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Eucarestia, Mistero da Credere

"Questa è l'opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato" (Gv 6,29) (Continua) Eucaristia e Cristo risorto Poiché la liturgia eucaristica è essenzialmente actio Dei che ci coinvolge in Gesù per mezzo dello Spirito, il suo fondamento non è a disposizione del nostro arbitrio e non può subire il ricatto delle mode del momento. Anche qui vale l'irrefragabile affermazione di san Paolo: "Nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo" (1 Cor 3,11). È ancora l'Apostolo delle genti ad assicurarci che, in riferimento all'Eucaristia, egli non ci comunica una sua personale dottrina, ma quello che a sua volta ha ricevuto (cfr 1 Cor 11,23). La celebrazione dell'Eucaristia implica, infatti, la Tradizione viva. La Chiesa celebra il Sacrificio eucaristico in obbedienza al comando di Cristo, a partire dall'esperienza del Risorto e dall'effusione dello Spirito Santo. Per questo motivo, la comunità cristiana, fin dagli inizi, si riunisce per la fractio panis nel Giorno del Signore. Il giorno in cui Cristo è risorto dai morti, la Domenica, è anche il primo giorno della settimana, quello in cui la tradizione veterotestamentaria vedeva l'inizio della creazione. Il giorno della creazione è ora diventato il giorno della "creazione nuova", il giorno della nostra liberazione nel quale facciamo memoria di Cristo morto e risorto. Ars celebrandi Nei lavori sinodali è stata più volte raccomandata la necessità di superare ogni possibile separazione tra l'ars celebrandi, cioè l'arte di celebrare rettamente, e la partecipazione piena, attiva e fruttuosa di tutti i fedeli. In effetti, il primo modo con cui si favorisce la partecipazione del Popolo di Dio al Rito sacro è la celebrazione adeguata del Rito stesso. L'ars celebrandi è la migliore condizione per l'actuosa participatio. L'ars celebrandi scaturisce dall'obbedienza fedele alle norme liturgiche nella loro completezza, poiché è proprio questo modo di celebrare ad assicurare da duemila anni la vita di fede di tutti i credenti, i quali sono chiamati a vivere la celebrazione in quanto Popolo di Dio, sacerdozio regale, nazione santa (cfr 1 Pt 2,4-5.9). Il Vescovo, liturgo per eccellenza Se è vero che tutto il Popolo di Dio partecipa alla Liturgia eucaristica, tuttavia in relazione alla corretta ars celebrandi un compito imprescindibile spetta a coloro che hanno ricevuto il sacramento dell'Ordine. Vescovi, sacerdoti e diaconi, ciascuno secondo il proprio grado, devono considerare la celebrazione come loro principale dovere. Innanzitutto il Vescovo diocesano: egli infatti, quale "primo dispensatore dei misteri di Dio nella Chiesa particolare a lui affidata, è la guida, il promotore e il custode di tutta la vita liturgica". Tutto ciò è decisivo per la vita della Chiesa particolare non solo in quanto la comunione con il Vescovo è la condizione perché ogni celebrazione sul territorio sia legittima, ma anche perché egli stesso è il liturgo per eccellenza della propria Chiesa. A lui spetta salvaguardare la concorde unità delle celebrazioni nella sua Diocesi. Pertanto deve essere "impegno del Vescovo fare in modo che i presbiteri, i diaconi e i fedeli comprendano sempre più il senso autentico dei riti e dei testi liturgici e così siano condotti ad un'attiva e fruttuosa celebrazione dell'Eucaristia". In particolare, esorto a fare quanto è necessario perché le celebrazioni liturgiche svolte dal Vescovo nella Chiesa cattedrale avvengano nel pieno rispetto dell'ars celebrandi, in modo che possano essere considerate come modello da tutte le chiese sparse sul territorio. Il rispetto dei libri liturgici e della ricchezza dei segni Sottolineando l'importanza dell'ars celebrandi, si pone in luce di conseguenza il valore delle norme liturgiche. L'ars celebrandi deve favorire il senso del sacro e l'utilizzo di quelle forme esteriori che educano a tale senso, come, ad esempio, l'armonia del rito, delle vesti liturgiche, dell'arredo e del luogo sacro. La celebrazione eucaristica trova giovamento là dove i sacerdoti e i responsabili della pastorale liturgica si impegnano a fare conoscere i vigenti libri liturgici e le relative norme, mettendo in evidenza le grandi ricchezze dell'Ordinamento Generale del Messale Romano e dell'Ordinamento delle Letture della Messa. Nelle comunità ecclesiali si dà forse per scontata la loro conoscenza ed il loro giusto apprezzamento, ma spesso così non è. In realtà, sono testi in cui sono contenute ricchezze che custodiscono ed esprimono la fede e il cammino del Popolo di Dio lungo i due millenni della sua storia. Altrettanto importante per una giusta ars celebrandi è l'attenzione verso tutte le forme di linguaggio previste dalla liturgia: parola e canto, gesti e silenzi, movimento del corpo, colori liturgici dei paramenti. La liturgia, in effetti, possiede per sua natura una varietà di registri di comunicazione che le consentono di mirare al coinvolgimento di tutto l'essere umano. La semplicità dei gesti e la sobrietà dei segni posti nell'ordine e nei tempi previsti comunicano e coinvolgono di più che l'artificiosità di aggiunte inopportune. L'attenzione e l'obbedienza alla struttura propria del rito, mentre esprimono il riconoscimento del carattere di dono dell'Eucaristia, manifestano la volontà del ministro di accogliere con docile gratitudine tale ineffabile dono. Arte al servizio della celebrazione Il legame profondo tra la bellezza e la liturgia deve farci considerare con attenzione tutte le espressioni artistiche poste al servizio della celebrazione. Una componente importante dell'arte sacra è certamente l'architettura delle chiese, nelle quali deve risaltare l'unità tra gli elementi propri del presbiterio: altare, crocifisso, tabernacolo, ambone, sede. A tale proposito si deve tenere presente che lo scopo dell'architettura sacra è di offrire alla Chiesa che celebra i misteri della fede, in particolare l'Eucaristia, lo spazio più adatto all'adeguato svolgimento della sua azione liturgica. Infatti, la natura del tempio cristiano è definita dall'azione liturgica stessa, che implica il radunarsi dei fedeli (ecclesia), i quali sono le pietre vive del tempio (cfr 1 Pt 2,5). Lo stesso principio vale per tutta l'arte sacra in genere, specialmente la pittura e la scultura, nelle quali l'iconografia religiosa deve essere orientata alla mistagogia sacra-

in questo numero:

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Eucarestia, Mistero da Credere Una cantata poetica in onore dell’Assunta Semplicemente... GRAZIE! Vocazione a tempo pieno Giornata Mondiale Gioventù Dieci anni di Episcopato Sotto la protezione dell’Assunta Esprimono graditudine all’Assunta Appunti di cronaca La nostra Congregazione Hanno collaborato con noi... In memoria di... Sono tornati alla casa del Padre

mentale. Un'approfondita conoscenza delle forme che l'arte sacra ha saputo produrre lungo i secoli può essere di grande aiuto per coloro che, di fronte a architetti e artisti, hanno la responsabilità della committenza di opere artistiche legate all'azione liturgica. Perciò è indispensabile che nella formazione dei seminaristi e dei sacerdoti sia inclusa, come disciplina importante, la storia dell'arte con speciale riferimento agli edifici di culto alla luce delle norme liturgiche. In definitiva, è necessario che in tutto quello che riguarda l'Eucaristia vi sia gusto per la bellezza. Rispetto e cura dovranno aversi anche per i paramenti, gli arredi, i vasi sacri, affinché, collegati in modo organico e ordinato tra loro, alimentino lo stupore per il mistero di Dio, manifestino l'unità della fede e rafforzino la devozione. Il canto liturgico Nell'ars celebrandi un posto di rilievo viene occupato dal canto liturgico. A ragione sant'Agostino in un suo famoso sermone afferma: "L'uomo nuovo sa qual è il cantico nuovo. Il cantare è espressione di gioia e, se pensiamo a ciò con un po' più di attenzione, è espressione di amore". Il Popolo di Dio radunato per la celebrazione canta le lodi di Dio. La Chiesa, nella sua bimillenaria storia, ha creato, e continua a creare, musica e canti che costituiscono un patrimonio di fede e di amore che non deve andare perduto. Davvero, in liturgia non possiamo dire che un canto vale l'altro. A tale proposito, occorre evitare la generica improvvisazione o l'introduzione di generi musicali non rispettosi del senso della liturgia. In quanto elemento liturgico, il canto deve integrarsi nella forma propria della celebrazione. Di conseguenza tutto - nel testo, nella melodia, nell'esecuzione - deve corrispondere al senso del mistero celebrato, alle parti del rito e ai tempi liturgici. Infine, pur tenendo conto dei diversi orienta-

menti e delle differenti tradizioni assai lodevoli, desidero, come è stato chiesto dai Padri sinodali, che venga adeguatamente valorizzato il canto gregoriano, in quanto canto proprio della liturgia romana. La struttura della celebrazione eucaristica Dopo aver ricordato gli elementi portanti dell'ars celebrandi emersi nei lavori sinodali, vorrei richiamare l'attenzione più specificamente su alcune parti della struttura della Celebrazione eucaristica, che nel nostro tempo necessitano di una particolare cura, al fine di restare fedeli all'intenzione profonda del rinnovamento liturgico voluto dal Concilio Vaticano II, in continuità con tutta la grande tradizione ecclesiale. Unità intrinseca dell'azione liturgica Prima di tutto è necessario riflettere sull'unità intrinseca del rito della santa Messa. Bisogna evitare che, sia nelle catechesi che nella modalità di celebrazione, si dia adito ad una visione giustapposta delle due parti del rito. Liturgia della Parola e liturgia eucaristica - oltre ai riti di introduzione e di conclusione - "sono così strettamente congiunte tra loro da formare un unico atto di culto". Infatti, esiste un legame intrinseco tra la Parola di Dio e l'Eucaristia. Ascoltando la Parola di Dio nasce o si rafforza la fede (cfr Rm 10,17); nell'Eucaristia il Verbo fatto carne si dà a noi come cibo spirituale. Così "dalle due mense della Parola di Dio e del Corpo di Cristo la Chiesa riceve ed offre ai fedeli il Pane di vita". Pertanto, si deve costantemente tener presente che la Parola di Dio, dalla Chiesa letta e annunziata nella liturgia, conduce all'Eucaristia come al suo fine connaturale. La liturgia della Parola Insieme al Sinodo, chiedo che la liturgia della Parola sia sempre debitamente preparata e vissuta. Pertanto, raccomando vivamente che nelle liturgie si ponga grande attenzione alla proclamazione della Parola di Dio da parte di lettori ben preparati. Non dimentichiamo mai che "quando nella Chiesa si legge la Sacra Scrittura, Dio stesso parla al suo popolo e Cristo, presente nella sua Parola, annunzia il Vangelo". Se le circostanze lo rendono opportuno, si può pensare a poche parole di introduzione che aiutino i fedeli a prenderne rinnovata coscienza. La Parola di Dio per essere ben compresa deve essere ascoltata ed accolta con spirito ecclesiale e nella consapevolezza della sua unità con il Sacramento eucaristico. Infatti, la Parola che annunciamo ed ascoltiamo è il Verbo fatto carne (cfr Gv 1,14) ed ha un intrinseco riferimento alla persona di Cristo e alla modalità sacramentale della sua permanenza. Cristo non parla nel passato ma nel nostro presente, come Egli è presente nell'azione liturgica. In questo orizzonte sacramentale della rivelazione cristiana, la conoscenza e lo studio della Parola di Dio ci permettono di apprezzare, celebrare e vivere meglio l'Eucaristia. Anche qui si rivela in tutta la sua verità l'affermazione secondo cui " l'ignoranza della Scrittura è ignoranza di Cristo ".(137) A questo scopo è necessario che i fedeli siano aiutati ad apprezzare i tesori della Sacra Scrittura presenti nel lezionario attraverso iniziative pastorali, celebrazioni della Parola e la lettura orante (lectio divina). Inoltre, non si dimentichi di promuovere le forme di preghiera confermate dalla tradizione: la Liturgia delle Ore, soprattutto le Lodi, i Vespri, la Compieta e anche le celebrazioni vigiliari. La preghiera dei Salmi, le letture bibliche e quelle della grande tradizione presentate nell'Ufficio divino possono condurre ad un'approfondita esperienza dell'avvenimento di Cristo e dell'economia della salvezza, che a sua volta può arricchire la comprensione e la partecipazione alla Celebrazione eucaristica.(138) L'omelia 46. In relazione all'importanza della Parola di Dio si pone la necessità di migliorare la qualità dell'omelia. Essa infatti " è parte dell'azione liturgica "; (139) ha il compito di favorire una più piena comprensione ed efficacia della Parola di Dio nella vita

dei fedeli. Per questo i ministri ordinati devono " preparare accuratamente l'omelia, basandosi su una conoscenza adeguata della Sacra Scrittura ".(140) Si evitino omelie generiche o astratte. In particolare, chiedo ai ministri di fare in modo che l'omelia ponga la Parola di Dio proclamata in stretta relazione con la celebrazione sacramentale(141) e con la vita della comunità, in modo tale che la Parola di Dio sia realmente sostegno e vita della Chiesa.(142) Si tenga presente, pertanto, lo scopo catechetico ed esortativo dell'omelia. Si ritiene opportuno che, partendo dal lezionario triennale, siano sapientemente proposte ai fedeli omelie tematiche che, lungo l'anno liturgico, trattino i grandi temi della fede cristiana, attingendo a quanto proposto autorevolmente dal Magistero nei quattro ‘pilastri' del Catechismo della Chiesa Cattolica e nel recente Compendio: la professione della fede, la celebrazione del mistero cristiano, la vita in Cristo, la preghiera cristiana.(143) Presentazione dei doni 47. I Padri sinodali hanno richiamato l'attenzione anche sulla presentazione dei doni. Non si tratta semplicemente di un sorta di " intervallo " tra la liturgia della Parola e quella eucaristica. Ciò farebbe venir meno, tra l'altro, il senso dell'unico rito composto di due parti connesse. In questo gesto umile e semplice si manifesta, in realtà, un significato molto grande: nel pane e nel vino che portiamo all'altare tutta la creazione è assunta da Cristo Redentore per essere trasformata e presentata al Padre.(144) In questa prospettiva portiamo all'altare anche tutta la sofferenza e il dolore del mondo, nella certezza che tutto è prezioso agli occhi di Dio. Questo gesto, per essere vissuto nel suo autentico significato, non ha bisogno di essere enfatizzato con complicazioni inopportune. Esso permette di valorizzare l'originaria partecipazione che Dio chiede all'uomo per portare a compimento l'opera divina in lui e dare in tal modo senso pieno al lavoro umano, che attraverso la Celebrazione eucaristica viene unito al sacrificio redentore di Cristo. La preghiera eucaristica 48. La preghiera eucaristica è " momento centrale e culminante dell'intera celebrazione ".(145) La sua importanza merita di essere adeguatamente sottolineata. Le differenti preghiere eucaristiche contenute nel Messale ci sono tramandate dalla Tradizione viva della Chiesa e si distinguono per una ricchezza teologica e spirituale inesauribile. I fedeli devono essere messi in grado di apprezzarla. L'Ordinamento Generale del Messale Romano ci aiuta in questo ricordandoci gli elementi fondamentali di ogni preghiera eucaristica: azione di grazie, acclamazione, epiclesi, racconto dell'istituzione, consacrazione, anamnesi, offerta, intercessione e dossologia conclusiva. (146) In particolare, la spiritualità eucaristica e la riflessione teologica vengono illuminate se si contempla la profonda unità nell'anafora tra l'invocazione dello Spirito Santo e il racconto dell'istituzione,(147) in cui " si compie il sacrificio che Cristo stesso istituì nell'Ultima Cena ".(148) Infatti, " la Chiesa implora con speciali invocazioni la potenza dello Spirito Santo, perché i doni offerti dagli uomini siano consacrati, cioè diventino il Corpo e il Sangue di Cristo, e perché la vittima immacolata, che si riceve nella Comunione, giovi per la salvezza di coloro che vi parteciperanno ".(149) Scambio della pace 49. L'Eucaristia è per sua natura Sacramento della pace. Questa dimensione del Mistero eucaristico trova nella Celebrazione liturgica specifica espressione nel rito dello scambio della pace. Si tratta indubbiamente di un segno di grande valore (cfr Gv 14,27). Nel nostro tempo, così spaventosamente carico di conflitti, questo gesto acquista, anche dal punto di vista della sensibilità comune, un particolare rilievo in quanto la Chiesa avverte sempre più come compito proprio quello di implorare dal Signore il dono della pace e dell'unità per se stessa e per l'intera famiglia umana. La pace è certamente un anelito insopprimibile, presente nel cuore di ciascuno. La Chiesa si fa voce della domanda di pace e di riconciliazione che sale dall'animo di ogni persona di buona volontà, rivolgendola a Colui che " è la nostra pace " (Ef 2,14) e che può rappacificare popoli e persone, anche dove falliscono i tentativi umani. Da tutto ciò si comprende l'intensità con cui spesso il rito della pace è sentito nella Celebrazione liturgica. A questo proposito, tuttavia, durante il Sinodo dei Vescovi è stata rilevata l'opportunità di moderare questo gesto, che può assumere espressioni eccessive, suscitando qualche confusione nell'assemblea proprio prima della Comunione. È bene ricordare come non tolga nulla all'alto valore del gesto la sobrietà necessaria a mantenere un clima adatto alla celebrazione, per esempio facendo in modo di limitare lo scambio della pace a chi sta più vicino.(150) Distribuzione e ricezione dell'Eucaristia 50. Un altro momento della celebrazione a cui è necessario accennare è la distribuzione e la ricezione della santa Comunione. Chiedo a tutti, in particolare ai ministri ordinati e a coloro che, adeguatamente preparati, in caso di reale necessità, vengono autorizzati al ministero della distribuzione dell'Eucaristia, di fare il possibile perché il gesto nella sua semplicità corrisponda al suo valore di incontro personale con il Signore Gesù nel Sacramento. Per quanto riguarda le prescrizioni per la corretta prassi rimando ai documenti recentemente emanati.(151) Tutte le comunità cristiane si attengano fedelmente alle norme vigenti, vedendo in esse l'espressione della fede e dell'amore che tutti dobbiamo avere nei confronti di questo sublime Sacramento. Inoltre, non venga trascurato il tempo prezioso del ringraziamento dopo la Comunione: oltre all'esecuzione di un canto opportuno, assai utile può essere anche il rimanere raccolti in silenzio.(152) A questo proposito, vorrei richiamare l'attenzione ad un problema pastorale in cui frequentemente accade di imbattersi nel nostro tempo. Mi riferisco al fatto che in alcune circostanze, come ad esempio nelle sante Messe celebrate in occasione di matrimoni, funerali o eventi analoghi, sono presenti alla celebrazione, oltre ai fedeli praticanti, anche altri che magari da anni non si accostano all'altare, o forse si trovano in una situazione di vita che non permette l'accesso ai Sacramenti. Altre volte capita che siano presenti persone di altre confessioni cristiane o addirittura di altre religioni. Circostanze simili si verificano anche in chiese che sono meta di visitatori, soprattutto nelle grandi città d'arte. Si comprende la necessità che si trovino allora modi brevi ed incisivi per richiamare tutti al senso della comunione sacramentale e alle condizioni per la sua ricezione. Laddove vi siano situazioni in cui non sia possibile garantire la doverosa chiarezza sul significato dell'Eucaristia, si deve valutare l'opportunità di sostituire la Celebrazione eucaristica con una celebrazione della Parola di Dio.(153) Il congedo: " Ite, missa est " 51. Infine, vorrei soffermarmi su quanto i Padri sinodali hanno detto circa il saluto di congedo al termine della Celebrazione eucaristica. Dopo la benedizione, il diacono o il sacerdote congeda il popolo con le parole: Ite, missa est. In questo saluto ci è dato di cogliere il rapporto tra la Messa celebrata e la missione cristiana nel mondo. Nell'antichità " missa " significava semplicemente " dimissione ". Tuttavia essa ha trovato nell'uso cristiano un significato sempre più profondo. L'espressione " dimissione ", in realtà, si trasforma in " missione ". Questo saluto esprime sinteticamente la natura missionaria della Chiesa. Pertanto, è bene aiutare il Popolo di Dio ad approfondire questa dimensione costitutiva della vita ecclesiale, traendone spunto dalla liturgia. In questa prospettiva può essere utile disporre di testi, opportunamente approvati, per l'orazione sul popolo e la benedizione finale che esplicitino tale legame.(154)

(Continua)

Una cantata poetica in onore dell’Assunta e comunionale. L’incontro con i Padri Filippini ed i guardiesi, nel corso degli anni, gli hanno dato la possibilità di conoscere e di vivere anche le altre manifestazioni cultuali e culturali della comunità.

L’autore, P. Giancarlo Giannasso, nato a Cerignola (FG) il 20 maggio 1939, ha fatto la professione dei Voti nell’Ordine dei Cappuccini il giorno 14 ottobre 1956 ed è stato ordinato sacerdote il 18 agosto 1963. Dottore in diritto Canonico dal 20 maggio 1970 e Avvocato della Romana Rota dal 1 agosto 1980, è stato nominato Giudice nel Tribunale Ecclesiastico di Prima Istanza e di Appello il giorno 11 novembre 1978 di Benevento ed ha ricoperto l’incarico di Presidente del Tribunale stesso nel quinquennio 2001 – 2006. Professore di Diritto Canonico in diversi Studentati di Teologia sia in Italia che all’estero, è predicatore stimato e richiesto in Puglia e nel Sannio. P. Giancarlo, invitato a predicare i Riti Settennali di penitenza in onore dell’Assunta nel 1996 dal P. Fausto Carlesimo, ha potuto vivere personalmente ciò che aveva letto su questa particolare manifestazione religiosa dal carattere prettamente penitenziale

L’esperienza acquisita sul campo gli ha dato la possibilità di entrare nell’anima dei Riti settennali in onore d e l l a Ve r g i n e Assunta e gli ha fornito l’ispirazione per comporre una cantata poetica nata nelle notti dei Riti del 2003 e realizzata in vari momenti nei soggiorni a Guardia sempre nella stanzetta della casa dei Padri Filippini dove è ospite. Leggendo questi versi ci sentiamo

coinvolti personalmente perché entrano nell’intimo delle nostre coscienze: i battiti del cuore diventano più frequenti, un fremito percorre tutta la persona, ricordi di momenti vissuti ritornano ad essere presenti, suoni e immagini ritornano alla mente e finanche il volto di persone care penitenti sembra ancora vivo, anche se esse da tempo si sono addormentate nel Signore. Voglio solo dire grazie all’Autore perché ci ha donato questo suo lavoro invitando tutti i devoti dell’Assunta a prepararsi all’appuntamento del 2010 e in cui manifesta ancora una volta il suo amore smisurato verso la Madre del Redentore che lo induce spesso a dire: “Noi guardiesi se vogliamo essere veri devoti della Madonna dobbiamo ascoltarla quando ci invita a fare quello che dice il Figlio Gesù”.

Padre Filippo Di Lonardo d. O. Preposito-Parroco

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Eucarestia, Mistero da Credere

"Questa è l'opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato" (Gv 6,29) (Continua) Eucaristia e Cristo risorto Poiché la liturgia eucaristica è essenzialmente actio Dei che ci coinvolge in Gesù per mezzo dello Spirito, il suo fondamento non è a disposizione del nostro arbitrio e non può subire il ricatto delle mode del momento. Anche qui vale l'irrefragabile affermazione di san Paolo: "Nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo" (1 Cor 3,11). È ancora l'Apostolo delle genti ad assicurarci che, in riferimento all'Eucaristia, egli non ci comunica una sua personale dottrina, ma quello che a sua volta ha ricevuto (cfr 1 Cor 11,23). La celebrazione dell'Eucaristia implica, infatti, la Tradizione viva. La Chiesa celebra il Sacrificio eucaristico in obbedienza al comando di Cristo, a partire dall'esperienza del Risorto e dall'effusione dello Spirito Santo. Per questo motivo, la comunità cristiana, fin dagli inizi, si riunisce per la fractio panis nel Giorno del Signore. Il giorno in cui Cristo è risorto dai morti, la Domenica, è anche il primo giorno della settimana, quello in cui la tradizione veterotestamentaria vedeva l'inizio della creazione. Il giorno della creazione è ora diventato il giorno della "creazione nuova", il giorno della nostra liberazione nel quale facciamo memoria di Cristo morto e risorto. Ars celebrandi Nei lavori sinodali è stata più volte raccomandata la necessità di superare ogni possibile separazione tra l'ars celebrandi, cioè l'arte di celebrare rettamente, e la partecipazione piena, attiva e fruttuosa di tutti i fedeli. In effetti, il primo modo con cui si favorisce la partecipazione del Popolo di Dio al Rito sacro è la celebrazione adeguata del Rito stesso. L'ars celebrandi è la migliore condizione per l'actuosa participatio. L'ars celebrandi scaturisce dall'obbedienza fedele alle norme liturgiche nella loro completezza, poiché è proprio questo modo di celebrare ad assicurare da duemila anni la vita di fede di tutti i credenti, i quali sono chiamati a vivere la celebrazione in quanto Popolo di Dio, sacerdozio regale, nazione santa (cfr 1 Pt 2,4-5.9). Il Vescovo, liturgo per eccellenza Se è vero che tutto il Popolo di Dio partecipa alla Liturgia eucaristica, tuttavia in relazione alla corretta ars celebrandi un compito imprescindibile spetta a coloro che hanno ricevuto il sacramento dell'Ordine. Vescovi, sacerdoti e diaconi, ciascuno secondo il proprio grado, devono considerare la celebrazione come loro principale dovere. Innanzitutto il Vescovo diocesano: egli infatti, quale "primo dispensatore dei misteri di Dio nella Chiesa particolare a lui affidata, è la guida, il promotore e il custode di tutta la vita liturgica". Tutto ciò è decisivo per la vita della Chiesa particolare non solo in quanto la comunione con il Vescovo è la condizione perché ogni celebrazione sul territorio sia legittima, ma anche perché egli stesso è il liturgo per eccellenza della propria Chiesa. A lui spetta salvaguardare la concorde unità delle celebrazioni nella sua Diocesi. Pertanto deve essere "impegno del Vescovo fare in modo che i presbiteri, i diaconi e i fedeli comprendano sempre più il senso autentico dei riti e dei testi liturgici e così siano condotti ad un'attiva e fruttuosa celebrazione dell'Eucaristia". In particolare, esorto a fare quanto è necessario perché le celebrazioni liturgiche svolte dal Vescovo nella Chiesa cattedrale avvengano nel pieno rispetto dell'ars celebrandi, in modo che possano essere considerate come modello da tutte le chiese sparse sul territorio. Il rispetto dei libri liturgici e della ricchezza dei segni Sottolineando l'importanza dell'ars celebrandi, si pone in luce di conseguenza il valore delle norme liturgiche. L'ars celebrandi deve favorire il senso del sacro e l'utilizzo di quelle forme esteriori che educano a tale senso, come, ad esempio, l'armonia del rito, delle vesti liturgiche, dell'arredo e del luogo sacro. La celebrazione eucaristica trova giovamento là dove i sacerdoti e i responsabili della pastorale liturgica si impegnano a fare conoscere i vigenti libri liturgici e le relative norme, mettendo in evidenza le grandi ricchezze dell'Ordinamento Generale del Messale Romano e dell'Ordinamento delle Letture della Messa. Nelle comunità ecclesiali si dà forse per scontata la loro conoscenza ed il loro giusto apprezzamento, ma spesso così non è. In realtà, sono testi in cui sono contenute ricchezze che custodiscono ed esprimono la fede e il cammino del Popolo di Dio lungo i due millenni della sua storia. Altrettanto importante per una giusta ars celebrandi è l'attenzione verso tutte le forme di linguaggio previste dalla liturgia: parola e canto, gesti e silenzi, movimento del corpo, colori liturgici dei paramenti. La liturgia, in effetti, possiede per sua natura una varietà di registri di comunicazione che le consentono di mirare al coinvolgimento di tutto l'essere umano. La semplicità dei gesti e la sobrietà dei segni posti nell'ordine e nei tempi previsti comunicano e coinvolgono di più che l'artificiosità di aggiunte inopportune. L'attenzione e l'obbedienza alla struttura propria del rito, mentre esprimono il riconoscimento del carattere di dono dell'Eucaristia, manifestano la volontà del ministro di accogliere con docile gratitudine tale ineffabile dono. Arte al servizio della celebrazione Il legame profondo tra la bellezza e la liturgia deve farci considerare con attenzione tutte le espressioni artistiche poste al servizio della celebrazione. Una componente importante dell'arte sacra è certamente l'architettura delle chiese, nelle quali deve risaltare l'unità tra gli elementi propri del presbiterio: altare, crocifisso, tabernacolo, ambone, sede. A tale proposito si deve tenere presente che lo scopo dell'architettura sacra è di offrire alla Chiesa che celebra i misteri della fede, in particolare l'Eucaristia, lo spazio più adatto all'adeguato svolgimento della sua azione liturgica. Infatti, la natura del tempio cristiano è definita dall'azione liturgica stessa, che implica il radunarsi dei fedeli (ecclesia), i quali sono le pietre vive del tempio (cfr 1 Pt 2,5). Lo stesso principio vale per tutta l'arte sacra in genere, specialmente la pittura e la scultura, nelle quali l'iconografia religiosa deve essere orientata alla mistagogia sacra-

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Eucarestia, Mistero da Credere Una cantata poetica in onore dell’Assunta Semplicemente... GRAZIE! Vocazione a tempo pieno Giornata Mondiale Gioventù Dieci anni di Episcopato Sotto la protezione dell’Assunta Esprimono graditudine all’Assunta Appunti di cronaca La nostra Congregazione Hanno collaborato con noi... In memoria di... Sono tornati alla casa del Padre

mentale. Un'approfondita conoscenza delle forme che l'arte sacra ha saputo produrre lungo i secoli può essere di grande aiuto per coloro che, di fronte a architetti e artisti, hanno la responsabilità della committenza di opere artistiche legate all'azione liturgica. Perciò è indispensabile che nella formazione dei seminaristi e dei sacerdoti sia inclusa, come disciplina importante, la storia dell'arte con speciale riferimento agli edifici di culto alla luce delle norme liturgiche. In definitiva, è necessario che in tutto quello che riguarda l'Eucaristia vi sia gusto per la bellezza. Rispetto e cura dovranno aversi anche per i paramenti, gli arredi, i vasi sacri, affinché, collegati in modo organico e ordinato tra loro, alimentino lo stupore per il mistero di Dio, manifestino l'unità della fede e rafforzino la devozione. Il canto liturgico Nell'ars celebrandi un posto di rilievo viene occupato dal canto liturgico. A ragione sant'Agostino in un suo famoso sermone afferma: "L'uomo nuovo sa qual è il cantico nuovo. Il cantare è espressione di gioia e, se pensiamo a ciò con un po' più di attenzione, è espressione di amore". Il Popolo di Dio radunato per la celebrazione canta le lodi di Dio. La Chiesa, nella sua bimillenaria storia, ha creato, e continua a creare, musica e canti che costituiscono un patrimonio di fede e di amore che non deve andare perduto. Davvero, in liturgia non possiamo dire che un canto vale l'altro. A tale proposito, occorre evitare la generica improvvisazione o l'introduzione di generi musicali non rispettosi del senso della liturgia. In quanto elemento liturgico, il canto deve integrarsi nella forma propria della celebrazione. Di conseguenza tutto - nel testo, nella melodia, nell'esecuzione - deve corrispondere al senso del mistero celebrato, alle parti del rito e ai tempi liturgici. Infine, pur tenendo conto dei diversi orienta-

menti e delle differenti tradizioni assai lodevoli, desidero, come è stato chiesto dai Padri sinodali, che venga adeguatamente valorizzato il canto gregoriano, in quanto canto proprio della liturgia romana. La struttura della celebrazione eucaristica Dopo aver ricordato gli elementi portanti dell'ars celebrandi emersi nei lavori sinodali, vorrei richiamare l'attenzione più specificamente su alcune parti della struttura della Celebrazione eucaristica, che nel nostro tempo necessitano di una particolare cura, al fine di restare fedeli all'intenzione profonda del rinnovamento liturgico voluto dal Concilio Vaticano II, in continuità con tutta la grande tradizione ecclesiale. Unità intrinseca dell'azione liturgica Prima di tutto è necessario riflettere sull'unità intrinseca del rito della santa Messa. Bisogna evitare che, sia nelle catechesi che nella modalità di celebrazione, si dia adito ad una visione giustapposta delle due parti del rito. Liturgia della Parola e liturgia eucaristica - oltre ai riti di introduzione e di conclusione - "sono così strettamente congiunte tra loro da formare un unico atto di culto". Infatti, esiste un legame intrinseco tra la Parola di Dio e l'Eucaristia. Ascoltando la Parola di Dio nasce o si rafforza la fede (cfr Rm 10,17); nell'Eucaristia il Verbo fatto carne si dà a noi come cibo spirituale. Così "dalle due mense della Parola di Dio e del Corpo di Cristo la Chiesa riceve ed offre ai fedeli il Pane di vita". Pertanto, si deve costantemente tener presente che la Parola di Dio, dalla Chiesa letta e annunziata nella liturgia, conduce all'Eucaristia come al suo fine connaturale. La liturgia della Parola Insieme al Sinodo, chiedo che la liturgia della Parola sia sempre debitamente preparata e vissuta. Pertanto, raccomando vivamente che nelle liturgie si ponga grande attenzione alla proclamazione della Parola di Dio da parte di lettori ben preparati. Non dimentichiamo mai che "quando nella Chiesa si legge la Sacra Scrittura, Dio stesso parla al suo popolo e Cristo, presente nella sua Parola, annunzia il Vangelo". Se le circostanze lo rendono opportuno, si può pensare a poche parole di introduzione che aiutino i fedeli a prenderne rinnovata coscienza. La Parola di Dio per essere ben compresa deve essere ascoltata ed accolta con spirito ecclesiale e nella consapevolezza della sua unità con il Sacramento eucaristico. Infatti, la Parola che annunciamo ed ascoltiamo è il Verbo fatto carne (cfr Gv 1,14) ed ha un intrinseco riferimento alla persona di Cristo e alla modalità sacramentale della sua permanenza. Cristo non parla nel passato ma nel nostro presente, come Egli è presente nell'azione liturgica. In questo orizzonte sacramentale della rivelazione cristiana, la conoscenza e lo studio della Parola di Dio ci permettono di apprezzare, celebrare e vivere meglio l'Eucaristia. Anche qui si rivela in tutta la sua verità l'affermazione secondo cui " l'ignoranza della Scrittura è ignoranza di Cristo ".(137) A questo scopo è necessario che i fedeli siano aiutati ad apprezzare i tesori della Sacra Scrittura presenti nel lezionario attraverso iniziative pastorali, celebrazioni della Parola e la lettura orante (lectio divina). Inoltre, non si dimentichi di promuovere le forme di preghiera confermate dalla tradizione: la Liturgia delle Ore, soprattutto le Lodi, i Vespri, la Compieta e anche le celebrazioni vigiliari. La preghiera dei Salmi, le letture bibliche e quelle della grande tradizione presentate nell'Ufficio divino possono condurre ad un'approfondita esperienza dell'avvenimento di Cristo e dell'economia della salvezza, che a sua volta può arricchire la comprensione e la partecipazione alla Celebrazione eucaristica.(138) L'omelia 46. In relazione all'importanza della Parola di Dio si pone la necessità di migliorare la qualità dell'omelia. Essa infatti " è parte dell'azione liturgica "; (139) ha il compito di favorire una più piena comprensione ed efficacia della Parola di Dio nella vita

dei fedeli. Per questo i ministri ordinati devono " preparare accuratamente l'omelia, basandosi su una conoscenza adeguata della Sacra Scrittura ".(140) Si evitino omelie generiche o astratte. In particolare, chiedo ai ministri di fare in modo che l'omelia ponga la Parola di Dio proclamata in stretta relazione con la celebrazione sacramentale(141) e con la vita della comunità, in modo tale che la Parola di Dio sia realmente sostegno e vita della Chiesa.(142) Si tenga presente, pertanto, lo scopo catechetico ed esortativo dell'omelia. Si ritiene opportuno che, partendo dal lezionario triennale, siano sapientemente proposte ai fedeli omelie tematiche che, lungo l'anno liturgico, trattino i grandi temi della fede cristiana, attingendo a quanto proposto autorevolmente dal Magistero nei quattro ‘pilastri' del Catechismo della Chiesa Cattolica e nel recente Compendio: la professione della fede, la celebrazione del mistero cristiano, la vita in Cristo, la preghiera cristiana.(143) Presentazione dei doni 47. I Padri sinodali hanno richiamato l'attenzione anche sulla presentazione dei doni. Non si tratta semplicemente di un sorta di " intervallo " tra la liturgia della Parola e quella eucaristica. Ciò farebbe venir meno, tra l'altro, il senso dell'unico rito composto di due parti connesse. In questo gesto umile e semplice si manifesta, in realtà, un significato molto grande: nel pane e nel vino che portiamo all'altare tutta la creazione è assunta da Cristo Redentore per essere trasformata e presentata al Padre.(144) In questa prospettiva portiamo all'altare anche tutta la sofferenza e il dolore del mondo, nella certezza che tutto è prezioso agli occhi di Dio. Questo gesto, per essere vissuto nel suo autentico significato, non ha bisogno di essere enfatizzato con complicazioni inopportune. Esso permette di valorizzare l'originaria partecipazione che Dio chiede all'uomo per portare a compimento l'opera divina in lui e dare in tal modo senso pieno al lavoro umano, che attraverso la Celebrazione eucaristica viene unito al sacrificio redentore di Cristo. La preghiera eucaristica 48. La preghiera eucaristica è " momento centrale e culminante dell'intera celebrazione ".(145) La sua importanza merita di essere adeguatamente sottolineata. Le differenti preghiere eucaristiche contenute nel Messale ci sono tramandate dalla Tradizione viva della Chiesa e si distinguono per una ricchezza teologica e spirituale inesauribile. I fedeli devono essere messi in grado di apprezzarla. L'Ordinamento Generale del Messale Romano ci aiuta in questo ricordandoci gli elementi fondamentali di ogni preghiera eucaristica: azione di grazie, acclamazione, epiclesi, racconto dell'istituzione, consacrazione, anamnesi, offerta, intercessione e dossologia conclusiva. (146) In particolare, la spiritualità eucaristica e la riflessione teologica vengono illuminate se si contempla la profonda unità nell'anafora tra l'invocazione dello Spirito Santo e il racconto dell'istituzione,(147) in cui " si compie il sacrificio che Cristo stesso istituì nell'Ultima Cena ".(148) Infatti, " la Chiesa implora con speciali invocazioni la potenza dello Spirito Santo, perché i doni offerti dagli uomini siano consacrati, cioè diventino il Corpo e il Sangue di Cristo, e perché la vittima immacolata, che si riceve nella Comunione, giovi per la salvezza di coloro che vi parteciperanno ".(149) Scambio della pace 49. L'Eucaristia è per sua natura Sacramento della pace. Questa dimensione del Mistero eucaristico trova nella Celebrazione liturgica specifica espressione nel rito dello scambio della pace. Si tratta indubbiamente di un segno di grande valore (cfr Gv 14,27). Nel nostro tempo, così spaventosamente carico di conflitti, questo gesto acquista, anche dal punto di vista della sensibilità comune, un particolare rilievo in quanto la Chiesa avverte sempre più come compito proprio quello di implorare dal Signore il dono della pace e dell'unità per se stessa e per l'intera famiglia umana. La pace è certamente un anelito insopprimibile, presente nel cuore di ciascuno. La Chiesa si fa voce della domanda di pace e di riconciliazione che sale dall'animo di ogni persona di buona volontà, rivolgendola a Colui che " è la nostra pace " (Ef 2,14) e che può rappacificare popoli e persone, anche dove falliscono i tentativi umani. Da tutto ciò si comprende l'intensità con cui spesso il rito della pace è sentito nella Celebrazione liturgica. A questo proposito, tuttavia, durante il Sinodo dei Vescovi è stata rilevata l'opportunità di moderare questo gesto, che può assumere espressioni eccessive, suscitando qualche confusione nell'assemblea proprio prima della Comunione. È bene ricordare come non tolga nulla all'alto valore del gesto la sobrietà necessaria a mantenere un clima adatto alla celebrazione, per esempio facendo in modo di limitare lo scambio della pace a chi sta più vicino.(150) Distribuzione e ricezione dell'Eucaristia 50. Un altro momento della celebrazione a cui è necessario accennare è la distribuzione e la ricezione della santa Comunione. Chiedo a tutti, in particolare ai ministri ordinati e a coloro che, adeguatamente preparati, in caso di reale necessità, vengono autorizzati al ministero della distribuzione dell'Eucaristia, di fare il possibile perché il gesto nella sua semplicità corrisponda al suo valore di incontro personale con il Signore Gesù nel Sacramento. Per quanto riguarda le prescrizioni per la corretta prassi rimando ai documenti recentemente emanati.(151) Tutte le comunità cristiane si attengano fedelmente alle norme vigenti, vedendo in esse l'espressione della fede e dell'amore che tutti dobbiamo avere nei confronti di questo sublime Sacramento. Inoltre, non venga trascurato il tempo prezioso del ringraziamento dopo la Comunione: oltre all'esecuzione di un canto opportuno, assai utile può essere anche il rimanere raccolti in silenzio.(152) A questo proposito, vorrei richiamare l'attenzione ad un problema pastorale in cui frequentemente accade di imbattersi nel nostro tempo. Mi riferisco al fatto che in alcune circostanze, come ad esempio nelle sante Messe celebrate in occasione di matrimoni, funerali o eventi analoghi, sono presenti alla celebrazione, oltre ai fedeli praticanti, anche altri che magari da anni non si accostano all'altare, o forse si trovano in una situazione di vita che non permette l'accesso ai Sacramenti. Altre volte capita che siano presenti persone di altre confessioni cristiane o addirittura di altre religioni. Circostanze simili si verificano anche in chiese che sono meta di visitatori, soprattutto nelle grandi città d'arte. Si comprende la necessità che si trovino allora modi brevi ed incisivi per richiamare tutti al senso della comunione sacramentale e alle condizioni per la sua ricezione. Laddove vi siano situazioni in cui non sia possibile garantire la doverosa chiarezza sul significato dell'Eucaristia, si deve valutare l'opportunità di sostituire la Celebrazione eucaristica con una celebrazione della Parola di Dio.(153) Il congedo: " Ite, missa est " 51. Infine, vorrei soffermarmi su quanto i Padri sinodali hanno detto circa il saluto di congedo al termine della Celebrazione eucaristica. Dopo la benedizione, il diacono o il sacerdote congeda il popolo con le parole: Ite, missa est. In questo saluto ci è dato di cogliere il rapporto tra la Messa celebrata e la missione cristiana nel mondo. Nell'antichità " missa " significava semplicemente " dimissione ". Tuttavia essa ha trovato nell'uso cristiano un significato sempre più profondo. L'espressione " dimissione ", in realtà, si trasforma in " missione ". Questo saluto esprime sinteticamente la natura missionaria della Chiesa. Pertanto, è bene aiutare il Popolo di Dio ad approfondire questa dimensione costitutiva della vita ecclesiale, traendone spunto dalla liturgia. In questa prospettiva può essere utile disporre di testi, opportunamente approvati, per l'orazione sul popolo e la benedizione finale che esplicitino tale legame.(154)

(Continua)

Una cantata poetica in onore dell’Assunta e comunionale. L’incontro con i Padri Filippini ed i guardiesi, nel corso degli anni, gli hanno dato la possibilità di conoscere e di vivere anche le altre manifestazioni cultuali e culturali della comunità.

L’autore, P. Giancarlo Giannasso, nato a Cerignola (FG) il 20 maggio 1939, ha fatto la professione dei Voti nell’Ordine dei Cappuccini il giorno 14 ottobre 1956 ed è stato ordinato sacerdote il 18 agosto 1963. Dottore in diritto Canonico dal 20 maggio 1970 e Avvocato della Romana Rota dal 1 agosto 1980, è stato nominato Giudice nel Tribunale Ecclesiastico di Prima Istanza e di Appello il giorno 11 novembre 1978 di Benevento ed ha ricoperto l’incarico di Presidente del Tribunale stesso nel quinquennio 2001 – 2006. Professore di Diritto Canonico in diversi Studentati di Teologia sia in Italia che all’estero, è predicatore stimato e richiesto in Puglia e nel Sannio. P. Giancarlo, invitato a predicare i Riti Settennali di penitenza in onore dell’Assunta nel 1996 dal P. Fausto Carlesimo, ha potuto vivere personalmente ciò che aveva letto su questa particolare manifestazione religiosa dal carattere prettamente penitenziale

L’esperienza acquisita sul campo gli ha dato la possibilità di entrare nell’anima dei Riti settennali in onore d e l l a Ve r g i n e Assunta e gli ha fornito l’ispirazione per comporre una cantata poetica nata nelle notti dei Riti del 2003 e realizzata in vari momenti nei soggiorni a Guardia sempre nella stanzetta della casa dei Padri Filippini dove è ospite. Leggendo questi versi ci sentiamo

coinvolti personalmente perché entrano nell’intimo delle nostre coscienze: i battiti del cuore diventano più frequenti, un fremito percorre tutta la persona, ricordi di momenti vissuti ritornano ad essere presenti, suoni e immagini ritornano alla mente e finanche il volto di persone care penitenti sembra ancora vivo, anche se esse da tempo si sono addormentate nel Signore. Voglio solo dire grazie all’Autore perché ci ha donato questo suo lavoro invitando tutti i devoti dell’Assunta a prepararsi all’appuntamento del 2010 e in cui manifesta ancora una volta il suo amore smisurato verso la Madre del Redentore che lo induce spesso a dire: “Noi guardiesi se vogliamo essere veri devoti della Madonna dobbiamo ascoltarla quando ci invita a fare quello che dice il Figlio Gesù”.

Padre Filippo Di Lonardo d. O. Preposito-Parroco

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SEMPLICEMENTE… E’ un sincero “grazie” che con questo scritto mi appresto a dire al Preposito della Congregazione dell’Oratorio di Guardia Sanframondi, P. Filippo Di Lonardo, e al bel gruppo di “Amici”, a motivo del “dono” che mi hanno fatto, decidendo e realizzando la pubblicazione di un mio lavoretto, scritto per esprimere la sincera ammirazione per Guardia Sanframondi e la sua Regina Assunta in cielo. Dico subito e con semplicità di cosa si tratta. Nel 1996 e nel 2003 ho avuto la grazia di predicare i Riti Settennali: l’evento che caratterizza Guardia Sanframondi. Ogni volta l’emozione è stata grande e nel mio intimo sperimentavo anche che io, il predicatore, ricevevo mentre davo, anzi ricevevo in misura molto più ampia. E confesso pubblicamente che quello che ricevevo mi sforzavo di conservarlo nel cuore e farlo diventare cibo e bevanda spirituali. Riflettevo seriamente su quelle Processioni di penitenza e comunione, che si svolgevano sotto i miei occhi. Osservavo con attenzione i bambini, giovani, adulti, vecchi che si immedesimavano con naturale semplicità nei personaggi loro assegnati nelle rappresentazioni al vivo di avvenimenti del Vecchio e Nuovo Testamento, come anche nel riproporre esemplari figure di Santi e Sante di ieri e di oggi. Con insistenza, mi chiedevo cosa potessero “sentire” quelle persone vestite con un camice bianco e incappucciate, che, portando in una mano un piccolo crocifisso con l’immagine dell’Assunta si “flagellavano” le spalle o si “battevano” a petto nudo, i primi con una “disciplina” i secondi con una “spugna spillata”. Non mi imprigionai in pregiudizi. Questa, è cosa che non deve proprio fare chi ama e cerca la verità! Io volevo capire, volevo convincermi, volevo essere partecipe della verità di quelle persone, che vivevano un momento di sofferenza. E, alla fine, mi parve di vedere quasi con gli occhi del

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corpo il legame affettuoso, fiducioso, confidenziale, filiale, che unisce e stringe i Guardiesi all’Assunta. Non dubitai neanche che erano consapevoli di essere “peccatori”, ma che credevano fermamente che la Madre di Gesù è il “Rifugio dei Peccatori”: per questo, andavano da Lei sicuri di essere accolti e perdonati. Per me, i guardiesi dimostravano nella pratica che “Maria è tutta la ragione della nostra speranza di salvezza”. E’ nata così la “Cantata poetica in onore della Madonna Assunta”. La iniziai negli ultimi due giorni dei Riti del 2003 e la finii alla fine del settembre dello stesso anno, scrivendola quasi sempre nelle silenziosi ore notturne, innanzi all’immagine dell’Assunta, nella cella abitata dalla felice memoria di P. Leonardo Calabretta. Per me, si trattava di scrivere, anche se poeticamente, per immedesimarmi con i Guardiesi, la loro storia antica e nuova, la loro fiducia senza limiti nella Madonna Assunta. Un giorno P. Filippo mi colmò di gioia dicendomi che la Congregazione dell’Oratorio si sarebbe fatta carico di pubblicarla quella “Cantata”. Alla notizia, tanti Amici, dall’umanità aperta, vollero collaborare. E il 13 Agosto 2008, ci fu la pubblica presentazione nel cortile dell’Oratorio dei Padri Filippini. Di vero cuore, ringrazio tutti!

P. Giancarlo Giannasso cappuccino

Vocazione a tempo pieno

(Eccomi sulla Tua parola, per sempre) Il nostro parroco, P. Filippo Di Lonardo ha fortemente voluto che il XXV della sua ordinazione sacerdotale fosse “la più propizia delle occasioni per riflettere sulla vocazione sacerdotale” e di “fervorose preghiere affinché il nostro Signore Gesù Cristo, Sommo ed Eterno Sacerdote partecipi la sua potestà a giovani generosi e pronti a donare la propria vita per il regno di Dio”. E’ nostro dovere accogliere l’esortazione del parroco e continuare a “riflettere” e “pregare” con la stessa assiduità e fervore che hanno caratterizzato le celebrazioni del XXV. Conosciamo tutti la grave crisi vocazionale che investe la Chiesa e da qualche tempo anche la nostra comunità. E’ una crisi di “risposte”, non di “chiamate” Certamente il Signore anche oggi, come sempre, non cessa di chiamare uomini e donne che hanno dedicato tutta la loro esistenza alla causa del Vangelo, per essere in mezzo ai loro fratelli servi, a tempo pieno e per sempre, di quel Regno, già iniziato e destinato a manifestarsi in pienezza alla fine dei tempi: sono i sacerdoti, i diaconi, i religiosi, le religiose, i missionari, i consacrati negli istituti secolari. Essi assicurano nel tempo, con la loro vita e il loro servizio, la possibilità per ogni uomo di vedere una "profezia vivente" del Regno e offrono agli uomini del loro tempo gli strumenti per camminare nelle vie di Dio. Tuttavia, in questa nostra cultura con i suoi costumi, i suoi miti, le sue leggi, la scelta del sacerdozio o della vita consacrata appare, però lontana dai progetti ordinari dei giovani: è un progetto di vita che spesso fa paura, sempre è di difficile accesso. Mi ha colpito una frase che ho letto su una vecchia immaginetta: “Eccomi, sulla Tua Parola, per sempre” Mi sembra che queste parole riassumano bene gli elementi costitutivi di tale progetto di vita. "Eccomi " Dire "eccomi" è reso tanto difficile dal modo di vivere corrente. Le orecchie e il cuore di tanti giovani difficilmente sono raggiunti dalla chiamata perché immersi nel chiasso di una vita caotica e confusa.

Eppure i giovani avvertono l'urgenza per la loro vita di andare più in profondità. Per uscire da un tale vicolo cieco si tratta per tutti, ma in particolare per le giovani generazioni, di cominciare a trovare il coraggio di conquistarsi nella propria vita degli spazi di silenzio, di contemplazione, di ascolto. "Sulla tua Parola" Accettare, sulla Parola del Signore, di costruire il proprio modo di vivere quotidiano, di giocare la propria vita, è una scelta che può apparire addirittura spersonalizzante. Eppure fidarsi del Signore, confidare nella sua Parola, lasciare a Lui il timone della nostra vita, come hanno fatto gli Apostoli e i Santi di ogni epoca storica, è la vera logica in cui l'uomo può ritrovare se stesso. Solo la "Sua Parola" può essere "lampada ai nostri passi... ". È urgente quindi per tutti, in particolare per le giovani generazioni, di non dare per scontata la conoscenza della Parola. E’ necessario trovare tempo, occasioni e luoghi ecclesiali adeguati per interrogarsi alla luce dell'unica Parola che non tradisce: "Signore: cosa vuoi che io faccia? ". Dall’ ascolto ecclesiale sistematico, permanente, personale e comunitario, s'impara giorno dopo giorno a fidarsi del Signore, delle sue proposte... "Per sempre" Fare una scelta "per sempre", nella mentalità contemporanea è uno scoglio ancor più difficile da superare. Anche chi è riuscito a entrare in sintonia col Signore, anche se è maturata una sincera mentalità oblativa, non è difficile dirottare per strade che non prevedono un "per sempre". E’ capitato, tuttavia, di vedere spesso dei giovani caricarsi di gioia il giorno in cui sono stati capaci di attuare la scelta definitiva che li aveva liberati da anni di insicurezza e di provvisorietà. La vocazione consacrata, che per sua natura comporta definitività piena e totale, è "atto di grazia", "dono di grazia" prima di essere opera della volontà dell'uomo, delle sue forze. Il fidarsi quotidiano della Parola del Signore e la consapevolezza del ricevere

da Cristo tutto nella esperienza sacramentale sono il sostegno sicuro di ogni vita vissuta come vocazione. Detto questo, noi… laici… adulti… come possiamo aiutare i giovani nella loro scelta vocazionale? Penso che in primo luogo dobbiamo aiutare i giovani a cogliere il problema essenziale della vita, che è questo: dire sì al progetto che Dio ha su di me. Se un giovane coglie tale problema gli sarà più facile dire: “Se Dio mi dà i segni di una vocazione speciale, io dico di sì. Dio è più sapiente di me. Dio mi ama più di quanto io mi ami”. Occorre, inoltre, aiutare i giovani ad essere più critici, in modo che sappiano difendersi da certi movimenti di pensiero e di prassi che sono attualmente riduttivi dell'uomo e tendono a mettere le cose al di sopra dell'uomo. Essi devono riconoscere: che la psicologia dei bisogni rende l'uomo psicologicamente egocentrico e moralmente egoista; che il pansessualismo riduce l'uomo ad un fascio d'istinti e lo rende oggetto d'ignobile mercificazione; che il secolarismo tradisce l'uomo in quanto lo priva della dimensione fondamentale: la sua tendenza al trascendente; che il libertarismo confonde il capriccio della libertà (che si spinge fino a violare i diritti altrui) con la vera libertà; che il consumismo asservisce l'uomo alle cose e gli tarpa le ali; che il borghesismo mortifica l'uomo nella sua tendenza essenziale: la tendenza all'autosuperamento. Libero da queste terribili idolatrie, il giovane può maturare in sé una personalità carica d'amore, capace di fare di tutta la sua vita un dono a Dio e agli altri. E’ poi assolutamente necessario parlare ai giovani della vocazione al sacerdozio, da loro conosciuta molto superficialmente, presentandolo come il prolungamento del sacerdozio liberante, salvifico, santificante di Cristo e come una scelta di maturazione, di liberazione, di disponibilità, di dedizione. Essenziale è anche aiutare i giovani ad andare oltre ai piccoli ideali medio-borghesi e scoprire, nella profondità del loro essere, l'inclinazione ad ideali altissimi. L'uomo è

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SEMPLICEMENTE… E’ un sincero “grazie” che con questo scritto mi appresto a dire al Preposito della Congregazione dell’Oratorio di Guardia Sanframondi, P. Filippo Di Lonardo, e al bel gruppo di “Amici”, a motivo del “dono” che mi hanno fatto, decidendo e realizzando la pubblicazione di un mio lavoretto, scritto per esprimere la sincera ammirazione per Guardia Sanframondi e la sua Regina Assunta in cielo. Dico subito e con semplicità di cosa si tratta. Nel 1996 e nel 2003 ho avuto la grazia di predicare i Riti Settennali: l’evento che caratterizza Guardia Sanframondi. Ogni volta l’emozione è stata grande e nel mio intimo sperimentavo anche che io, il predicatore, ricevevo mentre davo, anzi ricevevo in misura molto più ampia. E confesso pubblicamente che quello che ricevevo mi sforzavo di conservarlo nel cuore e farlo diventare cibo e bevanda spirituali. Riflettevo seriamente su quelle Processioni di penitenza e comunione, che si svolgevano sotto i miei occhi. Osservavo con attenzione i bambini, giovani, adulti, vecchi che si immedesimavano con naturale semplicità nei personaggi loro assegnati nelle rappresentazioni al vivo di avvenimenti del Vecchio e Nuovo Testamento, come anche nel riproporre esemplari figure di Santi e Sante di ieri e di oggi. Con insistenza, mi chiedevo cosa potessero “sentire” quelle persone vestite con un camice bianco e incappucciate, che, portando in una mano un piccolo crocifisso con l’immagine dell’Assunta si “flagellavano” le spalle o si “battevano” a petto nudo, i primi con una “disciplina” i secondi con una “spugna spillata”. Non mi imprigionai in pregiudizi. Questa, è cosa che non deve proprio fare chi ama e cerca la verità! Io volevo capire, volevo convincermi, volevo essere partecipe della verità di quelle persone, che vivevano un momento di sofferenza. E, alla fine, mi parve di vedere quasi con gli occhi del

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corpo il legame affettuoso, fiducioso, confidenziale, filiale, che unisce e stringe i Guardiesi all’Assunta. Non dubitai neanche che erano consapevoli di essere “peccatori”, ma che credevano fermamente che la Madre di Gesù è il “Rifugio dei Peccatori”: per questo, andavano da Lei sicuri di essere accolti e perdonati. Per me, i guardiesi dimostravano nella pratica che “Maria è tutta la ragione della nostra speranza di salvezza”. E’ nata così la “Cantata poetica in onore della Madonna Assunta”. La iniziai negli ultimi due giorni dei Riti del 2003 e la finii alla fine del settembre dello stesso anno, scrivendola quasi sempre nelle silenziosi ore notturne, innanzi all’immagine dell’Assunta, nella cella abitata dalla felice memoria di P. Leonardo Calabretta. Per me, si trattava di scrivere, anche se poeticamente, per immedesimarmi con i Guardiesi, la loro storia antica e nuova, la loro fiducia senza limiti nella Madonna Assunta. Un giorno P. Filippo mi colmò di gioia dicendomi che la Congregazione dell’Oratorio si sarebbe fatta carico di pubblicarla quella “Cantata”. Alla notizia, tanti Amici, dall’umanità aperta, vollero collaborare. E il 13 Agosto 2008, ci fu la pubblica presentazione nel cortile dell’Oratorio dei Padri Filippini. Di vero cuore, ringrazio tutti!

P. Giancarlo Giannasso cappuccino

Vocazione a tempo pieno

(Eccomi sulla Tua parola, per sempre) Il nostro parroco, P. Filippo Di Lonardo ha fortemente voluto che il XXV della sua ordinazione sacerdotale fosse “la più propizia delle occasioni per riflettere sulla vocazione sacerdotale” e di “fervorose preghiere affinché il nostro Signore Gesù Cristo, Sommo ed Eterno Sacerdote partecipi la sua potestà a giovani generosi e pronti a donare la propria vita per il regno di Dio”. E’ nostro dovere accogliere l’esortazione del parroco e continuare a “riflettere” e “pregare” con la stessa assiduità e fervore che hanno caratterizzato le celebrazioni del XXV. Conosciamo tutti la grave crisi vocazionale che investe la Chiesa e da qualche tempo anche la nostra comunità. E’ una crisi di “risposte”, non di “chiamate” Certamente il Signore anche oggi, come sempre, non cessa di chiamare uomini e donne che hanno dedicato tutta la loro esistenza alla causa del Vangelo, per essere in mezzo ai loro fratelli servi, a tempo pieno e per sempre, di quel Regno, già iniziato e destinato a manifestarsi in pienezza alla fine dei tempi: sono i sacerdoti, i diaconi, i religiosi, le religiose, i missionari, i consacrati negli istituti secolari. Essi assicurano nel tempo, con la loro vita e il loro servizio, la possibilità per ogni uomo di vedere una "profezia vivente" del Regno e offrono agli uomini del loro tempo gli strumenti per camminare nelle vie di Dio. Tuttavia, in questa nostra cultura con i suoi costumi, i suoi miti, le sue leggi, la scelta del sacerdozio o della vita consacrata appare, però lontana dai progetti ordinari dei giovani: è un progetto di vita che spesso fa paura, sempre è di difficile accesso. Mi ha colpito una frase che ho letto su una vecchia immaginetta: “Eccomi, sulla Tua Parola, per sempre” Mi sembra che queste parole riassumano bene gli elementi costitutivi di tale progetto di vita. "Eccomi " Dire "eccomi" è reso tanto difficile dal modo di vivere corrente. Le orecchie e il cuore di tanti giovani difficilmente sono raggiunti dalla chiamata perché immersi nel chiasso di una vita caotica e confusa.

Eppure i giovani avvertono l'urgenza per la loro vita di andare più in profondità. Per uscire da un tale vicolo cieco si tratta per tutti, ma in particolare per le giovani generazioni, di cominciare a trovare il coraggio di conquistarsi nella propria vita degli spazi di silenzio, di contemplazione, di ascolto. "Sulla tua Parola" Accettare, sulla Parola del Signore, di costruire il proprio modo di vivere quotidiano, di giocare la propria vita, è una scelta che può apparire addirittura spersonalizzante. Eppure fidarsi del Signore, confidare nella sua Parola, lasciare a Lui il timone della nostra vita, come hanno fatto gli Apostoli e i Santi di ogni epoca storica, è la vera logica in cui l'uomo può ritrovare se stesso. Solo la "Sua Parola" può essere "lampada ai nostri passi... ". È urgente quindi per tutti, in particolare per le giovani generazioni, di non dare per scontata la conoscenza della Parola. E’ necessario trovare tempo, occasioni e luoghi ecclesiali adeguati per interrogarsi alla luce dell'unica Parola che non tradisce: "Signore: cosa vuoi che io faccia? ". Dall’ ascolto ecclesiale sistematico, permanente, personale e comunitario, s'impara giorno dopo giorno a fidarsi del Signore, delle sue proposte... "Per sempre" Fare una scelta "per sempre", nella mentalità contemporanea è uno scoglio ancor più difficile da superare. Anche chi è riuscito a entrare in sintonia col Signore, anche se è maturata una sincera mentalità oblativa, non è difficile dirottare per strade che non prevedono un "per sempre". E’ capitato, tuttavia, di vedere spesso dei giovani caricarsi di gioia il giorno in cui sono stati capaci di attuare la scelta definitiva che li aveva liberati da anni di insicurezza e di provvisorietà. La vocazione consacrata, che per sua natura comporta definitività piena e totale, è "atto di grazia", "dono di grazia" prima di essere opera della volontà dell'uomo, delle sue forze. Il fidarsi quotidiano della Parola del Signore e la consapevolezza del ricevere

da Cristo tutto nella esperienza sacramentale sono il sostegno sicuro di ogni vita vissuta come vocazione. Detto questo, noi… laici… adulti… come possiamo aiutare i giovani nella loro scelta vocazionale? Penso che in primo luogo dobbiamo aiutare i giovani a cogliere il problema essenziale della vita, che è questo: dire sì al progetto che Dio ha su di me. Se un giovane coglie tale problema gli sarà più facile dire: “Se Dio mi dà i segni di una vocazione speciale, io dico di sì. Dio è più sapiente di me. Dio mi ama più di quanto io mi ami”. Occorre, inoltre, aiutare i giovani ad essere più critici, in modo che sappiano difendersi da certi movimenti di pensiero e di prassi che sono attualmente riduttivi dell'uomo e tendono a mettere le cose al di sopra dell'uomo. Essi devono riconoscere: che la psicologia dei bisogni rende l'uomo psicologicamente egocentrico e moralmente egoista; che il pansessualismo riduce l'uomo ad un fascio d'istinti e lo rende oggetto d'ignobile mercificazione; che il secolarismo tradisce l'uomo in quanto lo priva della dimensione fondamentale: la sua tendenza al trascendente; che il libertarismo confonde il capriccio della libertà (che si spinge fino a violare i diritti altrui) con la vera libertà; che il consumismo asservisce l'uomo alle cose e gli tarpa le ali; che il borghesismo mortifica l'uomo nella sua tendenza essenziale: la tendenza all'autosuperamento. Libero da queste terribili idolatrie, il giovane può maturare in sé una personalità carica d'amore, capace di fare di tutta la sua vita un dono a Dio e agli altri. E’ poi assolutamente necessario parlare ai giovani della vocazione al sacerdozio, da loro conosciuta molto superficialmente, presentandolo come il prolungamento del sacerdozio liberante, salvifico, santificante di Cristo e come una scelta di maturazione, di liberazione, di disponibilità, di dedizione. Essenziale è anche aiutare i giovani ad andare oltre ai piccoli ideali medio-borghesi e scoprire, nella profondità del loro essere, l'inclinazione ad ideali altissimi. L'uomo è

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uno che dice: "Non basta!", "Ancora", "Di più", "Vado oltre". L'uomo è "uno che ha le finestre aperte sull'infinito ". Infine dobbiamo pregare, pregare molto perché il Signore susciti nella Chiesa e nella nostra parrocchia giovani che maturino in sé una personalità carica d’amore. Capaci di fare di tutta la loro vita un dono a Dio e agli altri.

Dieci Anni di Episcopato

Vincenzo Di Crosta

di Mons. Michele De Rosa

Vescovo di Cerreto - Telese - Sant’Agata De’Goti Mons Michele De Rosa era ordinato Vescovo il 12 luglio 1998 nella Cattedrale di Salerno ed era accolto da un’immensa folla di fedeli a Cerreto Sannita il pomeriggio del 25 luglio 1998. Le sue omelie, articoli e studi sono stati raccolti in un libro: “Il dono di un vescovo alla sua Chiesa” dieci anni di magistero episcopale (19982008). Sono riportate nel libro due omelie tenute a Guardia Sanframondi: Maria e i riti settennali di penitenza (24/08/2003) a Piazza San Filippo prima della Processione generale e San Filippo Neri. Il santo della gioia (26/05/2006) nella Basilica Parrocchiale Santuario Mariano per l’incontro mensile del presbiterio diocesano. Tutto il popolo di Dio ha pregato per il Pastore della Diocesi dal 28 settembre al 5 ottobre nella Cattedrale di Cerreto Sannita, dove, per l’occasione, era stata esposta l’immagine della Madonna delle Grazie patrona della nostra Diocesi. Da queste pagine vogliamo non solo esprimere i più sinceri e cordiali auguri al nostro Vescovo ma anche rinnovare l’obbedienza filiale alla sua guida. Ad multos annos.

Giornata Mondiale della Gioventù a Sydney Con la giornata mondiale della gioventù il Cristo si e’ fermato a Sydney. La Croce e il Papa sono stati accolti da una platea di giovani giunti da ogni parte della terra con le loro bandiere di provenienza. Inni tradizionali si sono mischiati a veri e propri cori da stadio. La giornata Mondiale della Gioventù è stata inaugurata ufficialmente con la più grande ed imponente messa mai svolta in Australia che ha visto la partecipazione a Sydney di 250.000 pellegrini, 26 cardinali, 400 vescovi e più di tremila preti; ma la Giornata Mondiale è entrata nel vivo con l’arrivo di tanti altri pellegrini più di mezzo milione giunti da ogni zona della terra australiana che unitisi ai 250.000 registrati hanno sfruttato i punti migliori della capitale del New South Wales per seguire l’arrivo del Papa. Benedetto XVI portatosi nel vicino molo di Rose Bay dove la comunità aborigene gli ha reso omaggio con una cerimonia di canti e danze di benvenuto e questo è stato un momento bellissimo anche dal punto di vista della coreografia e dello spettacolo. Il Papa è giunto nel primo pomeriggio, dopo aver attraversato la bella baia di Sydney accompagnato da una piccola flottiglia di imbarcazioni e dopo aver salito sul Papamobile ha attraversato le strade della città salutato da una folla di genti che hanno avuto la possibilità di salutarlo ma la cosa più incredibile è stato quello di vedere tantissimi giovani che correvano lungo il suo passaggio gridando “Viva il Papa e Viva Benedetto”; mentre il Papa, con un largo sorriso di gioia, alzava la destra elargendo la Sua benedizione a tutti i presenti. Nel vederlo, la commozione e la gioia si confondevano in ogni viso tanto che un partecipante di fede anglicana, che per curiosità aspettava l’arrivo del papa, disse: “Questo è un vero miracolo. E’ una cosa da non credere che un vegliardo anziano, con tutta la sua umiltà, abbia potuto riunire in un

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solo posto una marea di giovani che hanno risposto al grido di pace lanciato da quest’uomo che i cattolici chiamano il Papa e con questo giovane fiume umano, di sicuro, ha colpito un po’ tutti”. In questi giorni siamo stati testimoni di tante belle cose avvenute durante questo straordinario evento della gioventù e una delle tante è stato quello di vedere giovani cristiani iracheni, ebrei e libanesi, con le loro bandiere unite in un solo fascio, danzare e cantare l’Alleluia, inno della gioventù, attorno alla croce simbolo di pace. La Giornata della gioventù ha raggiunto il suo apice con la celebrazione della messa di chiusura nell’ippodromo di Randwick dove, Benedetto XVI, è stato accolto da un grande boato di viva il Papa dalla immensa folla che lo attendeva. Il Santo Padre ha definito il suo viaggio in Australia un’esperienza indimenticabile ed ha esortato i fedeli giunti in Australia da tutte le parti del globo a diventare ‘messaggeri d’amore’ e un impegno per la salvaguardia di un ambiente minacciato dagli eccessi dell’uomo. Il Papa partendo da questa terra, così lontana dal resto del mondo, ha lasciato un bellissimo ricordo per una visita che ha saputo regalare all’intero paese un certo ottimismo di impegno per affrontare le sfide che ci riserva questo terzo millennio Vittorio Del Vecchio Guardiese, residente a Sydney

Festeggiamenti in onore Santuario dell’Assunta 82034 Guardia Sanframondi Direttore e Redattore: P. Filippo Di Lonardo Responsabile: P. Giuseppe Lando Dir. Red. Amm.: Congregazione dell’Oratorio PP. Filippini 82034 Guardia Sanframondi (BN) Tel. e Fax 0824.864013 www: santuarioassunta.it e-mail: info@santuarioassunta.it Aut. Tribunale BN Dec. 3/4/1956 n. 25/56 del Registro Stampe C.C.P. 11000825 IBAN: IT63Q0101075360041200000632 BIC: IBSPITNA Sped. in abb. post., art. 2, comma 20/C Legge 662/96 Regione Campania -BN Con approvazione ecclesiastica Stampato nel mese di ottobre 2008 da: TipoLitoGrafica nuova impronta Cusano Mutri (Bn) - Tel.-fax 0824/862723 info@nuovaimpronta.net Foto di copertina: Giuseppe Caporaso

di Sant’Antonio di Padova

GUARDIA SANFRAMONDI (BN) - Piazza San Filippo “I santi in questo luogo caliginoso brillano come le stelle del firmamento. E come le calzature difendono i piedi, così gli esempi dei santi difendono la nostra anima, rendendoci capaci di calpestare le suggestioni del diavolo e le seduzioni del mondo”: facciamo nostra questa frase di Sant’Antonio, che i suoi innumerevoli devoti conoscono come elargitore di grazie nei grandi e piccoli problemi della vita.

PROGRAMMA RELIGIOSO 8 Settembre ore 17,30: Inizio della tredicina: Santo Rosario, Santa Messa con omelia. 21 Settembre ore 8,00: Santa Messa. ore 11,00: Celebrazione Eucaristica presieduta da P. Giancarlo Giannasso, cappuccino. ore 17,00: Santa Messa e processione con l’immagine del Santo. Al rientro della statua tradizionale batteria di fuochi. 22 Settembre ore 18,00: Santa Messa per tutti i defunti. PROGRAMMA CIVILE 20 Settembre ore 21,00: Esibizione dei TREMENTISTI. 21 Settembre ore 21,30: Premiato Gran Concerto Bandistico “Ernesto e Gennaro Abbate” Città di SQUINZANO Maestro Direttore e Concertatore Grazia Donateo Ore 24,00: Fuochi pirotecnici - Carmela Ronca (Pietrastornina - AV) Vincenzo Izzo (Treglia di Pontelatone - CE) Il comitato

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uno che dice: "Non basta!", "Ancora", "Di più", "Vado oltre". L'uomo è "uno che ha le finestre aperte sull'infinito ". Infine dobbiamo pregare, pregare molto perché il Signore susciti nella Chiesa e nella nostra parrocchia giovani che maturino in sé una personalità carica d’amore. Capaci di fare di tutta la loro vita un dono a Dio e agli altri.

Dieci Anni di Episcopato

Vincenzo Di Crosta

di Mons. Michele De Rosa

Vescovo di Cerreto - Telese - Sant’Agata De’Goti Mons Michele De Rosa era ordinato Vescovo il 12 luglio 1998 nella Cattedrale di Salerno ed era accolto da un’immensa folla di fedeli a Cerreto Sannita il pomeriggio del 25 luglio 1998. Le sue omelie, articoli e studi sono stati raccolti in un libro: “Il dono di un vescovo alla sua Chiesa” dieci anni di magistero episcopale (19982008). Sono riportate nel libro due omelie tenute a Guardia Sanframondi: Maria e i riti settennali di penitenza (24/08/2003) a Piazza San Filippo prima della Processione generale e San Filippo Neri. Il santo della gioia (26/05/2006) nella Basilica Parrocchiale Santuario Mariano per l’incontro mensile del presbiterio diocesano. Tutto il popolo di Dio ha pregato per il Pastore della Diocesi dal 28 settembre al 5 ottobre nella Cattedrale di Cerreto Sannita, dove, per l’occasione, era stata esposta l’immagine della Madonna delle Grazie patrona della nostra Diocesi. Da queste pagine vogliamo non solo esprimere i più sinceri e cordiali auguri al nostro Vescovo ma anche rinnovare l’obbedienza filiale alla sua guida. Ad multos annos.

Giornata Mondiale della Gioventù a Sydney Con la giornata mondiale della gioventù il Cristo si e’ fermato a Sydney. La Croce e il Papa sono stati accolti da una platea di giovani giunti da ogni parte della terra con le loro bandiere di provenienza. Inni tradizionali si sono mischiati a veri e propri cori da stadio. La giornata Mondiale della Gioventù è stata inaugurata ufficialmente con la più grande ed imponente messa mai svolta in Australia che ha visto la partecipazione a Sydney di 250.000 pellegrini, 26 cardinali, 400 vescovi e più di tremila preti; ma la Giornata Mondiale è entrata nel vivo con l’arrivo di tanti altri pellegrini più di mezzo milione giunti da ogni zona della terra australiana che unitisi ai 250.000 registrati hanno sfruttato i punti migliori della capitale del New South Wales per seguire l’arrivo del Papa. Benedetto XVI portatosi nel vicino molo di Rose Bay dove la comunità aborigene gli ha reso omaggio con una cerimonia di canti e danze di benvenuto e questo è stato un momento bellissimo anche dal punto di vista della coreografia e dello spettacolo. Il Papa è giunto nel primo pomeriggio, dopo aver attraversato la bella baia di Sydney accompagnato da una piccola flottiglia di imbarcazioni e dopo aver salito sul Papamobile ha attraversato le strade della città salutato da una folla di genti che hanno avuto la possibilità di salutarlo ma la cosa più incredibile è stato quello di vedere tantissimi giovani che correvano lungo il suo passaggio gridando “Viva il Papa e Viva Benedetto”; mentre il Papa, con un largo sorriso di gioia, alzava la destra elargendo la Sua benedizione a tutti i presenti. Nel vederlo, la commozione e la gioia si confondevano in ogni viso tanto che un partecipante di fede anglicana, che per curiosità aspettava l’arrivo del papa, disse: “Questo è un vero miracolo. E’ una cosa da non credere che un vegliardo anziano, con tutta la sua umiltà, abbia potuto riunire in un

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solo posto una marea di giovani che hanno risposto al grido di pace lanciato da quest’uomo che i cattolici chiamano il Papa e con questo giovane fiume umano, di sicuro, ha colpito un po’ tutti”. In questi giorni siamo stati testimoni di tante belle cose avvenute durante questo straordinario evento della gioventù e una delle tante è stato quello di vedere giovani cristiani iracheni, ebrei e libanesi, con le loro bandiere unite in un solo fascio, danzare e cantare l’Alleluia, inno della gioventù, attorno alla croce simbolo di pace. La Giornata della gioventù ha raggiunto il suo apice con la celebrazione della messa di chiusura nell’ippodromo di Randwick dove, Benedetto XVI, è stato accolto da un grande boato di viva il Papa dalla immensa folla che lo attendeva. Il Santo Padre ha definito il suo viaggio in Australia un’esperienza indimenticabile ed ha esortato i fedeli giunti in Australia da tutte le parti del globo a diventare ‘messaggeri d’amore’ e un impegno per la salvaguardia di un ambiente minacciato dagli eccessi dell’uomo. Il Papa partendo da questa terra, così lontana dal resto del mondo, ha lasciato un bellissimo ricordo per una visita che ha saputo regalare all’intero paese un certo ottimismo di impegno per affrontare le sfide che ci riserva questo terzo millennio Vittorio Del Vecchio Guardiese, residente a Sydney

Festeggiamenti in onore Santuario dell’Assunta 82034 Guardia Sanframondi Direttore e Redattore: P. Filippo Di Lonardo Responsabile: P. Giuseppe Lando Dir. Red. Amm.: Congregazione dell’Oratorio PP. Filippini 82034 Guardia Sanframondi (BN) Tel. e Fax 0824.864013 www: santuarioassunta.it e-mail: info@santuarioassunta.it Aut. Tribunale BN Dec. 3/4/1956 n. 25/56 del Registro Stampe C.C.P. 11000825 IBAN: IT63Q0101075360041200000632 BIC: IBSPITNA Sped. in abb. post., art. 2, comma 20/C Legge 662/96 Regione Campania -BN Con approvazione ecclesiastica Stampato nel mese di ottobre 2008 da: TipoLitoGrafica nuova impronta Cusano Mutri (Bn) - Tel.-fax 0824/862723 info@nuovaimpronta.net Foto di copertina: Giuseppe Caporaso

di Sant’Antonio di Padova

GUARDIA SANFRAMONDI (BN) - Piazza San Filippo “I santi in questo luogo caliginoso brillano come le stelle del firmamento. E come le calzature difendono i piedi, così gli esempi dei santi difendono la nostra anima, rendendoci capaci di calpestare le suggestioni del diavolo e le seduzioni del mondo”: facciamo nostra questa frase di Sant’Antonio, che i suoi innumerevoli devoti conoscono come elargitore di grazie nei grandi e piccoli problemi della vita.

PROGRAMMA RELIGIOSO 8 Settembre ore 17,30: Inizio della tredicina: Santo Rosario, Santa Messa con omelia. 21 Settembre ore 8,00: Santa Messa. ore 11,00: Celebrazione Eucaristica presieduta da P. Giancarlo Giannasso, cappuccino. ore 17,00: Santa Messa e processione con l’immagine del Santo. Al rientro della statua tradizionale batteria di fuochi. 22 Settembre ore 18,00: Santa Messa per tutti i defunti. PROGRAMMA CIVILE 20 Settembre ore 21,00: Esibizione dei TREMENTISTI. 21 Settembre ore 21,30: Premiato Gran Concerto Bandistico “Ernesto e Gennaro Abbate” Città di SQUINZANO Maestro Direttore e Concertatore Grazia Donateo Ore 24,00: Fuochi pirotecnici - Carmela Ronca (Pietrastornina - AV) Vincenzo Izzo (Treglia di Pontelatone - CE) Il comitato

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sotto la protezione dell’Assunta Andrea De Rose

Angelo e Gina

I genitori Luigi e Gilda Plenzick affidano il loro primogenito alla materna protezione dell’Assunta.

I genitori della sposa pongono la nuova famiglia sotto la protezione dell’Assunta.

Riccardo e Silvia Lombardo

Lorenzo Gioia

n. a Como l’8 -8-2007 di Marco Gioia e Raffaella Varrone I nonni materni lo pongono sotto la materna protezione dell’Assunta

Marilena Plenzick

Laurea in Giurisprudenza I genitori Iginio ed Elisa Filippelli ringraziano la Vergine Assunta e la affidano alla sua materna protezione.

Gli sposi

Aaron Visaggio e Gioia Panza

I nonni Flaviano Longo e Maria Teresa Mancinelli li pongono sotto la materna protezione dell’Assunta.

Antonio e Angelina Sebastianelli Australia

In occasione del loro 50° anniversario di Matrimonio si affidano alla materna protezione della Vergine Assunta perché continui a benedire la loro famiglia.

chiedono la benedizione dell’Assunta sulla loro nuova famiglia.

I nonni Michele e Rosi Del Vecchio chiedono la protezione dell’Assunta, perché la benedica e la protegga.

Cristina Dal Bello e Denis Morone I genitori di Denis, Pasquale e Maria, li pongono sotto la protezione dell’Assunta affinché li guidi e li protegga nel cammino della vita.

La bisnonna Pasqualina Morone in Foschini li affida alla Vergine Assunta affinché crescano nell’amore di Dio.

Ingrid, Lorenzo, Giacomo, Mattia I nonni materni residenti a Cortona (AR) affidano i loro nipoti sotto la protezione della Vergine Assunta.

Francesco Annibale Falato n. a Roma il 1-3-2008

Adam Setaro e Kylie Stillman

Benito Grillo e Maria Grazia Garofano

60° anniversario di Matrimonio I coniugi

Pasquale Antonio Falato e Ludovica Sanzari

Il figlio Pasquale Grillo e famiglia ringrazia il Signore per questo lieto avvenimento.

nel giorno del loro 60° anniversario di Matrimonio celebrato il 15-3-2008, ringraziano la Vergine Assunta per aver dato loro sempre la sua materna protezione

Luca Scicchitano e Marika Morone In occasione del primo anniversario di Matrimonio, i genitori della sposa pongono la nuova famiglia sotto la protezione dell’Assunta e ne invocano la materna protezione.

I nonni Annibale e Maddalena esprimono gratitudine alla Vergine Assunta e a Lei affidano il loro nipotino perché lo benedica e protegga.

I nonni paterni pongono sotto la protezione dell’Assunta il nipotino il giorno del Battesimo.

Federico Rolando Assini

Samuele Izzo In occasione della prima Comunione, la nonna Ermelinda lo affida alla materna protezione dell’Assunta.

I nonni Giuseppe e Lina invocano la protezione dell’Assunta sul nipote nel giorno della sua prima Comunione.

Galatea Garofano In occasione del santo battesimo, la nonna Maria Procaccini chiede alla Vergine Assunta di proteggere la nipotina, nel cammino della vita.

Miriana Zeno

Giulia Caporaso

Prima Comunione 18-5-2008

I genitori pongono la loro figlia sotto la protezione dell’Assunta.

I genitori, i nonni e la bisnonna la pongono sotto la protezione dell’Assunta.

esprimono gratitudine all’Assunta

Mattia Giuseppe Di Brigida

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Matilde Masciadri

Agosto 2008 2 - La famiglia Guarnieri. 3 - Carlesimo Espedito. 5 - Foschini M. Teresa in Setora (USA) 10 - Sebastianelli Tonino e Angelina per il 50° di matrimonio. 15 - Tribisonna Tommaso. 17 - Mastantuono Pasquale. - Labagnara Flaviano e Macolino Teresa per il 25° di matrimonio. - Dellaperuta Maria e Roberto. 29 - Foschini Angelo e Imma. 31 - Varrone Antonio e Ersilia per il 50° di matrimonio. Settembre 2008 7 - Falluto Gaetano e Di Brigida Maria per il 25° di matrimonio. 14 - Parente Roberto e Sebastianelli Maria per il 25° di matrimonio

si sono uniti in matrimonio agosto 17 - Falato Walter e Gambuti Ida. 23 - Di Blasio Luigi e Grillo Irma. 24 - Fortunato Daniele e Colasanti Rossella. 27 - Pengue Michele e Del Vecchio Mary. 30 - Meoli Giuseppe e Fiscante Ilaria. Tessitore Ernesto e Grillo Filomena. settembre 6 - Genito Roberto e Sanzari Felicia Nadia. 13 - Izzo Angelo e Labagnara Genny. 28 - Mastrocinque Antonio e Ceniccola Mariaida.

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sotto la protezione dell’Assunta Andrea De Rose

Angelo e Gina

I genitori Luigi e Gilda Plenzick affidano il loro primogenito alla materna protezione dell’Assunta.

I genitori della sposa pongono la nuova famiglia sotto la protezione dell’Assunta.

Riccardo e Silvia Lombardo

Lorenzo Gioia

n. a Como l’8 -8-2007 di Marco Gioia e Raffaella Varrone I nonni materni lo pongono sotto la materna protezione dell’Assunta

Marilena Plenzick

Laurea in Giurisprudenza I genitori Iginio ed Elisa Filippelli ringraziano la Vergine Assunta e la affidano alla sua materna protezione.

Gli sposi

Aaron Visaggio e Gioia Panza

I nonni Flaviano Longo e Maria Teresa Mancinelli li pongono sotto la materna protezione dell’Assunta.

Antonio e Angelina Sebastianelli Australia

In occasione del loro 50° anniversario di Matrimonio si affidano alla materna protezione della Vergine Assunta perché continui a benedire la loro famiglia.

chiedono la benedizione dell’Assunta sulla loro nuova famiglia.

I nonni Michele e Rosi Del Vecchio chiedono la protezione dell’Assunta, perché la benedica e la protegga.

Cristina Dal Bello e Denis Morone I genitori di Denis, Pasquale e Maria, li pongono sotto la protezione dell’Assunta affinché li guidi e li protegga nel cammino della vita.

La bisnonna Pasqualina Morone in Foschini li affida alla Vergine Assunta affinché crescano nell’amore di Dio.

Ingrid, Lorenzo, Giacomo, Mattia I nonni materni residenti a Cortona (AR) affidano i loro nipoti sotto la protezione della Vergine Assunta.

Francesco Annibale Falato n. a Roma il 1-3-2008

Adam Setaro e Kylie Stillman

Benito Grillo e Maria Grazia Garofano

60° anniversario di Matrimonio I coniugi

Pasquale Antonio Falato e Ludovica Sanzari

Il figlio Pasquale Grillo e famiglia ringrazia il Signore per questo lieto avvenimento.

nel giorno del loro 60° anniversario di Matrimonio celebrato il 15-3-2008, ringraziano la Vergine Assunta per aver dato loro sempre la sua materna protezione

Luca Scicchitano e Marika Morone In occasione del primo anniversario di Matrimonio, i genitori della sposa pongono la nuova famiglia sotto la protezione dell’Assunta e ne invocano la materna protezione.

I nonni Annibale e Maddalena esprimono gratitudine alla Vergine Assunta e a Lei affidano il loro nipotino perché lo benedica e protegga.

I nonni paterni pongono sotto la protezione dell’Assunta il nipotino il giorno del Battesimo.

Federico Rolando Assini

Samuele Izzo In occasione della prima Comunione, la nonna Ermelinda lo affida alla materna protezione dell’Assunta.

I nonni Giuseppe e Lina invocano la protezione dell’Assunta sul nipote nel giorno della sua prima Comunione.

Galatea Garofano In occasione del santo battesimo, la nonna Maria Procaccini chiede alla Vergine Assunta di proteggere la nipotina, nel cammino della vita.

Miriana Zeno

Giulia Caporaso

Prima Comunione 18-5-2008

I genitori pongono la loro figlia sotto la protezione dell’Assunta.

I genitori, i nonni e la bisnonna la pongono sotto la protezione dell’Assunta.

esprimono gratitudine all’Assunta

Mattia Giuseppe Di Brigida

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Matilde Masciadri

Agosto 2008 2 - La famiglia Guarnieri. 3 - Carlesimo Espedito. 5 - Foschini M. Teresa in Setora (USA) 10 - Sebastianelli Tonino e Angelina per il 50° di matrimonio. 15 - Tribisonna Tommaso. 17 - Mastantuono Pasquale. - Labagnara Flaviano e Macolino Teresa per il 25° di matrimonio. - Dellaperuta Maria e Roberto. 29 - Foschini Angelo e Imma. 31 - Varrone Antonio e Ersilia per il 50° di matrimonio. Settembre 2008 7 - Falluto Gaetano e Di Brigida Maria per il 25° di matrimonio. 14 - Parente Roberto e Sebastianelli Maria per il 25° di matrimonio

si sono uniti in matrimonio agosto 17 - Falato Walter e Gambuti Ida. 23 - Di Blasio Luigi e Grillo Irma. 24 - Fortunato Daniele e Colasanti Rossella. 27 - Pengue Michele e Del Vecchio Mary. 30 - Meoli Giuseppe e Fiscante Ilaria. Tessitore Ernesto e Grillo Filomena. settembre 6 - Genito Roberto e Sanzari Felicia Nadia. 13 - Izzo Angelo e Labagnara Genny. 28 - Mastrocinque Antonio e Ceniccola Mariaida.

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appunti di cronaca Agosto 2008 E’ stato un mese di belle giornate e di caldo. Solo l’ultima settimana ha portato qualche annuvolamento nel pomeriggio e brevi piogge che poco hanno inciso sulle campagne assetate. In parrocchia le attività sono iniziate con la devozione del Primo Sabato con l'Assunta (sabato 2 ore 21) e proseguite con il terzo turno delle Prime Comunioni (domenica 3). Altri 26 ragazzi si sono accostati per la prima volta a Gesù Eucaristia. Alla S. Messa delle 10:30 celebrata in Basilica, il parroco P. Filippo Di Lonardo era attorniato dall'intero gruppo di catechiste, che ha curato la cerimonia, e dalla corale "Cantate Domino in laetitia". Ai due appuntamenti la partecipazione dei fedeli è stata abbastanza numerosa. Nel cortile dell’Oratorio c’è stata (mercoledì 13 ore 20) la presentazione della cantata poetica in due tempi con intermezzo “I Riti di Guardia Sanframondi” scritta da Padre Giancarlo Giannasso da Cerignola Cappuccino e pubblicata dai numerosi amici guardiesi dello stesso. Un lavoro nel quale il buon Padre Giancarlo non si è limitato a “vedere” i nostri riti, non si è nemmeno fermato a “leggere” le profonde motivazioni religiose che li perpetuano, ma si è tuffato a “studiare” la nostra storia civile e religiosa e l’ha voluta poeticamente rappresentare, nella massima concretezza e veridicità, con ottimi risultati. A parlare del lavoro sono intervenuti il parroco P. Filippo Di Lonardo, il sindaco Nicola Ciarleglio, l’assessore provinciale alla cultura Carlo Falato, il professor Enrico Garofano, P. Fausto Carlesimo, coordinati dal sottoscritto. Prima dell’intervento conclusivo del P. Giancarlo tutti hanno gustato la declamazione della Cantata curata dal prof. Gino Caiafa su immagini fornite dal prof. Enrico Garofano e montate da Gianpaolo Di Staso. La Novena dell'Assunta è stata predicata dal P. Giancarlo Giannasso O.F.M. Cappuccino, che si è soffermato su Maria

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Mediatrice, Avvocata e Corredentrice e si è conclusa con la celebrazione dei Primi Vespri e dell'Eucarestia di giovedì 14 (alle 18:30), presieduta dal Vescovo Mons. Michele De Rosa. La sera, ancora al Santuario, c'è

stata prima la Veglia di preghiera (ore 23:00) ed a seguire la S. Messa (ore 24) offerta dai battenti e celebrata dal P. Giancarlo Giannasso O.F.M. Cappuccnoi. Il giorno della Festa dell'Assunta (venerdì 15) di nuovo SS. Messe come da programma e messa solenne delle ore 11 celebrata dal parroco P. Filippo Di Lonardo, e animata dalla corale parrocchiale. Anche quest’anno San Rocco è stato celebrato con solennità per volontà dei fedeli del rione Croce. Una festa religiosa (sabato16) che ha coinvolto la comunità parrocchiale con la processione serale seguita alla S. Messa celebrata in piazza Croce. Al termine, un ricco spettacolo di fuochi pirotecnici. è stata ripresa questa estate la proiezione di film all’aperto nel cortile dell’Oratorio. Tre gli appuntamenti con la proiezione di: La ricerca della felicità (venerdì 1), Cose da pazzi (domenica 17) e Cento chiodi (venerdì 22). Inoltre tutti i partecipanti al musical “Ciao, Capo sentinella!”, portato in scena la vigilia di S. Filippo, insieme ad amici ed ammiratori, si sono ritrovati (lunedì 25) sempre nel cortile parrocchiale per assistere alla proiezione del video realizzato per l’occasione. Applausi a scena aperta anche

per i simpatici dietro le quinte inseriti. Tre giorni di festa (venerdì 29 - domenica 31) organizzati dalla Confraternita di Misericordia per raccogliere fondi per la nuova ambulanza in dotazione all’associazione. Tre serate di enogastronomia e spettacoli nel cortile della scuola elementare. L’ambulanza è stata benedetta in Piazza San Filippo dal parroco P. Filippo Di Lonardo (domenica 31 ore 16:30) attorniato dai membri del sodalizio. In paese si è svolta la quindicesima edizione di Vinalia (lunedì 4 – domenica 10) promossa dal Circolo Viticoltori e dal Comitato Vinalia, con il caratteristico “Percorso del gusto” all’interno della parte antica del paese fino a Piazza San Filippo. Numerosi gli espositori ed i visitatori, sempre più qualificati. La conclusione ha coinciso con "Calici di Stelle", organizzata dall'Associazione Città del Vino in contemporanea in tutta Italia ed ha visto una esplosione di musica balli e fuochi pirotecnici a mezzanotte in una piazza San Filippo gremita di gente. Ha preso il via (venerdì 22 - domenica 24) “The Rock Show” il nuovissimo festival musicale organizzato sul castello medievale dal Circolo giovanile Planet, presieduto da Fausto Abate, e rivolto ai gruppi emergenti della Valle Telesina e dintorni. E’ iniziata, verso fine mese, anche la vendemmia sia per le uve che si raccolgono in questo periodo e sia per la stagione abbastanza assolata. Settembre 2008 Il tempo è stato bello con temperature anche al disopra della media fino a metà mese. Poi è arrivato qualche acquazzone pomeridiano e le temperature si sono abbassate subito. Il tutto è coinciso con la nostra festa di S. Antonio che è stata disturbata abbastanza. Subito dopo di nuovo giornate belle buone per il prosieguo della vendemmia. In parrocchia è ripresa in pieno l’attività dei gruppi. I giovani chiamati dal Parroco hanno partecipato al IX Convegno Pastorale Diocesano che si è tenuto a

Cerreto Sannita e nel palazzo dei congressi di Telese Terme dal 9 all’11 a partire dalle ore 16:00. Tema degli incontri è stato “… Inviati ad annunciare il Regno di Dio…” La Missione si fra Sinodo. Con la pratica devozionale della tredicina, tenutasi tutte le sere nel santuario alle 18, a partire da lunedì 8, ci si è avvicinati alla festa di Sant’Antonio di Padova che si festeggia la terza domenica del mese. Quest’anno il comitato presieduto dal parroco P. Filippo Di Lonardo ha organizzato due serate di festa in piazza San Filippo. La vigilia (sabato 20) serata musicale con l’esibizione del gruppo dei "Trementisti" e quindi purissima musica folcloristica; il giorno della festa (domenica 21), si è esibito il gran concerto bandistico “Ernesto e Gennaro Abbate” Città di Squinzano sotto la direzione del maestro concertatore Grazia Donateo. Il programma religioso ha visto la celebrazione della S. Messa alle ore 11 nel Santuario presieduta dal P. Giancarlo

Giannasso ed una celebrazione vespertina alle 17, seguita dalla processione con la statua del Santo cui hanno partecipato moltissimi fedeli di ogni età, nonostante la pioggia che ha iniziato a cadere all’altezza di via Campopiano. E’ stato indispensabile anche ricoprire la statua di Sant’Antonio con un telo antipioggia trasparente per prevenire qualsiasi danno. Rientrata la statua in chiesa, tradizionale batteria di fuochi a terra. Alle 23, anche per le avverse condizioni del tempo che hanno impedito a molti di partecipare al concerto in piazza, ancora un’esplosione di fuochi pirotecnici. Questa volta le

ditte chiamate a stupire sono state quella di Carmela Ronca di Pietrastornina in provincia di Avellino e quella di Vincenzo Izzo di Treglia di Pontelatone in provincia di Caserta. Un ringraziamento doveroso va ai componenti del Comitato presieduto dal Parroco P. Filippo Di Lonardo: Giovanni Orso, Umberto Falato, Paolo Di Lonardo, Gianluca Canciani, Massimiliano Garofano, Luigi De Nicola, Luigi De Vincentis, Alessandro Pushaj e Giovanni Pingue. Un grazie anche al presidente, ai genitori ed ai ragazzi dell’Oratorio “P. Marzio Piccirillo” per la gestione del piccolo stand gastronomico. Un grazie a tutti coloro che hanno collaborato per la riuscita della festa. Il giorno successivo (lunedì 17 ore 18), come da tradizione, la celebrazione della S. Messa per tutti i defunti in una chiesa gremita. Il Gruppo di Preghiera di San Pio da Pietrelcina "Il Tralcio" anche quest’anno ha voluto sottolineare la Festa di San Pio da Pietrelcina (martedì 23) ed ha organizzato per il pomeriggio l’incontro di preghiera, la S. Messa celebrata dal P. Giancarlo Giannasso, animata all’organo da Alfonso De Nicola, la breve processione verso la statua del Santo, i fuochi pirotecnici e un rinfresco nei locali parrocchiali per tutti gli intervenuti. Buona la partecipazione. E’ ripreso, dopo la pausa estiva, l’incontro di preghiera e meditazione dell’ultimo giovedì del mese (25) a San Sebastiano per i gruppi ecclesiali della parrocchia e per tutti i fedeli che vogliono partecipare. Tutta la Diocesi si è riunita (lunedì 29) intorno al Vescovo Mons. Michele De Rosa per i suoi dieci anni di episcopato e gli ha offerto una nuova autovettura. Per l’occasione è stata trasferita in Cattedrale la statua della Madonna delle Grazie, patrona della

Diocesi, ed è stato organizzato un turno di preghiera per il Vescovo per foranie. Il giorno 30 è stato il turno della forania di Cerreto cui appartiene la nostra parrocchia. In paese si è tenuto (giovedì 4 ore 21) il concerto del maestro Quadrini offerto

dall’Amministrazione Provinciale di Benevento. è stato scelto per l’esibizione il cortile dell’Oratorio, degnissima cornice ad una manifestazione molto applaudita e partecipata. Si è svolta poi in piazza Castello (venerdì 5 - domenica 7) la prima festa del Popolo della Libertà. Luca Iuliani

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appunti di cronaca Agosto 2008 E’ stato un mese di belle giornate e di caldo. Solo l’ultima settimana ha portato qualche annuvolamento nel pomeriggio e brevi piogge che poco hanno inciso sulle campagne assetate. In parrocchia le attività sono iniziate con la devozione del Primo Sabato con l'Assunta (sabato 2 ore 21) e proseguite con il terzo turno delle Prime Comunioni (domenica 3). Altri 26 ragazzi si sono accostati per la prima volta a Gesù Eucaristia. Alla S. Messa delle 10:30 celebrata in Basilica, il parroco P. Filippo Di Lonardo era attorniato dall'intero gruppo di catechiste, che ha curato la cerimonia, e dalla corale "Cantate Domino in laetitia". Ai due appuntamenti la partecipazione dei fedeli è stata abbastanza numerosa. Nel cortile dell’Oratorio c’è stata (mercoledì 13 ore 20) la presentazione della cantata poetica in due tempi con intermezzo “I Riti di Guardia Sanframondi” scritta da Padre Giancarlo Giannasso da Cerignola Cappuccino e pubblicata dai numerosi amici guardiesi dello stesso. Un lavoro nel quale il buon Padre Giancarlo non si è limitato a “vedere” i nostri riti, non si è nemmeno fermato a “leggere” le profonde motivazioni religiose che li perpetuano, ma si è tuffato a “studiare” la nostra storia civile e religiosa e l’ha voluta poeticamente rappresentare, nella massima concretezza e veridicità, con ottimi risultati. A parlare del lavoro sono intervenuti il parroco P. Filippo Di Lonardo, il sindaco Nicola Ciarleglio, l’assessore provinciale alla cultura Carlo Falato, il professor Enrico Garofano, P. Fausto Carlesimo, coordinati dal sottoscritto. Prima dell’intervento conclusivo del P. Giancarlo tutti hanno gustato la declamazione della Cantata curata dal prof. Gino Caiafa su immagini fornite dal prof. Enrico Garofano e montate da Gianpaolo Di Staso. La Novena dell'Assunta è stata predicata dal P. Giancarlo Giannasso O.F.M. Cappuccino, che si è soffermato su Maria

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Mediatrice, Avvocata e Corredentrice e si è conclusa con la celebrazione dei Primi Vespri e dell'Eucarestia di giovedì 14 (alle 18:30), presieduta dal Vescovo Mons. Michele De Rosa. La sera, ancora al Santuario, c'è

stata prima la Veglia di preghiera (ore 23:00) ed a seguire la S. Messa (ore 24) offerta dai battenti e celebrata dal P. Giancarlo Giannasso O.F.M. Cappuccnoi. Il giorno della Festa dell'Assunta (venerdì 15) di nuovo SS. Messe come da programma e messa solenne delle ore 11 celebrata dal parroco P. Filippo Di Lonardo, e animata dalla corale parrocchiale. Anche quest’anno San Rocco è stato celebrato con solennità per volontà dei fedeli del rione Croce. Una festa religiosa (sabato16) che ha coinvolto la comunità parrocchiale con la processione serale seguita alla S. Messa celebrata in piazza Croce. Al termine, un ricco spettacolo di fuochi pirotecnici. è stata ripresa questa estate la proiezione di film all’aperto nel cortile dell’Oratorio. Tre gli appuntamenti con la proiezione di: La ricerca della felicità (venerdì 1), Cose da pazzi (domenica 17) e Cento chiodi (venerdì 22). Inoltre tutti i partecipanti al musical “Ciao, Capo sentinella!”, portato in scena la vigilia di S. Filippo, insieme ad amici ed ammiratori, si sono ritrovati (lunedì 25) sempre nel cortile parrocchiale per assistere alla proiezione del video realizzato per l’occasione. Applausi a scena aperta anche

per i simpatici dietro le quinte inseriti. Tre giorni di festa (venerdì 29 - domenica 31) organizzati dalla Confraternita di Misericordia per raccogliere fondi per la nuova ambulanza in dotazione all’associazione. Tre serate di enogastronomia e spettacoli nel cortile della scuola elementare. L’ambulanza è stata benedetta in Piazza San Filippo dal parroco P. Filippo Di Lonardo (domenica 31 ore 16:30) attorniato dai membri del sodalizio. In paese si è svolta la quindicesima edizione di Vinalia (lunedì 4 – domenica 10) promossa dal Circolo Viticoltori e dal Comitato Vinalia, con il caratteristico “Percorso del gusto” all’interno della parte antica del paese fino a Piazza San Filippo. Numerosi gli espositori ed i visitatori, sempre più qualificati. La conclusione ha coinciso con "Calici di Stelle", organizzata dall'Associazione Città del Vino in contemporanea in tutta Italia ed ha visto una esplosione di musica balli e fuochi pirotecnici a mezzanotte in una piazza San Filippo gremita di gente. Ha preso il via (venerdì 22 - domenica 24) “The Rock Show” il nuovissimo festival musicale organizzato sul castello medievale dal Circolo giovanile Planet, presieduto da Fausto Abate, e rivolto ai gruppi emergenti della Valle Telesina e dintorni. E’ iniziata, verso fine mese, anche la vendemmia sia per le uve che si raccolgono in questo periodo e sia per la stagione abbastanza assolata. Settembre 2008 Il tempo è stato bello con temperature anche al disopra della media fino a metà mese. Poi è arrivato qualche acquazzone pomeridiano e le temperature si sono abbassate subito. Il tutto è coinciso con la nostra festa di S. Antonio che è stata disturbata abbastanza. Subito dopo di nuovo giornate belle buone per il prosieguo della vendemmia. In parrocchia è ripresa in pieno l’attività dei gruppi. I giovani chiamati dal Parroco hanno partecipato al IX Convegno Pastorale Diocesano che si è tenuto a

Cerreto Sannita e nel palazzo dei congressi di Telese Terme dal 9 all’11 a partire dalle ore 16:00. Tema degli incontri è stato “… Inviati ad annunciare il Regno di Dio…” La Missione si fra Sinodo. Con la pratica devozionale della tredicina, tenutasi tutte le sere nel santuario alle 18, a partire da lunedì 8, ci si è avvicinati alla festa di Sant’Antonio di Padova che si festeggia la terza domenica del mese. Quest’anno il comitato presieduto dal parroco P. Filippo Di Lonardo ha organizzato due serate di festa in piazza San Filippo. La vigilia (sabato 20) serata musicale con l’esibizione del gruppo dei "Trementisti" e quindi purissima musica folcloristica; il giorno della festa (domenica 21), si è esibito il gran concerto bandistico “Ernesto e Gennaro Abbate” Città di Squinzano sotto la direzione del maestro concertatore Grazia Donateo. Il programma religioso ha visto la celebrazione della S. Messa alle ore 11 nel Santuario presieduta dal P. Giancarlo

Giannasso ed una celebrazione vespertina alle 17, seguita dalla processione con la statua del Santo cui hanno partecipato moltissimi fedeli di ogni età, nonostante la pioggia che ha iniziato a cadere all’altezza di via Campopiano. E’ stato indispensabile anche ricoprire la statua di Sant’Antonio con un telo antipioggia trasparente per prevenire qualsiasi danno. Rientrata la statua in chiesa, tradizionale batteria di fuochi a terra. Alle 23, anche per le avverse condizioni del tempo che hanno impedito a molti di partecipare al concerto in piazza, ancora un’esplosione di fuochi pirotecnici. Questa volta le

ditte chiamate a stupire sono state quella di Carmela Ronca di Pietrastornina in provincia di Avellino e quella di Vincenzo Izzo di Treglia di Pontelatone in provincia di Caserta. Un ringraziamento doveroso va ai componenti del Comitato presieduto dal Parroco P. Filippo Di Lonardo: Giovanni Orso, Umberto Falato, Paolo Di Lonardo, Gianluca Canciani, Massimiliano Garofano, Luigi De Nicola, Luigi De Vincentis, Alessandro Pushaj e Giovanni Pingue. Un grazie anche al presidente, ai genitori ed ai ragazzi dell’Oratorio “P. Marzio Piccirillo” per la gestione del piccolo stand gastronomico. Un grazie a tutti coloro che hanno collaborato per la riuscita della festa. Il giorno successivo (lunedì 17 ore 18), come da tradizione, la celebrazione della S. Messa per tutti i defunti in una chiesa gremita. Il Gruppo di Preghiera di San Pio da Pietrelcina "Il Tralcio" anche quest’anno ha voluto sottolineare la Festa di San Pio da Pietrelcina (martedì 23) ed ha organizzato per il pomeriggio l’incontro di preghiera, la S. Messa celebrata dal P. Giancarlo Giannasso, animata all’organo da Alfonso De Nicola, la breve processione verso la statua del Santo, i fuochi pirotecnici e un rinfresco nei locali parrocchiali per tutti gli intervenuti. Buona la partecipazione. E’ ripreso, dopo la pausa estiva, l’incontro di preghiera e meditazione dell’ultimo giovedì del mese (25) a San Sebastiano per i gruppi ecclesiali della parrocchia e per tutti i fedeli che vogliono partecipare. Tutta la Diocesi si è riunita (lunedì 29) intorno al Vescovo Mons. Michele De Rosa per i suoi dieci anni di episcopato e gli ha offerto una nuova autovettura. Per l’occasione è stata trasferita in Cattedrale la statua della Madonna delle Grazie, patrona della

Diocesi, ed è stato organizzato un turno di preghiera per il Vescovo per foranie. Il giorno 30 è stato il turno della forania di Cerreto cui appartiene la nostra parrocchia. In paese si è tenuto (giovedì 4 ore 21) il concerto del maestro Quadrini offerto

dall’Amministrazione Provinciale di Benevento. è stato scelto per l’esibizione il cortile dell’Oratorio, degnissima cornice ad una manifestazione molto applaudita e partecipata. Si è svolta poi in piazza Castello (venerdì 5 - domenica 7) la prima festa del Popolo della Libertà. Luca Iuliani

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LA NOSTRA CONGREGAZIONE Nata nel 1636 per volere del Venerabile P. Marzio Piccirillo, un illustre e santo figlio di Guardia Sanframondi, nel corso dei secoli tanto bene ha fatto non solo a Guardia ma anche alla nostra Diocesi e a quella di Benevento. Oggi, 1 settembre 2008, può contare su questi suoi membri: P. Filippo Di Lonardo d.O. Preposito – Parroco di Guardia Sanframondi; P. Pascale Domenco d. O. Vicario Parrocchiale; P. Giustino Di Santo d. O. Amministratore - Parroco di Civitella Licinio (BN). Invitiamo tutti a pregare il Signore, la Vergine Assunta e San Filippo Neri, perché la nostra Congregazione possa crescere davanti a Dio e agli uomini.

in memoria di...

Silvio Di Crosta

n. 6-4-1913 – m. 14-5-1994

Ida Foschini

n. 8-4-1919 – m. 21-8-2002

Il figlio Vincenzo li ricorda con immutato affetto e li affida alla misericordia divina.

da Guardia: Sanzari Giovanni - Maffei Elvio - Pingue Lucia in Iuliani - Foschini Adelina - Di Stadio Lombardi Checchina - Foschini Irma - Labagnara Angelo Labagnara Aldo - Di Staso Delfina - Foschini Maria in Setaro – Di Santo Antonio - Falato Alfredo - Varrone Vittorio -Iuliani Maria Luigia - Falluto Muzio - Falato Concettina - Parente Alfonsina - Falato Flaviano - Pingue Maria - Morelli Maria Vincenza - Musto Giovannina - Blasiello Filomena - Morone Mario - Garofano Flaviano - Rotondi Luigi - Rossi Erminia - Prete Pasqualina - Varrone Francesco - Labagnara Filomena - Iannucci Eleonora - Di Gregorio Ennio - Di Santo Concetta - Falato Antonio - Falluto Gaetano e Maria - Di Brigida Giuseppe - Pigna Silvia in De Cesare - Bosco Massimo. dall’Italia: Labagnara Filippo, Livorno - Del Vecchio Giuseppe, Milano - Sebastianelli Olga, Benevento - Sanzari Filippo, Roma - Cicchiella Falato Luisa, Gaeta (LT) - Mostratisi Saverio, Coreana (FI) - Cusano Alfredo, Telese Terme (BN) – Ceniccola Sebastiano, Genova - Pagnozzi Adriano e Angela, Telese Terme (BN) Falato Pasquale e Ludovica, Lipomo (CO) - Fraenza Evelina, Torino - Izzo Umberto, Telese Terme (BN) - Di Donato Franca, Rezzato (BS) - Di Guglielmo Felice, Lardirago (PV) - Iuliani Renato, Valiano (SI) - Falato Ermelinda, Lipomo (CO) - Ceniccola Francesco, Erba (CO) - Barbato Carlo, Castelvenere (BN) - Foschini Olga, Milano – Iannucci Salvatore, Como - Foschini Pasquale e Adele, Cinisello B. (MI) - Foschini Floriano, Telese Terme (BN) - Filippelli Daniela, Roma - Sebastianelli Mario, Telese Terme (BN) - Ceniccola Maria, Agrate Brianza (MI) - Longo Flaviano, Torrazza Piemonte (TO) - Ciarleglio Tittina, Benevento - Filosa Enrico, Cercola (NA) - De Lucia Concetta, Vitulano (BN) - Morone Romolo, Como - Garofano Nino, Campi Bisenzio (FI) - Garofano Rosetta, Asti - De Lucia Giuseppina, Solopaca (BN) - Smeriglio Giustina, Roma - Morone Adelina, Corsico (MI) - Morone Filomena, Roma - Mariconte Anna, Roma - Plenzich Marino e Falato Angelina, Como - Zeno Pasquale, Ercolano (NA) - Varrone Remo, Como - Tribisonna Maria, Torino - Di Cosmo Franco e Garofano Rosalia, Milano - Del Vecchio Michele, Proserpio (CO) - Panettieri Antonio, Trento - Silvestri Vladimiro, Centrache (CZ) - Nicolella Giustino, Moncalieri (TO) - Abate Rosa, San Lorenzo Maggiore (BN) Flore Garofano Angelina, Castelvenere (BN). dall’Estero: Ciaglia Lorenzo, Australia - Falato Tonino e Carolina, Australia - Caruso Maria, Francia - Del Vecchio Carlo e Fasulo Teresa, Australia - Riccardi Rolando, Francia - Garofano Nino e Lina, Inghilterra - Mancini Maria, Svizzera - Iannotti Lorenzo, Canada - Meoli Lydia, Francia - Perugini Livia, Canada - Romano Elvio, Canada.

Angelo Orso

Alfredo Ciaburri

Umberto Del Vecchio n. 2-4-1916 – m. 28-5-1976

Teresa Foschini

n. 23-6-1913 – m. 2-10-1998

Le figlie li ricordano con immutato affetto e li affidano al Signore risorto e alla Vergine Assunta.

Fabio Del Vecchio

Michele Gambuti

n. 11-8-1927 – m. 26-9-1999

n. 30-3-1930 – m. 26-4-1994

n. 6-3-1925 – m. 31-12-1985

n. 13-12-1931 – m. 7-6-1996

La moglie Concetta e i figli lo ricordano e lo affidano alla preghiera della Chiesa e alla misericordia divina.

La moglie e i figli lo ricordano e lo affidano alla Vergine Assunta e alla misericordia divina.

La moglie Giuseppina, i figli Teresa, Carlo e Angelina lo ricordano e lo affidano alla Vergine Assunta e alla misericordia divina.

La moglie e le figlie lo ricordano a quanti l’hanno conosciuto ed amato, per una preghiera.

Sostieni il Bollettino del Silvio Garofano

n. 11-3-1933 – m. 30-3-1994

Rinnova il tuo abbonamento.

La Vergine Assunta ti benedice e ti protegge. 12

Giovanni Garofano 3-3-1959 – m. 8-1-2004

La congiunta Teresa Nedia, con grande fede, li affida al Signore Risorto.

Maria Carmela Di Lonardo

n. 5-2-1912 – m. 14-4-1991

Antonio Garofano

n. 16-9-1911 – m. 18-8-2000 Il figlio Pasquale e la moglie Gina residenti a Cortona (AR) li affidano alla misericordia divina

Giuseppe Fasulo

n. a S. Lorenzo M. il 2-2-1943 m. in Australia il 6-2-2007 La moglie Teresa, i figli Vincenzo e Fabio e i nipoti lo affidano alla infinita misericordia del Signore, perché gioisca nella luce dei giusti.

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LA NOSTRA CONGREGAZIONE Nata nel 1636 per volere del Venerabile P. Marzio Piccirillo, un illustre e santo figlio di Guardia Sanframondi, nel corso dei secoli tanto bene ha fatto non solo a Guardia ma anche alla nostra Diocesi e a quella di Benevento. Oggi, 1 settembre 2008, può contare su questi suoi membri: P. Filippo Di Lonardo d.O. Preposito – Parroco di Guardia Sanframondi; P. Pascale Domenco d. O. Vicario Parrocchiale; P. Giustino Di Santo d. O. Amministratore - Parroco di Civitella Licinio (BN). Invitiamo tutti a pregare il Signore, la Vergine Assunta e San Filippo Neri, perché la nostra Congregazione possa crescere davanti a Dio e agli uomini.

in memoria di...

Silvio Di Crosta

n. 6-4-1913 – m. 14-5-1994

Ida Foschini

n. 8-4-1919 – m. 21-8-2002

Il figlio Vincenzo li ricorda con immutato affetto e li affida alla misericordia divina.

da Guardia: Sanzari Giovanni - Maffei Elvio - Pingue Lucia in Iuliani - Foschini Adelina - Di Stadio Lombardi Checchina - Foschini Irma - Labagnara Angelo Labagnara Aldo - Di Staso Delfina - Foschini Maria in Setaro – Di Santo Antonio - Falato Alfredo - Varrone Vittorio -Iuliani Maria Luigia - Falluto Muzio - Falato Concettina - Parente Alfonsina - Falato Flaviano - Pingue Maria - Morelli Maria Vincenza - Musto Giovannina - Blasiello Filomena - Morone Mario - Garofano Flaviano - Rotondi Luigi - Rossi Erminia - Prete Pasqualina - Varrone Francesco - Labagnara Filomena - Iannucci Eleonora - Di Gregorio Ennio - Di Santo Concetta - Falato Antonio - Falluto Gaetano e Maria - Di Brigida Giuseppe - Pigna Silvia in De Cesare - Bosco Massimo. dall’Italia: Labagnara Filippo, Livorno - Del Vecchio Giuseppe, Milano - Sebastianelli Olga, Benevento - Sanzari Filippo, Roma - Cicchiella Falato Luisa, Gaeta (LT) - Mostratisi Saverio, Coreana (FI) - Cusano Alfredo, Telese Terme (BN) – Ceniccola Sebastiano, Genova - Pagnozzi Adriano e Angela, Telese Terme (BN) Falato Pasquale e Ludovica, Lipomo (CO) - Fraenza Evelina, Torino - Izzo Umberto, Telese Terme (BN) - Di Donato Franca, Rezzato (BS) - Di Guglielmo Felice, Lardirago (PV) - Iuliani Renato, Valiano (SI) - Falato Ermelinda, Lipomo (CO) - Ceniccola Francesco, Erba (CO) - Barbato Carlo, Castelvenere (BN) - Foschini Olga, Milano – Iannucci Salvatore, Como - Foschini Pasquale e Adele, Cinisello B. (MI) - Foschini Floriano, Telese Terme (BN) - Filippelli Daniela, Roma - Sebastianelli Mario, Telese Terme (BN) - Ceniccola Maria, Agrate Brianza (MI) - Longo Flaviano, Torrazza Piemonte (TO) - Ciarleglio Tittina, Benevento - Filosa Enrico, Cercola (NA) - De Lucia Concetta, Vitulano (BN) - Morone Romolo, Como - Garofano Nino, Campi Bisenzio (FI) - Garofano Rosetta, Asti - De Lucia Giuseppina, Solopaca (BN) - Smeriglio Giustina, Roma - Morone Adelina, Corsico (MI) - Morone Filomena, Roma - Mariconte Anna, Roma - Plenzich Marino e Falato Angelina, Como - Zeno Pasquale, Ercolano (NA) - Varrone Remo, Como - Tribisonna Maria, Torino - Di Cosmo Franco e Garofano Rosalia, Milano - Del Vecchio Michele, Proserpio (CO) - Panettieri Antonio, Trento - Silvestri Vladimiro, Centrache (CZ) - Nicolella Giustino, Moncalieri (TO) - Abate Rosa, San Lorenzo Maggiore (BN) Flore Garofano Angelina, Castelvenere (BN). dall’Estero: Ciaglia Lorenzo, Australia - Falato Tonino e Carolina, Australia - Caruso Maria, Francia - Del Vecchio Carlo e Fasulo Teresa, Australia - Riccardi Rolando, Francia - Garofano Nino e Lina, Inghilterra - Mancini Maria, Svizzera - Iannotti Lorenzo, Canada - Meoli Lydia, Francia - Perugini Livia, Canada - Romano Elvio, Canada.

Angelo Orso

Alfredo Ciaburri

Umberto Del Vecchio n. 2-4-1916 – m. 28-5-1976

Teresa Foschini

n. 23-6-1913 – m. 2-10-1998

Le figlie li ricordano con immutato affetto e li affidano al Signore risorto e alla Vergine Assunta.

Fabio Del Vecchio

Michele Gambuti

n. 11-8-1927 – m. 26-9-1999

n. 30-3-1930 – m. 26-4-1994

n. 6-3-1925 – m. 31-12-1985

n. 13-12-1931 – m. 7-6-1996

La moglie Concetta e i figli lo ricordano e lo affidano alla preghiera della Chiesa e alla misericordia divina.

La moglie e i figli lo ricordano e lo affidano alla Vergine Assunta e alla misericordia divina.

La moglie Giuseppina, i figli Teresa, Carlo e Angelina lo ricordano e lo affidano alla Vergine Assunta e alla misericordia divina.

La moglie e le figlie lo ricordano a quanti l’hanno conosciuto ed amato, per una preghiera.

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n. 11-3-1933 – m. 30-3-1994

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La Vergine Assunta ti benedice e ti protegge. 12

Giovanni Garofano 3-3-1959 – m. 8-1-2004

La congiunta Teresa Nedia, con grande fede, li affida al Signore Risorto.

Maria Carmela Di Lonardo

n. 5-2-1912 – m. 14-4-1991

Antonio Garofano

n. 16-9-1911 – m. 18-8-2000 Il figlio Pasquale e la moglie Gina residenti a Cortona (AR) li affidano alla misericordia divina

Giuseppe Fasulo

n. a S. Lorenzo M. il 2-2-1943 m. in Australia il 6-2-2007 La moglie Teresa, i figli Vincenzo e Fabio e i nipoti lo affidano alla infinita misericordia del Signore, perché gioisca nella luce dei giusti.

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in memoria di...

Marianna Filippelli

n. 29-5-1955 – m. 23-8-2007

Elvio Filippelli

n. 8-2-1027 – m. 11-8-2008

I familiari li ricordano con immutato affetto e li affidano alla misericordia divina.

Ettorino Falato

n. 23-4-1921 – m. 22-7-2008

Filomena Rossi

n. 2-7-1922 – m. 6-4-1988

I figli li ricordano con immutato affetto e li affidano alla preghiera della Chiesa.

in memoria di...

Giuseppina Morelli

Elvio Pinto

n. 23-5-1935 – m. 10-7-2007

n. 4-5-1932 – m. 5-2-2008

Il marito e le figlie la affidano alla Vergine Assunta e alla misericordia divina.

La moglie Teresa Falato lo ricorda con immutato affetto e lo affida alla preghiera della Chiesa.

Filomena Ceniccola – Menina –

Vito Antonio Ciarleglio

Il marito Luigi, il figlio Giovanni e nuora, i nipoti Luigi ed Alessia la ricordano con affetto.

La figlia Natalizia lo ricorda con immutato affetto e lo affida alla preghiera della Chiesa.

n. 19–5–1941 – m. 24-7-2007

agosto 2008 2 - Tommasino Benedetto e Maria, la figlia Giuseppina, 3 - Foschini Ernesto, la moglie e figlie. - Pelosi Angelantonio, il figlio Michele. 4 - Anime del purgatorio, da offerenti. 5 - Garofano Elvio e Mancini Luigi, la congiunta Rosina. 6 - Anime del purgatorio, da Falato Pasquale Antonio. 7 - Verrilli Mario, la moglie e figli. 8 - Ceniccola Mario (anniversario), la moglie e figli. 9 - Carlesimo Giuseppe (anniversario), la moglie e figlie. 10 - Iacobucci Carlo, la moglie e figli. - Sanzari Maria (anniversario), la figlia Marisa. - Foschini Marino e Garofano Romualdo, la congiunta Filomena. 15 - Sanzari Adamo, la moglie e figli. - Orso Angelo, la moglie e figli. 16 - Labagnara Roberto, la moglie e figlie. 17 - Iacobucci Armando e Panza Maria Assunta, la nuora Filomena. - Di Blasio Pasquale, la moglie e figli. - Mancinelli Flaviano e Lombardi Maria Teresa, la figlia Lina. 18 - Di Lonardo Giuseppe (trigesimo), la moglie e figli. 19 - Paolella Gioconda, i nipoti. 21 - Falato Ettorino (trigesimo), i figli. 22 - Filippelli Marianna, la suocera Mariconte Anna. 24 - Mancini Ludovico e Maiorani Ludovico, i familiari. - Foschini Giovanni, la moglie Vittorina. - Falato Angelo e Grillo Angiolina, la figlia Renata. 25 - Plenzich Domenico (trigesimo), i figli. 26 - Pengue Umberto (2 anniversario), la moglie e figli. 27 - Del Vecchio Remigia, la nipote Perfetto Deborah. 28 - Tessitore Giuseppe, i figli. 31 - Santillo Filippo Lorenzo e Pengue Filomena, la nuora Elda. - Fappiano Domenico, i figli. - Foschini Angelo e Conte Vincenzo, la nipote Emanuela. - Garofano Ida Assunta, la nipote Filomena.

settembre 2008 1 - Falato Vittorio, i figli. 2 - Di Paola Elio, la moglie Assuntina e zii. 3 - Pengue Rosa e Di Paola Roberto, i familiari. 6 - Grillo Maria e Santillo Concetta, la familiare Grillo Luisa. 7 - Anime del purgatorio. - Baldi Umberto, la figlia Maddalena. - Foschini Marino e Falato Concettina, da Garofano Filomena. 8 - Verrilli Mario, la moglie e figli. 9 - Del Vecchio Umberto, la moglie e il figlio Carlo. 10 - Rossi Giovannina (trigesimo), il marito e figli. 11 - Garofano Abele e Agnesina, il figlio Nino e Lina. 12 - Foschini Armando e Letizia, la figlia Lina e Nino. 13 - Filippelli Elvio (trigesimo), la moglie e figlia. 14 - Perugini Vittorio e Maria, la figlia Angela. - Parente Pascasio, la figlia Filomena. - Foschini Filomena, i figli. - Sanzari Domenico, il figlio Silvio. - Fusco Raffaele e Rosa, il figlio Antonio 16 - Pilla Antonio, la moglie e figli. 17 - Silvestri Francesco, la moglie e figlie. 18 - Ceniccola Pasquale (trigesimo), la mamma e fratelli. 19 - Gambuti Giuseppe (trigesimo), la moglie e familiari. 20 - Garofano Silvio e Giovanni, la congiunta Nedia Teresa. 21 - Mastantuono Silvio e Ceniccola Adelina, la figlia Angelina. - Di Crosta Silvio e Ida, il figlio Vincenzo. - Conte Giovanni, la moglie e figli. - Falato Angelo e Grillo Angiolina, la figlia Renata. 22 - Tutti i defunti, il Comitato. - Anime del Purgatorio, Ceniccola Vittoria. 24 - Falato Filippo (trigesimo), i figli. 25 - Mancini Agnese (trigesimo), i figli. - Franco Mario (trigesimo), i figli. - Colella Maria, la sorella Lina. 26 - Iuliani Luigi (anniversario), la moglie e figli. 27 - Sebastianelli Maturino (trigesimo), la moglie. 28 - Abate Gennaro, le figlie. - Falato Belinda, il marito e figli. - Orso Angelo, la moglie e figli. - Rita, da Morone Ada. - Giuseppe e Maria, il figlio.

sono tornati alla casa del Padre Agosto 2008

Umberto Pengue

28-5-1931 – m. 26-8-2006 La moglie Lucia e i figli lo ricordano e lo affidano alla Vergine assunta e alla misericordia divina.

14

Alfredo Varrone

n. 16-10-1914 m. 10-1-1996 a Como La moglie Maria Libera Falato e i figli lo affidano al Signore ricordandolo nella preghiera.

Domenico Plenzich

n. 7-1-1912 – m. 21-7-2008 I figli lo ricordano con immutato affetto e lo affidano alla misericordia divina

Vincenzo Basile

n. 6-1-1928 – m. 5-6-2008 I familiari tutti lo ricordano con immutato affetto e lo affidano al Signore della vita.

9 - Rossi Giovannina, nata a Guardia Sanframondi il 21 luglio 1936, coniugata Plenzick Angelo. 11 - Filippelli Elvio, nato a Guardia Sanframondi il 8 febbraio 1927, coniugato Foschini Armida. 22 - Falato Filippo, nato a Guardia Sanframondi il 21 novembre 1922, vedovo Assini Lucia. 23 - Mancini Agnese, nata a San Lorenzo Maggiore il 26 agosto 1939, vedova Lombardi Gennaro. - Franco Mario, nato a Guardia Sanframondi il 9 settembre 1947, vedovo Garofano Giovannina. 26 - Sebastianelli Maturino, nato a Guardia Sanframondi il 22 maggio 1922, coniugato Foschini Maria Teresa.

Settembre 2008

17 - Bosco Marianna, nata a San Lupo il 27 ottobre 1915, vedova Di Paola Lupo. 18 - Di Lonardo Idolo, nato a Guardia Sanframondi il 27 agosto 1928, coniugato Di Gregorio Maria Teresa. 19 - Colella Maria, nata a Guardia Sanframondi il 10 maggio 1929, coniugata Falato Giuseppe. 20 - Morone Pasqualina, nata a Guardia Sanframondi il 20 febbraio 1930, coniugata Pascale Pietro. 27 - Sebastianelli Filomena, nata a Guardia Sanframondi il 21 giugno 1913, vedova Apollonia Adolfo. 30 - Rinaldi Silvio, nato a Guardia Sanframondi il 30 gennaio 1926, coniugato De Blasio Maria.

Pasquale Mineo

n. a Randazzo (CT) il 20-11-1941 – m. in Australia il 28-8-2008 La cognata Rosa Orso e famiglia lo affidano alla misericordia divina.

Giuseppe Gambuti

n. 27-3-1925 – m. 1-9-2008 La moglie e i figli lo ricordano con affetto e lo affidano alla infinita misericordia del Signore.

15


in memoria di...

Marianna Filippelli

n. 29-5-1955 – m. 23-8-2007

Elvio Filippelli

n. 8-2-1027 – m. 11-8-2008

I familiari li ricordano con immutato affetto e li affidano alla misericordia divina.

Ettorino Falato

n. 23-4-1921 – m. 22-7-2008

Filomena Rossi

n. 2-7-1922 – m. 6-4-1988

I figli li ricordano con immutato affetto e li affidano alla preghiera della Chiesa.

in memoria di...

Giuseppina Morelli

Elvio Pinto

n. 23-5-1935 – m. 10-7-2007

n. 4-5-1932 – m. 5-2-2008

Il marito e le figlie la affidano alla Vergine Assunta e alla misericordia divina.

La moglie Teresa Falato lo ricorda con immutato affetto e lo affida alla preghiera della Chiesa.

Filomena Ceniccola – Menina –

Vito Antonio Ciarleglio

Il marito Luigi, il figlio Giovanni e nuora, i nipoti Luigi ed Alessia la ricordano con affetto.

La figlia Natalizia lo ricorda con immutato affetto e lo affida alla preghiera della Chiesa.

n. 19–5–1941 – m. 24-7-2007

agosto 2008 2 - Tommasino Benedetto e Maria, la figlia Giuseppina, 3 - Foschini Ernesto, la moglie e figlie. - Pelosi Angelantonio, il figlio Michele. 4 - Anime del purgatorio, da offerenti. 5 - Garofano Elvio e Mancini Luigi, la congiunta Rosina. 6 - Anime del purgatorio, da Falato Pasquale Antonio. 7 - Verrilli Mario, la moglie e figli. 8 - Ceniccola Mario (anniversario), la moglie e figli. 9 - Carlesimo Giuseppe (anniversario), la moglie e figlie. 10 - Iacobucci Carlo, la moglie e figli. - Sanzari Maria (anniversario), la figlia Marisa. - Foschini Marino e Garofano Romualdo, la congiunta Filomena. 15 - Sanzari Adamo, la moglie e figli. - Orso Angelo, la moglie e figli. 16 - Labagnara Roberto, la moglie e figlie. 17 - Iacobucci Armando e Panza Maria Assunta, la nuora Filomena. - Di Blasio Pasquale, la moglie e figli. - Mancinelli Flaviano e Lombardi Maria Teresa, la figlia Lina. 18 - Di Lonardo Giuseppe (trigesimo), la moglie e figli. 19 - Paolella Gioconda, i nipoti. 21 - Falato Ettorino (trigesimo), i figli. 22 - Filippelli Marianna, la suocera Mariconte Anna. 24 - Mancini Ludovico e Maiorani Ludovico, i familiari. - Foschini Giovanni, la moglie Vittorina. - Falato Angelo e Grillo Angiolina, la figlia Renata. 25 - Plenzich Domenico (trigesimo), i figli. 26 - Pengue Umberto (2 anniversario), la moglie e figli. 27 - Del Vecchio Remigia, la nipote Perfetto Deborah. 28 - Tessitore Giuseppe, i figli. 31 - Santillo Filippo Lorenzo e Pengue Filomena, la nuora Elda. - Fappiano Domenico, i figli. - Foschini Angelo e Conte Vincenzo, la nipote Emanuela. - Garofano Ida Assunta, la nipote Filomena.

settembre 2008 1 - Falato Vittorio, i figli. 2 - Di Paola Elio, la moglie Assuntina e zii. 3 - Pengue Rosa e Di Paola Roberto, i familiari. 6 - Grillo Maria e Santillo Concetta, la familiare Grillo Luisa. 7 - Anime del purgatorio. - Baldi Umberto, la figlia Maddalena. - Foschini Marino e Falato Concettina, da Garofano Filomena. 8 - Verrilli Mario, la moglie e figli. 9 - Del Vecchio Umberto, la moglie e il figlio Carlo. 10 - Rossi Giovannina (trigesimo), il marito e figli. 11 - Garofano Abele e Agnesina, il figlio Nino e Lina. 12 - Foschini Armando e Letizia, la figlia Lina e Nino. 13 - Filippelli Elvio (trigesimo), la moglie e figlia. 14 - Perugini Vittorio e Maria, la figlia Angela. - Parente Pascasio, la figlia Filomena. - Foschini Filomena, i figli. - Sanzari Domenico, il figlio Silvio. - Fusco Raffaele e Rosa, il figlio Antonio 16 - Pilla Antonio, la moglie e figli. 17 - Silvestri Francesco, la moglie e figlie. 18 - Ceniccola Pasquale (trigesimo), la mamma e fratelli. 19 - Gambuti Giuseppe (trigesimo), la moglie e familiari. 20 - Garofano Silvio e Giovanni, la congiunta Nedia Teresa. 21 - Mastantuono Silvio e Ceniccola Adelina, la figlia Angelina. - Di Crosta Silvio e Ida, il figlio Vincenzo. - Conte Giovanni, la moglie e figli. - Falato Angelo e Grillo Angiolina, la figlia Renata. 22 - Tutti i defunti, il Comitato. - Anime del Purgatorio, Ceniccola Vittoria. 24 - Falato Filippo (trigesimo), i figli. 25 - Mancini Agnese (trigesimo), i figli. - Franco Mario (trigesimo), i figli. - Colella Maria, la sorella Lina. 26 - Iuliani Luigi (anniversario), la moglie e figli. 27 - Sebastianelli Maturino (trigesimo), la moglie. 28 - Abate Gennaro, le figlie. - Falato Belinda, il marito e figli. - Orso Angelo, la moglie e figli. - Rita, da Morone Ada. - Giuseppe e Maria, il figlio.

sono tornati alla casa del Padre Agosto 2008

Umberto Pengue

28-5-1931 – m. 26-8-2006 La moglie Lucia e i figli lo ricordano e lo affidano alla Vergine assunta e alla misericordia divina.

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Alfredo Varrone

n. 16-10-1914 m. 10-1-1996 a Como La moglie Maria Libera Falato e i figli lo affidano al Signore ricordandolo nella preghiera.

Domenico Plenzich

n. 7-1-1912 – m. 21-7-2008 I figli lo ricordano con immutato affetto e lo affidano alla misericordia divina

Vincenzo Basile

n. 6-1-1928 – m. 5-6-2008 I familiari tutti lo ricordano con immutato affetto e lo affidano al Signore della vita.

9 - Rossi Giovannina, nata a Guardia Sanframondi il 21 luglio 1936, coniugata Plenzick Angelo. 11 - Filippelli Elvio, nato a Guardia Sanframondi il 8 febbraio 1927, coniugato Foschini Armida. 22 - Falato Filippo, nato a Guardia Sanframondi il 21 novembre 1922, vedovo Assini Lucia. 23 - Mancini Agnese, nata a San Lorenzo Maggiore il 26 agosto 1939, vedova Lombardi Gennaro. - Franco Mario, nato a Guardia Sanframondi il 9 settembre 1947, vedovo Garofano Giovannina. 26 - Sebastianelli Maturino, nato a Guardia Sanframondi il 22 maggio 1922, coniugato Foschini Maria Teresa.

Settembre 2008

17 - Bosco Marianna, nata a San Lupo il 27 ottobre 1915, vedova Di Paola Lupo. 18 - Di Lonardo Idolo, nato a Guardia Sanframondi il 27 agosto 1928, coniugato Di Gregorio Maria Teresa. 19 - Colella Maria, nata a Guardia Sanframondi il 10 maggio 1929, coniugata Falato Giuseppe. 20 - Morone Pasqualina, nata a Guardia Sanframondi il 20 febbraio 1930, coniugata Pascale Pietro. 27 - Sebastianelli Filomena, nata a Guardia Sanframondi il 21 giugno 1913, vedova Apollonia Adolfo. 30 - Rinaldi Silvio, nato a Guardia Sanframondi il 30 gennaio 1926, coniugato De Blasio Maria.

Pasquale Mineo

n. a Randazzo (CT) il 20-11-1941 – m. in Australia il 28-8-2008 La cognata Rosa Orso e famiglia lo affidano alla misericordia divina.

Giuseppe Gambuti

n. 27-3-1925 – m. 1-9-2008 La moglie e i figli lo ricordano con affetto e lo affidano alla infinita misericordia del Signore.

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Bollettino Agosto-Settembre 2008