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Gil AZZETTIsenese NO Settimanale gratuito di informazione • Anno IV • numero 173 • Registrazione n. 7 del Tribunale di Siena dell’8 aprile 2008 • Chiuso in redazione il 14 novembre 2011 • Tiratura 8.000 copie • Stampato su carta 100% riciclata con marchio ecologico “Angelo Blu”

Non si può far finta di niente. Sono infatti giorni che rimarranno nella storia e che quindi, anche una piccola gazzetta locale come la nostra, deve registrare. Berlusconi ha lasciato il campo e non è più Presidente del Consiglio. Mario Monti sta tentando di mettere in piedi un governo di emergenza che sia capace di tirarci fuori dalle secche economiche e finanziarie in cui i governanti ci hanno trascinato. Ci auguriamo che Monti ce la faccia e che i partiti mostrino di saper sacrificare, una volta tanto, gli interessi di parte favorendo il bene comune. Passate le ore dell’euforia per un “regno” che è caduto, ci troviamo ora in un clima di attesa per una situazione che sappiamo essere oggettivamente molto complessa. Le condizioni in cui si trovano molte fabbriche anche della nostra provincia, lo stato della nostra banca e quello di altre importanti istituzioni ci inducono a sperare che il Paese abbia prima possibile un governo, così da poter incominciare a vedere l’uscita dal tunnel. Seguiremo con attenzione l’evolversi della situazione e dedicheremo alcune pagine del prossimo numero ai modi in cui Siena e la sua provincia stanno vivendo questi momenti particolari.

tartufo, sottoterra come l’oro alle pagine 8-9

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cultura

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MACONDO PRESENTA POETI IN LIBERTà Al via la seconda edizione degli Incontri Internazionali di Poesia per la Cooperazione e per la Pace Duccio Benocci

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opo il grande successo di pubblico riscosso l’anno scorso, a Siena, il 17, 18 e 19 novembre, a distanza di un anno esatto, si svolgerà la seconda edizione del Festival internazionale di poesia “Poeti in libertà”, ideato ed organizzato dall’Associazione culturale “Macondo”. Il primo incontro, una sorta di introduzione all’intera manifestazione, si terrà presso la libreria Punto Einaudi (in via Pantaneto, 66) giovedì 17 novembre alle ore 18:30; mentre venerdì 18 e sabato 19 gli incontri si terranno dalle ore 17:00 in Fortezza Medicea, nei locali dell’Enoteca Italiana, presso il Bastione San Filippo. «Anche quest’anno ce l’abbiamo fatta», ha commentato un energico Giuseppe Emiliano Bonura, Presidente dell’Associazione “Macondo”, «siamo riusciti non solo a rimettere in piedi una “rete” di finanziamenti, ma anche a coinvolgere come partner nell’iniziativa importanti realtà culturali, sociali ed economiche della città e non solo; penso ad esempio al Punto Einaudi, alle tante aziende che hanno collaborato come sponsor o all’importante ruolo dell’Enoteca Italiana». Infatti, come lo scorso anno, ogni pomeriggio sarà accompagnato da degustazioni eno-gastronomiche gratuite: i vini proposti saranno selezionati dagli esperti dell’Enoteca Italiana, mentre nel corso dell’ultima serata gli intervenuti potranno sperimentare l’assaggio di grappe, scelte dall’ANAG Toscana (Assaggiatori grappa e acquaviti, ndr), unite al gusto inconfondibile dei dolci artigianali senesi.

Insomma, «grazie alle aziende del territorio che ci hanno creduto – incalza Bonura – offriremo al pubblico degustazioni genuine, e grazie ai poeti ed ai musicisti che allieteranno le serate regaleremo qualche pomeriggio di bella poesia. E tutto sarà rigorosamente gratuito». Infine, anche a questa seconda edizione, parteciperanno poeti italiani ed europei e, per la prima volta, grazie alla disponibilità dell’Accademia dell’Ottava, si unirà una coppia di poeti improvvisatori, impegnati in “contrasti” poetici estemporanei. Duccio Benocci, Responsabile della comunicazione per l’Associazione culturale “Macondo” e Direttore artistico del Festival, ha aggiunto: «Siamo molto soddisfatti per il fatto che i poeti ed i musicisti selezionati – diversi per stile, ma tutti di grande qualità – abbiano accettato il nostro invito a partecipare a questa manifestazione unica nel suo genere. Saranno con noi poeti giovani, tra cui un emergente alla sua prima raccolta pubblicata, ma anche poeti maturi e già affermati a livello nazionale ed internazionale, senesi e non, nonché due poetesse provenienti dall’estero. La poesia deve rappresentare, in un mondo che stenta a farlo, quell’unione eterogenea che nasce dalla condivisione dell’esperienza umana. Con questi nostri Incontri internazionali di poesia intendiamo rendere questo genere letterario accessibile veramente a tutti, non soltanto a coloro che lo praticano o che lo studiano: proporremo, come già avvenuto, un percorso di “educazione all’ascolto”, perciò saranno ridotte al minimo le

“mediazioni” tra le letture dei testi, da parte degli stessi autori, e gli spettatori». Questa edizione vedrà protagonisti: Michele Mari e Alfio Guzzetta (giovedì 17 novembre, alle ore 18.30, alla libreria Einaudi); Federico Romagnoli, Susanna Rafart (Spagna), Pasquale Massimo Fiorenza, Eva Taylor (Germania), Luciano Valentini, con la partecipazione straordinaria di Maria Teresa Santalucia Scibona, grazie all’interpretazione dell’attrice Paola Lambardi (venerdì 18 novembre, dalle ore 17:00, in Fortezza Medicea presso il Bastione San Filippo); le poesie di Héctor Abad Faciolince (Colombia) attraverso la voce di Ugogiulio Lurini e le improvvisazioni poetiche di Francesco Burroni e Mauro Chechi (sabato 19 novembre, dalle ore 17:00, sempre in Fortezza Medicea presso il Bastione San Filippo), cui si aggiungerà un ospite misterioso, vera e propria “sorpresa” della serata. Le sessioni del 18 e del 19 saranno caratterizzate “in musica” da un duo d’archi, la prima, e da un duetto di jazzisti, la seconda. L’evento – realizzato in collaborazione con il Punto Einaudi di Siena, l’Enoteca italiana, il Circolo dei Lenti e con l’ANAG Toscana, e sponsorizzato da Hotel Chiusarelli, Edizioni Cantagalli, Salumificio Rabissi-Pepi – ha come enti promotori la Provincia di Siena ed il Forum provinciale per la Cooperazione internazionale e per la Pace, ha ottenuto il patrocinio del Comune di Siena, dell’Associazione Aresteatro e della Fondazione dell’Ottava, ed è finanziato grazie al prezioso contributo dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena.


il mestiere jacopo antonio carli

conservare il bello Martina Cenni

È

giovane. Più giovane di quanto mi aspettassi. Se penso ad un restauratore mi immagino forse un omino un po’ impolverato, addirittura trascurato e certamente impallidito dalle ore trascorse su ponteggi e impalcature dentro le pance di immense chiese. Al contrario incontro Jacopo in un bar, non a caso davanti alla Pinacoteca Nazionale. È in compagnia di alcuni storici dell’arte che condividono con lui la passione per le opere antiche e la responsabilità di averne cura. Da questo punto iniziamo per scoprire qualcosa in più su questo ragazzo cresciuto tra pennelli e solventi, che con grande senso del dovere porta avanti il lavoro che fu della madre. «Quello del restauratore è un lavoro di grande responsabilità e di rispetto, per l’opera che si ha di fronte, per la sua storia e anche per il percorso che ha fatto per arrivare fino ai giorni nostri. Per questo il concetto che seguiamo è quello del minimo intervento sulle opere, un approccio di tipo più conservativo rispetto al passato e che tende a mantenere, restaurare e preservare più che togliere». Così Jacopo, cha a soli 38 anni ha già lavorato al restauro di molte importi opere non solo a Siena, studia e analizzale le condizioni di conservazione di ognuna e interviene poi, secondo quello che la “paziente” richiede, pulendo le superfici pittoriche, nonché quelle lignee dei supporti e quelle telacee, integrando le parti mancanti, stuccando e ricostruendo. «Ogni restauro è una storia a parte, una nuova avventura in cui l’esperienza conta moltissimo, ma la routine non esiste». Un lavoro minuzioso e difficile, che lega esperienza, manualità, arti-

gianato e ricerca, in un work in progress che non si esaurisce, ma anzi si arricchisce di nuove tecniche, materiali e conoscenze. Jacopo si è diplomato nel ’95 presso l’Istituto d’Arte Duccio di Buoninsegna di Siena e si è poi specializzato in restauro di dipinti su tele, tavole, affreschi, sculture policrome. La sua è una passione di famiglia che arriva da lontano. Il Sopraintendente Enzo Carli, già direttore della Pinacoteca Nazionale, era suo nonno. Storico dell’arte e uomo di grandissima cultura, fu certamente uno dei più grandi studiosi dell’arte pisana e senese. Mentre la madre, Maria Rosa Cavari, fu restauratrice presso la Pinacoteca Nazionale per oltre 35 anni. È con lei che Jacopo ha iniziato prima della specializzazione, con quello che lui stesso definisce “lavoro di bottega”. «Il periodo di lavoro con mia madre è stato certamente il più ricco e fruttuoso. È stato un apprendistato di oltre 10 anni, un lavoro bellissimo in cui ho imparato, tra l’altro, l’importanza di lavorare sul posto, perché le opere devono essere spostate il meno possibile». Ci sono però situazioni e condizioni nelle quali il ricollocamento è l’unica soluzione per salvare un dipinto e in cui l’intervento di Jacopo non si ferma al restauro, ma comprende anche decisioni sulla futura posizione del “pezzo” o sul risanamento del luogo dell’esposizione. Anche in questo senso quello del restauratore è un mestiere di grande responsabilità che richiede non una, ma tante diverse conoscenze e competenze a cui è legata, senza esagerazioni, la salvezza della bellezza. Negli anni Carli ha lavorato, ad esempio, al restauro del dipinto su tavola (predella) conservato nella Basilica di San Domenico a Siena, raffigurante i Misteri del Rosario, della prima metà del XVI secolo, agli interventi sulla Madonna con Bambino e Santi e sul dipinto su tavola raffigurante le Storie della Passione di Cristo, entrambi di Andrea di Bartolo conservati presso la Pinacoteca Nazionale. E ancora al crocifisso ligneo policromo del Museo dell’Opera del Duomo di Siena, della seconda metà del XIV secolo e a quello del XVII secolo presso la Chiesa di San Francesco a Montalcino. Sono suoi anche i lavori di restauro del dipinto ad olio su tela conservato nella cappella del camposanto della Misericordia di Siena di Francesco Vanni e del dipinto ad olio su tela conservato nella chiesa Dei Santi Niccolò e Lucia di Siena dello stesso autore. Quest’ultima opera, in particolare, sarà presentata sabato 10 dicembre in prossimità della festa di Santa Lucia. Un’occasione per celebrare un grande impegno e per rinnovare l’auspicio che il settore della cultura possa continuare nel lavoro immenso di conservare e curare tutto il bello del nostro Paese.


il personaggio daniele bruttini

essere giovani imprenditori Jacopo Rossi

Ormai è storia risaputa che l’Italia non sia un Paese per giovani. Giovani non solo come età ma anche, e soprattutto, come idee, iniziative, volontà di fare qualcosa di nuovo. Gli ostacoli sono molti, spesso purtroppo insormontabili: dalla burocrazia di una pila di documenti ad una mentalità tradizionalista, conservatrice, «una mentalità per la quale troppo spesso si tende

a non dare fiducia ad idee innovative, soprattutto se provengono da giovani sconosciuti». Sono le parole, fin troppo realistiche, di Daniele Bruttini, giovane imprenditore senese, trapiantato a Roma, country manager per l’Italia di Wimdu, piattaforma che contempla un nuovo modo di viaggiare: travel like a local.

lo sport e lo studio 1 Classe ‘84, Daniele è una vecchia conoscenza dell’ambiente cestistico senese, e non potrebbe essere altrimenti: suo nonno era presidente della Mens Sana negli anni ‘70, suo padre lo è tuttora della Virtus, suo fratello gioca in A2, ad Imola. Diciotto anni di basket, con discreti risultati, fino a che, ventitreenne, decide di seguire più gli studi del pallone a spicchi. Tramite il programma Erasmus, Daniele approda alla W.H.U Otto Beisheim Business School of Management a Vallendar, nella Germania occidentale. Qua conosce, durante una festa, Arne Bleckwenn e Heinrich Dreilling, ragazzi che giocheranno un ruolo chiave nel suo futuro. Intanto Daniele torna in Italia, si laurea in Economai e management a Siena e fonda, con amici e colleghi universitari il sito “Energiachiara.it”, che si occupa di fare chiarezza su tariffe di energia e gas, aiutando i consumatori a scegliere quelle più economiche. Poi, dopo due anni è arrivato Wimdu.

l’esperienza di wimdu 2 Le conoscenze tedesche danno i loro frutti, permettendogli di conoscere investitori pronti a scommettere, molto, sui suoi progetti: Wimdu nasce prima in Germania, poi Daniele si incarica di “esportarlo” in Italia. Ma che cos’è? «una piattaforma online dove privati possono affittare la propria stanza o il proprio appartamento a turisti e viaggiatori da tutto il mondo. È un progetto che è nato da subito con l’idea di diffondersi a livello mondiale: abbiamo uffici in più di 20 paesi al mondo, tra cui USA, Sud Africa, Cina, Corea, Brasile, Australia, oltre ai principali paesi europei». I novanta milioni necessari sono arrivati dal fondo tedesco Rocket Internet, lo stesso di eBay. L’obiettivo è ambizioso, diventare la valida alternativa a booking o expedia, utile a chi voglia viaggiare risparmiando e, perché no, conoscere direttamente la realtà del posto tramite i propri padroni di casa.

in italia si può

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«Tutti possono diventare imprenditori, basta la voglia di mettersi in gioco e la volontà di rischiare. Sono convinto che più si è giovani e più sia facile avere le energie e la “pazzia” necessarie ad avviare un’attività propria». E, soprattutto, non sperare, di principio, in nessun aiuto esterno. I fondi? Dipendono dal contesto. In Germania le start-up sono pane quotidiano, da noi trovano ancora una certa ostilità: Berlino è piena di investitori pronti a credere nell’imprenditoria giovanile, impegnando ingenti quantità di denaro. L’Italia, da questo punto di vista, è indietro, anche se città come Milano e Roma, dove Daniele risiede oggi, stanno recuperando terreno. «Spesso mancano risorse e strutture, la mentalità, come già detto, è chiusa. Mi arrabbio però quando queste difficoltà vengono utilizzate come scusa per non provarci nemmeno. Ovvio che le difficoltà ci siano ma questo non può rappresentare un alibi. Adesso in Italia le cose si stanno muovendo, si moltiplicano le iniziative: basta non arrendersi, non smettere di guardarsi intorno né di cercare qualcuno che crede in te».


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dentro le mura

le conferme di luglio le proposte di agosto La giunta comunale, senza la partecipazione dell’assessore delegato Alessandro Mugnaioli, come previsto dall’articolo 99 comma 5 del regolamento del Palio, con voto unanime e dopo aver valutato le memorie difensive presentate dalla Nobile Contrada dell’Oca, dalla Contrada della Pantera e dalla Contrada della Torre, ha deliberato le sanzioni relative al Palio del 2 luglio 2011. Ha dunque confermato, come proposto dal giudice paliesco, Alessandro Mugnaioli di sanzionare: la Nobile Contrada dell’Oca con la punizione della “Esclusione” dalla partecipazione a un Palio; la Contrada della Torre con la punizione della “Esclusione” dalla partecipazione a un Palio e una “Deplorazione”; la Contrada della Pantera con una “Censura”. Per quanto riguarda il Palio d’Agosto, sono state rese note la settimana scorsa le proposte di sanzioni: i provvedimenti riguardano Istrice, Lupa, Bruco, Giraffa, Pantera, Nicchio ed il fantino Valter Pusceddu detto “Bighino”. Per le prime due contrade è stata proposta l’esclusione da un Palio, “per avere i propri contradaioli preso parte ad un scontro nella Piazza del Campo in cui sono rimasti contusi un Mangino e un Vicario e al successivo lungo fronteggiamento ritardando il regolare deflusso dalla Piazza della contrada vincitrice, sulla base di quanto previsto dall’art. 101, 2° e 3° comma, del regolamento per il Palio”. Per Bruco e Giraffa il giudice paliesco propone una Censura, “per avere i propri contradaioli, dopo la terza prova, preso parte ad un fronteggiamento, nella Piazza del Campo, ritardando l’uscita delle consorelle”. Per la Pantera, così come per la Carriera di Luglio, la sanzione consiste in una Censura “per avere, in più momenti violato l’accordo con la contrada rivale, di non cantare canzoni offensive contro l’avversaria, durante il passaggio nel suo territorio”. Stessa sanzione per il Nicchio, “per avere i propri contradaioli attuato una vivace e prolungata contestazione verbale nei confronti del Sig. Mossiere, nella Piazza del Campo, dopo la terza prova e prima della quarta prova”. L’unico fantino contemplato invece, Valter Pusceddu, sarà sanzionato con un’ammonizione, a causa del suo comportamento durante le fasi della mossa, ritenuto scorretto.

dimissioni mossiere Ormai è ufficiale: Bartolo Ambrosione, famoso per la sua eleganza al canape, non sarà il mossiere dei Palii del 2012: la scorsa settimana ha rassegnato, infatti, le dimissioni La ridda di voci ha immediatamente seguito l’annuncio del suo abbandono. Ancora non si sa niente di certo, nemmeno se il prossimo mossiere sarà debuttante o qualche vecchia conoscenza. Giorgio Guglielmi di Vulci ha già fatto sapere che non intende tornare sul verrocchio. Daniele Masala ha rifiutato, irretito dalle sirene della Rai: «nel 2012 ci sono le Olimpiadi di Londra, potrei essere impegnato per fare le radiocronache». Tra i vari nomi ventilati, anche quello di Massimo Narduzzi e Renato Bircolotti, mossieri rispettivamente di Ferrara e Legnano. Che faccia uno dei due il grande salto verso Piazza del Campo?

al contrario in memoria di michel

Roberto Barzanti

Ci si abitua, nelle città, a presenze umane mute, che poco a poco diventano necessarie, e acquistano la confidenzialità di un’abituale segnaletica. Sono, spesso, presenze alle quali non sai dare un nome. Figure che incontri lungo la strada e assomigliano a statue viventi, a fantasmi che non fanno paura. È stato il caso di Michel Lewandowsky. Ora tutti sono in grado di chiamare per nome l’omino d’oro che di solito – da sei anni ! – stazionava all’altezza di piazza Tolomei ed incantava i passanti mimando un vecchio e cortese operatore cinematografico d’altri tempi. I ragazzi si bloccavano rapiti da un’apparizione di favola. Qualche euro risuonava ai suoi piedi in segno di ammirata gratitudine. E lui si muoveva con la garbata meccanicità appresa da una prestigiosa scuola: uno dei mimi che si esibiscono per la Croisette, a Cannes, nei giorni festivalieri e fanno pensare ai primordi della settima arte, quando la sola riproduzione dei movimenti su uno schermo, in una sala buia, bastava a far impazzire di gioia o urlare di meraviglia. L’incantesimo è finito. “L’Uomo delle macchina da presa” come suona il titolo esatto di un bellissimo corto di Marco Tosti, che lo prese a soggetto, ci ha lasciato, per dirla con pudico eufemismo. L’hanno scoperto morto stecchito – da tre giorni – nel piccolo appartamento che abitava in via de’ Rossi, tra molte bottiglie di vino e di birra. Subito illazioni sui vizi privati, sui modi che aveva per consolarsi di una vita strana. Si sa che il primo approdo di questo polacco fuggito verso il mondo libero era stato Montpellier. Ma a Siena – confessò – si trovava meglio: una città più piccola, più accogliente. Gli chiesero a che cosa pensasse quando stava per ore immobile come un autonoma che si movesse, poco poco, di tanto in tanto, a comando: “Spesso mi vien fatto di riflettere – rispose – sulla vita e sulla morte e sul futuro, se ci sarà un futuro”. Chi lo pensava che sotto quell’aurea guaina luminescente si nascondeva un filosofo di tendenze nichilistiche? La morte gli ha assegnato un nome. Michel non sopportava di vivere in società. Preferiva guardarla dall’alto, sotto una maschera indecifrabile. Per me era soltanto un funambolico omaggio al cinema. Alla sua età d’oro.


dentro le mura

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sanità al centro della conferenza dei sindaci Riorganizzazione della sanità. È questo il tema che è stato al centro dell’ultima conferenza dei sindaci della provincia dello scorso venerdì 11 novembre e nella quale è stato eletto, tra l’altro, il nuovo presidente, il sindaco di Siena Franco Ceccuzzi. Molti gli argomenti dibattuti forniti dall’intervento dell’assessore al diritto alla salute Daniela Scarramuccia, che così ha presentato il quadro della sanità toscana. «Bisogna innanzitutto chiarire che la spesa sanitaria in Italia è fra le più basse dei paesi occidentali. Il problema non è la spesa ma la disparità fra la qualità dei servizi che le diverse Regioni erogano. Sono solamente sette le Regioni, tra cui la Toscana, in grado di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza a tutti i cittadini. Per far fronte ai continui tagli alle risorse nazionali, è indispensabile riorganizzare il Sistema, ricercare l’appropriatezza e investire in qualità e innovazione». A tal proposito ha continuato l’assessore «la strada intrapresa dalle due aziende senesi è quella da seguire. Da qualche anno è stata avviata l’integrazione tra professionisti, riorganizzando vari servizi. É questa la direzione giusta, in un momento così delicato, cambiare, riorganizzare, per difendere il diritto alla salute di tutti i cittadini». «Il diritto alla salute – ha poi affermato il primo cittadino Franco Ceccuzzi – è un elemento fondamentale della cittadinanza e della qualità della vita. Il compi-

to della conferenza provinciale dei sindaci è quello di rappresentare le esigenze di salute di un territorio, misurando costantemente il grado di efficienza delle strutture ospedaliere ed ambulatoriali, partecipando ai momenti di programmazione delle aziende sanitarie». Nel dettaglio della situazione sanitaria in provincia di Siena è inoltre intervenuto, nella sua duplice veste di direttore generale dell’Azienda ospedaliera senese e di Commissario dell’Ausl 7, il dottor Paolo Morello Marchese. «È indispensabile – ha sostenuto Morello – avere una visione integrata a livello provinciale del sistema salute senese, e ciò è prioritario soprattutto per un’azienda come Le Scotte che deve essere un polo di eccellenza. Il nostro territorio è un ottimo esempio di integrazione dei servizi a diversi livelli: uno per tutti, il Dipartimento interaziendale di Salute mentale, primo caso in Italia di integrazione vera fra servizi ospedalieri e territoriali in una specialità fondamentale per la salute dei cittadini». Morello Marchese ha poi annunciato, relativamente al problema della farmaceutica, la costituzione, in prospettiva, di una struttura unica fra l’AOUS e l’AUSL 7 per contenere la spesa e verificare l’appropriatezza delle prescrizioni.

il siena jazz è università leggere è volare Con la firma del decreto n°212 dell’8 luglio 2005, all’art.11 da parte del Ministro Gelmini dello scorso 11 novembre il Siena Jazz è diventato finalmente Libera Università del Jazz. Il decreto del Presidente della Repubblica aveva sancito, infatti, la possibilità per le istituzioni non statali di richiedere l’autorizzazione per il rilascio di titoli accademici di Alta formazione, aventi valore legale, a condizione che le istituzioni richiedenti avessero tutti i requisiti richiesti. La Fondazione Siena Jazz al termine di questo percorso ha dunque dimostrato di meritare l’importante riconoscimento e ora potrà rilanciare la propria offerta formativa e attivare una serie di scambi didattici europei anche tramite il progetto Erasmus. Grande soddisfazione, naturalmente, è stata espressa dal presidente della Fondazione Siena Jazz Franco Caroni che così ha commentato l’attesa notizia: «Abbiamo vinto una delle scommes-

se più importanti per Siena: il Siena Jazz adesso è a tutti gli effetti la prima “Libera Università del Jazz” d’Italia». La firma del Ministro all’Istruzione, Università e Ricerca autorizza quindi l’istituzione senese a rilasciare titoli accademici di Alta formazione e la equipara formalmente sul piano normativo ai Conservatori statali, ma soprattutto alle grandi istituzioni e Università europee e internazionali con le quali Siena Jazz collabora da anni. «L’eccellenza rappresentata dal Siena Jazz e confermata da questo riconoscimento – ha continuato Caroni – è sicuramente da considerare una carta in più da giocare nella difficile partita per la candidatura di Siena a Capitale Europea della Cultura».

Si terrà questa sera la presentazione del nuovo volume edito dalla SeB Editori; si tratta di Piccola storia di Siena, scritto da Alessandro Orlandini. Questo libro, che ripercorre in maniera efficace e mai scontata le tappe fondamentali della storia della nostra città, è stato pensato in primo luogo come un progetto divulgativo, destinato al grande pubblico, pur rispettando il rigore scientifico che una materia come questa impone. Spesso posta al centro di equilibri politici e militari importanti, Siena viene ritratta in maniera attenta, attraverso la descrizione delle sue istituzioni, delle tradizioni e dei personaggi che l’hanno resa un gioiello conosciuto e ammirato in tutto il mondo. La presentazione si svolgerà nell’ambito del Salone “Leggere è Volare” alla Lizza, dalle ore 18 in poi. Interverranno, oltre all’autore, Mauro Barni, ex sindaco di Siena e Gabriella Piccinni, ordinario di Storia medievale all’Università degli Studi di Siena.

Tutti i mercoledì è possibile leggere il settimanale free Il Gazzettino Senese nella versione scaricabile in pdf grazie a Siena News. Nella home page del giornale elettronico più letto di Siena e provincia troverete infatti un link che vi permetterà questa operazione.

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sottoterra come l’oro Il profumo intenso, il sapore deciso, la storia millenaria e ricca di curiosità. Il tartufo è un frutto prelibato di cui terreni del senese sono ricchi. Ricchi! Non c’è parola più appropriata, perché se il tartufo è un alimento prezioso è anche per il suo prezzo di vendita, non certo accessibile. Questo dipende da molti fattori tutti legati alla difficoltà della cerca dei funghi ipogei, ovvero sotterranei. Questi frutti, appartenenti alla famiglia Tuberaceae, crescono spontaneamente nel terreno accanto alle radici di alcuni alberi o arbusti, in particolare querce e lecci, con i quali stabiliscono un rapporto simbiotico. Per questo la raccolta, come noto, viene effettuata con l’ausilio di cani dotati di fiuto eccezionale. Il tipico profumo penetrante e persistente si sviluppa, infatti, solo a maturazione avvenuta con lo scopo, nonostante la copertura di terra, di attirare gli animali selvatici (maiale, cinghiale, tasso, ghiro, volpe) per spargere le spore contenute e perpetuare la specie. Per fini ben diversi, invece, razze come il Lagotto romagnolo, il Border Collie e lo Spinone italiano, debitamente addestrati accompagnano il tartufaio nella ricerca, che si spera fortunata. Sport, passione, business, comunque la si intenda l’attività della raccolta è controllata e limitata da alcune normative. Per essere in regola con la legge, infatti, il tartufaio deve possedere un tesserino di riconoscimento rilasciato sulla base di un esame-colloquio durante il quale il richiedente dimostra alla Commissione competente la propria conoscenza delle norme nazionali e regionali che regolano la ricerca, la raccolta e il commercio dei tartufi freschi. Il tesserino lo abilita quindi alla ricerca in quasi tutti i luoghi, obbligandolo comunque al rispetto della natura e delle proprietà altrui. Nell’attività vera e propria, poi, il tartufaio dopo aver individuato la zona interessata deve scavare concludendo l’operazione con la raccolta e rimettere a posto le zolle di terreno che ha spostato. In genere la maturazione di questo fungo avviene nel periodo autunnale, ma esistono anche specie di tartufo primaverili, estive ed invernali. Tra quelle più conosciute sul territorio nazionale e che rivestono interesse economico e culinario se ne annoverano ben sette: il tartufo nero, quello bianco, il nero invernale, il tartufo estivo, il bianchetto, quello nero liscio e infine il tartufo di Bagnoli. Quello bianco, prelibatissimo e profumato sarà il protagonista anche il prossimo week end (19 e 20 novembre) della XXVI Mostra-mercato del Trtufo Bianco delle Crete Senesi a San Giovanni d’Asso. Turisti e appassionati potranno così degustare nei ristoranti del territorio, nelle degustazioni guidate e negli stand lungo le vie del paese con tutta la garanzia di freschezza e qualità del prodotto proveniente dalle tartufaie delle Crete Senesi, il sapore e i profumi esaltanti del famoso Tartufo Bianco.

le tipologie più con TARTUFO NERO Il tartufo nero pregiato, nome scientifico TUBER MELANOSPORUM VITT conosciuto come tartufo di Norcia, di Spoleto o truffe de Perigord per i francesi ha un aspetto abbastanza omogeneo e tondeggiante con verruche poligonali.Il colore bruno nerastro della superficie assume sfumature color ruggine allo sfregamento. La carne o gleba è chiara, il suo profumo è intenso, aromatico e fruttato. Cresce nelle zone collinari e montane in simbiosi con il nocciolo il rovere e la farnia. Dopo il tartufo bianco è considerato il più pregiato a livello commerciale ed è uno dei protagonisti della cucina internazionale.Il periodo di raccolta è da Dicembre a Marzo. Dove cresce il tartufo nero di solito la vegetazione scarseggia e sotto l’albero l’erba è rada a causa dell’azione del micelio. È possibile osservare anche la presenza di una mosca particolare l’Anisotoma Cinnamomea che normalmente deposita le uova nelle vicinanze del tartufo.

TARTUFO NERO INVERNALE Il tartufo nero invernale, nome scientifico TUBER BRUMALE VITT. Spesso viene confuso con il tartufo nero pregiato perché condivide lo stesso habitat e lo stesso tipo di piante simbionti. Si presenta con una superficie leggermente verrucosa e di colore nero brunastro. All’interno la carne scurisce evidenziando le venature bianche. Profuma di noce moscata e cresce in inverno sotto le latifoglie in climi temperati. Commercialmente il suo valore è dimezzato rispetto al nero pregiato.

TARTUFO BIANCO Il tartufo bianco pregiato, nome scientifico TUBER MAGNATUM PICO. È considerato il tartufo per autonomasia perché riveste un’importanza commerciale notevole. È conosciuto anche come Tartufo d’Alba o del Piemonte perchè cresce in abbondanza soprattutto in questa regione (Monferrato e Langhe), ma lo si trova anche se in minima parte in alcune aree dell’Italia centrale e nel sud della Francia. Alba lo ha battezzato, ma nel Piemonte è presente in tutto il Monferrato, Langhe e Roero ed in parte della collina torinese. Il colore varia dall’ocra pallido al crema scuro fino al verdastro. La sua carne o gleba è inconfondibile e si presenta bianca e giallo grigiastra con sottili venature bianche. Il suo profumo piacevolmente aromatico ma diverso dall’agliaceo degli altri tartufi lo rende unico nel suo genere. Vive in simbiosi con quercie, tigli, pioppi e salici e raramente lo si trova in concomitanza ad altri tartufi. Il tartufo bianco, per nascere e svilupparsi ha bisogno di terreni particolari con condizioni climatiche altrettanto particolari. È quindi intuibile che non tutti i terreni presentino queste caratteristiche e proprio questi fattori ambientali fanno si che il tartufo bianco diventi un frutto raro quanto ambito. La raccolta è da Settembre a Dicembre

TARTUFO NE Il tartufo nero liscio, n MACROSPORUM VITT conosciuto e solitamente molto apprezzato. Si distin te agliaceo simile al tartuf liscia con piccole verruch pioppi, tigli, quercie e noc


i segreti per conservarlo

Storia Per quasi due millenni il centro Europa è stato il nucleo commerciale del tartufo ma esso è presente in molte culture sin dalle epoche preistoriche. Secondo gli antichi romani i tartufi migliori si trovavano in Grecia e Libia, per Bartolomeo Platina, medico cremonese del ‘400 in Africa, Siria, Grecia. In Oriente è diffuso nelle zone della Cina e del Giappone e si presume che anche i nativi Americani ne conoscessero l’esistenza ma non si hanno prove che ne indichino l’utilizzo. In Europa erano famosi quelli della Provenza, del Perigord della Borgogna. In Germania si conobbero ai primi del ‘700 nelle zone di Brandeburgo e Sassonia, ed in Italia il tartufo nero è presente in quasi tutto il territorio, ma solo nell’ottocento si avvalse di un mercato a livello internazionale, ad imitazione della Francia. Questo discorso però vale solo dal punto di vista della commercializzazione del tartufo nero, perchè in Italia nel basso Piemonte, già dall’epoca medievale il tartufo bianco viene considerato come oggetto di scambio tra le famiglie nobili. Ma scendiamo più nel particolare e cerchiamo di conoscere meglio i luoghi dove i tartufi nascono. I tartufi si dividono in due famiglie principali: le Tuberacee e le Terfeziacee. Valore nutrizionale Apprezzato per l’aroma e per il caratteristico sapore come tutti gli alimenti il tartufo ha un valore nutrizionale. Le componenti principali dei tartufi come proteine, grassi, carboidrati, acqua e ceneri, risultano quantitativamente simili a altri funghi edibili e come tali l’alta percentuale di acqua contenuta fra il 75 e il 90% e la presenza di molecole non digeribili dall’uomo fanno si che il valore nutrizionale del tartufo non sia di primaria importanza anche con un notevole consumo di questo alimento (notevole sarebbe anche il costo). Quindi anche se l’elevato costo dei tartufi porterebbe il consumatore a credere in un pregevole valore nutrizionale dello stesso, anche se il tartufo ha delle proteine di buona qualità, questo prezioso alimento è utilizzabile senza controindicazioni per ogni fascia di età e di peso. Conservazione È possibile conservare in diversi modi il tartufo bianco o nero, ma consigliamo in particolare di utilizzate un contenitore a chiusura ermetica, in modo che il profumo non si disperda. Prima di porli nel contenitore pulite il tartufo: la pulizia va fatta con uno spazzolino di durezza media o con un pennellino per eliminare la maggior parte della terra, quindi con un panno per togliere la rimanenza, il tutto fatto con delicatezza. Dopo aver disposto i tartufi nel contenitore, ricopriteli con del riso che ne manterrà l’umidità costante e non li farà né asciugare né marcire e recuperateli solo al momento dell’uso. Il riso per conservare i tartufi ne assorbirà il profumo, quindi non buttatelo ma utilizzatelo per farne degli ottimi risotti. Come dicevamo i tartufi più pregiati si mangiano crudi, tagliati con il tagliatartufi al momento di servirli direttamente sulla vivanda pronta posta nel piatto. Qualità meno pregiate trovano un ottimo utilizzo come guarnizione o nella preparazione delle salse: tali tipologie vanno prima tagliate a pezzetti e messe a insaporire in padella con olio, aglio, acciuga e timo, quindi cosparse sulla vivanda pronta posta nel piatto.

nosciute di tartufo

ERO LISCIO nome scientifico TUBER T. Anche se esso è poco non commercializzato è ngue per l’odore vagamenfo bianco e la superficie è he. Cresce in simbiosi con ccioli.

IL TARTUFO BIANCHETTO Il tartufo bianchetto, nome scientifico TUBER BORCHII VITT. È un tartufo molto ricercato per tradizione nelle zone della Toscana, della Romagna e delle Marche, nonostante abbia un valore commerciale inferiore al tartufo bianco. Esteriormente può essere confuso con il Tuber Magnatum, perché in origine si presenta con le stesse caratteristiche, irregolare, liscio e di colore bianco sporco ma quando giunge a maturazione diventa più scuro. Anche la gleba da inizialmente chiara diventa scura. L’odore è la caratteristica che lo contraddistingue dal tartufo bianco, perché se all’inizio è tenue e gradevole in un secondo tempo diventa aglioso e nauseante. Cresce in terreni di tipo calcareo, spesso nei boschi di latifoglie e conifere. Il periodo di raccolta è da Gennaio a Marzo.

IL TARTUFO DI BAGNOLI Il tartufo di Bagnoli, nome scientifico TUBER MESENTERICUM. È una specie molto simile allo scorzone ma si differenzia da esso per l’odore intenso di fenolo. Si presenta scuro e verrucoso ed all’interno la carne è consistente e biancastra con le solite venature bianche. È un tartufo molto diffuso in Italia centro-meridionale e viene raccolto più per motivi tradizionali che economici. Cresce in simbiosi con le quercie, i faggi, le betulle e noccioli e lo si trova in autunno e inverno.

TARTUFO ESTIVO Il tartufo estivo o scorzone, nome scientifico TUBER AESTIVUM VITT talvolta raggiunge dimensioni notevoli e si presenta molto simile al tartufo nero. La superficie esterna si presenta con verruche piramidali di colore bruno. Ha un odore aromatico intenso, ma al taglio lo si distingue da quello nero pregiato, perché la gleba non diventa scura, ma tende ad un giallo scuro. Cresce sia in terreni sabbiosi che argillosi, nei boschi di latifoglie ma anche nelle pinete. È molto apprezzato ed è utilizzato per la produzione di insaccati e salse. Il periodo di raccolta è da maggio a dicembre.


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provincia

pronti per il digitale?

Dal 4 novembre ormai le tv toscane stanno passando al digitale terrestre. Molte però le polemiche: difficoltà in vista per le zone alluvionate per un cambiamento giudicato, da molti, solo come un’imposizione. I criteri sono stati talmente complessi e contorti da dare origine alla nascita di società di comodo prive di dipendenti e di reale operatività, nate allo scopo di ottenere le concessioni. Tra l’altro, il bando prevede e, anzi, incentiva la formazione di intese o società consortili per l’assegnazione di una frequenza condivisa, con l’unica limitazione che i soggetti partecipanti non operino in zone sovrapponibili. Nelle zone alluvionate è stato rinviato il passaggio al digitale terrestre: Aulla e territori limitrofi accederanno alla nuova piattaforma solo alla cessazione della situazione d’emergenza. Per quanto riguarda la nostra città lo switch-off inizierà il 17 novembre e si

concluderà il 23. Chi non avrà un televisore di ultima generazione o un decoder (che si può collegare solo agli apparecchi dotati di presa scart) rimarrà completamente senza televisione, poiché il segnale analogico verrà definitivamente spento. A rischio però molte emittenti televisive locali: sono solo 18 infatti le frequenze occupabili per 43 realtà di piccolo calibro. Coloro che restano escluse da tale assegnazione potranno, forse, rimanere soltanto come fornitrici di programmi. Si rischierebbe quindi di perdere una componente fondamentale dell’informazione locale, dato che per l’assenza di frequenze disponibili molti saranno costretti a spegnere il segnale. Per approfondimenti sul passaggio al digitale terrestre, è possibile consultare il sito internet della Regione Toscana, www.regione.toscana.it/tvdigitale.


provincia

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è polemica sulla chiusura del teatro verdi «È singolare che l’amministrazione comunale si nasconda sempre dietro alla scusa dei tagli agli enti locali per giustificare decisioni impopolari, come la chiusura del teatro Verdi». Interviene così il consigliere comunale Pdl di Poggibonsi Gianni Martinucci, in merito alla rinuncia di rinnovo del contratto di affitto della struttura. Dopo 16 anni d’attività e oltre 100.000 spettatori dal 1995 ad oggi il Teatro Verdi di Poggibonsi verrà chiuso ad aprile 2012. Il Comune di Poggibonsi, infatti, a causa della crisi e dei forti tagli agli enti locali ha deciso di non pagare più l’affitto dei locali ai proprietari del teatro. Per questo l’Associazione Timbre, che si occupa della struttura e delle iniziative che vi si svolgono, dovrà lasciare la sua sede entro i primi giorni della prossima primavera. Timbre, che conta attualmente 172 soci, ha gestito questo spazio trasformandolo in un centro culturale vivo e attivo, abitato, sede di molteplici progetti, luogo d’incontro culturale e sociale, tanto da diventare un punto di riferimento  della Valdelsa e non solo. Un luogo che per quasi un decennio è stato a Poggibonsi l’unico spazio dove si potessero fare spettacoli, convegni, incontri, attività. Tante le polemiche e le accuse all’amministrazione colpevole, secondo molti, del degrado culturale del paese dove ormai non esistono più luoghi di aggregazione giovanile e per famiglie, né la possibilità di avere locali con strutture esterne, come pedane riscaldate, dopo ottobre, o tavolini con sedie nei bar lungo le strade del centro. Tutto per non intaccare il “decoro” della città, almeno stando alle dichiarazioni della Giunta. Per far fronte alla chiusura dello storico Verdi si è quindi formato, nel frattempo, un comitato di sostenitori che si sta muovendo per salvarlo e per salvare le sue attività, a breve anche attraverso una raccolta di firme. «Forse – ha poi continuato Martinucci – bastava che il Comune, che predica risparmio, non aumentasse il numero degli assessori, (6 quando in una città come Firenze sono 8), così dal bilancio uscivano i soldi per pagare l’affitto e fare continuare a lavorare una struttura importante come questa».


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dopo la sosta tre partite in otto giorni

U

na decina di giorni fa il Siena perdeva, fieramente, al Friuli, contro un’Udinese in forma, capace di tener testa anche alle sicure protagoniste del campionato. Poco male per una Robur dove la mano, grintosa, del pugnace Sannino si vede e si apprezza. L’undici bianconero infatti si è rivelato formidabile nell’impedire agli avversari di fare il loro gioco, di osteggiarli fino al novantesimo, di imporre la propria rabbia agonistica. E farà bene a continuare su questa linea, perché le prossime settimane si rivelano campali: Atalanta ed Inter in casa, inframezzate da una trasferta a Cagliari, giovedì 24 novembre, per la Coppa Italia. Un mese che si chiude con tre partite in otto giorni esige cuore, polmoni, garretti e testa. Consci che il mister di Ottaviano saprà infondere lo spirito giusto ai ragazzi, non possiamo, intanto non felicitarci di ciò che ci circonda: Mattia Destro, in agosto solo una rosea promessa, dopo le sfolgoranti prestazioni in bianconero ed in azzurro sembra sempre di più una piacevole realtà. Se impiegato con cautela e senza fretta, “rischia” di rivelarsi un ottimo affare, su cui il suo procuratore, Claudio Vigorelli, garbato come tutti i suoi colleghi, ha già speculato a parole: «Non so dire in quale club si svolgerà il futuro di Mattia. Sicuramente però se continuerà con questo rendimento si tratterà di una grande squadra. Attualmente il cartellino è tutto del Genoa, ma in futuro non è da escludere l’approdo in un club di primissimo piano». Pronta la risposta, chiarificatrice e stizzita, del ds Perinetti: «Mattia Destro al Genoa già da gennaio? Assolutamente no. Il giocatore ora è in prestito al Siena, che ha dalla sua il diritto di riscatto: se ne potrà parlare a giugno, come d’accordo, per poter decidere sull’altra metà del cartellino». Vigorelli chiacchiera, Perinetti risponde, intanto Destro segna e sgomita: ci può andare anche bene così.

il personaggio di ieri e di oggi signori, ecco il number fortin

«mi zoco no» e non giocò più

Jacopo acopo Rossi ossi

Nicola icola Natili atili

Altro che numero uno: qua si parla del numero quattordici, indossato da uno dei protagonisti della prima promozione del Siena in Serie A. Era infatti deputato al ruolo che più si prestava alle critiche, il portiere. Arrivato nell’estate del 2002 dal Treviso retrocesso in C, Marco Fortin, noalese classe ‘74, parlava poco ma parava discretamente. Sulle spalle, ironicamente, portava la pronuncia italiota dell’inglese fourteen. L’anno della cavalcata raggiunse ben trentasette presenze, che però non gli bastarono per la maglia da titolare l’anno successivo. Infatti, nella massima serie, Fortin sarebbe partito sempre Marco Fortin come riserva. Nonostante questo avrebbe giocato ben quarantaquattro gare, prima di restare svincolato nel giugno del 2006 ed approdare al Cagliari, per fare da vice ad Antonio Chimenti, che sostituì egregiamente nella parte centrale della stagione successiva, tanto da guadagnarsi il primo posto nelle due annate successive, prima di tornare in B, al Vicenza. Con i biancorossi sarebbe stato titolare inamovibile, fino alla fine del contratto, che lo portò ad una scelta definitiva: emigrare. «Ho scelto di fare questa esperienza all’estero anche perché in Italia non ho avuto richieste che meritavano di essere prese in considerazione», queste le sue parole dopo la chiamata di Jordi Cruyff, ds dell’Aek Larnaca, team cipriota. E Fortin è diventato così il primo italiano a giocare nella piccola isola: in perenne concorrenza, a causa dell’alternanza voluta dal mister, col suo pariruolo, il trentenne brasiliano Negri, ha comunque giocato anche in Uefa. Adesso però la formazione cipriota è ultima nel suo girone, pur dopo il prestigioso pari in terra tedesca con lo Shalke04. Ce la farà Fortin a guadagnare un altro, prestigioso, traguardo?

Natale Erbinovi arrivò a Siena alla vigilia del campionato 1937-38, proveniente dalla Pro Patria, rilevando tra i pali il colligiano Viviani. Di fisico imponente mette in mostra, fin dalle prime apparizioni, freddezza e sicurezza tra i pali lasciando poco alla platealità, molto in voga tra i portieri di quell’epoca. Erbinovi parla poco, non frequenta l’ambiente dei tifosi e spesso si isola immerso nei propri pensieri, un atteggiamento questo che lo porta Natale Erbinovi ad essere considerato “un pò matto” non rifuggendo, quindi, a quella diceria popolare che vuole i portieri quanto meno bislacchi. E un po’ matto lo è davvero. A pochi minuti dall’inizio di AnconitanaSiena, Erbinovi entra negli spogliatoi e rivolgendosi all’allenatore Macchi gli sussurra fissandolo negli occhi «mi zoco no» ripetendo più volte la frase. Macchi chiama Pistolesi, il segretario tuttofare, che prova a dissuaderlo, ma niente da fare. Urla, strepita, lo minaccia, alla fine si arrende: «non giochi oggi, ma non giocherai nemmeno in seguito». Erbinovi se ne va, sbatte l’uscio ed esce dagli spogliatoi, incrociando nel corridoio che portava all’esterno un ragazzetto poco più che sedicenne, dallo sguardo fiero e dall’aria decisa. È il suo sostituto, è Sergio Chellini, un chiocciolino che milita nelle giovanili e che inizia una brillante carriera che lo porterà a difendere la porta del Napoli.


ancora lavori in corso, per la montepaschi

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Pagina agina a a cura cura di di Nicola icola Panzieri anzieri

scouting report l’avversario Si può considerare la Montepaschi polacca. Infatti la squadra delle tanti sedi – era la squadra di Sopot, però ora gioca nella vicina Gdynia – è la dominatrice della massima serie polacca da anni e ha partecipato alle ultime otto edizioni dell’Eurolega, raggiungendo due anni fa i playoff. I gialloneri sono guidati sul campo dal coach Lituano Tomas Pacesas, 40 anni, ex playmaker-ragionatore proprio della compagine polacca. Per Pacesas, che è passato direttamente dal parquet al pino della panchina, si tratta ormai della quinta stagione alla guida del Prokom. Quest’anno ha a disposizione un gruppo di giocatori coriacei nel quale spicca il grande talento di Donatas Motiejunas. L’ex trevigiano aspetterà la fine del lock-out preparandosi per la Nba con i polacchi. Altro punto di forza è il play Usa Oliver Lafayette, grande penetratore con una breve esperienza al Partizan, mentre sempre tra gli esterni l’americano ex Cleveland Alonzo Gee dà fisicità e anche aiuto a rimbalzo.

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ork, lavoro. È la parola che più di tutte ricorre nelle dichiarazioni dei protagonisti biancoverdi. Non è un caso che ad usarla siano stati, commentando a caldo la sconfitta di Milano, sia coach Pianigiani che Shaun Stonerook, il capitano della Montepaschi. La settimana è stata tremenda per la Mens Sana, sia per il valore degli avversari affrontati nella doppia trasferta, sia per la forza degli avversari affrontati sia per l’esito negativo. Certo, le due sconfitte erano il pronostico più semplice da azzardare alla vigilia, tuttavia si tratta sempre di due stop che lasciano la bocca un po’ amara. È nel dna della Montepaschi la ricerca costante della perfezione e ogni passo falso genera sempre delusione. A Barcellona i biancoverdi hanno peccato nell’approccio mentale alla partita. Sono apparsi confusi e quasi spaventati dall’arrembante avvio di quella che al momento è la squadra più forte del continente. Partire ad handicap contro giocatori di quella caratura vuol dire essere costretti a spendere un mare di energie per cercare di rimanere in partita, per poi pagare pesantemente dazio quando la luce comincia a spegnersi. Esattamente quanto successo in Catalogna. Contro Milano invece la Montepaschi ha impostato ottimamente la partita dal punto di vista difensivo, subendo soltanto da Mancinelli e Gallinari. Le due ali piccole – ma solo come ruolo – a disposizione di coach Scariolo hanno sfruttato il “buco” lasciato dalla partenza di Summers. Ricordiamo poi che la sostituzione con Thomas è ancora bloccata dalle lungaggini burocratiche derivanti dalla ormai nota questione del passaporto. Ma ciò che appare più evidente è lo stato di difficoltà fisica della squadra, soprattutto del reparto lunghi. Stonerook è tormentato dagli acciacchi e non ha più la brillantezza di una volta. Lavrinovic è sempre alle prese con la schiena e al momento è la pallida imitazione del giocatore che conoscevamo. Andersen ha dovuto saltare la preparazione per la convalescenza dall’operazione al ginocchio, ma almeno lui appare in crescita su questo piano. Le cose non potranno che migliorare e con il tempo vedremo la vera Mens Sana. D’altronde, come dice il coach, siamo sempre work in progress.


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enogastronomia

teatro, arte e la festa della cioccolata

far del bene con il buon vino

S Finesettimana goloso a Certaldo per sabato 19 e domenica 20 novembre, con la Festa della Cioccolata. Per le due giornate in piazza Boccaccio e via II Giugno, organizzata dal Centro commerciale naturale ConCertaldo, in collaborazione con AVIS, torneranno gli stand dei cioccolatieri e i laboratori artigiani che porteranno in strada le loro produzioni. Domenica 20 novembre le vie del centro ospiteranno inoltre il Mercatino di Antiquariato e piccolo artigianato a cura della Confesercenti ed i negozi rimarranno aperti per l’intera giornata. Gli appuntamenti per i weekend di novembre non finisco qui: da sabato 12 a domenica 20 novembre, la Saletta di via II Giugno ospita infatti la “Mostramici”, mostra e raccolta fondi per progetti a favore di cani e gatti abbandonati a cura di Associazione Amici a 4 zampe. Sul fronte spettacoli, sabato 19 novembre alle ore 21.30, il Centro “I Macelli” ospita Interactive, un’originale e folgorante performance teatrale dei Collettivo Ratto.

il cioccolato Il cioccolato, o la cioccolata, è un alimento derivato dai semi della pianta del cacao (Theobroma cacao) diffuso e ampiamente consumato in tutto il mondo. È preparato a partire dal burro di cacao (la parte grassa dei semi di cacao) con aggiunta di polvere di semi di cacao, zucchero e altri ingredienti facoltativi, quali il latte, le mandorle, le nocciole o altri aromi. La pianta del cacao ha origini antichissime e, secondo precise ricerche botaniche si presume che fosse presente più di 6000 anni fa nel Rio delle Amazzoni e nell’Orinoco. I primi agricoltori che iniziarono la coltivazione della pianta del cacao furono i Maya intorno al 1000 a.C. che usavano chiamarlo kakaw uhanal, ovvero “cibo degli Dei”, e il cui consumo era riservato solo ad alcune classi della popolazione come sovrani, nobili e guerrieri. I Maya amavano in particolare la bevanda di cacao preparata con acqua calda e il cui nome chacauhaa da cui deriva il termine chocolhaa, si avvicinava all’odierno chocolate. Oggi alcuni studi sembrano addirittura confermare che il consumo frequente di cioccolato possa condurre ad una particolare forma di dipendenza detta, per analogia con l’alcolismo, cioccolismo. Altri, invece, dimostrano più ottimisticamente, come l’assunzione di questo goloso alimento stimoli il rilascio di endorfine, in grado di aumentare il buon umore.

i terrà sabato 19 Novembre, dalle 17 alle 20, presso i locali dell’Enoteca Italiana l’asta benefica di vini organizzata dall’Associazione Tumori Toscana in collaborazione con la Fisar, Federazione Italiana Sommelier albergatori e Ristoratori. Con il patrocinio del Comune e della Provincia senesi e la partecipazione dell’IVG, l’iniziativa vedrà la presentazione di oltre trenta lotti di vini, offerti dalle grandi cantine italiane che hanno aderito, mettendo a disposizione, gratuitamente, etichette di prestigio. Insieme a loro anche l’Associazione per la valorizzazione della Castagna Monte Amiata IGP e l’azienda agricola Il Ciliegio, che doneranno castagne e vino novello per l’aperitivo precedente l’asta. La manifestazione rappresenta un’occasione utile per arricchire la propria cantina e fare del bene: il ricavato infatti sarà devoluto alle casse dell’associazione stessa per ampliare lo staff medico-sanitario e migliorare i propri servizi per fronteggiare al meglio le numerose richieste di assistenza. L’Associazione, ovviamente onlus, infatti cura a domicilio i malati di tumore, gratuitamente, 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno. Attualmente opera a Siena, Firenze, Prato, Pistoia e rispettive province curando quotidianamente circa 300 pazienti. Nel 2009 ha festeggiato i primi dieci anni di attività con una serie di iniziative, fra cui un calendario celebrativo con la partecipazione di personaggi famosi ed autorevoli della cultura, della moda e dello sport. Divenuta una delle più grandi della Toscana per numero di pazienti assistiti, è oggi un importante punto di riferimento sia per i malati che per le istituzioni sanitarie.

torta al cioccolato ingredienti per 6-8 persone

200 gr cioccolato fondente 150 gr burro fuso 125 gr zucchero vanigliato 1 cucchiaio di fecola 4 uova In una terrina fondere il burro insieme al cioccolato a fuoco basso. Intanto separare i tuorli dalle chiare. Montare i rossi d’uovo insieme allo zucchero vanigliato fino ad ottenere una crema. Montare le chiare a neve abbastanza ferma. A questo punto unire tutti gli ingredienti (compresa la fecola) e mescolare piuttosto energicamente con una frusta per evitare la formazione di grumi, ricordandosi di fare un movimento dall’alto verso il basso per evitare che le chiare si smontino. Porre in forno già caldo a 180° per venti minuti circa. Servire con dello zucchero a velo.

Pagina a cura di Andrea De Fabrizi


ultima pagina È tornata la corte È tornata la musica Ha riaperto finalmente, sabato scorso, i battenti la stagione musicale della Corte dei Miracoli, che fin dal lontano 1997 ha sempre concesso spazio alla musica dal vivo e alle nuove proposte artistiche sia italiane che internazionali. Sotto le luci della “Corte” si sono esibiti più di trecento artisti, molti all’esordio, prima di affermarsi anche fuori dai confini italiani. Tra gli altri, Marta sui Tubi, Dente, Calibro35, Paolo Benvegnù, A Toys Orchestra, I Ratti della Sabina, Ray Datona, Beatrice Antolini, Il Pan del Diavolo e Uochi Toki. Tanta musica, molti generi, molto successo, per un luogo ormai riconosciuto come uno dei club d’avanguardia per la sperimentazione musicale. Anche questa stagione non sembra tradire, ad ora, le aspettative: la molteplicità prima di tutto, alternative di qualità, tra band emergenti, dj affermati, non commerciali, magari, ma di valore indiscusso.

Ad inaugurare l’annata ci hanno pensato i Chaos Physique, band dell’eclettico Amaury Cambuzat, già membro degli Ulan Bator e dei Faust. Al pubblico della Corte, hanno presentato il loro secondo album, 1975, che ha bissato il successo del suo predecessore, The Science of chaotic solutions. Sabato prossimo, a scaldare la folla, ci penserà Ettore Bianconi, as known as Absent. Il nome può voler dire forse poco ma, insieme al fratello Francesco, fa parte dei Baustelle praticamente dalla loro nascita: produce suoni con qualsiasi cosa. Collabora con molti artisti, ha navigato fra diversi generi, ha remixato Bugo, Jovanotti, i Velvet ed Egokid. Un altro ospite di rilievo dunque, per proseguire una stagione che sembra iniziata nel migliore dei modi. Maggiori informazioni su www.lacortedeimiracoli.org.

DA ADOTTARE ambrogio

Urano mette il turbo alle tue idee. Mercurio ti regala abilità, prontezza di riflessi in ogni trattativa. Plutone frena i carrieristi, solleva scontri coi uperiori. Felice l’amore, contenti i single: Venere in trigono vede e provvede. Eros: che sensualità!

Cancro

Per informazioni: Laura: 347 4728515 – 0577 563324 anapana.siena.adozioni@gmail.com www.sienadozioni.it

Il Gazzettino Direttore responsabile: Fabio Di Pietro Capo redattore: Martina Cenni Hanno scritto: Roberto Barzanti, Duccio Benocci, Martina Cenni, Andrea De Fabrizi, Claudia Gasparri, Nicola Natili, Nicola Panzieri, Jacopo Rossi, Salvatore Valentino. Fotografie: Fabio Di Pietro Grafica di: Claudia Gasparri Pubblicità: Marilena Masia Tel. 0577 905316 masia@salviettiebarabuffieditori.com

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Registrazione n. 7 del Tribunale di Siena dell’8 aprile 2008

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il mago di oz Ariete

Per anni è stato tenuto legato ad una pesante catena senza mai poter calpestare un filo d’erba. Mangiava 2/3 volte alla settimana. Adesso finalmente sa cosa significa prato dove correre e cibo tutti i giorni. Va d’accordo con tutti, adora le persone. Al momento si trova a casa di una volontaria.

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Nei legami d’amore non c’è egoismo; i nuovi flirt nascono sotto una buona stella. In ufficio sai il fatto tuo. Sport e fitness: al meglio, Mercurio ti rende agile, rapido. Il look e la forma sono eccellenti: Venere ti vuole ancora più bello.

Bilancia

Mercurio aiuta gli studenti alle prese con interrogazioni, compiti scritti. Fa passi da gigante chi opera nella pubbliche relazioni. Volano i trip fra single a caccia; i cuori in coppia flirtano. Eros di marca per tutti: il dono di Marte!

Capricorno

La Luna ti rende più riflessivo: ti allinei all’onda del pianeta, ti concentri su ciò che fai prendendo giuste decisioni. Serata di coccole, flirt da urlo in barba a Venere: la Dea della notte è al tuo fianco. Eros: appassionato!

Toro

La Luna è il punto focale della tua storia d’amore, ma è generosa coi single in cerca della mezza mela. Marte sta per esaurire i suoi dispetti: se il vicino di casa ti rimprovera, lascia stare. Sbarazzini all’arrembaggio: Venere è complice!

Leone

Marte e Venere viaggiano a braccetto: in coppia sei felice, i single escono dal club. L’eros, è da record: tu tocchi il cielo con le dita. Mercurio sostiene il lavoro. La Luna ti guarda storto: con la suocera, le figlie, non accanirti!

Scorpione

Non chiedere l’impossibile alla dolce metà, rischi di sollevare una polemica biblica. I guadagni, i giochi di potere, le scalate all’organigramma aziendale, sono incoraggiati da Plutone Tirare la corda, però è rischioso.

Acquario

Il partner ufficiale s’inalbera facilmente, forse si lancia in scenate di gelosia; quello ufficioso pesta i piedi: che succede? La Luna è storta. Il budget mensile sfora: Giove è taccagno. Socio e colleghi burrascosi come Marte.

Gemelli

Non cacciarti in un pasticcio: ci sono molte cose che bollono in pentola. Le stelle ti suggeriscono di concentrarti sulle cose reali. Venere impicci e pasticci in coppia, fra innamorati. La Luna è smorfiosa: in casa non fiatare!

Vergine

La Luna in trigono ti regala idee vincenti nel lavoro. Mercurio combina scherzetti. Plutone difende chi lavora in proprio: ordinativi, fatturato aumentano. Venere solleva polemiche con le donne di casa, non arrabbiarti.

Sagittario

Venere migliora la forma: hai più charme, sei più bello. La Dea dell’amore consola i cuori in coppia, gli innamorati, i single. Mercurio protegge gli affari, la professione, gli studenti. Eros al bacio: e bravo Marte!

Pesci

Mercurio solleva un polverone coi colleghi, i vertici aziendali: niente colpi di testa, possono costarti cari. La Luna alleata ti aiuta a riflettere, a superare gli ostacoli che incontri sulla tua strada. La Dea della notte offre dolci flirt alle pinne libere. Eros di marca!



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