cronacHE augura Buon naTalE aI proprI lETTorI. rITornIaMo Il 31 con lo SpEcIalE DI FInE anno
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cHIESTI 4,8 Mln DI € EnTro la rIprESa DEllE corSE oppurE Il TrEno parTIrà Da METaponTo E non Da TaranTo
Freccia rossa: pepe presenta il conto alla puglia La Basilicata smette di essere il bancomat per i servizi utili ai pugliesi, un cambio di mentalità che fa bene alla Regione
Dellapenna a pag 3
2 profili altissimi mettono in crisi la Commissione, a gennaio la scelta definitiva. La nuova Presidente del Tribunale di Sorveglianza sarà Spinelli
procura distrettuale, è corsa a 2 CSM, in Commissione finisce 3 a 3 tra Cardea e Falvo: la palla ora passa al Plenum lE gIornaTE DEll’EMIgrazIonE
#SALI SCE N DI
Apt, l’esperienza di Roots-in a un convegno in Senato
CENTENARI LUCANI Indipendentemente si chiamino Vitantonio, Angelo o anche Maria e provengano da questo o quel Comune sono tutti assieme l’esempio più bello che anche sulla vita è possibile sfidare l’ordine del tempo, avendo dalla propria parte le passioni giuste, a cominciare da quelle d’autenticità e di piena resilienza. Per questo in tempi di cattivi patrioti e di presagi ancor più bui può essereuna lezione unica quanto straordinaria che insegna alla Basilicata come stare in piedi e guardare il futuro con maggiore convinzione.
Apt Basilicata ha partecipato alla XVIII edizione de "Le Giornate dell'Emigrazione", evento nazionale promosso dall'associazione Asmef, che si è svolto stamattina al Palazzo Giustiniani del Senato della Repubblica. L’iniziativa, patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri, ha rappresentato un momento di confronto sul fenomeno migratorio italiano e sulle strategie per contrastare lo spopolamento dei (...)
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AUGUSTO TOTO Anche se Nicoletti ha scoperto d’essere un fratellino d’Italia solo dopo 12 ore che fosse candidato a sindaco, spara col fuoco amico pur d’avere la smania testarda e poco patriottica di sedersi sulla poltrona da presidente del consiglio comunale e che rischia di ridicolizzare oltre ogni cosa la stessa magnifica vittoria ottenuta dal centrodestra. Nella logica dei fratelli coltelli che pure esiste anche tra i meloniani la bellissima città di Matera saluterà Servizio a pag 10 l’anno nuovo senza avere una figura di rappresentanza e garanzia.
Lavoratori sfruttati e violenza: 4 arresti ■ continua a pag 19
La vignetta di M. Bochicchio
POLICOrO Dopo l’incidente sulla Ss 598 di ottobre, scattano le indagini della Procura di Matera
MATERA nulla DI FaTTo pEr l’ElEzIonE DEl prESIDEnTE
Il Toto presidente non dà risultati: qualcuno deve fare un passo indietro
Servizio a pag 9
Dellapenna a pag 17
_ cronaca
Operazione della Polizia nel Potentino: sequestrati 115 “ordigni micidiali” e arrestato un uomo che deteneva il materiale illegale
■ Servizio
a pag 15
_ capoluogo
La dispersione idrica di via Armellini non è più un problema: intervento di Aql con collegamento diretto al collettore fognario ■ Servizio
a pag 14
_ MElFI
Gare pilotate, l’ex sindaco Valvano e il suo presidente del Consiglio Simonetti assolti con formula piena
■ Servizio
a pag 8
_ Scanzano jonIco
Nella notte ignoti fanno saltare il bancomat della Banca Popolare Pugliese, Cariello: «Paura e sgomento tra la comunità» ■ Servizio
a pag 17
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SOPRALLUOGO DI PEPE: «OPERA STRATEGICA PER RAFFORZARE LA DISPONIBILITÀ IDRICA E LA RESILIENZA DELLA BASILICATA»
Dighe, collegamento Acerenza-Genzano verso il traguardo ACERENZA. Nuovo sopralluogo del vicepresidente e assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata, Pasquale Pepe, sui cantieri dello schema idrico Basento Bradano. La fisionomia dell'infrastruttura di collegamento tra la diga di Acerenza e quella di Genzano di Lucania è decisamente cambiata dallo scorso
maggio. I lavori per la riconnessione dei due invasi, per un investimento complessivo di 20,5 milioni di euro del Pnrr, si avviano alla conclusione, sia per la tubazione pensile sia per la galleria. All'orizzonte, la piena messa a regime di un'opera cruciale per rispondere alle esigenze di un'area vasta della Basilica-
ta e destinata a rafforzare in modo strutturale la disponibilità della risorsa idrica, al servizio sia dell’uso potabile sia di quello agricolo e industriale. Un’infrastruttura chiave per la resilienza del territorio, capace di migliorare l’efficienza del sistema, ridurre le criticità storiche e sostenere lo sviluppo delle aree servite.
Ok del Consiglio regionale all’ordine del giorno per risolvere i contenziosi sui fondi Psr e tutelare i bilanci comunali
Agea, stop al rischio dissesto Polese chiede soluzione equa POTENZA. Il Consiglio regionale della Basilicata ha approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato dal consigliere Mario Polese, con il quale si impegna la Giunta regionale a intervenire sui contenziosi in corso tra alcuni Comuni lucani e Agea, l’organismo pagatore centrale per i fondi della Pac. Il documento punta a scongiurare il rischio di dissesto finanziario degli enti municipali coinvolti, attraverso un contributo straordinario che consenta la definizione delle vertenze.L’atto chiede in particolare di «prevedere, al fine di evitare una sicura dichiarazione di dissesto degli enti municipali coinvolti nei vari contenziosi con Agea, un sostanziale contributo straordinario che permetterebbe di risolvere l’intera problematica attraverso proposte transattive con la stessa Agea». Una misura ritenuta ne-
cessaria per affrontare una situazione che si trascina da anni e che grava in modo significativo sui bilanci comunali.Nel documento si precisa che i contenziosi riguardano opere pubbliche regionali già realizzate e regolarmente fruibili dalle collettività interessate. Per questo motivo, in alternativa al contributo straordinario, viene chiesto di verificare ogni possibile soluzione utile alla definizione definitiva della vicenda, evitando ulteriori aggravi finanziari per gli enti locali.L’ordine del giorno ricostruisce inoltre il quadro delle contestazioni mosse da Agea, che ha intimato ad alcuni Comuni, tramite ingiunzioni di pagamento, la restituzione di ingenti somme percepite nell’ambito delle misure del passato Psr Basilicata. Si tratta, viene evidenziato, di contestazioni spesso legate a controlli e adempimenti effettuati
dallo stesso organismo pagatore.Secondo il documento, il rischio di soccombenza nei procedimenti legali in corso è molto alto, con la conseguente possibilità di dissesto finanziario dei bilanci comunali. «Siamo di fronte a una situazione che richiede
responsabilità e una risposta concreta delle istituzioni regionali», sottolinea Polese, evidenziando la necessità di tutelare i Comuni e, al tempo stesso, di chiudere una stagione di incertezza che pesa sulle amministrazioni locali e sulle comunità interessate.
Calamita: «L’Ue frena su riduzione emissioni. A rischio investimenti, occupazione e futuro di Stellantis e dell’indotto»
Auto, la Fiom Basilicata contro lo stop alla transizione POTENZA. «Le novità introdotte dall’Ue nell’ambito della transizione dell’automotive rappresentano un evidente freno al percorso di riduzione delle emissioni inquinanti. Le conseguenze si dispiegheranno nel corso degli anni e, come troppo spesso accade, ricadranno sulle future generazioni. Come Fiom Cgil Basilicata riteniamo sia il momento di non rallentare la transizione, per di più già avviata nello stabilimento Stellantis di Melfi con la produzione dei nuovi modelli». Lo afferma la segretaria generale della Fiom Cgil Basilicata, Giorgia Calamita.«Non si possono scaricare le cause della grave crisi industriale sulla transizione energetica, in assenza di
adeguate politiche industriali – continua –. Servono ingenti investimenti pubblici e privati per non allargare il divario che già oggi l’industria automobilistica europea registra nei confronti della Cina. Investimenti in ricerca, sviluppo delle nuove tecnologie e produzione sono fondamentali per la tenuta industriale, sociale e occupazionale, già oggi a rischio a causa dei mancati investimenti europei, nazionali e delle case produttrici».Secondo la Fiom è necessario un netto cambio di strategia. «Chiediamo un cambiamento deciso da parte di Stellantis e del Governo. L’azienda non può continuare a scaricando tutto sulle regole eunascondere le proprie responsa- ropee. Da anni il processo di dibilità per i mancati investimenti simpegno ha prodotto l’attuale si-
tuazione, contraddistinta da un crollo continuo delle produzioni in Italia, dall’assenza di investimenti in ricerca e sviluppo e dalla mancanza di nuovi modelli di massa da allocare negli stabilimenti italiani, interessati da tempo da una pesante cassa integrazione».«Stellantis deve decidere di tornare a investire nel nostro Paese. Il Governo, da parte sua, non può continuare a sostenere che tutto vada bene. Il settore automotive sta precipitando, da Stellantis a tutto l’indotto e alla componentistica. Il tavolo automotive – conclude Calamita – deve essere spostato a Palazzo Chigi per un confronto che porti a soluzioni concrete, andando oltre la propaganda».
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Chiesti 4,8 milioni di euro entro la ripresa delle corse oppure il treno partirà da Metaponto e non da Taranto
Freccia Rossa: Pepe presenta il conto alla Puglia La Basilicata smette di essere il bancomat per i servizi utili ai pugliesi, un cambio di mentalità che fa bene alla Regione DI MASSIMO DELLAPENNA
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a Regione Puglia, se vorrà che il freccia rossa continui a partire da Taranto e non da Metaponto, dovrà collaborare con la Regione Basilicata per il pagamento del servizio a Trenitalia. Questo il senso della nota inviata da Pasquale Pepe al neo eletto Antonio De Caro al quale il vice presidente della Giunta Regionale ha ricordato che “fin dalla sua istituzione, il servizio in oggetto ha rappresentato un collegamento di rilevante interesse interregionale, assicurando tuttora l’attestazione finale nella Città di Taranto. In tale prospettiva, la scrivente Amministrazione ha avviato, nel tempo, un costante confronto con codesta Regione, sia attraverso incontri istituzionali sia mediante comunicazioni formali, al fine di assicurare la sua compartecipazione finanziaria al costo sostenuto, nell’ottica di equilibrio e cooperazione tra i territori interessati”. UN DISCORSO INIZIATO DA TEMPO In realtà, Pasquale Pepe l'interlocuzione con la Puglia l'aveva iniziata già
dal momento del suo insediamento. Ad una sua precedente missiva, però, il Presidente Emiliano aveva risposto che, siccome si stavano svolgendo le elezioni regionali e ci si trovava a fine legislatura, sarebbe stato opportuno prendere impegni direttamente con la nuova Giunta Regionale. Adesso le elezioni regionali si sono svolte De Caro ha preso il posto di Emiliano e l'assessore ai trasporti, passato il tempo del passaggio di consegne e del cambio delle password nei computer del Governo pugliese, ha pre-
sentato immediatamente il conto al nuovo Governatore. Un conto che non è soltanto teorico e che ricorda da vicino una messa in mora con Pepe che scrive “alla luce di quanto sopra, pertanto, si ritiene auspicabile definire la compartecipazione finanziaria da parte della Regione Puglia nei termini concordati, ovvero nella misura del 30% della spesa annua complessiva, stimata in via presuntiva in euro 4,8 milioni, in modo da consolidare un servizio ferroviario di rilevanza strategica per entrambi i territori, rafforzando la colla-
borazione interregionale e garantendo continuità ai collegamenti a favore delle comunità interessate” e che, in mancanza “di una tempestiva definizione degli aspetti finanziari, a decorrere dal luglio 2026 – data prevista per la ripresa del servizio a seguito dell’interruzione programmata da marzo a giugno 2026 – il servizio verrebbe limitato alla stazione di Metaponto, con conseguente venir meno dell’attestazione su Taranto”. Insomma, Pepe fa sul serio e scrive a De Caro che se non arrivano immediatamente 4,8 milioni di eu-
ro di compartecipazione alle spese, al riavvio delle corse a Giugno il capolinea sarà Metaponto con l'esclusione di Taranto. La Basilicata ha deciso di non essere più, almeno sul versante delle infrastrutture, il bancomat della Puglia. LA DIFESA DEGLI INTERESSI REGIONALI Nel dibattito politico in Basilicata si fa molta retorica sulla difesa della nostra regione e del nostro territorio, un dibattito che spesso si riduce a poche chiacchiere e molte fumose rivendicazioni. Pasquale Pepe, anche su questo versante, si sta distinguendo per la capacità di rendere azioni concrete quello che altri hanno reso come mere parole e vuota retorica. Un cambiamento di mentalità che si traduce in un cambio serio di passo. Su questa vicenda e sull'orgoglio amministrativo di Pepe ci piacerebbe che ci fosse la compattezza di tutta la politica regionale, ci dispiacerebbe notare il silenzio o addirittura una qualche forma di disagio da parte di coloro i quali sono stati eletti in Basilicata ma rispondono a logiche di partito prima che agli interessi dei cittadini.
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Cavallo: «Norma discutibile per contenuti, metodo e tempi. Così si mina il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini»
Cisl Basilicata contro il sistema contributivo per i politici regionali «U
na norma discutibile nella sostanza, nella forma e nella tempistica». Così il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo bolla l’introduzione, con un emendamento della maggioranza al collegato alla legge di stabilità regionale, del sistema contributivo per consiglieri, assessori e presidenti. «Sul piano sostanziale – spiega Cavallo – condividiamo le perplessità di chi paventa un possibile vizio di legittimità della norma, in particolare per quanto riguarda la sua efficacia retroattiva e il presunto rispetto del principio della invarianza di spesa. Discutibile è anche la forma con la quale la norma è stata introdotta: un emendamento al collegato alla legge di stabilità, senza la concreta possibilità
di discutere in modo trasparente e al cospetto della pubblica opinione le ragioni del provvedimento. Un vero e proprio raid che mette a nudo una visione
distorta del mandato democratico. Quando sono in ballo norme che incidono sul patto di fiducia tra istituzioni e cittadini la trasparenza deve essere mas-
sima, perché il rischio è di allargare ulteriormente il già preoccupante fossato che separa la classe dei governanti da quella dei governati.
Tuttavia, è soprattutto sulla tempistica che l’introduzione del sistema contributivo per i politici regionali è un vero e proprio schiaffo a tante famiglie che oggi faticano ad arrivare alla fine del mese. Parlo di chi ha perso il lavoro, di chi è in cassa integrazione, di chi vede sgretolarsi anni di sacrifici e oggi ha paura per il proprio futuro, dei tanti giovani che non trovano sbocchi lavorativi nella loro terra e sono costretti ad emigrare, degli anziani che vivono in solitudine e che rinunciano alle cure perché la pensione non basta a vivere. L’auspicio è che l’anno nuovo porti consiglio e che si possa ridiscutere il provvedimento alla luce del sole: ne vale della credibilità delle istituzioni democratiche».
Sindacati denunciano «privilegio ingiustificato» in un momento di spopolamento e crisi economica della Basilicata
Cgil pronta a presidio contro il sistema contributivo per i politici lucani
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e l’emendamento al collegato finanziario alla legge di Stabilità sul sistema di previdenza dei consiglieri regionali lucani non dovesse essere ritirato, la Cgil scenderà in piazza. Il prossimo Consiglio regionale della Basilicata sarà oggetto di un presidio in viale Verrastro, a Potenza, in segno di protesta. Ad annunciarlo sono stati i segretari generali della Cgil Basilicata, Spi Cgil Basilicata e Cgil Potenza, Fernando Mega, Angelo Summa e Vincenzo Esposito, durante l’assemblea di fine anno tenutasi oggi a Potenza. «I dati sulla Basilicata sono impietosi – hanno sottolineato i dirigenti sindacali –. È di ieri il dato Istat sullo spopolamento, che pone la nostra regione in cima al Mezzogiorno e in Italia per perdita di popolazione, con un picco di -6,1 per mille al 31 dicembre 2024. Mentre la Basilicata si spopola, i poveri crescono anche tra chi ha un’occupazione, le nostre industrie chiudono e aumenta l’uso di ammortizzatori sociali, il governo Bardi ancora una volta mette
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al primo posto il proprio tornaconto personale rispetto ai bisogni dei lucani e delle lucane». Secondo la Cgil, la reintroduzione dei vitalizi, «seppure nel recinto delle norme prescritte, è solo un ulteriore privilegio che la maggioranza si è voluta concedere». I sindacati ricordano inoltre il tentativo, poi bloccato, di aumentare gli stipendi dei consiglieri con un costo complessivo di 500 mila euro: «Fallito solo grazie alla nostra denuncia e mobilitazione e all’intervento della Corte dei Conti, che ha messo nero su bianco la norma secondo la quale la spesa complessiva del Consiglio regionale non può essere aumentata in base alla legge Monti». «Oggi la maggioranza di centrodestra ci riprova, assumendo la decisione senza alcun confronto con la minoranza e con modalità alquanto subdole e poco democratiche – continuano Mega, Summa e Esposito –. Continueremo a mobilitarci affinché si fermi questa deriva da casta. Si apra il confronto sulla
vertenza Basilicata, altrimenti questa regione è destinata a soccombere». L’iniziativa della Cgil rappresenta l’ennesimo richiamo pub-
blico contro una misura che i sindacati definiscono ingiustificata in un momento di crescente difficoltà sociale ed economica per la regione.
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Il capogruppo di Ol-Iv rivendica «un passaggio politico decisivo» e chiede soluzioni strutturali per superare sussidi e precarietà
Stabilizzazione ex Tis e Rmi, passa la proposta di Polese POTENZA. L’approvazione dell’Ordine del Giorno a sostegno dei beneficiari ex Tis ed ex Rmi e delle norme collegate alla stabilità 2025 rappresenta «un passaggio politico significativo, perché affronta due temi rilevanti per il lavoro e per l’equilibrio sociale della Basilicata». Lo afferma Mario Polese, consigliere regionale e capogruppo di Orgoglio Lucano – Italia Viva, a margine dei lavori del Consiglio che hanno portato al via libera al Collegato e a diversi Ordini del Giorno.Tra questi figura anche quello presentato dallo stesso Polese, finalizzato a sostenere i percorsi di stabilizzazione dei lavoratori ex Tis ed ex Rmi, oggi impegnati in attività di pubblica utilità nei Comuni lucani, insieme a un emendamento dedicato alla stabilità del personale interinale impiegato durante l’emergenza Covid 2019.«Con l’Ordine del Giorno – spiega Polese – si impegna la Giunta regionale a valutare e attivare tutte le azioni utili a favorire la stabilizzazione dei beneficiari ex Tis e Rmi, tenendo conto delle competenze e delle esperienze maturate nel corso degli anni presso gli enti locali». Una platea che, secondo il capogruppo, ha
CONFRONTO SINDACALE SUGLI ORGANICI
Alsia, ok su assunzioni La Uil Fpl: «Soddisfatti»
garantito supporto e continuità alla pubblica amministrazione e per la quale occorre individuare soluzioni strutturali, anche attraverso il coinvolgimento di Arlab, delle società partecipate e degli enti strumentali regionali.L’impostazione dell’atto tiene conto anche delle esperienze già avviate in altri territori, con l’obiettivo di accompagnare i Comuni verso percorsi di assunzione stabili, superando una gestione fondata sui sussidi e orientandosi invece verso forme di lavoro duraturo e qualificato.Polese richiama poi l’attenzione sull’approvazione della norma relativa alle stabilizzazioni del personale sanitario impiegato durante l’emergenza pandemica. «Con l’inseri-
mento dell’articolo 8 bis nella legge regionale numero 58 del 2021 – sottolinea – viene estesa la possibilità di stabilizzazione anche al personale assunto con contratti di lavoro autonomo o interinali nel periodo del Covid, nel rispetto dei vincoli previsti dalla normativa nazionale». Un intervento che, precisa, riconosce il contributo di lavoratrici e lavoratori impiegati in una fase critica senza determinare nuovi oneri finanziari per la Regione.«Il tema del lavoro e della valorizzazione delle competenze – conclude Polese – resta centrale nell’azione regionale. I provvedimenti approvati vanno nella direzione di fornire risposte concrete ai territori e ai lavoratori coinvolti».
POTENZA. Esito positivo per l’incontro tra la delegazione trattante e la direzione di Alsia, che ha confermato le linee operative su assunzioni e risorse economiche. Durante il confronto l’ente ha ribadito la scelta di procedere al piano assunzionale attraverso lo scorrimento delle graduatorie regionali, soluzione condivisa dalla Uil Fpl, che ne sostiene la proroga come strumento di continuità e valorizzazione delle professionalità già selezionate.Risultati concreti anche sul fronte del Fondo 2025. La proposta aziendale è stata migliorata grazie all’azione sindacale, con un incremento di circa 50.000 euro rispetto al 2024 destinati alla produttività, la conferma delle risorse per le specifiche responsabilità e la previsione di ulteriori aumenti nel 2026. Sono inoltre previste progressioni orizzontali per circa 30.000 euro e l’incremento di circa 100.000 euro del fondo di risultato delle elevate qualificazioni.Nel corso dell’incontro la Uil Fpl ha avanzato anche richieste sull’aumento del valore dei buoni pasto e sulla programmazione di nuove progressioni verticali da definire con il Fondo 2026. «Un confronto utile che dimostra l’importanza di investire sulle professionalità esistenti», sottolinea il segretario generale regionale Uil Fpl Giuseppe Verrastro, assicurando un monitoraggio costante sull’attuazione degli impegni assunti da Alsia.
L’assessore Cupparo: «Era una priorità per garantire continuità all’Agenzia». Verrastro: «Risposta concreta a precari e idonei»
Arlab, una legge regionale sblocca le stabilizzazioni POTENZA. Un passo decisivo verso il superamento del precariato storico nelle agenzie regionali è stato compiuto con l’approvazione della legge di assestamento di bilancio da parte del Consiglio regionale. A evidenziarne la portata è l’assessore allo Sviluppo economico Francesco Cupparo, che sottolinea il valore di un emendamento specifico capace di risolvere una questione aperta da tempo e di garantire la piena operatività dell’Arlab, l’Agenzia regionale lavoro Basilicata, in stretto raccordo con il Dipartimento Sviluppo economico e lavoro. L’emendamento, a firma del consigliere regionale Gianuario Aliandro, chiarisce l’applicabilità della procedura di stabilizzazione anche agli enti strumentali della Regione. La norma, approvata nella se-
duta del 16 dicembre, consente infatti di estendere agli enti regionali quanto previsto dall’articolo 3, comma 5, del decreto legge 44 del 2023, convertito nella legge 74 del 2023. Grazie a questo intervento, Arlab potrà procedere alla stabilizzazione del personale a tempo determinato, riconoscendo competenze maturate negli anni, requisiti di servizio e il contributo assicurato al funzionamento dei servizi per l’impiego.Per l’Assessorato e per l’Agenzia, come sottolineano congiuntamente Cupparo e la direttrice Maria Rosaria Sabia, non si tratta di un atto meramente tecnico ma di una scelta politica chiara. «La stabilizzazione del personale è un obiettivo prioritario – evidenzia Cupparo – perché garantisce continuità operativa, valorizza le professionalità in-
terne e rafforza il coinvolgimento dei lavoratori nelle funzioni istituzionali a beneficio dell’intero territorio regionale».Sul percorso ha inciso anche l’azione sindacale della Uil Fpl, impegnata nelle scorse settimane a sensibilizzare le forze politiche regionali sulla proroga delle graduatorie concor-
suali della Regione, degli enti strumentali e delle Aziende sanitarie. Un intervento che, secondo il sindacato, rappresenta una scelta di equità e trasparenza, tutelando il merito di chi ha superato selezioni pubbliche.«Queste norme – sottolinea il segretario generale regionale Uil Fpl Giuseppe Verrastro – mettono ordine, tutelano i diritti e producono effetti immediati sull’organizzazione del sistema pubblico lucano, rafforzando l’accesso al lavoro stabile e la continuità dei servizi». Con l’approvazione dei piani dei fabbisogni assunzionali per il triennio 2026-2028, la Regione Basilicata consolida così un percorso di rafforzamento amministrativo fondato sulla stabilità occupazionale e sulla valorizzazione delle competenze.
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Differenziata in crescita e costi sotto la media nazionale, ma restano nodi su impianti, coordinamento e coinvolgimento dei cittadini
Rifiuti urbani, Basilicata a metà strada tra virtuosità e criticità Q
uando si parla di rifiuti urbani, l’attenzione si concentra quasi sempre sulla raccolta differenziata. Dietro ogni sacchetto, però, esiste un sistema articolato fatto di organizzazione, impianti, costi e scelte politiche. In questo scenario, Potenza e Matera rappresentano un caso emblematico della gestione dei rifiuti nel Mezzogiorno, con luci e ombre che meritano di essere analizzate.Nel 2023 la Basilicata ha fatto registrare una media del 63,5 per cento di raccolta differenziata. Un dato incoraggiante, superiore alla media del Sud ferma al 58,9 per cento e leggermente migliore rispetto a quella del Centro Italia, che si attesta al 62,3 per cento. Il confronto con il Nord resta però impietoso: qui le percentuali superano il 73,4 per cento. Nel dettaglio, Potenza ha oltrepassato di poco la soglia del 65 per cento fissata
dall’Unione Europea, mentre Matera si ferma al 61,8 per cento. Risultati positivi, ma ancora lontani da quelli delle città più virtuose, come Trento e Cremona, che superano l’80 per cento.Un altro elemento centrale è rappresentato dai costi del servizio. Nel 2025 la spesa media annua per famiglia in Basilicata sarà di 312 euro, un valore inferiore alla media nazionale di 340 euro e decisamente più contenuto rispetto ad altre regioni del Sud, dove si arriva a 385 euro. A Potenza la spesa media è pari a 305 euro, mentre a Matera sale a 319 euro. Anche in questo caso, tuttavia, il divario con le realtà più efficienti rimane evidente: a Trento la spesa si ferma a 224 euro, a Milano a 260 euro.La governance del sistema regionale è affidata all’EGRIB, l’ente che coordina la gestione dei rifiuti in Basilicata. Tuttavia, Potenza e Matera
adottano modelli organizzativi differenti, rendendo complessa l’attuazione di una strategia realmente unitaria. A pesare è soprattutto la carenza di impianti per il trattamento della frazione organica, che obbliga a conferire i rifiuti fuori regione, con un aggravio di costi e un impatto ambientale significativo. In questo quadro appare indispensabile investire in una gestione integrata, puntando su infrastrutture moderne ed efficienti, come stazioni di trasferenza, capaci di migliorare l’organizzazione complessiva e ridurre le spese.Resta inoltre limitato il coinvolgimento diretto dei cittadini. Non mancano iniziative positive, come osservatori civici e campagne di sensibilizzazione, ma la partecipazione attiva è ancora marginale. Anche la trasparenza dei dati risulta insufficiente: strumenti come il Portale TARI sono poco diffusi, no-
nostante le esperienze di altre città dimostrino che un’informazione chiara e accessibile favorisce comportamenti più virtuosi.Potenza e Matera si collocano dunque in una posizione intermedia nella gestione dei rifiuti urbani. Non sono tra le realtà più avanzate del Paese, ma neppure tra le più in difficoltà. La raccolta differenziata
cresce e i costi restano sotto controllo, ma per compiere un vero salto di qualità servono investimenti strutturali, maggiore coordinamento, più trasparenza e un ruolo attivo dei cittadini. Solo così le due città potranno aspirare a diventare modelli di sostenibilità e innovazione ambientale per l’intero Mezzogiorno.
Dopo la fusione con Popolare di Sondrio previste 400 assunzioni e 250 stabilizzazioni. Una quota riservata a donne vittime di violenza
Bper Banca, accordo su esodi e nuove assunzioni: ricadute positive anche in Basilicata lavoro
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opo alcune giornate di trattative serrate, in Bper Banca è stato raggiunto un accordo che ridisegna il perimetro occupazionale dell’istituto a seguito della fusione con la Popolare di Sondrio. L’intesa prevede il pensionamento incentivato di 800 lavoratori attraverso il fondo esodi, compensato da 400 nuove assunzioni e da almeno 250 stabilizzazioni di personale che lavora o ha lavorato in somministrazione o con contratti a tempo determinato.Accanto agli aspetti occupazionali, l’accordo introduce anche un importante elemento di carattere sociale: una quota pari ad almeno il 2 per cento delle uscite sarà infatti riservata a donne vittime di violenza di genere inserite in percorsi di protezione, oppure a figli e figlie di vittime di femminicidio.A sottolineare il valore dell’intesa è il segretario generale della Fisac Cgil Basilicata, Bruno Lorenzo, che evidenzia le ricadute positive per il territorio lucano: «Abbiamo raggiunto un accordo che guarda al futuro della banca, ma
anche della nostra regione, in quanto parte delle 650 assunzioni previste, circa 50, verranno effettuate in Basilicata. Una combinazione virtuosa che lega la crescita occupazionale della nostra Regione al mantenimento e alla conquista di nuovi diritti e tutele per il personale presen-
te».Particolarmente significativa, secondo il sindacato, è la scelta di destinare una parte delle assunzioni a soggetti colpiti da gravi forme di violenza: «Dopo il protocollo raggiunto in Abi – aggiunge Lorenzo – dedicare una quota delle assunzioni a donne vittime di violenza di genere o a
figli di femminicidio significa tenere insieme il tema dell’occupazione con l’impegno concreto a contrasto di una vera e propria piaga sociale».L’intesa viene letta come una conferma del ruolo centrale delle relazioni industriali nel settore bancario e come un segnale di attenzione verso il futuro occupazionale della Basilicata. «È un accordo che dimostra, ancora una volta, il grande valore delle relazioni industriali – conclude il segretario della Fisac Cgil – mettendo il lavoro al centro e guardando all’auspicio di una riduzione dell’emigrazione lavorativa».Da qui l’appello affinché anche altri istituti di credito seguano l’esempio di Bper, investendo sull’occupazione in Basilicata. In questa direzione, viene ritenuta strategica una rapida attivazione della Conferenza regionale sulla desertificazione bancaria, approvata con legge regionale nei mesi scorsi, che potrebbe rappresentare uno strumento decisivo di confronto e programmazione per il futuro del settore sul territorio.
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SABAT TO 20 DICEMBRE 2025 5 07:00 09:00 10:00 11:00 12:00 14:00 15:30 17:30 19:00 20:30 21:00 22:30 23:00 02:00
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DOMENICA 21 DICEMBRE 2025 2 07:00 09:00 10:00 12:00 12:45 14:00 15:30 17:00 18:00 20:00 21:00 22:30 00:00 02:00
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Basilicata 24 ore
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Cadono le accuse contro l’ex sindaco e presidente del Consiglio comunale di Melfi. Il Pd provinciale: «Giustizia è fatta»
Gare pilotate, Valvano e Simonetti assolti con formula piena MELFI. L’ex sindaco di Melfi Livio Valvano e l’ex presidente del Consiglio comunale Luigi Simonetti sono stati assolti perché «il fatto non sussiste» nel processo che li vedeva imputati, a vario titolo, per presunte gare pilotate, una presunta corruzione elettorale e favori in cambio dell’affidamento di lavori pubblici. Con la sentenza pronunciata dal Tribunale di Potenza cadono tutte le accuse formulate nei loro confronti.Valvano e Simonetti erano stati coinvolti nel 2019 in un’inchiesta della Procura di Potenza che aveva portato il giudice per le indagini preliminari a disporre il divieto di dimora nella città federiciana. Dopo oltre sei anni, l’esito del procedimento ha definitivamente ribaltato il quadro accusatorio, restituendo piena serenità ai due ex amministratori.A
commentare la decisione è stato Luigi Simonetti con un messaggio affidato ai social. «Il Tribunale di Potenza con formula piena mette un punto definitivo su una vicenda surreale avviata oltre sei anni fa», ha scritto, aggiungendo: «È assolutamente vero, il tempo è sempre galantuomo. E poi l’alba è sempre nuova».Sull’assoluzione è intervenuto anche il segretario provinciale del Partito Democratico di Potenza, Arduino Lospinoso, che ha espresso «grande soddisfazione» per l’esito del processo. Secondo Lospinoso, la decisione dei giudici «conferma la correttezza del comportamento tenuto dal Partito Democratico di Melfi, che in questi anni ha scelto di attendere con rispetto l’esito del procedimento giudiziario, pur nella consapevolezza dell’onestà delle persone
coinvolte».Per il segretario provinciale del Pd, l’assoluzione «rappresenta un punto fermo importante e restituisce piena serenità a due uomini che hanno affrontato una fase complessa con dignità e senso delle istituzioni».
Il Partito Democratico, conclude Lospinoso, «continuerà a lavorare per il bene della città di Melfi, ringraziando l’intera classe dirigente per aver affrontato anni difficili con unità, responsabilità e spirito democratico».
Le consigliere regionali del M5S Araneo e Verri chiedono alla Giunta di aprire un confronto con il Ministero per riaprire i presidi
Giustizia in Basilicata, mozione per i tribunali di Melfi e Pisticci POTENZA. Restituire alle cittadine e ai cittadini lucani un accesso equo, rapido e dignitoso alla giustizia è una priorità non più rinviabile. Con questo obiettivo le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle Viviana Verri e Alessia Araneo hanno presentato una mozione per impegnare la Giunta regionale ad avviare un’interlocuzione immediata con il Ministero della Giustizia finalizzata alla riapertura dei Tribunali di Melfi e Pisticci, soppressi con la riforma della geografia giudiziaria del 2012.La proposta nasce anche alla luce della dichiarata volontà del Governo di riconsiderare i tagli introdotti oltre dieci anni fa. Una riforma che, come ammesso dallo stesso ministro Carlo Nordio, non ha prodotto i risparmi di spesa attesi e che, in Basilicata, ha generato esclusivamente disagi per cittadini, professionisti e operatori del diritto. La soppressione dei presidi giudiziari di Melfi e Pisticci ha infatti ignorato le criticità strutturali dei collegamenti viari regionali, costringendo l’utenza a spostamenti onerosi verso Potenza e Matera e determinando un sovraccarico degli uffici rimasti attivi, con un inevitabile rallenta-
mento dei procedimenti civili e penali.Nel documento si sottolinea come il Tribunale di Melfi rappresentasse un baluardo fondamentale in un’area strategica al confine con la Puglia, esposta alle influenze della criminalità organizzata proveniente dal foggiano. Un territorio che ospita l’Istituto penitenziario di massima sicurezza e rilevanti asset economico-produttivi, a partire dallo stabilimento Stellantis e dall’intero indotto collegato. Le consigliere ricordano inoltre
che la chiusura del presidio melfitano fu il risultato di una scelta politica difficilmente comprensibile, determinata dal forzato accorpamento di due tribunali, uno lucano e uno campano, per raggiungere insieme i numeri di quello di Melfi.Analoga attenzione viene riservata alla situazione di Pisticci, presidio giudiziario di riferimento per il Metapontino, un’area vasta e delicata sotto il profilo socio-economico e non immune da rischi di infiltrazioni criminali esterne. Qui il cari-
co di lavoro giudiziario era particolarmente significativo, con circa diecimila procedimenti civili e penali istruiti ogni anno. Un dato che rende ancora più paradossale, secondo le firmatarie della mozione, l’investimento di circa quattro milioni di euro per la realizzazione di una nuova sede giudiziaria rimasta poi inutilizzata dopo la soppressione del tribunale.Per Verri e Araneo la Regione Basilicata non può limitarsi a un ruolo attendista, ma deve partecipare attivamente ai tavoli
di lavoro ministeriali, coinvolgendo esperti e rappresentanti dell’avvocatura lucana. L’obiettivo è fare fronte comune per rimediare a quello che viene definito un errore storico e riportare una presenza concreta dello Stato nei territori oggi privati di presidi fondamentali. «La sicurezza, tanto evocata dal centrodestra – sottolineano le consigliere – passa innanzitutto attraverso una giustizia accessibile ed efficiente, capace di rispondere ai bisogni delle comunità locali».
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L'operazione scaturisce dal grave incidente stradale sulla Ss 598; la Procura di Matera attiva indagini su condizioni di lavoro degradanti
Sfruttamento di lavoratori agricoli e violenza: quattro arresti a Policoro A Scanzano Jonico quattro braccianti asiatici
perdono la vita: ««Non possiamo più morire
per lavorare, serve una svolta vera sulla sicurez
za»
Dopo la strage la Uil rilancia «Più tutele per i lavoratori» SCAN ZANO JONIC O. La tragedia che ha spezzato la vita di quattro lavoratori agricoli asiatici e ferito altri tre riporta in primo piano il tema delle condizioni di lavoro e di vita dei braccianti immigrati. Per i segretari regionali della Uil e della Uila, Vincenzo Tortorelli e Gerardo Nardiello, è il momento di un rinnovato impegno sindacale e istituzi onale, a partire dalla sicurezza nei trasporti e nelle aziend e agrico le.«Occorre accertare – affermano – perché dieci lavoratori agricoli viaggiassero su un autome zzo omologato per sette persone». Una tragedia che, come ricordano i sindacalisti, si inserisce nel quadro delle «morti in itinere», un fenomeno in crescita anche in Basilicata
APPELLO DEL COMMISSARIO PD DANIELE
MANCA
«Serve impegno quotidiano per la dignità di chi lavora»
operar e in condiz ioni di precarietà e isolamento.Attravers o il neo costitu ito Coordinamento Immigrati la Uil intende affronta
politiche di integrazione», sia a livello nazionale che region ale, chiede ndo interventi per migliorare le condiz ioni abitati ve e la
e mentre si lavoSCANZANO JONICO. «Morir e dalla propria fara, lontano dalla propria casa do e ci richiama miglia, suscita un dolore profon va: non limitartutti a una responsabilità colletti ma verificare ogni ci alla cronaca o al cordoglio, in materia di sicugiorno i passi avanti compiuti il commissario rezza, diritti e accoglienza». Così region ale del Partito Democratico di Basilicata, senatore Daniele Manca , comme nta il tragico incidente sulla fondov alle dell’A gri, nei pressi di Scanzano, costato la vita a quattro lavoratori di origine pakist ana.«S ono morti sul lavoro – aggiunge Manca per
_ Il Procuratore di Matera Coccioli e l’edizione di Cronache del 6 ottobre MATERA. La squadra mobile della Questura di Matera, del NIL Carabinieri di Matera, della Sezione P.G. Aliquota Carabinieri di questa Procura e della Polizia Stradale, distaccamento di Policoro, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Matera, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di quattro cittadini di nazionalità pakistana domiciliati nel comune di Policoro. «L'ordinanza si inserisce nell'ambito di un procedimento penale in cui, allo stato delle indagini e fatti salvi i successivi sviluppi del contraddittorio processuale, vengono ipotizzati a carico degli indagati reati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro e violenza privata, in concorso tra loro, in danno di numerosi lavoratori stranieri impiegati nei campi agricoli del comprensorio lucano» fa sapere il Procuratore Alessio Coccioli. Le indagini della Procura della Repubblica di Matera hanno preso le mosse dal grave incidente stradale verificatosi il 4 ottobre 2025, lungo la Strada Statale 598, nel territorio di Scanzano Jonico, che ha visto coinvolti un'autovettura con a bordo dieci braccianti stranieri e un autocarro in transito nella corsia opposta. Il sinistro, di estrema violenza, ha provocato la morte di quattro lavoratori di nazionalità indiana e il ferimento degli altri occupanti dei veicoli coinvolti, determinando una comprensibile ondata di
emozione e di attenzione a livello non solo locale, ma anche nazionale, per le sue conseguenze umane e per il contesto lavorativo in cui la vicenda è maturata. «Alla luce della gravità dell'evento e delle prime informazioni emerse sull'impiego delle persone coinvolte in attività di bracciantato agricolo, la Procura della Repubblica ha immediatamente attivato una complessa attività d'indagine, delegando approfonditi accertamenti alla Polizia Stradale di Matera, alla Squadra Mobile della Questura di Matera e al Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Matera e alla Sezione P.G. aliquota Carabinieri della Procura al fine di ricostruire in modo puntuale la dinamica del sinistro e le eventuali responsabilità, anche ai fini del reato di omicidio stradale plurimo, verificare le condizioni di impiego e di vita dei lavoratori stranieri coinvolti, accertare l'eventuale esistenza di un sistema organizzato di "caporalato" e di sfruttamento lavorativo» si legge nella nota della Procura. «Nel corso delle attività investigative sono stati ascoltati lavoratori stranieri, in particolare di nazionalità indiana (alcuni ospitati presso località protette indicate dal l'Ente Antitratta Regione Basilicata) sopravvissuti al sinistro e altri presentatisi spontaneamente come persone offese da sfruttamento lavorativo. -continua Dalla ricostruzione allo stato compiuta - che dovrà essere verificata e vagliata nel corso del procedimento -è emersa l'ipotesi
dell'esistenza di individui dediti al reclutamento e all'impiego di manodopera straniera per la raccolta di prodotti agricoli, in particolare fragole, presso fondi siti in diversi comuni lucani». Secondo le contestazioni provvisorie, «i lavoratori sarebbero stati ospitati in alloggi sovraffollati e in condizioni abitative ritenute degradanti, con servizi igienici insufficienti e precarie condizioni igienico-sanitarie e avrebbero percepito retribuzioni notevolmente inferiori ai parametri contrattuali, con paghe giornaliere ritenute sproporzionate rispetto alle ore effettivamente lavorate. Costoro sarebbero stati impiegati con orari di lavoro particolarmente gravosi, spesso dalle prime ore del mattino e talvolta anche nei giorni festivi, con limitati periodi di riposo e non avrebbero assolutamente beneficiato, secondo le emergenze investigative, delle prescritte tutele in materia di sicurezza sul lavoro, né della necessaria formazione e dotazione di dispositivi di protezione». «Si tratta - spiegano dalla Procura - al momento di ipotesi accusatorie fondate sul materiale raccolto nella fase delle indagini preliminari (escussioni di persone informate, sequestri, analisi documentali e tecniche), che saranno oggetto di puntuale vaglio in sede giudiziaria. Un ulteriore profilo oggetto di indagine riguarda la fase immediatamente successiva al tragico sinistro del 4 ottobre 2025». Secondo quanto emerge dagli atti, «alcuni lavoratori sopravvissuti avreb-
bero riferito di aver subito pressioni e minacce, anche gravi, allo scopo di indurli a non collaborare con gli inquirenti, fornire una versione dei fatti ritenuta compiacente rispetto agli interessi del gruppo che avrebbe gestito il reclutamento e il trasporto dei braccianti e, infine, indicare quale "caporale" un soggetto deceduto nell'incidente, così da spostare su quest'ultimo la rappresentazione del ruolo di organizzatore. Anche tali circostanze sono allo stato oggetto di approfondimento, in un quadro investigativo ancora m evoluzione, e costituiscono la base per la contestazione del reato di violenza privata in concorso». Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Matera, valutata «la richiesta avanzata dalla Procura e l'insieme degli elementi finora raccolti, ha ritenuto sussistenti, allo stato degli atti, i presupposti per l'applicazione della custodia cautelare in carcere nei confronti dei quattro indagati. La misura è stata disposta in ragione dei gravi indizi di colpevolezza al momento ravvisati in ordine ai delitti provvisoriamente contestati e in considerazione delle esigenze cautelari individuate, tra cui il pericolo di reiterazione di condotte analoghe di sfruttamento, nonché il rischio di inquinamento probatorio attraverso condotte intimidatorie nei confronti dei lavoratori». «Le attività investigative proseguono, anche mediante ulteriori accertamenti tecnici, analisi di dati e nuovi approfondimenti testimoniali, al fine di
completare la ricostruzione della dinamica del sinistro, consolidare e verificare il quadro probatorio relativo alle ipotesi di sfruttamento lavorativo e individuare ogni ulteriore eventuale responsabilità, in un'ottica di piena tutela delle vittime e di ripristino della legalità» conclude la nota della Procura di Matera. IL COMMENTO DELLA FLAI CGIL La Flai Cgil esprime soddisfazione per gli arresti avvenuti nel materano con l'accusa di caporalato. In partenariato con l'ente antitratta per la Regione Basilicata, la Flai Cgil «ha infatti prestato supporto ai lavoratori sfruttati coinvolti che, anche grazie al sindacato, hanno trovato la forza di denunciare». La Flai Cgil ha prestato loro sostegno «fin da subito con l'unità mobile che presidia costantemente il territorio lucano offrendo supporto materiale, mediazione linguistica e assistenza legale e psicologica. Tra i lavoratori agricoli che hanno denunciato vi sono anche due delle vittime sopravvissute nel tragico incidente a Scanzano Jonico, dove hanno perso la vita cinque braccianti pakistani, attualmente in protezione». «Questa tragica vicenda afferma il segretario generale della Flai Cgil Basilicata, Vincenzo Pellegrino - dimostra come, quando gli attori sociali coinvolti lavorano in rete, in un rapporto di intesa e collaborazione, si possono raggiungere risultati importanti per la lotta al grave sfruttamento lavorativo e al caporalato e per l'affermazione dei diritti umani e del lavoro. Il mio ringraziamento agli operatori antitratta e ai collaboratori Flai Cgil che hanno accompagnato e sostenuto i ragazzi nella complessa scelta della denuncia del grave sfruttamento subito, rassicurandoli e informandoli sulle misure di protezione e sostegno che avrebbero potuto ottenere. A oggi, alcuni dei lavoratori coinvolti hanno già ottenuto il permesso di soggiorno ai sensi del recente "art. 18 ter" per intermediazione illecita e sfruttamento lavorativo».
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2 profili altissimi mettono in crisi la Commissione, a gennaio la scelta definitiva. Intanto c’è la nuova Presidente del Tribunale di Sorveglianza, sarà Spinelli
Procura distrettuale, è corsa a 2 CSM, in Commissione finisce 3 a 3 tra Cardea e Falvo: la palla ora passa al Plenum
__Falvo e Cardea, sotto l’edizione di Cronache del 6 novembre
S
arà corsa a due per il successore di Francesco Curcio alla guida della Procura Distrettuale di Potenza. A contendersi il posto, dopo il ritiro dell’ottimo Francesco Basentini (nel frattempo nominato Procuratore Generale sempre nel capoluogo lucano), restano due magistrati. Dei tanti nomi inizialmente in corsa – di cui vi avevamo parlato nei precedenti articoli – con l'uscita di scena di Basentini (che per titoli avrebbe probabilmente avuto la meglio anche qua), erano rimasti sostanzialmente tre candidati: l'attuale aggiunto di Potenza Maurizio Cardea, il Procuratore di Vibo Valentia Camillo Falvo e il Sostituto Procuratore Generale di Cassazione Vincenzo Senatore. Alla fine, dopo una lunga scrematura, agevolata proprio dalla nomina di Basentini, la Quinta Commissione del CSM (quella che valuta i titoli per gli incarichi direttivi) si è polarizzata su due curricula: quello di Maurizio Cardea e quello di Camillo Falvo. Per quest'ultimo, inizialmente dato per favorito, si è resa necessaria una valutazione più approfondita sugli anni di anzianità nella medesima funzione. La Quinta Commissione, composta da sei membri e attualmente presieduta dal laico Felice Giuffrè, con vicepresidente Maurizio Carbone (Area, fino a ottobre presidente della stes-
sa), Domenica Miele (Magistratura democratica), Enrico Aimi (laico in quota Forza Italia), Eligio Paolini (Magistratura indipendente) e Marco Bisogni (Unicost), si è espressa con tre voti a favore di Cardea (quelli che hanno seguito l'indicazione del presidente Giuffrè) e tre voti a favore di Falvo (quelli che hanno seguito l'indicazione del vicepresidente Carbone). Non c'è stata, quindi, l'unanimità che spesso si raggiunge. Di conseguenza, al Plenum arriveranno due nomi invece di uno solo, come invece è accaduto nella stessa seduta per la sostituzione della dottoressa Paola Stella alla Presidenza del Tribunale di Sorveglianza di Potenza: lì il voto è stato unanime in favore della dottoressa Giovanna Spinelli, attualmente Magistrato di Sorveglianza al Tribunale di Avellino. Per la Presidenza del Tribunale di Sorveglianza la scelta del Plenum sarà quindi un atto formale; per la Procura Distrettuale, invece, si andrà a una vera conta tra Cardea e Falvo. È un dato molto positivo: significa che la Commissione si è trovata davanti due curricula di assoluto rispetto, tanto da dividersi esattamente a metà. Capita, anche se non spesso, che non ci sia unanimità, ma di solito il divario è più netto (4-2 o 5-1). Stavolta i membri si sono trovati di fronte a due figure di li-
Dal CSM il via libera all’unanimità del Plenum con
il concerto del Ministro della Giustizia Nordio
Basentini, un potentino alla guida della Procura generale Il magistrato corona una lunga carriera: ricon
osciuti merito, attitudini e radici nel distretto
eri il Consiglio superiore della magistratura ha nominato Francesco Basentini Procuratore general e presso la Corte d’appello di Potenza. La decisione è arrivata dal Plenum dopo la proposta unanime della Commissione competente per gli incarichi direttivi e il concert o con il Ministr o della Giustizia. Nordio. Basentini si era candidato per l’uffici o rimasto vacante dal 29 giugno, con il pension amento di Armando D’Alterio. Per Potenza è una nomina che ha un sapore speciale: un potentino che torna nella sua città ai vertici, con l’incarico più alto raggiungibile nella carriera requirente. UN PERCORSO CHE NASCE E SI COMPIE _ Basentini e il concerto di Nordio A POTENZA a- distretto, la nomina di ieLa storia professionale di ia del personale) e la capaci- vede un proprio magistr Basenti ni si intrecci a a Ministero della Giustiz - tà organizzativa dimostra- to, formatosi tra le sue au- ri è insieme un attestato e Diparti del Capo come i, torna- una respons abilità: tradoppio filo con il Palazzo a- ta in progetti distrettuali e le e i suoi fascicol di giustizia del capoluogo. mento dell’Am ministrUn protocolli condivisi tra uf- re a guidare l’Uffici o di sformare l’orgoglio in serconEntrato in magistratura nel zione peniten ziaria. vertice del distrett o. Un vizio, con sobrietà e fici giudiziari e foro. 1996, dal dicembre 1997 passaggio di forte esposi- A ciò si sommano le com- motivo di orgogli o che cretezza. segnanale, istituzio IA zione CAMB o COSA sostitut stato è ricoma al 2015 si- petenze maturate nelle in- non è campanile, DA OGGI procuratore a Potenza: in- to da protocolli per laini- dagini antimafia e un pre- noscimento di un percordagini su reati contro la curezza degli istituti, (tra cedente affaccio al secon- so professionale radicato La Procura general e è il zative organiz one requiziative e, dell’azi strazion perno a ammini pubblica la- do grado proprio in Corte sul territorio e validato fallimentari, patrimonio, cui il Job Office per ilrior- d’appel lo a Potenza . La livello naziona le. Un ri- rente in Corte d’appello: la i, detenut dei coordin a l’eserci zio delfisco e società ; quindi il voro Commissione ha definito torno “a casa” che chiude l’azione penale nel seconcoordin amento della Se- ganizzazione della Polizia . cerchio un canltro “senz’a ni Basenti di nel do grado, presidia legalizione Stralcio e, dal 2002, penitenziaria e un piano didato idoneo, per merito Dalle prime inchiestedel- tà e uniformità dell’interne del terzo gruppo di lavo- redistribuzione dei ristretdel- e attitudi ni” al conferi - 1997 alla direzio e gestion dalla e ti) nel pretazione, cura rapporti ro. mento dell’uff icio, e il l’uffici o di vertice Dal 2006 ha operato nella l’emergenza Covid nelle plenum ha approv ato la 2025: il filo non si è mai istituzionali e organizzadi un zione interna. Dda del distretto, fino al carceri. tor- nomina previo conferi - spezzato. È la storia Basentini eredita un uffi2015, attraver sando gli Dal settembre 2020 è mento delle funzion i di- magistrato che ha cammianni in cui – talvolta co- nato in ruolo alla Procura rettive require nti di se- nato lungo tutti i gradini cio che negli anni ha gagrupnel prima con me unico sostitut o anti- di Roma: della giustizia lucana, ha rantito continu ità e, lata condo grado. nazio- l’esperi enza accumu mafia – ha seguito i dos- po stupefa centi e reati poi UN RICONOSCIMEN- affrontato compiti tutto tra Potenza, Roma e Dap, dove sier più sensibili su clan e contro il patrimonio, o nali e ora torna TO ORGOGLIO relagruppi criminali dell’area nel team A.G.I. dedicat è iniziato, con una matu- porta un bagaglio di Csm PER LA CITTÀ potenti no–lago negrese e ai rapporti con le autorità rità diversa, più consape- zioni e metodi che il conin leggere non or- È difficile agli e estere rie per giudizia utili ramifiritenuto con ha ntina, metapo e, questa scelta anche una di- vole. cazioni verso Calabri a e dini europei di indagindi mensione civile: Potenza Per Potenza e per l’intero solidare e innovare. Campa nia. Le relazion i con un intenso lavororia. della Direzione nazionale cooperazione giudizia li i
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vello così alto da mettere in difficoltà perfino gli esperti del CSM. Ora le strade del Plenum sono due: scegliere la continuità e la territorialità con Cardea (che è già reggente a Potenza come aggiunto dopo la nomina di Curcio a Catania) – aprendo però la corsa a un nuovo Procuratore aggiunto –
oppure optare per l'ottimo Falvo, attualmente Procuratore a Vibo Valentia (che però non è distrettuale), formatosi con Gratteri e stimato dall'uscente Curcio, lasciando tutto invariato negli equilibri attuali. Insomma, per parafrasare un saggio adagio: comunque vada, sarà un succes-
so. E non è detto che, con la scelta di uno dei due, non possa tornare a Potenza un altro magistrato con la targa PZ, oggi applicato a Roma in altro ruolo. La decisione potrebbe arrivare molto presto: la prossima seduta del Plenum, per la quale non c'è ancora l'ordine del giorno, è fissata per il 7 gennaio.
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Basilicata 24 ore
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Il monitoraggio evidenzia segnali positivi per le prestazioni ambulatoriali e una riduzione significativa dei tempi medi
Riduzione delle liste d’attesa in Basilicata dati migliorano POTENZA. Il monitoraggio delle azioni regionali per l’abbattimento dei tempi di attesa, aggiornato al 30 novembre 2025, conferma un percorso coerente con le previsioni del Piano nazionale di governo delle liste di attesa Pngla. La strategia adottata dalla Regione Basilicata si è concentrata in modo prioritario sulla gestione delle prestazioni ambulatoriali con classe di priorità P, che rappresentano la quota numericamente più rilevante e richiedono una programmazione puntuale per la tutela della salute dei cittadini. In questo quadro il tempo di attesa è stato assunto come parametro oggettivo e misurabile, utile a valutare l’efficacia degli interventi messi in campo.I dati di fine novembre consolidano un trend di miglioramento che punta a una stabilità strutturale del sistema. Il risultato è sostenuto soprattutto dall’incremento dei volumi di attività erogati dalle quattro aziende del Servizio sanitario regionale, Aor, Asp, Asm e Crob. Rispetto alla media del primo semestre dell’anno, il mese di novembre registra una produttività in crescita, per molte agende superiore al 10 per cento, grazie al finanziamento di prestazioni aggiuntive. Contestualmente, la riorganizzazione dei processi interni ha prodotto effetti particolarmente positivi su esami ad alta domanda come Tac e risonanze magnetiche, oltre che su numerose visite specialistiche.Un indicatore centrale del monitoraggio è il Tempo medio di attesa ponderato, Tmap, che restituisce in modo più aderente la percezione del servizio da parte dell’utenza. Nel mese di novembre il valore si attesta a 133 giorni, in ulteriore diminuzione rispetto ai mesi precedenti, con un abbattimento complessivo che supera i duemila giorni sulle agende monitorate.Pur in presenza di alcuni segmenti in cui l’elevata domanda assorbe rapi-
FORMAZIONE A MATERA SULLE EMERGENZE
«Cardiologia in urgenza ora siamo più pronti»
damente l’aumento dell’offerta, il duplice risultato di maggiore produzione e riduzione dei tempi medi conferma la validità delle azioni intraprese, in linea con le direttive nazionali. La sfida dei prossimi mesi sarà quella di trasformare la risposta straordinaria in un modello strutturale e sostenibile, garantendo un accesso programmato omogeneo e tempestivo su tutto il territorio regionale attraverso un monitoraggio costante.«Il monitoraggio al 30 novembre 2025 conferma che il lavoro avviato sulla riduzione delle liste d’attesa sta producendo risultati concreti e misurabili», ha dichiarato l’assessore alla Salute, Politiche per la persona e Pnrr, Cosimo Latronico. «L’incremento dell’attività erogata e la contestuale riduzione dei tempi medi rappresentano un segnale importante di efficacia delle azioni messe in campo. Continueremo su questa linea, rafforzando il coordinamento con le aziende sanitarie e puntando a rendere strutturali gli interventi adottati, affinché l’accesso alle prestazioni sia garantito in modo equo, trasparente e tempestivo per tutti i cittadini lucani».
MATERA. Non è solo una questione di protocolli, ma di battiti. È da questa immagine che l’assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico commenta l’esito del corso «La cardiologia nell’emergenza-urgenza: dalla clinica alla pratica», svoltosi a Matera e dedicato ai professionisti impegnati nei Pronto soccorso.Un appuntamento che, secondo Latronico, rappresenta un passaggio strategico per una sanità capace di governare le emergenze. «Le malattie cardiovascolari restano il nemico numero uno nelle corsie di urgenza – afferma – e davanti a un infarto o a uno scompenso acuto il tempo non è una variabile, ma la sostanza stessa della cura». Da qui il valore del confronto tra teoria e pratica clinica, letto come segnale di una Basilicata che investe sulla qualità delle competenze.La sfida, sottolinea l’assessore, è l’integrazione tra rapidità diagnostica ed efficacia dell’intervento, all’interno di una rete sempre più coordinata. «Formare medici e infermieri – conclude Latronico – non significa solo aggiornare i curricula, ma offrire una garanzia concreta ai cittadini lucani, assicurando che conoscenza e umanità restino al centro dell’assistenza».
La Garante per l’infanzia richiama diritti, inclusione e sostegno alla ricerca a partire da un progetto narrativo dedicato ai più piccoli
Mignoli: «Favole per raccontare le malattie rare ai bimbi» POTENZA. La Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Rossana Mignoli, «ribadisce l’importanza di promuovere iniziative di sensibilizzazione dedicate alle malattie rare, con particolare attenzione alla tutela dei diritti dei bambini e al sostegno delle loro famiglie».«In questo contesto – aggiunge Mignoli – si inserisce Il tempo del passaggio di un’antilope, favola scritta da Antonella Basile, mamma di Anastasia, bambina affetta da epilessia PCDH19, che ha scelto il linguaggio della fiaba come strumento di sensibilizzazione per raccontare, con delicatezza e verità, cosa significa convivere con una malattia rara. Attraverso una narrazione accessibile e simbolica, la storia favorisce compren-
sione, empatia e inclusione, contribuendo a superare stigma e isolamento».«Raccontare una malattia rara attraverso una favola – afferma Mignoli – significa dare voce ai bambini e alle famiglie che convivono ogni giorno con fragilità spesso invisibili. È un atto di responsabilità collettiva che richiama l’impegno delle istituzioni, della comunità e della società civile».La Garante sottolinea inoltre «l’importanza di sostenere la ricerca scientifica sulle malattie rare, condizione essenziale per migliorare le prospettive di cura e la qualità della vita dei bambini colpiti e delle loro famiglie. Promuovere la conoscenza e favorire il sostegno alla ti dell’infanzia. Sensibilizzare, in- fondamentali per garantire attenricerca significa investire con- formare e sostenere la ricerca – zione, tutela e pari dignità a tutti cretamente nel futuro e nei dirit- conclude – rappresentano passi i bambini, nessuno escluso».
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POTENZA Collegamento diretto al collettore fognario per garantire la sicurezza stradale e il decoro urbano
La dispersione idrica di via Armellini non è più un problema: intervento di Aql POTENZA. Buone notizie per i residenti del centro storico di Potenza. Nei giorni scorsi, Acquedotto Lucano ha eseguito l'intervento risolutivo per eliminare la dispersione idrica che da tempo creava disagi e potenziali rischi per la sicurezza pubblica in via Carlo Armellini. «La vicenda, complessa sul piano amministrativo, riguardava una dispersione d'acqua proveniente da un pozzetto situato in area condominiale, adibito alla raccolta delle acque meteoriche. Nonostante l'assenza di una responsabilità diretta del gestore idrico in materia di acque bianche, la situazione di evidente criticità richiedeva un intervento urgente per scongiurare pericoli alla circolazione stradale e alla pubblica incolumità» fa sapere l’azienda. PRIORITÀ AL CITTADINO OLTRE LA BUROCRAZIA Di fronte a una situazione caratterizzata da incertezze circa le competenze formali tra i diversi enti coinvolti e dalla presenza di interferenze su proprietà private, Acquedotto Lucano ha scelto di intervenire comunque, mettendo la sicurezza dei cittadini al primo posto. «Dopo aver escluso dispersioni dalla propria rete di distribuzione attraverso accurati controlli tec-
nici, e verificata l'impossibilità di una soluzione in tempi brevi attraverso i normali canali amministrativi, l'Azienda ha deciso di assumere direttamente l'onere dell'intervento, dimostrando che il servizio pubblico si misura non sui confini delle competenze, ma sulla capacità di dare risposte concrete ed efficaci quando la comunità ne ha bisogno» prosegue Acquedotto Lucano. L'impulso risolutivo è arrivato dal direttore generale di Acquedotto Lucano, Luigi Cerciello Rema, che ha ritenuto non più rin-
viabile il superamento dello stato di inerzia che continuava a creare disagi alla cittadinanza: il direttore generale ha avviato un'interlocuzione diretta con il sindaco di Potenza, con il prefetto e con i rappresentanti del condominio interessato, disponendo contestualmente l'intervento immediato e coordinando le strutture operative dell'Azienda per realizzare una soluzione tecnica efficace. L'INTERVENTO TECNICO I lavori, eseguiti con tempestività dalle squadre operative del
centro operativo di Potenza, hanno previsto il collegamento della condotta delle acque bianche proveniente da monte direttamente al collettore fognario presente nelle immediate vicinanze. L'intervento è stato realizzato in area condominiale con l'adeguamento e il collegamento della tubazione al pozzetto, eliminando così la dispersione d'acqua sulla sede stradale. Le opere sono state completate con il pieno ripristino dell'area interessata, garantendo la sicurezza della circolazione e il decoro urbano. L'intervento rappresenta un esempio virtuoso di come la collaborazione tra enti pubblici e la proattività gestionale possano tradursi in benefici concreti per la comunità. SPIRITO DI COLLABORAZIONE ISTITUZIONALE L'operazione è stata condotta in costante dialogo con la protezione civile comunale, il corpo dei vigili del fuoco e con la polizia locale, che avevano contribuito con sopralluoghi e verifiche tecniche a definire la criticità della situazione. Acquedotto Lucano si è quindi configurata come soggetto facilitatore, capace di tradurre in azione concreta lo spirito di collaborazione istituzionale necessario per la tutela del bene comune.
L’INTERVISTA Il titolare del negozio a Vardo d’Izzo a Cronache: «È cambiato il modo di acquistare dei clienti che si rivolgono di più a internet»
Le gioie e i dolori di gestire una ferramenta: la storia di Guttieri
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avorare in una ferramenta significa avere a che fare con oggetti che fanno al caso della clientela. Una necessità, un bisogno, una comodità insomma per clienti che hanno bisogno di duplicare una chiave, di avere attrezzi per gli utensili e altro ancora. Una professione antica che si rinnova con il tempo e le necessità di una clientela spesso chiamata a dare il proprio indirizzo al titolare in merito all'oggetto da acquistare. Ferro chiodi e materiale di uso comune fanno bella mostra in tutti i negozi di ferramenta dando dunque la possibilità alla clientela di uscire con il pezzo nuovo e con maggiore serenità. A Potenza, in Contrada Varco Izzo, opera Salvatore Guttieri, nato a Potenza il 2 febbraio 1957 che ha aperto la struttura in quella zona dal 1988, ma la struttura vanta 90 anni di ininterrotta attività e passione.. Un piccolo imprenditore che ha saputo farsi amare e apprezzare dalla clientela. Il titolare parla della sua attività mettendo in evidenza tutte le sfaccettature. Come procede il rapporto con la clientela? «Il rapporto con la clientela è molto buono,
un rapporto di collaborazione. Seguiamo il cliente passo dopo passo anche nel post-vendita». Quanto questo lavoro è cambiato con il Covid? «Il Covid ci ha dato una mazzata. Non è stato positivo per le attività. Poi contemporaneamente si è aggiunta anche l'abitudine di comprare da parte delle persone su internet. Abbiamo risentito molto di questo cambiamento di spendere da parte delle persone». Lavorare in una ferramenta può essere utile per i giovani? «Sicuramente, io invoglio molto i miei figli a seguire questa attività ma non è facile perché è fatta innanzitutto di sacrifici e poi bisogna essere competenti in parecchi campi, quello meccanico soprattutto, poi quello elettrotecnico, poi bisogna avere competenze nella contabilità, bisogna avere confidenza, bisogna essere psicologi allo stesso tempo e capire le esigenze delle persone e avere una vasta gamma di relazioni». Che speranze ha per il futuro di questa attività? «Speriamo sopravvivono ancora di più, sopravvivono quelle in perifcria perché quelle
al centro sono chiuse tutte. Solo così si può andare avanti». Come dire, lavoro, serietà, capacità e competenze possono arricchire il lavoro di un negozio di ferramenta. Salvatore Guttieri ha la sua ricetta per il futuro facendo leva sull'esperienza e sulla bontà dei rapporti personali. FRA MEN
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Provincia
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Un cittadino arrestato per illecito possesso di esplosivi; la Questura rafforza le misure di sicurezza in vista del Capodanno
Operazione della Polizia: 115 “ordigni micidiali” sequestrati nel Potentino I
ncessante l’impegno della Polizia di Stato per garantire un sereno svolgimento delle festività natalizie durante le quali non si ferma l’attività di prevenzione e di contrasto ad ogni forma di delitto. Particolare attenzione è rivolta all’«illecita detenzione di materiale esplodente da vendere o utilizzare in prossimità dell’arrivo del capodanno». Infatti, durante mirati servizi disposti dal Questore di Potenza, gli agenti della Squadra Mobile hanno effettuato un ingente sequestro di materiale esplodente detenuto da un cittadino italiano classe 1970 in una pertinenza della sua abitazione in un comune della provincia di Potenza, tratto in arresto. Il controllo della Polizia ha consentito di sequestrare 115 ordigni esplosivi di varia natura e categoria, tutti illecitamente detenuti dall’indagato, per un peso netto complessivo di oltre 13 kg. Tutto il materiale è stato inventariato anche
grazie alla collaborazione del Nucleo Artificieri della Questura di Bari e catalogato come “ordigni micidiali” il cui possesso comporta l’arresto obbligatorio in flagranza di reato come previsto nell’art. 2 della legge n. 895 del 1967. Resta alta l’attenzione della Questura di Po-
tenza «nei confronti di tutti i comportamenti pericolosi posti in essere in prossimità del Capodanno, con l’occasione si invitano tutti i cittadini ad acquistare responsabilmente da rivendite autorizzate il materiale pirotecnico» si legge nella nota diramata dalla Questura.
SAN FELE La denuncia del consigliere Russo sulla «mancanza di una visione chiara da parte dell’amministrazione per il futuro»
Natale sottotono per il “Borgo dei borghi” SAN FELE. Il Natale arriva ogni anno. Puntuale. Regolare. Prevedibile. Non è una sorpresa, non è un evento eccezionale, non è qualcosa che capita “se va bene”. Arriva sempre. Così come arrivano sempre dicembre, il freddo, le famiglie che rientrano, i bambini che guardano le luci e i visitatori che scelgono i borghi per ritrovare un’atmosfera autentica. Eppure, a San Fele, anche ciò che è certo sembrerebbe essere trattato come imprevisto. «Al 18 dicembre, in paese compare una stella, qualche albero addobbato grazie all’impegno delle associazioni, e null’altro. - racconta il consigliere comunale Carmine Russo - Il resto del “Natale” è affidato esclusivamente alla buona volontà dei privati cittadini, che decorano le proprie abitazioni supplendo, di fatto, all’assenza dell’ente pubblico. Un presepe minimo. Un paese sostanzialmente al buio. Le luci natalizie che mancano e l’atmosfera che non c’è non sono solo un problema estetico o di decoro urbano: sono il segnale evidente di un’amministrazione che rincorre gli eventi invece di governarli». «Lo stesso schema si ripete, puntuale, con la
mensa scolastica. - continua Russo - La mensa arriva tutti gli anni. O, meglio, dovrebbe arrivare tutti gli anni. E invece diventa sistematicamente un’emergenza, un rinvio, un’attesa che pesa sulle famiglie, sui bambini, sulla scuola. Come se l’anno scolastico fosse una sorpresa, come se il calendario non fosse noto, come se organizzare un servizio essenziale fosse un’impresa straordinaria e non un dovere amministrativo. E quando l’emergenza diventa la regola, il disagio non è più casuale». «Talvolta – osserva – si
viene a creare una situazione rappresentata come di disagio o urgenza, tale da rendere necessario il ricorso a procedure straordinarie che, però, straordinarie non sono. Questo può portare all’utilizzo di affidamenti diretti che, in alcuni casi, coinvolgono soggetti legati da rapporti di parentela – anche entro il secondo grado – con amministratori in carica. Non si intende muovere alcuna accusa sia chiaro, ma richiamare l’attenzione su una modalità operativa che merita prudenza e controllo. L’emergenza, infatti, non dovrebbe tra-
sformarsi in uno strumento di gestione ordinaria né in una giustificazione per ridurre programmazione, concorrenza e imparzialità.» E allora la domanda non è solo: quando parte la mensa? La vera domanda è più profonda e più scomoda: per quanto tempo riusciremo ancora a tenere aperta una scuola a San Fele? Una scuola che già oggi è una sede staccata di un istituto di Rionero, che sopravvive grazie alla resistenza di famiglie, docenti e di una comunità che non vuole arrendersi allo spopolamento». «E mentre questa realtà fragile fatica a reggere, l’amministrazione pensa di costruire una nuova scuola. - prosegue Russo - Ma per chi? Per quanti bambini, oggi e domani? Con quale visione demografica, con quali servizi garantiti, con quale prospettiva reale? Ogni anno si resiste. Ogni anno si tira avanti. Ma resistere non è governare». In questo contesto, l’inserimento di San Fele nella trasmissione “Il Borgo dei Borghi” ha rappresentato un’opportunità rilevante, offrendo una visibilità nazionale che avrebbe richiesto un paese preparato e accogliente. La candidatura del borgo alla trasmissione è avvenuta an-
che grazie all’iniziativa del consigliere comunale Carmine Mario Russo, di Fratelli d’Italia, che nell’ambito del suo ruolo istituzionale ha seguito l’iter necessario affinché il paese fosse segnalato e preso in considerazione a livello nazionale. «Le vetrine si costruiscono prima, non si subiscono dopo. - dichiara - Ma forse l’aspetto più grave di tutta questa vicenda è un altro: il silenzio. Il silenzio dei consiglieri comunali di maggioranza, che non prendono posizione. Il silenzio di chi, pur non facendo parte formalmente della maggioranza, sceglie di non parlare. Un silenzio che pesa più di molte scelte sbagliate, perché legittima l’immobilismo e normalizza ciò che normale non è». «Natale, mensa, scuola: non sono capitoli separati. Sono lo stesso racconto. Un racconto che parla di programmazione mancata, di emergenze costruite, di occasioni sprecate e di una comunità che merita molto di più della semplice sopravvivenza amministrativa. San Fele non chiede miracoli. Chiede normalità, visione, coraggio. Perché il futuro di un paese non si improvvisa. E soprattutto, non si governa in silenzio» conclude Russo.
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Matera e Provincia
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Ancora niente di fatto per l'elezione del Presidente del Consiglio a Matera. L'opposizione fa saltare il numero legale
Il Toto presidente non dà risultati Per il bene della Città e il corretto funzionamento delle istituzioni serve il passo indietro di qualcuno. Chi lo farà?
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atera ancora non ha eletto il suo Presidente del Consiglio. La situazione è nel pantano più totale e non accenna a muoversi. Addirittura sembra che ormai ci sia rassegnati a dover continuare a muoversi sui binari di un Consiglio Comunale senza l'ufficio di Presidenza. Non è, del resto, una novità. E' accaduto anche a Potenza dove nessuno ha avuto i numeri per poter succedere a Francesco Cannizzaro. La differenza è che nel capoluogo di Regione tutto ciò accadde a metà legislatura, a Matera sta accadendo ad inizio legislatura. Praticamente dopo aver risolto tutti i problemi Nicoletti non riesce ad eleggere chi deve coordinare i lavori del Consiglio. LA GUERRA DI TOTO Noi che non amiamo la retorica ridondante sappiamo bene che il Presidente del Consiglio è utile ma
non è indispensabile. Non vogliamo dire che è un pennacchio da decorazione ma sicuramente il Consiglio continua a lavorare anche senza il suo Presidente. È successo a Potenza, sta succedendo a Matera. Ovviamente un Presidente è meglio che ci sia, il Consiglio Comunale funziona meglio, le cariche istituzionali sono complete, esiste un miglior equilibrio dei poteri ma non siamo davanti ad un vulnus per la democrazia. La politica è fatta di passi avanti, passi indietro, certe volte è come un grande gioco dell'oca in cui si ritorna al via, altre volte è un valzer e serve capire quando è il momento di fare il passo di lato. In questo momento il tutto, come abbiamo già detto, è bloccato sulla posizione di Toto. Noi non crediamo che ci sia nulla di personale nei suoi confronti. Crediamo anche che Augusto Toto abbia
tutti i titoli per fare il Presidente del Consiglio e tutto il diritto di rivendicare la posizione. Parimenti crediamo, per la lunga disamina che abbiamo ripetuto anche ieri, che anche l'opposizione abbia il pieno diritto di chiedere che ci si sieda al tavolo per parlare. Glielo consente la politica, glielo consente il regolamento che impone per lo svolgimento della terza votazione un numero legale che la maggioranza
da sola non ha. La norma è scritta in modo piuttosto cervellotico ma certamente la sua interpretazione è corretta. Per potersi svolgere la quarta votazione serve che prima si svolga le terza, per poter essere correttamente svolta la terza votazione serve un numero legale dei due terzi. Sulla base di esigenze politiche e facendosi forza di questa interpretazione della norma, l'opposizione si alza dall'aula e non fa
svolgere la terza votazione. In questo modo la quarta non si riesce mai a tenere e Toto non riesce ad essere eletto Presidente del Consiglio. UN PERIODO LOGORANTE Noi non sappiamo come andrà a finire questa partita. Probabilmente l'intelligenza tattica di Nicoletti risolverà il problema e troverà un metodo o una strategia. Il risultato poterebbe essere un armistizio con l'opposizione che potrebbe fare l'ennesimo passo per il bene della città dopo quelli che hanno consentito alla consiliatura di partire, oppure potrebbe essere un passo di lato di Toto per fare uscire tutti dall'imbarazzo. Onestamente non sappiamo come andrà a finire, certo è che questa situazione ha un po’ logorato il Consiglio e servirà qualcuno che sappia fare un passo per sciogliere l'imbarazzo. MASSIMO DELLAPENNA
Il sindaco: «Sgomento e paura. La nostra comunità merita presidi fondamentali per garantire legalità mi auguro che presto la Regione ci consegni la caserma»
Bancomat distrutto a Scanzano Jonico: Cariello richiama l’attenzione sulla sicurezza
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a Polizia Ancora un bancomat preso di mira dai ladri in Basilicata. L’ultimo ma solo in ordine di tempo è quello della Banca Popolare Pugliese a Scanzano Jonico. Giovedì intorno alle 3 di notte, ignoti hanno fatto saltare il dispositivo. Una forte esplo-
sione ha spaventato i residenti della zona, molti dei quali sono scesi in strada. Dopo aver distrutto il distributore di banconote i malviventi sono riusciti a portare via circa 55 mila euro. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco, i Carabinieri e gli Agenti della polizia del Commissariato di Policoro.
«Quello che è avvenuto questa notte lascia sgomento e paura. Per fortuna si tratta di un caso isolato e che sono sicuro sarà risolto nel più breve tempo dalle forze di polizia che ringrazio per l’intervento solerte e minuzioso con cui sta conducendo le indagini, cercando di trovare i responsabili» afferma il sindaco Pasquale Cariello. «Allo stesso tempo mi auguro che la Regione Basilicata ci consegni prima possibile la caserma dei Carabinieri, un luogo fondamentale per garantire sicurezza e tranquillità ai nostri cittadini. Scanzano è una comunità vivace e laboriosa e merita di crescere accanto a presidi fondamentali che rinnovino ogni giorno tutte le forme di legalità» continua il primo cittadino. In una nota congiunta, il segretario regionale Uilca, Vito Cuccaro e il segretario regionale Uil, Vincenzo Tortorelli, hanno espresso la «condanna per il ripetersi continuo di questi episodi riconducibili alla criminalità organizzata. Questi eventi non possono e non devono diventare una motivazione per proseguire nel processo di chiusura degli sportelli bancari che sta colpendo la Basilicata e i suoi territori. Chiediamo allo Stato una risposta immediata. E’ necessaria una conferenza di servizio sulla sicurezza di banche e poste, perché lavoratori e cittadini hanno diritto a operare e vivere in un contesto protetto, senza subire l’ennesima perdita di presidi bancari e postali nei comuni lucani».
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Periscopio
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Margherita Sarli presenta le opportunità di sviluppo dei borghi lucani attraverso il turismo dei lucani nel mondo
Turismo delle origini, la Basilicata protagonista al Senato con Roots-In
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APT Basilicata ha partecipato alla XVIII edizione de «Le Giornate dell’Emigrazione», evento nazionale promosso dall’associazione Asmef, che si è svolto questa mattina al Palazzo Giustiniani del Senato della Repubblica.Patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri, l’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto sul fenomeno migratorio italiano e sulle strategie per contrastare lo spopolamento dei borghi, puntando sul turismo delle origini e su nuove opportunità di sviluppo territoriale.Il direttore generale dell’APT Basilicata, Margherita Sarli, è intervenuta all’evento insieme a rappresentanti istituzionali nazionali, tra cui il senatore Maurizio Gasparri, Simone Billi, l’imprenditore Daniele Kihlgren, Fiorello
Primi, presidente dell’Associazione Borghi più belli d’Italia, Angelo Sollazzo, fondatore e presidente emerito CIM, e Guido D’Amico, presidente di Confimpreseitalia.«Ho raccontato l’esperienza di Roots-In, la Borsa internazionale del turismo delle origini, che si è svolta a Matera dal 16 al 21 novembre scorsi – ha spiegato Sarli –. È stato un laboratorio dinamico su un segmento ancora da esplorare, che necessita di interventi mirati e concreti».Il direttore generale ha poi ringraziato la CIM per la collaborazione e l’invito all’evento, auspicando che la Borsa internazionale possa essere confermata anche dalla Regione Basilicata, aprendo a future collaborazioni e iniziative per valorizzare il patrimonio culturale e turistico lucano.
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Tutto Sport
sabato 20 dicembre 2025
Troppi gli indisponibili tra i rosso-blù di De Giorgio. Petrungaro e Ghisolfi in forse. Bruschi squalificato
Monopoli-Potenza chiude il girone di andata DI ROCCO NIGRO
POTENZA- Con la gara di domenica a sera al “Veneziani” tra Monopoli e Potenza cala il sipario sulla prima parte del campionato di serie C. La ripartenza è prevista per domenica 4 gennaio prossimo quando al “Viviani” arriverà il Giuliano di Eziolino Capuano. L’ottimo pareggio ottenuto in casa in dieci uomini contro il Catania di mr.Toscano, in aggiunta al filotto di risultati positivi, non ultimo la qualificazione alle semifinali di Coppa Italia Regionale, conquistati nelle ultime settimane ha dato sicuramente grandissimo morale ai ragazzi di De Giorgio che, anche contro i “gabbiani” di mr.Colombo cercheranno di approfittare del buon momento. Anche se, a dire il vero, la vittoria fuori dal proprio “catino” di gioco ai rosso-blù manca addirittura dalla prima giornata di campionato. Ma se, da un lato i risultati sembrano dare ragione alla compagine del presidente Macchia, non si può dire la stessa cosa per quel che riguarda l’infermeria. Il vero problema che sta interessando i rosso-blù in questa fase fi-
nale del girone. Lo ha ribadito lo stesso De Giorgio – nel corso del pre gara. “Non è semplice avere 14 giocatori infortunati e scendere in campo con formazioni rimaneggiate”. Intanto, la lista sembra allungarsi di giornata in giornata. Ed ai vari Erradi, Schimenti, Castorani solo per citare alcuni, i cui tempi di recupero non sono certi, si aggiungono le assenza di Riggio, Maisto Camigliano e molto probabilmente
Petrungaro. Con Ghisolfi che in settimana non ha passato proprio delle ore felicissime sotto l’aspetto della salute. A questi si aggiunge Bruschi squalificato. Scelta obbligata per il tecnico cosentino di utilizzare addirittura due giovanissimi della primavera: Gabriele e Ragone in aggiunta all’ormai quasi titolare Mazzeo. Vedremo cosa De Giorgio sarà capace di inventarsi nel caso in cui l’ex Messina dovesse dare
forfait. Ma come si dice se la formazione lucana “piange” quella pugliese di certo non “ride”. I biancoverdi di mr.Colombo non vengono da un momento buono.Nelle ultime sei gare hanno ottenuto tre punti e domenica scorsa sono stati sconfitti allo “Zaccheria” dal Foggia. L’ultima vittoria per i ragazzi di mr.Colombo risale al primo di novembre contro il Casarano. Anche se sul fronte infermeria il bollet-
tino biancoverde offre qualche spiraglio di ottimismo: Battocchio è ormai vicino al pieno recupero e tornerà tra i convocati, mentre Ronco è ai box a causa della recente deviazione del setto nasale che lo costringerà a prudenza prima di rientrare in gruppo. Miceli, invece, dovrebbe essere regolarmente a disposizione, pur attraversando un momento personale complesso che inevitabilmente pesa. Inoltre, tutto come previsto per la sfida di Monopoli. Il Potenza sarà senza i suoi tifosi al seguito. Il Prefetto di Bari ha emesso un ordinanza che dispone il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti della Provincia di Potenza. Anche per questa gara il “calcio” perde in quello che per default è il valore dell’aggregazione e dello sport. Infine diamo notizia della direzione arbitrale affidata ad un fischietto umbro. Si tratta di Matteo Dini di Città di Castello, coadiuvato da Badreddine Mamouni di Tolmezzo e DomenicoLombardi di Chieti. Quarto Ufficiale sarà Giacomo Rossini di Torino. Al monitor FVS Emanuele Fumarulo di Barletta.
I lucani chiudono il 2025 tra assenze e difficoltà di classifica: Bertotto chiede intensità e carattere per ritrovare fiducia
Picerno, al Viviani l’ultima del 2025 contro il Sorrento: Bertotto chiede intensità e orgoglio ltimo impegno del 2025 per l’AZ Picerno nella diciannovesima giornata del campionato di Lega Pro Serie C Now. La squadra allenata da Valerio Bertotto affronta questo pomeriggio, alle 14.30, allo stadio Alfredo Viviani il Sorrento. Una sfida tutt’altro che semplice per la formazione lucana, costretta a fare i conti con numerose assenze: indisponibili Bocic e Santarcangelo, ormai out da diverse settimane, Maselli, la cui stagione si è chiusa anzitempo, e lo squalificato Gemignani, espulso sabato scorso nella gara contro la Salernitana.Bertotto punta soprattutto sulle motivazioni. Contro i cilentani guidati da Bolsius e Crecco servirà un Picerno tutto cuore, determinazione e grinta per conquistare un risultato positivo, capace di restituire fiducia in vista dell’apertura del mercato di riparazione prevista per gennaio. In questo contesto il direttore generale Vincenzo Greco mantiene alta l’attenzione e non intende abbassare la guardia nel tentativo di raddrizzare una stagione estrema-
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mente complicata, anche alla luce dell’ultimo posto in classifica occupato dai lucani.L’ex terzino di Udinese e Nazionale ha chiesto alla squadra impegno, determinazione e continuità per superare l’empasse negativa. Nel corso della settimana il gruppo ha
svolto allenamenti regolari, con un livello di concentrazione che resta elevato. Bertotto cura i dettagli, cercando di gestire al meglio infortuni e problematiche di vario genere. Contro il Sorrento sarà necessaria una partita intensa e gagliarda per provare ad ave-
re la meglio sui cilentani.Mister Bertotto ha presentato così la sfida del Viviani: «Tutte le stagioni generano qualcosa di nuovo, sia dal punto di vista tecnico sia mentale. Ogni stagione fa storia a sé. Il Sorrento è partito con difficoltà, poi si è ripreso bene. Ha giocatori validi e sta portando avanti il proprio percorso in maniera decisa. Servirà grande intensità, grande attenzione e determinazione. Bellodi? È un ragazzo di categoria, sa fare molto bene il suo lavoro e sta dando un contributo importante, si è ambientato bene. È una garanzia su cui appoggiarsi in ogni momento. Senza piagnistei e senza nasconderci, sappiamo quello che siamo. Domani è una prova importante e confidiamo di chiudere bene l’anno».La gara dello stadio Alfredo Viviani di Potenza sarà diretta da Andrea Palmieri di Brindisi, assistito da Alessandro Gennuso di Caltanissetta e Yassine El Hamdaoui di Novi Ligure. Quarto uomo Maria Marotta di Sapri. Operatore FVS Nicola Monaco di Sala Consilina. FRAN. MEN.
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Tutto Sport
sabato 20 dicembre 2025
Dieci cicloturisti lucani protagonisti del passaggio della torcia: un’esperienza da ricordare tra sport, territorio ed emozioni condivise
CiclOstile accompagna la fiamma olimpica a Maratea protagonista DI FRANCESCO MENONNA
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na bella esperienza, un modo concreto per dare il proprio contributo al passaggio della torcia olimpica in regione. Per l’Associazione CiclOstile di Potenza si preannuncia una giornata speciale domenica a Maratea, in occasione del transito della fiamma. Un momento da ricordare e da raccontare ai nipotini attende i protagonisti della struttura associativa presieduta da Manuela Lapenta.La spedizione che raggiungerà la Perla del Tirreno è composta da Manuela Lapenta, Simon Laurenzana, Cenzo Intermite, Stefania Laurenzana, Maria Domenica Maggiore, Paola Cammarota, Nico Pastore, Valerio Maglia, Paolo Logrippo e Antonio Pecoriello. Una grande emozione attende i rappresentanti dell’Associazione CiclOstile, impegnata da anni nella diffusione del trekking e del cicloturismo in tutte le loro forme, un’emozione che sarà vissuta con trasporto e generosità.Parlerà anche potentino il percorso della tappa che porterà la torcia da Cosenza a Croto-
ne, fino a Maratea, prima di raggiungere Paestum, Battipaglia, Bellizzi e Salerno. Un viaggio tirrenico in grande stile per la fiamma olimpica, che promette emozioni e tanta partecipazione lungo il tragitto.Antonio Pecoriello, nato a Potenza il 10 agosto 1956, ha parlato a nome dell’Associazione CiclOstile, mettendo in risalto le caratteristiche del percorso e l’emozione del momento.Nel fine settimana porterete la fiamma olimpica a Maratea, come vivete l’evento?«Siamo stati contattati come Associazione CiclOstile dall’organizzazione. Vogliono inserire nel percorso dei tedofori un gruppo di ciclisti, gente che pedala: non siamo ciclisti a tutti gli effetti, ma un’associazione che si occupa di cicloturismo. Ne hanno scelti dieci, chi per primo è riuscito a iscriversi, e ci sarà questo gruppo di dieci persone, ognuna con la propria bici. Davanti ci sarà una persona dotata di un supporto per tenere la fiaccola e noi lo seguiremo, vestiti di bianco con le divise che l’organizzazione ci fornirà».Quando siete stati con-
tattati?«Siamo stati contattati verso agosto. Il nostro gruppo partirà alle 14.33 dalla statua del Redentore di Maratea: partiremo da lì e percorreremo un tratto, anche se non sappiamo con precisione fino a dove arriveremo. Muoveremo da lì a quell’ora».Porterete la torcia olimpica seguendo l’esempio dell’atletica con il testimone?«No, questo no. Ci sarà il nostro capofila che terrà la fiaccola, grazie a un supporto sulla bici, e procederà davanti. Noi lo seguiremo: siamo in tutto dieci, almeno quelli appartenenti all’associazione. Di preciso non sappiamo ancora dove arriveremo e dove passeremo la fiaccola all’altro tedoforo o al gruppo successivo».A che ora dovrebbe terminare il vostro percorso?«Non credo che sarà particolarmente lungo. Ogni tedoforo a piedi percorre due o trecento metri; noi, invece, faremo soltanto alcuni chilometri. Siamo in attesa degli ultimi dettagli e delle ultime istruzioni. Al momento sappiamo solo dove si trova il punto di raccolta, dove ci consegneranno le divise e ci affideranno la fiamma. Il percorso esatto
ci sarà comunicato direttamente lì».Pronti, via. La torcia olimpica parla lucano e potentino grazie alla passione dell’Associazione CiclOstile, da sempre impegnata nel cicloturismo, nel trekking e nell’amore per l’ambiente e il territorio da scoprire e valorizzare.
L'atleta lucano ha dominato la scena con versatilità e preparazione fisica eccezionali su 200, 100 e 50 metri
Ivan, triplete d’oro nel nuoto: da Muro Lucano a Lignano una scia di vittorie accontammo le prodezze nel nuoto di Ivan Cerbino già nel 2024, e torniamo oggi a raccontarle perché il giovane, di Muro Lucano, ha conquistato il triplete d'Oro a Lignano Sabbiadoro, in occasione della Christmas Cup, l’evento che inaugura l’apertura della stagione agonistica nazionale del nuoto pinnato. Per Ivan e la Hidrosport, vittoria nei 200metri, nei 100metri e infine nei 50metri monopinna. Un'impresa storica: «Ivan ha dimostrato una versatilità e una preparazione fisica eccezionali su tutte le distanze. L'atleta -spiegano- guidato dal tecnico Antonio Potenza, ha dominato la scena vincendo consecutivamente le gare più lunghe per arrivare all'exploit finale, salendo sul gradino più alto del podio». L’Oro nei 200 Metri è stato conquistato con la prova più esigente: «Questa gara è un vero banco di prova per resistenza e strategia, ed ha visto Ivan im-
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porsi fin da subito. Con una nuotata controllata e potente, l'atleta dell'Hydrosport ha dimostrato una preparazione atletica impeccabile, staccando gli avversari e assicurandosi la prima, importantissima medaglia d'oro». A questo primo podio è seguito il secondo, con la conferma della tecnica, l’Oro nei 100 Metri «impegnativa distanza -proseguono a spiegare- che richiede un perfetto equilibrio tra velocità e controllo dello sforzo. Qui Ivan ha confermato la sua superiorità. Forti della prima vittoria, l'atleta è sceso in vasca con determinazione e ha gestito la gara con maestria, mantenendo il comando e toccando la piastra per la seconda volta come vincitore assoluto». Infine il sigillo d'Oro, l'exploit nei 50 Metri: «Il culmine dell'impresa è arrivato con la gara più veloce. Nonostante la fatica accumulata, Ivan ha sfoderato una prestazione esplosiva e impeccabile, sfruttando la sua potenza di spinta per bat-
tere la concorrenza sul filo del rasoio. Questo successo ha completato l'epico triplete, sigillando il dominio totale su Lignano Sabbiadoro. Ma non è solo un successo personale, bensì un trionfo per tutta l'Hydrosport e per l'eccellente guida tecnica di Potenza, che dimostra ancora una volta di saper forgiare campioni in grado di eccellere in ogni aspetto della monopinna. Il futuro agonistico di Ivan è ora proiettato verso nuovi e ambiziosi traguardi». Oltre ai successi individuali, molti atleti hanno migliorato i propri record personali, tra questi Aurora Lorusso, Martina Maruggi e Martina Fortunato, dimostrando un notevole progresso. La Hydrosport Nettuno ha confermato ancora una volta impegno e passione nelle discipline acquatiche, grazie anche al supporto del proprio staff. A Cronache furono invece i genitori a raccontare quanto sacrificio ci sia dietro ogni allenamento e ogni competizione: «In-
nanzitutto ci preme sottolineare che il successo di Ivan è di tutta la squadra, ed è merito del suo allenatore Antonio Potenza, con il quale ha instaurato un rapporto di complicità, trasparenza, rispetto e affetto sincero, sentimenti reciproci che permettono loro di capirsi con un solo sguardo, e di lavorare in-
sieme in maniera completamente sinergica». E proseguono mamma Marisa e papà Angelo: «Iniziammo con il nuoto che Ivan frequentava solo l’ultimo anno di asilo. Poi dopo qualche vicissitudine incontrò Antonio e da allora non si sono più fermati e nemmeno noi con loro».
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