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Firenze e milano unite per l’expo Patrizio Cipollini, General Manager del Four Seasons Hotel Firenze General Manager of Four Seasons Hotel Firenze Non posso non iniziare questo mio editoriale di Seasonings Italia dedicato a Expo Milano 2015 con un saluto ed un benvenuto a due colleghi e amici che da tanti anni mi accompagnano in questa esperienza lavorativa. Vincenzo Finizzola, che in 22 anni da General Manager ha reso il Four Seasons Hotel Milano ogni giorno più bello e prestigioso, e Mauro Governato, che prende il timone della direzione dell’hotel da mani esperte e saprà gestirlo con la stessa accuratezza dimostrata durante le sue precedenti gestioni in strutture della nostra catena in Francia e in Portogallo. Ho il piacere di conoscere entrambi, so già che il feeling che si è creato tra Firenze e Milano proseguirà ancora a lungo e voglio considerare fortunata la coincidenza che questo passaggio di testimone sia avvenuto il primo aprile, data in cui il Four Seasons Hotel Milano ha festeggiato 22 anni. Visto che Expo 2015 è, sì, soprattutto a Milano, ma coinvolge tutta l’Italia in una vetrina mondiale che dobbiamo onorare e valorizzare al massimo, anche Four Seasons Hotel Firenze farà la sua parte grazie ad iniziative che copriranno tutto l’arco temporale della manifestazione. Arte, cultura e teatro, speciali pacchetti studiati per i clienti, gli eventi in hotel con Pepe in Grani - la celebrazione della pizza di Franco Pepe alla Trattoria Al Fresco -, il welcome cocktail della Condé Nast International Luxury Conference e un importante evento di solidarietà, il 17 settembre, che vedrà protagonista il concerto del musicista Stefano Gueresi e il cui ricavato sarà devoluto alla Fondazione Salvatore Calabrese (che si occupa dei disturbi legati alla disfagia). Milano e Firenze, intese come due città, nonché come le due realtà Four Seasons in Italia, saranno più vicine che mai e saranno idealmente insieme nei padiglioni di Expo Milano 2015.

I would like to begin the editorial of this special Seasonings Italia issue devoted to the 2015 Milan Expo by bidding one person a fond farewell and welcoming another one. They are both dear friends and colleagues, who have been accompanying me along this professional journey for many years: Vincenzo Finizzola, who has been the General Manager of Four Seasons Hotel Milano for 22 years, making it more beautiful and prestigious every year, and Mauro Governato, who steps in at the helm of the Milano hotel and will most certainly manage it with the same skill and dedication shown in his previous positions as Four Seasons general manager in France and Portugal. I have the pleasure and privilege of knowing them both well and I have no doubt that the mutual understanding between Firenze and Milano will be further reinforced. I cannot but deem it a happy coincidence that the change of General Manager became effective on April 1, the day Four Seasons Hotel Milano celebrated its 22nd anniversary. Considering that Expo 2015 is held in Milano, but the whole country will be involved in the event aimed at promoting and enhancing Italy’s image of excellence, Four Seasons Hotel Firenze too will do its bit throughout the entire Expo period. Art, culture, theatre, special packages for our customers, special hotel events, such as Pepe in Grani - the celebration of pizza with Franco Pepe at the Trattoria Al Fresco-, the cocktail reception for the Condé Nast International Luxury Conference, and a major charity event on September 17, the concert by musician Stefano Gueresi, with all proceeds donated to the Salvatore Calabrese Foundation (which is devoted to the diagnosis and treatment of dysphagia). We think of Milano and Firenze not only as two cities, but as the two Four Seasons Hotels in Italy, which will be closer than ever and virtually together in the pavilions of the 2015 Milan Expo. 7


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expo editorial Milano

tra novità e continuità Mauro Governato, General Manager del Four Seasons Hotel Milano General Manager of Four Seasons Hotel Milano L’Expo 2015, come tutti gli eventi di portata mondiale, è latore di stimoli e novità ed una di queste riguarda proprio la direzione di Four Seasons Hotel Milano. Vincenzo Finizzola, dopo una lunga carriera in qualità di General Manager dell’hotel, ha passato a me questo testimone prestigioso che raccolgo con onore. Il mio arrivo, celebrato in occasione dei festeggiamenti per i 22 anni dell’hotel e quasi contemporaneo all’inizio di Expo, è novità e continuità al tempo stesso: l’apertura de Il Foyer Giardino è un esempio di quello che ci attende nei prossimi mesi, così come il nuovo assetto del ristorante La Veranda, che a partire da questa primavera sarà affidato alle sapienti mani dello Chef Vito Mollica, già Executive Chef del Four Seasons Hotel Firenze, una stella Michelin. Ma questo numero speciale di Seasonings servirà soprattutto per orientarci nel dedalo di appuntamenti di Expo Milano 2015, che come fil rouge propone temi che sono nel DNA di Four Seasons, a iniziare dall’enogastronomia. E’ per questo motivo che abbiamo voluto farci accompagnare in questo viaggio da una guida d’eccezione come Franca Sozzani, e che abbiamo preparato per voi tanti itinerari esclusivi da percorrere durante i sei mesi dell’esposizione, della quale troverete numeri, storia e protagonisti, raccontati con foto e interviste, come quelle a Davide Rampello, direttore del Padiglione Zero, e Germano Celant, curatore del Padiglione Arts & Foods. Tra gli eventi Four Seasons segnalo la data di giovedì 14 maggio, Mille spighe per una Guglia, in occasione del quale via della Spiga diventerà uno spazio conviviale per mille invitati all’evento inaugurale di Expo in Città. Rinnovo dunque il mio orgoglio nel farmi portavoce di Four Seasons Hotel Milano come nuovo direttore e vi auguro un Expo 2015 all’insegna della qualità.

The 2015 Expo, like all events of global significance, brings challenges and changes, one of which concerns the management of Four Seasons Hotel Milano. I have the honour of stepping in for Vincenzo Finizzola, who has been the hotel’s General Manager for many years. My arrival, which coincided with the celebrations for the hotel’s 22nd anniversary and with the opening of Expo 2015, can be seen as change and continuity at the same time. The opening of Il Foyer Giardino is but a taste of what we have in store for you in the coming months, as well as the reorganization of La Veranda restaurant, with skillful Chef Vito Mollica, Executive Chef of Four Seasons Hotel Firenze’s Michelin-starred restaurant, taking over the kitchen. However, the main purpose of this special Seasonings issue is to guide our readers through the maze of events held during the 2015 Milan Expo, whose core theme, food, runs deep in Four Seasons’ DNA. This is the reason why we are setting out on this journey with the help of a truly special guide, Franca Sozzani, and we have prepared for you many exclusive itineraries through the 2015 Expo, of which we provide the facts and figures, in addition to pictures and interviews with some of the personalities involved, such as Davide Rampello, curator of Pavilion Zero, and Germano Celant, curator of the Arts & Foods Pavilion. Among the many Four Seasons events planned for the Expo is Mille spighe per una Guglia, scheduled for Thursday, May 14, during which Via della Spiga will welcome one thousand guests to celebrate the opening of the Milan Expo. I would like to say again how proud I am of being the “spokesman” for Four Seasons Hotel Milano as the new manager and I wish you all a wonderful 2015 Expo. 9


expo contents

EXPO 2015

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expo milano 2015

Concept e innovazioni della nuova Esposizione Universale The new Universal Exposition’s concept and innovations

INTERVISTE

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oltre i confini della moda A tu per tu con Franca Sozzani A tete-a-tete with Franca Sozzani

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la porta delle meraviglie

Il Padiglione Zero raccontato dal suo autore, Davide Rampello Pavilion Zero in the words of its creator, Davide Rampello

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arts & foods

Il curatore Germano Celant racconta la grande mostra della Triennale The curator tells us about the great exhibition at the Triennale Museum

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un fil rouge tra milano e firenze

Special offers per i visitatori che in occasione dell’Expo sceglieranno il Four Seasons Special offers for visitors who will be choosing Four Seasons during the Expo

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Quando la guida è un Concierge Paul Lydka disegna la sua Firenze Paul Lydka’s portrait of Florence

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expo contents

sezione eventi

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cos’è il lusso nel xxi secolo?

Condé Nast International Luxury Conference: Four Seasons ha dato il benvenuto Condé Nast International Luxury Conference: Four Seasons played host

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mille spighe per una guglia

L’Off site catering Four Seasons per Via della Spiga Four Seasons’off-site catering for Via della Spiga

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lo chef del mondo four seasons italia Vito Mollica nuovo Executive Chef del ristorante La Veranda Vito Mollica the new Executive Chef of La Veranda restaurant

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Solo per (beato!) lui

#laviadelluomo. Classe e stile in una via #laviadelluomo. Class and style in one street

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pizza d’autore in trattoria al fresco Una serata con Franco Pepe e la sua maestria campana An evening with Franco Pepe and his Campania-style pizza

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sensibilizzare e gustare Una serata. Un concerto. Un progetto An event. A concert. A project


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Mete d’autore

Quella del 2015 sarĂ una bella stagione da ricordare. Ecco gli appuntamenti cult 2015 is going to be an unforgettable season. here are the not-to-be-missed events

palazzo italia 16


expo event Milano

expo milano 2015

Concept e innovazioni della nuova Esposizione Universale The new Universal Exposition’s concept and innovations Da sempre, l’Esposizione Universale è una vetrina importantissima, l’occasione per mostrare a una platea di milioni di persone provenienti da tutto il mondo il meglio dei diversi Paesi che vi prendono parte. Numerosi i prodotti e le tecnologie che hanno visto il loro esordio in questa manifestazione: dalla mietitrebbiatrice dell’edizione londinese del 1851 all’ascensore del 1853 a New York, fino alle prime macchine per cucire dell’edizione parigina del 1855; dal telefono del 1876 a Filadelfia ai sistemi di illuminazione esterna basati sulla lampadina di Edison nel 1878, fino alla prima linea di assemblaggio per automobili nel 1915, alla televisione nel 1939, solo per citare alcuni esempi.

The Universal Exposition has always been a very important showcase, a unique chance to show millions of people from all over the world the best of the participating countries. Many are the manufactured products and inventions that were first presented at World Expos: from the combine harvester introduced at the very first Expo in London in 1851 to the elevator in New York in 1853, from the first sewing machines in Paris in 1855 to the telephone in Philadelphia in 1876 to the first outdoor lighting systems based on Edison’s invention of the light bulb in 1878, to the first automobile assembly line in 1915 and the television in 1939, to mention but a few examples.

EXPO MILANO 2015 Expo Milano 2015 va in scena dal 1° maggio al 31 ottobre. Il tema della manifestazione è Nutrire il pianeta, energia per la vita. Per la prima volta nella sua centenaria vicenda, l’Expo non rappresenta una pura esibizione del progresso umano ma un’occasione per aprire un dialogo e una cooperazione tra nazioni, organizzazioni e aziende per arrivare a strategie comuni per migliorare la qualità della vita e sostenere l’ambiente. Vi prendono parte oltre 140 Paesi, di cui 54 hanno costruito un proprio padiglione con un investimento complessivo di circa un miliardo di euro; numerose Or-

EXPO MILANO 2015 Expo Milano 2015 will be held from May 1 to October 31 under the theme Feeding the Planet, Energy for Life. For the first time in its one-hundred-year history, the Universal Exposition is not going to be a mere showcase of human progress and of the marvels of the modern age, but rather a platform to promote dialogue and cooperation between nations, organizations and companies in order to improve the quality of life on a global scale and support the environment. The participants are over 140 countries, 54 of which have built their own pavilion

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expo event Milano

‘Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita’ ‘Feeding the Planet, Energy for Life’ ganizzazioni internazionali hanno garantito la loro presenza. Il Sito Espositivo è aperto dalle 10.00 alle 23.00, tutti i giorni della settimana, per garantire al visitatore anche di sera l’offerta culturale e ristorativa presentata da tutti i Partecipanti e da diversi partner (tra cui Eataly) oltre alla possibilità di partecipare a diverse tipologie di eventi.

accounting for an overall investment of about Euro 1 billion, plus a significant number of international organizations. The exhibition site is open from 10 am to 11 pm, Monday through Sunday, allowing visitors to make the most of their time at the Expo and of the cultural offerings and restaurant services provided by all participating countries and several partners (inAREA ESPOSITIVA cluding Eataly), in addition to the chance L’area espositiva è di oltre un milione di to take part in all sorts of events. metri quadri e si sviluppa su due assi ortogonali, chiamati Cardo e Decumano. EXHIBITION AREA Nei quattro punti cardinali sono collocati i The 2015 Expo site covers an area of over principali elementi iconici di Expo Milano one million square meters and develops 2015: la collina mediterranea, l’Open Air along two main orthogonal axes, called Theatre, la Lake Arena e l’Expo Centre, Cardo and Decumanus. punti di riferimento che orienteranno i vi- At the four extremities of the two avesitatori e ospiteranno i grandi eventi dell’e- nues are the 2015 Milan Expo’s iconic sposizione. landmarks: the Mediterranean Hill, the Lungo il Cardo (su un asse di circa 400 Open Air Theatre, the Lake Arena and the metri) si distribuisce la partecipazione ita- Expo Centre, which will help visitors find liana: spazi espositivi dedicati alle eccel- their way about and will host the Expo’s lenze agroalimentari regionali che trovano key events. Situated along the Cardo, a la massima espressione in Palazzo Italia, 400-meter-long axis, are Italy’s exhibition luogo di rappresentanza per incontri istitu- spaces devoted to top-quality regional zionali e governativi, e in aree di intratteni- food products, first of all, Palazzo Italia, 18


the Pavilion Zero, curated by Davide Rampello and designed by Michele De Lucchi 19


Palazzo Italia, designed by Nemesi & Partners Studio 20


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Attesi oltre venti milioni di visitatori The expected number of visitors is over 20 million mento e spettacolo. Sul Cardo trovano spazio anche altri due importanti padiglioni: quello della produzione vitivinicola italiana, promosso dal Ministero dell’Agricoltura, e quello dell’Unione Europea, per la prima volta presente a un’Esposizione Universale con un’area autonoma. Il decumano (lungo circa 1,5 km) è invece l’affaccio degli Spazi Espositivi dei Paesi. Ogni Padiglione non è più un luogo-contenitore di oggetti, prodotti, merci, ma un luogo di esposizioni ed eventi connessi al tema di Expo Milano 2015.

the seat of government and institutional meetings, as well as entertainment and performance areas. Along the Cardo are also two major pavilions: the Wine Pavilion, promoted by the Ministry for Agriculture, and the European Union Pavilion which, for the first time, will be attending the Universal Exposition with its own exhibition space. The Decumanus, about 1,5-kilometerlong, is lined with the exhibition spaces of all the other participating countries. Each Pavilion will not only showcase objects, products and goods. but will also host CLUSTER E AREE TEMATICHE exhibitions and events related to the 2015 I Cluster - grande novità introdotta da Expo Milan Expo theme. Milano 2015 - sono aree espositive comuni dedicate ai Paesi che, per differenti ragioni CLUSTERS AND THEMATIC AREAS di opportunità, non desiderano realizza- The Clusters- a key attraction of Expo Mire un proprio padiglione. Questi ‘villaggi’ lano 2015 and a first in terms of Univerpermettono a questi Paesi di rappresentare sal Expositions- are common areas which la propria storia, cultura e tradizione agro- bring together countries that, whatever alimentare che più li caratterizzano. Alcuni the reason, do not have a pavilion of their Cluster, infatti, sono dedicati alla presenta- own. These “villages” gather countries zione e alla degustazione di prodotti senza not by geographical area, but by food tempo, come il riso, il caffè, le spezie, il ca- group or by a common theme. The Clucao, frutta e legumi, cereali e tuberi. Altri sters devoted to the introduction and 23


expo event Milano

I Cluster sono la grande novità di questa edizione The Clusters are the Expo’s newest attraction invece raggruppano i Paesi intorno a temi che caratterizzano specifici territori come il Bio-Mediterraneo, le isole e le zone aride. Un altro punto di interesse della visita sono le Aree Tematiche, una sorta di fil rouge della manifestazione per rendere più comprensibili i confini entro i quali si muoverà l’approfondimento del tema. Sono quattro: il Padiglione Zero, curato da Davide Rampello con l’architettura di Michele De Lucchi, che è lo spazio introduttivo che funge da trampolino di lancio nei temi e nei linguaggi dell’Expo; il Future Food District, curato da Carlo Ratti in collaborazione con MIT di Boston, intende consentire ai visitatori di gettare uno sguardo al futuro della filiera alimentare; il Children Park, curato da Reggio Children, un’area di gioco e di conoscenza interamente dedicata ai bambini e alle famiglie; il Parco della Biodiversità, grazie alla collaborazione dell’Università di Milano e di Slow Food di Carlo Petrini, riproduce la varietà della vita in un paesaggio multiforme molto suggestivo, capace di coinvolgere emotivamente e di stimolare intellettualmente il visitatore. Completa questi percorsi tematici la mo24

tasting of “timeless” food products are Rice, Coffee, Spices, Cocoa and Chocolate, Fruits and Legumes, Cereals and Tubers. The Clusters based on theme are Bio-Mediterranean, Islands and Arid Zones. Another key attraction are the four Thematic Areas, exhibition routes offering visitors a fascinating insight into the Expo theme: Pavilion Zero, curated by Davide Rampello and designed by Michele De Lucchi, provides an introduction to the Expo themes and languages; the Future Food District, curated by Carlo Ratti with the collaboration of Boston’s MIT, presents possible future scenarios for the food chain; the Children’s Park, curated by Reggio Children, is a playground and educational area for children and families; the Biodiversity Park, resulting from the collaboration between University of Milan and Carlo Petrini’s Slow Food Association, shows the variety of life forms around us in a multiform and fascinating habitat, both emotionally and intellectually stimulating. In addition to the thematic routes, the exhibition Arts & Foods curated by Ger-


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La più grande opera collettiva dedicata all’alimentazione The greatest collective work devoted to the food theme stra curata da Germano Celant Arts & Fo- mano Celant, which explores the relation ods, dedicata al rapporto tra arte e cibo, between arts and food over time, held at che verrà allestita presso la Triennale di Milano’s Triennale museum. Milano. CONTRIBUTORS PERSONAGGI The 2015 Milan Expo is the greatest colExpo Milano 2015 è la più grande opera lective work devoted to the food theme collettiva dedicata ai temi dell’alimenta- ever created. A significant number of zione mai realizzata. A quest’opera contri- intellectuals, architects, scientists have buiscono numerosi intellettuali, architetti, contributed to its creation. scienziati che hanno lavorato a vario titolo Among them are: filmmaker Ermanalla sua realizzazione. Tra questi: il regista no Olmi, who directed a documentary dell’Albero degli Zoccoli Ermanno Olmi, about the importance of water, as the impegnato in un film-documentario che symbol of life and energy for the world; racconta l’importanza dell’acqua, come set designer and three-time Academy emblema di vita ed energia per il mondo; Award winner Dante Ferretti, who culo scenografo tre-volte premio Oscar Dante rated the setting of the Cardo and DeFerretti, che cura gli allestimenti di Cardo e cumanus; architect Norman Foster, who Decumano; l’architetto Norman Foster che designed the United Arab Emirates Paha disegnato il padiglione degli Emirati vilion, and many Expo Ambassadors, Arabi Uniti e numerosi Ambassador come including Chef Davide Oldani, football lo chef Davide Oldani, i calciatori Demetrio players Demetrio Albertini, Kakà and Albertini, Kakà e Hernanes, la presentatrice Hernanes, TV host Antonella Clerici, arAntonella Clerici, l’architetto Massimiliano chitect Massimiliano Fuksas and many Fuksas e molti altri. more. Per maggiori informazioni: For further information: www.expo2015.org www.expo2015.org 27


Mete d’autore

Quella del 2015 sarĂ una bella stagione da ricordare. Ecco gli appuntamenti cult 2015 is going to be an unforgettable season. here are the not-to-be-missed events

Franca sozzani, editor in chief of vogue italia 28


expo interview Milano

oltre i confini della moda A tu per tu con Franca Sozzani A tete-a-tete with Franca Sozzani

E’ uno dei volti più stimati, e temuti, del mondo della moda. E in una carriera costellata di così tanti successi il maggior orgoglio del celebre direttore di Vogue Italia è quello di averne esteso i confini, portando ‘il più grande media di tutti i tempi’ a parlare anche di temi sociali. Franca Sozzani è stata nominata anche Ambasciatrice del Programma alimentare mondiale della Nazioni Unite. Cosa si aspetta da Expo Milano 2015, come parteciperà Vogue Italia e qual è il suo augurio alla città di Milano? E’ un’occasione talmente grande, non solo per Milano ma per tutta l’Italia, che mi aspetto che venga organizzata al massimo delle sue potenzialità. Noi parteciperemo in momenti diversi con numerosi progetti legati al tema e, in qualità di ambasciatrice delle Nazioni Unite, uniremo cibo, moda e design. Il mio augurio? Il successo. Il successo di Milano è quello di tutti noi. In qualità di opinion leader del mondo della moda, se le chiedessimo quali sono le tendenze nel mondo dell’alimentazione oggi? È tutto correlato. Nella moda c’è la grande distribuzione, dove si può comprare qualsiasi cosa anche a prezzi bassissimi, e poi c’è la qualità, che fa parte di una ricerca. E la ricerca costa cara, perché trovare nuove idee, tessuti, elementi ha un prezzo. Credo che nel cibo sia uguale: un certo tipo di prodotto è più costoso perché comporta fattori diversi, agricolture diverse, un rispetto per la natura diverso. Come nella moda esiste la grande quantità ma si crea comunque una nicchia, sempre più grande 29

She is one of the fashion world’s most feared and well-respected faces. In a career studded with so many successes, Vogue Italia’s famous director takes most pride in having pushed out the boundaries of the magazine, so that the “biggest media of all time” now addresses social issues too. Franca Sozzani is the Ambassador of the United Nations World Food Program. What do you expect from Expo Milano, how will Vogue Italia participate and what do you wish for the city of Milan? This is such a big event, not just for Milan but for the whole of Italy, that I expect it to be organised to the very best of its potential. We will be participating in various activities with all number of projects related to the theme and, as Ambassador for the United Nations, we will be bringing together food, fashion and design. What do I wish? Success. Success for Milan and for all of us. As an opinion leader in the fashion world, what trends do you see in the world of food today? Everything is related. There is mass distribution in fashion, where you can buy anything at incredibly low prices, and then there is quality which is part of research and research is expensive because finding new ideas, fabrics and elements has its price. I believe food is the same: some products are more expensive because they involve diverse factors, different farming techniques and a different kind of respect for nature. In the same way, fashion is about large-scale quantity, but a niche has also been created, an increasingly large one at that, of people who want a certain kind of quality. In the


expo interview Milano

peraltro, di persone che vogliono un certo tipo di qualità. E anche nell’alimentazione andremo verso una ricerca sempre maggiore. Qual è il valore della moda oggi, e cosa deve essere in grado di comunicare? La moda è il più grande media che esiste: tutti si sentono in grado di parlarne, è un mezzo mediatico molto veloce. Quando si parla di moda la gente sa, discute, partecipa. Un valore globale quindi, che dovrebbe comunicare anche dei valori etici: con questi grandi numeri, e prezzi sempre più bassi, bisognerebbe capire che c’è qualcosa che non è possibile, che esiste un fair trade che deve essere rispettato. E che purtroppo non sempre è così. Come ha scoperto la moda Franca Sozzani? Avevo 17 anni, e quello che fu il primo negozio di Milano ad introdurre il prêt-à-porter, chiese alle figlie delle clienti di fare le ‘modelline’ (ride, ndr). Nacque il mio grande amore per Yves Saint Laurent, e per tutta la moda. E’ una donna molto determinata. C’è mai stato un momento in cui ha pensato di non farcela, e cosa l’ha spinta ad andare avanti? Penso ogni giorno di non farcela… La mia è una sfida con me stessa. Se non avessi queste paure forse non avrei fatto quello che ho fatto. Firenze e Milano rappresentano le due capitali dello stile italiano. Per lei stile è sinonimo di…? Personalità. Per molte persone significa tendenza, invece è un qualcosa di più intimo. Esprimi te stesso attraverso gli abiti: lo stile fa parte della propria natura. 30

food industry, we will also be seeing much more research. What is the value of fashion today and what should it communicate? Fashion is the largest media that exists. People feel they can talk about it; it is a fast-moving scene. When you talk about fashion people understand, they discuss and participate. It has a global value that should also express ethical values: with such large numbers and prices getting lower all the time, it should be understood that some things just are not possible, that fair trade exists and should be respected. Unfortunately, that is not always the case. How did Franca Sozzani discover fashion? I was 17 and the first shop in Milan to introduce prêt-à-porter asked its customers’ daughters to come and model for them (she laughs, editor). I fell in love with Yves Saint Laurent and the whole of the fashion world. You are a very determined woman. Has there ever been a time when you thought you wouldn’t make it? What has helped you keep going? Every day I think I won’t make it..., I challenge myself. If I didn’t have these fears, then perhaps I wouldn’t have done what I have done. Florence and Milan are the capitals of Italian style. For you, style equals …? Personality. For many people fashion means trends, while it is actually something more intimate than that. You express yourself through your clothes: style is part of who you are.


Franca Sozzani in her editorial office at Vogue Italia, Milan 31


expo event Firenze

Cos’è il lusso nel XXI secolo?

Condé Nast International Luxury Conference: Four Seasons ha dato il benvenuto Condé Nast International Luxury Conference: Four Seasons played host Firenze ha ospitato, lo scorso aprile, la prima International Luxury Conference organizzata da Condé Nast e Four Seasons ha dato il benvenuto ai partecipanti con un cocktail nella splendida cornice di Borgo Pinti, la sera precedente all’inizio dei lavori. Si è trattato di un altro riconoscimento dell’eccellenza garantita da Four Seasons nei settori dell’ospitalità e della ristorazione: i partner scelti da Condé Nast per questo evento sono stati infatti di altissimo livello, da Swarovski e Place Vendôme fino a Qatar Airways come Official airline partner. Al Four Seasons Hotel Firenze, dunque, il compito di accogliere i partecipanti e concedere loro un momento di relax e socializzazione nella splendida cornice nel cuore della città, prima di due giornate fitte di interventi e dibattiti. Il giorno successivo al cocktail infatti, nel prezioso Salone di Cinquecento a Palazzo Vecchio, ha preso il via la conferenza su un tema molto attuale per chi opera nei settori del luxury, in ogni sua articolazione: il nuovo significato di lusso, un significato che cambia alla luce delle nuove priorità di acquisto dei giovani consumatori e anche alla luce delle nuove attitudini dei mercati emergenti che in tempi brevissimi hanno acquistato una inaspettata propensione alla spesa. Il nome di spicco di questo evento è stato quello di Suzy Menkes, International Vogue Editor e curatrice della Conferenza, che ha raccolto a Firenze speakers d’eccezione. I nomi degli speakers fanno capire come a Firenze si sia raccolto per tre giorni il gotha del lusso mondiale: amministratori come Antoine Arnault Ceo di Berluti, Nicolas Bos Ceo di Van Cleef & Arpels, Michele Norsa e Leonardo Ferragamo rispettivamente Ceo e direttore di Salvatore Ferragamo, Laudomia Pucci Di Barsento Ceo di Emilio Pucci; stilisti come Karl Lagerfield, Tory Burch, Roberto Cavalli, Ermanno Scervino; giornalisti come Franca Sozzani e Angelica Cheung editor in chief di Vogue Italia e Vogue China. Se si sommano tutti questi elementi, la più famosa giornalista di moda al mondo, un’area come quella fiorentina che racchiude l’eccellenza dell’artigianato, speakers d’eccezione, manager di altissimo livello, designers, la prima Condé Nast International Luxury Conference ha avuto tutti i requisiti richiesti a quello che si accinge a diventare un consueto momento di confronto e riflessione sulla moda e il costume internazionali. 32

Florence hosted the very first Luxury Conference organized by Condé Nast and Four Seasons welcomed the attendees with a cocktail reception in the hotel’s magnificent setting in Borgo Pinti, on the evening prior to the event. It is but another international recognition of the level of excellence achieved by Four Seasons in the hospitality and restaurant industry: the partners chosen by Condé Nast for the event were all world-leading companies in the luxury business, from Swarovski and Place Vendôme to Qatar Airways as official airline partner. Four Seasons Firenze played host and granted its guests a moment of relaxation and socializing before two days full of talks and discussions. The next day, in fact, during the opening conference session held in Palazzo Vecchio’s Salone dei Cinquecento, speakers shared their thoughts on a highly topical issue in the fashion and high-end industry: the new meaning of luxury, a meaning that changes as the younger consumers’ purchase of choice evolves and as the emerging markets begin to exercise their newfound spending power. The host of the event was Suzy Menkes, International Vogue Editor and curator of the Conference, who brought together in Florence globally-renowned speakers to explore how the concept of luxury is evolving: if, for instance, the iPhone is now in direct competition with a designer handbag or a high-end tourist destination with a haute couture dress. The speakers taking part in the Conference were all world-leading figures in the luxury field : top managers such as Antoine Arnault CEO of Berluti, Nicolas Bos CEO of Van Cleef & Arpels, Michele Norsa and Leonardo Ferragamo CEO and director of Salvatore Ferragamo respectively, Laudomia Pucci Di Barsento CEO of Emilio Pucci; fashion designers Karl Lagerfield, Tori Burch, Roberto Cavalli, Ermanno Scervino; journalists Franca Sozzani and Angelica Cheung, editors in chief of Vogue Italia and Vogue China. If you add all these elements up - the bestknown fashion journalist in the world, the backdrop of one of Italy’s traditional centers of craftsmanship and tailoring, top-level speakers including managers, creatives and designersyou realize that the Condé Nast International Luxury Conference has all the necessary requirements to become a permanent forum for the discussion and reflection on the international fashion system.


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Un fil rouge tra Milano e Firenze

Special offers per i visitatori che in occasione dell’Expo sceglieranno il Four Seasons Special offers for visitors who will be choosing Four Seasons during the Expo

Expo 2015 mostrerà dal 1 maggio al 31 ottobre le eccellenze italiane e del mondo intero, perché non scegliere l’eccellenza anche per il proprio soggiorno? Milano e Firenze sono le due città in cui Four Seasons può accogliere i suoi ospiti, due città più legate di quanto si pensi nel segno dell’Expo: proprio da Firenze infatti provengono alcuni dei capolavori in esposizione e anche molte personalità dell’arte che in occasione della manifestazione vengono celebrate. La proposta è allora quella di visitare Firenze e Milano e le incredibili mostre che vengono ospitate nelle due città. Proprio per accompagnare i suoi ospiti in questo percorso, Four Seasons ha previsto alcuni pacchetti che rendono ancora più appetibile il soggiorno. Godetevi dunque due notti in ciascuna città, per scoprire con una guida privata alcuni capolavori. E per non dimenticare un altro aspetto del bien vivre, ciascun pacchetto prevede una cena al ristorante Il Palagio e La Veranda, a seconda che ci si trovi all’ombra di Palazzo Vecchio o della Madonnina: in entrambe le città lo chef stellato Vito Mollica vi accompagnerà tra le eccellenze culinarie del territorio.

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The 2015 Expo will be showing, from May 1 to October 31, the best of Italy and of the whole world, so why not choosing the best when it comes to the hotel you will be staying in? Milan and Florence are the two cities where Four Seasons welcomes its guests, the two cities that the 2015 Expo will be bringing closer than ever before: many of the products on show and of the personalities celebrated during the event come from Florence. The offering is a visit of Florence and Milan and the amazing exhibitions held in the two cities. In order to accompany its guests through this journey, Four Seasons offers several packages which will make each stay even more attractive. Spend two nights in each city and discover some masterpieces with a private guide. And to get a taste of another aspect of the Italian way of life, each package includes a dinner at either Il Palagio and La Veranda restaurant, in Florence or in Milan: whatever the city, Michelin-starred chef Vito Mollica will be there to take you on a local culinary journey.


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expo packages Firenze - Milano

pacchetti speciali Four Seasons Special Four Seasons packages FOUR SEASONS HOTEL FIRENZE Leonardo da Vinci Dal 15 aprile al 19 luglio - From April 15 to July 19 Alla scoperta del Genio vinciano grazie ad una visita privata alla Galleria degli Uffizi - Learning more about the Tuscan genius by visiting the Uffizi Gallery.

FOUR SEASONS HOTEL MILANO Leonardo da Vinci Dal 15 aprile al 19 luglio - From April 15 to July 19 Visita guidata a Palazzo Reale alla scoperta dei lavori del genio toscano - Guided visit to Palazzo Reale to discover the works by the Tuscan genius

I Medici - The Medicis Dal 29 aprile al 23 agosto - From April 29 to August 23 Dedicato alla famiglia Medici, con una visita nelle antiche stanze di Palazzo Vecchio e Palazzo Pitti, le due residenze ufficiali a Firenze della famiglia - A tour of the Medici family’s official residences in Florence, Palazzo Vecchio and Palazzo Pitti

I Medici - The Medicis Dal 29 aprile al 23 agosto - From April 29 to August 23 Visita guidata a Palazzo Reale per conoscere l’attività di mecenati e talvolta di artisti della dinastia Guided visit to Palazzo Reale to learn more about the dynasty’s activities as patrons of the arts and artists Giotto e il Rinascimento - Giotto and the Renaissance Dal 2 settembre al 10 gennaio - From September 2 to January 10 Visita guidata a Palazzo Reale per conoscere alcuni dipinti del padre del Rinascimento italiano Guided visit to Palazzo Reale to admire several paintings by the father of Italian Renaissance art

Giotto e il Rinascimento - Giotto and Italian Renaissance Art Dal 2 settembre al 10 gennaio - From September 2 to January 10 Gli ospiti saranno accompagnati ad ammirare in giro per Firenze i capolavori del padre del Rinascimento italiano Guests will be guided through Florence to admire the masterworks by the father of Italian Renaissance art

Perugino e Raffaello - Perugino and Raphael Dal 6 ottobre al 10 gennaio - From October 6 to January 10 Visita guidata alla Pinacoteca di Brera per ammirare lo Sposalizio della Vergine nell’eccezionale confronto tra le interpretazioni di Perugino e Raffaello - Guided visit to the Brera Picture Gallery to admire the Marriage of the Virgin, in the two different versions by Perugino and Raphael

Perugino e Raffaello - Perugino and Raphael Dal 6 ottobre al 10 gennaio - From October 6 to January 10 Visita guidata agli Uffizi, scrigno di tante loro opere Guided visit to the Uffizi Gallery, the home of many works by the two artists

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photo by A. Piunti

Excellence of artistry, in a bag ITALY - Firenze - Palazzo Gondi • Via de’ Gondi 4/6r - +39 055 283669 •

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Via della Spiga, during the One Thousand Spikes for One Spire event 40


expo event Milano

Mille spighe per una guglia L’Off site catering Four Seasons per Via della Spiga Four Seasons’off-site catering for Via della Spiga

Una città di memoria secolare è bella e preziosa anche grazie ai simboli che la rendono unica e ai valori che la sua eleganza e la sua vivacità sanno esprimere. Valori come la laboriosità, l’ingegnosità, la generosità capace di guardare anche alla cultura, oltre che all’uomo… E proprio muovendo da questo principio il 14 maggio Via della Spiga, nel cuore pulsante dell’esclusivo quadrilatero della moda milanese, è diventata un eccezionale spazio conviviale per mille invitati che hanno partecipato all’evento inaugurale di Expo in Città, pensando in modo particolare al Duomo della Madonnina. Questo inatteso simposio sotto le stelle, dal simbolico titolo Mille spighe per una Guglia (e dall’esplicativo sottotitolo Alla Tavola degli Amici del Duomo), intende infatti coniugare il tema dell’Expo all’amore per quel simbolo internazionale della città lombarda che è il Duomo. A organizzare i quasi quattrocento metri di glamour e originalità, per una cena dalla location senza paragoni, è stata l’Associazione Amici di Via della Spiga, che ha dedicato ai propri ospiti e alla città un originale benvenuto all’Esposizione Universale, e al contempo ha voluto (in collaborazione con la Veneranda Fabbrica del Duomo) aderire al progetto Adotta una Guglia, attraverso il quale è possibile contribuire ai Grandi Restauri del Monumento simbolo culturale e artistico del capoluogo. A perfezionare l’evento il tocco magico Four Seasons, che ha seguito ogni dettaglio del catering. Un servizio d’eccellenza, avvalorato dalla presenza di Vito Mollica, Executive Chef stellato di Four Seasons Hotel Firenze e Four Seasons Hotel Milano che, proprio per quest’occasione, sono insieme partners ufficiali dell’attesissima iniziativa. Le spighe che custodiscono il grano e dunque la futura farina e il pane che da secoli e millenni caratterizza le tavole italiane, diventano dunque un pretesto evocativo di un nutrimento che è del corpo e dello spirito, poiché anche il capolavoro letterario che Manzoni dedica alla “sua” Milano ha al centro il pane e il bisogno che ne ha ogni uomo per continuare a vivere e apprezzare e migliorare ciò che lo circonda. Le mille spighe di questo banchetto divengono dunque un modo per guardare in alto, alla Madonnina d’oro che fa pensare e sognare a Milano, ma anche a quello spazio di lavoro e ingegno e maestria e bellezza che è oggi Via della Spiga, con le sue vetrine che scintillano di made in Italy e luci indimenticabili. Un’installazione open air ha reso la serata del 14 maggio un evento nella memoria, del cuore e degli occhi, nel nome di un presente che sa essere futuro e unicità… 41

A city with centuries-old history is beautiful and precious also because of the symbols that make it unique and the ethical and cultural values that the city champions. Values such as industriousness, inventiveness, generosity addressed to the city’s historical heritage as well as to those in need…These and more are the ideals that have inspired the event which was held on May 14 in Via della Spiga, in the heart of Milan’s so-called fashion quadrilateral: the street welcomed one thousand guests for the Expo opening event, with a special look at the city’s Duomo. This unconventional open-air dinner party, symbolically called One Thousand Spikes for One Spire (having also a meaningful subtitle, At the Table of the Friends of the Duomo) aimed to combine the Expo’s core theme and Milanese people’s love of the city’s worldwide recognized symbol, the Cathedral. This special dinner party, which took place in a truly unique setting, along one of Milan’s most elegant and glamorous streets, was organized by the Friends of Via della Spiga Association, to celebrate the opening of the Universal Exposition and, at the same time, to offer guests the chance to join the Adopt a Spire initiative, which contributes to the restoration and upkeep of the cathedral, Milan’s cultural and artistic symbol and one of its mostvisited attractions. And as the finishing touch to this unforgettable event, Four Seasons offered its catering services to ensure the party was a great success. Toplevel services, further enhanced by the presence of Vito Mollica, the Michelin-starred Executive Chef of Four Seasons Hotel Firenze and Four Seasons Hotel Milano, which were official partners on the occasion of this eagerly-awaited event. Spikes - which are the grain-bearing parts of wheat, thus, the parts that give flour, bread and pasta, the staples of Italian cuisine-, symbolize the nourishment of the spirit which, as Manzoni pointed out in his greatest novel dedicated to Milan, is as essential to man’s existence and happiness as much as bread is. The dinner party was an opportunity to invite guests to look up at the Madonnina atop the cathedral’s main spire and round, at Via della Spiga, with its gleaming and dazzling shop windows filled with Italian-made products. A sort of open-air art installation which made the event held on May 14 an unforgettable experience: a look at the present and a vision for the future.


Mete d’autore

Quella del 2015 sarĂ una bella stagione da ricordare. Ecco gli appuntamenti cult 2015 is going to be an unforgettable season. here are the not-to-be-missed events

Vito Mollica, Executive Chef of the Four Seasons Italia world, together with Marco Veneruso, Restaurant Chef of La Veranda 42


expo restaurant Firenze - Milano

Lo chef del mondo Four Seasons Italia Vito Mollica nuovo Executive Chef del ristorante la Veranda Vito Mollica, the new Executive Chef of La Veranda restaurant

Già alla guida del ristorante Il Palagio del Four Seasons Hotel Firenze, che ha portato alla stella Michelin tre anni fa, e dopo 19 di carriera nel mondo Four Seasons, a partire da maggio Vito Mollica diventa l’Executive Chef anche della cucina del Four Seasons Hotel Milano. Sua la gestione della nuova filosofia culinaria dell’hotel, che prevede un restyling di sapori nel ristorante La Veranda, la gestione di tutta la banchettistica dell’hotel e dell’appena inaugurato il Foyer Giardino, nuovo punto di ritrovo per gli aperitivi in città. Cosa significa essere l’Executive Chef del mondo Four Seasons Italia? E’ una bellissima responsabilità. Non è mai successo nella catena Four Seasons che uno Chef fosse alla guida della ristorazione di due hotel. E poi è una grande emozione: Milano ha segnato l’inizio del mio lavoro in hotel del segmento lusso, nel ‘96, e dopo un periodo a Praga sono arrivato a Firenze. Lavorare di nuovo a Milano è quindi un ritorno alle origini. In cosa saranno unite le proposte enogastronomiche dei due hotel? Qual è il fil rouge? Sicuramente l’attenzione ai dettagli che dedicheremo ai clienti sarà altissima, come è giusto che sia in un Four Seasons. Riguardo al percorso gastronomico, chi viene a Firenze ritrova presso il ristorante Il Palagio o all’Atrium Lounge una destinazione che 43

Already at the helm of Four Seasons Hotel Firenze’s Il Palagio restaurant, which was awarded its first Michelin star three years ago, and after a nineteen-year career in the Four Seasons world, in May 2015 Vito Mollica becomes also Executive Chef of Four Seasons Hotel Milano’s La Veranda restaurant. He will be in charge of the hotel’s new culinary philosophy, which includes a “restyling” of La Veranda’s menu, of all the hotel’s banqueting service and of the just-opened The Foyer Giardino, the city’s newest aperitivo hot spot. What is it like to be the Executive Chef of the whole Four Seasons Italia world? It is a wonderful responsibility. It is the first time that a Four Seasons chef is in charge of two of the Four Seasons chain’s hotel restaurants. I am also very excited: I began my career in the luxury hospitality field in Milan, in 1996, and after some time working in Prague, I came to Florence. Going back to Milan feels like a return to the origins. What is the fil rouge running through the two hotels’ culinary offerings? First of all, beautifully detailed customer service, up to Four Seasons’ standard of excellence. As far as the dishes are concerned, guests of Il Palagio restaurant or the


expo restaurant Firenze - Milano

è Toscana e Italia insieme, con un tocco internazionale. Questo succederà anche a Milano, una destinazione di ristorazione autoctona dove si intuirà immediatamente di essere in Lombardia, e in Italia, ma sempre con un tocco internazionale. L’idea resta quella di un ristorante all’interno di un hotel, e non un ristorante di hotel. Stessa filosofia, per due identità diverse. Come sarà strutturata la brigata di cucina di Milano? Io sono l’erede di un grande maestro, Sergio Mei, che ha istruito in questi anni moltissimi chef all’interno dei nostri hotel, e non solo. Io sono uno di questi, e per me assumere questo ruolo è davvero un onore. La mia base resta a Firenze, dove porterò avanti quello che abbiamo costruito in questi anni, mentre il mio braccio destro, Marco Veneruso, prenderà il ruolo di Restaurant Chef del ristorante La Veranda. Un paio di volte durante la settimana sarò presente personalmente nelle cucine del Four Seasons Hotel Milano, dove quotidianamente sarò il referente dei Sous Chef Silvano Prada, Elias Caschili, Michele Stanghellini, Antonio Cartolano e Luca Donadoni che in questo periodo di transizione hanno mandato avanti splendidamente il lavoro di ristorazione in hotel, sotto ogni aspetto. Sergio Mei ci ha lasciato una grandissima eredità, e spero di portarla avanti nel miglior modo possibile. 44

Atrium Lounge in Florence will find both Tuscan and Italian dishes, with an international touch. The same occurs in Milan: guests will be served local, Lombard-style cuisine with an international twist. Our guiding principle is that of a restaurant inside a hotel, not of a hotel restaurant. Same philosophy applied to two different locations. How is the kitchen brigade in Milan going to be organized? I am the heir to a great master, Sergio Mei, who has trained a lot of chefs working in our hotels. I am one of those chefs and I feel truly honored to take his place. I will remain based in Florence, where I will be carrying on what we have built so far, in the past years, and my right-hand man, Marco Veneruso, will be stepping in as La Veranda’s Restaurant Chef. I will go to Four Seasons Hotel Milano twice a week, and I will have Sous Chefs Silvano Prada, Elias Caschili, Michele Stanghellini Antonio Cartolano and Luca Donadoni reporting to me every day from Milan. The three of them have done a beautiful job in keeping the kitchen running smoothly over this period of transition. Sergio Mei left us with a great legacy, which I can only hope I will be able to continue in the best possible way.


vito mollica and his kitchen brigade of four seasons hotel milano. below with general manager mauro governato 45


davide rampello, The curator of Expo Milano 2015’s Pavilion Zero 46


expo interview Milano

La porta delle Meraviglie

Il Padiglione Zero raccontato dal suo autore, Davide Rampello Pavilion Zero in the words of its creator, Davide Rampello Diecimila metri quadrati per il più grande set scenografico mai realizzato nel nostro Paese che si preannuncia come uno dei padiglioni più suggestivi e spettacolari di Expo Milano 2015. Lo ha curato Davide Rampello, ex presidente della Fondazione Triennale Milano; lo ha progettato Michele De Lucchi, grande architetto e designer padovano che ha legato il suo nome alla lampada più venduta nel mondo nel mondo, la Tolomeo di Artemide; ne ha curato l’allestimento Giancarlo Basili, l’abile scenografo di Nanni Moretti, Salvatores, Marco Tullio Giordana e Gianni Amelio. Nessuno di questi grandi personaggi ha lesinato energie per la porta d’ingresso di Expo 2015, il Padiglione Zero. Otto colline di legno riproducono un pezzo della crosta terrestre, sollevata dal terreno, posta in una posizione di preminenza. L’emozione arriva da subito, entrando in questo paesaggio da una porta piccolissima: le colline hanno un’altezza che va dai 20 ai 26 metri, la piccola porta di accesso è alta solo tre metri. L’esterno è un grande muro di legno naturale e l’unico punto che attrae i visitatore a entrare è proprio questo forellino, la porta d’ingresso. L’effetto è presto detto: sbucare dal piccolo pertugio in una caverna delle meraviglie. Un altro effetto emozionante è quello che si prova stando all’interno della valle, al centro delle colline, da qui si vede solo il cielo e il legno, e non si sente il rumore della gente. La vastità del sito espositivo si scopre solo uscendo dal Padiglione Zero. La grande “porta di Expo” che i visitatori attraversano introduce come in un rito di passaggio al tema dell’Esposi47

Ten thousand square meters for the biggest stage ever built in our country, which promises to be one of the most impressive and spectacular pavilions of Expo Milano 2015. It has been curated by Davide Rampello, former president of the Triennale Milano Foundation; it has been designed by Michele De Lucchi, a great architect and designer from Padua who is best-known for having designed the world’s bestselling lamp, Tolomeo by Artemide; and Giancarlo Basili, the talented set designer who has worked with film directors Nanni Moretti, Salvatores, Marco Tullio Giordana and Gianni Amelio, is in charge of the setting up. Neither time nor efforts have been spared to create the entrance gate to Expo 2015, Pavilion Zero. Eight wooden hills evoke the image of the earth’s crust thrust upwards, in a commanding position. The hills are 20 to 26 meters high, but the entrance gate, which leads to them, is quite small, only three meters high. The façade is a large natural wood wall and the only access attracting visitors’ attention is this “hole” in the wall, the entrance. As you go through it, you walk straight into a cave of wonders. Another surprising effect is produced by standing inside the valley, in the middle of the hills, where you can only catch a glimpse of the sky and the surrounding wood, while you cannot hear one single noise from the outside. You realize how vast the Expo grounds are only when you walk out of the Pavilion Zero. The great “Expo gate” introduces visitors, in a sort of rite of passage, to the Universal Exposition’s theme- Feeding the Planet, Energy for Life-


pavilion zero 48


expo interview Milano

zione Universale Nutrire il Pianeta, Energia per la vita e ha il difficile compito di spiegarlo. Difficoltà abilmente superata dal curatore Davide Rampello che ha immaginato una macchina emotiva che trasmetta conoscenze senza affaticare il visitatore con lezioni didascaliche. Un percorso scenografico e teatrale di 12 grandi sale che raccontano la storia millenaria dell’uomo e del suo rapporto con il cibo e con la natura. Perché un taglio così ampio e alto per spiegare il tema di Expo? Perché l’Expo è Universale, cioè è indirizzato all’unità, e l’unità è l’uomo, semplicemente la storia dell’uomo. La storia dell’homo sapiens coincide con quella dell’alimentazione. È attraverso l’alimento che l’uomo ha creato linguaggi, simboli, alfabeti, poesie, commerci e ha costruito città. Il cibo è stato il motore della cultura. Nella rappresentazione del padiglione abbiamo tenuto conto della memoria, della biodiversità, degli strumenti per raccogliere, coltivare. E poi dei luoghi del consumo, fino ai problemi di oggi, dalle carestie all’obesità. Due messaggi positivi, chiudono però il percorso… La Sala dei Paesaggi con gli esempi virtuosi del lavoro di una comunità di agricoltori e dell’industria alimentare consapevole e le proiezioni di suggestive immagini per paesaggi agrari del mondo: armonia ed equilibrio fra uomo e natura. E la sala delle Best Practices: cinque storie dei migliori progetti di cooperazione per lo sviluppo. Dunque l’uomo può a ritrovare l’equilibrio 49

and has the difficult task of explaining it. A challenge brilliantly met by Davide Rampello, who conceived this space as an emotional machine conveying knowledge without putting visitors off with an overly-didactic and boring approach. A highly spectacular setting consisting of 12 large rooms, which tell the story of man’s evolving relationship with food and nature since the origins of civilization. Why did you put such a wide-ranging and “high” slant on the Expo theme? Because the Expo is Universal, that is, it is directed towards the individual, and the individual is man, human history. The history of the homo sapiens coincides with the history of food and nutrition. It is through food that man created languages, symbols, alphabets, poetry, trading and built cities. Food is the driving force behind culture. The Pavilion is also a representation of memory, biodiversity, farming and harvesting tools, as well as of the places of consumption, and of today’s most-debated issues related to food, from famine to obesity. However, two positive messages await visitors at the end of the tour… The Landscape Room, with the virtuous examples set by a community of farmers and by a health-conscious food industry and the showing of lovely images of rural landscapes across the world: harmony and balance between man and nature. And the Best Practices Room: five stories about the best cooperation for development projects.


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perduto nel suo rapporto tra alimentazione e consumo delle risorse terrestri? Solo con un ritrovato rapporto di equilibrio con se stesso. Qual è l’aspetto dell’universo Italia che dovrebbe essere più comunicato durante l’Expo? Credo la densità della nostra storia. Non dobbiamo prescindere dalla nostra memoria, se diventiamo un paese senza memoria, diventiamo un paese di rovine, pittoresco, ma devastato. Un avvertimento esteso in chiave universale anche a tutti i visitatori di Expo con la sorprendente scenografia dell’Archivio della Memoria all’ingresso del Padiglione Zero? E’ vero, la rappresentazione della Memoria è la prima cosa che il visitatore si trova davanti dopo aver varcato la soglia. Un monumentale Archivio in legno intagliato, costruito come l’antica biblioteca barocca di un monastero, alto 23 metri e largo 50 e costellato di cassetti: contenitori di storie, libri, oggetti. Memoria, appunto. Perché questa scelta? Perché il passato è indefinito, la memoria è fondamentale: non dimentichiamo che nella cultura greco-latina non esiste né arte né scienza senza la memoria. Ripartire dalla memoria significa darci la possibilità di rifondare il presente, di creare arte e scienza. Se non partiamo dalla memoria non faremo niente e oggi c’è la tendenza a cancellare non il passato, ma la memoria. Inoltre l’Archivio è anche un simbolo del valore del saper fare bene delle eccellenze artigiane italiane. 50

So it is possible for man to restore the lost balance in his relationship between food and consumption of the earth’s resources? Only if he restores his inner balance. What is the aspect of Italy that should be more emphasized during the Expo? I think it should be the wealth of our history. We cannot set the memory of our past aside, for a country without memory of its past and sense of history is doomed to self-destruction. Is it a warning to all Expo visitors, with the amazing Archives of Memory set at the entrance to Pavilion Zero? Yes, it is, the representation of Memory is the first thing visitors see as they walk through the door. Monumental carved wood archives, evocative of an ancient baroque monastery’s library, 23-meter-high and 50-meter-wide, filled with drawers containing stories, books, objects. In one word: Memory. What is the reason behind this choice? The reason is that being the past indefinite, memory is crucial: let’s not forget that according to ancient Greek-Latin culture there is no art nor science without memory. Building the present, creating art and science, is based on the memory of the past. We won’t be able to do anything without memory and today people tend to erase not the past, but memory. Furthermore, the Archives symbolize the value of Italian craftsmen’s know-how.


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from top: sharon core and charles rennie mackintosh 52


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arts & FOODs

Il curatore Germano Celant racconta la grande mostra della Triennale The curator tells us about the great exhibition at the Triennale Museum Il Palazzo della Triennale di Milano presenta Arts& Foods, a cura di Germano Celant. Ideata per Expo 2015, si tratta di una mostra monumentale, di un grande banchetto per gli occhi che fornisce anche spunti importanti su come sono cambiati la percezione del cibo e i suoi rituali in più di un secolo di storia. 1500 opere per 7000 metri quadri che sollecitano vista ma anche udito e olfatto. Un’opera monumentale: qual è l’idea di base da cui Germano Celant è partito? La presenza del cibo, dei luoghi del convivio e dell’alimentazione accompagnano da sempre la storia dell’arte. Nell’arte il cibo può assumere un valore “rappresentativo”, cioè raffigurare qualcosa d’altro oltre a se stesso. Quindi le immagini del cibo possono significare “altro”, sia sul piano rituale sia su quello simbolico e la mostra intende esplorare questi temi con una visione a 360 gradi sui linguaggi e con una prospettiva quanto più possibile globale. Cosa racconta la mostra ? Negli spazi interni ed esterni della Triennale – 7.000 metri quadri circa tra edificio e giardino – Arts & Foods metterà a fuoco la pluralità di linguaggi visuali e plastici, oggettuali e ambientali che dal 1851, anno della prima Expo a Londra, fino ad oggi hanno ruotato intorno al cibo, alla nutrizione e al convivio. Una panoramica mondiale sugli intrecci estetici e progettuali che hanno riguardato i riti del nutrirsi e una mostra internazionale che farà ricorso a differenti media così da offrire un attraversamento temporale, dallo storico al contemporaneo, di tutti 53

Milan’s Palazzo della Triennale presents Arts&Foods, curated by Germano Celant. Planned for the 2015 Expo, it is a monumental exhibition, a feast for the eyes, examining how the perception of food and its rituals has evolved over one century. 1500 works of art stimulating not just the sense of sight but also hearing and smell, displayed in an area of 7000 square meters. A monumental exhibition: what is the inspiring idea behind it? Food, the places of conviviality and nourishment have always accompanied the history of art. In art, food may have a “representative” value, in other words, it may represent something else beyond itself. Therefore, the images of food can mean something else entirely, on both the ritual and symbolic level, and the exhibition explores these themes with a comprehensive look and a global approach. What is the exhibition about? Displayed in the Triennale’s indoor and outdoor spaces- about 7.000 square meters including the building and the garden- Arts & Foods focuses on the variety of visual and sculpture, object-based and environmental forms which have revolved around food, nutrition and conviviality since the first Universal Exposition held in London in 1851. It is an overview of the way aesthetics and design are intertwined with the ritual of eating in an international exhibition which makes use of different media in order to represent all forms of expression, creativity and communication from all cultural areas and across a wide temporal dimension. So the exhibition explores the relation between


expo interview Milano

i livelli di espressività, creatività e comunicazione provenienti da tutte le aree culturali. La mostra quindi racconta il legame Arts & Foods sia attraverso un percorso temporale in 4 sezioni, ma anche attraverso 15 luoghi del cibo, pubblici e privati. Come si intersecano questi piani di lettura? Avendo scelto un’indagine sul rapporto tra Arts & Foods nei suoi rituali intorno al nutrimento culturale e corporale è stato impossibile sia considerare tutti i nessi creativi e funzionali, quanto la sua storia dall’antichità a oggi. La scelta è stata di scomporre il tema in parti e attraversamenti, e di limitare il periodo storico considerato dal 1851, data della prima Esposizione universale, a Londra, all’attuale Expo 2015, a Milano. Accanto a questo iter storico, l’intento è stato anche di analizzare ed evidenziare alcuni elementi costruttivi e cerimoniali per luoghi e funzioni, dalla cucina alla sala da pranzo, dal bar al ristorante, dall’arredo al decoro, dalle cerimonie alle pratiche. Si è affrontata la cronologia della trasformazione degli utensili e delle tecniche, dell’organizzazione e della razionalizzazione industriale nella produzione alimentare, quanto le vicende delle apparecchiature del cuocere dall’antico focolare ai fornelli elettrici. Si è tracciata una storia del vasellame, delle posate e dei contenitori in vetro, giocando su accostamenti che rivelano i vari progressi funzionali o, al contrario, le persistenze soprastoriche. Si sono raccolti menu e libri di cucina, come testimonianze pittoriche e programmi televisivi sulla solennizzazione del cuoco e del suo fare... 55

Arts& Foods across a temporal dimension divided into 4 sections, but also through 15 places of food, both public and private. How do these different interpretations relate to each other? Having chosen to explore the relation Arts & Foods and the rituals revolving around cultural and physical nourishment, it was impossible to consider all the creative and functional connections, as well as its whole history, from ancient times to the present day. So, we decided to break down the theme into parts and cross-connections and focus on a specific historical period: from the first Universal Exposition in London, in 1851, to the current 2015 Expo, in Milano. In addition to this historical excursus, the exhibition’ s purpose is to analyze and highlight the structural and ceremonial elements according to objects and settings, from the kitchen to the dining room, from the bar to the restaurant, from furniture to decorations, from rituals to practices. The exhibition illustrates the evolution of tools and techniques, the organization and industrial rationalization of food production, as well as the history of cooking, from the ancient fireplace to today’s electric cooker. It outlines the history of kitchenware, cutlery and glassware, showing the progress they have made over time or, on the contrary, how the persistence of traditionalism prevented the move towards modernity. It features menus and cooking books, as well as paintings and television shows that celebrate chefs and their job… Is it correct to say that the exhibition has more than one level of meaning? The exhibition can be thought of as a flow of in-


expo interview Milano

Si può quindi dire che la mostra ha più piani di lettura ? La mostra si propone come flusso informativo, ma anche come elaborazione sensoriale, dove la circolazione delle energie emesse dai diversi linguaggi del rappresentare aspira ad affermarsi come un vortice travolgente. Arts & Foods si articolerà con un andamento cronologico intrecciato non solo ai luoghi del cibo, ma anche a testimonianze di artisti, scrittori, filmmakers, grafici, musicisti, fotografi, architetti e designer che, dall’Impressionismo e dal Divisionismo alle Avanguardie storiche, dalla Pop Art alle ricerche più attuali, hanno contribuito allo sviluppo della visione e del consumo del cibo. Una raccolta e un viaggio nel tempo che rifletterà creativamente il Tema dell’Esposizione Universale di Milano, Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita, attraverso centinaia e centinaia di opere, oggetti e documenti provenienti da musei, istituzioni pubbliche e private, collezionisti e artisti da tutto il mondo. Cosa si aspetta che lasci nei visitatori il percorso di Arts & Foods. Rituali dal 1851? La presenza di Arts & Foods in Triennale, cioè nel centro del tessuto urbano della città, e il legame con Expo Milano 2015 rappresentano l’occasione di porre la creatività a stretto contatto con un pubblico ampio e allo stesso tempo di caratterizzare l’ambiente circostante, nel tentativo di essere un impulso verso nuove “sinapsi” nella rete dell’intelligenza collettiva che attraverserà ed animerà l’Expo. È un potente strumento per ri-significare, costruire senso e identità, portando nella contemporaneità la narrazione storica, nella quale il pubblico ha modo di ri-conoscere e ri-conoscersi.

formation, but also as a processing of the senses, spinning the energies emitted by the different languages into an overwhelming vortex. Arts & Foods is not only a chronological description of the places of food, but also a display of the works by artists, writers, filmmakers, graphic designers, musicians, photographers, architects and designers who, from the Impressionism and Pointillism to the historic avant-garde movements, from Pop Art to the most contemporary art movements, have contributed to the evolution of the vision and consumption of food. A collection and a journey through time, which creatively reflects the theme of Milan’s Universal Exposition- through hundreds of works, objects and documents on loan from museums, public and private institutions, art collectors and artists from all over the world. What do you expect viewers to gain from the visit of Arts & Foods. Rituals since 1851? The Arts & Foods exhibition at the Triennale museum, that is, in the center of the city’s urban fabric, and the connection with the 2015 Milan Expo represent the chance to bring creativity in close contact with a wide audience, while highlighting the surrounding environment in an attempt to boosting the formation of new “synapses” in the collective intelligence network which will run through and animate the Expo. It is a powerful vehicle for building meaning and identity, for bringing history into our present, offering viewers a means of recognition and selfrecognition.

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from top: theo van doesburg and arman 57


expo fashion Milano

Solo per (beato!) lui #laviadelluomo. Classe e stile in una via #laviadelluomo. Class and style in one street

A Milano l’eleganza fatta di sobrietà e cromatismi perfettamente accostati, secondo linee che modellano senza urlare e innovazione senza clamore, grazie a materiali lavorati con perizia e modelli che raccontano una storia, è un must. Al punto che la prima Via dedicata completamente all’uomo (ma che intriga anche le donne) e al suo stile nel segno del made in Italy è stata inaugurata all’inizio del 2015 proprio a Milano: Via Gesù, a pochi passi da via Montenapoleone, è diventata #laviadelluomo. Qui si possono apprezzare 270 metri puri di architettura raffinata di lombarda signorilità e vagamente retrò, fioriere d’artista che per qualche minuto fanno dimenticare di camminare in una delle città più animate d’Italia, vetrine che raccontano la sartorialità italiana per quella meraviglia assoluta dell’artigianato che è… quasi una competizione a distanza con la storica via londinese Savile Row, da sempre sede di lussuose sartorie maschili, che non può però contare su un’occasione di relax, tra una boutique e l’altra, come quelle che offre il Four Seasons Hotel Milano che si affaccia garbatamente proprio su questa via dall’ormai definita vocazione allo stile maschile. Tra un giardino e l’altro, gli uomini appassionati di shopping e bespoke possono qui apprezzare le stratificazioni dei secoli sui volti di questa città bella senza sfacciataggini, ma anche gustare piatti prelibati o fermarsi per un trattamento nelle sale della Spa, ricavata dal cuore antico dell’edificio. E poi entrare nel loro spazio preferito lungo “La Via dell’Uomo”, scegliere tra brand del lusso e artigiani delle calzature, tra un atelier-biblioteca sulla cultura del vestire maschile e due prestigiose sartorie, per non dimenticare una visita all’originale museo-casa che accoglie un ristorante, ma anche maison di gran richiamo o scivolare a provare una camicia su misura o inspirare la dolcezza serotina di un profumo, prima di indossare un orologio vintage, forse l’unico vero gioiello che regga la competizione con quelli femminili e che gli uomini indossano da secoli. Qualcuno ha dichiarato che, in Via Gesù, un uomo di gusto in un’ora e mezza può riuscire a fare lo shopping perfetto… Il tempo giusto per ritagliarsi poi una serata dedicata a un cocktail pieno di gusto al Four Seasons Hotel Milano, prima di una cena impeccabile nello spazio arioso del suo chiostro, pronto per le cene dedicate all’Expo in Città. 58

In Milan, men’s elegance is a matter of understated luxury and perfectly matching colors, classic form-fitting cuts and stylish details, top-quality fabrics and artisan skill. So it is no chance that the first street dedicated to men (but intriguing for women as well) and Italian men’s style was inaugurated in Milan in early 2015: Via del Gesù, just steps away from Via Montenapoleone, has become #laviadelluomo. This 270-meter-long street is lined with elegant, vaguely retro-style buildings, lovely flower boxes which make you forget for a few moments that you’re in the heart of one of Italy’s busiest cities, shop windows showcasing the best of Italian tailoring and craftsmanship….as if it were competing with Savile Row, the home of bespoke tailoring which, however, does not offer customers the chance to take a break and relax in a Four Seasons Hotel. Four Seasons Hotel Milano, in fact, gives onto this street which identifies with the Italian gentleman style. Gentlemen shoppers are welcome to take a walk in the hotel’s garden, take in the atmosphere and beauty of this historic building, enjoy delicious dishes or indulge in a spa treatment, and then go back shopping at their favorite store along “La Via dell’Uomo”, choosing from a selection of famous designer names or exclusive shoemakers, one atelier-library on the culture of men’s fashion and two prestigious tailor’s shops, visit the house-museum with restaurant, experience the pleasure of ordering a custom-made shirt, while enjoying the whiff of a delicious perfume or trying on a vintage watch, the only men’s accessory that can rightly compete with women’s jewelry and that men have been wearing for centuries. Someone said that, in Via del Gesù, a man of taste can treat himself to the perfect shopping spree in one hour and a half…and then crown the day with the perfect cocktail at Four Seasons Hotel Milano and an impeccable dinner experience in the hotel’s lovely cloister, which is getting ready to host the Expo Milano 2015 dinners and parties.


A CENTURY OF TALENT AND PASSION BUCCELLATI: UN SECOLO DI TALENTO E PASSIONE Tradizione, eccellente artigianalità, creatività e i materiali migliori: questi sono da sempre i valori centrali della filosofia Buccellati, una azienda familiare di antiche origini che crea oggetti di altissima gioielleria e che preserva la sua identità stilistica da quasi un secolo, facendo rivivere tradizioni orafe centenarie ai livelli più elevati e raffinati. Mario Buccellati (1891-1965), il fondatore della azienda, comincia a lavorare molto giovane come apprendista presso i famosi gioiellieri milanesi Beltrami & Besnati, e da subito viene affascinato dal metallo e dalle pietre preziose, e dall’uso che gli artigiani ne facevano. Ancora ragazzo, pensa di recuperare antiche tecniche orafe risalenti all’antica Grecia, al Medioevo e, ovviamente, al suo periodo storico preferito, il Rinascimento. Nel 1919 Mario apre la sua prima gioielleria a Milano, in Largo Santa Margherita, accanto al famoso Teatro La Scala. Utilizza per lo più antichi strumenti e tecniche per creare i propri gioielli e, benché affascinato dallo stile orafo del passato, non tenta mai di imitare i manufatti del Rinascimento, ma piuttosto di reinterpretarli, attingendo anche dal suo profondo interesse per l’arte orientale. Ogni sua creazione ha una texture particolare, simile ad un prezioso tessuto, a delicati stampati damascati e ai pizzi veneziani. Le tecniche antiche di incisione e di cesellatura vengono combinate per ottenere effetti insoliti e straordinari. Mario ha un estro particolare per il disegno ed una mente molto vivace, quindi ben presto diventa uno dei più importanti gioiellieri ed orafi italiani e acquisisce una clientela estremamente prestigiosa, fra cui anche il famoso poeta Gabriele d’Annunzio, che conia per lui l’espressione “Principe degli Orafi”. Ben presto comincia a lavorare per varie famiglie reali di Italia, Spagna ed Egitto, e fornisce diversi oggetti ornamentali al Papa e ai Cardinali di Roma. Mario Buccellati ha altresì delle doti estremamente imprenditoriali e, considerato il suo successo in Italia, nel 1925 decide di aprire altre due boutique, una a Roma e l’altra a Firenze. Nel 1951 poi, egli porta il nome Buccellati a livello internazionale e si avventura nel mercato americano: apre il suo primo negozio sulla 51st Street, nel cuore di New York, e solo un anno più tardi, nel 1952, inaugura

Tradition, skills and excellence in handcrafting, creativity and the highest quality materials: these are the values that have always been central to Buccellati, a long-established family firm that creates Italian-designed jewellery and which has preserved its stylistic identity for a century by reviving centuries-old goldsmithing traditions at the highest echelons of the jewellery market. Mario Buccellati (1891-1965), the founder of the family business, did his apprenticeship at a very young age at the famous jewellers and goldsmiths Beltrami & Besnati, where he was fascinated by all of the metals and stones and the use the craftsmen made of them. The young man dreamt of forgotten antique techniques that dated back to ancient Greece, the middle Ages and of course his favourite period, the Renaissance. In 1919, he opened his first jewellery store in Milan, on Largo Santa Margherita, near the famous La Scala Theatre. He revived and emphasized the use of ancient tools and traditions to bring his creations into being. Though enthused by the style of ancient periods, he never sought to imitate the jewels of the Renaissance era, but rather to interpret them, by combining them with his interest and attraction for Oriental art. Each of his creations held a rich textural quality and resembled sumptuous fabrics, delicate damasks and Venetian laces. Age-old engraving and chiselling techniques were incorporated into a mix of precious stones and metals for an unusual yet extraordinary combination. He had a knack for drawing and an inquisitive mind, so he quickly became one of Italy’s highly respected jewellers and goldsmiths of the period and garnered a prestigious clientele, and among his clients the famous “literary dandy”, Gabriele d’Annunzio, coined for him the name “The Prince of Goldsmiths”. Soon he started to work for various Royal Families of Italy, Spain and Egypt, and supplied ornamental objects to The Pope and the great cardinals of Rome. Mario Buccellati also had some very entrepreneurial skills and, considering his success in Italy, he decided to spread the business so, in 1925, he opened two additional stores, one in Rome and one in Florence. In 1951, Mario decided to expand the house of Buccellati internationally and ventured into the American market: he opened his first store on 51st Street, in the heart of New York City, and just one year later, in 1952, he went on with a second branch on 5th Avenue


una seconda boutique su 5th Avenue ed un punto vendita stagionale sulla famosa Worth Avenue a Palm Beach. Quando Mario Buccellati viene a mancare, nel 1965, quattro dei suoi cinque figli continuano la tradizione orafa. Fra di loro, Gianmaria (1929) in particolare impara le particolari lavorazioni create dal padre e diventa in breve tempo la forza pulsante della azienda. Nel 1966, Gianmaria assume la direzione dei laboratori artigiani e della parte creativa, disegnando personalmente ogni gioiello che viene prodotto. Con il fratello Luca, che segue l’azienda nella parte oltreoceano, condivide la volontà di creare un marchio Buccellati che sia sinonimo di alta gioielleria a livello mondiale. La lunga corsa comincia. Gianmaria decide di dare nuovo impulso allo sviluppo dell’azienda e, con lo stesso spirito pionieristico del padre, sbarca ad Hong Kong nel 1970, primo gioielliere italiano ad aprire una boutique. Seguono poi altre aperture a Tokyo, Osaka e Nagoya negli anni successivi. E la corsa non si ferma: Gianmaria crede nel mercato europeo, e nel 1979 il suo è il primo marchio italiano di gioielleria ad essere presente nella famosissima place Vendôme, tempio esclusivo dei più grandi gioiellieri mondiali. Da allora, le possibilità di espansione si sono moltiplicate, ed in tutti questi anni Gianmaria è sempre stato affiancato dal figlio Andrea, che ha ereditato da lui il talento artistico e che oggi è supervisore di tutte le fasi di lavorazione che si svolgono nei laboratori milanesi. Dal 2013, inoltre, Andrea è presidente del Gruppo Buccellati. Nel più tipico stile Buccellati, secondo il quale la vena artistica viene passata da padre in figlio, Andrea crea spesso insieme alla figlia Lucrezia, una giovane donna e madre che vive a New York e che trasferisce al padre nuove ispirazioni e tendenze per le collezioni a venire. Nel corso dei decenni, Buccellati ha applicato la propria creatività anche al settore dell’argenteria, producendo oggetti unici nel tipico stile Buccellati, ammirato ed apprezzato in tutto il mondo, ed ha recentemente sviluppato anche il settore orologiero, producendo orologi da uomo e da donna che sono un vero e proprio must per collezionisti. L’artigianalità e la tradizione del marchio si trovano oggi in tutti i gioielli, argenti ed orologi Buccellati, tutti eseguiti con tecniche di altissimo livello ed incisioni fatte a mano che creano una elevata sensibilità estetica ed ispirano una femminilità elegante e delicata. Buccellati è la “bottega” italiana del Rinascimento che opera nel 21° secolo: prima Mario, poi Gianmaria, ed ora con Andrea e sua figlia Lucrezia. Un tocco di tradizione e cultura in creazioni gioielliere di assoluta eccellenza, ammirate e riconosciute nel mondo per la loro bellezza senza tempo.

and a seasonal shop on the famous Worth Avenue in Palm Beach. When Mario Buccellati passed away, in 1965, four out of his five sons took over the family business. Among them, Gianmaria (1929) in particular, learned the meticulous Buccellati craftsmanship, and became the driving force behind Buccellati. In 1966 Gianmaria took over the management of the workshops and the creative side of the company: he conceived and designed every piece coming out of his ateliers. He worked with his brother Luca, who developed the business in the United States, sharing with him the vision of creating Buccellati into a worldwide jewelry powerhouse. The long run had started: Gianmaria then decided to give new impulse to the development of his company. A pioneer like his father in the US, Gianmaria is the first Italian jeweller to set up a shop in Hong Kong in 1970, followed by Tokyo, Osaka and Nagoya in the next few years. And the run never stops: Gianmaria decides to redevelop his business in Europe and in 1979 the brand becomes the first Italian one to launch a boutique in the world-famous place Vendôme, where all the jewellery greats are present. Since then, the possibilities of expansion have considerably grown and developed, and in all these years Gianmaria has always been flanked by his son Andrea, who has inherited his father’s artistic talents and who supervises all jewellery creation steps in the Milan ateliers and headquarters. Since 2013, Andrea is President of the Buccellati Group. In the purest Buccellati style, where all creative skills are passed down from father to son, Andrea is today supported by his daughter Lucrezia, a young woman and mother living in New York and supplying new inspirations and trends to the brand’s creations. In the course of decades, Buccellati widened its creativity to silver objects, most of them one-of-a-kind creations, and all marked with the typical style which is admired all over the world. In recent years Buccellati has also embarked into the world of watches, by creating men’s and ladies’ timepieces which are a must for collectors. The Buccellati craftsmanship and tradition can be found today in all Buccellati jewels, watches and silver pieces, all executed with top level techniques and fine hand-engravings creating a delicate and distinctive aesthetic sensibility and inspiring and elegant and delicate femininity. Buccellati is the Italian “bottega” of Renaissance times brought into the 21st century: Mario first, then Gianmaria, and now his son Andrea with his daughter Lucrezia. A touch of tradition and culture transcended into exquisite jewellery focused on excellence, which is now recognized and admired worldwide for its timeless beauty.


MILAN Buccelllati Boutique Via Montenapoleone 23, Milan, 20121 montenapoleone@buccellati.com +39 (02) 76 00 21 54

FLORENCE Buccelllati Boutique Lungarno Acciaroli 2, Florence, 50100 firenze@buccellati.com +39 (055) 21 55 02


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ph. Miro Zagnoli


Giampiero Bodino A CHEST AND ITS TREASURES ‘There are cities of obvious beauty that give themselves to everyone, and other, secret ones, that like to be discovered.’ The words of Carlo Castellaneta, one of the writers who has best described, in lofty and affectionate tones, the discreet charms of his city, Milan: charms which have to be uncovered. And it is here that Giampiero Bodino has found the location for his jewellery Maison, to be precise at Villa Mozart, in the street of the same name, just a few steps from Piazza San Babila and the city’s fashion district. A masterpiece of the 1930s, designed by the architects Portaluppi and Andreani, where it is only possible to enter by appointment to admire the ‘capi d’opera’ – the high jewellery creations – of the Italian artist and designer. Crossing its threshold means venturing into a crossroads of influences and cultures: after the majestic columns of the entrance, concealed by a garden, you enter a place that is private residence and alchemist’s laboratory, workshop and refined studio. So Villa Mozart promises to turn into a chest housing perfect treasures. In its ample and airy rooms, split up into dedicated areas, Bodino designs and has his jewellery made amidst his paintings, the furniture he has chosen personally, his library of rare books. An individual and highly personal universe in which everything coexists in a harmony of forms and feelings, of modernity and tradition, of knowledge and know-how. Delightful, apparent antinomies that find their synthesis in the stubborn search for a timeless beauty. And one that is, for this very reason, absolutely contemporary.

UNo SCRIgNo, I SUoI TESoRI

ph. Laziz Hamani

«Ci sono città di evidente bellezza che si danno a tutti, e altre segrete, che amano essere scoperte». Parole di Carlo Castellaneta, uno degli scrittori che più ha descritto con toni alti e affettuosi il fascino discreto, tutto da scoprire, della sua città: Milano. Qui Giampiero Bodino ha trovato l’indirizzo della sua Maison, più precisamente a Villa Mozart, nella via omonima, a pochi passi da piazza San Babila e dal quadrilatero della moda. Un capolavoro dell’architettura degli anni ’30, progettata dagli architetti Portaluppi e Andreani, dove si può entrare solo su appuntamento per ammirare i “capi d’opera” - ovvero creazioni esclusive e singolari di alta gioielleria dell’ artista e designer italiano. Varcarne la soglia significa entrare in un crocevia di suggestioni e di culture: dopo le solenni colonne dell’ingresso, nascoste da un giardino, si entra in un luogo che è dimora privata e bottega alchemica, laboratorio e raffinatissimo atelier. Villa Mozart si candida dunque a trasformarsi in uno scrigno che custodisce tesori perfetti. Nelle stanze ampie e ariose, divise in aree dedicate, Bodino disegna e fa realizzare i suoi gioielli tra i suoi dipinti, gli arredi scelti personalmente, la sua biblioteca di libri rari. Un universo individuale e personalissimo dove tutto convive nell’armonia di forme e di emozioni, di modernità e di tradizione, di sapere e saper fare. Felicissime, apparenti antinomie che trovano la loro sintesi nella ricerca ostinata di una bellezza senza tempo. E, proprio per questo, assolutamente contemporanea.

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Collection LIFETIME design Giorgio Soressi

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expo lifestyle Firenze

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Quando la guida è un Concierge Paul Lydka disegna la sua Firenze Paul Lydka’s portrait of Florence

Un concierge è un uomo che sa consigliare cosa fare e, soprattutto, è un uomo che risolve problemi. Proprio come sa fare Paul Lydka, nato in Galles e cresciuto in Australia, da più di vent’anni fiorentino e oggi capo concierge del Four Seasons Hotel Firenze… perché se siete all’improvviso invitati alla soirée della vostra vita, e non sapete come risolvere il problema del dress code, una sua telefonata al Club della Moda di piazza Oberdan e l’arrivo di Mauro Fontani, sono al pari delle magie della Fata madrina di Cenerentola! Per questo abbiamo chiesto a Lydka dieci luoghi di Firenze assolutamente da non perdere, tra shopping, aperitivo, cena e (perché no?, in fondo siamo pur sempre a Firenze) un po’ d’arte. 1. Gioielleria Cardini su Ponte Vecchio, ‘perché è una delle botteghe storiche della città. Nella sua splendida terrazza che si affaccia sull’Arno, Four Seasons organizza le cene romantiche: luci del tramonto, panorama mozzafiato, la cucina stellata dello Chef Vito Mollica... 2. Stefano Bemer, ‘made in via San Niccolò le loro scarpe, da visitare perché ormai è un locale storico per la città, un’esperienza da vivere tra pelli e profumi in questa chiesalaboratorio’. 3. Jennifer Tattanelli, ‘perché le sue collezioni di ready to wear e accessori sono un esempio di stile e di altissima qualità sia per l’uomo che per la donna’ 4. Le volpi e l’uva, ‘in piazzetta vicino a santa 75

A concierge is the man who gives advice on what’s best to do and, above all, the man who solves problems. Just like Paul Lydka does. He is the Welsh-born, chief concierge of Four Seasons Hotel Firenze, who has been living in Florence for over twenty years.. because if you’ve been invited to the soirée of your life and you don’t know how to deal with the dress code issue, ask Paul. All it takes is one call to the Fashion Club in Piazza Oberdan and Mauro Fontani magically appears, like Cinderella’s fairy godmother! That is why we asked Lydka what are the ten not-to-be-missed spots in Florence, whether for shopping, drinks and dinner and, why not?, art (we’re in Florence, after all!). 1. Cardini jeweler’s shop on the Ponte Vecchio, ‘which is one of the city’s historic shops. Four Seasons organizes Romantic Dinners on its beautiful terrace overlooking the Arno river: the sun going down, breathaking view, Vito Mollica’s Michelin-starred cuisine... 2. Stefano Bemer, “for its made- in-Via San Niccolò shoes, the historic shop is worth a visit itself, a sort of church-workshop infused with the scent of leather.. 3. Jennifer Tattanelli, ‘her ready to wear collections and accessories are a paragon of style and top quality for both men and women 4. Le volpi e l’uva,” in the small Santa Felicita square, just off Ponte Vecchio; perfect at aperitivo time: a glass of wine and a crostone


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Arte ma anche moda, enogastronomia e tradizione Art but also fashion, food and wine and tradition Felicita, appena scesi da Ponte Vecchio; perfetto per l’aperitivo: un bicchier di vino e un crostone, per sentirsi a Firenze da 500 anni…’ 5. Enoteca Pinchiorri, ‘il regno di Giorgio Pinchiorri e Annie Feolde. Tre stelle Michelin, vanta una delle cantine più complete e affascinanti del mondo con oltre 4000 etichette’ 6. Il Palagio, ‘il ristorante stellato del Four Seasons Hotel Firenze. Approfittate della bella stagione per gustare le specialità dello Chef Vito Mollica circondati dal verde dello splendido Parco della Gherardesca’ 7. Cenacolo di Andrea del Sarto, ‘vicino alla chiesa di San Salvi, poco frequentato, di una bellezza fatta di luce e colori, inatteso nella città e sconosciuto anche alla maggior parte dei fiorentini’. 8. Cappella Brancacci, ‘Masaccio e Masolino non hanno bisogno di presentazione né di lodi nostre e questo capolavoro, in Santa Maria del Carmine, vale ogni volta il passaggio in Oltrarno’. 9. Santo Spirito, ‘per il crocifisso ligneo policromo del giovanissimo Michelangelo… qui si può apprezzare il maestro che si forma e si prepara alla sontuosità di forme del Davide marmoreo’. 10. Cimitero degli Inglesi, ‘uno spazio unico che racconta il lungo amore degli stranieri per Firenze, oggi curato da suor Julia, che giunta qui da Princeton cerca di farlo continuare a vivere’. 77

will make you feel like any born-and-bred Florentine…” 5. Enoteca Pinchiorri, ‘the kingdom of Giorgio Pinchiorri and Annie Feolde. A three Michelin starred restaurant that boasts one of the world’s most extensive and fascinating wine cellars with 4000 labels 6. Il Palagio, ‘the one Michelin starred restaurant of Four Seasons Hotel Firenze. Don’t miss the chance to enjoy the special dishes by Vito Mollica surrounded by wonderful Gherardesca Park in spring and summer. 7. Andrea del Sarto’s Cenacle, “ near the San Salvi Church, off the beaten path, pure beauty made of light and colors, an unexpected art treasure and unknown to most Florentines”. 8. The Brancacci Chapel, “Masaccio and Masolino need no introduction nor words of praise and this masterpiece, housed in the church of Santa Maria del Carmine, is worth a visit every time one passes through the Oltrarno area”. 9. Church of Santo Spirito, “for the wooden, polychrome crucifix, an early work by Michelangelo…somehow preparatory to the great artist’s marble statue of the David”. 10. The British Cemetery, “a unique space which tells so much about foreigners’ deep love of Florence, now tended to by Sister Julia, who came all the way from Princeton to keep it alive”.


Mete d’autore

Quella del 2015 sarĂ una bella stagione da ricordare. Ecco gli appuntamenti cult 2015 is going to be an unforgettable season. here are the not-to-be-missed events

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expo itinerary Milano

Itinerari su misura Le proposte del Four Seasons Hotel Milano Four Seasons Hotel Milano’s tours

E’ il volto gentile ed accogliente che vi dà il benvenuto quando varcate la porta del Four Seasons Hotel Milano. Leonardo Bruscagin, Chief Concierge dell’hotel, è la persona che scopre - e valuta per voi - i nuovi indirizzi della città consigliando, sempre con grande savoir-faire, itinerari e luoghi personalizzati secondo le esigenze dei clienti dell’hotel e, naturalmente, il suo innato buon gusto. Abbiamo chiesto a lui i 10 indirizzi per vivere al meglio Milano durante la nuova Esposizione Universale. Ecco il suo itinerario. 1. Palazzo Reale, perché ‘ospita sempre una mostra che merita una visita durante il vostro soggiorno in città. Da non perdere, fino al 19 luglio, Leonardo da Vinci 1452-1519, la più grande mostra mai ideata in Italia sul genio del grande artista e scienziato toscano 2. Pasticceria Cova, ‘uno dei più antichi caffè d’Italia, le cui origini risalgono al 1817, oggi divenuto uno dei simboli della città.’ 3. Ceresio7, ‘ristorante con due splendide piscine con vista panoramica sulla città, che nascono sulla terrazza di un palazzo storico, oggi headquarter del brand Dsquared2’ 4. Corso Como 10, ‘il concept store di Milano. Moda, design, lifestyle nel multibrand creato da Carla Sozzani, regina della moda insieme alla sorella Franca (editor in chief di Vogue Italia) 5. Brera, ‘quartiere un tempo popolato da botteghe di pittori e artisti, oggi è la sede di piccoli designer ed è sempre molto frequentato durante la sera, grazie ai suoi bar e ai piccoli club aperti fino a tardi’ 6. Swiss Corner, ‘una lounge moderna, sotto il Consolato Svizzero, luogo ideale per un aperitivo’ 7. Eataly, ‘il regno di Oscar Farinetti è sempre un punto di riferimento. Da provare il suo ristorante stellato, Alice: una trentina di coperti con vista su Corso Como’ 8. Spazio Rossana Orlandi, ‘galleria d’arte e negozio di arredamento contemporaneo, vintage che propone limited editions e pezzi di design davvero unici’ 9. Berton, ‘l’ex chef del ristorante Trussardi alla Scala ha creato questo spazio tutto suo, dove si mangia divinamente e si respira una splendida atmosfera’ 10. Just Cavalli e Byblos, ‘due indirizzi cult per gli amanti della nightlife’. E fuori Milano? Four Seasons organizza una serie di itinerari esclusivi, pensati per soddisfare le esigenze di quegli ospiti che vogliono approfondire la 79

His is the kind and friendly smile that welcomes you as you walk through the door of Four Seasons Hotel Milano. Leonardo Bruscagin, the hotel’s Chief Concierge, is the person who guides guests to the city’s best and newest attractions and gives advice, always with great savoir-faire and innate good taste, on itineraries and addresses tailored to hotel customers’ needs and wishes. And so, we asked him to let us in on his top-ten favorite spots in Milano and those worth visiting during the Universal Exposition period. Here our his tips. 1. Palazzo Reale, because “it houses an exhibition definitely worth visiting during your stay in Milano: showing till July 19 is Leonardo da Vinci 1452-1519, the most extensive exhibition ever held in Italy showcasing the works by the Tuscan genius, artist and scientist”. 2. Pasticceria Cova, “one of Italy’s oldest cafés, established back in 1817, and today it is one of Milano’s best-known symbols”. 3. Ceresio7, “a restaurant with two lovely swimming pools and panoramic view of the city, located on the terrace of a historic building, the current Dsquared2 brand’s headquarters”. 4. Corso Como 10, “Milano’s one and only multibrand concept store – fashion, design, lifestylecreated by Carla Sozzani, the queen of fashion, together with her sister Franca (editor-in-chief of Vogue Italia)”. 5. Brera, “the neighborhood, once filled with painters’ and artists’ studios, is now home to up-and-coming fashion designers and has a very lively nightlife scene, with bars and clubs open till late hours”. 6. Swiss Corner, “a modern lounge bar, below the Swiss Consulate, the ideal aperitivo spot”. 7. Eataly, “Oscar Farinetti’s kingdom is a mustsee, and his Michelin-starred restaurant, Alice, a must-try: about thirty seats with view over Corso Como”. 8. Spazio Rossana Orlandi, “an art gallery and contemporary and vintage furniture store, offering truly unique limited edition and design pieces”. 9. Berton, “the former chef of Trussardi alla Scala restaurant started his own place, where the food is simply divine and the atmosphere is fantastic”. 10. Just Cavalli and Byblos, “the must-go-to places for nightlife fans”. And outside of Milan? Four Seasons offers a choice of exclusive itineraries that best suit the


expo itinerary Milano

conoscenza del territorio e delle sue particolarità. Ecco gli imperdibili. Tour Salone del Mobile Una proposta irresistibile per gli appassionati del lusso e design: un percorso selezionato alla scoperta di alcune delle realtà più innovative del Made in Italy immerse, a sorpresa, nel verde della Brianza. Nell’arco della giornata una guida competente vi farà conoscere le produzioni artigianali più interessanti, concludendo poi la visita nella splendida Villa Reale di Monza dove abbandonarsi ad un’ultima avventura del gusto ... in cucina. Tour Cà del Bosco Incorniciata da un folto bosco di castagni, Cà del Bosco è ormai affermata come azienda di punta di un’area della Lombardia ad altissima vocazione vinicola: la Franciacorta. Dopo un breve e confortevole viaggio potrete godere di un paesaggio splendido, visitare la cantina immergendovi nell’affascinante cultura del vino, e infine assaporare le delizie di raffinati abbinamenti enogastronomici. Tour del Lago Maggiore Suggestivo e romantico in ogni stagione, il Lago Maggiore è la meta ideale per una giornata all’insegna della natura e dell’arte. Accompagnati dai nostri autisti visitate le sue rive, celebri per i paesaggi, i palazzi signorili e i meravigliosi giardini, per poi concedervi un magico tour delle Isole Borromee dall’incantata bellezza. Tour delle Langhe Arte e paesaggio, vini famosi in tutto il mondo e l’ineguagliabile tartufo bianco d’Alba sono le grandi attrattive di questa regione. Accompagnati dai no81

tastes and needs of guests who wish to experience our country’s cultural and culinary diversity and its spectacular landscapes. Here are the not-to-be-missed tours. International Furniture Fair Tour This is the tour that luxury and design lovers cannot absolutely miss: a selection of Italy’s best-known and most innovative design and furniture companies nestled in the green Brianza area. An experienced guide will lead you through the factories, to have a look at the traditional and artisan processing facilities. And as the finishing touch to this lovely tour, an unforgettable culinary experience at Monza’s Villa Reale. Cà del Bosco Tour Surrounded by thick chestnut woods, Cà del Bosco is one of the best-known wineries of the Franciacorta winegrowing area in Lombardy. After a short and comfortable car trip, you will be able to enjoy the wonderful landscape, visit the winery, learn everything you need to know about winemaking and taste delicious food and wine pairings. Maggiore Lake Tour Lovely and romantic any time of the year, the Maggiore Lake is the ideal destination for a one-day tour through natural and artistic beauty. Our chauffeur-driven cars will take you to the Lake’s shores worldwide renowned for the landscapes, magnificent villas and gardens, and you will also be able to enjoy a tour of the enchanting Borromee islands.


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expo itinerary Milano

stri autisti nel massimo comfort, e scortati da guide esperte del territorio, visitate l’antica città di Alba e alcune tra le più rinomate Cantine. In autunno, appassionatevi alla ricerca del più prezioso dono di stagione: il tartufo. Tour Gastronomico a Parma Due ‘prime donne’ di fama mondiale si dividono l’onore di rappresentare la tradizione gastronomica emiliana: il parmigiano reggiano e il prosciutto di Parma. Vi proponiamo una deliziosa escursione alla scoperta di queste squisitezze ricche di gusto e storia, visitando storiche aziende produttrici; sulla via del ritorno, il pomeriggio potrà essere dedicato alle gioie dello shopping all’outlet Fidenza Village. Tour in elicottero delle Alpi Una proposta davvero emozionante per chi non ha paura di volare: in poco tempo, e con una percezione magnifica di vasti panorami, potrete sorvolare il Lago di Como in elicottero fino a sfiorare le maestose Alpi Retiche, passando sopra la famosissima St. Moritz. Per il pranzo, un’invitante esperienza del gusto vi attenderà al Rifugio Scerscen nella quiete dei suoi 2810 metri di altezza. Tour in Vintage Car - Lago di Como Una splendida vettura d’epoca, che avrete la gioia di guidare personalmente, vi porterà ad esplorare l’affascinante magia del Lago di Como con le sue ville magnifiche, i borghi antichi, i paesaggi incantati. Godetevi la giornata in tutta libertà, con una sosta di piacere in uno degli ottimi ristoranti della zona a vostra scelta presso il quale, se lo desiderate, l’hotel avrà provveduto a prenotare il vostro pranzo. 83

Langhe Tour Art and landscapes, world-famous wines and the unique white Alba truffle are this region’s main attractions. Our chauffeur-driven cars will comfortably take you there and, with the help of experienced guides, you will visit the ancient city of Alba and some of the area’s best-known wineries. In autumn, enjoy an unforgettable truffle-hunting experience. Culinary Tour of Parma It is a well-known fact that Parmigiano Reggiano cheese and Parma prosciutto are two of the most typical and fantastic foods of Italy. We offer you the chance to learn how these delicious products are made by visiting two among the best local factories. And in the afternoon, a bit of shopping on your way back, at Fidenza Village Outlet. Helicopter Tour over the Alps The ideal tour for thrill-seekers: take flight into the skies of Italy to experience the thrill of an aerial view of Lake Como, the majestic Rhaetian Alps and the beautiful and exclusive St. Moritz mountain town, where you will stop for lunch at the Scerscen refuge at an altitude of 2,810 meters. Vintage Car Tour - Como Lake Cruise through Italy in a magnificent vintage car and drive around the shores of Lake Come to explore its beautiful villas, ancient towns and enchanted landscapes. Take your time and then stop for lunch in one of the area’s many excellent restaurants of your choice, where the hotel will be pleased to book you a table.


Mete d’autore

Quella del 2015 sarà una bella stagione da ricordare. Ecco gli appuntamenti cult 2015 is going to be an unforgettable season. here are the not-to-be-missed events

A view of the swimming pool from Four Seasons Hotel Firenze’s Al Fresco Trattoria 84


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Pizza d’autore in trattoria al fresco Una serata con Franco Pepe e la sua maestria campana An evening with Franco Pepe and his Campania-style pizza

Promette di essere una serata diversa dal solito quella proposta per il 15 giugno dalla Trattoria e Pizzeria Al Fresco, che dall’estate scorsa ha saputo inscriversi nei locali cool di Firenze sia per la ristorazione fortemente segnata dai sapori intensi e vivi della tradizione toscana, sia per quanto riguarda le pietanze che per i vini, strutturati e appassionanti. Un’esperienza che ha saputo diventare tradizione, con la sua proposta diversificata tra pranzo e cena, offrendo un’alternativa originale e piacevole per quanti vogliono che ogni tanto il pasto sia uno spazio leggero, libero da troppi rigori. La serata del 15 giugno, così, promette di raccontare un modo di fare cucina fortemente segnato dal territorio, ma questa volta campano. ‘Ospite’ sarà infatti il pizzaiolo campano Franco Pepe, che nella natia Caiazzo può contare su un locale che giocando col suo nome - disegna un modo nuovo di fare cucina, accogliere gli ospiti e far conoscere un territorio, come quello dell’alto Casertano, che vanta secoli e secoli di tradizione enogastronomica. Pepe ha scelto infatti con coscienza panificatoria e curiosità culinaria una strada di recupero del sapere antico di preparare la pizza e, al contempo, di pensiero moderno nella sua unicità alimentare di prodotto simbolo dell’Italia nel mondo. Pepe in Grani: questo il nome dell’articolato progetto del pizzaiolo, che per una sera si trasferirà dunque in quel luogo speciale che è la location della Trattoria Al Fresco, vicina alla piscina che perfeziona il giardino del Four Seasons Hotel Firenze, per raccontare agli ospiti la pizza e i suoi riti di terra e profumi. Con l’aiuto partecipe di Vito Mollica 85

It promises to be an evening out of the ordinary, the one planned for June 15, at the Trattoria and Pizzeria Al Fresco which, since last summer, has been ranking among Florence’s best and trendiest restaurants, for both its traditional Tuscan dishes and top-quality wines. The different menus for lunch and dinner offer a tantalizing and flavorsome dining experience, meant for those who are in the mood for a delicious meal in a more casual atmosphere and setting. On June 15, the menu will still be traditional Italian, but Campania-style instead of Tuscan. The special guest is, in fact, the well-known pizza maker from Campania Franco Pepe, who owns a restaurant in his hometown Caiazzo, where he prepares and serves dishes typical of the northern-Caserta area, which boasts centuries-old culinary traditions. Pepe works to revive traditional pizza-making methods, while adding a modern and creative twist to the symbol of Italian cuisine throughout the world. Pepe in Grani (peppercorns) is the name of the “culinary event” which for one night only will be held in a location as special as the Trattoria Al Fresco, nestled in the Four Seasons Hotel Firenze’s beautiful garden, just steps away from the pool, where guests will be treated to the aromas and flavours of the Campania region and to the best pizza of their life. With the help of Michelin-starred chef Vito


expo event Firenze

Vito Mollica e Franco Pepe insieme Vito Mollica and Franco Pepe together e della sua stellata brigata di cucina, Franco Pepe proporrà un ricco buffet di antipasti, modulato sulla ricca e sapida rosticceria campana, cui faranno seguito una varietà di pizze che saranno preparate secondo gli ingredienti migliori a disposizione nei giorni dell’appuntamento fiorentino e le diverse farine che Pepe considererà più adatte al clima e all’acqua fiorentina, tanto differenti da quelle campane. Ad accompagnare questa cena un po’ fuori dalle righe - che è stata pensata e vuol essere un’occasione di degustazione speciale e sicuramente unica, ma anche una serata family style - la Birra del Borgo (alla spina e in bottiglia) e bollicine Ferrari Perlé. A completare il menù gli inimitabili dolci e la pasticceria del Pastry Chef Domenico Di Clemente, maestro di cioccolata e desideri di zucchero.

Mollica and his brilliant staff, Franco Pepe will prepare a large buffet of mouth-watering appetizers, followed by his legendary pizzas made with the best and freshest ingredients available and with several flours which Pepe believes are more suitable for Florence’s climate and water, so different from those of Campania.This quite unconventional dinner - which is meant to be a special and unique tasting event, but also a family-style meal - will be accompanied by The Borgo beer (draft and bottled) and Ferrari Perlé sparkling wine. And to top off the meal, the extraordinary desserts and pastries by Domenico Di Clemente, our master chocolatier and pastry maker.

Lunedì 15 giugno, ore 19.30, Trattoria Al Fresco Euro 85,00 a persona (bevande incluse) Per informazioni e prenotazioni: Four Seasons Hotel Firenze 055.2626450 ilpalagio@fourseasons.com alfresco@fourseasons.com

Monday 15 June, 7.30 pm, Al Fresco Trattoria Euro 85,00 per person (beverage included) For information and reservations: Four Seasons Hotel Firenze 055.2626450 ilpalagio@fourseasons.com alfresco@fourseasons.com 86


Pepe in Grani is the pizza event planned for June 15 at the Al Fresco Trattoria 87


expo event Firenze

Sensibilizzare e gustare Una serata. Un Concerto. Un progetto An event. A concert. A project

Una volta ancora la scelta di Four Seasons Hotel Firenze si declina nell’attenzione allo sfaccettato mondo del sociale e, grazie al pretesto prezioso che offre il tema dell’Expo milanese, Firenze fa una scelta di sensibilità e attenzione nei confronti dell’universo dell’alimentazione. Soprattutto quando si conosce la raffinata cucina che nasce dalla fantasia sapiente dello Chef stellato Vito Mollica, si comprende quanto sia significativa la scelta di dedicare la serata concertistica del 17 settembre alle persone affette da disfagia, un problema che coinvolge un sempre maggior numero di persone e che mette a rischio uno dei momenti fondamentali del vivere e del vivere insieme, appunto quello della nutrizione.Testimone di quanto questo disturbo possa cambiare la vita (in seguito al coraggioso superamento di un’importante malattia) ma senza farle perdere in niente fascino e valore proprio il musicista che animerà la serata, il pianista Stefano Gueresi, che affronta ogni giorno e in modo costruttivo la ‘sua’ sfida alimentare grazie anche all’incontro con il dottor Luca Calabrese, Presidente della Fondazione Salvatore Calabrese e Direttore dell’Unità Neoplasie Orali Faringee dell’Istituto Europeo di Oncologia, dedicata proprio a questo problema di alimentarsi che è la disfagia, ovvero il decostruirsi di quell’azione così naturale che è il masticare e poter assaporare e gustare una pietanza, qualsiasi siano la sua consistenza e la sua matericità alimentare. Il concerto, dunque, che si terrà nel giardino del Four Seasons Hotel Firenze, raccolto e silenzioso come settembre sa essere nella città adagiata lungo l’Arno, si dipanerà muovendosi dai pezzi dell’ultimo album di Gueresi, dal titolo I giorni impossibili (‘composto nei pochi mesi intercorsi tra le complicate giornate delle dimissioni dall’Istituto Oncologico Europeo fino al termine delle registrazioni del disco’, spiega il musicista, evidenziando come ‘dalla sofferenza sia germogliata una nuova creatività rigenerativa’), eseguiti proprio dal compositore accompagnato dal violinista Carlo Cantini e dal violoncellista Massimo Repellini. La serata nel giardino fiorentino, organizzata per sensibilizzare in modo unico quanti ben poco sanno di un problema come la disfagia, condurrà in città un musicista come Gueresi, che si è esibito alla Scala di Milano oltre che a Washington e a San Pietroburgo, ma che dichiara serenamente come la sua più grande soddisfazione sia quella di ‘essere riuscito, ancora una volta, a riprendere in mano la mia vita e di conseguenza la possibilità di continuare a creare musica, e a condividere questo percorso artistico e umano con il pubblico’. 88

Four Seasons Hotel Firenze offers further proof of its commitment to social issues and, on the pretext of the 2015 Milan Expo’s core theme, demonstrates once again its sensitivity and attention to the universe of food and nourishment, but in a truly unexpected way. Those who have experienced the gourmet cuisine of brilliant Michelin-starred chef Vito Mollica will realize how significant it is that the concert event held on September 17 is dedicated to people suffering from dysphagia, a disorder affecting a growing number of people and compromising one of the key moments of social life and conviviality: eating. The star of the event, musician and pianist Stefano Gueresi, is fully aware of how this disorder can change one’s life, having suffered himself from this affliction. In his daily struggle to overcome it, he was lucky enough to meet Doctor Luca Calabrese, president of the Salvatore Calabrese Foundation and Director of the Oropharyngeal Neoplasia Unit of the European Institute of Oncology, which is devoted to the diagnosis and treatment of dysphagia, a condition in which disruption of the swallowing process interferes with a person’s ability to eat, whatever the consistency or type of food. The concert will be held in the garden of Four Seasons Hotel Firenze, on an evening as intimate, quiet and sweet as a September evening in Florence can be. Gueresi will be performing pieces from his latest album called I giorni impossibili (The Impossible Days), “composed in the few difficult months between my discharge from the European Oncological Institute and the end of the album recording, -says the musician-, in a burst of regenerative creativity which germinated from my suffering”. The composer will be accompanied by violinist Carlo Cantini and cello player Massimo Repellini. The event held in the Florentine garden is aimed at making people aware of a very disabling condition, dysphagia, as explained by Doctor Luca Calabrese, who is a specialist in this disorder, which affects 20% of the over50 population. Gueresi is an internationallyrenowned musician who has performed at the Scala Theatre in Milan, in Washington and St. Petersburg, but he serenely admits that his greatest satisfaction so far is having been able to get his life back to normal, in order to go on creating music and sharing it with his audience.


A benefit concert held in the wonderful Della Gherardesca garden of Four Seasons Hotel Firenze


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