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ilTUSCOLO Mensile a diffusione gratuita diretto da Fabio Polli
ANNO 26° - N. 214
AGOSTO 2019
FRASCATI • GROTTAFERRATA • MONTE PORZIO • MONTE COMPATRI • ROCCA PRIORA • ROCCA DI PAPA • COLONNA
COLONNA
ROCCA PRIORA
FRASCATI
ROCCA DI PAPA
MONTE PORZIO
Nubi, acqua e terremoti, duro inizio per Giuliani
Ormai è lei la regina degli eventi estivi
Dessì: Frascati in dissesto per Mastrosanti
La comunità è ferita ma non sarà mai doma
Pulcini al lavoro, settembre è vicino
I cambiamenti climatici stanno mutando il volto alle stagioni ma sono cambiate anche le abitudini
C’era una volta l’estate italiana Il periodo delle ferie registra cali di presenze ovunque, male anche ai Castelli CASTELLI - «Cerco l’estate tutto l’anno e all’improvviso eccola qua, lei è partita per le spiagge e sono solo quassù in città». Cosi cantava un tempo Adriano Celentano, ma la canzone, Azzurro, l’aveva scritta Paolo
Conte e avrebbe voluto fosse anche meglio considerata rispetto a quanto accadde, diventando un inno delle estati più felici. Soprattutto divenne per qualcuno un «inno alla noia». Ma anche quella aveva il suo senso
compiuto perché annoiarsi serve per ricaricare le pile in attesa del nuovo anno di lavoro Altri tempi, altre stagioni, altre estati. Quando le città si svuotavano perché tutti se ne andavano al mare o in montagna e i monumenti, le piazze, le panchine dei parchi diventavano preda dei tanti turisti che invadevano l’Italia. Quelli che amavano le città d’arte. Gli altri, quelli più giovani, da ogni parte d’Europa si riversavano sulle nostre spiagge, in particolare sulle romagnole. Oggi tanta meno gente e si dà la colpa alla crisi , ma siamo sicuri che sia solo questo il motivo?
PARCO DEI CASTELLI ROMANI I consigli utili per evitare lo scontro con i cinghiali PRESENTATI I NUOVI BANDI Agricoltura e turismo, dal GAL fondi per 3,1 milioni GROTTAFERRATA Alessio Conti, quella luce che dà il senso alla vita
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CASTELLI
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numero 214 agosto 2019
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Solidarietà
E’ Matteo Martini il nuovo presidente di Frascati Scienza
Chef 4 Frascati fa il pieno di bontà per l’Isola che c’è
FRASCATI - Matteo Martini è il nuovo presidente dell’associazione Frascati Scienza, votato all'unanimità dal consiglio direttivo, successore di Roberto Mastrosanti. Alla presidenza dell'associazione, quindi, «torna la ricerca». Il nuovo presidente è infatti professore associato di Fisica sperimentale e direttore del dipartimento di Fisica nucleare, subnucleare e delle radiazioni all'Università Guglielmo Marconi di Roma. Inoltre, svolge da sempre le sue ricerche presso i Laboratori nazionali di Frascati dell'INFN dove è impegnato su diversi esperimenti in Italia e all'estero. «Sono lieto - commenta il ricercatore tuscolano - di accettare questo ruolo e ringrazio il sindaco di Frascati per la passione dimostrata e il lavoro svolto in quest'ultimo anno. La nostra associazione sostiene una ricerca senza confini e sempre più impegnata a rafforzare il valore della cultura scientifica sul nostro territorio in un contesto internazionale. La Notte Europea dei Ricercatori 2019 è alle porte - ha aggiunto - e pertanto colgo l'occasione attraverso il vostro importante giornale per invitare cittadini, studenti, giova-
ni universitari e ricercatori ad affacciarsi con noi al mondo della divulgazione scientifica per uno dei progetti più grandi d'Italia, certamente per il più longeva. La macchina organizzativa del progetto BEES, (BE a citizEn Scientist, ndr), per la prossima Notte Europea dei Ricercatori, manifestazione coordinata dall’associazione Frascati Scienza, è in moto e l'associazione
TUSCOLO
Direttore Responsabile Fabio Polli Editrice Rosalba Collettini Pubblicità Media Plus Italia
ANNO 26° - NUMERO 214 AGOSTO 2019
Collaborazione Grafica Franco Mascioli Francesca Romana Polli
Iscritto al Tribunale di Roma n° 82/93 del 3/3/1993
Stampato nel mese di agosto 2019 da Romana Editrice - San Cesareo
Hanno collaborato: Lucio De Felici, Enrico Di Lernia, Laura Frangini, Fabrizio Giusti, Claudia Proietti, Anna Paola Polli
è lieta di aprire le porte a quanti vorranno prendervi parte per condividere esperienze e volti della scienza, rafforzando la partecipazione alla ricerca come bene comune e la diffusione della cultura scientifica». Il consiglio direttivo, in un comunicato, ha ringraziato il presidente uscente Mastrosanti e augurato buon lavoro a Matteo Martini. In bocca al lupo.
Redazione e pubblicità Via Buttarelli 22 00044 Frascati (Roma) Tel. 06.9425355
iltuscolo@tiscali.it
ASSOCIATO
Unione Stampa Periodica Italiana
FRASCATI - Chef 4 Frascati, l’iniziativa benefica ideata da Gilda Clarioni (foto) in collaborazione con la proprietà e il personale dell’Hotel Villa Mercede di Frascati, ancora una volta è stata un grande successo di partecipazione e ha regalato tutto l’incasso della serata di beneficienza, circa diecimila euro, all’associazione di volontariato «L’Isola che c’è» di Monte Porzio Catone. Fondata nel 2001 da genitori di ragazzi disabili del nostro territorio, l’associazione gestisce un centro diurno per disabili e uno sportello informativo sulle problematiche dell’handicap. «Anche quest’estate dice Gilda Clarioni - l’intero incasso della cena di Chef 4 Frascati è stato devoluto a fin di bene e per questo debbo ringraziare tutti quelli che hanno lavorato gratuitamente donando la loro giornata di lavoro all’evento benifico. Grazie ai cuochi, camerieri, all’organizzazione e ai tanti nostri fornitori e colleghi che hanno fornito cibo e dolci da noi preparati e serviti in tavola. Cosi come un grazie grandissimo va a tutti i nostri sponsor, a cominciare dalla BCC dei Castelli Romani e del Tuscolo per finire con tutti gli altri, tutti importanti, e un grazie super affettuoso a tutte le persone che hanno partecipato alla cena, che ci sono state vicine nell’evento».
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PRIMO PIANO
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LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE CONTINUANO A LANCIARE ALLARMI INASCOLTATI
Siamo in troppi, l’acqua non basta Nuova estate di difficoltà per le riserve idriche, ai cambiamenti climatici in atto s’aggiungono le scelte scellerate della politica che non vuole guardare al futuro Castelli - L’acqua è un bene indispensabile, ma se questo bene primario ed esauribile viene a mancare ogni comunità è destinata a deperire irrimediabilmente per qualità della vita. Nei Castelli Romani le risorse idriche sono diventate da tempo un problema. Ce ne accorgiamo soprattutto d’estate, quando praticamente in tutte le cittadine del comprensorio razionamenti, guasti, totali mancanze per giorni riempiono le pagine della cronaca quotidiana. I sindaci dei comuni tuscolani che un tempo erano soci nel vecchio Consorzio Acquedotto Doganella, da alcuni anni assorbito per le nuove norme di legge dall’Acea Ato 2, hanno alzato la voce contro la società capitolina per la carenza idrica attuale, determinata principalmente dalla poca pioggia caduta nei mesi scorsi, ma un tema di fondo rimane irrisolto. Già sette anni fa alcuni segnali di allarme furono lanciati da associa-
zioni ambientaliste come Anpana, Wwf e altre e anche Il Tuscolo è sempre stato in prima linea per sensibilizzare le autorità e la politica locale sul delicato tema. In un convegno che si svolse a Rocca di Papa si spiegò chiaramente che i Castelli Romani, continuando nella propria espansione, avrebbero avuto una sorta di periodo limite, quello a cavallo del 2020 o attorno a questo confine temporale, ovvero anni in cui l'area avrebbe completato l'ultimo aumento di densità abitativa possibile determinando conseguenze inimmaginabili. Ad aprile 2019, nella città di Marino, un convegno sull'urbanistica «partecipata» promosso da Italia Nostra in collaborazione con il comune ha rimesso l’accento su tale tematica (tra le tante), facendo emergere che il fabbisogno annuale di acqua per i Castelli Romani è di 65 mln di metri cubi/anno, ma la disponibilità è ormai di so-
lo 47 milioni. Ogni anno, nella sostanza, la falda regredisce di oltre 15 milioni di metri cubi. Un dato angosciante e che preoccupa pensando alle future stagioni estive sempre più calde dopo inverni siccitosi. Le colline a sud di Roma, un tempo area verde per eccellenza, famose per la qualità dell’aria e i prodotti della terra, sono passate da centomila a oltre
quattrocentomila abitanti in circa quarant’anni, spesso senza infrastrutture e servizi adeguati. Il fabbisogno idrico giornaliero ed annuo, già oggetto oggi di crisi quotidiane, potrebbe aumentare ancora in un periodo a breve termine. Per attingere dai pozzi questa quantità di risorse ci vorranno anche centinaia di milioni di kw all'anno, con dei costi sulle bollette che
aumenteranno inesorabilmente. Ma soprattutto potrebbe mancare in futuro, per più tempo, la risorsa fondamentale, depauperatasi tra abbassamenti di falde acquifere, dispersioni, pozzi o case abusive, lottizzazioni, nuovi insediamenti, problemi gestionali. Nei Castelli Romani si continua a costruire. Ci sono alcune aree ove questa politica prosegue con grande, media e piccola intensità. Ma ogni nuova autorizzazione di metri cubi di cemento sul territorio - senza un grande piano della razionalizzazione, progetti di contenimento delle acque meteoriche o di permeabilità del terreno - è una costante caduta verso il declino cronico. Ovviamente il tema è per la stragrande maggioranza dei casi evitato dalla politica ufficiale, dalle amministrazioni comunali. Inutile domandarsi il perché. (In foto alcuni titoli da noi dedicati al tema) Fabrizio Giusti
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IL CASO
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PREOCCUPA IL GRANDE NUMERO DI ANIMALI SELVATICI ANCHE NEL NOSTRO TERRITORIO
Cinghiali, dal Parco i consigli utili Reintrodotti a scopo venatorio dagli anni ‘50 oggi sono oltre un milione in Italia Ai Castelli Romani hanno trovato un habitat naturale ma creando tanti problemi F RASCATI - Con oltre un milione di esemplari diffusi in Italia (ma sono dati del tutto ipotetici, un censimento non si è fatto) la presenza dei cinghiali nelle piccole e grandi città è ormai un rischio concreto per la sicurezza dei cittadini. Negli ultimi dieci anni il numero dei cinghiali presenti in Italia è praticamente raddoppiato secondo le stime più credibili. La sicurezza nelle aree rurali e urbane è in alcune località considerata da Coldiretti «in pericolo» per il loro proliferare con l’invasione di campi coltivati, centri abitati e strade dove rappresentano un pericolo per le cose e le persone. Gli animali selvatici distruggono i raccolti agricoli, sterminano gli animali allevati, causano incidenti stradali per danni stimati in centinaia di milioni di euro nell’ultimo decennio, senza contare i casi in cui ci sono state purtroppo anche vittime a causa dei ripetuti incidenti stradali. La popolazione di cinghiali ai Castelli Romani è monitorata dai tecnici dellEnte Parco, impegnati in azioni di prevenzione e corretta informazione sul tema. Il cinghiale, così come ogni altra specie della fauna terrestre italiana non attacca deliberatamente l’uomo ma fugge da esso. La cronaca continua a documentare incontri ravvicinati tra uomini e cinghiali; sono ricorrenti episodi di animali investiti e uccisi lungo le arterie a ridosso di aree boscate, sporadici quelli di difesa attiva da parte dei cinghiali che effettivamente si possono verificare nel momento in cui si sentono minacciati, per esempio da
cacciatori, bracconieri, cani, eccetera. Dopo che la razza autoctona si era quasi estinta, essa è stata reintrodotta a scopi venatori a partire dagli anni ’50 utilizzando per il ripopolamento la razza dell’Est che ha caratteristiche diverse rispetto ai cinghiali locali: è più grande e prolifica, e non essendoci sul territorio un vero predatore in natura, nel caso specifico il lupo, il tasso di riproduzione molto alto ha causato le problematiche che ci troviamo ad affrontare. Incontrare un cinghiale sulla propria strada quando ci si avventura in passeggiate nei boschi è un’ipotesi da tenere in considerazione. Il cinghiale, così come tutti gli animali selvatici ha un’innata diffidenza nei confronti dell’uomo. Nei boschi in cui può trovare cibo è facile sentirlo grufolare, ovvero razzolare grugnendo mentre scava il terreno alla ricerca di ghiande e altro da mangiare, e la sua prima reazione,
anche in branco, sarà sempre quella di allontanarsi dall’uomo. Due possono essere le situazioni potenzialmente pericolose. La prima è quella in cui il cinghiale si trovi senza via di fuga; in questo caso, al di sotto della fisiologica distanza di sicurezza, tenderà a difendersi, e la cosa più saggia da fare è fermarsi a debita distanza, senza movimenti bruschi o rumori improvvisi, allontanarsi tenendolo d’occhio; oppure trovare riparo su un rialzo dove non si può essere raggiunti. La seconda situazione a rischio è quella di incontrare una femmina con i cuccioli: l’istinto materno e l’impossibilità di darsi alla fuga con la sicurezza di portare in salvo tutta la prole, anche in questo caso potrebbe indurre l’animale alla difesa. Ma finché si rimane a debita distanza e non lo si spaventa la prima opzione istintiva rimarrà ancora quella di allontanarsi da
noi. Per godere del piacere di una passeggiata nei boschi, senza incorrere in rischi inutili, basta rispettare alcune semplici regole: 1 - Documentarsi Le precauzioni non sono mai troppe. Meglio documentarsi sulla zona che si decide di visitare. Se ci sono boschi di quercia o faggete è probabile che ci siano cinghiali nei dintorni perché vanno ghiotti di ghiande. 2 - Osservare. E’ molto importante stare attenti ai segnali del terreno. Le grufolate, ossia i segni che lasciando i cinghiali scavando col grugno nel terreno, sono riconoscibilissime. 3 - Ascoltare Il cinghiale si muove in branco ed è piuttosto rumoroso. Preferisce muoversi all'imbrunire o di notte, quindi fondamentale è sapere che aggirarsi al buio è più pericoloso. 4 - Mantenere la calma Se si è coinvolti in un in-
contro ravvicinato, la prima regola è mantenere la calma. Scappare è inutile, i cinghiali corrono più veloci di noi. 5 - Fare rumore Fare rumore per spaventare gli animali, i cinghiali tendono a essere paurosi e a scappare. 6 - Cane al guinzaglio Se si è in compagnia del proprio cane, fare molta attenzione. I cinghiali lo riconoscono come un predatore minaccioso, perché lo associano al lupo o ai cani dei cacciatori, e in un ipotetico scontro ad avere la peggio sarebbe il cane. In ogni caso, nei boschi il cane va sempre tenuto al guinzaglio, rispettando, in tal modo, le disposizioni di legge. Il tema del foraggiamento agli animali selvatici - che è una pratica illegale - è stato più volte affrontato dal Parco dei Castelli Romani, parlando di problematiche relative, in particolare, alla popolazione dei cinghiali nell’area protetta. La pratica di dare cibo agli animali selvatici è una delle cause dell’avvicinamento di questi ultimi alle aree urbane, senza contare poi che l’abbondanza di cibo influisce anche in maniera significativa sulle dinamiche di riproduzione della specie, provocandone un incremento.Il Parco dei Castelli, in una nota inviata ai 15 Comuni dell’area il 9 settembre 2016, invitava gli stessi ad adottare provvedimenti che vietassero la pratica del foraggiamento della fauna selvatica. A oggi, hanno emanato ordinanze in merito i comuni di: Ariccia, Albano, Frascati, Grottaferrata, Lariano, Monte Compatri e Nemi.
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L’INCONTRO
CASTELLI
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Santarelli ha chiesto al direttore Mostarda il recupero del San Giuseppe di Marino
Un comitato per rilanciare l’offerta sanitaria della Asl CASTELLI - Il direttore generale della Asl Roma 6, Narciso Mostarda (in foto con Zingaretti), ha ricevuto la delegazione del «Comitato per la riorganizzazione per l'offerta sanitaria pubblica dei Castelli Romani». Promosso e presieduto dall'on. Giulio Santarelli, ex presidente della Regione, già sindaco di Marino, il comitato raccoglie le istanze dei tantissimi cittadini preoccupati per lo smantellamento dell’offerta sanitaria nel nostro territorio, in particolare dopo la chiusura dei reparti di pronto soccorso degli ospedali di Marino e Albano e degli ospedali di Genzano e Ariccia. Chiusure solo in parte compensate dalla nascita del Nuo-
vo Ospedale dei Castelli Romani su via Nettunense, in una zona scomoda per tantissimi, soprattutto in caso di urgenza. «Il colloquio - ha detto Santarelli è stato cordiale e fruttuoso e ha consentito di verificare la sostanziale convergenza sulle questioni di fondo che negli anni hanno determinato alcune criticità che riducono la possibilità per la Asl Roma 6 di dare piena soddisfazione ai bisogni di salute di una popolazione sempre più anziana e quindi complessa. Convergenze - ha ricordato Santarelli - già emerse negli incontri avuti con il vice presidente della Regione Daniele Leodori e che sono all’origine del fenomeno della mobilità passi-
va che induce il 50% dei residenti ad andare a curarsi fuori della Asl 6 determinando per i malati e le loro famiglie disagi anche di natura economica. Nonostante questo fenomeno permangono però lunghe liste di attesa e il ricorso sempre più frequente alle strutture private da pagare con mezzi propri». Santarelli ha tenuto a ribadire che la «bussola» del Comitato, che sta predisponendo gli atti per la sua trasformazione in associazione del terzo settore, è rivolta «unicamente a ricostruire le condizioni per garantire il diritto alla salute dei cittadini nel territorio», con spirito collaborativo, senza ricorrere a proteste che diventano spesso occasioni
di strumentalizzazione politica. Il comitato ha chiesto a Mostarda di potenziare il rapporto collaborativo tra il San Sebastiano di Frascati e Tor Vergata; di trasferire da Frascati a Marino, potenziandoli, alcuni reparti di cura. «L’ospedale marinese recentemente restaurato - ha detto Santarelli - rappresenta un vero spreco di risorse pubbliche
per i lavori e per lo scarso utilizzo. La Asl dovrebbe pensare anche a una riapertura del pronto soccorso di Marino, almeno diurno, e a rafforzare le attività degli ambulatori esistenti e l’assistenza domiciliare». Mostarda, intanto, ha confermato che entro fine anno il NOC andrà a regime con 340 posti letto e reparti di alta specializzazione.
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FRAS C
il TUSCOLO La cronaca del mese
POLITICA / 1
Il senatore Emanuele Dessì del M5S all’attacco della giunta Mastrosanti
«Frascati la ricca finisce in dissesto» di Fabio Polli FRASCATI - «Senza contare il valore che potrebbe arrivare dalla valorizzazione dei terreni che il Comune di Frascati possiede a Roma - dice un imbufalito Emanuele Dessì, senatore frascatano del Movimento 5 Stelle - la città tuscolana possiede un patrimonio immobiliare di circa 121 milioni di euro. Siamo uno dei Comuni con il reddito pro capite più alto - spiega il grillino - e abbiamo incassato decine e decine di milioni di euro dalle concessioni edilizie che hanno sventrato il territorio durante gli ultimi venti anni. Frascati potrebbe essere ricca e ben tenuta come tante cittadine del ricco nord italia e invece siamo stati costretti a portare i libri contabili alla Corte dei Conti. Mastrosanti ha chiesto il pre dissesto finanziario per il Comune di Frascati (una sorta di amministrazione controllata, ndr) cercando di fare adesso quello anche andava fatto due anni fa. Se il piano di rientro decennale sarà accettato dal Ministero dell’Interno ci aspettano annate da lacrime e sangue. Se
Palazzo Marconi ha chiesto un piano di rientro decennale alla Corte dei Conti Gori: «Fatto il possibile ma la situazione è drammatica» sarà respinto vorrà dire che per il Comune sarà dichiarato il vero e proprio dissesto finanziario e allora i problemi saranno ancora maggiori. In entrambi i casi non ci faremo una bella figura perché i Comuni italiani se la passano tutti più o meno male dal punto di vista economico ma una città ricca di patrimonio come Frascati non doveva fare questa fine. La colpa più grave - attacca ancora Dessì - è proprio del sindaco Roberto Mastrosanti, il quale veniva da quindici anni di esperienza amministrativa, è stato anche assessore al Bilancio della giunta Di Tommaso, poi all’opposizione del sindaco
A sinistra il sen. Dessì, qui sopra l’assessore al Bilancio Claudio Gori
Spalletta e quindi sapeva che non si doveva perdere tempo per mettere mano alla situazione economica. Anche i Revisori dei Conti per più volte hanno dato parere negativo ai bilanci comunali ed erano stati chiari: bisogna abbassare le spese della STS che costa troppo e cercare di vendere al meglio una parte del patrimonio immobiliare. A cominciare dallo stabile delle ex Maestre Pie Filippini, in via Mamiani, la cui mancata valorizzazione peserà per altri 600mila euro in bilancio. Una somma che fino a oggi non mi pare sia stata scritta nel documento contabile e che aggraverà an-
che i conti del 2019». Chi cerca di mantenere la calma nonostante gli attacchi che arrivano dalla minoranza è il vice sindaco e assessore al Bilancio Claudio Gori, il quale attende una risposta dal Ministero dell’Interno sulla domanda di accesso alla formula del «pre dissesto». Gori e Mastrosanti chiedono al ministero di spalmare in dieci anni una bella fetta del debito complessivo maturato: quasi 11 milioni di euro. «Ho detto più volte anche in Consiglio comunale sottolinea Gori - che la situazione economica che abbiamo ereditato a Frascati è drammatica. Come fossimo tornati all’8 set-
tembre 1943. Come amministrazione Mastrosanti abbiamo fatto del tutto per cercare di non arrivare a questo punto, ma giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, abbiamo scoperto sempre più situazioni negative. Da quando siamo entrati a palazzo Marconi abbiamo fatto verifiche sulla STS dando l’incarico a una società specializzata come la KPMG, dei cui riscontri penso si parlerà tra non molto, e scoperto debiti fuori bilancio, non contabilizzati, per circa 3 milioni di euro. Tra le altre cose abbiamo dovuto onorare circa 700 mila euro di interessi maturati per il ritardo con il quale sono stati pagati i lavori fatti alle Mura del Valadier. Era un’opera che serviva alla città di Frascati? Oggi - continua l’assessore al Bilancio abbiamo più chiari quelli che sono i conti del Comune e della società municipalizzata. La STS costa troppo. Il nostro obiettivo è quello di riportare alcuni servizi oggi gestiti dalla STS all’interno del Comune. La gestione dei tributi, l’ufficio patrimonio (...) Segue a pagina 22
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AS CATI
il TUSCOLO Anno 26° - N. 213 - Giugno 2019
POLITICA / 2
I residenti protestano per il cattivo odore proveniente dall’isola ecologica
Rifiuti organici, ora si sente la puzza Nostro servizio FRASCATI - Se la questione dei rifiuti è la più importante per Roma e per l’amministrazione di Virginia Raggi, da qui a pochi mesi è assai probabile che anche la provincia a sud di Roma finirà per essere tirata dentro il problema (come scriviamo a parte) per le decisioni che stanno prendendo la giunta regionale di Zingaretti e le «non decisioni» dei grillini romani. Le prime avvisaglie di una crisi ambientale che appunto potrebbe riguardarci da vicino arrivano dall’isola ecologica di Frascati in località Valle Chiesa. «Da giorni - hanno fatto sapere in un comunicato stampa congiunto i consiglieri comunali d’opposizione - molti cittadini ci segnalano un odore nauseabondo proveniente dall’isola ecologica di via di Pietra Porzia, una condizione che, complice l’estate, sta diventando davvero insostenibile. A questo si aggiungono immagini, che sarebbero provenienti proprio dall'interno dell’isola ecologica, nel quale si vede fuoriuscire materiale percolato da uno dei mezzi
Prime avvisaglie di un autunno molto difficile per Roma e tutto il Lazio ormai in carenza di spazi per smaltimento dell’immondizia che rimane nei grandi container L’immagine è tratta dal web
in uso agli operatori. Chiediamo chiarezza sul reale stato dell’isola ecologica e sulle condizioni in cui si trovano a lavorare i dipendenti. Ricordiamo che più di un anno fa il Comune di Frascati ha ottenuto un finanziamento dalla Regione Lazio proprio per l’acquisto dell’isola ecologica di Valle Chiesa e la realizzazione delle strutture necessarie all’ottimizzazione del servizio di raccolta e gestione rifiuti. Cosa si è fatto fino ad oggi - si domanda la minoranza - per rendere il sito adeguato al suo funzionamento? In tutto questo ovviamente siamo ancora tutti in attesa del bando per l’aggiudicazione
del servizio gestione rifiuti, che evidentemente tra una consulenza da 40mila euro e le reiterate proroghe a Sarim, si è perso nella tappa Frascati-Rocca Priora. Per tutti questi motivi abbiamo chiesto una convocazione urgente della Commissione Ambiente, per capire cosa sta succedendo e dare anche ai cittadini le risposte che aspettano». Un comunicato di critica, finito immediatamente on line, poi ripreso dai social che seguono le vicende frascatane, al quale ha risposto prontamente l’amministrazione comunale: «Come al solito - ha replicato l’amministrazione Mastrosanti al Mamilio - i consi-
glieri di minoranza fanno finta di non sapere nulla e armano polemiche fittizie per cercare di cogliere un consenso che non hanno. Nell’ultimo Consiglio comunale, il sindaco ha presentato con chiarezza le difficoltà che il Comune di Frascati sta incontrando nello smaltimento della frazione umida. Stupisce quindi che pur avvertiti e informati in anticipo, proprio per evitare polemiche strumentali, oggi si stupiscano della situazione di cui già erano al corrente. Come è stato spiegato, il problema non dipende dall’amministrazione comunale, ma è a livello regionale e nazionale con la li-
mitazione degli scarichi della frazione umida negli impianti di compostaggio; cosa che sta mettendo in difficoltà molte amministrazioni locali. Tra l’altro, due di questi impianti sono stati chiusi al sud e uno è stato chiuso al nord. Per quanto riguarda la Regione Lazio è stato chiuso l’impianto di Pontinia, mentre quello di Aprilia ha diminuito la propria capacità ricettiva. A fronte di tutto questo l’impianto che tratta la frazione biodegradabile in Abruzzo, che accoglie la frazione umida del Comune di Frascati, ha ridotto i conferimenti, proprio perché oggi sopporta maggiori carichi». Insomma un botta e risposta che da una parte pone quesiti importanti come quello sulla nuova gara d’appalto per i rifiuti, citato dalla minoranza, e che dall’altra fornisce spiegazioni «tecniche» sul mancato allontanamento dei rifiuti organici dai grandi cassonetti del deposito provvisorio di Valle Chiesa. Tutte cose che secondo voi interesseranno a chi in piena estate, con una nuova ondata di calore in arrivo, deve stare con le finestre chiuse per la puzza?
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AMBIENTE
8 LA NOVITA’
numero 214 agosto 2019
il TUSCOLO
Creato un percorso didattico formativo per studenti e visitatori dei Castelli
Il «boschetto delle Faete» recuperato dall’ente Parco C ASTELLI - Lo scorso 25 luglio 2019, terminate le attività di restauro, è stato riaperto al pubblico il boschetto delle Faete. Alla cerimonia erano presenti il presidente del Parco regionale dei Castelli Romani, Gianluigi Peduto, e il dirigente dell’area ambientale, il geologo Stefano Cresta, che ha coordinato i lavori per la riqualificazione di questo angolo di bosco di proprietà del comune di Rocca di Papa, situato alle pendici dei Monti delle Faete, nella zona dei Campi di Annibale. Si tratta di una delle aree boscate più belle dei Castelli Romani, molto frequentata dagli appassionati di natura e trekking che offre la possibilità di conoscere e apprezzare
le diverse caratteristiche geologiche, naturalistiche e storico-culturali, legate al nostro territorio. «L’area attrezzata con strutture in legno, bacheche, capannini e pannelli informativi che riproducono l’habitat tipico del bosco di castagno - ha dichiarato il dirigente dell’area ambientale Stefano Cresta - è stata integrata con approfondimenti tematici sui fiori e gli arbusti del sottobosco. Gli operai del Parco - ha spiegato hanno prodotto il materiale divulgativo nel Laboratorio del legno e della montagna della Casa del Parco in località Vivaro, in collaborazione con tre tirocinanti che hanno svolto un percorso di studio, ovvero uno stage formativo, presso di
noi». Tra i vari lavori eseguiti sono state realizzate una «locanda delle api» e cassette nido per micro mammiferi e piccoli uccelli. Il boschetto sarà un’area attrezzata fruibile da tutti coloro che vorranno visitarlo e saperne di più sulle risorse ambientali del territorio, ma in particolare sarà un percorso didattico strutturato, utile in primis agli studenti di Rocca di Papa e degli altri comuni del Parco, senza contare che dalla Capitale e dalle Provincia anche molte scolaresche potrebbero approfittare dell’offerta formativa in chiave ambientale. «Il boschetto delle Faete simile al Sentiero natura didattico all’interno di Villa Barattolo - afferma il
presidente dell’ente Gianluigi Peduto – è adatto non solo per passeggiare e rilassarsi immersi nella natura del posto, ma è anche volto alla sensibilizzazione e alla promozione di un’area naturale protetta che ha molto da offrire se adeguatamente tutelata. Ringrazio tutti coloro che si sono adoperati per la sua riqualificazione , in parti-
colare i ragazzi dello stage ma anche il personale dell’ente e il comune di Rocca di Papa. Ci tengo anche a sottolineare come il Parco continui a dedicarsi alla formazione dei più giovani che in futuro saranno validi alleati nello sviluppo e nella crescita sostenibile del nostro territorio (In foto, da sinistra, Cresta, Peduto e uno stagista).
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ATTIVITA’
numero 214 agosto 2019
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Pensata per i «nativi digitali» propone la formazione di base in lingua inglese
Little Genius, la scuola internazionale F RASCATI - Continua il piano di sviluppo della Little Genius International di Frascati, la scuola in lingua inglese che offre una formazione di alto livello per alunni della materna ed elementare e, presto, per la scuola media. Riconosciuta tra le dieci migliori aziende al mondo con certificazione Benefit Corporation per l’impatto sociale e ambientale della sua attività lavorativa, mette a disposizione un programma di apprendimento che amalgama alla perfezione orientamento internazionale, open minded culture e competenze digitali. Da dieci anni operativa a Frascati, ha di recente ratificato la sua trasformazione amministrativa in Società per Azioni. Un passaggio importante per una realtà di eccellenza di un territorio che Lorenzo Fioramonti, vice ministro all’Istruzione, Università e Ricerca, ha recentemente definito la Silicon Valley italiana della ricerca. «Ho fortemente voluto - afferma Ruh-
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ma Yusuf Rinaldi - che a Frascati ci fosse un luogo in cui tecnologia, etica e conoscenza delle lingue si fondessero traducendosi in un’educazione d’eccellenza riconosciuta a livello internazionale». Esperta di educazione e sociologia della medicina, ha fondato la Little Genius insieme al marito Nicola Christian Rinaldi, esperto di innovazione tecnologica e sociale.
Di ordinamento britannico e italiano, la programmazione didattica è sviluppata con il metodo ICE (Infinite Child Evolution) oggi in piena fase di deposito brevettuale, un caso raro al mondo. La psico-pedagogia adottata che incoraggia analisi critica, creatività, tecnologia e libertà di pensiero, è oggetto di interesse da parte di molti enti e istituzioni estere che ogni anno arri-
vano a Frascati per studiarne il sistema educativo. La scuola, riconosciuta da Cambridge, è membro dell’Associazione Scuole Internazionali di Roma ed è la prima in Italia a permettere ai genitori di lavorare da remoto accanto ai figli riducendo costi e tempi di viaggio. Tra le tecnologie di educazione e sviluppo proposte vi è l’insegnamento dei principi della robotica in collaborazione con Bionit Labs, una startup che sta sviluppando Adam’s Hand (A Dialogic Adaptive Modular Sensitive Hand), una protesi di mano a basso costo stampata in 3D per chi è privo dell’arto e Verso Wearable, un anello che consente l’interazione basata sui gesti per l’educazione degli studenti coi computer. Little Genius è anche corsi di lingua per adulti. Offre borse di studio per merito e percorsi economici in convenzione. Per informazioni: Via Grotte Portella, 28 - Frascati Numero Verde 800188972
La dottoressa ha inaugurato il nuovo studio odontoiatrico in via Santa Croce
Claudia Tringali: «La salute parte dalla cura del sorriso» F RASCATI - In via Santa Croce 5, presso il centro direzionale, da poco è operativo lo studio odontoiatrico della dottoressa Claudia Tringali (foto), professionista apprezzata e conosciuta nel settore. Una scelta, quella di aprire un nuovo studio, nata dal desiderio di ampliare l’offerta professionale con tecnologie d’avanguardia per la cura dei denti, in un ambiente di recentissima costruzione, sanificato, accogliente e modernamente attrezzato. Lo studio della dottoressa Tringali, infatti, presenta una novità nel campo dell’odontoiatria: il VistaVox S in 3D della Dürr Dental, un sistema di
diagnostica evoluta a bassa esposizione alle radiazioni per il quale è centro pilota nei Castelli Romani. Un sistema innovativo nel settore della radiografia tridimensionale che, adattandosi perfettamente alla mascella del paziente, vede colonna vertebrale e tiroide escluse dal cono delle emissioni. Laureata in Odontoiatria e protesi dentaria all’Università di Tor Vergata, Claudia Tringali, 36 anni, ha seguito studi di Lo Studio Dentistico Dr.ssa Claudia Tringali è anche su Facebook Info 06.9425433, urgenze mese agosto 380.6371225
formazione in ortodonzia per bambini all’ospedale Bambino Gesù di Roma e presso l’Università di Napoli Federico II. «Le nuove tecnologie - dice la dottoressa - sono il frutto della grande evoluzione che c’è stata nel settore. Oggi curare il sorriso e prevenire gravi problemi ai denti è sempre più facile anche se tanti hanno ancora un’incomprensibile paura del dentista. Il nostro staff spiega - è preparato per assistere i pazienti nel modo più professionale, a cominciare dai bambini, anche per interventi di primo soccorso, magari in seguito a una caduta, un urto, e anche nella disostruzione del-
le vie aeree. Per una migliore azione antimicrobica e disinfettante - spiega - ci avvaliamo dell’ozono terapia che ha trovato applicazione in campo medico e odontoiatrico, così come l’igienista dentale utilizza strumenti ultrasonici indolore di ultima generazione. Tra le altre novità - anticipa - il lavoro in equipe con l’osteopata, alla luce dei più recenti studi che sostengono il valore di una
collaborazione tra osteopata e odontoiatra, partendo dal principio che bocca denti e corpo sono parte di un’unica entità». Tra i servizi a disposizione: odontoiatria pediatrica, ortodonzia fissa, mobile e invisibile, implantologia, sbiancamento dentale in una seduta, odontoiatria estetica, endodonzia, sedazione cosciente, protesi mobili e fisse. Complimenti a lei per questa bella novità.
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L’ANNIVERSARIO
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In via di definizione il programma delle celebrazioni per l’8 settembre 1943
Il Giorno della Memoria «tuscolano» Ospite 2019 la Città di Grottaferrata, anch’essa duramente colpita dalla guerra FRASCATI - Quasi pronto il programma del settantaseiesimo anniversario dell’8 settembre 1943 che quest’anno sarà suddiviso in quattro differenti giornate con il momento clou del Giorno della Memoria, previsto per domenica 8 settembre 2019. Spiccano nel programma, predisposto dal Comitato dell’8 Settembre, composto dal sindaco Roberto Mastrosanti, dal presidente del consiglio comunale Franco D’Uffizi e dal delegato Basilio Ventura, la «Cittadinanza benemerita» al Prof. Lucio De Felici, in considerazione dei meriti ottenuti come studioso di storia frascatana che, attraverso un personale e originale percorso e la pubblicazione di numerosi libri, articoli di giornale e saggi, ha fissato definitivamente le coordinate della storia cittadina, offrendo un raro esempio di civismo e di attaccamento alla Città. E ancora ci sarà la presentazione del libro La Rufinella una zattera di salvataggio di Cesare Befera, a cura dell’Associazione Amici di Frascati; il concerto dei Ladri di Carrozzelle; la presentazione del libro Macerie. Racconti inediti dei bombardamenti dell’8 Settembre 1943, a cura dell’Associazione Di Terra e di Parole; i contributi video e gli interventi a cura dell’Associazione Giovani per Cambiare. Domenica 8 settembre sarà una giornata altamente significativa che vedrà ospite d’onore la Città di Grottaferrata, che lo stesso giorno subì un pesante bombardamento nella zona di Poggio Tulliano, dove le bombe colpirono due ricoveri, causando più di quaranta morti e la distruzione di tutti i fabbricati del
ore 18,00 - Sala degli Specchi - Quelli che dissero No: la storia degli internati militari italiani all’indomani dell’8 Settembre 1943, a cura dell’Associazione Giovani per Cambiare
quartiere. Per questo, dopo la cerimonia in memoria delle vittime al cimitero comunale di Frascati, l’intitolazione di una piazza in zona Villa Muti a Monsignor Biagio Budelacci e la santa messa officiata da monsignor Raffaello Martinelli, nel primo pomeriggio si terrà una cerimonia del ricordo anche nel comune di Grottaferrata, a cui parteciperà l’amministrazione di Frascati. Giovedì 5 settembre ore 17,30 - Centro sociale di Via Matteotti - Presentazione del filmato di Marcello Ruggeri, Il bombardamento di Frascati - 8 Settembre 1943 - Edizione 2018, a cura del Centro Studi e Documentazioni Storiche Frascati. Venerdì 6 settembre ore 17,00 - Sala degli Specchi - Presentazione del libro Macerie. Racconti inediti dei bombardamenti dell’8 Settembre 1943 di Matilde Ventura, Rita Gatta e Basilio Ventura;
Allo storico Lucio De Felici la Cittadinanza benemerita
FRASCATI - Su proposta dell’amministrazione cittadina, da votare nel Consiglio comunale di agosto, allo storico Lucio De Felici, da tanti anni collaboratore del nostro giornale, sarà attribuita l’onorificenza della «Cittadinanza benemerita». L’anziano scrittore, autore di testi teatrali, libri di storia, racconti, articoli giornalistici e biografie, è soprattutto uno dei sopravvissuti al bombardamento dell’8 settembre 1943, episodio tragico che visse da ragazzino, essendo nato a Frascati nel 1930, ma che lo segnò profondamente sentendosi un miracolato. De Felici, al pari di altri benemeriti, ha dedicato parte della sua vita da scrittore per riportare alla luce le vicende nascoste che portarono al bombardamento e che ha condensato nel libro scritto in occasione del 70° anniversario, nel 2013. Nella foto De Felici (maglia a righe) con alcuni membri del comitato per la Medaglia d’oro per Frascati.
Domenica 8 settembre ore 9,00 - Cimitero di Frascati - Commemorazione delle vittime ore 10,00 - Quartiere di Villa Muti - Inaugurazione della piazza dedicata a monsignor Biagio Budellacci ore 11,00 - Cattedrale Santa Messa celebrata da S. E. Mons. Raffaello Martinelli, vescovo della diocesi di Frascati ore 12,05 - Piazza di San Pietro - Minuto di raccoglimento in memoria delle vittime. Performance canora a cura del maestro Romano Carletti. ore 15,00 - Piazzetta Conti, Grottaferrata - Inaugurazione lapide e deposizione della corona di alloro. Consegna attestati d’onore ai discendenti di alcune vittime grottaferratesi ore 18,00 - Piazza Marconi, Frascati - Partenza corteo cerimonia 8 settembre 1943 ore 18,30 - Monumento ai caduti Via Conti di Tuscolo - Cerimonia commemorativa del 76° Anniversario del bombardamento di Frascati. Con la presenza della delegazione ufficiale della Città di Grottaferrata. Consegna di medaglie e attestati al labaro dell’Arma dei Carabinieri, al Medagliere Nazionale del Nastro Tricolore al Valore Civile dei Decorati d’Italia e ai discendenti delle famiglie che si sono distinte nel corso di quei difficili giorni. ore 21,00 - Scuderie Aldobrandini Concerto dei Ladri di Carrozzelle.
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IMPRESE & TERRITORIO
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Il Gruppo di Azione Locale ha presentato altre tre proposte del Piano comunitario
Agricoltura e turismo, i bandi del Gal Più di tre milioni di euro per le aree rurali, imprese agricole ed enti pubblici CASTELLI - Altri tre bandi a sostegno dell’agricoltura e del turismo locale sono stati pubblicati nei giorni scorsi dal GAL Castelli Romani e Monti Prenestini. A presentare le attività di finanziamento del Gruppo di Azione Locale, ente incaricato della selezione dei soggetti pubblici e privati da sostenere con i fondi europei stanziati attraverso il Piano di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2020, è stato il presidente Stefano Bertuzzi, in carica dallo scorso anno. L’importo complessivo dei finanziamenti per i nove bandi pubblicati finora (sei per investimenti e tre per progetti di cooperazione) raggiunge così la cifra complessiva di 3,1 milioni di euro stanziati per il nostro territorio, su un totale di 4,2 milioni di euro previsti per i quindici bandi complessivi da pubblicare entro l’anno prossimo. La macchina organizzativa del Gal, dunque, marcia a pieno regime e anche in questi giorni è a disposizione uno sportello tecnico per aiutare i soggetti interessati. Si riceve su appuntamento (Tel. 0694074255) il lunedì mattina delle 10 alle 13 e il giovedì pomeriggio dalle 15 alle 18. I nuovi bandi riguardano in particolare la biodiversità, gli interventi pubblici nelle aree di pregio naturale e sul patrimonio storico-culturale e gli investimenti per sostenere le aziende agricole. I nuovi bandi scadranno il 26 settembre e sono destinati a soggetti che operano nei comuni di Castel San Pietro Romano, Colonna, Frascati, Gallicano nel Lazio, Labico, Monte Porzio Catone, Monte Compatri, Nemi, Palestrina, Rocca di Cave, Rocca di Papa, Rocca Priora, San
Cesareo e Valmontone. Ma cosa sarà possibile finanziare? Il primo bando punta a sostenere le imprese agricole nella «valorizzazione delle proprie aree di coltivazione» attraverso la realizzazione, ristrutturazione e miglioramento di sentieri e piazzole, opere di piccola ingegneria naturalistica, irreggimentazione dei piccoli torrenti e corsi d’acqua, anche per favorire la visita dell’area e la piacevolezza estetica della stessa. Il bando prevede un aiuto pari al 100% della spesa ammissibile, da un minimo di 15.000 euro a un massimo di 50.000 per progetto. Per «sostenere gli investimenti materiali e immateriali finalizzati al
Stefano Bertuzzi con Patrizia Di Fazio del Gal Castelli Romani
miglioramento delle prestazioni dell’azienda agricola e dei prodotti turistici inerenti il turismo rurale» è previsto invece il
bando che mira ad aiutare le imprese agricole per la costruzione, l’ammodernamento o la riconversione di beni immobili dell’azien-
Economia / L’istituto bancario continua a migliorare i conti
Bcc dei Castelli Romani e del Tuscolo, soddisfazione per i dati della semestrale CASTELLI - Numeri positivi, attivo economico in crescita, rientro delle esposizioni più difficili e grande impegno per il territorio con oltre 300 milioni di euro di euro di finanziamento alle famiglie e alle imprese locali: è questa l’analisi che racchiude il buon momento che sta vivendo la Bcc dei Castelli Romani e del Tuscolo. L’istituto da pochi mesi ha rinnovato il consiglio d’amministrazione e l’ottimo lavoro portato avanti dal Cda e dal riconfermato presidente Domenico Caporicci, con il coordinamento del direttore generale Francesco Manganaro, è appunto scritto nero su bianco nei dati dell’ultima semestrale. L’utile netto dei primi sei mesi è infatti pari a 838 mila euro, superiore ai 737 mila regi-
strati nello stesso periodo del 2018. «Nel primo semestre di quest’anno - ha spiegato in una nota il dott. Manganaro - la raccolta diretta verso clientela ha evidenziato valori in crescita per 5,9 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2018. La raccolta indiretta al 30 giugno 2019 si attesta a 41 milioni di euro, quindi con un incremento di 3,7 milioni rispetto a fine 2018». «La nostra Bcc - ha
commentato Caporicci continua a sostenere l’economia locale. Al 30 giugno i finanziamenti ammontano a circa 300 milioni, in aumento dell’1,06% rispetto a dicembre 2018. Alta l’attenzione riguardo ai crediti deteriorati: il totale dei NPL oggi è di 44,3 milioni di euro, ridotti di 10,4 milioni da dicembre. (In foto, da sinistra: Francesco Manganaro e Domenico Caporicci)
da, l’ottimizzazione dei processi produttivi o il miglioramenti degli impianti di colture vegetali pluriennali, l’acquisto o leasing di nuovi macchinari e attrezzature o di altre dotazioni necessarie all’attività produttiva aziendale. Il tutto con un contributo del 40% sulle spese sostenute per un progetto con investimento minimo di 30.000 euro, fino a un massimo di 320.000. Il terzo bando, invece, è destinato a interventi pubblici nelle aree di pregio naturale e sul patrimonio storico-culturale. Obiettivo del finanziamento è la tutela e la riqualificazione del territorio rurale con interventi sulle aree di pregio naturale, quali le aree protette, e sul patrimonio storico-culturale ed architettonico dei nuclei rurali. Quindi i Comuni o gli enti pubblici che si faranno avanti potranno presentare progetti per la realizzazione di percorsi tematici connessi all’attività agricola e ai temi ambientali, ristrutturazione di fabbricati e di strutture antiche legate all’artigianato rurale (frantoi, cantine, mulini, forni, cisterne, lavatoi, fontane), che risultano vincolati come «beni culturali», nonché interventi di riqualificazione dell’arredo e dell’illuminazione degli spazi pubblici all’interno dei villaggi rurali oggetto dell’intervento e investimenti materiali ed immateriali per la salvaguardia del patrimonio intangibile quali la musica, il folklore, l’etnologia e i saperi rurali. L’intensità dell’aiuto comunitario è del 100% della spesa ammissibile. È fissato un massimale del costo totale dell’investimento di 250.000 euro a operazione. L’importo minimo è di 50.000 euro.
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Il Panta Rei Caffè festeggia un anno di grande crescita FRASCATI - Nel nostro percorso di presentazione delle migliori aziende dei Castelli Romani l’attenzione torna sul settore «accoglienza» con il Panta Rei Caffè di Frascati che in questo periodo festeggia il suo primo anno di attività. Il bar tabacchi tavola calda del nuovo centro artigianale di Cisternole (via Santa Croce 5, adiacente al Frascati Sporting Village), è da subito diventato un punto di riferimento per la clientela del territorio grazie alla posizione strategica, al comodo parcheggio, ma soprattutto per la qualità del servizio offerto da uno staff professionale e simpatico. Oggi il Panta Rei è uno spazio dove vivere attimi di relax in compagnia gustando un buon
Sopra Emanuela Venturini, poi alcune foto del locale
caffè, ma soprattutto una realtà dinamica e immediata capace di offrire un’elevata gamma di servizi per ogni ora della giornata. «Questo primo anno di attività - dice Emanuela Venturini, giovane e instancabile proprietaria del
Panta Rei - è letteralmente volato e siamo soddisfatti delle tantissime cose che siamo riusciti a fare con l’obiettivo di soddisfare al meglio la nostra clientela. Siamo partiti con il servizio bar poi cresciuto con l’apprezzatissima tavola
calda espressa a pranzo e take away tutto il giorno (anche per celiaci), per poi arrivare alla sera con gli aperitivi in terrazza che sono un qualcosa di spettacolare al tramonto. Un anno ricco di soddisfazioni per il quale voglio ringra-
ziare i tantissimi clienti che ci hanno sostenuto con affetto dandoci anche consigli per migliorarci e fare del Panta Rei uno spazio condiviso, piacevole e di qualità». Ai tradizionali servizi accoglienza il Panta Rei Caffè aggiunge anche Tabacchi, ricariche telefoniche, pagamento bollette, giocate Sisal per Lotto ed Enalotto. Da settembre anche il servizio di invio e consegna pacchi, molto utile per chi vive o lavora in zona. Aperto dalle 6,30 del mattino alle 20,30 della sera, è uno spazio moderno ed elegante dove è possibile organizzare anche incontri di lavoro e feste private. (Info 06.40411399)
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IL NUOVO SINDACO IMPEGNATO NELL’ORGANIZZAZIONE DEL NUOVO ANNO SCOLASTICO
Pulcini al lavoro, settembre è vicino Pochi soldi in cassa ma tante idee da realizzare come la modifica della raccolta differenziata in centro storico, per Sant’Antonino invece si punta sull’orgoglio MONTE PORZIO - La nuova amministrazione comunale coordinata dal sindaco Massimo Pulcini prosegue spedita nel suo percorso. Dall’insediamento del giugno scorso diverse sono state le iniziative messe in atto per dare alla comunità monteporziana quell’importante segno di «presenza e attenzione» promesso dal nuovo sindaco e dal gruppo civico Viviamo Monte Porzio che ne ha sostenuto la candidatura. Per saperne di più abbiamo raggiunto il nuovo primo cittadino che, con grande disponibilità, ha illustrato i prossimi interventi pensati per migliorare le condizioni di tre importanti contesti: scuola, raccolta differenziata, cultura e turismo. In attesa degli esiti dal parte del Ministero dell’Interno sul Bilancio riequilibrato 2018-2020. «Soltanto allora - ha detto Pulcini - potremo iniziare a pensare al Bilancio triennale 20192021 che per Monte Porzio e per la nostra amministrazione sarà la vera occasione di ripartenza». Sindaco Pulcini, siamo in pieno agosto e tra poche settimane prenderà di nuovo il via l’anno scolastico. Come vi state organizzando visto che come noto partiranno anche i lavori di messa in sicurezza della storica scuola cittadina? «Il settore scuola è proprio quello che per primo abbiamo attenzionato, come nuova amministrazione, perché i giorni volano e tra poco i bambini, i ragazzi e gli insegnanti torneranno a rendere vivace e allegra la nostra Monte Porzio. Stiamo lavorando per la riasse-
per Sant’Antonino, la festa più amata. Cosa succederà quest’anno?
gnazione dei fondi che il Ministero Istruzione Università e Ricerca ha destinato alla messa in sicurezza degli edifici scolastici per il loro adeguamento strutturale e antisismico e a occuparsene sarà la Regione Lazio. Intervento che vede in prima linea il plesso scolastico centenario di piazza Borghese dove sarà presto terminata anche la fase relativa al piano di evacuazione per i lavori di miglioramento sismico. Con fondi comunali provvederemo a realizzare dodici nuove aule negli altri plessi scolastici, dove sistemare gli alunni della scuola di piazza Borghese. Dopo le procedure di gara di legge, in ottobre è prevista la contrattualizzazione della ditta alla quale saranno affidati i lavori che inizieranno subito».
«Compatibilmente con le risorse economiche attuali stiamo cercando di programmarla nella maniera più dignitosa possibile. Purtroppo per le elezioni in corso del maggio scorso non c’è stata la possibilità di partecipare ai bandi regionali per le manifestazioni legate alla tradizione. Per questo abbiamo chiesto a tutti collaborazione per ridare un po' di splendore alla festa più importante, per il suo significato religioso, per l’orgoglio di esserci per ciò che rappresenta nella storia di Monte Porzio Catone. Stiamo cercando di coinvolgere anche le importanti realtà che abbiamo sul territorio e mi sembra di vedere dei segnali positivi da parte di tanti. C’è voglia di fare, voglia di stare insieme, di partecipare, di ricreare quel senso di comunità solidale che non deve mai essere abbandonato. Monte Porzio non è un’entità astratta. Monte Porzio siamo noi».
Sui rifiuti si sente parlare di sostanziali novità. Qualche anticipazione? «Questo è un settore delicato dove l’attenzione sarà sempre al massimo. Ci siamo infatti trovati a gestire un sistema di raccolta differenziata porta a porta inferiore al 40%. Per questo è stato necessario cambiare rotta. Partendo, in primis, da una nuova educazione verso coloro che, non avendo ben compreso le modalità di separazione e conferimento dei rifiuti, creano non pochi problemi a tutto il sistema. Azioni in tal senso sono previste in collaborazione con la Diodoro Ecologia, l’azienda che gestisce il servizio. Tra le grandi novità in questo settore la prossima eliminazione del porta a porta al centro storico a fronte di nuovi sette piccoli punti di
In alto Massimo Pulcini, nuovo sindaco di Monte Porzio Qui sopra un’immagine della festa dedicata nel 2013 al centenario della scuola comunale di piazza Borghese
raccolta video sorvegliati 24 ore su 24. Un atto dovuto per il decoro del centro cittadino e la giusta accoglienza degli ospiti che non vedranno più rifiuti abbandonati sulle strade a tutte le ore del giorno. Ai punti di raccolta si potrà accedere muniti di tesserino che aprirà i contenitori, altrimenti chiusi. L’iniziativa interesserà anche aree periferiche come Armetta al confine con Frascati, Pratoni Belvedere nella zona
Tuscolo, il villaggio dei Cronisti di via Pilozzo e la zona bassa di Monte Porzio. Dallo scorso 2 luglio, inoltre, è aperto il nuovo ecocentro di via Sant’Antonino. E’ operativo dal martedì al venerdì dalle ore 14 alle 17, il sabato dalle 12 alle 16 e la domenica il mattino dalle 8 alle 12». L’estate di Monte Porzio Catone è da sempre caratterizzata dalle celebrazioni d'inizio settembre
Altre iniziative? «A ottobre, in centro, ci sarà la prima edizione di una manifestazione enologica e culturale, La Luna nel Bicchiere, organizzata con l’Osservatorio Astronomico di Monte Porzio e il Consorzio di Tutela del Frascati Doc. L’importante realtà scientifica è uno dei vanti della nostra cittadina così come i nostri produttori di vino e alle degustazioni saranno abbinate osservazioni lunari con un grande planetario. Paola Polli
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La Questura di Roma assegna al Comune un altro immobile tolto alla malavita
Quei beni sequestrati che nessuno usa Il difficile recupero per amministrazioni in difficoltà diventa un grosso spreco GROTTAFERRATA - Gli uomini della divisione anticrimine della Questura di Roma hanno effettuato all’inizio di luglio un maxisequestro di beni, per un valore di oltre 120 milioni di euro, nei confronti di noti esponenti della ‘ndrangheta radicata a Roma e provincia da oltre trenta anni. Tra i beni sequestrati ci sono 173 immobili. Uno di questi era a Grottaferrata. Nelle ore seguenti l’operazione quanti si aspettavano una reazione dal mondo politico criptense è rimasto deluso. Nessun consigliere o forza politica ha proferito parola pubblicamente, neanche per ringraziare forze dell’ordine o magistratura di
quanto accaduto. Inspiegabile. Eppure Grottaferrata non è nuova a questo tipo di operazioni, tant’è che il Comune è assegnatario di altri beni sequestrati nel corso degli anni. Il problema è che le assegnazioni per finalità sociali non sono andate a destinazione. Ma anche di questo si parla poco o nulla. Le difficoltà principali sono dovute alla mancanza di risorse economiche per far partire le riqualificazioni, alla burocrazia, al complesso funzionamento delle attribuzioni e ai meccanismi che dovrebbero consentire l’attribuzione a quelle realtà verso le quali è indirizzato il lavoro dell’Agenzia dei Beni Confiscati. Fattori
GROTTAFERRATA
determinanti che spesso rallentano e a volte vanificano le assegnazioni per finalità sociali. Si dovrà comprendere, ora, se anche l’ultimo bene oggetto di sequestro sarà destinato effettivamente al comune. Grottaferrata ha a suo carico l’ex Ristorante La
Bazzica, il Residence Agorà in via del Fico (due appartamenti), una recente acquisizione in via Colle delle Ginestre (dimora più un garage). Nessuna di queste risulta coinvolta in progetti concreti di recupero. Anzi, sull’ex Bazzica ormai si denunciano pro-
L’autore, non vedente, ne ha scritto in un bel libro
Conti: quella Luce che dà senso alla vita Grottaferrata - Con Fiat Lux, Piccolo trattato sulla teologia della luce (Tau Editrice - Todi - 2018, pp. 241), Alessio Conti vuole provocare tutti noi oltre a suscitare l’interesse dei suoi alunni e dei colleghi del liceo scientifico statale Teresa Gullace di Roma. Quella «Luce» che l'autore non ha mai conosciuto perché cieco dalla nascita, che lo affascina e lo immerge del tutto nel duplice senso del vocabolo: luce fisica e luce interiore. Nel suo testo trascina i lettori in una immersione di luce, conducendoli attraverso un percorso fascinoso tracciato sulla Parola. Alessio non conosce la luce, ma la «sente» come calore, inteso nella dicotomia fisicità-spiritualità, del freddo-buio e del caldo-luce. Il titolo punta sull’importanza della luce nella Sacra Scrittura, in cui essa compare fin dalla pagina iniziale: «Dio disse: “Sia la luce!” E la luce fu» (Genesi 1,1-5). E si ritrova anche nella pagina conclusiva dell’Apocalisse 22,5 : «Non vi sarà più notte, e
Il professor Alessio Conti
non avranno più bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà. E regneranno nei secoli dei secoli». Il testo propone una riflessione di tipo storico-ermeneutico-teologico sul fenomeno misterioso e dinamico della lu-
ce nella storia cristiana con l’intenzione di ricomporre l’unità tra luce divina e umana. Si tratta di un meraviglioso percorso il cui filo conduttore è la luce nell’approccio biblicostorico-letterario: da quella luminosa dedicata alla donna, allo splendore di testi manzoniani, per giungere all'esistenziale umanità dei salmi, costituita sempre di luci e ombre. Il testo prosegue in un itinerario in cui brilla la parola di Sant’Agostino e lo splendore della Liturgia della Chiesa, culminando con «il cuore pulsante» del Cristianesimo: la Luce delle Beatitudini, divina e umana. Nel libro anche Unità Didattiche e un particolare riferimento a quell’ora scolastica di religione, definita «un cantuccio», vocabolo che esprime raccoglimento e calore di una parola amica. «Dio chiamò la luce giorno, mentre chiamò le tenebre notte» (Genesi 1,5). In questa alternanza si inserisce la vita. Antonietta Chiariello
blemi di abbandono. I beni confiscati, invece, con la giusta volontà politica al fine di valorizzarli, sono una delle chiavi per il rilancio sociale, ove attività per i giovani in difficoltà, per le donne, per l’integrazione e l’inclusione, per i disabili, per le famiglie e comunque in considerazione degli ultimi e degli individui nel disagio e in ricerca di riscatto, possono determinare nuove possibilità, opportunità economiche di solidarietà e reti di aiuto. Il fatto che sull’argomento, nonostante la cronaca, continui un immotivato silenzio non è sicuramente un aspetto positivo. Fabrizio Giusti
Documentario della Tv greca L’abbazia di San Nilo e Grottaferrata sono il tema del documentario che la tv greca ha recentemente trasmesso nel noto programma domenicale a sfondo religioso dal titolo Charà Theoù (Gioia di Dio). La troupe composta dai giornalisti e tecnici Ioannis Melissidis, Dimitrios Moutzopoulos e Jannos Eolou è stata accolta con grande piacere dal vescovo di Albano Mons. Marcello Semeraro, amministratore apostolico dell’abbazia. La troupe è stata seguita da Virgilio Avato che ha avuto il compito di tradurre in greco le comunicazioni tra gli ospiti e le persone che intervistate per l’importante occasione promozionale.
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Anche quest’anno la cittadina organizza una serie di manifestazioni all’aperto
Rocca Priora regina degli eventi estivi Sagre, feste, raccolte benefiche e tradizione religiosa per un agosto divertente R OCCA P RIORA - Cultura, valorizzazione dei prodotti tipici, street food, vecchie e nuove tradizioni, musica. È «Rocca Priora d’Estate 2019»: sedici appuntamenti per un calendario ricco di iniziative, che si concluderà il 15 settembre, dal centro storico fino a Colle di Fuori. Già disputata la Corsa del Narciso, appuntamento organizzato dall’Asd Atletica Rocca Priora, e il Palio della Concordia a Colle di Fuori, gli appuntamenti si susseguono. «Un ricco programma commenta la sindaca Anna Gentili - realizzato attraverso la stretta e preziosa collaborazione con tutte le associazioni del territorio e il Comune che spero possa essere sempre così proficua e anche grazie ad alcuni finanziamenti della Regione Lazio. Quasi tre mesi di feste e sagre con cui, grazie all’instancabile dedizione delle Confraternite e di tutti i volontari delle
associazioni locali, si valorizzeranno le nostre tradizioni enogastronomiche e folkloristiche, la bellezza di tutta la nostra città e la natura che ci circonda». Ben sette eventi sono stati dedicati ai prodotti tipici: la Sagra delle Cellette e del Tozzetto a piazzale Zanardelli, la Sagra della Panontella a piazzale Pallottini; dall’8 al 18 agosto sarà la volta della Sagra della Bruschetta a piazzale Zanardelli; il 17 , il 18 e dal 22 al 25 agosto si terrà la Sagra dell’Agnello a piazza Capranica a Colle di Fuori; dal 28 agosto al 1 settembre toccherà alla Pinsa al Borgo a largo Europa e si concluderà a Colle di Fuori con la Sagra del Fungo Porcino il 30 e 31 agosto e il 1, 6, 7, 8, 13, 14, e 15 settembre. Tre gli eventi dedicati alla riscoperta delle tradizioni storiche: dal Palio della Concordia a Tiritirivalle, la manifestazione dedicata al-
la riscoperta del dialetto, e lo spettacolo «Magara lu' tempu gnesse arreto». Dal 29 luglio al 4 agosto a piazzale dei Padri Pallottini grande protagonista è stata come sempre la storica e partecipata Festa della Madonna della Neve. Il 16 agosto, come da tradizione, sarà invece dedicato al Patrono con la Festa di San Rocco. Manifestazioni
agostane che fanno di Rocca Priora, da qualche anno a questa parte, il comune più attivo nell’organizzazione di feste e intrattenimenti durante il periodo estivo. A luglio tanta partecipazione c’è stata per l’evento dedicato alla musica, Rocca in Rock, ma anche per l’evento a sfondo benefico «Tutti uniti per Matteo», che si è te-
nuto a Piazza Nassirya con spettacoli, stand enogastronomici e un bellissimo spettacolo di fuochi d’artificio, il cui ricavato sarà destinato a opere di bene in ricordo di Matteo Roiati. In memoria del ventisettenne di Rocca Priora, vittima nel 2014 di un fatale investimento nel pieno centro storico cittadino, i suoi amici hanno prima dato vita alla manifestazione e, dallo scorso anno, a una vera e propria Onlus che si dedica a sensibilizzare il senso comune sulla sicurezza stradale e il soccorso in caso d’incidente, ma anche a raccogliere fondi da destinare a borse di studio per studenti, acquisto di defribillatori e opere di riqualificazione del verde cittadino. L’8 settembre, invece, dallo stadio Monte Fiore partirà la passeggiata benefica Passo dopo passo per un respiro in più, dedicata alla sensibilizzazione sulla Fibrosi Cistica.
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I democratici sospettosi sulla convergenza tra il sindaco e La Città al Governo
Andreotti nel mirino del Pd sul nuovo Piano Regolatore GROTTAFERRATA - L’urbanistica tiene sempre banco. Mentre in città vanno avanti piccoli e grandi interventi, destando preoccupazione tra gli abitanti di quartieri già in difficoltà per l’insufficienza di strade e servizi, la politica prosegue la sua discussione. L’ultimo episodio è stato un convegno organizzato da La Città al Governo davanti ad una platea di cittadini, esponenti politici, sigle associative. Al centro della discussione gli strumenti di trasformazione territoriale, la storia di questi anni, i problemi del territorio, una pianificazione che si è rivelata spesso inesistente o inadeguata su cui intervenire urgentemente. Grottaferrata ha un Prg del
1968 che recepisce idee nate tra gli anni ‘50 e gli anni ‘70 dello scorso secolo con limiti evidenti e un sovradimensionamento pensato per 35mila abitanti, per fortuna mai centrati nonostante l’85% delle cubature siano state già realizzate. La consigliera comunale Rita Consoli ha sottolineato gli aspetti tecnici, le mancanze, le criticità del territorio, evidenziando come dal 1994 a oggi ci siano stati tentativi di realizzazione del Prg sempre interrotti con un costo sostenuto dalla varie amministrazioni comunali di 633mila euro. Consoli ha poi posto grande attenzione sulle zone di espansione ancora libere, sulla concentrazione dei servizi
esclusivamente distribuiti al centro, sulla terribile viabilità, sulla carenza di risorse idriche, evidenziando inoltre Pratone come zona di grande sofferenza. Il sindaco Luciano Andreotti è intervenuto alla discussione garantendo la sua disponibilità: «Questo è l’unico consiglio comunale - ha detto - che può condividere le scelte. Il punto zero è stata la delibera di impegno approvata su proposta di La Città al Governo sulla pianificazione urbanistica con un obiettivo comune. I tempi saranno lunghi, ma se ci sarà un dibattito aperto raggiungeremo l’obiettivo». «L'asse tra Andreotti e la Consoli si è consolidato sui temi dell'urbanistica
- hanno commentato graffianti dalla segreteria del Partito Democratico di Grottaferrata - e la presenza del sindaco all'assemblea testimonia la piena adesione al progetto della lista civica di pervenire a un nuovo Prg. Una strana inversione dei ruoli». «Andreotti - prosegue il Pd - ha fatto approvare una delibera di giunta, la n. 43, che
sembrerebbe una mini variante in quanto consente di edificare anche in aree fino ad oggi non interessate al consumo del territorio. La giunta continuerà nel suo finto immobilismo a concedere autorizzazioni edilizie con l'alibi del vecchio Piano Regolatore? C'è bisogno di chiarezza, noi eserciteremo una costante attività di vigilanza». (FG)
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POLITICA
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Andreotti licenzia l’assessore allo Sviluppo economico ma raccoglie solo dissensi
Fuori Di Bernardo, s’accende Il Faro La lista civica che lo sosteneva imbufalita con il sindaco: scelta poco chiara GROTTAFERRATA - La politica cittadina è stata squassata negli ultimi tempi dal caso di Mirko Di Bernardo, esponente politico della lista civica Il Faro, assessore di punta del governo Andreotti, estromesso dalla giunta nell’ambito di una «verifica» - così è stata chiamata dagli ambiti di maggioranza - che ha suscitato polemiche e clamorose prese di posizione. Di Bernardo non ha mancato di attaccare l‘operato del sindaco sulla vicenda. «In questi due anni - ha detto - se ci fosse stato una sana ed equilibrata guida politica, avremmo potuto fare di più, tuttavia ho prodotto alcuni provvedimenti che hanno ottenuto il riconoscimento e l’apprezzamento di cittadini, scuole, Regione Lazio». «Io penso - ha aggiunto - che Grottaferrata abbia diritto a un’amministrazione coesa, qualificata e fortemente opera-
tiva. A causa di personalismi e veti incrociati non è stato possibile svolgere un percorso sereno e costruttivo. Ho un ultimo rammarico per le modalità con cui questo processo si è concluso: un foglio, consegnato dal messo comunale, senza che il sindaco abbia avuto il rispetto di consegnarmelo». Il consigliere comunale di maggioranza de Il Faro, Massimo Garavini, ha reagito a quanto accaduto con parole ferme: «Di Bernardo rappresentava la nostra lista e ha avuto riconoscimenti per il suo lavoro a livello regionale, dai presidi delle scuole, dalle associazioni, dal mondo giovanile. A oggi non risultano chiare le motivazioni della revoca. La presunta staffetta non è mai avvenuta ed è passato oltre un mese e mezzo. Chiediamo quindi quale necessità ci sia stata di fare questa di revoca. E’ forte il dubbio
che questo atto rappresenti qualcosa di diverso il cui prezzo verrà pagato dalla cittadinanza». Un’altra consigliera comunale in disaccordo con quanto accaduto, Veronica
Pavani, ha lasciato la Lista Andreotti e ha formato un nuovo gruppo consiliare autonomo, Altri orizzonti per Grottaferrata. «Poca organizzazione programmatica - ha spiegato - poca condivisione degli obiettivi, scarsa comunicazione anche delle cose fatte sono gli elementi alla base della mia decisione, che sempre ho evidenziato senza ottenere alcuna revisione comportamentale. Io sono sempre pronta a sedermi a tutti i tavoli di riunione in cui si parli di futuro e di sviluppo, ma non c’è più tempo da perdere». Da qui anche la richiesta ad Andreotti di azzerare la giunta comunale, respinta però dal gruppo di fedelissimi del sindaco. Una frizione grave che al di là della sostituzione di Di Bernardo rimarrà nel proseguimento dell’azione amministrativa nei prossimi mesi (FG) In foto Di Bernardo
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LO SCORSO 10 GIUGNO UNA FUGA DI GAS IN CORSO COSTITUENTE HA SCATENATO L’INFERNO
Rocca di Papa ferita ma mai doma Il grande dolore della comunità locale per la morte del sindaco Emanuele Crestini e di Vincenzo Eleuteri, gli ultimi a lasciare il palazzo comunale dopo l’esplosione ROCCA DI PAPA - La città di Rocca di Papa, il 10 giugno 2019, ha vissuto la giornata più drammatica della sua storia recente. L’esplosione del palazzo comunale in Corso della Costituente a causa di una fuga di gas (erano in corso delle indagini geognostiche sulla strada da parte di una ditta incaricata dal Comune) ha causato due morti, quindici feriti, famiglie sfollate, una serie di conseguenze che ora andranno mano mano risolte nel tempo. Soprattutto alla luce delle varie responsabilità che emergeranno dalla delicata indagine in corso da parte della magistratura. La morte dolorosa del sindaco Emanuele Crestini e del suo delegato Vincenzo Eleuteri, in conseguenza dello scoppio, accaduta nei giorni seguenti, ha lasciato una ferita indelebile nella comunità locale, oggi impegnata a elaborare quanto successo e a tentare di rialzare la testa per andare avanti. In questo momento a Rocca di Papa c’è una sede comunale provvisoria e dislocata, non è ben chiaro ancora come e dove inizieranno le attività didattiche di quei plessi (elementare sul Corso e materna, coinvolta dall’esplosione) a oggi ancora all’interno dell’area sequestrata dalla magistratura. Il Corso, inoltre, non è più transitabile per le macerie del municipio che si sono riversate sulla via al momento del drammatico evento e i commercianti, già in difficoltà negli anni precedenti, stanno cercado di resistere con lodevoli iniziative che specie di sabato hanno portato tanti residenti e cittadini nelle strade per partecipare a cocomerate, spettacoli teatra-
La ricostruzione morale parte dal gesto di altruismo delle due vittime, definite eroiche, che non hanno esitato ad andare in soccorso degli altri respirando fumi velenosi
li, mostre. Per Rocca di Papa sono tornati a suonare anche gli Oliver Onions, ovvero Guido e Maurizio De Angelis, artisti di fama internazionale, cittadini onorari, che hanno voluto regalare ai roccheggiani una serata che ha avuto il sapore della voglia di ricominciare. La morte del sin-
daco Emanuele Crestini, omaggiata da tutte le cariche più alte dello Stato e per la quale è stata anche proposta, da parte del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, la medaglia d’oro al valor civile (secondo quanto testimoniato dai presenti il sindaco è uscito per ultimo dopo essersi
All’origine dell’esplosione una fuga di gas causata dalla perforazione di una tubatura sotto la strada; tre operai stavano infatti lavorando per conto del Comune davanti la sede municipale per studiare la presenza di cavità e la conseguente stabilità dell’immobile comunale
sincerato che tutte le persone presenti nell’immobile fossero al sicuro), ha creato un grande vuoto istituzionale e amministrativo. Le forze politiche tutte, intendendo il momento di difficoltà della città, hanno così deciso di stabilire una «tregua» non scritta al fine di rispettare un cammino il più possibile collaborativo per la ricucire la grande ferita. Ma le elezioni comunali sono dietro l’angolo (giugno 2020) e presto potrebbero comunque verificarsi le prime divisioni tra i partiti e le persone. La reggenza del Comune è ora nella mani del vicesindaco Veronica Cimino, apprezzata per il suo lavoro nella fase emergenziale. Nei prossimi giorni la Cimino dovrà affrontare problemi molto seri. Non sarà facile. Dalla sua parte la fiducia di una comunità che l’ha sostenuta totalmente nei giorni del dolore e del lutto, allor quando i funerali di Crestini e del delegato Eleuteri (all’aperto al parco La Pompa dei Campi d’Annibale) sono stati accompagnati da migliaia di persone, decine di sindaci e figure istituzionali in un ultimo saluto che ha voluto essere anche un grande segno di forza, un abbraccio collettivo. Rocca di Papa sta dimostrando, nonostante il terribile choc a cui è stata sottoposta, di essere una comunità viva, forte, capace di guardare al domani con ottimismo. I problemi ci sono, ma le iniziative organizzate, il sentimento di condivisione, la predisposizione all’aiuto, la solidarietà umana e concreta che si è diffusa, il senso di appartenenza fortissimo emerso già all’indomani della tragedia fa
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Ai funerali del sindaco Emanuele Crestini hanno preso parte più di mille persone, altrettante quelle che avevano salutato pochi giorni prima Vincenzo Eleuteri al duomo cittadino Al parco La Pompa, ai Campi d’Annibale, il card. Tarcisio Bertone ha officiato la Messa alla quale hanno partecipato anche il presidente della Regione Nicola Zingaretti (in alto) e la sindaca di Roma Virginia Raggi (in alto a destra seduta vicino alla vice sindaca di Rocca di Papa Veronica Cimino)
ben sperare che ci possa essere una grande opportunità di riscatto per tutta la comunità.Intanto è stata stanziata la prima tranche di finanziamenti regionali da parte della giunta di Nicola Zingaretti: 300mila euro su un milione complessivi che dovrebbero essere assegnati al Comune di Rocca di Papa: 250 mila euro saranno subito destinati al ripristino della sede comunale e 50 mila euro al rilancio delle attività economiche e commerciali danneggiate. Un inizio, dentro a un lungo cammino.
Sotto Crestini ed Eleuteri
Fabrizio Giusti
Uniti nella tragedia saranno ricordati a lungo dalla loro gente
Il cardinale Bertone ha salutato Crestini
Emanuele e Vincenzo, gli eroi di Rocca
Una cerimonia funebre pregna di emozione e sofferenza alla quale ha preso parte una folla enorme per salutare il «sindaco eroe» e ricordare il sacrificio del suo collaboratore. I funerali di Crestini sono stati un grande esempio di partecipazione popolare per una vicenda così tragica, con centinaia di persone anche sotto il sole nonostante il grande caldo. A officiare la messa è stato il cardinale Tarcisio Bertone, titolare della Diocesi tuscolana, alla presenza di decine di sindaci, del presidente regionale Nicola Zingaretti, del sindaco di Roma Virginia Raggi, di tantissime autorità civili e militari. Di tanti veri amici di Emanuele.
IL LUTTO
ROCCA DI PAPA - Emanuele Crestini il 24 giugno avrebbe compiuto 47 anni. Da tre anni era sindaco di Rocca di Papa. Era laureato in Scienze politiche e relazioni internazionali. Una vita di tante passioni: il rally, per esempio, ma soprattutto il lavoro presso il suo Gran Caffè Roma di Frascati, punto di riferimento di cittadini e politici. Una persona dalla battuta pronta, anche diretta e schietta. Quindi la politica: un paio di tentativi e Frascati e Grottaferrata, poi la rincorsa al suo vero sogno: entrare in consiglio a Rocca di Papa, città dove erano le sue radici, e diventare sindaco della città. Dal 2011 al 2016 fu protagonista di un’opposizione dura alla giunta di Pasquale Boccia,
poi l’avventura delle amministrative con tre liste civiche «espressione dei semplici cittadini», come li chiamava. Quindi la vittoria schiacciante al ballottaggio e la presa in carico di una difficile amministrazione. Padre di una bimba di nove anni, avuta da un ex compagna, sognava di sposare la giovane Veronica, al suo fianco da diversi
anni e che amava profondamente, ricambiato. Ha condiviso la tragica sorte con Vincenzo Eleuteri, 68 anni, che lascia la moglie Marta e il figlio Enrico. Una famiglia impegnata in città tra Polizia Locale, Avis, associazionismo e amministrazione. Vincenzo, nella sua lunga militanza politica era stato anche assessore nella giunta di
centrosinistra di Umberto Ponzo. Si era avvicinato a Crestini perché ne aveva condiviso lo scopo di cambiare la città ripartendo dai cittadini. Aveva accettato la delega ai Servizi cimiteriali. Era uno dei collaboratori più presenti in Comune. Per qualche giorno la città ha sperato che Emanuele e Vincenzo si potessero salvare. Eleuteri è deceduto il 16 giugno. Crestini quattro giorni dopo. Solo 24 ore prima dei tragici eventi era raggiante per il risultato conseguito in un’importante manifestazione presso il centro ippico del Vivaro. Pensava fosse l’inizio di una serie di progetti da portare a termine entro la fine del mandato. Un percorso interrotto drammaticamente.
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CASTELLI
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DISTRETTO SANITARIO
A Grottaferrata gli uffici del Piano di Zona Asl
Con Roncato e Smaila «seratone» al The View FRASCATI - Massimiliano Pavia, vulcanico e instancabile patron del The View, il lounge bar annesso al Frascati Sporting Village e al Ristorante 7 su 7, lo aveva promesso: «Nel 2019 riporterò a Frascati il grande Umberto Smaila e poi ci sarà un’altra seratona a sorpresa nella quale ci divertiremo tantissimo con la musica di oggi e di ieri». Promessa mantenuta: Smaila è tornato al The View per un’altra seratona divertentissima e qualche giorno dopo è stata la volta dell’attore Andrea Roncato (in foto con Pavia e Smaila) che anche lui si sta dedicando alla musica e agli spettacoli dal vivo. Bravi tutti.
GROTTAFERRATA - La cittadina criptense ospiterà a Palazzo Gutter, l’ex sede comunale, l’Ufficio di Piano di Zona del Distretto sociosanitario della Asl Roma 6. «Collocare a Grottaferrata la sede operativa del Piano di Zona - ha commentato il sindaco Luciano Andreotti, è per noi un grande onore. Rappresenterà una grande occasione e ringrazio tutti i colleghi sindaci per averci voluto favorire in questa scelta strategica visto che Grottaferrata è un punto d’incontro ideale ed è anche quella che meglio si affaccia verso Roma. E’ un onore e anche un grande onere che sono sicuro i miei collaboratori e i dipendenti tutti affronteranno con grande serietà».
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«FRASCATI LA RICCA FINISCE IN DISSESTO» SEGUE DA PAGINA 6 (...) e la guardiania saranno affidati a personale assunto attraverso un concorso pubblico mano mano che i dipendenti comunali più anziani andranno in pensione con la norma della Quota 100. I lavoratori della STS potranno accedere alla mobilità o partecipare al nostro concorso: Per le casse comunali ci sarà un risparmio importante visto che a parità di funzione gli impiegati pubblici costano di meno in quanto quelli della STS godono dei cosiddetti superminini. Altra cosa che dobbiamo assolutamente fare è la vendita di una parte del patrimonio pubblico. Partiremo dagli immobili più vecchi, come quelli di Fausto Cecconi e con alcuni locali commerciali. Sappiamo che l’iter burocratico sarà lungo, che la Corte dei Conti non valida piani che prevedono la vendita di immobili, come accaduto al Comune di Terni, ma con quei soldi potremo pagare o estinguere vecchi mutui contratti per realizzare opere pubbliche». Gori, non potrebbe essere altrimenti, tocca anche il tema delle farmacie comunali, per il quale
l’amministrazione Mastrosanti si sente chiaramente sotto attacco: «Nel piano di riequilibrio - spiega l’assessore - si sta pensando alla formula della concessione a terzi a titolo temporaneo, per un periodo dai 3 ai 5 anni. Considerando per la farmacia di Villa Muti e per quella di Vermicino un affitto aziendale dal valore complessivo di circa 500 mila euro, possiamo ipotizzare un rientro di 2,5 milioni di euro in cinque anni, al termine dei quali le farmacie tornerebbero al Comune di Frascati». Intanto, nei prossimi giorni, il Consiglio comunale tornerà a riunirsi per approvare importanti punti all’Ordine del Giorno. Prevista la votazione di una fetta di debiti fuori Bilancio per spese legali in cause che hanno visto il Comune di Frascati soccombere; l’assestamento del Bilancio per l’esercizio 2019; la richiesta di alienazione con contestuale sdemanializzazione di varie porzioni di terreno in agro romano attraversate dalla viabilità della Capitale; un «agostano» Piano di Utilizzazione Aziendale e una modifica alle norme del Prg.
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I PRIMI MESI
COLONNA
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Il nuovo sindaco chiamato subito ad affrontare temi delicati, e ora c’è la TARI
Nubi, acqua e terremoti, un duro inizio per Giuliani C OLONNA - «I miei primi giorni da sindaco stanno passando in fretta e furia, a volte mi sembra di essere in carica da tre anni e invece è trascorso poco più di un mese». Con queste parole Fausto Giuliani commentava su Facebook, a fine giugno, i primi giorni da sindaco di Colonna. Un inizio «schioppettante» per Giuliani, che appena nominata la giunta non ha fatto in tempo neanche a godersi la festa di insediamento e le Olimpiadi con i ragazzi delle scuole, che subito si è trovato a fare fronte ad un terremoto di magnitudo 3.7 con epicentro a Colonna che ha spaventato molto i colonnesi. Poi alla carenza idrica e alle riunioni con Acea e quindi alla mo-
bilitazione popolare di protesta per la nube maleodorante che dall’inizio dell’estate investe l’abitato di Colonna e dei Comuni confinanti, per lo più di notte, creando malessere in molte persone, in particolare bambini e anziani. Una vicenda che sta destando forte preoccupazione perché in tanti temono che l’odore acre sia un segnale tangibile della pericolosità dei fumi immessi nell’aria e il comitato di cittadini che si è creato spontaneamente per denunciare la vicenda ha chiesto alle autorità di appurare se la responsabilità debba essere attribuita ai bitumifici che operano in zona (uno a Laghetto e uno a San Cesareo) o se altri, al momento
sconosciuti, effettuano pratiche non autorizzate dando magari vita a roghi tossici ancora non individuati. I membri della famiglia Paolacci, titolari del bitumificio di San Cesareo, si sono mossi pubblicamente per difendere l’operato della loro struttura industriale, di recente costruzione, attraverso un’intervista video a una rubrica informativa on line. Le telecamere hanno seguito il processo che porta alla lavorazione del bitume, definita sicura e con filtri di ultima generazione a certificazione della regolarità degli impianti. Eppure sono in tanti a prendersela in particolare con la stabilimento di San Cesareo e le loro rimostranze hanno convinto il
sindaco di Colonna e anche la sindaca di San Cesareo a chiedere l’intervento delle autorità responsabili della sicurezza ambientale. Una postazione dell’Arpa Lazio è da giorni in zona per le verifiche sulla qualità dell’aria e si attende il responso. Anche alcuni parlamentari si sono mossi per interrogare il Ministro dell’Ambiente a effettuare
controlli e la speranza è che presto tutto rientri nella normalità. Per Giuliani quindi un inizio di fuoco che è diventato un vero e proprio incendio di polemiche dopo che sono state diffuse le nuove tariffe della Tari, con un aumento del 30% rispetto all’anno precedente. Torneremo a parlare di questo e altro nel prossimo numero. (FP)
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