IN ABBINATA OBBLIGATORIA CON CRONACHE DEL MEZZOGIORNO
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MARTedì 6 GeNNAIo 2026 • ANNO XI N. 2 € 1,50
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CINQUE CONSIGLIERI SU DIECI SALUTANO IL GRUPPO “RIVIVERE” CHE HA ELETTO IL SINDACO EZIO DI CARLO
A Balvano la maggioranza fugge via Tra dimissioni, rinunce e porte chiuse, la surroga diventa un miraggio
Servizio a pag 15
Solo tre giorni per demolire la sua casa abusiva. Dopo diventerà incompatibile
La caduta di Falabella Gli uffici della Prefettura già starebbero lavorando sui possibili scenari _
MARSICOVETERE
SACCHI DI CARBONE
Dedicata strada e lastra al già sindaco Di Marco DI E MANUELA CALABRESE
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a figura di Giuseppe Di Marco, deceduto il 4 marzo 2005 a Marsicovetere, «è strettamente legata alla storia ed allo sviluppo socio territoriale del Comune di Marsicovetere, alle origini della Frazione di Villa D'Agri, nonché alla realizzazione delle maggiori opere infrastrutturali comunali». Con queste parole il Sindaco Marco (...) ■ continua a pag 14
Le associazioni Ascriba, Aias, Aris e Uneba criticano mancato coinvolgimento e chiedono confronto più ampio: «Ignorati da Pittella»
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Falabella
uando il mondo era a forma di favola e si viveva in incantamento la Befana che veniva di notte con le scarpe tutte rotte ai più buoni portava doni ed agli altri sacchi di carbone. Ora non possiamo indovinare cosa abbia in serbo per ognuno, ma di certo sappiamo quello che porterà a Bardi e Cupparo, tanto per fargli capire che hanno predicato bene e razzolato male, anzi malissimo, almeno a giudicare dal report dell’ufficio studi della CGIA di Mestre sul PIL che, udite udite, nei 6 anni del loro governo patriotticamente imbarazzante (2019-2025) è stato il peggiore d’Italia, dietro solo alla Liguria e distanziato perfino dalla performance di Calabria e Molise. Ancora peggio, tanto per essere eroicamente pessimisti sul nostro futuro, sono le stime di crescita economica riguardo al 2026 dove, reggetevi forte, la Basilicata sarà sempre dietro fino al penultimo posto occupato in classifica nazionale.Tutto questo ci dice un paio di cose di cui serbar memoria: la prima è che della Befana mai prendersi beffa perché altrimenti arriva del carbone a sputtanarci e la seconda è che a furia di raccontar favolette e propaganda facile le cose non solo non cambiano, ma addirittura peggioraServizio a pag 5 no. Canta Giacomo Lariccia: “Sacchi di carboneeee…”
PoTeNZAOperazione della Polizia. Ai domiciliari un 38enne e obbligo di dimora in altra regione per il 32enne
Vicino al carcere con droga e microtelefono: 2 arresti LA RIFORMA CALDEROLI, APRE UN DIBATTITO, MAI SOPITO
Comuni “montani”: protestano in diversi Montalbano, invece, é in cerca d’identità
Servizio a pag 10
Maida a pag 6
SANITÀ PRIVATA
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■ Servizio
a pag 9
MOBILE IMBOTTITO
Verso un tavolo permanente, Cupparo: «La Regione Basilicata ha scelto di esserci, difendendo lavoro e imprese»
■ Servizio
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_ MATERA
Progetto Comune sollecita programmazione trasparente: «Matera Capitale mediterranea, servono regole chiare»
■ Servizio
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_ CAPOLUOGO
“Luci Sbrilluccia”: premiati i cittadini che hanno illuminato il Natale Cerimonia organizzata dai 3 Rotary cittadini ■ Menonna
a pag 20
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Primo piano
martedì 6 gennaio 2026 www.lecronache.info
Il senatore critica le iniziative di solidarietà verso il dittatore e richiama i dati sulla repressione e sulla crisi umanitaria
Rosa (FdI) attacca le piazze italiane pro Maduro POTENZA. Le manifestazioni di solidarietà verso il governo venezuelano scatenano la dura reazione del senatore Gianni Rosa di Fratelli d’Italia, che accusa la sinistra italiana di schierarsi «ancora una volta dalla parte sbagliata della storia».Secondo Rosa, mentre «il popolo venezuelano festeggia» la fine di un regime repressivo, in Italia sindacati, centri sociali e forze della sinistra radicale protestano per l’arresto di Nicolás Maduro. Una posizione che, a suo giudizio, ignora una realtà segnata da «15.800 prigionieri politici, 1.652 vittime di tortura, oltre sette milioni e 700mila cittadini costretti a fuggire dal Paese e più del 66 per cento della popolazione bisognosa di assistenza umanitaria».«Alla sinistra italiana non interessa che il governo Maduro sia responsabile di gravi violazioni
dei diritti umani, repressione del dissenso e incarcerazioni arbitrarie», afferma il senatore, che parla di una crisi economica e sociale senza precedenti in un Paese «ricchissimo di risorse naturali». Per Rosa, il sostegno pubblico a Caracas equivale a «legittimare pratiche incompatibili con i valori democratici su cui si fonda la Repubblica italiana».Nel suo intervento, il parlamentare di Fdi attacca anche quella che definisce una linea politica incoerente: «La sinistra passa dall’essere pro Pal a pro Mad in un battere di ciglio, sacrificando libertà, democrazia e diritti fondamentali dei venezuelani, da undici anni sotto un regime non riconosciuto dalla quasi totalità della comunità internazionale».Respinta anche la tesi di una giustificazione basata sul diritto internazionale. «Invo-
care l’azione americana non cancella il fatto che si stia chiedendo la liberazione di un personaggio che ha soffocato un popolo e impoverito un Paese», sostiene Rosa.La posizione di Fratelli d’Italia, conclude il senatore, re-
sta «a sostegno del popolo venezuelano, della sua richiesta di elezioni libere, trasparenti e democratiche e della difesa dei diritti umani universali», ribadendo che «la sinistra, ancora una volta, sceglie la parte sbagliata».
Le consigliere regionali M5S Araneo e Verri commentano i dati Cgia: «Regione in coda e rischio stagnazione strutturale»
«Crescita è ferma in Basilicata numeri allarmanti per il 2026» POTENZA. I dati più recenti diffusi dall’CGIA di Mestre delineano un quadro netto e preoccupante per l’economia della Basilicata. In un Paese che cresce poco, la regione lucana cresce ancora meno, confermando una difficoltà non episodica ma strutturale.Secondo le previsioni per il 2026, la Basilicata si colloca penultima tra le regioni italiane per crescita del Prodotto interno lordo, davanti alla sola Calabria, con una stima di +0,25 per cento a fronte di una media nazionale pari allo 0,66 per cento. Un divario marcato rispetto alle aree più dinamiche del Paese, come l’Emilia-Romagna, che viaggia su valori più che tripli.Il dato non migliora se si guarda all’anno appena concluso. Nel 2025 la crescita del Pil lucano si è attestata allo 0,48 per cento, ancora una volta sotto la media nazionale, confermando una traiettoria di debolezza che si ripete nel tempo. Gli stessi estensori dello studio prospettano per il futuro immediato un ulteriore anno di stagnazione, su cui peserà anche la scadenza estiva per l’utilizzo delle risorse del Pnrr.Per la CGIA, il problema va ol-
DAL PRIMO GENNAIO NUOVA GUIDA REGIONALE
Russo nuovo direttore Inps per la Basilicata
tre la congiuntura. Da oltre vent’anni l’Italia cresce meno della media europea per limiti strutturali legati a produttività e capitale umano, criticità che in Basilicata risultano amplificate dall’assenza di una strategia industriale, occupazionale e formativa adeguata.Ancora più allarmante è il quadro provinciale. Potenza si colloca al novantaseiesimo posto su centosette province, con una previsione di crescita per il
2026 pari allo 0,28 per cento. Matera scende al centoduesimo posto, con una stima di appena +0,18 per cento.«Non siamo di fronte a una difficoltà temporanea, ma al risultato di anni di scelte sbagliate e di mancanza di visione», affermano Alessia Araneo e Viviana Verri, consigliere regionali del Movimento 5 Stelle Basilicata. «I numeri parlano chiaro e dicono che la Basilicata sta rimanendo indietro».
POTENZA. Dal primo gennaio 2026 Daniele Russo è il nuovo direttore regionale dell’Inps Basilicata. Subentra a Benedetta Dito, che dopo l’esperienza lucana ha assunto la guida della Direzione regionale Inps della Puglia.Classe 1976, lucano di origine, dottore commercialista e revisore dei conti, Russo vanta un percorso professionale interamente maturato all’interno dell’Istituto. Tra il 2014 e il 2015 ha diretto la sede provinciale Inps di Potenza, dopo aver ricoperto, a partire dal 2011, diversi incarichi dirigenziali sia nella sede potentina sia nella Direzione regionale della Basilicata.Dal 2016 ha svolto importanti funzioni fuori regione. È stato vicario della Direzione centrale pensioni e successivamente direttore della sede provinciale Inps di Chieti, direttore regionale vicario dell’Abruzzo e direttore della casa albergo di Pescara.Nel corso della sua attività ha seguito numerosi progetti Inps legati al Pnrr e ha partecipato, in qualità di relatore per conto dell’Istituto, a incontri internazionali promossi dalla Commissione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale.Russo è inoltre autore di una significativa pubblicistica su temi quali pubblico impiego, contabilità pubblica, gestione dei beni demaniali e affidamenti in house, competenze che accompagneranno il nuovo incarico alla guida dell’Inps lucana.
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MARTEDÌ 6 GENNAIO 2026 07:00
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Primo Piano
martedì 6 gennaio 2026 www.lecronache.info
Stellantis di Melfi al petrolio, il sindacato metalmeccanici chiede una strategia industriale chiara per il 2026 e apre una nuova fase di mobilitazione
Lavoro e industria, la UILM incalza: «In Basilicata servono scelte vere» I
l 2026 si apre con molte incognite per il lavoro e l’industria in Basilicata, ma una certezza rimane: la UILM Basilicata non intende arretrare di un passo. Il sindacato metalmeccanici ribadisce il proprio impegno «senza interruzioni, con coerenza, serietà e responsabilità», mettendo al centro il futuro industriale della regione e il destino di migliaia di lavoratori.L’anno appena iniziato sarà decisivo soprattutto per lo stabilimento Stellantis di Melfi, chiamato alla ripartenza con i nuovi modelli. Una fase che potrebbe rappresentare una svolta, ma che resta condizionata da forti incertezze legate alle scelte europee sulla transizione industriale. Da un lato, la Commissione Europea procede con decisioni ritenute parziali; dall’altro, il Parlamento Europeo non ha ancora chiarito se l’Unione intenda essere soltanto «l’Europa delle regole» o anche «l’Europa che non lascia indietro nessuno».Per la UILM Basilicata la linea è chiara: le nuove vetture prodotte a Melfi devono essere dotate di motorizzazioni realmente vendibili sul mercato, affinché il 2026 possa diventare l’anno del rilancio non solo dello stabilimento, ma di un’intera area industriale strategica per il Paese.Se Melfi rappresenta il perno del sistema produttivo regionale, l’indotto continua a essere il settore che ha pagato il prezzo più alto della crisi. Una sof-
ferenza aggravata, secondo il sindacato, dalla mancanza di una strategia chiara e di una reale attenzione da parte di Stellantis negli ultimi anni. Proprio per questo, il 14 gennaio si apriranno al Ministero delle Imprese e del Made in Italy i primi tavoli sulle vertenze Brose e PMC. «L’industrializzazione non può avvenire lasciando indietro i lavoratori della logistica», ribadisce la UILM, sottolineando come una vera ripresa produttiva debba creare nuove opportunità anche in questo comparto.Il sindacato chiede inoltre un’azione organica per l’intero indotto, capace di accompagnare la ripresa con percorsi strutturati di riqualificazione professionale. Resta aperta anche la vertenza Smart Paper, definita una delle crisi più gravi della Basilicata. In attesa della convocazione di un tavolo ministeriale, la UILM sollecita chiarezza sul futuro di un settore che in Italia sta perdendo decine di migliaia di posti di lavoro.L’attenzione non si concentra solo su Melfi e Potenza. Anche Matera entra nel quadro delle priorità, a partire dalla situazione di Mermec. Da mesi la UILM Basilicata chiede l’apertura di un tavolo di confronto, convinta che solo attraverso dialogo e condivisione sia possibile costruire il rilancio dell’industria metalmeccanica nel territorio materano.Accanto a queste vertenze, il sindacato continua a sostenere le grandi realtà industria-
li di Potenza, dall’Italtractor alla Siderpotenza, che necessitano di interventi concreti e immediati. Centrale, in questo contesto, la questione energetica. Per la UILM è ormai indispensabile aprire un tavolo di confronto vero sui costi dell’energia per l’industria lucana: senza una risposta strutturale, avverte il sindacato, «non può esserci competitività né tutela dell’occupazione».Un capitolo centrale riguarda infine il petrolio. La UILM Basilicata parla apertamente di una stagione da chiudere: «Basta annunci, servono scelte industriali». Per troppi anni, secondo il sindacato, l’estrazione petrolifera ha prodotto solo royalties, senza una vera strategia industriale, senza filiere produttive e senza occupazione stabile. Oggi, invece, è necessario programmare il futuro delle aree interessate con investimenti concreti, tempi certi e impegni vincolanti.I lavoratori del comparto energetico e dell’indotto non pos-
sono più vivere nell’incertezza. Serve una visione di lungo periodo capace di trasformare le risorse energetiche in occupazione qualificata, innovazione e riconversione industriale. Da qui la richiesta di un confronto immediato e strutturato con Governo, Regione e aziende, perché «il futuro industriale non si improvvisa e non si rinvia».Nei prossimi giorni partirà una vasta campagna di assemblee in tutti i luoghi di lavoro per illustrare l’ipotesi di accordo firmata a dicembre, che prevede un aumento salariale di 205 euro, e per condividere il documento programmatico unitario dei metalmeccanici. Il 2026 segnerà anche l’avvio della fase congressuale della UILM Basilicata, che si concluderà il 16 e 17 aprile, con un percorso fondato su ascolto, confronto e partecipazione.L’obiettivo resta uno solo: fare in modo che la ripresa industriale in Basilicata sia reale e non lasci indietro nessuno.
L’assessore Cupparo riunisce istituzioni e parti sociali: priorità a lavoro, continuità produttiva e rilancio competitivo tra Puglia e Basilicata
Crisi del mobile imbottito, la Regione rilancia: verso un tavolo permanente
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n tavolo istituzionale permanente con la partecipazione di tutti i soggetti sociali interessati che affianchi il Comitato di Distretto del Mobile imbottito, attualmente in fase di ricostituzione. È questa la principale conclusione dell’incontro presieduto dall’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Francesco Cupparo, svoltosi al Dipartimento con la presenza delle associazioni datoriali e sindacali e dei consiglieri regionali Cifarelli, Lacorazza, Verri e Araneo.Il confronto arriva in un momento complesso per il comparto. «Negli ultimi anni – ha spiegato Cupparo – il settore è stato interessato da una profonda crisi strutturale, determinata dall’aumento dei costi energetici e delle materie prime, dalla contrazione della domanda, dalla concorrenza internazionale a basso costo e dai processi di delocalizzazione produttiva, con pesanti ricadute sul tessuto economico e sociale».Il distretto del mobile imbottito della Murgia, tra Puglia e Basilicata, resta caratterizzato dalla presenza di grandi imprese leader, come Natuzzi, attorno alle quali ruota una rete di piccole e medie aziende. Tuttavia, a fine 2025 il quadro è segnato da una fase di riorganizzazione e incertezza economica. «Il calo dell’export – ha sottolineato l’assessore – dovuto soprattutto ai dazi verso gli Stati Uniti, incide fortemente sulle esportazioni. Gli ammortizzatori sociali hanno sostenuto il reddito dei lavoratori, ma resta alta la pre-
occupazione per centinaia di persone».Da qui la necessità, secondo la Regione Basilicata, di definire un quadro organico di interventi finalizzati alla tutela del lavoro, alla continuità produttiva e al rilancio competitivo del distretto. Tra le priorità indicate figurano la ricostituzione del distretto, il monitoraggio delle aziende, la salvaguardia delle competenze, il sostegno alla produzione e il riposizionamento del settore su qualità, innovazione e sostenibilità. Centrale anche il rafforzamento del ruolo del distretto nelle politiche industriali regionali e nazionali e l’investimento su formazione, riqualificazione e riconversione dei lavoratori, «come stiamo già facendo per l’indotto Stellantis in cassa integrazione».«La Regione – ha aggiunto Cupparo – intende assumere un ruolo attivo e responsabile, promuovendo un’azione coordinata tra istituzioni, imprese e parti sociali». In questa direzione, il Consiglio straordinario del 9 gennaio rappresenterà un ulteriore momento di approfondimento.Un passaggio rilevante riguarda il legame tra la crisi del mobile imbottito e quella dell’automotive. «Non sono due crisi separate – ha chiarito l’assessore – ma due manifestazioni della stessa fragilità strutturale del sistema manifatturiero regionale, legata ai cambiamenti tecnologici, ai costi energetici e alla concorrenza internazionale». L’Accordo Murgia e le misure per Melfi rispondono dunque a una sfida comune.Cup-
paro ha infine ricordato l’impegno finanziario già messo in campo dalla Regione Basilicata: oltre 95 milioni di euro sui contratti di sviluppo, circa 30 milioni sui Mini PIA, più di 6 milioni per la formazione continua, 3 milioni per la formazione dei lavoratori in cassa integrazione e 6 milioni per incentivare le imprese che assumono lavoratori provenienti dalle aree di crisi. A queste risorse si aggiungeranno 38 milioni di euro per la ricerca industriale e 6 milioni per l’internazionalizzazione.Parallelamente, la Regione ha avanzato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy la richiesta di aiuti temporanei, in linea con il quadro europeo sugli aiuti di Stato, per sostenere imprese e occupazione in questa fase di trasformazione.
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Solo tre giorni per demolire la sua casa abusiva. Dopo diventerà incompatibile
La caduta di Falabella Gli uffici della Prefettura già starebbero lavorando sui possibili scenari Notificato il preavviso di rige
tto dell'ultima domanda in
sanatoria
Falabella ultimo atto Il Sindaco di Lagonegro o si
dimette o demolisce il suo qua
rtiere abusivo
emess o ordina nza di demolizione, ha fatto rispettare la Legge. 120.000 EURO DI COSTI il Ora Sindaco può decidere. Ora Falabella deve decidere. Può decidere di o a Lagonegro:i Scandalo ediliziflit ess ter d’in to adempiere all'ordinanza e Sindaco in con demolire la casa abusiva dove vive o può decidere di lascia re tutto così e aspettare che il Comune di Lagonegro realizzi la deU molizione anticipando le spese anticipando le somme necessarie. U In quest'ultimo caso, però, il Sindaco Falabella diventerebbe anche incompatibile per inottemperenza ad un ordine della sua stessa amministrazione. 2012 AL 2005 DAL Insom ma una situaz ione I RIGUARDANO IL PERIODO O E POTENZA: LE INDAGIN A DI FINANZA DI SALERN UN’OPERAZIONE DELLA GUARDI che è giunta al capolinea. pe, o Vol ard Ger a i ben in € O bere o affogare dicevaSequestrati 2,7mln di no i nostri vecch i che in questo caso può tradur si __Le edizioni di Cronache del 23 giugno, 26 luglio, 6 agpstp e 16 dicembre 2025 demolire o dimethe ne di Lagonegro ad Ago- in un o neanc ha non lo, ciamo non che sa ordi- tersi. alabel la ora deve Chi ci conosce a che veniva pre- sto non ha concesso en- Ci chiediamo, però, se ne cautel la moraà volont a nessun c'è la demolizione solo decide re se nostra . tesa come minimo essen- nando valeva la pena. Se è stato tro 90 giorni. vuole continuare la listica da parte piaciuto né ziale altern ativo alla ca- Il Sinda co di Lagon egro giusto sottoporre Lagonesua panto mima o vuole Non ci è mai à sostituirci stità. mediatica, piacer ci non ha impugnato l'ordi- gro alla gogna prendere atto della realtà. mai i inquir enti e Il Sindaco Falabella vive Il tempo è scaduto. Anche agli organ e trasgressore
ette, tecnici doub
le-fa
negro chied ce e silenzi: Lago
e chiarezza
eresse gonegro: Abusi edilizi e conflitti d’intbe ” Scandalo edilizio a La teressi Esplode il “Caso Fala lla Sindaco in conflitto d’in
Falabella contesta il preavvi
so di diniego sulla sanato
ria del proprio abuso: doppio
ruolo tra amministratore
ivaficio emise tempest di demente un'ordinanza molizione. è orIl conflitto d'interessi e inmai istituzionalment asottoline sanabile: come trato nelle informazioni non si smesse al Prefetto, orapuò essere contemp neamente amministratore. e controparte del Comune queuna a configur Il caso politistione non più solo rispetca ma di legalità e to delle istituzioni. interIl caso pone ora un il Corogativo cruciale : il mune si costituirà contro proprio sindaco o adotterà di falo stesso trattamento vore riservato alla famiglia quadella vicesindaca? E della e posizion la sarà le le di Zanco e Falabella con- Segreta ria comuna d'in__Immagini aeree della località l'Ufficio Tecnico ha fronte a un conflitto o- duti. al sindaco ulteriori teressi così evidente? In atzane è ulterior - cesso co, che si trova contemp n clamoro so con- raneamente ad essere am- La situazio ta dalla sco- opportunità di regolariz di tesa della convoca zione flitto d'intere ssi ministra tore pubblic o e mente aggravaCIL (Comu- zione ben oltre i terminidi- del Consiglio comunale e scuote le fonda- trasgres sore delle norme perta di una legge? Perché le falsestate dell'intervento del PrefetLavori) Inizio e sono di Lamenta istituzionali Salva- che dovrebbe far rispetta- nicazion la cittadin anza di La-a dallo chiarazioni non del 2013 firmata con- segnalate alla Procura? La to, gonegro. Il sindaco gonegro assiste incredul Falabella, che al re. appare ancora più a uno spettacolo che mina tore Falabel la si trova o La cronologia dei fatti ri- stesso le sue dichiara - vicenda ata con il la credibiinquietante. traddice responsabilità grave se confront centro di uno scandal all'ex profondamente sulla met- vela un quadro senza precedenti che le- Mentre l'Ufficio Tecnico zioni abusi. Nell'istanza di trattamento riservatoper la lità delle istituzioni localiLascio, imparzia de- degli te in discussione la sua il sinda- sindaca Di emesso ordinanze di ri- e il principio di ammini ha inoltre, una a, di citla re sanatori seguito a famine gittimità a governa molizio ne per altri im- co avrebbe riportato infor- quale, di sanatori a per lità dell'azio con tà. false riguardo al- chiesta avvio liari del sindaco verande, l'uf- strativa. Destina tario di un dinie- mobili abusivi nella stessa mazionidi costruzione del- delle piccole di l'anno è ento non a del procedim area, per Falabell prov- l'immobile, all'allaccio alalcun del go alla sanatori a edilizia adottato possesso al stato e Cosanzionatorio, le fogne avviato dal suo stesso minimo. scelto vedimento mune, Falabella ha primo configurando un evidente lottolocalità Zanco, dove La di reagire non come li in le- trattamento di favore. al- sorgono gli immobi cittadino garante della Le risposte del sindacoione questione, presenta gravi integraz galità, ma come privato a di- le richieste di dell'Uff icio danni ambient ali. Le imcittadino determinato i docume ntale aeree mostrano tamagini interess propri i carenti state fendere , che Tecnico sono boschivi, sbancamenti personali. La vicenda pre- e fuori tempo massim o. glicolate di cemento che significa- e ha dell'incredibile, ha e Particolarmente alterato il territorio so avvio il 4 dicembrha tivo è il fatto che solo il 6 hanno ntato il rischio Falabella ab- e increme 2024 quando il sindaco di sa- maggio 2025 un atto no- idrogeo logico in un'area presentato un'istanza n. bia sottoscritto del lotto già soggetta a vincoli pae(pratica natoria i. docu- tarile di acquisto 2330/2024) priva di ade- minimo edificab ile, ben saggistic solleva interrogaticaso Il tecnica la richiementazi one prima 130 giorni dopo guata pochi giorni
Dimissioni sosp
DELLA POLITICA preun terreno con acquista ufficialmente la. Un det- Dopo la formale diffida sanatoo di diniego alla dalla famiglia Tortorel al momento annunciparte dell’Ufficio tecnico, taglio non da poco: a, quel ria da presenta osservazioni della richiesta di sanatori tendunque non la Roselli e suo, era non itte da un legale, nelIl gelotto accedere al- sottoscr aveva i requisiti per che smon- tativo di opporsi al diniego. o con la procedura. È un fatto ità della sto appare in netto contrast e ridovrebb ta alla radice la legittim il ruolo tecnico che sospetto che tempestivaficio emise a di derichiesta stessa. vestire e accende il possa essere mente un'ordinanz GNERE molizione. è orL’INGE l’interesse pubblico Il conflitto d'interessi mente inTRA in conmai istituzionalsottolineaSI DIMETTE, SUBEN sanabile: come anche solo potenzialmente i trato nelle informazionnon si UN VOLTO NOTO la vi- flitto a quello personale.Nel fratsmesse al Prefetto, ri, può essere contempora fosche ore neamente amministrat A rendere più a tinte all’inca rico tempo, le opposizioni consiliadei Comune. e controparte del una queIl caso configura all’evidente gravità cenda è la rinuncia solo politistione non più incarica- di fronte e rispetca ma di legalità chiesto formalmente dell’ing. Bloise, tecnico to delle istituzioni. un intersua sanato- fatti, hannozione di un consiglio la per a Il caso pone ora il CoFalabell da cruciale: to rogativo o im- la convoca contro il rimasta mune si costituirào adotterà ria. Il tecnico lascia l’incaric proprio sindaco comunale. Una richiesta di faun presenta in la lo stesso trattamento alla famiglia mediatamente dopo da parte del inevasa da oltre un mese, navore riservato ? E quadella vicesindaca istituzio della le sarà la posizione zione della sanatoria preoccupante silenzio dei cittadicomunale di d'inha con- Segretaria la fiducia l'Ufficio Tecnico ulteriori fronte a un conflitto In atsindaco. __ al sindaco teressi così evidente? duti. nominat a le che mina corretto ulterior- cesso di regolarizza- tesa della convocazio nee si trova contemposituazione è di con- co, che Al suo posto vienelavora con- ni nelle istituzioni e nel tico deldalla sco- opportunità essere am- La ben oltre i termini Consiglio comunale n clamoroso raneamente ad e mente aggravata (Comu- zione Perché le false di- del del Prefetflitto d'interessi ministrator e pubblico democra dell'intervento legge? perta di una CIL Roselli, che mento l’arch. delle norme nicazione Inizio Lavori) chiarazioni non sono state to, la cittadinanz a di Lafunziona scuote le fondatrasgressore La di Lail Comune far rispetta- del 2013 firmata dallo segnalate alla Procura? assiste incredula menta istituzionali Salva- che dovrebbe mina conancora più gonegro temporaneamente per esterno ri- l’ente locale. spettacolo che Falabella, che vicenda appare gonegro. Il sindaco con il a uno la credibidei fatti ri- stesso SA: si trova al re. sue dichiaraprofondamente tore Falabella scandalo La cronologia inquietante. traddice le responsabilità grave se confrontata riservato all'ex lità delle istituzioni locali DOMANDA INEVA sulla anche su un incarico centro di uno che met- vela un quadro per la Tecnico zioni abusi. Nell'istanza di trattamento di imparziadi Piazza Re- UNA CHI TUTELA sindaca Di Lascio, degli ri- e il principio senza precedenti la sua le- Mentre l'Ufficio inoltre, il sindaordinanze di dea seguito di una guardante la scuola te in discussione la cit- ha emesso per altri fami- sanatoria, riportato infor- quale, ento pubDA molizione gittimità a governare con im- co avrebbe liari del sindaco tà. pubblica — un affidaml’ammin iOGGI LAGONEGRO ESSE di un avvio Destinatari o blico assegna to sotto Falabella, CONFLITTI DI INTERICA? __ L’edizione di Cronache del 23 giugno stesso Fa- strazione dellosubentrasse al col- NELLA COSA PUBBL essindaco il può 2024, non e a La vicenda Falabell di prima che lei cuore del- Il 4 dicembr nella gestione delle sere archiviata come un banale erpresenta una richiesta LAGON EGRO. Nel à total- lega Bloise del sindaco. comuna le di labella un inciampo l’ammin istrazio ne dal sindaco sanatoria per una propriet rore di procedura o di fronte a un la proce- cose private Siamo Lagoneg ro, guidata si sta consu- mente abusiva. Fin qui, non fos- Nel mese di luglio 2025, proprio a vie- burocratico. si Salvatore Falabella, desta cre- dura sarebbe legittima se la pratica di sanatori esi- quadro in cui il potere politico mentre alleche con documentazione ente respinta pratiche ammini mando un caso e che po- se che nella Ro- intrecci a con a fatti privati.In elementi ne formalm scente preoccupazionesul rispetto gata vengono dichiarati dall’Uf- to negativo dagli uffici, alla relative una parcella strative in cui la trane interrogativi gravia pubblica e oggetto di contestazione o- selli viene liquidataatto legittimo, un momento storico dovrebbero euro. Un delle regole, sull’etic atti ammi- ficio tecnico: l’anno di costruzi e la legalità pubgli allaccia - da 5.000 una per- sparenza sulla trasparenza degli ne dell’imm obile, perfino il ri- ma che solleva più di sull’op- essere i cardini dell’azione a” chiede utenze, e piano etico e nistrativi. il sindaco menti alle lotto minimo edificabi- plessità sul conflitti di interesse blica, il “caso Falabell bidel Protagonista è proprio , chiarezza e responsa portunità di di una vicen- spetto diritto di safondamentale per ac- tra ruoli tecnici e incarich i pro- risposte Falabella, al centro lità. La comunità ha edilizi, di- le, requisito zzazione.Ma per tutesterni. da che intreccia abusi i pro- cedere alla regolari pere se le regole valgono qualche fessionali NI DEL o. missioni sospette e incarich la vera anomalia emerge LE OSSERVAZIO ti — o solo per qualcun IO fessionali double face. CHE mese dopo. LEGALE E IL SILENZ a Falabell ORIA 2025, UNA SANAT Solo il 6 maggio RE NON DOVEVA ESISTE gno 2025 lunedì 23 giu www.lecronache
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Provincia
Falabella contesta
il preavviso di diniego
Immagini aeree
della località
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ruolo tra amministra
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Zanco e Falabella
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__L’edizione di Cronache di ieri
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uello che sta accadendo a Lagonegro è veramente imbarazzante. Il Sindaco Falabella crede di essere un antico principe medievale e, in quanto tale, legibus solutus. Lagonegro, però, non è la capitale dell'impero, Falabella non è un imperatore e le leggi valgono anche per lui. Imbarazzante il suo silenzio, imbarazzante la faccia tosta con la quale si reca abitualmente nel suo ufficio, nei palazzi del Comune e in giro per gli en-
ti incurante del fatto che il suo abusivismo è stato smascherato, la sua casa dovrà essere demolita e lui dovrà lasciare la carica di primo cittadino. IL TEMPO È SCADUTO Se non ci trovassimo davanti ad un cortocircuito istituzionale, se parlassimo di un guerrigliero sudamericano e non di un Sindaco di una città italiana dovremmo dare merito a Falabella di avere una capacità di resistenza e di guerriglia pari a pochi.
L'ordinanza 39/2025 del Comune di Lagonegro era chiara, Falabella avrebbe dovuto demolire la sua abitazione perché abusiva entro il 3 Novembre scorso. Il 30 Ottobre scorso, a ridosso dell'ultimo giorno, il Sindaco ha presentato una ulteriore domanda in sanatoria che, per effetto della sola sospensione, ha sospeso il termine per la demolizione. Ora la domanda in sanatoria è stata rigettata dal Comune di Lagonegro. I tecnici del Comune di La-
gonegro hanno detto per la seconda volta al loro primo cittadino che la sua abitazione è abusiva, è costruita in violazione di Legge e, quindi, non può essere sanata. Ora il Sindaco ha tre giorni per demolire casa sua o porsi nella stessa condizione di chi non ottempera un’ordinanza amministrativa, con l'aggravante che l'ordinanza è del Comune di cui lui è primo cittadino. Se non dovesse ottemperare nei termini si porrebbe in condizioni di incompatibilità oggettiva e sarebbe decaduto. Se non dovesse adempiere, l'esecuzione della demolizione costerebbe al Comune di Lagonegro 150.000 euro. La collettività pagherebbe una somma per demolire ciò che il Sindaco ha realizzato e che non ha voluto eliminare. La collettività pagherebbe la violazione di Legge che il Sindaco ha commesso. Una situazione quantomeno paradossale per chi ha vinto le elezioni sul ritornello della legalità della quale, evidentemente, il primo cittadino ha una visione ideologica e finalizzata ad abbattere il nemico e non oggettiva. LA CADUTA DI FALABELLA Immaginiamo Falabella chiuso nel suo bunker con i suoi collaboratori più fi-
dati nel tentativo di trovare le armi segrete che potrebbero modificare l'esito della guerra. La caduta è, però, ormai inevitabile. Può scegliere se dimettersi o aspettare che la sua decadenza sia dichiarata dal Prefetto. In caso di mancata o tardiva esecuzione del provvedimento del Comune, Falabella sarebbe ope legis incompatibile. La sua storia alla guida del Comune sarebbe ufficialmente terminata. Ovviamente, se non dovesse prenderne atto lui stesso, sarebbero gli uffici prefettizi a doverlo fare. Il Prefetto avrebbe già allertato i suoi funzionari e siamo certi che il rigore morale che da sempre guida le scelte di Campanaro non tollereranno nessuna forma di ritardo. La stagione di Falabella alla guida del Comune di Lagonegro volge dunque al termine, che ciò accada per volontà del Sindaco o per atto autoritativo della Prefettura poco cambia e, onestamente, poco ci interessa anche nell'ipotesi che in qualche modo con qualche giochetto il Sindaco riesca a salvare la capra della fascia tricolore e i cavoli della casa abusiva. La storia della sindacatura di Falabella è terminata. L'ultimo uscendo spenga la luce.
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martedì 6 gennaio 2026 www.lecronache.info
La riforma Calderoli, apre un dibattito, mai sopito, anche in altre località “senza identità”
Comuni “montani”: protestano in diversi Montalbano, invece, é in cerca d’identità DI VINCENZO MAIDA
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n questi giorni anche in Basilicata sta facendo discutere la riforma Calderoli, che ridefinisce i criteri di classificazione per individuare i comuni Montani e quindi concentrare lì le risorse. Diversi sindaci si stanno ribellando, tra loro quello del comune di Stigliano, perché con i nuovi criteri perderebbero la classificazione di “comune montano” e quindi la possibilità di accesso a finanziamenti e agevolazioni. Attualmente in Italia sono circa 4.000 i comuni classificati come “montani”, con la riforma scenderebbero a 2.800. Se teniamo presente che in tutto i comuni in Italia sono circa 8.000, appare poco credibile che la metà siano comuni montani. Molti comuni di alta collina sono stati fatti passare per montani. I criteri della riforma Calderoli introduce parametri più stringenti.Per essere classificati Montani i comuni devono avere il 25% del territorio soprai 600m, il 30% con almeno il 20% dipendenza o altimetria media di 500m. Viene considerato montano anche un comune che non ha le caratteristiche richieste,
ma si trova circondato da comuni classificati come montani. In provincia di Matera, ad esempio, da 14 passerebbero a 6 i comuni con i requisiti richiesti. La questione è stata sollevata anche a livello di consiglio regionale lucano dalle forze di opposizione. Montalbano Jonico, invece, è dal 1975 che vive una situazione paradossale: non fa più parte dei comuni della fascia Jonica, perché non ha sbocco a mare, ma per la sua configurazione orografica, non fa neanche parte dell’associazione dei comuni non montani. L’autonomia che ottenne Policoro nel 1959 con decreto del Presidente della Repubblica e quella di Scanzano Jonico nel 1975, a seguito di un referendum popolare, erano entrambi i comuni delle frazioni d Montalbano J., l’hanno praticamente seppellito tra i calanchi che fino ad ora, a dispetto di molto rumore propagandistico, non hanno prodotto nulla in termini turistici e di sviluppo. Policoro era diventato frazione di Montalbano J. nel 1862, appena dopo l’Unità d’Italia, dopo una lunga contesa giuridica con il comune di Tursi. Scanzano
Jonico, invece, divenne comune autonomo dopo un referendum, a cui parteciparono soltanto i residenti della frazione, in spregio al dettato costituzionale. Tant’è che in un primo momento il Commissario Governativo bocciò la legge istitutiva, che fu fatta passare in un secondo momento per perenzione dei termini, vale a dire non si pronunciò. Sponsor ufficiale di tutta l’operazione fu il defunto Emilio Colombo. Il risultato è stato lo smembramento di un territorio, che avveduti analisti lo consideravano in prospettiva come il più florido della Basilicata e destinato a crescere.
Montalbano J. è passato dai 14.000 abitanti nel 1975, ai 9.800 nel 1980, agli attuali 6.700 circa, ma i residenti effettivi non superano i 5.000 abitanti. In tanti, infatti, conservano la residenza, ma vivono altrove. Sono scomparsi tutti gli uffici pubblici, tranne il comune, ed è diventato un paese deprimente sotto tutti i punti di vista. Sono cresciuti invece Policoro e Scanzano Jonico. Intorno alla metà degli a ’80, su pressione dell’opposizione di Destra, il comune era amministrato dalla DC, fu fatta richiesta alla Capitaneria di Porto di Taranto, allora competente, oggi è l’Ufficio del Ter-
ritorio della Regione, di concedere al comune jonico un tratto di arenile per avere sbocco a mare e quindi una spiaggia di Montalbano Jonico. Rotondella, ad esempio, pur essendo in collina, ha un tratto di spiaggia tra Policoro e Nova Siri. La Capitaneria diede parere positivo, concedendo mezzo km tra Scanzano Jonico e Terzo Cavone. Vincolò però la concessione alla realizzazione da parte del comune di 10 docce e 10 bagni pubblici. Il comune non adempì a tale obbligo e la concessione decadde, né è stata più ripresa dalle amministrazioni che si sono da allora susseguite.
È la settima edizione della kermesse materana dedicata alla promozione deòòe eccellenze enogastronomiche lucane
Sassi Divini e turismo enogastronomico: i Parchi protagonisti
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ggi, la suggestiva location del Complesso Le Monacelle a Matera, ospiterà la giornata conclusiva della VII edizione di Sassi Divini, evento dedicato alla promozione della produzione vitivinicola e gastronomica della Basilicata attraverso alcune delle tante eccellenze identitarie del territorio, quali i vini, il tartufo e le castagne lucane. Le prime due giornate della manifestazione hanno fatto registrare una straordinaria ed entusiasta partecipazione di visitatori e intenditori, tra i quali anche tantissimi turisti, che hanno così scoperto e apprezzato la bontà di prodotti destinati a rappresentare e a contribuire ulteriormente alla crescita e allo sviluppo della regione. Sono stati proprio questi i temi trattati nel corso del talk “Turismo Enogastronomico: valorizzazione dei prodotti e dei Parchi di Basilica-
ta”, svoltosi nel pomeriggio di domenica 4 gennaio, a cui hanno preso parte rappresentanti dei Parchi lucani e dell’Assessorato all’Ambiente e Transizione Energetica della Regione Basilicata. La sinergica collaborazione tra i Parchi lucani e la Regione Basilicata, nell’ottica di una programmazione mirata alla salvaguardia, tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale, è risultata determinante per i risultati sinora ottenuti e sarà tale per i prossimi obiettivi già definiti e condivisi. Anche la Masterclass dedicata ai vini delle cantine lucane, tenutasi sempre domenica, è stato un appuntamento molto partecipato, che ha permesso a wine lovers ed appassionati, di conoscere meglio vitigni, tecniche di produzione e peculiarità dei vini lucani proposti nel corso dell’evento. Ieri rinnovata la Masterclass in-
__ Un momento del talk dedicato alla valorizzazione dei prodotti dei Parchi centrata sui vini del territorio lucano e, a seguire, alle 21,30 live music a cura del trio Il Gran Jukebox. L’ultimo giorno della VII Edizio-
ne della kermesse, oggi prevede alle 20,30, su prenotazione, la Masterclass dedicata ai vini delle cantine lucane e, con inizio alle 21,30 Dj set del Dj Skrezio.
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L’assessore interviene a Senise per i quarant’anni dell’invaso, tra sicurezza idrica, investimenti, agricoltura e sviluppo
Diga di Monte Cotugno, Cicala: «Per noi una risorsa strategica» SENISE. Monte Cotugno «non è soltanto una diga, ma una infrastruttura strategica che riguarda ogni cittadino lucano». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Carmine Cicala, intervenendo a Senise all’evento “Epopea Monte Cotugno – Restituzione”, promosso dall’Associazione Sviluppo Storico Ambientale in occasione dei quarant’anni dalla costruzione della diga.«Parliamo dell’acqua potabile che arriva nelle case, di sicurezza per i territori, di lavoro e sviluppo per l’intera Basilicata», ha spiegato l’assessore, sottolineando come il sistema di Monte Cotugno serva non solo l’agricoltura, ma l’intera comunità regionale. Ogni mese, ha ricordato Cicala, l’invaso garantisce tra i dieci e i dodici milioni di metri cubi di acqua potabile alle comunità lucane e pugliesi e consente l’irrigazione di circa ventimila ettari di colture nel Metapontino e nella Valle del Sinni.Nel corso dell’intervento l’assessore ha richiamato l’azione messa in campo dalla Regione Basilicata sul sistema idrico, evidenziando investimenti per 6,5 milioni di euro recuperati dal Programma di Sviluppo Rura-
IL PROGRAMMA DEL SEGRETARIO LUCANO CASORELLI
«Filca Cisl, i 10 punti dell’agenda politica»
le 2014–2022. «Erano risorse che rischiavamo di perdere e che invece sono diventate cantieri e interventi concreti», ha osservato. Tra questi, quattro milioni di euro per il rifacimento del manto della diga, che permetterà di aumentare la capacità di invaso di circa cento milioni di metri cubi entro giugno 2026.Cicala ha aggiornato anche sulla situazione attuale dell’invaso: «Al 3 gennaio 2026 contiene circa quarantasette milioni di metri cubi, su una capacità autorizzata di duecentottanta milioni. È una
condizione complessa, legata alla crisi climatica». Due anni fa, nello stesso periodo, i volumi erano pari a centocinquantasette milioni di metri cubi.Guardando al futuro, l’assessore ha indicato la necessità di completare gli interventi avviati, aggiornare l’intesa con la Puglia del 1999 e puntare su innovazione e riduzione dei consumi in agricoltura. «Monte Cotugno può diventare un volano di sviluppo integrato», ha concluso, «un patrimonio di tutti i lucani e una sfida che possiamo vincere insieme».
POTENZA. Tutela del lavoro e delle imprese, sicurezza, completamento del Pnrr, alta velocità e rigenerazione urbana sono le priorità individuate dalla Filca Cisl Basilicata per il 2026. A tracciarle è il segretario generale Angelo Casorelli, che ha illustrato i dieci punti dell’agenda politica del sindacato degli edili.«In un momento cruciale per il settore – spiega Casorelli – il nostro impegno sarà rivolto a rafforzare la tutela dei lavoratori e delle imprese locali, al rinnovo dei contratti e a politiche di sicurezza sul lavoro sempre più mirate». Al centro anche il completamento delle opere del Pnrr, la formazione professionale, la bilateralità, la sostenibilità e l’innovazione, insieme alla rigenerazione urbana e all’edilizia green.Il segretario ha ripercorso le attività svolte nel 2025, che hanno visto la Filca Basilicata in prima linea sulla sicurezza nei cantieri e sul potenziamento delle opere pubbliche. Nell’aprile scorso il congresso regionale ha confermato all’unanimità Casorelli alla guida del sindacato, ponendo le basi per un quadriennio orientato a sicurezza, infrastrutture e solidarietà.«Abbiamo chiesto un’accelerazione su Pnrr e opere pubbliche e maggior capacità di spesa», sottolinea Casorelli, ricordando anche l’impegno per la tutela dei lavoratori esposti alle alte temperature e il progetto di fusione delle Casse edili di Potenza e Matera. Centrale resta il tema delle grandi infrastrutture: «L’alta velocità è strategica per la Basilicata». Tra le vertenze aperte, infine, quella di Natuzzi, «simbolo di una crisi industriale ancora senza risposte strutturali».
Il vicepresidente del Consiglio regionale interviene sui finanziamenti e sollecita un cambio di metodo nei rapporti tra Regione e Comuni
Fondi per Pantano e Camastra, Chiorazzo chiede chiarimenti POTENZA. Sugli annunciati finanziamenti per la diga del Pantano di Pignola e per lo schema idrico del Camastra serve un cambio di metodo nel rapporto tra Regione e territori. A sostenerlo è Angelo Chiorazzo, vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, che giudica «utili e meritevoli di attenzione» le perplessità espresse dal sindaco di Pignola, perché pongono una questione di merito e di metodo nel governo delle grandi infrastrutture idriche.«Ogni intervento su opere di questa portata – sottolinea Chiorazzo – soprattutto quando incide direttamente sulle comunità locali, richiede un percorso di confronto reale e non meramente formale con i sindaci e con gli enti interessati». Da qui l’auspicio che l’assessore regionale
alle Infrastrutture, Pasquale Pepe, favorisca una più ampia condivisione istituzionale, superando logiche unilaterali e costruendo soluzioni realmente partecipate.Il vicepresidente richiama poi il tema dei ritardi accumulati negli interventi di adeguamento delle infrastrutture idriche, definendolo «una questione centrale per la Basilicata». «È una sfida – prosegue – che chiama in causa la capacità della Regione di passare dalla gestione emergenziale a una strategia strutturale, capace di tenere insieme sicurezza dell’approvvigionamento, tutela ambientale e giusta valorizzazione dei territori coinvolti».Secondo Chiorazzo, proprio in questa fase è necessario evitare gli errori già registrati in altri ambiti strategici. «Ci aspettiamo – afferma – che, di-
versamente da quanto avvenuto nella gestione della crisi del sistema sanitario regionale, vi sia una reale capacità di costruire soluzioni condivise, coinvolgendo pienamente le comunità locali e il Consiglio regionale».Crisi idrica, governance territoriale della ri-
sorsa e adeguate compensazioni ambientali devono, a suo giudizio, far parte di un’unica strategia coerente. «Non si può procedere per interventi spot o limitarsi all’elencazione dei finanziamenti, se questi non sono inseriti in una visione complessiva e condivisa», rimarca.«Proprio perché l’assessore Pepe è stato fino a pochi mesi fa sindaco – conclude Chiorazzo – siamo certi che possa comprendere l’esigenza dei territori di essere ascoltati. Serve una chiara strategia regionale sul governo delle risorse idriche, capace di costruire risposte durature». Per questo il vicepresidente invita l’assessore a riferire nella Commissione consiliare competente e ad audire i sindaci di Tito e Pignola, direttamente interessati dal nuovo schema di approvvigiona-
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Basilicata 24 ore
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Ascriba, Aias, Aris e Uneba criticano la mancanza di coinvolgimento e chiedono un confronto più ampio sulla programmazione dei servizi
Sanità Privata, associazioni denunciano: «Ignorati ancora una volta da Pittella» A
ll’indomani dell’incontro del presidente del Consiglio regionale Marcello Pittella e i rappresentanti della sanità privata, l’associazione Ascriba che rappresenta le strutture accreditate della sanità privata in Basilicata, Aias, Aris e Uneba sottolineano che nonostante «il confronto è sempre un fatto positivo, segno di reale interesse», si registra «che il Presidente del Consiglio Regionale Pittella abbia deciso di non ascoltare l’opinione delle associazioni più rappresentative, che assicurano la gestione di strutture accreditate con 320 posti letto, che erogano ogni anno una media di 600 mila prestazioni di riabilitazione in favore di 5/6 mila persone con gravi disabilità. Si tratta di quel delicato servizio pubblico, gestito da organizzazioni private accreditate, che impiegano circa1.200 dipendenti e professionisti, cui è garantita l’applicazione dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro Aris, Aiop, Aias E Uneba, Con CgilCisl-Uil-Isa-Fials-Ugl». «Non conosciamo i contenuti del confronto, ma possiamo affermare che, vista la dimensione e la scelta degli interlocutori assenti, perché non convocati, è evidente che i contenuti mancano della completezza necessaria a comporre il quadro più complessivo possibile. - incalza l’associazione - Dalle succinte dichiarazioni emerse nella comunicazione stampa registriamo errori di valutazione che richiederebbero un
“supplemento di istruttoria”, ma soprattutto il coinvolgimento pieno del Dipartimento Salute e politiche sociali». «La perimetrazione del confronto, che vogliamo pensare sia stata il frutto di disattenzione – per la verità già verificatasi in passato corre il rischio di far primeggiare il diritto alla libera impresa prima che il diritto alla salute. - proseguono le associazioni - Non può essere così, rispetto al servizio pubblico degli erogatori accreditati. Gli accreditati svolgono un ruolo importante ma che deve essere fisiologicamente contenuto dentro la programmazione della politica sanitaria decisa dall’organo di Governo regionale. Dentro e non oltre e non a prescindere». «La libera impresa, fondamentale diritto costituzionale, si esercita nel libero mercato privato puro, dove a pagare non può essere la cassa pubblica. - dichiarano L’architettura del sistema sanitario pubblico ha i suoi pilastri nella legislazione nazionale, con particolare riferimento alla definizione e alla “distinzione” dei livelli essenziali di assistenza, che sono il pilastro su cui declinare il diritto alla salute e l’accesso alle prestazioni a beneficio dei cittadini.Sono capisaldi che non possono essere scardinati dall’invocato diritto a fare impresa». «È necessario fare chiarezza su questa distinzione fondamentale.Da una parte il diritto del cittadino a ricevere le prestazioni de-
_ L’incontro di Pittella con i referenti delle strutture private accreditate cise dallo Stato centrale per tutto il Paese; dall’altra il diritto dell’imprenditore di erogare servizi e prestazioni “al di fuori” della programmazione pubblica. Le ragioni dell’impresa non fanno la programmazione dei servizi a beneficio dei cittadini. Questo non è possibile.- continuano le associazioni - È il bene salute e il diritto dei cittadini a determinare la programmazione e l’erogazione di servizi dentro i limiti delle risorse disponibili, come affermato ripetutamente dalla Corte Costituzionale. Si tratta di materia fondamentale che richiede i dovuti approfondimenti e soprattutto il confronto politico, innanzitutto, con le associazioni di categoriache rappresentano la gran parte del sistema che oggi, dispiace ripeterlo, sono state ignorate dal Presidente del Consiglio Regionale. E non è la prima vol-
ta che accade». Per questo l’associazione regionale Ascriba, rappresentativa delle strutture che gestiscono i servizi riabilitativi per le persone con disabilità, Aias, Uneba e Aris, auspicano che «la delicata materia della programmazione dei servizi sanitari e socio-sanitari pubblici accreditati, possa essere trattata dalla Regione nel rispetto dei fondamentali e irrinunciabili principi definiti nella legislazione italiana. Quei principi che hanno ispirato il Governo Regionale, gliene va dato atto, con gli atti adottati nello scorso mese di Agosto, in ritardo di 14 anni, con cui sono state sbloccate le risorse finanziarie, necessarie a ripristinare le condizioni attese dal settore e dalle forze sindacali, per mantenere e migliorare la qualità di un sistema fiore all’occhiello per la Basilicata».
VERRASTRO (UIL FLP) E IL COORDINATORE SANITÀ PRIVATA SARLI CHIEDONO «DECISIONI CHIARE»
Sanità nel Vulture–Melfese: «A rischio i posti di lavoro si intervenga subito»
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on è più un’ipotesi. Il rischio di licenziamento dei lavoratori della sanità nel Melfese–Vulture Alto Bradano è concreto e imminente. - affermano il coordinatore Regionale della Sanità Privata Mario Sarli ei l segretario generale Uil Fpl Basilicata Giuseppe Verrastro - L’interruzione delle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale e il blocco delle attività di Polimedica nell’area stanno già producendo effetti gravissimi: posti di lavoro messi in discussione, famiglie nell’incertezza, professionalità sanitarie che rischiano di essere disperse. Quando la sanità si ferma, non si fermano solo le cure. Si fermano salari, vite, certezze. E a pagare il prezzo
più alto sono ancora una volta i lavoratori. Questa non è una vertenza tecnica né una disputa amministrativa. È una emergenza occupazionale e sociale che si sta abbattendo su un territorio già fragile. I licenziamenti produrrebbero danni irreversibili: perdita di competenze, impoverimento del sistema sanitario locale, aumento dell’emigrazione professionale e sanitaria». «Il Sindaco di Melfi ha già richiesto un confronto ufficiale. Le parti coinvolte chiedono un tavolo istituzionale. I cittadini stanno manifestando una mobilitazione crescente, testimoniata da una petizione che ha raggiunto circa 5.000 firme. Eppure, mentre si attende, i lavoratori restano appesi a un filo» continuano. «In questo quadro, una cosa è chiara: il Presidente della Regione Basilicata deve intervenire immediatamente. Non può esserci alcun rinvio quando sono a rischio posti di lavoro e servizi essenziali. - pro-
seguono Verrastro e Sarli - La sanità non ha colore politico. Il lavoro non è una variabile sacrificabile. Serve subito un confronto vero, pubblico e trasparente, per scongiurare i licenziamenti, garantire la continuità occupazionale. Non si può lasciare che medici, operatori sanitari e personale amministrativo paghino il prezzo di scelte calate dall’alto». «Ogni licenziamento sarebbe una ferita aperta al territorio. Ogni giorno di silenzio aumenta l’insicurezza e la tensione sociale. - concludono - Il Presidente della Regione ha oggi la possibilità – e la responsabilità – di convocare immediatamente un tavolo istituzionale e assumere decisioni chiare, verificabili e tempestive. Non è più un appello. È una richiesta di responsabilità verso i lavoratori, le loro famiglie e una comunità intera. Perché qui non è in gioco una sigla o un contratto. È in gioco il diritto al lavoro e il futuro del Vulture–Alto Bradano».
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Potenza
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POTENZA Uno agli arresti domiciliari e l’altro con obbligo di dimora presso un’altra regione. Il Sappe: «Rinvenimento importante»
Polizia arresta 2 pregiudicati vicino al carcere: sequestrati hashish e microtelefono cellulare
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el primo pomeriggio del 31 dicembre, nell’ambito dei servizi di controllo intensificati per le festività natalizie, la Polizia di Stato ha arrestato due uomini nei pressi della Casa Circondariale “A. Santoro” di Potenza. Gli agenti della Squadra Mobile e della S.I.S.C.O. hanno effettuato un controllo su un’autovettura parcheggiata in prossimità dell’istituto penitenziario, rinvenendo al suo interno un microtelefo-
no cellulare, utilizzato frequentemente in modo illecito all’interno delle carceri, e circa 50 grammi di hashish. I due occupanti del veicolo, un trentottenne residente a Potenza e un trentaduenne proveniente da un’altra regione, sono stati arrestati e posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. In sede di convalida, il 38enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari, mentre il 32enne ha ricevuto l’obbligo di dimora in un'altra regione.
Le indagini sono ora concentrate a verificare se il materiale sequestrato fosse destinato a essere introdotto nel carcere, dove i due arrestati avrebbero potuto garantire forniture illecite ai detenuti. SINDACATO POLIZIA PENITENZIARIA: «UN IMPORTANTE RINVENIMENTO» Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), rappresentato dal segretario nazionale per la Basilicata, Saverio Brien-
za, ha commentato l’operazione della Polizia di Stato, definendola un «importante rinvenimento» che suggerisce la possibilità di un tentativo di lancio di droga e telefono all’interno della struttura carceraria. Brienza ha denunciato la vulnerabilità della Casa Circondariale di Potenza e ha rinnovato la richiesta all’Amministrazione penitenziaria di dotare la Polizia Penitenziaria di droni per il controllo esterno e di unità cinofile per il contrasto alle sostanze stupefacenti. Donato Capece, Segretario Generale del SAPPE, ha evidenziato che circa il 30% dei detenuti nelle carceri italiane è tossicodipendente. Nonostante l'ordinamento italiano preveda misure per consentire ai tossicodipendenti di scontare la pena all'esterno, il numero di detenuti con problemi di droga rimane elevato. Capece ha sottolineato l'aumento dei consumi di sostanze stupefacenti e psicotrope in Italia, un fenomeno che colpisce anche la popolazione detenuta. «È fondamentale rinnovare percorsi di formazione ed aggiornamento professionale per il personale della Polizia Penitenziaria», ha concluso Capece, richiamando l'attenzione sulla necessità di affrontare in modo efficace il problema delle tossicodipendenze all'interno delle carceri.
Sannazzaro, Pace ed Esposito chiedono soluzioni rapide per riaprire l'impianto essenziale per la mobilità sostenibile della città
Sit-in Cgil: «Non possiamo permettere che Potenza perda le sue scale mobili» POTENZA. La Cgil di Potenza, lo Spi Cgil provinciale e la Filt Cgil saranno in presidio a Potenza domani, a partire dalle 10, davanti all'ingresso delle scale mobili in piazza XVIII Agosto. L'impianto "primo" che collega viale Marconi al centro storico dall'1 gennaio, dopo un anno di proroga, è chiuso perché giunto a fine vita. Per le leggi vigenti l'impianto, avendo raggiunto i 30 anni, necessita di interventi di ammodernamento per continuare ad essere operativo in sicurezza. Interventi che ammontano a circa 6,7 milioni di euro e che non sono nelle disponibilità delle casse comu- gennaio per chiedere alla per procedere all'ammo- ma» affermano Vincenzo nali. Regione Basilicata di tro- dernamento dell'impianto Esposito, segretario Cgil «Saremo in presidio il 7 vare le risorse necessarie che va riaperto quanto pri- di Potenza; Michele San-
nazzaro, segretario Spi Cgil Potenza e Rocco Pace, della Filt Cgil. «Si tratta di una infrastruttura fondamentale per la mobilità cittadina, molto utilizzata soprattutto dagli anziani e utile a decongestionare il traffico nel centro storico specie in occasioni speciali come la festa patronale o il periodo natalizio. Una città verticale come Potenza, capoluogo di regione e città di servizi non solo per i potentini ma per i lucani tutti, non può permettersi di mandare al macero uno dei pezzi fondamentali per la mobilità sostenibile. Chiediamo pertanto alle istituzioni di trovare subito soluzioni per garantirne la riapertura in tempi certi» concludono i segretari.
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Potenza
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LA RIFLESSIONE Dalla fine delle feste ai nodi irrisolti di lavoro, servizi e fiducia: l’anno nuovo chiede lucidità più che proclami
Il 2026 senza illusioni: Potenza e la sfida di abitare la realtà DI DINO QUARATINO
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l nuovo anno, arrivati al 6 gennaio, ha già perso gran parte della sua aura. La Befana serve anche a questo: a togliere il superfluo, a far cadere le illusioni leggere, a riportare tutto a una dimensione più concreta. È il giorno in cui finiscono le feste e iniziano i conti, non quelli da fare con gli altri, ma quelli che ognuno, volente o nolente, fa con la realtà. Il 2026, per noi lucani, non dovrebbe essere l’anno delle svolte miracolose. Quelle, di solito, le riconosci solo col senno di poi e quasi mai quando qualcuno te le annuncia con entusiasmo. Dovrebbe essere piuttosto l’anno della precisione. Del chiamare le cose con il loro nome. Del guardare bene dove siamo, prima ancora di chiederci dove vogliamo andare. Potenza, da questo punto di vista, è una città che non permette distrazioni. Vive di salite vere, quotidiane, e non solo metaforiche. Basta poco per accorgersene. Basta muoversi. Basta attraversarla. Le scale mobili di viale Marconi, chiuse dal primo gennaio, non sono un dettaglio urbano. Sono un fatto. A Potenza non rappresentano un comfort, ma una necessità. Quando si fermano, la città non si blocca, si adatta. Sale a piedi, commenta, si organizza. E va avanti. Ed è proprio qui che emerge una delle nostre qualità più evidenti e, allo stesso tempo, più rischiose: la capacità di adattamento. Siamo diventati bravissimi a cavarcela. A compensare le mancanze. A trovare soluzioni temporanee che, col tempo, diventano permanenti. Il problema non è adattarsi. Il problema è farlo sem-
pre, senza mai trasformare davvero ciò che non funziona. Il 2026 inizia così, senza clamore. Con servizi che si fermano, con soluzioni provvisorie, con una normalità che spesso richiede più energia di quanto dovrebbe. E senza grandi drammi pubblici. Perché qui il disagio raramente fa rumore. Si assorbe. Si metabolizza. Si archivia. C’è poi un altro elemento che accompagna questo inizio d’anno a Potenza: il ritorno dei sensi unici, soprattutto in prossimità del centro storico. Non è una novità assoluta. In passato erano già stati sperimentati, con esiti che non hanno lasciato un segno duraturo. Tornano oggi come tentativo, non come soluzione definitiva. E forse è giusto leggerli così. La mobilità, in una città complessa come questa, non si governa con formule semplici. Ogni scelta produce effetti immediati e altri più lenti, che emergono solo col tempo. Il 2026 potrebbe essere l’anno in cui impariamo a osservare queste scelte senza pretendere risposte istantanee, lasciando spazio alla correzione, all’aggiustamento, all’ascolto di ciò che accade davvero. Essere lucani, oggi, significa abitare una terra che ha imparato a resistere a tutto, tranne che alla pro-
pria sottovalutazione. Non ci lamentiamo più come una volta. Abbiamo affinato il silenzio. Ma il silenzio, quando diventa abitudine, non è mai neutrale. È un modo elegante per accettare l’esistente senza metterlo troppo in discussione. Il tema dello spopolamento continua a essere raccontato come una fatalità. I giovani che se ne vanno sembrano quasi una legge naturale. Ma non è così. Se ne vanno perché restare, spesso, richiede una quantità spropositata di spiegazioni. Il 2026 non dovrebbe essere l’anno dei proclami per farli tornare, ma quello delle condizioni concrete perché restare non sembri un atto di incoscienza. Il lavoro resta il nodo centrale, anche quando si finge che non lo sia più. Non manca solo il lavoro: manca un racconto onesto del lavoro. Qui viene ancora troppo spesso presentato come concessione, come favore, come occasione da ringraziare. Ma un lavoro che non permette di vivere con dignità non è un’opportunità. È una tregua temporanea. E chiamarla diversamente non ne cambia la sostanza. La sanità, altro nervo scoperto, non è soltanto una questione di numeri o strutture. È una questione di fiducia.
E la fiducia, quando si incrina, non si ripara con le rassicurazioni. Abituarsi al disagio non è resilienza. È anestesia. Il 2026 potrebbe essere l’anno in cui smettiamo di considerare normale ciò che normale non è, senza bisogno di alzare la voce. Poi c’è la cultura. Che a Potenza e in Basilicata non è mai stata un semplice ornamento. È sempre stata una forma di resistenza silenziosa. Portata avanti da chi non ha mai aspettato condizioni ideali per creare, pensare, proporre. Il problema non è la mancanza di eventi, ma la mancanza di continuità. La cultura non può vivere solo nei cartelloni o nelle occasioni speciali. È una pratica quotidiana, un esercizio collettivo. Nel 2026 dovrebbe tornare a essere riconosciuta per ciò che è: uno spazio vitale, non accessorio. Anche la politica locale, inutile negarlo, attraversa una crisi di linguaggio prima ancora che di visione. Troppe parole consumate, troppe frasi che sembrano uguali a se stesse. Il nuovo anno non ha bisogno di slogan, ma di coerenza ripetuta nel tempo. La credibilità non nasce dagli annunci, ma dalla continuità dei gesti, anche quando non fanno notizia. C’è poi una stanchezza diffusa, che non va confu-
sa con il pessimismo. È la stanchezza di chi non aspetta più miracoli, ma continua comunque a fare la propria parte. Di chi non si sente rappresentato, ma non rinuncia alla responsabilità. Questa stanchezza non va curata con l’entusiasmo forzato, ma con il riconoscimento. Perché ciò che tiene in piedi una comunità non è l’ottimismo, ma la consapevolezza del proprio valore. Il 2026, visto dal 6 gennaio, non chiede entusiasmo. Chiede presenza. Chiede di smettere di reagire automaticamente e iniziare a scegliere, anche nelle piccole cose. Chiede di ricordarci che nulla cambia davvero fuori se non cambia prima il modo in cui stiamo dentro alle difficoltà. Forse il senso di questo nuovo anno, per noi lucani e potentini, non è quello di promettere un futuro migliore, ma di abitare con più lucidità il presente. Capire che non siamo in ritardo, ma in un punto preciso del nostro percorso. E che da quel punto, se lo decidiamo, può partire qualcosa di solido, concreto, finalmente nostro. La Befana, in fondo, questo insegna: non porta illusioni. Porta realtà. E ci chiede solo una cosa: saperla usare bene.
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Potenza
martedì 6 gennaio 2026 www.lecronache.info
POTENZA Il messaggio del direttore del Centro Studi Danzi Galasso peri il ritorno tra i banchi dopo le festività natalizie
Riparte la scuola: un tempo di impegno, riflessione e crescita
DI ROCCO GALASSO*
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on la riapertura delle scuole prevista per domani, studenti e docenti si preparano ad affrontare una fase particolarmente significativa dell’anno scolastico. I giorni che seguono la pausa natalizia conducono infatti alla chiusura del primo quadrimestre – per quanti hanno una scansione quadrimestrale – e rappresentano un momento in cui è necessario concentrare energie, attenzione e responsabilità. Per gli studenti, si tratta di un periodo decisivo: è il tempo utile per consolidare il lavoro svolto, colmare eventuali lacune e, laddove necessario, sistemare la propria posizione scolastica. Non è solo una questione di voti, ma di
consapevolezza del percorso intrapreso e dell’impegno richiesto per portarlo avanti con serietà.Anche per i docenti questo è un momento complesso e delicato. La formulazione delle prime valutazioni non può ridursi a un semplice conteggio aritmetico delle prove svolte. La valutazione autentica, infatti, deve tenere conto di molti fattori: non solo delle prestazioni orali, scritte o pratiche, ma soprattutto di ciò che è più difficile da cogliere e al tempo stesso più importante, ovvero l’iter di crescita e di maturazione dell’alunno. Il voto del quadrimestre non rappresenta una sentenza definitiva, né tantomeno una bocciatura anticipata. È un giudizio in itinere, un’indicazione di
percorso, che guarda al presente ma resta aperta al futuro. Questo aspetto è particolarmente evidente nella scuola secondaria di secondo grado, dove gli studenti vivono una fase di profonda trasformazione personale, emotiva e cognitiva. Un insegnante non può e non deve prescindere da questa dimensione evolutiva, evitando valutazioni esclusivamente numeriche e valorizzando il processo formativo nel suo insieme. Resta centrale, naturalmente, l’impegno richiesto agli studenti nel comprendere l’importanza dello studio autentico, evitando il ricorso a scorciatoie o a forme di apprendimento eccessivamente facilitate. In questo contesto si inserisce anche il tema dell’intelligenza artificiale, che
IL DIRETTORE GALASSO HA INCONTRATO LA GARANTE PROVINCIALE DEI DETENUTI D’ANZI
Impegno sociale e formazione: incontro istituzionale al Centro Studi Danzi
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ella mattinata di ieri, il direttore del Centro Studi Didattico Danzi, Rocco Galasso, ha incontrato la Carmen D’Anzi, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale per la provincia di Potenza. Nel corso del confronto si è confermata la piena disponibilità del Centro Studi Danzi a proseguire il proprio impegno in
ambito formativo all’interno di percorsi rieducativi rivolti a persone private della libertà personale. Un impegno che da oltre 25 anni caratterizza l’azione della scuola, in particolare nei confronti della popolazione della comunità minorile dell’IPM Minori di Potenza. L’incontro ha inoltre rappresentato un’importante occasione per raf-
forzare l’apertura del Centro Studi Danzi verso tutte le realtà sociali rientranti nelle competenze previste dal mandato della Garante, con l’obiettivo di definire una linea condivisa di iniziative che possano svilupparsi e proseguire nel corso dell’anno. Un dialogo costruttivo nel segno dell’educazione, dell’inclusione e della responsabilità sociale.
riguarda tanto gli allievi quanto i docenti. L’IA non deve diventare il mezzo più rapido per risolvere i problemi “al posto di qualcuno”, ma uno strumento di supporto all’azione educativa e formativa. Il suo utilizzo richiede consapevolezza, guida e competenze, soprattutto da parte dei docenti, affinché possa essere impiegata in modo corretto e costruttivo.Durante il percorso scolastico dovrebbe essere sempre più valorizzata la capacità di riflettere, confrontarsi, crescere insieme. La scuola rimane, forse oggi più che mai, uno degli ultimi luoghi in cui il dialogo è ancora possibile. Anche la scelta di limitare l’uso dei telefoni cellulari, al di là di disposizioni ministeriali, risponde a un’esigenza educativa pro-
fonda: favorire la concentrazione, la relazione, la possibilità di guardarsi negli occhi, parlarsi, ascoltarsi. La scuola non può rinunciare a questo compito fondamentale, che è intimamente legato alla crescita umana e culturale degli studenti. Per questo è auspicabile uno sforzo condiviso – da parte di docenti, studenti e famiglie – affinché il quadrimestre si concluda in un clima di serenità: serenità nella formulazione dei giudizi, serenità nel completamento delle valutazioni, serenità nel riconoscere e accettare un percorso formativo che non è mai statico, ma sempre aperto alla possibilità di migliorare e maturare nel corso dell’anno. *DIRETTORE CENTRO STUDI DANZI
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Preoccupazione per i lavoratori dell’azienda della logistica a San Nicola di Melfi. Uil e Fast Confsal chiedono alla Regione di intervenire
International Trading & Service: partono 87 licenziamenti e sindacati sul piede di guerra
o scorso 31 dicembre l’International Trading & Service S.r.l. che svolge l’attività di sequenziamento e logistica a San Nicola di Melfi ha ha comunicato “l’Apertura della procedura di Licenziamento collettivo ai sensi della Legge 223/1991 per 87 lavoratori– per cessazione attività” dovuta al mancato rinnovo del contratto di appalto con l’unico committente. Una notizia che ha messo in allarme i lavoratori e le sigle sindacali. In partico-
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lare Antonio Cefola, segretario generale Uil Trasporti Basilicata ha affermato: «La situazione disastrosa con perdita di posti di lavoro sta mettendo in ginocchio l’area industriale del Vulture-Melfese con gravi conseguenze per l’intero territorio Lucano. Il Vulture Melfese non può permetterselo, la Regione Basilicata non può permetterselo». «Chiediamo al Presidente Bardi, all’Assessore regionale alle Attività Produttive Cupparoe e alla Direzione dell’International
Trading & Service S.r.l. di avviare un confronto con le Organizzazioni Sindacali per verificare quanto sta accadendo e concordare eventuali azioni atte a garantire il mantenimento dell’organico complessivo. Saremo vigili e monitoreremo con continuità l’evolversi delle procedure.» conclude Cefola. Non da meno è la preoccupazione del Segretario del Comparto Logistica FAST Fismic Confsal, Massimo Coviello che afferma: «La situazione nella zona industriale di Mel-
fi è sempre più critica. I licenziamenti dell’International Trading & Service si inseriscono in un quadro allarmante che conferma il progressivo indebolimento del comparto logistico e, più in generale, dell’indotto industriale dell’area di Melfi, già fortemente colpita dalla crisi del settore Automotive». Coviello ha presentato una serie di richieste urgenti: Avvio immediato della consultazione sindacale e sospensione della procedura di licenziamento collettivo, per evitare danni irreparabili ai lavoratori e alle loro famiglie. Attivazione urgente di politiche attive del lavoro, fondamentali per la riqualificazione professionale dei lavoratori coinvolti, rendendoli competitivi rispetto a nuove sfide industriali. Definizione di piani strutturati di riqualificazione e riconversione industriale, necessari per sostenere le aziende nel superamento delle attuali difficoltà e favorire una ripresa produttiva anche in settori alternativi all’Automotive. «È necessario un interven-
to immediato e coordinato delle Istituzioni a tutti i livelli, territoriali, regionali e nazionali: La Regione Basilicata deve intervenire con urgenza per sospendere la procedura di licenziamento e attivare politiche attive per il lavoro, come già più volte richiesto per la zona industriale di Melfi.Il Ministero del Lavoro è chiamato a garantire il necessario supporto, anche in termini di risorse economiche, per favorire la riqualificazione e la riconversione industriale delle aziende dell’area, intervenendo su costi energetici e pressione fiscale per tutte le imprese operanti nelle Aree di Crisi Industriale Complessa» conctinua Coviello che conclude: «Come FAST Fismic Confsal, continueremo a lavorare con determinazione per tutelare i diritti dei lavoratori e delle loro famiglie, promuovendo soluzioni concrete e contribuendo a individuare percorsi utili per uscire dalla profonda crisi industriale che sta colpendo il settore Automotive e il suo indotto».
IL FINANZIAMENTO, ANNUNCIATO DAL SENATORE ROSA, RAPPRESENTA UN PASSO IMPORTANTE PER IL DECORO URBANO E LA QUALITÀ DELLA VITA DEI CITTADINI
Maschito, dal Governo 140 mila euro per riqualificare l’area Fontana Boico
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uone notizie per il Comune di Maschito sul fronte degli investimenti urbani. Nella manovra finanziaria 2026, recentemente approvata dal Governo, sono stati stanziati 140 mila euro destinati “agli interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana dell’area di Fontana Boico e ad altre opere considerate strategiche per il territorio”. Le risorse saranno disponibili nel biennio 2026-2027. A darne comunicazione è stato il senatore di Fratelli d’Italia Gianni Rosa, che in una lettera indirizzata al sindaco Luigi Rafti ha espresso soddisfazione per il risultato ottenuto ma soprattutto ha sottolineato come questo stanziamento sia il frutto della «sensibilità riservata dal Governo Meloni alla nostra Terra». Gli interventi previsti mirano a valoriz-
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zare un’area di particolare rilevanza per la comunità, con l’obiettivo di migliorarne la fruibilità, il decoro urbano e la qualità della vita dei cittadini. La riqualificazione di Fontana Boico si inserisce infatti in una più ampia strategia di rigenerazione urbana, che punta a rendere più funzionali e attrattivi luoghi pubblici e spazi condivisi. Soddisfatto il sindaco Luigi Rafti e tutte l’Amministrazione comunale per l’attenzione della premier Giorgia Meloni verso i bisogni del territorio. Per il Comune si tratta di un segnale positivo in vista dei prossimi anni, che apre la strada a interventi concreti e attesi, in grado di incide- costantemente informata l’amministrare sul tessuto urbano e sul futuro del bor- zione comunale sugli sviluppi e sulle fasi go arbëreshë. attuative del finanziamento. R.M. Il senatore Rosa ha assicurato che terrà
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Dalla Casa comunale spiegano: «Pensato per garantire inclusione, autonomia e accesso ai diritti fondamentali»
Chiaromonte attiva il “Taxi Sociale”, «Supporto concreto ai cittadini» DI EMANUELA CALABRESE
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l Comune di Chiaromonte ha istituito il servizio di Taxi Sociale, «un supporto concreto per i cittadini residenti che si trovano in difficoltà negli spostamenti per motivi sanitari, assistenziali- spiega dal Comune la Sindaca Valentina Viola- Il servizio è rivolto a persone con patologie gravi, anziani privi di rete familiare, cittadini con invalidità temporanea o difficoltà motorie che impediscono l’uso dei mezzi pubblici. Un servizio pensato per garantire inclusione, autonomia e accesso ai diritti fondamentali. Ringraziamo tutte le realtà coinvolte nella gestione e nel supporto operativo». Il servizio di “Taxi sociale” fa parte della più generale rete degli interventi in campo sociale istituiti dal Comune di Chiaromonte «volto a migliorare la vita dei cittadini che
versano in condizioni oggettive di svantaggio, anche transitorio, e di vulnerabilità, permettendo loro di raggiungere le strutture a carattere assistenziale e sanitario, i centri di cura e riabilitazione esistenti sul territorio, nonché di fruire dei servizi socio-sanitari per il soddisfacimento di bisogni primari. Il Taxi Sociale viene effettuato nell’ambito del territorio regionale, per tragitti che superano i 50 km. Sono autorizzabili tragitti diversi, in casi eccezionali, da valutarsi caso per caso, ad opera del Responsabile dell’Area Amministrativa, sentito l’Ufficio Servizi Sociali» si evince dal regolamento comunale. Il servizio è attivo nei giorni feriali e la prenotazione va effettuata almeno 5 giorni prima, tramite modulo cartaceo, email, PEC o telefono. Si tratta di un servizio «gratuito per chi rientra in specifiche categorie (ISEE sotto
€13.000, invalidità al 100%, patologie oncologiche in atto, disabilità ai sensi della L. 104/92 art. 3 comma 3), mentre negli altri casi è previsto un contributo simbolico, calcolato in base alla distanza chilometrica».
La notizia è stata accolta positivamente dalla cittadinanza che, anche via social, dove oggigiorno circolano e vengono veicolate altresì informazioni istituzionali, ha espresso pareri di apprezzamento per il servizio.
Zipparri ripercorre il suo grande lavoro, dall’Ospedale alla Frazione, dall’Istituto tecnico Agrario al Monte Volturino
Marsicovetere dedica una strada e una lastra marmorea al già sindaco Di Marco
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a figura di Giuseppe Di Marco, deceduto il 4 marzo 2005 a Marsicovetere, «è strettamente legata alla storia ed allo sviluppo socio territoriale del Comune di Marsicovetere, alle origini della Frazione di Villa D'Agri, nonché alla realizzazione delle maggiori opere infrastrutturali comunali». Con queste parole il Sindaco Marco Zipparri apriva la relazione in merito alla proposta di intitolazione di una strada comunale al già primo cittadino Di Marco. Quell’idea è ora divenuta realtà e l’Amministrazione attuale ha «intitolato una strada nella centralissima Piazza di Villa d’Agri al compianto Geometra, Sindaco di Marsicovetere dal 1952 al 1970 -racconta Zipparri- La cerimonia di intitolazione ha visto la presenza di moltissimi cittadini che insieme alla famiglia Di Marco, e ai tanti amministratori comunali di ieri e di oggi, hanno ricordato le tappe storiche della crescita di Marsicovetere e della popolosa Frazione di Villa d’Agri. Durante la
giornata è stata scoperta una lastra marmorea commemorativa, e la comunità ha ricordato nel tempo e nella storia il Cavalier Di Marco». Il compianto Primo cittadino ha difatti ricoperto cariche significative, «in cui si è distinto per lungimiranza e determinazione, che hanno giustamente creato un legame profondo e indelebile con la comunità marsicoveterese: come detto è stato Sindaco del Comune di Marsicovetere dal 1951 al ‘70, e Commissario Governativo dell'Istituto Tecnico Agrario dal 1968 al 1972; insignito inoltre del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica. Le ricorrenze
storiche del Comune di Marsicovetere, dagli anniversari della nascita della Frazione di Villa D'Agri a quelli dell'Istituto Tecnico agrario, sono da sempre occasione per tributargli il giusto merito -sottolinea Zipparri- Infatti, Di Marco, da Sindaco, presiedeva il Consiglio Comunale che, con Delibera municipale n. 4 del 18 gennaio 1955, modificava il nome della frazione di Pedali di Marsicovetere in Villa d'Agri di Marsicovetere: passaggio significativo in uno dei momenti di trasformazione territoriale e socioeconomica più importanti del nostro Comune. L'insediamento del Consorzio di Bonifica del-
l'Alto Agri diede impulso ad un complesso periodo di attività amministrative e sociali che hanno portato la frazione di Villa D'Agri ad imporsi quale centro nevralgico, economico e culturale, dell'intera Val D'Agri, e Di Marco seppe governare questi cambiamenti, ispirare la comunità e il senso civico, proporre progetti all'avanguardia – e prosegue il Sindaco- A lui si deve la
realizzazione dell'Ospedale Civile di Villa d'Agri, oggi denominato "Ospedale San Pio da Pietrelcina", che si è affermato progressivamente come infrastruttura strategica per la sanità territoriale. Ed ancora, legata alla sua sensibilità e al suo instancabile impegno, si deve il riconoscimento del valore turistico del Monte Volturino». EMACAL
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Cinque consiglieri su dieci salutano il gruppo. Tra dimissioni, rinunce e porte chiuse, la surroga diventa un miraggio
Più che Rivivere, a Balvano i consiglieri di maggioranza preferiscono andarsene A Balvano un Consigliere e un Assessore comunale arrivano alle mani
Si dimette l’ennesimo consigliere comunale
ei giorni di festa dell’Immacolata, in un bar centrale di Balvano, scoppia una rissa fra l’incredulità dei presenti che scappano fuori dal locale e si mescolano con le perso-
N
A seguirlo fu l’ex Assessore coBalvano. I motivi non sono noti, anche se munale Giuseppe Luongo, oggi la questione ha avuto conseguen- consigliere autonomo in Consize, perché all’indomani, dopo una glio comunale, provocando con il riunione con tutto il gruppo di suo allontanamento dalla Giunta maggioranza tenuta in Comune, disorientament o e comunque il consigliere Donato Lo Monte molto dibattito in paese. ha consegnato al Comune di Bal- Luongo era stato uno dei più vovano proprie le dimissioni, la- tati nel 2021 e certamente uno desciando il posto vacante in Con- gli uomini di maggiore peso politico, determinando di fatto, la siglio comunale. Lo Monte non è il primo a di- vittoria dell’attuale Amministramettersi da consigliere del Co- zione comunale e quindi grande mune di Balvano, ma è il terzo sconcerto, quando si era allontache prende le distanze dal grup- nato dal gruppo di maggioranza po di maggioranza e dal Sindaco in cui era stato eletto. Lo Monte è il terzo ad allontaEzio Di Carlo. le che si svolgevano proprio nel- Il primo a dimettersi è stato An- narsi, in una maggioranza il cui tonio Le Caldare, uno dei candi- gruppo consiliare conta solo setla strada davanti al bar. A picchiarsi non sono due citta- dati più giovani del gruppo di te consiglieri. dini qualsiasi, ma un consigliere Ezio Di Carlo a circa due anni In paese c’è grande confusione. comunale e l’assessore Roberto dall’inizio del mandato nello stu- Un fatto così non si era mai veriZarrillo entrambi della maggio- pore generale della comunità bal- ficato né sul piano politico né su
__L’edizione di Cronache del 15 dicembre 2025
D
opo le dimissioni dal Consiglio Comunale di Antonio Le Caldare del giugno 2024 (surrogato con Roc-
china Picerno) e le successive di Donato Lo Monte del dicembre 2025, entrambi del gruppo di maggioranza consiliare, il
Sindaco di Balvano ha formalmente invitato il primo dei non eletti a prendere il posto di Lo Monte.
Ma Massimo Zarrillo, all’indomani del ricevimento della lettera di invito alla surroga, ha trasmesso all’indirizzo del sindaco Ezio Di Carlo la propria rinuncia ad entrare in consiglio comunale fra le fila della maggioranza. Il sindaco di Balvano procede quindi invitando a prendere il posto del dimissionario all’ultimo in lista, Pasquale Bovino. Ma anche questi comunica a Ezio Di Carlo il proprio “rifiuto formale alla surroga nella carica di consigliere”. Quindi, con la delibera di surroga 38/2025, che era stata predisposta per l’ingresso del nuovo consigliere, si è, invece, solo potuto prendere atto che “non vi sono ulteriori candidati nella lista di maggioranza Rivivere e quindi non è possibile proce-
dere con la surroga di un altro consigliere in luogo del dimissionario del proprio gruppo di maggiora”. Il 2025 si chiude così: due consiglieri si sono dimessi, altri due hanno formalmente rifiutato l’invito del Sindaco di Balvano di ricoprire la carica di Consigliere comunale, l’ex assessore Giuseppe Luongo ha abbandonato il gruppo consiliare di maggioranza. Nella storia politico/istituzionale di Balvano non si ricorda un precedente del genere. Il 2026 inizia con la metà dei consiglieri del gruppo Rivivere (5 su 10) che hanno abbandonato le fila della maggioranza. Ma come riferisce il Sindaco nell’ultimo Consiglio comunale, si sono dimessi per “SERI MOTIVI FAMILIARI”.
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Matera e provincia
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Dopo l’intervento di rigenerazione urbana inaugurata a Matera un’area che rafforza socialità e sostenibilità ambientale
Piazza Marconi verde e vivibile «Spazio riconsegnato alla città» MATERA. È stata inaugurata questa mattina la nuova Piazza Marconi, al termine di un intervento di rigenerazione urbana che ha trasformato un’area prima poco fruibile in una piazza-giardino pensata per migliorare la qualità della vita urbana e rafforzare il ruolo sociale e commerciale del quartiere. L’opera nasce dall’esigenza di restituire alla comunità uno spazio pubblico accogliente, sostenibile e capace di rispondere agli effetti dei cambiamenti climatici, superando le criticità legate al forte surriscaldamento estivo della precedente configurazione.Il progetto ha previsto una profonda riconfigurazione dell’area attraverso un intervento di de-paving, con la rimozione di ampie superfici impermeabili e la loro sostituzione con aree verdi e pavimentazioni drenanti. Una scelta che consente di aumentare la permeabilità del suolo, favorire l’infiltrazione delle acque meteoriche, ridurre il ruscellamento superficiale e contribuire al raffrescamento naturale dello spazio urbano.Elemento centrale della riqualificazione è l’incremento della dotazione vegetale, con la messa a dimora di alberi a media e
IL CONSIGLIERE BIGHERATI: «MISURE GIUSTE»
«Bandi su parchi inclusivi, un’occasione per Matera»
grande chioma, arbusti ed essenze erbacee selezionate tra specie autoctone e naturalizzate, adatte alle condizioni climatiche locali e a basso fabbisogno idrico. Le nuove alberature garantiscono ombreggiamento, mitigazione delle temperature estive e miglioramento del microclima, contribuendo anche alla qualità dell’aria. La piazza è attraversata da una rete di percorsi che collegano le principali direttrici di movimento e consentono un attraversamento sicuro, protetto dal traffico veicolare. Uno spazio pensato per essere vissuto in tutte le stagioni, dedicato alla socialità, al tempo libero, alle attività ricreative e a possibi-
li utilizzi didattici, a servizio di un quartiere ricco di scuole, impianti sportivi, attività produttive e servizi.L’intervento è stato finanziato nell’ambito del Programma sperimentale di interventi per l’adattamento ai cambiamenti climatici in ambito urbano, promosso dal Ministero della Transizione Ecologica. «Oggi restituiamo alla città uno spazio completamente rinnovato, in un quartiere vitale che ha bisogno di attenzione e cura», ha dichiarato il sindaco Antonio Nicoletti, sottolineando che «Piazza Marconi è uno spazio che va vissuto, rispettato e protetto, perché il suo valore appartiene all’intera comunità».
MATERA. Gli Avvisi pubblici approvati dalla Regione Basilicata per parchi gioco, spazi ludico-ricreativi e servizi per la prima infanzia incassano il via libera del consigliere comunale di Matera Marco Bigherati, presidente della III Commissione consiliare Politiche sociali, Accessibilità e Inclusione.«Sono misure che vanno nella direzione giusta», afferma Bigherati, perché «investono su infanzia, famiglie, inclusione e qualità dello spazio pubblico, temi centrali nel lavoro che come Commissione e come Amministrazione comunale stiamo portando avanti». I programmi “Un Parco in ogni Comune” e “Giochi all’aria aperta” mettono a disposizione risorse per interventi orientati all’accessibilità, alla socializzazione e allo sviluppo educativo, con attenzione ai parchi gioco inclusivi e ai servizi per la fascia zero sei anni.Secondo il consigliere di maggioranza, «non si tratta solo di aree attrezzate, ma di luoghi di crescita, relazione e comunità», capaci di offrire ai Comuni strumenti concreti per migliorare la qualità della vita. Un’impostazione che, aggiunge, «si inserisce pienamente nel percorso che Matera sta portando avanti in vista della candidatura a Capitale dell’Accessibilità e dell’Inclusione».«È l’insieme delle scelte, dai servizi educativi ai parchi inclusivi, che rende credibile questo obiettivo», conclude Bigherati.
Sullo stanziamento di fondi, Progetto Comune sollecita programmazione trasparente, partecipata e verificabile per il 2026
«Matera Capitale mediterranea, servono regole chiare» MATERA. «Lo stanziamento, inserito in finanziaria, di un contributo di quattro milioni di euro per Matera Capitale mediterranea della cultura e del dialogo impone una immediata accelerazione nella definizione di una programmazione chiara, condivisa e monitorabile». È quanto afferma il gruppo consiliare Progetto Comune Matera, che richiama la necessità di rendere trasparenti criteri, procedure e modalità di utilizzo delle risorse pubbliche.«La conferma del contributo statale, seppure in misura inferiore rispetto a quanto preannunciato, e quella del contributo regionale, al momento affidata a una dichiarazione del presidente della Regione, rendono indispensabile chiarire tempi e strumenti di programmazione», sottolinea il gruppo. «Non è più
rinviabile una definizione puntuale del percorso amministrativo e politico che dovrà accompagnare l’appuntamento del 2026».«Già con l’ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale nella seduta del 15 dicembre 2025 erano stati fissati criteri, metodi, misure e procedimenti per garantire trasparenza e verificabilità del percorso», ricorda Progetto Comune. «A oggi, tuttavia, non si hanno notizie dei passi compiuti dalla Giunta e dal sindaco per dare concreta attuazione a quell’atto di indirizzo».«Riteniamo quanto mai necessaria una informativa puntuale al Consiglio comunale», prosegue il gruppo consiliare, «anche alla luce degli impegni assunti, che comprendevano la definizione di un accordo di pro-
gramma con Stato e Regione, la pubblicazione di un avviso pubblico per raccogliere manifestazioni di interesse per iniziative ed eventi e l’attivazione di strumenti di confronto con la cittadinanza». «Su questi passaggi – viene
precisato – deve essere il Consiglio comunale a fornire indirizzi chiari».«Per l’entità delle risorse da impiegare e per l’importanza strategica dell’appuntamento del 2026, il Consiglio comunale deve avere un ruolo centrale e decisivo», ribadisce Progetto Comune. «Non sarebbero ammissibili nuove situazioni in cui l’assemblea cittadina venga esclusa o non adeguatamente informata, come è già accaduto in occasione di alcune iniziative».«Il Consiglio deve discutere e deliberare sui criteri per l’impiego dei fondi, sulle procedure di presentazione e approvazione dei progetti, sui soggetti chiamati a garantirne qualità e trasparenza e sulle forme di monitoraggio continuo e periodico delle attività», afferma il gruppo.
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Matera e provincia
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La consigliera regionale M5s Verri rivendica il percorso di unità avviato a settembre e indica il modello politico per le sfide future
«Da Pisticci oggi può ripartire il campo progressista lucano» PISTICCI. «Un centrosinistra unito e forte alla guida della città, fondato su un percorso politico trasparente, coerente e misurabile dagli elettori». È questo, secondo Viviana Verri, l’obiettivo del documento politico rivolto a fine settembre a tutte le forze del campo progressista, con l’invito a ritrovare unità e visione comune per costruire un progetto all’altezza delle sfide che attendono Pisticci, «una delle città più grandi e complesse della Basilicata».«All’appello hanno risposto il Partito Democratico e forze civiche progressiste, sia di maggioranza sia di opposizione, con le quali in questi mesi è stato avviato un confronto serio e responsabile», spiega la consigliera regionale, sottolineando come il dialogo sia stato orientato a rafforzare l’attività amministrativa e a prepararsi in modo compatto all’appuntamento elettorale del 2027. «Questo confronto ha portato alla nascita di una nuova maggioranza consiliare e di una nuova squadra di governo cittadino, di cui faccio parte come consigliera del Movimento 5 Stelle».«Il Movimento 5 Stelle torna al governo della città», aggiunge Verri, «rappresentato in Giunta dall’assessora Marilisa Marranzini, alla quale sono state affidate deleghe centrali per la coesione sociale, le famiglie e i giovani, la scuola e la formazione, l’associazionismo e il volontariato, oltre alle politiche per la parità, le differenze di genere, l’integrazione e il contrasto alle discriminazioni». «A lei vanno i miei auguri personali e quelli di tutto il Movimento 5 Stelle lucano». Nel suo intervento, la consigliera regionale richiama anche l’esperienza amministrativa del periodo 2016-2021. «Un’esperienza che ha prodotto risultati significativi sui lavori pubblici, sul rafforzamento della capacità amministrativa dell’ente, sulla programmazione urbanistica e sul potenziamento dell’offerta turistica», afferma, «un patri-
«NON È STATA OPERAZIONE IMPROVVISATA»
Accuse di trasformismo, il Pd: «Scelte coerenti»
monio politico e amministrativo di cui l’amministrazione Albano ha saputo fare tesoro e che rappresenta oggi una base solida per continuare un cammino capace di produrre risultati ancora più importanti per la città».«Sono particolarmente soddisfatta del percorso avviato a partire dal mio appello pubblico di settembre», prosegue Verri, «e ringrazio le forze politiche e civiche che, con lucidità e senso di responsabilità, hanno contribuito alla costruzione di un progetto coerente e riconoscibile dagli elettori, perché radicato nei valori e nelle esperienze del campo progressista». «Dove questi percorsi vengono costruiti con serietà e solidità, sono in grado di produrre risultati elettorali significativi».«Vogliamo dimostrare che questo modello politico può funzionare anche a Pisticci», conclude la consigliera regionale, «e che può rappresentare uno stimolo per le future competizioni amministrative e regionali, con l’obiettivo di dare alla Basilicata un governo capace di contrastare lo spopolamento, incidere sulle vertenze industriali, colmare il gap infrastrutturale, rafforzare l’offerta sanitaria e garantire il diritto alle cure, soprattutto nelle aree interne. Da Pisticci si può ripartire».
PISTICCI. «Trasformismo, tradimento, poltrone, potere». È con queste parole che, secondo il Partito Democratico di Pisticci e Marconia, si sta tentando di alimentare polemiche nel dibattito pubblico e sui social. «Espressioni roboanti, utili solo a fare rumore, ma scollegate dalla realtà dei fatti», afferma il circolo, ribadendo che «la politica seria e responsabile si giudica dalle scelte concrete». Il Pd rivendica una decisione «lineare, coerente e comprensibile», compiuta da alcune forze politiche locali «rinunciando anche a singole posizioni per mettere in sicurezza un progetto chiaro e riconoscibile», collocato nel campo progressista e di centrosinistra e «pienamente coerente con il quadro delle alleanze nazionali». Un progetto che guarda «all’interesse generale» e che ha già dimostrato la propria efficacia in altre realtà del Paese. «Non si tratta di un’operazione improvvisata», sottolinea il circolo, parlando del «naturale approdo di un percorso costruito negli anni», fatto di battaglie comuni che hanno visto le stesse forze politiche impegnate insieme su temi civili e sociali. Da qui la critica verso chi oggi solleva contestazioni: «Appare singolare ricevere lezioni di coerenza da chi, in Basilicata, sostiene la destra di Bardi o promuove esperimenti politici privi di chiarezza valoriale».Il Pd conclude rivendicando «coerenza, chiarezza di campo e responsabilità verso la comunità», lasciando «le polemiche a chi non ha altro da offrire» e rimettendo «alla politica del fare il giudizio dei cittadini».
Presentata una nuova associazione che punta a coinvolgere la provincia di Matera con dee e progetti per uno sviluppo più equo
Nasce Matheraclea, una rete culturale per il territorio MATERA. Nasce Matheraclea, una nuova associazione culturale con l’obiettivo di coinvolgere l’intero territorio della provincia di Matera, creando una rete capace di condividere idee, proposte, ambizioni e progetti per lo sviluppo locale. L’iniziativa intende favorire un confronto stabile sui temi strategici per il territorio, valorizzandone le diverse identità e superando frammentazioni che negli anni ne hanno indebolito il peso nel dibattito pubblico regionale.Il nome Matheraclea prende ispirazione da una delle ipotesi sull’origine del nome Matera, che lo fa derivare dall’unione degli antichi centri di Metaponto ed Heraclea. Una scelta tutt’altro che casuale, che richiama l’idea di un territorio costruito sull’incontro e sulla sintesi di più realtà e che ri-
flette la volontà dell’associazione di abbracciare idealmente e concretamente tutta la provincia materana.La stessa visione è racchiusa nel logo dell’associazione, che rappresenta alcuni dei simboli più significativi del territorio: dai Sassi di Matera al Castello del Malconsiglio, dagli ulivi della collina materana fino al tempio di Hera e alle spiagge joniche. Elementi diversi ma complementari, scelti per raccontare un patrimonio storico, culturale e paesaggistico ampio e articolato, che costituisce una delle principali risorse su cui costruire prospettive di crescita.Sono numerosi i temi che Matheraclea intende portare al centro del dibattito pubblico, partendo dalle esigenze reali dei cittadini. Occupazione giovanile, trasporti, turismo, agricoltura, sa-
nità e risorse idriche sono considerati ambiti decisivi per il futuro del territorio, sui quali l’associazione punta a promuovere confronto, partecipazione e consapevolezza, coinvolgendo cittadini, associazioni di categoria e istituzioni politiche.Tra i primi obiettivi indicati vi è la promozione di una modifica della legge elettorale regionale, attraverso l’istitu-
zione di una terza circoscrizione che comprenda il Vulture e l’Alto Bradano. Una proposta che nasce dall’esigenza di rafforzare l’ascolto dei territori della Basilicata, superando gli attuali squilibri di rappresentanza e garantendo una maggiore equità nella partecipazione democratica. «Vogliamo dare voce in modo più efficace alle comunità locali e consentire a ogni area della regione di incidere realmente nei processi decisionali», spiega il presidente Antonio Materdomini. Matheraclea chiarisce di non nascere in contrapposizione alla provincia di Potenza, ma con l’obiettivo di contribuire affinché la provincia di Matera riceva pari attenzione e una visione di sviluppo adeguata al proprio potenziale.
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Cerimonia di premiazione nella Cappella dei Celestini, un momento di festa e comunità organizzato dai Rotary Potenza Host, Duomo e Pretoria
“Luci Sbrilluccia”: a Potenza premiati i cittadini che hanno illuminato il Natale
__Alcuni momenti della premiazione DI FRANCESCO MENONNA
C
hi semina raccoglie, chi illumina viene premiato. Con queste motivazioni si è svolta domenica pomeriggio la cerimonia di premiazione del Service Luci Sbrilluccia voluto dai service dei tre Rotary cittadini, Potenza Host, Potenza Duomo e Potenza Pretoria per premiare cittadini e commercianti che con le proprie luminarie hanno reso bella e gentile l'atmosfera durante le festività natalizie. La cerimonia di premiazione si è svolta nella Cappella dei Celestini ed è stata promossa di concerto con l'Amministrazione Comunale di Potenza nell'ambito delle iniziative del Natale in Città organizzate dal Comune rappresentato per la circostanza dall'Assessore alla Cultura, Roberto Falotico. Tre club uniti per dare alla città un momento di alto valore simbolico, sociale, relazionale e aggregativo grazie al concorso Luci Sbrilluccia che ha inteso dare un senso alle feste natalizie nell'ambito dell'accoglienza, del clima festoso e della forte intenzione di dare a Potenza un momento di grande fascino legato al turismo e all'accoglienza. Premi di vario genere sono stati consegnati alle famiglie Nativo, Gnomo, Scavone, Brindisi, Salvia, Figundio, Romaniello, Girardi, Valanzano, Pugliese, Barrese, Tortoriello, Benevento, Rugino, Masotti, Lacerra, De Stefano. Per quanto riguarda i commercianti i riconoscimenti sono andati a Sottozero, Beautyservice e Gallery. Un momento per riconoscere l'impegno verso la comunità cittadina, una cerimonia sobria e in linea con la programmazione dei tre service quella svoltasi nel cuore del centro storico che ha avuto il senso di da-
(foto Mattiacci)
re linfa e sostanza alle persone e ai cittadini. Una giornata bella, condita da un dibattito articolato tra i tre club lionistici e il Comune di Potenza che guarda a queste iniziative con il dichiarato intento di dare vigore alle politiche sociali, agli attrattori culturali e turistici del capoluogo di regione. Bello e singolare il motto scelto dagli organizzatori: “Accendi il cuore del leone, alberi, balconi, le strade festanti, Natale è più vivo se siamo tutti quanti”. Grazia Antonio Romano, socio del Club Potenza Pretoria ha parlato del concorso a premi: «È stata una bella iniziativa che ci fa riflettere sui valori del cristianesimo e ci fa riscoprire l'essere comunità. Partecipare a queste feste cristiane è una cosa importantissima perché non è l'addobbo in se che ci gratifica ma il fatto che i cittadini vengono chiamati a partecipare a delle festività che hanno uno spirito lontano nel tempo di duemila anni or sono e ci fanno comprendere che queste festeggiate in comunità rendono tantissimo e ci spingono verso altri valori che sono la solidarietà e lo stare insieme a prescindere dalle nostre radici». Alberto Sbrocca, Presidente del Lions Club Pretoria ha parlato del premio: «Commercianti e cittadini sono stati invitati a partecipare ad una gara con la quale hanno illuminato e addobbato i loro balconi e le loro vetrine e quindi hanno reso la città luminosa e accogliente. L'iniziativa è nata per organizzazione del Lions Club Pretoria ed è nata insieme a tutte quante le attività che sono state promosse dal Comune e dall’assessorato alla cultura, Natale in Città 2025 così come il Comune ha provveduto ad illuminare le strade e le piazze, noi altri ci siamo rivolti ai privati. Abbiamo detto guardate la vostra
città è un po' triste, è un po' raccolta, cercate di darle visibilità e luminosità. Con questo abbiamo promosso un concorso a premi del quale questa sera saranno premiati coloro che più hanno manifestato la loro partecipazione a questa organizzazione. Sarà un momento particolare nel quale viene in qualche modo celebrata la qualità e la volontà dei cittadini di amare la propria città e di rendersi partecipi di quello che un addobbo natalizio di allegria di compartecipazione in fondo è
un sentimento di appartenenza. Il turismo? Indubbiamente è stato considerato anche questo. Una città luminosa è una città che attira, attira i turisti, rende anche loro interessati allo svolgimento delle cose e delle manifestazioni della città. I bambini si sentono invogliati, portano con sé i genitori. C'è una circolazione di gente, c'è una circolazione di persone le quali in qualche modo compartecipano all'economia della volontà di rendere questa città anche più arricchita e più bella».
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Continua la rubrica di Cronache che esplora le piccole verità della vita quotidiana, invitando a riflettere su come affrontare le difficoltà
Appunti di realtà: il 6 gennaio DI DINO QUARATINO
I
l 6 gennaio è il giorno in cui l’infanzia fa un ultimo tentativo di resistenza. Non con la nostalgia, ma con il sarcasmo. Arriva la Befana, che non chiede permesso, non si filtra, non si ringiovanisce. Non promette niente. Distribuisce quello che trova, che spesso coincide con quello che abbiamo meritato. È l’unica figura del calendario che vola senza sembrare potente, che entra nelle case senza chiedere consenso, che non ha un ufficio stampa e non cura la reputazione. E forse per questo dice più verità di tanti discorsi ufficiali. Il 6 gennaio parla di bilanci, ma non quelli che finiscono su Excel. Parla di ciò che abbiamo coltivato senza accorgercene.
Di come ogni gesto, anche il più piccolo, abbia lasciato una traccia. Non per punirci. Per ricordarci che niente va perso. Viviamo in un tempo che pretende ricompense immediate. Like, risultati, riconoscimenti, conferme. Se non arrivano subito, pensiamo di aver sbagliato strada. E invece no. Spesso abbiamo solo sbagliato il tempo dell’attesa. La Befana questo lo sa. Per questo non arriva a Capodanno, ma alla fine. Quando le luci si abbassano, quando le promesse hanno già perso brillantezza, quando restano solo i fatti, nudi, senza slogan. È una figura scomoda, oggi. Non è glamour, non è giovane, non è “motivazionale”. Non ti dice che sei specia-
le a prescindere. Ti dice, senza dirlo, che sei responsabile. E che dentro quella responsabilità c’è una libertà enorme. Perché se ciò che ricevi nasce da ciò che hai seminato, allora puoi sempre ri-
cominciare a seminare meglio. Da adesso. Da qui. Il 6 gennaio non chiude le feste. Chiude le scuse. Ti guarda negli occhi e ti dice: non sei in ritardo, sei esattamente nel punto da cui puoi ripartire. E quando lo capisci, suc-
cede una cosa strana. Non ti senti giudicato. Ti senti visto. E forse è lì che viene voglia di piangere, non per malinconia, ma per gratitudine. Perché capisci che anche il carbone scalda, se sai come usarlo.
Sul palcoscenico di Rotonda va in scena l’energia delle differenze, sostenuta da una rete di persone e ideali
Rotary Club di Lauria presenta: La Compagnia della Ruota
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niti per fare del bene. È il motto che il Rotary Club di Lauria con il suo Presidente il Dottore Diego Patroni si è dato per il suo mandato unitamente al segretario di Club e assistente del Governatore di Puglia e Basilicata il Dottore Gennaro Nasti e in questa prospettiva nel bellissimo teatro Selene di Rotonda ha promosso una iniziativa che merita di essere divulgata. LA COMPAGNIA DELLA RUOTA meravigliosi ragazzi che come scrive il Presidente Patroni, con impegno e gioia si sono cimentati in questa attività, per loro nuova. Ma con la forza delle famiglie che li hanno supportati e sostenuti, delle associazioni preziosissime compagne di viaggio ma anche e soprattutto la forza del Rotary. LA COMPAGNIA DELLA RUOTA uno spazio teatrale, inclusivo dove persone con disabilità potessero partecipare attivamente e sviluppare le proprie potenzialità attraverso il linguaggio del teatro. Continua il presidente, in questi mesi abbiamo tutti imparato che il teatro non è solo recitare, ma è anche vivere pienamente tirando fuori quell’energia creativa nascosta, e scoprire che la voce, i movimenti, le emozioni sono uniche e preziose. Questo spettacolo andato in scena a Rotonda è la prova tangibile che la diversità è una ricchezza straordinaria. Le nostre differenze non ci dividono ma ci arricchiscono creando qualcosa di più bello e vero di quanto avremmo potuto fare da soli. A partecipare all’evento oltre le donne e gli uomini del Rotary Club di Lauria l’Assessore alla Salute della Regione Basilicata On. Cosimo Latronico. Il Dottore Biagio Costanzo
Garante per l’ambiente della Regione Basilicata. La Dottoressa Marika Padula Garante per la disabilità della Regione Basilicata assente ma che ha inviato un video-messaggio. Donatella Franzese consigliere comunale di Rotonda. Paolo Campanella Presidente dell’Unione dei Comuni del Lagonegrese e Sindaco del Comune di Castelluccio Inferiore. Francesco Limongi Sindaco di Castelluccio Superiore. Anna Cresci Assessore al Comune di Trecchina. Aurelio Ruggeri presidente Mov Lucania. Lucia Carlomagno coordinatrice Nazionale MLO. Nicoletta Messuti Medi Ho-
spice. Isabella Grisolia Unitalsi sez. Lauria. Antonella Viceconti Presidente Regionale CIF. Il Presidente del Consiglio Regionale Dottore Marcello Pittella assente giustificato per l’influenza ha comunque inviato un messaggio ricordando quanto la Presidenza del Consiglio Regionale di Basilicata sta facendo per una nuova programmazione perché gli ultimi soprattutto, vengano tenuti in considerazione. Infine grazie a Marco Ziello e Licia Amarante che hanno formato e seguito i ragazzi per questo evento. FRANCESCO RIZZO
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