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RIVISTA DELLA PROFUMERIA FONDATA NEL 1975 DA FENAPRO - MENSILE - ANNO 44 - N. 5 2018 - € 4,50

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IL PIANETA (SEMPRE PIÙ) VERDE DELLA COSMETICA È DI SCENA...

ACQUISIZIONI & FATTURATI: COME CAMBIA IL MERCATO PERCHÉ ALL’INDUSTRIA PIACCIONO LE OVER 60


EDITORIALE

Signore (e signori) si cambia IMAGINE è una redazione piccola, ma speciale. Quella che tu i i dire ori si augurerebbero di avere. Massima professionalità e grande competenza, creatività vivace, affiatamento, collaborazione reciproca. E, sopra u o, passione. Non è cosa da poco, in un momento nel quale trovare la forza di andare avanti è spesso difficile. Si devono fare i conti (nel vero senso della parola) e si deve puntare a risultati che, in tempi diversi, sarebbe stato un gioco da ragazzi o enere, mentre ora richiedono sforzi quasi miracolosi! Nonostante tu o, abbiamo deciso di rime erci ancora una volta in gioco e così IMAGINE, a partire da questo numero, cambia. La nuova veste grafica è stata pensata per mostrare agli adde i ai lavori (dall’industria alla distribuzione) che anche gli argomenti più tecnici possono avere qualche sfumatura glamourous. E per i contenuti, abbiamo deciso di dare spazio alle “contaminazioni”: noterete, passando da una rubrica a un servizio, che al tema portante vengono collegati di volta in volta - uno, due o più spunti. Argomentazioni che arrivano dal sociale, dall’arte, dall’economia, dalla televisione...

di Cristina Milanesi

E D I T O R IN CHIEF

È questo, oggi, il mondo in cui viviamo. Un mondo dove, in più, competitor, rete, mercati in recessione e problemi ogni giorno entrano nelle nostre realtà e ci fanno rifle ere. Noi abbiamo la fortuna di avere un Editore che nella carta stampata continua a credere. E una Federazione come Fenapro che, avendo fondato la testata IMAGINE nel 1975, ha prestato lo scenario a tu i i cambiamenti sociali. E a noi. Per questo abbiamo voluto me ere in ogni pagina, in ogni riga quell’autorevolezza che il mestiere giornalistico deve sempre e comunque garantire. Il risultato è so o i vostri occhi. Certo, migliorare è sempre possibile, quindi saranno benvenuti consigli, commenti e critiche. Scriveteci: lavoreremo insieme per costruire - numero dopo numero - lo strumento migliore per voi e per noi, che in questo se ore crediamo sempre. E di più. Grazie a tu i!

IMAGINE.5


IN QUESTO NUMERO

IERI OGGI DOMANI TRA LE RIGHE CODICE COLORE FORMA E MATERIA NELLA FORMULA SUL PEZZO NOVITÀ DI TENDENZA ACCESSORI SOCIAL MENTE BEAUTY L’ALTRA COPERTINA PRIMO PIANO Fabio Pampani, Douglas

PAG. 46 LA BELLEZZA È GREEN

SE NE PARLA Quando l’industria fa shopping SE NE PARLA Piccoli brand crescono (e vengono mangiati) PUNTI DI VISTA Alberto Del Borrello, Consorzio Arcobaleno

SPECIALE

GREEN

PAG. 40 AAA NUOVI MARCHI CERCASI

Giovane e donna, ecco la cosmetica green Un se ore in a esa di normativa Diamo i numeri Formule (quasi) pure IMAGINE .9


IN QUESTO NUMERO

INCHIESTA Campagna di canale: we want you!

PAG.36 LA PAROLA A FABIO PAMPANI

ICONE Buon compleanno Roma! DOMANDA & RISPOSTA Viaggio nel colore tra scienza e arte: Nouba

STILI DI VITA

OVER

L’età dell’oro Sono (finalmente) tornata STRATEGIE Seleivi nel DNA, Decorté DOMANDA & RISPOSTA Marchi particolari sempre più appetibili: Carma Italia

PAG. 58 TUTTI INSIEME PER COMUNICARE!

DOMANDA & RISPOSTA Cosa conta di più? La relazione: Luxury Lab Cosmetics

L’ARGOMENTO

SOLARI

Come venderli al meglio Abbronzatura? Una risposta per ogni cliente FORMAZIONE Naïma & digital un connubio vincente SAPER VENDERE 10. IMAGINE


IN QUESTO NUMERO

STORIE IN VETRINA Là fuori c’è un mondo (e io lo sto interce ando), Luigi Di Tano AFFINITÀ ELETTIVE Drugstore, non solo convenienza...

PAG. 66 IL TEMPO DELLE BOOMERS

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ORGANO UFFICIALE FENAPRO rivista specializzata fondata nel 1975 DIRETTORE EDITORIALE Michelangelo Liuni DIRETTORE RESPONSABILE Maria Cristina Milanesi cristina.milanesi@rcs.it CAPOREDATTORE CENTRALE Loredana Ranni loredana.ranni@rcs.it REDAZIONE Marta Pacillo marta.pacillo@rcs.it PROGETTO GRAFICO Giorgia Gullo a CAPOREDATTORE GRAFICO (ad personam) Lorenza Martini lorenza.martini@rcs.it REALIZZAZIONE GRAFICA E IMPAGINAZIONE Giorgia Gullo a giorgia.gullo a@rcs.it SEGRETERIA DI REDAZIONE Mariella Bertuca mariella.bertuca@rcs.it Paola Giangualano paola.giangualano@rcs.it 12. IMAGINE

FIERE E SALONI Esxence, già dieci anni tra arte e profumo DOMANDA & RISPOSTA Fragranze preziose raccontano una lunga carriera: Bois 1920 FENAPRO MAG News e aggiornamenti dalla Federazione

HANNO COLLABORATO Jessica Albarracin, Raimonda Boriani, Monica Caiti, Giovanna Maffina, Ivan Pestillo, Giuliana Valcavi

ABBONAMENTI Per informazioni: 02 25846785 orario continuato 9.00 - 18.00

STAMPA Errestampa S.r.l. - Orio al Serio (BG)

CONCESSIONARIA RCS MediaGroup S.p.A

Registrazione del Tribunale di Milano N°139 in data 24/3/1986 Iscria al Registro Nazionale della Stampa il 10/4/85 al n.1529 CONFINDUSTRIA RCS MediaGroup S.p.A. via Angelo Rizzoli, 8 - 20132 Milano PRESIDENTEEAMMINISTRATOREDELEGATO URBANO CAIRO CONSIGLIERI Marilù Capparelli, Carlo Cimbri, Alessandra Dalmonte, Diego Della Valle, Veronica Gava, Gaetano Miccichè, Stefania Petruccioli, Marco Pompignoli, Stefano Simontacchi, Marco Tronchei Provera DIRETTORE GENERALE NEWS Alessandro Bompieri REDAZIONE Via Angelo Rizzoli, 8 - 20132 Milano Telefono 02 2584 6671 Fax 02 2584 6675

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ieri oggi domani di Ivan Pestillo

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telling DISTRIBUzIonI GLoBALI, CAMPAGnE InCLUSIVE, FAn SEMPRE ConnESSE E PRonTE A ConDIVIDERE: ECCo IL SEGRETo DELLE LInEE TRUCCo FIRMATE DALLE STAR. CoME FEnTy BEAUTy By RIhAnnA, oGGI DISPonIBILE AnChE In ITALIA.

Quote rosa: dallo showbiz al make up C’erano una volta i profumi delle celebrity con i loro flaconi scintillanti e le essenze gourmand. Tra i primi best seller, White Diamonds di Liz Taylor e gli spray per il corpo Impulse delle Spice Girls. Il boom arrivò negli anni Duemila con le creatrici seriali di fragranze, come Britney Spears e Paris Hilton. Un fenomeno che, a dirla tutta, in Italia non ha mai prodotto fatturati da capogiro come in altre parti del mondo. Ma oggi qualcosa sta cambiando: cantanti, attrici e modelle si stanno avvicinando al segmento più ludico della bellezza, quello del make up, registrando numeri in grado di far invidia alle più storiche maison de beauté.

Il fenomeno della sfumatura giusta

Un’esplosione virale è stata innescata dalla popstar Rihanna con il lancio della sua linea make up Fenty Beauty (Fenty è il cognome della cantante), creata in collaborazione con la divisione Kendo Brands del Gruppo LVMH. Ad annunciarla, l’anno scorso, una delle campagne meglio riuscite di sempre che, a partire dal video promozionale (quasi una pubblicità progresso per la bellezza femminile) sino al countdown sui social media, ha avuto un obiettivo ben chiaro fin dall’inizio: comunicare l’arrivo di una linea “inclusiva” che non lasciasse nessuna donna senza la propria sfumatura. E tutto ciò, proprio nel momento in cui si stavano facendo strada numerose polemiche sui limiti dell’offerta make up per la consumatrice multietnica... Ecco spiegato, dunque, il perché delle 40 nuance di fondotinta di Fenty Beauty. Che dallo scorso 6 aprile è presente anche in 100 store Sephora italiani. E, proprio in occasione del lancio in Italia, Rihanna in persona ha intrattenuto fan e clienti nello store Sephora di Corso Vittorio Emanuele, a Milano, riservando alle più fortunate anche qualche personale ritocco al make up.

E se anche lo skincare sale sul palcoscenico...

A distanza di sette mesi dal suo lancio negli Stati Uniti, Fenty Beauty ha già raggiunto importanti traguardi. È disponibile in 18 Paesi e il prestigioso mensile Times l’ha inclusa tra le 25 migliori invenzioni del 2017. Del resto, non ci si poteva aspettare diversamente da un brand che, già nel primo mese di vendita all’estero ha generato un giro d’affari di oltre 72 milioni di dollari. Ma Rihanna non è l’unica ad aver lanciato la propria linea di trucco. La cantante barbadiana deve competere con regine dei social come Kim Kardashian e Kylie Jenner. Senza dimenticare la collaborazione tra la modella Claudia Schiffer e il marchio make up Artdeco e quella tra Jennifer Lopez e Inglot. Inoltre, mentre è sempre più evidente quanto i marchi tradizionali debbano investire per poter competere con questo tamtam online, c’è già chi guarda al trattamento. Come Madonna con la sua linea skincare MDNA, disponibile in Giappone e negli States. 16. imagine


tra le righe di Monica Caiti

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4 sull’onda di un libro che mette in copertina la commessa a fumetti, altri spunti disegnati che arrivano dal beauty. ora.

Le (dis)avventure di una commessa

A volte la realtà supera la fantasia. Come nel caso di Laura Tanfani, autrice e disegnatrice del graphic novel Vita da commessa 2, pubblicato di recente dopo il successo del primo volume omonimo. Il fumetto, colorato da Sara Antonellini, narra le avventure della giovane, classe 1988, laureata, che si ritrova a fare la commessa in un negozio d’abbigliamento, alle prese con una variopinta folla di acquirenti impossibili. L’eterno indeciso. Quello che non saluta. Quello che… casomai ripasso. Quello con la mamma che decide per lui. Il bambino che appoggia le mani sulla vetrina appena pulita. Né manca chi sa tutto, persino da dove provenga ogni materiale e come sia stato cucito, o chi pretende di essere servito a luci già spente. E poi la richiesta di saldi fuori stagione, i cambi senza scontrino, le nozioni confuse su un misterioso “black friday”. «Il negozio diventa la tua casa, i colleghi la tua famiglia. Non distingui più il giorno e la notte, le domeniche e i lunedì. Il tempo non esiste, le feste e le ferie non esistono. Nemmeno tu, alla fine. L’unico momento in cui riesci a riprendere contatto con la realtà è quando vai in bagno. Oasi di pace». Un racconto esilarante, in cui le commesse di qualunque negozio (e non solo) potranno identificarsi, persino leggendo il proprio segno zodiacale. Ma anche un fumetto in grado di far scattare l’empatia dei millennial. Del resto, Laura Tanfani è già da tempo al centro di un’entusiasta community, grazie a una pagina Facebook con quasi 60mila fan, un canale YouTube, un account Instagram e un blog che conta decine di migliaia di visitatori. BECCOGIALLO EDITORE, € 15

Un trucco tra pop e art

Il make up artist californiano Argenis Pinal (su Facebook, YouTube e Istagram) è capace di trasformare se stesso o i suoi modelli in personaggi dei fumetti: da Iron Man a Superman, da Joker a Wonder Woman. Altrettanto creativa la giovane visagista inglese Laura Jenkinson (www. laurajenkinson.com): disegna sulle sue labbra, che si modellano arricciandosi o distendendosi a seconda delle esigenze, coloratissimi personaggi presi in prestito dai cartoon, come i Puffi e le Tartarughe Ninja, i Simpsons e Frozen.

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Brow bar benefici

Seconda edizione di “Bold is Beautiful”, il progetto firmato da Benefit per supportare le associazioni impegnate nel miglioramento della condizione femminile. E che è ricorso a una Wonder Woman a fumetti per promuoversi. L’intero incasso del mese di maggio dei servizi sopracciglia dei Brow Bar Benefit, in oltre 70 beauty store Sephora, sarà devoluto a D.i.re Donne in Rete Contro la Violenza e Mamme a scuola, realtà milanese che insegna la lingua italiana alle immigrate. Nel 2017 l’incasso è stato di 195.163 euro.

Labbra (e ciglia) da star Tre eroine: Supergirl, Catwoman e Harley Quinn. Tre modi d’affrontare la realtà: con forza, sensualità e imprevedibilità. È a loro che Maybelline, in collaborazione con Warner Bros, dedica la collezione “Be that girl”, in edizione limitata solo per l’Italia. Sei rossetti Color Sensational e tre mascara, Colossal Big Shot, Ciglia Sensazionali Effetto Ventaglio e Ciglia Sensazionali Voluptuous, con pack dedicati alle icone del fumetto. Tutti venduti singolarmente o in kit.


CODICE COLORE di Ivan Pestillo

MUST MINERALE Per la prima volta all’interno di un jus, una nota olfattiva rara: quella estratta dal fiore bianco del cactus torcia argento.

EVOCATIVO DI FRAGRANZE SUGGESTIVE E POLVERI CHE RISCALDANO IL VISO IL PANTONE BLOOMING DAHLIA È UN ROSA CREMOSO CHE RICHIAMA LA CARNOSITÀ DELL’OMONIMO FIORE AFFASCINANTE SENSUALE GLAM

PROENZA SCHOULER, ARIZONA

CRISTALLINO Il brio gourmand di pera e miele, l’incontro con la rosa in un accordo acquatico. E la firma d’Issey Miyake. L’EAU D’ISSEY, PURE NECTAR DE PARFUM

PANTONE® 15-1520 TPG BRILLANTI Con la loro nappa macro in seta (color champagne rosé), sono perfetti da sfoggiare la sera come punto luce.

BON TON Pratica chiusura-fibbia a clip, in policarbonato e con massiccia cassa ottagonale di colore argento.

BYBA BIJOUX, ORECCHINI IN OTTONE

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FEMMINILI VINILICO Rosa Nobile, Magnolia Nobile Rimpolpa, non è appiccicoso e lucida e Peonia Nobile riproposti nel le labbra, con vitamine, pratico formato roll on. E un olio di menta piperita. E 20 nuance. elegante cofanetto a contenerli. URBAN DECAY, HI-FI SHINE ULTRA CUSHION ACQUA DI PARMA, LE NOBILI BOUQUET

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SFIZIOSO Il kit con tutte le polveri best seller per illuminare, scaldare e uniformare l’incarnato. BENEFIT, BLUSH BAR


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FORMA E MATERIA

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di Giovanna Maffina

ITEM IL PUBBLICO PREFERISCE PACK ECO INTELLIGENTI E D’IMPATTO? LE AZIENDE PUNTANO SULLA FUNZIONALITÀ OLTRE CHE SULL’ ESSENZIALITÀ DEL DESIGN

Instagrammabile

Le pia aforme online e i social de ano legge. Ecco perché diventa prioritario che il packaging sia instagrammabile, che si presti alla condivisione, che abbia cioè cara eristiche di immediatezza, nel design, nei colori, nel le ering. Così, Deborah Milano si rifà ai graffiti di Keith Haring per la sua Design Collection: impossibile passino inosservati, a dispeo del bombardamento di immagini online. Già, perché è in una manciata di secondi che decidiamo se un prodoo ci piace. E se non ci piace, basta un click e siamo già a navigare altrove. Se il design è vincente, ai vostri follower/clienti arriverà il 100% del messaggio, come se avessero la vostra scatola tra le mani.

Riciclabile e riciclato

La sensibilità all’ambiente può passare anche a raverso il conce o di “risparmio”. Evitare lo spreco inutile di carta, eliminandola dove non serve, è una delle piste seguite dalle aziende. Sono sopra u o i giovanissimi a ritenere il packaging poco utile ai fini della conoscenza del prodo o: una volta in negozio, basta un semplice codice a barre per avere tu e le informazioni che servono. Prima di comprare online, invece, si leggono le specifiche in rete. Dunque, i foglie i illustrativi diventano superflui. La carta diminuisce mentre il vetro si fa verde, in ogni senso. In collaborazione con Zignago Vetro, Eurovetrocap ha realizzato il primo pack in vetro rigenerato dalle bo iglie di vino e di olio, che significa materiale al 100% riciclabile e fino al 90% riciclato. 22. IMAGINE

Smart

Il packaging si fa intelligente. La Lumson di Capergnanica (Cremona) ha inserito in alcuni dei suoi contenitori un microchip invisibile, MET (Microchip Embedded Technology), che dialogando con lo smartphone fornisce numerose informazioni sul prodoo. In più, è un efficace sistema antitaccheggio. Ma in un futuro non troppo distante, il packaging potrebbe arrivare a contenere strumenti di diagnostica che facilitino il consumatore nella scelta del prodoo di skincare più adao. Mancando formule “forti”, le case si concentrano su packaging ed erogatori, sempre più importanti a indirizzare l’acquisto.


NELLA FORMULA di Ivan Pestillo

INCI CENTEL

ASIATICA

PROTAGONISTA DELLE “CICA-CREAM” LENITIVE E RIPARATRICI CHE LE COREANE UTILIZZANO COME CREME GIORNO/NOTTE AGISCE ANCHE SUGLI INESTETISMI DELLA CELLULITE PERCHÉ

IDENTIKIT

Pianta erbacea perenne, la centella ha un gambo strisciante e si propaga grazie alle sue radici ramificate in modo insolito. Le foglie dal lungo picciolo, disposte in rosette da quattro o cinque, hanno colore grigio verde. I fiori sono invece violacei con sfumature rossastre. Originaria dell’India e del Madagascar, cresce spontaneamente nei luoghi umidi.

Il fenomeno “k-beauty” continua a de are tendenza. Per cui dopo le cosidde e “alphabet cream” (BB, CC, DD, EE... e chi più ne ha più ne me a), i cosmetici cushion e le maschere hydrogel, ora è la volta delle cica-cream lenitive e riparatrici, che alleviano le irritazioni cutanee rafforzando la barriera epidermica e favorendone i processi fisiologici di autoguarigione della pelle

Tanta potenza concentrata in una foglia

Al centro delle formule delle cica-cream c’è la foglia della centella asiatica, ricca di acidi triterpenici (acido asiatico e acido madecassico), oli essenziali, flavonoidi, fitosteroli, tannini, sali minerali e zuccheri. «È sopra u o la presenza di saponine, però, a rendere questa pianta un potente ingrediente riparatore. Basti pensare che viene utilizzata anche per comba ere l’insufficienza venosa, proprio perché le saponine sono in grado di rafforzare le pareti dei vasi sanguigni. E questa è la ragione per cui la si trova in diverse formule anticellulite, magari miscelata a estra i di edera e ippocastano» spiega Antonella Antonini, docente del Master di tecnologia cosmetica all’Università di Ferrara.

Tra leggenda e realtà

La centella asiatica è conosciuta anche come “tigre del prato”. Perché pare che i felini, dopo i loro comba imenti, siano soliti adagiarsi sui prati di centella per trovare sollievo e stimolare la cicatrizzazione delle ferite. Racconti affascinanti a parte, il potere riparatore della pianta è provato e ampiamente testato. «L’estra o di centella asiatica agisce positivamente sulla rigenerazione del collagene e del conne ivo, inoltre ha pure un lieve potere antinfiammatorio» afferma la do oressa Antonini. E proprio per questo è presente nelle formule antietà e lenitive di ultima generazione. Come le cica-cream, appunto.

Due cosmetici di ultima generazione a base di centella asiatica. Revitali Cicacrema di L’Oréal Paris, che ripara in profondità i segni dell’invecchiamento. E Cicapair Tiger Grass Color Correcting Tratment di Dr.Jart+: la sua texture verde, a conta o con la pelle, si trasforma in un tono rosato per uniformare l’incarnato (da Sephora). 24. IMAGINE


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SUL PEZZO di Ivan Pestillo

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N E W S

1 Femminilità in bottiglia

Si chiama Eau My Secret ed è il profumo del marchio di lingerie spagnolo Women’ Secret, che l’anno scorso ha vinto il premio annuale dell’Academia del Perfume al Teatro della Zarzuela di Madrid. Un jus sensuale con note di mandarino, gelsomino e biancospino, disponibile anche in Italia grazie a Brave Italy, che distribuisce il marchio nel canale sele ivo. Tra le altre fragranze dell’Eau de Toile e Collection del brand, anche Eau My Delice con note di pepe, peonia, cedro ed Eau It’s Fresh, luminosi sentori di limone, zenzero e ambra. Disponibili anche all’interno di romantici gi set con tanto di body lotion. Info: www.braveitaly.com

2 Dress code: pink pink... fortissimamente pink!

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L’11 aprile scorso, presso lo spazio W37 di Milano, Bulgari ha celebrato il lancio della nuova fragranza Omnia Pink Sapphire con un esclusivo pink party, ricco di angoli dedicati ai momeni “instagrammabili”. Social mirror, social wall, fun game corner con calcio balilla e flipper hanno conquistato i numerosi invitati. Immancabili, le tre testimonial della campagna Amanda Steele, Madison Beer e Margaret Zhang. Alla consolle, il dee jay Graziano Della Nebbia. Info: www.bulgari.com

3 Dal web a scuola, per conquistare i giovani

Per New Topexan, il percorso verso una pelle senza impurità inizia dal web. Il brand di Soco ha infa i debu ato online con un nuovo sito, pensato per ca urare l’a enzione di ragazzi e ragazze tra i 13 e i 29 anni. Il tu o senza dimentacare l’importanza dei social network per comunicare con questo target. Inoltre, per coinvolgere ancora di più i consumatori, New Topexan sarà protagonista di un’intensa a ività di sampling, a raverso un “Giro d’Italia delle scuole” che toccherà ben 80 istituti. Info: www.newtopexan.it

4 Quando bellezza fa rima con solidarietà

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Fino al 21 giugno, Flower by Kenzo sostiene la Croce Rossa Italiana devolvendo un euro, senza alcun obbligo di acquisto, per ogni post ispirato ai valori umani di positivià e o imismo, condiviso dai consumatori sui social network con l’hashtag #kenzopoppyday. Questo proge o, anticipato in rete da un video della modella Paola Turani, arriva assieme alla nuova campagna di comunicazione dell’iconico profumo, ispirata proprio a valori di pace, generosità e amicizia. Info: www.kenzopoppyday.it


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5 E adesso arriva Karlie

Karlie Kloss è stata scelta da Estée Lauder come sua nuova global spokesmodel e brand ambassador. La modella e imprenditrice va così ad arricchire l’a uale rosa di testimonial del brand, insieme con Carolyn Murphy, Fei Fei Sun, Gabriella Wilde, Hilary Rhoda, Joan Smalls, Kendall Jenner, Misty Copeland e Yang Mi. La prima campagna che vedrà Karlie protagonista debu erà all’inizio di luglio 2018. Ed Estée Lauder sosterrà anche l’iniziativa filantropica Kode With Klossy, istituita dalla modella nel 2015. Info: www.esteelauder.it

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6 Se le profmerie scendono in campo

Continua il proge o #Passion4charity targato Ethos Profumerie. Lo scorso 17 aprile si è svolta a Milano la seconda edizione del torneo benefico di calcio a se e, che ha visto la squadra dell’insegna giocare con la Nazionale Hip Hop, Lancôme e La Gazze a dello Sport. Una serata di passione e musica, per sostenere ABIO Milano e acquistare poltrone le o per il reparto pediatria del milanese Ospedale San Raffaele. Con la cronaca di Petra Loreggian, storica voce di RDS, e Germano Lanzoni, speaker ufficiale dell’A.C. Milan. Il quadrangolare si è concluco con la vioria della Nazionale Hip Hop. Info: www.ethosprofumerie.it

7 Cancella e vinci il design

Soco spa lancia l’iniziativa “Bellezza e Design”: acquistando almeno due prodoi a scelta delle linee Cielo Alto e Oryza, le consumatrici riceveranno una cartolina “cancella e vinci” per avere la possibilità di ritirare subito un premio firmato ViceVersa. Le profumerie adrenti all’iniziativa riceveranno tuo il materiale utile per allestire una vetrina dedicata al concorso, assieme al premio più ambito: il Tostafee TIX di ViceVersa. Info: www.cieloalto.it

8 Giri di poltrone

Novità nel Gruppo Shiseido: Francesca Forfori entra a far parte della divisione Prestige in qualità di brand manager make up brands. A lei faranno riferimento i reparti marketing, sales e training dei marchi Nars, Laura Mercier e Bare Minerals. Info: www.shiseidogroup.com

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NOVITÀ DI TENDENZA di Marta Pacillo

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LOOK DA BRAVE BEAUTY COACH VI BASTERÀ OSSERVARE LO STILE DELLA VOSTRA CLIENTE PER “CUCIRLE ADDOSSO” UN GLAM SU MISURA

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RIMMEL Gamma di ombretti mono compatti, in polvere multi dimensionale, dal finish luminoso. È Holographic Mono Eyeshadow, perfetto anche sugli zigomi per un “effetto pastel strobing”. IN 4 NUANCE

VALENTINO Valentino Donna Rosa Verde eau de toilette si fa vibrante con le note di rosa verde, bergamotto, mate, zenzero, magnolia. Il suo verde chiaro evoca la rugiada sui boccioli di rosa. IN FORMATO 125 ML

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DIOR Brume fresca e sensoriale, J’adore Body Mist avvolge il corpo con note fiorite, sensuali e illumina la pelle. La formula addolcente è arricchita con nettare di cotone. IN FORMATO 100 ML

CHANEL Creazione esclusiva, Les Beiges Harmonie Poudres Lumière Belle Mine presenta una combinazione di tonalità universali. Per sublimare il colorito e dare al viso un effetto radioso naturale. IN 3 VARIAZIONI COLORE

GUERLAIN Efficace su rughe e segni dell’età, il fluido d’idratazione ultra fresco Bee Glow (linea Abeille Royale) dona un rggicace bagno di luce al viso, facendone risaltare i volumi. IN FORMATO 30 ml

a Prima fragranz anno per lo stilista Erm , bre Scervino, a otto e. aviv distribuita da M


ACCESSORI di Ivan Pestillo

Pulizia? Andiamo a fondo...

Mai dimenticare l’igiene degli accessori per il trucco! Gli “strumenti del mestiere” dovrebbero essere lavati dopo ogni utilizzo per contrastare la proliferazione ba erica. Per questo c’è chi, come So.di.co con la linea Milleluci, ha pensato a spray specifici, come il Detergente Pinzee e Forbicine e il Detergente Pennelli. Delicati e senza risciacquo.

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BEAUTY TOOLS DI ULTIMA GENERAZIONE PERSINO VEGANI E NON TESTATI SUGLI ANIMALI DETTAGLI DA SPIAGGIA SPUNTI DI DESIGN E LETTERATURA PER STUPIRE CON CHICCHE GLAM RUBATE ALLA MODA

CO.

ANCHE LE UNGHIE INDOSSATE COME ACCESSORI. PERCHÉ LA FOLLIA CREATIVA DEI NAIL ARTIST LI PORTA A RACCONTARE FAVOLE IN PUNTA DI DITA. Certi gioielli (di carta)

Che voglia d’estate!

L’arrivo del caldo segna il tempo di riscaldare le vetrine delle profumerie con gli accessori must have per la spiaggia. Come quelli di Camomilla Milano, che per l’estate 2018 propone pratiche ceste in paglia decorate di paillees, infradito in gomma e sabot con pon pon in... pelliccia. 30. IMAGINE

Un materiale povero ma dalle mille potenzialità. La carta diventa fashion nel libro di Bianca Cappello Carta Preziosa. Il design del gioiello di carta, ovvero esperienze e creazioni di ben 21 designer internazionali. Il proge o, che ha trovato l’appoggio del Consorzio Nazionale del Recupero e Riciclo di carta e cartone, è edito da Skira.

Eticamente corretti

Da Wet ’n Wild arriva la Pro Brush Line. Si traa d’una gamma di oo pennelli totalmente cruelty free (ovvero mai testati sugli animali) e anche vegan friendly, utilizzando setole sintetiche.


Lo style si fa beauty! scoprilo a...

B E A U T Y S T Y L E Un’esposizione-evento dove la contaminazione crea nuove opportunità !

14-17 settembre 2018

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SOCIAL(MENTE) BEAUTY di Jessica Albarracin

# Sir John si racconta su Nikkie Tutorials

In cima alla classifica dei beauty video più visti su Youtube c’è quello di Nikkie Tutorials - influencer olandese - che cede l’obieivo (e i pennelli) al makeup guru e truccatore di Beyoncé, Sir John. Amatissimo dalle celebrities, Sir John racconta gli inizi della sua carriera e, mentre trucca Nikkie, mostra tips del mestiere essenziali per un trucco a ‘prova di show’. HTTPS //BIT LY/ H B R

Glass skin, il nuovo rituale dalla Corea Continua la K-beauty mania, che sul web impazza tra nuove tipologie di prodoi e di traamenti. Dopo la Korean skincare arriva la glass skin, una routine skincare che grazie all’uso di oltre dieci prodoi dona una pelle “trasparente”, radiosa e priva di pori. A iniziare il trend è stata Ellie Choi, truccatrice di Los Angeles che ha visto il suo post diventare virale grazie alle amanti della pelle “dewy”. L’unica controindicazione? Non è assolutamente adaa alle pigre... 32. IMAGINE

QUALI SONO GLI ARGOMENTI BEAUTY CHE DESTANO MAGGIOR INTERESSE E INTERAZIONE? CE LO DICONO I SOCIAL!

Dite addio alle Instagram brows

Se il 2017 era caraerizzato da sopracciglia grafiche e simmetriche, il 2018 va nella direzione opposta con le textured brows. Tra archi naturali e una forma più folta e spessa, le sopracciglia sono effeo sauvage ma curate. Come si oengono? Dando consistenza e dimensione alla forma naturale del sopracciglio disegnando i peli - uno a uno con una matita dalla punta fine. Insomma, niente più righelli e squadre. Almeno fino al prossimo trend...

L’underliner sempre più in alto!

Visto sulle passerelle e approvato dalle celeb, l’underliner fa tendenza. Semplicissimo da tracciare (lo si può fare con una matita oppure con un ombreo), ingrandisce l’occhio e dà un pop di colore allo sguardo. Il tocco alternativo? Basta ispirarsi a Willow Smith che alla sfilata primavera estate di Dior haute couture ha usato l’eyeliner bianco!

Il naso all’ultimo grido? Arte pura

In quanto a innovazione e creatività, Instagram fa scuola. Bizzarra e divertente, la nose art è il nuovo filone che spopola e fa del naso la tela delle beauty addicted più fantasiose. Fiori, cuori, stelline e frua lo decorano facendone l’insolito protagonista dell’ovale. Un look divertente e anticonformista, che si oiene anche grazie all’utilizzo di ombrei ed eyeliner, non più semplici accessori di make up, ma veri e propri strumenti artistici.


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LASCIARE IL SEGNO COPERTINA DEDICATA ALLA NUOVA VERSIONE DELL’ICONICO PUPA VAMP! ARRIVA IL MASCARA EXPLOSIVE LASHES, DALL’EFFETTO VOLUMIZZANTE ESTREMO. Foto di Massimiliano De Biase


IMAGINE NEW!

Quando lo sguardo “esplode”...

Vamp! Explosive Lashes ha un’innovativa texture super ricca e uno speciale applicatore ultra morbido in formato maxi, che avvolge le ciglia regalando loro uno spessore particolarmente generoso. Grazie alla consistenza e allo scovolino, riesce a valorizzare anche le ciglia più corte senza creare sbavature. L’esclusiva formula contiene un mix di cera di riso, cera d’api e polimeri, per dare alle corposità e volume dalla radice alla punta. Inoltre, gli agenti gellificanti e i filmogeni assicurano flessibilità e aderenza, con un risultato impeccabile per tua la giornata e in totale comfort. Proposto nella versione black, contiene speciali pigmenti neri per un rilascio del colore intenso e istantaneo, fin dalla prima applicazione.


TUTTI I NOSTRI STORE ORA RIPORTANO L’INDICAZIONE GRUPPO DOUGLAS


PRIMO PIANO di Giovanna Maffina

FABIO METTERE I PUNTI DI FORZA A FATTOR COMUNE, INVESTIRE SULLE PERSONE, PORRE IL CLIENTE AL CENTRO: IL CREDO DI DOUGLAS ITALIA.

PAMPANI D

al closing della transazione con il quale la LLG (Leading Luxury Group), che controllava il Gruppo Limoni/La Gardenia, è passata sotto il controllo della tedesca Douglas, sono trascorsi meno di sei mesi. Punto e a capo? Affatto. Piuttosto “palla al centro”, per ripartire da dove le due insegne di retail, rispettivamente numero uno e due del mercato italiano, erano rimaste. Dai valori condivisi, soprattutto. Della nuova Douglas ci parla il CEO Fabio Pampani. A cose fatte, erano in molti a chiedersi quali sarebbero state le priorità del neocostituito gruppo. Fermo restando una che le riassumeva tutte: integrare insegne per certi versi vicine ma sino a quel momento separate. A che punto siete con questo processo? «Preferirei non si parlasse più di insegne ma di azienda, che è una sola e si chiama Douglas. Premesso questo, da un punto di vista strategico non abbiamo fatto altro che prendere il meglio di tutto ciò che esisteva in Douglas e in Limoni/La Gardenia, mettendolo a fattor comune. Così, dal 1° aprile negli store Douglas è possibile effettuare quei servizi che già da tre anni erano in LLG, come il trucco sposa e il flash make up o il cambio smalto o la make up school, e saranno anche aperte le prime Beauty Lounge. Viceversa, da subito, in tutti gli store Limoni è stata inserita la private label di Douglas. Anche le reciproche esclusive sono in comune. In realtà la strategia delle due insegne è sempre stata molto simile, se non identica: entrambe hanno un posizionamento deciso nell’alto di gamma prestige, tanto che Douglas è uscita dal mass market prima ancora di LLG». IMAGINE .37


PRIMO PIANO FABIO PAMPANI

Dietro la trasformazione di LLG c’era un fondo d’investimento. Idem ora, dietro l’operazione Douglas/ LLG. Eppure i profumieri sembrano resistenti ai private equity. Li si accusa di essere agevolati perché non si prendono i rischi d’impresa delle aziende private. Lei che ne pensa a riguardo? «È una resistenza che non ho mai notato. La stessa operazione finanziaria che ha portato all’affermazione di LLG direi che è stata molto ben gestita. Limoni era pressochè in procedura fallimentare ma in cinque anni e molti investimenti si è trasformata, tanto da diventare interessante per CVC Capital Partners, il fondo che controlla il Gruppo Douglas e che ci ha poi acquisito. Il fatto stesso che il selettivo italiano sia per oltre il 50% formato da aziende di famiglia o da gruppi imprenditoriali singoli, che funzionano a prescindere dalla presenza dei fondi, credo testimoni proprio che le due realtà possano convivere senza problemi. I fondi di private equity, d’altro canto, investono in quei settori dove il ritorno è probabile e prevedibile, e la profumeria è uno di questi. Non dimentichiamo, poi, che i due retailer leader in Europa, Gruppo Douglas e Sephora, sono l’uno gestito da

un fondo e l’altra appartenente a una società finanziariamente ed economicamente equiparabile a un fondo. Le due dimensioni, privata e finanziaria, possono coesistere tranquillamente e funzionare entrambe bene, direi». Com’era prevedibile, l’antitrust che a novembre aveva concesso un “via libera” al deal condizionato, ora vi ha indotto a cedere alcuni negozi per rientrare nella soglia del 45%. È così? «Sì, saranno circa una ventina, che stiamo provvedendo a rimettere sul mercato per venderli ai concorrenti che si faranno avanti. Quanto ad altre chiusure decise da noi, sono già state comunicate, ma ci teniamo a gestire la cosa nel migliore dei modi, per ovvie ragioni occupazionali». Ha più volte sottolineato come il commercio in Italia venga bistrattato. Non crede che sia in parte colpa degli stessi commercianti, restii a fare sistema? «Direi di no. Anzi, certe categorie si sanno far valere. Vero è che veniamo penalizzati pur essendo la seconda fonte occupazionale del paese e ci mettiamo meno tempo a realizzare ex novo un negozio piuttosto che a evadere la burocrazia per

I FENOMENI DI CONCENTRAZIONE SONO POSITIVI: STIMOLANO GLI IMPRENDITORI A FARE MEGLIO aprirlo. E per fortuna è stato eliminato l’obbligo della licenza per metrature inferiori ai 400 metriquadrati, che però rimane per gli altri... non mi chieda secondo quale logica. Veniamo multati se non si espone un prezzo in vetrina e poi, girato l’angolo, ci sono ambulanti che vendono merce contraffatta. Ben vengano leggi chiare, finalizzate all’equità comportamentale, alla sicurezza dei clienti, ma valessero per tutti!».

TRA I SERVIZI INSERITI NEILLE BEAUTY LOUNGE LIMONI ANCHE LA BARBERIA

Dalle decisioni che avete preso, per esempio l’ultima di estendere le Beauty Lounge anche ad alcuni punti vendita Douglas, il servizio si mantiene prioritario per voi... «Sì, perché è molto fidelizzante. Con il parrucchiere o con l’estetista si crea un rapporto molto stretto che crea fedeltà, nella quasi totalità dei casi. Chi visita una nostra Beauty Lounge è praticamente impossibile che non ne esca senza aver prenotato un servizio. Diverso è per la vendita del prodotto, che va in porto solo nel 30% dei casi. Lavorare in questa direzione porta con sé alcuni rischi, come quello di perdere la cliente se la sua persona di fiducia va altrove, ma è un rischio da correre. Abbiamo anzi un team apposito che vaglia l’introduzione di nuovi servizi alla clientela». Si è parlato del processo d’integrazione, di ciò che state facendo perché riesca al meglio la fusione tra le due


insegne. Nei prossimi mesi la vostra priorità continuerà ad essere questa? «Terminata la fase operativa, che coinvolge anche i programmi di fedeltà e Crm oltre al sistema informatico, tutti da uniformare, ci concentreremo sul nostro cliente. Dei quasi 30 milioni di euro investiti in quattro anni nei negozi LLG, l’85% andavano in questa direzione. Tutto ciò che facciamo funziona solo se il cliente lo vive come un valore o un vantaggio. È un obiettivo che anche l’industria non dovrebbe mai perdere di vista».

VALORI E PUNTI DI FORZA DELLE DUE INSEGNE POSTI COME FATTORE COMUNE: COSÌ È PER LA PRIVATE DI DOUGLAS, LE BEAUTY LOUNGE E LE RECIPROCHE ESCLUSIVE

Il fenomeno di concentrazione ha fatto bene al canale, non crede? Gli imprenditori hanno iniziato a fare squadra… «È sempre stato così. Lavoro nel beauty da otto anni, ma gli altri trenta li ho passati nel mondo dell’abbigliamento, del fast fashion, dove l’arrivo di Zara e di H&M ha imposto a tutti un cambio di passo. Sino a quel momento il settore era rimasto immobile, mancava di idee, di nuovi brand, non c’erano aziende straniere. Poi, tutto si è rivoluzionato. Tornando al nostro canale, il processo di concentrazione penso non andrà oltre, anche se il fenomeno dell’associazionismo tra indipendenti continuerà. Ma ben venga! Quando si uniscono qualità e quantità imprenditoriali il mercato ci guadagna sempre».

E con il digitale come vi state muovendo? L’appartenenza a un Gruppo molto forte sull’online vi dà dei bei vantaggi... «In effetti, il Gruppo Douglas è leader europeo nel digital tra i retailer, con un knowhow che è diventato anche nostro e che sta crescendo. In Italia con le vendite e-commerce superiamo il 10%, mentre in Germania il 17%. Sono convinto che se non fossero nate società come Amazon, da subito solo digital, il retail avrebbe aspettato a entrare nell’online. Che sia una scelta strategica o una necessità, poco importa: il nostro gruppo ha saputo appropriarsene, cogliendo le dinamiche di un modello di vendita e di acquisto che stava cambiando per via dell’e-commerce».

Che ne pensa dell’imprenditoria del nostro selettivo? «Se oggi oltre il 60% del fatturato è fatto da imprese famigliari, significa che la loro capacità di fare retail è di altissimo livello. Vero è che questo settore non cresce. Che c’entri l’e-commerce, piuttosto della difficoltà dell’industria a fare lanci davvero innovativi, poco importa. Fino a cinque o sei anni fa, a ogni lancio forte on breve si andava in rottura di stock. Ora non più». 

90%

2.400

45%

È IL PESO DEI MARCHI PRESTIGE SUL FATTURATO DI LIMONI/LA GARDENIA. UN RISULTATO RAGGIUNTO GRAZIE ALL’ELIMINAZIONE DEL MASS, QUATTRO ANNI FA. DA ALLORA, L’INSEGNA HA PUNTATO TUTTO SUI SERVIZI E SUL CRM

È IL NUMERO INDICATIVO DEI PUNTI VENDITA GESTITI DAL GRUPPO DOUGLAS IN 19 PAESI EUROPEI. UN “PATRIMONIO” CONSISTENTE AFFIANCATO DA UNA RETE DI STORE ONLINE IN RAPIDA CRESCITA

L’ANTITRUST HA IMPOSTO A DOUGLAS ITALIA DI VENDERE UNA VENTINA DEI PROPRI NEGOZI, PER POSIZIONARSI AL DI SOTTO DELLA SOGLIA DEL 45% RICHIESTA DALLA LEGGE SULLA LIBERA CONCORRENZA

RETE EUROPEA, MARCHI PRESTIGE, PUNTI VENDITA: QUESTI I NUMERI IMAGINE .39


SE NE PARLA di Ivan Pestillo

QUANDO L’INDUSTRIA

FA SHOPPING Fusioni, acquisizioni, accordi di licenza e nuove distribuzioni hanno portato nel canale selettivo tanti marchi mai visti prima. Un’occasione per differenziare.

O

ggi più che mai la profumeria può puntare sulla differenziazione del prodotto. Questo perché, negli ultimi mesi, tanti nuovi marchi si sono affacciati (o riaffacciati) sul mercato. Da un lato ci sono le grandi multinazionali con le loro maxi fusioni, le campagne acquisti e le nuove licenze. Dall’altro, i distributori che, in risposta a questa concentrazione, puntano sulle nicchie e sui marchi di ricerca.

BIG IN CAMPAGNA ACQUISTI

Sul fronte delle multinazionali, negli ultimi tempi, abbiamo assistito a diversi fenomeni. Sembra, infatti, che la maxi fusione tra Procter&Gamble e Coty abbia cambiato (quasi) tutte le re-

gole del gioco. Da quel momento in poi, le multinazionali del settore hanno iniziato a “comprare” un marchio dopo l’altro per conquistare quote di mercato e accrescere la propria leadership e il proprio know-how. Queste operazioni di acquisizione, unite alle nuove licenze, hanno avuto come effetto quello di portare anche sul mercato italiano una proposta diversa per il consumatore finale che ora gode di una scelta ancora più vasta. Ci si potrebbe chiedere, dunque, se tutto ciò genera una maggiore confusione piuttosto che un’opportunità, soprattutto in un mercato già affollato come quello della profumeria selettiva. Quello che è certo è che a vincere saranno le strategie migliori.

CLAUDIO D’EMILIO  E

ANTONELLA PASCALE   S

«Il 2017 ha visto, per Euracom, l’acquisizione di due marchi strategici come Baija Paris e Londontown. Entrambi, infatti, rispondono all’esigenza di cosmetici a base naturale. Baija Paris si distingue per i suoi prodotti corpo caratterizzati dal 96% di ingredienti attivi naturali, mentre Londontown propone prodotti nail care e nail polish con formula 9-free. Con questi marchi, si aggiungono al nostro portafoglio due nomi riconosciuti a livello internazionale che, a una qualità di fondo, abbinano una connotazione decisamente glam e fashion. Baija Paris esprime questa attitudine attraverso i suoi packaging, mentre Londontown attraverso le sue collezioni colore. Basti pensare che attualmente in gamma abbiamo circa 80 nuance».

«Per consolidare la leadership di Selectiva nell’ambito della creazione e dello sviluppo di fragranze di successo, abbiamo lanciato il nuovo marchio Notebook con la sua prima collezione di cinque eau de toilette. Due maschili, due femminili e una unisex che si collocano nella fascia entryprice come prima soglia del segmento fine fragrances. Per noi, il rapporto qualità-prezzo è fondamentale. Basti pensare al successo, ancora attuale, delle acque corpo di Aquolina, segmento di mercato creato da Selectiva nel 2002. Per questo non abbiamo lasciato nulla al caso: i profumi Notebook prendono ispirazione dalla forte dinamicità della nicchia in termini di costruzione di accordi olfattivi. La loro immagine è accattivante e invita a fissare le proprie emozioni su un taccuino».

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LE ULTIME NOVITÀ SUL MERCATO IL CALCIATORE DAVID BECKHAM SI È RIVOLTO A L’ORÉAL LUXE PER IL DEBUTTO DELLA SUA LINEA GROOMING HOUSE

DISTRIBUZIONI TAILOR MADE

Non molto diversa è la situazione dei piccoli e medi distributori che, oggi più che mai, si pongono come veri brand builder nei confronti delle case madri, con un approccio sempre più sartoriale verso i singoli retailer. Obiettivo: costruire la reputazione di nuovi marchi sul mercato italiano, offrendo al contempo prodotti, per certi versi, alternativi rispetto a quelli già in circolazione. E per riuscirci, si rivolgono soprattutto alle insegne indipendenti puntando su distribuzioni qualitative piuttosto che quantitative. Tutto ciò mentre le multinazionali sembrano, invece, preferire le esclusive di catena, almeno in fase di lancio di un nuovo brand. 

SILVIA GNUDI  B «Nel nostro portafoglio c’è già un marchio di eccellenza nel make up everyday, ovvero Bell Hypoallergenic, ma ci mancava un bell’assortimento di palette sia everyday che gift. Il brand IDC Color Make up risponde proprio a questa esigenza. Ovviamente, come distributori, non possiamo fare concorrenza al leader di mercato, ma possiamo offrire ai nostri clienti, in particolare a quelli di piccole dimensioni, una valida alternativa, con il servizio che ci contraddistingue da oltre 50 anni. Inoltre, se con Bell Hypoallergenic abbiamo scelto di restare in un canale selezionato e di vendita assistita, con IDC Color Make up possiamo anche spaziare. Per comunicare questo nuovo brand lavoreremo molto con i social, ma anche con blog e redazionali con target di riferimento differenti».

MARCHIO

SEGMENTO

DISTRIBUTORE

BON FIAT ABSOLUTE NEW YORK ATELIER COLOGNE BAIJA PARIS BENAMOR BLAUER BOURJOIS BY KILIAN EDITIONS DE PARFUMS FREDERIC MALLE ERMANNO SCERVINO FILA GALLIVANT PERFUMES GATTINONI

FRAGRANZE FRAGRANZE MAKE UP FRAGRANZE SKINCARE SKINCARE FRAGRANZE MAKE UP FRAGRANZE FRAGRANZE

LUXURY LAB COSMETICS PERFUME HOLDING RVM BEAUTY L’ORÉAL LUXE EURACOM CALÉ MAVIVE COTY CONSUMER BEAUTY ESTÉE LAUDER ESTÉE LAUDER

FRAGRANZE FRAGRANZE FRAGRANZE FRAGRANZE

HOUSE BY DAVID BECKHAM IDC COLOR LAURA MERCIER LONDONTOWN NOTEBOOK ORIGINS PROENZA SCHOULER REN RODIN OLIO LUSSO ROUGE BAISER TIFFANY & CO

GROOMING

MAVIVE COMING SOON EUROCOSMESI CAMPOMARZIO DIAMOND INTERNATIONAL COMING SOON L’ORÉAL LUXE

MAKE UP MAKE UP NAILS FRAGRANZE SKINCARE FRAGRANZE SKINCARE SKINCARE MAKE UP FRAGRANZE

BURTON SHISEIDO GROUP EURACOM SELECTIVA ESTÉE LAUDER L’ORÉAL LUXE LUXURY LAB COSMETICS ESTÉE LAUDER DEBORAH GROUP COTY LUXURY

ANGELA SCARDAPANE   DB F&ACL’OI «Atelier Cologne è stato creato nel 2009 da Sylvie Ganter e Christophe Cervasel, marito e moglie nella vita, introducendo il concetto di Cologne Absolue. Nel 2016 è stato acquisito da L’Oréal. Ispirate alla tradizionale eau de cologne, queste fragranze uniscono la naturalezza degli agrumi a una persistenza da pure parfume. Il 10 aprile 2018 è stato inaugurato il primo pop-store della marca, a Milano in Via Brera 2. Ma Atelier Cologne è presente anche in 21 punti vendita Sephora e su sephora.it. Per il lancio abbiamo previsto una serie di attività pubbliche relazioni on e off line. E nel corso dell’anno animeremo sia la boutique sia i top store Sephora con eventi innovativi».

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se Ne parla di Giovanna Maffina

piccoli braNd crescoNo (e vengono mangiati) Indie sta per “independent”. E nel mondo cosmetico, come negli altri, indica quelle realtà spregiudicate, creative, innovative che piacciono tanto alle multinazionali. Perché hanno saputo conquistare online il pubblico dei più giovani.

C

hi dice “indie brand”, dice innovazione. E non crei confusione il termine “indie”, che sta per “independent” e non ha alcun legame con l’India. Perché gli indie brand sono piccoli marchi - nel nostro caso cosmetici, ma agiscono in ogni settore a 360 gradi - che traggono forza dal loro muoversi in autonomia, dall’essere snelli, flessibili e, proprio in virtù di ciò, liberi di osare. A idearli sono, solitamente, giovani imprenditori dall’approccio artigianale al business, la cui produzione si concentra soprattutto nell’area califormiana. Brand creati dai millennial per i millennial.

marchI che fanno gola

Nel 2016 ha tenuto banco nella finanza mondiale il fenomeno M&A che ha portato negli Stati Uniti al big deal di Coty, il quale s’è comprato ben 40 dei marchi di

Procter&Gamble spendendo circa 12,5 miliardi di dollari. L’operazione è stata in realtà solo la punta dell’iceberg di un fenomeno che porta dritto ai marchi indipendenti, aziende medio-piccole che producono soprattutto cosmetici, ma non necessariamente, con un’impronta green. Qualche nome? Glossier, Huda Beauty, Kat Von D, Ordinary, Drunk Elephant, Sunday Riley... Il perché piacciono alle multinazionali, è presto detto: piuttosto che sviluppare al loro interno knowhow specifici che, a conti fatti, risulterebbero alquanto onerosi, i big della bellezza preferiscono comprare piccole aziende che questo knowhow ce l’hanno già, si sono specializzate e, in molti casi, sono diventate i riferimenti importanti nel loro segmento. Aziende superspecializzate che producono skincare, ma anche prodotti per capelli, make-up, fragranze per la persona e per l’ambiente.

Nel 2016, il make-up tradizioNale ha perso l’1,3% Negli usa, meNtre Nello stesso segmeNto gli iNdepeNdeNt braNd soNo cresciuti del 42,7% 42. imagine


il 78% delle americaNe peNsa siaNo i social media a dettare i treNd Nel moNdo del beauty

A connotarle non è solo l’innovazione. È anche l’approccio alla comunicazione e al mercato di consumo, che poco o nulla ha a che vedere con quello standard delle major cosmetiche e che ne fa dei brand nativi digitali. Trattandosi di realtà di nicchia, con pochi soldi da spendere in comunicazione, puntano infatti tutto sull’online e hanno un grande seguito tra blogger, vlogger e influencer. Il mondo della rete è tutto dalla parte degli indie brand, per la loro capacità di creare delle vere e proprie community che hanno spesso voce in capitolo su ciò che la marca fa. Il link è talmente forte che ogni richiesta del primo può diventare realtà. Il concept di nuovi prodotti e nuove idee, infatti, parte spesso direttamente dagli internauti, che siano blogger, influencer o anche gente comune. Non solo. Paradossalmente (ma neanche tanto) chiunque si sia ricavato un minimo di esposizione sui social può avere la chance di realizzare e lanciare da sé un suo marchio. Oltre a Internet, per stare in contatto con il loro pubblico utilizzano gli smartphone e la realtà aumentata.

aTTenzIone al passaparola

Tra le ragioni di questa affezione ai piccoli marchi c’è il bisogno di un dialogo diretto con la marca. Specie i giovani, che sono i principali sostenitori degli indie, risultano insofferenti all’idea che i big brand dicano loro cosa fare, come truccarsi o prendersi cura d sé e quali prodotti comprare. I giovani hanno bisogno di persone vere dall’altra parte, vicine e con storie uniche da raccontare. Persone, e marchi, con uno sguardo non più global ma loca, che soddisfi il loro bisogno di unicità. Si confrontano tra loro, guardano i tutorial, si documentano su questo o quel prodotto. Sono parte attiva nel successo (o nell’insuccesso) di questi marchi. Un meccanismo interessante che non è tuttavia esente da rischi, in quanto il word of mouth, il passaparola online che tanto alimenta la notorietà degli indie, può rivelarsi un boomerang pericoloso quando un certo prodotto non soddisfa in pieno le caratteristiche promesse.

due annI dI vITa (medIamenTe). e poI?

Oltre alla capacità di personalizzazione e di fare storytelling, l’indie beauty ha dalla sua il fatto di essere veloce a

dIalogo dIgITale

(foNte: liviNg iN digital)

interpretare i bisogni dei consumatori. Tra le dolenti note c’è il tasso di mortalità elevato. Solo il 20% tra i giovani marchi riesce a superare i due anni di vita. Molti faticano a trovare un loro specifico posizionamento. Il concept del prodotto infatti è solo il primo step, e neanche il più difficile, di una strategia che deve tenere conto del packaging e di un target preciso al quale indirizzarsi. È opinione diffusa che il packaging sia importante per gli indie brand almeno al pari del prodotto. Il packaging non dev’essere soltanto originale, divertente, ludico e creativo ma dev’essere anche “instagrammabile”, possibilmente avere dimensioni ridotte ed essere perfetto per le tasche dei millennial (in ogni senso). Il punto è che spesso questo desiderio si scontra con la necessità di fare i conti con il minimo d’ordine richiesto dai produttori. Il fenomeno indie ne ha portato con sé un altro, strettamente correlato, quello di molte organizzazioni che sostengono questi marchi offrendogli consulenze, finanziamenti, anche creando loro agganci con il mondo della finanza e dei retailer. È il caso di Indie Business Network, una piattaforma che offre un servizio a 360 gradi di formazione e supporto ai neofiti imprenditori, un incubatore per gli indie già esistenti e per quelli futuri. n

teaology, uN iNdie tutto italiaNo Teaology Tea InfusIon skIncare, è un IndIe 100% made In ITaly. a crearlo è sTaTa cecIlIa garofalo, una lunga mIlITanza nel mercaTo cosmeTIco come consulenTe. «Il Tè ha sempre faTTo parTe della mIa vITa», cI racconTa. e proprIo a quesTo IngredIenTe s’IspIra la sua lInea dI skIncare, naTa nel 2015 e fondaTa sulla Tea InfusIon skIncare, TecnologIa breveTTaTa che all’esTraTTo a base d’acqua (ImpIegaTo neI prodoTTI cosmeTIcI a base dI Tè) sosTITuIsce un vero Infuso, per non dIsperdere la carIca dI polIfenolI anTIradIcalI lIberI dI cuI Il Tè è rIcchIssImo.

molTI IndIe brand sI racconTano In modo dIverTenTe e scanzonaTo. uTIlIzzano sITI e pIaTTaforme per enTrare In conTaTTo con Il loro pubblIco, spesso composTo da gIovanI e gIovanIssImI.

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punti di vista di Giovanna Maffina

Air

on

AllA fine, i consorziAti ce l’hAnno fAttA e l’hAnno eletto presidente. lui è Alberto del borrello, dA poco Al timone del consorzio ArcobAleno. orgoglioso un ruolo che per molto tempo AvevA rifiutAto, perché “in Altre fAccende AffAccendAto”...

Alberto Del Borrello è il nuovo Presidente del Consorzio Arcobaleno, che lo scorso anno si è dato un’insegna comune: Chicca Profumerie. Arriva da un lungo passato di “militanza” in Arcobaleno, di cui è stato anche tra i soci fondatori. Su ciò che vorrà fare nei due anni di mandato ha idee molto chiare.

Questa nomina era nell’aria? «Per certi versi sì. L’incarico mi era già stato proposto altre volte in passato, ma sapevo che non sarei riuscito a dedicargli il tempo dovuto, avendo già una mia attività molto impegnativa. Questa volta ho, volentieri, ceduto. Mi ritengo una persona schietta e diretta, che ama il confronto e il dialogo. Mi auguro che queste caratteristiche possano essere congeniali al mio nuovo ruolo istituzionale». Ad oggi, quante realtà aggrega il vostro consorzio? «Sono 92 punti vendita e 59 ragioni sociali. Quattro sono entrate negli ultimi mesi, qualcuno invece se n’è andato perché ha trovato delle realtà dalle quali si sentiva meglio rappresentato. O che forse hanno saputo lusingarlo nel modo giusto». In che senso? «Non condivido il modo di operare di certi colleghi che nelle loro “campagne acquisti”, per fare reclutamento, bussano alle porte delle profumerie che sono affiliate ad altri consorzi promettendo 44. imagine

Alberto del borrello mari e monti per convincerli a passare dalla loro parte. Noi di Arcobaleno non vogliamo pestare i piedi a nessuno, ma chiediamo che gli altri facciano altrettanto. Parlo al plurale perché sono convinto di rappresentare la voce di tutti gli altri miei consiglieri».

Lei parla in modo molto schietto… «Parto dal presupposto che mio rivale è chi non fa il mio mestiere. La farmacia, per esempio, che continua a eroderci quote di mercato. All’interno del nostro canale, tra profumieri, dovremmo collaborare piuttosto che farci la guerra. Più siamo forti e coesi, meglio possiamo confrontarci con le aziende, da pari a pari». Quali sono le sue priorità, da Presidente? «Senz’altro affinare la collaborazione con la MIP e con NPD. I giorni scorsi ero a Milano, in MIP, perché ci affideremo a loro per tutto il supporto gestionale delle anagrafiche. Scegliendo di aderire al nostro consorzio, ogni imprenditore si mantiene autonomo e decide della sua azienda, alcune cose tuttavia devono

essere condivise. Tra queste, appunto, il sistema gestionale, che deve essere comune. Ora stiamo lavorando per fornire tutti i nostri dati a NPD, in modo da entrare nel gestionale MIP. Come primo provvedimento ho preteso la riduzione del 50% dei compensi agli amministratori, con il plauso dell’assemblea. Detto, fatto».

Altre priorità? «Vogliamo consolidare il legame tra consorziati e consorzio. Ripeto, ognuno degli imprenditori coinvolti in Arcobaleno mantiene la propria autonomia, ma su certi obiettivi bisogna marciare paralleli. Al momento, ad esempio, tutte le nostre profumerie mantengono la doppia insegna ma l’idea sarebbe pian piano quella di avere solo l’insegna comune Chicca Profumerie. È un’ipotesi che ritengo, nel tempo, realizzabile». Qual è il senso vero del Consorzio? «Dare voce ai tradizionali e lavorare perché ognuno dei nostri consorziati veda uscire il prodotto dai propri negozi. I lanci sono tanti, i magazzini scoppiano. Attraverso operazioni mirate di coinvolgimento del consumatore sono convinto si possa aumentare il traffico nei nostri punti vendita. Anche lo sviluppo dell’online sarà una nostra priorità. Vogliamo accompagnare la nostra insegna in un percorso di consolidamento nel Paese, attraverso l’affermazione di tutti coloro che ne fanno e ne faranno parte».


speciale di Giuliana Valcavi

giovane e donna È sensibile alle tematiche ambientali e quindi cerca formule dall’anima “verde”. I trattamenti per i quali spende di più e più volentieri? Viso e corpo, decisamente.

ecco la cosmetica green D

onna, di età compresa tra i 15 e i 44 anni: questo l’identikit della consumatrice tipo di cosmetici green. Da una ricerca dell’Istituto Piepoli per Cosmetica Italia, emerge chiaramente che le donne non sono soltanto le più sensibili all’argomento ma anche coloro che fanno maggior uso di prodotti cosmetici. Perché, solitamente, sono anche le responsabili degli acquisti del proprio nucleo familiare. Cresciute con una cultura più attenta all’ambiente e alle problematiche di sostenibilità, le giovani generazioni appaiono dunque come le più disposte ad acquistare prodotti dall’anima verde e a selezionare con cura quanto si mettono sulla pelle, rispetto alle loro mamme e nonne. Nel corso della ricerca condotta sul target 15/44enni, infatti, tre su dieci hanno indicato di acquistare spesso e sempre cosmetici naturali, intesi come Òa base di sostanze vegetaliÓ. E solo il 13% delle over 45 ha indicato altrettanto. In sostanza, un consumatore su quattro li acquista solo qualche volta. E poco più di un terzo degli intervistati (va tenuto conto che il campione era composto da un 47% di maschi) ha indicato di non acquistare mai questo tipo di cosmetici. imagine .47


SPECIALE COSMETICA GREEN

UNA SCELTA DI VITA

I MOTIVI CHE SPINGONO IL CONSUMATORE AD ACCOSTARSI AL PRODOTTO GREEN SONO DIVERSI UN’INDAGINE SVOLTA IN PASSATO PROPRIO DA IMAGINE RILEVAVA CHE NEL DEI CASI ERA L’ATTENZIONE ALL’AMBIENTE A INDURRE ALL’ACQUISTO E CHI COMPERAVA QUESTO TIPO DI PRODOTTO LO FACEVA PER UNA SCELTA DI VITA PUÒ ESSERE QUINDI UTILE UNO SGUARDO NELL’AMBITO DEL BIOLOGICO ALIMENTARE PER CAPIRE COME SI STIANO ORIENTANDO LE FAMIGLIE ITALIANE AL SANA IL SALONE INTERNAZIONALE DEL BIOLOGICO E DEL NATURALE È POI EMERSO CHE QUASI OTTO FAMIGLIE SU DIECI HANNO ACQUISTATO ALMENO UNA VOLTA NELL’ULTIMO ANNO UN PRODOTTO BIOLOGICO E CHE IN SOLI CINQUE ANNI IL NUMERO DI FAMIGLIE ACQUIRENTI È AUMENTATO DI OLTRE SEI MILIONI ALTRO DATO IL DELLE FAMIGLIE ITALIANE CONSUMA BIO ALMENO UNA VOLTA ALLA SETTIMANA QUAL È L’IDENTIKIT DEL CONSUMATORE BIO ITALIANO? NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI È UNA PERSONA CON REDDITO MENSILE MEDIO-ALTO CONTRO IL NELLE FAMIGLIE MENO ABBIENTI E PERSINO DOVE CI SONO FIGLI IN PARTICOLARE BAMBINI CON MENO DI ANNI LA PERCENTUALE DI USER ABITUALI CRESCE FINO AL ANCHE LE ABITUDINI ALIMENTARI INFLUENZANO IL CONSUMO FREQUENTE DI PRODOTTI BIO NELLE FAMIGLIE CON VEGETARIANI O VEGANI IL TASSO DI “FREQUENT USER BIO” SALE AL

“CHI” ACQUISTA E “DOVE”

Dalla ricerca “Nuovi canali distributivi per la cosmetica in Italia”, dell’Istituto Piepoli, emerge che una vendita su tre avviene in erboristeria. A seguire l’online e i negozi monomarca del settore specifico. La profumeria strutturata in catena e quella tradizionale veicolano rispettivamente il 15% e il 13% delle vendite di prodotti naturali, dietro la farmacia col 22% e il supermercato col 19%. All’erboristeria si rivolgono più le donne (27%) degli uomini (21%). Ma proprio il target maschile fa poi registrare percentuali di preferenza maggiori, rispetto al gentil sesso, su altri canali: il supermercato (13% contro il 6%), l’online (10% contro il 9%) e anche le profumerie (8% contro il 4%). L’erboristeria è anche il canale privilegiato dalle over 45 e in particolare da chi ha più di 65 anni, le quali vi si rivolgono in un caso su tre. Invece, solo al 17% la quota di giovanissime (15/24 anni) che acquistano in erboristeria. Rispetto alle loro mamme e nonne, le più giovani (15/44 anni) preferiscono i negozi monomarca specializzati e, soprattutto, l’online (al 17% tra le 25/44enni contro il 3% delle 45/64 enni).

CHI SCEGLIE IL TRUCCO GREEN VUOLE ANCHE PENNELLI&CO ... IN VERDE!

Le farmacie e le profumerie, invece, non rivelano la presenza di un target specifico per età, parlando di prodotti green. Nelle profumerie tradizionali è però possibile notare una quota maggiore di coloro che hanno più di 65 anni (8%) contro il 4% delle 25/44enni, giustificata da una tendenza di queste ultime a rivolgersi - più degli altri target - all’online. L’erboristeria, canale principe per i prodotti green, è privilegiato soprattutto per l’acquisto di cosmetici per la detersione e la cura del viso. Così come l’online, che è il secondo canale scelto dai consumatori per acquistare prodotti dalle connotazioni verdi. È quindi probabile che sia proprio questa la categoria preferita dal consumatore con connotazioni naturali.

VOTI DI GRADIMENTO

Per quali prodotti green il consumatore è più disposto a spendere? Un quarto del totale dedicato alla cosmetica naturale e biologica viene speso per la cura del corpo e il 18% per la cura del viso. Seguono l’igiene del corpo (un comparto molto ampio ma dai prezzi unitari contenuti) col 17% e i profumi con l’11% del totale. Di queste categorie gli acquirenti risultano piuttosto soddisfatti. A livello generale, il cosmetico naturale viene valutato con un “voto” pari a 7 e mezzo, ma addirittura più della metà dei partecipanti alla ricerca ha dato un giudizio ottimo con una votazione tra 8 e 10. I più soddisfatti risultano gli acquirenti dell’erboristeria, dove l’ottimo tocca il 61% degli intervistati. I punti di forza dell’erboristeria sono stati individuati - dalla ricerca dell’Istituto Piepoli - nel maggior assortimento di cosmetici naturali e nel personale competente in fatto di prodotti naturali, però anche l’esclusività di canale delle marche e il rapporto di fiducia hanno il


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FONTE ELABORAZIONE SU DATI CENTRO STUDI DI COSMETICA ITALIA

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loro peso. Altrettanto alto il livello di soddisfazione da parte di coloro che acquistano online: questa tipologia di consumatori, tuttavia, aggiunge che spesso compera prevalentemente ciò che già conosce. Voti bassi, invece, da parte di coloro che acquistano in profumeria. I motivi? Diversi, ma possiamo soprattutto supporre la differente aspettativa da parte di una clientela abituata ad acquistare cosmetici strategicamente “in linea” con la distribuzione selettiva.

2% 3%

4%

RIPARTIZIONE IN % DEI CONSUMI DI COSMETICI GREEN IN ITALIA NEL 2017

UN SETTORE IN ATTESA DI

NORMATIVA

MANCA UNA DEFINIZIONE LEGALE DI PRODOTTO BIOLOGICO E LE CERTIFICAZIONI SONO DEL TUTTO VOLONTARIE.

C

ontinua la crescita dei prodotti naturali e biologici, ma dal punto di vista normativo la situazione appare sempre piuttosto nebulosa. Innanzitutto, non esiste una normativa specifica che regolamenta la cosmesi biologica e naturale. Come ha precisato Roberto Pinton, segretario di AssoBio (Associazione Nazionale delle Imprese di Trasformazione e Distribuzione di Prodotti Biologici e Naturali), mentre per l’alimentare - a uso sia umano sia zootecnico - è vigente un quadro regolamentare ben preciso (reg. EU 834/2007 e 889/2008), per quanto riguarda la cosmesi non esiste ancora una definizione legale di “prodotto biologico”. Possono essere certificate in conformità al regolamento europeo le piante i cui derivati sono utilizzati in cosmetica, ma non possono esserlo i prodotti finiti, mancando un quadro normativo che definisca le caratteristiche di eccipienti e altri ingredienti.

GLI STANDARD INTERNAZIONALI

Sappiamo che è cominciata una discussione del testo sull’aggiornamento della normativa vigente sulla produzione biologica, ma non si sa quando la legge in materia verrà approvata e se comprenderà la produzione cosmetica. Quindi, al momento i cosmetici naturali e biologici vengono certificati in maniera volontaria da diversi organismi, i quali per la maggior parte dei casi

seguono due standard internazionali: Natrue (nato in Germania dove ha la sua prevalente diffusione) e Cosmos (nato dall’intento di cinque importanti organizzazioni europee per la produzione di cosmetici organici e naturali di armonizzare gli standard), che prevedono diverse qualificazioni in funzione della percentuale di ingredienti biologici e una lista positiva degli ingredienti di origine minerale ammessi, dettano criteri per gli imballaggi e per la gestione ambientale dei laboratori di produzione, ecc. La filosofia alla base è analoga, ma criteri tecnici e tabelle differiscono. A questi, come ci ha anticipato Roberto Pinton, potrebbe aggiungersi prossimamente lo standard in corso di elaborazione in materia da parte di ISO (Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione, la più importante organizzazione a livello mondiale per la definizione di norme tecniche). Questa situazione caotica non fa che rendere il settore più vulnerabile nella percezione del consumatore, il quale giunge a dubitare dell’attendibilità delle stesse certificazioni e degli enti che le rilasciano. «Per tranquillizzare i consumatori vale la pena ricordare che il recente servizio di repressione frodi (ICQRF) ha individuato che solo lo 0,4% dei prodotti biologici non rispetta gli standard dichiarati». Contro le percentuali nettamente superiori dei prodotti convenzionali. IMAGINE .49


SPECIALE COSMETICA GREEN

24%

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FONTE ELABORAZIONE SU DATI CENTRO STUDI DI COSMETICA ITALIA

QUANTO È IMPORTANTE LA CERTIFICAZIONE BIOLOGICA?

Qualche perplessità sulle certificazioni viene rilevata anche sul fronte produttivo se, fatto 100 il fatturato dei cosmetici green, meno del 10% - secondo Cosmetica Italia - è associato a una certificazione biologica e solo un produttore su tre la considera molto importante.

UN MARCHIO UNA SICUREZZA

Quali sono i più diffusi Enti certificatori della cosmesi naturale e biologica in Italia? Bioagricert Questa certificazione riguarda i cosmetici sia naturali sia biologici. A seconda della percentuale di ingredienti naturali, di origine naturale e biologica si possono ottenere diversi livelli di certificazione. Vengono seguiti

14 ETICHETTE

Una pratica guida a uso e consumo del personale di vendita delle profumerie. 50. IMAGINE

Cosmetico naturale

Non esiste una normativa specifica, ma secondo gli standard più diffusi per essere definito naturale un prodo o cosmetico deve contenere almeno il 90% di materie prime naturali e nella sua produzione non si possono utilizzare derivati di origine petrolifera, paraffine, formaldeide e coloranti di origine sintetica.

Cosmetico biologico

Non esiste una normativa specifica ma secondo gli

gli standard Natrue e Cosmos e Bioagricert offre alle aziende anche la possibilità di certificare i prodotti in base al disciplinare VeganCert. Bios Si occupa della certificazione di prodotti liberi da OGM, radiazioni ionizzanti, non testati sugli animali e rispettosi per l’uomo e per l’ambiente, con ingredienti provenienti da agricoltura biologica e biodinamica, certificati secondo il Reg. CE 834/07 o secondo altre norme equivalenti. La mission dichiarata da Bios è l’ottenimento di un cosmetico sicuro ed efficace per il consumatore, ma anche un prodotto eco-compatibile, confezionato con imballaggi riciclati e biodegradabili favorendo l’utilizzo di energia proveniente da risorse rinnovabili. CCPB Rilascia certificazioni di prodotti naturali e biologici in base allo standard elaborato da Natrue e dichiara di essere stato il primo ente certificatore riconosciuto dall’istituto tedesco in Italia. Ecogruppo Italia Certifica prodotti cosmetici secondo lo standard “Cosmesi Biologica e Naturale” di Ecogruppo Italia e lo standard Natrue.I cosmetici certificati da Ecogruppo Italia devono essere formulati utilizzando pregiate materie prime, in particolare quelle provenienti da coltivazioni biologiche, e garantisce l’assenza di OGM e di radiazioni ionizzanti nonché di fitofarmaci e mezzi di sintesi. ICEA Oltre a garantire la cosmesi naturale e biologica secondo lo standard Cosmos, certifica profumatori casa e altri ambienti, olii essenziali e incensi ecologici ottenuti con l’impiego di sostanze naturali o di origine naturale, senza aromi, additivi e altre sostanze di sintesi chimica. QCertificazioni Ha scelto di certificare i prodotti sulla base dei disciplinari privati AIAB, SoCert e Italian Organic Cosmetic. Le caratteristiche principali dei disciplinari AIAB

standard più diffusi per essere definito bio un prodo o cosmetico deve contenere un minimo del 95% di ingredienti biologici e nella sua produzione non si possono utilizzare derivati di origine petrolifera, paraffine, formaldeide e coloranti di origine sintetica. I cosmetici biologici non contengono OGM né profumi sintetici.

Ecolabel

Marchio rilasciato in funzione di un rido o impa o sull’ecosistema acquatico,

della soddisfazione di severi requisiti di biodegradabilità e di limitati rifiuti da imballaggio.

Non testato sugli animali e cruelty free

Dal 2013 i test sugli animali sono vietati dall’Unione Europea.

Cosmetico vegano

Non contenente prodo i di origine animale.

Senza parabeni

Indica l’assenza di conservanti che possono causare allergia.


COSMETICO SOSTENIBILE

NON ESISTE UNA CERTIFICAZIONE CIRCA LA SOSTENIBILITÀ DI UN PRODOTTO CONCETTO ANCORA VAGO GENERALMENTE IL CONCETTO DI SOSTENIBILITÀ È LETTO IN TERMINI ECOLOGICI QUINDI DI ECOSOSTENIBILITÀ MA IN EFFETTI È MOLTO PIÙ AMPIO E TIENE IN CONSIDERAZIONE ANCHE LE CONDIZIONI DI LAVORO L’ECONOMICITÀ DEI PROCESSI ECCETERA QUANDO UN COSMETICO VIENE DEFINITO “SOSTENIBILE” DUNQUE SAREBBE CORRETTO RIPORTARE LE MOTIVAZIONI DELL’ASSERZIONE RICORSO ALL’ENERGIA RINNOVABILE ETICA NEL LAVORO O ALTRO

«promuovono l’utilizzo di materie prime da agricoltura biologica, garantiscono l’assenza di materie prime considerate a rischio, ovvero potenzialmente allergizzanti, irritanti o con evidenze di probabili danni per la salute dell’uomo, l’assenza di materie prime discutibili dal punto di vista ecologico, sia nel prodotto stesso che nell’imballaggio, l’utilizzo di imballaggi a basso impatto ambientale e consentono l’utilizzo dei soli ingredienti autorizzati». Demeter È presente con i suoi Enti di certificazione, coordinati dalla Demeter International, la federazione con sede in Germania (Darmstadt) nata nel 1997, in 43 stati. Attraverso la sua sede di Parma, l’Associazione svolge

Senza conservanti

Non ci sono i conservanti indicati dalla legge cosmetica, ma non l’assenza assoluta di sostanze comunque necessarie alla conservazione del prodo o.

Senza sodium laureth sulfate, laurilsolfato di sodio, SLS o SLES

Assenza di una sostanza tensioa iva, usata sia come detergente sia come emulsionante idrofilo. Secondo la legge cosmetica è quindi un ingrediente

sicuro, né più allergizzante né più tossico di altri presenti nelle diverse formulazioni.

Senza profumo

Questa definizione sta a significare che il cosmetico non contiene un ingrediente con le caraeristiche classiche del profumo, ma non che manchi qualche fragranza, magari soo forma di olio essenziale.

Senza filtri

È una definizione che nega la funzionalità dei filtri

un’azione di controllo in Italia sulla produzione, la trasformazione e la commercializzazione secondo i principi della biodinamica. Ecocert È un Ente di certificazione francese e possiamo trovare il suo marchio apposto su prodotti provenienti dalla Francia. Segue lo standard Cosmos. Sulla quasi totalità dei prodotti troviamo due marchi, quello dello standard (Natrue o Cosmos) e quello dell’ente certificatore, ma vi sono anche prodotti che ne riportano solo uno. In particolare, potremmo trovare solo quello del certificatore nel caso di quei pochi enti che non seguono uno dei due standard internazionali. 

solari, avviso importante nel caso di un solare per non incorrere in danni derivanti dall’esposizione al sole.

Senza coloranti

Indica che il cosmetico non contiene coloranti oenuti con un processo chimico di sintesi.

Senza glutine

Si traa di una definizione del tuo inutile, in quanto il glutine applicato sulla pelle non procura alcun danno al celiaco.

Bioattivo

È una definizione di marketing fuorviante, perché tui i prodoi che si applicano sulla pelle sono biologicamente aivi. Allo stesso modo sono fuorivianti anche termini come bioenergetico e biostimolante.

Nickel free

A questa indicazione è preferibile “nickel tested”, perchè non è possibile dimostrare che non ci siano tracce di nickel, traandosi di un componente presente persino nell’acqua. IMAGINE .51


DIAMO I NUMERI di Giovanna Maffina

AVANTI TUTTA (IN ATTESA DI LINEE GUIDA PIÙ CHIARE) Di cosmesi green si è parlato a Cosmoprof, nel convegno internazionale a tema organizzato da Cosmetica Italia. Tanti i segni “più” (e siamo solo all’inizio). Anche se la mancanza di indicazioni univoche in materia non aiuta.

950

1.955 LANCI IN ITALIA

0,7% CRESCITA DELLA PROFUMERIA

45.800 MILIONI DI EURO 52. IMAGINE

milioni di euro di fatturato, pari a circa il 9,5% del totale del settore cosmetico che nel suo complesso vale 10.950 milioni di euro. È il primo macro dato - relativo al 2017 - emerso dall’indagine sul mercato green del nostro Paese, fotografato dal Centro Studi di Cosmetica Italia all’ultimo Cosmoprof, nel corso del congresso internazionale “I cosmetici naturali e biologici: scienza, comunicazione e consumatori”. Un quadro in costante crescita che s’inserisce in un contesto (quello che associa i consumi riservati alla cosmesi e alla cura della persona) in buona salute e aciclico, che ha retto bene alla flessione generalizzata dei consumi la quale ha colpito l’economia italiana negli ultimi anni.

UNA NUOVA SENSIBILITÀ

Partiamo dal numero dei lanci: hanno sfiorato quota 2.000 e, dal 2011 al 2017, sono raddoppiati, passando da un migliaio circa, a 1.955. Poi, c’è il valore che mette a fuoco l’incidenza dei lanci green nel mercato interno, pari al 50% del totale dei cosmetici immessi sul mercato. Lanci che fanno riferimento al numero complessivo di referenze green immesse sul mercato e contenenti un elemento nuovo, che coinvolge la formulazione oppure la confezione o la varietà/estensione di linea piuttosto che il lancio di un nuovo prodotto o il suo rilancio. Valori allineati con la media mondiale, pur essendo l’Italia in ritardo di cinque anni rispetto agli altri Paesi. L’incidenza è cresciuta nell’ultimo quinquennio: era del 42% nel 2013 (1.281 lanci), è salita al 47% nell’anno successivo, per poi flettere nel 2015 e risalire ancora nel 2016, sino ad attestarsi al 50% dello scorso anno. Negli anni sono cambiati il tono della comunicazione e le caratteristiche utilizzate per connotare il lancio, spaziando dal claim “a base di ingredienti vegetali, piante e fiori” (65,3% dei prodotti), a “composto da ingredienti naturali almeno al 90%” (53,1% dei prodotti), scendendo via via con “senza derivati del petrolio, senza parabeni” o “composto da ingredienti biologici”. Altro indicatore in crescita, l’incidenza dell’export green sul totale export, passato lo scorso anno dal 4,8% al 5,2%, con un valore di export/fatturato che ha superato il 42% (244 su 4.700 milioni di euro).

INCIDENZA DEI CANALI SUL FATTURATO COMPLESSIVO

In testa alle preferenze degli italiani - quando si tratta di cosmesi green - sono i negozi monomarca, ai quali è riconducibile il 47,1% del totale fatturato sell-in (47,9% l’anno precedente), seguito da erboristeria (21,2% vs 22,6% del 2016), farmacia (12,9% vs 12,4%) e parafarmacia (6,4% vs 6,3%). In lieve crescita la quota di mercato della profumeria, che passa dallo 0,4 del 2016 allo 0,7% del 2017, una percentuale tuttavia ancora irrisoria che ne fa il fanalino di coda - peggio fanno solo le vendite porta a porta o per corrispondenza - e che dimostra il grande lavoro ancora da fare nel canale per intercettare la fascia di consumatori più sensibili alle tematiche green. Come si ripartisce invece il fatturato (sell-in) tra le varie categorie di prodotto? Viso e corpo sono rispettivamente al 29,9% e al 27,7%, distaccati tutti gli altri: 10,4 % i prodotti per capelli, 9,1% la cura dei più piccoli, 8,3% i profumi con concept green.

L’ITALIA IN LINEA CON IL MACROTREND MONDIALE

Il consolidamento e la crescita della sensibilità green, registrati in Italia, sono coerenti col trend mondiale che, nel complesso, vale la cifra astronomica di 45.800 milioni di euro. E sul totale di 165.000 lanci nel mondo, oltre 81.000 nel 2017 erano verdi: un incremento costante, un trend esplosivo che Internet e i social stanno contribuendo ad alimentare. 


EVOLUZIONE DELL’INDUSTRIA CONSUNTIVO 2016

VARIAZIONE 16/15

PRECONSUNTIVO 2017

VARIAZIONE PROIEZIONE 17/16 18/17

FATTURATO ITALIA SELL-IN CANALI TRADIZIONALI CANALI PROFESSIONALI ESPORTAZIONI FATTURATO GLOBALE SETTORE COSMETICO

EVOLUZIONE DEL FENOMENO GREEN NEL COSMETICO: I LANCI MONDO

ITALIA

NUMERO TOTALE DI COSMETICI IMMESSI SUL MERCATO

NUMERO DI COSMETICI GREEN INCIDENZA GREEN SUL TOTALE

FONTE ELABORAZIONE CENTRO STUDI DI COSMETICA ITALIA

ANNO DI RIFERIMENTO

FATTURATO GREEN (SELL-IN) COMPLESSIVO NEI CANALI DI VENDITA NEL 2017

FATTURATO GREEN (SELL-IN) PER CATEGORIE DI PRODOTTO NEL 2017

MONOMARCA

CURA VISO

ERBORISTERIA TRADIZIONALE

CURA CORPO

FARMACIA

CAPELLI E CUOIO CAPELLUTO

PARAFARMACIA

DERMOIGIENE PER BAMBINI

ALTRE FORME DI MASS MARKET

PROFUMI

SALONI DI ACCONCIATURA ED ESTETICA SUPER E IPERMERCATO SSS-DRUG E-COMMERCE PROFUMERIA VENDITA PORTA A PORTA O PER CORRISPONDENZA

IGIENE CORPO MANI LINEE MASCHILI LABBRA CONFEZIONI REGALO IGIENE BOCCA TRUCCO VISO TRUCCO OCCHI IMAGINE .53


SPECIALE COSMETICA GREEN

ALYSSA ASHLEY

AMOVITA

AUSTRALIAN GOLD

La linea BioLab sposa la filosofia vegan con formule dermatologicamente testate, con oltre il 96% di ingredienti di origine naturale. Senza parabeni, Sles, Sls e coloranti.

Con il 98% di ingredienti di origine naturale, la linea Healthy Fitness per essere sempre al top durante e dopo l’attività fisica. Senza parabeni e paraffina.

La linea Botanical si arricchisce con due referenze, Mineral Lotion Spf 15 e Spf 30, entrambe con ingredienti attivi australiani e pack riciclabili.

DISTRIBUTORE: IPD

DISTRIBUTORE: ITALIAN BEAUTY

DISTRIBUTORE: EURACOM

FORMULE (QUASI) PURE I COSMETICI “SENZA” SFRUTTANO TUTTO IL POTERE DEGLI ESTRATTI VEGETALI. E PIACCIONO ANCORA DI PIÙ SE CUSTODITI IN PACK BIODEGRADABILI! di Ivan Pestillo

COLLISTAR

B-KOS

BJÖRK & BERRIES

Dalla linea Collistar Natura, il Balsamo-Gel Contorno Occhi AntiBorse Anti-Occhiaie Anti-Fatica con il 95% di ingredienti di origine naturale come l’estratto di Stevia e il mirtillo nero.

Una linea realizzata a partire dalla ricerca dei più preziosi ingredienti naturali in tutti i continenti. Le sostanze funzionali utilizzate sono, per la maggior parte, edibili.

Un brand che nasce dalla voglia di condividere le tradizioni secolari svedesi attraverso cosmetici a base di ingredienti biologici certificati e profumazioni artigianali.

DISTRIBUTORE: COLLISTAR

54. IMAGINE

DISTRIBUTORE: MARGOTTA CAPITAL

DISTRIBUTORE: PAUL ROSES DISTRIBUTION


BULLFROG Per lui c’è la linea Botanical Lab per barba e capelli con una serie di formule che impiegano fino al 97% di ingredienti di origine naturale come l’estratto di pomodoro che placa i rossori.

FRAGRANZE REALIZZATE CON PREZIOSI OLI ESSENZIALI E SENZA COLORANTI

DISTRIBUTORE: EFFEGI IMPEX

100BON La Maison francese realizza fragranze 100% naturali, prive di petrolati, coloranti artificiali e ingredienti sintetici. Ricaricabili e realizzate con materie prime di alta qualità. DISTRIBUTORE: LUXURY LAB COSMETICS

GARNIER

L’ORÉAL PARIS

L’iconica BB Cream diventa Natural con il 90% di ingredienti di origine naturale. Tra questi, il tè verde antiossidante e i pigmenti minerali che lasciano “respirare” la pelle.

L’olio essenziale di lavanda bio è il nuovo ingrediente della linea Botanicals Fresh Care. Dedicata a chi lamenta cute sensibile e capelli delicati, la nuova gamma comprende un olio pre-shampoo con il 99% di ingredienti di origine naturale, uno shampoo senza solfati, un balsamo naturale al 98% e una maschera.

DISTRIBUTORE: L’ORéAL ITALIA

DISTRIBUTORE: L’ORéAL ITALIA

NATURAVERDE

ORGANIC SHOP

KALODERMA

Una coccola per il corpo: la Crema Fluida Eco-Biologica con Olio d’argan e Fiori d’arancio nutre in profondità con i suoi ingredienti naturali (senza materiali industriali).

Con aloe biologica ed estratto bio di laminaria, il Gel Doccia Spa Idratante Thermal Spring regala una sensazione di freschezza e incorpora il 98% di ingredienti di origine naturale.

BioKaloderma è una linea viso biologica, certificata Natrue e Bioagricoop. Le sue formule incorporano estratti di rosa Damascena, Centifolia e Canina dalle virtù lenitive e idratanti.

DISTRIBUTORE: SO.DI.CO.

DISTRIBUTORE: SIMCA

DISTRIBUTORE: LUDOVICO MARTELLI

IMAGINE .55


SPECIALE COSMETICA GREEN

SAPONE DEL MUGELLO

PHYTORELAX

Un prodotto semplice ed essenziale, per questo multifunzione per viso e corpo. Totalmente made in Italy, privo di conservanti e con ingredienti di origine vegetale.

La famiglia Bio Phytorelax accoglie due nuove linee: Detox Charcoal per purificare il viso con tutto il potere del carbone vegetale da bambù ed Age Defence The Verde per proteggere la pelle grazie alle virtù antiossidanti del tè verde biologico. Tutti i prodotti sono certificati VeganOK e non contengono coloranti di sintesi, siliconi e parabeni.

DISTRIBUTORE: LUDOVICO MARTELLI

DISTRIBUTORE: HARBOR

AĒSOP

VITAMOL

MUSTUS

In Two Minds è una linea di tre prodotti studiati per rispondere ai bisogni della pelle mista. Frutto di tre anni di ricerca, ogni formula contiene estratti botanici che regolano il sebo.

Si chiama Bio Naturell, la skin care therapy biologica composta da trattamenti multi-azione che sfruttano moderni principi attivi certificati EcoCert, estratti vegetali e oli aromaterapeutici.

Il brand coreano propone una linea di maschere in tessuto 100% naturale. Ogni mask sfrutta ingredienti vegetali attentamente selezionati come gli estratti di pomodoro e carota.

DISTRIBUTORE: OLFATTORIO

DISTRIBUTORE: RUGIADA

IN ESCLUSIVA DA SEPHORA

TEXTURE DAVVERO SENSORIALI, ANCHE SE PRIVE DI SILICONI

NEAL’S YARD REMEDIES

REN

Olio di semi di canapa, di avocado, zucca ed estratti di centella asiatica e calendula sono gli ingredienti star di Frankincense Toning Body Cream dalle virtù anti-age.

Il marchio inglese promuove un concetto molto moderno di “cosmesi pulita” con le sue formule prive di ingredienti tossici (ma ricche di principi bio-attivi) e i pack riciclabili.

DISTRIBUTORE: OLFATTORIO

DISTRIBUTORE: LUXURY LAB COSMETICS


ÔMIA

ORIGINS

THE ORGANIC PHARMACY

Arriva la linea EcoBio Therapy: due shampoo a base di oli essenziali, studiati rispettivamente per il trattamento della forfora e del cuoio capelluto seborroico.

Original Skin Pore Perfecting Cooling primer è un’innovativa base make up che si raffredda a contatto con la pelle. La sua texture in mousse incorpora cisto rosa e olio di girasole.

Senza coloranti artificiali, fragranze e conservanti, Enzyme Peel Mask è una maschera in gel che, in soli cinque minuti, attenua le macchie del viso con la papaina e gli acidi fruttati.

DISTRIBUTORE: OMIA-ECOBIO COSMETICS

DISTRIBUTORE: ESTÉE LAUDER

DISTRIBUTORE: LUXURY LAB COSMETICS

EQUILIBRA Love’s Nature è una collezione make up con formule che contengono fino al 100% di ingredienti di origine naturale. Tra i must-have: il Fondotinta Fluido con glicerina vegetale.

PURI PIGMENTI MINERALI, PERFETTI PER LE PELLI SENSIBILI

DISTRIBUTORE: EQUILIBRA

PUPA Formule che contengono dall’86% fino al 100% di ingredienti di origine naturale: sono quelle della linea Natural Side senza parabeni, siliconi, petrolati, coloranti sintetici e profumo. DISTRIBUTORE: MICYS COMPANY

ENOLEA

OYUNA

ERBARIO TOSCANO

Dal cuore della Toscana arriva un’associazione sinergica di polifenoli e biofenoli estratti dalla vite e dall’ulivo mediterranei. Una linea ad azione antiossidante e antiradicali.

Una gamma di cosmetici viso e corpo, certificati Natrue. Tutti testati sulle pelli sensibili per garantire la massima dermocompatibilità ed escludere la presenza di metalli pesanti.

Per chi vuole sentire sul corpo l’energia del mare tutto l’anno, c’è la linea Salis con note acquatiche e aromatiche. I suoi prodotti sfruttano il potere degli estratti vegetali bio.

DISTRIBUTORE: BEAUTYUP

DISTRIBUTORE: BEAUTYUP

DISTRIBUTORE: AYMARA

IMAGINE .57


campagna di canale La guerra stavoLta non c’entra. vero è che La comunicazione pubbLicitaria deve partire perché fa bene aLLa profumeria. unanime iL giudizio degLi intervistati, anche se bisogna essere più determinati.

we want you! retail MICHELANGELO LIUNI PRESIDENTE DI FENAPRO E AMMINISTRATORE UNICO PROFUMERIA PEPE

«Sulle ragioni che hanno spinto la Federazione a promuovere il progetto della campagna di canale, siamo tornati più volte. Credo che quest’iniziativa, insieme all’altra di beauty coach, per la quale la Federazione ha appena ricevuto un cospicuo finanziamento da parte del Fondo For.Te, attestino la volontà di un “cambio di passo” nel selettivo. Questo nostro canale ha contenuti valoriali enormi, è una straordinaria realtà che negli ultimi anni è stata penalizzata, anche, dalla riluttanza a fare sistema. Ma i tempi sono cambiati, e il cambiamento è sotto gli occhi di tutti. Sono nati i consorzi, i gruppi, le società che aggregano decine di imprenditori di grande valore. Basti guardare al tavolo dei consiglieri Fenapro per farsi un’idea della rivoluzione in atto nel nostro modo di fare retail. Ora è il tempo di agire». 58. imagine

EMIDIO CASTELLI

PROFUMERIE CASTELLI

«L’iniziativa è senz’altro lodevole e ricordo nel passato qualcosa di analogo sempre apprezzabile. Adesso siamo in un altro pianeta e la necessità di dare identità al canale è ancora più stringente ed è forse l’unico argomento che accomuna le diverse anime distributive del mercato della profumeria. Dunque, anche la profumeria tradizionale e gli indipendenti come me potrebbero ricavarne dei benefici. Gli attacchi al nostro settore si sono moltiplicati e il rischio di perdere di identità è molto forte».

MASSIMO ZONCA

BEAUTY 3.0

«Dico sempre che l’unione fa la forza e confermo che dobbiamo ingaggiare la collaborazione delle aziende in funzione delle quote di mercato attuali e di quelle a consuntivo. In merito alla partecipazione della mia azienda al progetto Fenapro, confermo che dobbiamo fare tutto in funzione di una nuova e più efficace valorizzazione del canale profumeria, valorizzazione delle competenze di settore, sia imprenditoriali che del personale. Siamo obbligati a farci finalmente sentire affinché il nostro canale torni ad essere uno dei primi obiettivi di spesa dei consumatori».


INCHIESTA di Giovanna Maffina

A

vremmo sperato in una redemption più alta, considerato il tema di questa nostra inchiesta: la campagna pubblicitaria di canale promossa dalla Fenapro con il contributo dei vari consiglieri (Ethos Profumerie, Consorzio Unibee, Naïma Group, Beauty 3.0, Amoretti Profumerie tra gli altri), del gruppo L’Oréal Luxe e dei rappresentanti del Gruppo Cosmetici in Profumeria, Dario Belletti e Jean-Luc Michelot in testa. Così non è stato. Le ragioni? Qualcuno tra gli interpellati ha preferito, almeno al momento, non esporsi. Qualcun altro sembrava non essere al corrente dell’iniziativa, che comunque, sulla carta, apprezzava. Se un problema di comunicazione c’è stato, questa potrebbe essere l’occasione buona per andare oltre. La questione della campagna dovrebbe essere nell’interesse di tutti, da una parte e dall’altra, perché molto concretamente e trascurando per un attimo il valore dell’iniziativa, ‘parla’ alle tasche di chi di selettivo ci vive. Ragionando in soldoni, comunicare tutti insieme, può essere lo strumento giusto (uno degli strumenti almeno) per far ripartire i consumi? Dare un segnale forte di coesione può aiutare a stimolare il traffico in profumeria? Noi riteniamo di sì. Marciare da soli, anche quando si hanno visibilità e massa critica, non è come marciare facendo gruppo con tanti altri. L’inchiesta condotta, aveva un semplice scopo indagatore, che prescindeva dal fatto che poi si decidesse di aderire o meno finanziando la campagna (anche se ovviamente questa è la finalità ultima). Grazie a tutti coloro che hanno avuto voglia di dare il loro contributo e grazie, in anticipo, a tutti quelli che avranno voglia di darlo al prossimo giro!

ALBERTO DEL BORRELLO

PRESIDENTE CONSORZIO ARCOBALENO

«L’iniziativa è molto interessante e ci piacerebbe certamente poterla sostenere. Era ora che qualcuno se ne facesse portavoce. il cosmetico va trattato come tale e per essere certi della qualità bisogna andare in profumeria, tutto il resto è ambiguità. La forza sta nel nostro essere compatti. Vero è che siamo in un momento di riorganizzazione del nostro consorzio quindi, plausibilmente, non potremmo, ad oggi, partecipare in toto come Consorzio Arcobaleno, ma con i singoli punti vendita che vorranno aderire. Certamente, qualora il progetto avesse un seguito, ed è ciò che ci auguriamo succeda, il prossimo anno saremo tra i primi a dare il nostro assenso».

PIERO AMORETTI

PROFUMERIE AMORETTI

«La profumeria deve tornare a far sognare, ha uno straordinario potenziale che dobbiamo in tutti i modi valorizzare. E il senso di questa iniziativa è proprio questo, da un lato valorizzare il patrimonio di professionalità e allure di cui disponiamo perché il nostro canale continui ad essere una priorità di spesa per il consumatore, dall’altro rafforzare il senso di appartenenza al canale, che nel tempo si è sfilacciato. Come ho già più volte affermato, è dall’individuazione del logo che dobbiamo partire, un logo che identifichi un circuito di eccellenza. Partendo dal presupposto che potrebbe aggregare realtà imprenditoriali con caratteristiche diverse, anche se accomunate dallo stesso desiderio di fare squadra, dovrà essere ‘immediato’, d’impatto e aggregante».

FABIO LO PRATO MANAGING DIRECTOR NAÏMA

«Crediamo molto in questo progetto, ma dobbiamo muoverci. Ognuno di noi sta investendo tempo, danaro ed energie perché possa diventare realtà, ma è arrivato il momento che tutti, industria e distribuzione, prendano coscienza che questo impegno non riguarda solo le aziende che rappresentiamo ma tutto il canale. Quanto agli aspetti pratici, ritengo che la campagna non possa prescindere da uno o più eventi promozionali. Va trovata una leva che spinga a entrare in profumeria! Inoltre, dovrà coinvolgere il personale di vendita, consentire la tracciabilità del consumatore e avere una redemption misurabile quale conferma per chi ha partecipato e stimolo a partecipare per chi si è tenuto in disparte». imagine .59


INCHIESTA CAMPAGNA DI CANALE

RETAIL MARA ZANOTTO

LUCA LOMAZZI

DIRETTORE GENERALE ETHOS PROFUMERIE

«La campagna pubblipromozionale dovrà mandare un messaggio forte di valorizzazione del canale. Ma dobbiamo rimanere con i piedi ben piantati a terra e fare una valutazione attenta delle risorse a disposizione, per investirle nel migliore dei modi. Ci auguriamo che l’adesione al progetto sia corale, considerata la portata dello stesso. Il nostro canale è eterogeneo, popolato da realtà molto diverse tra loro, per metratura, tipologia di concessioni, impostazione alla vendita… Ecco, mi aspetto che la creatività che si andrà ad elaborare parta da questa premessa, per individuare leve comuni che attraggano la gente verso il nostro canale e la invoglino a entrare in profumeria. È sul servizio che dobbiamo insistere. Perché, stante tante diversità, il servizio è il collante di questo nostro mercato. Ciò che ci rende simili e ci distingue da molti dei nostri concorrenti».

INDUSTRIA LUCA CATALANO

DIRETTORE MARKETING COLLISTAR

«Comunicare la profumeria è un’iniziativa che farà senz’altro bene al canale, soprattutto perché l’obiettivo sarà quello di far comprendere al consumatore cosa significhi, oggi, “profumeria”. La grande sfida è quella di riuscire a mettere d’accordo tutte le aziende in una comunicazione univoca: per una volta sarà protagonista il canale e non il brand, il prodotto o il singolo retailer, ecco la vera novità. Si deve tornare a un servizio mirato al consumatore perché viva un’esperienza d’acquisto memorabile ma anche un momento di comfort. La sfida è con l’e-commerce: chi compra online è riconosciuto per nome e cognome, gusti e acquisti precedenti sono profilati con cura. Quando ho iniziato a lavorare nel mondo della profumeria, 30 anni fa, il consumatore era gratificato da mille attenzioni: tanti campioni, un servizio accurato e mirato alla gratificazione del cliente. Oggi sempre più la parola d’ordine dev’essere mettere il consumatore al centro e ciò non può che accadere conoscendone le esigenze per soddisfarle. Per usare una metafora calcistica, industria e profumeria, devono togliersi la maglia della squadra locale per vestire quella della Nazionale: solo così saranno un team compatto che potrà segnare tanti goal». 60. IMAGINE

INDOSSIAMO TUTTI LA MAGLIA DELLA SQUADRA NAZIONALE!

COUNTRY MANAGER SHISEIDO GROUP ITALY

«Rilanciare il canale selettivo della profumeria rappresenta sicuramente oggi un’ottima opportunità per le aziende e per i retailer, pertanto condivido l’iniziativa beauty coach di Fenapro tanto da aver partecipato come azienda all’avvio dei corsi di formazione professionale: la leva del personale di vendita è fondamentale per creare una univocità di comunicazione e trasmissione di contenuti tra industria-retailer-consumer. Per quanto riguarda la comunicazione di canale, però, sono più scettico: ogni volta che la mia azienda crea innovazione investe in modo importante sia sul punto vendita sia in advertising. Inoltre, il nostro obiettivo è quello di trasmettere al consumatore il concetto che la nostra innovazione è reperibile solo in profumeria. Su questo tema sento di essere maggiormente legato alla distinzione dei ruoli, l’industria deve comunicare le proprie novità, il retailer dovrebbe fare altrettanto lavorando sull’awareness della propria insegna».

GIANCARLO ZINESI

AMMINISTRATORE DELEGATO SISLEY ITALIA

«Premetto di essere favorevole a tutte le iniziative che dinamizzano e comunicano qualità, eleganza e servizio del canale profumeria. Beauty Coach e la campagna di canale sono sinergiche in termini di qualificazione del personale e della categoria. Alcune aziende, tra cui Sisley, hanno sostenuto Beauty Coach perché di grande valore per il canale. La seconda iniziativa, la campagna di comunicazione, è ugualmente importante. Ricordo che circa 25 anni fa si fece un’attività concordata tra le due associazioni la cui contribuzione proveniva da un prelievo fisso dallo sconto Unipro di allora. Il successo però non fu eccezionale. L’incarico alle agenzie dovrà essere chiaro, moderno, coinvolgente e motivante per il consumatore che dovrà identificare nella profumeria selettiva il canale più autorevole. Il percorso non è sicuramente facile, ma devo complimentarmi con il presidente di Fenapro per l’impegno che sta dedicando alla qualificazione del canale e che avrà successo se entrambe le associazioni, Fenapro e Cosmetica Italia, raggiungeranno un accordo per definire strategie e investimenti».


DOMANDA&RISPOSTA ROBERTO SERAFINI DIRETTORE GENERALE DI L’ORÉAL LUXE ITALIA

L’Oréal Luxe si è fatta entusiasta promotrice della campagna Fenapro. Anche durante il Think Thank organizzato dalla divisione lusso di L’Oréal era emersa la necessità di un progetto di comunicazione comune, segno evidente di obiettivi condivisi tra industria e retail. Ecco il punto di vista di Roberto Serafini. Perché avete deciso di farvi promotori dell’iniziativa? «Il canale della profumeria è in difficoltà da qualche anno, in particolare sullo skincare dove i consumatori spesso preferiscono la farmacia, ma anche nella capacità di attrazione dei giovani: internet e le boutique monomarca infatti sono scelte dalle nuove generazioni. A fronte di questo quadro poco roseo, circa due anni fa L’Oreal Luxe ha chiamato a raccolta tutti i principali attori della profumeria con il Think Thank, un serbatoio di pensiero che tra le altre cose ha partorito il Beauty Coach e l’idea di una campagna istituzionale, per valorizzare il canale. Una campagna finanziata da industria e distribuzione. Non la panacea di tutti i mali, ma una voce forte che mostrasse a tutti la volontà di rinnovarsi e una comunione di vedute sul futuro del nostro canale». Che cosa si aspetta e come si immagina questo progetto? «Sono un eterno sognatore, Mi immagino una grande campagna, multicanale (tv, stampa, radio, internet), con due momenti nell’anno e per i prossimi dieci anni, alla quale partecipino tutti i retailer e tutta l’industria. Penso ad una campagna con un messaggio forte, convincente, che parli a tutte le donne italiane e che sia in grado di sorprendere. Mi immagino delle profumerie preparate a festa durante la campagna e, infine, naturalmente, tante vendite addizionali che fanno tutti contenti. Anche gli scettici, purtroppo tanti». Parteciperà comunque o la partecipazione è subordinata al coinvolgimento di altre aziende? «Ma certo! Noi ci siamo! Il nostro messaggio è stato sempre questo, fin dall’inizio. Chiaro e forte. Qualunque cosa accada, qualunque sia la partecipazione del resto dell’industria. È un’occasione unica che abbiamo di fare quello che diciamo. La profumeria perde consumatori, non possiamo guardarli andare a comprare i prodotti di bellezza fuori dal nostro canale. Viva la profumeria».

CLAUDIO COLLARILE

GENERAL MANAGER LA PRAIRIE ITALIA

Che ne pensa dell’iniziativa? «L’opinione è fortemente positiva con l’auspicio che si tratti di una campagna ben preparata, testata, tecnicamente e creativamente efficace. Inoltre, sarebbe bello che fosse una campagna “indipendente, federatrice e sincera” che non influenzi la relazione commerciale fra questa o quella marca o manager con questo o quel retailer o imprenditore e il suo personale di vendita, sulla base dell’adesione o meno all’investimento. Sarebbe un peccato che si riducesse a una, per quanto positiva, semplice iniziativa di lobbying. ideale sarebbe non trasformarla in un’attività di brand sponsoring o trade marketing industriale». Ritiene possa essere uno strumento efficace per lanciare un messaggio di compattezza del canale selettivo? «Il segnale di compattezza del canale non penso che dovrebbe essere l’obiettivo. Chi ci sceglie guarda alla qualità dei prodotti, alla qualità del servizio, all’esperienza d’acquisto, alla relazione con la marca e l’insegna durante e dopo la vendita. Penso che questa dovrebbe essere la priorità. Ricerche alla mano, fatte o da farsi, bisognerebbe ben capire cosa veramente pensa oggi il consumatore di noi. Scegliere una comunicazione credibile che non prometta di più di quello che si è in grado di offrire». C’è qualche suggerimento che si sentirebbe di dare a riguardo? «No alle semplificazioni come feste della profumeria o weekend del make up o del solare. Ovviamente esagero nella provocazione. Il progetto va girato ai migliori professionisti del mercato, a figure autorevoli del nostro marketing. Non più di due o tre manager, esperti ma anche garanti di indipendenza. E dare loro credito nella preparazione e valutazione del piano creativo e nella ricerca di regole rigorose per un’eventuale ripartizione o partecipazione alla spesa».

GIULIANO PROSPERO CANNELLA

CONSORZIO UNIBEE

Perché Unibee ha deciso di sostenere Fenapro nella campagna? «Il beauty cresce, la profumeria no. Sostenere Fenapro significa tentare di invertire la tendenza, con un investimento importante, laddove intelligenza e risorse economiche del singolo non bastano. Bisogna attrarre le consumatrici che oggi vanno altrove». Qual è il messaggio che vorrebbe passasse a distributori e industriali? «È ora di agire! L’attività di Fenapro, all’interno di un dialogo tra i distributori e della collaborazione con l’industria, può renderci sempre più forti nel comune obiettivo di ridare centralità al canale». Qual è il messaggio che vorrebbe si evidenziasse? «Il suo obiettivo: coinvolgere un pubblico sempre più ampio, esaltando eterogeneità e profondità di assortimento, raccontando la varietà di esperienze d’acquisto offerte. La profumeria deve tornare a essere vissuta come il canale dove sogni e bisogno di bellezza si realizzano».

ENZO ANNUNZIATA PROFUMERIE ALLSCENT

Che ne pensa di questo progetto? «Sicuramente è una scelta giusta e coraggiosa in un momento in cui il mercato ha bisogno di dare segnali di forza, coesione, coerenza». A distributori e industriali quale messaggio vorrebbe passasse? «La campagna può essere una forte opportunità di dare un segnale di cambiamento positivo per ridare al canale rispetto e coerenza che merita: basta tuttologia, basta novità che non sono più tali, basta appiattimento. Preoccupiamoci finalmente dell’unico dato costante degli ultimi anni: la perdita del canale nei volumi». E il messaggio che le piacerebbe venisse evidenziato? Qual è? «Torniamo a parlare di professionalità in profumeria, di consulenza, di preparazione: credo fondamentale, qualunque sia il messaggio, che si torni a chiarire come andare in profumeria non sia uguale ad acquistare su canali diversi meno qualificati e poco orientati a soddisfare i bisogni del cliente». IMAGINE .61


ICONE di Loredana Ranni

buon compleanno

ROma!

Il profumo e la città. Con una frase, della madre Laura, che Lavinia Biagiotti Cigna ha fatto sua: «La bellezza di Roma si riflette in chi la osserva». L’abbiamo intervistata. Scoprendo che in un’impresa di successo ci vuole amore.

N

una funzione importante come quella del mecenate».

Che cosa c’è, della casa di moda e della famiglia Biagiotti, nel DNA delle fragranze Roma? «Sin dal 1988, anno del lancio, il profumo Roma interpreta il fascino della città eterna. Ed è per me un viaggio sentimentale, nella città e nella sua più intima bellezza, che si svela attraverso tutte le sue forme in un gioco di rimandi tra etica ed estetica. Mia madre Laura è stata celebrata in tutto il mondo per la sua moda e per i suoi

Per ridare alla città una parte significativa della sua “dote”... «Sì, e proprio attraverso il supporto di Laura Biagiotti Parfums. Prima con il restauro della Scala Cordonata del Campidoglio, in seguito con l’inaugurazione delle Fontane di Piazza Farnese. Una grande fonte di arricchimento. Il profumo diventa quindi il ricordo non soltanto di monumenti e scorci suggestivi, ma anche di un’atmosfera irripetibile, di un momento raro e prezioso che solo “un classico iconico” è in grado di portare in vita. Il design dei flaconi, i colori delle essenze e gli stessi ingredienti olfattivi traggono ispirazione

oi c’eravamo. Quando Laura Biagiotti, a Milano, assieme al marito Gianni Cigna presentò alla stampa il suo profumo: Roma. E quella che all’epoca era una ragazzina di dieci anni, Lavinia, oggi è Presidente e CEO di Biagiotti Group.

1988

profumi, ma anche per il legame speciale con l’arte, la cultura e la “nostra” Roma. Il binomio moda e cultura che mi sento di rappresentare acquista di giorno in giorno maggiore significato, avendo riscoperto

2018 110 mIlIONI dI flaCONI vENdutI uN lEgamE INsIssOlubIlE, uN COmplEaNNO stORICO. IN tuttI I sENsI. pERChé sE la fRagRaNza fEmmINIlE ROma COmpIE 30 aNNI, la CIttà EtERNa (dI aNNI) NE ha quasI 3000... laNCIata NEl 1988 (Il masChIlE EsORdIRà NEl 1992, COmE “COstOla” dEl pROgEttO), E RaCChIusa NElla pERfEtta mINIatuRa IN OpalINO dI uN’aNtICa COlONNa sCaNalata, sI CalCOla ChE sINO a OggI NE sIaNO statI vENdutI 110 mIlIONI dI flaCONI. ChE, mEssI tuttI IN fIla, tRaCCEREbbERO (COmOdamENtE...) Il gIRO dEl mONdO luNgO Il 42° paRallElO: quEllO su CuI sORgE ROma, appuNtO.


hO fORtEmENtE vOlutO E pRIvIlEgIatO uN pROgEttO madE IN Italy

dalla città eterna, palcoscenico ideale dove la contemporaneità e il passato convivono in costante sinergia». Il concetto del mondo olfattivo che aveva sua madre e quello che ha lei, Lavinia... «Per me il profumo è la vera macchina del tempo, ci permette di compiere viaggi multisensoriali. È depositario della memoria, ricorda attimi e persone attraverso la sua forza evocativa. Ma soprattutto ha una grande forza aspirazionale, ci proietta nel futuro vestendo sogni, progetti e trasformazioni. Creare un profumo significa farsi conoscere da un pubblico vasto e trasversale. Si può paragonare a un abito che dura molte stagioni della propria vita. Mia madre aveva grande competenza e sensibilità nel mondo delle fragranze e le sono grata per il coinvolgimento che con entusiasmo mi ha offerto, sin da giovanissima. Nella creazione degli abiti, la cifra distintiva del brand Laura Biagiotti è l’uso di materiali pregiati ed eco-ethical, come il cachemire, la seta o il lino. Così nel design del flacone viene data la precedenza alle sensazioni tattili, scegliendo la gradevolezza e la fluidità del vetro, perché tutto, dal tappo alla confezione, dev’essere in sinergia per rappresentare questo spirito. La messa a punto di una fragranza è, forse, il più complesso tra i processi creativi: si lavora con tante persone, come una grande orchestra, e il direttore deve saperle far suonare al meglio. Ad ogni modo il profumo resta un enigma: concepito da molti spiriti creativi, in sinergia oppure in dialettica, trova il suo punto di sublimazione nella sintesi di profumazione, colore, packaging, etichetta e nell’impatto di una campagna pubblicitaria efficace». Quale eredità le ho lasciato sua madre Laura? «Ho lavorato accanto a mia madre per 21 anni e lei mi ha insegnato le basi del mestiere senza fare sconti, ma anche con molta gioia. Dopo pochi giorni dalla sua scomparsa sono rientrata in ufficio, non per consolazione ma perché sapevo quello che dovevo affrontare e come farlo: era ciò che avevo sempre visto fare nella mia vita. Sono grata alla mia famiglia e consapevole dell’eredità morale e intellettuale che mi è stata trasmessa e, per quanto possibile cerco di esser... felice nel raggiungimento dei miei obiettivi quotidiani. M’impegno nel gestire le responsabilità, sempre con lo scopo di crescere e progredire con un approccio aperto, curioso e coraggioso».

la comunicazione di Roma Passione, PeR lei e PeR lui.

Una promessa, a sua madre, l’aveva fatta? La sta mantenendo? «Mia madre e io vivevamo in sorta di simbiosi, d’intensa complicità, basata soprattutto sulla condivisione delle piccole cose che alla fine si rivelano le più importanti e questo da un punto di vista personale e professionale. All’inizio la sua mancanza mi ha creato uno stravolgimento, durissimo da affrontare. Ma pur mancandomi, ho imparato che l’amore supera il dolore, ho imparato che la presenza fisica non è l’unica su cui si debba contare. Abbiamo una tale potenzialità nella nostra mente e nel nostro cuore! La promessa che sto mantenendo è nella continuità di un esempio di vita, nella gratitudine che sento crescere di giorno in giorno in me. Nel lavoro sento mia madre sempre vicina, quindi tramandare la nostra visione del futuro è per me una straordinaria opportunità. Le sue parole preferite erano bellezza, felicità e impegno. Il mio nuovo viaggio da sola inizia qui, nel portare avanti non solo l’azienda ma anche i valori che ho ereditato». Qual è e quale sarà, sempre, la cifra distintiva della maison? «Con grande orgoglio e senso di continuità ho assunto recentemente la doppia carica di Presidente e CEO di Biagiotti Group, ruoli ricoperti nel corso dei 52 anni della nostra azienda da mia nonna Delia, da mia madre Laura e da mio padre Gianni. La nostra è una storia di famiglia che si intreccia con la nascita del made in Italy, a cui mia madre ha dato un impulso determinante. Una storia di lungimiranza e di visioni pionieristiche che ci hanno portati ad essere i primi a sfilare in Cina nel 1988, portando la moda italiana nel Celeste Im-

pero, e in Russia nel 1995. È anche una storia di arte e mecenatismo, costellata da importanti restauri e interventi a supporto della salvaguardia del patrimonio del nostro Paese. Forte è pure il legame della maison con il mondo dello sport, attraverso valori comuni. E forte la sua spinta all’innovazione volta a condividere, attraverso abiti, profumi, accessori e molto altro, l’essenza di uno stile fatto di qualità, ricerca e sperimentazione. Ho mutuato da mia madre Laura sia il motto “disegnare il futuro, ogni giorno” sia l’approccio gioioso, rigoroso e coerente nell’inesausta ricerca dell’abito che non c’è...». Lavinia, e non la Presidente, ha un sogno nel cassetto? «Sono sempre Lavinia, indipendentemente dal ruolo che interpreto in una data circostanza. E vivo con passione ogni impegno, ogni sfida, ogni cambiamento. Con la stessa intensità sogno, spesso senza distinguere se il sogno sia personale o “professionale. In particolare per noi donne è difficile separare i piani: i sogni, proprio come i progetti, ci accompagnano 24 ore su 24. Cerco sempre di non lasciare i sogni nel cassetto troppo a lungo, li tiro fuori per aggiungere dettagli, per creare ponti tra me e loro. A volte questi sogni prendono vita, altre volte mi permettono di crearne di nuovi, di esplorare orizzonti inediti. Spesso ci sono voluti anni per realizzare piccole cose, ma non ho mai smesso di coltivarle nel mio cuore. Ma... desidera scoprire proprio un mio sogno concreto? Ecco, in questo momento vorrei fare un lungo viaggio in Europa, una sorta di grand tour, senza il cellulare! Ma, per ora, lasciamolo nel cassetto questo sogno...». n imagine .63


DOMANDA E RISPOSTA di Marta Pacillo

VIAGGIO NEL COLORE TRA SCIENZA E ARTE

Evoluzione senza paura di sperimentare: così il nuovo corso di Nouba, in cui la tecnicità si coniuga a un registro artistico originale. Ne parla il direttore marketing.

I

n questi ultimi anni Nouba ha vissuto una rivoluzione nel packaging, nei prodotti e nella comunicazione. Abbiamo chiesto ad Andrea Brambilla, direttore marketing del brand, di raccontarci “la Nouba di oggi”, anche, e soprattutto, alla luce dell’annuncio di una nuova prestigiosa supervisione artistica. Quale è stato il focus sostanziale di questo cambiamento? «La Nouba di oggi è una società perfettamente calata nel contesto attuale e in continua evoluzione, che non ha paura di sperimentare per soddisfare le esigenze trasversali delle consumatrici. I pillar su cui si focalizza lo sviluppo dei nostri prodotti sono tre. Multitasking, cioè ogni prodotto ha diverse interpretazioni e finish. Versatilità, ovvero la possibilità di utilizzare un solo prodotto per molteplici utilizzi, ad esempio un primer occhi che può diventare un fissativo per sopracciglia, oppure un blush che può fungere anche da ombretto. Infine tecnicità, quindi prodotti che hanno performance iper tecniche ma molto facili da utilizzare».

mi aspetto una collaborazione esplosiva. D’altra parte, quando la passione per la chimica, che ha origine nella mia formazione, si coniugherà con l’estro artistico di Diego, il risultato non potrà che essere sorprendente. Il brand conoscerà un nuovo impulso e vivrà una metamorfosi in cui i contorni tra creatività e scienza si fonderanno, dando vita a una perfetta alchimia e a nuovi percorsi di comunicazione». Che cosa rimane, invece, delle origini? «Innovazione e capacità di osare. Anche il colore è uno degli elementi distintivi e fondanti di Nouba, che in questo tema s’impone come trend setter». A proposito di creatività, avete deciso di dare un nuovo impulso con l’arrivo di Diego Dalla Palma che avrà il ruolo di supervisore e mentore di tutta la parte di comunicazione: quali caratteristiche avrà il nuovo corso del brand con il suo arrivo? «Associandomi a una definizione che aveva dato di lui il New York Times chiamandolo “il Profeta Italiano del make up”,

ALCUNI BEST SELLER DEL BRAND ITALIANO GLI OMBRETTI BICOLOR NOUBATWIN E IL ROSSETTO MILLEBACI

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A livello di comunicazione, come vi muoverete con il nuovo cambio di passo? «L’arrivo del nuovo supervisore artistico sancirà anche un grande cambiamento a livello di comunicazione. Nouba è uno dei principali sponsor della trasmissione televisiva “Questo è stile”, programma dedicato alla bellezza make over, in onda tutti i giovedì alle 23.15 su La5 dal 5 aprile, per otto settimane. Verrà incrementata la presenza di Nouba sui canali social, perciò anche web ed e-commerce vivranno una fase di revamping. Verrà rafforzata anche la comunicazione diretta alla profumeria tradizionale, che rimane il nostro principale canale di riferimento».


IL VISUAL ESPRIME APPIENO L’ENERGIA ESPLOSIVA DEL MAKE UP NOUBA

IL TOCCO VISIONARIO DI DIEGO DALLA PALMA

E sui punti vendita come si sviluppano le attività per promuovere il brand? Beauty consultant in profumeria, eventi per la clientela e altro? «Come spiegato poco fa, lavoriamo a stretto contatto con il profumiere, che rimane il nostro “centro del mondo”, e nel contempo lavoriamo sulla brand awareness verso il consumatore finale, per aumentare il sell-out in profumeria». Con una storia prestigiosa di oltre 40 anni, il marchio è un alfiere del make up made in Italy. Questo plus è ancora un punto di forza per Nouba? «I 40 anni della storia di Nouba sono un valore forte, di cui siamo pienamente orgogliosi e da cui partiamo per evolverci verso contesti di mercato dinamici e contingenti, con la volontà di essere sempre precursori di tendenze». Quali sono i valori chiave del brand e come vengono interpretati, oggi, nelle nuove collezioni trucco? «La nostra ricerca è finalizzata allo sviluppo di prodotti che, nelle mani delle donne, diventino strumenti da combinare per moltiplicare il proprio sé. Con semplicità, leggerezza e ironia. Prodotti make up che, come potenti mezzi di trasformazione, con un semplice gesto ti fanno sentire intensa e affascinante, che tu scelga sia il nude look sia il ricco artificio».

Quali sono i best seller del marchio e in quali segmenti... viso, occhi, mani, labbra... Nouba ha le migliori performance? «Il nostro segmento di punta è sicuramente quello delle labbra, con oltre 200 referenze. L’asse labbra è quello in cui Nouba esprime al meglio i concetti di colore, tecnicità e performance. Il nostro best seller è Millebaci, un rossetto liquido semi permanente, nato diversi anni fa come precursore della tendenza dei rossetti liquidi a lunga tenuta. Coprenza istantanea, finish ultra mat e una texture extra fluida che sprigiona sulle labbra un colore ineguagliabile, unito a un film impercettibile di lunga durata». Quali innovazioni ci aspettano per il trucco Nouba nel 2018? «Rituali, patch make up e materiali in fase di cambiamento... Questa è una bellezza innovativa e all’avanguardia, con un tocco extra sensoriale. Abbinamenti tra colori tenui e luminosi, rame e bronzo ossidati, superfici invecchiate. Tonalità di grigio, blu e cioccolato con accenti luminosi dei colori neutri principali che creano audaci contrasti. Le labbra sono scure e voluttuose, mentre gli occhi sono rivestiti di un metallo fuso satinato e opaco. Infine, ma prioritaria su tutto, una vera opera di rivoluzione su molti fronti». 

■ COM’È NATO L’INCONTRO CON NOUBA? «DA UNA CONOSCENZA LEGATA A UN TEMPO PASSATO BRAMBILLA E PETRUCCI VENGONO DAL MONDO DELLA COSMETICA DI LABORATORIO ANCHE SE CON RUOLI DIFFERENTI» ■ QUALI CARATTERISTICHE DEL BRAND SENTE PIÙ VICINE ALLA SUA SENSIBILITÀ? «IL DESIDERIO COMUNE DI ESSERE CREATIVI A GRADI E UN FORTE SENSO D’INNOVAZIONE» ■ QUALI SARANNO IL MOOD PER LA PROSSIMA STAGIONE AUTUNNO-INVERNO 2018/2019 E I COLORI PIÙ IN TENDENZA PER IL TRUCCO OCCHI E PER IL TRUCCO LABBRA? «LE TINTE DECISE MA NEL CASO DI NOUBA MI OCCUPERÒ PRINCIPALMENTE DI COMUNICAZIONE CREANDO IMMAGINI VISIVE FORME DI COMUNICAZIONE MEMORABILI NON È MIO COMPITO OCCUPARMI DEL PRODOTTO» ■ E PER QUANTO RIGUARDA LE TEXTURE? «ANDREA BRAMBILLA È UNA VERA MAESTRA NON HA CERTAMENTE BISOGNO DEI MIEI SUGGERIMENTI CIÒ DI CUI SIAMO TUTTI CONSAPEVOLI È CHE LA TEXTURE DEI PRODOTTI ODIERNI SI DEBBA CONIUGARE CON LE ESIGENZE DELLE DONNE NELLA LORO QUOTIDIANITÀ E IN QUESTA DIREZIONE CI SONO IN SERBO SORPRESE AVVINCENTI » ■ UN CONSIGLIO A CHI IN PROFUMERIA DEVE PROPORRE LE NOVITÀ DEL TRUCCO NOUBA ALLA CONSUMATRICE? «NON SO DARE CONSIGLI OGGIGIORNO CREDO CHE IN MOLTI SETTORI MANCHINO LO SCRUPOLO DELLA COMPETENZA E IL SENSO DEL RITO E DEL TEMPO LA DEDIZIONE TOTALE E ATTENTA VERSO L’INTERLOCUTORE A PARTIRE DAL FATTO STESSO DI CHIAMARLO “CLIENTE”» ■ COM’È NATA LA SUA PASSIONE PER IL MAKE UP? «DAL MESTIERE DI COSTUMISTA CHE HO SVOLTO PER DIECI ANNI IN TEATRO E IN RAI ALL’EPOCA MI OCCUPAVO DI SUPERVISIONE PER TRUCCO E ACCONCIATURA COL TEMPO HO SVILUPPATO UNA SPECIE DI “ATTRAZIONE FATALE” PER IL MONDO DELLA COSMETICA OLTRE A CIÒ VA CONSIDERATO IL FATTO CHE IO HO SEMPRE VISSUTO D’ARTE E QUALCHE VOLTA ANCHE D’AMORE PURTROPPO…» ■ QUAL È LA SUA PRIMA ISPIRAZIONE PER CREARE UN LOOK? «IL VIAGGIO L’ISOLAMENTO LA NOTTE E L’INSONNIA» IMAGINE .65


STILI DI VITA di Monica Caiti

OVER 60 Sono le cosiddette “boomers”: indipendenti, appagate e ricche di interessi, attente alla bellezza autentica, senza stereotipi. E hanno una capacità d’acquisto superiore alla media. Un target allettante, da soddisfare con trattamenti mirati.

L’ETÀ DELL’ORO N

el 2020 saranno 500 milioni, vale a dire il 15% della popolazione mondiale (fonte: Euromonitor, 2016). Sono le “boomers” - la generazione di donne di 60 anni e più - che in Italia raggiungono attualmente i 7,5 milioni, ben due milioni in più degli uomini. Fortemente orientate al lavoro e alla carriera, ambiziose e al tempo stesso concrete, prediligono la relazione “faccia a faccia”. E sono indipendenti anche grazie al miglior livello d’istruzione. Godono quindi di maggiori disponibilità economiche rispetto alla popolazione italiana (+13% nella fascia d’età tra i 60 e i 74 anni), tanto da rappresentare spesso il punto di riferimento per la generazione precedente e per quella pi• giovane (fonte: Osservatorio Cetelem/Tns). Libere, creative, impegnate, edoniste, realizzate sul piano sia professionale sia personale, vivono con pienezza la loro età e la femminilità, senza rimpianti né frustrazioni. Amano leggere, viaggiare, far parte di associazioni culturali, sono progettuali e impiegano il tempo in attività stimolanti, anche di supporto agli altri. Non a caso, dunque, sono proprio loro a guidare il fenomeno del cosiddetto “down aging”, vivendo come se avessero dieci anni di meno, in termini di consumi e valorizzazione dei vantaggi legati all’età. Attente alla salute e all’ambiente, apprezzano aziende e marchi che

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STILI DI VITA OVER 60

si dedicano a questioni sociali (89,2%) e danno priorità ai servizi e ai prodotti capaci di migliorare il loro benessere fisico e psicologico. Pur non essendo, ovviamente, una generazione digitale, dimostrano una buona dimestichezza a navigare sul web: secondo i rapporti Agcom e Auser, le over 65 preferiscono connettersi al web attraverso il cellulare piuttosto che dal computer. In crescita l’utilizzo dei social, Facebook su tutti. E gli acquisti online non sono da meno: al primo posto le prenotazioni di viaggi, vacanze e alberghi, seguiti da abbigliamento e cosmesi, biglietti per eventi teatrali e spettacoli dal vivo.

BELLE PER SÉ NON PER GLI ALTRI

«Le over 60 hanno deciso di volersi bene più a lungo e di mettere da parte schemi, filtri e diktat delle loro madri», conferma Ulrika Wikstrom, direttore di marca di Lancôme. «Hanno uno stile di vita che coinvolge anche la bellezza, vissuta non più soltanto in chiave seduttiva, ma anche di gratificazione personale. Più libere dagli impegni famigliari e dal tradizionale ruolo di nonne rispetto alle loro madri, queste donne vogliono farsi belle per se stesse e non per gli altri. Così come sono convinte che il fascino non sia sinomino di un viso senza rughe, ma piuttosto espressione di gioventù e vitalità interiori. No ai modelli estetici stereotipati, sì a un’autenticità vissuta con serenità e sicurezza».

MEGLIO LA VERITÀ

Nonostante la tendenza delle over 60 ad acquistare sul web prodotti come i cosmetici, la profumeria resta il loro canale elettivo. «La mia clientela over 60 è composta da donne attive che navigano su internet e si aggiornano di continuo sulle novità della cosmesi», commenta Giuseppe Squillace, titolare delle Profumerie Squillace di Reggio Calabria. «Anche grazie alla loro predisposi-

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Nel Regno Unito questa generazione è stata denominata “silver surfer age”. E non stupisce, dunque, che proprio le inglesi lo scorso anno abbiano fatto registrare un’impennata di quasi il 200% nelle vendite di creme e sieri antietà. Come conferma un sondaggio condotto dall’azienda online Escentual.com e pubblicato sul Daily Mail, sono proprio le donne dai 60 anni in su a spendere di più per i prodotti di bellezza: una media di 235 sterline l’anno, contro le appena 80 delle ventenni e le 140 delle trentenni, mentre quarantenni e cinquantenni si concedono un esborso annuale rispettivamente di 210 e 220 sterline. Dati alla mano, insomma, non c’è alcun dubbio sul fatto che la fascia delle over 60 rappresenti, sempre secondo Escentual.com, il più grande mercato in crescita per i prodotti antinvecchiamento. E tutte le grandi case cosmetiche mondiali, di conseguenza, si stanno adeguando rapidamente al trend.

Tecnologia Pelle rigenerata Come un lifting Tutto in una rosa Restituisce tono, compa ezza Un siero con texture segreto dell’efficacia cosmetica avanzata, e luminosità alla pelle matura: in gel, dalle proprietà li anti Ilantietà di Dior Prestige formule breve ate è Rénergie Multi-Glow e rassodanti, che aiuta La Micro-Huile de Rose? Crème Rose Révélatrice a ripristinare i contorni L’estrao di rosa di Granville, e complessi d’Éclat di Lancôme. Abbina del viso e la densità cutanea. che vanta 20 micronutrienti registrati. una texture multisensoriale Atempora Li ing Elixir per soddisfare le esigenze a un pool d’ingredienti mirati. di Arval deve le sue della pelle: vitamine E, B3, B5 Che partono dal Tra questi, l’estra o di performance a un mix di e C, omega-3, 6 e 9, minerali conce o di antietà bacca rossa, con proprietà principi a ivi di derivazione e oligoelementi, alleati per poi agire sugli riequilibranti biotecnologica, tra cui dei sistemi di protezione e omogeneizzanti. E l’estra o l’estra o di avena sativa, e riparazione cutanea. In più, effe i collaterali di semi di lino, ristru urante un biopolimero ricavato fitonutrienti antiossidanti del tempo. e testato in condizioni dalla manioca, un concentrato che rinforzano la matrice estreme, come quelle degli astronauti nello spazio.

di alga wakame (makeba) e l’acido ialuronico puro.

cutanea e un amminoacido fonte di vitalità cellulare.


COETANEE FAMOSE RITOCCATE CON PHOTOSHOP? ALLE DONNE MATURE NON PIACCIONO INGRANBRETAGNA DOVELAFASCIA DICONSUMATRICIMATURE VIENEDEFINITA“SILVER SURFERAGE”LEVENDITE DICREMEESIERIANTIETÀ NELHANNO REGISTRATOUN’IMPENNATA NELLEVENDITE DIQUASIIL

200%

Ricompattante

Da usare sempre, come tra amento giorno-no e o terapia d’urto, Magnifica Plus Crema Viso Rimpolpante Rigenerante di Collistar ricompa a progressivamente i tessuti, con un risultato di ringiovanimento globale. Al centro della formula, il breve ato 8-PN Complex (estra o di luppolo, ricco di 8-Prenilnaringenina, appunto), risultato della collaborazione tra i laboratori Collistar e l’Università di Siena.

Più luce

Pelle luminosa e senza macchie: è la promessa della White Caviar Crème Extraordinaire di La Prairie. Contiene Lumidose, una molecola breve ata in grado d’inibire la sintesi della tirosinasi, enzima chiave nella produzione di melanina. Per interrompere il suo ciclo produ ivo, potenziando gli effe i della crema, la molecola è abbinata allo Smart Crystal White, sistema di veicolazione esclusivo.

zione social, sono attratte dalla novità, vengono in negozio molto informate, ma si lasciano anche consigliare dal personale e ascoltano i nostri consigli. In profumeria acquistano regolarmente creme e sieri idratanti e antietà, mentre per il make up prediligono fondotinta e rossetti, puntando soprattutto su un buon rapporto qualità-prezzo. Da qui la necessità di una formazione specifica per le commesse: bisogna adeguarsi al nuovo linguaggio di queste consumatrici, che non si accontentano pi• di promesse miracolistiche». Anche la comunicazione non può che adeguarsi al cambiamento di linguaggio e stile di vita di questo target. A supportare, ormai da anni, l’offerta di prodotti mirati, vanno non soltanto messaggi più chiari ed espliciti rispetto al passato ma anche testimonial famose, in cui la consumatrice può facilmente identificarsi. Da Isabella Rossellini (la sua intervista nelle pagine qui di seguito), ritornata in Lancôme a distanza di oltre 20 anni, a Jane Fonda, da Helen Mirren a Carmen dell’Orefice, da Jessica Lange a Susan Sarandon e

Potente vaniglia

Il plus di Sublimage L’Extrait de Crème di Chanel? Va ricercato nella presenza, per la prima volta, di tu e le frazioni a ive di vanilla planifolia, che svolge un’azione globale sui segni del tempo: rughe, compa ezza, idratazione, luminosità, uniformità del colorito. Il suo estra o - la planifolia pfa favorisce la rigenerazione della pelle mediante la stimolazione dei cinque fa ori essenziali di vita.

Trattamento globale

Formula potenziata per Sisleÿa L’Integral Anti-Âge di Sisley, che tra a i segni visibili dell’età in modo integrale, appunto. Agisce infa i sull’ambiente in cui la cellula vive (legato all’invecchiamento genetico) e sul suo ciclo vitale (invecchiamento comportamentale). Merito dell’estra i di lindera (la mimosa di Costantinopoli) e di uncomplesso di proteine della soia e del lievito. IMAGINE .69


STILI DI VITA OVER 60

Charlotte Rampling. Dunque i tabù sono caduti e non c’è reticenza a mostrare un viso bello ma segnato dal tempo e a dichiararne apertamente le necessità, con relative soluzioni cosmetiche. Come, del resto, vogliono le donne stesse. Un’indagine internazionale, condotta dal London College of Fashion, sostiene che il 98% delle donne over 60 vuole vedere modelle della propria età nelle pubblicità di prodotti di bellezza destinati a loro, il 65% scarta i trattamenti abbinati a visi noti ritoccati in photoshop e circa il 50% dichiara di essere infastidito da queste tattiche e di rinunciare all’acquisto. Talvolta la comunicazione dichiara persino l’età delle consumatrici interessate. «Per il recente lancio di Rénergie Multi-Glow Crème Rose Révélatrice d’Éclat, Lancôme ha adottato una comunicazione più esplicita, indicando la fascia d’età precisa di questa linea che ha come volto Isabella Rossellini, proprio con l’obiettivo di facilitare la scelta delle donne», continua Ulrika Wikstrom. «Ciò non significa che si tratti di una strategia condivisa da tutti o adottata di frequente dall’industria cosmetica».

VERSO LO SKIN DESIGN

La maggior parte delle aziende, infatti, preferisce puntare sulle complesse esigenze della pelle over 60, a cui far fronte con formulazioni all’avanguardia. «Si tratta, in realtà, di un’età molto difficile, caratterizzata dai disturbi del post menopausa», spiega Carla Scesa, docente di Cosmetologia all’Università degli Studi di Siena. «La pelle subisce un brusco e visibile invecchiamento, da fronteggiare con trattamenti adeguati e terapie d’urto. La prevenzione non conta più o solo in parte per altri, eventuali danni futuri Vanno invece affrontati i segni dell’età dovuti alla ridotta produzione di collagene, elastina, acido jaluronico e sebo, al rallentamento del turnover cellulare e al progressivo assottigliamento cutaneo. Da qui, disidratazione, perdita di elasticità, rilassamento e svuotamento dei tessuti, formazione di micropieghe cutanee e rughe, modifiche nella texture cutanea e nel colorito, con la comparsa di discromie e capillari». Le soluzioni? Specialità cosmetiche per uniformare e illuminare il colorito, ricompattare l’ovale, rinfrescare e aprire lo sguardo. È la strategia dello skin design o re-building, con trattamenti capaci d’intervenire anche negli strati dermici più profondi. Rafforzando le fondamenta della pelle (nel senso delle fibre di collagene ed elastina) con molecole di nuova generazione. Dagli oligopeptidi, corte catene di aminoacidi (ovvero di “mattoni”) di cui sono costituite anche le proteine, fino agli ingredienti con effetto filler, dalle vitamine (oggi rese più biodisponibili per la pelle) agli estratti vegetali inediti, provenienti da culture e continenti lontani, grazie alla globalizzazione. «Senza dimenticare l’importanza fondamentale delle sostanze veicolanti, che permettono agli attivi di raggiungere le cellule bersaglio, come vengono chiamate. Nel contempo, bisogna agire sulle cellule adipose per rimodellare i volumi del viso e rimpolpare zigomi, contorno occhi e labbra, contrastando lo svuotamento dei tessuti. O, viceversa, per ridurne gli accumuli dov’è necessario, con un’azione adipocinetica mirata. E la cosiddetta adipocosmesi» conclude Carla Scesa. 70. IMAGINE

SONO (FINALMENTE)

TORNATA

Isabella Rossellini oggi ha 65 anni, ma quando Lancôme la congedò come testimonial ne aveva solo 42. Da allora, una lunghissima pausa... Interrotta dalla telefonata dell’attuale CEO della Maison, Françoise Lehmann che le chiedeva di tornare. di Giovanna Maffina

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el passaggio a Milano di Isabella Rossellini per la campagna di lancio di Rénergie Multi-Glow si è molto parlato. Così come ha avuto grande risalto la decisione di Lancôme di richiamarla, 23 anni dopo, come volto per la campagna del suo nuovo antiage over 60. All’incontro stampa milanese noi c’eravamo: l’abbiamo ascoltata, l’abbiamo ammirata e l’abbiamo intervistata. Perché le parole dell’attrice diventino ulteriore stimolo per tutte quelle signore (e sono tante!) che frequentano la profumeria e portano con grande fierezza la loro età. Che effetto le ha fatto ritornare a essere il volto di Lancôme dopo oltre vent’anni? «Quando ho ricevuto la telefonata non ci credevo. Sono rimasta senza parole. Me ne sono andata a 42 anni e mi hanno ricontattato quando ne avevo ormai 65. La prima battuta è stata: cos’è successo? Non sono ringiovanita nel frattempo! Sono convinta che l’arrivo di un CEO donna, come Françoise Lehmann, abbia permeato il brand di una nuova sensibilità. È stata lei a chiedermi di tornare, un bellissimo segnale di un profondo cambiamento». Questa maison... che cos’è per lei? «Un riferimento importante. Mi piace che ora la marca non parli più soltanto di bellezza ma anche di ricerca della felicità, come la scelta di sponsorizzare un nuovo progetto per combattere analfabetismo femminile tra le giovani e giovanissime, per esempio (e di cui la stessa Rossellini sarà portavoce, ndr). Lancôme dà alle donne gli strumenti per stare meglio e volersi bene». Il trucco? Nel suo immaginario che cosa rappresenta? «È un gioco. Per me, oggi, truccarmi o profumarmi non ha quelle valenze di seduzione che poteva avere un tempo. E come da bambine giocavamo con le bambole, adesso giochiamo con i colori e anche a farci i selfie con le amiche. È un piacere, soprattutto per noi stesse! Quando i dirigenti di Lancôme erano tutti uomini, concepivano il maquillage soltanto come strumento di seduzione, non ne coglievano le altre sfaccettature. Ma con l’arrivo di Françoise l’orizzonte si è allargato, dando più voce alle donne».


Com’è cambiato il suo rapporto con la marca negli anni? «La mia prima campagna è uscita nel 1983. Il motto degli inizi era “soit belle et te toi”, ovvero “sii bella e taci”. Dovevo essere una bella donna e basta. Il mio nome non compariva, non potevo rilasciare interviste, dovevo essere la donna del mistero, anonima, perché chiunque fosse libero di avere una fantasia diversa su di me. Poi, nel 90 c’è stata la svolta, con Trésor, e sono stata la prima spokeperson, la prima portavoce della pubblicità: mentre tutte le altre modelle erano silenziose, io potevo parlare. Oggi con grandi testimonial come Julia Roberts, Kate Winslet, Penelope Cruz e altre la prospettiva si è ribaltata. per cui “soit belle et parle”, “sii bella e parla”!» Che tipo di libertà dà l’età, secondo lei? «La grande libertà che mi sento oggi è quella di poter dire “io sono così”. Quando sei giovane, cerchi di essere accettata come donna, madre, moglie. Ma quando vai in là con gli anni ti rendi conto che puoi tranquillamente… fregartene!». 

LE “OVER” NELLA PUBBLICITÀ

IL CLAMORE LEGATO AL RIENTRO IN LANCÔME DI ISABELLA ROSSELLINI È FIGLIO DI UN APPROCCIO ALLA BELLEZZA E ALL’ETÀ CHE NEL MONDO COSMETICO STA PIAN PIANO CAMBIANDO VI DICONO NIENTE JANE FONDA SHARON STONE O ANDIE MACDOWELL? PRIMA DI ISABELLA? JANE FONDA HELEN MIRREN JESSICA LANGE CHARLOTTE RAMPLING E PERSINO UNA NOVANTENNE IRIS APFEL CELEBRE DESIGNER DI INTERNI CHE NEL HA CREATO UNA CAPSULE COLLECTION PER MAC COSMETICS SONO SOLO ALCUNE DELLE STAR “OVER” SCELTE DAI MARCHI COSMETICI A RAPPRESENTARE I LORO TRATTAMENTI DI KINCARE MA ANCHE PRODOTTI PER CAPELLI E MAKE UP UN SALTO IN AVANTI IL SEGNO EVIDENTE CHE LE COMPANY DELLA BELLEZZA HANNO DA TEMPO COMINCIATO A PRENDERE LA DISTANZA DA QUELLI CHE SONO SEMPRE STATI GLI STEREOTIPI DELLA COMUNICAZIONE ADDIO AI VOLTI LEVIGATI DELLE TRENTENNI IMPROBABILI E POCO CREDIBILI TESTIMONIAL DI LINEE ANTIAGE PER PELLI MATURE? PROBABILMENTE NO MA CHE PARALLELAMENTE CI SIA VOGLIA DI UTILIZZARE ALTRI CODICI PER RACCONTARE IL BEAUTY “OVER” QUESTO SÌ

«Per me Isabella è sempre stata un idolo... E quando ho saputo che sarebbe tornata a lavorare per Lancôme, ero entusiasta. È una donna europea che ci rappresenta perfe amente, siamo tu e fiere di lei. Comunica una serenità e una sensibilità straordinarie»

Ulrika Wikstrom, dire ore di marca Lancôme

IL FASCINO DELLA MATURITÀ QUALCUNO HA DETTO CHE QUESTE AMBASCIATRICI INCARNANO UN IDEALE DI BELLEZZA CHE MATURA SENZA SFIORIRE VERO NON A CASO MARCHI COME L’ORÉAL PARIS E NEL CANALE FARMACIA LIERAC LE HANNO UTILIZZATE E CONTINUANO A FARLO PER LE LORO PUBBLICITÀ MA ANCHE MARCHI MENO NOTI AL GRANDE PUBBLICO PER ESEMPIO GALDERMA - CHE OPERA IN AMBITO DERMATOLOGICO CON I SUOI FILLER E SKINBOOSTER RESTYLANE - NEL HA UTILIZZATO IL VOLTO DI SHARON STONE PER PROMUOVERE I PROPRI PRODOTTI UN BELLO SCOOP ERA LA PRIMA VOTA INFATTI CHE UNA

STAR APPARIVA IN UNA CAMPAGNA A FAVORE DEL RITOCCO ESTETICO TRA LE STORICHE AMBASSADOR DI L’ORÉAL PARIS INVECE L’AMERICANA ANDIE MACDOWELL ANNATA RAPPRESENTA LA GAMMA DI TRATTAMENTI PER LA PELLE REVITALIFT ALTRO VOLTO ICONICO DI L’ORÉAL PARIS È JANE FONDA ANNI QUEST’ANNO TESTIMONIAL DELLA COLORAZIONE ANTIETÀ EXCELLENCE AGE PERFECT ULTIMA A ESSERE STATA ARRUOLATA TRA LE SENIOR KRISTIN SCOTT THOMAS CHE NEL A ANNI È STATA SCELTA COME VOLTO DELLA LINEA ANTIETÀ PREMIUM DI LIERAC IMAGINE .71


STRATEGIE di Ivan Pestillo

SELETTIVI

NEL DNA Cosme Decorte diventa Decorté. con quella stessa distribuzione qualitativa che contraddistingue il brand a livello globale. Vincente sin dalle sue origini.

N

el 1946, in Giappone, il nonno di Kazutoshi Kobayashi - l’attuale presidente di Kosé Corporation - lanciò una linea di prodotti per lo skincare altamente tecnologica e ultra lusso. Selezionò personalmente i suoi rivenditori: pochi, ma altamente preparati e capaci di proporre al meglio il prodotto al consumatore finale. Allora questa strategia si rivelò vincente e, tuttora, sta alla base del successo del Gruppo e del suo marchio di punta Cosme Decorte. Che oggi cambia nome e diventa - più semplicemente - Decorté. Anche in Italia, dove i retailer avranno tutto il supporto del distributore Beautimport, per far cre-

scere insieme e ulteriormente il brand. «L’Italia è importante per Decorté, perché ha permesso di aprire il mercato europeo: l’anno scorso siamo sbarcati anche in Inghilterra con un corner da Selfridges a Londra» ha dichiarato Kazutoshi Kobayashi durante la conferenza stampa di presentazione del rebranding al trade.

DUE NOVITÀ IMPATTANTI

Che Cosme Decorte dovesse diventare Decorté era già nell’aria. Qualche mese fa, con il rilancio della linea Decorté Moisture Liposome, la Casa madre aveva fatto abituare le consumatrici al cam-

LA PAROLA AL DISTRIBUTORE CI PARLI DELL’ATTUALE DISTRIBUZIONE DI DECORTÉ IN ITALIA ATTUALMENTE DECORTÉ È PRESENTE IN PUNTI VENDITA TUTTI APPARTENENTI AL CANALE DELLA PROFUMERIA SELETTIVA CON L’OBIETTIVO DI CRESCERE ULTERIORMENTE E LA NOSTRA STRATEGIA È PERFETTAMENTE COERENTE CON QUELLA DI SELETTIVITÀ ED ESCLUSIVITÀ ADOTTATA DALLA CASA MADRE SIN DALLA FONDAZIONE DEL BRAND COME SOSTERRETE I REBRANDING SUL TERRITORIO NAZIONALE? ANCHE IN ITALIA IN LINEA CON QUELLA CHE È LA STRATEGIA GLOBALE DI KOSÉ CORPORATION ABBIAMO GIÀ INIZIATO A FAR CIRCOLARE IL NOME DECORTÉ LO SCORSO OTTOBRE CON IL LANCIO DI MOISTURE LIPOSOME L’INTERA GAMMA DI PRODOTTI COSME DECORTE SARÀ ORA SOSTITUITA CON DECORTÉ E SUL PUNTO VENDITA CAMBIERANNO ANCHE I MATERIALI DI SUPPORTO

72. IMAGINE

biamento. Una semplificazione del logo che, però, nulla toglie alle formule sempre più all’avanguardia e ai pack sempre più lussuosi. Oggi, l’intero assortimento cambia nome a livello globale e con questa importante novità ne arriva anche una seconda: la linea Decorté AQ che, a scaffale, andrà progressivamente a integrare e poi sostituire la precedente AQMW. Le due lettere AQ stanno per Absolute Quality, perché questa gamma di prodotti sintetizza le conoscenze derivate della medicina rigenerativa e quelle delle neuroscienze, confermando così il profondo legame tra rilassamento mentale e rigenerazione cutanea.

NICOLA CATELLI AMMINISTRATORE DELEGATO DI BEAUTIMPORT

LA NUOVA CAMPAGNA VETRINA È MOLTO IMPATTANTE E VEDE COME PROTAGONISTA KATE MOSS CHE È STATA SCELTA DAL BRAND QUALE TESTIMONIAL GLOBALE E CIÒ NON RISCHIA DI CREARE CONFUSIONE IN QUIELLO CHE VIENE PERCEPITO DALLA CONSUMATRICE? ASSOLUTAMENTE NO E PER TANTI MOTIVI INNANZITUTTO IL NUOVO NOME È PIÙ SEMPLICE DA RICORDARE E PRONUNCIARE POI LA NOSTRA STRATEGIA DISTRIBUTIVA CI PERMETTE DI SCEGLIERE E FORMARE AL MEGLIO I CONCESSIONARI CHE SANNO BENE COME STARE VICINO AI CONSUMATORI FINALI NON DIMENTICHIAMO INOLTRE CHE ANCHE LA CONSUMATRICE PROPRIO COME IL RETALIER HA GIÀ AVUTO MODO DI AVVICINARSI AL NUOVO NOME DECORTÉ CON IL LANCIO DI MOISTURE LIPOSOME IL PASSAGGIO È STATO QUINDI GRADUALE PER TUTTI


MEDICINA RIGENERATIVA E NEUROSCIENZA S’INCONTRANO IN UN PACK DI GRAN LUSSO

LE SEI REFERENZE DELLA NUOVA LINEA DECORTÉ AQ LA CREMA DETERGENTE CHE AMMORBIDISCE LA PELLE INDUTIRA DAI RAGGI UV LA SCHIUMA DETERGENTE PER RIMUOVERE LE IMPURITÀ L’EMULSIONE ELASTICIZZANTE LA LOZIONE DALL’ELEVATO POTERE IDRATANTE LA CREMA DA MASSAGGIO RIVITALIZZANTE E L’OIL INFUSION CONTRO IL COLORITO SPENTO

IL CUORE DELLA FORMULA

La linea Decorté AQ offre una gamma di trattamenti antietà potenti e globali, una routine in grado di aumentare la capacità della pelle di ricevere segnali di autoriparazione. Come? Attraverso un aumento del numero di neurotrasmettitori che, già normalmente presenti sulle membrane cellulari, sono in grado di convertire il rilassamento mentale in energia benefica per la pelle. Per ottenere questo risultato, la linea AQ sfrutta i migliori principi attivi di ultima generazione. Tra questi, per esempio, un nuovo estratto di semi di mucuna bianca che, già conosciuti e utilizzati nella medicina asiatica, sono in grado di aumentare la capacità delle cellule cutanee di convertire la calma in energia. Molto importante anche l’aspetto dell’aromaterapia rilassante per la pelle, con la fragranza di un fiore leggendario chiamato regina della notte, che si dice fiorisca una sola volta l’anno. Immancabili, inoltre, l’iconica tecnologia liposomiale di Decorté e gli attivi nutrienti come l’acqua di betulla bianca.

FOCUS SUL PACK ULTRA LUSSO

www.imaginebeautynews.it/archives/issues/18aprile2018

Le sei referenze della nuova linea Decorté AQ sono accomunate da un packaging elegante, raffinato e femminile, che è opera del designer Marcel Wanders, ormai un amico per il presidente Kazutoshi Kobayashi. Visti dall’alto, i flaconi ricordano la forma di un occhio, mentre la superficie delle confezioni è modellata sul taglio dei cristalli più preziosi e dei diamanti, che sono sinonimo di lusso estremo.  IMAGINE .73


DOMANDA E RISPOSTA di Marta Pacillo

MARCHI PARTICO

RI SEMPRE

PIÙ APPETIBILI Forte di una distribuzione capillare ed equilibrata, Carma Italia propone brand dalla forte personalità con un posizionamento democratico. La parola alla responsabile formazione.

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a quasi 20 anni Carma Italia è presente sul mercato con marchi di rilievo in diversi segmenti, che spaziano dall’haircare alle fragranze. Costituita nel 1999 dai titolari, la famiglia Carugati di Mavala Italia - distributrice esclusiva per l’Italia del marchio Mavala Switzerland SA di Ginevra - è oggi in arrivo con novità sui vari assi. Ce le racconta Manuela Truppi, responsabile della formazione, dalla sede aziendale di Gessate, nel milanese. In un segmento capelli in fase di dinamismo, che nel canale selettivo sta assistendo all’ingresso di nuovi competitor, come performa il brand storico di Carma Italia, Silium? E quali sono i best seller del marchio? «Silium sta performando molto bene, è un marchio attivo con novità “furbe”

della cute, ottenuto grazie a un complesso dermoprotettivo esclusivo, capace di evitare sia il contatto di quest’ultima con la colorazione, sia quegli aspetti negativi solitamente riscontrati su una normale colorazione. Come le piccole irritazioni, i pruriti e possibili desquamazioni della cute».

e utili che stanno ottenendo un ottimo riscontro da parte dalle consumatrici. Il best seller Silium è la Colorazione Permanente dei Capelli ai 5 Cereali. Oltre alla massima copertura dei capelli bianchi, ai colori brillanti e alla facile pettinabilità, assicura la cosa più importante, che ci viene continuamente riconosciuta, ovvero il grande rispetto

Quali sono le peculiarità distintive dell’ultimo nato, Silium 10 Minuti? «Silium10 Minuti è la nuova colorazione che unisce il nostro esclusivo complesso dermoprotettivo a un breve tempo di sviluppo del colore, soltanto dieci minuti. Ma ancora più importante è il fatto che il colore non è progressivo, ovvero non vira e non cambia, anche se si esita qualche minuto in più con il tempo di posa. Grande vantaggio per la consumatrice: dieci minuti contro i 30/40 di

SILIUM “REGALA IL TEMPO” L’INNOVAZIONEDISILIUMNELL’AMBITODELLACOLORAZIONEADOMICILIOSI CHIAMASILIUM MINUTIÈUNACOLORAZIONENONPROGRESSIVADINUOVA GENERAZIONECHEGRAZIEATECNOLOGIEALL’AVANGUARDIACONSENTE UNRISULTATOCOLOREEFFICACECONUNACOPERTURAOTTIMALEERIFLESSI NATURALIINSOLIDIECIMINUTIAPPUNTOLASUAAZIONESISVILUPPA INMODOSPECIFICOSUGLIEQUILIBRIDELLAFORMULAPERCONSENTIRE AIPIGMENTIDILEGARSIFRALOROPIÙVELOCEMENTECOSÌDAOTTENERE ILCOLOREDESIDERATOINUNTERZODELTEMPORISPETTOALLA COLORAZIONETRADIZIONALEINOLTREINSILIUM MINUTILATECNOLOGIA SIUNISCEALLANATURACONTIENEINFATTILACTOSAFEDERIVANTILIPOFILI DIACIDIDELLAFRUTTAQUALIL’ACIDOCITRICORICAVATODAAGRUMICOME LIMONIEARANCEL’ACIDOLATTICOPRESENTEINZUCCHERODICANNA EBARBABIETOLAEL’ACIDOMALICOPROVENIENTEDAMELEERIBESLA FORMULACHEÈPRIVADIAMMONIACARESORCINAPARABENIEPROFUMO ÈARRICCHITACONARGANEJOJOBAOLISELEZIONATIDIORIGINE BIOLOGICAPERACCRESCERELALUCENTEZZAEMICROPROTEINEDELRISO CHEAPPORTANOIDRAZIONEENUTRIMENTODISPONIBILEINNUANCES 74. IMAGINE


LA NOVITÀ È LA VERSIONE REALIZZATA IN LEGNO UTILIZZABILE ANCHE CON IL PHON

LA SPAZZOLA SCIOGLINODI FIRMATA MICHEL MERCIER È EFFICACE SU TUTTI I TIPI DI CAPELLI ANCHE SUI PIÙ INDOMABILI

una colorazione tradizionale. Lo slogan, infatti, è “Silium ti regala del tempo. Il tempo guadagnato non ha prezzo”». Come avete intenzione di sostenere il prodotto? Sono previste attività specifiche in store, vetrine, espositori, materiali pop ad hoc? «Sì, certo, sosteniamo il prodotto. Ma ancora di più sui canali social, con campagne consumer, comunicazioni mirate con cartelli appositi per il punto vendita ed espositore dedicato, pubblicizziamo il tempo guadagnato, il tempo, cioè, che le nostre consumatrici risparmiano e possono quindi spendere per fare altro. Silium 10 Minuti è una vera innovazione e tutto questo va evidenziato: non regaliamo un oggetto, bensì del tempo in più».

SILIUM SAFE COLOR È LA LINEA SPECIFICA PER CAPELLI COLORATI

Ci sono novità sul fronte acquisizioni? «Abbiamo appena definito la distribuzione esclusiva, per la profumeria, di prodotti legati a Disney e al mondo del bambino. Ne riparleremo più avanti». Infine... le strategie 2018 su Rudy Profumi? «Stiamo proponendo Rudy Profumi da un anno esatto. Sono diverse linee di prodotto, articolate nel mondo del benessere quotidiano, come bagnischiuma e latti per il corpo, acque profumate e profumi, arricchiti con diverse fragranze. Come quelle fruttate, ad esempio, per la linea Italian Fruit, le floreali per la linea Nature & Arome e, infine, quelle più costruite di Aromatic Scents. Stiamo riposizionando il brand. Il segmento è molto affollato, ma la qualità dei prodotti, la nostra ordinata distribuzione e la nostra perseveranza, sono sicura, verranno premiate».

Restando in tema capelli... Qual è l’andamento del brand israeliano, specializzato in spazzole scioglinodi, Michel Mercier? «Devo dire buono. Abbiamo anche qui da comunicare qualcosa di innovativo rispetto ai competitor: il brevetto che distingue queste spazzole è la differenza tra noi e gli imitatori, e ogni giorno ci viene riconosciuto da nuovi clienti e utilizzatori. Noi proponiamo la risoluzione al problema dei nodi, per capelli difficili da pettinare, sia capelli ricci e grossi sia capelli fini e normali. Michel Mercier rende facile e meno faticoso pettinare i capelli ribelli». Ci sono novità su questo marchio? «Sì, abbiamo presentato le spazzole scioglinodi in legno, che si possono utilizzare con il phon, e che si basano sullo stesso brevetto esclusivo».

Accessori per capelli: a suo avviso, che cosa dovrebbe fare il canale profumeria per valorizzarli e presentarli alla cliente nel modo giusto? «Spesso, quello che manca è lo spazio espositivo. Capisco che questo limita gli assortimenti da parte della profumeria, ma il mio invito è di riuscire a differenziare e far emergere quei prodotti che hanno qualcosa da offrire e da raccontare di realmente nuovo».

CURLY KIT DI SILIUM IN BUSTINA BOOSTER CON ESTRATTI DI RISO PER RESTITUIRE ELASTICITÀ AI RICCI

Sul fronte distributivo, la vostra rete quanti punti vendita conta in Italia? «Con Carma Italia e tutti i nostri marchi, tocchiamo oltre 1.300 ragioni sociali di profumerie. Il nostro obiettivo è di riuscire a sovrapporre i diversi marchi con i singoli clienti».  IMAGINE .75


DOMANDA E RISPOSTA di Marta Pacillo

COSA CONTA DI PIÙ?

LA RELAZIONE L’attività educational di Luxury Lab Cosmetics come servizio ai brand in distribuzione. A raccontarla, è la training manager.

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a passione di Marisa Stefani, biologa e training manager di Luxury Lab Cosmetics, per il suo lavoro è qualcosa di tangibile, pervasivo, contagioso. Una passione e una dedizione che si percepiscono da subito, ancor prima d’iniziare a intervistarla. E che si traducono in un’attività di training dal successo annunciato. Perché è qui che risiede il segreto di una riuscita formazione, nel valore della positiva relazione tra le consulenti di bellezza e i brand proposti nel punto vendita. Un legame prezioso, grazie al quale far appassionare le consumatrici della profumeria ai prodotti e alle loro specificità. Nel progettare l’attività educational, a quali richieste del mercato dovete venire incontro? E in che modo v’impegnate a soddisfarle? «L’attività educational di Luxury Lab Cosmetics mira a soddisfare le richieste del punto vendita che mai, come negli ultimi anni, si ritrova a dover rispondere a un consumatore sempre più attento e informato, che consulta internet regolarmente ed è in grado di leggere

sari a soddisfare un consumatore così esigente. Il personale dev’essere quindi davvero ben preparato e sempre aggiornato, per poter gestire al meglio ogni richiesta e dissipare i dubbi e le perplessità».

l’INCI. Una nuova padronanza dei contenuti beauty che a volte può non corrispondere a una reale conoscenza dei brand e dei prodotti. Un fenomeno che riscontriamo soprattutto nel pubblico giovane, mentre la clientela più matura si fida e si affida ancora molto all’esperienza del personale addetto alla vendita. Un’attenzione particolare va alle cosiddette baby boomers, donne tra i 50 e i 60 anni, giovanili nell’aspetto e nell’approccio, curiose e attente alle novità, esigenti nel voler conoscere tecnologie e formulazioni dei prodotti. Ecco perché il nostro intento è fornire al profumiere tutti gli strumenti neces-

TRA I MARCHI DEL PORTFOLIO LUXURY LAB COSMETICS CI SONO THE ORGANIC PHARMACY NATURA BISSÉ E AHAVA

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Alcuni marchi da voi distribuiti sono presenti in diversi canali... In questo caso, l’attività educational è la stessa o si differenzia? «Avendo una distribuzione multicanale, cerchiamo di adattare l’attività educational in base alle specificità del cliente. Quindi non cambia l’attività bensì il linguaggio, in modo che il messaggio sia comprensibile e chiaro per ogni singolo canale. Per argomentare la vendita in profumeria, andando più nel dettaglio, giochiamo una partita a livello emozionale e sensoriale oltre alla tecnicità scientifica. Qui sono la texture della crema e la fragranza a parlare, un viaggio sensoriale nel luogo in cui prendono origine i prodotti. Puntiamo, insomma, a far sognare la cliente, a farle desiderare il prodotto che le stiamo raccontando coinvolgendola con i sensi».


La formazione secondo Luxury Lab: in aula frontale, sul punto vendita customizzata, mista tra on line e live, interattiva ed esperienziale portando le corsiste in viaggio... «Il nostro modello di formazione è tradizionale, più utilizzato è il modulo frontale con una parte teorica e una parte pratica, svolto in aula e, a seconda dei casi, in sede, direttamente presso i clienti o in altri luoghi scelti ad hoc. Sul punto vendita coinvolgiamo le singole beauty coach per una formazione “su misura” interattiva, esperienziale e anche multimediale. Quando la formazione coinvolge catene regionali o nazionali preferiamo optare per una location dove dedicare l’intera giornata al brand coinvolgendo contemporaneamente tutto il team. L’incontro in azienda, invece, diventa l’occasione per stabilire un contatto diretto con il nostro team, condividendone lo spirito e le dinamiche». Niente e-learning, video tutorial, formazione a distanza, dunque? «Noi consideriamo l’e-learning un supporto valido ma soltanto post training. Un valido refresh, utile per riprendere i materiali trattati in caso di dubbi, quindi uno strumento secondario dopo la formazione. Perché riteniamo fondamentale la relazione nelle formazioni». Qual è il punto focale dell’approccio alla formazione di Luxury Lab Cosmetics e in che modo lo differenzia da quello delle altre aziende? «L’approccio interpersonale è il focus della nostra formazione: trasmettere l’emozione e l’interesse verso un prodotto, una beauty routine o un brand.

REN, IL BRAND CHE RIEDUCA LA PELLE REN ULTIMA ACQUISIZIONE NEL PORTAFOGLIO LUXURY LAB COSMETICS SI CONCILIA ALLA PERFEZIONE CON GLI ALTRI MARCHI GIÀ PRESENTI RACCONTA UNA COSMETICA “CLEAN” REN IN SVEDESE SIGNIFICA “PULITO” BASATA SU INGREDIENTI BIO ATTIVI IN GRADO DI RIEDUCARE LA PELLE A FUNZIONARE NELLA MANIERA PIÙ CORRETTA LA COSMETICA PULITA NON FORZA E NON AGGREDISCE LA PELLE CON PRINCIPI ATTIVI CHE NON PUÒ METABOLIZZARE MA LAVORA IN ARMONIA APPORTANDONE UNA BARRIERA SOLIDA UNA PROTEZIONE OTTIMALE E L’ENERGIA FONDAMENTALE AL SUO FUNZIONAMENTO FISIOLOGICO LA BIOTECNOLOGIA E LA BIOCHIMICA CELLULARE SONO IL MOTORE DELL’APPROCCIO SCIENTIFICO DI REN FORNENDO L’ISPIRAZIONE PER FORMULARE COSMETICI DALLE PERFOMANCES ELEVATE È UN MARCHIO INCENTRATO SU ESSENZIALITÀ ED EFFICACIA A CHI PROPORRE REN? A UN PUBBLICO VARIEGATO GIOVANILE ALLA RICERCA DI UNA BEAUTY ROUTINE SEMPLICE FACILE DA PORTARE CON SÉ PERCHÉ COMPATTA E FUNZIONALE PERFORMANCE PURITY E PLEASURE SONO I TRE PILASTRI SUI QUALI SI FONDA IL BRAND LA PERFORMANCE DI FORMULAZIONI INNOVATIVE BASATE SULLE ULTIME RICERCHE E SOTTOPOSTE A RIGOROSI TEST CLINICI LA PUREZZA DELL’INCI OVVERO SOLO BIOATTIVI OTTENUTI DA INGREDIENTI NATURALI O MINERALI E IL PIACERE NELL’UTILIZZARE QUESTO TIPO DI FORMULE

E ciò è possibile soltanto attraverso il contatto diretto con le persone. I brand di cui siamo distributori si prestano bene a questo metodo, necessitano di una tecnicità specifica nel raccontare il prodotto, che va trasferita dal trainer alle vendeuses. C’è sempre quel qualcosa in più nella relazione interpersonale che un pc non potrà mai trasmettere. Il contatto personale permette anche di far domande, capire al meglio e consolidare i concetti. Grazie a questo modulo formativo i nostri brand riescono a coinvolgere e a regalare un’esperienza. Il racconto va oltre la prova del prodotto, destando interesse verso un intero mondo di valori. È una grande soddisfazione per l’azienda, e per me in particolare, sentire che le nostre addette alla vendita in tutta Italia parlano come noi, hanno assorbito il nostro linguaggio: Ahava, The Organic Pharmacy, Ren, Natura Bissé, ognuno di essi deve

avere un modo univoco per essere conosciuto ed entrare nelle case dei consumatori». Luxury Lab Cosmetics investe molte risorse su quest’area? «L’azienda identifica nel dipartimento training un motivo del proprio successo, investendo notevoli risorse qualitative e quantitative. Emerge chiaramente che l’entusiasmo e la padronanza tecnica dei prodotti rendono le addette alla vendita preparate a tal punto che assistiamo a un incremento del sell-out nella fase post training. Tutti i nostri marchi, a modo loro, suscitano interesse e un’emotività positiva nella vendeuses e, di conseguenza nella consumatrice finale. Inoltre, oltre alle sessioni specifiche per il lancio di nuovi prodotti, svolgiamo interventi mirati sul punto vendita, assicurando una continuità di rapporto anche post training».  IMAGINE .77


l’argomento di Raimonda Boriani

solari È una tipologia di prodotti che oggi viene venduta tutto l’anno. La concorrenza è spietata ma la profumeria ha ancora molto da raccontare. E alcuni responsabili formazione delle aziende cosmetiche, che abbiamo intervistato, hanno risposte chiare e motivate per le beauty coach.

come venderli al meglio Q

uattro domande, e altrettante risposte, concentrate su una categoria di prodotto carica di aspettative da parte dei consumatori. Perché i solari oltre a evitare scottature sono utili anche per prevenire l’aging cutaneo, e diventano essenziali (proprio per questa ragione) in una popolazione che “combina” le continue esposizioni solari con smog, alimentazione scorretta, stress, mancanza di sonno. Stile di vita e cattive abitudini, insomma, che incrementano l’invecchiamento prematuro della pelle. Una preoccupazione, questa, che talvolta può assalire anche chi si dimentica della salute della pelle, per l’eccessiva smania di tintarella. Ecco le argomentazioni dei trainer...

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L’ARGOMENTO I SO

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LE DOMANDE

1 Quali domande chiave fare al cliente per consigliare al meglio un solare? 2 Come superare le due più comuni obiezioni in profumeria: il “camice bianco” rassicurante del farmacista e i prezzi più calmierati? 3 Come sintetizzare e argomentare i plus di una linea solare? 4 Quali argomenti per creare link selling con altri segmenti, ad esempio skincare o makeup?

STEFANIA ALBIER TRAINING MANAGER SHISEIDO

1 Per garantire una corretta scelta del prodotto di protezione solare è fondamentale ‘raccogliere’ più informazioni e dettagli possibili sulla finalità dell’acquisto e le abitudini della nostra o del nostro cliente. Quindi le migliori domande da fare sono, ad esempio: «Quando si è esposta l’ultima volta al sole?», oppure «La sua pelle si scotta facilmente?», o ancora «La sua pelle si abbronza facilmente?». È anche importante sapere se la cliente ha zone del viso o del corpo particolarmente sensibili, per consigliare i prodotti più idonei, e approfondire dove e quando la cliente utilizzerà il prodotto, per quante e quali ore della giornata tendenzialmente si esporrà al sole.

2 Shiseido è nata come marchio di farmacia e conserva un DNA improntato alla ricerca e allo sviluppo che la contraddistingue da tutti gli altri brand. Efficacia, affidabilità ed eccellenza scientifica ci sono da sempre universalmente riconosciuti, sia dal consumatore finale sia dallo stesso mondo scientifico. Basti citare i 25 awards assegnati dall’IFSCC (Federazione Internazionale delle Società dei Chimici Cosmetologi), il numero di gran lunga più alto della categoria. Inoltre Shiseido, come marchio di origine giapponese, ha da sempre riposto speciale attenzione alla protezione dai raggi UV. Non a caso il nostro primo prodotto di questo tipo risale al 1923, Uviolin, la prima protezione solare mai apparsa sul mercato. Quindi abbiamo quasi un secolo di esperienza nel settore.

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I solari Shiseido assicurano performance straordinarie in termini di protezione dalle scottature ma anche dai danni più a lungo termine al DNA cellulare. La tecnologia Wetforce permette di potenziare l’effetto dei filtri a contatto con acqua e sudore e, grazie alla nuova formula ulteriormente migliorata, il prodotto è invisibile e impercettibile sulla pelle. La tecnologia Super Veil-UV 360 permette alla formula di aderire perfettamente come una seconda pelle, per una protezione ancora più efficace e uniforme. La fragranza agrumata è in grado inoltre di eliminare eventuali odori sgradevoli dovuti alla sudorazione e trasformarli in fresco profumo. I solari 80. IMAGINE

Shiseido sono come un potente scudo che sfrutta la forza del suo nemico principale (l’acqua) per diventare ancora più potente, lasciando una sensazione di totale libertà e piacevolezza.

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Tra le argomentazioni utili per creare link selling direi alla cliente che l’utilizzo di prodotti esfolianti prima di una diretta esposizione al sole, le permetterà di avere una superficie della pelle liscia e uniforme e di garantire un corretto turnover cellulare, assicurandole un’abbronzatura omogenea, luminosa e duratura. (Bio-Performance Super Exfoliating Discs e Waso Soft + Cushy Polisher per il viso; Refining Body Exfoliator per il corpo). Oppure: «Lo sa che l’esposizione al sole può compromettere il sistema immunitario della sua pelle? Utilizzando Ultimune Power Infusing Concentrate prima della protezione solare, la sua pelle sarà difesa sia dall’esterno che dall’interno». E aggiungerei che per avere un aspetto accattivante anche sotto il sole, è perfetto UV Lip Color Splah SPF 30, un tocco di colore glamour e protettivo sulle labbra.

ANTONIO DIMITRIO EDUCATION MANAGER DI CLINIQUE

1 Quando consigliamo un solare dobbiamo sempre indagare il fototipo, che si basa su caratteristiche fisiche della consumatrice come il colore della pelle e quello dei capelli. Più il fototipo è basso, più la protezione solare sarà alta. Tutte le pelli hanno comunque bisogno di una protezione solare, sempre, per evitare scottature o foto invecchiamento. Chiediamo le abitudini di bellezza al mare, per consigliare la corretta pulizia e il miglior dopo sole.

2 Raccontiamo in breve chi è Clinique, che da 50 anni unisce rigore scientifico a lusso democratico. In altre parole i nostri prodotti offrono i più importanti ingredienti in formule che garantiscono il massimo del risultato a prezzi accessibili. Clinique è stato uno dei primi marchi a educare i consumatori sull’importanza della protezione solare fin dagli anni 70. Fedeli alla nostra origine dermatologica, guardiamo sempre ai bisogni della pelle al sole in modo completo per garantire la massima protezione.


SIMONETTA FANI EDUCATION MANAGER COTY LUXURY

1 Dobbiamo innanzitutto individuare la destinazione delle vacanze, lo stile di vita vacanziero, il fototipo e tipo di reazione della pelle al sole, le preferenze di texture per il prodotto solare.

2 La Full Light Technology, la tecnologia Lancaster brevettata che affronta il 100% delle radiazioni solari (UVA, UVB, Infrarossi e Luce Visibile) non ha eguali sul mercato, nemmeno in farmacia. Fra l’altro, le pelli più sensibili al sole, da quest’anno possono beneficiare dell’arrivo della nuova gamma Sun Sensitive, con una formulazione senza siliconi e con texture biodegradabili. Lancaster vanta protezioni efficaci, texture sensoriali e un’abbronzatura sana, radiosa e duratura. I prodotti best seller sono proposti anche in versione maxi taglia.

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“Live with light” è il claim che riassume la filosofia Lancaster, che da oltre 45 anni consente di ottenere un’abbronzatura luminosa e leggendaria per tutti i tipi di pelle. Prodotti di altissima qualità che donano un beneficio immediato e visibile in tre step: prima, durante e dopo l’esposizione al sole, per proteggere e rivelare la naturale luminosità di ogni tipo di pelle.

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«Cosa ne pensa di un prodotto che dona istantaneamente un effetto “pelle baciata dal sole” con risultato modulabile?» è la domanda con cui, ad esempio, potremmo fare link selling (Sun 365 Protecting Bronzing Powder SPF10). Oppure: «Era a conoscenza che con Lancaster può indossare un’eau profumata anche al sole, grazie alla nuova limited edition Lancaster Sunrise?».

3 I solari Clinique sono scudi di protezione contro i raggi UVA/UVB perfetti anche per chi ha la pelle ultrasensibile e soggetta a irritazioni. Le tecnologie di oggi li rendono invisibili sulla pelle, pur avendo texture morbide e piacevoli, sempre oil free. Filtri solari completamente minerali (ma trasparenti), così delicati da poter essere usati anche nella zona del contorno occhi, formule che uniscono un ampio spettro UVA/UVB con anti ossidanti e sostanze di riparazione della barriera cutanea e formule prive di profumo al 100%. Resistenti all’acqua, adatti alle pelli più sensibili, privi di oli e profumo al 100%, dermatologicamente testati, provati contro le fotoallergie.

4 La domanda più autentica è: «Dove va di bello in vacanza?». Dalla risposta capiremo molte delle necessità della cliente. Potremo consigliarla sulla beauty routine per un volo aereo (come la nuova formula di Moisture Surge 72h), prodotti in stick o compatti che sono più facili da portare in viaggio (fondotinta SPF 30 Mineral Powder compatto in polvere minerale, Take the Day Off Balm).


L’ARGOMENTO I SO

RI

ANNA MASTROPAOLO DIRETTORE DELLA RICERCA DEI LABORATORI DIEGO DALLA PALMA E DOCENTE DI COSMETOLOGIA PRESSO L’UNIVERSITÀ DI FERRARA

1 Il consiglio più mirato passa attraverso la corretta individuazione del fototipo del cliente. Serve non solo un’analisi visiva delle caratteristiche fisiche come il colore di pelle, capelli e occhi, ma anche l’identificazione della sensibilità individuale alle radiazioni ultraviolette. È necessario informarsi circa le reazioni passate della pelle al sole (ad esempio la comparsa di eritemi e scottature), verificare le abitudini e luoghi di esposizione. Infine capire le esigenze e le aspettative del cliente: c’è chi cerca le protezioni più alte, chi gli acceleratori di abbronzatura, chi ancora ha problematiche specifiche come la comparsa di macchie solari.

2 Tutti i cosmetici, a prescindere dal canale in cui vengono commercializzati, devono sottostare, anche in termini di sicurezza, alla stessa normativa. Sul prezzo del solare molto incide la qualità dei filtri utilizzati: quelli di nuova generazione, molto più performanti e fotostabili, hanno un prezzo decisamente più alto. Inoltre, sul mercato sono disponibili solari che promettono una protezione allargata perché arricchiti con ingredienti aggiuntivi (antiossidanti, attivatori di melanina, protettori del DNA) che contribuiscono ad aumentarne il prezzo.

3 I solari Diego dalla Palma hanno formulazioni all’avanguardia grazie a filtri UVB, UVA e IR di nuova generazione, altamente fotostabili e ad alta tollerabilità, arricchite di potenti attivatori di melanina per un’abbronzatura più rapida, uniforme e duratura. Texture confortevoli, che non creano effetto bianco e non lasciano residui oleosi e pesanti. Prodotti con alte performance ma anche attraenti, senza trascurare un’attitudine glamour tipica del marchio.

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Grazie alle domande poste per individuare il corretto solare, all’analisi dell’attitudine del cliente possono sicuramente essere consigliare creme idratanti per il viso e prodotti antimacchia. E se il consumatore è allettato dall’idea di avere un incarnato radioso, gradirà il consiglio di makeup illuminanti: all over, gloss, ombretti.

SEMPRE PIÙ S... ECURE! LA RICERCA FA PASSI DA GIGANTE A TESTIMONIARLO È SVR IMPEGNATA SU UN FRONTE ANCORA POCO ESPLORATO MA DI GRANDE ATTUALITÀ I PERTURBATORI ENDOCRINI SI TRATTA DI SOSTANZE CON CUI ABBIAMO A CHE FARE QUOTIDIANAMENTE DA SEMPRE MA OGGI RISPETTO AL PASSATO ABBIAMO ACQUISITO IL SAPERE E GLI STRUMENTI PER SENSIBILIZZARE ED EDUCARE SUL TEMA QUESTE SOSTANZE POSSONO INTERAGIRE SUL SISTEMA ENDOCRINO CON EFFETTI NOCIVI ECCO PERCHÉ SVR HA ASSUNTO L’IMPEGNO DI DIFFONDERE LA CONOSCENZA SULL’ARGOMENTO E DI TESTARE VIA VIA TUTTI I SUOI PRODOTTI SKINCARE E SOLARI I TEST SONO EFFETTUATI SUI PRINCIPALI MECCANISMI ENDOCRINI - ESTROGENICO ANDROGENICO E TIROIDEO - PER OFFRIRE AI CONSUMATORI UNA GARANZIA DI SICUREZZA IN PIÙ CON FORMULE CHE HANNO DIMOSTRATO DI NON AVERE CONSEGUENZE NEGATIVE SU TALI MECCANISMI UNA DELLE NOVITÀ SOLARI SVR GIÀ TESTATA È AD ESEMPIO SUN SECURE EXTRÊME SPF BALSAMO GEL ULTRA MAT AD ALTA RESISTENZA CHE OFFRE LA MASSIMA PROTEZIONE AGLI AMANTI DEGLI SPORT ESTREMI 82. IMAGINE


l’argomento

di Monica Caiti con la consulenza di Magda Belmontesi, dermatologa a Milano e Vigevano

abbronzatura?

una risposta per ogni cliente In profumeria le donne si attendono informazioni precise e consigli mirati su scelta e applicazione dei solari. Ecco, dunque, le 10 domande più frequenti rivolte alle loro consulenti di bellezza. magda belmontesi

1 Cosa significano le sigle che trovo sulle etichette dei solari? 6 Che differenza c’è tra filtri fisici e filtri chimici? La più comune è SPF (Sun Protection Factor), che indica la capacità schermante del prodotto dai raggi UVB, responsabili dell’eritema. Oggi è espressa in 5 classi: bassa (SPF 2-6), moderata (8-12), alta (15-25), altissima (30-50), ultra-alta (50+). A indicare, invece, la presenza di filtri UVA (causa dell’invecchiamento cutaneo) sono le sigle PPD, IPD o PA+. Nel caso siano racchiuse da un cerchio, il valore è pari ad almeno un terzo di quello UVB.

2 Prima delle vacanze, è meglio che faccia qualche lampada UV per non scottarmi? Solo in parte. Un ciclo di 5-6 lampade all’anno può aiutare soprattutto le carnagioni più sensibili. Ma non le pone al riparo dalle scottature, perché i raggi emessi dalle lampade non sono UVB, ma UVA e, di conseguenza, non proteggono la pelle da eritemi e scottature, limitandosi a stimolare solo la melanina più supergficiale. Dunque, è necessario applicare, comunque, un solare a elevata protezione.

3 Quando posso passare a una protezione più bassa? Dipende dal tipo di pelle. Se è chiara e sensibile, meglio non scendere sotto un SPF 15 e PA 6. La carnagione è mediterranea? Si possono utilizzare anche filtri più bassi, comunque mai inferiori al 6.

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Una volta abbronzata, posso fare a meno dei solari? No, perché il livello di protezione dalle radiazioni attivato da una pelle già abbronzata - cioè dal pigmento melanina - è molto più basso dello schermo garantito dai solari. Inoltre, la tintarella non difende dall’azione degli UVA e dai danni al DNA e alle fibre elastiche che questi possono provocare. Bisogna quindi continuare ad applicare i solari finché ci si espone al sole.

5 Esiste un solare a schermo totale? Teoricamente sì, un solare a schermo totale corrisponde al 50+, ma solo nelle condizioni controllate di laboratorio. Nella realtà non è così: una protezione ultra alta copre circa il 96% di raggi UV e solo il 55% dei radicali liberi prodotti da questi. In più, non scherma dagli infrarossi (IR), responsabili del calore e dei danni al derma, e dalla luce visibile. Perciò servono gli antiossidanti, come la vitamina E, associati ai filtri. Senza dimenticare che la persona applica il prodotto in modo incompleto, suda, si tocca, fa il bagno ed è soggetta agli agenti climatici. Dunque, è vietato riportare la dicitura “total block” sulle etichette dei solari.

I filtri fisici (idrossido di titanio e ossido di zinco, per esempio) riflettono i raggi come uno specchio. Al contrario, quelli chimici (come meroxil e ossibenzone) assorbono le radiazioni in modo selettivo e ne riducono l’impatto sulla pelle, grazie a una reazione chimica. In un solare efficace, dovrebbero essere presenti entrambi.

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Come posso scegliere il solare più adatto alla mia pelle? Bisogna tener conto sia del colore di pelle, occhi e capelli, sia della personale reattività al sole, con il supporto di tabelle con i cinque fototipi più comuni. Identificare il proprio aiuta a definire con più esattezza il grado di protezione richiesto dalla carnagione per un’abbronzatura perfetta e senza rischi.

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È necessario usare i solari anche in acqua? Assolutamente sì. L’intensità delle radiazioni, oltre che dall’orario, è influenzata dalla presenza di superfici riflettenti (come acqua e sabbia) che possono concentrare la potenza dei raggi solari fino all’80% (“effetto lente”). Attenzione dunque: prima di fare il bagno è importante spalmarsi la crema, ripetendo l’operazione quando si esce dall’acqua.

9 Che differenza c’è tra solari, acceleratori d’abbronzatura e autoabbronzanti? I solari con i filtri proteggono dai danni indotti dalle radiazioni UV, favorendo un’abbronzatura progressiva, dovuta alla naturale produzione di melanina da parte della pelle. Gli acceleratori di abbronzatura (con o senza filtri) si distinguono per la presenza di tirosina, in grado di stimolare la sintesi di melanina da parte dell’organismo, intensificando così il colorito. Gli autoabbronzanti, invece, non schermano dal sole, perché privi di filtri e provocano una pigmentazione superficiale, dovuta alla presenza del DHA (diidrossiacetone), talvolta mixato con l’eritrulosio.

10 Come posso conservare a lungo l’abbronzatura? Oltre ad applicare con regolarità creme protettive durante l’esposizione e successivamente un doposole lenitivo, nutriente e antietà, è bene usare esfolianti delicati su viso e corpo almeno una volta la settimana: favoriscono il distacco di cellule morte e impurità, rendendo l’abbronzatura più uniforme e duratura. E poi, no ai bagni caldi, che tendono a disidratare e desquamare eccessivamente la pelle. Meglio docce veloci, con acqua tiepida. imagine .83


FORMAZIONE di Marta Pacillo

NAÏMA & DIGITAL UN CONNUBIO VINCENTE

Nel digital journey dedicato ai futuri NaïmaLoggers, organizzato con la partnership di L’Oréal Italia, i NaïmAngels hanno appreso come diventare ambasciatori social della “bellezza secondo Naïma”. Grazie alle esperienze di digital beauty specialist e influencer

«T

hinking out of the box! è sempre stato la mia ossessione professionale: ovvero test and learn. Nel business model strategico che abbiamo creato due anni fa per Naïma le sinergie e le interazioni tra on line e off line, ovvero tra tecnologia e persone, hanno rappresentato uno dei pillar su cui abbiamo costruito il progetto. In questo contesto la nostra risorsa più importante, i NaïmAngels, sono divenuti i key driver di ogni attività. Sulla base di questa vision è nato il progetto NaïmaLoggers che ci ha consentito di raggiungere dei risultati in termini di engagement e sell out che altrimenti non saremmo mai riusciti ad ottenere seguendo le tradizionali attività», ha affermato il managing director di Naïma, Fabio Lo Prato, in apertura della giornata dedicata al progetto delle NaïmaLoggers, svoltasi il 9 aprile scorsoall’interno del futuristico e multimediale IBM Client Center milanese.

SEMPRE UN PASSO AVANTI

Di che cosa si è trattato? Innanzitutto di una vera e propria iniezione di energia ed entusiasmo! Una giornata di formazione, che ha visto riuniti i vertici dell’azienda e 200 tra ragazze e ragazzi dei punti vendita Naïma (battezzati NaïmaLoggers), che ogni giorno entrano in contatto con i

GRAZIE AL PROGETTO NAÏMALOGGERS:

300.000 ATTI DI ENGAGEMENT SU FACEBOOK E

100.000 SU INSTAGRAM. 84. IMAGINE

consumatori, qui definiti NaïmaLovers, in negozio ma anche attraverso i social, dando loro consigli, svelando segreti beauty e novità dei brand. «Visto il successo dello scorso anno in termini di engagement - ha continuato Lo Prato - abbiamo deciso di ripetere e amplificare questa esperienza proiettando oltre 200 NaïmAngels nel futuro, con una giornata interamente dedicata allo sviluppo delle più innovative tecniche di comunicazione digital che li farà diventare a tutti gli effetti i Naïma Beauty Digital Ambassador. Vederli oggi tutti qui riuniti avvalora il motto con cui abbiamo iniziato due anni fa creando il Gruppo, ovvero “#WeAreNaïma”, ponendo proprio loro al centro delle nostre strategie. È il senso del gruppo che abbiamo voluto creare insieme a tutti i soci, perché nella vita non contano i numeri ma le persone. D’altra parte, la trasformazione digitale ci riguarda tutti, imprenditori, consumatori, beauty coach, insomma qualsiasi ruolo ricopriamo. Ma non va dimenticato che essa si fonda sulle persone. Dobbiamo fornire alle nostre clienti contenuti, raggiungerle dove sono, in negozio e online, ma soprattutto creare una relazione diretta, grazie al coinvolgimento del nostro personale». E a dar ragione al manager, i numeri: in un anno, perché il progetto è stato sviluppato per la prima volta nel 2017 reclutando 30 addette alla vendita, Naïma ha raggiunto 300.000 atti di engagement su Facebook e 100.000 su Instagram. Questo la dice lunga sul “senso di ascolto attivo” in cui crede fermamente Lo Prato con il suo team, e il cui successo è ulteriormente sostenuto dai dati complessivi a partire dalla nascita di Naïma fino ad oggi, proiettati sul palco: 3.000.000 di atti di engagement su Facebook e 500.000 su Instagram.

CONTRIBUTOR ED ESPERIENZE D’ECCELLENZA

Proprio perché la forza del gruppo risiede nell’impegno che i NaïmAngels pongono giorno per giorno nell’avere un rapporto di dialogo con le loro ospiti, la giornata dedicata ai ragazzi e ragazze Naïma provenienti da tutta Italia ha visto scandirsi momenti di formazione teorica e pratica, con il contributo di relatori d’eccezione. Durante la mattina sono saliti sul palco dell’IBM Center, dapprima Claudia Magenes, Facebook Beauty Client Solution Manager, che ha illustrato le attività chiave per una strategia vincente sul social più famoso e più utilizzato al mondo. A seguire l’intervento di Elena Barolo, attrice e presentatrice TV, ma anche blogger e influencer che, partita nel 2012 con un blog focalizzato sulla moda, è poi arrivata a essere negli anni un riferimento anche per le appassionate di bellezza. A Laura Cocorempas, Google Beauty Industry Manager, è stato affidato è il compito di esplorare


FABIOLOPRATO MANAGING DIRECTORDINAÏMA EFOTO DIGRUPPOPERINAÏMANGELS DURANTEL’EVENTOMILANESE

il mondo beauty nell’ambito del motore di ricerca, con un insight sulle grandi potenzialità di Youtube. Infine, il contributo di Elena Midolo, CEO di Clio Make up, ha messo a fuoco le peculiarità che rendono il marchio una realtà oggi strutturata per presidiare con successo l’ambiente digitale nelle sue diverse dimensioni.

SPIRITODIGRUPPOE…SELLOUT

«Ho seguito le NaïmaAngels reclutate per questo progetto sin dall’inizio, nel 2017 - ci ha spiegato Domenico Nirta, business planner Naïma - quando per la prima volta di questa esperienza erano circa una trentina. In una fase di start up c’è stato molto stupore e curiosità. Non avevamo case history da seguire, abbiamo lasciato che le ragazze sfruttassero appieno la loro sensibilità e creatività con un grande margine di libertà. Questa direzione ci ha ripagati e la strategia si è mostrata vincente tanto che a oggi possiamo vantare i risultati già svelati da Fabio Lo Prato, con gli engagement su Facebook e Instagram». Come si è svolta l’interazione social nella prima edizione del progetto? «L’input che abbiamo dato - ha proseguito Nirta - era quello di fare tre post per ogni promozione che veniva fatta sul loro punto vendita. Le ragazze potevano usare sia il proprio profilo personale Face-

book e Instagram sia crearne uno ad hoc da impiegare per questa attività. I dati raggiunti non sono soltanto da pensare in termini di engagement, fronte sul quale sono stati eccellenti, ma anche in termini di reale incremento del sell out. Questo progetto, infatti, ha colto lo stimolo delle ragazze nel comunicare il brand Naïma sul web, le ha fatte sentire unite, parte di un gruppo, pur essendo provenienti da insegne diverse e da diverse parti d’Italia.

AMBASCIATRICIBEAUTY INSTOREEONLINE

Fare team building e amplificare la comunicazione online del brand Naïma, sono dunque tra gli obiettivi di questo progetto alla sua seconda edizione, numericamente molto più consistente dato che ora le NaïmaLoggers da formare sono 200 e quindi coprono circa 190 sui 216 punti vendita del gruppo. Dopo la parte teorica del corso, si sono svolti i beauty&digital master, per trasferire ai NaïmaLoggers le migliori tecniche mirate ad affinare i loro interventi digital e ottimizzare le perfomance sui social, grazie all’intervento degli esperti di due brand L’Oréal Luxe che hanno sposato il progetto: Laura Montelatici, training specialist Biotherm, e Valter Gazzano, national make up artist YSL. Un percorso di professionalizzazione che li porterà ad acquisire strumenti e contenuti digitali per assistere e fidelizzare le clienti della profumeria. 

DALLA PARTE DEI NAÏMANGELS

ELEONORA SILENZI «MILLENNIALS E CLIENTI MATURE APPREZZANO MOLTO LA NOSTRA ATTIVITÀ SOCIAL»

ELIANA PERISSINOTTO «AMO IL MIO LAVORO E AMO TRASMETTERE ANCHE ONLINE QUESTA PASSIONE ALLE CLIENTI»

GIOVANNI SPATOLA «I CONSIGLI CHE CI HANNO DATO AL CORSO SONO PREZIOSI PER CENTRARE GLI OBIETTIVI»

SIMONA LO GIUDICE «QUESTA INTERESSANTE OPPORTUNITÀ MI FA CRESCERE NELLA VITA PROFESSIONALE»

GRAZIA MITTICA «È ENTUSIASMANTE CONDIVIDERE TUTTI INSIEME QUESTA ESPERIENZA DIGITAL»

VANESSA SORRENTINO «CIÒ CHE MI HA PIÙ COLPITO SONO LE GRANDI POTENZIALITÀ DEI VIDEO SU YOUTUBE»

www.imaginebeautynews.it/archives/issues/18aprile2018 IMAGINE .85


saper vendere di Raimonda Boriani

in

4 mosse

una bocca a inchiostro Eau à Lèvres diventa come un tatuaggio. Con finish mat, nude o colore intenso. Ed è Diego Parisi, national make up artist di Clarins, a svelarne i segreti. Water Lip Stain, l’ultima innovazione firmata Clarins, è pensato (soprattutto) per le donne che non tollerano compromessi. Anche sul fronte degli “strumenti” di bellezza. Ha una texture sensoriale - oltre il 77% di acqua - a lunga tenuta e testata per resistere addirittura a 300 baci, un colore modulabile e sovrapponibile. Ed è in profumeria dalla metà di aprile: quattro colori con un prezzo consigliato di 22 euro. Qual è la sua unicità rispetto ad altri rossetti? Lo spiega Diego Parisi: «Il fatto che abbia anche un effetto di trattamento, per nulla scontato in una tinta labbra. Ad agire sono gli attivi provenienti da agricoltura biologica, che preservano idratazione e comfort, e un complesso antinquinamento».

A Che COSA SeRVe 1

Oltre al colore modulabile e alla lunga durata, svolge un’azione di trattamento in linea con la filosofia “color care” del marchio. L’aloe vera - ricca di zuccheri complessi - mantiene le labbra morbide e idratate, mentre i flavonoidi del lampone le proteggono grazie alle loro proprietà antiossidanti. Nel complesso antinquinamento, gli estratti vegetali di tè bianco, lassana, furcellaria riducono lo stress ossidativo e rilanciano il sistema antiossidante.

QUAL È IL RISULTATO 3

L’effetto è nude e mat insieme, la texture così fondente e leggera sulle labbra, da regalare una sensazione seconda pelle. Non sembra di averlo indossato, insomma. Per questo è un prodotto trasversale: adatto alle donne giovani che vogliono labbra perfette in ogni occasione, tra un selfie e l’altro, ma anche a quelle più mature, in cerca di una formula il cui colore sia fedele nel tempo, senza però rinunciare a idratazione e morbidezza.

2 COme SI APPLICA

Da sola per un finish mat no transfer. oppure come base di Jolie Rouge, per ottimizzare il risultato e aumentare la durata del rossetto. O, ancora, sotto Huile Confort Lèvres, se si ama il colore intenso ma con un effetto super glossy. Per detergere le labbra, poi, suggerisco soprattutto lo Struccante Occhi Express, una lozione bifasica senza effetto grasso che elimina ogni tipo di make up, anche i più resistenti all’acqua.

4 PeRChé SI SCeGLIe

La metafora potrebbe essere quella di un abito su misura per le labbra, dalla prima applicazione più delicata fino a quella super coprente. Altra immagine, il tatuaggio, perché l’effetto è una sorta di macchia (stain, appunto) il cui colore resiste a baci, caffè, sigarette, pausa pranzo. Per farlo provare alla cliente, suggerisco di applicare Water Lip Stain su uno scotch trasparente, come si fa con lo smalto, per evitare di lasciare la pelle macchiata.

IL CONSIGLIO IN PIÙ «Come link selling suggerisco di proporre un altro rossetto, al fine di aumentarne la tenuta. Si tratta comunque di una stesura inedita, perché va applicato al centro delle labbra, baciandole subito dopo. Per il contorno, poi, consiglio di lavorare con il pennello scarico di prodotto, così da accontentare anche quelle donne che non amano l’effetto matita. In alternativa, si può tratteggiare il contorno labbra per applicare successivamente l’Eau à Lèvres, seguita o no da altri lipstick». 86. imagine


AL VOSTRO FIANCO CON LA PASSIONE DI SEMPRE www.imaginebeautynews.it SE VOLETE RICEVERE IMAGINEBEAUTYNEWS

vai sul link: http://bit.ly/imagineform DIGITAL IL PRIMO LE TTIMANA E S E IN Z O MAGA AL MOND DEDICATO LEZZA, UN L DELLA BE NON ENTO DA M A T N I U P AP PER TUTT PERDERE I LAVORI TTI A GLI ADDE OFUMERIA. DELLA PR TAFORMA UNA PIAT IVA PER INTERATT DARE RE E PER DIALOGA ORE NUOVA AL SETT CON IL ENERGIA TI. O DI TUT T U IB R T CON ATE CONTINU CI SU: A SEGUIR OK FACEBO WS EAUTYNE IMAGINEB RAM E INSTAG NEWS EBEAUTY IN G A IM @


storie in vetrina di Giovanna Maffina

Là fuori c’è un mondo (e io lo sto intercettando) Tre negozi su strada e una piattaforma e-commerce che va con il turbo. È il biglietto da visita di Luigi Di Tano, profumiere e-tailer che nel 2019 festeggerà dieci anni della sua avventura online.

C’

è profumeria e profumeria. E ci sono imprenditori e imprenditori. Quello di cui vi raccontiamo si chiama Luigi Di Tano, è di Fasano (Brindisi) e ha due lauree. Ad un certo punto della sua vita si è trovato a un bivio: o continuare con l’attività di famiglia, la profumeria, o dedicarsi a tutt’altro, convinto che se la prima ipotesi avesse prevalso, lui i clienti non avrebbe certo aspettato che entrassero nel suo punto vendita, ma sarebbe andato a cercarli. 88. imagine

Com’è nato questo slancio verso l’online? Ad oggi, con la sua piattaforma ditano.com, lei è forse l’esempio più efficace di e-tailer della profumeria... «È nato da una scelta di vita. Nel giugno del 2004, mentre stavo per prendere la seconda laurea in economia aziendale, è mancato mio padre. Una morte repentina, purtroppo. Mi sono chiesto: che faccio? Riprendo da dove lui aveva lasciato, dai due negozi di fa-

miglia, o mi dedico ad altro? Quel che avevo chiaro in testa è che fuori c’era un mondo, milioni di potenziali clienti che aspettavano solo di essere avvicinati. Così quell’anno ho creato il mio account ebay, dove ancora mantengo tre referenze simboliche per un discorso più affettivo che altro, e ho cominciato a vendere online. Fino al 2009 sono andato avanti così. Poi, ho capito che bisognava cambiare passo». Che cosa l’ha spinta a decidere di “cambiare passo”? «La certezza di essere sulla strada giusta. Quell’anno trovai un software che mi consentiva di gestire sia la parte analogica, dunque il negozio fisico, che quella virtuale. Nacque il mio primo e-commerce, www.profumeriaditano. it. Partii da solo, da neofita, e il primo anno raggiunsi a malapena tra le 60 e le


70 vendite. Poi il business decollò, ogni anno quadruplicavo le vendite e il fatturato aumentava in modo importante. Facevo tutto da solo, caricavo i prodotti, seguivo il sito, lavoravo 14 o 15 ore al giorno...». La sua attuale piattaforma si chiama però ditano.com, perché ha deciso di cambiare? «Nel 2011 entrai a far parte del consorzio netcomm, la camera di commercio digitale italiana. Tenevo d’occhio i report del mercato digitale e tutti gli indicatori erano in crescita. Così, alla fine del 2012 decisi di passare a una piattaforma più professionale, l’attuale ditano.com, a sottolineare che non si trattava più solo di una profumeria ma di un contenitore di prodotti di lusso, un brand di riferimento per il settore, che apriva anche a tutto il mondo travel, dunque alla valigeria e alla pelletteria. Oggi, la nostra è una piattaforma duttile, che potrebbe vendere molto altro perché si è costruita nel mondo luxury una forte credibilità». Altri indicatori della sua attività? «Abbiamo quasi 14.000 feedback certificati da fidaty, con una media di affidabilità che è pari a 4,9 su 5.0 e che non è facile mantenere nel corso del tempo. Anche l’indice di riacquisto è molto elevato, mentre la frequenza di rimbalzo che indica l’atto di entrare e uscire subito dal sito è molto bassa. Più è bassa, più significa che il sito piace. Oggi il fatturato del nostro ecommerce è decisamente superiore rispetto a quello dei negozi su strada». Com’è arrivato ad avere questi risultati? «Gestiamo il cliente in modo maniacale. Abbiamo una chat dedicata, forniamo consulenze molto professionali, online e per telefono, inviamo campioni mirati, abbiamo una politica di reso trasparente e rispettiamo i tempi di consegna. Inoltre, i nostri pacchetti sono confezionati con cura, con pacco e nastro intestato. Sono particolari

luigi di tano, titolare delle omonime profumerie a brindisi

che fanno la differenza e sono indice di serietà per chi sta dall’altra parte». Una shopping experience a distanza… «Proprio così! La qualità del nostro customer service è cresciuta negli anni. Tenga presente che abbiamo clienti, tra i quali anche molti uomini e soprattutto uomini d’affari, che arrivano a spendere anche 2.000 o 3.000 euro al mese. Il nostro è un target alto spendente, che parte dai 25 anni e arriva fino ai 56 e oltre». E gli under 25? «Ci stiamo lavorando. Cerchiamo marchi che possano essere interessanti per loro. Le babyboomer, quelle cinquantenni che spendono di più, si fanno guidare e sono sensibili al consiglio, mentre la generazione delle trentenni-quarantenni è più autonoma, si muove da sola. I millennial, invece, sono un target ancora tutto da scoprire e consolidare». Che caratteristiche devono avere le persone che lavorano per lei? «Non devono necessariamente arrivare dal mondo beauty, anche perché comunque, una volta qui, seguono una formazione specifica. La gestione dell’ecommerce è separata rispetto a quella del punto vendita fisico. Il negozio digitale attualmente occupa una superficie di 400 metri quadrati, quello fisico è di circa 100. Nel primo lavorano figure con competenze specifiche per la gestione dell’online, con un’area adiacente adibita allo stoccaggio dei prodotti».

tra i nostri cLienti moLti uomini d’affari, che spendono anche fra 2.000 e 3.000 euro aL mese

Adesso l’ecommerce comincia a far gola ai profumieri... non teme la concorrenza? «Direi di no, anzi. Dai concorrenti si può sempre imparare, così come loro possono imparare da noi. È ormai chiaro che il successo del retail passa dall’omnicanalità e dall’integrazione tra online e offline. La profumeria fisica esisterà sempre e non sarà mai rimpiazzata dall’ecommerce. Non è certo un caso che Amazon qualche anno fa abbia deciso di aprire dei negozi su strada. Io stesso, per rassicurare la clientela, ho installato sulla mia scheda google il virtual tour della mia profumeria fisica, perché chiunque possa visitarla. Poi c’è il servizio pick-up instore, per cui puoi ordinare online e ritirare in negozio. La dimensione fisica e quella virtuale si integrano perfettamente». Sia sincero... le aziende l’hanno subito seguita nel suo progetto online? «Agli inizi è stata piuttosto dura. I primi a entrare sono stati Procter&Gamble, L’Oréal Luxe, Coty e Collistar. Poi, pian piano, sono arrivati tutti gli altri. Tranne uno che ancora non c’è, ma non perché non soddisfiamo i suoi parametri qualitativi». Una volta che il cliente compera, come riuscite a fidelizzarlo? «Abbiamo dei sistemi di elaborazione che tracciano il profilo del suo percorso, vediamo dove si ferma, cosa gli piace guardare. Sono software sofisticati che ci consentono di fare un’attività di marketing customizzata, con email profilate sui suoi gusti d’acquisto». Come funziona invece il plug in di Amazon? «Amazon pay è un tool di registrazione automatica che il cliente di Amazon attiva sulla nostra piattaforma. In sostanza, compera sul nostro sito ma effettua il pagamento tramite Amazon». Amazon and co. sono però viste un po’ come grandi bazaar. Non teme che quest’associazione la penalizzi? «Affatto. Anzi, Amazon ha visto in noi un partner serio e affidabile, in grado di offrire un servizio a cinque stelle ai suoi clienti. E noi abbiamo visto in Amazon il sigillo della nostra efficienza. Molti si loggano con le credenziali di Amazon e poi comprano su di noi, l’avere un plug in Amazon è indice di sicurezza. Significa che siamo efficienti in tutto. E di questi tempi, specie sull’online, l’efficienza è tutto». n imagine .89


AFFINITÀ ELETTIVE di Ivan Pestillo

NON SOLO

CONVENIENZA... ... ma anche formazione per il personale di vendita e coccole per le consumatrici. Sono i plus di Ingromarket e dei suoi drug-store Proshop e Shuki. Di cui parla Carla De Martino.

N

ato 18 anni fa, oggi il Consorzio Progetto2000 è uno dei leader del canale dei drug-store, soprattutto nell’area centro-meridionale del Paese. Di questo fa parte anche la Ingromarket Srl di Pastorano, in provincia di Caserta, con le sue due insegne, quella storica Proshop e quella più giovane Shuki. Proprio su quest’ultima oggi la società punta in modo particolare, cercando di attrarre il consumatore non solo con la convenienza ma con tutta una serie di servizi che, a settembre, vedranno anche l’arrivo di una piattaforma di e-commerce. A raccontarcelo è Carla De Martino, direttore marketing e commerciale di Ingromarket. Cominciamo con il presentare Progetto2000 e le sue insegne... «Il Consorzio Progetto2000 è costituito da tre soci principali. Oltre a noi di Ingromarket, anche New Grieco e Petrillo che, da sempre operanti nella distribuzione all’ingrosso, 18 anni fa hanno voluto creare una catena di negozi specializzati nella cura della casa, della persona e del pet food. Ancora oggi l’80% del nostro fatturato è rappresentato dall’attività all’ingrosso, ma ci stiamo espandendo

Quanti sono, invece, i negozi Proshop? «Ingromarket oggi conta 42 negozi a insegna Proshop. In totale, a livello nazionale, i negozi Proshop sono ben 500. Deteniamo una quota di mercato molto importante con una penetrazione maggiore nel Centro e nel Sud d’Italia».

notevolmente anche sul fronte retail. E, mentre i miei soci New Grieco e Petrillo operano soprattutto mediante gli affiliati all’insegna Proshop, Ingromarket ha lanciato anche una seconda insegna che si chiama Shuki con cinque negozi, tutti di proprietà nella regione Campania, caratterizzati da una superficie media di 250 metri quadrati nella quale offriamo circa 9.000 referenze. Abbiamo un progetto di apertura di sette negozi l’anno».

PENSIAMO ANCHE AI CLIENTI GIOVANI, CON STORE SU MISURA

Quali sono le differenze tra le insegne Shuki e Proshop? «Proshop è un’insegna gestita dagli affiliati e, come tale, non ha un’identità omogenea su tutto il territorio. Ogni affiliato tende a farla sua e a cambiare alcuni connotati, nei limiti del possibile. Shuki, invece, è un concept più giovane, fresco e colorato, che si rivolge alle clienti trendy. Inoltre, in quanto insegna di proprietà ha delle caratteristiche ben precise che si ritrovano in tutti i negozi e che quindi vengono riconosciute con maggiore velocità dal consumatore. Tutti gli store Shuki sono accomunati dalla stessa ambientazione, dal visual, dall’assortimento e dalle politiche commerciali». Quali sono le categorie principali presenti nei vostri negozi? «Nonostante la nostra forza nell’ambito dei prodotti per la cura della casa e della persona, abbiamo un assortimento di toiletries e profumeria molto importante, con tanto di spazio dedicato ai prodotti ‘verdi’. A queste due categorie abbiamo aggiunto anche il pet food per approfittare del fatto che i nostri negozi sono tutti di prossimità». Quindi sono negozi di quartiere? «I nostri negozi diventano un punto di riferimento all’interno del quartiere in cui sono situati, soprattutto per le ca-


ALCUNI PUNTI VENDITA SHUKI OLTRE AI PRODOTTI PER LA CURA DELLA PERSONA E DELLA CASA QUESTI NEGOZI HANNO UN AMPIO ASSORTIMENTO DI PROFUMERIA CON TANTO DI AREA DEDICATA AI COSMETICI GREEN SIA SHUKI SIA PROSHOP HANNO ANCHE UN SITO WEB DI FACILE NAVIGAZIONE

salinghe. Nel Sud Italia, quella della prossimità è ancora un’area di business interessante. Oggi, però, non si possono registrare consumi soddisfacenti puntando soltanto sul bacino delle persone che vivono nel quartiere: c’è bisogno anche di tanto traffico. Per questo la scelta della location diventa fondamentale. Non è un caso che i nostri negozi situati all’interno dei centri commerciali diano grandi soddisfazioni». Quali sono gli strumenti con i quali vi rivolgete al consumatore? «Per comunicare con il consumatore finale mettiamo in campo diverse attività molto importanti. Non è solo una questione di convenienza. L’attività promozionale delle grandi marche che presidiano questo canale fa sicuramente la sua parte, ma ci piace coccolare le clienti che entrano nei nostri negozi anche con concorsi, short collection, fidelity card,

omaggi, sessioni make up e consulenze; siamo anche molto veloci nel proporre le novità rispetto ad altri concorrenti. Tutto ciò rappresenta un valore aggiunto, soprattutto se si considera che dobbiamo difenderci dai supermercati che utilizzano le nostre stesse categorie per generare traffico». Quindi il vostro personale è molto preparato. Immagino organizziate corsi di formazione... «Il nostro personale di vendita è costantemente formato e aggiornato. Abbiamo un parco di circa 130 fornitori di cui l’80% è rappresentato dalle multinazionali che formano direttamente le vendeuses sui loro prodotti. Noi, invece, ci occupiamo delle tecniche di vendita a livello di formazione interna. Avendo così tante categorie merceologiche all’interno di un unico spazio, è fondamentale che chi vende conosca bene i prodotti,

siano questi detersivi piuttosto che creme antietà». Quali sono i vantaggi per gli affiliati a Proshop? «Godono di diversi vantaggi a livello di assortimento e visibilità. La cosa più importante è che sviluppiamo per loro attività commerciali e di marketing che non riuscirebbero a fare da soli». A proposito di concorrenti, quali temete di più? «I player del mercato che, per così dire, mi preoccupano sono proprio i miei colleghi del drugstore. Ma ciò che mi fa riflettere maggiormente è il cambiamento del consumatore che diventa sempre più trasversale perché sa bene quali sono i canali più convenienti per una certa tipologia di prodotto. Tutto questo quindi ci deve spingere a superarci ogni volta per non deluderlo mai!».  IMAGINE .91


FIERE E SALONI di Ivan Pestillo

GIÀ DIECI ANNI TRA ARTE E PROFUMO

Esxence festeggia una decade di successi. Con alcuni degli espositori storici e tante new entry in cerca di nuove opportunità di business.

NELLE FOTO DI GABRIELE BASILICO L’INGRESSO DI ESXENCE E UNA “DEGUSTAZIONE” OLFATTIVA

A

ndato in scena lo scorso aprile, quest’anno il salone milanese della profumeria artistica Esxence ha festeggiato dieci anni in grande stile. A parlare sono i numeri registrati dentro l’imponente The Mall, nel centralissimo quartiere Porta Nuova del capoluogo lombardo, che ha ospitato la manifestazione: 220 marchi espositori (+3,6% rispetto al 2017) di cui il 65% provenienti dall’estero e un incremento del 10% dei visitatori (tra buyer, operatori del settore, stampa e pubblico) rispetto all’anno scorso. «Abbiamo creato il culto della profumeria d’autore - afferma Maurizio Cavezzali, cofondatore di Esxence - e oggi il mondo ci guarda per capire quali siano le tendenze e i maggiori player del mercato». I guru della profumeria d’arte e i più autorevoli

IMMANCABILE UNSCENT! COME OGNI ANNO IN OCCASIONE DI ESXENCE INTERTRADE GROUP HA ORGANIZZATO “FUORI SALONE” UN NUOVO APPUNTAMENTO CON UNSCENT DAL TITOLO D PERFUME ANATOMY PER LA SUA EDIZIONE NUMERO L’EVENTO HA COINVOLTO I VISITATORI ALL’INTERNO DI UN VIAGGIO ALLA SCOPERTA TRIDIMENSIONALE DELL’ANATOMIA BOTANICA NELLA TRASPOSIZIONE VISIVA DELLA PERCEZIONE OLFATTIVA PER FARLO CELSO FADELLI PRESIDENTE DEL GRUPPO HA AFFIANCATO AI MARCHI DEL SUO PORTAFOGLIO LE OPERE DI ANATOMIA ORGANICA BOTANICA DELLA TALENTUOSA ARTISTA PAOLA TASSETTI PRESSO L’AVERY PERFUME GALLERY EXCELSIOR IN GALERIA DEL CORSO A MILANO

protagonisti del settore hanno preso parte ai 18 convegni e workshop offerti dal calendario eventi. «Esxence è diventato un importante punto d’incontro e incubatore di opportunità: questa fiera ha visto crescere i fatturati del settore a due cifre durante i dieci anni in cui ne è stata la guida», sottolinea un altro co-fondatore della manifestazione, ovvero Silvio Levi di Calé. E, se in Italia il mercato della profumeria artistica è già ben consolidato (nel 2016 valeva già il 2% del faturato beauty complessivo nazionale), ci sono Paesi che non hanno ancora visto fiorire questa categoria e che a Esxence possono trovare numerosi spunti. Sono ben 63 i marchi che quest’anno hanno esposto per la prima volta i loro prodotti a Milano, animando la città dentro e fuori dal salone. 


VISTI A ESXENCE: COMPOSIZIONI INNOVATIVE E FLACONI ORIGINALI

ATKINSONS 1799 La fragranza della Legendary Collection che reinterpreta in chiave moderna i capolavori di James Atkinsons.

I PROFUMI DEL MARMO Bugia, jus dalle note boisé e flacone col tappo scultura ispirato a Pinocchio e firmato dall’artista Francesco Siani.

I PROFUMI DI D’ANNUNZIO L’emozione di un incendio amoroso ispira Il Fuoco, con le sue calde note di rum, cognac, pepe e patchouli.

LAURENT MAZZONE Con la collezione Radikal, profumo, musica e filosofia si fondono in tre estratti di profumo al 20%.

NON SOLO PROFUMI... Negli spazi Esxkin di Esxence, anche i dentifrici naturali Lebon e i solari Coola, a base di ingredienti bio.

ATELIER DES ORS Nuova arrivata, la Collezione Bianca con tre fragranze poco concentrate che invitano alla ricerca della felicità.

RANCÉ 1795 Con il suo jus aromatico, Eau Sublime reinterpreta l’eau de toilette creata nel 1801 per Joséphine Bonaparte.

BLEND OUD Terza collection del brand, la Voyage è un itinerario olfattivo in quattro tappe alla scoperta dell’Africa.

CALÉ Ambiguo e rarefatto, Sottosopra sfrutta differenti geometrie olfattive per disorientare con piacere.

www.imaginebeautynews.it/archives/issues/11aprile2018

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DOMANDA E RISPOSTA di Ivan Pestillo

FRAGRANZE PREZIOSE RACCONTANO UNA LUNGA CARRIERA Come tradurre 40 anni di esperienza nel settore delle fragranze in due linee di profumeria artistica. Intime e personali.

Q

uello di Enzo Galardi è un nome molto conosciuto nel settore. Unico erede della famiglia Galardi a continuare la passione del nonno Guido, Enzo ha creato marchi di profumeria artistica come Bois 1920, Profumo di Firenze, Baldi 1867 e Olfattology, oltre ad aver collaborato con prestigiose maison come Damiani. Oggi, però, porta sul mercato due progetti diversi, perché più intimi e personali. Sono le linee di profumi Antiqua Firenze e Io•Ko 1954, che lo rappresentano come mai prima d’ora. E a parlarcene è lui stesso.

IL NUOVO JUS I IOKORO CON IL SUO FLACONE PREZIOSO E LE NOTE AVVOLGENTI

Ci racconta come sono nate Antiqua Firenze e Io•Ko 1954? «Queste due linee mi sono costate un anno e mezzo di lavoro ma ne è valsa davvero la pena. Al loro interno c’è tutta la mia anima e l’expertise di 40 anni in questo settore. Antiqua Firenze è un progetto che avevo in mente già da tempo. Ma solo recentemente ho avuto la possibilità di concretizzarlo, realizzando una collezione di fragranze per i veri amanti della profumeria artistica. Io•Ko 1954 è invece nata giocando con il mio pseudonimo e l’anno della mia data di nascita. Ogni fragranza ha un nome particolare, preceduto dalla lettera “I” e da un punto. Mi piace questa punteggiatura, evoca il mondo degli iPhone, di qualcosa che è tecnologico e alla moda». Entrambe le linee sono state curate in ogni dettaglio… «Per le due linee mi sono concentrato su ogni particolare, pur rimanendo fedele a un gusto minimal. Io•Ko 1954 è una collezione di sei fragranze estreme che ereditano tutta la passione di mio nonno per i profumi. Al loro interno ci sono le materie prime più preziose e qualitative. Antiqua Firenze conta invece nove fragranze, più in linea con

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il posizionamento della nicchia. I loro flaconi sono tutti neri, con una finitura di tipo ardesia». Ci parla della novità relativa alla linea Io•Ko 1954? «La nuova fragranza si chiama I•Iokoro e ha una connotazione molto femminile. Nel suo jus, la rosa si fonde con legni preziosi e bacche di ginepro. Anche il suo packaging è molto prezioso, di color oro dai mille riflessi, con il nome tempestato di cristalli Swarovski. Questo prezioso flacone è stato realizzato da un maestro vetraio con foglie d’oro. Una lavorazione artigianale che rappresenta sicuramente un valore aggiunto!». Qual è la vostra distribuzione attuale? «Abbiamo già coperto buona parte dell’Europa, del Medio Oriente e della Russia. Nel giro di un paio d’anni pensiamo di arrivare a una cinquantina di punti vendita in Italia. Miriamo a una distribuzione selettiva ed esclusiva». E come vengono presentate le due linee sul punto vendita? «Entrambe le linee arrivano in store con una serie di supporti che le valorizzano: campioncini, espositori, cartelli vetrina, shopper. Abbiamo pensato proprio a tutto, nei minimi dettagli». 


PER FAR SENTIRE LA VOSTRA VOCE SCRIVETE A: FENAPRO, CORSO VENEZIA 49 - 20121 MILANO MAIL: FENAPRO@FENAPRO.IT WWW.FENAPRO.IT

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N. 2018

PRESIDENTE: MICHE NGELO LIUNI

FENAPRO

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A CURA DI GIOVANNA MAFFINA

FONDO FOR.TE: È FINALMENTE ARRIVATO IL FINANZIAMENTO!

CHE COS’È IL FONDO FOR TE

For.Te è il Fondo paritetico per la formazione

DI MICHELANGELO LIUNI

È fa a. Il Fondo For.Te ha creduto in noi e nel nostro Beauty Coach, tanto da decidere di finanziare con 200mila euro il nostro piano formativo. La soddisfazione è doppia. Da un lato, perché riconosce e premia l’impegno di un’equipe che per mesi ha lavorato du-

BEAUTY COACH RIPARTE DA 200.000 EURO

ramente a che il progetto prendesse forma e sostanza. Dall’altro perché rappresenta un’opportunità straordinaria per tu i i profumieri che potranno, a costo zero, stante l’unica condizione di essere iscri i al Fondo For.Te, usufruire di un supporto formativo “chiavi in mano” e di altissimo livello, da articolare, eventualmente, anche a raverso sessioni in loco, cioè da programmare dire amente presso le singole aziende che ne faranno richiesta. Un’opportunità da prendere al volo! Definiti la calendarizzazione dei corsi e il programma delle 34 ore di formazione, si entrerà nella fase

operativa, con una prima tappa a Milano, da fissare entro la seconda metà di luglio. I docenti della Shackleton sono già al lavoro. Ci tengo, poi, a darvi un’altra bella notizia. Il Consorzio Arcobaleno con l’insegna Chicca Profumerie diventa cliente della MIP. La scelta di avvalersi del sistema gestionale della nostra società informatica, di una realtà di distribuzione così importante, è la conferma dell’efficacia del nostro programma, che in oltre 30 anni di vita ha saputo crescere con la profumeria, diventando uno strumento indispensabile per la gestione del business di tui noi.

continua dei dipendenti delle imprese che operano nel terziario, commercio incluso. Riceve e ridistribuisce le risorse dedicate alla formazione, che le imprese devono destinare per legge allo scopo. Le aziende del se ore privato, le società pubbliche e quelle esercenti i pubblici servizi, infa i, devono obbligatoriamente devolvere lo 0,30% del monte salari ad a ività formative, con la possibilità di scegliere se indirizzare le risorse verso un fondo interprofessionale, come For.Te, appunto, o se lasciarle automaticamente alle casse dell’Inps e alla gestione del sistema pubblico, senza la capacità, in quest’ultimo caso, di intervenire sul loro utilizzo. Aderendo al fondo, invece, ogni azienda diventa protagonista della propria formazione e può partecipare dire amente alle scelte e alla gestione dei proge i e delle a ività.

GRANDE SODDISFAZIONE E GRATITUDINE PER CHI HA CREDUTO NEL PROGETTO IMAGINE .95


FENAPRO

BEAUTY COACH, STA PER (RI)PARTIRE DA MILANO LA SESSIONE ESTIVA IL PROGETTO DELLA FENAPRO HA I FONDI NECESSARI PER POTER PROSEGUIRE NELL’OPERA DI PROFESSIONALIZZAZIONE DEL CANALE, INIZIATA LO SCORSO FEBBRAIO A TORINO. A BREVE IL RIAVVIO.

Ci siamo! La notizia che da qualche tempo la Fenapro aspe ava è arrivata ed è più che positiva. Nelle casse della Federazione confluiranno 200mila euro da parte del Fondo For.Te., il Fondo Paritetico per la formazione continua dei dipendenti delle imprese che operano nel terziario. Serviranno, tu i, per supportare economicamente Beauty Coach, il grande piano di professionalizzazione ideato e fortemente voluto dalla Fenapro. E ora? Si parte, certo. C’è tempo un mese per mettere in moto la macchina organizzativa. Sul pia o, ricchissimo, 288 persone da formare nei prossimi mesi. Come ci racconta Michelangelo Liuni. Complimenti, ce l’avete fa a! La risposta si è fa a un po’ a endere, ma immagino che la soddisfazione sia grande. «Assolutamente sì. Il nostro proge o è arrivato terzo tra i se e che

ADERITE

NUMEROSI AL FONDO FOR.TE! 96. IMAGINE

MICHELANGELO LIUNI

sono stati selezionati in ambito nazionale. Non penso di peccare di presunzione nell’affermare che avevamo il sentore che la nostra proposta sarebbe stata tra quelle vincenti. Volevo, anzi, cogliere l’occasione per ringraziare tu i coloro che hanno reso possibile questo risultato. A cominciare dalla segreteria Fenapro, con Paola Mondino che ha veramente fa o un importante lavoro di coordinamento oltre, naturalmente, al segretario Mario Verduci e a tu o lo staff. Un grande grazie anche alla società di consulenza Shackleton Consulting, con Nicola Posa, Alessia Zuzio e Pier Paolo Pessina e a Maria Milone, del Tra o d’Unione, l’associazione che ci ha sostenuto nella fase propedeutica di presentazione del nostro piano formativo».

Era la seconda volta che presentavate il proge o, se non erro… «Proprio così. La prima volta, pur avendo avuto il consenso unanime, era stato scartato per una questione più politica che di contenuti. La commissione che presiede al fondo aveva ravvisato la necessità che creassimo a orno all’iniziativa una rete di endorsement, di partnership con enti esterni alla Fenapro. Che sono poi, in un secondo tempo, arrivati: l’Accademia del Profumo, l’Università di Bari e il Politecnico di Milano». E adesso, come vi muoverete? «A partire dal 6 aprile, che è il giorno in cui ci hanno comunicato la notizia, abbiamo tempo un mese per pianificare tu a l’a ività. Il piano prevede la formazione di 288 persone, riprendere-

mo il giro che ha coinvolto Torino, Milano, poi Padova, Bologna, Bari, Genova eccetera. Seguiremo la calendarizzazione dei mesi scorsi e aggiungeremo, se possibile, altre tappe a quelle già fissate. Riprendiamo da dove avevamo lasciato e, come promesso, a quella prima giornata formativa itinerante, aggiungeremo le altre a completamento del corso. Saranno in tu o cinque incontri di sei ore l’uno, più altre qua ro di formazione a distanza sulla sicurezza dei luoghi di lavoro». Per i profumieri è un’opportunità straordinaria… «Assolutamente sì. Anche perché, oltre alla calendarizzazione delle

tappe in tu a Italia, abbiamo previsto anche delle sessioni formative da tenere presso la sede delle aziende che ne faranno richiesta. E che avranno spazi e stru ure idonee a poter ospitare il corso. Il tu o gratuitamente, previa iscrizione al Fondo For. Te. A conclusione, rilasceremo un a estato personalizzato, siglato da Fenapro e dall’azienda partecipante, con il sigillo del patrocinio di For.Te. I nostri saranno moduli flessibili, con un impianto di base da integrare con contributi aziendali. Potenzialmente, il bacino da formare è molto ampio: i dipendenti del sele ivo aderenti al Fondo sono circa un migliaio. Si tra a soltanto di coinvolgerli!».

Il progetto visto da un associato «La scelta di investire sui corsi di formazione è fondamentale per lo sviluppo del canale che fle e da anni sia a valore sia a volumi», ci dice Giuseppe Squillace di Naima. «La formazione dei dipendenti rappresenta senza alcun dubbio il nostro valore competitivo, ciò che fa la differenza con gli altri competitor. La crescita professionale delle risorse umane rappresenta, sopra u o nel nostro canale, il valore aggiunto per invertire la ro a e tornare a guadagnare quote di mercato. Il suggerimento che mi sentirei di dare è quello di insistere anche nell’a ività di formazione ai titolari in maniera costante. C’è la necessità condivisa di rispondere velocemente alle esigenze di un consumatore profondamente cambiato».


FENAPRO

ORA SI ENTRA NELLA FASE OPERATIVA MARIA MILONE, DELL’ENTE TRATTO D’UNIONE, HA FATTO E FARÀ DA MENTORE ALLO SVOLGIMENTO DEL NOSTRO BEAUTY COACH.

Si è svolto a Milano, lo scorso 19 aprile, l’incontro tecnico con Maria Milone, dire ore dell’ente di formazione Il Tra o d’Unione, che ha affiancato la Federazione nell’a ività che ha preceduto la presentazione di Beauty Coach al fondo For.Te. Come siete arrivati a conoscenza del proge o? «È stata la stessa Confcommercio a coinvolgerci. Il nostro è un Ente che affianca le aziende, private e pubbliche, nel reperimento di finanziamenti pubblici a sostegno di a ività formative. Il proge o ci è parso da subito molto interessante. L’obie ivo è di arrivare al riconoscimento di una figura professionale, quella del beauty coach di profumeria, appunto, al momento inesistente». Il proge o è arrivato terzo in graduatoria fra i se e selezionati, esa o? «Sì, proprio così. È un risultato importante che premia un lavoro di squadra durato mesi e mesi e poi confluito nella presentazione del proge o a For.Te lo scorso novembre». E adesso quale sarà il vostro compito? «Faremo da ponte tra Fenapro e Fondo

percorso formativo? «Il personale di vendita di tu e le aziende iscri e al Fondo For.Te. Questa è l’unica condizione indispensabile».

MARIA MILONE

For.Te, fornendo alla Federazione il nostro sostegno consulenziale e formativo». Chi potrà usufruire del

Quali saranno gli argomenti tra ati? «D’accordo con la Shackleton, abbiamo messo a fuoco vari item, che vanno dalla sviluppo delle abilità personali all’approfondimento delle tecniche di vendita e di marketing, sino alle tecnologie di produzione e alla conoscenza del contesto lavorativo».

ADERIRE AL FONDO FOR TE È SEMPLICE E GRATUITO Ecco come fare. Dovrete ricordare al vostro consulente del lavoro (in sostanza, chi si occupa dell’elaborazione delle buste paga per la vostra azienda), che al prossimo invio del modello UNIEMENS (ex DM/10) dovrà apporre il codice di adesione FITE nella sezione Posizione Contributiva, quindi indicare il numero dei dipendenti (quadri, impiegati e operai) interessati dall’obbligo contributivo. Qualora, invece, aveste aderito con la vostra azienda ad altri Fondi è necessario indicare prima il codice di revoca REVO e, so o, il codice di adesione FITE sul modello INPS, sempre riportando il numero di dipendenti dell’azienda. Da ultimo, quando vi arriverà copia della denuncia contributiva a estante l’adesione al Fondo, dovrete comunicarlo alla segreteria della Fenapro.

REGOLAMENTO EUROPEO SE NE PARLA IL 22 GIUGNO

ARCOBALENO DIVENTA CLIENTE DELLA MIP È UFFICIALE ANCHE

Il rinnovo del Regolamento Europeo entra in una fase cruciale, anche con il IL CONSORZIO

deciso contributo della nostra Federazione, che ha deciso di farsi promotrice, per il prossimo 22 giugno, di un importante convegno a Milano. L’obie ivo è ambizioso, non ne fa mistero Mario Verduci: «Vogliamo venga ricordato come l’incontro in cui sono state definite le basi del nuovo impianto normativo del sele ivo europeo. Sarà l’occasione per coinvolgere, oltre a tu i i rappresentanti delle varie federazioni di profumeria membri della FEPD, anche figure di grande caratura del se ore. Li abbiamo già individuati. Proprio il Regolamento di distribuzione sele iva europeo è stato recentemente ogge o di studio di due esperti, due docenti universitari che volevamo coinvolgere tra i relatori e che abbiamo ufficiosamente conta ato proprio in questi giorni Insieme a loro, vogliamo coinvolgere sia il responsabile della Divisione Concorrenza a Bruxelles, che ha già confermato la propria presenza, sia il Presidente del Tribunale di Milano». Sarà un confronto di altissimo profilo, dove giuristi e tecnici saranno chiamati a diba ere entrando nel merito di un tema di grande a ualità. «Definire il nostro un semplice contra o di compravendita è ridu ivo - prosegue Verduci -. Il bene di lusso non può avere lo stesso tra amento giuridico di un qualunque altro bene di consumo, in quanto si carica di valenze e fa ori intangibili, come il servizio, la consulenza, la comunicazione e, in generale, tu o il sostegno di professionalità e competenza che il distributore veicola nella vendita del prodo o e che impongono riflessioni di tu ’altro genere».

ARCOBALENO CON L’INSEGNA CHICCA PROFUMERIE ENTRA NELLA GRANDE FAMIGLIA MIP E SI SERVIRÀ DEL SISTEMA GESTIONALE DELLA SOCIETÀ INFORMATICA DELLA FENAPRO CON I SUOI PUNTI VENDITA E LE SUE RAGIONI SOCIALI IL CONSORZIO È TRA LE REALTÀ DI MAGGIOR PESO DELLA NOSTRA PROFUMERIA

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FENAPRO

SCEGLI MIP ED EOLO? ECCO I VANTAGGI ■ Gestione

movimentazione abbinata all’utilizzo della penna o ica e del palmare (senza filo) per vendite e inventari, con ricerca articolo per descrizione e possibilità di stampare scontrini fiscali e non, riepiloghi e documenti su modulo personalizzato. ■ Gestione marchi con aggiornamento dati e sconti vendita di gruppo. ■ Anagrafica articoli con selezione per referenza, barcode e descrizione, tre possibili fornitori per prodo o e relativi costi d’acquisto, calcolabili per marchio o linea. ■ Gestione ordini a fornitore e impegnato su negozio con evasioni parziali tramite penna o ica e stampe di controllo. ■ Gestione clienti con codice tessera cliente modificabile, calcolo punti sullo scontrino non fiscale e definizione premi su più livelli. ■ Stampe statistiche, movimenti, storici venduto e acquistato per ciascun prodo o, giacenze e so oscorta, con possibilità in vari formati. ■ Aggiornamento automatico anagrafiche ordinate per linea, programmi e dati tramite rete locale o internet. I PLUS DI ESSERE BANCA DATI Se sarai selezionato per la formazione del panel statistico della profumeria italiana, usufruirai di vantaggi economici esclusivi come l’assistenza software telefonica, l’aggiornamento anagrafiche e di programma tu i gratuiti.

GURYOU THE INTERNET OF WELLNESS

Torniamo su Guryou, the Internet of Wellness (www.guryou. com), la pia aforma nata per aggregare e dare visibilità a chi opera nel mondo del benessere, di cui anche le profumerie sono parte.

Il team di Guryou, che lavora in sinergia con la segreteria della Fenapro, ha già fa o un giro di telefonate agli associati e raccolto le prime adesioni alla pia aforma, alla quale potersi iscrivere anche gratuitamente.

CAMPAGNA DI CANALE, IN ARRIVO LA DECISIONE

La pia aforma offre la possibilità di affacciarsi al mondo della rete, utilizzando uno strumento che può moltiplicare accessi e conta i, dunque visibilità, proponendo e rendendo disponibili, a raverso una “pagina bianca” propria da riempire, tu i i servizi, eventi, novità prodo o, promozioni e così via, che riguardano il tuo punto vendita e in cui far confluire blog, sito web e tu i i social che normalmente utilizzi per promuoverti. Uno spazio fluido da gestire in totale autonomia, insomma.

ECCO IL GRUPPO DI CONTATTO

DOPO LA RIUNIONE DEL 10 APRILE È EMERSA UNANIMEMENTE DAL GRUPPO DI CONTATTO DELLA CAMPAGNA DI CANALE. LA RICHIESTA DI APPROFONDIMENTO SU ALCUNI TEMI RIMASTI IN OMBRA NELLA PRIMA PRESENTAZIONE. APPUNTAMENTO PROPRIO IN QUESTO MESE DI MAGGIO.

Ve lo avevamo preannunciato: lo scorso 10 aprile

si sarebbe svolto l’incontro con le qua ro agenzie di comunicazione in gara per presentare le rispe ive creatività sulla campagna di canale. L’incontro c’è stato e delle qua ro agenzie coinvolte ne sono rimaste due: la Lorenzo Marini Group e la Casiraghi Greco &. Entrambe dovranno lavorare alla ridefinizione dei contenuti espressi il 10 aprile, affinandoli secondo le seguenti indicazioni. 1. Creare un simbolo che valorizza e identifica il canale di profumeria. 2. Come portare gente in profumeria? È questa la principale motivazione della realizzazione della campagna pubbli-promozionale. Che fare? Quale claim/ slogan/parole usare perché la gente abbia voglia di ritornare o andare in profumeria? Quale la “call to action”, la motivazione a entrare in profumeria? 98. IMAGINE

3. Rimodellare il budget a 500.000 euro, IVA esclusa, tu o compreso (produzione, media eccetera).

4. Prevedere store locator per gli aderenti alla

campagna. 5. La maggior parte delle profumerie svolge già autonomamente una propria intensa a ività di marketing volta a fidelizzare la clientela (fidelity card, sito eccetera). Bisogna evitare, dunque, che tu a la simbologia e le azioni di marketing della campagna si sovrappongano, oscurino, duplichino o depersonalizzino l’identità di ogni singola insegna. Non bisogna incorrere nell’omologazione dei punti di vendita aderenti, ma bisogna valorizzare il canale versus altri competitor di bellezza o di “entertainment” (Pandora, Zara, Apple). 6. Il kick-off della campagna di canale dev’essere supportato da un evento tipo “la Beauty Week” in profumeria, ripresa poi dalla campagna.

Il gruppo è formato da rappresentanti della distribuzione e dell’industria: Piero Amore i, Mara Zano o, Fabio Lo Prato, Guliano Prospero Cannella, Ulrika Wikstrom, Dario Belle i, Jean-Luc Michelot, Gian Andrea Positano. Oltre a Michelangelo Liuni e Mario Verduci.


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