

Rassegna
IMBALLAGGIO











PRIMO PIANO
L’AI e l’automazione stanno trasformando ogni anello della catena di approvvigionamento globale di frutta e verdura, promuovendo l’efficienza, la resilienza e la sostenibilità nel settore dei prodotti freschi. Pag. 4
CONVERTING &LABEL
Secondo il recente FINAT RADAR, il mercato europeo delle etichette dovrebbe mantenere una traiettoria cautamente positiva. Il comparto sta riprendendo fiato dopo un anno intenso, caratterizzato da volatilità, resilienza e trasformazione.
Pag. 20
DOSSIER
Nei processi di confezionamento, colle e adesivi sono determinanti sia in fase produttiva sia nel ciclo di vita del packaging; le tecnologie di incollaggio sono progettate per assicurare precisione applicativa, ripetibilità e controllo dei parametri di processo. Pag. 42
EVENTI
Djazagro, l'appuntamento più importante per l’industria agroalimentare in Nord Africa, tornerà dal 12 al 15 aprile ad Algeri, confermando una forte dimensione internazionale, con 650 espositori provenienti da oltre 30 Paesi. Pag. 52
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Sommario/ IMBALLAGGIO

Rassegna
Direttore Responsabile
Stefano Legnani
Coordinamento editoriale
Chiara Bezzi chiara.bezzi@innovativepress.eu
Marketing e Vendita
Katia Pasquali katia.pasquali@innovativepress.eu
Redazione
Silvia Ballabio
Chiara Riccardi
Grafica e impaginazione
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Stampa e confezione
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Abbonamenti e diffusione customercare@innovativepress.eu 8 numeri all’anno. L’abbonamento decorre dal primo numero raggiungibile. Italia 60 euro - Europa 100 euro
Redazione
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Rassegna dell’imballaggio
Food Machines
FM BM Il network
Beverage Machines
Editore
Rassegna Grafica






AI e automazione
rivoluzionano il settore




del fresco


Aut. Trib. di Milano n. 6 del 07/01/1980
Iscrizione al ROC n. 35480 del 10/11/2020
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Il Fresco come motore della MDD &Tecnologie

8 La birra e gli italiani, identità, valori e nuovi rituali di consumo
12 igus ottimizza la produttività del birrificio Chimay
Fatti&Tendenze/
14 Macchine per il printing e il converting, un 2025 stazionario
16 Safe and sustainable packaging for industrial goods
Converting&Label/
18 Etichette del futuro, orientarsi in un mercato dinamico
20 Il mercato delle etichette, un trend cautamente positivo
24 Oltre le etichette, coordinate economiche e strategiche
Case History/
28 Arca Sleeves, eccellenza produttiva e applicazioni tailor-made
30 IMA Fillshape’s aseptic pouch machine for Polmlek
Aziende&Strategie/
32 Automation Address, dal postale al packaging per continuare a crescere
34 Marchesini Group e AST, partnership strategica
35 SACMI si rafforza nel packaging alimentare
36 FlexLink lancia l’Online Store

Tecnologie

Sun Chemical, nitrocellulosealternative for flexible packaging Vinolok®, l’eleganza sostenibile che sigilla l’eccellenza


Formazione


40 Con OMET e CAMA un ponte tra scuola e industria
Dossier/
42 Incollaggio industriale, trend e sfide di un settore in evoluzione
43 L’assistenza Robatech per ripartire in tempo record
45 PREO, nuova linea Vela
Ambiente/
46 CONAI porta il PPWR al centro della scena
48 Metodo A.E.R.A. per proteggere l’ambiente
Eventi/
50 SPS Italia, hub d’innovazione per la competitività delle imprese
52 Djazagro, svolta strategica per l’agroalimentare algerino
54 MARCA by BolognaFiere registra numeri record
55 Euroshop, 60 anni dedicati al retail
56 Packaging Première, come la carta plasma il futuro
57 Cosmoprof Worldwide Bologna, piattaforma per il business potenziato

8
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AI E AUTOMAZIONE rivoluzionano il settore del fresco


Il FRUIT LOGISTICA Trend Report 2026 rivela come l’intelligenza artificiale stia ridefinendo le catene di approvvigionamento globali di frutta e verdura e accelerando il cambiamento in tutto il settore.
L’intelligenza artificiale e l’automazione stanno trasformando ogni anello della catena di approvvigionamento globale di frutta e verdura. Il nuovo FRUIT LOGISTICA Trend Report 2026, intitolato Ctrl+Alt+Refresh, esplora come le tecnologie emergenti stiano promuovendo l’efficienza, la resilienza e la sostenibilità in tutto il settore dei prodotti freschi. Il titolo stesso suggerisce un riavvio a livello di sistema: un settore globale dei prodotti freschi riconfigurato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale per diventare più veloce, più intelligente e più sostenibile. Prodotto da Fruitnet Media International in collaborazione con FRUIT LOGISTICA, il rapporto combina approfondimenti esclusivi derivanti da sondaggi con casi di studio reali provenienti da aziende leader e innovatori di tutto il mondo. “L’intelligenza artificiale non è più sperimentale, è essenziale”, afferma Mike Knowles, amministratore delegato di Fruitnet Europe e autore del rapporto. “Il settore dei prodotti freschi sta subendo una trasformazione completa grazie a tecnologie sempre più utili, accessibili e intelligenti. Chi non riesce ad adattarsi rischia di rimanere indietro”.
L’intelligenza artificiale in azione
Nei settori della produzione, della logistica e della vendita al dettaglio, le applicazioni di IA stanno già producendo un impatto misurabile. Serre intelligenti, modelli predittivi delle colture e robotica autonoma stanno migliorando la costanza dei raccolti e riducendo gli sprechi. Nella logistica e nella vendita al dettaglio, l’analisi basata sull’IA migliora la previsione della domanda, le prestazioni della catena del freddo e la gestione della durata di conservazione. Dole ha implementato strumenti di IA nella previsione, nel monitoraggio delle colture e nel controllo
della qualità per migliorare l’efficienza e il processo decisionale basato sui dati. “In qualsiasi settore aziendale in cui siano presenti grandi volumi di dati, l’IA offrirà l’opportunità di ottimizzare, velocizzare e generare report”, afferma Drew Reynolds, Direttore tecnico e della sostenibilità. “La logica suggerisce che la previsione dei raccolti, e l’adeguamento di tale previsione al confezionamento, alla spedizione e alle vendite, potrebbe essere rivoluzionaria”. Clarifresh utilizza l’IA per automatizzare e standardizzare il controllo qualità lungo tutta la catena di approvvigionamento, aiutando i produttori a ridurre gli sprechi e aumentare la precisione. “L’impatto è duplice”, spiega Elad Mardix, CEO e co-fondatore. “Raddoppia la produttività degli ispettori e aumenta la dimensione del campione del 50-100%, riducendo al contempo gli sprechi o i reclami del 25-35% grazie a ispezioni più obiettive, un controllo qualità standardizzato e un campionamento più ampio. Questi risultati sono stati riportati da tre importanti clienti in Nord America e America Latina negli ultimi nove mesi, tra cui i principali esportatori di agrumi, uva e frutti di bosco”.
Agriplace applica l’intelligenza artificiale per semplificare la conformità e la trasparenza nelle catene di approvvigionamento globali, estraendo e strutturando i dati dai documenti dei fornitori. “Sfruttiamo l’intelligenza artificiale per scansionare ed estrarre rapidamente i dati rilevanti dai documenti, riducendo a pochi minuti quello che prima richiedeva settimane di lavoro manuale”, ha affermato Nico Broersen, CEO. “Questa combinazione di competenza umana e automazione non solo consente alle aziende di avviare più rapidamente la propria attività, ma garantisce anche che i dati della loro catena di approvvigionamento rimangano strutturati e affidabili nel lungo periodo”.
Un futuro connesso e predittivo
I leader del settore intervistati prevedono rapidi progressi nella raccolta autonoma, nell’analisi non distruttiva della qualità e nell’ottimizzazione della catena del freddo. Un tema ricorrente è la necessità di interoperabilità dei dati, ovvero sistemi in grado di connettersi in modo sicuro e condividere informazioni lungo tutta la catena. “Agricoltura intelligente più logistica intelligente e merchandising intelligente equivalgono a un sistema alimentare super intelligente”, conclude il rapporto. “Il pulsante Ctrl+Alt+Aggiorna è stato premuto: il sistema si sta riavviando”.
L’AI come game changer
L’intelligenza artificiale è stata al centro di un briefing organizzato da FRUIT LOGISTICA per mettere in dialogo alcuni esperti del settore.
A fine gennaio, esperti di spicco hanno delineato, in una sessione della durata di 60 minuti, il quadro di un settore in cui l’intelligenza artificiale (IA) e l’automazione stanno trasformando inesorabilmente l’intera catena del valore aggiunto. “L’intelligenza artificiale è un fattore rivoluzionario che sta avendo un forte impatto sulla produzione, sul controllo qualità, sulla logistica e persino sulla vendita al dettaglio”, afferma David Ruetz, vicepresidente senior del salone Messe Berlin. “Il settore si trova a un punto di svolta decisivo”. Proprio per questo motivo, FRUIT LOGISTICA, in qualità di piattaforma internazionale per l’innovazione, lo scambio e le soluzioni concrete, è più importante che mai. Anche Mike Knowles, amministratore delegato di Fruitnet Europe e autore del FRUIT LOGISTICA Trend Report 2026, sottolinea questa tendenza: “L’intelligenza artificiale permea l’intero settore e lo sta trasformando”. Non si tratta più di visioni futuristiche o teorie, ma di tecnologie che vengono utilizzate quotidianamente. La carenza di manodopera, ma anche la crescente pressione verso una maggiore sostenibilità ed efficienza dei costi, stanno accelerando questo cambiamento in modo esponenziale. “Al momento, l’intelligenza artificiale ha il maggiore impatto sulla produzione intelligente e sul controllo qualità”, riassume Knowles i risultati del Trend Report. Egli ritiene che il potenziale maggiore si trovi nella previsione della domanda per la vendita al dettaglio: chi è in grado di pianificare con maggiore precisione, infatti, riduce le perdite, ottimizza i flussi di merci e aumenta la redditività e la sostenibilità. La domanda cruciale per il futuro è: sarà possibile automatizzare completamente le catene del valore aggiunto?
I dati sono la chiave per la scalabilità Nel corso della discussione, moderata da Chris White, presidente del comitato consultivo di FRUIT LOGISTICA, sono emerse chiaramente anche le sfide che riguardano soprattutto la qualità dei dati, la scalabilità e l’accettazione. Secondo Bradford Warner, Global Head Digital & Data di AgroFresh, il fondamento di un’IA di successo risiede principalmen-

te nella qualità dei dati: i modelli predittivi di raccolta, in particolare, devono basarsi su dati puliti, coerenti e compatibili a livello internazionale. “Solo se l’IA fornisce risultati affidabili e accurati, si può creare un vero valore aggiunto in termini di qualità, redditività e sostenibilità”, afferma Warner. Solo allora aumenterà anche l’accettazione da parte dei clienti e dei decisori. Elad Mardix, amministratore delegato e cofondatore di Clarifresh, descrive un aumento significativo delle aspettative: “La tolleranza agli errori è molto bassa, anche perché in passato molte tecnologie non hanno funzionato su larga scala”. I decisori possono essere convinti solo se i vantaggi sono chiaramente misurabili. Clarifresh utilizza l’intelligenza artificiale in modo mirato per garantire un controllo di qualità più preciso, accurato, oggettivo e privo delle fluttuazioni delle valutazioni umane. Risultato: circa un quarto in meno di reclami nel commercio. L’obiettivo a lungo termine è quello di eliminare quasi completamente l’intervento umano dal processo di controllo.

Wouter Kuiper, amministratore delegato di Kubo Greenhouse Projects, punta invece su una forte combinazione di esperienza e tecnologia. Secondo lui, la chiave sta nell’interazione tra l’intuizione umana e l’intelligenza artificiale: “L’intelligenza artificiale è in grado di riconoscere i dettagli più sottili sulla base di grandi set di dati, di prevedere gli scenari e di rendere visibili i rischi in una fase molto precoce”.
IL FRESCO come motore della MDD
Il Fresco rappresenta oggi una delle massime eccellenze del retail italiano, confermandosi un vero driver di innovazione, qualità e relazione con il consumatore, sempre più attento a benessere, sostenibilità e origine dei prodotti.

Il14 e 15 gennaio 2026, a BolognaFiere, si è tenuta MARCA by BolognaFiere & ADM, la principale fiera europea dedicata alla Marca del Distributore - MDD (vedi pagina 54 per un approfondimento sull’evento). In un contesto di forte evoluzione del largo consumo, il settore dei prodotti freschi si conferma uno dei pilastri più dinamici e strategici della Distribuzione Moderna e trova la sua espressione più rappresentativa in MARCA Fresh, il format interamente dedicato all’ortofrutta. Giunto alla sesta edizione e organizzato in collaborazione con SG Marketing Agroalimentare, MARCA Fresh quest’anno è ulteriormente cresciuto, con un format potenziato che rafforza il ruolo centrale dell’ortofrutta nelle strategie delle insegne. Con 2.500 mq espositivi, 80 aziende e 130 moduli, la “Piazza dei Freschi” ha registrato la più alta concentrazione di eccellenza “fresh” mai raggiunta, testimoniando la vitalità del comparto e il suo valore chiave nella costruzione dell’identità della MDD. L’ortofrutta, in particolare, si conferma un vero driver di innovazione, qualità e relazione con il consumatore, sempre più attento a benessere, sostenibilità e origine dei prodotti.
Un comparto dall’importanza strategica “L’ortofrutta è diventata un pilastro nelle strategie della MDD, trainata da consumatori che chiedono più qualità e benessere”, ha spiegato Antonella Maietta, Exhibition Manager di MARCA by BolognaFiere & Adm. “Il Fresco rappresenta una vera eccellenza del Retail italiano, un modello di gestione che sta riscuotendo grande interesse sui mercati esteri: il fresh made in Italy è sempre più riconosciuto come benchmark di qualità e innovazione nel comparto a livello internazionale”. Questa centralità trova piena conferma nei dati presentati durante la manifestazione con il XXII Rapporto Circana sull’evoluzione della MDD, che fotografa un com-

parto in costante crescita anche in un contesto di “ordinaria incertezza”. Nel 2025, la Marca del Distributore cresce del +4,1% a valore e del +2,6% a volume, raggiungendo una quota omnichannel del 30,4% e puntando a un fatturato di 31,5 miliardi di euro entro la fine del 20251.
Il Fresco tra i reparti “core” L’eccellenza italiana si conferma nel reparto Fresco, dove la MDD guadagna 0,7 punti di quota, con punte significative nelle Carni (+1) e nell’Ortofrutta (+0,6). Il Rapporto evidenzia un chiaro cambio di paradigma: il consumatore non cerca più soltanto convenienza, ma premia sempre più la qualità, la filiera e il valore. In questo scenario, il Fresco diventa terreno privilegiato per la premiumizzazione dell’offerta e per lo sviluppo dei segmenti funzionali – bio, free from, prodotti arricchiti – che registrano una crescita a doppia cifra (+19% a valore). Le insegne si affermano così come veri e propri laboratori di innovazione, capaci di rispondere ai nuovi bisogni legati a salute, benessere e sostenibilità.
MDD come motore del PIL nazionale I dati presentati a Bologna si inseriscono in un quadro più ampio: i consumi privati rappresentano oggi il 57,1% del PIL italiano1. In una fase di stagnazione degli investimenti pubblici, la Distribuzione Moderna – che intermedia l’85% dei consumi alimentari domestici – e la MDD si pongono come i principali abilitatori di crescita, generando un valore aggiunto complessivo per il Paese di 211 miliardi di euro (10% del PIL)2. “Tra le tendenze più interessanti, emerge un consumatore sempre più attento e selettivo: cresce la componente di spesa di prodotti essenziali e dall’altra parte la spesa per i prodotti legati al benessere”, commenta Alfonso Giuliano, Italy Retail leader di Circana. “Inoltre, il mix di acquisto si sposta dal primo prezzo verso fasce di prezzo più alte e il segmento Premium guadagna terreno, segno che il consumatore non cerca solo convenienza, ma anche qualità e valori come sostenibilità e filiera locale”.
Nota metodologica:
Fonte Dati: Circana Liquid Data™. Anno Terminante a Dicembre 2025 (52 settimane terminanti il 28/12/2025). Perimetro Omnichannel: Iper+Super+Libero Servizio Piccolo+Specialisti Casa Persona+Discount+Online+Petshop. Perimetro GDO tradizionale: Iper+Super+ Libero Servizio Piccolo. 1, 2 Stime macroeconomiche: TEHA Group su dati Istat e Aida BvD. Position Paper Marca 2026 “Costruire Fiducia - Il ruolo della Distribuzione Moderna e della Marca del Distributore”.
Consorzio Melinda segnali positivi
Il Bilancio di Previsione evidenzia aspetti positivi per il sistema Melinda, nonostante il quadro europeo e internazionale rimanga tuttora incerto.
I l Bilancio di Previsione 2025/2026 del Consorzio Melinda restituisce un quadro complessivamente positivo per quanto riguarda ricavi e produzione, pur all’interno di un contesto macroeconomico particolarmente complesso e incerto. A condizionarlo sono soprattutto le tensioni geopolitiche in corso, un’inflazione ancora persistente e il conseguente indebolimento del potere d’acquisto dei consumatori.
A livello comunitario, il settore melicolo si colloca in una fase diversa rispetto alle previsioni iniziali formulate da Prognosfruit. Le più recenti stime indicano una produzione europea nell’ordine degli 11 milioni di tonnellate, con un incremento di circa +5% rispetto alle valutazioni di inizio campagna. Anche in Italia la stagione si caratterizza per livelli produttivi tra i più elevati degli ultimi anni. In questo quadro, Melinda prevede per il 2026 una crescita del fatturato su base annua compresa tra il 10 e il 15%, trainata dall’aumento della produzione e da un buon livello qualitativo complessivo. L’ultimo raccolto è stato favorito da condizioni climatiche più favorevoli rispetto all’annata precedente, con un incremento della produzione complessiva pari a circa +10% e un miglioramento delle rese medie per ettaro. In crescita anche le mele Club, che continuano a rafforzare il proprio peso all’interno del paniere varietale Melinda. Infine, nonostante gli effetti delle grandinate, rimasti comunque circoscritti a una quota marginale di prodotto, le mele presentano livelli qualitativi buoni e omogenei.
Accanto ai segnali positivi sul fronte dei ricavi, il Bilancio di Previsione conferma tuttavia la pressione crescente sui costi di produzione, legata al perdurare del trend inflazionistico. A questo si aggiunge l’impatto di questa stessa tendenza

sul potere d’acquisto dei consumatori, che si traduce in comportamenti di spesa più prudenti. La solidità del sistema Melinda permette di guardare in ogni caso con fiducia al prossimo bilancio. Ciò è reso possibile da più fattori, tra cui l’impegno della governance e l’ottimo lavoro di squadra dei diversi responsabili, insieme alla qualità costante della produzione, alla crescita delle varietà Club, alla forte riconoscibilità del brand e a una strategia commerciale e varietale meditata.
Cresce e si conferma strategico anche il fronte dell’export, sul quale Melinda ha investito con continuità negli ultimi dieci anni.

LA BIRRA E GLI ITALIANI
identità, valori e nuovi rituali di consumo


In occasione della nuova edizione del Centro Informazione Birra (CIB), AssoBirra fotografa l’evoluzione del rapporto tra la birra e gli italiani: un simbolo di socialità che oggi si arricchisce di nuovi significati legati a valori quali equilibrio, qualità e responsabilità.
Labirra continua a riflettere i cambiamenti sociali e culturali dell’Italia: non è più solo una bevanda, ma un simbolo di socialità, piacere e condivisione, affiancato da una crescente attenzione all’equilibrio e alla responsabilità. Per oltre due terzi degli italiani rappresenta prima di tutto un’occasione per stare insieme, valore condiviso tra tutte le generazioni, con una sensibilità particolarmente alta tra gli adulti.Dalle festività al Dry January, dagli incontri tra amici ai momenti di relax individuale, la birra assume nuovi significati, accompagnando scelte sempre più consapevoli e moderate. Queste le principali evidenze emerse dalla nuova indagine di BVA Doxa per il Centro Informazione Birra (CIB) di AssoBirra, la fotografia periodica sul mondo birrario italiano attraverso lo sguardo dei consumatori,

dei principali player della filiera e dell’Associazione, che in questa nuova edizione mette in luce come convivialità, identità e consapevolezza si intreccino nelle abitudini degli italiani.
Spazio anche a un approfondimento curato dalla Prof.ssa Ombretta Marconi, Direttrice del CERB dell’Università degli Studi di Perugia, per evidenziare i nuovi significati culturali e sociali della birra oltre che il ruolo dell’innovazione scientifica nella crescita del settore.



L’evoluzione del ruolo della birra nella società italiana
Secondo il report di BVA Doxa per AssoBirra, per 1 consumatore su 2 (49%) la birra è ormai parte della quotidianità: il 55% degli italiani dichiara che è passata dall’essere una bevan-
AssoBirra accoglie con soddisfazione la riduzione delle accise sulla birra
A inizio gennaio AssoBirra ha espresso soddisfazione per l’approvazione, all’interno della Legge di Bilancio 2026, di un comma che prevede la riduzione delle accise sulla birra per gli anni 2026 e 2027. Si tratta di un segnale concreto di attenzione verso un comparto strategico dell’agroalimentare italiano, che genera oltre 10 miliardi di euro all’anno di valore condiviso, contribuisce alla fiscalità generale per circa 4 miliardi (di cui 1,5 miliardi di IVA e 689 milioni di euro di accise) e impiega più di 110.000 persone.
L’aliquota di accisa sulla birra scenderà a 2,98 euro per ettolitro e per grado-Plato, rispetto agli attuali 2,99 euro, per gli anni 2026 e 2027, un intervento che alleggerisce il carico fiscale e sostiene la competitività delle imprese.
La riduzione delle accise rappresenta un passo nella direzione più volte auspicata da AssoBirra: un quadro fiscale più equo e allineato al contesto europeo, capace di sostenere la competitività delle imprese e di liberare risorse da reinvestire in innovazione, sostenibilità, qualità delle produzioni e occupazione.
“Accogliamo con particolare favore questo intervento - ha commentato Federico Sannella, Presidente di AssoBirra - che riconosce il valore economico, sociale e industriale della filiera birraria. È una misura che rafforza la capacità del settore di affrontare le sfide della transizione sostenibile e di continuare a contribuire allo sviluppo del Paese e dell’intero sistema economico nazionale”.
“La riduzione delle accise è un segnale importante di attenzione verso una filiera che genera ricchezza lungo tutta la catena del valore - ha sottolineato Paolo Merlin, Vice Presidente di AssoBirra con delega alle politiche fiscaliquesta misura rafforza la competitività delle imprese e libera risorse da reinvestire a supporto della crescita economica: continueremo a collaborare con le istituzioni per un quadro fiscale più equo e favorevole alla crescita del settore.”

AssoBirra ringrazia tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione, che hanno sostenuto e votato l’emendamento, confermando l’importanza di un dialogo istituzionale costruttivo sui temi centrali per il futuro della filiera.
L’Associazione continuerà a collaborare con le istituzioni affinché le politiche fiscali e industriali accompagnino in modo coerente l’evoluzione del comparto birrario, un settore con un forte effetto moltiplicatore lungo l’intera filiera, dall’agricoltura alla produzione, dalla distribuzione ai luoghi del fuoricasa.

da occasionale a un prodotto gustato in molte situazioni diverse - dal relax in casa alle serate tra amici - con un picco tra la Generazione X (57%), seguita dai Millennials (55%) e dalla Gen Z (49%). Per il 59% degli intervistati, rappresenta un simbolo di convivialità e condivisione, mentre il 46% la associa al piacere di un momento di relax e benessere, con un entusiasmo più marcato tra i Millennials (53%).
Oggi la birra viene inoltre percepita sempre più come una bevanda di qualità: per 1 italiano su 3 (35%) rappresenta autenticità e artigianalità (con un picco del 37% tra la Gen X) mentre per 4 italiani su 10 (40%) è espressione di valori ambientali e sostenibili, con una sensibilità che cresce tra i più giovani (46% nella Gen Z). Inoltre, quasi 1 italiano su 5 (19%) la associa alle feste e ai momenti di celebrazione, segno di come la birra sia diventata un linguaggio comune della convivialità, accanto al vino e ad altre bevande simbolo della tradizione italiana.
La birra come filo conduttore della convivialità
Dalle tavole familiari alle celebrazioni collettive, la birra conferma il suo ruolo centrale nei momenti di incontro e convivialità. È la protagonista indiscussa dei ritrovi tra amici (73%), ma anche delle feste tradizionali (58%) e degli eventi sportivi (39%), con una presenza costante nei ritrovi familiari (33%) e nelle celebrazioni collettive (32%).
La Gen X e i Millennials risultano le generazioni più legate alla birra, rispettivamente per la sua capacità di rafforzare le connessioni e per la sua dimensione di piacere e condivisione. La Gen Z, invece, ne privilegia l’aspetto più leggero e informale, soprattutto nei momenti di socialità spontanea.
La convivialità resta un valore importante, ma oggi si concentra sempre più in momenti selezionati e significativi. Fuori casa si prediligono uscite mirate, con attenzione alla scelta dei locali e alla ricerca di offerte o menù convenienti, mentre tra le mura domestiche cresce la tendenza alla home dining: si cucina di più, si gestiscono con cura gli acquisti e si riduce anche il ricorso al delivery.

Gli alcolici vengono valutati per prezzo e occasione, trasformando l’esperienza sociale in un vero investimento di tempo e risorse. In questo contesto, la convivialità non scompare ma diventa più consapevole, bilanciando piacere, risparmio e cura della propria esperienza domestica e fuori casa. Durante le festività, il principale driver di scelta della birra resta il gusto piacevole e versatile (56%), seguito dalla capacità di favorire la convivialità senza eccessi (44%) e di accompagnare i




momenti di relax e divertimento (44%). Tra le generazioni emergono sfumature diverse: i Millennials e la Gen X la scelgono come bevanda di piacere e condivisione (oltre il 55%), mentre la Gen Z apprezza il suo contenuto alcolico moderato (39%) e la possibilità di viverla come scelta equilibrata e sociale.
La nuova cultura della moderazione






meno sempre più considerato. La conoscenza del Dry January nel nostro Paese è ancora limitata (solo il 23% dichiara di conoscerlo bene), ma l’interesse cresce rapidamente soprattutto tra i più giovani. La Gen Z si distingue infatti come la generazione più informata e sensibile verso questo tema. Le motivazioni che spingono ad aderire al Dry January sono legate soprattutto al benessere personale: molti scelgono di partecipare per migliorare la salute (31%), purificarsi dopo gli eccessi delle feste (31%) o ridurre il consumo abituale (29%). Tra chi non lo ha ancora sperimentato, oltre la metà dichiara di star valutando l’idea di provarci in futuro, a testimonianza di come il Dry January stia contribuendo a diffondere una nuova cultura della moderazione, fondata sull’equilibrio e sulla consapevolezza più che sulla rinuncia.
“Questa nuova edizione del CIB ci racconta come la birra continui a evolversi insieme agli italiani, accompagnando i cambiamenti sociali e culturali del Paese”, commenta Andrea Bagnolini, Direttore Generale di AssoBirra. “Oggi la birra non è più solo simbolo di convivialità, ma anche espressione di equilibrio e consapevolezza: dai momenti di festa alle iniziative come il Dry January, emerge un approccio più maturo e responsabile al consumo. È un segnale positivo che ci spinge, come filiera, a continuare a promuovere una cultura del bere fondata su qualità, socialità e moderazione, valorizzando il ruolo della birra come compagna au-









La moderazione si conferma un tratto comune a tutte le generazioni: la Gen Z la vive come espressione di benessere e sostenibilità, mentre la Gen X la considera una scelta di lucidità e controllo, motivata dal desiderio di “mantenere la chiarezza mentale” (oltre 1 italiano su 3, il 36%). Un contesto in cui si afferma il fenomeno dei “sober curious”, ovvero di chi sceglie di bere in modo più consapevole, senza rinunciare del tutto all’alcol ma selezionando con maggiore attenzione qualità, gusto e contesto. Un trend che racconta una nuova cultura del bere, più riflessiva e curiosa, in cui l’esperienza conta più della quantità. In questo scenario, negli ultimi anni anche in Italia iniziative come il Dry January - il mese dedicato all’astensione dal consumo di alcol - stanno diventando un feno-
offre una prospettiva scientifica e culturale

“Dai dati del nuovo CIB emerge chiaramen-
legata a qualità, autenticità e moderazione;


convivialità in un’esperienza più riflessiva e attenta al benessere”, commenta Ombretta Marconi, Direttrice del CERB dell’Università degli Studi di Perugia.
Oltre agli aspetti culturali, Marconi sottolinea come questa evoluzione sia sostenuta da un cambiamento più ampio nella percezione della qualità e dell’innovazione legata alla birra. Ricerca scientifica, processi produttivi avanzati, valorizzazione delle materie prime italiane e approcci sostenibili contribuiscono a rafforzare la fiducia dei consumatori e a rendere la birra un prodotto sempre più in linea con i valori contemporanei, quali responsabilità, trasparenza e attenzione all’ambiente. “La filiera birraria italiana sta vivendo una fase di grande trasformazione: qualità, sostenibilità e innovazione diventano oggi i pilastri che guidano lo sviluppo del settore. La ricerca scientifica, dalla selezione delle materie prime agli studi sui processi produttivi, è fondamentale per costruire una birra capace di raccontare un’Italia moderna, competitiva e responsabile, dove tradizione, territorio e tecnologia dialogano per creare valore economico, sociale e culturale”, aggiunge Ombretta Marconi.


“La birra si conferma una bevanda capace, pur mantenendo la sua anima democratica e popolare, di arricchirsi di significati nuovi, combinando gusto, qualità e consapevolezza, e riflettendo stili di vita sempre più attenti ed equilibrati”, conclude il Direttore Generale di AssoBirra, Andrea Bagnolini. “Dalle occasioni di festa alla quotidianità, la birra continua inoltre ad interpretare un linguaggio comune capace di unire generazioni, contesti e momenti diversi, mantenendo intatto il suo valore di spontaneità e convivialità”.
A Beer&Food Attraction focus sull’ascesa delle birre no-alcol

Il mondo delle birre e della mixology scalda i motori in vista di Beer&Food Attraction, l’appuntamento di riferimento europeo per la beverage e bar industry organizzato da Italian Exhibition Group (IEG), in programma alla Fiera di Rimini dal 15 al 17 febbraio 2026. Per l’11ª edizione, Beer&Food Attraction conferma il ruolo di riferimento per la community brassicola: dai microbirrifici artigianali ai grandi gruppi industriali, la manifestazione proporrà la più ampia esposizione di birre in Italia, in un settore che –secondo Assobirra – vale oggi 10,2 miliardi di euro. Tra le più rilevanti tendenze del settore spicca la crescita esponenziale delle no-alcol. I dati CREST di Circana confermano il trend: dal 2019, in Italia gli atti di acquisto delle birre analcoliche hanno registrato un +79% passando dai 28 milioni agli attuali 49, con un +18% rispetto solo all’anno scorso. Il segno positivo ha coinvolto anche il comparto della birra artigianale, dove la manifestazione di IEG offrirà la più ampia offerta di microbirrifici con oltre 100 espositori: dal preCovid, gli atti di acquisto sono passati da 159 milioni ai 183 del 2025 (+15%). A Beer&Food Attraction il parterre espositivo si mette in mostra con una offerta italiana e internazionale, grazie anche alla presenza di associazioni (come la Brewers Association) e brand dall’estero. L’offerta sarà poi completata dal premio ‘Birra dell’Anno’, che per questa edizione ospiterà anche una categoria dedicata esclusivamente alle low/no alcol, e l’Italian Craft Beer Conference organizzate da Unionbirrai, senza dimenticare la Beer&Tech Arena come punto di riferimento per i talk. In contemporanea, nei padiglioni della fiera di Rimini ci saranno altri due importanti appuntamenti: l’International Horeca Meeting di Italgrob e l’8ª edizione di BBTech Expo, il salone dedicato a materie prime, tecnologie di processo e imbottigliamento di birre e bevande, che nel 2026 rafforza ulteriormente la sua identità.





igus ottimizza la produttività del birrificio Chimay
Il rinomato birrificio belga Chimay, noto per la sua birra trappista, ha scelto gli snodi sferici esenti da manutenzione igus per il suo impianto di imbottigliamento. Sostituendo i cuscinetti a sfera arrugginiti e grippati con i supporti igubal H3 esenti da lubrificazione, il birrificio ha aumentato l’efficienza e ridotto la manutenzione.

Ilbirrificio Chimay è uno dei dodici birrifici al mondo che produce birra trappista, ovvero realizzata secondo la tradizione dei monaci. È significativo anche il fatto che la maggior parte dei profitti sia destinata a progetti di carattere sociale. Situato nell’Abbazia di Notre-Dame de Scourmont, nella provincia belga dell’Hainaut, il birrificio Chimay produce mediamente 18,5 megalitri di birra all’anno.
Esenti da lubrificazione, sicuri e facili da pulire

Le esigenze del birrificio
Per gestire questi quantitativi, gli impianti di imbottigliamento devono soddisfare elevati requisiti produttivi. Tuttavia, erano frequenti i guasti causati dal grippaggio dei cuscinetti a sfera metallici sugli alberi, la cui sostituzione poteva richiedere fino a un giorno e mezzo, con conseguenti perdite di produzione. Nell’ambito di un progetto di ottimizzazione delle linee di riempimento, Chimay si è rivolta a igus per trovare una soluzione. Dopo un’ampia serie di test e ottimizzazioni, i supporti autoallineanti con inserti igubal H3 si sono rivelati la scelta migliore e, dalla loro introduzione avvenuta già tre anni fa, questi cuscinetti hanno mostrato un’usura minima.
I supporti autoallineanti con inserti igubal H3, messi a punto dallo specialista delle motion plastics, offrono numerosi vantaggi che hanno migliorato in modo significativo il processo produttivo del birrificio. Sono realizzati in plastica ad alte prestazioni ottimizzata dal punto di vista tribologico. Questo li rende esenti da lubrificazione e manutenzione, oltre che resistenti alla corrosione. Inoltre, il materiale degli inserti soddisfa i requisiti progettuali anche a velocità fino a 200 giri/min. I supporti igubal sono molto più facili da installare e sostituire rispetto ai cuscinetti a sfera in metallo, riducendo così drasticamente i tempi di manutenzione. Grazie ai componenti igus, non si verificano più danni all’albero dovuti all’usura, prolungando così la durata d’esercizio dell’intero sistema. Un ulteriore vantaggio è l’elevata resistenza alle sostanze chimiche degli inserti igubal H3 che, a distanza di anni, non mostrano segni di danneggiamento nonostante i regolari processi di pulizia. Grazie a queste caratteristiche, la linea di riempimento ha potuto raggiungere la velocità di 55.000 bottiglie all’ora.
La soddisfazione dei tecnici di Chimay
Dopo i soddisfacenti risultati ottenuti in fase di prova su tre diverse line produttive, il birrificio Chimay ha ordinato a igus altri 150 supporti con inserti per sostituire i rimanenti cuscinetti a sfera.
“Con i supporti autoallineanti igubal con inserti H3 siamo riusciti a risolvere il problema più importante dei nostri sistemi di trasporto, a prolungare in modo significativo la durata d’esercizio dei nostri impianti e aumentare i volumi”, afferma Vivien De Schryver, tecnico manutentore presso Chimay.
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Fatti&Tendenze/
MACCHINE PER IL PRINTING
E IL CONVERTING un 2025 stazionario
Acimga, l’Associazione confindustriale dei costruttori italiani di macchine per il printing ed il converting che raggruppa circa settanta di aziende su tutto il territorio nazionale, chiude il 2025 con indicatori di generale stabilità rispetto all’anno precedente. Stabile l’export, import a +16,5%.
Le pre-stime attestano un fatturato in lieve diminuzione, con un 3% in meno sul 2024 ed un valore di €3.104 milioni, mentre si registra una sostanziale stabilità dell’export, a -0,1% e un valore pari a €1.811 milioni, a fronte di una maggiore dinamicità delle importazioni, stimate a chiudere l’anno in aumento di 16,5 punti percentuali, per un valore di €627 milioni. Ne risulta una tenuta della domanda interna, misurata in termini di consumo apparente, stimata a chiudere l’anno con un calo del -0.3% rispetto al 2024.
L’Italia si conferma terzo esportatore globale, con una quota di mercato del 10%. Nonostante l’oggettiva crisi congiunturale politico-economica e la forte problematica legata ai dazi USA-UE, gli Stati Uniti rimangono anche nel 2025 il primo paese di destinazione per le esportazioni italiane, segnando un debolissimo +0,8% sull’anno precedente. Seguono, in forte crescita ad eccezione dei vicini d’oltralpe, Germania (+6,5%), Spagna (+47,8%), Francia (-9%) e Regno Unito (+50,7%).
“Le performance italiane del settore appaiono sostanzialmente allineate alle analoghe dinamiche mondiali a livello di fatturato ed esportazioni; secondo i dati del nostro Centro Studi, a consuntivo 2025 il fatturato mondiale del settore è stimato in calo di 1,1 punti percentuali, mentre le esportazioni sono in debole crescita (+0.8%) rispetto al 2024. I dati ci restituiscono quindi un panorama di un comparto che, nonostante le difficoltà, rimane “in tenuta” rispetto alla crisi congiunturale politico-economica. - dichiara Enrico Barboglio, Direttore di Acimga.Guardando al 2026 le dinamiche che si evidenziano non sono affatto positive, sia per fatturato ed esportazioni, sia per importazioni, con cali di 3-5 punti percentuali. Anche qui, i dati italiani sono in linea con

le dinamiche previste a globale. Servono concrete azioni di supporto alle imprese, ad esempio assicurando la continuità delle misure di Transizione 5.0 per gli anni 2026/2027/2028: i dati a disposizione ci dicono che al mese di novembre le richieste per Transizione 5.0 ammontano a quasi 3,9 miliardi di euro, con il 91% delle risorse prenotate che riguardano beni strumentali”.
Un 2025 sotto il segno di Print4All Protagonista del 2025 è stata senza dubbio la Print4All del mese di maggio, che nella sua terza edizione ha messo ancora una volta in luce il dinamismo e l’innovazione del mondo globale del printing e del converting. Con 20.297 operatori professionali da 68 Paesi e 245 espositori, Print4All si è riaffermata ancora una volta come piattaforma strategica per l’aggiornamento tecnologico, il confronto sulle sfide del settore e la generazione di nuove opportunità di business, approfondendo inoltre tre main focus che hanno acceso i riflettori su importanti opportunità per il mercato: il cartone ondulato, con il progetto di start-up di Corrugated Experience, i nuovi materiali nell’area PrintMat, e il ruolo della formazione e delle relazioni interassociative all’interno del nuovo concept del WeArePrint4All Hub.
Nello specifico, il WeArePrint4All Hub, cuore culturale dell’evento, ha ospitato momenti di formazione, dibattito e networking, favorendo il confronto tra stakeholder della filiera e offrendo contenuti trasversali su tematiche strategiche per il futuro del comparto. Uno degli obiettivi dell’Hub è stato quello di parlare alle nuove generazioni: il mondo del printing e del converting ha bisogno di nuova linfa e la manifestazione è stata anche l’occasione per incontrare i giovani e raccontare loro le opportunità offerte dal mercato.
Il Progetto Scuole in Fiera, con uno spazio dedicato all’interno del WeArePrint4AllHUB, ha visto la partecipazione di 1236 studenti provenienti da 17 scuole, che hanno potuto toccare con mano la grande capacità tecno-

logica e creativa del settore. Enip-gct, in collaborazione con Argi, Acimga, Assografici e Assocarta e con il patrocinio della Federazione Carta e Grafica, ha prodotto “Mattia fa le scatole – Storie di giovani in fabbrica”, un docufilm che racconta un viaggio in Italia nella filiera della carta, della stampa, degli imballaggi e delle sue professioni, attraverso gli occhi delle nuove generazioni.
Print4All 2025 ha ospitato, inoltre, le Assemblee annuali di Acimga e di Federazione Carta e Grafica, durante le quali sono state elette le nuove Presidenze per entrambe le entità.
Internazionalità e ampliamento delle relazioni
Nel 2025 le attività internazionali di Acimga hanno seguito due principali direttrici strategiche: da un lato la promozione di Print4All sui mercati esteri, con le tappe di roadmap verso la manifestazione fieristica e la presenza ai principali appuntamenti internazionali di settore; dall’altro, il consolidamento e l’ampliamento delle relazioni all’interno del mondo associativo globale. A coronamento delle azioni di Acimga per lo sviluppo di un dialogo interassociativo continuo, l’anno che si va a chiudere ha visto la realizzazione di un importantissimo traguardo quale la ripartenza ufficiale di Global Print, la piattaforma internazionale delle fiere dell’industria grafica. La Cina, con l’associazione PEIAC, ha assunto nel 2025 la Presidenza di questo organismo, mentre l’Italia, attraverso Acimga, ha ottenuto la vicepresidenza di Global Print, a rappresentazione del valore strategico del nostro comparto nazionale all’interno di un consesso di grande prestigio. Obiettivo di Global Print per il prossimo anno è dare il via a nuovi step operativi per l’ingresso di nuovi membri, la condivisione di dati ed informazioni economiche tra associazioni globali e lo sviluppo di attività di co-promozione. Nel mese di giugno Acimga ha poi partecipato, in collaborazione con ICE Agenzia, ai Technology Awards, un pro-

gramma educational con lo scopo di arricchire la formazione di studenti universitari provenienti da un paese estero selezionato, e diffondere la conoscenza dell’elevato livello dei settori della meccanica strumentale italiana. Acimga ha individuato gli Stati Uniti d’America come mercato di riferimento ed ha avviato la partnership con il Rochester Institute of Technology, accogliendo 4 studenti e accompagnandoli in visita presso aziende associate, con lo scopo di arricchire la formazione tecnica e tecnologica degli studenti e diffondere la conoscenza dell’elevato livello dei settori della meccanica strumentale italiana.
Uno spazio dedicato, per valorizzazione e sviluppo
Negli scorsi anni Acimga ha sperimentato con successo gruppi tecnici interni dedicati a focus tecnologici verticali, come la rotocalco, il cartone ondulato e la stampa flessografica. È emersa però anche la necessità di uno spazio dedicato, per valorizzazione e sviluppo, al converting; l’Italia è infatti il secondo esportatore globale di macchine per il converting dopo la Cina, e guardando ai dati preconsuntivi, il segmento delle macchine per converting è l’unico che nel 2025 registra una crescita delle esportazioni di quasi 9,5 punti percentuali. Nasce così il Gruppo Converting by Acimga, presentato ufficialmente durante Print4All, che vede coinvolte aziende produttrici di macchine e sistemi per il converting, fornitori di componenti specifici e fornitori di materiali e di soluzioni software. Avere un nuovo gruppo dedicato al converting significa dare visibilità al segmento merceologico e promuovere le tecnologie del converting, valorizzando gli investimenti delle aziende, offrendo ulteriori servizi informativi, di relazione e di business e creando relazioni con enti e associazioni nazionali internazionali con simili interessi.

SAFE AND SUSTAINABLE PACKAGING for industrial goods
Global trade is driving industrial packaging toward safer, more sustainable and traceable solutions. Circular economy principles, recycled materials, lower emissions, new EU regulations and the use of artificial intelligence are transforming packaging, logistics and labelling.
Global trade presents companies with many challenges. Industrial packaging for machines, systems, electronic components or hazardous goods has a special role to play in this context, as industrial packaging faces increasing international trade flows, stricter regulatory requirements, new sustainability requirements and the surge in digitalisation brought about by artificial intelligence. The European Packaging and Packaging Waste Regulation, in particular, is bringing circular economy, resource conservation, waste reduction and verification of the origin and reusability of materials more sharply into focus for manufacturers of industrial packaging and logistics service providers. The PPWR comprehensively governs transport packaging and makes pallets, crates and containers important components of a functioning circular economy. As a consequence, circular economy is the number one topic across all packaging materials. Take plastic pallets, for example: pallet manufacturer Craemer, for instance, demonstrates how circular economy can work on an industri-


al scale with its recycled raw material Zero Virgin. The interpack exhibitor recovers polyethylene from used products and processes it back into heavy-duty pallets, such as the new E3-5 Zero Virgin. The quality is equal to that of new goods; the sustainable pallet is robust, stable and fully recyclable.
Closed
circuit for strapping bands
The EU packaging regulation places high demands on reusability – quotas were also set for stretch film and strapping bands. A group of 13 companies in the strapping industry, including Mosca and Teufelberger, see risks for safety during transportation and have launched a campaign for an exemption. They met with success: in October 2025, the EU Commission decided to exclude pallet wrapping and strapping bands from the PPWR’s reuse quotas. Mosca had previously launched the “Loop that!” recycling project: companies that accumulate strapping waste can collect it by type and chop or press it before partner Interzero collects, pays for and recycles the material. The new approach also invites competitors to work together to create a standardised, industry-wide cycle. And the German Federal Association for Wooden Packaging, Pallets, and Export Packaging (HPE) also presented its own recycling system for World Recycling Day 2025: HPECycle. Users of pallets and wooden packaging can return them to regional collection centres after use. The pallets are professionally inspected, cleaned and repaired (if necessary) at the collection centre so that they can be reintroduced into the economic cycle.
Classic industrial packaging becomes more climate-friendly
Drum specialist Greif recently expanded its sustainable EcoBalance line beyond plastics to include steel drums made of XCarb steel from
Mosca
ArcelorMittal. XCarb is made in Europe from recycled steel and reduces the CO2 footprint by around 60 per cent compared to conventional steel drums. In its new Combi drum, exhibitor Schütz even combines the stability of steel with the chemical resistance of plastic. This industrial packaging with double leakage protection is particularly suitable for aggressive and corrosive products. The basis is a standard painted steel drum, which is fitted with an inner container made of HDPE plastic. Whether steel, plastic or wood – interpack 2026 is set to show a broad trade audience which developments and innovations are currently driving the industrial packaging industry.
Clear labelling and tracking
Transporting goods by ship, rail, lorry or plane not only places special demands on the packaging, but also on the labelling. Logistics labels ensure that pallets, drums and IBCs can always be clearly tracked and managed. To this end, Herma and label printing specialist Cab have jointly developed a sustainable label solution that is free of liner material. The companies combine print and apply technology with initially non-adhesive, silicone-free logistics labels that dispense with backing material.
“Our customers are currently worried about the EU Packaging and Packaging Waste Regulation and the Digital Product Passport as their implementation is also going to put labelling technologies to the test,” says Frank Debusmann, National Sales Director at REA Elektronik. According to him, direct labelling is the solution if packaging is to be as recyclable as possible from summer 2026. At Interpack 2026, the company will be showcasing the new UV laser from the REA Laser product line for labelling plastics, films and new mono-material packaging.
Large-load carriers made from recyclate
Cabka has developed the CabFold Hybrid from scratch, specifically for the storage and dispatch of body and chassis parts. The foldable large-load carrier consists of 94 percent recycled material and, thanks to its new design, offers the largest internal volume in its class at 755 litres. Empties can also be reduced to less than a third of their previous volume for return transport.
With the Intrabox, Werit is presenting a new container series at interpack 2026 that is made from 60 per cent PP new material and 40 per cent PP reclaimed material. An optional partition wall system enables variable use, while handle openings ensure ergonomic handling. The boxes can be stacked with up to 50 kg under load and are 100 per cent recyclable.

Stirring viscous filling products safely inside IBCs
Intermediate bulk containers (IBCs) are generally used for the storage and transportation of liquids or bulk goods. Many filling products, in particular viscous substances such as paints and varnishes, sealants and adhesives, must also be stirred inside the IBC before they can be processed. With its builtin Impeller, Schütz offers a com-

plete solution made of HDPE and recently introduced a new version with a wing profile as an alternative to the version with a cup stirrer.
AI in everyday logistics
Cargo monitoring plays a key role in the transport of industrial goods. Today, artificial intelligence helps to analyse real-time data from sensors, detect irregularities and damage at an early stage and control processes automatically. An additional application is precision measurement of packages for transportation. Exhibitor Krones, for example, faces a particular challenge when it comes to packaging the machines it produces: the packages are often irregularly shaped, but have to be measured so that they can be loaded onto precisely fitting freight pallets and then wrapped in shrink film. If the actual dimensions differ from those specified, the lorry provided may be too small or the planned freight capacity on a container ship may not be sufficient. Krones is therefore now using an AI-based system developed jointly with Telekom MMS for precise 3D measurement of the packages. The solution is based on state-of-the-art LiDAR (Light Detection and Ranging) technology and uses three time-of-flight cameras to fully capture the differently sized packages. The AI-supported evaluation recognises even complex and irregular contours reliably and measures them precisely. The system achieves an accuracy with an average deviation of less than one centimetre.
Source: Interpack
Schütz
ETICHETTE DEL FUTURO orientarsi in un mercato dinamico

Mentre l’industria delle etichette torna a prendere slancio dopo un ciclo economico turbolento, i leader aziendali di tutta la catena del valore europea delle etichette si sono riuniti al FINAT European Label Forum 2025 per tracciare la rotta verso il futuro.

In uno scenario in rapida evoluzione, plasmato da pressioni globali, cambiamenti negli atteggiamenti dei consumatori e da normative sulla sostenibilità sempre più stringenti, il Forum è diventato una piattaforma indispensabile per ottenere insight, favorire la collaborazione e definire una direzione strategica. Esperti come Jules Lejeune (FINAT), Corey Reardon (AWA), Linda Lichtmess (Euromonitor), Paul Jenkins (ThePackHub), insieme a un dinamico panel di leader del settore, hanno condiviso una visione comune: mettere stampatori di etichette e fornitori nelle condizioni di prosperare in un contesto di incertezza attraverso innovazione, collaborazione e adattabilità.
Il panorama delle etichette in Europa Nel suo intervento di apertura, Jules Lejeune ha delineato, con il supporto dei dati, il percorso dell’industria europea delle etichette attraverso la volatilità post-COVID. Se in passato la domanda di materiali per etichette in bobina era un forte indicatore della crescita del PIL, questa correlazione si è interrotta nel 2020, dando origine a quella che ha definito l’era degli
“spaghetti COVID”. Nonostante una certa ripresa, nel 2024 i volumi complessivi restano ai livelli del 2016, con andamenti diversi a seconda delle regioni e dei Paesi, in funzione delle differenti basi economiche sottostanti. “Nel 2023 siamo tornati ai livelli del 2013: in un solo anno abbiamo recuperato tre anni. Ma siamo ancora sotto le performance pre-COVID.”: Lejeune ha sottolineato come cambiamenti strutturali – quali l’esclusione di Russia e Bielorussia dai dati e il possibile aumento degli approvvigionamenti da Paesi extraeuropei come la Cina (inizialmente spinto dalle gravi interruzioni della supply chain dei materiali per etichette di alcuni anni fa) – stiano ridefinendo il mercato. FINAT ha avviato una ricerca di mercato per valutarne l’impatto e le implicazioni.
Ha inoltre evidenziato la crescita dei materiali termici diretti e del PP, trainata dall’ecommerce e dall’innovazione. Perché è importante? Gli stampatori di etichette devono ripensare le strategie di crescita. La ripresa è disomogenea (la Spagna emerge in positivo) e le applicazioni premium o diversificate (ad esempio e-commerce, etichette termiche) offrono aree di maggiore resi-
lienza. Comprendere i cambiamenti nel mix dei materiali e nelle dinamiche di approvvigionamento sarà fondamentale per pianificazione e acquisti.
I trend del business
Corey Reardon ha indicato consolidamento e integrazione verticale come tratti distintivi del mercato attuale. Il segmento delle etichette autoadesive rappresenta il 39% del mercato globale, ma gran parte di questo volume è legato alle etichette VIP (Variable Information Printing) per la logistica, piuttosto che alle applicazioni decorative primarie.
“C’è opportunità nell’essere più di un semplice trasformatore: i vincitori saranno coloro che collaborano lungo l’intera catena del valore per offrire soluzioni complete e sostenibili.”
L’Europa rappresenta il 22% della produzione globale di etichette, ma la pressione competitiva dall’Asia, in particolare dalla Cina, è in aumento. Allo stesso tempo, la domanda si sta indebolendo e le spinte inflazionistiche stanno imponendo una revisione dei modelli operativi. Implicazioni per gli imprenditori: adottare partnership per restare competitivi. Che si tratti di integrazione della supply chain o di piattaforme di condivisione della conoscenza come FINAT, la collaborazione sta diventando un abilitatore di crescita. Le aziende che restano ferme rischiano di rimanere indietro.
Atteggiamenti dei consumatori
Linda Lichtmess ha offerto un’analisi lucida delle mentalità dei consumatori in vista del 2025. Consapevolezza della salute, attenzione al valore nel lungo periodo e scetticismo verso affermazioni di sostenibilità poco chiare dominano i comportamenti di acquisto. “I consumatori vogliono ancora opzioni sostenibili, ma pretendono prove. Efficienza, funzionalità e benefici reali sono la nuova valuta della fiducia.” In un contesto di inflazione, i marchi privati stanno guadagnando terreno offrendo valore premium a prezzi accessibili. La personalizzazione guidata dall’IA è in crescita, ma la fiducia resta fragile.
Perché conta per le aziende di etichette: i brand faranno sempre più affidamento sulle etichette per comunicare claim verificati e coinvolgere rapidamente i consumatori. Etichette intelligenti, identità digitali e integrazione dei QR code non sono più opzionali, ma asset strategici. I converter devono aiutare i brand a tradurre il valore in segnali di packaging visibili e affidabili.
Innovazione nel design di etichette e packaging
Paul Jenkins ha ribadito un concetto chiave: la sostenibilità non è più una tendenza, ma il motore di tutta l’innovazione. “Pensate ai miliardi

di etichette prodotte lo scorso anno. Dove sono ora? Incenerite? In discarica? La sostenibilità non è un ‘nice-to-have’, è un obbligo.”
Ha individuato cinque principali aree di innovazione: riciclabilità, biopackaging, “paperisation”, ricarica/riutilizzo e riduzione. Soluzioni come le costruzioni monomateriale e i tag RFID rimovibili sono fondamentali per abilitare sistemi di packaging circolari.
Opportunità per i converter: la legislazione sul packaging (ad esempio PPWR, EPR) imporrà presto riciclabilità e contenuti minimi di materiale riciclato. Gli stampatori di etichette che investono ora in soluzioni conformi e a valore aggiunto otterranno un vantaggio competitivo.
Le sfide del settore
Il panel di settore, con interventi di All4Labels, Asteria e Reckitt, ha ribadito che conformità e innovazione devono procedere di pari passo. Arno Melchior (Reckitt) ha sottolineato il crescente impatto della regolamentazione:
“Pensavamo di essere sulla buona strada verso gli obiettivi di riciclabilità, finché le regole non sono cambiate.
All’improvviso, il nostro packaging non era più conforme. Le etichette sono una parte chiave di questa equazione.” Gabriela di All4Labels ha evidenziato il ruolo dei fornitori di etichette: “Non possiamo limitarci a fornire etichette.
Dobbiamo essere partner strategici che guidano i brand attraverso design, riciclabilità e conformità.” Messaggio chiave: formazione e comunicazione proattiva sono ormai servizi essenziali. Le aziende di etichette devono coinvolgere i brand oltre la semplice fornitura, offrendo competenze, test e cosviluppo per creare insieme packaging sostenibili e conformi.
Dare forza all’industria
Tra cambiamenti nella domanda, evoluzione delle preferenze dei consumatori, pressione normativa e disruption tecnologica, l’industria delle etichette è in piena trasformazione. Ma nell’incertezza si nascondono opportunità. Puntando su innovazione, sostenibilità e collaborazione a livello di settore, le aziende possono trasformare la discontinuità in differenziazione.
Comunità, condivisione della conoscenza e visione del futuro restano elementi fondamentali per affrontare questo cambiamento. Insieme, possiamo guidare il settore verso il domani.
Fonte: FINAT
IL MERCATO DELLE ETICHETTE un trend cautamente positivo

I l clima in tutta Europa appare al tempo stesso riflessivo e inquieto. Il settore delle etichette sta riprendendo fiato dopo un anno intenso, caratterizzato da volatilità, resilienza e trasformazione. È di nuovo tempo di budget e molti degli etichettifici europei si trovano a gestire il delicato equilibrio tra prudenza e ambizione. “Navigating the New Normal” è il messaggio chiave emerso dall’European Label Forum, che ha avuto una forte risonanza: l’incertezza che affrontiamo oggi non è un’eccezione, ma la nuova normalità. Geopolitica, regolamentazione e cambiamenti nel comportamento dei consumatori sono ormai forze costanti che plasmano il contesto operativo della produzione di etichette. Per molti converter e fornitori di etichette, pianificare il 2026 significa accettare la complessità: gestire la volatilità dei costi, diversificare le catene di fornitura, investire nell’automazione e rimanere al passo con requisiti di sostenibilità che evolvono più rapidamente che mai. Eppure, come riflette il Managing Director di FINAT nel contributo “From Labelexpo to LOUPE”, quest’anno ha anche dimostrato la forza della community. L’ultima edizione di Labelexpo Europe ha simboleggiato al tempo stesso una fine e un nuovo inizio. Il suo successore, LOUPE, porterà avanti lo stesso spirito di connessione, apprendimento e collaborazione — ricordandoci che, in un mondo frammentato, l’unità del settore resta la risorsa più preziosa.
La precedente edizione del RADAR descriveva un settore in fase di ricalibrazione, impegnato ad adattarsi a nuove realtà di mercato senza
Secondo il recente FINAT RADAR, il mercato delle etichette dovrebbe mantenere una traiettoria cautamente positiva. Si osserva un cambiamento strutturale nella domanda di materiali, trainata in larga parte da e-commerce, logistica e personalizzazione. Allo stesso tempo, la carenza di manodopera e i requisiti normativi stanno spingendo i converter verso l’automazione.
perdere di vista il futuro. Questo spirito continua. Nei mesi a venire, FINAT resterà il punto di riferimento del settore, offrendo chiarezza, conoscenza e forza collettiva per aiutare le aziende a prendere decisioni informate e sicure.
❱ Prospettive sull’industria europea delle etichette
Analizzando i più recenti report FINAT si possono ottenere importanti spunti su alcune delle principali questioni aperte per il settore europeo delle etichette. Vediamo insieme quali sono i più importanti temi caldi del settore attraverso questa intervista...
❱ Come sta evolvendo il mercato globale delle etichette, in particolare il segmento autoadesivo?
Il mercato globale delle etichette si sta lentamente riprendendo dopo la forte contrazione del 2023, quando i volumi sono tornati ai livelli pre-Covid a causa del destocking e dell’inflazione. Il segmento autoadesivo rimane il formato leader in Europa, rappresentando circa il 40% del consumo globale di etichette e oltre il 50% in Europa. Dopo una ripresa all’inizio del 2024, la seconda metà dell’anno è stata più debole. La piena ripresa è ancora frenata da incertezze macroeconomiche, politiche e commerciali. Tuttavia, le etichette autoadesive restano la soluzione più flessibile e diffusa sia per il branding sia per la stampa di informazioni variabili.
❱ Quali sono le principali tendenze della domanda di etichette in Europa?
Sulla base dei report trimestrali FINAT RADAR sul labelstock, osserviamo un cambiamento strutturale nella domanda di materiali, con una crescita dei materiali in rotolo per stampa termica diretta e in PP, trainata in larga parte da e-commerce, logistica e personalizzazione. Allo stesso tempo, la carenza di manodopera e i requisiti normativi stanno spingendo i converter verso l’automazione. La stampa digitale per etichette è in crescita, soprattutto per tirature brevi e lavori versionati, anche se la flessografia resta dominante nelle tirature lunghe. I cinque principali mercati europei (Regno Unito, Germania, Francia, Italia e Spagna) hanno aumentato la loro quota di consumo totale fino al 60%.
❱ Quali settori industriali stanno trainando maggiormente la crescita del mercato delle etichette?
La crescita è più forte nei settori dei trasporti e della logistica — spinta dall’e-commerce e dalla necessità di tracciabilità — così come nella sanità e nel farmaceutico, che richiedono etichettature sicure e conformi. Il food & beverage continua a dominare in termini di volume, spesso con formati alternativi di etichetta. Il segmento cosmetica e cura della persona resta un ambito dinamico per tirature brevi e nobilitazioni di alta gamma.
❱ Quali sono le principali innovazioni tecnologiche che influenzano attualmente il settore delle etichette?
Le macchine ibride (digitale + flexo), l’automazione di prestampa e produzione basata su AI e l’integrazione avanzata dei sistemi MIS stanno trasformando le operazioni. La stampa inkjet evolve rapidamente, con miglioramenti in velocità e flessibilità dei supporti. L’edge computing e l’AI distribuita stanno emergendo come abilitatori di ambienti produttivi


intelligenti. La convergenza tra narrow web, mid-web e flexible packaging apre nuove opportunità per i converter di etichette.
❱ Come sta evolvendo l’integrazione tra stampa e sistemi intelligenti (etichette smart, RFID, NFC)?
L’integrazione delle etichette intelligenti è in costante espansione, in particolare nei settori farmaceutico, logistico-industriale e della protezione del marchio. La stampa digitale consente serializzazione e identificazione univoca, fondamentali per applicazioni di tracciabilità e coinvolgimento del consumatore. Cresce inoltre l’attenzione verso il watermarking digitale (ad esempio tramite il progetto HolyGrail) per abilitare il riciclo intelligente. Le principali sfide restano i costi, la standardizzazione e l’integrazione con le linee di confezionamento.
❱ Quali sono le principali iniziative di FINAT in ambito sostenibilità?
FINAT promuove iniziative come CELABEurope (per la circolarità di liner e matrix), sostiene linee guida armonizzate di Design for Recycling e rappresenta il settore nello sviluppo di normative UE come il Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR). Supportiamo inoltre strumenti di misurazione come le valutazioni ambientali e il calcolo dell’impronta di carbonio dei prodotti per strategie di sostenibilità basate su dati concreti.
Converting&Label/





❱ Come stanno rispondendo i membri FINAT alle normative europee come il PPWR?
La partecipazione all’interno della comunità FINAT è elevata. I membri stanno ripensando design delle etichette, materiali e processi produttivi per allinearsi ai requisiti di riciclabilità, riuso e contenuto riciclato. Tuttavia, permangono preoccupazioni sulla complessità e sulla fattibilità dell’implementazione del PPWR, soprattutto nella sua forma attuale. FINAT svolge un ruolo attivo di collegamento con i decisori politici, promuovendo soluzioni pratiche e favorevoli all’innovazione.
❱ Ci sono progressi concreti nella riciclabilità di etichette e liner? Quali ostacoli restano?
Sì, i progressi sono evidenti: il riciclo dei liner in PET e carta si sta ampliando e adesivi wash-off e facestock monomateriale sono sempre più disponibili. Tuttavia, l’adozione è limitata da infrastrutture di raccolta frammentate, mancanza di armonizzazione e sfide tecniche legate alla separazione degli adesivi e al packaging multistrato. Sono essenziali una maggiore collaborazione e investimenti lungo l’intera catena del valore, come nel caso del consorzio CELAB-Europe.
❱ Quali sono gli obiettivi principali di FINAT nel supportare i propri membri nell’attuale contesto di mercato?
FINAT mira a connettere e rafforzare la comunità delle etichette attraverso la condivisione della conoscenza, il supporto normativo e la promozione dell’innovazione. Facilitiamo la collaborazione lungo la catena del valore, forniamo analisi di mercato (ad esempio tramite il FINAT RADAR) e rap-



presentiamo gli interessi dei membri. Inoltre, stiamo lanciando nuove piattaforme di apprendimento per attrarre e sviluppare giovani talenti e sostenere la competitività di lungo periodo del settore, oltre a uno strumento di calcolo dell’impronta di carbonio che armonizza le misurazioni dell’industria delle etichette.
Analisi, formazione e sostenibilità
FINAT ha incaricato Euromonitor di condurre un’analisi oggettiva dei flussi di importazione extraeuropei. L’obiettivo è fornire dati validati sulle tendenze di approvvigionamento, sulla composizione degli scambi e sull’evoluzione a lungo termine della fornitura di materiali verso l’Europa. Attraverso i programmi di e-learning di FINAT, l’associazione punta a offrire uno sviluppo professionale continuo per converter, fornitori e giovani professionisti che entrano nel settore.
Il Technical Handbook, giunto all’11ª edizione e contenente 31 metodi di prova riconosciuti a livello globale, continua a rappresentare un pilastro fondamentale per la garanzia della qualità nel settore delle etichette, fornendo chiarezza sui diversi protocolli di test. Insieme ai partner, FINAT lavora all’armonizzazione dei metodi di calcolo dell’impronta di CO₂, per consentire dati coerenti e confrontabili lungo tutta la catena del valore.
Rappresentanza e collaborazione
FINAT continuerà a monitorare, rappresentare e difendere gli interessi comuni della comunità europea delle etichette a Bruxelles e oltre. Tutte queste iniziative hanno un unico obiettivo: mantenere il nostro settore informato, connesso e rafforzato. In tempi di incertezza, dati e dialogo sono la nostra bussola. FINAT è pronta ad aiutare l’industria europea delle etichette non solo a navigare la nuova normalità, ma anche a plasmarla.


OLTRE LE ETICHETTE coordinate economiche e strategiche

Dal titolo "Oltre le etichette: coordinate economiche e strategiche per un settore in trasformazione”, l'annuale Convegno Gipea è stato occasione per approfondire l’andamento economico nazionale e internazionale, con un focus sul settore cartotecnico e trasformatore, e gli aggiornamenti tecnici e legislativi. L’evento, presentato dalla giornalista e caporedattrice della rivista Label World Chiara Bezzi, si è aperto con i saluti del Presidente Assografici Carlo Montedoro, che ha sottolineato il suo impegno a voler essere vicino a tutti i gruppi di specializzazione: “Le sfide che il nostro settore sta affrontando sono molte: la ridefinizione del CAC, per il quale è stato avviato un tavolo di lavoro con il CONAI - Consorzio Nazionale Imballaggi, il rinnovo del contratto sindacale, il tema della sostenibilità, il PPWR, solo per citarne alcune. Per superarle diventa ancora più fondamentale l’attività di advocacy: solo in questo modo possiamo continuare a crescere in un mercato sempre più difficile”. Ha preso poi la parola il "padrone di casa", il Presidente Gipea Stefano Salvemini, che ha sottolineato l’importanza delle sinergie e delle attività di advocacy all’interno di uno scenario di mercato complesso. “In mare, quando cambia il vento, il navigante non si ferma ad aspettare, ma regola le vele. Noi, per regolare le vele delle nostre aziende, dobbiamo basarci su due parole chiave... La prima è Innovazione: non si tratta semplicemente di acquistare nuovi macchinari, ma di ripensare i nostri processi produttivi, integrando tecnologie come l’intelligenza artificiale per ridurre inefficienze e scarti e migliorare la redditività di ciò che già facciamo, senza il bisogno di aumentare i volumi. La seconda è Collaborazione, fondamentale per accelerare le decisioni, ripensare i processi e rafforzare le alleanze. Il nostro destino è nelle nostre mani. Siamo noi, con la nostra capacità di innovare, collaborare e adattarci, a poter trasformare queste incertezze in opportunità, evitando il rischio della stagnazione strategica", ha affermato Salvemini.
Il 4 dicembre scorso, presso il Grand Hotel Villa Torretta di Milano, si è tenuto l’annuale Convegno Gipea, il tradizionale appuntamento dedicato alla presentazione dell’Osservatorio Economico, giunto alla XIV edizione.
Le sfide emergenti
Il Convegno è poi entrato nel vivo con l’intervento di Fadi Hassan, Research Associate Centre for Economic Performance LSE, che ha approfondito il tema dei dazi USA e il loro impatto sull’Italia evidenziandone i principali effetti diretti e indiretti, tra i quali la possibile riconfigurazione delle catene globali di valore. In un quadro generale di complessità e incertezze, emergono anche segnali positivi: “Le importazioni di prodotti di qualità dagli Stati Uniti non stanno scendendo e i prezzi al consumatore non stanno aumentando in maniera proporzionale rispetto ai dazi, in quanto parzialmente assorbiti dai distributori USA.
Entrano in gioco anche la bassa sostituibilità con export da altri Paesi e i buoni margini di profitto delle imprese coinvolte”.
A seguire, Luca Mauri, Technical Director di T&K, azienda che ha sponsorizzato il convegno, ha condotto un approfondimento tecnico sulla comunicazione del colore spot, fase molto delicata del processo che, partendo dall’idea grafica, porta al prodotto stampato, approfondendo le criticità più comuni e come superarle.


Tra aggiornamenti normativi e formazione
L’evento è proseguito con un aggiornamento relativo al tavolo di lavoro aperto con CONAI per la ridefinizione della procedura semplificata relativa al CAC, a cura del Direttore Assografici Maurizio d’Adda: “Come Gipea e Assografici, interagendo con lo stesso CONAI, siamo riusciti a intervenire a maggio 2025 per l’introduzione di una maggiore gradualità della crescita del CAC forfettario sui fatturati relativi alle etichette in plastica, riportando il forfait sui valori del 2024. L’intervento di ottobre 2025 ha portato invece alla circolare CONAI che ha confermato uno sconto all’80% anche sul 2026, garantendo così alle aziende di poter ancora accedere a tale procedura per il prossimo anno. È importante ricordare, però, che dal 2027 si andrà a regime e le aziende, se non vorranno


farsi carico di un forfait che arriverà sulla plastica a oltre il 2% del fatturato, avranno quindi un anno di tempo per organizzarsi per adottare la procedura ordinaria (esponendo il CAC in fattura e riversandolo sui loro clienti Utilizzatori, come avviene in tutti i comparti dell’imballaggio). In questo scenario, come Gipea, puntiamo all’abolizione totale della procedura semplificata: se ci deve essere un cambio di paradigma, riteniamo più trasparente e coerente che tutto il mercato adotti la procedura ordinaria, evitando così che la gestione del CAC possa diventare un non opportuno elemento di differenziazione commerciale”. Elisabetta Brambilla, Vicepresidente Assografici con delega alla Formazione, ha poi presentato il progetto “Mattia Fa le Scatole”, prodotto da ENIP-GCT e sostenuto dalle associazioni della filiera: un video racconto, rivolto agli studenti, che vede protagonisti alcuni giovani lavoratori nelle aziende di stampa e imballaggio e che rappresenta il lavoro in manifattura superando diversi pregiudizi d’immagine. La formazione è stata anche al centro dell’intervento di Maurizio Lambri, Responsabile rapporti con le aziende ITS Academy Angelo Rizzoli, che ha sottolineato l’importanza della sinergia tra enti di formazione e imprese per “costruire percorsi di formazione concreti, che aiutino i giovani ad




Da sinistra:
Il Presidente Gipea Stefano Salvemini e Fadi Hassan, Research Associate Centre for Economic Performance LSE
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acquisire competenze e costruire un mindset coerente con il reale mondo del lavoro”. Il Convegno è proseguito con un aggiornamento sul rinnovo del CCNL cartai cartotecnici, scaduto a dicembre 2024, a cura di Marco Battaglia, Responsabile Area Sindacale Assografici, che ha affermato: “A seguito dell’avanzamento di una proposta economica da parte datoriale, tre delle quattro sigle sindacali coinvolte (SLC CGIL, UILCOM UIL e UGL) hanno indetto lo stato di agitazione rompendo il tavolo negoziale, giudicando inadeguata la proposta economica e valutando difficoltoso l'inserimento della riforma della classificazione. Attualmente, pur rimanendo l'eventualità di uno sciopero, confidiamo non esserci una totale indisponibilità a ricomporre le sigle e riavviare la discussione. Siamo fiduciosi, anche se al momento le parti sono ancora lontane”. La mattinata si è conclusa con l’intervento di Alessandro Garofalo, Retired Management Consultant, incentrato sul tema della creatività e del passaggio di competenze all’interno delle aziende. Garofalo, con la sua immancabile ironia, ha sottolineato: “Quello presente è il primo momento storico in cui in azienda convivono ben 5 generazioni. Alcuni la vedono come una minaccia; in realtà è una grande opportunità. Sulle figure più senior vi è la responsabilità di trasferire le competenze alle nuove generazioni, ma anche quella di riconoscere la capacità di affrontare il mondo del lavoro con occhi nuovi da parte dei giovani, superando i paradigmi dati ormai per scontati, per aprire nuove strade. Occorre chiedersi come valorizzare la linfa dei giovani in azienda. Il futuro è nella gestione ottimale del mix delle generazioni e delle loro tipiche inclinazioni”.
Il punto economico
Il pomeriggio è stato invece interamente dedicato agli andamenti economici, con l’intervento di Alessandro Rigo, Responsabile del Centro Studi Assografici, che ha evidenziato come l’economia italiana non sia uscita dal periodo dello “Zero Virgola”, con una crescita del PIL dello 0,5% per il 2025 e una previsione per il 2026 dello 0,7%. Particolare focus è stato dedicato al settore cartotecnico trasformatore: “Il 2° semestre del 2025 è stato stabile per il settore, ma la


Da sinistra: Alessandro Garofalo, Retired Management Consultant, Luca Mauri, Technical Director di T&K e il Direttore Assografici Maurizio d’Adda
domanda europea e italiana sta rallentando, per cui la chiusura dell’anno potrebbe essere meno positiva. La Federazione Carta e Grafica nel 1° semestre 2025 ha registrato un lieve calo dello 0,8% del fatturato, maturato soprattutto nel 2° trimestre, quando si è accentuata la diminuzione delle esportazioni”. Il Convegno si è chiuso con l’Osservatorio Economico Gipea, presentato da Gianluca Cinti, Founding Partner XGen Advisory, e Federico Visconti, Direttore di Civis Liuc Castellanza. In uno scenario macroeconomico complesso da decifrare, le aziende analizzate evidenziano complessivamente una modesta contrazione dei ricavi, in buona parte collegata all’andamento dei costi delle materie prime, con una soddisfacente tenuta dei margini nonostante un aumento dell’incidenza di alcune voci di costo quali personale e ammortamenti. Ha affermato Visconti: “Oggi gli imprenditori si scontrano con una soglia di rischio misurato più difficile da identificare: il ruolo dell’imprenditore si fa sempre più sfidante”. Riguardo all’anno in via di conclusione, “Si è trattato di un anno di transizione, in cui vediamo dinamiche fortemente influenzate dagli eventi straordinari che si sono verificati. La necessità di rispondere in modo flessibile alle dinamiche congiunturali, sta stimolando la necessità di migliorare l’assetto strategico e organizzativo dell’azienda”, ha aggiunto Cinti. Sponsor dell'evento sono stati T&K (Gold Sponsor), Durst ed Epson (Silver Sponsor).

Da sinistra: Alessandro Rigo, Responsabile del Centro Studi Assografici, Gianluca Cinti, Founding Partner XGen Advisory e Federico Visconti, Direttore di Civis Liuc Castellanza


P ar i s N ord Vi ll ep i nt e, Fr ance





Da l 24 a l 26 novem br e 202 6, Pa rigi dive nt a il c uo re pu l sa nte de l pa cka ging .
P re not ate il vost r o st an d
Diven ta es p osi tor e ad Al l For Pa ck Par is P er pr en o ta re il t uo stan d, conta tt a Ele o nora F errar i ef er r ari @ sa lon ifrances i. it

Come to get the latest innovations for all your pa ck aging pro cess

Arca Sleeves eccellenza produttiva e applicazioni tailor-made
Offrire un prodotto unico - lo sleeve termoretraibilegrazie a un know how tecnologico specifico e a competenze di alto livello, questa la mission di Arca Sleeves. In quest’ottica, l’azienda ha scelto di ampliare il parco macchine con la nuova Gallus Labelmaster 570, prima in Italia.
ADa sinistra Marco
Prato e Andrea Citernesi di Heidelberg/Gallus, Giuseppe Gazzotti, Riccardo Fadiga e Alessandro Solcia, alla guida di Arca Sleeves
rca Sleeves nasce nel gennaio del 2015 da una costola di Arca Group ed è oggi un’azienda indipendente di riferimento nel suo settore. Questa realtà imprenditoriale, infatti, nel mercato nazionale rappresenta una delle pochissime aziende che si occupa esclusivamente della produzione di sleeve termoretraibili, mettendo a disposizione della clientela un alto grado di specializzazione. Giuseppe Gazzotti, Co-fondatore e Presidente di Arca Sleeves, ha raccontato: “Oggi la maggioranza delle aziende che stampano nel settore narrow web producono in generale sia etichette autoadesive sia sleeve, mentre la nostra azienda è nata con una mission diversa: servire il mercato dello sleeve con un approccio diverso basato su una struttura costituita da persone dedicate e competenze specifiche. Oggi siamo organizzati per poter gestire e controllare tutto il processo produttivo dello sleeve termoretraibile, dallo studio e progettazione, grazie a uno studio grafico interno, alla gestione ed elaborazione dei file fino alla stampa e tubolazione. Investiamo in continua ricerca per poter offrire ai nostri clienti lavorazioni particolari di nobilitazione




e personalizzazione degli sleeve e delle loro grafiche”. L’acquisizione della certificazione B-Corp da parte di Arca Sleeves dimostra gli elevati standard di performance sociale, ambientale, nonché la trasparenza e la responsabilità che connotano tutte le attività operative. Tra i settori target dell’a zienda, che opera su base nazionale, vi sono il beverage, suddiviso in vino, spirits e soft drink, l’alimentare, il personal care, la cosmetica, il settore chimico e quello dei fitofarmaci, ma anche sigilli di sicurezza e sleeve neutre. Sebbene alle spalle vi sia la forza di un gruppo, di cui Arca Sleeves segue le direttive e le linee guida in materie di qualità, l’azienda resta indipendente con un proprio stabilimento, un ampio magazzino di materie prime dedicate, personale formato ad hoc e attrezzature di ultima generazione. Questi fattori riescono a garantire tempi di consegna al di sotto dello standard di mercato.
Alessandro Solcia, Production manager, conferma: “Il nostro valore aggiunto sono i tempi di consegna: lavorando su due turni e disponendo di un magazzino ampiamente fornito di materie prime di diverse tipologie, riusciamo a evadere gli ordini in tempi record. Nel corso degli anni abbiamo infatti investito in un’organizzazione produttiva altamente efficiente. Oggi stampiamo principalmente in flexo, con sistemi di essiccazione LED, mentre per le microtirature, i mock up e le personalizzazioni utilizziamo tecnologie di stampa digitale”. Numerosi settori stanno registrando una crescita nell’utilizzo degli sleeve decorati: dal personal care agli integratori, fino alla cosmetica. Anche il mondo del vino, che fino a pochi anni fa adottava questa soluzione principalmente per gli spumanti, oggi mostra un interesse crescente verso tali applicazioni.
La scelta della nuova Labelmaster 570 In questo scenario di continua evoluzione, l’azienda ha scelto di installare, lo scorso settembre, la nuova Gallus Labelmaster 570, la prima in Italia. Giuseppe Gazzotti racconta: “Nel momento in cui abbiamo deciso di introdurre
Labelmaster 570 presso Arca
Sleeves, prima in Italia


una nuova macchina in produzione, Gallus è stata fin da subito tra le prime scelte, poiché rappresenta un brand di alto livello, con una reputazione consolidata sul mercato. Testando la Labelmaster 570, ci siamo immediatamente resi conto dei plus tecnologici che poteva offrirci e abbiamo capito che era la soluzione ideale per le nostre esigenze”.
La Labelmaster 570 è ideale per la stampa su materiali flessibili; la configurazione scelta da Arca Sleeves è una 10 colori. La Gallus Labelmaster si contraddistingue per l’utilizzo semplice e intuitivo con funzioni automatizzate di regolazione. Questa piattaforma è in grado di gestire autonomamente elevate velocità di stampa, fino a 200 m/min, con assoluta tenuta di registro. Oltre ad essere la prima installata in Italia, è dotata, prima al mondo, della nuova tecnologia LeoLED2 di Gew. Si tratta di un sistema di polimerizzazione di nuova generazione, raffreddato ad acqua e ad alta potenza, doppia rispetto alla precedente versione.
Sebbene per Arca Sleeves la Labelmaster rappresenti la prima macchina Gallus installata internamente, il rapporto con il fornitore è di lunga data: nelle altre aziende del gruppo, infatti, la collaborazione con Gallus prosegue da diversi anni.
Giuseppe Gazzotti ci spiega: “Sulla scelta del fornitore, Gallus è un brand di riferimento nel mercato
delle etichette, con un valore e una reputazione consolidati. La Labelmaster è entrata in funzione ad ottobre, garantendo una produttività per noi ideale. Avevamo un forte bisogno di introdurre una ulteriore macchina nel reparto produttivo, considerando la crescita della domanda; grazie a un partner affidabile come Gallus e a una soluzione in grado di offrire la qualità che cerchiamo, oggi possiamo rispondere al mercato in modo più efficace. Stiamo vivendo un’evoluzione importante, che affronteremo come da nostra tradizione: con competenza e determinazione”.
Sfide e obiettivi per il futuro
Ma quali strategie e quali obiettivi sta perseguendo Arca Sleeve per affrontare le sfide future? Gazzotti conclude: “La nostra strategia principale rimane quella di dedicarci esclusivamente al mercato delle sleeves, investendo in risorse e tecnologie specifiche. Il nostro obiettivo non sono i grandi volumi, ma tirature di altissima qualità. Vogliamo posizionarci in quei segmenti e rivolgerci a quei clienti che cercano servizio, cura del dettaglio e capacità di problem solving. Con un’esperienza ultradecennale nel settore, sappiamo che dietro la stampa di uno sleeve ci sono studio, ricerca sulla progettazione, valutazione delle deformazioni, tipologie di applicazioni e gestione delle criticità che emergono durante le lavorazioni. Il nostro approccio produttivo è pensato per le aziende che richiedono la massima qualità – ed è questo il mercato che intendiamo continuare a servire”.

La nuova
IMA Fillshape’s aseptic pouch machine for Polmlek

The Poland dairy Polmlek fills low acid dairy products and desserts on an aseptic pouch machine from IMA Fillshape. The pouch filler Ermetika Aseptic EAS240 is a continuous motion rotary filler with a capacity of 240 pouches per minute. The machine works with premade pouches, spouts and caps.
1 Official opening: ribbon cuttening of the aseptic pouch filler Ermetika Aseptic EAS240 in October 2025. From left to right: Andrzej Grabowski (Polmlek Co-founder/Owner), Enzo Bocelli (Sales Manager IMA Fillshape), Jerzy Borucki (Polmlek Co-founder/Owner)
The market for spouted pouches continues to grow rapidly. They are extremely easy for consumers to handle and manufacturers benefit from lower storage space compared e.g. with pre-formed cups. Polmlek was looking for a new packaging for the launch of its’ new low acid dairy products and desserts. IMA Fillshape is the only company worldwide able to supply the unique technology of a spouted pouch, aseptic, high speed rotary filling machine for high and low acid products.
Advanced aseptic filling technology for spouted pouches
for the VHP preparation and for the chemicals preparation for cleaning and sterilization cycles (CIP-COP and SIP-SOP).
IMA technology as a competitive advantage
The brand new dairy products Pomlek Homogenized cheese strawberry, Pomlek Prebiotic on strawberry and desserts such as Pomlek Nut and Chocolate milk dessert, Pomlek Poezja LUX Strawberry flavored dessert are filled into spouted pouches. The machine allows the customer to produce: ESL products (Extended Shelf Life) by cold distribution chain for a shelf life up to 60 days and products in Full Aseptic mode for High Acid and Low Acid products: for a shelf life at ambient temperature for 6-12 months. The practical pouches are an ideal solution for offices, hotels, cafés, fast-food chains, trains and buses as well as on-the-go. “We are very satisfied with this state-of-the art pouch machine”, reported Monika Białobrzewska, Vice President Mazowiecka Spółka Mleczarska. “The inauguration of the new aseptic production line is a great milestone for Polmlek. The first spouted pouch aseptic rotary filler in Poland, gives us a step ahead to our competitors, introducing in the market brand new ESL and Aseptic (low acid) dairy products and desserts.” Polmlek Group is the leader of the Polish dairy industry - the largest private company in the sector, built entirely on domestic capital. For over 30 years, it has been setting the standards for quality, innovation, and development. With 15 modern production facilities, over 5,000 employees, unique recipes, advanced technologies, a robust logistics network, and a presence in international markets, Polmlek stands on solid foundations – a brand that combines tradition with the future.
2 Portfolio of the new products filled on the Ermetika Aseptic EAS240
These are the reasons why Polands’s dairy company has chosen this consumer-friendly packaging for its’ new products. The pouch filler Ermetika Aseptic EAS240 is a continuous motion rotary filler with a capacity of 240 pouches per minute. The machine works with premade pouches, spouts and caps. Spouted pouches are assembled at the welding carrousel and then sterilized internally and externally by means of VHP (Vaporized Hydrogen Peroxide). Caps are sterilized by means of VHP and applied after the filling is complete. Filling and capping are performed in the sterile isolator area. The machine features dedicated skids



































Automation Address dal postale al packaging per continuare a crescere
Nata oltre 30 anni fa per operare nella vendita e assistenza di macchine e sistemi per il settore grafico e postale, Automation Address si è progressivamente aperta a nuovi mercati, fino all’apertura, nel 2014, di una Divisione Packaging. Matteo Capiaghi, Responsabile dello sviluppo commerciale, ci racconta i punti di forza dell’azienda e le strategie per il futuro.
❱ Quando è nata Automation Address e come si è evoluta nel tempo?

aggiunto è la capacità di sviluppare progetti custom per i clienti, integrando le soluzioni che proponiamo su linee esistenti.
❱ Quali sono le vostre caratteristiche distintive?

L’azienda nasce nel 1990 per iniziativa di mio padre, inizialmente operando nel settore postale, in particolare nella fornitura di macchine per l’imbusto. Nel corso degli anni il core business si è progressivamente ampliato: abbiamo integrato il trattamento della carta, occupandoci di taglio, gestione delle bobine e alimentazione delle linee fino all’imbustatrice. Con il tempo abbiamo iniziato a integrare anche marcatori inkjet ed etichettatrici. Durante il periodo di crisi del settore, legato alla digitalizzazione e all’introduzione della fatturazione elettronica – che ha fortemente ridotto la fatturazione cartacea e portato molte aziende a dismettere i centri stampa interni – si è resa necessaria una riflessione strategica. L’idea è stata quella di individuare un settore affine, valorizzando il know-how già acquisito, in particolare nella progettazione, etichettatura e marcatura. Da qui la scelta di entrare nel packaging, culminata con l’apertura di una divisione dedicata nel 2014. Il packaging rappresenta un universo estremamente ampio e trasversale. Questo ci ha permesso di non rimanere focalizzati sul settore grafico-postale o sui centri stampa interni, ma di spaziare in mercati diversi, ottenendo buoni risultati. La nostra politica è sempre stata quella di trattare marchi di alta qualità. Abbiamo quindi cercato sul mercato produttori di apparecchiature di alto livello, ottenendo rappresentanze importanti come quelle delle etichettatrici Herma e dei marcatori laser Linx. Il nostro valore
Uno dei nostri punti di forza è la capacità di proporre soluzioni customizzate. Oggi circa il 60–70% dei nostri clienti sono costruttori di macchine per il packaging, a cui forniamo non solo teste etichettatrici e marcatori, ma anche supporto tecnico ai loro uffici di progettazione. Spesso queste aziende sono altamente specializzate nella loro macchina – cartonatrici, confezionatrici, ecc. – ma non nella marcatura o etichettatura. Qui entriamo in gioco noi, sia fornendo moduli da integrare, sia sviluppando insieme soluzioni su misura per il cliente finale. Si tratta di un ambito in cui stiamo crescendo molto, anche grazie all’esperienza maturata nella progettazione delle macchine postali, che ci ha permesso di strutturare competenze interne dedicate ai progetti speciali. Un altro nostro punto di forza è il supporto tecnico, che da sempre rappresenta il nostro fiore all’occhiello. In generale il servizio post-vendita è un elemento chiave in settori come quelli in cui operiamo, dove un fermo linea comporta costi elevati. Spesso, in fase di trattativa, non è semplice far percepire questo valore, ma una volta operativi, i clienti comprendono concretamente la differenza.
Siamo posizionati su una fascia medio-alta di mercato e questo talvolta rende più complesso l’ingresso presso nuovi clienti. Quando poi si avvia la collaborazione, la relazione si consolida nel tempo.Oggi veniamo riconosciuti e scelti per affidabilità e qualità dell’assistenza, come dimostra il tasso di fidelizzazione. Sosteniamo costi importanti per mantenere un magazzino interno di ricambi, relativo a tutte le macchine che commercializziamo. Questo ci consente di spedire i pezzi di ricambio anche nel giro di uno o due giorni, un aspetto tutt’altro che scontato oggi, considerando che molte grandi aziende hanno centralizzato i magazzini all’estero. Dal nostro punto di vista, questa scelta si traduce in un risparmio nel mediolungo periodo: mantenere clienti fidelizzati è meno oneroso che dover continuamente investire nell’acquisizione di nuovi.




Marchi rappresentati

ETICHETTATRICI INDUSTRIALI HERMA



Il marchio HERMA, con oltre 110 anni di storia, è sinonimo di qualità, affidabilità e precisione. Le sue etichettatrici industriali, costruite in Germania con materiali di alta gamma, rappresentano un punto di riferimento nel settore. Automation Address, grazie a uno sviluppato ufficio tecnico, può fornire soluzioni standard o personalizzate, a fronte dell’esclusivo design modulare dei prodotti HERMA, garantendo assistenza diretta su tutto il territorio nazionale. Inoltre, la rete internazionale HERMA assicura supporto anche a livello globale.
STAMPA E APPLICA INDUSTRIALI EVOLABEL
Sono composte da un’unica unità e sono estremamente modulari. Con differenti applicatori semplici e intercambiabili è possibile applicare l’etichetta sul prodotto in svariate posizioni. Il percorso lineare dell’etichetta consente il cambio rotolo in 20 secondi, per un utilizzo semplice e intuitivo. Non necessitano di speciali protezioni.
SISTEMI DI ETICHETTATURA
I sistemi customizzati proposti si basano sull’affidabilità e sulla versatilità di etichettatrici progettate e realizzate con materiali di altissima qualità, si distinguono per l’esclusiva modularità e per prestazioni costanti ai vertici del settore.
Una parte dei sistemi offerti coprono un’ampia gamma di esigenze industriali, come:
• Etichettatura superiore e inferiore.
• Etichettatura per chiusura vaschette.
• Etichettatura avvolgente.
• Etichettatura no-stop.
MARCATORI LASER C02, UV E FIBRA LINX



Tra le prime al mondo a offrire soluzioni di marcatura laser, Linx offre la gamma più completa da 10 (anche low cost), 30 - 60 e 120W con lunghezze d’onda pari a 10,6 - 10,2 e 9,3 per i C02, 4W con la tecnologia UV e 20 - 50W in fibra; garantiscono soluzioni su ogni materiale/applicazione.
NORWIX, IL GETTO DI INCHIOSTRO
CON TECNOLOGIA HP
Il riferimento nella tecnologia HP, dalla singola testa sino a combinazioni multiple, da oltre 200 mm. La ISP, apposita per stick pack. L’unica a offrire la “Garanzia a vita”.
SISTEMI DI ASPIRAZIONE FUMO PUREX
Riferimento nel settore dell’aspirazione fumo per applicazioni laser di marcatura e incisione: filtri speciali adatti ad ogni necessità, potenze dai 200 m3/h fino a 5000 m3/h.
Oggi, entrare presso un nuovo cliente è più complesso rispetto al passato, anche perché le aziende dispongono di un numero sempre minore di figure tecniche e i responsabili di produzione o di impianto sono fortemente sovraccarichi. Se si trovano bene con un fornitore, difficilmente cambiano, anche per mancanza di tempo.
❱ Quali sono le vostre strategie attuali e gli obiettivi per il futuro?
Guardando al futuro, la nostra strategia rimane focalizzata sulla ricerca costante del miglior prodotto disponibile sul mercato per ogni categoria. Sia nell’ambito dell’etichettatura che della marcatura siamo già ben strutturati, collaborando con marchi di rilievo. Tuttavia, il nostro obiettivo è mantenere standard sempre elevati, rimanendo costantemente aggiornati sull’evoluzione tecnologica. L’acquisizione di nuove rappresentanze non è sempre semplice, ma il nostro impegno è quello di distinguerci attraverso la qualità delle proposte, così da soddisfare pienamen-
te le esigenze produttive dei nostri clienti. Negli ultimi anni abbiamo inoltre investito in modo significativo nella comunicazione e nel marketing. Storicamente siamo sempre stati molto forti dal punto di vista tecnico e progettuale, ma oggi puntiamo a rafforzare ulteriormente la nostra visibilità sul mercato, con l’obiettivo di raggiungere un numero sempre maggiore di clienti e potenziali partner.

Marchesini Group e AST partnership strategica
Il Gruppo di riferimento nella produzione di impianti per il confezionamento farmaceutico e l’azienda statunitense specializzata in impianti per la produzione di farmaci hanno avviato una partnership che unisce competenze, tecnologie e una presenza globale.
L’obiettivo dell'accordo tra Marchesini Group e AST è quello di rafforzare la presenza nel settore della produzione sterile con soluzioni sempre più complete e all’avanguardia. Questo accordo offrirà a entrambe le aziende una maggiore capacità produttiva e una rete globale più estesa per garantire maggiore assistenza tecnica e supporto, consolidando al contempo le reti di distribuzione e i canali di vendita in Nord America, Europa, Asia e altre regioni strategiche. Sfruttando la solidità e la storicità dei due marchi, la partnership amplierà la presenza sul mercato senza perdere, però, il legame con i mercati locali. La partnership consentirà, infatti, di sviluppare tecnologie sofisticate, guidati da una visione comune: creare valore per i clienti, ampliare la presenza sul mercato e promuovere l’innovazione.
I dettagli dell’accordo
Nel dettaglio, Marchesini Group ha acquisito il 44,39% di AST, arricchendo così ulteriormente il proprio portafoglio di soluzioni nel campo del confezionamento in ambiente asettico. Le tecnologie di AST, sistemi avanzati di riempimento e chiusura in asettico per le industrie farmaceutiche e biotecnologiche, completeranno quelle dei due stabilimenti produttivi del Gruppo: Corima, eccellenza toscana e punto di riferimento in Italia per il riempimento di prodotti sterili, e MAR, specializzata in macchine per il riempimento e la tappatura di precisione per prodotti liquidi e in polvere.

Soddisfazione condivisa
“Questo investimento conferma la volontà di proseguire la crescita insieme a partner che condividono la nostra stessa visione. - afferma Maurizio Marchesini, Presidente di Marchesini Group -. Non lo facciamo per semplice ambizione, ma per costruire collaborazioni strategiche che ci permettano di offrire ai nostri clienti soluzioni sempre più complete e tecnologicamente avanzate. Questo è particolarmente importante nel campo del confe-

zionamento in asettico, dove la protezione del prodotto e l’innovazione richiedono impianti all’avanguardia.” E aggiunge: “Ci tengo però a precisare che l’ingresso nel Gruppo di AST e lo sguardo verso il mercato americano non implica uno spostamento della produzione fuori dal nostro territorio. Continueremo a puntare sull’Italia rafforzando la nostra presenza, come dimostra il recente ampliamento dello stabilimento di Barberino di Mugello e la già prevista espansione dell’area produttiva Corima a Siena”. “Con questa operazione andiamo ad ampliare il nostro portfolio di macchine per il confezionamento in asettico – sottolinea Valerio Soli, Amministratore delegato di Marchesini Group -. Il mercato farmaceutico sta investendo molto nella ricerca di nuove terapie, come gli antitumorali, ma anche in complessi processi di produzione biotecnologica che richiedono standard di confezionamento elevatissimi. La partnership con AST ci consentirà di rafforzare il nostro know-how e di specializzarci ancora di più nella progettazione di impianti su misura. Inoltre, questa collaborazione ci permetterà di consolidare la nostra presenza negli Stati Uniti, confermando la volontà di crescere in un mercato strategico e in continua evoluzione”. Per quanto riguarda AST invece, Il Presidente e CEO di AST, Joe Hoff, aumenterà la propria quota di partecipazione in AST, sottolineando l’impegno condiviso di entrambe le parti per la crescita e l’innovazione a lungo termine. Joe Hoff continuerà a ricoprire il ruolo di Presidente e CEO di AST e farà a parte del comitato direttivo della Divisione Asettica del Gruppo Marchesini, che guida il segmento di riempimento sterile e produzione di farmaci finiti. “Marchesini Group condivide con noi una visione basata su tecnologia innovativa, forte attenzione al servizio clienti e rispetto per dipendenti, clienti, fornitori e comunità. Questa partnership non riguarda il cambiamento della nostra identità, ma la valorizzazione delle nostre capacità e risorse per accelerare la leadership nella produzione di farmaci e nel riempimento completo della produzione sterile”, ha commentato Joe Hoff, CEO di AST.
Da sinistra: Valerio Soli, AD di Marchesini Group, e Joe Hoff, CEO di AST
SACMI si rafforza nel packaging alimentare

SACMI acquisisce la maggioranza del Gruppo francese Emballage Technologies, composto dalle società Etpack, Sermatec e Pactisoud. L’acquisizione, ufficializzata venerdì 19 dicembre 2025, riguarda il 65% delle quote ed è stata perfezionata per tramite della controllata
SACMI Packaging & Chocolate SpA, Business Unit di riferimento per le attività del Gruppo SACMI nel settore del packaging alimentare. SACMI collabora con Etpack già dal 2019, attraverso la propria consociata in Polonia. Alla base dell’operazione, dalla forte valenza commerciale e industriale, vi sono quindi relazioni consolidate tra i due Gruppi industriali e una comune visione strategica. Con questa acquisizione si realizza l’ampliamento e il completamento della gamma SACMI Packaging & Chocolate nel packaging secondario, attraverso l’integrazione di tecnologie specifiche e grazie all’estensione dell’offerta verso ulteriori industries e segmenti di mercato. Una sinergia che si estende anche alla costru-

SACMI acquisisce la maggioranza del Gruppo francese Emballage Technologies. Con questa operazione il Gruppo amplia e completa la gamma SACMI Packaging & Chocolate nell’ambito del packaging alimentare.
zione e assemblaggio delle gamme flowpack e alle confezionatrici verticali a piccola e media velocità, progettate da SACMI ed assemblate in Sermatec, rafforzando così la capacità di rispondere alle dinamiche del mercato. Molto radicato e conosciuto in Francia, Groupe Emballage Technologies rappresenta per SACMI un importante volano di crescita su questo mercato, in linea con l’obiettivo di una forte presenza sui territori, con strutture produttive e commerciali capillari. Un’operazione in linea, in particolare, con la strategia del business SACMI Packaging & Chocolate, già presente in Europa con le filiali in Polonia, area DACH e Stati Uniti. “Il rafforzamento delle attività nell’ambito del packaging alimentare è tra gli obiettivi strategici di SACMI”, ha osservato il Presidente, Paolo Mongardi. “La forza e la capillarità della presenza del Gruppo Emballage Technologies sul mercato francese ci consentiranno di crescere in quest’area per noi così importante. La complementarità della nostra offerta negli ambiti del confezionamento primario e secondario completa la proposta tecnologica SACMI, aprendo nuove opportunità nel mercato e con il pieno coinvolgimento del nostro Global Network”. “Groupe Emballage Technologies conserverà la propria autonomia gestionale: un aspetto fondamentale, alla luce del positivo lavoro svolto negli ultimi anni”, ha commentato Pierrick Doux, dal 2007 alla guida del Gruppo d’oltralpe. “Le nuove sinergie favoriranno il perseguimento di comuni obiettivi strategici, rappresentando un formidabile volano di crescita sia in Francia sia all’estero”. Primo appuntamento ufficiale con il mercato, la fiera CFIA di Rennes, a marzo 2026.
FlexLink lancia l’Online Store
L’azienda di Coesia presenta una piattaforma sviluppata per la scelta, la configurazione e l’acquisto di conveyor e componenti in pochi click.

Identificare e ordinare il conveyor più adatto alle proprie esigenze in modo veloce e intuitivo: è questo l’obiettivo del nuovo Online Store di FlexLink, riferimento nella progettazione e produzione di sistemi per l’automazione di linea e per la movimentazione in settori quali FMCG, pharma, automotive, tissue, and optical.










Un sistema di trasporto automatizzato ed efficiente influisce direttamente su due indicatori fondamentali per qualsiasi linea produttiva: l’OEE (Overall Equipment Effectiveness) e il TCO (Total Cost of Ownership). Nei settori FMCG, pharma, automotive, tissue, and optical, la movimentazione incide in modo significativo sui consumi energetici e sui costi operativi: l’adozione di motori e azionamenti efficienti o la scelta dei sistemi di trasporto adeguato possono ridurre i consumi elettrici fino al 20–25 percento, con benefici tangibili anche sull’usura dei componenti e sulla manutenzione programmata. *

L’Online Store di FlexLink è stato progettato per aiutare i clienti industriali ad individuare la soluzione di movimentazione più adatta alle proprie esigenze.
Un processo guidato per trovare la soluzione migliore
Il funzionamento è strutturato e progressivo: una volta identificata l’industria di riferimento, la piattaforma chiede quale tipologia di prodotto deve essere movimentata, ne raccoglie le caratteristiche fisiche (materiale, peso, dimensioni, sensibilità alla contaminazione) e considera l’ambiente produttivo in cui il sistema dovrà operare (umido, secco, con presenza di oli oppure in clean room). In base a queste informazioni, l’Online Store propone le piattaforme più idonee, il tipo di conveyor, le varianti costruttive e gli accessori necessari. Il cliente non deve navigare tra decine di componenti: è la piattaforma a suggerire una configurazione già coerente con l’esigenza produttiva, riducendo tempi, rischi di errore e complessità tecniche.
Due livelli integrati per guidare la configurazione
La piattaforma opera su due livelli. Il primo aiuta il cliente a identificare la soluzione corretta in base ai criteri applicativi. Il secondo, più tecnico, consente di definire quantità, famiglie di componenti, varianti e accessori, fino alla richiesta di offerta o alla conferma dell’ordine. Tutto si svolge direttamente online attraverso un’interfaccia web costruita per combinare semplicità operativa e coerenza tecnica.



Strumenti digitali avanzati per supportare la progettazione


L’Online Store integra un configuratore tridimensionale che aggiorna in tempo reale la visualizzazione del sistema di trasporto e consente di passare rapidamente alla richiesta di quotazione o all’ordine. L’esperienza digitale è allineata ai processi commerciali FlexLink e contribuisce a rendere più fluida la fase di progettazione, facilitando scelte rapide, coerenti e tecnicamente solide.


Per scoprire il nuovo Online Store FlexLink, visita: https://showroom.flexlink.io



*Fonte: Australian Government – Department of Climate Change, Energy, the Environment and Water, “Energy Efficiency in Food and Beverage Manufacturing” (2023). ABB, “Improving energy efficiency in the food and beverage industry” (white paper).







Sun Chemical
nitrocellulose-alternative
for flexible packaging

As the packaging industry faces growing pressure from supply chain disruptions and recyclability regulations, Sun Chemical stands out as a trusted partner in delivering highperformance, nitrocellulose-alternative solutions.

Sun Chemical has enhanced its portfolio of nitrocellulose-alternative inks designed specifically for flexible packaging applications, supporting converters, retailers, and consumer packaged goods (CPG) companies in navigating today’s changing market dynamics and stricter packaging regulations. The inks address the known challenges of solvent-based inks and coatings containing nitrocellulose, while being fully compatible with recycling processes, in line with RecyClass and CEFLEX design guidelines.
Driving Sustainable Innovation in Flexible Packaging



The expanded portfolio underscores Sun Chemical’s commitment to innovation that balances sustainability, performance, and supply security. Nitrocellulose (NC) has long been used in solvent-based inks and coatings, but today faces supply issues, rising costs, and sustainability concerns. Its thermal instability during high-temperature recycling causes odour, discolouration, and contamination, affecting the quality of recyclate, reducing its potential for reuse.
A Comprehensive NC-Alternative Ink Portfolio
Sun Chemical offers the broadest portfolio of NC-alternative inks, coatings, primers, and adhesives, optimised to work together as a complete system. Available for both flexo and gravure printing, the portfolio includes:
- SunSpectro SolvaCycle solutions for surface printing;
- SunStrato DuraCycle, SunStrato Duratort, and SunStrato Duralam for lamination printing;

- SunUno SoliCycle, a versatile multipurpose option that can be used for both surface and lamination printing. These solutions are guided by customer needs and market requirements, and backed by the company’s innovation, expertise, and continued investment in
R&D. In addition, Sun Chemical’s modular system, based on polyurethane (PU) concentrates, allows converters to make a smooth transition from NC/PU inks to NC-free alternatives, ensuring supply continuity and stability on press.
Delivering Value Across the Supply Chain
By replacing NC, Sun Chemical’s NC-alternative portfolio reinforces value for converters and brand owners across four key elements. Firstly, the ink helps converters mitigate risks from supply chain volatility. Beyond risk reduction, the inks deliver added value through total cost of goods benefits, such as lower eco-modulated Extended Producer Responsibility (EPR) fees, ensuring efficiency. They also support sustainability by enabling recyclability in line with packaging design guides and meeting end-oflife requirements, while helping reduce regulatory costs and ensuring the availability of quality recyclate to meet plastic tax requirements. Importantly, product and consumer safety remain paramount. As a trusted supplier, Sun Chemical provides NC-alternative inks that maintain the full colour gamut needed to support branding requirements, ensuring aesthetics and quality are never compromised. These benefits are particularly relevant for converters of polyethylene (PE) and polypropylene (PP) flexibles and multi-laminates across Europe, especially those supplying users in chilled foods (such as dairy, cheese and yoghurts), frozen foods, laundry products, confectionery, bread bags, and horticulture. With global supply capabilities across Europe, the Middle East, Africa, the Americas, and Asia, Sun Chemical ensures consistent solutions are tailored to local market needs. Its resins and pigments deliver optimised press stability and colour gamut to match customer requirements. Working closely with its customers, Sun Chemical has already supported successful transitions across multiple regions with its NC-alternative solutions, reinforcing the company’s role as a trusted partner. Through these transformative solutions, the company continues to help its customers stay ahead in an ever-changing industry.
l’eleganza sostenibile che sigilla l’eccellenza
Le chiusure in vetro Vinolok® sono ufficialmente certificate come riciclabili, soddisfacendo i rigorosi standard del nuovo Regolamento PPWR, previsto per il 2030, con prove verificate.

Esiste un modo sofisticato e consapevole di custodire il vino, un gesto che unisce estetica, innovazione e rispetto per la Terra: a proporlo è Vinolok®, pioniere e leader mondiale nelle chiusure in vetro, che incarna alla perfezione l’incontro tra tecnologia d’avanguardia, design raffinato e responsabilità ambientale.
La tecnologia al servizio della sostenibilità
Sotto la purezza di una forma impeccabile si cela un’anima tecnologica evoluta: il vetro, materiale nobile e chimicamente inerte, assicura prestazioni enologiche straordinarie, preservando l’autenticità, la struttura e il profilo aromatico del vino in tutta la sua integrità. Radicata in Repubblica Ceca, dove ha sede la casa madre, Vinolok® fonda la propria filosofia su un principio imprescindibile: la sostenibilità come valore assoluto. Ogni fase produttiva, dalla selezione delle materie prime al confezionamento, riflette una visione circolare in cui funzionalità, estetica e rispetto per l’ambiente convivono in perfetto equilibrio. Il vetro è, d’altra parte, universalmente riconosciuto come il materiale più sicuro e sostenibile per alimenti e bevande: riciclabile all’infinito senza perdere purezza o brillantezza, rappresenta un modello di imballaggio responsabile e durevole, apprezzato da produttori e consumatori attenti all’ambiente. In questo contesto Vinolok® si inserisce con naturalezza e si distingue a livello internazionale per l’impegno concreto verso la filiera del riciclo: oltre il 70% dei materiali impiegati proviene da un raggio di soli 40 km dalla fornace, garantendo un approvvigionamento locale e virtuoso. L’utilizzo di vetro riciclato consente di ridurre del 20% l’inquinamento atmosferico, del 50% quello idrico e di minimizzare i rifiuti destinati alle discariche, con un impatto diretto sulla riduzione delle emissioni e sul risparmio

energetico. Le chiusure Vinolok® sono ufficialmente certificate come riciclabili, soddisfacendo i rigorosi standard del nuovo Regolamento UE sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio (PPWR), previsto per il 2030, con prove verificate. Secondo la metodologia di valutazione CERTIFY e i risultati dei test effettuati, la chiusura Vinolok in vetro trasparente (Classic Collection) rientra nella classe di riciclabilità A, mentre la versione in vetro rosa (Classic Collection) è classificata B. Grazie a questa certificazione indipendente ottenuta con largo anticipo rispetto alle scadenze normative, Vinolok® offre ai produttori una soluzione di packaging già conforme e orientata al futuro. Per i marchi che operano nell’UE o che desiderano prepararsi a normative simili a livello globale, ciò comporta:
• Riduzione del rischio normativo
• Nessuna necessità di riprogettare il packaging in futuro
• Minori costi di conformità
• Maggiore credibilità ambientale.
Ambiziosi progetti per il futuro
Guardando al futuro, l’azienda ha avviato un ambizioso programma di ricerca, che entro il 2030 introdurrà nuove soluzioni produttive e una quota sempre maggiore di vetro riciclato, per continuare a migliorare la propria impronta ambientale. Attraverso processi di upcycling, Vinolok® dona nuova vita a vetro e componenti, trasformandoli in oggetti di design che uniscono estetica e funzionalità, valorizzando la creatività e l’impegno verso un pianeta più pulito. Anche il packaging e la logistica riflettono la stessa attenzione: i blister che proteggono i tappi durante il trasporto sono realizzati in PET a tre strati, con l’80% in materiale riciclato, completamente riciclabili e conformi alle più severe normative alimentari. I pallet, interamente riutilizzabili, completano un sistema produttivo che considera la sostenibilità non come un obiettivo, ma come uno stile di vita industriale. Vinolok® non chiude soltanto una bottiglia: sigilla una visione, quella di un futuro in cui l’eccellenza del vino e la salvaguardia della Terra si fondono in un unico, armonioso gesto cristallino.
Con OMET e CAMA un ponte tra scuola e industria
Oltre 300 studenti provenienti da diversi istituti del territorio lecchese sono stati protagonisti nelle sedi di OMET e CAMA del Tech4Students Day. Tra i momenti più intensi la Tech Talk con protagonista l’ingegnere di pista ed ex manager Ferrari Luigi Mazzola, che ha parlato ai giovani dell’importanza di realizzare sé stessi seguendo le proprie passioni.

Studenti in visita presso la sede di CAMA
Un dettaglio dell’Innovation Park di OMET
Sono stati oltre 300 gli studenti coinvolti nella terza edizione del Tech4Students Day, iniziativa organizzato da OMET e CAMA in collaborazione con Confindustria Lecco e Sondrio dedicata all’orientamento dei ragazzi e alla scoperta delle professioni tecniche e industriali, svoltasi giovedì 29 gennaio 2026 presso le sedi delle

aziende OMET e CAMA a Molteno (LC). Due i momenti fondamentali della giornata: le visite aziendali delle scuole del territorio, e la talk serale con Luigi Mazzola, ingegnere di pista ed ex manager Ferrari, oggi performer coach e formatore aziendale. L’evento, articolato in diversi momenti della giornata, ha visto la partecipazione di istituzioni locali, aziende, famiglie, stampa e soprattutto numerosi studenti provenienti da diversi istituti del territorio lecchese (Liceo Scientifico Grassi, Liceo Scientifico Leopardi, Istituto Maria Ausiliatrice, IIS Badoni di Lecco, Fiocchi e CFP Aldo Moro). Durante la giornata, i ragazzi hanno visitato le sedi produttive delle aziende e visto da vicino tecnologie e processi produttivi, confrontandosi direttamente con professionisti del settore e approfondendo i relativi ruoli aziendali. “Siamo alla terza edizione di questo evento che connette mondo della scuola e mondo del lavoro – ha detto Annalisa Bellante, Vice Presidente di CAMA. – Aprire le
Oltre la tecnica: competenze umane, emozioni e lavoro di squadra
Ospite d’onore del talk organizzato da CAMA e OMET, Luigi Mazzola – ingegnere ed ex manager Ferrari, oggi performer coach e formatore aziendale – ha offerto ai numerosi giovani presenti una testimonianza intensa e concreta sul significato della performance e del miglioramento continuo. Partendo dalla sua lunga esperienza in Formula 1, dal lavoro con campioni come Ayrton Senna e Michael Schumacher, ma anche con protagonisti del mondo del tennis, Mazzola ha evidenziato come il successo non dipenda esclusivamente dalle competenze tecniche, ma soprattutto dalle competenze trasversali: comunicazione, leadership, gestione di sé e degli altri, capacità di creare relazioni efficaci. Nel contesto ipercompetitivo della Formula 1, paragonabile a un’azienda di eccellenza, non esiste un traguardo definitivo: anche quando si vince, occorre continuare a migliorare. Il vero confronto non è con gli altri, ma con ciò che si era in precedenza. Questo richiede una mentalità orientata alla crescita continua, all’analisi dell’errore e all’anticipazione del cambiamento. Grande attenzione è stata dedicata al valore del lavoro di squadra. Il passaggio dalla scuola al mondo del lavoro implica l’abbandono della logica individuale a favore di una dimensione collettiva, fondata su cura reciproca, attenzione alle persone e obiettivi condivisi. L’esperienza Ferrari dimostra che il vero salto di qualità avviene quando le eccellenze individuali diventano una squadra integrata, capace di sviluppare intelligenza collettiva grazie alla diversità e a una forte sensibilità sociale. Mazzola ha inoltre sottolineato il ruolo centrale delle emozioni, vero motore dell’azione umana e collante dei team ad alte prestazioni. I grandi leader e campioni sanno muovere le persone attraverso le emozioni, non solo grazie alla tecnica. Da qui l’importanza dell’ascolto autentico, inteso come presenza totale e riconoscimento dell’altro, competenza chiave sia in azienda sia nelle relazioni familiari. Il messaggio finale è chiaro: le competenze tecniche aprono le porte, ma sono intelligenza emotiva, empatia, ascolto e capacità di stare insieme a permettere una performance duratura e l’espressione piena del potenziale umano.
Un momento dell’intervento dell’ing. Luigi Mazzola

nostre aziende agli studenti significa offrire un’esperienza autentica del mondo industriale. Le imprese del territorio rappresentano un patrimonio di competenze, innovazione e cultura del lavoro che può aiutare i ragazzi a orientarsi con maggiore consapevolezza nel loro futuro professionale”. Nel tardo pomeriggio, le due aziende hanno ospitato un evento aperto al pubblico che ha registrato oltre 100 partecipanti: una Tech Talk sul tema “Dal banco di scuola alla fabbrica del futuro” che ha avuto come ospite speciale Luigi Mazzola, che ha parlato ai giovani dell’importanza di realizzare sé stessi seguendo le proprie passioni, coinvolgendo con i racconti della sua esperienza in Formula 1. “La testimonianza dell’ing. Luigi Mazzola ha ancora una volta fatto capire come la passione sia un elemento centrale per costruire il proprio futuro professionale e la tecnologia sia un campo ricco di opportunità”, ha dichiarato Antonio Bartesaghi, CEO di OMET . “Questi sono i valori fondanti su cui la nostra azienda è nata e ai quali oggi punta per esprimere il proprio miglior risultato. Nell’industria manifatturiera i giovani possono trovare percorsi professionali di alto livello, fondati su lavoro di squadra, innovazione, ricerca e dimensione internazionale. Auguro loro di trovare nel lavoro la realizzazione, la felicità, che siano sempre motivati e mai stanchi di mettersi in gioco”. L’incontro, moderato dal giornalista Luca Viscardi, è stato anche un’importante occasione di networking istituzionale sul rapporto tra scuola e mondo del lavoro. “Questo incontro si tiene in una fabbrica”, ha detto Marco Campanari, Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, “mentre di solito i convegni si tengono nelle sale: non è un tema di logistica, ma un messaggio preciso, perché nelle fabbriche sono concentrate in modo unico tecnologie e competenze. E dalla scuola alla fabbrica non deve esserci un salto, ma un percorso, ed è un dovere del sistema e di tutti i suoi attori lavorare sodo affinché questo percorso esista e sia denso di significato e di contenuto. Incontri come questo lo dimostrano”. Mauro Piazza, Sottosegretario di Regione Lombardia con delega all’Autonomia e ai Rapporti con il Consiglio Regionale, ha portato il saluto istituzionale, sottolineando come queste iniziative siano in linea con l’impegno della regione su orientamento, formazione e valorizzazione del capitale umano. Sono intervenuti anche Raffaele Cesana in rappresentanza dell’Ufficio scolastico territoriale e Giuseppe Chiarella, sindaco di Molteno.
Il Tech4Students Day creato e promosso da OMET e Cama si conferma così un appuntamento strategico per avvicinare i giovani al mondo dell’impresa e rafforzare il dialogo tra sistema educativo e tessuto produttivo del territorio.






WHERE IDEAS TAKE SHAPE



INCOLLAGGIO INDUSTRIALE trend e sfide di un settore in evoluzione
Nei processi di confezionamento, le prestazioni di colle e adesivi sono determinanti sia in fase produttiva sia nel ciclo di vita del packaging; le tecnologie di incollaggio sono quindi progettate per assicurare precisione applicativa, ripetibilità e controllo dei parametri di processo.

Nel
settore del packaging, colle e adesivi rappresentano tecnologie spesso invisibili ma di importanza strategica. Svolgono un ruolo chiave nella chiusura, nella sigillatura e nella tenuta delle confezioni, incidendo direttamente sulla sicurezza del prodotto, sull’efficienza dei processi produttivi e sulla sostenibilità complessiva dell’imballaggio. La scelta dell’adesivo più idoneo richiede una conoscenza approfondita delle tecnologie disponibili, dei materiali da incollare e delle specifiche esigenze applicative dei diversi settori industriali. Nel confezionamento industriale, le prestazioni delle colle devono essere elevate non solo durante la fase produttiva, ma lungo tutto il ciclo di vita del packaging. La funzione primaria degli adesivi è garantire una chiusura stabile e duratura, evitando aperture accidentali o perdite di contenuto, e allo stesso tempo prevenire qualsiasi rischio di contaminazione o migrazione di sostanze indesiderate verso il prodotto confezionato. Nel comparto della cartotecnica e dell’imballaggio in carta e cartone, colle e adesivi sono utilizzati per l’incollaggio di superfici porose e non porose nella realizzazione di astucci, scatole, sacchi e shopper. L’evoluzione dei materiali – che oggi spaziano dal cartone ondulato ai supporti accoppiati, laminati o trattati con vernici – richiede soluzioni adesive sempre più versatili, in grado di adattarsi a diverse condizioni di lavorazione e a materiali eterogenei, dalla carta ai film plastici fino all’alluminio. Un ambito particolarmente delicato è quello del packaging alimentare, dove le prestazioni tecniche devono andare di pari passo con la sicurezza. Gli adesivi destinati a questo settore devono essere completamente
atossici e conformi alle normative MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con Alimenti), evitando qualsiasi rilascio di sostanze nocive o alterazione delle caratteristiche organolettiche degli alimenti. Oltre alla sicurezza, è fondamentale che garantiscano una presa rapida e affidabile anche su materiali complessi come superfici metallizzate o plastificate. All’interno del food packaging assumono un ruolo centrale gli adesivi progettati per la catena del freddo, capaci di resistere a temperature estremamente basse, fino a –25 °C, senza cristallizzare o perdere adesione. Parallelamente, trovano largo impiego anche gli adesivi termofusibili studiati per lavorare ad alte temperature, indispensabili nei processi ad alta velocità tipici di molte linee di confezionamento alimentare e industriale.
Focus sulle tecnologie di incollaggio
Accanto alle formulazioni adesive, un’importanza crescente è rivestita dalle tecnologie di incollaggio. I moderni sistemi comprendono fusori hot melt, tubi riscaldati, pistole e teste di applicazione, fino a incollatori completamente integrati nelle linee produttive. Queste soluzioni sono progettate per garantire precisione, ripetibilità e controllo del processo, anche alle elevate velocità richieste dal packaging industriale. I fusori di ultima generazione assicurano una gestione accurata della temperatura e del flusso dell’adesivo, riducendo il rischio di degradazione e migliorando l’efficienza energetica, mentre le teste di applicazione consentono un dosaggio preciso che riduce sprechi e migliora la qualità finale dell’incollaggio.
Sostenibilità e digitalizzazione
Il settore è oggi attraversato da importanti trend di trasformazione, guidati da sostenibilità, innovazione tecnologica e nuove normative. Cresce l’attenzione verso formulazioni bio-based, a basse emissioni di VOC e compatibili con la riciclabilità dei materiali, in linea con le indicazioni della Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR). Si affermano inoltre adesivi studiati per il packaging flessibile e mono-materiale, fondamentali per supportare l’economia circolare senza compromettere le prestazioni barriera e la shelf life dei prodotti. Parallelamente, l’automazione e l’integrazione digitale secondo i principi di Industry 4.0 stanno trasformando l’applicazione degli adesivi, grazie a sistemi di monitoraggio in tempo reale, manutenzione predittiva e controllo continuo dei parametri di processo. In questo contesto, colle e adesivi si confermano come tecnologie abilitanti, capaci non solo di garantire la funzionalità del packaging, ma anche di contribuire in modo concreto alla riduzione dell’impatto ambientale e alla creazione di imballaggi sempre più efficienti, sicuri e sostenibili.

Robatech
L’assistenza Robatech per ripartire in tempo record
Il produttore di sale Locatelli Saline di Volterra S.r.l. aveva la necessità di sostituire in cinque giorni il sistema di applicazione adesivo malfunzionante fornito da terzi. Grazie a un intervento rapido e a un ottimo lavoro di squadra da parte di Robatech Italia, l’azienda ha evitato ritardi di consegna ed ha aumentato del 50% la produttività del proprio impianto di confezionamento.


Locatelli Saline di Volterra S.r.l., con sede nella città toscana di Volterra, produce confezioni di sale da 1 kg nel proprio impianto di confezionamento. Il sistema di applicazione adesivo di un fornitore terzo applicava cordoli di colla a caldo lungo i lembi inferiori e superiori della confezione. L’impianto, configurato per la produzione in modalità batch, era in fase di lavorazione di un ordine ad alto volume. All’inizio di maggio i problemi si sono fatti sempre più frequenti: l’applicazione dell’adesivo era diventata instabile e il sale fuoriusciva dalle confezioni. Il fornitore del sistema di applicazione in uso aveva proposto a Locatelli un intervento di assistenza, ma con ben cinque settimane di attesa. Per cercare di risolvere momentaneamente il problema è stata ridotta la velocità della macchina, così da poter continuare a produrre. Ciononostante, gli scarti aumentavano di giorno in giorno e alla fine non è rimasta altra scelta che fermare completamente la produzione. Il 15 maggio 2025 Marco Locatelli, proprietario della Locatelli Saline di Volterra S.r.l., ha deciso di rivolgersi a Robatech per cercare una soluzione. Sebbene Robatech abbia immediatamente ispezionato l’impianto e preparato un’offerta, la verifica della solvibilità da parte della banca ha rallentato il processo. Tuttavia, Locatelli non poteva permettersi attese, poiché un ritardo nelle consegne avrebbe comportato conseguenze significative: la linea di confezionamento doveva tornare operati-
va entro venerdì, perché il lunedì successivo l’azienda aveva in programma due camion di consegne con migliaia di confezioni di sale da 1 kg.
Ampio magazzino per consegne rapide
Martedì 20 maggio, alle ore 18, Marco Locatelli ha richiamato, decidendo di procedere con un ordine immediato del nuovo sistema di applicazione adesivo. Erick Dusi, responsabile vendite di Robatech Italia, e i colleghi del reparto vendite e dell’ufficio finanziario, consapevoli della gravità della situazione, hanno rinviato la fine della loro giornata lavorativa per gestire l’urgenza. Un’ora più tardi, alle 19, tutte le formalità amministrative e finanziarie erano state completate. Mercoledì mattina, il team Robatech Italia ha riunito i componenti nello stabilimento di Cesena: un fusore Concept B 5l, quattro tubi elettroriscaldati, quattro pistole SX Diamond, un programmatore dei tratti colla modello AS 40 con encoder, fotocellule di trigger e gli ugelli adatti per l’applicazione a cordolo.
Avvio della produzione in tempi record Giovedì 22 maggio, alle ore 10, un furgone della Locatelli Saline di Volterra è arrivato in Robatech presso lo stabilimento di Cesena. Il sistema di applicazione adesivo era già pronto per essere trasportato alla Saline di Volterra, a 250 km di distanza. Sei ore dopo, Giulio Rodani, responsabile operativo della Locatelli, aveva preparato l’impianto di confezionamento per l’installazione. Alle 17 è arrivato un tecnico dell’assistenza Robatech, che ha verificato le predisposizioni meccaniche ed elettriche e ha comunicato “luce verde” per l’installazione del giorno successivo. Venerdì 23 maggio è arrivato un secondo tecnico dell’assistenza Robatech: si è proceduto all’installazione del nuovo sistema di applicazione adesivo, alla sua programmazione e all’esecuzione dei test necessari. Alle 14 l’impianto era pronto per l’avvio della produzione.

Ritardo di consegna evitato
Lunedì 26 maggio le confezioni di sale di Locatelli Saline di Volterra S.r.l. erano pronte per il ritiro, perfettamente sigillate. “Grazie al nostro sistema di fusione per colla a caldo siamo riusciti ad aumentare la velocità dell’impianto di confezionamento del 50%, raggiungendo 180 scatole al minuto”, racconta Erick Dusi. “Inoltre, gli scarti di produzione sono stati completamente eliminati. A questo punto possiamo dire che il nostro Service - con il supporto di tutta la filiale - abbia fatto un vero e proprio miracolo”.
Applicazione colla sui lembi inferiori della confezione di sale
La pistola SX Diamond di Robatech in azione
Da Nordson l’innovativo melter VersaBlu® II
Grazie a connettività avanzata e diagnostica intelligente, la nuova soluzione proposta da Nordson garantisce prestazioni affidabili e processi ottimizzati.
Nel settore della distribuzione di adesivi, problemi come l’imprecisione, la manutenzione complessa, l’alto consumo energetico e i lunghi tempi di consegna possono compromettere l’efficienza. Per restare competitivi, servono soluzioni precise e affidabili. Con un’erogazione costante, manutenzione semplificata e un uso energetico efficiente, VersaBlue® II risponde a queste esigenze con tecnologie all’avanguardia: semplifica la manutenzione e la diagnostica, migliora l’isolamento termico per un’efficienza energetica superiore e riduce i costi operativi. La standardizzazione accelera i tempi di produzione, aiutando le aziende a soddisfare le richieste dei clienti e a mantenere il vantaggio competitivo. VersaBlue® II ridefinisce la connettività industriale con un sistema di controllo unificato basato su EtherCAT e l’integrazione diretta dei protocolli fieldbus. Questo consente uno scambio dati rapido e affidabile in tutta l’automazione, senza bisogno di gateway aggiuntivi.
Compatibile con i moderni protocolli IoT,

VersaBlue® II permette l’integrazione dei dati in tempo reale, il monitoraggio remoto e analisi avanzate. Un modulo software intuitivo facilita l’integrazione nei sistemi di controllo esistenti, rendendo l’installazione semplice e veloce – anche senza competenze tecniche approfondite.
Che si tratti di ottimizzare le prestazioni, espandere la produzione o prepararsi al futuro, VersaBlue® II offre la flessibilità, la velocità e la semplicità necessarie per restare competitivi.
Il melter stabilisce nuovi standard nella diagnostica e nell’accessibilità dei sistemi.
Grazie all’integrazione completa nella rete EtherCAT, ogni modulo e canale di segnale viene monitorato in tempo reale – per una visibilità completa delle prestazioni e notifiche immediate in caso di errori o anomalie. Il touchscreen da 10” e l’interfaccia web reattiva offrono un accesso semplice a tutte le funzioni – sia in loco che da remoto. VersaBlue® II è pensato per prestazioni intelligenti.
Con un isolamento migliorato e un design ottimizzato, consente di ridurre il consumo energetico fino al 10%, abbattendo i costi operativi e supportando gli obiettivi di sostenibilità. Anche la manutenzione è più efficiente: l’accessibilità migliorata e le modifiche progettuali rendono gli interventi più rapidi e semplici, riducendo i tempi di fermo e mantenendo la produzione fluida.
Heated hoses with metal core from Baumer
Baumer hhs introduces innovative DF hot melt hoses featuring a metal core, designed to significantly enhance process reliability in industrial hot melt applications.

Baumer hhs has expanded its Xmelt product range for hot melt applications to include heated hoses with a metal core. Their service life is three times that of conventional plastic hoses. In fact, the new DF hoses offer several advantages for hot melt applications DF stands for “degradation-free” to
emphasize that the new heated hoses eliminate the adhesive degradation caused by charring. As a result, the new DF hot melt hoses also eliminate the machine failures that occur when filters and nozzles get clogged with charred glue. In short, production lines with hot melt systems that have been switched over to these hoses boast higher availability. And the list of advantages goes on: The new DF hot melt hoses require less maintenance. Their metal core reduces energy consumption by some 20%, enhancing the sustainability of hot melt applications. The DF hoses with metal core were developed for Baumer hhs’s Xmelt product range, which is used in countless industrial applications worldwide to process and apply hot melt adhesives. Products range
from energy-efficient hot melt units, heated hoses and application heads, to a central adhesive supply system that can supply glue to several packaging machines. Xmelt provides solutions – from a single supplier – for virtually all demands imposed on industrial hot melt applications. Baumer hhs further offers versions of the new DF hot melt hoses that are compatible with various common hot melt systems from other suppliers. Packaging manufacturers are switching to hoses with a metal core especially for hot melt applications that place high demands on quality gluing. The same goes for manufacturers of machines that apply hot melt adhesives. They are now installing exclusively these premium hoses in their systems.
PREO nuova linea Vela
Mentre si avvicina al prestigioso traguardo dei 90 anni di attività, PREO lancia sul mercato la nuova serie di incollatori Vela, che combina design innovativo, modularità, sostenibilità, compatibilità e interconnessione avanzata.
PREO è la tipica media impresa italiana, altamente specializzata, certificata ISO 9001 che, avvalendosi di uno staff di tecnici qualificati e di un parco macchine tra i più moderni, ha sviluppato un’importantissima struttura tecnico-commerciale e produttiva tutta italiana nel settore delle macchine per l’applicazione di adesivi a caldo, rafforzando ulteriormente l’immagine del Made in Italy nel mondo.
Caratteristiche uniche
Il primo aspetto distintivo di VELA è il suo design particolarmente curato, unico, moderno ed elegante. La combinazione di materiali di alta qualità, le linee morbide e la cura nei dettagli rappresentano l’impegno di PREO nel fornire prodotti che uniscano estetica e funzionalità, tecnologia e innovazione.
VELA è stata pensata e progettata per integrarsi facilmente con una vasta gamma di attrezzature già presenti dalle aziende in modo da poter aggiornare le linee di produzione senza costose sostituzioni o modifiche radicali. La sua totale compatibilità con altri sistemi esistenti, l’installazione facilitata tramite le
Soluzione d’incollaggio all’avanguardia
Mentre si avvicina al prestigioso traguardo dei 90 anni di attività, PREO lancia sul mercato la nuova serie di incollatori Vela che rappresenta un notevole passo avanti nell’applicazione di adesivi termoplastici hot-melt in molteplici settori, offrendo una serie di caratteristiche avanzate, appositamente progettate per migliorare la flessibilità produttiva e la versatilità delle operazioni, diventando la scelta definitiva per tutte le aziende che ricercano soluzioni di incollaggio all’avanguardia. I fusori Serie VELA sono fortemente innovativi per semplicità di utilizzo, operazioni e costi di manutenzione ridotti, velocità di installazione, facilità di programmazione, elevati standard di sicurezza, affidabilità e totale integrazione con qualunque linea di imballaggio esistente. Il design moderno e particolare, unito a modularità, sostenibilità, compatibilità, interconnettività avanzata e maggiore efficienza energetica rappresentano la soluzione ideale di qualità per l’applicazione di adesivi in molteplici settori.



connessioni plug & play e l’intercambiabilità dei moduli fanno di VELA il sistema perfetto per ogni esigenza. Tutte le parti sono facilmente ispezionabili grazie a un sistema di coperture pratico, sicuro e veloce da aprire, che riduce sensibilmente i tempi di fermo macchina e manutenzione.
Caricatore automatico TWISTER
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CONAI porta il PPWR al centro della scena
Per la prima volta CONAI ha partecipato a MARCA by BolognaFiere & ADM, lanciando un messaggio chiaro al mercato: la sostenibilità del packaging non è più solo un obbligo normativo, ma una vera infrastruttura industriale e competitiva.


Il
debutto di CONAI a MARCA 2026 rappresenta un passaggio strategico nel rafforzamento del dialogo con la Grande Distribuzione Organizzata e con le imprese produttrici, in una fase di profonda trasformazione guidata dal nuovo Regolamento Europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.
Il PPWR come banco di prova per la filiera Il cuore della presenza CONAI è stato il convegno “Imprese e DMO: nuove sfide e responsabilità verso il PPWR”. Un momento di confronto ad alto livello, moderato da Roberta Rizzo, caposervizio di Rai News24, pensato per fare chiarezza su obiettivi, scadenze e impatti concreti del nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi, mettendo intorno allo stesso tavolo istituzioni, distribuzione e industria del packaging. Dopo i saluti istituzionali di Rossano Bozzi (Business Unit Director di BolognaFiere), Marco Pagani (consigliere delegato ADM) e Simona Fontana (direttore generale CONAI), il quadro normativo è stato approfondito dal Centro Studi CONAI, con gli interventi del suo direttore Luca Stramare e di Donata Gammino. Il confronto è quindi proseguito con una tavola rotonda che ha visto la partecipazione di Chiara Faenza (Coop Italia), Roberta De Natale (Gruppo CRAI), Cinzia Linguerri (Conad), Gianluca Castellini (Smurfit Westrock) e Massimiliano Magagnoli (LPM Packaging), offrendo una lettura concreta delle sfide e delle opportunità che il PPWR apre


per la filiera della Marca del Distributore. Nel corso dell’incontro, CONAI ha presentato il suo vademecum operativo e gli strumenti sviluppati per accompagnare le imprese nella progettazione di imballaggi conformi, riciclabili e a ridotto impatto ambientale, con un focus sui servizi dedicati alle aziende illustrati da Fiorella Perrucci, referente per le attività di ecodesign del Centro Studi CONAI.
“Il PPWR segna un cambio di paradigma: non chiede solo di adeguarsi a nuove regole, ma di ripensare il ruolo stesso dell’imballaggio nelle strategie industriali e commerciali”, dichiara Simona Fontana, direttore generale CONAI. “Essere a MARCA per la prima volta significa essere nel luogo in cui questo cambiamento può diventare concreto, grazie al confronto diretto con la GDO e con le imprese che ogni giorno trasformano la sostenibilità in valore”.
Il valore del modello CONAI


La presenza di CONAI a MARCA si inserisce in un contesto di risultati misurabili e tangibili. Come emerge dall’ultimo Rapporto integrato di sostenibilità CONAI, il sistema consortile nel 2024 ha prodotto 3,8 miliardi di euro di valore economico, contribuendo per 2 miliardi di euro al PIL nazionale e sostenendo oltre 24.000 posti di lavoro lungo l’intera filiera del riciclo. Un modello che dimostra come sostenibilità e competitività possano crescere insieme: ogni euro di Contributo Ambientale CONAI genera 3,6 euro di valore nell’economia nazionale, confermando il riciclo come una leva strategica per l’innovazione e la resilienza del sistema produttivo italiano. E, nel contesto attuale, la funzione strategica del mercato dei materiali riciclati per la manifattura e la distribuzione; non solo per conseguire i target previsti dalla regolazione, ma soprattutto come risorsa critica fondamentale per le imprese. Anche sul fronte ambientale i benefici sono di scala sistemica. Grazie al riciclo degli imballaggi, nel solo 2024 l’Italia ha risparmiato 12,2 milioni di tonnellate di materie prime vergini, pari al peso di oltre 830 Torri di Pisa. “Sostenibilità significa capacità di trasformare una visione ambientale in valore industriale”, aggiunge Simona Fontana. “Ogni dato del Rapporto racconta un impegno collettivo che coinvolge imprese, territori e persone. È questo patrimonio di competenze e risultati che CONAI porta a MARCA: non solo regole da rispettare, ma soluzioni, filiere e opportunità concrete per rafforzare la competitività del sistema Paese”.



METODO A.E.R.A. per proteggere l'ambiente
Da oltre trent’anni A.E.R.A. – Associazione Europea
Rotary Ambiente ETS promuove un impegno ambientale concreto e replicabile. Oggi l’associazione continua a sviluppare iniziative volte alla sensibilizzazione e alla protezione dell’ambiente, con particolare attenzione ai giovani e ai territori.
Troppo spesso si sente disquisire di “ambiente”, ma in effetti poche sono le iniziative pregnanti salvo l’enunciazione di fondamentali principi anche a livello internazionale. Il Rotary cerca con piccole ma significative iniziative di dare il suo apporto al fine di evitare che “qui nessuno fa sul serio” sia la risposta lapidaria e pragmatica: piuttosto diamoci da fare per allargare quanto possibile lo storico metodo di essere efficaci dove e come serve.
Ecco perché il metodo A.E.R.A. Associazione Europea Rotary Ambiente ETS prende forma sul territorio e trova partner ideali per la divulgazione delle tematiche ambientali in senso lato.
A.E.R.A. è nata nell’ambito del Rotary italiano nel 1990, su iniziativa di rotariani milanesi e molti Distretti del tempo ad intervenire subito su un progetto ambientale in ambito marino.
Iniziò così il suo cammino, già nel 1990, il Progetto Pelagos, con la predisposizione di una bozza di trattato tra Stati per la costituzione di un’oasi marina tra Italia, Francia e Principato di Monaco: il trattato internazionale venne firmato, finalmente, nell’anno 2000, momento in cui prese vita e titolo “Santuario Pelagos”.
Saltiamo avanti di più di un decennio e, dopo che negli anni 2000 vennero realizzati una serie di convegni e forum distrettuali con la partnership di A.E.R.A. e tra i tanti affrontati, venne affrontato la tematica acqua anche a seguito delle tragiche inondazioni distruttive, e dell’approvvigionamento nelle aree disagiate.


Facciamo un volo di un altro decennio e arriviamo quasi ai giorni nostri e il metodo A.E.R.A., resiste ai disastri della pandemia perché riporta in auge, seppur a partire dal 2019 il progetto Pelagos nella forma di studio sul campo favorendo i giovani ricercatori. Attraverso questa formula vennero assegnate da quell’anno borse di studio a giovani laureati in biologia marina per ricerche fatte sui comportamenti dei cetacei e delle tartarughe nell’oasi marina individuata nel 1990.
Tante le iniziative in atto
Altre e diverse sono le iniziative delle quali A.E.R.A. si rende promotrice o partner.
Progetto SeaBin. Entrando nell’ottica della rimozione della plastica dalle acque marine, sono stati posizionati da A.E.R.A. in fase di test, tre cestelli speciali di raccolta le plastiche nel porto di Salerno e cartelli illustranti l’iniziativa. Il tutto è regolato da un protocollo d’intesa tra i Club Rotary di Salerno, A.E.R.A., i Circoli Nautici e la Capitaneria di Porto per favorire la visita delle scolaresche. Come nei migliori insegnamenti della formazione rotariana, questo progetto ha una replicabilità elevata: moltissimi sono i porti d’Italia in cui è realizzabile.
Sullo stesso fronte, ovvero della rimozione della plastica da mare e fiumi, A.E.R.A. si è affiancata a I.Y.F.R. Yachting Rotarian Fellowship e a MareNostrum nel progetto Plastic Free Waters per favorire, attraverso informazione e formazione, la diffusione di comportamenti convinti e convergenti per affrontare con successo il problema della raccolta degli inquinanti plastici abbandonati.
Invece sul campo, o meglio sul mare, A.E.R.A. si è affiancata nel progetto Ghost Nets relativo alle reti abbandonate in mare che, non solo inquinano ma creano disagi alla navigazione e soprattutto alla fauna marina: diversi sono gli interventi effettuati per il recupero di reti abbandonate in collaborazione con la Guardia Costiera in vari litorali Italiani. In occasione delle prossime Olimpiadi e Paraolimpiadi, A.E.R.A. propone la realizzazione di una WebApp attraverso la quale con semplicissimi passaggi si può esplorare il mondo dei Giochi Olimpici attraverso la lente ambientale. Pochi click per capire meglio cosa si può fare per un rispetto dell’ambiente in relazione agli elementi fondamentali: suolo, aria, acqua. Il messaggio principalmente rivolto ai giovani e non solo, rappresenta un piccolo ma significativo tassello nella divulgazione dei principi fondamentali ai quali è bene adeguarsi per un futuro più sostenibile. Non di meno il tema della PACE è rilevante e tradizionalmente presente durante il tempo olimpico.







SPS ITALIA hub d’innovazione per la competitività delle imprese
Il MADE - Competence Center Industria 4.0 di Milano ha ospitato la tradizionale Conferenza stampa di presentazione di SPS Italia. Automazione, digitale, AI e competenze saranno protagoniste della quattordicesima edizione.

Dal 26 al 28 maggio a Fiere di Parma torna SPS Italia, la fiera di riferimento per l’automazione e il digitale per l’industria. La manifestazione si presenta nel suo tradizionale layout espositivo: sei padiglioni con il meglio delle tecnologie e delle soluzioni per il mondo industriale. Confermato anche Digital District, il percorso dimostrativo articolato in quattro aree: Academy, Start-up, Industrial IT&AI, Focus AI. Quest’ultimo spazio si consolida guardando alle opportunità d’integrazione tra intel-
LA PAROLA AI PROTAGONISTI
Donald Wich, Amministratore Delegato di Messe Frankfurt Italia: “SPS Italia è un riferimento per le aziende che puntano sulla tecnologia e sull’aggiornamento di persone e competenze per affrontare un presente complesso, fatto di sfide ma anche di opportunità da intercettare e valorizzare. Automazione, digitale, intelligenza artificiale, cybersecurity, formazione, upskilling e reskilling si confermano direttrici portanti della manifestazione e del percorso On Tour, articolato in tre tappe sul territorio nazionale”.
Andrea Bianchi, Presidente ANIE Automazione: “Secondo il preconsuntivo 2025 dell’Associazione, il nostro
ligenza artificiale e robotica nei processi produttivi. Come ogni anno la fiera non sarà solo una vetrina espositiva, ma un momento qualificato di dialogo e approfondimento sui temi più strategici per la manifattura. Tra gli argomenti al centro del palinsesto dei convegni: AI Agents, Cybersecurity, Robotics & Physical AI, Softwaredefined manufacturing per una maggiore flessibilità nella produzione, ESG Environmental Social Governance - sostenibilità come pilastro nella pianificazione industriale.
L’innovazione viaggia nei distretti Il percorso verso la fiera comincia già a fine febbraio con SPS Italia On Tour, la rassegna di incontri territoriali dedicata ai temi della trasformazione digitale applicata all’industria. Tre gli appuntamenti in programma:
• Bologna, 25 febbraio - Fondazione MAST (MAST.Academy) - Automazione, sostenibilità e qualità: i tre vettori della competitività del Made in Italy”
• Modugno (Bari), 25 marzo - MASMEC“Verso la sensitive factory del futuro: la fabbrica che sente, vede, pensa e ottimizza”
• Vercelli, 28 aprile - Amazon European
mercato ha registrato una crescita del fatturato del 4% rispetto all’anno precedente. Le attese per il 2026 indicano una sostanziale continuità, pur in un contesto di visibilità limitata caratterizzato da elementi di opportunità e da fattori di incertezza: da un lato la coda del PNRR e tassi favorevoli sostengono gli investimenti, dall’altro le continue perturbazioni esogene e il nuovo Piano Transizione condizionano i comportamenti degli imprenditori e richiedono un atteggiamento ponderato anche nel formulare qualunque previsione. Nonostante ciò, l’automazione industriale continua a distinguersi per la
sua dinamicità, capacità innovativa e varietà applicativa: digitalizzazione e Industrial AI, integrazione virtuosa tra tecnologia e competenze umane, si confermano tra i principali motori di crescita”. Emanuele Frontoni, Professore ordinario di Informatica all’Università di Macerata e codirector del VRAI Lab: “A SPS Italia 2026 racconteremo storie concrete di adozione dell’intelligenza artificiale all’interno dei contesti industriali, superando una narrazione astratta o puramente tecnologica. L’attenzione sarà posta su esperienze reali in cui l’AI viene integrata nei processi

Operations Innovation Lab - “AI, robotica, automazione e gestione energetica: la sinergia tra tecnologia e competenze per le Operations 5.0” .
Position Paper: presentato il book SPS Italia sarà l’occasione per la presentazione di un nuovo Position Paper, il documento che mira a offrire alle aziende linee guida utili per orientarsi nel panorama delle tecnologie. Quattro i principali argomenti scelti per questa edizione: governare sistemi complessi ( regole, standard e fiducia come infrastruttura invisibile dell’innovazione), l’architettura decide (dal campo al cloud, integrazione, responsabilità, controllo), automazione e controllo (robotica avanzata nei sistemi socio-tecnici complessi) e comprendere per decidere (metriche, KPI e il ruolo critico delle persone nei sistemi industriali digitali). A cura di alcuni membri del Comitato Scientifico, il progetto cresce con la presentazione del libro “Tecnologie e Competenze in evoluzione per le fabbriche digitali” che raccoglie esperienze, competenze e considerazioni dei suoi autori.
SPS Italia UP Challenge
Per il terzo anno SPS Italia UP Challenge valorizza le giovani Start-up che propongono idee creative e realizzabili in ambito tecnologico e applica-
produttivi come componente abilitante di una più ampia visione di Physical AI, capace di operare in stretta connessione con macchine, impianti, sensori e sistemi cyber-fisici. La Physical AI non si limita ad analizzare dati a posteriori, ma interagisce con il mondo fisico in tempo reale, contribuendo a rendere i processi più adattivi, resilienti e sostenibili”. Carlo Marchisio, Presidente Comitato Scientifico SPS Italia: “Il Comitato Scientifico della fiera SPS Italia è composto da università, esperti di settore, utilizzatori finali e costruttori di macchine provenienti da alcune delle maggiori realtà produttive italiane. Il gruppo di lavoro definisce i temi dei Convegni Scienti-
fici, le cui migliori memorie vengono ogni anno premiate in fiera con il riconoscimento SPS Award Roberto Maietti. Fondato nel 2010 era inizialmente composto da 21 membri (OEM, end user e docenti), oggi conta oltre 190 presenze. Nel 2023 alcuni membri del Comitato hanno dato vita al progetto Position Paper con l’obiettivo di individuare i bisogni delle realtà imprenditoriali italiane e favorire un cambio di paradigma tecnologico. L’iniziativa è proseguita nel 2024 e, nel 2025, tramite la formula del Tech ‘n Go, le ‘pillole’ del Comitato Scientifico. Oggi il Position Paper 2025 è disponibile anche come libro”.
Federico Milan, Digital Innovation
tivo. Le candidature sono aperte ancora per poche settimane, fino al 20 febbraio. In gioco la possibilità di entrare nella rosa dei tre finalisti che potranno vivere l’esperienza fieristica con uno stand attrezzato nell’area Start-up. Il vincitore sarà proclamato in fiera.
Upskilling, reskilling e orientamento
L’innovazione evolve rapidamente e l’aggiornamento delle competenze si conferma una priorità per SPS Italia con uno spazio espositivo pensato per chi opera o aspira a entrare nel mondo della manifattura avanzata.
Tra loro oltre 5.000 studenti provenienti da università e istituti tecnici che ogni anno a Parma partecipano a workshop e incontri nell’arena Next e a “Lezioni in Fiera” agli stand degli espositori. Il progetto è attivo 365 giorni l’anno grazie ai talk formativi di SPS Italia Academy On Tour nelle principali università italiane.
She SPS Italia. Un percorso di crescita condivisa
Nell’arco dell’anno si svolgono anche i Morning Date di She SPS Italia. Appuntamenti informali ospitati da aziende partner per ripensare il futuro nel rispetto della diversità di genere.
Dal 2021 una community affiatata e connessa condivide storie di mentorship al femminile nel campo dell’innovazione. Le più significative ricevono in fiera il riconoscimento She SPS Italia Award nelle categorie imprenditoria femminile, sostenibilità sociale, mentorship, empowerment.
Manager di Breton, membro del Comitato Scientifico di SPS Italia: “Il Position Paper 2026 nasce da una constatazione: oggi il vero fattore critico non è l’innovazione in sé, ma la fiducia nei sistemi che stiamo costruendo. Una fiducia che si fonda su architetture leggibili, regole chiare, metriche coerenti e, soprattutto, su persone in grado di interpretare e guidare la tecnologia in modo consapevole. Per questo il lavoro in corso non parte da soluzioni preconfezionate, ma da domande strutturanti. L’obiettivo è offrire all’industria non un elenco di tecnologie, ma un quadro di riferimento per prendere decisioni migliori, evitando semplificazioni e deleghe implicite”.
DJAZAGRO svolta strategica per l’agroalimentare algerino
L’appuntamento più importante per l’industria agroalimentare in Nord Africa tornerà dal 12 al 15 aprile ad Algeri, confermando una forte dimensione internazionale, con 650 espositori provenienti da oltre 30 Paesi. Chantal de Lamotte, direttrice di Djazagro, ci racconta cosa possiamo aspettarci dall’evento.

❱ Quali elementi innovativi caratterizzeranno l’edizione 2026 di Djazagro e in cosa si differenzierà dalle precedenti?
L’edizione 2026 di Djazagro si preannuncia come una delle edizioni di maggior impatto degli ultimi anni, sia per le innovazioni introdotte sia per l’ampliamento dell’offerta. Diversi elementi di rilievo la distinguono nettamente. Innanzitutto, il concorso Djaz’Innov farà il suo grande ritorno per una quarta edizione, confermando il suo ruolo di vetrina imprescindibile per le innovazioni tecniche e industriali. Questo concorso consente agli espositori – algerini e internazionali – di mettere in evidenza soluzioni ad alto impatto per la modernizzazione della filiera: ottimizzazione energetica, automazione, igiene, sicurezza alimentare, performance del packaging, ecc. È un punto di riferimento per i professionisti, che permette loro di anticipare le tendenze future e di individuare soluzioni economicamente vantaggiose per i propri progetti. Per l’edizione 2026, che si svolgerà da domenica 12 a mercoledì 15 aprile, sempre presso il Palazzo delle esposizioni Safex di Algeri, Djazagro manterrà una forte dimensione internazionale, con 650 espositori provenienti da oltre 30 Paesi e 25.000 visitatori professionali attesi, a testimonianza dell’eccezionale fiducia che gli operatori del settore ripongono nell’evento. Da segnalare che il 96% dei visitatori del 2025 ha dichiarato di voler tornare nel 2026, a dimostrazione di una preziosa fedeltà. La nostra volontà è quella di valorizzare ulteriormente l’expertise degli espositori, consentendo ai visitatori una lettura più chiara e operativa dell’offerta.
Per quanto riguarda le animazioni, i diversi spazi saranno ora raggruppati nel Padiglione C (Djaz’Innov, Agora des Experts, Djaz’Pack, Spazio Formazione), per favorire scambi ancora più trasversali tra gli esperti.
Infine, l’edizione 2026 porrà l’accento sulla trasformazione digitale e sull’industrializzazione sostenibile, due priorità fondamentali per il mercato algerino. Un orientamento che conferma il posizionamento di Djazagro come appuntamento strategico per i decision maker dell’agroalimentare in Nord Africa.
❱ Dal punto di vista dei contenuti, quali saranno i temi principali?
Djazagro 2026 si basa su una chiara settorializzazione in otto grandi settori, che coprono l’intera catena di produzione agroalimentare e offrono ai visitatori una visione completa, dal processo alla distribuzione.
- Processi agroalimentari: settore centrale che presenta tutte le soluzioni di trasformazione - carni, latticini, frutta e verdura, bevande, cereali, oli, prodotti pronti al consumo - oltre alle tecnologie trasversali (automazione, controllo qualità, essiccazione, manutenzione);
- Imballaggio e confezionamento: uno spazio completo dedicato ai materiali, alle macchine per l’imballaggio, alle soluzioni di tracciabilità e alle innovazioni sostenibili, segmento particolarmente dinamico in Algeria;
- Panificazione e pasticceria: da sempre

Un momento tratto
dall’Agora des Experts

uno dei poli più attrattivi, che unisce artigianato e industria, con una domanda locale molto forte;
- Prodotti alimentari e bevande: un ampio panorama di prodotti finiti, per comprendere meglio le tendenze di consumo del mercato algerino;
- Materie prime e ingredienti: una sfida cruciale per un’industria che punta a migliorare qualità, autonomia e differenziazione dei prodotti;
- Hotellerie e ristorazione: un segmento sostenuto dalla crescita dell’offerta turistica e alberghiera nel Paese;
- Movimentazione e stoccaggio: una filiera chiave per l’efficienza logistica e il controllo della catena del freddo;
- Servizi: formazione, finanziamenti, digitalizzazione, R&S tutto ciò di cui le aziende hanno bisogno per accelerare il proprio sviluppo;
Oltre a questi settori, l’edizione 2026 metterà in particolare evidenza temi di grande attualità per l’industria agroalimentare algerina: automazione, innovazione nel packaging, sicurezza alimentare ed esportazione di prodotti alimentari trasformati.

❱ Le iniziative Agora des Experts e Djaz’Innov saranno confermate nel 2026?
Saranno presenti e rappresenteranno uno dei punti di forza di Djazagro 2026. L’Agora des Experts proporrà un programma rafforzato di conferenze, costruito in collaborazione con i nostri due partner: Agroligne, media di riferimento in Africa, e Nutrimarketing, esperto di tendenze alimentari e innovazione nutrizionale.
L’edizione 2026 affronterà in particolare tematiche come gli standard internazionali di sicurezza alimentare, l’esportazione dei prodotti algerini, la formazione e la scelta degli imballaggi più idonei per l’export.
L’Agorà sarà raggruppata con lo Spazio Formazione nello stesso padiglione, facilitando gli scambi tra esperti, operatori e istituzioni. I contenuti saranno valorizzati prima, durante e dopo la fiera.

dello sviluppo delle filiere locali e della modernizzazione delle catene del valore.
In questa continuità, Djazagro si afferma come una piattaforma operativa privilegiata per accompagnare e concretizzare questi scambi. Per questo motivo, Djazagro accoglie a ogni edizione un numero significativo di aziende italiane. Storicamente, l’Italia è il Paese più rappresentato per numero di espositori dopo l’Algeria, e il 2026 dovrebbe confermare questa dinamica. Le aziende italiane, particolarmente performanti nei settori dell’imballaggio e confezionamento, degli ingredienti alimentari e della trasformazione agroalimentare, considerano l’Algeria un mercato prioritario, sostenuto da aspetti come la modernizzazione delle infrastrutture industriali, il rafforzamento della produzione locale e la volontà degli industriali algerini di dotarsi di tecnologie affidabili, performanti ed efficienti dal punto di vista energetico.
Tra le aziende italiane già iscritte possiamo citare, ad esempio: SIPA, IMA, Sacchital Group, Clevertech, SACMI, POLARIS, FLUIMAC, LBG Sicilia, MAKO…
❱ Quali prospettive offre oggi il settore agroalimentare algerino e come si inserisce Djazagro in questo contesto?
L’agroalimentare è oggi la prima industria non legata agli idrocarburi in Algeria.

Il concorso Djaz’Innov, che ha aperto le candidature già da dicembre 2025, ancora una volta metterà in luce le innovazioni a forte impatto industriale. Per il 2026, l’ambizione è chiara: rafforzare la pluralità della giuria, valorizzare i vincitori prima, durante e dopo la fiera, aumentare la visibilità mediatica del concorso.
❱ Avete già indicazioni sulla partecipazione delle aziende italiane?
Le relazioni economiche tra Italia e Algeria si distinguono per una cooperazione dinamica e strutturata, in particolare nei settori agricolo e agroalimentare. Sostenute dalle autorità e dalle rappresentanze istituzionali, permettono lo sviluppo di iniziative emblematiche, come il progetto agricolo integrato di Bonifiche Ferraresi (BF) a Timimoun, avviato nel 2024, che illustra l’impegno delle imprese italiane a favore
Con oltre 31.000 aziende, una crescita continua della domanda interna e un mercato caratterizzato da un forte bisogno di modernizzazione, la filiera rappresenta una leva strategica per l’economia nazionale.
Tuttavia, questa dinamica è accompagnata da sfide importanti:
- una forte dipendenza dalle importazioni di macchinari e materie prime;
- la necessità di migliorare la produttività;
- lo sviluppo delle competenze e della formazione tecnica;
- la sfida della sicurezza alimentare e del rispetto delle norme internazionali.
È proprio su questi temi che Djazagro fornisce una risposta concreta. La fiera agisce come una piattaforma di connessione, crescita delle competenze e accelerazione tecnologica, permettendo:

- agli industriali algerini di scoprire le migliori soluzioni a livello mondiale;
- ai fornitori internazionali di accedere a un mercato in trasformazione;
- agli attori istituzionali di comprendere meglio le esigenze e le evoluzioni del settore.
Djazagro si inserisce quindi pienamente nella dinamica di modernizzazione del Paese e contribuisce a rafforzare l’autonomia e la competitività della filiera agroalimentare algerina.

Una premiazione del concorso Djaz’Innov
MARCA by BolognaFiere registra numeri record
Sold out espositivo e +9% di visitatori per la manifestazione di BolognaFiere & ADM, che conferma il ruolo strategico della MDD: oltre il 30% di quota di mercato, sostegno concreto al potere d’acquisto delle famiglie italiane e valore aggiunto generato pari al 10% del PIL nazionale.
Si
è chiusa con numeri record la 22ª edizione di MARCA by BolognaFiere: 25.070 visitatori professionali nei due giorni di manifestazione, in crescita del 9% rispetto al 2025. Un risultato che segna il massimo storico per la fiera e testimonia la centralità della piattaforma nel panorama del Largo Consumo italiano ed europeo. I padiglioni di BolognaFiere hanno registrato il tutto esaurito (+19% di superficie espositiva), con 1.540 aziende espositrici MDD partner (+18%), 110 espositori esteri (+25%), 28 insegne della DMO (+4) presenti con i propri stand, oltre 5.000 buyer altamente qualificati e più di 300 buyer strategici da 30 Paesi esteri. MARCA by BolognaFiere & ADM è l’unica manifestazione in cui Retailer e industria espongono in una logica collaborativa, coprendo l’intera catena del valore della MDD: MARCA Food e MARCA Non-Food per le categorie core; MARCA Fresh, che nell’edizione 2026 ha raddoppiato la superficie a 2.500 metri quadri con oltre 80 aziende, a conferma dell’eccellenza italiana nel fresco; MARCA Tech a presidio della filiera upstream con packaging, logistica e servizi per il retail. La crescente proiezione internazionale di MARCA by BolognaFiere & ADM è stata confermata dall’International Buyers Program realizzato in collaborazione con Agenzia ICE: la giornata del 13 gennaio, dedicata esclusivamente al business matching, ha favorito incontri ad alta efficacia tra buyer esteri ed espositori prima dell’apertura ufficiale. Un programma collaterale di livello elevato
Appuntamenti di alto profilo nel programma convegnistico Il convegno di apertura “Costruire Fiducia: il ruolo della Distribuzione Moderna e della Marca del Distributore”, con la presentazione del Position Paper 2026 redatto da TEHA per ADM, Associazione Distribuzione Moderna, ha certificato il ruolo della MDD come pilastro economico da 31,5 miliardi di euro, capace di coniugare la fiducia di 9 italiani su 10 con la creazione di valore, occupazione e innovazione


lungo tutta la filiera del Made in Italy. Il “XXII Rapporto Marca in collaborazione con Circana” ha sancito il superamento del 30% di quota di mercato, evidenziando come la Marca del Distributore sia ormai un asset strategico guidato non più dal solo risparmio, ma da una leadership consolidata in oltre 160 categorie e da un’innovazione orientata ai segmenti premium e benessere.
L’Osservatorio Non Food curato per MARCA by BolognaFiere & ADM da GS1 Italy ha integrato il quadro con l’analisi di 13 categorie non alimentari, fotografando un comparto in cui la Marca del Distributore ridefinisce gli standard e anticipa le tendenze di consumo.
Di rilievo la partecipazione di CONAI che, con il convegno “Imprese e DMO: nuove sfide e responsabilità verso il PPWR”, ha portato al centro del dibattito il nuovo Regolamento Europeo sugli imballaggi.
Da segnalare anche la presentazione del “Manifesto per la Giustizia Economica di Genere”, firmato a MARCA by BolognaFiere & ADM da una ventina di enti, associazioni e istituzioni che sostengono la partecipazione femminile nel mondo dell’economia e dell’imprenditoria.
Focus sull’innovazione
L’innovazione, infine, ha trovato la sua massima espressione nel nuovo concept MARCA Trend, l’osservatorio che ha ospitato le vetrine novità delle 28 Insegne, insieme ad oltre 300 prodotti candidati ai MARCA Awards. Riconoscimenti prestigiosi che hanno premiato l’eccellenza attraverso due categorie: il Best Innovation Product, dedicato alle soluzioni più avanzate in 5 categorie che rappresentano i principali driver di sviluppo della MDD, e il Best Copacker Profile, che valorizza l’affidabilità industriale dei partner produttivi in 9 categorie merceologiche.
MARCA by BolognaFiere & ADM tornerà il 13 e 14 gennaio 2027.
EUROSHOP 60 anni dedicati al retail
Crescono le aspettative per EuroShop 2026, la principale fiera internazionale del retail che si terrà a Düsseldorf dal 22 al 26 febbraio. Circa 1.900 espositori provenienti da oltre 60 Paesi presenteranno soluzioni e prodotti in un’area espositiva netta di oltre 100.000 metri quadrati, distribuiti in 14 padiglioni.
Numerose aziende hanno colto l’opportunità di presentarsi a EuroShop 2026 per dimostrare dal vivo le potenzialità delle loro soluzioni. Sebbene la situazione economica nel settore retail sia attualmente critica e caratterizzata da profondi cambiamenti, molti espositori hanno già deciso con largo anticipo di partecipare. L’interesse è particolarmente forte nei settori delle attrezzature per la ristorazione, della tecnologia retail, della refrigerazione & gestione energetica e dell’expo & event. Nel 2026, il mondo internazionale del commercio si incontrerà a Düsseldorf per la 22esima volta e celebrerà un anniversario speciale: EuroShop compirà 60 anni! Dalla sua prima edizione nel 1966, la fiera si è sviluppata fino a diventare la piattaforma leader mondiale per il settore retail, attirando ogni tre anni visitatori professionali da tutto il mondo. Per i decision-maker del retail, gli studi di architettura e design, gli specialisti dell’allestimento e della progettazione dei negozi, è un evento imprescindibile che offre uno sguardo sul futuro dello shopping.
Global Retail Festival
Dal 22 al 26 febbraio 2026, la Fiera n. 1 al mondo per il commercio al dettaglio tornerà a celebrare le ultime innovazioni del settore e, naturalmente, il suo anniversario con un “Global Retail Festival”. Sono attesi visitatori da tutto il mondo sulle rive del Reno. Circa 1.900 espositori provenienti da oltre 60 Paesi presenteranno soluzioni e prodotti in un’area espositiva netta di oltre 100.000 metri quadrati distribuiti in 14 padiglioni. In sette dimensioni esperienziali, EuroShop mostrerà l’ampia gamma di innovazioni che stanno plasmando il retail di domani. Le dimensioni riflettono le diverse discipline che rendono il commercio attraente e stimolante: la dimensione Shopfitting & Store Design è il cuore e la più ampia delle categorie. Circa 450 espositori – tra cui importanti studi di architettura, aziende di store design e produttori –presenteranno i loro ultimi sviluppi su oltre 27.000 metri quadrati di spazio espositivo registrato. La gamma spazia da concetti innovativi, design di negozi d’impatto e soluzioni di visual merchandising a materiali, arredi e sistemi modulari per il punto vendita. La dimensione Lighting sarà ancora una volta un richiamo all’ingresso di EuroShop. Mostrerà come un’illuminazione ben studiata trasformi i negozi in mondi esperienziali, crei atmosfera e valorizzi con efficacia il punto vendita. La dimensione Expo & Event Marketing sta registrando una domanda particolarmente elevata. Lo spazio non è più sufficiente, per cui verrà estesa per la prima volta a due padiglioni. Con oltre 25.000 metri quadrati, l’area

Refrigeration & Energy Management sarà particolarmente ampia. Ciò dimostra non solo la richiesta di tecnologie efficienti dal punto di vista energetico e di soluzioni di refrigerazione sostenibili, ma anche la forte crescita della ristorazione retail. Nella dimensione EuroCIS (Retail Technology) più di 550 espositori mostreranno come l’IA, la centralità del cliente, gli smart store e molte altre tecnologie stiano plasmando il futuro del retail. La dimensione Retail Marketing mostrerà in modo impressionante quanto sia importante offrire ai clienti un’esperienza di acquisto capace di coinvolgere tutti i sensi. Presentazioni multisensoriali e campagne innovative nel punto vendita illustreranno come stimolare e rafforzare in maniera mirata gli impulsi d’acquisto. Numerose aree speciali inviteranno i visitatori ad approfondire diversi temi. Nel Designers’ Village, studi internazionali di architettura e design presenteranno i loro concetti visionari. Nuova per quest’anno è la VM Experience, un’area speciale che porta il visual merchandising a vivere in modo interattivo, dialogico e creativo. Il Food Service Innovation Hub metterà in evidenza la trasformazione digitale e l’automazione nella ristorazione retail, mentre la Italian Lighting Lounge mostrerà in modo impressionante il ruolo della luce nel design moderno dei negozi. Il Shop! Village farà da palcoscenico al visual merchandising e al marketing per il punto vendita. Tornano l’IFES Global Village, il dlv Village e lo Start-up Hub. La 60s Lounge riporterà in vita la storia contemporanea e gli esordi di EuroShop. Per la prima volta si terranno anche tour di store per scoprire concetti di negozi innovativi a Düsseldorf. Tra i temi centrali di EuroShop 2026 ci saranno IA e digitalizzazione, emozionalizzazione e sostenibilità.

PACKAGING PREMIÈRE
come la carta plasma il futuro

L’edizione 2026 della manifestazione dedicata al packaging deluxe, in programma dal 19 al 21 maggio, ruoterà attorno al concept “Paper Tracks”, un progetto che celebra la cura, la pazienza e la progettualità, nella convinzione che i percorsi creativi più significativi siano quelli condivisi.
Edizione dopo edizione, la visione di Packaging Première si evolve e si intreccia grazie al contributo di artisti capaci di interpretarne al meglio lo spirito innovativo che caratterizza questa manifestazione dedicata al packaging deluxe per i settori beauty, fashion, jewelry, wine & spirits e fine food. Per il 2026, la protagonista sarà Elisabetta Bonuccelli, fondatrice di Unokostudio, che con i suoi origami contemporanei dà vita a Paper Tracks: un progetto che celebra la cura, la pazienza e la progettualità, nella convinzione che i percorsi creativi più significativi siano quelli condivisi. La carta rappresenta un racconto, un intreccio di pieghe, materia e gesti che trasforma l’incontro tra artigianato e industria in dialogo e ispirazione reciproca. Ogni grammatura, ogni cromia e ogni nobilitazione diventano tracce di competenze diverse che si incontrano e si rinnovano, generando soluzioni innovative. “In un mondo che corre veloce, quest’anno Packaging Première ha scelto di celebrare la lentezza necessaria alla progettazione, alla sperimentazione e alla cura che trasforma un’idea in forma. Paper Tracks è un invito a riscoprire il valore del fare insieme e a riconoscere come la carta possa aprire nuovi orizzonti creativi. L’incontro con Elisabetta Bonuccelli ha dato vita a un progetto che unisce sensibilità artistica e visione industriale, trasformando le pieghe della carta in metafora di un viaggio condiviso. Paper Tracks rappresenta un percorso che racconta la forza della collaborazione”, afferma Lara Castagna, Head of Event di Packaging Première Milan. La ricerca di Elisabetta Bonuccelli nasce dal design industriale e si compie nell’incontro con l’origami contemporaneo. L’attrazione per il Giappone ha acceso nuove prospettive, guidate dalle linee di piegatura. Nelle sue opere predilige l’astrazione: forme geometriche e composizioni concettuali, dove precisione e proporzioni quadrate diventano centrali. Tra i riferimenti costanti, Josef Albers e la sua indagine su colore e forma: l’interazione tra quadrati e spazi vuoti è un totem del suo linguaggio visivo.
Un oggetto d’autore che lascia il segno
Tutte queste influenze e ispirazioni convergono all’interno di Paper Tracks – The gift: un 45 giri realizzato da Europress Vinyl in collaborazione con i partner tecnici Eurographic, Fedrigoni, Furlanis e Luxoro. Pensato per essere scoperto lentamente, strato dopo strato, fino ad arrivare al cuore: un vinile racchiuso in un origami ispirato all’obi giapponese, con due brani firmati da Ocrasunset, artista che rinnova la sua collaborazione con Packaging Première per il terzo anno consecutivo. I brani, nati dal dialogo con Elisabetta Bonuccelli, richiamano il lavoro di Josef Albers, dove il quadrato è matrice visiva e concettuale.
Uno spazio di progettualità condivisa
Oltre al progetto artistico, Packaging Première ha annunciato la nascita dell’Advisory Board, una community di professionisti fondata sullo scambio di idee, sulla condivisione di competenze e ispirazioni. L’Advisory Board non è soltanto un tavolo di lavoro ma uno spazio di progettualità condivisa: quando un’idea diventa sfida, si apre la possibilità di inquadrare il mercato con una nuova prospettiva. Gli esperti del settore e membri del Board contribuiranno a plasmare il futuro del packaging in un dialogo costante e reciproco. Il concept di Packaging Première 2026 è stato presentato in anteprima in occasione dell’evento che si è tenuto il giorno 11 dicembre presso LibrOsteria. Dopo i saluti introduttivi di Lara Castagna e Josh Brooks (Divisional Director Packaging di Easyfairs), sono intervenuti, moderati da Filippo Bellini: l’artista Elisabetta Bonuccelli, Alice Marchetti (Senior Product Manager di Fedrigoni), Alessandro Carnevale (Brand Ambassador di Luxoro), Francesco Esposito (Project Manager di Eurographic) e alcuni membri dell’Advisory Board di Packaging Première, tra cui Andrea Filippi, Matteo Mocchi, Juan Mantilla e Mario Di Paolo.




Cosmoprof Worldwide Bologna piattaforma per il business potenziato

L'evento in programma dal 26 al 29 marzo consolida il suo ruolo di guida nell’industria cosmetica internazionale e rinnova il suo impegno verso il networking B2B.
Dal 26 al 29 marzo 2026 torna Cosmoprof Worldwide Bologna. L’evento si articolerà in tre saloni dedicati – Cosmopack, Cosmo Perfumery & Cosmetics e Cosmo Hair & Nail & Beauty Salon – che raggrupperanno prodotti, tendenze e specializzazioni per facilitare l’orientamento e il dialogo con i protagonisti del settore. Su oltre 170.000 mq espositivi si incontreranno più di 3.000 aziende provenienti da oltre 60 Paesi e oltre 255.000 operatori internazionali, confermando ancora una volta Bologna come capitale mondiale della bellezza professionale. “L’abilità unica di Cosmoprof Worldwide Bologna di combinare un’ampia portata globale, networking di alto livello e una previsione dei trend la rende un evento irrinunciabile anno dopo anno,” ha dichiarato Enrico Zannini, Direttore Generale di BolognaFiere Cosmoprof. “Esporre a Cosmoprof significa entrare in un ecosistema di business internazionale dove convergono acquirenti strategici, distributori di alto livello e mercati emergenti. Per qualsiasi azienda che miri a un’espansione globale, Cosmoprof offre una visibilità senza pari, l’accesso a nuovi canali di distribuzione e l’opportunità di allinearsi con gli attori più innovativi e influenti del mondo”, ha affermato Zannini. Tutto questo assume un’importanza ancora maggiore, dato che l’industria internazionale della bellezza continua a crescere in un contesto sempre più agguerrito e su un palcoscenico globale in continua evoluzione.
Un mercato in crescita e sempre più competitivo
Le previsioni di Euromonitor International confermano una crescita costante del settore: nel 2025 il mercato cosmetico mondiale raggiungerà un valore di 610,4 miliardi di dollari, con un incremento del 2,9% sul 2024. La crescita media annua prevista fino al 2029 è del 3%, con Stati Uniti, Cina e Brasile che continuano a rappresentare i mercati più forti, affiancati da economie europee consolidate come Germania, Francia, Regno Unito e Italia. Quest’ultima si conferma anche
tra i principali esportatori mondiali, con un valore export di 8,4 miliardi di dollari nel 2024. Skincare, haircare, fragranze e makeup continueranno a guidare la domanda, mentre nuove aree ad alto potenziale come benessere, solari e haircare specialistico contribuiranno a ridefinire le dinamiche competitive.

Sarà quindi importante per le aziende costruire un portafoglio ampio e variegato per rimanere competitive e accessibili. Cosmoprof Worldwide Bologna rappresenta quindi la piattaforma ideale per investire in questi sforzi. “Nell’attuale contesto globale, con incertezze in alcuni mercati maturi, Cosmoprof rappresenta un’opportunità strategica per i brand di diversificare le esportazioni ed esplorare i mercati emergenti e altre aree del settore in forte crescita,” ha affermato Enrico Zannini.
Cosmopack, l’hub internazionale della supply chain beauty
L’edizione 2026 di Cosmopack, da giovedì 26 a sabato 28 marzo, rappresenterà un viaggio completo attraverso l’intera filiera produttiva.
Cinque padiglioni ospiteranno i principali player globali dei settori ingredienti, fragranze, macchinari, automazioni, packaging e produzione conto terzi, in un percorso espositivo pensato per offrire ai professionisti un’esperienza intuitiva e densa di opportunità. La Fragrances & Ingredients Zone accoglierà produttori di materie prime e startup orientate alla sostenibilità, mentre il Padiglione 19 offrirà uno sguardo privilegiato sulle tecnologie più avanzate per la produzione e il confezionamento. Le aree dedicate ai servizi full service, alle formulazioni e al packaging offriranno ai visitatori una panoramica sulle innovazioni più recenti in termini di texture, materiali, sistemi di erogazione e soluzioni turnkey. Il Cosmopack Stage ospiterà un programma formativo dedicato alle tecnologie del futuro, mentre i Cosmopack Awards celebreranno l’eccellenza della filiera con una cerimonia dal vivo.
Inquadra il QR code per i nostri video "Inside Cosmopack"

Breaking
IMA Life partnership with Sharp Sterile Manufacturing
IMA Life, one of the three pharma divisions of IMA Group and global leader in aseptic processing and freezedrying solutions, is pleased to announce its contribution to Sharp Sterile Manufacturing’s expansion project in Lee, Massachusetts.
IMA Life, a global leader in aseptic processing and freeze-drying solutions, is proud to support Sharp Sterile Manufacturing as part of its recent $28 million expansion of the Lee, Massachusetts facility. This strategic investment includes the installation of a fully automated IMA Life isolated filling line for Ready-To-Use vials, marking a significant milestone in advancing sterile manufacturing capabilities in the U.S. The new system integrates cutting-edge robotics, non-destructive weight checks, and a state-of-the-art lyophilizer, enabling Sharp Sterile to efficiently produce batches of up to 100,000 units. By more than doubling the site’s filling capacity, this technology will help pharmaceutical partners accelerate the

delivery of critical therapies to patients worldwide. This collaboration reflects IMA Life’s commitment to providing innovative, reliable solutions that meet the highest regulatory
standards for sterile drug manufacturing. Our advanced technologies are designed to ensure maximum quality, safety, and efficiency, supporting our partners in addressing the growing demand for U.S.-based aseptic fill-finish services. Michele Arduini, IMA Life Managing Director, said: “We are delighted to contribute to Sharp Sterile Manufacturing’s expansion with our latest aseptic filling solutions. This project demonstrates how innovation and partnership can drive excellence in pharmaceutical manufacturing and ultimately benefit patients globally.” IMA Life continues to lead the way in aseptic processing and freeze-drying technologies, offering tailored solutions to meet the evolving needs of the pharmaceutical industry.
Medaglia d’oro EcoVadis per Guala Closures
Il Gruppo rafforza la propria posizione tra il top 3% delle aziende a livello globale per sostenibilità. Il risultato riflette l’implementazione del programma di sostenibilità di Guala Closures e, in particolare, i progressi raggiunti in due ambiti strategici: Ambientale e Lavoro e Diritti umani.
Guala Closures, riferimento globale nelle soluzioni di chiusura speciali per il settore beverage, ha ottenuto per il secondo anno consecutivo la Medaglia d’Oro EcoVadis, confermando il riconoscimento Gold già raggiunto nel 2024 e migliorando ulteriormente le proprie performance complessive in ambito di sostenibilità.
Nella valutazione 2025, Guala Closures ha conseguito un punteggio di 81/100, in crescita rispetto ai 76/100 dell’anno precedente. Questo risultato colloca il Gruppo nel 97° percentile, ben al di sopra della soglia prevista per il livello Gold (5%),
posizionandolo tra il 3% delle aziende migliori a livello mondiale valutate da EcoVadis negli ultimi 12 mesi. EcoVadis è una delle principali e più autorevoli società internazionali di valutazione ESG e valuta le performance di sostenibilità delle aziende su quattro aree chiave: Ambiente, Lavoro e Diritti Umani, Etica e Approvvigionamento Sostenibile.

“Il rinnovo del riconoscimento Gold è motivo di grande soddisfazione per tutta l’organizzazione”, ha dichiarato Andrea Lodetti, CEO di Guala Closures. “Essere tra le prime aziende del nostro settore ad aver intrapreso un percorso strutturato di sostenibilità è stata una scelta

strategica in cui abbiamo fortemente creduto. Vedere questo impegno di lungo periodo riconosciuto da un’autorità internazionale come EcoVadis conferma che stiamo andando nella direzione giusta e ci sprona a continuare ad alzare l’asticella”. Il risultato 2025 riflette la costante implementazione del programma di sostenibilità di Guala Closures e, in particolare, i significativi progressi raggiunti in due ambiti strategici. Sul fronte ambientale, EcoVadis ha riconosciuto l’impegno continuo del Gruppo nella riduzione del proprio impatto ambientale, grazie anche al crescente utilizzo di fonti di energia rinnovabile e all’adozione di una strategia responsabile di approvvigionamento energetico in tutte le attività operative. Nell’area Lavoro e Diritti Umani, la valutazione ha premiato il lavoro svolto dal Gruppo in termini di politiche, procedure e certificazioni, rafforzando l’impegno nella promozione di ambienti di lavoro sicuri, inclusivi e rispettosi in tutte le aree geografiche in cui opera. L’impegno del Gruppo è confermato anche dal Bilancio di Sostenibilità 2024, che testimonia con numeri concreti i progressi ottenuti, tra cui: -15% di emissioni Scope 1 e 2, -4% di Scope 3 per milione di chiusure prodotte rispetto al 2023 e 62% di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Cama Group tra le 100 Eccellenze Italiane 2025
Il premio riconosce il percorso di sviluppo di una realtà industriale globale che, con sei filiali nel mondo, rappresenta un esempio virtuoso di industria italiana capace di coniugare tecnologia, sostenibilità, qualità dei processi e valorizzazione delle persone.
Nella suggestiva cornice della Sala della Regina, a Palazzo Montecitorio, si è svolta il 5 dicembre l’XI Edizione del Premio 100 Eccellenze Italiane, uno degli appuntamenti più significativi dedicati alla valorizzazione delle realtà che contribuiscono in modo determinante al prestigio e alla crescita del Paese. L’iniziativa, promossa dall’Associazione LIBER con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, celebra ogni anno persone, istituzioni e aziende che incarnano i valori dell’innovazione, della qualità e della visione tipici del Made in Italy. La cerimonia è stata aperta dall’Inno Nazionale
e dai saluti istituzionali dell’Onorevole Giorgio Mulè, Vicepresidente della Camera dei Deputati. A seguire, l’intervento di Carlo Deodato, Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Presidente del Comitato d’Onore, che ha ricordato come “le persone premiate oggi siano modelli che contribuiscono a far crescere il Paese e a proiettarne la reputazione nel futuro”.
All’interno dell’edizione 2025 del volume “100 Eccellenze Italiane”, curato dall’editore Riccardo Dell’Anna, che raccoglie le storie dei protagonisti dell’innovazione, della creatività e della qualità italiana, si distingue Cama Group,

azienda leader internazionale nel packaging e nella robotica avanzata. Il premio riconosce il percorso di sviluppo di una realtà industriale globale che, con sei filiali nel mondo, rappresenta un esempio virtuoso di industria italiana capace di coniugare tecnologia, sostenibilità, qualità dei processi e valorizzazione delle persone. A ritirare il riconoscimento è stata Annalisa Bellante, Vice President di Cama Group, la cui presenza ha sottolineato il ruolo strategico dell’azienda nel guidare l’evoluzione di soluzioni di packaging intelligenti, altamente robotizzate e orientate all’efficienza e all’impatto ambientale ridotto. “Questo Premio appartiene all’intera azienda e ci incoraggia a proseguire con determinazione nel nostro percorso di crescita, continuando a investire in qualità, innovazione e capitale umano” ha dichiarato Daniele Bellante, Presidente di Cama Group. L’edizione 2025 del Premio ha ribadito la sua vocazione: dare voce a un’Italia che funziona, che cresce e che continua a guardare al futuro con fiducia, grazie all’impegno di persone e organizzazioni che ogni giorno generano valore. Tra queste, Cama Group si conferma protagonista di riferimento, portando nel mondo l’ingegnosità, l’affidabilità e la capacità innovativa che rendono unico il Made in Italy industriale.
Coesia annuncia un accordo con il Gruppo Rotzinger
Coesia ha firmato un accordo con il Gruppo Rotzinger per il trasferimento di alcuni asset, inclusi i collaboratori, le tecnologie, i diritti di proprietà intellettuale e i marchi, di Rotzinger e Transver. A seguito di questa acquisizione le società del Gruppo diventano 21.
Rotzinger, con sede a Kaiseraugst, in Svizzera, è specializzata nella regolazione del flusso dei prodotti, garantendo una sincronizzazione ottimale tra i processi di produzione e di confezionamento. Le loro soluzioni, customizzabili, comprendono sistemi di stoccaggio e distribuzione ad alta capacità per una gestione accurata e igienica dei prodotti, garantendo un’elevata continuità operativa dell’impianto.
Transver, con sede ad Altendorf, in Svizzera, è leader di sistemi di trasporto igienici per l’industria alimentare e dolciaria. La gamma di prodotti comprende sistemi a nastro curvi e angolati, sistemi a nastro rettilinei, stazioni di distribuzione e catene di alimentazione. Transver offre inoltre soluzioni specializzate, sviluppate

su misura per esigenze settoriali specifiche, come i sistemi di trasporto per il settore bakery progettati per prevenire la formazione di muffe. “Grazie alla loro specializzazione nelle tecnologie
di distribuzione, le soluzioni e il knowhow offerti da Rotzinger e Transver andranno a completare il nostro portafoglio esistente e a rafforzare ulteriormente la posizione di Coesia nel mercato Food e Confectionery”, afferma Alessandro Parimbelli, Amministratore Delegato di Coesia. “Questa integrazione – prosegue - amplia la nostra piattaforma di soluzioni arricchendola con competenze complementari, consentendoci di supportare ancora meglio i clienti a livello globale e di generare sinergie significative all’interno dell’ecosistema Coesia”. A seguito di questa acquisizione le società del Gruppo diventano 21.
Breaking
L’Italia
dell’imballaggio verso la nuova normativa europea
Si è tenuto presso il Senato della Repubblica, su iniziativa del Senatore Gianluca Cantalamessa, Membro della Commissione Industria, l’incontro organizzato da Giflex per presentare i dati economici 2024 del comparto, le richieste e le possibili prospettive alla luce del PPWR.
L’Italia dell’imballaggio è una filiera solida, innovativa e competitiva del Made in Italy che vale 51,3 miliardi di euro tra produttori di imballaggio e costruttori di tecnologie per il confezionamento, la stampa e il converting.
Se i dati economici delineano un settore in buona salute, la transizione verso un’innovazione sostenibile continua a svilupparsi lungo percorsi complessi e spesso impervi. Oggi la filiera si trova a dover rispondere sia alla sfida ambiziosa lanciata dall’Unione Europea che, con il nuovo regolamento PPWR, mira a ridurre entro il 2040 i rifiuti di imballaggio del 15%, sia di fronte alla costante crescita della domanda, da parte dei consumatori, di imballaggi sicuri, pratici e sostenibili. Continuare a crescere riducendo l’immesso al consumo è l’obiettivo da perseguire, ma per raggiungerlo è necessaria una soluzione di sistema che tenga insieme tutta la filiera in dialogo con le istituzioni.

È questo il tema al centro dell’incontro tenutosi presso il Senato della Repubblica, “Filiera a confronto: l’Italia dell’imballaggio verso la nuova normativa europea”. “Oggi servono strumenti stabili e applicabili per chi produce, per chi utilizza, per chi recupera e per chi ricicla gli imballaggi. Le imprese non possono lavorare nell’incertezza: devono programmare, investire, innovare”, afferma Alberto Palaveri, Presidente di Giflex e Vice Presidente Assografici, con delega
al Packaging. Rispetto all’attuale quadro legislativo europeo (PPWR) Giflex propone un approccio pragmatico alla regolamentazione europea sugli imballaggi. Chiede quindi che il governo agevoli le prassi di mercato che generano riduzione di immesso al consumo, attraverso progetti di investimento mirati per permettere alle imprese di trasformare gli obiettivi regolatori in scelte industriali e in risultati misurabili. Il secondo obiettivo è migliorare il sistema di raccolta e riciclo che cambia con il cambiare
degli imballaggi, una sfida che l’Italia deve affrontare con spirito industriale senza precludersi soluzioni che possono essere abilitanti come, ad esempio, il riciclo chimico.
In parte la risposta alla discrasia tra crescita della domanda e riduzione dell’imballaggio risiede nel flessibile, una soluzione efficiente per ridurre il rapporto peso/prodotto (in media un flessibile pesa il 2-3% del prodotto contenuto) perché impiega una quantità inferiore di materie prime e genera basse emissioni di CO2 contribuendo agli obiettivi europei. L’imballaggio flessibile, però, non può affrontare da solo la complessità regolatoria. È necessario un approccio condiviso tra attori della filiera e la politica per strutturare soluzioni adeguate e condivise, per questo Giflex intende promuovere nei prossimi mesi la costituzione di un tavolo di lavoro di filiera sulla riduzione dell’immesso al consumo, in dialogo con Governo e Parlamento.
Nasce Bevertech la fiera dedicata al liquid food & beverage
Dal 17 al 20 novembre 2026 Fiera Milano ospiterà in contemporanea la storica Simei e la neonata Bevertech. Dalla sinergia tra Unione italiana vini e Ipack Ima un ecosistema unico dedicato a produzione, packaging e distribuzione.
Anovembre Simei torna con un nuovo alleato. Ad affiancare la 31^ edizione del salone di Unione italiana vini (Uiv), dedicato alla tecnologia per l’enologia e l’imbottigliamento, ci sarà infatti il debutto di Bevertech, che si propone come l’unico evento in Italia interamente dedicato alle soluzioni tecnologiche per la produzione, il confezionamento e la distribuzione del Liquid Food & Beverage. Frutto della sinergia strategica tra Simei e IPACK-IMA, manifestazione di riferimento per packaging,
processo e materiali, Bevertech nasce per intercettare una nicchia ancora scoperta . “Bevertech punta ad abbattere i confini tra settori – commenta

Valerio Soli, presidente di Ipack Ima –: favorire una contaminazione positiva tra industrie affini, dalle tecnologie di trattamento dei liquidi all’automazione, dal packaging intelligente alla tracciabilità, fino
alle soluzioni digitali e sostenibili che stanno ridisegnando la filiera. Non a caso abbiamo scelto il claim ‘Liquid innovation. Solid solutions’. Si tratta di un evento pensato per imprese del settore Liquid Food&Beverage, buyer, tecnologi alimentari, distributori e operatori”.
“La complementarità con Simei - sottolinea l’AD di Unione italiana vini Servizi, Paolo Castelletti – rappresenta un valore aggiunto fondamentale: la simultanea presenza dei due eventi dà vita a un ecosistema unico, in cui l’expertise consolidata nella produzione e nell’imbottigliamento enologico si intreccia con innovazioni e soluzioni degli altri comparti, creando così nuove occasioni di networking e sviluppo commerciale”.
GocciaBlu rebranding e nuovo packaging
Design Group Italia (Alkemy) firma il total rebranding di GocciaBlu, storico marchio di acqua del Gruppo Togni.
Proveniente da fonti selezionate, l’acqua GocciaBlu si declina nelle linee premium “Original” e super-premium “Gala” entrambe dedicate al canale Ho.Re.Ca. Per rafforzare la presenza di GocciaBlu a livello nazionale e internazionale, il Gruppo Togni ha avviato un significativo percorso di rilancio del Brand. In questo processo, l’Azienda è stata affiancata dal team di Design Group Italia, che ha curato tutte le fasi del piano di sviluppo attraverso un approccio integrato di strategia e design incentrato su iconicità, riconoscibilità e contemporaneità. Obiettivo: costruire una nuova awareness per GocciaBlu, riaffermandone il ruolo di protagonista nel comparto acque minerali, coniugando heritage e modernità.
La brand strategy mette al centro il concetto di stile: dalla determinazione del purpose alla creazione di una nuova espressione visiva e verbale, fino al redesign del sistema di packaging, GocciaBlu diventa una scelta che definisce chi la compie.
A guidare l’intera operazione, la differenziazione delle linee tra “Original” e “Gala”, insieme alla ridefinizione delle equities di design — dal packaging strutturale (bottiglia vetro e PET) all’identità visiva (brand ed etichette) — secondo un approccio cross-disciplinare, coerente e distintivo.
La nuova identity di GocciaBlu si caratterizza per una tipografia elegante e senza tempo, posizionata su uno speciale sistema di etichettatura, che celebra la nobiltà dei colori metallici — rame, argento e oro — e l’utilizzo di finiture preziose, per amplificare l’impatto visivo e la riconoscibilità del prodotto.
La forma circolare dell’etichetta della gamma “Original” diventa l’elemento iconico di questo nuovo linguaggio visivo, espressione di armonia e modernità.
Centrale è il nuovo design della bottiglia in vetro della gamma “Original”, che trae ispirazione da elementi della natura e dell’acqua. Il profilo è slanciato e fluido, con linee in rilievo che scorrono dal collo della bottiglia come gocce su un vetro o come i rivoli di una cascata, restituendo un’espressione sofisticata di leggerezza ed equilibrio. Il concept è stato sviluppato da Design Group Italia in stretta collaborazione con il Gruppo Togni e loro partner produttivi.

Agenda Fiere del Packaging&Converting/

Berlino 4-6 febbraio 2026
Salone internazionale del settore ortofrutticolo www.fruitlogistica.com

Rimini 15-17 febbraio 2026
Fiera professionale per le tecnologie per birre e bevande www.beerandfoodattraction.it

Düsseldorf 22-26 Febbraio 2026
Fiera internazionale del Retail www.euroshop-tradefair.com

Bologna 26-28 marzo 2026
Salone internazionale della filiera produttiva della cosmetica www.cosmoprof.com
VINITALY
Verona 12-15 aprile 2026
Salone internazionale dei vini e distillati www.vinitaly.com

Algeri 12-15 aprile 2026
Fiera internazionale della filiera agroalimentare www.djazagro.com

Rimini 5-8 maggio 2026
Fiera per il settore del vending www.venditalia.com

Allianz MiCo - Milano 19-21 maggio 2026
Esposizione per il packaging di lusso www.packagingpremiere.it

Parma 26-28 maggio 2026
Fiera dell'automazione e del digitale per l'industria www.spsitalia.it

Milano 9-12 giugno 2026
Salone di riferimento sulla lavorazione delle materie plastiche e gomma www.plastonline.com

Parma 27-30 ottobre 2026
Salone internazionale di tecnologie alimentari e per le bevande www.cibustec.it

Norimberga 10-12 novembre 2026
Fiera internazionale dei beni strumentali per l’industria delle bevande www.braubeviale.de

Milano 17-20 novembre 2026
Salone internazionale delle macchine per enologia e imbottigliamento www.simei.it

Milano 17-20 novembre 2026
Fiera dedicata alle tecnologie del Liquid Food & Beverage www.bevertech.it
























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