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VENERDI

15 NOVEMBRE 2013

LA RIVIERA

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CONTROCOPERTINA

18/01/1988

Il sequestro Casella

viltà

Il coraggio di una madre

La del potere ILARIO AMMENDOLIA ina 5 giugno del 1989: piazza Tienanmen. Un ragazzo minuto, delicato, appena adolescente, ferma, col suo corpo, una colonna di carri armati. Calabria 27 giugno 1989: Locri. Una donna visibilmente provata, apparentemente fragile, affronta e sconfigge la ‘ndrangheta e mette sul banco degli imputati lo Stato. È Angela Casella: mamma coraggio! Si incatena nella piazza di Locri. Poi, lascia i paesi della costa e sale verso l’Aspromonte. Si ferma a S. Luca, a Platì, a Careri, a Natile, a Ciminà. Parla da madre ed implora per la liberazione di suo figlio, Cesare Casella, sequestrato dalla ‘ndrangheta. Cesare viene rapito il 18 gennaio 1988 a Pavia. Aveva diciotto anni. I rapitori fanno progressivamente lievitare il riscatto sopravvalutando le capacità economiche del padre. Dopo Paul Getty la ‘ndrangheta procede sulla strada dei sequestri a un ritmo sempre più incalzante. Il mondo civile si domanda: com’è possibile che in Italia, uno degli Stati più avanzati dell’Occidente, la

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‘ndrangheta possa muoversi con tanta baldanza? Certamente può contare su complicità diffuse, su autorevoli alleanze e protezioni, all’interno dell’apparato dello Stato. Per dimostrarlo una semplice riflessione: il sequestro dell’ingegnere campano Carlo De Feo. Un riscatto di 4 miliardi e quattrocento milioni, De Feo riconosce e fa arrestare i sequestratori. Sembra che ad ognuno di loro, una quindicina, siano andati circa venti milioni. Ed il resto? C’era qualcuno che guadagnava restando nell’ombra? Certamente qualcuno assicurava protezione e complicità a carissimo prezzo, solo in tal modo si riusciva a spiegare la spavalda sicurezza della ‘ndrangheta. Angela Casella ha il coraggio di guardare negli occhi le donne e gli uomini dei paesi in cui si incatena ed ovunque manifesta il suo dolore, mostra le catene sulle sue carni e dice: mio figlio è così da diciassette mesi. Il caso Casella finisce sulle prime pagine di tutti i giornali nazionali. Nel parla anche il Time in un articolo intitolato Searching in the Wild West. Angela suscita ammirazione e commozione ovunque. La Locride coraggiosa ma impotente l’abbraccia non solo idealmente. Una donna la raggiunge sulla piazza di Locri e mostrando un angolo della stessa piazza dice: “lì hanno ucciso mio figlio di soli 18 anni”. Una vive a Pavia , l’altra a Locri, ma sono due madri, due facce dello stesso dramma. La ‘ndrangheta è intimorita ed avverte un pauroso isolamento. I protettori della ‘ndrangheta premono per concludere il sequestro. Il gioco s’è fatto duro. La donna ha rotto il muro di omertà diffuse ed ha svelato una verità che, in fondo, tutti sapevano: la complicità di pezzi importanti dello Stato. Tanta determinazione fa tremare le “autorità” abituate a governare i sequestri a distanza, con relativa indifferenza, quasi in zona di libero scambio da far gestire alle parti in causa. Così qualcuno si tira indietro, non è più disponibile a seguire i sequestratori in questa pericolosa avventura. Il governo invia nuove truppe in Aspromonte, l’esercito è nelle strade. A dicembre viene ferito ad una gamba ed è catturato uno dei sequestratori: Giuseppe Strangio. Da un letto di ospedale il ferito lancia un appello cifrato, trasmesso da tutte le televisioni e riportato con risalto sui giornali. Adesso il contatto è stabilito, la ‘ndrangheta si sente accerchiata. Il 30 gennaio del 1990, dopo due anni di prigionia, Cesare Casella viene liberato. Mamma coraggio diventa un simbolo dell’Italia che non piega la testa. Nello stesso tempo a noi calabresi, Angela Casella ci mette dinanzi uno specchio in cui siamo costretti a guardarci, nel tentavo di capire chi siamo. Ci siamo guardati notando le nostre rughe, le nostre ferite, i nostri difetti. Le sconfitte ci avevano segnato. L’assistenzialismo resi flaccidi. La corruzione infettati. Nulla in comune però avevamo con i sequestratori. I calabresi erano le prime vittime, non i carnefici dell’orribile stagione dei sequestri. Il “potere”, in tutte le sue complesse articolazioni, deve dare in pasto all’opinione pubblica un colpevole e non c’è nulla di più facile che scaricare la colpa sui più deboli ed i calabresi sono tali. In quella occasione la televisione, la stampa in genere, diede il peggio di se stessa con servizi bugiardi e mistificatori in cui il sensazionalismo ha avuto il compito di oscurare la ragione e di mettere sul banco degli imputati il popolo calabrese. Si dispiegò in tutta la sua potenza la diffamazione nei confronti del Sud. Angelo Strangio, sindaco di S. Luca, persona di specchiata onestà e correttezza, riceveva ogni giorno centinaia di lettere oltraggiose ed infamanti contro la sua gente. La notte della liberazione di Cesare la televisione diede la notizia poco prima della mezzanotte. Nella Locride molte luci si accesero. Un popolo che ingiustamente era stato messo sotto accusa per un reato che non ha mai commesso, partecipava commosso ed in silenzio alla fine di un incubo. VENERDI

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Parlando

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LA SETTIMANA CARTOLINE MERIDIONALI

Le notizie più lette della settimana su larivieraonline.com

Antonio Calabrò

1) TRA CIRCA UN’ORA UN SATELLITE RISCHIA DI

Bova Superiore e lo Jonio Questi paesaggi da spavento e da stupore, e strisce di terra e di monti e di mare e di cielo, e strade arrampicate disegnate da titanici stambecchi, e castelli grondanti storia e sangue, e passi di virtù d’amore e sacrifici, e bellezza, bellezza selvaggia e implacabile, bellezza che ti afferra l’aorta e la morde, e ti chiede supplice di non abbandonarla, di restare qui con lei. Calabria, nostra amata Calabria, intervallo di coste tra l’azzurro del mare e quello sognante del cielo, siamo, sempre ed in ogni caso, orgogliosi di te.

315.557

Questi i chilometri segnati sul tachigrafo del camion che investì il calciatore ferrarese Denis Bergamini il 18 novembre 1989. Le indagini si concentrano su questa cifra e su quella segnata dal conducente del Fiat Iveco 180 nc, Raffaele Pisano, prima della partenza: 315.390. Solo 167 chilometri di differenza. Ma da Rosarno, luogo da cui Pisano sostiene di essere partito, a Capo Spulico, luogo dell’incidente, ci sono 230 chilometri

COLPIRE CALABRIA, SICILIA E PUGLIA

2) QUANDO CANOLO REAGÌ ALLA ‘NDRANGHETA E SALVÒ UN MATRIMONIO

3) DUE ARRESTI DEI CARABINIERI NELLA LOCRIDE 4) SI È CHIUSO CON 6 CONDANNE IL PROCESSO FALSA POLITICA 5) ‘NDRANGHETA, SIDERNO È DIVERSA DA LOCRI

6) INCENDIO SGOTTO, “ANDIAMO AVANTI NINO” 7) GALLERIA LIMINA, CONTROLLI SUI LIVELLI DI RADIOTTIVITÀ

Radiottività: controlli nella galleria Limina e nei comuni di Cinquefrondi e Mammola La Galleria della Limina è oggetto in questi giorni di nuovi controlli per verificare la presenza di attività radiottiva. A dare comunicazione dei nuovi monitoraggi lungo i 3,2 chilometri della galleria e nei dintorni (i comuni più interessati saranno Cinquefrondi e Mammola) della struttura sono stati l'Arpacal e il comune di Cinquefrondi. I punti scelti per i rilevamenti corrispondono alle otto piazzole dislocate lungo la galleria. I primi risultati si avranno entro 30 giorni, ma il monitoraggio completo dovrebbe durare circa un anno. L’annuncio di questi nuovi controlli giunge a breve distanza dalla pubblicazione sulla stampa nazionale delle dichiarazioni che il boss della camorra, Carmine Schiavone, rese nel 1997 alla Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Schiavone svelò i traffici di rifiuti radiottivi operati dal suo clan in Italia. Già nel 2011 in seguito ad un articolo dal titolo La galleria radiottiva. ecco le prove dell’orrore, apparso su “la Stampa”, l’Arpacal, attraverso la struttura tecnica del Dipartimento provinciale di Reggio Calabria, si dichiarò «pronta ad indagare per verificare se quanto riferito nei giorni scorsi dalla stampa nazionale e locale corrisponda ad un pericolo concreto per l’ambiente e la popolazione del comune di Mammola».

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la Riviera

L’intervista

parla Nicola Gratteri

Analisi di un libro già in testa alle classifiche. «I preti rappresentano un ottimo biglietto da visita. La ‘ndrangheta vive di consenso, senza le relazioni col potere non sarebbe ‘ndrangheta»

«Chiesa e ’ndrangheta a braccetto» U

ANTONIO TASSONE n nuovo successo letterario, un libro per certi versi di rottura rispetto al passato che in questi giorni sta facendo parlare il mondo. Stiamo parlando di Acqua Santissima - La Chiesa e la 'ndrangheta: storia di potere, silenzi e assoluzioni, edito da Mondadori, scritto dalla consolidata coppia di autori locridei Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, già disponibile in tutte le librerie. “A partire dall'Ottocento e per decenni - si legge nella prefazione - gli uomini della 'ndrangheta hanno beneficiato del silenzio e dell'indifferenza (spesso interessati) della Chiesa. Solo dagli anni Cinquanta cominciano a registrarsi le prime denunce e le prime lettere pastorali, e la 'ndrangheta diventa un cancro esiziale”. In occasione della pubblicazione di questo nuovo volume, che si trova già in cima alle classifiche di vendita, abbiamo posto alcune domande a Nicola Gratteri che ci ha rilasciato in esclusiva la seguente intervista: In questo nuovo libro scritto da lei e Antonio Nicaso, si evidenzia che la 'ndrangheta e la Chiesa ormai “camminano per mano”. È davvero così grave la situazione? La 'ndrangheta ha strumentalizzato la religione e i simboli religiosi e per molto tempo ha goduto della complicità di molti uomini di Chiesa che hanno preferito il silenzio alla denuncia. Ancora oggi, nella Chiesa ci sono ombre, ma per fortuna anche tante luci. Ci sarebbe bisogno di una voce forte, incisiva per dettare e omologare gli orientamenti pastorali, per evitare che ci siano preti e preti, vescovi e vescovi. Bisognerebbe fare una riflessione seria e attenta su conversio-

ne e sul pentimento. Il peccato non può essere considerato solo un'offesa a Dio e non ci può essere pentimento che non dia frutti nella società. Non ci può essere una giustizia degli uomini e una giustizia di Dio. Nel pentimento e nella conversione bisogna tenere conto del danno sociale. Che riscontri abbiamo su queste ormai certe ambiguità? Decine di processi hanno documentato e accertato comportamenti, se non penalmente rilevanti, quanto meno ambigui. Vescovi che frequentavano le case di mafiosi, preti che accettavano donazioni per organizzare feste patronali e ristrutturare chiese e parrocchie. Preti che viaggiavano armati, preti ammazzati. Nel libro Acqua Santissima raccontiamo decine di storie di preti che hanno tramato o che hanno vissuto nell'ambiguità di rapporti vischiosi e viziosi. Qual è il suo personale pensiero sul percorso di pulizia che Papa Bergoglio sta facendo nella Santa Sede? Papa Francesco è un pontefice di rottura. Se esiste lo Spirito Santo, questa volta nel conclave ha illuminato i cardinali nel verso giusto. Nessuno prima di lui aveva osato mettere in discussione lo Ior. Giovanni Paolo II ha denunciato la mafia che uccide. Papa Francesco ha istituito una commissione di saggi per ripensare e ristrutturare la Banca vaticana che era stata istituita come istituto per le opere religiose senza scopo di lucro e come strumento di raccolta fondi per iniziative di carità. Papa Bergoglio ha detto chiaramente che la Chiesa dell'Amore è inconciliabile con quella del Potere.

Il Santuario della Madonna di Polsi, San Michele Arcangelo, ci sono tanti elementi per affermare che la religione si è mescolata con il malaffare. È vero? Le notizie sul raduno di Polsi risalgono al 1894, come accertano gli atti giudiziari. Ci sono stati tentativi per spostare in altre sedi l'annuale assise della 'ndrangheta, ma come racconta Filippo Barreca, un collaboratore di giustizia, sono tutti falliti. «I clan di San Luca e quelli di Platì - ha dichiarato Barreca - sono insorti anche in rappresentanza dei preti del santuario, impedendo che lo spostamento venisse attuato». Ma attenzione a non confondere Polsi con la 'ndrangheta. Il culto mariano di Polsi precede di gran lunga la nascita della 'ndrangheta e bisogna tenerne conto. Polsi è un luogo di pellegrinaggio importante che la 'ndrangheta ha sempre cercato di sfruttare per i suoi loschi fini. Secondo lei, è un fatto positivo o negativo che la Locride in questo momento non

abbia la sua guida spirituale? La Locride ha bisogno di una voce forte, autorevole, capace di dare speranza. Diceva don Italo Calabrò che nel coraggio dei pastori, la gente ritrova il proprio coraggio. Mi auguro che a Locri arrivi un pastore in grado di infondere coraggio. Mi potrebbe esprimere il suo pensiero sulla qualità dell'attuale clero calabrese? Ci sono tante luci, tanti preti che hanno deciso di sfidare la 'ndrangheta. Tante voci che meritano rispetto e fiducia. Ma c'è ancora tanto da fare. Ci sono preti che preferiscono tacere, che scelgon o

il quieto vivere, spesso per paura, qualche volta anche per interesse. È vero che la ‘ndrangheta cerca di esercitare il controllo del territorio anche attraverso la frequentazione dei sacerdoti? La 'ndrangheta vive di consenso, senza le relazioni con il potere non sarebbe 'ndrangheta. I preti rappresentano un ottimo biglietto da visita. Per molto tempo, le processioni sono state uno strumento per ottenere visibilità.

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Grazie

mi avete dato la forza

di non mollare La solidarietà e la vicinanza dimostrata a me e alla mia famiglia dopo l'incendio della Casa funeraria mi hanno commosso Io e la mia famiglia vorremmo ringraziare tutte le istituzioni, le forze dell'ordine, tutti gli amici e i clienti che ci hanno dimostrato solidarietà e vicinanza dopo l'attentato che abbiamo subito. L'incendio della Casa funeraria è stato un colpo al cuore che mi ha scosso profondamente. La scena che mi sono trovato davanti la mattina in cui mi hanno avvisato dell'incendio non auguro a nessuno. Il pavimento e le pareti annerite, la serranda scassinata, l'odore di benzina, così acre, hanno inumidito i miei occhi. Era la rabbia per aver visto in un solo momento sfumarmi davanti un progetto che avevo fortemente voluto. Dopo 50 anni di attività stavo realizzando la casa funeraria per donarla a mio figlio e alla mia Siderno. Era un progetto unico in provincia di Reggio Calabria. La tristezza, lo scoraggiamento sono durati poco però. Perché la comunità si è stretta intorno a me e alla mia famiglia in questo triste momento. La mia Siderno mi ha dato coraggio e voglia di continuare a lavorare. Questo episodio non mi abbatterà, anzi mi darà ancora più forza. Forza di realizzare i nostri progetti, di non mollare. I messaggi di solidarietà e le manifestazioni di affetto e stima che abbiamo ricevuto da tutta Siderno e da tutta l'Italia mi stanno ridando fiducia. Nel futuro e nella possibilità di fare qualcosa di buono per la mia terra, la mia città e la mia famiglia. Un abbraccio Nino Sgotto VENERDI

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L’EDITORIALE

La ‘ndrangheta nel formaggio Ecco quello che a giorni la nuova relazione dell’Antimafia non ci dirà JIM BRUZZESE he nel crimine emiliano il cancro si combatta con l’aspirina e il raffreddore con la chemioterapia “la Riviera” l’aveva scritto a proposito di due giornalisti di crime story operanti al Nord. Giovanni Tizian cacciatore di scarafaggi da primi piani a lettere cubitali, Stefano Santachiara, cacciatore di vecchi avvoltoi con le mani in pasta, tra Corti d’Assise e sottoscala umidi. «Furto di 81 forme di Parmigiano a Reggio Emilia: c’è l’ombra della ‘ndrangheta». Domenica scorsa i carabinieri hanno trovato nascoste, in un capannone adibito a officina da una famiglia d’origine calabrese, 81 forme di Parmigiano Reggiano del valore di 30mila euro, rubate nella notte in un caseificio di Reggiolo. Con l’accusa di ricettazione i militari hanno denunciato due fratelli crotonesi di 41 e 44 anni nonché la moglie e il figlio di quest’ultimo rispettivamente di 41 e 21 anni. I carabinieri hanno denunciato il reato, mentre i giornali, dopo aver impastato il cemento sociale che fa comodo a molti, hanno mozzato la canna e caricato la palla asciutta: «C’è l’ombra della ‘Ndrangheta nel furto di Parmigiano». Titolo sbagliato! «C’è la dimensione (non l’ombra) della ‘ndrangheta (al Nord)» sarebbe stato onesto pubblicare e diffondere. Tutta

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la sua dimensione, reale e stracciona. C’è la ‘ndrangheta nel formaggio? Mi è venuto in mente un narcotrafficante in pensione che ho intervistato nel 2010 dopo una delle tante relazioni fotocopia della Commissione Antimafia che consacrava la mala reggina sul gradino più alto del crimine planetario. Originario di Pisa, Giampiero il toscano, aveva iniziato la sua carriera criminale nel 1975, caricando nelle stive di una nave Bonaza Marimbera (marijuana) insieme a due armatori greci. Da Riohacha, nella Guajira colombiana, diventata nel 1974 leader mondiale nella produzione di droghe leggere dopo che Nixon decise di innaffiare col veleno le coltivazioni messicane, facevano tappa ad Haiti, per approdare in Nuova Scozia e distribuire sballo tra i giovani nordamericani. La dimensione della ‘ndrangheta secondo Giampiero, che dopo essersi fatto le ossa con gli spinelli si dedicò per due decenni alla cocaina, l’avevo scritta a penna, più o meno così: «Il crimine, o business criminale, è un locale di lusso, pieno di quadri, sfarzi, arazzi, smoking e carte di credito. Piano bar nei feriali. Orchestra nei festivi. La ‘ndrangheta (tranne pochissimi fenomeni) è invece il retro del locale: scarichi, bidoni della spazzatura, ventola, fumaioli, antenna e cicche di sigarette gettate ovunque dai camerieri tra una pausa e l’altra» mi rispose lui con il sorriso di quei criminali laureati in economia. C’è la ‘ndrangheta nel formaggio? Sì, come i topi, la ndrangheta c’è soprattutto nel formaggio. Il business criminale si basa su altre premesse mai contenute, spesso solo grattuggiate, dalle relazioni Antimafia.

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L’INCHIESTA

di Eleonora Aragona e Stefano Marzetti

NUOVA SS106:GALLERIA GERACE

milioni

di debiti nella

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ECCO COME IL NORD TRUFFA IL SUD: quindici tra

imprese e privati che hanno lavorato sul cantiere della ss106 subappaltato alla Tunnel srl sono state sedotte e abbandonate. È stato semplice come bere un bicchiere d’acqua per la società di Monfalcone (Gorizia) lasciare debiti e fallimenti tra le aziende locali

Locride

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ue milioni di debiti nei confronti di quindici fra società e privati della Locride e non solo. È quanto si è lasciato alle spalle la Tunnel Srl. L'azienda di Monfalcone (Gorizia), aveva vinto nel 2010 l'appalto per la costruzione della galleria Gerace, che rientrava nel mega-lotto 1 della nuova statale 106, da Marina di Gioiosa ad Ardore. In base ai documenti prodotti dal curatore fallimentare Piergiorgio Renier, la società friulana ha lasciato nei guai, tra fallimenti e situazioni finanziarie difficili, le seguenti imprese: Parasporo srl per 1.612.822 euro; Carmela Parisi per 44.429,40 euro; Italcom srl per 60.135,25; Antonio Careri per 5.203 euro; Elettro S.O.S snc per 51.921,17 euro; Taps Consulting srl per 33.891 euro; Tuttogomme (Cosenza) per 1.282 euro; Futura 90 srl per 530.039,81 euro; Sud Asfalti (Ardore) per 67.626,77 euro; Casilina Presagomati srl (Roma) per 174.824,40 euro; avvocato Cristiano Di Giosa per 16.432 euro; avvocato Frantoni per 16.308 euro; Motel Costa Blu per 67.397 euro; Officine Tropeano per 6.811 euro; Geografic per 67.484,71 euro. La Tunnel, oltre all'appalto per la galleria Gerace, vinse in un primo momento anche quello per la realizzazione dello svincolo Merici, opera alla quale rinunciò immediatamente. Durante il primo anno di lavori, un certo numero di ordini di servizio per ritardi e incapacità giunsero all'Anas da alcune ditte subappaltatrici. «Già dall'agosto-settembre del 2011 - racconta a “la Riviera” Carlo Parasporo - la Tunnel ha cominciato a tardare nei pagamenti». Il titolare dell'azienda di Locri nel febbraio 2012 cominciò a inviare degli esposti ad Anas e Astaldi, rispettivamente supervisore dei lavori e general contractor, lamentandosi per i crediti accumulati. L'andazzo avviato dalla Tunnel consisteva nel subappaltare incarichi alla ditta Parasporo e ad altre, pagando dapprima un anticipo consistente, per poi ritardare nel saldo finale. Se, per esempio, affidava opere per 400.000 euro, anticipava subito una cifra pari all'incirca a 100.000 euro. Ci si chiede, a questo punto, come mai le ditte che via via accumulavano sempre più crediti non abbiano interrotto i rapporti con la Tunnel. Parasporo, a questo proposito spiega: «Speravo in un intervento dell'Anas o dell'Astaldi, le quali nonostante i

ritardi e le numerose lamentele, non solo mie, non hanno mosso un dito. Al contrario, nel caso dell'Astaldi è incomprensibile il motivo per cui non abbia scisso il contratto chiedendo i danni per il mancato completamento dell'opera. Ma addirittura abbia siglato una transazione per 700.000 euro con la ditta di Monfalcone - sottolinea l'ingegnere di Locri - e abbia sbloccato i 2 milioni versati come caparra». A questo punto torna utile fare due conti: sommando le cifre dei debiti lasciati dalla Tunnel si arriva a un totale di 2.737.000 euro. L'Anas e la Astaldi, in sostanza, hanno favorito l'impresa friulana versandole 2.700.000 euro. Perché i due supervisori non hanno utilizzato questa somma per ridimensionare i debiti? Se la matematica non è un'opinione i passivi della Tunnel ammonterebbero paradossalmente soltanto a 37.000 euro. Non contenta la società , al termine dei lavori e dopo aver abbandonato il cantiere, ha addirittura contestato un mancato guadagno ad alcune delle aziende creditrici. Della serie: alla spudoratezza non c'è limite. Tra coloro che avrebbero dovuto ricevere uno dei compensi più alti, c'è proprio Parasporo: «Oltre al danno la beffa. La Tunnel, che con questo appalto ha guadagnato la bellezza di 12 milioni, non mi ha pagato, mi ha contestato e io ho dovuto fare i salti mortali per dare il dovuto ai miei fornitori e operai. Inoltre - prosegue il titolare della ditta - mi ritrovo con un'istanza di fallimento presentata da una delle aziende che hanno lavorato per me. Una situazione che mi ha tagliato le gambe, ho dovuto svendere mezzi e macchinari». L'intera vicenda ha del grottesco: una ditta del Nord scesa nella Locride per contribuire all'arricchimento della zona e delle sue imprese, ha invece affossato l'economia locale e compromesso finanziariamente la vita di molte famiglie. Molti credevano in questo progetto e nelle nuove possibilità che avrebbe potuto creare. La nuova ss 106 rappresentava nell'immaginario collettivo una svolta epocale. Doveva portare progresso e prosperità, invece ha lasciato un senso d'impotenza e, in alcuni casi, disperazione. Alcune famiglie avevano investito soldi e tempo in questi lavori e sono stati ripagati con debiti e fallimenti. Questo è stato per il momento lo sviluppo che l'infrastruttura ha portato alla Locride. Ben poca cosa. VENERDI

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ATTUALITÀ

LA TASSA SUI RIFIUTI TERRORIZZA I SIDERNESI LIDIA ZITARA

iovedì sette scorso la terna commissariale ha avuto il tanto atteso incontro con le associazioni per quanto riguarda la TARES. Erano presenti rappresentanti delle associazioni UNSIC, ALI, CORSECOM, della Consulta, ConfConsumatori, FIBA, Confesercenti, nonché il presidente e diversi rappresentanti di Siderno Libera. La riunione è stata molto lunga e intensa, oltre due ore di confronto tra commercianti, cittadini e i commissari. Molte le proposte, i dati esposti, le indicazioni su procedure alternative. Le associazioni sono arrivate nell'aula consiliare con una bozza di istanza di revoca e la richiesta dell'apertura di un tavolo tecnico al quale discutere gli aspetti più pragmatici e operativi della tassa e in che modo poter agevolare le imprese commerciali che si sono viste arrivare quasi 5.000 euro da pagare entro l'anno. La TARES, ricordiamo, è una novità che morirà già l'anno prossimo, quando sarà rilevata dalla TRISE. Si tratta insomma di una tassa che nasce e muore nel 2013, e che si configura agli occhi di chi deve sostenerla come una vera e propria stangata natalizia. In molti hanno lamentato principalmente una mancanza di capacità di ascolto da parte dei commissari, cosa che ha suscitato un secco dissenso da parte del dottor Pitaro, il quale ha apostrofato molti dei presenti riferendo delle ore passate insieme ad esaminare i loro problemi. Durante l'incontro i commissari hanno invitato le associazioni ad esporre le loro problematiche. Ha aperto il discorso Marcello Attisano, rappresentante del PRI, che ha sottolineato quanto siano fondamentali gli interventi pubblici in fase di recessione (teoria keynesiana) e che a maggior ragione questi devono essere compiuti in zone depresse economicamente e socialmente. Attisano ha ricordato che la ormai fatiscente galleria della Limina è la più importante opera pubblica da 70 anni a questa parte, ha ricordato anche le

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Siderno discute

di Tares IN EVIDENZA

I comuni devono essere autosufficienti in quanto ad entrate e uscite, e che in Italia esiste il federalismo fiscale, che divide il paese in tre macroregioni: Nord, Centro e Sud, e qui da noi le aliquote sono maggiori. Inoltre la TARES da pagare entro dicembre si riferisce al 2012, non al 2013. parole di Fiorini Morosini prima di lasciare la diocesi di Locri e che la Locride è considerata “obiettivo 1” secondo la legislazione europea. Ha continuato poi l'avvocato Bianca Gerace, riferendo di un vivo disagio nella popolazione sidernese riguardo ad una tassa che arriva come un'imposizione, e rimarcando che le associazioni fungono da filtro tra la pubblica amministrazione e la cittadinanza, e che il mancato assenso dei commissari al

tavolo tecnico così vivamente richiesto non può che rendere la situazione più aspra. Secondo l'avvocato Gerace sono stati commessi degli errori di opportunità in particolare per ciò che riguarda i crediti inesigibili (cioè i crediti di cittadini morosi) che ammontano a 381.000 euro. L'avvocato Gerace ha dichiarato che il criterio di definizione di questa cifra è stato arbitrario, e ha domandato se è prevista la stessa cifra nel 2013. L'avvocato Anna Romeo, già candidata a sindaco in trascorse elezioni e rappresentante dei socialisti, ha invece sollevato la questione dell'abusivismo e dello sciupìo dell'acqua potabile usata per irrigare colture agricole. Gli illeciti protratti per anni hanno determinato un aggravamento dei crediti inesigibili. In seguito è intervenuto l'avvocato Antonio Fragomeni, rappresentante di ConfConsumatori, il quale ha con veemenza dichiarato che i commissari “risanano il paese e ammazzano la popolazione”. Fragomeni ha chiesto, durante un lungo botta e risposta con Cacciola e Pitaro, che tutti i cittadini siano messi in condizione di pagare. Concetto riproposto in maniera molto articolata da Maria Teresa Fragomeni, rappresentante PD, la quale ha posto

l'accento sull'evasione di sopravvivenza. Molto tecnico l'intervento del ragionier Catalano, basato prevalentemente sull'abusivismo edilizio, sui fabbricati fantasma e sulla revisione del regolamento comunale (ricordiamo che la TARES si paga in base al fabbricato, alla sua estensione, cubatura e rendita catastale). Pietro Sgarlato, commercialista, si è invece soffermato con vigore sulla doppia residenza e sul doppio domicilio, che impongono una doppia tassazione. Si è subito instaurato un dibattito con i commissari i quali hanno chiarito che da normativa la tassazione si effettua esclusivamente sul fabbricato dove si ha la residenza anagrafica. A parere di chi scrive è non meno interessante l'obiezione che sia quantomeno iniquo che un artigiano calabrese paghi quanto un artigiano veneto. Volgendo la riunione al termine è intervenuto Alessandro Siciliano, presidente di Siderno Libera, secondo cui la terna commissariale non deve essere di basso profilo, cioè mirare ad un mero ristabilirsi della situazione burocratica e finanziaria. Al termine degli interventi del pubblico, il dottore Tarricone ha chiamato il

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giovane dottore Cipparrone ad esporre la situazione. In breve, la TARES è una tassa nazionale che si deve pagare dalle Alpi a Lampedusa, e sulla quale non c'è niente da fare se non applicarla. Cipparrone ha ricordato che i comuni devono essere autosufficienti in quanto ad entrate e uscite, e che in Italia esiste il federalismo fiscale, che divide il paese in tre macroregioni: Nord, Centro e Sud, e qui da noi le aliquote sono maggiori. Inoltre la TARES da pagare entro dicembre si riferisce al 2012, non al 2013, anno in cui il servizio è stato effettivamente parziale. Cipparrone ha tranquillizzato tutti riguardo i crediti inesigibili, il cui computo è basato sull'annualità 2006-2007, in cui si sono messe in atto delle misure di controllo dell'evasione, e in cui i crediti inesigibili -si presume- erano al minimo. Il dottore Chianino, con grande freddezza, ha poi evidenziato come siano stati ridotti enormemente i finanziamenti ai comuni, e che Siderno ha subito 782.000 euro di perdite con l'IMU e che la TARES è solo il 20% dei suoi problemi fiscali. In ogni caso il tavolo tecnico è stato istituito seduta stante e il primo incontro è stato fissato per lo scorso giovedì alle ore 10.

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IN PRIMO PIANO IL RICONOSCIMENTO PER L’IMPEGNO DIMOSTRATO NELLA TUTELA DELLA LOCRIDE

«Solidali con la tenacia di Ammendolia» L’appoggio di alcuni componenti della fondazione Pasquino Crupi al ex sindaco dopo la condanna per il caso dei rifiuti stoccati in una discarica cui erano stati posti i sigilli. «Un uomo meritevole anche quando ha assunto posizioni impopolari» «Nei giorni scorsi, s'è avuta notizia dell'esito negativo della vicenda giudiziaria che poneva al centro del dibattito processuale un delicato aspetto dello spirito di servizio assicurato dal professor Ilario Ammendolia alla guida della comunità cauloniese. È notorio l'unanime apprezzamento ricevuto negli anni dall'impegno civile profuso con passione dal profilo pubblico del professor Ammendolia: anche nelle non sporadiche occasioni in cui egli ha assunto posizioni impopolari dalle quali è comunque emersa puntualmente la finalità, tenacemente perseguita, di tutelare una comunità storicamente marginalizzata, la Locride, tanto da renderla destinataria di incessanti appelli a non smettere di volersi bene nella prospettiva di un dignitoso

riscatto. Non ci appartiene la velleitaria idea di interferire con l'attività di ricerca della Verità, notoriamente sofferta e dunque non semplice, anzi decisamente ardua, almeno quanto lo è quella che oggi si richiede agli amministratori del difficile comprensorio reggino. Teniamo, però, ad affettuosamente manifestare al professor Ammendolia sincera ed immutata stima, in uno alla certezza che il buio porta ad illuminare i pensieri, le emozioni, i desideri, le stelle e la luce che le persone speciali hanno dentro di sé» Giuseppe Bombino Rosario Condarcuri Vincenzo Crupi Oreste Romeo Walter Scerbo

Nella foto Ilario Ammendolia con Pasquino Crupi, che sicuramente avrebbe scritto molto sul caso del nostro direttore editoriale

La crisi degli Lsu/Lpu dà la sveglia al Comitato dei sindaci Dopo una protesta, i lavoratori hanno ottenuto due mensilità. Ma non diminuisce la pressione dei comuni sul governatore Scopelliti, cui è stato chiesto di sollecitare un incontro per il prossimo 21 novembre presso la Presidenza del Consiglio dei ministri Era necessario che la crisi dei lavoratori socialmente utili (Lsu) e di quelli di pubblica utilità (Lpu) divenisse 'nera', per smuovere il Comitato dei comuni della Locride - presieduto da Giuseppe Strangio - e ottenere la convocazione di una riunione allargata cui hanno preso parte 23 sindaci. In quanto a latitanza operativa, non parliamo poi dell'Assemblea dei primi cittadini della fascia ionica, che in circa un anno dall'insediamento di Giorgio Imperitura, si è riunita solo 4 volte, di cui due non contano dal momento che in esse non è stato raggiunto il numero legale. Questa volta, però, l'emergenza sul futuro di lavoratori considerati indispensabili dalle amministrazioni comunali - perché completano il normale organico - ha permesso il raggiungimento di 23 su 42 partecipanti. Gli Lsu/Lpu, naturalmente, hanno fatto e fanno pressione sugli enti a loro più prossimi, cioè i comuni impossibilitati però dalla mancanza di fondi a garantirne gli stipendi e la futura stabilizzazione. In apertura della riunione del Comitato, è inter-

venuto il sindaco di Bovalino, Tommaso Mittiga, il quale ha ribadito con forza un concetto già espresso in una lettera pubblicata dal nostro giornale di domenica 27 ottobre 2013: «Partecipo all'assemblea per l'importanza dell'ordine del giorno.Ciò non toglie che permanga il disagio causato dallo sbando che caratterizza un'associazione che in qualche momento dà l'impressione di essere condizionata e diretta da persone ester-

ne e di operare per fini che nulla hanno a che vedere con il travaglio dei nostri comuni». La giornata di martedì scorso 12 novembre 2013, è stata a dir poco campale. Dopo la suddetta riunione del giorno prima - nella quale i comuni hanno paventato una vera e propria crisi delle amministrazioni locali - si è svolta una protesta di questi impiegati di fronte al Consiglio regionale, a Reggio Calabria, in seguito alla quale gli Lsu/Lpu hanno ottenuto due mesi d'indennità. Altra cosa, ancora da vedere, sarà la proroga del rapporto lavorativo e la stabilizzazione. Com'è ovvio, non cenna a diminuire l'assedio dei comuni intorno al governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti. Al presidente targato Popolo della Libertà, infatti, con una lettera è stato chiesto di incalzare il Governo per la convocazione di un incontro ad hoc a Roma presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, per il 21 novembre prossimo.

Il presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, mercoledì scorso ha incontrato a Reggio Calabria, presso la sede del Consiglio regionale, una delegazione di sindaci e di lavoratori Lsu-Lpu, che protestavano per la loro precarietà. «Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Filippo Patroni Griffi - ha dichiarato il governatore ha nuovamente convocato, su mia richiesta, un tavolo tecnico per il precariato calabrese per il prossimo 21 novembre a Roma. Da subito il dipartimento Lavoro definirà le convenzioni con tutti i comuni dove sono presenti lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità che avranno la copertura economica assicurata per i mesi di novembre e dicembre», ha assicurato Scopelliti.

Stefano Marzetti VENERDI

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Siderno: Via Amendola ritorna al doppio senso di marcia E' di stamattina la notizia ufficiale del ripristino delle condizioni viarie su via Amendola, che qualche settimana fa era stata resa senso unico dall'altezza delle scuole fino al semaforo del Commissariato. Molti commercianti avevano protestato a causa della grave penalizzazione subita dai loro esercizi, e finalmente i tecnici si sono resi conto che il senso unico non stava

bene a nessuno, non solo ai commercianti, ma anche a cittadini e agli automobilisti, tanto che all'incrocio con via Turati si _ spesso reso necessario l'intervento dei Vigili Urbani. L'imposizione del senso unico su una strada con discesa diretta al mare risultava infatti incomprensibile agli automobilisti, che imboccavano il divieto

senza neanche rendersene conto. Tra i cittadini _ anche sorta una manifestazione di spontanea solidariet_ nei confronti degli esercenti di via Amendola e c.so Garibaldi, con una raccolta firme presso l'edicola di Gabriele Scambelluri. I commercianti ringraziano la cittadinanza della solidarietà dimostrata.

LOCRIDE

L’intervista

parla Giuseppe Campisi

«I commissari “ prefettizzi deludenti» Campisi, ex sindaco del comune commissariato di Ardore, spiega perché con la cosiddetta “triade” la sua cittadina sta andando alla deriva

evi stare in mezzo alla gente. Altrimenti non puoi amministrare un paese, una cittadina, una città. Rischi di fare, anzi fai, solo danni. La gente la devi conoscere. Conoscere le persone, quasi tutte, una a una. Incontrarle al bar e farci due chiacchiere, offrendo o accettando la rituale tazzina di caffè. E' la gente, i cittadini, che devono poterti dire in faccia quello che va o non va. Te lo esprimeranno con una pacca sulla spalla, o te lo sbatteranno sul grugno con una parolaccia. Bisbigliando o facendosi sentire da tutti. Ma tu, sindaco, in questo modo saprai

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IN EVIDENZA

Solo tre giorni di presenza la settimana «per redigere relazioni copia-incolla, che nulla hanno a che fare con i reali bisogni della cittadina. Queste persone ci costano 4000 euro a testa, circa 250mila l'anno»

cosa va fatto. Quando va fatto, come va fatto. Questo, in un comune commissariato come quello di Ardore, non può più essere. <<Ed è sufficiente farsi un giro per le strade - dice alla “Riviera” l'ex sindaco Giuseppe Campisi - per rendersi conto della differenza>>, in questo organismo gestionale sciolto lo scorso 26 giugno in seguito all'arresto (avvenuto nel novembre 2012) di Bruno Bova, capogruppo di maggioranza legato a doppio filo, secondo l'accusa, con gli affiliati al “locale” della cittadina. In soldoni, ad Ardore sono state “riscontrate forme di condizionamento

delle istituzioni locali da parte della criminalità organizzata”. Così recita la delibera del Consiglio dei ministri con riferimento alla ben nota operazione “Saggezza”. Non serve possedere l'intuito di Sherlock Holmes per capire che a Campisi viene la gastrite ogni volta che pensa al lavoro della “triade” dei commissari, quella che oggi ha in mano l'amministrazione comunale, che secondo lui sta mandando alla deriva la sua cittadina, quella che lui definisce <<un'isola felice della costa locridea>>, posta fra località assai più

famigerate, come a esempio Africo e Locri, tristemente celebri per la tentacolare presenza della 'ndrangheta. <<Alla base dell'inadeguatezza dei tre commissari - afferma - sta, com'è ovvio, una legge del tutto inadeguata che consegna i comuni in mano a persone, a dei burocrati, che di quei posti non sanno assolutamente nulla. E che quindi - seppure persone perbene e più che capaci nel loro lavoro primario presso le prefetture d'origine - qui da noi non fanno nulla, non sanno dove mettere le mani e quando prendono iniziative combinano guai. Come, per esempio, togliere i

L'esempio di Bova come modello di sviluppo locale

Successo di pubblico e consensi per l'iniziativa di Gioiosa Jonica, promossa dal Sidus Club “Restauro, recupero, fruibilità. Sviluppo nei borghi antichi. L'esperienza di Bova, Comune Gioiello d'Italia”. È stato questo il leit motiv dell'incontro dibattito promosso dal Sidus Club col patrocinio del Comune di Gioiosa Jonica, andato in scena qualche giorno addietro presso la sala conferenze di Palazzo Amaduri, a Gioiosa Jonica. Tra gli interventi della serata quelli di Salvatore Fuda, Sindaco di Gioiosa Jonica; Albarosa Dolfin, Presidente Sidus Club; Agostino Santacroce, Presidente Consorzio Pro Loco Riviera dei Gelsomini; Ernesta Chianese, Coordinatrice premio Borghinfiore Sidus Club, e Katia Aiello, vice presidente del Sidus. Intervento centrale dell'incontro è stato quello di Gianfranco Marino, Vicesindaco di Bova e Coordinatore Regionale del Club dell'Anci riservato ai Borghi più Belli d'Italia che ha illustrato l'esperienza di Bova, Comune Gioiello

d'Italia come esempio di un rilancio turistico culturale che circa un ventennio addietro ha preso le mosse da una programmazione oculata, facendo registrare nel tempo un'importante sinergia tra settore pubblico e privato. Un excursus storico quello di Gianfranco Marino, un viaggio a ritroso nel tempo che attraverso immagini, video e commenti, ha ripercorso le tappe principali del rilancio di un centro oggi eccellenza assoluta nel panorama regionale. “Nessuna pretesa di dare ricette particolari per il successo - ha spiegato proprio Marino nel suo intervento - solo tanto impegno e un pizzico di fortuna. Bisogna credere nella possibilità di invertire la rotta, noi l'abbiamo fatto circa vent'anni fa, da allora si continua a camminare sul binario tracciato, forse è questo il vero segreto, non avere mai svoltato rispetto alla strada allora intrapresa”. Nel racconto di Marino, corredato da suggestive immagini e

FOTO NOTIZIE

video, vent'ani di storia bovese, e soprattutto due anni e mezzo, gli ultimi in ordine di tempo, caratterizzati da un brulicare di iniziative che hanno fatto di Bova, riferimento culturale in provincia. Presentazioni di volumi, convegni, dibattiti, caffè letterari, e poi ancora progetti legati al turismo scolastico e tanti eventi storicizzati che richiamano a Bova migliaia di persone in tutto l'anno. “Siamo noi - prosegue Marino - a ringraziare gli organizzatori dell'iniziativa,per averci dato l'occasione di testimoniare con la nostra presenza un'esperienza che ci sta particolarmente a cuore. L'auspicio - conclude Marino - è che la nostra esperienza e la nostra testimonianza serva da stimolo a tanti centri cosiddetti minori, dalle tante potenzialità inespresse, centri che potrebbero scrivere una storia nuova garantendosi un futuro senza cedere ai soliti inutili fatalismi”

Lo stand e lo staff del centro diabetologico dell’ospedale di Locri. Il 10 novembre 2013 si è svolta la Giornata mondiale del Diabete e a Siderno i medici del reparto di Pediatria hanno organizzato degli appuntamenti per informare i cittadini su questa malattia.

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Festa dell’albero il 22 novembre a Siderno

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Si svolgerà a Siderno il 22 novembre la tradizionale Festa dell'Albero. L’Istituto comprensivo Siderno, Pascoli-Alvaro, gli alunni le insegnanti del plesso Gonia sono lieti di invitare la S.V. alla manifestazione “ Festa dell'albero” che avrà luogo venerdì 22 novembre 2013, alle ore 10,00, nel giardino della scuola primaria Gonia.

locali alla pro loco - racconta l'ex primo cittadino ardorese, eletto due volte consecutive in una lista civica di centrosinistra - con la motivazione di risparmiare sull'affitto che invece era basso. Oppure, ancor più grave, di imporre il pagamento per la sala della biblioteca comunale, una volta luogo d'incontro per gli amministratori e per le associazioni dei cittadini, costretti ora a riunirsi in altri spazi>>. Insomma, Giuseppe Campisi rileva danni e immobilismo. <<Dopo cinque mesi>> di commissariamento <<non vi è stato alcun cambiamento ad Ardore, neppure per quanto riguarda l'amministrazione ordinaria, come tappare una buca sulla strada o cambiare una lampadina fulminata>>. Un totale scollamento dalla realtà locale, è ciò di cui vuol parlare Campisi. Solo tre giorni di presenza la settimana, per redigere relazioni copia-incolla, senza rendersi conto se ci siano condizionamenti. Questa la vera malattia per l'ex numero uno dell'amministrazione ardorese. Una disfunzione gestionale che, come detto, è causata - sempre secondo l'ex sindaco soprattutto da quel decreto legislativo n. 267 del 2000, articolo 143, elaborazione della legge del 1991 contro le infiltrazioni mafiose negli enti locali. In sostanza <<in un primo momento viene nominata una commissione d'accesso composta da tre funzionarti calabresi e in un secondo tempo>> e definitivamente <<vengono nominati i tre commissari, provenienti da fuori regione. Dovrebbe avvenire il contrario. Senza dimenticare dice ancora l'ex sindaco - che queste persone ci costano ogni mese 4000 euro l'una, circa 250mila l'anno, che il ministero restituisce ma che non possono rientrare nelle casse comunali ma solo essere reinvestiti. Il punto è che i commissari, estranei al territorio, non hanno la capacità per impiegare al meglio quel denaro. Molto meglio sarebbe nominare sindaco il maresciallo dei carabinieri, che le emergenze del posto le conosce meglio di tutti>>.

Prevista una nuova bitumazione a Siderno Particolare attenzione dedicata alle zone interne e alle strade secondarie LIDIA ZITARA “Ad essere pessimisti la bitumazione delle strade più dissestate di Siderno Marina avverrà non più tardi di marzoaprile”. Questo è quanto riferito dai responsabili del settore urbanistica del comune. A tutti è noto il pessimo stato delle strade della nostra cittadina, ormai flagellata da un traffico di proporzioni alluvionali. Già nel 2006 era previsto un piano per una bitumazione, per la quale erano stati stanziati 160.000 euro attraverso il Mutuo Cassa

Depositi e Prestiti. Poi la bitumazione non si fece più e la cifra oggi è inadeguata all'inflazione di questi ultimi anni, oltre che al peggioramento della qualità del manto stradale. Al momento sono previsti interventi sostanziali soprattutto nelle zone interne del paese. Via Rousseau di Donisi è considerata un intervento di somma urgenza, per il quale si dovrebbe intervenire in tempi strettissimi. Solo per via Rousseau è previsto un fondo di circa 10-15.000 euro. Per le altre strade si dovrà aspettare un situ-

Il progetto “Ok qui prodotti a criminalità zero” debutta all'Ipsia di Siderno

azione di clima stabile e asciutto, quindi se ne parlerà in primavera. Alcune delle strade che saranno parzialmente o interamente riasfaltate: via Dromo (speriamo in tutta la sua lunghezza), c.da Lenzi, via Piromalli, via M. Pagano, via Circonvallazione (anche qui si spera un risanamento di tutto il tragitto), via dei Tigli, via Turati, via Galilei, via Tobagi, via Portosalvo, via delle Gelsominaie, oltre che corso Garibaldi. Molto probabilmente sostengono i responsabili- la cifra stanziata non sarà sufficiente a bonifi-

Il 12 novembre 2013, presso l'Istituto Professionale di Siderno, si è tenuto un importante incontro avente come scopo il coinvolgimento degli studenti, della Locride nella realizzazione di un particolare logo. Un logo, recante la dicitura “ok qui prodotti a criminalità zero”, che sarà utilizzato per identificare le aziende sottratte alla criminalità organizzata. L'iniziativa, promossa dall'Osservatorio sulle misure di prevenzione, è diretta all'affermazione della cultura della legalità, ed è stata presentata dalla dott.ssa Grazia Gatto, rappresentante dell'Osservatorio stesso. Questa iniziativa rientra in un progetto promosso dall'Osservatorio sulle Misure di Prevenzione, organismo al quale fanno capo i Tribunali di Reggio Calabria, Palmi e Locri, le Procure della Repubblica di Reggio Calabria, Palmi e Locri, il Comando Provinciale dei Carabinieri, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza, la Questura di Reggio Calabria, la DIA di Reggio Calabria,

care tutti i percorsi, ma c'è stato un solido impegno a recuperare le cifre mancanti da altri oneri di urbanizzazione. È prevista una pulizia di tutti i tombini, la cui occlusione è stata più volte sottolineata dai media. Inoltre ci sarà una positiva novità: entro breve tempo sarà conclusa la rotatoria vicino alla piscina (la rotatoria più attesa d'Italia), che consentirà il passaggio dei mezzi pesanti, compresi quelli che trasportano rifiuti, sulla Circonvallazione, con minore disagio per il traffico nel centro cittadino. Il problema rimane però la Statale 106, che dall'Hotel President fino a Auto Sanfilippo, diventa di competenza comunale. In teoria l'ANAS dovrebbe rimborsare le spese sostenute dal comune per la manutenzione delle statali interne, ma la norma è attualmente sospesa. Altro tasto dolente è quello delle numerose procedure legali per rimborso danni nei confronti del comune a causa delle buche. Molte sono sovrastimate, affermano gli esperti, poiché dalla tipologia di danno si può capire a che velocità di muoveva il veicolo. È un aspetto che l'ufficio legale del comune valuta in via continuativa.

l'Osservatorio sulla Ndrangheta di Reggio Calabria, l'Università Mediterranea e la Camera Penale di Reggio Calabria. La proposta lanciata dall'Osservatorio consiste nel proporre agli studenti delle scuole secondarie di 2° grado della provincia un concorso di idee rivolto alla creazione di un logo “zero criminalità”, che possa servire ad individuare fisicamente le aziende sottoposte a sequestro mediante la predisposizione di un'apposita mappa, al fine di consentirne l'immissione in un circuito di economia virtuosa che garantisca il rispetto delle regole. L'incontro svoltosi all'Ipsia di Siderno ha visto la partecipazione del Procuratore della Repubblica di Locri, Luigi D'Alessio, il col. dei Carabinieri Giuseppe De Magistris, il Col. della Guardia di Finanza William Vinci. Presenti, inoltre, il cap. Aveni della DIA di Reggio Calabria, il col. De Blanco, comandante della Compagnia Carabinieri di Locri e il maresciallo Galluzzo della Guardia di Finanza di Roccella Jonica.

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SANITÀ

OSPEDALE DI LOCRI

Reparto di Medicina Fisica e Riabilitazione. In senso antiorario, un lettino donato da un paziente, una panca della sala d’attesa, una macchia d’umidità, una della sale di fisioterapia, un lettino elettrico idraulico regalato da un’associazione e un’altra sala per la fisioterapia

Siamo tornati tra le corsie del nosocomio Abbiamo visitato Oncologia, CardiologiaUtic e Medicina Fisica e Riabilitativa.

Paradis Purgato ELEONORA ARAGONA Viaggio nei reparti: siamo tornati all’ospedale di Locri. Stavolta abbiamo visitato Oncologia, CardiologiaUtic e Medicina Fisica e Riabilitativa. In queste tre unità abbiamo registrato molta attenzione verso i malati e una forte volontà da parte del personale di non far chiudere una struttura che in qualsiasi altra parte di Italia sarebbe fallita. Procediamo, un reparto per volta. Oncologia è uno dei fiori all’occhiello di questo scalcinato ospedale. Da quando nel febbraio 2011 è stato trasferito da Siderno a Locri, il reparto è in attesa dei 10 posti letto che, secondo il piano sanitario regionale, gli spetterebbero, ma che nel trasferimento sono stati momentaneamente (della serie ci scusiamo per il disagio) sospesi. Il reparto si trova al terzo piano. Lo raggiungiamo

dopo aver atteso l’arrivo dell’ascensore, ci è sfilato davanti un paio di volte con la signora delle pulizie con tanto di carrello e poi pieno come un uovo. Al quarto passaggio saliamo. Oncologia è pulita, questa non è certo la norma che vige nel resto dell’ospedale. Il primario infatti ha preteso un doppio turno di pulizie. D’altra parte vista la vulnerabilità dei pazienti, le cui difese immunitarie sono azzerate dalla chemio o radioterapia, la pulizia degli ambienti è una necessità irrinunciabile. Come dovrebbe esserlo anche per il resto della struttura. Difese immunitarie al top o no. I sei infermieri e i quattro dottori garantiscono ai loro pazienti è un’assistenza continua, dalla diagnosi fino alla guarigione o al periodo terminale della malattia anche con terapie del dolore. È stata creata inoltre una rete di appoggio psicologico per i malati e i familiari grazie al contributo dei volontari Avo. Dal 2012 è stata anche attivata l’assistenza

domiciliare, servizio ancora offerto da pochi reparti a Locri. Nel 2012 sono stati 335 gli assistiti a domicilio e nel 2013 sono state attivate altre 270 assistenze. Questo servizio, uno dei motivi d’orgoglio del reparto, ha come scopo quello di migliorare la qualità della vita dei pazienti oncologici. Il servizio comprende la terapia di supporto domiciliare, la possibilità di richiedere esami del sangue e strumentali, monitoraggio della terapia del dolore, controllo costante del piano terapeutico alimentare, la possibilità di contattare anestesista e gastroenterologo per posizionamento PEG, prescrizione di presidi e protesi, certificazione della malattia, prescrizione delle trasfusioni per i pazienti con gravi anemie, se necessario il sollecito di ricovero all’Hospice di Reggio. L’assistenza domiciliare sul territorio della Locride è ancora un tasto dolente. Quello che dovrebbe essere un diritto e una questione di civiltà è invece una

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Reparto Oncologia. I macchinari elettronici per la somministrazione dei farmaci, la sala per la chemioterapia e il corridoio in cui attendono pazienti e parenti in attesa di visite e trattamenti

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rarità. Un tesoro da scovare e da conquistare. Torniamo al nostro reparto. Tutte le poltrone per la somministrazione dei farmaci sono nuove ed elettroniche per la diluizione dei farmaci. È anche stata costruita una sala apposita per la diluizione degli antiblastici (farmaci per la cura dei tumori), è stata realizzata seguendo tutte le norme di sicurezza, con cappe aspiranti e anticamera per isolarla dal reparto. Oltre ai farmaci tradizionali e alla chemioterapia per la cura dei tumori, nel reparto di Locri si utilizzano anche i cosiddetti farmaci intelligenti, o a bersaglio molecolare, che colpiscono l’alterazione genetica, il ricettore tumorale. L’equipe di medici e infermieri attualmente impiegata, è sufficiente a soddisfare le richieste. Questo è un aspetto positivo viste le carenze di personale registrate invece nel resto del nosocomio. Il reparto è efficiente e funziona bene. Ma se ci si ferma a riflettere sulla necessità di sollecitare la doppia pulizia

Il sole e la luce naturale, anche questo a volte può diventare un privilegio in strutture ospedaliere abbandonate a se stesse.

giornaliera o sulla mancanza dei 10 posti letto - che, tra l’altro, se fossero attivati renderebbero insufficiente il numero del personale - allora appare chiaro come questo reparto si regga su equilibri precari. Per il momento è un’oasi nel deserto, ma basterebbe un nonnulla a renderlo solo un miraggio. Lasciamo Oncologia e ci dirigiamo al quinto piano in Cardiologia. Stavolta infilando direttamente le scale. Questo reparto è uno dei più produttivi dell’ospedale con circa 1.050 ricoveri l’anno scorso, di cui 552 ricoverati in Unità coronarica (Utic) e 495 in Cardiologia. Quest’anno le due unità dovrebbero arrivare a 1.300 ricoveri e se si considera che fino al 2011 i ricoveri erano circa 650, la crescita salta subito agli occhi. Questo reparto, ma in genere l’ospedale di Locri, dovrebbe essere una struttura per acuti. Quindi nel caso di Cardiologia per soggetti infartuati, con aritmie complesse, con scompensi cardiaci da ischemia miocardica. Invece spesso vi giungono pazienti da lungo degenza che intasano il reparto e magari occupano il posto che spetterebbe a casi più gravi. Il problema di “destinazione” è frutto un po’ del classico meccanismo “gli troviamo un posto che è amico mio” e anche dello scaricabarile tra reparti colmi e senza più posti letto. I posti letto ufficiali sono 12, ma in caso di emergenza e per soddisfare le richieste si sono inventati anche 16/18 posti. La strumentazione è di buon livello in questo reparto, i macchinari per il monitoraggio sono elettronici e collegati ad una centralina che memorizza tutti i dati in un archivio, e d’altra parte eseguendo procedure di cardio stimolazione e risincronizzazione dei peacemaker non potrebbe essere altrimenti. Il reparto è organizzato in cinque settori: Cardio stimolazione, Utic, Cardiologia, Servizio Cardiologia diagnostica interna ed esterna. Il team di medici ha organizzato al quarto piano della struttura un ambulatorio per visitare i pazienti con problemi cronici o i post infarto. Lo scorso anno hanno fatto 47.411 interventi di diagnostica clinica e strumentale. Ma il vero salto di qualità questo reparto lo farebbe se riuscisse ad ottenere la sala e le giuste tecnologie per effettuare la elettrofisiologia cardiologica con procedure di ablazione trans catetere. Questa procedura porterebbe la Cardiologia di Locri allo stesso livello del Sant’Anna di Catanzaro. Il primario sta chiedendo questa sala da diverso tempo e vorrebbe anche spostare in locali adiacenti la Cardiologia la sala operatoria che adesso si trova all’interno dell’Utic. Visitando questi due reparti si ha quasi la sensazione di trovarsi in una struttura all’avanguardia, tra macchine computerizzate e sale ristrutturate. Muri imbiancati, pavimenti puliti. E il sole che entra dalle finestre. Il sole e la luce naturale, anche questo a volte può diventare un privilegio in strutture ospedaliere abbandonate a se stesse. Perché nonostante

Reaparto Cardiologia e Utic. Dall’alto verso il basso, la sala per gli esami sottosforzo, le stanze dell’Unità coronarica, i nuovi macchinari, la corsia, uno degli ambulatori per le visite e uno dei macchinari per il monitoraggio dei pazienti in Utic.

le eccellenze, l’impegno del personale, la pazienza dei malati, la voglia di continuare a far vivere una struttura senza soldi e inventandosi le soluzioni ai problemi quotidiani, sembra mancare la volontà della dirigenza di far vivere questo ospedale. E così nel nosocomio di Locri convivono realtà come le strutture di Cardiologia e Oncologia e quella di Medicina fisica e Riabilitativa. Cinque rampe di scale più in basso, al piano -1, la situazione che ci troviamo davanti è molto diversa, più a livello logistico e strumentale che di competenza del personale. Sono, infatti, 100 le prestazioni che tra visite e trattamenti che due medici, due infermieri e venti fisioterapisti garantiscono ogni giorno. Mentre i locali e la strumentazione sono inadeguati. Macchie d’umidità e alcuni aggeggi “medievali” sono le pecche più evidenti del reparto. Dal team di Medicina fisica vengono curati pazienti con cerebropatie infantili, dismorfismi del rachide, piedi torti, sclerosi. Nei pazienti adulti si occupano di problemi derivanti da patologie degenerative, neurologiche come ictus, Parkinson. E l’unità ha partecipato ad uno studio sulle infiltrazioni con plasma autologo ricco di piastrine che accelerano i processi di riparazione tissutale e al progetto Back School su pazienti affetti da lombalgia per prevenire e curare questo tipo di disturbo, fanno valutazioni del pavimento pelvico per l’incontinenza urinaria femminile. Il reparto è abbastanza ordinato, ma le carenze logistiche e strumentali sono un grosso limite. C’è un’assoluta mancanza di privacy, i lettini per la fisioterapia sono uno di fianco all’altro, senza neanche un paravento a separarli. Passando nei corridoi si vedono le persone sdraiate per i trattamenti. Le sedie e le panche su cui attendono i pazienti sono vecchie e inadatte e a persone con problemi motori. Non c’è neanche un bagno per disabili. I macchinari per le fisioterapie sono superati e basterebbero circa 100.000 euro per rinfoltire il parco macchine. Il laser è fuori uso da due anni e la Tecar, un macchinario antinfiammatorio e per la rigenerazione tissutale, è solo un sogno. Anche questo reparto è in attesa di avere i posti letto che gli spetterebbero secondo quanto stabilito dal piano sanitario regionale. Il personale in compenso è disponibile e si adatta alle carenze. Infatti se i computer si rompono e non vengono sostituiti i medici se li portano da casa, come fanno anche in mancanza di cancelleria. Gli infissi sono da ante guerra e si deve essere pronti a schivare le porte antipanico degli altri reparti che si aprono nel mezzo dei corridoi. E si continua a richiedere una logopedista, con lettere e relazioni, ma non si viene ascoltati. Evidentemente nel seminterrato non si gode di santi in paradiso. E se Reggio si dimentica di questo reparto disceso all’inferno ci pensano i pazienti e le associazioni a regalare lettini e attrezzature mediche indispensabili. E anche un po’ di Purgatorio.

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NOTE E SCHERMAGLIE

Una risposta ad Antonio Larosa

Risponde il direttore

Marina di Gioiosa: una precisazione Gentile Direttore, siamo due reduci della passata amministrazione Femia, due ex pezzi grossi: Geppo Femia ex ViceSindaco e Assessore a più rami e Giancarlo Gennaro ex Assessore al Bilancio ed ai Lavori Pubblici. Sul tuo giornale del 10 novembre u.s. è apparso un servizio ricco di immagini, buoni intendimenti e di tanta disinformazione. La firma di Angelo Nizza, che pur è stato presente qualche volta nell'aula ove si è celebrato il processo “Circolo Formato”, ci ha, soprattutto in ordine alla disinformazione, molto stupito, il perché è presto detto: risulta pubblicamente, e comunque documentalmente, che con delibera n.103 del 22.12.2008 l'Amm.ne Femia, definita di larga manica, ha determinato di costituirsi parte civile in tutti i procedimenti penali relativi alla materia edilizia, cosa che puntualmente ha fatto. Cosa

LA POESIA

Vieni dove il sole splende Hai mai pensato di visitare Siderno? Tutte le ore sarai in compagnia vieni da noi, nel sole che splende e ti passerà la malinconia. T'invito a venire o forestiero in questo sole che scalda il cuore scoprirai monti e prati verdi dentro di te sorgerà l'amore. Vieni turista, vieni a Siderno, l'aria del mare ti farà sognare, un bianco fiore di gelsomino come souvenir ti potrai portare. O mia Siderno cittadina di mare Che ogni giorno tu vai crescendo Io t'amo tanto, ti adoro ti sogno, sei la mia vita, con te io mi accendo. O adolescente dolce che cresci fai che nel cuore ti entri Siderno vieni a passare qui le tue ferie dov'è un incanto d'estate e d'inverno. Al mio paese c'è sapore di sale Le acque del mare puoi accarezzare E sulla spiaggia lambita di azzurro Puoi anche amare, dormire e sognare. O mia Siderno ti voglio dire Che chi ti conosce ti ha già nel cuore E tutto il mondo dovrebbe conoscerti La tua bellezza ormai è un cantore. Siderno bella, paese mio, dovunque io guardo vedo il tuo mare sento le onde del sole che splende e degli uccelli il loro cinguettare. Sei la regina di tutta la Jonica, sei uno splendore, sei un'allegria, vieni straniero ad amarla anche tu! -Io t'amo tanto… Siderno Mia! Domenico Ubaldo

significhi la costituzione di parte civile ed a cosa essa conduca potrebbe essere materia di ampio dibattito ma non di un articolo di risposta e smentita a notizia diffusa con una certa leggerezza. Ci piace altresì specificare che le uniche due amministrazioni comunali ad avere calcato le aule di giustizia quali parti civili sono state la nostra e quella di Grotteria, nessun altro. Ciò naturalmente è stato il portato di scelte politiche. Vorremmo ricordare ad Angelo Nizza che nel corso dell'esame testimoniale reso alla pubblica udienza del 17.01.2013 dall'allora Comandante dei Vigili Urbani del Comune di Marina di Gioiosa Jonica Tenente Giuseppe Crea, lo stesso ha riferito in ordine alle disposizioni ed all'incoraggiamento ricevuti dal Sindaco del tempo prof. Rocco Femia per contrastare e combattere il fenomeno dell'abusivismo edilizio che, ad essere sinceri, riteniamo non sia questione che riguardi solo

Una volta, più di trent'anni fa, se per le strade di Caulonia a qualsiasi ora del giorno, con il caldo o con il freddo, con il sole o con la pioggia, d'estate o in inverno, sentivi una voce roca e cantilenante che diceva: “Namba Lambì e Namba Lambà, na vota ca si e na vota ca no”, non c'erano dubbi, era proprio Lui. E se lo guardavi, ti appariva un uomo che camminava con larghe falcate e lunghe braccia dietro la schiena. Il tronco e il profilo marcato del volto dondolanti scandivano sul pentagramma il ritmo andante della nenia che lo annunciava per le strade e le piazze. Era alto come un Marcantonio, ma dal corpo filiforme, asciutto, con capelli folti, ricciuti e neri che ne esaltavano la statura. Guardava tutti dall'alto in basso, non per superbia altezzosa, ma perché la natura o il buon Dio decise di dargli in altezza ciò che gli aveva sottratto nell'intelletto. Non era nato così, chi l'aveva conosciuto in fasce diceva che da bambino una misteriosa febbre, forte e improvvisa, gli aveva fermato il cervello ibernandolo allo stato infantile, lasciandogli, in compenso, libero sfogo allo sviluppo fisico. Da quel momento la sua vita divenne un gioco immutabile, e dovendo scegliere un ruolo, un personaggio da interpretare, un mestiere per la vita volle fare il vigile, addetto al traffico per le strade del paese, a stretto contatto con la gente. Non si occupava d'altro. Vestiva con giacche militari dismesse e portava occhiali scuri per conferire alla sua funzione l'immagine impeccabile dell'autorevolezza. Il gioco era semplice, appunto infantile, si basava sulla contrapposizione, sulla contraddizione. Se gli dicevi che quella macchina non era parcheggiata nel posto giusto, lui ti rispondeva che andava bene e da qui partiva un battibecco infinito. Se ti aiutava a fare manovra e tu lo seguivi fiducioso, ti faceva sbattere da qualche parte per cercare il motivo del contendere, per dirti che sei stupido e non capisci i comandi. Già, quei comandi che lo proponevano sempre al centro dell'attenzione, del proscenio del paese. La gente lo conosceva bene, partecipava volentieri al gioco ed era attenta alle sue

Marina di Gioiosa. In riferimento all'incensato operato dei Commissari riguardo l'abusivismo edilizio, tralasciando la loro scarsa presenza nelle aule dei Tribunali, vorremmo precisare che i provvedimenti ai quali fa riferimento Angelo Nizza, per come documentalmente risultante - ah ! il giornalismo d'indagine - sono stati assunti dal prof. Rocco Femia. I Commissari, con acrobazie tutte ministeriali, sono riusciti a trasferire ad altri quanto invece sarebbe stato loro compito fare, poiché il Sindaco Femia aveva già attivato quanto di sua competenza e solo i fatti noti a tutti gli hanno impedito di portarli a compimento. Per chiarezza indichiamo i numeri delle ordinanze citate nell' articolo del 10-11.13: ordinanza numero 33/09 prot. n. 5758; ordinanza n.6309 prot.n.8534; ordinanza 38/2010 prot.7568. Avremmo altro da dire ma riteniamo rispet-

toso fermarci a questo nostro dovere di precisazione e di informazione. Ci corre l'obbligo, con questa nostra, di rivolgere anche un saluto affettuoso e riconoscente ad Ilario Ammendolia certi che la giustizia saprà rendergli l'onore che merita. Per finire un augurio sincero ad entrambi i candidati alla poltrona di sindaco. Geppo Femia Giancarlo Gennaro Avv. Giuseppe Femia Prendiamo atto della vs replica. Ritengo che l’operato del collega Angelo Nizza sia stato “perfetto” visto che, con la olita bravura, è riuscito a trattare un argomento molto “delicato” come quello delle demolizioni. Nizza, ha posto una prima pietra, su un tema al quale noi de la Riviera dedicheremo nel futuro prossimo, totale attenzione.

La risposta di Antonio Larosa, segretario del PD di Gioiosa al mio articolo sul congresso provinciale del PD la trovo puntuale e corretta. Personalmente colgo, con amarezza, all'interno del partito democratico una aridità di idee a cui corrisponde una rissosità sui nomi che nulla ha a che fare con la storia della Sinistra. Ovviamente sarei contento di sbagliare in questa mia cruda analisi. Per quanto riguarda Antonio Larosa ,lo ritengo un giovane intelligente e capace, una risorsa per il suo paese e per il PD della Locride. La sua storia parla molto più che le nostre parole. Nel riquadro con foto credo si sia fatto solo dell'innocente ironia anche su personaggi che al pd non sono iscritti. Ilario Ammendolia

IL RICORDO

Namba Lambì e Namba Lambà piccole necessità che appagava con grande generosità ed amicizia, senza che lui chiedesse mai nulla. Per i vigili veri, un corpo di più di dieci unità, era diventato un problema, un termine di paragone che li prostrava perdenti. Poteva passare mezza giornata, un giorno o giorni interi ed in una determinata zona del paese, non ne vedevi neanche uno. Ma Ilario no! Era presente ovunque, per le vie e per le piazze. senza orari e giorni di riposo. Nelle feste comandate il paese diveniva un formicaio di persone e maggiore era il suo impegno confuso tra la folla. Già, si chiamava Ilario,

come il patrono e protettore del paese, e del santo, a suo modo di vedere, pareva voler completare l'opera di tutela. Di cognome andava Nuciforo, figlio di mastr'Angelo, un ciabattino che tirò avanti la sua numerosa famiglia lavorando a capo chino sul suo banchetto, a tirar di lesina, a cucir di spago, in un buco sulla via di “Maietta”. Ed anche dopo che ottenne la sua misera pensione da artigiano ed il suo mestiere cadde in disuso, stette lì, in quel buco a far nulla; solitario e pensoso attorcigliava i lunghi baffi e si assopiva nel ricordo dei figli emigrati al nord per cercare lavoro, come tanti altri, troppi giovani cauloniesi. La mattina del 17 di novembre del 1983, il sole, come se non volesse mancare ad un appuntamento fatale, indorava e intiepidiva l'aria sapida dei vapori del vino novello. Con la solita allegria ignara, Ilario aveva appena iniziato il suo servizio, e come i lavoratori zelanti nel compiere il proprio dovere fino all'ultimo istante della vita si sentì male, portò d'istinto la mano sinistra al cuore e strinse le labbra e gli occhi in una smorfia di dolore. Si spense subito in strada dove aveva sempre vissuto e gli occasionali passanti lo portarono a casa commossi. La notizia attraversò il paese in un baleno. Cadde un fulmine a ciel sereno perché era ancora giovane ed appariva in piena salute. Il giorno successivo fu lutto cittadino. La VENERDI

chiesa del Carmine non riuscì a contenere tutto lo sciame umano che volle esprimere dolore, cordoglio, solidarietà. Tutti ebbero ricordi e aneddoti da raccontare. Nell'ultimo saluto, dietro il “Fosso”, scoppiò un fragoroso applauso e molte gote furono rigate da lacrime sincere. Se oggi vai a Caulonia, attraversi la via principale titolata a Vincenzo Niutta e chiedi ad un suo cittadino: “chi era costui?” Più di novanta su cento non sapranno aprir bocca! Eppure, fu il più insigne giurista del Regno delle Due Sicilie, Presidente della Suprema Corte di Giustizia, le sue sentenze fecero alta scuola di diritto, scrisse di proprio pugno il decreto che indisse il plebiscito di adesione al Regno d'Italia, fu parlamentare e Ministro del primo governo di Cavour. Il più illustre dei cauloniesi fino ad oggi, senza dubbio alcuno! Se chiedi, invece, chi era “Namba Lambì” non troverai nessuno anziano che ti dirà di non averlo conosciuto o un giovane di non averne mai sentito parlare, perché in quel gioco semplice ed innocente si espressero amorevolezza e rispetto popolari che il tempo non riesce ancora a vincere. Anche Ilario, se non una strada, si è meritata una lapide a perenne ricordo, è là, guarda in alto a destra all'ingresso del cimitero, vi troverai la gratitudine di Caulonia tutta.. Francesco Tuccio

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CALABRESE PER CASO

Senza mamma e senza papà. Il limite di una cultura “civile” PINO ROMEO

Archivio Franco Blefari Le notizie della settimana sono sempre tante. Alcune ci incuriosiscono se guardiamo al nostro quotidiano, affetti da una cronica predisposizione verso la …cronaca, meglio se nera. Altre ci possono indirizzare alla discussione se riuscissimo a seguire quanto avviene nelle stanze della politica italiana,ammesso che sia comprensibile e meno caotico il modo di pensare dei nostri rappresentanti (un eufemismo ovviamente vista la non rappresentatività che il “porcellum” attribuisce loro). Altre notizie, invece, segnano il costume e, forse, su queste ogni tanto un po' di attenzione dovrebbe essere posta. In un quotato - così si dice - liceo romano sembra che non sia più burocraticamente corretto scrivere sul libretto delle giustificazioni padre o madre. Una notizia non nuova visto che ben più autorevoli espressioni governative si sono pronunciate a favore di una soluzione asettica, asessuata quindi “neutra” per collocare in una singolare veste di par condicio la veste genitoriale assumendo a tale pensiero anche il superamento dello stato di natura. Ora, da vecchio studente di un liceo alle pendici dell'Aspromonte, guardando e ricordando anche le nostre considerazioni politiche certamente non provinciali, tutt'altro, credo che, di fronte a criticità diverse e fondamentali che dovrebbero interessare una scuola e nella difesa della cultura di cui ne siamo espressione, un simile problema non avrebbe raggiunto tali attenzioni. Non è un problema politico, né giuridico. La nostra tradizione meridionale, come quella italiana, non ha mai messo su piani diversi mamma e papà…anzi, forse lo spostamento di credito è sempre stato più sulla prima che sul secondo. La verità è che a tale iniziativa, che vuol sostituire mamma e papà con Genitore 1 e Genitore 2, si dovrebbe rispondere che il burocratese scolastico, metapolitico e tecnocratico aveva già previsto sui nostri libretti la locuzione “firma di un genitore o di chi ne fa le veci”. Ora o i libretti di tal blasonato liceo romano non sono mai stati “aggiornati” o qualcuno cerca di farsi pubblicità snaturando le ragioni biologiche di un' origine nascondendosi dietro un senso civico che non ha contenuti. Un ripasso di biologia o di sana filosofia non guasterebbe. Sul senso civico meglio sorvolare.

Il pirricchio e il conturbante o dell’ezio-logia del comico Succede che l'aplografo omicciolo dal pidgin creolizzato fuoriesca dalle abituali e pirrichiche angosce teoretiche (miracolosa danza degli ossimori!) sulla razionalità del Reale (non ancora, purtroppo, sull'ontologia del Pirrichio) e rimanga abbacinato dal titolo di un libro esposto in vetrina (“i greci e l’irrazionale ”do E.R.DODDS; non di certo alla sua portata, non avendo ricevuto un'adeguata istruzione di base). Succede che l'esangue esserino ne parodi il frontespizio e con uggiosa acrimonia, come la pulce esopica (non v'è traccia di pidocchi nei mythoi del fovolista frigio o trace che fosse), si metta a suggere il tallone dell'er-

culeo Ezio: il bello, il conturbante, il giustiziere dell'irrazionale pidocchio , nonché l'Aitios, l'autore, il Crisma causale della sconcertante prosa dello scoliaste che, per quanto si sforzi (o si faccia correggere), non riesce a produrre una sola O col bicchiere. Succede poi che l'eidetismo erotico del pirrichio venga sconvolto non da prestanti amazzoni o wagneriane valchirie, ma da onirici opliti e cavalieri teutonici che schiacciano pidocchi. Succede infine che chi scrive si ritrovi fratture ai penduli attributi ed avvisi Riviera e rivierasco che le prossime lezioni saranno a pagamento.

Non senza aver prima messo in chiaro che lo pseudonimo in calce non rispetta e non ha mai rispettato la legge della forza, mentre osserva ed ha sempre osservato la forza della legge, una domanda è lecita ad un settimanale che da tempo si propone come organo di risveglio antropologico della Calabria e della Zona jonica in particolare: è commendevole, serve al riscatto culturale della nostra terra dare spazio a libidini grafiche e polluzioni mentali di un poveretto? lettera firmata

Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana AmministratoreUnico Rosario Vladimir Condarcuri

Direttore responsabile: ANTONIO TASSONE Direttore editoriale: ILARIO AMMENDOLIA In redazione:

Art Director: PAOLA D’ORSA

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Giovedì 21 novembre 2013 nella Chiesa matrice di Bovalino Superiore, don Pino Strangio rettore del Santuario di Polsi, e prete della chiesa matrice di San Luca, Celebrerà la santa messa in ricordo di donna Sofia Maria Antonia Mulè in Savica, madre di Domenico Savica, consigliere comunale di Bovalino e patron del premio Pericle d'oro. Il piccolo centro antico di Bovalino superiore poco tempo fa si era riunito per festeggiare i cento anni della signora, che un mese fa non ha più combattuto contro lo scorrere del tempo. I familiari e gli amici ricorderanno non senza malinconia il racconto della sua vita e del segno indelebile che ha lasciato nella comunità.

Nel fondo dei tuoi occhi avvolti in un silenzio di inquieta solitudine scorgo pensieri che muovono la malinconia verso altre aurore. I sogni sono andati via, la speranza si è trasferita, ma sei pronta e farai di nuovo sorridere i tuoi anni. Una nuova primavera, luminosa già per la dolcezza di tua figlia e per la sua delicata ansia di vita, sta profumando la tua strada. Il tuo è un fresco uragano che vuole cantare nuovi inni. Non lo frenare, non potresti. E se chiedi non mancherà chi ti sa ascoltare. Lasciati condurre. Cosimo Pelle

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ILARIA AMMENDOLIA, ELEONORA ARAGONA, DOMENICO MACRÌ, STEFANO MARZETTI.

S.Messa in ricordo di donna Sofia

I tuoi occhi

La Gerenza

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San Martino a Siderno

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Nella ormai famosa via Correale meglio conosciuta come Rue de Carbonais, si è svolta la festa “ la strada di San Martino”, il tutto contornato da vino novello, zeppole e antichi giochi per i più piccoli. Con l’occassione, gli organizzatori ringraziano Filippo Montalto e Giuseppe Badia, non menzionati nella precedente edizione per i ringraziamenti di Halloween. VENERDI

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SPORT

SERIE A

Il campionato di Serie A si ferma per due settimane a causa della sosta prevista per gli impegni delle nazionali. Alla ripresa, calendario alla mano, la Roma ha la concreta opportunità di rimanere in testa alla classifica; incontri abbastanza semplici anche per le inseguitrici Juventus e Napoli.

Lotta a “tre “Roma, Juventus e Napoli Archiviata la dodicesima giornata, il campionato di Serie A si ferma per due settimane a causa della sosta prevista per gli impegni delle nazionali. Diamo uno sguardo a ciò che ci attenderà alla ripresa del campionato con gli incontri previsti per la 13esima giornata. La tredicesima giornata della massima serie si aprirà sabato 23 novembre alle ore 18 in occasione del tanto atteso derby di Verona tra il Chievo e l'Hellas. Nella stessa sera sono invece previsti due anticipi: Milan -Genoa e Napoli - Parma. Rossoneri ed azzurri “costretti” a giocare di sabato visti gli impegni di Champion's League del martedì seguente. Nessun “Lunch match” previsto per domenica 24 novembre, ben 5 gli incontri previsti per le ore 15: Livorno Juventus; Sampdoria - Lazio; Sassuolo Atalanta; Torino - Catania ed Udinese Fiorentina.Bologna ed Inter invece daranno vita al posticipo serale. Il quadro della tredicesima giornata verrà completato di lunedì dal posticipo serale tra Roma e Cagliari. Calendario alla mano, la Roma ha la concreta opportunità di rimanere in testa alla classifica; incontri abbastanza semplici anche per le inseguitrici Juventus e Napoli. In coda impegni complicati per Catania e Bologna mentre Sassuolo e Sampdoria possono godere di un match sulla carta più agevole. Chievo che vincendo il derby potrebbe abbandonare l'ultimo posto in solitaria. Il Milan arriva a questa sosta in grande difficoltà e in crisi di risul-

IN EVIDENZA

Cesari, ci sono già troppi elementi a disposizione per definire enorme il condizionamento dei direttori di gara sul campionato. Giacomelli, arbitro di Roma-Sassuolo, è un ripescato dell'ultima ora. Gli arbitri di A devono essere venti. Lui è ventunesimo".

tati: solo 13 punti in classifica e zero vittorie nelle ultime quattro giornate (due sconfitte con Parma e Fiorentina e due in pareggi con Lazio e Chievo). La situazione quindi non è semplice per la squadra rossonera, anche se facendo un confronto con il torneo della scorsa annata si scopre un dato interessante e cioè che il Milan quest'anno ha solo un punto in meno dopo dodici giornate. Il Napoli arriva alla sosta del campionato con la neccessità di riscattare al più presto il ko di Torino contro la Juventus, che sembra aver messo un freno alle ambizioni partenopee di primato in

classifica. Infine, una sottile polemica è stata portata avanti dall'ex arbitro internazionale di calcio , Graziano Cesari che in una intervista a Gazzetta dello Sport, sui tanti errori arbitrali commessi dai direttori di gara, si è così espresso: “Quando si arriva all'ultimo anno di un designatore, inevitabilmente si arriva a situazioni ambigue, c'è una guerra di potere, perché c'è già la corsa a occupare la poltrona di Braschi. E c'è un vuoto di potere. E chi ci rimette è l'arbitro. Folle aver chiuso le “frontiere”, aver impedito che gli arbitri delle categorie inferiori possano arbitrare a stagione in corso in Serie A. Una decisione di Nicchi, avallata dalla Lega di Serie A, che penalizza la crescita degli arbitri. Come se ne esce? Nel 1994 ci fu un sondaggio che coinvolse noi arbitri sull'utilità della moviola in campo. Votammo a favore. Perché un arbitro non si sentirebbe mai delegittimato, anzi, con un supporto adeguato si sentirebbe più sereno. Per Cesari i casi scottanti vanno "da Chievo-Juventus a Roma-Sassuolo, passando per De Marco durante Catania-Udinese o il rigore negato a Pjanic contro il Torino e Cuadrado in Fiorentina-Napoli, per la Cesari, ci sono già troppi elementi a disposizione per definire enorme il condizionamento dei direttori di gara sul campionato. Giacomelli, arbitro di Roma-Sassuolo, è un ripescato dell'ultima ora. Gli arbitri di A devono essere venti. Lui è ventunesimo". g.b. VENERDI

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Parlando

di...

Il Mammola imbattuto continua la sua marcia verso la promozion

SPORT Importante gara spareggio in chiave salvezza

Tutto è pronto per l’attesissima match tra il Gioiosa Jonica ed il Siderno Si giocherà domenica pomeriggio al comunale di Gioiosa Jonica l'atteso derby della locride tra la formazione locale di mister Silvano ed il Siderno di Gioacchino Mollica. Una partita importante per ambedue le compagini alle prese con importanti e delicati problemi di classifica. I padroni di casa si trovano al penultimo posto della classifica dopo aver perso a Bianco sabato scorso mentre l'avvento in panchina di mister Mollica nel Siderno ha portato la conquista di tre punti fondamentali per consentire ai bianco-azzurri di lasciare l'ultima posizione di classifica. Una gara che registrerà sia dall'una che dall'altra parte tante assenze di un certo rilievo anche se ovviamente le due squadre giocheranno per ottenere il risultato pieno. Nel Gioiosa Jonica mister Silvano dovrà fare a meno degli squalificati Cotrona, Albanese, Barbaro e forse dell'infortunato Cosenza mentre nel Siderno mancheranno per squalifica Bevilacqua e Pipicella anche se Mollica dovrebbe recu-

perare l'attaccante Cosimo Figliomeni rimasto fermo ai box domenica scorsa. Una gara che dovrebbe richiamare sugli spalti del comunale, tempo permettendo, un buon numero di spettatori che sicuramente non mancheranno di incitare i propri beniamini in una gara che ritorna in Promozione dopo tantissimi anni. (a.t.)

IN EVIDENZA Una partita che le due squadre giocheranno a viso aperto per ottenere l’intera posta in palio. Numerose le assenze per infortuni e squalifiche.

Roccella: esame San Lucido Un autentico rullo compressore questo Roccella che sta dimostrando di essere davvero in condizioni di forma splendide. Vittoria anche a Rossano, contro l'Audax, ed ora per il team di mister Galati i punti di distacco dalle più immediate inseguitrici, eccezion fatta per il Sambiase, iniziano a dilatarsi. Dopo la prima sconfitta interna stagionale con l'Isola Capo Rizzuto sono arrivare ben 9 vittorie di fila ( compresa quella a tavolino contro la Paolana) ed un solo pareggio con il Castrovillari. Non si sono aggettivi per definire questo avvio della compagine amaranto, che , partita in sordina, rispetto agli anni passati, con obi-

ettivi societari e costi di gestione notevolmente ridimensionati si stanno disimpegnando alla grande nella serie A del calcio regionale. Domenica a Rossano sono andati a rete Pizzoleo e Criniti, due dei nuovi acquisti che si sono integrati a meraviglia nel giocattolo costruito meravigliosamente dal tecnico di Guardavalle. Domenica al comunale di Viale degli Ulivi , al cospetto della capolista indiscussa di questo avvio di campionato, ci sarà l'ostico San Lucido. Sulla carta non ci dovrebbero essere problemi per la squadra di casa ma proprio i cosentini alla vigilia hanno precisato che non

verranno a Roccella per farsi la passeggiata ma cercheranno di vendere cara la pelle pur di riuscire nell'intento di strappare almeno un punticino da questa gara che si presenta, per loro, proibitiva . Galati dovrebbe optare per l'inserimento del tridente d'attacco Carbone, Saffioti e Femia con Criniti pronto a dare sempre il suo contributo ma in ogni caso siamo sicuri che con il grande entusiasmo che si respira in tutta la locride il Roccella non si lascerà sfuggire una vittoria determinante per un eventuale, alla vigilia insperato, salto di categoria. Antonio Tassone

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Il Mammola riscatta subito il pareggio interno contro il Real Spilnga e vince facilmente a Galatro 3-0. La compagine di Gianni Scigliano dopo quattro turni di campionato è imbattuta e questa la dice lunga sulla bontà dell'organico e sul rendimento della squadra che segna tantissimo e subisce poche reti . Anche a Galatro la difesa ha retto molto bene mentre a centrocampo il giovane Mattia Furfaro si è rivelato tra i migliori in campo . Un Mammola che cresce e che si permette anche il lusso di lasciare pezzi pregiati in panchina vedi Romeo e

a one

Il buon momento del M.di Gioiosa Il Marina di Gioiosa si gode il buon momento. Dopo la vittoria di domenica scorsa contro il Polistena la compagine di mister Pasquale Rotondo guarda con ottimismo alle prossime sfide di campionato ad iniziare da quella contro il Brancaleone di sabato pomeriggio. I giallorossi anche contro i pianigiani hanno confermato di attraversare un buon momento di forma e con Autelitano che si conferma goleador della squadra e capace con le sue ottime prestazioni di entusiasmare il pubblico di fede giallorossa . Ma le buone notizie per mister Rotondo non finiscono qui: infatti c'è un collettivo che cresce di partita in partita ma soprattutto ci sono dei ritorni importanti ultimo quello di Peppe Vallellonga salutato positivamente da tutti i tifosi giallorossi che hanno avuto già modo di vederlo all'opera nella ripresa contro il Polistena un recupero su cui il tecnico avrà modo di fare molto affidamento nel corso di questa lunga e difficile stagione. Pasquale Rotondo è contendo del momento che sta attraversando la sua squadra e dopo la seconda vittoria consecutiva si sofferma ben volentieri ai nostri taccuini. “ Sono molto felice per come stiamo giocando la reazione che mi aspettavo dopo il passo falso contro la

Tauereana c'è stata sia contro il Reggio Mediterraneo che contro il Polistena i ragazzi mi sono piaciuti adesso avanti così con la convinzione che possiamo fare bene in questo difficile torneo. Anche contro il Polistena mi è piaciuto l'atteggiamento dei

miei ragazzi che sono entrati in campo determinati a fare risultato pieno. Sono sempre di più convinto che saremo capaci in questa stagione di dire la nostra se giocheremo come sappiamo metteremo in difficoltà chiunque . Domenica al cospetto di un Polistena davvero valido, siamo riusciti a far prevalere la nostra maggiore voglia di portare a casa i tre punti. Insieme a questo, ci siamo anche espressi bene sotto il piano del gioco, difendendo il risultato in maniera grintosa esibendo un ottimo pacchetto difensivo e ripartendo spesso in avanti cercando il raddoppio . Queste componenti non dovrebbero mai mancare, specie per gli obiettivi che ci prefiggiamo di raggiungere a fine torneo. Sono contento del ritorno di Vallellonga che ci tornerà utile in questo torneo infatti ho subito pensato di buttarlo nella mischia contro il Polistena e il ragazzo mi ha dato subito quelle risposte che mi aspettavo . Non dimentichiamoci che abbiamo alcune assenze importanti quella di capitan Ieraci e di Mesiti che ci auguriamo di recuperare presto. Adesso avanti così senza paura e con la consapevolezza che se c'è qualcosa di ottimizzare nelle prossime sfide siamo pronti a farlo” Nicodemo Barillaro

La Bovalinese si affida a Logozzo L'a.s.d. Bovalinese ha affidato la guida tecnica della prima squadra, per la restante parte della stagione 2013/2014 al signor Rocco Logozzo, allenatore con una grande esperienza maturata nel corso di una lunga e luminosa carriera. La societa' ha trovato l'accordo con il nuovo mister che è stato già in panchina domenica scorsa nella gara persa in casa contro il Filogaso. Il tecnico dopo la positiva esperienza con il Gioiosa Jonica porterà al servizio del club amaranto, tutte le sue doti di grande professionista e profondo conoscitore del dilettantismo calabrese.

Panetta . Raschellà con l'ennesima doppietta di domenica continua a segnare con una certa continuità dimostrando tutto il suo valore. Mammolenti , Capocasale , Cuteri , Spadola e Errigo sono tutti valori aggiunti in una squadra che punta decisamente al primato. L'allenatore Scigliano anche a Galatro ha puntato su alcuni giovani del vivaio Mammolese Giovinazzo, Callà ,Furfaro , Adornato e Simonetta tutti elementi che in campo hanno dato delle ottime risposte. N.B.

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Nicola Legrottaglie a Locri DOMENICA BUMBACA Ha riempito il palazzetto dello sport il calciatore, atleta di Cristo, Nicola Legrottaglie. Giovedì sera Locri ha accolto il giocatore del Catania, ex Juve e Milan, per raccontare la sua testimonianza di fede. Legrottaglie, in veste di testimone di fede ha esternato i suoi sentimenti, raccontato chi era e chi è adesso. La vita che acquisisce un senso e l'invito ad apprezzare la semplicità delle cose, ad amare e perdonare, a sentirsi liberi dalla stessa quotidianità frenetica, soffermandosi di più a pensare e a vivere senza “nessuna maschera”. Prima di lui, lo spettacolo del gruppo del Centro Culturale Cristiano di Lentini, gli “Hope Project” che al palasport, dopo la presentazione del pastore Enzo Incontro, hanno espresso i loro valori, raccontato la loro vita, attraverso una performance artistica. Con il ballo, l'arte, la poesia, il mimo hanno manifestato il bene, respinto il male, parlato di libertà e perdono. “Liberi di…” ha mostrato alla città di Locri una realtà, un modo di vivere, quella concezione evangelica, a Locri, concreta con la presenza della Chiesa apostolica di Locri di via Foggia, guidata da Vincenzo Iennaro. È stato lui a volere questa serata

ed insieme alla comunità ad organizzare l'evento con il patrocinio del Comune. Il racconto dell'esperienza dell'atleta Legrottaglie è stato il filo conduttore della serata, conclusa con l'incontro con gli spettatori, firmando autografi sul suo libro, dove racconta la sua vita e l'incontro con Dio. La sua missione è quella di trasmettere a molti giovani la voglia di vivere e condividere le esperienze di vita. Lui che, dopo aver vissuto una forte esperienza, ha incontrato la fede e da quel giorno ha deciso di dedicarsi a Dio e alla preghiera. Come lui, sono tanti i calciatori, definiti “atleti di Cristo”, tra tutti il più famoso il calciatore del Milan, Kakà, che portano in giro per il mondo la loro testimonianza di fede, tra i giovani, tra le popolazioni più bisognose, tra la gente comune. La stessa gente che la Chiesa apostolica di Locri vuole incontrare anche attraverso queste iniziative, con le riunioni del giovedì per lo studio della bibbia e domenica per il culto di lode e con i progetti di solidarietà, tra tutti della distribuzione del banco alimenti per i poveri, avviato dalla chiesa apostolica già da diversi anni. Prossima missione, insieme ai servizi sociali del comune di Locri, l'attivazione della mensa per i poveri.

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Gusto&

sapori

Il Fritto tra falsi miti e virtù

Non bisogna preoccuparsi solo delle calorie, i kg di troppo dipendono anche dalla risposta degli ormoni a quello che mangiamo. Assumere olio riduce il carico glicemico degli alimenti, cioè la capacità di rilasciare zuccheri nel sangue.

“carciofo” in cucina e le sue proprietà

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Tra le varie modalità di cottura di cui abbiamo parlato la scorsa settimana ce n’è una che sicuramente incuriosisce più delle altre IL FRITTO. E, per la gioia dei golosi, meglio una porzione di carciofi fritti, ormai disponibili tutto l’anno, “meno zuccherini di un carciofo lessato”, poiché, “grazie allo shock termico subito dal carciofo gettato nell’olio caldo, gli zuccheri vengono bloccati e sono meno accessibili all’assorbimento da parte dell’organismo”. Con effetti positivi sull’ago della bilancia!!! Non bisogna preoccuparsi solo delle calorie, i kg di troppo dipendono anche dalla risposta degli ormoni a quello che mangiamo. Assumere olio riduce il carico glicemico degli alimenti, cioè la capacità di rilasciare zuccheri nel sangue. Tutte le diete principali si basano sull’indice glicemico, che si cerca di tenere basso. Niente più tabù sul fritto, a patto che si seguano regole precise, innanzitutto “non usare olio di semi: viene estratto con solventi portati ad altissime temperature, dunque contiene grassi idrogenati”. Icarciofi sono particolarmente indicati nelle diete dimagranti per il loro basso contenuto calorico oltre che molto ricchi di fibre e di minerali,

mentre relativamente basso il contenuto di sodio. Hanno effetti diuretici e migliorano i disturbi della digestione e del fegato grazie alla cinarina che stimola la secrezione di bile e aumenta l’eliminazione di colesterolo, hanno effetti antiossidanti e protettivi del fegato. Vengono utilizzati nella medicina naturale per combattere nausea, intossicazioni, stitichezza e flautolenza. La loro attività depurativa, derivata dall’azione sul fegato, sul sistema biliare e sul processo della digestione, fa si che estratti di carciofo vengano usati per dermatiti legate ad intossicazioni, artriti e reumatismi. Il carciofo crudo tagliato a fettine sottili e condito con olio extravergine di oliva e con succo di limone esprimerà la sua massima proprietà nutrizionale svolgendo un’azione protettiva sul fegato. Non dimentichiamoci di buttar un occhio al passato e farci raccontare dalle nostre mamme ciò che le nostre notte preparavano per il cambio di stagione per la salute della famiglia : acqua di foglia di carciofo, depurativo eccellente ! Per rimanere sull’aspetto della forma corporea e il piacere di ritrovare la forma , anche il carciofo nelle diverse modalità di preparazione può con-

tribuire a rimodellare la figura del corpo: una mozzarellina e un paio di cuori di carciofo crudo in carpaccio e una ciotolina di fragole al limone un carciofo lesso condito con patate lesse ed olio extravergine di oliva e una mela cotta può aiutare il corpo a riprendere vigore dopo un’intossicazione in caso di insonnia ottimo l’impiego del carciofo soffritto in padella in aglio e olio abbinato ad un piatto di riso basmati o integrale alle erbe aromatiche e una mela cotta ma se provaste il carciofo nella modalità in pastella associato ad un piatto di straccetti ed un bel frutto o un piatto prosciutto crudo, un carciofo fritto dorato e macedonia…pensereste che ciò possa essere inserito in un percorso di diminuzione del peso? …ebbene SI il corpo se ben stimolato , con gusto , sani ingredienti e modalità di preparazione diverse, nonché giusta quantità , è gratificato e ricevendo un po’ di tutto non si addormenta ma al contrario stimolato, lavora meglio !!! VENERDI

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Tabella nutrizionale

A cura di: Patrizia Pellegrini Naturopata Bioterapia Nutrizionale® Presidente Associazione Culturale Tone www.associazione-tone.it associazione.tone@gmail.com

per 100 grammi di carciofi

Calorie 47 Acqua 84,94 g Carboidrati 10,51 g Proteine 3,27g Grassi 0,15 g

Piccole regole per una frittura con grandi risultati usare olio extravergine di oliva scaldare l’olio extravergine di oliva a 170° C , non oltre il fumo acre che le alte temperature generano è acroleina, sostanza tossica se viene respirata immergere gli alimenti nell’olio in piccole quantità per evitare che si abbassi il grado di cottura con eccessive pietanze la cui temperatura e più fredda cuoci le pietanze fino a che il colore non inizia a cambiare, troppo cotte o peggio ancora bruciacchiate l’acrilamide che si forma è tossica scola e asciuga l’olio in eccesso, meglio con carta paglia, comunque non con carta assorbente colorata, i coloranti potrebbero essere assorbiti aggiungi sale o meglio ancora erbe aromatiche e spezie ricche di antiossidanti se all’olio di frittura si aggiungiamo delle erbe aromatiche o dei grani di curcuma questi riducono l’ossidazione dell’olio grazie al mix di antiossidanti che contengono insieme ad una sana frittura non dimenticate mai di aggiungere un’ottima insalata colorata per fornire al corpo la giusta quantità di acqua di vegetazione e un frutto di stagione per garantire al fegato gli zuccheri necessari alla sua sollecitazione !

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Parlando

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La pro loco organizza la III edizione del concorso

Siderno e la simbologia del presepe CULTURA E SOCIETÀ

LIDIA ZITARA

GRUPPO DI LETTURA

Una buona partenza Parte bene il neo formato gruppo di lettura che si riunisce alla libreria Mondadori del Centro Commerciale “la Gru”. Una decina di presenze registrate durante il primo incontro e molto interesse destato tra i frequentatori della libreria, che al momento si propone come unico luogo di aggregazione culturale a Siderno, in particolare ora che la Biblioteca comunale è stata trasferita a Siderno Superiore. Il gruppo di lettura si vorrebbe proporre come punto fermo nella cultura cittadina, come filtro tra gli autori e il pubblico, e come sede in cui non solo ragionare sui libri e proporre critiche articolate, ma anche come sostegno alle iniziative culturali sidernesi. I temi del prossimo incontro saranno il gusto, la bellezza, il piacere della lettura, il bookcrossing, le piccole biblioteche di quartiere e la Biblioteca Comunale. Il prossimo incontro è fissato per domenica 17 novembre.

senza dubbio Dario Tonani uno degli autori italiani maggiormente apprezzati del momento. Tonani è un autore di “genere”, nello specifico di fantascienza, che si presta molto bene alla lettura su dispositivi portatili. Pur avendo una solida carriera alle spalle e un'attività di scrittore e giornalista pluridecennale, è nel giro di pochi anni, da quando è uscito il racconto Cardanica (2010), che Tonani è diventato personaggio di punta dell'editoria di fantascienza/fantasy italiana, fino a quel momento dominato da personaggi di minor carisma, come Francesco Verso o Paul Di Filippo, che non sono riusciti a trascinarsi dietro un mercato editoriale e soprattutto a conquistare un così largo favore tra un pubblico di giovani e giovanissimi. I suoi meriti stilistici ci interessano meno di quelli editoriali, conquistati forse con un sapiente uso della pubblicità e del circolo delle recensioni su siti dedicati. Ciò che piace in autori come questo è che portino i giovani a leggere romanzi scritti in un buon Italiano, e che impegnino la mente in formulazioni fantasiose ed originali. A differenza di altri autori, partendo da un mercato svantaggiato come quello dell'ebook, Tonani ha conquistato anche il cartaceo con Mondo9, edito da Delos, che raccoglie la prima tetralogia di racconti (Cardanica, Robredo, Chatarra e Afritania). Tonani ha dato sostanza alla corrente dello steampunk italiano, finora un settore della fantascienza praticamente sconosciuto,

È

Dario Tonani trascinatore

di lettori che oggi trova non solo una buona accoglienza da parte dei lettori, ma anche una esagerazione di produzione che infine l'ha fatto diventare ripetitivo. Ma non siamo qui per offrire una critica storica e letteraria, che lasciamo agli esperti, quanto per portare all'attenzione il fatto che sembrano proprio i settori “di genere” quelli più trascinanti. E librai ed editori sanno quanto bisogno ci sia di questo. Portare una persona in libreria non è facile, e perché venga acquistato un libro poco noto, trovato sullo scaffale, è necessario che gli editori italiani abbiano sfornato almeno tre bestseller come le “sfumature”. Diciamo che appena un quarto degli acquisti è casuale, ed è in quel quarto di acquisti che si muove la gran parte

Il ricordo di un professore esemplare

Giordano, a scuola la lotta al degrado Franco Giordano, parimenti a Ezio Marta, è stato un'altra “istituzione” nelle nostre scuole a cavallo tra gli anni Novanta ed il primo decennio del nuovo millennio. Fu professore di lettere nel triennio del liceo classico “Oliveti” ininterrottamente per quasi quindici anni. La prima volta che ebbi modo di notarlo fu in occasione dell'alluvione del 2001, in una televisione locale, che lo riprese con le immagini del disastro. Mi rimase impresso perché piuttosto che ribadire le solite cose ovvie, l'insipienza politico-amministrativa, l' incuria e la totale assenza di educazione civica dei nostri concittadini ecc., egli pose l'accento su aspetti più nobili come il “sublime dinamico” e mi

Un insegnante che è stato “istituzione” nelle nostre scuole a cavallo tra gli anni Novanta e il primo decennio dei Duemila. La sua bravura andava di pari passo con la grande capacità di ascoltare

fece rievocare di primo acchito sia Kant che Lucrezio: «Le rocce che sporgono audaci in alto e quasi minacciose, le nuvole di un temporale che si ammassano in cielo tra lampi e tuoni, i vulcani che scatenano tutta la loro forza distruttrice, e gli uragani che si lasciano dietro la devastazione… Le valanghe di fango (a.n.) riducono ad una piccolezza insignificante il nostro potere di resistenza paragonato con la loro potenza». Francesco con termini molto semplici aveva espresso concetti difficili e questa per me fu una prova che quell'uomo doveva avere una buona cultura. Poi di lui non ho più sentito parlare. Il suo nome ritornò tuttavia prepotentemente nel momento in cui mio figlio incomin-

ciò a frequentare il triennio del liceo. Lui e tutta la classe non vide l'ora di averlo come insegnante. E gli effetti si videro subito: durante i pranzi, ad ogni rientro da scuola non si faceva altro che parlare del professore Giordano. Si raccontava del modo di spiegare Dante e la letteratura italiana ma si parlava principalmente del suo alto profilo morale e del suo modo di combattere il degrado morale della nostra società. La sua bravura professionale non poteva essere disgiunta da una grande capacità di ascoltare e rispettare gli altri: è questo per gli alunni fu una qualità che lo fece innalzare sul podio dell'esempio di cui loro erano assetati. Quasi, quasi, per uno come me che faceva lo stesso VENERDI

lavoro c'era da essere invidiosi! Ma, come abbiamo detto, in altre occasioni abbiamo tenuto, e ben lontano, dalla nostra vita un sentimento così ignobile. Comunque sia quando approdai al liceo classico “ Oliveti”, in un clima di completa anarchia, Francesco Giordano da collega il passo fu breve affinché divenisse amico. E quando lui stimava una persona incominciava subito a dare del “ voi”, ben lontano dal voler ricordare “madame” la distanza di altre circostanze. Era un suo modo per attestare il sentimento di stima. Durante le ore “buca” si trovava sempre l'occasione di consumare la colazione assieme e con essa tra una sigaretta e l'altra ( lui era fumatore) di raccontar-

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La pro loco della Città di Siderno organizza la terza edizione del concorso “Presepe Sidernese”. Obiettivi del concorso sono l'approfondimento della conoscenza della simbologia del Presepe attraverso le sue diverse declinazioni, la promozione della conservazione storica delle tradizioni legate alla celebrazione del Natale; la partecipazione, specie dei giovani, alla vita della comunità con iniziative di valore storico, sociale e culturale; il consolidamento dell'identità e delle radici culturali della nostra comunità. Al concorso potranno partecipare singoli cittadini, scuole, associazioni, attività commerciali ed enti. Prevista l'esposizione dei presepi dall'8 dficembre, giorno dell'inaugurazione

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che avverrà in piazza V. Veneto a Siderno alle ore 19,30, fino al 6 gennaio 2014 giorno della premiazione prevista per le ore 18. Le iscrizioni al concorso dovranno essere presentate entro il 4 dicembre e i lavori consegnati entro il 6 dicembre; sia le iscrizioni che la consegna dei lavori dovranno avvenire preso la sede operativa della pro loco in via C. Pisacane 60 dal lunedì al sabato dalle ore 18 alle 19. La premiazione, che consiste in un buono acquisto di 50 euro, per materiale didattico e/o presepiale, avrà luogo durante una cerimonia organizzata il giorno 6 gennaio alle ore 18 a Siderno. A tutti i partecipanti, sarà rilasciato un “Attestato di partecipazione”.

ARTE E DINTORNI di Domenico Spanò

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L’artista reggino ri-utilizza i materiali usati per rigenerare la scultura dell'editoria italiana minore e indipendente. Se questo accade in un settore specifico della narrativa, come la fantascienza, il fenomeno diventa ancora più macroscopico. Per cui autori di grido, cui non difetta né abilità commerciale né capacità stilistica, non sono da stigmatizzare come fenomeni commerciali ma da accogliere come una boccata d'aria in un settore della produzione culturale che sta subendo una grave flessione. Se le “sfumature” possono aiutare me a vendere i miei libri, grazie “sfumature”! È evidente che vorremmo un mondo culturale ricco e variegato, in cui non ci fosse spazio per la junk-literature, ma per il momento l'unica opzione è appoggiarvisi per poterla demolire.

si delle cose. Uno degli argomenti più frequenti fu certamente l'odio comune per la volgarità dilagante, nelle sue diverse manifestazioni: ostentazione, consumismo sfrenato. L'altro argomento che catturò la mia completa attenzione fu la grossa eredità linguistica greca nei nostri dialetti popolari. Egli sulla scia del noto studioso G. Rohlfs, ricordava l'incidenza greca nei suffissi( iti,oti ) di origine greca mentre l'eredità latina denotava il suffisso anus. Molti furoro gli esempi a cui si fece riferimento come illuminante è stato il suo chiarimento sull'eredità latina nelle nostre forme ndaju u vajiu rispetto a quella greca ndaji i vaiu. Le cosa più pregevoli di Francesco fu comunque la sua religiosità. In gran silenzio e con lo sguardo rivolto verso i basso come se ciò che andava a dirmi fosse una colpa , egli mi confidò di essere “credente”, cosa che mi fece commuovere, in un contesto laicistico e secolarizzato. Ma la cosa che maggiormente apprezzai di lui fu il suo amore per la letteratura trasmessogli sicuramente da sua madre che ebbe un ruolo rilevante, se non determinante, anche nelle sue scelte professionali.

Francesco amava molto la letteratura e la possibilità di condividerla con gli altri, cioè l' insegnamento, fu scelta consequenziale. In assoluto Franco Giordano amava Luigi Pirandello e pochi, secondo me, seppero leggere ed interpretare questo autore come lui. Il segreto fu sicuramente il grande amore per questo autore e forse perché c'era un retroterra comune: Francesco, come Pirandello, era nato e vissuto in Sicilia. Di solito non faccio mai paragoni e non saprei a chi paragonarlo anche se ogni epoca è unica come anche i soggetti che la interpretano. La cosa certa è che quando Francesco andò in pensione( qualche anno fa ) la nostra scuola ha “perso” un punto di riferimento dal momento che Francesco non fu soltanto un bravo professore di lettere ma fu nello stesso tempo una pietra miliare, un “maestro”. E questo spiega perché ogni alunno del nostro liceo avrebbe voluto averlo come suo insegnante ed a questo professore di sesso maschile che mi riferivo quando scrissi che qualcuno questa professione l'avesse scelta come “missione”. Domenico Angilletta

“L’arte del riuso” di Luigi Scopelliti uigi Scopelliti è un giovane che vive a Cataforio, piccolo paese nelle vicinanze di Reggio Calabria . Sin da bambino l'arte è stata un suo grande mezzo espressivo e di comunicazione, in particolar modo si avvicina alla pratica della scultura a soli 19 anni. Da allora nasce un legame indissolubile con questa forma d'arte che è sempre in continua evoluzione. Un suo modo personale ed intimo per lasciare un segno, un messaggio, a chi gli sta vicino e lo osserva. Nelle sue opere si nasconde una forte denuncia. Egli utilizza per la formazione e l'amalgama delle sue forme scultoree i più svariati materiali spesso ottenuti dal riciclo, usati e riutilizzati per lanciare un messaggio chiaro a questo mondo dal consumismo sfrenato, dove ogni cosa diviene “usa e getta” inquinando sempre di più il nostro mondo. Scopelliti usa i materiali più vari, gli elementi metallici di ogni forma e dimensione, bulloni, reti metalliche, vengono raffinatamente saldati creando sculture moderne quali scheletri di chitarre o aquile volanti, cigni, busti di umanoidi. Gli oggetti plastici di risulta vengono inglobati e fusi in colate di materia per divenire monumenti. Rimettere in ciclo, dopo un minimo intervento, materiali e oggetti altrimenti inutili, di scarto, con l'obiettivo

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di ridurre gli sprechi e creare simboli che possono far riflettere l'umanità sul senso di ogni cosa. Questo è l'obiettivo dell'artista calabrese. Gira volentieri una parola nella cultura ecologica: riuso. Si parla sempre di più di utilizzare scarti, trasformare oggetti che hanno terminato il loro ciclo di vita perché usurati o semplicemente accantonati in favore di altri. Oggi il riciclo è un tema necessario per il benessere di tutti e Scoplliti l'ha voluto come fondamenta della sua arte. Chi “riusa” è anche più “ecologico”, è portatore di un'estetica apparentemente povera, usa volentieri espressioni come riciclare, recuperare, riutilizzare, e se queste espressioni hanno un affetto estetico allora siamo nel campo dell'Arte Ecologica dove la materia e la forma di ogni cosa rimane sempre nel tempo dando ricchezza d'animo e d'espressione. Il giovane artista calabro fa parte di un gruppo di scultori chiamato LAB 1 diretto dal Prof. Filippo Malice che si occupa di realizzazioni di monumenti con materiale di recupero. Le opere che ha realizzato e a cui è più legato sono “i surici , urm , cyborg, la sintesi della capra”. Tutti elementi costituiti dall'assemblaggio artistico di materiali riciclati. Per Scopelliti “ l'arte e lasciare un segno indelebile, una traccia per ferire la materia e renderla più VENERDI

viva. Si tratta di un segno forte, una impronta di un anfibio su una lastra di pietra bianca, quasi a indicare la volontà turbolenta dell' artista di lasciare il segno a tutti i costi ”. Le opere realizzate dal giovane artista reggino sono state esposte in questo triennio in diverse mostre ed eventi di arte contemporanea suscitando un notevole interesse per la sua raffinatezza e il messaggio artistico e civile legato al riciclo e all'ambiente. Nel 2010 ottiene il primo posto nella sezione scultura al Concorso 1000 volti un anima. Nel 2011 partecipa alla mostra “Zona Alterata” Podargoni Deafest. Poi al Fuori Luogo, collettiva d'arte presso galleria Tecne Reggio Calabria. Nel 2012 fa parte del calendario artistico (Migliori 30 artisti emergenti calabresi) Gregurias Mediteranea Opera 30 organizzata dall'Università degli studi di Reggio Calabria e Lem Tecne Contemporany Art. Partecipa poi allo stesso anno alla Collettiva de “Rerum natura” alla galleria Monogramma via Margutta Roma. Sempre nel 2012 è anche presente al “video shock” metropolitana di Torino. Nel 2013 al Podargoni Deafest diviene curatore e allestitore della mostra con Calentina Tebala , per la rassegna “Trash art il rifiuto”. Ed allo stesso modo per “U stegg catartica”.

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ATTUALITÀ

POLITICA E DINTORNI ...

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1- Domenica è uscita la notizia che ha fatto tremare tutti. “Il satellite Goce ha rischiato di schiantarsi sull'Italia”. La notizia era vera ma per fortuna il satellite è caduto in mare grazie alle calamite di Tony Bellamina 2- Il poeta Martino ha mietuto un’altra vittima. Anche il noto farmacista Gagliardi, tra un moment ed un lassativo, serviti da dietro il bancone, è rimasto impressionato dalla sua bravura 3- Daniele, acuto osservatore della vita sidernese, ci segnala questa immagine dove viene evidenziata la situazione di crisi attuale

“Aspettiamo ancora che ci consegnino le chiavi” “Aspettiamo ancora che ci consegnino le chiavi”. Questo lo slogan che accompagna la particolare protesta dei Pagliacci Clandestini. Dalla mattina di venerdì 8 novembre il gruppo di clown con i loro nasi rossi e le valigie di cartone, svolge le sue attività di fronte l'emeroteca sita in via Palmi, struttura inaugurata e abbandonata, situata al centro di un popolato complesso di case. Negli ultimi cinque giorni moltissime le azioni attivate; è stata ripulita l'area, il doposcuola e i laboratori rivolti ai più piccoli e momenti di confronto. Infatti, dopo un fine settimana intenso passato a presidiare a suon di attività lo spazio antistante i Pagliacci Clandestini hanno già stilato una programmazione che li vedrà impegnati nei prossimi giorni. Oggi pomeriggio continueranno le attività

di doposcuola e i laboratori rivolti ai più piccoli. Domani giovedì 14 novembre dalle ore 14.00 fino alle ore 20.00 fuori dell'emeroteca continuerà la raccolta firme e verranno registrate le numerose proposte e suggerimenti che i condomini stanno dando. Da venerdì scorso ad oggi - afferma Santo Nicito - abbiamo conosciuto tante persone che ci hanno manifestato affetto e che si sono fatte coinvolgere dalla nostra originale protesta. Quello che manca adesso è una risposta chiara e in tempi brevi della terna commissariale. I Pagliacci Clandestini non mollano la presa e attendono risposte affinché lo spazio di via Palmi venga affidato a noi tutti, perché possa essere aperto alla comunità.

La città di Febo Apollo DANIELA FERRARO Ed ecco Eros, di sotto le azzurre palpebre struggenti sguardi lanciandomi/ con mutevole fascino in reti inesplicabili mi getta/ preda per Cipride (Ibico di Reggio) “Laddove l'Apsia, il più sacro tra i fiumi, si getta in mare, troverai una femmina congiunta ad un maschio: lì fonda una città poiché il Dio ti concede la terra ausonia”. Così parlò l'oracolo di Delfi ai Calcidesi che lo interrogavano. Di essi racconta Tucidide che erano stati estratti a sorte in ragione di uno su dieci a causa di una terribile carestia per essere consacrati ad Apollo e che, giunti nella località poi detta “Pallantium”, ivi trovata una vite intrecciata ad un fico selvatico, fondarono la città

dopo avere scacciato “i barbari” (gli Enotri) che l'abitavano (730 a. Cr.). Nasceva così Rhegium (Reggio) il cui nome viene fatto risalire da alcuni al verbo greco “reghnumi” (spezzare) in riferimento alla spaccatura esistente tra Sicilia e Calabria, da altri alla radice indoeuropea protoitalica “reg” (capo, re) in riferimento alla potenza e alla bellezza della città e del sito. Organizzata in principio come repubblica aristocratica con podestà legislativa in mano ad un Consiglio dei Mille, divenne in seguito una democrazia con l'adozione delle leggi di Caronda da ritenersi, al pari di Zaleuco (Locri Epizefiri), Solone (Atene) e Licurgo (Sparta) tra i più grandi legislatori del mondo antico. Benevoli nel complesso i rapporti con la vicina Locri Epizefiri ( che pur sempre ne com-

presse ulteriori possibilità di espansione territoriale) con la quale condivideva il culto fervente dei Dioscuri e al cui fianco combatté contro i Crotoniati sulla Sagra (506 a. Cr.) . Continua, invece, la minaccia su di lei esercitata da Dionisio di Siracusa che, respinto in un primo momento (ma solo grazie al pagamento di trecento talenti e alla consegna di cento ostaggi scelti tra i più illustri dei suoi cittadini), riusciva alfine, dopo undici mesi di assedio, a prenderla per fame (386 a.Cr.) infierendo poi con crudeltà contro i suoi difensori: i superstiti vennero condotti come schiavi a Siracusa e l'eroico comandante Fitone venne preso e torturato a lungo assieme ai suoi familiari; infine vennero tutti barbaramente uccisi. Quale il motivo di tale accanimento contro Reggio? Raccontano gli storici che fosse dovuto all'of-

fesa a lui arrecata dai Reggini quando, avendo chiesto in moglie una delle figlie dei più illustri cittadini, gli era stata invece inviata la figlia del carnefice dello stato. Durante il dominio di Siracusa, la città venne privata anche del suo nome che mutò in Febea (consacrata ad Apollo) ma poté nuovamente riassumerlo una volta libera dall'iniquo dominio (351 a. Cr.). Alleata a Roma, la progressiva romanizzazione non riuscì mai a sradicare del tutto le sue profonde radici greche che ancora sopravvivono in parte dell'area geografica a lei circostante da Roghudi a Bova, da Condofuri a Palizzi, paesi che conservano ancora lingua e tradizioni relative all'antica grecità quale patrimonio culturale da salvare, difendere e tramandare ancora nei secoli.

LOQUI E SPROLOQUI di Filomena Cataldo

Il patriota e la maestra Una storia italiana di coraggio, amore e tenacia. Romanzo vincitore del premio letterario nazionale Tropea Il Patriota e la Maestra (Quodlibet, 2012), vincitore del Premio Letterario Nazionale Tropea, è un libro intenso, dai connotati forti e a tratti faticosi. Resi tali dalla difficile matrice storica, controversa, del Risorgimento Merdionale. Vito Teti, antropologo dell'Università della Calabria, scrittore, nativo di San Nicola di Crissa (VV), ripercorre uno spaccato di storia italiana, dell'Italia divisa fra Nord e Sud (tanto cara a qualche parte politica contemporanea) attraver-

so l'amore fra un uomo del Sud, Antonio Garcèa ed una donna del Nord, Giovanna Bertòla. <<Questi due hanno fatto il '48>> ci sarebbe da esordire. E fu proprio così. I tanti anni di differenza, lui 43, lei 18, non hanno impedito l'unione di questi due spiriti liberi e tenaci, con le idee chiare: lui sostenitore della Costituzione, dell'Unità; lei, con una forza immensa, pienamente consapevole di un'Italia da fare anche da parte delle donne e per le donne. Per queste, per

far udire la loro voce, la maestra di Mondovì fonda “La voce delle donne”, appunto. Un giornale femminista, senz'altro, uno di quei giornali in cui si dibatteva, si alzava la voce, si scriveva per ottenere i propri diritti E' il romanzo di Antonio e Giovanna, questo, ma anche dell'uomo e della donna, del Sud e del Nord, dei diritti di uomini e donne. Un romanzo le cui pagine grondano storia. E proprio qui si annida la fortuna de Il Patriota e la Maestra. I

136 voti che lo hanno decretato vincitore del premio letterario all'interno del Festival Tropea testimoniano la tendenza dei lettori a prediligere romanzi storici, libri che profumano di terra, nel senso di appartenenza ma anche di realtà, di veridicità, di flash back. C'è fame di conoscere il passato, non di evaderlo, cosa che faremmo volentieri con il presente, frivolo e leggero, privo di sostanza e di ideali concreti. VENERDÌ 15 NOVEMBRE 2013

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I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA

UN SINDACO PER CHI NON HA VOCE

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Ormai le proteste di Arturo Panetta sono diventate delle vere e proprie rappresentazioni artistiche. Riesce bene, il nostro amico, a “comunicare” le sue idee attraverso scenografie che sembrano bizzarre ma che testimoniano la tristezza e il vuoto del nostro tempo.

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2 TROPIANO COMUNISTA Direttamente dalla Pravda di Mosca ci giunge notizia dell’iscrizione del noto dj Carlo Tropiano al partito comunista russo, come si può vedere dalla foto accanto a Vladimir Lenin. Qualcuno a lui molto intimo ha gia pronto il foglio di via.

3 BRUNO E ..... LA MUSICA NELLE VENE Quando la musica fa tremare le vene ai polsi. In questa foto, Bruno Gelonese e Antonio Silipo. Uno, musicista apprezzato, l’altro, talento della tecnologia sonora. Insieme al ritmo della musica e delle sonorità.

IL POSTINO SUONA SEMPRE DUW VOLTE Nuovo look per la consegna della posta. Giubbino giallo catarifrangente e avviso di giacenza in mano con tanto di motorizzazione. Un caso saluto all’amico portalettere.

1- Fa da spola tra il centro-polifunzionale ed il centro-cittadino ma lo “chef” è sempre inimitabile nei suoi movimenti.

PINO, IL RE

TRE AMICI A SANT'EUSTACHIO

DELLA CUCINA Vederlo in questi abiti non è usuale... lo trovi spesso con il grembiule bianco da cucina e con la sigaretta in bocca. Ciao Pino, autentico re della cucina

Girando per Roma tra Senato e Camera dei deputati c’è il famoso bar di Sant'Eustachio, ritrovo di politici e anche di sidernesi. Il detto “Siderno caput mundi” calza proprio a pennello. Tanti saluti ai nostri concittadini.

2- Ebbene si, siamo tornati a Roma e siamo tornati al Matriciano. Il titolare era molto contento della foto pubblicata qualche settimana fa e ci ha fatto assaggiare una nuova specialità, mentre qualcuno ci ha criticati perchè era lui l’unico calabrese a non essere uscito sul nostro giornale 3- Protezione civile... pronti! A vederli non si direbbe, e sembrano pure gemelli, ma questi due ragazzi sono veramente un portento della natura.

BRIGANTESSA SERENA IANNOPOLLO

E la chiamiamo Ita(g)lia! NOI CHE... INGRASSIAMO IL CULO AL NORD Azienda Agricola Falletti Vende olio extra-vergine d’oliva di propria produzione Per info 3472360309 Francesco

Io non mi sento italiana, non lo nascondo né mi interessa farlo, anzi appena posso lo grido ai quattro venti. Chi vi credete di essere quando vi definite itagliani? (La g è voluta, poiché il nome non è degno di essere pronunciato e scritto correttamente in uno stato dove la correttezza non esiste!). Forse credete di fare parte di uno stato che si cura di voi, che vi assicura il minimo indispensabile per una vita dignitosa, che vi assicura i diritti essenziali che spettano agli itagliani? E chi siete voi, forse siete di Milano o Torino, forse siete del nord? Alcuni diritti spettano solo a loro, poiché qui al sud siamo solo il loro cesso, vi piaccia o no. Quando dico che

il Sud non è Itaglia intendo proprio che diventiamo itagliani solo per i loro porci tornaconti. Se una persona non riesce a studiare perchè l'università è lontana e non ci sono treni adeguati né autobus, e per seguire le lezioni deve fare 2 ore di macchina, e in più deve prendere un traghetto, e in più aspettare i mezzi che ti portino all'università, (a Messina, per esempio, aspetti almeno mezz'ora) per un totale di 4 ore, se va bene, all'andata e 4 al ritorno, se lo stato fa di tutto per farti rinunciare allo studio, un tuo diritto, se ti fa emigrare per poterlo fare, se non puoi vedere i tuoi figli perchè passi tutto il giorno in autostrada ( se la SA/RC è degna di questo nome,

un'autostrada a UNA corsia, dove a ogni kilometro ti fanno cambiare carreggiata e ti rallentano la vita) e poi torni sfinito e non hai voglia di sorridere e giocare, se quando vai all'ospedale per essere curato ti spediscono a Milano o a Torino perché qui non ci sono le attrezzature e poi vai a Milano e Torino e trovi i primari del sud… se quando vai al supermercato e ti aspetti di trovare i prodotti genuini della tue parti invece trovi solo roba del nord perché vendono solo quella (chissà perché?), se una normalissima persona deve sopportare tutto questo ogni giorno per anni… questo non è fare parte di uno stato: tutto questo è essere una colonia inter-

na. Quando dico che siamo trattati da ”colonia interna “ lo dico con cognizione di causa: ogni volta che votiamo mandiamo avanti persone che promettono di sollevare le nostre sorti e invece diventano ascari e fanno lo sporco lavoro del potere politico che vuole continuare a portare più soldi al nord e lasciare marcire noi. Se hai riscontrato tutto questo anche tu allora ti sarai accorto che non sei itagliano, ma lo diventi quando fa comodo a loro, quando devi votare o quando devi comprare le loro cose e ti fanno credere che le tue non valgono! Benvenuto nella COLONIA SUD!

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La Riviera n°47 del 15-11-2013