mercoledì 31 dicembre
SPECIALE 2025
Editoriali [4/15]
Interventi [18/29]
Rosamaria Mollica
Vito Bardi
Lucia Serino
Salvatore Caiata
Massimo Dellapenna
Gianni Rosa
Paride Leporace
Vincenzo Telesca
Maria De Carlo
Francesco Somma
Antonella Pellettieri
Michele Albanese
Emanuela Calabrese
Cono Federico
Tacco&Spillo
Antonio Tisci
Rosa Leporace
Pagelle [28/35] Consiglio Regionale
Giunta Regionale
Almanacco [37/51] Le migliori prime pagine di Cronache
le migliori Vignette [53/69] di Mario Bochicchio - L’ironia che racconta un anno
i migliori
Tacco&Spillo [71/88] Storie appuntite e “note” finali
i migliori
Sali e Scendi [89/100] Brevi storie di gloria… e di scivoli
i migliori Scatti [101/111] di Andrea Mattiacci - Attimi che fanno cronaca
mercoledì 31 dicembre | SPECIALE 2025
Dalla Basilicata al mondo, il regista continua a ispirare con la sua creatività e il suo legame con le radici
Ford Coppola è il lucano dell’anno
Perché se a 86 anni ancora hai la voglia di realizzare un film che maturi da diverso tempo e ancora ti metti in gioco sei un esempio. Una forza d’animo esemplare quella di questo lucano che non ha mai dimenticato le sue radici di Bernalda e che è l’esempio di una forza di volontà enorme, mai piegata dai guai economici conseguenti agli esiti del botteghino dell’ennesima opera titanica. Un film che il regista ha realizzato e prodotto da solo perché la sua strada da imperatore del cinema non l’ha mai mediata con i voleri delle major. Un modello di resistenza e anche ribellione in questi tempi difficili dettati da algoritmi e consigli d’amministrazione. Uno dei più grandi maestri del cinema non si è mai fermato a guardare in bacheca i sei premi Oscar e le decine di acclamazioni di tutto il mondo per i capolavori che hanno plasmato l’immaginario visivo planetario. Francis Ford Coppola è una lezione di vita oltre che di arte. È la magnifica espressione di resilienza umana a capace di affrontare il lento avvicendarsi delle stagioni dominando genio creativo e spirito indipendente. Ed è anche una bella lezione contro l’idea dello spopolamento che ci affligge. Tu puoi essere diventato qualcuno da un altro pezzo di mondo ma il tuo posto, pur non essendoci nato, lo mantieni vivo creando e non essendo mai domo. Non ha mai tagliato i ponti con la Basilicata, Coppola. Villa Margherita a Bernalda, le incursioni alla festa di San Bernardino, i numerosi regali promozionali alla Basilicata nel corso del tempo sempre donati con generosità. Non lo fermano le avversità, la vecchiaia, i malanni. Orgogliosamente lucano uno dei più grandi registi della storia del cinema. Aspettiamo il nuovo film Francis Ford Coppola. Potevano bastarti “Apocalypse Now” e la saga del Padrino per essere appagato e invece non ti sei mai fermato. Maestro di tecnica e di umanità come hai dimostrato incontrando i migranti a Matera. Grazie della bella lezione Francis. La vita è adesso. Grazie mister Coppola magnifico lucano andato in giro per il mondo.
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gli editoriali di fine anno
di Rosamaria Mollica
La Basilicata chiude quest’anno con due simboli forti della sua eccellenza agroalimentare: la Fragola del Metapontino IGP e l’Aglianico del Vulture, con l’area del Vulture melfese insignita del riconoscimento di Città del Vino 2026. Due prodotti, due territori, un’unica narrazione: quella di una regione che cresce valorizzando le proprie radici.
Nel bilancio di fine anno, quando il dovere dell’informazione incontra il privilegio della riflessione, ci sono storie che più di altre meritano di essere raccontate perché parlano di identità, di lavoro silenzioso e di visione.
Basilicata,
eccellenze che parlano al futuro
Il riconoscimento IGP alla Fragola del Metapontino non è soltanto un marchio di qualità. È il sigillo europeo su un sapere agricolo costruito nel tempo, su una filiera che ha saputo coniugare innovazione e rispetto dell’ambiente, competitività e tutela del territorio. Le terre fertili del Metapontino, baciate dal sole e mitigate dallo Ionio, raccontano attraverso questo frutto una Basilicata moderna, capace di affermarsi sui mercati nazionali e internazionali senza rinunciare alla propria anima. Dietro ogni cestino di fragole c’è il lavoro di imprese agricole, cooperative, tecnici e famiglie che hanno creduto nella qualità come unica strada possibile. Accanto a questa eccellenza, il vino Aglianico del Vulture continua a rappresentare una delle espressioni più alte dell’enologia italiana.
Il riconoscimento di Città del Vino 2026 all’area del Vulture melfese non è un premio formale, ma il riconoscimento di un ecosistema culturale ed economico che ruota attorno alla vite, al paesaggio e alla comunità. Qui il vino non è solo prodotto: è racconto, turismo, identità condivisa. È la dimostrazione che le aree interne, spesso considerate marginali, possono diventare centrali quando investono sulla qualità e sulla coesione territoriale. Fragola e Aglianico, Metapontino e Vulture: due volti diversi della stessa Basilicata che non si rassegna a essere periferia. In un tempo segnato da incertezze economiche e cambiamenti profondi, queste eccellenze indicano una direzione chiara: puntare sul valore, sulla certificazione, sulla narrazione autentica dei luoghi. Come direttrice, come professionista, come lucana sento il dovere, e l’orgoglio, di sottolineare che dietro questi successi non c’è l’improvvisazione, ma una strategia che deve continuare. Le istituzioni, le imprese e le comunità locali sono chiamate ora a fare un passo ulteriore: trasformare i riconoscimenti in opportunità durature per i giovani, per l’occupazione, per l’immagine della nostra regione. La Basilicata che chiude l’anno con la Fragola del Metapontino IGP e con l’Aglianico del Vulture celebrato come Città del Vino 2026 è una Basilicata che sa chi è e dove vuole andare. Ed è da qui, dalle sue eccellenze più autentiche, che può e deve costruire il proprio futuro.
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gli editoriali di fine anno
sa da progetti concreti, non dalle parole. La crisi idrica da due anni ha fatto il resto. Reti vecchie, invasi ridotti, interruzioni continue. L’acqua, bene primario, è diventata problema politico. Non affrontarla significa lasciare al caso il futuro di intere comunità. Ogni estate che passa con rubinetti a secco è un monito per chi decide, per chi governa. Matera resta un faro. Capitale Mediterranea del Dialo-
La Basilicata non può essere più solo una regione “interiore” per definizione poetica. È una regione sospesa tra marginalità e possibilità.
di Lucia Serino
Borghi come Aliano, l’estate scorsa, hanno visto un ritorno temporaneo di persone, famiglie, turisti.
Basilicata 2025
inventare il nuovo in un tempo che non aspetta
Borghi come Aliano, l’estate scorsa, hanno visto un ritorno temporaneo di persone, famiglie, turisti. Settimane brevi, sufficienti a far tornare vita nelle strade vuote. Incoraggiante su una nuova metrica dei cittadini residenti. Ma non basta. Non può bastare. La matematica non è un’opinione o una passeggiata estiva. Serve inventare qualcosa di nuovo. Idee che funzionino oggi, strumenti concreti, progetti reali. Non più slogan sul coraggio o sulla resilienza, ma soluzioni che cambiano davvero la vita dei lucani. L’industria lucana è fragile. Svimez non lascia dubbi: calo produttivo, fuga dei giovani più qualificati, infrastrutture inadeguate. Francesco Somma, presidente di Confindustria Basilicata, ha indicato la bussola: investimenti mirati, modernizzazione delle fabbriche, accelerazione della transizione energetica e digitale in linea con tempi e capacità dell’economia reale. Non possiamo permetterci utopie o ideologie. Occorre pragmatismo, numeri alla mano. Il futuro pas-
go nel 2026. Ma il riconoscimento internazionale non è la soluzione. La cultura deve diventare economia, turismo deve diventare sviluppo stabile, visibilità deve trasformarsi in investimenti concreti. Senza una gestione capace e innovativa, anche la città più simbolica rischia di diventare un miraggio. La Basilicata non vive isolata. La guerra in Ucraina, i prezzi dell’energia, i fondi di coesione dirottati sul riarmo: tutto produce effetti concreti anche qui. La globalizzazione funziona a cascata: instabilità dei mercati, emergenze energetiche, crisi climatiche. Ogni ritardo, ogni esitazione, ogni piano rimandato pesa sui cittadini e sulle imprese. Non basta resistere. Bisogna reinventarsi. Servono idee nuove per infrastrutture digitali, gestione dell’acqua, valorizzazione delle risorse energetiche. Bisogna costruire un modello locale che attrae competenze e investimenti, creare economia reale. Il tempo è nuovo, le regole sono cambiate, il mondo corre più veloce di quanto la Basilicata sia abituata a misurarsi. Il 2026 sarò un anno senza illusioni, senza mezze misure, senza il ricorso alla retorica del coraggio e dell’audacia che serve. È ormai una retorica bellicistica che dobbiamo sostituire. Inventandosi qualcosa di diverso, subito. Ogni ora che passa è un’opportunità persa. La Basilicata ha risorse, cultura, storia. Ha persone capaci, borghi vivi d’estate, energie pronte a essere sviluppate. Adesso serve mettere tutto insieme, con creatività, determinazione e senso pratico. Guerre permettendo e altre crisi internazionali. Una specie di fantasia organizzata. Di capacità di fare quello che nessuno ha mai fatto prima. Di capire che un territorio piccolo, marginale, può diventare laboratorio europeo di innovazione sociale, culturale ed economica. Ma solo se smette di guardare il passato e comincia a immaginare soluzioni che funzionano oggi, nel mondo reale, in un tempo che non aspetta.
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gli editoriali di fine anno
Nicoletti vince a Matera. Bardi sempre più protagonista nazionale.
Un anno di rottura e consolidamento
Continua la crisi del centrosinistra con il PD che scompare dalle urne. di Massimo Dellapenna
La grande notizia dell’anno è la vittoria di Nicoletti a Matera. La città dei Sassi era l’ultimo avamposto dei cinque stelle di governo.
Perse Venosa e Pisticci restava soltanto Matera a dimostrare le capacità amministrative dei Movimento nato con l’intenzione di cambiare tutto ma poi impantanatosi in tatticismi e inettitudini.
La partita per le elezioni è stata tutt’altro che semplice. Il centrosinistra non riusciva a trovare una quadra, il centrodestra perdeva pezzi prestigiosi come Casino, nasceva la gioiosa macchina da guerra di Cifarelli che si candidata a vincere al primo turno. La coalizione di governo, grazie al passo di lato di Quarto, si ricompattava intorno ad Antonio Nicoletti. Fuori dalle coalizione restavano Santochirico con una lista identitaria di sinistra e l’uscito Bennardi per i cinque stelle. Il Partito Democratico, come già accaduto a Potenza, rinunciava a presentare le liste. Cifarelli mancava la vittoria al primo turno per pochissimo ma al ballottaggio era proprio Nicoletti a vincere le elezioni riuscendo a ribaltare i pronostici e, successivamente, a curare la zoppia dell’anatra. La vittoria del centrodestra, la crisi del PD e il fallimento del caotico civismo in una sola fotografia. La crescita di bardi L’altra grande notizia è la crescita politica esponenziale di Vito Bardi. Il Generale ha sempre più preso dimestichezza con la politica, ha sistemato i suoi uomini nei ruoli chiave, si è eretto a dominus della politica lucana ed è pronto al grande salto. Il peso che il Generale sta assumendo è sempre più di rilievo nazionale. Ormai il nostro Governatore è diventato un punto di riferi-
mento dentro Forza Italia e dentro il Governo Meloni e la sua maggioranza. La Basilicata ha ospitato eventi di riflessione nazionale sulla sicurezza informatica, sulle infrastrutture sportive e sullo sviluppo del mezzogiorno. Nel frattempo Bardi si muove sempre con maggiore disinvoltura tra i palazzi romani, parla con i leader della coalizione e con altri esponenti di primo piano. Insomma è diventato un protagonista della politica nazionale. Non era scontato, non era facile, ci è riuscito. Aspettiamoci per lui una grande carriera romana. La crisi della sinistra Chi, invece, non riesce a trovare la dritta a la rotta è il centrosinistra. Il PD ha appena commemorato Luongo. Con la sua morte è finita anche la visione del centrosinistra che, in mancanza di visione, si muove tra rancore e vecchi merletti. Il PD è assente da tutte le competizioni, non presenta le liste e si nasconde dietro il civismo. I Cinque Stelle sono ospiti paganti dello spettacolo del Governo. Resta Basilicata Casa Comune che, però, malgrado la forza di Chiorazzo non sembra riuscire ad aggregare. Le variabili al centro Il centrodestra ha vinto le elezioni perché è riuscito ad allargare al centro. Polese e Pittella sono stati determinanti per la vittoria e sembrano in grado di raccoglierne anche i benefici allargando i rispettivi partiti. Alle comunali materane non hanno seguito la linea della maggioranza Bardi, il centrodestra ha vinto lo stesso ma non è stato semplice. In questo contesto è da chiarire cosa accadrà. L’Anno che ci attende L’anno che verrà sarà un anno importante sotto molti punti di vista. È l’anno prima delle elezioni politiche. Come sempre accade sarà anno di frizioni e di tensioni con forze nuove che punteranno ad entrare in gioco e vecchi che cercheranno di difendere le proprie posizioni. Una partita che riguarda i partiti, gli equilibri tra i partiti nelle coalizioni e i rapporti di forza tra coalizioni. Probabilmente cambierà la legge elettorale e, quindi, i rapporti di forza. Noi resteremo, come sempre, fedeli commentatori dei fatti, critici giudici del potere e analisti per cercare di capire il futuro. Ai nostri lettori auguriamo buon anno.
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gli editoriali di fine anno
di Paride Leporace
Su committenza dell’editore Giuseppe Postiglione (sempre grato per l’occasione) ideammo in pochi giorni un format utile ad aprire spazi di campagna elettorale garantendo la partecipazione di tutte le
Tutti i candidati che hanno partecipato si sono confrontati nel nostro Giardino. E sempre da noi le proposte programmatiche, anche quelle che poi si sono fermate hanno animato il confronto. Finalmente siamo arrivati alla campagna elettorale mai mancando di documentare chi si ritirava o cambiava schieramento.
La quarta serie di
Oltre il Giardino
la mia serialità da dibattito pubblico “Oltre il giardino”, la mia trasmissione su Cronache tv, è di due mesi più anziana del governo di Giorgia Meloni.
Infatti è nata per caso e per servizio nell’estate del 2022 quando con la caduta del governo Conte ci ritrovammo per la prima volta ad affrontare una campagna elettorale in pieno agosto.
forze. Dalla scelta dei candidati ci trovammo immersi subito nel confronto politico fino al voto finale. La formula aveva funzionato e si decise di stabilizzare il format che è diventato centrale nel palinsesto della nostra emittente che da allora va in onda due volte a settimana con una ragionevole pausa estiva. Siamo nel mezzo della quarta edizione che si avvale di una nuova e apprezzata scenografia in croma key e di un cambio di sigla che ben introduce ai racconti e agli ospiti che presentiamo. Nella passata edizione il campo centrale degli argomenti è stata certamente Matera e le sue controverse e partecipate vicende comunali. Abbiamo seguito con attenzione ogni fase dell’appassionante cavalcata che alla fine ha visto prevalere come sindaco l’indipendente Antonio Nicoletti. Abbiamo iniziato con le fasi convulse delle scelte dei partiti. Abbiamo dato spazio ai giovani che proponevano le primarie e primarie aperte poi sono state.
Abbiamo concluso in bellezza con una diretta elettorale da Matera durate diverse ore che oltre a dare il risultato in tempo reale mi ha permesso di intervistare sul nuovo corso politico alcuni dei maggiori protagonisti della città. E quell’impegno sta proseguendo tra anatra zoppa e mancata elezione del presidente del Consiglio e grande attenzione stiamo dedicando alla prossima sfida alle porte della Capitale mediterranea del dialogo e della pace. Non solo Matera, che è parte fondamentale della nuova Basilicata, ma anche spazio alla politica regionale, ai temi dello spopolamento e della “tornanza”. Hanno sempre trovato ascolto nel mio spazio tv le vertenze del lavoro e quelle dell’ambiente. Senza urlare ma dando la parola ai protagonisti di ogni censo e condizione che sovvertono l’usanza moderna di parlare in modo unidirezionale ma accettano di rispondere alle mia domande. Un modo per tutelare il dibattito pubblico che sempre più si sta restringendo e che vede sempre più diminuire gli elettori attivi. Spesso in “Oltre il giardino” trovate uno spazio dedicato all’informazione culturale, ma nel nostro spazio transitano anche molte donne, la miss Italia lucana, produttori di vino, giovani emergenti e chiunque abbia una storia degna di essere ascoltata. Continuate a seguirci, l’informazione non è mai unidirezionale. La diffusione digitale delle nostre trasmissioni consente a un pubblico ampio di guardare cosa succede oltre Eboli. Una terra dell’Italia interiore che ancora sfugge a molti ma che è centrale e strategica nel quadro degli interessi nazionali. Rafforzeremo questa prospettiva, “coltiveremo” il nostro Giardino al passare delle stagioni. Siamo aperti, aperti a un dialogo che è il seme più prezioso che abbiamo piantato. Buon anno.
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di Emanuela Calabrese
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Nel primo semestre 2025 la regione registra un’incidenza superiore al 25% rispetto alla media nazionale
“Amo il mio lavoro, ma non da morire”, è una delle frasi che si possono leggere ogni qual volta si manifesta per la sicurezza sul lavoro, ogni volta che accade un incidente, ogni volta che qualcuno perde la vita lavorando. Quest’anno, solo in Basilicata questa frase si sarebbe potuta ripetere 12 volte, perché tante sono state le morti sul lavoro. L’ultima in questo mese di dicembre, Francesco Palermo, stava lavorando e probabilmente sarebbe stato uno degli gli ultimi giorni prima delle festività natalizie, ma per lui non ci saranno luci, auguri e
Zona rossa
viamo proprio la Basilicata. Secondo le analisi dell’Osservatorio Vega Engineering, nel 2025, regioni come Basilicata, Umbria, Puglia, Campania, Sicilia e Liguria sono state in “zona rossa” (ad alto rischio) in specifici periodi. Numeri preoccupanti, numeri che sono nomi e cognomi, sono padri e madri, figli e amici, storie di vita spezzate tragicamente. Tornando alla Basilicata e alle sue 12 vittime, ricordiamo Felice a Muro Lucano, Antonio e Lucio, scomparsi a poche ore e pochi chilometri di distanza tra Ferrandina e Garaguso, ed ancora Cesare, sul raccordo Potenza-Sicignano, e poi l’operaio agricolo di origine indiana rimasto schiacciato a Borgo La Martella, solo per citare i primi di questo nefasto 2025, fino novembre quando a Satriano di Lucania, nel bosco Ralle, il 50enne Gerardo è deceduto mentre era impegnato con i colleghi della ditta di taglio della legna, e poi Francesco, l’operaio morto a Viggiano. Imprenditori, dipendenti, lavoratori autono-
per le morti bianche, alla Basilicata un triste primato sorrisi. Ad attenderlo, purtroppo una corona di fiori, una bara, una tomba e le lacrime inconsolabili dei suoi cari. Era di Montesano sulla Marcellana, ma stava lavorando a Viggiano, scaricava da un ribaltabile un cumulo di terra, e sotto quella terra ha trovato la morte. Una morte atroce, che accomuna, purtroppo, tutte le vittime sul lavoro. Il 2025 ha visto spegnersi 12 vite intente a lavorare Si chiamano “morti bianche”, dove l’aggettivo “bianco” evoca la mancanza di sangue o di violenza esplicita, ma che in realtà cela cause più diverse, da mancanza di norme di sicurezza a negligenze, fino a fatalità. Queste morti bianche si stagliano fortemente su quelle che sono le “zone rosse” in Italia, ovvero le aree più colpite nella media nazionale, e manco a dirlo, tra queste, tro-
mi, operai, autisti, agricoltori. Non c’è distinzione alla loro tragica fine. «La sicurezza continua ad essere la priorità» E dinanzi a queste bare, “la sicurezza continua ad essere la priorità” sembra solo uno slogan. Intanto intere famiglie e comunità piangono i loro morti impegnati nel lavoro. Se nel 2024 in Basilicata si è registrato un calo del 5,5% degli infortuni in occasione di lavoro, tra il 2023 e 2024, quelli mortali sono aumentati da 12 a 16, con le due province - Potenza e Matera - quasi appaiate ai vertici della luttuosa classifica. Una scia di sangue che valica inoltre i confini regionali, con tanti lucani che hanno perso la vita anche lontano dalla propria casa, come le vittime dell’incidente di Calenzano. Sistematicamente il Presidente della Repubblica richiama tutti ad un impegno maggiore per la sicurezza sui luoghi di lavoro: «La Giornata che appartiene a tutti i lavoratori presenti, futuri e pensionati del Paese deve portare un grido unanime verso il cambiamento. Verso una presa in carico determinata al porre fine ad una strage continua, verso l’investimento immediato per la costruzione di un reale Stato sociale». Non possiamo e non dobbiamo rassegnarci all’idea che al mattino si esca di casa rischiando di non farvi ritorno, e che quel “ciao”, chiudendo la porta, si trasformi in un “addio”.
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Nel 2023, la Regola Bollata ha compiuto 800 anni: fu scritta da San Francesco per i Frati Minori a Fonte Colombo; nel 2023 si sono celebrati anche gli 800 anni
Clareno, a cui si riconoscono alcuni miracoli quando si rifugiò nell’eremo di Santa Maria dell’Aspro, a Marsicovetere, dove morì nel 1337 lasciando un ricordo di raffinato ascetismo che evidenzia quanto sia indovinato l’appellativo di ribelle tranquillo che Raoul Manselli conia per lo straordinario francescano.
L’ottavo centenario di San Francesco
faro di pace
di Antonella Pellettieri
nel Mediterraneo e difensore del Creato
Nel 2026, cadrà l’ottavo centenario della morte di Francesco d’Assisi: si concluderanno quattro anni intensi di celebrazioni dedicate al Santo Patrono d’Italia.
del primo Presepe a Greccio. Nel 2024, si è commemorata l’ottavo centenario della stimatizzazione a La Verna e, nel 2025, quello del Cantico delle Creature. Questi intensi quattro anni hanno lasciato il loro segno anche su alcune decisioni del Parlamento e del Governo. Con l’approvazione definitiva al Senato del relativo disegno di legge, la legge n.151 del 2025 trasforma l’attuale solennità civile in una festività nazionale a tutti gli effetti e il 4 ottobre torna ad essere un giorno di festa in onore del patrono d’Italia. La letteratura sul francescanesimo tramanda testi e studi di buona qualità sulla Basilicata che esplicitano i miracoli che il Santo d’Assisi ha compiuto in questa regione e che sono riconosciuti nella vita ufficiale di San Francesco: addirittura due avvennero nella chiesa di San Francesco a Potenza “…potendosi dire Tempio fabricato di Miracoli” come ci ricorda una fonte del XVII secolo. Ma si auspicano altri studi sull’unico eretico della Basilicata, Angelo
In terra lucana, l’Ordine di San Francesco ha lasciato conventi e chiese affrescate dal grande artista di Abriola, Giovanni Todisco della prima metà del XVI secolo che dovrebbero essere indagato e oggetto di ulteriori ricerche oltre quanto di molto buono pubblicato. Inusuale e di estrema bellezza il dossale della chiesa di San Rocco, a Pignola, che fu inglobata in un convento Cappuccino alla fine del XVI secolo. Il ciborio d’oro posto sotto il dossale ha incastonate le statue di San Nicola e di Sant’Antonio e di una Vergine con il Bambino. Trattasi di Santi francescani a cui si aggiungono una sequenza di disegni composta di sei dipinti quadrangolari: sul primo pannello vi è uno stemma nobiliare di difficile interpretazione e l’immagine di San Francesco con le stimmate e una ferita nel costato. Dal pennello successivo iniziano le rappresentazioni dei Santi Martiri francescani, il primo con un pugnale, conficcato nella testa, il secondo con una sega sul capo. Nel pannello successivo il primo Martire ha un’ascia conficcata nel capo e il secondo un pugnale in gola; nel pannello successivo vi è solo un Martire con un bastone chiodato sul capo. Nell’altro pannello un Martire decollato che porta il capo mozzato tra le mani con il probabile riferimento alla storia del martirio poiché morirono tutti con il capo mozzato; subito dopo il mezzobusto di un nobile che dalla gorgiera che indossa e dal taglio dei capelli e dei baffi potrebbe far riferimento a un aristocratico vissuto fra la seconda metà del XVI secolo e gli inizi del successivo. In altro luogo, ho avanzato l’ipotesi che possa trattarsi di Carlo de’ Guevara che fino al 1575 fu conte di Potenza e feudatario di Pignola. Uno studio approfondito di questo straordinario e sconosciuto dossale potrebbe ampliare le conoscenze sulla vicenda francescana lucana quasi una speranza di vivere un 2026 in perfetta letizia con il Creato e nella pace tanto cercata e desiderata dal poverello d’Assisi.
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Un anno nuovo umile per rinnovare sé stessi e redimere le comunità Continua il nostro percorso dialogico avviato nelle 131 agorà della nostra terra lucana. In questa seconda edizione lo facciamo attraverso una visione duale e della differenza (maschile-femminile). Il modello resta sempre quello socratico, di ricerca e di indagine “critica”, per un confronto e dialogo costruttivo sulle questioni e sui problemi, senza sopraffazioni e forme di dominio. La differenza esperita apre a percorsi di alterità e di rispetto delle diversità influenzando positivamente l’intero tessuto sociale. Nessuno “scimmiottamento”. Differenti identità per costruire qualcosa di buono nei luoghi dove si vive, “un mondo nuovo e migliore”, come direbbe Virginia Woolf.
131 Comuni
per un dialogo sul fare Comunità
di Maria De Carlo
Appuntamento con la ricerca dialogica sulla comunità con occhi di donna
C’è un passaggio a me molto caro nell’opera “Il cammino dell’uomo” del padre del pensiero dialogico, Martin Buber. E mi piacerebbe che lo facessimo nostro come singoli e come comunità, quale augurio per il Nuovo anno. Riprendo le seguenti parole: “Chi parla sempre di un male che ha commesso e vi pensa sempre, non cessa di pensare a quanto di volgare egli ha commesso, e in ciò che si pensa si è interamente, si è dentro con tutta l’anima in ciò che si pensa, e così egli è dentro alla cosa volgare; costui non potrà certo fare ritorno perché il suo spirito si fa rozzo, il cuore s’indurisce e facilmente l’afflizione si impadronisce di lui…”. Di contro l’invito: “…Volta continuamente le spalle al male, non ci ripensare e fa’ il bene”. Dalla riflessione di questa visione impariamo a “giungere alla propria pienezza” e purificazione ma “non a vantaggio di sé stesso”, e della propria e sola salvezza, bensì “bisogna dimenticare sé stessi e pensare al mondo”. La prima indicazione, dunque, è quella di aprirsi al Nuovo generando un rinnovamento, sì individuale e non
in termini egocentrici, ma nell’ottica della cor-responsabilità. Fare ad esempio, il lavoro per la propria realizzazione, ma farlo bene sapendo che contribuiamo a costruire qualcosa di buono per un mondo migliore, rinnovato anch’esso, e così in tutti i campi dove ci troviamo. Se critichiamo e condanniamo, e ci lamentiamo continuamente ma non operiamo e contrapponiamo alcuna alternativa di bene, non ci sarà nessuna redenzione né individuale e né comunitaria. Riprendendo Buber ripensiamo al vissuto fino ad oggi del genere umano. Siamo tutti in cammino, e lo siamo insieme, e tutti desideriamo un nuovo anno libero dal male, dalle guerre e dai soprusi, un anno improntato al bello, al buono e al giusto. In questo processo, secondo l’insegnamento chassidico dobbiamo stare attenti al pericolo dell’orgoglio, di chi sicuramente ha fatto qualcosa di buono per sé stesso e per questo si innalza o compiace, ma è una strada cieca che non crea rinnovamento; siamo chiamati a scegliere l’umiltà, “l’umile che in ogni cosa pensa al mondo”. E credo che proprio su questo tema possiamo lasciarci ispirare da chi è stato un grande rinnovatore della Chiesa e della comunità umana, Francesco d’Assisi che improntò la sua esistenza alla semplicità e umiltà. Nell’Ottavo centenario della sua morte (1226-2026) anche la Basilicata vive i numerosi segni della presenza francescana, dai luoghi ai testimoni. Un legame alimentato anche dai gemellaggi e dai Presepi realizzati che richiamano quanto Francesco meditava: l’Onnipotenza di Dio sceglie l’umiltà di farsi uomo in una mangiatoia. Ripartiamo dunque da tutto ciò che ci accomuna in un’umanità fraterna e orientata al bene. Chiudo con le parole di Rabbi Mendel di Kozk, nel già citato volume: “Cosa chiedo a ciascuno di voi? Tre cose soltanto: non sbirciare fuori di sé, non sbirciare dentro agli altri, non pensare a sé stessi”.
*counselor filosofica
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Crediamo che il futuro si costruisca insieme, investendo in conoscenza, sostenibilità e comunità. Per questo promuoviamo progetti educativi e territoriali ad alto impatto sociale.
• GeoScuola: porta gli studenti nel cuore delle Geoscienze • Educambiente: celebra biodiversità e cultura nel Parco Gallipoli Cognato e Dolomiti Lucane. • Green Greener: introduce biotecnologie e agricoltura sostenibile • Action!: coinvolge i nostri dipendenti in attività di volontariato scolastico Oltre a questo, costruiamo nuove opportunità: con Bus del Mare, borse di studio, percorsi PCTO, la collaborazione con il Parco per tutelare flora e fauna e il progetto Lucanica 2.0 per sostenere l’internazionalizzazione delle PMI lucane, creiamo valore condiviso e impatto positivo sul territorio. Insieme, per un futuro più sostenibile e solidale.
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Buon anno Basilicata, nonostante il cambiamento che non c’è
Tacco&Spillo
Non vogliamo certo arrotolarci nel pessimismo leopardiano e magari anche sospettare solo per annessa dietrologia che il povero Babbo Natale sia vestito di rosso solo perché sarebbe un sedicente comunista, ma con tutta la franchezza del caso nemmeno è possibile pensare d’affrontare i giorni più belli e vacanzieri dell’anno facendo finta che Madama la Marchesa vada tutto bene e che questi patrioti di centrodestra siano quanto di meglio ci sia sulla piazza della politica regionale. Ora si sa che non vogliamo buttare la croce al povero governatore Bardi che pure a tratti subisce ancora la malia del genius loci napoletano, visto che da Posillipo a via Toledo ne ha sistemati un bel pò tra Regione ed aziende sanitarie e per giunta con risultati marcatamente insoddisfacenti, ma buon Dio mancano solo pochi giorni allo scoccare delle lancette per il 2026 e delle “magnifiche e progressive sorti” della Basilicata, pro-
messe sin dal fatidico suo insediamento nel 2019 davvero non c’è la minima ombra. Già perché a guardare le statistiche di GIMBE, CREA SANITÀ, ISTAT, SVIMEZ, CGIA di Mestre, Censis solo per stare all’elenco dei più famosi la povera Basilicata l’ha visto solo con il binocolo il cambiamento, considerato che sono 60 mila i lucani che hanno rinunciato a curarsi checché ne dica il solito Latronico, che 4 mila laureati ogni anno fuggono via e che PIL ed economia sono i più scarsi di tutta Italia, naturalmente ad insaputa di Cupparo che continua a raccontarci deliziose favolette, manco vivesse come Alice nel Paese delle Meraviglie e che, dulcis in fundo e tanto per non farci mancare niente l’agricoltura a guida Cicala ha un valore aggiunto equivalente, pensate un po’ a doppio zero, nemmeno fosse una farina rinomata per pastellare verdure d’ogni tipo. Se poi all’opera distruttiva e tanto per aggravare la situazione aggiungete pure le inchieste condotte dalla Procura della Repubblica di Potenza e dalla Corte dei Conti allora l’en plein del disastro è assicurato anche a futura memoria. Così dopo tutto questo bailamme del peggio infinito ci s’aspetterebbe che l’opposizione nascesse a nuova vita ed invece si è rimasti impigliati nei vecchi insopportabili difetti con Lacorazza ed il suo selfi-narcisismo, Cifarelli prossimo alla pensione Chiorazzo purista legalitario epurato dai 5S, Verri ed Araneo predicatrici, ma in comodi doppi incarichi. Insomma Buon Anno Basilicata, nonostante il cambiamento che non c’è.
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di Rosa Leporace
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L’amministrazione Telesca, spesso raccontata come prudente e misurata, sta invece imprimen-
vive nelle strade, nelle piazze, tra stand, costumi e incontri. Non più un evento chiuso, ma un’esperienza urbana, condivisa, che trasforma Potenza in un set a cielo aperto per un intero weekend.
Un anno di Telesca
la rinascita di Potenza tra giovani, cultura e nuove idee C’è un’aria nuova che attraversa Potenza, una sensazione diffusa di movimento e rinascita che negli ultimi mesi è diventata impossibile ignorare.
do alla città una direzione precisa: riportare vitalità, servizi e occasioni di aggregazione al centro, restituendo ai potentini — soprattutto ai più giovani — il gusto di vivere la propria città. Il segnale forse più simbolico di questo cambio di passo è l’arrivo, finalmente nel cuore del centro storico, di uno store McDonald’s. Un’apertura che va oltre l’aspetto commerciale: rappresenta un tassello strategico per incentivare la movida, animare le serate e rendere il centro nuovamente un luogo vissuto, non più una cartolina silenziosa dopo il tramonto. L’idea è semplice: portare funzioni, persone, flussi. Ridare un ritmo urbano che Potenza aveva progressivamente smarrito. A confermare questa volontà di rinascita è anche la scelta — coraggiosa e molto attesa — di portare il Lucania Comics fuori dalla palestra di Via Roma e dentro il centro storico, sulle tracce del modello Lucca Comics. È un salto di qualità che sancisce la maturità di un festival cresciuto tra appassionati e volontari capaci, ma finalmente pronto a “fiorire” nella sua dimensione naturale: quella di una manifestazione che
Il comics torna a essere ciò che è: cultura pop, partecipazione, gioco e identità. La spinta al rinnovamento passa anche dalla dimensione commerciale, con l’apertura del nuovo store Lidl, ulteriore tassello di un ridisegno dell’offerta cittadina. L’amministrazione interpreta queste novità non come interventi isolati, ma come pezzi di un puzzle che ridefinisce i servizi e amplia le possibilità quotidiane dei cittadini, mantenendo Potenza competitiva e attrattiva. Accanto a questi elementi, sta nascendo qualcosa di totalmente nuovo: il Wonder Film Festival, un festival di cinema dedicato ai bambini, pensato per offrire alle famiglie un’esperienza culturale innovativa, accessibile e capace di stimolare creatività e immaginazione. Un evento che potrebbe diventare un punto di riferimento regionale, ampliando l’attenzione della città verso un pubblico spesso dimenticato nelle programmazioni culturali. Ma la vera cifra personale di questa fase amministrativa è la volontà dichiarata del sindaco Telesca di esporsi, metterci la faccia, soprattutto sui social. Non più una comunicazione distante o istituzionale, ma un dialogo diretto, immediato, capace di avvicinare i giovani e di raccontare, giorno dopo giorno, la trasformazione in atto. È un cambio di paradigma: la politica che non si limita a governare, ma che parla, ascolta e si lascia vedere. Potenza sta cambiando pelle. Non è solo un insieme di inaugurazioni: è una strategia, una visione. Una città che torna a credere in sé stessa. Una rinascita che, stavolta, sembra avere radici profonde.
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Un 2025 ricco di attività per la Fondazione Matera-Basilicata 2019 mercoledì 31 dicembre | SPECIALE 2025
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Il 2025 è stato l’anno del rilancio delle attività della Fondazione Matera Basilicata 2019 sia a livello nazionale, con il progetto “Fantastico Medioevo” dedicato alla valorizzazione del patrimonio medievale della Basilicata attraverso i linguaggi del contemporaneo, sia su scala internazionale, con l’avvio del percorso verso Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026. Tappe importanti di questo percorso, avviato nel 2024 con l’annuncio ufficiale della nomina arrivata il 28 novembre nella Giornata mondiale del Mediterraeo, sono state: l’accordo di programma con il Comune di Matera che rende la Fondazione Matera Basilicata 2019 soggetto attuatore del progetto (marzo); la selezione del logo ufficiale attraverso una call pubblica (aprile/luglio); la prima visita dell’Advisory Committee (maggio); il lancio della proposta della Rete delle Città Mediterranee della Cultura in occasione dell’ALF Forum a Tirana (giugno); i primi due eventi di avvicinamento al 2026, DeeJay Time alla Cava del Sole e Matera Cielo Stellato nei Sassi (settembre); la presentazione delle linee generali del programma del 2026 al TTG di Rimini (ottobre); gli Stati Generali della Cultura de Il Sole 24 (dicembre).
Ha preso invece il via a luglio il progetto strategico triennale “Fantastico Medioevo” promosso e voluto dalla Presidenza della Giunta regionale della Basilicata e coordinato dalla Fondazione Matera Basilicata 2019, con la direzione scientifica del prof Fulvio Delle Donne e la direzione artista del poeta Davide Rondoni, finanziato con risorse del Fondo Unico Nazionale del Turismo (F.U.N.T.) e del Programma Operativo Complementare Basilicata (POC). Nel corso della conferenza stampa inaugurale, ospitata nel Castello di Melfi, dove Federico II promulgò le celebri Costituzioni nel 1231, è stato sottoscritto il protocollo d’intesa per la realizzazione del progetto tra la Regione Basilicata e nove comuni del Vulture Melfese - Melfi (Comune Capofila), Acerenza, Atella, Avigliano, Genzano di Lucania, Palazzo San Gervasio, Rapolla, Rionero in Vulture, Venosa - primo nucleo di una rete che a settembre si è allargato anche a Lavello, Forenza e Banzi. Tra le iniziative inaugurali due produzioni culturali: la mostra nel castello di Melfi “Federico II: l’imperatore che stupì il mondo”, curata dal professor Delle Donne, rielaborazione di quella presentata al Parlamento europeo di Bruxelles (27-31 gennaio 2025) nell’ambito del festival “Stupor Mundi”; il “Processo a Federico II”, un dibattimento storico con studiosi di rilievo nazionale nei panni dell’accusa e della difesa, una giuria popolare per il verdetto e l’attore Massimiliano Gallo che ha recitato “La deposizione dell’Imperatore”, pronunciata a Lione nel 1245.
Nel corso dei mesi, diverse le iniziative di carattere multidisciplinare organizzate nei comuni del Vulture e Alto Bradano: tra luglio e agosto, 10 Lezioni di storia, dedicate ad approfondire personaggi, luoghi e vicende del Medioevo lucano grazie al contributo di docenti universitari; tra Luglio e Ottobre la rubrica “CaleidoscopioSpeciale Fantastico Medioevo” dedicata al racconto fotografico, video e con interviste sulle 15 rievocazioni medioevali organizzate in Basilicata; a Settembre, il Festival Fantastico Medioevo con la direzione artistica di Davide Rondoni, con otto appuntamenti fra teatro, musica, danza, poesia, spiritualità, per raccontare il Medioevo attraverso i linguaggi del contemporaneo; sempre a settembre, la sottoscrizione della dichiarazione di adesione della Regione Basilicata alle celebrazioni dell’Anno Europeo dei Normanni del 2027; a ottobre il Festival “Parole, fra passato e presente” a cura di Fulvio Delle Donne, in occasione delle Giornate Medievali e della Falconeria, con undici dialoghi su stato, ospitalità, castelli, sacro, ambiente, falconeria, città, memoria, Mediterraneo, immagine, pace, che hanno visto protagonisti storici, giornalisti ed esperti di politica, teologia, economia, ambiente, archeologia e turismo; a novembre, il convegno internazionale di studi “Forme e culture della regalità. Il regno dell’Italia meridionale in prospettiva Mediterranea (XII – XVI sec.)” con la direzione scientifica del prof. Fulvio Delle Donne; a dicembre Basilicanta, un grande concerto in simultanea nelle chiese e cattedrali medievali con la partecipazione di cori e corali del Vulture e Alto Bradano e il coinvolgimento di circa 300 coristi. Ideato e diretto dal maestro Ambrogio Sparagna, l’evento è stato sostenuto dalla Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, dall’Arcidiocesi di Acerenza, da A.Ba.Co - Associazione regionale dei Cori della Basilicata, con il patrocinio del Dicastero per la Cultura e l’Educazione del Vaticano, ed è stato collegato alle celebrazioni dell’Ottocentenario francescano.
Sul fronte delle attività per il settore culturale e creativo, nel 2025 è proseguito il progetto TOCC Airfare, ideato e promosso dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 per conto della rete BAD (Basilicata Digital Academy), che dal 2024 punta a creare un hub della produzione culturale lucana, rafforzando le competenze degli operatori, facilitando l’aggiornamento professionale e promuovendo la trasformazione digitale dell’ecosistema culturale. Focus delle attività del 2025, insieme a diversi momenti di approfondimento aperti al pubblico, sono stati due percorsi di formazione: quello sul “Catalogo culturale digitale” con la direzione scientifica di Massimiliano Zane, rivolto a imprese e operatori del settore
per acquisire cometenze nella catalogazione digitale di prodotti culturali; quello sulla “Curatela artistica digitale” con la direzione scientifica di Chiara Canali, primo percorso formativo in Italia destinato a formare figure in grado di confrontarsi con l’arte digitale, le produzioni culturali basate sull’intelligenza artificiale e la reinterpretazione in chiave creativa del patrimonio culturale. Tutti i contenuti dei percorsi formativi sono stati resi disponibili nella sezione e-learning della piattaforma di Airfare elearning-airfare.hsh.it.
Sul piano delle collaborazioni internazionali, la Fondazione Matera Basilicata 2019 è stata protagonista di due imporanti iniziative: ad agosto, l’evento di apertura a Oslo delle Norwegian Cultural Heritage Days (Kulturverndagene), una delle principali iniziative nazionali collegate alle Giornate Europee del Patrimonio, promosse dalla rete EUNIC Norway e dall’Istituto Italiano di Cultura di Oslo; a novembre, nella sede del Parlamento Europeo a Bruxelles, il primo Culture Next Policy Summit organizzato da Culture Next, rete di 39 città di 21 Paesi europei che riunisce le Capitali Europee della Cultura e le città candidate. Ad aprile la Fondazione è entrata nella Fondazione Anna Lindh, un’organizzazione intergovernativa che svolge una missione interculturale per promuovere la conoscenza, il rispetto reciproco e lo scambio tra i popoli della regione Euro-Mediterranea, operando come rete di 42 reti nazionali e raccogliendo circa 4.000 organizzazioni della società civile. In occasione della Festa dell’Europa del 9 maggio, la Fondazione ha organizzato inoltre una iniziativa per festeggiare l’Europa attraverso la musica facendo eseguire l’Inno alla Gioia agli studenti delle scuole di Matera e allargando l’invito anche alle altre scuole lucane e alla rete delle Capitali Europee della Cultura. Le registrazioni delle esecuzioni sono confluite in un video corale, per lanciare un messaggio di dialogo interculturale attraverso la cultura.
matera-basilicata2019.it
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di Vito Bardi Presidente Regione Basilicata
Il 2025 è stato l’anno della concretezza. Se dovessi riassumere l’azione del mio governo in una sola immagine sceglierei quella dei cantieri aperti, delle assunzioni negli ospedali e dei sostegni alle imprese. Abbiamo trasformato la programmazione in realtà, lavorando con una visione unitaria per rendere la nostra Basilicata più moderna, sicura e finalmente attrattiva.
Basilicata
i fatti che cambiano il futuro con l’obiettivo di raggiungere quota 1.623 nel triennio. Non sono promesse, sono professionisti che entrano nelle nostre corsie. Per le liste d’attesa abbiamo messo in campo una “manovra d’urto” da 5,5 milioni di euro, coinvolgendo pubblico e privato convenzionato per abbattere tempi che per troppo tempo sono stati inaccettabili. Grazie al PNRR, la medicina territoriale non è più un miraggio: 6 Centrali Operative Territoriali sono già realtà, mentre i cantieri per 5 Ospedali di Comunità e 19 Case della Comunità avanzano spediti. Nessun progetto può camminare senza gambe solide. Abbiamo investito sul capitale umano della Regione, convinti che la qualità dei servizi dipenda dalla competenza di chi lavora nell’istituzione. Dopo le assunzioni del biennio precedente, nel 2025 abbiamo fatto scorrere le graduatorie per ulteriori 85 unità e concluso le procedure per 18 nuovi dirigenti tecnici e amministrativi. C’è chi preferisce il rumore delle polemiche e chi, come noi, il suono del lavoro. In ambito sanitario, il 2025 è stato l’anno della “verità”.
Abbiamo premiato il merito con 118 progressioni verticali e aderito al Progetto RiVa per una burocrazia che sia valore aggiunto e non un peso. Sul fronte economico è stata sprigionata una liquidità massiccia: 24 bandi con una dotazione di 291 milioni di euro per l’innovazione.
Abbiamo affrontato con determinazione il nodo strutturale della carenza di organico, sbloccando un turnover che pareva eterno.
Non abbiamo dimenticato chi soffre: 6 milioni di euro sono stati stanziati per l’indotto Stellantis, una ferita aperta che seguiamo ora dopo ora.
Solo quest’anno abbiamo sbloccato 859 assunzioni tra medici, infermieri e OSS,
E per i nostri giovani, per contrastare lo spopolamento, abbiamo lanciato il “Bonus Assunzione Laureati”: fino a 20.000 euro per ogni giovane lucano assunto, perché il talento deve restare qui.
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In questo quadro di sostegno alle imprese rientra anche il settore dell’informazione. La legge regionale sull’editoria non è affatto dimenticata, ma vive una pausa tecnica necessaria. Erogare fondi oggi basandosi su criteri superati sarebbe un atto irresponsabile. Il quadro nazionale è mutato con la Legge di Bilancio 2024 e il recente DPCM del 17 aprile 2025. Dobbiamo adeguarci ai nuovi standard sulla transizione digitale e sull’equo compenso. Finanziare una legge vecchia significherebbe esporre le testate al rischio di incompatibilità con i fondi statali o a impugnative. La nostra è prudenza istituzionale: stiamo scrivendo una norma moderna che tuteli davvero il pluralismo e il lavoro giornalistico. La nostra strategia ha integrato sicurezza e modernità. Oltre 150 milioni di euro sono andati alla manutenzione delle strade provinciali e delle aree interne, mentre 25 milioni hanno rinnovato il parco autobus e portato i nuovi treni “Pop”. La Basilicata si conferma avanguardia della transizione verde: a ottobre è partito l’iter per l’idrogeno rinnovabile nelle aree industriali
dismesse, un progetto che guarda al futuro senza ideologie. In agricoltura, abbiamo celebrato traguardi storici come il riconoscimento IGP per la fragola di Basilicata, un comparto da 150 milioni di euro l’anno che è l’orgoglio del nostro export. Abbiamo superato i target di spesa dei fondi europei CSR, erogando oltre 81 milioni di euro nel solo 2025: la dimostrazione che quando la macchina corre, i risultati arrivano. Infine il turismo. Matera sarà “Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo”, un palcoscenico mondiale che abbiamo sostenuto con vigore. Abbiamo stanziato oltre 4 milioni per il patrimonio intangibile e i riti secolari, e 15 milioni per ammodernare la ricettività. Crediamo nel cinema come volano di promozione: le grandi produzioni filmiche che hanno scelto i nostri calanchi e i nostri borghi sono strumenti straordinari per raccontare al mondo la bellezza e la fierezza lucana. La Basilicata che stiamo costruendo è una regione che non ha paura di cambiare e di darsi regole certe. È una terra che smette di piangersi addosso e inizia a correre. I fatti del 2025 sono la nostra risposta a chi scommette sul declino. Noi scommettiamo sui lucani, sulla loro voglia di fare e sulla serietà di un governo che mantiene le promesse. Il viaggio continua.
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Seguire da vicino la situazione ucraina significa confrontarsi ogni giorno con una realtà complessa, dolorosa, ma anche carica di insegnamenti. Non è solo una guerra combattuta al confine orientale dell’Unione Europea: è una crisi che interroga i nostri valori, il nostro modello di sviluppo e il ruolo che ciascuna comunità, anche la più periferica, può giocare nel mondo che cambia.
La fine dell’anno è sempre il momento giusto per fermarsi, guardare indietro e provare a dare un senso al lavoro svolto.
di Salvatore Caiata Deputato Fratelli d’Italia
Per me, questo 2025 è stato segnato da un impegno costante sull’analisi delle dinamiche internazionali, con un’attenzione particolare ai conflitti, ai nuovi equilibri geopolitici e, soprattutto, alla guerra in Ucraina, che continua a ridefinire il futuro dell’Europa.
potenzialità, ma troppo spesso prigioniera della prudenza, dell’attesa, della paura di osare. In un mondo che corre veloce, l’immobilismo non è neutralità: è una scelta che ci condanna all’irrilevanza. Per questo, nel salutare la fine dell’anno, sento il bisogno di lanciare un invito – ai cittadini, ma soprattutto agli amministratori locali – a essere più coraggiosi e visionari. Il coraggio non è l’improvvisazione, ma la capacità di prendere decisioni anche difficili, di investire sul lungo periodo, di assumersi responsabilità che guardano oltre il consenso immediato. Essere visionari oggi significa affrontare senza retorica alcune grandi questioni irrisolte: la sanità, che in Basilicata continua a essere vissuta da troppi
Dalla Basilicata al mondo:
un anno di sguardi oltre confine In questo percorso si inserisce la conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina che ho avuto l’onore di organizzare a Matera lo scorso febbraio. Portare in Basilicata un confronto di livello internazionale su un tema così cruciale non è stato solo un esercizio accademico o politico, ma una scelta precisa: dimostrare che anche il Sud, anche una regione spesso considerata “marginale”, può essere luogo di idee, relazioni e visione. La ricostruzione dell’Ucraina non riguarda solo il cemento e le infrastrutture, ma la capacità di immaginare un futuro nuovo dopo la distruzione. Un tema che, se vogliamo essere onesti, parla molto anche a noi. Ed è proprio qui che il discorso si sposta dalla geopolitica alla Basilicata. Viviamo in una terra straordinaria, ricca di capitale umano, storia e
come una corsa a ostacoli; la gestione dell’acqua, risorsa strategica e identitaria che non può più essere amministrata con logiche emergenziali; la riconversione dell’area industriale di Melfi, che rappresenta una sfida decisiva per il lavoro, l’ambiente e il futuro produttivo dell’intera regione. Non possiamo limitarci a difendere ciò che esiste: dobbiamo immaginare cosa può diventare. La Basilicata non deve scegliere se restare piccola o diventare grande: deve scegliere se restare ferma o mettersi in cammino. Il mio lavoro sugli esteri mi ha insegnato che i territori che contano non sono solo quelli più popolosi o più ricchi, ma quelli capaci di pensarsi come parte del mondo.
Con l’arrivo del nuovo anno, l’augurio è duplice. Chiedere di più – alla politica, alle istituzioni, a noi stessi – ma allo stesso tempo imparare a valorizzare molto di più ciò che già abbiamo e che spesso non sappiamo vedere: competenze, comunità, risorse naturali, energie giovani e silenziose. La Basilicata non è una terra povera di possibilità, ma una terra che deve tornare a credere nel proprio valore. Solo così il futuro smetterà di essere un’attesa e diventerà una scelta.
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La Basilicata Care Lucane e cari Lucani, la fine dell’anno è il tempo dei bilanci e di programmi per il futuro. Sempre con un piede nel passato e lo sguardo verso il domani.
di Gianni Rosa Senatore Fratelli d’Italia
Guardare a ciò che è stato fatto senza trionfalismi, riconoscendo il valore delle scelte compiute e l’impatto che hanno avuto sul Paese e pensare a cosa si può fare per migliorare.
che resiste e riparte In questo senso, le politiche messe in campo dal Governo Meloni nel corso dell’anno meritano una valutazione positiva, per l’impostazione complessiva e per la direzione intrapresa. Si è fatto molto e molto si dovrà fare ancora. Ne siamo consapevoli. È stato un anno complesso, segnato da incertezze internazionali, tensioni economiche e trasformazioni rapide. In questo contesto, il Governo ha scelto una linea di responsabilità: interventi mirati, attenzione ai conti pubblici, ma senza rinunciare alla tutela delle fasce più fragili e al sostegno di chi produce valore. Una politica che ha provato a tenere insieme stabilità e crescita, rigore e visione. Una politica apprezzata a livello internazionale e riconosciuta come un’inversione di rotta rispetto al passato che ha riportato l’Italia ad essere credibile ed autorevole. Le politiche adottate hanno mostrato la volontà di non lasciare indietro nessuno. Famiglie, giovani, territori più esposti alle difficoltà strutturali sono tornati al centro del dibattito pubblico, non come capitoli di spesa, ma come priorità politiche. È un segnale importante, perché restituisce alla politica il suo ruolo più autentico: quello di ridurre le distanze, non di amplificarle. È normale che in questo contesto internazionale e nazionale di sfide la Basili-
cata si ritrova ad affrontare le proprie. Da un lato le ferite mai del tutto rimarginate: lo spopolamento che continua a svuotare i paesi dell’entroterra, i giovani che partono con valigie leggere e competenze pesanti, un lavoro che resta precario e un futuro che troppo spesso sembra fuori dalla nostra Terra. Dall’altro, però, segnali silenziosi ma concreti di tenacia che hanno il loro motore nelle nostre meravigliose comunità che non si arrendono. La Basilicata di quest’anno ha continuato a interrogarsi sul proprio modello di sviluppo. Energia, ambiente, risorse naturali: parole grandi, che qui assumono un peso specifico diverso. La Basilicata è ricca di risorse che dobbiamo saper utilizzare con saggezza perché il confine tra sfruttamento e tutela è sottile. Servono scelte decise e concrete che riescano a stabilizzare l’economia, fermare lo spopolamento e l’emigrazione di cervelli. La nostra Regione deve aiutare i nostri territori con politiche che sappiano coniugare il supporto alle fasce deboli e il sostegno a politiche occupative concrete. Giorgia Meloni ha dimostrato che si può abbandonare la concezione di una politica assistenzialista, che non risolve i problemi ma li incancrenisce, e si deve andare verso una politica di sviluppo che crea lavoro. L’occupazione è ai massimi storici dal 2004; il costo del lavoro, grazie al taglio del cuneo fiscale, inizia a diminuire, le deduzioni fiscali per i nuovi assunti e gli incentivi per far rientrare i cervelli in fuga all’estero sono stati rafforzati. Questi sono tutti traguardi che l’Italia ha ottenuto grazie alle politiche responsabili e mirate del Governo di centrodestra. Questo è quello che anche i Lucani si aspettano anche dalle forze politiche di centrodestra che, oggi, guidano la nostra Regione. Questa è la vera sfida che un partito come Fratelli d’Italia può cogliere ed affrontare. Chiudiamo questo anno, con l’impegno a non arrenderci, a migliorare come singoli e come comunità, con la consapevolezza che insieme possiamo trovare la strada perché le grandi potenzialità della nostra Basilicata possano trasformarsi in scelte concrete e politiche capaci di migliorare la vita di tutti noi. Auguro a tutti un Santo Natale e un meraviglioso 2026 che possano far tornare indietro i nostri giovani
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di Vincenzo Telesca Sindaco di Potenza
Care cittadine, cari cittadini di Potenza, l’inizio di un nuovo anno è sempre tempo di bilanci, ma anche di verità. Il 2025 è stato per Potenza un anno complesso, impegnativo, a tratti faticoso. Un anno che ha messo alla prova l’Amministrazione e l’intera comunità cittadina, ma che ha confermato, ancora una volta, la forza civile, la dignità e la capacità di resistenza di questa città. È stato un anno segnato da gravi difficoltà finanziarie, determinate in larga parte dalla mancata erogazione di risorse regionali già previste e annunciate, risorse che avrebbero dovuto sostenere interventi fondamentali per Potenza.
Questa è una verità che non intendo eludere: amministrare con responsabilità significa dire ai cittadini ciò che accade realmente, anche quando è scomodo. La carenza di risorse non dipendente dal Comune ha reso più complessa l’azione amministrativa, ma non ha mai ridotto l’impegno, la serietà e il senso del dovere della Giunta e della maggioranza che governa la città. Nonostante tutto, Potenza non si è fermata. Abbiamo scelto di andare avanti, di non arretrare, di garantire continuità amministrativa e attenzione quotidiana ai bisogni della comunità, con-
una priorità assoluta. In un contesto economico difficile, abbiamo rafforzato i servizi di assistenza, inclusione e prossimità, nella convinzione che una città si misura dalla capacità di non lasciare indietro nessuno. La cultura ha mantenuto un ruolo centrale come elemento identitario e strumento di crescita, attraverso iniziative diffuse e il sostegno alle realtà culturali locali, contribuendo a rafforzare il senso di comunità e l’attrattività del territorio. Per quanto riguarda la mobilità urbana, l’Amministrazione ha lavorato per migliorare l’organizzazione del traffico, il trasporto pubblico e l’accessibilità. Resta, tuttavia, un rammarico profondo e concreto: non essere riusciti, nel 2025, a garantire la funzionalità della scala mobile, oggi costretta alla chiusura per fine vita tecnica. Quando ci siamo insediati, avevamo ricevuto assicurazioni formali dalla Regione Basilicata circa un finanziamento di 6 milioni e 500 mila euro per la sua ristrutturazione, risorse derivanti da un progetto ereditato – il parcheggio sotto piazza Don Bosco – al quale questa Amministrazione aveva rinunciato proprio per resti-
Il Sindaco di Potenza:
Buon Anno 2026 centrando le energie su ciò che era ed è essenziale per la qualità della vita dei cittadini. Abbiamo lavorato per assicurare i servizi fondamentali, per prenderci cura degli spazi pubblici, per migliorare la mobilità, il decoro urbano, la coesione sociale. Nel settore dei lavori pubblici sono stati avviati e realizzati interventi di manutenzione e riqualificazione, con particolare attenzione alla sicurezza e alla funzionalità delle infrastrutture, proseguendo un lavoro complesso su opere e servizi essenziali. Sul fronte del PNRR, abbiamo salvato progetti che apparivano compromessi al momento del nostro insediamento, come il CONI e la Torraca. Su altri interventi, nonostante l’impegno, non è stato possibile raggiungere l’obiettivo, ma non abbiamo mai smesso di progettare e di preparare il futuro della città. Le politiche sociali hanno continuato a rappresentare
tuire alla città un’infrastruttura di mobilità essenziale. Quei fondi non sono mai arrivati. Il nostro impegno, oggi, è chiaro: recuperare quanto prima le risorse necessarie per ridare a Potenza un collegamento meccanizzato fondamentale per la vita quotidiana di migliaia di cittadini. Molto è stato fatto, molto è in corso, molto resta ancora da realizzare. So bene che non tutto è immediatamente visibile e che spesso il lavoro più serio è anche quello meno appariscente. Ma ogni scelta è stata guidata da un principio non negoziabile: non rinunciare all’ambizione di una città che merita di più. Potenza è una città straordinaria. Una città che non ha nulla da invidiare ad altre per storia, bellezza, patrimonio culturale e qualità umana della sua comunità. Merita di essere valorizzata, di tornare protagonista, di essere non solo città di servizi, ma luogo di vita, di opportunità e di futuro. Il 2026 dovrà essere l’anno in cui questo cammino continuerà con ancora maggiore determinazione. Difenderemo con forza il ruolo del capoluogo e lavoreremo per trasformare i progetti avviati in risultati concreti, duraturi e visibili. Come Sindaco, sento forte la responsabilità di non lasciare indietro nessuno e di continuare a costruire, giorno dopo giorno, una Potenza accogliente, moderna, consapevole del proprio valore. A tutte e a tutti voi auguro un Buon Anno 2026, fatto di fiducia, partecipazione e unità. Perché Potenza cresce davvero solo quando cammina insieme. Buon anno alla nostra città.
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Guardando al futuro: Cari imprenditori e imprenditrici, cari lucani, il nuovo anno è ormai alle porte e, come accade sempre in questa occasione, è naturale fermarsi un momento per riflettere sul cammino percorso, sul lavoro che, insieme, siamo riusciti a portare avanti e, soprattutto, su quanto c’è ancora da fare.
di Francesco Somma Presidente Confindustria Basilicata
le aspettative per la Basilicata nel 2026 È stato un anno complesso, segnato da guerre, nuovi equilibri geopolitici, trasformazioni economiche rapide e da un contesto produttivo che ha richiesto alle nostre imprese capacità di adattamento, visione e grande responsabilità. In questo scenario, il sistema industriale lucano ha sofferto, soprattutto in alcuni settori, ma ha dimostrato ancora una volta solidità, resilienza, know how e capacità di innovazione. Nel corso del 2025 abbiamo raggiunto il punto più basso della parabola discendente dello stabilimento Stellantis e del suo indotto ma abbiamo visto anche aziende investire
in tecnologia, sostenibilità e capitale umano. Imprese che hanno saputo rafforzare la propria presenza sui mercati, creare valore sul territorio e mantenere l’occupazione nonostante le difficoltà e nonostante i nodi irrisolti che limitano la capacità competitiva del territorio. Una tendenza che viene confermata anche dai numeri positivi della Zes Unica, misura che sta accompagnando un vero e proprio rilancio industriale del Mezzogiorno. Come Confindustria Basilicata abbiamo lavorato per essere al fianco delle aziende, quelle in difficoltà ma anche
quelle in ascesa. Attraverso il costante dialogo con le istituzioni, abbiamo sostenuto i percorsi per consolidare la crescita, intercettare nuove opportunità e contribuire a costruire condizioni più favorevoli allo sviluppo industriale. I traguardi raggiunti non sono mai frutto del caso: sono il risultato dell’impegno quotidiano degli imprenditori, dei lavoratori, dei manager e di tutte le persone che credono nel futuro produttivo della Basilicata. Guardando al nuovo anno, l’auspicio è riuscire a fare meglio. La Basilicata deve fare di più per agganciare la virtuosa dinamica di crescita che vede il Sud protagonista. Le aspettative sono importanti ma richiedono visione e responsabilità. Il 2026 dovrà essere l’anno in cui rilanciare lo sviluppo socio economico della Basilicata, spingere la risalita produttiva, seppure parziale, del polo automotive di Melfi, accelerare sugli investimenti e farne atterrare di nuovi, valorizzare le competenze e cogliere appieno le opportunità legate alla transizione digitale ed energetica. Rispetto a quest’ultima in particolare, va patrimonializzato il rilevante vantaggio competitivo da cui parte la Basilicata come modello maturo di mix energetico, creando le condizioni perché le produzioni, sia da fonti classiche che rinnovabili, trovino ulteriore sviluppo. Sarà fondamentale continuare a lavorare insieme, come sistema, rafforzando la collaborazione tra imprese, istituzioni e mondo della formazione. Confindustria Basilicata continuerà a essere un punto di riferimento per le aziende, un interlocutore credibile e propositivo, e una voce autorevole a tutela dello sviluppo economico e sociale del nostro territorio. Rinnoviamo l’appello lanciato nel corso della nostra recente Assemblea per un “Patto per la Crescita” che si basi su rilancio competitivo del territorio, innovazione diffusa, competenze condivise, collaborazione istituzionale e confronto partenariale vero e costante. Di fatto, un’alleanza tra imprese e istituzioni, tra pubblico e privato, tra generazioni. Perché il domani non arriva, ma si costruisce insieme. Abbiamo risorse, competenze, creatività ed energia per fare in modo che la nostra terra non rimanga ai margini, ma sia un laboratorio di futuro. Un futuro che si costruisce con il lavoro, con l’impresa, con la fiducia nel talento delle nostre persone. Consentitemi, in conclusione, di rivolgere a tutti voi e alle vostre famiglie i miei più sinceri auguri. Che queste festività siano un momento di serenità, di riposo e di condivisione, e che il nuovo anno porti fiducia, nuove opportunità e successo per le nostre imprese e per l’intera Basilicata. Buone feste e buon anno a tutti.
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GLI INTERVENTI
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Il 2025 della Banca Monte Pruno:
cambiamento e crescita per un futuro che prosegue con entusiasmo e grandi risultati di Michele Albanese Presidente Consiglio di Amministrazione Banca Monte Pruno
L’anno che stiamo per concludere è stato, senza ombra di dubbio, un anno di trasformazione. Cambiamenti che, pur se legati alle dinamiche del nostro mondo, hanno un significato, per noi, più profondo. È facile riferirmi al passaggio di testimone che ha interessato la Direzione della Banca ed il mio nuovo incarico di Presidente del Consiglio di Amministrazione. Non si tratta solo di un semplice cambio di figura o di ruolo, ma di un’evoluzione che rispecchia un positivo rinnovamento aziendale che la nostra banca, nel tempo, aveva attivamente pianificato per garantire continuità, equilibrio e sviluppo.
Vorrei esprimere, innanzitutto, un sentito ringraziamento alla nostra Capogruppo, Cassa Centrale Banca, per il continuo supporto e la guida che ci hanno permesso di interpretare e gestire al meglio questo processo. La nostra collaborazione è sempre stata un punto di riferimento fondamentale per la solidità e l’innovazione della nostra BCC. La nostra Banca ha vissuto una transizione importante, che ha visto la nomina da gennaio del nuovo Direttore Generale Cono Federico, già mio Vice: una figura che non solo ha saputo ottimamente raccogliere un’eredità, ma che si è distinta per la capacità di guidare con qualità una squadra di professionisti validi, ognuno impegnato a mantenere e accrescere la solidità della nostra realtà. Il cambiamento è stato accompagnato da una forza di visione e un entusiasmo che sono il fondamento di ogni progresso. In lui, ho visto, da sempre, un manager pronto a far proseguire il cammino della Banca verso nuove e più prestigiose vette. È stata una transizione che, pur essendo naturale in ogni percorso organizzativo, ha rappresentato un momento di grande rilievo. Una presa di coscienza profonda dei cambiamenti che il mondo ci chiede e delle risposte che la Banca deve essere pronta a fornire. La mia nomina a Presidente, a partire da maggio, poi, ha portato con sé una più ampia e profonda visione strategica, ma anche la convinzione, come ho spesso affermato, che il cambiamento rappresenta un motore necessario per crescere e migliorare.
Ed io sono stato il primo a dovermi mettere in gioco, con umiltà, in questo nuovo e prestigioso incarico. Abbiamo attraversato un anno denso di significato, fatto di passaggi delicati e di scelte che hanno richiesto lucidità, coesione e visione. Il cambiamento non è stato semplicemente affrontato, ma condiviso e interiorizzato, trasformandosi in un’occasione di crescita collettiva per la Banca. Abbiamo proseguito il nostro cammino con la consapevolezza di dover scrivere nuove pagine di una storia importante, restando fedeli ai valori che da sempre rappresentano l’identità più autentica della BCC Monte Pruno. In un contesto economico complesso, la risposta non è stata soltanto organizzativa, ma profondamente umana: la capacità di ascoltare, di comprendere e di offrire risposte concrete a chi entra in Banca con un’esigenza e ne esce con una certezza. È in questo rapporto di fiducia che si rafforza il nostro ruolo di punto di riferimento per il territorio. Proprio in questa direzione si collocano i numerosi progetti su cui stiamo lavorando, con l’obiettivo, ad esempio, di rendere il socio sempre più fondamentale nell’ecosistema della Banca, un protagonista attivo di un modello cooperativo che evolve, si apre e si rafforza, mettendo al centro le persone, le relazioni e il senso di appartenenza a una comunità che guarda al futuro con responsabilità e fiducia. Il cambiamento, quindi, non è mai solo una questione di numeri: è una questione di valori, di un’identità che evolve con la stessa forza con cui crescono le esigenze di una comunità. Questo è e sarà il nostro compito: anticipare i tempi, non restare fermi e, soprattutto, accompagnare chi ci sta vicino in un futuro che ha bisogno di essere affrontato con fiducia e ottimismo. Guardando al futuro, il 2026 sarà un anno di consolidamento dei progetti avviati e di tante novità. Tra queste, la nuova filiale a Nocera Inferiore rappresenta una pietra miliare nel nostro percorso di crescita ed espansione territoriale. Una scelta strategica che ci permetterà di avvicinarci, ancora di più, alle persone, garantendo una presenza forte e concreta in un territorio ricco di potenzialità. La persona, intesa come essere umano, è al centro della nostra visione: una persona che cresce, evolve, si sviluppa attraverso relazioni autentiche e valori condivisi. Ogni passo che facciamo, ogni decisione che prendiamo, mira a mettere al centro l’individuo, le sue esigenze e i suoi sogni. In questo, la Banca Monte Pruno trova la sua ragion d’essere, perché solo investendo nelle persone possiamo garantire un futuro di successo e prosperità per tutti. Auguro, infine, uno straordinario 2026 fatto di salute, amore e felicità.
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GLI INTERVENTI
gli editoriali di fine anno
Crescere insieme al territorio, con basi sempre più solide di Cono Federico Direttore Generale Banca Monte Pruno
Pur essendo solo l’inizio di un lungo cammino, quest’anno siamo particolarmente soddisfatti per il lavoro messo in atto, che ci ha permesso di consolidare le nostre basi e di ampliare virtuosamente il nostro raggio di azione.
Pur essendo solo l’inizio di un lungo cammino, quest’anno siamo particolarmente soddisfatti per il lavoro messo in atto, che ci ha permesso di consolidare le nostre basi e di ampliare virtuosamente il nostro raggio di azione. Volendo fare un veloce ma puntuale focus sui numeri, il 2025 ha visto un incremento significativo della nostra raccolta, che ha superato i 90 milioni di euro con un dato assoluto di 1,35 miliardi di euro, un dato che testimonia la crescente fiducia dei nostri clienti nei confronti della Banca. Relativamente al mondo dei finanziamenti, invece, sono state deliberate oltre 2.000 pratiche di fido, una risposta concreta alle esigenze di credito e ai progetti delle nostre realtà territoriali. Abbiamo superato i 200 milioni di nuove erogazioni, con oltre 220 mutui prima casa, segno tangibile di una Banca di credito cooperativo vicina alle famiglie, alle giovani coppie e a chi desidera costruire un futuro solido. Inoltre, siamo riusciti a mantenere un livello di solidità patrimoniale eccellente e la redditività ha dato ottimi risultati. Sotto il profilo strategico, uno degli aspetti più significativi è stato l’ampliamento dei confini della nostra attività. La prossima apertura della nuova filiale di Nocera
Inferiore, nell’area dell’Agro Nocerino Sarnese, rappresenta un passo importante in un territorio ricco di valori, ma anche di sfide. La nostra volontà di crescere in nuovi mercati si accompagna a un impegno altrettanto forte nel potenziare le filiali esistenti, per rispondere sempre meglio alle necessità dei nostri soci e clienti ed allargare il nostro mercato di riferimento con nuovi clienti che vogliano condividere con noi il loro percorso finanziario. In un’epoca di desertificazione bancaria, in cui molte filiali chiudono e il territorio sembra abbandonato, il nostro punto di forza sarà sempre il presidio territoriale, la vicinanza alle persone, alle famiglie e alle piccole imprese. Le opportunità che la digitalizzazione e le nuove tecnologie ci offrono sono, invece, opportunità per svolgere meglio il nostro lavoro, con l’obiettivo di conciliare innovazione e tradizione e rispondere con efficacia alle esigenze di tutti i nostri clienti. In questo cammino, non posso fare a meno di esprimere la mia sincera gratitudine a tutti coloro che hanno reso possibile questi risultati: a tutti i collaboratori, per il loro impegno quotidiano e per la passione con cui svolgono il loro lavoro; ai nostri clienti e soci, per la loro fiducia e per la continua spinta a fare sempre meglio; al Consiglio di Amministrazione, per la visione e la lungimiranza che ci hanno guidato; e, in particolare, al Presidente Michele Albanese, che mi ha affidato questo prestigioso e, al contempo, complesso incarico. La sua eredità è per me fonte di grande responsabilità, ma anche di una straordinaria opportunità di crescita, sia professionale che umana. Un grazie anche alla nostra Capogruppo Cassa Centrale per la capacità di interpretare al meglio le fasi di cambiamento che il nostro mondo e le nostre Banche stanno vivendo. Il 2025 ha rappresentato solo l’inizio di un percorso in coerenza con chi ha disegnato con grandi risultati, in più di cinquant’anni, la storia di quest’azienda. In conclusione, il 2026 ci vedrà ancora protagonisti del nostro territorio, con un’attenzione sempre maggiore alla qualità dei servizi e alla crescita delle persone e delle imprese che ci scelgono. Come Banca, ci faremo sempre trovare pronti per le sfide future. Auguri per un 2026 ricco di felicità e soddisfazioni per tutti.
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gli editoriali di fine anno
ARDSU: nuova governance e nuovi obiettivi. Il Presidente Summa e il Dg Giuzio in sintonia per ampliare i servizi agli studenti
Con il rinnovo dei vertici dell’ARDSU, avvenuto nel mese di marzo, nuovi scenari e obiettivi per l’Ente di diritto allo studio della Basilicata. A presiedere l’A zienda Regionale è stato chiamato Enzo Summa, Consulente del Lavoro di Potenza, che potrà contare su un Consiglio di elevata qualità composto da Graziano Scavone e Giulio aRuggieri, indicati dalla Regione Basilicata, e Teresa Zotta e Domenico Palermo, rispettivamente in rappresentanza di UNIBAS e del Consiglio degli Studenti dell’Ateneo Potentino. Una squadra che si è messa subito in moto cercando di recuperare il tempo perduto in questi 30 anni di esistenza dell’Ente DSU Lucano. Innanzitutto garantire ancora la copertura finanziaria per tutti i richiedenti le borse di studio ma, soprattutto, anticipare i termini di erogazione della prima quota delle indennità che, per l’anno in corso, e con sette mesi di anticipo rispetto al passato, è stata corrisposta alla data del 30 novembre. Un risultato si storico che deve, e doveva, essere un atto ordinario se il ruolo della borsa di studio deve essere quello di sostenere il percorso universitario degli studenti meritevoli al di là delle capacità economiche. Un plauso, in questo, va dato alla Regione Basilicata per aver sostenuto l’ARDSU e la nuova mission che il Consiglio si è dato nei primi mesi di lavoro: il Presidente Vito Bardi ma anche l’intero Consiglio regionale e le Commissioni hanno assecondato, nelle tempistiche, gli atti documentali dell’Ente sotto la guida esperta del neo Direttore Generale, Giuseppe Giuzio, che in uno con il Consiglio ha impresso più velocità nei ritmi e nelle procedure, pur potendo contare su uno staff limitato nei numeri ma di elevata professionalità. Entro la metà del prossimo anno, però, anche l’ARDSU, grazie ai fondi stanziati dagli uffici di via Verrastro, potrà bandire un nuovo concorso pubblico per rafforzare le figure professionali all’interno dell’ente. E non è tutto. La visione dell’ARDSU non si ferma all’anticipo delle tempistiche, ma guarda oltre. L’obiettivo è quello di rendere più attrattiva l’Università della Basilicata attraverso una serie di servizi aggiuntivi pensati per rispondere alle reali necessità degli studenti. A partire dalla qualità degli studentati, che oggi hanno uno scarso appeal ma che nel prossimo anno saranno oggetto di interventi di efficientamento; dalla creazione di un parco stu-
dio all’aperto a Macchia Romana; dal contributo per il trasporto pubblico urbano, in via sperimentale per la città di Potenza a partire dall’1 gennaio 2026 e di prossima istituzione anche per la sede di Matera, che consentirà con soli 5 euro mensili l’utilizzo dell’intera rete urbana e delle scale mobili verticali; fino al bando per gli studenti disabili, a quello di incentivi straordinari per recuperare gli studenti che non hanno percepito la borsa di studio a causa di problemi di salute o eventi imprevisti, e ai percorsi formativi e ai tirocini per l’accesso al mondo del lavoro, realizzati in collaborazione con il POLIS, l’UNIBAS e le associazioni datoriali di riferimento.
Senza dimenticare l’istituzione, dallo scorso mese di ottobre, della mensa universitaria per i frequentanti di scienze infermieristiche presso l’Ospedale di Villa d’Agri, inattiva da un decennio e riattivata grazie alla collaborazione con l’ Assessorato alla Salute e alla dirigenza dell’AOR San Carlo di Potenza. Sono solo alcune delle attività realizzate in questi pochi mesi ma che evidenziano le potenzialità che l’Ente può e deve esprimere, grazie anche all’ottimo rapporto collaborativo con l’Università di Basilicata e con il Magnifico Rettore Prof. Ignazio Mancini che da subito, grazie al lavoro quotidiano della Prof.ssa Zotta, ha condiviso il programma dell’ARDSU dando pieno supporto anche per lo sviluppo delle attività presso la sede distaccata di rione Francioso, in cui sono ubicati gli Uffici dell’Ente. Anche questi a breve verranno rimodernati e ampliati. E ci sarà una sala consumo pasti per gli studenti che frequentano le facoltà in questa sede. Se molto è stato fatto, resta ancora tantissimo da fare, già a partire dal prossimo anno, perché l’Università della Basilicata possa tornare presto ai fasti numerici del passato.
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Verso il Parco dei Lucani con basi sempre più solide di Antonio Tisci Presidente del Parco Appennino Lucano
Un Parco Nazionale è una porzione di territorio italiano che la Repubblica Italiana ha affidato ad un ente che, controllato dal Ministero dell’Ambiente, lo tuteli e lo valorizzi. Su un parco insistono tutele maggiori rispetto a quelle che ci sono in altre parti del territorio nazionale. Queste tutele sono giustificate dalle peculiarità del territorio e dalle esigenze di conservazione che da queste peculiarità scaturiscono.
Ambizione ambientale I vincoli, però, non esauriscono la missione del Parco Nazionale. Non a caso la Legge istitutiva prevede per gli Enti Parco compiti di tutela e salvaguardia della biodiversità accanto a funzioni di valorizzazione dell’agricoltura tradizionale, dell’artigianato e del turismo. La strategia di fondo che ho provato ad immaginare e realizzare è quella di fare in modo che ogni vincolo sia una opportunità, non è una missione facile. In un’area interna meridionale che soffre spopolamento e invecchiamento è una missione politica che richiede uno sforzo non secondario. L’Appennino è un unicum tra le grandi catene montuose europee. Pirenei, Alpi e Urali non hanno la grande antropizzazione dell’Appennino. Su queste vette l’uomo reale, quello che esiste nel concreto e non nella mente dei filosofi, ha modificato da secoli il territorio. Non esiste ambiente appenninico che non sia paesaggio ovvero l’unione dell’intervento umano con la natura. Il genio dell’uomo reale ha modificato le montagne, abbattuto boschi, costruito strade, incanalato fiumi per poter vivere e trarre da quei territori aspri terreni per la pastorizia, per l’agricoltura, per la vita. Tutelare la biodiversità significa tutelare la biodiversità reale così come manifestatasi nel divenire storico. Quindi non può esistere,
nella realtà, una biodiversità appenninica che non tenga conto di ciò che l’uomo ha fatto e l’uomo può e deve continuare a fare. Le opere realizzate Con questo spirito nell’ultimo anno abbiamo provato a garantire la biodiversità reale partendo da ciò che realmente è l’Appennino Lucano. Dalla tutela dell’ululone abbiamo immaginato e realizzato il ripristino degli antichi fontanili, un modo per preservare una specie in estinzione ma anche per consentire la pastorizia tradizionale che è transumanza e che è l’unico modo reale per impedire che un bosco divora un pascolo. Non a caso abbiamo costruito la figura dei pastori custodi della biodiversità ricordando che secoli prima della nascita del Parco, erano loro a tutelare la natura reale che è molto diversa da quella che si racconta nei salotti. Abbiamo costruito, sulle vie della transumanza la ciclovia Meridiana e il cammino dei Cinti che uniscono religiosità, storia e identità in chiave di turismo lento. Abbiamo anche realizzato il primo centro studi del Parco a Spinoso e il centro di Monitoraggio ambientale a Marsico Nuovo e un progetto per il ripopolamento delle specie fluviali a Nemoli perché non c’è tutela senza intervento umano e senza studio, con questi interventi abbiamo anche realizzato un proficuo rapporto di collaborazione con le università che hanno portato i giovani studenti nei nostri Comuni dalla Toscana, dal Lazio e da altre regioni. Non è tantissimo ma in tempo di emigrazione universitaria abbiamo invertito il trend. Verso il parco dei lucani Studio e conservazione, infrastrutturaziome e progettazione non sono niente senza un senso identitario e senza una struttura amministrativa adeguata. L’obiettivo per il prossimo anno è quello di trasformare il Parco dell’Appennino nel Parco dei lucani facendo nascere un senso di appartenenza e di orgoglio per le nostre vette che devono essere capaci di svolgere anche una funzione educativa. Per farlo servirà lo sforzo di tutti, della Comunità del Parco, del Ministero, della Regione ma anche e soprattutto dei magnifici dipendenti dell’ente che quel senso di appartenenza lo vivono ogni giorno e che speriamo di implementare tramite concorsi già da inizio anno. Un augurio sincero a tutti consapevoli che, quando si sale in montagna non conta l’asperità del percorso ma la voglia di arrivare in vetta. Buon anno.
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gli editoriali di fine anno
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le Pagelle
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LE PAGELLE
Gianuario Aliandro 6+
Crescita stabile. Un altro anno in Consiglio ha evidenziato altri step di maturità, trasformandolo da scommessa strategica a elemento di riferimento per Forza Italia. La sua capacità di muoversi nel contesto politico si è tradotta in una stabilità quasi inattesa. Ha dimostrato che il successo elettorale non è stato casuale, ma il risultato di un’azione mirata, specialmente sul territorio di riferimento. Comincia a muoversi da politico navigato.
Alessia Araneo 5,5
Voce contro. L’esponente del M5S ha speso quest’anno confermando la sua veemenza dialettica. Spesso però, tutto questo non si traduce in efficacia istituzionale. Certo la sua eloquenza, un tempo ‘furia giovanile’, ora è più uno strumento affilato consapevole. Ma l’opposizione continua a essere ‘governata’ da altri. La sensazione è che tutto lo sforzo che lei mette in campo inizi ad essere ‘scontato’ e quasi meccanico. Si sa già prima quello che dirà e che farà come se non riuscisse a rompere il copione che lei stessa ha scritto. A rischio elevato di borghesizzazione.
Antonio Bochicchio 6+
L’anima storica. Il suo ritorno a via Verrastro si sta rivelando un asset di valore per il centrosinistra. Bochicchio ha consolidato la sua fama di politico che ‘va per la propria strada’, interpretando la linea socialista con un rigore pragmatico che manca spesso nel dibattito. La sua presenza garantisce al Consiglio una memoria storica e una capacità di analisi che non hanno eguali nonostante qualche chiaro inciampo retorico e dialettivo. In definitiva è un riferimento saldo e un piccolo ‘Bignami’ della politica lucana… anche nel linguaggio :)
Michele Casino 6-
Regista quasi casuale. La sua azione si è svolta lontano dai microfoni con una sufficiente efficacia risolutiva. Casino rimane il consigliere che non appare in prima fila perché è sempre impegnato a sbloccare meccanismi
del Consiglio Regionale della Basilicata
complessi dietro le quinte. L’intoppo però è stato rappresentato dalle elezioni comunali di Matera dove il consigliere regionale si è un po’ ‘incartato’ con la candidatura del figlio Nicola in contrasto con le indicazioni di centrodestra. Per di più le scelte ‘familiari’ non hanno portato ai risultati sperati con la rottura inevitabile con Forza Italia. Nelle ultime settimane si è realizzara la ‘pace’ forzista, ma la ‘macchia’ resta.
Angelo Chiorazzo 6-
Aspettando il leader che doveva essere. L’uomo forte vicino agli ambienti ecclesiastici di primo piano sia nazionali che regionali vive sempre in una sorta di limbo. Da un lato vorrebbe trasformare il suo scranno in Consiglio in una vera e propria cabina di regia politica dei centristi del Campo Largo. Dall’altro il noviziato sempre aver subito qualche ‘stop’ e non è ancora quel leader che nei mesi precedenti alle elezioni regionali molti assicuravano fosse. Rimane uomo di relazioni potenti, ma c’è qualcosa che ancora non funziona, sopratutto su certe sparate a salve.
Roberto Cifarelli 5
Granitico. Succeda quel che succeda oramai il Palazzo del Consiglio regionale è praticamente la sua seconda casa. È alla sua terza esperienza anche se non è più il brillantissimo esponente dei primi tempi quando pareva destinato a ben altra carriera essendo di fatto il rampollo di quella famiglia politica materana che aveva visto in Bubbico e in Adduce due grandi alfieri della sinistra - sinistra poi diventata Partito Regione. La verità è che è stato anche un po’ sfortunato. Ottiene una buona rielezione e ora ha ancora altri 4 anni abbondanti per rilanciarsi e dimostrare che il talento non è sbiadito. Al momento è sufficiente.
Francesco Fanelli 6-
Ricostruttore Silenzioso. Fanelli ha superato la crisi post-elettorale e ha avviato una fase di ricostruzione misurata della sua leadership. Non più disperso nel gruppo, ma dedito a un lavoro di sostanza che gli permette di recuperare influenza lontano dalla foga mediatica. L’atteggiamento più composto non è sintomo
di spaesamento, ma di lucida strategia volta a riposizionarsi come una figura chiave per il futuro del centrodestra potentino e regionale. Vedremo se ce la farà.
Maddalena Fazzari 6,5
Presenza di Carattere. L’anno di esercizio del ruolo di vicepresidente ha cancellato ogni iniziale titubanza, facendo emergere Fazzari come una politica di carattere e indipendenza intellettuale. La sua preparazione cresce e la sua autorevolezza in Aula è indiscutibile. È la vera sorpresa della maggioranza, dimostrando che l’impegno costante e la sicurezza nei propri mezzi sono la ricetta per guadagnare il rispetto di tutto il Consiglio
Alessandro Galella 5,5
In bilico. Siamo sempre alle solite: ci mette cuore ma le sue performance in Aula necessitano ancora di maggiore disciplina formale nonostante il tempo che passa. Apprezzabile la sua passione e la sua dedizione apprezzata da chi ne riconosce la totale lealtà alla sua città. Meno da chi magari osserva le cose con più distacco e misura le cose per quelle che sono. In ogni caso la sua ‘avventura’ in Consiglio regionale potrebbe essere al capolinea. Su di lui pende il ricorso di Donatella Merra. La sentenza finale attesa tra pochi mesi potrebbe vederlo costretto a fare le valigie.
Piero Marrese 6
Guida Prudente. Marrese ha utilizzato l’anno per stabilire le gerarchie (grazie anche all’Harakiri di Cifarelli) e la linea programmatica dell’opposizione. Forte della sua esperienza amministrativa, si sta gradualmente imponendo come il capitano, gestendo con cautela l’equilibrio delle personalità nel centrosinistra. Il suo approccio “perfettino” è sinonimo di serietà e rigore anche se oggettivamente non è esaltante e non fa spellare le mani per gli applausi. Forse il migliore dell’opposizione.
Nicola M. Morea 6.5
Propositivo. Morea ha compiuto un salto di qualità, trasformandosi da ‘spalleggiante’ a centro nevralgico di proposta.
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La sua azione in IV Commissione è esemplare per disciplina e preparazione. Ha saputo unire l’esperienza amministrativa di ex sindaco con una visione tattica che lo rende un interlocutore autorevole. È un elemento di grande stabilità e produttività in Consiglio.
Michele Napoli 6.5
Oratore di pregio. Napoli è in grado di prendere la scena e di tradurre le istanze dell’opposizione in discorsi fluidi e incisivi. Sebbene la sua passione lo porti talvolta all’eccesso polemico, il suo impegno a sostenere il dibattito e a non mollare mai la presa sui temi critici è un motore costante. Ha scalato posizioni anche in Fratelli d’Italia di cui è diventato uno dei leader indiscussi.
Marcello Pittella 6.5
Dominus Istituzionale. Alla sua quinta legislatura, Pittella resta il monumento politico della Basilicata. Il suo ruolo di presidente del Consiglio è gestito con tattica, maestria e un pizzico di furbizia. Combina carisma e profonda conoscenza dei regolamenti. Certo gli anni passano per tutti ed è sempre più evidente che lui si vedrebbe in altri palcoscenici. Ma per il momento gli tocca dare lustro all’Assemblea regionale, agendo da garante e pacificatore del dibattito ma spesso anche da innesco per polemiche non da poco con le opposizioni e qualche volta anche con la maggioranza.
Mario Polese 7
Tattico vincente. L’anno in Consiglio ha solo rafforzato la percezione di Polese come il ‘cervello’ politico della Regione. La sua intelligenza strategica è di altissimo livello ed è capace di prevedere gli sviluppi e di orchestrare manovre vincenti. Il suo acume tattico è una luce costante in un panorama spesso confuso. Per lui il Consiglio è un trampolino da cui continua a dimostrare una leadership impareggiabile nel costruire alleanze e nell’ottenere risultati concreti. Ci si aspetta il salto.
Piero Lacorazza 5.5
Scomodo e non sempre preparato. Lacorazza si conferma il consigliere dalla critica radicale. La sua tendenza a citare il passato è la cifra che vive in un mondo che non c’è più. È un pensatore politico che non si accontenta delle risposte semplici, ma che poi non arriva mai a dama, come ha fatto nel caso dell’inchiesta di Cronache sulla galassia di società sue e dei suoi congiunti che prendono soldi pubblici. Potrebbe anche ambire alla sufficienza se non fosse che spesso, spesso e volentieri passa il suo tempo a ‘specchiarsi’.
Domenico R. Tataranno 6.5
Scalatore. Il percorso di apprendimento di Tataranno si è trasformato in solida performance. Non più solo il ‘bravo ragazzo’, ma un consigliere che si sacrifica per il gruppo con competenza e preparazione sui dossier. I suoi interventi sono preparati e la sua capacità di difendere la maggioranza con fatti e dati concreti lo ha reso un elemento di fiducia e stabilità. Un esempio di come l’impegno costante porti a risultati tangibili e a una rapida crescita politica.
Viviana Verri 6
Competenza e meno slogan. La sua figura misurata e ponderata è una risorsa di grande valore per il Movimento 5 Stelle. L’esperienza da ex Sindaca le conferisce un’autorità indiscussa sui temi territoriali. Non cerca le ‘barricate’ a tutti i costi, ma la sua critica è sempre precisa, ben circostanziata e politicamente efficace. Si è imposta come una voce di controllo essenziale, dimostrando che la preparazione e il pragmatismo sono armi più potenti della polemica delle urla e basta.
Giovanni Vizziello 6-
L’Equilibrista. Vizziello sta trovando un ruolo come mediatore e costruttore di ponti all’interno dell’opposizione centrista che vive di molti personalismi e molte ‘prime donne’. Nonostante la sua provenienza dalla destra, la sua azione in Casa Comune è improntata alla sta-
bilità e al pragmatismo. È l’uomo dell’equilibrio, che lavora con serietà e senza strafare per tradurre la strategia politica in azioni concrete. Il suo profilo è quello di un politico affidabile che valorizza il lavoro di squadra.
Rocco Leone 6
L’Agente Risolutivo. Ha trovato negli anni nel ruolo da consigliere la sua reale dimensione, lontano dalle eccessive rigidità dell’esecutivo. Anche le sue ‘intemperanze’ paiono un ricordo lontano. Si sta imponendo come un pragmatico risolutore di vicende incagliate, grazie alla sua profonda conoscenza amministrativa. La sua capacità di fare sintesi in Commissione è un’abilità preziosa. E c’è da aggiungere che la sua dialettica, vulcanica, inizia a essere accettata perché riflette infondo dedizione alla cura dei problemi.
Fernando F. Picerno 6-
Volenteroso. Ha dimostrato di di avere senso di responsabilità e capacità di adattamento. Ha superato la fase più critica degli inizi dove sembrava un pesce fuor d’acqua, focalizzando la sua azione sui punti in cui può essere decisivo. Nonostante non cerchi la ribalta mediatica, il suo contributo nel lavoro delle Commissioni è diventato abbastanza mirato ed efficace, segno di lavoro orientato ai risultati. Ovviamente non è una punta, ma un buon gregario.
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le Pagelle
della Giunta Regionale di Basilicata
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gli editoriali di fine anno
LE PAGELLE Vito Bardi 7.5
Il presidente generale che non si scompone mai, nemmeno se l’aula va a fuoco. Ha trasformato la Basilicata in un gigantesco distributore automatico di benefici’: dopo il gas, nel 2025 ha raddoppiato col Bonus acqua, garantendo sollievo a 35 mila famiglie. La sua strategia è quella del ‘sottomarino’: naviga sotto il pelo dell’acqua mentre i suoi alleati molto spesso si prendono a colpi di comunicati stampa, per poi riemergere sorridente con una nuova assunzione di massa (gli ultimi rinforzi in Regione ne sono la prova) o un accordo che fino a poche ore prima sembrava un miraggio. Possiede il dono dell’ubiquità istituzionale; riesce a essere contemporaneamente a un tavolo nazionale sul lavoro e a inaugurare una sagra del peperone crusco senza sgualcire la cravatta. In definitiva si applica molto nella diplomazia, fino a sembrare addirittura un ologramma istituzionale: c’è, ma non si tocca.
Pasquale Pepe 7
L’assessore ‘Cantiere permanente’. Si muove tra viadotti e gallerie con la foga di chi vorrebbe asfaltare e ricostruire anche il viottolo di sotto casa pur di far arrivare i lucani a destinazione dieci minuti prima. Sul fronte infrastrutture, ha incassato diversi ok dal nazionale per mettere in cantiere opere così attese che ormai i lucani pensavano fossero leggende mitologiche. Un po’ troppo enfatico, ha la capacità di trasformare un parere favorevole di un comitato tecnico in una vittoria paragonabile allo sbarco sulla Luna. Se c’è una diga da ispezionare o un cantiere fermo da un decennio, lui è lì, col caschetto e l’aria di chi ha appena scoperto la ruota. È un Sififo moderno: spinge il macigno delle infrastrutture verso la cima, ma poi arriva un ricorso al Tar o una pioggia torrenziale e si ricomincia da capo.
Carmine Cicala 5.5
Passare dalla poltrona di Presidente del Consiglio a quella di assessore all’Agricoltura nel
della Giunta Regionale di Basilicata
bel mezzo della peggiore crisi idrica del secolo è come passare da un ufficio climatizzato alla prima linea di un incendio con un bicchiere d’acqua in mano. E non è stato proprio a suo agio. Perde spesso la calma ed eccede nella retorica spicciola. Per il resto sembra il cittadino che guarda le previsioni del tempo con più ansia di un organizzatore di matrimoni all’aperto. Ironia del destino (o del cognome), l’assessore all’Agricoltura si è trovato a gestire problemi enormi e mentre la formica accumula, la Cicala deve spiegare agli agricoltori del Metapontino che l’acqua è un’opinione. Spesso presenta piani e programmi come veri e propri atti di fede ai cittadini che vedranno i risultati quando saremo tutti su Marte.
Francesco Cupparo 6
Lo sceriffo del ‘muso duro’. Se la Giunta regionale fosse un film d’azione, Cupparo sarebbe l’anti-eroe che non legge il manuale delle istruzioni e preferisce sfondare la porta a calci. Il suo approccio alle Attività produttive non passa per i salotti buoni, ma per i tavoli di crisi dove si muove con la grazia di un carro armato in una cristalleria. Il suo ‘brutto carattere’ è in realtà il suo marchio di fabbrica. Quando le cose non vanno Cupparo smette di parlare l’italiano istituzionale e passa a un dialetto stretto e ‘muscolare’, che ha il pregio di farsi capire anche dai dirigenti più distaccati, se non altro per il volume dei decibel. Non accetta compromessi e se il risultato non arriva, “la colpa è sempre degli altri’ o del sistema che non corre quanto lui”. Tuttavia, la sua tendenza a scambiare la concertazione per uno scontro frontale lo rende un elemento tanto efficace quanto imprevedibile.
Cosimo Latronico 6+
Affronta la Sanità lucana - ossia il settore dove la politica solitamente va a schiantarsi contro la realtà - con la placida serenità di un monaco benedettino in un chiostro del ‘200. Tuttavia, sotto questa coltre di zen istituzionale, Latronico sta provando a muovere le
montagne (di cartelle cliniche) a colpi di milioni: ha aperto i cordoni della borsa verso le strutture private accreditate con l’idea di svuotare il tempio degli ospedali pubblici ormai congestionati. È una scommessa rischiosa: cercare di convincere i cittadini che la sanità è in ripresa mentre loro calcolano i tempi per una risonanza magnetica usando il calendario Maya, richiede una capacità oratoria non comune. Insomma è colto e preparatissimo in filosofia politica e capace di trasformare una protesta dei sindacati in un momento di riflessione sulla sostenibilità integrale e la resilienza delle comunità.
Laura Mongiello 7
La studentessa eccellente della Transizione energetica. Arrivata dall’esterno, ha preso in mano l’Ambiente con la precisione di un chirurgo. Mentre gli altri si perdono in chiacchiere, lei analizza il Rapporto Asvis o l’ultimo rapporto della Ue e ti spiega perché la Basilicata è leader nell’obiettivo ‘Energia Pulita e Accessibile’. È la prova che la competenza tecnica, a volte, sopravvive persino alla politica. Parla di decarbonizzazione e raccolta differenziata con un entusiasmo che farebbe sentire in colpa anche chi butta una carta di caramella per terra. Dopo un anno e passa, rimane la tecnologa prestata alla politica ma la sensazione è che si comincia ad ambientare. Insomma è quella che siede in prima fila, alza sempre la mano e sa tutto sull’Agenda 2030, facendo sentire gli altri dei dinosauri che vanno ancora a carbone. Il consiglio: deve stare attenta a non scivolare sulla buccia di banana della politica “politica”.
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gli editoriali di fine anno
Incanto Castelmezzano “Il respiro della luce”
tutte le sere spettacolo di luci e suoni dalle 18:30 alle 22:00 Aspettando il nuovo anno e l’arrivo della Befana
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gli editoriali di fine anno
Almanacco
i fatti più importanti del 2025
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i fatti più importanti del 2024
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27 gennaio
28 gennaio
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i fatti più importanti del 2024
febbraio
11 febbraio
17 febbraio
24 febbraio
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i fatti più importanti del 2024
marzo
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24 marzo
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1 marzo
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i fatti più importanti del 2024
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18 aprile
28 aprile
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i fatti più importanti del 2024
maggio
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21 maggio
27 maggio
Almanacco
9 maggio
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SEL motore della transizione energetica in Basilicata La transizione energetica non è soltanto una questione ambientale, ma un processo complesso che richiede competenze tecniche, capacità organizzativa e strumenti operativi adeguati. In Basilicata questo ruolo è svolto dalla Società Energetica Lucana S.p.A., società in house della Regione Basilicata, che ha consolidato negli anni la propria funzione di struttura tecnica a supporto delle politiche pubbliche in materia di energia. SEL opera come snodo tra indirizzo politico e attuazione amministrativa, affiancando la Regione e gli Enti locali nella gestione di procedimenti complessi, in un quadro normativo in continua evoluzione. L’attività della Società si traduce in supporto operativo qualificato, rafforzamento della capacità amministrativa degli Enti e attuazione omogenea delle politiche energetiche sul territorio regionale. Accanto a tali funzioni, SEL è impegnata nello sviluppo di modelli evoluti di gestione dell’energia pubblica, orientati alla programmazione di medio-lungo periodo, alla stabilità della spesa e alla coerenza con gli obiettivi ambientali regionali. L’azione della Società si fonda sul lavoro di un team multidisciplinare, che opera sotto l’indirizzo del Luigi Modrone, Amministratore Unico, e il coordinamento del Piernicola Pisani, Direttore Generale, garantendo visione strategica, solidità amministrativa e capacità operativa. Un ambito strategico di intervento riguarda inoltre il ruolo di SEL quale Centrale di Committenza per l’energia. Fin dal 2010 la Società indice gare ad evidenza pubblica per la stipula di Convenzioni-quadro per la fornitura di energia in favore dei soggetti pubblici regionali, consentendo agli Enti di approvvigionarsi nel pieno rispetto della normativa sugli appalti e beneficiando di condizioni di mercato competitive e di servizi a supporto della gestione dei consumi. Tutti gli Enti della Regione Basilicata possono aderire alla Centrale di Committenza di SEL scrivendo a postapec.selspa@cert.regione.basilicata.it. In questo quadro si inserisce anche l’adesione di SEL al progetto RENOSS, promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica in collaborazione con RENAEL, finalizzato alla creazione di One Stop Shop (OSS) a supporto dei territori. Attraverso RENOSS, SEL fornisce assistenza giuridico-amministrativa, tecnica e informativa su energie rinnovabili, riqualificazione energetica e Comunità Energetiche Rinnovabili. Per informazioni e supporto sui servizi RENOSS – One Stop Shop:
Società Energetica Lucana S.p.A. www.societaenergeticalucana.it – renoss@selspa.it Amministratore Luigi Modrone Tel- 333.6129778 - luigi.modrone@selspa.it
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i fatti più importanti del 2024
giugno
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23 giugno
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Almanacco
10 giugno
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gli editoriali di fine anno
A nome mio personale e dell’intera Amministrazione Comunale di Abriola desidero rivolgere a tutti voi, cittadine e cittadini, i più sentiti auguri di un sereno Santo Natale e di un felice Anno Nuovo 2026. Che queste festività possano essere per ciascuno un tempo di pace, di famiglia e di rinnovata speranza, e che il nuovo anno porti salute, fiducia e nuove opportunità di crescita per la nostra comunità. Con gratitudine per la collaborazione e il senso civico che vi contraddistingue, porgo a tutti voi un cordiale augurio di Buone Feste.
Il Sindaco. Romano Triiunfo
Buon Natale e Felice Anno Nuovo
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i fatti più importanti del 2024
luglio
7 luglio
10 luglio
21 luglio
Almanacco
2 luglio
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i fatti più importanti del 2024
agosto
2 agosto
27 agosto
29 agosto
Almanacco
1 agosto
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i fatti più importanti del 2024
settembre
8 settembre
15 settembre
22 settembre
Almanacco
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i fatti più importanti del 2024
ottobre
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21 ottobre
29 ottobre
Almanacco
8 ottobre
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i fatti più importanti del 2024
novembre
6 novembre
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Almanacco
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i fatti più importanti del 2024
dicembre
9 dicembre
10 dicembre
18 dicembre
Almanacco
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API-Bas S.p.A. UN ANNO CHE COSTRUISCE FUTURO
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gli editoriali di fine anno
L’Amministratore Delegato di API-Bas, Dott. Luigi Vergari commenta: “Questi risultati sono il frutto dell’impegno e della dedizione del nostro team e rappresentano un importante passo verso la crescita del territorio regionale. Siamo orgogliosi di poter contribuire allo sviluppo economico e sociale della nostra regione.”
Un anno di lavoro silenzioso ed efficace che rafforza sicurezza, servizi e sviluppo del territorio lucano Un anno di lavoro silenzioso ed efficace con importanti traguardi: API-Bas S.p.A., multi-utility di Regione Basilicata che gestisce, tra l’altro, le aree industriali della Provincia di Potenza, rende noti i principali risultati raggiunti dal team, che segnano un passo significativo verso lo sviluppo e la crescita del territorio Lucano. - Aggiudicazione dei lavori per la messa in sicurezza delle aree industriali
Conclusa la procedura di evidenza pubblica per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza: un intervento fondamentale per garantire il ripristino delle condizioni di sicurezza e la tutela dell’ambiente di tutte le aree industriali;
- Procedura per l’affidamento del servizio di manutenzione ordinaria delle aree industriali
In fase di ultimazione la procedura per l’affidamento del servizio di manutenzione ordinaria delle aree industriali: la gestione efficiente e sostenibile delle nostre aree è una priorità assoluta a tutto vantaggio degli stakeholder;
- Realizzazione del sistema informativo territoriale
Gestione remota della manutenzione ordinaria e straordinaria attraverso un Web Gis integrato: creazione di una homepage aziendale (Area riservata) per la gestione one-to-one delle istanze amministrative dei lotti industriali da parte delle aziende;
- PNRR – ZES Unica
Realizzata la progettazione di fattibilità tecnica economica che ha consentito la cantierizzazione del primo progetto PNRR: un importante passo verso lo sviluppo e la modernizzazione delle nostre aree industriali;
- Ricognizione del patrimonio
Ricostruzione, con relazione notarile, del patrimonio del Csi Potenza in lca: completata la ricognizione del patrimonio disponibile prodromica alle procedure di dismissione;
adempimento che garantisce la trasparenza e la regolarità della procedura, a tutela del ceto creditorio;
- Dismissione, con procedura di evidenza pubblica, di immobili consortili
Già dismessi, con procedura di evidenza pubblica, i primi immobili consortili: un importante avanzamento della procedura di liquidazione del CSI per la soddisfazione del ceto creditorio;
- Definizione TFR ex dipendenti Consorzio
Erogata, esclusivamente con risorse proprie della procedura, la sorte capitale dell’intero TFR degli ex dipendenti del Consorzio: un importante adempimento a tutela dei diritti dei lavoratori;
- Bonus Gas
Erogati più di 184 milioni di euro ai lucani: impegnati nella gestione della misura regionale finalizzata ad un sostegno concreto per attenuare gli effetti negativi della crisi energetica e favorire il processo di ripopolamento del territorio lucano;
- Servizio di conduzione, controllo, manutenzione ed ispezione degli impianti termici
Terminata la procedura per l’assunzione dei dipendenti: un rilevante servizio pubblico a tutela della sicurezza e dell’ambiente;
- Fondo Sociale Comunitario
In atto le procedure per la progettazione delle elisuperfici nelle aree industriali e per l’efficientamento energetico del territorio.
- Deposito dell’elenco dei debiti della Liquidazione coatta amministrativa del Consorzio
Depositato lo stato passivo della Liquidazione coatta amministrativa del Consorzio presso il tribunale di Potenza: un importante
I dipendenti ex Consorzio ASI Potenza, entusiasti della mission di API-Bas e della programmazione dell’Amministratore Delegato Vergari
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gli editoriali di fine anno
le migliori del 2025
di Mario Bochicchio
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L’Azienda Ospedaliera Regionale “San Carlo” gli editoriali di fine anno
UN MODELLO D’ECCELLENZA E RESILIENZA NEL PANORAMA SANITARIO
Il 2025 si chiude per l’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza quale anno di straordinaria affermazione, segnando il definitivo passaggio da una fase di ripresa post-emergenziale a una di leadership sanitaria nazionale. In questo esercizio, l’Azienda ha dimostrato che la sanità pubblica nel Mezzogiorno può non solo competere con le realtà più avanzate del Paese, ma porsi come modello di efficienza gestionale e innovazione clinica.
Performance clinica e ruolo nazionale I dati relativi al 2025 confermano un posizionamento d’avanguardia nelle rilevazioni nazionali di Agenas. L’Azienda si è attestata al primo posto in Italia per la capacità di gestione dei flussi in Pronto Soccorso, garantendo tempi di presa in carico e ricovero entro le 8 ore che non hanno eguali nel panorama nazionale. Questo risultato non è un caso isolato, ma il frutto di una riorganizzazione profonda dei percorsi di emergenza-urgenza. Parallelamente, l’efficacia dei percorsi chirurgici ha raggiunto vette d’eccellenza: il San Carlo si posiziona stabilmente ai vertici nazionali per la tempestività degli interventi per tumore alla mammella e per la chirurgia protesica d’anca. Questi indicatori di esito, uniti a una governance dei processi che ottimizza l’uso delle sale operatorie, riflettono una macchina organizzativa che ha saputo abbattere le liste d’attesa, in particolare per prestazioni critiche come la diagnostica senologica e ginecologica. La reputazione internazionale dell’Azienda è stata ulteriormente suggellata dalla riconferma nella classifica “World’s Best Hospitals” di Newsweek e Statista, oltre al riconoscimento dell’Istituto Tedesco di Qualità e Finanza, che ha attribuito al San Carlo il giudizio di “eccellente” per trattamenti e reputazione. Attività e complessità Il 2025 ha visto il consolidamento di un trend di crescita delle attività avviato negli anni precedenti. Superata la fase critica della pandemia, i volumi di ricovero sono tornati a livelli ottimali, con una particolare enfasi sull’appropriatezza delle cure: l’incremento dei ricoveri diurni (Day hospital e Day surgery) dimostra il pieno rispetto dei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Un dato di eccezionale rilievo nel Rapporto 2025 è l’incremento del “peso medio” dei casi trattati. La complessità clinico-assistenziale erogata dall’Azienda è in significativa crescita. Questo significa le patologie trattate sono sempre più complesse e con tecnologie sempre più avanzate. Anche l’attività ambulatoriale ha segnato record storici, con una quantificazione che supera i livelli pre-pandemici, a testimonianza di una capacità produttiva molto elevata. Efficienza gestionale e resilienza finanziaria Nonostante il contesto macroeconomico sfidante — caratterizzato negli ultimi anni da shock energetici e spinte inflattive che hanno gravato sui costi di beni e servizi — l’AOR San Carlo mostra una gestione estremamente positiva. L’Azienda ha saputo navigare tra l’invarianza delle tariffe nazionali e l’aumento dei costi energetici (che nel recente passato hanno toccato punte del +126 per cento), dimostrando una resilienza finanziaria fuori dal comune. L’indicatore dell’incidenza percentuale dei costi rispetto al valore della produzione si è costantemente
L’Azienda ha operato attraverso una visione unitaria che ha integrato i cinque ospedali (Potenza, Melfi, Lagonegro, Villa d’Agri e Pescopagano) in un unico organismo ad alta complessità. Con quasi 3.000 dipendenti e una missione focalizzata sul cittadino, l’anno che si conclude certifica che l’investimento in tecnologia e capitale umano rappresenta l’unico volano per una sanità d’eccellenza.
ridotto, posizionandosi ben al di sotto della media nazionale delle aziende ospedaliere. Questa gestione oculata è stata certificata anche da centri di ricerca indipendenti, come il Laboratorio MeS della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, che ha individuato nel San Carlo uno dei migliori valori nazionali per il “costo medio per punto Drg”, a riprova che l’efficienza non sacrifica la qualità. Il potenziamento del capitale umano Nel 2025 è proseguito il percorso di valorizzazione delle risorse umane. L’Azienda ha proseguito con vigore la campagna di reclutamento definita nei Piani triennali dei fabbisogni. In un momento di carenza strutturale di specialisti a livello nazionale, L’Aor ha risposto con centinaia di nuove assunzioni, garantendo non solo il turnover ma un reale potenziamento dei servizi di assistenza. Un atto strategico fondamentale di quest’anno è stato il conferimento di numerosi incarichi di funzione organizzativa e professionale al personale del comparto, un riconoscimento del merito e della responsabilità atteso da oltre un decennio. La pubblicazione di opere come “Camici nel buio” ha inoltre permesso di consolidare l’identità aziendale, facendo memoria delle lezioni apprese e rafforzando il legame emotivo e professionale tra l’Azienda e i suoi operatori.
Innovazione tecnologica e infrastrutture Sul fronte delle risorse tecnologiche, il 2025 ha visto il completamento del rinnovo integrale del parco macchine. L’installazione di nuovi sistemi robotici per la chirurgia mininvasiva, ambienti operatori ibridi all’a-
vanguardia e apparecchiature di alta tecnologia hanno permesso di elevare lo standard diagnostico e terapeutico, riducendo l’invasività per il paziente e i tempi di recupero. Nel campo dell’oncologia e della diagnosi precoce, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale (IA) nello screening del tumore della prostata – primo in Italia - ha permesso di affinare la capacità diagnostica, identificando pattern di rischio con maggiore precisione e velocità, e allargando la platea anche alla popolazione più giovane (45-50 anni). L’IA sta supportando i clinici nelle decisioni più complesse, liberando tempo prezioso da dedicare all’interazione umana con il paziente. Riorganizzazione e atto aziendale L’approvazione del nuovo Atto aziendale ha segnato un passaggio strategico di grande rilievo per la Aor San Carlo, atteso da oltre un decennio. Il documento definisce un modello organizzativo rinnovato, fondato su una visione moderna della sanità pubblica e orientato a rispondere in modo efficace e sostenibile ai bisogni di una popolazione in continua evoluzione. La riorganizzazione dei dipartimenti, in linea con le più avanzate frontiere della medicina, rafforza una presa in carico sempre più integrata e personalizzata del paziente, valorizzando le professionalità interne e promuovendo qualità, innovazione e sostenibilità dell’offerta assistenziale. Dalla prima sede ospedaliera alla prevenzione diffusa L’AOR San Carlo ha scelto di utilizzare i locali della nuova piazza della Torre Guevara a Potenza, luogo simbolo della prima sede ospedaliera, per riportare la salute tra le persone. Qui è stato attivato un fitto programma di open day con visite gratuite, trasformando uno spazio storico in un punto di incontro e prevenzione, aperto e accessibile alla comunità. Una solida base per il futuro Il 2025 non fotografa solo un anno di successi, ma un’identità consolidata. L’Azienda ospedaliera regionale San Carlo ha dimostrato che eccellenza, innovazione e prossimità sono facce della stessa medaglia. I risultati certificati, dall’efficacia clinica all’efficienza gestionale, assegnano stabilmente al San Carlo un posto di rilievo nel panorama sanitario italiano. L’integrazione con il mondo universitario e il continuo potenziamento delle infrastrutture digitali e fisiche sono le direttrici su cui l’Azienda continuerà a muoversi negli anni a venire. Il 2025 si chiude con la certezza che il San Carlo sia, oggi più che mai, un presidio di salute irrinunciabile e un orgoglio per la comunità lucana e l’intera nazione. a cura dell’ufficio stampa dell’aor san carlo
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gli editoriali di fine anno
Con il progetto LucAS la Basilicata fa scuola: ricerca, comunità e partecipazione La Fondazione Ambiente Ricerca Basilicata – FARBAS è un ente di ricerca senza scopo di lucro promosso dalla Regione Basilicata, impegnato nella promozione dello studio, della ricerca applicata e nel coordinamento di programmi scientifici orientati alla tutela del territorio e della salute delle comunità locali. La Fondazione rappresenta ormai da anni un punto di riferimento regionale nel campo dello studio dell’impatto delle attività antropiche e dello sviluppo di metodologie innovative per la prevenzione e la gestione delle criticità ambientali. Accanto alle attività di ricerca, FARBAS svolge un ruolo fondamentale nella divulgazione scientifica, proponendo percorsi formativi rivolti a professionisti, amministratori locali, studenti e cittadini. Un impegno che certifica la volontà della FARBAS non solo di produrre conoscenza, ma di condividerla e trasformarla in strumenti utili alla comunità.
Un network di progetti per la valorizzazione e la tutela del territorio Negli anni FARBAS ha rafforzato la propria presenza nel panorama scientifico nazionale ed europeo, collaborando in qualità di partner in importanti progetti di ricerca. Tra questi: • Eureca!, iniziativa che unisce ricerca scientifica e comunicazione innovativa, con l’obiettivo di individuare fragilità ed eccellenze dei territori regionali e restituire queste conoscenze in modo accessibile ai cittadini. • Le Fontane Urbane, simbolo e ruolo, progetto inserito nel processo di redazione del Piano Paesaggistico Regionale, dedicato alla valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici della Basilicata. • LifeSeaNet, iniziativa europea finanziata dal programma LIFE, volta al miglioramento della gestione dei siti marini della rete Natura 2000 e alla tutela della biodiversità marina. Questi progetti testimoniano il ruolo crescente della Fondazione nello sviluppo di politiche integrate, capaci di mettere in relazione ambiente, patrimonio culturale, economia locale e innovazione.
LucAS: un progetto che fa scuola
Nel panorama dei progetti seguiti da FARBAS, LucAS rappresenta oggi una delle iniziative più ambiziose e innovative. Si tratta di un progetto pluriennale, interdisciplinare e interistituzionale, volto a fotografare in modo organico e integrato lo stato di salute dell’ambiente e della popolazione lucana, promuovendo al contempo buone pratiche di prevenzione e sostenibilità. Dal 6 all’8 novembre 2025 il progetto ha vissuto un momento di particolare rilevanza con una tre giorni di confronto dedicata all’analisi dei risultati raggiunti, alla valutazione delle criticità e alla definizione delle future linee di sviluppo. Un’occasione preziosa per riunire gli attori coinvolti e rafforzare un modello di lavoro basato sulla partecipazione, sulla trasparenza e sul dialogo scientifico. La caratteristica che rende LucAS un progetto davvero unico è la sua natura integrata: coinvolge infatti partner appartenenti a settori diversi – ambiente, salute e società – e istituzioni scientifiche di rilievo nazionale come ARPAB, ISS, UNIBAS, CNR e altri atenei italiani. Inoltre pone grande attenzione al coinvolgimento attivo dei cittadini.
Risultati, criticità e nuove prospettive
Durante i primi due giorni di lavori, svolti a porte chiuse il 6 ed il 7 novembre scorso, ricercatori, istituzioni e membri del Comitato Tecnico Scientifico hanno esposto i risultati delle attività finora condotte, evidenziando sia i progressi sia le aree su cui sarà necessario concentrare gli sforzi nei prossimi anni. Tra i risultati più rilevanti emersi, spicca l’avvio concreto di iniziative rivolte al coinvolgimento attivo della popolazione lucana, grazie ai protocolli firmati con CONI Basilicata, Slow Food Basilicata, Protezione Civile Gruppo Lucano e UNPLI – Pro Loco Basilicata. Obiettivi principali: promuovere la salute attraverso l’attività fisica, favorire una corretta alimentazione, educare alla cura del territorio e diffondere la cultura della protezione e prevenzione.
Il ruolo della comunicazione nella scienza che incontra il territorio
Uno degli elementi maggiormente sottolineati nel corso della tre giorni è stato il ruolo della comunicazione scientifica, come evidenziato dal Direttore Generale di FARBAS, Antonio Donato Marra “Il progetto LucAS, in tema di comunicazione, ha dovuto seguire diverse strade. Ha adottato una strategia comunicativa multilivello: istituzionale per la diffusione dei risultati scientifici, divulgativa per il coinvolgimento delle comunità locali, partecipativa per stimolare il confronto e l’ascolto reciproco. Strumenti come seminari, tavole rotonde, laboratori territoriali e focus group hanno contribuito a creare un ecosistema di dialogo che costituisce la base per una relazione duratura e virtuosa con i cittadini. La prospettiva che abbiamo per il futuro è che le basi che sono state piantate in questo primo anno creino le fondamenta stabili per poter costruire in maniera solida e duratura un rapporto virtuoso di fiducia e di reciproco scambio con la cittadinanza e tutti i referenti LucAS nelle varie e diverse funzioni”.
Uno sguardo al futuro
Il percorso avviato da LucAS e sostenuto da FARBAS si inserisce pienamente nelle linee strategiche europee in materia di sostenibilità, salute pubblica e resilienza dei territori. La Basilicata, grazie a questo modello, si propone come laboratorio avanzato per lo sviluppo di politiche integrate basate su dati scientifici, partecipazione attiva e collaborazione interistituzionale. L’ambizione per i prossimi anni è chiara: trasformare i risultati del progetto in strumenti permanenti di prevenzione, monitoraggio e valorizzazione del territorio, costruendo un’eredità solida che possa guidare le scelte politiche e sociali della regione.
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Verso il 2026: Radici Forti per Nuovi Orizzonti
Messaggio di Auguri di Confagricoltura Basilicata agli Imprenditori Agricoli Cari Colleghi, cari Imprenditori, Il Natale 2025 giunge in un momento di profonda riflessione per il nostro comparto. Guardando fuori dalle finestre delle nostre aziende, dai calanchi del Materano alle vette del Pollino, dalle distese del Metapontino alle colline del Vulture, vediamo una terra che non si è mai arresa. La Basilicata agricola è un mosaico di resilienza, fatica e straordinaria bellezza, e in queste festività vogliamo prima di tutto celebrare voi: gli uomini e le donne che, con le mani nella terra e lo sguardo al futuro, garantiscono la vita e il vigore della nostra regione. Un Natale di Riconoscenza Quest’anno che volge al termine ci ha messo di fronte a sfide epocali. Abbiamo affrontato le incertezze dei mercati globali, la pressione dei costi di produzione e le mutevoli dinamiche climatiche che rendono il lavoro nei campi sempre più complesso. Eppure, Confagricoltura Basilicata ha visto nelle vostre aziende una forza morale prima ancora che economica. Il Natale è il momento della riconoscenza. Vogliamo ringraziarvi per aver mantenuto alto il nome del “Made in Basilicata”, per aver investito in innovazione senza dimenticare la tradizione, e per aver presidiato territori che, senza la vostra presenza, andrebbero incontro all’abbandono. Siete voi le sentinelle del nostro paesaggio e i motori dell’economia reale. 2026: L’Anno della Consapevolezza e del Rilancio Se il 2025 è stato l’anno della resistenza, vogliamo che il 2026 sia l’anno della speranza attiva. Non una speranza passiva, fatta di attese, ma una visione pragmatica e coraggiosa. Il nuovo anno dovrà vederci protagonisti in tre ambiti fondamentali: • Sostenibilità e Risorse Idriche: La gestione dell’acqua resterà la nostra priorità. Confagricoltura si impegna a lottare affinché le infrastrutture irrigue lucane siano all’altezza delle vostre necessità. Il 2026 deve essere l’anno delle soluzioni strutturali. • Innovazione Digitale: Dobbiamo abbracciare l’Agricoltura 4.0 non come un lusso, ma come uno strumento per difendere il reddito. Meno sprechi, più precisione, maggiore competitività.
• Aggregazione: La frammentazione è la nostra debolezza; l’unione è la nostra forza. Nel 2026 lavoreremo per rafforzare le filiere e dare più peso contrattuale a chi produce davvero valore. Una Terra che Guarda Lontano Agli imprenditori più giovani, che con entusiasmo portano linfa nuova nelle aziende di famiglia o creano realtà dal nulla, va il nostro incoraggiamento più sentito. Voi siete la prova che l’agricoltura in Basilicata non è il passato, ma il futuro più solido su cui la regione possa contare. Ai veterani, che custodiscono il sapere dei padri, va il nostro rispetto. Il vostro esempio è la bussola che ci permette di non perdere la rotta nei momenti di tempesta. L’Augurio di Confagricoltura Basilicata Che questo Natale possa essere per voi un momento di meritato riposo, da trascorrere nel calore delle vostre famiglie. Sia un tempo di pace, ma anche di ispirazione. Il nostro augurio per il 2026 è che la terra vi sia amica, che i mercati riconoscano finalmente il giusto valore al vostro sudore e che la politica sappia ascoltare con umiltà le istanze di chi produce. Confagricoltura Basilicata sarà, come sempre, al vostro fianco in ogni battaglia, in ogni ufficio, in ogni campo. Non siamo solo un’associazione di categoria; siamo una comunità di destino. Insieme abbiamo superato crisi profonde e insieme costruiremo un 2026 di crescita, dignità e orgoglio lucano. Buon Natale e un sereno, prospero Anno Nuovo. “L’agricoltura è l’arte di saper aspettare, ma anche il coraggio di seminare quando tutto sembra difficile. Nel 2026, semineremo insieme il futuro della Basilicata.” Il Presidente Francesco Paolo Battifarano e la Giunta Esecutiva di Confagricoltura Basilicata
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Basilicata in overgreen
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on sappiamo se il governatore Bardi abbia ceduto alle lusinghe di Babbo Natale imboscandosi di rosso e con la barba bianca penzolante nella sua amata Napoli, ma alla Basilicata non è arrivato
nessun regalo, se non quello delle faraoniche consulenze che ormai dissanguano la Regione e su cui la Procura della Corte dei Conti dovrebbe pure drizzarsi arcigna e battere un colpo di merito.
15 gennaio
tacco&spillo 2025
Che magnifico …stipendio
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on può che far piacere la smisurata gioia di Ignazio Marcello Mancini, magnifico rettore dell’Unibas, per aver scalato il ranking dei migliori atenei del mondo sulle politiche green, eppure pare una goccia
Ora questa storia d’essere facilmente generosi coi soldi degli altri sta davvero rendendo insopportabile l’ammucchiata patriottica del centrodestra, peraltro piena di vizi e miserabili omissioni e che invece dovrebbe fremere per rispedire di gran lena Bardi a casa e con lui lo scibile dei suoi dirigenti fiduciari e campani che ben pagati hanno fatto il miracolo al contrario, facendo finire la Basilicata ultima in quasi tutto e col pieno disonore d’Italia. Così nessuno s’indigna più se leggendo il report Best dell’Istat la dinamica demografica resta marcatamente negativa, nonostante 5 anni di cazzeggio e il fumo dell’ennesimo progettino affidato, guarda caso, ad un ente di ricerca napoletano per la ragguardevole cifra di 150mila euro. Canta il rapper Blue Virus:“Sono il contrario d’un miracolo”.
che si perde nell’oceano della sostenibilità. Ora lasciamo stare la cattiva abitudine di vantarsi del trascurabile e di zittirsi del pessimo resto accademico, ma è davvero incredibile che nel momento più diffici-
le dell’Ateneo, come peraltro dimostrano la bassa classifica Censis, nonostante i milioni passati dalla Regione e la fuga di giovani verso altre università, che Svimez e Skuola.net, collocano al 72% e fino alla maglia nera d’Italia, ci si possa industriare per deliberare l’aumento di tre volte tanto lo stipendio, portandolo da 40.845 a ben 116.776 e su cui per fortuna c’è stato il congelamento, in attesa che si pronunci il Mef, come previsto dal DPR 143/2022. Il vergognoso blitz accademico l’ha felicemente scoperchiato il Sole 24 Ore che ha passato a setaccio le 33 famigerate delibere, tra cui quella dell’Unibas, con cui i rettori hanno deciso di far diventare magnifico oltre al titolo, anche il loro stipendio. Canta Fabrizio De André: “Io non tengo compendio che chillo stipendio…”
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27 gennaio
tacco&spillo 2025
Essere o non essere patetici?
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on è un mistero che il PD sia il partito più enigmatico d’Italia, a causa peraltro d’una malattia politica come l’amletismo su cui nemmeno la mano di Massimo Recalcati ha avuto fortuna e buona cura. Ora pren-
dete il caso di specie che riguarda proprio Giovanni Lettieri e vedrete tutto il cruccio del povero Amleto riversato nell’annosità dubbiosa d’ogni decisione, portato allo sfinimento della pazienza perfino del povero
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tacco&spillo 2025
Alice nel paese delle meraviglie
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emmeno l’eccedenza fantastica messa su carta romanzata da quella formidabile penna di Lewis Carrol avrebbe fatto di meglio rispetto alle scenette surreali che giorno dopo giorno si susseguono nel
Giobbe. Nemmeno Pinocchio avrebbe fatto di meglio per infinocchiare così sfacciatamente la verità dei fatti, visto che la Caporetto delle regionali è ormai storia e che il pilatismo maligno perpetuato sul sindaco di Potenza Vincenzo Telesca è tristemente sotto gli occhi di tutti, nonostante abbia regalato una vittoria gratis. Eppure questa sua malattia d’amletismo pare colpevolmente contagiare anche il resto della truppa con Cifarelli sospeso e trasognante la perfetta identità dem materana, De Filippo spinoziano contemplante, Lacorazza politicista di professione, Amendola napoletano menefreghista e Speranza rabdomante delle sconfitte. Fuori campo invece il bel piglio socratico di Margiotta a decidere subito e soprattutto bene. Canta Caparezza: “Essere o non essere patetici?”.
campo di centrodestra portandoci peraltro nel punto basso e più imbarazzante d’Italia. Ora pur con le migliori intenzioni del caso e perfino con sintomi d’immaginazione vera e sfidante la realtà mettiamoci nei panni della
povera Alice in versione turistica e dolcemente girovaga in Basilicata: tutto apparirà una specie di paese delle meraviglie con incantatori di serpenti al seguito e favolari tostissimi e smargiassi, pronti a farsi sotto col racconto migliore che hanno in tasca su tutto il bene possibile e la loro luminosa opera di redentori salvatori. E così tanto per rimettere qualche buon nome in elenco patriottico breve ci sarà il solito Cupparo a risognare l’arrivo farlocco d’Amazon mentre il PIL è a crescita disgraziata, Cicala a discettare d’agricoltura innovativa salvo poi ad auto commissariare l’Alsia, abbandonata ormai da mesi, Latronico a selfizzare l’universo lucano fino all’egolatria, tranne che la fila delle liste d’attesa. Canta Fedez: “Paese delle meraviglie, ma io non mi meraviglio…”
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14 febbraio
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Ciao Paolo
N
on fa certo piacere fare i conti con la morte, soprattutto se appartiene a quella delle persone care con cui abbiamo camminato per un pezzo bello di vita e nel quale le speranze fiorivano anche in politica, ma è stato Derrida ad insegnarci d’ave-
re sempre a cuore il dovere della testimonianza e di farlo innanzitutto decostruendo gesti e parole, presenze che hanno saputo arricchire di molto la nostra esistenza, a partire da quell’amicizia autentica e belligerante con cui si sono sfilettate anche molte
17 febbraio
tacco&spillo 2025
Se io tra quattro anni avrò riuscito
E
ra l’anno del Signore 2020 quando, dal borgo natio di Francavilla sul Sinni, Francesco Cupparo assessore allo sviluppo economico, quasi a futura memoria di quello che sarebbe poi drammaticamente
ipocrisie modaiole. Eppure il ricordo di Paolo Laguardia, a giusta ragione va ben oltre la sua terribile malattia che di colpo lo ha reso fragile e lontano da tutti noi e va ben oltre i nostri stessi amabili ricordi perché si prende la scena che più si merita, quella dell’uomo che ha voluto e saputo essere. Un uomo del fare, con mille soluzioni in tasca e mille buone relazioni da spendere per far bene alla comunità. Un uomo appassionato e pieno d’idee sfidanti come quel suo piccolo capolavoro di “Pensiamo Basilicata”, costruito di sponda con l’allora governatore Marcello Pittella e con cui finalmente sindacati, organizzazioni produttive e Regione sono stati protagonisti di sviluppo vero senza mai essere per questo antagonisti di bottega come invece avviene spesso oggi. Canta Caterina Valente: “Mi sembra di restar vicino a te se ti saluto con un ciao…”
accaduto, ci deliziava con un portentoso “se io tra quattro anni avrò riuscito”, immortalato in un video divenuto più che virale addirittura epico non certo per la storia bella della Crusca fiorentina e del parlato dante-
sco, ma di sicuro per quella minima della politica lucana dagli effetti speciali. Ora lasciamo stare lo stropicciamento imbrogliato del verbo “avere” con quello di “essere” che pure servirebbe in dignità istituzionale alla causa della Basilicata per non passare sgrammaticata e povera d’idee come anche che Cupparo sia ancora lì a pontificare, nonostante un bel processo a carico per tentata concussione e su cui l’opportunità politica prima ancora che la giustizia dovrebbe spingerlo alle dimissioni, come peraltro ci ha insegnato il buon Croce, ma è possibile che di quella promessa sgangherata e farlocca nessuno chieda più conto, visto ad esempio che dal 2019 al 2023 s’è perso -5,7% del Pil regionale, dato peggiore d’Italia. Canta Miriah: “Sogni bruciati dentro un libro di grammatica…”
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11 maggio
tacco&spillo 2025
Erano giovani e forti
N
on tocca a noi cospargerci di cenere ed intonare canti tristi ed immacolati per la dipartita di quelli dell’Ave Maria democratica under 35 (Raffaele La Regina, Caterina Cerroni, Rachele Scarpa, Marco Sarracino)
a cui quel genio di Letta voleva affidare addirittura le sorti del riformismo italiano, ma possibile che si siano già dissolti? Ora lasciamo stare che i primi 2 non abbiano nemmeno toccato l’uscio parlamentare e
7 aprile
tacco&spillo 2025
Come gladiatori per Matera
C
hi pensava che l’ingresso azionista di Marcello Pittella nella truppa dei patrioti di centrodestra fosse ossequioso come quando l’ultimo arrivato s’unisce ad una festa allargata di buontemponi s’è
che per i restanti la misericordiosa Schlein gli abbia preferito la goldoniana coppia di Baruffi&Taruffi come lasciamo stare che l’enfant prodige di Provenzano abbia subito mostrato una certa baldanza twittarola fino a sentirsi unto dal Signore invece che piacersi inter pares, come peraltro avrebbe dovuto consigliare la sua fortunosa volata a segretario, eppure a distanza di anni e vedendo lo sfacelo del PD lucano viene da chiedersi perché mai non si sia compresa la lezione e cioè che non basta far sloggiare qualcuno per migliorare tutti gli altri, ma come dice il buon Salvatore Margiotta solo un laborioso, altruista, autocritico lavoro di cambiamento e riorganizzazione può riportare competitività politica. Canta Francesco De Gregori in Scacchi e Tarocchi:“Erano giovani e forti…”
sbagliato di grosso e non solo perché chi lo conosce bene sa che ha l’anima dell’agitatore comunitario, manco fosse un gladiatore che vuole ingraziarsi ogni giorno la folla con cose nuove e sorprendenti, ma perché
ha la passione delle sfide e, guarda caso, la sua sfida d’oggi è quella di mostrare la sua essenzialità politica e quanto Vito Bardi sia ormai diventato un limite governativo di cui sbarazzarsi presto. Ora in questo bailamme materano d’incoronazioni e primarie ci paiono saltar fuori alcune certezze. La prima è che Piergiorgio sarà Quarto per sempre, anche quando per autoaccontentarsi s’inventa il giochino della società civile. La seconda è che Antonio Nicoletti è un fratellino d’Italia a sua insaputa, visto che Donzelli l’ha incoronato sindaco meloniano e la terza è che i volenterosi primatisti, motivati all’occasione dal gladiatore Pittella, faranno diventare Matera un laboratorio nazionale, preparando così la Basilicata per tempi nuovi e belli. Canta Tony Effe: “Come gladiatori…”
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17 giugno
tacco&spillo 2025
Quello che manca al PD
B
isogna riconoscere come pur nelle disfatte elettorali come quella di Matera la segretaria dem Schlein sia riuscita a mantenere una perfetta coerenza del ridicolo, questa volta anche nel nominalistico, se alla fine dei giochi dimissionari
del pessimo Lettieri e con un atto del tutto verticistico ha nominato come commissario regionale un senatore che si chiama nientemeno che Manca. Ora naturalmente non abbiamo nulla con-
tro il romagnolo Manca se non per quello che non conosce affatto dei suoi lontani cugini lucani, ma vivaddio la grande lezione dei nostri progenitori latini con l’intramontabile locuzione del “nomen omen” non è servita a nulla se al PD lucano mancante di qualcosa ed anche di tutto viene appioppato pure un commissario che, manco a dirlo, porta infelicemente perfino il cognome Manca, quasi a ribadire che ormai la mancanza è diventata il destino obbligato dei dem. Eppure evitato lo spauracchio di Amendola al bis parlamentare sul collegio lucano, la nomina di Manca a dispetto della bella analisi di Margiotta sulla pacificazione interna d’un nome unitario, non caverà proprio un bel nulla dalle sabbie immobili in cui è sprofondato il PD lucano. Canta Nicolò Fabi: “Manca sempre qualcosa…”
ALSIA, un anno di transizione verso il rilancio dell’agricoltura lucana
Il 2025 rappresenta per l’Alsia un anno di passaggio e di riposizionamento strategico. L’Agenzia lucana di sviluppo e innovazione in agricoltura ha garantito la continuità delle proprie funzioni storiche, avviando al tempo stesso una riflessione sul proprio ruolo a supporto del sistema agricolo regionale. Una fase che coincide con l’insediamento del nuovo direttore, Michele Blasi, chiamato a operare in un contesto complesso, segnato da criticità strutturali, cambiamenti climatici e nuove esigenze delle imprese agricole. Nei primi nove mesi del 2025, sotto la guida del Commissario Vittorio Restaino, l’Alsia ha proseguito l’attività di assistenza tecnica e scientifica alle aziende agricole lucane, confermando l’impegno nella consulenza fitosanitaria, nella sperimentazione in campo e nel trasferimento dell’innovazione. Le azioni hanno interessato le principali filiere regionali – cerealicola, ortofrutticola, olivicola e vitivinicola – con una crescente attenzione alla sostenibilità, alla gestione delle risorse naturali e all’adattamento ai cambiamenti climatici. Rilevante anche il lavoro svolto in ambito formativo e informativo, rivolto ad agricoltori, tecnici e giovani imprenditori, in collaborazione con il Dipartimento Agricoltura, le università, gli enti di ricerca e il sistema istituzionale, contribuendo all’attuazione di programmi regionali e nazionali. I primi mesi della nuova direzione, in sintonia con l’assessore Carmine Cicala, sono stati dedicati all’ascolto e alla ricognizione interna, con l’obiettivo di valorizzare le professionalità, migliorare l’organizzazione e rafforzare il ruolo dell’Alsia come riferimento tecnico per il compar-
to agricolo lucano. Lo sguardo è già rivolto al 2026, anno che do vrebbe segnare un salto di qualità, con il raf-
forzamento della consulenza sull’agricoltura di precisione e sull’uso sostenibile dell’acqua, l’organizzazione degli Stati generali dei prodotti di qualità lucani e dei Dialoghi Anarsia sulle produzioni a denominazione. Proseguiranno, inoltre, i progetti di inclusione sociale, come SUPREME, e il rilancio delle aziende sperimentali, chiamate a diventare veri poli di innovazione e sviluppo territoriale.
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4 luglio
tacco&spillo 2025
Qui ci vuole un pò di cybersecurity
L
’abbiamo detto mille volte e lo ripeteremo altre mille fino a non stancarci mai e poi mai che la Basilicata d’antico dovrebbe possedere soltanto la sua vigorosa bellezza e per il resto le sue ambizio-
ni dovrebbe tutte quante misurarle sulla lunghezza dell’innovazione tecnologica, anche per mettere fine, una buona volta per tutte, ai disastri del levismo e delle sue elucubrazioni antropologiche piene di pre-
AUGURI DI BUONE FESTE
giudizi. Ora dopo la figuraccia rimediata con l’assenza, quasi unica, di Data center e manco a farlo apposta di nuovo, il Crif multinazionale bolognese che si occupa di credito, ma che non disdegna affatto di posare il suo interesse statistico su altri settori strategici ha pubblicato sulla piattaforma di marketing d’intelligence Margò, la mappa aggiornata delle aziende italiane che offrono servizi di sicurezza informatica e tecnologica dalle temibili incursioni dei pirati e soprattutto dal rischio d’esposizione dei dati in quella terra di nessuno che è il Dark web ed in cui, guarda caso,si vede la povera Basilicata piazzarsi ingloriosamente al penultimo posto d’Italia con un misero 0,7%, rispetto alle presenze d’altre Regioni. Canta Flasch: “Watch me. You’re cybersecurity. Move fast…”
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gli editoriali di fine anno
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18 luglio
tacco&spillo 2025
Gerontoforzismo
N
on sappiamo se l’avvitamento gerontocratico in cui s’è infilata la classe dirigente di FI abbia avuto consapevolezza della picconata sui “volti nuovi” che Piersilvio Berlusconi amministratore delegato di
Mediaset e sempre più destinato a raccogliere l’eredità del padre, ha lanciato a mo’ d’ascia contro il 72enne Antonio Tajani, ma siamo più che certi che se dovesse aprire la rivoluzione sul cambio generazionale dell’I-
24 luglio
tacco&spillo 2025
Salvate il soldato Guarente
N
on dobbiamo certo redimerci col buon Dio per i celestiali tacchi che con il garbo d’un elefante in cristalleria abbiamo spesso e volentieri riservato a Mario Guarente ed al suo terribile disimpegno con cui
talia forzista non potrebbe che partire dalla povera Basilicata, sprofondata tristemente in fascia da terza età. Ora non abbiamo nulla sull’arzillismo senile, che pure in politica ha fatto disastri apocalittici,ma vi pare poco che qui ci sia addirittura la sfilata del gerontoforzismo, visto che partendo dall’alto la segreteria regionale Elisabetta Casellati sia prossima ai 79 anni, il suo omologo provinciale Vincenzo Taddei ne abbia 67, l’assessore francescano e patriota Francesco Cupparo solo, si fa per dire, 69 e dulcis in fundo e tanto per finire in bellezza la piramide della terza età e del potere forzista il capogruppo alla Regione Ferdinando Picernone metta assieme 65 anni, con l’aggravante di 25 passati di fila al Comune di Potenza. Canta Leo Gassmann: “Salvarsi dalla terza età…”
ha saputo rovinare ogni cosa di Potenza, ma a distanza di poco più d’un anno dalla sua uscita di scena e soprattutto vedendo la qualità di molte fortunose nomine, alcune delle quali, come la quota rosa del
pittellismo sul garante delle persone con disabilità perfino sprovviste di “laurea magistrale in materie attinenti all’incarico”, non ci pare giusto che non ci sia nulla per motivarlo a sentirsi utile alla Lega. Ora se dovessimo applicargli per legge da contrappasso la miriade di guai e dispetti che pure ha appioppato ai vari Pepe, Modrone e Polese che hanno retto la baracca leghista allora sarebbe più che logico tenerlo a piedi e in pieno digiuno salutare, ma a maggior ragione che il vicepresidente leghista della giunta regionale sta finalmente dimostrando d’avere merito e risultati, peraltro grazie anche all’ottimo lavoro del suo dg Altomonte, sarebbe davvero un peccato strategico non rilanciare la Lega proprio sul valore del pluralismo. Canta Fabri Fibra: “Soldato. Sono un solda-da-da-dato”.
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1 settembre
tacco&spillo 2025
La grande fuga
S
e c’è un aspetto tragico di questo centrodestra attovagliato sulla cosa pubblica è la sua maniera, si fa per dire patriottica, di star immobile nonostante lo scorrere infausto del tempo e la persistenza dei problemi. Ora lasciamo sta-
re come anche la sinistra non sia stata risparmiata dalla statica politica, come lasciamo perdere il mancato obbligo di velocità all’ingresso della giunta, ma vivaddio governarla da più di 6 anni e farlo in passo da lumaca, con i suoi famigerati 13 milli-
8 settembre
tacco&spillo 2025
L’impresa patafisica di Latronico
C
he l’assessore patriota Cosimo Latronico avesse il vizio presenzialista d’essere in ogni dove, col massimo del selfismo propagandistico e la voglia matta di soffiare il posto al governatore Vito Bardi era
metri all’ora, non è proprio il massimo della performance a cui pensavano i lucani, che pure li hanno votati per due stagioni elettorali. Prendete la “grande fuga” dei nostri giovani studenti, remake triste della “grande bellezza” del bravo Sorrentino e vedrete tutto il fallimento della policy universitaria del solito Cupparo e l’accrocco inguardabile dell’Unibas. Da una parte milioni d’euro scuciti dalla Regione per competitività ed offerta didattica e dall’altra ben 12.208 ragazzi, in maglia nera d’Italia (73%) che salutano la nostra povera Basilicata con un ciaone pur di studiare altrove, in particolare Lazio, Lombardia, Toscana e perfino con l’idea di non tornarci più. Canta il rapper Nayt: “Oh, oh, oh. Questa è la grande fuga…”
già tristemente noto,ma che avesse pure la faccia di considerare la figuraccia acchiappata dalla Basilicata,che s’è beccata l’ultimo posto d’Italia sui LEA 2023,perfino come una specie di successo,ci fa capire
tutta la sua impresa patafisica con cui ha falcidiato numeri e performance della povera ed impiccata sanità regionale. Ora non vorremmo buttarla più facilmente sulla matematica, che pure da Pitagora in poi è scienza esatta e d’ancoraggio statistico come vorremmo anche evitare di ricorrere alla simbologia della smorfia napoletana proprio su quel famigerato numero incriminato. Eppure lasciare per strada ben 19 punti e vedere, come ci mostra peraltro Gimbe su dati ministeriali, che al Sud solo Puglia, Campania e Sardegna hanno rispettato gli standard essenziali di cura è davvero inaccettabile per chi fa lezioncine ai lucani sulla buona amministrazione e derubrica le statistiche negative a episodi parziali. Canta Benito Marianetti: “La patafisica è la scienza delle soluzioni immaginarie…”
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15 settembre
tacco&spillo 2025
L’incognita di uno zero
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on sappiamo quanto cavolo di tempo serva alla povera Basilicata per ritrovare finalmente un po’ di fiato, visto che da quando c’è il patriota forzista Francesco Cupparo alle attività produttive,di export
buono proprio non se ne vede in giro, ma dopo la mazzata del primo trimestre 2025 con il -10,4% e la performance più bassa d’Italia speravamo, anche per il solo effetto del rimbalzo economico, che ce la poteva-
17 settembre
tacco&spillo 2025
La bellezza che salverà la Basilicata
N
on sappiamo se la cultura di questi formidabili patrioti inizi e finisca nella rivoluzione conservatrice delle belle lettere o se il loro affollato e personale Pantheon abbia posto anche per le pagine fascinose
mo giocare almeno con le prime Regioni ed invece nella rilevazione del secondo trimestre 2025 l’ISTAT ci ha mostrato come siamo tragicamente impalati allo zero, nonostante gli incrementi marcati si vedano già nel Lazio (+17,4%) Toscana (+11,8%) e Abruzzo (+10,1%). Ora davanti a questo sfacelo d’export, manco fosse il target del buon governo patriottico, qualcosa andrebbe fatta, ben oltre il pauperismo francescano e la favoletta della venuta d’Amazon su cui si sono propagandati perfino pistolotti vanesi. A dirla tutta, anche sull’avanzamento di spesa del PNRR la Basilicata avrebbe dovuto fare sullo sviluppo economico il salto della felicità, atteso che terminerà nel 2026 ed al contrario continua a macinare figuracce statistiche e record negativi. Canta Enrico Ruggeri: “L’incognita di uno zero…”
ed incalzanti oltre ogni misura di Fëdor Dostoevskij, ma la sua citazione più fortunata sulla “bellezza che salverà il mondo” può servire anche qui per una causa magari più piccola,ma non per questo meno importan-
te come solo può essere la nostra amata regione in cui la bellezza ha davvero una sua ragione d’essere. Ora dopo tante basse classifiche acchiappate, con al seguito ironie svolazzanti e figuracce nazionali d’ogni genere, Miss Italia per la prima volta della sua animata storia consegna il titolo ad una diciottenne lucana, Katia Buchicchio che con la sua bellezza ha portato la Basilicata sul gradino d’onore più alto ben riuscendo a mostrare come la fatalità geografica di cui parlava Giustino Fortunato possa essere facilmente spezzata anche dalla grazia autentica e determinata d’una ragazza nata in un piccolo borgo di montagna come Anzi,ma capace di realizzare sogni e successi per arrivare felice e lontana. Scrive il grande Sthendal: “La bellezza è la promessa della felicità”.
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24 settembre
tacco&spillo 2025
Cicale, Cicale, Cicale
N
on vogliamo mettere becco nelle dispute di FdI che da qui a qualche anno stanno affaticando la governance del buon Bardi, ma questo cicaleccio d’impegnarsi, tanto nella vita quanto in politica, con la doppia fratellanza, sta diventando
insostenibile perle pretese di potere che solleva e per l’armonia che pur si allontana dal centrodestra. Ora lasciamo stare che Carmine Cicala sia passato in un baleno dalla promessa d’amore eterno a Salvini a quella più convenien-
15 ottobre
tacco&spillo 2025
Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco
A
sentire la prosopopea della Schlein la tornata delle regionali doveva consacrare la vittoria del campo largo che aveva l’obiettivo dichiarato di sfrattare dall’Italia i patrioti ed invece è accaduto quello che
te della Meloni forever e che imperterrito abbia continuato a fare il presidente del consiglio regionale prima di ricandidarsi come lasciamo stare che Amedeo Cicala sia ormai sindaco da lunghissimi anni del comune più texano d’Italia, ma dopo che con una manciata di 131 voti ha acchiappato la poltrona d’assessore all’Agricoltura, peraltro a discapito dell’unica sorellina d’Italia eletta, la brava Maddalena Fazzari e nel frattempo e per le virtù del Santo Spirito patriottico il fratello Amedeo è stato piazzato per tre anni nel CdA d’Autostrade per l’Italia e non certo gratis, continuare a sbraitare per altre postazioni, magari come l’Alsia, è una scena davvero indegna e senza lealtà politica. Cantala mitica Heather Parisi: “Cicale, Cicale, Cicale…”
tutti avevano in testa e cioè la figuraccia stellare di Conte e benemeriti soci. Ora non vorremo gioire oltre ragionevole euforia, ma se si guarda la performance dei partiti si scopre che la sconfitta arriva dai 5S e
dalla loro vocazione ad essere tanto minoritari quanto insignificanti, nonostante la surreale baldanza con cui ormai pretendono candidature a go go in ogni dove elettorale. Prendete ad esempio la Calabria dove il movimento s’è attestato al 6,4% addirittura con in pista Tridico come candidato governatore o nelle Marche dove ha preso il 5,1% dei voti o ancor peggio in Toscana, peraltro con Giani vincente, in cui ha raccolto un misero 4,3%. La lezione del disastro stellare può e deve servire anche alla Basilicata dove la truppa 5 stelle con in capo soprattutto Bennardi, Giordano e Araneo pretende ancora di dettar legge nel centrosinistra, destinandolo ancora a rivivere l’esperienza politica del campo santo. Dice un proverbio: “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”.
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17 ottobre
tacco&spillo 2025
Prima di parlare
N
on che ci facciano impazzire le classifiche sul successo politico, perché lo sappiamo bene che la democrazia è anche una festa bella della minoranza, ma vivaddio ci sono consiglieri regionali che
parlano di tutto ed in ogni dove, manco si credessero indispensabili alla causa della Basilicata e nonostante lo sciame d’anni passati a ripetere lo stesso mantra. E così, con la solita delicatezza d’uno scalcio di
20 ottobre
tacco&spillo 2025
Dar poco credito
S
i sa che la lingua italiana è bella non solo perché c’è stato Dante ad impreziosirla col suo dolce stil novo ed il suo amore per Beatrice Portinari, ma anche per la sua scala crescente di significati letterali e fi-
tacco a spillo, diciamo che prima di parlare sarebbe consigliabile fare una ripassatina di numerologia elettorale affinché la vanità parolaia possa finalmente trovare un freno inibitore al valore reale che si esprime in campo ogni volta che si pontifica. Ora tanto per non fare nomi, Antonio Bochicchio socialista di AVS, ultimo tra gli eletti, peraltro per una manciata di voti e per di più pieno d’effervescenza dialettica, ci ha voluto arricchire la giornata con una nota alquanto indecifrabile all’umana comprensione e magari anche ai più arditi interpreti del suo multiforme pensiero come la PDL presentata da Azione sulla forestazione ed in cui, pensate un po’, pur prendendone posizione contro dichiara serafico che non l’ha nemmeno letta!Cantano i Negramaro: “Potessi trattenere il fiato, prima di parlare…”
gurati, da cui possiamo spesso e volentieri cavarcela con l’intelligenza del buon umore nazionale. Così nel caso di specie la nostra attenzione, a volo di tacco, è sull’accrocco linguistico “dar credito”, espressione che
può facilmente significare tanto attribuire fiducia che prestare denaro. Ora che pur col massimo dell’animo gentile e delle migliori intenzioni non si possa più dar credito alla politica, compresi quelli che sono nati per riportarla in auge come i 5S, è sotto gli occhi disperati di tutti e vale la pena ricordarlo sempre, ma sentirci sciroppare dal mitico assessore forzista Francesco Cupparo le solite promesse sull’imminenza di misure a favore dell’accesso al credito delle imprese e poi scoprire tragicamente, dal recentissimo report dell’ufficio studi della CGIA di Mestre,che la nostra Basilicata è sprofondata al 15° posto nella classifica dei prestiti bancari d’Italia e che per giunta sta dentro le spire del credit crunch è davvero sconfortante. Canta Marcelo Andino:“Tengo poco credito…”
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22 ottobre
tacco&spillo 2025
nale per quella legge capestro dei trombati ripescati, solita genialata voluta dal dem Piero Lacorazza, s’è lanciato nell’iconico sforzo di far fuori addirittura la Bassanini perché altrimenti fanno bene i cittadini a dire che “non contiamo niente” e dunque per rimediare occorrerebbe, pensate un po’, la miracolosa ricetta di “spostare l’asso alla politica”.
L’asso incagliato di Picerno
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obbiamo dire, senza infierire più di tanto come pure piacerebbe, che sono in molti a bisticciare con le parole e col buon senso, soprattutto quando dal microfono arringano infervorati le folle tanto da appioppare ad un malinconico “senza” il ge-
rundio di “prevedendo” al posto invece d’un più calmierato “prevedere” o peggio fanno scivolare l’ecumenico “asse” su un non meglio imprecisato “asso”. Così è accaduto che il forzista Fernando Picerno, Fortunato a stare in Consiglio regio-
27 ottobre
tacco&spillo 2025
La Rosamiopia
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on sappiamo se il sanguigno senatore di FdI soffra d’astigmatismo o più furbescamente d’una rosamiopia, ma di certo non deve vederci affatto bene se proprio nel clou della solenne celebrazio-
Ora lasciamo stare il volto imperturbabile del bravo dg Nicola Coluzzi alla menzione speciale dello stesso Picerno, ma buon Dio non è possibile non sapere che è proprio per la Bassanini e le sue indomite versioni bis, tris e quater che la PA ha svoltato su semplificazione amministrativa ed innovazione organizzativa degli uffici. Canta Simi: “Un asso incagliato…”.
ne dei tre anni di governo Meloni, Gianni Rosa non ha trovato di meglio che fustigare i mal di pancia di Marcel lo Pittella sugli assessori patrioti che tra l’altro lascia no molto a desiderare quanto a capacità
d’iniziativa e soprattutto a risultati istituzionali. Ora che questi fratellini non gradiscano affatto le critiche, nemmeno quelle di merito è tristemente noto, ma vivaddio il diritto a borbottare su questioni peraltro d’interesse comunitario Marcello Pittella se l’è guadagnato con la marea dei vo ti presi e che hanno fatto pure stravincere Vito Bardi. Eppure tanta è la rosamiopia che non si vede nemmeno quello che è invece sotto gli occhi di tutti e cioè l’uscita dall’aula consiliare del gruppo di sorellanza e fratellanza d’Italia (Fazzari, Galella, Napoli) per giusta polemica sull’inadeguatezza mostrata dall’assessore Cicala sulla povera agricoltura e sulla drammatica crisi idrica. Canta Mina: “Con la sua miopia…”
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10 novembre
tacco&spillo 2025
Ma che bella furbata angelica
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he Chiorazzo sia partito da Beato per mettere pace e fratellanza nel campo largo e poi, dopo il botto dei veti presi da 5S e PD sulla sua angelica ambizione presidenziale, sia finito invece a fare più miseramen-
te il guerrafondaio, peraltro assieme ai suoi stessi carnefici politici, è un po’ il contrappasso che tocca agli unti del Signore. Così dopo che Roberto Speranza non è nemmeno riuscito a difenderlo dalla furia icono-
24 novembre
tacco&spillo 2025
La Basilicata al contrario
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osse stato per il nostro buon amico Luigi Modrone, Roberto Vannacci, dalla Lega con furore, avrebbe preso casa qui e magari scritto pure sulla Basilicata al contrario, tanto per declinare al regionale un
clasta di Giuseppe Conte, il Beato Angelico consapevole della Macchia d’aver perso un portento imprenditoriale e di voti come Donato e dello scarso appeal di BCC ha pensato bene di recuperare delle chances avvicinandosi, sinistramente, un’altra volta al PD o a quello che è rimasto del PD, visti peraltro i risultati a dir poco deludenti. Ora bisogna dire, senza meritarci l’inferno e nemmeno la rivelazione del segreto d’ufficio da parte del Vaticano, che la furbata vale come il sette di briscola perché proprio sulle politiche, a cui tiene tantissimo, naturalmente per se scoppierà il bailamme democratico del tutti contro tutti pur d’acchiappare un posticino al sole nelle candidature. Canta Gigi D’Alessio: “Ma che bella furbata…”
suo fortunato bestseller che ha guardato il mondo come forse nessuno ha avuto il coraggio di farlo. Ora non perché la nostra regione dovesse vivere fuori dal mondo in chiave antiquaria e nemmeno fare la riser-
va indiana davanti all’impazzimento della scena mondiale e delle sue parole capovolte, ma vivaddio neanche essere un pessimo modello d’Italia dove l’ordinario si veste da surreale ed il buon senso si rovescia troppo facilmente nel suo opposto. Così tanto per fare degli esempi tipologici e buttarla proprio sul dilagare del contrario c’è il munito di cacciavite che riga iconograficamente una macchina e poi fa la vittima d’intimidazioni confezionate o c’è il collaborazionista che aizza il centrosinistra contro il povero governatore e poi scopre d’essere addirittura assessore o dulcis in fundo c’è il serafico consigliere che pontifica su sanità e welfare e poi salta fuori che è interessato di persona come un pasticciere goloso ronza attorno al suo dolce preferito. Canta Enea:“Tutto al contrario...”
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26 novembre
tacco&spillo 2025
Il campo regalo della Schlein
L
a segretaria del PD Elly Schlein avrà di certo un posto d’onore per due genialate che hanno fatto capire il fuoco di paglia che è,nonostante le aspettative messianiche che avevano salutato la sua elezione. La prima per aver buttato soldi appresso
all’armocromista che a 400€l’ora le ha trasformato il look dall’eskimo al trench glauco e la seconda ancor più drammatica per aver concepito l’alleanza con i 5S come un campo regalo piuttosto che un campo largo, visto che ha praticamente regalato
28 novembre
tacco&spillo 2025
Mi vanto degli altri
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a questo di simpatico la politica che al momento giusto riesce ad approfittare delle convenienze che gli arrivano subito in saccoccia per farne della bassa propaganda su cui infiocchettare pure
la Campania con i suoi 5,58 milioni d’abitanti a Conte ed al suo misero 9,12% portato a Fico, rispetto al doppio democratico 18,41%,naturalmente da sommare alla lista di De Luca. A completare il quadro la combinatoria elettorale del Veneto, dove peraltro s’è perso malamente e i 5S hanno raggiunto la ragguardevole cifra del 2,20% a fronte del 16,60% del PD e la Puglia dove i post grillini sono arrivati addirittura quarti con il 7,22% rispetto al 25,91% del PD ed alla miriade di liste connesse al democratico Decaro. Alla fine dei giochi la lezione per la Basilicata è solo una e cioè che il catenaccio elettorale grillino-piddino anche qui è a rischio deficit spending. Canta Moreno: “Flor que o campo por regalo…”
consenso. Ora che in Campania e in Puglia abbia vinto l’inciucio elettorale PD-5S è lapalissiano come anche che si sia dato finalmente un lavoro a Fico e che la Schlein abbia svenduto a Conte il povero De Luca
con tutta la barca dei voti dem che l’hanno fatto sempre primeggiare alle regionali, ma che da noi ci sia la gara politica a cacciare fuori il selfie iconico col governatore eletto è il segno non solo dei tempi tristi che viviamo, ma d’una fenomenologia tutta nuova e narcisista che è quella di vantarsi per il successo degli altri. Già perché a ben guardare “l’orgoglio meridionale” sbandierato nella gallery della consigliera 5S Alessia Araneo su Roberto Fico e, ancora peggio “la speranza” della Puglia in foto tessera di Piero Marrese con Antonio Decaro, viene proprio facile capire perché qui in Basilicata Bardi e i patrioti abbiano sbancato per la seconda volta, peraltro facendo diventare il campo largo un orticello con i volti pure di Marrese e di Araneo. Canta Nudha:“Mi vanto di te, mi vanto degli altri…”
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10 dicembre
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Lascia o raddoppia
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er noi che non abbiamo fatto sconti ai patrioti di centrodestra, nemmeno ai migliori tra i peggiori e che abbiamo infierito, in punta di tacco, sui pastrocchi politici fatti da Speranza ed anime belle
al seguito non ci pare vero che stavolta la ruota giri verso i 5S che hanno l’abitudine facile a fustigare tutto ed in particolare le ordalie del potere regionale. Ora che rispetto allo spirito pauperistico e grilli-
15 dicembre
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Pandemia pandemonio
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on perché la storia la fanno i vincitori ed il pandemista per eccellenza Roberto Speranza l’ha malamente persa nonostante la propaganda di frottole che s’era montata in aria come panna acida, ma perché alla
no Giuseppe Conte abbia fatto una svolta dorotea e costruito l’abitudine governativa d’usare il vituperato Cencelli per organizzare poltrone è sotto gli occhi tristi di tutti come anche che il tandem con Speranza sulla gestione pandemica abbia segnato una delle pagine più buie della democrazia, ma che ci potesse essere una mutazione antropologica del loro modo di fare politica francamente lo si pensava difficile. Già perché il bel pathos socratico mostrato dall’Araneo, suono dolce per le nostre orecchie filosofiche, mal si sposa col doppio incarico che pure ricopre tra consigliera regionale e coordinatrice provinciale e di cui, bisogna dire, è in compagnia stellare, visti i casi analoghi della Verri e di Lomuti, sempre in versione double face. Canta Nico Dallax: “Lascia o raddoppia, non vado in stand bay…”
fine la verità salta sempre fuori e quella che sta uscendo in commissione Covid, dopo tante omissioni e ragion di Stato, dovrebbe far nascondere dalla vergogna per come s’è governato sguazzando nella paura e, a
colpi di decreti d’urgenza, trattato gli italiani come untori manzoniani. Ora lasciamo stare che per noi sia molto più d’un amico e chela passione comune per la giudiziaria ci leghi ormai da anni,ma si dà il caso che Fabio Amendolara, in forza alla Verità e a Panorama sia uno dei migliori giornalisti d’inchiesta che c’è sulla piazza d’Italia e così bene ha fatto Giovanni Donzelli a volerlo sul palco di Atreju come moderatore d’un panel dall’azzeccatissimo richiamo al dovere della verità ed in cui finalmente s’è iniziato a restituire pubblicamente il lavoro della commissione d’inchiesta proprio sulla gestione pandemica, a partire da quello che il suo bravo presidente Marco Lisei individua nel nodo delle responsabilità e dello scaricabarile tra tecnici e politici. Canta Inquérito: “Pandemia Pandemonio…”
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Questa luce nuova sulla Basilicata
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oco importa che ci sia di mezzo l’amicizia, quella vera e senza trucchi tanto per intenderci e per la quale è bello pure mostrarne il valore d’appartenenza, ma che Margherita Sarli e l’APT siano un binomio perfetto e stiano portando luce nuova
sulla Basilicata e le sue seduzioni che si offrono come vere golosità agli occhi appassionati di visitatori e turisti è sotto gli occhi di tutti, a partire dall’ultima bravura con cui si è saputo illuminare di meraviglia fiabesca e di Natale Castelmezzano e
19 dicembre
tacco&spillo 2025
Con l’accento da napoletani
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ensavamo che dopo risultati così tanto disastrosi fosse finalmente finita la stagione d’amore eterno per i napoletani, piazzandoli in ogni dove della Regione e della sanità lucana ed invece dobbiamo
le Dolomiti Lucane, secondo peraltro la fascinazione d’una filosofia che considera la geografia non più come un confine,ma piuttosto come luogo d’incanto per l’anima. Ora non vorremmo terribilmente rattristare il povero Antonio Nicoletti, passato dall’APT a sua insaputa prima come fratellino d’Italia e poi a nuova vita come sindaco di Matera, ma davvero questa maniera d’intendere il marketing con le vocazioni più forti dei territori sta già dando i suoi frutti, a quanto riferisce anche la benemerita Istat e promette ancora meglio per il futuro, visto quello che bolle felice in pentola e che siamo più che sicuri riserverà felici sorprese. Canta V-SINT: “Mentre tutto cambia questa luce nuova…”
purtroppo constatare che c’eravamo ingenuamente illusi visto l’ultimo arrivo all’ASP che la giunta di questi patrioti di centrodestra ha deliberato l’altro giorno e che guarda caso ha i natali proprio a Napoli,
città dove il governatore vive da sempre coltivando una fitta rete di relazioni ed amicizie. Ora naturalmente non abbiamo nulla contro Giuseppe De Filippis ed il suo corposo curriculum manageriale ed accademico, ma vivaddio non è possibile che ci sia sempre bisogno di un papa straniero da sistemare da qualche parte e che tra i lucani, di cui è piena di meriti anche l’Italia non ce ne sia uno, dicasi uno, che possa essere all’altezza di guidare l’Azienda Sanitaria di Potenza. Eppure non poco più di qualche giorno fa il governatore s’è sperticato a farsi bello celebrando la via lucana del merito per l’assunzione di ben 100 giovani alla Regione ed inneggiando all’apologetica addirittura del genius loci. Canta il rapper El Coyote: “Con l’accento da napoletani…”
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i più letti del 2025
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gli editoriali di fine anno
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18 gennaio
Mimma Rizzo L’avevamo già detto che la Basilicata non è quella senz’acqua e piena di figuracce trasmessa da Report, Propaganda Live e Striscia la notizia grazie peraltro a questi patrioti disastrosi, ma per fortuna è quella d’onore e merito affidata a giovani e donne che ne hanno saputo testimoniare ovunque la forza del suo valore. E così è bello raccontare che è di Viggianello e lavora al Policlinico di Bari la prima oncologa ad aver somministrato contro la recidiva dei tumori delle vie urinarie un vaccino terapeutico.
Antonio Bernardo Non con l’idea d’avere un Dg che sollevasse di tono uno come l’assessore Cupparo, peraltro con in tasca un bel rinvio a giudizio per tentata concussione, ma almeno a non peggiorare le cose. Ora capita che alla fiera delle vanità nel salone soffice di Confindustria si presentino misure già pronte dagli uffici mesi prima la sua nomina e molte delle quali venute fuori col tocco magico del restyling dei titoli. Il tutto mentre la povera Basilicata affonda nel PIL a crescita zero, nella povertà anche energetica alle stelle e nell’export impalato.
1 febbraio
Maurizio Cardea Non era facile guidare la Procura di Potenza dopo il lascito del bravo Francesco Curcio, mandato a Catania per combattere le storiche famiglie mafiose dei Santapaola-Ercolano e dei Mazzei, eppure non s’è preso un attimo di tregua pur d’assicurare legalità e così ha subito contestato la vendita fraudolenta di titoli di studio ed abilitazioni non solo agli organizzatori, ma anche alla ridda furbastra dei beneficiari. La sua fisiognomica giudiziaria promette davvero bene per gli assetati di giustizia.
Rocco Leone Dopo il rinvio a giudizio sulla
sanità lucana e di cui è stato uno dei peggiori assessori, al pari di Fanelli,è svanito nel nulla, manco fosse un fantasma di fratellino d’Italia e nonostante il subentro indecente in Consiglio regionale da scalda poltrona. Nella scorsa legislatura le sue metafore, da quella pandemica sul paziente uno con la pastasciutta in mano a quella in fuori onda boccaccesco sui gargarismi di pisello hanno fatto il giro d’Italia e reso la politica lucana una barzelletta.
8 febbraio
Nicola Coluzzi Per noi che con lui abbia-
mo incrociato le sciabole del divertissement non ci può che far piacere la sua nomina a Dirigente generale del Consiglio regionale, in virtù della sua significativa competenza su bilancio e digitalizzazione e grazie ad una felice intuizione del gladiatore Pittella, ultimamente però apparso pericolosamente sottotono. Ogni giorno che passa è una grazia vederlo mostrare autorevolezza e soprattutto nessun inchino alla politica dei patrioti poltronisti ed incapaci.
Morti Bianche Non dovrebbe mai accadere che da un giorno all’altro il lavoro si possa trasformare in una vera e propria tragedia di comunità, peraltro per via d’una mancanza imperdonabile sulle condizioni di sicurezza di macchinari e luoghi. Già il 2024 aveva confinato la povera Basilicata in zona rossa, con una contabilità di morti sul lavoro terribile e sconcertante e le prime avvisaglie del 2025 non promettono nulla di buono visti i recentissimi avvenimenti su cui è davvero colpevole non correre ai ripari
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1 marzo
Di Tommaso-Raimondo Da Roma a Ro-
tonda il passo pare tanto arduo da essere sconsigliato, ma se si ha per propria parte d’animo tanto amore per il posto in cui si è nati e la vocazione felice del ritorno allora anche le cose impossibili si avverano. E così è accaduto che le brave Mariateresa e Filomena, dopo una laurea in Farmacia ed un lavoro sicuro nella città eterna decidono con merito e coraggio femminile d’aprire una parafarmacia le cui insegne sono intitolate alla Fenice, proprio come segno di bella rinascita.
Domenico Tripaldi Non vogliamo accanir-
ci contro, vista peraltro la sua linguistica aviglianese con cui atterrisce perfino l’humour anglosassone, ma tutta la scienza patriottica infusa nel magnifico governo regionale che l’ha nominato con data preferragostana s’aspettava che desse una scossa per cambiare in meglio le cose ed invece, con buona pace delle chiacchiere del solito Latronico, Gimbe, Agenas, Crea Sanità e perfino il Ministero della salute hanno mostrato tutto lo sprofondo in cui è finita la povera sanità lucana.
8 marzo
Margherita Colantuono Startup Italia l’ha definita “unstoppable woman”, tra le donne inarrestabili del 2024 e non c’è modo migliore, soprattutto in occasione della festa d’oggi che celebra il valore delle donne, far conoscere la sua storia d’intraprendenza lucana, d’intelligenza emotiva e merito con cui ha saputo fondare “PerFormaArti”, realtà piena di creatività e capacità d’innovazione pur d’accompagnare e sostenere lo sforzo di cambiamento e di competitività delle imprese nella loro voglia bella di futuro.
Vincenzo Amendola Non gli bastava da napoletano aver acchiappato qui, last minute e col tocco benestante e sciagurato del solito noto, l’elezione sicura dove solo l’insipienza fallimentare di Enrico Letta l’ha voluto paracadutare per fare un dispetto miserabile a Marcello Pittella che era pieno di voti e così pur di fare il bis parlamentare e sempre a spese dei poveri lucani, ha cacciato dal cilindro la sua voglia di fare il commissario dem, in caso di dipartita politica del disastrato Lettieri.
15 marzo
Benedetto Vigna È sempre una bella emo-
zione sapere che il rosso fuoco che animerà di velocità e buon genio italico la Ferrari nella Formula 1 porti anche il segno manageriale d’un lucano nato nella splendida e dolomitica Pietrapertosa, ma subito capace dopo i templi sacri del CERN e del Max Planck Institute, di scalare la grande azienda di STMicroelectronics dove ha ideato l’accelerometro triassiale alla base dell’airbag delle automobili e perfino del controller senza fili della console Nintendo Wii.
Arnaldo Lomuti Questa storia di sparire per mesi interi dalla scena regionale e soprattutto dalla rassegna infinita dei suoi problemi e poi riapparire all’improvviso pare una specie di versione pentastellata e tutta lucana della casa degli spiriti e su cui il centrodestra non finirà certo per intimorirsi, com’è bulimico di potere. Avrebbe potuto e dovuto riorganizzare il campo largo con PD e BCC ed invece ha preferito la via solitaria del capetto locale dei 5S sprecando occasioni per vincere facile.
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29 marzo
Vincenzo Telesca Gli uccelli del malaugu-
rio, compresi quelli del campo largo, lo davano già spacciato per lo strombazzamento mediatico che ad arte malefici s’era montato contro, manco prima di lui non ci fosse stato un signore leghista col cognome Guarente incoronato dal Sole 24 Ore come peggior sindaco d’Italia ed invece ha dimostrato di ripiegarsi sulle cose con merito e buon senso amministrativo, a tal punto da riscuotere apprezzamenti anche dai sindaci di centrodestra che l’hanno votato presidente dell’Egrib.
Gabriella Megale Ha la faccia tosta di voler
fare tris a Sviluppo Basilicata, nonostante la caterva di dati negativi avvolga la nostra regione d’ogni accrocco economico ed imprenditoriale. Così per spegnere le sue volatili ambizioni gli andrebbe detto, magari a denti stretti, che non esiste nella disciplinata rassegna d’incarichi istituzionali manager che sia stato nominato 3 volte di seguito allo stesso posto ed in più che votare Cupparo e FI non è già titolo obbligato per acchiappare la riconferma
5 aprile
Margherita Sarli I soliti rosiconi di profes-
sione e pure i gufi di certa politica ci hanno ricamato sopra scomodando perfino il moralismo che a loro dovrebbe agitare la coscienza ed invece senza fare chiacchiere sparse al vento, ma col duro lavoro dei fatti sta dimostrando che era la donna giusta al posto giusto. L’APT è un vulcano d’iniziative, piccole e grandi, con l’unico scopo di far innamorare il mondo della bellezza autentica della Basilicata e dello spirito d’accoglienza dei suoi abitanti
Centrodestra Questi patrioti dal singhiozzo meraviglioso erano partiti con la baldanza di cambiare la Basilicata in meglio e sono finiti per peggiorarla, almeno stando a tutte le statistiche d’Italia. La loro esperienza di governo sembra una Caporetto, perché volevano la nuova governance idrica e si sono beccati la mancanza d’acqua, promettevano felicità e crescita economica ed il PIL 2025 sarà da terzo mondo, sognavano liste d’attese corte e i lucani stanno affollandogli ospedali del Nord.
12 aprile
Antonio Carriero Nella corposa e bella
galleria dei giovani talenti che stanno rendendo orgogliosa e piena di futuro la nostra Basilicata, spesso e volentieri funestata dalle incombenze oscene della politica regionale, un posto d’onore lo merita di sicuro Antonio Carriero, reumatologo trentottenne, con in tasca master e dottorato e che ora con la sua ricerca anglo-americana sulla sclerosi sistemica, nota anche come sclerodermia, approda sulla prestigiosa rivista internazionale “Lancet Rheumatology”.
Giovanni Lettieri Non gli è bastata la figu-
raccia acchiappata a Potenza sul vincente Vincenzo Telesca, orfano d’un PD tribale e miope, perché ora sta miseramente rischiando di fare anche peggio nelle comunali di Matera con l’incoronazione a furor di popolo di Roberto Cifarelli. Eppure nonostante la solita tecnica dello struzzo questa volta sarà proprio la città dei Sassi a scombinare le furbate potentino centriche, visto che la resa dei conti è già iniziata in FI e ben presto arriverà a tempestare l’immobile PD.
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19 aprile
Paolo Benanti Forse non tutti sanno che c’è un teologo francescano, dai modi garbati e dalle origini lucane, tra i massimi esperti mondiali di intelligenza artificiale. Così ha fatto bene il comune di Atella a riallacciare i fili della memoria conferendogli la cittadinanza onoraria e donandogli anche le chiavi della città come ha fatto bene uno dei migliori sindaci sulla piazza, Donato Sperduto, che a margine della bella cerimonia, lo ha già impegnato per un ritorno felice e pieno di cultura a San Fele.
Piergiorgio Quarto È tutta pasticciata la sua azione politica fino a svelare una debolezza dello spirito patriottico se ha sognato di fare il sindaco di Matera, brigando a destra e centro fino ad aprire una crisi alla Regione e poi in un batter di ciglia è divenuto addirittura il dante causa di Nicoletti, fratellino d’Italia a sua insaputa. Nella storia triste di FdI avrà il primato di essere il segretario regionale capace prima di non essere eletto in Regione e poi nemmeno candidato al Comune, consegnando la città a Cifarelli.
21 giugno
Margherita Romaniello Contro i solo-
ni del paradigma emulativo di volerla tristemente uguale alle altre regioni, ha fatto invece capire che la Basilicata ha la sua forza nella bellezza antica ed unica di cui è magnificamente dotata e che seduce ogni angolo del mondo. Per questo la mission organizzata per la sua Film Commission non poteva che essere in un set cinematografico e d’appeal territoriale come peraltro fatto da “Poveri noi”capolavoro che celebra il lato lucano della vita con le facce di Cucinotta, Spada, Memphis e Ruffini.
Piero Lacorazza Forse con troppo ottimi-
smo c’eravamo convinti che le scoppole rimediate in questi anni l’avessero almeno cambiato, a partire da quel suo carattere politico, degno di nota solo sul versante della polemica divisiva e dell’egotismo trascendentale ed invece dobbiamo prendere atto che è rimasto il solito uomo delle mancate occasioni e della cupio dissolvi. Più il PD avrebbe bisogno del suo impegno d’unità e di responsabilità più ogni giorno ne disattende le possibilità di rinascita e cambiamento.
5 luglio
Giuseppe Verrastro Non è solo la virtù
bella dell’amicizia che pure vale qualcosa di speciale in questi tempi d’ipocrisia generalizzata e di pret à porter, ma è soprattutto una questione di merito e di bravura sui diritti e i lavoratori che ci fanno apprezzare la sua lotta sindacale così vera da non indietreggiare dinnanzi a nessuno, nemmeno alle corti manageriali del potere arrogante ed omissivo. Da segretario saprà fare anche meglio fino ad avere in mano la sfida comunitaria di cambiare finalmente le cose.
Fernando Picerno Non è che ci voglia la laurea per far politica visto che ha consumato qualcosa come 25 anni al Comune di Potenza, la maggior parte dei quali del tutto inutili se non proprio dannosi per i poveri cittadini, ma almeno ad essere credibile sulla miriade di problemi che pure pesano sul groppone di questa benedetta Basilicata. Da trombato alle regionali e poi ripescato in Consiglio, grazie peraltro alla vergognosa legge di Lacorazza, ha avuto l’unico risultato d’aver peggiorato la condizione anagrafica di FI.
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12 luglio
Francesco Ielpo Non è che ci voglia la lau-
rea per far politica visto che ha consumato qualcosa come 25 anni al Comune di Potenza, la maggior parte dei quali del tutto inutili se non proprio dannosi per i poveri cittadini, ma almeno ad essere credibile sulla miriade di problemi che pure pesano sul groppone di questa benedetta Basilicata. Da trombato alle regionali e poi ripescato in Consiglio, grazie peraltro alla vergognosa legge di Lacorazza, ha avuto l’unico risultato d’aver peggiorato la condizione anagrafica di FI.
Carmine Cicala Ogni giorno che passa fa a gara per essere il peggiore tra gli assessori patrioti di questa malandata giunta di centrodestra, cosa peraltro che gli riesce con una bravura a dir poco sospetta. Dopo gli accrocchi della crisi idrica affidargli la gestione del dipartimento è come spedire ai poveri agricoltori un biglietto irricevibile di condoglianze, visto il suo abituale nullismo istituzionale e perfino la genialata di riempire d’acqua la Puglia d’Emiliano, nonostante i campi lucani siano già a secco.
19 luglio
Nicola Timpone Se ci sono diverse manie-
re per far conoscere al mondo la nostra regione, quella che preferiamo di più è la via del cinema e dello spettacolo che spesso e volentieri rende la scoperta una bellissima forma d’innamoramento destinata a durare. Ora in tutto questo non si può che scorgere ed apprezzare la sua mano d’animazione territoriale, piena d’ambizioni positive e di qualità significativa delle relazioni e col risultato d’aver fatto diventare la Basilicata finalmente un palcoscenico ammirato da tutti.
Ladri d’acqua Qui non c’entra affatto l’invito evangelico di ristorare gli assetati perché nel caso di specie l’acqua non la si beve, ma più semplicemente la si ruba, con l’aggravante pure d’incombere nell’emergenza idrica. Così ha fatto bene Acquedotto Lucano, in concerto con le forze dell’ordine che, pur d’assicurare giustizia contributiva e sostenibilità d’acqua, è riuscito a beccare38 irregolarità amministrative per difformità contrattuali e ben 62 forniture a beneficio di soggetti non titolari.
30 agosto
Salvatore Caiata Contro chi pensava fosse una comparsa tra i fratellini d’Italia s’è preso la sua bella rivincita d’onore mostrando come si fa per bene il parlamentare, non solo in aula con una dialettica politica davvero incisiva che scalda cuori ed applausometro, ma anche con l’altissima qualità delle sue relazioni istituzionali che di fatto accompagnano e rafforzano le sfide negoziali della Regione col governo. A differenza del pentastellato Turco, tristemente soprannominato “chi l’ha visto” l’amata Basilicata rimane sempre al primo posto del suo impegno.
Christian Giordano Sembrava avviato ad un futuro politico radioso, manco fosse l’astro nascente del campo largo ed invece la sua esperienza di governo, tra Comune di Vietri e Provincia di Potenza, è a dir poco disastrosa e per di più senza un briciolo d’appeal. A pesare non solo l’insignificanza dei risultati da imbarazzare perfino i 5S, ma anche le sue discutibili decisioni, fatte oggetto spesso e volentieri delle critiche di merito e di vigilanza del sindacato, in particolare dalla funzione pubblica della Uil e dal suo bravo segretario Giuseppe Verrastro.
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6 settembre
Stefania Polese Non vogliamo occuparci
dei fatti di bottega interna dei nipotini lucani di Salvini, perché ci appassiona più il loro modo di governare, ma questa storia d’una Lega tutta al maschile con doppi e tripli incarichi è davvero un accrocco insensato che grida vendetta. C’è invece del merito femminile che non va affatto escluso dalle responsabilità istituzionali e dall’onore politico visto che in tutti questi anni da segreteria provinciale della lega ha saputo mostrare come poche carattere politico e bravura organizzativa.
Roberto Cifarelli È vero che la politica ama
le giravolte e gli accomodamenti, ma vivaddio non si può fare la campagna elettorale dicendo peste e corna dell’avversario sindaco e poi, come se nulla fosse, negoziare l’inciucio con lo spauracchio della governabilità, per via di un’anatra zoppa, di cui peraltro già sapevano tutto i materani, prima del fatidico ballottaggio. Si rispetti perciò il loro responso insindacabile e vincolante perché la sinistra brilla di riformismo anche nella coerenza e nella buona opposizione democratica.
13 settembre
Donato Sperduto Non a caso o solo per simpatia si meritala cima più alta perché la sua bravura municipale ha saputo far di San Fele un luogo bellissimo e pieno d’ospitalità autentica tanto d’attirare migliaia di visitatori entusiasti e con la voglia matta anche di ritornarci. Le cascate, un borgo ai limiti del fiabesco, la devozione religiosa a San Giustino, patrono dei lucani nel mondo, i beni monumentali sono stati un passaparola formidabile che ha saputo valorizzare nel migliore dei modi e col massimo dei risultati dell’offerta turistica.
Daniele Manca L’avevamo detto e lo ripetia-
mo qui ancor più forte e manco fosse un dolce e necessario ritornello. Uno con quel cognome che si ritrova cucito addosso non può permettersi di fare il fantasma in veste dem perché la Basilicata, anche nella sua sfida d’alternanza politica a Bardi e patrioti sciapiti, ha bisogno di cura e d’animazione non certo d’un commissario a mezzo servizio che nel fine settimana scorrazza nei paesi col santino della Schlein in tasca, la cartina geografica in mano e l’accento romagnolo in conversazione.
20 settembre
Enzo Summa Abituato com’è anche nella vita
professionale a raggiungere risultati di valore più che a compiacersi di parole in aria è riuscito, in pochi mesi, a fare già miracoli con l’ARDSU di cui è valente presidente e così per la prima volta prenderà vita, in convenzione con Numa, la prima residenza studentesca nella bellissima Matera. Grazie al MUR ed alla linea finanziaria del PNRR per l’housing universitario ben 21 studenti fuori sede avranno la possibilità di prezzi contenuti in alloggi pieni di confort e per di più dislocati vicino l’UNIBAS.
Antonio Nicoletti Qualcuno di buona volon-
tà e soprattutto che gli voglia bene gli dica una volta per tutte e senza girarci attorno che non è più il direttore dell’APT. Ora con buona pace del CTE, brutto acronimo di Casa delle Tecnologie Emergenti, va detto che la gita ad Osaka non c’entra un fico secco con i suoi compiti e le sue responsabilità d’essere sindaco che gli hanno generosamente appioppato i materani, perfino con l’ombra dell’anatra zoppa e con l’accrocco d’una maggioranza che non riesce nemmeno ad eleggere un presidente del consiglio comunale.
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27 settembre
Amedeo Cicala Ammesso che qualcuno non lo sapesse è ancora lui il vero capo che guida la corrente di famiglia decidendo il da farsi su accasamenti politici e mosse romane. Amministra bene e da lungo tempo il Texas della Basilicata, la sua Viggiano che pure lo ricambia con una valanga di voti, ma è con la nomina che l’ha fiondato per tre anni e a peso d’oro nel CdA di Autostrade per l’Italia che ha siglato il vero capolavoro del suo potere, ormai sempre più proiettato alle politiche e finalmente senza più i piagnistei del fratello.
Carmine Cicala Il gioco delle due carte l’ha premiato per la fratellanza non d’Italia, ma del più importante Amedeo che l’ha subito piazzato all’assessorato all’Agricoltura, nonostante la manciata di voti in più dalla seconda eletta della lista di FdI. Già al Consiglio regionale aveva dato prova d’inutilità istituzionale, ma è qui sul comparto agricolo che si sta superando in ogni grazia d’inadeguatezza e d’immobilismo pilatesco con cui peraltro è riuscito perfino nel miracolo di galleggiare sulla disperazione della crisi idrica.
18 ottobre
Giuseppe Molinari Tanto per intenderci e
senza eccedenze d’affetto diciamo che se in Basilicata c’è ancora in giro lo spirito democristiano come categoria bella e di merito della politica lo dobbiamo soprattutto alla sua instancabile opera di proselitismo con cui anima le comunità dei nostri paesi di volti e storie, esempi non solo d’una memoria celebrativa, ma anche di un fare quotidiano. Con la folla accorsa alla mostra sulla DC allestita al museo provinciale e contro i gufi dell’estinzione ha dato prova che il popolo democristiano è vivo e vegeto.
Roberto Cifarelli Gli vogliamo pure bene, nonostante le sue discole intemperanze, ma davvero non si può guardare la sua astiosa indignazione contro il salto della quaglia fatto da Casino e soci verso Nicoletti quando prima s’è sperticato ad incensarne le virtù patriottiche messe comodamente a disposizione della sua candidatura sinistro-centrica a sindaco di Matera. Allo stesso modo, ma all’incontrario è accaduto anche coi mitici 5S che prima l’hanno massacrato d’improperi politici e poi furbescamente utilizzato per imbastire la claque forcaiola
1 ottobre
Maria Teresa Tauro L’abbiamo sempre scritto e continueremo a farlo senza mai stancarci che la Basilicata non è soltanto politica e gerontocrazia, ma soprattutto talento e gioventù di cui sono pieni zeppi i nostri bellissimi paesi nella loro sfida aperta e possibile al futuro. Così ben venga il premio America Giovani che la prestigiosa Fondazione Italia Usa, direttamente dalle mani dell’ambasciatore Emilio Iodice, le ha assegnato per riconoscerne la bravura nelle relazioni internazionali e nelle leadership ad esse sottese.
Viviana Cervellino La politica, soprattutto
quella declinata al femminile, non dovrebbe utilizzare toni scomposti perché a perdere sono sempre le istituzioni che si rappresentano, anche se di mezzo c’è un po’ di visibilità mediatica da guadagnare facilmente lanciando offese e volgarità alla premier Meloni. Ora però va detto che questa sinistra della doppia morale che giudica e non vuole essere giudicata sta diventando davvero il vero problema della mancata vittoria del campo largo e della bassa credibilità d’Italia.
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22 novembre
Donato Romano Non perché tutto rimanga in
famiglia, visto che è anche fratello del bravo professor Severino in forza alla nostra Unibas, ma perché è sempre bello vedere che in Italia come nel mondo i lucani hanno mostrato carattere e talento sapendo farsi valere in questo caso addirittura in una delle più prestigiose istituzioni scientifiche qual è l’Accademia dei Lincei. Così ben venga il riconoscimento che premia il suo impegno costante su lo studio de l’economia agraria e del le sue interdipendenze con lo sviluppo sostenibile.
John Elkann Ormai ci pare che tutte le ma-
gnifiche e progressive sorti costruite attorno all’idea d’un Mezzogiorno industriale e competitivo, con a capo lo stabilimento di Melfi, stiano diventando una specie d’amarcord automobilistico. Ora qui non ci interessa l’archeologia del manifatturiero italiano, ma solo stilettare la passione esterofila e delocalizzativa di questo pessimo presidente rampollo, peraltro senza memoria perché si dovrebbe ricordare che la famiglia Agnelli è dal lontano 1990 che ha legato il suo nome alla Basilicata.
29 novembre
Italo Cantore L’abbiamo detto e lo ripeteremo all’infinitoche qui c’è una sanità in doppia veste bianca. Una fatta di servizi, purtroppo non sempre all’altezza con i bisogni di cura e piena zeppa di liste d’attesa ed un’altra, per fortuna, che mostra tutto la bravura dei medici. E così nella nostra galleria del merito lucano un posto d’onore tocca per diritto e valore a chi come lui ha eseguito dalla sala operatoria della UOC di otorinolangoiatriadel San Filippo Neri di Roma e diretta da Paolo Ruscito, il primo impianto in Italia di orecchio bionico ibrido con memoria interna
Mario Turco Non che il fratellino d’Italia Mattia
stia qui tutti i giorni a spicciare problemi e nemmeno l’asso nella manica del PD che, guarda caso fa già colpevolmente di cognome Manca, ma c’è da chiedersi dove mai sia finita la famosa diversità sbandierata dai 5S contro i vizi della politica se poi, con la solita cecità stellare, s’è fatto votare uno arrivato da Taranto direttamente col paracadute ed a cui non frega nulla, proprio nulla, della povera Basilicata. Perciò il trio delle meraviglie Araneo, Lomuti e Verri, anziché pontificare d’etica politica pensasse a chiedere scusa.
6 dicembre
Rosario Castello Non perché l’amicizia bella ed autentica che pure abbiamo con lui sin dal tempo in cui era in Basilicata possa in qualche misura affievolire il valore del nostro giudizio, ma per la sua bravura che ha riversato in mille rivoli organizzativi con la riqualificazione della caserma Lucania come sede della Legione Carabinieri ed investigativi come la cattura dell’ultimo stragista di mafia Matteo Messina Denaro. Per questo la sua promozione a generale di corpo d’armata è un bel giorno per la legalità e la dedizione al dovere.
Antonio Vigilante Se è stato facile pontifi-
care al calduccio e a suon d’euro dalla segreteria del fratellino di Viggiano, non lo sarà di certo da fuori quando sloggerà dalle stanze agricole per la defenestrazione del pessimo Carmine Cicala. La sua retorica in doppia morale con cui pretende di primeggiare al Comune di Potenza, dove peraltro ha perso malamente le elezioni, c’entra così poco con FdI e l’onore patriottico di centrodestra che davvero fa indignare tutti, soprattutto per la sua frotta inopportuna di consulenze ed affidamenti.
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mercoledì 31 dicembre | SPECIALE 2025
13 dicembre
Giulio Amico Padula Con il suo talento da
musicista professionistaha saputo dimostrare che il passo dalla piccola Miglionico alla Scala di Milano non solo è possibile, ma anche breve, visto che a soli 32 anni e dopo un bel pò di premi e d’esperienze all’estero è stato selezionato come trombettista alla prima del Lady Macbeth diretto dal maestro Riccardo Chailly e per la regia di Vasily Barchatov. Dinnanzi ai pastrocchi della politica e come per tanti giovani pieni di merito è la faccia più bella e promettente della Basilicata che si mostra con orgoglio e bravura in tutto il mondo.
Michele Casino Continua la soap opera della Family Casino mentre la povera Basilicata affonda sempre di più nella statistica infelice d’agricoltura, sanità, economia, solo per stare in un breve, ma succinto elenco. Ora lasciamo stare il piazzamento tra politica e Regione di figli, fratelli e, tanto per non farci mancare nulla, pure nuore come anche il saltello, peraltro perdente pro Cifarelli, ma davvero non vediamo l’ora di conoscere le geniali motivazioni per la sua riammissione in FI, visto che la Casellati aveva sentenziato che i valori forzisti non erano negoziabili.
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gli editoriali di fine anno
20 dicembre
Centenari lucani
Indipendentemente si chiamino Vitantonio, Angelo o anche Maria e provengano da questo o quel Comune sono tutti assieme l’esempio più bello che anche sulla vita è possibile sfidare l’ordine del tempo, avendo dalla propria parte le passioni giuste, a cominciare da quelle d’autenticità e di piena resilienza. Per questo in tempi di cattivi patrioti e di presagi ancor più bui può essere una lezione unica quanto straordinaria che insegna alla Basilicata come stare in piedi e guardare il futuro con maggiore convinzione.
Augusto Toto Anche se Nicoletti ha scoper-
to d’essere un fratellino d’Italia solo dopo 12 ore che fosse candidato a sindaco, spara col fuoco amico pur d’avere la smania testarda e poco patriottica di sedersi sulla poltrona da presidente del consiglio comunale e che rischia di ridicolizzare oltre ogni cosa la stessa magnifica vittoria ottenuta dal centrodestra. Nella logica dei fratelli coltelli che pure esiste anche tra i meloniani la bellissima città di Matera saluterà l’anno nuovo senza avere una figura di rappresentanza e garanzia.
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gli editoriali di fine anno
I migliori scatti del 2025
di Andrea Mattiacci
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I migliori scatti del 2025 | DALLA REGIONE
I migliori scatti del 2025 | SICUREZZA
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I migliori scatti del 2025 | IN RICORDO DI LUONGO
I migliori scatti del 2025 | I GRANDI OSPITI
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I migliori scatti del 2025 | I CONSIGLI COMUNALI
I migliori scatti del 2025 | I CITTADINI BENEMERITI
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I migliori scatti del 2025 | CRONACHE DAL COMUNE
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I migliori scatti del 2025 | CRONACHE DAL COMUNE
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I migliori scatti del 2025 | CRONACHE DAL COMUNE
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I migliori scatti del 2025 | CRONACHE DALLA REGIONE
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I migliori scatti del 2025 | DAL VIVIANI
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gli editoriali di fine anno
Buon Anno 2026
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