Issuu on Google+

’ispettore Manti solo poteva muoversi in quel marasma, era nato a Zefira, figlio di poliziotto, oltre che poliziotto; conosceva ogni abitante della città, le storie personali erano il suo pane quotidiano. Manti infierì, entrò nell’archivio del commissariato e ne uscì con un foglio dattiloscritto...

“L

BUON NATALE. A tutti, ma specialmente ai carcerati ai quali auguriamo che vivano il problema della pena come problema della speranza. Per non sentirsi soli e abbandonati. E un augurio persino al Governatore. Poiché ce l’ha, cambi testa , volgendola verso gli interessi generali. Sarebbe davvero un bel Natale. Gesù, pensateci voi. Noi i miracoli non li sappiamo fare.


SABATO

24 DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

02


Controcopertina

Premio Letterario città di Siderno

Odore di muffa: il Premio città di Siderno sa di vecchio e di ultima provincia. Lontano dal territorio, non scopre nuovi talenti, non promuove la cultura e appende solo medaglie a petti già ampiamente medagliati

Buttate giù la torre CARMELO CARABETTA

o, non il fantino di una delle blasonate contrade che disputa il palio di Siena. Né la torre degli scacchi, che è un gioco, anche se degli elementi in comune con questa pratica nel nostro gioco ci sono. Si un gioco, riservato a pochi, a una elite di cervelloni, che col popolo non ci azzeccano nulla. E nulla c’entra con la gente la torre che vorremmo, metaforicamente, buttare giù. La cultura, è noto, nei secoli scorsi era un fatto che riguardava pochi, solo i ricchi leggevano, e solo loro avevano accesso alla cultura e all’intellettualità. Forse è questo che anima il pensiero di chi da otto anni mette in vetrina il premio letterario La Torre. E magari, vista l’età, è probabile che chi lo anima provenga dai secoli scorsi, e dei tempi andati conserva antichi retaggi. Per carità, buone e brave persone, valide cultural-

N

nome altisonante per uno stramente, come insigne uomo era puntino su giornali altisonanti colui che al premio ha dato il che mai c’è stato e mai ci sarà. nome. Ma trovarsi in una splenUna rutilante autovetrina, dida cornice, come quella del come tanti altri grand hotel premi letterari di President, provincia, calaascoltare bresi e non. Che soavi melodie non promuovono classiche parcultura, che non tenopee, senscoprono talenti, tire gli affabuche appendono la menti del medaglie a petti bravissimo Di già ampiamente Mare e assimedagliati. A stere alle cosa serve una performance, kermesse letteraIl vice sindaco Pietro Sgarlato con il vincitore dell’ottava sempre di edizione Franco Di Mare con "Non chiedere perché" ed. Rizzoli. ria che non coinottima quavolge il suo conlità, della testo territoriale, che non avvisplendida Maria Teresa Il premio esiste da cina la gente alla cultura, che D’Agostino. Tutto questo non serve a nascondere l’odore di 8 anni e potrebbe durare non contribuisce alla crescita? Un gioco per pochi, già ampiamuffa che il premio città di Siderno emana. Si, sa di vecchio, altri 800, ma continuare mente acculturati. Un fatto di classe e non di popolo, con come l’età media degli spettatocosì, con questa di autorità politiche, reliri. Sa di inutile, perché nulla impostazione, è solo parate giose e militari, come se la culaggiunge alla fama dei premiati già famosi di loro. Sa di provin- accanimento terapeutico tura avesse bisogno di visti di conformità. Il premio La Torre, cialismo, che ogni volta cerca il

SABATO

per come è fatto andrebbe buttato giù, svecchiato, sostituito. E questo non vuol dire che chi si danna per portarlo avanti non abbia valore, tutt’altro. Proprio per la caratura di chi lo organizza, di chi lo presiede, dei giurati che lo formano. Sono loro stessi a meritarsi qualcosa di meglio. Loro devono utilizzare al meglio le capacità che hanno e uscire dal provincialismo, dalle nicchie. Aprirsi al territorio e aprire il territorio alla cultura. Alle cose vecchie bisogna togliere la muffa, o metterle definitivamente sotto naftalina. Dura da otto anni e potrebbe farlo per altri ottocento, ma continuare così sarà solo accanimento terapeutico. Non schifino il popolo, gli autori sconosciuti ma di valore, calabresi e no. Siano cultura indipendente e non coloniale, e se lo merita alla Chirico diano il premio con la P maiuscola, non il contentino di partecipazione.

24 DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

03


Parlando

relax

di...

Grande Sud NORDICI & SUDICI

Uniti per le feste

FRANCESCO AZZARÀ

Sudicio buonino

GIOACCHINO CRIACO Smettiamola di fare gli ipocriti, usciamo da sentimenti mielosi e falsi. Diciamo le cose come stanno. Nonostante i toni paterni e clericali di chi occupa cariche istituzionali. L'Italia è un paese, lontano dall'essere una nazione unica. Centocinquant'anni sono trascorsi in un lampo e siamo fermi al palo. Differenze sociali, economiche, culturali, sanitarie, giudiziarie.. continuano a tenere il paese diviso. Siamo italiani sulla carta e solo su quella. Ci sentiamo un popolo solo in certe occasioni, tragiche o gioiose. Gonfiamo il petto per qualche giorno, o poche ore e poi torniamo a vivere in mondi diversi. Insieme facciamo da spettatori passivi all'irrazionalità, pecca atavica e caratteristica necessaria di chi si sente investito di un qualsivoglia potere di rappresentanza nel “nostro” paese. L'irrazionalità che ogni sera irrompe dai salotti televisivi a quelli degli italiani. Le stesse facce dappertutto. Ripetono sempre le stesse cose. Finiscono sempre per litigare. Sembrano scontrarsi su tutto, ma in definitiva esprimono lo stesso concetto, il pensiero conforme. Tutti i colori danno vita a un solo colore. L'irrazionalità è la zavorra del paese. Un gigante con una testa vuota, e un corpo muscoloso che lavora instancabile. Sotto a una classe dirigente parolaia, c'è un popolo molto più razionale ed emotivamente forte, che nonostante loro e nonostante tutto va avanti senza tentennamenti. La forza di questa nazione è il suo popolo. Eccola una cosa che unisce gli italiani, o una parte di essi. La voglia di andare avanti, tenacemente, nonostante tutto e tutti. La forza di alzarsi ogni mattina e fare qualcosa, per se, per gli altri, per tutti. Non sono buono per le feste. Vi strillo, vi grido, e penso veramente che una parte di voi, nordici o sudici, non si alzerà più dai divani. Ma per ogni parassita ci sono due o tre italiani che si svegliano all'alba, se ne fregano dei piagnistei, e mandano avanti questo paese, nonostante i governi, i potenti e nonostante gli italiani. A questa gente faccio gli auguri, a quelli che ci porteranno avanti, a loro che soli potranno dare un posto unico a tutti noi. A loro, che soli mi potranno far chiudere questa stupida rubrica, quando non ci saranno più nordici e sudici..

FRANCESCO LADDARINA pprezzerete per le feste un po' di sudicio provincialismo, di un localismo che per i nordici significa il condizionamento di un decennio di scelte politiche nazionali e vale percentuali elettorali a due cifre. Mentre da noi è sinonimo di vittimismo, di rivendicazioni fuori moda. Francesco Azzarà è a casa con la famiglia, in quel di Motta. La sua vicenda può essere trattata senza patemi d'animo o sentimentalismi strumentali. Cerchiamo il pelo nell'uovo, questa settimana, invece di tormentarvi con i nostri insulti da grilli parlanti, per Natale vi mettiamo in tavola un po' di pane per i vostri denti. Smetto di andar per aie e quaglio. Il cooperante Azzarà è libero, tutti i media ne hanno dato conto, in modo ampio, anche se in verità durante le fasi della prigionia non è che i riflettori siano stati eccessivamente accesi sulla sua vicenda. Quando però la sua tragedia è epilogata in favola, complice il periodo, ne hanno parlato in abbondanza. Azzarà si è visto dappertutto. Solo

A

CRONACHE DAL NORD

che quasi nessuno ha parlato delle sue origini. Cooperante italiano, punto. Che sia calabrese è una cosa irrilevante. Bene, dove sta il problema, diranno i meno sudici fra di voi e quasi tutti i nordici. E in effetti il problema non c'è, o non ci sarebbe. Un uomo è sempre e solo un uomo. Non c'è specificazione razziale o territoriale che possa aumentare o deprimere l'essenza umana. E, ovviamente, non c'è un complotto generale tendente a occultare l'origine calabrese di Francesco. Un'abitudine però c'è, in voga fra giornali e televisioni, di associare sempre il calabrese a un comportamento negativo, di carattere criminale per esempio. Anzi l'abitudine viene di SANTO MOTTA

LA CRESTA DEL PRIMARIO BELLUNESE Pretendeva una stecca, consistente anche, per far superare i criteri temporali e saltare la fila. Agli aspiranti genitori, impazienti di aspettare le consegne a rilento della cicogna, il primario di ostetricia-ginecologia dell’ospedale di Belluno prospettava una soluzione rapida. Soldi, tariffe che andavano oltre i duemila euro, e il pancione delle future mamme si gonfiava di colpo. Tutto questo è accaduto nella civilissima città di Belluno, manco fosse la Calafrica.

gioiosamente estesa ai sudici. Allo scippatore, se lo è, si aggiunge sempre napoletano. Al violentatore si associa volentieri romeno. Allo spacciatore si da una pigmentazione, di colore, appunto, o un origine, marocchino. Difficilmente si parla di stupratore torinese, corruttore milanese, rapinatore bresciano. A noi le specificazioni non piacciono, razza, nazionalità, colore, gusti sessuali.. non aggiungono ne tolgono qualcosa. Sono pressoché inutili. Però, per una volta che c'era un calabrese buonino, con una famiglia che ha affrontato dignitosamente e senza piagnistei la faccenda. Per una volta, lo si poteva far notare. Grazie Francesco.

IL COMMISSARIO MILANESE COL VIZIO DEL FORMAGGIO Gli avevano affidato le chiavi dell’ufficio reperti, nonostante già nel 96 l’avessero scoperto a portarseli a casa. Lo Stato c’è ricascato e il vice commissario del distretto GrecoTurro pure. Ottenute le chiavi della dispensa ha incominciato a trasferire di tutto nella cantina di casa propria. Il colmo, affidare la dispensa del formaggio a un topo.

SABATO

24 DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

04


la Riviera

VINCENZO CARICARI

DIAVOLO NERO

Sudicio regista

Auguri, dr. Gratteri

VIOLA COSENTINO “Il ladro”, girato un anno fa a Locri e dintorni, scritto e diretto da Vincenzo Caricari e realizzato dalla Assimetrici Videoproduzioni, la casa di produzione fondata dai fratelli Migliaccio Spina e di cui è socio anche il regista sidernese, si è appena aggiudicato il premio come miglior cortometraggio all’ultima edizione del Calabria Film Festival. Una bella soddisfazione per Caricari, i fratelli Bernardo e Nazzareno Migliaccio Spina e per quanti hanno lavorato alla realizzazione dell’opera. Il corto, più intimista rispetto ai precedenti lavori del regista sidernese, racconta la storia tutta calabra di un giovane spacciatore, interpretato dal sempre bravo Riccardo Fazzolari, e del suo rapporto con il fratellino di otto anni, portato sullo schermo da un sorprendente e giovanissimo Pasquale Catalano. Il resto del cast è formato da da Alberto Gatto, Manuela

Cricelli, Nino Tarzia, Maria Capogreco, Lucia Lombardo, Giovanni Maiolo, Marco De Leo e Giuseppe Catalano. Dopo quattro cortometraggi socialmente impegnati, Caricari ha voluto concentrarsi su una storia diversa, che parlasse più da vicino ai sentimenti. Dopo anni passati in giro per l’Italia, Vincenzo torna stabilmente in Calabria per lavorare sul territorio. Anticipiamo uno stralcio dell’intervista al regista che sarà pubblicata nel prossimo numero de la Riviera : “La Calabria è la terra meno cinematografata d’Italia, ma forse ora qualcosa sta cambiando. Ho lavo-

IL BOMBER BERGAMASCO IN FUGA SULLA FASCIA La bandiera dell’Atalanta, Cristiano Doni, si è involato lungo il soggiorno e poi in discesa sopra gli scalini che portavano in cantina. Ha corso veloce perché gli avversari che aveva alle costole erano pure armati. Ha puntato la porta ed è finito nella rete, lui non il pallone. Non cercava di far goal. Stava semplicemente scappando dalla polizia che gli doveva notificare un’ordinanza custodiale. Per un po’ non scommetterà più Doni, e i goals li farà nelle partitelle fra detenuti.

rato spesso fuori, ma le mie storie e i miei personaggi erano comunque calabresi. Ho sempre scritto o ideato corti che avessero questa terra e le sue problematiche come soggetto. Quindi ho pensato: perché non farlo direttamente da quì? Per questo noi della Asimmetrici Videoproduzioni ci stiamo impegnando, giorno dopo giorno, a dar vita ad una realtà che si occupi di cinema e non solo, andando a coprire vari segmenti del settore. E il riconoscimento del Calabria Film Festival è un’altra conferma che quello che facciamo non può che essere positivo per tutti. ”

VARESINO IRATO SPARA AL VICINO Un pensionato sessantunenne di Locate Varesino, al culmine di una lite, ha aperto il fuoco contro un vicino, ferendolo in modo serio, anche se la vittima non rischia la vita. Anni di liti, sempre più frequenti, con toni via via più accessi. Il reo ha confessato di essersi finalmente tolto un peso, non ne poteva più del vicino. Addirittura ha aguzzato l’ingegno, non possedendo un’arma se l’è costruita da solo in garage, un fucile artigianale, col quale poi ha fatto fuoco. Quando si dice la capacità settentrionale..

A Brontolo, rubrica televisiva condotta da Oliverio Bea, la mattina del 19 dicembre, il dr. Nicola Gratteri ha detto cose importanti. Due cose importanti. La prima si configura come l'auspicio che i partiti, cioè i partiti calabresi, non intercettino l'iniziativa politica dei giovani. Siccome il dr.Nicola Gratteri ama pensare concretamente- il che gli fa onore- ha voluto richiamare ad esemplazione ciò che avvenne dopo l'assassinio di Francesco Fortugno. Migliaia e migliaia di giovani scesero in piazza spontaneamente, ma da subito i leaders di quel movimento spontaneo furono “risucchiati” dai partiti e anche- aggiungo io- dai vertici istituzionali calabresi- Bova e Loiero. Venne su di loro esercitata una sorta- come a suo tempo fu scritto sulle pagine di <<calabriaora>>- di pedofilia politica: i giovani furono avvicinati, allettati, carezzati e poi respinti quando non servirono più. E davano anche fastidio. La seconda cosa importante detta dal dr. Nicola Gratteri è che, dopo Fratelli di sangue, scrivere libri sulla mafia, diversi solo per il colore della copertina e per il titolo di copertina, è diventato una moda. Il genere dei professionisti dell'antimafia apre la porta alla specie scrittoria. Urlatori e scritturali insieme. E intoccabili. Come scrittori, per la miseria. Mai, prima di loro, la Repubblica delle lettere e i suoi sovrani guardiani avevano sospettato che potesse prosperare la letteratura dell'obitorio, come io amo definire certa narrativa infeudata al sangue, scritta con i piedi e i ritagli dei giornali. Ciò che non fa il bene della democrazia letteraria, ma quello degli scrittori-incassatori e degli editori, che, acquistati i carri funebri, si sono trasformati in pompe funebri editrici. Noi non abbiamo atteso il dr. Nicola Gratteri per esprimere, e non pacatamente, le nostre osservazioni sulla gioventù antimafia, strumentalizzata dai partiti, dai vertici istituzionali, dai perpetui gramagliati, e sulla mafia, mutata in affari e banconote. Ma ci fa piacere che queste cose oggi le dica il dr. Nicola Gratteri. Almeno finirà la storiella che <<la Riviera>> offra una copertura storicistica alla mala gente. Quando, invero, noi abbiamo voluto operare una scopertura della classe dirigente e dei falsi testimoni del nostro tempo. Grazie, dr. Gratteri, e, dato che ci siamo, auguri di Buon Natale.

SABATO

24

DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

05


SABATO

24 DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

06


la Copertina

Chi è il peggiore del 2011? VOTA SU

la Riviera

MICHELE TRAVERSA

SONO STATI NOMINATI

EX SINDACO DI CATANZARO

ROSANNASQUILLACIOTI

PRESIDENTE ASP 5

L’ARCANGELO MICHELE

LA SARTA

Scrisse Thomas Carlyle, storico, saggista e filosofo scozzese, che l'uomo splende nell'attrito. Non aveva doti di preveggente e non poté prevedere che Michele Traversa avrebbe scelto di vivere nella polvere del Transatlantico di Montecitorio piuttosto che urtarsi con i problemi della sua Città. Perché gridare allo scandalo? Michele Traversa s'è intonato in anticipo di realizzazione con il Vangelo: “Polvere eri e polvere ritornerai”.

Non ha fatto che tagliare la signora Rosanna Squillacioti, commissario straordinario all'Asp di Reggio. Ha tagliato interi ospedali, come quello di Siderno. Ha tagliato reparti, come la neonatologia a Melito. L'unica musica, che fa palpitare il suo cuore, è quella del frastuono delle forbici, che fa morire le rose. Non comprendo perché non abbia fatto la sarta piuttosto che la commissaria straordinaria all'Asp.

MARIAGRAZIALAGANÀ DEPUTATO

GIACOMO MANCINI ASSESSORE REGIONALE AL BILANCIO

L’ACCUSATRICE

SCIUSCIÀ

La deputata Maria Grazia Laganà è apparsa dinnanzi al Tribunale di Locri in veste di imputata per tentata truffa alla ASL di Locri di cui era vicedirettore sanitario. Non vorremmo, ma dobbiamo ricordare che la detta deputata ha guidato il plotone forcaiolo e giustizialista ad ogni notizia criminis: si trattasse di avvisi di garanzia, di rinvii a giudizio, di arresti. Se fosse conseguente, dovrebbe dichiararsi colpevole.

Potremmo ripetere con il grande polemista Pierre Augustin De Beaumarchais che Giacometto Mancini s'è presa unicamente la fatica di nascere. Dopo di che la strada è stata lisciata da Giacomo Mancini, che non sta disperato nel cielo solo perché lassù non si hanno notizie dei malviventi. Gli scoppierebbe di nuovo il cuore se potesse vedere il nipote diletto, che di mestiere fa il lustrascarpe.

GIOVANNAD’AGOSTINO

LILLO FOTI PRESIDENTE REGGINA CALCIO

PRESIDENTE LADYTERRANNEA

IL BROCCO

LA FUGGITIVA

L'alchimista ci ha illusi. Lillo Foti patron del calcio a Reggio da qualche anno spaccia piombo per oro e offrendoci lucciole per lanterne ci ha detto che la Fata Morgana esiste: noi gli abbiamo creduto fino all'arrivo di Babbo Natale. Tempo scaduto. Alchimista e illusionista, Fata Morgana e Babbo Natale, troppe, tante incompatibiltà. L'esoterica Reggina non conosce trucchi per sorprendere tifosi e non possiede bacchette o cilindri per ingannare gli avversari. C'è solo un rimedio: la pura verità sul brocco.

Ella fu. Giovanna Agostino, che è già stata l'impromovibile caporale di Di Pietro, ha lasciato la Calabria ed è andata al Nord. Da dove, stando in alto, è più facile bombardare il Sud. Continua la sua rivoluzione, sedendo dietro una scrivania, ingombrata di computer, Ipad, telefonini. Non un libro, neppure una misericordiosa grammatica italiana. Ma, per amare i giovani, stando nel recinto dei capelli bianchi, non c'è bisogno di saper usare il congiuntivo.

COME VOTARE

Attraverso il sondaggio presente sul nostro profilo e sulla fan page di Facebook o inviando un sms con il nome del personaggio al 3402439712

SABATO

24 DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

07


SABATO

24 DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

08


In breve

FEO DI VITO NELLA TEMPESTA uvolaglia su Feo di Vito. Sarà presto tempesta? Spira una brutta aria attorno alla figura del rettore, professor Giovannini. Del resto, già un paio di anni, al momento del voto per la elezione del rettore, si erano manifestate frizioni nel corpo docente. E non solo su quello. Gli scontenti (molti) si erano costituiti in fazione agguerrita, decisa a non lasciare spazio a “quelli dell'altra parte”. Alla fine, Giovannini riusciva a spuntarla. Così egli andava ad insediarsi nella poltrona più alta, senza però riuscire - a quanto è dato sapere - ad operare una salutare saldatura con il fronte della contestazione: Agguerritissimo, secondo quanto trapela dai tanti spifferi che, al momento, fanno della Mediterranea, un luogo aperto a tutte le chiacchiere, persino a quelle meno benevole (e più velenose). Il primo dato certo e non contestabile. Con il prossimo gennaio ci si avvicina sempre di più la data di scadenza del mandato assegnato un paio di anni fa al prof. Massimo Giovannini in mezzo al clamore delle polemiche. Si voterà, solo allora, non prima, per il rinnovo nella funzione di vertice. Ma in quali condizioni? Vi diamo quì di seguito le notizie sul tema, quali trapelano MASSIMO GIOVANNINI dagli ambienti universitari più direttamente impegnati nell'attuale (infuocato) confronto. Attraverso una lettera, diretta alla persona del rettore e sottoscritta dal Senato Accademico, dal CdA della “Mediterranea”, e da tre presidi di facoltà (Giurisprudenza, Ingegneria, Agraria, nelle persone di Attilio Gorassini, Adolfo Santini e Santo Marcello Zimbone) manifestano totale sfiducia nell'operato del prof Massimo Giovannini. Al rettore ancora in carica è stato chiesto per il bene primario della collettività universitaria e per restituire credibilità all'operato di suddetto ateneo, di rassegnare le dimissioni dalla carica ancora oggi ricoperta. Il malcontento nei riguardi dell'attuale rettore - a giudizio dei suoi critici più schierati si starebbe diffondendo per i corridoi dell'ateneo di viale Diana. A macchia d'olio, almeno così dicono dal fronte della contestazione Anche diverse associazioni studentesche, da anni operanti alla “Mediterranea” - secondo le stesse fonti - stanno cercando di accodarsi al folto plotone di quanti apertamente, e non da ieri, non apprezzano il lavoro di Giovannini. Antonio LaTella

N

TANTO FANGO SULL’ITALCITRUS REGGIO Reggio il libro della verità è sempre chiuso, e una volta che la si rende manifesta e fruibile ai più nel giro di poco, tutto viene riposto nel dimenticatoio. Che cosa ne è stato della vicenda Italcitrus? Cosa è cambiato rispetto a quando a marzo del 2011 telecamere e teleobiettivi avevano immortalato un’istantanea di una struttura in estremo degrado? Nulla. Oggi la situazione è la stessa, se non peggiorata. Ma al Comune non se ne parla, specialmente in questo contesto dove la maggioranza sta attraversando un periodo di crisi senza precedenti. Ciò che caratterizza l’ex fabbrica di agrumi di Catona è una distesa di rifiuti di ogni genere, una discarica di due ettari che è rimasta proprio come era al momento dell’iniquo acquisto da parte del Comune. Fatiscente, amorfa, in attesa di una bonifica. Il centro doveva essere destinato ad un centro polifunzionale e televisivo per la Rai, ma oggi l’unico intervento tangibile per salvare il salvabile è una misera recinzione, facilmente superabile. Tuttavia, in questi ultimi giorni da quell’ammasso di organico e mondezza è emersa una novità inaspettata. Udite, udite, il Comune ha deciso di alienare lo stabilimento nelle condizioni di fatto e di diritto in cui si trova. Ma

A

allora, un dubbio sorge spontaneo: la ragione della folle spesa dell’attuale governatore Scopelliti, che acquistò l’ex fabbrica per quasi 3 milioni di euro, a danno di tutti i cittadini reggini, dove sta? Non è dato sapere. La verità non si può mai sapere a Reggio Calabria. Il rischio è quello di ritrovarsi, come qualcuno, parte civile in un processo. E il tutto solo per aver detto le cose come stanno. Ma ritornando a noi, non si capisce la ratio dell’acquisto, ed è anche difficile credere a quella della vendita. Infatti, l’introito derivante dall’alienazione della struttura dovrebbe aiutare ad arginare qualche falla di questo disavanzo pubblico da record. Oltre alla vendita dell’ex Italcitrus è stato previsto anche un altro piano di vendita utile al bilancio: resta tuttavia difficile credere che dalla vendita di due o quattro strutture si possa aiutare un disavanzo pubblico che, nelle migliori delle ipotesi,

AL CAFÈ DE PARIS I CIBI DELLA LEGALITÀ Un "brindisi della speranza". Uniti per la legalità e per fare sistema contro le mani delle cosche. Il Cafè de Paris di via Veneto a Roma è un luogo storico della Dolce Vita, che tra i suoi tavolini ha ospitato Federico Fellini, Frank Sinatra e Domenico Modugno. Era gestito dalla 'ndrangheta, a cui era stato prima sequestrato e poi confiscato. Ora nello storico bar entrano ora i prodotti di Libera Terra, frutto del lavoro dei giovani delle cooperative che gestiscono i terreni confiscati ai mafiosi. Dopo che i cibi della legalità hanno salvato la Calabria coprendo antichi sapori e vecchi riti, possono miracolare anche la capitale delle capitali. Lì, dove le mazzette si chiamano operazioni finanziarie e i broker non parlano il dialetto, l’olio di casa può agevolare il nuovo meccanismo di legalità. Tutto sommato via Veneto è a un passo da Montecitorio

ammonta a quasi 200 milioni di euro. Questa ratio doveva essere utilizzata molto tempo prima, ed esattamente quando l’ex sindaco Scopelliti, dopo essersi personalmente occupato della stima della struttura il cui risultato coincideva (misteriosamente) con il prezzo richiesto dal venditore, decise di acquistare la struttura per la cifra esorbitante sopra citata. Eppure, la fabbrica valeva molto meno. E tutti lo sapevano. La stessa Corte dei Conti, nell’anno dell’alienazione, condannò il dirigente Granata per danno erariale ad un risarcimento in solido di 1,3 milioni di euro. L’amministrazione si giustificò raccontando le storie che noi tutti sappiamo, del centro Rai e delle altre meraviglie destinante a rimanere nel grande album delle menzogne di palazzo S.Giorgio. Sull’Italcitrus, attualmente, c’è solo fango. Antonio Cormaci

CONFINDUSTRIA CALABRIA

GIUSEPPE SPEZIALI NUOVO PRESIDENTE

SABATO

Giuseppe Speziali, 48 anni, imprenditore di Catanzaro, il 19 dicembre, e' stato eletto, dalla Giunta regionale di Confindustria, Presidente dell'Associazione. ''Sono onorato –ha detto Speziali– della fiducia accordatami dai colleghi e sento tutto il peso della responsabilita', in un momento economico particolarmente difficile, di rappresentare una categoria che e' perno della stuttura produttiva della nostra regione''.

24 DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

09


Patacche Alle origini del Museo della ‘ndrangheta

Vorrei sapere se la Provincia per la nobile esistenza del Museo della ndragheta intende continuare a spendere più di 200mila euro l’anno... NELLA FOTO Il Museo della ‘Ndrangheta alla periferia di Reggio Calabria

PASQUINO CRUPI iù o meno, si era al principio degli anni ottanta. Mi trovavo a Cosenza: o per il Premio Sila della cui eccelsa giurìa per stima smisurata di Giacomo Mancini facevo parte, o per un Convegno sulla vita di pensiero e d'azione di Pietro Mancini. C'era anche Gaetano Cingari, la cui memoria va tenuta perpetua per il suo alto costume morale e per la sua opera storica alla quale siamo debitori come meridionali e come meridionalisti. Fu Gaetano Cingari a rivelare a noi giovanissimi la grandezza di Giustino Fortunato. C'era Michele Cozza, avvocato, socialista, economista di polso, direttore della storica «La parola socialista». C'era, ovviamente, Giacomo Macini, che al di fuori dei circoli della politica, si manifestava conversatore brioso e aperto alla discussione. Alla chiusura dei lavori o del Premio o del Convegno ci ritrovammo, la sera, a cena . Mi pare all'Albergo Imperiale, che adesso ha ceduto il posto ad una banca. Si discorreva di Questione meridionale e di Questione calabrese. Giacomo Mancini sembrava non nutrire grandi speranze. Disse: “La Calabria è in agonia”. Intervenne Miche Cozza: “Giacomino, però, un modo per farla risorgere c'è. Puntando sul turismo. E sai come?”. Poiché capimmo che si trattava di una domanda apparente, nessuno di noi accennò ad una risposta. “Dobbiamo fare della Calabria una potente leva d'attrazioneriprese Michele Cozza- Ma per questo non dobbiamo puntare né al mare né ai monti. Dovremmo imbalsamare Mommo Piromalli ed esporlo in una bella sala”. Mancini sorrise, come noi tutti, e Michele Cozza, felice della paradossale idea, nella quale non credeva neppure

P

L’antimafia a un tanto al mese E Salvatore Magarò, spirito bizzarro, addolcisce la ndrangheta con i cioccolatini Si presenta come una scatola di aspirina, ma in realtà è una confezione di cioccolatini con la scritta «anti'ndrina» con tanto di foglietto con le istruzioni per l’uso e descriione del grande male: “La malattia si manifesta come un cancro che aggredisce le cellule sane della società civile. L'origine e la trasmissione della malattia sono protette da una coltre di omertà per questo è necessaria una terapia d'urto». Alla voce principio attivo è possibile leggere: «Antivirale, inibisce la moltiplicazione di molti tipi di virus, tra cui quello della 'ndrangheta, della mafia, della camor-

ra, della sacra corona unita». Ed infine sulle dosi consigliate si invita ad assumere una o più pastiglie di cioccolato al giorno. L'idea è del presidente della commissione regionale antimafia, Salvatore Magarò, che le distribuisce da alcuni giorni come gadget natalizio. «Quest'anno mi è venuto in mente di realizzare questa scatola in favore della legalità. Se la Regione riterrà significativa questa mia idea non è escluso che la scatola si potrà distribuire anche in tutte le scuole calabresi». Tanto per non rompere le scatole alla ndrangheta.

SABATO

lui, continuava a illustrare i benefici che ne sarebbero venuti. Della singolare proposta di Michele Cozza, che, purtroppo, non è più tra i viventi, mi sono ricordato dopo le dichiarazioni del Procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini, e cioè che l'Antimafia in Calabria non esiste, che l'Antimafia è stata utilizzata per fare carriera, e per dare qualche posto a chi in vita sua non ha mai lavorato: aggiungo io. Quando la conversazione di cui ho riferito l'essenziale avvenne, l' assessore provinciale Attilio Tucci, che non è più né assessore né consigliere provinciale, era un bimbetto ignaro. Divenuto adulto non seppe- è chiaro- della straordinaria conversazione cosentina, rimasta fin qui inedita. Contro ogni incredulità, debbo dire che l'idea d'erigere il Museo della'ndrangheta è tutta sua. In fondo, non si tratta che della complicazione dell'idea di Michele Cozza. Quella includeva nel Santuario il solo Mommo Piromalli, questa l'intero universo mafioso. Quella non fu applicata e non diede frutti, questa è stata realizzata, ma frutti non se ne vedono davvero, nonostante lo strepito della stampa e i capitali, spesi dalla Provincia. Dove adesso a governare c'è un uomo del quale ci fidiamo, il dr. Giuseppe Raffa. E da lui vorrei sapere se la Provincia continuerà a spendere più di 200mila euro l’anno per la nobile esistenza del Museo della ndragheta e, se, considerata la sua inutilità chiacchierona, non ritenga di dover chiudere il Santuario. Scrivendo così la pagina storica, pedagogicamente alta, che chi aspira ad uno stipendio, deve guadagnarselo nel campo del lavoro, non trasformando la mafia in merce, volevo dire in mercede.

24 DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

10


SABATO

24 DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

11


Parlando

di

Peste a Reggio Calabria

Per chi suona la campana RODERIGO DI CASTIGLIA Reggio non accade nulla. Una frazione consiliare del Pdl affonda il sindaco Demetrio Arena su problemi fondamentali della vita amministrativa. Ma non è successo niente. Pescando parole ingiallite, i circoli dirigenti del PDL, con al vertice l’ ilare Governatore, dichiarano che si è trattato di normale dialettica. Ma di ciò si sarebbe trattato se la normale dialettica fosse stata conclusa da una decisione unanime e non già da un comportamento che ha fatto naufragare la caravella del Sindaco. A Reggio non accade nulla. Vengono fuori dal Palazzo di Giustizia intercettazioni dalle quali, senza ombra di dubbio, emerge che l’attuale assessore ai lavori pubblici, Franco Morisani, è stato sostenuto da cosche rilevanti. Ma non è successo niente. Nessuno è colpevole, e noi lo pensiamo davvero, fino a sentenza definitiva. L’intercettato assessore rimane al suo posto, e il coordinatore regionale del PDL, Guseppe Scopelliti, dottore in economia e commercio, non in giurisprudenza, fa l’avvocato del diavolo ed escogita che Franco Morisani, nelle zone battute dalla ‘ndrangheta, ha preso pochi voti e, perciò, è puro come un angioletto del buon Dio. Il coordinatore, però, non dovrebbe dimenticare che il caso è politico, non giuridico. A Reggio non accade nulla. È stato arrestato,

A

Per i circoli dirigenti del PDL, fiduciosi della serenità e imparzialità della Magistratura, non è successo niente. Il Governatore tace e il Sindaco punta l’indice contro Angela Napoli e Doris Lo Moro il 20 dicembre, Pino Plutino, esponente pdiellino, già assessore e ora consigliere comunale. L’imputazione è di concorso esterno in associazione mafiosa. Un reato giuridicamente tremolante, che in Calabria ha avuto la sua massima manifestazione di crollo nell’agguato giudiziario a Giacomo Mancini, tanto per riprendere apprositimamente titolo del libro-conversazione dell’avv. Paolini con Kostener. Non succede niente. E il sindaco Demetrio Arena si dice fiducioso del sereno operato della magistratura. Un frase vacua e obbligata, non potendo dire il contrario. Ovvero, può un sindaco, può una giunta avere autorevolezza e credibilità a fronte delle iniziative della magistratura, che raggiungono e colpiscono esponenti ragguardevoli del PDL? Pensa il dr. Demetrio Arena di trarsi d’impaccio , togliendo l’indice dai suoi e puntandolo contro le parlamentari Doris Lo Moro e Angela Napoli, le quali recano la responsabilità di “voler condizionare l’operato delle istituzioni”? Come questo condionamento- parola che s’adatta all’operare della ‘ndrangheta- non si sa. Ma si sa di sicuro che Demetrio Arena a chi gli chiede :”Dove vai?”, risponde :”Porto pesci”. Dimenticando, pur con quella vicinanza, che il pesce puzza dalla testa. Da chi forma le liste. In questo senso, il Coordinatore regionale del PDL diventa innominabile. E contro ogni aspettativa, è diventato anche muto. Peste a Reggio? Ma a Reggio non è successo nulla. È un affare che riguarda la magistratura, non la politica. Sant’Iddio, come si fa a non comprenderlo?

A Polistena il PSC non è dogma MARIA BOETI Un ambizioso quanto credibile progetto e, speriamo non asimmetrico, quello del nuovo volto della futura edilizia polistenese. E se, la costruzione di una città passa attraverso i suggerimenti, le esigenze, la creatività dei suoi abitanti, è senz'altro da qui partita la base da cui l'Amministrazione Comunale si è mossa, invitando sabato 17 dicembre i cittadini in un'assemblea pubblica, tenutasi nel Salone delle Feste, per illustrare la prima parte del percorso che intende seguire per approvare entro il 2012 il nuovo Piano Strutturale Comunale. Questo, sarà lo strumento che ritraccerà la città per i prossimi vent'anni. Come la ridisegnerà secondo la visione presentata dall'architetto Michele Ferrazzo, con il supportato dalla sig.ra Maria Grazia Buffon dal sindaco Tripodi e dal consigliere Mammola?! Seguendo un Quadro normativo e programmatico, un Quadro ambientale, un Quadro economico e sociale ed un Quadro strutturale morfologico. Con queste espressioni si è spiegato aprendo i lavori il consigliere incaricato, a seguire l' intervento del sindaco che ha toccato vari obiettivi ed eventuali anomalie in cui ci si potrà imbattere durante il cammino rimarcando che il Piano, che sostituisce il vecchio Piano Regolatore, è uno strumento aperto e non rigido per appianare e soddisfare tutte le esigenze. Fra i molti altri aspetti e situazioni di cui ha parlato da evidenziare: il patrimonio storico, la mobilità pubblica, i rischi

idrogeologici, l' ipotetica conurbazione dei Comuni vicinori, l'ICI. Da non tralasciare la presentazione esauriente condotta a scopo informativo, in questa prima riunione, da parte dell' architetto Ferrazzo che ancora una volta ha dimostrato non solo che Polistena è una cittadina dotata da bravi tecnici ma anche da grandi conoscitori dell'ambiente, del paesaggio, del collettivo sociale, ecc. Inoltre un dato nuovo emerso nell' incontro è stato l'istituzione dei Laboratori Urban Center che servono da anello di congiunzione da dove può nascere la concreta condivisione fra il territorio, le istituzioni e la realizzazione del Psc. Gli interventi: quello dell' arch. Michele Pronestì che dilungandosi più del dovuto è stato prontamente interrotto dal consigliere Mammola, a seguire il commercialista Luciano Guarnieri, l' imprenditore Domenico Cristofaro, il prof. Franco Mileto che si è lanciato in una filippica di sapore prettamente sociale. Ha chiuso i lavori il sindaco Tripodi. SABATO

24 DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

12


SABATO 24 DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

13


Immagini

da...

Premio Internazionale “Bonifacio VIII” a San Luca

Locride L’INTERVISTA: Filippo Tedesco ci dice

La Colonna di Ercole

Èla guerra dell’UIL F

A TAVOLETTA iede calato sull’acceleratore su quella fusione d’automobile e caccia da bombardamento. Si sentiva più grande, pieno di optional governava l’asfalto: graffi, scalate e sorpassi al limite. Possedere quel mostro gli realizzava la vita. Anche per pochi giorni. A tavoletta. Sedici dicembre. Siderno lato sud, intorno alle due del pomeriggio: il dramma. In fondo alla strada i 6x3 della pubblicità freschi di colla annunciano che è Natale.

ilippo Tedesco ha un passato di magno comunista. È stato protagonista, insieme ai suoi fratelli, Mimì e Gino, di tante lotte per il riscatto dei lavoratori. Le lotte più gagliarde furono ingaggiate a S. Ilario del Jonio, un feudo che appariva inattaccabile. Anni che furono. Non so se è ancora comunista, e non gliel’ho chiesto. So che continua la lotta per il bene comune con il suo lavoro di responsabile della L.ADO.S. La L.A.DO.S. e la Confraternita di misericordia, che cosa sono? Quando nascono? Sono due grosse associazioni. L.A.DO.S è nata nel lontano 1977, e da 15 anni è affiliata all’ ANPAS, che è un’ associazione nazionale di pubblica assistenza. Qual è il servizio che espletate effettivamente? L’ ANPAS è su scala nazionale e internazionale, e partecipa a protezione civile, tra-

P

Filippo Tedesco responsabile L.A.DO.S

sporti, emergenza, cioè tutto quello che è il campo socio- sanitario . Qui nel territorio della Locride, il lavoro, che voi fate, qual è? Abbiamo un servizio di pronto soccorso con ambulanze nostre. Chiunque ci chiama , anche privatamente, noi siamo pronti ad intervenire sul posto. Siamo convenzionati con l’ASP di Locri dal 1998.

RIFIUTI L’odore di agrumi si mischia al primo profumo d’inverno quando Pietro Pipicelli si lancia sull’appendice del Corso Garibaldi. La terza lascia spazio alla quarta e la Mercedes classe C, noleggiata dal giovane, assume le sembianze del demone. Macchine parcheggiate impediscono all’allenatore del Siderno calcio Filippo La Face di vederlo e il lato oscuro si veste da padrone di un nostro piccolo pezzo di mondo calando la morte: Antonio Siviglia 32 anni accanto all’amico, nel posto a destra della Hyundai, viene colpito. La sala rianimazione dell’ospedale di Locri non può nulla. La seduta d’allenamento del Asd Siderno viene sospesa. Il tutto a meno di 500 metri in linea d’aria dallo stadio Filippo Raciti.

Assegnati i contributi per i Comuni DIFFERENTI cco a cosa porta l’unione dei Comuni. Il risultato tra un anno sarà sotto gli occhi di tutti, perchè a seguito della partecipazione dell’unione di alcuni Comuni della Locride, capofila Siderno, e relativa assegnazione del contributo gli Enti, prima dell’estate, potranno avviare la raccolta differenziata. L’avviso pubblico per l’assegnazione di contributi a favore dei Comuni o raggruppamenti di Comuni per interventi di progettazione e realizzazione di servizi di raccolta differenziata nel rispetto delle norme di

E

SABATO

24 DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

14


la Riviera

Immagini

da...

Gioiosa Città Mercato 2011

Se non sbaglio, il vostro è lavoro di volontariato. Quindi, lavorate gratis et amore Dei? In parte lavoriamo gratis, in parte no. Cioè… Per il nostro lavoro abbiamo semplicemente un rimborso spese. Quanto? Noi abbiamo esibito , carte alla mano, una contabilità ben precisa all’ASP di Locri. Questa, con i suoi mezzi, ha speso in 10

mesi, 368,118 euro, a noi ne ha corrisposto 154 mila , che abbiamo accettato. Il risparmio c’è e si vede: 213,576 euro. Per chi guarda dall’esterno, è successo un fatto increscioso. Avete interrotto il servizio. Come mai? Ma non è stato interrotto bruscamente. Abbiamo iniziato dalla fine di ottobre a sollecitare la dottoressa Squillacioti a corrisponderci il dovuto. Eravamo in seria difficoltà con i nostri fornitori. Ci ha convocato dicendoci che avrebbe risolto il problema con un bando nuovo e quindi ci avrebbero pagato. Allora abbiamo continuato a lavorare tranquillamente pensando che tutto sarebbe andato per il meglio. A un certo punto, il sindacato, gestito da Nicola Simone, ha protestato con la Squillacioti , sostenendo che il bando non poteva essere limitato alle associazioni ed andava esteso anche ai privati. Il bando, poi, è stato bloccato, revocato e si è dovuta fare una nuova delibera per modificarlo. Comunque, noi stiamo continuando il nostro lavoro. Lo sciopero, per dir così. è durato solo 36 ore. Non capisco le ragioni dell’opposizione dell’Uil. E neppure io Ho visto un articolo che mi ha colpito. Ha per titolo “La guerra delle ambulanze”…. No, non è vero. Non c’è una guerra tra ambulanze. Anzi, siamo molto amici tra di noi ..

Se mai c’è una guerra dell’UIL? Si, ma non c’ è un perché. Vi risulta che l’UIL-FPL abbia segnalato problemi generali. Per esempio, che qui a Siderno c’è una sola ambulanza per 40 mila persone. No, questo mai siamo stati unicamente noi a dire che non bastano tre postazioni di emergenza (Locri, Bianco e Caulonia) dotate di una ambulanza per parte. Nel bando erano previste altre due postazioni. Ci sono tanti altri problemi che riguardano la sanità della Locride… Si, come quello della donazione del sangue. L’azienda sanitaria di Locri, e non solo essa, è finalmente arrivata all’autonomia. Intendo dire che fino al 1997/ 98 importavamo sangue dal Nord d’Italia . Circa 2mila unità di sangue l’anno per un costo in lire sui 250/ 300 milioni, pagati ai Centri di Torino, Milano eccetera eccetera. Adesso questo non avviene più. E anche questa attività è volontaria? Si, ci danno un rimborso spese. Come previsto su scala Nazionale. E questo sangue va in tutti gli ospedali della Calabria? Noi lo consegnamo tutto a Locri. Ma doveva doveva essere completata una Banca dati a Reggio Calabria, che doveva gestire il sangue di tutta la Calabria. Questa Banca Dati è completata? No. Che bellezza.

Mister Mandarino Si è svolta sabato 10 e domenica 11 dicembre, presso il centro Commerciale La Gru, l'iniziativa legata alla promozione delle clementine I.G.P. di Calabria realizzata dalla Organizzazione di Produttori FRU.J.T. - Frutticoltori Jonici-Tirrrenici ". Nel corso delle due giornate al fine di incrementare il consumo di prodotti locali e far conoscere la bontà delle clementine prodotte dagli oltre 400 soci e 12 cooperative con sede nell'area jonica e tirrenica, è stato offerto a tutti i visitatori del centro il succo delle clementine, denominati “Tropical e Arancia rossa”. La FRUIT opera sia nel comparto della trasformazione industriale degli Agrumi che nel settore ortofrutticolo di qualità dove, attraverso la disponibilità di 2 centri di lavorazione, condizionamento e confezionamento per il prodotto fresco, fra l'altro anche certificati per le "Clementine I.G.P. di Calabria" siti in area tirrenica e ionica, consentono di effettuare la lavorazione dei prodotti nel più breve tempo possibile e soprattutto per valorizzare al meglio le differenti peculiarità delle produzioni mediterranee. Pertanto, tutti gli associati FRUJT hanno la possibilità di poter collocare i prodotti sul mercato nazionale che in tutta Europa, ed ottenere decisamente maggiori soddisfazioni dal punto di vista economico.

Il Consigliere Scopelliti scrive

riuso, riciclo e recupero dei rifiuti pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione Calabria , la commissione regionale del dipartimento politiche dell’ambiente della Regione Calabria ha approvato la graduatoria relativa al Fondo Europeo- Por Calabria 2007/2013 . Martedì scorso nella sede di Viale Isonzo a Catanzaro è stata sottoscritta la convenzione per la raccolta differenziata nei comuni di Siderno, Locri, Antonimina, Portigliola, Sant’Ilario sullo Jonio, San Luca, Samo, Ciminà e Placanica. L’ammontare del contributo erogato dalla Regione a questo raggruppamento di comuni è di euro 1.211.133,00. Pertanto, dopo la positiva esperienza del comune di Roccella Jonica che ha fatto da capofila anche in questi comuni ci si accinge nei prossimi mesi ad affrontare questa modalità di raccolta e smaltimento di rifiuti che potrebbe drasticamente ridurre la problematica relativa ai costi di trattamento e stoccaggio degli RSU

«Giornalisti poco attenti» Abbiamo pubblicato sul nostro sito internet la lettera di protesta del consigliere comunale di Siderno, Renato Scopelliti. Lo stesso scrive “Il grande rispetto che ho per la stampa e la convinzione dell’importante ruolo che essa riveste nell’informare e nell’educare di conseguenza mi spingono a scrivere questa lettera” e poi aggiunge che “nei resoconti pubblicati oggi dai quotidiani a proposito dei lavori del Consiglio Comunale di lunedì 19 dicembre non c’è traccia dell’intervento del consigliere Renato Scopelliti che spiega i motivi per i quali la maggioranza vota a favore della relazione dell’assessore al bilancio Pietro Sgarlato”. Continua “E se i cronisti in sala fossero stati più attenti certamente se ne sarebbero accorti e avrebbero dato notizia che la maggioranza, nel preannunciare il suo voto favorevole alle relazioni Sgarlato, ha ampiamente e in modo circostanziato motivato la sua scelta. Felice Natale! Il consigliere comunale Renato Scopelliti e la maggioranza consiliare.”

SABATO

24 DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

15


SABATO

24 DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

16


SABATO

24 DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

17


A proposito

di...

Ritagli * Angela in catene

Madre pellegrina

A

ANTONIO DELFINO ngela Casella parla con il Cristo di Zervò. «Tu sai perché sono qui!» È un dialogo a due. È distesa ed abbozza qualche sorriso. I biondi capelli legati sulla nuca, brillano sotto un sole appannato. Prega e ringrazia. Qualcosa si è mosso nell’arcipelago variegato dei misteri dolorosi dove Angela è arrivata con la potenza di un tornado. L’Aspromonte ha anche un cuore. Pieno di umanità. Pastori ed operai riconoscono Angela. L’abbracciano sotto il ronzio impietoso delle cineprese venute anche dall’estero. Angela ha accanto due amici di Cesare. Si attraversano i piani d’Aspromonte popolati da centinaia di soldati, tra gomitoli di filo spinato, nidi di mitragliatrici, sacchetti di sabbia. È lo Stato che risponde con l’esercito. Zona militare. Si spara a vista oppure Traffico militare intenso. Sono le scritte che appaiono tra stupende faggete. Una Kabul all’italiana. «Ma tutti questi soldati- mi dice Angela- che fanno?» Si esercitano nel poligono di tiro tra monte Cannavi e i Piani di Junco. Poi, la domenica scendono nei paesi per telefonare alle morose. Quanto lavoro per la Sip ad installare decine di cabine! E poi il concertino pomeridiano con i sindaci con coccarda per l’inaugurazione del monumento ai caduti. La

chettate ad uno Stato assente. Qualcuno ha parlato di schiaffi. Partono le prime operazioni per placare l’opinione pubblica. Da Napoli arriva un generale dei carabinieri, stracco come un uccello migratore, mentre Vincenzo Parisi, capo della Polizia, annunzia al Tg 1 che «l’Aspromonte sarà attaccato da terra, cielo e mare». Le motovedette non possono risalire i torrenti. Sono secchi ed aridi. Si attende forse l’alta marea. «Calia sull’Aspromonte», titolano i giornali. Ma Vincenzo Calia, sostituto procuratore della repubblica, resta a Pavia. Arrivederci, Angela Del sequestro Casella, alla Procura di Locri non sanno niente. Le dichiarazioni di Angela Casella sul mancato coordinamento volano come macigni, si abbattono come valanghe. Parla addirittura la vecchia ‘ndrangheta messa in soffitto. Sono segnali significativi e chiari che hanno una precisa direzione. Non occorre essere mafiologi di professione per capire certe cose. La gelida banchisa, prima compatta e solida, si sta sciogliendo. Alcuni inviati del Nord, giullari dell’antimafia di professione, di maniera, d’acquario riescono a criminalizzare un’intera regione. Pizzicano e partono. È difficile capire la Calabria. Mi viene in mente il film Salvatore Giuliano di Franco Rosi, quando il giornalista, giunto nella piazza di Montelepre, fece delle

mafia si combatte con la Traviata. Questa è la risposta dello Stato. Angela, sotto i pini, assapora il companatico dei poveri. Due fette di pane raffermo spalmate con pomodoro, olio ed origano. Guarda nel fitto delle pinete e scruta tra i grovigli di rovo. Seduta su una panca legge i titoli dei giornali. Ogni momento è giustificato. Una madre errante che cerca il proprio figlio merita soltanto solidarietà, stima, affetto e comprensione. Un’iniziativa solitaria, isolata, decisa, ma soprattutto mirata a colpire determinati obiettivi. Prima s’incatena, poi va da Cristo e programma un pellegrinaggio a Polsi! «Quanto dista da qui il Santuario?» Un paio d’ore. Per Angela Casella non esistono distanze. Angela ha travolto steccati mettendo in crisi le istituzioni di uno Stato che si regge sulle stampelle. Ha ricevuto decine di delegazioni politiche di tutti i partiti. Gente in doppiopetto gessato. Sono sfilati nella hall di un albergo. Ha dato lezioni di comportamento e di stile, creando le premesse per far riflettere una classe politica popolata e declassata al ruolo di portaborse. Quante violenze su donne rapite, ma rimaste tappate nel segreto di una stanza da letto! Quanti stupri! E le violenze morali di chi è costretto a dormire per quattro mesi in una buca abitata da topi dove il guardiano pretendeva di mettersi con la testa sul petto del rapito. Angela Casella ha dato bac-

SABATO

24 DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

18


la Riviera

domande. Ed un vecchio rispose: «Lei di dov’è?» «Di Roma». «E allora che minchia vuole capire della Sicilia?». Angela Casella, sull’Aspromonte, aveva lasciato alle spalle il sacco a pelo sulla piazza dei Martiri, a Locri, con il suo mercatino rionale di Portobello messo su dalla televisione di Stato. Il presentatore in sahariana sembra dire: «Venghino signori a questo spettacolo ... ». E poi la sfilata indecorosa dove, assieme alla gente dabbene, si sono esibiti vecchi arnesi, ex-comari di malavitosi sponsorizzate dall’antimafia. Un vero campionario. Tormo alla memoria di studente, quando arrivò Silvio Noto, sulla piazza, alla ricerca di voci nuove. Due fatti e due presentatori a confronto. Un dramma umano che si trasforma in commedia. Ma torniamo a voci nuove. Quel giorno il liceo rimase deserto. Arrivò Paolina, il bidello, osservatore del Preside, mentre don Rocco Marzano, vigile urbano, modulava con il fischio un motivo del Pastore svizzero. Altri suonavano la chitarra. Al mio professore di latino e greco facevo da vice corrispondente per il Notiziario di Messina. Così trattavo i voti. La sera, dopo la trasmissione, muore la madre del nostro rivenditore. Per un maledetto refuso al mattino appare il titolo: «Lutto in casa Pellicone». E poi, «Don Rocco Marzano fischiava, Ciccio

Del sequestro Casella, alla Procura di Locri non sanno niente. Le dichiarazioni di Angela Casella sul mancato coordinamento volano come macigni, si abbattono come valanghe. Parla addirittura la vecchia ‘ndrangheta messa in soffitto. Sono segnali significativi e chiari che hanno una precisa direzione. Non occorre essere mafiologi di professione per capire certe cose.

Capogreco suonava la chitarra ... ». Che brutti voti quel trimestre per un refuso. Angela Casella è stata trascinata via, quasi con la forza, dalla polizia. Gli ordini tassativi erano giunti da Roma. L’opinione pubblica era frastornata per questa donna esile, ma forte, venuta in Calabria a cercare il figlio rapito. Con commozione, ha detto «arrivederci». La polvere del tempo è stata tolta dai pinakès, le tavolette votive che ornavano i santuari sparsi lungo la costa del mare Jonio. Con Angela viene rinverdito il mito di Cerere che sfida Plutone, per aver rapito la bellissima Proserpina. E Cerere, madre disperata e coraggiosa, cerca la

figlia, giorno e notte, in ogni contrada. Gli inviati, giunti numerosi da Roma ed Atene, sono parchi di notizie. Abitano a Centocamere dove si pratica la prostituzione sacra. Attratti dalle belle locresi non riferiscono se Cerere andò in Aspromonte o nelle foreste Silane. Soltanto da un nuovo pentito si è appreso che Cerere, presa dal panico, venne a patti con Giove. Ed il re dell’Olimpo, da grande mediatore, s’impegnò a pagare il riscatto a Plutone, dio degli anfratti, dopo che le monete erano state regolarmente registrate nelle banche. Anche in quel tempo esisteva il riciclaggio combattuto da Zaleuco, legislatore dell’antichità, un antenato di Antonio Di Pietro. La storia di Cerere si ripropone per Angela Casella, madre pellegrina alla ricerca del figlio perduto. Ma lo Stato, invece di liberare il figlio dai ceppi, manda un criminologo. Deve convincerla a desistere dalla sua, missione. Angela diventa controparte di uno Stato di cartapesta e deve lasciare Locri, mentre centinaia di migliaia di coetanei di Cesare si apprestano a sostenere gli esami di

SABATO

maturità 22 giugno 1989, prima prova d’italiano. Si parte imbottiti con centinaia di temi e l’immagine di San Giuseppe da Copertino, protettore degli studenti. Chissà se Cesare avrà la dimensione del tempo? Cinquecento giorni in un anfratto con la catena al collo! L’anno scorso è stato bocciato da un presidente di commissione per le assenze ingiustificate. A Pavia, terra dei Longobardi, non sanno che l’anonima sequestri non rilascia attestati di frequenza. Lo Stato con gli apparati, le teste di cuoio, i servizi, l’intelligenze, i visori notturni, i canipoliziotto, che perdono l’olfatto all’odore di mentuccia, non è riuscito a trovarlo. C’è tanta attesa per il tema. In omaggio a Cesare io assegnerei una frase di Pirandello: l’invettiva di Donna Caterina. Commenti il candidato: «Ed eran calati i Continentali a incivilirli: calate le soldatesche nuove, quella colonna infame comandata da un rinnegato, l’ungherese colonnello Eberhardt, venuto per la prima volta in Sicilia con Garibaldi e poi tra i fucilatoci di lui ad Aspromonte, e quell’altro tenentino savojardo, Dupuy, l’incendiatore; calati tutti gli scarti della burocrazia; e liti e duelli e scene selvagge; e la prefettura dei Medici ... E poi era venuta la Sinistra al potere, e aveva cominciato anch’essa con provvedimenti eccezionali per la Sicilia; e usurpazioni e truffe e concussioni e favori scandalosi e scandaloso sperpero del denaro pubblico; prefetti, delegati, magistrati messi al servizio dei deputati ministeriali, e clientele spudorate e brogli elettorali, spese pazze, cortigianerie e degradanti; l’oppressione dei vinti e dei lavoratori, assistita e protetta dalla legge, e assicurata l’impunità degli oppressori ... ». Durata della prova: sei ore e sotto dettato del carceriere. *“Amo l’Aspomonte” – Editoriale Progetto 2000 – prima edizione dicembre 1994 – Biblioteca privata Avv. Teresa Parisi

24 DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

19


La

www.larivieraonline.com

gerenza

info@larivieraonline.com lariviera@lariviera.191.it Tel 0964/383478

la Riviera Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana AmministratoreUnico Rosario Vladimir Condarcuri

COLLABORATORI Direttore responsabile P ASQUINO C RUPI Editor Director E RCOLE M ACRÌ In redazione: M ARIA E LENA F ILIPPONE, MATTEO R ASCHELLÀ, DOMENICO M ACRÌ, ANTONIO T ASSONE, MARIA G IOVANNA C OGLIANDRO. Art Director P AOLA D ’ ORSA Impaginazione E UGENIO F IMOGNARI

Gioacchino Criaco, Lele Nucera, Filippo Todaro, Anna Laura Tringali, Mara Rechichi, Benjamin Boson, Nik Spatari, Maria Giovanna Cogliandro, Angelo Letizia, Marilene Bonavita, Francesca Rappoccio, Mario Labate, Franco Crinò, Ruggero Brizzi, Marco Andronaco, Isabella Galimi,Maria Teresa D’agostino, Giovanna Mangano,

Lettere, note e schermaglie RISPONDE il direttore

Gli oppositori s’oppongono. Ma a parole Caro Direttore, su Calabria Ora del 13 dicembre scorso, in merito al taglio dei treni e per scongiurare l'isolamento della Calabria dal resto d'Italia,l'Onorevole De Gaetano, rivolgendosi alla Giunta Regionale, ha dichiarato:” ora basta inutili lamentele e finte indignazioni, occorrono azioni eclatanti”. Da semplice cittadino mi sono chiesto: quali potrebbero essere le azioni eclatanti reclamate dall'Onorevole De Gaetano? In mancanza di qualche indicazione non ho trovato risposta. Penso, però, che l'opposizione dovrebbe far conoscere ai cittadini calabresi, che vivono i problemi che tutti conoscono , non solo la denuncia ma anche e soprattutto le proposte e le azioni forti ed eclatanti che si vorrebbe che i governi mettessero in pratica.Volendo essere fiduciosi , penso che forse le proposte delle opposizioni sono in va di elaborazione e forse presto le conosceremo. Nel frattempo ci sarebbe bisogno che la società calabrese ed in modo particolare i partiti della sinistra , le parti sociali, la stampa, e i giornali contribuissero ala elaborazione di proposte concrete fuori dallo sterile politichese, che tanto ha nociuto e ridotto la nostra terra nelle condizioni in cui si trova, dove i suoi figli sono condannati a non avere futuro per mancanza di prospettive e di avoro, condannandoli all' emarginazione. Distinti saluti Ottaviano Tripodo I treni, nonostante le annunciate azioni eclatanti, sono stati soppressi. Le proposte della Sinistra non ci sono. Come volevasi dimostrare.

AVVISO PER CHI CI SCRIVE Ricevo di tanto in tanto telefonate di protesta da parte di nostri amici, che non vedono pubblicate le loro lettere, e da parte anche di collaboratori esterni i cui “pezzi” non appaiono sulle pagine del nostro settimanale. Noi siamo sempre in grado di replicare a qualunque bastian contrario e a qualunque posizione, anche la più critica. Non è, dunque, lo spirito di censura che ci spinge a non pubblicare. Fatto sta che i collaboratori esterni e i lettori ci mandano lenzuola. Ridico per l’ultima volta che i collaboratori esterni debbono congegnare i loro “pezzi” dentro 30 righe, e che i lettori non possono andare oltre le 15. E a tutti ricordo che i miei editoriali e quelli dei collaboratori interni al settimanale sono contenuti entro le dette 30 righe. Non so se mi sono spiegato. PC

LOQUI E SPROLOQUI

di Filomena Cataldo

Caro Babbo

UNA VOCE ANTICA Vorrei iniziare con le parole d’una fiaba antica “ tanto ma tanto tempo fa” c’era un bambino che guardava per ore il presepe allestito nella sua piccola casa. Si poggiava col mento alla siepe di mirtilli selvatici e guardava un’altro Bambino adagiato sulla paglia, in una piccola grotta rischiarata appena dalla luce d’una lampada ad olio.Storia di bambini che vissero in un mondo povero, antico, eterno, quasi uguale nei secoli. Che mese particolare è dicembre! Sembra quasi che le morte stagioni della vita si diano l’appuntamento nel nostro cervello. Tutto ritorna: volti, canzoni, nenie, ed i Natali passati. Vedi il fiume della vita scorrere . E’ attuale il Natale? Ci parla ancora quella Grotta .collocata in un antico villaggio palestinese di oltre duemila anni fa ? A quanti riesce ancora a parlare ? Io rivedo spesso, soprattutto a dicembre, qual Bambino adagiato in una piccola casa di contadini, fra tante abitazioni tutte uguali. Mi piace pensarlo in un Paese povero abitato da tanti bambini come Lui.. Non mi piace la povertà, è però doveroso ricordare le ragioni profonde di una scelta. Sono convinto che la stalla di Betlemme perda molto in una Chiesa o in un palazzo. La grotta assume un significato intenso dove c’è disuguaglianza, dove c’è razzismo , dove c’è guerra, dove c’è sfruttamento. In questi posti il messaggio di una Grotta diventa speranza di riscatto e dice agli uomini che il Bene su questa terra ha più valore della fede. Diventa di estrema attualità a Firenze dove la furia razzista ha ucciso due ragazzi solo perché avevano la pelle nera, nelle stazioni e nelle piazze dove i clochard si riparano nel freddo coprendosi con cartoni, o ancora nelle

Caro Babbo, sono tempi duri questi ma il Natale è sempre il Natale. E – grazie a Dio - non si possono tagliare né sogni né parole. Questo stivale – dopo tanti anni – inizia ad andarmi stretto. Per fortuna – come si suole dire – se Maometto non va alla montagna, Monti va da Maometto. Ed ecco risolto il problema: un ortopedico conclamato per correggermi il passo. Il mio tacco è troppo alto e nessun Ventola del Sud è riuscito a trovare la giusta misura nonostante le giuste parole. La punta è troppo stretta per tutte le dita del piede, che non sono più solo 5 e non vanno tutte nella stessa direzione. Tra Scope e tra Liti – caro babbo - la partita rimane comunque persa. Il mio calzare, poi, sembra più comodo ma si tratta di eco-pelle. Nulla è più originale. E’ tutto un Calderoli. Mi è stato consigliato di stringermi le stringhe ma, oh babbo, son già troppo strette. I miei figli non possono ritirarsi dal lavoro ed i miei nipoti – forse – neppure lavoreranno. Stipati come sardine nelle case dei genitori. Ed intanto le auto blu mi solleticano il tallone. Son troppe, per bacco!E dei privilegi dei politici?Ne vogliamo parlare? Questi, invece di lavorare mi saltellano sul polpaccio come il bacillo della peste. Non ne posso davvero più. Mi verrebbe da mandarli a quel paese, “sai quanta gente che ce sta” cantava quel grande di Alberto Sordi. Purtroppo, ormai, son tutti dei Trota con il medio alzato. Verso di me, povera nave senza nocchiero! Son finiti i tempi della bella Italia, caro babbo. E cosa mi resta?Un calzare ri-stretto e degli sgommati come ciabattini. Il mio sogno? Poter camminare scalza con tanta strada dinanzi a me. L’Italia

carceri, nelle mense sociali. ed ovunque un uomo soffre . Il presepe con i mirtilli selvatici non si usa più nelle case ed il braciere con la fiamma viola h ceduto il posto a moderni sistema di riscaldamento. Ma esistono tutti le ragioni per le quali quel Bambino è venuto al mondo in una Grotta. Da quella stalla riesce ancora a parlarci perché è rimasto fedele a sé stesso. Mentre le ideologie, i vessilli, gli emblemi sono tristemente tramontati , quel messaggio antico continua a giungerci con la stessa intensità. Succede quello che sembrava assurdo: i comunisti sono diventati liberali, a volte liberisti, i liberali reazionari, i socialisti conservatori. I chierici , ed i cardinali, laici o cattolici, credenti o atei, sono(siamo) portati a tradire tentati dalla sazietà di questo mondo. Quella Grotta è rimasta ferma, solida, costruita sulla roccia, sicuro punto di riferimento. Stella polare per chi non vuole sostituire parole come uguaglianza con un ordine ingiusto, ritenendo ancora che la scelta di nascere tra i poveri non sia priva di significato. Ordine era quello di Erode e dei suoi soldati, uguaglianza è il nuovo ordine che emana da una povera stalla. Oggi ascoltare “tu scendi dalle stelle..”mi avvince molto di più rispetto alle canzoni di lotta che ho cantato nella mia gioventù! Infine una ultima riflessione:. sono stati tanti i poeti ispirati dal Natale. Impossibile non ricordare il Pascoli che ascolta le ciaramelle e si scioglie in un pianto. Singhiozzi di un uomo adulto prima del “grido delle campane”, e quindi prima che la folle corsa della vita ricominci, riportandoci nell’aiuola che ci fa tanto feroci. Perché un uomo sente il bisogno di sciogliersi in un pianto dirotto, amaro e vero? Forse perché l’Uomo in qualsiasi società sarà sempre prigioniero della sua natura umana, stretto tra la nascita, le difficoltà della vita e quindi la morte. Il presidente Obama come l’ultimo clandestino, tutti legati dalla dimensione umana della nostra vita Così , sia pure in maniera inconscia, questo soffice mese di dicembre ci riporta puntualmente a riflettere sulla nostra condizione di uomini. Non possiamo restare schiacciati sulla terra, chiusi nei nostri egoismi, senza mai pensare su “dove tende questo nostro vagar breve” .(cito a memoria) Ognuno darà una risposta diversa, ma, dinanzi al Presepe, dinanzi ai mille presepi che ci stanno intorno, in un dicembre immerso nelle ombre di una notte che estende i propri confini, e sia pure per pochi momenti, guarderemo un presepe ed alzeremo lo sguardo seguendo la nostra laica aspirazione a sollevarci verso il Cielo. Ilario Ammendolia

SABATO

24 DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

20


HANNO COLLABORATO Francesco Laddarina, Ian Zimirri, Giuseppe Patamia, Alessandra Bevilacqua,Bruno Gemelli, Carmelo Carabetta, Valentina Elia, Antonio Cormaci, Mario Labate, Antonio Tassone, Giulio Romeo, Ilario Ammendolia, Sara Caccamo, Giuseppe Fiorenza, Daniele Mangiola, Sara Caccamo.

Le COLLABORAZIONI non precedute dalla sottoscrizione di preventivi accordi tra l’editore e gli autori sono da intendersi gratuite. FOTOGRAFIE e ARTICOLI inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. I SERVIZI sono coperti da copyright diritto esclusivo di “la Riviera Editore” per tutto il territorio nazionale ed estero. GLI AUTORI delle rubriche in cui si esprimono giudizi o riflessioni personali, sono da ritenersi direttamente responsabili.

KAPPADUE di RUGGERO CALVANO

Arrivano le lucciole Non si eccitino gli acculturati dal palato fine. Non intendo parlare delle lucciole di Pasolini, della loro sparizione o di un auspicabile ritorno delle pile con le ali. Né parlerò di insetti, voglio raccontarvi di anime in pena, che pare siano giunte a illuminare le strade della Locride. Non le luci di Natale, che in tempi di crisi, ad Africo sono state abolite, a Reggio spente e a Bianco limitate a una decina di gabbiani in fuga dalla 106. Donne. Si quelle che aspettano l'autobus da una vita, in un'esistenza di vita. A dirvi il vero non è che le abbia viste, anzi dopo averne letto sono andato in giro a cercarle. Scrivono che di loro vi sia vistosa traccia a Siderno. E ci credo, anche se non ne ho le prove. Sono padano, e da noi la Donne. Sì, quelle che civilizzazione è giunta da tempo. I viali di aspettano l'autobus Milano pullulano di da una vita, in un'esistenza donne e uomini da decenni, che offrono i di vita. A dirvi il vero non è loro corpi in cambio di che le abbia viste, anzi soldi, a chi paga per vizio, bisogno o altro. dopo averne letto sono Era inevitabile che il andato in giro a cercarle. progresso arrivasse al sud. Ormai ci è arriva- Scrivono che di loro vi sia to tutto, mica ci pote- vistosa traccia a Siderno. vamo far mancare le lucciole. Non è che E ci credo, anche se non ne non ci fossero mestieranti in loco. Chi non ho le prove. ha fatto un giro a Bovalino, a Siderno, in tempi andati, per visite notturne a prostitute ormai mitiche, dai nomi carichi di voluttuose promesse? In tanti, eh. Le strade no, però. Le polverose strade della Locride non avevano mai avuto passeggere statiche a bordo. Non perché da noi la gente sia migliore e non pratichi il mercimonio del sesso, quello lo si è sempre atto, da noi e dappertutto. Ma vuoi il pudore, o l'ipocrisia, l'ambiente ristretto, la reciproca conoscenza. Sui marciapiedi le donne non sono mai state tollerate nella terra di Zaleuco. Se il fatto fosse vero, la svolta sarebbe epocale, segnerebbe un cambiamento storico, che farebbe entrare la società locridea nel novero delle zone più avanzate del paese. Siderno come la Salaria, uguale alla statale dei Giovi. E noi che il male l'abbiamo sempre e solo esportato per una volta ce lo siamo portati da fuori. E la mia non vuole essere una tirata morale, o una fustigazione. Ognuno faccia quel che gli pare. Ma questa pecca ce la potevamo risparmiare.

PUBBLICITÀ Per richieste di pubblicità rivolgersi a: Pi Greco Comunication srl info 0964342679

la Riviera

G LI INSERZIONISTI sono responsabili dei marchi e dei loghi pubblicitari nei loro spazi, l’Editore non risponde per eventuali dichiarazioni, violazioni di diritti, malintesi, ecc... Tutti i marchi riportati sono registrati dai legittimi proprietari. STAMPA: Master Printing S.r.l. - Modugno (BA)

DIFFUSIONE S.P. servizi - Gioiosa J. EDITORE - La Riviera S.r.l. Sede legale - Via dei Tigli, 27 - 89048 Siderno (RC) 0964383478 ASSOCIATO- Unione Stampa Periodica Italiana, Croanache Italiane

Ritratti *

Sul Web

di Diego Cataldo

EMILIO ARGIROFFI 29 gennaio 1922, nasce a Mandonici (Messina) Politico, saggista, poeta. Muore a Taurianova (Reggio Calabria) il 28 maggio 1998. Medico umanista, a lungo impegnato nellalotta politica. Fu senatore del Pci. Ma la poesia veniva prima di tutto, e le diede respiro epico. Tra le sue opere: I cari serpenti (Reggio C. 1981), Madrigale siciliano con alfabeti e tamburi (Ivi 1984), Epicedio per la signora che si allontana (Ivi 1984), L’imperatore e la notte (Ivi 1988), Il cimento della parola sconosciuta (Ivi 1990) Gli usignoli di Botonusa (Soveria Mannelli 1991), Le azzurre sorgenti dell’Acheronte (Reggio C. 2007).

LA GIUSTIZIA PADANA Emblematica è l'immagine del re di Napoli che si inchina al passaggio del presidente della corte d'appello della città. Emblematica perché è la misura dell'autonomia e della considerazione di cui godeva il potere giudiziario nel Regno delle Due Sicilie.

IL BRIZZOLATO di Ruggero Brizzi

BONNATALE Vi dico la verità, mi erano passate diverse idee per la mente per l'articolo di questa settimana natalizia. Avrei voluto scrivere di coloro che si dicono “prestati alla politica”, ma che sono una cambiale da vent'anni o dei politici di professione che per dialogare su qualche questione di interesse si devono incontrare a una mostra di grafica d'arte. Avrei potuto scrivere della difesa, che rilancia in contropiede, cercando subito l'assist per parlare di anti-politica, come male della nostra società. Avrei potuto elaborare una seria e attenta riflessione, condita di battuttaccie, sulla proposta della Democrazia Cristiana di Rotondi per rilanciare il nostro paese: “un prestito forzoso ventennale, da parte dei cittadini, che lo Stato restituirà man mano che vende al miglior offerente i beni che può mettere sul mercato” (è un titolo di fiducia, su fidatevi di Rotondi, ca vì torna...quando vendiamo la torre di Pisa ai cinesi.) Avrei potuto scrivere della distruzione delle tradizioni, ormai autentiche solo in qualche angolo della nostra Calabria, del fatto che se non avesse fatto freddo questi ultimi giorni, Natale nelle nostre menti era ancora lontanissimo. Avrei potuto raccontarvi dei volenterosi della novena che non demordono. Avrei potuto salutare e augurare buon natale ad uno degli ultimi romantici rimasti nelle nostre strade che dal suo megafonino continua ostinatamente a diffondere i suoi “polli, galline e ovaiola” o “le sue mitiche cucine a gasse”. Avrei potuto dirvi tante altre cose, ma “ mo vene Natale, nun tengo denare, me leggio 'o giurnale, e me vaco a cuccà.” Auguri e basta!

103 ANNI FA LO TZUNAMI SULLO STRETTO Sul terremoto che, nel primo decennio del secolo scorso, nel giro di 57 secondi, ha ridotto in cenere Reggio, Messina e un gran numero di centri minori sulla sponda calabra ed in quella siciliana dello Stretto è stato detto e scritto quasi tutto. Quasi, abbiamo detto. Molto altro va ancora studiato e verificato.

SABATO

24 DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

21


SABATO

24 DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

22


la Riviera

Sport

Caro Babbo Natale... Tempo di Natale, tempo di doni. Anzi, più corretto scrivere tempo di richieste di doni. Proviamo per un attimo a vestire i panni del tifoso tipo e immaginiamo cosa possa chiedere a Babbo Natale come regalo, visto che fra una decina di giorni si aprirà ufficialmente la finestra sulla sessione invernale del calciomercato. Il tifoso rossonero chiede essenzialmente due giocatori: un attaccante e un difensore sinistro. Per l'attacco, i nomi sono essenzialmente tre: Carlitos Tevez, Maxi Lopez, Didier Drogba e, nome dell'ultima ora, Fernando Torres, la punta spagnola che sta avendo poca fortuna nei blues londinesi. Per la difesa non c'è un vero e proprio nome, ma, azzardo, un Balzaretti o un Cicinho li metterei nella letterina. Se potessi sceglierne uno solo di questi, opterei per la difesa, l'attacco mi sembra il

reparto che desta meno preoccupazioni. Il supporter bianconero, dal canto suo, ha in cima alla lista dei desideri anch'egli due nomi: un attaccante e un difensore centrale. Servono entrambi. Per l'attacco, dopo il rifiuto del 2010, potrebbe essere la volta di Borriello, per la difesa il napoletano Bocchetti, in forza al Rubin Kazan, sotto l'albero di Vinovo, sarebbe cosa molta gradita ad Antonio Conte. A Napoli sperano che il cileno Vargas sia già impacchettato sulla slitta dell'omone vestito di rosso. A Roma, sponda biancoceleste, per uno che arriva, uno potrebbe partire: si vocifera che super Pippo Inzaghi possa approdare alla corte di Rejia, per sostituire Cissè, destinazione Auxerre. E dulcis in fundo, occupiamoci del tifoso interista. Concretamente più che in Lapponia, le lettere andrebbero indirizzate nella sede di via Vittorio Emanuele, dove Massimo “Santa Claus” Moratti, ne riceve a centinaia ogni giorno. Una sfilza di nomi, più o meno noti, sono i regali richiesti. Hazard, Casemiro, Vargas della Fiorentina, Lucas, Juan Jesus, l'evergreen Montolivo, popolano la fantasia del fan nerazzurro. A onor del vero, non che negli anni passati Moratti si sia sottratto alle richieste pervenutegli, ma si sa, il tifoso è un po' come un bambino, esigente e capriccioso. Sappiamo già che qualche richiesta sarà esaudita, qualchedun'altra resterà un sogno. E in clima di festa è lecito sognare. Dopo tutto, pensiamoci bene, qualora Babbo Natale non soddisfi tutti, c'è sempre il cinque gennaio a cui aggrapparci. Magari ci penserà la Befana a portare i doni. Sarebbe bello vedere l'espressione di Babbo Natale nel leggere le letterine dei tifosi. La slitta con in testa Rudolf è partita, mi sembra di sentire in lontananza il dindondio della campana. Buon Natale. Massimo Petrungaro

Dopo l’ultimo turno di campionato si fanno i bilanci prima della “virata” per il ritorno

Campionato emozionante Milan e Juve sembrano le più accreditate per lo scudetto di Angelo Letizia JUVENTUS - Seconda difesa e terzo miglior attacco della serie A, i numeri e non solo danno ragione ad Antonio Conte. Dopo qualche gol di troppo in avvio di stagione, con Barzagli centrale e Chiellini spostato a sinistra dietro si è trovato il bandolo della matassa ed è iniziata la scalata al vertice. Pirlo l'uomo in più. Voto 8 UDINESE - Due punti in meno in classifica rispetto alla Juventus, stesso voto nei meriti. I friulani ormai sono una realtà del nostro campionato: difesa granitica e Totò Di Natale, ecco la ricetta giusta dell'ennesimo capolavoro targato Guidolin. In più tanta corsa, disciplina e sacrificio di squadra. Voto 8 MILAN - La partenza aveva lasciato più di un dubbio, qualche partita persa e qualche gol di troppo, poi con il recupero di molti infortunati e il miglioramento dello stato di forma è ritornato il Milan dell'anno scorso, letale in attacco e impermeabile in difesa. Super Ibra sugli scudi, come la solito. Voto 7,5 LAZIO - Da Cisse forse ci si aspettava di più, in compenso ad andare oltre le aspettative c'ha pensato Miroslav Klose e con lui è lievitato tutto il rendimento della squadra. Quarto posto e derby vinto finora sono un bottino di tutto rispetto, ora serve più costanza da parte di qualche big, vedi Hernanes, bravo almeno quanto discontinuo. Alla fine si vedrà fin dove avrà osato l'aquila. Voto 7

CATANIA - Una delle più belle sorprese della stagione. La squadra di Montella gioca bene e diverte, a volte rischia più del dovuto ma nessuno si annoia mai a guardarla ed è un atteggiamento che paga, in casa e fuori: l'Aeroplanino sfilati gli scarpini da gioco e indossati i panni dell'allenatore non ha dimenticato come si fa, per lui cambia poco, l'importante è volare alto. Voto 7 ATALANTA - Partita ad handicap, la squadra non ha subito il colpo, anzi ne ha tratto slancio e determinazione. Alcune scelte azzeccate di Colantuono e i gol a raffica di Denis hanno fatto ingranare la marcia giusta e ora l'obbiettivo salvezza non è più un miraggio ma una luminosa realtà. Voto 7 CHIEVO - Dei veneti ci si dimentica quasi sempre, passano per lo più inosservati, poi si da uno sguardo alla classifica e alle statistiche ed ecco che sono sempre lì, sempre s u l pezzo e al loro posto. Di Carlo parla poco ma porta tanta sostanza, la squadra lo segue e i risultati arrivano anche con un Pellissier meno brillante

di altre occasioni. Voto 7 INTER - Dopo l'esonero di Gasperini più d'uno aveva temuto il peggio, il baratro sembrava dietro l'angolo. Per saltare l'ostacolo e ammorbidire la caduta è allora arrivato Ranieri: c'è ancora tanto da fare, la strada sembra però giusta, s'intravedono equilibrio e tenuta difensiva, se poi Milito ritrovasse la via del gol, il passo avanti sarebbe deciso. Voto 6 NAPOLI - Degli azzurri si è parlato tanto e spesso giustamente bene, numeri alla mano hanno però fatto un po' poco, almeno non tanto quanto alla loro portata. In Europa si procede a gonfie vele, in Italia invece spesso s'inciampa. Mazzarri però sembra contento così, avrà ragione lui alla fine? Intanto il primo posto è lontano 10 punti e bisogna far presto, gli altri scappano. Voto 6 ROMA - I risultati dei giallorossi sono come le scelte di formazione del tecnico Luis Enrique: imprevedibili e nevrotici. Più stabilità nelle scelte e nel tabellino dello score non guasterebbero di certo, per ora si naviga a vista in attesa di quello che verrà, anche se il derby perso brucia ancora e il Capitano non è più intoccabile. Voto 6 PALERMO E

GENOA - Entrambe non sembrano passarsela molto bene, i rosanero hanno appena dato il benservito a Mangia e a Malesani in Liguria qualcuno vorrebbe riservare lo stesso trattamento. La classifica però non è malvagia e allora bisogna prenderne atto: viste le rose a disposizione, forse più di tanto da rosanero e rossoblu non si potrebbe pretendere. Voto 6PARMA, FIORENTINA, SIENA, BOLOGNA E CAGLIARI - Qui si invece che si sarebbe dovuto fare di più e meglio. Se Siena, Bologna e Cagliari sono in parte giustificate da alcune lacune d'organico, Parma e Fiorentina avrebbero invece il materiale giusto per stare più in alto. Colomba, Rossi, Sannino, Pioli e Ballardini possono far cambiare passo alla squadra, servono però determinazione e convinzione, così non basta. Voto 5,5 CESENA, NOVARA e LECCE Ora sarebbero tutte e tre in Serie B, di tempo però ce n'è ancora, ma bisogna fare in fretta: occorre rimboccarsi le maniche per non sprofondare del tutto e abbandonare anzitempo ogni proposito di permanenza nella massima serie. In teoria, analizzando risorse tecniche e prospettive, il Cesena sembrerebbe avere qualcosa in più, la classifica però è quella che è e i numeri non danno quasi mai scampo. Novara e Lecce sembrano invece stare decisamente peggio: per Tesser e Cosmi maggior impegno e volontà potrebbero pure non bastare. Voto 5

ALLA SCOPERTA DI GIOVANI TALENTI

DOMENICO MAFRICA,

UN MANAGER NEL MONDO DEL CALCIO La passione, la professionalità e la competenza del giovane Agente di calciatori Domenico Mafrica, ha dato i suoi frutti durante questi anni di duro lavoro portando alla ribalta molti giovani calciatori che ad oggi fanno parte della sua scuderia . Incontriamo l'Agente di calciatori in occasione di un suo ritorno a Reggio. Conosciamo ed apprezziamo le sue qualità ed il suo impegno per lanciare i nostri giovani. A suo parere cosa c'è bisogno per lanciare un giovane? Il futuro del nostro calcio sono i vivai, le scuole calcio e gli Stage. Considerato il momento di grande crisi che vive il calcio penso che le società dovrebbero cambiare mentalità e puntare soprattutto sui giovani. Per questi motivi io e il mio studio S.M.C.in questi mesi abbiamo progettato e attuato una serie di Stage che saranno presenti in tutta Italia, “ Regalati un Sogno “, il cui scopo è quello di far emergere più calciatori possibili e quindi rinforza-

re i vivai. Gli Stage hanno come caratteristica principale la presenza di società importanti di serie AB-C e quindi l'intervento di Responsabili e Osservatori autorevoli che visioneranno tutti i giovani calciatori che vi parteciperanno. Questo è il parere di molti. In particolare ci spieghi l'attuale situazione? Il calcio mondiale sta andando incontro ad una crisi economica che rischia realmente di seppellirlo; i primi a farne le spese saranno le Società minori (la lega PRO, per intenderci) ma, se i dirigenti non operano nella giusta direzione, anche il calcio multimiliardario rischia il tracollo. allora bisogna cambiare registro e puntare sui nostri giovani? E' certamente una scelta coraggiosa lavorare sui giovani in quanto bisogna avere pazienza e sapere attendere anche perchè i risultati non si possono avere nell'immediato. l.r. SABATO

24 DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

23


A proposito

di...

Sport

Commisso: bisogna stringersi tutti per mantenere l’Eccellenza Ufficialmente sono passati due anni da quando Enzo Commisso ha deciso di cedere il testimone . Continua però ad essere sempre vicino come presidente onorario. La sua decisione è stata sofferta essendo maturata dopo quasi trentacinque anni di attività dirigenziale . Eppure smentendo tutte le voci che lo volevano indissolubilmente legato alla “sua" squadra “il presidente" Enzo Commisso ha deciso di lasciare spazio ai nuovi soci . Lo incontriamo per un' intervista considerando anche le voci circolate in questi giorni circa un suo possibile ritorno alla presidenza della nuova società. Presidente, è vero che ritornerà in società? Per quello che mi riguarda la squadra è stata data in gestione quattro anni fa. Per due anni consecutivi è stata gestita da un nuovo gruppo dirigenziale di cui facevano parte Alessandro Panetta, Giovanni Figliomeni e Francesco Vumbaca ed altri soci che hanno militato per due anni consecutivi in Promozione e disputato le finali play-off . Mi sento di ringraziarli perché hanno gestito con oculatezza le esigue risorse economiche raggiungendo anche il titolo di campione regionale juniores a Lamezia Terme. Sono stati anni che sono serviti per formare i giovani calciatori tra cui vorrei ricordare il portiere Marra ( scoperto dall’indimenticabile Zio Gino Figliomeni) poi i vari Rumbo, Sansalone, Marulla, Farcomeni,etc. Successivamente siccome esisteva un’altra società che aveva vinto il campionato di terza categoria ed essendo formata da giovani dirigenti più intraprendenti ho deciso di farmi da parte per lasciare spazio visto che spesso ho dovuto sostenere da solo il peso economico di tanti campionati anche se debbo ringraziare sempre i tanti sostenitori, comprese anche le istituzioni che ci sono state sempre vicine. La nuova società ha riportato il Siderno in Eccellenza ma l’avvio è stato deludente? A mio avviso le cause che hanno determinato l’avvio incerto della squadra sono da addebitare alla diversità di campionato perché tra l’Eccellenza e la Promozione c’è un divario notevolissimo. Ci sono giocatori molto forti in Eccellenza che scendono di categoria e che vivono di questo lavoro . Diventa necessario organizzarsi con una società forte che possa fare fron-

Prima categoria

te agli impegni assunti. Il Siderno si salverà ? Io sono convinto che con la volontà dei dirigenti e l’impegno dei calciatori ed i risultati delle ultime due domeniche di campionato la salvezza sia difficilissima ma non impossibile da raggiungere. Mister Fiorenza ha fatto benissimo nel campionato di terza categoria e nell’ultimo di promozione . Conoscendo l’uomo, sia perché l’ho avuto da ragazzino prima come calciatore in seconda categoria (tappa importante visto che ha costituito un trampolino di lancio per il professionismo e poi in Promozione dove abbiamo vinto il campionato nello spareggio finale di Palmi contro la Vibonese) posso dire che mi hanno sorpreso le dichiarazioni rilasciate ad alcuni organi d’informazione laddove si era espresso richiamando alcune mie possibili ingerenze sulla società. Chiarisco a lui ed a tutti gli sportivi che negli ultimi anni non ho mai espresso giudizi anche se convinto, vedendo i calciatori e conoscendo l’Eccellenza, che con quell’organico iniziale, ci sarebbero stati dei seri problemi nel cercare di raggiungere la salvezza senza passare dai play-out. Però sembra che anche il destino avverso si accanisca visto quanto accaduto a mister Laface, ai neo acquisti e allo sfortunato Nunzio Siviglia ? In questi casi non ci sono parole che possono bastare. Mister Laface ha accettato con grande entusiasmo perché il Siderno, per lui, era il raggiungimento di un prestigioso obiettivo professionale. Stava riuscendo ad ottenere anche risultati importanti perché in due gare esterne era riuscito ad ottenere 4 punti e soprattutto aveva riacceso l’entusiasmo calcistico di una piazza importante come Siderno. In questo momento mi sento di dire a tutti i dirigenti del Siderno, ai presidenti, ai soci, ai simpatizzanti ed ai tifosi di stringersi intorno a questa squadra, me compreso, facendo l’impossibile per poterla salvare anche in memoria di Nunzio Siviglia e per dare una soddisfazione al mister. Con l’occasione auguro a tutti i vostri lettori un sincero augurio di Buon Natale e Felice anno nuovo. Antonio Tassone

Eccellenza Montalto ok

Natale “amaro” La squadra di Paschetta “vola” in casa Mammola Natale amaro per il Mammola che non riesce più a conquistare l’intera posta in palio da più di un mese. Due sconfitte consecutive e la crisi per i Viola è ormai certificata con l’ultima posizione in classifica in compagnia del Taureana. Il tecnico mammolese non nasconde la propria amarezza per gl’ultimi risultati negativi. “La sconfitta di domenica contro il San Roberto, una nostra diretta concorrente per evitare la retrocessione, è stata veramente pesante. Abbiamo cercato di portare via un risultato positivo ma non ci siamo riusciti malgrado il grande impegno dei ragazzi” . Domenica il Mammola ha presentato i nuovi arrivati dal mercato di riparazione : Panetta, Fuda, Gulluni, Gennaro e Tavernese . Esordio subito da dimenticare per loro. La pausa Natalizia servirà al Mammola per recuperare i tanti infortunati e squalificati. In questi giorni dopo una lunga assenza si è rivisto nelle sedute di allenamento anche il centrocampista Nicodemo Scali pronto a ritornare a disposizione del tecnico. Mister Macrì,dopo la pausa, lavorerà per far ritrovare la giusta condizione ai suoi ragazzi preparando al meglio la sfida contro i reggini che potrebbe essere la partita giusta per cercare di trovare quella vittoria che manca, ormai, da troppo tempo. Nicodemo Barillaro

L’ora della verità, nell'ultima di campionato... e chi l'avrebbe mai pensato e scritto! L'ultima giornata del massimo campionato ha regalato tante sfide interessanti, forse decisive, in chiave vittoria finale. E ben due big match, di fronte, le prime della classe. Gli occhi erano puntati, in particolar modo, su Montalto Sersale, finita 3-1 e campionato virtualmente chiuso, anche se nel girone di ritorno il Montalto giocherà gli scontri piu' duri quasi tutti fuori casa. Scalea - Roccella Un tempo inseparabili dai primi posto della classifica, non ha regalato forti emozioni, ma preziosi punti al Roccella, ora la squadra del patron Giannitti, (dopo il ko interno) trova serenita' sotto le feste. Non poteva perdere la squadra di Tonino Figliomeni e così ' e' stato. Anche perché, il Roccella era strafavorito, sulla carta, contro i cosentini sempre peggio in classifica. Il Guardavalle di Mister Aita non ha avuto problemi con una Bovalinese falcidiata dalle assenze. Giallorossi che dopo la buona prestazione a Sersale, ha distribuito gol ai tifosi di casa vincendo ampiamente sulla Bovalinese. Siderno Soverato purtroppo e' stata rinviata per il triste incidente accaduto a Mister Laface, il suo Vice Siviglia e due suoi giocatori che come tutti abbuamo appreso gli e' costata la vita al giovane Nunzio Siviglia. Alla famiglia, amici e Societa' Siderno Calcio

le piu' sentite condoglianze de La Riviera. Il Brancaleone invece, non e' riusciuto nell'impresa di fermare una lanciata Rossanese. Per i ragazzi di Mister Brando purtroppo l'impresa e' sfumata. Per le squadre più vicino a noi bisogna invertire la rotta, e nonostante i tanti mugugni che in settimana si sono sentiti per tutti, nessuna esclusa, il girone di ritorno si presenta in salita. Questa ultima di campionato e' stata una giornata davvero interessante se non altro per i quartieri alti, perché si e' fermata la Palmese, ha perso punti il Sersale, e si e' capito che per il Primo posto sara' praticamente, impossibile arrivarci salvo che il Montalto non ci metta del suo. I prossimi impegni per le prime quattro in classifica, escluso la capolista, dopo la sosta ci diranno se sara' ancora campionato a parte per alcuni di loro. Provare per credere. Per Il quasi imbattuto Montalto, sara' una prova di forza. Vietato sbagliare a tutti per non perdere quel treno che porta verso le zone alte. La grande differenza, però, è che si affrontano squadre che ora scoppiano di salute sara' ancora cosi' dopo la sosta? Per concludere, tutti sono alla disperata ricerca di punti, e come sempre succede vincerà la più forte e organizzata. Buon cammino a tutti. Antonio Chiera

IN SERIE D SI E’ LAUREATA CAMPIONE D’INVERNO

Hinterreggio, Rappoccio:

“stiamo facendo bene” L'Hinterreggio chiude il girone d'andata da campione. Un primo posto sofferto, arrivato grazie alla zuccata vincente di Ivan Franceschini. E' la vittoria momentanea di un gruppo che ci ha creduto, e di una società capace di allestire un organico di tutto rispetto. Abbiamo raggiunto telefonicamente il dg dei biancazzurri, Carmelo Rappoccio, che fa il punto sommario di tutto il girone d'andata. Bilancio complessivo - "Ci eravamo prefissati di arrivare tra le prime. Ci siamo riusciti, e credo che non abbiamo rubato nulla. Abbiamo fatto il nostro onesto campionato, e fino a qui lo abbiamo condotto bene. Rivelazioni in testa? Non credo, perché se si esaminano gli organici del Palazzolo o della Battipagliese, ci sono giocatori validissimi per un campionato di Serie D. In tal senso, me lo aspettavo e per me non sono affatto sorprese. Nei campani, fino a poco tempo fa, per fare un nome, figurava De Cesare. Nel Palazzolo, invece, c'è Contino. Insomma, forse le sorprese più grandi sono Acri e Adrano, anche se in organico anche loro hanno gente che conosce la categoria". Fare la differenza - "L'Hinterreggio ha costruito un progetto, e già a Giugno avevamo una squadra pronta. Siamo contenti, e sappiamo che i giocatori continueranno a dare del loro meglio. Abbiamo un gruppo di 22-23 giocatori validi che vogliono e possono fare la differenza". f.m. - rnp

Villese, Rachid:

“Bello il Natale in vetta” Il numero 10 sulle spalle, capitano e bomber della Virtus, esperienza da vendere e fiuto inimitabile. Non può che essere lui, Tizaoui Rachid. E’ lui, in questo campionato, che sta trascinando la squadra verso un cammino prospero di risultati. Intervenuto ai microfoni di reggionelpallone.it, Rachid ha parlato del suo campionato e di quello della Villese. CAMPIONI D’INVERNO: “ Stiamo disputando un bel campionato, la squadra ha risposto benissimo e i risultati stanno arrivando. Abbiamo un ottimo gruppo, possiamo andare lontano. Gli obiettivi di inizio stagione sono stati modificati in corso d’opera per l’alto rendimento della squadra e speriamo di mantenere il primato”. L’ARMA IN PIU’:“ Ho giocato bene sino ad ora, ma la squadra non dipende solo da me. Il gruppo alla fine fa la differenza. Metto a disposizione della squadra la mia esperienza ed il mio sacrificio, ma l’arma in più è il gruppo. Siamo uniti, giochiamo bene e ci divertiamo: questo è il calcio. I giovani poi stanno disputando un campionato al di sopra delle aspettative e questo non può che essere un bene”. LOCRI: “Dopo la pausa natalizia affronteremo il Locri, squadra più che temibile. Andiamo con lo stesso spirito delle partite precedenti per conquistare tre punti fondamentali per il nostro cammino in questo campionato. La nostra è una posizione privilegiata e vogliamo mantenerla”. Filippo Mazzù-

SABATO

24

DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

24


S E RV I ZI O D I I N F O R M A Z I O N E P E R I C I T T A D I N I , n um e r o v e r d e :

INDIRIZZO

“ CALABRIA & Europa”

www.eurokomonline.eu

800 678 910 11

Tutti i bandi sono disponibili sul sito dell’Unione Europea e della Commissione Europea Rappresentanza in Italia: www.europa.eu.int www.europa.eu.in/italia - Per maggiori informazioni è possibile contattare i nostri uffici: Centro di informazione dell’UE - Europe Direct “Calabria&Europa”

info: Palazzo Ameduri, piazza dei Martiri 89046 Gioiosa Ionica

Tel: 00 39 0964 412400 - fax 0964 342022 email associazioneeurokom@tiscali. it

Siderno ospiterà a gennaio lo scambio internazionale del progetto Grundvig “Journey Through Dances” L’Associazione Eurokom, sede ospitante dell’Ed “Calabria&Europa”, accoglierà presso i locali del Grand Hotel President dal quattro all’otto Gennaio lo scambio internazionale del progetto Grundvig “Journey Through Dances”. Un’azione di Learning Partnerships prevista dal programma LLP Grundvig, che vede partecipi oltre ad EUROKOM altri quattro istituzioni europee e non. Il capofila è l’organizzazione Turca Yofder, agenzia non profit attiva nel campo dell’educazione culturale ed artistica dei giovani, specializzata nell’insegnamento del folklore e della danza popolare, considerati mezzi di crescita psicosociale ideali per l’integrazione interculturale e generazionale. Quindi l’Unirea National College della Romania scuola secondaria superiore a circa

140 km da Bucarest e sempre dalla Romania il Grup Scolar Tehnic Targu Frumos agenzia educativa ad indirizzo tecnico professionale specializzata in vari campi del commercio e delle arti. Per l’Italia accanto ad Eurokom è partner di progetto la Società Cooperativa Sociale a.r.l. Cerchio di Sant’Angelo in Vado dell’ Alta Valle del Metauro specializzata in organizzazione di eventi e meeting turistico culturali. Lo scopo del progetto è ben chiaro e si propone di creare le basi affinché i bambini ei giovani dei partner paesi, pur rappresentanti di diversa religione, lingua e cultura divengano i delegati ideali che condurranno le proprie culture ad incontrarsi e divenire amiche forever. Il linguaggio prioritario scelto per l’integrazione e il mutuo arricchimento è quello della danza tradizionale

NOVITÀ DALL'EUROPA

L'UE adotta "Opportunità per i giovani" Per far fronte alla crescente disoccupazione giovanile, il cui tasso ha ormai raggiunto il 21%, la Commissione ha adottato l'iniziativa "Opportunità per i giovani", nella quale esorta gli Stati membri a prevenire l'abbandono scolastico aiutando i giovani a sviluppare competenze che rispondano alle esigenze del mercato del lavoro, garantendo la possibilità di esperienze professionali e di formazione sul posto di lavoro e agevolando l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. In effetti nonostante tutti gli sforzi messi in atto dall'UE e dai suoi paesi membri, le prospettive di occupazione per i giovani europei restano fosche. Un giovane su cinque sotto i 25 anni e alla ricerca di un lavoro non riesce a trovarlo. Ci sono poi 7,5 milioni di giovani tra i 15 e i 24 anni che non lavorano, non studiano e non seguono formazioni professionali. La Commissione sollecita gli Stati membri a fare un miglior uso del Fondo Sociale Europeo, che dispone di 30 miliardi di euro destinati a finanziare nuovi progetti non ancora assegnati. La Commissione ha inoltre proposto una serie di iniziative concrete che saranno finanziate direttamente dai fondi europei. Obiettivo finale dell'iniziativa o Aiutare i giovani disoccupati che hanno abbandonato la scuola o la formazione prima di ottenere un diploma di scuola secondaria superiore a riprendere gli studi o una formazione professionale che diano loro le competenze necessarie per trovare un lavoro. o Permettere ai giovani in possesso di un diploma, ma che non riescono a trovare lavoro, di avere accesso ad una prima esperienza lavorativa. “L'iniziativa Opportunità per i giovani - ha dichiarato José Manuel Barroso, Presidente della Commissione europea - vuole dimostrare

ai giovani europei che siamo attenti alla loro situazione. Abbiamo dato ascolto alle loro richieste, ripetute da Madrid a Bruxelles, di essere parte attiva della società europea. Per arrivarci occorre avere un lavoro.. La riforma a lungo termine del mercato del lavoro è una necessità evidente, ma ci vorrà tempo perché produca I risultati attesi. Con questa iniziativa affermiamo la necessità di agire immediatamente per ridurre la disoccupazione giovanile.” Cosa cambia concretamente? o una collaborazione tra Commissione, autorità nazionali, parti sociali e società civile, con finanziamenti europei più mirati, potrà aumentare le possibilità di lavoro per i giovani. o almeno 5 000 giovani potranno beneficiare dell'iniziativa "Il tuo primo posto di lavoro EURES", pensata per aiutarli a trovare un'occupazione in un altro paese dell'UE. o i paesi dell'UE istituiranno meccanismi per assicurare che, entro quattro mesi dalla fine del loro percorso scolastico, i giovani abbiano un lavoro, proseguano gli studi o seguano una formazione. o la Commissione elaborerà un quadro per tirocini di alta qualità in modo da rendere più trasparenti le informazioni sulle opportunità disponibili a livello europeo, sulle condizioni di accesso e sugli obiettivi perseguiti. L'obiettivo per il 2012: almeno 130 000 tirocini nell'ambito dei programmi ERASMUS e Leonardo da Vinci, con ampie risorse destinate ai tirocini in azienda; o la Commissione metterà a disposizione fondi per l'assistenza tecnica destinati a sostenere gli Stati membri nell'impiego dei fondi europei disponibili, in particolare dal Fondo Sociale Europeo che dispone ancora 30 miliardi di euro per finanziare nuovi progetti.

con l’intenzione di scambiare tra i partner balli tradizionali e di eseguire i differenti balli attraverso i diversi team di danza popolare dei paesi partner. L’obiettivo principale è quello di aiutare giovani, gli adulti, i loro amici e le comunità locali alla consapevolezza dell’importanza della danza. Questo progetto intende essere una campagna per migliorare la qualità della vita di tutte le persone coinvolte. Il contatto diretto con culture diverse aiuta la comunicazione armonica degli adulti, la loro mentalità aperta e l’accettazione degli altri. L’agenda dei lavori sarà veramente piena e si aprirà il 5 con il primo meeting di organizzazione e presentazione del Progetto. Durante la giornata oltre alle presentazioni delle azioni specifiche vi saranno comuni presentazioni dei territori

IL NUOVO GOVERNO DELL'ECONOMIA DELL'UE SI FONDA SU TRE PILASTRI: Per fare fronte alla crisi l'Europa ha varato un'agenda economica rafforzata, con una maggiore sorveglianza da parte dell'UE. Ne fanno parte le priorità e gli obiettivi strategici concordati nell'ambito della strategia Europa 2020; gli impegni aggiuntivi presi dagli Stati membri che partecipano al patto Euro Plus; una maggiore sorveglianza da parte dell'UE delle politiche economiche e di bilancio nazionali nell'ambito del patto di stabilità e crescita, integrato da nuovi strumenti per affrontare gli squilibri macroeconomici; un nuovo metodo di lavoro - il semestre europeo - per discutere le priorità economiche e di bilancio ogni anno nello stesso periodo. Interventi per salvaguardare la stabilità dell'area dell'euro. Nel 2010 l'UE ha reagito alla crisi del debito sovrano istituendo a favore degli Stati membri meccanismi di sostegno temporanei, che nel 2013 saranno sostituiti da uno strumento permanente, vale a dire il meccanismo europeo di stabilità (ESM). Le misure di sostegno sono subordinate al risanamento delle finanze e a programmi di riforma rigorosi e sono messe a punto in stretta collaborazione con l'FMI. Ma cosa comporta in breve l'introduzione del semestre europeo … con questa dicitura si intende un periodo, di sei mesi appunto, in cui ogni anno le politiche strutturali, macroeconomiche e di bilancio degli Stati membri vengono coordinate per consentire ai paesi europei di tener conto delle raccomandazioni dell'UE in una fase iniziale della loro procedura di bilancio nazionale e per altri aspetti delle loro politiche economiche. Le tappe fondamentali del semestre europeo sono le seguenti: A gennaio la Commissione presenta l'analisi annuale della crescita, in cui fissa le priorità

I 5 obiettivi che l'UE è chiamata a raggiungere entro il 2020 1. Occupazione innalzamento al 75% del tasso di occupazione (per la fascia di età compresa tra i 20 e i 64 anni) 2. R&S / innovazione aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo ed innovazione al 3% del PIL dell'UE (pubblico e privato insieme)

3. Cambiamenti climatici /energia riduzione delle emissioni di gas serra del 20% (o persino del 30%, se le condizioni lo permettono) rispetto al 1990 20% del fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili aumento del 20% dell'efficienza energetica 4. Istruzione

coinvolti dall’iniziativa. Nel pomeriggio lo spazio sarà lasciato alla danza con la partecipazione di alcuni dancers di balli popolari e folk del nostro territorio che dimostreranno passi e significati dei balli tradizionali calabresi al partenariato. Il sei dopo i lavori mattutini si prevede la visita alla cittadina di Gerace ed ai suoi scorci più ameni. Il sette la visita al Scilla ed alla Città di Reggio Calabria. Lo scopo primario che Eurokom si propone con l’azione progettuale è anche quello di fornire ai partner stranieri una possibilità di conoscere usi luoghi e costumi della Calabria e della Locride per lanciare anche un messaggio di accoglienza in vista di uno sviluppo turistico e culturale futuro. Alessandra Tuzza

riduzione degli abbandoni scolastici al di sotto del 10% aumento al 40% dei 30-34enni con un'istruzione universitaria 5. Povertà / emarginazione almeno 20 milioni di persone a rischio o in situazione di povertà ed emarginazione in meno.

dell'UE per l'anno successivo per promuovere la crescita e la creazione di posti di lavoro. A marzo, sulla base dell'analisi annuale della crescita, i capi di Stato e di governo dell'UE definiscono gli orientamenti dell'UE per le politiche nazionali. Ad aprile gli Stati membri presentano i loro piani a favore del risanamento delle finanze pubbliche (programmi di stabilità o convergenza) e le riforme e misure che intendono adottare per conseguire una crescita intelligente, sostenibile e solidale (programmi nazionali di riforma). A giugno la Commissione valuta questi programmi e rivolge a ciascun paese una serie di raccomandazioni. Il Consiglio discute e il Consiglio europeo approva tali raccomandazioni. Infine, alla fine di giugno o all'inizio di luglio, il Consiglio adotta formalmente le raccomandazioni rivolte ai singoli paesi europei. Cosa viene verificato L'Unione europea verifica i passi avanti compiuti su 3 fronti: Fattori macroeconomici Il contesto macroeconomico è stabile e favorevole alla crescita e alla creazione di posti di lavoro? Le politiche adottate affrontano gli squilibri macroeconomici, le vulnerabilità macrofinanziarie e gli aspetti della competitività aventi una dimensione macroeconomica? Le economie nazionali hanno prodotto ricadute (positive o negative), specie nell'area dell'euro? Riforme portatrici di crescita Le riforme strutturali promuovono R&S e innovazione, un uso efficiente delle risorse, un ambiente imprenditoriale sano, l'occupazione, l'istruzione e l'integrazione sociale? Quali passi avanti sono stati compiuti per conseguire i 5 obiettivi quantitativi dell'UE e i correlati obiettivi nazionali? Finanze pubbliche (maggiore sorveglianza dei bilanci nell'ambito del patto di stabilità e crescita) Cosa viene fatto per ridurre il debito pubblico e il disavanzo (risanamento di bilancio) nell'interesse della sostenibilità delle finanze pubbliche? Quali vincoli di bilancio impediscono ai governi di promuovere la crescita? (Individuando questi vincoli l'UE può fornire adeguate indicazioni strategiche). SABATO

24

DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

25


SABATO

24

DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

26


la Riviera

Biblioteca meridionalista

Il paese dei gigli FERNANDO SAGADO

“L’ispettore Manti solo poteva muoversi in quel marasma, era nato a Zefira, figlio di poliziotto, oltre che poliziotto; conosceva ogni abitante della città, le storie personali erano il suo pane quotidiano. Manti infierì, entrò nell’archivio del commissariato e ne uscì con un foglio dattiloscritto, era una denuncia per guida senza patente appioppata al figlio del boss Scorsello, sorpreso a condurre un’auto in compagnia di Dante Zedi, nipote del sindaco. Mostrò alcune vecchie foto nelle quali un adolescente Tito Manti era abbracciato ad altri due ragazzi che altri non erano se non i boss Totò Scorsello e Natale Alatti, compagni di liceo del poliziotto. Manti regalò una foto al commissario Rustici, nella quale lo stesso commissario accendeva la sigaretta ad uno sconosciuto. “Probabilmente mi ha chiesto da accendere” disse il commissario. “E’ una tua teoria commissario, le foto non parlano, ti mostrano in atteggiamento confidenziale con Pasquale Caravita, il mafioso assassinato ieri”, ribadì Manti in atteggiamento sbirresco; “sai quante persone si trovano a dover dar conto di questi indizi davanti a un pubblico ministero?”. Erano degli evidenti paradossi quelli significati dall’ispettore Manti, un giudice da quelle parti non dava

oggi, drammaticamente, potrebbe essere identificata con Reggio, domani con Locri e poi con Catanzaro e a salire con Napoli e a scendere con Palermo. Zefira è la metafora della città meridionale, di una società promiscua in cui muovendosi con una logica milanese non si salverebbe nessuno. Una logica basata più su giudizi, o pregiudizi, morali che su regole di diritto. Una logica che se applicata integralisticamente escluderebbe da ogni forma di partecipazione civile gran parte della popolazione meridionale. Immaginate una persona integerrima nata ad Africo, potrebbe mai fare il poliziotto, il giudice, il politico? Se qualcuno volesse gli tirerebbe fuori un parente birichino in un baleno. Una foto, la partecipazione a un matrimonio, a un funerale, la bevuta al bar. L’amore per un uomo o una donna nati in contesti difficili. Basterebbe una banale relazione di servizio, redatta dall’ultimo dei piantoni, per stroncare sul nascere la carriera di chiunque. Pensateci, voi che ipocritamente osannate la Boccassini. Siete sicuri di non avere un parente, un amico, un amore birba? Anche voi che fate i giudici, i poliziotti, i preti, i giornalisti. Anche voi che avete fedine penali immacolate. Tutti voi candidi gigli. Se un uomo si ammettesse o si esclu-

Il figlio di un poliziotto era nel bene in virtù di quella condizione di nascita; il discendente di un malandrino aveva l’onere della prova in ordine alla propria moralità...

... una persona nata ad Africo, potrebbe mai fare il poliziotto, il giudice, il politico? Se qualcuno volesse, gli tirerebbero fuori un parente birichino in un baleno.

alcun valore ad elementi di quel tipo. “Ma se un inquirente di Milano vedesse …. diciamo dieci foto che ti ritraggono in atteggiamento equivoco con noti pregiudicati, cosa direbbe?” chiosò Tito Manti. “Che sono un colluso!” fu l’ovvia risposta del superiore. Manti adagiò davanti al collega le foto delle quali stava parlando. Rustici le guardò allibito, riconoscendo quasi tutti i suoi compagni di posa. “Sei proprio uno sbirro!” gli gridò prendendo l’uscita. Manti lo rincorse, lavorava da vent’anni in quella città, e a questi si aggiungeva l’esperienza dei quarant’anni dati alla polizia dal padre. Era certo che i buoni superassero di gran lunga i cattivi a Zefira; la sua tesi dimostrava però quanto arduo fosse per un uomo onesto dimostrare di essere tale. Il figlio di un poliziotto era nel bene in virtù di quella condizione di nascita; il discendente di un malandrino aveva l’onere della prova, in ordine alla propria moralità, ed era condannato per tutta la vita a fare professione di bene”. Questo è un brano tratto da un libro pubblicato qualche anno fa, ambientato in un’immaginaria città, posta in un qualsiasi punto della Calabria. Zefira, una città che

desse dalle professioni, dai ruoli, in base alle colpe altrui, quanti di voi sarebbero giudici, poliziotti, giornalisti.. Fatevi i conti, e fatelo seriamente. Prendete la vicenda del giudice Giglio. Sapremo se è colpevole solo fra parecchi anni, o forse mai. E quelli che ha giudicato lui? Avremo mai la certezza se fossero colpevoli o innocenti, o fossero solo avversari? E Dio non voglia, ponete il caso che un giorno si scoprissero strane cose sulla Boccassini, che in fondo pur agendo per logiche milanesi ha nelle vene sangue meridionale. Giglio, i condannati di Giglio? Beh, le cose non sono facili. Siamo una società complessa, che gira a vuoto basandosi sui rapporti di forza più che su quelli di onestà. E non è che la si voglia buttare in caciara o far finire tutto nel buio dove tutte le vacche sono nere. Ma non possiamo tutti inventarci candidi gigli e spalare il letame solo nelle stalle altrui. Ah, sapete che io un giglio non lo sono con documenti di supporto, ma sapete anche che il caffè con me, o con quelli come me, l’avete preso in migliaia. Occhio alle pose.. e alle rosse. SABATO 24 DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

27


Immagini

da...

Telethon

Cultura e società MASSIMO CUSATO, percussionista di Eugenio Bennato dal 1995 al 1998, già fondatore del gruppo di musica etnica “Quartaumentata”.

A colloquio con il musicista locrese Massimo Cusato

I Quarta vino?

Cavallaro birra? Quello che facciamo noi è totalmente diverso da quello che fa il bravo Cavallaro. Considero il progetto dei Quartaumentata musicalmente più raffinato. E comunque non sono due cose paragonabili. E’ come voler confrontare la birra al vino. Non si può, sono due mondi diversi.

Giochi di un tempo Vecchi ricordi di gioventù riecheggiano nella memoria di chi ha vissuto questa fase della vita moltissimi anni fa, quando le condizioni economiche della maggioranza delle famiglie gioiesi non dava spazio a tante pretese di beni superflui e cosi storti. Al cospetto delle moderne play station i vecchi svaghi e passatempi, 'u circu, 'u palorgiu, assumono le sembianze di qualcosa di arcaico lontano ormai anni luce dalle attuali e futuristiche possibilità ludiche. E in effetti quanta differenza a distanza di alcuni decenni, quanti passi avanti ha fatto la tecnologia e quanti indietro il sano divertimento che poteva dare il giocare all'aria

aperta con gli amici. E' strano per quelli come me che viaggiano con gli anta , oggi, stare davanti a un monitor, scrivere con una tastiera e ricordare le giocate con i compagni d'infanzia 'a menza a strata, sperando di vincere qualche figurina oppure qualche monetina da 5 o 10 lire. In mezzo alla strada si giocava ' e ciappi ,'o singu ,'o battimuru oppure ,assieme alle ragazzine,'a siloca mentre nelle serate più calde si sfogavano i bollenti spiriti giocando a spina o pedi, una variante di quel gioco ancora più antico che era 'a 'mbucciatedda o 'a cchiappare Ho pensato e ripensato ai iochi 'i 'na vota , e ne ho apprezzato il senso della semplicità di quei tempi nei quali il gusto dell' accontentarsi di poco, o nulla, rendeva «i figghi di signuri» da guardare senza alcuna invidia Un' armonia assoluta tra il corpo, lo spirito e il mondo che ci circondandava e che oggi è soffocato da « 'stu grandi beni chi non dura », un grande ed effimero benessere che ci aliena e ci condiziona la vita, fin da giovani, tarpando le ali della nostra creatività, ingabbiandola nei meandri di un videogioco o nei labirinti di un microcip. Una volta i giochi ce li inventavamo dal nulla, bastava un ramo biforcuto per costruire 'a freccia (la fionda) o alcune tavole di legno inchiodate con quattro roti a pallini (cuscinetti di metallo) a far da ruote per costruire un carrettu con il quale lanciarci nelle discese 'a rùtta di coddu. Ma quei tempi « di 'na vota non ci su chiù » e oggi il sapore delle cose genuine guadagnate con grandi sacrifici ha lasciato definitivamente il posto al tutto e subito … dalla macchinina telecomandata e cinque anni al telefonino a quattordici, motorino a sedici per finire con una bella automobile fiammante a diciotto… e a venti? Cosa si potrebbe chiedere di più alla vita… dal punto di vista esclusivamente venale? Ma dal punto di vista dei valori Era mègghiu quàndu si stava peggiu? Pasquale Patamia

A

MARGHERITA CATANZARITI ll’indomani del concerto degli Olatuja Project, la band newyorkese che si è esibita a Locri un paio di settimane fa, abbiamo incontrato chi quel concerto lo ha organizzato, armato della stessa dedizione e competenza artistica con cui da anni lavora nel mondo della musica. Parliamo di Massimo Cusato, uno dei musicisti più dotati del nostro panorama, fondatore del gruppo Quartaumentata e che vanta collaborazioni importanti sia a livello nazionale che internazionale. Da Eugenio Bennato a Massimo Ranieri, da Niccol�� Fabi a Simone Cristicchi, Massimo e le sue percussioni hanno risuonato in tutta Italia arrivando anche fino ad un’edizione del Festivalbar al fianco di Brian Adams. Con i Quartaumentata e anche come musicista indipendente si è esibito

Grande concerto di Natale del II° Circolo di Siderno Si è svolto sabato 17 dicembre presso la chiesa di Portosalvo il concerto di natale, realizzato dagli alunni delle quinte classi (circa 90 bambini) del II° circolo di Siderno. “Dolce sentire accanto il presepe” era il titolo del concerto realizzato con l’aiuto dei maestri Francesco Macrì e Maria Rosa Fragomeni, e del dirigente Callipari Giuseppe.

Teresa Ribuffo, un grande talento reggino

Con la sua arte cura e coccola l’anima Usa il QRcode L’intervista di Teresa Ribuffo su

www.larivieraonline.com SABATO 24 DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

28


la Riviera

Foto Notizie in giro per il mondo, arricchendo il suo bagaglio personale con i suoni e le culture musicali più svariate: Europa, Stati Uniti, America Latina e ultimamente anche Africa, dove ha partecipato al fianco di Paola Turci,in occasione della tournèe della cantante, ad un festival in Kenya. Per non parlare dell’ ideazione e direzione artistica della rassegna Ai Confini del Sud, una manifestazione musicale e non solo che in dieci anni ha portato a Locri artisti eccezionali. Oggi Massimo, tornato a stabilmente a Locri, continua a lavorare con e per la musica con la sua società Etna Production, organizzando concerti in Italia e in Europa. Massimo, cosa vuol dire essere un musicista nella Locride? E’una bella sfida. Dopo 18 anni a Roma, dove mi sono formato musicalmente, sono tornato a Locri per tanti fattori, primo fra tutti la qualità della vita. Qui si vive bene, se sai crearti la tua dimensione. Se ti organizzi, in maniera da essere in contatto con ciò che ti interessa, è come avere una casa in una qualsiasi città d’Europa. Lo so che è difficile pensarlo, ma se ci credi è così. E’come avere la propria isola, dove pensare, creare, studiare. Certo è anche difficile, a volte hai a che fare con chi fa di tutto per rovinarti l’entusiasmo. Qui capita che se vai oltre, puoi dare fastidio. C’è molta approssimazione in giro, tanti si credono grandi maestri, ma non hanno le carte per esserlo. E quando difendi il tuo punto di vista, ti guardano anche male. C’è molta invidia in giro per l’ambiente. E si rischia di veder distruggere quello che fai. Ma io non mollo, sono un ottimista per natura. Cosa funziona e cosa no nell’organizzazione di un evento come il concerto degli Olatuja Project? Ti dirò che per me è stato un successo. Quando capita di avere artisti di questo calibro a Locri? Bisogna sapere dove cercare e io ti dirò, senza falsa modestia, che il mio lavoro lo so fare bene. E per me è stata una soddisfazione, lo sarebbe stata anche se al concerto fossimo stati in venti, perché avrebbe significato che quei venti, anche se pochi, hanno scelto di esserci per arricchirsi. Se poi parliamo conti alla mano, ti dirò che non ha funzionato il fatto che noi organizzatori ci abbiamo rimesso. Ma va bene

lo stesso, io lo faccio perché ci credo . La gente ha bisogno di queste cose. E del rapporto con le istituzioni cittadine? Non ho un buon rapporto con le istituzioni, non sono un buon mediatore. Dico solo che l’organizzazione delle manifestazioni culturali, a Locri come in tutta Italia, non dovrebbe essere materia dei politici, ma dovrebbe essere affidata a gente del settore che sa quello che fa e che punta sulla qualità. Ad esempio, non si può ridurre la realtà musicale calabrese esclusivamente ad eventi di “zippuli e tarantella”. C’è talmente tanto altro su cui lavorare. Questo perché si hanno delle responsabilità nei confronti del pubblico, bisogna cercare di offrirgli il meglio, l’alternativa valida. Credo anche che tra l’artista e la città ci siano le stesse regole che fanno funzionare un rapporto di coppia. E noi musicisti dovremmo agire il più possibile senza altri scopi se non quello di fare buona musica per il nostro pubblico. Dei tuoi colleghi che ci dici? Nella Locride c’è un bel fermento musicale, tanta energia. Ma bisogna stare attenti di non agire sulla scia del boom tarantella, perché si rischia l’omologazione. Quello può essere un punto di partenza, ma bisogna andare oltre. C’è bisogno di tanto studio e soprattutto di non sentirsi mai “arrivati”. C’è la necessità di creare alternative valide. Mi piacciono ad esempio gli Scialaruga, l’unico di questi gruppi con cui ho collaborato. E sono interessanti i Martin Tattoo Lounge Family, un gruppo nuovo che sperimenta un innovativo brasilian jazz. Li considero più vicini al mio mondo. Mimmo Cavallaro o i Quartaumentata? Quello che facciamo noi è totalmente diverso da quello che fa il bravo Cavallaro. Considero il progetto dei Quartaumentata musicalmente più raffinato. E comunque non sono due cose paragonabili. E’come voler confrontare la birra al vino. Non si può, sono due mondi diversi. Chi poi dei due sia la birra o il vino, non sta a me dirlo. Un’ultima domanda: che cosa è la musica per te, Massimo? E’tutto. E’quello di cui sono fatto. Non potrei mai vivere senza.

Burraco a Locri “La gioia di divenire, ogni giorno, pellegrini verso quel santuario chiamato “Persona”, nasce dalla serenità di chi nasce nonostante la situazione di dolore riservategli dalla vita, trova l'energia di sorridere e dire grazie”. Con queste parole si sono presentati i soci dell'Unitalsi ai tanti amici chiamati in “soccorso” ad un torneo di burraco organizzato per raccogliere fondi destinati a rendere lieti, o meno tristi, i giorni di chi è costretto a trascorrere il suo tempo negli augusti limiti di un centro per disabili.Il torneo si è svolto nei sugestivi locali di Calarro Capogreco a Moschetta, accolti dalla ospitalità di padroni di casa Nicola ed Annalia che, ancora un volta,

LE NOTE

ringraziamo. Gli amici di Locri, Siderno, Ardore, Bovalino, Bianco, e persino qualcuno di Catanzaro, Reggio o Messina, hanno vissuto un piacevole pomeriggio alla insegna della “condivisione”, in una dolce atmosfera natalizia sottolineata da una tenerissima mostra di presepi allestita nella mangiatoia della stalla adiacente al palazzo stesso. Il torneo è stato vinto dalla coppia Francesco Macrì e Maria Carla Giuffrè, secondi classificati Tullio Catalani e Pino Caminiti, terzi Emma Maio e Lillo Maio. A tutti un grazie di cuore, ancora auguri e….come siamo soliti salutarci noi… alla prossima!!! Unitalsi s/s di Locri

Pulsioni d’arte ’Associazione Culturale Edera con il patrocinio del Comune di Bovalino, con la collaborazione di Radio Venere e della Pro Loco ha inagurato, nella suggestiva galleria del Residence Hotel Palazzo Reginella, la mostra "PULSIONI D'ARTE", alla quale hanno partecipato il pittore Diego Cataldo con la mostra dei suoi “Percorsi mediterranei”, l’artista Andrea Bono con la mostra fotografica della storica FIAT 500 e le serigrafie dell’artista Giuseppe Albanese. Sarà possibile visitare la Mostra in tutto il periodo natalizio dalle 9 alle 23.

L

2° promo del Rap inside a Bovalino

di MARA RECHICHI

Riecco il Natale! Arrivato puntuale anche quest'anno, nonostante il tutto. E puntuali arrivano i diversi stati d'animo, intrisi di soggettività. La si può vedere, la soggettività; si manifesta con l'atteggiamento che ognuno sceglie di indossare, come un abito. Capita che, come quest'anno, si corra il rischio di farsi vincere dalla tristezza, dalla mancanza di speranza; può accadere, non si può negare. Ma è in questi momenti che la meravigliosa macchina che è il nostro corpo, nella parte meno fisica che abbiamo, quella che non si può né vedere né toccare, ci spinge a tirar fuori il meglio di noi stessi. Se lo vogliamo. Ho letto un post su Facebook, scritto da una donna: “donne, ribelliamoci al ruolo che le feste di questi giorni ci impongono: spignattare, servire a tutti piatti prelibati, sorridere e sembrare felici, anche se si ha un magone dentro il cuore!!” E giù, pioggia di commenti a conferma della necessità di ribellarsi alle tradizioni ed alle feste “comandate” che opprimono la donna. Mi dispiace, ma non ci sto. Scusatemi se appaio presuntuosa, ma rinunciare alla gioia di costruire la festa, mettendo le mani in pasta tra ravioli, pignolata, cozze, spesa a km zero, tovaglie, tovaglioli, sottopiatti, bicchieri doppi, posate, candele, centrotavola, musica natalizia di sottofondo, Svelto, Finish, Chante Claire, Dixan (magari alla spina), caffè, ammazzacaffè, regalini sotto l'albero (fatti con poco), sarebbe davvero un grandissimo sacrificio, non chiedetemelo. Il ricordo di una donna (moglie, madre, nonna, zia, affidataria) indaffarata nel giostrare i preparativi della festa, dalla decorazione della casa alla preparazione della tavola, al cucinare le tradizionali prelibatezze, a servire a tavola, a ripulire dai bagordi, è indelebile e ci accompagna nel percorso della vita. Così come il ricordo del concorso di tutta la famiglia nei preparativi: le donne sanno assegnare i compiti ad ognuno: tutto è più bello, ognuno esprime se stesso. E' il Natale della famiglia, in qualsiasi modo la intendiate. Auguri, Buona Festa!

DON NATALE

Mostra cinofila amatoriale a Locri Riuscitissima ed in uno scenario fantastico la 1a sfilata cinofila amatoriale organizzata dall'Associazione di Volontariato “Oltre l'Arcobaleno” di Siderno tenutasi a Locri, presso Palazzo Nieddu, del Rio domenica 18 dicembre. I proprietari dei cani hanno sfilato come in una vera e propria passerella di moda con tanto di tappeto rosso e “giro di boa”. Insomma un vero e proprio spettacolo ad alti livelli. M.B. SABATO 24 DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

29


Parlando di

Il Gatto con gli Stivali (3D)

Il figlio di Babbo Natale

Il regista Chris Miller, ha deciso di raccontarci la sua storia ossia chi era il fantastico gatto con gli stivali che ci aveva già fatto innamorare di sé con la saga di Shrek. Il film ci racconta la vita del gatto prima di conoscere l'orco.

Come può Babbo Natale fare il giro del mondo in una sola notte? La risposta è un'operazione tecnologicamente avanzata al Polo Nord con un esercito di un milione di elfi in campo, un'enorme slitta supersonica e un vasto centro di controllo sotto i ghiacci del Polo.

Cinema& musica

bambini

Ecco i cosa combinano a

scuola

APPUNTAMENTI

MONASTERACE

Studio d'Arte e Mostra Mercato di Artigianato Artistico Calabrese Via Nazionale aperta da giovedì 8 fino a sabato 31 dicembre dalle ore 16 alle ore 20

LOREDANA ALVARO

GIOIOSA MARINA

Presepio Elettromeccanico realizzato da Giuseppe Agostino, Via F.lli Rosselli, dalle ore 16 alle ore 20 aperta fino a domenica 8 Gennaio 2012.

SCILLA

“Il Castello di Scilla. Mille albe e una notte” Mostra personale di fotografia di Pasquale Arbitrio aperta fino a sabato 31 dicembre

POLISTENA

MONASTERACE

Il PRESEPE VIVENTE, organizzato nel suggestivo borgo dall'Associazione "Uniti per Monasterace"lunedì 26 dicembre.

SIDERNO

Raduno Bande musicali, Piazza Portosalvo. Sfilata per le vie della Città.

BAGNARA

Lunedì 26 Dicembre 2011 alle ore 16,30 prenderà vita il Presepe Vivente.

REGGIO CALABRIA

Museo del Presepio. Mostra Presepi regionali e di tutto il mondo Via Filippini, 46, visitabile fino a sabato 31 dicembre.

il minisindaco Laura Oliveto

Pattinaggio su ghiaccio, Villa Italia, aperta dalle ore 15 alle ore 22, fino a domenica 22.01.2012

Hanno riciclato di tutto. Plastica, stoffe e scampoli in disuso, pezzetti d’albero, ovatta, pasta e farina, e poi carta, pigne e quant’altro abbia ideato il genio creativo e artistico degli allievi dell’Istituto secondario di 1° grado “G. Pedulla” di Siderno. Li abbiamo immaginati a rigirarsi i pollici nell’intento di creare qualcosa che avesse potuto colpire i giurati, avendo ben chiara la missione da seguire: parlare del Natale, con l’albero ed il presepe, e riutilizzare quello che è destinato a finire nella spazzatura ma poi, pensandoci un pò, un’altra vita c’è. Alla fine, le opere vincitrici (vedete a lato) sono la sintesi d’impegno e bravura “smisurata”, per chi segue la falsa credenza che a quest’età si disdegna l’arte, ma in verità sono una chiara e lucida fotografia che tra le pagine dei libri si nascondono piccoli artisti. Bravi, bravissimi, superlativi! A chi pensa all’albero come un “filo” che unisce la famiglia e la scuola. A chi pensa che quest’anno il Natale arriva sotto la stella dei 150 anni d’Unità d’Italia. A chi pensa che la Sacra Famiglia è nei “panni” della gente comune. A chi pensa che una Barbie ed un panino al Mac non possa oscurare il valore del Natale

a -G III

I piccoli artisti del “G.Pedullà” reinventano la magia del Natale, pensando all’ambiente

III a-A

Reggio C.,info:0965/ 898168

Finalmente la felicità / 16.00 - 18.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA AURORA Reggio C.,info:0965/ 45373 Gioco di ombre 17.50- 20.10 - 22.30 NUOVA PERGOLA Reggio C.,info:0965/ 21515 Il figlio di Babbo Natale/16.00 Capodanno a New York/18.10- 20.20 - 22.30 MULTISALA LUMIERE Reggio C.,info:0965/ 51036 Sala de Curtis Il gatto con gli stivali (3D)/16.00 Giochi di ombre/17.40 20.10 - 22.40 Sala Sordi Vacanze di Natale a Cortina/16.30 - 18.40 - 20.50 23.00 Sala de Sica Il gatto con gli stivali/16.10 - 18.00 Il principe del Deserto 20,00-22,00 Sala mastroianni Il principe del Deserto/ 17.50

a -I III

CATAFORÌO

a III -E

Stage itinerante di danza e strumenti dell’Aspromonte Meridionale fino al 06.01.2012

AL CINEMA

CINEMA NUOVO Siderno,info:0964/ 342776 Vacanze di Natale a Cortina/16.00- 18.00 - 20.00 22.00 CINEMA ARENA Siderno,info:333/ 7672151 Prossima apertura CINEMA GOLDEN Roccela J,info:333/ 7672151 Finalmente la felicità/ 16.00 - 18.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA VITTORIA Locri,info:339/7153696 Il gatto con gli stivali (3D)/ 16.00-18.00 - 20.00 Campovolo/ 22.00 CINEMA GARIBALDI Polistena,info:0966/ 932622 I soliti idioti/15:30 - 17.50 19.45 - 22.00 CINEMA POLITEAMA Gioia T.,info:0966/ 51498 Vacanze di Natale a Cortina/18.00 - 21.00 CINEMA ODEON

GERACE

Il Borgo Maggiore farà da scenografia al Presepe Vivente nelle sere del 25 e 26 dicembre.

LOCRI

Mostra dei Presepi visitabile fino al 6 gennaio, nelle sale di Palazzo Nieddu del Rio.

ARIETE

TORO

GEMELLI

CANCRO

LEONE

VERGINE

dal 21 marzo al 20 aprile

dal 21 aprile al 20 maggio

dal 21 maggio al 21 giugno

dal 22 giugno al 22 luglio

dal 23 luglio al 23 agosto

dal 24 agosto al 22 settembre

Strepitosa vigilia di Natale, con un surplus energetico che porterà a volare verso lidi esotici.

Dopo un pò di affanno a inizio settimana finalmente potrete passare le festività serenamente.

Week-end all'insegna dell'opposizione della Luna: non pretendete troppo da voi stessi o dal partner.

Il Natale potrebbe essere più freddo del previsto: la poesia vi salverà e i parenti vi aiuteranno molto.

Un pizzico di moderazione e di movimento, e il buonumore tornerà dopo tanto tempo. Finalmente!

Natale pacato e godibile. Vi divertirete molto insieme al vostro parter e i vostri cari familiari.

BILANCIA

SCORPIONE

SAGITTARIO

CAPRICORNO

ACQUARIO

PESCI

dal 23 settembre al 22 ottobre

dal 23 ottobre al 22 novembre

dal 23 novembre al 21 dicembre

dal 22 dicmbre al 20 gennaio

dal 21 gennaio al 19 febbraio

dal 20 febbraio al 20 marzo

Il giorno clou della festività, la Luna non regalerà forse il massimo del calore, ma starete bene lo stesso.

La Luna in Bilancia di lunedì un po' vi infastidirà, con il suo eccesso di formalità. Ottimo il weekend.

Lo strepitoso ingresso di Venere in Acquario renderà il week-end indimenticabile.

La festività natalizia sarà perfettamente in linea con il vostro stile austero: armonia assicurata.

Il week-end si presenta vagabondo, il Natale più intimista ma altrettanto divertente e spassoso. SABATO

Sul lavoro, sono probabili richieste supplementari, anche stancanti, ma domenica sarà festa vera.

24 DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

30


Sherlock Holmes Gioco di ombre Nel film Sherlock Holmes 2, una nuova acuta mente criminale, il Professor Moriarty, con una intelligenza pari a quella di Holmes e con una predisposizione al male ed una totale assenza di coscienza, potrebbe mettere in grande difficolt�� il rinomato detective.

Le idi di marzo Il film racconta gli ultimi frenetici giorni della corsa per le primarie in Ohio, in cui un giovane addetto stampa viene coinvolto in uno scandalo politico che minaccia di compromettere la campagna elettorale, e finisce invischiato in una rete di intrighi, pericolose manipolazioni di veterani della casta e sedotto da una stagista.

Blob of the week

la Riviera

Matteo Raschellà

Un grande amico...Maurizio Ritorto!

Davide, non sarà mai alla sua “altezza”!!!

Mario Spina e Franco Fasano 2 “primi” indiscussi

Un “mr. Big” tra i big Nino Tarzia, Nino Ingrati e Chris Noth di Sex and the City

Cosa sarebbe la domenica senza “La Riviera” ???

Nell’era del digitale... con Pino si va sulla neve

Remo Roberto o Lupo de Lupis ?

La principessa Federica alla corte di Re Ruggero “Pino Beach” si riposa e pensa già alla prossima stagione estiva

Ave Peppe... Imperatore Maximo di Roccella

“Ceris...iamo”

La verità dell’Iride di Benjamin Bowson Rosicate beghini. Dio mi ama, anche se sono come sono. Se ho ucciso, spacciato, saccheggiato. Dio mi ama, quanto voi che siete sempre stati attenti alle regole, che avete seguito i vostri cani con paletta e sacchetto per non sporcare a terra. Per il Supremo non valete più di me, anzi, il Cristo in terra è venuto grazie a quelli come me, fosse stato per voi se ne sarebbe stato in cielo, beato accanto al padre suo. Io sono il figliol prodigo per cui si uccide il vitello grasso, per me si fa festa, per il mio ritorno a casa, che voi dal desco paterno non vi siete mai mossi di un millimetro. Per me si apriranno le porte del cielo, e ci ritroveremo un giorno in paradiso. Allora non potrete più puntare il dito, perché lì non potrò scannare nessuno, il male mio non ci sarà più. Saremo uguali io e voi, noi e voi. Voi che per le feste sarete buoni e ci porterete i dolci, che durante il Natale ci amerete come fratelli e vi scorderete dei nostri peccati. Dio mi ama, anche se a lui non ci ho mai creduto, se non sono mai entrato in chiesa e non l'ho pregato in ginocchio davanti agli altari. Dio mi ama, e per dicembre mi amerete anche voi, pregherete per me e i miei fratelli. Dio mi ama, ricordatelo, fra un po' è gennaio e a feste finite vi sentirete meno buoni. In tv torneranno le gogne, la voglia di sangue riprenderà a fremervi in pancia e non vi sentirete più miei fratelli. Alzerete di nuovo il dito e io tornerò a essere il solito malfattore. Vorrete di nuovo forche e galere. E quelli come me pronti a redimersi a ogni Natale, dopo l'Epifania torneranno a farvi la bua, e continueranno a farvela per tutto l'anno, in attesa del prossimo Natale. Perché Dio mi ama dice Papa Ratzinger, ma gli unti del Signore mi amano sempre e solo fino a capodanno.

Dio mi ama

SABATO

24 DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

31



lariviera52-11