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Marcel, Ingegnere Meccanico


Alpha, fusore polivalente ad alte prestazioni.
È il momento della generazione Alpha. Pensare in modo nuovo, puntare su ciò che è collaudato. Perché abbiamo un obiettivo: il vostro successo. Capacità di fusione elevata e affidabilità, componenti durevoli, dimensioni compatte, eccellente sicurezza sul lavoro. Affinché possiate affrontare il futuro in tutta sicurezza.
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BEVERAGE MACHINES
ANNO XXVIII N. 4 Novembre/Dicembre 2025
Direttore Responsabile
Stefano Legnani
Coordinamento editoriale
Chiara Riccardi chiara.riccardi@innovativepress.eu
Marketing e Vendita
Katia Pasquali katia.pasquali@innovativepress.eu
Redazione
Chiara Bezzi
Silvia Ballabio
Grafica e impaginazione
Amalia Pari
Stampa e confezione
Grafiche Giardini Srl - Pantigliate (MI)
Costo produzione copia € 1,50
Abbonamenti e diffusione customercare@innovativepress.eu 4 numeri all’anno + 2 Food Machines. L’abbonamento decorre dal primo numero raggiungibile. Italia 40 euro - Europa 70 euro
Redazione
Innovative Press S.r.l. Via Caradosso 17 - 20123 Milano Tel. 02 21103102 info@innovativepress.eu www.innovativepress.eu
Alcune immagini presenti in questo numero sono tratte da: Freepik.com, Pexels.com e Pixabay.com
Beverage Machines è parte del NETWORK

PRIMO PIANO
4 Acque minerali, premiumizzazione e imballaggi alternativi
6 Ferrarelle Società Benefit, nuovi traguardi di responsabilità d’impresa
MERCATO
10 Consumo di bevande, come cambiano i trend in Europa
11 Acquisti per Food&Beverage, le nuove priorità dei consumatori
FOCUS
14 Digital solutions for test equipment management
16 Alternative beverages for breweries
18 igus ottimizza la produttività del birrificio Chimay
OBIETTIVO SU...
20 Tappi e chiusure tra innovazione ed ecodesign
22 Guala Closures, chiusure luxury personalizzate
PRODOTTI&TECNOLOGIE
24 Goglio, nuova linea G16 per il caffè
26 Epta, design e sostenibilità nella refrigerazione commerciale
27 MISA, innovare senza tradire le origini
28 OhmIQ riscopre l’acqua calda
30 Mayr, le molteplici forme della manutenzione
32 P.E. Labellers protagonista a drinktec tra i Product Brand della famiglia ProMach
STRATEGIE
34 Gerosa, 90 anni di innovazione nel packaging flessibile
36 Innova Group, tecnologie e investimenti per competere
37 Con Terranova viaggio nel mondo della misurazione industriale
CASE HISTORY
38 Sidel, first-ever aseptic PET line for Sibeg Coca-Cola
40 Centri di tornitura INDEX per gli innesti rapidi di Stucchi
Editore
p

Rassegna Grafica Rassegna dell’imballaggio
Food Machines FM
Innovative Press
Aut. Trib. di Milano n. 323 del 06/05/1998
Iscrizione al ROC n. 35480 del 10/11/2020
Tutti i diritti sono riservati - È vietata la riproduzione anche parziale senza l’autorizzazione dell’Editore.
Informativa Privacy ai sensi del D.lgs 196/03 per il trattamento dei dati. La informiamo che, le finalità del trattamento dei dati relativi ai destinatari del presente periodico consistono nell’assicurare
DOSSIER
42 The role of AI tools in the beverage sector
44 Sustainability and automation, key themes for the label industry
AMBIENTE
46 Etichettatura ambientale, l’Europa verso regole comuni
49 Presspall, il pallet con un cuore sostenibile
50 Economia circolare, imballaggi in acciaio protagonisti
52 Ecomondo, hub globale per la transizione ecologica
EVENTI
58 drinktec at its best
59 BBTech expo, focus su tecnologie e innovazione di processo
60 LOUPE, il nuovo brand di Labelexpo



La solida tradizione del marchio, le abitudini di consumo consolidate e la purezza percepita delle fonti regionali mantengono elevati i volumi nonostante le crescenti critiche ambientali. La ripresa del turismo, la premiumizzazione attraverso varietà funzionali e aromatizzate e le normative in rapida evoluzione sulla sostenibilità modellano anche le traiettorie di crescita. I produttori rafforzano la posizione competitiva attraverso bottiglie con contenuto riciclato, la tracciabilità tramite blockchain e l’estensione della gamma a linee ipocaloriche o arricchite con vitamine, tutti fattori che rafforzano i prezzi premium. Gli investimenti dal lato dell’offerta in infrastrutture per l’economia circolare e il monitoraggio digitale supportano l’efficienza operativa, allineandosi al contempo ai prossimi obblighi in materia di contenuto riciclato.
CRESCITA DELLA SPESA
PER LA RISTORAZIONE
La ripresa del settore alberghiero italiano dopo il COVID-5.79 stimola una domanda considerevole di acqua in bottiglia in ristoranti, hotel e bar, con il canale on-trade che registra un CAGR del 2030% fino al 1,610.5. La ripresa del turismo avvantaggia in particolare i marchi di acqua premium posizionati in strutture di fascia alta, poiché i visitatori internazionali si aspettano standard qualitativi costanti. L’espansione del settore crea effetti moltiplicatori lungo tutta la catena del valore, dalla logistica della distribuzione ai requisiti di imballaggio. La traiettoria di ripresa del canale della ristorazione suggerisce uno slancio sostenuto, mentre le infrastrutture turistiche italiane continuano a modernizzarsi e ad ampliare la capacità.
L’ATTUALE MERCATO ITALIANO DELL’ACQUA IN BOTTIGLIA VALE 8.6 MILIARDI DI DOLLARI NEL 2025 E SI PREVEDE CHE RAGGIUNGERÀ GLI 11.05 MILIARDI DI
DOLLARI ENTRO IL 2030, CON UN CAGR DEL 5.14% NEL PERIODO DI PREVISIONE. LA DOMANDA DEI CONSUMATORI RIMANE RESILIENTE, NONOSTANTE IL 99.1% DELL’ACQUA DEL RUBINETTO DEL PAESE SIA CONFORME AGLI STANDARD SANITARI.

PREMIUMIZZAZIONE ATTRAVERSO ACQUA FORTIFICATA E AROMATIZZATA
La disponibilità dei consumatori a pagare prezzi più elevati per prodotti arricchiti alimenta la domanda di acqua funzionale in bottiglia, superando la crescita delle acque minerali tradizionali. Questa tendenza riflette una più ampia consapevolezza della salute e il desiderio di prodotti che offrano benefici specifici per il benessere, oltre alla semplice idratazione. Il potenziale di crescita del segmento rimane sostanziale, poiché i produttori sviluppano formulazioni sempre più sofisticate mirate a specifici obiettivi di salute. I quadri normativi che regolano le dichiarazioni funzionali creano barriere all’ingresso che proteggono gli operatori affermati e premiano gli investimenti in innovazione.
CONSAPEVOLEZZA DELLA
Le politiche sanitarie governative, tra cui l’introduzione della tassa sullo zucchero in Italia a partire da luglio 2025, accelerano la migrazione dei consumatori verso opzioni di acqua in bottiglia a zero calorie. Questo intervento normativo integra le tendenze di consapevolezza salutistica del biologico, creando un ambiente a doppio catalizzatore per l’espansione del mercato. Gli sforzi proattivi di riformulazione di Sanpellegrino, che hanno ottenuto una riduzione del 40% dello zucchero attraverso la sostituzione della stevia, dimostrano l’adattamento del settore all’evoluzione delle preferenze dei consumatori e dei requisiti normativi. La tendenza si estende oltre la riformulazione del prodotto per comprendere un posizionamento più ampio in termini

di benessere, con i marchi che enfatizzano l’origine naturale, il contenuto di minerali e i benefici funzionali. I consumatori attenti alla salute esaminano sempre più attentamente le liste degli ingredienti e i profili nutrizionali, premiando la trasparenza e l’autenticità nelle comunicazioni dei marchi.
TRASPARENZA
La trasparenza della catena di approvvigionamento emerge come un fattore di differenziazione competitiva, in particolare per i marchi premium che si rivolgono a consumatori attenti alla salute che richiedono dichiarazioni di qualità verificabili. La tecnologia blockchain consente la tracciabilità end-to-end dalla fonte allo scaffale, rispondendo

alle preoccupazioni dei consumatori in merito alla purezza dell’acqua e all’impatto ambientale. Questa adozione tecnologica supporta strategie di prezzo
Il comparto delle acque minerali archivia il 2024 con produzione, fatturato e consumi in crescita, ai massimi di sempre dopo la battuta d’arresto del 2023, ma è soprattutto l’export a brillare con la migliore performance dell’intero food&beverage, +28,5% a oltre 1,4 miliardi. Il giro d’affari dei produttori è passato da 3,3 a 3,5 miliardi (+6%), il saldo commerciale da 1,66 a 1,73 miliardi (+4,2%) e i consumi pro capite sono saliti da 248 a 259 litri.
In aumento anche il numero delle unità imbottigliatrici (da 130 a 133) e le marche di acque confezionate presenti sugli scaffali della grande distribuzione (da 230 a 240), con i primi otto gruppi (San Benedetto, San Pellegrino, Sant’Anna, Ferrarelle, Uliveto/Rocchetta, Lete, Refresco e San Bernardo) che controllano il 69% del mercato (era il 70% nel 2023). L’aumento del valore dell’export, il più marcato come detto dell’industria alimentare italiana (e che arriva dopo il +20,9% del 2023), è stato più che doppio rispetto alla crescita dei volumi (+12,9%) a conferma di un ulteriore elemento positivo: l’apprezzamento (ben oltre l’inflazione) del valore unitario del prodotto sul mercato internazionale.
premium, rafforzando al contempo la fiducia dei consumatori attraverso un’autenticità verificabile. Questa tendenza è in linea con i più ampi movimenti dell’industria alimentare verso la trasparenza e la tracciabilità, creando opportunità per i primi utilizzatori di creare un fossato competitivo. I costi di implementazione rimangono significativi, limitando l’adozione principalmente ai grandi operatori con notevoli capacità di investimento tecnologico.
Le bottiglie in PET dominano ancora il mercato italiano dell’acqua in bottiglia con una quota del 91.39%, perché bilanciano costo, peso e durata. I produttori sostituiscono progressivamente la resina vergine con PET riciclato per rispettare le soglie UE e gli impegni aziendali in materia di sostenibilità. Sanpellegrino utilizza in media il 30% di plastica riciclata e punta a percentuali più elevate, a dimostrazione degli investimenti a lungo termine in sistemi a circuito chiuso. Quando condividono i progressi in materia di sostenibilità, le aziende sfruttano le valutazioni del ciclo di vita per illustrare i miglioramenti in termini di emissioni di carbonio, rafforzando il valore del marchio tra gli acquirenti attenti all’ambiente. I formati alternativi registrano un CAGR dell’8.63%, poiché i contenitori in vetro, alluminio e carta si assicurano uno spazio a scaffale incrementale. L’acqua in cartone, composta fino all’83% da materiali di origine vegetale, soddisfa il consumo on-the-go, rispondendo al contempo all’ansia da plastica. La tecnologia gable-top raggiunge i 6,500 contenitori all’ora, consentendo economie di scala che riducono il divario di prezzo con il PET. Le varietà frizzanti premium mantengono il vetro per vantaggi sensoriali e di prestigio, mentre le lattine sottili in alluminio incontrano i consumatori attivi che cercano opzioni leggere e completamente riciclabili. Nel complesso, questi cambiamenti contribuiscono a diversificare il portafoglio del mercato italiano dell’acqua in bottiglia, supportando al contempo gli obiettivi nazionali di economia circolare. Fonte: www.mordorintelligence.it

Fare impresa oggi significa assumersi una responsabilità collettiva nei confronti del Pianeta, delle persone e delle generazioni future. Ferrarelle Società Benefit, da sempre votata a un modello fondato sull’etica e sulla restituzione di valore, presenta il Bilancio di Sostenibilità 2024: “Il nostro percorso attraverso la Sostenibilità”, come testimonianza concreta di questo impegno.
Nel corso dell’anno, l’azienda ha migliorato di 1,9 punti il proprio punteggio nel Benefit Impact Assessment (BIA), raggiungendo 89,6 punti e confermando la traiettoria positiva lungo tutti i criteri ESG. Il valore della produzione ha raggiunto 248 milioni di euro (+4% rispetto al 2023), con oltre 228 milioni di euro (92% del generato) redistribuiti agli stakeholder e 1,5 milioni di euro restituiti alla comunità. Il 92% della spesa complessiva ha coinvolto fornitori italiani e la presenza internazionale.
“Anche nel 2024 abbiamo dimostrato che la sostenibilità non è una narrazione di buone intenzioni, ma un insieme di risultati concreti e misurabili”, commenta Cristina Miele, Direttrice Amministrazione, Finanza e Controllo e Responsabile della Società Benefit di Ferrarelle. In continuità con le passate edizioni, Ferrarelle Società Benefit ha voluto rendere il bilancio uno strumento di racconto accessibile a tutti. A firmare il progetto artistico di quest’anno è Maurizio Galimberti, fotografo di fama internazionale.
Nel 2024, Ferrarelle Società Benefit ha ulteriormente potenziato la propria strategia ambientale, incrementando l’uso di materiali riciclati, migliorando l’efficienza energetica e abbattendo le emissioni. Il 29% del PET utilizzato è costituito da R-PET, pari a oltre 5.800 tonnellate, mentre l’acquisto di energia elettrica da fonti 100% rinnova-
LA SOCIETÀ HA PRESENTATO IL BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ 2024: +1,9 PUNTI NEL BIA (BENEFIT IMPACT ASSESSMENT), OLTRE 5.800 TONNELLATE DI R-PET UTILIZZATE E 1,5 MILIONI DI EURO RESTITUITI ALLA COMUNITÀ.

bili ha permesso di evitare circa 9.500 tonnellate di CO₂. Con l’entrata in funzione dell’impianto di trigenerazione nello stabilimento di Riardo, sono stati prodotti 77.678 GJ di energia. Il 76% dei rifiuti è stato avviato a recupero, secondo logiche di economia circolare. Continuano anche i progetti di innovazione ambientale in collaborazione con partner universitari e industriali. A testimonianza del proprio impegno ambientale, l’azienda ha anche mantenuto le certificazioni ISO 14001, ISO 22000, BRC e IFS. Un segno concreto della visione a lungo termine è rappresentato anche dagli investimenti nella Masseria delle Sorgenti Ferrarelle, un’oasi naturale di 145 ettari situata a Riardo, dove l’azienda porta avanti progetti di tutela ambientale, ricerca scientifica e valorizzazione della biodiversità.
Ferrarelle ha chiuso l’anno con 428 dipendenti, di cui il 92% con contratto a tempo indeterminato, e ha incrementato la componente femminile dell’organico dell’8%. Ha inoltre ottenuto la Certificazione UNI/PdR 125:2022 sulla parità di genere, affiancata da policy di diversity, equity e inclusion con azioni concrete su genitorialità, salute mentale (servizio di supporto psicologico gratuito per tutti i dipendenti) e coinvolgimento attivo dei
collaboratori. Le ore di formazione sono aumentate del 21%, raggiungendo quota 11.000, con programmi di upskilling e percorsi manageriali. L’impegno sociale si traduce anche nel lavoro della Fondazione Ferrarelle ETS, attiva in ambito educativo, culturale e filantropico.
SOSTENIBILITÀ ECONOMICA
Il valore economico generato dall’azienda ha toccato i 248 milioni di euro, di cui oltre 16 milioni reinvestiti in innovazione, sostenibilità e sviluppo industriale. Di questi, 2,7 milioni di euro sono stati destinati a progetti ambientali e 2,4 milioni a ricerca e sviluppo, soprattutto in ambito di efficientamento e rafforzamento degli standard di qualità e sicurezza. Ferrarelle Società Benefit ha inoltre mantenuto la quarta posizione nel mercato Retail e la seconda nell’Away From Home nel settore delle acque minerali.
Il Bilancio di Sostenibilità 2024 è arricchito da una selezione di opere di Maurizio Galimberti, maestro della fotografia a mosaico, che attraverso il linguaggio iconico della Polaroid accompagna il lettore in un racconto per immagini fatto di frammenti e visioni.
Le sue opere, selezionate in collaborazione con il curatore Denis Curti, traducono visivamente la dimensione dell’impegno quotidiano, dell’attenzione al dettaglio e della connessione tra impresa e società. Un progetto che restituisce l’essenza del gesto sostenibile come atto estetico e narrativo, capace di rendere tangibile ciò che spesso è invisibile: la cura.
Acqua MOOD amplia la propria gamma presentando la nuova lattina ECO by MOOD da 500ml con tappo richiudibile, una novità assoluta nel panorama italiano delle acque minerali in lattina. La nuova lattina ECO by MOOD da 500ml è dotata di un esclusivo tappo apri e chiudi. Questo sistema innovativo unisce praticità e design, permettendo di bere in mobilità senza rinunciare a stile e funzionalità. Il nuovo formato affianca la versione da 330ml, già apprezzata per il suo look distintivo in bianco e nero e per la finitura satinata, elementi che valorizzano il posizionamento

premium della linea ECO by MOOD. Pensata per un consumo moderno e consapevole, la gamma ECO by
Negli ultimi anni il mercato italiano degli animali da compagnia ha registrato una crescita significativa: cani e gatti rappresentano il 32% della popolazione di animali domestici e oltre il 90% del fatturato del comparto pet food, che supera i 3 miliardi di euro.
Ed è proprio in questo contesto che si inserisce l’arrivo sul mercato di Happy2O: il primo brand italiano di acque funzionali pensate per il supporto del benessere quotidiano di cani e gatti. Happy 2O - marchio sviluppato da Ferrarelle Società Benefit, da sempre attenta all’innovazione e alle ultime tendenzenasce da un’idea semplice ma originale: unire l’importanza dell’idratazione quotidiana a formule funzionali e appetibili, capaci di supportare in modo mirato la salute dei nostri animali domestici.
“Un’adeguata idratazione rappresenta un aspetto fondamentale della salute e del benessere dei nostri pet. Per questo motivo, è importante non solo garantire l’accesso costante ad acqua fresca e pulita, ma anche considerare soluzioni che favoriscano una corretta idratazione”, ha spiegato la Dott.ssa Alessia Candellone, Presidente dell’Associazione Italiana Veterinari Piccoli Animali. Il brand presenta due referenze specifiche, disponibili presso tutti i punti vendita Arcaplanet sia in store sia online: Happy 2O Gastrointestinal, studiata per aiutare l’equilibrio


dell’apparato gastrointestinale dei cani e Happy 2O Urinary, pensata per supportare il benessere dell’apparato urinario del gatto. Inoltre, entrambe le bevande sono aromatizzate per invogliare anche gli animali più diffidenti a bere di più, rendendo l’idratazione non solo più efficace, ma anche più piacevole. “Happy 2O è partito nel 2025 dopo una fase di test condotta insieme ad Arcaplanet, utile a raccogliere feedback preziosi, in grado di intercettare al meglio le esigenze di un pubblico molto informato e sensibile al tema del benessere dei propri animali da compagnia. Un passaggio fondamentale per introdurre una nuova categoria dedicata all’idratazione funzionale di cani e gatti”, dichiara Gabriele Monda, Direttore Marketing Ferrarelle Società Benefit. “In un momento storico in cui la relazione tra persone e animali domestici è sempre più profonda e consapevole, Happy 2O mira, infatti, a posizionarsi come un nuovo alleato della routine quotidiana dei nostri amici a quattro zampe: non solo acqua, ma un gesto d’amore che unisce benessere e funzionalità, pensato per essere accolto con piacere anche da quelli più esigenti”.
Ogni bottiglietta Happy 2O è realizzata in R-PET 100% riciclato e riciclabile nel formato da 500 ml, con etichetta avvolgente e tappo integrato, in linea con la normativa europea sulle plastiche monouso, con l’obiettivo di coniugare innovazione di prodotto e attenzione all’ambiente.
MOOD risponde alle esigenze di chi cerca soluzioni pratiche ma attente all’ambiente. Le lattine, realizzate in alluminio riciclabile, rappresentano una scelta ecologica concreta, in linea con l’impegno del brand verso la sostenibilità. Questo approccio responsabile è confermato anche dalla bottiglia MOOD 100, realizzata interamente in plastica riciclata. Con ECO by MOOD, Acqua MOOD si conferma un punto di riferimento per chi cerca qualità, innovazione e rispetto per l’ambiente.
Le nuove bottiglie prodotte da O-I per Tinny combinano l’esperienza del leader mondiale nella produzione del vetro con il design italiano che le rende uniche e inimitabili, contribuendo a costruire la nuova brand identity Sibilla. L’acqua sgorga pura e incontaminata nella bellezza selvaggia del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, filtrata naturalmente attraverso rocce millenarie che la arricchiscono di preziosi minerali che ne definiscono il carattere unico. Partendo da quest’acqua leggendaria, Sibilla si espande ulteriormente lanciando anche una vasta gamma di bevande, tra cui bibite biologiche, tè e succhi di frutta. Ogni prodotto è realizzato con ingredienti provenienti da aziende agricole locali e sostenibili, creando uno scambio simbiotico che rispecchia i cicli naturali del pianeta. Con uno sguardo sempre rivolto al futuro, Sibilla Waters unisce innovazione ed ecosostenibilità. Combinando la purezza delle acque oligominerali naturali con ingredienti biologici unici, Sibilla crea bevande leggendarie e inimitabili che celebrano l’essenza dei Monti Sibillini. I suoi impianti di produzione sono alimentati da energia rinnovabile e le bottiglie sono realizzate con materiali riciclabili, riflettendo il suo impegno a proteggere il pianeta che ci ospita. Questo approccio lungimirante garantisce che Sibilla Waters rimanga un faro di purezza e responsabilità nel settore delle bevande. Le nuove bottiglie in vetro presentano un design moderno e premium, che combina un passato leggendario con l’eleganza dello stile italiano e finiture personalizzate. Prodotte negli stabilimenti O-I Glass in Italia, le bottiglie sono realizzate utilizzando energia elettrica proveniente interamente da fonti rinnovabili, rafforzando l’impegno per un futuro sostenibile e sottolineando il vetro come materiale ecologico e riciclabile per eccellenza.

Galvanina
Clearwater, tra le principali società indipendenti di corporate finance in Europa, focalizzata sul mid market, ha assistito Galvanina, storica realtà italiana specializzata nella produzione di acque minerali e bibite premium con una forte vocazione all’export, nell’operazione di finanziamento per oltre 61 milioni di euro con Garanzia Growth di SACE. L’operazione è stata realizzata con un pool di primari istituti di credito.
L’operazione rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di sviluppo di Galvanina, fornendo la flessibilità finanziaria necessaria per sostenere il programma di investimenti del Piano Industriale 2025-2029. Il Gruppo intende accelerare la propria espansione internazionale, rafforzando la presenza in Nord America ed Europa, e continuare a investire in sostenibilità, innovazione di prodotto e progetti industriali orientati all’efficienza e alla riduzione dell’impatto ambientale e sociale. “Siamo orgogliosi di aver contribuito al successo di questa operazione, finalizzata a sostenere gli ambiziosi piani di crescita e sviluppo di Galvanina, e che ci vede, ancora una volta, al fianco di eccellenze italiane e investitori di private equity internazionali” – ha commentato Michele Castiglioni, Associate Partner di Clearwater. “Il finanziamento consentirà all’azienda di proseguire un percorso di crescita che l’ha vista quasi raddoppiare il fatturato rispetto al 2019, anno dell’acquisizione da parte di Riverside. Inoltre, prevede benefici legati al raggiungimento di specifici obiettivi ESG, in linea con l’impegno costante di Galvanina verso la sostenibilità ambientale e sociale”. Galvanina è una storica azienda italiana con oltre settant’anni di esperienza nella produzione di acque minerali naturali e bevande premium, tra cui soft drink, tè freddi e acque aromatizzate, disponibili sia in versione biologica sia convenzionale. Gestisce tre stabilimenti in Italia e distribuisce i propri prodotti in oltre 35 Paesi, con mercati chiave in Europa e Nord America. La crescita significativa degli ultimi anni è stata guidata da un costante impegno verso qualità, innovazione e sostenibilità, che hanno reso Galvanina un punto di riferimento per l’eccellenza del Made in Italy. Dal 2019 l’azienda è controllata da The Riverside Company, un gruppo globale di private equity con sede a New York e uffici in Europa e Asia, specializzato nel supportare la crescita di imprese di medie dimensioni con forte potenziale internazionale.
La Prensa Etichette, riferimento italiano nella stampa e finitura di etichette per il settore delle acque minerali e dei prodotti di largo consumo annuncia l’acquisizione del 100% delle quote di Casalini e Viscardi, player di riferimento nel mondo rotocalco. Con il supporto di Unigrains Italia e BNP Paribas BNL Equity Investments, questa operazione segna una mossa strategica per La Prensa, che rafforza la sua posizione sul mercato offrendo soluzioni ancora più complete e personalizzate.
Casalini e Viscardi, fondata nel 1958, ha sede a Merate (LC), è guidata dalla famiglia Casalini ed è specializzata nella stampa rotocalco, nei processi di laminazione, paraffinatura e ceratura, taglio. Produce imballaggi per diversi settori, tra cui alimentare, farmaceutico, cosmetico, igiene personale e della casa, oltre che per il pet food. Per offrire il miglior servizio ai clienti, Casalini e Viscardi si avvale di un ufficio di prestampa interno. Inoltre, un laboratorio qualità dedicato supervisiona e controlla ogni fase della produzione per garantire gli standard più elevati. Lo stabilimento si estende su una superficie di 14.000 m², di cui 7.500 m² coperti, a cui si aggiunge un magazzino di oltre 500 m². Con un team di circa 40 dipendenti esperti, l’azienda genera un fatturato di circa 13 milioni di euro e distribuisce i suoi prodotti in circa 15 Paesi.
La Prensa Etichette, fondata nel 1966, è un operatore lombardo leader nella stampa e nella finitura di etichette in carta e plastica per prodotti alimentari e bevande (in particolare acqua minerale, bibite, birra, vino e altro) e vanta un solido know-how tecnologico grazie a un team esperto e agli investimenti in nuovi macchinari all’avanguardia. A seguito di quest’ultima operazione, il fatturato complessivo raggiunge la soglia di quasi 60 milioni di euro. L’azienda può ora contare su una forza lavoro di oltre 200 dipendenti, distribuiti in 6 sedi, con una superficie produttiva di 20.000 m². Questo consolidamento permette di padroneggiare in modo esteso le tecnologie di stampa offset, flessografica, IML, sleeve e rotocalco, confermando l’azienda come un attore estremamente versatile e di riferimento nel mercato italiano. L’acquisizione di Casalini e Viscardi è frutto di una visione strategica condivisa che permetterà a La Prensa di crescere, consolidare la propria posizione nel settore e rafforzare il vantaggio competitivo. L’unione delle due aziende offrirà ai clienti soluzioni complete e complementari, combinando la stampa in rotocalco e in flessografia per adattarsi a diverse esigenze di tiratura e personalizzazione. Questa sinergia sarà gestita in modo integrato tra i due stabilimenti produttivi, che si trovano a meno di 50 km di distanza. L’operazione si allinea perfettamente con gli ambiziosi obiettivi fissati all’inizio del 2024, in occasione dell’investimento iniziale in La Prensa da parte di Unigrains Italia e BNP Paribas BNL Equity Investments. PaolaMaria Casalini supporterà la transizione e l’integrazione dell’azienda nel nuovo gruppo. Elisabetta Casalini, invece, entrerà a far parte del Management Team de La Prensa, dove continuerà a ricoprire il suo ruolo di responsabile commerciale.



SECONDO UNA NUOVA ANALISI PRESENTATA DA CIRCANA DURANTE IL BEVERAGE FORUM EUROPE 2025, IL 71% DEGLI EUROPEI BEVE MENO ALCOL, MENTRE UN CAMBIAMENTO GENERAZIONALE
COSTRINGE I BRAND DI BEVANDE A RIPENSARE ALLA STRATEGIA PER LA CRESCITA.

Il mercato europeo delle bevande sta attraversando un riassetto strutturale. Una nuova generazione di consumatori si sta gradualmente allontanando dall'alcol in favore di alternative innovative e più sane. La nuova analisi presentata da Circana in occasione del Beverage Forum Europe 2025 rivela che il 71% dei consumatori acquista, conserva o consuma meno alcol e quasi un quarto dei giovani tra i 25 e i 35 anni ha smesso del tutto di acquistare alcolici.1
BEVANDE ANALCOLICHE E
FUNZIONALI IN CRESCITA
Il mercato totale delle bevande in Europa ha raggiunto un valore di 166 miliardi di euro, rappresentando quasi un quarto (23%) della domanda totale di prodotti di largo consumo (CPG) alimentare nei sei maggiori mercati europei analizzati da Circana (EU6: Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Regno Unito). Mentre il valore complessivo delle vendite è cresciuto del 2,1% e il volume è aumentato dello 0,6% su base annua, la vera notizia è la divergenza: le bevande alcoliche sono scivolate dell’1,8% in valore, attestandosi a 68 miliardi di euro, mentre le bevande analcoliche sono cresciute del 5,1%, raggiungendo i 97 miliardi di euro. Con bevande analcoliche, funzionali e opzioni a basso contenuto alcolico o zero alcol che costituiscono ormai quasi il 60% delle vendite della categoria, il futuro della crescita è saldamente nelle mani dell'innovazione analcolica. 2
I consumatori citano l'essere "più rinfrescanti" (55%), "più sane con ingredienti di origine vegetale" e "migliori nel gusto" (27%), "più salutari" (22%) e "adatte al mio stile di vita" (21%) come ragioni principali per passare dall'alcol ad alternative come le bevande funzionali, quelle a base proteica, il kombucha e le opzioni a basso/zero alcol con effetti benefici sull'umore. 3
Ananda Roy, SVP Thought Leadership di Circana, ha commentato: "Il messaggio per i brand è chiaro: 'proseguire con le stesse strategie del passato' non è più una strategia di crescita. La crescita non verrà da rimedi a breve termine, ma da una reinvenzione strategica. Poiché nuovi consumatori, esigenze e occasioni di consumo stanno ridefinendo il mercato, la leadership di categoria apparterrà a coloro che rafforzeranno le proprie capacità, innovando con un obiettivo, integrando la sostenibilità e coinvolgendo gli acquirenti in modi credibili e duraturi."
CHIAVE DELL'ANALISI CIRCANA
Nuovi consumatori, nuove occasioni: I cambiamenti negli stili di vita e nei rituali stanno ridefinendo l’accezione delle bevande, richiedendo ai brand di adattare la propria offerta a modelli di consumo in evoluzione.

Crescita nei segmenti adiacenti: Le categorie al di fuori dell'alcol tradizionale stanno accelerando e avranno un impatto crescente sul settore dei vini e dei superalcolici
La sostenibilità come motore di crescita : Non è più solo una questione di conformità; la sostenibilità ora rappresenta un'opportunità commerciale, sebbene limitata dalla disponibilità e dall'accessibilità economica. I brand che sapranno spiccare su entrambi i fronti otterranno un vantaggio competitivo. Innovazione con uno scopo: Una vera reinvenzione nel design del prodotto, nei prezzi, nella distribuzione e nell'engagement dei consumatori, e non solo promozioni a breve termine. Tutto questo sarà ciò che renderà nuovamente rilevanti e desiderabili i vini e i superalcolici.
La moderazione ridefinisce la domanda: L'ascesa nel gradimento del basso/zero alcol riflette un cambiamento strutturale verso la moderazione e la sotto-consunzione. Sebbene ciò modificherà la domanda di categoria entro il 2045, l'eredità storica e l'artigianalità dei brand rimangono asset potenti. Fonti 1 e 3: Circana, ‘Volume Vortex’ Shopper Survey, February 2024: n=2000 2: Circana, POS Retail Data, 52 WE August 2025

L’HOLIDAY RETAIL REPORT DI SHOPIFY
FOTOGRAFA I TREND DELLO SHOPPING IN VISTA DEL PERIODO CLOU DELLE VENDITE, TRA BLACK FRIDAY, CYBER MONDAY E FESTIVITÀ NATALIZIE. IN ITALIA LA SPESA MEDIA PREVISTA SI ATTESTA A 185 EURO (-15% SUL 2024), MA CRESCONO LA PIANIFICAZIONE DEGLI ACQUISTI E L’USO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE.
Consapevoli, pianificatori e sempre più attenti al valore: così si presentano i consumatori italiani in vista del periodo clou dello shopping tra Black Friday Cyber Monday (BFCM) e festività natalizie. Secondo l’Holiday Retail Report 2025 di Shopify, la principale piattaforma per il commercio globale diffusa in oltre 175 Paesi in tutto il mondo e che nel 2024 ha supportato gli acquisti di oltre 875 milioni di persone (pari a 1 utente Internet su 6), gli italiani mostrano un atteggiamento di prudenza e cauto ottimismo, con una spesa media prevista di 185 euro, in calo del 15% rispetto al 2024 ma con una crescente tendenza ad anticipare e pianificare gli acquisti. Oltre 4 italiani su 10 (44%) dichiarano di aver già fissato un budget di spesa, e di questi circa un terzo (30%) si impegnerà a rispettarlo. Sul fronte delle imprese, il 64% delle aziende italiane prevede vendite in crescita nel periodo festivo, segno di un cauto ottimismo anche dal lato dell’offerta. Il 66% degli italiani userà strumenti di intelligenza artificiale per cercare offerte e prodotti, mentre l’83% delle aziende dichiara di aver già investito o di voler investire in AI per migliorare l’esperienza d’acquisto.

La fotografia che emerge dal report di Shopify delinea un consumatore più razionale, ma al tempo stesso curioso e attento alla qualità dei prodotti che sceglie. Cresce l’attenzione verso esperienze legate alla convivialità, al benessere e al piacere, in un contesto in cui valore, autenticità e sostenibilità guidano le decisioni d’acquisto tanto quanto il prezzo o la promozione. Trend e nuove abitudini di consumo a cui risponde anche il settore food & beverage, tra i più dinamici nel reinterpretare i bisogni di scoperta, gratificazione e relazione che caratterizzano la spesa delle festività. In prima linea Tannico, la più grande enoteca online d’Italia, che oggi abbraccia anche un pubblico più ampio di appassionati di gusto e che racconta come tecnologia, storytelling e personalizzazione stiano ridefinendo il modo in cui le persone scelgono, regalano e condividono i propri prodotti preferiti. Il mercato si trova di fronte a sfide sempre più complesse, dall’equilibrio tra tecnologia e fattore umano fino alla ricerca di esperienze personalizzate, fluide e omnicanale.
L’EVOLUZIONE DEL GUSTO DIGITALE
L’indagine di Shopify mostra come il percorso d’acquisto si faccia sempre più ibrido: l’80% dei consumatori italiani scopre nuovi prodotti combinando canali fisici e digitali, e quasi quattro su dieci (39%) divideranno i propri acquisti tra online e offline. La riscoperta del negozio fisico (+18%) va di pari passo con l’aumento delle ricerche online (+9%), mentre la pubblicità, sia tradizionale (+23%) che digitale (+20%), torna a essere un potente motore di scoperta. Nel food & beverage, la ricerca di esperienze sensoriali e personalizzate si intreccia con l’uso crescente dell’intelligenza artificiale, che consente di creare percorsi di scoperta su misura basati su preferenze, abitudini o occasioni d’uso: dal pairing perfetto per una cena alle idee regalo per le feste. Nonostante la tecnologia, il fattore umano resta centrale: il 74% degli italiani continua a considerare “comprare da una persona” un elemento importante dell’esperienza di shopping, in forte crescita rispetto al 55% del 2024. Sconti, spedizioni gratuite e programmi loyalty restano infine i principali driver di fiducia, mentre sostenibilità e valori etici consolidano il loro peso nelle decisioni di acquisto: oltre un quarto degli italiani (26%) dichiara di voler acquistare in modo più consapevole e sostenibile.
Il 2024 è stato un anno di transizione per il mercato mondiale delle bevande spiritose. Secondo l’analisi realizzata dall’ufficio studi di Pambianco, le prime dieci aziende italiane specializzate nella produzione di spirits hanno registrato una performance complessivamente positiva.
Il report Vinetur ha evidenziato come nel 2024 i volumi mondiali delle vendite di spirits abbiano registrato una lieve contrazione, restando sotto i livelli pre-pandemici. Allo stesso modo, la crescita di valore è rimasta contenuta, sostenuta più dall’inflazione che da un effettivo incremento della domanda. Il quadro internazionale è stato segnato da un rallentamento della premiumization, con consumatori più attenti al rapporto qualità-prezzo. Tra i prodotti più gettonati: tequila e mezcal. In questo scenario, le prime dieci aziende italiane specializzate nella produzione di spirits, classificate in base ai ricavi netti nell’analisi realizzata dall’ufficio studi di Pambianco (che esclude le filiali di gruppi esteri), hanno registrato una performance complessivamente positiva, con ricavi totali pari a 4,7 miliardi di euro nel 2024 (+5,7%), nonostante andamenti differenti a livello individuale. Un risultato che riflette un decennio fertile per l’export, con l’Italia che ha quasi triplicato il proprio valore, superando quota 1,8 miliardi di euro nel 2024, pari a +4,8% sul 2023 (dati Nomisma). Di contro, il mercato interno è in contrazione (-8,5% a 127 milioni di litri rispetto al 2019). Tornando alle principali realtà italiane, si nota come le aziende più grandi e con un portafoglio prodotti ampio riescano a sostenere meglio il mercato. A fare la parte del leone c’è Campari Group che, da sola, cuba circa due terzi del totale fatturato dei primi dieci player. La società ha chiuso il 2024 con ricavi in crescita a 3,07 miliardi di euro (+5,2%). In termini geografici, Americhe (45% delle vendite totali del gruppo) ed Emea (48%) sono cresciute rispettivamente dell’8% e 4%, mentre l’Asia-Pacifico (7%) ha riportato una flessione del 6%. A livello di prodotto, sono cresciuti gli aperitivi (43% delle vendite) e gli spirits a base di agave (10%), rispettivamente del 6% e 10%. A registrare la crescita più notevole, ecco, al secondo posto, Branca International, a cui fa capo, tra gli altri, Fernet-Branca. Il gruppo ha ottenuto ricavi per 439 milioni, registrando un +23,5% rispetto al 2023, anno in cui aveva accusato una flessione del 16% causata dall’impatto del tasso di conversione iper-inflattivo dei pesos argentini in euro, applicato per il mercato argentino, da sempre roccaforte strategica. Esposizione estera e portafoglio differenziato hanno sostenuto i conti di Illva Saronno Holding, società a cui fanno capo brand quali Disaronno e Artic, che si trova terza in classifica con ricavi consolidati per 360 milioni (+2,5%).


In Italia il caffè non è solo una bevanda: è parte della routine, della storia e della cultura del Paese. E, se un tempo era consuetudine prepararlo con la classica moka sul fornello, oggi le abitudini stanno evolvendo.
Secondo l’indagine realizzata in occasione della Giornata internazionale del caffè dall’Osservatorio Shopping DoveConviene, l’app che semplifica lo shopping, l’88% degli italiani sceglie di preparare il caffè con la macchina, mentre solo il 12% rimane legato all’uso della moka tradizionale.
Per quanto la modernità venga oggi sempre più apprezzata, il rito del caffè per gli italiani lascia allo stesso tempo ampio spazio alla tradizione: per l’86% degli italiani, questa bevanda è ancora una coccola da consumare nella comodità della propria casa, appena svegli, mentre il bar e l’ufficio rimangono il luogo di elezione solo per il 14% degli intervistati. Il 61% ne beve fino a 3 al giorno, mentre il 20% ammette di arrivare anche a più di 4, conquistando a pieno titolo un posto nel club dei coffee lovers. Solo il 16% si limita a una tazzina al giorno, da gustare preferibilmente al mattino.
Per quanto riguarda il formato, le capsule si aggiudicano il primo posto in classifica, raccogliendo le preferenze del 36% dei consumatori e superando il classico caffè macinato, apprezzato da più di 1 italiano su 3 (34%). Il 19% sceglie invece le cialde, mentre solo l’1% degli italiani beve caffè solubile: un dato che conferma come, nel Paese dell’espresso, la tradizione non si scioglie certo in una tazza d’acqua.
Quando si tratta di scegliere il formato del caffè, per 1 italiano su 2 (50%) il gusto rimane la priorità assoluta, a conferma del fatto che, nel Bel Paese, il sapore è ancora il criterio principale e il palato il giudice più esigente. Se, dunque, da un lato il formato e il sapore sono fondamentali, oggi anche l’attenzione all’ambiente rimane un fattore decisivo nella scelta del miglior caffè: il 60%, infatti, ha rivelato di essere disposto a pagare di più per una capsula compostabile o riciclabile al 100%, a dimostrazione di un crescente senso di responsabilità rispetto a questo tema.
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CONSISTENT QUALITY, PRODUCT SAFETY AND PROCESS STABILITY ARE ESSENTIAL IN MODERN BREWERIES. IN THIS ARTICLE, KLAUS VETTE AND ALEXANDRA VETTE (VETTE EDV-BERATUNG & ENTWICKLUNG) HIGHLIGHT THE IMPORTANCE OF TEST EQUIPMENT MONITORING, REGULATORY REQUIREMENTS AND THE ADVANTAGES OF DIGITAL SOLUTIONS FOR EFFICIENT TEST EQUIPMENT MANAGEMENT.

Quality assurance plays a crucial role in breweries, as compliance with product standards, taste consistency and consumer safety are top priorities. To meet these requirements, numerous measuring and testing devices are used to enable critical process and product parameters to be monitored accurately. Not only is the selection of suitable testing equipment crucial, but also its correct application, regular calibration and complete documentation. Faulty or improperly maintained testing equipment can lead to inaccurate measurement results, production errors or even production delays, resulting in high follow-up costs.
According to the DIN 1319-2 standard, measuring equipment is a measuring device, measuring apparatus, standard, auxiliary device or reference material that is necessary for performing a task in measurement technology. Devices for counting
(e.g. in digital measurement technology), calibration, adjustment or testing also belong to measuring equipment. Auxiliary tools also include accompanying documents or programmes. Measuring equipment for testing is also referred to as test equipment. Test equipment monitoring involves the clear recording and labelling of test equipment, as well as its regular maintenance and traceable calibration in accordance with specified requirements and intervals. It also serves to document and verify measurement results. Neglecting test equipment monitoring can result in non-compliance with standard requirements. That means that reliable process monitoring is not longer guaranteed. Faulty or improperly used test equipment can give rise to serious hazards – from defective products and high rework costs to product recalls. To avoid this, test equipment must be systematically and clearly recorded and labelled, and its status must be visible at all times. Labelling can include the assignment of unique test equipment IDs. Test equipment should also have on-site labelling that shows not only the ID but also the status (last calibration and next calibration).
Structured test equipment monitoring ensures that all measuring equipment used is regularly tested, clearly labelled and fully documented.
Test equipment monitoring is prescribed by numerous international standards and industry guidelines. ISO 9001 requires that test equipment be calibrated accurately and traceably. It also stipulates that test equipment must be protected against unintentional changes. In addition, ISO 10012 provides specific guidelines for measuring equipment monitoring and calibration processes. Food safety standards require that test and measuring equipment be regularly calibrated, maintained and documented to ensure accurate, reliable measurement results and food safety. Effective test equipment management is therefore by no means a mere formality.
Numerous breweries have a quality management system in accordance with DIN EN ISO 9001 or management systems for food safety, such as IFS

Food or DIN EN ISO 22000 or FSSC 22000. In addition, breweries must ensure that their processes are HACCP-compliant. Reliable measurement technology is essential here, as it enables early detection of deviations and ensures consistent product quality. Various measuring instruments are used as early as the raw material inspection stage to ensure that water, malt, hops and yeast have the desired properties. If test equipment deviates from an accepted reference here, this can have a significant impact on subsequent processes, e.g. in the brewhouse. In the laboratory sector, faulty analyses can have serious consequences, as there is not only the risk of violating legal requirements (e.g. tax classes, filling quantity requirements), but also the risk of making incorrect technological decisions based on poorly managed test equipment.
Regular, documented comparison with references helps to identify drift in test equipment and take timely countermeasures.
Regular calibrations are therefore essential to avoid measurement drift and ensure consistently accurate results. Microbiological sampling of test equipment is also recommended to detect cross-contamination and improve process quality. Autoclaves and sterilisation pots should not be overlooked and should be included in biological and chemical-technical test equipment monitoring.
Test equipment management poses challenges for many breweries, especially if they still rely on manual methods such as paper documentation or Excel lists. These traditional systems are inefficient, error-prone, time-consuming and make it difficult to trace measurement values. Digital test equipment management systems enable the automatic recording and management of all test equipment as well as automated monitoring of calibration and maintenance intervals. Test equipment histories,
calibration records and measurement reports are stored digitally so that deviations can be detected and corrected at an early stage.
Reminders of calibrations and upcoming maintenance ensure that deadlines are reliably met. In addition, the software enables complete documentation and ensures audit security, as all data is stored in a central location. This saves time and significantly reduces the effort required for audits and inspections. Furthermore, digital test equipment identification improves traceability. Many software solutions enable unique identification of test equipment, for example through RFID tags and QR or barcodes for quick recording. This reduces search times and ensures more efficient management. User rights management also ensures that only authorised persons can make changes, further increasing security and transparency in test equipment management. Connecting an app and linking to a Power BI evaluation can further increase the efficiency of processes.Suitable test equipment software enables test equipment and samples to be linked for a clear overview. Not only can various measurement parameters be recorded in the samples, but individual calculations such as adjustment and calibration factors as well as deviations from reference devices can also be configured and stored.
This enables a precise, limit-tested representation of deviations between different devices (e.g. in-line measurement versus reference device), so that process and product quality can be improved. The linking of microbiological samples offers an efficient way of checking the functionality of sensitive areas/test equipment, e.g. sterilisation control autoclaves or other areas of application where hygienically flawless test equipment is a mandatory requirement.By linking sample data from microbiology and/or chemical-technical analysis, transparent tracking of test equipment performance is ensured, which significantly increases the efficiency and accuracy of testing processes.
Source: Brau Beviale

MANY BREWERIES ARE CURRENTLY FACING THE CHALLENGE OF RETHINKING NEW CONCEPTS IN ADDITION TO TRADITIONAL METHODS.
PROVIDE AN IN-DEPTH ANALYSIS OF THE ISSUE IN THE FOLLOWING ARTICLE.

This article highlights possibilities and ideas for using the technical resources available in a brewery to produce other beverages at a reasonable cost. Engineering and technology are only part of such implementations and that a holistic concept is necessary.
In sour fermented beverages (sfAfG), acid-forming bacteria are added to a sugary base solution. The acid needed to sour an AfG is therefore produced by a natural process, as in kombucha and water kefir. The hype surrounding Bionade in the early 2000s marked the start of sfAfG. The technical production process is based on a patent that uses Gluconobacter strains. The use of organic raw materials rounded off the Bionade concept and established it among consumers as a ‚healthy organic lemonade‘.
Another production option involves the sour strains already used in many breweries. Gluconobacter strains produce gluconic acid from glucose, among other things, while lactic acid bacteria mainly produce dextrorotatory lactic acid, which has proven nutritional benefits. Both acids are excellent for acidifying AfGs in terms of sensory properties. The production of an sfAfG using lactic acid bacteria can be carried out in breweries with little or no additional equipment. Based on the pure cultures used and the final filtration, a corresponding product can be produced in a reproducible and microbiologically safe manner.
Currently, beverages that fall under the category of kombucha and ‚water kefir‘ are frequently discussed. Kombucha is one of the functional beverages for which there are (as yet) no specific food law regulations in Germany. This means that there is also no clear definition of the composition of kombucha. According to the Consumer Advice Centre, kombucha is ‚a beverage of its own kind with a low alcohol content in terms of food law‘. Caution is advised when making declarations, especially in connection with so-called health claims. Such statements must be substantiated by human medical studies. Currently, only nutrition-related claims such as low calorie, low sugar or alcohol-free are permitted. Kombucha can be easily made at home. All you need is a kombucha starter culture, a SCOBY (symbiotic culture of bacteria and yeast). This starter culture consists of a mixture of different microorganisms, mainly acetic acid bacteria, lactic acid bacteria and yeasts.
The challenge for commercial production in large batches is to achieve consistent quality upscaling. Since different microorganisms interact in the SCOBY, there is a risk that changes in the process parameters will also affect the symbiotic mixed culture and thus alter the end product. For a brewer who is used to working with pure cultures, the use of an undefined mixed culture certainly takes some getting used to. If the end product is to be marketed as containing ‚live cultures‘, there are also concerns about microbiological shelf life. The plant


technology used to produce kombucha is largely comparable to the technical equipment used in a brewery. Only containers or systems for tea extraction would be additionally necessary, although the unclear legal situation in Germany raises the question of whether the starting product must always be exclusively tea. For example, the use of a proportion of wort might be possible.
Sour beers, whether ‘pure’ or combined with fruit added during fermentation, remain niche products. Nevertheless, consumers are often pleasantly surprised by these beers. In addition, variants of them have been very popular in the past, at least regionally. Think, for example, of Berliner Weisse with a shot of schnapps.
The production of lactic acid or sour taste by lactic acid bacteria or Brettanomyces yeasts is well known. Depending on the species or strain used, a microorganism that is potentially harmful to beer is introduced into the production process, which poses a risk. Not every production facility has the appropriate infrastructure for this. Cleaning and disinfection procedures, and not least the employees, must be adapted and sensitised accordingly to prevent contamination.
Instead of the microorganisms mentioned above, Lachancea yeasts have a number of advantages: they grow slowly and are usually displaced by Saccharomyces yeasts, for example. The main yeast used is Lachancea thermotolerans, a yeast known from wine production. Lachancea yeasts produce lactic acid mainly from simple sugars. During fermentation, it can be seen that initially there is only a very slow decrease in extract, but a rapid drop in pH can be observed in the first 48 hours. Only then does a more vigorous decrease in extract and alcoholic fermentation begin. It can be used as a harvested yeast, but special attention should be paid to its viability, as this can suffer at low pH values of the previous generation and often does not produce the same amount of lactic acid when reused.
Standard wort can be produced as the beer base for a mix drink. Original wort contents of up to 14 percent are conducive to lactic acid formation due to their higher glucose content. Hopping the wort is not absolutely necessary, as the acidity balances the residual sweetness in the end product in terms of sensory properties. However, in practice, hop additions of up to 15 IBU have proven effective, as they contribute to the microbiological stability of the base beers. One hundred per cent light malt is used as the grain bill, or darker malt depending on the desired colour of the end product. Where permitted by food law, the addition of up to five per cent sucrose has been shown to be beneficial for lactic acid formation. The fermentation temperature can be selected within the range of 20–30 °C. Primary fermentation can then be carried out until final fermentation is reached, followed by a maturation phase. To speed up the process and achieve higher final fermentation levels, a second yeast can be added, which takes over further fermentation and maturation from the time of addition. High-fermenting ale yeast strains are very well suited for this purpose. The second yeast is added after the pH drop is complete – approximately 48 hours after pitching. Final fermentation is usually achieved after a further four days. After a maturation phase of one to two days, the young beer can be transferred to cold storage. Regular removal of the settled yeast is strongly recommended at high fermentation temperatures. After cold storage, filtration or centrifugation is beneficial. Further processing of the finished sour beer base depends on the desired additives, which may place special demands on the mixing technology. Fruit juice concentrates can be used. Flavours can also be added. The addition of fruit purée is interesting from a sensory point of view. Mixing tanks have proven to be simple and efficient to use. Depending on whether or not the product was bottled during maturation/storage, carbonation to the desired CO2 content is necessary. Short-term heating of the finished beverage is recommended, as the fruit additives introduce new nutrients.
Source: Brau Beviale
Tecnologie per l'industria birraria
IL RINOMATO BIRRIFICIO BELGA CHIMAY, NOTO PER LA SUA BIRRA TRAPPISTA, HA SCELTO GLI SNODI SFERICI ESENTI DA MANUTENZIONE IGUS PER IL SUO IMPIANTO DI IMBOTTIGLIAMENTO. SOSTITUENDO I CUSCINETTI A SFERA ARRUGGINITI E GRIPPATI CON I SUPPORTI IGUBAL H3 ESENTI DA LUBRIFICAZIONE, IL BIRRIFICIO HA AUMENTATO L’EFFICIENZA E RIDOTTO LA MANUTENZIONE. FOCUS

Ilbirrificio Chimay è uno dei dodici birrifici al mondo che produce birra trappista, ovvero realizzata secondo la tradizione dei monaci. È significativo anche il fatto che la maggior parte dei profitti sia destinata a progetti di carattere sociale. Situato nell’Abbazia di Notre-Dame de Scourmont, nella provincia belga dell’Hainaut, il birrificio Chimay produce mediamente 18,5 megalitri di birra all’anno.
LE ESIGENZE DEL BIRRIFICIO
Per gestire questi quantitativi, gli impianti di imbottigliamento devono soddisfare elevati requisiti produttivi. Tuttavia, erano frequenti i guasti causati dal grippaggio dei cuscinetti a sfera metallici sugli alberi, la cui sostituzione poteva richiedere fino a un giorno e mezzo, con conseguenti perdite di produzione. Nell’ambito di un progetto di ottimizzazione delle linee di riempimento, Chimay si è rivolta a igus per trovare una soluzione. Dopo un’ampia serie di test e ottimizzazioni, i supporti autoallineanti con inserti igubal H3 si sono rivelati la scelta migliore e, dalla loro introduzione avvenuta già tre anni fa, questi cuscinetti hanno mostrato un’usura minima.
I supporti autoallineanti con inserti igubal H3, messi a punto dallo specialista delle motion plastics,
offrono numerosi vantaggi che hanno migliorato in modo significativo il processo produttivo del birrificio. Sono realizzati in plastica ad alte prestazioni ottimizzata dal punto di vista tribologico. Questo li rende esenti da lubrificazione e manutenzione, oltre che resistenti alla corrosione. Inoltre, il materiale degli inserti soddisfa i requisiti progettuali anche a velocità fino a 200 giri/min. I supporti igubal sono molto più facili da installare e sostituire rispetto ai cuscinetti a sfera in metallo, riducendo così drasticamente i tempi di manutenzione. Grazie ai componenti igus, non si verificano più danni all’albero dovuti all’usura, prolungando così la durata d’esercizio dell’intero sistema. Un ulteriore vantaggio è l’elevata resistenza alle sostanze chimiche degli inserti igubal H3 che, a distanza di anni, non mostrano segni di danneggiamento nonostante i regolari processi di pulizia. Grazie a queste caratteristiche, la linea di riempimento ha potuto raggiungere la velocità di 55.000 bottiglie all’ora.
LA SODDISFAZIONE
DEI TECNICI DI CHIMAY
Dopo i soddisfacenti risultati ottenuti in fase di prova su tre diverse line produttive, il birrificio Chimay ha ordinato a igus altri 150 supporti con inserti per sostituire i rimanenti cuscinetti a sfera. “Con i supporti autoallineanti igubal con inserti H3 siamo riusciti a risolvere il problema più importante dei nostri sistemi di trasporto, a prolungare in modo significativo la durata d’esercizio dei nostri impianti e aumentare i volumi”, afferma Vivien De Schryver, tecnico manutentore presso Chimay.



OBIETTIVO SU...
Tappi e chiusure
L’INDUSTRIA DEI TAPPI E DELLE CHIUSURE È IN RAPIDA EVOLUZIONE E STA VIVENDO UN MOMENTO CRUCIALE. LE ESIGENZE LEGATE ALLA
SOSTENIBILITÀ, L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA E IL DESIGN INCENTRATO SUL CONSUMATORE
GUIDERANNO LA PROSSIMA FASE DI CRESCITA.

Itappi e le chiusure per bevande sono essenziali per sigillare una vasta gamma di contenitori - dalle bottiglie e lattine ai cartoni - , preservandone il contenuto e prevenendo la contaminazione. In questo modo garantiscono la sicurezza del prodotto e consentono una facile apertura e richiusura. Sul mercato sono presenti varie tipologie di tappi e chiusure, diverse per materiali utilizzati, design e dimensioni, realizzati su misura a seconda dei vari tipi di bevande, dei formati di imballaggio e delle preferenze dei consumatori. Mentre le opzioni tradizionali come i tappi a vite e i tappi a corona rimangono prevalenti, il mercato abbraccia anche innovazioni come le chiusure antimanomissione e a prova di bambino. La crescente domanda di questi prodotti può essere attribuita alla loro facilità d’uso e alle caratteristiche di imballaggio sostenibile. Ampiamente utilizzati sia nel settore delle bevande alcoliche che in quello analcolico, i tappi e le chiusure sono fondamentali per estendere la durata di conservazione, proteggere da sporco e umidità e preservare livelli di ossigeno ottimali nei prodotti confezionati. Secondo un’indagine di Mordor Intelligence, il mercato dei tappi e delle chiusure per bevande varrà 51.22 miliardi di USD nel 2025, con un CAGR del 4.36% e si prevede che raggiungerà i 63.40 miliardi di USD entro il 2030. La domanda globale di tappi e chiusure è in aumento grazie alla loro facilità d’uso e alle qualità di imballaggio sostenibile. PET e PP sono le materie prime principali utilizzate nella loro fabbricazione. Questi componenti sono ampiamente utilizzati nel settore
delle bevande, sia per prodotti alcolici che analcolici. Poiché la domanda continua a crescere, si prevede che il mercato registrerà un’ulteriore crescita durante il periodo di previsione.
L’industria delle chiusure per bottiglie è in rapida evoluzione, guidata dalle richieste del mercato, dagli obiettivi di sostenibilità e dalle innovazioni nei materiali e nel design. L’azienda Pelliconi, specializzata nel settore, ha stilato un elenco di tendenze che stanno plasmando il mercato dei tappi, con un focus particolare sui tappi e le chiusure in plastica.
Un’industria in crescita
La crescita del mercato globale dei tappi, prevista da recenti approfondimenti del settore, sarà guidata da:
- praticità e portabilità: gli stili di vita dei consumatori stanno diventando più frenetici, creando la necessità di confezioni facili da usare, richiudibili e a prova di perdite;
- obiettivi di sostenibilità: con l’attenzione globale alla riduzione dei rifiuti e delle plastiche monouso, le aziende stanno innovando con materiali ecologici, design leggeri e soluzioni riciclabili;
- personalizzazioni e branding: tappi e chiusure non sono più solo componenti funzionali; sono parte integrante dell’identità del brand. Le aziende stanno investendo in design personalizzati, colori vivaci e forme uniche per distinguersi sugli scaffali dei negozi.

Tappi e chiusure

Ogni anno tantissimi colli di bottiglia in vetro finiscono in discarica e non sono avviati al riciclo perché coperti dalle capsule che restano adese. Per questo Intercap, azienda di riferimento nella produzione di chiusure ermetiche e capsule per vini e spumanti, con il supporto di CoReVe, Consorzio di Recupero del Vetro, ha progettato I-Zip, la prima capsula interamente e facilmente removibile. Applicata al packaging enologico, I-Zip consente in due semplici gesti la sua totale rimozione e permette all’intera bottiglia di essere riciclata, senza spreco di materiale.
L’Italia ha superato con 11 anni di anticipo il target del 75% fissato dall’UE e nel 2024 è stato toccato l’80,3% in termini di riciclo del vetro ma è essenziale migliorare la qualità della raccolta e le tecnologie per avere una materia prima seconda sempre di migliore qualità. Gli impianti italiani di trattamento sono notoriamente considerati tra i più tecnologicamente avanzati a livello mondiale.
Tuttavia, c’è ancora una grossa dispersione di materiale dovuta alla presenza di capsule che restano adese. La collaborazione fattiva tra CoReVe e Intercap dimostra quanto è importante fare sistema per la circolarità della filiera.
Il mercato dei tappi in plastica I tappi in plastica dominano il settore grazie alla loro versatilità, efficienza dei costi e ampia gamma di applicazioni. Tuttavia, il mercato si sta evolvendo sotto la pressione dei requisiti normativi e della domanda dei consumatori di alternative sostenibili. I fattori chiave nel segmento dei tappi e delle chiusure in plastica includono:
- iniziative di alleggerimento: i produttori stanno riducendo il peso delle chiusure in plastica per ridurre l’utilizzo di materiale senza compromettere le prestazioni;
- plastiche riciclabili e biodegradabili: poiché la sostenibilità diventa una priorità, l’uso di resine riciclabili come il PET e polimeri biodegradabili sta guadagnando terreno;
- design a prova di manomissione e a prova di bambino: queste caratteristiche sono essenziali per settori come quello farmaceutico e dell’imballaggio alimentare, garantendo la sicurezza e la conformità alle normative.
Chiusure intelligenti
La tecnologia sta trovando la sua strada nel packaging. I tappi intelligenti dotati di codici QR, tag NFC o indicatori di freschezza migliorano il coinvolgimento dei consumatori e offrono informazioni sui prodotti in tempo reale. Queste caratteristiche sono particolarmente apprezzate nei settori delle bevande premium e della salute.
Le innovazioni nei processi produttivi consentono:
- ingegneria di precisione: miglioramento delle prestazioni del tappo con una migliore sigillatura, filettatura e resistenza alle manomissioni;

- riduzione del consumo di energia: processi produttivi più efficienti dal punto di vista energetico per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità;
- personalizzazione su larga scala: le tecnologie avanzate di stampa e stampaggio consentono di realizzare progetti altamente personalizzati senza sacrificare l’efficienza dei costi.
Premiumizzazione ed estetica
Per prodotti di fascia alta come vini, liquori e cosmetici di lusso, sono richiesti design di chiusura premium. Questi includono goffrature, finiture metalliche e forme innovative che creano un’esperienza tattile e visiva unica.
L’Italia, con la sua tradizione vinicola e la forte presenza di aziende nel settore delle acque minerali e delle bevande analcoliche, rappresenta un mercato di grande interesse.
Alcuni elementi chiave:
- Vino e spumanti: il sughero resta protagonista, ma cresce l’adozione di chiusure alternative (tappi a vite in alluminio e sistemi sintetici) per garantire praticità e ridurre i costi.
- Birra artigianale: ha rilanciato l’uso dei tappi a corona, spesso personalizzati, come elemento di branding.
- Acque minerali: l’Italia è tra i maggiori consumatori al mondo; qui dominano i tappi in plastica, ma la normativa europea spinge verso chiusure tethered (collegate alla bottiglia) per ridurre la dispersione ambientale.
- Soft drink e bevande funzionali: forte crescita di chiusure “easy-open” e dosatori, soprattutto per il canale Ho.Re.Ca.
In Italia, la combinazione di tradizione vinicola, consumo elevato di acque minerali e innovazione industriale rende il comparto particolarmente vivace. Le aziende locali, pur dovendo affrontare la concorrenza internazionale, hanno l’opportunità di distinguersi grazie a qualità, design e sostenibilità.
Fonti: Mordor Ingtelligence; Pelliconi
Tappi e chiusure

A LUXE PACK MONACO L’AZIENDA HA MESSO IN PRIMO PIANO PRESTIGE, IL SUO BRAND
DI FASCIA ALTA DEDICATO AI MIGLIORI DISTILLATI DEL MONDO. NE ABBIAMO PARLATO
CON NICOLA CARANDENTE, PRESTIGE DIVISION DIRECTOR, E CON IL TEAM DI GUALA CLOSURES PRESENTE ALLO STAND. OBIETTIVO
Durante l’ultima edizione di LUXE
PACK Monaco Guala Closures si è distinta in particolare grazie a Prestige, il suo brand di fascia alta dove l’eccellenza artigianale si unisce alle capacità industriali. I visitatori hanno potuto scoprire come Guala Closures stia ridefinendo il futuro del packaging attraverso sostenibilità e connettività digitale.
SOLUZIONI SU MISURA
A guidarci alla scoperta dell’offerta di Guala Closures è stato Nicola Carandente, entrato in azienda a marzo 2025 con l’incarico di Direttore della Divisione Prestige: “Prestige non vuole essere semplicemente una divisione dell’azienda, ma un brand vero e proprio, che identifica il mondo delle chiusure luxury. Tendenzialmente parliamo del mondo T-BAR ma non ci limitiamo ad essi. Realizziamo anche chiusure screw cap e altri modelli, impiegando tecnologie e materiali differenti. L’essenza del brand Prestige sta nella profonda customizzazione, nella capacità di realizzare soluzioni uniche. Lo dimostra anche il fatto che non parliamo di volumi di milioni di pezzi ma di decine o al massimo centinaia di migliaia. Molto spesso
i nostri clienti si rivolgono a noi semplicemente con un’idea o un brief. Da lì, nei nostri Design e Innovation Center sviluppiamo il disegno, realizziamo dei mock-up e presentiamo diverse alternative, sia in termini di forma che di materiali. Il cliente sceglie ciò che meglio si adatta allo storytelling del proprio prodotto, alla sua identità visiva e al posizionamento di mercato”.
UN’AMPIA GAMMA DI MATERIALI DISPONIBILI
Ogni chiusura Prestige è progettata per unire estetica d’impatto, prestazioni impeccabili e innovazione, attraverso una selezione di materiali pregiati: dall’eleganza senza tempo del legno alla ricercatezza dello Zamak (una lega di zinco che valorizza il design del prodotto), dalla brillantezza dell’alluminio al fascino artistico della ceramica.
“Tra i materiali disponibili per il gambo del tappo abbiamo innanzitutto il cork naturale, ovvero il sughero ricavato dalla corteccia degli alberi. Non abbiamo nostre piantagioni ma ad esempio il plant in Portogallo si rifornisce da numerosi fornitori locali. Siamo in grado di commercializzare anche i microagglomerati.
Per le teste abbiamo un’ampia gamma di possibilità, che vanno dall’alluminio, alla plastica fino alla linea Gravitas, prodotta con un materiale plastico appesantito al fine di dare la sensazione del metallo. Su questo materiale è possibile intervenire per ottenere determinate geometrie e finiture superficiali per dare un effetto luxury. Zamak è una lega di alluminio, magnesio e zinco e anche in questo caso a seconda della finitura superficiale si possono creare diverse geometrie, forme e aspetti di lucentezza, opacità etc. Si possono utilizzare anche materiali ceramici e vetro. Quando parliamo di teste legno ci riferiamo principalmente a tre tipologie: frassino, faggio e quercia. Anche in questo caso si possono avere più o meno tutte le forme geometriche che si desiderano. Ultimo materiale che presentiamo è il sughera, ovvero polvere di sughero miscelata con un polimero plastico, che è iniettabile e che coniuga performance e sostenibilità”.
DIVENTANO
Uno dei focus principali della partecipazione di Guala Closures a LUXE PACK Monaco è stato l’Invention Lab, uno spazio interattivo in cui clienti e visitatori hanno potuto scoprire l’alto livello di personalizzazione, eleganza e raffinatezza reso possibile dalle chiusure Prestige, utilizzare un configuratore virtuale per vedere come i design Prestige possano integrarsi perfettamente in qualsiasi packaging di lusso, trasformando i prodotti in icone global, ed esplorare le tecnologie all’avanguardia che stanno ridefinendo il settore delle chiusure.
“In fiera stiamo mostrato le ultime novità a livello di tecnologie, a cominciare dalla


combinazione di metallizzazione & goffratura per una finitura di lusso che preserva la flessibilità della goffratura di precisione. Questa tecnologia consente di dare un effetto premium elevato anche a capsule tradizionali. Altra tecnologia disponibile è la EMF – Electromagnetic Forming, un nuovo processo di stampaggio a freddo, la cui applicazione è stata interamente sviluppata e brevettata da Guala Closures, che consente di creare geometrie distintive e forme innovative garantendo una protezione anticontraffazione avanzata. Si tratta di un risultato che non si può replicare se non si possiede questa tecnologia di Electromagnetic Forming.
Questa tecnologia ha un vantaggio duplice: da un lato si possono creare diversi aspetti estetici, dall’altro essendo non replicabile si sposa bene con il tema dell’anti-counterfeiting. Stiamo lavorando tantissimo anche su una linea NGS – No-Glue System nei T-BAR, un insieme di soluzioni proprietarie per una maggiore integrità strutturale e sostenibilità grazie all’assemblaggio senza colle.
Questa tecnologia presenta dei grandi vantaggi sia in termini di sostenibilità che di affidabilità. A LUXE PACK Monaco puntiamo i riflettori anche su CTT – Capacitive Tag Tamper NFC, una tecnologia intelligente con NFC integrato in grado di rilevare l’apertura della bottiglia tramite una semplice interazione con lo smartphone, offrendo evidenza di manomissione e autenticazione dell’origine del prodotto. Il portafoglio prodotti di Guala si è recentemente arricchito anche con acquisizioni nel mondo crown".
Con la partecipazione a LUXE PACK Monaco 2025 Guala Closures ha messo in mostra i materiali, le tecnologie brevettate e l’approccio orientato al design che le consentono di essere partner di riferimento per i brand più prestigiosi a livello globale.
Confezionamento del caffè
A HOST 2025 ABBIAMO INTERVISTATO ELENA DEMO, PRODUCT MANAGER COFFEE AND VALVES, MAURO CHIESA, SOFTWARE DEVELOPER AND ENGINEER, E MAURIZIO MONTANI, PROJECT MANAGER, PER CONOSCERE LE ULTIME NOVITÀ PROPOSTE DA GOGLIO PER IL CONFEZIONAMENTO FLESSIBILE NEL SETTORE CAFFÈ.

❯ La richiesta di imballaggi monomateriale e di soluzioni "pronte per il riciclo" sta crescendo in tutti i settori. Come risponde Goglio alle nuove esigenze del mercato? Elena Demo: Ad Host presentiamo una gamma di materiali innovativi sviluppati in ottica di sostenibilità per rispondere alle esigenze dettate dal nuovo regolamento europeo PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation), pubblicato in Gazzetta Ufficiale all’inizio dell’anno e che entrerà in vigore secondo le scadenze previste nei prossimi mesi e anni. Goglio si posiziona in prima linea in questo scenario con lo sviluppo di laminati monomateriali, sia a base di polietilene che di polipropilene. Un’attenzione particolare ovviamente è stata dedicata alle performance tecniche: queste soluzioni sono state progettate per replicare le proprietà garantite dai materiali tradizionali, sia in termini di conservazione del prodotto sia di macchinabilità sulle linee di confezionamento. Questo aspetto è fondamentale per i nostri clienti, perché consente di preservare la qualità del prodotto nel tempo e di assicurare la stessa efficienza produttiva, in termini di volumi di produzione. Parallelamente ai materiali, abbiamo sviluppato valvole specifiche per il confezionamento del caffè, progettate per garantire una saldatura ottimale sia su materiali a base di polietilene che di polipropilene, utilizzando tecnologie di saldatura sia a caldo sia ad ultrasuoni. Siamo pronti ad affrontare le nuove sfide del mercato con soluzioni ampiamente testate e validate. La nostra capacità di progettare internamente sia materiali che linee di confezionamento ha rappresentato un vantaggio competitivo decisivo nello sviluppo di questi progetti.
❯ In che modo la vostra offerta a marchio Fres-co System® contribuisce a migliorare l’efficienza produttiva e la sostenibilità nel confezionamento del caffè?
Elena Demo: Al centro della nostra offerta si colloca Fres-co System®, il marchio che identifica l'integrazione di linee di confezionamento,
laminati flessibili, accessori plastici (come le valvole) e servizi avanzati. Nell'ultimo anno e mezzo abbiamo concentrato i nostri sforzi sullo sviluppo di Fres-co System®+, un'evoluzione che aggiunge un valore significativo al concetto di integrazione imballaggio-macchina e che lo scorso maggio è stato premiato con il riconoscimento Best Packaging 2025.
Si tratta di un sistema rivoluzionario: per la prima volta materiale e macchina dialogano attraverso un data matrix univoco inciso sull'anima della bobina. Quando la bobina viene caricata, una telecamera legge questo codice e trasferisce automaticamente alla macchina tutte le informazioni relative al materiale. L’intera storia della bobina viene così acquisita dalla macchina, che è in grado, ad esempio, di autoconfigurarsi in base alla tipologia di laminato. Il sistema consente inoltre di raccogliere dati preziosi che permettono al cliente di ottimizzare la propria produzione e a noi di perfezionare la formulazione dei materiali attraverso un’analisi dei dati raccolti. Fres-co System®+ e Fres-co System® contribuiscono concretamente alla riduzione degli sprechi e all'efficientamento della produzione, svolgendo quindi un ruolo strategico in termini di sostenibilità.
❯ Quali sono le ultime novità per quanto riguarda il servizio e la digitalizzazione?
Mauro Chiesa: A Host Milano, il Team Goglio MIND presenta il nuovo Customer Portal, la piattaforma digitale che consolida l’evoluzione dei servizi post-vendita e segna un ulteriore passo verso una gestione integrata e data-driven delle relazioni con il cliente. Il nuovo strumento rappresenta il punto d’incontro tra tecnologia, service e design, confermando la volontà di Goglio di rendere sempre più accessibili, trasparenti e condivisi i propri dati di performance e assistenza.
Negli ultimi due anni l’azienda ha avviato un percorso strutturato di potenziamento del Customer Service e dell’After-Sales, tracciando in modo sistematico tutte le interazioni con i clienti attraverso il CRM Lyra. Questo processo
ha permesso di valorizzare ogni contatto, migliorare la tracciabilità delle richieste e creare una base dati solida, indispensabile per offrire servizi personalizzati e proattivi, trasformando le informazioni in valore operativo per clienti e tecnici. Il Customer Portal nasce da questa visione integrata: una piattaforma che connette tre fonti principali – Goglio MIND per i dati macchina, Lyra per la gestione dei ticket e MIND Care per la consultazione di disegni 3D e schemi elettrici. Attraverso un’unica interfaccia web, clienti e tecnici possono accedere in tempo reale ai KPI delle linee produttive, visualizzare lo stato delle richieste di assistenza e monitorare gli interventi già effettuati ed in corso. Il lancio del Customer Portal rappresenta un passo concreto nel percorso di digital servitization intrapreso da Goglio: grazie alla sinergia tra piattaforme e all’approccio data-driven, l’azienda consolida la propria capacità di offrire servizi ad alto valore aggiunto, trasformando i dati in strumenti di collaborazione e decisione. Non solo un nuovo touchpoint digitale, ma un vero hub operativo che connette persone, processi e tecnologie, in linea con la visione di Smart Servitization che guida l’evoluzione verso un futuro sempre più integrato e orientato alla performance.
❯ A Host 2025 presentate in anteprima la nuova linea verticale G16. Ce ne parla?
Maurizio Montani: Host rappresenta l'occasione ideale per lanciare sul mercato la nuova linea verticale Form, Fill & Seal Multioption G16, una macchina versatile progettata per il confezionamento di caffè in grani e macinato. Abbiamo scelto di presentare in fiera la prima versione di questa soluzione innovativa. Il sistema di riempimento si basa su bilance e la macchina raggiunge la produttività di 22-24 confezioni al minuto per il formato da un chilo di caffè in grani.

G16 si distingue

per la sua elevata flessibilità: consente infatti il confezionamento di formati che vanno dai 100 grammi fino al chilo. La macchina esposta in fiera è dotata di un gruppo formatore a 4 spigoli, per ottenere un sacchetto con forma definita e superfici frontali e posteriori completamente libere da saldature. Include inoltre un sistema di rimozione dell’aria di testa della confezione, ottimizzando così l’inserimento in scatole o altri imballaggi secondari per la spedizione. G16 è compatibile con monomateriali, nel nostro caso monopolipropilene, e applica le valvole di degasazione Goglio, anch’esse “pronte per il riciclo”. Tutte le linee di confezionamento Goglio vengono fornite di default con il supporto della piattaforma IIoT di Goglio MIND che consente ai clienti di monitorare performance e rendimenti, verificare lo stato della macchina e dei ricambi e pianificare manutenzioni predittive e preventive. La novità principale di questa macchina consiste nella sua capacità di rispondere a una specifica richiesta di mercato. Goglio fornisce soluzioni per ogni esigenza produttiva, dalle piccole torrefazioni ai grandi brand internazionali, ciascuno con requisiti specifici. I torrefattori di piccole e medie dimensioni desiderano produrre confezioni con gli stessi standard qualitativi dei grandi player, ma con volumi produttivi inferiori. La linea G16 produce sacchetti con le stesse caratteristiche, materiali e valvole di degasazione utilizzati dai grandi torrefattori, ma ad una velocità di circa 22-24 pezzi al minuto. Si tratta quindi di un nuovo posizionamento di mercato che Goglio vuole esplorare in modo approfondito; con questa linea, infatti, rispondiamo alle richieste dei nostri clienti e della rete vendite, offrendo una soluzione appositamente progettata per questo tipo di esigenze.
Refrigerazione commerciale

EPTA HA PARTECIPATO A HOST 2025 CON L’OBIETTIVO DI MOSTRARE COME LA REFRIGERAZIONE COMMERCIALE POSSA EVOLVERE COMBINANDO FUNZIONALITÀ, DESIGN E RESPONSABILITÀ AMBIENTALE. IN QUESTA INTERVISTA IL TEAM DI EPTA CI GUIDA
ALLA SCOPERTA DELLO STAND E DELLE NOVITÀ PRESENTATE IN FIERA.
› Epta è un gruppo conosciuto a livello internazionale. Potete raccontarci brevemente chi siete e in quali settori operate?
Epta è un gruppo di origine italiana con sede a Milano e una presenza globale nel settore della refrigerazione commerciale.Operiamo principalmente nel mondo retail, ma anche nei comparti Food&Beverage e Horeca, che stanno assumendo un peso sempre maggiore. Siamo un’azienda a capitale italiano: gli azionisti di maggioranza appartengono alla famiglia Nocivelli, che guida il gruppo con una visione imprenditoriale fortemente orientata all’innovazione e alla sostenibilità.
› Siete una realtà multibrand. Quali marchi avete presentato qui a Host 2025?
In questa edizione della fiera, abbiamo scelto di dare visibilità in particolare al marchio Iarp, dedicato al mondo del Food&Beverage. È un brand storico, nato a Casale Monferrato e oggi parte integrante del nostro gruppo. Accanto a Iarp, abbiamo presentato anche EptaConcept ed Eurocryor. EptaConcept è la nostra divisione dedicata alla progettazione e realizzazione di spazi su misura, non solo per il retail ma anche per bar e ristoranti. Oggi i confini tra vendita e ristorazione sono sempre più fluidi, e noi offriamo un servizio completo: ideazione degli ambienti, produzione delle soluzioni refrigerate, installazione e assistenza post-vendita. È un approccio che nasce da richieste inizialmente locali, ma che si è presto strutturato e consolidato come un servizio globale. All’interno dello stand abbiamo ricreato un vero e proprio Pastry Bar per mostrare come i nostri brand possano dialogare in un unico spazio funzionale ed esteticamente coerente. Il Pastry Bar integra soluzioni Iarp ed Eurocryor, quest’ultimo specializzato in banchi refrigerati serve-over e self-service, con un posizionamento medio-alto e un’elevata possibilità di personalizzazione. Ogni elemento è stato studiato per unire performance e design.
› Quali sono le principali novità di prodotto che presentate in fiera?
Presentiamo, in anteprima, i modelli Alba 43 e Alba 45, a marchio Iarp, anticipandone il lancio commerciale previsto per il 2026. Le innovative vetrine frigorifere a temperatura negativa, evoluzione naturale della celebre gamma Glee, sono concepite quali soluzioni di refrigerazione future-proof. Alba viene proposta in versione sia ventilata sia statica. La versione ventilata introduce un’innovazione importante: la ventola è stata riposizionata, permettendo di aumentare del 40% la capacità espositiva senza modificare le dimensioni del banco. Il risultato è una vetrina più ampia, visivamente più pulita e con una classe energetica C, un livello molto buono per le apparecchiature commerciali di questo tipo. Per noi la circolarità non è uno slogan, ma un impegno concreto. Lavoriamo per introdurre materiali riciclati e facilmente riciclabili nei nostri prodotti. In Alba, ad esempio, utilizziamo plastiche provenienti da scarti di produzione, riducendo così l’impatto ambientale. Ad Host portiamo anche un altro prodotto che rappresenta perfettamente l'eccellenza del nostro percorso verso la sostenibilità: si tratta di Unit, un banco frigorifero compatto per bevande che è riciclabile fino all'80%. L’isolamento è in sughero naturale, e il design è stato pensato per essere facilmente disassemblabile, facilitando la sostituzione dei componenti e il corretto riciclo a fine vita. Unit è la sintesi della nostra visione: innovazione tecnologica, estetica e sostenibilità in un unico prodotto.


DAL PRIMO BREVETTO NEGLI ANNI ’70 ALLA
NUOVA FASE SOTTO IL GRUPPO PUREVER INDUSTRIES, MISA CONTINUA A DISTINGUERSI PER INNOVAZIONE, QUALITÀ E FACILITÀ DI MONTAGGIO
DELLE SUE CELLE FRIGORIFERE. NE ABBIAMO
PARLATO A HOST 2025 CON GIAMPIERO TROMBINI, AMMINISTRATORE DELEGATO DI MISA.

Cella frigorifera KLC con porta scorrevole
In alto a destra: Mini cella KLM 20 con unità di refrigerazione Freeblock
› Quando nasce MISA e qual è stato il suo percorso negli anni?
MISA nasce nel 1969 grazie all’iniziativa di Lamberto Micheletti, un imprenditore italiano con una visione chiara: industrializzare la produzione delle celle frigorifere. Fino ad allora erano costruite manualmente, ma MISA è stata la prima azienda italiana a realizzarle su scala industriale, sviluppando soluzioni innovative — alcune brevettate, altre no — che poi sono state riprese da molti concorrenti. Per questo abbiamo scelto il concept “Choose MISA cold rooms, choose the original”. In un secondo momento MISA è entrata nel gruppo Epta, riferimento mondiale nella refrigerazione commerciale, dove rivestiva sì un ruolo importante ma all’interno di un’offerta più ampia. Dal 2024, invece, siamo parte di Purever Industries, un gruppo internazionale specializzato esclusivamente in celle frigorifere, con 11 stabilimenti in Europa e l’ambizione di diventare il primo player europeo del settore.
› Quali sono le principali innovazioni tecnologiche introdotte da MISA?
Il nostro sistema di iniezione del poliuretano. In fase di produzione, prima che il poliuretano venga inserito, creiamo una sorta di sottovuoto che elimina l’aria, permettendo una distribuzione uniforme e compatta del materiale. Questo evita condense e dispersioni termiche, riduce del 20% i tempi di polimerizzazione e migliora l’efficienza energetica. Abbiamo inoltre brevettato sistemi di allineamento dei pannelli in tre dimensioni, che rendono il montaggio e lo smontaggio estremamente semplici. Le nostre celle si assemblano

come un Lego, senza tagli che indeboliscono la struttura o riducono l’isolamento. Questo è particolarmente apprezzato negli hotel, dove si installano anche 20 o 25 celle su più piani.
› MISA punta molto anche sulla durabilità dei materiali. Ce ne parla?
Utilizziamo esclusivamente lamiera plastificata, mentre molti concorrenti impiegano lamiera zincata. Quest’ultima tende ad arrugginirsi se graffiata, mentre la plastificata mantiene intatta la superficie. È per questo che una cella MISA può durare anche 20 anni, con semplici interventi di manutenzione come la sostituzione delle guarnizioni o delle maniglie.
› Quali sono le novità presentate in fiera?
Presentiamo in anteprima un monoblocco innovativo, compatto e flessibile, progettato per integrarsi con qualsiasi tipo di pannello isotermico. È realizzato in lamiera di alluminio preverniciata, dotato di compressori ermetici e quadro con microprocessore, termostato e termometro digitale. Per i monoblocchi impieghiamo da anni esclusivamente gas naturale R290. Allo stand abbiamo installato un monitor per mostrare un video che racconta, a velocità aumentata, il montaggio completo di una cella in soli 25 minuti, motore incluso. Noi vendiamo ai professionisti, a chi realizza supermercati, hotel, ristoranti. Oggi la mano d’opera costa tanto, quindi avere oggetti che sono facili da montare e da smontare è sicuramente un vantaggio. Abbiamo voluto portare in fiera anche una porta in acciaio inox che testimonia il lavoro che svolgiamo in particolare nel mercato del Middle East dove è richiesta una forte personalizzazione. Per questo abbiamo realizzato porte speciali in acciaio inox, con tre cerniere e chiusura automatica, progettate su misura per le esigenze estetiche e funzionali degli architetti locali.
› L'attenzione all'igiene è da sempre un punto di forza del marchio, lo conferma?
Da anni utilizziamo lamiera con trattamento antibatterico già integrato, che riduce la proliferazione dei batteri. I nostri clienti nel settore fast food, per esempio, possono effettuare una sanificazione in meno all’anno, con un risparmio notevole. Inoltre, abbiamo sviluppato il sistema MISA Pure Food, basato su ioni d’argento, che crea una barriera attiva e permanente contro i batteri, garantendo sicurezza alimentare 24 ore su 24 per tutta la vita della cella.
Soluzioni per il riscaldamento dell'acqua
L’AZIENDA AMERICANA OHMIQ, IN OCCASIONE DI HOST, HA LANCIATO LA OHMIC ARRAY TECHNOLOGY (OAT) CHE, SFRUTTANDO ELETTRODI E CONTROLLI ELETTRONICI PER CONVERTIRE L’ENERGIA ELETTRICA IN ENERGIA TERMICA, RISCALDA ISTANTANEAMENTE L’ACQUA, RISPARMIANDO COSÌ IL 30% DI ENERGIA E DICENDO ADDIO AI SISTEMI INCROSTATI DAL CALCARE.
OhmIQ è una realtà mondiale di primo piano nella tecnologia ohmica, una tecnica di trattamento termico che utilizza il passaggio della corrente elettrica attraverso un prodotto conduttivo per generare calore direttamente al suo interno. L’obiettivo di OhmIQ è imprimere una svolta all’efficienza energetica nell’ambito del riscaldamento dei liquidi. A questo scopo, l’azienda ha messo a punto una tecnologia ohmica brevettata, fulcro di diverse soluzioni rapide ed efficienti dal punto di vista energetico che sono in grado di ridurre gli sprechi, migliorare le prestazioni e trasformare intere industrie, a partire da quelle attive nel Food&Beverage (ad es. distributori di bevande calde).
OHMIC ARRAY TECHNOLOGY
Il cuore dell’innovazione è la brevettata Ohmic Array Technology (OAT). Questa tecnologia sfrutta elettrodi e controlli elettronici per convertire istantaneamente l’energia elettrica in energia termica direttamente nel liquido, evitando l’installazione di elementi riscaldanti tradizionali. Questo processo garantisce immediati e tangibili vantaggi:

- Drastica riduzione del calcare: la tecnologia OAT impedisce a qualsiasi componente dei macchinari in cui è previsto il riscaldamento di liquidi di superare la temperatura desiderata, riducendo significativamente la formazione di calcare: questo si traduce in una manutenzione ridotta e in una maggiore durata delle attrezzature.
- Precisione estrema: la temperatura del liquido è monitorata e regolata elettronicamente 60 volte al secondo. Questo consente un controllo termico perfetto e costante.
- Efficienza Energetica: La tecnologia aggira l’elemento riscaldante (l’intermediario) - che è fonte di calcare e dispersione di caloretrasferendo l’energia direttamente al liquido.
- Varietà di applicazioni: l’azienda detiene un solido portafoglio composto da oltre 136 brevetti globali per l’utilizzo della tecnologia ohmica. “In OhmIQ rivoluzioniamo il riscaldamento dei liquidi grazie alla nostra tecnologia ohmica brevettata," afferma Frederique Pirenne, Amministratore Delegato. “Grazie alle nostre soluzioni, i fluidi possono essere riscaldati più velocemente e con una precisione mai raggiunta: un vantaggio sia per il consumatore che per il Pianeta”. Con la tecnologia ohmica nessuna parte del riscaldatore supera la temperatura desiderata; si eliminano così i depositi minerali (incrostazioni) che causano inefficienze e guasti e si prolunga notevolmente la vita delle attrezzature. La temperatura del liquido è inoltre monitorata e regolata elettronicamente 60 volte al secondo: questa precisione assicura una riduzione del consumo energetico fino al 30% rispetto ai sistemi tradizionali. Il riscaldamento diretto evita infatti di dover mantenere costantemente caldi diversi litri di acqua, agendo solo quando necessario, e scongiura il rischio di perdite dovute al calcare.
RISCALDAMENTO DELL’ACQUA
A Host, OhmIQ ha svelato due sistemi che mirano ad assicurare un rilevante risparmio di tempo, acqua ed energia, prolungando la vita utile dei macchinari. InstIQ è il sistema di riscaldamento dell’acqua compatto e senza serbatoio ideale per macchine da caffè, distributori di bevande calde e attrezzature commerciali. L’acqua viene riscaldata in modo significativamente più veloce rispetto ai sistemi convenzionali, mentre la tecnologia Ohmic elimina l’accumulo di calcare. SteamIQ è la soluzione a vapore ad alte prestazioni, pensata per applicazioni particolarmente esigenti come macchine per caffè espresso, torrefattori, forni a vapore e attrezzature per la preparazione di cibi: raggiunge la produzione di vapore più rapidamente, aumentando la durata delle apparecchiature e riducendo il rischio di guasti meccanici grazie all’assenza di parti mobili.

Manutenzione impianti industriali
LA MANUTENZIONE NEGLI IMPIANTI INDUSTRIALI SI È EVOLUTA DA SEMPLICE ATTIVITÀ CORRETTIVA A DISCIPLINA STRATEGICA BASATA SULL’ANALISI DEI DATI E SUL MONITORAGGIO PREDITTIVO. IN QUESTO APPROFONDIMENTO TRATTO DALL’ESPERIENZA DI MAYR, AZIENDA ATTIVA DAL 1897 NELLA TRASMISSIONE DI POTENZA, VENGONO ESAMINATI I PRINCIPI, LE TECNOLOGIE E LE SOLUZIONI CHE PERMETTONO DI RIDURRE I FERMI MACCHINA E AUMENTARE LA SICUREZZA.

Gli impianti industriali e i loro componenti sono generalmente progettati per durare, ma non sono comunque eterni. L’abilità di un manutentore non consiste però nel sostituire, ad esempio, un albero con cricche da fatica ma nell’assicurarsi che il nostro albero venga sostituito prima che si cricchi.
Come fare? La risposta è data dall’ingegneria di manutenzione: una disciplina che tiene costantemente sotto controllo lo stato di usura dei componenti, al fine di predire le rotture prima che avvengano, effettuando in tempo le opportune sostituzioni. Una buona manutenzione implica quindi la sostituzione di un componente prima che si arrivi a rottura, a intervalli regolari in base al calendario; in questo caso si parla di manutenzione preventiva. Ma si può fare anche di meglio. Un’ottima manutenzione implica capire le condizioni di esercizio del componente, conoscere i segnali che quel componente invia e monitorarli nel tempo per sostituirlo prima che si rompa; in questo caso la manutenzione è predittiva. Tra fare una manutenzione di tipo correttivo (a seguito di un guasto) e una di tipo preventivo o predittivo, c’è molta differenza: anziché rischiare di ritrovarsi con
un impianto che non funziona come dovrebbe, con una manutenzione ottimale la produttività dell’impianto si avvicina al massimo ipotizzato in fase di progettazione e costruzione. Fare manutenzione di tipo preventivo e predittivo può sembrare oneroso per l’azienda nel breve periodo; i suoi benefici sono infatti visibili solo a lungo termine, ma nel tempo diventano evidenti e innegabili. I principali vantaggi di una manutenzione ottimale sono: incremento della produttività dovuto alla riduzione dei fermi impianti improvvisi, riduzione delle scorte a magazzino e dei tempi di manutenzione, maggior sicurezza, in quanto vengono meno molteplici condizioni di pericolo.
Le funzioni necessarie per sviluppare la manutenzione predittiva sono acquisizione dati, elaborazione dati, analisi dati e supporto delle decisioni. La premessa per poter attuare un corretto approccio manutentivo predittivo è la disponibilità di una documentazione storica che permetta un’adeguata analisi dei dati e la presenza di un sistema di calcolo, solitamente un PLC, per elaborare le informazioni acquisite. Un’altra condizione necessaria per questo processo è la raccolta dati che permettano il continuo monitoraggio. I sistemi di rilevazione devono poter misurare i fattori critici interni ed esterni. Alcuni esempi di grandezze che possono essere rilevate sono: corrente, temperature e vibrazioni. È proprio l’evoluzione di queste grandezze nel tempo che permette di identificare anomalie all’interno del sistema analizzato.
LA RILEVAZIONE DEI DATI CRITICI
Durante il pre-processing l’obiettivo è quello di ridurre la dimensione e la complessità del dataset, andando a valutare quali sono le informazioni caratterizzate da un’elevata correlazione e indicandole come unica variabile.
In questa fase preliminare, prima di identificare gli indicatori predittivi che riassumono le informazioni ottenute, si eliminano anche le incoerenze nei dati e gli errori di acquisizione.
Nella fase di elaborazione dati si interpretano i dati acquisiti e selezionati mediante l’utilizzo di un algoritmo predittivo, segnalando così situazioni anomale del componente o del sistema.
L’analisi dei dati può essere suddivisa in tre categorie:
• rilevare e identificare i guasti,
• valutare il degrado,
• calcolare la Remaining Useful Life (RUL), oppure Estimate Time To Failure (ETTF). Queste funzioni
Manutenzione impianti industriali
possono essere presenti o meno in un sistema di manutenzione predittiva, in relazione alla complessità tecnica del sistema, ai requisiti del sistema di manutenzione predittiva e alle conoscenze, dati e/o informazioni disponibili.
Affinché la manutenzione predittiva possa essere eseguita, è fondamentale che la conoscenza acquisita raggiunga le persone giuste al momento giusto. Occorrono segnalazioni, come allarmi e notifiche a breve termine, per gli operatori delle macchine, e indicatori chiave di prestazione per i vertici aziendali. Il più importante kpi (Indice chiave di prestazione)
è l’INUMAN (Indice di non utilizzo per manutenzione). È un parametro che sintetizza la performance dal punto di vista del guasto di un impianto e dei suoi componenti. L’indice, espresso in percentuale, fornisce il rapporto tra il tempo di fermo per guasto accidentale (escludendo quindi i fermi programmati, i blocchi dovuti a scioperi o altri fattori diversi dai guasti) e il tempo di utilizzo dell’impianto: la sua analisi negli anni dà informazioni sull’andamento delle prestazioni della nostra linea di produzione.
VALUTARE LE PRESTAZIONI
Mayr dal 1897 offre innovazione e conoscenza al mondo della meccanica in tutte le sue applicazioni, dall’industria siderurgica al settore minerario, agli estrusori e in generale a tutte le attività che richiedono l’impiego di tecnologie di azionamento e trasmissione di potenza. A seconda delle applicazioni i carichi variano, così come il loro assorbimento e il numero di cicli, che nell’arco della loro vita dell’impianto può risultare elevatissimo. Mayr, con riferimento ai Big Data, fornisce un valido aiuto con un’idea semplice: far comunicare i suoi giunti di trasmissione. ROBA-drive-checker, il componente intelligente che misura e comunica, perfeziona il sistema di trasmissione ROBA-DS dotandolo di un sistema di comunicazione tra componente e PLC e permettendo così l’analisi di parametri come corrente e tensione. Questo permette di determinare lo stato di commutazione e le condizioni generali del componente, ma


non solo: esegue anche un monitoraggio preventivo delle funzioni per verificare l’usura fornendo informazioni utili per programmare la manutenzione. ROBA-drive-checker è in grado di misurare variabili rilevanti come la coppia, la velocità e la temperatura e di comunicarle in tempo reale ai sistemi di controllo della produzione per monitorare il funzionamento della catena cinematica. Il tutto senza sensori esterni, ingombri aggiuntivi o costi rilevanti.
MANUTENZIONE OTTIMALE
Le informazioni sulle coppie nella trasmissione si sono sempre potute ottenere solo in presenza di spazio sufficiente per implementare i sistemi di monitoraggio. ROBA drive-checker permette di avere queste informazioni con un sistema compatto e conveniente. ROBA-drive-checker si inserisce perfettamente nella tradizione Mayr di creare soluzioni che semplificano il lavoro dei progettisti.
IL MONITORAGGIO DEI FRENI
ROBA-drive-checker non è l’unica soluzione Mayr a facilitare la manutenzione predittiva: un altro strumento molto utile per raggiungere questo obiettivo è il modulo per il controllo dei freni ROBAbrake-checker. Questo componente elettronico è in grado di monitorare stato, funzioni e usura dei freni di sicurezza, senza utilizzare sensori. Analizzando questi dati, si possono riconoscere rapidamente le anomalie del processo e trarre conclusioni per eventuali interventi di manutenzione, riducendo così i costi, i guasti e i tempi di inattività. Sviluppato per la gamma di freni ROBA-stop Mayr, ROBA-brake-checker è facilmente integrabile in sistemi frenanti preesistenti. Con la sua gamma completa di limitatori di coppia, giunti di trasmissione e freni di sicurezza, l’azienda è in grado di soddisfare rapidamente la maggior parte delle richieste; i tecnici Mayr sono a disposizione per fornire consulenze senza impegno relativamente al prodotto da scegliere o, se necessario, da realizzare su misura in tempi compatibili con le esigenze della produzione.
“Drinktec si conferma per P.E. Labellers una fiera da non mancare”, ci ha raccontato Cristiana Rondini, Marketing Director di P.E. Labellers. “Per la prima volta, in questa edizione 2025, ProMach partecipa come main exhibitor: un segnale importante, che manifesta la volontà di presentarsi all’Europa come una global company che ha la capacità di accogliere e valorizzare ogni singola azienda che ne fa parte. Quest’anno sono stati 8 i Product Brand co-espositori (oltre a ProMach, P.E. Labellers, Zacmi, MBF, Zalkin, Ferlo, Roberts PolyPro, Pace e ProMach Integrated Solutions). Drinktec è una manifestazione molto attesa, tra le più importanti al mondo per il settore di riferimento: ProMach ha mostrato i muscoli, con 14 macchine in esposizione, molte delle quali in funzione, su oltre 1.220 mq di superficie espositiva. Ben due degli otto Product Brand – P.E. Labellers e Zacmi – hanno scelto drinktec 2025 per lanciare sul mercato prodotti e soluzioni completamente innovativi. Zacmi, tradizionalmente focalizzata sul food, presenta per la prima volta una

CON UNO STAND DI GRANDE IMPATTO, PROMACH HA PARTECIPATO PER LA PRIMA VOLTA A DRINKTEC COME MAIN EXHIBITOR, PROPONENDOSI CON 8 DEI SUOI PRODUCT BRAND. A MONACO DI BAVIERA ABBIAMO RACCOLTO LE IMPRESSIONI DI CRISTIANA RONDINI, MARKETING DIRECTOR DI P.E. LABELLERS.

macchina dedicata al beverage. P.E. Labellers lancia ufficialmente sul mercato XPERIENCE, il nuovo ecosistema digitale formato da molteplici app AI-based: soluzioni di digitalizzazione macchina e di supporto al service e all’after market.
Scegliere le fiere più importanti del settore per presentare al mondo nuovi prodotti e soluzioni è un trend che P.E. continua a proporre: il mercato si aspetta le novità by P.E. e noi non possiamo che essere orgogliosi di vincere gli Awards più prestigiosi, come
negli ultimi anni è successo con Simpl-Cut, SkyLine, TelescoPE. Ci aspettiamo grandi risultati dalla partecipazione alla fiera, sia come P.E. che come ProMach in generale. Fin dal fischio d’inizio abbiamo assistito a una grandissima affluenza, tanto allo stand che nelle meeting room, dove per tutti e cinque i giorni di fiera si sono susseguiti appuntamenti con clienti da tutto il mondo. Una nota di merito va allo stand ProMach: a detta di tutti, tra i più affascinanti e accoglienti che hanno popolato i padiglioni a Monaco. Frutto di un grande lavoro di progettazione, volto a mostrare la forza della multinazionale statunitense e al tempo stesso raccontare e rafforzare l’identità delle aziende co-espositrici”, conclude Cristiana Rondini.
La grande novità presentata in fiera da P.E. Labellers è XPERIENCE, un vero e proprio ecosistema digitale, un hub dove convivono tra loro applicazioni diverse in grado di dare risposte intelligenti alle richieste quotidiane dei clienti mentre usano le proprie macchine. P.E. attraverso il progetto XPERIENCE dà voce alle macchine, valorizzando enormemente i dati provenienti dalle etichettatrici e dalle linee di produzione in generale: le applicazioni che fanno parte dell’ecosistema digitale sono soluzioni “AI-based”. Oggi XPERIENCE integra le app TELESCOPE, OPEN, PETER e UNIVERSE, strumenti digitali per lavorare in modo organizzato, fare un saving efficace e ottimizzare tutte le decisioni aziendali. La Cyber Security è intrinseca in ogni aspetto di XPERIENCE. L’accesso ai dati è sempre protetto, garantendo la completa riservatezza delle informazioni in transito e di quelle archiviate.


Imballaggi flessibili
CON UN OPEN DAY DEDICATO A DIPENDENTI E FAMIGLIE GEROSA HA FESTEGGIATO NEL SUO PLANT DI INVERIGO (CO) UN IMPORTANTE ANNIVERSARIO: 90 ANNI DI ECCELLENZA E INNOVAZIONE. IN QUELL’OCCASIONE ABBIAMO INTERVISTATO ELIA GEROSA, DIRETTORE SUPPLY CHAIN DI CELLOGRAFICA GEROSA.

Gerosa compie 90 anni di attività e sceglie di festeggiare aprendo le sue porte a chi, ogni giorno, ne è l’anima: i dipendenti e le loro famiglie. Un anniversario che non è solo un numero, ma il simbolo di una storia fatta di impegno, innovazione e passione. Oltre 600 persone hanno scelto di essere presenti, trasformando l’open day in una grande festa, rafforzando il senso di appartenenza. Fondata nel 1935 a Inverigo

dai fratelli Luigi e Giuseppe Gerosa, da piccola tipografia di paese l’azienda è cresciuta fino a diventare un gruppo multinazionale con cinque stabilimenti produttivi tra Italia, Spagna e Romania e tre filiali commerciali tra Germania e Francia. Oggi Gerosa è riconosciuta tra i leader europei nella stampa e lavorazione di imballaggi flessibili per i settori food e non food. “Il segreto della longevità di Gerosa – spiega Ruggero Gerosa, Presidente di Cellografica Gerosa S.p.A. – è la capacità di coniugare i valori fondanti trasmessi dai nostri padri con una visione orientata al futuro”.
I NUMERI DI UN SUCCESSO
LUNGO 90 ANNI
Con un fatturato di 236 milioni di euro nel 2024 e 921 dipendenti, Gerosa rafforza il proprio ruolo di player internazionale grazie a una strategia basata su innovazione, investimenti e sostenibilità. Negli ultimi tre anni Gerosa ha destinato 23 milioni di euro a nuove tecnologie e impianti e 5,5 milioni di euro alla Ricerca e Sviluppo. Sono state introdotte nuove rotocalco e linee di taglio a Inverigo, ampliata la capacità produttiva in Spagna e Romania, inaugurata una flessografica di ultima generazione a Brescia e realizzati nuovi magazzini per logistica e inchiostri. Gerosa genera oggi una quota significativa del proprio fatturato all’estero con una forte presenza in Germania, Francia, Spagna e paesi dell’est Europa. I principali settori serviti includono cioccolato, prodotti da forno, caffè, latticini, gelati e surgelati, snack salati, salumi e carni, oltre a diversi comparti non food. Tra i clienti figurano maggiori player internazionali dell’alimentare (Ferrero, Lavazza, Lindt e Barilla). “L’internazionalizzazione con l’apertura delle filiali estere a cavallo degli anni ’70 – sottolinea Claudio Gerosa, Vicepresidente di Cellografica Gerosa S.p.A. – è stata una delle scelte più coraggiose e determinanti per lo sviluppo dell’azienda. Oggi il mercato estero rappresenta una leva fondamentale di crescita e consolidamento”.
SOSTENIBILITÀ: SCELTE RESPONSABILI E AZIONI CONCRETE
Da sempre attenta all’impatto ambientale, Gerosa ha introdotto già nel 1981 a Inverigo un impianto per il recupero dei solventi, tra i primi in Italia, in forte anticipo sulla normativa che

risale al 1989. I laboratori e team specializzati Gerosa lavorano costantemente per ridurre l’impatto ambientale, migliorare la riciclabilità e garantire la sicurezza dei prodotti. L’innovazione è il motore del progresso e Gerosa lavora per anticipare le esigenze del mercato e contribuire alla transizione ecologica. “Le sfide ambientali
sono diventate per noi un’opportunità di crescita e un fattore competitivo” afferma Maria Rosa Gerosa, Consigliere di Cellografica Gerosa S.p.A. “Innovazione e responsabilità sociale guidano ogni nostra scelta”. L’attenzione alla sostenibilità è confermata dal recente ottenimento della certificazione ISO 14067, relativa alla quantificazione e rendicontazione della Product Carbon Footprint degli imballaggi flessibili per alimenti. Si tratta di un traguardo ambizioso, che vede l’azienda prima in Italia e seconda in Europa nel settore ricevere da DNV una certificazione accreditata. Il risultato è stato celebrato insieme ai rappresentanti di DNV durante un evento dedicato a clienti e fornitori presso lo stand Gerosa alla fiera Host.
In occasione dell’open day organizzato per dipendenti e famiglie abbiamo intervistato Elia Gerosa, Direttore Supply Chain di Cellografica Gerosa, che ha ripercorso per noi la storia della società e ci ha anticipato le strategie per il futuro.
❯ Ci illustra le tappe fondamentali, le sfide superate e i successi ottenuti nel corso degli anni?
La tappa fondamentale è stata, all’inizio, la visione che hanno avuto i fondatori, quindi mio nonno e suo fratello, che hanno capito che il mondo stava cambiando nel dopoguerra e si poteva cominciare a confezionare gli alimenti. Questa è stata una cosa visionaria e rivoluzionaria per quel tempo. Poi, sicuramente, c’è stata l’internazionalizzazione, quando siamo andati all’estero, che sembra una cosa banale da dire oggi, ma che in quel periodo storico non era una cosa così scontata. Si sono scontrati con la Germania, che li guardava dall’alto in basso perché erano “gli italiani”, e poco tempo dopo sono andati anche nel nel Nord Africa. Questi sono stati due momenti cruciali e di cui dobbiamo dare grande merito alla prima e alla seconda generazione.
❯ Da piccola tipografia familiare a gruppo internazionale, quali sono i pilastri su cui è stata costruita questa crescita?
Abbiamo sempre guardato all’innovazione dei prodotti, dei processi e degli impianti. A tal proposito, siamo sempre stati all’avanguardia nell’implementazione degli impianti, e posso affermarlo con certezza perché mi occupo personalmente proprio di questo ambito. I tre elementi vanno a braccetto, perché i prodotti innovativi richiedono impianti e processi innovativi, non di uso comune.
Ad esempio, siamo stati i primi ad aver installato il recupero solvente, ancora prima che entrassero in vigore le leggi che lo avrebbero reso obbligatorio.
❯ C’è una storia di successo, in particolare, capace di riassumere questi novant’anni di attività? Citerei le acquisizioni che la seconda generazione ha realizzato all’estero. Sono state tutte portate avanti con le sole forze della società, e questo è ancor più motivo d’orgoglio per persone come mio padre, mio zio e i loro cugini, che hanno avuto la forza di espandersi e cavalcare un mercato che stava venendo fuori in quegli anni.
alizzare, ma che hanno poi un impatto positivo sull’ambiente.
❯ Ci può anticipare gli obiettivi e la visione futura di Gerosa?
La visione che abbiamo è quella di offrire al mercato il migliore prodotto possibile, che sia sempre più sostenibile e che possa soddisfare i bisogni di tutti i nostri clienti. Cerchiamo di essere innovatori e propositori, così da poter supportare i nostri clienti nel raggiungimento dei loro obiettivi. Vogliamo essere partner per quelle aziende che devono affrontare quotidianamente le limitazioni imposte dalle normative, affiancandole con il nostro team di ricerca e sviluppo per il superamento delle diverse problematiche. Il piano industriale prevede ulteriori investimenti in persone e tecnologie, con l’obiettivo di incrementare la capacità produttiva e raggiungere nuovi traguardi di crescita. In particolare, Gerosa punta a superare i 300 milioni di euro di fatturato entro il 2030.
enormemente. Negli anni abbiamo quasi quadruplicato gli investimenti in R&D di nuovi prototipi, perché continuiamo a cambiare i materiali in quanto i nostri
❯ Secondo il suo parere, quali sono le maggiori sfide che dovranno affrontare i mercati che servite? Queste sfide le stiamo già affrontando. Il prodotto che stampiamo è in profondissima trasformazione. Sembra sempre lo stesso prodotto, ma in verità è cambiato enormemente. Negli anni abbiamo quasi quadruplicato gli investimenti in R&D di nuovi prototipi, perché continuiamo a cambiare i materiali in quanto i nostri clienti e le normative europee ce lo impongono. Noi stessi vogliamo produrre prodotti migliori e sempre più sostenibili dal punto di vista ecologico, anche in termini di riciclabilità. Questo significa cambiare fortemente quello che facciamo, per trasformare i prodotti stessi in soluzioni magari più complesse da re-
❯ A livello tecnologico, quali potrebbero essere i futuri passaggi? Il tasso di rinnovamento dei macchinari è sempre molto elevato, ma è chiaro che è una sfida che bisogna saper affrontare senza fretta. Si sente parlare di trasferimento del lavoro dalla rotocalco alla flessografia, ma per noi è irrilevante, in quanto abbiamo tutte le tecnologie e dobbiamo semplicemente fare in modo che i nostri siti seguano lo sviluppo in maniera armonica e funzionale.
Imballaggi in cartone ondulato

PRESSO LO STABILIMENTO DI CAINO (BS), GLI
AMMINISTRATORI DI INNOVA GROUP, LUCA, STEFANO E DIEGO PEDROTTI INSIEME ALLA MADRE GIULIA, HANNO INCONTRATO I GIORNALISTI PER CONDIVIDERE I RISULTATI ECONOMICI RAGGIUNTI NEL 2024 E PER PARLARE DEGLI INVESTIMENTI CHE IL GRUPPO STA PORTANDO AVANTI.
Innova Group è una realtà produttiva capace di offrire prodotti e servizi che coprono tutto il vasto mondo dell’imballaggio, costituita da aziende dinamiche e aperte al nuovo, pronte a rispondere alle sempre più complesse richieste di un mercato in continua evoluzione. Nel 2024 il Gruppo ha registrato un fatturato pari a €112.463.532, in calo dell’11,5% rispetto al 2023. Gianluca Pedrotti spiega: “Una delle cause principale del calo è da attribuire alla diminuzione del prezzo medio della carta nel corso dello scorso anno. Anche gli utili hanno registrato un calo, parzialmente compensato dall’aumento dei proventi finanziari, dovuto principalmente a una serie di aumenti di costi e da una situazione di mercato dove c’è molta pressione. Il patrimonio netto per la prima volta ha superato i 100 milioni, raggiungendo nel 2024 i 103.741.777 milioni di euro”. Diego ha precisato: “Vorrei segnalare che nel 2025 l’aumento del costo della carta si è verificato per pochi mesi e non ha permesso di trasferirlo sui nostri clienti, cosa che porterà a una stabilizzazione del fatturato”.
LA FORZA NEGLI INVESTIMENTI

Stefano, Luca e Diego Pedrotti con la madre Giulia e la nipote Sofia
to: “Nel 2025 gli investimenti saranno pari a 16.131.000 €. Questo valore sarà ripartito tra l’acquisto di quattro nuovi macchinari e la logistica interna.
Nello stabilimento di Caino, sarà implementato un nuovo Casemaker EMBA 245 5 colori dalle altissime prestazioni, capace di raggiungere una velocità di 21.000 scatole/ ora che possono diventare 30.000 in caso di Dual box. A Borgo San Giacomo verrà installato un nuovo slotter Bobst 924 NT RS D, con una velocità massima di 20.000 scatole ora (4 colori).
caratterizzata da un’altissima automazione e con una velocità massima di 7.500 fogli/ora.
La restante parte dell’investimento sarà destinata al gestionale, alla movimentazione e alla logistica.
Nel 2024 gli investimenti si sono attestati sui 3.686.000 € per l’acquisto di terreni a Erbè ed per l’espansione del fabbricato di Caino per 1.000.000 €, 500.000 € destinati al gestionale e 2.186.000 € per il miglioramento della logistica interna e varie. Stefano Pedrotti ha spiega -
A Erbè due nuovi macchinari: una nuova stampante Bobst MASTERFLEX HD PLUS 7 colori, capace di stampare fino a 15.000 fogli ora, caratterizzata da un’altissima qualità e da una enorme capacità di ottimizzare i consumi in base all’utilizzo (termocamera automatica - risparmio energetico del 50%) e una nuova fustellatrice piana Bobst MASTERCUT 2.1 estremamente tecnologica (power register e separatore di pose)
STRATEGIE E FORMAZIONE I mercati targeti di Innova Group sono diversi: si va dall’alimentare, che rimane il core business, fino alla meccanica e ai settori industriali. Oggi in una situazione di incertezza geopolitica globale, alcuni mercati calano, come ad esempio l’automotive, ma la capacità dell’azienda di aver diversificato la propria clientela le consente una certa stabilità e tenuta. Questo si evince anche da numeri in crescita: i clienti del gruppo sono arrivati nel 2024 a 2100 con 319 nuovi clienti nell’ultimo anno. Dalla sua nascita Innova Group ha continuato, anno dopo anno, il suo percorso di crescita, sia grazie agli importanti investimenti effettuati ma anche, e soprattutto, grazie alla dedizione del management e dei collaboratori. Altro tema che da sempre sta a cuore all’azienda, infatti, sono le risorse umane, sulle quali ogni anno Innova investe, non solo in termini numerici ma anche in termini di qualità della formazione. I dipendenti sono passati da 284 a 300 e per i nuovi non manca una formazione specifica che gli consente di acquisire le competenze necessarie per offrire un servizio qualificato. In termini di sostenibilità, l’obiettivo del Gruppo per il prossimo futuro è quello di diventare totalmente Carbon Neutral. Già da diversi anni, infatti, è iniziato un percorso di decarbonizzazione certificata per valutare la Carbon Footprint di Organizzazione e diversi stabiliementi del Gruppo sono a emissioni zero. Per il 2026, altro traguardo in vista sarà l’ampliamento dello stabilimento di Fontanella di 5.300 mq di superficie coperta.
TERRANOVA, REALTÀ DI RILIEVO NEL SETTORE DELLA STRUMENTAZIONE DI PROCESSO, HA APERTO LE PORTE DELLA SEDE CENTRALE PER ILLUSTRARE LA PROPRIA VISION, L’IMPEGNO PER L’INNOVAZIONE E I VALORI CHE LA GUIDANO NEL MONDO DELLA MISURAZIONE INDUSTRIALE.

Un viaggio alla scoperta di Terranova, una solida realtà italiana che è da sempre impegnata a portare avanti la tradizione manifatturiera italiana attraverso un ampio portafoglio di strumentazioni per tutte le industrie di processo. Questo è quanto hanno vissuto un gruppo di giornalisti che sono stati accompagnati alla scoperta di Terranova, un’azienda specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di strumentazione di precisione per il processo di misurazione.
DOVE TUTTO È INIZIATO
I valori di Terranova affondano le radici nell’esperienza delle società che oggi fanno parte del gruppo e che lavorano all’unisono per soddisfare le esigenze delle industrie di processo. Spriano inizia la propria attività nel 1923 producendo manometri e termometri. Nel 1936, è stata la prima azienda in Italia a produrre un controllore pneumatico modulante, contribuendo con un consistente
miglioramento tecnico dell’automazione e del controllo industriale nei settori della gomma, dell’Oil & Gas e dell’industria alimentare. Nel corso degli anni ‘80 Spriano completa il suo trasferimento tecnologico dalla pneumatica all’elettronica, sviluppando innovativi trasmettitori a microprocessore a 2 fili. Fondata a Milano nel 1974 da Enio Valletti, Valcom ha iniziato con la progettazione e la produzione di strumenti di misura e controllo con competenze specifiche nel settore della cellulosa e della carta. Negli anni ‘80, lo sviluppo verso un’elettronica intelligente è stato rafforzato con il trasmettitore ‘Senic’, che diviene una pietra miliare nella misura remota nel campo della pressione. I continui sforzi nella ricerca portano Valcom ad entrare in modo significativo nel settore marittimo nei primi anni ‘90. Nel 1976 viene progettata e prodotta una linea completa di valvole di controllo a globo a marchio Mec-Rela, che fornisce soluzioni efficaci ed efficienti per applicazioni industriali anche in condizioni estremamente difficili. In
tempi più recenti, nel 2012 Valcom acquisisce Spriano e Mec-Rela, andando ad ampliare la propria presenza nei diversi mercati, mentre nel 2017 le tre società si fondono in Terranova e riuniscono tutte le attività nel moderno stabilimento di Terranova dei Passerini, costruito su un’area di circa 5.000 m², di cui oltre 2.500 m² dedicati ai laboratori di produzione e agli uffici amministrativi e commerciali. Il gruppo continua a crescere con l’acquisizione, nel 2021, di Tecnomatic, realtà storica che dal 1962 progetta e produce dispositivi di misurazione del flusso e di temperatura.
SOLUZIONI
PER IL FOOD & BEVERAGE
Come sottolineato da Sergio Valletti, Amministratore Delegato di Terranova, oggi il gruppo reinveste oltre l’8,5% del fatturato annuo in R&S e serve 130 Paesi in tutto il mondo. Il suo ampio catalogo offre un’esaustiva gamma di trasmettitori, interruttori e valvole per la misurazione di pressione, temperatura, livello, densità, portate, consistenza, lucentezza e rilevazione di nebbia d’olio. I mercati serviti sono principalmente quelli dell’industria navale e dell’Oil & Gas, a cui seguono quelli del trattamento delle acque, dall’industria cartaria, dal settore chimico e farmaceutico, e dall’industria alimentare e delle bevande. Per quest’ultimo, in particolare, Terranova, con il marchio Valcom, progetta e produce strumenti di misura e controllo di variabili di livello, pressione e temperatura, le cui principali caratteristiche comprendono garanzie di sicurezza e affidabilità per garantire la massima pulizia e resistenza ai processi di lavaggio e sterilizzazione. Terranova mantiene una cultura aziendale incentrata sulle persone, le competenze e la passione, peculiarità che le consentono di proporre soluzioni personalizzate che riassumono in sé la qualità e la precisione della manifattura italiana per soddisfare le molteplici esigenze della clientela.

SIBEG SRL PARTNERS WITH SIDEL TO INSTALL A COMPLETE ASEPTIC LINE FEATURING THE ASEPTIC COMBI PREDIS AND EVOFILM STRETCH; EMPOWERING INNOVATION AND MEETING SUSTAINABILITY GOALS.

Sibeg, established in 1960 and headquartered in Catania, is the official bottler of the CocaCola Company, based in Sicily. With around 400 employees and eight production lines, ranging from soft drinks to energy beverages, Sibeg handles the production, bottling, distribution, and development of Coca-Cola, Monster Energy products, and Acqua di Tepelene, to over 24,500 points of sale across the island. Renowned for its commitment to quality, innovation, and sustainability, Sibeg aspires to be the ‘gazelle’; the innovation hub and global test site for Coca-Cola’s Business Units, with a strong focus on Sicilian consumers. Sibeg aims to deliver tailored solutions that meet customer expectations (in terms of product and taste), and serve over 5 million Sicilians, as well as the 7 million tourists who choose to visit the island each year. Committed to environmental responsibility, Sibeg is targeting zero emissions in Scope 1 and Scope 2 by 2030, and full carbon neutrality by 2032, aligning all investments with this long-term sustainability vision. In support of these goals, Sibeg recently partnered with Sidel to install a new 18,000 bph complete-aseptic PET line at its site in Catania, enabling the company to bring the production of sensitive products in-house, which were previously handled externally through co-packing.
The new line, featuring Sidel’s Aseptic Combi Predis™, EvoFilm Stretch, PalKombi machines, and
digital solutions, delivers substantial water, energy, chemical, and plastic savings, reinforcing Sibeg’s commitment to sustainable and efficient operations. Furthermore, the 100% rPET production allows Sibeg to reduce the environmental impact, contributing to a circular economy and minimising waste.
Luca Busi, CEO at Sibeg, comments: “This move reflects our strategic effort to both expand our product portfolio and enhance flexibility in meeting customer demands, while also cutting down on pollution from truck transport from Northern Italy, further reinforcing our commitment to sustainability.”
“Sidel and Sibeg share a long-standing partnership, with a complete line previously supplied for CSD (carbonated soft drinks) packaging. Once again, Sibeg places its trust in Sidel, this time for aseptic production, relying on its well-known expertise to ensure the highest levels of product safety. The complete aseptic PET line will enable us to diversify into energy drinks and tea production.”
Sibeg chose Sidel as the only vendor for the entire supply due to the proven expertise in aseptic packaging. “We felt safe relying, especially from a technical point of view, on a partner who is widely renowned for mastering the PET aseptic packaging production. Moreover, the collaboration with Tetra Pak for the processing part enabled us to cover the entire production process, from beverage preparation to the packaging line with a single contact point, bringing a strong increase in efficiency during execution,” adds Gianluca Tornatore, Operations Director at Sibeg.
Sidel has delivered a complete aseptic PET line featuring the Aseptic Combi Predis, which seamlessly integrates preform sterilisation, blow moulding, filling, and capping into a single process. This ensures product integrity and extended shelf life for sensitive beverages.
The system is renowned for its dry preform decontamination using a hydrogen peroxide mist, which
drastically reduces water and chemical usage, supporting Sibeg’s sustainability goals while aligning with evolving consumer preferences. It ensures complete product safety without the use of preservatives and successfully passed on the first attempt the aseptic validation protocol, complying with the Coca-Cola company standards. Designed for ease of use, the Aseptic Combi Predis allows operators to manage the sterilisation process economically, minimising downtime and reducing the need for extensive training. The system also offers exceptional flexibility, allowing Sibeg to switch between ten different formats from energy drinks to teas, while maintaining the highest levels of food safety and productivity.
Sidel also installed its EvoFilm Stretch packer, a breakthrough in stretch wrapping technology that boosts environmental performance and operational efficacy. Unlike traditional shrink-wrapping, it works at ambient temperature, eliminating the need for energy-heavy shrink tunnels. This cuts plastic use by up to 60% and reduces energy consumption by as much as 90%, helping Sibeg to save costs while reaching sustainability goals. “Using high pre-stretch LLDPE with a thickness of 10 to 23 microns, EvoFilm Stretch allows automatic sealing and flexible wrapping options. It lowers plastic use from 26 gram to 6 grams per pack and energy use is only 10 kWh, leading to a 90% savings compared to traditional shrink-wrapping solutions,” says Gianluca Tornatore, Operations Director at Sibeg. “Without shrink tunnels or conveyors, it also minimises machine footprint, making packaging lines more compact and cost-effective.”
Sibeg also opted for Sidel’s Evo-ON Flex app – an intelligent software that streamlines the bottle change-over process by guiding operators step-by-step through each required action. It provides a comprehensive, real-time overview of all scheduled changeovers for the entire work shift, boosting operator adeptness, and eliminating potential downtime. “The Sidel team were deeply committed to meeting our needs and timelines at every stage, from line design to ramp-up, while navigating the challenges of meeting Coca-Cola’s stringent safety standards. Their dedication ensured a smooth process without compromising on quality or compliance,” commented Gianluca Tornatore, Operations Director at Sibeg.














































































PRECISIONE, AUTOMAZIONE E AFFIDABILITÀ PER UNA PRODUZIONE DI INNESTI RAPIDI AD ALTE PRESTAZIONI. CON IL SUPPORTO TECNICO DI SYNERGON, STUCCHI HA SCELTO LE MACCHINE INDEX PER GARANTIRE CONTINUITÀ, EFFICIENZA E QUALITÀ ASSOLUTA NELLE PROPRIE LAVORAZIONI.

Fondata nel 1960 a Treviglio (BG), Stucchi è oggi uno dei principali produttori mondiali di innesti rapidi per la connessione e disconnessione di circuiti fluidici in sicurezza. L’azienda, ancora a conduzione familiare ma con una presenza globale, opera in più di 90 Paesi grazie a filiali dirette in USA, Cina, Australia, Brasile, Sud Africa e India. Il nome Stucchi è sinonimo di affidabilità in applicazioni che spaziano dal movimento terra, agricoltura, oil & gas, trasporti, refrigerazione, raffreddamento e in molte altre applicazioni industriali. Negli stabilimenti di Pagazzano operano ogni giorno circa 200 collaboratori, distribuiti sui due siti produttivi italiani, mentre il totale dei dipendenti a livello globale supera le 260 unità.
DALLA QUALITÀ DEL PRODOTTO
ALLA PRECISIONE DEL PROCESSO
La performance di un innesto rapido si misura in decimi di millimetro. Ogni accoppiamento, ogni superficie di tenuta, ogni componente interno deve garantire la perfetta tenuta del fluido anche sotto pressione elevata e in condizioni ambientali severe. Per ottenere questi risultati, non basta un buon progetto: serve una manifattura di assoluta precisione, supportata da macchinari capaci di mantenere la qualità costante nel tempo. “I nostri prodotti devono garantire sicurezza e continuità operativa anche dopo migliaia di cicli – ha spiegato l’ingegner Fabio Fustinoni, direttore operativo di Stucchi –. La realizzazione di componenti con tolleranze così strette richiede
macchine estremamente stabili, precise e affidabili. Per questo abbiamo scelto torni di fascia alta come quelli prodotti da INDEX”.
LA SCELTA DI SYNERGON COME PARTNER TECNOLOGICO
La collaborazione con Synergon nasce da una conoscenza consolidata nel settore delle macchine utensili ad alta tecnologia. Nel tempo, le occasioni di incontro in fiere e visite tecniche hanno permesso a Stucchi di apprezzare non solo la qualità dei macchinari distribuiti, ma anche l’approccio consulenziale e la preparazione tecnica del team. “Synergon si è distinta sin dall’inizio per competenza applicativa e rapidità di risposta – ha proseguito Fustinoni –. Abbiamo effettuato un benchmark su diversi costruttori, ma la proposta INDEX, presentata e supportata da Synergon, si è rivelata la più adatta alle nostre esigenze produttive”.
LE MACCHINE INDEX NEL CUORE DELLA PRODUZIONE STUCCHI
Nel parco macchine Stucchi operano oggi diversi modelli INDEX: MS22-6, MS40-6, MS40-8, MS526, G200 e C100. Le macchine della serie MS, torni plurimandrino CNC, sono progettate per produzioni complesse con volumi medio-elevati, dove la rapidità di ciclo e la ripetibilità sono elementi critici. I modelli G200 e C100, invece, sono torni bimandrino altamente versatili, ideali per lavorazioni su lotti tecnici di volume medio-basso che richiedono flessibilità, precisione spinta e tempi di attrezzaggio contenuti. Tutte le macchine condividono l’elevata qualità costruttiva tipica di INDEX, unendo velocità operativa, modularità e prestazioni dimensionali di alto livello. Le macchine della serie MS, disponibili nelle versioni a 6 e 8 mandrini, rappresentano il

cuore della produzione Stucchi a medio volume. Ogni mandrino lavora su una fase diversa dello stesso pezzo, che viene progressivamente completato man mano che ruota attraverso le diverse stazioni. Questo consente di ottenere un componente finito in pochi secondi, con un flusso continuo ed efficiente. La loro vera forza risiede nella rapidità di riattrezzaggio, che le rende estremamente versatili e competitive anche su lotti tecnici di dimensione contenuta. La rigidità della struttura e l’elevata stabilità termica assicurano la ripetibilità dimensionale anche nei cicli più lunghi. A ciò si aggiunge un sistema di attacco utensili integrato che riduce drasticamente i tempi di attrezzaggio, consentendo rapidi cambi di produzione.
L’introduzione delle macchine INDEX ha portato a un salto qualitativo tangibile. I test condotti sui componenti reali hanno evidenziato un miglioramento medio dell’efficienza produttiva del 25–30% rispetto alle precedenti soluzioni. La riduzione dei tempi ciclo e la possibilità di eseguire più operazioni in parallelo hanno aumentato la capacità complessiva dell’impianto, senza sacrificare la precisione. In alcuni casi, su particolari altamente complessi, la riduzione del tempo ciclo ha raggiunto anche il 50%, con un impatto diretto sull’efficienza e sulla marginalità.
Un ulteriore vantaggio è rappresentato dalla rapidità di attrezzaggio: grazie al sistema di cambio utensile e alla gestione integrata del controllo numerico Siemens, le macchine possono passare da un lotto all’altro in tempi ridotti, garantendo continuità e flessibilità produttiva. Anche l’automazione gioca un ruolo chiave, in particolare per quanto riguarda la gestione efficiente delle singole isole di lavorazione. L’integrazione dei torni INDEX con i sistemi di monitoraggio e controllo in tempo reale ha migliorato la tracciabilità dei componenti e l’efficienza operativa. L’interfaccia utente intuitiva e le funzioni di diagnostica avanzata semplificano il lavoro degli operatori, consentendo un rapido intervento in caso di anomalie e una maggiore stabilità di processo. Grazie all’integrazione dei torni INDEX, Stucchi ha ulteriormente consolidato la propria leadership nella produzione di innesti rapidi ad alte prestazioni. L’affidabilità delle macchine e la stabilità dei processi consentono di garantire una qualità costante anche su lotti tecnici di medio e basso volume, riducendo sensibilmente scarti e rilavorazioni e migliorando la continuità operativa. Ma il progetto non si ferma qui. L’azienda guarda già avanti, con l’obiettivo di potenziare ulteriormente l’automazione e introdurre soluzioni di monitoraggio digitale per la manutenzione predittiva. In questo percorso, il rapporto con Synergon continuerà a essere un punto di riferimento.

By Annick Seiz, Ambassadress of Delight

From recipe development to design and production to sales and distribution management, AI is now common practice in breweries, wineries and soft drink companies. In recipe development, AI algorithms enable sensory data, market trends and customer reviews to be evaluated. Companies such as Carlsberg (Denmark) use the ‘Beer Fingerprinting’ project to analyse and optimise beer recipes. In Belgium (KU Leuven), AI is generating new non-alcoholic beer varieties that often surpass traditionally brewed products in taste tests. In the coffee sector, AI has also led to the creation of the ‘AI-conic’ blend in Helsinki – including an automatically generated label and flavour description.
The design of labels, bottles and cans has been fundamentally transformed by tools such as Midjourney, DALL-E and Stable Diffusion. Marketing departments can create countless variations in seconds, target trends and target groups, and implement seasonal and individual campaigns at lightning speed. Breweries such as Heineken are using these tools to develop regional labels that precisely match country-specific tastes and design preferences.
German whisky merchant Marco Bonn opened his shop in 2010 with the premise of doing things differently in what was essentially a saturated whisky market in order to stand out from the competition. In 2024, the Brühler Whiskyhaus was named the best whisky shop in Germany and received the prestigious Gold Award from the Whisky Ambassador.
To set itself apart from the competition, Brühler Whiskyhaus offers a high-quality and diverse range of spirits (in-store and online) and has created its own brand as an independent bottler called A Dream Of Scotland (ADOS). Its recipe for success is a mix of eye-catching labels and whisky series with collector’s value, a constantly growing product range and high-quality events in its lovingly decorated shop.
The ADOS labels were initially designed in collaboration with tattoo and graphic artists. However, the commissioned work quickly became too expensive and there was a lack of creative external manpower. That’s why label design has long been a matter for the boss, as the in-house whisky line is an important economic pillar of the company. With the help of image editing programmes, self-created grids and AI tools such as Midjourney, Marco Bonn designs the bottle labels himself after work.
He is aware that the sometimes somewhat revealing images polarise opinion, but the sales figures prove him right. For high-quality production with a 3D feel, collaboration with professional printers is particularly important to him. Marco Bonn says: ‘Pure product quality is not enough to differentiate yourself in a highly competitive market. Sales success depends not only on an exciting product range, a great shop, a motivated team and good ideas, but also on creative courage in marketing and packaging.’
Manufacturers such as Diageo (Johnnie Walker, Guinness) use AI for hyper-personalised advertising and micro-targeting – controlled by analysis of social media, customer data and purchasing
behaviour. Up to half of the companies surveyed report a direct increase in ROI through AI-supported marketing campaigns, automated chatbots and individual product recommendations.
The use of AI applications in the beverage industry does not stop at marketing and product development. AI systems analyse machine, production and sales data in real time. They take over predictive maintenance, quality assurance in bottling, reduce downtime, lower waste and increase efficiency. AI-based tools optimise supply chains, storage, route planning and energy consumption. Coca-Cola, for example, uses algorithms for precise inventory management and CO₂ minimisation worldwide. AI-driven logistics reduce transport times while saving costs – and help to reduce food waste and energy consumption. AI-supported robot systems in laboratories (e.g. for cappuccino powder optimisation) or the ‘SmartDate’ classification for juices show how research is further automating and refining production. Upcoming trends: intelligent vending machines with facial recognition, blockchain-supported traceability, NFT-based authentication for luxury beverages.

However, despite enormous potential, companies face challenges: high energy and water requirements, large initial investments, a shortage of skilled workers and data protection concerns are hindering the wider penetration of the technology. In the food industry in particular, regulation and transparency regarding the use of artificial intelligence remain a key issue that will sooner or later have to be regulated by law in order to prevent a loss of trust and abuse. At the same time, creative individuals remain irreplaceable. The interface between humans and machines will remain – because creative fine-tuning, sensory final adjustments and emotional brand management will continue to be significantly influenced by human experts. Artificial intelligence is not only a driver of efficiency, but also a creative force in the international beverage industry. It enables innovative products, accelerates design and production processes, makes supply chains more sustainable and improves customer loyalty. Those who use AI in a technology- and cost-driven manner, but with tact and sensitivity, will benefit from better products and enthusiastic customers – and have a lasting impact on the industry.
Source: drinktec
SUSTAINABILITY
By Andy Thomas-Emans*

With the launch of the European Union’s circular economy program, inclu-ding PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulations), sustainability has moved to the top of the label and package printing industry’s list of priorities.
And not only in Europe. Across the world, governments are starting to legi-slate on a wide range of sustainability issues like single-use plastics and recycling targets, while converters working for global brands anywhere in the world will need to meet their increasingly stringent sustainability man-dates. While many of the detailed requirements and timelines for PPWR remain unclear, the broad outlines are coming into focus. Labels are of critical im-portance to successful implementation of two PPWR requirements for ‘upcycling’ and multi-trip containers. The circular economy requires that packaging materials can be cleanly se-parated, and after processing, return to the same point in the value chain. This means, for example, that the label adhesive must remove cleanly from the container;
it means UV ink needs to be separated from PET shrink slee-ves so both container and sleeve material can be cleanly recovered. The la-bel also needs to provide information on the recyclability of each compo-nent of the container or pack. In the case of compostable materials, for example, consumers will need to determine if there are local industrial composting facilities available. Without that, the pack will not pass the cir-cular economy upcycling test. The label will also provide the mechanism to activate post-consumer automatic materials sorting systems via machine-readable codes, as projected in the Holy Grail program. Upcoming Digital Product Passport (DPP) legislation will mandate every physical product to have a ‘digital twin’ in the Cloud containing informa-tion on packaging materials, disposal advice, chain of custody and more. This will require the addition of an RFID inlay or QR codes, both of which require converters to invest in additional equipment and expertise. DPP is first rolling out through the apparel and electronics sectors, with additional rollouts to follow. Turning to multi-trip refillable packaging, the requirement will again be for primary labels to wash off so the container can be cleaned before refilling and shipping back to retail stores or online customers. But since the EU re-quires that a container must make multiple round trips to count as ‘refilla-ble’, there will also need to be a machine-readable permanent label with an adhesive strong enough to withstand washing, refilling and transit.
At first glance, automation has little to do with sustainability. In fact, the two are closely linked. Firstly, automation directly supports label and pac-kaging converters in complying with sustainability legislation and manda-tes. Going forward, label and package print/converters will be expected to provide a wide range of sustainability metrics to brand customers and to state, federal and EU regulators. Converters will need to automate the collection of carbon emissions data. Automated sensors on the most energy-intensive components of the press

End - of-linE & wAREhoUsE pACk Aging AUtoMAtion MARkEt tREnds
The global end-of-line (EoL) & warehouse packaging automation market is currently experiencing a growth phase, with a compound annual growth ra-te (CAGR) of 7.9% forecast between 2024 and 2029 according to Interact Analysis. The latest report from the market intelligence specialist – EoL & Warehouse Packaging Automation – predicts the market value will increase from $5.1 billion in 2024 to $7.5 billion in 2029, with the Americas region and warehouse packaging automation anticipated to be significant drivers of growth. Companies in the Americas and Europe are increasing investment in ware-house packaging automation to combat rising labor costs. Both regions are also seeing growth in end-of-line packaging systems for the manufacturing industry as high wage bills and regulatory pressures continue. Meanwhile, most of the growth in the APAC region stems from a general expansion of the manufacturing industry, rather than rising labor costs. Strong growth in automated packaging revenue is forecast in each of the tri-regions out to 2029 According to Interact Analysis, the end-of-line manufacturing packaging automation sector accounted for 61% of revenues within the EoL & ware-house packaging sector in 2024 and this figure is expected to drop by one percentage point by the end of 2029 to 60%, despite warehouse packaging forecast to grow at a faster rate. End-of-line manufacturing applications (li-ke case packers, case sealers, and case erectors) have a strong presence, with combined revenues of over $2.1 billion in 2024. The rise in warehouse automation comes primarily from rapidly growing investment in right-fit boxers, bagging machines; and robotic palletizing. E-commerce demands and legislation that penalizes retailers for material wastage are significant driving forces. Although right-fit boxers and bag-gers have the highest growth rate, the market size is still relatively small compared with more established solutions.
Source: Interact Analysis

and converting equipment – servo motors and UV/drying lamps – are al-ready a reality, along with the ability to send that information to Cloud ser-vers and distribute securely over blockchain networks. Brand owners will be asking converters for information on the composition of the packaging they supply. This will require that sustainability informa-tion is automatically collected across the supply chain, from suppliers of inks, plates, materials, pressroom chemicals, and so on. Without automa-tion, this will simply not be possible.
Automation is also central to making label and package printing businesses sustainable in the long run. Automation will be absolutely essential to ad-dress the shortage of skilled labor available to the print industry. Automation is becoming a must-have in the flexo process from makeready to automated monitoring of print pressure, tension, registration and color. A move towards Extended Color Gamut printing – keeping the same seven CMYK+OGV inks in the press to simulate Pantone colors – allows the au-tomation of color management at the prepress stage. On the rotary offset side, some companies are now exploring AI modeling of ink-water balance to reduce setup times and waste levels. During the last edition of Labelexpo Europe 2025 in Barcelona, on con-verting machines, we saw increased automation of a range of processes from knife setting to varnish plate engagement and camera-based QC through to turret rewinds. These machines will increasingly be set up and managed

remotely, programmed via JDF/JMF, taking that responsibility away from machine operators. Format changes will be triggered by unique QR codes printed at the heads of new jobs either by a digital press or a di-gital print head added to a conventional press. Digital embellishment using UV inkjet heads to jet coatings and adhesives allows a range of decorative processes to be automated, including cold foi-ling, tactile finishes and simulated embossing. Further developments have taken place in laser die cutting and in high-speed semi-rotary conventional die cutting with auto plate ejection. This has now reached the point where the only manual process is loading the flexible die. Automation of the factory workflow helps businesses become more sustai-nable in many different ways. Automation of inventory management, in-cluding reordering, has been with us for some time, but automation is now extending to workflow management powered by AI. This means, for exam-ple, automatic routing of jobs through the factory from prepress, through printing, converting and QC, with resources allocated according to a range of factors such as run length, converting and decoration requirements, ma-chine and operator availability. For label converters, robots are targeted at automating the packing of fini-shed rolls, typically taken from a turret rewinder. Going forward we are likely to see more of the operations around the press impacted by robotics, including the automated mounting of sleeves and tooling.
The growing convergence of AI and automation will ultimately lead to mo-re sustainable businesses for converters. It will dramatically reduce the need for operators with traditional print skills, making plants more efficient and creating more value-added jobs in managing automation, all of which will make label and package printing operations more profitable.
*Strategic director of Informa Markets Labels & Packaging group
AMBIENTE
Etichettatura ambientale
IDENTIPACK MOSTRA COME LA DIFFUSIONE DELL’ETICHETTATURA AMBIENTALE CONTINUI A ESSERE IN COSTANTE AUMENTO, GRAZIE AL CONSOLIDAMENTO DELL'OBBLIGO LEGISLATIVO - INTRODOTTO A GENNAIO 2023 - DI COMUNICARE IN ETICHETTA.
Il nuovo Regolamento europeo 2025/40 sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggi, introduce cambiamenti per l’etichettatura ambientale, al fine di armonizzare le regole in tutti i Paesi membri dell’Unione europea. L’obiettivo è quello di ottenere unsistema di regole comuni per tutti i Paesi europei, capace di supportare al meglio il cittadino nel corretto conferimento degli imballaggi e, di conseguenza, favorire il raggiungimento degli obiettivi di riciclo stabiliti a livello europeo. A decorrere dal 12 agosto 2028, o al più tardi 2 anni dopo la data di entrata in vigore degli atti di esecuzione previsti al 2026,entrerà in vigore un nuovo sistema di etichettatura armonizzata. La nuova etichettatura ambientale obbligatoria per tutti gli imballaggi, esclusi quelli da trasporto (a eccezione di quelli per il commercio elettronico) e quelli soggetti a deposito cauzionale, dovrà seguire specifici requisiti e formati che saranno definiti da due atti esecutivi:
• un atto che stabilirà come dovrà essere effettivamente l'etichetta armonizzata (il design, formati, contenuti, ecc.);
• un atto che dovrà definire una metodologia per identificare i materiali di cui sono composti gli imballaggi mediante tecnologiedi marcatura digitali. Questi strumenti permetteranno alle imprese di progettare un’unica etichetta ambientale valida in tutto il mercato europeo: un cambiamento significativo che, se
ben gestito, potrà portare vantaggi tangibili in termini di semplificazione, coerenza comunicativa e ottimizzazione dei processi di etichettatura.
SUI BENI DI LARGO CONSUMO
Nell'osservatorio IdentiPack si conferma la crescita del numero di prodotti confezionati venduti nella distribuzione moderna sulle cui etichette è specificato il materiale di composizione del packaging in cui sono venduti. I dati evidenziano che il 52,5% delle referenze grocery monitorate dal servizio Immagino in ipermercati e supermercati – ben +4,1 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente – riporta la codifica del materiale prevista dalla decisione 129/97/ CE (ad esempio “PET 1” oppure “ALU 41”), per un totale di 76.504 referenze “parlanti”. Ad aumentare, nei mesi rilevati, è stata anche la quantità di confezioni messe nel carrello dagli italiani durante gli acquisti in ipermercati e supermercati e sullecui etichette è indicata la composizione del packaging. La cifra ha superato i 17,8 miliardi di unità, facendo salire la percentuale di prodotti con codifica identificativa del materiale al 76,6% del totale grocery. Una percentuale maggiore di +2,2 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Analizzando i vari reparti dei punti vendita, per mappare la distribuzione dei prodotti che indicano il materiale con cui sono realizzati nei vari comparti merceologici, si evidenzia un ulteriore incremento di queste referenze in tutti i settori del largo consumo. Ancora una volta il comparto del freddo, che include gelati e surgelati, si conferma la categoria merceologica con la più alta percentuale di confezioni “parlanti” (64,5%). Una prima
% Prodotti a scaffale - %Confezioni vendute - Trend in p.ti % vs anno precedente


Quota del numero di confezioni vendute che in etichetta comunicano la codifica identificativa del materiale di composizione del packaging

posizione consolidata grazie al più alto tasso di espansione tra le categorie analizzate: +5,2 punti percentuali. Per incidenza di prodotti “parlanti” presenti a scaffale spiccano anche le carni (59,8%) e il fresco (58,6%), che confermano rispettivamente la seconda e la terza posizione sul podio. Il comparto della drogheria alimentare, invece, si avvicina sempre più alle prime tre aree merceologiche, con ben il 57,6% delle confezioni che indicano la composizione del pack e il quarto trend più consistente tra tutti i comparti (+4,5 punti percentuali). Ortofrutta e cura casa continuano a condividere il quinto gradino del podio, con il 53,4% delle confezioni che indicano il materiale con cui sono realizzati e un deciso incremento rispetto alla rivelazione dello scorso anno (+4,7 punti percentuali), confermando valori sopra la media del 52,5%. Nonostante l’aumento dell’incidenza di referenze su cui è riportata la composizione del materiale, restano con valori sotto la media l’ittico, il cura persona, il pet care e le bevande. Le bevande scivolano dalla penultima all’ultima posizione, passando dal 35,3% di confezioni “parlanti” dello scorso anno al 37,3% attuale. Le referenze dedicate ai pet mettono a segno i progressi maggiori tra le categorie sotto la media: con un significativo +4,3 punti percentuali vedono salire la percentuale dal 35,0% al 39,3%, che permette di abbandonare l’ultima posizione tra le categorie con la percentuale più bassa di confezioni che indicano il materiale in etichetta.
L’INDICAZIONE DELLA COMPOSIZIONE
DEL PACKAGING
L’analisi per categoria all’interno dei singoli reparti conferma i gelati come i più virtuosi: la percentuale numerica aumenta dal 64,7% al 73,4%, con una crescita di oltre 8 punti percentuali, mentre i surgelati crescono di 3,7 punti, passando dal 56,9% al 60,6%. Nel settore delle carni, l'ovicaprino si conferma come
Etichettatura ambientale
il comparto con la maggiore presenza della codifica identificativa del materiale, con una percentuale stabile rispetto all'anno scorso e pari all'80%, seguito dal bovino, dall'avicunicolo e, a distanza, dal suino. Nel settore del fresco, le percentuali più alte di prodotti contenenti l'indicazione di codifica identificativa del materiale si trovano nei comparti delle bevande fresche, della gastronomia vegetale sostitutiva, degli yogurt e simili, dei freschi dolci e dei preparati, piatti pronti e specialità. Le crescite maggiori si registrano nelle bevande fresche, nei freschi dolci e nei preparati, piatti pronti e specialità. Nel settore della drogheria alimentare, invece, i comparti più virtuosi sono la pasta e i prodotti da ricorrenza, con oltre i due terzi dei prodotti che riportano la composizione del materiale con cui sono realizzati, seguiti dai latticini UHT e affini e dai preparati per bevande calde, rispettivamente con il 64,9% e il 63,2% delle confezioni parlanti. In termini di contributo alla crescita, i comparti delle conserve animali, dei prodotti dietetici salutistici e dei preparati/ piatti pronti registrano i maggiori incrementi, rispettivamente con incrementi del +8,8, +7,9 e +7,4 punti percentuali. Nell'ortofrutta, la percentuale più alta di confezioni “parlanti” si ritrova nel segmento frutta (61,2%), mentre nella cura della casa si distinguono gli insetticidi (65,3%), la cura dei tessuti (62,1%) e la detergenza bucato (60%).
Nell’anno 2024, il numero delle confezioni di prodotti grocery dotate di indicazione sulla composizione del materiale del loro packaging acquistate dagli italiani in ipermercati e supermercati ha superato i 17,8 miliardi di unità. Rispetto all’anno precedente, si conferma un ampliamento di +2,2 punti percentuali del numero delle confezioni “parlanti”. Un trend che porta al 76,6% l’incidenza di confezioni vendute con codifica identificativa del materiale sul totale del grocery. Come per l’analisi relativa al numero di prodotti che riportano in etichetta la codifica identificativa del materiale, anche in questo caso a distinguersi tra le varie categorie merceologiche è il comparto del freddo, che con un trend di +2 punti percentuali fa salire a 82,2% la quota di confezioni di gelati e surgelati che indicano il materiale con cui sono realizzate. A brillare, nei dodici mesi monitorati, sono in particolare il mondo del cura persona, il pet care e l’ittico, con trend superiori a +5 punti percentuali. Nello specifico, il reparto cura persona fa un deciso balzo in avanti in classifica, salendo dalla quinta alla terza posizione. Con un incremento del +5,3 punti percentuali, raggiunge una percentuale di 79,7% confezioni con codifica identificativa del materiale vendute, scavallando, rispetto all’analisi dello scorso anno, sia i prodotti della sfera del fresco sia quelli della drogheria alimentare. Di conseguenza, il fresco scende dal terzo al quarto posto, con una quota del 78,3%, incrementata solo di 1,6 punti percentuali, mentre la drogheria si posiziona al quinto con una percentuale del 78% (+1,9 punti percentuali). Il cura casa, invece, conferma la seconda


posizione in classifica e con un incremento di +4,8 punti percentuali sale al 79,8% di confezioni con indicazioni relative alla natura dei materiali con cui sono realizzate. Bevande, ortofrutta, carni, pet care e ittico si collocano sotto la media del 76,6%, ma ittico e pet care vedono aumentare in maniera consistente il numero di confezioni “parlanti” vendute”, grazie ai migliori trend di crescita tra tutte le categorie analizzate, confermando anche in quest’analisi, il trend espansivo delle ultime edizioni di IdentiPack. Il pet care con un trend di +7,1 punti percentuali sale al 61%, mentre l’ittico cresce di ben +8,8 punti raggiungendo una percentuale del 50,9% dal 42,1% dello scorso anno. L’ortofrutta, pur restando sotto la media, guadagna una posizione in classifica passando dalla terzultima alla quartultima posizione grazie a un trend di +3,8 punti percentuali che permette di raggiungere una percentuale del 70,7% e di superare le carni (69,8%) che, con un timido +0,7 punti, scivolano in terz’ultima posizione, prima di pet care e ittico. Le bevande con solo +1 punto percentuale vedono salire la quota di confezioni vendute dotate di codifica identificativa del materiale compositivo dal 72,3% al 73,3%.
Anche questa edizione di IdentiPack analizza la quota di confezioni parlanti vendute in base alla tipologia di azienda fornitrice. Le aziende fornitrici leader (le top 20 per vendite) confermano di detenere la quota più alta e consolidano il primato, raggiungendo l’85,4%, con un +1,2 punti percentuali rispetto all’analisi dello scorso anno. Una percentuale superiore alla media del largo consumo confezionato di 8,8 punti percentuali. La MDD conferma la sua seconda posizione con un trend più elevato rispetto a quello delle aziende fornitrici leader e il più consistente tra i produttori (+2,6 punti percentuali) e una quota del 78,2%, al di sopra della media delle confezioni parlanti sul totale di quelle vendute tra supermercati e ipermercati. Nonostante il trend pari a +2,5 e +2,4 punti percentuali dei produttori follower e di quelli minori, la percen-
tuale di queste due categorie resta al di sotto della media. Se i produttori follower, però, si avvicinano con il 76,2% alla media del largo consumo confezionato (76,6%), la distanza per i più piccoli – per cui la quota di confezioni parlanti è del 57,5% – resta notevole. Tra la media di confezioni con codifica del materiale vendute in ipermercati e supermercati in tutti i reparti analizzati e la quota dei piccoli produttori ci sono ben 19,1 punti percentuali di scarto.
Oltre il 60% dei 145.597 prodotti rilevati da Immagino riporta in etichetta almeno un’indicazione sulla tipologia di imballaggio e sul corretto conferimento nella raccolta differenziata. Si tratta di 88.018 confezioni, pari al 60,5% del totale monitorato. Un’ampia numerica che ne fa la seconda variabile in termini di diffusione, superata solo dalla comunicazione della tipologia di imballaggio. Guardando ai volumi, nell’anno 2024, tra supermercati e ipermercati sono state vendute oltre 19,2 miliardi di confezioni con questo tipo di informazioni, pari all’82,5% della numerica del totale grocery. Entrambi gli indicatori risultano in crescita rispetto all’anno precedente: il numero dei prodotti dotati di informazioni relative alla tipologia di imballaggio e al corretto conferimento in raccolta differenziata è aumentato di +3 punti percentuali, quello delle confezioni vendute di +1,6 punti percentuali. è rimasta stabile la percentuale di prodotti a scaffale in ipermercati e supermercati che danno informazioni sulla certificazione della compostabilità degli imballaggi con l’invito a conferirli tra i rifiuti organici della raccolta differenziata. Si tratta di 345 prodotti pari allo 0,2% del totale grocery. Riguardo le confezioni vendute invece, solo 55,3 milioni ne parlano in etichetta, una percentuale pari allo 0,2% del totale nell’anno 2024. Anche in questo caso la percentuale è invariata rispetto alla rilevazione dello scorso anno. Da una sintesi dell'osservatorio IdentiPack % Prodotti a scaffale - %Confezioni vendute

Pallet in legno
CORNO PALLETS ACCENDE I RIFLETTORI SU PRESSPALL, IL PALLET INTELLIGENTE E SOSTENIBILE, PENSATO PER OTTIMIZZARE SPAZIO, RIDURRE TEMPI E COSTI, AUMENTARE L’EFFICIENZA E FAVORIRE UNA LOGISTICA PIÙ RESPONSABILE.

Nel mondo della logistica e dei trasporti, dove ogni centimetro conta e ogni minuto può fare la differenza, Presspall rappresenta un’alternativa concreta e innovativa al pallet in legno tradizionale. Realizzato in legno pressato, composto da truciolato riciclato e resina naturale, è un prodotto resistente, leggero e facilmente impilabile. Una soluzione che unisce funzionalità, sostenibilità ed efficienza, pensata per semplificare il lavoro quotidiano di chi si occupa di movimentazione e stoccaggio merci.
IMPILABILE E FACILE
DA MOVIMENTARE

Uno dei principali vantaggi di Presspall è la capacità di ottimizzare lo spazio. La forma conica dei piedini permette di impilare i pallet uno dentro l’altro, riducendo notevolmente il volume dei pallet vuoti. In una colonna alta 2,4 metri si possono impilare da 50 a 60 pallet nei formati standard (1200×800 mm o 1200×1000 mm) e da 120 a 220 nei piccoli formati (600×800 mm o 400×600 mm). Un risultato irraggiungibile per i pallet tradizionali, con vantaggi concreti per lo stoccaggio e il trasporto. Il design di Presspall facilita tutte le operazioni logistiche. È compatibile con i principali sistemi di sollevamento come carrelli elevatori, transpallet e muletti, e può essere inforcato da tutti e quattro i lati. Ciò garantisce massima flessibilità nelle manovre e tempi ridotti anche in ambienti stretti o complessi.
LEGGERO E SICURO
Grazie al suo peso contenuto, Presspall è facile da maneggiare manualmente, riducendo lo sforzo fisico per gli operatori. La superficie
liscia, priva di chiodi o schegge, offre un’elevata sicurezza sul lavoro e tutela le merci da danni accidentali durante la movimentazione. L’elevata impilabilità consente di caricare molti più pallet su un solo mezzo. Ad esempio, un camion che trasporta circa 750 europallet in legno può caricare oltre 2.000 pallet Presspall. Questo significa meno viaggi, meno carburante e meno spese logistiche, con una conseguente riduzione dell’impatto ambientale.
SOSTENIBILITÀ:
UNA SCELTA CONCRETA
Presspall non è solo efficiente: è anche una soluzione perfettamente circolare. Realizzato con legno riciclato proveniente da scarti di lavorazione e imballaggi usati, è a sua volta completamente riciclabile. Il pallet è certificato PEFC, marchio che garantisce l’utilizzo esclusivo di materia prima proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile. Dalla foresta al prodotto finito, ogni passaggio è tracciabile, confermando un impegno concreto verso la responsabilità ambientale. In questo modo, scegliere Presspall significa contribuire attivamente a un modello produttivo più etico e sostenibile, senza rinunciare a efficienza e prestazioni.
TANTI FORMATI, TUTTI IDONEI PER L’EXPORT
Disponibile in diversi formati, Presspall si adatta alle esigenze di ogni settore. A seconda del modello, può garantire una portata dinamica fino a 1.250 chilogrammi, assicurando la robustezza necessaria anche per i carichi più impegnativi. Tutti i pallet Presspall sono conformi alla normativa ISPM 15, relativa al trattamento fitosanitario del legno destinato all’esportazione. Questo significa che sono subito pronti per l’uso internazionale, senza necessità di ulteriori trattamenti o certificazioni. In conclusione, Presspall è il pallet intelligente e sostenibile, pensato per ottimizzare spazio, ridurre tempi e costi, aumentare l’efficienza e favorire una logistica più responsabile. Un alleato concreto per affrontare le sfide del trasporto e dello stoccaggio con soluzioni moderne, sicure e attente all’ambiente.
Imballaggi in acciaio
L’ACCIAIO È SEMPRE PIÙ DETERMINANTE PER L’ECONOMIA CIRCOLARE GRAZIE ALLA SUA RICICLABILITÀ INFINITA E ALLE ALTE PERFORMANCE. NE ABBIAMO PARLATO CON FEDERICO FUSARI, DIRETTORE GENERALE CONSORZIO RICREA, CHE HA SOTTOLINEATO I TRAGUARDI RAGGIUNTI E LE SFIDE DA AFFRONTARE PER IL SETTORE.

❯ La raccolta di imballaggi in acciaio continua a crescere anno su anno. Quali, secondo voi, le ragioni che contribuiscono a questo trend positivo?
Gli imballaggi in acciaio, a volte accusati di essere poco innovativi, fanno parte del patrimonio consolidato del consumatore grazie ad una reputazione guadagnata nel tempo attraverso performance di sicurezza, garanzia ed affidabilità oramai assodate. È evidente che anche l’attività a valle dell’utilizzo ha conosciuto questo processo e pertanto la raccolta e riciclo degli imballaggi in acciaio viene svolta nella certezza che quanto selezionato con cura dal consumatore verrà avviato a riciclo. Merito anche delle caratteristiche dell’acciaio che, essendo monomateriale e magnetico, gli consente di essere selezionato facilmente, rispetto ad altri materiali di imballaggio composti da materiali eterogenei .
❯ Il percorso virtuoso del riciclo dell’acciaio ha un impatto positivo importante per l’economia e per l’ambiente in generale. In che modo? Ce ne parla?
L’utilizzo di materiale riciclato in luogo di
materia prima vergine ha un doppio valore: in primis il risparmio di risorse presenti sul pianeta e il deturpamento dei luoghi a causa delle estrazioni minerarie, in secundis la riduzione di emissioni climalteranti generate nella produzione, nel caso dell’acciaio prodotto da rottame 8 volte inferiori rispetto a quello prodotto con ciclo integrale (minerale di ferro e carbone). L’Italia nella tecnologia di produzione con forno elettrico alimentato a rottame è leader mondiale, con oltre il 75% della produzione derivante dal rottame, contro una media mondiale intorno al 30% : vale la pena sottolinearlo .
❯ Perché scegliere l’acciaio come materiale da imballaggio?
L’acciaio è riciclabile al 100% e all’infinito, nel senso che può essere sottoposto a riciclo infinite volte senza mai perdere le proprie caratteristiche. È pratico, sicuro, garantisce una lunga e sana vita al prodotto contenuto e, una volta utilizzato, è semplice da separare e riconoscere. Copre una gamma vastissima di impieghi, che vanno dai prodotti alimentari, come conserve e legumi, ma anche tappi corona, capsule ed aerosol, a quelli industriali, quali latte per vernici, fusti etc…
❯ Come si posiziona l’Italia in Europa in termini di riciclo degli imballaggi in acciaio? Quali, in breve, i trend del riciclo degli imballaggi in acciaio nel nostro paese? Siamo, insieme alla Germania, leader nel tas -



so di riciclo dei nostri imballaggi. Abbiamo da tempo traguardato l’obiettivo europeo al 2025, che prevede il 70% di riciclo sulle quantità immesse sul mercato, ed abbiamo già superato anche il target al 2030 che invece raggiunge l’80%. E questo in maniera strutturale, nel senso che anno su anno gli obiettivi raggiunti sono consolidati e non si torna indietro. Questa è la dimostrazione che l’intuizione del legislatore risalente oramai a quasi 30 anni or sono, di ottenere un obiettivo pubblico attingendo ad un sistema di natura privatistica quale il Conai, è stata vincente.
❯ RICREA punta sul coinvolgimento di tutti i cittadini e, in particolare, delle nuove generazioni con numerose attività e progetti organizzati sul territorio italiano al fine di sensibilizzare sulla raccolta differenziata. Ce ne parla?
Gli obiettivi sopra descritti non avrebbero potuto essere raggiunti senza il coinvolgimento
Imballaggi in acciaio
di tutti gli attori della filiera come i comuni, i gestori della raccolta, gli impianti a valle, che operano la selezione, ma soprattutto i cittadini, che sono i veri protagonisti della attività di riciclo. Attraverso la loro azione nel separare in casa i propri imballaggi, sono il volano che permette lo sviluppo delle azioni successive ed è per questo che la loro formazione è cruciale e lo è ancora di più con riguardo ai cittadini di domani. Ricrea per questo destina risorse importanti alla attività di comunicazione e sensibilizzazione sui temi ambientali alle giovani generazioni, attraverso iniziative mirate legate alle differenti fasce di età . Tale attività di sensibilizzazione è particolarmente necessaria in quelle aree del nostro paese dove i risultati di raccolta e riciclo non sono ancora in linea con il resto del paese .
❯ Che valore hanno le partnership e le sinergie con altri enti al fine di garantire il successo delle vostre attività e iniziative?
In uno spirito di filiera le sinergie sono essenziali. Abbiamo prima accennato alla collaborazione con i comuni e gli altri soggetti che organizzano la raccolta, ma altrettanto strategico è il contributo dato dagli operatori che operano nel settore del rottame, i quali attraverso le loro lavorazioni assicurano l’idoneità del prodotto da inviare in acciaieria, il riciclatore finale .
La collaborazione con le principali associazioni dei produttori di imballaggio e con gli utilizzatori degli stessi è un prezioso fattore di arricchimento per il nostro consorzio, per gli spunti di miglioramento e riflessione sui temi ambientali e di progettazione che derivano dal confronto, nella consapevolezza di gestire un materiale da imballaggio che, pur con oltre due millenni di storia, rappresenta per prestazioni e per sostenibilità un modello di riferimento nel settore.

L’EDIZIONE 2025 DELLA FIERA DI RIFERIMENTO PER LA GREEN, BLUE AND CIRCULAR ECONOMY HA REGISTRATO UN + 7% DI PRESENZE TOTALI, CON UNA CRESCITA DEL 10% DI QUELLE ESTERE. OLTRE 1.700 I BRAND ESPOSITORI, DI CUI IL 18% DALL’ESTERO.

In un contesto mondiale sempre più volatile, la sostenibilità rappresenta la bussola di orientamento per governi, imprese e comunità scientifica. Dal 4 al 7 novembre alla
Fiera di Rimini Ecomondo, evento internazionale di riferimento in Europa e nel bacino del Mediterraneo per la green, blue and circular economy, organizzato da Italian Exhibition Group (IEG), si è riaffermato hub globale per la transizione ecologica. Un ruolo che si traduce nei risultati concreti di una 28a edizione in crescita.
Le presenze totali sono cresciute del 7%, con un +10% di quelle estere. Oltre 1.700 i brand espositori, di cui il 18% dall’estero, sui 166.000 mq di superficie del quartiere fieristico. Più di 600 i giornalisti accreditati (per il 15% esteri), che hanno portato la Fiera di Rimini all’attenzione della comunità mondiale.
A rimarcare la centralità di Ecomondo nel panorama internazionale, come guida di un percorso verso il futuro sostenibile che parte dall’Italia e che l’Europa sta continuando a perseguire con decisione, la presenza, giovedì 6 novembre, del ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin,
in visita nei padiglioni della Fiera. “Possiamo dirci tra i primi Paesi al mondo nella capacità di riciclo – ha spiegato il ministro - si parla tanto di terre rare e materie prime critiche ma il più grande giacimento che abbiamo sono i nostri rifiuti… E la capacità di riciclo si manifesta pienamente proprio in questa fiera, simbolo di innovazione e sostenibilità”.
L’EDIZIONE PIÙ INTERNAZIONALE DI SEMPRE
Ecomondo 2025 si è confermato luogo privilegiato di scambio tra aziende, ricerca e professionisti del settore di tutto il mondo, anche grazie alla collaborazione con Agenzia ICE e con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI): un crocevia globale, con oltre 800 hosted buyer e delegazioni internazionali provenienti da 65 Paesi. Tra i mercati più rappresentati: Spagna, Turchia, Polonia, Romania, Serbia, Croazia, Bulgaria, Tunisia, Marocco ed Egitto. A completare il quadro, circa 90 associazioni internazionali coinvolte. Un network che, durante la manifestazione, ha generato 3.800 business matching, favorendo la cooperazione e la diffusione delle best practices per la transizione ecologica.
SULLA TRANSIZIONE GREEN
Oltre 200 appuntamenti nelle quattro giornate, di cui circa 70 curati dal Comitato Tecnico Scientifico di Ecomondo, presieduto dal professor Fabio Fava, hanno composto un programma denso di iniziative, offrendo una lettura aggiornata della transizione green in modo trasversale. Tra i temi principali: i RAEE e le materie prime critiche, il tessile che diventa circolare, la finanza sostenibile a supporto della transizione ecologica, la gestione dell’acqua e la blue economy, bioenergie, economia circolare, AI applicata alla valorizzazione delle risorse e al monitoraggio dei dati, l’osservazione della Terra e il ruolo della comunicazione per superare i falsi dilemmi della transizione ecologica. Grande attenzione alla cooperazione internazionale e alla transizione verde nel Mediterraneo, nonché alle iniziative per l’accesso all’energia pulita e sostenibile nel continente africano, nell’ambito del Piano Mattei

e del Programma “Mission 300”, con la quinta edizione dell’Africa Green Growth Forum. La 14ª edizione degli Stati Generali della Green Economy ha aperto ancora una volta Ecomondo, con la presentazione della Relazione sullo stato della green economy 2025, ponendo al centro del dibattito lo stato e le prospettive della transizione ecologica europea nel nuovo contesto globale. La sessione plenaria della seconda giornata, per la prima volta intera -

mente in lingua inglese, ha ampliato ulteriormente la portata internazionale dell’evento. Il ritorno di Sal.Ve, il Salone biennale del Veicolo per l’Ecologia, in collaborazione con ANFIA, ha portato in mostra l’intera gamma della produzione di allestimenti per veicoli industriali e speciali per la raccolta dei rifiuti solidi e liquidi, per lo spazzamento stradale e per gli spurghi.
A Ecomondo 2025 l’innovazione ha fatto da ponte tra scienza e mercato: l’Innovation District ha dato spazio e visibilità a 40 startup italiane e internazionali dall’alto contenuto tecnologico, di cui 20 da Marocco e Tunisia selezionate nell’ambito del progetto Lab Innova for Africa “Luca Attanasio”, promosso da Agenzia ICE in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Accanto all’esposizione, Ecomondo ha consegnato il Premio “Lorenzo Cagnoni” per l’Innovazione Green alle sette aziende espositrici per le tecnologie più avanzate e promettenti presentate nei settori espositivi della manifestazione.
Ecomondo ritornerà alla Fiera di Rimini di Italian Exhibition Group dal 3 al 6 novembre 2026.





lmprovement is the key to success, at the Gerosa Group we always aim far a better future. Our visi on lies in people who look ahead, always thinking about new solutions to support meaningful impact in society: this is our nature.
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Proposte natalizie

Per il Natale 2025 il brand inglese propone un viaggio incantato nel mondo del tè e degli infusi, tra eleganza, gusto e magia, puntando su una nuova scatola in metallo da 40 filtri, perfetta come idea regalo.
Anche quest’anno, Twinings trasforma il Natale in un’esperienza sensoriale unica, grazie alle sue raffinate confezioni regalo pensate per stupire e deliziare. Il brand inglese, sinonimo di eccellenza nel mondo del tè da oltre 300 anni, rinnova la sua proposta natalizia con una grande novità: una nuova scatola in metallo da 40 filtri.
Il design racconta una fiaba natalizia: la neve che cade lieve, persone che pattinano felici, coniglietti bianchi che saltellano tra le tazze fumanti, e gli ingredienti che raccontano Twinings che danzano come stelle comete. All’interno della scatola: English Breakfast Tea (sapore deciso e corposo, perfetto al mattino ed in ogni pausa), Earl Grey Tea (morbido e bilanciato, ideale in qualsiasi momento della giornata), Tè nero aromatizzato Caramello (gusto deciso del tè nero ammorbidito dalle note dolci e vellutate del caramello), Tè nero aromatizzato Pompelmo Rosa e Bergamotto (una miscela sorprendente e agrumata, per una pausa rinfrescante e profumata;), Infuso aromatizzato Sensations Ciliegia e Cannella (100% naturale dal carattere dolce e vellutato), Camomilla Biologica (Un classico dal gusto leggero e delicato, perfetta per rilassarsi), Tè verde Earl Grey (un incontro raffinato tra la leggerezza del tè verde e l’aroma avvolgente dell’Earl Grey, per un equilibrio di gusto che dona piacere e benessere grazie alle sue proprietà antiossidanti) e Tè verde aromatizzato Limone (miscela delicata e piacevole per una pausa dissetante dall’azione antiossidante e di supporto al metabolismo).
Twinings offre anche una scatola in cartotecnica da 40 filtri, con la selezione di tè e infusi in un packaging ricco di dettagli dorati e decorazioni fiabesche. Nella confezione il tè nero aromatizzato Pompelmo Rosa e Bergamotto è sostituito dal nuovo Infuso aromatizzato
Sensations Pesca, Vaniglia e Fiori d’arancio mentre l’ Infuso aromatizzato Sensations Ciliegia e Cannella viene sostituito dall’Infuso aromatizzato Sensations Lampone e Melograno, per un autentico piacere dall’anima dolce e fruttata.
Natale è il momento magico di Nectar, la birra “limited edition” studiata proprio per celebrare le feste di fine anno. Terminate le birre, gli zaini, i box e i fustini in cui sono donate non finiscono nel cassonetto, perché offrono mille possibilità di riutilizzo.
Quale può essere un regalo originale, con un ottimo rapporto qualità/prezzo, di qualità e studiato in modo tale che la sua confezione non vada a intasare i cassonetti – come spesso accade nel periodo delle feste di fine anno – ma possa diventare un divertente complemento da conservare?
Quelli di 32 Via dei Birrai hanno studiato tante soluzioni in questo senso. 32 Via dei Birrai è il birrificio artigianale di Pederobba (Treviso) nato nel 2006 per volere di tre amici, Loreno Michielin, Fabiano Toffoli e Alessandro Zilli, che decisero di unire forze, ingegni imprenditoriali e passione per la natura scegliendo di andare controcorrente: produrre birre italiane di altissima qualità costante e con filiera produttiva basata su logiche ecocompatibili. Da sempre l’azienda si caratterizza non solo per i suoi prodotti d’eccellenza, pluripremiati, ma per il fatto di proporli anche in fantastiche versioni regalo. Ossia, in confezioni così belle, divertenti e persino utili, da rendere l’acquisto e il dono piacevoli a prescindere. L’idea di 32 Via dei Birrai è: poter consumare – come oggetto di dono, ma anche per il piacere personale – birre di altissimo pregio, e perdipiù in packaging giocosi e festivi. Quindi: offrire al consumatore prodotti che non siano solo ottimi al sorso, ma anche accattivanti nell’aspetto, grazie a confezioni diverse, studiate in modo geniale. Per il periodo natalizio, in particolare, 32 Via dei Birrai propone la doppio malto Nectar. Si tratta di una birra bruna, dolce, di buon corpo e dal finale lievemente amaro; è inconfondibile per la sua etichetta gialla che richiama l’ingrediente “speciale” che la caratterizza, ovvero il miele di castagno del Monte Grappa. L’esito al palato è un sorso in cui le nuances del miele si fondono con le note di torrefazione e dell’erbaceo amaro, con una lieve acidità dovuta al malto… E poi caramello e di nuovo un accenno amaricante frutto della combinazione di miele, malto torrefatto e luppolo. Il volume alcolico è superiore alla media, 8%, come si confà a una birra natalizia. È in qualche modo la risposta alle birre speciali del Natale tipiche del Nord Europa, con la loro intrigante speziatura. 32 Via dei Birrai è nota per le tante confezioni regalo: ci sono packaging che diventano gioco da tavolo, altri che possono essere utilizzati come elementi per la casa, altri ancora che di trasformano in pratiche shopper. Inoltre, l’azienda offre un servizio di completa personalizzazione della regalistica.

Per le festività natalizie Mavolo Beverages propone un listino che raccoglie alcune delle più rinomate etichette di bevande e spirits
Anthology è un catalogo che nasce dalla storia, dalla forza e dalla visione di Mavolo Beverages che con questo brand seleziona, importa e distribuisce in esclusiva liquori, distillati e bevande di tutto il mondo, usando come unici criteri di scelta la qualità eccezionale, la forza comunicativa dei prodotti e la loro capacità di stupire. Per Natale Anthology by Mavolo propone un listino che raccoglie alcune delle più rinomate etichette di bevande e spirits.
L’accurata selezione delle botaniche di Amaro Zerotrenta è esaltata da una ricetta erboristica molto equilibrata. La sua naturalità è completata dall’impiego di estratto d’agave e distillato di zucchero di canna.
L’idea visionaria di armonizzare le millenarie virtù delle foglie di coca col ginepro, che rende unico il gin Amuerte, è ora racchiusa in uno splendido metal box che contiene 1 bottiglia di Amuerte e due bicchieri.
Come Hell or High Water XO è una label super premium nata dalla miscela di rum selezionati provenienti da Barbados, Trinidad, Giamaica e Guyana, prodotti con alambicchi pot still e
Idea regalo di classe o ingrediente per dare un tocco di stile ai cocktail delle feste? Qualunque sia l’occasione, il pluripremiato London Dry Gia firmato Berry Bros. & Rudd conquista con il suo design raffinato e il carattere deciso delle sue botaniche.

Per chi ama distinguersi con classe nei brindisi delle feste, No.3
London Dry Gin è l’alleato perfetto sia come idea regalo (e regale), sia come ingrediente d’eccellenza dei cocktail per celebrare le ricorrenze tipiche tra Natale e Capodanno, tra cenoni in famiglia e party con amici. Pluripremiato come miglior gin del mondo, questo distillato conquista al palato grazie al ricco bouquet aromatico che lo sostiene, con botaniche provenienti da ogni angolo del mondo: il ginepro italiano, suo cuore pulsante, incontra il coriandolo della Bulgaria, la radice di angelica polacca, il cardamomo del Guatemala, le bucce d’arancia spagnole e il pompelmo dell’Uruguay, creando un equilibrio perfetto tra agrumi, fiori e spezie.
No.3 Gin è frutto della collaborazione tra maestri distillatori e barman di fama internazionale. Distillato dalla Royal de Kuyper Distillers, antica distilleria olandese e distribuito in Italia da Pallini, questo gin è stato creato da Berry Bros. & Rudd: il più antico mercante di vini e liquori della Gran Bretagna appartenente alla ristretta cerchia dei fornitori della Casa Reale inglese, come simboleggia l’onorificenza Royal Warrant riportata sulla bottiglia. Ma il legame con il suo passato e l’anelito all’eccellenza si riflettono anche nel design: spicca infatti la chiave argentata incastonata sulla bottiglia che evoca le porte al cui interno erano custoditi i tesori più preziosi del celebre negozio londinese (Berry Bros. & Rudd) al civico 3 di St. James. Inoltre, il color verde smeraldo e la caratteristica forma esagonale, che richiama le sue sei botaniche, rendono questo gin un’idea regalo esclusiva con cui sarà facile stupire chi lo riceverà.
column still, invecchiati in botti di rovere americano precedentemente utilizzate per il bourbon.
La famiglia Dubois possiede più di cinquanta ettari di vigneti su terreni ideali, nei dintorni di villaggi che hanno fatto la storia dello Champagne.
L’eccezionale Jeeper

Grand Cuvée Grand Assemblage è equilibrata, corposa e fruttata con leggere note di pane.
Le Tribute Countryside è un gin in edizione limitata che si ispira alla campagna idilliaca che circonda la distilleria catalana in cui viene prodotto. Lavanda, fiori di malva e salvia sono alcune delle botaniche locali che definiscono il suo carattere insieme al cardamomo nero, spezia rara, esotica e aromatica.
Baruffa & Pupilla sono grappe artigianali prodotte da un blend di vinacce di prosecco e cabernet. Distillate con metodo tradizionale, riposano in legno per 18 mesi.
Dalle magnum da collezione alle bollicine più contemporanee, le Tenute del Gruppo Zonin1821 propongono una selezione di vini perfetti per celebrare il Natale e l’arrivo del nuovo anno con stile.
Nel periodo delle luci e dei brindisi, il vino si conferma uno dei regali più apprezzati e significativi: un gesto che unisce convivialità, gusto e tradizione. Dalle magnum da collezione alle bollicine più contemporanee, le Tenute del Gruppo Zonin1821 propongono una selezione di vini perfetti per celebrare il Natale e l’arrivo del nuovo anno con stile. Tra brindisi e tradizione, le etichette proposte raccontano l’Italia del vino in tutte le sue sfumature — da Nord a Sud, dalla bollicina al rosso più intenso — per un Natale che profuma di convivialità ed eleganza. Grandi occasioni meritano bottiglie importanti e anche per questo motivo tra le proposte più apprezzate per le festività c’è la Magnum. Dall’eleganza friulana di Ca’ Bolani Aquilis Magnum, Sauvignon Blanc di grande finezza racchiuso in un’elegante cassetta di legno, alla maestosità toscana di Castello di Albola Santa Caterina Magnum, Chianti Classico Gran Selezione simbolo di equilibrio e autenticità. Chi predilige le bollicine può puntare sull’eleganza di Oltrenero Cuvée Brut o Rosé , raffinata espressione dell’Oltrepò Pavese, oppure sul calore del Sud con Masseria Altemura Sasseo Magnum, un Primitivo di Manduria morbido e avvolgente. E per chi ama sorprendere, la proposta più inaspettata: il Gin Rocca di Montemassi, distillato ispirato ai profumi della Maremma, tra note erbacee e accenti agrumati.
Per i brindisi più leggeri e quotidiani, Zonin propone tre etichette dal carattere fresco e versatile: il Prosecco DOC Millesimato in elegante astuccio, lo Zero Zonin, alternativa analcolica per brindare senza rinunce, e il Limoneto Spritz, perfetto per un aperitivo dal gusto mediterraneo.

La nuova etichettatrice modulare di ACMI, presentata in anteprima a drinktec, rappresenta un cambio di paradigma nel settore, unendo facilità d’utilizzo, rapidità di consegna e massima adattabilità alle esigenze produttive.
ACMI, riferimento internazionale nelle tecnologie di confezionamento e imbottigliamento e brand di punta della Divisione Beverage del Gruppo Omnia Technologies, annuncia il lancio di Opera Omnia. Presentata in anteprima all’edizione 2025 di drinktec, Opera Omnia nasce dalla completa riprogettazione del modello Opera, best seller della gamma ACMI, e si distingue come piattaforma modulare, universale e altamente flessibile, capace di gestire tutte le principali tecnologie di etichettatura: roll-fed, colla a freddo, autoadesivo e hot melt, anche in combinazione. Questo approccio rappresenta un vero cambio di paradigma, unendo facilità di impiego, rapidità di consegna e massima adattabilità alle esigenze produttive.
Ispirandosi all’industria automotive, ACMI ha ripensato da zero la struttura della macchina, introducendo elevati livelli di affidabilità e qualità. Il design compatto consente di ridurre l’ingombro a terra, mentre l’ergonomia e l’accessibilità sono state migliorate per facilitare ogni operazione.
L’installazione risulta estremamente rapida grazie alla tecnologia plug & play, mentre la nuova interfaccia HMI offre una navigazione intuitiva, dashboard personalizzabili e l’integrazione dell’intelligenza artificiale per la diagnostica predittiva e il cambio formato automatico.
Il pannello di controllo di Opera Omnia è stato ripensato per offrire semplicità e interattività: menu intuitivi, segnali visivi LED RGB, dashboard personalizzabili e diagnostica guidata da immagini. Il cambio formato è completamente automatizzato: basta una foto della nuova etichetta per impostare i parametri corretti.
La nuova unità roll-fed, progettata per applicazioni ad alta velocità, integra un sistema di lama rotante e un rullo colla ceramizzato, assicurando precisione di taglio e applicazione perfetta dell’etichetta. L’architettura compatta facilita l’integrazione in linea, mentre i sistemi di cambio formato rapido e regolazione automatica garantiscono flessibilità operativa. La manutenzione ridotta e l’ottimizzazione dei consumi energetici contribuiscono a migliorare ulteriormente l’efficienza complessiva della macchina.
“Opera Omnia non è soltanto una macchina, ma rappresenta un nuovo modello industriale che combina la solidità dell’approccio automotive con la flessibilità indispensabile al settore food & beverage” ha dichiarato Gianluca Laurentini, BU Leader di ACMI Labelling Solutions. “Con questa innovazione, ACMI e Omnia Technologies si confermano protagonisti globali, capaci di proporre soluzioni che anticipano le sfide produttive del futuro”.


Dall’ingegno di Amorim Cork Italia nasce GLACIÈRE, il secchiello refrigerante della linea Suber Design: un incontro perfetto tra innovazione, sostenibilità ed eleganza.
Realizzato in sughero naturale, materiale dalle straordinarie proprietà isolanti, GLACIÈRE mantiene la temperatura ideale delle bevande, diventando un accessorio indispensabile per eventi, degustazioni e momenti di convivialità.
A differenza dei tradizionali portabottiglie, GLACIÈRE si distingue per la sua versatilità: disponibile nelle versioni per una o due bottiglie, accoglie con eleganza diverse tipologie di vino e champagne. La versione singola può essere abbinata a una colonna porta-secchiello in metallo nero satinato.
Il progetto Suber Design nasce come naturale evoluzione del Progetto ETICO, il programma di riciclo avviato da Amorim Cork Italia nel 2011 che, grazie alla collaborazione con numerose Onlus italiane, raccoglie i tappi in sughero usati per dar loro una seconda vita.
GLACIÈRE è realizzato in CORE, un materiale composito di sughero riciclato proveniente proprio dalla filiera del Progetto ETICO e resine naturali: una combinazione che lo rende leggero, morbido, sostenibile e impermeabile. Ogni pezzo è lavorato artigianalmente, trasformandosi in una vera opera d’arte funzionale. GLACIÈRE è disponibile in due finiture: GOLD, realizzata in sughero biondo, e BLACK, in sughero tostato. È possibile personalizzare l’etichetta in metallo (oro, argento o bronzo con logo in rilievo) per ordini minimi di 10 pezzi.
GLACIÈRE è il simbolo di un design contemporaneo che rispetta l’ambiente e valorizza l’esperienza del vino. Un accessorio che conquista per stile, funzionalità e sostenibilità.
The leading trade show for the global fresh produce business.



58,281 visitors from 164 countries gathered inspiration for future product concepts, business strategies, and technical solutions. With 70 per cent of attendees coming from international markets, drinktec 2025 once again lived up to its reputation as the industry’s premier global platform. Approximately 30 per cent of visitors came from Germany, around 40 per cent from the rest of Europe, and the remaining 30 per cent from other regions worldwide. Decision-makers from the world’s top 20 beverage corporations were once again in attendance, bringing large delegations to explore the future of beverage and liquid food production. At the same time, countless small and medium-sized enterprises from around the globe also used drinktec as a key platform for investment decisions. The event thus represents the full spectrum of industry players. Presence of international exhibitors
A total of 1,117 exhibitors from 68 countries showcased solutions covering the entire value chain of beverage and liquid food production across a net exhibition area of 74,000 m². This year, particular focus was placed on modernisation projects, process optimisation, digitalisation, and strategies for developing new beverage concepts based on

novel ingredients, formulations, and production methods. For many exhibitors, drinktec once again provided the stage to present their latest product innovations. Visitors could use the Innovation Guide to locate innovation hotspots within the exhibition halls; the guide will also be available online at drinktec.com from early October.
Highly visited networking hub Liquidrome New to the portfolio was the Liquidrome, an interactive networking and discussion area. Through its diverse offerings, drinktec introduced a new dialogue format featuring expert presentations, panel discussions, and keynote speeches on the industry’s future topics, offering visitors fresh inspiration.
“The level of interest in the industry’s future topics has never been higher. The Liquidrome, with its programme of presentations and panel discussions, proved to be the perfect platform for expert exchange. It was extremely well attended and undoubtedly a highlight of this year’s event,” emphasised Richard Clemens, Managing Director of the VDMA Food Processing and Packaging Machinery Association, the event’s conceptual partner. The Liquidrome area was complemented by a Health Bar, offering tastings of health-focused product innovations, which attracted great interest among visitors. The expanded Startup Area with 20 national and international startups once again highlighted drinktec as a fertile ground for innovative product and solution approaches. “This year’s drinktec has once again impressively demonstrated that Munich provides the perfect platform for the global beverage and liquid food industry. The exhibitor and visitor numbers underscore the importance of high-level exchanges and deep insights into technology and innovation. With its innovations and live demonstrations, drinktec has as always won over a great many visitors,” summarised Markus Kosak, Executive Director of drinktec.“We look forward to the next drinktec from 11 to 15 September 2028!”.
DAL 15 AL 17 FEBBRAIO 2026 RITORNA ALLA FIERA DI RIMINI BBTECH EXPO, LA FIERA PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO PER IL SETTORE DELLE TECNOLOGIE PER BIRRE E BEVANDE, CHE SI SVOLGE IN CONTEMPORANEA CON BEER&FOOD ATTRACTION E MIXOLOGY ATTRACTION.

Fervono i preparativi in vista dell’8ª edizione di BBTech Expo, il salone dedicato a materie prime, tecnologie di processo e imbottigliamento di birre e bevande, che nel 2026 rafforza ulteriormente la sua identità. La fiera, in programma a Rimini dal 15 al 17 febbraio 2026, si propone come luogo d’incontro di eccellenza per i produttori e i distributori di materie prime per la produzione di birra e bevande. Saranno presenti, inoltre, i produttori di impianti che rispondono alle molteplici esigenze di produzione, con le migliori tecnologie presenti sul mercato. Con l’Italian Craft Beer Conference, organizzata da Unionbirrai, per approfondire il processo produttivo della birra artigianale, e la Beer&Tech Arena, BBTech Expo sarà una piattaforma capace di offrire visioni, strumenti e ispirazioni concrete per chi opera nel settore.
BBtECh EXpo: i sEttoRi MERCEologiCi
In contemporanea tornerà anche Beer&Food Attraction, con un’edizione caratterizzata da un’importante novità logistica: il nuovo layout espositivo si svilupperà nell’Ala Est della Fiera di Rimini e offrirà un percorso di visita ancora più chiaro e integrato, articolato in tre grandi anime - Beer&Food, Beverage&Mixology, Beverage Technologies - pensate per valorizzare ogni community professionale del fuori casa. Il Panel Horeca di Circana che monitora il comparto bevande venduto dai grossisti indica una crescita a valore del +39% dal 2019 al 2024; più in generale, il fatturato complessivo nei primi sei mesi del 2025 è stato di 2,3 miliardi di euro. Numeri che confermano il grande interesse per il mondo beverage e mixology, che sarà una delle filiere principali di Beer&Food Attraction. Tra le grandi novità il lancio del brand Mixology Attraction, per dare sempre più risalto al mondo beverage, miscelazione e spirits, accanto a quello delle birre. Sarà posizionato al centro del layout espositivo con diversi focus: Mixology Circus, che ospiterà bartender di fama internazionale accanto a masterclass e talk sulle nuove tendenze del settore, l’area espositiva Mixology Village con le migliori etichette di distillati e il ritorno di Sparkling&Mix ove spumanti, prosecco e vini frizzanti diventeranno protagonisti della cultura del bere miscelato. La Beer&Tech Arena, collocata nella Hall C7, rappresenta il cuore pulsante di Beer&Food Attraction. Qui cultura birraria e innovazione tecnologica si fondono in uno straordinario percorso di scoperta. L’Arena ospiterà anche la cerimonia di consegna del Premio Birra dell’Anno organizzato da Unionbirrai.
- Materie prime: per fare ottima birra servono ottimi ingredienti; luppolo, malto, acqua e lieviti rappresentano l’anima della birra. BBTech expo si propone come luogo d’incontro di eccellenza per i produttori e i distributori di materie prime per la produzione di birra;
- Tecnologie di produzione e di processo: in fiera saranno ben rappresentati i produttori di impianti che rispondono alle molteplici esigenze di produzione con le migliori tecnologie presenti sul mercato (distillatori, fermentatori, pastorizzatori, sistemi di filtrazione e sale cottura);
- Filling & Packaging: a BBTech expo saranno presenti non solo tecnologie di imbottigliamento (macchine all’avanguardia, in continua evoluzione e che seguono le peculiarità delle singole produzioni), sistemi di chiusura e confezionamento ma anche tutti gli attori e le componenti essenziali per completare il processo di packaging primario (produttori di bicchieri e bottiglie, kegs, tappi e attrezzature per la spillatura, etichette e macchine etichettatrici); - Servizi e analisi per la produzione beverage.

LABELEXPO EUROPE 2025, TENUTASI PER LA PRIMA
VOLTA A BARCELLONA NEI SUOI 45 ANNI DI STORIA, SI È CONCLUSA COME L’EDIZIONE PIÙ GRANDE DI SEMPRE, SIA PER SPAZIO ESPOSITIVO CHE PER NUMERO DI PARTECIPANTI, REGISTRANDO ANCHE
LA PIÙ ALTA PARTECIPAZIONE INTERNAZIONALE. LA PROSSIMA EDIZIONE EUROPEA SI TERRÀ DAL 5
ALL’8 OTTOBRE 2027 CON IL NUOVO NOME DI LOUPE EUROPE 2027.
Le statistiche dell’evento di Barcellona hanno rivelato che si è trattato del più grande Labelexpo di sempre, con oltre 43.000 metri quadrati netti di spazio espositivo. L’evento ha anche battuto i record di affluenza, superando i 37.000 visitatori. Tra i dati chiave: un aumento del 18% dei decisori di alto livello, un aumento del 49% dei visitatori sudamericani rispetto al 2023, e un aumento del 28% dei visitatori nordamericani. La Spagna ha guidato la classifica dei Paesi con più visitatori, seguita da Italia, Germania, Francia e Regno Unito. Andy Thomas-Emans, Direttore Strategico di Labelexpo Global Series, ha dichiarato: “Il trasferimento a Barcellona per Labelexpo Europe 2025 rappresenta una tappa strategica nella storia quarantacinquennale della fiera. Il superamento dei record sia in termini di spazio espositivo che di partecipazione dimostra la crescita continua del settore e l’attrattiva globale della nuova location. Siamo particolarmente incoraggiati dall’aumento significativo della partecipazione internazionale, soprattutto dalle Americhe, che conferma il nostro impegno a creare una piattaforma veramente globale per l’industria delle etichette e della stampa per imballaggi. Abbiamo assistito a un settore che abbraccia l’automazione, la sostenibilità e i primi sviluppi nell’integrazione dell’IA. Tutti segnali di un comparto vivace, in costante evoluzione e innovazione.” Labelexpo Europe 2025 si è distinta per le innovazioni in automazione e sostenibilità. Per quanto riguarda le tecnologie di stampa flexo, digitale e ibrida, i temi principali si sono concentrati sull’automazione, l’integrazione con il Cloud e i primi sviluppi nelle interfacce uomo-macchina basate su intelligenza artificiale. Diversi lanci di soluzioni digitali sono destinati a facilitare l’ingresso alla stampa digitale per i converter e permettere ai fornitori di crescere insieme a loro.

Quest’anno, Labelexpo Global Series ha
annunciato un importante rebranding dell’intero portafoglio di eventi, che transiterà nel nuovo marchio LOUPE a partire dal 2026, iniziando con l’edizione delle Americhe prevista per settembre. Il portafoglio LOUPE rimane focalizzato sulle etichette, pur riconoscendo l’evoluzione e la diversificazione dell’industria nell’ultimo decennio verso il packaging flessibile e astucci pieghevoli in linea. Jade Grace, Direttrice Generale di Labelexpo Global Series, conclude: “La decisione di cambiare il nome della fiera arriva dopo due anni di riflessione e consultazione con partner fidati, associazioni di settore e clienti chiave. Negli ultimi dieci anni, il packaging flessibile in linea e digitale è diventato parte integrante degli eventi Labelexpo. Ora stiamo osservando le stesse tendenze nel mercato dei cartoni pieghevoli, con le tecnologie in linea, digitali e ibride pronte a rivoluzionare anche questo settore della stampa per imballaggi. Le etichette restano al centro del portafoglio LOUPE, e siamo entusiasti di supportare l’evoluzione continua del settore”.
Labelexpo Europe 2025 ha introdotto nuove funzionalità per i contenuti e la community, tra cui una app user-friendly, aree relax e di lavoro, il Gold Concierge Club, l’arena conferenze Pulse, e una corsa comunitaria per le strade di Barcellona dedicata all’industria. La nomina degli Ambasciatori Labelexpo, figure di spicco del settore, ha visto esperti rinomati tenere keynote, sessioni di Q&A e incontri con il pubblico nell’area Pulse, trattando temi come astucci pieghevoli, packaging flessibile, materiali, sostenibilità e IA & automazione. Inoltre, i migliori professionisti del settore sono stati celebrati durante la prima edizione dei Labels & Labeling Global Awards, nella serata inaugurale dell’evento presso Festa Barcelona. Labelexpo Europe 2025 ha rafforzato le proprie credenziali in materia di sostenibilità con il programma Better Stands, che incentiva gli espositori a utilizzare materiali riciclabili per gli stand, e con una partnership esclusiva con DMP, per il riciclo dei materiali di scarto trasformandoli in materiali riutilizzabili. Andrew Galloway, Direttore dell’Evento, ha dichiarato: “La nostra visione per Labelexpo Europe 2025 andava oltre il semplice spazio espositivo: volevamo creare un’esperienza più immersiva e di valore per la nostra community. Queste iniziative riflettono la nostra dedizione all’industria che serviamo, creando non solo una fiera, ma un vero e proprio momento di incontro globale che offre valore a ogni livello”.
L’evento dedicato a soluzioni di processo e ingredienti per l’industria alimentare, che si è svolto a Dubai a inizio novembre, ha riaffermato la posizione del Medio Oriente come polo globale per investimenti e tecnologie provenienti da tutto il mondo.
Il Dubai World Trade Center ha ospitato Gulfood Manufacturing, il più influente evento annuale dell’area Middle East e African Region dedicato ai macchinari, agli ingredienti ed alla logistica per l’industria di trasformazione alimentare e delle bevande. Una manifestazione che ogni anno rappresenta l’apice dell’evoluzione del settore di processo di alimentare e bevande a livello mondiale, offrendo un appuntamento imperdibile per coloro che mirano ad accelerare sull’adozione della tecnologia e a migliorare l’efficienza e la produttività per affrontare le nuove sfide del mercato. Gulfood Manufacturing è un evento che ha saputo crescere di anno in anno, coinvolgendo sempre più realtà provenienti da tutto il mondo, sino ad arrivare ad accogliere oltre 2.500 espositori da 72 paesi, riuscendo così ad offrire ai visitatori, provenienti da oltre 150 paesi, una vetrina completa di soluzioni tecnologiche all’avanguardia, rappresentando un’eccellente opportunità per fare rete, formare nuove partnership globali e annunciare prodotti innovativi.
In tal senso, la fiera si è presentata divisa in due macro-aree, presentando soluzioni di ultima generazione nei 21 padiglioni del Dubai World Trade Center.
- Ingredients: un’area dedicata a tutti i produttori di ingredienti e componenti che, se utilizzati, possono contribuire al miglioramento

del gusto, dell’aroma, dell’aspetto, della durata di conservazione, ecc.
- Processing & Packaging: l’area dedicata a tutti i macchinari e i processi per l’industria del food & beverage, con focus particolare su carne, pesce, formaggi, bevande, prodotti da forno, dolciario. Tutti gli espositori, comprese le numerose realtà italiane, hanno presentato innovazioni che semplificano la produzione, migliorano il controllo della qualità e aumentano la redditività a lungo termine. Temi chiave: la sostenibilità ambientale, la transizione energetica e la digitalizzazione dei processi, senza tralasciare smart manufacturing, AI applicata alla produzione e macchinari a basso impatto ambientale.
La mostra-convegno dedicata alla tecnologia per l’industria alimentare e delle bevande si è chiusa con numeri significativi. In chiusura dell’evento l’annuncio di due progetti importanti per Cibus Tec: la candidatura al World Pasta Day 2026 e nuovi impegni per l’Africa.
Il 28 e 29 ottobre Parma è tornata ad essere la capitale del foodtec, attirando più di 200 aziende e brand provenienti dall’Italia e dall’estero. Grande risposta del pubblico professionale della Food Valley e non solo, operante nei settori food e foodtec. L’elevata partecipazione ha confermato la rilevanza strategica delle
tematiche legate alla tecnologia alimentare, riconosciuta come ambito in costante evoluzione e di crescente attrattività. La seconda edizione di Cibus Tec Forum ha rappresentato un autorevole momento di confronto, ospitando a Parma relatori di alto profilo in un programma articolato in oltre 20 seminari e conferenze, arricchito da un’area dedicata alle start-up e alla Talent Academy, tutti elementi che hanno contribuito ad alimentare un dibattito qualificato e a delineare le traiettorie di sviluppo dell’intera filiera.
Cibus Tec Forum ha rappresentato inoltre una tappa di connessione con la prossima edizione di Cibus Tec (27-30 ottobre 2026), che si prospetta di portata, se possibile, ancora più ampia rispetto alla precedente. Con numeri attesi da record e una crescente attenzione da parte degli operatori internazionali, l’evento è in predicato di confermarsi come piattaforma di riferimento globale per l’innovazione nella tecnologia alimentare e delle

bevande. La visibilità internazionale di entrambe le manifestazioni, nate sotto l’egida di KPE Koeln Parma Exhibitionsalleanza tra Koelnmesse GmbH e Fiere di Parma - ha ormai superato i confini geografici, raggiungendo i principali mercati mondiali e consolidando il ruolo dell’Italia come hub di eccellenza per il settore. In vista dell’edizione dell’anno prossimo, il saper fare italiano è sempre più al centro della scena globale: Cibus Tec 2026 è candidata, infatti, a ospitare il World Pasta Day 2026, l’evento internazionale promosso da Unione Italiana Food e International Pasta Organisation (IPO). Guardando ai mercati emergenti, Cibus Tec rafforza anche il proprio impegno verso l’Africa attraverso un percorso di avvicinamento che prevede tappe in Senegal, Kenya e Sud Africa, con l’obiettivo dare un impulso fondamentale al Made in Italy in quei Paesi e di promuovere le tecnologie italiane di processing e packaging nei mercati africani a più alto potenziale di sviluppo.
Dal 4 al 6 febbraio, Berlino si trasformerà nella capitale mondiale dei prodotti freschi e Fruit Logistica darà nuovo impulso al settore con innovazioni, connessioni stimolanti e idee audaci.
Ogni febbraio, a Berlino, accade qualcosa di speciale. La città si riempie dei colori, dei sapori e delle storie delle persone che nutrono il mondo. Per tre giorni, dal 4 al 6 febbraio, tutti convergeranno in un unico luogo, dove il cuore pulsante del settore globale dei prodotti freschi batterà all’unisono: il salone Fruit Logistica. Produttori, commercianti, ingegneri, ricercatori e pionieri giungeranno da ogni angolo del globo, portando con sé idee, ambizioni e la comune convinzione nel progresso. Sono attesi oltre 2.500 espositori provenienti da circa 90 Paesi, rendendo questo evento il più grande e internazionale summit di aziende del settore ortofrutticolo al mondo. Nel 2025, il salone ha riunito 91.000 operatori professionali del settore provenienti da 151 Paesi e oltre il 95% ha dichiarato che consiglierebbe l’evento. Appena si entra nel Quartiere Fieristico, si capisce il perché: è qui che il settore ortofrutticolo globale va avanti. Il tema guida di quest’anno, “Let’s grow!”, cattura perfettamente questo spirito. “Let’s grow” è molto più di uno slogan”, afferma il direttore Alexander Stein. “Let’s grow!” riflette la nostra determinazione ad andare avanti, ad abbracciare l’innovazione e a crescere non solo dal punto di vista tecnologico ed economico, ma anche come comunità globale. Fruit Logistica è il luogo in cui inizia il futuro”.
Italia, Paesi Bassi, Spagna, Germania e Francia rimangono i primi cinque Paesi rappresentati dagli espositori, mentre continua ad aumentare la partecipazione di Asia, Medio Oriente, Nord Africa


e Africa. La storia si snoda attraverso tre segmenti perfettamente integrati che coprono l’intera filiera ortofrutticola.
Nel segmento Fresh Produce, i visitatori professionali possono esplorare il mercato globale della frutta e della verdura, scoprire varietà emergenti, acquisire informazioni sui cambiamenti del panorama dell’offerta e incontrare acquirenti e rivenditori provenienti da tutto il mondo.
Nel segmento Machinery & Technology, i visitatori entrano in un mondo in cui la tecnologia diventa tangibile: sistemi di coltivazione basati sull’intelligenza artificiale, irrigazione di precisione, linee di classificazione avanzate e robot di raccolta autonomi dimostrano come efficienza e sostenibilità possano andare di pari passo. Nel segmento Logistics, i visitatori professionali possono approfondire l’arte delicata del trasporto della freschezza in tutto il mondo.
Si svolgerà dal 17 al 20 novembre 2026, a Fiera Milano - Rho, la prima edizione della nuova piattaforma verticale nata dalla collaborazione tra SIMEI e IPACK-IMA
Bevertech nasce dalla sinergia tra due pilastri del panorama fieristico italiano — SIMEI, leader mondiale nella tecnologia per la produzione e l’imbottigliamento, e IPACK-IMA, manifestazione di riferimento per il packaging e il processing.
Bevertech è il primo evento fieristico in Italia interamente dedicato alle tecnologie applicate al mondo del Liquid Food & Beverage. Una piattaforma verticale pensata per mettere in connessione le soluzioni più avanzate nel campo della produzione, dell’imbottigliamento, del confezionamento e della distribuzione di bevande e alimenti liquidi, con i principali attori del settore, nazionali e internazionali. Il tutto in una cornice moderna e
funzionale come Fiera Milano, punto di riferimento per gli eventi professionali a livello europeo.
Bevertech supera i confini tradizionali delle fiere di settore. È un evento

che promuove la contaminazione tra mondi complementari, grazie alla contemporaneità con Simei, favorendo l’incontro tra soluzioni intelligenti e nuovi modelli produttivi.
Dalla digitalizzazione dei processi alle tecnologie sostenibili per il confezionamento, dalle linee automatizzate per il trattamento dei liquidi fino ai sistemi di tracciabilità e controllo qualità: ogni area è progettata per offrire una visione completa e concreta dell’evoluzione tecnologica della filiera liquida.
La manifestazione si rivolge a tutte le categorie merceologiche che operano nel mondo delle bevande liquide: dalle acque minerali ai succhi di frutta, dalle bevande funzionali e arricchite agli energy drink, fino al latte e ai suoi derivati, passando per alimenti liquidi destinati all’infanzia.
Bevertech si svolgerà dal 17 al 20 novembre 2026 e occuperà i padiglioni 2 e 4.
Bologna 14-15 gennaio 2026
Salone internazionale della marca del distributore www.marca.bolognafiere.it

Berlino 4-6 febbraio 2026
Salone internazionale del settore ortofrutticolo www.fruitlogistica.com

Rimini 15-17 febbraio 2026
Fiera professionale per le tecnologie per birre e bevande www.beerandfoodattraction.it
Verona 12-15 aprile 2026
Salone internazionale dei vini e distillati www.vinitaly.com

Düsseldorf 22-26 Febbraio 2026
Fiera internazionale del Retail www.euroshop-tradefair.com

Algeri 12-15 aprile 2026
Fiera internazionale della filiera agroalimentare www.djazagro.com

Rimini 6-8 maggio 2026
Fiera di riferimento per la distribuzione automatica www.venditalia.com

Düsseldorf 7-13 maggio 2026
Fiera internazionale del packaging e processing www.interpack.com

Allianz MiCo - Milano 19-21 maggio 2026
Esposizione per il packaging di lusso www.packagingpremiere.it

Parma 26-28 maggio 2026
Fiera dell'automazione e del digitale per l'industria www.spsitalia.it
Trieste 24-26 ottobre 2026
Evento dedicato ai professionisti del caffè www.triestespresso.it

Parma 27-30 ottobre 2026
Salone internazionale di tecnologie alimentari e per le bevande www.cibustec.it

Norimberga 10-12 novembre 2026
Fiera internazionale dei beni strumentali per l’industria delle bevande www.braubeviale.de

Milano 17-20 novembre 2026
Salone internazionale delle macchine per enologia e imbottigliamento www.simei.it


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