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L'abbraccio numero 106

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L’ABBRACCIO n106 Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova

2022

Vivere le regole

Il rispetto delle regole Editoriale del Ministro Luciana Lamorgese ........................................................... 3

Le regole del gioco e la libertà di Padre Andrea Decaroli ........................................................... 5

Il rispetto delle regole: perchè e quando di Francesco Cozzi ........................................................... 7

Senza scomodare i Comandamenti, il Corano, la costituzione, il codice della strada o le leggi della natura, è intuitivo per la persona adulta il valore delle regole nella esistenza individuale e collettiva. Specifichiamo il riferimento alla persona adulta perché è proprio in questa porzione dell’io che si matura il convincimento a vivere in un sistema di regole condivise. Le regole non mortificano la genialità né la santità; Leonardo da Vinci e San Francesco hanno infranto le regole per poi però crearne di superiori. “Vivere le regole” per noi del CEIS rappresenta l’architrave del recupero della propria identità; una difesa dalle nebbie delle attrazioni devastanti. Convinti dell’importanza vitale di questo tema abbiamo chiesto al Ministro degli Interni Luciana Lamorgese di onorarci del suo editoriale e agli altri esperti più coinvolti di condividere le loro riflessioni e di questo siamo loro infinitamente grati. Buona lettura!

Enrico Costa

16126 Genova • Via Asilo Garbarino, 6/B • Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.002 r.a. N. 106 • 2° Trimestre 2022 • N. 2 del 2022 • Prezzo 1,00 euro Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 • Iscrizione al R.O.C. n° 16776 del 17/04/2008 Poste Italiane S.p.A. sped. abb. postale • D.L 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 N° 46) art 1 comma 1, DCB Genova

Migranti, le regole e la convivenza in un’ottica di integrazione di Francesco Lalla ...........................................................11

L’infelicità di una società senza limiti di Stefano Tomelleri ......................................................... 14

Vivere le regole al tempo del Covid di Monica Raiteri ..........................................................17


L’ABBRACCIO Dove possiamo Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova

incontrarci

Siamo anche in tutta Italia

Direttore responsabile Silvano Balestreri Caporedattore Alessandro Censi Buffarini In redazione Elisabetta Aicardi, Agnese Schiaffino Hanno collaborato Luciana Lamorgese, Padre Andrea Decaroli, Francesco Cozzi, Francesco Lalla, Stefano Tomelleri, Stefano Tomelleri Direzione e redazione ASS. CENTRO DI SOLIDARIETÀ di GENOVA Via Asilo Garbarino, 6 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002 Impaginazione Xedum srl Stampa RESTART di Marina Cosco & C. sas Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 Sped. abb. postale 50% - Genova Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Fassolo

Via Asilo Garbarino, 6-9/B - 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.002 ceisge@ceisge.org fondazione@pec.ceisge.org www.ceisge.org

Trasta

Salita Cà dei Trenta, 28 16161 Genova

LA NOSTRA FILOSOFIA

Casa Bozzo Via Edera 22 16144 Genova

Direttore Generale CEIS Genova Paolo Merello

Fondazione Centro Di Solidarietà Bianca Costa Bozzo Onlus

Multiservice Società Cooperativa Sociale Il Boschetto Di Campi – Società Cooperativa Agricola E Sociale Ceis Genova Sport- Societa Sportiva Dilettantistica A R.L. Unipersonale

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L’ABBRACCIO

occhi e nei cuori degli altri, scappa. Fino a che non permette loro di condividere i suoi

Via Cavassolo 23 16022 Davagna (GE)

trovare un tale specchio? Qui insieme

di essere conosciuto né può conoscere se stesso né gli altri, sarà solo. Dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo una persona può alla fine manifestarsi chiaramente a se stessa non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure,

Via Galata 39 16121 Genova

ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da offrire. Su questo terreno noi possiamo tutti mettere radici e crescere non più soli come nella morte, ma vivi a noi stessi e agli altri.

Loano

Quiliano

Via Convento 30 17047 Quiliano (SV)

Centro Di Solidarietà Di Genova Coop. Sociale Onlus Associazione Centro Di Solidarietà Di Genova Onlus

una persona non confronta se stessa negli

segreti, non ha scampo da questi. Timoroso

Via Sant’Agostino 13 17025 Loano (SV)

Chi siamo

nasconderci da noi stessi. Fino a quando

Casa Apollaro

Galata

Presidente CEIS Genova Enrico Giuseppe Costa

Siamo qui perché non c’è alcun rifugio dove

Gianelline San Fruttuoso Salita Nuova Signora del Monte 3B- 16143 Genova (GE)

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Belluno

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Anguillara

Cagliari

Padova

Civitavecchia

Pescara


Il rispetto delle regole di Luciana Lamorgese, Ministro dell’Interno del governo italiano

I

n un tempo difficile e complesso come il nostro, in cui

oltre 25 mila manifestazioni, con pochissimi episodi di

la pandemia ha stravolto la vita di centinaia di milioni

provocazioni ai danni delle Forze di polizia.

di uomini e di donne in tutto il mondo e la guerra

scoppiata nel cuore dell’Europa ha minato un periodo di pace e di prosperità durato oltre 70 anni, il tema fondante del rispetto delle regole acquisisce un valore ancora più concreto e stringente, affinché sia garantito a tutti i cittadini un adeguato livello di sicurezza nella cornice di valori condivisi che regolano la nostra convivenza civile.

Nel 2021, ho firmato una circolare indirizzata ai prefetti per porre alcune limitazioni temporanee ai cortei nei centri storici che rischiavano di paralizzare ogni fine settimana intere città: e, se si escludono limitati episodi in cui sono prevalse più le provocazioni ai danni delle Forze di polizia che il sacrosanto diritto di manifestare, presto si è ben compreso quanto fosse urgente e

periodo

necessario, in un momento così delicato, un attento

pandemico drammatico, segnato da lutti, restrizioni,

bilanciamento tra diritti costituzionalmente protetti,

difficoltà economiche e conseguenti tensioni sociali.

tenendo conto anche della voce dei sindaci preoccupati

In questi ultimi anni, chi è chiamato a responsabilità

per le ripercussioni, sulla agibilità delle città e sulla

pubbliche ha dovuto affrontare un inedito scenario di

ripresa economica, causate dalle manifestazioni che

emergenza sanitaria e sociale, continuando ad essere

non rispettavano le regole.

garante dell’esercizio delle libertà civili in un contesto

Due anni di pandemia ci lasciano una grande lezione

di uguaglianza e di solidarietà.

che dobbiamo fare nostra: mai come nei periodi di

Se, dunque, per i sistemi democratici non è stato affatto

emergenza, diritti e doveri rappresentano due forze

semplice adottare provvedimenti restrittivi di taluni

che si contrappongono in un braccio di ferro quanto

diritti e libertà fondamentali mai conosciuti prima,

mai aspro. Tuttavia, la cura dell’interesse generale

l’adozione di una strategia di contrasto alla diffusione

e il necessario rispetto delle garanzie costituzionali

al Covid-19 si è resa al contempo assolutamente

non può mai ammettere l’assoluta prevalenza della

necessaria per garantire la tutela effettiva di altri

prima sul secondo, o viceversa. In questo quadro, chi

Stiamo

faticosamente

uscendo

da

un

diritti costituzionali, primo tra tutti quello alla salute dell’intera collettività. Tale strategia ha potuto produrre effetti positivi solo grazie alla consapevolezza e alla maturità che i cittadini nel loro complesso hanno dimostrato. Infatti, durante i due anni difficili della pandemia sono stati effettuati controlli su oltre 84 milioni di persone e su 17 milioni di esercizi commerciali e solo in una percentuale minima di casi sono state adottate sanzioni. Ciò a testimonianza concreta di una grande propensione al rispetto delle regole da parte di tutti e di un approccio delle Forze di polizia basato su umanità e buon senso.

ha responsabilità di governo è chiamato a mettere in campo tutta la sua saggezza e tutta la sua ponderazione per individuare sempre il giusto punto di equilibrio tra queste due tendenze, con l’obiettivo primario di preservare la coesione sociale. Di recente, l’invasione dell’Ucraina da parte delle forze armate russe ha fatto vacillare molte delle nostre sicurezze, mettendo in discussione anche le pietre angolari della convivenza civile e del diritto internazionale. L’instabilità del contesto internazionale, lo spettro dell’impoverimento per intere fasce sociali, la minaccia di una crisi alimentare mondiale e di una conseguente potenziale catastrofe umanitaria

Anche quando si sono contrapposti i due diritti

ci dovrebbero indurre ancora di più a riflettere sul

fondamentali, salute pubblica e libera manifestazione

senso profondo del patto sociale basato sul rispetto

del dissenso, la risposta generale è stata ampiamente

consapevole delle regole.

positiva. Basti pensare che nel periodo contraddistinto dall’emergenza Covid si sono svolte pacificamente

La pandemia e la guerra – cui si aggiunge una crisi

L’ABBRACCIO

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climatica che quest’anno sta producendo anche in Italia una gravissima siccità – ci ricordano, qualora ce lo fossimo dimenticati, il valore più profondo del rispetto delle regole. Tanto più quando esse sono poste a presidio di valori fondamentali come la libertà, il rispetto reciproco, la pari dignità nella diversità, la solidarietà e la tutela dei beni pubblici.

del proprio agire. Affinché il rispetto delle regole diventi patrimonio comune del nostro senso civico, è necessario però che la società intera faccia la propria parte promuovendo forme attive di cittadinanza. In occasione della Festa della Repubblica, il 2 giugno scorso, il neo presidente dalla Conferenza episcopale italiana, il cardinale Matteo

Le regole, tuttavia, non sono fatte di inchiostro,

Zuppi, ha pubblicato una lettera indirizzata a chi è

marciano sulle gambe degli uomini e delle donne che

impegnato nelle istituzioni in cui, rivolgendosi a tutti i

sono chiamati a farle proprie e a rispettarle. Le regole

cittadini, ha citato don Primo Mazzolari: “Ci impegniamo

dovrebbero

universali

noi e non gli altri…né chi sta in alto, né chi sta in basso,

e devono essere anche giuste: nessuno dovrebbe

senza pretendere che gli altri si impegnino…senza

applicarle in modo ferreo ai nemici piuttosto che

giudicare chi non si impegna…il mondo si muove se noi

interpretarle a favore degli amici.

ci muoviamo, si muta se noi mutiamo…”.

Per tali ragioni, nell’incertezza e nella grande fragilità

L’etica della responsabilità da parte di chi ricopre

del contesto in cui siamo chiamati ad operare, è quanto

funzioni pubbliche e l’impegno civico, esercitato in

mai attuale ricordare il monito del compianto prefetto

prima persona da ogni cittadino: da qui dovremmo

Carlo Mosca che non si stancava mai di ripetere come la

ripartire per riflettere sulla rapida evoluzione delle

regola aurea per governare un mondo complesso come

nostre società, piccole o grandi che siano, che hanno

quello odierno sia “l’etica della responsabilità”, ispirata

bisogno, oggi più che mai, di regole condivise per

ai risultati della propria azione, ossia alle conseguenze

garantire una effettiva convivenza civile.

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essere

L’ABBRACCIO

poche,

semplici

ed


Le regole del gioco e la libertà di Padre Andrea Decaroli., Parroco Basilica di San Siro e responsabile del “Centro Storico Ragazzi” Genova

S

piegare un gioco vuol dire spiegarne le regole, ma

deve essere più ampia possibile, e che è l’unico modo

insieme spiegarne l’obiettivo. Dare indicazioni,

per garantirmi la felicità. Pensiamo a quante volte ci

semplici e chiare, di cosa si può fare e cosa no,

siamo accontentati di proporre una definizione povera

di quali sono i confini di spazio e di comportamento. E

di libertà, di una libertà individualistica che assomiglia

al tempo stesso annunciarne lo scopo, il goal: a cosa

all’egoismo: “La mia libertà arriva fin dove inizia quella

deve essere finalizzato lo sforzo, che sia del singolo o di una intera squadra. Senza regole infatti non c’è gioco, ma confusione: e nessun bambino riesce a giocare con qualcuno che non ha capito le regole o che decide di non osservarle. E senza un obiettivo il gioco è morto, le regole stesse perdono ogni significato e interesse. Passiamo ora dal campo del gioco - che è quello, prezioso, di un mondo immaginario, di un universo

dell’altro”. Se veramente è così, allora tanto più spazio ho per me, magari acquistato con soldi o fama, tanto più sarò libero, svincolato da tutto e da tutti, e tanto più sarò felice. L’affermazione di Sartre “l’enfer, c’est

les autres” diventa naturale conseguenza di questa impostazione. Il Paradiso dovrebbe allora essere non il luogo della piena comunione ma della finalmente

parallelo - a quello della vita reale. In realtà la distinzione

raggiunta solitudine.

non è così netta, il gioco pure fa parte della vita reale,

La verità della mia esistenza, se la guardo senza i

e in esso tanti elementi di adesione alla realtà vengono

paraocchi dell’ideologia, è che invece siamo tutti

vissuti e celebrati: ma il discorso ci porterebbe troppo

costitutivamente dipendenti gli uni dagli altri, inter-

lontano…

connessi tra noi dal primo istante di vita. Anche

Anche nel mondo reale, la vita sociale e il nostro inserimento in essa ha bisogno di regole e di obiettivi, chiari, riconosciuti e condivisi. Senza questi due elementi si sfalda la consistenza della comunità ed

è

impossibile

una

qualsivoglia

adesione

l’onnipresenza della Rete, pure nei suoi risvolti negativi, ce lo ricorda e ce lo conferma. La mia felicità, tanto quanto può esserci, passa da questa realtà della mia vita, qui la conquisto o qui la perdo.

ad

L’altro non è allora un limite alla mia felicità, ma l’unica

essa. Ma qui mi sembra necessario fare un passo

situazione in cui posso incontrarla. La mia libertà non è

ulteriore: rimarremmo altrimenti nell’ottica dell’utile e

una liberazione dai legami con l’altro ma una liberazione

dell’immediato, senza andare alla sostanza del discorso.

dei legami che inevitabilmente mi legano a lui. Non una

Infatti potremmo anche costruire – raccolta intorno a

libertà “da”, piuttosto una libertà “per”. E insieme una

regole e obiettivi – una società compatta, nella quale

libertà “con”, dove l’altro non è più mio nemico ma

ognuno è pienamente coinvolto: ma essere questa al

mio compagno di viaggio, mio alleato, addirittura mio

tempo stesso un inferno in terra. “Ogni regno diviso in

fratello.

sé stesso va in rovina” è affermazione che Gesù fa in generale, ma significativamente la fa a partire proprio dal regno di Beelzebul.

Partendo da questa impostazione sulla libertà, viene di conseguenza che anche il discorso sul “vivere le regole” assume altri significati. Non si partirà più dalla

È necessario allora, per andare al centro della questione,

composizione di diversi egoismi, dal trovare l’accordo

richiamare il rapporto di quanto stiamo dicendo con la

perché ognuno possa fare quanto più possibile ciò che

felicità, con la verità, con la libertà.

preferisce, lavoro nel quale ognuno eserciterà tutto

Una sottile malattia della nostra epoca, che ha radici lontane, è quella di ritenere la libertà come quello spazio tutto mio dove io posso fare quanto voglio e come voglio. Una estensione della mia persona, che

il suo sforzo per ampliare il proprio spazio a scapito di quello degli altri. Ma si partirà da uno sguardo più elevato e più profondo, si cercherà di scoprire insieme l’autentico bene dell’uomo e degli uomini, e parole come bene/male, vero/falso, avranno di nuovo diritto di

L’ABBRACCIO

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esistere e di essere utilizzate. Rimane ancora tutto lo spazio per la politica, che

leggi umane e legge naturale. Così come dell’obiezione di

coscienza.

Ma

soprattutto

sono

conseguenze

è anche capacità di compromesso, e per la tecnica

importanti nel campo dell’educazione e delle sue

giuridica, nell’arrivare alla singola legge e alla regola

agenzie, a cominciare dalla famiglia, la scuola, la

che da questa promana: ma all’interno di una visuale

Chiesa. Luoghi dove i nostri figli devono essere aiutati

più ampia, che ridà all’uomo la sua dignità di essere che

a crescere come uomini veri e liberi, appassionati di

aspira a realtà grandi, che sa elevarsi oltre le proprie

verità e libertà. Perché c’è differenza tra uno yes-man,

passioni, che non ha paura di ricercare e di confrontarsi.

individuo allevato a dire sempre di sì a tutte le regole,

E all’interno di un vivere insieme che non è un armistizio

ed un uomo del sì: persona libera perché educata a

ma uno sforzo di comunione.

vivere la sua umanità in tutto il suo rischio e fascino

Quanto stiamo dicendo ha conseguenze interessanti,

di slancio verso la realtà, la verità, il bene. Che per un

che meriterebbero di essere approfondite. Si entra

cristiano non sono semplicemente concetti ma parole

infatti nel campo del rapporto tra legalità e giustizia, tra

che hanno un Nome e un Volto.

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L’ABBRACCIO


Il rispetto delle regole: perché e quando di Francesco Cozzi, già procuratore capo della Procura di Genova

N

ella realtà attuale ci sono moltissime situazioni in cui sorge spontanea la domanda” A cosa serve la legge? A cosa servono le regole?”

La risposta ovvia e logica è che le leggi e più in generale le regole sono gli strumenti di cui la nostra società dispone perché si possa convivere pacificamente nel reciproco rispetto dei diritti e delle libertà di ognuno. Ogni aggregazione umana ha bisogno di regole per vivere insieme civilmente ma anche per disciplinare l’infinita serie di relazioni tra le persone che vivono nella società. Ma dalla risposta non consegue necessariamente che la

libertà individuale che comportano, della minore

legge venga osservata.

autorevolezza degli enti e delle autorità da cui

Al contrario solo una parte dei consociati ne è convinta

promanano.

e accetta le regole per il bene comune. Molte persone

Si pensi alle limitazioni conseguenti alla pandemia del

hanno invece se non proprio il piacere di violare le

COVID 19 adottate con decreti-legge o con decreti

regole, la resistenza ad eseguirle, che siano ordini di

ministeriali sulla base di uno stato di emergenza che ha

fare o di non fare.

sconvolto la vita individuale lavorativa e sociale, minato

Questa reattanza avviene in famiglia, a scuola, sui

la salute e il benessere economico delle popolazioni di

luoghi di lavoro, nella vita sociale. La abbiamo provata

tutto il mondo senza distinzioni di sesso di nazionalità

tutti in qualche misura nella nostra vita. Molte persone

di dimora geografica, aggravato i disagi e le differenze

si sentono infastidite dal sentirsi dire cosa devono fare.

esistenti.

Non c’è alla base di ciò solo l’attrazione verso ciò che è

Limitazioni alla libertà di movimento, di associazione,

proibito o difficile da conseguire (tesi di Jack Brehm) o

di riunione o della persona anche con imposizioni di

il senso smisurato del proprio io, specie nelle persone

trattamenti indiretti (green pass) o diretti (vaccinazioni

più giovani. Quello che rende insofferenti a certe regole

obbligatorie, quarantene) hanno portato all’isolamento

cautelari o di sicurezza (sulla strada nella vita sportiva,

fisico e affettivo-relazionale alimentando la insofferenza

nel provare nuove sensazioni o sostanze) è anche la

verso regole, tantopiù non condivise quando non

non comprensione del contenuto e delle finalità del

accompagnate

precetto a cui si reagisce riaffermando la propria scelta

adeguata e chiara, ragionata e convincente piuttosto

o libertà individuale o di gruppo. Cui si aggiunge la

che colpevolizzatrice o meramente precettiva.

non percezione del pericolo o del rischio in cui può incorrere chi non le osserva. In una parola la mancanza di autoresponsabilità A me non può succedere. Ci pensi

lo Stato a tutelare me stesso e gli altri.

da

una

informazione

scientifica

Una così prolungata limitazione dei diritti della persona pure a fronte della necessità di contrastare i danni alla salute propria e dei terzi specie dei soggetti più fragili, di contenere una epidemia gravissima e dalle

La insofferenza in realtà aumenta in proporzione alla

imprevedibili conseguenze pone la questione se non

severità delle regole imposte e alla diminuzione della

debba essere accompagnata da una attività adeguata

L’ABBRACCIO

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di informazione da parte delle pubbliche Autorità

umani ai fini di prostituzione o di sfruttamento anche

in grado di spiegare le ragioni di quella limitazioni , i

sessuale dei minorenni con la pedopornografia; le truffe

vantaggi che derivano dall’osservarla, i pericoli o i danni

organizzate con l’accesso abusivo alle reti informatiche;

che derivano dal non osservarla, evitando di affidare il

le estorsioni, l’usura, il riciclaggio di proventi conseguiti

giudizio delle persone alla

propalazione martellante

illecitamente; porta all’accaparramento di imprese legali

di notizie terrorizzanti accompagnate da una babele

in difficolta finanziarie ed economiche, alla alterazione

di pareri scientifici o pseudo tali attraverso i mezzi di

della libera concorrenza nell’economia anche attraverso

comunicazione audiovisivi e i social network, senza

la violazione delle regole sulla sicurezza del lavoro e di

alcuna selezione.

rispetto dell’ambiente e le violazioni delle leggi fiscali

Insomma, non sembra sbagliata la considerazione che non si sia dato il giusto peso al c.d. consenso informato- che pure oggi dovrebbe stare per volontà di legge alla base di ogni trattamento sanitario lecitoper persuadere le moltitudini a sottoporsi ad un

o doganali statali e comunitarie. Tutto ciò determina un dissesto civile oltre che economico e ambientale che estende i suoi effetti in tutti gli aspetti della vita ordinaria alimentando un sistema di vita incentrato sulla violenza sul malaffare e la sopraffazione a tutti i livelli.

trattamento sanitario, non del tutto privo di incognite

Per contrastare l’avanzare di questi fenomeni non è

e rischi anche se spesso amplificati. Da ciò deriva la

sufficiente l’accertamento e la repressione attraverso

ulteriore osservazione che quando in un ordinamento

gli organi dello Stato quali le Forze di Polizia e la

democratico si limitano fortemente le libertà individuali

magistratura o le associazioni politiche e sociali oneste.

non basta impartire la regola precetto di fare o non fare

Occorre diffondere e condividere una idea di Stato e di

e minacciare o applicare una sanzione ma occorre che

convivenza civile che per essere vincente non può che

le Autorità dello Stato facciano tutto il possibile per

partire dalla educazione nella famiglia ma soprattutto

avere il consenso delle persone coinvolte. Osservando le

nella scuola, specie quando la famiglia non è in grado

regole che si sono dati attraverso gli organi del sistema

di trasmettere spiegare e fare condividere prima ancora

composti dalle persone da loro elette o comunque

che dare regole educative

delegati a redigere le norme, i cittadini riescono non

Dove c’è disparità di trattamento non giustificata da

soltanto a stare insieme senza violenza o sopraffazione

diversità di situazioni non c’è legalità. Nella scuola

e progredire civilmente.

si trasmette non solo il sapere culturale

Il rispetto di tutti delle regole valide per tutti, approvate dagli organi rappresentativi che formano il potere legislativo in senso ampio, costituisce infatti il principio di legalità che non limita ma garantisce l’esercizio effettivo della libertà a ciascuno. Non c’è libertà senza legalità perché senza regole prevarrebbe sempre e solo la legge del più forte e della violenza. E i più forti non hanno bisogno di regole oppure le fanno a secondo della loro convenienza e del loro interesse. Ma la legalità e il rispetto della legge devono essere uguali per tutti e tutti sono uguali rispetto alla legge e alle regole. Le persone dovrebbero vedere bene che all’opposto della legalità c’è la sopraffazione con la minaccia, la violenza, la corruzione e l’abuso che al livello più alto si esprime in forme di criminalità organizzata.

scientifico

umanistico e tecnico ma soprattutto si formano i cittadini e le loro coscienze, insegnando e imparando a vivere insieme e instaurando delle relazioni positive tra le persone. Il concetto ed il significato di libertà di fare esprimersi, giocare, apprendere nel rispetto dei coetanei degli insegnanti, delle diversità, l’importanza del confronto che è anzitutto ascolto delle idee e dei sentimenti degli altri e la capacità di dialogare con loro, si formano sin da bambini e nella adolescenza. Nella scuola e nei luoghi di comunità si impara il valore della amicizia e dell’empatia con i propri simili e che le regole vanno osservate perché difendono dalle soperchierie, dalla violenza e dall’abuso e perciò hanno bisogno di un consenso convinto e di condivisione e non di diffidenza, sospetto o dispregio.

Il perseguimento del profitto senza rispetto delle

Li deve dispiegarsi il rispetto dell’altro, del più debole,

regole porta all’arricchimento illecito attraverso traffici

del diverso, l’aiuto a chi è in difficoltà. Ma è davvero

illeciti quali la produzione ed il commercio di sostanze

un compito improbo quello di educare, in famiglia e

stupefacenti, delle armi, dei rifiuti; la tratta degli esseri

nella scuola, a tali valori quando quotidianamente si

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L’ABBRACCIO


è letteralmente assediati o accompagnati sui mezzi

sapendo che il rischio di incorrere in sanzioni, che pure

audiovisivi e sui social network da una informazione

ci sono e possono essere assai pesanti (pecuniarie e

o da messaggi improntati ad aggressività, a violenza

anche limitative della libertà personale) è assai remoto

verbale, perentorietà di affermazioni, ad incapacità di ascolto e attenzione, di dialogo, a mancanza di rispetto delle posizioni e perfino della persona dei propri interlocutori.

Ma allora per favorire la diffusione di cognizioni pratiche che possano aiutare la comprensione di ciò che è giusto ma anche utile e di ciò che va evitato e per superare la naturale repulsione delle prescrizioni non condivise,

Come può la scuola da sola tessere una tela che la

occorre soprattutto saper creare curiosità e interesse

rete di comunicazione disfa quotidianamente? E più

verso concetti che sembrano molto lontani dalla vita

in generale quando, anche nella vita di ogni giorno

quotidiana delle persone, specie dei più giovani

prevale una idea di libertà che fa coincidere sempre il pensare con il fare e si ritiene che tutto sia permesso senza tener conto del rispetto e della dignità degli altri e dell’ambiente che ci circonda, non deve meravigliare che ogni regola che tenda a limitare questa idea di libertà venga percepita negativamente e quindi che appaia normale e giusto violarla. L’uso delle reti sociali o social network agevola questo costume perché consente di amplificare a dismisura l’espressione del proprio ego anche celandosi dietro false identità o

Occorre una comunicazione “agile ma tecnicamente corretta” capace di attirare l’attenzione e la curiosità, che aiuti a comprendere ciò che è giusto e utile e ciò che non lo è. Facendo alcuni esempi. È di fondamentale importanza spiegare ai giovani e confrontarsi con loro sulle conseguenze per la loro salute e la sicurezza di se stessi e degli altri che derivano dalla violazione di regole sulla guida con abuso di sostanze alcoliche o stupefacenti.

sostituendo la propria con quella di altri. Si possono

E’ di assoluto rilievo che sappiano come sono regolati

con lo strumento informatico commettere diffamazioni

i rapporti sessuali tra adolescenti e che è addirittura

aggravate, atti di ingiuria, minaccia o accanimento

un crimine avere rapporti sessuali senza consenso del

persecutorio

il

partner o dietro violenza o minaccia; ovvero, quando

disvalore dei propri atti, la permanenza nel tempo

pur essendovi il consenso, uno dei partecipanti abbia

e nello spazio informatico di tali espressioni, ovvero

meno di 14 anni o vi sia una differenza di più di quattro

senza

comprendere

esattamente

L’ABBRACCIO

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anni tra un infra tredicenne e il partner ovvero quando

Italia nel corso del primo semestre 2022 basandosi sulla

il rapporto sessuale ancorché condiviso intercorra tra

Guida galattica, una pubblicazione pregevole capace

un infra sedicenne e l’ascendente, il tutore, l’insegnante

di coniugare con semplicità informazioni tecnico

o una persona in cui il minore riponga fiducia per

giuridiche con casi pratici e curiosità.

ragioni di educazione cura vigilanza o custodia o tra un ultra sedicenne infra diciottenne e una di queste figure quando essa abusi del proprio ruolo per ottenere il

Occorre a questo punto però porsi una seconda domanda. Ma fino a che punto la regola va osservata? Che fare

consenso del minore. E che è un illecito vantarsi di questo sui social network magari propalando immagini o dati che violano la riservatezza e la dignità della persona carpite o diffuse

quando una regola sia pure legittimamente approvata secondo le procedure stabilite va contro dei valori universalmente riconosciuti?

E’ importante ad esempio

La volontà generale si esprime attraverso la legge cui

che si sappia quali conseguenze derivano dal cedere

tutti si devono conformare ma se questa confligge con

o vendere sostanze stupefacenti; dal molestare o

valori universali? Se la legge collide non con il nostro

offendere la reputazione di altri attraverso i social

egoismo ma con il senso di giustizia scritto nella

network, dal diffondere immagini in foto o video anche

coscienza di ogni uomo? Che fare?

di natura sessuale di altri senza il loro consenso ovvero

Si pensi alle legge razziali del 1938 attuate anche con la

quale effetto durevole e perpetuo senza possibilità di

delazione di non pochi con i relativi ignominiosi ordini

completo oscuramento, derivi dal mettere in rete anche

di esclusione segregazione e deportazione degli ebrei

immagini di rapporti o gesti sessuali di se stessi; quali

o alle esecuzioni sommarie anche di civili e bambini in

conseguenze derivano dal minacciare o usare violenza

base a rappresaglie illegali ordinate dai Comandi di uno

fisica morale o psicologica nei confronti di persone

Stato invasore o più in generale al tema della Antigone

conviventi, ovvero minacciare o molestare il proprio

di Sofocle che tenta di seppellire il fratello Polinice

partner o ex partner portandolo a temere per la propria

contro la volontà di Creonte re di Tebe che lo considera

incolumità o a cambiare abitudini di vita o a provare

un traditore, dove si contrappone al comando positivo

un grave stato di ansia; sapere in quali conseguenze

che vieta la sepoltura il diritto universale a concederla.

senza il suo consenso.

di tipo risarcitorio dei danni si incorra in quesii casi ma anche nel caso di vandalismo grafico, di maltrattamenti di animali, di danni all’ambiente provocati con l’ abbandono o la dispersione di rifiuti o sostanze inquinanti. Importante che si sappia quanto sia grave produrre

o

detenere

materiale

pedopornografico,

partecipare ad una rissa, commettere reati di percosse o lesioni specie per ragioni di odio razziale o di genere o

Si pensi alla tortura fisica o psicologica verso un detenuto magari per estorcere una dichiarazione o confessione o alla privazione della libertà di una persona

senza

un

provvedimento

motivato

della

autorità giudiziaria: sono gravi crimini e chi li esegue in base ad un ordine palesemente illegittimo commette lo stesso crimine di chi ha impartito l’ordine.

ai danni di disabili. Importante per converso conoscere

In questi casi è giusto non osservare le regole perché

quali strumenti e rimedi vi siano per prevenire o

violano diritti universali che devono permeare tutte le

contrastare tutto ciò, a chi ci si possa rivolgere per

altre regole.

avere aiuto protezione per denunciare. Anche in questo

Nel nostro sistema giuridico i diritti e i principi

la scuola può deve essere in grado anche attraverso figure di riferimento autorevoli ed empatiche di rendere consapevoli e partecipi gli allievi di queste informazioni.

fondamentali sono quelli di cui si occupano i primi 54 articoli della Costituzione e che possono essere lesi da condotte apparentemente “legali. In testa a tutti in

Mette conto qui ricordare lo straordinario progetto

particolare il principio di eguaglianza sancito dall’art.3

condotto dal Ministero della pubblica istruzione insieme

secondo cui tutti i cittadini hanno pari dignità sociale

al comitato per la legalità dell’Associazione nazionale

senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione

magistrati per diffondere interventi di valenti giuristi e

di opinioni politiche di condizioni personali e sociali,

psicologi ma anche di artisti e personalità dello sport

che richiama il principio dell’art. 1 della Dichiarazione

su queste e altre tematiche. Il progetto cd lexgo ha

universale dei diritti dell’uomo:” Tutti gli esseri umani

coinvolto insegnanti e alunni di moltissimi licei in tutta

nascono liberi e uguali in dignità e diritti“.

10

L’ABBRACCIO


Migranti, le regole e la convivenza in un’ottica di integrazione di Francesco Lalla, Garante dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Liguria

N

egli ultimi 30 anni l’immigrazione è tra i

esseri umani, rispondenti a quei principi sanciti dalla

fenomeni, in costante aumento, con il più

Dichiarazione dei diritti universali dell’uomo, adottata

intenso impatto sociale e politico che la civiltà

dall’ONU nel 1948 ed ancora oggi faro per la libertà e

moderna e anche il nostro Paese si trovi ad affrontare,

l’accoglienza dei popoli, per cui ciascun individuo ha

per le profonde implicazioni nel tessuto sociale, sulle

diritto alla vita senza discriminazione alcuna.

nostre vite quotidiane oltre che su quelle delle persone straniere, adulti e bambini, di varia provenienza e cultura. L’immigrazione sta cambiando profondamente la nostra società e coinvolge la dimensione sociale ed economica, riguarda le città, le scuole, gli ospedali, il mondo lavorativo, i servizi pubblici. Ci sono molti interrogativi,

che

da

decenni

animano

riflessioni,

Principi contenuti anche nella nostra Costituzione, in particolare agli articoli 2 e 3 che garantiscono, rispettivamente, i diritti inviolabili dell’uomo, la pari dignità sociale e l’uguaglianza dei cittadini senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni, di condizioni personali e sociali.

discussioni e paure, alimentate spesso da pregiudizi

Come affermato nel Patto Europeo sull’immigrazione,

e ideologie, su come gestire questo nuovo fenomeno

l’integrazione è la chiave del successo dell’immigrazione,

migratorio, flussi di persone che chiedono un luogo

un processo a “doppio senso” che vede protagonisti le

ove sia riconosciuta la propria libertà e dignità di

società ospitanti ma anche gli immigrati, attraverso un

L’ABBRACCIO

11


reciproco adattamento, in cui gli immigrati sono tenuti

la socializzazione, dunque la lingua e il lavoro sono i

a rispettare le regole ed i valori dei paesi ospitanti

principali mezzi di integrazione e inclusione culturale e

ma sono anche sollecitati ad arricchirli attraverso la

sociale. Credo che tutto ciò sia una grande sfida per il

conoscenza reciproca, lo scambio umano e culturale.

futuro.

L’accoglienza e l’integrazione si inseriscono pertanto

Analizzando da vicino la realtà del fenomeno migratorio,

quali elementi centrali sia nei nostri valori di comunità,

notiamo come lo stesso sia “familiare”, in quanto il

sia nell’agenda politica nazionale ed europea, che

migrante che giunge nella nuova comunità ospitante

affida alle norme giuridiche la definizione di politiche

nella normalità delle situazioni tende a stabilizzarvisi,

coordinate che dovrebbero essere orientate alla reale

ad inserirsi nel contesto sociale e lavorativo ed a creare

integrazione degli stranieri nelle comunità ospitanti.

lì la propria famiglia.

L’obiettivo dev’essere quello di costruire una civile

La realtà dei flussi migratori ci rivela spesso che ad

convivenza quotidiana. Il senso della comunità, la

intraprendere questi viaggi siano minorenni che, proprio

coesione sociale e la convivenza civile si costruiscono

per l’età, necessitano di “speciali cure e assistenza”.

intorno alla ricerca di regole di convivenza condivise,

Tra questi, i più vulnerabili sono i minori stranieri

attraverso

relazione

non accompagnati. Su questi ultimi vorrei riflettere

con gli altri, il riconoscimento e l’accettazione delle

particolarmente, citando la mia esperienza in qualità

diversità culturali e religiose, nel rispetto della libertà

di Garante dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza in

personale, della propria identità e nel riconoscimento

Liguria.

di quella altrui.

Basti pensare che in Liguria nel 2021 sono giunti oltre

il

dialogo,

l’esperienza

nella

L’integrazione si fonda al contempo

sull’uguaglianza dei diritti, sul rispetto dei medesimi doveri e sull’assunzione delle stesse responsabilità da parte di ognuno. Non è assimilazione ma condivisione e arricchimento di valori condivisi, nella convinzione che l’incontro di culture, tradizioni, lingue e religioni arricchisce reciprocamente. In questo contesto, l’istruzione, l’alfabetizzazione e

12

L’ABBRACCIO

540 minori stranieri non accompagnati, il doppio rispetto all’anno precedente ed il numero è in continua crescita. I minori stranieri non accompagnati, come previsto dalla Legge n. 47/2017, sono i minorenni non cittadini italiani o dell’Unione Europea che si trovano per qualsiasi causa nel territorio italiano, privi di assistenza e di rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti


per lui legalmente responsabili in base alle leggi vigenti

volontario è un cittadino che volontariamente e

nell’ordinamento italiano. Sono giovani, perlopiù in età

gratuitamente si rende disponibile ad esercitare la

adolescenziale, tra i 15 e i 17 anni, di diversa provenienza

rappresentanza legale di uno o più minorenni stranieri

(Egitto, Tunisia, Somalia, Albania, Bangladesh tra i

arrivati in Italia senza adulti di riferimento. Così facendo

principali) che giungono nel nostro territorio spesso

se ne assume la tutela ed è chiamato a garantirne cura,

compiendo viaggi rischiosi ed estenuanti, per mare

protezione e sostegno, li aiuta nel percorso di crescita e

attraverso la via del Mediterraneo, o via terra per la via

di costruzione della propria autonomia, lo accompagna

dei Balcani, alla ricerca di condizioni di vita migliori,

anche nelle scelte che riguardano il percorso formativo

per scappare da carestie, povertà estrema, guerre,

e lavorativo, nella prospettiva di una permanenza attiva

persecuzioni nel proprio Paese.

e integrata nel nostro territorio. Il tutto all’interno di una

Per questi ragazzi il viaggio della speranza è un investimento della famiglia nei confronti del figlio, in quanto il giovane è spinto a partire per cercare lavoro e sostenere economicamente il resto della famiglia;

coesa rete di persone e istituzioni che se ne occupano, tra i quali gli educatori della comunità alloggio che li ospita occupandosi della loro cura e all’interno di un progetto migratorio.

oppure è la fuga per la sopravvivenza, contro guerre e

Il ruolo di tutore volontario ha una fondamentale

soprusi e, in questo caso, la famiglia d’origine è fragile

componente umana, che coinvolge la mente e il cuore,

e quasi inesistente. In questo contesto, il principio del

che porta ad accrescere l’apertura all’altro e si gioca

“superiore interesse del minorenne”, sancito dalla

sulla fiducia sul piano sociale e relazionale di ambedue

Convenzione ONU sui diritti del fanciullo del 1989,

le parti. E’ impegnativo ma molto gratificante, come ho

ratificata dall’Italia con legge n. 176/1991, e dall’art. 24

ascoltato dai tutori che svolgono tale funzione.

della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea, e il principio più ampio del rispetto della “dignità umana”, devono guidare ogni decisione degli organi legislativi, della pubblica amministrazione, del sistema giudiziario e delle istituzioni private nei confronti delle persone di età inferiore ai 18 anni, riconoscendo loro particolare tutela e protezione. Le istituzioni e la comunità adulta diventano il contesto culturale di riferimento che può accompagnarli nel percorso di

Dall’altro punto di vista, per il minore è di fondamentale importanza avere accanto un adulto che si prenda cura di lui, che tuteli i suoi diritti, ma che rappresenti anche una figura educativa, non soltanto legata alla gestione dei compiti burocratici. La figura del tutore volontario è, pertanto, espressione di solidarietà sociale ed occasione di promozione della cultura dell’accoglienza. Esprime una genitorialità sociale e una cittadinanza attiva perché non agisce soltanto per la rappresentanza

crescita, ascoltare le loro storie, aspettative e guidarli

legale, ma instaura anche una relazione umana ed

in percorsi che permettano loro di sviluppare la propria

educativa con il minore.

identità nel senso più ampio, fisico e psicologico, per la transizione all’età adulta e di integrarsi nella vita attiva del nostro Paese, nel rispetto reciproco delle regole di civile convivenza. È un percorso complesso, in quanto si tratta di giovani con cultura, tradizioni e valori

Ritengo che la Legge n. 47/2017 sia illuminante, una delle

migliori

norme

recentemente

adottate

che

prevede importanti misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati.

differenti dai nostri, che si muovono tra l’infanzia e l’età

L’incarico di promuovere e facilitare la nomina di

adulta e che, rispetto alla generalità dei loro coetanei, si

tutori volontari per minori stranieri non accompagnati,

trovano a far fronte a situazioni adulte, con un vissuto

nonché di selezionare e formare gli aspiranti tutori

che ha spesso un carico emotivo molto intenso, con

volontari è affidato dall’art. 11 della Legge n. 47/2017 ai

il problema della lingua e del contesto culturale e

Garanti regionali per l’infanzia e l’adolescenza, mentre

sociale che li porta talvolta a sentimenti di isolamento e

la nomina spetta al Tribunale per i minorenni.

disorientamento.

Dal

2017,

pertanto,

il

Garante

dell’Infanzia

e

Nel tentativo di dare l’opportunità di costruire legami

dell’adolescenza tiene ogni anno diversi corsi per la

umani e sociali, in grado di accompagnare il minore

selezione e la formazione di aspiranti tutori volontari,

straniero

percorso

grazie all’adesione di cittadini liguri con la volontà

di crescita e integrazione, la Legge n. 47/2017 ha

di intraprendere il ruolo. Ad oggi sono state svolte 15

introdotto la figura del tutore volontario.

edizioni del corso, formando circa 190 tutori volontari.

solo

sul

nostro

territorio

nel

Il tutore

L’ABBRACCIO

13


L’infelicità di una società senza limiti di Stefano Tomelleri, professore ordinario di sociologia presso l’Università degli Studi di Bergamo

Premessa

N

ella società contemporanea si ha la sensazione

sviluppo del capitalismo. Il capitalismo, infatti, è stato

che il senso del limite sia costantemente

in grado, non solo di indurre l’uomo a desiderare, come

messo in discussione da una frenetica rincorsa

hanno dimostrato gli studiosi della Scuola di Francoforte,

all’autorealizzazione individualistica. L’impressione è

ma, nella sua versione neoliberista, è stato anche

che l’interesse generale, la condivisione di un quadro

straordinariamente abile nell’incanalare il desiderio

di riferimento civile e responsabile, sia vissuto dalla

in forme economiche e di metterlo in produzione. In

maggior parte delle persone come un ostacolo alla

questa capacità di trasformazione il desiderio, di

realizzazione egoistica. Certo, non tutte le comunità o

indurlo e di incanalarlo, consiste la dimensione frizzante

i gruppi sociali condividono questa visione egocentrica

della cultura neoliberista: lo specifico culturale è di

della vita in comune. Né tutte le persone vivono il limite

abolire ogni divieto e senso del limite al desiderio, in

come una privazione della propria libertà. Tuttavia, molti

modo da creare sempre nuovi orizzonti per la propria

comportamenti sociali attuali mostrano individui sempre

espansione. Il piano culturale è fondamentalmente

più ripiegati su sé stessi, impegnati a “far carriera”, “ad

incentrato

aver successo”, indisposti a rinunciare alla loro scelte

desiderio, sempre più individualistico e senza limiti.

sulla

promessa

di

realizzazione

del

individuali a vantaggio di un più ampio disegno sociale o in nome di una responsabilità condivisa. Insomma, sotto la spinta di desideri sempre più individualistici,

Mimesi e desiderio

l’interesse generale sembra aver progressivamente

Per una comprensione delle dinamiche sociali, che

perso la capacità di mobilitare energie e forze sociali.

hanno portato a una progressiva erosione del “senso del limite”, è importante soffermarsi sulla natura

La cultura neoliberista del desiderio

del desiderio e sul suo rapporto con il capitalismo contemporaneo.

In

un

universo

culturalmente

Una spiegazione di questa deriva individualistica

egualitario e concorrenziale, come la società attuale, i

radicale è possibile attraverso l’analisi della fase

rapporti tra le persone non dipendano dai limiti posti

neoliberista del capitalismo, che ha saputo non solo

socialmente, ma, come direbbe l’antropologo René

rispondere ai nuovi desideri emergenti, ma anche

Girard, da un mimetismo concorrenziale.

orientarli e alimentarli.

La

Tale capacità di manipolare

natura

mimetica

del

desiderio

implica

una

i desideri si manifesta negli stilli di consumo, nei

rivisitazione dell’idea classica di desiderio e di mobilità

prodotti, nelle forme di produzione e di economia

sociale. Non è importante la pulsione di un soggetto

che caratterizzano la fase di sviluppo del capitalismo

che desidera per natura. Non è nemmeno il fascino

neoliberista. Alla base del neoliberismo, infatti è sottesa

esercitato da alcuni oggetti, che appaiono desiderabili

una specifica visione antropologica dell’uomo, che lo

per via di condizionamenti sociali o culturali immaginati

immagina soggetto desiderante. Sin dalle sue origini

come esterni, ad attivare il nostro desiderio. Nemmeno

storiche (1979), la cultura neoliberista promette il

un oggetto diventa desiderabile per la sua scarsità

superamento di ogni limite e l’abolizione di ogni divieto,

economica o per le sue qualità intrinseche. Il desiderio

per rendere disponibile ciò che tradizionalmente era

nella società attuale dipende dal confronto con l’altro,

indisponibile.

da ciò che l’altro è o possiede, da una molteplicità di

La progressiva liberazione del desiderio da ogni vincolo sociale è una costante invariante nelle differenti fasi di

14

L’ABBRACCIO

modelli da imitare. Sempre più il desiderio aspira ad annullare le differenze (generazionali, culturali, sociali) per ottenere ciò che vuole e assomigliare al modello


da emulare. Il desiderio mimetico nella rincorsa

dove le persone sono votate all’invidia e invitate ad

frenetica alla sua realizzazione cerca di annullare il

abbandonare ogni limitazione ai propri desideri per

limite e gli ostacoli che si frappongono tra sé e la

cercare la piena realizzazione di sé.

propria realizzazione. E questa azione tende a essere

In un contesto sociale fortemente individualistico le

inarrestabile.

tendenze del desiderio si trasformano ben presto in spinte ultra-competitive. Un ambiente individualistico è

Vivere senza limiti

naturalmente molto competitivo, perché ogni persona si sente legittimata ad aver le stesse opportunità

L’erosione del senso del limite è tutt’uno con la

degli altri, gli stessi desideri, le stesse ambizioni. I

dinamica del desiderio mimetico, che il neoliberismo

desideri si vogliono illimitati, sempre più esposti al

ha interpretato nei suoi sistemi di produzione. La

rischio dello scacco nella rincorsa di mete sempre più

promessa di realizzazione dei desideri di strati sempre

irraggiungibili. La competizione si intensifica e l’altro è

più ampi della popolazione è stata portata avanti

sempre più vissuto come l’ostacolo da superare per il

grazie al consumo di massa. Questa tendenza ha

raggiungimento dei propri desideri.

costituito il motore per lo sviluppo dei mercati interni,

È

prima, e globali, poi, alimentando la convinzione che le

nemmeno quello degli individui più abili, possa avere

condizioni sociali di realizzazione dei desideri sarebbero

la certezza del proprio successo futuro. Quando

state destinate a un miglioramento progressivo e

chiunque si sente legittimato a raggiungere qualunque

illimitato. Nella società contemporanea siamo circondati

cosa, e niente può più frenare la corsa verso la meta

da modelli da imitare, da testimonial pubblicitari, da

desiderabile, il desiderio si trasforma in gare contro rivali

persone da invidiare, che ci invitano a desiderare ciò che

sempre più prossimi e abili.

essi desiderano. Noi viviamo in un universo culturale,

In questo scenario, l’interesse generale, le regole di

così

accade

che

nessun

desiderio

individuale,

L’ABBRACCIO

15


convivenza civile, il rispetto dell’altro, la condivisione

persone a un’affannosa quanto interminabile corsa alla

di alcuni principi ordinatori della vita in comune, sono

realizzazione di un desiderio che si vuole insaziabile. In

un limite alle ambizioni individuali. Tuttavia, senza un

ultima analisi, la condanna finale di una dinamica della

limite e senza regole condivise nessuna società è poi

vanità è, come aveva già intuito il romanziere Stendhal,

in grado di garantire quella continuità e solidarietà dei

l’infelicità.

legami sociali, che sono condizione necessaria per una buona convivenza civile e per la realizzazione delle biografie personali. Infatti, la psicologia individuale

Riscoprire il senso del limite

finisce inevitabilmente per risentire di questa condizione

Nella nostra società, dunque, è necessario riscoprire il

di competizione permanente, precipitando in forme più

senso del limite. È quanto mai necessario se vogliamo

o meno depressive. La frenesia competitiva si trasforma

porre un freno a un desiderio che rischia una deriva

in un sentimento di frustrazione, e il fallimento personale

frustrante e depressiva. Il limite posto dai genitori,

tende ad essere vissuto come un sentimento di

dagli insegnanti e dalle figure educative, dalle altre

ingiustizia di fronte al successo dell’altro. Dall’incertezza

persone è una condizione necessaria per un desiderio

di un individuo mai pienamente realizzato, perché

che altrimenti s’immagina come illimitato. È necessario,

sempre più spinto ad andare oltre, si approda alla rabbia

perciò, un orizzonte culturale capace di riconoscere nel

e al risentimento, che tende a diffondersi nel tessuto

limite della propria crescita un valore di sostenibilità per

sociale.

la persona e la società nel suo insieme. L’idea di base è

La promessa del neoliberismo è che le persone possano

che lo sviluppo economico debba rispondere non solo

essere felici semplicemente desiderando senza alcun

a limiti quantitativi, ma anche qualitativi, secondo il

vincolo sociale. Questa promessa è purtroppo un’amara

principio per cui nessuna autorealizzazione è sostenibile

menzogna dell’invidia: quando il criterio prevalente è

a lungo, perché essa prescinde dal contesto relazionale,

la ricerca della performance e dell’autorealizzazione

ambientale circostante, e cosa ancora più importante, da

nel confronto con l’altro, il risultato è la condanna delle

un senso del limite socialmente condiviso.

16

L’ABBRACCIO


Vivere le regole al tempo del Covid di Monica Raiteri, docente di Sociologia giuridica, della devianza e del mutamento sociale Università di Macerata, membro nucleo di valutazione Ateneo, Università di Genova

L’

emergenza sanitaria ha prodotto conseguenze

quasi mai, il cambiamento delle regole sociali è

e mutamenti che hanno fortemente inciso sulla

istantaneo.

Viceversa,

nostra vita comunitaria e sulle regole che la

mutamenti

incrementali

normalmente dei

si

registrano

comportamenti

che

presiedevano, al punto da essere date per scontate nella

nel tempo si sedimentano fino a divenire “un’altra

vita quotidiana. Si è trattato di mutamenti istantanei: per

norma”, che si sostituisce alla precedente, e che gli

esempio, mantenere il distanziamento “sociale” (e non è

attori sociali interiorizzano e adottano come modalità

chi non veda nella denominazione di questa pratica, il cui

di comportamento in una determinata situazione.

obiettivo è di “allentare” l’interazione tra le persone, un

La sociologia mainstream definisce questo processo

ossimoro); evitare gli “assembramenti”, che dal punto di

“origine culturale delle norme”.

vista sociologico si identificano con i gruppi sociali mentre, dal punto di vista giuridico, richiamano lo scioglimento come tecnica di mantenimento dell’“ordine pubblico” risalente al Testo Unico di Pubblica Sicurezza; evitare di stringere la mano, abbracciarsi o avere un qualsiasi contatto fisico, potenziale vettore di trasmissione del virus. Gesti, questi ultimi, che erano del tutto abituali, al punto da contrassegnare la nostra cultura: in un bel libro di qualche anno fa, The Grammar of Society. The Nature and Dynamics of Social Norms (2006), Cristina Bicchieri ha spiegato la difficoltà per uno straniero di apprendere i divieti socialmente rilevanti, che non sono codificati, per esempio quello di toccare le persone con cui non si ha

Ricapitolando, con l’emergenza sanitaria sono venuti meno tre capisaldi del mutamento delle norme sociali così come tradizionalmente rappresentato dall’analisi sociologica: la condivisione da parte dei consociati, l’orizzonte temporale entro cui il mutamento si colloca e,

infine,

l’interiorizzazione

della

“nuova”

norma,

sostitutiva del precedente comportamento. In

mancanza

di

tali

elementi,

che

presiedono

all’osservanza delle norme, si sono prospettate due soluzioni: la prima ha richiesto di agire sulla struttura delle regole; la seconda è consistita nella rivalutazione dell’aspetto

etico,

e

in

particolare

solidaristico,

confidenza, e lo stupore degli americani davanti ai suoi

dell’ottemperanza.

comportamenti da “italiana”, fortemente improntati al

La tradizionale struttura delle regole, costruita in modo

contatto fisico, che costituisce in realtà una violazione di

dicotomico come obbligo/divieto, è stata integrata da

una loro radicata norma sociale.

un terzo genus, la “raccomandazione”. Le regole che

Il subitaneo mutamento delle regole di comportamento si è riflesso sulla capacità di adattamento degli attori sociali: una capacità di adattamento che è stata fortemente stressata dall’imposizione del mutamento stesso, che, al di là della fondatezza della costruzione giuridica delle decisioni sottese a tale imposizione, non è il modo in cui normalmente le regole mutano. Infatti, le regole, e fra queste soprattutto le regole di comportamento sociale, mutano per un tacito “accordo” cooperativo di coloro che compongono un gruppo sociale, che sostituiscono un comportamento ad un altro ritenendolo più efficace per la gestione delle loro interazioni. Possiamo quindi sostenere che le regole di comportamento mutano per condivisione e non per imposizione. Non solo: difficilmente, anzi

hanno governato l’emergenza non avrebbero potuto essere costruite secondo lo schema dell’obbligo/ divieto

perché

evidentemente

la

loro

richiesto

un

ottemperanza

avrebbe

eccezionale

apparato

di enforcement per il controllo e la sanzione delle violazioni. Un apparato che, in realtà, durante i momenti più drammatici del lockdown, è stato predisposto – chi non ricorda l’immagine del runner solitario che correva sulla spiaggia inseguito dall’elicottero della polizia? O il controllo delle autocertificazioni necessarie per allontanarsi al massimo di 200 mt. dalla propria abitazione? – perché in quell’inedito frangente le disposizioni dei d.p.c.m. non avrebbero potuto risultare inefficaci: non solo per evidenti ragioni connesse al contenimento dell’epidemia, ma anche per ragioni

L’ABBRACCIO

17


simboliche e, in senso ampio, educative. Al contempo

disattese: tuttavia la smobilitazione degli apparati

si è evidenziata l’assoluta insostenibilità di tale misura

di controllo è stata socialmente accettata a fronte

al di fuori del periodo emergenziale, per ragioni

dell’esigenza di un’immediata “smilitarizzazione” della

logistiche (il personale necessario) ed economiche.

società essenziale per governare il conflitto sociale, che

Se l’implementazione di queste norme (e delle norme

stava emergendo dalla condizione di latenza.

in generale) richiedesse un così imponente apparato

Del resto neppure la natura di queste norme, e

di controllo la conseguenza sarebbe che diverrebbero

conseguentemente

rapidamente inefficaci, non riuscendo a determinare la

abilitati

motivazione alla conformità degli attori sociali: è l’idea

chiaramente determinata: si tratta di norme che hanno

che il cittadino comune esprime dicendo “se non si

finito per collocarsi in uno spazio assolutamente

fanno i controlli le norme non servono a nulla”. È noto

indefinito tra il diritto penale e l’amministrativo, pur

che le norme emergenziali sono state frequentemente

senza essere norme penali, perché la loro produzione

18

L’ABBRACCIO

a

la

sanzionare

legittimazione

dei

le

è

violazioni,

soggetti

mai

stata


avrebbe richiesto procedure legislative che non è

per cui la mascherina (e il relativo obbligo) erano

mai stato chiarito se lo stato di emergenza avrebbe

stati imposti e ad essere assimilato all’approccio etico

consentito di eludere, e con forti perplessità anche su un

tipico di alcune culture orientali. Inoltre, si è trattato di

possibile carattere amministrativo. Senza addentrarci in

una norma la cui violazione è stata spesso intesa alla

tecnicismi giuridici questa vaghezza ha definitivamente

stregua di una norma sociale, e conseguentemente

aperto la strada alla “raccomandazione”, che è così

sanzionata dagli stessi appartenenti al gruppo sociale,

divenuta la costruzione tipica delle norme emergenziali.

che ne hanno preteso l’osservanza, indipendentemente

Il

a seconda dei periodi) l’obbligatorietà.

caso

della

mascherina

è

emblematico:

prima

obbligatoria in qualsiasi circostanza; poi obbligatoria nei luoghi chiusi; infine obbligatoria solo sui mezzi pubblici di trasporto e nelle strutture sanitarie, e per il resto raccomandata o consigliata (per esempio ai seggi durante le elezioni amministrative e agli esami). Le differenze fra queste tre situazioni riguardano la necessità (o meno) di svolgere controlli e – dal lato delle norme sociali – la pretesa dell’ottemperanza

dalla costruzione giuridica che ne disciplinava (o meno,

Il lemma “raccomandazione” echeggia sfumature di significato già presenti nella letteratura duecentesca e nei rituali della Chiesa, che appaiono accomunate da due elementi: l’esortazione e l’affidamento a fini di “cura” (custodia o protezione). Queste gradazioni di significato fanno immediatamente comprendere che l’ottemperanza alle norme emergenziali è stata incentivata facendo leva sull’elemento solidaristico

alla norma. A prescindere dalla costruzione giuridica

insito nella protezione di se stessi, ma soprattutto

della norma (e delle sue variazioni nel tempo e nella

degli altri, e in tal modo rivalutando un aspetto

regolazione delle diverse situazioni) nelle pratiche

dell’osservanza delle norme, e quindi della conformità,

sociali l’uso della mascherina è stato fortemente

spesso relegato sullo sfondo: il fatto che essa costituisce

interiorizzato: è cioè entrato a far parte delle abitudini

un elemento identitario che segna l’appartenenza ad

e delle routines, fino a travalicare la logica e gli obiettivi

una comunità.

L’ABBRACCIO

19


SOSTIENI IL CEIS GENOVA Con il tuo contributo potremo portare avanti i progetti di agricoltura sociale, finanziare le attività sportive per le comunità di minori, potremo finanziare progetti di reinserimento lavorativo e sviluppare campagne di prevenzione. COME PUOI SOSTENERCI Tramite Bonifico Bancario presso Banca Prossima S.p.A. Iban IT85 B033 5901 6001 0000 0007 632 Tramite Donazione on line collegandoti all’ indirizzo www.ceisge.org/ceis-genova-sostienici oppure Devolvi il tuo 5x1000 a Fondazione Centro di Solidarietà Bianca Costa Bozzo Onlus C.F. 95080550106

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L’ABBRACCIO


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