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Sport p.18

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Salute p.27

del Conselvano

APRILE 2018

Periodico d’informazione locale - Anno XXV n. 52

Cultura p.17

DUE CARRARE, PROTESTA

Mega centro commerciale, colpo di scena PROGETTO DI FUSIONE

Il fronte del no si sta organizzando nei tre Comuni

on-line:  “L’Italia ripudia Ambulatorio la guerra” Veterinario Germana Urbani direttore@givemotions.it Cartura D O M E N I C A M AT T I N A A P E R T O >

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Anche Gentiloni, in visita al Vinitaly all’indomaDr. Milan Roberto Dr. Lideo Luca ni del primo raid mosso da Trump e alleati in Siria, ord. Vet. PD 538 ord. Vet. PD 602 ha sottolineato che per esportare al meglio il 349 1202137 349 4238734 nostro vino e i prodotti d’eccellenza serve un contesto geovia Stazione, 13 - PEGOLOTTE DI CONA (Venezia) politico stabile senza dazi, chiusure e tariffe. via Padova, 220 - CAGNOLA DI CARTURA (Padova) Ecco perché la pace nel mondo dovrebbe interessarci. Se proprio non vogliamo tener conto di quel bellissimo articolo 11 della nostra Costituzione in cui i padri costituenti hanno scritto che l’Italia ripudia la guerra, dovremmo schierarci chiaramente per la pace fosse anche avendo in testa solo le nostre tasche. A noi italiani la Pace conviene! E sarebbe opportuno che a dirlo fosse il premier forte di un Paese fiero. Invece, dopo oltre un mese dal voto, si continua a cincischiare mettendo in campo prese di posizione davvero misere. Di Maio e Salvini si rimbeccano a vicenda, ribadendo ad ogni piè sospinto che tocca a loro fare il Governo in quanto vincitori. servizio pag 6 Ma uno non vuole Berlusconi e l’altro non puòaliberarsene. Il Pd vuole rimanere all’opposizione e allora c’è chi lo accusa di non volere il bene del Paese. E’ vero però che se il Paese avesse voluto i democratici di nuovo al governo li avrebbe votati ma così non è stato. Perciò ci aspettiamo che chi ha vinto governi. Agli Italiani serve subito un Governo e un Premier che lo rappresenti sulla scacchiera internazionale. Una persona che sia autorevole, di cui i cittadini possano andar fieri. Forse occorrerà fare un compromesso, un atto a cui il M5S è poco incline ma a cui, stavolta, se vuol governare davvero, non si potrà sottrarre. Un compromesso non è solo il male minore e, soprattutto in situazioni di grande instabilità come quelle che si affacciano sull’orizzonte internazionale, un compromesso è da considerarsi soprattutto un bene possibile. Quindi se è vero come è vero che Lega e Movimento 5 stelle hanno vinto le elezioni, queste forze politiche devono assumersi la responsabilità di formare il governo, turandosi il naso o strappando qualche alleanza scomoda. Occorre che l’Italia sia forte. Non aspettiamo oltre!

Nodo di Bovolenta, bocciata la proposta alternativa Parere contrario di Genio Civile, Sovrintendenza e Provincia sul progetto della viabilità alternativa, scoppia la polemica

CONSELVE - BOVOLENTA

Cittadinanza onoraria a Guarnotta DUE CARRARE, I CONTI

Bilancio incerto e condizionato dai fondi disponibili CARTURA, AMBIENTE

Cumuli di rifiuti gettati, volontari in azione TRIBANO, LA POLEMICA

Rifiuti, insorge l’opposizione, il sindaco replica BAGNOLI, IL CASO

Autocarro fermo per il tracollo della Padova Tre POLITICA

Casellati, prima donna al Senato

“L’Italia ripudia la guerra”

SERRAMENTI

Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

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ll mondo è in guerra. Possiamo far finta di nulla, eppure è così. E anche se il conflitto apparentemente non ci tocca, soprattutto ci interessa poco, l’instabilità geopolitica è capace di creare pesanti danni alla bilancia economica di un paese come il nostro, che è fragile sotto tanti punti di vista. segue a pag 3

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Facciamo. il punto

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“L’Italia ripudia la guerra” Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

Mega centro commerciale colpo di scena E

Due Carrare, manca la fidejussione, sospeso l’accordo col Comune

nnesimo colpo di scena per la tormentata querelle del mega centro commerciale di Due Carrare, da mesi al centro di furiose polemiche e improvvise svolte. L’ultima lo scorso 10 aprile, in occasione del consiglio comunale convocato per approvare la variante al piano degli interventi relativa all’accordo di programma sul grande insediamento di via Mincana. Ebbene la seduta è durata meno di un quarto d’ora perché il sindaco Moro ha proposto il ritiro del punto all’ordine del giorno, visto che al protocollo del Comune non era arrivata in tempi utili la fideiussione da 130 mila euro che la Deda, la società costruttrice doveva presentare a garanzia dell’importo delle spese tecniche di istruttoria. Il sindaco ha ribadito che vi era un accordo ben preciso da onorare: “era concordato con che la proprietà dell’area - ha dichiarato la sera stessa - che prima dell’approvazione definitiva il Comune dovesse ricevere la fidejussione a garanzia, documento che non pervenuto. Nessun dietrofront o ripensamento ma ciascuno deve fare la propria parte”. Esultano gli oppositori del centro commerciale perché questo stop inaspettato potrebbe aver spianato la strada alla chiusura dell’iter del vincolo proposto dalla Sovrintendenza per preservare l’area nei dintorni del Castello del Cataio, compreso appunto il terreno sul quale dovrebbe sorgere il mega centro commerciale. Fuori dal municipio Germana Urbani >direttore@givemotions.it< il consiglio comunale era stato preceduto dalla manifestazione dell’Ascom e delle associazioni ambientaliste che hanno ribadi-ll mondo è in guerra. Possiamo far finta di nulla, to a gran voce il loro no all’insediamento. Non è escluso che neieppure è così. prossimi giorni la Deda e i finanziatori dell’ambizioso progettoE anche se il conflitto apparentemente non ci tocca, soprattutto ci interessa poco, l’instabilità geopomettano in campo qualche manovra difensiva. I colpi di scena, litica è capace di creare pesanti danni alla bilancia insomma, potrebbero non essere ancora finiti. economica di un paese come il nostro, che è fragile sotto tanti punti di vista.

Anche Gentiloni, in visita al Vinitaly all’indomani del primo raid mosso da Trump e alleati in Siria, ha sottolineato che per esportare al meglio il nostro vino e i prodotti d’eccellenza serve un contesto geopolitico stabile senza dazi, chiusure e tariffe. Ecco perché la pace nel mondo dovrebbe interessarci. Se proprio non vogliamo tener conto di quel bellissimo articolo 11 della nostra Costituzione in cui i padri costituenti hanno scritto che l’Italia ripudia la guerra, dovremmo schierarci chiaramente per la pace fosse anche avendo in testa solo le nostre tasche. A noi italiani la Pace conviene! E sarebbe opportuno che a dirlo fosse il premier forte di un Paese fiero. Invece, dopo oltre un mese dal voto, si continua a cincischiare mettendo in campo prese di posizione davvero misere. Di Maio e Salvini si rimbeccano a vicenda, ribadendo ad ogni piè sospinto che tocca a loro fare il Governo in quanto vincitori. Ma uno non vuole Berlusconi e l’altro non può liberarsene. Il Pd vuole rimanere all’opposizione e allora c’è chi lo accusa di non volere il bene del Paese. E’ vero però che se il Paese avesse voluto i democratici di nuovo al governo li avrebbe votati ma così non è stato. Perciò ci aspettiamo che chi ha vinto governi. Agli Italiani serve subito un Governo e un Premier che lo rappresenti sulla scacchiera internazionale. Una persona che sia autorevole, di cui i cittadini possano andar fieri. Forse occorrerà fare un compromesso, un atto a cui il M5S è poco incline ma a cui, stavolta, se vuol governare davvero, non si potrà sottrarre. Un compromesso non è solo il male minore e, soprattutto in situazioni di grande instabilità come quelle che si affacciano sull’orizzonte internazionale, un compromesso è da considerarsi soprattutto un bene possibile. Quindi se è vero come è vero che Lega e Movimento 5 stelle hanno vinto le elezioni, queste forze politiche devono assumersi la responsabilità di formare il governo, turandosi il naso o strappando qualche alleanza scomoda. Occorre che l’Italia sia forte. Non aspettiamo oltre!

“L’Italia ripudia la guerra”

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del Conselvano

È un periodico formato da 15 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Conselve, Tribano, Cartura, Bovolenta, Due Carrare e Bagnoli di Sopra per un numero complessivo di 13.200 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: segue Concessionaria di Pubblicità Locale: Direttore responsabile (ad interim) via Lisbona, 10 · 35127 Padova Germana Urbani tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >direttore@givemotions.it< >redazione@givemotions.it< Ornella Jovane >www.lapiazzaweb.it< >o.jovane@lapiazzaweb.it<

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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

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Chiuso in redazione il 13 aprile 2018


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Conselve .

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Il dibattito I sindaci rassicurano

Fusione a tre “associazioni autonome” Incontri con i gruppi di volontariato di Conselve, Cartura e Terrassa. Intanto il fronte del “no” si sta compattando

S

i scalda il clima intorno al progetto di fusione fra Conselve, Terrassa e Cartura e il confronto sta entrando nel vivo. A promettere battaglia sono i gruppi di opposizione consiliare dei tre Comuni che si stanno organizzando per creare un fronte unitario all’insegna del “no” ad una iniziativa che ritengono calata dall’alto, improvvisata dai tre sindaci per finalità politiche e carica di incognite per l’identità dei tre paesi. Non è un no in linea di principio alla fusione in sé ma una opposizione decisa a questo tipo di iniziativa giudicata

frettolosa e opportunità. Intanto proseguono gli appuntamenti istituzionali. I tre sindaci hanno incontrato le associazioni e assicurato che tutte le singole realtà comunali continueranno ad essere autonome. A meno che non siano i diretti interessati a volerlo, la fusione amministrativa non comporta aggregazioni tra i gruppi di volontariato, culturali e sportivi. “Nel ribadire il ruolo strategico dell’associazionismo, - afferma Massimo Zanardo, vice sindaco di Cartura e presidente della commissione intercomunale - abbiamo confermato, anche

Nella foto in alto una precedente assemblea sulla fusione fra i tre Comuni.

per evitare informazioni non corrette o fuorvianti, che l’eventuale fusione dei tre Comuni riguarda aspetti amministrativi degli Enti locali e non richiede la fusione delle associazioni. I gruppi di volontariato, salvo diversa loro volontà, continueranno ad operare nelle loro sedi ed i loro ambiti, ricordando tra l’altro che già oggi si registra una collaborazione tra le associazioni, un aspetto questo che la che la fusione potrà ulteriormente favorire e sviluppa-

re”. Tra i vantaggi della fusione, secondo i tre sindaci, in particolare la disponibilità di maggiori risorse economiche “da poter investire nel sociale e in termini di strutture e attrezzature. Potremo contare poi sul recupero di spazi pubblici e un miglior coordinamento delle attività con lo sviluppo di nuove proposte che potranno ottenere contributi sovracomunali. Ovviamente il dialogo non si ferma qui”. Nicola Stievano

Oltre settemila presenze alla sfilata dei carri

U

na giornata di festa e di divertimento che ha richiamato a Conselve oltre settemila persone. Nonostante la concomitanza con Abano la sfilata, organizzata come da tradizione dalla Pro Loco, di una ventina di carri mascherati arrivati da tutto il Veneto è stata un successo di pubblico. in particolare per i tantissimi bambini contenti nel ritrovare le maschere in piena primavera. Attenzione anche alla sicurezza: nei principali punti di accesso del centro storico infatti erano stati parcheggiati dei camion per fare da barriera protettiva. Prima della sfilata la musica della banda Giuseppe Verdi e le evoluzioni degli sbandieratori di Saletto. La giuria ha assegnato il primo premio ex aequo a due carri, a Bagnoli di Sopra con “Burli, ma non bulli” e a Bosco di Rubano con “Il giullare”. Primo premio dei gruppi ai ricchi costumi settecenteschi del gruppo di Piove di Sacco mentre per le scuole è stata premiata anche in questa edizione la Primaria di Bertipaglia con i “Bertijolly”. Applausi a volontà per i presentatori Roberto Celon e Grazia Pagan.


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Conselvano .

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Il caso Genio Civile, Sovrintendenza regionale e Provincia hanno sollevato dubbi sull’opera

Bovolenta si tiene il ponte azzurro, bocciato il progetto della bretella P

er mesi il progetto della perciò la sua portanza dovrà esnuova bretella alternativa sere verificata. La messa in opera al ponte azzurro ha monopoliz- di terre armate non è consentita zato il dibattito sulla viabilità a perché problematica per gli inBovolenta e dintorni. Ora la boc- terventi di sistemazione da parte ciatura da parte della conferenza del Genio Civile”. La Soprintendei servizi convocata per affron- denza sottolinea le “numerose tare i dettagli dell’opera riporta criticità, come la sostanziale alal “via” ogni considerazione sul terazione degli argini. E’ emerso futuro del passaggio obbligato poi che questo intervento sarebbe nel pieno centro di Bovolenta, comunque insufficiente e dovrebper molti automobilisti punto di be essere implementato con altre collegamento fra il Conselvano e opere”. A questo si aggiunge l’imil Piovese. Senza contare le aspre patto sul monumento ai Caduti, polemiche riaccese in paese fra altro punto controverso. Dubbi maggioranza e opposizione. L’i- sui tempi di realizzazione e sulla dea di costruire una nuova strada idoneità al passaggio dei mezzi a fianco del ponte azzurro, pas- pesanti da parte della Provincia sando sopra il vecchio argine e la di Padova che invece ha ribadito chiusa, non ha convinto il Genio la priorità della sistemazione del Civile, la Soprintenponte azzurro. La il parere denza archeologia e conferenza dei serpaesaggio del Venenegativo della vizi ha lanciato però to e la Provincia di una nuova idea, conferenza Padova. Sfuma così tutta da discutere e l’opera da quasi un valutare anche sotdei servizi milione e mezzo di to il profilo econoriaccende euro con la quale il mico, di una strada l’aspro sindaco Anna Pitdi collegamento fra tarello confidava di via Padova e via San dibattito risolvere una volta Gabriele, che passi per tutte il problema del “collo di sopra l’argine a nord di viale Itabottiglia” del ponte a senso uni- lia. Intanto la minoranza va all’atco alternato, oltretutto vietato al tacco: “Il sindaco si è ostinato con traffico pesante da oltre un anno. questo progetto sostenendo per Aveva affidato la progettazione mesi di avere già il parere positiall’ingegner Domenico Riolfat- vo degli altri enti. Invece non era to, ex assessore provinciale, ed così, visto che opere simili erano era pronta a mobilitare le risor- già state bocciate. Già da tempo se economiche comunali per far aveva messo le mani avanti per fronte per intero alla spesa. Ma scaricare le colpe sugli altri, in i tecnici sono arrivati a ben altre particolare sulle opposizioni che conclusioni. Il Genio Civile ha remano contro e su chi l’ha presottolineato le ricadute negative ceduta. Ma questa bocciatura è sugli argini: “L’allargamento del- tecnica, la politica non c’entra”. la sagoma arginale sul lato fiume, Dal canto suo la sindaco respinge oltre a ridurre la sezione idrauli- ogni addebito e afferma di essere ca, rende impraticabile il passag- stata l’unica ad avere il coraggio gio ai mezzi per la manutenzione di confrontarsi su un progetto dell’alveo, inoltre la chiusa è sta- concreto dopo anni di discussiota realizzata per scopi idraulici, ni.

Il magistrato antimafia Leonardo Guarnotta ospite del vescovo di Padova Claudio Cipolla

L

’ ex giudice antimafia Leonardo Guarnotta, ospite nel conselvano per due giorni di incontri pubblici, ha incontrato anche il vescovo Cipolla. Il magistrato, già istruttore al maxi processo contro la mafia e presidente del tribunale di Palermo, è stato ricevuto in udienza privata dal vescovo di Padova. “E’ stato un incontro lungo ed emozionante con una persona molto bella e vicina ai problemi reali dei cittadini” ha dichiarato Guarnotta, accompagnato da Giorgio Ghirello, presidente dell’associazione Patti Chiari che ha organizzato la visita. A Conselve in sala Dante Guarnotta e Ghirello hanno parlato parlato del maxi processo, dei rapporti con il pool antimafia

a fianco di giudici del calibro di Caponnetto, Falcone, Borsellino e Di Lello. E’ stata toccata anche l’attualità ricordando il pericolo di infiltrazioni mafiose in Veneto, una minaccia che si può contrastare anche con l’impegno culturale rivolto alle nuove generazioni. Il giorno successivo Guarnotta ha ricevuto dall’amministrazione comunale di Bovolenta l’onorificenza delle “chiavi della città” a fronte dei suoi 50 anni di impegno nella magistratura. Un riconoscimento che l’ex giudice ha dedicato agli amici e colleghi, su tutti Falcone e Borsellino. Ora dedica il suo tempo e la sua esperienza per testimoniare in tutta Italia i principi della legalità.

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L’incognita delle risorse condiziona progetti e opere

C

Il piano trinnale delle opere pubbliche risente dell’incertezza sull’effettiva disponibilità di alcuni fondi previsti

È

un piano triennale delle opere pubbliche condizionato dall’assegnazione, non certa, di fondi esterni al comune, quello stilato dall’amministrazione Moro. A seconda della fonte di finanziamento, gli interventi previsti si dividono in tre “blocchi”. In caso di arrivo di risorse legate al bando per la “messa in sicurezza degli edifici e del territorio”, avviato dall’ultima Legge di Bilancio dello Stato, il Comune intende effettuare il rifacimento del fondo stradale delle vie Saline e Chiodare; la messa in sicurezza e ristrutturazione energeticamente efficiente dell’ex scuola elementare di Carrara Santo Stefano; alcune opere di rifinitura della riqualificazione della scuola media e dell’annessa palestra. Se il centro commerciale verrà costruito, i proventi della perequa-

zione dell’accordo di programma con Deda saranno utilizzati per l’ampliamento della sede comunale, con demolizione e ricostruzione dello stabile pericolante situato tra il municipio e il bar. Una parte dei fondi sarà impiegata per ampliare le strutture sportive coperte di via Tecchio; per costruire la pista ciclabile di via San Pelagio; per realizzare una rotatoria all’intersezione tra via Foscolo, via Cuccara e via Mezzavia a Terradura; per riqualificare la piazzetta di Chiodare; per sistemare il centro di Cornegliana. Il Comune investirà risorse proprie per proseguire l’ammodernamento della rete dell’illuminazione pubblica. “Ciò non significa che non siano previsti altri investimenti – spiega il sindaco Davide Moro ma che nessuno di loro corrisponde a importi superiori a 100.000

fra gli interrogativi spiccano i proventi nella perequazione relativi all’accordo di programma per il centro commerciale ancora in sospeso

euro e, quindi, non è obbligatorio inserirli nel piano triennale delle opere. La realizzazione di tutti gli investimenti è subordinata all’effettivo incasso delle rispettive fonti di finanziamento. Se una o più di queste fonti non dovesse esserci corrisposta, dovremo ridiscutere tutte le priorità per decidere cosa realizzare date le risorse disponibili”.

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ompost alla spina ritirabile direttamente all’ecocentro di Cornegliana, è questo il servizio attivato a marzo dalle amministrazioni comunali di Due Carrare e Maserà, insieme a Sesa. Qualsiasi cittadino dei due comuni, munito di documento di riconoscimento e di contenitori propri, può prelevare gratuitamente il compost. Il concime biologico, ottenuto dal recupero degli scarti organici della raccolta differenziata (umido), diventa così una risorsa per l’ambiente, utilizzabile nell’orto e nel giardino per assicurare fertilità e salute al suolo. Il compost è disponibile sfuso presso l’ecocentro, all’interno di contenitori dai quali si può prelevare utilizzando un badile presente sul posto. È possibile ritirare una quantità massima di 10 secchi da 20 litri per non più di 3 volte al mese. L’ecocentro di Cornegliana è aperto il martedì dalle 9 alle 12, il giovedì dalle 14 alle 17, il sabato dalle 9 alle 17. (f.s.)


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Cartura .

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Ambiente e volontariato Giornata ecologica

Argini sfregiati da cumuli di ogni genere di rifiuti abbandonati Ben 180 bambini della scuola primaria e 120 ragazzi della secondaria hanno aiutato a pulire argini e aiuole. In tanti hanno risposto all’invito e partecipato alla tradizionale “Giornata ecologico ambientale”, organizzata dall’assessore all’Ambiente, Alberta Castellan, in collaborazione con le scuole e alcune associazioni locali. Muniti di apposito kit fornito da Sesa, i giovani studenti, accompagnati dai loro insegnanti e da alcune guardie ittiche provinciali, hanno raccolto i rifiuti abbandonati nei luoghi pubblici del paese. Alla giornata hanno partecipato anche volontari della Protezione civile di Cartura, del Gruppo Alpini, della Pro Loco e dell’Auser.

Due immagini della recente giornata ecologica

“Diversi volontari hanno contribuito a dare una mano al nostro territorio – afferma l’assessore alla Protezione civile Matteo Vergani - purtroppo sempre e costantemente funestato dalla maleducazione e incapacità di gestire i propri rifiuti, da parte di persone senza il minimo rispetto della cosa pubblica”. Gli adulti hanno passato in rassegna l’argine del canale di Cagnola, riuscendo a pulire un bel tratto dello stesso, raccogliendo

ogni sorta di rifiuti: dai materassi, ai copertoni, agli avanzi di cibo. “Non è comprensibile tutto questo accanimento nel gettare immondizia di ogni genere in luoghi pubblici, i quali dovrebbero essere sempre puliti e a dispo-

sizione di tutti i cittadini - commentano gli assessori Castellan e Vergani - Chi abbandona i rifiuti è, prima di tutto, persona che non cura se stesso e le proprie cose, anche se è convinto di farlo con questo atteggiamento dele-

terio, al pari di un atto di vandalismo. Auspichiamo che tutto ciò che cerchiamo di fare, nei limiti delle nostre risorse, porti molte più persone ad un atteggiamento diverso, che parte prima di tutto da noi stessi”. (f.s.)

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maggio intenso a Cagnola, dalle tipicità del territorio ai motori Maggio intenso per Cagnola, che ospiterà due manifestazioni promosse dal Comune. Domenica 6 maggio in piazza Distillerie è in programma la seconda edizione di “Primavera Cartura”, curata dall’assessore Alberta Castellan. La manifestazione sarà incentrata sulla promozione e la vendita dei prodotti delle attività produttive e delle realtà locali, il tutto corredato da momenti di animazione, informazione, musica. Nel primo pomeriggio si terrà anche una gara canina amatoriale. Il 27 maggio la zona artigianale accoglierà partecipanti e pubblico

di “Cagnola motori”, la cui organizzazione è stata seguita dal consigliere comunale Filippo Bissacco in collaborazione con la Spqr Club Quad. Gli appassionati potranno ammirare auto e moto d’epoca, custom/ bikers, vespa, scooter, quad, adventure, auto tuning, fuoristrada e muscle cars americane, drifting, buggy, trattori e truck, e assistere a varie dimostrazioni motoristiche. (f.s.)


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Tribano .

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Tariffa rifiuti, tensioni in Consiglio Vivace botta e risposta tra opposizione e sindaco dopo il via libera al piano economico finanziario. Per Cavazzana “manca ogni forma di controllo”, Argenton ribatte: “ora i cittadini risparmieranno”

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he il tema rifiuti sia sempre attuale e scottante lo si è compreso chiaramente anche durante l’ultimo consiglio comunale convocato per l’approvazione del piano economico finanziario che stabilisce il costo del servizio di racconta e smaltimento. Il dettaglio presentato dalla società Gestione Ambiente, subentrata dopo il fallimento di Padova Tre, non ha convinto fino in fondo i consiglieri di opposizione di “Tribano Rinasce” che hanno votato contro. “Il piano prova l’incapacità di questa amministrazione - è la stroncatura dei consiglieri Massimo Cavazzana e Mattia Masola «che continua ad accettare supinamente le scelte imposte dalle società private. Oggi come allora, manca ogni forma di controllo sull’operato di questi soggetti ad esclusivo danno dei cittadini. Perché il Consiglio di Bacino non è ancora operativo? Spero che tutti i sindaci si attivino al più presto, altri-

menti nulla avremo imparato dal fallimento di Padova Tre. Occorre un’azione sinergica fra Comuni affinché i benefici di una sana gestione del ciclo dei rifiuti possano essere ridistribuiti fra gli utenti”. A non convincere i consiglieri di minoranza sono anche i conteggi relativi al risparmio per le utenze rispetto a quanto veniva speso in passato. Aggiunge Masola: “Guardando ai costi del 2015 ora una famiglia media risparmierà fra i 10 ed i 20 euro, a discapito degli esercizi commerciali. Siamo convinti che un’attenta verifica del servizio reso permetterebbe di risparmiare altri 40 euro per ciascuna utenza, domestica e non, pari ad oltre il 15% di quanto si paga oggi”. Il sindaco Piergiovanni Argenton ribatte sul punto e ricorda come Tribano si sia “trovata costretta ad affidare il servizio a Padova Tre dopo il fallimento di Trasporti Ecologici e il passaggio a De Vizia che dalla sera alla mattina voleva

A fianco il sindaco Piergiovanni Argenton, sotto la raccolta dei rifiuti

aumentare la tariffa del 50 per cento. Sono stati i sindaci, seppur in ritardo, a rilevare quello che stava succedendo in Padova Tre. Da quest’anno in ogni caso e con molta trasparenza, i nostri concittadini pagheranno circa il 10% in meno su raccolta e smalti-

“Diabete a colori” in Veneto

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opo un lungo lavoro il Progetto Diabete a Colori diventa un’iniziativa a livello regionale. Si è tenuta nella Sala Consiliare del Comune di Monselice la presentazione definitiva del progetto di rete diabete a colori finalizzata alla condivisione del protocollo e alla definizione e programmazione della serata convegno la quale verrà sottoscritto l’accordo. “Stiamo entrando nella fase finale ed operativa - spiegano i responsabili dei Lions di Conselve - di un progetto di rete che si estenderà in tutto il nostro distretto e in buona parte della Regione Veneto. Siamo orgogliosi di poter affermare che questo progetto darà vita ad una condivisione in rete dove tutti noi avremo un ruolo determinate e fondamentale che accrescerà la generosità e l’impegno che come volontari abbiamo profuso fino ad oggi nel territorio”. Oltre ai corsi di cucina e agli appuntamenti formativi sul territorio il progetto organizza anche importanti eventi come la serata del 25 maggio prossimo all’auditorium dell’Istituto Kennedy con un ospite d’eccezione: il dottor Filippo Ongaro, medico degli astronauti dal 2000 al 2007 ee primo medico italiano certificato in medicina funzionale e anti-aging negli USA. Intanto anche il direttore generale dell’Uls 6, concludono i Lions “ha dato la massima disponibilità per dare al nostro progetto una direzione e supervisione di cui abbiamo assoluto bisogno per giungere ad una efficace azione territoriale da estendere a tutta la regione”.

Nicole Orlando, ospite dell’Istituto Comprensivo di Tribano lo scorso 20 aprile

Storie ed esempi di speranza Il Gruppo di lavoro per l’inclusione prosegue la sua attività. Si tengono al Teatro di Bagnoli le iniziative dell’Istituto Comprensivo, tutte volte a far sì che si parli sempre più di inclusione, in tutte le sue sfaccettature.

Si è iniziato il 16 marzo con una serata con Guido Marangoni, autore del libro “Anna che sorride alla pioggia”. Marangoni, autore noto a livello nazionale, ha raccontato in maniera coinvolgente, accompagnato da immagini e musica, l’esperienza dell’arrivo di Anna, la sua terza figlia, con sindrome di Down. Il pubblico ha molto apprezzato la serata e

mento. Ricordo infine che oggi ci sono due organi di controllo sul servizio: il Consorzio Padova Sud, che esisterà finché non verranno saldati i debiti reali, anche nei confronti dei Comuni, e il Consiglio di Bacino di cui auspico al più presto l’entrata in funzione”.

il modo con cui Marangoni narra con leggerezza (lui ci tiene a chiamarla così, per distinguerla subito dalla superficialità con cui spesso ci si avvicina a certe tematiche) la sua quotidianità, prima e dopo il magico incontro con Anna. Una seconda serataha avut, lo scorso 20 aprile, per protagonista Nicole Orlando (conosciuta ai più per aver partecipato a “Ballando con le stelle”), la quale ha condiviso la sua esperienza, le sue difficoltà e le sue moltissime vittorie. Nicole ha conversato con Elena Permunian, insegnante del comprensivo e vera anima del Gruppo di Lavoro per l’Inclusione. Le attività previste per quest’anno scolastico culmineranno, il 10 maggio, con lo spettacolo organizzato e recitato da un gruppo di genitori del comprensivo, guidati da Nicola Perin di Febo Teatro. Il gruppo - che si è auto-battezzato “Eleu Teatro” (“eleu” in hawaiano significa “pieno di speranza”) - è composto da sette genitori e un’alunna di prima media, figlia di uno degli attori. I temi della fiaba che porteranno in scena (i testi sono di Gianluca Meis) sono naturalmente legati all’inclusione e allo stare insieme: l’accettazione delle difficoltà, il rispetto dell’ambiente, l’importanza dell’aiuto reciproco e della condivisione delle esperienze. (c.l.).


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Agna .

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Educazione stradale per i ragazzi “anzitutto occhio alla sicurezza” Coinvolti gli alunni della scuola primaria e secondaria del paese tra incontri in aula e l’uscita in bicicletta per gli studenti della terza media

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ei prossimi giorni riprenderà il progetto di educazione stradale organizzato dal comune in collaborazione con la scuola primaria e secondaria di Agna. Gli argomenti trattati riguardano l’educazione stradale in generale e il comportamento da tenere a bordo degli scuolabus e in auto con le proprie famiglie, con l’intervento della Polizia Locale e in primis dell’agente Diego Broggiato, dell’assessore all’istruzione Barbara Sturaro e del sindaco Gianluca Piva che ricopre anche il ruolo di responsabile della Polizia Locale del Comune. Il percorso è articolato in incontri d’aula e si chiuderà con una uscita in bicicletta delle terze medie per sperimentare quanto appreso, scortati da polizia locale con l’ausilio del gruppo di Protezione Civile. “Anche nel 2018 proponiamo questo importante progetto – commenta il sindaco Gianluca Piva – che ha un valore civico e sociale di fondamentale importanza. Non è facile spiegare e far comprendere quanto sia potenzialmente pericoloso camminare su strade, marciapiedi e circolare in bicicletta – continua Piva - e per fare tutto ciò, ci vogliono delle regole: il codice della strada. Un grande ruolo abbiamo tutti noi adulti nel dare il buon esempio ai nostri ragazzi. Questo percorso didattico ha il fine di fornire gli strumenti necessari per il rispetto delle regole e della sicurezza. Ringrazio l’assessore all’istruzione Sturaro Barbara ed il nostro agente di polizia locale Broggiato Diego per l’impegno profuso nel portare avanti questo percorso educativo”. Nel portale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti www.mit.gov. it, si può trovare il Codice della Strada, quale prezioso strumento di ripasso anche a casa in famiglia. La piattaforma Edustrada – www.edustrada.it è l’iniziativa avviata dal Miur d’intesa con la Polizia Stradale, il Dipartimento di psicologia dell’Università “Sapienza” di Roma, il Mit, la Federazione Ciclistica Italiana, la Federazione Motociclistica Ita-

Tornano anche ad Agna gli appuntamenti con l’educazione stradale nelle scuole

liana, l’Automobile Club d’Italia e la Fondazione Ania nell’ambito di un progetto di monitoraggio di tutte le attività di educazione stradale, sia di carattere nazionale che locale, realizzate dalle istituzioni pubbliche e dai più importanti operatori del settore, con l’obiettivo di incoraggiare la partecipazione degli studenti ai progetti educativi attivi, nonché di favorire la raccolta e la condivisione di contenuti didattici sulla sicurezza stradale. Cristina Lazzarin

Club Moto Turismo Nuova stagione 2018 del MotoTurismo Agna. Il club Aics conta una settantina di iscritti. L’associazione e’ impegnata nell’organizzare attività su due ruote e anche nel volontariato e nel sociale. Ad esempio sono impegnati nella MotoBefana il 6 gennaio, nel Carnevale paesano, nell’evento Diversamente Fioristrada,

Pulizia del Sorgaglia Il Gruppo Comunale della Protezione Civile di Agna ha proposto lo scorso 14 aprile la pulizia degli argini del canale Sorgaglia. Erano presenti anche gli addetti del Consorzio di Bonifica Adige Euganeo. Di recente nel canale il pesce era in sofferenza a causa di una fonte di inquinamento di origine organica poi risolta.


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Bagnoli .

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Eredità Padova Tre e casi aperti A Bagnoli è fermo in magazzino un autocarro pagato con le bollette dei rifiuti. Il sindaco chiede da mesi di entrarne in possesso ma il fallimento della società rende tutto più difficile e i tempi si allungano A fiaco il sindaco di Bagnoli Roberto Milan e la sede della Padova Tre chiusa da mesi.

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ezzi fermi in magazzino, un costo per la collettività e un ulteriore grattacapo per i Comuni sul fronte della gestione dei servizi ambientali. Lo scandalo e il fallimento della società Padova Tre, travolta dal debito milionario sul quale ora deciderà la magistratura, ha lasciato non poche grane ai Comuni della Bassa Padovana. Fra queste anche la gestione di alcuni mezzi tecnici che risultano formalmente di proprietà della società fallita ma di fatto sono stati pagati dai residenti in bolletta. A Bagnoli c’è un autocarro parcheggiato in un magazzino, pagato circa 8.500 euro l’anno per cinque anni. A Conselve la spazzatrice è stata pagata 120 mila euro. Entrambi i mezzi risultano ancora di proprietà della Padova Tre e finora i Comuni non sono riusciti ad entrarne in possesso. “Non è tutto - osserva Diego Boscarolo

del comitato “Il Moraro” che ha sollevato il caso con un esposto alla Corte dei Conti - a Bagnoli l’autocarro in questione è risultato troppo oneroso, perché richiede speciali abilitazioni per la guida, ed in pratica dal 2012 è stato usato molto raramente. Bisogna chiedersi: perché all’epoca sono stati spesi quasi 50.000

euro per acquistare un mezzo inutilizzabile dal Comune? Cosa nasconde la politica della società Padova Tre di fare acquistare mezzi costosi ed inutili ai comuni soci, di cui non diventeranno mai proprietari, pur avendoli pagati? Qualcuno ne risponderà?”. Il sindaco Roberto Milan ricorda di aver già sollevato la questione:

“Nel 2017 il Comune ha chiesto la voltura per entrare in possesso dell’autocarro. Ma il fallimento della Padova Tre ha bloccato tutto. Non siamo certo rimasti con le mani in mano e, oltre a fare pressioni sui curatori fallimentari e il Consorzio Padova Sud per arrivare al passaggio di proprietà, abbiamo chiesto e ottenuto in

comodato gratuito dalla Sesa un altro autocarro che stiamo usando regolarmente. Si tratta di un mezzo meno oneroso per il nostro Comune perché può essere guidato anche con la patente B e senza la costosa formazione per operatore di gru, come invece è necessario per l’altro autocarro che oltretutto richiede la patente C. Inoltre lo possiamo usare anche per la Protezione Civile e non dobbiamo preoccuparci delle spese di assicurazione”. “Serve chiarezza - ribatte infine Boscarolo - perché non si capisce come mai il Comune continua a pagare anche nel 2017 le spese per la manutenzione e revisione del camion. A differenza degli anni scorsi i cittadini non possono accedere al piano economico finanziario del Consorzio Padova Sud del 2017 e quindi non è possibile verificare”.

Raccolti oltre 50 sacchi di rifiuti gettati in strada Ripulite le piste ciclabili e le piazzole in zona industriale, troppo spesso usate come discariche abusive

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erza edizione della manifestazione di impegno ambiente “Puliamo Bagnoli”. Protagonisti della giornata i cittadini che hanno risposto in molti alla chiamata degli organizzatori. Promossa dal Gruppo di Protezione Civile in collaborazione con il Gruppo Avis e con il patrocinio del Comune ha portato comunque buoni frutti. Precedenza è stata data alle piste ciclabili che si sviluppano lungo le due provinciali che attraversano il territorio. Alcuni volontari hanno provato a cimentarsi anche nel recupero di sacchi di rifiuti presenti nei fossi di alcune vie secondarie, ma a causa delle abbondanti piogge che hanno innalzato notevolmente il livello dell’acqua questo non è stato possibile. Altri si sono diretti nella zona industriale, dove da diversi anni veri e autentici vandali incivili continuano a insudiciare quotidianamente le vie dove le attività produttive sono meno presenti. “Conclusasi la raccolta si sono potuti contare oltre cinquanta sacchi da 40 litri ciascuno riempiti di rifiuti di ogni genere- spiega il consigliere Gianpiero Pasquato.Volevo inoltre evidenziare che l’iniziativa è stata anche un’importante occasione di sensibilizzazione verso abitudini più rispettose nei confronti dell’ambiente e del nostro paese”. (c.l.)


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Cinghiali, 500 segnali in tutta la provincia L

a presenza di cinghiali nel territorio dei Colli Euganei continua ad essere un problema specie per la sicurezza stradale. La Provincia di Padova ha deciso così di installare 500 segnali di allerta fauna selvatica in tutta la zona Colli e lungo le strade provinciali dell’Alta e della Bassa Padovana maggiormente soggette al rischio di attraversamento. La decisione è stata presa dopo la delibera della giunta regionale dell’autunno scorso, con la quale sono state approvate nuove disposizioni per il risarcimento dei danni per incidenti provocati in particolare da cinghiali e caprioli. La normativa, inoltre, esclude la responsabilità della Provincia nel momento in cui, la segnaletica di pericolo attraversamento fauna selvatica sia ben visibile a non più di 500 metri dal luogo del sinistro. “Abbiamo deciso di lasciare fuori altre specie soggette a investimento come il germano reale, la lepre, il fagiano e la nutria – afferma il Consigliere delegato all’Agricoltura, Caccia e Pesca Vincenzo Gottardo – perché in ogni caso provocano meno danni agli autoveicoli e comunque sono presenti un po’ ovunque, dunque non avrebbe avuto senso segnalarne la presenza. Diverso impatto, invece, hanno i cinghiali e i caprioli che, tra l’altro, si espandono continuamente e vanno quindi segnalati. L’elenco delle strade provinciali coinvolte è stato individuato in base alla vicinanza con i siti o gli habitat dove c’è maggior frequenza di ungulati”. “Abbiamo già installato 150 dei 500 cartelli, più o meno uno ogni 500 metri. Gli altri 350 cartelli arriveranno nei prossimi giorni. I tratti stradali sono quelli dove è più probabile l’attraversamento, ma i cinghiali e i caprioli potrebbero comparire anche in punti non previsti. Per questo resta valido il consiglio di andare piano, specialmente all’imbrunire e nelle ore

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Provincia .

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notturne quando è più probabile la presenza degli ungulati” conclude il vice presidente della Provincia di Padova con delega alla Viabilità Fabio Bui. Fanny Xhajanka

Provincia: deleghe a Fecchio e Bano

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a Provincia allarga la squadra di amministratori assegnando due nuove deleghe a due consiglieri della Lega. La competenza dei Rapporti con la Regione Veneto è andata a Marcello Bano, mentre l’Ambiente e le Politiche per il contenimento dell’inquinamento atmosferico (Pm 10) va a Consigliere Mauro Fecchio. Una scelta che punta a consolidare l’equilibrio della squadra di governo dell’ente provinciale, in particolare sul fronte politico. “Noi siamo sindaci e i sindaci corrono perché hanno il motore e non una targa - avverte il vice presidente Fabio Bui - Il lavoro che abbiamo iniziato quattro anni fa sta ora dando i suoi frutti con l’ampliamento a tutte le realtà politiche e alle espressioni di tutto il territorio”. “Alla luce del percorso, delle mutazioni normative in atto e degli impegni che questo ente avrà nei prossimi anni, - aggiunge il presidente Enoch Soranzo - abbiamo condiviso insieme la volontà di ampliare le competenze e dare risposte a tutti i territori. Ho quindi raccolto la disponibilità

di due amministratori che, insieme a tutti gli altri, hanno lavorato molto in Consiglio e hanno comprovata competenza amministrativa. Si tratta di due persone che possono fare molto dando, insieme ai sindaci, un contributo importante per il bene delle nostre comunità. In particolare il Consigliere Bano avrà una delega delicata che è quella dei rapporti con la Regione in una fase transitoria in cui si dovrà lavorare per la riorganizzazione delle deleghe. Il Consigliere Fecchio ha invece ampia competenza visto che è già stato assessore provinciale tra l’altro all’ambiente. Ci interessano i risultati, credo che abbiamo davvero dato prova di agire con i fatti”.


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Provincia .

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Narrativa “Il fiume sono io” di Alessandro Tasinato

Un fiume e un uomo, una storia d’amore e di coraggiosa denuncia U

n ragazzino, Nino Franzin, nasce in un le, proprio perché ognuno di noi veneti può paese della Bassa Padovana bagnato riconoscersi nel protagonista. dal fiume Fratta-Gorzone. Cresce andando Ma soprattutto questo romanzo è un libro a pesca e passando il suo tempo in un’area di denuncia, ben documentato e vero, che Golenale, prima in compagnia di un amico, l’autore ha scritto molto prima che venisse poi soltanto di se stesso e della sua anima alla luce il disastro ambientale che conocuriosa e, sin da subito, ambientalista. Qui, sciamo con il nome di Pfas e che ha avuto sulle sponde di uno dei fiumi più inquinati inizio negli anni ’70. d’Italia, si forma la sua coscienza civile, la L’autore denuncia l’inquinamento del sua idea dell’amicizia e sofiume a carico dell’indul’autore sa prattutto dell’amore. stria conciaria della valMa quando lascia il paese le del Chiampo ma non raccontare con per la città, via via che cresi sottrae nel dire a tutti amara ironia il sce accantona la sua lingua noi che, come cittadini, madre - il dialetto veneto disastro ambientale ci siamo voltati dall’altra -, la sua gente e, fiero di far parte, non ci siamo bate morale che sta carriera, anche il suo fiume tuti per la nostra acqua, avvelenando e il suo impegno per lui. Poi per i nostri fiumi. un giorno sente di aver tocForse adesso è venuto l’acqua veneta cato il fondo e, anche grazie il tempo di farlo e ce ne ad Anna, sua moglie, e alle loro vicende per- siamo resi conto tutti perché “il veleno” è sonali, Nino si riscatta e noi con lui. entrato in noi, ce l’abbiamo nel sangue. L’esordio narrativo del padovano AlesL’abilità dell’autore però sta nel fatto che sandro Tasinato, nato a Megliarino San Vi- Nino, tutto questo, lo racconta al lettore con tale, è davvero potente. La storia di Nino la leggerezza e l’ironia tipica dei veneti che Franzin è tanto personale quanto universa- sanno guardare il mondo con saggezza.

L’Autore

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Nino è una voce narrante convincente, capace di far sorridere e commuovere al tempo stesso. Capace di convincerti che occorre schierarsi e che la salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo è una delle cause più giuste per le quali scendere in campo!

lessandro Tasinato, nato a Este nel 1974, è cresciuto a Megliadino San Vitale e oggi vive a Monselice. Laureato in Scienze ambientali, ha svolto indagini sui cicli produttivi della chimica, del cloro, del petrolio e dei rifiuti nei grandi impianti industriali. Si è occupato di energia, fonti rinnovabili e cambiamenti climatici. Per la Bassa Padovana è stato tra i promotori del “Parlamento” per la salvaguardia del fiume Fratta-Gorzone. Nel 2017 ha fondato I.D.E.A. – associazione senza scopo di lucro per la divulgazione dell’etica ambientale. Il fiume sono io è il suo primo romanzo.

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L’Uomo della Sindone si “racconta” Il gruppo di lavoro dell’Università di Padova coordinato dal professor Giulio Fanti ha realizzato un modello tridimensionale a grandezza naturale e svelato alcuni dettagli che confermano la crocifissione

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a oltre vent’anni il professor Giulio Fanti, docente associato di misure meccaniche e termiche all’Università di Padova, Dipartimento di Ingegneria Industriale si è appassionato nello studio della Sindone e in particolare dell’uomo che è impresso nel lenzuolo più scrutato e analizzato al mondo. Il professore, dopo un’ampia esperienza nella ricerca sul fronte delle strutture spaziali, dal 1997 ha indirizzato i suoi studi sulla reliquia simbolo della cristianità e fonte di numerosi interrogativi. Proprio all’Ateneo padovano ha lavorato per due anni un gruppo scientifico dell’Università, coordinato dal professor Fanti, che in collaborazione con lo scultore Sergio Rodella, ha realizzato un modello tridimensionale a grandezza naturale del corpo avvolto dalla Sindone che corrisponde in modo sorprendente alla doppia immagine, frontale e dorsale, presente sul telo. Lo studio ha permesso di arrivare a risultati sorprendenti che confermano come l’uomo della sindone sia con tutta probabilità stato crocifisso. Lo dimostrano la postura del corpo, le ferite sulle mani e

sui piedi e altri segni rilevati grazie alla ricostruzione. “Normalmente uno scultore produce il suo lavoro copiando un soggetto reale, magari aggiungendo qualche interpretazione artistica soggettiva. Questo caso particolare invece utilizza un approccio inverso: lo scopo dello scultore e del gruppo scientifico di supporto, – afferma Sergio Rodella– è stato quello di produrre rigorosamente un modello tridimensionale, partendo solo dalle informazioni ottenibili da un lenzuolo bidimensionale che riproduce la doppia immagine di un uomo, quello della Sindone, e dall’informazione relativa alla normale morfologia del corpo umano. È stato confezionato, dapprima un modello in plastilina, corrispondente ad un uomo di 180 cm di altezza, da cui è stato prodotto un calco in gesso, composto per tasselli, per non perdere dettagli, e dal calco sono stati ricavati più modelli in gesso. Sulla superficie del modello è stata poi riportata, per incisione, la mappatura delle piaghe. “Questo modello - spiegano gli esperti - conferma la notevole rigidità cadaveri-

ca finora ipotizzata per l’Uomo deposto nella Reliquia più importante della Cristianità. Inoltre evidenzia interessanti novità. La cosa più sorprendente è che il corpo è diventato pressoché immediatamente rigido e si è mantenuto incorrotto fino al momento della Risurrezione. La spiegazione potrebbe stare nelle cento libbre di mirra e aloe portate da Nicodemo, sostanze conosciute fin dall’antichità per il loro potere conservante e antiputrefattivo.” Negli stessi giorni il professor Fanti ha tenuto un interessante incontro a Cavarzere ripercorrendo le numerose ricerche scientifiche, accompagnate da inconfutabili prove contenute anche nei suoi libri. Per l’occasione è stata esposta una copia a grandezza naturale del famoso lenzuolo che avvolse Gesù nel sepolcro. Una importante opportunità di crescita culturale dove il Professor Fanti con garbo e piacere ha anche avuto modo di conversare con i partecipanti che chiedevano spiegazioni in merito, rivelando così particolari inediti e dettagli importanti sul celebre sudario.

Un particolare del calco ricavato dall’immagine della Sindone

La musica racconta l’arte La storia dell’arte raccontata in musica: aabato 28 aprile l’ultimo appuntamento della rassegna al Conservatorio Pollini, ore 18, con “Il mondo a pois di Yayoi Kusama”. Spazio all’opera visionaria dell’artista contemporanea Yayoi Kusama con una cornice di suggestioni musicali giapponesi eseguite dall’Art Percussion Ensemble, diretta dal maestroMassimo Pastore.

Visita agli affreschi del Santo e dell’Oratorio di San Giorgio Padova Urbs picta propone i suoi cicli pittorici del Trecento per l’inserimento nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco accanto alle più importanti testimonianze della storia della civiltà. Gli affreschi sono uno straordinario esempio del genio creativo dell’uomo che si esprime nelle opere di Giotto e degli artisti che ne seguono l’insegnamento nel corso del XIV secolo. Sabato 5 maggio la visita guitata alla Basilica e convento del Santo (euro 2), e all’Oratorio di San Giorgio (euro 4,50). Appuntamento nel chiostro della Magnolia, info 049 8719255.

Duecento esperimenti Fino al 13 maggio l’ex Macello di Padova ospita Sperimentando. La rassegna dal titolo La scienza delle immagini sarà dedicata alle arti visive in fisica, chimica e scienze naturali e invita i visitatori a svelare cosa si cela dietro le quinte delle immagini: arte, fotografia, cinema e televisione diventano oggetto di studio grazie ad esperimenti stimolanti e divertenti di fisica, chimica e scienze naturali. L’esposizione vanta circa duecento esperimenti ed è articolata in settori. Info http://sperimentando.lnl.infn.it/.

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Silvio Limena in azione sotto canestro durante un incontro

“La mia vita consacrata al basket” U

n’esistenza dedicata alla pallacanestro, dalla quale ha ricevuto molto ma alla quale ha dato e continua a dare almeno altrettanto. Silvio Limena, 59 anni, di Este, insegnante di Educazione Fisica e allenatore di basket, nel mondo della palla a spicchi, provinciale e non solo, è una specie di leggenda vivente. “Cominciai a muovere i primi passi in questo sport alla fine della quinta elementare, nel maggio 1970: quando il maestro lanciava le caramelle in aria le acchiappavo tutte io, essendo più alto e robusto della media. Fui fortunato, perché trovai un coach (Giacomo Trimarchi, attuale presidente della Pallacanestro Redentore, ndr) che riuscì a infondermi fiducia. Qualche anno dopo gareggiai anche nel lancio del disco, vincendo più tito-

li regionali con la Virtus. Tornato dai campionati italiani i dirigenti mi dissero che dovevo lasciare il basket. Io ovviamente mollai l’atletica” racconta Limena. Una scelta che si rivela giusta: “Quando avevo diciassette anni noi under 18 fummo trasferiti in prima squadra e con alcuni ‘vecchi’ di 22 o 23 anni al massimo vincemmo il campionato di Promozione e approdammo in Serie D. Era un torneo durissimo, con trasferte che ci portavano da Trieste a Mantova. A stento ci salvammo per due volte, poi l’esperienza ci portò a fare una bella stagione finendo tra i primi e fu l’anno in cui venne istituito il campionato di C2. Arrivati lì retrocedemmo, ma intanto di strada ne avevamo fatta”. Poi qualcosa si rompe e qualche giocatore decide

“Non esiste qualcosa di paragonabile a vincere o perdere una partita decisiva con un tiro all’ultimo secondo. Quello dell’allenatore è un lavoro complicato ma entusiasmante”

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di darsi alla pallamano sotto la guida di Fabio Baù (oggi tecnico della prima squadra della Pallacanestro Redentore). Conclusa questa breve e fortunata parentesi, per Limena a Solesino comincia una seconda vita cestistica che lo porta dalla Prima Divisione fino addirittura alla B2. “Tra gli episodi che più mi sono rimasti impressi ce n’è uno che capitò a Reggio Emilia in C2: lì giocava un playmaker che aveva subito una grave amputazione alla mano

destra, gli restavano solo due dita e aveva quindi imparato a giocare prevalentemente con la sinistra. Per me era un fenomeno e infatti poi arrivò in A2. Ebbene, dopo la partita venne a cercarmi per complimentarsi con me. Restai senza parole”. Nel 1999 Limena appende le scarpe al chiodo. Nel frattempo ha già iniziato un’importante carriera da coach. “La prima squadra di mia responsabilità fu l’annata 1964 di Este. Ora sto allenando i 2005”. Cosa cambia dal campo alla panchina? “Niente, famiglia a parte, mi ha dato tanto quanto essere un giocatore di pallacanestro. Non esiste qualcosa di paragonabile a vincere o perdere una partita decisiva con un tiro all’ultimo secondo. L’allenatore invece si alza al mattino e comincia a pensare a come far rendere al meglio la sua squadra. Deve sapere di psicologia, di tecnica e tattica, di teorie dell’educazione, di medicina dello sport, di pronto intervento consolatorio e anche defibrillatorio. Ma soprattutto deve saper trasmettere in maniera convincente quello in cui crede. Un lavoro complicatissimo”.

ntrare in vasca per puro divertimento, ma senza poter competere per obiettivi particolari: sarà un campionato di passaggio quello di quest’anno per il Team Euganeo. I pallanuotisti atestini, infatti, parteciperanno al torneo maschile di Promozione (girone Triveneto) da “fuori classifica”. Spiega il responsabile Giuseppe Guarini: “Il regolamento penalizza purtroppo le società più piccole, perché prevede che le squadre che si iscrivono non possano avere più di due giocatori nati dal 1989 in giù. Noi invece ne abbiamo cinque, anche perché diversi giovani provenienti dall’under 20, soprattutto per motivi di studio, hanno dovuto rinunciare”. Di conseguenza il Team Euganeo affronterà le partite senza avere la possibilità di tentare il nuovo salto di categoria. “Disputiamo i nostri incontri casalinghi presso la piscina di Este il sabato a partire dalle ore 20. Logico che non potendo tagliare traguardi concreti qualche stimolo viene a mancare, ma noi vogliamo comunque cercare di onorare l’impegno”. A conferma di questo anche i risultati delle prime gare: gli atestini hanno messo in saccoccia un dignitosissimo pareggio contro Bolzano (8-8), perdendo poi solo di misura contro Preganziol (8-7). Meno positivo fin qui il cammino dell’under 20, che ha subito diversi ko, alcuni anche piuttosto pesanti: questo dipende soprattutto dalla presenza nel gruppo di numerosi elementi che hanno iniziato da poco a praticare la pallanuoto. “Ma sono tutti ragazzi che hanno voglia di lavorare e di migliorarsi” sottolinea Guarini. Sia la prima squadra sia l’under 20 sono allenate da Alberto Turra. (d.p.)


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#Politica

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Casellati, prima donna al Senato

Padovana, deputata di lungo corso di Forza Italia, ricopre la più alta carica mai raggiunta da un veneto. “E’ un onore da condividere con tutte le donne”. “Orgogliosa della mia terra, ora l’autonomia sia una priorità”

Q

uaLo ha detto già poche ore dopo la sua elezione a presidente del Senato, seconda carica della Repubblica, la più alta mai raggiunta da un veneto, “porto la mia terra nel cuore”, lo ha ribadito a Venezia durante la visita ufficiale nella sede della Giunta Regionale, “quando si parla di Veneto il mio cuore batte più forte”. Maria Elisabetta Alberti Casellati, padovana con natali rodigni, nelle prime settimane sta tenendo fede al suo impegno e si fa vedere spesso tra la sua gente. E’ stata accolta a Palazzo Balbi in Regione con tutti gli onori, ha inaugurato il Vinitaly a Verona, ha tagliato il nastro a “Sapori di Primavera” nella sua Padova. Insomma, appena i numerosi impegni istituzionali glielo consentono non manca di tornare “a casa”. Una scelta del cuore, senz’altro, ma anche un atto politico ben preciso, ribadito con orgoglio proprio durante la sua visita a Venezia. “L’autonomia sia una priorità nell’agenda politica del nuovo governo, perché il Veneto deve rivestire un ruolo primario. - ha dichiarato di fronte al go-

vernatore Zaia - Ci sono questioni importanti che investono questa regione: Venezia, la sua tradizione culturale che non può essere ignorata ed è da sempre punto di riferimento nel mondo. Mi auguro che il nuovo governo metta in agenda l’autonomia come priorità perché c’è la reale necessità di un completamento di questo riassetto. Io sarò sempre presente, sempre con voi, con il presidente Zaia ci sarà una collaborazione istituzionale efficace. Essere qui è un orgoglio e una responsabilità perché il Veneto deve rivestire un ruolo primario in virtù anche del formidabile sviluppo economico e sociale degli ultimi decenni”. Parlamentare di lungo corso, berlusconiana della prima ora, avvocato matrimonialista, fino a qualche mese fa componente del Consiglio Superiore della Magistratura, Casellati corona la sua carriera politica sedendo sullo scranno più alto del Senato, grazie all’accordo fra centrodestra e Movimento 5 Stelle. Non sono

mancati i distinguo e anche alcune prese di posizione polemiche sulla sua attività politica e la sua fedeltà a Berlusconi ma ora l’intenzione della stessa Casellati è quella di svolgere fino in fondo il ruolo istituzionale che ricopre. Lo ha ribadito anzitutto nel discorso di insediamento in Senato. “Le forze politiche, pur nella dialettica dei ruoli diversi che si andranno a definire nelle prossime fasi del quadro istituzionale, esprimono tutte l’intera collettività: la consapevolezza condivisa della comune legittimazione è una condizione essenziale per un buon governo. Servono unità di intenti, pur nella diversità di opinioni e indirizzi. Questa elezione rappresenta per me una responsabilità e un onore che sento doveroso condividere proprio con tutte quelle donne che con

le loro storie, azioni, esempio, impegno e coraggio, hanno costruito l’Italia di oggi. Il tema delle riforme sarà centrale, vedrà le forze politiche chiamate a dare segnali precisi, investendo il tema dell’assetto delle istituzioni, a tutti i livelli. Così come non potrà essere ignorato il completamento del riassetto delle autonomie locali. L’epoca della globalizzazione offre opportunità e conoscenza, portando con sé, allo stesso tempo, il rischio di nuove marginalizzazioni, un rischio che non può essere ignorato né sottovalutato. A partire dall’economia reale. A partire dal lavoro”. Intanto la strada è tutta in salita proprio per la formazione del nuovo governo e non è escluso che la stessa Casellati possa giocare un ruolo significativo per cercare una mediazione fra le forze politiche.

Zaia ai neo parlamentari veneti: “Facciamo squadra per l’autonomia” Sono 77 i parlamentari veneti eletti alla Camera o al Senato alle ultime politiche. Una cinquantina ha risposto all’invito di Zaia che li ha voluti incontrare a Venezia per invitarli a trovare piena convergenza sull’obiettivo dell’autonomia regionale. “Questa partita alla fine si deciderà in Parlamento, perché è lì che si concluderà questo importante percorso istituzionale, sino a ora unico nella storia italiana, innovativo e di grande impatto, da noi avviato nel giugno del 2014: voi avete un ruolo fondamentale e i veneti si aspettano dai loro parlamentari che facciano squadra, superando le appartenenze di partito, nell’esclusivo interesse di quei

quasi 2,5 milioni di nostri corregionali che nell’ottobre scorso si sono recati alle urne per chiedere quasi unisono una sola cosa: l’autonomia”. Ai nuovi onorevoli e senatori è stata presentata la delegazione trattante nel negoziato con lo Stato, ed è stato loro consegnato un ampio ed esaustivo dossier, contenente tutti i documenti e gli atti ufficiali che hanno scandito le varie tappe del cammino fin qui compiuto. “La Regione mette al primo posto del suo programma e delle sue aspettative la conquista dell’autonomia – ha sottolineato Zaia –, un’autonomia a geometria variabile, realizzata come un abito

sartoriale secondo le esigenze e le peculiarità dei territori. Abbiamo aperto una strada, infatti, che altre Regioni, se lo vorranno potranno seguire: già lo hanno fatto Lombardia ed Emilia Romagna, insieme alle quali abbiamo avviato nei mesi scorsi il negoziato che ha portato alla firma dell’accordo preliminare del 28 febbraio scorso, e sembrano siano pronte a seguire la strada tracciata Piemonte, Puglia, Campania e Toscana”. “A darci forza nella trattativa con il Governo – ha precisato il governatore – è stato quel 58% circa di elettori che si è recato alle urne a quel referendum avvallato dalla Corte Costituzionale, superando abbondantemente il quorum e

dimostrando democraticamente, con i numeri, che l’autonomia è una questione trasversale ai partiti, che riguarda tutti”. Zaia ha poi precisato che il Veneto continuerà a chiedere la competenza diretta su 23 materie, come previsto nei 66 articoli della legge statale, approvata dal Consiglio regionale del Veneto lo scorso novembre. “Nell’accordo preliminare le competenze di cui si prevede l’attribuzione alla Regione sono quelle relative alle politiche

del lavoro, all’istruzione, alla tutela della salute e alla salvaguardia dell’ambiente e dell’ecosistema – ha rilevato il presidente veneto –. Ma sia chiaro che si tratta solo di un primo assaggio: noi le vogliamo tutte e 23”. “Al di là delle appartenenze e delle diverse sensibilità politiche – ha concluso Zaia – vi chiedo di lavorare insieme per il raggiungimento di questa meta storica, facendo sentire la voce del nostro territorio alla Camera e al Senato”.


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Politica

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Addio metropolitana di superficie. Quasi trent’anni buttati al vento D

opo tante inaugurazioni con caschetti gialli e slogan, viste soprattutto in tempi in cui era Governatore Galan e assessore ai Trasporti Chisso, con un miliardo di euro speso per dare risposte parziali e strutture a volte sottoutilizzate, ora siamo a un punto morto. E’ stata l’Assessore regionale ai lavori pubblici, infrastrutture e trasporti Elisa De Berti a dichiarare chiuso per sempre il cantiere del SFMR (Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale). Tra i principali motivi addotti i costi non più sostenibili. Quasi sei miliardi di investimento previsti e suddivisi per varie fasi sono diventati troppi. In trent’anni, però, diverse cose sono state fatte: pochine a dire il vero! L’Assessore ha evidenziato gli interventi realizzati sulla rete rispetto a quelli inizialmente previsti: 9 nuove stazioni sulle 37 previste, 24 nuovi treni acquistati su 120, 22 adeguamenti di fermate esistenti su 162, 66 passaggi a livello eliminati su 407. Niente metropolitana veneta, dunque, ma, assicura l’assessore, saranno sistemate alcune urgenze. Tra gli interventi che saranno attivati, assicura l’assessore De Berti, c’è l’adeguamento a doppio binario dell’attraversamento del fiume Brenta sulla linea PadovaCastelfranco, il raddoppio per 25 km della tratta Maerne-Castelfranco, l’eliminazione

di 24 passaggi a livello su varie linee, nonché i 18 km di raddoppio ferroviario sulla Castelfranco-Bassano con l’eliminazione di 16 passaggi a livello e l’adeguamento di 5 stazioni ferroviarie. Particolare attenzione è stata dedicata alle criticità relative alle linee Rovigo-Verona, Rovigo-Chioggia e MestreAdria. “La cosa più grave emersa dalla discussione in commissione trasporti – affermano i Consiglieri di opposizione Stefano Fracasso, Bruno Pigozzo, Orietta Salemi e Claudio Sinigaglia – è la mancanza di un piano regionale della logistica, che coinvolga infrastrutture autostradali, ferroviarie e nodi portuali e aeroportuali. L’assessore nell’affrontare la discussione e rispondendo alle nostre domande sulle prospettive future, parla di ‘politica del buon senso’. Le fa onore, ma non si può governare solo con quello, ci vuole programmazione. La revisione del vecchio Piano regionale trasporti datato 2005 deve essere una priorità urgente da affrontare e portare a termine entro questa legislatura - dicono ancora i Consiglieri del PD - Anche perché nel territorio c’è una situazione troppo disomogenea: nelle aree dove il servizio è stato ammodernato, si vedono i primi risultati in termini di regolarità e di gradimento, ma in altre tratte come la Rovigo-Verona o la Rovigo-Chioggia, la criticità è invece endemica”.

Animali domestici sepolti in giardino Proprio per la redazione del nuovo Piano Regionale dei Trasporti, la Giunta Regionale ha adottato un disegno di legge con il quale si stanziano 300.000 euro (150.000 nel 2018 e 150.000 nel 2019). “Il Piano è uno strumento fondamentale – ha detto il presidente della Regione, Luca Zaia – per il futuro sviluppo della mobilità sostenibile nel Veneto, che disegnerà il sistema dei trasporti e della logistica per i prossimi 10/15 anni. Un Piano che deve mettere insieme, coordinare e valorizzare le numerose innovazioni che abbiamo introdotto in questi ultimi anni, dal cadenzamento dell’orario dei treni ai notevoli passi avanti nell’intermodalità, dal potenziamento del nostro sistema regionale ‘su ferro’ derivante dalla stipula del contratto di servizio con Trenitalia per il periodo 2018-2032 e dall’accordo quadro con Rete Ferroviaria Italiana per potenziare le infrastrutture ferroviarie all’Accordo Programmatico tra Regione e Anas per la riqualificazione e l’ammodernamento della rete stradale veneta”. Germana Urbani

Da cementifici ad inceneritori: no, grazie! Il Consiglio regionale vota compatto per impedire l’uso dei cementifici in inceneritori di rifiuti speciali Il Css combustibile è in origine un rifiuto speciale che, a determinate condizioni previste dalla normativa, può essere utilizzato ai fini della produzione di energia da parte di centrali termoelettriche e cementifici. “Sul tema dell’impiego del Css Combustibile e più in generale sulla possibilità, ammessa dall’ordinamento, da parte di impianti costruiti e pensati per determinati cicli di produzione, in questo caso i cementifici, di trasformarsi nei fatti in impianti di riciclaggio di rifiuti sono state sollevate da più parti critiche e perplessità” ha spiegato Piero Ruzzante (Liberi e Uguali)

presentatore della mozione illustrata in aula notando come i dubbi riguardano sia le questioni ambientali e di tutela degli ecosistemi ancor più “sui danni alla salute pubblica”. L’esponente di Liberi Uguali ha poi sottolineato come dei 69 centri di produzione un terzo sono concentrati in Pianura Padana e di questi 6 in Veneto al centro di denunce da parte di comitati di cittadini tra i quali “Lasciateci respirare” di Monselice, “che hanno evidenziato i riscontri di seri inquinamenti prodotti nelle aree circostanti”. La mozione approvata dal Consiglio “impegna la giunta regionale a farsi

parte attiva presso il governo affinché proceda senza indugio ad adottare tutte le iniziative necessarie, anche integrative o, se necessario, di modifica del decreto ministeriale 14 febbraio 2013 n.22 e della afferente normativa successiva, insistendo affinché sia valutata la revoca, in virtù del principio di precauzione, di ogni atto funzionale a consentire la riconversione dei cementifici in inceneritori”

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n Veneto è ora possibile seppellire il proprio cane o gatto nel giardino di casa o in aree attrezzate allo scopo, definite “cimiteri per animali”. La decisione è stata presa in conformità ad uno specifico Regolamento Comunitario, con la specificazione che il sotterramento deve avvenire in modo che gli animali carnivori o onnivori non possano accedervi. “Siamo di fronte a un atto solo apparentemente banale, ma che in realtà è un grande atto di amore verso i nostri animali domestici – fa notare il Presidente della Regione Luca Zaia – Riconosciamo infatti quello che sta diventando sempre di più un fenomeno sociale: il possesso da parte di persone e famiglie di un animale domestico e il rapporto affettivo che ne consegue. Per farsene un’idea basta navigare qualche minuto sui social per trovare storie, allegre, tenere, o tristi, legate al rapporto tra un essere umano e il suo, o i suoi, animali da compagnia”. Per questi motivi è sembrato un segnale di attenzione dare la possibilità di seppellire l’animale morto in terreni privati o in aree dedicate visto che per tanta gente, l’animale da compagnia ha un significato che va oltre le parole, perché determinato dal cuore, e poter tenere vicino a sé l’amico di tanti anni che se n’è andato non è un desiderio da banalizzare.

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Lo zucchero di casa mia

L’Assessore all’agricoltura del Veneto Giuseppe Pan

Subito un patto europeo ed etichette tricolori per tutelare eccellenze produttive come lo zuccherificio di Pontelongo

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n ‘patto’ in difesa dello zucchero italiano, messo sotto scacco dalla liberalizzazione del mercato e dall’ormai prossima conclusione del ciclo dei finanziamenti comunitari: è quanto chiedono le organizzazioni dei produttori, in prima fila la Coprob, la cooperativa dei produttori bieticoli che detiene il marchio “Italia Zuccheri” e che gestisce i due stabilimenti leader del settore: lo zuccherificio di Pontelongo (Padova) e quello di Minerbio (Bologna). “Non basta fare ‘catenaccio’ tra Regioni e associazioni dei produttori – ha rilanciato l’assessore all’agricoltura del Veneto Giuseppe Pan, incontrando oggi a Padova il presidente di Coprob, Claudio Gallerani, e i rappresentanti del settore bieticolo - Di

fronte alla forte concorrenza dei produttori francesi, tedeschi e olandesi, e alla prossima scadenza del 2020, quando finiranno anche i sussidi europei per le barbabietole e l’industria saccarifera, le istituzioni italiane devono fare squadra. Il nuovo Parlamento, il futuro governo e i nostri rappresentanti in Europa hanno il compito di difendere una delle ultime filiere ‘made in Italy’ rimasta ancora interamente nazionale, e i relativi posti di lavoro. In attesa che si costituisca il governo, e di poter avere quindi un interlocutore per le politiche agricole nazionali, nei prossimi giorni, in accordo con la collega dell’Emilia-Romagna Simona Caselli – ha promesso Pan - coinvolgerò il vicepresidente della commissione Agricoltura dell’europarlamento,

l’onorevole Paolo de Castro, e gli europarlamentari del Nordest, perché Bruxelles affronti gli squilibri creati dalla liberalizzazione del mercato e provveda a valorizzare la qualità e la competitività di filiera agroindustriali ‘sane’, che rappresentano un valore aggiunto non solo per il primario e la sicurezza alimentare, ma anche per l’ambiente. Lo zucchero italiano, che solo in Veneto ha un valore di produzione pari a 32 milioni di euro, è presidio indispensabile della qualità alimentare del ‘made in Italy’, a cui non intendiamo rinunciare”.

Dal canto suo, la Regione Veneto – ha ricordato l’assessore – ha già impegnato parte dei fondi del proprio Programma di sviluppo rurale 2014-2020 per sostenere la bieticoltura: da quest’anno, infatti è attivo un bando che finanzia sino a 200 euro a ettaro le superfici coltivate a barbabietola da zucchero. “E’ una misura a duplice valenza – sottolinea Pan – perché promuove una coltura indispensabile per la filiera saccarifera e, al tempo stesso, aiuta a mantenere la produttività dei suoli e a prevenire l’insorgere di problematiche fitosanitarie”.

“Si tratta di un preciso segnale che la Regione ha inteso dare ai produttori agricoli per promuovere l’antica e radicata tradizione nella coltivazione della barbabietola da zucchero, che purtroppo nell’ultimo decennio ha perso quasi il 70 per cento della superficie dedicata, e sostenere così il bacino bieticolo che afferisce a Pontelongo aiutando la filiera ‘corta’, con benefiche ricadute per la sostenibilità ambientale e la redditività del settore”. “La produzione bieticola è un primato del Veneto – ha ribadito l’assessore – che la Regione intende salvaguardare e promuovere, anche favorendo accordi con la grande distribuzione, in modo di aiutare i consumatori a fare la spesa in modo consapevole e informato. Lo zuccherificio di Pontelongo è una delle prime industrie agroalimentari del Veneto e una risorsa nazionale. L’amara vicenda del latte italiano fa scuola: non permetteremo che la storia si ripeta e che lo zucchero veneto ed emiliano sia vittima delle distorsioni create dalle speculazioni dei mercati internazionali”.

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Editoriale Memoriale di Giovanni Federspil, medico, scienziato, epistemologo, umanista e filosofo

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Medico e paziente: rispetto dei valori reciproci Trapianti record: in Veneto più donazioni che altrove a pag 29

Diagnosi e cura dell’Alopecia

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na tavola rotonda inserita in un importante convegno organizzato nella Sala degli Arazzi della prestigiosa Accademia dei Concordi a Rovigo, di cui era socio, è stata dedicata esclusivamente al ricordo della figura di Giovanni Federspil, docente universitario di Clinica Medica presso l’Università degli studi di Padova, scienziato, umanista e filosofo, nato a Rovigo nel 1938 e deceduto a Padova nel 2010. Di fronte a un parterre molto attento e qualificato si sono succeduti, dopo la presentazione del Presidente dell’Accademia G. Boniolo e con la regia di F. Scaranello, illustri oratori quali B. Fantini (Univ. Di Ginevra), A. Pagnini (Univ. Di Firenze), P. Giaretta, C. Scandellari e R. Vettor (Univ. Di Padova), M.P. Garavaglia (direttore “L’ arco di Giano” e già Ministro della Sanità), con ricordi oltre che di natura professionale anche di frequentazione personale. Una particolare e commossa accoglienza è stata dedicata alla vedova del prof. Federspil presente alla manifestazione. La famiglia di Giovanni Federspil, di notevole prestigio, giunse in Italia, a Rovigo, dove si stabilì agli inizi del secolo scorso dalle terre austro-ungariche e dove nacque appunto Giovanni nel 1938. Federspil non mi è stato maestro durante il corso dei miei studi di Medicina e Chirurgia, in quanto allora i Direttori di Clinica Medica e di Patologia Speciale Medica erano Patrassi e Fiaschi; le nostre frequentazioni, oltre che in convegni scientifici, avvenivano per lo più in un piccolo bar del centro storico di Rovigo, “Al Cogheto” di proprietà della famiglia Federspil dagli inizi. Un locale cui era molto legato e in cui tornava spesso e lì, seduti ad un tavolino con davanti una tazza di caffè fumante, specialità del locale, ho avuto modo di apprenderne e apprezzarne le molteplici conoscenze e virtù che lo hanno reso un medico, uno scienziato, un umanista e un filosofo di incredibile spessore. Il grande contributo che ha portato alla Medicina si rileva dalle sue riflessioni sul ragionamento, sulla metodologia clinica e sperimentale, sconfinando nell’epistemologia, nella psicologia e nella filosofia.

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Ponteziate le “Palestre della salute”, utili a chi ha patologie croniche

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a regione ha definito e potenziato in questi giorni il sistema delle 14 “Palestre della Salute”, che si trovano nelle Ulss venete. Nascono nel 2015 per offrire ai portatori di patologie croniche non trasmissibili (come malattie cardiovascolari, diabete, obesità, osteoporosi e alcune patologie tumorali, segnatamente colon e mammella) la possibilità di effettuare l’utilissima pratica sportiva in palestre altamente specializzate dove operano spiccate professionalità specifiche. Oggi è previsto il coinvolgimento di personale medico adeguatamente formato, e che l’esercizio fisico si svolga sotto il controllo di una laureato magistrale in scienze motorie con indirizzo in attività motoria preventiva e adattata, in strutture idonee riconosciute dalla Regione e chiamate, appunto, “Palestre della Salute”.

“L’attività fisica con valenza terapeutica – fa notare Coletto – è prevista nel Piano Regionale di Prevenzione 2014-2018 e, con l’ultima modifica decisa a livello nazionale, è stata anche inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza – LEA, che prevedono la promozione di Programmi strutturati di esercizio fisico per soggetti a rischio. Anche in questo caso la sanità veneta ha anticipato fin dal 2015 un’offerta di salute diventata obbligo due anni dopo”. “Che lo sport sia anche sinonimo di salute e di prevenzione – aggiunge l’Assessore Corazzari – è convinzione universale e scientificamente supportata. Tutti d’accordo, ma poi bisogna tradurre le parole in azioni, e in questo le Palestre della Salute sono la dimostrazione che la Regione Veneto, ovunque possibile, sa tradurre la teoria in pratica. Si tratta di un percorso nel quale si fondono

importanti professionalità specifiche e la qualità strutturale di molte palestre pubbliche e private del Veneto”. La delibera appena approvata definisce requisiti e procedimento per la certificazione di “Palestra della Salute” e fornisce gli indirizzi per la prescrizione e somministrazione dell’esercizio fisico e indica le figure professionali, specialisti, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e medici dello sport titolate alla prescrizione. L’esercizio fisico, una volta prescritto sulla base della situazione e della patologie di ogni singola persona, viene erogato da un laureto in Scienze e Tecniche dell’Attività Motoria Preventiva e Adattata, che abbia seguito e completata un percorso formativo di 120 ore in strutture sanitarie specificamente identificate.

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l’editoriale

Memoriale di Giovanni Federspil, medico, scienziato, epistemologo, umanista e filosofo Il suo pensiero, riprendendo le radici ippocratiche per cui le malattie non sono altro che il prodotto di fenomeni naturali, lo portava a sostenere che il medico è e deve essere naturalista, o, in termini più moderni uno scienziato. “Questa è la tesi fondamentale sulla quale si basa ancora oggi tutto il nostro sapere medico: - dall’osservazione della morfologia cellulare e dall’analisi dei meccanismi biochimici cellulari fino ai trapianti, alle applicazioni di radioisotopi, alla risonanza magnetica e alle più innovative terapie attuali - è una scienza della natura che fa corpo con tutte le altre scienze empiriche: la fisica, la chimica, la biologia, l’etologia etc”. Ne deriva che la preparazione del Medico e la sua continua formazione siano rivolte all’assimilazione e all’integrazione di concetti acquisiti e ripensati, alla riflessione metodologica, alla cultura biologica. Federspil è stato un oppositore del progressivo insinuarsi nell’educazione e nella professione medica di una mentalità riduzionistica, non certo per negare l’importanza delle ricerche molecolari, ma per contrastare l’inadeguatezza di una medicina che pone la conoscenza dei meccanismi molecolari come la forma fondamentale di un sapere medico che ritiene di spiegare fenomeni di una certa complessità strutturale organica con i fenomeni degli elementi più semplici che costituiscono i fenomeni più complessi. Gli studi di fisiopatologia lo hanno portato a sostenere con Azzone (Patologo Clinico) che “malattia e patologico sono termini che che si riferiscono a processi che riguardano la vita e non il comportamento delle molecole. Entrambi implicano un pericolo per la sopravvivenza dell’organismo, pertanto il termine malattia può essere applicato a quei processi che, pur avendo un’origine molecolare e cellulare,coinvolgono un’alterazione del sistema”. Qui viene fuori Federspil filosofo con i suoi ragionamenti sulla natura dell’uomo e sulla concezione di persona umana, che è sostanzialmente diversa dalla sua caratterizzazione come organismo o individuo e che deve essere alla base dell’attività del medico. Il Medico diagnostica una malattia ma le cure sono verso la persona, termine attorno cui ruota il massimo problema della medicina moderna, attratta da un tecnicismo esasperato e rivoluzionata da progressi scientifici che hanno posto evidenti problematiche di ordine bioetico, dal problema dell’embrione e dell’aborto all’utero in affitto e alle cellule staminali, dall’accanimento terapeutico, al testamento biologico e all’eutanasia. “Il Medico ha certamente a che fare con un corpo e questo corpo costituisce un “oggetto” conoscibile con gli strumenti razionali e con le tecniche empiriche che sono proprie della scienza. Tuttavia la Medicina non si ferma a questo, come ha ricordato K. Jaspers: l’agire del medico poggia su due pilastri: da un lato la conoscenza scientifica e l’abilità tecnica, dall’altro l’ethos umanitario”. Il Medico ha a che fare con un suo simile, con una persona che vive, spera, ama, odia, progetta, esattamente come lui, per cui non tutto ciò con cui il medico entra in contatto è trasferibile in un processo oggettivo della scienza naturale; la malattia per il malato non è un evento naturale fra tanti, ma ha un significato per quella persona ed è fondamentale per colui che la vive, in quel momento, in quell’ambiente, in determinate condizioni psicologiche e sociali. “Un Medico che voglia essere medico di una persona e non soltanto di un organismo, non può non essere consapevole del fatto che la malattia può essere conosciuta, cioè descritta e spiegata secondo i canoni del sapere naturalistico, ma viene anche vissuta, come la vive chi ne è affetto”. Ricordavo che Giovanni Federspil non mi è stato maestro durante gli studi universitari, non mi è stato maestro nel saper fare il medico, ma mi è stato grande maestro, con le sue opere e nei nostri incontri in quel piccolo locale rodigino, con la sua scienza metodologica, umanistica e filosofica nel saper essere medico, in una professione in cui sono coniugate e inscindibili una preparazione scientifica e tecnologica unite ad un’etica e una deontologia che hanno come oggetto del proprio interesse una persona, con tutto il suo vissuto, le sue esperienze, le sue abitudini, in un rapporto che si instaura fra due esistenze nel reciproco rispetto dei valori di ciascuno.

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Trapianti record: in Veneto più donazioni che altrove Merito anche di quanti collaborano alla raccolta delle dichiarazioni ddi volontà

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er la donazione e il trapianto di organi e tessuti, il 2017 è stato un anno record, con indicatori in aumento in tutta Italia rispetto al 2016 ma, in questo quadro, il record dei record è del Veneto, le cui percentuali di crescita sono ben superiori a quelle nazionali, pur positive. Merito di un’organizzazione sanitaria di qualità, di un Centro Regionale Trapianti efficiente, di una stretta collaborazione tra il sistema istituzionale, in particolare Regione e Comuni, e le organizzazioni del volontariato, con l’Associazione Italiana Donatori Organi (Aido) a fare la parte del leone. E’ questo il quadro presentato a Palazzo Balbi dall’Assessore alla Sanità Luca Coletto, dalla Presidente nazionale Flavia Petrin e da quella regionale Bertilla Troietto. Dai dati presentati emergono tre record nazionali per il Veneto. Il primo è stato quello delle donazioni, passate, dal 2016 al 2017, da 146 a 196, con un aumento del 34,2%, a fronte

di una crescita nazionale del 15,8%. Il secondo riguarda I trapianti effettuati, passati da 590 nel 2016 a 646 nel 2017 (più 9,5% rispetto al più 6,8% nazionale). Terzo record veneto, particolarmente significativo, è quello dei dinieghi alla donazione, che in Italia sono calati dal 32,8% del 2016 al 28,5% del 2017, ma in Veneto hanno fatto registrare la percentuale di “no” più bassa in assoluto: il 15,6% nel 2017, contro il 27,3% dell’anno precedente. Con l’aumento delle donazioni e dei trapianti e la diminuzione dei dinieghi, il Veneto è riuscito anche nell’impresa di abbassare le liste d’attesa, scese da 1353 pazienti nel 2016 a 1296 nel 2017, con una diminuzione del 4,3%. “Il Veneto deve essere orgoglioso dei dati raggiunti – ha detto la Presidente Nazionale di Aido Petrin – anche perché in questa Regione la collaborazione istituzionale ha raggiunto livelli eccellenti: Regione e Comuni interagiscono quotidianamente con noi e

Un premio alla miglior ricerca clinica dell’anno  

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l dottor Camillo Aliberti direttore dell’Unità Operativa Complessa di Radiologia dell’Azienda Ospedaliera di Padova, nel corso di una cerimonia tenutasi a LOS Angeles nell’ambito del Congresso annuale della Society of Interventional Radiology (SIR), è stato insignito del premio quale migliore ricerca clinica dell’anno. Tale prestigioso ed ambito riconoscimento, da tempo non attribuito ad un gruppo di lavoro italiano, arriva a coronare un impegno durato 4 anni che Dr. Camillo Aliberti Direttore Radiologia Azienda è stato condotto, oltre che Ospedaliera Padova dal Dr. Camillo Aliberti e dal Dr. Riccardo Carandina, Radiologo tro, ha dimostrato come l’approccio Interventista dello IOV, dal Prof. Umber- vincente per il trattamento di questa to Cillo - coautore - direttore dell’UOC tipologia sia quello integrato sinergico Chirurgia Epatobiliare A.O. Padova, e combinato tra Chirurgo Epato Biliare nonchè dalla sua equipe. e Radiologo con il coinvolgimento ed il Ha riguardato 421 pazienti affetti supporto clinico (epatologo-oncologo). da epato carcinoma trattati con teraI risultati sono stati pubblicati sulla pie locoregionali intrarteriose epatiche rivista JVIR - Journal of Vascular and ablazioni e resezioni parte dei quali tra- Interventional Radiology che ha avuto piantati. un elevatissimo numero di link e citazioIl lavoro che vanta la casistica più ni da cui l’attribuzione del prestigioso ampia al mondo per un singolo cen- riconoscimento consegnato a Padova.

hanno fatto sì che Aido sia divenuto parte integrante e ufficiale della filiera. I risultati numerici e percentuali sono eloquenti, e sono determinati proprio dal lavoro di squadra, che parte da molta informazione, passa per la generosità della gente e arriva in un sistema sanitario ben organizzato. Siamo tutti operativi h24 per 365 giorni all’anno”. “Sono orgoglioso di queste due donne – ha esordito Coletto riferendosi alla Petrin e alla Troietto: sono due venete, e comandano sia

a livello nazionale che regionale quella che definirei una corazzata dell’altruismo e del volontariato. Le Istituzioni fanno bene la loro parte. Come Regione mettiamo in campo un’organizzazione capillare e ai massimi livelli scientifici e tecnologici, l’efficienza dei Centri Trapianti di Padova, Verona, Treviso e Vicenza, investimenti continui in tecnologie e professionalità. I Comuni e le Ullss stanno collaborando con sempre maggiore impegno alla raccolta delle dichiarazioni di

volontà. Ma tutto questo non servirebbe a nulla senza il grande cuore dei veneti che, anno dopo anno, aggiornano i loro record di generosità. Quindi, prima di tutto, grazie a tutti i cittadini del Veneto”. Coletto, Petrin e Troietto hanno unanimemente posto l’accento sulla possibilità di fare ancora meglio, lavorando sulla diffusione di conoscenza e cultura della donazione e del trapianto e rafforzando i sistema di raccolta delle volontà. L’adesione alla donazione può essere espressa da anni rivolgendosi all’Aido (anche per via informatica) e alle Ullss, ma sta avendo successo anche il recente Progetto “Una Scelta in Comune”, che Aido ha lanciato in collaborazione con i Comuni per rendere possibile alla gente l’espressione di volontà a donare nel momento del rinnovo della carta d’identità. In Veneto vi hanno già aderito 202 Comuni, che hanno già registrato 83.415 dichiarazioni, delle quali 69.301 favorevoli alla donazione. I Comuni che hanno aderito sono 50 in provincia di Vicenza, 36 a Treviso, 30 a Venezia, 26 a Padova, 24 a Verona, 21 a Belluno e 15 a Rovigo. Proprio in questi giorni, il totale delle dichiarazioni complessivamente raccolte in Veneto ha superato quota 300 mila, arrivando a 300.062.

Centro di specializzazione regionale per lo studio e la cura • allergie e intolleranze alimentari C

he succede? Se lo stanno chiedendo in molti e la denuncia di qualche cosa che non va arriva proprio dal basso. A coglierla il Consiglio regionale del Veneto che ha votato all’unanimità una mozione perché la “Giunta regionale si attivi per non depotenziare il centro di specializzazione regionale per lo studio e la cura delle allergie e delle intolleranze alimentari costituito presso l’azienda ospedaliera di Padova, una delle eccellenze della sanità veneta’. In particolare, la L.R. n. 26 del 26 novembre 2004 ha istituito, presso l’Azienda Ospedaliera di Padova, il ‘Centro di Specializzazione Regionale per lo Studio e la Cura delle Allergie e delle Intolleranze Alimentari’, che in questi anni si è affermato come polo d’eccellenza della sanità veneta e italiana. L’Azienda Ospedaliera, tuttavia, sta inspiegabilmente depotenziando il Centro, procurando un grave danno sia al reparto sia alle migliaia di pazienti che confluiscono da tutte le Regioni. La mancanza, infatti, di risorse economiche, di spazi adeguati e personale dedicato non permetterà di mantenere il livello d’eccellenza del Centro, nuocendo anche all’immagine stessa della Regione Veneto. La Mozione, quindi, impegna il

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Presidente Zaia e la Giunta regionale ad attuare tutti i provvedimenti necessari affinché l’Azienda Ospedaliera di Padova fornisca al Centro Regionale per lo Studio e la Cura delle Allergie e delle Intolleranze Alimentari fondi, spazi, personale e spazi

di operatività adeguati per consentire il proseguimento dell’attività, mantenendo il livello di eccellenza, nonché a estendere la cura e il trattamento delle allergie e delle intolleranze alimentari anche ai pazienti adulti.


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Diagnosi e cura dell’Alopecia R

Una nuova possibilità terapeutica è rappresentata dalla biorivitalizzazione, utile sia nella caduta stagionale che nelle forme croniche. Si tratta di una tecnica in grado di ristrutturare e nutrire il capello, ri-stimolare il microcircolo e riattivare la crescita

ivitalizzare i capelli: le affezioni del cuoio capelluto generano disagi fisici ma anche psicologici, sia nell’uomo che nella donna. Una diagnosi corretta e una terapia adeguata possono venire in soccorso. Sono diverse le affezioni del cuoio capelluto che possono generare fastidio e disagio nel paziente, sia esso uomo o donna. Alcune possono presentare inizialmente sintomatologia comune, in altri casi la diagnosi è più complessa. In ogni caso, individuare le cause è fondamentale per curare le patologie tricologiche. Dott.ssa Gallo, quali sono le possibili cause della perdita di capelli? “Qualsiasi tipo di squilibrio (nutrizionale, per carenze vitaminiche o di minerali, diete squilibrate, anemia, patologie tiroidee, alterazione delle difese immunitarie, stati stressanti, eventi traumatici, interventi chirurgici, chemioterapici…) che porta a una sofferenza acuta o cronica del follicolo pilifero può causare una caduta prematura del capello, possibili alterazioni della qualità (colore, spessore) e del numero dei capelli stessi, contribuendo all’evidenza del diradamento della zona. L’alopecia, ossia perdita totale dei peli/capelli può anche associarsi o essere spia di malattie infiammatorie croniche, oppure presentarsi sotto forma di alopecia androgenetica (calvizie) anche dalla giovane età sia nell’uomo (70% della popolazione nazio-

dati anamnestici, clinici, l’esame obiettivo e la lampada di Wood, più eventuali esami di laboratorio”. Che terapie vengono indicate contro l’alopecia? “In base all’inquadramento diagnostico della patologia, lo specialista può prescrivere una terapia topica, sistemica con farmaci, ormoni, integratori nutrizionali e dieta adeguata, sempre tenendo in considerazione anche l’aspetto cosmetologico di complemento. Una nuova possibilità terapeutica è rappresentata dalla biorivitalizzazione, utile sia nella caduta stagionale che nelle forme croniche. Si tratta di una tecnica eseguita dal dermatologo in ambulatorio senza anestesia, e consiste nell’infiltrazione di piccole quantità di specifiche sostanze in grado di ristrutturare e nutrire il capello, ri-stimolare il microcircolo e riattivare la crescita”.

uscito a febbraio 2018 nale) che nella donna (40%) con componente spesso ereditaria dovuta a fattori ormonali”. Qual è il ruolo della diagnosi precoce? “La precocità della diagnosi è fondamentale al fine di intervenire specificatamente prima che il processo di atrofizzazione del follicolo porti alla sua morte definitiva, consentendo pertanto di limitare i danni sia sull’aspetto fisico del paziente che nel suo

vissuto individuale e relazionale. Inoltre, consente di intervenire tempestivamente sulla sintomatologia che in molti casi si presenta con prurito, forfora e seborrea”. Di quali strumenti si avvale il dermatologo durante la visita tricologica? “Lo specialista utilizza la videodermatoscopia, un sistema digitalizzato non invasivo che permette di condurre un analisi detta-

gliata sia del capello che del cuoio capelluto. La videodermatoscopia ha il vantaggio, inoltre, di poter monitorare nel tempo l’efficacia della terapia stessa e di eventuali trattamenti ambulatoriali eseguiti dal dermatologo oltrechè l’andamento della calvizie o delle varie patologie infiammatorie, infettive o neoformazioni pigmentate. L’esito della videodermatoscopia va naturalmente incrociato con i

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Lenti Fachiche per Miopie, Ipermetropie, Astigmatismi I

difetti visivi possono essere leggeri (entro 3 diottrie), medi (da 3 a 8) ed elevati (oltre le 8 diottrie). Per un paziente, da un punto di vista funzionale, anche un difetto leggero quale una miopia di sole 3 diottrie, è fortemente invalidante. La distanza di messa a fuoco è infatti in questo caso limitata a circa 33 cm. In relazione all’entità del difetto, possono essere utilizzate tecniche chirurgiche differenti ed in particolare per difetti leggeri-medi, si può usare un trattamento laser, mentre questo non è indicato se il difetto è elevato in quanto il tessuto da asportare con il laser sarebbe eccessivo ed il processo di guarigione potenzialmente più turbolento. Per eliminare quindi una miopia, per esempio, di 15 diottrie, non potendo effettuare un trattamento laser, possiamo agire inserendo una lente all’interno dell’occhio. Queste lenti sono state utilizzate in diverse foggie e materiali, ma il migliore ed ormai collaudato è un collamero brevettato da una ditta americana. La mia esperienza personale con questi impianti data da oltre 20 anni e le migliorie introdotte in questo lungo periodo hanno visto modificare la forma di queste piccole lenti che, essendo inserite dietro all’iride, sono posizionate davanti al cristallino

(piccola lente dietro la pupilla). Le migliorie di forma hanno permesso al giorno d’oggi di correggere anche ipermetropie ed astigmatismi di grado elevato con una

qualità ottica difficilmente raggiungibile con altre chirurgie. In sintesi, possiamo immaginare che, come una lente a contatto esterna rimane appoggiata sulla

Le migliorie di forma hanno permesso al giorno d’oggi di correggere anche ipermetropie ed astigmatismi di grado elevato con una qualità ottica difficilmente raggiungibile con altre chirurgie

cornea, così una lente fachica (significa che è presente assieme al cristallino naturale) viene appoggiata, all’interno dell’occhio, sul cristallino. Uno dei pregi di questa chirurgia è la reversibilità ossia la possibilità di rimuovere la lente. Se nel corso della vita dovesse manifestarsi per esempio una cataratta o qualunque altra malattia, è possibile rimuovere la protesi ottica in quanto questa con comporta alcuna aderenza con i tessuti oculari. L’intervento si esegue in anestesia locale (una piccola infiltrazione di anestetico sotto alla palpebra addormenta l’occhio) od in anestesia topica (gocce di anestetico che addormentano la superficie). La scelta dell’anestesia è legata alla collaborazione del paziente e può essere decisa anche all’ultimo momento. Si effettua un piccolissimo taglio di 3mm alla periferia

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superiore della cornea ed attraverso questo taglio la lente viene iniettata arrotolata su se stessa. Una volta all’interno dell’occhio questa si svolge e viene posizionata al di sotto dell’iride. L’intervento dura mediamente cinque minuti ed il paziente rimane bendato due giorni. Il recupero visivo è veloce e già in seconda giornata la visione è ottima. Abbiamo parlato di difetti miopici ma esiste anche l’astigmatismo e l’ipermetropia. L’astigmatismo (legato alla non sfericità della superficie corneale, simile ad un pallone da rugby invece che sferica) può essere associato alla miopia o all’ipermetropia. L’ipermetropia è il contrario della miopia e qui l’occhio è più corto. Una preoccupazione dei pazienti è la durata di queste lenti. Il materiale è perfettamente biocompatibile e la durata eterna!


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ALLERGOLOGIA ALLERGOLOGICA ALLERGOLOGICA ALLERGOLOGICA CARDIOLOGIA CARDIOLOGICA CARDIOLOGICA CARDIOLOGICA GINECOLOGIA GINECOLOGICA GINECOLOGICA GINECOLOGICA OSTETRICIA OSTETRICA OSTETRICA OSTETRICA DERMATOLOGIA DERMATOLOGICA DERMATOLOGICA DERMATOLOGICA OCULISTICA OCULISTICA OCULISTICA OCULISTICA OTORINO OTORINO OTORINO OTORINO NEUROLOGIA NEUROLOGICA NEUROLOGICA NEUROLOGICA PNEUMOLOGIA PNEUMOLOGICA PNEUMOLOGICA PNEUMOLOGICA UROLOGIA UROLOGICA UROLOGICA UROLOGICA CHIRURGIA CHIRURGICA CHIRURGICA CHIRURGICA ORTOPEDIA ORTOPEDICA ORTOPEDICA ORTOPEDICA

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Algeria da mille e una notte di Renato Malaman

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’Algeria oggi è un buco nero nella mappa del Mediterraneo. Un luogo “non luogo”, che respinge e allo stesso tempo attira. Che mette paura per le evidenti ripercussioni psicologiche causate da recenti fatti di cronaca (sequestri, uccisione di ostaggi) ma che al contempo genera curiosità per effetto della storia straordinaria che ha alle spalle e delle bellezze assolute che può offrire agli occhi dei suoi visitatori. L’Algeria, paese più grande dell’Africa, è oggi tanti paesi in uno, dove viaggiare è indubbiamente complicato (i gruppi sono costantemente scortati – seppur in modo

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discreto - da un’unità della Polizia, che fa staffetta a ogni confine di provincia) ma dove si possono trovare così tanti spunti di interesse che della “blindatura” ci si dimentica presto. Anche perché i poliziotti al seguito sanno come rendersi gradevoli e rivelarsi alla lunga maestri di ospitalità. Di una cosa ci si accorge subito sbarcando ad Algeri dopo un’ora e mezza di volo da Roma: che la presenza coloniale della Francia, durata ben 132 anni – dal 1830 al 1962 – ha lasciato segni permanenti nell’architettura urbana, nelle abitudini, nella vulgata e in un certo senso anche nei modi di vivere. continua alla pag. seguente


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Algeria da mille e una notte

Il più grande paese dell’Africa oggi è visitabile sotto scorta, ma in cambio offre bellezze uniche: città romane perfettamente conservate, oasi con milioni di palme e i villaggi millenari della Pentapoli che ispirarono l’architetto Le Corbuisier di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente

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artiamo proprio dalla guerra di Indipendenza (1954-62), una ferita aperta e mai rimarginata. Otto anni di sangue che hanno lasciato tracce anche nella coscienza dei francesi per il comportamento poco onorevole tenuto dalle proprie truppe e dai propri governanti nel tentativo, rivelatosi inutile, di reprimere l’anelito di libertà espresso dal popolo algerino. Quegli anni spiegano l’origine di tante tensioni che ancora oggi rendono l’Algeria un paese irrequieto, incerto nel cammino verso una democrazia vera. Diciamo tutto questo in premessa per ribadire però che questo paese è uno dei più belli del Mediterraneo e che comunque merita di essere visitato. Anche chiudendo un occhio sui tanti controlli – per lo più preventivi - a cui si viene sottoposti strada facendo. Tutto sommato utili a garantire la propria sicurezza. L’Algeria era il granaio di Roma. Nell’età imperiale sono sorte città che tuttora lasciano a bocca aperta per la loro bellezza e la ricchezza dei reperti ritrovati. Città di estensioni ragguardevoli con tanto di archi, anfiteatri e terme. L’itinerario classico parte da Costantina, città sorprendente per gli eleganti palazzi e i ponti sospesi su una spettacolare fenditura naturale. L’antipasto di questa romanità solenne d’Algeria lo offre Tiddis sulle pareti di una montagna, dove è riconoscibile persino un bordello dell’epoca. A Setif sono conservati invece alcuni dei mosaici più grandi e più belli mai realizzati nelle regioni dell’Impero, primo fra tutti quello dedicato al Trionfo di Bacco. Nella vicina Djemila, la romana Curculum fondata dall’imperatore Nerva, svettano l’arco di trionfo, l’anfiteatro, le terme e il foro. Ma il sito più clamoroso per fascino e maestosità è Timgad, gioiello archelogico inserito in un contesto naturale di grande bellezza con colline e monti a far da scenario. Una città romana perfettamente conservata con il suo castrum, le mura con le quattro porte, il foro con i templi, le terme, le fontane… Insomma, una piccola Roma in terra africana. Proseguendo verso sud i colpi di scena non mancano. Vedi lo spettacolare canyon dell’Abiod, una gola dove la Resistenza algerina tese molti agguati ai francesi. Il canyon offre la vista del villaggio abbandonato di Ghoufi, le cui abitazioni sono scavate nella roccia. Dopo aver attraversato una zona di biancheggianti saline si raggiunge l’oasi di El Oued, antica capitale del Souf con le sue case bianche e le rose del deserto. Quindi, dopo la grande oasi di Ouargla, Touggourt con le singolari tombe dei re e un’oasi con oltre un milione di palme. Sempre a Touggourt, nella piazza del mercato c’è un monumento che ricorda la prima traversata transahariana. Quella realizzata nel 1922 da André Citroën con un mezzo a ruote e cingoli progettato per l’impresa. Timbouctu venne raggiunta in due settimane! Nella vicina Tamacine c’è un’origi-

La capitale Algeri distesa sulla baia più bella del Mediterraneo schiude oggi i vicoli della sua misteriosa casbah, dove poco più di mezzo secolo fa iniziò la sanguinosa guerra combattuta dal popolo algerino per liberarsi dopo 132 anni dell’occupante francese

NELLA FOTO DI COPERTINA IL MAESTOSO ARCO A TRE FORNICI DI TIMGAD. IN QUESTA PAGINA DALL’ALTO E POI DA SINISTRA: UNA VEDUTA DELLA BAIA DI ALGERI; LA GRANDE MOSCHEA E IL MONUMENTO AI MARTIRI DELLA RESISTENZA SEMPRE NELLA CAPITALE; UNO SCORCIO DI COSTANTINA; DONNA MOZABITA A EL ATTEUF, DATTERI DELLA VARIETÀ DEGLET NOUR; UNA VEDUTA DI GHARDAIA; PANORAMA SULLA CITTÀ ROMANA DI TIMGAD, L’ANFITEATRO DI DJEMILA, ARCO ROMANO A TIDDIS; UNO DEI MOSAICI DI SETIF; LA MOSCHEA DI SIDI BRAHIM A EL ATTEUF E UNA SPETTACOLARE VEDUTA DEL VILLAGGIO DI GHOUFI NEL CANYON DI ABIOD

nale moschea a giustificare la sosta. Meta agognata di questo itinerario verso il centro dell’Algeria è Ghandaia, la biancoceleste capitale della Pentapoli del M’zab, Patrimonio dell’Umanità Unesco la cui oasi sopravvive grazie a un ingegnoso sistema di distribuzione dell’acqua con 270.000 pozzi profondi 60 metri dai quali viene sollevata acqua 24 ore al giorno con l’opera di muli, asini e cammelli. La Pentapoli, abitata da fiere popolazioni berbere sottoposte a un pressante processo di arabizzazione (ecco il motivo di tante tensioni in quest’area), è un piccolo mondo di tradizioni antiche, dove le donne sono avvolte da un telo bianco che lascia scoperto solo un occhio. La visita di Melika, Beni Isguem, Bou Noura e El Atteuf (famosa quest’ultima perché il grande architetto Le Corbuisier vi trasse fonte di ispirazioni per i suoi rivoluzionari principi dell’architettura che rispetta la natura) offrono suggestioni uniche, che da sole valgono il viaggio. Le città della Pentapoli hanno oltre mille anni e furono fondate dagli Ibaditi, un ramo dell’Islam moderato.

Infine Algeri, la leggendaria Algeri con la sua baia considerata la più bella del Mediterraneo e la sua misteriosa casbah dove si combattè la famosa battaglia di Algeri, che porto all’indipendenza del paese e che il regista Gillo Pontecorvo raccontò in un memorabile film del 1966. Algeri che oggi conserva anche parte del suo fascino francese, soprattutto nella parte bassa che si snoda sul lungomare. Il monumento che celebra l’indipendenza ospita un museo che va assolutamente visitato per capire di più della storia recente di questo paese straordinario di 40 milioni di abitanti ancora in cerca di un suo equilibrio politico. I viaggiatori più arditi, poi, non manchino l’escursione nel profondo sud, ovvero nel deserto dell’Hoggar Tassili che offre i paesaggi più emozionanti del Sahara. L’Algeria, va ribadito, è un paese che non può mancare nel taccuino dei ricordi di ogni viaggiatore avventuroso ed esperto. Troppo importante per capire quel variegato mosaico che è l’Africa mediterranea.


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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Farro ai bruscandoli

Spiedini di verdure al curry

Dessert di fragole

Ingredienti: 200 g di farro - acqua - sale - 2 cipolle - 2 foglie di alloro - peperoncino - 300 g di bruscandoli - 2 spicchi d’aglio - 1 pizzico di prezzemolo tritato - olio q. b.

Ingredienti: 2 carote - ½ finocchio - 4 ravanelli - 2 coste di sedano - 10 cm. di radice di daikon o sedano rapa - 4 foglie di lattuga - 1 pizzico di curry - ½ limone - 1 punta di cucchiaino di senape - olio e sale q. b.

Ingredienti: 800 g di fragole - 4 C di jogurt - 1 C di miele - 1 C di vaniglia - 200 g di mandorle tritate - il succo di un limone - 100 g di biscotti sbriciolati - 4 foglie di menta.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Note

Preparazione: cuocere il farro (come da ricetta base) con le foglie di alloro e la cipolla tritata. A fine cottura lasciare riposare almeno 10 minuti, condire con i bruscandoli precedentemente passati in padella con l’aglio e la cipolla. Amalgamare bene, unire il prezzemolo tritato e l’olio crudo.

Preparazione: pulire e tagliare a dadini di circa 1 cm. tutte le verdure, avendo cura di condire ogni tipo in una apposita ciotola. Prendere i bastoncini e infilare i vari tipi di verdura alternando i colori. Quindi servirli sulla foglia di lattuga.

Preparazione: passare al frullatore le fragole, il miele, la vaniglia, il succo di limone e le mandorle tritate. Unire alla crema ottenuta lo jogurt, amalgamare dolcemente. Con i biscotti rivestire le coppette passate precedentemente con il miele. Riempire le coppette e decorare con le foglie di menta. Tenere in frigorifero.

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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Oroscopo

36

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Ariete Se il destino non vi porta quello che sperate, iniziate a pensare di andarvelo a prendere. Coraggio!

Toro Potreste avvertire un sottofondo di tristezza per qualcosa che non va come desideravate. Siate positivi

Aprile L’energia ritrova la via per cambiare prodigiosamente il corso di molti eventi. La luce rinnoverà corpo e mente

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Bilancia Per voi tanto affetto, ma anche tanti desideri di conquista: alcuni li appagherete; altri li lascerete sfumare

Scorpione Non mancheranno le polemiche e rischierete di essere sin troppo aggressivi. Pensate due volte prima di agire

Gemelli

Sagittario

Avete bisogno di stare in compagnia: conoscere gente, andare in giro, scoprire nuovi posti e nuovi interessi

Concedetevi qualche momento in più di divertimento o di relax. Le preoccupazioni diventeranno meno pressanti

Cancro

Capricorno

Il mese favorirà il cuore e i progetti familiari o legati alla sfera sociale che vi stanno più a cuore

E’ in atto un grande cambiamento che vi porterà alti e bassi. Dedicatevi tempo e coccole, un viaggio

Leone

Acquario

Mese difficile per i rapporti personali. Fate attenzione a non offendere nessuno e moderate le esternazioni

Gli affetti dovranno fare i conti con ostacoli e insoddisfazioni. Affrontate quanto vi turba con razionalità

Vergine

Pesci

Periodo ricco di buoni propositi e anche di cambiamenti. Concentratevi e attenti al cuore

Pazienza al limite, mettete i puntini sulle i e fate valere le vostre ragioni o sicuramente subirete dei torti


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