ha messo d'accordo tutti circa la location. Maggioranza e Minoranza. Nuotatori e non Nuotatori. Credenti e non credenti. Sia chiaro, lo dico essendo all'oscuro delle varie e possibili dinamiche economiche e amministrative. È solo una proposta senza alcuna presunzione di conoscere la verità». «Un contributo tempora-
neo con restituzione immediata, laddove si presenti e venga finanziato un progetto di ammodernamento e manutenzione delle scale mobili, al comune di Potenza con la sottoscrizione di una convenzione o di un atto di regolamentazione tra ente beneficiario ed ente attuatore del finanziamento, è possibile metterlo in cantiere o quanto meno metterlo al centro di un
confronto serio e responsabile tra enti che amministrano la cosa pubblica? Ripeto. È una mia umile idea» avanza Motta. «Non vuole essere la risoluzione. È se cosí sarà, sarò contento di aver contribuito in tal senso. Ma se mai si parte, mai si costruiscono i percorsi della buona amministrazione!» conclude Giovanni Motta. ROSAMARIA MOLLICA
Il messaggio del presidente del Lions Club Potenza Pretoria soddisfatto per la buona riuscita dell’iniziativa
“Lucci Sbrilluccia”, Scrocca: «Ringrazio Radio Potenza Centrale e quanti hanno hanno sostenuto l’iniziativa» POTENZA. Si è tenuta domenica la cerimonia di premiazione del concorso “Lucci Sbrilluccia” voluto dai service dei tre Rotary cittadini, Potenza Host, Potenza Duomo e Potenza Pretoria per premiare cittadini e commercianti che con le proprie luminarie hanno reso bella e festosa l'atmosfera della città durante le festività natalizie. Il professore Alberto Scrocca, presidente del Lions Club Potenza Pretoria ha voluto ringraziare Radio Potenza Centrale per aver seguito l’evento e quanti ne hanno reso possibile la realizzazione: «Desidero ringraziare e salutare nella persona del Presidente Postiglione e di tutto lo staff componente la Radio Potenza Centrale per il costante e cordiale interessamento tenuto nei confronti del service creato e condotto sotto la mia guida dal Club Lions Potenza Pretoria “Lucci Sbrilluccia”, Potenza Città di luce. Radio Potenza Centrale ha saputo cogliere e diffondere lo spirito del messaggio Lionista: suscitare e
fare condividere ai cittadini l'interesse alla valorizzazione e vivacizzazione delle proprie abitazioni durante il periodo natalizio». «La volontà di realizzare questa iniziativa è nata dal vivo desiderio di mia moglie Rosalba Riccio ed ha trovato subito spazio nel Club Potenza Pretoria da sempre teso ad animare iniziative di sostegno alla Comunità che lo anima. - continua Scrocca - Radio Potenza Centrale ha colto con grande sensibilità questo spirito di amore verso la città e ne ha fatto oggetto di una informazione precisa e costante. Il mio riconoscimento è pertanto doveroso nei confronti di un così importante Organo di Comunicazione, auspicando la sua vicinanza a noialtri anche in occasione di altre iniziative che intraprenderemo in futuro». «Il mio piu vivo ringraziamento va all'Assessore Roberto Falotico, leader del rinnovamento e della riqualificazione della città che ha inserito questo service fra le
manifestazioni del Comune, Natale in città 25. Altrettanto ringrazio gli altri Club cittadini che si sono compiaciuti con noi sottolineando il valore sociale dell'iniziativa; gli altri Comunicatori: il Dott. Nino Cutro, La Nova. Così come gli sponsor che ci hanno sostenuto offrendo i premi per i cittadini vincitori del concorso:
Iperfutura, Coop, Hotel Bouganville, Ristorante Cruscos, Autolinee Liscio, le ditte Nuzzolillo, Technomedical, Coffee Way Casetta dell'acqua, Avena, Rb confezioni Galassia, Pizzeria Al vicolo, pizzeria Aladin, pastificio Sfoglia d'oro, Francesco Altera hair salon Centro Galassia» conclude il presidente Scrocca.
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Potenza
mercoledì 7 gennaio 2026 www.lecronache.info
LA RIFLESSIONE L’entusiasmo iniziale cede il passo a dati preoccupanti, sollevando interrogativi sulla sostenibilità dell’infrastruttura
Potenza, città di passaggio permanente DI DINO QUARATINO
P
otenza non è abitata solo dai potentini veraci. E già questo, per molti, suona come una provocazione. In realtà è solo una constatazione. Una di quelle verità che non fanno rumore ma cambiano il modo in cui guardi le cose. Potenza è una città di passaggio che, col tempo, è diventata una città di permanenze intermittenti. C’è chi nasce qui e resta. C’è chi nasce qui e parte. C’è chi arriva dai paesi limitrofi per lavorare, studiare, costruirsi una quotidianità, e poi resta più del previsto. C’è chi arriva da molto più lontano, con una lingua diversa, un accento che non si confonde, una storia che raramente entra nei racconti ufficiali. E poi c’è chi abita Potenza senza mai sentirsi davvero di Potenza. E chi, pur non essendoci nato, finisce per appartenerle più di molti altri. Potenza non è dunque una città di etichette. È una città di incontri, di percorsi che si incrociano, di vite che si sovrappongono senza chiedere permesso. E forse è proprio questa mescolanza silenziosa il suo vero tesoro. L’APPARTENENZA NON È UN CERTIFICATO La verità è che Potenza non è una città omogenea. Non lo è mai stata. Solo che per molto tempo ha fatto finta di esserlo. Qui convivono identità diverse sotto un’unica etichetta, spesso troppo stretta. Il potentino storico, quello dei quartieri che “una volta”, quello che riconosce le stagioni dal vento. Il potentino acquisito, che viene da un paese vicino e che ha imparato a orientarsi tra scale, ponti e orari improbabili. Il lavoratore che scende la mattina e risale la sera, con un rapporto funzionale ma continuo con la città. E poi chi arriva da altri Paesi, spesso invisibile, spesso essenziale, quasi mai raccontato. L’appartenenza, però, non è un fatto anagrafico. È un fatto quotidiano. È un atto silenzioso, quasi invisibile: rispettare gli spazi condivisi, salutare chi incontri al bar, non buttare via la propria responsabilità. È nel modo in cui contri-
buisci a rendere la città vivibile, giorno dopo giorno, anche senza farti notare. È questo che distingue chi appartiene veramente da chi crede di appartenere solo perché ci è nato o ci abita da anni. CHI PASSA, CHI RESTA, CHI TIENE INSIEME Appartiene a una città chi la vive. Chi la attraversa con rispetto. Chi contribuisce, anche in silenzio, al suo equilibrio fragile. Non chi la rivendica a parole mentre la abita distrattamente. Potenza, da questo punto di vista, è una città che chiede molto e restituisce poco sul piano simbolico. Non offre riconoscimenti facili. Non regala senso di comunità preconfezionato. Devi costruirtelo. Ed è qui che la distinzione tra “veri” e “non veri” potentini comincia a scricchiolare. Perché chi decide chi è vero? In base a cosa? Alla provenienza? Al cognome? All’accento? Alla memoria condivisa di un passato che non è più lo stesso per nessuno? Intanto, chi arriva da fuori porta nuove prospettive, abilità pratiche, idee che sfuggono al giro ristretto delle chiacchiere di quartiere. Chi arriva da lontano spesso conosce la città meglio di chi pensa di conoscerla da sempre: perché osserva, impara, si adatta, e poi fa tesoro di ogni dettaglio. LA CITTÀ CHE CAMBIA SENZA ANNUNCI Intanto la città cambia. Cambia mentre qualcuno continua a difendere un’immagine immobile. Cambia nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nei condomini, nei bar. Cambia nei volti che non rientrano nelle cartoline mentali. E Potenza, come tutte le città che non fanno clamore, cambia senza proclami. Senza slogan. Senza piani salvifici. Qui l’integrazione non è un progetto. È una necessità pratica. Ci si incrocia, ci si osserva, ci si tollera, a volte ci si aiuta. A volte ci si ignora. È un equilibrio imperfetto, ma reale. C’è una bellezza discreta in questa imperfezione: un vicino che ti lascia passare con la macchina, una collega che ti aiuta senza applausi, un giovane studente che spie-
ga a un compagno straniero come orientarsi tra uffici e bus. Sono micro-scelte che mantengono la città in piedi. Piccoli mattoni di comunità invisibile. IDENTITÀ COME RESPONSABILITÀ E in questa realtà imperfetta vive una domanda non detta: che tipo di città vogliamo essere? Una città che si chiude nella nostalgia di ciò che era? O una città che accetta di essere ciò che è diventata? Potenza oggi è anche una città di lavoratori che non vengono da qui ma che qui passano gran parte della loro vita. È una città di studenti che imparano a orientarsi più tra le persone che tra le strade. È una città di famiglie arrivate da lontano che cercano normalità, non visibilità. E ogni giorno, senza proclami, tutti contribuiscono a questo mosaico urbano: chi offre un sorriso, chi mantiene pulito il quartiere, chi rispetta le regole della convivenza, chi investe tempo e cura in rapporti che sembrano invisibili ma che reggono la città. La città non è meno potentina per questo. È semplicemente più vera. Non chi rivendica, ma chi si prende cura La convivenza non è un ideale astratto. È una pratica quotidiana fatta di piccoli gesti, di rispetto reciproco, di responsabilità individuale. Perché le città non migliorano quando cambiano gli abitanti. Mi-
gliorano quando chi le abita cambia atteggiamento. E forse la vera sfida non è decidere chi è potentino. Ma decidere che tipo di cittadini vogliamo essere. Quelli che difendono confini simbolici sempre più fragili. O quelli che costruiscono legami reali, anche imperfetti, anche faticosi. Perché alla fine una città non è fatta da chi la rivendica. È fatta da chi se ne prende cura. E Potenza, oggi più che mai, ha bisogno di cura. Non di etichette. Non di nostalgie selettive. Ha bisogno di persone che scelgano, ogni giorno, di abitarla davvero. Qualunque sia il loro punto di partenza. LA BELLEZZA DELLA PLURALITÀ Potenza non è solo un luogo fisico, è uno spazio di esperienze condivise. Gli stranieri, i lavoratori dai paesi vicini, gli studenti, i residenti storici: tutti contribuiscono a un tessuto unico, che non può essere compreso attraverso stereotipi o mappe mentali preconfezionate. La pluralità non è una debolezza. È un’opportunità. Una città che abbraccia la diversità, anche lentamente, impara a reagire meglio ai cambiamenti e a diventare più resiliente. IL SILENZIO DEI GESTI QUOTIDIANI Non servono grandi gesti eroici. Non servono proclami o campagne di immagine. La città si tiene in piedi attraverso la costanza invi-
sibile: il negoziante che tiene aperto anche quando conviene chiudere, l’autista del bus che aiuta una persona a capire il percorso, la famiglia che accoglie un nuovo vicino con rispetto e attenzione. Questi piccoli atti quotidiani sono la vera infrastruttura di Potenza. Sono il cemento silenzioso che regge la città quando tutto sembra fragile. UN INVITO A PARTECIPARE Non serve idealizzare Potenza. Serve riconoscere ciò che già esiste. E scegliere di partecipare, senza aspettare che qualcuno risolva tutto. Ogni gesto, ogni scelta di responsabilità, ogni momento di attenzione verso chi ci sta accanto, rafforza la città. E lo fa con discrezione, senza clamore, senza necessità di consenso. LA CITTÀ SIAMO NOI Alla fine, Potenza non chiede di essere amata. Chiede di non essere tradita. E soprattutto, chiede di non tradire se stessi mentre la attraversiamo. La città è il risultato di tutte le nostre micro-scelte, delle nostre responsabilità quotidiane, della nostra capacità di vedere l’altro senza giudicare solo dalla provenienza o dal passato. E allora, forse, Potenza non è solo una città di passaggio. È una città di possibilità. È una città che ci sfida a diventare migliori, ogni giorno, attraverso la costanza, la cura e il rispetto.
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Provincia
mercoledì 7 gennaio 2026 www.lecronache.info
La minoranza attacca la maggioranza dopo la seduta del 23 dicembre: «Aula usata per beghe interne, Episcopia merita rispetto»
«L’ultimo Consiglio comunale solo uno spettacolo avvilente» EPISCOPIA. Il Consiglio comunale del 23 dicembre 2025, che avrebbe dovuto affrontare questioni concrete per la comunità, si è trasformato in «uno spettacolo francamente imbarazzante». È il giudizio netto espresso dal gruppo di minoranza Episcopia Presente&Futuro, che in una nota critica duramente l’andamento della seduta e il comportamento della maggioranza.Secondo la minoranza, accanto ai punti ordinari all’ordine del giorno, come una variazione di bilancio, il gruppo di maggioranza Uniti per crescere avrebbe utilizzato l’aula consiliare per leggere una nota politica con cui, di fatto, è stato sfiduciato un proprio consigliere, senza concedergli alcuna possibilità di replica. «Un fatto ridicolo e senza precedenti – si legge – soprattutto in un Comune di poco più di mille abitanti, amministrato da liste civiche e non da partiti».Portare in Consiglio comuna-
__I candidati di Episcopia Presente&Futuro le conflitti interni alla maggioranza viene definito «un atto di basso profilo politico», che mortifica le istituzioni e manca di rispetto ai cittadini. Per questo, durante la seduta, il capogruppo di minoran-
za Mirko Bianco ha invitato l’amministrazione «a una riflessione seria e responsabile», arrivando a suggerire un gesto di dignità politica: dimettersi qualora non sia più in grado di governare con coe-
sione e credibilità, nell’interesse del paese.Il quadro descritto dall’opposizione viene definito ancora più grave. Viene ricordato che un consigliere, già assessore, ha da tempo costituito un grup-
po autonomo, Episcopia in Azione, segnando una frattura politica mai chiarita. A questo si aggiunge la situazione di un assessore in carica che lavora a Roma ed è presente in paese solo saltuariamente, mentre il capogruppo di maggioranza vive e lavora a Foggia. «Questa sarebbe la squadra chiamata ad amministrare quotidianamente il Comune?», si chiede la minoranza, concludendo che «la misura è colma».Per Episcopia Presente&Futuro il Consiglio comunale «non è un palcoscenico per regolamenti di conti personali», ma il luogo deputato a lavorare per la comunità. Quanto accaduto, secondo il gruppo, dimostra una maggioranza divisa, confusa e distante dai reali bisogni dei cittadini. «Noi continueremo a fare opposizione con serietà e rispetto delle istituzioni – conclude la nota – mentre qualcun altro ha evidentemente scelto un’altra strada».
Giordano e Pappalardo esprimono soddisfazione per la nomina a un ruolo nazionale: «Segno di impegno e competenza»
D’Anzi alla guida del Forum dei Garanti provinciali POTENZA. La nomina della Garante della Provincia di Potenza dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Carmen D’Anzi, a Coordinatrice nazionale del Forum dei Garanti provinciali viene accolta con «grande orgoglio» dai vertici della Provincia di Potenza. A sottolinearne il valore sono il presidente Christian Giordano e il vicepresidente Rocco Pappalardo, che parlano di un riconoscimento prestigioso e meritato.«È un tributo innanzitutto all’instancabile lavoro esercitato dalla professoressa D’Anzi fin dal giorno successivo alla sua nomina – dichiarano – un impegno che rende orgogliosa l’intera Provincia di Potenza». Per Giordano e Pappalardo, il nuovo incarico nazionale rappresenta anche la conferma della validità delle scelte compiute dall’Ente nel rafforzare i presìdi di tutela dei diritti.I
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due amministratori ricordano infatti l’istituzione, da loro promossa, di riferimenti aggiuntivi ritenuti fondamentali: la Garan-
te dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale e il Garante dei diritti delle persone con disabilità. «Le
straordinarie attività portate avanti, tra le altre cose a titolo assolutamente gratuito, dai Garanti Carmen D’Anzi e Stefano Mele, insieme alla Consigliera di Parità provinciale **Simona Bonito – proseguono – rappresentano per il territorio un passo significativo verso il miglioramento delle condizioni di vita delle fasce più deboli».Secondo Giordano e Pappalardo, il lavoro svolto in questi anni ha consentito a cittadini e comunità di poter contare su punti di riferimento qualificati, capaci di offrire ascolto, sostegno e tutela. «Si tratta di un impegno concreto verso la difesa dei diritti umani e la promozione di una società sempre più inclusiva – concludono – un fronte sul quale non bisogna mai abbassare la guardia, soprattutto alla luce di quanto di preoccupante sta accadendo sempre più spesso nel resto del mondo».
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Matera e provincia
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Il Movimento 5 Stelle rivendica il ruolo centrale di Verri nella nascita della nuova maggioranza e della Giunta comunale
«A Pisticci vincente la linea dell’unità e del programma» PISTICCI. «La nascita della nuova maggioranza e della nuova Giunta comunale di Pisticci conferma la bontà di un percorso politico costruito con lucidità, responsabilità e visione». È la lettura che Pisticci 5 Stelle affida a una nota con cui commenta il nuovo assetto di governo cittadino, definito come un passaggio politico di grande rilievo per il centrosinistra locale.Il Movimento richiama il documento promosso a fine settembre dalla consigliera regionale e coordinatrice provinciale Viviana Verri, che aveva indicato la necessità di ricostruire un campo progressista unitario e riconoscibile. «Quel documento – sottolineano – metteva al centro una proposta concreta, fondata su valori condivisi, responsabilità verso la comunità e capacità di governo, individuando nel 2027 un orizzonte strategico chiaro».Secondo Pisticci 5 Stelle, gli sviluppi delle ultime settimane rappresentano la conferma di quella visione. «Oggi i fatti danno piena forza a quel percorso: la nuova maggioranza nasce da una scelta di unità e responsabilità che rafforza l’azione amministrativa e restituisce prospettiva alla città», si legge nel comunicato. In
PRESENTATO A MATERA IL LIBRO “CARA DEA”
Lettere contro il buio, uno sprone ai giovani
questo quadro, il ritorno del Movimento 5 Stelle al governo cittadino viene definito «la naturale evoluzione di un lavoro politico serio, coerente e orientato all’interesse generale».Il Movimento rivendica di aver contribuito in modo determinante alla definizione di un nuovo equilibrio politico e interpreta le reazioni dell’opposizione come un segnale significativo. «Le risposte scomposte della destra pisticcese dimostrano che questa scelta sta producendo effetti reali sugli equilibri politici locali», affermano.Viene inoltre respinto ogni tentativo di costruire alleanze trasversali. «È fallito il disegno di chi puntava a un’am-
mucchiata politica, sul modello di esperienze già viste altrove, per portare Pisticci sotto l’influenza della destra regionale», sottolinea la nota, accompagnata da un appello all’unità rivolto alle forze del centrosinistra.Pisticci 5 Stelle augura infine buon lavoro alla nuova Giunta comunale e all’assessora del Movimento Marilisa Marranzini, cui sono state affidate le deleghe al sociale, alla scuola, alle politiche giovanili e alla parità. «Saremo parte attiva di questa nuova stagione – conclude il comunicato – per dare risposte concrete ai bisogni della comunità e costruire uno sviluppo giusto e sostenibile per Pisticci e il Metapontino».
MATERA. È stato presentato all’hotel San Domenico, il libro “Cara Dea. Lettere per continuare a vivere. Dal buio dell’adolescenza alla forza di andare avanti”, pubblicato da Altrimedia Edizioni e curato dall’associazione Dea per sempre. L’antologia nasce dal dolore per la scomparsa di Dea, quindicenne morta il 4 ottobre 2024 a Marconia di Pisticci, e si propone come strumento di ascolto e riflessione sul disagio giovanile. L’iniziativa, coordinata da Sergio Palomba, ha visto gli interventi del vicepresidente dell’associazione Giuseppe Miolla, del neuropsichiatra infantile Massimo Polledri, della psicologa e psicoterapeuta Mariangela Guerra, dell’editrice Gabriella Lanzillotta e della presidente dell’associazione Mirna Mastronardi, madre di Dea. In sala anche l’assessora comunale Stefania Draicchio. Dal lutto nasce l’impegno di “Dea per sempre”, associazione che intende tendere la mano a ragazze e ragazzi che vivono un disagio. Da qui l’idea del concorso di scrittura “Cara Dea”, che invita gli adolescenti a scrivere una lettera immaginaria a Dea, trovando forse più facile confidare paure, fragilità e insicurezze. Il volume raccoglie quelle confessioni e, con il supporto di esperti, prova a indicare come comprendere e affrontare il malessere giovanile. Tra i contributi anche quello della giornalista Lisa Iotti, mentre particolarmente toccante è il testo affidato alla voce di Giorgia, una delle amiche di Dea, che dà forma a un dolore condiviso e a una richiesta di ascolto che interpella l’intera comunità.
Aveva 56 anni. Michele Giordano: «La comunità perde un servitore leale, esempio di umanità e senso del dovere»
Matera piange Pasquale Cancelliere, poliziotto e attore MATERA. Si è spento all’età di 56 anni, dopo aver combattuto dallo scorso ottobre contro una grave malattia, Pasquale Cancelliere, sostituto commissario coordinatore della Polizia di Stato di Matera e attore per passione. Una figura molto conosciuta e apprezzata in città, capace di unire rigore professionale, grande umanità e una proverbiale simpatia che lo aveva reso benvoluto da colleghi e cittadini.Cancelliere lascia la moglie Francesca e i figli Biagio e Sofia. La camera ardente sarà allestita dalle ore 11 di martedì 6 gennaio 2026 fino alle ore 10,30 di mercoledì 7 gennaio 2026 nella sala Fenice della Casa Funeraria Cristalli, in contrada Pedale della Madonna, angolo via Gravina. I funerali si terranno mercoledì 7 gennaio
2026 alle ore 11 nella chiesa Maria Madre della Chiesa, in via dei Dauni, nel rione Serra Rifusa.Accanto all’impegno nella Polizia di Stato, Pasquale Cancelliere ha coltivato con passione il teatro. Il suo debutto risale al 15 dicembre 2011 con la commedia «La ptàj du varvìr», portata in scena al Teatro Duni dalla compagnia teatrale 75100. L’opera, scritta dallo stesso Cancelliere, fu prodotta dalla società Blu Video del regista Geo Coretti, in collaborazione con l’associazione culturale Pier Paolo Pasolini.Negli anni successivi ha condiviso il palco in diverse produzioni con l’attrice materana Lia Trivisani. Tra i lavori più apprezzati lo spettacolo comico «Faci’jm Uaciàzz», che ha registrato grande partecipazione di pubblico, e soprattut-
to «Pesame mucho», andato in scena il 27 e 28 marzo 2018 al Teatro Duni con un doppio sold out. Una commedia ambientata
in un centro benessere, capace di far sorridere e al tempo stesso riflettere sull’identità materana.Numerosi i messaggi di cordoglio. Il presidente provinciale di Fratelli d’Italia, Michele Giordano, ha espresso la propria vicinanza alla famiglia e alla Polizia di Stato: «Abbiamo sempre apprezzato la sua serietà, il senso del dovere, l’amore per la comunità e la sua grande umanità. Con la sua scomparsa Matera perde un leale servitore».Alla famiglia di Pasquale Cancelliere sono giunte anche le condoglianze della redazione di SassiLive e del direttore responsabile Michele Capolupo. Con la sua scomparsa, la comunità materana perde un uomo capace di lasciare un segno profondo, in divisa come sul palcoscenico.
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Il corpo di Levi riposa ad Aliano, ma alcuni intellettuali ritengono che i lucani siano affetti da una sorte di “masochismo” nell’esaltare oltre misura la sua opera più importante
Cristo si è fermato ad Eboli!
I
DI VINCENZO MAIDA
l 2025 è stato, tra le altre cose, anche l’anno delle celebrazioni del cinquantenario dalla morte di Carlo Levi, avvenuta il 4 gennaio 1975. L’autore del Cristo si è fermato ad Eboli, come è noto, è sepolto ad Aliano (MT) e nel piccolo comune dell’alta collina materana sono stati istituiti, già da diversi anni, un premio letterario e un parco letterario molto attivo, che portano il suo nome. L’opera che rese famoso lui ed Aliano, fu scritta a Firenze dal Natale del 1943 alla fine di luglio del 1944 nel momento più drammatico della II guerra mondiale. “La chiusura clandestina e la presenza della morte riportarono l'autore a rivivere ancora una volta quei valori umani che egli aveva trovato nei mesi del suo confino nel piccolo borgo in provincia di Matera che da più di venti anni lo ricorda nel suo Parco Letterario "Carlo Levi" e da più di trenta con il Premio Letterario Carlo Levi.” È quanto si legge in una nota del sito nazionale dei Parchi Letterari, a cui ha replicato con tono sarcastico lo scrittore potentino Gaetano Cappelli: “Riportarono l'autore a rivivere ancora una volta quei valori umani che egli aveva trovato negli anni del suo confino nel piccolo borgo in provincia di Matera” -
ma quali anni! Carlo Levi fu confinato in Basilicata, tra Grassano e Aliano, per otto mesi “scarzi”, dal 3 agosto del ‘35 al 26 maggio del ‘36 e se ne “fuscì” appena il giorno dopo, in seguito alla grazia concessa ai confinati sull’onda dell’entusiasmo per la conquista etiopici” Lo scrittore potentino già nel 2022 sulle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno, aveva espresso con chiarezza il suo pensiero su di un’opera che è sicuramente una riuscita costruzione letteraria, ma è stata troppo spesso confusa con una credibile testimonianza storica. Ecco quello che, tra l’altro, scrisse. “Eccosì, dal momento che di nuovo se ne parla – vedi il recente convegno a Torino, «Riscoprire Carlo Levi a 120 anni dalla nascita» –, mi son deciso a leggere Cristo si è fermato a Eboli; per intero. Appassionandomene addirittura. All’inizio, per quel senso di mistica solitudine che lo pervade; la luce netta degli scorci, l’incanto dei notturni – «La luna riempiva il cielo e pareva si versasse sulla terra» –, ma poi, e forse anche più, dopo aver sobbalzato su certi passaggi, al pensiero di cosa sarebbe successo se, il suddetto capolavoro, fosse uscito con un’altra firma oggi, quando bastano una battuta o una desinenza inappropriate per fi-
nire alla gogna. Così è stato come leggerlo con accanto un woke, uno cioè di quegli implacabili guardiani del politicallycorrect. Iniziamo da Aliano. Quando Levi vi arriva, gli appare come «imbandierato per una festa della Morte». È il paese del «ninte»: niente fiori, niente alberi – e proprio niente e nessuno gli piace. Da confinato, ovviamente disprezza il podestà e la sua cricca; ma non salva proprio nessuno tra i notabili, nemmeno tra i medici e i farmacisti, al Sud quasi sempre colti e liberali. Qui, no. Qui son tutti avidi, meschini, ignoranti. Persino l’arciprete, invece che il consueto «fratacchione» bon vivant, è un sordido miserabile. «Stava mangiando con la madre: avevano in due un solo piatto e un solo bicchiere [e da] quel suo unico bicchiere che doveva aver servito per anni, senza mai essere stato lavato a lui e alla vecchia, a quanto potevo arguire dalla gromma unta e nera che lo incrostava tutto attorno», Levi è costretto a bere il vino che gli offre, per non offenderne l’empito d’ospitalità. Ennò dai, è davvero troppo! Ma non è che sto Levi ce l’ha su coi terroni!, sussulta il mio personal woke, talmente indignato da lasciarsi sfuggire una parola «vietata».” Già qualche tempo prima uno studioso originario di Stigliano, Angelo Colangelo con in una documentata pubblicazione aveva ridato onore e dignità sto-
rica ai personaggi leviani, dimostrando come quella di Levi fosse stata una costruzione letteraria. Ma chiediamoci: gli abitanti della provincia torinese erano davvero tanto diversi da quelli della provincia lucana? A Montalbano Jonico ad esempio già a metà ‘800 era presente una biblioteca e un
centro di lettura pubblico, quindi aperto a tutti, uno dei primi in Europa e quel comune aveva dato i natali a Francesco Lomonaco che esule a Milano era amico di Ugo Foscolo e del fratello, di Vincenzo Monti e amico e maestro di Alessandro Manzoni ed eccellenti studiosi lo considerano l’ispiratore del più famoso e importante romanzo della letteratura italiana: “I promessi sposi”. Erano presenti scuole pubbliche, anche se il tasso di analfabetismo, come nel resto d’Italia, era ancora alto. Il cinquantesimo anniversario della morte di Carlo Levi è stato celebrato con numerose iniziative in tutta Italia, soprattutto tra Torino, Matera e Aliano. Levi fu Senatore della Repubblica per due legislature, dal 1963 al 1972, eletto come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano (PCI), prima nel collegio di Civitavecchia e poi in quello di Velletri. Nei lucani non c’è forse un po’ di masochismo nell’esaltarne oltre misura la sua opera?
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Continua l’analisi di Cronache sulle piccole verità della vita quotidiana, invitando a riflettere su come affrontare le difficoltà
Appunti di realtà: il 7 gennaio DI DINO QUARATINO
C’
è un momento, ormai quotidiano, in cui la realtà non entra più dalla porta: scivola dallo schermo. Ti guarda, ti valuta, ti assegna un valore in tempo reale. Un numero, un’icona, un silenzio. Viviamo nell’epoca in cui tutto è tracciabile, tranne il coraggio. Sai quante persone hanno visto il tuo messaggio, ma non quante hanno avuto la forza di risponderti. Sai quanti seguaci hai,ma non chi ti seguirebbe davvero se inciampassi. È un tempo strano: tutti connessi, tutti prudentissimi.Si parla di tutto, ma si evita l’unica cosa che conta davvero: dire ciò che si pensa, fare ciò che si sente giusto anche quando non conviene. L’algoritmo ama le certezze.
La vita no. La vita preferisce chi sbaglia in prima personaa chi ha sempre ragione per procura. E allora ci alleniamo a stare a metà. Opinioni tiepide, indignazioni a tempo determinato, empatie che scadono come lo yogurt in frigo. Ci commuoviamo, ma senza muoverci. Ci arrabbiamo, ma senza pagarne il prezzo. Intanto, dentro, qualcosa bussa. Non fa rumore, non manda notifiche. È quella voce che chiede, senza sconti:“Stai vivendo o stai solo mantenendo la posizione?” Perché la verità è semplice, anche se dà fastidio: nessuno cambia la propria vita con le precauzioni. Nessuno migliora il mondo aspettando condizioni favorevoli. Le svolte non arrivano quando tutto è
pronto,arrivano quando tu smetti di rimandare. Ogni giorno è una prova pratica, non un sondaggio. Non chiede perfezione, chiede responsabilità:di ciò che pensi, di ciò che dici, di ciò che fai. Chiede di non delegare il tuo coraggioe di non parcheg-
giare la tua dignità in attesa di tempi migliori. Siamo bravissimi a spiegare perché non è il momento. Molto meno a riconoscere che, spesso, il momento siamo noi. Sì, il mondo è confuso, rumoroso, a tratti persino ridicolo. Ma non
è un alibi. È il campo di gioco. La differenza non la fa chi urla più forte, ma chi, anche a voce bassa, sceglie ogni giorno di non tradirsi. Non è eroismo. È disciplina interiore. È decidere, quando nessuno guarda, da che parte stare.
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POTENZA La vecchietta con la scopa si è calata dal tetto del Teatro Stabile. Fondamentale il contributo della Federazione Italiana Motociclistica e degli Amici dell'Hospice
La motobefana arriva in piazza Prefettura e incanta i bambini
__Alcuni momenti dell’iniziativa
(foto Mattiacci)
DI FRANCESCO M ENONNA
L
a gioia dei bambini, la festa che si chiude e un bagno di allegria nel segno della Befana. Sono stati questi gli ingredienti della Motobefana svoltasi a Potenza in Piazza Mario Pagano che ha chiuso di fatto le iniziative riguardanti il Natale in Città 2025 promosso dall'Amministrazione Comunale che ha portato nel capoluogo 255 appuntamenti e 80 eventi sparsi durante il Natale. Una festa, un modo gioioso per condividere la discesa della Befana calatasi dal tetto del Teatro Francesco Stabile di Potenza insieme a due elfi che hanno condiviso il momento di gioia e aggregazione con le famiglie, i motociclisti, l'Amministrazione Comunale e i tanti volontari presenti in Piazza Mario Pagano. La discesa acrobatica della vecchietta si è svolta grazie alla collaborazione con gli Amici dell'Hospice, la Federazione Italiana Motociclismo, il Lucania Motocycle di Potenza. Presenti il Sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, l'Assessore alla Cultura del Comune di Potenza, Roberto Falotico, la Presidentessa del Lucania Motocycle di Potenza, Adriana Locaspi, il Presidente della Federazione Italiana Motociclismo di Basilicata, Giovanni Tosti. La vecchietta calatasi dal tetto del Teatro Francesco Stabile preceduta dal lancio di palloncini colorati ha portato in dono ai bambini tante caramelle nel segno della bontà, dell'allegria e della condivisione. Una condivisione che Palazzo di Città intende continuare ben presto con il cartellone legato al Carnevale che riporterà in auge la figura di Sarachella. La vecchietta prima di giungere a terra ha perso la tanto amata scopa e per tutti c'è stata tanta animazione e suspance nel segno del divertimento, della voglia di condividere un momento si spensieratezza e di convivialità. All'arrivo della Befana in piazza i motociclisti sono stati pronti a
suonare i clacson delle rispettive moto accogliendo in un momento di grande euforia la vecchietta. Dunque una manifestazione riuscita che ha visto i saluti istituzionali dei responsabili presenti all'ingresso del Teatro Francesco Stabile e chiude di fatto le celebrazioni natalizie nel segno della gioia e della condivisione. L'Assessore alla Cultura del Comune di Potenza, Roberto Falotico ha detto la sua sull'evento sottolineando quanto segue: «La Motobefana insieme alla Befana che si calerà da qui a qualche momento dal tetto del Teatro Stabile non fa altro che chiudere le manifestazioni ben 278 iniziative che abbiamo avuto del Natale in Città. E' un momento di festa, è un momento di festa per i nostri bambini. E' un momento di festa per le famiglie. E quindi siamo soddisfatti del lavoro che abbiamo potuto mettere in campo del sistema associativo che ringrazio sentitamente per la loro sensibilità. Questa città ce la può fare, ce la può fare a partire dalla Cultura. Stiamo programmando il Carnevale Potentino, la Msschera e le Maschera, il Carnevale Potentino dove riprenderemo il percorso con Sarachella la nostra maschera cittadina. Siamo già al lavoro». Giovanni Tosti, Presidente della Federazione Italiana Motociclismo di Basilicata ha apprezzato l'iniziativa natalizia: «È un bel segnale per la città di Potenza, penso che per tutta la provincia e i paesi limitrofi. Abbiamo tanto moto club partecipanti anche da tutta la regione. Quindi un bel numero abbiamo la piazza gremita di moto e di persone. I moto club dovrebbero essere dodici moto club abbiamo 100 iscritti, calcolando che nel resto della Basilicata stamattina pioveva, è un buon numero che comunque il moto club Basilicata Motor Cycle riceve ecco, un bel numero, una bella soddisfazione. Questa è la prima tappa del trofeo turistico re- feo regionale turistico a marzo trial e tutto il resto del programgionale, parte oggi il nostro tro- parte il campionato enduro, cross ma della nostra federazione».
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La tradizionale figura ha incantato bambini e famiglie con caramelle e spettacoli divertenti curati dalla sezione materana dell’Associazione dei caschi rossi
La Befana torna al Comando dei Vigili del Fuoco di Matera
__Alcuni momenti dell’iniziativa MATERA. In occasione della ricorrenza dell’Epifania, la magica figura della Befana ha fatto il suo ritorno nel Comando dei Vigili del Fuoco di Matera, regalando un momento di gioia e spensieratezza ai bambini e alle famiglie presenti. La tradizionale discesa della Befana dal castello di manovra ha incantato tutti, mentre il caposquadra Vincenzo Giaculli, nei panni della simpatica vecchietta, ha distribuito caramelle e cioccolatini a tutti i piccoli festeggianti. L’arrivo della Befana è stato accompagnato da una serie di interventi e scenette divertenti, curate dalla Sezione materana dell’Associazione Nazionale dei Vigili del Fuoco, che hanno reso l’evento ancora più coinvolgente. La comandante del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, Amalia Tedeschi, ha partecipato attivamente alla cerimonia, sottolineando l'importanza di momenti di socialità e fe-
(foto Mattiacci)
sta per la comunità. A rendere l’atmosfera ancora più festosa è stata la musica dal vivo, offerta da tre talentuosi musicisti, già componenti del noto gruppo Sasso Rock: Giovanni Di Serio, Francesco Duni e Benedetto Cappiello. Per l’occasione, si è unito a loro anche Espedito Pozzuoli, che ha suonato il tamburello, creando un’atmosfera di allegria e festa. La manifestazione ha rappresentato non solo un momento di intrattenimento, ma anche un'opportunità per rafforzare il legame tra i Vigili del Fuoco e la comunità locale, facendo vivere a tutti i presenti la magia dell’Epifania in un contesto di amicizia e condivisione. La Befana al Comando dei Vigili del Fuoco di Matera ha portato un sorriso sui volti di grandi e piccini, dimostrando che anche le tradizioni più semplici possono unire e far felici le persone, rendendo ogni Epifania un evento da ricordare.
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