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NE/TN0027/2008

quadrimestrale di informazione della cooperativa trentina di acquisti alberghi e ristoranti

Sarà una stagione con i fiocchi Previsioni ottimistiche per l’inverno trentino sul fronte del turismo


...A fianco del mondo Ho.Re.Ca. Per la divisione Ho.Re.Ca. un vasto assortimento alimentare di prima scelta e con un servizio di fornitura sempre completo e puntale. Pasta, carne, verdura, frutta, salumi, pasticceria fresca‌ con sempre nuove e gustose proposte! Segata vi aspetta alla Fiera Expo Riva Hotel dal 4 al 7 Febbraio 2018, presso lo Stand A 07 Padiglione C1, per presentarvi le ultime novità ! Scopri l’evento su www.segata.com


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EDITORIALE GESTOR EWS  [ 1 ]

Sommario 02  Benvenuti

nella nuova sede Gestor

“Esempio virtuoso per altre realtà imprenditoriali”

Gestor compie 20 anni e guarda al futuro

07  Sarà una stagione con i fiocchi Previsioni ottimistiche per l'inverno trentino sul fronte del turismo 18  Welfare aziendale Il benessere del lavoratore è un vantaggio per l’impresa 26 Il personaggio: Guido Artini “Dopo 50 anni di attività, adesso mi diverto nel mio lavoro” 28  GestorBar

Cioccolata calda, che passione!

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Rubrica legale: riscossione crediti

Ecco come affrontarla al meglio 32  Angolo fiscale: la nuova

protezione dei dati personali 36

La ricetta: le tagliatelle di pere marinate al Trento Doc e timo

In copertina: © Shutterstock - Olha Sydorenko

Anno IV – N. 4 dicembre 2017 Quadrimestrale della Cooperativa GESTOR via Kufstein, 23 - 38121 Trento (TN) Tel. 0461 826506 – Fax 0461 976068 www.gestor.it – info@gestor.it Direttore Responsabile: Franco Delliguanti Registrazione n. 1358 – 7 maggio 2008 del registro stampa del Tribunale di Trento Realizzazione e stampa: Saturnia - Trento

   

NIVES TISI Direttore

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ari soci, il nuovo anno si apre all’insegna di importanti progetti e novità che interesseranno la nostra cooperativa. La prima, in ordine di tempo, è che il prossimo febbraio non saremo presenti ad Expo Riva Hotel. Una scelta ragionata, dettata da un preciso impegno che abbiamo deciso di prendere nei confronti e a favore dei nostri soci. E cioè organizzare presso la nuova Casa Gestor workshop, incontri, momenti formativi e altre iniziative. Riteniamo infatti di essere diventati grandi e maturi abbastanza per poter fare e gestire da soli eventi che siano di interesse per chi opera nel settore alberghiero e della ristorazione. Questo è possibile grazie soprattutto ad alcune spaziose sale nella nostra sede, che sono state predisposte proprio per la formazione. Un’occasione in più per permettere a voi associati di vivere Casa Gestor, di frequentarla, di farla diventare sempre di più luogo familiare e di incontro. Gestor vuole muoversi in autonomia, vogliamo creare qualcosa di nostro, dentro e fuori la nostra sede. Archiviata la bella e partecipata festa di inaugurazione dei nuovi uffici, un momento che ha rappresentato un’ulteriore conferma di quanto la nostra realtà sia cresciuta sul territorio, ci apprestiamo in questo 2018 a festeggiare l’importante traguardo dei venti anni. Vent’anni di storia, di impegno, di legami umani uniti dalla condivisione di valori che nel tempo non sono mai cambiati e che rappresentano la nostra identità. Era il 24 settembre del 1998 quando nasceva la cooperativa,

diretta allora dal consulente Filippo Ghezzer con la collaborazione di una delle nostre colonne portanti, Luisa Weber. Nel 2005 sono stata chiamata a dirigere Gestor. E ripercorrendo quei momenti, ripensando alla mia provenienza, mi viene spontaneo ricordare un grande personaggio del nostro settore, Luca Libardi. Io avevo 24 anni quando ho iniziato in Asat, lui era figlio di albergatori, poi a sua volta è diventato prima un giovane albergatore poi presidente dell’associazione di categoria. Era una persona assolutamente leale, anche se dalla parvenza ostile era schietto, onesto e coerente. Seppure con vedute diverse, abbiamo avuto un rapporto sempre sincero e corretto. Lascerà un grande vuoto. Tornando ai vent’anni di Gestor, il passato è noto. Adesso vogliamo guardare al futuro. Il prossimo ventennio rappresenterà una bella sfida per noi. Dovremo riuscire a intercettare i cambiamenti che il settore richiederà e rispondere in maniera adeguata; il virtuale si imporrà sempre di più e potrebbe portare a mettere in discussione il nostro stesso spirito associazionistico. Dovremo stare al passo con l’e-commerce e i sistemi di acquisto on line che potrebbero mettere in difficoltà i fornitori. E in questa direzione va ad esempio il nostro progetto GestorMarket. Come siamo convinti che non dovranno mai venire meno il contatto umano, il parlarsi faccia a faccia, il confronto. Il bilancio 2017 si chiude bene, con 35 milioni di euro di fatturato. È stato un anno positivo, che ha visto una ripresa economica espressa soprattutto in termini di acquisti (+7%) supportato dalle presenze, con punte massime nel mese di dicembre. Quello che è stato fatto finora dalla cooperativa deve essere garanzia di affidabilità per i nostri soci. È chiaro che serve la collaborazione da parte di tutti per poter migliorare, attraverso le indicazioni che verranno date, le aspettative nei confronti della cooperativa. Il futuro, se lo si guarda insieme e nella stessa direzione, sarà per tutti noi stimolante e ricco di buone prospettive.


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Benvenuti nella nuova sede Gestor “Esempio virtuoso per altre realtà imprenditoriali”

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taglio del nastro partecipato, alla presenza di tante autorità oltre che di tanti soci e collaboratori arrivati da tutta la regione, che non hanno voluto mancare all’inaugurazione della nuova sede di Gestor. Un riconoscimento, ancora, dell’importanza della cooperativa per il tessuto economico trentino, del suo radicamento profondo nel territorio. Dopo quasi 20 anni negli uffici di Via del Commercio prima e di via Maccani poi, a novembre la grande festa per l’apertura della nuova casa Gestor in Via Kufstein 23, nella nuova area

commerciale Le Palazzine a Spini di Gardolo, in un edificio di ultimissima costruzione che risponde alle esigenze di immagine e di spazio di una società che rappresenta oggi un esempio virtuoso preso a modello da numerose altre realtà imprenditoriali, anche di fuori provincia. Lo ha sottolineato nel suo intervento l’assessore provinciale al turismo Michele Dallapiccola. “Il Trentino deve far emergere le sue peculiarità. Siamo un territorio ponte tra Nord e Sud – ha detto Dallapiccola - la cui italianità, è apprezzata da tutti i nostri ospiti. In questo, la cultura del cibo e l'accoglienza, sempre affiancate al sorriso, sono la


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INTERVISTA GESTOR EWS  [ 3 ]  

chiave vincente. Grazie al patto di garanzia con Roma, le risorse della Regione torneranno in asse, garantendo un 2019 e 2020 di risorse sicure. Dobbiamo questo sì al patto di garanzia, ma anche all'instancabile sostrato dell'imprenditorialità trentina, di cui Gestor è esempio”. Anche l’assessore comunale al commercio e al turismo Roberto Stanchina, che all’inaugurazione ha portato i saluti del sindaco Andreatta, ha rinnovando a sua volta i complimenti per la realtà che Gestor ha saputo costruire e per il modello imprenditoriale che oggi riveste. Alla festa erano presenti anche il presidente di Delta Informatica Pompeo Viganò, il Senatore Sergio Divina che ha ricordato come «Gestor si sia fatta promotrice di una riscoperta di prodotti trentini ormai perduti» e l’ex presidente della Provincia Mario Malossini che hanno voluto esprimere le loro congratulazioni.


con le altre due metodologie di acquisizione ovvero la proprietà o il leasing. ne è ottenuto è molto interessante in quanto nel noleggio, dall’inizio del 2016, i canoni mensili ù aggressivi[a4 ]parità veicolo e condizioni contrattuali rispetto al 2015 e i benefici dei super  GESTORdiEWS ono fruibili da subito dal cliente, già dal primo canone che si paga mentre con la proprietà o il essario attendere per conteggiare tali benefici sull’imponibile finale 2016. Tali benefici nei casi asing ci saranno se l’impresa ha imponibile fiscale (utili) a cui applicarli mentre nel canone di Lo dimostrano i numeri: 1998 La nuova sede di Gestor èdal ampia 430 che eneficia indipendentemente fatto l’azienda portidal utili a ad tassazione oppure no. metri quadrati e si trova nel cuore di oggi è cresciuto il numero dei soci eve riepilogoundei principali vantaggi dal noleggio lungo sono oltre 400, a segno più termine: quartiere produttivo e dinamico prodotti di che oggi  

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anche per il fatturato, di 35 milioni di euro per l'anno 2017 (+1,1%), 200 fornitori impegno «Il trasferimento della conto anticipato (tranne se richiesto), nessun di capitale, nessun utilizzo di linee di Il presidente Danilo Moresco ha aper- operativa rappresenta un cambio o con società finanziarie, nessun costo per le imposte o per la gestione dei veicoli. Il noleggio a to la cerimonia di inaugurazione. «Au- non soltanto logistico, ma anche di on ha controindicazioni in quasi tutti iprospettive: casi produce vantaggi con risparmio fiscale. guardiamo al futuro con spico che questa enuova casa possa essere luogo, per i nostri soci e colla- rinnovato entusiasmo e con nuovi NTRO SPESE IMPREVISTE: boratori, di risposte, consigli e certez- progetti all'orizzonte». Queste le padellamensile direttrice Nives Tisi nel suo ze. Gestor è una società e role di un servizio “all inclusive” adsana, unforte prezzo fisso si eliminano i rischi di spese impreviste intervento. In tutti questi anni Gestor da sempre presente sul mercato». Trento, “zona vocata al fare impresa”

ANZIARI El’ha FISCALI: definita Stanchina.

ere: guasti e riparazioni fuori garanzia, incidenti, atti vandalici, eventi atmosferici, furto ecc. In ha la certezza del costo durante tutta la durata del servizio (vita del veicolo). Si eliminano i rischi pianificazione dei costi.

R LA GESTIONE DEI SERVIZI DI MANUTENZIONE ORDINARIA E STRAORDINARIA:

non è mai venutaregistrazioni meno alla sua miszi sono compresi nel canone mensile e non devono essere gestiti con scadenze, di sion che è quella di “ricercare, oriene, trattative e discussioni con fornitori e organizzazione degli stessi. tare e semplificare” nel labirinto degli

acquisti dei settori alberghiero e della ristorazione, a vantaggio dei soci: oggidalle oltre aigrandi prodotti, Gestor fornisce ggio a lungo termine approfitta delle condizioni economiche ottenute compagnie anche servizi e attività di consuleno e gestione di centinaia di migliaia o milioni di veicoli. Queste condizioni vengono utilizzate za, curando tutte le necessità di un o totale che il cliente affronta durante la vita dei propri veicoli: prezzoalbergo, di acquisto, assicurazione, dal food and beverage alle assicurazioni, dalla telefonia alla fatriparazione in officina e carrozzeria, pneumatici, fonti di finanziamento, ecc. turazione, dall’energia elettrica ai corzioni potranno essere reperite contattando la segreteria di Gestor persi approfondire la tematica. di formazione.

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Sarà una stagione con i fiocchi Previsioni ottimistiche per l'inverno trentino sul fronte del turismo

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avere i dati definitivi bisognerà attendere la chiusura della stagione, ad aprile, ma questi primi mesi invernali fanno già sorridere gli operatori del settore turistico. Complice anche la neve che quest'anno è scesa abbondante già a fine novembre portando molti impiantisti ad aprire in anticipo le piste, c'è un clima di tranquillità e serenità tra gli addetti del comparto. Lo conferma anche Maurizio Rossini, amministratore unico di Trentino Marketing.

MAURIZIO ROSSINI Amministratore unico di Trentino Marketing

Quanto si é investito quest’anno in promozione turistica e su cosa si è deciso di puntare? “L'obiettivo rimane una sempre maggiore internazionalizzazione del no-

stro turismo per elevare il risultato economico delle nostre imprese. La novità più significativa è che con il 2018 passeremo da una logica basata sulle due stagioni ad una strategia di marketing che vuole proporre il Trentino 365 giorni all'anno, in tutte e quattro le stagioni, individuando insieme agli ambiti temi e suggestioni da proporre all'ospite di volta in volta diversi. Per promuovere la nuova stagione bianca abbiamo lanciato una campagna istituzionale stampa su Italia, Olanda, Gran Bretagna e Stati Uniti, una Campagna tv sui canali internazionali di Eurosport e Sky di 1600 spot e sulle reti nazionali di 600 spot. Abbiamo inoltre realizzato un Magazine invernale da 1 milione 300 mila copie


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che è stato diffuso in Germania, Gran Bretagna, Repubblica Ceca e Russia. Altrettanto importante la campagna digital e social. L'attività di PR-Media ha previsto diverse azioni come lanci alla stampa nazionale e internazionale, uscite su radio, tv, periodici, quotidiani e testate online, viaggi stampa. Un investimento per noi importante sono poi i grandi eventi che restituiscono grande visibilità: da quelli sportivi come la 3Tre, il Tour de Ski, il Giro d'Italia, i ritiri estivi del grande calcio, a quelli culturali come i Suoni delle Dolomiti. La stima complessiva dei contatti/mese prodotti da queste attività raggiunge in media i 60 milioni, il totale quindi supera i 360 milioni di contatti". Come sta andando finora la stagione, considerando che si è aperta sotto i migliori auspici vista la neve? "Il primo bilancio è decisamente positivo, l'inverno in Trentino è partito sotto i migliori auspici con l'apertura anticipata già a metà novembre di alcune importanti località e poi l'avvio regolare della stagione in occasione del Ponte dell'Immacolata in tutto il Trentino. Stiamo raggiungendo la quasi completa occupazione delle nostre strutture per le prossime settimane. Non dobbiamo però dimenticare che il confronto sarà con la migliore stagione invernale di sempre in Trentino, quella 2016-2017 appunto."

© Shutterstock - Fesus Robert

Per gli impianti e le infrastrutture che novità ci sono? "La più importante è in Val di Fassa: dopo l'impianto Funifor Alba - Col dei Rossi un altro gioiello tecnologico si è aggiunto al parco impianti di questo comprensorio, tra i più moderni dell'arco alpino. Ad Alba di Canazei infatti lo scorso 6 dicembre è entrata in funzione la prima cabinovia italiana “Doppelmayr D-Line”, nuovo punto di riferimento nel mondo degli impianti a fune per comfort di viaggio, silenziosità e tecnologia grazie a 205 nuove soluzioni, 31 innovazioni e 14 nuovi brevetti. La D-Line, frutto di una progettazione completamente rinnovata di componenti e sistemi, rappresenta la tecnologia funiviaria del futuro e si caratterizza per massimo comfort per i passeggeri, livelli di rumorosità e vibrazioni estremamente bassi, manutenzione semplice e veloce. Grazie ad una portata di 2000 persone all’ora espandibili a 2400, consentirà di raggiungere il Ciampac in soli 5 minuti, senza più attese e nel massimo comfort. In questo modo gli sciatori potranno concedersi un numero maggiore di discesa sulla pista nera del Ciampac, fiore all’occhiello della skiarea. Tutte le principali skiarea presentano alcune novità: dal

Ciampedìe, dove sono state rinnovate le due seggiovie Vajolet 1 e 2 per un collegamento più veloce da Pera di Fassa grazie a due impianti quadriposto con carena e salita consentita anche ai pedoni a Folgarida - Marilleva in Val di Sole con la nuova seggiovia quadriposto "Malghette" dall'innovativo design (con copertura "bubble" che ripara da vento e freddo) che raggiunge più comodamente e in tempi ridottissimi il Monte Vigo. A Madonna di Campiglio con tracciati più ampi sulle piste Diretta Spinale e Genziana bassa, mentre a Pinzolo è stata allargata la pista Cioca 2, realizzato un nuovo mini snowpark per principianti a Prà Rodont accanto al campo scuola e ridisegnato il tracciato del bordercross nella zona di Grual. In Val di Fiemme a Pampeago, invece, c'è la nuova pista di rientro che dal Canalone dell’Agnello raggiunge i parcheggi, con un’uscita in corrispondenza di ogni piazzale di sosta. Sul Monte Bondone infine nuovo tracciato per il funpark/boardercross all'interno dello snowpark oltre ad una nuova variante sulla pista Lavamàn." Quanto conta l’innevamento programmato sul risultato finale della stagione? "Il Trentino oggi è in grado di garantire l'innevamento su oltre il 90 per cento dell'intero parco piste che è di circa 800 chilometri. Lo scorso inverno, certamente non favorevole dal punto di vista delle precipitazioni, il Trentino ha fatto segnare la migliore stagione sulla neve di sempre quanto a presenze, con oltre 6 milioni e 800 mila e 1 milione e 717 mila arrivi. Un risultato sul quale ha sicuramente inciso la garanzia di un innevamento ottimale sulle piste che è stato assicurato per gran parte della stagione dal quotidiano lavoro di centinaia di addetti e dall'innevamento programmato oggetto ad ogni stagione di interventi migliorativi in ogni skiarea, non solo per quanto riguarda l'aggiornamento dei generatori con modelli più efficienti anche sotto l'aspetto dei consumi di energia, ma anche per quanto riguarda la realizzazione di nuovi bacini di stoccaggio dell'acqua che si stanno dimostrando "strategici" per innevare a fronte di finestre temporali con range di temperature ottimali sempre più limitate." Il Trentino non è però solo montagna, anche in inverno. Come si articola l’offerta turistica? "Anche nella stagione invernale il territorio offre un'ampia proposta di eventi culturali nelle città d'arte di Trento e Rovereto, di mostre temporanee nei principali musei - dal Mart al Muse - oltre agli originali percorsi di Land-Art a co-


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minciare da Arte Sella. E aggiungerei anche i castelli, con l'apertura invernale di Castel Valer in occasione delle festività natalizie, accanto ai manieri monumenti provinciali. I Mercatini di Natale, oltre a Trento, Rovereto e Vallagarina, Levico Terme, Arco e in molte altre località, si confermano una proposta vincente, spesso abbinata ad un weekend sulla prima neve. Gli ospiti internazionali hanno poi modo di apprezzare l'autentico Italian Style non solo nei ristoranti stellati, ma anche nei rifugi sulle piste dei grandi caroselli, come il rinnovato Chalet Fiat che ha riaperto a Madonna di Campiglio in cima al Monte Spinale, un'eco struttura che coniuga modernità e sostenibilità. Aggiungo infine la zona del Garda Trentino che anche nei mesi invernali esercita un fascino particolare in grado di attirare il pubblico internazionale."

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Un saluto a Luca Libardi Il 7 gennaio è venuto a mancare Luca Libardi, Presidente dell'Associazione degli Albergatori Trentini. Lo ricordiamo come una persona di grande competenza, profondo conoscitore della sua professione. Il Consiglio di Amministrazione, il Direttore e i collaboratori di Gestor partecipano al doloroso lutto.

Quanto pesano le presenze straniere, quanto quelle italiane? "Nell'ultima stagione invernale 2016-17 semestre novembre - aprile, le presenze straniere sono state il 43,1 per cento del totale, circa 2 milioni e 963 mila. Di conseguenza quelle italiane rappresentano circa il 57 per cento ovvero 3 milioni 912 mila. Il mercato polacco si è confermato - e lo fa da alcune stagioni - come prima provenienza straniera invernale, seguito da Germania e Repubblica Ceca le cui presenze cumulate rappresentano il 52,5% del totale di quelle straniere invernali. Nel complesso, il saldo del movimento degli stranieri nella stagione invernale 2016/2017 è risultato in notevole crescita ed ha totalizzato un +6,6% negli arrivi e un +4,8% nelle presenze. Per quanto riguarda le Regioni italiane, la Lombardia si è riconfermata in testa con il 19,2 % del totale delle presenze dell'Italia."

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Mercatini di Natale in regione La magia della tradizione vince ancora

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mercatini di Natale del Trentino-Alto Adige non perdono il loro fascino, nonostante in giro per l'Italia stiano spuntando come funghi proposte analoghe un po' ovunque e a tutte le latitudini. Alberghi pieni e casette piene di visitatori provenienti da tutto lo stivale hanno affollato le piazze e le strade dei centri più grandi della regione. Certo gli alberghi hanno registrato il tutto esaurito in questo periodo natalizio appena concluso, complice anche la neve caduta abbondante per la gioia degli sciatori. Ma per i commercianti delle tradizionali casette di legno gli affari non sono andati benissimo, i turisti insom-

ma vengono ma spendono meno, stando attenti al portafoglio. A Trento la 24esima edizione dei Mercatini di Natale chiude con un paradosso solo apparente nei numeri. Se da un lato lamentele su un complessivo calo di visitatori si sono levate da più gestori tra Piazza Battisti e Piazza Fiera, dall'altro si registra un aumento significativo nelle presenze e arrivi di turisti. Elda Verones, la direttrice dell'Apt Trento Monte Bondone Valle dei Laghi parla di un +9% nel periodo dei mercatini, +7% delle presenze nel solo mese di novembre, un aumento poi del 6% si è registrato negli arrivi con la presenza dell'11% in più dei turisti stranieri. Tra


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gli italiani tutte le regioni sono rappresentate comprese Sicilia e Sardegna. Se nel 2016 dal 18 novembre al 6 gennaio 2017 si registravano 144.300 presenze, la proiezione fatta quest'anno per lo stesso periodo porta a 158 mila presenze. La 25esima edizione sarà segnata nell'organizzazione dal passaggio di testimone tra Trento Fiere e Apt. Bilancio positivo a Rovereto per il Natale dei Popoli che ha raccolto buoni numeri. I pullman che hanno raggiunto la Città della Quercia durante il Mercatino sono stati circa 200. Si stima una presenza di 115/120 mila persone dal 24 novembre all'Epifania. Alcune aziende, anche se non tutte, hanno registrato un calo delle vendite, a dimostrazione che in questo periodo la gente esce, passeggia ma fatica ad acquistare. Da un confronto con l'APT però emergono dati molto positivi con il tutto esaurito delle strutture cittadine e limitrofe in quasi tutti i weekend. Sembra andare in controtendenza il Mercatino di Natale di Arco rispetto alle media dei mercatini di tutto il Trentino, con un bilancio che nel suo complesso appare positivo. Per il Presidente di Assocentro Andrea Cobbe "ci sono espositori che hanno lavorato di più e quelli che hanno lavorato di meno ma tutto sommato possiamo dire che siamo in linea con gli anni scorsi». Un dato di non poco conto se si considera come detto il calo generale riscontrato in altre realtà simili sul territorio provinciale. «La cosa più importante - precisa Cobbe - è l’indotto creato dal mercatino. Un indotto che risulta essere importante e che ha permesso ad alberghi, B&B, ristoranti e negozi di lavorare molto bene". Secondo il Presidente il periodo migliore per del Natale arcense è stato quello da novembre a Natale. Dopo il 26 dicembre, invece, anche Arco ha sofferto un calo di presenze nonostante la novità dello show in video mapping, «Lo spettacolo favoloso», che è stato altamente partecipato anche nei giorni di meteo avverso e che ha contribuito a

© Shutterstock - lorenza62

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tamponare il calo di presenze. A incidere, come per i cugini rivani, la neve che ha invogliato molti turisti a preferire le piste da sci ai più classici mercatini. A Pergine Valsugana il bilancio di "Perzenland e la Valle incantata", dove il mercatino ha anticipato tutti aprendo l'11 di novembre, è stato agrodolce: bene le attività di prodotti alimentari, meno bene quelle artigianali. A Bolzano il mercatino tiene. Ci sono state giornate un po' più calme e altre più affollate, ma si è sostanzialmente sui livelli dello scorso anno. La scelta di allargare il mercatino al centro si è rivelata vincente. Soddisfazione si respira anche tra i commercianti del mercatino di piazza Walther, tra gli stand degli artigiani e i gestori delle bancarelle in piazza Municipio.

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I Musei Trentini Una grande ricchezza del territorio

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Trentino non è solo terra di montagne, vallate, laghi. Il patrimonio culturale di cui è ricco il territorio è rappresentato soprattutto dai musei presenti sul territorio, visitando i quali ci si incammina in un viaggio affascinante tra passato, contemporaneità e futuro. Ne abbiamo parlato con l’assessore provinciale alla cultura Tiziano Mellarini.

TIZIANO MELLARINI Assessore

Assessore, come si articola la proposta museale trentina? Il Sistema museale trentino può essere rappresentato come una piattaforma  della quale fanno parte  i musei della Provincia (il Museo delle

Scienze, il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, il Museo di arte moderna e contemporanea, il Museo Castello del Buonconsiglio, monumenti e collezioni provinciali, la Fondazione Museo Storico del Trentino)  che  rappresentano l’ossatura di una rete e di un sistema museale completata dai musei privati con  rilevanza provinciale (il Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto, il Museo Diocesano, il Museo civico di Rovereto e il Museo dell’Alto Garda) e da altri siti importanti come i musei archeologici (Museo Retico, Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas e i siti delle palafitte del lago di Ledro).  Questo sistema che abbraccia i cam-


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pi dell’universo museale ha saputo conquistarsi una posizione importante non solo in campo nazionale ma anche internazionale. Con il completamento nel 2013 del Museo delle Scienze (Muse), ideato dall’architetto Renzo Piano, il Trentino si propone come uno dei più importanti territori sul piano dell’offerta museale soprattutto per quanto riguarda le tematiche della contemporaneità. Tale offerta, rapportata alla dimensione del Trentino, acquista un significato ancora più importante che dimostra come anche una piccola provincia può contribuire alla promozione culturale in ambito internazionale. In questa piattaforma possono essere ricompresi anche i sette  Ecomusei che concorrono a recuperare, testimoniare e valorizzare la memoria storica, la vita, la cultura e le relazioni fra ambiente naturale e ambiente antropizzato. Promuovono e attuano progetti di sviluppo locale integrati con le politiche culturali, ambientali, economiche della ricerca e dell’innovazione, mediante: la conservazione e il restauro di ambienti di vita tradi-

zionali; la valorizzazione di abitazioni o di altri immobili caratteristici, del patrimonio storico, artistico e popolare locale, dei paesaggi tradizionali e dei loro originari toponimi, nonché dei beni mobili e degli strumenti di lavoro; la valorizzazione delle zone produttive e dei mestieri e delle tecniche di produzione tradizionali e tipiche, nonché dei siti industriali e artigianali; la predisposizione di itinerari sul territorio tendenti a mettere in relazione i visitatori con la natura, le tradizioni e la storia locale, anche attraverso la denominazione e la segnalazione di specifici percorsi stradali tematicamente caratterizzati; il coinvolgimento attivo delle popolazioni locali, delle istituzioni culturali e scolastiche e delle associazioni locali; la promozione e il sostegno delle attività di ricerca scientifica, didattico-educative e di promozione culturale relative alle tradizioni e alla storia locale. Una menzione a parte merita Arte Sella che propone un percorso nella natura in una splendida valle che si trova nel Trentino orientale (Borgo Valsugana) a trenta chilometri da

Trento. La particolarità di questo percorso sono le opere create appositamente da vari artisti con materiale che proviene dalla natura stessa e che restano visibili fino a quando il materiale non si decompone o viene reintegrato dalla natura. Quanto contano i musei nella promozione turistica del territorio? Oggi il numero  di visitatori del Sistema museale trentino si attesta attorno a 1.700.000. E’  un dato molto importante che  testimonia come il Sistema museale sia  diventato nel tempo uno dei fattori della promozione del territorio. I turisti che scelgono il Trentino come luogo di vacanza lo fanno sempre più anche per l’offerta culturale che il Trentino offre. E da questo punto di vista  i Musei rappresentano un fattore di eccellenza straordinario che riesce a declinare quanto nostro territorio non solo per le bellezze naturali ma anche per gli aspetti culturali.   Che indotto annuo producono? Calcolare l’indotto delle attività culturali è di per sé molto complicato. C’è una vasta letteratura a questo proposito. Certo è che l’offerta e la produzione cultuale sempre più, nella cosiddetta società della conoscenza, producono valore economico, oltre che valore sociale. Da questo punto di vista il Sistema informatico della Provincia sta approntando le metodologie di rilevazione dei cosiddetti impatti che la cultura produce su un determinato territorio, in particolare l’impatto economico. Oggi possiamo dire che l’apertura del Muse ha prodotto un valore economico valutabile attorno ai 50milioni di euro.   Come cambierà il sistema museale in Trentino dopo la recente riforma? L’assetto del Sistema museale delineato nella modifica della legge provinciale sulle attività cultuali del 2007 approvata nell’ottobre del 2017, poggia su due traiettorie. La prima è rappresentata dal rafforzamento della governance di sistema con l’istituzione di due gruppi di lavoro. Il primo si propone di favorire l’integrazione e il coordinamento dei musei appartenenti al sistema museale trentino e la qualificazione della complessiva offerta museale, è composta dai presidenti dei consigli di amministrazione degli enti museali che compongono il Sistema museale trentino e è competente per i pareri in ordine agli indirizzi di politica museale e costituisce


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organo consultivo della Giunta provinciale in materia di politica museale. Il secondo gruppo di lavoro è composto dai direttori dei musei e si propone di  definire  la programmazione coordinata delle attività degli enti del sistema museale trentino. In particolare,  si tratta di una  conferenza, coordinata dal dirigente della struttura competente in materia di attività culturali coadiuvato da tre esperti nominati dalla Giunta ed elabora proposte di programma coordinato delle attività dei musei per ottimizzare l’uso delle risorse provinciali e proposte sulle politiche tariffarie organiche. La seconda traiettoria  è  definita dai “compiti della Provincia per la realizzazione del sistema museale integrato”.  Il nuovo assetto,  infatti,  prevede che “spetta alla Provincia, nel rispetto

dell’autonomia culturale e scientifica dei musei della Provincia, svolgere compiti e le attività di carattere trasversale volti a supportare la missione istituzionale degli  stessi musei, attraverso  atti organizzativi  che dovranno prevedere  le disposizioni riguardanti le modalità per il coordinamento dei compiti delle strutture organizzative provinciali competenti e degli enti strumentali provinciali competenti in base all’ordinamento provinciale.  In ogni caso  la Provincia svolge per i musei i compiti e le attività preordinati all’attività contrattuale, compresa quella di affidamento dei contratti di consulenza, e a quella di gestione contabile, nonché gli altri compiti e attività comuni ai musei, individuati con deliberazione della Giunta provinciale.  Spetta inoltre alla

Provincia la manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili messi a disposizione dei musei e la definizione delle azioni di promozione dell’attività culturale museale, nell’ambito delle politiche di marketing turistico-territoriale.   Attraverso  questo assetto siamo sicuri che il sistema museale, attraverso l’ottimizzazione delle risorse, saprà garantire non solo il livello di offerta attuale, ma aumentare la sua capacità di attrazione nei confronti dei turisti.   Come si integra l’offerta museale con le altre attrattive del territorio? Due sono gli strumenti attivati per facilitare e incentivare le visite nei musei. La prima è la Guest Card che viene consegnata gratuitamente ai turisti che soggiornano in Trentino con la quale è possibile visitare gratuitamente i musei presenti sul territorio del Trentino. La seconda è una card denominata Museum Pass che è il lasciapassare per i principali luoghi di cultura fra Trento e  Rovereto  e apre le porte di musei, castelli, festival e include 48 ore di accesso illimitato ai trasporti pubblici in Trentino. La card comprende anche  un  biglietto d’ingresso  ridotto  per uno spettacolo a scelta tra i principali festival ed eventi culturali delle due città.  La card vale 48 ore dalla prima convalida sui mezzi pubblici e dalla prima fruizione dei servizi presso musei, castelli e altri esercizi convenzionati con un’estensione gratuita fino a 3 mesi. Inoltre, ogni adulto ha diritto ad estendere gratuitamente i vantaggi della card ai figli minori di 18 anni. 

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© Shutterstock - DyziO


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La guerra dei prezzi al ribasso - è davvero la strategia giusta per gli hotel?

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ggigiorno nel mondo alberghiero si vive una situazione surreale, spesso figlia di consigli e strategie sbagliate, in atto ormai da anni e difficili da estirpare; ovvero che il prezzo delle nostre camere sia l'unico fattore di incidenza per la scelta di un hotel. Viviamo in un mondo dove spesso l 'unico indicatore per la scelta del famoso "prezzo giusto" è "costare un po’ meno del mio vicino". Quanti di voi hanno fatto almeno una volta questo ragionamento? Immagino molti. Purtroppo, queste considerazioni, fatte su larga scala hanno portato un ribasso delle tariffe a volte ingiustificato ed ingiustificabile, mettendo in ginocchio intere destinazioni, che fuori dalla cosiddetta "alta stagione" (s)vendono camere di hotel a partire da 20€. Posti letto in dormitorio penseranno alcuni di voi... invece no, parliamo di veri e propri hotel 3*/4* con colazione (ottima e abbondante tra l'altro). Il risultato non può che essere una guerra tra poveri, dove il prezzo la fa da padrone e a farne le spese non sono solo le singole strutture, ma tutta una destinazione. Negli ultimi anni, anche a causa di qualche sedicente "revenue manager "poco avvezzo al mondo online, l’elemento principe di valutazione dell’hotel è stata l'occupazione. Ci sono consulenti che si vantano di "aver portato l’occupazione in tale hotel al 98%", altri ribattevano che "nei nostri hotel abbiamo fatto il pienone per tutta la stagione. Neanche una camera libera!" e così via... BRAVISSIMI! La domanda da porsi è però, a che prezzo? Un albergatore aveva riassunto il concetto con poche ma incisive parole: "a vendere le camere a 20€ son bon anca mi (sono capace anch'io ndr) non devo mica pagare uno che le venda al posto mio! "

Paolo Murano - Project Manager Booking Solutions

Il prezzo giusto è composto da molteplici fattori e vanno tutti analizzati approfonditamente. Sbagliare lo "strategic pricing" (quello che una volta erano i cari vecchi listini prezzi) potrebbe incidere sull' andamento di tutta la stagione. La domanda cambia giornalmente, la disponibilità cambia giornalmente...il mondo on line cambia costantemente e le tariffe NON possono restare statiche. Il prezzo deve muoversi assieme a tutti gli altri fattori di incidenza. Il prezzo è un concetto DINAMICO. Sfruttiamo i mezzi che la tecnologia ci mette a disposizione. Un buon sito web, emozionale, un motore di prenotazione efficace ed efficiente, un revenue assistant che sappia elaborare molti fattori in poco tempo e ci dia dei suggerimenti sul prezzo da applicare. Nulla però potrà sostituire la vostra esperienza e la vostra competenza di albergatori. Diffidate da chi propone strategie basate esclusivamente sull' offrire prez-

zi bassi. Fate scelte consapevoli, guidate dalla vostra esperienza in primis, e successivamente da numeri, analisi e statistiche. Concludiamo dicendo che il prezzo resta un fattore importante, ma NON è l'unico fattore che incide sulla scelta del nostro ospite. Un’analisi fatta da Tripbarometer dice che i fattori che incidono sulla scelta finale dell' hotel sono più di 15, tra i quali (oltre chiaramente al prezzo) ci sono le recensioni, la vicinanza ai mezzi di trasporto o a zone di interesse, il passaparola di amici o parenti, l'essere eco-Friendly etc.... quindi sfruttiamo i nostri punti di forza; cerchiamo di rendere il nostro hotel DIVERSO dagli altri, cerchiamo di rendere consapevoli i collaboratori dell' impegno che ci vuole per portare ogni singolo ospite dentro il vostro hotel. I collaboratori sono una risorsa fondamentale non dimentichiamolo.


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© Shutterstock - Monkey Business Images

Welfare aziendale Il benessere del lavoratore è un vantaggio per l’impresa

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FRANCESCO RENZI Direttore generale di Servizi Imprese C.A.F. Srl.

lavoro occupa un tempo importante della nostra vita. Essere in un posto di lavoro sereno, dove ad esempio viene agevolata la conciliazione con la famiglia, aiuta il lavoratore a offrire prestazioni migliori, a vantaggio anche dell’azienda stessa. Spesso infatti le aziende trascurano l’importanza del benessere psicofisico dei loro dipendenti. Negli ultimi anni, tuttavia, da parte delle imprese, è cresciuto l’interesse nei confronti della qualità del lavoro e della vita dei lavoratori: un approccio che, nel concreto, si è tradotto in una maggiore flessibilità e nell’offerta di benefici e servizi di vario genere. E se in molti

Stati europei questa è già una realtà da molti anni, lentamente lo sta diventando anche nel nostro paese dove è cresciuta la sensibilità in merito, nonché l’incentivo a sviluppare una politica di welfare aziendale che sostenga il lavoratore e la sua famiglia. Ne abbiamo parlato con Francesco Renzi, consulente del lavoro. Renzi, cosa si intende per Welfare aziendale? Per Welfare aziendale si intende un insieme di iniziative che un datore di lavoro può realizzare in favore dei propri dipendenti, per rispondere a


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INTERVISTA GESTOR EWS  [ 19 ]

loro specifiche esigenze (familiari o personali) e migliorarne la qualità della vita e il benessere. Perché è importante per un'azienda il benessere dei propri dipendenti? Le soluzioni che permettono una migliore conciliazione dell'attività lavorativa con la vita personale e familiare favoriscono la fidelizzazione dei dipendenti, ne incentivano la produttività e facilitano la condivisione degli obiettivi aziendali ad ogni livello organizzativo.

trattamenti economici molto superiori ai minimi contrattuali. Il Welfare aziendale potrebbe costituire un'opzione interessante perché molto meno costoso del tradizionale superminimo. Gli imprenditori del settore alber-

ghiero sono inoltre interessati perché i loro hotel possono anche diventare erogatori di servizi (il soggiorno in albergo) per i dipendenti delle aziende che hanno già attivato il Welfare aziendale, raggiungendo in tal modo nuova clientela.

Qual è la normativa che regola questa politica aziendale? La normativa è contenuta essenzialmente nell'articolo 51 del testo unico delle imposte sul reddito. A livello aziendale è opportuno disciplinare l'utilizzo degli strumenti di welfare con uno specifico regolamento interno. Quali sono i vantaggi per l'azienda e quali per il lavoratore? Per l'azienda il Welfare può essere uno strumento di politica retributiva o un mezzo per premiare il raggiungimento di determinati risultati a livello aziendale. Rispetto ad un aumento di stipendio o ad un premio, l'importo messo a disposizione come Welfare è molto meno costoso, in quanto non è assoggettato ad imposta sul reddito né a contribuzione previdenziale. Ad esempio €100 di aumento possono costare all'azienda tra i 240 e i 310 euro , mentre €100 di welfare aziendale costano €100 . Discorso analogo vale per il dipendente: ciò che riceve come Welfare non è tassato e non fa aumentare il suo reddito, neppure ai fini icef, o per il bonus Renzi, o per altre agevolazioni previste per i redditi medio-bassi. Qualche esempio per il settore alberghiero? Nel settore alberghiero alcune figure professionali chiedono e ricevono

© Shutterstock - Tetiana Yurchenko

Quali sono le pratiche/azioni che possono essere messe in campo? Nei limiti posti dalla specifica normativa fiscale, gli strumenti di welfare aziendale possono essere i più vari: dal rimborso delle spese scolastiche dei figli al corso di inglese per il dipendente, dall'abbonamento alla palestra all'aiuto domestico per genitori anziani, dal viaggio di piacere al versamento di una somma in un fondo previdenziale integrativo.

Opere e servizi per finalità sociali

Destinatari: dipendenti e i familiari (anche non fiscalmente a carico) Finalità

Servizi

Educazione e istruzione

- Corsi extraprofessionali - Corsi di formazione e istruzione (es. corsi di lingue, di informatica, ecc.) - Servizi di orientamento allo studio

Ricreazione

- Abbonamenti o ingressi a cinema e teatri, pay tv, ecc. - Abbonamenti o ingressi a palestre, centri sportivi, impianti sciistici, SPA, ecc. - Abbonamenti a giornali, riviste, quotidiani, ecc. - Viaggi (pacchetti completi), pacchetti, case vacanza - Biglietteria e prenotazione di viaggi, soggiorni e vacanze - Attività culturali (mostre, musei, eventi, ecc.) - Attività ricreative varie (eventi sportivi, spettacoli, ecc.)

Assistenza sociale

- Assistenza domiciliare - Badanti - Retta case di riposo (R.S.A.)

Assistenza sanitaria

- Checkup medici - Visite specialistiche - Cure odontoiatriche - Terapie e riabilitazione - Sportello ascolto psicologico

Culto

- Pellegrinaggi (pacchetti completi)


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Sicurezza sul lavoro La formazione obbligatoria dei lavoratori è un problema?

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partire dal 7 luglio 2016 la formazione obbligatoria in materia di sicurezza per aziende a rischio basso può essere effettuata anche in modalità e-learning.

Cos’è? Si tratta di una modalità di formazione a distanza (F.A.D.), fruibile attraverso i comuni dispositivi multimediali (pc, tablet, smartphone, etc.). Tutti i lavoratori classificati a rischio basso, a prescindere dalla tipologia contrattuale, possono frequentare i corsi di formazione generale e specifica in materia di sicurezza sul lavoro in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, senza oneri dovuti a trasferte o interruzioni dell’attività lavorativa.

Perché l’e-learning? La formazione a distanza consente alla tua azienda di: • eliminare i costi derivanti dalla sospensione dell’attività lavorativa per la formazione del personale; • eliminare il problema delle assenze ai corsi e quindi della presenza di personale non formato in organico; • garantire l’adempimento dell’obbligo di formazione in tempi certi e con evidenza documentale immediata; • evitare sanzioni in caso di verifica da parte degli organi di vigilanza. Inoltre, il lavoratore non è costretto ad effettuare trasferte e può sostenere il corso nelle fasce orarie a lui più congeniali, anche in più sessioni.

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L’edizione 2018-2019 del Catalogo Fornitori sarà presto disponibile! Pensato come utile strumento di lavoro per i soci, il Catalogo rappresenta un riferimento importante per la consultazione di tutte le aziende partner della cooperativa. La grafica pulita ed intuitiva unita ad una chiara categorizzazione dei fornitori consentiranno di reperire le informazioni principali di tutte le aziende che collaborano con Gestor. Il Catalogo costituirà quindi un valido aiuto nell’individuazione del fornitore che più si avvicina alle necessità dei soci.


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INTERVISTA GESTOR EWS  [ 23 ]  

Sicurezza sulle piste da sci Grazie agli agenti della Polizia di Stato che sorvegliano le località turistiche e prestano soccorso in montagna

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odere della montagna e delle piste da sci in tutto relax, ma anche in sicurezza. A fare da “guardiani” affinché le giornate di turisti e sciatori non vengano rovinate da incidenti e spiacevoli episodi di cronaca, gli agenti della Polizia di Stato con il “Servizio di soccorso e sicurezza in montagna”, coordinati dal vicequestore aggiunto Salvatore Ascione.

SALVATORE ASCIONE Vicequestore aggiunto

La Polizia di Stato è presente sulle piste dei diciassette distaccamenti sciistici e nella stragrande maggioranza delle località turistiche trentine. “Il loro compito principale – spiega il

dottor Ascione - è di tenere le piste sicure da comportamenti indisciplinati ma anche da potenziali reati e di prestare soccorso insieme agli addetti dei comprensori sciistici”. Quali sono i reati più frequenti che si riscontrano? “Diciamo che più che reati, ci sono prevalentemente violazioni amministrative della normativa nazionale e provinciale sulla conduzione degli sci, quindi relativi alla capacità di essere soggetti pericolosi sulle piste da sci. I reati più frequenti sono ad esempio i furti di sci e le lesioni colpose, più rari invece i comportamenti molesti”.


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Che rapporto c’è con gli operatori turistici e gli albergatori delle zone dove operate? C’è una buona collaborazione? Esistono degli obblighi per un albergatore nel far rispettare le norme di sicurezza anche sulle piste? “Non esistono degli obblighi per gli albergatori in maniera cogente. È certo che siamo di fronte ad uno sport che negli ultimi anni è diventato di massa, quindi i comportamenti corretti nella gestione della sicurezza sono fondamentali. Da ciò deriva che chiunque, qualsiasi attore, può contribuire a diffondere le regole di comune buon senso e aiutare a gestire in maniera ottimale la sicurezza nel grande mondo neve. Gli albergatori, così come anche i ristoratori e gli altri operatori, che informano su quali sono le regole della sicurezza sulle piste da sci e quindi quali sono le regole di condotta generale, sono certamente un aiuto per il territorio, ma anche per i loro clienti e per le forze dell’ordine che operano sul territorio stesso”. Quindi c’è un buon rapporto di collaborazione. “Certamente. Molte volte ci sono proprio contatti diretti tra agenti e albergatori. A volte capita che ci siano persone che magari smarriscono documenti oppure hanno dei problemi di altra natura, e vengono aiutati, soccorsi e portati negli alberghi. Sono state organizzate anche diver-

112, Numero Unico di emergenza È operativo dal giugno scorso il Numero Unico delle emergenze. I cittadini, in caso di necessità, devono infatti comporre il numero unico europeo 112: a rispondere saranno gli operatori della centrale unica di emergenza che, a seconda della circostanza, smisteranno la chiamata alle varie centrali operative, dal soccorso sanitario ai carabinieri, dai vigili del fuoco alla polizia. Il servizio è anche in lingua straniera. Il progetto rientra in una riforma nazionale ed europea. L’obiettivo è ridurre i tempi d’attesa ed evitare le chiamate inappropriate come ad esempio chi avvisa la polizia per un incendio invece di rivolgersi ai vigili del fuoco. Chi dovesse continuare a chiamare gli altri numeri di emergenza ossia 118, 115 e 113 verrà automaticamente deviato sulla centrale unica.

© Shutterstock - CandyBox Images

Che tipo di formazione hanno gli agenti? Seguono dei corsi specifici? Come vengono selezionati per questo tipo di interventi? “Moltissimi di loro sono anche maestri di sci. Il loro ruolo va da ispettore superiore, sostituti commissari fino al grado di agente. Hanno una formazione giuridica di base come tutti i poliziotti, in più frequentano dei corsi tenuti dal Centro Addestramento Alpino della Polizia di Stato a Moena dove vengono formati per condurre il taboga e anche per gli elementi di primo soccorso in caso di incidente e di malore”.

se riunioni con gli albergatori quando ad esempio questi hanno come ospiti un gran numero di cittadini stranieri che conoscono normative diverse. Nel variegato mondo degli sci infatti le regole non sono tutte uguali. Noi abbiamo delle regole di condotta molto stringenti, ma zone molto vicine a noi non le hanno. Pensi solo che in Trentino si può andare sulle piste da sci soltanto con gli sci ai piedi, in altre località sulle stesse piste si va anche con mezzi diversi dagli sci, a parte la tavola. Quindi magari a volte soprattutto in ambiti dove il trasferimento da una provincia ad un’altra è anche molto semplice e frequente, può capitare che ci siano indicazioni diverse in relazione alle zone. Per questo è importante il contributo anche da parte dei commercianti, degli albergatori e di tutti gli operatori turi-


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INTERVISTA GESTOR EWS  [ 25 ]

stici, proprio per stabilire un buon rapporto tra il cliente-turista e le forze dell’ordine, per la sicurezza stessa, perché noi alla fine siamo soltanto una componente della sicurezza. Il numero unico di emergenza 112 sta funzionando? Certo. Quello ormai è operativo da giugno ed è rodato. C’è da dire però che quando si è sulle piste c’è anche un altro numero che chiama direttamente i poliziotti ed è diverso da zona a zona.

fisiche delle persone coinvolte in incidenti sciistici. Tale sistema permette di creare delle “mappe di rischio”, ovvero delle rappresentazioni dell’area sciabile considerata con evidenziati i punti ove si registra una maggior frequenza di sinistri che vedono coinvolti gli utilizzatori di tali aree. La maggior parte degli incidenti riguarda soprattutto cadute autonome con gli sci. Quelli che invece coinvolgono più persone possono portare alle lesioni colpose, che è come detto il reato principale.

Ci sono più violazioni e più reati negli ultimi anni? Direi proprio di no, grazie anche ad una forte campagna di sensibilizzazione e all’intervento delle forze dell’ordine e della polizia di stato, noi siamo infatti i più presenti sul territorio trentino mentre in Alto Adige operano maggiormente i carabinieri. Questa attività ha permesso nel corso degli anni di assistere ad un numero sempre minore di comportamenti scorretti sulle piste. Tra l’altro è in corso un progetto creato dalla Fondazione Bruno Kessler e dalla Polizia di Stato che si chiamava Sicuriskiweb e adesso si chiama Safe che ha lo scopo di ridurre l’incidentalità sulle piste da sci ed è stato adottato da moltissimi comprensori sciistici e abbiamo visto che questo sta aiutando molto. Il progetto funziona con un telefono smartphone e grazie all’uso di strumenti di rilevazione innovativi, come ad esempio il Gps, attraverso i quali è possibile individuare geograficamente i punti più pericolosi sulle piste, i momenti della giornata e della stagione più a rischio. Nel database vengono inseriti anche i dati relativi alla nazionalità, all’età, alle capacità sciistiche, alle condizioni © Shutterstock - Roberto Caucino

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[ 26 ]  GESTOR EWS IL PERSONAGGIO  

Guido Artini, un imprenditore che non si ferma mai “Dopo 50 anni di attività, adesso mi diverto nel mio lavoro”

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GUIDO ARTINI Titolare

uido Artini, classe 1951, di Zuclo, una vita tra “mare e monti” la sua. Il suo primo libretto di lavoro risale al 1966. Ancora è vivo quel ricordo nella memoria, quando lavava i piatti a Garda, prima di frequentare le scuole alberghiere al Dolce Casa di Moena, e successivamente al Bristol di Rapallo, per poi imbarcarsi sulle navi da crociera. A soli 17 anni era già imbarcato per Porto Rico. Sulle navi è rimasto due anni, fino ai 19 anni, quando è tornato in Trentino per aprire il suo primo ristorante a Campiglio, che si chiamava Malga Montagnoli. Nel 1978 si lancia in una nuova avventura, l’apertura del secondo ristorante, Ristorante Artini, fino ad arrivare al 1994, quando rileva la Cascina Zeledria, un accogliente ristorante dove la tipicità e la tradizione la fanno da padrone, un piccolo e discreto angolo di montagna poco sopra il passo di Campo Carlo Magno, raggiungibile in macchina d’estate e con gli sci o con il

gatto delle nevi in inverno, immerso nel verde del Parco Naturale Adamello Brenta. Vulcanico, intraprendente e coraggioso, nel 2003 Guido Artini acquista l’Hotel Campiglio Bellavista, rinnovandolo nel 2008: quattro stelle, certificazione Casa Clima e 100 posti letto, più un ristorante per i clienti esterni. Oggi l’albergo è gestito dal figlio Nicola e dalla nuora Lucia, mentre in tutte le sue attività non manca mai la preziosa collaborazione della moglie Lorenza. Da dove nascono questa sua passione per la ristorazione e la sua intraprendenza? “Fin da quando ero bambino ho sempre voluto fare il cuoco. Mi definisco un imprenditore praticone!” Qual è la particolarità della Cascina? “Già il fatto che si trovi nel parco Adamello Brenta è per noi un elemento importante. Noi facciamo il


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IL PERSONAGGIO GESTOR EWS  [ 27 ]  

pranzo per chi passa con gli sci, e la sera prepariamo la cena per chi arriva con il gatto delle nevi. Praticamente le cene in quota le ho inventate io nel Settantaquattro, quando portavo i miei ospiti a Malga Montagnoli. Non lo facevano ancora neanche in Alto Adige. Avevamo un locale molto grande con circa trecento posti”.

Quanto conta la tradizione, anche nell’offerta, e rispetto a quello che chiedono i clienti? “Guardi, io lavoro con il passaparola per il novanta per cento. Anche in l’hotel lavoro ad esempio con gli stranieri che la prima volta prenotano con l’agenzia, la seconda volta invece vengono per conto loro. Io sono poi molto tradizionalista, uso quasi esclusivamente i prodotti locali, a parte i liquori come l’Amarone e gli champagne. I prodotti ad esempio vengono lavorati in parte in malga durante l’alpeggio delle mucche e in parte provengono dai caseifici della Val Rendena, Val di Sole e Val di Non.” Come ha visto cambiare negli anni Madonna di Campiglio? “Per Madonna di Campiglio gli anni d’oro sono stati fino alla fine degli anni Novanta, abbiamo poi resistito fino al duemiladieci nonostante ci fosse un po’ di crisi. Dal duemilaundici e fino all’anno scorso si è rimasti fermi, nel senso che anche noi abbiamo subìto un po’ di rallentamento. Da questa estate mi sembra che ci sia una certa ripresa. Abbiamo fatto un pienone a Sant’Ambrogio come quindici-vent’anni fa”. Ma c’è qualcosa che manca e che anche voi come operatori del settore e albergatori ritenete necessario, dal punto di vista dell’offerta turistica e delle infrastrutture? “A Campiglio abbiamo una società funivie che funziona alla perfezione, i sessanta alberghi sono tutti rinnovati e tutti appartenenti a proprietari del posto, sono senza dubbio delle strutture di prim’ordine. Quello che manca è il pubblico che investa in certe infrastrutture come ad esempio una piscina a disposizione di chi soggiorna negli appartamenti. Manca un po’ un’offerta per il dopo sci, ecco”.

© Shutterstock - Dmitry Molchanov

Negli anni come è cambiato il suo lavoro? “Io fino al Novantacinque seguivo personalmente le cucine e i miei locali, andavo a far la spesa e via dicendo. Poi dopo tanti anni mi sono attrezzato e adesso ho dei bravi collaboratori, e io posso divertirmi. Lavoro sempre però posso crearmi degli spazi miei con un po’ più di leggerezza. Dopo cinquant’anni di attività, il lavoro logora e bisogna anche sapersi divertire, e io lo faccio dal Novantacinque”.

Le manca un po’ il mare? “Si, mi manca un po’ il mare. Ma io sono stato talmente impegnato in tutti questi anni, che mi sembra di essere sceso ieri dalla nave. E invece sono passati quarantasette anni! Per me le giornate sono troppo corte per poter fare tutto quello che vorrei.” Perché fa parte di Gestor? Quali sono i vantaggi che ne riceve? “Innanzitutto, sono tutti amici. Io conosco il presidente da trent’anni, anche lui ha lavorato sulle navi e da questa amicizia è arrivato poi il mio ingresso in Gestor. I vantaggi riguardano la fattura unica a fine mese e le offerte convenienti che propone la cooperativa”.


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© Shutterstock - Rimma Bondarenko

Cioccolata calda, che passione!

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latte, fondente, con o senza panna, più o meno densa, speziata, dolce o amara...l’importante è che sia calda. Un modo per regalarsi una coccola, un momento di relax, per riscaldarsi nelle serate fredde di inverno, la cioccolata calda è una passione e un piacere per molti irrinunciabile. Cioccolata calda: una passione per coccolarsi e riscaldarsi nei gelidi inverni. Con l’arrivo del freddo, cresce infatti il consumo di cioccolata calda, nei bar ma anche a casa. Secondo i nutrizionisti sono molti i motivi per cui in inverno aumenta l’appetito, e non solo la voglia di cioccolato. In generale, si tende a mangiare di più certi cibi non tanto perché fa freddo e c’è

bisogno di più calorie, ma soprattutto perché alimenti come il cioccolato, per esempio, contengono il triptofano che favorisce la produzione di sostanze, chiamate neurotrasmettitori, che in inverno tendono a calare, ma sono importanti perché modulano il tono dell’umore, regolano il ritmo sonno-veglia e il senso di sazietà. La bevanda era già diffusa ai tempi dei Maya e degli Aztechi, ma è stato grazie a Carlo V di Spagna, che ricevette in regalo dal conquistatore Hernan Cortès una massiccia quantità di cacao proveniente dal Messico, che la cioccolata calda fu conosciuta anche in Europa, tanto che divenne il vero status symbol delle classi sociali economicamente avanzate. La ricetta per preparare, a casa, una buona tazza di cioccolata calda ad


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arte è semplice. Bastano piccoli accorgimenti, e il piacere è assicurato. Occorre innanzitutto usare cioccolato solido, preferibilmente extra fondente, e non cacao in polvere. Il segreto della densità della cioccolata in tazza è proprio in questo semplice trucco. Basta aggiungere zucchero e latte per aggiustare il gusto amaro. Meglio poi aggiungere latte intero, che essendo più grasso rende la bevanda ancora più gustosa. Questo va scaldato in un pentolino insieme allo zucchero, mentre la cioccolata, sbriciolata, va aggiunta in un secondo momento, solo quando il latte sta per bollire. Infine, aggiungere un pizzico di sale e perchè no, qualche spezia. Dalla cannella allo zenzero, per una tazza fumante e profumata. In Italia da sempre la cioccolata viene apprezzata, avendo il nostro paese tra l’altro una lunga tradizione di mastri cioccolatieri. Secondo un’indagine Euromonitor ogni italiano consuma in media 4 chilogrammi di tavolette all’anno preferendo il fondente (40%) a quello al latte e a quello bianco. Un dato che negli anni è leggermente calato. Ma se mangiamo meno cioccolato, quello che mangiamo è anche più costoso. E se la cioccolata calda tradizionale resta la preferita degli italiani, magari arricchita con l’aggiunta di panna montata, in questi ultimi anni la fantasia di cioccolatieri e aziende ha prodotto una miriade di nuove, insolite e variegate sfumature di sapori che donano alla cioccolata calda un gusto ancora più intenso. Menta, peperoncino, cardamomo, liquore alle nocciole, vino rosso, rum o amaretto esaltano ancora di più il sapore. Altrettanto richiesta è la cioccolata calda bianca, dove non si utilizza il cacao, ma direttamente il cioccolato bianco fatto sciogliere nel latte e aromatizzato in mille modi diversi (nocciola, agrumi, peperoncino, limone).

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Riscossione crediti, un’incombenza per le aziende Ecco come affrontarla al meglio

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GIACOMO BERNARDI Avvocato

recupero dei crediti è, da sempre, una questione molto delicata per le aziende. E forse oggi è diventata più delicata che mai. la crisi e la scarsità di denaro in circolazione sul mercato hanno aumentato il numero dei clienti insolventi. Per rispondere alle nuove sfide che la situazione economica ci pone davanti, piuttosto, è necessario essere preparati, e saper sfruttare gli strumenti a disposizione nel miglior modo possibile. Ecco allora qualche indicazione utile dall’avvocato Giacomo Bernardi.

Avvocato Bernardi, come comportarsi di fronte ad un caso di cliente insolvente, quale approccio avere? Devo premettere che purtroppo accade sovente che le apparenze ingannino e dunque un soggetto che di primo acchito, o anche conosciuto, possa sembrare solvibile e dunque non desti preoccupazioni circa il pagamento, si dimostri invece un “cattivo pagatore” e dunque insolvente, e ciò potrebbe avere influito ex ante sulle necessarie cautele e garanzie da assumere a tutela del credito, lasciando il creditore - ex post- con le


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RUBRICA LEGALE GESTOR EWS  [ 31 ]  

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A chi rivolgersi per la riscossione? Non per portare acqua al mio mulino o della categoria, ma ritengo che la scelta migliore sia quella di rivolgersi ad un legale, il quale dovrà prontamente intervenire primariamente con una diffida ed indi procedere alle verifiche patrimoniali, onde capire, anche in rapporto all’ammontare del credito, quali spazi vi siano per il recupero, valutando costi e benefici per una possibile azione giudiziaria. Le agenzie di recupero, a livello stragiudiziale fanno quanto possa fare l’avvocato, mentre se poi si debba agire giudizialmente sono comunque costrette a rivolgersi al loro legale ed i costi possono essere anche superiori a quanto si possa definire col proprio legale di fiducia. ovviamente, per un recupero efficace, l’avvocato dovrà verificare se il debitore lavori, o abbia altri proventi, per eventualmente agire sui terzi, fare accertamenti patrimoniali, insistere, scrivere, etc., non limitandosi alla “prima lettera”. Quali sono i limiti entro i quali l’attività di recupero crediti può esercitarsi? Dal punto di vista quantitativo non vi sono limiti; o meglio, il limite può derivare dal cennato rapporto costi/benefici (ovviamente, più il credito è di ridotta entità, a fronte di una non sicura solvibilità, meno ci si spingerà avanti con le azioni; per contro, a fronte, di crediti maggiori, si sarà più “motivati” nel proseguire e cercare più insistentemente il recupero). Con ciò non voglio dire che vi sia una fascia franca in cui i debitori possano stare tranquilli e contare su tale aspetto, ma a volte si deve anche essere pragmatici, abbandonando i principi (che spesso costano). Dal punto di vista temporale, in linea ordinaria il credito si prescrive in dieci anni, termine che può essere interrotto o sospeso in particolari circostanze. vi sono poi delle prescrizioni più brevi o anche presuntive, soggette queste ultime a particolari vincoli probatori: ad esempio si prescrive (presuntivamente) in sei mesi il diritto degli albergatori per il vitto ed alloggio che hanno somministrato e così di coloro che danno alloggio con o senza pensione. Così è di tre anni (sempre in via presuntiva) il termine di prescrizione del compenso per i professionisti, oppure è di un anno in via presuntiva quello dei commercianti per il prezzo delle merci vendute a chi non ne fa commercio.

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armi spuntate. Pertanto, per transazioni - genericamente intese - di una certa rilevanza, prima di stipulare il contratto e dunque prima di obbligarci a fornire il servizio, la merce o di eseguire il lavoro, consiglierei di fare una verifica a livello tavolare e di camera di commercio, per capire se la nostra controparte sia intestataria di beni e se questi siano liberi da gravami, o se abbia subito protesti; indici questi di solvibilità.

Quali sono le tutele legali previste per l’azienda? L’azienda in sé non ha tutele diverse o maggiori rispetto al privato che debba recuperare il proprio credito; potrebbe lenire parzialmente il mancato recupero con l’appostamento a perdita in bilancio e dunque avere il corrispettivo vantaggio fiscale. Consigli pratici? Pur conscio delle sempre maggiori difficoltà che si debbano affrontare nelle prassi commerciali e nell’agguerrito sistema concorrenziale, inviterei a non farsi allettare da contratti che in apparenza sono vantaggiosi, senza assumere le adeguate informazioni e se queste non rispondessero a minimi standard di garanzia …… sicuramente vi sarà un altro contratto da stipulare con un altro cliente più affidabile. È opportuno trovare anche un adeguato scassinamento nei pagamenti da ricevere: quindi, a seconda del tipo di contratto, cercare di avere sempre un rapporto equilibrato tra erogazione del servizio o fornitura e percentuale di incasso, tenendo conto anche dei costi di preparazione. Pertanto, se prima della consegna effettiva vi siano costi di predisposizione, sarà opportuno farsi pagare un buon acconto, in modo da coprire tali costi, in caso poi il cliente non sia in grado di pagare la fornitura vera e propria o cambi idea (che accade). Pur vero che la forma scritta del contratto è prevista per casi specifici e nel nostro ordinamento il principio generale è quello della libertà di forma, inviterei il più possibile a formalizzare per iscritto i contratti, onde avere poi una maggior forza, soprattutto a livello probatorio. La fattura e le scritture contabili danno la possibilità di ottenere quasi sempre il decreto ingiuntivo, ma poi in caso di opposizione, si deve dare prova del rapporto sottostante ed indi delle varie condizioni contrattuali, per avere ragione anche nel merito.

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La nuova protezione dei dati personali

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regolamento UE 2016/679 entrato in vigore il 25 maggio 2016 avrà efficacia dal 25 maggio 2018 e intende rafforzare e rendere più omogenea la protezione dei dati personali. Essendo un Regolamento e non una Direttiva i paesi della UE dovranno immediatamente adeguarsi alle nuove regole senza attendere il relativo recepimento all’interno della normativa nazionale. Le principali novità sono:

A CURA DI Claudio Della Pietra

I fondamenti di ammissibilità del trattamento: il consenso per i dati sensibili (art. 9 del regolamento) deve essere esplicito così come per il consenso a decisioni basate

su trattamenti automatizzati (art. 22); non deve essere necessariamente documentato per iscritto anche se questa modalità si ritiene sia la più idonea per dimostrare ed esplicitare il consenso, anche in caso di controlli ; inoltre, il titolare (art. 7 paragrafo 1) deve essere in grado di dimostrare che l’interessato ha prestato il consenso a uno specifico trattamento. Per i minori il consenso è valido a partire dai 16 anni; prima di tale età occorre raccogliere il consenso dei genitori o di chi ne fa le veci.

II informativa: i contenuti dell’informativa sono dettagliati negli articoli 13, paragrafo 1, e 14, paragrafo 1 del Regolamento e, in parte, han-


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ANGOLO FISCALE GESTOR EWS  [ 33 ]

no una valenza più ampia rispetto al vecchio Codice. In particolare, il titolare deve sempre specificare i dati di contatto del responsabile della protezione dei dati - Data Protection Officer – (in sigla RDP – DPO), se esiste, la base giuridica del trattamento, qual è il suo interesse legittimo, nonché se trasferisce i dati personali in Paesi terzi e, in caso affermativo, attraverso quali strumenti. Il regolamento prevede anche ulteriori informazioni “per garantire un trattamento corretto e trasparente”: in particolare, il titolare deve specificare il periodo di conservazione dei dati o i criteri seguiti per stabilire tale periodo di conservazione, e il diritto di presentare un reclamo all›autorità di controllo. Se il trattamento comporta processi decisionali automatizzati (anche la profilazione), l’informativa deve specificarlo e deve indicare anche la logica di tali processi decisionali e le conseguenze previste per l’interessato. Nel caso di dati personali non raccolti direttamente presso l’interessato (art. 14 del regolamento), l’informativa deve essere fornita entro un termine ragionevole che non può superare 1 mese dalla raccolta, oppure al momento della comunicazione e non della registrazione dei dati, diversamente da quanto prevede attualmente l’art. 13, comma 4, del Codice. Il regolamento specifica le caratteristiche dell›informativa che deve avere forma concisa, trasparente, comprensibile per l’interessato e facilmente accessibile; occorre utilizzare un linguaggio chiaro e semplice e, per i minori, occorre prevedere informative specifiche. Il regolamento ammette, soprattutto, l›utilizzo di icone per presentare i contenuti dell’informativa in forma sintetica, ma solo unendole con l’informativa estesa; queste icone dovranno essere identiche in tutta l’Ue.

III diritti degli interessati [accesso, portabilità, opposizione, limitazione del trattamento, cancellazione (oblio)]: il termine per la risposta all’interessato è, per tutti i diritti (compreso il diritto di accesso), 1 mese, estendibili fino a 3 mesi in casi di particolare necessità; il titolare deve comunque dare un riscontro all’interessato entro 1

mese dalla richiesta, anche in caso di diniego. Il riscontro all’interessato deve avvenire in forma scritta anche attraverso modalità elettroniche che ne favoriscano l’accessibilità; può essere dato oralmente solo se lo richiede l’interessato stesso (art. 12, paragrafo 1 e art. 15, paragrafo 3). IV titolare, incaricato, responsabile del trattamento: il regolamento disciplina la contitolarità del trattamento (art. 26) e impone ai titolari di definire specificamente (con un atto che rispetti il diritto nazionale) il rispettivo ambito di responsabilità e i compiti, con particolare attenzione all’esercizio dei diritti degli interessati, che hanno comunque la possibilità di rivolgersi indifferentemente a uno qualsiasi dei titolari operanti congiuntamente; fissa le caratteristiche dell’atto con cui il titolare designa un responsabile del trattamento attribuendogli specifici compiti: deve trattarsi, infatti, di un contratto e deve disciplinare tassativamente le materie riportate al paragrafo 3 dell’art. 28 al fine di dimostrare che il responsabile fornisce «garanzie sufficienti» quali, in particolare, la natura, durata e finalità del trattamento o dei trattamenti assegnati, le categorie di dati oggetto di trattamento, le misure tecniche e organizzative adeguate a consentire il rispetto delle istruzioni impartite dal titolare e, in via generale, delle disposizioni contenute nel regolamento; consente la nomina di sub-responsabili del trattamento da parte di un responsabile (art. 28, paragrafo 4), per specifiche attività di trattamento, nel rispetto degli stessi obblighi contrattuali che legano titolare e responsabile; quest’ultimo risponde dinanzi al titolare dell’inadempimento dell’eventuale sub-responsabile, anche ai fini del risarcimento di eventuali danni causati dal trattamento, salvo dimostri che l’evento dannoso “non gli è in alcun modo imputabile” (art. 82, paragrafo 1 e paragrafo 3); prevede obblighi specifici in capo ai responsabili del trattamento, in quanto distinti da quelli pertinenti ai rispettivi titolari. Ciò riguarda, in particolare, la tenuta del registro dei trattamenti svolti (art. 30, paragrafo 2); l’adozione di idonee misure tecniche e organizzative per garantire la sicurezza dei trattamenti (art. 32 regolamento); la designazione di un RPD - DPO, nei casi previsti dal

regolamento o dal diritto nazionale (art. 37 del regolamento).

V approccio basato sul rischio del trattamento e misure di responsabilizzazione (accountability) dei titolari e dei responsabili (valutazione di impatto, registro dei trattamenti, misure di sicurezza, violazioni dei dati personali, nomina di un RDP-DPO): il regolamento impone la “responsabilizzazione” di titolari e responsabili attraverso l’adozione di comportamenti tali da dimostrare la concreta messa in opera di misure finalizzate ad assicurare l’applicazione del regolamento (artt. 23-25 e l’intero Capo IV del regolamento). Si tratta di una grande novità per la protezione dei dati in quanto viene affidato ai titolari il compito di decidere autonomamente le modalità, le garanzie e i limiti del trattamento dei dati personali – nel rispetto delle disposizioni normative e alla luce di alcuni criteri specifici indicati nel regolamento. Il primo fra tali criteri è sintetizzato dall’espressione inglese “data protection by default and by design” (art. 25), ossia la progettazione di un processo aziendale per il trattamento dati, prevedendo fin dall’inizio le garanzie indispensabili “al fine di soddisfare i requisiti” del regolamento e tutelare i diritti degli interessati, tenendo conto del contesto complessivo ove il trattamento si colloca e dei rischi per i diritti e le libertà degli interessati. Tutto questo deve avvenire prima di procedere al trattamento dei dati vero e proprio (“sia al momento di determinare i mezzi del trattamento sia all’atto del trattamento stesso”, secondo quanto afferma l’art. 25, paragrafo 1 del regolamento) e richiede, pertanto, un’analisi preventiva da parte dei titolari che debbono porre in essere una serie di attività specifiche e dimostrabili. Fondamentali fra tali attività sono quelle connesse al secondo criterio individuato nel regolamento rispetto alla gestione degli obblighi dei titolari, ossia il rischio inerente al trattamento. Quest’ultimo è da intendersi come rischio di impatti negativi sulle libertà e i diritti degli interessati (artt. 75 e 77); tali impatti dovranno essere analizzati attraverso un apposito processo di valutazione (artt. 35 e 36) tenendo conto dei rischi noti o evidenziabili e delle misure tecniche e organizzative (anche


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di sicurezza) che il titolare ritiene di dover adottare per annullare tali rischi. In base all’esito di questa valutazione di impatto il titolare potrà decidere in autonomia se iniziare il trattamento oppure consultare l’autorità di controllo competente per ottenere indicazioni su come gestire il rischio residuale; l’autorità non avrà il compito di “autorizzare” il trattamento, bensì di indicare le misure ulteriori eventualmente da implementare a cura del titolare e potrà, ove necessario, adottare tutte le misure correttive ai sensi dell’art. 58: dunque, l’intervento delle autorità di controllo si collocherà successivamente alle determinazioni assunte autonomamente dal titolare; ciò spiega l’abolizione a partire dal 25 maggio 2018 di alcuni istituti previsti dalla direttiva del 1995 e dal Codice italiano, come la notifica preventiva dei trattamenti all›autorità di controllo e la cosiddetta verifica preliminare; sostituiti da obblighi di tenuta di un registro dei trattamenti da parte del titolare/responsabile e, appunto, di effettuazione di valutazioni di impatto in piena autonomia. Peraltro, alle autorità di controllo e, in particolare, al “Comitato europeo della protezione dei dati” spetterà un ruolo fondamentale al fine di garantire uniformità di approccio e fornire ausili interpretativi e analitici: il Comitato è chiamato, infatti, a produrre linee-guida e altri documenti di indirizzo su queste e altre tematiche connesse, anche per garantire quegli adattamenti che si renderanno necessari alla luce dello sviluppo delle tecnologie e dei sistemi di trattamento dati. Registro delle operazioni di trattamento dei dati personali e misure di sicurezza Tutti i titolari e i responsabili di trattamento, eccettuati gli organismi con meno di 250 dipendenti, ma solo se non effettuano trattamenti a rischio (art. 30, paragrafo 5), devono tenere un registro delle operazioni di trattamento i cui contenuti sono indicati all’art. 30. Si tratta di uno strumento fondamentale non soltanto ai fini dell›eventuale verifica da parte del Garante, ma anche allo scopo di disporre di un quadro aggiornato dei trattamenti in essere all’interno di un’azienda o di un soggetto pubblico, indispensabile per ogni valutazione e analisi del rischio. Il registro deve avere forma scritta, anche

elettronica, e deve essere esibito su richiesta al Garante. La tenuta del registro dei trattamenti è parte integrante di un sistema di corretta gestione dei dati personali. Per questo motivo, si consiglia a tutti i titolari di trattamento e ai responsabili, a prescindere dalle dimensioni dell’organizzazione, a compiere tutte le analisi per dotarsi di tale registro e, in ogni caso, a compiere un’accurata ricognizione dei trattamenti svolti e delle rispettive caratteristiche. I contenuti del registro sono fissati nell’art. 30 ma nulla vieta a un titolare o responsabile di inserire ulteriori informazioni, se lo si riterrà opportuno, proprio nell’ottica della complessiva valutazione di impatto dei trattamenti svolti. L’Autorità sta valutando di mettere a disposizione un modello di registro dei trattamenti che i singoli titolari potranno integrare nei modi opportuni. Le misure di sicurezza devono “garantire un livello di sicurezza adeguato al rischio” del trattamento (art. 32, paragrafo 1); in questo senso, la lista di cui al paragrafo 1 dell’art. 32 è una lista aperta. Per lo stesso motivo, non potranno sussistere, dopo il 25 maggio 2018, obblighi generalizzati di adozione di misure “minime” di sicurezza poiché tale valutazione sarà rimessa, caso per caso, al titolare e al responsabile in rapporto ai rischi specificamente individuati come da art. 32 del regolamento. È possibile aderire a specifici codici di condotta o a schemi di certificazione per attestare l’adeguatezza delle misure di sicurezza adottate. Tutti i titolari di trattamento dovranno in ogni caso documentare le violazioni di dati personali subite, anche se non notificate all›autorità di controllo e non comunicate agli interessati, nonché le relative circostanze e conseguenze e i provvedimenti adottati (art. 33, paragrafo 5); tale obbligo non è diverso, nella sostanza, da quello attualmente previsto dall’art. 32 bis, comma 7, del Codice. Si raccomanda, pertanto, ai titolari di trattamento di adottare le misure necessarie a documentare eventuali violazioni, essendo peraltro tenuti a fornire tale documentazione, su richiesta, al Garante in caso di accertamenti.

Anche la designazione di un “responsabile della protezione dati” (RPD o DPO) riflette l’approccio responsabilizzante che è proprio del regolamento (art. 39), essendo finalizzata a facilitare l’attuazione del regolamento da parte del titolare/del responsabile; infatti fra i compiti del RPD rientrano “la sensibilizzazione e la formazione del personale” e la sorveglianza sullo svolgimento della valutazione di impatto di cui all’art. 35. La sua designazione è obbligatoria in alcuni casi (art. 37), e il regolamento tratteggia le caratteristiche soggettive e oggettive di questa figura (indipendenza, autorevolezza, competenze manageriali: si vedano artt. 38 e 39).

VI trasferimento internazionale dei dati: il trasferimento verso un Paese terzo sulla base di clausole contrattuali modello, debitamente adottate, o di norme vincolanti d’impresa approvate attraverso la specifica procedura di cui all’art. 47 del regolamento, potrà avere inizio senza attendere l’autorizzazione nazionale del Garante: tuttavia, l’autorizzazione del Garante sarà ancora necessaria se un titolare desidera utilizzare clausole contrattuali ad-hoc oppure accordi amministrativi stipulati tra autorità pubbliche. Il regolamento consente di ricorrere anche a codici di condotta o a schemi di certificazione per dimostrare le «garanzie adeguate» previste dall'art. 46. Il regolamento vieta trasferimenti di dati verso titolari o responsabili in un Paese terzo sulla base di decisioni giudiziarie o ordinanze amministrative emesse da autorità di tale Paese terzo, a meno dell’esistenza di accordi internazionali in particolare di mutua assistenza giudiziaria o analoghi accordi fra gli Stati (art. 48). In sintesi il nuovo Regolamento per il trattamento dei dati personali ricalca i processi e le procedure che debbono essere create per la certificazione di qualità. Normativa di riferimento • Regolamento UE 2016/679 • Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 Siti di interesse • http://www.gpdp.it


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IL PRODOTTO GESTOR EWS  [ 35 ]  

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La pera Un frutto che si coniuga con il dolce ma anche con il salato

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on la cioccolata per un dolce raffinato, con il formaggio stagionato per un aperitivo diverso dal solito, con gli amaretti, nelle macedonie di frutta o da sola. La pera è un frutto che si presta a tantissimi abbinamenti, basta avere un pizzico di fantasia. Un frutto antichissimo, dal sapore zuccherino, che in questa stagione raggiunge il suo momento biologico migliore e quindi il più adatto per assaporarla in tutte le sue varietà, anche in cucina. Conosciute e apprezzate fin dal Medioevo, le pere sono state il primo esempio di frutta “globalizzata”. Consumi, coltivazioni, innesti e nuove varietà hanno accompagnato la storia dello sviluppo delle relazioni agricole e commerciali tra Paesi e oggi troviamo infatti questo frutto quasi ovunque. Sode, succose, rinfrescanti, le pere ci aiutano ad affrontare le basse temperature con un po’ di dolcezza in più. Ricca di numerosi nutrienti, è utile secondo gli esperti a prevenire il diabete e a ridurre il colesterolo. In Italia il 70% delle pere nazionali è prodotto in

Emilia-Romagna. Particolarmente apprezzate sono quelle della provincia di Mantova che hanno anche l’indicazione geografica protetta (IGT). Le varietà più diffuse sono: William rossa: la polpa è biancastra, molto succosa con aroma moscato caratteristico. Oltre che per il consumo fresco, le William rosse sono ottime per la cottura e per i centrifugati. Passacrassana: di grandi dimensioni, con buccia gialla alla maturazione. La polpa è bianca, granulosa e zuccherina. Ideale per i dolci. Decana: la buccia è giallo-verde. La polpa è bianca, fine, succosa e aromatica. È la varietà più ricca di fruttosio, quindi la più adatta per la preparazione di confetture. Conference: tipica pera emiliana di media dimensione, con buccia verdegiallo bronzato. La polpa è bianco giallastra, molto succosa, dolce e aromatica, poco acidula e per questo la più apprezzata dai bambini ma la meno adatta alla cottura. Abate: a forma allungata e buccia giallo-ruggine. La polpa è bianca,

granulosa, molto succosa, zuccherina e aromatica. Ideale per macedonie e dessert. Imperatore: pur essendo una delle varietà meno consumata, ha la particolarità di essere la più ricca di potassio e vitamine. Disponibili ormai per gran parte dell’anno, spesso le pere vengono consumate spesso al naturale, in una gustosa macedonia di frutta Calvados ad esempio. Nelle torte aggiungono un tocco in più, impiegate sia nell’impasto che nella decorazione esterna, o cotte nello sciroppo o nel vino. Con insalate acidule, abbinate con rucola e radicchio che si caratterizzano per il loro sapore amarognolo, trovano un accostamento perfetto con la loro componente zuccherina. Ma il massimo dell’esaltazione del suo sapore è dato dallo sposalizio con i formaggi stagionati dal gusto deciso, come quello piccante del gorgonzola, del pecorino e del parmigiano.


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[ 36 ]  GESTOR EWS LA RICETTA  

Ingredienti per 4 persone: • 200 gr pere abate • 160 gr radicchio di Treviso • 80 gr dressing allo yogurt di riso e pepe di Sichuan • 60 gr Trentingrana Dop • 40 gr noci sgusciate STEFANO GOLLER Executive Chef

• 30 gr pomodorini confit • 25 gr olio 46° parallelo biologico • 20 gr germogli di bietola rossa • 15 gr albume d'uovo • n° 20 pezzi cruschelli di segale • q.b. spumante Trento Doc • q.b. timo

La ricetta

Le tagliatelle di pere marinate al Trento Doc e timo, con radicchio di Treviso e petali di Trentingrana DOP

• q.b. sale nero di Cipro

Procedimento: Per prima cosa lavare, sbucciare e tagliare le pere creando delle tagliatelle. Posizionarle in un contenitore e coprirle con dello spumante Trento Doc e qualche fogliolina di timo; lasciar marinare per almeno 15 minuti. Una volta trascorso il tempo, scolare le pere e aggiungervi dell'olio 46° Parallelo biologico. Sbattere l'albume d'uovo, immergerci le noci, passarle nel sale nero di Cipro, posizionarle su una placca ricoperta con carta da forno e farle cuocere a forno preriscaldato a 170° gradi per circa 10/12 minuti. Lavare accuratamente il radicchio, tagliarlo a pezzi abbastanza lunghi. A questo punto mescolare il radicchio con le tagliatelle di pere fatte marinare in precedenza, aggiungervi i pomodorini confit, le noci al sale nero tagliuzzate a pezzi, i germogli di bietola rossa e le scaglie di Trentingrana Dop. Posizionare il tutto nelle fondine prescelte, condire con il dressing allo yogurt di riso e pepe di Sichuan, per ultimo aggiungere i cruschelli di segale.


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