il piccolo 38 del 31/10/2020

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turismo

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politica

viaggi vietati? “ti amo italia” tour virtuale

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la lamorgese: nizza? colpa dei decreti sicurezza

Anno IV • n° 38 • SABATO 31 ottobre 2020

Periodico • € 0,02 copia omaggio

Direttore responsabile: Daniele Tamburini • Società editrice: U.P. Uggeri Pubblicità srl • Amministrazione e diffusione: Corso XX settembre 18, Cremona - tel. 0372 20586 • Autorizzazione del Tribunale di Cremona n° 5/2017 del 26/10/2017 Redazione: Corso XX Settembre 18, Cremona - tel. 0372 20586 • ilpiccolocremona@gmail.com • Stampa: Industria Grafica Editoriale Pizzorni I.G.E.P. Srl - Cremona • Pubblicità: U.P. Uggeri Pubblicità srl • 0372 20586 • info@uggeripubblicita.it

CORONAVIRUS • Mentre continuano ad aumentare i casi, in 71 chiedono di riorganizzare il settore

Articolo a pagina 3

sanita’, il piano arriva dai medici coronavirus

Raineri a pagina 5

effetto gregge o cautela? la lombardia ribaltata coronavirus

piu’ attrezzati, ma attenzione Fornasari a pagina 4

il caso

lettera segre, le reazioni Articolo a pagina 6

c a s a l a s c o

rifiuti pericolosi un progetto che allarma piadena

Raineri a pagina 11

cultura

eduardo de filippo, gigante del teatro, moriva 36 anni fa Pani a pagina 22

fatemi capire...

di Vanni Raineri

In fondo è la scoperta dell’acqua calda. C’è una grave emergenza economica e i lavoratori rischiano di perdere l’occupazione? Basta proibire per legge di licenziare e il problema è risolto. Io allargherei questa fine strategia anche all’emergenza sanitaria: il Covid rischia di costare la vita a migliaia di italiani? Basta proibire per legge di morire.

sostenibilita’

Raineri a pagina 7

smart working: ecco come saranno il lavoro e le citta’ del futuro sport

Una vanoli acciaccata ci prova domani a pesaro Varesi a pagina 23

La Cremonese confida nella vendetta dell’ex Volpi a pagina 24

le stelline della pista sono Bissolati e vece Chiodo a pagina 26



CRONACa emergenza sanitaria

prorogati a fine anno i permessi in scadenza il 31 ottobre

La Giunta Comunale di Cremona ha prorogato fino al 31 dicembre 2020 tutti i permessi definitivi (residenti, attività e persone disabili) che scadono il 31 ottobre prossimo. La decisione degli amministratori è stata presa a causa dell’emergenza sanitaria in

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corso e per consentire il rilascio dei rinnovi in tutta sicurezza. Per poter rinnovare il permesso è necessario contattare, prima del 31 dicembre 2020, l’Ufficio permessi, scrivendo a ufficio.permessi@comune.cremona.it per concordare tempi e modalità.

CORONAVIRUS • Al Maggiore 11 pazienti in terapia intensiva, 71 medici firmano un piano per riorganizzare la sanità locale

A Cremona 175 casi, quasi 9mila in Lombardia Nuovo balzo dei contagi da Covid-19 in Italia. Una situazione che preoccupa, mentre si continua a parlare dell’ipotesi di un nuovo lockdown nel nostro Paese. IN ITALIA Sono 31.084 i nuovi casi di Coronavirus in Italia, 4.253 in più del giorno precedente, quando furono 26.831. Sono invece 199 i morti nelle ultime 24 ore. E’ quanto emerge dal quotidiano bollettino diffuso dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore della Sanità. Crescono i ricoveri, 1.030 nelle ultime 24 ore (ieri erano 983), che ora raggiungono quota 16.994, mentre le terapie intensive crescono meno (95 contro i 115 di 24 ore fa), per un totale di 1.746. Il totale dei contagiati dall’inizio dell’epidemia sale a 647.674. In aumento il numero dei guariti delle ultime 24 ore (4.285), che portano ad un totale di 283.567 persone che si sono messe alle spalle il virus. Il numero degli attualmente positivi tocca quota 325.786 malati. Di questi, 307.046 sono in isolamento domiciliare, quasi 26mila più di ieri. La percentuale di positività sul totale dei tamponi sale al 14,4%. LE REGIONI La regione con più casi è la Lombardia, con 8.960 nuovi positivi (ieri erano stati 7.339), seguita da Campania (3.186) e Veneto (3.012), quella con meno nuovi casi è invece la Basilicata con 95. A livello di ricoveri, la Lombardia rimane quella più colpita con 3.698, seguita da Piemonte e Lazio. Le stesse regioni sono quelle con il maggior numero di ricoveri in terapia intensiva. A CREMONA All’Ospedale di Cremona, secondo l’ultimo aggiornamento rilasciato giovedì, i pazienti ricoverati con coronavirus sono complessivamente 73: 11 in terapia intensiva, 12 in Pneumologia, 21 in Malattie infettive e 29 nella Week Surgery Covid. In tutto il territorio cremonese, secondo i dati di ieri, sono 175 i nuovi positivi al Covid. «Stiamo lavorando in sinergia con Regione Lombardia - spiega-

A sinistra il flash-mob di Confcommercio per protestare contro le misure restrittive di Governo e Regione. A destra il tavolo sulla scuola con il provveditore Molinari no dal Maggiore -. Ci stiamo preparando, già dalle prossime ore, ad attivare il livello 3 del Piano di emergenza aziendale per rispondere al fabbisogno di posti letto a livello territoriale. In tale contesto, anche l’Ospedale Oglio Po è pronto a dare il suo contributo con l’attivazione di 20 posti letto covid-19». SANITà IL DOCUMENTO DI 71 MEDICI CREMONESI Oggi verrà presentato un documento firmato da 71 sanitari cremonesi, che nasce dall’esigenza di portare a frutto l’esperienza maturata in questi duri mesi di pandemia, in una provincia fortemente colpita dal Covid. Un documento che mette in evidenza diverse criticità del servizio sanitario regionale e lancia spunti su come riorganizzare la sanità cremonese, per affrontare in modo adeguato le necessità di cure della nostra popolazione. Il primo obiettivo: l’organizzazione di un gruppo di lavoro fatto da sanitari e autorità. I DATI ISTAT SULLA MORTALITA’ L'Istat ha diffuso i dati relativi ai decessi (per tutte le differenti cause di morte) nei comuni italiani da gennaio ad agosto 2020. Considerando l’andamento dei decessi per il complesso delle cause, nel primo bimestre del 2020 si registra una diminuzione della mortalità rispetto al 20152019, mentre a partire dal mese

di marzo si ha una netta inversione di tendenza, a seguito della diffusione dell’epidemia di Covid-19. A livello territoriale è il Nord l’area in cui si registra l’inversione di tendenza più marcata, in particolare in Lombardia si passa da una diminuzione dei decessi del 5,8% del bimestre gennaio-febbraio 2020 -rispetto al 2015-2019- ad un aumento del 191,2% nel mese di marzo, seguita dall’Emilia–Romagna con un aumento del 69,1%, e dal Trentino Alto-Adige (62,2). NAS, MAXI SEQUESTRO DI MASCHERINE I carabinieri dei NAS di Cremona in settimana hanno sequestrato 30mila mascherine filtranti importate e commercializzate illecitamente, per un valore di 150mila euro. L’operazione è stata eseguita in due magazzini, di Cremona e Brescia, riconducibili a una società specializzata e a un importante player di distribuzione nazionale di dispositivi medici di protezione. Le due aziende avrebbero importato le mascherine dalla Cina e le avrebbero messe in vendita nonostante fossero sprovviste del marchio “CE”: senza dunque alcuna certificazione di conformità. EMERGENZA ECONOMICA FLASH MOB DI CONFCOMMERCIO Confcommercio Cremona ha realizzato, in settimana, un flash

mob per protestare (in modo tanto civile quanto fermo) contro le misure di Governo e Regione «che - spiegano - senza alcuna logica efficace per contenere il virus, stanno trasformando l’emergenza sanitaria in economica». emergenza Confcommercio ha voluto tappezzare la Galleria XXV Aprile con centinaia di fotografie di imprenditori del territorio. Quasi una citazione, con un richiamo evidente alla Argentina della fine degli anni Sessanta e dei successivi Settanta. È stata realizzata una sorta di Plaza de Mayo, dove ad essere desaparecidos sono le attività di chi ha una partita iva. IL SOSTEGNO DEL COMUNE AGLI ESERCENTI E’ stata approvata all’unanimità in Consiglio Comunale la sospensione del COSAP degli ampliamenti dei plateatici invernali per permettere il distanziamento, a completamento di tutte le azioni già previste da quanto deciso dal Consiglio Comunale del 29 giugno: sospensione del COSAP (Canone di occupazione suolo ed area Pubblica) per i plateatici dei pubblici esercizi, riconoscimento della possibilità di ampliamento senza oneri COSAP dei plateatici di pubblici esercizi, per tutto l'anno 2020, sospensione del COSAP per nuove richieste di plateatici di negozi di vicinato e

pubblici esercizi sull'intero territorio, sospensione del 50% dell'intero importo relativo a COSAP e TARIG (Tassa rifiuti giornalieri) per gli operatori dei mercati cittadini. «Da quando è entrato in vigore il nuovo DPCM sono in contatto con rappresentanti delle varie categorie ed esercenti, ne comprendo il disagio e le difficoltà imprenditoriali ed economiche che devono affrontare», ha spiegato Barbara Manfredini, assessore al Commercio del Comune di Cremona. SCUOLA, DA LUNEDI’ AL VIA LA DIDATTICA A DISTANZA C’è poi il fronte della scuola. Il dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale, Fabio Molinari, ha illustrato le azioni concordate con i vertici regionali e fornito gli opportuni chiarimenti ai dirigenti scolastici degli istituti della provincia di Cremona: Nelle scuole cremonesi la didattica a distanza verrà applicata al 100% a partire dall’inizio della settimana prossima - il 2 o il 3 novembre nel caso di celebrazione della Commemorazione dei Defunti - fatte salve le esigenze degli studenti BES e DSA. L’ordinanza regionale prevede lo svolgimento in presenza delle attività laboratoriali. In questo modo le indicazioni dell’ordinanza regionale vengono sostanzialmente armonizzate alle disposizioni contenute nel nuovo Dpcm.


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Cronaca

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g iu n ta c om unale

attivato il bonus mensa scolastica Una quota del contributo di 1.250.000 euro erogato dalla Banca d’Italia al Comune di Cremona e destinato a persone che si trovano in difficoltà a seguito dell’emergenza Covid-19 sarà utilizzata per garantire la possibilità di frequentare il servizio di ristorazione scolastica e l’intera giornata educativa da parte di bambini appartenenti a famiglie in condizioni di fragilità. Il contributo destinato alle famiglie sarà versato direttamente sul conto easy-pay e potrà essere utilizzato esclusivamente per il pagamento dei pasti consumati per la mensa scolastica. Questa la decisione presa nei giorni scorsi dalla Giunta su proposta dell’Assessore all’Istruzione Maura Ruggeri. L’erogazione avverrà tramite un “bonus mensa scolastica” di 300 euro destinato a coprire parte delle spese dovute dalle famiglie per il servizio di ristorazione scolastica. L’apposito Avviso, pubblicato all’Albo Pretorio del Comune (https://www.comune.cremona.it/servizionline/albopretorio/atti-del-comune-di-cremona/albo-pretorio-dettaglio-atto/2020/2640) è rivolto alle famiglie che hanno almeno un figlio iscritto al servizio di ristorazione scolastica delle scuole infanzia comunali, statali e primarie statali; le famiglie dovranno essere in possesso di attestazione Isee non superiore a 26.000 euro, e dimostrare di avere subito una riduzione del reddito complessivo netto del nucleo familiare successivamente al 1° marzo.

CORONAVIRUS • Carlo e Ornella, tecnici radiologi a Cremona, hanno contratto il Covid nelle due fasi

«Siamo più attrezzati, ma attenzione» benedetta fornasaRI

Carlo Giussani e Ornella Carrara sono colleghi e amici, accomunati dalla professione ma non solo. Entrambi, tecnici radiologi presso l’Asst di Cremona, rispettivamente da 30 e 17 anni, hanno contratto il Coronavirus in tempi e modi differenti. Tutti e due però si stanno preparando ad affrontare la temuta seconda ondata della pandemia. Tutti e due hanno paura di rivivere i mesi primaverili, clou dell’emergenza sanitaria. Lo affermano in qualità di operatori dell’Unità Operativa di Radiologia, un comparto ospedaliero “aperto” e “mobile” che assiste pazienti con varie patologie e che opera a stretto contatto con gli altri reparti, svolgendo un ruolo fondamentale per la diagnosi del Covid-19, riscontrato principalmente attraverso la radiografia e la Tac. Carlo e Ornella conoscono bene il Covid, vissuto per esperienza diretta. Lo hanno sperimentato in prima persona e lo hanno incontrato in tanti malati perché il loro lavoro consiste, come raccontano, «nel fotografare una patologia seria e complessa», la tristemente celebre polmonite interstiziale bilaterale. Déjà vù. «Il 2 novembre tornerò al lavoro e so già cosa mi aspetta: ansia, insonnia e l’incontro, chissà per quante volte ancora, di pazienti Covid». Ornella sta terminando gli ultimi giorni di malattia dopo aver contratto il virus in forma lieve. Un solo sintomo, una congiuntivite fastidiosa, poi

Carlo Giussani intervistato a Tagadà su La7 dopo essersi contagiato all’inizio della pandemia

la decisione di effettuare una visita oculistica fino al sospetto di essere positiva, come successivamente ha confermato dal tampone. «Ad oggi - sottolinea Ornella – ci sono tanti asintomatici e proprio per questo motivo bisogna stare attenti e cercare di prevenire in ogni modo la diffusione della malattia perché possiamo contagiarci senza accorgercene». Rewind. Carlo è stato tra i primi ad ammalarsi gravemente. Lo scorso 23 febbraio è stato ricoverato per forti crisi respiratorie e dopo due settimane di degenza e due mesi di convalescenza è tornato in servizio. «La situazione sta prendendo una piega preoccupante. È scattato un campanello d’allarme. Nel nostro reparto – spiega - non siamo al-

larmati come nei mesi di piena crisi e oltretutto siamo più esperti e meglio organizzati per gestire l’infezione da Covid-19, però dobbiamo essere pronti a tutto (naturalmente con l’auspicio che la storia non si ripeta) e soprattutto dobbiamo impegnarci con grande responsabilità affinché ciò non accada. L’esperienza pregressa ci è di aiuto, abbiamo appreso tecniche da adottare per ridurre l’aggressività del virus e, non da ultimo, è cambiato l’approccio al paziente. Tutto l’ospedale si è attrezzato e anche il reparto di Radiologia è strutturato in area “Covid” e “non Covid”, con percorsi specifici a tutela di quanti necessitano di cure e degli operatori sanitari. Al Pronto Soccorso è in fase di predisposizione una zona di radiologia diagnosti-

ca dove i tecnici potranno eseguire esami per agevolare le operazioni di presa in carico del paziente anche allo scopo di filtrare e controllare gli accessi al reparto di Radiologia». Carlo, Ornella e i tanti operatori sanitari sono in prima linea e oltre ad essere esposti al virus sono spesso esposti agli improperi degli ignoranti, di coloro che li accusano di terrorizzare la gente e di seminare il panico ogni volta che fanno appello alla prudenza e al rigoroso rispetto delle misure anticontagio. «Non siamo eroi – dicono –, semplicemente svolgiamo il nostro lavoro e abbiamo il diritto di essere rispettati come qualsiasi altro lavoratore, cittadino e persona. Ognuno stia al proprio posto e faccia la sua parte».


Cronaca

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CORONAVIRUS • Le province più colpite nella prima ondata sono le più risparmiate oggi. Solo per la maggiore attenzione? VANNI RAINERI

Spesso i dati pubblicati sui media nazionali relativamente ai contagi lasciano spazi a dubbi interpretativi. Ad esempio quelli che riportano i dati nudi e crudi senza considerare l’incidenza statistica. E’ il caso del numero dei nuovi contagi che quotidianamente viene riportato su giornali, siti e televisioni. La Lombardia è sempre nettamente al primo posto, e sembra scontato che gran parte dei casi provengano dalla nostra regione. Ma è proprio così? Anche in questi giorni, in cui effettivamente l’emergenza è esplosa in Lombardia, la corretta lettura dei dati consentirebbe di spiegare meglio che ormai la questione è italiana. La Lombardia infatti ha oltre 10 milioni di abitanti, oltre un sesto della popolazione nazionale. Il Corriere della Sera (che pure indica sempre i valori reali senza “pesarli” sul numero di abitanti) ha pubblicato giovedì una tabella indicativa del feno-

Effetto gregge o più cautela? Lo strano caso della Lombardia meno reale. Vi compare il numero dei casi ogni 100mila abitanti, e i dati raccolti sono quelli della settimana che va dal 21 al 28 ottobre. Ed è così che la regione più colpita risulta essere la Val d’Aosta, e anche nettamente, con oltre 500 casi ogni 100mila abitanti. Al secondo posto la Liguria, che precede la Lombardia, ma nel gruppo con oltre 300 casi ogni 100mila abitanti c’è spazio anche per altre tre regioni: Piemonte, Umbria e Toscana. Non lontane Trentino Alto Adige e Campania, tutte oltre la media nazionale che è di 232 contagi ogni 100mila abitanti. Resta il fatto che la parte del Paese più colpita è il nord, ma la differenza

A sinistra la tabella pubblicata dal Corriere della Sera, a destra quella del Fatto Quotidiano

è più sfumata rispetto a quanto si possa credere. Un altro articolo molto interessante è stato pubblicato mercoledì da Il Fatto Quotidiano, e mostra come, limitando l’osservazione alla Lombardia, la

crescita di contagi in questa seconda ondata sia nelle diverse province ribaltata rispetto alla prima ondata. Come si vede in pagina, l’incremento a ottobre (i dati in realtà sono stati raccolti dal 2 al 23

ottobre) di nuovi contagi è elevatissimo nelle province di Varese, Monza e Milano, dove di supera il 60% rispetto ai mesi precedenti, mentre nelle province più colpite in primavera, vale a dire Brescia, Cre-

mona e Bergamo, l’aumento è inferiore al 10%. Una differenza notevole. D’accordo che si parte da basi ben diverse (in queste ultime tre province il numero di contagi fino a un mese fa era molto più elevato), ma il contrasto è netto e fa pensare. Il Fatto arriva ad una conclusione, anzi ad esporre la teoria è Luca Lorini, primario di Anestesia e rianimazione dell’ospedale di Bergamo, secondo il quale alla base c’è un comportamento più responsabile di una popolazione che era stata colpita duramente e mantiene un atteggiamento più responsabile. Ma c’è anche un’altra componente, cioè la possibile immunità di gregge che fa sì che il virus corra meno dove aveva già corso mesi fa. Lorini ha spiegato che oltre un terzo dei bergamaschi ha incontrato il virus, come dimostrano le analisi sierologiche, gran parte dei quali non se ne è nemmeno resa conto, ma il cui organismo ha sviluppato gli anticorpi. E’ un effetto simile a quello che si ottiene con il vaccino, precisa il dottor Lorini, e come per il vaccino l’effetto è probabile che sia limitato nel tempo. Effetto gregge a parte, è verissimo che nel corso dell’estate nelle tre province l’attenzione si è abbassata ma non è mai scemata. E uso della mascherina e lavaggio frequente delle mani rimangono al momento le soluzioni più efficaci.


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Cronaca

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il co mm en t o d el d ire tt ore

solo disgusto e preoccupazione ecco perche’ ha una scorta Cos’è che ci individua come esseri umani, dotati di intelligenza e senso della comunità? Cos’è che ci permette, da millenni e millenni, di avere una esistenza sociale? Tra le altre cose, è il senso dell’empatia. Certo non la provano i fautori dell’“homo hominis lupus”; certo non la conoscono gli odiatori incalliti; certo non la conosce l’autore della lettera che, come redazione de il Piccolo, abbiamo scelto di pubblicare. Perché, delle due l’una: o, anche in presenza di opinioni radicalmente diverse, di punti di vista diametralmente opposti, di posizioni per le quali lotteremmo con pervicacia e convinzione, su cui ci si scontra, si confligge, mai, dico mai si deroga al rispetto reciproco; oppure, ci si esprime così come fa l’autore di quella lettera, e ci si pone fuori dal consesso umano (la dico proprio così, duramente ma fermamente). Non mi interessa valutare nel merito ciò che dice il suddetto autore. Mi interessa solo esprimere il disgusto e la forte preoccupazione provocate da quelle parole. E’ per parole come quelle che la signora Liliana Segre è costretta ad avere una scorta: lei che fu deportata nell’inferno in terra di Auschwitz quando era una bambina, orfana di madre, catturata con il padre. Se l’ignobile autore della ignobile lettera non è capace di provare sentimenti umani di fronte alla testimonianza della signora Liliana, quando racconta il momento terribile in cui lasciò la mano del padre, sulla rampa del campo, per non vederlo mai più; se non capisce il dolore immedicabile, supremo, infernale, appunto, che fu creato dai campi di sterminio nazisti e che la signora Liliana, con altri milioni di persone, ha subito; se tutto questo gli ispira solo insulti vergognosi e pure blasfemi, allora è del tutto superfluo che il suddetto autore parli di altre sofferenze, di altre tragedie. Che resti solo, nel suo odio; che, come scrisse Primo Levi, nel suo libro Se questo è un uomo, tutti i nati torcano il viso da lui. Per chi non lo avesse ancora fatto il mio consiglio è quello di andare a visitare il Memoriale della Shoah: non è lontano, è a Milano alla Stazione Centrale. Daniele Tamburini

IL CASO • Dopo la pubblicazione, la posizione favorevole e critica di alcuni lettori

Lettera su Segre, le reazioni VANNI RAINERI

Non era difficile immaginare che la lettera su Liliana Segre che abbiamo pubblicato sullo scorso numero avrebbe scatenato la reazione dei lettori. Pubblichiamo due delle lettere che ci sono state inviate. Egr. Direttore Scrivo in relazione alla pubblicazione della lettera infamante rivolta alla senatrice Liliana Segre. A caldo, personalmente, mi è stato difficile capire perché pubblicare una lettera del genere con affermazioni che implicano qualche probabile disturbo di chi le ha fatte. Una per tutte: “non so niente dell’Olocausto e francamente non mi tocca...” (tra l’altro viene affermata con evidente piacere la propria ignoranza). Poi, rileggendo le Sue/Vostre motivazioni, credo di aver capito. Ma perché, a questo punto, non pubblicare nome e cognome di questo personaggio? Perché, non fraintenda, quasi “coprirlo”? Ha fatto queste affermazioni? Che la maggioranza dei cremonesi (sicuramente non concordi come Lei giustamente precisa) sappia chi è. E poi, ma questa è una esigenza mia personale, anche semplicemente per evitarlo, nella malaugurata situazione in cui dovessi incontrarlo. Perchè , anche se siamo in democrazia, penso sia veramente inutile confrontarsi con chi è capace di fare certe deliranti affermazioni. C’è un limite a tutto. La ringrazio Paolo Moglia Egregio Direttore, volevo, da comune cittadino, esprimere la mia solidarietà a Liliana Segre contro la lettera insultante che ha ricevuto tramite il Suo giornale, ed anche la mia approvazione alla scelta redazionale di pubblicarla da parte Vostra.

Esistono sempre minoranze incattivite che negano la storia e reputano l’Olocausto solo una fastidiosa conseguenza della seconda guerra mondiale. Fortunatamente ci sono ancora sopravvissute come la signora Segre che testimoniano l’orrore, a monito per le nuove generazioni, affinché nulla si ripeta. Concordo con Lei che tale lettera sia l’ennesima medaglia al valore per questa indomita testimone e avete fatto bene a pubblicarla, per mantenere alto il dibattito su valori che devono essere patrimonio di tutti, indipendentemente dal proprio credo politico. Andrea Ghisoni Entrambi i lettori concordano sulla bontà della decisione di pubblicare la lettera. Il signor Moglia chiede che sia reso noto il nome di chi l’ha firmata, non certo per un desiderio personale di vendetta ma per poterlo evitare, e perché i cremonesi sappiano di chi si tratta. Su questo punto però rimaniamo convinti che sia meglio evitare, poiché non tutti potrebbero essere animati dalle pacifiche sue intenzioni. Come abbiamo già scritto, per certi

versi la contrarietà alla cittadinanza onoraria che il Comune di Cremona ha deciso di conferire alla signora Segre può essere compresa, se motivata da strumentalizzazioni politiche e soprattutto riferita con altri termini. Così come ha fatto ad esempio il consigliere comunale Marcello Ventura, unico a non aver votato in Consiglio la proposta: Ventura ha motivato la sua astensione non tanto per il mancato rispetto nei confronti della persona né per la sua tragica vicenda personale e la voglia di raccontarla (come egli stesso ha sottolineato), ma per la politicizzazione della scelta, non fatta in tempi “non sospetti” ma in occasione della mozione per la creazione di una “Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza” che una parte politica ritiene sia utilizzata per zittire gli avversari e rischiosa per la libertà di espressione. Una scelta, quella della cittadinanza onoraria, a suo dire prettamente politico-ideologica. Una posizione che può essere non condivisa ma che è motivata politicamente. La lettera da noi pubblicata andava ben oltre. C’è però anche chi dissente dalla nostra scelta, come chi su Facebook ha commentato che è facile per la stampa pubblicare lettere di questo tenore piuttosto che trattare il tema su un piano più elevato, accontentandoci di portare a casa la nostra parte di stipendio. Noi cerchiamo, per quanto ci è possibile e per quanto è nelle nostre capacità professionali, di trattare questi temi anche su livelli più alti, sentendo il parere di esperti dei diversi settori. Sappiamo anche quanto sia prezioso uno stipendio soprattutto di questi tempi, ma abbiamo anche la fortuna di non doverci piegare a bassi stratagemmi per assicurarcelo.


Cronaca

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VIA B ILITA ’

piloni: «rfi conferma la soppressione di tutti i passaggi a livello» «Da Rfi arrivano buone notizie per la linea ferroviaria Mantova-PiadenaCremona-Codogno-Milano che questa mattina ha avuto ampio spazio durante l’audizione chiesta dal nostro gruppo». Ad annunciarlo giovedì è il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni intervenuto dopo l’audizione che si è svolta in commissione Trasporti con l’amministratore delegato di Rfi Maurizio Gentile, in merito allo stato degli interventi previsti sulla rete ferroviaria lombarda.

«Innanzitutto, è stata confermata la soppressione di tutti i passaggi a livello sull’intera linea, quindi non soltanto i 30 della Mantova-Piadena, ma anche i 29 tra Piadena e Codogno, per i quali c’è già il progetto di fattibilità tecnico ed economico – fa sapere Piloni - Una buona notizia, dal momento che la nostra provincia è quella con il numero più alto di passaggi a livello, anche per i numerosi passaggi dei mezzi agricoli». «Adesso è necessario che la Regione, insie-

me a Rfi, lavori anche per la soppressione dei passaggi a livello sulle altre linee – incalza Piloni – tenendo conto che il budget di Rfi è di circa 700mila euro per ciascun intervento e che quindi sarà necessario capire come trovare le altre risorse, anche all’interno del contratto di programma tra Regione e Rfi che è in fase di definizione. A tal proposito, ho già chiesto un incontro con l’assessore Terzi che mi auguro possa avvenire quanto prima».

SOSTENIBILITA’ • L’esperienza di Philip Vanhoutte, esperto mondiale del lavoro agile, e la rivoluzione ciclabile di James Thoem VANNI RAINERI

Lo smart working nel nostro Paese è stato sin qui interpretato come misura emergenziale anti-contagio più che come modello organizzativo aziendale. Ma il Covid non ha fatto altro che accelerare un processo in atto e la cui bontà va ben oltre la necessità contingente. Se ne è discusso in un interessante incontro online organizzato da Workitect, una società che si occupa di progettazione di spazi di lavoro, smart working e change management. Una tavola rotonda virtuale dal titolo “Smart Working & Mobility: il lavoro e le città del futuro”, a cui hanno partecipato illustri ospiti internazionali e figure italiane di spicco: Philip Vanhoutte, pioniere dello smart working e autore del manifesto dello smart worker; James Thoem, Managing Director di Copenhagenize, la più importante società urban design al mondo per la ciclabilità; Marco Bentivogli, ex sindacalista (segretario generale della Federazione Italiana Metalmeccanici della Cisl) e specialista nelle politiche del lavoro; Paolo Manfredi, consulente di Confartigianato Imprese e autore del libro “Provincia non periferia”; Tommaso Nannicini, senatore del Pd membro della Commissione Lavoro e professore all’Università Bocconi di Milano, già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri; Vito Roberto Palmiotti, Facility e Security Manager presso 3M Italia, e Serena Righini urbanista Centro studi Pim. A moderare il dibattito, Luca Brusamolino, esperto di Smart Working e Ceo di Workitect. Dopo i saluti istituzionali della Vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo («la città deve sapersi sviluppare allargandosi in diverse aree»), Serena Righini ha analizzato il ruolo storico della città, dalla città-fabbrica di un secolo fa (Ivrea con l’Olivetti ma anche Togliattigrad con la Fiat) alla terziarizzazione di fine millennio fino alla nuova relazione tra centro e periferia con l’eclatante esempio di Silicon Valley. «Oggi - ha affermato - uno degli elementi che dà forma alla città del futuro è lo smart working», indicando poi tre temi: am-

Smart working: il lavoro e le città del futuro

Un incrocio semaforico a Copenaghen: emblematico dell’uso della bici nella capitale danese mortizzatori sociali ormai inadeguati a gestire la crisi, con la necessità di utilizzare strumenti più flessibili e veloci superando la dicotomia lavoro autonomo-lavoro dipendente; una mobilità urbana più sostenibile, con lo smantellamento del sistema attuale e con nuove regole e creazione di spazi pubblici; un nuovo rapporto tra città e periferia, che è stata sempre più impoverita nei servizi. In sintesi: «Dobbiamo uscire dalla crisi con un nuovo modello di città». Philip Vanhoutte, uno dei massimi esperti di lavoro agile al mondo, ha esaltato anche nel lavoro valori quali la libertà, l’autonomia e l’eguaglianza. Non è necessario che il lavoratore si trovi sempre nello stesso luogo, cioè il “posto di lavoro”, ma la sua azione può essere svolta in più luoghi e in diversi momenti, rifuggendo l’idea che l’uomo sia nato per lavorare ad orari fissi 5 giorni la settimana nella stessa posizione. Godere ad esempio del rumore di acqua e vento e del cinguettio degli uccelli dà maggiore soddisfazione (e conseguente produttività, nonché creatività). Da una ricerca emerge che oggi il 40% delle persone lavora in una stanza d’ufficio dedicata, il 31% in un ufficio con stanza condivisa e il 29% da casa. Lavorare da casa è anche “energetico”, potendolo

fare in piedi, anche immersi nella natura, che altro non è che la carica della nostra batteria. Vanhoutte si è soffermato anche sulla interazione virtuale, che sostituisce l’importanza dell’espressione del corpo con il tono della voce. Bentivogli ha rimarcato la peculiarità tutta italiana di trattare superficialmente il tema del lavoro che cambia legandolo al lockdown. Il lavoro “scrivanocentrico” alla Fantozzi è impiegatizio ripetitivo, smorza la progettualità, mentre oggi l’87% dei lavoratori vorrebbero entrare in sede una volta ogni 7-14 giorni per condividere coi colleghi la so-

la pianificazione strategica. «Liberare il lavoro, non liberarsi dal lavoro» significa eliminare il male del pendolarismo, assurdo, inquinante e disumano. Le periferie sono dormitori e vanno rivitalizzate. «Per le aziende oggi lo smart working è inteso come forma di risparmio ma è molto di più: realizza una nuova idea di lavoro e di città. Un cambiamento irreversibile che va gestito». Manfredi ha spiegato che il tema dello smart working ha inserito ulteriori elementi di complessità da tenere presenti nel rapporto da riequilibrare tra città e provincia. «Sono uno smart worker - ha

detto - e non riuscirei a tornare in ufficio». Quindi ha indicato tre temi su cui riflettere: la dimensione collettiva e politica del lavoro, che 100 anni fa fece da base per la nascita dei partiti politici e oggi affronta ricadute sulla tenuta occupazionale e sui diritti; il problema degli spazi urbani nella difficoltà di gestione delle nuove dinamiche; i conflitti in arrivo con la trasformazione tecnologica inevitabile. Dal canto suo Palmiotti ha invitato al sangue freddo: «Le aziende hanno un ruolo fondamentale nel traffico quotidiano. Il futuro vedrà trasformazioni con l’azienda diffusa a km zero sapendo mantenere vivo il legame aziendale». Il manager ha anche ricordato l’inutilità della figura del Mobility manager introdotta dal Decreto Ronchi già dal 1998, per il fatto che è obbligatoria ma senza prevedere sanzioni per chi non ottempera. Molto interessante anche l’intervento di James Thoem, che ha contribuito a “copenaghizzare” la sua città, da tempo emblema mondiale dello spostamento sostenibile. Cent’anni fa, ha ricordato, le città erano fatte per pedoni e biciclette, poi l’avvento dell’auto ha cambiato tutto in fretta.

Alcuni dei protagonisti del webinar di Workitect. In alto Brusamolino, Righini e Scavuzzo. Al centro Nannicini, Palmiotti e Vanhoutte. Sotto Thoem e Bentivogli

Thoem ha mostrato una foto della sua Copenaghen nel 1970 zeppa di auto, e una foto odierna con la sola presenza di pedoni, bici e bus. Bici che diventano spesso “cargo bike” per trasportare cose, persone, animali. Un dato è emblematico: oggi il 62% di chi si reca al lavoro o a scuola nella capitale danese lo fa in bici, il 21% con mezzi pubblici, l'8% a piedi e solo il 9% in auto. Sostenibilità, salute pubblica e attenzione alla qualità della vita le parole d’ordine della sua concezione di città sostenibile. Un viaggio nel futuro che ha procurato negli italiani in linea un giustificato sentimento misto di apprezzamento e di invidia. Lo stesso Busamolino ha ricordato quanto nel nostro Paese ci sia da fare per arrivare a questo scenario futuristico, ma anche come un maggior utilizzo della bici sia auspicabile anche per limitare il contagio da Covid. Infine il senatore Nannicini ha sottolineato come la politica italiana rimanga sempre indietro rispetto a questi temi, anche se il suo ruolo non è tanto quello di disegnare mondi nuovi ma di accompagnare il cambiamento: «L’occasione va colta per affrontare forti il dopo. In questi 18 mesi ha detto ipotizzando un lungo scenario di distanziamento sociale - vivremo in un’economia della separazione che crea nuovi bisogni (e-commerce, servizi digitali, logistica) ma invita anche a ripensare gli spazi e i luoghi di lavoro». Due le stelle polari: l’esigenza di aumentare la produttività più che di ridurre i costi, sia nel privato che nel pubblico, con attenzione alle disuguaglianze, sia di genere che tra chi può o meno permettersi il salto, e, prettamente politico, il sapersi agganciare ai cambiamenti che impattano sulle nostre città con particolare attenzione alle scuole. Alla fine, la sensazione di un viaggio in una concezione del lavoro accattivante, che lascia la convinzione che serva una cultura dello smart working, nella consapevolezza che lavorare soddisfatti non significa necessariamente “fare i furbi”, e che pretendere da parte dell’azienda che il lavoro sia un sacrificio non porta necessariamente a maggiore redditività. Anzi.


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dall italia & dal mondo

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in collaborazione con:

economia

Nel terzo trimestre il Pil schizza a +16,1% Nel terzo trimestre del 2020 si stima che il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2015, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato sia aumentato del 16,1% rispetto al trimestre precedente, mentre sia diminuito del 4,7% in termini tendenziali. Lo rileva l’Istat. Il terzo trimestre del 2020 ha avuto quattro giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in

più rispetto al terzo trimestre del 2019. La variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto sia nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, sia in quello dell’industria, sia in quello dei servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo sia della componente nazionale (al lordo delle scorte), sia di quella estera netta. La variazione acquisita per il 2020 è pari a -8,2%.

s alu te

coronavirus

dall’Inps prestazioni per 14,2 milioni di italiani Dalla Relazione Annuale dell’Inps, presentata alla Camera, emerge che le prestazioni emergenziali messe in atto hanno raggiunto 14,2 milioni di persone. L’utilizzo massiccio della cassa integrazione ha significato per i lavoratori dipendenti una perdita media del 22,5% sulla busta paga nel bimestre marzo aprile e del 17% nel bimestre maggio giugno. «Il 2020 è stato per l’Inps un anno di impegno straordinario – ha aggiunto Tridico -. L’emergenza Covid ha riportato lo Stato al centro della vita economica del Paese e sta mettendo in primo piano la necessità di ripensare il welfare con strumenti universali per sconfiggere vecchie e nuove povertà e per sostenere lo sviluppo».

TURISMO • Enit e Ferrero promuovono “Ti amo Italia”, un viaggio virtuale nel Bel Paese

Coronavirus, Brusaferro: «Si va verso scenario 4»

Trenta perle italiane per esorcizzare il Covid Un viaggio virtuale alla scoperta delle meraviglie della Penisola. Lo propone il progetto “Ti Amo Italia”, un tour in 30 delle nostre più belle località che trovano posto su altrettanti barattoli di Nutella in edizione limitata, pensati per l’occasione da Enit e Ferrero. Dai borghi alle montagne, dalle isole alle città, dalle acque cristalline dei nostri mari ai paesi più colorati: ogni vasetto è uno scorcio prezioso. Fra le trenta località anche i colli di San Severino Marche, e Civita di Bagnoregio, nel Lazio. «Tante persone ci hanno conosciuto anche grazie a questa simpatica e lodevole iniziativa», afferma Rosa Piermattei, sindaco di San Severino Marche. «Apprezzo e ringrazio la famiglia Ferrero ed Enit – sottolinea Luca Profili, sindaco di Bagnoregio – per aver pensato a questa campagna. L’ho definita – prosegue – la campagna promozionale, almeno per noi, più importan-

«Gli scenari sui quali lavoriamo sono quattro, oggi censiamo un Rt a livello nazionale in crescita riferito alla scorsa settimana e che non tiene conto degli effetti delle decisioni assunte dal governo. L’Rt viaggia intorno a 1,7, tutte le regioni sono sopra un Rt 1 e alcune significativamente superiori. Il quadro epidemiologico che emerge è di peggioramento sia in termini di nuovi casi che di progressione delle Rt». Così in conferenza stampa il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro. «A livello nazionale – prosegue – si va verso lo scenario 4. Lo scenario 4 in alcune regioni è stato raggiunto. E’ una situazione grave, che si traduce in criticità in alcune regioni come quella che non è facile garantire il tracciamento. Per contrastare questo tipo di curva è importante ridurre le interazioni fisiche». Brusaferro ha inoltre sottolineato come «l’epidemia sta correndo in tutti i paesi europei, è un tema che riguarda tutto il continente. In Italia il numero di nuovi positivi è cresciuto significativamente nelle ultime settimane. Mediamente ci sono 280 casi per 100mila abitanti. Tutta l’Italia è coinvolta nell’epidemia, quasi tutte le regioni hanno numeri di casi in crescita, non c’è regione dove il dato di nuove infezioni non sia in crescita. Nelle ultime settimane l’età di chi contrae le infezioni è in lieve crescita, la popolazione che contrae l’infezione non riguarda solo i giovani come nella settimana di ferragosto. Le fasce di età più anziane cominciano a essere colpite».

te da quando sono amministratore di questo luogo, prima da vicesindaco e poi da sindaco. E’ stata una piacevole sorpresa: mi arrivano continuamente foto di nostri cittadini in giro per l’Italia che si recano al supermercato e vedono il proprio paese tra gli scaffali. Credo che questo sia molto bello e importante».

Inquadrando il QR code su ogni vasetto sarà possibile vivere un’esperienza immersiva di virtual reality. I contenuti saranno fruibili all’interno di una piattaforma digitale, dove si potrà anche mettere alla prova le proprie conoscenze legate al territorio, alla storia, alla cultura e godere di videoricette legate alla tradizione

culinaria del paese. «Una iniziativa che ci vede favorevolmente colpiti – spiega Domenico Bennardi, sindaco di Matera – perché davvero si può unire la bellezza paesaggistica, il bello naturalistico, storico e artistico con il gusto e con la dolcezza. Questa sinergia, bellezza-gastronomia, è assolutamente da sposare».

P OLITICA

Lamorgese: «I decreti sicurezza hanno creato insicurezza» «Responsabilità non ce n’è da parte nostra. I decreti sicurezza hanno creato insicurezza perchè 20mila persone sono dovute uscire dall’accoglienza da un giorno all’altro, invece di rimanere sotto i radar della Polizia». Lo ha detto il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, nel corso di una conferenza stampa. «Gli sbarchi, anche nell’anno precedente al mio mandato, sono stati 9mila – ha aggiunto -. In questi mesi c’è stato certamente un numero più elevato di sbarchi, ma non dimentichiamo che siamo davanti ad una grande crisi economica della Tunisia, anche in relazione al Covid, che ha fatto cadere le possibilità di manteni-

mento sociale di quel territorio e reso tutto più complicato». «Il killer tunisino di Nizza – aggiunge – non era stato segnalato né dalla Tu-

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nisia, né dall’intelligence. Era giunto a Lampedusa con uno sbarco autonomo». «Casi del genere si erano verificati anche in passato – prosegue -. E allora io mi chiedo come mai forze di opposizione che oggi si sono scusate con la Francia, a cui manifesto tutta la mia solidarietà, non hanno ritenuto di scusarsi in altri casi gravi che si sono verificati come gli attentati alla Metropolitana di Londra, al London Bridge o alla Rambla del 2017. E’ il momento di fermarci con queste polemiche. Questo è un attacco all’Europa, perchè non dimentichiamo che Lampedusa e l’Italia sono la porta d’Europa».


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l’attualita’ spiegata a un bambino curioso «La situazione peggiora sempre di più, dicono che dalla settimana prossima tornerà a chiudere tutto. Ma come è possibile?» Intendi il lockdown che abbiamo vissuto in primavera. Non credo che accadrà, ma non possiamo escludere nulla, purtroppo «Ma non ci sono alternative?» Ce ne sono parecchie, e sono allo studio. Rispetto alla fase uno, il virus interessa tutta Italia, e in Europa va anche peggio, il che non esclude che si prendano provvedimenti forti. Ieri si sono superati in Italia i 30mila contagi giornalieri, e aumentano la percentuale di tamponi positivi e le ospedalizzazioni, gravi e meno gravi. E’ chiaro che qualcosa vada fatto. Però consideriamo che le conseguenze dei recenti provvedimenti si avranno solo tra qualche giorno, quindi è sperabile che la crescita rallenti «Se quest’estate fossimo stati più attenti…» Certo, è vero, eravamo talmente convinti e contenti che il peggio fosse

passato che molti di noi si sono scordati di conservare almeno le minime misure anticontagio. E’ stata un po’ colpa di tutti: i politici sia di una parte che dell’altra hanno consentito che si abbassasse la guardia. Certo era quello il momento in cui prendere provvedimenti che oggi sarebbero molto utili. La pandemia ci ha trovato impreparati per la seconda volta, ma se in febbraio ciò era giustificato, stavolta è colpevole «Intanto a Nizza hai visto cosa è successo?» Sì, sono davvero molto rattristato. Non solo per la tragedia in sé, che è gravissima perché colpisce al cuore la libertà di espressione religiosa e non solo, ma perché ancora una volta riguarda una località alla quale io e molti altri italiani siamo molto affezionati, che è pure la città natale di un certo Giuseppe Garibaldi «Ma dimmi davvero se pensi che ci chiuderanno di nuovo tutti in casa» Tra le ipotesi che si stanno facendo largo nelle ultime ore sta prendendo

Lo scatto della settimana «Questo è mio papà. Un uomo che si è fatto dal niente. Oggi mi ha detto: “Questa è la mazzata finale”». E’ il post di sfogo pubblicato su Facebook da Elena Tonon, titolare, insieme al padre Giuseppe, del ristorante-gelateria Ca’ Lozzio di Oderzo (provincia di Treviso), dopo il dpcm che ha imposto la chiusura dei locali alle 18.

quota quella che vuole un lockdown concentrato sulle persone anziane. E’ una scelta che lascerebbe molti dubbi per il fatto che ci sono settantenni molto più in forma di gente che ha 30 anni, ma troverebbe giustificazione nel fatto che gli anziani sono ancora i più colpiti. Pensa che l’82% delle persone sin qui decedute a causa del Covid è composto da anziani di oltre 70 anni. Riservare a loro il lockdown consentirebbe ai giovani (che hanno un ruolo importante nell’esplosione del contagio) di andare a scuola, ai lavoratori di svolgere la propria attività e anche recarsi nei luoghi di svago, salvaguardando l’economia. In questo modo il virus circolerebbe ancor più ma in una fascia meno a rischio, con ricoveri in ospedale più contenuti. Ma sapremmo isolare davvero i nostri anziani? Tu ad esempio non potresti più andare dai nonni «Se è per salvarli lo farei» Bravo. Adesso dormi Pericle «Buonanotte» Vanni Raineri

il personaggio DELLA SETTIMANA UNA PROF DI LATINO Alunne bendate durante l'interrogazione a distanza per impedire loro di consultare gli appunti. È quanto accaduto nei giorni scorsi al liceo “Caccioppoli” di Scafati dove un’insegnante di Latino e Greco ha adottato questa decisione durante una lezione svolta con la didattica a distanza. «Si trattava di un esempio per dimostrare ai ragazzi che non hanno bisogno di “sbirciare”», precisa il dirigente scolastico Domenico D’Alessandro, il quale ha fatto sapere di aver già parlato dell’accaduto con la docente.


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CRONACA i n breve

ruba gasolio di notte denunciato 45enne Beccato in flagrante dai Carabinieri mentre stava per sottrarre gasolio. E’ accaduto lo scorso fine settimana, quando, alle ore 23 circa, il titolare di una ditta allertava l’Arma di Casalmaggiore avendo notato la presenza di persone sospette all’interno della sua proprietà. I militari dell’Aliquota Radiomobile sono prontamente intervenuti sul posto provvedendo a esplorare il perimetro dell’azienda fino a quando, giunti in prossimità di alcuni arbusti, notavano, disteso a terra nel tentativo di nascondersi, un uomo di 45 anni risultato poi domiciliato presso il vicino campo nomadi, con accanto una tanica contenente alcune decine di litri di gasolio, appena “spillato” da un escavatore in uso all’azienda. Poco distante veniva rinvenuto e sequestrato, altresì, un tubo in gomma da irrigazione, lungo circa 3 metri, utilizzato per portare a termine l’azione criminosa. La refurtiva veniva riconsegnata all’avente diritto. All’indagato, denunciato naturalmente per furto, veniva inoltre contestata la sanzione amministrativa prevista per la violazione delle normative anti-covid-19, in relazione alla limitazione agli spostamenti in orario notturno dalle ore 19 alle ore 05.

tenta lo scippo, carabiniere lo ferma VIADANA - Un altro fatto di cronaca è avvenuto mercoledì a Viadana, dove un uomo di 54 anni di origine napoletana è stato arrestato dai Carabinieri per tentato furto con strappo e resistenza a pubblico ufficiale. Il furto è stato tentato ai danni di una donna che si trovava seduta nella propria auto parcheggiata nel supermercato Conad. E’ stato il marito, intento e riposizionare il carrello della spesa, a lanciare l’allarme sentendo le urla della moglie, e fortunatamente nei dintorni si trovava un carabiniere in borghese che è prontamente intervenuto, ha fermato il ladro con l’aiuto del marito e lo ha poi ripreso quando ha tentato di scappare. La resistenza si è verificata allorquando il 54enne ha cercato di tirar fuori dalla tasca un cacciavite. L’arrivo di una pattuglia della Compagnia di Viadana ha consentito di chiudere la faccenda ammanettando l’uomo e portandolo in caserma. Qui la coppia che era stata presa di mira ha formalizzato la denuncia e il ladro è stato dichiarato in arresto. Espletate le formalità di rito, è stato condotto presso il proprio domicilio in attesa del processo per direttissima al Tribunale di Mantova.

casalmaggIore PROGETTI • Cinque società sportive di Casalmaggiore appoggiano la scelta del Comune

«Il palazzetto è una necessità» VANNI RAINERI

Come già riportato, parecchie voci (soprattutto dal mondo ambientalista) si sono alzate contro la scelta dell’Aministrazione comunale di Casalmaggiore di individuare il nuovo palazzetto dello sport in località Baslenga, dove in realtà da anni è prevista la realizzazione di un impianto dedicato allo sport (prima una palestra a servizio delle scuole limitrofe poi un palazzetto). E’ stata allestita anche una raccolta firme, per una protesta finalizzata non tanto ad scongiurare la presenza della struttura, ma a realizzarla in quel luogo,presso l’argine maestro. Nella nostra intervista al sinnaco Bongiovanni, egli riferì che ci sono voci sia pur silenziose ma a favore dell’iniziativa (finanziata, ricordiamolo, per quasi la metà da Regione Lombardia). Oggi 5 società sportive sono uscite allo scoperto appoggiando il progetto. Ecco la nota che abbiamo ricevuto firmata da Asd Società Pallavolo Casalasca, Joy Volley Time, Thunder Basket Casalmaggiore, Asd Gymnica 2009 e Shotokan Karate Do.

L’area in Baslenga candidata ad ospitare il futuro palazzetto Come Società Sportive, riteniamo necessaria la costruzione di una nuova struttura e auspichiamo che l’opera, nelle modalità progettuali, nei processi decisionali e tecnici, si esprima al meglio in un confronto propositivo per fare prevalere il bene dell’ambiente e della nostra città, così come il rispetto delle persone, delle idee e delle opinioni, insegnamenti alla base di una sana educazione sportiva. Da molti anni ci prodighiamo con impegno in ambito sociale educando i giovani ai valori sportivi mediante la pratica sportiva a partire dal rispetto dell’avversario e delle regole in un ambiente sano e sicuro lontano dai pericoli della strada, senza distinzioni di

ceto secondo i valori etici che ci contraddistinguono. In tutti questi anni con enormi sacrifici, non solo economici, ci siamo adeguati dividendoci le strutture sportive e gli spazi disponibili per gli allenamenti e le competizioni sportive anche se non adeguati a coprire le nostre esigenze ma senza per questo abbatterci davanti alle tante difficoltà. Grazie all’impegno e alla professionalità messe in campo dagli allenatori, in questi anni, parecchi dei nostri ragazzi sono riusciti ad emergere in categorie superiori. Riconosciamo che la zona Baslenga sia di fatto il Centro Sportivo Casalasco, riferimento per molte discipline (calcio, basket,

atletica, pallavolo, tiro a segno, arti marziali, medicina dello sport) facilmente fruibile perché raggiungibile in sicurezza dai nostri ragazzi anche a piedi, in bicicletta in quanto vicino al centro abitato di Casalmaggiore. Con la presente, esprimiamo la necessità di un impianto sportivo coperto con ampi spazi che permetta anche a più gruppi di allenarsi contemporaneamente, idoneo a più tipologie di sport e che possa consentire lo svolgimento di manifestazioni di carattere provinciale, regionale e interregionale, ad oggi non possibili a causa dei limitati posti dell’attuale palestra comunale Baslenga. Da tempo attendiamo una struttura in grado di sopperire alle attuali carenze infrastrutturali, per questo siamo stati vicini a tutte le Amministrazioni che nel corso degli anni si sono impegnate ed hanno creduto nel progettoobiettivo di una palestra/palazzetto di ampie dimensioni con spazi per il pubblico superiore alla disponibilità attuale. Sapere che oggi, grazie alle risorse economiche messe in campo da questa Amministrazione, il progetto possa finalmente realizzarsi, ci stimola a proseguire con più forza nel nostro lavoro educativo.

am bie nt e

servizi turistici, percorsi per le scuole, lotta al bracconaggio: le linee del mab po grande Il percorso partecipativo WorkinMABPoGrande prosegue in webinar; le restrizioni circa convegni, incontri e workshop tematici in presenza per il contenimento del covid-19, non ha difatti rallentato l’iter di elaborazione del Piano d’Azione della Riserva di Biosfera Po Grande, basato sull’analisi e l’ascolto dei territori coinvolti nel progetto. Proprio nei giorni scorsi la Cabina di regia si è data appuntamento on line per confrontarsi sul Report di Sintesi strutturato dalla Segreteria tecnico/operativa dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po. Dal documento, che sintetizza le idee e le proposte avanzate da sindaci, enti pubblici e di partenariato pubblico-privato, sono emerse le Azioni pilota 2020, che hanno guidato la stesura di tre distinte linee strategiche d’azione per la messa a punto di interventi specifici dedicati ai servizi, all’ambiente e al patrimonio culturale dell’area. In primo piano la creazione di una rete di prodotti, filiere e servizi lungo il fiume, preceduta dall’aggiornamento della letteratura tecnica inerente la pianificazione fluviale e la progettazione di interventi finalizzati allo sviluppo del “turismo lento”, anche rapportata ad altri casi di studio. La successiva analisi delle condizioni di attraversabilità del Po ha l’obiettivo di definire la progettazione di in-

terventi di traghettamento fluviale multiutenza, ovvero di trasporti pensati anche per la cittadinanza. La seconda linea strategica prevede la creazione di una rete di corridoi ecologici e la sperimentazione di servizi ecosistemici lungo il Po, perseguibili attraverso l’armonizzazione delle normative regionali sulla pesca e il coordinamento delle attività di vigilanza per il contrasto al bracconaggio, da attuare col coinvolgimento delle Prefetture e delle associazioni del territorio. In programma anche una mappatura georeferenziata delle aree demaniali e delle alienazioni in atto lungo il fiume, la progettazione sperimentale di laghi di cava perifluviali per potenziare i servizi ecosistemici della golena e l’implementazione del collegamento della Rb Mab Po Grande con la Rb Mab dell’asta fluviale del distretto del Po. L’esigenza di favorire l’incontro tra il mondo

giovanile e il patrimonio culturale, ha dettato la terza linea d’azione strategica, volta alla creazione di una rete integrata di musei, biblioteche e patrimonio culturale diffuso lungo il fiume, con la sperimentazione di percorsi dedicati alle scuole. Un progetto che prevede la ricognizione e valorizzazione di tutto il patrimonio e iniziative presenti, oltre che l’avvio di un percorso di educazione ambientale e di un progetto formativo ad hoc nelle scuole chiamato PoGrandeYOUTH. La Strategia d'Azione e le azioni pilota proposte saranno oggetto della prossima Assemblea Plenaria dei Sindaci della Riserva Mab Unesco “Po Grande” la quale, esprimendosi sul percorso condiviso con la Cabina di Regia, potrà dare avvio ai tre Laboratori Territoriali che verranno strutturati in modalità Webinar entro la fine dell’anno, allargando la partecipazione ai portatori d'interesse non ancora coinvolti.


Casalasco

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PIADENA • Il sindaco Matteo Priori nega la richiesta della ditta Trasporti Pesanti e coinvolge le istituzioni

Scatta l’allarme per i rifiuti pericolosi in stazione VANNI RAINERI

PIADENA DRIZZONA - Si alza l’allarme per il progetto di realizzazione e gestione di attività di deposito rifiuti proposto dalla ditta Trasporti Pesanti srl. La situazione è stata analizzata nel corso di una conferenza stampa che si è svolta ieri presso il Municipio di Piadena, convocata dal sindaco Matteo Priori alla presenza, in qualità di consulente, dell’ambientalista Cesare Vacchelli. L’incontro fa seguito alla conferenza di servizi che si è tenuta giovedì in Provincia. Priori ha così riassunto la vicenda: «Siamo venuti a conoscenza improvvisamente della situazione a seguito di una richiesta della ditta per lo stoccaggio e trasporto di rifiuti. Nel frattempo Rfi ha chiesto una deroga sulla rumorosità in merito ai lavori in corso presso la nostra stazione ferroviaria. Io ho risposto di no, in quanto già abbiamo problemi presso Borgo Fornace, dove sono state fatte migliorie ma i problemi permangono. Rfi ha risposto che io non posso negare l’autorizzazione perché si tratta di interventi dettati da sicurezza e pubblica utilità. Sulla mia richiesta di avere indicata la tipologia di lavori da eseguire nessuna risposta, mentre nel frattempo dalla azienda Trasporti Pesanti di Storti arriva al Comune una richiesta per lo stoccaggio di rifiuti. Dal personale al lavoro in stazione vengo a sapere che si tratta di opere ai binari per l’arrivo di rifiuti. A questo punto invio una mail all’ingegner Luca

A sinistra Vacchelli e Priori ieri in Municipio. A destra i lavori al binario della stazione di Piadena Cavicchioli (responsabile della Produzione Lombardia di Rfi, ndr), che dopo vari tentativi mi chiama dicendomi che non mi deve risposte in quanto io non conto nulla. Minaccio di rivolgermi ai Carabinieri e mi dice che prende ordini solo dal Prefetto. Ma come? Un sindaco non può conoscere perché si stia creando un sito esclusivo per i vigili del fuoco nella stazione ferroviaria del suo Comune? A questo punto ho preso atto della risposta e mi sono rivolto al Prefetto, che ci ha ricevuto e ha detto che si sarebbe subito interessato, dicendo di non volere una nuova Viareggio e che si farà lui garante della situazione». La Prefettura ha poi risposto che i lavori di risanamento per la messa in sicurezza della tratta prevedono che uno dei binari sia attrezzato per ospitare un presidio fisso dei Vigili del Fuoco, e che la linea ferroviaria potrebbe essere utilizzata per il trasporto di rifiuti speciali pericolosi e altamente infiammabili da parte della ditta

Trasporti Pesanti. Come si spiega che si sia arrivati improvvisamente a questo? «Noi chiediamo alla ditta Storti di capire per bene, anche perché non ha una convenzione che consenta il trasporto rifiuti, e nel frattempo ho convocato l’avvocato Tampelli, che si è occupato della vicenda Tamoil. Nella richiesta si indicano i codici R13 e D15, che riguardano la messa in riserva e il deposito di rifiuti, fasi preliminari alle operazioni di smaltimento che verranno fatte altrove». «La richiesta - aggiunge Vacchelli - comprende tutte le tipologie di rifiuti ad eccezione di quelli esplosivi, con rischi connessi, e ovviamente si avvarrà dello scalo merci in stazione». «Tra l’altro - continua Priori - è incompatibile con la destinazione urbanistica dell’area, e aggiungo che permane un abuso urbanistico sull’area della ditta, e prima di aprire un capitolo nuovo chiediamo che si chiuda questo».

Un’altra preoccupazione di Vacchelli: «Se arrivano questi treni non è detto che raggiungano subito l’area della ditta, ma potrebbero permanere in stazione fino a 30 giorni». Tra le perplessità, ci sono anche quelle che riguardano la presenza vicino alla stazione di case e scuole, e le difficoltà di manovra che potrebbero creare grossi problemi. Quanto al traffico, aumenterà considerevolmente, con 10 autotreni pesanti in più rispetto ai 60 attuali (dato fornito dalla ditta), e già oggi il livello acustico è problematico. Ancor più rilevante l’aumento previsto dei treni, che passerebbero da 4 a 7 al giorno, con un aumento del 75%. «Per gli abitanti di Borgo Fornace sarà ancora peggio», ha detto il sindaco, che ha chiesto anche un incontro relativo ai 5 passaggi a livello sul territorio comunale che dovrebbero essere eliminati. Fatto sta che l’iniziativa del sindaco ha fatto sì che la Provincia convocasse una conferenza di

servizi istruttoria, alla quale erano presenti, oltre a Provincia e Comune, i Vigili del Fuoco (all’oscuro di tutto), Arpa e Ats Val Padana. Con loro anche la ditta Storti che ha illustrato il progetto. «Abbiamo ribadito la nostra posizione con forza - racconta Priori - e anche che parliamo di un sito in centro paese, e ho espresso la mia rabbia per l’assenza di informazioni da Rfi, e che una V.I.A. è più che necessaria per la tipologia e la quantità di rifiuti, anche perché Storti ha chiesto l’autorizzazione per tutti i codici, quindi l’allerta è massima». L’Ats ha segnalato che l’attività è soggetta alla normativa Seveso. Ora la Trasporti Pesanti ha tempo fino al 13 dicembre per presentare i documenti richiesti, pena la decadenza. «Da Rfi - conclude il sindaco la mancata risposta è uno schiaffo alla popolazione piadenese perché queste sono pattumiere esplosive. Non vorrei che il raddoppio della Mantova-Piadena sia giustificato da questo progetto. Credo che anche altri comuni si debbano sentire coinvolti». «La gente - ha aggiunto Vacchelli - è allarmata in quanto non sapeva niente di un traffico destinato ad interessare l’Europa, tanto che una simile valutazione del traffico deve interessare il Ministero dell’Ambiente». Prossimamente del tema verrà investito il Consiglio comunale per arrivare a un documento di condanna condiviso coinvolgendo poi i cittadini.


SPECIALE

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Alcuni scritti in dialetto del poeta casalasco che si è spento il 16 ottobre scorso, raccolti da Agostino Melega:

Tenca, cultore delle tradizioni Piango il caro amico Giampietro Tenca, poeta e cultore delle tradizioni popolari del Casalasco, che ci ha lasciato dalla settimana scorsa certamente tutti più soli. Rimane ora l’eredità del tesoro dei suoi scritti e del suo canto lirico che invece non moriranno mai. Altrettanto l’amore per la sua terra non potrà essere dimenticato, e nemmeno la lingua che egli ha usato per dipingere quadri di grande impatto emotivo. Sull’antologia “Le voci dei nostri dialetti”, Gianfranco Taglietti presentò alcuni anni fa il poeta con le seguenti parole: «Casalasco, vive a Gussola; è figura di rilievo nel campo politico e culturale, redattore capo del periodico “Casalmaggiore”, autore di poesie in lingua e vernacolo, premiato in concorsi nazionali. Non è improvvisatore, ma ricercatore della forma, che riesce a concentrare in pochi versi l’immagine, e il pensiero. (…) Le sue composizioni sono brevi, si direbbero un distillato, il risultato essenziale di un lavoro di paziente revisione». Il dialetto usato da Giampietro Tenca è il casalasco, parlato nelle frazioni di Casalmaggiore, città nella quale si parla invece, con differenze sostanziali, il magiurén. Quando la professione di direttore di filiali bancarie portava Giampietro a percorrere su e giù le strade della provincia, egli ebbe il tempo di dedicare attenzione ed ascolto a quelle voci dello spirito che erano rimaste

silenziose, soffocate dai discorsi quotidiani sugli acquisti e sulle vendite delle azioni, delle obbligazioni e nello studio dell’andamento finanziario. Fu lì che egli trovò un nuovo ritmo alle sue giornate, riguardando dentro di sé e allo specchio non deformato della sua consapevolezza, riscoprendo nuove energie, una sua non conosciuta prima personalità, pronta a dire agli altri le sue riflessioni, i suoi pensieri, e far rivivere personaggi come “Spumaginger”, ossia di quel tale che dormiva sui fienili e nelle stalle, e che faceva spettacolo con il suono di un pettine! Vediamola allora questa poesia che parla di una delle tante figure di casa nostra, tratte da quello scenario popolare che in campo cinematografico è stato immortalato nella saga del neorealismo italiano. SPUMAGÌNGER Al sunáva al pètan ‘n dal scür ad n’ustarìa, ‘l sunáva an pu a tón e là, cüci in dl’umbrìa, bajáva la cansón al sò càn “fantasìa”. Li stáva lé in scultón tlarìni ‘d nustalgìa e ‘n dal bicér baláva ‘na pèrsa spéra ‘d sul. Speransi ca lüševa brasádi sö in cul bàl… La müsica in gatón cm’al sul l’andáva vìa, mureva ‘n ilüšión par lö, pr’al càn… la mia.

Suonava il pettine/ nel buio di una osteria,/ suonava un po’ a casaccio/ e là, accucciato nell’ombra, / abbaiava la canzone/ il suo cane meticcio./ Stavano lì ad ascoltare/ ragnatele di nostalgia/ e in un bicchiere ballava/ uno smarrito raggio di sole./ Speranze che luccicavano/ abbracciate in quel ballo…/ La musica carponi/ andava via col sole,/ moriva una illusione/ per lui, per il cane… la mia.

Giampietro è stato un “resistente” di vaglia, proteso alla difesa della memoria della cultura e della storia della propria lingua materna pur se minoritaria, in una visione di pacifica convivenza con tutte le altre lingue nazionali ed internazionali. E’ indicativa dunque la poesia Dialèt del suo lo stato d’animo, con una lirica che viene a creare uno stretto dialogo fra sé e la personificazione del dialetto stesso.

DIALÈT “Ma te, Dialèt, indùa stèt?” “Me stu in ‘na cà vècia, cm ‘i védar an pu rót e l’édera in sla fàcia ch’l sbürla insö j arböt. Dal tèemp ch’al và sludrá a cünti i tanti bòt, gh’hu sempar l’ös custá par chi ‘m ven a catá. Fiurés in sal me pra paròli e mòdu ad dì dal temp mai scumantì.


CASALASCO «Un canto lirico che non morirà mai»

popolari

Sabato 31 Ottobre 2020

In tale vortice mnemonico ogni parola diventa una sfera di cristallo attraverso la quale è possibile la rilettura di un passato intrigante che si fa presente, tale da rendere fascinoso e vitale il suo richiamo. Il dialetto diventa allora un’alchimia che trasforma il presente in una proiezione multiforme e luminescente del canto del passato, riportando sulla pagina bianca le incisioni della scrittura in una forma poetica vibrante d’echi di casa. ‘NA PAGINA BIANCA ‘Na pagina bianca… Scarabòci an quai nom e al rèst amò ‘l manca. In dal bianch li pasión, j insóni, li fòli vividi in ‘istant… Sütil cm’è ‘n turmént am ten cumpagnìa ch’la bràša ca brüza, la me nustalgìa che mai la völ tàšar. E lé tra li rìghi, a pitüri dli fàci, sgriádi da rüghi, pü stràchi che vèci. La sira d’aftöm la pécia insi védar, l’insést com l’arciàm… E sa sèeri al me lébar?

Se prìma in prucisión i gneva a la me cà, adès ven an quaidón, al càta an fiùr e ‘l và. Hu més in mèša ‘n lébar fiùr sëch… Fursi, pöl das chi böta amò in si làbar, magàri d’an ragàs. “Ma tu, Dialetto, dove abiti?”/ “Io abito in una casa vecchia,/ con i vetri un po’ rotti/ e l’edera sulla facciata/ che spinge in alto i suoi

germogli. / Del tempo che va ingordo/ conto i tanti rintocchi,/ ho sempre l’uscio accostato/ per chi viene a trovarmi./ Sul mio prato fioriscono/ parole e modi di dire/ mai scoloriti nel tempo. / Se prima in processione/ venivano a casa mia,/ adesso viene qualcuno,/ raccoglie un fiore e va./ Ho messo in mezzo ad un libro/ fiori secchi… Forse, può darsi/ che germoglino ancora sulle labbra,/magari di un ragazzo…”.

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Una pagina bianca…/ Scarabocchio qualche nome/ e il resto ancora manca./ Nel bianco le passioni,/ i sogni, le fole/ vissute in un istante…/ Rincorse di parole…/ Sottile come un tormento/ mi tiene compagna,/ quella brace che brucia,/ la mia nostalgia/ che non vuole mai tacere./ E lì tra le righe/ disegno delle facce,/ scalfite dalle rughe,/ più stanche che vecchie./ La sera d’autunno/ bussa sui vetri,/ insiste con il richiamo…/ E se chiudo il mio libro?// Non è difficile pensare da dove abbia attinto la materia prima

per trasformare la pagina bianca in canto. Lo stesso Tenca lo ha detto testualmente: ”Le dodici cascine della Motta con duecento abitanti sono le mie radici, la mia poesia è in quel dialetto. Mio nonno faceva al famèi, il giornaliero, il bracciante; mia nonna la serva nella stessa famiglia di padroni. I personaggi che animano le mie poesie sono quasi tutti di Motta San Fermo”. Ed ecco qui come Giampietro ha forgiato e disposto i propri versi, scalpellati nel marmo della memoria, offrendoci l’immagine imperitura della piccola patria incardinata nel cuore, vigna e fucina della propria scrittura. AL ME PAÌS Pughi cà com tanti crëpi, grisi, stràchi, sparpagnádi, a caval ad fòs e piòpi. ‘Dré di mür e dli faciádi, nom e fàci mai smangadi par ch’li guàita e ch’li trabàta pr’inšibìm amò brancadi ‘d chi bèi dé, là a la Mòta… Poche case con tante crepe,/ grigie, stanche, sparpagliate,/ a cavallo di fossi e pioppeti./ Dietro i muri e le facciate,/ nomi e facce mai dimenticate/ sembra che spiino e rovistino/ per offrirmi ancora manciate/ di quei bei

giorni, là alla Motta… Infine, cogliamo dalla cornucopia poetica di Giampiero Tenca ancora una poesia che per intensità e bellezza continueremmo a rileggere. S’intitola Rundón (Rondoni). RUNDÓN E i và… ‘n d’an cel a niulón màt i rundón i và, cm’an sìgh, müta ‘na frìda. ‘N sli cà l’ültima pichiáda, cuntent e bréch i và. Chisà… Som lé a sbrajá com lur Cuntra i bèi de ca mör e amò pansér sensa püdur scrivi in si mür dl’istá. E a vu… E vanno…/ In un cielo a nuvoloni/ matti i rondoni/ vanno, con un urlo,/ come una ferita./ L’ultima picchiata sulle case,/ felici e testardi/ vanno./ Chissà…/ Sono lì ad urlare con loro/ contro i bei giorni che muoiono/ e ancora/ pensieri senza pudore/ scrivo sui muri/ dell’estate./ E vado…// Agostino Melega


SPECIALE

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Giulio Adami, referente Confcommercio per il Casalasco: «Nessuno venga lasciato indietro»

«Lavoratori in ginocchio, servono risposte» La “Fiera di San Carlo” ricorda a tutti un appuntamento sentito e atteso dalla città di Casalmaggiore. Quest’anno, la manifestazione è stata quasi completamente annullata. Abbiamo chiesto a Giulio Adami, referente Confcommercio per il Casalasco, di fare il punto su un momento così particolare. «La Fiera di San Carlo è un evento che quest’anno non si terrà ma che deve comunque aiutarci a riscoprire quei valori del nostro essere comunità, a partire proprio dalla coesione e dalla solidarietà, che si rendono particolarmente evidenti in occasione della festa dedicata al Santo Patrono. Sono certo che questi siano i cardini per superare un’emergenza che sembra non avere fine. Albert Camus, ne “La Peste”, ci ricorda che l’antidoto all’epidemia è la solidarietà, che non può essere disgiunta dalla consapevolezza che nessuno si salva da solo. Come Confcommercio non possiamo nascondere la seria preoccupazione per il prezzo altissimo che le imprese pagheranno a seguito delle misure imposte (non con troppa logica) dalle autorità allo scopo di contenere il diffondersi dell’infezione. Misure non sempre ragionate e che finiscono con il penalizzare, in particolare, chi in questi mesi ha investito perché la propria attività restasse aperta e per mettere in sicurezza clienti e dipendenti. Mentre non si interviene su quei nodi critici che possono

aprire nuovi focolai. Con le proteste (civili) di questi giorni abbiamo cercato di evidenziare il costo che i provvedimenti imposti dal Governo stanno già avendo per chi è più vulnerabile, come le imprese che rappresentiamo. Penso ai costi economici ma anche occupazionali. Titolari di partita Iva e i loro collaboratori sono nudi di fronte a questa nuova emergenza. Senza introiti ma con spese che non si fermano (cito solo qualche esempio

come gli affitti, il deterioramento del materiale soprattutto per chi opera nella ristorazione, i capi d’abbigliamento che resteranno invenduti e saranno posti sul mercato quasi sottocosto), con ristori economici che rasentano le elemosine – se verranno parametrati come è stato fatto in primavera - finiremo inevitabilmente con il distruggere quel mondo di medie e piccole imprese che sono la spina dorsale del Paese. Per sottolineare come

le aziende siano un patrimonio non solo dei titolari ma di tutti, nei giorni scorsi abbiamo lanciato il nostro flash mob intitolandolo “così muore l’Italia”. Le nostre realtà, già oppresse da fisco e burocrazia, dal calo dei consumi, da una “crisi” che, di fatto, dura ormai dal 2008, vivono da troppo tempo sulla linea di galleggiamento, e ora rischiano di sommerse. Come finire Confcommercio, sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, abbia-

mo lavorato perché nessuno fosse lasciato indietro. Occorre che questa sensibilità e consapevolezza sia fatta propria anche da chi ci governa: servono misure tempestive e adeguate. Bisogna evitare a tutti i costi che queste partite iva perdano la speranza, la prospettiva di continuare la propria attività. Ora più che mai è davvero fondamentale mantenere dialogo e collaborazione stretta per individuare tutte le misure necessarie a tenere insieme salute pubblica e tenuta economica. Come Confcommercio, dunque, abbiamo chiesto al Governo risposte urgenti: dai ristori a fondo perduto e dalle indennità per i lavoratori autonomi ed i professionisti fino alla prosecuzione del credito d’imposta per le locazioni commerciali e gli affitti d’azienda. Servono moratorie fiscali più ampie ed inclusive e le risorse per le garanzie finalizzate ad agevolare l’accesso al credito. Servono il sostegno ai consumi e gli sgravi contributivi. E, infine, serve la continuità degli ammortizzatori sociali insieme alla consapevolezza della necessità della loro riforma e di una stagione nuova di vere politiche attive per il lavoro. Occorre agire con razionalità, non lasciarsi bloccare da quello che, in questi giorni è stato definito il sesto potere, cioè “la paura”. Servono misure che sappiano guardare all’emergenza senza dimenticare il futuro che vogliamo».


CASALASCO

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La kermesse non ci sarà, come previsto dall’ultimo dpcm, ma in Comune si celebra l’arte “di casa”

Fiera di San Carlo, resta una mostra Piazza Garibaldi in questi giorni a Casalmaggiore non è la stessa: anzi, al contrario, è forse troppo uguale a come la troviamo tutti i giorni. E il problema è proprio questo, perché nostalgia e un senso di vuoto sono giustificati dal ricordo degli anni passati, quando a fine ottobre iniziava ad arrivare la carovana del luna park e delle bancarelle, gli odori dell’autunno si mescolavano a quelli della sagra del cotechino e del blisgòn e la Fiera di San Carlo arrivava a inondare d’attesa non solo i più piccoli, ma anche le generazioni di chi, ormai cresciuto, è sempre rimasto legato a una delle fiere più partecipate del Casalasco e della provincia di Cremona in generale. San Carlo quest’anno non si celebrerà come al solito, perché la pandemia si è portata via questa possibilità: una scelta annunciata con rammarico dal sindaco Filippo Bongiovanni, che però non ha potuto fare diversamente, nel pieno rispetto del DPCM e soprattutto del buon senso. Niente giostre, niente bancarelle, niente sagra del cotechino e del blisgòn, niente esposizione dei mezzi agricoli all’Isola Bella: non accadeva dalla Seconda Guerra Mondiale. Tuttavia non mancherà almeno un momento culturale, quello dello spazio in Pro Loco allestito nel segno della pittura e dell’arte di casa nostra. Un piccolo segnale di vita e un collegamento in attesa di torna-

re, nel 2021, a festeggiare la “vera” Fiera di San Carlo. Negli spazi dell’associazione, in piazza Garibaldi, espongono infatti le loro opere Ulisse Gualtieri e Paride Pasquali: l’inaugurazione avverrà oggi alle ore 10, senza assembramenti e nello spazio di pochi minuti, proprio per scongiurare l’ammassamento di persone. Dopo di che la mostra durerà fino al 4 novembre - il giorno di San Carlo Borromeo e solitamente la chiusura della fiera - nel pieno rispetto delle norme Covid. Si tratta di una mostra di quadri che hanno come tema ricorrente la presenza di paesaggi, riprodotti con i diversi stili che caratterizzando la ricerca e la cifra pittorica di Gualtieri e Pasquali, entrambi iscritti all’Associazione Artisti Cremonesi, che a Cremona città e in provincia ha patrocinato e promosso diverse mostre: un modo per osservare due differenti sensibilità artistiche a confronto, o meglio in dialogo, e per mantenere vivo un filo di continuità ideale anche in questo 2020 in cui la Fiera di Casalmaggiore non ci sarà; almeno non come eravamo abituati a vederla. GLI AUTORI DELLA MOSTRA Ulisse Gualtieri nasce a Casalbuttano. La bellezza delle sue tele sta nello sfondo armonico di colori da cui sembrano uscire e prendere forma i vari elementi raffigurati. Il gioco cromatico è

straordinario e realizzato con maestria per risvegliare l'emotività dello spettatore. I toni cupi e grigi riconducono alla desertificazione e alla monotonia della vita metropolitana, mentre quando ritrae i paesaggi della natura egli ritrova solarità e gioia, utilizzando colori caldi e dorati. La vera passione dell'ar-

tista è proprio per i colori, e lo comunica con grande sapienza ed intensità. Paride Pasquali, originario della zona del Casalasco, ha studiato presso l’Istituto Toschi di Parma, dove si è diplomato come maestro d’arte in grafica pubblicitaria. Le sue esperienze lavorative lo hanno portato a spaziare in

diversi settori creativi, dall’arredamento alla moda al packaging. Negli anni ha continuato a coltivare la sua passione per la pittura, affinando la propria tecnica, attraverso una sfida continua con se stesso. Ha allestito diverse mostre nel Casalasco, con positivi riscontri di pubblico e critica.


SPECIALE

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Dai crisantemi ai ciclamini, fino a garofani e ortensie da portare nei cimiteri in questo

Giorno dei morti, i fiori giusti per Mancano poche ore al giorno di Ognissanti, festa religiosa ma anche civile, visto che come è noto il 1 novembre è segnato in rosso sul calendario. La festività di Ognissanti è particolarmente cara alla Chiesa cattolica che acclama con una speciale ricorrenza la gloria di tutti i santi e le sante di Dio. Ogni giorno si festeggia almeno un santo, e dal momento che quelli riconosciuti dal Vaticano sono più di 365, la Chiesa ha voluto celebrare in un giorno a loro dedicato tutti i santi indistintamente, per le loro gesta e in molti casi anche per il loro martirio. Il giorno seguente, però, il 2 novembre, si celebra la Commemorazione dei defunti, detta anche “giorno dei morti”. Un’occasione per pensare a chi non c’è più: sono tanti infatti gli italiani che ogni anno in queste due giornate si recano nei cimiteri del nostro Paese con omaggi che onorino la memoria di chi ci ha lasciato. Il simbolo di questa ricorrenza segnata da una lunga tradizione è, senza ombra di dubbio, il fiore. Vediamo in questo articolo quali sono le tipologie di fiori - ognuno con il suo significato e la sua storia - da scegliere per commemorare i defunti. CRISANTEMI I fiori più indicati da regalare per il 2 novembre sono sicuramente i crisantemi, il cui nome

in greco significa “fiore d’oro”. Nel resto del mondo il significato dei crisantemi viene associato a gioia e prosperità, mentre solo nel nostro Paese, in Italia, viene associato al lutto e usato per tenere vivo e presente il ricordo dei propri defunti, perché proprio in questo periodo avviene la loro fioritura. La maggior parte delle persone per la festa dei morti sceglie vasi o bouquet di crisantemi. In Italia, in particolare, come ricordato nel paragrafo precedente, i crisantemi sono associati a un significato triste, proprio perché regalati in questa ricorrenza, anche se in realtà questo fiore ha un significato molto positivo all’estero. In commercio ne esistono tante tipologie, forme e colori e possono essere donati sia come steli recisi o in vaso. I più adatti sono quelli di colore giallo, bianco o fucsia. CICLAMINI Per omaggiare i defunti non vengono scelti solo i crisantemi, ma spesso anche i ciclamini: la storia del ciclamino è ricca di aneddoti e leggende, e secondo gli antichi greci i luoghi in cui vengono piantati sarebbero immuni da eventi malefici o nefasti. Per questo motivo, oltre che per la sua bellezza e resistenza alle temperature autunnali il ciclamino viene scelto sempre più spesso per la ricorrenza dei defunti.

GAROFANI I garofani si presentano in diverse varietà e colorazioni, solitamente si scelgono le tonalità più forti per rappresentare lo stretto legame che si ha con la

persona scomparsa. Come alternativa a fiori e bouquet, potete scegliere di portare in dono piante tipiche del periodo autunnale o spatifilium.

ORTENSIE Le ortensie sbucano in meravigliosi colori. All’origine del nome di questo fiore c’è una storia d’amore. L’ortensia è infatti è originaria


DEFUNTI

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weekend di memoria e ricordo

commemorarli

della Cina e del Giappone e, una volta portata in Europa dal naturalista Philibert Commenson, venne battezzata Ortensia in onore alla donna di cui era innamorato, moglie di un suo amico.

ALCUNI CONSIGLI In ogni caso qualsiasi fiore è adatto per omaggiare chi non è più in vita, l’importante è tener presente quali siano i fiori che più si adattano alle tempera-

ture di questo periodo. Quindi al momento della scelta del fiore oltre all’aspetto estetico, vi consigliamo di valutarne con attenzione anche la resistenza al clima di stagione.

Scegliete bouquet, mazzi di fiori e piante per il 2 novembre che possano resistere alle intemperie. E poi, ultimo ma non ultimo, per la festa di Ognissanti e del 2 novembre, fatevi

guidare dal cuore, da ciò che suscita in voi il singolo fiore, visto che l’obiettivo di questo gesto è rendere omaggio alla memoria dei propri cari scomparsi.


SPECIALE

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Il 2 novembre ai tempi della pandemia da Covid-19: a Cremona potenziata la linea M dei bus

Regole e linee guida per le visite ai cimiteri Le festività dei Morti e di Ognissanti sono i giorni in cui, per tradizione, molti italiani si recano al cimitero per un momento di ricordo dei propri cari che non ci sono più. Quest’anno, questo rito sembra essere un po’ diverso a causa della delicata emergenza sanitaria che stiamo vivendo. Ecco perché molti Comuni hanno deciso di contingentare e regolamentare l’afflusso, nel rispetto delle misure di sicurezza anti-Covid.

te perdite economiche per i fiorai. Le consuete composizioni di fiori che vengono ordinate qualche giorno prima, quest’anno sono meno che in passato. Il timore di molti è che i fiori freschi restino poi sulla tomba dei propri cari per settimane e settimane, in caso di un nuovo lockdown, anche se al momento questa sembra un’ipotesi scartata dal governo, ma molto dipenderà dall’evoluzione del trend dei contagi nel nostro Paese.

LE REGOLE PER LE VISITE AI CIMITERI La costante che accomuna tutti i centri, è l’invito al rispetto dei limiti di capienza per ciascun cimitero. In tutti i cimiteri sono affissi cartelli che ricordano l’obbligo di indossare adeguata protezione delle vie respiratorie: la mascherina è un elemento che non può mancare nella visita ai nostri cari, per mettere al primo posto la nostra sicurezza e quella degli altri visitatori, in questo anno un po’ particolare. Evitare che un momento di ricordo e di preghiera si trasformi in un’occasione di incontro tra visitatori, poi, è un altro aspetto da considerare. Da giorni i primi cittadini da nord a sud chiedono alla cittadinanza la massima collaborazione, e chiedono di limitarsi a una visita breve. In primavera, in piena prima ondata, fu impossibile commemorare la memoria dei defunti perché i cimiteri resta-

A CREMONA Domani, primo novembre, in occasione della commemorazione dei defunti, i cittadini che si recano al Civico Cimitero potranno usufruire del trasporto gratuito grazie al potenziamento delle linea M con bus identificati dalla scritta “Servizio Cimitero”. Il servizio messo a disposizione dal Comune di Cremona in accordo con Km - Arriva sarà attivo dalle 9 alle ore 16 con partenza ogni ora da piazza della Libertà, lato Comando Polizia Locale, e ogni 30 minuti dalla stazione ferroviaria, e avrà come destinazione entrambe le entrate del Civico Cimitero, quella da via dei Cipressi e quella principale in via Cimitero. Negli altri giorni, compreso sabato 31 ottobre e lunedì 2 novembre 2020, il servizio di trasporto al Civico Cimitero sarà garantito dalle linee circolari F e M con frequenza di mezz’ora come da orario feriale.

rono chiusi. In generale, l’accesso ai cimiteri comunali quest’anno sarà vigilato dagli agenti della Polizia locale. Dove possibile saranno predisposti varchi di accesso separati per l’entrata e per l’uscita. Saranno anche collocati appositi dispenser con

liquido disinfettante per la sanificazione delle mani e soprattutto nelle grandi città anche all’interno dell’area cimiteriale saranno presenti operatori della protezione civile che vigileranno per evitare eventuali situazioni a rischio.

DILUIRE LE VISITE Un suggerimento prezioso che tutti possono rispettare, quest’anno, è l’invito a diluire le visite in più giorni, senza concentrarle nella data della ricorrenza. L’incertezza generale ha causato e causerà evidentemen-


DEFUNTI

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Lavorato da artigiani, è simbolo del Made in Italy

Nuovi membri nel consiglio direttivo e collegio sindacale

Il marmo, eccellenza del nostro Paese

So.Crem, rinnovati i vertici societari

E’ una delle tante eccellenze del nostro paese, di quelle che contribuiscono a creare la fama all’estero relativa a quel paniere di servizi e prodotti immediatamente riconoscibili, noto come Made in Italy. Parliamo della lavorazione del marmo, un materiale da sempre ritenuto ai massimi livelli, ma che ha il vantaggio di restare tutt’oggi attuale. Il marmo si differenzia per il pregio che riesce a conferire e per il suo forte impatto estetico: lavorarlo non è impresa semplice, gli artigiani preposti a questo mestiere prendono il nome di marmisti. I marmisti sono gli artigiani del marmo, coloro che hanno conoscenze e competenze specifiche tramandate negli anni per poterlo lavorare. Chi sia alla ricerca di marmisti può rivolgersi a veri e propri professionisti, che si distinguono nel loro settore. Questi artigiani lavorano con passione e dedizione un materiale millenario, in grado di sopravvivere nei secoli a tendenze e stili di ogni genere per la sua caratteristica di essere un valore aggiunto in termini di qualità. Ed è la stessa figura del marmista a perdersi nella notte dei tempi, quando veniva

praticata senza l’ausilio di apparecchiature moderne, come accade oggi. Un marmista deve avere competenze piuttosto trasversali, che vanno dall’architettura al design passando anche per materie molto più tecniche e complesse come nel caso della mineralogia. Il marmo ha trovato da sempre terreno fertile nel nostro paese grazie a tecniche di lavorazione sopraffine che ne esaltano le caratteristiche. Il marmo è presente in varie parti del mondo, non soltanto in Italia, ed assume colorazioni e venature differenti a seconda del luogo di origine. Il marmo italiano è comunque uno dei più apprezzati, anche grazie alla presenza di alcune cave note in tutto il mondo; il marmo di Carrara su tutti, estratto nelle cave delle Alpi Apuane presso la zona di Carrara, in Toscana. E sempre restando nella stessa regione, anche Siena ha il suo marmo che viene estratto dalla Montagnola Senese e che prende il nome di marmo giallo, per la sua colorazione, apprezzato fin dai tempi antichi in quanto accostato all’oro proprio per la sua tonalità particolare.

La So.Crem. Società per la Cremazione di Cremona, che nel 2018 ha festeggiato i 140 anni di fondazione, lo scorso settembre ha rinnovato i propri vertici societari. Il nuovo consiglio direttivo è formato da: Rosangela Locatelli (presidente), Aurelia Galli (vicepresidente), Cinzia Marchetti (segretario), Luciano Bartoli, Marialuisa D’Ambrosio, Fabrizio Giuseppe Loffi e Lina Terrieri (consiglieri). Il collegio sindacale: Ilario Sinigaglia, Carlo Capurso ed Emanuele Lodi (sindaci effettivi), Luciano Boccella e Giovanni Mariani (supplenti). Oltre alla normale attività di routine, l’Associazione entro il 2023 ha in programma la realizzazione di quanto previsto dal comodato d'uso del vecchio forno crematorio del cimitero civico, in virtù del-

la convenzione esistente con il Comune di Cremona, in cui si prevede l'attivazione di un museo della cremazione. Altri obiettivi che So.Crem. Cremona spera di attuare nonostante il rallentamento imposto dalla pandemia, riguardano innanzitutto il mantenimento ed il rafforzamento dei rapporti con gli enti pubblici, la promozione dell'iscrizione da 100 euro ad altre agenzie di onoranze funebri della Provincia e l'instaurazione di rapporti di collaborazione costante con i mezzi di comunicazione locali. Verrà poi predisposta una campagna capillare di informazione sui servizi offerti da So. Crem che potrà interessare anche i quartieri cittadini, infine dal 2021, saranno organizzati momenti culturali in occasione della ricorrenza dei defunti.


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prevenzione dell’ictus

SPECIALIZZAZIONI

ospedale di cremona eccelLenza lombarda nella trombectomia L’Ospedale di Cremona è tra i pochi ospedali della Lombardia dove si esegue di routine la trombectomia, grazie a un team esperto di neurologi e neuroradiologi. COS’E’? L’ictus è un disturbo acuto della circolazione cerebrale. La forma più frequente (80% circa) è l’ictus ischemico (o infarto cerebrale) causato da un’occlusione di un vaso per cui non arriva sangue a parte del tessuto cerebrale con successiva perdita delle sue funzioni. Meno frequente (20%), ma altrettanto temibile, è l’ictus emorragico (noto anche come emorragia o ematoma cerebrale), causato dalla rottura di un vaso e dallo spandimento di sangue nel tessuto cerebrale. SINTOMI: COME RICONOSCERLI I sintomi suggestivi sono l’improvvisa perdita di una funzione cerebrale come la perdita di forza o di sensibilità in un braccio, in una gamba o in entrambi; la perdita della vista; la perdita della capacità di esprimersi; la perdita dell’equilibrio. L’ictus emorragico si può spesso manifestare anche con una cefalea molto intensa. QUESTIONE DI TEMPO: QUANDO E PERCHE’ CHIAMARE IL 112 In presenza di sintomi suggestivi di un ictus bisogna chiamare immediatamente il 112. In molti casi di ictus ischemico è oggi possibile intervenire con 2 terapie approvate per la fase acuta, ovvero attraverso la somministrazione per via endovenosa di un farmaco fibrinolitico (alteplase), il cui obiettivo è quello di sciogliere il trombo che occlude il vaso (trombolisi), oppure con una procedura endovascolare, entrando nei vasi cerebrali del paziente e asportando il trombo che li aveva chiusi (trombectomia). Queste 2 strategie terapeutiche, possono essere combinate e sono tanto più efficaci quanto più precocemente vengono somministrate (fino a 6 ore dall’esordio dei sintomi). Pertanto, è assolutamente necessario non perdere tempo prezioso: è solo chiamando il 112 e arrivando presto in ospedale che si può intervenire in modo efficace. PREVENZIONE E’… - Conoscere i fattori di rischio. - Fare controlli periodici di pressione, frequenza cardiaca, esami ematochimici tra cui in particolare il colesterolo e trigliceridi. - Mantenere uno stile di vita salutare: un’alimentazione povera di grassi e ricca di pesce, legumi freschi, ortaggi, frutta e cereali, l’astensione dal fumo e una costante attività fisica. LA STROKE UNIT L’UO di Neurologia dell’Ospedale di Cremona è dotata di una “Stroke Unit” con letti semi-intensivi in stretto raccordo funzionale con un’area di degenza non semi-intensiva, dove un team multidisciplinare ha una formazione specifica nella gestione dei pazienti affetti da malattie cerebrovascolari. Inoltre, l’Ospedale di Cremona è tra i pochi ospedali della Lombardia dove si esegue routinariamente la trombectomia, grazie a un team esperto di neurologi e neuroradiologi. Perciò, il paziente cremonese con ictus ischemico acuto che viene trasportato al nostro Pronto Soccorso trova una “offerta terapeutica” completa, a patto che chiami il 112 senza perdere tempo.

NUTRIZIONE DIABETOLOGIA GASTROENTEROLOGIA PSICOLOGIA PSICHIATRIA PSICOANALISI TERAPIA DI COPPIA SESSUOLOGIA LOGOPEDIA DERMATOLOGIA

Direttore Sanitario: Dottoressa Sara Ceccomancini

MEDICINA ESTETICA TRICOLOGIA CHIRURGIA PLASTICA mesoterapia del dolore omeopatia GINECOLOGIA ECOGRAFIA CLINICA radioligia diagnostica UROLOGIA chirurgia vascolare

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Oggi è possibile affidare la propria salute e quella dei nostri familiari in perfetta sicurezza in ambulatori privati e protetti “Covid free”. Il Poliambulatorio MedicinaPo è una realtà ormai affermata sul territorio con la sua politica “Covid free”: un protocollo di regole ferree, per garantire al paziente un accesso alle prestazioni mediche in perfetta e completa sicurezza. La struttura sanitaria garantisce al paziente tempi rapidi e certi, un servizio medico completo a 360°, servizi di diagnostica strumentale e un team di medici di alto profilo. Il tutto comodamente in Città (Viale Po - Via della Cooperazione 5A) in un ambiente moderno e all’avanguardia.

Dottoressa CINZIA MAMELLI

psicologa- Esperta in Psicologia del Ben-Essere, Psicoterapeuta e Sessuologa

Laureata in Psicologia presso l’Università degli Studi di Padova nel 1998, prosegue la formazione conseguendo specializzazione in Psicoterapia Cognitivo – Comportamentale. Successivamente consegue specifica formazione in Psicologia Giuridica e Sessuologia Clinica. La dottoressa è inoltre, terapeuta Emdr, abilitata all’utilizzo di un protocollo di intervento che si occupa di aiutare la sofferenza emotiva mediante l’elaborazione dei traumi del passato. «Al di là del Curriculum Formativo e Professionale, voglio raccontarti di me come persona che ha scelto di fare la psi-

cologa-psicoterapeuta. Chi si rivolge a me deve innanzitutto sapere che io utilizzo la psicoterapia cognitivo comportamentale e che quindi gli verrà richiesta una partecipazione attiva nel raggiungimento dei propri obiettivi e del proprio benessere. Centrata sul "qui ed ora". Io non utilizzo metodi come l’analisi dei sogni o il recupero del passato, ma mi preoccupa di attivare tutte le risorse della persona stessa, di renderla consapevole degli aspetti che mantengono il problema riportato e di offrirgli gli strumenti per confrontarsi con esso in modo efficace e duraturo.

• ORARI APERTURA: da Lunedì a Venerdì: 9-12 / 15-19 • Sabato: 9-12 pomeriggio solo su appuntamento

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Medicina Po

medicina-po

La nuova struttura tutelerà la sicurezza dell’ospedale e dei pazienti, favorendo la prevenzione del contagio

Nuovo triage all’ospedale grazie a Medici con l’Africa e Governo Usa Medici con l’Africa Cuamm ha presentato oggi all’ospedale di Cremona la nuova struttura per il triage costruita negli ultimi mesi per tenere sotto controllo l’epidemia di Covid-19. Il nuovo fabbricato, finanziato dal governo americano attraverso l’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (Usaid), servirà come spazio di primo accesso all’ospedale, permettendo al personale sanitario di riconoscere e separare i casi sospetti di Covid-19, migliorare il flusso dei pazienti e tutelare la sicurezza delle persone che accedono all’ospedale. Presenti all’evento il prefetto di Cremona Vito Danilo Gagliardi, l’assessore Rosita Viola, il direttore generale dell’Asst di Cremona Giuseppe Rossi e il neo direttore del Pronto Soccorso Francesca Co’. Per Medici con l’Africa Cuamm il direttore don Dante Carraro e Andrea Atzori, capo del progetto Irc19. Il prefetto di Cremona Vito Danilo Gagliardi ha dichiarato: «Questo progetto è partito alcuni mesi fa, quando si poteva immaginare un calo di attenzione, invece ci troviamo più pronti e, nonostante la struttura si stesse preparando per affrontare la seconda ondata, possiamo dire che Cremona con

il suo ospedale maggiore è ancor più pronta ad affrontare questa pandemia e a dare maggior assistenza ai nostri concittadini e a quanti saranno ospitati. Grazie per questo pensiero e questa attenzione». Giuseppe Rossi, direttore generale ASST di Cremona, a proposito della struttura, ha dichiarato: «È un onore per l’ASST di Cremona poter presentare la prima struttura di pre-triage esterna all’ospedale, già istallata e funzionante da qualche giorno. Un dono prezioso per l’Ospedale di Cremona, impegnato, come altre strutture del nostro Paese, a fronteggiare l’emergenza in corso. Se c’è una cosa che abbiamo sperimentato durante questi mesi di grande fatica sono la forza del fare in-

sieme e della solidarietà. La presenza di una struttura di pre-triage esterna è oggi un elemento fondante dell’organizzazione ospedaliera. Serve a definire e separare i percorsi covid-19 da quelli “free”, in tema di sicurezza e prevenzione, sia per gli operatori che per i pazienti». Andrea Atzori, responsabile del progetto “Italian Response to Covid-19” di Medici con l’Africa Cuamm, dichiara: «Questa è la prima di una serie di strutture sanitarie che inaugureremo in Italia nei prossimi mesi, nel quadro di un progetto più grande che vuole rendere le strutture e le comunità più resilienti e formare la futura generazione di professionisti sanitari.». Don Dante Carraro, direttore di

Medici con l’Africa Cuamm, sottolinea: «Come Cuamm, siamo in Africa da 70 anni. Molti dei nostri medici, abituati a lavorare nelle emergenze e nelle epidemie in Africa, volevano mettere la loro esperienza al servizio dell’Italia. Negli ultimi anni abbiamo creato proprio in Italia una rete di gruppi di volontari, di formatori e ricercatori provenienti da 32 diverse università, tutti impegnati sul tema della Salute Globale, che è un concetto chiave se vogliamo superare questa emergenza. Oggi vogliamo condividere queste competenze con le nostre stesse comunità, mettendole al loro servizio durante questa crisi sanitaria. Questa pandemia ci mostra infatti che siamo globalmente connessi: il virus non guarda ai confini, nemmeno la solidarietà dovrebbe». Usaid (Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale) è la più importante organizzazione per lo sviluppo del governo americano, attiva in più di cento paesi. Dal Consolato Generale a Milano arriva anche il commento del console Robert Needham: «Gli Stati Uniti sono orgogliosi di essere al fianco del governo e del popolo italiano nel momento dello sforzo collettivo per mitigare la minaccia del Covid. Siamo consapevoli che fornire assistenza non solo è di aiuto al popolo italiano, ma può contribuire anche a fermare la diffusione dell’infezione in Europa e negli Stati Uniti. Molto è in gioco e dobbiamo affrontare insieme questa minaccia globale».


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CULTURA

musica • appuntamento nel

2021 in piazza Pio Xii a roma

Sabato 31 Ottobre 2020 lettereilpiccolo@gmail.com

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musica • e’ stato girato sulla costiera amalfitana

a giugno “Il Volo tribute to Ennio Morricone”

un boom il nuovo video di harry styles

mano (nella foto), recentemente scomparso, e si inserisce all’interno di ‘United for the world”, il format che unisce musica e arti visive. La scaletta è ancora un work in progress e i tre artisti hanno annunciato che si sta lavorando sia sul disco, al quale seguirà un tour, che sul live. (Fonte Italpress)

Dopo il successo di “Adore you” e “Watermelon sugar”, Harry Styles torna con il video del suo nuovo singolo “Golden” diretto da Ben e Gabe Turner e girato in Italia, sulla Costiera Amalfitana. Il videoclip, a poche ore dalla sua pubblicazione, ha già superato 13 milioni di visualizzazioni. “Golden”, già certificato oro, è contenuto nell’album “Fine line” (Columbia Records/Erskine Records/Sony Music), che è stato recentemente inserito da Rolling Stone nella lista dei 500 migliori album. (Fonte Italpress)

Si intitola “Il Volo tribute to Ennio Morricone” il concerto che il trio composto da Piero Barone, Gianluca Ginoble e Ignazio Boschetto metterà in scena il 5 giugno 2021 a piazza Pio XII con San Pietro a fare da sfondo. Presentato in Campidoglio, l’evento sarà un tributo al grande compositore ro-

MOSTRA • Fino al 17 novembre si possono ammirare le opere negli spazi dell’Arci San Bernardino di Crema

Il violino protagonista in quadri e fotografie

contorni di una raffigurazione che non raramente ha assunto precise connotazioni evocative. Si tratta, Il violino è indubbiamente uno dei dunque, di un percorso nel quale il simboli di Cremona. Ebbene, fino al violino risulta al centro di quadri che 17 novembre è allestita - negli spariescono ad emozionare nel profonzi dell’Arci San Bernardino di Crema do. In esposizione si possono ammi(in via XI Febbraio 14b) - un’esposirare quadri di autori contemporanei zione che comprende una trentina di provenienti dal Cremonese e da diopere che raffigurano il violino e una verse province: Milano, Brescia, Veserie di fotografie d’autore scattate rona, Mantova e Lodi. Si in alcuni laboratori di liutratta di Riccardo Bozuffi, tai della città del Torrazzo. Annunciata Cusumano, «Il violino – spiega il cuEnnio Sartori, Luigi Dairatore, Simone Fappanni, autore del libro “Il violino STRUMENTO SIMBOLO nesi, Carlo Capurso, Aldo Antonini, Susanna Poli, nell’arte pittorica”, pub- Il violino, simbolo Annunciata Cusumano, blicato da Libritalia – è di Cremona, ha trovato Roberto Dellanoce, Gioruno strumento che ha grande fortuna gio Armelloni, Giorgio trovato grande fortuna nella rappresentazione Denti, Bet Borlenghi, Annella rappresentazione iconografica drea Baldi, Adriano Bruiconografica, tanto da asneri, Tiziano Cavaletto, sumere significati alquanEliso Subacchi, Rosalia Corbani, Vato diversi. E’ stato, infatti, imbraclerio Betta, Isabella Ditaranto, Giorciato tanto da angeli musicanti, gio Carletti, Chiara Toni (nella foto quanto da malefici demoni, da emouna sua opera) e Roberto Prina.Molzionati allievi a musicisti di fama inteplici le tecniche utilizzate per i diternazionale. Un interesse, quello pinti, dall’olio all’acquerello, dall’adegli artisti per questo strumento, crilico alla grafite sino alle tenchiche che è ben vivo anche nella contemmiste, per autori provenienti dal Piaporaneità, tant’è vero che si possono centino e da diverse province: Milareperire con estrema facilità rappreno, Lodi, Brescia, Cremona e Mantosentazioni del violino nella produva. La mostra è aperta fino al 4 nozione di autori d’oggi. E’ dunque posvembre ed è visitabile gratuitamente sibile offrire un ragionato excursus nel rispetto delle norme di prevensulla “traduzione pittorica” di questo zione anti Covid. strumento cercando di tratteggiare i

mostra

dalla redazione

L’albero della vita di franca sacchi in esposizione

P ROTO C O LL O D ’I N T E SA

“Monteverdi” gratuito per il teatro sociale ed integrato Nei giorni scorsi è stato approvato dalla Giunta, su proposta dell’assessore all’Istruzione Maura Ruggeri, il protocollo d’intesa che regola l’utilizzo del Teatro Monteverdi per attività di teatro sociale ed integrato, finalizzato a garantire accesso gratuito alla struttura, sostenendo sviluppo e crescita di progetti, iniziative e collaborazioni tra soggetti attivi in ambito di teatro sociale e di integrazione, con particolare attenzione al mondo delle disabilità, oltre a

prevedere la collaborazione con istituti scolastici del territorio. L’accordo, che rimarrà in vigore fino al 31 luglio 2024, sarà sottoscritto per conto del Comune di Cremona dal dirigente del Settore Politiche Educative, dai rispettivi legali rappresentanti di Anffas Cremona Onlus, dell’Associazione Giorgia, della Società Cooperativa Sociale Lae, della Società Cooperativa Sociale Altana, della Cooperativa Sociale Dolce, Coop. Sociale Il Cerchio e della Coo-

perativa Sociale Agropolis. L’amministrazione non dovrà sostenere costi operativi o gestionali, se non garantendo accesso agli spazi con impiego di personale, manutenzione e coperture di costi di utenze già previsti nella regolare attività di gestione della sala comunale. TEATRO PONCHIELLI • Gli spettacoli programmati fino al 24 novembre sono annullati. E’ possibile richiedere il rimborso a partire da lunedì 2 novembre e sino a sabato 14 novembre.

Domani alle 17.30, la Galleria “Immagini Spazio Arte” inaugura la mostra personale “L’albero della vita” di Franca Sacchi, aperta al pubblico fino al 14 novembre. L’albero è dall’antichità il simbolo vitale dell’esistenza. La spiritualità degli alberi trasfigura la presenza umana divenendo metafora dell’essere. L’artista Franca Sacchi guarda all’albero dell’Eden come simbolo dell’inconoscibile e della felicità. Le radici nel suolo generano un’invisibile solidità, il tronco relaziona con lo spazio, i rami danno vita ai fiori e ai frutti dai quali derivano i semi di una nuova vita. La sua immagine, pacata e silente, collega il mondo terreno alla sfera celeste donandoci, con la linfa delle sue foglie, la purezza della vita. La mostra resterà aperta dal martedì alla domenica dalle 16.30 alle 18.

Lettere & Opinioni Per dire la vostra, scrivete a: lettereilpiccolo@gmail.com • ilpiccolocremona@gmail.com appello

Difendiamo il nostro territorio, la nostra golena del Casalasco e l’ambiente che ci circonda Signor direttore, in questi giorni sui giornali si è tornati a parlare della nostra golena, la golena del Casalasco. Polmone verde importante, nel quale sono situate parecchie zone umide e nel suo complesso molto considerata grazie anche al fiume Po. La curiosità mi ha spinto ad andare a rileggere un ciclostilato scritto da Franco Dolci, “Cronache del fiume e della golena - 1951 - L’uomo a tu per tu con la furia del Po”, ricordi e riflessioni su un evento che colpì duramente la terra padana. L’opuscolo parla dell’alluvione del novembre 1951, dei

drammi familiari e dell’impegno per scongiurare l’esondazione che avrebbe sommerso paesi e anche città. In esso si parla anche della nostra golena, dei nostri paesi, Torricella del Pizzo, Gussola, Casalmaggiore e tanti altri. “A Torricella del Pizzo i volontari avevano svolto un eccellente lavoro, tutte le famiglie del Bosco Piazza, una frazione popolosa nel cuore della golena, erano state tutte messe in salvo, in tempo e con capacità si era intervenuto in altre cascine. A Torricella, Franco Dolci trovò Iginio Cerioli con l’indimenticabile fazzoletto al collo, Giuseppe Filippini (Pippo), i fratelli Cavalli (Nello, Arnaldo, Darico), il giovane segretario della Fgci Ilter Mantovani, i fratelli Morandi (Giovanni e Mario) e tanti altri , tutti impegnati nel lavoro sull’argine maestro e nel

sostegno alle famiglie alluvionate. Più gravi i danni che si registrarono a Gussola, la grande azienda agricola “La Cartiera” di B. Donzelli, ove si era combattuta la storica battaglia con l’occupazione dell’azienda, sotto la direzione del consiglio di cascina, nonostante “la coronella” che la cingeva, fu invasa dalle acque, morirono 60 capi di bestiame, fra i quali 14 vacche da latte, si fece in tempo a mettere in salvo i cavalli. Gli abitanti delle cascine in golena furono posti in salvo; sfollati in paese vennero sistemati in case di parenti e famiglie amiche. La solidarietà era stata immediata. A Gussola si conferma la gravità della situazione, sull’argine si lavora e si riempiono i sacchi di terra per il suo rialzo. A Casalmaggiore uno scontro titanico fra

l’uomo e la natura, i giorni 13 e 14 novembre per Casalmaggiore sono i momenti più cupi e terribili della piena. Sull’argine maestro, una lotta viene ingaggiata fra l’uomo e il fiume e vi si scrive una pagina di autentico eroismo. La posta in gioco è grandissima; la salvezza o la distruzione di Casalmaggiore e di chissà quanti altri Comuni retrostanti e con quali costi umani? La campana del Duomo di S. Stefano ha suonato ripetutamente a martello. Sull’argine si lavora senza risparmio. Sembra che Casalmaggiore (20mila abitanti nel 1951), in tempi storici molto lontani, si trovasse alla confluenza del fiume Adda nel Po. La citazione è tratta dai “giorni dell’alluvione” documento storico-fotografico, edito a cura dell’amministrazione comunale di Casal-

maggiore, uscito nel novembre 1952. A Casalmaggiore abbiamo tutte le premesse della tragedia, ma la tragedia è rimasta incompiuta, è mancato per fortuna l’epilogo”. Qua sopra riportati alcuni passaggi del libro di Franco Dolci. Il prossimo anno saranno 70 gli anni trascorsi dalla grande alluvione, ne parleranno, sia opinionisti, politici, organi di informazione, noi cerchiamo di trarne la dovuta lezione. Difendiamo il nostro territorio, la nostra golena, l’ambiente che ci circonda. Mettiamo in pratica i tanti studi e progetti che spesso dopo la loro stesura stanno chiusi nei cassetti o a prendere polvere sugli scafali. Non adagiamoci sui ricordi, siano questi positivi o negativi, ma da questi traiamone una lezione. Sante Gerelli Sinistra Italiana Gussola


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Cultura

Sabato 31 Ottobre 2020

31/10/1984 • Moriva 36 anni fa un gigante del teatro. Dagli esordi alla rottura con Peppino al patrimonio lasciato alla tv FEDERICO PANI

Eduardo De Filippo, voce cuore e anima di Napoli

“Puó’ dí ch’ ’e strade ’e Napule cheste só’: nu palcoscenico”, cantava Sergio Bruni, “A voce ’e Napule”. La teatralità dei napoletani, si sa, è un luogo comune non lontano dal vero. Loro stessi ce lo ricordano: a gesti, a parole e con l’inconfondibile inflessione della voce. Se da Port’Alba, poi, s’imbocca lo stretto vicolo dei librai, ci si perde tra le montagne di volumi sul teatro, tantissimi dedicati proprio a chi scrisse che Bruni era la voce di Napoli e – riportando quel che si diceva, beninteso! – aggiungeva: “’A ggente sà che dice? (…) Ca Napule songh’io!”. No, non è Maradona, di cui comunque esistono murales, reliquiari ed edicole sparsi per la città. È Eduardo De Filippo, che non a Napoli ma a Roma morì un mercoledì di 36 anni fa. Eduardo, però, in un certo senso, vive ancora. Vive nel teatro che fece ricostruire, il San Ferdinando; vive nelle rassegne che lo ricordano; nelle teche Rai e su Rai-Play; vive in molti rifacimenti filmici delle sue commedie, come “Il sindaco del rione Sanità” (2019), diretto da Mario Martone. Se, dopo la morte, si pensava che il suo teatro si sarebbe appannato, così non è stato: Eduardo De Filippo resta Decisero quindi di mettersi in non solo il santo laico del teatro proprio. Esordirono con “Siknapoletano, ma un’icona irriSik, l’artefice magico” (Peppino nunciabile e riconoscibile – apostrofava così il fratello: “sicc smilzo, con le sue guance scasicc”, cioè “secco secco”, mavate e spigolose – del Novecengro); un successo, ma nulla di to italiano. paragonabile a quanto accadde Eduardo nacque nel 1900, a Nadopo quel 25 dicembre 1931, poli, nel quartiere di Chiaia. Era quando al Teatro Kursaal di Nafiglio illegittimo dell’attore e poli andò in scena “Natale in commediografo Eduardo Scarcasa Cupiello”. La commedia, petta, divo del teatro napoletache sarebbe dovuta restare in no, ma anche interprete della cartellone nove giorni, ci restò doppia morale delle classi agiaper nove mesi. Ora: a Napoli, il te di allora: manteneva ben tre, Natale ma, soprattutto, il preforse quattro famiglie. Una di sepe (un protagonista della stoqueste era quella dei De Filippo, ria) è una cosa molto seria, composta dalla madre di nel quale i personaggi – Eduardo, Luisa, e dai come accade per la suoi due fratelli, Ansmorfia – costituinunziata e Giuseppe, scono un sistema inribattezzati Titina e Eduardo nasce nel tricato di simboli. Ma, Peppino. “Una famievidentemente, dieglia difficile”, ebbe a quartiere di Chiaia tro il folklore c’era di a Napoli scrivere Peppino, alla più: i De Filippo avevaquale, nonostante tutto, no toccato le corde di una Scarpetta diede un futuro. Per città intera. “Te piace ’o prei tre fratelli il teatro fu una scelsepe?”, chiede Luca Cupiello al ta obbligata: entrarono piccofiglio. E lui gli risponde, sempre, lissimi nella compagnia del painvece: “No, nun me piace!”. dre, passata poi sotto la direzioIl successo di “Natale in casa ne del fratellastro, Vincenzo. Cupiello” fece conoscere i De FiEduardo esordì sul palcoscenico lippo all’Italia intera, conquiall’età di soli quattro anni, porstando perfino le simpatie di tato in braccio da un attore. Mussolini. È in quegli anni che I tre De Filippo si dimostrarono Eduardo cominciò a maturare attori capaci. A vent’anni, già l’ambizione di diventare un vantavano delle “serate d’onogrande autore. Sono gli anni, inre”, rassegne antologiche dei fatti, della collaborazione con loro personaggi più apprezzati. Silvio D’Amico, fondatore

1900

A sinistra Eduardo, Titina e Peppino prima della rottura tra i due fratelli. Sopra, un vecchio Eduardo dell’Accademia nazionale d’arte drammatica e col maggiore drammaturgo italiano di allora, Luigi Pirandello, senza che però ne uscisse nulla di significativo. Anzi: “L’abito nuovo”, scritto a quattro mani, fu giudicato dallo scrittore Corrado Alvaro non all’altezza dei due autori. E ancora oggi, un critico contemporaneo come Maurizio Giammusso la definisce “l’opera più brutta di entrambi”. Quando arrivò la guerra, Eduardo si era già da qualche anno trasferito a Roma. Dopo la liberazione, decise di tornare a Napoli. Alla città che era eroicamente insorta contro i tedeschi, però, se n’era sostituita un’altra, piena di rovine e fame, dominata dal mercato nero e dalla prostituzione. C’è un episodio mitologico, a questo punto, un incontro tra Eduardo e lo scrittore Curzio Malaparte, in quella Napoli disastrata. La leggenda vuole che da quell’incontro nascessero due capolavori. Malaparte cominciò a scrivere “La pelle”. Eduardo, invece, andò in scena il 15 marzo del 1945 al San Carlo, con uno spettacolo in favore della Croce Rossa. Era “Napoli milionaria!”. La commedia è il racconto di un reduce che, tornato dalla guerra, trova una situazione familiare disastrosa: una moglie dedita al mercato nero e fedifraga; una

figlia incinta di un soldato americano; un figlio delinquente. La sgangherata famiglia riesce a trovare unità solo quando la figlia più piccola si ammala; ma la cura è affidata a una medicina che non si sa se la salverà. Come recita l’ultima, leggendaria battuta “Ha da passà ’a nuttata” (scritta così nel copione, ma che a tutti suona come “Adda passà ’a nuttata”). Di quella prima rappresentazione, scrisse Eduardo: “Arrivai al terzo atto con sgomento. Recitavo e sentivo attorno a me un silenzio assoluto, terribile. Quando dissi l’ultima battuta finale e scese il pesante velario, ci fu silenzio per otto, dieci secondi. Poi, scoppiò un applauso furioso e anche un pianto irrefrenabile. Tutti avevano in mano un fazzoletto: gli orchestrali che si erano alzati in piedi, i macchinisti che avevano invaso la scena e il pubblico, che era salito sul palco. Tutti piangevano, e anch’io piangevo. Io avevo detto il dolore di tutti”. Appena un anno dopo, Eduardo scrisse “Filumena Marturano”, pensata su misura per la sorella Titina. Le battute recitate dalla sorella – “I figli so’ figli” o “Quant’è bello chiagnere” – le sognò di pronunciare, tra le tante, senza mai riuscirci, anche una super diva come Anna Magnani. Quando morì Titina, uno dei primi ad arrivare al capezza-

le fu il fratello Peppino, che nel frattempo aveva lasciato la compagnia ed era assurto alla fama come la migliore delle spalle di Totò. Ma i due fratelli già da tempo non si parlavano: i rapporti si erano rotti irreparabilmente nel 1944 e, da allora, si scrivevano solo per lettera. La famiglia, già: un chiodo fisso di Eduardo, a cui dedicò un trittico culminato con un altro capolavoro, “Sabato, domenica e lunedì”, sfiorando – qualcuno scrisse – Anton Čechov. La vita di Eduardo fu lunga, costellata di molti successi professionali, perfino all’estero (a Londra e in Russia) e, in fondo, da pochi scivoloni, spesso fuori dal suo controllo, come un film mancato con Fellini e un fiasco negli Usa, imputabile per molti alla regia affidata a Franco Zeffirelli. Il lutto più duro che dovette affrontare fu la morte improvvisa della figlia Luisella, di quattro anni, per un aneurisma, mentre giocava col fratello Luca. Con l’arrivo della televisione, Eduardo registrò una gran quantità di commedie, lasciandoci un patrimonio inestimabile. Senza dubbio, lo fece anche per apporvi, con la sua interpretazione, il proprio sigillo. Menzioniamo, su due piedi, almeno due cose da rivedere: il film che Zeffirelli dedicò a Pulcinella, dove Eduardo, dietro la maschera, sa trasmettere un’incredibile gamma di emozioni; ma anche la scena di “Questi fantasmi”, dove racconta dal balcone la ricetta perfetta del caffè napoletano. «È stata tutta una vita di sacrifici. E di gelo: così si fa il teatro. Così ho fatto. Ma il cuore ha tremato sempre, tutte le sere, tutte le prime rappresentazioni. E l’ho pagato. Anche stasera batte. E continuerà a battere, anche quando si sarà fermato», disse così a Taormina, ritirando un premio, poco prima di morire. Ma non prima di aver ringraziato, pubblicamente e con parole commoventi, il figlio Luca, che lo aveva affiancato negli ultimi anni della sua vita professionale. Nel cuore, in questo momento, ci resta forse più di tutte quella battuta di “Napoli milionaria!”, “Adda passà ’a nuttata”. Ma Eduardo sembra parli ancora, forse più di prima e forse proprio a noi. In una delle ultime rappresentazioni, infatti, decise di cambiarla, quella battuta. E, dunque, prima che il sipario cali, non dice di dover aspettare che passi la notte, “Adda passà ’a nuttata”, ma “’A guerra nun è fernuta”: “La guerra non è finita”.


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SPORT

Responsabile Fabio Varesi

Sabato 31 Ottobre 2020

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formula 1 • domani si corre sulla pista di imola

calcio • una scelta anticipata di quattro mesi

l’alfa romeo conferma i piloti

il vicepresidente uva lascia la uefa

Kimi Raikkonen e Antonio Giovinazzi al volante dell’Alfa Romeo Racing Orlen anche nel Mondiale di Formula 1 del 2021. Lo ha annunciato il team nel giorno in cui è cominciato il weekend del Gp Emilia Romagna sulla pista di Imola. Il 41enne finlandese e il 26enne italiano in coppia per il terzo anno consecutivo, una conferma che dimostra “l’impegno del team per la continuità”. (Fonte Italpresse)

Michele Uva lascia la Uefa. A comunicarlo è lo stesso vicepresidente della Confederazione del calcio europeo: «Nella giornata di ieri ho rassegnato, al mio presidente Aleksander Ceferin, le dimissioni da vice presidente e membro dell’esecutivo della Uefa. Ho anticipato di quattro mesi per avere la possibilità di valutare tutte le opportunità professionali». (Fonte Italpresse)

» BASKET SERIE A

i biancoblu lamentano diversi infortuni nel roster

Dopo la beffa di Trento, la squadra di Galbiati è impegnata domani nelle Marche in un delicato scontro diretto. Il timore del coach è che non tutti siano disponibili

Vanoli a Pesaro incerottata ma combattiva RIS U L T AT I 5 ª G IO R N A TA

FABIO VARESI

Fortitudo Bologna-Milano 71-82, Reggio Emilia-Brescia 83-67, Roma-Pesaro 69-84, Trento-Cremona 85-83, Treviso-Cantù rinviata, Trieste-Brindisi 76-79, Varese-Virtus Bologna 73-85, Venezia-Sassari 99-92.

CLA SSIF ICA Milano 10 Venezia 8 Brindisi 8 Reggio Emilia 6 Sassari 6 Virtus Bologna 6 Cantù* 4 Trento 4

*una partita in meno

Perdere a Trento non è certo un disonore, ma dopo aver dominato per lunghi tratti il match, accumulando anche 19 punti di vantaggio e tornare a casa con un sconfitta, con tanto di beffa nell’ultimo tiro di Mian, ha fatto sicuramente male ai biancoblu. E la fortuna non ha certo dato una mano alla Vanoli, che nella fase decisiva del match, ha perso per infortunio TJ Williams. Coach Galbiati si può comunque consolare con la crescita della squadra, sicuramente diversa dalle prime uscite e combattiva malgrado gli acciacchi. Ma nello sport i complimenti non muovono la classifica e nella delicata trasferta di domani a Pesaro, sarebbe quantomai prezioso un successo contro una diretta concorrente alla salvezza. La squadra del veterano Repesa è però decisamente diversa dalla Cenerentola che la scorsa stagione, prima del lockdown, aveva racimolato una sola vittoria. Di quel roster è rimasto in pratica il solo Zanotti, mentre i nuovi sono un mix di esperienza (Delfino e Filloy) e fisicità (Cain su tutti). I marchigiani, dopo il clamoroso

Varese 4 Brescia 4 Trieste 4 Cremona 4 Pesaro 4 Treviso* 2 Roma 2 Fortitudo Bologna 2

Carpegna Pesaro 3 Henri Drell 4 Frantz Massenat 5 Ariel Filloy 7 Lorenzo Calbini 8 Tyler Cain 12 Justin Robinson 15 Matteo Tambone 24 Beniamino Basso 33 Michele Serpilli 35 Marko Filipovity 41 Simone Zanotti 82 Carlos Delfino

2000 Guardia-Ala 1992 Play-Guardia 1987 Play-Guardia 2002 Playmaker 1988 Centro 1995 Playmaker 1994 Play-Guardia 2001 Centro 1999 Ala 1996 Ala 1992 Ala 1982 Guardia-Ala

Coach: Jasmin REPESA

6 ª GI ORNATA ( 01 - 11 )

Hommes a canestro (foto Passamonti)

successo di Venezia, hanno passeggiato a Roma, confermando di puntare decisamente alla permanenza nella massima serie. Per la Vanoli si annuncia una trasferta impegnativa, anche se Pesaro non avrà il sostegno del suo calorosissimo pubblico. I biancoblu sono però incerottati ed anche se ieri in conferenza stampa il coach non si è sbilan-

serie a 2 femminile

Brescia-Roma, Brindisi-Fortitudo Bologna, Cantù-Trieste rinviata, Milano-Trento, PesaroCremona (h 12), Reggio Emilia-Treviso, Sassari-Varese, Venezia-Virtus Bologna.

ciato sulle probabili assenze, la sensazione è che sia preoccupato sullo stato di salute dei suoi giocatori. «Fisicamente non siamo a posto, ma mentalmente sì - ha affermato Galbiati -. Domenica saremo impegnati su un campo difficile, contro giocatori di esperienza. Oltretutto siamo reduci da una settimana difficile, perché abbiamo lavorato in po-

chi a causa dei tanti acciacchi. Comunque faremo del nostro meglio per portare a casa la vittoria. Repesa? Ho collaborato due anni con lui e ho imparato tanto. Sarà bello rincontrarlo, ma spero di fargli uno scherzetto». Malgrado i punti al labbro, TJ Williams sarà regolarmente in campo, mentre Lee dovrà ancora una volta stringere i denti.

Vanoli cremona 3 Timeric T.J. Williams 1994 Playmaker 4 Lazar Trunic

2000 Guardia

6 Jarvis Williams

1993 Ala

8 Giuseppe Poeta

1985 Playmaker

9 Fabio Mian

1992 Ala

24 Marcus Lee

1994 Centro

25 David R. Cournooh 1990 Guardia 31 Topias Palmi

1994 Guardia

34 Daulton Hommes

1996 Ala

73 Andrea Donda

1999 Centro

Coach: Paolo Galbiati

s e ri e B

Azzurre sempre travolgenti ospitano il fanalino di coda

Crema sfida Bernareggio negli ottavi in Supercoppa

E’ sempre inarrestabile la marcia della Parking Graf Crema, che ha travolto anche Carugate (84-66) nell’anticipo della 4ª giornata. Superlativa la prova di Nori (24 punti), ben spalleggiata da Pappalardo (14) e Melchiori (13). Le azzurre, in vetta alla classifica da sole a punteggio pieno, sono impegnate domani alle 18 alla Cremonesi contro Ponzano, squadra ancora senza punti in classifica.

Pallacanestro Crema a gonfie vele. E’ durata, infatti, solo un quarto la resistenza della Mg. KVis Piadena nell’ultimo incontro del girone C di Supercoppa (nella foto). La GreenUp si è imposta 83-59, con cinque uomini in doppia cifra. Coach Eliantonio a fine match si è così espresso: «Buona prova del collettivo, considerate anche le assenze (Del Sorbo oltre ai soliti Perez e Bonvini). Una partita fatta di intensità e voglia di aiutarsi, soprattutto in difesa. Una buona settimana di allenamenti si è tradotta in una

buona partita. Prosegue la crescita della squadra, la strada è lunga ma quella intrapresa è quella giusta». Ora la GreenUp è attesa da un incontro casalingo contro Bernareggio (oggi alle 19). Un match difficile contro un avversario storico, che stava dominando lo scorso campionato. Nello stesso girone, anche vincendo la JuVi non avrebbe centrato il passaggio agli ottavi, ma la squadra di Lottici è stata superata 77-66 da Ozzano. Una prestazione che conferma che i cremonesi devono ancora crescere.


Sport

Sabato 31 Ottobre 2020

SERIE A

ormai il milan non e’ piu’ una meteora

Il Milan non è più una meteora, ma una certezza. Anche in Europa League i rossoneri hanno convinto (3-0 allo Sparta Praga). A sorpresa, invece, deludono Juventus e Inter (priva di Lukaku), le due squadre che dovevano dominare la stagione. 5ª giornata: Atalanta-Sampdoria 1-3, BeneventoNapoli 1-2, Cagliari-Crotone 4-2, Fiorentina-Udi-

nese 3-2, Genoa-Inter 0-2, Juventus-Verona 1-1, Lazio-Bologna 2-1, Milan-Roma 3-3, Parma-Spezia-2, Sassuolo-Torino 3-3. Classifica: Milan 13; Napoli (-1), Sassuolo 11; Inter 10; Juventus, Atalanta, Sampdoria 9; Verona, Roma 8; Fiorentina, Cagliari, Lazio 7; Benevento 6; Spezia 5; Genoa*, Parma 4; Bologna, Udinese 3;

» CALCIO SERIE B MATTEO VOLPI

Tamponi e Covid permettendo, la Cremonese dovrebbe tornare in campo domani sera alle 21 al “Benito Stirpe” di Frosinone. Una gara difficile, che sette mesi fa sancì la prima vittoria sotto la gestione Bisoli con quel 2-0 ottenuto grazie alle reti di Parigini e alla prodezza di Castagnetti, in gol con un epico pallonetto quasi da centrocampo. Proprio il regista originario di Montecchio Emilia ha fatto il suo rientro da titolare nella gara di Coppa Italia persa di misura mercoledì a Cagliari e potrebbe ottenere una conferma nella gara di domani sera. Ma quella di Frosinone sarà comunque una sfida speciale per Daniel Ciofani, attaccante che ha fatto la storia dei ciociari, visto che figura essere il miglior marcatore della storia e che tornerà per la seconda volta in pochi mesi da avversario in uno stadio, purtroppo, sostanzialmente vuoto. Settantasette reti in 227 gare giocate con la maglia dei canarini, di cui il “gigante di Cerchio” è stato assoluto protagonista nella storica prima promozione in serie A alla fine della stagione 2014-2015, che gli è valsa anche (insieme al resto della squadra) la cittadinanza onoraria a Frosinone. Ma adesso la storia è cambiata. Nel suo primo scorcio di grigiorosso, Ciofani ha fatto senza dubbio più fatica a fare gol, tuttavia si è dimostrato professionista serio e sempre pronto ad aiutare la squadra, se non in zona gol, almeno in fase di manovra. E domani dovrebbe fare coppia con Ceravolo, uno che da avversario con la maglia del Be-

serie D

Torino*, Crotone 1. *una partita in meno 6ª giornata (01-11 h 15): Bologna-Cagliari (31-10 h 20.45), Crotone-Atalanta (31-10 h 15), InterParma (31-10 h 18), Napoli-Sassuolo (h 18), RomaFiorentina (h 18), Sampdoria-Genoa (h 20.45), Spezia-Juventus, Torino-Lazio, Udinese-Milan (h 12.30), Verona-Benevento (02-10 h 20.45).

grigiorossi rinfrancati dalla proba in coppa A Cagliari la squadra di Bisoli è apparsa in salute e domani sera a Frosinone spera di conquistare la prima vittoria in campionato puntando sul grande ex Ciofani

Cremonese domani in Ciociaria per il primo colpo stagionale RISULTATI

5 ª giornata

Cosenza-Lecce
1-1 Cremonese-Brescia
rinv., Empoli-Pisa
3-1, Monza-Chievo 1-2, PescaraFrosinone
0-2, Pordenone-Reggina 2-2, Reggiana-Cittadella rinv., Salernitana-Ascoli 1-0, Spal-Vicenza 3-2, Virtus Entella-Venezia rinv.

CLASSIFICA Empoli 13 Salernitana 11 Cittadella* 10 Frosinone 10 Chievo 10 Venezia* 7 Reggina 7 Spal 6 Lecce 6 Cosenza 5

*una partita in meno

24

Reggiana* 4 Brescia* 4 Pordenone 4 Ascoli 4 Monza* 3 Cremonese* 3 Virtus Entella* 3 Pisa 3 Vicenza* 2 Pescara 1

6 ª giornata (31-10 h 16) Ascoli-Pordenone, Brescia-Virtus Entella, Chievo-Cosenza, Cittadella-Monza
(h 14), Frosinone-Cremonese (01-11 h 21), Lecce-Pescara (0211 h 21), Reggina-Spal (01-11 h 15), SalernitanaReggiana, Venezia-Empoli, Vicenza-Pisa.

Ceravolo in azione contro il Venezia (foto © Ivano Frittoli)

nevento, al Frosinone ha già fatto male. Tra gli ospiti, dopo la serie A sfuggita per un gol nella finale dei playoff della passata stagione, mister Alessandro Nesta guida una delle grandi favorite per la

vittoria del campionato, battuta sin qui solo all’esordio contro l’Empoli e forte di una difesa, che rimane uno dei reparti tra i più solidi del campionato (solo due reti al passivo, solo il Cittadella di

Venturato ha fatto meglio). L’atmosfera attorno al tecnico, tuttavia, non risulta essere delle più serene, specie dopo i recenti cambiamenti nell’area tecnica annunciati dal patron Stirpe.

le probabili formazioni

FROSINONE (3-4-1-2) 22 Francesco Bardi 23 Nicolò Brighenti 15 Lorenzo Ariaudo 3 Marco Capuano 93 Francesco Zampano 8 Raffaele Maiello 37 Grigoris Kastanos 13 Andrea Beghetto 7 Marcus Rohden 28 Camillo Ciano 18 Andrija Novakovich

1992 1989 1989 1991 1993 1991 1998 1994 1991 1990 1996

ALLENATORE: ALESSANDRO NESTA

CREMONESE (4-3-1-2) 22 Giacomo Volpe 23 Alessandro Crescenzi 4 Michele Fornasier 20 Emanuele Terranova 3 Emanuele Valeri 16 Luca Valzania 19 Michele Castagnetti 6 Samuel Gustafson 70 Gianluca Gaetano 9 Daniel Ciofani 11 Fabio Ceravolo

1996 1991 1993 1987 1998 1996 1989 1995 2000 1985 1987

ALLENATORE: PIERPAOLO BISOLI

se r ie c

Crema ancora imbattuto resta primo in classifica

Pergolettese a Livorno per tornare a sorridere

«In campo dovevamo e potevamo fare di più. In ogni caso mi tengo stretto il pareggio. So che è un punto prezioso, ma c’è ancora molto lavoro da fare». Andrea Dossena ha così commentato il 2-2 sul campo del Real Calepina, grazie alla doppietta di Ferrari, che tiene il Crema in vetta alla classifica. Domani alle 14.30 i nerobianchi ospitano il Breno, squadra di bassa classifica.

«Ho visto una squadra che per novanta minuti ha giocato bene al calcio: tutti sono stati bravissimi nonostante avessimo preparato la partita in un solo giorno. Mi spiace per la sconfitta, che non ci fa raccogliere punti, però sono contento della prestazione». Così Contini ha commentato la sconfitta casalinga con la Pro Patria (1-2). «Sotto di due reti alla fine del primo tempo, non era facile, ma i ragazzi ci hanno creduto fino alla fine. La prestazione c’e stata, è mancato solo il risultato. L’unica cosa che posso imputare ai ragazzi, è stata la mancanza di qualità, di precisione nei passaggi e nei cross nell’ultimo quarto d’ora. Ma, ripeto, devo fare i

complimenti a tutti. Adesso dobbiamo recuperare le energie, portare più in condizione gli ultimi arrivati e preparare al meglio la prossima partita a Livorno». Domani alle 15 i gialloblu affrontano una squadra con problemi societari, ma che è reduce dal successo sul Renate, quindi sarà una trasferta impegnativa. Classifica (7ª giornata): Pro Vercelli 14; Novara, Carrarese, Grosseto 13; Renate, Pro Patria, Pontedera 12; Lecco 11; Juventus Under 23**, Como*, Pro Sesto 10; Pergolettese 9; Alessandria, Piacenza 8; Giana Erminio 7; Livorno*, AlbinoLeffe, Pistoiese 6; Olbia 4; Lucchese 1. *una partita in meno


Sport

» VOLLEY SERIE A1 dalla redazione

Tra la minaccia continua del Covid e un rendimento che non decolla, è sicuramente un momento non facile per la Èpiù Casalmaggiore, uscita con le ossa rotte dalla trasferta di Novara. Il turno di riposo non ha giovato alle rosa, che non sono mai entrate in partita, malgrado Sirressi e Vasileva abbiano messo a referto il 62% di ricezione positiva. Il tecnico Parisi non è ancora riuscito a trovare il bandolo della matassa e i tanti volti nuovi faticano ad amalgamarsi. Oltretutto, la Vbc è costretta a un nuovo stop forzato, visto che è saltata la trasferta di Busto Arsizio di domani, per i casi di positività riscontrati nella Unet E-Work. Una situazione che sta mettendo a dura prova la pazienza delle società. «Dopo lo stop allo scorso campionato, decretato ad aprile in pieno lockdown - ha affermato Massimo Boselli, presidente della Vbc - il mondo della pallavolo, così come tutta l’Italia, si ritrova a dover affrontare l’emergenza Covid. Viviamo alla giornata, con sempre nuovi campanelli di allarme e misure preventive sempre più stringenti. Oggi, ad esempio, ci è stato comunicato che 4 tra atlete e componenti dello staff dell’Igor Novara, con cui abbiamo giocato 2 giorni fa, sono risultati positivi e pertanto anche noi abbiamo dovuto mettere in pratica un protocollo ancora più rigido per tutta la nostra squadra. Oltre ai consueti tamponi settimanali, abbiamo predisposto un nuovo test per tutto il nucleo squadra che è composto da 25 persone, quelle che erano presenti mercoledì a Novara e abbiamo chiesto ad atlete e tecnici di attuare un isolamento responsabile, evitando contatto con l’esterno, vale a

Sabato 31 Ottobre 2020

massimo boselli: Non ho purtroppo buone sensazioni

Il presidente della Vbc conferma la preoccupazione di tanti suoi colleghi. Dopo le positività nella Igor Novara, la squadra è in isolamento volontario

Vbc costretta ancora ai box La stagione è un calvario RISULTATI

serie B 1

positivo test per offanengo Ostiano, ok allo slittamento La Chromavis Abo Offanengo ha sostenuto un allenamento congiunto a porte chiuse con l’Enercom Fimi Crema, team di B2. Quattro i set disputati nell’appuntamento informale, tutti combattuti come testimoniano i parziali: le ragazze di Guadalupi hanno conquistato il primo (25-22) e il terzo parziale (26-24 dopo una clamorosa rimonta da 13-23), mentre Crema ha risposto con il 22-25 della seconda frazione e il 24-26 in recupero nel quarto set. Nell’occasione, il tecnico brindisino di Offanengo ha fatto ruotare tutte le ragazze a disposizione. In casa Csv-Rama Ostiano, il tecnico Bonini ha commentato positivamente lo slittamento dell’inizio del campionato (il 21 novembre contro Costa Volpino): «Due settimane in più non possono farci male».

GIORNATA

Bergamo-Perugia 3-1, Brescia-Chieri 0-3, Busto Arsizio-Firenze rinviata, Conegliano-Monza 3-0, Scandicci-Novara 2-3, Trento-Cuneo rinviata. Riposa: Casalmaggiore.

classifica Conegliano 21 Scandicci 15 Novara* 14 Trento** 13 Chieri* 12 Monza 12 Cuneo**** 8

Firenze* 7 Casalmaggiore 6 Busto Arsizio** 6 Bergamo* 5 Perugia* 3 Brescia* 1 *una partita in meno

RISULTATI 8 ª GIORNATA Chieri-Trento rinviata, Cuneo-Brescia rinviata, Firenze-Conegliano 1-3, Monza-Bergamo 3-2, Novara-Casalmaggiore 3-0, PerugiaBusto Arsizio rinviata. Riposa: Scandicci.

La disperazione del tecnico Parisi (foto Simone Manini)

dire anche familiari ed amici: dobbiamo creare una bolla». Prospettive per il futuro: «Non ho purtroppo buone sensazioni. Il mondo dello sport, così come la società civile, ogni giorno fa registrare numeri sempre più alti di contagi e le misure di contenimento finora prese sembrano non essere sufficienti. D’altro canto sono convinto che un nuovo lockdown rappresenti un duro colpo al sistema economico dello sport, da cui in poche società potranno uscire indenni». La Vbc tornerà in campo (forse) mercoledì sera al PalaRadi con Brescia.

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ca n o a

Bissolati protagonista sull’arno negli italiani di maratona Sulle acque dell’Arno a Firenze è andato in scena il Campionato italiano di canoa maratona. Nel K2 Senior, successo del Cus Milano con Stefano Angrisani e del cremonese Filippo Vincenzi in 1h55’11”. Bronzo nel K1 Under 23 per Giulio Bernocchi, anche lui cremonese Cus Milano. In evidenza anche la Bissolati. La gara più entusiasmante è stata quella di Cecilia Chiesa nel K1 Ragazzi, che contro avversarie di spessore, ha disputato una prova praticamente

perfetta giungendo alla fine seconda ad un solo secondo dalla vincitrice. La stessa Chiesa si poi imposta nel K2 Ragazzi misto con Mattia Davó, davanti ai compagni di squadra Filippo Molo e Giulia Bentivoglio. Oro anche nel K2 Junior misto di Andrea Ghisolfi e Laura Meas e nel K2 Under 23 di Francesco Mauri e Arianna De Padova. Hanno sfiorato il podio (quarti) nel K1 Cadetti B Enrico Laudati e nel K2 Cadetti B Matteo Ghisolfi e Luca Bonini.

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Sport

Sabato 31 Ottobre 2020

» CICLISMO

talenti cremonesi in evidenza nel velodromo di ascoli

Agli Italiani in terra marchigiana, Miriam Vece ha conquistato due ori, mentre Elena Bissolati è salita tre volte sul podio (un oro, un argento e un bronzo)

Elena e Miriam sul trono tricolore della pista FORTUNATO CHIODO

Sulla pista marchigiana del velodromo Monticelli di Ascoli Piceno, il ciclismo cremonese è in tripudio per i suoi talenti. La prima ad esultare è stata Miriam Vece, 23enne pistard cremasca di Romanengo, che corre per il team Valcar-Travel & Service. L’azzurra ha fatto quest’anno il salto di qualità e con una prova stupenda e di rara bellezza, si è confermata campionessa d’Italia della velocità tra le Elite. Medaglia d’argento per l’altra azzurra cremonese Elena Bissolati (Cicli Fiorin), classe ’97 di San Giovanni in Croce e bronzo per Giada Capobianchi (Capobianchi Cicli Moto Sport). Nella prova ad eliminazione Elite, Francesco Lamon (Gs Fiamme Azzurre-Biesse Arvedi) ha preceduto il compagno di squadra Michele Scartezzini e Liam Bertazzo (Vini Zabù Ktm). Tra gli Juniores, ha vinto il ti-

ciclocross

altro show della venturelli sempre piu’ leader del giro

L’oro di Miriam Vece

Elena Bissolati (a destra)

tolo dell’eliminazione Manlio Moro, friulano del Borgo Molino Rinascita Ormelle (terzo titolo italiano su pista dell’anno, dopo l’inseguimento individuale e l’omnium) che ha superato i due figli d’arte: il cremasco Samuel Quaranta (anche 4° nel torneo di velocità) e il romagnolo Luca Collinelli (Sidermec F.lli Vitali). Sara Fiorin, brianzola del Gs Cicli Fiorin, ha addirittura festeggiato

quattro titoli tra le Juniores, nella velocità e nell’eliminazione, ai quali ha aggiunto quelli nel keirin e nei 500 metri. Nella seconda giornata è arrivato anche il bis tricolore di Miriam Vece nei 500 metri (in 36” 812), davanti a Martina Fidanza (Eurotaget Bianchi Vittoria) e alla solita Elena Bissolati. Quest’ultima si è presa la rivincita trionfando nel keirin, superando Giada Capobianchi

e Martina Fidanza. Martina Alzini (Valcar Traverl & Service) si è garantita il titolo dell’ eliminazione e infine nello scratch, affermazione di Silvia Valsecchi (Bepink), davanti alle solite Fidanza e Alzini. TRICOLORI SU STRADA • La prova delle donne Elite si svolge oggi a Breganze (partenza alle 12), i tricolori della cronometro a squadre, invece, vanno in scena domani a Treviglio.

d op o il g iro

Nibali, resa con stile. Il testimone passa a Ganna Dopo tanti anni di militanza e di successi raccolti qua e là, Vincenzo Nibali si è arreso al Giro d’Italia: «Vanno più forte gli altri. Ci sono ragazzi che vanno fortissimo e io un ragazzo non lo sono più». Lo Squalo non si è arrampicato sugli specchi, ma si è confermato uomo verticale, guardando in faccia la realtà. Esce battuto, ma non sconfitto, come chi si dimostra campione anche nel momento buio. Peccato solo che la penultima tappa sia stata abbassata: niente Colle Agnello, niente Col d’Izoard e Mont-

genèvre e triplo passaggio sul Sestiere, che non è la stessa cosa. Il Giro è stato anche ostaggio della rivolta, con una tappa tagliata. Mauro Vegni, direttore di corsa del Giro, non l’ha presa bene: «Figuraccia mondiale, un agguato, la pagheranno». Per la prima volta nella storia in uno dei tre grandi giri, due ragazzi si sono presentati al via della crono finale con lo stesso tempo: il britannico Tao Geoghegan Hart (25 anni) e l’australiano Jai Hindley (24). Il jolly ce l’aveva ì in tasca l’inglese, decisamen-

te più veloce nella crono finale, che ha incoronato ancora volta Filippo Ganna, protagonista di una stagione magica. E il record dell’ora? «Ci penseremo al momento giusto. Ma di sicuro lo tenterei a livello del mare, non in altura». Ti aspettavi un Giro così? «No, ero al debutto. Non sapevo cosa aspettarmi, magari di fare 10 giorni e poi ritirami. La prestazione migliore? Nella crono di Valdobbiadene, ma come bellezza scelgo la crono di Milano», ha affermato il pupillo del ct della pista, Marco Villa.

Sulle strade friulane del Parco Rivellino di Osoppo (Udine), ha brillato ancora una volta la cremonese Federica Venturelli. E’ un vero talento Federica, della quale sentiremo parlare ancora a lungo. Nella quarta tappa del Giro d’Italia di ciclocross Allieve, ha inscenato una lotta serratissima con Valentina Corvi (Melavì Tirano Bike), risoltasi solo negli ultimi metri della prova con la vittoria della cremonese, che è sempre più in rosa, con 27 punti di vantaggio nella classifica generale. Ottimo terzo posto, seppur mai in lotta per la vittoria, di Beatrice Temperoni (L’Equilibrio Cycling School). Federica Venturelli ha così commentato la prova: «Per adesso sta andando molto bene, sono soddisfatta della vittoria di oggi, senza fango il tracciato era molto adatto a me. Non so quanto potrà andare lontano la mia stagione di ciclocross, perché sono tutt’ora impegnata anche su strada, sarà davvero un’annata difficile». Come si dice in questi casi: chapeau! Davanti a cotante giovani promesse non posso che togliermi il cappello e applaudire questa fantastica atleta, che al Giro sta vivendo la stagione più bella di sempre. La quinta tappa del Giro d’Italia si corre domani a Gallipoli, cittadina sulla costa pugliese.

bocce MASSIMO MALFATTO

Il presidente Marco Giunio De Sanctis è stato riconfermato al vertice della Federazione Italiana Bocce, raccogliendo 7220 voti pari al 90,62% delle preferenze espresse dai delegati aventi diritto al voto. La sfidante Laura Trova (assente all’assemblea) ha ottenuto 355 voti. «Il successo elettorale ottenuto quasi plebiscitario - afferma De Sanctis - rafforza la mia convinzione che la strada tracciata è quella giusta, da migliorare secondo le proposte scaturite dai vari incontri con tutte le società sportive federali. Il mio

De Sanctis riconfermato presidente Fib impegno sarà garantire una politica sportiva quanto più unitaria e aderente ai tempi incentrata sulla massima immagine e comunicazione delle nostre attività, sulla continua previsione di corsi di formazione, sullo sviluppo nei vari settori, sulla più alta cura dell’attività giovanile, femminile e paralimpica». Spettatore interessato e di parte all’assemblea, il presidente della Confederazione Europea Sport Bocce: «Sono contento della rielezione di De Sanctis

- afferma Bruno Casarini - perché con lui e con il consiglio federale avevo condiviso progetti realizzati e da realizzare ed un percorso di rinnovamento che dovrà portare la nostra Federazione al passo di tante altre che in questi ultimi anni hanno avuto processi innovativi. Mi piace sottolineare come questa mia condivisione sia stata dettata da una serie di considerazioni e non da una semplice presa di posizione. La mia convinzione sulla elezione di De Sanctis va ol-

tre ed è anche frutto di questo momento particolare in cui oggi più che mai abbiamo bisogno di una “governance” preparata, di

indiscusse capacità politiche ed amministrative e posso affermare senza ombra di dubbio che il Presidente ed il segretario generale Riccardo Milana sono il meglio che possiamo immaginare all'interno del nostro mondo». Trofeo Amici del Bocciodromo • Vittoria schiacciante di Francesco Campisi e Jacopo Gaudenzi nella gara organizzata dalla “Nuova Bar Bocciodromo”. Dirompente la neo coppia della “Rinascente” che infliggeva due cappotti a Degli Agosti-Spinelli ed Erata-Moretti ed in finale aveva la meglio sugli orobici Garlini e Pirrotta per 10-4.


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